Mediatore del Parlamento europeo per i casi di sottrazione internazionale di minori

 
 

La carica di Mediatore del Parlamento europeo per i casi di sottrazione internazionale di minori è stata creata nel 1987 su iniziativa di Lord Plumb, nell'intento di aiutare i minori nati da coppie sposate e non sposate di diversa nazionalità vittime di sottrazione da parte di un genitore.

Il ruolo del Mediatore consiste nel contribuire al raggiungimento di soluzioni reciprocamente accettabili nell'interesse superiore del minore quando, in seguito alla separazione di coniugi/partner di diversa nazionalità o che vivono in diversi paesi, un figlio viene sottratto da uno di essi all'altro. Nel 2014 è stata nominata Mediatore del Parlamento per i casi di sottrazione internazionale di minori Mairead McGuinness, che succede a Roberta Angelilli (2009-2014), Evelyne Gebhardt (2004-2009), Mary Banotti (1995-2004) e Marie-Claude Vayssade (1987-1994).

 
 

L'Ufficio ha svolto negli anni un ruolo importante di coordinamento e approfondimento della materia e ha proposto soluzioni in diversi casi specifici. Oggi, la scelta dello strumento della mediazione familiare per i casi di sottrazione internazionale di minori è divenuta proposta nelle conclusioni del Consiglio europeo di Stoccolma (2009) e nel Piano d'azione per l'attuazione del programma di Stoccolma della Commissione (2010).

Il Parlamento europeo partecipa attivamente non solo al dibattito legislativo, ma anche mettendo l'esperienza dell'Ufficio del Mediatore al servizio dei cittadini, tenendo sempre in considerazione il superiore ed esclusivo interesse del minore.

 

L'Ufficio del Mediatore è gestito da un avvocato ed esperto giuridico nel settore del diritto internazionale di famiglia, Simona Mangiante, che è altresì la referente per il trattamento delle richieste.

 
 
Cos'è la mediazione?

La mediazione è una forma alternativa di risoluzione delle controversie volta alla gestione positiva dei conflitti. Essa ha lo scopo di indurre le parti a trovare una soluzione accettabile e soddisfacente per entrambe grazie all'assistenza di un terzo soggetto: il mediatore.

Nei casi di sottrazione internazionale di minori, l'obiettivo della mediazione è quello di raggiungere un accordo negoziato nell'interesse esclusivo del minore. La responsabilità principale del Mediatore del Parlamento europeo per i casi di sottrazione internazionale di minori consiste nell'assistere i genitori nella ricerca della soluzione migliore nell'interesse del figlio.
Allo scopo di risparmiare ai bambini e ai genitori la tensione emotiva e psicologica derivante da un'azione giudiziaria, il Mediatore del Parlamento fornisce informazioni e consigli su un modo alternativo per comporre la controversia: la mediazione.

Metodo della procedura di mediazione

I genitori che desiderano ricorrere a una procedura di mediazione sono convocati presso il Parlamento europeo o il luogo di residenza del minore (a seconda delle circostanze del caso) per discutere apertamente la controversia al di fuori del rigido contesto di un processo giuridico; la procedura offre un sostegno autorevole e valido per cercare di rendere la discussione possibile e fruttuosa.

Dopo aver ricevuto una segnalazione da parte di un cittadino, l'Ufficio del Mediatore procede innanzitutto alla valutazione della richiesta:

    a/ se non sussistono cause giuridiche di esclusione della procedura (ad esempio una fattispecie penale), si procede all'apertura formale della mediazione e si richiede alle parti di sottoscrivere una dichiarazione di accettazione della procedura di mediazione;

    b/ si avvia il dialogo con le parti, attraverso l'organizzazione di audioconferenze e lo scambio di corrispondenza postale e informatica per definire i punti essenziali della "negoziazione";

    c/ una volta raggiunti elementi comuni di accordo, si procede alla stesura della "Bozza di accordo" che sarà poi discussa per l'approvazione definitiva in sede di mediazione;

    d/ la mediazione si svolge presso il Parlamento Europeo, alla presenza delle parti (talvolta in video/teleconferenza), del personale dell’Ufficio del Mediatore e dei rappresentanti legali delle parti, se coinvolti;

    e/ in caso di video/teleconferenza le parti sono ospitate in sedi "istituzionali", quali ambasciate, consolati o delegazioni dell'Unione europea;

    f/ una volta raggiunto l'accordo di mediazione, esso viene sottoscritto dalle parti e dal Mediatore e acquista ufficialità.

La natura dell'accordo di mediazione è quella di un contratto privato tra le parti.
Il consenso mediante il quale le parti manifestano l’accordo rispetto ai punti discussi in sede di mediazione costituisce l'elemento di legittimazione giuridica del contratto.
Il Mediatore, nell’assistere le parti nella composizione dell’accordo, ne garantisce la legittimità assicurando che tutto quanto concordato risponda a criteri di legalità ed equità.

L’accordo di mediazione, così concluso, può essere omologato, su iniziativa delle parti, presso le Corti competenti negli Stati di origine e/o residenza delle parti e costituire, se del caso, la base per una definizione consensuale della separazione o del divorzio.

Il servizio di mediazione offerto ai cittadini è gratuito. Il Parlamento europeo offre alle parti il sostegno giuridico necessario alla realizzazione di un accordo strutturato e legittimo, con la garanzia istituzionale del Mediatore.

Vantaggi ed effetti della procedura

Un accordo tra le parti raggiunto grazie a una procedura di mediazione può evitare un inutile spostamento del minore, permette ai genitori di affrontare attivamente e direttamente tutte le questioni riguardanti la famiglia ed è più rapido e meno costoso di un'azione giudiziaria. Una volta compreso, accettato e firmato dalle parti, l'accordo può essere comunicato al tribunale, che ne ufficializza i termini con un'ordinanza riconosciuta e applicabile in altri paesi.

 
 
Esempio di un caso concreto
Child Abduction Diapo  
© Foto Unione europea

Una controversia familiare fra una madre francese e un padre israeliano relativa ai diritti di custodia è stata presentata al Mediatore del Parlamento europeo per i casi di sottrazione internazionale di minori.

I genitori non hanno mai vissuto insieme e, due anni dopo la nascita del bambino, il padre ha citato la madre in giudizio per tentare di ottenere la custodia congiunta, così da poter contribuire allo sviluppo del bambino e partecipare attivamente alla sua vita.

All'inizio la madre aveva accettato di trasferirsi in Israele, ma qualche mese dopo è ritornata con il bambino in Francia per occuparsi della madre malata. Il padre ha allora intentato un'azione legale contro la madre per sottrazione internazionale di minore.

A questo punto la madre ha sottoposto il caso a Roberta Angelilli, Mediatore del Parlamento europeo per i casi di sottrazione internazionale di minori, che, insieme alla sua consulente legale, Simona Mangiante, ha organizzato la procedura di mediazione, svoltasi nei locali del Parlamento europeo con la partecipazione delle due parti collegate in videoconferenza.

La procedura si è conclusa con un accordo di mediazione, che comprende la fissazione del luogo di residenza del minore, la custodia parentale e i diritti di visita.

 
 
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Mediatrice del Parlamento europeo per i casi di sottrazione internazionale di minori
 
 
 
Articolo 24 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea
Diritti del bambino
 
  1. I bambini hanno diritto alla protezione e alle cure necessarie per il loro benessere. Essi possono esprimere liberamente la propria opinione; questa viene presa in considerazione sulle questioni che li riguardano in funzione della loro età e della loro maturità.
  2. In tutti gli atti relativi ai bambini, siano essi compiuti da autorità pubbliche o da istituzioni private, l'interesse superiore del bambino deve essere considerato preminente.
  3. Ogni bambino ha diritto di intrattenere regolarmente relazioni personali e contatti diretti con i due genitori, salvo qualora ciò sia contrario al suo interesse.