Mediatore del Parlamento europeo per i casi di sottrazione internazionale di minori

 
 

La carica di Mediatore del Parlamento europeo per i casi di sottrazione internazionale di minori è stata creata nel 1987 su iniziativa di Lord Plumb, nell'intento di contribuire alla soluzione delle situazioni di conflitto che sorgono quando, in seguito alla separazione di una coppia mista di genitori, un figlio viene sottratto da uno di essi all'altro. Nel 2009 è stata nominata Mediatrice del PE l'italiana Roberta Angelilli, che succede a Marie-Claude Vayssade (1987-1994) e Mary Banotti (1995-2004) e Evelyne Gebhardt (2004-2009).

Il ruolo del Mediatore consiste nel favorire il raggiungimento di un accordo volontario tra il genitore che ha sottratto il figlio e l'altro genitore, tenendo presente principalmente l'interesse del figlio o dei figli. Poiché ogni bambino ha diritto a entrambi i genitori, questi possono chiedere una procedura di mediazione al riguardo.

 
 
Cos'è la mediazione?

La mediazione è una forma alternativa di risoluzione delle controversie volta alla gestione positiva dei conflitti. Essa ha lo scopo di indurre le parti a trovare una soluzione accettabile e soddisfacente per entrambe grazie all'assistenza di un terzo soggetto: il mediatore.

Nei casi di sottrazione internazionale di minori, l'obiettivo della mediazione è quello di raggiungere un accordo negoziato nell'interesse esclusivo del minore. La responsabilità principale del Mediatore del Parlamento europeo per i casi di sottrazione internazionale di minori consiste nell'assistere i genitori nella ricerca della soluzione migliore nell'interesse del figlio. Va quindi sottolineato che il compito fondamentale del Mediatore è quello di tutelare al meglio gli interessi superiori del bambino sottratto. Allo scopo di risparmiare ai bambini e ai genitori la tensione emotiva e psicologica derivante da un'azione giudiziaria, il Mediatore del PE fornisce informazioni e consigli su un modo alternativo per comporre la controversia, la mediazione.

 
 
Metodo della procedura di mediazione

I genitori che desiderano ricorrere a una procedura di mediazione sono convocati presso il Parlamento europeo o il luogo di residenza del minore (a seconda delle circostanze del caso) per discutere apertamente la controversia al di fuori del rigido contesto di un processo giuridico; la procedura offre un sostegno autorevole e valido per cercare di rendere la discussione possibile e fruttuosa.

Per garantire l'efficacia e la professionalità dell'intervento di mediazione, il Mediatore del PE sovrintende alla designazione, per ciascun caso, di un appropriato comitato di mediatori.

Vantaggi ed effetti della procedura

Un accordo tra le parti raggiunto grazie a una procedura di mediazione può evitare un inutile spostamento del bambino, permette ai genitori di affrontare attivamente e direttamente tutte le questioni riguardanti la famiglia ed è più rapido e meno costoso di un'azione giudiziaria. Una volta compreso, accettato e firmato dalle parti, l'accordo può essere comunicato al tribunale, che ne ufficializza i termini con un'ordinanza riconosciuta e applicabile in altri paesi.

 
 
Il ruolo del Mediatore

Il numero di matrimoni binazionali nell'UE è in costante aumento. Quando queste unioni falliscono, gli ex coniugi decidono spesso di tornare nel paese di origine. Se una coppia ha un figlio comune, la situazione può diventare molto complicata. Frequentemente, dopo la separazione, il genitore che non ha la custodia del figlio lo sottrae o rifiuta di restituirlo dopo una visita regolare.

Un altro scenario è ancora più comune: i minori sono trasferiti o trattenuti dall'affidatario, senza l'autorizzazione dell'altro genitore. In questo caso si ha una violazione dei diritti del genitore non affidatario, che sfocia spesso in azioni giudiziarie.

La responsabilità principale del Mediatore del Parlamento europeo per i casi di sottrazione internazionale dei minori consiste nell'assistere i genitori nella ricerca della soluzione migliore nell'interesse del figlio. Va quindi sottolineato che il compito fondamentale del Mediatore è quello di tutelare gli interessi superiori del bambino sottratto. Allo scopo di risparmiare ai bambini e ai genitori, nonché ad altre persone direttamente coinvolte come i nonni, la tensione emotiva e le lacerazioni derivanti da un'azione giudiziaria, il Mediatore del PE fornisce informazioni e consigli su un modo alternativo per comporre la controversia, la mediazione.

Un accordo tra le parti raggiunto grazie a una procedura di mediazione può evitare un inutile spostamento del bambino, permette ai genitori di affrontare attivamente e direttamente tutte le questioni riguardanti la famiglia ed è più rapido e meno costoso di un'azione giudiziaria. Una volta compreso, accettato e firmato dalle parti, l'accordo può essere comunicato al tribunale, che ne ufficializza i termini con un'ordinanza riconosciuta e applicabile in altri paesi.

Per garantire l'efficacia e la professionalità dell'intervento di mediazione, il Mediatore del PE sovrintende alla designazione, per ciascun caso, di un appropriato comitato di mediatori, composto, per quanto possibile, secondo questo criterio: una donna e un uomo, un giurista e un non giurista, che parlino entrambi le due lingue delle parti in causa.

 
 
Esempio di un caso concreto
Child Abduction Diapo  
© Foto Unione europea

Una controversia familiare fra una madre francese e un padre israeliano relativa ai diritti di custodia è stata presentata al Mediatore del Parlamento europeo per i casi di sottrazione internazionale di minori.

I genitori non hanno mai vissuto insieme e, due anni dopo la nascita del bambino, il padre ha citato la madre in giudizio per tentare di ottenere la custodia congiunta, così da poter contribuire allo sviluppo del bambino e partecipare attivamente alla sua vita.

All'inizio la madre aveva accettato di trasferirsi in Israele, ma qualche mese dopo è ritornata con il bambino in Francia per occuparsi della madre malata. Il padre ha allora intentato un'azione legale contro la madre per sottrazione internazionale di minore.

A questo punto la madre ha sottoposto il caso a Roberta Angelilli, Mediatore del Parlamento europeo per i casi di sottrazione internazionale di minori, che, insieme alla sua consulente legale, Simona Mangiante, ha organizzato la procedura di mediazione, svoltasi nei locali del Parlamento europeo con la partecipazione delle due parti collegate in videoconferenza.

La procedura si è conclusa con un accordo di mediazione, che comprende la fissazione del luogo di residenza del minore, la custodia parentale e i diritti di visita.

 
 
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Mediatrice del Parlamento europeo per i casi di sottrazione internazionale di minori
 
 
 
Articolo 24 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea
Diritti del bambino
 
  1. I bambini hanno diritto alla protezione e alle cure necessarie per il loro benessere. Essi possono esprimere liberamente la propria opinione; questa viene presa in considerazione sulle questioni che li riguardano in funzione della loro età e della loro maturità.
  2. In tutti gli atti relativi ai bambini, siano essi compiuti da autorità pubbliche o da istituzioni private, l'interesse superiore del bambino deve essere considerato preminente.
  3. Ogni bambino ha diritto di intrattenere regolarmente relazioni personali e contatti diretti con i due genitori, salvo qualora ciò sia contrario al suo interesse.