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Far fronte agli sconvolgimenti climatici: è questa una delle maggiori sfide che le nostre società si troveranno a raccogliere. Le istituzioni europee e gli attori mondiali tutti sono ormai concordi nel riconoscere, alla luce dei numerosi studi internazionali [il rapporto Stern, le relazioni della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), le relazioni del Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (GIEC), ecc.], che le conseguenze annunciate sul piano ambientale, sociale, economico e culturale potrebbero essere colossali.
Dopo i risultati della recente conferenza mondiale sul clima (Bali 2007) e in attesa dei prossimi vertici mondiali sull'argomento (Poznan a fine 2008 e Copenaghen a fine 2009), l’Unione europea approfitterà di tutto l'anno in corso per interrogare i suoi politici su: energia, trasporto, agricoltura, commercio, ambiente, sviluppo, società, ricerca, istruzione, industria…
La società civile europea, attraverso 500 tra le sue più importanti organizzazioni, è invitata dal Parlamento europeo a esprimersi liberamente e con forza su questo tema cruciale, comunicando analisi ed elaborando proposte, ma anche definendo il proprio ruolo nelle azioni che dovranno essere intraprese.
L'Agorà dei cittadini, che si svolgerà nello stesso emiciclo del Parlamento e alla presenza dei rappresentanti delle diverse istituzioni europee, vuole essere un momento forte della nostra democrazia continentale.
Considerato il buon esito del funzionamento dell'Agorà precedente, i lavori saranno organizzati attorno a seminari incentrati su temi trasversali, così da favorire la mescolanza sociale e culturale degli intervenuti suscitando un dialogo che vada oltre le tematiche settoriali tradizionali della società civile strutturata. Questi gruppi di lavoro dovranno stimolare il confronto di punti di vista diversi, allo scopo di far emergere sia gli elementi di consenso sia le vere opzioni del dibattito.
Le diverse componenti di questa grande problematica europea e mondiale saranno dunque richiamate simultaneamente, e sotto angolazioni differenti, nei cinque seminari previsti (risorse, tecniche, solidarietà, economie, governance). Oltre all'indispensabile esposizione dei grandi concetti, saranno accolte con favore le proposte concrete. Coloro che parteciperanno all'Agorà dovranno anche puntare costantemente alla sintesi delle analisi, all'organizzazione delle priorità secondo un ordine gerarchico e, soprattutto, all'inserimento di tutte le politiche nel quadro della sostenibilità.
La prima Agorà ha discusso del futuro dell'Europa, in particolare della direzione che prenderà con il Trattato riformato. Tenutasi l'8 e 9 novembre scorsi al Parlamento europeo, ha riunito più di 400 persone.
Il lavoro dei delegati dell'Agorà è stato diviso su cinque workshop, che hanno prodotto diversi documenti di lavoro. Le conclusioni sono state presentate in plenaria e nel corso di diverse conferenze stampa.
Il Parlamento europeo, quale organo direttamente eletto, è l'istituzione europea più adatta per raccogliere la sfida di lasciare aperti i canali delle comunicazione con i cittadini dell'Unione europea. I deputati europei sono in contatto costante con i cittadini e sono tenuti a rendere conto direttamente ai loro elettori.
Certamente tutte le istituzioni comunitarie comprendono l'importanza del dialogo con i cittadini quali attori principali del progetto europeo. Tuttavia le risposte fornite dalle istituzioni si inseriscono essenzialmente nel dibattito sull'architettura istituzionale dell'Europa. Anche se tale aspetto rimane fondamentale, è altresì importante concentrarsi sulle preoccupazioni quotidiane dei cittadini. Le riflessioni sulla riforma istituzionale tendono quindi ad apparire come un dibattito puramente intellettuale riservato a un'elite che si riunisce in occasione di pochi grandi eventi, oppure come una copia sbiadita di un dibattito nazionale che ha già avuto luogo.
Il Parlamento europeo intende quindi proporre nuovi modi di coinvolgimento dei cittadini in un dialogo permanente sul futuro dell'Unione europea.
Il rilancio dell'integrazione europea necessita di un legame solido e duraturo con i cittadini europei. Non è sufficiente dire ai cittadini che si sta costruendo l'Europa per loro - occorre costruirla con loro. Per ristabilire un clima di fiducia è essenziale mantenerla.
Il Parlamento europeo non vuole soltanto comunicare con i cittadini, ma intende realmente ascoltarli. Dei cittadini che agiscano in qualità di soggetti piuttosto che di semplici consumatori potrebbero trasformare non solo la natura di tale impresa, ma anche la sua portata.
Un dialogo concertato ed equilibrato potrà aiutare ad assicurare il massimo sostegno per il progetto europeo. Ma come organizzare concretamente un dibattito efficace e costruttivo in una comunità di quasi mezzo miliardo di cittadini?
L'idea proposta dal Parlamento consiste nel combinare l'energia partecipativa della società europea attraverso le reti di organizzazioni associative, professionali e sindacali, e la democrazia rappresentativa, rappresentata a livello europeo dal Parlamento.
Tale sinergia potrebbe chiamarsi "AGORÀ" in omaggio al primo luogo di dibattito pubblico istituito dalla democrazia "diretta" ateniese, la quale è alle origini della democrazia europea.
Nel forum dell'Agorà si incontreranno le voci dei cittadini europei e quelle dei loro rappresentanti eletti e i partecipanti avranno la possibilità di cimentarsi nel dibattito europeo e presentare misure concrete basate sull'esperienza quotidiana per risolvere i problemi che l'Unione deve fronteggiare.
Dall'esposizione del problema al consenso
L'Agorà può rappresentare un input per gli eurodeputati da utilizzare nel loro lavoro durante il periodo di elaborazione delle relazioni in seno alle commissioni parlamentari, ossia prima del voto di un determinato argomento nella commissione parlamentare di riferimento. I suoi dibattiti saranno focalizzati su questioni prioritarie all'ordine del giorno del Parlamento le quali hanno un chiaro impatto sulla vita quotidiana dei cittadini. Essa contribuirebbe in tal modo a portare pienamente alla luce alcuni elementi della discussione troppo spesso relegati nell’ambito delle manovre delle lobby.
L'Agorà potrebbe inoltre contribuire a riconciliare due differenti punti di vista. A titolo di esempio, nel 2004 i lavori della Convenzione sul futuro dell'Europa hanno dimostrato che è possibile conseguire, senza votazione ma semplicemente mediante il dibattito, ampie parti di accordi anche in seno a un'assemblea con una composizione molto eterogenea.
Per accrescere la partecipazione della società civile al processo di integrazione europea, il Parlamento propone di coinvolgere un maggior numero di cittadini nelle audizioni e nelle consultazioni che le istituzioni comunitarie tengono regolarmente con diversi settori della società civile europea.
Ai 500 partecipanti dell'Agorà si chiederà molto di più che non semplicemente di condividere le loro opinioni su tematiche concernenti l'Ue: si chiederà loro anche di contribuire alla stesura delle conclusioni. Saranno anche coinvolti attivamente nella preparazione della redazione dei dibattiti. Saranno protagonisti, non commentatori.
Il Parlamento intende inoltre superare la tradizionale ripartizione settoriale della società civile (affari sociali, ambiente, sviluppo, istruzione ecc.) per consentire ai partecipanti di esprimere diversi punti di vista e far emergere un'ampia gamma di proposte.
Saranno costituiti gruppi di lavoro interdisciplinari per andare in contro ai contributi dei differenti background sociali e culturali in campo e per facilitare il dialogo fra le varie organizzazioni della società civile.
Tale scambio aperto e ampio, rappresenterebbe inoltre un prezioso complemento all'attuale programma di audizioni delle commissioni parlamentari. Tali audizioni, fondamentali per informare i deputati su determinate questioni grazie al parere di esperti, rimangono eventi occasionali che non sono generalmente estesi alla grande rete della società civile europea, e che se ne può spesso sentire tenuta in disparte.
Infine, gli incontri dell'Agorà si distingueranno dai forum cittadini organizzati in passato negli Stati membri, in quanto saranno aperti a partecipanti provenienti da diversi paesi indipendentemente dalla loro origine nazionale. L'Agora consentirà agli elettori e ai rappresentati eletti di tutti i settori della società civile e di tutti gli Stati membri dell'Ue di riunirsi e discutere apertamente del futuro del nostro continente.
Le altre istituzioni dell'Ue trarrebbero notevoli benefici dal successo di tale iniziativa e sono i partner naturali dell'Agorà dei cittadini. Il sostegno di tutte le istituzioni europee intorno al progetto per l'Agorà potrebbe rivelarsi vantaggioso per ciascuna di esse.
Il Consiglio potrebbe esortare i propri membri a diffondere l'iniziativa del Parlamento a monte presso le organizzazioni della società civile nei rispettivi paesi per sensibilizzare l'interesse dei cittadini al progetto in questione.
La Commissione potrebbe a sua volta adottare l'Agorà quale nuovo strumento operativo nell'ambito del proprio costante impegno volto a migliorare la comunicazione tra l'Unione europea e i cittadini. Potrebbe integrare alcune delle discussioni dell'Agorà nelle proprie riflessioni politiche.
Il Comitato delle regioni e il Consiglio economico e sociale, dato il loro ruolo specifico, potrebbero essere coinvolti nella definizione dei lavori dell'Agorà ed esservi invitati per esprimere il loro parere in qualità di esperti.
Gli incontri dell'Agorà si terranno nell'aula del Parlamento europeo a Bruxelles ogni sei mesi. A ogni evento saranno invitati 500 rappresentanti delle organizzazioni della società civile.
L'Agorà sarà suddivisa in tre fasi: a) preparazione e stesura dei documenti di lavoro sulla base del sito web dell'Agorà; b) dibattiti nel corso di due giornate in Parlamento, con il resoconto dei dibattiti; c) trasmissione dei risultati a tutte le parti.
La Conferenza dei presidenti stabilirà un calendario di lavoro dell'Agorà e sceglierà i temi di interesse dei cittadini per le discussioni.
Le commissioni parlamentari, grazie alla loro competenza in ambiti specifici, saranno gli organismi più adatti per scegliere gli invitati. Esse saranno pertanto responsabili dell'accreditamento delle organizzazioni della società civile europea. Ciascuna commissione è responsabile delle tematiche che le compete in base al regolamento del Parlamento.
Ciascun dibattito degli incontri dell'Agorà sarà condotto da de moderatori, uno scelto tra i deputati europei o tra i rappresentanti delle istituzioni comunitarie e l'altro tra le organizzazioni invitate.
I responsabili delle discussioni nei seminari saranno scelti tra i 500 rappresentanti della società civile. Vi saranno due o tre responsabili per ciascuno dei cinque seminari. Il loro ruolo è particolarmente delicato.
I suddetti responsabili saranno inizialmente incaricati di redigere un documento di discussione prima dello svolgimento dell'incontro, sulla base dei contributi inviati dai partecipanti al sito web dell'Agorà.
I responsabili dovranno inoltre predisporre un unico documento della lunghezza di una pagina recto-verso che sintetizzi il dibattito e le diverse posizioni emerse nei dibattiti.
Ciascuna organizzazione aderente potrà scegliere solo uno dei suoi membri per partecipare all'Agorà. La scelta dei partecipanti agli incontri di Bruxelles spetta all'organizzazione stessa.
Un'Agorà si svolgerà l'8 e il 9 novembre 2007 e sarà incentrata sul futuro dell'Europa: sfide, opportunità e strumenti presentati nei nuovi trattati. All'inizio del prossimo anno, nel corso di una seconda Agorà, saranno affrontate altre tematiche quali i cambiamenti climatici e la dimensione sociale dell'Ue.
Per questo primo evento la commissione per gli affari costituzionali è stata designata quale commissione responsabile ed è pertanto incaricata di invitare la metà dei partecipanti, ossia 250 persone. Altre dieci commissioni partecipano all'organizzazione della prima Agorà e ciascuna di esse inviterà 25 partecipanti. Si tratta delle commissioni libertà civili, affari esteri, diritti dell'uomo, bilanci, affari sociali, sviluppo, ambiente, industria, diritti della donna e sottocommissione dei diritti dell'uomo e sicurezza e difesa.
Le conclusioni dell'Agorà su un determinato tema non serviranno solo ai deputati nelle loro riflessioni ma saranno trasmesse alle commissioni parlamentari e/o alle altre istituzioni europee interessate, assicurando così il giusto peso all'opinione dei cittadini.
I resoconti dell'attività dell'Agorà saranno trasmessi alle istituzioni comunitarie e nazionali e a tutte le organizzazioni coinvolte. Le organizzazioni della società civile contribuiranno anch'esse, attraverso le proprie reti, alla sua diffusione.
In occasione del 50° anniversario dei trattati di Roma, il Parlamento europeo lancia una scommessa importante - una scommessa che i cittadini devono essere pronti a raccogliere.
l'Agorà dei cittadini rappresenta un legame tra il Parlamento europeo e la società civile europea. Si tratta di uno strumento unico per struttura e dimensioni, sede di dialogo con i cittadini su questioni inerenti al programma legislativo del Parlamento.
L'Agorà dispone di sale per discussioni aperte, in vista della formazione del consenso o della divulgazione di opinioni divergenti all'interno della società civile sulle analisi o le azioni da intraprendere per affrontare le future sfide dell'Europa.
L'UE elabora le proprie iniziative e le organizzazioni europee della società civile sono invitate a esprimere il proprio parere, presentare analisi e proposte sottolineando il ruolo che intendono svolgere nell'ambito delle azioni future dell'UE.
Le conclusioni dell'Agorà, come proposto dai rappresenti della società civile, sono trasmesse alle istituzioni europee e nazionali e sono ampiamente diffuse dalle persone coinvolte.