I deputati

 

Il Parlamento europeo è composto da 766 deputati eletti nei 28 Stati membri dell'Unione europea allargata. Dal 1979 i deputati sono eletti a suffragio universale diretto per una periodo di cinque anni.

 
 

Ogni Stato membro stabilisce autonomamente le modalità dello scrutinio, applicando tuttavia regole democratiche di base: diritto di voto a diciotto anni, parità tra uomini e donne e segretezza del voto. In tutti gli Stati membri, l'età minima per votare è 18 anni, ad eccezione dell'Austria dove si può votare a 16 anni. Va rilevato che le elezioni europee presentano di già un certo numero di regole comuni: il suffragio universale diretto, la regola della proporzionalità e la durata quinquennale del mandato parlamentare.

La ripartizione dei seggi è di norma proporzionale alla popolazione di ogni paese. A ogni Stato membro è assegnato un numero fisso di seggi, con un massimo di 99 e un minimo di 6.

Per quanto riguarda la parità uomo-donna, si è assistito a un continuo aumento della rappresentanza femminile in seno al Parlamento europeo; leggermente più di un terzo dei deputati sono donne.

L'attività dei deputati europei si svolge a Bruxelles, a Strasburgo e nelle circoscrizioni elettorali. A Bruxelles partecipano alle riunioni delle commissioni parlamentari e dei gruppi politici, nonché alle tornate supplementari e a Strasburgo alle sedute plenarie delle dodici tornate regolari. Parallelamente a queste attività principali, i deputati europei devono ovviamente dedicare tempo anche alle proprie circoscrizioni elettorali.

I deputati al Parlamento europeo sono raggruppati in funzione delle loro affinità politiche e non in base alla nazionalità.

Essi esercitano il loro mandato in maniera indipendente.

Dotati di poteri sempre più ampi, i deputati europei influiscono su tutti i settori della vita quotidiana del cittadino: ambiente, protezione dei consumatori, trasporti ma anche istruzione, cultura e sanità.

Il nuovo Statuto degli eurodeputati, entrato in vigore il 14 luglio 2009, prevede una retribuzione uguale per tutti e rende i termini e le condizioni del loro lavoro più trasparenti.

 
 
Codice di condotta dei deputati al Parlamento europeo

Il codice di condotta è entrato in vigore il 1° gennaio 2012. I principi guida in esso enunciati stabiliscono che i deputati agiscono unicamente nell'interesse generale ed esercitano le loro funzioni con disinteresse, integrità, trasparenza, diligenza, onestà, responsabilità e per tutelare il buon nome del Parlamento europeo.

Il codice di condotta definisce i conflitti di interessi e il modo in cui i deputati devono porvi rimedio, e comprende varie norme, ad esempio sui doni che i deputati ricevono nella loro veste ufficiale e sulle attività professionali degli ex deputati.

Il codice stabilisce inoltre l'obbligo per i deputati di presentare una dichiarazione dettagliata dei loro interessi finanziari. I deputati sono inoltre tenuti a notificare la propria partecipazione a eventi organizzati da terzi allorché il rimborso delle spese di viaggio, di alloggio e di soggiorno, o il pagamento diretto di dette spese, è a carico di terzi. Tali dichiarazioni riflettono le severe regole e norme di trasparenza stabilite dal codice di condotta. Le informazioni trasmesse dai deputati mediante queste dichiarazioni figurano nelle pagine dei profili individuali dei deputati.

I deputati sono inoltre tenuti a dichiarare i doni ricevuti allorché rappresentano il Parlamento in veste ufficiale, alle condizioni stabilite dalle misure di attuazione del codice di condotta. Tali doni figurano nel registro dei doni.

Se un deputato viola il codice di condotta, il Presidente può infliggergli una sanzione, che il Presidente stesso annuncia in Aula ed è pubblicata in modo visibile sul sito Internet del Parlamento per il resto della legislatura.

Comitato consultivo sulla condotta dei deputati

Il comitato consultivo sulla condotta dei deputati è l'organo incaricato di fornire ai deputati orientamenti sull'interpretazione e l'attuazione del codice di condotta. Su richiesta del Presidente, il comitato consultivo esamina inoltre i presunti casi di violazione del codice di condotta e consiglia il Presidente circa le eventuali misure da adottare.

Il comitato consultivo è composto da cinque membri, che sono designati dal Presidente in base alla loro esperienza e tenendo conto dell'equilibrio politico tra i gruppi politici del Parlamento. Ciascuno dei cinque membri esercitata a turno la presidenza del comitato per un semestre. Il Presidente designa inoltre un membro di riserva per ciascun gruppo politico non altrimenti rappresentato in seno al comitato consultivo.

Il comitato consultivo pubblica ogni anno una relazione sulle sue attività.

Composizione del comitato consultivo
 
Carlo CASINI Gruppo del Partito popolare europeo (Democratico Cristiano) Membro dell'ufficio di presidenza Italia Unione dei Democratici cristiani e dei Democratici di Centro
 
 
Evelyn REGNER Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo Membro Austria Sozialdemokratische Partei Österreichs
 
 
Cecilia WIKSTRÖM Gruppo dell'Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa Membro Svezia Folkpartiet liberalerna
 
 
Gerald HÄFNER Gruppo Verde/Alleanza libera europea Membro Germania Bündnis 90/Die Grünen
 
 
Sajjad KARIM Gruppo dei Conservatori e Riformisti europei Membro Regno Unito Conservative Party
 
 
Membri di riserva
Jiří MAŠTÁLKA Gruppo confederale della Sinistra unitaria europea/Sinistra verde nordica Repubblica ceca Komunistická strana Čech a Moravy
 
 
Francesco Enrico SPERONI Gruppo Europa della Libertà e della Democrazia Italia Lega Nord
 
 
 
 
Retribuzione e indennità
Retribuzione dei deputati

Ai sensi dello statuto unico entrato in vigore nel luglio 2009, i deputati al Parlamento europeo percepiscono, in generale, la stessa retribuzione.

Ai sensi di tale statuto, l'indennità parlamentare mensile dei deputati, al lordo delle imposte, ammonta a 7.956,87 EUR per il 2011 ed è finanziata a titolo del bilancio del Parlamento. Essa è soggetta a un'imposta comunitaria e a un contributo per l'assicurazione antinfortunistica, al dei quali l'indennità è pari a 6.200,72 EUR. Anche gli Stati membri possono assoggettare l'indennità a imposte nazionali. L'indennità di base è fissata al 38,5% del trattamento economico di base di un giudice della Corte di giustizia delle Comunità europee.

Esistono alcune eccezioni, ossia i deputati che erano membri del Parlamento europeo prima delle elezioni del 2009 e che hanno potuto optare per il regime nazionale precedente per quanto riguarda l'indennità, l'indennità transitoria e le pensioni.

Pensioni

Ai sensi dello statuto, gli ex deputati avranno diritto a una pensione al compimento del 63° anno di età. La pensione ammonterà al 3,5% dell'indennità per ogni anno compiuto di esercizio del mandato, sino a un massimo complessivo del 70%. I costi di dette pensioni saranno sostenuti dal bilancio del Parlamento europeo.

Dal luglio 2010 i nuovi deputati al Parlamento europeo non possono più beneficiare del fondo di vitalizio volontario introdotto nel 1989, che è in fase di graduale smantellamento.

 
 
Indennità percepite dai deputati al Parlamento europeo

Al pari dei membri dei parlamenti nazionali, i deputati al Parlamento europeo percepiscono una serie di indennità destinate a coprire le spese sostenute nell'esercizio delle funzioni parlamentari.

Indennità per spese generali

Questa indennità è destinata a coprire le spese sostenute nello Stato membro di elezione, ad esempio le spese di gestione dell'ufficio dei deputati, le spese di telefono e postali e i costi per l'acquisto, il funzionamento e la manutenzione di computer e di materiale telematico. L'indennità è dimezzata nel caso di deputati che, senza una debita motivazione, non partecipano alla metà delle sedute plenarie in un anno parlamentare (da settembre ad agosto).

Per il 2011 l'importo mensile dell'indennità è fissato a 4 299 EUR.

Spese di viaggio

La maggior parte delle riunioni del Parlamento europeo, quali le tornate e le riunioni di commissione e dei gruppi politici, si svolgono a Bruxelles o a Strasburgo. I deputati ricevono il rimborso del costo effettivo dei biglietti di viaggio acquistati per recarsi a dette riunioni su presentazione delle ricevute, fino a concorrenza di una tariffa della classe "business" per i viaggi in aereo, di una tariffa di prima classe per i viaggi in treno o del limite di 0,50 EUR/km in caso di viaggio in auto privata, a cui si aggiungono indennità fisse basate sulla distanza e la durata del viaggio destinate a coprire le spese accessorie legate al viaggio (quali, ad esempio, i pedaggi autostradali, le spese per il bagaglio in eccesso o di prenotazione).

È stato abolito il sistema precedente che prevedeva un'indennità forfettaria per i viaggi a Bruxelles e a Strasburgo (nonché ogni altra destinazione dell'UE).

Indennità di viaggio annuale

Nell'esercizio del loro mandato i deputati devono spesso effettuare viaggi al di fuori dello Stato membro di elezione per motivi diversi dalle riunioni ufficiali, ad esempio per assistere a una conferenza in un altro Stato membro o per effettuare una visita di lavoro in un altro paese in veste di relatore.

Per coprire questa eventualità, i deputati possono ricevere un rimborso da un'indennità di viaggio annuale fissa che copre le spese di viaggio, di alloggio e le altre spese connesse. Il rimborso è effettuato sulla base dell'effettiva tariffa aerea o ferroviaria, previa presentazione del titolo di viaggio e dei necessari documenti giustificativi.

Per il 2011, l'importo di tale indennità è fissato a un massimo di 4.243 EUR.

Indennità giornaliera (detta anche "di soggiorno")
  • Il Parlamento versa un'indennità forfettaria di 304 EUR per ogni giorno di presenza dei deputati in veste ufficiale, a condizione che abbiano firmato un registro per attestare la loro presenza. Tale indennità copre le spese di vitto e alloggio nonché tutte le altre spese coinvolte. Durante le tornate, il Parlamento dimezza tale importo per i deputati che non hanno partecipato alla metà delle votazioni per appello nominale durante i giorni di votazione in plenaria, anche se presenti.

  • Per le riunioni che hanno luogo al di fuori del territorio comunitario, il Parlamento versa una somma di 152 EUR al giorno (sempre soggetta alla firma del registro di presenza), con il rimborso delle spese d'hotel effettuato separatamente.

 
 
Disposizioni in materia di personale

I deputati al Parlamento europeo possono scegliere il proprio personale nei limiti di bilancio fissati dall'istituzione. La gestione degli assistenti accreditati, in servizio a Bruxelles (o Lussemburgo/Strasburgo), è affidata direttamente all'amministrazione del Parlamento secondo il regime applicabile al personale non permanente dell'UE. I contratti degli assistenti in servizio negli Stati membri dei deputati sono invece gestiti da un terzo erogatore qualificato che garantisce le adeguate condizioni fiscali e previdenziali.

Nel 2011 l'importo mensile massimo disponibile per la copertura di tutti i costi citati ammonta a 21 209 EUR per eurodeputato. Si tratta di una somma che non è in nessun caso corrisposta direttamente agli eurodeputati.

Per i servizi che prevedono il ricorso a prestatori di servizi scelti dal deputato, ad esempio l'incarico ad esperti di effettuare uno studio su un tema specifico, può essere stanziato al massimo un quarto di detto bilancio.

In generale, i deputati al PE non sono più autorizzati ad assumere parenti stretti come membri del loro staff, sebbene permanga un periodo transitorio per il personale assunto nella legislatura precedente.

 
 
 
 
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