Sorveglianza macroeconomica

Nel corso dell'ultimo decennio l'Unione europea ha registrato grandi squilibri macroeconomici (che hanno amplificato gli effetti negativi della crisi finanziaria iniziata nel 2008) e gravi divergenze in termini di competitività (che hanno impedito l'efficace ricorso a misure comuni di politica monetaria).
Al fine di individuare e correggere tali squilibri macroeconomici in una fase molto più precoce, è stata istituita una nuova procedura di sorveglianza e di esecuzione, la procedura per gli squilibri macroeconomici (Macroeconomic Imbalance Procedure — MIP), che mira a prevenire e correggere gli squilibri macroeconomici negli Stati membri, prestando particolare attenzione agli squilibri con potenziali effetti di ricaduta su altri Stati membri.

Base giuridica

  • Articolo 3 del trattato sull'Unione europea (TUE);
  • Articoli 119, 121 e 136 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE).

Obiettivi

La procedura per gli squilibri macroeconomici (Macroeconomic Imbalance Procedure — MIP) è un meccanismo di sorveglianza e applicazione che mira a prevenire e correggere gli squilibri macroeconomici all'interno dell'UE. La sorveglianza effettuata si iscrive nell'ambito del Semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche (4.1.4).

Tale sorveglianza poggia su:

  1. una relazione sul meccanismo di allerta (Alert Mechanism Report — AMR), redatta dalla Commissione sulla base di un quadro di valutazione (scoreboard) di indicatori e soglie. Gli indicatori dello scoreboard si riferiscono a squilibri esterni (partite correnti, posizione patrimoniale netta sull'estero, tasso di cambio effettivo reale, variazione delle quote di esportazione, costi unitari del lavoro) e a squilibri interni (prezzi delle abitazioni, flusso dei prestiti nel settore privato, debito del settore privato, debito pubblico, tasso di disoccupazione e variazioni delle passività del settore finanziario, unitamente ad altri indicatori relativi all'occupazione e alla disoccupazione). Per ciascun indicatore, è stata individuata una soglia che indica il potenziale insorgere di un problema specifico; alcune soglie sono differenziate a seconda che si tratti di Stati membri appartenenti o meno alla zona euro. Se uno Stato membro supera più soglie, la Commissione procede a un esame approfondito, ossia a un'ulteriore analisi economica volta a stabilire se esistano o possano verificarsi squilibri macroeconomici e se gli squilibri esistenti siano stati corretti;
  2. raccomandazioni preventive. Qualora, sulla base dei risultati emersi dall'esame approfondito, la Commissione rilevi l'esistenza di squilibri macroeconomici, ne deve informare il Parlamento, il Consiglio e l'Eurogruppo. Il Consiglio, su raccomandazione della Commissione e conformemente alla procedura di cui all'articolo 121, paragrafo 2, TFUE, può rivolgere allo Stato membro in questione le necessarie raccomandazioni. Queste raccomandazioni preventive formano parte delle raccomandazioni specifiche per paese che il Consiglio rivolge a ogni Stato membro nel luglio di ogni anno nel quadro del Semestre europeo;
  3. raccomandazioni correttive nell'ambito della procedura per gli squilibri eccessivi (Excessive Imbalance Procedure — EIP). Qualora, sulla base dell'esame approfondito, la Commissione ritenga che lo Stato membro in questione presenti squilibri eccessivi, ne deve informare il Parlamento, il Consiglio, l'Eurogruppo, le competenti autorità di vigilanza europee e il Comitato europeo per il rischio sistemico (CESR). Su raccomandazione della Commissione, il Consiglio può, in conformità dell'articolo 121, paragrafo 4, TFUE, adottare una raccomandazione che, stabilita l'esistenza di uno squilibrio eccessivo, sollecita lo Stato membro interessato ad adottare misure correttive. La raccomandazione del Consiglio deve precisare la natura e le implicazioni degli squilibri e specificare una serie di raccomandazioni strategiche da seguire, indicando il termine entro il quale lo Stato membro interessato deve presentare un piano d'azione correttivo;
  4. piani d'azione correttivi. Lo Stato membro oggetto di una procedura per gli squilibri eccessivi deve presentare un piano d'azione correttivo entro il termine indicato nella raccomandazione del Consiglio. Il Consiglio deve valutare il piano d'azione entro due mesi dalla sua presentazione, sulla base di una relazione della Commissione;
  5. valutazione dell'azione correttiva. Sulla base di una relazione della Commissione, il Consiglio deve stabilire se lo Stato membro interessato ha adottato le misure correttive raccomandate. Qualora ritenga che lo Stato membro non abbia preso tali misure, il Consiglio, sulla base di una raccomandazione della Commissione, adotta una decisione (con votazione a «maggioranza qualificata inversa») con la quale constata l'inadempimento, congiuntamente a una raccomandazione che fissa nuovi termini per l'adozione delle misure correttive. In tal caso, il Consiglio ne deve informare il Consiglio europeo;
  6. possibili sanzioni finanziarie. Agli Stati membri della zona euro che non si attengono alle raccomandazioni formulate nell'ambito della EIP possono essere inflitte sanzioni graduali, che vanno da un deposito fruttifero ad ammende annuali. Il deposito fruttifero o l'ammenda dovrebbero equivalere allo 0,1% del PIL nazionale.

Risultati conseguiti

a.Il ciclo 2012

Nel febbraio 2012 la Commissione ha pubblicato la prima relazione sul meccanismo di allerta, nell'ambito del Semestre europeo 2012. Tale relazione ha stabilito la necessità di un esame approfondito per 12 Stati membri. Gli Stati membri inseriti in un programma di assistenza finanziaria non sono stati oggetto di esame approfondito.

Nel maggio 2012 la Commissione ha pubblicato tali esami, che hanno analizzato l'origine, la natura e la gravità degli squilibri macroeconomici. I risultati degli esami approfonditi hanno fra l'altro formato la base delle raccomandazioni specifiche per paese adottate dal Consiglio nel luglio 2012.

b.Il ciclo 2013

Per il Semestre europeo del 2013 la Commissione ha pubblicato, nel novembre 2012, la seconda relazione sul meccanismo di allerta. La relazione ha concluso che era necessario un esame approfondito per 14 Stati membri.

Nell'aprile 2013 la Commissione ha pubblicato una comunicazione e i risultati degli esami approfonditi 2013 per gli Stati membri identificati nell'ultima relazione sul meccanismo di allerta, rilevando che negli Stati membri interessati erano in atto aggiustamenti macroeconomici, anche se diversi per natura e progressione. Tutti e 14 gli Stati membri registravano squilibri macroeconomici che richiedevano interventi.

c.Il ciclo 2014

Nel novembre 2013 la Commissione ha pubblicato la terza relazione sul meccanismo di allerta identificando gli Stati membri considerati a rischio di squilibri macroeconomici. Nel marzo 2014 la Commissione ha pubblicato gli esami approfonditi per paese, sulla base dei quali ha identificato squilibri macroeconomici in 14 Stati membri. Tre degli Stati membri in questione (Croazia, Italia e Slovenia) erano interessati da squilibri eccessivi e nel giugno 2014, dopo la presentazione dei piani nazionali di riforma, la Commissione ha deciso che non vi era necessità di passare alle fasi successive della procedura (non è stata aperta alcuna EIP).

d.Il ciclo 2015

Nel novembre 2014 la Commissione ha pubblicato la quarta relazione sul meccanismo di allerta identificando gli Stati membri considerati a rischio di squilibri macroeconomici. Nel febbraio 2015 essa ha pubblicato gli esami approfonditi per paese, sulla base dei quali ha identificato squilibri macroeconomici in 16 Stati membri, cinque dei quali registravano squilibri eccessivi (Bulgaria, Francia, Croazia, Italia e Portogallo). Nel maggio 2015 la Commissione ha presentato i progetti di raccomandazioni specifiche paese, e anche in questo caso ha deciso di non avviare alcuna EIP nei confronti degli Stati membri che presentavano squilibri macroeconomici eccessivi. Dopo essere state avallate dal Consiglio europeo, in luglio le raccomandazioni specifiche per paese sono state adottate dal Consiglio.

e.Il ciclo 2016

Il Semestre europeo 2016 è iniziato nel novembre 2015 con la pubblicazione dell'analisi annuale della crescita e della relazione sul meccanismo di allerta. Sulla base della lettura economica del quadro di valutazione della MIP, la Commissione ha ritenuto che 18 Stati membri rischiavano di presentare squilibri macroeconomici. Nel maggio 2016, la Commissione ha concluso che il numero di Stati membri che presentano squilibri macroeconomici è inferiore rispetto all'anno precedente: 13 in totale, di cui 6 presentano squilibri eccessivi (quelli identificati nel 2015 più Cipro). La Commissione ha formulato raccomandazioni specifiche per paese per tutti i 13 paesi e non ha proposto l'avvio della procedura per gli squilibri eccessivi.

Ruolo del Parlamento europeo

Con l'entrata in vigore del trattato di Lisbona, il Parlamento è diventato colegislatore per quanto riguarda la definizione delle modalità di sorveglianza multilaterale (articolo 121, paragrafo 6, TFUE).

Gli atti legislativi in materia di sorveglianza macroeconomica prevedono l'instaurazione di un dialogo economico. Al fine di rafforzare il dialogo tra le istituzioni dell'Unione — in particolare il Parlamento, il Consiglio e la Commissione — e garantire una maggiore trasparenza e rendicontabilità, la commissione competente del Parlamento può invitare il Presidente del Consiglio, la Commissione, il Presidente del Consiglio europeo e/o il Presidente dell'Eurogruppo a discutere delle decisioni adottate o a presentare le attività svolte nel contesto del Semestre europeo. Nell'ambito di questo dialogo, il Parlamento può anche proporre di partecipare a uno scambio di pareri con uno Stato membro che sia oggetto di una raccomandazione del Consiglio nel contesto della EIP.

Nel tardo autunno, il Parlamento esprime il suo parere sul ciclo del Semestre europeo in corso (comprese le raccomandazioni specifiche per paese adottate dal Consiglio), tenendo conto anche dell'esito della riunione congiunta con i rappresentanti delle commissioni competenti dei parlamenti nazionali.

Nell'ambito della MIP, la Commissione collabora con il Parlamento e il Consiglio alla definizione di una serie di indicatori macroeconomici da includere nel quadro di valutazione impiegato per monitorare gli eventuali squilibri macroeconomici negli Stati membri.

Il Parlamento promuove il coinvolgimento dei parlamenti nazionali attraverso incontri annuali con i membri delle rispettive commissioni competenti. Inoltre, compatibilmente con gli ordinamenti giuridici e politici dei singoli Stati membri, i parlamenti nazionali devono essere debitamente coinvolti nel Semestre europeo e nella preparazione dei programmi di stabilità, dei programmi di convergenza e dei programmi nazionali di riforma, onde rafforzare la trasparenza delle decisioni prese, l'adesione alle stesse e la responsabilità al riguardo.

Alice Zoppè

06/2016