LA DEMOCRAZIA IN MOVIMENTO - ELEZIONI EUROPEE: a un anno dal voto 

L'ultimo sondaggio Eurobarometro, pubblicato un anno prima delle elezioni europee del maggio 2019, mostra una costante crescita del sostegno dei cittadini per l'Unione europea. Più di due terzi degli intervistati (67%) ritengono che il loro paese tragga beneficio dall'appartenenza all'UE. Si tratta del risultato migliore mai registrato dal 1983. Inoltre, la maggioranza degli intervistati (48%) ritiene per la prima volta che la loro voce abbia un peso in Europa.

Quasi un terzo degli intervistati (32%) conosce fin d'ora la data delle elezioni europee del 2019 e il 50% di essi è interessato a tali elezioni. I cittadini vedono positivamente il sistema degli Spitzenkandidaten (o capilista) (il 49 % dichiara che un tale sistema li incoraggerebbe a partecipare alle prossime elezioni europee), sebbene il 70% degli intervistati auspichi che vada di pari passo con un vero e proprio dibattito sulle questioni europee e sull'avvenire dell'UE.

Inoltre, numerosi intervistati concordano sul fatto che il sistema degli Spitzenkandidaten garantisce maggiore trasparenza (63 %), rappresenta un significativo progresso per la democrazia europea (61 %) e conferisce maggiore legittimità alla Commissione europea (60 %). Viceversa, meno della metà degli intervistati ritiene che tale sistema impedirebbe ai governi nazionali di scegliere il candidato migliore (46 %) mentre secondo il 45 % non ha alcuna incidenza effettiva.

Gli europei vogliono che per la prossima campagna elettorale si parli di sicurezza nel senso più ampio del termine, tra cui l'immigrazione, ma tra le priorità dei cittadini troviamo anche questioni relative alla prosperità e al benessere personali.

La maggioranza degli intervistati si dice soddisfatta del modo in cui funziona la democrazia nel proprio paese (55 %) e nell'UE (46 %). A seconda del paese di origine, alcuni intervistati sono più soddisfatti del funzionamento della democrazia nell'Unione che nel proprio paese; i cittadini di alcuni degli Stati membri più grandi mostrano un livello di soddisfazione sensibilmente inferiore rispetto al funzionamento della democrazia europea. Tale situazione si comprende meglio se il livello di soddisfazione, in relazione al funzionamento della democrazia, viene messo in prospettiva rispetto al PIL pro capite e all'attuale tasso di disoccupazione nei vari paesi.

L'indagine ha esaminato altresì le opinioni dei cittadini circa i partiti politici nuovi ed emergenti. Tra il 2013 e il 2018 si sono costituiti negli Stati membri più di 70 nuovi partiti e alleanze politiche, alcuni dei quali hanno ottenuto un discreto successo manifestando contro la classe politica dirigente.

Alla richiesta di formulare un parere basato su una serie di affermazioni relative a tali partiti e movimenti, una maggioranza di europei ha espresso una valutazione piuttosto positiva. Metà degli intervistati non ritiene che tali partiti e movimenti rappresentino una minaccia per la democrazia, mentre il 38 % è di parere opposto. Il 70 % dei cittadini intervistati pensa che essere semplicemente contro qualcosa non sia sufficiente e che non apporti alcun miglioramento. Per contro, il 56 % ritiene che i nuovi partiti e movimenti possano promuovere un reale cambiamento, mentre il 53 % dei cittadini concorda sul fatto che essi potrebbero trovare soluzioni migliori rispetto alla classe politica dirigente.

A un anno dalle elezioni europee, questa indagine esamina come i cittadini vedono le elezioni. In linea con le precedenti indagini, quando si chiede agli europei perché ritengono che la gente andrà a votare alle elezioni europee, in cima alla lista troviamo motivazioni civiche, ad esempio il fatto che votare è un dovere in quanto cittadini. Un'ampia maggioranza ritiene che la gente non voterà perché crede che il suo voto non porterà alcun cambiamento, non ha fiducia nel sistema politico o in generale non si interessa né di politica né di elezioni. Anche la mancanza di informazioni è un elemento rilevante di cui tener conto. Anche le motivazioni tecniche svolgono un ruolo di grande importanza, dal momento che il 15 % degli intervistati ritiene che alcuni potrebbero non andare a votare per mancanza di tempo o perché hanno qualcosa di più importante da fare, mentre il 12 % non sa dove o come votare.