L'onnipresente mercato unico digitale

Il mercato unico digitale è uno dei settori più promettenti e impegnativi in termini di progresso e crea potenziali vantaggi in termini di efficienza, pari a 415 miliardi di euro. Il mercato unico digitale apre nuove opportunità di incentivazione dell'economia tramite il commercio elettronico, facilitando nel contempo la conformità amministrativa e finanziaria per le imprese ed emancipando i clienti tramite l'e-government. I servizi di mercato e quelli governativi sviluppati nel mercato unico digitale stanno evolvendo dalle piattaforme fisse a quelle mobili, sono sempre più presenti e offrono accesso a informazioni e contenuti in qualsiasi momento, luogo e da qualsiasi dispositivo (commercio e governance diffusi). Quest'evoluzione necessita di un quadro normativo che contribuisca allo sviluppo del cloud computing, a una connettività dei dati mobili senza confini e a un accesso semplificato alle informazioni e ai contenuti, pur tutelando la vita privata, i dati personali, la sicurezza informatica e la neutralità della rete.

Base giuridica

Articolo 4, paragrafo 2, lettera a), e articoli 26, 27, 114 e 115, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE)

Obiettivi

Il mercato unico digitale si incentra essenzialmente sull'eliminazione delle barriere nazionali alle transazioni che si svolgono on line. Si basa sul concetto di mercato comune, teso a eliminare le barriere commerciali tra gli Stati membri con l'obiettivo di aumentare la prosperità economica e contribuire a «un'unione sempre più stretta fra i popoli dell'Europa» e che si è ulteriormente evoluto nel concetto di mercato interno, definito come «uno spazio senza frontiere interne, nel quale è assicurata la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali». Dando seguito alla strategia di Lisbona[1], la strategia Europa 2020 ha introdotto l'Agenda digitale europea[2] come una delle sette iniziative faro, riconoscendo il ruolo abilitante chiave che l'uso delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) dovrà svolgere se l'UE vuole che le proprie ambizioni per il 2020 abbiano esito positivo (5.10.3). Nella sua Strategia per il mercato unico digitale, la Commissione ha attribuito la priorità a tale mercato.[3]

Il mercato unico digitale ha il potenziale di migliorare l'accesso all'informazione, portare a un aumento dell'efficienza in termini di costi di transizione ridotti, consumi dematerializzati e riduzione dell'impatto ambientale, nonché di introdurre modelli di business e amministrativi migliori[4]. Un aumento del commercio elettronico genera effetti tangibili per i consumatori, come prodotti nuovi in rapida evoluzione, prezzi più bassi, più scelta e maggiore qualità di beni e servizi, in conseguenza del commercio transfrontaliero e di una comparazione più facile delle offerte[5]. Un aumento dell'e-government agevola il rispetto e l'accesso a posti di lavoro e opportunità commerciali per i cittadini e le imprese[6].

La mappatura dei costi della non-Europa ha indicato che il Mercato unico digitale potrebbe contribuire per un valore di circa 415 miliardi di euro al PIL dell'UE-28[7]. In settori politici specifici l'adozione del cloud computing, ad esempio, potrebbe permettere all'80% delle organizzazioni di conseguire riduzioni dei costi tra il 10% e il 20%. Altri vantaggi includono una più forte mobilità del lavoro (46%), maggiore produttività (41%) e maggiore normazione (35%), nonché nuove opportunità imprenditoriali (33%) e nuovi mercati (32%)[8]. Le fasce di popolazione vulnerabili (persone anziane, con scarsa mobilità, isolate in zone rurali e con un potere d'acquisto modesto) possono trarre particolari benefici dal mercato unico digitale, e ciò consentirà all'UE di affrontare meglio le sfide demografiche attuali[9].

Risultati

Rilanciare l'economia europea attraverso il mercato unico digitale: dal momento che il pieno potenziale del mercato unico non è ancora stato sfruttato, il Parlamento, il Consiglio e la Commissione si sono impegnati per rilanciarlo e per mettere il pubblico, i consumatori e le piccole e medie imprese (PMI) al centro della politica in materia di mercato unico[10]. Il mercato unico digitale deve svolgere un ruolo centrale in quest'impegno.

Nella sua comunicazione intitolata «Europa 2020 — Una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva» (COM(2010) 2020), la Commissione ha presentato sette iniziative faro — tra cui l'Agenda digitale — tese a «trasformare l'UE in un'economia intelligente, sostenibile e inclusiva caratterizzata da alti livelli di occupazione, produttività e coesione sociale».

Oltre alla strategia Europa 2020, nel maggio 2010 la Commissione ha pubblicato una relazione intitolata «Una nuova strategia per il mercato unico al servizio dell'economia e della società europea», con l'obiettivo di elaborare una strategia di ampio respiro per il mercato unico che includesse tutte le politiche pertinenti, inclusa quella digitale. Illustra inoltre varie iniziative intese a sostenere il mercato unico rimuovendo gli ostacoli. Queste comunicazioni della Commissione, e la risoluzione del Parlamento del 20 maggio 2010 sulla creazione di un mercato unico per i consumatori e i cittadini[11], hanno spianato la strada per una comunicazione intitolata «Verso un atto per il mercato unico» (COM(2010) 0608) in cui la Commissione ha presentato una serie di misure destinate a incentivare l'economia dell'UE e creare occupazione. Facendo seguito alla sua comunicazione dell'11 gennaio 2012 intitolata «Un quadro coerente per rafforzare la fiducia nel mercato unico digitale del commercio elettronico e dei servizi on-line» (COM(2011) 0942), nel giugno 2012 la Commissione ha pubblicato una comunicazione intitolata «Una governance migliore per il mercato unico» (COM(2012) 0259). Ha proposto di porre l'enfasi sui settori con il maggiore potenziale di crescita, incluse le industrie di rete (ad esempio energia e telecomunicazioni).

Nel settembre 2012 la Commissione ha pubblicato una comunicazione dal titolo «Sfruttare il potenziale del cloud computing in Europa», che proponeva le seguenti azioni chiave: (1) districare il groviglio di norme, 2) garantire clausole contrattuali sicure ed eque e 3) istituire un partenariato europeo per il cloud che faccia del settore pubblico il motore dell'innovazione e della crescita; in questo modo ha cercato di affrontare questioni come la frammentazione del mercato unico digitale, e ambienti contrattuali complicati (COM(2012)0529).

Nell'ottobre 2012 la Commissione ha presentato un secondo insieme di proposte — l'Atto per il mercato unico II (COM(2012) 0573) — che include 12 azioni chiave che si concentrano su quattro motori principali per la crescita, l'occupazione e la fiducia: le reti integrate, la mobilità transfrontaliera dei cittadini e delle imprese, l'economia digitale e azioni che rafforzano la coesione e i benefici per i consumatori.

Il 6 maggio 2015 la Commissione ha adottato la strategia per il Mercato unico digitale, composta da tre pilastri: (1) migliorare l'accesso dei consumatori e delle imprese ai beni e servizi digitali in tutta Europa; (2) creare un contesto favorevole e parità di condizioni affinché le reti digitali e i servizi innovativi possano svilupparsi; (3) massimizzare il potenziale di crescita dell'economia digitale. La Commissione ha definito una tabella di marcia con 16 azioni chiave nell'ambito dei pilastri, da avviarsi entro la fine del 2016.[12] Per misurare i progressi dell'Europa verso l'economia e la società digitale, la Commissione ha creato uno strumento online chiamato «L'indice dell'economia e della società digitale[13]» (DESI). Lo strumento utilizza un insieme di cinque indicatori pertinenti sull'attuale mix delle politiche digitali europee, che consente di avere una panoramica delle prestazioni di ciascun Stato membro. Dopo la pubblicazione della strategia, la Commissione ha presentato una serie di proposte legislative volte a conseguire un mercato unico digitale. Le nuove proposte legislative sono volte ad affrontare questioni, quali il blocco geografico ingiustificato[14], la consegna transfrontaliera dei pacchi[15], la portabilità transfrontaliera dei servizi di contenuti online[16], una revisione del regolamento sulla cooperazione per la tutela dei consumatori[17], i servizi di media audiovisivi[18], i contratti di vendita online e di altri tipi di vendita a distanza di beni[19] e contratti di fornitura di contenuto digitale[20]. La Commissione ha pubblicato anche comunicazioni in cui spiega il futuro approccio politico, ad esempio, nei confronti delle piattaforme online[21].

Ruolo del Parlamento europeo

Il Parlamento ha svolto un ruolo di protagonista nel recente rilancio del mercato interno ed è un accanito sostenitore ed elaboratore del programma del mercato unico digitale.

La sua risoluzione del 20 aprile 2012 su «L'e-government come elemento trainante di un mercato unico digitale competitivo»[22] ha sottolineato la necessità di un quadro giuridico chiaro e coerente per il riconoscimento reciproco dell'autenticazione, dell'identificazione e delle firme elettroniche, necessario per permettere ai servizi amministrativi transfrontalieri di operare in tutta l'UE.

L'11 dicembre 2012 il Parlamento ha adottato due risoluzioni non legislative relative al mercato interno, una sul completamento del mercato unico digitale[23] e l'altra su una strategia di libertà digitale nella politica estera dell'UE[24]. L'obiettivo delle risoluzioni era di mettere a punto politiche e prassi in vista della creazione di un effettivo mercato unico digitale nell'UE al fine di far fronte a 27 insiemi diversi di norme in settori chiave tra cui l'IVA, i servizi postali e i diritti di proprietà intellettuale. Collegare le PMI alla rivoluzione digitale con un commercio elettronico genuino, ben sviluppato e paneuropeo è una delle raccomandazioni formulate alla Commissione e al Consiglio, con l'obiettivo di eliminare le barriere digitali tra gli Stati membri.

Il 4 luglio 2013 il Parlamento ha approvato una nuova risoluzione sul completamento del mercato unico digitale[25], concentrandosi sul pieno sfruttamento del potenziale del mercato unico digitale, affrontando il divario di competenze, rafforzando la fiducia, la sicurezza e la fiducia dei consumatori, creando un'offerta legale interessante di contenuti digitali nonché servizi per la mobilità e una dimensione internazionale, come contributo a un eventuale Atto per il mercato unico digitale, previsto nel 2015. I risultati conseguiti dal Parlamento nel settore del digitale si basano sui lavori preparatori del gruppo di lavoro per il commercio elettronico e il mercato unico digitale, presieduto dall'on. Róza Gräfin von Thun und Hohenstein.

Il 19 gennaio 2016, in risposta alla Strategia per il mercato unico digitale, il Parlamento ha adottato una risoluzione dal titolo «Verso un atto per il Mercato unico digitale»[26], che invita la Commissione a porre fine alle pratiche di geoblocco ingiustificate, a migliorare l'accesso dei consumatori dell'UE a beni e servizi, a garantire la protezione dei consumatori equivalente e a prova di futuro, indipendentemente dal fatto che il contenuto digitale sia acquistato online o offline, a individuare soluzioni innovative per la consegna di pacchi transfrontaliera, al fine di migliorare i servizi e ridurre i costi, a rimuovere gli ostacoli alle PMI, alle start-up e alle scale-up e a cogliere le opportunità derivanti dalle nuove TIC, come i big data, il cloud computing, Internet degli oggetti e stampa 3D. Il Parlamento ha sostenuto la necessità di continuare una politica favorevole all'innovazione verso piattaforme online (ad esempio motori di ricerca, app store), che agevoli l'ingresso al mercato e ha favorito la revisione della direttiva sulla e-Privacy per garantire la coerenza delle sue disposizioni con le nuove norme dell'UE in materia di protezione dei dati.

Il Parlamento contribuisce alla costruzione del Mercato unico digitale attraverso un'intensa attività legislativa. La normativa più recente disciplina: l'introduzione di garanzie di neutralità della rete; l'abbassamento delle tariffe di roaming, che comporterà l'eliminazione dei dati di roaming entro giugno del 2017;[27] e l'adozione della direttiva recante misure volte a ridurre i costi dell'installazione di reti di comunicazione elettronica ad alta velocità[28] e il regolamento in materia di identificazione elettronica e servizi fiduciari per le transazioni elettroniche nel mercato interno[29]. Recentemente il Parlamento ha concluso con successo i negoziati del trilogo sulle regole di cibersicurezza[30]. La direttiva dovrebbe entrare in vigore ad agosto del 2016[31]. Per quanto riguarda il pacchetto di protezione dei dati[32], il regolamento (UE) n. 2016/679 e la direttiva (UE) 2016/680 sono stati pubblicati nella Gazzetta Ufficiale dell'UE il 4 maggio 2016[33]. Detti testi garantiscono ai cittadini un accesso più facile ai propri dati e informazioni sulla loro elaborazione, il diritto alla portabilità dei dati, un «diritto all'oblio» chiarito e il diritto di sapere quando i dati sono stati violati dagli hacker[34]. Il regolamento entrerà in vigore il 25 maggio 2018. Gli Stati membri dell'UE sono tenuti a recepire la direttiva nel proprio diritto nazionale entro il 6 maggio 2018[35]. L'attività legislativa del Parlamento europeo si concentra ora sulle proposte legislative presentate come seguito dato alla strategia del mercato unico digitale e alla risoluzione «Verso un atto per il mercato unico digitale».[36]

Stando alla ricerca prodotta per il Parlamento europeo, il mercato unico digitale comporta un significativo potenziale ai fini della riduzione dei costi e degli ostacoli in Europa per i cittadini e le imprese[37], rendendo l'economia europea più verde[38] e più sociale[39]. In Europa, una parte significativa di detto potenziale può essere attuata tramite lo sviluppo dell'e-government e dei servizi connessi, come l'e-health.[40]

Per una panoramica interattiva delle attività legislative del Parlamento nel settore del mercato unico digitale, di prega di effettuare la scansione del codice QR o di seguire il link: http://www.europarl.europa.eu/RegData/etudes/note/join/2014/529047/IPOL-AGRI_NT(2015)542204_EN.pdf.

[1]La strategia di Lisbona aveva l'obiettivo di fare dell'UE «l'economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo, in grado di realizzare una crescita economica sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale».

[2] http://ec.europa.eu/digital-agenda/

[3]Comunicazione della Commissione dal titolo «Strategia per il mercato unico digitale in Europa» COM(2015)0192. Si veda anche la documentazione complementare pubblicata con il comunicato stampa in: http://europa.eu/rapid/press-release_IP-15-4919_en.htm. Informazioni sulle relative consultazioni pubbliche (aperte, programmate e chiuse) sono disponibili all'indirizzo: https://ec.europa.eu/digital-agenda/en/consultations

[4]Si veda European Single Point of Contact, studio preparato per la commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori del Parlamento europeo, 2014,
http://www.europarl.europa.eu/RegData/etudes/IDAN/2015/570448/EXPO_IDA(2014)492435_EN.pdf

[5]
Per un calcolo dei benefici delle iniziative recenti, si veda: «Roadmap to Digital Single Market, nota informativa preparata per la commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori del Parlamento europeo (2012), http://www.europarl.europa.eu/document/activities/cont/201209/20120914ATT51402/20120914ATT51402EN.pdf

[6]European Single Point of Contact, studio preparato per la commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori del Parlamento europeo, 2013, http://www.europarl.europa.eu/RegData/etudes/etudes/join/2013/507453/IPOL-IMCO_ET(2013)507453_EN.pdf

[7]Cfr. http://www.europarl.europa.eu/RegData/etudes/STUD/2015/536364/EPRS_STU(2015)536364_EN.pdf

[8]Comunicazione della Commissione su «Sfruttare il potenziale del cloud computing in Europa» (COM(2012)0529).

[9]Comunicazione della Commissione intitolata «Un quadro coerente per rafforzare la fiducia nel mercato unico digitale del commercio elettronico e dei servizi on-line» (COM(2011)0942).

[10]Gli sforzi precedenti avevano cercato di migliorare il funzionamento del mercato interno e di garantire la protezione dei consumatori tramite ad esempio: la direttiva sulla tutela dei dati (95/46/CE), una proposta del 2012 di un regolamento generale sulla protezione dei dati che è al momento discussa al Parlamento, la direttiva sul commercio elettronico (2000/31/CE), il pacchetto telecomunicazioni inclusa la direttiva relativa alla vita privata elettronica (2002/58/CE), la direttiva relativa ai servizi di pagamento (2007/64/CE), la direttiva sui diritti dei consumatori (2011/83/UE) e il regolamento relativo al roaming (531/2012).

[11]GU C 161 E del 31.5.2011, pag. 84.

[12]Comunicazione della Commissione dal titolo «Strategia per il mercato unico digitale in Europa» COM(2015)0192 final. Si veda anche la documentazione complementare pubblicata con il comunicato stampa in: http://europa.eu/rapid/press-release_IP-15-4919_en.htm. Informazioni sulle relative consultazioni pubbliche (aperte, programmate e chiuse) sono disponibili all'indirizzo: https://ec.europa.eu/digital-agenda/en/consultations.

[13]http://europa.eu/rapid/press-release_MEMO-16-385_en.htm

[14]Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante misure volte a impedire i blocchi geografici e altre forme di discriminazione dei clienti basate sulla nazionalità, il luogo di residenza o il luogo di stabilimento nell'ambito del mercato interno, http://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=CELEX%3A52016PC0289

[15]Proposta di regolamento sui servizi di consegna transfrontaliera dei pacchi https://ec.europa.eu/transparency/regdoc/rep/1/2016/EN/1-2016-285-EN-F1-1.PDF

[16]Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che garantisce la portabilità transfrontaliera dei servizi di contenuti online nel mercato internohttps://ec.europa.eu/transparency/regdoc/rep/1/2015/EN/1-2015-627-EN-F1-1.PDF

[17]Proposta di regolamento sulla cooperazione fra le autorità nazionali responsabili dell'esecuzione della normativa che tutela i consumatori(COM(2016)0283), http://ec.europa.eu/consumers/consumer_rights/unfair-trade/docs/cpc-revision-proposal_en.pdf

[18]Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica della direttiva 2010/13/UE relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti la fornitura di servizi di media audiovisivi in considerazione dell'evoluzione delle realtà del mercato (COM(2016)287), http://ec.europa.eu/newsroom/dae/document.cfm?doc_id=15948

[19]Proposta relativa a determinati aspetti dei contratti di vendita online e di altri tipi di vendita a distanza di beni (COM(2015) 0635) — 2015/0288 (COD), http://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?qid=1450431933547&uri=CELEX:52015PC0635

[20]Proposta di una direttiva relativa a determinati aspetti dei contratti di fornitura di contenuto digitale (COM(2015) 06342015/0287 (COD), http://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?qid=1450431933547&uri=CELEX:52015PC0634.

[21]Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - Le piattaforme online e il mercato unico digitale, opportunità e sfide per l'Europa (COM(2016)288), http://ec.europa.eu/newsroom/dae/document.cfm?doc_id=15949

[22]Testi approvati, P7_TA(2012)0140.

[23]Testi approvati, P7_TA(2012)0468.

[24]Testi approvati, P7_TA(2012)0470.

[25]Testi approvati, P7_TA(2013)0327.

[26]Testi approvati, P8_TA(2016)0009.

[27]Regolamento 2015/2120, GU L 310 del 26.11.2015, pag. 1. GU C 261 E del 10.9.2013, pag. 54.

[28]GU L 155 del 23.5.2014, pag. 1.

[29]GU L 257 del 28.8.2014, pag. 73.

[30]Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio recante misure volte a garantire un livello comune elevato di sicurezza delle reti e dell'informazione nell'Unione (COM(2013) 0048) - 2013/0027(COD)

[31]http://www.consilium.europa.eu/en/press/press-releases/2016/05/17-wide-cybersecurity-rule-adopted/

[32] http://www.europarl.europa.eu/oeil/popups/ficheprocedure.do?reference=2012/0011(COD)&l=en

[33]http://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/PDF/?uri=OJ:L:2016:119:FULL&from=EN

[34]http://europa.eu/rapid/press-release_IP-15-6321_en.pdf

[35]http://ec.europa.eu/justice/data-protection/

[36]Testi approvati, P8_TA(2016)0009.

[37]Studio su «Longer lifetime for products» (2016), a cura del Dipartimento tematico A e del London Economics per la commissione IMCO, http://www.europarl.europa.eu/RegData/etudes/STUD/2016/578966/IPOL_STU(2016)578966_EN.pdf

[38]Sudio su «Longer lifetime for products» (2016), a cura del Dipartimento tematico A e del TNO, per la commissione IMCO.

[39]Studio «Social economy» (2016), a cura del Dipartimento tematico A e Optimity Advisors, per la commissione IMCO, http://www.europarl.europa.eu/RegData/etudes/STUD/2016/578969/IPOL_STU(2016)578969_EN.pdf

[40]Studio su «Ubiquitous developments of the Digital Single Market» (2013), a cura del Dipartimento tematico A e del consorzio di WIK, RAND, e TNO, per la commissione IMCO http://www.europarl.europa.eu/RegData/etudes/etudes/join/2013/507481/IPOL-IMCO_ET(2013)507481_EN.pdf

Mariusz Maciejewski / Louis Dancourt / Magdalena Dimova

06/2016