Procedura : 2014/2040(BUD)
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A8-0014/2014

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PV 21/10/2014 - 16
CRE 21/10/2014 - 16

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PV 22/10/2014 - 4.3
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P8_TA(2014)0036

RELAZIONE     
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9.10.2014
PE 537.406v04-00 A8-0014/2014(Parte 1)

relativa alla posizione del Consiglio sul progetto di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2015

(12608/2014 – C8‑0144/2014 – 2014/2040(BUD))

Parte 1: Proposta di risoluzione

Commissione per i bilanci

Relatori:          Eider Gardiazabal Rubial (Sezione III – Commissione)

                       Monika Hohlmeier (Altre sezioni)

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 ALLEGATO
 PARERE della commissione per gli affari esteri
 PARERE della commissione per lo sviluppo
 PARERE della commissione per il commercio internazionale
 PARERE della commissione per il controllo dei bilanci
 PARERE della commissione per i problemi economici e monetari
 PARERE della commissione per l'occupazione e gli affari sociali
 PARERE della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare
 PARERE della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia
 PARERE della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori
 PARERE della commissione per i trasporti e il turismo
 PARERE della commissione per lo sviluppo regionale
 PARERE della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale
 PARERE della commissione per la pesca
 PARERE della commissione per la cultura e l'istruzione
 PARERE della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni
 PARERE della commissione per gli affari costituzionali
 ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

relativa alla posizione del Consiglio sul progetto di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2015 (12608/2014 – C8‑0144/2014 – 2014/2040(BUD))

Il Parlamento europeo,

–   visto l'articolo 314 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–   visto l'articolo 106 bis del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica,

–   vista la decisione 2007/436/CE, Euratom del Consiglio, del 7 giugno 2007, relativa al sistema delle risorse proprie delle Comunità europee(1),

–   visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(2),

–   visto il regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 del Consiglio, del 2 dicembre 2013, che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020(3) (regolamento QFP),

–   visto l'accordo interistituzionale del 2 dicembre 2013 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria(4) (AII del 2 dicembre 2013),

–   vista la sua risoluzione del 13 marzo 2014 sugli orientamenti generali per l'elaborazione del bilancio 2015, sezione III – Commissione(5),

–   vista la sua risoluzione del 17 aprile 2014 sullo stato di previsione delle entrate e delle spese del Parlamento europeo per l'esercizio 2015(6),

–   visto il progetto di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2015 adottato dalla Commissione il 24 giugno 2014 (COM(2014)0300),

–   vista la posizione del Consiglio sul progetto di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2015, adottata il 2 settembre 2014 e comunicata al Parlamento europeo il 12 settembre 2014 (12608/2014 – C8‑0144/2014),

–   vista la lettera rettificativa n. 1/2015 al progetto di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2015 presentata dalla Commissione il 15 ottobre 2014,

–   viste le deliberazioni dell'Ufficio di presidenza del 15 settembre 2014 e la nota rivista del Segretario generale del 17 settembre 2014 sulla lettura da parte del Parlamento europeo del suo progetto di bilancio per il 2015,

–   vista la sua risoluzione legislativa del 15 aprile 2014 sul progetto di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il protocollo sullo statuto della Corte di giustizia dell'Unione europea aumentando il numero dei giudici del Tribunale(7),

–   visto l'accordo di cooperazione del 5 febbraio 2014 tra il Parlamento europeo e il Comitato economico e sociale europeo e il Comitato delle regioni,

–   visto l'articolo 88 del suo regolamento,

–   visti la relazione della commissione per i bilanci e i pareri delle altre commissioni interessate (A8‑0014/2014),

Sezione III

Quadro generale

1.      ricorda che, nella sua risoluzione del 13 marzo 2014, il Parlamento ha sottolineato la necessità di incrementare gli investimenti strategici negli interventi con un valore aggiunto europeo, onde contribuire al rilancio dell'economia europea, generando competitività, una crescita sostenibile e occupazione, in particolare per i giovani, e mirando nel contempo a rafforzare la coesione economica e sociale;

2.      sottolinea che i capi di Stato e di governo, nel giugno 2014, hanno nuovamente convenuto (posizione ribadita in occasione del vertice speciale del Consiglio europeo dell'agosto 2014) sulla necessità di investire e di preparare le economie degli Stati membri per il futuro, affrontando il fabbisogno di investimenti presente da tempo nei settori delle infrastrutture dei trasporti, dell'energia e delle telecomunicazioni (incluso il completamento del mercato unico digitale entro il 2015) significative per l'UE, nonché dell'efficienza energetica, dell'innovazione e della ricerca e delle competenze; ricorda l'indiscutibile ruolo svolto dal bilancio dell'Unione europea per conseguire questi obiettivi politici;

3.      ricorda nuovamente che il bilancio dell'Unione non dovrebbe in alcun caso essere percepito e valutato semplicemente come una componente finanziaria che costituisce un onere supplementare per i bilanci nazionali, ma dovrebbe invece essere visto come un'opportunità per potenziare le iniziative e gli investimenti che presentano un interesse e un valore aggiunto per l'Unione nel suo insieme, gran parte dei quali sono adottati in codecisione dal Parlamento europeo e dal Consiglio;

4.      ribadisce la natura complementare del bilancio dell'Unione rispetto ai bilanci nazionali e l'impulso che esso imprime ai fini della promozione della crescita e della creazione di posti di lavoro e sottolinea che, viste la sua natura ed entità modesta, non dovrebbe essere messo in discussione e limitato da riduzioni arbitrarie, ma che occorre invece rafforzarne alcuni ambiti mirati;

5.      rileva che il progetto di bilancio (PB) per il 2015 proposto dalla Commissione ammonta (inclusi gli strumenti speciali) a 145 599,3 milioni di EUR in stanziamenti d'impegno (SI) e a 142 137,3 milioni di EUR in stanziamenti di pagamento (SP); sottolinea che il volume complessivo degli stanziamenti di pagamento nel PB rappresenta un aumento moderato dell'1,4% rispetto al bilancio 2014 (tenendo conto del bilancio rettificativo n. 1 e dei progetti di bilancio rettificativo nn. 2-4/2014), ed è tuttora inferiore di 2 miliardi di EUR rispetto all'esecuzione del bilancio 2013; osserva che nel suo PB la Commissione ha proposto di lasciare un margine totale di 1 478,9 milioni di EUR in stanziamenti d'impegno al di sotto dei massimali;

6.      sottolinea l'importanza delle agenzie decentrate, che sono essenziali per l'attuazione delle politiche e dei programmi dell'Unione; sottolinea la necessità di dotarle delle risorse finanziarie e umane necessarie per poter svolgere correttamente le funzioni assegnate loro dall'autorità legislativa;

La posizione del Consiglio

7.      deplora che il Consiglio, nella sua lettura, abbia ridotto gli stanziamenti d'impegno di 522 milioni di EUR e gli stanziamenti di pagamento di 2,1 miliardi di EUR, stabilendo il bilancio dell'Unione per il 2015 a 145 077,4 milioni di EUR in impegni e a 139 996,9 milioni di EUR in pagamenti; sottolinea che il taglio di 2,1 miliardi di EUR dei pagamenti rappresenterebbe una riduzione dello 0,18% rispetto al bilancio 2014 (inclusi il BR n. 1/2014 e i PBR nn. 2-4/2014); esprime una particolare preoccupazione per i consistenti tagli degli stanziamenti di pagamento destinati alla competitività per la crescita e l'occupazione all'interno della rubrica 1a, che rappresentano una grave violazione dell'impegno del Consiglio a superare la crisi e a rilanciare la crescita economica;

8.      disapprova la lettura del bilancio 2015 da parte del Consiglio, che non tiene conto del carattere pluriennale delle politiche dell'Unione e che, invece di affrontare il problema, aggraverebbe ulteriormente la penuria di pagamenti e rallenterebbe l'attuazione dei programmi dell'Unione;

9.      sottolinea nuovamente che l'approccio del Consiglio di fissare il livello dei pagamenti in linea con il tasso di inflazione non tiene affatto conto della natura e della funzione del carattere pluriennale delle politiche dell'Unione e rende il QFP del tutto irrilevante; osserva, a tale riguardo, che il crescente divario tra gli stanziamenti di pagamento e gli stanziamenti d'impegno aggrava il problema dell'arretrato degli impegni da liquidare; sottolinea l'impatto negativo di tale approccio sulla percezione dell'Unione da parte dei cittadini; ribadisce in particolare che, per superare la crisi economica, l'Unione dovrebbe aumentare gli investimenti;

10.    si rammarica dei tagli arbitrari proposti dal Consiglio alle linee di supporto amministrativo destinate a finanziare l'attuazione di programmi fondamentali dell'Unione, incidendo negativamente sull'avvio efficace dei nuovi programmi, in quanto la mancanza di capacità amministrative comporta un grave rischio di ostacolare l'attuazione delle politiche dell'Unione;

11.    è profondamente preoccupato per il fatto che il Consiglio utilizza due pesi e due misure per quanto riguarda il bilancio dell'Unione, da un lato chiedendo un aumento dei fondi europei in settori che possono generare una crescita sostenibile e, dall'altro lato, proponendo tagli consistenti in settori fondamentali quali la ricerca, l'innovazione, lo spazio, le infrastrutture, le PMI e l'energia;

12.    accoglie positivamente il parere espresso da 13 Stati membri, secondo cui il livello degli stanziamenti di pagamento deciso dal Consiglio potrebbe non essere sufficiente e potrebbe creare forti pressioni per quanto riguarda il tempestivo soddisfacimento degli obblighi giuridici dell'Unione e il rispetto degli impegni già assunti; ricorda che, a norma dell'articolo 323 del trattato, "il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione vigilano sulla disponibilità dei mezzi finanziari necessari a consentire all'Unione di rispettare gli obblighi giuridici nei confronti dei terzi";

13.    ritiene che il Consiglio abbia una forte responsabilità politica per la situazione di estrema criticità nel settore dei pagamenti, a causa della sua incapacità, anno dopo anno, di trovare al suo interno una maggioranza qualificata per garantire un livello di pagamenti che consenta all'Unione di far fronte a fabbisogni di pagamenti incontestabili; deplora che ciò abbia progressivamente portato alla creazione di un deficit strutturale nel bilancio dell'Unione, che contrasta con le disposizioni del trattato e mette a rischio la capacità della Commissione di ottemperare ai propri obblighi giuridici;

14.    osserva al tempo stesso che l'attuale struttura del bilancio dell'Unione, in cui gli stanziamenti di pagamento sono collegati ai contributi nazionali, può incoraggiare scelte negative da parte degli Stati membri, in particolare in un momento in cui l'importanza del pareggio dei bilanci nazionali è al centro della discussione; sottolinea, tuttavia, che l'attuale livello dei pagamenti è la conseguenza diretta di un corrispondente livello degli impegni, che il Consiglio ha adottato formalmente con la necessaria maggioranza qualificata nel quadro delle procedure di bilancio annuali;

15.    si rammarica dell'innato conflitto tra il Consiglio, da un lato, e il Parlamento e la Commissione, dall'altro; chiede che vengano individuate modalità per trasformare questa tensione un più produttivo scambio di opinioni; auspica che l'apertura a nuovi atteggiamenti e a nuove proposte porti infine a cambiamenti strutturali in grado di favorire un accordo sul pareggio di bilancio che rispecchi le ambizioni e le preoccupazioni del Parlamento e del Consiglio;

La lettura del Parlamento

16.    sottolinea che, oltre all'attuazione dell'accordo politico raggiunto nei negoziati sul Quadro finanziario pluriennale (QFP) 2014-2020 per quanto riguarda l'anticipo degli stanziamenti per determinati obiettivi politici, la Commissione non ha proposto sforzi supplementari per realizzare le priorità che sono state non solo definite dal Parlamento ma anche concordate dai capi di Stato e di governo in sede di Consiglio europeo; decide pertanto di aumentare le risorse finanziarie destinate agli obiettivi politici e alle priorità strategiche dell'Unione in una serie di settori;

17.    decide di concentrare l'aumento degli stanziamenti sui programmi al centro della strategia Europa 2020, essendo essi mirati a promuovere la crescita, la competitività e l'occupazione, segnatamente Orizzonte 2020, COSME, Erasmus+, l'Agenda digitale, Progress e l'Agenda sociale (inclusi EURES e lo Strumento di microfinanza), visto che tali programmi sono un esempio del contributo dato dall'Unione a un'economia innovativa e prospera in tutto il continente; potenzia inoltre i programmi che contribuiscono alla realizzazione dell'agenda dell'Unione per la politica esterna, quali la politica di vicinato, l'aiuto allo sviluppo e gli aiuti umanitari; sottolinea la necessità di aumentare anche i finanziamenti destinati a importanti programmi e politiche mirati a lottare contro le disuguaglianze, quali il Fondo di aiuti europei agli indigenti (FEAD), il programma Europa per i cittadini e la promozione dell'uguaglianza di genere;

18.    fissa il livello complessivo degli stanziamenti per il 2015 a 146 348,9 milioni di EUR in stanziamenti d'impegno e a 146 416,5 milioni di EUR in stanziamenti di pagamento;

Affrontare la crisi dei pagamenti ricorrente

19.    appoggia la proposta della Commissione di utilizzare pienamente le risorse disponibili al di sotto del massimale per i pagamenti nel 2015, non lasciando alcun margine al di sotto di tale massimale; ripristina tutti gli stanziamenti di pagamento ridotti dal Consiglio sulla base dei modelli di esecuzione attuali e previsti;

20.    sottolinea, tuttavia, che nemmeno il pieno utilizzo del massimale per i pagamenti nel 2015 è sufficiente per risolvere adeguatamente i problemi relativi ai pagamenti emersi a partire dal bilancio dell'Unione del 2010; prende atto, in particolare, dell'enorme arretrato dei pagamenti degli ultimi anni, che ha portato al livello senza precedenti di 23,4 miliardi di EUR alla fine del 2013 per la sola politica di coesione, e teme che possa essere altrettanto elevato alla fine del 2014; sottolinea pertanto che il ricorrente problema della carenza di pagamenti deve essere affrontato in modo efficace senza ulteriori indugi; decide quindi di superare di 4 miliardi di EUR le proposte della Commissione relative ai pagamenti per una serie di linee di bilancio, incluse le principali "linee di completamento 2007-2013" dei fondi strutturali e dei programmi di ricerca dell'Unione, in cui la situazione è molto critica;

21.    invita pertanto la Commissione a tenersi pronta a presentare le opportune proposte per la mobilitazione del meccanismo di flessibilità previsto dal regolamento QFP; ribadisce l'intenzione di non accettare alcuna interpretazione restrittiva delle disposizioni sulla flessibilità e gli strumenti speciali incluse nel regolamento QFP e nell'AII del 2 dicembre 2013, che sono state negoziate con successo dal Parlamento;

22.    ribadisce la necessità che tutti gli stanziamenti di pagamento mobilitati attraverso l'uso di strumenti speciali siano iscritti in bilancio al di sopra del massimale per i pagamenti fissato nel QFP;

23.    ricorda l'esempio saliente della forte carenza di stanziamenti di pagamento per gli aiuti umanitari, registrata alla fine del 2013 e nel primo trimestre del 2014, che ha potuto essere risolta solo grazie a soluzioni temporanee e a breve termine mediante storni all'interno del bilancio adottato; è estremamente preoccupato che tale situazione possa verificarsi anche in altri settori quali la ricerca e lo sviluppo e l'innovazione;

24.    sottolinea che, al fine di individuare chiaramente i fabbisogni per il 2015 derivanti dagli esercizi precedenti, i negoziati sui fabbisogni di pagamenti supplementari per il 2014 dovrebbero essere portati a termine prima della conciliazione sul bilancio 2015; ribadisce che i PBR nn. 2, 3 e 4/2014 dovrebbero essere considerati come un pacchetto e che il Consiglio non può aspettarsi di beneficiare delle entrate inattese provenienti dall'iscrizione in bilancio delle eccedenze e delle ammende senza tener conto dei fabbisogni di pagamenti supplementari presentati nel PBR n. 3/2014; ricorda che i PBR nn. 2, 3 e 4/2014, nel loro insieme e adottati senza modifiche, comportano un'incidenza finanziaria complessiva pari a solamente 106 milioni di EUR di contributi RNL supplementari, che devono essere messi a disposizione dagli Stati membri al fine di garantire stanziamenti di pagamento sufficienti nel 2014 per coprire gli obblighi giuridici esistenti dell'Unione;

25.    sottolinea che il livello degli stanziamenti, in particolare per i pagamenti, votato dal Parlamento nella sua lettura è basato sull'ipotesi che tutti i PBR in sospeso per il 2014 siano approvati integralmente;

26.    sottolinea che, al fine di garantire risorse sufficienti per i piani d'investimento a livello di Unione (quali menzionati dal Consiglio europeo nel giugno 2014 ed messi in rilievo dal Presidente eletto Juncker come un'importante priorità politica nei suoi orientamenti politici(8)) e per la continuazione dell'Iniziativa a favore dell'occupazione giovanile, in particolare la Garanzia europea per i giovani a partire dal bilancio 2016, e al fine di affrontare il persistente problema degli stanziamenti di pagamento, la revisione postelettorale del QFP 2014-2020, previsto dall'articolo 2 del regolamento QFP, dovrebbe essere avviato quanto prima dalla nuova Commissione;

Rubrica 1a

27.    rileva che la rubrica 1a è interessata dal maggior numero di tagli apportati dal Consiglio per quanto riguarda sia gli impegni (‑323,5 milioni di EUR rispetto al PB) sia i pagamenti (‑1 335 milioni di EUR), nonostante il fatto che nel giugno 2014 il Consiglio europeo abbia nuovamente posto la crescita, la competitività e la creazione di posti di lavoro al primo posto nella sua agenda politica; sottolinea che alcuni di questi tagli non sono in linea con l'accordo sul QFP 2014-2020, in quanto diminuiscono notevolmente la dotazione di Orizzonte 2020 (di 190 milioni di EUR in impegni rispetto al PB), che è stata consistentemente anticipata per 200 milioni di EUR nel 2014, e del programma ITER (‑11,2 milioni di EUR), che dovrebbe invece essere anticipato nel 2015 per compensare il suo posticipo nel 2014;

28.    ritiene che, per favorire la sicurezza energetica, sia essenziale anche promuovere le energie rinnovabili e l'efficienza energetica nel contesto della dipendenza energetica dalla Russia, in particolare negli Stati membri che dipendono maggiormente dal gas russo; chiede che gli obiettivi di spesa dei fondi energetici nell'ambito di Orizzonte 2020 siano uniformati agli impegni assunti nel processo legislativo;

29.    contesta i tagli apportati dal Consiglio al Meccanismo per collegare l'Europa (-34,4 milioni di EUR), che vanno ad aggiungersi al posticipo di tale programma per il 2015 sulla base dell'accordo sul QFP, già tenuto in considerazione nel PB; è preoccupato per il rischio di un avvio inefficace di questo programma strategico che riveste una grande importanza per i futuri investimenti nelle infrastrutture per le telecomunicazioni, i trasporti e l'energia che possono favorire la creazione di posti di lavoro in Europa;

30.    decide pertanto, in linea generale, di ripristinare il PB 2015 per tutti i tagli operati dal Consiglio sia degli impegni che dei pagamenti; aumenta inoltre la dotazione di un determinato numero di linee di bilancio nell'ambito dei programmi che corrispondono alle priorità del Parlamento all'interno della rubrica 1a (Orizzonte 2020, COSME, Erasmus+, Agenda digitale, Agenda sociale), esaurendo il margine disponibile (aumenti complessivi rispetto al PB: circa 200 milioni di EUR);

31.    ritiene inoltre necessario aumentare la dotazione delle linee del programma CEF – Energia rispetto al PB per un importo complessivo di 34 milioni di EUR, al fine di contenere in parte gli effetti del posticipo di tale programma per il secondo anno consecutivo sulla base dell'accordo sul QFP; ritiene altresì prioritario potenziare gli investimenti nell'agenda digitale e nella banda larga e aumenta di conseguenza gli stanziamenti per le reti di telecomunicazione CEF di 12 milioni di EUR rispetto al PB;

32.    è del parere che promuovere il sostegno finanziario alle PMI sia essenziale per consentire all'economia dell'Unione di rilanciare la crescita e di uscire dalla crisi, contribuendo in tal modo alla lotta alla disoccupazione; ritiene che si metta spesso in evidenza l'importanza dell'innovazione delle PMI per la competitività dell'Unione ma che manchino finanziamenti sufficienti al riguardo; decide, di conseguenza, di aumentare di 26,5 milioni di EUR rispetto al PB gli stanziamenti d'impegno a favore delle PMI e dell'imprenditorialità; chiede alla Commissione di garantire un vero e proprio approccio dal basso verso l'alto nell'esecuzione; invita pertanto la Commissione a destinare maggiori risorse all'attuazione delle azioni previste dal suo Piano d'azione verde per le PMI;

33.    aumenta gli impegni per le tre autorità di vigilanza (EBA, EIOPA e ESMA) rispetto al PB per un importo complessivo di 6,1 milioni di EUR;

34.    è preoccupato per il crescente numero di casi in cui sono evidenti gli effetti della carenza di pagamenti all'interno della rubrica 1a, in particolare nell'ambito di Orizzonte 2020, in cui il prefinanziamento è stato ridotto, un numero considerevole di progetti sono bloccati e si profila l'interruzione dei pagamenti per il programma Erasmus+; è allarmato per il fatto che per numerosi programmi sono pressoché esauriti i fondi disponibili per i mesi restanti del 2014, ancor prima della scadenza del termine per la presentazione delle fatture;

35.    si compiace dei primi passi compiuti verso la riforma dell'EFRAG, ma sottolinea la necessità di dare piena attuazione alle raccomandazioni Maystadt, compresa la richiesta di limitare la sua attività agli standard IFRS e di abbandonare progressivamente i lavori relativi alle piccole e medie imprese e alle questioni fiscali;

36.    sottolinea il ruolo innovativo delle PMI per guidare la ripresa economica dell'Unione; si aspetta che la Commissione adempia ai propri impegni giuridici e di bilancio per quanto riguarda lo strumento per le PMI nel quadro di Orizzonte 2020 e invita il Consiglio a prevedere a tal fine un bilancio adeguato; chiede alla Commissione di istituire, a partire dal 2016, una linea di bilancio unica relativa allo strumento per le PMI, per assicurare una sorveglianza e un controllo di bilancio più chiari e garantire un autentico approccio dal basso verso l'alto nella sua attuazione;

37.    plaude al pacchetto sull'economia circolare pubblicato dalla Commissione il 2 luglio 2014(9); chiede l'assegnazione di risorse adeguate per la realizzazione delle sue attività;

Rubrica 1b

38.    è profondamente preoccupato per il fatto che il Consiglio, pur mantenendo gli stanziamenti d'impegno al livello del PB (49 227 milioni di EUR), abbia diminuito gli stanziamenti di pagamento di 220 milioni di EUR, stabilendo il livello dei pagamenti a 51 382 milioni di EUR;

39.    sottolinea che la rubrica 1b contiene la quota più consistente degli impegni ancora da liquidare, il che impedisce il rimborso di risorse già spese da parte degli Stati membri e delle regioni beneficiari; sottolinea che questa prassi ha causato gravi conseguenze per gli Stati membri e le regioni maggiormente colpiti dalla crisi; deplora che il Consiglio sembri ignorare completamente questo problema; sottolinea che, in un periodo in cui la maggior parte degli Stati membri incontra difficoltà nel reperire fonti di finanziamento per progetti che possono creare posti di lavoro, la politica regionale dell'Unione è uno strumento essenziale per superare queste carenze;

40.    decide di ripristinare il PB per quanto riguarda i pagamenti per le linee di bilancio destinate ai nuovi programmi, che sono state ridotte dal Consiglio, e di superare il PB per i pagamenti iscritti a una serie di linee concernenti in particolare il completamento dei programmi del QFP 2007-2013;

41.    decide di superare di 20,2 milioni di EUR l'importo degli stanziamenti del PB a favore del Fondo di aiuti europei agli indigenti (FEAD) e per i PP/PA; intende modificare la proposta della Commissione di mobilitare lo Strumento di flessibilità per integrare i finanziamenti dei programmi dei Fondi strutturali a favore di Cipro nell'ambito della rubrica 1b, fino all'intero importo di 100 milioni di EUR, dopo la conclusione dei negoziati con il Consiglio;

42.    crede fermamente che i finanziamenti dell'UE, in particolare quelli nel quadro dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile (YEI), non dovrebbero essere utilizzati per sovvenzionare approcci nazionali ma piuttosto per fornire sostegno supplementare ai giovani in modo da integrare e valorizzare i programmi nazionali;

43.    invita la Commissione e gli Stati membri a utilizzare appieno i finanziamenti destinati a sostenere la popolazione giovanile disoccupata; ricorda l'accordo politico correlato al quadro finanziario pluriennale 2014-2020 sull'anticipo dei finanziamenti nell'ambito dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile nonché degli importi corrispondenti programmati nel quadro del Fondo sociale europeo, al fine di fornire l'assistenza necessaria nei primi anni del periodo di programmazione; si compiace che la Commissione e il Consiglio rispettino tale accordo negli importi proposti; esprime la propria preoccupazione circa la capacità di assorbimento di taluni Stati membri per quanto riguarda l'YEI; ricorda che, in base al regolamento QFP, i margini ancora disponibili al di sotto dei massimali del QFP per gli stanziamenti di impegno per gli anni 2014-2017 costituiscono un margine globale del QFP per gli impegni, che dovrà essere disponibile al di là dei massimali stabiliti dal QFP per gli anni 2016-2020 per gli obiettivi politici relativi alla crescita e all'occupazione, in particolare l'occupazione giovanile;

Rubrica 2

44.    accoglie positivamente l'aumento proposto dalla Commissione per gli stanziamenti d'impegno a favore del nuovo Programma per l'ambiente e l'azione per il clima (LIFE) e si attende che tale programma sia pienamente operativo nel 2015, inclusa una prima serie di strumenti finanziari; deplora, tuttavia, che programmi di minore entità come il programma LIFE e il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP) subiscano i tagli più consistenti operati dal Consiglio all'interno di questa rubrica, sia per quanto riguarda gli impegni che i pagamenti, il che compromette il conseguimento degli obiettivi concordati; si rammarica altresì dei tagli ingiustificati del Consiglio ai programmi Frutta nelle scuole e Latte alle scuole; ripristina pertanto il PB per tutte le linee interessate dai tagli del Consiglio;

45.    conviene sulla necessità di un sostegno supplementare per ridurre l'impatto del divieto imposto dalla Russia all'importazione di determinati prodotti agricoli e ittici dall'Unione; accoglie con favore le misure di sostegno di emergenza adottate dalla Commissione europea come prima risposta a questa crisi; aumenta pertanto di 30 milioni di EUR il cofinanziamento da parte dell'Unione delle misure di promozione nell'ambito della politica agricola comune per aiutare i produttori a trovare sbocchi di vendita alternativi, fornendo ai pescatori un sostegno addizionale di 5 milioni di EUR a titolo del FEAMP; decide altresì di aumentare di 7 milioni di EUR l'importo disponibile per il programma Frutta nelle scuole e di 4 milioni di EUR l'importo disponibile per il programma Latte alle scuole rispetto al progetto di bilancio della Commissione;

46.    rileva che, tenendo conto di tutti gli emendamenti all'interno di questa rubrica, che includono 2,9 milioni di EUR per i progetti pilota e le azioni preparatorie, l'importo totale per la rubrica 2 si attesta a 59,3 miliardi di EUR, lasciando un margine di 293,4 milioni di EUR al di sotto del massimale;

Rubrica 3

47.    sottolinea che la rubrica 3, pur rappresentando solo l'1,5% del bilancio dell'Unione ed essendo quindi la rubrica più piccola del QFP in termini di dotazione finanziaria, copre questioni di importanza fondamentale per i cittadini europei e i governi nazionali, quali le politiche di migrazione e asilo e la sicurezza interna; invita pertanto la Commissione e il Consiglio a continuare a intensificare gli sforzi finanziari e politici all'interno di questa rubrica nei prossimi anni;

48.    si rammarica che il PB diminuisca gli stanziamenti d'impegno dell'1,9% da 2 171,998 milioni di EUR a 2 130,721 milioni di EUR rispetto al bilancio 2014, lasciando un margine di circa 115 milioni di EUR; deplora che il Consiglio abbia ulteriormente ridotto gli stanziamenti d'impegno di un importo pari a 30,2 milioni di EUR rispetto al PB e gli stanziamenti di pagamento di un importo pari a 28,5 milioni di EUR rispetto al PB (riduzioni che corrispondono a -1,42% per gli stanziamenti d'impegno e a -1,51% per gli stanziamenti di pagamento); rileva quindi che la rubrica 3 è una delle più colpite dai tagli del Consiglio;

49.    ritiene che i tagli supplementari proposti dal Consiglio comprometteranno la corretta attuazione dei programmi e delle azioni nell'ambito della rubrica 3; sottolinea l'importanza di mantenere il PB per le linee di bilancio "Garantire la tutela dei diritti e l'empowerment dei cittadini" e "Promuovere la non discriminazione e la parità", attuando il programma Diritti, uguaglianza e cittadinanza per il periodo 2014-2020; adotta pertanto l'approccio generale di ripristinare il PB per tutte le linee all'interno di questa rubrica; decide inoltre di aumentare la dotazione di un determinato numero di linee rispetto al PB, principalmente nell'ambito dei programmi Europa creativa, Europa per i cittadini e azioni multimedia, come pure del Sistema comune di asilo (per un importo complessivo di 53,2 milioni di EUR in stanziamenti d'impegno al di sopra del PB, incluse le agenzie e i progetti pilota e le azioni preparatorie);

50.    ricorda la dichiarazione comune delle tre istituzioni in base alla quale le procedure di bilancio annuali applicate per il QFP 2014-2020 integreranno, secondo opportunità, elementi capaci di rispondere alle problematiche di genere; sottolinea la necessità di compiere ulteriori sforzi a tale riguardo e verso un approccio comune delle tre istituzioni, al fine di garantire un'effettiva integrazione della dimensione di genere nelle procedure di bilancio annuali; ribadisce la propria richiesta che l'analisi di genere costituisca parte integrante delle procedure di bilancio dell'Unione e che debba coinvolgere attivamente tutti gli attori a tutti i livelli nel processo al fine di portare avanti l'impegno dell'Unione nei confronti dell'uguaglianza di genere;

51.    ricorda che la ripartizione equa e trasparente degli stanziamenti tra i vari obiettivi del Fondo asilo, migrazione e integrazione è stata una priorità per il Parlamento europeo durante i negoziati che hanno portato all'istituzione del Fondo; invita la Commissione ad aumentare di conseguenza il numero delle linee di bilancio nel quadro del Fondo per l'asilo, la migrazione e l'integrazione al fine di contribuire a una migliore leggibilità e trasparenza del modo in cui saranno spese le risorse finanziarie attribuite ai diversi obiettivi e, dunque, a queste linee di bilancio;

52.    conviene sulla necessità di un supporto addizionale per le iniziative dei cittadini europei; decide pertanto di creare una nuova linea "Attuazione delle iniziative dei cittadini europei e di altri strumenti di democrazia partecipativa", all'interno della rubrica 3, con una dotazione di 1 milione di EUR in stanziamenti d'impegno;

53.    sottolinea la necessità e l'importanza di valutare in maniera continua l'attuazione di tutti i fondi e programmi e l'utilizzo delle relative risorse, al fine di individuare in una fase precoce eventuali carenze nonché la loro efficacia;

Rubrica 4

54.    deplora i tagli operati dal Consiglio nella rubrica 4 (‑0,83% in stanziamenti d'impegno e ‑5,24% in stanziamenti di pagamento), che fanno di questa rubrica la più colpita dai tagli del Consiglio agli stanziamenti di pagamento; ribadisce che, sebbene la rubrica 4 assorba meno del 6% del bilancio totale dell'Unione, essa è una proiezione dell'impegno dell'Unione all'estero e dovrebbe pertanto garantire sufficienti risorse affinché l'Unione possa svolgere il proprio ruolo di attore globale;

55.    critica fermamente la riduzione apportata dal Consiglio agli stanziamenti d'impegno per gli aiuti umanitari, che non può risolvere il problema del riporto di arretrati di fatture non pagate dagli esercizi precedenti e sta compromettendo l'efficace attuazione di questa politica, mettendo a rischio la vita dei suoi beneficiari; sottolinea che il livello degli stanziamenti di pagamento per la Riserva per gli aiuti d'urgenza dovrebbe corrispondere al livello degli stanziamenti d'impegno e deve essere iscritto in bilancio al di sopra del massimale per i pagamenti fissato nel QFP; sottolinea che il divario tra gli stanziamenti d'impegno e gli stanziamenti di pagamento per gli aiuti umanitari dovrebbe essere ridotto per tener conto dei brevi cicli di spesa in questo settore e porre fine all'abitudine di riportare gli arretrati di fatture non pagate dagli esercizi precedenti; respinge fermamente le ripercussioni negative sugli aiuti umanitari dei tagli dei pagamenti, inclusi i pagamenti rinviati e le operazioni ritardate, che sono imputabili a un'inefficace gestione del bilancio e sono particolarmente gravi, visto il grande numero di persone colpite dalla crescente instabilità nelle regioni periferiche; ritiene che questi eventi siano un segnale di allarme triste ma forte per la necessità di una gestione del bilancio più realistica;

56.    ricorda l'impegno assunto dall'Unione e dai suoi Stati membri a livello internazionale di portare allo 0,7% dell'RNL la spesa per gli aiuti pubblici allo sviluppo (APS) e di conseguire entro il 2015 gli Obiettivi di sviluppo del Millennio e chiede pertanto un incremento degli stanziamenti per i settori tematici rientranti nell'ambito dello Strumento di cooperazione allo sviluppo, al fine di accelerare il rispetto degli impegni di sviluppo globale post-2015;

57.    sottolinea il proprio sostegno al processo di pace in Medio Oriente e la propria determinazione a garantire un importo di finanziamenti sufficiente per l'UNRWA e l'Autorità palestinese, aumentando il livello degli stanziamenti d'impegno di 35,5 milioni di EUR rispetto al PB; è sorpreso che il Consiglio abbia nuovamente ridotto gli stanziamenti di pagamento iscritti nel PB a favore dell'UNRWA e dell'Autorità palestinese di un importo pari a 2,4 milioni di EUR, senza fornire una chiara motivazione, e ritiene che la dotazione di questa linea sia insufficiente anche nel PB;

58.    sottolinea la necessità di garantire un sostegno ai paesi del vicinato orientale e meridionale dell'Unione che stanno affrontando enormi sfide per quanto riguarda la transizione democratica e il consolidamento della democrazia, lo sviluppo economico e sociale, l'immigrazione e la stabilità; evidenzia gli ulteriori sforzi richiesti per rispondere alla situazione in Ucraina; chiede pertanto che sia destinato un importo supplementare di 203,3 milioni di EUR rispetto al PB allo Strumento europeo di vicinato per consentire all'Unione di assumersi le sue responsabilità nel vicinato orientale e meridionale;

59.    ritiene che i tagli apportati dal Consiglio alle linee prioritarie del Parlamento siano inaccettabili e propone di ripristinare il PB per le linee ridotte dal Consiglio e addirittura di superare il PB per quanto riguarda gli stanziamenti d'impegno per alcune linee di importanza strategica per le relazioni esterne dell'Unione, portandoli complessivamente a 400,55 milioni di EUR (aiuti umanitari, Strumento europeo di vicinato, Strumento di cooperazione allo sviluppo, Strumento di assistenza preadesione, Strumento europeo per la democrazia e i diritti umani, Strumento di stabilità e PP/AP); rileva che questi aumenti esauriscono il margine all'interno della rubrica 4 e un importo supplementare di 66 milioni di EUR derivante dalla riduzione della dotazione delle linee trasferite al bilancio del SEAE;

60.    ritiene necessario aumentare gli stanziamenti alla linea relativa alla comunità turco-cipriota, al fine di garantire la prosecuzione del sostegno finanziario dell'Unione alle attività del Comitato per le persone scomparse a Cipro e della commissione tecnica sul patrimonio culturale;

61.    approva il trasferimento delle linee di bilancio per i rappresentanti speciali dell'UE (RSUE) al bilancio del SEAE onde favorire una loro migliore integrazione in tale servizio, come proposto dal VP/AR nel riesame concernente il SEAE, dal Parlamento europeo nelle raccomandazioni del 13 giugno 2013 e dalla Corte dei conti nella relazione speciale n. 11/2014; si attende che il trasferimento sia ultimato entro il 1° gennaio 2016;

Rubrica 5

62.    rammenta che il PB riflette l'ultima riforma dello statuto del personale, tra cui le modifiche al calcolo degli adeguamenti delle retribuzioni e delle pensioni e la continua riduzione dell'organico;

63.    constata con rammarico che, ciò nondimeno, il Consiglio ha ridotto di 27,6 milioni di EUR gli stanziamenti della rubrica 5, di cui 16,7 milioni a titolo della dotazione amministrativa della Commissione per le spese relative ai funzionari e agenti temporanei, in ragione dell'incremento della riduzione forfettaria standard;

64.    considera arbitrario tale incremento della riduzione forfettaria standard (fino a un massimo del 4,5% per la sede principale della Commissione e del 6% per le delegazioni), tenuto conto che la Commissione sta riducendo per il terzo anno consecutivo il numero complessivo delle risorse umane e che le sue previsioni circa il numero di posti vacanti vanno considerate affidabili e devono basarsi su reali aspettative istituzionali;

65.    prende atto inoltre della dichiarazione del Consiglio allegata alla sua posizione in merito alla " importanza di monitorare attentamente gli stanziamenti relativi a tutte le categorie di personale esterno, alla luce dell'incremento di capacità risultante dall'aumento dell'orario di lavoro " e dei paralleli tagli alle spese di sostegno in diversi ambiti d'intervento, per un importo di 20,8 milioni di EUR; ritiene che, se sommata ai già menzionati rischi rappresentati da questo tipo di tagli, una siffatta riduzione sia difficilmente giustificabile; ricorda che, in virtù dell'AII del 2 dicembre 2013, la presunta capacità supplementare avrebbe già dovuto essere neutralizzata dalla progressiva riduzione del 5% dell'organico su un periodo di cinque anni; rileva al riguardo che la Commissione già rispetta più che scrupolosamente i propri impegni dal momento che sta riducendo il personale di ogni categoria, tanto a titolo della rubrica 5 che di altre rubriche;

66.    ripristina pertanto il PB per tutte le linee di bilancio relative alle spese di supporto amministrativo e per tutte le linee della rubrica 5 i cui stanziamenti sono stati ridotti dal Consiglio;

67.    decide di mantenere alcuni stanziamenti in riserva, in attesa che la Commissione modifichi la normativa sui gruppi di esperti e ne garantisca la piena attuazione all'interno di tutte le direzioni generali;

Agenzie

68.    condivide, in linea generale, le previsioni della Commissione circa il fabbisogno finanziario delle agenzie; osserva che la Commissione ha già ridotto in misura sostanziale le richieste iniziali della maggior parte delle agenzie;

69.    ritiene pertanto che gli eventuali tagli aggiuntivi proposti dal Consiglio rischino di compromettere il corretto funzionamento delle agenzie e impedirebbero loro di svolgere i compiti affidati loro dall'autorità legislativa;

70.    non può tuttavia accettare l'approccio seguito dalla Commissione in materia di personale, in virtù del quale gli organigrammi delle agenzie non devono soltanto essere ridotti dell'1% in base all'accordo politico sul QFP – che si applica a tutte le istituzioni e organismi – ma sono soggette a un ulteriore taglio dell'1% per contribuire alla creazione di una "riserva di riassegnazione";

71.    sottolinea che la riduzione di organico concordata si basa sul personale e sui compiti attuali, prendendo come data di riferimento il 31 dicembre 2012, e che l'affidamento di eventuali nuovi compiti alle agenzie esistenti o la creazione di nuove agenzie dovranno essere accompagnati da risorse supplementari;

72.    sottolinea che l'obiettivo stabilito di una riduzione del 5% deve essere conseguito entro la fine del 2017 e che le agenzie devono disporre di una certa flessibilità riguardo agli esercizi in cui effettuare esattamente i tagli in questione, in modo da potersi avvalere delle normali fluttuazioni dell'organico per ridurre al minimo i costi del regime delle indennità di disoccupazione dell'Unione e altri costi connessi alla risoluzione anticipata dei contratti di lavoro;

73.    modifica pertanto diversi organigrammi delle agenzie in modo da conseguire la prevista riduzione dell'1%, operare un trattamento differenziato per i posti finanziati tramite riscossione di diritti o per adeguare l'organico disponibile ai compiti supplementari;

74.    decide di incrementare gli stanziamenti del bilancio 2015 destinati alle tre agenzie di vigilanza finanziaria; ritiene che tali stanziamenti debbano rispecchiare la necessità di assolvere ai compiti previsti, dal momento che sono stati o stanno per essere adottati ulteriori regolamenti, decisioni e direttive per superare l'attuale crisi finanziaria ed economica, che è strettamente legata alla stabilità del settore finanziario;

75.    decide di incrementare altresì gli stanziamenti destinati all'Agenzia europea per la sicurezza marittima e all'Agenzia europea per il controllo della pesca, come pure a diverse agenzie nell'ambito della rubrica 3, tenuto conto degli ulteriori compiti loro affidati (Frontex, l'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze e l'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo);

Progetti pilota e azioni preparatorie (PP/AP)

76.    decide di adottare un pacchetto di compromesso costituito da un numero limitato di PP/AP, anche in considerazione dell'esiguità dei margini disponibili, avendo svolto un'attenta analisi dei progetti pilota e delle azioni preparatorie presentati – in termini di tasso di riuscita di quelli in corso, escludendo le iniziative già coperte da basi giuridiche esistenti e tenendo pienamente conto della valutazione realizzata dalla Commissione sulla fattibilità dei progetti;

Altre sezioni

77.    rammenta che le spese amministrative delle istituzioni, le pensioni e le scuole europee in generale rientrano nella rubrica 5 del QFP; rileva che la spesa complessiva di tale rubrica nel 2015, così come proposto nel PB, è stimata a 8,6122 miliardi di EUR (+2,5% rispetto al bilancio 2014), il che lascia al di sotto del massimale un margine di 463,8 milioni di EUR, a fronte di una spesa amministrativa totale dell'insieme delle istituzioni nel 2015 stimata a 6,8931 miliardi di EUR (+1,6% rispetto al bilancio 2014), lasciando pertanto un sottomargine di 457,9 milioni di EUR;

78.    prende atto della posizione del Consiglio in merito al PB, che riduce linearmente a 6,8656 miliardi di EUR (pari a -27,5 milioni di EUR o a -0,4%) la spesa amministrativa delle istituzioni per il 2015, senza operare alcuna differenziazione, portando in tal modo artificialmente il sottomargine a 485,4 milioni di EUR;

79.    manifesta stupore per il fatto che il Consiglio proponga anche quest'anno tagli lineari alla spesa amministrativa delle istituzioni; ribadisce che il bilancio di ciascuna istituzione dell'Unione, date la sua missione e la sua situazione specifica, dovrebbe essere trattato individualmente, senza ricorrere a soluzioni univoche, tenendo conto della particolare fase di sviluppo, dei compiti operativi, degli obiettivi di gestione, del fabbisogno di organico e della politica immobiliare di ognuna di esse; è profondamente contrario alla strategia del Consiglio che innalza dell'1% il tasso dei posti vacanti, senza tener conto delle effettive esigenze delle istituzioni, incrementando così artificialmente il margine; sottolinea che tale incremento, unitamente ai posti già soppressi nell'ambito della riduzione dell'1% del personale, obbligherebbe talune istituzioni, che già risentono dei predetti tagli all'organico, a congelare le assunzioni per la copertura di posti vacanti, ostacolandone in tal modo il funzionamento;

80.    constata che il PB include l'adeguamento dello 0,8% delle retribuzioni e pensioni del personale di tutte le istituzioni e organismi, relativamente agli anni 2011 e 2012, e il congelamento relativo agli anni 2013 e 2014; si compiace che la maggior parte delle istituzioni abbia già effettuato tali adeguamenti nel loro stato di previsione;

81.    sottolinea l'opportunità che le tre istituzioni – Commissione, Consiglio e Parlamento – accettino, per rispetto reciproco, lo stato di previsione del bilancio elaborato dai due rami dell'autorità di bilancio senza ulteriori modifiche;

82.    è del parere che il Parlamento e il Consiglio, pur essendo favorevoli a ogni possibile risparmio e miglioramento dell'efficienza derivante da una rivalutazione costante dei compiti attuali e di quelli nuovi, dovrebbero prevedere un livello adeguato di stanziamenti, che permetta di garantire il buon funzionamento delle istituzioni e il rispetto degli obblighi giuridici interni ed esterni, nonché di offrire ai cittadini dell'Unione europea un servizio pubblico altamente professionale; rammenta che è stato necessario assolvere ai nuovi compiti derivanti dal trattato di Lisbona senza risorse supplementari;

83.    si congratula con tutte le altre istituzioni per i risparmi e i miglioramenti in termini di efficienza che hanno già integrato nei rispettivi progetti di bilancio; sottolinea che un uso attento, efficiente, trasparente e responsabile delle risorse dell'Unione rappresenta uno degli strumenti fondamentali per rafforzare la fiducia dei cittadini; plaude agli sforzi compiuti dalle istituzioni per continuare a promuovere la trasparenza, l'efficienza amministrativa, la sana gestione finanziaria e la prioritarizzazione; ritiene che debbano continuare ad applicarsi allo stesso modo in tutte le istituzioni dell'Unione rigorosi principi di trasparenza;

84.    ripristina il livello dei tassi di abbattimento forfettario, come richiesto originariamente dalla Corte di giustizia, dalla Corte dei conti, dal Comitato economico e sociale europeo e dal Servizio europeo per l'azione esterna, modificati trasversalmente dal Consiglio, e ripristina il PB per le rispettive linee di bilancio;

Sezione I – Parlamento europeo

85.    rammenta che lo stato di previsione del Parlamento per il 2015 è stato fissato a 1 794 929 112 EUR, il che corrisponde a un tasso globale di crescita del 2,24% rispetto al 2014; evidenzia, tuttavia, che lo 0,67% di tale crescita è imputabile all'indennità transitoria straordinaria di fine mandato, che è giuridicamente vincolante, e lo 0,4% all'accordo sull'adeguamento delle retribuzioni e pensioni del personale per gli anni 2011 e 2012; sottolinea pertanto che il tasso di crescita della spesa rispetto al 2014 è soltanto dell'1,18%;

86.    pone in evidenza l'esigenza che il Parlamento e il Consiglio, al fine di conseguire risparmi sul lungo periodo nel bilancio dell'Unione, affrontino la questione della necessità di una tabella di marcia per la creazione di un'unica sede, come affermato dal Parlamento in diverse risoluzioni precedenti;

87.    si compiace della nota rivista presentata dal Segretario generale il 17 settembre 2014, in cui si propone di incorporare nel bilancio le decisioni e gli adeguamenti tecnici adottati di recente dall'Ufficio di presidenza; rileva che si tratta di modifiche senza alcuna incidenza di bilancio; approva tali adeguamenti al proprio stato di previsione;

88.    riduce il proprio organigramma al fine di conformarsi ai tagli all'organico stabiliti nel quadro della riforma dello statuto del personale;

89.    sottolinea che le attività dei gruppi politici non equivalgono al loro lavoro amministrativo; osserva che i gruppi politici hanno congelato i loro organici sin dal 2012 e che il loro fabbisogno è stato soddisfatto solo in parte nei due esercizi precedenti; insiste sul fatto che l'entità totale dell'organico dei gruppi politici nel 2015 e negli anni successivi non dovrebbe essere inferiore a quella attuale; rammenta di aver già adottato una decisione in tal senso nel corso della precedente legislatura(10);

90.    constata che il costo previsto del progetto KAD è stimato a 441,27 milioni di EUR ai prezzi attuali (406,22 milioni di EUR a prezzi costanti) e che nel 2015 il fabbisogno finanziario per il progetto in questione ammonterebbe a 128,91 milioni di EUR (pari al 29% del costo totale); sottolinea che, tenuto conto delle risorse di bilancio già stanziate ma non ancora utilizzate, il restante fabbisogno finanziario per il 2015 è stimato a 84,8 milioni di EUR; ritiene che tale importo possa essere ridotto sensibilmente tramite uno storno a fine 2014 e che il restante importo debba essere finanziato mediante prestiti; rammenta che, grazie alla costruzione dell'edificio KAD, in futuro i pagamenti totali annui saranno nettamente inferiori alle spese di locazione per edifici analoghi;

91.    decide di incrementare di 3 milioni di EUR gli stanziamenti a sostegno delle fondazioni politiche europee affinché queste ultime possano espletare pienamente le loro attività inerenti all'insieme dei gruppi politici e intensificare il lavoro di ricerca e di sostegno al fine di formulare e divulgare idee intese a far avanzare il processo di integrazione europea; sottolinea che si tratta di un incremento senza alcuna incidenza di bilancio in quanto i finanziamenti saranno attinti dalla riserva per imprevisti; fissa pertanto il volume totale del proprio bilancio per il 2015 a 1 794 929 112 EUR; fa rilevare che ciò corrisponde a un incremento dello 0% rispetto al suo stato di previsione, approvato in Aula il 17 aprile 2014;

92.    plaude alla decisione del gruppo di lavoro misto di raccomandare ai deputati di avvalersi di biglietti di classe economica per viaggi brevi; invita il Segretario generale a presentare una valutazione dei risultati di tale raccomandazione entro e non oltre la fine del 2015;

93.    si compiace dei risultati ottenuti dal gruppo di lavoro misto sull'analisi di eventuali risparmi per quanto riguarda le spese per autovetture e autisti; si attende che tali risparmi di concretizzino nel corso dei prossimi esercizi;

Sezione IV – Corte di giustizia

94.    sottolinea che, nonostante la crescita senza precedenti del contenzioso, la Commissione ha deciso di sopprimere dal PB della Corte di giustizia 12 nuovi posti intesi ad evitare eventuali strozzature e contenere quanto più possibile l'eventualità della mancata conclusione dei procedimenti entro un ragionevole periodo di tempo; evidenzia che, così facendo, la Commissione ha messo a repentaglio la produttività dei tre tribunali a fronte di un costante aumento senza precedenti delle nuove cause, creando pertanto un grave rischio per il bilancio;

95.    approva la creazione dei 12 nuovi posti originariamente richiesti dalla Corte di giustizia; incrementa di conseguenza la dotazione delle relative linee di bilancio e ritocca l'organigramma della Corte di giustizia nel senso indicato nel suo stato di previsione;

96.    riporta al livello originario del 3% il tasso di abbattimento forfettario, onde permettere alla Corte di giustizia di far fronte in maniera adeguata alla mole di lavoro in continua crescita e consentendole di utilizzare al meglio il proprio organigramma; evidenzia che la riduzione proposta dal Consiglio è in flagrante contraddizione con l'obiettivo di un tasso di copertura dei posti del 98% (che è la maggiore percentuale possibile tenendo conto dell'inevitabile effetto dell'avvicendamento di personale nel corso dell'anno) e di un tasso di esecuzione delle retribuzioni vicino al 99% nel 2013;

97.    sottolinea che il Tribunale, nonostante il notevole impegno profuso, non è più in grado di far fronte alla crescente mole di lavoro; evidenzia che questa generale tendenza al rialzo è pienamente corroborata dai dati riscontrati finora nel 2014 ed è destinata a proseguire, anche in ragione delle modifiche apportate dal trattato di Lisbona (che prevede l'ampliamento dell'ambito giurisdizionale del Tribunale a decorrere dal 1° dicembre 2014 nei settori della libertà, della sicurezza e della giustizia) e dell'adesione della Croazia;

98.    sottolinea che, nonostante le importanti iniziative adottate finora in materia di produttività, il numero di cause pendenti continua a lievitare (+25% nel 2013, +6% alla fine del giugno 2014) mentre si configura ormai il rischio di richieste di risarcimento per il mancato rispetto di una durata ragionevole del procedimento (in particolare per i procedimenti dinanzi al Tribunale, in cui il numero dei contenziosi ha raggiunto livelli pressoché insostenibili), essendo stato presentato un primo ricorso per tale motivo nel giugno 2014, con possibili gravi ripercussioni per l'Unione; sottolinea che il mancato rispetto di una durata ragionevole dei procedimenti al Tribunale, soprattutto in materia di diritto della concorrenza, pregiudica gravemente il funzionamento del mercato interno e potrebbe rappresentare un grave rischio per il bilancio dell'Unione;

99.    rammenta l'accordo di principio tra il Parlamento e il Consiglio sulla necessità di incrementare il numero dei giudici; sottolinea, in tali circostanze, l'urgenza di trovare quanto prima un accordo sulla nomina di ulteriori giudici presso il Tribunale; iscrive in riserva un importo di 2 milioni di EUR per la nomina di nove giudici e invita il Tribunale a presentare al Consiglio e al Parlamento una valutazione aggiornata del fabbisogno finanziario supplementare per i nove giudici in questione e il relativo personale; chiede che sia trovato quanto prima un accordo in seno al Consiglio e che la procedura legislativa sia ultimata entro il 1° ottobre 2015; insiste sulla necessità di valutare con prudenza il fabbisogno di personale supplementare relativo alla nomina di nove giudici;

Sezione V – Corte dei conti

100.  riporta al livello originario del 2,1% il tasso di abbattimento forfettario al fine di permettere alla Corte dei conti di soddisfare il proprio fabbisogno di personale;

101.  ripristina il PB per le linee di bilancio inerenti alla retribuzione degli altri agenti, onde garantire che la Corte dei conti possa adempiere agli obblighi giuridici nei confronti del suo personale;

Sezione VI — Comitato economico e sociale europeo e Sezione VII – Comitato delle regioni

Attuazione dell'accordo di cooperazione tra il Parlamento europeo e il Comitato economico e sociale europeo (CESE) e il Comitato delle regioni (CdR)

102.  ricorda che, conformemente all'accordo di cooperazione del 5 febbraio 2014, è previsto il trasferimento di un massimo di 80 posti dai due comitati al Parlamento e che è stato stabilito di comune accordo un incremento degli stanziamenti per il potenziamento delle loro attività politiche e l'ulteriore fabbisogno per l'esternalizzazione delle traduzioni;

103.  constata che un minimo di 60 posti dovrebbero essere trasferiti al Parlamento e che tale trasferimento avverrebbe in due fasi: la prima, a decorrere dal 1° ottobre 2014 e la seconda in un momento successivo nel corso del 2015; include nel bilancio gli adeguamenti relativi al trasferimento di 42 posti (30 dal CESE e 12 dal CdR), che corrisponde all'attuazione della prima fase, e iscrive in riserva la metà degli stanziamenti corrispondenti al previsto trasferimento dei restanti posti (un minimo di sei dal CESE e un minimo di 12 dal CdR), che saranno sbloccati una volta adottata la decisione definitiva sul trasferimento; si attende che il trasferimento definitivo sia ultimato entro il luglio 2015;

104.  plaude alla cooperazione in corso tra i due comitati in ambito amministrativo e li incoraggia a intensificarla ulteriormente, in quanto è possibile ottenere maggiori risultati e risparmi comuni; invita e il CESE e il CdR a esaminare il modo in cui proseguire le riforme strutturali e organizzative in maniera coordinata grazie all'intensificazione della loro cooperazione bilaterale;

Sezione VI – Comitato economico e sociale europeo

105.  riporta al livello originario del 4,5% il tasso di abbattimento forfettario, onde consentire al Comitato economico e sociale europeo di ovviare alle continue riduzioni di organico;

Sezione VII – Comitato delle regioni

106.  sottolinea che per il Comitato delle regioni il bilancio 2015 sarà caratterizzato dalla crescita delle sue attività politiche, in quanto il suo nuovo (sesto) mandato politico inizierà nel febbraio 2015 e sarà il primo anno in cui si terrà conto nel bilancio del pieno effetto dell'insediamento nel CdR del quinto gruppo politico (gruppo ECR);

107.  disapprova categoricamente i tagli proposti dalla Commissione alle spese legate alle attività politiche del CdR e alle spese accessorie, nonché alle attività di informazione e comunicazione; incrementa le relative linee di bilancio, tenuto conto dell'inizio del nuovo mandato del CdR;

Sezione VIII – Mediatore europeo

108.  constata che il Consiglio ha ridotto dell'1,7% il progetto di bilancio del Mediatore europeo; sottolinea che tale riduzione comporterà un forte aggravio per le risorse già alquanto limitate di tale istituzione e inciderà pesantemente sull'attuazione della sua nuova strategia e sulla capacità dell'istituzione di garantire un servizio efficiente ed efficace ai cittadini europei; ripristina pertanto gli importi di tutte le linee di bilancio interessate dai tagli del Consiglio onde consentire al Mediatore europeo di espletare il suo mandato e onorare i suoi impegni;

Sezione IX – Garante europeo della protezione dei dati

109.  rammenta che, senza tener conto degli inevitabili obblighi giuridici, quali le spese di fine mandato per i membri del Garante europeo della protezione dei dati o gli adeguamenti della loro retribuzione, il principale incremento rispetto al bilancio 2014 è imputabile alla creazione della task force del comitato europeo per la protezione dei dati, nonché alle nuove attività specifiche identificate per il periodo 2014-2020;

110.  ripristina il PB per le linee di bilancio inerenti al nuovo mandato del Garante europeo della protezione dei dati, alla creazione della task force del comitato europeo per la protezione dei dati e quelle a garanzia del corretto funzionamento dell'istituzione, tenuto conto in particolare della sua nuova strategia per il periodo 2014-2020; sottolinea che i tagli lineari alle spese possono rivelarsi estremamente deleteri e controproducenti, soprattutto per un'istituzione di così piccole dimensioni;

Sezione X – Servizio europeo per l'azione esterna

111.  ricorda al Consiglio che gli Stati membri hanno approvato l'istituzione del SEAE e che quest'ultimo necessita di risorse sufficienti per svolgere le proprie attività; invita gli Stati membri a esplorare ulteriormente le possibili sinergie tra le ambasciate nazionali e il SEAE, quali il ricorso a locali comuni, la sicurezza e la cooperazione in ambito amministrativo;

112.  riporta il tasso di abbattimento forfettario al livello originario del 5,3% per la sede del SEAE, al 2,7% per le delegazioni e al 27% per gli esperti militari nazionali distaccati e ripristina gli stanziamenti come richiesto nel progetto di bilancio; sottolinea che un tale aumento dei tassi di abbattimento forfettario comporterà una riduzione del personale in organico superiore a quella obbligatoria dell'1%, incidendo negativamente sul funzionamento dell'istituzione e impedendone la trasformazione in un nuovo organismo con sempre maggiori funzioni;

113.  ripristina il PB per tutte le linee di bilancio interessate dai tagli del Consiglio, in particolare quelle relative agli stanziamenti per la sicurezza delle comunicazioni del SEAE, onde consentire all'Alto rappresentante e agli alti dirigenti del Servizio di partecipare in maniera efficiente a negoziati estremamente sensibili;

114.  insiste sulla necessità di proteggere i sistemi di comunicazione del SEAE dalle intrusioni e di garantire che i sistemi di comunicazione tra il SEAE e gli Stati membri, da un lato, e tra la sede principale e le delegazioni, dall'altro, siano sicuri e moderni;

115.  è favorevole alla proposta dell'Alto rappresentante di iscrivere nel bilancio del SEAE gli stanziamenti necessari all'apertura di una nuova delegazione nella regione del Golfo, in cui l'Unione è sottorappresentata(11); incrementa pertanto la dotazione delle linee di bilancio interessate, come richiesto dal SEAE nel suo stato di previsione;

116.  trasferisce dalla Sezione III (Commissione) alla Sezione X (SEAE) del bilancio lo stanziamento per le "spese amministrative comuni" per il personale della Commissione presso le delegazioni; sottolinea che si tratta di un trasferimento senza alcuna incidenza di bilancio o di altro tipo sugli stanziamenti amministrativi della Commissione o sulle condizioni di lavoro del suo personale presso le delegazioni e che risponde alla richiesta di semplificazione della gestione delle spese amministrative delle delegazioni dell'UE formulata dal SEAE e dal Consiglio e sollevata di recente in una relazione della Corte dei conti; insiste sul fatto che l'esecuzione dello trasferimento avverrà in stretta cooperazione tra il SEAE e la Commissione; invita il Consiglio a rispettare la neutralità di bilancio di tale accordo;

o

o o

117.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, alle altre istituzioni e agli organi interessati nonché ai parlamenti nazionali.

(1)

GU L 163 del 26.6.2007, pag. 17.

(2)

GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.

(3)

GU L 347 del 20.12.2013, pag. 884.

(4)

GU C 373 del 20.12.2013, pag. 1.

(5)

Testi approvati, P8_TA(2014)0247.

(6)

Testi approvati, P8_TA(2014)0450.

(7)

Testi approvati, P7_TA(2014)0358.

(8)

http://ec.europa.eu/about/juncker-commission/docs/pg_en.pdf

(9)

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni del 2 luglio 2014: "Verso un'economia circolare: programma per un'Europa a zero rifiuti" (COM(2014)0398).

(10)

Risoluzione del Parlamento europeo del 23 ottobre 2013 concernente la posizione del Consiglio sul progetto di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014 (P7_TA(2013)0437).

(11)

Risoluzione del Parlamento europeo del 3 aprile 2014 sulla strategia dell'UE nei confronti dell'Iran (testi approvati, P7-TA(2014)0339).


ALLEGATO

DICHIARAZIONE CONGIUNTA

Calendario della procedura di bilancio e modalità di funzionamento del Comitato di conciliazione nel 2014

A.     Conformemente alla sezione A dell'allegato all'accordo interistituzionale tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria, le tre istituzioni interessate convengono sulle seguenti date fondamentali per la procedura di bilancio 2015:

1.      il 10 luglio sarà convocato un trilogo prima dell'adozione della posizione del Consiglio;

[La Commissione si adopererà per presentare lo stato di previsione 2015 all'inizio di giugno.]

2.      il Consiglio si adopererà per adottare la sua posizione e trasmetterla al Parlamento europeo entro la 36ª settimana (prima settimana di settembre), al fine di agevolare un accordo tempestivo con il Parlamento europeo;

[La Commissione adotterà ufficialmente il progetto di bilancio il 24 giugno e il PB 2015 sarà disponibile online in tutte le lingue il 25 giugno.]

3.      la commissione per i bilanci del Parlamento europeo si adopererà per votare gli emendamenti alla posizione del Consiglio entro e non oltre la fine della 41ª settimana (metà ottobre);

[La commissione BUDG si riunirà nei giorni 29 settembre - 1° ottobre e 6-7 ottobre.]

4.      è prevista la convocazione di un trilogo il 15 ottobre, prima della lettura del Parlamento europeo;

5.      la plenaria del Parlamento europeo voterà sulla sua lettura nella 43ª settimana;

[Tornata del 20-23 ottobre]

6.      il periodo di conciliazione avrà inizio il 28 ottobre. Conformemente alle disposizioni dell'articolo 314, paragrafo 4, lettera c), TFUE, il termine disponibile per la conciliazione scadrà il 17 novembre 2014;

[La sezione E, punto 13, dell'allegato all'AII dispone che: "la lettera che convoca il comitato di conciliazione è inviata, al più tardi, il primo giorno lavorativo della settimana che segue la fine della tornata durante la quale ha avuto luogo la votazione in plenaria e il periodo di conciliazione decorre dal giorno successivo".

La lettera deve essere inviata il 27 ottobre, che è il termine ultimo possibile, per garantire che il progetto comune possa essere adottato da entrambi i rami dell'autorità di bilancio entro 14 giorni dalla sua approvazione, tenendo presente che la pertinente tornata si svolgerà durante la 48ª settimana.]

7.      il Comitato di conciliazione si riunirà il 6 novembre presso il Parlamento europeo e il 14 novembre presso il Consiglio; le riunioni del Comitato di conciliazione saranno preparate da uno o più triloghi. Un trilogo è previsto per l'11 novembre. Durante i 21 giorni del periodo di conciliazione potranno essere convocati ulteriori triloghi.

B.     Le modalità di funzionamento del Comitato di conciliazione sono stabilite nella sezione E dell'allegato al suddetto accordo interistituzionale.


PARERE della commissione per gli affari esteri (3.9.2014)

destinato alla commissione per i bilanci

sulla posizione del Consiglio sul progetto di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2015

(2014/2040(BUD))

Relatore per parere: Zigmantas Balčytis

SUGGERIMENTI

La commissione per gli affari esteri invita la commissione per i bilanci, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  plaude all'aumento degli stanziamenti d'impegno e di pagamento della rubrica 4 rispetto all'anno in corso, giudicandolo urgentemente necessario dopo i forti tagli, ma rileva che tale aumento è ancora insufficiente a soddisfare le esigenze dell'UE; sottolinea che, se l'Unione vuol essere all'altezza degli ambiziosi obiettivi enunciati nel trattato di Lisbona, è di vitale importanza assicurare finanziamenti adeguati per le sue attività sulla scena mondiale;

2.  rileva con particolare preoccupazione le riduzioni applicate allo strumento europeo di vicinato, che fanno seguito a riduzioni altrettanto ingenti operate lo scorso anno; pur riconoscendo che ciò è in linea con la programmazione pluriennale dello strumento, sottolinea che la situazione attuale nel vicinato, sia orientale che meridionale, non consente un indebolimento dell'impegno dell'UE, ed esorta vivamente ad incrementare in misura consistente l'importo dei fondi destinati a queste due regioni;

3.  osserva, in particolare, che ancora una volta sono stati stanziati fondi insufficienti per il processo di pace in Medio Oriente, la Palestina e l'UNRWA; sottolinea che, alla luce della crescente crisi umanitaria, dell'aumento del numero di rifugiati, della situazione sul terreno e della distruzione di infrastrutture vitali nella Striscia di Gaza, è necessario un aumento di fondi;

4.  mette in rilievo la preoccupante situazione degli stanziamenti di pagamento della rubrica 4, i quali, nonostante il considerevole aumento rispetto all'anno corrente previsto dalla Commissione, potrebbero non coprire i fabbisogni sul terreno; prende atto tuttavia della decisione di uguagliare gli impegni e i pagamenti relativi allo strumento per l'aiuto umanitario, e la approva;

5.  rileva con particolare preoccupazione i forti tagli degli stanziamenti di pagamento per lo strumento inteso a contribuire alla stabilità e alla pace (ISP), il quale soffre di una forte inadeguatezza degli stanziamenti di pagamento che già nell'anno in corso sta limitando la capacità dell'UE di rispondere alle crisi che richiedono azioni urgenti; osserva che tale situazione non potrà non essere acuita dai nuovi tagli; sottolinea che l'ISP è uno strumento essenziale per le attività dell'UE di gestione delle crisi e di risoluzione dei conflitti, ad esempio in Ucraina;

6.  sottolinea l'importanza di fornire al servizio della Commissione per gli strumenti di politica estera risorse adeguate per l'attuazione dello strumento inteso a contribuire alla stabilità e alla pace, delle operazioni PESC, dello strumento di partenariato e delle missioni di osservazione elettorale nel quadro dello strumento europeo per la democrazia e i diritti umani;

7.  respinge gli ingenti tagli alla rubrica 4 proposti dal Consiglio, che non farebbero che aggravare la situazione già critica, in particolare per quanto riguarda i pagamenti; si oppone fermamente a ogni potenziale collegamento tra i negoziati sul bilancio 2015 e quelli sul progetto di bilancio rettificativo n. 3;

8.  sottolinea l'importanza di fornire al SEAE fondi sufficienti per preparare l'eventuale apertura di una delegazione dell'Unione europea in Iran in caso di conclusione positiva dei negoziati e in linea con la risoluzione del Parlamento europeo del 3 aprile 2014 sulla strategia dell'UE nei confronti dell'Iran;

9.  prende atto della recente relazione speciale della Corte dei conti europea sull'istituzione del Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE), pubblicata il 30 giugno 2014, e delle sue raccomandazioni di aumentare il valore aggiunto e l'efficienza del SEAE, ad esempio collaborando con la Commissione per attenuare l'impatto che la rigidità dei suoi regolamenti finanziari e relativi al personale ha sull'efficienza delle delegazioni dell'UE, al fine di dedicare più risorse a compiti politici;

10. ribadisce l'importanza di trasferire la linea di bilancio per i rappresentanti speciali dell'UE (RSUE) al bilancio del SEAE onde favorire una loro migliore integrazione in tale servizio, in accordo con la proposta formulata dal VP/AR nel riesame del SEAE, con la raccomandazione del Parlamento del 13 giugno 2013 e con la relazione speciale n. 11/2014 dalla Corte dei conti europea;

11. valuta positivamente lo sforzo in atto da parte del SEAE per aggiornare i propri sistemi informatici e potenziarne le capacità in materia di sicurezza delle informazioni; continua a nutrire preoccupazione per il numero sproporzionato di posti a livello dirigenziale nel servizio;

12. esorta la Commissione a seguire l'esempio del SEAE e fornire annualmente dati aggiornati sul numero delle unità di personale della Commissione, sia interne che esterne, in forza presso le delegazioni, con ripartizione per paese e direzione generale e indicazione della linea di bilancio da cui sono finanziati i relativi costi, onde consentire alle autorità di bilancio di valutare meglio le attività della Commissione a livello mondiale.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

2.9.2014

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

51

10

2

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Lars Adaktusson, Michèle Alliot-Marie, Petras Auštrevičius, Goffredo Maria Bettini, Mario Borghezio, Elmar Brok, Klaus Buchner, James Carver, Fabio Massimo Castaldo, Lorenzo Cesa, Javier Couso Permuy, Andi-Lucian Cristea, Mark Demesmaeker, Anna Elżbieta Fotyga, Eugen Freund, Michael Gahler, Iveta Grigule, Richard Howitt, Pablo Iglesias, Sandra Kalniete, Manolis Kefalogiannis, Tunne Kelam, Andrey Kovatchev, Ilhan Kyuchyuk, Arne Lietz, Barbara Lochbihler, Sabine Lösing, Andrejs Mamikins, Ramona Nicole Mănescu, David McAllister, Tamás Meszerics, Francisco José Millán Mon, Annemie Neyts-Uyttebroeck, Pier Antonio Panzeri, Demetris Papadakis, Ioan Mircea Paşcu, Vincent Peillon, Alojz Peterle, Tonino Picula, Kati Piri, Andrej Plenković, Cristian Dan Preda, Jozo Radoš, Jacek Saryusz-Wolski, Joachim Starbatty, Charles Tannock, Eleni Theocharous, Ivo Vajgl, Johannes Cornelis van Baalen, Geoffrey Van Orden, Boris Zala

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Zigmantas Balčytis, Bodil Ceballos, Neena Gill, Ana Gomes, Andrzej Grzyb, Norbert Neuser, Helmut Scholz, György Schöpflin, Dubravka Šuica, Traian Ungureanu

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Eva Kaili


PARERE della commissione per lo sviluppo (24.9.2014)

destinato alla commissione per i bilanci

sulla posizione del Consiglio relativa al progetto di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2015

(2014/2040(BUD))

Relatore per parere: Paul Rübig

SUGGERIMENTI

La commissione per lo sviluppo invita la commissione per i bilanci, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.   ricorda agli Stati membri dell'UE gli impegni presi collettivamente e singolarmente per aumentare il livello dell'aiuto pubblico allo sviluppo fino allo 0,7% entro il 2015;

2.   sottolinea che l'obiettivo principale della cooperazione allo sviluppo dell'UE deve essere la riduzione e, a lungo termine, l'eliminazione della povertà e ricorda che, a norma del regolamento che istituisce uno strumento per il finanziamento della cooperazione allo sviluppo(1), i paesi maggiormente bisognosi devono avere la priorità nel processo di assegnazione delle risorse;

3.   esprime profonda preoccupazione per l'insufficienza dei finanziamenti destinati alle "linee di bilancio di completamento" (stanziamenti di pagamento per linee del precedente QFP) in particolare e teme che l'aumento dei disavanzi riportati da un esercizio finanziario all'altro conduca ad una perdita di credibilità e affidabilità nei confronti dei paesi partner e delle organizzazioni esecutive, pregiudicando i progressi compiuti in termini di gestione ed efficacia degli aiuti; chiede pertanto il rafforzamento di tali linee di completamento, in particolare per i programmi tematici (sicurezza alimentare, sviluppo umano, soggetti non statali, ambiente ed energia);

4.   accoglie con favore l'istituzione di stanziamenti di pagamento e di impegno di pari livello per le linee di bilancio destinate agli aiuti umanitari, che contribuiranno ad evitare un'interruzione degli aiuti umanitari come quella verificatasi nel corso del 2013 e del 2014; sottolinea che è fondamentale evitare il riporto di qualsiasi disavanzo dal 2014 al 2015 e che occorre invece far fronte a tutte le esigenze modificando i bilanci nel corso del 2014; sottolinea altresì l'efficacia sul piano dei costi degli investimenti in materia di prevenzione e preparazione alle catastrofi;

5.   chiede un aumento dei finanziamenti destinati alle agenzie umanitarie, quali UNHCR, UNRWA, Medicins sans frontières, in periodo di guerra; sollecita, nell'ambito di tale linea, un maggiore sostegno finanziario in particolare per affrontare le crisi in Iraq, in Siria e a Gaza, mantenendo una forte attenzione sulle esigenze dei rifugiati, specie in termini di intervento medico, servizi di base e istruzione, e chiede di affrontare la questione dei paesi dell'Africa occidentale colpiti dal virus ebola;

6.   insiste, data la drammatica situazione nel settore degli aiuti umanitari, affinché si provveda in via prioritaria ad aumentare in modo sostanziale il livello dei pagamenti della riserva per aiuti di emergenza per far fronte a eventi imprevisti; ricorda che i pagamenti a titolo della riserva per aiuti di emergenza sono finanziati al di fuori del QFP, in quanto si tratta di uno strumento speciale;

7.   considera inaccettabili i tagli proposti dal Consiglio, poiché l'assistenza allo sviluppo dell'UE ha bisogno di finanziamenti ragionevoli che siano affidabili per i partner.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

23.9.2014

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

24

3

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Louis Aliot, Kostas Chrysogonos, Ignazio Corrao, Doru-Claudian Frunzulică, Nathan Gill, Charles Goerens, Enrique Guerrero Salom, Heidi Hautala, Maria Heubuch, Hans Jansen, Teresa Jiménez-Becerril Barrio, Arne Lietz, Linda McAvan, Norbert Neuser, Maite Pagazaurtundúa Ruiz, Maurice Ponga, Cristian Dan Preda, Lola Sánchez Caldentey, Elly Schlein, György Schöpflin, Davor Ivo Stier, Paavo Väyrynen, Bogdan Brunon Wenta, Anna Záborská

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Agustín Díaz de Mera García Consuegra, Paul Rübig, Kathleen Van Brempt

(1)

  Regolamento (CE) n. 233/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 marzo 2014 (GU L 77 del 15.3.2014, pagg. 44-76).


PARERE della commissione per il commercio internazionale (4.9.2014)

destinato alla commissione per i bilanci

sulla posizione del Consiglio sul progetto di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2015

(2014/2040(BUD))

Relatore per parere: Reimer Böge

SUGGERIMENTI

La commissione per il commercio internazionale invita la commissione per i bilanci, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.   sottolinea la necessità di assicurare che la linea di bilancio dedicata alla politica commerciale dell'Unione preveda stanziamenti sufficienti affinché la Commissione possa perseguire con efficienza ed efficacia la sua ambiziosa agenda commerciale, contribuendo direttamente allo sviluppo sostenibile ed ecologico, alla crescita e all'occupazione in tutti gli Stati membri dell'Unione, e possa monitorare adeguatamente l'attuazione della politica commerciale, in particolare gli accordi commerciali vigenti nonché il loro impatto sull'economia dell'Unione e dei paesi partner; ritiene opportuno, a tal fine, che gli stanziamenti siano integrati da adeguate riassegnazioni e ridistribuzioni dell'organico, ove necessario;

2.  accoglie favorevolmente l'aumento degli stanziamenti a favore dello strumento di assistenza macrofinanziaria dopo la forte diminuzione nell'esercizio precedente;

3.  esorta la Commissione a intensificare i propri sforzi per instaurare un dialogo con il pubblico e con tutti i soggetti interessati in merito ai negoziati in corso e alle attività della DG Commercio, con particolare riferimento al TTIP; deplora pertanto il fatto che le spese di bilancio relative all'informazione e alla comunicazione siano state ridotte rispetto agli esercizi precedenti;

4.  deplora la riduzione degli stanziamenti destinati allo strumento europeo di vicinato (ENI); sottolinea che una simile riduzione rischia di compromettere la capacità dell'Unione di stabilizzare e assistere i paesi vicini, compresi quelli con cui l'UE ha già concluso accordi di libero scambio globali e approfonditi (DCFTA) e quelli con cui sono in corso i negoziati;

5.  rileva il leggero aumento degli stanziamenti destinati allo strumento di cooperazione allo sviluppo, compresi gli aiuti al commercio, e l'aumento della modesta dotazione a favore della linea di bilancio Aiuti al commercio – Iniziative multilaterali;

6.  rammenta che nel 2009 il Parlamento ha introdotto stanziamenti aggiuntivi per 1 milione di EUR specificamente per azioni connesse al commercio equo e solidale nella linea di bilancio destinata a finanziare progetti nel campo delle relazioni commerciali esterne e invita la Commissione a valutare la possibilità di reintrodurre tale linea di bilancio nel 2015 per finanziare azioni legate al commercio equo e solidale, secondo quanto indicato nella comunicazione della Commissione del 5 maggio 2009(1);

7.  reputa opportuno dedicare maggiore attenzione alla coerenza delle politiche, soprattutto per quel che riguarda la condizionalità negli accordi commerciali; sottolinea che la cooperazione interna tra il SEAE, la DG Sviluppo e la DG Commercio andrebbe intensificata per consentire un'azione efficace; sollecita pertanto a far sì che tale bisogno di cooperazione e coerenza delle politiche trovi debitamente riscontro nel bilancio;

8.  appoggia il proseguimento nel 2015 dell'azione preparatoria "Imprenditori innovativi Euromed per il cambiamento" ma invita la Commissione a fornire una valutazione di tale azione preparatoria per il 2013 e il 2014;

9.  esprime alcune preoccupazioni in merito all'efficacia e al valore aggiunto dei centri d'impresa in India, Cina e Thailandia nonché al modo in cui svolgono le loro attività, in particolare per quel che riguarda il coinvolgimento delle PMI, la sostenibilità e la complementarità con le esistenti strutture pubbliche e private dell'Unione e degli Stati membri; invita la Commissione a richiedere una valutazione indipendente delle attività di tali centri d'impresa e a trasmetterne i risultati al Parlamento; insiste affinché la Commissione tenga pienamente conto dell'esito di tale valutazione nel pianificare le future attività dei centri.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

3.9.2014

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

31

2

4

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

William (The Earl of) Dartmouth, Tiziana Beghin, David Borrelli, David Campbell Bannerman, Daniel Caspary, Salvatore Cicu, Santiago Fisas Ayxelà, Yannick Jadot, Ska Keller, Jude Kirton-Darling, Alexander Graf Lambsdorff, Bernd Lange, Jörg Leichtfried, Marine Le Pen, David Martin, Emmanuel Maurel, Emma McClarkin, Anne-Marie Mineur, Ionel-Sorin Moisă, Alessia Maria Mosca, Franz Obermayr, Artis Pabriks, Franck Proust, Viviane Reding, Olli Rehn, Inmaculada Rodríguez-Piñero Fernández, Tokia Saïfi, Marietje Schaake, Helmut Scholz, Joachim Schuster, Adam Szejnfeld, Iuliu Winkler, Jan Zahradil, Kosma Tadeusz Złotowski

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Bendt Bendtsen, Reimer Böge, Klaus Buchner, Dita Charanzová, Nicola Danti, Georgios Epitideios, Seán Kelly, Fernando Ruas, Joachim Starbatty, Jarosław Leszek Wałęsa

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Amjad Bashir

(1)

COM(2009)0215 def.


PARERE della commissione per il controllo dei bilanci (9.9.2014)

destinato alla commissione per i bilanci

sulla posizione del Consiglio sul progetto di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2015

(2014/2040(BUD))

Relatore per parere: Markus Pieper

SUGGERIMENTI

La commissione per il controllo dei bilanci invita la commissione per i bilanci, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

A.  considerando che, in una situazione caratterizzata da risorse limitate per via della crisi economica e finanziaria, le istituzioni dell'Unione e gli Stati membri dovrebbero cooperare pienamente ai fini di un'esecuzione efficace del bilancio generale dell'Unione europea e di una sua adeguata tutela attraverso azioni preventive e correttive;

B.   considerando che l'obiettivo principale del progetto di bilancio 2015 sarà quello di garantire che il bilancio dell'Unione sia dotato delle risorse necessarie per assicurare pienamente un contributo rafforzato alla crescita e all'occupazione nonché la solidarietà tra gli Stati membri e le regioni;

C.  considerando che il dialogo tra Parlamento e Commissione, di cui all'articolo 318 TFUE, dovrebbe promuovere la cultura del rendimento all'interno della Commissione;

D.  considerando che, pur non mettendo in discussione la propria decisione di concedere il discarico alla Commissione per l'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2012, il Parlamento, nella sua risoluzione sul discarico del 3 aprile 2014(1), sottolinea le proprie riserve per quanto riguarda l'esecuzione del bilancio di alcuni Stati membri e della Commissione nei settori dell'agricoltura e della politica regionale;

E.   considerando che il Parlamento ha invitato la Commissione ad assumere un impegno vincolante in vista della realizzazione delle azioni indicate nella summenzionata risoluzione sul discarico(2), al fine di risolvere la situazione;

1.   ribadisce la sua profonda preoccupazione quanto al fatto che la Commissione incontra sempre maggiori difficoltà a onorare tutte le richieste di pagamento dell'esercizio entro i limiti degli stanziamenti di pagamento originariamente iscritti in bilancio; sottolinea che tale situazione è dovuta, tra l'altro, al fatto che gli stanziamenti d'impegno si sono avvicinati al massimale fissato, mentre gli stanziamenti di pagamento sono stati tenuti a un livello minimo in ogni periodo; invita la Commissione a fornire informazioni riguardo ai casi in cui è probabile che si verifichino conseguenti ritardi nei pagamenti;

2.   teme che durante il periodo 2014-2020 il Consiglio continuerà ad attuare la sua strategia di ridurre il livello dei pagamenti, senza tener conto dei fabbisogni effettivi per i quali è necessario trovare una soluzione sostenibile; invita la Commissione a identificare i programmi che non implicano un valore aggiunto europeo e che non hanno dimostrato una performance efficiente al fine di abbandonarli per liberare risorse da utilizzare in modo efficiente;

3.   sottolinea che tale prassi implica che l'autorità di bilancio adotti bilanci rettificativi e si rammarica che violi i principi di bilancio quali stabiliti dal regolamento finanziario;

4.   osserva che l'attuazione delle rettifiche finanziarie imposte dalla Commissione agli Stati membri che non hanno provveduto a creare sistemi affidabili e i recuperi hanno condotto a un importo pari a circa 3 362 milioni di EUR nel 2013, il che corrisponde a una diminuzione rispetto al 2012 (4 419 milioni di EUR)(3);

5.   chiede alla Commissione di indicare con precisione quali importi recuperati nel 2013 sono stati contabilizzati come entrate nei conti dell'Unione o sono stati compensati, e in quale misura le rettifiche finanziarie e i recuperi decisi nel 2013 possono influire sul fabbisogno di pagamenti per i bilanci 2014 e 2015;

6.   ricorda che sono molti i fattori da cui dipende la possibilità che nel nuovo periodo di programmazione 2014-2020 siano imposte rettifiche finanziarie nette in caso di gravi carenze nell'attuazione della politica di coesione e chiede alla Commissione di presentare senza indugio una proposta intesa a limitare, se non addirittura a vietare del tutto, i progetti sostitutivi;

7.   chiede alla Commissione di adottare le misure necessarie e se del caso di sottoporre direttamente a revisione contabile i progetti, onde garantire che il livello di rischio e di errore nell'impiego dei fondi regionali non sia sottovalutato;

8.   rinnova la sua richiesta alla Commissione di concludere accordi bilaterali vincolanti con gli Stati membri che hanno attirato l'attenzione in modo particolare, conformemente agli orientamenti del Semestre europeo;

9.       accoglie con favore le dichiarazioni programmatiche di spesa operativa che accompagnano il progetto di bilancio 2015 e che costituiscono il principale strumento per giustificare gli stanziamenti proposti dalla Commissione nel progetto di bilancio; sottolinea che queste dichiarazioni sono coerenti con le corrispondenti basi giuridiche e forniscono informazioni sulle risorse destinate a ciascun programma di spesa;

10. si compiace in particolare del fatto che, come richiesto dal Parlamento nelle risoluzioni che accompagnano le sue decisioni sul discarico alla Commissione per il 2011(4) e il 2012(5), ciascuna dichiarazione include dati numerici sul valore aggiunto dell'Unione europea e sul contributo alla strategia Europa 2020 (obiettivi principali e iniziative faro);

11. insiste sul fatto che, quando presenta al Parlamento e al Consiglio, a norma dell'articolo 318 TFUE, le relazioni di valutazione delle finanze dell'Unione, la Commissione dovrebbe basarsi sui risultati conseguiti mediante le spese operative quali figuranti nelle dichiarazioni programmatiche;

12. si compiace che la Commissione abbia deciso di continuare a esaminare gli impegni che ogni anno sono definiti come "potenzialmente anormali" – e a riferire in merito – con l'obiettivo di eliminare dai conti tutti gli impegni ancora da liquidare (RAL) ingiustificati e di poter procedere, se del caso, ai recuperi accelerando la liquidazione degli impegni in corso da tempo.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

8.9.2014

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

20

1

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Louis Aliot, Inés Ayala Sender, Ryszard Czarnecki, Dennis de Jong, Martina Dlabajová, Jens Geier, Ingeborg Gräßle, Rina Ronja Kari, Bernd Kölmel, Bogusław Liberadzki, Fulvio Martusciello, Georgi Pirinski, Petri Sarvamaa, Igor Šoltes, Bart Staes, Michael Theurer, Marco Valli, Derek Vaughan, Tomáš Zdechovský

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Markus Pieper, Julia Pitera, Patricija Šulin, Marco Zanni

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Ulrike Trebesius

(1)

     GU L 266 del 5.9.2014, pag. 32.

(2)

     Cfr. in particolare i paragrafi 56 e 57.

(3)

     Cfr. la comunicazione della Commissione dell'11 giugno 2014 dal titolo "Sintesi delle realizzazioni della Commissione in materia di gestione per il 2013" (COM(2014)0342), punto 4.1.

(4)

     GU L 308 del 16.11.2013, pag. 27.

(5)

     GU L 266 del 5.9.2014, pag. 32. Cfr. in particolare i paragrafi 310 e 315.


PARERE della commissione per i problemi economici e monetari (5.9.2014)

destinato alla commissione per i bilanci

sulla posizione del Consiglio sul bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2015

(C7-0300/2014 – 2040/2002(BUD)

Relatore per parere: Nils Torvalds

SUGGERIMENTI

La commissione per i problemi economici e monetari invita la commissione per i bilanci, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  valuta positivamente la scelta della Commissione di porre un forte accento sull'innovazione, la competitività, la crescita e l'occupazione, accordando alla sottorubrica 1.1 – nella quale si concentrano le politiche chiave per promuovere sviluppi positivi in questi ambiti – la massima priorità nel suo progetto di bilancio;

2.  rammenta che il Parlamento europeo ha sostenuto con forza la creazione delle autorità europee di vigilanza (AEV), contribuendo molto attivamente, e ritiene che l'Unione debba potenziare ulteriormente la qualità della vigilanza in tutta l'Unione; è d'avviso che, insieme alla BCE, le AEV costituiscano la pietra angolare di mercati finanziari pienamente funzionanti nell'Unione e che siano essenziali per la ripresa economica, la creazione di posti di lavoro e la crescita in Europa, come anche per la prevenzione di future crisi nel settore finanziario;

3.  tenendo conto degli obiettivi della strategia Europa 2020 e dell'obiettivo di stimolare la crescita e lo sviluppo economico e risolvere il problema della disoccupazione, in particolare tra i giovani, invita la Commissione a porre l'accento sugli accordi di partenariato con gli Stati membri e sui programmi operativi relativi a progetti di sviluppo e motori di crescita, anche attraverso l'apertura delle fonti di finanziamento alle piccole e medie imprese, destinando così risorse di bilancio alla realizzazione di un'Europa innovativa, creativa e competitiva;

4.  considerato che il Semestre europeo è stato istituito con l'obiettivo di coordinare le politiche economiche degli Stati membri a livello dell'Unione e che, a tal fine, la Commissione elabora un'analisi dettagliata dei programmi di riforma economica e strutturale degli Stati membri e formula raccomandazioni concordate con gli stessi, ritiene che con l'avanzare del Semestre europeo gli Stati membri possano trarre insegnamento dalle reciproche esperienze, raggiungendo gli obiettivi in maniera più rapida ed efficace; reputa quindi importante che il bilancio dell'Unione sia utilizzato per promuovere programmi di sviluppo delle capacità umane che permettano lo scambio di conoscenze ed esperienze in materia di finanze pubbliche, sistema finanziario, riforme strutturali, occupazione e politica sociale; invita la Commissione a incoraggiare, insieme agli Stati membri, gli investimenti nell'analisi, nella ricerca scientifica e nell'innovazione in tali ambiti e lo scambio di conoscenze ed esperienze attraverso progetti finanziati a titolo dei Fondi strutturali e di investimento europei;

5.  considerato che una sana gestione finanziaria è essenziale per l'esecuzione del bilancio dell'Unione e dei bilanci nazionali, poiché aumenta l'efficacia delle spese, riduce il rischio di errori e frodi e migliora la trasparenza del bilancio, reputa importante che il bilancio dell'Unione sia utilizzato per promuovere programmi volti allo sviluppo dei sistemi statistici, di rendicontazione e contabili degli Stati membri nonché di procedure di controllo e di vigilanza e all'applicazione dei sistemi di gestione e controllo finanziari; invita pertanto la Commissione a utilizzare in maniera rapida ed efficace il sistema d'informazione antifrode (AFIS)e il programma statistico europeo (ESP) e, in collaborazione con gli Stati membri, a destinare risorse a titolo dei Fondi strutturali e di investimento allo sviluppo delle capacità e allo scambio di conoscenze ed esperienze tra gli Stati membri nell'ambito della gestione e della rendicontazione finanziarie;

6.  considerato che le raccomandazioni rivolte agli Stati membri ai fini del Semestre europeo riguardano perlopiù il rafforzamento del sistema di riscossione delle imposte, la prevenzione dell'evasione fiscale, la sana gestione delle entrate e il calcolo delle spese fiscali, al fine, in particolare, di aumentare la competitività, il che implica la necessità di un sistema fiscale stabile e prevedibile nonché di una migliore gestione e di una maggiore efficienza del sistema fiscale esistente, ritiene essenziale lo scambio di conoscenze ed esperienze tra gli Stati membri nell'ambito dell'amministrazione fiscale; invita pertanto la Commissione a utilizzare in maniera rapida ed efficace i programmi Fiscalis e Hercules III e, in collaborazione con gli Stati membri, a destinare risorse a titolo dei Fondi strutturali e di investimento allo sviluppo delle capacità e allo scambio di conoscenze ed esperienze tra gli Stati membri, al fine di raggiungere un elevato livello di attuazione della politica fiscale;

7.  sottolinea che i compiti aggiuntivi affidati alle autorità europee di vigilanza, in particolare il controllo della corretta applicazione del nuovo diritto dell'UE e della conformità con i nuovi atti giuridici e i nuovi mandati derivanti , tra l'altro, dalla normativa sull'unione bancaria, così come le attività future contemplate dalle proposte legislative presentate , richiederanno congrue risorse di bilancio affinché le AEV possano adempiere al ruolo di vigilanza e regolamentazione previsto dai pertinenti regolamenti;

8   esprime pertanto preoccupazione in merito alla proposta della Commissione di ridurre notevolmente gli stanziamenti di pagamento destinati alle tre AEV rispetto alle dotazioni del 2014, nonché per la proposta della Commissione di mantenere, nel 2015, il numero dei posti dell'organico delle AEV al medesimo livello del 2014; ritiene che non vi sia alcuna logica ragionevole nell'approccio della Commissione di ridurre i bilanci delle autorità relativi alla categoria " nuovi compiti ";

9.  si rammarica che il Consiglio abbia adottato la stessa linea eccessivamente restrittiva della Commissione per quanto riguarda gli stanziamenti destinati alle AEV;

10. sottolinea che, per svolgere il loro ruolo di vigilanza e regolamentazione in modo soddisfacente, le autorità europee di vigilanza necessitano di risorse umane adeguate; sottolinea che gli aumenti dell'organico dovrebbero sempre essere preceduti e/o accompagnati da sforzi di razionalizzazione, quali la riassegnazione, per conseguire un aumento dell'efficienza; sottolinea che tale razionalizzazione non deve pregiudicare la cooperazione con gli istituti scientifici, lo svolgimento di attività di ricerca e di analisi, né l'istruzione e la formazione e che, al contrario, occorre aumentare gli investimenti e le attività in tali ambiti; evidenzia che le AEV trovano difficoltà a impiegare personale con una certa anzianità e sono limitate nell'adempimento del loro mandato dal fatto che il personale e le altre risorse disponibili non sono commisurati alle attività da svolgere, in particolare il lavoro di formulazione del corpus unico di norme, caratterizzato da elevata densità di risorse e termini stringenti;

11. ritiene che, nel breve termine, le tre autorità europee di vigilanza possano e debbano rafforzare sostanzialmente le loro capacità umane, sul piano quantitativo e qualitativo, in modo da garantire lo svolgimento di tutti i compiti loro assegnati dalla regolamentazione;

12. osserva che il presidente, il direttore esecutivo e i membri del consiglio delle autorità di vigilanza e dei consigli di amministrazione devono poter agire in modo indipendente , obiettivo e nell'interesse dell'Unione nel suo complesso; ritiene che i contributi obbligatori delle autorità competenti degli Stati membri potrebbero essere in contrasto con l'indipendenza delle AEV; ritiene che gli attuali accordi di finanziamento delle AEV, basati su un sistema di finanziamento misto e orientato a livello nazionale, non siano pienamente utilizzati e non permettano una flessibilità sufficiente per periodi brevi ed eccezionali di forte necessità cui si potrebbe far fronte in modo ottimale attraverso il ricorso a esperti nazionali distaccati;

13. invita pertanto la Commissione a proporre, qualora la sua valutazione ne confermi la necessità ed entro il 2017, un sistema di finanziamento che:

           - sia basato esclusivamente sull'introduzione di commissioni a carico degli operatori di mercato, o

           - combini le commissioni a carico degli operatori di mercato con i finanziamenti di base a carico del bilancio dell'UE;

14. sottolinea, al riguardo, che tale nuovo sistema di finanziamento deve essere concepito in modo tale da garantire pienamente l'integrità delle AEV rispetto agli attori del settore finanziario;

15. sottolinea che è essenziale, in particolare per il rafforzamento della lotta coordinata contro la frode e l'evasione fiscale, che il programma Fiscalis 2020 sia avviato in maniera efficace; osserva che gli stanziamenti relativamente modesti proposti dalla Commissione in tale ambito possono essere considerati accettabili; sottolinea tuttavia che le riduzioni proposte dal Consiglio rispetto al livello indicato dalla Commissione potrebbero compromettere le attività pianificate nell'ambito di Fiscalis 2020 e non vanno pertanto accettate;

16. evidenzia che le risorse destinate alle statistiche devono sempre riflettere il pesante carico di lavoro e le esigenze di elevata qualità nel settore, non da ultimo quando si tratta di fornire informazioni economiche e finanziarie di importanza cruciale; sottolinea che gli stanziamenti pertinenti nel bilancio del 2015 non devono essere inferiori a quanto proposto dalla Commissione; non concorda pertanto con la decisione del Consiglio di ridurre gli stanziamenti essenziali rispetto al livello proposto dalla Commissione;

17. invita pertanto la Commissione a riflettere, nel quadro di una revisione più ampia delle AEV, su come garantire in queste ultime condizioni di impiego più flessibili che permettano di avvalersi temporaneamente delle notevoli competenze di esperti delle autorità di vigilanza degli Stati membri e incoraggino l'assunzione di personale permanente altamente qualificato;

18. ricorda la necessità di continuare a garantire finanziamenti per lo sviluppo delle capacità della società civile nell'ambito dei servizi finanziari.

19. si compiace dei primi passi compiuti verso la riforma dell'EFRAG, ma sottolinea la necessità di dare piena attuazione alle raccomandazioni Maystadt, compresa la richiesta di limitare la sua attività agli standard IFRS e di abbandonare progressivamente i lavori relativi alle piccole e medie imprese e alle questioni fiscali.

20. reputa essenziale mantenere il finanziamento di Eurostat al livello proposto dalla Commissione.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

3.9.2014

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

41

13

3

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Gerolf Annemans, Burkhard Balz, Hugues Bayet, Pervenche Berès, Udo Bullmann, Esther de Lange, Fabio De Masi, Anneliese Dodds, Markus Ferber, Jonás Fernández, Sven Giegold, Neena Gill, Sylvie Goulard, Roberto Gualtieri, Brian Hayes, Danuta Maria Hübner, Othmar Karas, Georgios Kyrtsos, Alain Lamassoure, Philippe Lamberts, Werner Langen, Bernd Lucke, Olle Ludvigsson, Ivana Maletić, Notis Marias, Costas Mavrides, Bernard Monot, Luděk Niedermayer, Patrick O’Flynn, Stanisław Ożóg, Dimitrios Papadimoulis, Sirpa Pietikäinen, Dariusz Rosati, Alfred Sant, Molly Scott Cato, Peter Simon, Theodor Dumitru Stolojan, Kay Swinburne, Paul Tang, Sampo Terho, Ramon Tremosa i Balcells, Ernest Urtasun, Marco Valli, Cora van Nieuwenhuizen, Johan Van Overtveldt, Jakob von Weizsäcker, Steven Woolfe, Pablo Zalba Bidegain, Marco Zanni, Sotirios Zarianopoulos

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Philippe De Backer, Bas Eickhout, Doru-Claudian Frunzulică, Ildikó Gáll-Pelcz, Marian Harkin, Ramón Jáuregui Atondo, Thomas Mann, Siegfried Mureşan, Tibor Szanyi, Antonio Tajani, Nils Torvalds


PARERE della commissione per l'occupazione e gli affari sociali (4.9.2014)

destinato alla commissione per i bilanci

sulla posizione del Consiglio sul progetto di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2015

(2014/2040(BUD))

Relatore per parere: Maria Arena

SUGGERIMENTI

La commissione per l'occupazione e gli affari sociali invita la commissione per i bilanci, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  sottolinea che il bilancio 2015 deve svolgere un ruolo determinante nel migliorare il contributo dell'Unione alla crescita e all'occupazione ponendo in particolare l'accento sulla creazione di posti di lavoro per affrontare il persistente problema della disoccupazione giovanile nell'Unione;

2.  prende atto dell'aumento generale rispetto all'anno precedente proposto dalla Commissione e dal Consiglio negli stanziamenti della rubrica 1 – Crescita intelligente e inclusiva; rileva inoltre gli aumenti proporzionalmente ancora più elevati nella rubrica 1 a – Competitività per la crescita e l'occupazione;

3.  osserva che gli stanziamenti d'impegno della rubrica 1 b – Coesione economica, sociale e territoriale devono essere incrementati fino al livello del margine secondo la proposta della Commissione; deplora tuttavia il calo degli stanziamenti di pagamento in tale rubrica che viene acuito dagli ulteriori tagli proposti dal Consiglio;

4.  crede fermamente che i finanziamenti dell'UE, in particolare quelli nel quadro dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile (YEI), non dovrebbero essere utilizzati per sovvenzionare approcci nazionali ma piuttosto per fornire sostegno supplementare ai giovani in modo da integrare e valorizzare i programmi nazionali;

5.  ritiene che i finanziamenti dell'UE debbano essere destinati ai settori che favoriscono la crescita delle PMI, delle microimprese e dell'imprenditoria; riconosce nel contempo che le piccole imprese hanno bisogno in particolare di una riduzione della regolamentazione nazionale; ritiene che i programmi dell'UE non dovrebbero portare al rinvio delle necessarie riforme strutturali nazionali;

6.  esorta vivamente la Commissione a disporre il rapido pagamento delle richieste di pagamento inevase derivanti dal completamento dei programmi FSE onde far sì che gli impegni per il 2015 vadano a finanziare nuovi progetti FSE ed evitare che l'arretrato abbia un effetto dissuasivo sul prefinanziamento nazionale di nuovi interventi negli Stati membri;

7.  sottolinea l'importanza di finanziamenti sufficienti e di una corretta gestione di bilancio dei programmi del quadro finanziario pluriennale 2014-2020 che sono finalizzati ad affrontare la disoccupazione, la povertà e l'esclusione sociale, quali l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile (YEI), il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG), i diversi assi del Programma per l’occupazione e l’innovazione sociale (EaSI) nonché il Fondo di aiuti europei agli indigenti (FEAD); per quest'ultimo prende atto degli stanziamenti finalmente adottati nel bilancio correttivo n. 3/2014.

8.  invita la Commissione e gli Stati membri a utilizzare appieno i finanziamenti destinati a sostenere la popolazione giovanile disoccupata; ricorda l'accordo politico correlato al quadro finanziario pluriennale 2014-2020 sulla consegna anticipata dei finanziamenti nell'ambito dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile nonché degli importi corrispondenti programmati nel quadro del Fondo sociale europeo al fine di fornire l'assistenza necessaria nei primi anni del periodo di programmazione; si compiace che la Commissione e il Consiglio rispettino tale accordo negli importi proposti; esprime la propria preoccupazione circa la capacità di assorbimento di taluni Stati membri per quanto riguarda l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile; ricorda che, in base al regolamento del Consiglio (UE, Euratom) n. 1311/2013(1), i margini ancora disponibili al di sotto dei massimali del QFP per gli stanziamenti di impegno per gli anni 2014-2017 costituiscono un margine globale del QFP per gli impegni, che dovrà essere disponibile al di là dei massimali stabiliti dal QFP per gli anni 2016-2020 per gli obiettivi politici relativi alla crescita e all'occupazione, in particolare per l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile;

9.  sottolinea che per produrre cambiamenti duraturi ed efficaci nel mercato del lavoro è necessario garantire condizioni favorevoli alla creazione e allo sviluppo delle PMI che generano il 65% dell'intera occupazione nell'UE e invita pertanto la Commissione e gli Stati membri a garantire l'efficienza del finanziamento dei programmi a sostegno delle PMI, compresi le imprese dell'economia sociale, l'imprenditoria sociale e il finanziamento delle imprese in fase di avviamento;

10. invita la Commissione ad adottare quanto prima i programmi operativi del FEAD elaborati dagli Stati membri e a presentare atti delegati e atti di esecuzione nell'ambito di tale fondo;

11. chiede che sia incrementato il finanziamento a favore di EURES in quanto tale strumento svolge un ruolo importante nella mobilità transfrontaliera dei lavoratori e può pertanto contribuire alla lotta alla disoccupazione in Europa;

12. propone di lanciare un progetto pilota sulla tessera elettronica europea di previdenza sociale del lavoratore per studiare i vantaggi legati alla sua introduzione e, se del caso, mettere a disposizione un documento elettronico europeo a prova di falsificazione contenente i dati di previdenza sociale del lavoratore; la finalità di tale tessera è diversa da quella della carta europea di assicurazione sanitaria e non dovrebbe essere confusa; come base per il progetto pilota e per raccogliere le conoscenze necessarie osserva che la Commissione dovrebbe avviare un'analisi comparativa dei diversi sistemi previdenziali all'interno dell'UE-28 ;

13. propone di lanciare un progetto pilota sulla penuria di combustibile/energia allo scopo di valutare l'impatto della crisi economica e finanziaria sulla penuria di energia nell'Unione, in particolare per gli Stati membri in cui finora la questione non è stata ancora esaminata e/o affrontata mediante misure politiche;

14. propone di lanciare un'azione preparatoria intitolata Verso luoghi di lavoro senza amianto nell'Unione europea al fine di fornire strumenti per il rilevamento e la registrazione dei materiali contenenti amianto conformemente all'articolo 11 della direttiva 2009/148/CE del Parlamento europeo e del Consiglio(2) e mettere a punto una tabella di marcia per l'eliminazione totale dell'amianto dai luoghi di lavoro, sensibilizzando nel contempo il pubblico sui rischi e sulla necessità di interventi anche nei luoghi di lavoro; ritiene che l'azione dovrebbe convergere in una strategia potenziale per il divieto di tutte le forme di amianto e di tutti gli usi delle fibre di amianto, compresi opportuni obblighi in materia di esportazione conformemente al regolamento (CE) n. 1013/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio(3) e tenendo conto del principio di prossimità quale stabilito dalla direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio(4) poiché l'amianto è ancora responsabile di un numero significativo di patologie connesse con l'esposizione alle fibre di amianto;

15. propone di lanciare un'azione preparatoria sul sostegno all'inclusione attiva dei migranti sfavoriti allo scopo di valutare i vantaggi e vagliare le possibilità di creare centri locali per l'integrazione sociale ed economica.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

3.9.2014

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

36

9

2

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Guillaume Balas, Beatriz Becerra Basterrechea, Mara Bizzotto, Vilija Blinkevičiūtė, David Casa, Ole Christensen, Jane Collins, Corina Creţu, Martina Dlabajová, Lampros Fountoulis, Elena Gentile, Arne Gericke, Marian Harkin, Danuta Jazłowiecka, Agnes Jongerius, Ádám Kósa, Agnieszka Kozłowska-Rajewicz, Zdzisław Marek Krasnodębski, Kostadinka Kuneva, Jérôme Lavrilleux, Jeroen Lenaers, Verónica Lope Fontagné, Javi López, Thomas Mann, Dominique Martin, Anthea McIntyre, Joëlle Mélin, Georgi Pirinski, Marek Mirosław Plura, Terry Reintke, Sofia Ribeiro, Claude Rolin, Anne Sander, Sven Schulze, Siôn Simon, Jutta Steinruck, Romana Tomc, Ulrike Trebesius, Ulla Tørnæs, Marita Ulvskog, Renate Weber, Tatjana Ždanoka, Jana Žitňanská

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Maria Arena, Mircea Diaconu, Tamás Meszerics, Csaba Sógor

(1)

Regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 del Consiglio, del 2 dicembre 2013, che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020 (GU L 347 del 20.12.2013, pag. 884).

(2)

Direttiva 2009/148/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 novembre 2009, sulla protezione dei lavoratori contro i rischi connessi con un’esposizione all’amianto durante il lavoro (GU L 330 del 16.12.2009, pag. 28).

(3)

Regolamento (CE) n. 1013/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 giugno 2006, relativo alle spedizioni di rifiuti (GU L 190 del 12.7.2006, pag. 1).

(4)

Direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 novembre 2008, relativa ai rifiuti (GU L 312 del 22.11.2008, pag. 3).


PARERE della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (3.9.2014)

destinato alla commissione per i bilanci

sulla posizione del Consiglio sul progetto di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2015

(2014/2040(BUD))

Relatore per parere: Giovanni La Via

SUGGERIMENTI

La commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare invita la commissione per i bilanci, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  osserva che il progetto di bilancio generale dell'Unione europea per il 2015 proposto dalla Commissione ammonta, compresi gli strumenti speciali, a 145 599,3 milioni di EUR di stanziamenti d'impegno (SI) e a 142 137,3 milioni di EUR in stanziamenti di pagamento (SP); che, rispetto al bilancio 2014 come modificato dai progetti di bilancio rettificativo 2/14 e 3/14, gli SI sono aumentati del 2,1% e gli SP dell'1,4%;

2.  ricorda il recente accordo sul quadro finanziario pluriennale (QFP) 2014-2020, compresi i nuovi strumenti di flessibilità, che definisce i principali parametri per i bilanci annuali fino al 2020; si attende che il Consiglio non cerchi di imporre interpretazioni restrittive di specifiche disposizioni; sottolinea che ciascun bilancio annuale deve essere conforme al regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 del Consiglio(1) e all'accordo interistituzionale del 2 dicembre 2013 sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria(2), e non dovrebbe essere considerato un pretesto per rinegoziare il QFP; è convinto che un elevato livello di tutela ambientale nell'Unione europea, la salute quale condizione essenziale per la prosperità economica, la sicurezza di alimenti e mangimi nonché i meccanismi per contribuire alla protezione dai disastri naturali e provocati dall'uomo rappresentino valori fondamentali per tutti i cittadini dell'Unione;

3.  sottolinea che l'esercizio 2015, essendo il secondo anno del nuovo QFP, sarà importante per la buona riuscita dell'attuazione dei nuovi programmi pluriennali 2014-2020; che, per non ostacolare l'attuazione di politiche centrali dell'Unione, occorre che tutti i programmi siano attivati e pienamente operativi al più presto possibile;

4.  sottolinea che la considerazione degli aspetti climatici e dell'efficienza energetica in tutte le politiche unionali detiene un'importanza trasversale per il raggiungimento degli obiettivi fissati nella strategia Europa 2020;

5.  è consapevole del fatto che il 2015 sarà un anno importante per la riuscita attuazione dei nuovi programmi pluriennali (il terzo programma d'azione dell'Unione nel settore della sanità (2014-2020), il programma per l'ambiente e l'azione per il clima (LIFE) e il meccanismo di protezione civile dell'Unione (2014-2020)) di responsabilità della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare; sottolinea di conseguenza che è essenziale fornire gli stanziamenti necessari affinché tali nuovi programmi possano realizzare appieno il proprio potenziale;

6.  osserva che occorre trovare un equilibrio adeguato tra stanziamenti di impegno e di pagamento per soddisfare tutte le richieste dei beneficiari;

7.  osserva che gli stanziamenti di pagamento disponibili per LIFE rappresentano, rispetto agli importi del bilancio 2014, un aumento di 23,3 milioni di EUR (+7,67%) per ENV e di 7,2 milioni di EUR (+7,13%) per CLIMA; rileva che, mentre gli stanziamenti per CLIMA dovrebbero essere sufficienti a coprire il fabbisogno nel 2015, le linee ENV potrebbero registrare un'insufficienza di stanziamenti di pagamento nell'ottobre 2015; si attende pertanto che la Commissione e il Consiglio assicurino la messa a disposizione di risorse sufficienti qualora gli stanziamenti di pagamento si rivelassero insufficienti;

8.  sottolinea che è necessario aiutare l'Europa a riprendersi dalla crisi; osserva che il piano di spesa mira a incoraggiare l'attuazione e l'integrazione degli obiettivi in materia ambientale e climatica nelle altre politiche e a creare un'Europa più consapevole delle problematiche ecologiche; è pienamente consapevole del fatto che le politiche e gli strumenti finanziari di competenza della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare sono di taglia ridotta e non ricevono la stessa attenzione di cui beneficiano altri programmi e fondi; è quindi determinato a non accettare ulteriori riduzioni delle linee di bilancio, il cui impatto sarebbe intollerabile; invita in particolare gli Stati membri e le regioni a considerare l'attuazione di politiche, azioni e progetti rispettosi dell'ambiente e del clima come un'opportunità per promuovere la crescita, non come un peso;

9.  osserva che il bilancio 2015 sarà, in termini reali, inferiore al bilancio 2013; esorta a questo proposito la Commissione e gli Stati membri a fare il massimo possibile per assicurare la celere adozione di tutti gli accordi di partenariato e i programmi operativi, in modo da non perdere altro tempo nell'attuazione dei nuovi programmi di investimento; insiste sull'importanza del pieno sostegno della Commissione alle amministrazioni nazionali in tutte le fasi di tale processo;

10. ricorda che Orizzonte 2020 contribuirà ad obiettivi che rientrano nelle attribuzioni della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, con progetti di ricerca nei settori del clima, della salute, dell'ambiente e, in particolare, della produzione di energie rinnovabili mediante soluzioni innovative; dichiara il proprio impegno a controllare l'allineamento dei progetti ai corrispondenti obiettivi e i progressi conseguiti nell'attuazione;

11. sottolinea l'importanza delle agenzie decentrate (Autorità europea per la sicurezza alimentare, Agenzia europea per i medicinali, Agenzia europea dell'ambiente, Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, Agenzia europea per le sostanze chimiche), che sono essenziali per attuare le politiche e i programmi dell'Unione; sottolinea la necessità di valutare caso per caso ciascuna agenzia per quanto riguarda il bilancio e le risorse umane e di fornire alle agenzie, nel bilancio 2015 e negli esercizi successivi, i mezzi finanziari e il personale adeguati a svolgere correttamente i compiti loro conferiti dall'autorità legislativa;

12. ritiene che le agenzie decentrate debbano realizzare una giusta quantità di risparmi, come accade per le altre istituzioni; sostiene pienamente la riduzione progressiva del 5% del personale sino alla fine del 2017, partendo dalle tabelle dell'organico votate dal 1° gennaio 2013 quale data di riferimento;

13. sottolinea che la gestione delle sovvenzioni, che costituisce un'importante aspetto del programma LIFE, sarà delegata all'Agenzia esecutiva per le piccole e medie imprese (EASME); osserva che l'esternalizzazione di questa parte del programma LIFE (+/- 206 milioni di EUR) è oggetto di un memorandum d'intesa con l'EASME la cui negoziazione è attualmente nelle fasi finali; sottolinea che, una volta firmato il memorandum d'intesa, i pertinenti stanziamenti di funzionamento saranno delegati all'EASME;

14. è consapevole del fatto che il progetto di bilancio 2015 indica una sovvenzione della Commissione di un importo di 5,5 milioni di EUR all'Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) per attività nel settore dei biocidi e della legislazione sull'importazione ed esportazione di sostanze chimiche pericolose, basandosi sulla presunzione che l'ECHA riceva dall'industria tariffe per un importo di 3,25 milioni di EUR; invita la Commissione ad assicurare che siano rese disponibili risorse sufficienti qualora gli stanziamenti provenienti dalle tariffe per il 2015 si rivelino insufficienti; invita il gruppo di lavoro interistituzionale sulle agenzie a considerare regole chiare e trasparenti per il finanziamento delle agenzie;

15. osserva che il contributo all'Agenzia europea per i medicinali per il 2015, come richiesto dall'agenzia e approvato dalla Commissione, ammonta a 31,516 milioni di EUR; è consapevole del fatto che occorre aggiungere a tale importo l'esecuzione del bilancio 2013 di 1,499 milioni di EUR, che porta il contributo totale a 33,015 milioni di EUR nel 2015; osserva che il contributo proposto non copre contributi supplementari connessi all'attuazione della legislazione in materia di farmacovigilanza, poiché i costi di tale attività dovranno essere coperti dalle commissioni; ricorda che il regolamento (UE) n. 658/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio1 è entrato in vigore nel luglio 2014 e che l'agenzia dovrà adeguare le proprie risorse umane e finanziarie esistenti in modo da coprire le attività di farmacovigilanza; sottolinea che l'Agenzia europea per i medicinali è una delle agenzie promosse dall'industria che, negli ultimi quattro anni, non ha ricevuto un posto supplementare per attuare la legislazione in materia di farmacovigilanza, il che ha condotto a un rallentamento del trattamento dei fascicoli;

16. evidenzia che i progetti pilota e le azioni preparatorie rappresentano validi strumenti per avviare nuove attività e politiche; ribadisce che numerose idee della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare sono state realizzate con successo nel passato; intende quindi continuare a ricorrere a tali strumenti; esorta a utilizzare appieno i margini disponibili nell'ambito di ciascuna rubrica;

17. non è convinto, in generale, che l'esternalizzazione dei servizi finalizzata a ridurre il personale in organico garantisca sul lungo periodo una maggiore efficienza in termini di costi, giacché i fornitori di servizi devono essere sottoposti a controllo e guidati e, al tempo stesso, lavorano per realizzare un profitto.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

3.9.2014

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

50

12

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Marco Affronte, Margrete Auken, Zoltán Balczó, Catherine Bearder, Ivo Belet, Simona Bonafè, Biljana Borzan, Lynn Boylan, Cristian-Silviu Buşoi, Nessa Childers, Alberto Cirio, Birgit Collin-Langen, Mireille D’Ornano, Miriam Dalli, Seb Dance, Angélique Delahaye, Jørn Dohrmann, Ian Duncan, Stefan Eck, Bas Eickhout, José Inácio Faria, Karl-Heinz Florenz, Francesc Gambús, Elisabetta Gardini, Gerben-Jan Gerbrandy, Jens Gieseke, Matthias Groote, Françoise Grossetête, Andrzej Grzyb, Jytte Guteland, György Hölvényi, Anneli Jäätteenmäki, Jean-François Jalkh, Benedek Jávor, Iosu Juaristi Abaunz, Karin Kadenbach, Syed Kamall, Kateřina Konečná, Giovanni La Via, Peter Liese, Norbert Lins, Valentinas Mazuronis, Susanne Melior, Miroslav Mikolášik, Massimo Paolucci, Gilles Pargneaux, Piernicola Pedicini, Bolesław Grzegorz Piecha, Frédérique Ries, Michèle Rivasi, Teresa Rodriguez-Rubio, Annie Schreijer-Pierik, Davor Škrlec, Renate Sommer, Dubravka Šuica, Tibor Szanyi, Claudiu Ciprian Tănăsescu, Glenis Willmott

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Giorgos Grammatikakis, James Nicholson, Alojz Peterle, Christel Schaldemose

(1)

Regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 del Consiglio, del 2 dicembre 2013, che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020 (GU L 347 del 20.12.2013, pag. 884).

(2)

GU C 373 del 20.12.2013, pag. 1.


PARERE della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia (25.9.2014)

destinato alla commissione per i bilanci

sulla posizione del Consiglio sul progetto di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2015

(2014/2040(BUD))

Relatore per parere: Jerzy Buzek

SUGGERIMENTI

La commissione per l'industria, la ricerca e l'energia invita la commissione per i bilanci, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.   è profondamente preoccupato per i tagli significativi proposti dal Consiglio al progetto di bilancio 2015 della Commissione, segnatamente in ambiti chiave quali l'innovazione, compresa quella sociale, la ricerca, lo spazio, le infrastrutture, le PMI e l'energia, in particolare la sicurezza energetica, che richiede un elevato livello di investimenti in termini di infrastrutture energetiche, efficienza energetica, interconnessioni e produzione di energia rinnovabile; è fermamente convinto che, per superare la crisi economica il più rapidamente possibile, non si debbano effettuare tagli, ma occorra invece procedere a un aumento sostanziale e coraggioso che vada al di là del progetto di bilancio proposto dalla Commissione; ritiene che i tagli proposti potrebbero compromettere la competitività e la crescita dell'UE;

2.   è preoccupato per il fatto che nel bilancio 2015 mancano già importi considerevoli per i pagamenti, precedentemente approvati dal Consiglio nel quadro dei negoziati sul QFP, e che i tagli proposti aggraveranno ulteriormente la situazione, compromettendo l'adeguato funzionamento dei programmi UE; sottolinea la necessità di adottare tutte le misure opportune per adempiere agli obblighi giuridici dell'Unione ed evitare ritardi nei pagamenti ad attori importanti quali ricercatori, università, PMI e imprenditori; chiede pertanto che il progetto di bilancio della Commissione sia ripristinato completamente e che siano previsti maggiori finanziamenti negli ambiti di importanza strategica per la competitività, la sostenibilità, la crescita e la creazione di occupazione;

3.   esprime stupore per il fatto che in occasione di ogni vertice i capi di Stato e di governo ribadiscono l'importanza del bilancio dell'Unione in termini di crescita e creazione di occupazione, mentre il Consiglio continua a imporre tagli al bilancio dell'Unione proprio in tali ambiti; rammenta al Consiglio che nel corso dei negoziati sul QFP si è stabilito di anticipare i fondi destinati a una serie di programmi; ritiene che i pesanti tagli applicati agli stanziamenti d'impegno e di pagamento della rubrica 1a siano in contraddizione con il compromesso raggiunto nell'ambito del QFP;

4.   si dichiara allarmato per il fatto che il Consiglio ha ridotto dell'1,85% gli stanziamenti d'impegno e dell'8,57% gli stanziamenti di pagamento della rubrica 1a; ritiene che tali riduzioni siano totalmente inaccettabili, poiché i margini del QFP dovrebbero essere utilizzati appieno per sostenere la ripresa dell'economia e pagare tutte le fatture in sospeso ai beneficiari;

5.   ritiene indispensabile rafforzare il sostegno alle microimprese e alle piccole e medie imprese (MPMI), che rappresentano il 99% della totalità delle imprese e l'80% dei posti di lavoro nell'Unione, al fine di promuovere la loro competitività nel quadro di un contesto imprenditoriale stabile, ridurre al minimo gli effetti del dominio del mercato da parte delle grandi imprese e dei gruppi economici, incoraggiare la cultura imprenditoriale e facilitare la creazione e la crescita delle PMI;

6.   chiede un aumento delle risorse destinate alle rubriche di bilancio che facilitano l'accesso delle MPMI e delle cooperative alle sovvenzioni e, in particolare, l'assegnazione del 40% degli importi di tali rubriche a una linea di sostegno diretta destinata a promuovere una crescita solida e uno sviluppo sostenibile delle MPMI e delle cooperative allo scopo di far fronte all'aumento dei costi dei fattori di produzione e accompagnare l'evoluzione della società della conoscenza nonché uno sviluppo basato su una crescita economica equilibrata, in particolare negli Stati membri nei quali la crisi ha avuto un maggiore impatto in termini di chiusura di MPMI;

7.   sottolinea l'importanza di ridurre il divario tra le entità considerate eccellenti e quelle che non lo sono, garantendo in tal modo che la scienza e la ricerca siano sostenute anche negli istituti che, pur non considerati eccellenti, stanno avanzando verso l'eccellenza o potrebbero raggiungerla in cooperazione con altri istituti già considerati tali; ritiene che occorra mirare a una distribuzione più equilibrata degli stanziamenti del programma Orizzonte 2020, al fine di migliorare la situazione rispetto a quella che si è creata con i precedenti programmi quadro di ricerca;

8.   ricorda che programmi pluriennali quali Orizzonte 2020, COSME, CEF e EaSI sono essenziali per realizzare gli obiettivi della strategia Europa 2020 e garantire così all'Unione un percorso di crescita costante; ritiene che il corretto funzionamento dei programmi sia essenziale anche per l'efficace assorbimento dei fondi del QFP nel suo insieme; osserva che alcuni dei programmi fondamentali sono tuttora in fase di avvio e il loro avanzamento dovrebbe essere accelerato; sottolinea il valore aggiunto che i programmi UE possono apportare; ritiene che il bilancio 2015 sarà decisivo per il successo dei nuovi programmi pluriennali per il periodo 2014-2020; sottolinea che il bilancio 2015 dovrebbe pertanto prevedere tutte le misure necessarie come, ad esempio, investimenti più rapidi mediante un anticipo degli impegni per garantire che i programmi possano funzionare a pieno regime quanto prima;

9.   sottolinea il ruolo innovativo delle PMI nel guidare la ripresa economica dell'Unione; si aspetta che la Commissione adempia ai propri impegni giuridici e di bilancio per quanto riguarda lo strumento per le PMI nel quadro di Orizzonte 2020 e invita il Consiglio a prevedere a tal fine un bilancio adeguato; chiede alla Commissione di istituire, a partire dal 2016, una linea di bilancio unica relativa allo strumento per le PMI, per assicurare una sorveglianza e un controllo di bilancio più chiari e garantire un autentico approccio dal basso verso l'alto nella sua attuazione;

10. sottolinea l'importanza di programmi spaziali europei chiave come Galileo e Copernicus in quanto promotori dell'innovazione, della crescita e della competitività e futuri fornitori di servizi quotidiani ai cittadini dell'Unione; ricorda il grande potenziale del settore spaziale per le PMI;

11. ritiene che l'attuazione della strategia Europa 2020, che è essenziale per conseguire i nostri obiettivi climatici stimolando nel contempo la crescita e l'occupazione nel settore delle energie rinnovabili e delle tecnologie a basse emissioni di carbonio, richieda un miglioramento della governance e un maggiore coordinamento tra l'UE, gli Stati membri e le regioni, nonché la consultazione dei rappresentanti dell'industria e degli istituti di ricerca; chiede la massima sinergia possibile tra i fondi e gli strumenti di finanziamento dell'UE, flessibili e adeguati per l'industria, e tra le spese europee e quelle nazionali;

12. sottolinea che una reindustrializzazione che associ competitività, inclusione sociale e sostenibilità è essenziale per promuovere la crescita e la creazione di occupazione e che entro il 2020 l'industria dovrebbe rappresentare il 20% del PIL, obiettivo che potrà essere raggiunto migliorando il contesto imprenditoriale, in particolare per le PMI, e sostenendo lo sviluppo di una base industriale forte e sostenibile, in grado di competere su scala mondiale; osserva che i fondi dell'Unione possono contribuire al mantenimento degli investimenti nell'industria europea per promuovere la reindustrializzazione e la ripresa dell'Europa e che, di conseguenza, ulteriori tagli agli investimenti nell'ambito della ricerca, dell'innovazione e delle infrastrutture per l'industria europea rallenterebbero pesantemente la ripresa economica dell'UE;

13. evidenzia l'importanza delle energie rinnovabili e delle tecnologie efficienti sul piano energetico e delle risorse, in quanto pongono l'Europa all'avanguardia della ricerca e dell'innovazione nonché della produzione di tali tecnologie, rafforzando nel contempo la competitività europea nel lungo termine; sottolinea l'importanza di investire risorse sufficienti in tali tecnologie per contribuire alla lotta contro il cambiamento climatico, il che favorirà inoltre la creazione di nuove imprese sostenibili e di posti di lavoro di qualità e ben retribuiti in settori ad alto potenziale di crescita;

14. plaude al pacchetto sull'economia circolare pubblicato dalla Commissione il 2 luglio 2014(1); chiede lo stanziamento di risorse adeguate per la realizzazione delle sue attività;

15. chiede un finanziamento adeguato per tutti gli organismi pertinenti dell'Unione che contribuiscono alla competitività e alla crescita dell'Europa come, ad esempio, l'Istituto europeo di innovazione e tecnologia, nonché per le agenzie esecutive, affinché possano svolgere correttamente le funzioni loro assegnate dall'autorità legislativa.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

25.9.2014

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

50

5

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Zigmantas Balčytis, Nicolas Bay, David Borrelli, Jerzy Buzek, Soledad Cabezón Ruiz, Philippe De Backer, Pilar del Castillo Vera, Pablo Echenique, Christian Ehler, Peter Eriksson, Fredrick Federley, Ashley Fox, Adam Gierek, Theresa Griffin, Marek Józef Gróbarczyk, András Gyürk, Roger Helmer, Dawid Bohdan Jackiewicz, Eva Kaili, Krišjānis Kariņš, Jeppe Kofod, Miapetra Kumpula-Natri, Janusz Lewandowski, Paloma López Bermejo, Ernest Maragall, Edouard Martin, Nadine Morano, Angelika Niebler, Aldo Patriciello, Morten Helveg Petersen, Herbert Reul, Algirdas Saudargas, Jean-Luc Schaffhauser, Neoklis Sylikiotis, Dario Tamburrano, Evžen Tošenovský, Vladimir Urutchev, Henna Virkkunen, Martina Werner, Anna Záborská, Flavio Zanonato, Carlos Zorrinho

Supplenti presenti al momento della votazione finale

José Blanco López, David Coburn, Jens Geier, Jude Kirton-Darling, Werner Langen, Olle Ludvigsson, Fulvio Martusciello, Ionel-Sorin Moisă, Dan Nica, Markus Pieper, Michèle Rivasi, Massimiliano Salini, Anne Sander, Maria Spyraki, Cora van Nieuwenhuizen, Krystyna Łybacka

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Momchil Nekov

(1)

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni del 2 luglio 2014: "Verso un'economia circolare: programma per un'Europa a zero rifiuti " (COM(2014)0398).


PARERE della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori (9.9.2014)

destinato alla commissione per i bilanci

sulla posizione del Consiglio relativa al progetto di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2015

(2014/2040(BUD))

Relatore per parere: Catherine Stihler

SUGGERIMENTI

La commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori invita la commissione per i bilanci, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  ricorda che il mercato unico è un settore di intervento strategico e prioritario per la crescita economica; è del parere che un mercato unico più forte e integrato, con una dotazione finanziaria adeguata, sia essenziale per far uscire l'Unione europea dalla crisi;

2.  ritiene che la politica dei consumatori rappresenti una priorità fondamentale per l'UE; sottolinea che per questo ambito strategico debba essere previsto un bilancio adeguato e ritiene che debba essere utilizzato in un'ottica di incremento della fiducia dei consumatori, nel quadro di un mercato unico più trasparente, attraverso il rafforzamento della sicurezza dei consumatori, l'ampliamento delle conoscenze nonché l'adeguamento dei diritti e delle politiche dei consumatori ai cambiamenti della società e dell'economia;

3.  chiede strumenti finanziari adeguati a supporto di una strategia per una crescita e un'occupazione intelligenti e sostenibili;

4.  sottolinea la necessità di una dotazione equilibrata a sostegno del funzionamento dell'unione doganale e della lotta alle frodi, al fine sia di tutelare i consumatori che di garantire il recupero di fondi nell'ambito delle risorse proprie;

5.  riconosce l'importanza di finanziare il Forum del mercato unico e chiede di estendere al 2015 la relativa azione preparatoria; invita la Commissione a proporre una base giuridica, da sancire mediante diritto secondario, al fine di garantire la prosecuzione del Forum stesso oltre il 2015;

6.  sottolinea la necessità di promuovere la rete SOLVIT e, per quanto riguarda gli Stati membri, di assegnare alla stessa finanziamenti sufficienti, in quanto sia i cittadini che le imprese dell'UE possono ricevere utili orientamenti su diverse questioni quali ad esempio l'avvio di attività imprenditoriali, i diritti di visto e di residenza, gli scambi e i servizi nonché le prestazioni familiari e molte altre;

7.   esorta la Commissione ad aggiornare il Parlamento in merito al livello di attuazione del progetto pilota "Applicazione per dispositivi mobili 'Your Europe Travel' (YET)"; sottolinea l'importanza di sensibilizzare i consumatori in merito al tipo di servizi in questione; accoglie con estremo favore le azioni già realizzate in tal senso dalla rete dei centri europei dei consumatori; precisa che l'applicazione dovrebbe essere parte integrante di una continua campagna di sensibilizzazione in merito ai diritti e agli interessi dei consumatori a livello di Unione; raccomanda di erogare i fondi soltanto a seguito dell'esito positivo di uno studio di fattibilità;

8.  fa notare che è necessario garantire un adeguato finanziamento del programma per la competitività delle imprese e le piccole e le medie imprese (COSME) nonché per l'Enterprise Europe Network nel 2015, al fine di tenere specificatamente conto delle difficoltà incontrate dalle piccole e medie imprese (PMI) a causa dei vincoli economici e finanziari dell'UE;

9.  accoglie con favore il miglioramento dell'impegno a finanziare una maggiore innovazione all'interno delle PMI a titolo della linea di bilancio 02 04 02 03, in quanto è convinto che a dette imprese spetti un importante ruolo in termini di modernizzazione, crescita e creazione di posti di lavoro; si compiace inoltre dell'inclusione nel programma Orizzonte 2020 dello strumento per le PMI, in quanto espressione di un nuovo approccio incentrato sulle imprese e orientato al mercato volto a sostenere le attività di innovazione delle PMI e a generare ripercussioni positive sull'economia;

10. chiede il finanziamento di un nuovo progetto pilota intitolato "Formazione delle PMI in materia di diritti dei consumatori nell'era digitale"; sottolinea che un simile progetto dovrebbe aiutare le PMI a conformarsi alle norme in materia di protezione dei consumatori nel contesto di Internet; pone l'accento sul fatto che, secondo quanto rivelato dai sondaggi, molte PMI si dimostrano carenti a livello di conoscenze fondamentali sulla legislazione dell'UE applicabile quale recepita nel diritto nazionale; ritiene che un maggior rispetto delle regolamentazioni ridurrebbe i problemi dei consumatori, a tutto beneficio degli operatori commerciali che eviterebbero così qualunque problema con le autorità preposte all'applicazione delle norme;

11. sottolinea che le norme sono strumenti importanti per la competitività delle imprese e in particolare delle PMI, la cui partecipazione al processo di normalizzazione è essenziale per il progresso tecnologico dell'Unione; ritiene quindi importante finanziare adeguatamente le iniziative volte a sostenere le attività di normalizzazione realizzate da CEN (Comitato europeo di normalizzazione), Cenelec (Comitato europei di normalizzazione elettrotecnica) ed ETSI (Istituto europeo delle norme di telecomunicazione);

12. ricorda che è necessario finanziare lo strumento multilingue per la piattaforma di risoluzione delle controversie online (ODR); sottolinea che detto strumento multilingue è stato approvato mediante il regolamento (UE) n. 524/2013 del 21 maggio 2013 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla risoluzione delle controversie online dei consumatori (regolamento sull'ODR per i consumatori)(1); pone l'accento sul fatto che il buon funzionamento dei sistemi ODR in tutta l'UE non solo incoraggerà i consumatori a cercare una soluzione ai problemi che incontrano in sede di acquisto di prodotti e servizi nel mercato interno, ma darà altresì slancio agli acquisti online, in particolare da parte di operatori commerciali di un diverso Stato membro; ricorda che l'aumento degli scambi transfrontalieri e online nell'UE sarà anche fonte di nuove opportunità per le imprese e che contribuirà a incentivare la crescita economica.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

8.9.2014

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

32

4

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Dita Charanzová, Carlos Coelho, Lara Comi, Nicola Danti, Pascal Durand, Vicky Ford, Ildikó Gáll-Pelcz, Maria Grapini, Louis Ide, Robert Jarosław Iwaszkiewicz, Liisa Jaakonsaari, Diane James, Gabriel Mato, Margot Parker, Marcus Pretzell, Robert Rochefort, Virginie Rozière, Christel Schaldemose, Andreas Schwab, Olga Sehnalová, Ivan Štefanec, Catherine Stihler, Richard Sulík, Róża Gräfin von Thun und Hohenstein, Mylène Troszczynski, Matthijs van Miltenburg

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Lucy Anderson, Pascal Arimont, Birgit Collin-Langen, Andrzej Sebastian Duda, Roberta Metsola, Jens Nilsson, Julia Reda, Marc Tarabella, Sabine Verheyen, Theodoros Zagorakis

(1)

GU L 165 del 18.6.2013, pag. 1.


PARERE della commissione per i trasporti e il turismo (4.9.2014)

destinato alla commissione per i bilanci

sulla posizione del Consiglio relativa al bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2015

(2014/2040(BUD))

Relatore per parere: Roberts Zīle

SUGGERIMENTI

La commissione per i trasporti e il turismo invita la commissione per i bilanci, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  sottolinea che il settore dei trasporti rappresenta una colonna portante del mercato interno nonché la base per la libera circolazione delle persone e dei beni, in quanto contribuisce a promuovere la qualità dei servizi e a favorire la coesione territoriale nell'ambito dell'Unione europea;

2.  ricorda che gli investimenti nel settore dei trasporti sono fondamentali per rafforzare il ruolo e lo scopo del bilancio dell'UE di stimolare la crescita, la competitività e l'occupazione e per conseguire gli obiettivi della strategia Europa 2020 nonché per accrescere la sicurezza degli spostamenti, riducendo il numero degli incidenti e delle relative vittime; plaude pertanto al fatto che il programma del meccanismo per collegare l'Europa (CEF) figuri come uno dei programmi chiave della rubrica di bilancio 1a "Competitività per la crescita e l'occupazione";

3.  nota che il 2015 sarà il secondo anno del QFP 2014-2020 e che sarebbe importante garantire un'attuazione adeguata ed un funzionamento corretto del programma finanziario relativo alla rete transeuropea di trasporto (TEN-T) ed al meccanismo per collegare l'Europa dopo l'avvio nel 2014; nota altresì che è essenziale fornire gli stanziamenti necessari (di impegno e pagamento) per questi nuovi programmi al fine di predisporre quanto prima le infrastrutture chiave dei trasporti;

4.  richiama tuttavia l'attenzione sul fatto che alcuni Stati membri stanno attraversando difficoltà finanziarie in seguito alla crisi economica e che quindi per tali Stati presentare progetti è diventato estremamente problematico, come emerso in seguito al recente invito a presentare proposte in relazione al programma di reti transeuropee di trasporto, e chiede quindi, onde garantire una partecipazione più equilibrata, una maggiore flessibilità nell'attuazione del programma sul meccanismo per collegare l'Europa (CEF);

5.  sottolinea che il bilancio dell'UE dovrebbe focalizzarsi su progetti di infrastrutture portatori di un elevato valore aggiunto europeo, che consentano di eliminare le strozzature e costruire o migliorare le infrastrutture transfrontaliere e potenziare quelle esistenti, come i collegamenti ferroviari, al fine di sviluppare il mercato interno dell'UE ed accrescere la competitività dell'Unione europea nel suo complesso; nota che nel contesto dell'attuale situazione internazionale alle frontiere orientali dell'UE, è particolarmente importante collegare gli Stati membri nell'ambito della rete dei trasporti dell'Unione per mezzo di parametri tecnici europei, incluso lo scartamento standard europeo, affinché possano integrarsi al meglio nel mercato comune dell'UE; richiama nel contempo l'attenzione sui principali problemi di interoperabilità che sussistono lungo la rete ferroviaria dell'UE, incluse le differenze di scartamento; chiede di focalizzare gli sforzi sull'armonizzazione, al fine di costruire uno spazio ferroviario europeo realmente interoperabile, e sottolinea l'esigenza di sviluppare connessioni intermodali tra la ferrovia e altri modi di trasporto;

6.  pone l'accento sulla necessità di garantire che gli Stati membri ammissibili ai finanziamenti a titolo del Fondo di coesione attraverso il meccanismo per collegare l'Europa sviluppino e preparino, con l'aiuto della Commissione, un adeguato portafoglio di progetti con una maturità o qualità sufficienti e facciano un uso efficiente dei finanziamenti dell'UE; sottolinea quindi l'importanza di attuare azioni di sostegno ai programmi, intese a rafforzare la capacità istituzionale e l'efficienza delle amministrazioni pubbliche interessate, nonché di organizzare ulteriori inviti a presentare proposte, al fine di garantire il massimo assorbimento possibile dei fondi trasferiti negli Stati membri ammissibili ai finanziamenti a titolo del Fondo di coesione; ritiene inoltre che gli inviti a presentare proposte organizzati dalla Commissione debbano riguardare in via prioritaria le tratte transfrontaliere, che sono spesso sottofinanziate, benché in molti casi costituiscano delle strozzature;

7.  ribadisce l'importanza di utilizzare i finanziamenti dell'Unione europea a titolo del meccanismo per collegare l'Europa per progetti e attrezzature di interesse comune, che rispondano ai criteri del meccanismo di interoperabilità transfrontaliero;

8.  sottolinea l'importanza della creazione e del corretto funzionamento di uno spazio ferroviario unico europeo senza frontiere, onde migliorare il livello di interoperabilità e di sicurezza dei sistemi ferroviari e rafforzare in tal modo la competitività del settore ferroviario; nota al riguardo che il quarto pacchetto ferroviario prevede una serie di nuovi compiti, funzioni e responsabilità importanti da attribuire all'Agenzia ferroviaria europea; ritiene che le eventuali risorse proprie versate dal settore debbano essere valutate in modo realistico al fine di non compromettere i nuovi compiti dell'Agenzia, che dovrebbero basarsi su esigenze chiaramente definite, conformemente al calendario concordato dai colegislatori al termine dei negoziati;

9.  sottolinea che gli stanziamenti di bilancio a favore delle agenzie dell'Unione non sono destinati alle sole spese amministrative, ma contribuiscono invece al conseguimento degli obiettivi dell'UE, mirando nel contempo a realizzare risparmi a livello nazionale e ritiene che esse debbano disporre di un bilancio sufficiente allo svolgimento dei loro compiti; ricorda l'importanza di garantire, nell'ambito dell'Unione, il più elevato livello di sicurezza e di interoperabilità nel settore dei trasporti, assicurando nel contempo una migliore comunicazione e un migliore coordinamento, compito che l'AESA, l'EMSA e l'ERA svolgono a livello dell'UE e che prima era affidato a 28 amministrazioni nazionali;

10. sottolinea il ruolo fondamentale svolto dalle agenzie, la cui principale responsabilità consiste nel garantire la sicurezza dei diversi modi di trasporto; respinge pertanto i tagli proposti ai bilanci di funzionamento delle agenzie e non concorda con i tagli previsti che potrebbero pregiudicare la sicurezza dei trasporti;

11. sottolinea che l'Agenzia europea per la sicurezza marittima (EMSA) dovrebbe disporre dei mezzi necessari per monitorare la sicurezza ed evitare l'inquinamento da parte degli impianti offshore per l'estrazione di gas e idrocarburi, come stabilito nel nuovo regolamento sul finanziamento dell'EMSA;

12. sottolinea, in relazione all'Agenzia europea per la sicurezza aerea (AESA), che oltre due terzi delle spese dell'agenzia sono coperti dai canoni e dalle imposte applicati all'industria e che non si dovrebbero operare tagli al personale dell'agenzia responsabile delle certificazioni, il quale non rientra nel bilancio UE e non ha alcun impatto su di esso;

13. pone l'accento sull'importanza di investire nello sviluppo di corridoi merci al fine di consentire il passaggio del trasporto merci dalla strada alla ferrovia, migliorare la sostenibilità del trasporto merci su ferrovia, riducendo l'attuale livello di rumorosità provocato da materiale rotabile inadeguato, e sviluppare un'economia dei trasporti a basse emissioni di carbonio;

14. ricorda l'importanza del programma NAIADES rinnovato per il periodo 2014-2020 inteso a ridurre il traffico e a passare ad un'economia a basse emissioni di carbonio, mediante il trasferimento del trasporto merci su vie navigabili interne, e crede che tale programma debba disporre di finanziamenti adeguati; sottolinea che una politica ben strutturata con obiettivi concreti e raggiungibili contribuirebbe a garantire il migliore uso possibile dei finanziamenti attraverso fondi quali il meccanismo per collegare l'Europa e Orizzonte 2020;

15. sottolinea che, ai sensi dell'articolo 195 del trattato, l'Unione europea dispone di competenze aggiuntive in materia di politica del turismo; ritiene pertanto che si dovrebbero destinare finanziamenti di bilancio adeguati allo sviluppo di una vera e propria politica europea del turismo; chiede pertanto alla Commissione di accrescere il suo impegno in tale settore e di promuovere il completamento dei principali progetti nel settore del turismo e delle reti di piste ciclabili come EuroVelo, nonché di proteggere il patrimonio naturale, culturale, storico e industriale; nota altresì che, con l'aiuto delle risorse fornite mediante il programma COSME, l'Unione europea può far fronte in modo rapido ed efficace ai cambiamenti che intervengono nel settore del turismo, ma che sono necessari programmi mirati e progetti sperimentali; osserva che, in tal modo, è possibile conseguire una crescita economica e creare nel contempo posti di lavoro più numerosi e sostenibili e far sì che l'Unione europea diventi la principale destinazione del turismo internazionale;

16. sottolinea il ruolo della ricerca e dell'innovazione nei settori dei trasporti e del turismo e rileva che uno sviluppo tempestivo delle tecnologie di trasporto intelligenti nonché di conoscenze eco-sociali, tra cui la mobilità urbana sostenibile, SESAR e altre, contribuirebbe in modo significativo ad un risparmio sul piano economico, sociale, della sicurezza e dell'ambiente; ritiene pertanto che si debbano assegnare risorse di bilancio adeguate a tali tecnologie e conoscenze in materia di trasporto nel quadro di Orizzonte 2020 e del meccanismo per collegare l'Europa;

17. sottolinea la necessità di finanziamenti adeguati per l'attuazione delle componenti di SESAR, al fine di garantire lo sviluppo delle funzionalità di gestione del traffico aereo (ATM), considerate essenziali per il miglioramento delle prestazioni del sistema ATM;

18. sottolinea l'importanza di investire negli aeroporti regionali, poiché ciò avrà un impatto positivo su una vasta gamma di attività quali le esportazioni, l'efficienza e la produttività delle imprese, gli investimenti interni e stimolerà pertanto il mercato dell'UE;

19. nota che si registra un progressivo aumento delle spese amministrative e operative globali; chiede quindi alla Commissione, alla luce dei crescenti vincoli di bilancio, di garantire che il concetto di rapporto costi/benefici sia integrato in tutti i programmi, affinché le spese siano accuratamente analizzate per quanto riguarda la loro sostenibilità, efficienza ed efficacia, e che il denaro dei cittadini dell'Unione sia speso per un'attuazione e una gestione efficaci delle politiche dell'UE, concentrando le risorse su azioni di investimento dotate della capacità operativa necessaria e sul corretto funzionamento dei programmi;

20. sottolinea la necessità di includere nei programmi operativi sviluppati con gli Stati membri i progetti faro per lo sviluppo della regione del Danubio; chiede inoltre alla Commissione di assicurarsi che i programmi operativi coprano il finanziamento dei progetti faro destinati a sviluppare i trasporti per vie navigabili interne nel quadro della strategia del Danubio;

21. nota l'importanza dei trasporti sostenibili nel quadro degli obiettivi più ampi della strategia Europa 2020 in materia di cambiamento climatico e sostenibilità energetica; sottolinea che la politica dei trasporti dell'UE deve includere obiettivi ambiziosi in materia di protezione dell'ambiente; sottolinea pertanto che finanziamenti adeguati a favore dei trasporti sono essenziali per aiutare a garantire che siano attuate con successo politiche dei trasporti rispettose dell'ambiente;

22. evidenzia che la politica dei trasporti dell'UE non deve venire meno alle aspettative in materia di parità, soprattutto garantendo l'accesso ai trasporti per i disabili, e ricorda che il conseguimento di tale obiettivo deve avvenire mediante investimenti significativi nei trasporti pubblici in tutta l'Unione europea.

BREVE MOTIVAZIONE

Introduzione

Il progetto di bilancio 2015 si focalizzerà sul sostegno all'occupazione, alle imprese, all'istruzione e alla ricerca. La Commissione ha proposto un bilancio pari a 145,6 miliardi di EUR per quanto riguarda gli impegni ed a 142,1 miliardi di EUR per quanto concerne i pagamenti, il che rappresenta un aumento del 2,1% degli impegni e dell'1,4% dei pagamenti rispetto al 2014. La quota più consistente di impegni è destinata a progetti futuri, mentre il 40% circa dei pagamenti copre ancora progetti con finanziamenti UE del periodo finanziario 2007-2013. La Commissione propone inoltre un'ulteriore riduzione del personale pari all'1%.

La quota principale di stanziamenti di pagamento è destinata a settori che promuovono la crescita economica ed i posti di lavoro in Europa (+29,5% rispetto al 2014) quali la ricerca (Orizzonte 2020), le reti transeuropee per l'energia, i trasporti e le TIC (meccanismo per collegare l'Europa, CEF) o l'Iniziativa a favore dell'occupazione giovanile.

I. Bilancio per i trasporti

Il titolo 6 - Mobilità e trasporti del progetto di bilancio (PB) della Commissione per il 2015 contiene linee di bilancio relative alla politica dei trasporti dell'UE. Il PB propone un aumento degli stanziamenti di impegno pari al 14% (da 2 867 184 572 EUR nel 2014 a 3 279 502 992 EUR nel 2015) ed un aumento degli stanziamenti di pagamento pari al 107% (da 1 003 421 856 EUR nel 2014 a 2 075 861 835 EUR nel 2015). L'aumento dei pagamenti è principalmente dovuto alle esigenze per i nuovi programmi "meccanismo per collegare l'Europa" e "Orizzonte 2020".

Il relatore desidera richiamare l'attenzione in particolare su:

Meccanismo per collegare l'Europa (CEF) (06 02 01)

Si tratta di una linea di bilancio essenziale per i trasporti. Gli stanziamenti di impegno per i progetti di trasporto nell'ambito del CEF sono fissati a 2 844 milioni di EUR (+16% rispetto al 2014) e gli stanziamenti di pagamento a 1 040 milioni di EUR (0 pagamenti per nuovi progetti nel 2014). Il bilancio per il CEF sarà attuato mediante inviti a presentare proposte nell'ambito dei programmi di lavoro annuali e pluriennali. Si propone inoltre di spendere 643 milioni di EUR in pagamenti per il completamento dei programmi TEN-T (06 02 51).

Attività di supporto per la politica europea dei trasporti e diritti dei passeggeri comprese le attività di comunicazione (06 02 05)

Nel PB vi è una riduzione degli stanziamenti di impegno (che passano da 20 019 000 EUR nel 2014 a 12 363 000 EUR nel 2015) ed un aumento degli stanziamenti di pagamento (da 13 894 437 EUR a 17 447 683 EUR ) per questa linea, destinata a coprire le spese in materia di informazione e comunicazione, conferenze ed eventi che promuovono attività nel settore dei trasporti.

Sicurezza dei trasporti (06 02 06)

Si registra un aumento sia degli stanziamenti di impegno (da 2 510 000 EUR a 2 582 000 EUR) sia degli stanziamenti di pagamento (da 1 514 026 EUR a 1 706 036 EUR). Tali stanziamenti sono destinati in particolare a coprire le spese relative all'istituzione e all'operatività di un corpo di ispettori incaricati di verificare la conformità con i requisiti della legislazione dell'Unione sulla sicurezza degli aeroporti, dei porti e delle strutture portuali.

Orizzonte 2020 – Ricerca e innovazione nel settore dei trasporti (06 03)

Il PB per la ricerca nel settore dei trasporti ammonta a 234 117 242 EUR (212 585 039 EUR nel 2014) per quanto riguarda gli impegni ed a 178 377 220 EUR (27 847 732 EUR nel 2014) per quanto concerne i pagamenti. Tale stanziamento copre, tra l'altro, le imprese comuni SESAR e Shift2Rail.

Agenzie

Agenzia europea per la sicurezza aerea (06 02 02)

Il contributo dell'UE al bilancio dell'EASA aumenta del 6%, passando da 34 174 000 EUR a 36 370 000 EUR. Il progetto di bilancio complessivo dell'EASA (contributo UE + altre risorse) ammonta a 149 532 000 EUR (149 059 000 EUR nel 2014). Gli effetti degli emendamenti proposti alla legislazione sul Cielo unico europeo non sono stati ancora presi in considerazione. Il numero totale di effettivi dovrebbe diminuire, passando a 797 nel 2015 rispetto agli 804 previsti nel bilancio 2014. Tra di essi, il personale finanziato dall'Unione passerà da 280 a 284. I nuovi effettivi saranno destinati all'approvazione di operatori dei paesi terzi ed eventualmente alla certificazione dei sistemi aerei a pilotaggio remoto.

Agenzia europea per la sicurezza marittima (06 02 03)

Il progetto di contributo dell'UE al bilancio dell'EMSA prevede un aumento degli stanziamenti di impegno del 4,37%, fino a 52 656 000 EUR, e degli stanziamenti di pagamento dell'1,09%, fino a 51 256 000 EUR. Il progetto di bilancio complessivo dell'EMSA (contributo UE + altre risorse) ammonta a 54 611 675 EUR (52 410 475 EUR nel 2014) in termini di stanziamenti di impegno ed a 53 169 255 EUR (52 669 145 EUR nel 2014) per gli stanziamenti di pagamento. L'aumento previsto riguarda principalmente lo sviluppo di banche dati e l'aggiornamento di strumenti informatici. Si propone di ridurre il numero di effettivi, passando dai 258 effettivi autorizzati nel bilancio 2014 a 255.

Agenzia ferroviaria europea (06 02 04)

Si propone di aumentare il contributo dell'UE all'ERA fino a 25 613 000 EUR (25 007 400 EUR nel 2014), per quanto riguarda gli stanziamenti sia di impegno sia di pagamento. Le risorse finanziarie supplementari dovrebbero coprire i costi relativi ai nuovi compiti di Shift2Rail. Il progetto di bilancio complessivo dell'ERA (contributo UE + altre risorse) ammonta a 26 379 500 EUR (25 715 600 EUR nel 2014) in stanziamenti sia di impegno sia di pagamento. Si propone di ridurre il numero di agenti temporanei dai 140 autorizzati nel bilancio 2014 a 137, mentre il numero totale di effettivi, inclusi gli agenti contrattuali e gli esperti nazionali distaccati resta lo stesso del 2014, ossia 161 posti.

II. Turismo

Il turismo rientra nel titolo 2 - Imprese. Il programma sulla competitività e le PMI (COSME) per il periodo di programmazione 2014-2020 (regolamento n. 1287/2013) prevede un obiettivo specifico per il turismo. Si propone, nell'ambito della linea 02 02 01, di spendere 11 000 000 EUR per progetti concernenti turismo, riconoscimenti, sondaggi ed eventi.

III. Progetti pilota e azioni preparatorie

Il bilancio UE comprende tre progetti e azioni in corso correlati alla commissione TRAN: navi alimentate a gas naturale liquefatto (GNL) (0 EUR di impegni, 436 192 EUR di pagamenti), il ruolo del materiale rotabile per l'interoperabilità europea (0 EUR di impegni, 0 EUR di pagamenti) e Aviazione generale – Statistiche e cifre chiave (0 EUR di impegni, 87 238 EUR di pagamenti). Le azioni preparatorie nel settore del turismo hanno conseguito gli obiettivi prefissati e il turismo è stato riconosciuto nel bilancio dell'Unione. Il relatore non intende quindi proporre nuove azioni relative al turismo.

IV. Eventuali emendamenti

Il relatore chiede che sia adottato un bilancio responsabile, realistico e orientato ai risultati. Nel contempo il relatore sottolinea che il bilancio dell'UE dovrebbe rappresentare un investimento orientato verso gli ambiti di azione che mostrano un valore aggiunto europeo e sostengono la crescita economica e la creazione di posti di lavoro. Il livello generale del progetto di bilancio della Commissione, incluso il finanziamento delle agenzie, sembra essere proporzionato all'esigenza di attuare le politiche dell'UE e di realizzare un valore aggiunto europeo.

Per quanto riguarda le tre azioni preparatorie in corso, il relatore sottolinea in particolare l'importanza dell'azione preparatoria sulle navi alimentate a gas naturale liquefatto (GNL) nel contesto dei nuovi limiti per il tenore di zolfo dei combustibili marittimi nelle zone di controllo delle emissioni (SECA) che entreranno in vigore il 1° gennaio 2015.

In funzione della posizione adottata dal Consiglio sul progetto di bilancio, il relatore potrebbe valutare la possibilità di ripristinare il progetto di bilancio per singole linee, al fine di tenere conto delle priorità di azione del Parlamento, in particolare per quanto riguarda le linee di bilancio relative a CEF, SESAR e ricerca nel settore dei trasporti.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

3.9.2014

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

41

4

3

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Daniela Aiuto, Lucy Anderson, Marie-Christine Arnautu, Inés Ayala Sender, Georges Bach, Izaskun Bilbao Barandica, Deirdre Clune, Michael Cramer, Luis de Grandes Pascual, Andor Deli, Karima Delli, Isabella De Monte, Ismail Ertug, Jacqueline Foster, Syed Kamall, Georgios Katrougkalos, Dieter-Lebrecht Koch, Merja Kyllönen, Miltiadis Kyrkos, Bogusław Liberadzki, Peter Lundgren, Marian-Jean Marinescu, Georg Mayer, Gesine Meissner, Renaud Muselier, Jens Nilsson, Markus Pieper, Salvatore Domenico Pogliese, Tomasz Piotr Poręba, Gabriele Preuß, Dominique Riquet, Massimiliano Salini, David-Maria Sassoli, Claudia Schmidt, Jill Seymour, Ana-Claudia Tapardel, Keith Taylor, István Ujhelyi, Peter van Dalen, Elissavet Vozemberg, Janusz Władysław Zemke, Roberts Zīle, Elżbieta Katarzyna Łukacijewska

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Martina Dlabajová, Curzio Maltese, Georgi Pirinski, Franck Proust, Patricija Šulin


PARERE della commissione per lo sviluppo regionale (24.9.2014)

destinato alla commissione per i bilanci

sulla posizione del Consiglio sul progetto di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2015

(2014/2040(BUD))

Relatore per parere: Derek Vaughan

SUGGERIMENTI

La commissione per lo sviluppo regionale invita la commissione per i bilanci, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  è del parere che sia opportuno ripristinare gli importi iscritti nel progetto di bilancio 2015 per la rubrica 1b a copertura delle esigenze e degli obiettivi minimi della politica di coesione, quali stabiliti dall'Unione nel trattato e nel quadro legislativo per il periodo 2014-2020;

2.  prende atto con preoccupazione della chiara affermazione inserita nella sesta relazione sulla coesione secondo cui le disparità regionali si sono particolarmente aggravate durante il periodo di crisi 2008-2011, il che significa che si dovranno intensificare notevolmente gli sforzi nel quadro della politica di coesione al fine di conseguire gli obiettivi della coesione economica, sociale e territoriale quali definiti all'articolo 174 TFUE;

3.  osserva che il 2015 sarà il secondo anno di attuazione del nuovo ciclo dei fondi ESI; sottolinea la necessità di prevedere stanziamenti d'impegno e di pagamento sufficienti a garantire che i programmi raggiungano il numero voluto di beneficiari e quindi abbiano l'impatto auspicato;

4.  constata con preoccupazione che nell'arco del 2014 gli stanziamenti di pagamento iscritti alla rubrica 1b sono diminuiti del 5% – toccando i 51 601,9 milioni di euro – mentre il cosiddetto aumento degli stanziamenti di impegno pari al 3,6% è principalmente imputabile alla proposta mobilitazione dello strumento di flessibilità nel 2015 per risolvere la situazione di Cipro;

5.  rileva con preoccupazione che, mentre il livello degli stanziamenti di pagamento proposto sarà principalmente destinato alla copertura degli impegni ancora da liquidare a al completamento dei programmi, la Commissione dichiara che gli arretrati nei pagamenti continueranno a crescere e si prevede che alla fine del 2015 saranno pari a circa 18 miliardi di euro, anche in caso di approvazione del progetto di bilancio rettificativo n. 3/2014;

6.  chiede informazioni tempestive e precise sulle stime relative all'evoluzione delle richieste di pagamento nel 2014 e ulteriori chiarimenti su come la Commissione intenda far fronte al livello insostenibile dei pagamenti in sospeso già previsto per la fine del 2014 nel caso della rubrica 1b;

7.  rileva con preoccupazione che la Commissione non è, a quanto pare, in grado di far fronte a tutte le richieste di pagamento e la invita a fornire tutti i dettagli necessari nel caso di conseguenti ritardi nei pagamenti;

8.  chiede alla Commissione quali misure intenda adottare in futuro per impedire la continua sfasatura tra stanziamenti d'impegno e stanziamenti di pagamento ed evitare così regolari arretrati nei pagamenti.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

23.9.2014

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

34

3

2

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

José Blanco López, Franc Bogovič, Victor Boştinaru, Mercedes Bresso, Andrea Cozzolino, Rosa D’Amato, Tamás Deutsch, Bill Etheridge, Raffaele Fitto, Michela Giuffrida, Anna Hedh, Krzysztof Hetman, Ivan Jakovčić, Constanze Krehl, Andrew Lewer, Louis-Joseph Manscour, Martina Michels, Iskra Mihaylova, Younous Omarjee, Stanislav Polčák, Julia Reid, Liliana Rodrigues, Monika Smolková, Maria Spyraki, Olaf Stuger, Ramón Luis Valcárcel, Ángela Vallina, Monika Vana, Matthijs van Miltenburg, Derek Vaughan, Kerstin Westphal, Joachim Zeller

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Salvatore Cicu, Andor Deli, James Nicholson, Jan Marian Olbrycht, Davor Škrlec, Iuliu Winkler, Milan Zver


PARERE della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale (8.9.2014)

destinato alla commissione per i bilanci

sulla posizione del Consiglio sul progetto di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2015

(2014/2040(BUD))

Relatore per parere: Peter Jahr

SUGGERIMENTI

La commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale invita la commissione per i bilanci, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.      osserva che, alla luce del massimale imposto dalla rubrica 2 del Quadro finanziario pluriennale (QFP) per il periodo 2014-2020, è probabile che, in pratica, le principali categorie di spesa della politica agricola comune (PAC), compresi i pagamenti diretti, le misure di mercato e lo sviluppo rurale, subiscano dei tagli nel 2015;

2.      rileva che, nell'ambito del progetto di bilancio (PB), la dotazione della rubrica 2 nel 2015 subirà, rispetto al 2014, rispettivamente un taglio dello 0,1% per quanto riguarda gli impegni e un lieve aumento dello 0,5% per quanto riguarda i pagamenti;

3.      osserva che, nell'ambito del PB 2015, i finanziamenti per lo sviluppo rurale nel quadro del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) subiranno un taglio dello 0,8% per quanto riguarda i pagamenti;

4.      insiste, in questo contesto, affinché il Consiglio rispetti le sue promesse di fornire stanziamenti di pagamento sufficienti nella procedura di bilancio 2015 in modo da consentire all'Unione di onorare gli impegni ancora da liquidare, se necessario tramite un terzo progetto di bilancio rettificativo che la Commissione dovrà presentare;

5.      sottolinea che la dotazione del QFP non tiene conto di alcuna inflazione; chiede che la rubrica 2 sia adeguata in funzione del deflatore;

6.      ribadisce che le misure per portare sotto controllo il livello degli impegni in sospeso costituiscono una precondizione per avviare con successo il periodo di programmazione 2014-2020; esorta quindi vivamente il Consiglio e gli Stati membri ad adottare tutte le misure necessarie per coprire le richieste di pagamento in sospeso, in particolare ad adottare in toto il BR 3/14; sottolinea che il BR 3/14 è stato proposto sulla base delle più recenti stime del fabbisogno di pagamenti fornite dagli Stati membri stessi;

7.      fa presente che, nonostante l'incremento della dotazione destinata ai pagamenti diretti e alle misure di mercato nell'ambito del Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA) pari allo 0,2% nel 2015 rispetto al 2014, sia per gli stanziamenti di impegno che per quelli di pagamento, la Commissione dovrà spiegare come far fronte alle crescenti esigenze legate all'introduzione progressiva dei pagamenti diretti in Bulgaria, Romania e Croazia nonché alla creazione della riserva per le crisi agricole;

8.      deplora i tagli dei fondi operativi destinati alle organizzazioni di produttori per un importo superiore a 3,3 milioni di EUR sia in impegni che in pagamenti, nonché degli aiuti alle associazioni di produttori per il prericonoscimento per 1 milione di EUR; osserva che, a causa del costante squilibrio di potere nella catena, la posizione delle aziende familiari è sotto pressione; sottolinea che le associazioni di produttori migliorano notevolmente la posizione dei produttori primari unendo le forze; esorta a garantire un bilancio ambizioso per i fondi operativi destinati alle organizzazioni di produttori; insiste affinché i due tagli siano annullati; invita la Commissione ad utilizzare tali fondi operativi in eccesso per programmi di formazione, partenariati costruttivi e scambio di buone pratiche per le organizzazioni di produttori;

9.      deplora il taglio di 481 289 EUR per il programma latte nelle scuole e il taglio di 900 073 EUR per il programma frutta nelle scuole, in quanto entrambi i programmi hanno dimostrato di essere utili ed efficaci all'interno degli Stati membri e ritiene che questo taglio sia estremamente inopportuno, visti l'attuale crisi e i livelli di malnutrizione infantile nell'Unione; chiede di aumentare il finanziamento per entrambi i programmi almeno ai livelli precedenti; chiede che i due programmi siano impostati in modo da essere meno burocratici e di più facile utilizzo;

10.    è preoccupato per il fatto che, per effetto dell'applicazione del meccanismo di "disciplina finanziaria", gli agricoltori con pagamenti superiori a 2 000 EUR subiranno un taglio dei pagamenti diretti erogati nel corso dell'esercizio finanziario 2015; deplora il presunto effetto dell'applicazione del meccanismo di "disciplina finanziaria" , che potrebbe non comportare spese più efficienti e responsabili;

11.    invita la Commissione e gli Stati membri a garantire che i fondi assegnati alla riserva per le crisi nel settore agricolo nel bilancio 2015, rimasti poi inutilizzati, siano resi pienamente disponibili come pagamenti diretti nell'esercizio successivo;

12.    invita la Commissione e gli Stati membri a monitorare la considerevole volatilità dei prezzi dei prodotti agricoli, che ha conseguenze negative sui redditi degli agricoltori, e a reagire prontamente ed efficacemente ove necessario;

13.    deplora il taglio dei fondi a sostegno dell'apicoltura, in quanto il Parlamento ha sempre considerato l'apicoltura come una priorità per il futuro dell'agricoltura e la salvaguardia della biodiversità;

14.    rileva che le risorse predisposte devono soddisfare gli obiettivi di incremento della competitività e della sostenibilità dell'agricoltura europea;

15.    sollecita, riassumendo, il pieno allineamento dei pagamenti diretti e dei pagamenti per lo sviluppo rurale nell'UE-28 al più presto possibile; rileva che la grande disparità dei pagamenti diretti in vari Stati membri ostacola la competitività, per cui invita la Commissione a prendere in considerazione l'UE-28 nel suo complesso sul mercato agricolo globale;

16.    deplora i tagli proposti nei programmi di sviluppo rurale; chiede al Consiglio di ripensarci, considerata l'attuale atmosfera, alla luce della crescente insicurezza in atto e dello spopolamento che interessa varie comunità rurali;

17.    deplora vivamente la proposta del Consiglio di effettuare tagli per quanto riguarda gli stanziamenti di pagamento nel progetto di bilancio 2015; è del parere che il progetto di bilancio 2015 della Commissione costituisca il minimo indispensabile per affrontare il problema ricorrente e duraturo dell'aumento degli importi da liquidare.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

3.9.2014

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

19

6

8

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

John Stuart Agnew, Clara Eugenia Aguilera García, Eric Andrieu, Richard Ashworth, Paul Brannen, Daniel Buda, Matt Carthy, Viorica Dăncilă, Michel Dantin, Paolo De Castro, Albert Deß, Diane Dodds, Herbert Dorfmann, Norbert Erdős, Edouard Ferrand, Luke Ming Flanagan, Beata Barbara Gosiewska, Martin Häusling, Anja Hazekamp, Jan Huitema, Peter Jahr, Jarosław Kalinowski, Elisabeth Köstinger, Zbigniew Krzysztof Kuźmiuk, Philippe Loiseau, Nuno Melo, Giulia Moi, Ulrike Müller, James Nicholson, Marit Paulsen, Marijana Petir, Constantin-Laurențiu Rebega, Bronis Ropé, Lidia Senra Rodríguez, Czesław Adam Siekierski, Marc Tarabella, Marco Zullo

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Peter Eriksson, Maria Heubuch, Anthea McIntyre, Annie Schreijer-Pierik

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Ulla Tørnæs


PARERE della commissione per la pesca (4.9.2014)

destinato alla commissione per i bilanci

sulla posizione del Consiglio sul progetto di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2015

(2014/2040(BUD))

Relatore per parere: António Marinho e Pinto

SUGGERIMENTI

La commissione per la pesca invita la commissione per i bilanci, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  plaude alla decisione adottata relativamente al Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP), e in particolare all'assegnazione di 6,39 miliardi di EUR al settore della pesca e alla politica marittima per il periodo 2014-2020; richiama tuttavia l'attenzione sul fatto che, malgrado l'importanza dell'attività di pesca per l'economia di un gran numero di zone costiere, le risorse destinate alla politica della pesca, una delle poche politiche comuni dell'UE, rappresentano solo lo 0,7% del bilancio dell'Unione europea; ritiene che tali risorse aiuteranno il settore a realizzare una pesca sostenibile, aiuteranno le comunità costiere e insulari che dipendono fortemente dalla pesca a diversificare la propria economia, miglioreranno il sostegno di cui hanno finora beneficiato la pesca artigianale e le regioni altamente dipendenti dalla pesca, in modo da contribuire al raggiungimento degli obiettivi della strategia Europa 2020;

2.   deplora che, contrariamente a quanto approvato dal Parlamento, il Consiglio abbia ridotto a sei mesi al massimo per imbarcazione, nel periodo compreso tra il 2014 e il 2020, la possibilità di beneficiare, a titolo del FEAMP, di un sostegno alla sospensione temporanea dell'attività di pesca nei periodi di fermo biologico; ritiene che il fermo biologico rappresenti uno strumento importante per la gestione sostenibile di alcune attività di pesca e raccomanda pertanto di sopprimere tale restrizione e garantire una dotazione sufficiente per i periodi di fermi biologici;

3.   esorta la Commissione e gli Stati membri a predisporre con urgenza gli atti giuridici necessari per imprimere un'accelerazione ai programmi operativi nazionali al fine di realizzare le priorità della politica comune della pesca (PCP), ossia la sostenibilità economica e sociale del settore della pesca, la conservazione delle risorse biologiche e lo sfruttamento sostenibile delle risorse della pesca e dell'acquacoltura;

4.  sottolinea l'importanza di un'attività di ricerca rigorosa e indipendente per valutare con esattezza lo stato degli stock ittici ai fini del calcolo del rendimento massimo sostenibile, che è l'elemento distintivo di una pesca sostenibile; ritiene che si debbano effettuare studi anche per analizzare quale sia l'impatto socio-economico delle misure adottate sulle comunità che dipendono dalla pesca; sottolinea che il nuovo regolamento di base della PCP adottato l'anno scorso pone un accento particolare sulla sostenibilità ai fini del rendimento massimo sostenibile; ricorda che tale obiettivo rappresenta uno degli elementi centrali della nuova PCP e implica una conoscenza precisa e affidabile dello stato degli stock ittici e delle conseguenze economiche e sociali delle misure adottate; ritiene che dette ricerche debbano essere finanziate tramite il bilancio dell'Unione;

5.  sottolinea la necessità di aumentare i finanziamenti destinati agli organismi internazionali e nazionali di ricerca scientifica per perfezionare le conoscenze sulle risorse biologiche marine e la loro valutazione;

6.   ricorda che il controllo dell'attività di pesca a bordo e in porto è essenziale per rispettare gli obiettivi di una pesca sostenibile e che un sostegno finanziario insufficiente potrebbe compromettere gli obiettivi della riforma; ricorda che la nuova PCP presuppone un aumento degli interventi operativi dell'Agenzia europea di controllo della pesca (EFCA) per assistere gli Stati membri e la Commissione nello sviluppo di strumenti concreti di controllo e sorveglianza (operazioni collegate alla governance della pesca, sistemi di gestione dei dati, obblighi di sbarco e lotta contro la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (pesca INN));

7.   chiede che si potenzi il bilancio dell'EFCA destinato agli strumenti operativi e alle risorse umane, al fine di garantire la corretta attuazione della riforma della PCP, e che si rafforzino i controlli, le ispezioni, la sorveglianza e la cooperazione a livello nazionale, affinché le norme della PCP siano rispettate e applicate in modo efficace e coerente, garantendo uniformità di condizioni all'industria della pesca e un trattamento equo a tutte le componenti del settore;

8.  sottolinea la necessità di prevedere per il bilancio 2015 risorse adeguate e affidabili, dal momento che nell'UE l'approvvigionamento in prodotti della pesca è garantito per più del 60% da prodotti pescati in acque internazionali e nelle zone economiche esclusive di paesi terzi; osserva che la dimensione esterna della PCP esige che si continuino a prevedere misure di bilancio specifiche volte a rafforzare e sviluppare la partecipazione dell'Unione europea in seno alle organizzazioni regionali di gestione della pesca e a finanziare la conclusione di accordi bilaterali con paesi terzi, in particolare tenendo conto del previsto rinnovo dei protocolli con la Mauritania, il Mozambico, il Madagascar, la Groenlandia, Capo Verde e Kiribati;

9.   deplora che la Commissione abbia ridotto la dotazione della voce relativa al progetto pilota concernente misure di sostegno alla pesca su piccola scala (11 06 77 08); invita pressantemente la Commissione a ripristinare gli importi approvati; ritiene che il progetto pilota sia particolarmente importante e che esso debba fungere da punto di partenza per la messa a punto di un programma comunitario di sostegno alla pesca su piccola scala, riconoscendo l'importanza e le peculiarità di questo comparto, come sottolineato dal Parlamento europeo in varie risoluzioni sulla materia;

10. valuta positivamente la dotazione di 647 milioni di EUR prevista nel quadro finanziario pluriennale 2014-2020 per azioni dirette della Commissione nell'ambito del FEAMP; invita la Commissione ad accelerare l'adozione delle misure necessarie per realizzare i propri progetti;

11. deplora i tagli apportati dal Consiglio al titolo 11 nel quadro della sua lettura del progetto di bilancio; esprime la propria inquietudine per le ripercussioni sulle azioni finanziate mediante le linee di bilancio interessate e per l'impatto negativo sul perseguimento degli obiettivi della politica comune della pesca e della politica marittima integrata; richiama l'attenzione sul fatto che, per quanto concerne più specificamente gli stanziamenti di pagamento, già quest'anno tale titolo risulta in sofferenza e che è dunque assolutamente necessario assicurare un livello di stanziamenti sufficiente.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

3.9.2014

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

20

2

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Marco Affronte, Clara Eugenia Aguilera García, Miguel Arias Cañete, Renata Briano, Alain Cadec, David Coburn, Richard Corbett, João Ferreira, Raymond Finch, Werner Kuhn, Isabella Lövin, António Marinho e Pinto, Gabriel Mato, Norica Nicolai, Ulrike Rodust, Remo Sernagiotto, Ricardo Serrão Santos, Isabelle Thomas, Ruža Tomašić, Peter van Dalen, Jarosław Leszek Wałęsa

Supplenti presenti al momento della votazione finale

José Blanco López, Diane Dodds, Marek Józef Gróbarczyk, Mike Hookem, Yannick Jadot, Francisco José Millán Mon


PARERE della commissione per la cultura e l'istruzione (4.9.2014)

destinato alla commissione per i bilanci

sulla posizione del Consiglio sul progetto di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2015

(2014/2040(BUD))

Relatore per parere: Silvia Costa

SUGGERIMENTI

La commissione per la cultura e l'istruzione invita la commissione per i bilanci, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.   rileva che, nel 2015, i programmi pluriennali nei settori dell'istruzione, della formazione, della gioventù, dello sport, della cultura, dei media e della cittadinanza entrano nel loro secondo anno; sottolinea la necessità di stanziamenti d'impegno e di pagamento sufficienti a garantire che tutti i programmi raggiungano il numero previsto di beneficiari; sottolinea che, poiché molti cittadini sono direttamente interessati da tali programmi, è fondamentale che l'UE non interrompa nuovamente i pagamenti, cosa che negli ultimi anni ha già provocato un forte impatto, come ad esempio sulle borse di mobilità per Erasmus;

2.   prende atto del modesto aumento degli stanziamenti d'impegno per il programma Erasmus+ rispetto al 2014; sottolinea che, a causa dell'elevato tasso di esecuzione e dell'alta domanda relativi a questo programma, è fondamentale prevedere stanziamenti di pagamento sufficienti affinché gli impegni supplementari contino e garantiscano il buon funzionamento del programma, specialmente dato che la Commissione auspica di aumentare la mobilità degli studenti fino al 20% entro la fine del decennio; evidenzia che le borse del programma Erasmus+ dovrebbero essere esenti da imposte e oneri sociali;

3.   rammenta che allo Strumento di garanzia per i prestiti destinati agli studenti è stato assegnato il 3,5% del bilancio e che ciò dovrebbe avvenire "a condizioni favorevoli per gli studenti" "indipendentemente dalla loro condizione sociale" e che "è opportuno che tale strumento supplementare e innovativo per la mobilità a fini dell'apprendimento non sostituisca gli attuali regimi di sovvenzionamento o di prestito che sostengono la mobilità studentesca a livello locale, nazionale e di Unione e non impedisca lo sviluppo di nuovi regimi in futuro";

4.   considera deplorevole il fatto che la Commissione abbia proposto un livello più basso rispetto al 2014 degli stanziamenti di impegno per il programma "Europa creativa", malgrado il suo importante ruolo nel sostegno alle industrie culturali e creative e malgrado l'esigenza di organizzare il futuro strumento di garanzia adottando le misure promesse, come quelle di formazione degli intermediari finanziari; ritiene, in tale contesto, che gli ulteriori tagli proposti dal Consiglio per i sottoprogrammi Cultura e MEDIA e lo strumento di garanzia siano inaccettabili, dal momento che ciò comprometterà ulteriormente l'effettiva attuazione del programma; rammenta inoltre le prime preoccupazioni del Parlamento europeo circa l'unione delle sezioni Cultura e MEDIA e le conseguenti problematiche in materia di politica e di equilibrio dei finanziamenti;

5.   ricorda che la dotazione finanziaria complessiva per il programma "L'Europa per i cittadini" 2014-2020 è stata ridotta di circa il 20% rispetto al periodo 2007-2013; critica il fatto che il progetto di bilancio della Commissione per il 2015 preveda un livello più basso di stanziamenti d'impegno rispetto a quelli raggiunti nel 2014; raccomanda di tenere in particolare conto del programma in parola, che mantiene un ruolo unico per quanto concerne il contatto con i cittadini e il sostegno ai relativi provvedimenti dal basso verso l'alto; evidenzia che l'attuale livello di finanziamento è decisamente troppo basso e persino controproducente per l'immagine dell'Unione; esprime pertanto forte preoccupazione per la proposta del Consiglio di diminuire ulteriormente gli stanziamenti d'impegno e di pagamento destinati al programma e si rammarica del fatto che ai cittadini europei venga inviato un segnale di questo tipo;

6.   sottolinea che la politica di comunicazione dell'Unione andrebbe migliorata affinché diventi uno strumento importante che aiuti i cittadini a comprendere meglio il funzionamento, le politiche e i processi dell'Unione e a prendervi parte, soprattutto alla luce della preoccupante scarsa conoscenza da parte dei cittadini della normativa e dei programmi dell'Unione europea, come rivelato anche nelle ultime elezioni; respinge pertanto le proposte del Consiglio di tagliare i finanziamenti destinati alle azioni di comunicazione; sottolinea l'urgenza di promuovere la cooperazione tra le istituzioni dell'Unione, i parlamenti nazionali e tutte le altri parti interessate in materia di comunicazione al fine di massimizzare l'impatto dei fondi investiti nonché di rafforzare e sostenere la cooperazione tra i network europei multimediali per ampliare l'informazione sull'Europa;

7.   ricorda l'importanza delle piattaforme digitali, come Europeana, volte a digitalizzare il patrimonio culturale e artistico europeo, realizzando progetti basati su network e partenariati transnazionali che permettano un più ampio accesso del pubblico, valorizzando la cultura europea e favorendo le industrie culturali e creative;

8.   ricorda l'impegno della Commissione europea, anche su indirizzo del Parlamento europeo, per valorizzare l'esperienza e le reti del volontariato europeo;

9.   sottolinea che andrebbe prestata maggiore attenzione alle azioni Marie Skłodowska-Curie che sostengono le carriere dei ricercatori per mezzo di borse di mobilità e che svolgono pertanto un ruolo fondamentale nel rafforzamento della ricerca in Europa; si rammarica del fatto che il Consiglio proponga tagli consistenti per gli stanziamenti d'impegno e di pagamento destinati al programma in parola ed è deciso a ripristinare gli importi proposti dalla Commissione;

10. chiede alla Commissione di informare il Parlamento europeo circa la ripartizione tra gli Stati membri dei fondi per i programmi nei settori dell'istruzione, della formazione, della gioventù, dello sport, della cultura, dei media e della cittadinanza, nell'ottica di migliorare la trasparenza e il controllo dell'assegnazione dei fondi pubblici;

11. sottolinea la necessità di ampliare l'ambito di applicazione del programma Cultura del Partenariato orientale, in particolare alla luce dei tragici eventi verificatisi di recente in Ucraina, e della cooperazione euro-mediterranea nel settore della cultura; evidenzia che la messa a disposizione di un sostegno finanziario da parte dell'UE a favore di progetti culturali comuni a cui partecipano giovani artisti provenienti dai paesi del partenariato orientale e dagli Stati membri dell'Unione aumenterà la visibilità e la rilevanza politica di tali progetti, oltre a rafforzare gli sforzi volti a garantire la pace in Europa;

12. rileva che la comunicazione della Commissione dal titolo "Bilancio della strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva" presta particolare attenzione alla disoccupazione giovanile che raggiunge tassi del 59,2% in Grecia e del 55,7% in Spagna e che un altro dato preoccupante è rappresentato dalla "percentuale crescente di giovani che non lavorano, non studiano né sono in formazione (i NEET), pari al 13,2% nel 2012"; sottolinea pertanto che l'accesso alle conoscenze costituisce un requisito indispensabile per l'occupazione e la crescita e che gli aspetti sociali e la riduzione delle disuguaglianze devono essere al centro di ogni politica attuata;

13. sottolinea che le misure di austerità che distruggono i servizi pubblici stanno compromettendo la possibilità per i sistemi di istruzione e formazione di contribuire alla ripresa economica e che l'apprendimento permanente deve essere una priorità fondamentale per combattere la povertà e le disuguaglianze.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

4.9.2014

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

24

4

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Isabella Adinolfi, Dominique Bilde, Andrea Bocskor, Louise Bours, Silvia Costa, Mircea Diaconu, Damian Drăghici, Jill Evans, Giorgos Grammatikakis, Petra Kammerevert, Andrew Lewer, Svetoslav Hristov Malinov, Curzio Maltese, Fernando Maura Barandiarán, Luigi Morgano, Momchil Nekov, Michaela Šojdrová, Yana Toom, Giovanni Toti, Anders Primdahl Vistisen, Julie Ward, Bogdan Brunon Wenta, Theodoros Zagorakis, Bogdan Andrzej Zdrojewski, Milan Zver, Krystyna Maria Łybacka

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Ernest Maragall, Emma McClarkin, Marlene Mizzi, Liliana Rodrigues, Algirdas Saudargas, Hermann Winkler


PARERE della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (4.9.2014)

destinato alla commissione per i bilanci

sulla posizione del Consiglio sul progetto di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2015

(2014/2040(BUD))

Relatore per parere: Tomáš Zdechovský

SUGGERIMENTI

La commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni invita la commissione per i bilanci, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  prende atto della riduzione dell'1,9% per quanto riguarda gli impegni nella rubrica 3 relativa a sicurezza e cittadinanza rispetto al bilancio del 2014 (una diminuzione dovuta principalmente alla fine dello strumento Schengen per la Croazia, conformemente al trattato di adesione del paese) e si compiace dell'aumento del 12,2% concernente i pagamenti, che contribuirà a garantire un livello di stanziamenti di pagamento sufficiente per l'attuazione delle politiche nel settore;

2.  rammenta che lo spazio di libertà, sicurezza e giustizia è entrato in una nuova fase a seguito dell'adozione degli orientamenti strategici al Consiglio europeo del 26 e 27 giugno 2014; pone in evidenza che l'attuazione degli orientamenti potrebbe implicare, in alcuni settori molto specifici, la necessità di rafforzare le risorse finanziarie destinate a tali settori; sottolinea che, in questo caso, le risorse già attribuite non dovrebbero essere messe in discussione e si aspetta che la Commissione presenti proposte concrete qualora si riveli necessario un rafforzamento finanziario nel corso del 2015;

3.  ribadisce che le Agenzie che rientrano nella sua competenza dovrebbero disporre di risorse adeguate per adempiere al loro mandato ed è consapevole dell'accordo interistituzionale volto a ridurre del 5% il livello degli effettivi nei prossimi cinque anni; insiste tuttavia affinché tali tagli siano effettuati in base a un esame caso per caso, nel rispetto delle risorse di cui le Agenzie necessitano per espletare i compiti loro assegnati;

4.  sollecita un incremento più sostanziale del bilancio destinato all'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo (EASO), dato che tale Ufficio è cruciale nella gestione delle questioni urgenti in materia di asilo e svolgerà un ruolo rafforzato nella promozione di un'applicazione uniforme del pacchetto Asilo; chiede pertanto un incremento adeguato del bilancio, che consenta all'Ufficio di svolgere con efficacia i propri compiti e le proprie attività, inclusa la promozione delle migliori pratiche e della cooperazione tra gli Stati membri;

5.  si compiace dell'aumento delle linee di bilancio "Garantire la tutela dei diritti e l'empowerment dei cittadini" e "Promuovere la non discriminazione e la parità" , nell'ambito dell'attuazione del programma Diritti, uguaglianza e cittadinanza 2014-2020;

6.  non è del tutto soddisfatto dell'aumento del bilancio previsto per Frontex, dal momento che l'Agenzia deve rafforzare la sua assistenza operativa (in particolare per sostenere gli Stati membri esposti a forte pressione alle frontiere esterne) e aumentare la sua reattività ai rapidi sviluppi dei flussi migratori; ritiene che Frontex dovrebbe disporre di personale e risorse aggiuntivi per adempiere ai propri compiti e attuare il sistema Eurosur;

7.  sottolinea l'importanza di un bilancio dell'UE adeguato nel settore dell'asilo e dell'immigrazione, per la gestione comune della frontiera esterna unica dell'UE e per far fronte alle sfide che essa pone, in particolare in relazione all'attuale situazione che interessa il confine meridionale dell'UE, e sollecita un chiaro impegno di tutti i partner dell'Unione in tale direzione;

8.  accoglie con favore la proposta della Commissione di aumentare il bilancio annuale di Europol, anche in vista dell'adozione del nuovo regolamento Europol da parte dei colegislatori; riconosce che gli aumenti dei bilanci delle Agenzie volti a consentire a queste ultime di adempiere correttamente alle loro funzioni devono essere accompagnati da un livello adeguato di personale all'interno delle Agenzie stesse; ritiene che la tabella dell'organico di Europol debba essere adeguata per consentire l'assunzione di personale temporaneo aggiuntivo, alla luce delle crescenti richieste di sostegno nella lotta contro la cibercriminalità e le forme gravi di criminalità e terrorismo internazionali, nonché per potenziare la valutazione e l'analisi di tali rischi;

9.  appoggia l'aumento del bilancio destinato a eu.LISA al fine di garantire sistemi informatici sicuri e ben funzionanti nel settore degli affari interni, segnatamente i sistemi SIS II, VIS ed Eurodac nell'ambito della gestione dell'Agenzia, nonché per l'applicazione delle necessarie evoluzioni previste per i rispettivi sistemi; sostiene l'ulteriore sviluppo dell'Agenzia nell'ottica di eventuali compiti aggiuntivi che potrebbero esserle affidati, come la progettazione, lo sviluppo e l'attuazione di nuovi sistemi;

10. mette in discussione l'esistenza della linea di bilancio "Introduzione di nuovi sistemi di tecnologia dell'informazione per la gestione dei flussi migratori attraverso le frontiere esterne dell'Unione" laddove il pacchetto "Frontiere intelligenti" non è ancora stato adottato dai colegislatori; sottolinea che nessun finanziamento specifico è stato attribuito a tale linea di bilancio dalla sua creazione; chiede alla Commissione di creare linee di bilancio destinate ad azioni di questo tipo soltanto dopo che i colegislatori avranno approvato dette azioni mediante l'atto legislativo appropriato;

11. esprime delusione per la riduzione del bilancio destinato all'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (OEDT), visto che tale Osservatorio dovrà far fronte all'eventuale adozione del regolamento sulle nuove sostanze psicoattive (2013/0305 (COD)), che gli attribuisce compiti supplementari;

12. rammenta che l'equa e trasparente distribuzione dei finanziamenti tra i diversi obiettivi del Fondo per l'asilo, la migrazione e l'integrazione costituiva una priorità del Parlamento durante i negoziati che hanno condotto all'adozione del Fondo stesso; invita la Commissione ad aumentare di conseguenza il numero delle linee di bilancio nel quadro del Fondo per l'asilo, la migrazione e l'integrazione al fine di contribuire a una migliore leggibilità e trasparenza del modo in cui le risorse finanziarie attribuite ai diversi obiettivi e, dunque, a queste linee di bilancio, saranno spese; invita in particolare la Commissione a separare, in tutti i futuri progetti di bilancio, le spese per il rafforzamento di strategie di rimpatrio eque ed efficaci dalle spese per la migrazione legale e la promozione di un'effettiva integrazione dei cittadini di paesi terzi;

13. sottolinea la necessità e l'importanza di valutare in maniera continua l'attuazione di tutti i fondi e programmi e l'utilizzo delle relative risorse, al fine di individuare in una fase precoce eventuali carenze nonché la loro efficacia.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

3.9.2014

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

44

10

3

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Jan Philipp Albrecht, Heinz K. Becker, Malin Björk, Michał Boni, Caterina Chinnici, Ignazio Corrao, Rachida Dati, Agustín Díaz de Mera García Consuegra, Frank Engel, Cornelia Ernst, Laura Ferrara, Monika Flašíková Beňová, Kinga Gál, Ana Gomes, Nathalie Griesbeck, Sylvie Guillaume, Jussi Halla-aho, Monika Hohlmeier, Filiz Hyusmenova, Sophia in ‘t Veld, Eva Joly, Sylvia-Yvonne Kaufmann, Barbara Kudrycka, Kashetu Kyenge, Marju Lauristin, Juan Fernando López Aguilar, Vicky Maeijer, Barbara Matera, Roberta Metsola, Louis Michel, József Nagy, Péter Niedermüller, Soraya Post, Judith Sargentini, Birgit Sippel, Branislav Škripek, Csaba Sógor, Helga Stevens, Valdemar Tomaševski, Traian Ungureanu, Marie-Christine Vergiat, Harald Vilimsky, Udo Voigt, Josef Weidenholzer, Cecilia Wikström, Kristina Winberg, Tomáš Zdechovský

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Marina Albiol Guzmán, Janice Atkinson, Anna Maria Corazza Bildt, Pál Csáky, Teresa Jiménez-Becerril Barrio, Rikke Karlsson, Miltiadis Kyrkos, Kati Piri, Josep-Maria Terricabras, Axel Voss


PARERE della commissione per gli affari costituzionali (2.9.2014)

destinato alla commissione per i bilanci

sulla posizione del Consiglio sul progetto di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2015

(2014/2040(BUD))

Relatore per parere: Danuta Maria Hübner

SUGGERIMENTI

La commissione per gli affari costituzionali invita la commissione per i bilanci, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  rileva che la procedura di adozione del bilancio 2015 presenta alcune peculiarità dovute al periodo di sospensione dei lavori in occasione delle elezioni: l'elezione di un nuovo Parlamento implica un cambiamento sostanziale nella composizione di una delle istituzioni che compongono l'autorità di bilancio(1), mentre il mandato della Commissione che ha elaborato il progetto di bilancio volge al termine e la procedura si concluderà probabilmente dopo l'insediamento della nuova Commissione;

2.  sottolinea inoltre che la procedura ha subito un notevole ritardo in quanto la Commissione ha presentato il progetto di bilancio solo l'11 giugno 2014 e il Consiglio, dopo aver raggiunto un accordo a livello di COREPER in data 15 luglio 2014, adotterà formalmente la sua posizione mediante procedura scritta soltanto all'inizio di settembre 2014;

3.  si rammarica per il fatto che una decisione politica fondamentale quale l'adozione della posizione del Consiglio sul progetto di bilancio 2015 sia presa mediante procedura scritta; ritiene che questo modo di procedere non soddisfi i requisiti essenziali di trasparenza e apertura che devono contraddistinguere le decisioni in materia di bilancio adottate da tutte le istituzioni dell'UE;

4.  osserva che il Consiglio ha apportato ulteriori tagli alla rubrica 3 (Sicurezza e cittadinanza), per la quale il progetto di bilancio prevedeva già una riduzione degli stanziamenti di impegno dell'1,9% rispetto al bilancio 2014 (da 2 171,998 milioni di EUR nel 2014 a 2 130,721 milioni di EUR nel progetto di bilancio 2015); rileva che, secondo quanto previsto dalla posizione del Consiglio, gli stanziamenti di impegno della rubrica 3 sarebbero ridotti del 3,3% rispetto al bilancio 2014; ricorda che per la rubrica 3 la Commissione aveva previsto un margine pari a 115,3 milioni di EUR; osserva che, per quanto concerne i pagamenti, il Consiglio ha ridotto l'aumento proposto dalla Commissione per la rubrica 3 dal +12,2% al +10,5%;

5.  è consapevole del fatto che, nonostante alcuni deboli segnali di ripresa dell'economia europea già osservabili quest'anno, molti Stati membri stanno ancora conducendo importanti sforzi di risanamento dei conti pubblici, che rendono più difficili gli investimenti in progetti in grado di stimolare la ripresa; ritiene pertanto che nel 2015 i finanziamenti europei saranno fondamentali per compensare queste difficoltà; riconosce naturalmente che è altresì molto importante finanziare adeguatamente i progetti che riguardano direttamente i cittadini e che mirano a migliorare la qualità del dibattito pubblico a livello europeo;

6.  sottolinea che la scarsa partecipazione alle recenti elezioni europee è indicativa della necessità di continuare a investire, per tutta la legislatura e non solo in vista delle consultazioni elettorali, in campagne di informazione dei cittadini che mettano in luce l'impatto dell'Unione sulla loro vita quotidiana e il ruolo del Parlamento europeo; ritiene che sia fondamentale realizzare una valutazione della recente campagna di comunicazione istituzionale del Parlamento;

7.  reputa che, in sede di valutazione, possa essere difficile dimostrare l'efficacia dei progetti di comunicazione, principalmente a causa dell'assenza di indicatori comuni o adeguati che consentano di giudicarne i risultati;

8.  è convinto dell'importanza degli strumenti della democrazia partecipativa, quali definiti nel trattato di Lisbona, per i cittadini; si rammarica, in questo contesto, per le difficoltà incontrate nell'attuazione dell'Iniziativa dei cittadini europei (ICE) e pone l'accento sulla necessità di prevedere adeguati finanziamenti non solo per le iniziative in sé, ma anche per le relative attività di comunicazione, al fine di accrescere la visibilità e l'affidabilità dell'ICE; sottolinea, fermo restando il rispetto dei trattati, che tali finanziamenti sono indipendenti dall'oggetto dell'ICE e che tutte le iniziative ricevibili sono trattate equamente, a prescindere dal loro contenuto;

9.  sottolinea che occorrono opportuni finanziamenti a favore dei diversi strumenti di democrazia elettronica, nell'ottica di rafforzare i processi di democrazia partecipativa grazie all'utilizzo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione;

10. ritiene che, in vista dell'entrata in vigore del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo allo statuto e al finanziamento dei partiti politici europei e delle fondazioni politiche europee, siano necessari finanziamenti adeguati ed equi per consentirne un'attuazione efficace;

11. chiede che le linee di bilancio concernenti le infrastrutture e le spese del Parlamento europeo come pure altre voci relative ai luoghi di lavoro del Parlamento siano articolate in modo da indicare dove vengono sostenute le spese (Bruxelles, Lussemburgo o Strasburgo);

12. prende atto della riduzione delle spese concernenti le relazioni tra le istituzioni dell'UE e i parlamenti nazionali e si rammarica che non ci si adoperi maggiormente per far sì che la partecipazione delle assemblee legislative nazionali diventi una priorità.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

2.9.2014

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

17

3

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Miguel Arias Cañete, Mercedes Bresso, Richard Corbett, Danuta Maria Hübner, Ramón Jáuregui Atondo, Georgios Katrougkalos, Constance Le Grip, Jo Leinen, Petr Mach, Morten Messerschmidt, Florian Philippot, Paulo Rangel, György Schöpflin, Francisco Sosa Wagner, Barbara Spinelli, Josep-Maria Terricabras, Kazimierz Michał Ujazdowski

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Isabella Adinolfi, Max Andersson, Gerolf Annemans, Pervenche Berès, Sven Giegold, Enrique Guerrero Salom, Sylvia-Yvonne Kaufmann, Cristian Dan Preda, Marcus Pretzell, Viviane Reding, Siôn Simon

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Fernando Maura Barandiarán

(1)

Risoluzione del Parlamento europeo del 13 marzo 2014 sugli orientamenti generali per l'elaborazione del bilancio 2015, sezione III – Commissione (P7_TA(2014)0247) e risoluzione del Parlamento europeo del 17 aprile 2014 sullo stato di previsione delle entrate e delle spese del Parlamento europeo per l'esercizio 2015 (P7_TA(2014)0450).


ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

7.10.2014

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

27

8

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Nedzhmi Ali, Jonathan Arnott, Richard Ashworth, Jean-Paul Denanot, Gérard Deprez, Valdis Dombrovskis, José Manuel Fernandes, Eider Gardiazabal Rubial, Jens Geier, Esteban González Pons, Heidi Hautala, Monika Hohlmeier, Kaja Kallas, Bernd Kölmel, Zbigniew Kuźmiuk, Vladimír Maňka, Sophie Montel, Clare Moody, Victor Negrescu, Jan Marian Olbrycht, Pina Picierno, Paul Rübig, Petri Sarvamaa, Patricija Šulin, Eleytherios Synadinos, Paul Tang, Indrek Tarand, Isabelle Thomas, Daniele Viotti, Marco Zanni

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Tamás Deutsch, Ernest Maragall, Ivan Štefanec, Tomáš Zdechovský

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Laura Agea

Avviso legale