Procedura : 2014/2075(DEC)
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Ciclo del documento : A8-0101/2015

Testi presentati :

A8-0101/2015

Discussioni :

PV 28/04/2015 - 16
CRE 28/04/2015 - 16

Votazioni :

PV 29/04/2015 - 10.9
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Testi approvati :

P8_TA(2015)0118

RELAZIONE     
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30.3.2015
PE 539.748v04-00 A8-0101/2015

sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione III – Commissione e agenzie esecutive

(2014/2075(DEC))

Commissione per il controllo dei bilanci

Relatore: Ingeborg Gräßle

1. PROPOSTA DI DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 2. PROPOSTA DI DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 3. PROPOSTA DI DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 4. PROPOSTA DI DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 5. PROPOSTA DI DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 6. PROPOSTA DI DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 7. PROPOSTA DI DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 8. PROPOSTA DI DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 9. PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

1. PROPOSTA DI DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione III – Commissione

(2014/2075(DEC))

Il Parlamento europeo,

–       visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013(1),

–       visti i conti annuali consolidati dell'Unione europea relativi all'esercizio 2013 (COM(2014)0510 – C8‑0140/2014)(2),

–       visti la relazione della Commissione sul seguito dato al discarico per l'esercizio 2012 (COM(2014)0607) e i documenti di lavoro dei servizi della Commissione che la accompagnano (SWD(2014)0285, SWD(2014)0286),

–       vista la comunicazione della Commissione dell'11 giugno 2014 dal titolo "Sintesi delle realizzazioni della Commissione in materia di gestione per il 2013" (COM(2014)0342),

–       visti la relazione annuale della Commissione sulla valutazione delle finanze dell'Unione in base ai risultati conseguiti (COM(2014)0383) e i documenti di lavoro dei servizi della Commissione che la accompagnano (SWD(2014)0200, SWD(2014)0201),

–       visti la relazione annuale della Commissione riguardante le revisioni contabili interne effettuate nel 2013 presentata all'autorità competente per il discarico (COM(2014)0615) e il documento di lavoro dei servizi della Commissione che la accompagna (SWD(2014)0293),

–       viste la relazione annuale della Corte dei conti sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2013, corredata delle risposte delle istituzioni(3), e le sue relazioni speciali,

–       viste le varie decisioni e raccomandazioni del Mediatore europeo riguardanti la Commissione, unitamente all'attuazione di tali raccomandazioni da parte delle istituzioni, nell'interesse dei cittadini,

–       vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(4) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2013, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–       vista la raccomandazione del Consiglio, del 17 febbraio 2015, sullo scarico da dare alla Commissione sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2013 (05303/2015 – C8‑0053/2015),

–       visti gli articoli 317, 318 e 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–       visto l'articolo 106 bis del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica,

–       visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(5),

–       visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(6), in particolare gli articoli 62, 164, 165 e 166,

–       visti l'articolo 93 e l'allegato V del suo regolamento,

–       visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e i pareri delle altre commissioni interessate (A8-0101/2015),

A.     considerando che, in base all'articolo 17, paragrafo 1, del trattato sull'Unione europea, la Commissione dà esecuzione al bilancio e gestisce i programmi e che, in applicazione dell'articolo 317 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, procede all'esecuzione del bilancio in cooperazione con gli Stati membri, sotto la propria responsabilità, in conformità del principio della buona gestione finanziaria;

1.      concede il discarico alla Commissione per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013;

2.      esprime le sue osservazioni nella risoluzione che costituisce parte integrante delle decisioni sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione III – Commissione e agenzie esecutive, nonché nella risoluzione del ... sulle relazioni speciali della Corte dei conti nel contesto del discarico alla Commissione per l'esercizio 2013(7);

3.      incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al Consiglio, alla Commissione, alla Corte di giustizia dell'Unione europea, alla Corte dei conti e alla Banca europea per gli investimenti nonché ai parlamenti nazionali e alle istituzioni di controllo nazionali e regionali degli Stati membri, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

(1)

GU L 66 dell'8.3.2013.

(2)

GU C 403 del 13.11.2014, pag. 1.

(3)

GU C 398 del 12.11.2014, pag. 1.

(4)

GU C 403 del 13.11.2014, pag. 128.

(5)

GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.

(6)

GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.

(7)

Testi approvati di tale data, P8_TA(2015)0000.


2. PROPOSTA DI DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia esecutiva per l'istruzione, gli audiovisivi e la cultura per l'esercizio 2013

(2014/2075(DEC))

Il Parlamento europeo,

–       visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013(1),

–       visti i conti annuali consolidati dell'Unione europea relativi all'esercizio 2013 (COM(2014)0510 – C8‑0140/2014)(2),

–       visti i conti annuali definitivi dell'Agenzia esecutiva per l'istruzione, gli audiovisivi e la cultura relativi all'esercizio 2013(3),

–       visti la relazione della Commissione sul seguito dato al discarico per l'esercizio 2012 (COM(2014)0607) e i documenti di lavoro dei servizi della Commissione che la accompagnano (SWD(2014)0285, SWD(2014)0286),

–       visti la relazione annuale della Commissione riguardante le revisioni contabili interne effettuate nel 2013 presentata all'autorità competente per il discarico (COM(2014)0615) e il documento di lavoro dei servizi della Commissione che la accompagna (SWD(2014)0293),

–       vista la relazione della Corte dei conti sui conti annuali dell'Agenzia esecutiva per l'istruzione, gli audiovisivi e la cultura relativi all'esercizio 2013, corredata delle risposte dell'Agenzia(4),

–       vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(5) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2013, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–       vista la raccomandazione del Consiglio, del 17 febbraio 2015, sullo scarico da dare alle agenzie esecutive sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2013 (05305/2015 – C8‑0048/2015),

–       visti gli articoli 317, 318 e 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–       visto l'articolo 106 bis del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica,

–       visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(6),

–       visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(7), in particolare gli articoli 62, 164, 165 e 166,

–       visto il regolamento (CE) n. 58/2003 del Consiglio, del 19 dicembre 2002, che definisce lo statuto delle agenzie esecutive incaricate dello svolgimento di alcuni compiti relativi alla gestione dei programmi comunitari(8), in particolare l'articolo 14, paragrafo 3,

–       visto il regolamento (CE) n. 1653/2004 della Commissione, del 21 settembre 2004, recante il regolamento finanziario tipo delle agenzie esecutive in applicazione del regolamento (CE) n. 58/2003 del Consiglio che definisce lo statuto delle agenzie esecutive incaricate di alcuni compiti relativi alla gestione di programmi comunitari(9), in particolare l'articolo 66, primo e secondo comma,

–       vista la decisione 2009/336/CE della Commissione del 20 aprile 2009 che istituisce l'Agenzia esecutiva per l'istruzione, gli audiovisivi e la cultura per la gestione dell'azione comunitaria nei settori dell'istruzione, degli audiovisivi e della cultura, in applicazione del regolamento (CE) n. 58/2003 del Consiglio(10),

–       vista la decisione di esecuzione 2013/776/UE della Commissione, del 18 dicembre 2013, che istituisce l'Agenzia esecutiva per l'istruzione, gli audiovisivi e la cultura e abroga la decisione 2009/336/CE(11),

–       visti l'articolo 93 e l'allegato V del suo regolamento,

–       visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e i pareri delle altre commissioni interessate (A8-0101/2015),

A.     considerando che, in base all'articolo 17, paragrafo 1, del trattato sull'Unione europea, la Commissione dà esecuzione al bilancio e gestisce i programmi e che, in applicazione dell'articolo 317 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, procede all'esecuzione del bilancio in cooperazione con gli Stati membri, sotto la propria responsabilità, in conformità del principio della buona gestione finanziaria;

1.      concede il discarico al direttore dell'Agenzia esecutiva per l'istruzione, gli audiovisivi e la cultura per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia esecutiva per l'esercizio 2013;

2.      esprime le sue osservazioni nella risoluzione che costituisce parte integrante delle decisioni sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione III – Commissione e agenzie esecutive;

3.      incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione, la decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione III – Commissione e la risoluzione che costituisce parte integrante di tali decisioni al direttore dell'Agenzia esecutiva per l'istruzione, gli audiovisivi e la cultura, al Consiglio, alla Commissione, alla Corte di giustizia dell'Unione europea e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

(1)

GU L 66 dell'8.3.2013.

(2)

GU C 403 del 13.11.2014, pag. 1.

(3)

GU C 408 del 15.11.2014, pag. 39.

(4)

GU C 442 del 10.12.2014, pag. 67.

(5)

GU C 403 del 13.11.2014, pag. 128.

(6)

GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.

(7)

GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.

(8)

GU L 11 del 16.1.2003, pag. 1.

(9)

GU L 297 del 22.9.2004, pag. 6.

(10)

GU L 101 del 21.4.2009, pag. 26.

(11)

GU L 343 del 19.12.2013, pag. 46.


3. PROPOSTA DI DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia esecutiva per le piccole e medie imprese (ex Agenzia esecutiva per la competitività e l'innovazione) per l'esercizio 2013

(2014/2075(DEC))

Il Parlamento europeo,

–       visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013(1),

–       visti i conti annuali consolidati dell'Unione europea relativi all'esercizio 2013 (COM(2014)0510 – C8‑0140/2014)(2),

–       visti i conti annuali definitivi dell'Agenzia esecutiva per le piccole e medie imprese (ex Agenzia esecutiva per la competitività e l'innovazione) relativi all'esercizio 2013(3),

–       visti la relazione della Commissione sul seguito dato al discarico per l'esercizio 2012 (COM(2014)0607) e i documenti di lavoro dei servizi della Commissione che la accompagnano (SWD(2014)0285, SWD(2014)0286),

–       visti la relazione annuale della Commissione riguardante le revisioni contabili interne effettuate nel 2013 presentata all'autorità competente per il discarico (COM(2014)0615) e il documento di lavoro dei servizi della Commissione che la accompagna (SWD(2014)0293),

–       vista la relazione della Corte dei conti sui conti annuali dell'Agenzia esecutiva per le piccole e medie imprese (ex Agenzia esecutiva per la competitività e l'innovazione) relativi all'esercizio 2013, corredata delle risposte dell'Agenzia(4),

–       vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(5) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2013, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–       vista la raccomandazione del Consiglio, del 17 febbraio 2015, sullo scarico da dare alle agenzie esecutive sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2013 (05305/2015 – C8‑0048/2015),

–       visti gli articoli 317, 318 e 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–       visto l'articolo 106 bis del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica,

–       visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(6),

–       visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(7), in particolare gli articoli 62, 164, 165 e 166,

–       visto il regolamento (CE) n. 58/2003 del Consiglio, del 19 dicembre 2002, che definisce lo statuto delle agenzie esecutive incaricate dello svolgimento di alcuni compiti relativi alla gestione dei programmi comunitari(8), in particolare l'articolo 14, paragrafo 3,

–       visto il regolamento (CE) n. 1653/2004 della Commissione, del 21 settembre 2004, recante il regolamento finanziario tipo delle agenzie esecutive in applicazione del regolamento (CE) n. 58/2003 del Consiglio che definisce lo statuto delle agenzie esecutive incaricate di alcuni compiti relativi alla gestione di programmi comunitari(9), in particolare l'articolo 66, primo e secondo comma,

–       vista la decisione 2004/20/CE della Commissione, del 23 dicembre 2003, che istituisce un'agenzia esecutiva, denominata "Agenzia esecutiva per l'energia intelligente", per la gestione dell'azione comunitaria nel settore dell'energia a norma del regolamento (CE) n. 58/2003 del Consiglio(10),

–       vista la decisione di esecuzione 2013/771/UE della Commissione, del 17 dicembre 2013, che istituisce l'Agenzia esecutiva per le piccole e le medie imprese e abroga le decisioni 2004/20/CE e 2007/372/CE(11),

–       visti l'articolo 93 e l'allegato V del suo regolamento,

–       visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e i pareri delle altre commissioni interessate (A8-0101/2015),

A.     considerando che, in base all'articolo 17, paragrafo 1, del trattato sull'Unione europea, la Commissione dà esecuzione al bilancio e gestisce i programmi e che, in applicazione dell'articolo 317 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, procede all'esecuzione del bilancio in cooperazione con gli Stati membri, sotto la propria responsabilità, in conformità del principio della buona gestione finanziaria;

1.      concede il discarico al direttore dell'Agenzia esecutiva per le piccole e medie imprese (ex Agenzia esecutiva per la competitività e l'innovazione) per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia esecutiva per l'esercizio 2013;

2.      esprime le sue osservazioni nella risoluzione che costituisce parte integrante delle decisioni sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione III – Commissione e agenzie esecutive;

3.      incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione, la decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione III – Commissione e la risoluzione che costituisce parte integrante di tali decisioni al direttore dell'Agenzia esecutiva per le piccole e medie imprese (ex Agenzia esecutiva per la competitività e l'innovazione), al Consiglio, alla Commissione, alla Corte di giustizia dell'Unione europea e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

(1)

GU L 66 dell'8.3.2013.

(2)

GU C 403 del 13.11.2014, pag. 1.

(3)

GU C 408 del 15.11.2014, pag. 6.

(4)

GU C 442 del 10.12.2014, pag. 74.

(5)

GU C 403 del 13.11.2014, pag. 128.

(6)

GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.

(7)

GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.

(8)

GU L 11 del 16.1.2003, pag. 1.

(9)

GU L 297 del 22.9.2004, pag. 6.

(10)

GU L 5 del 9.1.2004, pag. 85.

(11)

GU L 341 del 18.12.2013, pag. 73.


4. PROPOSTA DI DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia esecutiva per i consumatori, la salute, l'agricoltura e la sicurezza alimentare (ex Agenzia esecutiva per la salute e i consumatori) per l'esercizio 2013

(2014/2075(DEC))

Il Parlamento europeo,

–       visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013(1),

–       visti i conti annuali consolidati dell'Unione europea relativi all'esercizio 2013 (COM(2014)0510 – C8‑0140/2014)(2),

–       visti i conti annuali definitivi dell'Agenzia esecutiva per i consumatori, la salute, l'agricoltura e la sicurezza alimentare (ex Agenzia esecutiva per la salute e i consumatori) relativi all'esercizio 2013(3),

–       visti la relazione della Commissione sul seguito dato al discarico per l'esercizio 2012 (COM(2014)0607) e i documenti di lavoro dei servizi della Commissione che la accompagnano (SWD(2014)0285, SWD(2014)0286),

–       visti la relazione annuale della Commissione riguardante le revisioni contabili interne effettuate nel 2013 presentata all'autorità competente per il discarico (COM(2014)0615) e il documento di lavoro dei servizi della Commissione che la accompagna (SWD(2014)0293),

–       vista la relazione della Corte dei conti sui conti annuali dell'Agenzia esecutiva per i consumatori, la salute, l'agricoltura e la sicurezza alimentare (ex Agenzia esecutiva per la salute e i consumatori) relativi all'esercizio 2013, corredata delle risposte dell'Agenzia(4),

–       vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(5) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2013, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–       vista la raccomandazione del Consiglio, del 17 febbraio 2015, sullo scarico da dare alle agenzie esecutive sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2013 (05305/2015 – C8‑0048/2015),

–       visti gli articoli 317, 318 e 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–       visto l'articolo 106 bis del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica,

–       visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(6),

–       visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(7), in particolare gli articoli 62, 164, 165 e 166,

–       visto il regolamento (CE) n. 58/2003 del Consiglio, del 19 dicembre 2002, che definisce lo statuto delle agenzie esecutive incaricate dello svolgimento di alcuni compiti relativi alla gestione dei programmi comunitari(8), in particolare l'articolo 14, paragrafo 3,

–       visto il regolamento (CE) n. 1653/2004 della Commissione, del 21 settembre 2004, recante il regolamento finanziario tipo delle agenzie esecutive in applicazione del regolamento (CE) n. 58/2003 del Consiglio che definisce lo statuto delle agenzie esecutive incaricate di alcuni compiti relativi alla gestione di programmi comunitari(9), in particolare l'articolo 66, primo e secondo comma,

–       vista la decisione 2004/858/CE della Commissione, del 15 dicembre 2004, che istituisce un'agenzia esecutiva denominata "Agenzia esecutiva per il programma di sanità pubblica", per la gestione dell'azione comunitaria nel settore della sanità pubblica, a norma del regolamento (CE) n. 58/2003 del Consiglio(10),

–       vista la decisione di esecuzione 2013/770/UE della Commissione, del 17 dicembre 2013, che istituisce l'Agenzia esecutiva per i consumatori, la salute e la sicurezza alimentare, e che abroga la decisione 2004/858/CE(11),

–       vista la decisione di esecuzione 2014/927/UE della Commissione, del 17 dicembre 2014, che modifica la decisione di esecuzione 2013/770/UE per trasformare "l'Agenzia esecutiva per i consumatori, la salute e la sicurezza alimentare" nella "Agenzia esecutiva per i consumatori, la salute, l'agricoltura e la sicurezza alimentare"(12),

–       visti l'articolo 93 e l'allegato V del suo regolamento,

–       visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e i pareri delle altre commissioni interessate (A8-0101/2015),

A.     considerando che, in base all'articolo 17, paragrafo 1, del trattato sull'Unione europea, la Commissione dà esecuzione al bilancio e gestisce i programmi e che, in applicazione dell'articolo 317 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, procede all'esecuzione del bilancio in cooperazione con gli Stati membri, sotto la propria responsabilità, in conformità del principio della buona gestione finanziaria;

1.      concede il discarico al direttore dell'Agenzia esecutiva per i consumatori, la salute, l'agricoltura e la sicurezza alimentare (ex Agenzia esecutiva per la salute e i consumatori) per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia esecutiva per l'esercizio 2013;

2.      esprime le sue osservazioni nella risoluzione che costituisce parte integrante delle decisioni sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione III – Commissione e agenzie esecutive;

3.      incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione, la decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione III – Commissione e la risoluzione che costituisce parte integrante di tali decisioni al direttore dell'Agenzia esecutiva per i consumatori, la salute, l'agricoltura e la sicurezza alimentare (ex Agenzia esecutiva per la salute e i consumatori), al Consiglio, alla Commissione, alla Corte di giustizia dell'Unione europea e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

(1)

GU L 66 dell'8.3.2013.

(2)

GU C 403 del 13.11.2014, pag. 1.

(3)

GU C 408 del 15.11.2014, pag. 5.

(4)

GU C 442 del 10.12.2014, pag. 83.

(5)

GU C 403 del 13.11.2014, pag. 128.

(6)

GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.

(7)

GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.

(8)

GU L 11 del 16.1.2003, pag. 1.

(9)

GU L 297 del 22.9.2004, pag. 6.

(10)

GU L 369 del 16.12.2004, pag. 73.

(11)

GU L 341 del 18.12.2013, pag. 69.

(12)

GU L 363 del 18.12.2014, pag. 183


5. PROPOSTA DI DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia esecutiva del Consiglio europeo della ricerca per l'esercizio 2013

(2014/2075(DEC))

Il Parlamento europeo,

–       visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013(1),

–       visti i conti annuali consolidati dell'Unione europea relativi all'esercizio 2013 (COM(2014)0510 – C8‑0140/2014)(2),

–       visti i conti annuali definitivi dell'Agenzia esecutiva del Consiglio europeo della ricerca relativi all'esercizio 2013,

–       visti la relazione della Commissione sul seguito dato al discarico per l'esercizio 2012 (COM(2014)0607) e i documenti di lavoro dei servizi della Commissione che la accompagnano (SWD(2014)0285, SWD(2014)0286),

–       visti la relazione annuale della Commissione riguardante le revisioni contabili interne effettuate nel 2013 presentata all'autorità competente per il discarico (COM(2014)0615) e il documento di lavoro dei servizi della Commissione che la accompagna (SWD(2014)0293),

–       vista la relazione della Corte dei conti sui conti annuali dell'Agenzia esecutiva del Consiglio europeo della ricerca relativi all'esercizio 2013, corredata delle risposte dell'Agenzia(3),

–       vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(4) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2013, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–       vista la raccomandazione del Consiglio, del 17 febbraio 2015, sullo scarico da dare alle agenzie esecutive sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2013 (05305/2015 – C8‑0048/2015),

–       visti gli articoli 317, 318 e 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–       visto l'articolo 106 bis del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica,

–       visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(5),

–       visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(6), in particolare gli articoli 62, 164, 165 e 166,

–       visto il regolamento (CE) n. 58/2003 del Consiglio, del 19 dicembre 2002, che definisce lo statuto delle agenzie esecutive incaricate dello svolgimento di alcuni compiti relativi alla gestione dei programmi comunitari(7), in particolare l'articolo 14, paragrafo 3,

–       visto il regolamento (CE) n. 1653/2004 della Commissione, del 21 settembre 2004, recante il regolamento finanziario tipo delle agenzie esecutive in applicazione del regolamento (CE) n. 58/2003 del Consiglio che definisce lo statuto delle agenzie esecutive incaricate di alcuni compiti relativi alla gestione di programmi comunitari(8), in particolare l'articolo 66, primo e secondo comma,

–       vista la decisione 2008/37/CE della Commissione, del 14 dicembre 2007, che istituisce l'Agenzia esecutiva del Consiglio europeo della ricerca per la gestione del programma specifico comunitario Idee, nel settore della ricerca di frontiera, a norma del regolamento (CE) n. 58/2003 del Consiglio(9),

–       vista la decisione di esecuzione 2013/779/UE della Commissione, del 17 dicembre 2013, che istituisce l'Agenzia esecutiva del Consiglio europeo della ricerca e abroga la decisione 2008/37/CE(10),

–       visti l'articolo 93 e l'allegato V del suo regolamento,

–       visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e i pareri delle altre commissioni interessate (A8-0101/2015),

A.     considerando che, in base all'articolo 17, paragrafo 1, del trattato sull'Unione europea, la Commissione dà esecuzione al bilancio e gestisce i programmi e che, in applicazione dell'articolo 317 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, procede all'esecuzione del bilancio in cooperazione con gli Stati membri, sotto la propria responsabilità, in conformità del principio della buona gestione finanziaria;

1.      concede il discarico al direttore dell'Agenzia esecutiva del Consiglio europeo della ricerca per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia esecutiva per l'esercizio 2013;

2.      esprime le sue osservazioni nella risoluzione che costituisce parte integrante delle decisioni sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione III – Commissione e agenzie esecutive;

3.      incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione, la decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione III – Commissione e la risoluzione che costituisce parte integrante di tali decisioni al direttore dell'Agenzia esecutiva del Consiglio europeo della ricerca, al Consiglio, alla Commissione, alla Corte di giustizia dell'Unione europea e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

(1)

GU L 66 dell'8.3.2013.

(2)

GU C 403 del 13.11.2014, pag. 1.

(3)

GU C 442 del 10.12.2014, pag. 240.

(4)

GU C 403 del 13.11.2014, pag. 128.

(5)

GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.

(6)

GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.

(7)

GU L 11 del 16.1.2003, pag. 1.

(8)

GU L 297 del 22.9.2004, pag. 6.

(9)

GU L 9 del 12.1.2008, pag. 15.

(10)

GU L 346 del 20.12.2013, pag. 58.


6. PROPOSTA DI DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia esecutiva per la ricerca per l'esercizio 2013

(2014/2075(DEC))

Il Parlamento europeo,

–       visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013(1),

–       visti i conti annuali consolidati dell'Unione europea relativi all'esercizio 2013 (COM(2014)0510 – C8‑0140/2014)(2),

–       visti i conti annuali definitivi dell'Agenzia esecutiva per la ricerca relativi all'esercizio 2013(3),

–       visti la relazione della Commissione sul seguito dato al discarico per l'esercizio 2012 (COM(2014)0607) e i documenti di lavoro dei servizi della Commissione che la accompagnano (SWD(2014)0285, SWD(2014)0286),

–       visti la relazione annuale della Commissione riguardante le revisioni contabili interne effettuate nel 2013 presentata all'autorità competente per il discarico (COM(2014)0615) e il documento di lavoro dei servizi della Commissione che la accompagna (SWD(2014)0293),

–       vista la relazione della Corte dei conti sui conti annuali dell'Agenzia esecutiva per la ricerca relativi all'esercizio 2013, corredata delle risposte dell'Agenzia(4),

–       vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(5) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2013, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–       vista la raccomandazione del Consiglio, del 17 febbraio 2015, sullo scarico da dare alle agenzie esecutive sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2013 (05305/2015 – C8‑0048/2015),

–       visti gli articoli 317, 318 e 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–       visto l'articolo 106 bis del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica,

–       visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(6),

–       visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(7), in particolare gli articoli 62, 164, 165 e 166,

–       visto il regolamento (CE) n. 58/2003 del Consiglio, del 19 dicembre 2002, che definisce lo statuto delle agenzie esecutive incaricate dello svolgimento di alcuni compiti relativi alla gestione dei programmi comunitari(8), in particolare l'articolo 14, paragrafo 3,

–       visto il regolamento (CE) n. 1653/2004 della Commissione, del 21 settembre 2004, recante il regolamento finanziario tipo delle agenzie esecutive in applicazione del regolamento (CE) n. 58/2003 del Consiglio che definisce lo statuto delle agenzie esecutive incaricate di alcuni compiti relativi alla gestione di programmi comunitari(9), in particolare l'articolo 66, primo e secondo comma,

–       vista la decisione 2008/46/CE della Commissione, del 14 dicembre 2007, che istituisce l'Agenzia esecutiva per la ricerca per la gestione di talune parti dei programmi specifici comunitari Persone, Capacità e Cooperazione nel settore della ricerca, a norma del regolamento (CE) n. 58/2003 del Consiglio(10),

–       vista la decisione di esecuzione 2013/778/UE della Commissione, del 13 dicembre 2013, che istituisce l'Agenzia esecutiva per la ricerca e abroga la decisione 2008/46/CE(11),

–       visti l'articolo 93 e l'allegato V del suo regolamento,

–       visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e i pareri delle altre commissioni interessate (A8-0101/2015),

A.     considerando che, in base all'articolo 17, paragrafo 1, del trattato sull'Unione europea, la Commissione dà esecuzione al bilancio e gestisce i programmi e che, in applicazione dell'articolo 317 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, procede all'esecuzione del bilancio in cooperazione con gli Stati membri, sotto la propria responsabilità, in conformità del principio della buona gestione finanziaria;

1.      concede il discarico al direttore dell'Agenzia esecutiva per la ricerca per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia esecutiva per l'esercizio 2013;

2.      esprime le sue osservazioni nella risoluzione che costituisce parte integrante delle decisioni sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione III – Commissione e agenzie esecutive;

3.      incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione, la decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione III – Commissione e la risoluzione che costituisce parte integrante di tali decisioni al direttore dell'Agenzia esecutiva per la ricerca, al Consiglio, alla Commissione, alla Corte di giustizia dell'Unione europea e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

(1)

GU L 66 dell'8.3.2013.

(2)

GU C 403 del 13.11.2014, pag. 1.

(3)

GU C 408 del 15.11.2014, pag. 40.

(4)

GU C 442 del 10.12.2014, pag. 351.

(5)

GU C 403 del 13.11.2014, pag. 128.

(6)

GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.

(7)

GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.

(8)

GU L 11 del 16.1.2003, pag. 1.

(9)

GU L 297 del 22.9.2004, pag. 6.

(10)

GU L 11 del 15.1.2008, pag. 9.

(11)

GU L 346 del 20.12.2013, pag. 54.


7. PROPOSTA DI DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia esecutiva per l'innovazione e le reti (ex Agenzia esecutiva per la rete transeuropea di trasporto) per l'esercizio 2013

(2014/2075(DEC))

Il Parlamento europeo,

–       visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013(1),

–       visti i conti annuali consolidati dell'Unione europea relativi all'esercizio 2013 (COM(2014)0510 – C8‑0140/2014)(2),

–       visti i conti annuali definitivi dell'Agenzia esecutiva per l'innovazione e le reti (ex Agenzia esecutiva per la rete transeuropea di trasporto) relativi all'esercizio 2013(3),

–       visti la relazione della Commissione sul seguito dato al discarico per l'esercizio 2012 (COM(2014)0607) e i documenti di lavoro dei servizi della Commissione che la accompagnano (SWD(2014)0285, SWD(2014)0286),

–       visti la relazione annuale della Commissione riguardante le revisioni contabili interne effettuate nel 2013 presentata all'autorità competente per il discarico (COM(2014)0615) e il documento di lavoro dei servizi della Commissione che la accompagna (SWD(2014)0293),

–       vista la relazione della Corte dei conti sui conti annuali dell'Agenzia esecutiva per l'innovazione e le reti (ex Agenzia esecutiva per la rete transeuropea di trasporto) relativi all'esercizio 2013, corredata delle risposte dell'Agenzia(4),

–       vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(5) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2013, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–       vista la raccomandazione del Consiglio, del 17 febbraio 2015, sullo scarico da dare alle agenzie esecutive sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2013 (05305/2015 – C8‑0048/2015),

–       visti gli articoli 317, 318 e 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–       visto l'articolo 106 bis del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica,

–       visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(6),

–       visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(7), in particolare gli articoli 62, 164, 165 e 166,

–       visto il regolamento (CE) n. 58/2003 del Consiglio, del 19 dicembre 2002, che definisce lo statuto delle agenzie esecutive incaricate dello svolgimento di alcuni compiti relativi alla gestione dei programmi comunitari(8), in particolare l'articolo 14, paragrafo 3,

–       visto il regolamento (CE) n. 1653/2004 della Commissione, del 21 settembre 2004, recante il regolamento finanziario tipo delle agenzie esecutive in applicazione del regolamento (CE) n. 58/2003 del Consiglio che definisce lo statuto delle agenzie esecutive incaricate di alcuni compiti relativi alla gestione di programmi comunitari(9), in particolare l'articolo 66, primo e secondo comma,

–       vista la decisione 2007/60/CE della Commissione, del 26 ottobre 2006, che istituisce l'Agenzia esecutiva per la rete transeuropea di trasporto, in applicazione del regolamento (CE) n. 58/2003 del Consiglio(10),

–       vista la decisione di esecuzione 2013/801/UE della Commissione, del 23 dicembre 2013, che istituisce l'Agenzia esecutiva per l'innovazione e le reti e abroga la decisione 2007/60/CE quale modificata dalla decisione 2008/593/CE(11),

–       visti l'articolo 93 e l'allegato V del suo regolamento,

–       visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e i pareri delle altre commissioni interessate (A8-0101/2015),

A.     considerando che, in base all'articolo 17, paragrafo 1, del trattato sull'Unione europea, la Commissione dà esecuzione al bilancio e gestisce i programmi e che, in applicazione dell'articolo 317 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, procede all'esecuzione del bilancio in cooperazione con gli Stati membri, sotto la propria responsabilità, in conformità del principio della buona gestione finanziaria;

1.      concede il discarico al direttore dell'Agenzia esecutiva per l'innovazione e le reti (ex Agenzia esecutiva per la rete transeuropea di trasporto) per l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia esecutiva per l'esercizio 2013;

2.      esprime le sue osservazioni nella risoluzione che costituisce parte integrante delle decisioni sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione III – Commissione e agenzie esecutive;

3.      incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione, la decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione III – Commissione e la risoluzione che costituisce parte integrante di tali decisioni al direttore dell'Agenzia esecutiva per l'innovazione e le reti (ex Agenzia esecutiva per la rete transeuropea di trasporto), al Consiglio, alla Commissione, alla Corte di giustizia dell'Unione europea e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

(1)

GU L 66 dell'8.3.2013.

(2)

GU C 403 del 13.11.2014, pag. 1.

(3)

GU C 408 del 15.11.2014, pag. 41.

(4)

GU C 442 del 10.12.2014, pag. 358.

(5)

GU C 403 del 13.11.2014, pag. 128.

(6)

GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.

(7)

GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.

(8)

GU L 11 del 16.1.2003, pag. 1.

(9)

GU L 297 del 22.9.2004, pag. 6.

(10)

GU L 32 del 6.2.2007, pag. 88.

(11)

GU L 352 del 24.12.2013, pag. 65.


8. PROPOSTA DI DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla chiusura dei conti del bilancio generale dell'Unione europea relativi all'esercizio 2013, sezione III – Commissione

(2014/2075(DEC))

Il Parlamento europeo,

–       visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013(1),

–       visti i conti annuali consolidati dell'Unione europea relativi all'esercizio 2013 (COM(2014)0510 – C8‑0140/2014)(2),

–       visti la relazione della Commissione sul seguito dato al discarico per l'esercizio 2012 (COM(2014)0607) e i documenti di lavoro dei servizi della Commissione che la accompagnano (SWD(2014)0285, SWD(2014)0286),

–       vista la comunicazione della Commissione dell'11 giugno 2014 dal titolo "Sintesi delle realizzazioni della Commissione in materia di gestione per il 2013" (COM(2014)0342),

–       visti la relazione annuale della Commissione sulla valutazione delle finanze dell'Unione in base ai risultati conseguiti (COM(2014)0383) e i documenti di lavoro dei servizi della Commissione che la accompagnano (SWD(2014)0200, SWD(2014)0201),

–       visti la relazione annuale della Commissione riguardante le revisioni contabili interne effettuate nel 2013 presentata all'autorità competente per il discarico (COM(2014)0615) e il documento di lavoro dei servizi della Commissione che la accompagna (SWD(2014)0293),

–       viste la relazione annuale della Corte dei conti sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2013, corredata delle risposte delle istituzioni(3), e le sue relazioni speciali,

–       vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(4) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2013, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–       vista la raccomandazione del Consiglio, del 17 febbraio 2015, sullo scarico da dare alla Commissione sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2013 (05303/2015 – C8‑0053/2015),

–       vista la raccomandazione del Consiglio, del 17 febbraio 2015, sullo scarico da dare alle agenzie esecutive sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2013 (05305/2015 – C8‑0048/2015),

–       visti gli articoli 317, 318 e 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–       visto l'articolo 106 bis del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica,

–       visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(5),

–       visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(6), in particolare gli articoli 62, 164, 165 e 166,

–       visto il regolamento (CE) n. 58/2003 del Consiglio, del 19 dicembre 2002, che definisce lo statuto delle agenzie esecutive incaricate dello svolgimento di alcuni compiti relativi alla gestione dei programmi comunitari(7), in particolare l'articolo 14, paragrafi 2 e 3,

–       visti l'articolo 93 e l'allegato V del suo regolamento,

–       visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e i pareri delle altre commissioni interessate (A8-0101/2015),

1.      approva la chiusura dei conti del bilancio generale dell'Unione europea relativi all'esercizio 2013;

2.      esprime le sue osservazioni nella risoluzione che costituisce parte integrante delle decisioni sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione III – Commissione e agenzie esecutive;

3.      incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione al Consiglio, alla Commissione, alla Corte di giustizia dell'Unione europea, alla Corte dei conti e alla Banca europea per gli investimenti, nonché ai parlamenti nazionali e alle istituzioni di controllo nazionali e regionali degli Stati membri, e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

(1)

GU L 66 dell'8.3.2013.

(2)

GU C 403 del 13.11.2014, pag. 1.

(3)

GU C 398 del 12.11.2014, pag. 1.

(4)

GU C 403 del 13.11.2014, pag. 128.

(5)

GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.

(6)

GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.

(7)

GU L 11 del 16.1.2003, pag. 1.


9. PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

recante le osservazioni che costituiscono parte integrante delle decisioni sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione III – Commissione e agenzie esecutive

(2014/2075(DEC))

Il Parlamento europeo,

–       vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione III – Commissione,

–       viste le sue decisioni sul discarico per l'esecuzione del bilancio delle agenzie esecutive per l'esercizio 2013,

–       visti l'articolo 93 e l'allegato V del suo regolamento,

–       visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e i pareri delle altre commissioni interessate (A8-0101/2015),

A.     considerando che per la ventesima volta consecutiva la Corte dei conti non è stata in grado di esprimere una dichiarazione di affidabilità positiva sulla legittimità e la regolarità dei pagamenti alla base dei conti, il che rischia di compromettere la legittimità della spesa e delle politiche dell'Unione;

B.     considerando che, in una congiuntura di scarse risorse, è opportuno annettere maggiore importanza alla necessità di attenersi alla disciplina di bilancio e di utilizzare le risorse finanziarie in maniera efficiente ed efficace;

C.     considerando che alla Commissione spetta la responsabilità ultima per l'esecuzione del bilancio dell'Unione e che gli Stati membri sono tenuti a cooperare lealmente con la Commissione per garantire che gli stanziamenti siano utilizzati secondo i principi della sana gestione finanziaria; considerando la particolare responsabilità che incombe agli Stati membri per l'esecuzione del bilancio dell'Unione, specialmente nell'ambito della gestione concorrente dei fondi;

D.     considerando l'assoluta importanza che, nell'ambito della gestione concorrente dei fondi, i dati comunicati dagli Stati membri sulle entrate e le spese nell'ambito della gestione concorrente dei fondi siano veritieri ed esatti; considerando altresì l'assoluta importanza che gli Stati membri siano consapevoli della propria responsabilità per la gestione dei fondi dell'Unione nell'ambito della gestione concorrente;

E.     considerando che il dialogo interistituzionale previsto all'articolo 318 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) rappresenta l'occasione per promuovere una nuova cultura del rendimento all'interno della Commissione;

Gestione concorrente: carenze nella gestione della Commissione e degli Stati membri

Riserve in merito ai settori dell'agricoltura e dello sviluppo rurale

1.      non può garantire da un punto di vista politico che le procedure di controllo poste in essere dalla Commissione e dagli Stati membri forniscano le necessarie garanzie riguardo alla legittimità e alla regolarità di tutte le operazioni sottostanti in materia di agricoltura e sviluppo rurale, come dimostrano le riserve espresse dal Direttore generale della DG AGRI nella sua relazione annuale di attività (RAA) del 31 marzo 2014;

–       ABB 02 – Misure di mercato: 198,3 milioni di EUR a rischio; sette regimi di aiuto in nove Stati membri con 11 riserve: Polonia: 77,6 milioni di EUR; Spagna: 54 milioni di EUR; Francia: 32,4 milioni di EUR; Paesi Bassi: 16,4 milioni di EUR; Regno Unito: 8,5 milioni di EUR; Italia: 5 milioni di EUR; Repubblica ceca: 2 milioni di EUR; Austria: 1,9 milioni di EUR; Svezia: 0,5 milioni di EUR;

–       ABB 03 – Pagamenti diretti: 652 milioni di EUR a rischio; 20 organismi pagatori che includono 6 Stati membri interessati: Spagna (15 su 17 organismi pagatori): 153 milioni di EUR; Francia: 203,4 milioni di EUR; Regno Unito (RPA England): 118 milioni di EUR; Grecia: 117,8 milioni di EUR; Ungheria: 36,6 milioni di EUR; Portogallo: 28 milioni di EUR;

–       ABB 04 – Spesa per lo sviluppo rurale: 599 milioni di EUR a rischio; 31 organismi pagatori che includono 19 Stati membri interessati: Belgio e Bulgaria (56,8 milioni di EUR); Cipro, Germania (Baviera, Brandeburgo), Danimarca, Spagna (Andalusia, Asturia, Castilla la Mancha, Castilla y Léon, FOGGA Galicia, Madrid), Finlandia, Francia (ODARC, ASP) (70,3 milioni di EUR), Regno Unito (SGRPID Scotland, RPA England), Grecia, Irlanda, Italia (AGEA) (52,6 milioni di EUR), AGREA Emilia-Romagna, OPR Lombardia, OPPAB Bolzano, ARCEA Calabria), Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia (56,7 milioni di EUR), Portogallo (51,7 milioni di EUR), Romania (138,9 milioni di EUR) e Svezia;

–       ABB 05 – 2,6 milioni di EUR a rischio – Assistenza IPARD a favore della Turchia;

Riserve in merito alla politica regionale

2.      non può garantire da un punto di vista politico che le procedure di controllo poste in essere dalla Commissione e dagli Stati membri forniscano le necessarie garanzie riguardo alla legittimità e alla regolarità di tutte le operazioni sottostanti in materia di politica regionale, come dimostrano le riserve espresse dal Direttore generale della DG REGIO nella sua relazione annuale di attività del 31 marzo 2014; rileva che sono state espresse riserve su 73 di 322 programmi in ragione della parziale affidabilità dei sistemi di gestione e di controllo (rispetto a 85 su 317 programmi operativi (PO) nel 2012); rileva che i pagamenti intermedi effettuati per i suddetti programmi 2007-2013, su cui sono state espresse riserve, ammontano a 6,0355 miliardi di EUR; osserva che la Commissione ha stimato l'importo a rischio a 440,2 milioni di EUR;

3.      riconosce che, sebbene da un lato le riserve espresse siano un segnale delle carenze riscontrate nei sistemi di controllo degli Stati membri, dall'altro esse costituiscono altresì uno strumento efficace utilizzato dalla Commissione per accelerare gli interventi degli stessi Stati membri al fine di ovviare a tali carenze e quindi tutelare il bilancio dell'Unione;

Riserve in merito ai settori dell'occupazione e degli affari sociali

4.      non può garantire da un punto di vista politico che le procedure di controllo poste in essere dalla Commissione e dagli Stati membri forniscano le necessarie garanzie riguardo alla legittimità e alla regolarità di tutte le operazioni sottostanti in materia di occupazione e affari sociali, come dimostrano le riserve espresse dal Direttore generale della DG EMPL nella sua relazione annuale di attività del 31 marzo 2014; rileva che la relazione annuale di attività contiene una riserva relativa ai pagamenti effettuati per il periodo di programmazione 2007-2013, per un importo a rischio di 123,2 milioni di EUR nel 2013; osserva che tali riserve riguardano 36 dei 118 PO a titolo del Fondo sociale europeo (FSE) (rispetto ai 27 su 117 PO nel 2012);

La dichiarazione di affidabilità della Corte dei conti

Conti e legittimità e regolarità delle entrate – Giudizi senza riserve 

5.      accoglie positivamente il fatto che i conti annuali dell'Unione europea per l'esercizio 2013 presentano fedelmente, sotto tutti gli aspetti rilevanti, la posizione finanziaria dell'Unione al 31 dicembre 2013, e constata con soddisfazione che le entrate su cui si basano i conti per l'esercizio chiuso al 31 dicembre 2013 sono, sotto tutti gli aspetti rilevanti, legittime e regolari;

Riserve in merito ai contributi basati sul reddito nazionale lordo (RNL)

6.      esprime una riserva sulle modalità di calcolo dei contributi basati sull'RNL degli Stati membri a causa delle carenze riscontrate(1) riguardo alla verifica dei dati da parte della Commissione(2); ricorda le conclusioni della Corte dei conti, secondo cui la verifica dei dati RNL da parte della Commissione non è stata sufficientemente strutturata e mirata;

Legittimità e regolarità degli impegni – Giudizio senza riserve

7.      constata con soddisfazione che gli impegni su cui si basano i conti per l'esercizio chiuso al 31 dicembre 2013 sono, sotto tutti gli aspetti rilevanti, legittimi e regolari;

Legittimità e regolarità dei pagamenti – Giudizio negativo

8.      considera inaccettabile il fatto che, per il ventesimo anno consecutivo, i pagamenti continuino a essere inficiati da errori in misura rilevante;

9.      rileva che il giudizio negativo della Corte dei conti si fonda sulla constatazione del fatto che i sistemi di vigilanza e controllo hanno un'efficacia soltanto parziale e che, di conseguenza, i pagamenti registrano un tasso di errore più probabile del 4,7%;

10.    ricorda che il tasso di errore più probabile per i pagamenti era stato stimato al 4,8% nell'esercizio 2012, al 3,9% nell'esercizio 2011, al 3,7% nell'esercizio 2010, al 3,3% nell'esercizio 2009, al 5,2% nell'esercizio 2008 e al 6,9% nell'esercizio 2007, il che si traduce in un livello medio approssimativo del 4,6% nel periodo coperto dal precedente Quadro finanziario pluriennale (QFP) 2007-2013; constata che le relazioni annuali della Corte dei conti registrano pertanto una stabilizzazione del tasso di errore nel 2013 al livello della media del QFP 2007-2013, il che dimostra comunque una costante tendenza negativa al rialzo a partire dal 2009;

11.    sottolinea che, secondo la relazione annuale della Corte dei conti per il 2013, i settori soggetti a gestione concorrente presentano un tasso di errore stimato del 5,2%; constata che tutte le altre spese operative (gestite, per la maggior parte, direttamente dalla Commissione) presentano un tasso di errore stimato del 3,7%; sottolinea che entrambi i tassi di errore sono al di sopra della soglia di rilevanza del 2%; evidenzia che i settori soggetti a gestione concorrente presentano un tasso di errore notevolmente superiore a quello di qualsiasi altra categoria di spesa operativa;

12.    constata che, nella sua relazione annuale di attività del 31 marzo 2014, il Direttore generale della DG REGIO, in ragione della parziale affidabilità dei sistemi di gestione e di controllo, ha espresso riserve in merito a 73 programmi su 322 per il 2013, il che rappresenta un miglioramento rispetto al 2012 (85 su 317 PO); osserva che l'importo a rischio stimato è pari a 1,1353 miliardi di EUR e che le riserve in questione e i relativi importi riguardano i due periodi di programmazione 2007-2013 e 2000-2006;

13.    constata che, nella sua relazione annuale di attività del 31 marzo 2014, il Direttore generale della DG RTD ha espresso una riserva circa il Settimo programma quadro di ricerca (7PQ) e che l'impatto stimato nel 2013 oscilla tra 105,5 e 109,5 milioni di EUR;

14.    rileva che, nella sua relazione annuale di attività del 31 marzo 2014, il Direttore generale della DG MARE ha espresso una riserva riguardo al Fondo europeo per la pesca e che l'importo a rischio nel 2013 ammonta a 10,77 milioni di EUR;

15.    richiama l'attenzione sulla necessità di migliorare costantemente i sistemi di gestione e di controllo negli Stati membri, onde garantire una migliore gestione finanziaria dei fondi dell'Unione e una riduzione del tasso di errore nei rispettivi ambiti di intervento durante il periodo di programmazione 2014-2020;

Rettifiche finanziarie e recuperi

16.    rileva che le rettifiche finanziarie date per attuate nel 2013 sono diminuite da 3,7 miliardi di EUR nel 2012 a 2,5 miliardi di EUR nel 2013 e ricorda che l'elevato tasso di rettifiche finanziarie nel 2012 era in gran parte imputabile a un'unica rettifica di 1,8 miliardi di EUR in Spagna, relativa alle spese a titolo dei Fondi strutturali nel periodo 2000-2006; rileva che nel 2013 la Commissione ha effettuato rettifiche e recuperi finanziari per un importo di 3,362 miliardi di EUR, pari al 2,3% dei pagamenti a titolo del bilancio dell'Unione;

17.    sottolinea che l'accumulo di rettifiche attuate al momento del versamento dei saldi dei programmi rappresenta un accumulo artificiale e che tali rettifiche, poiché sono rilevate dopo anni dalla loro realizzazione, non sono significative; chiede alla Commissione di valutare se la modifica metodologica che prevede il passaggio da rettifiche confermate a rettifiche attuate, avvenuta nel 2012, sia la più adeguata per rispecchiare la reale situazione dei sistemi di controllo e di gestione in un determinato esercizio;

18.    constata che la conseguente diminuzione del 34% delle rettifiche finanziarie effettuate nel 2013 (da 3,7 miliardi di EUR a 2,5 miliardi di EUR) è stata parzialmente compensata da un aumento del 27% dei recuperi effettuati nel 2013 (da 0,7 miliardi di EUR a 0,9 miliardi di EUR);

19.    si rammarica che, a causa del quadro normativo a tutela degli interessi finanziari dell'Unione, della complessità delle relative procedure e del numero dei livelli di controllo che intervengono in numerosi settori, gli errori possono essere rettificati soltanto diversi anni dopo essersi verificati;

20.    fa notare che l'importo medio delle rettifiche finanziarie e dei recuperi effettuati nel periodo 2009-2013 è ammontato a 2,7 miliardi di EUR, che rappresentano il 2,1% dell'importo medio dei pagamenti a titolo del bilancio dell'Unione nel periodo in questione; osserva che, stando alla Commissione, tale tendenza si spiega con la chiusura del periodo di programmazione 2000-2006(3); rileva in particolare che, nel settore della politica di coesione, quattro quinti delle rettifiche effettuate nel periodo 2007-2013 si riferiscono a PO di periodi precedenti(4); ricorda che gli Stati membri hanno il diritto di sostituire le spese non ammissibili riscontrate con spese legittime e regolari in conformità con il quadro normativo vigente per i fondi strutturali;

21.    ricorda alla Commissione e agli Stati membri che hanno il dovere di adottare misure correttive a tutela del bilancio dell'Unione nel caso di sistemi di controllo inefficaci o di spese irregolari; fa rilevare che la Commissione e gli Stati membri ricorrono a tali misure correttive e osserva che, se queste non fossero state applicate ai pagamenti del 2013 oggetto di audit da parte della Corte dei conti, il tasso di errore stimato complessivo sarebbe stato del 6,3% invece che del 4,7%; sottolinea che la Corte dei conti ha riscontrato che, in una serie di operazioni inficiate da errori, in particolare nei settori a gestione concorrente, le autorità disponevano di sufficienti informazioni per poter individuare e rettificare gli errori; chiede pertanto che la Corte dei conti, nelle sue future relazioni annuali, effettui una stima del tasso di errore nel caso in cui sono state adottate tutte le misure correttive;

22.    deplora inoltre il fatto che le misure in questione abbiano a tutt'oggi un'incidenza finanziaria limitata sul bilancio dell'Unione, dal momento che oltre il 40% delle rettifiche finanziarie effettuate nel 2013 non sono considerate entrate con destinazione specifica(5) ma possono essere utilizzate dagli stessi Stati membri responsabili delle rettifiche in oggetto nell'ambito della politica di coesione, compromettendo in tal modo l'effetto preventivo delle rettifiche finanziarie;

23.    osserva che, nel caso della politica di coesione, circa il 28% delle rettifiche finanziarie effettuate nel 2013 ha comportato una riduzione netta del finanziamento dell'Unione al programma e allo Stato membro interessato;

24.    rileva con preoccupazione che la suddetta comunicazione della Commissione del 29 settembre 2014 non necessariamente fornisce informazioni attendibili sui ritiri, i recuperi e i recuperi pendenti dei Fondi strutturali da parte degli Stati membri, dal momento che la Commissione dichiara di aver dovuto adottare un approccio prudente a causa di alcune lacune nelle cifre fornite dagli Stati membri, in modo da assicurare che gli importi di cui sopra non siano sopravvalutati(6);

25.    invita la Commissione e gli Stati membri a porre in essere valide procedure per confermare i tempi, l'origine e gli importi delle misure correttive e a fornire informazioni che consentano, quanto più possibile, di conciliare l'anno in cui viene effettuato il pagamento, l'anno in cui viene individuato il relativo errore e l'anno in cui i recuperi o le rettifiche finanziarie vengono menzionati nelle note allegate ai conti, tenendo conto del carattere pluriennale dell'intera procedura; ritiene altresì fondamentale una completa informazione relativa ai recuperi e alle rettifiche finanziare, oltre che la piena trasparenza dei dati relativi al disimpegno di fondi e alle procedure di infrazione relative all'anno in considerazione;

Relazione di sintesi e relazioni annuali di attività

26.    constata che i direttori generali della Commissione hanno espresso un totale di 17 riserve quantificate in materia di spese; sottolinea che il numero ridotto di riserve quantificate nel 2013 (21 nel 2012) non ha avuto l'effetto di ridurre l'entità dell'importo a rischio e che l'importo totale massimo a rischio annunciato dalla Commissione nella sua relazione di sintesi(7) è inferiore a 4,179 miliardi di EUR, che corrisponde al 2,8% di tutte le spese effettuate;

27.    chiede alla Commissione di precisare ulteriormente il calcolo dell'importo a rischio(8) per spiegare l'incidenza stimata dei meccanismi correttivi sull'importo in parola e di emettere nella relazione di sintesi una vera e propria "dichiarazione di affidabilità" sulla base delle relazioni annuali di attività dei direttori generali;

28.    ricorda che le cifre cumulative utilizzate dalla Commissione riguardano i meccanismi correttivi applicati dalla stessa e dagli Stati membri (rettifiche finanziarie e recuperi) diversi anni dopo l'esborso dei fondi (in particolare durante i periodi 1994-1999 e 2000-2006) e rileva che, all'epoca, né la Corte dei conti né la Commissione hanno comunicato tassi di errore precisi;

Pressione sul bilancio

29.    è preoccupato per il fatto che, a causa dell'inaccettabile posizione assunta dal Consiglio durante i negoziati sul bilancio annuale dell'Unione e nonostante l'elevato livello dei pagamenti, dai conti si evince che nel 2013 è proseguita la tendenza al rialzo degli impegni finanziari non liquidati (alla rubrica 1b, soprattutto per la politica regionale, il livello degli impegni finanziari non liquidati a fine 2013 è stimato a 23,4 miliardi di EUR, rispetto ai 5 miliardi a fine 2010, ai 11 miliardi di EUR a fine 2011 e ai 16 miliardi di EUR a fine 2012) e di altre passività; osserva che questi ultimi ammontavano a fine anno a 322 miliardi di EUR(9) e che tale cifra è destinata probabilmente ad aumentare nel 2014;

30.    ricorda che alla fine del 2013 l'ammontare stimato dei RAL era pari a 322 miliardi di EUR e che si prevedeva un loro aumento nel corso del 2014; ritiene che tale situazione sia de facto in contraddizione con l'articolo 310 TFUE che disciplina la sana gestione finanziaria inficiando la legalità del bilancio UE;

31.    sottolinea che tali obblighi finanziari "incombenti" sono motivo di particolare preoccupazione giacché, per la prima volta, i massimali di pagamento dovrebbero rimanere sostanzialmente stabili in termini reali per diversi anni(10);

32.    sottolinea l'esiguità delle risorse finanziarie in tempi di crisi economica; rileva tuttavia che, per gran parte del bilancio, i massimali di spesa per le rubriche del QFP sono ripartiti in stanziamenti annui per Stato membro; osserva che la modalità di assorbimento dei fondi da parte degli Stati membri diventa spesso il principale obiettivo politico (pena la perdita degli stessi)(11); invita pertanto la Commissione e gli Stati membri a promuovere il passaggio da una cultura della spesa a una cultura del rendimento, incentrata sui risultati ottenuti in base ai principi di efficienza, efficacia ed economia;

33.    sottolinea che, alla fine del 2013, l'importo lordo dei prefinanziamenti ammontava a 79,4 miliardi di EUR e insiste sul fatto che il protrarsi dei periodi di prefinanziamento può comportare un maggiore rischio di errore o di perdite; sottolinea che tale rischio esiste in particolare per la rubrica 4 del bilancio ("L'UE come attore globale"), in cui per un'operazione standard trascorrono quattro anni fra l'impegno e la registrazione della spesa finale corrispondente da parte della Commissione;

34.    esorta la Commissione una volta di più a preparare e a pubblicare una "previsione di tesoreria a lungo termine", che preveda il fabbisogno futuro di pagamenti per garantire che si possa dar corso ai pagamenti necessari a titolo dei bilanci annuali approvati; esige che la Commissione presenti, se necessario, modifiche ai regolamenti esistenti qualora i bilanci annuali non possano fornire stanziamenti sufficienti per soddisfare il livello necessario di pagamenti;

35.    ribadisce la necessità di lavorare per trovare soluzioni a lungo termine che possano consentire alla Commissione di riprendere il controllo del suo bilancio; rileva che vi è una particolare necessità di una maggiore enfasi sulla responsabilità e di un accento sui risultati in materia di prestazioni e spesa; sottolinea a tal fine l'esigenza che il Parlamento svolga un ruolo più importante nel controllo di spese e prestazioni;

Strumenti finanziari

36.    osserva che, a fine 2013, erano stati creati 941 strumenti di ingegneria finanziaria (SIF) nell'ambito di 176 PO a titolo del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e del Fondo sociale europeo (FSE) in 25 Stati membri; esprime particolare preoccupazione per il fatto che fosse stato effettivamente versato ai beneficiari finali appena il 47% dei 14,3 miliardi di EUR (6,7 miliardi di EUR) erogati agli SIF, sebbene tale importo rappresenti un aumento rispetto ai 4,7 miliardi di EUR versati entro la fine del 2012; osserva che il tasso medio di esborso del 47% a fine 2013 maschera una certa variazione tra i fondi e gli Stati membri; rileva che l'esborso medio copre tutti e 900 i fondi: quelli costituiti nel 2008 e quelli neocostituiti nel 2013 la cui applicazione era appena all'inizio; osserva che, mentre alcuni fondi hanno scarsi risultati, altri hanno già raggiunto il 100% di assorbimento e stanno ora reinvestendo i fondi di rotazione;

37.    osserva che sono stati creati 14 SIF negli Stati membri a titolo del Fondo di sviluppo rurale; rileva che, fino alla fine del 2013, sono stati versati a banche in Romania, Bulgaria, Grecia, Italia e Lituania 443,77 milioni di EUR dal bilancio dell'Unione; esprime preoccupazione per il fatto che neppure un euro dell'importo in questione sia stato erogato ai beneficiari finali; constata che, per sei SIF creati nell'ambito del Fondo europeo per la pesca, è stato versato a banche in Grecia, Romania, Bulgaria, Estonia, Lettonia e Paesi Bassi un importo di 72,37 milioni di EUR; osserva che soltanto in Lettonia gli importi disponibili sono stati interamente versati ai beneficiari finali, a fronte del 28% in Romania, del 77% in Bulgaria, del 91% in Estonia e dello 0% nei Paesi Bassi e in Grecia(12);

38.    si rammarica, inoltre, che tali strumenti siano complessi e difficili da contabilizzare correttamente, il che rende anche più difficile il controllo pubblico; invita la Commissione ad essere più trasparente e a riferire regolarmente sulla leva finanziaria, le perdite e i rischi quali le bolle degli investimenti; esorta la Commissione a presentare un quadro completo del numero di progetti finanziati a titolo di ciascuno degli SIF e dei risultati ottenuti, a indicare chiaramente la quota degli stanziamenti dell'Unione impiegata per cofinanziare tali progetti a titolo degli SIF e a presentare un'analisi costi-benefici dello strumento costituito dai SIF rispetto a forme più dirette di finanziamento dei progetti;

39.    si compiace del fatto che, nel corso delle riunioni annuali di verifica, l'attuazione degli strumenti finanziari venga sistematicamente inclusa all'ordine del giorno e che siano poi analizzate le carenze e proposte azioni correttive; riconosce con soddisfazione che, per il prossimo periodo 2014-2020, le carenze nel settore sono state corrette, vale a dire che i pagamenti saranno trasferiti ai fondi di gestione degli strumenti finanziari solo quando l'effettivo esborso ai beneficiari finali avrà raggiunto una determinata percentuale;

40.    raccomanda, tenuto conto della pressione sulla dotazione per i pagamenti e del fatto che l'articolo 140, paragrafo 7, del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 (il regolamento finanziario) impone di evitare saldi eccessivi negli strumenti finanziari, che la Commissione garantisca che i contributi a titolo del bilancio UE a favore di tali strumenti rispecchino il reale fabbisogno di tesoreria;

41.    esprime particolare preoccupazione per alcune risultanze della Corte dei conti circa l'efficacia del combinare le sovvenzioni dei meccanismi d'investimento regionali con i prestiti concessi dalle istituzioni finanziarie a sostegno delle politiche esterne dell'UE(13);

42.    sottolinea che, sebbene gli strumenti in questione siano stati creati correttamente, i potenziali benefici della combinazione non sono stati realizzati appieno in ragione delle carenze gestionali presso la Commissione; chiede a quest'ultima di erogare i finanziamenti soltanto allorché i beneficiari ne hanno effettivamente bisogno e di migliorare il controllo dell'esecuzione delle sovvenzioni dell'Unione;

Responsabilità della Commissione e degli Stati membri nella gestione concorrente

43.    sottolinea che, a norma dell'articolo 317 TFUE, la Commissione è responsabile, in ultima istanza, dell'esecuzione del bilancio dell'Unione; sottolinea che, sebbene l'esecuzione del bilancio nell'ambito della gestione concorrente spetti alla Commissione, i compiti di esecuzione sono delegati, a norma dell'articolo 59 del regolamento finanziario, agli Stati membri, i quali ne hanno di conseguenza la responsabilità politica e finanziaria; ribadisce pertanto che gli Stati membri dovrebbero agire rigorosamente in conformità del principio di sana gestione finanziaria e non dovrebbero compromettere la propria responsabilità nella gestione dei fondi dell'Unione;

44.    prende atto della comunicazione della Commissione del 28 ottobre 2014, relativa all'adozione delle raccomandazioni del gruppo di lavoro interistituzionale per la creazione e l'uso delle dichiarazioni nazionali (COM(2014)0688); sottolinea che la presentazione della dichiarazione è volontaria e pertanto si compiace del fatto che quattro Stati membri (Danimarca, Paesi Bassi, Svezia e Regno Unito) abbiano deciso di presentarla; deplora, tuttavia, che le dichiarazioni differiscano per forma, portata, completezza e periodo di riferimento, e rileva che esse risultano quindi poco utili;

45.    sottolinea che, secondo numerose dichiarazioni della Corte dei conti, le dichiarazioni nazionali di gestione trasmesse dai quattro Stati membri summenzionati hanno un valore molto limitato nel processo di audit della Corte dei conti e non possono essere considerate come una fonte affidabile di informazioni per il rilascio della dichiarazione di affidabilità;

46.    prende atto della comunicazione della Commissione del 28 ottobre 2014, relativa all'adozione delle raccomandazioni del gruppo di lavoro interistituzionale per la creazione e l'uso delle dichiarazioni nazionali (COM(2014)0688); deplora la mancanza di progressi sostanziali nel miglioramento della gestione finanziaria, mancanza che potrebbe comportare una perdita continua di fondi dell'Unione a causa di decisioni errate a livello politico e amministrativo; chiede l'introduzione di un sistema sanzionatorio nel caso in cui gli Stati membri trasmettano informazioni e dichiarazioni inesatte sui programmi;

47.    invita pertanto la Commissione e il Consiglio ad adottare misure concrete e significative per permettere i necessari progressi in una sana gestione finanziaria, compreso il maggiore utilizzo dello strumento delle dichiarazioni nazionali che, in pratica, non richiede molti sforzi supplementari (secondo le stime, meno di 1 equivalente a tempo pieno su base annua per ogni Stato membro), rilevando al contempo che è molto importante che gli Stati membri si assumano la responsabilità politica dell'utilizzo dei fondi dell'Unione con un documento pubblico; invita la Commissione e gli Stati membri a pubblicare non solo le dichiarazioni nazionali, ma anche le sintesi annuali e le dichiarazioni di gestione, onde fornire un quadro più chiaro e ottenere un reale miglioramento della gestione finanziaria; esorta la Commissione a presentare una raccomandazione al Parlamento e al Consiglio per promuovere l'uso delle dichiarazioni nazionali in linea con le raccomandazioni del gruppo di lavoro interistituzionale per la creazione e l'uso delle dichiarazioni nazionali;

Attendibilità dei dati trasmessi dagli Stati membri

48.    osserva che la mancata attendibilità dei controlli di primo livello da parte degli Stati membri nell'ambito della gestione concorrente compromette la credibilità delle relazioni annuali di attività elaborate dai servizi della Commissione e della relazione di sintesi adottata dalla Commissione, dal momento che esse si basano in parte sui risultati dei controlli effettuati dalle autorità nazionali; ribadisce la propria richiesta che la Commissione valuti e, se necessario, rettifichi i dati forniti dagli Stati membri, onde elaborare relazioni annuali di attività attendibili e oggettive;

49.    chiede che i direttori generali riferiscano dettagliatamente nelle loro relazioni annuali di attività in merito ai tassi di errore notificati dagli Stati membri e alle rettifiche apportate dalla Commissione, se del caso a livello dei PO;

Stati membri con i peggiori risultati

50.    accoglie con favore il quadro generale dei risultati dell'audit della Corte dei conti in termini di fondi gestiti in regime di gestione concorrente nel settore agricolo e della coesione nel 2009-2013, pubblicato dalla Corte dei conti unitamente alla sua relazione annuale 2013, che viene parzialmente incontro alla richiesta espressa dal Parlamento nella risoluzione di discarico del 2012 di informazioni specifiche per paese nell'ambito della gestione concorrente;

51.    sottolinea che, secondo i dati forniti dalla Corte dei conti in merito all'entità e alla percentuale dei fondi a rischio a titolo del Fondo europeo di sviluppo regionale, del Fondo sociale europeo e del Fondo di coesione (fonti dati incluse nelle relazioni annuali di attività 2013 della DG Occupazione, affari sociali e inclusione e della DG Politica regionale e urbana), i tassi di errore più elevati si registrano in Slovacchia, nel Regno Unito e in Spagna;

52.    sottolinea che, secondo i dati forniti dalla Corte dei conti in merito all'entità e alla percentuale dei fondi a rischio a titolo del Fondo europeo di sviluppo regionale, del Fondo sociale europeo e del Fondo di coesione (fonti dati incluse nelle relazioni annuali di attività 2013 della DG Agricoltura e sviluppo rurale), i tassi di errore più elevati si registrano in Romania, in Bulgaria e in Portogallo;

53.    invita la Corte dei conti a elaborare una propria metodologia di rendicontazione per paese, tenendo presenti non solo gli importi a rischio, ma anche i sistemi di gestione e di controllo degli Stati membri, unitamente ai meccanismi correttivi applicati dalla Commissione e dagli Stati membri per valutare adeguatamente l'andamento della gestione negli Stati membri con i peggiori risultati e a raccomandare le migliori soluzioni possibili;

Conflitti d'interesse

54.    deplora che in alcuni Stati membri la normativa sul conflitto d'interesse per i membri del parlamento, i membri del governo e i membri dei consigli locali sia vaga e insufficiente; invita la Commissione a valutare attentamente la situazione attuale e, se necessario, a presentare raccomandazioni o addirittura soluzioni giuridicamente vincolanti; ritiene che lo stesso dovrebbe applicarsi ai candidati Commissari e ai membri della Commissione;

Entrate: risorse proprie basate sull'RNL

55.    rileva che l'audit della Corte dei conti (cfr. relazione annuale 2013, punto 2.27) non riscontra alcun errore sostanziale nel calcolo, da parte della Commissione, dei contributi degli Stati membri e del relativo pagamento, che si basano per lo più sui dati relativi alle previsioni del reddito nazionale lordo (RNL) per il 2013;

56.    chiede alla Commissione di garantire che i dati di Eurostat e degli Stati membri siano identici in quanto l'indicatore dell'RNL rappresenta il punto di riferimento fondamentale non solo per le entrate, ma anche per le spese dell'Unione;

57.    ricorda le critiche formulate dalla Corte dei conti nella sua relazione annuale per il 2012 in relazione alla mancata efficacia della verifica dei dati RNL da parte della Commissione (cfr. relazione annuale 2012, punto 2.41); sottolinea che il ricorso protratto alle riserve generali e l'eccessiva durata del ciclo di verifica dei dati RNL utilizzati ai fini delle risorse proprie possono comportare incertezza di bilancio, come messo in evidenza dalle discussioni tra gli Stati membri in merito al progetto di bilancio rettificativo n. 6 al bilancio generale 2014(14);

58.    deplora che alcuni Stati membri, pur essendo a conoscenza dei cambiamenti intervenuti nella metodologia statistica per il calcolo del contributo basato sull'RNL dalla primavera 2014, non abbiano previsto che i cambiamenti in questione avrebbero comportato un aumento del loro contributo al bilancio;

59.    si rammarica che la Commissione abbia per forza voluto trattare il fascicolo come se fosse di natura puramente tecnica(15), pur sapendo perfettamente sin dalla primavera 2013 che i cambiamenti nella metodologia statistica per il calcolo del contributo basato sull'RNL avrebbero comportato un sostanziale aumento dei contributi di taluni Stati membri;

60.    ricorda che la Corte dei conti ha constatato, nel suo parere n. 7/2014(16), che la proposta della Commissione di consentire il pagamento differito dell'imposta sul valore aggiunto (IVA) e dei saldi e degli adeguamenti RNL in caso di circostanze eccezionali, può aumentare la complessità del sistema delle risorse proprie e l'incertezza di bilancio per gli Stati membri;

61.    sottolinea, in particolare, che la proposta della Commissione che modifica il regolamento (CE, Euratom) n. 1150/2000 recante applicazione della decisione n. 2007/436/CE, Euratom, relativa al sistema delle risorse proprie delle Comunità europee (COM(2014)0704) si riferisce soltanto alla sospensione del termine per gli Stati membri per rendere disponibili le risorse in caso di importi significativi derivanti da saldi e adeguamenti IVA e RNL positivi e rileva che, qualora gli Stati membri presentino ingenti saldi e adeguamenti IVA e RNL negativi, la Commissione potrebbe essere costretta a reperire entrate supplementari mediante un bilancio rettificativo;

62.    deplora che il Consiglio non sia riuscito finora ad avanzare verso la riforma del sistema delle risorse proprie sulla base delle proposte legislative, nonostante la Commissione abbia proposto una riforma globale del sistema delle risorse proprie, che è stata accolta favorevolmente dal Parlamento(17), mirante a rendere il sistema delle risorse proprie più equo, più comprensibile, più trasparente e più efficiente e a ridurre i contributi nazionali;

Misure da adottare

63.    esorta la Commissione a:

–       ridurre a un massimo di quattro anni la durata del ciclo di verifica dei dati RNL utilizzati ai fini delle risorse proprie, se necessario mediante l'avvio di una procedura d'infrazione e/o imponendo termini rigorosi per la revoca delle riserve;

–       limitare il ricorso alle riserve generali a casi eccezionali di rischio significativo di mancata tutela degli interessi finanziari dell'UE, per esempio allorché uno Stato membro procede a una revisione approfondita durante il ciclo di verifica o a intervalli irregolari;

–       redigere un piano d'azione per porre rimedio alle carenze individuate dalla Corte dei conti nella sua relazione speciale n. 11/2013 e riferire in merito al Parlamento europeo e alla Corte dei conti entro la fine del giugno 2015;

–       predisporre e monitorare attentamente un piano d'azione dettagliato, specificandone chiaramente le finalità, per far fronte ai problemi riscontrati nella compilazione dei conti nazionali della Grecia;

–       apportare una modifica alla proposta COM(2014)0704 al fine di autorizzare la Commissione a rinviare il rimborso degli importi dovuti in caso di saldi e adeguamenti "negativi";

64.    evidenzia le carenze riscontrate dalla Corte dei conti nella relazione speciale n. 2/2014 dal titolo "I regimi di scambi preferenziali sono gestiti in modo adeguato?" nell'ambito della strategia di controllo e della gestione dei rischi in Germania, Francia e Regno Unito, che comportano potenziali perdite per il bilancio dell'Unione; rileva che tali carenze sono state confermate dall'importo delle entrate potenzialmente perse rilevato in questi tre Stati membri; osserva che, estrapolando gli errori riscontrati nel suo campione del 2009, la Corte ha stimato in 655 milioni di EUR l'importo dei dazi interessati in questi Stati membri a causa della prescrizione; rileva che ciò rappresenta circa il 6% dell'ammontare lordo dei dazi all'importazione riscossi nei cinque Stati membri selezionati quell'anno, di cui 167 milioni di EUR per la Germania, 176 milioni di EUR per la Francia e 312 milioni di EUR per il Regno Unito;

Agricoltura

Agricoltura: sfida demografica e sfida legata alla struttura dei beneficiari

65.    sottolinea che i mutamenti demografici incidono sulla politica agricola comune (PAC) più che su qualsiasi altra politica dell'Unione, dal momento che circa un terzo dei 12 milioni di agricoltori europei tra cui è ripartito oltre il 45% del bilancio dell'Unione sono ultrasessantacinquenni, mentre appena il 6% hanno meno di 35 anni di età(18); accoglie pertanto con favore il programma di promozione dei giovani agricoltori avviato nel contesto della riforma della PAC;

66.    si rammarica del fatto che le misure avviate dalla Commissione nel settore della politica agricola non siano state finora in grado di correggere lo squilibrio demografico e, alla luce di questo, invita la Commissione a riesaminare il sostegno a titolo del bilancio agricolo;

67.    sottolinea il fatto che meno del 2% degli agricoltori dell'Unione riceve il 31% dei pagamenti diretti previsti dalla PAC; sottolinea che la PAC dovrebbe mirare in particolare ai piccoli agricoltori e ritiene che la pratica attuale comprometta ulteriormente l'accettazione politica della PAC;

68.    ribadisce che, per rendere più equa la PAC, il Parlamento e il Consiglio hanno introdotto(19) una riduzione dei pagamenti superiori a 150 000 EUR e un eventuale livellamento dei pagamenti diretti; chiede quindi che la Corte dei conti controlli l'efficienza e l'efficacia di questa misura prima delle sue prossime relazioni annuali;

69.    fa osservare che la Repubblica ceca, seguita da Slovacchia, Ungheria, Germania e Bulgaria, presenta le maggiori disparità a livello dei sistemi agricoli(20); invita la Commissione e gli Stati membri a garantire un migliore equilibrio della struttura dei loro beneficiari e chiede che il Direttore generale della DG AGRI alleghi ogni anno alla sua relazione annuale di attività i dati indicativi sulla ripartizione, per Stato membro e categoria di beneficiari, degli aiuti diretti ai produttori a titolo della PAC;

Agricoltura: tasso di errore relativo al primo pilastro

70.    deplora che i pagamenti a titolo del Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA) per il 2013 siano inficiati da errori rilevanti, con un tasso di errore più probabile stimato dalla Corte dei conti al 3,6% (2012: 3,8%)(21) e che dei cinque sistemi di controllo per i pagamenti esaminati, due siano risultati inefficaci, due solo parzialmente efficaci e soltanto uno efficace;

71.    sottolinea che per 33 dei 101 errori quantificabili individuati dalla Corte dei conti, le autorità nazionali disponevano di informazioni sufficienti per prevenire, individuare e rettificare tali errori almeno parzialmente e che, se tutte queste informazioni fossero state utilizzate opportunamente, il tasso di errore più probabile per questo settore sarebbe stato inferiore dell'1,1% e quindi relativamente prossimo alla soglia di rilevanza del 2%; sottolinea che gli Stati membri hanno una seria responsabilità nella corretta e legittima attuazione del bilancio dell'Unione in quanto sono responsabili della gestione dei fondi dell'Unione;

Condizionalità

72.    segnala che l'audit della Corte dei conti ha preso in esame i requisiti di condizionalità e che i casi di mancato rispetto di tali obblighi sono stati trattati come errori, purché potesse essere dimostrato che la violazione sussisteva già nell'anno in cui l'agricoltore aveva presentato la domanda di aiuto; rileva che la Corte dei conti incorpora le carenze nell'ambito della condizionalità nel suo calcolo del tasso di errore; osserva tuttavia che, a giudizio della Commissione, la condizionalità non riguarda l'ammissibilità ai pagamenti, ma si limita a dare luogo a sanzioni amministrative;

Tasso di errore relativo alle misure di mercato

73.    manifesta inquietudine per il fatto che il tasso di errore relativo alle misure di mercato nel settore agricolo è pari al 7,44% come calcolato dalla Commissione; deplora che si tratti del secondo tasso di errore più elevato in un ambito d'intervento per il 2013;

74.    sottolinea che le riserve formulate dal Direttore generale della DG AGRI nella sua relazione annuale di attività 2013 confermano l'inquietante situazione delle misure di mercato, dal momento che ne sono stati coinvolti sette regimi di aiuto in nove Stati membri, in particolare il settore ortofrutticolo, la ristrutturazione dei vigneti, gli investimenti in ambito vinicolo, le restituzioni all'esportazione per il pollame e il programma di distribuzione del latte nelle scuole;

75.    richiama l'attenzione sul fatto che molti dei programmi più piccoli, come ad esempio i programmi di distribuzione di frutta e latte nelle scuole, non sono facili da gestire, in parte a causa del carico burocratico che li accompagna, per cui la loro diffusione ed esecuzione non sono ottimali;

76.    deplora le rilevanti carenze riscontrate nelle procedure di controllo applicate in sede di concessione del riconoscimento alle associazioni di produttori ortofrutticoli(22) in Polonia, Austria, Paesi Bassi e Regno Unito, come evidenziato dalla Corte dei conti nella sua relazione annuale per il 2013 e confermato dal Direttore generale della DG AGRI che, nella sua relazione annuale di attività 2013, ha espresso una riserva in base alla previsione che è a rischio circa il 25% della spesa totale sostenuta nell'ambito della presente misura, cioè 102,7 milioni di EUR;

77.    deplora, in particolare, le carenze riscontrate dalla Commissione riguardo alle misure concernenti la "ristrutturazione dei vigneti" in Spagna, che ha giustificato la riserva espressa dal Direttore generale della DG AGRI sulla base di un tasso di errore del 33% e un importo a rischio di 54 milioni di EUR, nonché alla misura "Esportazione di prodotti avicoli in Francia", sulla base di un tasso di errore del 69,6% e un importo a rischio di 29,3 milioni di EUR;

Attendibilità dei dati forniti dagli Stati membri sui pagamenti diretti

78.    si compiace del fatto che, poiché i tassi di errore comunicati dagli Stati membri nelle loro statistiche non coprono tutte le componenti del tasso di errore residuo e non sono sempre attendibili, la DG AGRI ha condotto una valutazione individuale per ciascun organismo pagatore, sulla base di tutte le informazioni disponibili, tra cui le risultanze degli audit della Corte dei conti;

79.    ribadisce le dichiarazioni della Corte dei conti(23), secondo cui i risultati del nuovo approccio dimostrano che le statistiche degli Stati membri sulle ispezioni, le dichiarazioni dei direttori degli organismi pagatori e il lavoro svolto dagli organismi di certificazione possono offrire soltanto una garanzia limitata;

80.    sottolinea che, sebbene quasi tutti gli organismi pagatori per i pagamenti diretti fossero accreditati e certificati dalle autorità di certificazione e sebbene 79 delle 82 dichiarazioni di affidabilità da parte degli organismi pagatori avessero ricevuto un parere senza rilievi dagli organismi di certificazione nel 2013, confermando in tal modo la correttezza delle dichiarazioni di affidabilità presentate dai direttori degli organismi pagatori, la Commissione ha dovuto comunque rivedere al rialzo i tassi di errore comunicati da 42 organismi pagatori su 68, con un tasso di errore residuo superiore al 2%;

81.    rileva che i cinque organismi pagatori che presentano il tasso di errore più elevato sono stati:

1.        Regno Unito, RPA

5,66% (notifica dello Stato membro: 0,67%)

2.        Grecia, OKEPE

5,17% (notifica dello Stato membro: 0,83%)

2.        Spagna, AVGA

4,71% (notifica dello Stato membro: 1,93%)

4.        Portogallo, IFAP

4,37% (notifica dello Stato membro: 0,82%)

5.        Romania, PIAA

4,27% (notifica dello Stato membro: 1,77%)

82.    si rammarica che l'attuale quadro legislativo non preveda sanzioni per gli organismi pagatori che presentano dichiarazioni incorrette o false(24);

83.    chiede ai funzionari dell'Unione europea di rafforzare la vigilanza e di controllare e coordinare più da vicino gli organismi pagatori nazionali negli Stati membri in questione, così da porre rimedio alle carenze riscontrate, in particolare per quanto riguarda gli organismi pagatori che negli ultimi tre anni hanno dato prova di risultati costantemente inferiori alle aspettative, ai fini di una maggiore efficacia della gestione dei pagamenti;

SIGC e SIPA

84.    condivide l'opinione espressa dalla Commissione e dalla Corte dei conti, secondo cui il Sistema integrato di gestione e di controllo (SIGC) svolge un ruolo chiave nel prevenire e ridurre gli errori presenti nelle domande inoltrate dagli agricoltori e sottolinea che il suo corretto funzionamento avrebbe dovuto garantire l'assenza di errori rilevanti nei pagamenti diretti nel settore agricolo;

85.    deplora, tuttavia, che il persistere di carenze nelle procedure di esclusione dei terreni non ammissibili dal Sistema per l'identificazione delle parcelle agricole (SIPA) e nel trattamento amministrativo delle domande degli agricoltori contribuisca notevolmente al livello rilevante di errori ancora riscontrabile nei pagamenti FEAGA;

86.    sottolinea ancora una volta la dimensione orizzontale delle carenze riscontrate nel SIPA; rileva che, dal 2007, la Corte dei conti ha esaminato il SIGC presso 38 organismi pagatori in tutti i 28 Stati membri e si rammarica profondamente che solo sette dei sistemi di controllo siano risultati efficaci, a fronte di ventidue parzialmente efficaci e nove inefficaci; invita la Commissione a garantire che i rischi finanziari per il bilancio siano coperti con rettifiche finanziarie nette;

Procedure intese a garantire il recupero dei pagamenti indebiti

87.    è preoccupato per il fatto denunciato dalla Corte dei conti(25), secondo cui le somme andate perdute a causa di irregolarità o negligenze relative ai crediti per l'esercizio 2008 o precedenti erano state notificate ai debitori in Irlanda con notevole ritardo e non erano state oggetto di alcuna procedura di recupero o di esecuzione forzata per parecchi anni;

88.    afferma che, fino alla fine del 2012, dei 6,7 milioni di EUR di debiti non recuperati relativi a questi anni di domanda, 2,3 milioni di EUR sono stati sostenuti dall'Unione in applicazione della regola di condivisione 50/50, nonostante il ritardo constatato dalla Corte dei conti nella procedura di notifica, e teme che il denaro sia definitivamente perduto per il bilancio dell'Unione;

89.    esprime preoccupazione altresì per i rilievi della Corte dei conti in relazione al fatto che le autorità italiane non hanno registrato se i debiti fossero imputabili a irregolarità o a errori amministrativi che potrebbero dar luogo a imputazioni al bilancio dell'Unione; chiede alla Commissione di riferire in merito a tale situazione tramite un'analisi dettagliata entro la fine dell'anno;

90.    osserva che, secondo i dati della relazione annuale di attività della DG AGRI per il 2013(26), gli Stati membri che presentavano i peggiori risultati in materia di recuperi dei pagamenti indebiti sono la Bulgaria, con un tasso di recupero del 4%, la Grecia con il 21%, la Francia e la Slovenia con il 25%, la Slovacchia con il 27%, e l'Ungheria con il 33%; esprime preoccupazione per i livelli allarmanti dei recuperi in determinati settori e chiede alla Commissione una relazione sulle cause e le possibilità di conseguire miglioramenti;

Procedura di liquidazione dei conti

91.    rileva che nel 2013 la Commissione ha adottato quattro decisioni di conformità, che hanno comportato rettifiche finanziarie per un importo di 1,1168 miliardi di EUR (861,9 milioni di EUR relativi al FEAGA e 236,2 milioni di EUR relativi al Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR)), il che rappresenta circa il 2% del bilancio dell'Unione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale nel 2013 (1,4% nel periodo 2008-2012);

92.    sottolinea che tale importo non può essere rapportato al tasso di errore più probabile fornito dalla Corte di conti, in quanto gli audit di conformità della Commissione sono basati su sistemi, non verificano la regolarità delle operazioni sottostanti, riguardano spese relative a più esercizi di bilancio, comportano rettifiche finanziarie effettuate per il 65% su base forfettaria e, di conseguenza, non permettono di calcolare un tasso di errore annuo(27);

93.    sottolinea che l'aumento nel 2013 del livello medio delle rettifiche finanziarie rispetto al periodo 2008-2012 è imputabile per lo più, in base alle conclusioni della Corte dei conti(28), al calo dell'arretrato dei fascicoli di audit aperti – da 553 a fine 2012 a 516 a fine 2013 – e che la risoluzione di questi casi, che si riferivano agli esercizi precedenti al 2010, ha comportato rettifiche finanziarie per 881 milioni di EUR (pari al 79% del totale);

94.    è preoccupato dal fatto che le disposizioni attualmente in vigore non garantiscono l'indipendenza dell'organo di conciliazione che potrebbe essere coinvolto nella procedura di verifica della conformità(29);

Sviluppo rurale, ambiente, pesca e salute

95.    osserva che i pagamenti nei settori dello sviluppo rurale, dell'ambiente, della pesca e della salute per il 2013 sono inficiati da errori rilevanti, con una riduzione del tasso di errore più probabile dal 6,7% al 7,9% nel 2012, e che sette dei 13 sistemi di supervisione e di controllo esaminati per i pagamenti contabilizzati come spese negli Stati membri sono risultati parzialmente efficaci e sei inefficaci;

96.    condivide il parere espresso dalla Corte dei conti, secondo cui il tasso di errore più probabile sarebbe sceso al 2% se le autorità nazionali avessero utilizzato tutte le informazioni a loro disposizione per prevenire, individuare e rettificare gli errori; sottolinea che gli Stati membri hanno una seria responsabilità per quanto riguarda la corretta e legittima attuazione del bilancio dell'Unione, in quanto sono responsabili della gestione dei fondi dell'Unione;

97.    deplora che il tasso di errore medio calcolato dalla Corte dei conti per lo sviluppo rurale riscontrato negli ultimi tre anni sia stato dell'8,2% e che nel 2013 si sia attestato al 7,9%(30); si rammarica inoltre vivamente che si tratti del tasso di errore più elevato in un ambito d'intervento per il 2013;

98.    rileva che tali errori riscontrati dalla Corte dei conti si sono verificati soprattutto perché i beneficiari non hanno rispettato i criteri di ammissibilità, le norme sugli appalti non sono state correttamente applicate e gli impegni agroambientali non sono stati osservati;

99.    esprime preoccupazione per la costatazione della Corte dei conti, secondo cui presunte violazioni deliberate da parte di beneficiari privati hanno contribuito per un ottavo al tasso di errore nel settore dello sviluppo rurale, e deplora che la misura specifica "Accrescimento del valore aggiunto dei prodotti agricoli e forestali" sia quella che ha contribuito più significativamente al tasso di errore negli investimenti privati(31), il che ha portato la Corte dei conti ad esprimere grave preoccupazione per quanto riguarda "l'efficacia e l'efficienza della misura nel conseguire i suoi obiettivi strategici";

100.  condivide l'opinione espressa dalla Corte dei conti(32), secondo cui gli errori sono in parte imputabili alla complessità delle regole e alla grande diversità dei regimi di aiuto nei programmi 2007-2013: in totale 46 misure per lo sviluppo rurale, ciascuna con le proprie norme e requisiti;

101.  osserva il crescente livello di sospensione e interruzione dei pagamenti effettuati dalla Commissione, che garantisce che vengano sistematicamente poste in essere azioni correttive nei casi in cui siano constatate delle carenze;

102.  accoglie con favore il nuovo approccio della Commissione al calcolo del tasso di errore residuo, che tiene conto di tutti gli audit e delle informazioni pertinenti allo scopo di adeguare il tasso di errore comunicato dagli Stati membri;

103.  deplora la mancata attendibilità dei dati comunicati dagli Stati membri sull'esito dei loro controlli; osserva che gli organismi di certificazione hanno espresso un giudizio con rilievi per un tasso di errore superiore al 2% soltanto per nove organismi pagatori su 74(33), mentre la Commissione ha emesso un giudizio con rilievi per 31 organismi in 24 Stati membri(34);

104.  deplora la scarsa qualità delle azioni correttive di alcuni Stati membri e l'assenza di un approccio sistematico per eliminare le cause degli errori in tutti gli Stati membri; sottolinea la mancanza di azioni preventive contro le diffuse carenze a livello di Unione;

105.  riconosce che i principali fattori alla base della sottoesecuzione di 4 300 000 EUR al capitolo 17 04 "Sicurezza degli alimenti e dei mangimi, salute e benessere degli animali e salute delle piante" sono rappresentati dai 900 000 EUR relativi a entrate con destinazione specifica per i diversi programmi che possono essere utilizzati nel 2014 e dai 2 000 000 EUR relativi al Fondo di emergenza; nota che, di quest'ultimo importo, il 50%, ossia 1 milione di EUR, è stato riportato al 2014 (per combattere la febbre catarrale ovina in Germania) e utilizzato in quell'esercizio;

Richieste rivolte alla Commissione, agli Stati membri e alla Corte dei conti nel settore dell'agricoltura e dello sviluppo rurale

106.  chiede alla Corte dei conti di calcolare separatamente i tassi di errore per le misure di mercato e per i pagamenti diretti nell'ambito del primo pilastro della PAC;

107.  raccomanda alla Commissione di monitorare attivamente l'applicazione di misure correttive riguardo alle carenze riscontrate nel sistema di controllo applicabile agli aiuti dell'Unione per i gruppi di produttori ortofrutticoli in Polonia, Austria, Paesi Bassi e Regno Unito;

108.  esorta la Commissione a dimostrare il valore aggiunto dell'Unione delle misure di mercato nel settore agricolo, tenendo presente il rischio di potenziali perdite ai danni del bilancio dell'Unione, e la invita a prenderne in considerazione l'abolizione qualora il rischio fosse troppo elevato; invita la Commissione altresì a riferire, nella relazione sul seguito dato al discarico alla Commissione per il 2013, in merito alle azioni intraprese dall'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) alla luce della missione di audit delle restituzioni all'esportazione di pollame in Francia;

109.  chiede alla Commissione di elaborare proposte intese a sanzionare gli organismi pagatori in caso di dichiarazioni false o inesatte, tra cui i tre seguenti aspetti: le statistiche sulle ispezioni, le dichiarazioni degli organismi pagatori e il lavoro svolto dagli organismi di certificazione; chiede che la Commissione sia autorizzata a revocare il riconoscimento degli organismi pagatori in caso di gravi inesattezze;

110.  esorta il Direttore generale della DG AGRI a esaminare l'effettivo valore aggiunto di ritardare, anno dopo anno, le riserve giustificate dalle carenze riscontrate nel SIPA, laddove tali carenze hanno una chiara dimensione trasversale;

111.  invita la Commissione e gli Stati membri ad adottare le misure necessarie per garantire che il SIGC sia utilizzato al massimo delle sue potenzialità e, in particolare, per garantire che l'ammissibilità e le dimensioni delle parcelle agricole siano correttamente valutate e registrate dagli Stati membri, nonché che vengano adottate senza indugio azioni correttive adeguate da parte degli Stati membri in cui il SIGC risulta inficiato da errori sistemici;

112.  esorta la Commissione a far luce sui fatti denunciati dalla Corte dei conti in Irlanda e in Italia ai punti 3.24 e 3.25 della sua relazione annuale per il 2013 per quanto riguarda le irregolarità nel recupero dei pagamenti indebiti, ad adottare le necessarie misure correttive e a riferire in merito al Parlamento entro il giugno 2015;

113.  esorta la Commissione ad adottare misure per ridurre ulteriormente l'arretrato dei fascicoli di audit aperti nell'ambito della procedura di liquidazione dei conti, affinché tutti gli audit svolti prima del 2012 possano essere conclusi entro la fine del 2015;

114.  chiede, in particolare, che il mandato dei membri dell'organo di conciliazione incaricato della procedura di liquidazione dei conti abbia una durata limitata a un periodo iniziale di tre anni, eventualmente prorogabile per un massimo di un anno; chiede inoltre che siano evitati eventuali conflitti d'interesse nella gestione di tali fascicoli e che non siano rappresentati in seno all'organo di conciliazione gli Stati membri direttamente interessati dalle rettifiche finanziarie;

115.  chiede alla Commissione di presentare al Parlamento una relazione con dati disaggregati per Stato membro sull'attuazione del livellamento nei pagamenti diretti della PAC;

116.  chiede una PAC meno burocratica al fine di ridurre i tassi di errore; accoglie pertanto con favore l'impegno assunto dalla Commissione per fare della semplificazione e della sussidiarietà una delle massime priorità nei prossimi cinque anni; chiede che in casi estremi gli organismi pagatori con risultati costantemente inferiori alle aspettative si vedano privati del loro accreditamento;

117.  invita la Commissione a presentare a tempo debito un piano dettagliato per ridurre del 25% gli oneri burocratici nella PAC entro i cinque anni successivi;

118.  invita la Corte dei conti a esaminare il settore della politica di sviluppo rurale in un capitolo a parte della sua relazione annuale o almeno a calcolare tassi di errore prevedibile distinti per il settore della politica di sviluppo rurale, il settore della politica della pesca e il programma LIFE+;

119.  raccomanda alla Commissione di garantire che i piani d'azione degli Stati membri in materia di sviluppo rurale siano completati con l'inclusione di tutte le regioni e le misure rientranti nel loro ambito, in particolare le misure d'investimento, e che si tenga conto degli audit della Commissione e della Corte dei conti;

120.  invita la Commissione a riferire in merito al seguito dato ai casi di presunte violazioni deliberate denunciate dalla Corte dei conti all'OLAF, in particolare per quanto riguarda la misura di sviluppo rurale "Accrescimento del valore aggiunto dei prodotti agricoli e forestali", e a riesaminare integralmente l'impianto di tale misura alla luce delle osservazioni critiche formulate dalla Corte dei conti in relazione alla sua efficienza ed efficacia nella relazione sul seguito dato al discarico alla Commissione per il 2013;

121.  esorta la Commissione a controllare da vicino l'attuazione dei programmi di sviluppo rurale e, nell'ambito dei propri audit di conformità, a tener conto delle norme applicabili, tra cui, se del caso, di quelle adottate a livello nazionale, onde ridurre il rischio che si ripresentino le carenze e gli errori riscontrati durante il periodo di programmazione 2007-2013;

Pesca

122.  prende atto della riserva formulata dalla DG MARE per quanto riguarda un tasso di errore superiore al 2% relativo alle spese dichiarate da taluni Stati membri e, nel caso di uno Stato membro, una relazione giudicata non affidabile e la mancata presentazione di una relazione; deplora la situazione riguardante lo Stato membro in questione; osserva, tuttavia, che essa è migliorata a seguito delle istruzioni impartite dalla Commissione allo Stato membro in questione;

123.  deplora il fatto che, a parte tali osservazioni, la Corte dei conti non abbia dettagliato con maggiore precisione il risultato dei suoi audit per lo specifico settore della pesca e degli affari marittimi e chiede che queste informazioni siano rese pubbliche a fini di trasparenza;

124.  prende atto che il 92,31% dei pagamenti della DG MARE è stato effettuato in tempo; osserva tuttavia con preoccupazione che il numero dei pagamenti in ritardo è aumentato rispetto all'esercizio finanziario precedente; constata con soddisfazione la diminuzione degli interessi di mora pagati nel 2013 e incoraggia quindi la DG MARE a mantenere i termini di pagamento conformi alle esigenze regolamentari;

Politica regionale, trasporti ed energia

UE2020

125.  sottolinea che, sull'importo totale dei pagamenti nel 2013 a titolo di tale politica settoriale (45 311 milioni di EUR), il 96% (43 494 milioni di EUR) è destinato alla politica regionale, in prevalenza attuata tramite il FESR e il Fondo di coesione (FC), 1 059 milioni di EUR sono destinati alla mobilità e ai trasporti e 758 milioni di EUR all'energia;

126.  riconosce il ruolo determinante della politica regionale dell'Unione nella riduzione delle disparità regionali e nella promozione della coesione economica, sociale e territoriale tra le regioni degli Stati membri e tra gli Stati membri stessi; riconosce che tale politica è la principale politica per investimenti a lungo termine nell'economia reale a livello dell'Unione, pari al 29% delle uscite totali di bilancio dell'Unione nel 2013, ed è uno strumento consolidato per favorire la crescita e creare posti di lavoro nell'Unione, mirato a sostenere il conseguimento degli obiettivi della strategia Europa 2020;

127.  riconosce il ruolo rilevante delle politiche dei trasporti e dell'energia, al fine di prefigurare per i cittadini e le imprese dell'Unione sistemi e servizi sicuri, sostenibili e competitivi nel settore dei trasporti e dell'energia, e sottolinea il contributo di dette politiche all'attuazione degli obiettivi della strategia Europa 2020;

128.  accoglie con favore il fatto che la Commissione verifichi l'efficacia, l'efficienza, la coerenza e il valore aggiunto europeo della politica regionale attraverso una valutazione a posteriori; si attende di ricevere aggiornamenti regolari della valutazione della Commissione;

129.  sottolinea che la Commissione dovrebbe garantire di ricevere dagli Stati membri dati coerenti e affidabili sull'utilizzazione dei fondi del FESR; ritiene che tali dati dovrebbero riportare i progressi dei programmi operativi, in termini non solo di resa finanziaria, ma anche di risultato(35);

130.  richiama l'attenzione sulla natura pluriennale del sistema di gestione della politica di coesione e sottolinea che la valutazione finale delle irregolarità relative all'attuazione della politica sarà possibile soltanto alla chiusura del periodo di programmazione;

Errori

131.  constata che, su 180 operazioni controllate dalla Corte dei conti, 102 (il 57%) erano viziate da errori; rileva che la Corte dei conti valuta con un livello di affidabilità del 95% che il tasso di errore nella popolazione si collochi tra il 3,7% e il 10,1% (rispettivamente, il limite inferiore e quello superiore dell'errore) e ritiene, sulla base di 40 errori da essa quantificati, che il tasso più probabile di errore si collochi al 6,9% (2012: 6,8 %);

132.  segnala che in 17 casi di errori quantificabili commessi dai beneficiari finali le autorità nazionali disponevano di informazioni sufficienti per prevenire, individuare e rettificare gli errori prima che venisse presentata la dichiarazione di spesa alla Commissione; osserva che se tutte queste informazioni fossero state utilizzate per rettificare gli errori, il tasso di errore stimato nel settore di intervento oggetto del presente capitolo sarebbe stato inferiore di 3 punti percentuali; sottolinea che gli Stati membri hanno una seria responsabilità nella corretta e legittima attuazione del bilancio dell'Unione in quanto sono responsabili della gestione dei fondi dell'Unione;

133.  evidenzia che nel caso delle spese del FESR e del FC i principali rischi di non conformità riguardano: errori negli appalti pubblici (39%), progetti/attività o beneficiari non ammissibili (22%), spese non ammissibili inserite nelle dichiarazioni di spesa (21%) e non conformità con le norme in materia di aiuti di Stato;

Affidabilità del rendiconto degli Stati membri

134.  osserva che le autorità degli Stati membri hanno trasmesso 322 giudizi di audit nazionali sui loro programmi operativi e che i giudizi di audit hanno accertato in 209 casi (65%) un tasso di errore inferiore al 2%; osserva che quando la Commissione ha verificato i dati ha potuto soltanto confermare la notifica dei tassi di errore degli Stati membri in 78 giudizi di audit nazionali; rileva che la Commissione ha dovuto rettificare 244 giudizi di audit(36); chiede alla Commissione di riferire in futuro i dettagli delle rettifiche dei tassi di errore disposte dalla DG REGIO;

135.  osserva che la Commissione ha ritenuto non attendibili tutti i tassi di errore dei giudizi di audit nazionale nelle relazioni della Slovacchia, 10 su 15 tassi di errore nelle relazioni dell'Ungheria, 2 su 7 nelle relazioni della Bulgaria e 1 su 4 nelle relazioni del Belgio; chiede alla Commissione di dimostrare se e come le rettifiche finanziarie forfetarie imposte per tutelare il bilancio dell'Unione (25% per un programma e 10% per nove programmi in Slovacchia, due per la Bulgaria e l'Italia e uno per il Belgio(37)) abbiano posto rimedio alla situazione;

136.  sottolinea che la segnalazione degli errori per i programmi operativi seguenti è particolarmente inaffidabile:

Stato membro

Programma

Titolo

Importo deciso in milioni di EUR

Tasso di errore dello Stato membro nelle relazioni annuali di controllo

Tasso di errore/tasso forfettario della Commissione

BE

2007BE162PO001

Bruxelles, competitività regionale

56,93

6,23 %

10 %

BG

2007BG161PO002

Assistenza tecnica

1 466,43

4,10 %

10 %

DE

2007DE162PO006

ERDF Brema

142,01

0,31 %

5 %

DE

2007DE161PO003

ERDF Meclemburgo-Pomerania Anteriore

1 252,42

0,81 %

5 %

DE

2007DE162PO005

ERDF Assia

263,45

0,04 %

5 %

CTE

2007CB063PO052

INTERREG IV Italia/Austria

60,07

2,77 %

10 %

CTE

2007CG163PO030

Slovacchia/Repubblica ceca

92,74

0,96 %

10 %

CTE

2007CB163PO019

Meclemburgo Pomerania Anteriore - Polonia

132,81

0,02 %

5 %

HU

2007HU161PO001

Sviluppo economico

2 858,82

0,71 %

5 %

HU

2007HU161PO007

Trasporti

5 684,24

0,54 %

5 %

HU

2007HU161PO003

Pannonia occidentale

463,75

1,30 %

5 %

HU

2007HU161PO004

Grande pianura meridionale

748,71

1,30 %

5 %

HU

2007HU161PO005

Transdanubio centrale

507,92

130 %

5 %

HU

2007HU161PO006

Ungheria settentrionale

903,72

1,30 %

5 %

HU

2007HU161PO009

Grande pianura del nord

975,07

1,30 %

5%

HU

2007HU161PO011

Transdanubio meridionale

705,14

1,30 %

5 %

HU

2007HU161PO001

Ungheria centrale

1 467,20

0,10 %

5 %

IT

2007IT161PO007

Sviluppo Mezzogiorno

579,04

0,63 %

10 %

IT

2007IT161PO008

Calabria

1 499,12

2,45 %

10 %

SL

2007SL161PO001

Potenziale sviluppo regionale

1 783,29

2,80 %

5 %

SL

2007SL161PO002

Infrastrutture

1 562,06

2,80 %

5 %

SK

2007SK161PO006

Competitività e crescita economica

968,25

0 %

25 %

SK

2007SK161PO005

Salute

250,00

1,79 %

25 %

SK

2007SK161PO001

Società dell'informazione

843,60

1,79 %

10 %

SK

2007SK16UPO001

Ricerca & sviluppo

1 209,42

1,30 %

10 %

SK

2007SK161PO002

Ambiente

1 820,00

0,33 %

10 %

SK

2007SK161PO004

Trasporti

3 160,15

0,74 %

10 %

SK

2007SK161PO003

Programma operativo regionale

1 554,50

0,32 %

10 %

SK

2007SK161PO007

Assistenza tecnica

97,60

1,79 %

10 %

SK

2007SK162PO001

Bratislava

95,21

1,79 %

10 %

UK

2007UK162PO001

Aree pianeggianti e montuose della Scozia

375,96

5,98 %

8,42 %

UK

2007UK161PO002

Galles occidentale / regione delle valli

1 250,38

036 %

5 %

UK

2007UK162PO012

Galles orientale

72,45

0,36 %

5 %

137.  chiede alla Commissione di riferire in futuro, nella relazione annuale di attività, i tassi di errore per programma, nei termini comunicati dagli Stati membri e accettati/rettificati dalla Commissione stessa;

138.  prende atto che la Commissione ha valutato, sulla base del proprio riesame, che il lavoro di 40 autorità di audit nazionali incaricate di controllare il 90% degli stanziamenti del FESR/FC nel periodo di programmazione 2007-2013 era in generale affidabile;

Sistemi di gestione e controllo

139.  chiede alla Commissione di fornire ulteriore orientamento e assistenza tecnica agli Stati membri; chiede alla Commissione e agli Stati membri di prestare particolare attenzione alla semplificazione delle procedure, comprese quelle per i beneficiari, in quanto ciò potrebbe apportare vantaggi sia per il controllo sia per la diminuzione dei tassi di errore, incrementando parallelamente l'efficacia dei sistemi di gestione e di controllo;

140.  accoglie con favore un miglioramento nella gestione dei fondi dopo il 2011 in Austria, Repubblica ceca e Romania; esprime preoccupazione per il peggioramento della gestione del FESR in Slovacchia, Spagna, Paesi Bassi e Regno Unito(38);

141.  sostiene pienamente la politica della Commissione in materia di interruzione e sospensione dei pagamenti;

142.  è consapevole del fatto che, secondo le disposizioni del nuovo quadro normativo per il periodo di programmazione 2014-2020, carenze gravi ai sensi del regolamento delegato della Commissione (UE) n. 480/2014(39), riscontrate dalla Commissione o dalla Corte dei conti dopo la presentazione dei conti, comportano rettifiche finanziarie nette per i programmi interessati; chiede alla Commissione di fornire un elenco di detti casi in tempo utile per la procedura di discarico 2014 della Commissione;

143.  accoglie con favore le procedure rafforzate di controllo e di audit previste nel quadro normativo per il periodo di programmazione 2014-2020, in particolare per quanto riguarda le verifiche e i controlli di gestione prima della certificazione dei conti annuali dei programmi e prima della presentazione delle dichiarazione di gestione da parte delle autorità di gestione alla Commissione; osserva che la capacità correttiva della Commissione è stata ulteriormente migliorata eliminando la possibilità per gli Stati membri di riutilizzare i fondi, ottenendo in questo modo rettifiche finanziarie nette; si compiace della creazione di un Centro di competenza per il rafforzamento delle capacità amministrative per quanto riguarda i Fondi strutturali e d'investimento europei; appoggia il maggiore orientamento ai risultati e la concentrazione tematica della politica di coesione, che dovrebbero assicurare il passaggio dai criteri di assorbimento dei fondi verso la qualità della spesa e un elevato valore aggiunto delle operazioni cofinanziate;

144.  rammenta il paragrafo 165 della sua risoluzione sul discarico alla Commissione per l'esercizio 2012, in cui il Parlamento ha sollecitato l'armonizzazione del trattamento degli errori legati agli appalti pubblici nella gestione concorrente; accoglie con favore l'armonizzazione attuata dalla Commissione con la sua decisione C(2013)9527, del 19 dicembre 2013, relativa alla fissazione e all'approvazione degli orientamenti per la determinazione delle rettifiche finanziarie che la Commissione deve applicare alle spese finanziate dall'Unione nell'ambito della gestione concorrente in caso di mancato rispetto delle norme in materia di appalti pubblici; segnala che la direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio(40) deve essere attuata degli Stati membri entro il 18 aprile 2016; ritiene che essa introdurrà notevoli cambiamenti nelle procedure d'appalto e potrebbe richiedere ulteriori rettifiche metodologiche;

145.  rileva che la metodologia della Corte dei conti è stata coerente ed è stata applicata in tutti i settori gestionali; è consapevole che un ulteriore allineamento potrebbe portare a incongruenze nelle definizioni della Corte dei conti riguardo a operazioni illecite nella gestione diretta e concorrente;

Rettifiche finanziarie

146.  osserva che nel 2013 la Commissione ha deciso rettifiche finanziarie per un importo pari a 912 371 222 EUR riguardo a programmi operativi degli Stati membri, di cui 239,50 milioni di EUR per la Repubblica ceca, 147,21 milioni di EUR per l'Ungheria e 95,47 milioni di EUR per la Grecia;

147.  invita la Commissione ad effettuare valutazioni progressive delle prestazioni durante l'esecuzione e dopo la realizzazione dei progetti proposti dagli Stati membri per quanto riguarda i Fondi strutturali, al fine di aumentare l'efficacia dei progetti e il controllo sull'utilizzo di fondi pubblici e di essere pertanto in grado di rilevare eventuali abusi e frodi legati alla realizzazione dei progetti;

148.  invita la Commissione a creare un meccanismo per lo scambio di informazioni tra le autorità di audit nazionali, al fine di consentire un controllo incrociato di scritture contabili relative a transazioni tra due o più Stati membri per combattere le frodi transfrontaliere riguardanti i Fondi strutturali e, in considerazione delle nuove disposizioni del Quadro finanziario pluriennale 2014-2020, la categoria più ampia di fondi ESI (Fondo sociale europeo (FSE), Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), Fondo di coesione (FC), Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), Fondo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP)), al fine di garantire un approccio trasversale alla tutela degli interessi finanziari dell'Unione;

149.  osserva inoltre che nel corso del periodo di programmazione 2007-2013, sei Stati membri (Repubblica ceca, Grecia, Spagna, Ungheria, Polonia e Romania) hanno totalizzato il 75% (ossia 1 342 milioni di EUR) delle rettifiche finanziarie confermate FERS/FC e FSE;

Disimpegni

150.  deplora che nel 2013 si siano dovuti disimpegnare 397,8 milioni di EUR, 296,7 milioni di EUR per la sola Repubblica ceca; ritiene che tali disimpegni siano in contrasto con una sana gestione finanziaria; esprime preoccupazione per la costante incapacità di alcune regioni di assorbire i fondi stanziati e invita la Commissione a identificare le problematiche regionali alla base di tale incapacità di assorbimento; invita inoltre la Commissione a predisporre e presentare un piano dettagliato per aumentare la capacità di assorbimento dei fondi in quelle regioni che presentano un tasso di assorbimento particolarmente ridotto;

151.  sottolinea che nel nuovo regolamento per il periodo di programmazione 2014-2020 è prevista la fissazione di un periodo di ammissibilità allo scopo di stabilire un termine entro il quale effettuare gli investimenti e incoraggiare le autorità di programma a investire tempestivamente nell'occupazione e nella crescita all'interno dell'Unione, riducendo il rischio di mancato utilizzo entro il dato periodo di ammissibilità e, quindi, il rischio di disimpegno;

Strumenti di ingegneria finanziaria

152.  osserva che le autorità di gestione degli Stati membri hanno comunicato che, alla fine del 2013, un totale di 941 strumenti di ingegneria finanziaria (SIF) erano attivi in 25 Stati membri: il 91% di tali strumenti era a favore delle imprese, il 6% a favore di progetti di sviluppo urbano e il 3% a favore di fondi destinati all'efficienza energetica e alle energie rinnovabili; rileva che l'importo totale dei contributi ai programmi operativi erogati ai SIF era pari a 14 278,20 milioni di EUR, di cui 9 597,62 milioni di EUR di fondi strutturali; rileva che a soli due anni dalla conclusione è stato erogato ai destinatari finali soltanto il 47% dei contributi ai programmi operativi, ossia 6 678,20 milioni di EUR;

153.  esprime preoccupazione per le constatazioni della Commissione nel suo rapporto annuale consolidato del 2013 sull'attuazione dei SIF – a norma dell'articolo 67, paragrafo 2, lettera j), del regolamento (CE) n. 1083/2006(41) del Consiglio – secondo cui le autorità di gestione degli Stati membri non hanno fornito una panoramica completa sull'attuazione degli strumenti di ingegneria finanziaria e taluni dati evidenziavano "inesattezze" per quanto riguarda le informazioni relative ai SIF in Ungheria e Italia;

Grecia

154.  esprime preoccupazione per l'attuazione dei progetti prioritari in Grecia diretti dalla task force di gestione; rileva che vanno accelerati 48 progetti prioritari; osserva che, secondo la Commissione, i problemi principali sono da ricondursi ai seguenti fattori: a) ritardi nella fase di sviluppo, b) ritardi nelle autorizzazioni, c) scioglimento di contratti per scarsa liquidità dei contraenti e d) lentezza dei ricorsi giudiziari nel contesto delle procedure di appalto; invita pertanto la Commissione a fornire un aggiornamento sui progetti prioritari nella relazione di verifica per il 2013;

Lago Trasimeno

155.  prende atto del fatto che nel dicembre 2014 è stata effettuata una missione d'inchiesta dell'OLAF al fine di esaminare eventuali irregolarità nel contesto dell'assistenza fornita dall'Unione alle piste ciclabili lungo il lago Trasimeno in Italia; invita la Commissione a informare il Parlamento sugli ulteriori sviluppi nella relazione sul seguito dato al discarico per il 2013;

Privatizzazione di progetti infrastrutturali finanziati con fondi dell'Unione

156.  osserva che l'Unione ha finanziato l'ammodernamento di una rete di distribuzione idrica a Skorkov (CZ) con un contributo pari a 1,1 milioni di EUR; è preoccupato per il fatto che le autorità comunali hanno concesso in locazione il sistema di distribuzione dell'acqua a un'impresa che gestisce già la rete fognaria locale; osserva che anche quest'ultimo è stato cofinanziato da fondi dell'Unione per un importo di 1,4 milioni di EUR e che il prezzo per la fornitura di acqua potabile è aumentato del 45%; è del parere che l'acqua potabile sia un bene pubblico e che tutti i cittadini debbano avere accesso ad acqua potabile di alta qualità a un prezzo ragionevole;

157.  invita la Commissione a informare il Parlamento in merito a tutti i casi in cui i progetti ai quali l'Unione ha contribuito con una quota pari ad almeno il 30% siano stati successivamente privatizzati;

Misure da adottare

158.  invita la Commissione a riferire in modo dettagliato sui progressi compiuti con i sistemi di gestione e controllo ritenuti parzialmente efficaci nel 2013, in tempo per la procedura di discarico 2014(42);

159.  invita la Commissione a procedere, in linea con la raccomandazione della Corte dei conti, a una valutazione dei "controlli di primo livello" eseguiti nel periodo di programmazione 2007-2013 in conformità dell'articolo 32, paragrafo 5, del regolamento finanziario; invita la Commissione a inserire nella relazione annuale di attività della DG REGIO una valutazione dell'affidabilità dei dati trasmessi dagli organismi di certificazione negli Stati membri; accoglie con favore le valutazioni effettuate dal 2010 a questa parte attraverso audit mirati sui programmi ad alto rischio nel quadro dell'indagine di audit "Bridging the assurance gap";

160.  invita la Corte dei conti a fornire al Parlamento una relazione dettagliata sull'evoluzione del tasso di errore (per anno, per politica settoriale e per Stato membro) durante l'intero periodo del precedente quadro finanziario pluriennale (2007-2013);

161.  invita la Commissione a richiedere alle autorità di audit di certificare l'accuratezza dei dati sulle rettifiche finanziarie comunicati dalle autorità di certificazione per ogni singolo programma operativo; ritiene che tali dati dettagliati andrebbero pubblicati in allegato alla relazione annuale di attività della DG REGIO;

162.  chiede alla Commissione di indicare costantemente nella relazione annuale di attività le ragioni per non esprimere riserve (o per non esprimere riserve aventi un minore impatto finanziario) nei casi in cui ciò sia dovuto ad eccezioni rispetto agli orientamenti della Commissione in materia o a strategie di audit convenute;

163.  condivide la raccomandazione della Corte dei conti secondo cui la Commissione dovrebbe chiedere agli Stati membri di fornire nelle loro dichiarazioni sulla gestione (ai sensi dell'articolo 59, paragrafo 5, lettera a), del regolamento finanziario) una conferma esplicita dell'efficacia dei controlli di primo livello eseguiti dalle autorità di gestione e di certificazione;

164.  invita la Commissione a chiedere alle autorità nazionali di riferire se sono stati conseguiti gli obiettivi fissati per i progetti nell'ambito del FESR/FC e dell'FSE; ritiene che ciò dovrebbe avvenire in modo tale che i dati registrati siano comparabili a livello dell'Unione; ritiene che i cittadini interessati dalla realizzazione degli obiettivi di progetto dovrebbero avere l'opportunità di valutare il progetto dopo il suo compimento;

165.  invita la Commissione a chiarire le inesattezze nell'ambito degli strumenti di ingegneria finanziaria e a valutarne dettagliatamente i risultati nella relazione annuale di attività 2014 della DG REGIO;

166.  riconosce gli sforzi compiuti dalla Commissione per evolvere verso una cultura della performance; chiede pertanto alla Commissione (DG REGIO) di includere nel suo piano di gestione e nella relazione annuale di attività una valutazione del lavoro svolto per aumentare l'efficienza, l'efficacia e l'impatto della politica di coesione; invita la Commissione a controllare, oltre al metodo di esecuzione del bilancio, i risultati rispetto agli obiettivi e a fare un migliore uso delle valutazioni, nonché a sostenere gli Stati membri e le rispettive autorità di gestione affinché massimizzino la qualità delle loro relazioni di valutazione; sottolinea in questo contesto la necessità, in futuro, di prendere in considerazione e valutare i risultati dei progetti, la redditività degli investimenti e l'effettivo valore aggiunto per l'economia, l'occupazione e lo sviluppo regionale;

Occupazione e affari sociali

Strategia Europa 2020

167.  sottolinea che le risorse dell'FSE contribuiscono notevolmente al conseguimento degli obiettivi di politica occupazionale e sociale; segnala che per l'anno di riferimento sono stati resi disponibili per questi obiettivi stanziamenti di pagamento per un valore di 14,1 miliardi di EUR, di cui il 98% effettuati tramite l'FSE; ritiene che sia però necessaria una valutazione di performance sul fondo che evidenzi non tanto il tasso di assorbimento del fondo quanto la sua reale capacità di creare posti di lavoro e reintrodurre i disoccupati nel mercato del lavoro; chiede un'analisi dettagliata relativa alla performance conseguita entro la fine dell'anno, vincolando a questa il giudizio politico sull'FSE;

168.  si compiace che al conseguimento di tali obiettivi abbia contribuito, oltre ai progetti finanziati dall'FSE, la definizione di raccomandazioni specifiche per paese contenute nella relazione annuale comune sull'occupazione, elaborata nel quadro del processo del semestre europeo;

169.  sottolinea che, a norma del regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio, le risorse dell'FSE non possono essere utilizzate per la rilocalizzazione del lavoro da uno Stato membro a un altro; insiste affinché la Commissione e gli Stati membri effettuino adeguati controlli per garantire che le risorse dell'UE non siano oggetto di una simile appropriazione indebita;

170.  osserva che l'intenzione degli Stati membri di assorbire i fondi dell'Unione dovrebbe perseguire il conseguimento di risultati e obiettivi sostenuti dall'FSE e non deve compromettere l'applicazione coerente di controlli efficaci poiché, in particolare verso la fine del periodo di ammissibilità, ne può derivare la mancata individuazione delle inadempienze alle norme, con il conseguente finanziamento di progetti troppo costosi, attuati in modo carente o poco suscettibili di produrre il risultato auspicato;

171.  sottolinea che resta particolarmente urgente ridurre il tasso di disoccupazione giovanile; si compiace del fatto che oltre 12,4 miliardi di EUR a titolo dell'FSE e dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile siano stati destinati alla lotta contro la disoccupazione giovanile durante il nuovo periodo di programmazione; invita la Commissione a sostenere gli Stati membri nell'attuazione dei fondi dell'Unione e ad assicurarsi che tali risorse siano spese per le finalità indicate; invita la Commissione a istituire un sistema per il periodo di programmazione 2014-2020 che consenta di riferire in merito ai progressi compiuti nell'integrazione nel mondo del lavoro di persone o gruppi di persone svantaggiate (giovani, anziani, disoccupati di lungo periodo, rom);

Rom

172.  rileva che i fondi a disposizione per l'integrazione dei rom non sempre sono stati spesi a tale scopo; è preoccupato per il fatto che molti rom sono vittime di discriminazioni ed esclusione sociale e vivono in pessime condizioni socioeconomiche; è inoltre profondamente preoccupato per le informazioni che emergono da un sondaggio effettuato dall'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali nel 2012(43), secondo il quale il 90% delle famiglie rom dispone di un reddito medio al di sotto delle soglie nazionali di povertà e, in media, il 45% circa dei rom vive in condizioni abitative estremamente disagiate;

173.  invita la Commissione a sostenere l'efficace attuazione delle strategie nazionali di integrazione dei rom a livello locale e regionale e a garantire che la spesa di bilancio rifletta gli obiettivi delle politiche generali;

Errori

174.  constata che, su 182 operazioni controllate dalla Corte dei conti, 50 (il 27%) erano inficiate da errori; osserva che sulla base dei 30 errori che ha quantificato, la Corte stima il tasso di errore più probabile al 3,1 % (3,2% nel 2012); osserva che in 13 casi di errori quantificabili commessi dai beneficiari finali le autorità nazionali disponevano di informazioni sufficienti per prevenire, individuare e rettificare gli errori prima di dichiarare la spesa alla Commissione; ritiene che se tutte queste informazioni fossero state utilizzate per rettificare gli errori, il tasso di errore più probabile stimato per il presente capitolo sarebbe stato inferiore di 1,3 punti percentuali; sottolinea l'importante responsabilità degli Stati membri riguardo alla corretta e regolare esecuzione del bilancio dell'Unione quando è affidata loro la gestione di fondi dell'UE;

175.  osserva che, per il settore dell'occupazione e degli affari sociali, la relazione annuale della Corte dei conti evidenzia una lieve riduzione del tasso di errore stimato, pari al 3,1% nel 2013 rispetto al 3,2% dell'anno precedente; osserva che il suddetto tasso di errore era comunque il secondo più basso fra tutti quelli degli altri settori di intervento e si attende un'ulteriore riduzione di tale tasso nei prossimi anni;

176.  osserva che gli errori in questo settore d'intervento riguardavano, come negli anni precedenti, le spese non ammissibili (93% legati a sovraimputazione di spese generali, sovradichiarazione dei costi di personale e spese calcolate in maniera non corretta) e l'inosservanza delle norme sugli appalti pubblici (7%);

177.  prende atto della raccomandazione della Corte dei conti rivolta alla Commissione affinché dia seguito, insieme agli Stati membri, alle lacune individuate nell'audit tematico basato sull'analisi dei rischi realizzato dalla DG EMPL sulle verifiche di gestione, e accoglie con favore i nuovi orientamenti elaborati dalla Commissione allo scopo di rafforzare ulteriormente l'affidabilità delle verifiche di gestione nel periodo di programmazione 2014-2020; rileva che tali orientamenti, fondati sulle esperienze acquisite durante il precedente periodo di programmazione, sono stati presentati agli Stati membri e saranno pubblicati nel primo semestre del 2015; sottolinea l'importanza che le autorità degli Stati membri utilizzino le informazioni a loro disposizione per individuare e correggere gli errori prima di presentare domanda di rimborso alla Commissione poiché, in tal modo, si otterrebbe una riduzione considerevole del tasso di errore nel settore dell'occupazione e degli affari sociali;

178.  incoraggia la DG EMPL a perseguire il suo obiettivo di passare, per quanto riguarda l'FSE, da un approccio incentrato sulla correzione degli errori a uno basato sulla loro prevenzione e sostiene gli sforzi della DG EMPL volti ad aiutare gli Stati membri aventi i tassi di errore più elevati per l'FSE a migliorare i loro sistemi ricorrendo alle migliori pratiche disponibili; osserva a tale proposito che la capacità amministrativa e l'organizzazione della DG EMPL dovrebbero corrispondere ai suoi compiti e alle sue responsabilità nei confronti degli Stati membri;

Affidabilità del rendiconto degli Stati membri

179.  deplora che controlli di primo livello lacunosi da parte dei sistemi nazionali di gestione e controllo siano la fonte primaria di errori; esprime profonda preoccupazione per il fatto che gli Stati membri sono apparentemente meno scrupolosi nello spendere i fondi dell'Unione rispetto a quelli provenienti dal loro bilancio nazionale, sebbene incomba ad essi un'importante responsabilità riguardo alla corretta e regolare esecuzione del bilancio dell'Unione quando è affidata loro la gestione di fondi unionali; osserva che i seguenti programmi hanno mostrato particolare debolezze sistemiche: Polonia, Spagna (Castiglia e Leon), Romania, Portogallo, Italia (Sicilia), Germania (Bund), Germania (Turingia), Repubblica ceca e Ungheria; osserva inoltre che taluni audit tematici della Commissione hanno evidenziato carenze nei sistemi di gestione e di controllo dei programmi operativi in Irlanda (Investimenti in capitale umano), Slovacchia (Istruzione) e Spagna (Comunidad Valenciana);

180.  sottolinea che, in sede di riesame dei tassi di errore comunicati dagli Stati membri nelle loro relazioni annuali di controllo (RAC), la Commissione ha aumentato il tasso di errore di oltre il 2% per i seguenti programmi operativi (PO):

Stato membro

Numero PO

 

Pagamenti intermedi per il 2013 in EUR

Tasso di errore nelle relazioni annuali di controllo dello Stato membro

Rettifica COM

Differenza

IT

2007IT052PO009

Bolzano

934 530

4,95%

7,11 %

2,16 %

CZ

2007CZ052PO001

Praha Adapabilita

 

3,58%

6,45 %

2,87 %

SK

2007SK05UPO002

OP occupazione e inclusione sociale

86 718 231

1,65%

4,66 %

3,01 %

UK

2007UK052PO002

Low- & Uplands Scotland

74 251 497

1,95%

10,59 %

8,64 %

IT

2007IT052PO001

Abruzzo

 

0,2%

15,9 %

15,88 %

ES

2007ES052PO011

La Rioja

 

0,38%

37,76 %

37,38 %

         Inoltre, la Commissione ha ritenuto le relazioni annuali di controllo per i seguenti programmi operativi del tutto inattendibili, procedendo pertanto a una rettifica forfettaria:

Stato membro

Numero PO

 

Pagamenti intermedi per il 2013 in EUR

Tasso di errore nelle relazioni annuali di controllo dello Stato membro

Rettifica forfettariaCOM

Differenza

LU

2007LU052PO001

Programma operativo FSE

4 285 659

0,46%

2,0 %

1,54 %

IT

2007IT051PO001

Campania

77 486 332

0,38%

2,0 %

1,62 %

BE

2007BE052PO001

Comunità germanofona

 

0,0%

2,0 %

2 %

ES

2007ES052PO002

Castiglia e Leon

10 607 012

0,0%

2,0 %

2,0 %

BE

2007BE052PO003

Stato federale

 

3,66%

5,0 %

1,34 %

IT

2007IT051PO007

Pon istruzione

78 589 393

0,4%

5,0 %

4,6 %

BE

2007BE052PO005

Fiandre

118 201 220

1,61%

10,0 %

8,39 %

UK

2007UK051PO002

Galles occidentale e regione valli (West Wales and the valleys)

149 600 091

0,36%

10,0 %

9,64 %

UK

2007UK052PO001

Galles orientale (East Wales)

9 476 602

0,36%

10,0 %

9,64 %

IT

2007IT052PO012

Toscana

61.978.561

1,11

25 %

23,89 %

IT

2007IT052PO016

Sardegna

23.478.530

0,13

25 %

24,87 %

181.  valuta positivamente, a tale proposito, le azioni specifiche di mitigazione adottate dalla Commissione, che comprendono misure sia preventive che correttive e gli audit basati sull'analisi del rischio effettuati dalla DG EMPL;

182.  si compiace del fatto che nel 2013 la Commissione ha portato avanti la sua politica rigorosa in materia di interruzione e di sospensione; ritiene al riguardo significativo il fatto che nel 2013 la Commissione abbia applicato rettifiche finanziarie per un importo pari a 842 milioni di EUR, di cui 153 milioni di EUR per il periodo 1994-1999, 472 milioni di EUR per il periodo 2000-2006 e 217 milioni di EUR per il periodo 2007-2013; osserva che nel corso dei tre periodi di programmazione i seguenti Stati membri sono stati oggetto delle rettifiche finanziarie più rilevanti:

Stato membro

Rettifica finanziaria cumulativa accettata / decisa (milioni di EUR)

Rettifica finanziaria cumulativa attuata (milioni di EUR)

Italia

497,7

497,7

Romania

312,1

299,1

Spagna

1 070,1

1 064,3

183.  rileva inoltre che nella relazione annuale di attività della DG EMPL figura una riserva relativa ai pagamenti effettuati per il periodo di programmazione 2007-2013, per un importo a rischio di 123,2 milioni di EUR nel 2013; osserva che tale riserva riguarda 36 dei 118 programmi operativi dell'FSE (rispetto ai 27 dei 117 PO nel 2012):

Periodo di programmazione 2007-2013

Stato

membro

Numero PO

Denominazione

Riserva

Belgio

2007BE051PO001

Convergence Hainaut

Totale

2007BE052PO002

Troika Wallonie-Bruxelles

Totale

2007BE052PO003

Federal

Reputazionale

2007BE052PO004

Bruxelles-Capitale : Emploi et cohésion sociale

Reputazionale

2007BE052PO005

Vlanderen

Totale

Repubblica ceca

2007CZ052PO001

Praha Adaptabilita

Reputazionale

2007CZ05UPO001

Lidské zdroje a zaměstnanost

Parziale di ordine reputazionale

Francia

2007FR052PO001

Programme opérationnel national FSE

Parziale

Germania

2007DE051PO002

Mecklemburg-Vorpommern

Totale

2007DE052PO003

Berlin

Totale

Irlanda

2007IE052PO001

Human Capital investment

Parziale di ordine reputazionale

Italia

2007IT051PO001

Campania

Totale

2007IT051PO007

PON Istruzione

Totale

2007IT052PO001

Abruzzo

Parziale di ordine reputazionale

2007IT052PO009

Bolzano

Totale

2007IT052PO012

Toscana

Totale

2007IT052PO016

Sardegna

Totale

Polonia

2007PL051PO001

Program Operacyjny Kapitał Ludzki

Parziale

Romania

2007RO051PO001

Human Resource Development

Totale

Slovacchia

2007SK05UPO001

OP Education

Parziale

2007SK05UPO002

OP Employment and Social Inclusion

Parziale di ordine reputazionale

Spagna

2007ES051PO003

Extremadura

Parziale

2007ES051PO005

Andalucia

Totale

2007ES052PO003

Comunidad Valenciana

Reputazionale

2007ES052PO004

Aragon

Totale

2007ES052PO005

Baleares

Totale

2007ES052PO007

Cataluña

Reputazionale

2007ES052PO008

Madrid

Parziale di ordine reputazionale

2007ES052PO011

La Rioja

Reputazionale

2007ES05UPO001

Adaptabilidad Y Empleo

Parziale

2007ES05UPO002

Lucha contra la discriminacion

Parziale

2007ES05UPO003

Asistencia tecnica

Parziale

Regno

Unito

2007UK051PO002

West Wales and the Valleys

Totale

2007UK052PO001

East Wales

Totale

2007UK052PO002

Lowlands and Uplands of Scotland

Totale

2007UK052PO003

Northern Ireland

Parziale

Periodo di programmazione 2000-2006

Stato

membro

Numero PO

Denominazione

Riserva

Francia

1999FR053DO001

Objectif 3 national

Reputazionale

2000FR162DO021

Nord-Pas-de-Calais

Italia

1999IT161PO006

Calabria

Svezia

1999SE161DO001

Norbotten & Vasterbotten

Regno

Unito

1999GB161DO005

Highlands and Islands of Scotland

2000GB162DO013

Western Scotland

184.  evidenzia che sono oggetto di riserve una serie di pagamenti intermedi per programmi operativi del periodo 2007-2013 per un importo di 2 159,4 milioni di EUR; osserva che la Commissione ha stimato l'importo a rischio nel 2013 a 123,3 milioni di EUR;

185.  appoggia la Corte dei conti quando chiede alla Commissione di indicare costantemente nella relazione annuale di attività le ragioni per non esprimere riserve (o per non esprimere riserve aventi un minore impatto finanziario) nei casi in cui ciò sia dovuto ad eccezioni rispetto agli orientamenti della Commissione o a strategie di audit convenute;

186.  esprime preoccupazione per le debolezze sistemiche nei sistemi di gestione e di controllo in Spagna e Italia, aggravate da strutture statali decentrate;

187.  chiede alla DG EMPL di includere nella sua relazione annuale di attività una tabella sulle relazioni annuali di controllo presentate in risposta alla domanda 19 del questionario sul discarico;

188.  chiede alla Commissione di garantire che le autorità nazionali responsabili della gestione dei Fondi strutturali s'impegnino a risolvere il problema derivante dal fatto che i costi del personale per i progetti dell'Unione sono applicati a tassi più elevati rispetto ai progetti finanziati mediante risorse nazionali;

189.  prende debitamente atto della relazione annuale della Corte dei conti sull'esecuzione del bilancio, in particolare per quanto riguarda l'occupazione e gli affari sociali, ma si rammarica della limitatezza dei riferimenti all'uguaglianza di genere in questo settore nonché dell'insufficiente attenzione dedicata all'occupazione, alla solidarietà sociale e all'uguaglianza di genere nelle relazioni speciali pubblicate dalla Corte dei conti nell'anno in corso;

190.  ribadisce la richiesta di sviluppare ulteriormente gli indicatori e i dati specifici di genere onde consentire la valutazione del bilancio generale dell'Unione in una prospettiva di genere e monitorare gli sforzi compiuti in materia di bilancio di genere;

Disimpegni

191.  è preoccupato per il fatto che, alla fine del 2014, potrebbe essere necessario disimpegnare 129 milioni di EUR in sei Stati membri (BE, CZ, DE, ES, IT e UK);

Strumento Progress di microfinanza

192.  osserva che l'Unione ha contribuito con 100 milioni di EUR allo strumento Progress di microfinanza; ricorda che il Fondo europeo per gli investimenti, che attua lo strumento Progress di microfinanza per conto della Commissione e della Banca europea per gli investimenti, ha riferito che 52 fornitori di microcredito in 20 Stati membri hanno firmato accordi nell'ambito di Progress di microfinanza e che 31 895 microprestiti per un valore di 260,78 milioni di EUR sono già stati erogati a microimprenditori; in tale contesto, esprime preoccupazione per il fatto che non viene riservata sufficiente attenzione alla questione della responsabilità democratica in sede di creazione di strumenti finanziari;

Misure da adottare

193.  invita la Commissione a provvedere a che gli Stati membri, in sede di approvazione dei programmi operativi per il nuovo periodo di programmazione, tengano conto di tutte le possibilità di semplificazione consentite dai regolamenti sui Fondi strutturali e sui Fondi di investimento per il periodo 2014-2020;

194.  invita la Commissione a riferire sui progressi compiuti nella gestione dei succitati programmi operativi oggetto di riserve e a porre rimedio alle carenze riscontrate nella sua relazione sul seguito dato al discarico per il 2013;

195.  esorta la Commissione a far sì che le autorità degli Stati membri incaricate della gestione dei fondi strutturali affrontino la questione dell'imputazione di costi del personale più elevati per i progetti UE rispetto a quelli imputati per i progetti finanziati da fondi nazionali;

196.  invita la Commissione a esercitare pressioni sugli Stati membri e a sollecitarli ad attuare la strategia per i rom e garantire l'esecuzione dei fondi dell'Unione ad essi destinati;

197.  invita la Commissione a esercitare pressioni sugli Stati membri e a sollecitarli a lottare attivamente e concretamente contro la disoccupazione, in particolare quella giovanile;

Relazioni esterne

Pressione sul bilancio

198.  accoglie con favore la maggiore attenzione riservata dalla procedura di discarico al miglioramento della performance, nell'ottica di ottenere i migliori risultati possibili con i soldi dei contribuenti dell'Unione; incoraggia la Commissione, a questo proposito, a moltiplicare gli sforzi per migliorare il feedback continuo del ciclo di valutazioni, in modo tale che quanto appreso dalla pratica passata e dalle raccomandazioni di valutazione contribuisca in misura ancora maggiore a migliorare in futuro il processo decisionale, la programmazione e l'attuazione degli aiuti dell'Unione;

199.  è seriamente preoccupato per il fatto che, nel bilancio 2013, gli stanziamenti di pagamento gestiti dalla direzione generale Sviluppo e cooperazione (DG DEVCO) registravano un ammanco di 293 milioni di EUR e per il fatto che l'approvazione tardiva dei necessari rinforzi abbia provocato un riporto all'anno successivo, esercitando così una maggiore pressione sui già scarsi stanziamenti di pagamento per il 2014;

200.  rileva con preoccupazione la crescente discrepanza tra, da un lato, gli impegni internazionali dell'Unione, i suoi ambiziosi quadri politici e i nuovi strumenti (come ad esempio l'agenda di sviluppo post-2015 e gli strumenti di finanziamento esterno per il periodo 2014-2020) e, dall'altro, la sua incapacità di onorare gli impegni assunti nei confronti dei partner globali e di altri organismi, segnatamente per quanto riguarda gli aiuti umanitari, a causa della indisponibilità di sufficienti stanziamenti di pagamento;

201.  ritiene che tale situazione comporti non solo un elevato rischio politico e di reputazione per la credibilità dell'Unione quale primo donatore mondiale, ma possa anche mettere in pericolo la stabilità di bilancio dei paesi partner, lasciando lacune finanziarie nei loro bilanci; teme che questa discrepanza possa diventare molto evidente nel 2015, quando il livello complessivo di aiuti pubblici allo sviluppo (APS) sarà ampiamente al di sotto dell'obiettivo collettivo dello 0,7% del RNL dell'Unione a fine esercizio;

202.  sottolinea che nel 2013, per il secondo anno consecutivo, gli aiuti umanitari attraverso il bilancio dell'UE hanno superato 1,3 miliardi di EUR di impegni a causa del verificarsi di un elevato numero di crisi umanitarie che hanno causato enormi sofferenze umane; si rammarica profondamente dell'impatto che la mancanza di stanziamenti di pagamento ha provocato in tale anno di crisi sulle attività della DG ECHO, che potrebbero essere mantenute solo attraverso una riprogrammazione dei piani di pagamento, con un conseguente riporto di 160 milioni di EUR in arretrati di pagamenti a fine esercizio; chiede al Consiglio di onorare il piano dei pagamenti concordato con il Parlamento europeo;

203.  deplora il danno di reputazione già subito a causa di queste misure ad-hoc e sottolinea il paradosso tra l'aumento delle crisi umanitarie registrato in tutto il mondo negli ultimi anni e le misure operative che l'Unione ha adottato per affrontare in modo efficace le crisi improvvise (come l'apertura del Centro di coordinamento delle risposte alle emergenze nel maggio 2013), da un lato, e la mancanza di stanziamenti di pagamento, dall'altro; è allarmato dal possibile peggioramento di questa situazione nel caso in cui non venga garantito un adeguato rinforzo di bilancio;

Tasso di errore

204.  rileva che il tasso di errore più probabile per la Corte dei conti è del 2,6% e che il tasso di errore residuo stabilito dal secondo studio condotto da EuropeAid è stimato al 3,35%; deplora che i sistemi esaminati presso EuropeAid dalla Corte dei conti siano considerati parzialmente efficaci;

205.  osserva che, nel sostegno al bilancio e nei contributi dell'Unione a progetti finanziati da più donatori e attuati da organizzazioni internazionali, la natura degli strumenti e le condizioni di pagamento limitano la propensione delle operazioni all'errore;

206.  chiede alla Commissione di presentare una relazione sul valore aggiunto del sostegno al bilancio e, in particolare, sul modo in cui ha aiutato i paesi in via di sviluppo a raggiungere gli obiettivi di sviluppo del Millennio; chiede a tale proposito che sia effettuata un'indagine sulle misure adottate per evitare che una parte dei finanziamenti vada perduta a causa della corruzione e delle frodi nonché sull'efficacia dei sistemi di gestione finanziaria in tale ambito;

207.  condivide le critiche della Corte dei conti relative al cosiddetto "approccio nozionale" nel caso dei progetti cui partecipano più donatori e chiede alla Commissione di valutare la possibilità di presentare nei propri conti un'analisi di tali progetti nel loro complesso, invece di limitarsi a considerare se l'importo aggregato comprende sufficienti spese ammissibili per coprire il contributo dell'Unione;

208.  chiede alla Corte dei conti di calcolare un tasso di errore distinto nell'ambito delle relazioni esterne per le spese non incluse nel sostegno al bilancio o nei contributi a progetti finanziati da più donatori e attuati da organizzazioni internazionali;

Relazioni annuali di attività

209.  si rammarica del fatto che per nove operazioni riguardanti il programma nazionale di preadesione la Commissione abbia applicato una procedura contabile per liquidare l'importo di 150 milioni di EUR basata su stime anziché sui costi sostenuti, pagati e accettati comprovati da documenti giustificativi; evidenzia che tale prassi sistematica della DG Allargamento non è conforme all'articolo 88 del regolamento finanziario e all'articolo 100 delle modalità di esecuzione; sottolinea che tale prassi di lunga data ha inciso per molti anni, e incide tuttora, sulle dichiarazioni di affidabilità della direzione generale Allargamento, il che significa che per il 2013 il 20% di tutte le spese operate dalla DG era basato su stime; accoglie con favore il fatto che nel 2014 la Commissione ha posto in essere e attuato senza ritardi un sistema per garantire che i prefinanziamenti siano liquidati in futuro sulla base dei costi sostenuti e dichiarati correttamente; riconosce che la Commissione ha sottolineato con regolarità che nessuna spesa è stata ufficialmente convalidata o accettata dalla DG Allargamento nell'ambito della procedura di liquidazione dei conti e che, conseguentemente, non può essere presunta alcuna comunicazione al destinatario indicante accettazione;

210.  ricorda che nella sua dichiarazione di affidabilità(44) il direttore generale di EuropeAid afferma che le procedure di controllo in essere forniscono le necessarie garanzie riguardo alla legittimità e regolarità delle operazioni sottostanti; ritiene tuttavia che tale affermazione sia smentita dal fatto che egli ha emesso una riserva generica relativa al tasso di errore, superiore al 2%, il che dimostra che le procedure di controllo non sono in grado di prevenire, individuare e correggere errori materiali;

211.  invita la Commissione a chiarire le istruzioni permanenti del Segretariato generale della Commissione in modo da poter esprimere un giudizio negativo qualora l'incidenza finanziaria superi la soglia di rilevanza per l'intero bilancio del quale è responsabile la DG;

212.  chiede alla Commissione di valutare la possibilità di introdurre un sistema di sanzioni in caso di dichiarazione di affidabilità intenzionalmente irregolare effettuata da un ordinatore nella relazione annuale di attività di cui all'articolo 66, paragrafo 9, del regolamento finanziario;

Commercio internazionale

213.  chiede alla Commissione di ridistribuire le risorse umane da altre direzioni generali alla DG Commercio in modo da garantire che quest'ultima sia in grado di rispondere alla legittima richiesta dei cittadini dell'Unione e del Parlamento europeo di una maggiore trasparenza e di un migliore accesso alle informazioni nel contesto dei negoziati commerciali dell'Unione in corso e del prossimo processo di ratifica, in particolare per quanto riguarda il TTIP, il CETA e il TISA, in modo efficace, efficiente e puntuale, senza vedersi costretta a trascurare altri compiti importanti affidati alla Commissione;

214.  richiama l'attenzione sulla necessità di garantire controlli e audit adeguati dell'assistenza macro-finanziaria dell'Unione;

215.  prende atto delle osservazioni della Corte dei conti in merito al fatto che, nonostante gli sviluppi positivi registrati, il sistema di preferenze generalizzate (SPG) non è ancora stato in grado di conseguire pienamente i suoi obiettivi; osserva inoltre che tale sistema è divenuto operativo soltanto di recente;

216.  sottolinea che la valutazione e il controllo degli accordi commerciali non costituiscono soltanto una questione di bilancio, ma anche un aspetto fondamentale per far sì che i partner si attengano agli impegni sottoscritti nell'ambito dei diritti umani e degli standard lavorativi e ambientali;

217.  chiede di garantire controlli sufficienti delle varie attività a sostegno dell'internazionalizzazione delle piccole e medie imprese dell'Unione e del loro accesso ai mercati dei paesi terzi; ribadisce la necessità di valutare il livello di efficacia del coordinamento tra centri imprenditoriali dell'Unione, centri imprenditoriali nazionali e camere di commercio nei paesi terzi, in particolare in Asia, e individuare le pertinenti modalità di miglioramento;

Haiti

218.  concorda con le raccomandazioni contenute nella relazione speciale n. 13/2014 della Corte dei conti europea dal titolo "Sostegno dell'UE per la riabilitazione a seguito del terremoto di Haiti", in particolare sull'adozione di una strategia comune DEVCO-ECHO per garantire un collegamento e una sinergia più efficaci tra le loro rispettive attività, ed esorta la Commissione ad attuare tali raccomandazioni in tutte le sue operazioni, in corso e future, a seguito di un disastro o in una situazione di fragilità; invita la Commissione a informare i colegislatori in merito ad eventuali vincoli di bilancio o giuridici che abbiano ostacolato l'effettiva attuazione del sostegno dell'Unione per il risanamento di Haiti a seguito del terremoto;

Finanziamento combinato

219.  rileva con preoccupazione che il ricorso al finanziamento combinato nel settore dell'energia si concentra principalmente su grandi progetti che pongono un minore accento sulle soluzioni energetiche locali; esorta l'Unione ad astenersi dall'elaborare un approccio dall'alto da applicare allo sviluppo di infrastrutture energetiche per garantire un accesso universale all'energia per tutti entro il 2030, tenendo presente che le infrastrutture su larga scala potrebbero non essere adatte alla struttura economica e sociale del paese e non riuscire ad assicurare ai poveri accesso all'energia, per i quali sono di solito più idonee ed efficaci fonti di energia più piccole, decentrate e non collegate alla rete;

Politica estera e di sicurezza comune (PESC)

220.  si compiace dei progressi compiuti dalla Commissione nell'accreditare tutte le missioni PESC in conformità della "valutazione fondata su sei pilastri" e della sua previsione secondo cui le quattro missioni principali saranno presto conformi; sottolinea la necessità per la Commissione di accreditare tutte le missioni in linea con la raccomandazione della Corte dei conti;

221.  è profondamente preoccupato per le gravi accuse di corruzione nei confronti di EULEX Kosovo, che, se confermate, rimetteranno in questione l'integrità della reputazione dell'Unione europea e l'assistenza che essa fornisce ai paesi che attuano riforme nel settore dello Stato di diritto; è altresì particolarmente preoccupato per il modo in cui le accuse di corruzione sono state trattate e per la lentezza di reazione del Servizio europeo per l'azione esterna; prende atto dell'indagine avviata per esaminare EULEX Kosovo; si aspetta di essere informato quanto prima dei risultati e sottolinea la necessità di attuare una politica a tolleranza zero per quanto riguarda le questioni di corruzione e di applicare gli insegnamenti tratti;

222.  deplora i forti ritardi registrati nella fornitura di attrezzature e servizi essenziali per le missioni nel quadro della politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC), nonché le conseguenti ripercussioni negative sul funzionamento delle missioni stesse; ricorda che la Corte dei conti, nella sua relazione speciale n. 18/2012 intitolata "Assistenza dell'Unione europea al Kosovo in relazione allo stato di diritto", ha denunciato tale inefficienza concludendo che le regole in materia di appalti stabilite dal regolamento finanziario "non sono pensate per le missioni di PSDC (…) che a volte richiedono risposte rapide e flessibili"; esorta la Commissione a prendere in considerazione una revisione delle regole pertinenti;

Relazione sulla gestione degli aiuti esterni (EAMR)

223.  osserva che gran parte delle delegazioni dell'Unione non hanno raggiunto i parametri fissati dalla Commissione per gli indicatori chiave di prestazione(45) che figurano nelle 119 relazioni sulla gestione degli aiuti esterni concernenti la pianificazione finanziaria e la ripartizione delle risorse, la gestione finanziaria e la revisione contabile;

224.  osserva che, alla luce di tali indicatori chiave di prestazione definiti dalla Commissione, le delegazioni dell'Unione con i risultati migliori sono quelle in Nepal e Namibia, poiché hanno raggiunto i parametri di riferimento stabiliti dalla Commissione per 23 dei 26 indicatori essenziali di prestazione; deplora il fatto che la prestazione peggiore è stata conseguita dalla delegazione dell'Unione in Libia, la quale ha raggiunto i parametri di riferimento solo per tre dei 26 indicatori, seguita dalla delegazione nella Repubblica centrafricana, anch'essa caratterizzata da uno scarso rendimento in quanto ha raggiunto soltanto quattro parametri di riferimento;

225.  si rammarica che, nella relazione sulla gestione degli aiuti esterni, le delegazioni ispezionate dalla DG Allargamento, ossia quelle in Albania, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Kosovo, Macedonia, Turchia e Serbia, espongano poche informazioni e dati specifici;

226.  si rammarica che i risultati, le realizzazioni e gli impatti delle azioni attuate dai servizi delle delegazioni dell'Unione non siano misurati in modo adeguato nel quadro degli attuali indicatori chiave di prestazione e che questi ultimi consentano una chiarezza assai limitata sulla quantità, e soprattutto sulle prestazioni delle delegazioni, nonché sul grado di "soddisfazione dei soggetti interessati" relativamente ai servizi forniti dalle delegazioni dell'Unione in detti paesi;

227.  invita la Commissione a:

–       illustrare al Parlamento le misure adottate al fine di migliorare i risultati delle delegazioni dell'Unione per quanto riguarda la pianificazione finanziaria e la ripartizione delle risorse, la gestione finanziaria e la revisione contabile, in particolare per quanto attiene alle delegazioni che registrano le prestazioni peggiori;

–       documentare meglio ogni anno le conclusioni da essa tratte nella relazione sulla gestione degli aiuti esterni e per mezzo degli indicatori chiave di prestazione, e presentare al Parlamento tali conclusioni assieme alle relazioni sulla gestione degli aiuti esterni;

–       inserire nella relazione sulla gestione degli aiuti esterni un bilancio finanziario con dati contabili riguardanti la delegazione;

–       migliorare l'esaustività e la qualità dei dati forniti nella relazione sulla gestione degli aiuti esterni e la pertinenza della relazione stessa, in particolare per quanto riguarda le delegazioni controllate dalla DG Ampliamento;

       inserire vincoli relativi alla lotta alla corruzione agli aiuti esterni;

Gruppo internazionale di gestione (IMG)

228.  osserva che è stata fatta circolare una versione trapelata della relazione finale dell'OLAF sull'IMG; chiede alla Commissione e al comitato di vigilanza dell'OLAF di indagare sul motivo e sulle modalità con cui la relazione dell'OLAF è trapelata nonché sull'autore di tale fuga di notizie, mentre l'IMG non è ancora a conoscenza del contenuto della relazione;

229.  osserva che, sin dalla sua creazione nel 1994, tale gruppo ha ricevuto, direttamente o indirettamente in regime di gestione congiunta, più di 130 milioni di EUR dalla Commissione; osserva che, in ragione dell'interruzione del pagamenti da parte della Commissione, l'IMG ha adito le vie legali e lo status dell'organizzazione è oggetto di una controversia giuridica; esorta la Commissione ad adottare una chiara decisione al riguardo e chiede alla stessa di informare il Parlamento in merito al seguito dato alla all'indagine OLAF avviata nel 2011; sollecita la Commissione a fornire al Parlamento un elenco in cui figurino tutte le organizzazioni, le imprese, gli altri organismi o soggetti che hanno ricevuto contratti della Commissione senza invito a presentare proposte, illustrando nel dettaglio il loro status giuridico;

Ucraina

230.  rileva che nel 2013 i pagamenti dell'assistenza bilaterale a favore dell'Ucraina, finanziati a titolo del bilancio dello strumento europeo di vicinato e partenariato (ENPI), ammontavano a 152,8 milioni di EUR; osserva che il 42,5% dei pagamenti in questione (64,9 milioni di EUR) riguardano contratti gestiti direttamente dalla delegazione dell'Unione in Ucraina; segnala che il resto, ossia il 57,5% (87,9 milioni di EUR), è stato erogato sotto forma di sostegno al bilancio;

231.  sottolinea che i pagamenti a sostegno del bilancio sono subordinati al raggiungimento di risultati e parametri di riferimento concordati congiuntamente; osserva che il governo beneficiario ha assunto un impegno riguardo a tali risultati e parametri di riferimento con la firma di un accordo di finanziamento bilaterale e che, laddove i risultati e i parametri non sono raggiunti, i pagamenti non vengono erogati;

232.  riconosce che l'Ucraina si trova attualmente in una situazione particolarmente difficile; ritiene tuttavia che ciò non possa servire da scusa per non soddisfare le condizioni alle quali è concesso il sostegno al bilancio e, in particolare, per non affrontare il problema della corruzione diffusa nel paese;

233.  invita pertanto la Commissione e la delegazione dell'Unione in Ucraina a dare prova di una particolare prudenza nell'erogazione dei fondi e a provvedere a che i fondi siano investiti nei progetti cui erano destinati;

Costi amministrativi dell'erogazione degli aiuti

234.  esprime preoccupazione per gli elevati costi amministrativi, calcolati dalla Corte dei conti, derivanti dall'erogazione degli aiuti in Asia centrale; chiede alla Commissione di informare il Parlamento sui costi amministrativi dell'erogazione degli aiuti esterni, se superiori al 10% del bilancio previsionale;

Possibile appropriazione indebita di fondi per gli aiuti umanitari e di sviluppo dell'Unione

235.  constata che l'OLAF ha redatto una relazione sugli aiuti umanitari concessi al campo profughi saharawi di Tindouf, Algeria (OF 2003/526); invita la Commissione a chiarire le misure adottate in risposta alle conclusioni di tale relazione; osserva che, stando a una relazione d'inchiesta dell'UNHRC(46), la mancata registrazione di una popolazione di profughi per un periodo così prolungato (quasi 30 anni dopo il loro arrivo) costituisce "una situazione anomala e unica nella storia dell'UNHRC"; esorta la Commissione a garantire che le persone algerine o saharawi messe sotto accusa dalla relazione dell'OLAF non abbiano più accesso agli aiuti finanziati dai contribuenti dell'Unione; invita la Commissione a rivalutare e adeguare gli aiuti dell'Unione all'effettivo fabbisogno della popolazione interessata e a garantire che gli interessi e le esigenze dei profughi non siano lesi, dal momento che sono i più vulnerabili a ogni possibile irregolarità;

236.  esprime preoccupazione per la frode sulle retribuzioni pubbliche in Ghana dato che né la Banca mondiale né il Regno Unito, in quanto partner del progetto, hanno avvertito la Commissione circa le gravi preoccupazioni nutrite sulle carenze nei controlli e sul rischio riscontrato di errori contabili e frode;

Ricerca e altre politiche interne

Strategia Europa 2020

237.  sottolinea che il settimo programma quadro (7°PQ) era il principale programma finanziato dalla Commissione; rileva che sono state firmate 809 convenzioni di sovvenzione, che interessano 10 345 partecipanti per un totale di 3 439 milioni di EUR di contributi dell'Unione; rileva che il 7°PQ contribuisce agli sforzi dell'Unione volti a investire in una competitività sostenibile ma evidenzia che l'Unione nel suo complesso è ancora lontana dall'obiettivo di destinare almeno il 3% del PIL a ricerca e sviluppo; osserva che sono stati compiuti alcuni progressi nel conseguimento degli indicatori chiave di performance (spesa lorda per ricerca e sviluppo – R&S, percentuale di spesa pubblica destinata alla R&S, progressi nell'attuazione dell'Unione dell'innovazione, quota dei contributi finanziari dell'Unione a favore delle piccole e medie imprese, riduzione dei tempi di concessione);

Errori

238.  rileva che la Corte dei conti ha controllato 150 operazioni, segnatamente 89 operazioni relative alla ricerca (86 per il settimo programma quadro (7°PQ) e tre per il sesto programma quadro (6°PQ)), 25 operazioni relative ai programmi di apprendimento permanente (PAP) e "Gioventù in azione" (GiA) e 36 operazioni per altri programmi; si rammarica che la Corte dei conti stimi il tasso di errore più probabile al 4,6% (2012: 3,9%);

239.  osserva che le spese legate a questo gruppo di politiche riguardano un'ampia gamma di obiettivi strategici, quali la ricerca e l'innovazione, l'istruzione, la sicurezza, la migrazione e le misure per combattere gli effetti della crisi finanziaria; osserva che la Commissione ha speso oltre il 50% (5 771 milioni di EUR) dell'importo disponibile per la ricerca; osserva che il 45% del bilancio di ricerca della Commissione è stato attuato da organismi (agenzie e imprese comuni) esterni alla direzione generale; constata che circa il 90% della spesa assume la forma di sovvenzioni a beneficiari che partecipano a progetti e che nel 2013 la Commissione ha concluso 809 convenzioni di sovvenzione;

240.  rileva che il principale rischio sotto il profilo della regolarità è che i beneficiari possano indicare nelle proprie dichiarazioni di spesa costi non ammissibili o non documentati, che potrebbero non essere rilevati e corretti dai sistemi di controllo della Commissione o degli Stati membri;

241.  si rammarica che il 35 % del tasso di errore stimato dipenda da spese per il personale non ammissibili o calcolate in maniera non corretta; rileva che in tale ambito rientrano la dichiarazione dei costi per il personale iscritti a bilancio anziché di quelli effettivi, come pure l'indicazione di costi per ore di lavoro non imputabili al progetto;

242.  si rammarica che il 23% del tasso di errore stimato dipenda da costi indiretti non ammissibili, il 25% da altri costi diretti non ammissibili (IVA, spese di viaggio, ecc.) e il 17% dal mancato rispetto delle norme in materia di appalti pubblici;

243.  osserva che i richiedenti che presentano una domanda per la prima volta, in particolare le PMI, presentano profili di rischio/errore in gran parte sconosciuti; invita la Commissione a non compromettere gli sforzi compiuti per incoraggiare tali partecipanti a prendere parte al programma accrescendo sistematicamente il livello di controllo o gli oneri amministrativi nei loro confronti;

Sistemi di gestione e controllo

244.  esprime stupore per il fatto che in nove delle 32 dichiarazioni di spesa certificate da revisori indipendenti la Corte dei conti ha riscontrato un livello significativo di errori; ritiene inaccettabile un simile livello di errore in quanto i revisori operano nel settore di loro competenza professionale;

245.  invita la Commissione a sensibilizzare maggiormente i revisori in merito allo svolgimento delle loro funzioni;

246.  constata che nel 2013 la Commissione ha condotto 500 audit ex post, svolgendo le relative azioni correttive e di recupero come pure controlli ex ante basati sul rischio;

247.  appoggia la raccomandazione della Corte dei conti, accettata dalla Commissione, di svolgere le proprie attività di controllo per questo gruppo di politiche tenendo maggiormente in considerazione i rischi, focalizzando i controlli sui beneficiari a rischio elevato (ad esempio entità con minore esperienza in merito ai finanziamenti dell'Unione) e alleviando l'onere dei controlli per i beneficiari meno rischiosi;

248.  ribadisce la necessità di trovare il giusto equilibrio tra minori oneri amministrativi e controlli finanziari efficaci;

249.  si compiace del fatto che, nel 2014, i tempi per la concessione di sovvenzioni sono passati da 249 giorni a 209 giorni per il 94% delle convenzioni di sovvenzione;

250.  accoglie con favore il fatto che la Commissione ha proseguito la sua campagna di comunicazione sulla base di un documento che elenca le dieci principali cause di errore, che è stato distribuito a tutti i partecipanti al programma nel 2012;

251.  osserva che alla fine del 2013 il recupero degli importi dichiarati indebiti aveva raggiunto i 29,6 milioni di EUR, mentre gli importi recuperabili ancora dovuti erano cresciuti, passando da 12 milioni di EUR alla fine del 2012 a quasi 17 milioni di EUR;

252.  rileva che le parti interessate del progetto (Organizzazione ITER e le agenzie nazionali, tra cui Fusion for Europe) hanno riconosciuto che il calendario e il bilancio attuali non sono realistici, come confermato da varie valutazioni indipendenti nel corso degli ultimi due anni (2013-2014); chiede di ricevere una copia del nuovo scadenziario e del nuovo bilancio che saranno presentati al Consiglio ITER nel giugno 2015; esprime preoccupazione per i sistematici ritardi nel programma ITER, che ne mettono in discussione l'efficienza e l'efficacia; è profondamente preoccupato per i sovraccosti che compromettono l'efficacia in termini di costi del programma oltre a mettere a rischio gli altri programmi europei, soprattutto nel settore della ricerca;

253.  si compiace che il Fondo per le frontiere esterne abbia contribuito a favorire la solidarietà finanziaria; critica ciononostante il fatto che l'ulteriore valore aggiunto UE da esso fornito è stato limitato e che non si è potuto misurare il risultato complessivo, a causa di debolezze nel monitoraggio operato dalle autorità responsabili e di gravi carenze nelle valutazioni ex post svolte dalla Commissione e dagli Stati membri;

Galileo

254.  prende atto delle risposte della Commissione sui progressi compiuti nell'attuazione del progetto Galileo: 4 satelliti della fase di validazione in orbita di Galileo (IOV) sono stati lanciati con successo nel 2011 e nel 2012, la fase di validazione in orbita di Galileo è stata conclusa con successo nel 2014, le caratteristiche progettuali del sistema, gli obiettivi di rendimento e il valore di riferimento per il funzionamento del sistema sono stati confermati, l'infrastruttura di terra, con diverse basi in tutto il mondo, è stata completata per le operazioni iniziali, le capacità di ricerca e salvataggio dei satelliti IOV Galileo sono state dimostrate con successo, il 22 agosto 2014 sono stati lanciati due satelliti (n. 5 e 6) che si sono collocati in un'orbita errata e, dal dicembre 2014, questi vengono progressivamente spostati verso un'orbita più favorevole al fine di utilizzarli nel miglior modo possibile, e, infine, è in corso la prova del carico pagante di navigazione dei satelliti; si attende di essere informato sui costi supplementari di tali azioni non previste;

255.  rileva che nel 2013 la Corte dei conti ha sottoposto ad audit otto operazioni nel settore dei trasporti, concludendo che cinque di esse erano inficiate da uno o più errori; richiama l'attenzione sull'aumento della percentuale di operazioni affette da errori nel 2013 (62%) rispetto al 2012 (49%) ed esprime preoccupazione per il fatto che, come negli anni precedenti, per i progetti TEN-T esaminati la Corte dei conti ha rilevato diversi errori in relazione alla mancata osservanza delle norme unionali e nazionali sugli appalti; prende atto che, come nel precedente anno 2012, ancora una volta nel 2013 la DG MOVE non ha formulato una riserva relativa a errori in materia di appalti pubblici; invita perciò caldamente la Commissione ad adottare i provvedimenti necessari al fine di escludere tali errori in futuro; osserva che è estremamente importante estendere il controllo ex-ante ed ex-post dei beneficiari delle sovvenzioni, dei fondi e dei finanziamenti della Commissione, al fine di evitare un'utilizzazione abusiva delle risorse assegnate dall'Unione e di assicurare la verifica delle prestazioni; sottolinea che, sebbene il periodo di finanziamento 2007-2013 sia formalmente finito, per il finanziamento della coesione vige un principio N+2, il che significa che molti progetti saranno ancora in fase di realizzazione fino alla fine di quest'anno;

256.  invita la Commissione, a fini di trasparenza, a pubblicare un elenco annuale facilmente accessibile dei progetti di trasporto cofinanziati dall'Unione, in cui figuri anche l'importo esatto del finanziamento accordato a ogni singolo progetto; osserva che tale elenco dovrà comprendere tutte le fonti di finanziamento unionale, come le TEN-T, Orizzonte 2020 e i fondi di coesione e regionali;

257.  esorta la Commissione a riferire ogni anno in merito al modo in cui si è tenuto conto delle osservazioni sulle rispettive linee di bilancio;

258.  ricorda che i progetti di trasporto nei periodi 2007-2013 e 2014-2020 sono stati e saranno finanziati da più fonti, tra cui il Meccanismo per collegare l'Europa, il Fondo di coesione e il Fondo europeo di sviluppo regionale; invita la Commissione a ricercare una maggiore sinergia tra le diverse fonti di finanziamento così da ottenere un'allocazione più efficiente dei fondi dell'Unione;

Ambiente e sanità pubblica

259.  esprime soddisfazione per l'esecuzione globale delle linee di bilancio in materia di ambiente, azione per il clima, sanità pubblica e sicurezza alimentare nel 2013; ricorda ancora una volta che meno dello 0,5% del bilancio dell'Unione è dedicato a tali strumenti strategici e che non bisogna ignorare il chiaro valore aggiunto dell'Unione in tali settori nonché il sostegno dei cittadini europei a favore delle politiche ambientali e climatiche dell'Unione, oltre che della sanità pubblica e della sicurezza alimentare; deplora che tale percentuale sia scesa dallo 0,8 allo 0,5% nel 2012;

260.  prende atto della presentazione dei settori strategici dell'ambiente e della sanità nell'ambito della relazione annuale della Corte dei conti relativa all'esercizio 2013; esprime preoccupazione per il fatto che entrambi i settori strategici sono stati nuovamente inseriti nel capitolo dedicato anche allo sviluppo rurale e alla pesca; ribadisce la sua critica nei confronti di una simile composizione dei settori strategici e invita la Corte dei conti a rivedere il suo approccio nella prossima relazione annuale; ricorda al riguardo la relazione speciale n. 12/2014 della Corte dei conti dal titolo "Il FESR è efficace nel finanziare progetti che promuovono in modo diretto la biodiversità nell'ambito della strategia dell'UE per la biodiversità all'orizzonte 2020?", la quale sottolinea la necessità che la Commissione tenga una registrazione accurata della spesa diretta e indiretta in materia di biodiversità, fra cui Natura 2000; esorta gli Stati membri a facilitare questo processo fornendo dati precisi;

261.  riconosce che la Corte dei conti effettua controlli a campione negli Stati membri in modo molto sistematico e stabilisce il tasso di errore su questa base; rileva che la Corte dei conti non indica in quali Stati membri o in quali settori sorgano i maggiori problemi; sottolinea pertanto la necessità di una chiara catena di responsabilità e, in tale contesto, attribuisce grande importanza alla qualità dei sistemi di controllo negli Stati membri;

262.  considera soddisfacenti i progressi realizzati nell'attuazione di 14 progetti pilota (PP) e sei azioni preparatorie (AP), per un importo complessivo di 5 983 607 EUR; incoraggia la Commissione a continuare ad attuare i PP e le AP come proposto dal Parlamento;

263.  rileva che la DG SANCO era responsabile dell'esecuzione di 233 928 461 EUR per le linee di bilancio relative alla sanità pubblica nel 2013, di cui il 98,1% è stato impegnato in modo soddisfacente; è consapevole del fatto che il 77% circa di tale bilancio è direttamente trasferito a tre agenzie decentrate (il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e l'Agenzia europea per i medicinali (EMA)), che tutti gli stanziamenti sono stati utilizzati al 100% tranne che per EMA ed EFSA, e che tale sottoesecuzione di stanziamenti di impegno di EMA ed EFSA corrisponde al risultato del 2012;

Cultura

264.  si compiace del fatto che nel 2013 il tasso di esecuzione del bilancio per i programmi del periodo 2007-2013, in particolare per i programmi Apprendimento permanente (PAP), Cultura, Media e Gioventù in azione, è stato del 100%; chiede di rafforzare e aumentare la dotazione nel quadro dei programmi 2014-2020 in tema di istruzione e cultura; esprime particolare preoccupazione per il fatto che alla fine dell'anno la mancata corrispondenza tra gli stanziamenti di impegno e di pagamento adottati ha comportato una penuria di pagamenti (per il programma Erasmus+, ad esempio, pari a 202 milioni di EUR), con ripercussioni negative sull'esercizio successivo; teme fortemente e deplora che una situazione simile si possa verificare nel contesto dei nuovi programmi, in particolare Erasmus+ ed Europa creativa, il che, a sua volta, determinerebbe per l'Unione europea una pericolosa perdita di credibilità, minando la fiducia dei cittadini nelle sue istituzioni, e avrebbe conseguenze disastrose per i partecipanti ai programmi;

265.  si compiace che il programma Erasmus, dal suo avvio nel 1987, abbia raggiunto e superato l'obiettivo di 3 milioni di studenti; prende atto del successo duraturo di cui sin dalla sua nascita gode questo programma di punta dell'Unione, che ha contribuito all'integrazione europea e alla crescente consapevolezza di una cittadinanza comune europea e del senso di appartenenza a essa;

266.  esprime preoccupazione per il fatto che a livello europeo – come riportato nell'Eurobarometro speciale 399 del 2013 sulla partecipazione e sull'accesso alla cultura – i bilanci pubblici dedicati alla salvaguardia e alla promozione del patrimonio culturale sono in palese diminuzione, così come lo è la partecipazione alle attività culturali tradizionali; ritiene pertanto che debbano essere rafforzati i nuovi strumenti dell'Unione volti a sostenere l'agenda europea per la cultura, come i programmi Europa creativa e Orizzonte 2020 o la piattaforma culturale Europeana;

Misure da adottare

267.  prende atto del fatto che il direttore generale della DG Ricerca e innovazione ha formulato una riserva generale per quanto riguarda la precisione delle dichiarazioni di spesa (3 664 milioni di EUR) per il 7° PQ nella relazione annuale di attività della direzione generale, anche se egli stesso si attende che l'incidenza finanziaria netta degli errori, basata su 1 552 progetti conclusi, sia pari a circa il 2,09%, vale a dire in prossimità della soglia di rilevanza; ritiene che tali riserve rendano priva di significato la dizione "sana gestione finanziaria"; invita pertanto il direttore generale a formulare in futuro riserve in modo più specifico e mirato;

268.  invita la Commissione a fornire informazioni in merito alla durata media dei procedimenti in contraddittorio prima di procedere al recupero in questo gruppo di politiche, in tempo utile per la relazione sul seguito dato al discarico alla Commissione per il 2013;

269.  si rammarica che la Commissione non abbia ancora inviato l'elenco dei beneficiari per paese; si attende di ricevere una risposta nella relazione sul seguito dato al discarico alla Commissione per il 2013;

270.  si compiace che la Commissione abbia finalmente concesso al relatore l'accesso alla relazione di audit sui costi operativi per due programmi (6,9 milioni di EUR per Apprendimento permanente e 1,65 milioni di EUR per Gioventù in azione) nel 2012 e nel 2013 in Turchia; rileva che la relazione è stata trasmessa in virtù dell'accordo quadro; è preoccupato per le rilevanti carenze riscontrate ma si compiace delle misure adottate dalle autorità turche per porre rimedio al problema; chiede alla Commissione di valutare l'opportunità di imporre eventuali rettifiche finanziarie;

271.  invita la Commissione a fornire ulteriori informazioni sulla spesa per il Programma di sostegno alla politica in materia di tecnologie dell'informazione e della comunicazione, in tempo per la relazione sul seguito dato al discarico 2013 della Commissione; osserva che, per il programma in parola, l'importo dei pagamenti a rischio potrebbe arrivare a 3,4 milioni di EUR nel 2013, con un tasso di errore residuo del 2,8%; osserva che, nonostante queste circostanze, il direttore generale della DG Reti di comunicazione, contenuti e tecnologie (DG CONNECT) non ha formulato riserve;

272.  invita la Commissione a riferire in modo esauriente, in tempo per la procedura di discarico 2014, sul potenziamento dell'orientamento strategico della direzione generale della Ricerca e dell'innovazione, avviato mediante l'esternalizzazione della gestione di due terzi dei costi operativi del 7° PQ a organismi esterni alla Commissione;

273.  chiede alla Commissione di fornire, in tempo per la procedura di discarico 2014, un riepilogo dei progressi delle politiche tra il 7º PQ e Orizzonte 2020 per i ricercatori e le PMI;

Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF)

274.  accoglie favorevolmente le discussioni in corso tra l'OLAF e il suo comitato di vigilanza in merito alla revisione degli accordi operativi e li esorta a raggiungere un accordo comune e soddisfacente; prende atto degli sforzi compiuti dall'OLAF per attuare gli accordi operativi; sottolinea che tali sforzi non dovrebbero essere sproporzionati, in considerazione della ristrettezza delle risorse dell'ufficio;

275.  segnala che il regolamento (UE, Euratom) n. 883/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio(47), in vigore dal 1º ottobre 2013, obbliga l'OLAF a garantire il funzionamento indipendente della segreteria del comitato di vigilanza (considerando 40 del regolamento in parola); non è a conoscenza, in questa fase, delle misure prese per attuare tale obbligo giuridico; sollecita la Commissione ad adottare provvedimenti immediati per porre rimedio alla situazione;

276.  invita l'OLAF a consultare tempestivamente il proprio comitato di vigilanza, prima di modificare le istruzioni al suo personale in materia di procedure d'indagine e prima di stabilire le priorità della politica in materia di indagini;

277.  deplora il fatto che l'OLAF non necessariamente attua le raccomandazioni del proprio comitato di vigilanza, a volte senza nemmeno fornire una motivazione; invita il direttore generale a migliorare la cooperazione in tale ambito;

278.  ricorda che l'OLAF, al 31 gennaio 2012, aveva avviato 423 indagini; esprime preoccupazione in merito alla legittimità di una simile procedura; invita il comitato di vigilanza dell'OLAF a valutare la legittimità delle 423 indagini avviate all'improvviso nonché l'esito delle stesse; chiede inoltre al comitato di vigilanza dell'OLAF di esaminare le statistiche sulla durata delle indagini, di analizzare il funzionamento del sistema automatico di gestione dei fascicoli e di riferire in merito al Parlamento;

279.  chiede altresì al comitato di vigilanza dell'OLAF di esaminare le statistiche sulla durata delle indagini, di analizzare il funzionamento del sistema automatico di gestione dei fascicoli e di riferire in merito alla commissione competente del Parlamento;

280.  chiede all'OLAF di fornire statistiche più dettagliate sulla frequenza dell'avvio e della conclusione delle indagini nella sua relazione annuale;

281.  chiede all'OLAF di fornire al Parlamento maggiori informazioni in merito agli aspetti pratici del processo di selezione dei fascicoli, alla lunghezza e agli orientamenti interni per il processo;

Amministrazione

282.  evidenzia che negli ultimi quattro anni (2011-2014) sono state ricevute 336 145 domande per tutte le procedure di selezione avviate dall'Ufficio europeo di selezione del personale, che il costo medio di trattamento di una domanda può essere stimato a 238 EUR e che meno del 10% dei candidati viene infine inserito in una lista di riserva; sollecita risparmi con il denaro dei contribuenti dell'Unione riducendo la burocrazia e prorogando la validità delle liste di riserva per almeno due anni; chiede alla Commissione di riferire al riguardo entro giugno 2015;

283.  chiede alla Commissione di indicare al Parlamento la pensione più elevata versata nel 2013 ai funzionari della Commissione;

284.  esprime preoccupazione perché la Corte dei conti ha riscontrato che le disposizioni per ovviare a un basso rendimento del personale sono raramente attivate; invita la Commissione ad applicare pienamente le disposizioni dello statuto del personale;

285.  sollecita informazioni sul personale che non figura nella tabella dell'organico e sui costi del personale finanziati da rubriche diverse da quella relativa all'"amministrazione"; deplora che non vengano trasmessi all'autorità di bilancio dati consolidati concernenti il numero totale di personale di questo tipo e le relative spese associate in seno alla Commissione;

286.  segnala che il regolamento del Consiglio (CE, Euratom) n. 723/2004(48) ha introdotto nell'allegato 1.A due nuovi gradi, AD 13 e AD 14, accessibili al personale senza responsabilità di gestione, per il quale era prima previsto il limite al grado A4 (equivalente al grado AD 12); invita la Commissione ad aggiornare la relazione del 2011 sull'equivalenza delle carriere e la relazione sulle spese di personale generate nel 2013 dall'organico non dirigenziale di grado AD 13 e AD 14;

287.  chiede alla Commissione di fornire informazioni circa il finanziamento di tutte le misure sociali, sportive e culturali per il proprio personale, compresi i benefici di tali misure per il rendimento e per l'integrazione delle persone trasferitesi all'estero e delle loro famiglie;

288.  chiede alla Commissione di riferire in merito all'utilizzo del sistema di orario di lavoro flessibile nel seguito dato al discarico alla Commissione per il 2013;

289.  esprime preoccupazione per il considerevole aumento del numero di alti funzionari di grado da AD 13 a AD 16; considera ciò un rischio per la reputazione dell'Unione, in quanto è difficile spiegare che le ore di lavoro straordinario non sono comprese in retribuzioni tanto cospicue;

290.  osserva che le divergenze nei livelli retributivi dei funzionari che lavorano per le istituzioni dell'Unione e di quelli impiegati nelle amministrazioni nazionali continuano a essere alquanto considerevoli, comportando, tra l'altro, una mancanza di mobilità del personale tra il livello europeo e quello nazionale; invita la Commissione a condurre uno studio approfondito sui motivi di tali divergenze e a elaborare una strategia a lungo termine per ridurle, prestando particolare attenzione alle diverse indennità (indennità familiare, di dislocazione, di installazione e di nuova sistemazione), al congedo ordinario, alle vacanze, ai giorni di viaggio e alla compensazione di lavoro straordinario;

291.  segnala la comunicazione del Segretario generale della Commissione sulla prevista limitazione a venti righe delle risposte alle interrogazioni parlamentari; invita i Commissari a farsi carico della loro responsabilità politica e a non permettere più che il Segretariato generale ponga un limite alle loro risposte;

292.  esprime preoccupazione per la tutela degli informatori e sollecita la Commissione a vigilare affinché sia garantito il pieno rispetto dei loro diritti;

293.  segnala che nel 2013 le organizzazioni non governative (ONG) hanno ricevuto quasi 9 milioni di EUR dalla DG Ambiente, quasi 4 milioni di EUR dalla DG Salute e consumatori e 5,7 milioni di EUR dalla DG Occupazione, affari sociali e inclusione; prende atto di una costante esternalizzazione dei compiti della Commissione; invita la Commissione a illustrare al Parlamento il valore aggiunto europeo dei fondi distribuiti attraverso tali ONG;

294.  invita la Commissione a erogare ai Commissari in carica per meno di due anni un'indennità transitoria non superiore al periodo del loro mandato in qualità di Commissario;

295.  ritiene che, in tempi di crisi e di tagli di bilancio in generale, sia necessario ridurre i costi delle "giornate esterne" del personale delle istituzioni europee e che esse dovrebbero svolgersi, per quanto possibile, nelle rispettive sedi delle istituzioni, dal momento che il loro valore aggiunto non giustifica costi così elevati;

296.  esprime preoccupazione per la scarsa presenza di donne nei posti di responsabilità della Commissione; chiede alla Commissione di mettere a punto un piano per le pari opportunità, in particolare per quanto riguarda i posti dirigenziali, con l'obiettivo di correggere quanto prima tale squilibrio;

Ottenere risultati dal bilancio dell'Unione europea

297.  deplora che, nonostante alcuni progressi riferiti dalla Corte dei conti(49), la quarta relazione di valutazione di cui all'articolo 318 TFUE ancora non costituisca un utile contributo all'attività di discarico, sebbene in virtù del TFUE dovrebbe essere parte delle prove quando il Parlamento concede ogni anno il discarico alla Commissione per l'esecuzione del bilancio; è preoccupato perché la mancata attenzione sulla performance costituisce un grave problema per il bilancio dell'Unione;

298.  osserva che, nella relazione per il 2013, la Corte dei conti conclude che gli Stati membri, nel selezionare i progetti nell'ambito della gestione concorrente, si sono concentrati innanzitutto sulla necessità di spendere i fondi UE disponibili piuttosto che sulla performance da essi attesa; chiede, al fine di invertire tale tendenza e consentire un cambiamento verso una cultura del buon rendimento, che sia istituito un gruppo di lavoro indipendente di alto livello (al quale partecipino anche personalità accademiche) sui risultati del bilancio dell'Unione, allo scopo di formulare raccomandazioni per consentire un passaggio strutturale dalla logica della spesa a quella del buon rendimento, sulla base di una valutazione del valore aggiunto europeo e nel rispetto delle norme; ritiene che le conclusioni di tale gruppo di lavoro di alto livello dovrebbero essere disponibili in tempo utile prima della revisione intermedia dell'attuale QFP e costituire la base per il nuovo periodo di programmazione del QFP;

299.  ribadisce la richiesta che le direzioni generali della Commissione definiscano nel loro piano di gestione un numero limitato di obiettivi semplici, conformi ai requisiti della Corte dei conti in termini di pertinenza, comparabilità e affidabilità e collegati ai principali obiettivi della strategia Europa 2020, riferiscano in merito al loro conseguimento nella relazione annuale di attività, in un capitolo intitolato "risultati politici", e che la Commissione adotti su tale fondamento la relazione di valutazione delle finanze dell'Unione come previsto all'articolo 318 TFUE;

300.  chiede che la Commissione includa nelle prossime relazioni di valutazione di cui all'articolo 318 TFUE un'analisi dell'efficienza, dell'efficacia e dei risultati ottenuti in termini di crescita e posti di lavoro attraverso il piano di investimento di 315 miliardi di EUR annunciato il 26 novembre 2014 dal Presidente della Commissione Jean-Claude Juncker, in occasione della seduta plenaria del Parlamento;

301.  chiede che nella prossima relazione di valutazione prevista all'articolo 318 TFUE la Commissione includa un'analisi effettuata in cooperazione con la Banca europea per gli investimenti sull'efficienza, sull'efficacia e sui risultati conseguiti dal piano per la crescita e l'occupazione di 120 miliardi di EUR adottato dal Consiglio europeo nella riunione del 28 e 29 giugno 2012;

302.  ribadisce che l'organizzazione interna della Commissione, presieduta da Jean Claude Juncker, dovrebbe tenere presente il fatto che la strategia per la crescita e l'occupazione dell'Unione non si basa su attività condotte da singole direzioni generali, ma comprende sette iniziative faro trasversali, attuate di volta in volta da diverse DG; insiste sul fatto che il coordinamento e la cooperazione necessari in seno alla Commissione non dovrebbero comportare nuove formalità e oneri burocratici;

303.  invita la Commissione a gestire il proprio bilancio in modo che non vi siano sovrapposizioni fra le politiche tematiche e duplicazioni degli sforzi tra le varie DG aventi competenze simili o identiche;

304.  ritiene che il concetto/l'idea di studi concernenti la valutazione d'impatto sulla sostenibilità debba applicarsi a tutti i tipi di sostegno finanziario, non solo nell'ambito della spesa della Commissione ma anche di quella di tutte le tutte le istituzioni, organi ed agenzie dell'Unione; è del parere che nessuna spesa debba essere consentita e ammessa se non è conforme allo studio/all'analisi concernente la valutazione d'impatto;

305.  chiede che la Commissione presenti alla commissione competente del Parlamento, entro settembre 2015, una relazione completa sulle attività da essa svolte al fine di incoraggiare i cittadini in generale a denunciare le irregolarità di cui vengono a conoscenza;

Agenzie esecutive

306.  deplora che, secondo la relazione di revisione sui conti annuali dell'Agenzia esecutiva per la rete transeuropea di trasporto(50), l'Agenzia non svolga verifiche ex ante soddisfacenti sulle spese per la propria sede fatturate dal gestore degli edifici e che, quindi, nel 2013 essa abbia pagato, senza chiederne il rimborso, l'IVA su tali spese per un ammontare di 113 513 EUR; osserva che la maggior parte dei contratti, delle fatture e delle ricevute alla base di tali spese non erano a disposizione dell'Agenzia esecutiva; segnala che l'elevato tasso di riporti per il titolo II (27%, pari a 666 119 EUR) porta a interrogarsi sulla sana gestione finanziaria di tale Agenzia esecutiva;

Contrabbando di tabacco

307.  ricorda che il Parlamento europeo ha chiesto, nella risoluzione che accompagna il discarico alla Commissione per l'esercizio 2012, una valutazione degli accordi esistenti con i quattro gruppi del tabacco (Philip Morris International Corporation Inc. (PMI), Japan Tobacco International Corporation, British American Tobacco Corporation e Imperial Tobacco Corporation); osserva che durante l'audizione a porte chiuse su tale tematica la Commissione si è impegnata a presentare, entro maggio 2015, una valutazione delle esperienze maturate in relazione all'accordo con PMI che scadrà a breve.

10.2.2015

PARERE della commissione per gli affari esteri

destinato alla commissione per il controllo dei bilanci

sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione III – Commissione e agenzie esecutive

(2014/2075(DEC))

Relatore per parere: Anneli Jäätteenmäki

SUGGERIMENTI

La commissione per gli affari esteri invita la commissione per il controllo dei bilanci, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  si compiace del fatto che, per l'esercizio 2013, il tasso di errori rilevanti nella rubrica 4 sia fortemente diminuito; appoggia tutte le raccomandazioni relative alla rubrica 4 formulate dalla Corte dei conti nella sua relazione annuale; resta preoccupato dinanzi al fatto che le spese approvate continuano ad essere inficiate da un livello rilevante di errore; osserva tuttavia che, sebbene siano aumentate le spese maggiormente soggette a errori, il tasso complessivo di errori rilevanti è diminuito in tutto il bilancio dell'Unione;

2.  chiede un uso efficace di tutte le misure che sono previste negli accordi con i paesi terzi per combattere la frode ed evitare danni agli interessi finanziari dell'Unione, nonché l'introduzione di misure più efficaci ove necessario;

3.  chiede la creazione di meccanismi efficaci per la valutazione d'impatto ex ante ed ex post degli accordi conclusi tra l'Unione e i paesi terzi;

4.  è preoccupato dinanzi alla constatazione della Corte dei conti che la Commissione ha convalidato spese sostanziali relative allo strumento di assistenza preadesione (IPA) in assenza di una documentazione giustificativa; condivide la raccomandazione della Corte dei conti secondo cui, per evitare errori analoghi in futuro, la Commissione e la DG NEAR devono garantire l'istituzione di un nuovo sistema di convalida, in virtù del quale le voci di spesa verrebbero liquidate sulla base dei conti presentati, come è già prassi comune nelle altre istituzioni;

5.  prende atto dell'audit da parte della Corte dei conti dei sistemi di EuropeAid e del fatto che essa li giudica solo parzialmente efficaci; esorta EuropeAid a migliorare la qualità dei suoi sistemi sulla base delle raccomandazioni della Corte; osserva tuttavia che il tasso di errori rilevanti nel caso di EuropeAid è inferiore a quello del 2012;

6.  si compiace dei progressi compiuti dalla Commissione nell'accreditare tutte le missioni PESC in conformità della "valutazione fondata su sei pilastri" e della sua previsione secondo cui le quattro missioni principali saranno presto conformi; sottolinea la necessità per la Commissione di accreditare tutte le missioni in linea con la raccomandazione della Corte dei conti;

7.  è profondamente preoccupato dinanzi alle gravi accuse di corruzione nei confronti di EULEX Kosovo, che, se confermate, rimetteranno in questione l'integrità della reputazione dell'Unione europea e l'assistenza che essa fornisce ai paesi che attuano riforme nel settore dello Stato di diritto; è altresì particolarmente preoccupato quanto al modo in cui le accuse di corruzione sono state trattate e alla lentezza di reazione del Servizio europeo per l'azione esterna; prende atto dell'indagine avviata per esaminare EULEX; si aspetta di essere informato quanto prima dei risultati e sottolinea la necessità di attuare una politica a tolleranza zero per quanto riguarda le questioni di corruzione e di applicare gli insegnamenti tratti;

8.  deplora i forti ritardi registrati nella fornitura di attrezzature e servizi essenziali per le missioni nel quadro della PSDC, nonché le conseguenti ripercussioni negative sul funzionamento delle missioni stesse; ricorda che la Corte dei conti, nella sua relazione speciale del 2012 sull'assistenza dell'UE al Kosovo, ha denunciato tale inefficienza concludendo che le regole in materia di appalti stabilite dal regolamento finanziario "non sono pensate per le missioni di PSDC (…) che a volte richiedono risposte rapide e flessibili"; esorta la Commissione a prendere in considerazione una revisione delle regole pertinenti;

9.  è del parere che la Commissione dovrebbe introdurre, mediante atti delegati conformemente all'articolo 210 del regolamento finanziario, norme in materia di appalti specifiche per le misure di gestione delle crisi nel quadro della PSDC, allo scopo di consentire una condotta rapida e flessibile delle operazioni; ricorda che l'articolo 190, paragrafo 4, del regolamento finanziario prevede già una possibilità di deroga alle norme in materia di appalti per l'azione esterna nel caso dell'aiuto umanitario.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

9.2.2015

Esito della votazione finale

+ :– :

0 :

 

474

8

 

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Francisco Assis, Petras Auštrevičius, Amjad Bashir, Goffredo Maria Bettini, Mario Borghezio, Elmar Brok, Klaus Buchner, James Carver, Fabio Massimo Castaldo, Lorenzo Cesa, Aymeric Chauprade, Javier Couso Permuy, Andi Cristea, Arnaud Danjean, Marcel de Graaff, Georgios Epitideios, Knut Fleckenstein, Eugen Freund, Michael Gahler, Richard Howitt, Sandra Kalniete, Manolis Kefalogiannis, Tunne Kelam, Janusz Korwin-Mikke, Andrey Kovatchev, Eduard Kukan, Ilhan Kyuchyuk, Arne Lietz, Barbara Lochbihler, Ramona Nicole Mănescu, David McAllister, Jean-Luc Mélenchon, Tamás Meszerics, Francisco José Millán Mon, Javier Nart, Pier Antonio Panzeri, Demetris Papadakis, Alojz Peterle, Tonino Picula, Kati Piri, Andrej Plenković, Cristian Dan Preda, Jozo Radoš, Alyn Smith, Charles Tannock, Eleni Theocharous, László Tőkés, Ivo Vajgl, Elena Valenciano, Hilde Vautmans

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Angel Dzhambazki, Mariya Gabriel, Antonio López-Istúriz White, David Martin, Igor Šoltes

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Viorica Dăncilă, Doru-Claudian Frunzulică, Christine Revault D'Allonnes Bonnefoy, Beatrix von Storch

22.1.2015

PARERE della commissione per lo sviluppo

destinato alla commissione per il controllo dei bilanci

sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione III – Commissione e agenzie esecutive

(2014/2075(DEC))

Relatore per parere: Linda McAvan

SUGGERIMENTI

La commissione per lo sviluppo invita la commissione per il controllo dei bilanci, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.   accoglie con favore la maggiore attenzione riservata dal processo di discarico al miglioramento dell'impegno al fine di ottenere i migliori risultati possibili con i soldi dei contribuenti dell'Unione; esorta la Commissione, a questo proposito, a migliorare il feedback continuo del ciclo di valutazioni, in modo tale che quanto appreso dalla pratica passata e dalle raccomandazioni di valutazione contribuisca in misura ancora maggiore a migliorare il processo decisionale, la programmazione e l'attuazione degli aiuti dell'Unione in futuro;

2.   è seriamente preoccupato per il fatto che, nel bilancio 2013, gli stanziamenti di pagamento gestiti dalla direzione generale Sviluppo e cooperazione (DG DEVCO) registravano un ammanco di 293 milioni di EUR e per il fatto che l'approvazione tardiva dei necessari rinforzi abbia provocato un riporto all'anno successivo, esercitando così una maggiore pressione sui già scarsi stanziamenti di pagamento per il 2014;

3.   rileva con preoccupazione la crescente discrepanza tra, da un lato, gli impegni internazionali dell'Unione, i suoi ambiziosi quadri politici e i nuovi strumenti (come ad esempio l'agenda di sviluppo post-2015 e gli strumenti di finanziamento esterno per il periodo 2014-2020) e, dall'altro, la sua incapacità di onorare gli impegni assunti nei confronti dei partner globali e di altri organismi, segnatamente per quanto riguarda gli aiuti umanitari, a causa della indisponibilità di sufficienti stanziamenti di pagamento;

4.   ritiene che tale situazione comporti non solo un elevato rischio politico e di reputazione per la credibilità dell'Unione come primo donatore mondiale, ma possa anche mettere in pericolo la stabilità di bilancio dei paesi partner, lasciando lacune finanziarie nei loro bilanci; teme che questa discrepanza possa diventare molto evidente nel 2015, quando il livello complessivo di aiuti pubblici allo sviluppo (APS) sarà ampiamente al di sotto dell'obiettivo collettivo dello 0,7% del RNL dell'Unione a fine esercizio;

5.   sottolinea che nel 2013, per il secondo anno consecutivo, gli aiuti umanitari attraverso il bilancio dell'UE hanno superato 1,3 miliardi di euro di impegni a causa del verificarsi di un elevato numero di crisi umanitarie che hanno causato enormi sofferenze umane; si rammarica profondamente dell'impatto che la mancanza di stanziamenti di pagamento ha provocato in questo anno di crisi sulle attività della DG ECHO, che potrebbero essere mantenute solo attraverso una riprogrammazione dei piani di pagamento, con un conseguente riporto di 160 milioni di euro in arretrati di pagamenti a fine esercizio; chiede al Consiglio di garantire ed onorare il piano dei pagamenti concordato con il Parlamento europeo;

6.   deplora il danno di reputazione già subito a causa di queste misure ad-hoc e sottolinea il paradosso tra l'aumento delle crisi umanitarie registrato in tutto il mondo negli ultimi anni e le misure operative che l'Unione ha adottato per affrontare in modo efficace le crisi improvvise (come l'apertura del Centro di coordinamento delle risposte alle emergenze nel maggio 2013), da un lato, e la mancanza di stanziamenti di pagamento, dall'altro; è allarmato dal possibile peggioramento di questa situazione nel 2014, nel caso in cui non venga garantito un adeguato rinforzo di bilancio;

7.   prende atto di un miglioramento del tasso di errore più probabile stimato dalla Corte dei conti europea per i pagamenti nel settore delle azioni esterne (dal 3,3% nel 2012 al 2,6% nel 2013); deplora, tuttavia, che questa cifra sia ancora al di sopra della soglia di rilevanza, dando luogo ad una riserva da parte del direttore generale di EuropeAid e rendendo il verificarsi di errori nei pagamenti nel settore dell'azione esterna una questione che continua a meritare la massima attenzione del Parlamento e un seguito immediato da parte dalla Commissione;

8.   attende con interesse di vedere i primi risultati del piano d'azione adottato dalla DG DEVCO nel maggio 2013 per migliorare l'attuazione dei suoi sistemi di controllo; esorta, in particolare, la DG DEVCO ad accelerare la gestione degli ordini di riscossione (con 310 milioni di euro ancora in sospeso alla fine del 2013, su un importo totale recuperabile di 550 milioni di euro);

9.   prende atto con soddisfazione che il TER della DG ECHO è rimasto sotto la soglia di rilevanza per diversi anni consecutivi (1,55% nel 2013);

10. concorda con le raccomandazioni contenute nella relazione speciale della Corte dei conti europea sul sostegno dell'UE per la riabilitazione a seguito del terremoto di Haiti(51), in particolare sull'adozione di una strategia comune DEVCO-ECHO per garantire un collegamento e una sinergia più efficaci tra le loro rispettive attività, ed esorta la Commissione ad attuare queste raccomandazioni in tutte le sue operazioni, in corso e future, nel contesto di una situazione post-catastrofe o di fragilità; invita la Commissione ad informare i colegislatori in merito ad eventuali vincoli di bilancio o giuridici che abbiano ostacolato l'effettiva attuazione del sostegno dell'UE per la riabilitazione di Haiti a seguito del terremoto;

11. rileva che, nel 2013, l'uso di strumenti finanziari innovativi, in particolare la combinazione di sovvenzioni e prestiti, è stato ulteriormente promosso, con un contributo unionale di circa 400 milioni di euro per tutti i meccanismi finanziari regionali combinati(52), il 55% dei quali è stato destinato al settore dell'energia, segnatamente a 52 progetti di investimento per un valore complessivo di 7,2 miliardi di euro;

12. rileva con preoccupazione che il ricorso al finanziamento combinato nel settore dell'energia si concentra principalmente su grandi progetti con un minore accento sulle soluzioni energetiche locali; esorta l'Unione ad astenersi dallo sviluppare un approccio dall'alto allo sviluppo di infrastrutture energetiche per garantire un accesso universale all'energia per tutti entro il 2030, tenendo presente che le infrastrutture su larga scala potrebbero non essere adatte alla struttura economica e sociale del paese e non riuscire a fornire accesso all'energia ai poveri, per i quali sono di solito più idonee ed efficaci fonti di energia più piccole, decentrate e non collegate alla rete;

13. rileva che la relazione speciale 16(2014) della Corte dei conti europea sul ricorso al finanziamento combinato conclude che, per quasi la metà dei progetti esaminati, non vi erano prove sufficienti per concludere che le sovvenzioni fossero giustificate, mentre in un determinato numero di questi casi, vi erano indicazioni che gli investimenti sarebbero stati realizzati senza il contributo dell'Unione; sottolinea, inoltre, che il finanziamento combinato rischia di determinare una bolla del debito in taluni paesi del terzo mondo con risorse limitate per il servizio del debito, in particolare nell'Africa sub-sahariana e nei Caraibi; esorta quindi la Commissione europea, in un contesto in cui ha indicato la propria volontà di estendere notevolmente il ricorso al finanziamento combinato nei prossimi anni, ad attuare le raccomandazioni contenute nella relazione speciale della Corte dei conti europea sul ricorso al finanziamento combinato e a valutare il meccanismo di combinazione di sovvenzioni e prestiti, segnatamente in termini di sviluppo e addizionalità, trasparenza e responsabilità finanziarie;

14. ricorda che il finanziamento combinato dell'Unione non dovrebbe in alcun caso costituire un pretesto per diminuire l'APS; accoglie con favore la partecipazione del Parlamento alla piattaforma dell'UE per il finanziamento combinato nella cooperazione esterna (EUBEC) al fine di offrire raccomandazioni e linee guida onde aumentare ulteriormente l'efficacia degli aiuti forniti dall'Unione attraverso operazioni di finanziamento combinato in linea con gli obiettivi, concordati a livello internazionale, dell'agenda per l'efficacia degli aiuti, in particolare i principi base della proprietà, dell'allineamento, dell'armonizzazione e della responsabilità reciproca; in particolare, raccomanda, in un contesto in cui il finanziamento combinato offre un'opportunità per sostenere le attività delle grandi imprese dell'Unione operanti all'estero (discostandosi, quindi, dagli obiettivi di sviluppo); raccomanda che il Parlamento venga debitamente informato sulle proposte di progetti finanziate dai meccanismi finanziari combinati prima che gli organi operativi adottino decisioni; ricorda che i progetti finanziati tramite il finanziamento combinato dovrebbero veramente contribuire alla riduzione della povertà e rispettare i principi di efficacia dello sviluppo; invita la Commissione ad utilizzare il finanziamento combinato solo quando ne sia dimostrato il valore aggiunto, come evidenziato dalla Corte(53);

15. rileva che, nel 2013, il sostegno di bilancio ha continuato ad essere un'importante modalità di aiuto per l'attuazione della politica di sviluppo dell'Unione, con una quota del 27,3% del totale degli impegni; si compiace del fatto che la creazione del comitato direttivo per il sostegno di bilancio e l'applicazione della nuova politica di sostegno di bilancio(54) a partire dal 1 gennaio 2013 sembrino contribuire positivamente alla garanzia in merito alle operazioni di sostegno di bilancio della DG DEVCO nel 2013;

16. esprime preoccupazione per il fatto che nessuno degli indicatori chiave del rendimento nel settore dell'"Efficienza dei sistemi di audit" sia stato soddisfatto nel 2013; rileva con preoccupazione come la percentuale di audit finanziari contratti dalla Commissione che abbia ricevuto un giudizio senza rilievi da parte dei revisori esterni sia scesa dal 53% del 2012 al 44% del 2013; esorta la DG DEVCO ad adottare tutti i provvedimenti necessari per migliorare la qualità e l'efficacia dei sistemi di controllo, in particolare per quanto riguarda la codifica dei dati e l'attuazione dei piani di audit;

17. sollecita la DG DEVCO a ridurre l'elevato numero di raccomandazioni "critiche" e "molto importanti" del servizio di audit interno, della struttura di audit interno e della Corte dei conti europea ancora in sospeso più di sei mesi dopo la scadenza originaria(55) e a portare tale cifra al di sotto dell'obiettivo del 15% entro la fine del 2014;

18. attende con impazienza di vedere i risultati dettagliati della valutazione del carico di lavoro nelle sedi centrali per attuare la politica di tagli del personale per il periodo 2014-2017; esprime preoccupazione per il fatto che la mancanza di personale e la sospensione dei posti siano stati ripetutamente citati come i principali fattori alla base del mancato raggiungimento degli Indicatori chiave di risultato delle delegazioni(56) e che l'"Assegnazione e la mobilità" del personale continuino ad essere considerate la norma di controllo interno meno efficace(57); si rivolge alla Commissione affinché garantisca che i tagli di personale imposti non avranno un impatto negativo sulla presenza di errori nelle operazioni, sul rischio fiduciario, sulla lunghezza dei termini di pagamento, sul numero di progetti visitati e sui tassi di soddisfazione del personale;

19. esprime preoccupazione per l'impatto del dichiarato obiettivo collettivo della DG DEVCO di ridurre il numero di contratti gestiti, che si traduce in un minor numero di attività su larga scala e pone ovviamente in una posizione di svantaggio le organizzazioni non governative più piccole e locali, che possono avere un importante vantaggio comparativo a causa del loro livello di specializzazione e competenze locali; è del parere che ciò sia miope e rischi di essere dannoso per l'efficacia della politica di sviluppo dell'Unione, riducendo la diversità e la specializzazione dei partner di esecuzione.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

21.1.2015

 

 

 

Esito della votazione finale

+:–:

0:

 

232

0

 

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Louis Aliot, Beatriz Becerra Basterrechea, Kostas Chrysogonos, Nirj Deva, Doru-Claudian Frunzulică, Nathan Gill, Heidi Hautala, Maria Heubuch, Teresa Jiménez-Becerril Barrio, Linda McAvan, Norbert Neuser, Maurice Ponga, Cristian Dan Preda, Lola Sánchez Caldentey, Elly Schlein, György Schöpflin, Pedro Silva Pereira, Davor Ivo Stier, Paavo Väyrynen, Bogdan Brunon Wenta, Rainer Wieland, Anna Záborská

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Seb Dance, Louis-Joseph Manscour

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Rosa D'Amato

23.1.2015

PARERE della commissione per il commercio internazionale

destinato alla commissione per il controllo dei bilanci

sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, Sezione III – Commissione e agenzie esecutive

(2014/2075(DEC))

Relatore per parere: Reimer Böge

SUGGERIMENTI

La commissione per il commercio internazionale invita la commissione per il controllo dei bilanci, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.   esprime preoccupazione per le conclusioni della Corte dei conti secondo le quali tutti i pagamenti effettuati nel corso dell'esercizio finanziario 2013, ad eccezione della propria amministrazione dell'Unione, erano inficiati da un livello rilevante di errore;

2.   deplora che il 29% delle operazioni controllate nell'ambito delle relazioni esterne, aiuti e allargamento dell'Unione fosse inficiato da errori e che nessuno degli errori individuati fosse stato rilevato dai controlli della Commissione; esprime, tuttavia, soddisfazione per la riduzione del tasso di errore più probabile dal 3,3% nel 2012 al 2,6% nel 2013, pur sottolineando che vi sono ancora margini di miglioramento;

3.   sottolinea che il mancato rispetto delle procedure, l'inammissibilità delle spese e la mancata esecuzione rappresentano l'86% del tasso di errore più probabile nell'ambito delle relazioni esterne, aiuti e allargamento dell'Unione;

4.   richiama l'attenzione sulla necessità di garantire controlli e audit adeguati dell'assistenza macro-finanziaria dell'Unione;

5.   deplora che la Commissione non abbia adeguatamente valutato tutti gli effetti economici degli accordi commerciali preferenziali; raccomanda vivamente alla Commissione di accogliere le raccomandazioni della Corte dei conti, affrontare le carenze, anche nelle valutazioni ex post ed ex ante, e le lacune nei controlli doganali effettuati dalle autorità degli Stati membri selezionati nel campione della Corte nonché verificare che gli Stati membri migliorino l'efficacia dei rispettivi sistemi di gestione del rischio e delle strategie di controllo per ridurre le perdite al bilancio dell'Unione; insiste sul fatto che tali valutazioni debbano essere sia trasparenti che facilmente comprensibili;

6.   prende atto delle osservazioni della Corte dei conti in merito al fatto che, nonostante gli sviluppi positivi registrati, l'SPG non è ancora stato in grado di conseguire pienamente i suoi obiettivi; osserva inoltre che tale sistema è divenuto operativo soltanto recentemente;

7.   sottolinea che, in riferimento alla strategia in materia di aiuti al commercio, i fondi dell'Unione devono essere utilizzati in modo efficace e conforme alle normative e ai regolamenti in vigore, perseguendo l'obiettivo di assicurare una migliore integrazione dei beneficiari nel sistema commerciale mondiale basato sulle norme;

8.   sottolinea che la valutazione e il controllo degli accordi commerciali non costituiscono soltanto una questione di bilancio, ma anche un aspetto fondamentale per far sì che i partner si attengano agli impegni sottoscritti nell'ambito dei diritti umani e degli standard lavorativi e ambientali;

9.   chiede che siano garantiti controlli sufficienti sulle varie attività a sostegno dell'internazionalizzazione delle piccole e medie imprese dell'Unione, nonché sul loro accesso ai mercati dei paesi terzi; ricorda la necessità di valutare il livello di efficacia del coordinamento tra centri imprenditoriali dell'UE, centri imprenditoriali nazionali e camere di commercio nei paesi terzi e individuare le pertinenti modalità di miglioramento.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

22.1.2015

 

 

 

Esito della votazione finale

+:–:

0:

 

306

1

 

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

William (The Earl of) Dartmouth, Maria Arena, Tiziana Beghin, David Borrelli, David Campbell Bannerman, Daniel Caspary, Salvatore Cicu, Christofer Fjellner, Yannick Jadot, Ska Keller, Jude Kirton-Darling, Gabrielius Landsbergis, Bernd Lange, Marine Le Pen, David Martin, Emmanuel Maurel, Emma McClarkin, Anne-Marie Mineur, Alessia Maria Mosca, Artis Pabriks, Franck Proust, Godelieve Quisthoudt-Rowohl, Inmaculada Rodríguez-Piñero Fernández, Matteo Salvini, Marietje Schaake, Helmut Scholz, Joachim Schuster, Joachim Starbatty, Adam Szejnfeld, Iuliu Winkler, Jan Zahradil

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Goffredo Maria Bettini, Reimer Böge, Victor Boștinaru, Klaus Buchner, Dita Charanzová, Sajjad Karim, Fernando Ruas, Ramon Tremosa i Balcells, Jarosław Wałęsa

30.1.2015

PARERE della commissione per l'occupazione e gli affari sociali

destinato alla commissione per il controllo dei bilanci

sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione III – Commissione e agenzie esecutive

(2014/2075(DEC))

Relatore per parere: Marian Harkin

SUGGERIMENTI

La commissione per l'occupazione e gli affari sociali invita la commissione per il controllo dei bilanci, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  osserva che, per il settore dell'occupazione e degli affari sociali, la relazione della Corte dei conti riporta una riduzione lieve del tasso di errore stimato, che nel 2013 era pari al 3,1% rispetto al 3,2% dell'anno precedente; osserva che tale tasso di errore era comunque il secondo più basso tra i tassi di tutti gli altri settori di intervento e si attende un'ulteriore riduzione del tasso di errore nei prossimi anni;

2.  sottolinea l'importanza del Fondo sociale europeo (FSE) quale strumento strategico fondamentale per l'attuazione della politica occupazionale e sociale; prende atto che nel 2013 la spesa del FSE è stata pari a circa il 98% della spesa del settore in questione;

3.  sottolinea che, a norma del regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio(58), le risorse del FSE non possono essere utilizzate per la rilocalizzazione del lavoro da uno Stato membro a un altro; insiste affinché la Commissione e gli Stati membri effettuino adeguati controlli per garantire che le risorse dell'UE non siano oggetto di tale appropriazione indebita;

4.  prende atto delle osservazioni della Corte in merito ai principali rischi alla regolarità delle spese nel settore, quali i rischi connessi alla natura intangibile degli investimenti nel capitale umano, la diversità delle attività e il coinvolgimento di numerosi partner, spesso di piccole dimensioni, nell'attuazione dei progetti; plaude a tale proposito alle azioni specifiche di mitigazione adottate dalla Commissione, che comprendono misure sia preventive che correttive e gli audit basati sull'analisi del rischio effettuati dalla DG EMPL; accoglie favorevolmente il ricorso alle opzioni semplificate in materia di costi che riducono l'onere amministrativo sui beneficiari e lasciano un margine di errore minore agli Stati membri; chiede alla Commissione di incoraggiarli a non applicare ai progetti del FSE norme più rigorose di quelle applicate ai progetti finanziati a livello nazionale;

5.  chiede alla Commissione di garantire che le autorità nazionali responsabili della gestione dei Fondi strutturali s'impegnino a risolvere il problema derivante dal fatto che i costi del personale per i progetti dell'Unione sono applicati a tassi più elevati rispetto ai progetti finanziati mediante risorse nazionali;

6.  osserva che l'intenzione degli Stati membri di assorbire i fondi dell'Unione dovrebbe perseguire il conseguimento di risultati e obiettivi sostenuti dal FSE e non deve compromettere l'applicazione coerente di controlli efficaci poiché, in particolare verso la fine del periodo di ammissibilità, ne può derivare la mancata individuazione delle inadempienze alle norme e il conseguente finanziamento di progetti troppo costosi, attuati in modo carente o poco suscettibili di produrre il risultato auspicato;

7.  prende atto della raccomandazione della Corte dei conti rivolta alla Commissione di dare seguito, insieme agli Stati membri, alle lacune individuate nell'audit tematico basato sull'analisi dei rischi realizzato dalla DG EMPL sulle verifiche di gestione e accoglie con favore i nuovi orientamenti elaborati dalla Commissione allo scopo di rafforzare ulteriormente l'affidabilità delle verifiche di gestione nel periodo di programmazione 2014-2020; comunica che tali orientamenti, fondati sulle esperienze acquisite durante il precedente periodo di programmazione, sono stati presentati agli Stati membri e saranno pubblicati nel primo semestre del 2015; sottolinea l'importanza che le autorità negli Stati membri utilizzino le informazioni a loro disposizione per individuare e correggere gli errori prima di presentare domanda di rimborso alla Commissione poiché, in tal modo, si otterrebbe una riduzione considerevole del tasso di errore nel settore dell'occupazione e degli affari sociali;

8.  incoraggia la DG EMPL a perseguire il suo obiettivo di passare, per quanto riguarda il FSE, da un approccio incentrato sulla correzione degli errori a uno basato sulla loro prevenzione e sostiene gli sforzi della DG EMPL volti ad aiutare gli Stati membri aventi i tassi di errore più elevati per il FSE a migliorare i loro sistemi ricorrendo alle migliori pratiche disponibili; osserva a tale proposito che la capacità amministrativa e l'organizzazione della DG EMPL dovrebbero corrispondere ai suoi compiti e alle sue responsabilità nei confronti degli Stati membri.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

29.1.2015

 

 

 

Esito della votazione finale

+:–:

0:

 

466

0

 

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Laura Agea, Guillaume Balas, Tiziana Beghin, Brando Benifei, Mara Bizzotto, Vilija Blinkevičiūtė, Enrique Calvet Chambon, David Casa, Ole Christensen, Lampros Fountoulis, Elena Gentile, Arne Gericke, Marian Harkin, Danuta Jazłowiecka, Agnes Jongerius, Rina Ronja Kari, Jan Keller, Ádám Kósa, Agnieszka Kozłowska-Rajewicz, Zdzisław Krasnodębski, Kostadinka Kuneva, Jean Lambert, Jérôme Lavrilleux, Jeroen Lenaers, Verónica Lope Fontagné, Thomas Mann, Anthea McIntyre, Joëlle Mélin, Elisabeth Morin-Chartier, Georgi Pirinski, Marek Plura, Sofia Ribeiro, Maria João Rodrigues, Claude Rolin, Anne Sander, Sven Schulze, Siôn Simon, Jutta Steinruck, Romana Tomc, Yana Toom, Marita Ulvskog, Renate Weber, Tatjana Ždanoka, Jana Žitňanská, Inês Cristina Zuber

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Tania González Peñas, Richard Howitt, Paloma López Bermejo, António Marinho e Pinto, Edouard Martin, Helga Stevens, Monika Vana

2.2.2015

PARERE della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare

destinato alla commissione per il controllo dei bilanci

sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione III – Commissione e agenzie esecutive

(2014/2075(DEC))

Relatore per parere: Giovanni La Via

SUGGERIMENTI

La commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare invita la commissione per il controllo dei bilanci, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  desidera ribadire che, conformemente al trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), il Parlamento concede alla Commissione il discarico per l'esecuzione del bilancio dopo aver esaminato i conti, lo stato finanziario, la relazione di valutazione di cui all'articolo 318 del TFUE e la relazione annuale della Corte dei conti corredata delle risposte delle istituzioni sottoposte ad audit, la dichiarazione di affidabilità e le eventuali relazioni speciali pertinenti della Corte dei conti;

2.  esprime soddisfazione per l'esecuzione globale delle linee di bilancio in materia di ambiente, azione per il clima, sanità pubblica e sicurezza alimentare nel 2013; ricorda ancora una volta che meno dello 0,5% del bilancio dell'Unione è dedicato a tali strumenti strategici e che non bisogna ignorare il chiaro valore aggiunto dell'Unione in tali settori nonché il sostegno dei cittadini europei a favore delle politiche ambientali e climatiche dell'Unione, oltre che della sanità pubblica e della sicurezza alimentare; deplora che tale percentuale sia scesa dallo 0,8 allo 0,5% nel 2012;

3.  prende atto della presentazione dei settori strategici dell'ambiente e della sanità nell'ambito della relazione annuale della Corte dei conti relativa all'esercizio finanziario 2013; esprime preoccupazione per il fatto che entrambi i settori strategici siano stati nuovamente inseriti nel capitolo dedicato anche allo sviluppo rurale e alla pesca; ribadisce la sua critica per tale composizione dei settori strategici e invita la Corte dei conti a rivedere il suo approccio nella prossima relazione annuale; ricorda al riguardo la relazione della Corte dei conti sul Fondo europeo di sviluppo regionale, la quale sottolinea la necessità che la Commissione tenga una registrazione accurata della spesa diretta e indiretta in materia di biodiversità, fra cui Natura 2000; esorta gli Stati membri a facilitare questo processo fornendo dati precisi;

4.  reputa degno di nota, in tale contesto, che il capitolo riguardante lo sviluppo rurale, l'ambiente, la pesca e la sanità abbia registrato il secondo più alto tasso di errore, in base alla relazione della Corte per il 2013, che si attesta al 6,7% a fronte di una media del 4,7%; sottolinea che tale tasso di errore riguarda tutti i settori strategici contemplati, dal capitolo; ritiene degno di nota che la maggior parte degli errori possa essere attribuita ad una mancata considerazione dei requisiti di ammissibilità, in particolare per quanto riguarda gli impegni agroambientali; rileva che esistono punti di vista divergenti tra la Corte dei conti e la Commissione per quanto riguarda la modalità di calcolo degli errori; nota che la Commissione ritiene che il tasso di errore rappresentativo annuo della Corte dei conti debba essere visto nel contesto del carattere pluriennale delle rettifiche finanziarie nette e dei recuperi;

5.  riconosce che la Corte dei conti effettua controlli a campione negli Stati membri in modo molto sistematico e stabilisce il tasso di errore su questa base; rileva che la Corte dei conti non indica in quali Stati membri o in quali settori sorgano i maggiori problemi; sottolinea pertanto la necessità di una chiara catena di responsabilità e, in tale contesto, attribuisce grande importanza alla qualità dei sistemi di controllo negli Stati membri;

6.  osserva che la Corte dei conti non ha formulato alcuna osservazione sulla gestione delle politiche "sanità pubblica", "sicurezza alimentare", "ambiente e azione per il clima";

Ambiente e azione per il clima

7.  sottolinea che sono stati messi a disposizione della DG ENV, sotto forma di stanziamenti d'impegno, 422 788 882 EUR, dei quali è stato utilizzato il 99,95%; ritiene, per quanto riguarda gli stanziamenti di pagamento, che l'utilizzo del 95,24% dei 330 403 116 EUR messi a disposizione sia soddisfacente; rileva inoltre che la spesa amministrativa di LIFE + è eseguita su due esercizi (mediante riporti automatici) e che, se non si tiene conto di tale spesa amministrativa, il tasso di esecuzione dei pagamenti raggiunge il 99,62%;

8.  prende atto del fatto che la DG CLIMA ha alzato il suo tasso di esecuzione al 99,55% di 35 994 690 EUR degli stanziamenti d'impegno e al 92,04% di 29 636 914 EUR degli stanziamenti di pagamento; è consapevole del fatto che un tasso di esecuzione più elevato non era raggiungibile, in parte a causa della mancata presentazione di una fattura attesa nel 2013; nota d'altra parte che la spesa amministrativa di LIFE + è eseguita su due esercizi di bilancio (mediante riporti automatici) e che, se non si tiene conto di tale spesa amministrativa, il tasso di esecuzione dei pagamenti raggiunge il 97,89%;

9.  esprime soddisfazione per l'esecuzione globale del bilancio operativo di LIFE+, che è stato pari al 99,96% degli stanziamenti di impegno e al 99,99% degli stanziamenti di pagamento nel 2013; rileva che, nel 2013, 282 900 000 EUR sono stati stanziati per inviti a presentare proposte di progetti negli Stati membri, 18 000 000 di EUR hanno sostenuto attività operative di ONG impegnate nella protezione e nella promozione dell'ambiente a livello europeo e che sono coinvolte nello sviluppo e nell'attuazione della politica e della normativa unionale, e 45 800 000 EUR sono stati utilizzati per misure destinate a sostenere il ruolo della Commissione nell'avvio e nel monitoraggio dello sviluppo di politiche e normative; osserva che un importo di 20 300 000 EUR è stato utilizzato per il supporto amministrativo;

10. riconosce che un importo di 2 700 000 EUR è stato assegnato a contributi per convenzioni, protocolli e accordi internazionali di cui l'Unione fa parte o in relazione ai quali è coinvolta in lavori preparatori in vista di futuri accordi internazionali;

11. considera soddisfacenti i progressi realizzati nell'attuazione di 14 progetti pilota (PP) e 6 azioni preparatorie (AP), per un importo complessivo di 5 983 607 EUR; incoraggia la Commissione a continuare ad attuare i PP e le AP come proposto dal Parlamento;

Sanità pubblica

12. rileva che la DG SANCO era responsabile dell'esecuzione di 233 928 461 EUR sulle linee di bilancio relative alla sanità pubblica nel 2013, di cui il 98,1% è stato impegnato in modo soddisfacente; è consapevole del fatto che il 77% circa di tale bilancio è direttamente trasferito a tre agenzie decentrate (il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e l'Agenzia europea per i medicinali (EMA)) e che tutti gli stanziamenti sono stati utilizzati al 100% tranne che per EMA ed EFSA, e che tale sottoutilizzo degli stanziamenti di impegno di EMA ed EFSA corrisponde al risultato del 2012;

13. rileva altresì che il livello di esecuzione degli stanziamenti di pagamento è pari al 98,0%;

14. nota che, nell'ambito del programma sanità 2003-2007, la Commissione aveva sottoscritto numerose convenzioni di sovvenzione della durata di 36 mesi e che, poiché ad alcune di esse sono state concesse proroghe, gli ultimi pagamenti finali sono stati eseguiti nel 2013;

15. nota che il livello di esecuzione del programma di sanità pubblica 2008-2013 è anch'esso molto buono (99,7% di stanziamenti di impegno e pagamento) e che gli stanziamenti restanti non utilizzati riguardano soprattutto entrate con destinazione specifica che possono ancora essere utilizzate nel 2014;

16. esprime soddisfazione per il fatto che l'attuazione di tutti e sei i progetti pilota e le tre azioni preparatorie sotto la responsabilità della DG SANCO si trova in fase avanzata, e che tutti gli stanziamenti d'impegno corrispondenti sono stati utilizzati;

Sicurezza alimentare, salute e benessere degli animali e salute delle piante

17. riconosce che il tasso di esecuzione in materia di sicurezza alimentare, salute e benessere degli animali nonché salute delle piante si attesta al 98,4% e che tale tasso di esecuzione è andato costantemente crescendo nel corso degli anni; rileva inoltre che tale aumento tiene conto di una riduzione degli stanziamenti d'impegno di 13 milioni di EUR in sede di storno globale, a motivo di una situazione favorevole a livello di salute degli animali e delle piante;

18. osserva che, così come nell'esercizio precedente, il contributo dell'Unione a favore dei programmi sulla tubercolosi è stato il più importante e che, d'altra parte, il contributo dell'Unione a favore dei programmi sulla febbre catarrale degli ovini è rimasto basso;

19. riconosce che i principali fattori alla base della sottoesecuzione di 4 300 000 EUR al capitolo 17 04 – Sicurezza degli alimenti e dei mangimi, salute e benessere degli animali e salute delle piante – sono rappresentati dai 900 000 EUR relativi ad entrate con destinazione specifica per i diversi programmi che possono essere utilizzati nel 2014 e dai 2 milioni di EUR relativi al fondo di emergenza; nota che, da quest'ultimo importo, il 50% ossia 1 milione di EUR è stato riportato al 2014 (per combattere la febbre catarrale ovina in Germania) e utilizzato in quell'esercizio;

20. prende atto del fatto che, per quanto riguarda gli stanziamenti d'impegno per il 2013, i tassi di esecuzione per il capitolo di bilancio su Sicurezza degli alimenti e dei mangimi, salute e benessere degli animali e salute delle piante è pari al 99,9%, il che rappresenta un ulteriore aumento rispetto al 2012 (97,7%) e al 2011 (98,1%);

21. osserva che, durante l'esercizio di storno globale, 7 500 000 EUR in pagamenti sono stati restituiti nel 2013 per il fondo di emergenza (5 500 000 EUR) e altri programmi veterinari (2 milioni di EUR), alla luce della favorevole situazione in materia di salute degli animali e delle piante;

22. ritiene che, in base ai dati disponibili e alla relazione di esecuzione, si possa concedere il discarico alla Commissione per le spese effettuate nei settori della politica ambientale, climatica, della sanità pubblica e della sicurezza alimentare per l'esercizio finanziario 2013.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

29.1.2015

 

 

 

Esito della votazione finale

+:–:

0:

 

5110

1

 

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Marco Affronte, Margrete Auken, Pilar Ayuso, Zoltán Balczó, Catherine Bearder, Ivo Belet, Simona Bonafè, Biljana Borzan, Nessa Childers, Alberto Cirio, Birgit Collin-Langen, Mireille D'Ornano, Miriam Dalli, Seb Dance, Angélique Delahaye, Jørn Dohrmann, Stefan Eck, Bas Eickhout, José Inácio Faria, Francesc Gambús, Elisabetta Gardini, Enrico Gasbarra, Jens Gieseke, Julie Girling, Sylvie Goddyn, Matthias Groote, Françoise Grossetête, Andrzej Grzyb, Jytte Guteland, Anneli Jäätteenmäki, Benedek Jávor, Josu Juaristi Abaunz, Karin Kadenbach, Kateřina Konečná, Giovanni La Via, Peter Liese, Norbert Lins, Valentinas Mazuronis, Susanne Melior, Massimo Paolucci, Gilles Pargneaux, Bolesław G. Piecha, Pavel Poc, Marcus Pretzell, Frédérique Ries, Davor Škrlec, Tibor Szanyi, Nils Torvalds, Glenis Willmott, Jadwiga Wiśniewska

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Nicola Caputo, Mark Demesmaeker, Jan Huitema, Peter Jahr, Merja Kyllönen, Nuno Melo, Marijana Petir, Julia Reid, Bart Staes, Kay Swinburne

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Clara Eugenia Aguilera García, Damian Drăghici

25.2.2015

PARERE della commissione per i trasporti e il turismo

destinato alla commissione per il controllo dei bilanci

sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione III – Commissione e agenzie esecutive

(2014/2075(DEC))

Relatore per parere: Georgi Pirinski

SUGGERIMENTI

La commissione per i trasporti e il turismo invita la commissione per il controllo dei bilanci, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  si rallegra dell'alto tasso di esecuzione, nel 2013, degli stanziamenti d'impegno per la politica della mobilità e dei trasporti (98,03%) e del tasso di esecuzione notevolmente elevato, nello stesso anno, degli stanziamenti di pagamento (94,58%), pur rammaricandosi della diminuzione di quest'ultimo dello 0,99% rispetto al 2012 (95,57%); nota, inoltre, che 1 633 milioni di euro non sono stati ancora pagati e/o non sono stati ancora disimpegnati dall'importo per stanziamenti di pagamento per il 2013, ed è preoccupato in quanto tale cifra rappresenta il maggior importo di impegni residui per l'intero periodo 2007-2013, i quali alla fine del 2013 assommavano complessivamente a 4 001 milioni di euro; tiene presente che il 2013 è l'ultimo anno del quadro finanziario pluriennale (QFP) 2007-2013 e che, di conseguenza, tutti i restanti stanziamenti d'impegno fissati nel QFP devono essere impegnati;

2.  si rallegra del fatto che il tasso di errore residuo nel 2013 sia stato inferiore al 2% per il programma TEN-T, per il programma Marco Polo gestito dall'Agenzia esecutiva per la competitività e l'innovazione (EACI) e per le imprese comuni che rientrano nella responsabilità della DG MOVE (SESAR e "Celle a combustibile e idrogeno" (FCH)); si duole però che il tasso d'errore residuo per il 7° PQ di ricerca nel settore dei trasporti rimanga nel 2013 al di sopra del 2% (2,82%); osserva che le ragioni principali degli errori nell'ambito dei programmi di ricerca sono la complessità delle norme di ammissibilità negli atti di base e la capacità insufficiente per un controllo ex ante completo delle domande di tutti i beneficiari, che sono migliaia; si attende che le semplificazioni radicali che sono state proposte nel quado di Orizzonte 2020 contribuiranno a una diminuzione significativa degli errori;

3.   rileva che nel 2013 la Corte dei conti ha sottoposto ad audit otto operazioni nel settore dei trasporti, concludendo che cinque di esse erano affette da uno o più errori; richiama l'attenzione sull'aumento della percentuale di operazioni affette da errori nel 2013 (62%) rispetto al 2012 (49%) ed esprime preoccupazione per il fatto che, come negli anni precedenti, per i progetti TEN-T esaminati la Corte ha rilevato diversi errori in relazione alla mancata osservanza delle norme unionali e nazionali sugli appalti; prende atto che, come nel precedente anno 2012, ancora una volta nel 2013 la DG MOVE non ha formulato una riserva relativa a errori in materia di appalti pubblici; invita perciò caldamente la Commissione ad adottare i provvedimenti necessari al fine di escludere tali errori in futuro; osserva che è estremamente importante estendere il controllo ex-ante e ex-post dei beneficiari delle sovvenzioni, dei fondi e dei finanziamenti della Commissione, al fine di evitare un'utilizzazione abusiva delle risorse assegnate dall'Unione e di assicurare la verifica delle prestazioni; sottolinea che, sebbene il periodo di finanziamento 2007-2013 sia formalmente finito, per il finanziamento della coesione vige un principio N+2, il che significa che molti progetti saranno ancora in fase di realizzazione fino alla fine di quest'anno;

4.  invita la Commissione, a fini di trasparenza, a pubblicare un elenco annuale facilmente accessibile dei progetti di trasporto cofinanziati dall'Unione, in cui figuri anche l'importo esatto del finanziamento accordato a ogni singolo progetto; osserva che tale elenco dovrà comprendere tutte le fonti di finanziamento unionale, come le TEN-T, Orizzonte 2020 e i fondi di coesione e regionali;

5.  esorta la Commissione a riferire ogni anno in merito al modo in cui si è tenuto conto delle osservazioni sulle rispettive linee di bilancio;

6.  si compiace dei previsti risparmi di spesa derivanti dall'aver la Commissione delegato alla nuova Agenzia esecutiva per l'innovazione e le reti (INEA: Innovation and Networks Executive Agency - ex Agenzia TEN-T) la gestione di parte del Meccanismo per collegare l'Europa e di parte delle attività di ricerca nel settore "Energia e trasporti" nell'ambito di Orizzonte 2020; chiede tuttavia di rafforzare ulteriormente la capacità amministrativa dell'Agenzia affinché questa sia in grado di gestire in modo efficace ed efficiente il bilancio per il settore dei trasporti, che è stato aumentato nel QFP 2014-2020, e i progetti previsti in tale settore nel quadro del nuovo piano di investimenti per l'Europa;

7.  ricorda che i progetti di trasporto nei periodi 2007-2013 e 2014-2020 sono stati e saranno finanziati da più fonti, tra cui il CEF (Meccanismo per collegare l'Europa), il Fondo di coesione e il Fondo europeo di sviluppo regionale; invita la Commissione a ricercare una maggiore sinergia tra le diverse fonti di finanziamento così da ottenere un'allocazione più efficiente dei fondi dell'Unione;

8.  propone che, per i settori di competenza della commissione per i trasporti e il turismo, il Parlamento conceda il discarico alla Commissione per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

24.2.2015

 

 

 

Esito della votazione finale

+:–:

0:

 

376

0

 

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Lucy Anderson, Marie-Christine Arnautu, Georges Bach, Izaskun Bilbao Barandica, Deirdre Clune, Michael Cramer, Luis de Grandes Pascual, Andor Deli, Karima Delli, Isabella De Monte, Ismail Ertug, Jacqueline Foster, Bruno Gollnisch, Tania González Peñas, Dieter-Lebrecht Koch, Merja Kyllönen, Miltiadis Kyrkos, Bogusław Liberadzki, Peter Lundgren, Marian-Jean Marinescu, Georg Mayer, Gesine Meissner, Cláudia Monteiro de Aguiar, Jens Nilsson, Markus Pieper, Gabriele Preuß, Christine Revault D'Allonnes Bonnefoy, Dominique Riquet, Massimiliano Salini, Claudia Schmidt, Claudia Tapardel, Keith Taylor, Pavel Telička, István Ujhelyi, Wim van de Camp, Elissavet Vozemberg, Janusz Zemke, Roberts Zīle, Kosma Złotowski, Elżbieta Katarzyna Łukacijewska

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Rosa D'Amato, Werner Kuhn, Jörg Leichtfried

21.1.2015

PARERE della commissione per lo sviluppo regionale

destinato alla commissione per il controllo dei bilanci

sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione III – Commissione e agenzie esecutive

(2014/2075(DEC))

Relatore per parere: Iskra Mihaylova

SUGGERIMENTI

La commissione per lo sviluppo regionale invita la commissione per il controllo dei bilanci, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  rileva che la Corte dei conti (in appresso: "la Corte") è giunta alla conclusione che la politica regionale continua a essere uno dei settori soggetti a errore e che la differenza osservata tra il 2013 e il 2012 è marginale, dal momento che il tasso di errore più probabile per il 2013 era fissato al 6,9% (rispetto al 6,8% del 2012); osserva che ciò dimostra la stabilità del sistema e il significativo miglioramento registrato per il periodo di programmazione 2007-2013 rispetto al periodo di programmazione 2000-2006; esorta la Commissione a continuare ad applicare con rigore le disposizioni di controllo; rammenta l'importanza delle misure preventive e della semplificazione per ridurre gli errori; sottolinea tuttavia che vi è una chiara differenza tra errore e frode e che la frode ammonta allo 0,2 % del bilancio totale dell'UE;

2.  osserva che la Corte ha rilevato gravi errori nel settore degli appalti pubblici (39 % del tasso di errore stimato), numerosi casi di violazione delle norme sugli aiuti di Stato (17 % del tasso di errore stimato), nonché errori nell'applicazione delle regole relative all'ammissibilità di progetti (22 % del tasso di errore stimato) e delle spese (21 % del tasso di errore stimato); esprime preoccupazione per i bassi tassi di esborso degli strumenti di ingegneria finanziaria ai destinatari finali nel 2013; ritiene che la Commissione dovrebbe valutare i progressi compiuti nel finanziamento e nell'attuazione degli strumenti finanziari e, insieme agli Stati membri, dovrebbe adottare misure adeguate per migliorare i tassi di assorbimento e riferire al Parlamento in merito ai risultati di tali valutazioni e misure;

3.  pone in evidenza i diversi approcci adottati dalla Commissione e dalla Corte nel calcolare il tasso di errore in relazione a operazioni alle quali la Commissione ha applicato rettifiche forfettarie; sollecita ancora una volta la standardizzazione della metodologia, inclusi il calcolo dei tassi di errore e le attività di audit, al fine di evitare risultati contraddittori, riconoscendo al contempo gli sforzi profusi dalla Commissione in questo senso;

4.  prende atto delle misure correttive adottate dalla Commissione in termini di sospensione e interruzione dei pagamenti; ricorda che i crescenti livelli di sospensione e interruzione dei pagamenti da parte della Commissione potrebbero ostacolare l'agevole attuazione dei progetti in quanto potrebbero compromettere il conseguimento degli obiettivi della politica di coesione, dato il breve tempo richiesto per il corretto assorbimento dei fondi dell'Unione; chiede alla Commissione di informare il Parlamento in merito al contributo effettivo che le interruzioni e le sospensioni dei pagamenti forniscono ai fini della riduzione delle irregolarità e degli errori e di valutare l'impatto delle misure correttive messe in atto nel tempo sui progressi verso il conseguimento degli obiettivi strategici, tenendo conto di un approccio costi-benefici in tale ambito;

5.  esorta la Commissione, nei casi in cui non vi siano prove di frode ma si riscontrino gravi carenze nei sistemi di gestione e controllo, a ricorrere all'interruzione e alla sospensione dei pagamenti soltanto in ultima istanza, quando tutte le altre opzioni sono esaurite, in quanto la sospensione dei pagamenti potrebbe avere gravi conseguenze per i rispettivi programmi e per le regioni duramente colpiti dalla crisi, nonché per il conseguimento degli obiettivi della politica di coesione nel suo complesso; chiede tuttavia che, prima di prendere una decisione sulla sospensione dei pagamenti, la Commissione valuti fino a che punto questa contribuirà realmente alla riduzione del tasso di errore e, al tempo stesso, in che modo inciderà sulla rispettiva regione o paese, anche per evitare di imporre oneri alle regioni colpite da difficoltà socioeconomiche;

6.  osserva che l'80 % dei finanziamenti viene amministrato nell'ambito della gestione concorrente a livello degli Stati membri; ricorda che la Corte ha constatato che, in un terzo delle operazioni esaminate, alcuni degli errori individuati avrebbero potuto essere rettificati in anticipo, in quanto gli Stati membri disponevano di informazioni sufficienti per rilevare tali errori, prima di dichiarare la spesa alla Commissione;

7   richiama l'attenzione sulla natura pluriennale del sistema di gestione della politica di coesione e pone in evidenza che la valutazione finale delle irregolarità relative all'attuazione della politica sarà possibile soltanto alla chiusura del periodo di programmazione;

8.  accoglie con favore le procedure rafforzate di controllo e di audit previste nel quadro normativo per il periodo di programmazione 2014-2020, in particolare per quanto riguarda le verifiche e i controlli di gestione prima della certificazione dei conti annuali dei programmi e la presentazione delle dichiarazione di gestione da parte delle autorità di gestione alla Commissione; osserva che la capacità correttiva della Commissione è stata ulteriormente migliorata eliminando la possibilità per gli Stati membri di riutilizzare i fondi, ottenendo in questo modo rettifiche finanziarie nette; si compiace della creazione di un Centro di competenza per il rafforzamento delle capacità amministrative per quanto riguarda i Fondi strutturali e d'investimento europei; appoggia il maggiore orientamento ai risultati e la concentrazione tematica della politica di coesione, che dovrebbero assicurare il passaggio dai criteri di assorbimento dei fondi verso la qualità della spesa e un elevato valore aggiunto delle operazioni cofinanziate;

9.  chiede alla Commissione e agli Stati membri di prestare particolare attenzione alla semplificazione delle procedure, comprese quelle per i beneficiari, in quanto ciò potrebbe apportare vantaggi sia per il controllo sia per la diminuzione dei tassi di errore, incrementando al contempo l'efficacia dei sistemi di gestione e di controllo; è del parere che gli Stati membri e la Commissione dovrebbero attuare misure mirate e tempestive per rafforzare le capacità amministrative e istituzionali, anche per il tramite di orientamenti efficaci, formazioni e scambio di buone pratiche, nonché definendo piani per mantenere il personale qualificato e specializzato e coadiuvando le procedure di audit; chiede alla Commissione di riferire Parlamento in merito ai risultati concreti finora conseguiti grazie alle attività del Centro di competenza, alla creazione del sistema comune di scambio per esperti (Common Expert Exchange System) e all'attuazione dell'iniziativa e del piano d'azione per gli appalti pubblici messi a punto dal Centro di competenza in collaborazione con i servizi competenti della Commissione; pone in evidenza l'importanza di un recepimento celere ed efficace delle direttive in materia di appalti pubblici in tutti gli Stati membri;

10. riconosce gli sforzi compiuti dalla Commissione per evolvere verso una cultura della performance; chiede pertanto alla Commissione (DG REGIO) di includere nel suo piano di gestione e nella relazione annuale di attività una valutazione del lavoro svolto per aumentare l'efficienza, l'efficacia e l'impatto della politica di coesione; invita la Commissione, oltre al metodo di esecuzione del bilancio, a controllare i risultati rispetto agli obiettivi e a fare un migliore uso delle valutazioni, nonché a sostenere gli Stati membri e le loro autorità di gestione nel massimizzare la qualità delle loro relazioni di valutazione; sottolinea in questo contesto la necessità, in futuro, di prendere in considerazione e valutare i risultati dei progetti, la redditività degli investimenti e il reale valore aggiunto per l'economia, l'occupazione e lo sviluppo regionale.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

20.1.2015

 

 

 

Esito della votazione finale

+:–:

0:

 

340

1

 

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Pascal Arimont, José Blanco López, Franc Bogovič, Victor Boștinaru, Mercedes Bresso, Steeve Briois, Rosa D'Amato, Tamás Deutsch, Michela Giuffrida, Anna Hedh, Ivan Jakovčić, Marc Joulaud, Constanze Krehl, Louis-Joseph Manscour, Iskra Mihaylova, Andrey Novakov, Mirosław Piotrowski, Stanislav Polčák, Liliana Rodrigues, Fernando Ruas, Monika Smolková, Ruža Tomašić, Ramón Luis Valcárcel, Monika Vana, Matthijs van Miltenburg, Lambert van Nistelrooij, Derek Vaughan, Kerstin Westphal, Joachim Zeller

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Enrique Calvet Chambon, Iliana Iotova, James Nicholson, Claudia Schmidt, Davor Škrlec, Marco Zullo, Milan Zver

23.1.2015

PARERE della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale

destinato alla commissione per il controllo dei bilanci

sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione III – Commissione e agenzie esecutive

(2014/2075(DEC))

Relatore per parere: Peter Jahr

SUGGERIMENTI

La commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale invita la commissione per il controllo dei bilanci, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.      prende atto della conclusione della Corte dei conti secondo cui, per la politica agricola, la percentuale di operazioni verificate denota un aumento del tasso di errore rispetto al 2012, mentre, al contrario, sono diminuite le operazioni prive di errori; osserva che il tasso di errore più probabile per il 2013 è del 3,26% (rispetto al 2,9% in 2012); rammenta che gli errori sono spesso di ordine amministrativo e non indicano necessariamente che i fondi siano scomparsi, che siano stati persi o sprecati, o che sia stata commessa una frode; ritiene che l'obiettivo principale dell'individuazione degli errori dovrebbe consistere nel correggere questi ultimi fornendo scadenze e supporto onde porre rimedio alle carenze;

2.      sottolinea che si registrano importanti differenze nella tipologia di errori e che si dovrebbe operare una distinzione tra gli errori di rilievo, come i pagamenti in eccesso o in difetto o le frodi, e gli errori di scarsa importanza e di tipo amministrativo; constata che le cause principali alla base del tasso di errore sono errori nelle domande di aiuto, la scarsa accuratezza dei controlli in loco e l'inadeguatezza della qualità e dell'aggiornamento del sistema di identificazione delle particelle fondiarie, mentre gli errori e la non conformità da parte dell'amministrazione nazionale sono casi isolati;

3.      pone in rilievo che il 70% delle rettifiche finanziarie individuate nel 2013 è stato attribuito a quattro paesi: Grecia, Francia, Polonia e Regno Unito.

4.      sottolinea che l'affidabilità delle informazioni sui pagamenti diretti della politica agricola comune (PAC), come riportato dagli Stati membri, è spesso seriamente compromessa da errori nelle notifiche; rileva che i tassi di errore nelle statistiche di controllo degli Stati membri per 43 su 67 organismi pagatori sono stati corretti al rialzo dalla Commissione;

5.      invita anche altre commissioni pertinenti, tra le quali la commissione per lo sviluppo regionale e la commissione per lo sviluppo, a elaborare un parere di discarico minuzioso; sottolinea che solo una procedura di discarico adeguata può consentire di ridurre le cause cui sono attribuibili i tassi di errore;

6.      riconosce che per la PAC è in vigore un sistema che permette alla Commissione di imporre agli Stati membri rettifiche finanziarie nette per recuperare eventuali spese non ammissibili e quindi ridurre il rischio di pagamenti irregolari;

7.      osserva il crescente livello di sospensione e interruzione dei pagamenti effettuati dalla Commissione, che garantisce che vengano sistematicamente poste in essere azioni correttive nei casi in cui siano constatate delle carenze;

8.      sostiene che i pagamenti dovrebbero essere interrotti o sospesi solo in caso di gravi carenze e che gli errori di scarsa importanza dovrebbero essere corretti a ciclo continuo al fine di evitare situazioni di blocco;

9.      sottolinea che il nuovo programma di distribuzione di frutta, verdura e latte nelle scuole deve utilizzare i fondi dell'Unione in modo efficace e mirato, assicurando altresì nel contempo che gli oneri amministrativi a carico delle scuole partecipanti siano tenuti al minimo;

10.    richiama l'attenzione sul fatto che molti dei programmi più piccoli, come ad esempio i programmi di distribuzione di frutta e latte nelle scuole, non sono facili da gestire, in parte a causa del carico burocratico che li accompagna, e per questo motivo la loro diffusione ed esecuzione non sono ottimali;

11.    sottolinea che alcuni programmi hanno suscitato meno interesse a causa della loro rigidità e suggerisce alla Commissione di riesaminare tali programmi per ridurre l'onere burocratico che comportano;

12.    rileva che i programmi di modesta entità, come il programma relativo alla distribuzione di latte nelle scuole, mostrano tassi di errore persistentemente elevati; chiede pertanto che tali programmi siano semplificati, poiché una riduzione della burocrazia si traduce in una diminuzione dei tassi di errore;

13.    chiede una PAC meno burocratica al fine di ridurre i tassi di errore; accoglie pertanto con favore l'impegno assunto dalla Commissione per fare della semplificazione e della sussidiarietà una delle massime priorità nei prossimi cinque anni; chiede che in casi estremi gli organismi pagatori con risultati costantemente inferiori alle aspettative si vedano privati del loro accreditamento;

14.    invita la Commissione a presentare a tempo debito un piano dettagliato per ridurre del 25% gli oneri burocratici nella PAC entro i cinque anni successivi;

15.    chiede ai funzionari dell'Unione europea di prestare una vigilanza supplementare e controllare più da vicino gli organismi pagatori nazionali nei rispettivi Stati membri così da porre rimedio alle carenze riscontrate, in particolare per quanto riguarda gli organismi pagatori che negli ultimi tre anni hanno dato prova di risultati costantemente inferiori alle aspettative, ai fini di una maggiore efficacia della gestione dei pagamenti;

16.    richiama l'attenzione sul carattere pluriennale del sistema di gestione della politica agricola e sottolinea che la valutazione finale delle irregolarità relative all'attuazione della politica sarà possibile soltanto alla fine del periodo di programmazione;

17.    rileva che il tasso di errore indicato dalla Commissione differisce significativamente in alcuni ambiti da quello rilevato dalla Corte dei conti europea; chiede alla Commissione di dare spiegazioni in proposito; evidenzia la necessità che la Corte dei conti e la Commissione elaborino una metodologia comune per il calcolo del tasso di errore al fine di garantire una maggiore comparabilità;

18.    accoglie con favore le nuove norme per il periodo finanziario 2014-2020, che comprendono misure come le designazioni delle autorità di audit e di certificazione, gli accreditamenti delle autorità di audit, l'esame di audit e l'accettazione dei conti, le rettifiche finanziarie e le rettifiche finanziarie nette, il controllo proporzionale e le condizionalità ex ante miranti a contribuire ulteriormente alla riduzione del livello di errore; accoglie con favore anche la definizione di carenza grave e il preannunciato aumento del livello delle rettifiche per le carenze ricorrenti;

19.    si compiace della recente comunicazione della Commissione che delinea l'approccio da adottare per l'applicazione delle rettifiche finanziarie nette nei settori della politica agricola nel prossimo periodo di programmazione; accoglie con favore tali criteri per stabilire il livello di rettifiche finanziarie da apportare e per applicare le rettifiche forfettarie.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

21.1.2015

 

 

 

Esito della votazione finale

+:–:

0:

 

347

3

 

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

John Stuart Agnew, Clara Eugenia Aguilera García, Eric Andrieu, Richard Ashworth, José Bové, Paul Brannen, Daniel Buda, Nicola Caputo, Matt Carthy, Viorica Dăncilă, Paolo De Castro, Albert Deß, Diane Dodds, Herbert Dorfmann, Norbert Erdős, Luke Ming Flanagan, Beata Gosiewska, Martin Häusling, Anja Hazekamp, Esther Herranz García, Jan Huitema, Peter Jahr, Jarosław Kalinowski, Elisabeth Köstinger, Zbigniew Kuźmiuk, Mairead McGuinness, Giulia Moi, Ulrike Müller, James Nicholson, Maria Noichl, Marijana Petir, Laurențiu Rebega, Jens Rohde, Bronis Ropė, Jordi Sebastià, Lidia Senra Rodríguez, Czesław Adam Siekierski, Marc Tarabella, Marco Zullo

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Fredrick Federley, Michela Giuffrida, Norbert Lins, Susanne Melior, Ramón Luis Valcárcel

25.2.2015

PARERE della commissione per la pesca

destinato alla commissione per il controllo dei bilanci

sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio finanziario 2013, sezione III – Commissione e agenzie esecutive

(2014/2075(DEC))

Relatore per parere: Alain Cadec

SUGGERIMENTI

La commissione per la pesca invita la commissione per il controllo dei bilanci, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  prende atto della comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Corte dei conti sui conti annuali dell'Unione europea relativi all'esercizio 2013; prende altresì atto della relazione annuale della Corte dei conti per l'esercizio 2013; prende nota della relazione annuale di attività 2013 della DG MARE;

2.  prende atto dei pareri della Corte dei conti sulla legalità e regolarità delle operazioni soggiacenti ai conti; constata il parere favorevole della Corte dei conti sugli stanziamenti di pagamento con un tasso di errore globale pari al 4,7%;

3.  osserva che la Corte dei conti ha rilevato un tasso di errore globale elevato, pari al 6,7%, per i pagamenti effettuati nei settori "sviluppo rurale, ambiente, pesca e sanità"; constata tuttavia che questo tasso di errore è in calo rispetto all'esercizio precedente (7,9%); nota che i settori "politica regionale, trasporti e energie" sono quelli che contribuiscono maggiormente al tasso di errore globale registrato dalla Corte dei conti, pertanto incoraggia la Commissione a individuare le cause alla base di tale situazione e a proporre misure correttive;

4.  prende atto della riserva formulata dalla DG MARE su un tasso di errore superiore al 2% nelle spese dichiarate da taluni Stati membri e, nel caso di uno Stato membro, una relazione giudicata non affidabile e l'assenza di relazione; deplora la situazione relativa a tale Stato membro; osserva tuttavia che essa è migliorata a seguito delle ingiunzioni formulate dalla Commissione allo Stato membro in questione;

5.  è del parere che gli Stati membri miglioreranno i propri strumenti e canali di trasmissione delle informazioni in risposta ad eventuali carenze nei dati forniti alla Commissione; raccomanda che quest'ultima eserciti maggiori pressioni sugli Stati membri affinché forniscano dati affidabili;

6.  deplora il fatto che, a parte tali osservazioni, la Corte dei conti non abbia dettagliato con maggiore precisione il risultato dei suoi audit per lo specifico settore della pesca e degli affari marittimi e, in un'ottica di trasparenza, chiede che queste informazioni siano rese pubbliche;

7.  si congratula con la DG MARE per l'elevatissimo tasso di esecuzione dei suoi stanziamenti d'impegno (99,79%) e dei suoi stanziamenti di pagamento (99,08% per il titolo 11);

8.  prende atto del fatto che il 92,31% dei pagamenti della DG MARE è stato effettuato in tempo; osserva tuttavia con preoccupazione che il numero di pagamenti in ritardo è aumentato rispetto all'esercizio finanziario precedente; constata con piacere che gli interessi di mora nel 2013 sono in calo e incoraggia quindi la DG MARE a mantenere i termini di pagamento conformi alle esigenze regolamentari;

9. insiste ancora una volta presso la Corte dei conti, come già avvenuto in esercizi precedenti, affinché fornisca un tasso di errore specifico e separato per la pesca e gli affari marittimi; ritiene che il campione specifico della DG MARE debba essere sufficientemente significativo per assicurare una buona rappresentatività degli audit e determinare un tasso di errore affidabile;

10.    propone, sulla base dei dati disponibili, di concedere il discarico alla Commissione quanto alle sue spese nei settori degli affari marittimi e della pesca per l'esercizio 2013.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

24.2.2015

 

 

 

Esito della votazione finale

+:–:

0:

 

183

3

 

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Marco Affronte, Clara Eugenia Aguilera García, Renata Briano, Alain Cadec, Richard Corbett, Diane Dodds, Linnéa Engström, João Ferreira, Raymond Finch, Ian Hudghton, Carlos Iturgaiz, Werner Kuhn, António Marinho e Pinto, Gabriel Mato, Norica Nicolai, Liadh Ní Riada, Ulrike Rodust, Remo Sernagiotto, Ricardo Serrão Santos, Isabelle Thomas, Ruža Tomašić, Jarosław Wałęsa

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Ole Christensen, Sylvie Goddyn

26.1.2015

PARERE della commissione per la cultura e l'istruzione

destinato alla commissione per il controllo dei bilanci

sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione III – Commissione e agenzie esecutive

(2014/2075(DEC))

Relatore per parere: Fernando Maura Barandiarán

SUGGERIMENTI

La commissione per la cultura e l'istruzione invita la commissione per il controllo dei bilanci, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  rileva che nel 2013 la DG Istruzione e Cultura (DG EAC) e l'Agenzia esecutiva per l'istruzione, gli audiovisivi e la cultura (EACEA) hanno attribuito massima priorità ai preparativi per l'attuazione di Erasmus+ ed Europa creativa, i nuovi programmi per il periodo 2014-2020;

2.  si compiace del fatto che nel 2013 il tasso di esecuzione del bilancio per i programmi del periodo 2007-2013, in particolare per i programmi Apprendimento permanente, Cultura, Media e Gioventù in azione, è stato del 100%; chiede di rafforzare e aumentare la dotazione nel quadro dei programmi 2014-2020 in tema di istruzione e cultura; esprime particolare preoccupazione per il fatto che alla fine dell'anno la mancata corrispondenza tra gli stanziamenti di impegno e di pagamento adottati è risultata in una carenza di stanziamenti di pagamento (per il programma Erasmus+, ad esempio, pari a 202 milioni di euro) con ripercussioni negative sull'esercizio successivo; teme fortemente e deplora che una situazione simile si possa verificare nel contesto dei nuovi programmi, in particolare Erasmus+ ed Europa creativa, il che a sua volta determinerebbe per l'Unione europea una pericolosa perdita di credibilità minando la fiducia dei cittadini nelle sue istituzioni e avrebbe conseguenze disastrose per i partecipanti ai programmi;

3.  è favorevole a una revisione intermedia del QFP 2014-2020 che ponga fine a questa situazione insostenibile che vede programmi già impegnati e quindi in fase di attuazione compromessi da una mancanza di risorse e da inadempienze di pagamento da parte dell'Unione;

4.  si compiace che il programma Erasmus, dal suo lancio nel 1987, abbia raggiunto e superato l'obiettivo di 3 milioni di studenti; prende atto del successo duraturo di cui sin dalla sua nascita gode questo programma di punta dell'Unione, che ha contribuito all'integrazione europea e alla crescente consapevolezza di una cittadinanza comune europea e del senso di appartenenza a essa;

5.  esprime preoccupazione per il fatto che a livello europeo – come riportato nell'Eurobarometro speciale 399 del 2013 sulla partecipazione e sull'accesso alla cultura – i bilanci pubblici dedicati alla salvaguardia e alla promozione del patrimonio culturale siano in palese diminuzione, così come lo è la partecipazione alle attività culturali tradizionali; ritiene pertanto che debbano essere rafforzati i nuovi strumenti dell'Unione volti a sostenere l'agenda europea per la cultura, come i programmi Europa creativa e Orizzonte 2020 o la piattaforma culturale Europeana;

6.  rileva con soddisfazione che l'EACEA ha ulteriormente razionalizzato i suoi processi di selezione e ha eseguito il 96% dei suoi pagamenti entro i termini contrattuali, ma deplora che il trattamento stesso delle relazioni finali accusi indebiti ritardi; ricorda che qualsiasi ritardo nei pagamenti lede direttamente i diritti dei beneficiari, arrecando in tal modo danno alle associazioni e ai progetti culturali, alla creatività e alla diversità culturale in seno alla società civile; incoraggia l'EACEA a migliorare ulteriormente i suoi sistemi di controllo ma non a spese dei beneficiari;

7.  ricorda che nel 2013 la DG Comunicazione ha organizzato diverse attività nel contesto dell'Anno europeo dei cittadini 2013; rileva che vi era al tempo stesso l'urgente necessità di predisporre per il 2014 tagli di bilancio nel campo della cittadinanza europea; sottolinea che il programma Europa per i cittadini funge da legame diretto senza eguali tra l'Unione europea e i suoi cittadini al fine di sostenere azioni, petizioni e diritti civili; considera l'attuale livello di finanziamento di gran lunga troppo basso e sottolinea che il programma va attuato rispettandone i contenuti e arricchendolo di iniziative che rafforzino i valori della cittadinanza europea; si oppone fermamente a eventuali tagli di bilancio o a qualsiasi ritardo nei pagamenti nell'ambito del programma Europa per i cittadini 2014-2020;

8.  si compiace dei progressi positivi registrati nel 2013 nel rafforzamento della dimensione culturale della politica europea di vicinato, segnatamente nell'ambito del partenariato orientale e dell'Unione per il Mediterraneo; sottolinea l'importanza della dichiarazione di Tbilisi, il documento scaturito dalla prima Conferenza ministeriale del partenariato orientale sulla cultura, cha fa appello per un impegno comune a sostegno della cultura quale motore per la crescita e la stabilità nella regione; incoraggia a proseguire nell'attuazione del programma culturale del partenariato orientale e nella promozione del dialogo sulle politiche culturali nel quadro del programma Media e Cultura per lo sviluppo del Mediterraneo meridionale.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

20.1.2015

 

 

 

Esito della votazione finale

+:–:

0:

 

223

0

 

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Andrea Bocskor, Silvia Costa, Mircea Diaconu, Damian Drăghici, Angel Dzhambazki, Petra Kammerevert, Andrew Lewer, Curzio Maltese, Fernando Maura Barandiarán, Luigi Morgano, Momchil Nekov, Helga Trüpel, Sabine Verheyen, Julie Ward, Bogdan Brunon Wenta, Bogdan Andrzej Zdrojewski, Milan Zver, Krystyna Łybacka

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Therese Comodini Cachia, Marc Joulaud, Ilhan Kyuchyuk, Emma McClarkin, Liadh Ní Riada, Michel Reimon, Monika Smolková

6.2.2015

PARERE della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni

destinato alla commissione per il controllo dei bilanci

sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, sezione III – Commissione e agenzie esecutive

(2014/2075(DEC))

Relatore per parere: Sylvie Guillaume

SUGGERIMENTI

La commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni invita la commissione per il controllo dei bilanci, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  prende atto della conclusione della Corte dei conti che i conti consolidati dell'Unione europea presentano un'immagine fedele, sotto tutti gli aspetti rilevanti, della situazione finanziaria dell'Unione al 31 dicembre 2013, ma che i sistemi di supervisione e di controllo esaminati sono parzialmente efficaci nel garantire la legittimità e la regolarità dei pagamenti alla base dei conti; prende altresì atto della conclusione della Corte dei conti secondo cui tutti i gruppi di politiche riguardanti le spese operative sono inficiati da errori rilevanti, con un tasso di errore stimato per i pagamenti alla base dei conti passato dal 4,8% al 4,7% nell'esercizio 2013;

2.  prende atto della conclusione della Corte dei conti secondo cui nei pagamenti eseguiti per la ricerca e altre politiche interne si è registrato un tasso di errore significativo; auspica che la relazione annuale della Corte dei conti fornisca informazioni dettagliate sulle spese relative allo spazio di libertà, sicurezza e giustizia;

3.  si compiace del fatto che il tasso di errore calcolato dai servizi della Commissione alla fine del 2013 era inferiore al 2% nel settore della giustizia e degli affari interni; evidenzia tuttavia che dovrebbe esserci sempre la determinazione a ridurre ulteriormente il tasso di errore nel bilancio;

4.  accoglie pertanto la raccomandazione n. 2 della Corte dei conti secondo cui la Commissione dovrebbe provvedere a che le attività di controllo facciano maggiore riferimento all'analisi dei rischi, concentrando i controlli sui beneficiari ad alto rischio (ad esempio i soggetti che hanno minore dimestichezza con i finanziamenti europei) e riducendo gli oneri dei controlli a carico dei soggetti per i quali i rischi sono minori;

5.  prende atto delle conclusioni della relazione speciale n. 3/2014 della Corte dei conti, dal titolo "Insegnamenti da trarre dallo sviluppo del Sistema d'informazione Schengen di seconda generazione (SIS II) ad opera della Commissione europea" in cui la Corte dei conti ha esaminato i motivi che hanno indotto la Commissione a predisporre il SIS II con oltre sei anni di ritardo rispetto al termine originario e a un costo ben superiore rispetto alle stime iniziali; evidenzia la necessità di dare un seguito alle raccomandazioni onde assicurare un bilancio prudente e realistico nei confronti dei progetti di ampia scala;

6.  si compiace del fatto che il Fondo per le frontiere esterne abbia concorso a favorire la solidarietà finanziaria; deplora tuttavia che il valore aggiunto europeo da esso fornito sia stato limitato e non sia risultato possibile misurarne il risultato complessivo a causa di carenze nel monitoraggio da parte delle autorità responsabili e di gravi lacune nelle valutazioni ex post svolte dalla Commissione e dagli Stati membri.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

5.2.2015

 

 

 

Esito della votazione finale

+:–:

0:

 

468

1

 

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Martina Anderson, Heinz K. Becker, Bodil Ceballos, Caterina Chinnici, Ignazio Corrao, Rachida Dati, Agustín Díaz de Mera García Consuegra, Frank Engel, Cornelia Ernst, Laura Ferrara, Monika Flašíková Beňová, Lorenzo Fontana, Mariya Gabriel, Nathalie Griesbeck, Sylvie Guillaume, Monika Hohlmeier, Brice Hortefeux, Filiz Hyusmenova, Sophia in 't Veld, Eva Joly, Sylvia-Yvonne Kaufmann, Timothy Kirkhope, Barbara Kudrycka, Kashetu Kyenge, Marju Lauristin, Juan Fernando López Aguilar, Vicky Maeijer, Claude Moraes, József Nagy, Soraya Post, Judith Sargentini, Birgit Sippel, Csaba Sógor, Traian Ungureanu, Marie-Christine Vergiat, Harald Vilimsky, Cecilia Wikström, Kristina Winberg, Tomáš Zdechovský

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Hugues Bayet, Andrea Bocskor, Pál Csáky, Daniel Dalton, Dennis de Jong, Petra Kammerevert, Ska Keller, Andrejs Mamikins, Maite Pagazaurtundúa Ruiz, Christine Revault D'Allonnes Bonnefoy, Jaromír Štětina, Kazimierz Michał Ujazdowski, Axel Voss

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Eugen Freund, Elisabetta Gardini, Charles Tannock

21.1.2015

PARERE della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere

destinato alla commissione per il controllo dei bilanci

sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2013, Sezione III – Commissione e agenzie esecutive

(2014/2075(DEC))

Relatore per parere: Iratxe García Pérez

SUGGERIMENTI

La commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere invita la commissione per il controllo dei bilanci, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

A. considerando che, dato il continuo coinvolgimento della Commissione, del Consiglio e del Parlamento, il processo di bilancio dell'Unione offre l'opportunità di pianificare e valutare i progressi verso l'uguaglianza di genere all'interno dell'Unione;

B.  considerando che il bilancio di genere dovrebbe basarsi su una metodologia chiara che identifichi le questioni di genere nel quadro del bilancio generale dell'Unione e, ove possibile, la corrispondente assegnazione delle risorse, e valuti se le politiche siano tali da aumentare o ridurre le disuguaglianze esistenti tra uomini e donne;

1.  rileva che l'uguaglianza tra uomini e donne è un principio fondamentale dell'Unione a norma del trattato sul funzionamento dell'Unione europea e costituisce l'obiettivo della Strategia per la parità tra donne e uomini 2010-2015, e che le questioni di genere vanno integrate in tutti gli ambiti politici; sollecita pertanto un'attuazione completa del bilancio di genere, compresa la valutazione del bilancio generale dell'Unione in una prospettiva di genere ad opera della Corte dei conti;

2.  prende debitamente atto della relazione annuale della Corte dei conti sull'esecuzione del bilancio, in particolare per quanto riguarda l'occupazione e gli affari sociali, ma si rammarica della limitatezza dei riferimenti all'uguaglianza di genere in questo settore nonché dell'insufficiente attenzione dedicata all'occupazione, alla solidarietà sociale e all'uguaglianza di genere nelle relazioni speciali pubblicate dalla Corte dei conti nell'anno in corso;

3.  rileva che resta insufficiente l'attenzione prestata ai programmi volti a promuovere e migliorare le opportunità di lavoro per le donne;

4.  ribadisce la richiesta di sviluppare ulteriormente gli indicatori e i dati specifici di genere onde consentire la valutazione del bilancio generale dell'Unione in una prospettiva di genere e monitorare gli sforzi compiuti in materia di bilancio di genere;

5.  chiede alla Commissione, in consultazione con la Corte dei conti, di precisare nel seguito da essa dato al discarico 2013 in qual modo si potrebbero garantire l'attuazione del bilancio di genere e l'uso di indicatori e dati nelle future procedure di discarico.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

20.1.2015

 

 

 

Esito della votazione finale

+:–:

0:

 

296

0

 

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Daniela Aiuto, Maria Arena, Beatriz Becerra Basterrechea, Malin Björk, Vilija Blinkevičiūtė, Anna Maria Corazza Bildt, Viorica Dăncilă, Iratxe García Pérez, Anna Hedh, Teresa Jiménez-Becerril Barrio, Agnieszka Kozłowska-Rajewicz, Vicky Maeijer, Angelika Mlinar, Krisztina Morvai, Angelika Niebler, Maria Noichl, Marijana Petir, Terry Reintke, Liliana Rodrigues, Jordi Sebastià, Michaela Šojdrová, Ángela Vallina, Beatrix von Storch, Jadwiga Wiśniewska, Anna Záborská, Jana Žitňanská

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Izaskun Bilbao Barandica, Biljana Borzan, Linnéa Engström, Rosa Estaràs Ferragut, Mariya Gabriel, Ildikó Gáll-Pelcz, Kostadinka Kuneva, Marc Tarabella

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Rosa D'Amato

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

24.3.2015

 

 

 

Esito della votazione finale

+:–:

0:

 

215

0

 

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Nedzhmi Ali, Jonathan Arnott, Inés Ayala Sender, Zigmantas Balčytis, Ryszard Czarnecki, Dennis de Jong, Tamás Deutsch, Martina Dlabajová, Ingeborg Gräßle, Rina Ronja Kari, Bernd Kölmel, Bogusław Liberadzki, Verónica Lope Fontagné, Monica Macovei, Fulvio Martusciello, Gilles Pargneaux, Georgi Pirinski, Petri Sarvamaa, Claudia Schmidt, Igor Šoltes, Bart Staes, Michael Theurer, Marco Valli, Derek Vaughan, Anders Primdahl Vistisen, Tomáš Zdechovský

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Iris Hoffmann, Karin Kadenbach, Andrey Novakov, Markus Pieper, Julia Pitera

(1)

    Cfr. la relazione speciale n. 11/2013 della Corte dei conti, punti 93-97.

(2)

    Cfr. le relazioni speciali della Corte dei conti nel contesto del discarico alla Commissione per l'esercizio 2013 (PARTE I (2014/2140(DEC))

(3)

    Cfr. la comunicazione della Commissione sulla tutela del bilancio dell'UE fino alla fine del 2013 (COM(2014)0618), pag. 11.

(4)

    Cfr. la relazione annuale della Corte dei conti per il 2013, punto 1.14.

(5)

    Cfr. la comunicazione della Commissione COM(2014)0618, tabella 5.2: ritiri nella politica di coesione (775 milioni di EUR), recuperi per lo sviluppo rurale (129 milioni di EUR) e rettifiche finanziarie disimpegno/detrazione alla chiusura nella politica di coesione (494 milioni di EUR) o in altri settori d'intervento diversi dalla politica agricola e di coesione sociale (1 milione di EUR).

(6)

    Cfr. la comunicazione della Commissione COM(2014)0618, tabella 7.2.

(7)

    Comunicazione della Commissione dell'11 giugno 2014 dal titolo "Sintesi delle realizzazioni della Commissione in materia di gestione per il 2013" (COM(2014)0342), pag. 14: importo totale massimo a rischio per l'intera spesa del 2013 (bilancio dell'UE e del FES).

(8)

    L'allegato 1 alla relazione di sintesi definisce gli "importi a rischio" "il valore della frazione delle operazioni che si ritiene non siano pienamente conformi ai requisiti normativi e contrattuali di applicazione una volta attuati tutti i controlli (misure correttive) intesi a ridurre i rischi di non conformità".

(9)

    Dei 322 miliardi di EUR in questione, 222 miliardi rappresentano impegni di bilancio non ancora liquidati e 99 miliardi riguardano passività di bilancio non coperte dagli impegni da liquidare.

(10)

    Presentazione delle relazioni annuali della Corte dei conti a cura del suo presidente, Vítor Manuel da Silva Caldeira, nella riunione della commissione CONT del 5 novembre 2014.

(11)

    Ibidem.

(12)

    Informazioni fornite dal Vicepresidente della Commissione, Kristalina Georgieva, nel corso della procedura di discarico.

(13)

    Cfr. la relazione speciale n. 16/2014 della Corte dei conti.

(14)

    Cfr. la relazione annuale della Corte dei conti per il 2013, punto 2.11, e la relazione speciale della Corte dei conti n. 11/2013 (discarico 2013) dal titolo "Ottenere dati affidabili relativi al reddito nazionale lordo (RNL): un approccio più strutturato e più mirato renderebbe più efficace la verifica della Commissione".

(15)

    Dichiarazione di Jacek Dominik sulla revisione del reddito nazionale lordo degli Stati membri, comunicato stampa, Bruxelles, 27 ottobre 2014, ultima frase.

(16)

    Parere n. 7/2014 su una proposta di regolamento del Consiglio che modifica il regolamento (CE, Euratom) n. 1150/2000 recante applicazione della decisione 2007/436/CE, Euratom, relativa al sistema delle risorse proprie delle Comunità europee (GU C 459 del 19.12.2014, pag. 1).

(17)

    Testi approvati, P7_TA(2013)0078.

(18)

    Cfr. l'analisi panoramica della Corte dei conti dal titolo "Impiegare nel miglior modo i fondi dell’UE: un’analisi panoramica dei rischi per la gestione finanziaria del bilancio dell'UE", 2014, pag. 67.

(19)

    Regolamento (UE) n. 1307/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante norme sui pagamenti diretti agli agricoltori nell’ambito dei regimi di sostegno previsti dalla politica agricola comune e che abroga il regolamento (CE) n. 637/2008 del Consiglio e il regolamento (CE) n. 73/2009 del Consiglio (GU L 347 del 20.12.2013, pag. 608).

(20)

   Dati indicativi sulla distribuzione degli aiuti diretti ricevuti, in base a una classe dimensionale di aiuti, versati al produttore secondo il regolamento (CE) n. 1782/2003 del Consiglio e il regolamento (CE) n. 73/2009 del Consiglio, trasmessi dal Commissario Hogan l'8 dicembre 2014.

(21)

   La frequenza è aumentata notevolmente: dal 41% nel 2012 al61% nel 2013.

(22)

   A norma del regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio, del 22 ottobre 2007, recante organizzazione comune dei mercati agricoli e disposizioni specifiche per taluni prodotti agricoli (regolamento unico OCM) (GU L 299 del 16.11.2007, pag. 1), in talune regioni può essere accordato un sostegno transitorio per incoraggiare i produttori che desiderano acquisire lo status di organizzazione di produttori (OP) per la costituzione di associazioni di produttori. Tale finanziamento può essere parzialmente rimborsato dall'UE e cessa non appena il gruppo di produttori è riconosciuto come OP.

(23)

   Cfr. la relazione annuale della Corte dei conti per il 2013, punto 43.

(24)

   Cfr. la risposta della Commissione alla domanda scritta n. 11, durante l'audizione della commissione CONT con il commissario Phil Hogan del 1º dicembre 2014.

(25)

   Cfr. la relazione annuale della Corte dei conti per il 2013, punto 3.23 e successivi.

(26)

   Cfr. la relazione annuale di attività della DG AGRI per il 2013, allegato 10, pag. 51: "nuovi casi in sospeso dal 2007".

(27)

   Cfr. la relazione annuale della Corte dei conti per il 2013, punto 4.25.

(28)

   Cfr. la relazione annuale della Corte dei conti per il 2013, punto 4.27.

(29)

   Cfr. la risposta alla domanda scritta n. 29 durante l'audizione del Commissario Phil Hogan del 1º dicembre 2014.

(30)

   Cfr. la relazione speciale n. 23/2014 della Corte dei conti sugli errori nella spesa nel settore dello sviluppo rurale: l'8,2% rappresenta una media per il triennio con un limite inferiore del 6,1% e un limite superiore del 10,3%. La media si articola nei seguenti valori annuali: 8,4% per il 2011, 8,3% per il 2012 e 7,9% per il 2013.

(31)

   Cfr. la relazione speciale n. 23/2014 della Corte dei conti, pagg. 22-24.

(32)

   Dichiarazione del membro della Corte dei conti, Rasa Budbergyte, durante l'audizione della commissione CONT con il Commissario Phil Hogan del 1°dicembre 2014.

(33)

   Cfr. la risposta alla domanda scritta n. 12 durante l'audizione del Commissario Phil Hogan del 1º dicembre 2014.

(34)

   Cfr. la relazione annuale di attività della DG AGRI per il 2013, tabella 2.1.24.

(35)

   Cfr. la relazione speciale n. 20/2014 della Corte dei conti, punto 68.

(36)

   Cfr. la relazione annuale di attività 2013 della DG REGIO, allegato, pag. 41.

(37)

   Cfr. la relazione annuale di attività 2013 della DG REGIO, allegato, pag. 42.

(38)

   Cfr. la relazione annuale di attività 2013 della DG REGIO, allegato, pag. 43.

(39)

   Regolamento delegato (UE) n. 480/2014 della Commissione, del 3 marzo 2014, che integra il regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (GU L 138 del 13.5.2014, pag. 5).

(40)

   Direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sugli appalti pubblici e che abroga la direttiva 2004/18/CE (GU L 94 del 28.3.2014, pag. 65).

(41)

  Regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio, dell'11 luglio 2006, recante disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione e che abroga il regolamento (CE) n. 1260/1999 (GU L 210 del 31.7.2006, pag. 25).

(42)

  Deplora che i seguenti 73 sistemi di gestione e controllo negli Stati membri siano stati ritenuti, nella migliore delle ipotesi, parzialmente attendibili (contrassegnati in arancione all'interno di una scala cromatica che comprende verde, giallo, arancione, rosso): Vorarlberg (AT), Vienna (AT), Stiria (AT), Tirolo (AT), Bruxelles (BE), sviluppo regionale (BG), ambiente (BG), imprese & innovazione (CZ), ROP NUTSII North-East (CZ), ROP NUTS II Silesia (CZ), PO integrato (CZ), Turingia (DE), Meclemburgo Pomerania Anteriore (DE), Sassonia-Anhalt, Brema (DE), Renania Settentrionale-Vestfalia (DE), EC ENV (EE), Attica (EL), Grecia occidentale (EL), Macedonia-Tracia (EL), Tessaglia-Grecia continentale-Epiro (EL), Creta e isole dell'Egeo (EL), Murcia (ES), Melilla (ES), Ceuta (ES), Asturie (ES), Galizia (ES), Estremadura (ES), Castiglia La Mancha (ES), Andalusía (ES), Fondo di coesione (ES), Cantabria (ES), regione basca (ES), Navarra (ES), Madrid (ES), Rioja (ES), Catalogna (ES), isole baleari (ES), Aragona (ES), Castiglia e Leon (ES), regione di Valencia (ES), isole Canarie (ES), ricerca, sviluppo e innovazione per le imprese (ES), sviluppo economico (HU), energia e ambiente (HU), Pannonia occidentale (HU), Grande pianura meridionale (HU), Transdanubio centrale (HU), Ungheria settentrionale (HU), trasporti (HU), Grande pianura settentrionale (HU), Transdanubio meridionale (HU), Ungheria centrale (HU), Adriatico (strumento di assistenza di preadesione - IPA), Meclemburgo-Pomerania occidentale/Brandeburgo-Polonia (cooperazione territoriale europea - ETC), regione frontaliera Fiandre-Paesi Bassi (ETC), reti e mobilità (IT), ricerca (IT), sicurezza (IT), Calabria (IT), Puglia (IT), Sicilia (IT), Basilicata (IT), Sardegna (IT), infrastrutture e ambiente (PL), sviluppo della Polonia orientale (PL), società dell'informazione (SK), ambiente (SK), PO regionale (SK), trasporti (SK), sanità (SK), competitività e crescita economica (SK), assistenza tecnica (SK), ricerca e sviluppo (SK).

(43)

       Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali, La situazione dei rom in 11 Stati membri dell'UE, Lussemburgo, 2012.

(44)

  Cfr. relazione annuale di attività di EuropeAid per il 2013, pag. 197.

(45)

  a.    ICP         "20 Importi non ammissibili ex ante"

b.    ICP 1      "Attuazione delle previsioni finanziarie: Pagamenti"

c.    ICP 2      "Attuazione delle previsioni finanziarie: Contratti"

d.    ICP 4      "RAL - Capacità di assorbimento",

e.    ICP 18    "Percentuale di progetti ispezionati nel periodo della relazione sulla gestione degli aiuti esterni"

f.     ICP 21    "Attuazione del piano annuale di audit: anno n (2013)"

g.    ICP 22    "Attuazione del piano annuale di audit: anno n-1 (2012)"

h.    ICP 23    "Attuazione del piano annuale di audit: anno n-2 (2011)"

i.     ICP 26    "Recupero o motivazione degli importi non ammissibili di audit".

(46)

          UNHCR Inspector General's Office, Inquiry Report INQ/04/005, Ginevra, 12 maggio 2005.

(47)

  Regolamento (UE, Euratom) n. 883/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 settembre 2013, relativo alle indagini svolte dall'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) e che abroga il regolamento (CE) n. 1073/1999 del Parlamento europeo e del Consiglio e il regolamento (Euratom) n. 1074/1999 del Consiglio (GU L 248, del 18.9.2013, pag. 1).

(48)

  Regolamento (CE, Euratom) n. 723/2004 del Consiglio, del 22 marzo 2004, che modifica lo statuto dei funzionari delle Comunità europee e il regime applicabile agli altri agenti di dette Comunità (GU L 124, del 27.4.2004, pag. 1).

(49)

  Cfr. relazione annuale della Corte dei conti per il 2013, punto 10.24.

(50)

  Cfr. relazione della Corte dei conti sui conti annuali dell'Agenzia esecutiva per l'innovazione e le reti relativi all'esercizio 2013, corredata delle risposte dell'Agenzia (in precedenza Agenzia esecutiva per la rete transeuropea di trasporto) (GU C 442, del 10.12.2014, pag. 358), punti da 11 a 13.

(51)

           Relazione speciale n. 12/2014: sostegno dell'UE per la riabilitazione a seguito del terremoto di Haiti: http://www.eca.europa.eu/Lists/ECADocuments/SR14_13/QJAB14013ENC.pdf

(52)

I meccanismi finanziari combinati dell'UE sono: il Fondo investimenti di vicinato (FIV), il Fondo investimenti per l'Asia centrale (FIAC), il Fondo investimenti per l'America latina (FIAL), il Fondo investimenti per l'Asia (FIA), il Fondo investimenti per il Pacifico (FIP), il Fondo investimenti per i Caraibi (FIC), il Fondo d'investimento e di partenariato euromediterranei (FIPEM), il Fondo fiduciario UE-Africa per le infrastrutture (FFUEAI) e il Fondo globale per l'efficienza energetica e le energie rinnovabili (FGEEER). L'iniziativa Energia per tutti è un'iniziativa globale guidata dall'ONU con una significativa componente combinata cui l'UE ha contribuito nel 2013.

(53)

Corte dei conti europea. L'efficacia del combinare le sovvenzioni dei meccanismi d'investimento regionali con i prestiti concessi dalle istituzioni finanziarie a sostegno delle politiche esterne dell'UE. Relazione speciale n. 16/ 2014.

(54)

           Orientamenti in materia di sostegno di bilancio, Commissione europea, settembre 2012. http://ec.europa.eu/europeaid/sites/devco/files/methodology-budget-support-guidelines-201209_en_2.pdf

(55)

Relazione annuale di attività della DG DEVCO, pag. 114.

(56)

Cfr. ad esempio, Relazione annuale di attività della DG DEVCO 2013, Allegati, pagg. 633-636.

(57)

Relazione annuale di attività della DG DEVCO, pag. 185.

(58)

Regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio, dell'11 luglio 2006, recante disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione e che abroga il regolamento (CE) n. 1260/1999 (GU L 2010 del 31.7.2006, pag. 25).

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