Procedura : 2014/2129(DEC)
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A8-0108/2015

Discussioni :

PV 28/04/2015 - 16
CRE 28/04/2015 - 16

Votazioni :

PV 29/04/2015 - 10.59
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P8_TA(2015)0168

RELAZIONE     
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31.3.2015
PE 541.304v02-00 A8-0108/2015

sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'impresa comune europea per ITER e lo sviluppo dell'energia da fusione per l'esercizio 2013

(2014/2129(DEC))

Commissione per il controllo dei bilanci

Relatore: Anders Primdahl Vistisen

1. PROPOSTA DI DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

1. PROPOSTA DI DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'impresa comune europea per ITER e lo sviluppo dell'energia da fusione per l'esercizio 2013

(2014/2129(DEC))

Il Parlamento europeo,

–       visti i conti annuali definitivi dell'impresa comune europea per ITER e lo sviluppo dell'energia da fusione relativi all'esercizio 2013,

–       vista la relazione della Corte dei conti sui conti annuali dell'impresa comune per ITER e lo sviluppo dell'energia da fusione relativi all'esercizio 2013, corredata delle risposte dell'impresa comune(1),

–       vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(2), presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2013 a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–       vista la raccomandazione del Consiglio del 17 febbraio 2015 sullo scarico da dare all'impresa comune sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2013 (053006/2015 – C8-0049/2015),

–       visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–       visto l'articolo 106 bis del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica,

–       visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(3),

–       visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002(4), in particolare l'articolo 208,

–       vista la decisione 2007/198/Euratom del Consiglio, del 27 marzo 2007, che istituisce l'impresa comune europea per ITER e lo sviluppo dell'energia da fusione e le conferisce dei vantaggi(5), in particolare l'articolo 5, paragrafo 3,

–       visto il regolamento (CE, Euratom) n. 2343/2002 della Commissione, del 19 novembre 2002, che reca regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 185 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(6),

–       visto il regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione, del 30 settembre 2013, che stabilisce il regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 208 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(7),

–       visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–       vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A8-0108/2015),

1.      rinvia la decisione sul discarico al direttore dell'impresa comune per ITER e lo sviluppo dell'energia da fusione per l'esecuzione del bilancio dell'impresa comune per l'esercizio 2013;

2.      esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.      incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al direttore dell'impresa comune europea per ITER e lo sviluppo dell'energia da fusione, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2. PROPOSTA DI DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla chiusura dei conti dell'impresa comune per ITER e lo sviluppo dell'energia da fusione per l'esercizio 2013

(2014/2129(DEC))

Il Parlamento europeo,

–       visti i conti annuali definitivi dell'impresa comune europea per ITER e lo sviluppo dell'energia da fusione relativi all'esercizio 2013,

–       vista la relazione della Corte dei conti sui conti annuali dell'impresa comune per ITER e lo sviluppo dell'energia da fusione relativi all'esercizio 2013, corredata delle risposte dell'impresa comune(8),

–       vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(9), presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2013 a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–       vista la raccomandazione del Consiglio del 17 febbraio 2015 sullo scarico da dare all'impresa comune sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2013 (053006/2015 – C8-0049/2015),

–       visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–       visto l'articolo 106 bis del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica,

–       visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(10),

–       visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002(11), in particolare l'articolo 208,

–       vista la decisione 2007/198/Euratom del Consiglio, del 27 marzo 2007, che istituisce l'impresa comune europea per ITER e lo sviluppo dell'energia da fusione e le conferisce dei vantaggi(12), in particolare l'articolo 5, paragrafo 3,

–       visto il regolamento (CE, Euratom) n. 2343/2002 della Commissione, del 19 novembre 2002, che reca regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 185 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(13),

–       visto il regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione, del 30 settembre 2013, che stabilisce il regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 208 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(14),

–       visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–       vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A8-0108/2015),

1.      rinvia la chiusura dei conti dell'impresa comune per ITER e lo sviluppo dell'energia da fusione relativi all'esercizio 2013;

2.      incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione al direttore dell'impresa comune per ITER e lo sviluppo dell'energia da fusione, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

3. PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'impresa comune per ITER e lo sviluppo dell'energia da fusione per l'esercizio 2013

(2014/2129(DEC))

Il Parlamento europeo,

–       vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'impresa comune per ITER e lo sviluppo dell'energia da fusione relativi all'esercizio 2013,

–       visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–       vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A8‑0108/2015),

A.     considerando che l'impresa comune europea per ITER e lo sviluppo dell'energia da fusione (in appresso l'"impresa comune") è stata istituita nel marzo 2007 per un periodo di 35 anni;

B.     considerando che i membri dell'impresa comune sono l'Euratom, rappresentata dalla Commissione, gli Stati membri dell'Euratom e gli altri paesi che hanno concluso con l'Euratom, nel settore della fusione nucleare controllata, accordi di cooperazione;

C.     considerando che l'impresa comune ha iniziato a lavorare autonomamente nel marzo 2008,

D.     considerando che il 9 ottobre 2008 la Corte dei conti (in seguito, "la Corte") ha emesso il parere n. 4/2008 sul regolamento finanziario dell'impresa comune;

Gestione finanziaria e di bilancio

1.      prende atto dell'affermazione della Corte secondo cui i conti annuali dell'impresa comune per l'esercizio 2013 presentano fedelmente, sotto tutti gli aspetti rilevanti, la posizione finanziaria della stessa al 31 dicembre 2013, nonché i risultati delle sue operazioni e i flussi di cassa per l'esercizio chiuso in tale data, conformemente alle disposizioni del regolamento finanziario dell'impresa comune stessa;

2.      osserva con preoccupazione che la relazione della Corte contiene un "paragrafo d'enfasi" come parte integrante della sua dichiarazione di affidabilità, in cui indica un rischio significativo di aumento a cui è soggetto l'importo del contributo dell'impresa comune alla fase di costruzione del progetto ITER; rileva inoltre che il rischio di aumento dell'importo del contributo è dovuto principalmente al cambiamento dell'estensione delle realizzazioni dei progetti e del calendario attuale, che è considerato irrealistico ed è attualmente in corso di revisione; considera importante che si segua un approccio realistico ai fini di un bilancio e di una gestione finanziaria efficaci; rileva che l'impresa comune sta contribuendo allo stabilimento, a livello di ITER, di un programma globale realistico per l'intero progetto; invita l'impresa comune a presentare tale programma al Consiglio ITER con la massima urgenza;

3.      osserva che le conclusioni del Consiglio adottate il 7 luglio 2010(15) hanno approvato un contributo dell’impresa comune alla fase di costruzione del progetto ITER di 6,6 miliardi di euro (valore 2008); esprime preoccupazione per il fatto che, secondo il "paragrafo d'enfasi" contenuto nella relazione della Corte, tale importo sia il doppio di quello originariamente iscritto in bilancio e non contenga una somma di 663 000 000 EUR proposta dalla Commissione e intesa a copertura di potenziali contingenze; considera che l'aumento significativo del costo del progetto possa mettere in pericolo altri programmi che sono anche finanziati a titolo del bilancio dell'Unione e potrebbe essere in contraddizione con il principio della redditività;

4.      esprime preoccupazione per il fatto che, nel novembre 2013, l’impresa comune ha stimato che il deficit di finanziamenti fino alla finalizzazione della fase di costruzione dei progetti fosse di 290 milioni di euro, vale a dire una deviazione del 4,39% rispetto all'importo approvato dal Consiglio nel 2010 e un aumento del 10,7% rispetto al bilancio iniziale del progetto;

5.      esprime preoccupazione per il fatto che, in relazione a questi rischi, l'impresa comune non abbia ancora attuato a livello di contratti un sistema per il monitoraggio regolare degli scostamenti dei costi e non abbia aggiornato la valutazione del contributo dell'impresa comune al progetto ITER dopo il completamento della fase di costruzione;

6.      rileva con preoccupazione le continue revisioni dello scadenzario e del calendario dei costi a causa dei continui ritardi nella sottoscrizione di importanti contratti, che non consentono di procedere ai rinvii del pre-finanziamento previsti relativamente alle procedure di appalto per le attività operative;

7.      osserva con preoccupazione che l'impresa comune non ha indicato, nelle sue dichiarazioni finanziarie, lo stato di avanzamento dei lavori in corso; apprende dalla Corte che queste informazioni sono essenziali per conoscere lo stato delle attività finora svolte dall'impresa comune relativamente agli accordi sugli appalti stipulati con l'Organizzazione internazionale ITER; evidenzia che, stando all'impresa comune, le informazioni relative ai progressi complessivi figurano nella sua relazione annuale sullo stato di avanzamento e nella relazione annuale di attività, sebbene tali informazioni si limitino a una stima preliminare sommaria della quota di opere completate, sulla base delle spese sostenute ad oggi per l'organizzazione degli appalti e del loro raffronto con l'importo stimato del contributo in natura al progetto; prende atto inoltre che nei conti annuali del 2013 è inclusa una bozza di stima preliminare dei lavori conclusi; pone in evidenza la necessità di informazioni e indicatori per una corretta misurazione del rendimento, che si applichi sia ai risultati che alla gestione interna;

8.      osserva che la dotazione finanziaria definitiva dell'impresa comune per il 2013 comprendeva stanziamenti di impegno per 1 297 milioni di euro e stanziamenti di pagamento per 432,4 milioni di euro; rileva, inoltre, che i tassi di utilizzo per gli stanziamenti d'impegno e di pagamento sono stati rispettivamente del 100% e dell'89,8%; sottolinea che il tasso di esecuzione per gli stanziamenti di pagamento indicati nel bilancio iniziale per il 2013 era solo del 57,8%; apprende dall'impresa comune che i motivi di ciò sono da ricercarsi nei ritardi e nella cattiva gestione della fornitura dei dati da parte dell'Organizzazione internazionale ITER e nelle trattative con le aziende più lunghe del previsto intese a diminuire i costi; esprime preoccupazione per gli eventuali ritardi o costi supplementari futuri e per il loro impatto sul bilancio del progetto ITER;

9.      chiede alla Commissione e al direttore dell'impresa comune per ITER di presentare alle autorità di discarico una relazione sulla posizione ufficiale di tutte le parti interessate per quanto riguarda i loro impegni futuri in relazione al progetto ITER;

10.    osserva che, dei 1 254 milioni di euro di stanziamenti d'impegno dell'impresa comune disponibili per le attività operative, solo il 61,7% è stato eseguito mediante impegni singoli diretti, mentre il restante 38,3% è stato eseguito mediante impegni globali;

11.    rileva con preoccupazione che i contributi annuali di adesione relativi al 2013 di sette membri, per un totale di 2,2 milioni di euro, sono stati versati con ritardo; ritiene che tutti i ritardi nel pagamento del contributo annuale potrebbero avere un impatto sul modo in cui è gestito il progetto; sottolinea che l'arco di tempo dei ritardi va da tre a 48 giorni; apprende dall'impresa comune che il 77% dei pagamenti in ritardo corrisponde al contributo di due membri, che è stato ricevuto con un giorno lavorativo di ritardo;

12.    invita l'impresa comune a presentare all'autorità di discarico una relazione riguardante i contributi di tutti i membri diversi della Commissione, compresa l'applicazione delle regole di valutazione per i contributi in natura, corredata di una valutazione da parte della Commissione;

13.    è preoccupato per il fatto che il presidente del consiglio di direzione dell'impresa comune abbia fatto riferimento nella relazione annuale di attività per il 2013 a ritardi nei progetti e alla necessità di ricercare risparmi sui costi; rileva inoltre che il direttore esecutivo fa riferimento ai rischi connessi ad una potenziale carenza di fondi entro il 2020, dovuta principalmente alle maggiori spese relative agli edifici di ITER nonché al calendario attualmente stabilito; apprende dall'impresa comune che il bilancio stanziato nel QFP attuale fino al 2020 sarà rispettato grazie alla messa a punto e all'attuazione di una vasta gamma di misure di contenimento dei costi;

14.    invita l'impresa comune a presentare a tempo debito una relazione all'autorità di discarico sull'effettivo livello di esecuzione dei progetti, sui rischi potenziali e gli sviluppi futuri del progetto, corredati di una valutazione della Commissione;

Prevenzione e gestione dei conflitti di interessi e trasparenza

15.    ribadisce la necessità di rendere accessibili al pubblico i CV dei membri del Consiglio di amministrazione, del direttore e degli alti dirigenti dell'impresa comune; invita l'impresa comune a porre urgentemente rimedio a tale situazione; riconosce che le norme in materia di gestione dei conflitti di interesse del personale sono entrate in vigore e chiede che ne sia tenuta una casistica rigorosa;

Accordo con lo Stato ospitante sulla sede

16.    apprende dall'impresa comune che, in base all'accordo con lo Stato ospitante stipulato il 28 giugno 2007 con il Regno di Spagna, una sede permanente avrebbe dovuto essere messa a disposizione dell'impresa comune entro il giugno 2010; rileva con preoccupazione che, al momento dell'audit (aprile 2014), ciò non era ancora avvenuto; riconosce gli sforzi profusi dall'impresa comune per rimediare alla situazione, così come la mancanza di risultati nel quadro del dialogo con lo Stato ospitante;

Condizioni di lavoro

17.    esprime profonda preoccupazione per il fatto che l'impresa comune non abbia ancora adottato tutte le norme di applicazione dello statuto del personale; rileva con preoccupazione che lo spazio di lavoro attualmente messo a disposizione non è sufficiente e impedisce al personale dell'impresa comune di operare in condizioni ottimali; esprime profonda inquietudine per il fatto che le condizioni di spazio di lavoro incidano negativamente sullo sforzo sostenuto dall'impresa comune per coprire tutte le posizioni disponibili e ridurre il tasso di posti vacanti; osserva con preoccupazione che, in un recente sondaggio rivolto al personale dell'impresa comune, le condizioni di spazio di lavoro sono state citate come una delle principali difficoltà e motivo di preoccupazione; chiede alla Commissione e al direttore dell'impresa comune di presentare alle autorità di discarico una relazione dettagliata sui motivi del ritardo nell'attuazione dello statuto dei funzionari e sulla situazione relativa alle condizioni di lavoro;

Sistemi di controllo interno

18.    rileva con preoccupazione dalla relazione della Corte che, sebbene siano stati conseguiti significativi progressi nel corso del 2013 per quanto riguarda i sistemi di controllo interno dell'impresa comune, devono ancora essere intraprese diverse azioni; tali azioni comprendono l'ulteriore sviluppo della procedura per la gestione delle stime dei costi a livello di contratto, nonché i risultati degli audit derivanti dall'attuazione della strategia globale sul controllo e il monitoraggio dei contratti e delle sovvenzioni relative alle attività operative, che non erano disponibili al momento dell'audit; invita l'impresa comune a rendere disponibile la relazione come richiesto dalla Corte;

19.    segnala con preoccupazione che, ad eccezione del piano d'azione in risposta all'audit interno sulla gestione dei contratti per gli esperti, gli altri piani d'azione adottati dall'impresa comune in risposta agli audit interni non erano stati integralmente attuati;

20.    invita l'impresa comune a fornire tempestivamente i capitolati d'oneri al fine di eliminare le incertezze sui costi connesse con l'eventuale evoluzione della concezione e della pianificazione del progetto ITER;

21.    apprende dalla relazione della Corte che, per quanto riguarda le azioni adottate in risposta ai principali rischi individuati in precedenza, al novembre 2013, 12 erano state attuate, 19 erano in corso e 6 non erano state avviate; invita l'impresa comune a porre urgentemente rimedio a tale situazione;

22.    rileva che l'impresa comune ha adottato norme specifiche per evitare potenziali conflitti di interesse dei membri del consiglio di direzione, del comitato esecutivo, del comitato di audit e degli esperti; osserva che, al momento dell'audit, le norme applicabili al personale non erano ancora state adottate e la banca dati per le dichiarazioni di interessi generali doveva ancora essere istituita; apprende dall'impresa comune che le norme sulla gestione del conflitto di interessi per quanto riguarda i membri del personale sono state adottate dal consiglio di amministrazione e sono entrate in vigore il 1° luglio 2014; prende atto inoltre del fatto che è in fase di elaborazione una banca dati ad hoc per le dichiarazioni di interessi generali;

Procedure di appalto e sovvenzioni relative alle attività operative

23.    rileva che delle 41 procedure di gara relative alle attività operative indette nel 2013, il 44% era costituito da procedure negoziate; fa notare che tale percentuale è superiore del 4% alla cifra registrata nel 2012; condivide la raccomandazione della Corte secondo cui occorre accrescere la concorrenza nell'ambito delle procedure d'appalto riducendo il ricorso alle procedure negoziate; prende atto che, quanto riguarda le sovvenzioni, il numero medio di proposte è stato di una sola proposta per invito; apprende dall'impresa comune che, a causa del loro basso valore medio, le procedure negoziate a cui fa riferimento la Corte corrispondono soltanto al 15% dell'impegno annuale dell'impresa comune;

24.    prende atto con preoccupazione delle continue carenze nelle procedure di appalto per le attività operative dell'impresa comune; invita l'impresa comune a presentare all'autorità di discarico una relazione dettagliata sulle procedure d'appalto svolte dal 2008 ad oggi, precisando:

-       in quante procedure si è verificato un aumento significativo dei costi (più del 5%) rispetto al limite preventivato inizialmente per il contratto e quali sono stati i motivi precisi degli aumenti?

-       quali procedure sono state caratterizzate da un notevole ritardo rispetto alla scadenza inizialmente prevista e quali sono state le conseguenze finanziarie derivanti da tali ritardi?

-       In che modo intende l'impresa comune garantire il futuro rispetto delle date stabilite alla firma del contratto?

-       Quali sono le procedure di appalto per le quali non è stato fissato alcun termine specifico al momento dell'aggiudicazione dei contratti?

-       Per quali procedure l'impresa comune non ha pubblicizzato il relativo contratto mediante avviso di preinformazione, mancando in tal modo di aumentare la competitività della procedura e per quali motivi? Quali partner contrattuali hanno beneficiato in particolare della conseguente limitata competitività?

-       Quali procedure (oltre allo statuto applicabile) sono in atto per evitare un possibile conflitto di interessi in relazione ai membri del personale coinvolti in procedure di gara? In quanti casi i membri del personale non erano formalmente incaricati dell'organizzazione delle gare d'appalto?

-       Come intende l'impresa comune garantire che la sua procedura decisionale interna sia migliorata onde evitare ulteriori ritardi nelle procedure di gara, come stabilito dalla Corte, e al fine di garantire, in futuro, la trasparenza, la tempestività e la legittimità degli appalti?

25.    rileva con preoccupazione dalla relazione della Corte che, dopo aver sottoposto ad audit cinque procedure di appalto relative ad attività operative, sono state individuate le seguenti debolezze:

-  in una procedura di appalto, l'impresa comune non ha pubblicizzato l'appalto mediante avviso di preinformazione; apprende dall'impresa comune che l'appalto in questione era stato lanciato prima che la procedura relativa all'avviso di preinformazione fosse approvata nel settembre 2012;

-  in una procedura di appalto vi è stato un aumento dei costi del 32% rispetto alle stime iniziali; osserva inoltre che in altre due procedure la riconciliazione delle differenze tra il valore finale del contratto e i valori iniziali stimati è stata difficile data la natura delle informazioni disponibili nei fascicoli; apprende dall'impresa comune che la complessità della riconciliazione è riconducibile alla rivalutazione della portata iniziale del contratto, che ha portato a un aumento dei tempi, nonché alla natura, alla complessità e agli importi coinvolti in tali contratti;

-  in una procedura di appalto non si disponeva di orientamenti e procedure specifici per far sì che gli elaborati di terzi utilizzati come input per le procedure di gara fossero uniformemente e sistematicamente rivisti e formalmente accettati dall'impresa comune; prende atto che l'impresa comune stilerà un elenco di controllo formale per assicurare l'uso appropriato delle informazioni di terze parti; invita l'impresa comune a mettere in pratica quanto prima tale elenco di controllo onde evitare situazioni simili in futuro;

-  in una procedura d'appalto, le rettifiche al contratto originario hanno aumentato il valore del contratto del 15% rispetto all'importo iniziale; segnala che le informazioni disponibili non erano sufficienti per stabilire che era stata eseguita una valutazione della rilevanza delle modifiche, come richiesto dalle procedure interne dell'impresa comune;

-  in una procedura, la fase di dialogo ha subito un forte ritardo, ragion per cui le clausole finali del contratto e la versione aggiornata delle specifiche di gara sono state trasmesse più tardi del previsto e il contratto è stato firmato quattro mesi dopo la data stabilita;

26.    reputa inaccettabile che l'impresa comune non abbia elaborato una procedura interna riguardante il coinvolgimento del proprio personale nelle procedure di gara; segnala l'urgente necessità di apportare miglioramenti in tale ambito;

27.    rileva dalla relazione della Corte che, in due procedure di appalto, i membri del personale dell'impresa comune che fornivano consulenza tecnica per la valutazione delle offerte su richiesta del comitato di valutazione non erano stati formalmente nominati dall'autorità avente il potere di nomina né come membri del comitato di valutazione, né come consulenti tecnici del comitato; segnala che, in una procedura di gara, l'ordinatore ha nominato un gruppo che attuasse il dialogo competitivo con i candidati selezionati a seguito dell'invito a manifestare interesse, sebbene tale gruppo non avesse ricevuto un mandato formale che stabilisse la strategia da adottare per tale dialogo, gli obiettivi da conseguire e i parametri tecnici, finanziari e contrattuali per le trattative;

Controllo e monitoraggio globale dei contratti di appalto e di sovvenzione relativi alle attività operative

28.    riconosce che l'impresa comune dispone di un sistema per effettuare audit a livello dei contraenti al fine di controllare la conformità ai requisiti in materia di garanzia di qualità; fa notare che i risultati degli audit ex post sulle sovvenzioni e delle verifiche finanziarie e di conformità sull'esecuzione dei contratti basate sulla strategia complessiva di monitoraggio e controllo non erano disponibili al momento dell'audit della Corte (aprile 2014);

Quadro giuridico

29.    osserva che le norme finanziarie dell'impresa comune non sono state ancora modificate per rispecchiare i cambiamenti introdotti con il nuovo regolamento finanziario e il regolamento finanziario quadro degli organismi(16) di cui all'articolo 208 del nuovo regolamento finanziario; rileva, sulla base delle informazioni fornite dall'impresa comune, che quest'ultima ha valutato le modifiche e proposto emendamenti al suo Consiglio di direzione; rileva che, conformemente all'articolo 5 della decisione n. 2007/198/Euratom del Consiglio, la Commissione europea deve emettere un parere prima che la versione definitiva delle regole finanziarie sia sottoposta al consiglio di amministrazione dell'impresa comune; invita la Commissione europea e l'impresa comune a risolvere quanto prima questa situazione;

30.    prende atto della dichiarazione congiunta del Parlamento, del Consiglio e della Commissione e del successivo accordo politico raggiunto sulla procedura di discarico distinta per le imprese comuni;

Diritti di proprietà intellettuale e politica industriale

31.    prende atto che, il 27 giugno  2013, il consiglio di direzione dell'impresa comune ha adottato la decisione sull'attuazione della politica industriale dell'impresa comune nonché della politica in materia di diritti di proprietà intellettuale e di diffusione delle informazioni; osserva che l'impresa comune non ha ancora adottato e attuato misure specifiche per ridurre determinati rischi relativi alla protezione dei diritti di proprietà intellettuale e di diffusione dei risultati della ricerca; prende atto del parere dell'impresa comune, secondo cui il costo dell'attuazione di tali misure non sembra proporzionato all'entità del rischio residuo e sarebbe difficile da attuare nella pratica;

32.    apprende dalla relazione della Corte che l'impresa comune offre ai contraenti diritti esclusivi di sfruttamento della proprietà intellettuale prodotta in settori diversi dalla fusione, mentre nel settore della fusione i contraenti hanno diritti non esclusivi; osserva che ciò potrebbe esporre l'impresa comune a un rischio per quanto riguarda il suo obbligo di conservare il diritto di accesso a tutti i diritti di proprietà intellettuale connessi al versamento dei contributi in natura europei e di trasferire tale diritto di accesso all'organizzazione ITER, ove necessario; concorda con la raccomandazione della Corte di monitorare l'applicazione della clausola contrattuale onde obbligare i contraenti ad astenersi dal diffondere i risultati della ricerca fino a quando non sia stata presa una decisione riguardo alla loro eventuale tutela; invita l'impresa comune a definire i confini di ciò che potrebbe essere considerata una richiesta inerente il settore della fusione onde garantire nei confronti dei contraenti la massima chiarezza e trasparenza.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

23.3.2015

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

15

11

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Nedzhmi Ali, Inés Ayala Sender, Ryszard Czarnecki, Dennis de Jong, Tamás Deutsch, Martina Dlabajová, Ingeborg Gräßle, Rina Ronja Kari, Bogusław Liberadzki, Verónica Lope Fontagné, Monica Macovei, Fulvio Martusciello, Dan Nica, Georgi Pirinski, Petri Sarvamaa, Claudia Schmidt, Igor Šoltes, Bart Staes, Michael Theurer, Marco Valli, Derek Vaughan, Anders Primdahl Vistisen, Joachim Zeller

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Caterina Chinnici, Iris Hoffmann, Marian-Jean Marinescu, Andrey Novakov, Julia Pitera

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Laura Ferrara

(1)

GU C 452 del 16.12.2014, pag. 44.

(2)

GU C 452 del 16.12.2014, pag. 45.

(3)

GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.

(4)

GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.

(5)

GU L 90 del 30.3.2007, pag. 58.

(6)

GU L 357 del 31.12.2002, pag. 72.

(7)

GU L 328 del 7.12.2013, pag. 42.

(8)

GU C 452 del 16.12.2014, pag. 44.

(9)

GU C 452 del 16.12.2014, pag. 45.

(10)

GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.

(11)

GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.

(12)

GU L 90 del 30.3.2007, pag. 58.

(13)

GU L 357 del 31.12.2002, pag. 72.

(14)

GU L 328 del 7.12.2013, pag. 42.

(15)

Conclusioni del Consiglio del 7 luglio 2010 sullo stato di avanzamento di ITER (Rif. 11902/10).

(16)

GU L 38 del 7.12.2013, pag. 42.

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