Procedura : 2014/2223(INI)
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Ciclo del documento : A8-0126/2015

Testi presentati :

A8-0126/2015

Discussioni :

PV 27/04/2015 - 24
CRE 27/04/2015 - 24

Votazioni :

PV 28/04/2015 - 7.13
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Testi approvati :

P8_TA(2015)0109

RELAZIONE     
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1.4.2015
PE 544.341v03-00 A8-0126/2015

sul tema "Una nuova strategia forestale dell’Unione europea: per le foreste e il settore forestale"

(2014/2223(INI))

Commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale

Relatore: Elisabeth Köstinger

Relatore per parere (*):

Francesc Gambús, commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare

(*)       Procedura con le commissioni associate – articolo 54 del regolamento

EMENDAMENTI
PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 PARERE della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare
 PARERE della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia
 ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sul tema "Una nuova strategia forestale dell’Unione europea: per le foreste e il settore forestale"

(2014/2223(INI))

Il Parlamento europeo,

–       vista la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni dal titolo "Una nuova strategia forestale dell’Unione europea: per le foreste e il settore forestale" (COM(2013)0659),

–       visti i documenti di lavoro dei servizi della Commissione che accompagnano tale comunicazione (SWD(2013)0342 e SWD(2013)0343),

–       viste le conclusioni del Consiglio "Agricoltura e Pesca" del 19 maggio 2014 sulla nuova strategia forestale dell'Unione europea,

–       visto il parere del Comitato delle regioni del 30 gennaio 2014 dal titolo: "Una nuova strategia forestale dell'Unione europea: per le foreste e il settore forestale",

–       visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 10 luglio 2014 sulla comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni dal titolo "Una nuova strategia forestale dell'Unione europea: per le foreste e il settore forestale",

–       vista la sua risoluzione del 16 febbraio 2006 sull'attuazione di una strategia forestale per l'Unione europea(1),

–       vista la decisione n. 1386/2013/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 novembre 2013, su un programma generale di azione dell'Unione in materia di ambiente fino al 2020 "Vivere bene entro i limiti del nostro pianeta",

–       vista la strategia Europa 2020, ivi incluse "L'Unione dell'innovazione" e "Un'Europa efficiente sotto il profilo delle risorse",

–       vista la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni dal titolo "Strategia dell'UE di adattamento ai cambiamenti climatici" (COM(2013)0216),

–       vista la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni dal titolo "La nostra assicurazione sulla vita, il nostro capitale naturale: strategia dell'UE sulla biodiversità fino al 2020" (COM(2011)0244),

–       visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–       visti la relazione della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale e i pareri della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare e della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia (A8-0126/2015),

A.     considerando che l'Unione europea non ha alcuna competenza in merito all'elaborazione di una politica forestale comune, ma che talune politiche dell'Unione possono presentare implicazioni per le politiche forestali nazionali, mentre spetta agli Stati membri decidere in merito alla linea politica da seguire per quanto riguarda l'economia forestale e le foreste;

B.     considerando che, pur trattandosi chiaramente di un ambito di competenza degli Stati membri, vi sono vantaggi che il settore forestale può ottenere tramite un migliore e un più attivo coordinamento e un più elevato posizionamento di tale importante comparto economico, che assicura posti di lavoro a livello europeo, in particolare nelle zone rurali, proteggendo nel contempo gli ecosistemi e offrendo vantaggi ecologici per tutti, fatta salva la competenza degli Stati membri;

C.     considerando che il legno rappresenta una risorsa rinnovabile e spesso sottoutilizzata in Europa e che occorre assicurare un impiego intelligente e sostenibile di questa materia prima, anche tramite lo sviluppo e lo scambio di know-how;

D.     considerando che le foreste sono una fonte unica di flora, fauna e funghi;

E.     considerando che le dimensioni e le caratteristiche delle foreste variano enormemente e che in alcuni Stati membri esse coprono oltre la metà del territorio; che una gestione sostenibile delle foreste è di fondamentale importanza per la creazione di valore a livello locale, regionale, europeo e internazionale, la conservazione dei posti di lavoro nelle zone rurali e il contributo a una società basata sulla bioeconomia, il che rappresenta un vantaggio per la salute umana, soprattutto nelle regioni strutturalmente svantaggiate, e contribuisce in modo fondamentale, nel contempo, alla protezione dell'ambiente e del clima nonché alla biodiversità;

F.     considerando che la biomassa forestale è una fonte molto importante di energia rinnovabile; che le foreste europee assorbono e immagazzinano attualmente circa il 10 % delle emissioni di carbonio dell'UE, contribuendo così significativamente agli sforzi di mitigazione dei cambiamenti climatici;

G.     considerando che, a causa dell'urbanizzazione della nostra società, i cittadini dell'Unione sono meno a contatto con le foreste e conoscono poco l'economia forestale e i suoi effetti sul benessere, l'occupazione, il clima, l'ambiente, la salute umana, la catena di creazione del valore nel suo complesso e il nesso con gli ecosistemi più ampi;

H.     considerando che un numero crescente di politiche dell'UE avanza sempre maggiori richieste nei confronti delle foreste; che tali richieste devono essere bilanciate con attenzione e che la domanda relativa a nuovi usi del legno nel settore della bioeconomia e della bioenergia deve andare di pari passo con l'efficienza nell'impiego delle risorse, l'uso di nuove tecnologie e il rispetto dei limiti dell'approvvigionamento sostenibile;

I.      considerando che l'economia forestale europea si caratterizza per la gestione sostenibile e la pianificazione sul lungo periodo e che il principio della sostenibilità dovrebbe essere ulteriormente affermato a tutti i livelli, da quello locale a quello mondiale, allo scopo di creare posti di lavoro, proteggere la biodiversità, mitigare il cambiamento climatico e contrastare la desertificazione;

J.      considerando che occorre sottolineare il ruolo economico, sociale e ambientale delle foreste, anche nel contesto della tutela e della valorizzazione del patrimonio culturale e naturale nonché della promozione dell'(eco)turismo sostenibile;

K.     considerando che l'aumento della popolazione mondiale determina una crescita proporzionale della domanda di energia e che le foreste dovrebbero quindi svolgere un ruolo più importante nel futuro mix energetico dell'UE;

Contesto generale – Importanza delle foreste, dell'economia forestale e del comparto forestale per l'economia e la società

1.      accoglie favorevolmente la comunicazione della Commissione su una nuova strategia forestale dell'Unione europea e i documenti di lavoro che l'accompagnano, e sottolinea che una strategia forestale dell'UE deve incentrarsi sulla gestione sostenibile delle foreste e sul loro ruolo multifunzionale sotto il profilo economico, sociale e ambientale e deve altresì garantire un migliore coordinamento e una migliore comunicazione delle politiche dell'Unione direttamente o indirettamente collegate all'economia forestale;; segnala, in tale contesto, che un numero crescente di iniziative strategiche europee in ambiti quali le politiche economica, occupazionale, energetica, ambientale e climatica richiedono un maggiore contributo da parte dell'economia forestale;

2.      sottolinea la necessità di determinare in maniera più sistematica il valore dei servizi ecosistemici forestali e di tenerne conto nei processi decisionali pubblici e privati;

3.      ricorda che soltanto foreste montane sane e stabili sono in grado di esercitare appieno le loro funzioni di protezione dell'uomo e della natura, evitando che si verifichino valanghe e smottamenti e fungendo da protezione naturale contro le inondazioni; sottolinea che, soprattutto a tale riguardo, risulta indispensabile una comunicazione transnazionale;

4.      mette in rilievo, a tal proposito, che occorre contrastare gli eventuali tentativi di fare dell'economia forestale una questione di politica dell'UE e che occorre rispettare la base locale e regionale del settore e la competenza degli Stati membri, cercando nel contempo di assicurare la coerenza fra le rispettive competenze dell'UE e degli Stati membri;

5.      sottolinea che le foreste dell'UE hanno un carattere estremamente eterogeneo e presentano notevoli differenze a livello di proprietà, dimensione, natura e sfide cui sono esposte;

6.      pone in rilievo che la strategia per le foreste dell'UE deve tenere conto del fatto che, in alcuni Stati membri, più della metà dei territori è ricoperta da foreste e che le foreste gestite in modo sostenibile sono estremamente importanti nell'apportare valore aggiunto a livello locale e regionale e nel garantire posti di lavoro nelle zone rurali, fornendo nel contempo un contributo essenziale all'ambiente;

7.      ricorda il ruolo particolarmente prezioso delle foreste miste stabili, che includono specie arboree autoctone adeguate alle condizioni locali, nonché il ruolo fondamentale svolto dalle foreste miste negli ecosistemi e il loro contributo alla biodiversità;

8.      invita gli Stati membri a sostenere i proprietari delle foreste nei loro sforzi intesi a conservare e a creare foreste miste autoctone locali;

9.      esprime la propria disapprovazione per il mancato riferimento alle condizioni di lavoro degli operatori forestali nella strategia proposta, e chiede alla Commissione di tenere in considerazione l'organizzazione intelligente del lavoro, elevati standard tecnologici e la qualità dei posti di lavoro;

10.    osserva che il comparto forestale impiega oltre 3 milioni di cittadini europei e sottolinea che la sua competitività a lungo termine può essere ottenuta soltanto con una forza lavoro qualificata;

11.    ritiene che la strategia forestale europea debba creare le condizioni per consentire all'UE di avere adeguate strutture di formazione e una forza lavoro pienamente consapevole delle sfide e delle minacce attualmente presenti nel settore forestale, nonché delle norme di sicurezza insite nella gestione forestale;

12.    sottolinea la necessità di una strategia comune globale e olistica e plaude al riconoscimento del ruolo economico, ambientale e sociale delle foreste, nonché dei vantaggi insiti nelle foreste e nei settori a esse collegati;

13.    ritiene che tale riconoscimento costituisca una solida base del sostegno al comparto forestale dell'UE, fra l'altro al fine di prevenire e gestire le catastrofi forestali, migliorare l'efficienza delle risorse, aumentare la competitività, rilanciare l'occupazione, rafforzare le imprese forestali e preservare le funzioni ecologiche;

14.    sottolinea l'importante ruolo svolto dalla bioeconomia nel conseguimento delle nuove priorità della Commissione per la crescita, l'occupazione e gli investimenti;

15.    riconosce che l'UE ha un ruolo da svolgere nel sostenere le politiche nazionali volte a conseguire una gestione delle foreste attiva, multifunzionale e sostenibile, compresa la gestione dei diversi tipi di foreste, e nel rafforzamento della cooperazione di fronte alle sfide transfrontaliere quali gli incendi boschivi, il cambiamento climatico e le catastrofi naturali o le specie esotiche invasive;

16.    reputa necessario che la strategia affronti in misura maggiore il problema delle malattie degli alberi quale ad esempio il marciume secco, che sta devastando le foreste di querce da sughero in Portogallo, Francia e Spagna e colpisce persino le zone di protezione speciale e le riserve della biosfera;

17.    sottolinea che la crescita prevista della domanda di legname rappresenta sia un'opportunità che una sfida per le foreste e tutti i settori forestali, soprattutto perché si prevede che le siccità, gli incendi, le tempeste e le infestazioni di parassiti danneggeranno le foreste con maggiore frequenza e gravità a causa dei cambiamenti climatici; ricorda, a tal proposito, la necessità di proteggere le foreste da queste crescenti minacce e di conciliare le loro funzioni produttive e protettive;

18.    plaude agli interventi volti ad aumentare la superficie forestale, soprattutto con specie autoctone, nelle zone non adatte alla produzione alimentare e, in particolare, in prossimità delle aree urbane, al fine di mitigare gli effetti nocivi del calore, ridurre l'inquinamento e migliorare i legami tra le persone e le foreste;

19.    sostiene fermamente gli sforzi della Commissione volti a promuovere in modo sostenibile l'occupazione e il benessere generati in Europa dal settore forestale;

20.    sottolinea il ruolo importante svolto dalla produzione e dall'utilizzo sostenibili di legname e altri materiali provenienti dalle foreste, come il sughero e i derivati del legno, tra cui le fibre tessili, per lo sviluppo di modelli economici sostenibili e la creazione di posti di lavoro verdi;

21.    invita la Commissione ad analizzare le difficoltà di approvvigionamento a valle della filiera dovute all'aumento della domanda nei paesi terzi, in particolare di legname tondo, e a sostenere il settore in parola;

22.    invita la Commissione e gli Stati membri a offrire incentivi affinché il numero crescente di donne che sono proprietarie di foreste riceva consulenza e sostegno specifici ai fini di una gestione attiva e sostenibile delle loro foreste;

23.    sottolinea che circa il 60 % delle foreste dell'UE è di proprietà privata (i proprietari di foreste private sono circa 16 milioni) e pone in rilievo, a tale proposito, l'importanza della proprietà e dei diritti di possesso e appoggia tutte le misure che consentono ai gruppi di interesse di partecipare al dialogo sul rafforzamento e l'attuazione di una gestione sostenibile delle foreste nonché di migliorare lo scambio di informazioni;

24.    osserva che i proprietari di foreste sono attori chiave nelle zone rurali e plaude, a tale riguardo, al riconoscimento dato al ruolo dell'economia forestale e dei sistemi agroforestali nei programmi di sviluppo rurale nel quadro della PAC 2014-2020;

25.    ritiene che la strategia forestale dell'UE sarebbe attuata con maggiore efficacia se supportata da un coordinamento appropriato con i fondi disponibili dell'UE, anche a titolo del FEASR; 

26.    sottolinea l'opportunità di cui dispongono gli Stati membri e le regioni di avvalersi dei finanziamenti disponibili nell'ambito dei rispettivi programmi di sviluppo rurale per sostenere la gestione sostenibile delle foreste, potenziare i sistemi agroforestali e fornire beni pubblici ambientali come la produzione di ossigeno, l'assorbimento del carbonio e la protezione delle colture contro gli effetti climatici, come pure il rilancio delle economie locali e la creazione di posti di lavoro verdi;

27.    riconosce che, per la gestione delle foreste e l'estrazione del legname, occorrono trasporti e strumenti logistici più efficienti; invita, pertanto, gli Stati membri a sviluppare sistemi logistici e di sfruttamento forestale sostenibili, che producano un impatto ridotto sul clima e che contemplino l'uso di mezzi pesanti e navi alimentati a biocarburante sostenibile nonché un maggiore ricorso alle reti ferroviarie; incoraggia, a tal fine, l'uso dei Fondi strutturali e dei programmi di sviluppo rurale dell'UE;

28.    riconosce il ruolo delle foreste in relazione alla salute fisica e mentale dei cittadini e il fatto che le foreste, oltre a rappresentare un luogo ideale per le attività all'aperto, forniscono beni pubblici i quali non solo presentano un elevato valore ambientale e ricreativo, ma contribuiscono inoltre alla qualità della vita, in particolare per quanto concerne l'approvvigionamento di ossigeno, la cattura del carbonio, la filtrazione dell'aria, lo stoccaggio e la filtrazione dell'acqua, il controllo dell'erosione e la protezione dalle valanghe;

29.    incoraggia i collegamenti di trasporto pubblico fra le aree urbane e le foreste onde facilitare l'accesso alle foreste e ai boschi;

30.    sottolinea l'importanza delle altre attività correlate alle foreste, quali ad esempio la raccolta di prodotti forestali diversi dal legno (come i funghi e le bacche), il pascolo e l'apicoltura;

31.    invita la Commissione a promuovere le attività economiche che possono fungere da fonte di materie prime per le industrie farmaceutiche, cosmetiche e alimentari e da strumento alternativo per far fronte alla disoccupazione e allo spopolamento delle campagne, nonché a promuovere i prodotti di tali attività in quanto benefici per la salute umana;

Efficienza nell'uso delle risorse – Il legno come materia prima sostenibile (gestione sostenibile delle foreste)

32.    mette in evidenza che l'uso del legno e di altri prodotti a base di legno come materie prime rinnovabili e non dannose per il clima, da un lato, e una gestione sostenibile delle foreste, dall'altro, svolgono un ruolo importante per il conseguimento degli obiettivi sociopolitici dell'UE, come la transizione energetica, la mitigazione e l'adeguamento al cambiamento climatico e la realizzazione degli obiettivi previsti dalla strategia Europa 2020 e di quelli relativi alla biodiversità; osserva che la mancata gestione attiva delle risorse forestali sarebbe in contrasto con la realizzazione di tali obiettivi;

33.    sottolinea che le foreste sottoposte a gestione presentano una capacità di assorbimento di CO2 superiore a quella delle foreste non gestite ed evidenzia l'importanza della gestione sostenibile delle foreste nell'ottimizzazione del potenziale di cattura del carbonio delle foreste dell'UE;

34.    è convinto che le foreste non debbano essere considerate soltanto come serbatoi di carbonio;

35.    mette in risalto la necessità di assicurare che le risorse e i materiali legnosi delle foreste siano impiegati e riutilizzati in modo efficiente, sia come fonte di riduzione del deficit della bilancia commerciale dell'UE, migliorando l'autosufficienza dell'UE in materia di legname e rilanciando la competitività del settore forestale, sia come contributo alla riduzione della gestione non sostenibile delle foreste, preservando l'ambiente e riducendo la deforestazione nei paesi terzi;

36.    appoggia fermamente un utilizzo del legname, in quanto materia prima rinnovabile e versatile con una disponibilità limitata, che sia efficiente sotto il profilo delle risorse ed è contrario a norme giuridicamente vincolanti per conferire priorità all'impiego del legname, poiché ciò non soltanto limiterebbe il mercato energetico e lo sviluppo di usi nuovi e innovativi della biomassa, ma risulterebbe comunque impraticabile in talune zone rurali e isolate, anche solo per ragioni infrastrutturali;

37.    è favorevole a un approccio aperto e orientato al mercato che rispetti la libertà di tutti gli operatori dando la priorità al legno di provenienza locale, onde ridurre al minimo l'impronta del carbonio creata dal trasporto via mare e stimolare una produzione locale sostenibile;

38.    ritiene fondamentale, dato che alcune delle risorse di biomassa più cospicue dell'Unione si trovano nelle regioni più scarsamente popolate e più remote, che la strategia tenga in piena considerazione anche le specificità di tali regioni;

39.    riconosce il valore del legno destinato a fini energetici quale mezzo per combattere la povertà energetica, contribuire agli obiettivi in materia di energia rinnovabile del quadro 2030 per il clima e l'energia e aprire nuove opportunità commerciali;

40.    ritiene che la nuova strategia forestale debba permettere una maggiore cooperazione sulla questione della strutturazione della filiera del legname e del raggruppamento degli operatori, al fine di garantire una migliore valorizzazione delle risorse forestali;

41.    ritiene che una gestione forestale sostenibile debba fondarsi su principi e strumenti generalmente riconosciuti e accettati, come i criteri e gli indicatori per una gestione sostenibile delle foreste, che devono sempre essere applicati all'intero comparto, a prescindere dall'utilizzo finale del legname;

42.    sostiene l'intenzione della Commissione di elaborare, insieme agli Stati membri e ai soggetti interessati, un insieme di criteri e indicatori ambiziosi, oggettivi e dimostrabili per la gestione sostenibile delle foreste, evidenziando che tali criteri dovrebbero essere conformi ai requisiti elaborati nell'ambito di Forest Europe (la conferenza ministeriale sulla protezione delle foreste in Europa)(2), i quali costituiscono una base paneuropea per una comunicazione uniforme sulla gestione forestale sostenibile e rappresentano il presupposto per la certificazione di sostenibilità, tenendo in debita considerazione la diversità dei tipi di foreste esistenti in Europa;

43.    riconosce che la domanda crescente di materiale forestale che deriva principalmente dallo sviluppo delle energie rinnovabili provenienti dalla biomassa rende necessarie nuove misure volte ad aumentare la disponibilità di legname garantendo una gestione sostenibile delle foreste;

44.    prende atto, a tale proposito, dei significativi progressi ottenuti dai negoziati condotti nel quadro di Forest Europe per una "convenzione forestale europea"(3) quale quadro vincolante per una gestione forestale sostenibile e per conseguire un migliore equilibrio fra gli interessi in gioco nella politica sulle foreste, e invita gli Stati membri e la Commissione a compiere tutti gli sforzi necessari per riprendere tali negoziati e per guidarli verso una conclusione positiva;

45.    ritiene che i piani di gestione forestale, o gli strumenti a essi equivalenti, possano rappresentare altrettanti strumenti strategici importanti in vista dell'attuazione di misure concrete a livello delle singole imprese, della pianificazione a lungo termine e dell'applicazione di una gestione sostenibile delle foreste europee; sottolinea, tuttavia, che l'attuazione delle misure concrete contenute in siffatti piani a livello di azienda forestale deve rimanere soggetta alle normative nazionali;

46.    invita gli Stati membri, in linea con i principi della sussidiarietà e della proporzionalità, a monitorare e a promuovere l'applicazione dei piani di gestione forestale senza creare inutili oneri amministrativi;

47.    plaude a una netta separazione tra i piani di gestione forestale e i piani di gestione di Natura 2000;

48.    sottolinea che i piani di gestione forestale costituiscono solamente una delle condizioni per accedere ai fondi dell'UE per lo sviluppo rurale destinati a imprese beneficiarie superiori a una determinata dimensione, mentre le foreste al di sotto della soglia stabilita sono escluse; rileva inoltre che è possibile approvare strumenti analoghi;

49.   invita gli Stati membri ad avvalersi pienamente della flessibilità esistente in sede di attuazione della legislazione, specialmente a vantaggio degli operatori più piccoli;

50.    invita la Commissione e gli Stati membri a creare incentivi e a promuovere nuovi modelli di business, come le comunità di produzione, affinché i piccoli proprietari forestali privati siano incoraggiati a gestire in modo attivo e sostenibile i propri appezzamenti forestali;

51.    sostiene che, per attuare opportunamente la strategia, è essenziale disporre di uno specifico piano d'azione a lungo termine che sottolinei l'importanza della mobilitazione e dell'uso sostenibile del legname forestale, al fine di creare valore aggiunto e posti di lavoro, fornendo nel contempo i mezzi per rafforzare le imprese private del settore forestale e per sostenere i gruppi organizzati di proprietari di foreste;

52.    sottolinea la necessità che una gestione efficiente delle risorse preveda programmi di sostegno per l'imboschimento dei terreni inadatti all'agricoltura, nonché per la creazione di barriere frangivento;

Ricerca e sviluppo – Formazione e aggiornamento

53.    ritiene che occorra privilegiare le applicazioni pratiche della ricerca, dal momento che l'intero settore può beneficiare di nuove idee e che le imprese forestali abbiano un notevole potenziale di crescita; è del parere che ulteriori investimenti nel settore delle innovazioni possano aprire nuove nicchie produttive e processi più efficienti e sostenibili, che garantirebbero un uso più intelligente delle risorse disponibili e potrebbero ridurre al minimo le incidenze negative sulle risorse forestali;

54.    invita la Commissione a esaminare, tenendo conto delle priorità della silvicoltura e della lavorazione del legname, i programmi europei di ricerca e sviluppo (Orizzonte 2020) e il programma per la competitività delle imprese e le piccole e medie imprese (COSME) e, se del caso, a sviluppare nuovi strumenti per il comparto forestale nonché a promuovere una ricerca mirata, intesa a trovare soluzioni efficienti sotto il profilo dei costi per prodotti del legno nuovi e innovativi, a sostegno dell'ulteriore sviluppo di una bioeconomia basata sul legno;

55.    valuta positivamente i benefici derivanti dalla condivisione tra gli Stati membri delle prassi eccellenti e delle conoscenze attuali in ambito forestale ed esorta gli Stati membri e la Commissione a favorire gli scambi tra imprese, mondo scientifico e produttori;

56.    sottolinea l'importanza di sostenere i programmi quadro dell'UE per la ricerca, lo sviluppo e l'innovazione ai fini di una crescita intelligente e sostenibile, dello sviluppo di prodotti con maggiore valore aggiunto, di tecnologie più pulite e di un elevato livello di progresso tecnologico, in particolare per quanto riguarda i biocarburanti raffinati e le costruzioni industriali in legno, oltre che nel settore automobilistico e in quello tessile,

57.    ricorda che, secondo la Commissione, nel 2009 la bioeconomia costituiva un mercato con un valore stimato superiore a 2 000 miliardi di EUR, che dava lavoro a 20 milioni di persone e rappresentava il 9% dell'occupazione complessiva nell'UE;

58.    osserva che ogni euro investito nella ricerca e innovazione in bioeconomia nel quadro di Orizzonte 2020 genererà circa 10 EUR di valore aggiunto; sottolinea che le foreste svolgono, e continueranno a svolgere in futuro, un ruolo fondamentale nella bioeconomia;

59.    ritiene opportuno incoraggiare la sostituzione di materie prime a base di petrolio o ad alta intensità calorifica con legname e prodotti legnosi, in linea con i progressi della ricerca e dello sviluppo tecnologico, ed è del parere che ciò possa contribuire in maniera positiva al conseguimento di ulteriori risultati in termini di attenuazione dei cambiamenti climatici e di creazione di posti di lavoro;

60.    sottolinea la necessità di effettuare una valutazione dei costi di tutta la legislazione dell'UE avente un impatto sulle catene del valore delle imprese forestali, con l'obiettivo di eliminare tutti gli inutili oneri burocratici e istituire un quadro che consenta di incrementare in modo sostenibile la competitività a lungo termine del settore, nonché di sostenere il principio per cui le proposte legislative che incidono sul settore forestale e sulle catene del valore delle imprese forestali devono essere esaminate approfonditamente, tramite una valutazione d'impatto;

61.    è del parere che per la ricerca sia fondamentale migliorare la base di conoscenze in ambito forestale e che per la realizzazione della strategia forestale siano imprescindibili informazioni affidabili;

62.    prende atto della disponibilità di informazioni e di risorse per il monitoraggio attraverso il programma Copernico e altre iniziative spaziali a livello europeo e raccomanda un maggiore utilizzo di queste risorse e strumenti;

63.    osserva che gli inventari forestali nazionali assicurano un monitoraggio complessivo per la valutazione delle risorse forestali e aiutano a non trascurare l'aspetto regionale, venendo nel contempo incontro alla richiesta di uno snellimento della burocrazia e di una riduzione dei costi;

64.    plaude all'impegno della Commissione inteso a creare un sistema europeo d'informazione forestale basato sui dati nazionali e alle iniziative volte a migliorare la comparabilità dei dati esistenti e nuovi, auspicando, a tale proposito, che venga rafforzata l'analisi dei dati relativi all'economia e all'occupazione nel settore silvicolo e nella filiera della lavorazione del legname;

65.    raccomanda, in particolare, la disponibilità di insiemi di dati a più lungo termine per favorire la comprensione delle tendenze in ambito forestale e il suo adattamento al cambiamento climatico;

66.    è del parere che una forza lavoro qualificata e ben formata sia essenziale per realizzare pienamente la gestione sostenibile delle foreste e invita la Commissione e gli Stati membri ad elaborare provvedimenti intesi a combattere la penuria di manodopera qualificata nel settore forestale, sfruttando, ove possibile, gli strumenti europei esistenti, come il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), il Fondo sociale europeo (FSE) e i programmai europei per l'istruzione e la formazione (ET 2020), al fine di favorire il ricambio generazionale e ovviare alla carenza di manodopera specializzata nel settore forestale;

67.    invita la Commissione a sostenere la preparazione di campagne d'informazione per il settore volte a sensibilizzare i destinatari in merito al contributo che può apportare il comparto forestale per far fronte ai problemi della disoccupazione e dello spopolamento, nonché ad aumentarne l'attrattiva per i giovani;

68.    è del parere che occorra elaborare programmi di formazione e di aggiornamento, in particolare per i nuovi operatori e per i giovani silvicoltori, nonché attività di sensibilizzazione per il personale impiegato nel settore edile sulle opportunità create dall'utilizzo del legno, onde assicurare la trasmissione delle conoscenze riguardo alla gestione forestale sostenibile e alle imprese a valle;

69.    riconosce che una gestione sostenibile lungo l'intero ciclo di vita dei prodotti forestali può dare un contributo significativo al raggiungimento degli obiettivi dell'economia verde, in particolare a quelli legati alle politiche di attenuazione del cambiamento climatico e di un uso efficiente delle risorse;

70.    ritiene che gli Stati membri debbano promuove l'uso sostenibile dei prodotti forestali nel settore edilizio, incluso l'impiego per la costruzione di abitazioni più economiche, realizzate con materie prime di origine sostenibile;

71.    sottolinea l'importanza degli utilizzi tradizionali ad elevato valore, che hanno a tutt'oggi un enorme potenziale di crescita, come l'impiego del legno nell'edilizia e negli imballaggi;

72.    rileva che gli attuali sviluppi tecnologici consentono la costruzione di insediamenti ad elevata capacità realizzati prevalentemente in legno, riducendo così in modo significativo le emissioni di CO2 nel settore edilizio;

73.    sottolinea come divergano nei vari Stati Membri le norme sull'uso del legno in edilizia; chiede pertanto l'impegno ad adottare norme a livello di Unione che promuovano l'ulteriore impiego del legno nell'edilizia;

74.    invita gli Stati membri a intraprendere iniziative a sostegno del trasferimento tecnologico e delle conoscenze e ad avvalersi pienamente dei programmi UE esistenti per sostenere la ricerca e l'innovazione nella silvicoltura e nei settori a essa collegati;

75.    rileva diverse lacune nella ricerca scientifica e tecnologica relativa all'adattamento dell'economia forestale al cambiamento climatico, nonché nella ricerca sull'incidenza dell'aumento degli organismi infestanti e delle malattie, che rappresentano una grave minaccia per le foreste europee e tutti i settori a esse collegati;

76.    incoraggia gli Stati membri e la Commissione a organizzare campagne di sensibilizzazione sul ruolo economico, ambientale e sociale delle foreste e della silvicoltura in Europa, nonché sull'importanza di una bioeconomia basata sulle foreste e del legno quale materia prima rinnovabile fondamentale nell'UE;

77.    ritiene importante promuovere una ricerca scientifica orientata all'uso razionale della biomassa e alla creazione di colture energetiche a crescita rapida, come pure creare un modello d'incentivazione economica per l'utilizzo dei residui della biomassa;

Sfide globali – Protezione dell'ambiente e cambiamento climatico

78.    sottolinea che una gestione forestale sostenibile incide positivamente sulla biodiversità e sull'attenuazione delle conseguenze del cambiamento climatico e può ridurre il rischio di incendi forestali, di danni da attacchi parassitari e di malattie;

79.    rileva l'opportunità di approfondire altre tematiche, in particolare il problema del sovrappopolamento degli erbivori, la salute delle foreste e la promozione di una produzione di legname sostenibile, le risorse genetiche forestali (RGF), le misure di prevenzione e di lotta agli incendi e gli interventi per evitare l'erosione del suolo, nonché il ripristino del manto vegetale;

80.    riconosce che la silvicoltura a ciclo breve potrebbe fornire biomassa legnosa sostenibile e nel contempo garantire la necessaria manutenzione del territorio, riducendo così il rischio di erosione del suolo e di frane su terreni messi a riposo o abbandonati;

81.    invita la Commissione e gli Stati membri ad adottare un'azione specifica per il raggiungimento dell'obiettivo 5 di Aichi, che preveda, entro il 2020, almeno il dimezzamento e, ove possibile, l'azzeramento pressoché totale del tasso di perdita di tutti gli habitat naturali, tra cui le foreste, nonché la significativa riduzione del degrado e della frammentazione;

82.    osserva che la bioeconomia, quale elemento centrale di una crescita intelligente e verde in Europa, è necessaria al conseguimento degli obiettivi delle iniziative faro "Un'Unione dell'innovazione" e "L'Europa efficiente sotto il profilo della risorse" nel quadro della strategia Europa 2020; osserva, inoltre, che il legno come materia prima svolge un ruolo importante per la transizione verso la bioeconomia;

83.    considera importante promuovere l'applicazione del concetto di bioeconomia, rispettando nel contempo i limiti di sostenibilità dell'offerta di materie prime, onde favorire la redditività economica delle catene di valore forestali mediante l'innovazione e il trasferimento tecnologico;

84.    chiede un maggiore sostegno per i prodotti forestali diversi dal legno, garantendo che le diverse domande di prodotti forestali siano equilibrate e valutate in base al potenziale di approvvigionamento sostenibile e alle altre funzioni e servizi ecosistemici forniti dalle foreste;

85.    esprime profonda preoccupazione per il ritmo della deforestazione in tutto il mondo e specialmente nei paesi in via di sviluppo, spesso a causa dell'abbattimento illegale di alberi;

86.    è favorevole ai meccanismi che promuovono la transizione, a livello mondiale, della silvicoltura verso un uso più sostenibile delle risorse e a tale proposito ricorda, in particolare, la direttiva dell'UE sulla commercializzazione del legno(4) e il sistema di licenze per le importazioni di legname nella Comunità europea (FLEGT)(5), nonché gli accordi volontari di partenariato;

87.    chiede alla Commissione di pubblicare l'attesa revisione del funzionamento e dell'efficacia del regolamento dell'UE sulla commercializzazione del legname e sottolinea che il nuovo regolamento dovrebbe essere proporzionato e inteso a individuare modalità di riduzione dei costi e dei requisiti di rendicontazione superflui per i proprietari di foreste e i silvicoltori, senza pregiudicare la finalità del regolamento stesso;

88.    è del parere che, viste le sfide poste dal riscaldamento globale e dal cambiamento climatico, gli ecosistemi e le popolazioni di specie debbano essere sani, biologicamente diversi e forti ai fini della loro resilienza;

89.    richiama l'attenzione sulle possibilità offerte dai siti Natura 2000 in cui, grazie alla presenza di straordinarie risorse naturali, è possibile produrre beni e servizi forestali di grande valore ambientale e culturale;

90.    sottolinea l'importanza di ecosistemi forestali sani quale habitat per piante e animali, pur rilevando che atti legislativi lodevoli, quali la direttiva dell'UE sugli habitat, incidono sulle decisioni in materia di gestione del suolo e devono pertanto essere attuati in maniera proporzionata;

91.    riconosce il ruolo svolto dalle foreste nello sviluppo dei settori correlati e insiste, a tal proposito, sull'importanza di sostenere la coltivazione degli alberi melliferi, che a sua volta contribuisce al processo di impollinazione;

92.    ritiene che talune problematiche riguardino il settore silvicolo su scala mondiale, in particolare l'abbattimento illegale di alberi, e invita pertanto la Commissione a rafforzare il sostegno alla silvicoltura presso le istanze internazionali pertinenti;

93.    constata che la domanda di biomassa, in particolare di legno, è in aumento e plaude pertanto agli sforzi compiuti dalla Commissione e dagli Stati membri per assistere i paesi in via di sviluppo nelle misure che adottano per migliorare politiche e normative in materia forestale, in particolare grazie a REDD+(6) (riduzione delle emissioni da deforestazione e degrado delle foreste);

94.    invita la Commissione a elaborare un piano d'azione contro la deforestazione e il degrado forestale per conseguire gli obiettivi fissati nella sua comunicazione sulla deforestazione, come richiesto nel settimo programma d'azione per l'ambiente; ritiene importante provvedere non solo alla conservazione e alla gestione delle foreste esistenti, ma anche al rimboschimento delle aree deforestate;

95.    ritiene altresì necessario menzionare separatamente la necessità di un esteso rimboschimento nelle zone colpite da ripetuti incendi;

Attuazione – Relazione sui progressi compiuti

96.    sottolinea che l'attuazione della strategia forestale dell'Unione europea dovrebbe essere un processo coordinato pluriennale, in cui occorre tenere conto dei pareri del Parlamento europeo, e che dovrebbe essere attuata in modo efficiente, coerente e poco burocratico;

97.    deplora che il processo di attuazione sia iniziato in parte prima che il Parlamento adottasse la propria posizione e ritiene che ciò contrasti con l'obiettivo di un migliore coordinamento delle politiche forestali, stabilito dalla Commissione nel suo documento di strategia;

98.    ritiene che la nuova strategia debba stabilire dei collegamenti fra le strategie e i piani di finanziamento dell'Unione europea e degli Stati membri e rafforzare la coerenza a livello di pianificazione, finanziamento e attuazione delle attività transettoriali;

99.    chiede un'attuazione inclusiva, ben strutturata ed equilibrata della strategia;

100.  è pertanto del parere che occorra rafforzare il mandato del comitato permanente forestale e dotarlo di migliori risorse, affinché la Commissione possa sfruttare pienamente la competenza degli Stati membri nell'attuazione della nuova strategia forestale a livello dell'UE; invita la Commissione a consultare tempestivamente il comitato permanente forestale prima di qualsiasi iniziativa o progetto di testo avente un impatto sulla gestione delle foreste e sulla filiera del legname;

101.  evidenzia l'importanza del ruolo del gruppo di dialogo civile sulle foreste e il sughero e di altri soggetti interessati e ne chiede l'adeguato coinvolgimento nell'attuazione della strategia;

102.  ritiene che il carattere trasversale delle problematiche forestali richieda una cooperazione interna tra i vari servizi della Commissione in sede di esame di eventuali misure suscettibili di incidere sulle specificità della gestione forestale sostenibile e dei settori associati; invita pertanto la DG Ambiente, la DG Azione per il clima, la DG Agri, la DG Energia e la DG Ricerca e innovazione a operare insieme in modo strategico per garantire un'attuazione efficace della strategia grazie a un coordinamento e un'informazione rafforzati;

103.  è del parere, con riferimento alle priorità stabilite dalla Commissione in materia di crescita, occupazione e investimenti, che sia opportuno privilegiare, in sede di attuazione della nuova strategia forestale dell'Unione europea, anche la promozione della competitività e della sostenibilità del settore forestale, il sostegno alle zone sia rurali che urbane, l'ampliamento della base di conoscenze, la tutela delle foreste e la conservazione dei loro ecosistemi, nonché un maggiore impiego sostenibile del legno e dei prodotti forestali non derivati dal legno;

104.  invita la Commissione a integrare la strategia con un valido piano d'azione che preveda misure specifiche e a presentargli una relazione annuale sui progressi conseguiti nell'attuazione di azioni concrete nell'ambito della strategia;

105.  sostiene la convocazione di una commissione ampliata AGRI, ENVI e ITRE, che permetta lo svolgimento di una discussione equilibrata sull'attuazione della nuova strategia forestale dell'Unione europea;

106.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

(1)

Testi approvati, P6_TA(2006)0068.

(2)

Forest Europe – Conferenza ministeriale per la protezione delle foreste in Europa, Comitato intergovernativo di negoziato per un accordo giuridicamente vincolante sulle foreste in Europa: http://www.foresteurope.org/

(3)

Cfr. http://www.forestnegotiations.org/

(4)

Regolamento (UE) n. 995/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 ottobre 2010, che stabilisce gli obblighi degli operatori che commercializzano legno e prodotti da esso derivati.

(5)

Regolamento (CE) n. 2173/2005 del Consiglio, del 20 dicembre 2005, relativo all'istituzione di un sistema di licenze FLEGT per le importazioni di legname nella Comunità europea (FLEGT=applicazione delle normative, governance e commercio nel settore forestale).

(6)

Programma per la riduzione delle emissioni prodotte dalla deforestazione e dal degrado delle foreste. http://unfccc.int/methods/redd/items/7377.php


MOTIVAZIONE

Le foreste e le industrie forestali offrono valide risposte per un nuovo pilastro dell'economia, oltre ad essere le migliori garanti di una buona qualità della vita, della sostenibilità, dei posti di lavoro e della creazione di valore. Con oltre 3,5 milioni di occupati, il comparto forestale rappresenta il terzo settore per occupazione in Europa, subito dietro a quelli metallurgico e alimentare. Le oltre 451.820 imprese del comparto forestale contribuiscono per il 7% alla crescita economica, abbattendo solo il 60% della ricrescita forestale annua.

Il legno rappresenta una risorsa importante, fondamentale per le economie delle aree rurali. Curando e gestendo diligentemente le foreste europee, le imprese del settore e gli oltre 16 milioni di proprietari di foreste assicurano che queste ultime possano continuare a svolgere in modo duraturo la propria funzione ecologica, economica e sociale. Più del 50% delle foreste europee è proprietà di privati.

Una gestione forestale sostenibile consente di assicurare che le risorse forestali siano conservate per le future generazioni, proprio come previsto dalle linee guida approvate in occasione della Conferenza delle Nazioni Unite sull'ambiente tenutasi a Rio de Janeiro nel 1992, per cui lo sviluppo è sostenibile se "risponde ai bisogni della generazione attuale senza pregiudicare la possibilità, per le generazioni future, di soddisfare i propri bisogni e scegliere il proprio stile di vita".

Alla luce delle cifre e del quadro illustrati, la relatrice presenta una relazione intesa a rafforzare ulteriormente il ruolo sociale, economico ed ecologico delle foreste e del settore forestale e a richiamare l'attenzione sul legno come materia prima sostenibile e importante risorsa per l'Europa.

Poiché molte politiche dell'Unione europea, come quelle energetica, ambientale e climatica, interessano anche la gestione delle foreste, la relatrice ritiene irrinunciabile che la nuova strategia forestale dell'Unione europea punti innanzitutto a un migliore coordinamento, affinché l'economia forestale e le foreste siano meglio iscritte nelle singole strategie europee e sia seguita un'impostazione più coerente. Particolarmente allarmante è, in tal senso, che la Commissione segua, al suo interno, strade parallele e divergenti: onde promuovere una semplificazione e la qualità della regolamentazione, pertanto, occorre esaminare attentamente anche le strutture interne alla Commissione. Un rafforzamento del comitato permanente forestale consentirebbe di contrastare questa tendenza della Commissione di lavorare su un doppio binario.

Le relatrice ritiene, inoltre, che occorra evitare di imporre ulteriori ostacoli burocratici ai proprietari di foreste e ai silvicoltori. È assolutamente contraria a che sia introdotto l'obbligo di elaborare dei piani di gestione forestale e a che l'onere della redazione dei piani di gestione di Natura 2000 sia addossato ai proprietari di foreste. È inoltre del parere che i criteri di sostenibilità equivalgano a un criterio di qualità e debbano sempre contemplare l'intero comparto. A tal proposito, data l'eterogeneità delle foreste europee, non è possibile stilare un unico elenco di criteri applicabile a tutto. In tale contesto, la relatrice appoggia fermamente gli sforzi miranti a concludere, nel quadro di Forest Europe, una Convenzione forestale europea.

La relatrice è poi dell'avviso che, nell'ambito di un migliore coordinamento, occorra prestare particolare attenzione alla ricerca e allo sviluppo, consentendo al comparto forestale e ai settori industriali a valle di sfruttare nuove opportunità e idee produttive efficienti. Il potenziale di innovazione e l'ulteriore sviluppo della bioeconomia e dell'uso sostenibile delle materie prime, inoltre, rendono un servizio significativo alla tutela ambientale e climatica.

Oltre all'indubbia importanza dell'industria forestale per le aree rurali, la relatrice tiene a evidenziare come questa sia presente anche nelle città e come i settori a valle del comparto forestale, in particolare, creino molti posti di lavoro nelle aree urbane. A causa dell'urbanizzazione della società, però, le foreste e l'economia forestale sono sempre meno conosciute, così come il contributo che esse danno in termini di benessere e di posti di lavoro. Secondo il principio "a scuola nel bosco - il bosco a scuola", dovrebbero perciò essere promosse iniziative volte a colmare la distanza tra la città e la foresta.

In conclusione, la relatrice desidera sottolineare ancora una volta quanto ritenga importante che l'attuazione della nuova strategia forestale dell'Unione europea sia poco burocratica, andando a rafforzare il settore e non a imporgli nuovi oneri.


PARERE della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (25.2.2015)

destinato alla commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale

sul tema "Una nuova strategia forestale dell’Unione europea: per le foreste e il settore forestale"

(2014/2223(INI))

Relatore per parere: Francesc Gambús

SUGGERIMENTI

La commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare invita la commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  valuta positivamente la comunicazione della Commissione su una nuova strategia forestale europea e sottolinea l'importanza di fare degli incentivi per la preservazione e la gestione delle foreste una parte essenziale della strategia; sottolinea, tenendo presente il principio di sussidiarietà, la necessità di una strategia comune globale, olistica e coerente per rafforzare il ruolo multifunzionale delle foreste e del settore forestale nell'UE per quanto attiene agli ampi benefici sociali, economici e ambientali che offrono nonché per prevenire e gestire le catastrofi forestali;

2.  riconosce che le foreste europee rivestono un valore immenso in termini di biodiversità e dei servizi ecostitemici che offrono, tra cui, e non solo, la ritenzione dell'acqua, la protezione dalle inondazioni e, in modo importante, la mitigazione dei cambiamenti climatici, assorbendo e immagazzinando circa il 10% delle emissioni di carbonio dell'UE; ritiene, pertanto, che le foreste debbano beneficiare di un elevato livello di protezione e di un miglioramento dello stato di conservazione delle specie e degli habitat delle foreste, conformemente agli obiettivi della Strategia dell'UE per la biodiversità fino al 2020 e al Settimo programma di azione per l'ambiente; sottolinea, a tal proposito, le opportunità offerte dalla rete Natura 2000, che comprende una percentuale significativa di foreste europee;

3.  sottolinea che entro il 2020 l'Unione si è prefissa di debellare la perdita di biodiversità e il degrado dei servizi ecosistemici, compresa l'impollinazione, di preservare gli ecosistemi e i relativi servizi e di ripristinare almeno il 15% degli ecosistemi degradati; che l'Unione si è inoltre prefissa che la gestione delle foreste sia sostenibile e che le foreste, la loro biodiversità e i servizi che offrono siano protetti e rafforzati nei limiti del fattibile, e la resilienza delle foreste verso i cambiamenti climatici, gli incendi, le tempeste, le infestazioni di parassiti e le malattie sia migliorata; sottolinea inoltre che è necessario sviluppare e attuare una strategia rinnovata per le foreste dell'Unione che tenga conto sia delle numerose esigenze, sia dei vantaggi delle foreste e che contribuisca a un approccio più strategico alla protezione e al miglioramento delle stesse, anche attraverso una loro gestione sostenibile(1);

4.  sostiene che, per attuare opportunamente la strategia, è essenziale disporre di uno specifico piano d'azione a lungo termine che sottolinei l'importanza della mobilitazione e dell'uso sostenibile del legname forestale, al fine di creare valore aggiunto e posti di lavoro, fornendo nel contempo i mezzi per rafforzare le imprese private del settore forestale e per sostenere i gruppi organizzati di proprietari forestali;

5.  invita la Commissione e gli Stati membri a considerare l'introduzione di obiettivi UE per le superfici forestali, al fine di aumentarne gli attuali livelli, ridurre la deforestazione e migliorare la qualità delle foreste e dei boschi esistenti; raccomanda di aumentare la superficie forestale soprattutto nelle zone non adatte alla produzione alimentare e in particolare in prossimità delle aree urbane, al fine di mitigare gli effetti nocivi del calore, ridurre l'inquinamento e migliorare i legami tra le persone e le foreste; sottolinea la necessità di un'attenta pianificazione al riguardo; è convinto che le foreste non debbano essere considerate soltanto come serbatoi di carbonio per compensare l'aumento delle emissioni in altri settori dell'economia;

6.  invita la Commissione e gli Stati membri ad adottare un'azione specifica per il raggiungimento dell'obiettivo 5 di Aichi, che prevede, entro il 2020, almeno il dimezzamento e, ove possibile, il quasi totale azzeramento del tasso di perdita di tutti gli habitat naturali, comprese le foreste, nonché la significativa riduzione del degrado e della frammentazione(2);

7.  occorre dare priorità alla ricerca poiché l'intero settore può beneficiare di nuove idee;

8.  incoraggia la piantumazione nelle città come modo di affrontare le sfide ambientali associate all'inquinamento urbano e ai paesaggi antropizzati, per esempio fornendo ombra in estate e attenuando le temperature atmosferiche durante le ondate di calore;

9.  giudica positivamente lo studio di valutazione dell'impatto dei consumi dell'UE sulla deforestazione pubblicato dalla Commissione nel luglio 2013; deplora che, malgrado la richiesta avanzata dal Parlamento nella sua risoluzione del 23 aprile 2009(3), lo studio non affronti il degrado forestale; invita la Commissione a presentare proposte per ridurre gli impatti individuati nello studio e a contribuire agli obiettivi e impegni ambientali dell'UE e internazionali a favore dello sviluppo sostenibile; la invita altresì a pubblicare a tal fine un piano d'azione dell'Unione in materia di deforestazione e di degrado forestale così come chiesto nel Settimo programma di azione per l'ambiente(4);

10. invita gli Stati membri a prendere in considerazione l'opportunità di introdurre pagamenti per i servizi ecosistemici come incentivi per la gestione delle foreste, tenendo presente l'importanza del legno come materia prima rinnovabile e rispettosa del clima e il ruolo delle catene del valore forestali; rileva che la gestione forestale sostenibile ha effetti positivi per quanto riguarda la biodiversità, il clima, la protezione delle foreste e la resilienza verso gli incendi, le tempeste, le infestazioni di parassiti e le malattie ed è essenziale per lo sviluppo economico, specialmente nelle zone rurali e nelle regioni remote;

11. invita a prestare maggiore attenzione all'espansione della superficie forestale e alla conservazione e creazione di ecosistemi forestali sostenibili mediante l'applicazione di ulteriori metodi silvicoli rispettosi della natura; ritiene che occorra garantire l'utilizzo razionale delle risorse forestali mediante un controllo più efficace dell'abbattimento degli alberi, l'ottimizzazione delle attività commerciali e il ricorso a tutti gli altri mezzi efficaci;

12. sottolinea che, secondo le ricerche scientifiche, le foreste sottoposte a gestione hanno una maggiore capacità di assorbimento di CO2 rispetto a quelle non gestite; riconosce pertanto l'importante ruolo delle foreste sottoposte a gestione nelle azioni di mitigazione dei cambiamenti climatici e nella creazione di occupazione nelle zone rurali; sottolinea l'importanza della gestione forestale sostenibile per massimizzare il potenziale di sequestro del carbonio delle foreste dell'UE(5);

13. sottolinea, ricordando che sinora non vi è alcuna politica forestale specifica sulla prevenzione degli incendi forestali, che, specialmente nella regione mediterranea, gli incendi boschivi sono un fenomeno ricorrente che è insieme causa e conseguenza del cambiamento climatico; fa presente che le tempeste, gli incendi e gli organismi nocivi nelle foreste sono calamità naturali che possono essere ridotte mediante una migliore gestione attiva delle foreste e tecniche silvicole tramite, per esempio, il pascolo e le pratiche agroforestali nell'ambito della politica agricola comune;

14. ritiene importante provvedere non solo alla preservazione e alla gestione delle foreste esistenti, ma anche al rimboschimento delle aree deforestate; ritiene altresì necessario menzionare separatamente la necessità di un esteso rimboschimento nelle zone colpite da ripetuti incendi;

15. esprime preoccupazione per la crescente tendenza a considerare le foreste da una prospettiva prevalentemente economica e a limitarne il valore al legname che producono, tralasciando i benefici ambientali e sociali così significativi che forniscono; sottolinea la necessità di determinare in maniera più sistematica il valore dei servizi ecosistemici forestali e di tenerne conto nei processi decisionali pubblici e privati;

16. sottolinea la necessità di rafforzare e utilizzare appieno i meccanismi dell'UE volti ad affrontare le pressioni transfrontaliere esercitate sulle foreste risultanti dalla diffusione delle specie esotiche invasive, dall'infestazione di parassiti e dalle malattie;

17. sottolinea che, dato che le foreste variano ampiamente in dimensioni e caratteristiche, poiché in alcuni Stati membri più della metà dei territori è ricoperta da foreste, le foreste gestite in modo sostenibile sono estremamente importanti nell'apportare valore aggiunto a livello locale e regionale e nel garantire posti di lavoro nelle zone rurali, fornendo nel contempo un contributo essenziale all'ambiente;

18. accoglie con favore il riferimento al problema degli organismi nocivi nelle foreste che figura nella nuova strategia; ritiene, ciononostante, e tenendo anche conto della nuova normativa in materia di specie esotiche invasive e del suo possibile impatto sulle foreste, che la Commissione dovrebbe proporre nuovi strumenti finanziari complementari per aiutare le aree colpite a contrastare le specie invasive particolarmente resistenti o le nuove specie esotiche invasive;

19. ritiene fondamentale, poiché alcune delle risorse di biomassa più cospicue dell'Unione si trovano nelle regioni con la più bassa densità di popolazione e più remote, che la strategia tenga in piena considerazione anche le specificità di tali regioni con la più bassa densità di popolazione e più remote;

20. ritiene necessario che la strategia affronti in misura maggiore il problema delle malattie degli alberi che, per esempio nel caso del marciume secco, stanno facendo stragi nelle foreste di querce da sughero in Portogallo, Francia e Spagna, colpendo persino ZPS e riserve della biosfera; ritiene che la Commissione avrebbe dovuto introdurre nella strategia misure efficaci e risorse concrete, che non si limitino a quelle dello sviluppo rurale, per la lotta contro le malattie degli alberi;

21. sottolinea che la prevista crescita della domanda di legname rappresenta sia un'opportunità che una sfida per le foreste e tutti i settori forestali, soprattutto perché si prevede che le siccità, gli incendi, le tempeste e le infestazioni di parassiti danneggeranno le foreste con maggiore frequenza e gravità a causa dei cambiamenti climatici; ricorda a tal proposito la necessità di proteggere le foreste da queste crescenti minacce e di conciliare le loro funzioni produttive e protettive;

22. sottolinea la necessità di chiarire con urgenza gli effetti serra causati dai diversi utilizzi della biomassa forestale per la generazione di energia e di individuare gli utilizzi che possono produrre i maggiori benefici in termini di mitigazione nei tempi previsti dalle pertinenti politiche;

23. accoglie con favore, per quanto concerne la prevenzione degli incendi, le misure adottate in alcuni Stati membri quanto al divieto temporaneo di edificare sulle superfici colpite da incendi, al fine di evitare gli incendi provocati per ragioni di speculazione sui terreni;

24. considera importante promuovere l'applicazione del concetto di bioeconomia nel rispetto dei limiti di sostenibilità dell'offerta di materie prime, per favorire la redditività economica delle catene di valore forestali mediante l'innovazione e il trasferimento tecnologico e, in tal senso, dare maggior sostegno ai prodotti forestali diversi dal legno, e per garantire che le diverse domande di prodotti forestali siano equilibrate e valutate in base ai potenziali di approvvigionamento sostenibile e alle altre funzioni e servizi ecosistemici forniti dalle foreste; sottolinea l'importante ruolo svolto dalla bioeconomia nel conseguimento delle nuove priorità della Commissione per la crescita, l'occupazione e gli investimenti;

25. ritiene che si debba promuovere la sostituzione delle materie prime a base di petrolio e ad elevata produzione termica con il legname e i prodotti ottenuti dall'estrazione del legno, in linea con i progressi compiuti nella ricerca e nella tecnologia, che possono contribuire positivamente a generare ulteriori benefici in termini di mitigazione dei cambiamenti climatici e di creazione di posti di lavoro;

26. sottolinea il ruolo importante svolto dalla produzione sostenibile di legname e altri materiali, come il sughero e le sostanze chimiche e fibre tessili ecologiche, per lo sviluppo di modelli economici e la creazione di posti di lavoro verdi;

27. sottolinea che per raggiungere gli obiettivi climatici dell'UE è essenziale che il legno sia utilizzato in un'ottica di efficienza delle risorse, in linea con il principio dell'uso a cascata; invita la Commissione a garantire un uso efficiente delle risorse di legname nelle politiche dell'UE in materia di clima ed energia;

28. ribadisce l'invito alla Commissione di proporre criteri di sostenibilità per le biomasse solide e gassose, prendendo in considerazione le emissioni di gas a effetto serra prodotte durante il ciclo di vita, per limitare le inefficienze nell'uso delle fonti di biomassa; chiede la revisione e la limitazione della presunta neutralità della combustione di biomassa in termini di emissioni di carbonio ("carbon neutrality") nell'ambito degli strumenti della politica dell'UE in materia di clima;

29. mette in risalto la necessità di tener conto dell'opportunità di impiegare e riutilizzare in modo efficiente le risorse e i materiali legnosi delle foreste europee, sia come fonte di riduzione del deficit della bilancia commerciale dell'UE, migliorando l'autosufficienza dell'UE in materia di legname e la competitività del settore forestale, sia come contributo alla riduzione della gestione non sostenibile delle foreste e alla preservazione dell'ambiente, nonché alla riduzione della deforestazione nei paesi terzi;

30. ritiene che l'UE debba privilegiare l'impiego di legname, prodotti ottenuti dall'estrazione del legno o biomassa forestale di provenienza locale, rispetto al legno importato da paesi terzi, al fine di ridurre al minimo l'impronta del carbonio causata dal trasporto dall'estero, e promuovere la produzione locale sostenibile;

31. sostiene espressamente l'impiego efficiente del legno e si oppone a norme giuridicamente vincolanti che disciplinano l'utilizzo prioritario del legno, poiché ciò non solo limita il mercato dell'energia e lo sviluppo di nuovi e innovativi impieghi della biomassa, ma l'applicazione di tali norme è impossibile in molte zone remote e rurali; è favorevole, a tal proposito, a un approccio aperto basato sul mercato, che consenta ai diversi attori di sviluppare il potenziale dei materiali e prodotti chimici basati sul legno, che, secondo le previsioni, svolgeranno un ruolo di grande importanza nella bioeconomia dell'UE;

32. esprime grave preoccupazione per il ritmo con cui avviene la deforestazione nel mondo, in particolare nei paesi in via di sviluppo, e spesso a causa del disboscamento illegale; invita la Commissione e gli Stati membri a effettuare un riesame completo della direttiva dell'UE sul legname nonché del sistema FLEGT per le importazioni di legname, al fine di ridurre il commercio illegale di legname che danneggia gli ecosistemi forestali e incide negativamente sulla competitività dei commercianti di legname europei; suggerisce di impiegare o modificare le pertinenti normative sugli appalti pubblici, che potrebbero incoraggiare l'acquisto di legname e prodotti ottenuti dall'estrazione del legno opportunamente certificati;

33. rammenta che entro il 2020 devono essere istituiti piani di gestione forestale o strumenti equivalenti, in linea con la gestione sostenibile delle foreste per tutte le foreste di proprietà pubblica e per le aziende forestali di dimensioni superiori a una determinata superficie sovvenzionate a titolo della politica dell'UE di sviluppo rurale; rivolge un invito agli Stati membri affinché controllino e promuovano l'applicazione dei piani di gestione forestale senza creare inutili oneri amministrativi tenendo conto dei principi della proporzionalità, della sussidiarietà e del "pensare anzitutto in piccolo";

34. sottolinea la necessità di trattare le sfide globali nei forum multilaterali globali; esorta l'UE ad assumere un ruolo guida nel portare avanti una politica forestale globalmente sostenibile, al fine di ridurre le pratiche di gestione non sostenibili e il commercio illegale, proteggere l'ambiente e ridurre la deforestazione nei paesi terzi; invita a tal fine la Commissione a pubblicare un piano d'azione dell'Unione in materia di deforestazione e di degrado forestale così come chiesto nel Settimo programma di azione per l'ambiente(6);

35. sottolinea come nei vari Stati Membri le norme sull'uso del legno in edilizia divergano; chiede quindi un impegno per la creazione di norme dell'UE al fine di sviluppare ulteriormente la diffusione di costruzioni in legno;

36. apprezza che la Commissione abbia posto l'accento sulla protezione e sull'arricchimento della diversità genetica delle foreste e sottolinea la capacità, come dimostrato da recenti ricerche, di popolazioni arboree geneticamente diverse di adattarsi ai cambiamenti climatici;

37. riconosce gli effetti positivi degli alberi e delle foreste sulla salute fisica e mentale umana e invita le autorità municipali a mantenere o migliorare i collegamenti di trasporto pubblico fra le aree urbane e le foreste onde facilitare l'accesso alle foreste e ai boschi;

38. esorta gli Stati membri, in sede di adozione e attuazione dei piani di gestione forestale, a inserire misure speciali per la biodiversità, in particolare misure specifiche per la conservazione delle specie protette e degli habitat naturali, al fine di migliorarne lo status, nelle aree Natura 2000 e al di fuori di esse;

39. sostiene l'intenzione della Commissione di elaborare, insieme agli Stati membri e alle parti interessate, un insieme di criteri e indicatori ambiziosi e dimostrabili per la gestione sostenibile delle foreste, tenendo presente il lavoro svolto nel quadro di Forest Europe (Conferenza ministeriale sulla protezione delle foreste in Europa) e tenendo conto dei diversi tipi di foreste in Europa; invita la Commissione a pubblicare la revisione attesa sul funzionamento e l'efficacia del regolamento dell'UE in materia di legname;

40. ritiene importante promuovere una ricerca scientifica orientata all'uso razionale della biomassa e alla creazione di colture energetiche a rapida crescita e creare un modello d'incentivazione economica per l'utilizzo dei residui della biomassa;

41. sottolinea l'elevato valore ricreativo delle foreste, come dimostrato dai sondaggi dell'opinione pubblica; ricorda che costituisce uno dei principali vantaggi delle foreste e dei boschi per i cittadini europei;

42. riconosce che la silvicoltura a ciclo breve potrebbe fornire biomassa legnosa sostenibile e nel contempo garantire la necessaria manutenzione del territorio, riducendo così il rischio di erosione del suolo e di frane su terreni messi a riposo o abbandonati;

43. osserva con preoccupazione che la crescente domanda di biomassa, in particolare il legno, può innescare una diffusa deforestazione nei paesi in via di sviluppo, le cui emissioni di gas a effetto serra non sono contemplate nel protocollo di Kyoto; rileva che ciò, oltre a incidere sulla qualità del suolo, i cicli dell'acqua e la biodiversità, aumenta la pressione sugli accordi globali, quali la Convenzione sulla diversità biologica (CBD) e il programma di collaborazione delle Nazioni Unite per la riduzione delle emissioni dovute alla deforestazione e al degrado forestale nei paesi in via di sviluppo (REDD);

44. riconosce che una gestione sostenibile lungo l'intero ciclo di vita dei prodotti forestali può dare un contributo significativo verso il raggiungimento degli obiettivi dell'economia verde, in particolare a quelli legati alle politiche di mitigazione del cambiamento climatico e di un uso efficiente delle risorse; ritiene che, a tal fine, gli Stati Membri dovrebbero promuovere l'utilizzo sostenibile di prodotti forestali nel settore edile;

45. esorta gli Stati membri a definire la loro politica forestale in modo da tenere pienamente conto dell'importanza delle foreste in termini di protezione della biodiversità, prevenzione dell'erosione del suolo, garanzia di cattura del carbonio, purificazione dell'aria e mantenimento del ciclo dell'acqua;

46. raccomanda il rafforzamento del monitoraggio armonizzato delle risorse forestali europee, inclusi tutti i prodotti e servizi forestali connessi o meno al legno, quale base per un solido processo decisionale e di elaborazione delle politiche a servizio della gestione forestale sostenibile; ritiene che occorra pertanto uno strumento basato su organismi e organizzazioni esistenti e volto ad assicurare la futura resilienza delle foreste in Europa riducendo gli elementi di disturbo mediante l'inclusione del rischio forestale nella gestione delle foreste e del territorio.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

24.2.2015

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

63

4

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Margrete Auken, Pilar Ayuso, Zoltán Balczó, Catherine Bearder, Ivo Belet, Biljana Borzan, Lynn Boylan, Cristian-Silviu Bușoi, Nessa Childers, Birgit Collin-Langen, Mireille D’Ornano, Miriam Dalli, Seb Dance, Angélique Delahaye, Jørn Dohrmann, Ian Duncan, Stefan Eck, Bas Eickhout, Eleonora Evi, José Inácio Faria, Francesc Gambús, Elisabetta Gardini, Enrico Gasbarra, Gerben-Jan Gerbrandy, Jens Gieseke, Sylvie Goddyn, Matthias Groote, Françoise Grossetête, Andrzej Grzyb, Jytte Guteland, György Hölvényi, Anneli Jäätteenmäki, Jean-François Jalkh, Karin Kadenbach, Kateřina Konečná, Giovanni La Via, Peter Liese, Norbert Lins, Susanne Melior, Miroslav Mikolášik, Massimo Paolucci, Piernicola Pedicini, Bolesław G. Piecha, Marcus Pretzell, Frédérique Ries, Michèle Rivasi, Daciana Octavia Sârbu, Annie Schreijer-Pierik, Davor Škrlec, Renate Sommer, Tibor Szanyi, Claudiu Ciprian Tănăsescu, Glenis Willmott, Jadwiga Wiśniewska

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Paul Brannen, Nicola Caputo, Mark Demesmaeker, Esther Herranz García, Merja Kyllönen, Jo Leinen, Younous Omarjee, Marit Paulsen, Alojz Peterle, Sirpa Pietikäinen, Julia Reid, Bart Staes

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Andrew Lewer

(1)

Decisione n. 1386/2013/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 20 novembre 2013 su un programma generale di azione dell'Unione in materia di ambiente fino al 2020 "Vivere bene entro i limiti del nostro pianeta".

(2)

Risoluzione del Parlamento europeo del 20 aprile 2012 su "La nostra assicurazione sulla vita, il nostro capitale naturale: la strategia dell'UE sulla biodiversità fino al 2020" – Testi approvati, P7_TA(2012)0146.

(3)

Risoluzione del Parlamento europeo, del 23 aprile 2009, sui problemi di deforestazione e di degrado forestale da affrontare per combattere i cambiamenti climatici e la perdita di biodiversità (GU C 184E dell'8.7.2010, pag. 4).

(4)

Decisione n. 1386/2013/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 20 novembre 2013.

(5)

Cfr. la risoluzione del Parlamento europeo del 5 febbraio 2014 su un quadro per le politiche dell'energia e del clima all'orizzonte 2030 (Testi approvati, P7_TA(2014)0094): "Sottolinea che la silvicoltura attiva, favorendo la crescita boschiva e di conseguenza l'assorbimento di anidride carbonica, è uno strumento importante ed efficace in termini di costi per contribuire al raggiungimento degli obiettivi climatici; osserva che ogni metro cubico aggiuntivo di foresta prodotto mediante la coltivazione attiva assorbe all'incirca 1,3 tonnellate di anidride carbonica; invita la Commissione e gli Stati membri a prevedere incentivi per i proprietari di foreste onde contribuire attivamente all'aumento dei vantaggi climatici, ad esempio prestando particolare attenzione alle misure regionali che aumentano la produzione forestale duratura e l'assorbimento di anidride carbonica".

(6)

Decisione n. 1386/2013/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 20 novembre 2013 su un programma generale di azione dell'Unione in materia di ambiente fino al 2020.


PARERE della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia (24.2.2015)

destinato alla commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale

su "Una nuova strategia forestale dell'UE: per le foreste e il settore forestale"

(2014/2223(INI))

Relatore per parere: Marek Józef Gróbarczyk

SUGGERIMENTI

La commissione per l'industria, la ricerca e l'energia invita la commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  sottolinea che la responsabilità della politica forestale compete esclusivamente agli Stati membri, che è necessario rispettare il principio di sussidiarietà così come le differenze tra gli Stati membri per quanto concerne le condizioni regionali, i modelli di proprietà e le priorità e che l'UE non deve imporre nuove restrizioni del mercato per i prodotti del legno e a base di legno onde tutelare i principi di proprietà e libertà del mercato per gli operatori della catena di valore forestale;

2.  accoglie con favore l'adozione di una nuova comunicazione della Commissione su una nuova strategia forestale dell'Unione europea (COM(2013)0659), che fornisce un quadro per un'azione coordinata degli Stati membri nella promozione della gestione sostenibile delle foreste e per il rafforzamento del loro ruolo multifunzionale dal punto di vista economico, sociale e ambientale;

3.  ritiene, alla luce del fatto che le foreste sono diverse per dimensioni e natura, che la strategia debba tenere conto del fatto che le foreste occupano oltre la metà del territorio di alcuni Stati membri;

4.  sottolinea, dal momento che alcune delle risorse di biomassa più vaste dell'Unione si trovano nelle sue regioni meno densamente popolate e più remote, che è imperativo che la strategia tenga pienamente conto anche delle particolarità specifiche di queste regioni;

5.  riconosce che l'UE svolge un ruolo importante nel sostegno alle politiche nazionali volte a conseguire una gestione delle foreste attiva, sostenibile e multifunzionale, compresa la gestione dei diversi tipi di foreste, e nel rafforzamento della cooperazione di fronte alle crescenti minacce transfrontaliere quali gli incendi boschivi, i disboscamenti illegali, l'importazione illegale di legname e i parassiti; sottolinea la necessità di garantire la coerenza in materia forestale di tutte le politiche dell'UE, in particolare quelle relative all'agricoltura, al clima, alla biodiversità, alle energie rinnovabili, alle risorse idriche e al suolo, all'industria, alla competitività, alla ricerca e innovazione e all'uso efficiente delle risorse; sottolinea in tal senso l'importanza dei siti Natura 2000 dove, grazie alla presenza di straordinarie risorse naturali, è possibile produrre in modo continuo beni e servizi di grande qualità ambientale e culturale;

6.  ritiene che l'attuazione della nuova strategia forestale debba compensare l'assenza di disposizioni specifiche in materia di politica forestale nel trattato UE, rispettando al contempo le competenze degli Stati membri in tale ambito, e assicurare il coordinamento delle politiche dell'UE e degli Stati membri sulle questioni riguardanti il settore forestale a livello internazionale;

7.  sottolinea l'importante ruolo svolto dalla Commissione nel garantire un dialogo precoce e costante tra gli esperti dell'Unione e degli Stati membri e il coinvolgimento di tutte le parti interessate, onde favorire la coerenza nella formulazione delle politiche in materia forestale;

8.  sostiene l'impegno degli Stati membri ad attuare una gestione sostenibile delle foreste, in linea con i criteri e gli indicatori di Forest Europe, in quanto elemento cruciale dell'attuale quadro strategico per le foreste in Europa;

9.  accoglie con favore la priorità attribuita ai tre pilastri della sostenibilità (economico, sociale e ambientale), in quanto basi solide per il sostegno del ruolo fondamentale delle foreste e dell'efficienza delle risorse, l'aumento della competitività, il rilancio dell'occupazione, il rafforzamento del ruolo dell'economia e delle industrie forestali e la conservazione dei cicli ecologici nell'economia verde; riconosce il suo ruolo nella società per quanto riguarda la salute dei cittadini;

10. ricorda che, secondo la Commissione, nel 2009 la bioeconomia rappresentava un mercato con un valore stimato superiore a duemila miliardi di EUR, che offre 20 milioni di posti di lavoro e rappresenta il 9 % dell'occupazione complessiva nell'UE; osserva che ogni euro investito nella ricerca e innovazione bioeconomica nel quadro di Orizzonte 2020 genererà circa 10 EUR di valore aggiunto; sottolinea che le foreste svolgono, e continueranno a svolgere in futuro, un ruolo fondamentale nella bioeconomia;

11. ritiene che l'obiettivo incluso nella strategia forestale dell'UE volto a rafforzare il contributo delle foreste e del settore forestale allo sviluppo rurale, alla biodiversità, alla crescita sostenibile e alla creazione di posti di lavoro debba tenere pienamente conto dei beni e dei servizi economici, sociali, culturali e ambientali offerti dalle foreste, compresi i servizi ricreativi e turistici, e in particolare del ruolo significativo di foreste ben gestite e dei materiali a base di legno nella riduzione delle emissioni di CO2, nello stoccaggio del carbonio e nel passaggio a una bioeconomia, che costituiscono elementi importanti della politica dell'UE in materia di clima;

12. ricorda che la biomassa forestale è una fonte molto importante di energia rinnovabile e osserva che le foreste europee attualmente assorbono e stoccano circa il 10 % delle emissioni di carbonio dell'UE e quindi contribuiscono in modo significativo alla mitigazione dei cambiamenti climatici;

13. ritiene opportuno incoraggiare la sostituzione di materie prime a base di petrolio o a elevata produzione termica con legname e prodotti legnosi, in linea con i progressi nella ricerca e nello sviluppo tecnologico, che possono contribuire positivamente al conseguimento di ulteriori risultati in termini di mitigazione dei cambiamenti climatici e di creazione di posti di lavoro;

14. sottolinea la necessità di effettuare una valutazione dei costi di tutta la legislazione dell'UE avente un impatto sulle catene di valore delle industrie forestali, con l'obiettivo di eliminare tutti gli inutili oneri burocratici e istituire un quadro che consenta di incrementare in modo sostenibile la competitività a lungo termine del settore e, analogamente, sostenere il principio per cui le proposte legislative aventi un impatto sul settore forestale e sulle catene di valore delle industrie forestali devono essere esaminate approfonditamente, tramite una valutazione d'impatto;

15. ritiene che la strategia forestale dell'UE sarebbe attuata con maggiore efficacia se supportata da un coordinamento appropriato con i fondi esistenti o futuri dell'UE, incluso il FEASR;

16. prende atto della disponibilità di informazioni e di risorse per il monitoraggio attraverso il programma Copernico e altre iniziative spaziali a livello europeo e raccomanda un maggiore utilizzo di queste risorse e strumenti;

17. è del parere che la promozione di un utilizzo più diversificato del legno si debba accompagnare agli investimenti nei sistemi d'istruzione per i giovani e nella formazione per i lavoratori del settore edile, al fine di sensibilizzarli sulle opportunità create dall'utilizzo del legno e di fornire loro le competenze necessarie;

18. si compiace dell'istituzione di un sistema d'informazione forestale europeo a sostegno della condivisione dei dati, delle migliori prassi e delle conoscenze esistenti in ambito forestale tra gli Stati membri; riconosce che la raccolta dei dati e delle informazioni sul ruolo multifunzionale delle foreste e delle risorse forestali dalle banche dati nazionali porterà benefici al settore e invita la Commissione a sostenere la sua integrazione in una piattaforma di dati europea; valuta positivamente i benefici derivanti dalla condivisione delle migliori prassi e delle conoscenze attuali in ambito forestale tra gli Stati membri, ma sottolinea che tale attività non deve comportare un aumento delle pressioni sulle risorse di bilancio;

19. sottolinea che la competitività a lungo termine del settore forestale potrà essere ottenuta soltanto con personale qualificato; osserva che il settore impiega attualmente oltre 3 milioni di cittadini europei; ritiene che la strategia forestale europea debba pertanto creare le condizioni per consentire all'UE di avere adeguate strutture di formazione e una forza lavoro consapevole delle sfide e minacce attualmente presenti nel settore forestale, nonché delle norme di sicurezza insite nella gestione forestale;

20. sottolinea che i programmi quadro dell'UE per la ricerca, lo sviluppo e l'innovazione possono sostenere il conseguimento di una crescita intelligente e sostenibile, lo sviluppo di prodotti con maggiore valore aggiunto, tecnologie più pulite e un elevato livello tecnologico, in particolare per quanto riguarda i biocarburanti raffinati e le costruzioni industriali in legno, ma anche nel settore automobilistico e in quello tessile, senza dimenticare gli utilizzi tradizionali a elevato valore che hanno ancora un enorme potenziale di crescita, come l'impiego del legno nell'edilizia e negli imballaggi.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

24.2.2015

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

56

4

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Zigmantas Balčytis, Nicolas Bay, Reinhard Bütikofer, Jerzy Buzek, Soledad Cabezón Ruiz, Philippe De Backer, Pilar del Castillo Vera, Pablo Echenique, Christian Ehler, Peter Eriksson, Fredrick Federley, Ashley Fox, Adam Gierek, Theresa Griffin, Marek Józef Gróbarczyk, András Gyürk, Kaja Kallas, Barbara Kappel, Krišjānis Kariņš, Seán Kelly, Jeppe Kofod, Miapetra Kumpula-Natri, Janusz Lewandowski, Paloma López Bermejo, Ernest Maragall, Edouard Martin, Angelika Mlinar, Csaba Molnár, Nadine Morano, Dan Nica, Angelika Niebler, Morten Helveg Petersen, Miroslav Poche, Herbert Reul, Paul Rübig, Algirdas Saudargas, Jean-Luc Schaffhauser, Neoklis Sylikiotis, Antonio Tajani, Dario Tamburrano, Patrizia Toia, Evžen Tošenovský, Claude Turmes, Vladimir Urutchev, Adina-Ioana Vălean, Henna Virkkunen, Anna Záborská, Flavio Zanonato, Carlos Zorrinho

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Cornelia Ernst, Françoise Grossetête, Benedek Jávor, Constanze Krehl, Vladimír Maňka, Marian-Jean Marinescu, Morten Messerschmidt, Clare Moody, Paul Tang, Pavel Telička

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Rosa D'Amato


ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

24.3.2015

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

34

5

4

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

John Stuart Agnew, Clara Eugenia Aguilera García, Eric Andrieu, Richard Ashworth, José Bové, Paul Brannen, Daniel Buda, Nicola Caputo, Matt Carthy, Viorica Dăncilă, Michel Dantin, Paolo De Castro, Albert Deß, Herbert Dorfmann, Norbert Erdős, Luke Ming Flanagan, Martin Häusling, Anja Hazekamp, Esther Herranz García, Jan Huitema, Peter Jahr, Jarosław Kalinowski, Elisabeth Köstinger, Zbigniew Kuźmiuk, Philippe Loiseau, Mairead McGuinness, Nuno Melo, Giulia Moi, Ulrike Müller, James Nicholson, Maria Noichl, Marit Paulsen, Marijana Petir, Laurențiu Rebega, Jens Rohde, Bronis Ropė, Jordi Sebastià, Lidia Senra Rodríguez, Czesław Adam Siekierski, Marc Tarabella

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Bas Belder

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Rosa D’Amato, Stanisław Ożóg

Avviso legale