Procedura : 2015/0009(COD)
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A8-0139/2015

Discussioni :

PV 24/06/2015 - 19
CRE 24/06/2015 - 19

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PV 24/06/2015 - 23.3
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P8_TA(2015)0236

RELAZIONE     ***I
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22.4.2015
PE 551.765v03-00 A8-0139/2015

sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al Fondo europeo per gli investimenti strategici e che modifica i regolamenti (UE) nn. 1291/2013 e 1316/2013

(COM(2015)0010 – C8‑0007/2015 – 2015/0009(COD))

Commissione per i bilanci

Commissione per i problemi economici e monetari

Relatori: José Manuel Fernandes, Udo Bullmann

(Riunioni congiunte delle commissioni – articolo 55 del regolamento)

Relatori per parere (*):

Kathleen Van Brempt, commissione per l'industria, la ricerca e l'energia

Inés Ayala Sender, Dominique Riquet, commissione per i trasporti e il turismo

(*) Procedura con le commissioni associate – articolo 54 del regolamento

PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO
 PARERE della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia
 PARERE della commissione per i trasporti e il turismo(*)
 PARERE della commissione per il controllo dei bilanci
 PARERE della commissione per l'occupazione e gli affari sociali
 PARERE della commissione per lo sviluppo regionale
 PARERE della commissione per la cultura e l'istruzione
 PARERE della commissione per gli affari costituzionali
 PROCEDURA

PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al Fondo europeo per gli investimenti strategici e che modifica i regolamenti (UE) nn. 1291/2013 e 1316/2013

(COM(2015)0010 – C8‑0007/2015 – 2015/0009(COD))

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–       vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2015)0010),

–       visti l'articolo 294, paragrafo 2, gli articoli 172 e 173, l'articolo 175, terzo comma, e l'articolo 182, paragrafo 1, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8‑0007/2015),

–       visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–       visto l'articolo 59 del suo regolamento,

–       viste le deliberazioni congiunte della commissione per i bilanci e della commissione per i problemi economici e monetari a norma dell'articolo 55 del regolamento,

–       visti la relazione della commissione per i bilanci e della commissione per i problemi economici e monetari e i pareri della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia, della commissione per i trasporti e il turismo, della commissione per il controllo dei bilanci, della commissione per l'occupazione e gli affari sociali, della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori, della commissione per lo sviluppo regionale, della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale, della commissione per la cultura e l'istruzione e della commissione per gli affari costituzionali (A8-0139/2015),

1.      adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso;

2.      chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora intenda modificarla sostanzialmente o sostituirla con un nuovo testo;

3.      incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Emendamento  1

EMENDAMENTI DEL PARLAMENTO EUROPEO(1)*

alla proposta della Commissione

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Proposta di

REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

relativo al Fondo europeo per gli investimenti strategici ▌

IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare gli articoli 172 e 173, l'articolo 175, terzo comma, e l'articolo 182, paragrafo 1,

vista la proposta della Commissione europea,

previa trasmissione del progetto di atto legislativo ai parlamenti nazionali,

visti i pareri del Comitato economico e sociale europeo e del Comitato delle regioni,

deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria,

considerando quanto segue:

(1)      La crisi economica e finanziaria ha causato un calo degli investimenti nell'Unione, che sono scesi di circa il 15% rispetto al picco del 2007. La carenza di investimenti di cui risente l'Unione è dovuta in particolare ai vincoli di bilancio imposti agli Stati membri e a una crescita stagnante, fattori che determinano a loro volta incertezza ▌ sui mercati circa il futuro dell'economia ▌. Questa carenza, che è stata particolarmente grave negli Stati membri più colpiti dalla crisi, rallenta la ripresa economica e incide negativamente sulla creazione di posti di lavoro, sulle prospettive di crescita a lungo termine e sulla competitività, ostacolando potenzialmente il conseguimento degli obiettivi della strategia Europa 2020 e degli obiettivi di una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. Occorre rendere più attraente investire in Europa e nelle infrastrutture di una moderna economia della conoscenza.

(2)      È necessario un intervento a tutto campo per spezzare il circolo vizioso indotto dalla carenza di investimenti e rimediare alle sempre maggiori disparità tra le regioni, nonché per rafforzare la fiducia nell'economia dell'Unione, mentre incentivi per la creazione di un contesto favorevole agli investimenti negli Stati membri potrebbero stimolare la ripresa economica. Associate a uno slancio rinnovato verso il finanziamento degli investimenti, riforme strutturali efficaci e sostenibili sul piano economico e sociale e la responsabilità di bilancio costituiscono un mezzo per instaurare un circolo virtuoso in cui i progetti d'investimento concorrano al sostegno dell'occupazione e della domanda e determinino una riduzione duratura del divario tra prodotto effettivo e prodotto potenziale e un miglioramento ▌ delle potenzialità di crescita. Il FEIS, rafforzato dai contributi degli Stati membri, dovrebbe integrare una strategia globale volta a migliorare la competitività dell'Unione e ad attrarre investimenti.

(2 bis) Al fine di ottimizzare l'impatto del FEIS sull'occupazione, gli Stati membri dovrebbero continuare a intraprendere riforme strutturali efficaci e sostenibili sul piano economico e sociale, nonché altre iniziative quali programmi di formazione e politiche attive del mercato del lavoro, il sostegno di condizioni favorevoli alla creazione di posti di lavoro sostenibili e di qualità e l'investimento in politiche sociali mirate in linea con il pacchetto di investimenti sociali del 2013. Inoltre, gli Stati membri dovrebbero realizzare attività supplementari quali programmi di formazione ad hoc volti a far corrispondere le competenze dei lavoratori alle necessità dei settori che beneficiano del FEIS, servizi su misura per le imprese, che le preparino a espandersi e a creare più posti di lavoro, nonché il sostegno alle start up e ai lavoratori autonomi.

(3)      Con l'iniziativa globale per le infrastrutture (Global Infrastructure Initiative) il G20 ha riconosciuto l'importanza degli investimenti ai fini dello stimolo della domanda e del miglioramento della produttività e della crescita e si è impegnato a instaurare un contesto propizio all'incremento degli investimenti.

(4)      Durante l'intero periodo della crisi economica e finanziaria l'Unione si è adoperata per promuovere la crescita, in particolare tramite le iniziative previste dalla strategia Europa 2020, in cui si concreta un percorso mirato alla crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, e tramite il semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche. Anche la Banca europea per gli investimenti (BEI) ha potenziato la propria funzione di stimolo e promozione degli investimenti nell'Unione, in parte grazie all'aumento di capitale del gennaio 2013. Sono necessari ulteriori interventi per assicurare un adeguato soddisfacimento dei bisogni macroeconomici e d'investimento dell'Unione così come l'impiego efficiente della liquidità disponibile sul mercato e per incoraggiare il suo incanalamento verso il finanziamento di progetti d'investimento economicamente sostenibili.

(5)      Il 15 luglio 2014 l'allora Presidente eletto della Commissione ha presentato al Parlamento europeo gli orientamenti politici che avrebbero ispirato l'operato della sua Commissione, nei quali esortava a "destinare, nei prossimi tre anni, fino a 300 miliardi di euro a ulteriori investimenti pubblici e privati nell'economia reale" per stimolare gli investimenti nell'intento di creare occupazione.

(6)      Il 26 novembre 2014 la Commissione ha pubblicato la comunicazione "Un piano di investimenti per l'Europa"(2), nella quale prospettava l'istituzione di un Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) e di un elenco trasparente di progetti d'investimento a livello europeo, la creazione di un polo di consulenza (Polo europeo di consulenza sugli investimenti – PECI) e metteva in evidenza un programma ▌ di abbattimento degli ostacoli agli investimenti e di completamento del mercato unico.

(7)      Nell'affermare che "promuovere gli investimenti e affrontare le carenze del mercato in Europa costituiscono una sfida strategica essenziale" e che "il rinnovato accento posto sugli investimenti unitamente all'impegno degli Stati membri ad intensificare le riforme strutturali e a perseguire un risanamento di bilancio favorevole alla crescita getteranno le fondamenta della crescita e dell'occupazione in Europa", il Consiglio europeo del 18 dicembre 2014 ha chiesto "l'istituzione di un Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) in seno al gruppo BEI al fine di mobilitare 315 miliardi di euro in nuovi investimenti tra il 2015 e il 2017".

(7 bis) Il 13 gennaio 2015 la Commissione ha pubblicato una comunicazione intitolata "Sfruttare al meglio la flessibilità consentita dalle norme vigenti del patto di stabilità e crescita" al fine di rafforzare il legame esistente tra investimenti, riforme strutturali e responsabilità di bilancio.

(8)      Il FEIS dovrebbe costituire uno degli snodi di una strategia globale volta a superare l'incertezza che circonda l'attività pubblica e privata d'investimento e a ridurre le carenze di investimenti nell'Unione. La strategia poggia su tre assi portanti: mobilitazione di fondi da destinare agli investimenti, capacità degli investimenti di arrivare all'economia reale e miglioramento del contesto d'investimento nell'Unione. La strategia dovrebbe stimolare la competitività e la ripresa economica ed essere complementare all'obiettivo di coesione economica, sociale e territoriale all'interno dell'Unione. È opportuno considerare il FEIS come un'integrazione di tutte le altre misure necessarie per ridurre le carenze di investimenti nell'Unione e, nella sua qualità di fondo di garanzia, come uno stimolo per nuovi investimenti.

(9)      Il contesto d'investimento nell'Unione andrebbe migliorato tramite la rimozione degli ostacoli agli investimenti, la garanzia dell'assenza di discriminazioni in funzione della natura pubblica o privata della gestione dei progetti, il rafforzamento del mercato unico e l'aumento della prevedibilità della normativa, in un lavoro di accompagnamento che dovrebbe giovare sia all'operato del FEIS sia, in genere, agli investimenti in tutta l'Unione.

(10)    L'obiettivo del FEIS dovrebbe consistere nell'aiutare a superare le difficoltà di finanziamento e di realizzazione di investimenti trasformativi, produttivi e strategici nell'Unione che forniscano uno stimolo immediato alla sua economia e nel garantire un maggiore accesso ai finanziamenti, con l'obiettivo di ridurre i livelli di disoccupazione e favorire la crescita nell'Unione. Si suppone che il maggiore accesso ai finanziamenti vada a particolare vantaggio delle piccole e medie imprese, come anche della creazione di start up e spin-off di università e delle imprese dell'economia sociale e solidale. È altresì opportuno allargare il beneficio di tale maggiore accesso ai finanziamenti alle piccole imprese a media capitalizzazione, oltre che alle organizzazioni senza scopo di lucro e alle imprese dell'economia sociale. Il superamento delle difficoltà d'investimento che si rilevano attualmente in Europa e la riduzione delle disparità regionali dovrebbero puntare all'obiettivo di contribuire a rafforzare la competitività, il potenziale di ricerca e innovazione e a rinsaldare la coesione economica, sociale e territoriale nell'Unione, nonché a sostenere una transizione efficiente sul piano energetico e delle risorse verso un'economia circolare sostenibile e basata sull'energia da fonti rinnovabili, attraverso la creazione di posti di lavoro stabili ed equamente retribuiti.

(11)    Il FEIS dovrebbe sostenere investimenti strategici che presentino, sotto il profilo economico, un elevato valore aggiunto in grado di contribuire al conseguimento degli obiettivi politici dell'Unione in sinergia con le operazioni dell'Unione esistenti, e garantendo l'addizionalità rispetto alle stesse, quali, ma non solo, progetti di interesse comune, di qualsiasi entità, volti a completare il mercato unico nei settori dei trasporti, delle telecomunicazioni, della transizione delle infrastrutture e dell'efficienza energetica, compresi anche gli obiettivi dell'Unione in materia di energia, clima ed efficienza fissati nella strategia Europa 2020 e nel quadro per le politiche dell'energia e del clima all'orizzonte 2030 e finalizzati alla realizzazione degli obiettivi della strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. Per garantire l'addizionalità rispetto alle operazioni esistenti, il FEIS dovrebbe puntare su progetti che presentano un profilo di rischio più elevato delle operazioni realizzate con i vigenti strumenti della BEI e dell'Unione e che sono orientati verso gli obiettivi previsti dal presente regolamento. Il superamento delle difficoltà d'investimento che si rilevano attualmente nell'Unione contribuirà a rinsaldare la sua coesione economica, sociale e territoriale. Il FEIS dovrebbe migliorare l'accesso ai finanziamenti e la competitività delle imprese e di altre entità, concentrandosi in particolare sulle PMI e sulle imprese a media capitalizzazione.

(11 bis)           Il sostegno del FEIS alle infrastrutture di trasporto dovrebbe contribuire al conseguimento degli obiettivi del regolamento (UE) n. 1315/2013 (RTE-T) e del regolamento n. 1316/2013 (MCE) mediante la creazione di nuove infrastrutture o di infrastrutture mancanti, nonché attraverso l'ammodernamento e la ristrutturazione di quelle esistenti, permettendo nel contempo il finanziamento delle operazioni di ricerca e innovazione nel settore. È opportuno prestare particolare attenzione ai progetti sinergici in grado di rafforzare i collegamenti tra i settori dei trasporti, delle telecomunicazioni e dell'energia e ai progetti in materia di trasporti intelligenti e sostenibili.

(11 ter)           La PAC, in quanto unica politica pienamente unionale, è applicata a livello territoriale ed è pertanto idonea a sviluppare in modo capillare i progetti nell'ambito del FEIS. È possibile utilizzare numerosi strumenti esistenti della PAC per assicurare l'esito positivo di investimenti mirati.

(11 quater)     Nella sua comunicazione intitolata "Una strategia quadro per un'Unione dell'energia resiliente, corredata da una politica lungimirante in materia di cambiamenti climatici", la Commissione sottolinea l'importanza dell'efficienza energetica quale fonte di energia a sé stante e afferma chiaramente che il FEIS "offre l'occasione di mobilitare ingenti investimenti nella ristrutturazione degli edifici". Si riconosce che gli investimenti nell'efficienza energetica creeranno fino a due milioni di posti di lavoro entro il 2020, e probabilmente altri due milioni entro il 2030. Per garantire che il FEIS consegua il suo obiettivo di incentivare sugli investimenti privati, creare posti di lavoro, promuovere uno sviluppo economico resiliente e ridurre gli squilibri macroeconomici, si dovrebbe accordare particolare attenzione all'efficienza energetica. Per tale ragione, è opportuno offrire assistenza tecnica nell'ambito del PECI per la creazione di piattaforme d'investimento dedicate per i progetti aggregati in materia di efficienza energetica.

(12)    Nell'Unione molte piccole e medie imprese e molte imprese a media capitalizzazione hanno bisogno di assistenza per poter ottenere finanziamenti dal mercato, soprattutto per gli investimenti a più elevato rischio. Il FEIS dovrebbe aiutarle a colmare la carenza di capitali e a superare i fallimenti del mercato e la frammentazione finanziaria, che determinano condizioni di disparità nell'Unione, consentendo alla BEI e al Fondo europeo per gli investimenti (FEI), nonché a istituti o banche nazionali di promozione e a piattaforme o fondi d'investimento, di operare, direttamente e indirettamente, iniezioni di capitale, di prestar garanzie per una cartolarizzazione di elevata qualità dei prestiti e di offrire altri prodotti disponibili per il perseguimento delle finalità del FEIS.

(13)     ▌ È possibile incanalare il finanziamento del FEIS delle piccole e medie imprese e delle imprese a media capitalizzazione tramite il Fondo europeo per gli investimenti (FEI) ▌.

(14)    Il FEIS dovrebbe puntare su progetti in grado di dispiegare un elevato valore sociale, economico e ambientale, in particolare progetti che favoriscano la creazione di posti di lavoro di qualità, la crescita sostenibile a breve, medio e lungo termine e la competitività, la ricerca, l'istruzione fin dalla prima infanzia e la formazione, la transizione e l'efficienza delle infrastrutture e dell'energia, in particolare quando tali progetti presentino il valore aggiunto più elevato, contribuendo in tal modo agli obiettivi politici dell'Unione, conformemente all'articolo 3 TFUE e all'articolo 9 TUE.

(14 bis)           Gli investimenti finanziati a titolo del FEIS dovrebbero contribuire alla realizzazione dei programmi e delle politiche dell'Unione esistenti, nonché degli obiettivi e delle finalità della strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. Essi dovrebbero sostenere l'attuazione delle conclusioni del Consiglio europeo del 17 giugno 2010. Per conseguire gli obiettivi generali di cui all'articolo 5, paragrafo 2, lettere b) e c), essi dovrebbero contribuire alla realizzazione degli obiettivi fissati agli articoli 170, 173 e 179 TFUE e all'articolo 194, paragrafo 1, TFUE.

(14 ter)           Per garantire una migliore tutela delle iniziative cofinanziate dall'Unione e trarne benefici commerciali ed economici, i partecipanti ai progetti FEIS dovrebbero rispettare un insieme di norme elaborate nel quadro di Orizzonte 2020 per quanto concerne lo sfruttamento e la divulgazione dei risultati dei progetti, compresa la loro protezione mediante la proprietà intellettuale.

(14 quater)     Per rispondere al meglio ai bisogni dei singoli progetti, il FEIS dovrebbe sostenere un'ampia gamma di prodotti finanziari – tra cui capitale, debito e garanzie – in modo da potersi adattare alle esigenze del mercato incoraggiando nel contempo gli investimenti privati nei progetti. Il FEIS non dovrebbe sostituirsi al finanziamento sul mercato privato o ai prodotti forniti dalle banche regionali o nazionali di promozione bensì catalizzarlo colmando le carenze del mercato, in modo da garantire un impiego massimamente efficiente e strategico dei fondi pubblici e rafforzare ulteriormente la coesione all'interno dell'Unione.

(14 quinquies)           L'impatto del FEIS sull'occupazione dovrebbe essere sistematicamente monitorato e ulteriormente incoraggiato, in particolare allo scopo di ricavarne vantaggi a lungo termine per la società, sotto forma di posti di lavoro sostenibili e di qualità, e di permettere quindi agli investitori e ai lavoratori di beneficiarne.

(15)    Per assicurare l'addizionalità rispetto alle operazioni già esistenti, il FEIS dovrebbe puntare su progetti che presentano un rapporto fra rischio e rendimento più elevato dei vigenti strumenti del gruppo BEI e dell'Unione. Il FEIS dovrebbe mirare a finanziare progetti in tutta l'Unione ▌. Dovrebbe essere fatto ricorso al FEIS soltanto quando non sono disponibili ▌ finanziamenti da altre fonti, comprese le banche private o pubbliche, le banche regionali o nazionali di promozione o la BEI.

(16)    Il FEIS dovrebbe interessare gli investimenti ▌ che, pur sempre soddisfacendo i principi e i valori dell'Unione in materia di standard sociali e ambientali, incoraggiando la transizione verso un'economia circolare a basse emissioni di carbonio, e in materia di coesione territoriale, nonché le condizioni specifiche per ottenere i finanziamenti del Fondo, possono comportare un grado appropriato di rischio, superiore a quello delle attività esistenti del gruppo BEI. Il FEIS non dovrebbe puntare semplicemente a ridurre il costo del capitale per gli investimenti che troverebbero un finanziamento privato anche in assenza di una garanzia dell'Unione. Il rischio medio dei progetti sostenuti dal FEIS dovrebbe essere superiore a quello dei progetti finanziati nell'ambito di qualsiasi altro portafoglio di investimenti nell'Unione. Le politiche di prezzo della garanzia dell'Unione dovrebbero tenere debitamente conto della necessità di rimediare alle carenze di investimenti e alla frammentazione finanziaria nell'Unione.

(16 bis)           Il FEIS dovrebbe altresì puntare su progetti nei settori dell'istruzione e della formazione, della ricerca, dello sviluppo di competenze nel campo delle TIC e dell'istruzione digitale, nonché su progetti nel settore culturale e creativo. Gli investimenti in tali settori dovrebbero adottare un approccio globale che, in ciascun caso, rispetti adeguatamente il valore intrinseco dell'istruzione e della cultura.

(17)    È opportuno che un comitato per gli investimenti decida, in maniera trasparente e indipendente e in conformità degli orientamenti in materia di investimenti adottati dal comitato direttivo a norma del presente regolamento, in merito all'utilizzo della garanzia dell'Unione per i progetti potenziali e al diritto delle banche nazionali di promozione o delle piattaforme d'investimento di utilizzare la designazione "Fondo europeo per gli investimenti strategici". Tale comitato dovrebbe essere composto di otto esperti indipendenti che rappresentino un'ampia gamma di competenze, quali definite nel presente regolamento, e che dovrebbero essere approvati dal Parlamento europeo.

(18)    Affinché il FEIS sia in grado di sostenere gli investimenti è opportuno che l'Unione conceda una garanzia per un importo di 16 000 000 000 EUR. Se concessa sulla base del portafoglio, la copertura della garanzia dovrebbe essere soggetta a un massimale dipendente dal tipo di strumento (debito, capitale o garanzia) fissato in percentuale del volume del portafoglio di impegni in essere. Nelle previsioni, una volta che alla garanzia si abbineranno i 5 000 000 000 EUR forniti dalla BEI, il sostegno del FEIS dovrebbe generare ulteriori investimenti della BEI e del FEI per un importo di 60 800 000 000 EUR. Si prevede che questi 60 800 000 000 EUR sostenuti dal FEIS generino nell'Unione investimenti per 315 000 000 000 EUR nel triennio dalla data dell'entrata in vigore del presente regolamento. È opportuno, ed essenziale per garantire un impatto, che gli Stati membri versino contributi supplementari significativi al capitale del FEIS al fine di avvicinare la capacità del Fondo ai fabbisogni reali. Le garanzie associate a progetti ultimati senza ricorso alla garanzia sono messe a disposizione per il sostegno di nuove operazioni.

(18 bis)           La Banca centrale europea ha manifestato la propria disponibilità ad acquistare nel mercato secondario obbligazioni del FEIS, qualora quest'ultimo emetta obbligazioni o la BEI lo faccia in suo nome.

(19)    Per aumentare ulteriormente le risorse del FEIS, come necessario, è opportuno aprire il Fondo alla partecipazione di terzi, tra cui Stati membri e, col consenso dei contributori esistenti, governi regionali dotati di poteri fiscali e legislativi, banche nazionali e regionali di promozione o enti pubblici di proprietà degli Stati membri o da essi controllati, entità del settore privato ed entità extraunionali. I terzi possono contribuire direttamente al FEIS. La partecipazione di uno Stato membro al FEIS attraverso vari enti o strutture economiche pubbliche non dovrebbe conferire agli Stati membri né ai terzi interessati una partecipazione supplementare nel suo assetto di governance.

(19 bis)           Il FEIS dovrebbe anche avere la possibilità di finanziare strutture di fondi privati, come i fondi di investimento europei a lungo termine (ELTIF), istituiti da investitori privati o da banche nazionali di promozione, che potrebbero altresì fungere da veicolo complementare per investimenti pubblici o pubblico-privati nell'economia reale. Come previsto dal regolamento XX/XXXX, è opportuno che la Commissione renda prioritarie e razionalizzi le sue procedure relative a tutte le domande presentate dagli ELTIF in vista di ottenere un finanziamento dalla BEI. La Commissione e la BEI dovrebbero altresì valutare tutte le possibili forme di cooperazione tra il FEIS e gli ELTIF.

(20)    A livello di progetti, i terzi possono cofinanziare con il FEIS singoli progetti o attraverso piattaforme d'investimento ▌.

(20bis) Al fine di liberare investimenti a livello nazionale e regionale, la garanzia dell'Unione dovrebbe poter essere concessa a istituti o banche nazionali o regionali di promozione e a piattaforme o fondi d'investimento, ove possibile cercando di alleggerire i requisiti patrimoniali. Tali operazioni dovrebbero essere considerate operazioni del FEIS.

(20 ter)           Il contributo finanziario di uno Stato membro al FEIS, sotto forma di misure una tantum, a favore delle piattaforme d'investimento dedicate e delle banche nazionali di promozione che beneficiano della garanzia dell'Unione dovrebbe essere coperto da tutte le norme vigenti del patto di stabilità e crescita.

(20 quater)     Considerando che le attività infrastrutturali presentano precedenti di inadempimento e recupero significativi, e che il finanziamento di progetti infrastrutturali può essere considerato un modo per diversificare i portafogli di attività degli investitori istituzionali, i progetti infrastrutturali che beneficiano del sostegno del FEIS dovrebbero essere trattati come esposizioni di tipo 1 ai fini del calcolo del requisito patrimoniale di solvibilità sancito al titolo I, capo V, sezione 6 del regolamento delegato (UE) n. 2015/35 della Commissione, del 10 ottobre 2014, che integra la direttiva 2009/138/CE del Parlamento europeo e del Consiglio in materia di accesso ed esercizio delle attività di assicurazione e di riassicurazione (Solvibilità II). Tale approccio dovrebbe essere esaminato nel quadro della revisione, da parte della Commissione, dei metodi, delle ipotesi e dei parametri standard utilizzati nel calcolo del requisito patrimoniale di solvibilità con la formula standard, come indicato al considerando 150 del citato regolamento delegato.

(21)    Il FEIS dovrebbe integrare i programmi regionali, nazionali e dell'Unione in corso e le attività della BEI esistenti, aggiungendosi ad essi. A condizione che siano soddisfatti tutti gli applicabili criteri di ammissibilità, gli Stati membri possono ricorrere ai fondi strutturali e di investimento europei per contribuire al finanziamento dei progetti ammissibili assistiti dalla garanzia dell'Unione e per investire nel capitale di istituti o banche nazionali di promozione e piattaforme o fondi d'investimento. Questa flessibilità di approccio dovrebbe massimizzare le potenzialità di attrazione degli investitori verso i comparti d'investimento su cui punta il FEIS.

(21 bis)           Gli Stati membri possono ricorrere ai fondi strutturali e di investimento europei per contribuire al finanziamento dei progetti ammissibili sostenuti dalla garanzia dell'Unione, in conformità con gli obiettivi, i principi e le norme previsti dal quadro giuridico applicabile a tali fondi, e in particolare dal regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio (il "regolamento recante disposizioni comuni"), e con gli accordi di partenariato e i pertinenti programmi. La flessibilità di tale approccio dovrebbe promuovere sinergie tra gli strumenti dell'Unione, assicurare il massimo valore aggiunto e rafforzare le potenzialità di attrazione degli investitori verso i comparti d'investimento su cui punta il FEIS. Dovrebbe essere garantita una totale complementarità tra strumenti e investimenti, senza sostituire gli strumenti finanziari sviluppati nell'ambito dei fondi strutturali e di investimento europei, in modo da evitare nella massima misura possibile l'effetto di spiazzamento reciproco.

(22)    In conformità al trattato sul funzionamento dell'Unione europea e ai fini della certezza giuridica, gli investimenti in infrastrutture e in progetti sostenuti dal FEIS, quando siano cofinanziati dagli Stati membri, dovrebbero rispettare le norme sugli aiuti di Stato. A tal fine, la Commissione ha preannunciato che, entro un termine ragionevole (e in ogni caso prima dell'entrata in vigore del presente regolamento), definirà una serie di principi di base per le valutazioni degli aiuti di Stato, che i progetti dovranno rispettare per poter beneficiare del sostegno del FEIS. Ha specificato che gli eventuali contributi nazionali complementari ai progetti che, indipendentemente dal settore economico, rispettano questi criteri e ricevono sostegno dal FEIS saranno oggetto di una procedura semplificata e accelerata di valutazione degli aiuti di Stato, nel cui ambito l'unico aspetto supplementare verificato dalla Commissione sarà la proporzionalità del sostegno pubblico (assenza di sovraccompensazioni). Ha preannunciato altresì che, nell'ottica di un impiego efficiente dei fondi pubblici e del pieno rispetto del principio del legittimo affidamento, preciserà i principi di base in ulteriori linee guida.

(23)    Data la necessità d'intervenire con urgenza nell'Unione, è possibile che nel corso del 2015 la BEI e il FEI finanzino altri progetti, che esulano dal consueto profilo, anteriormente all'entrata in vigore del presente regolamento. Per sfruttare al massimo i benefici delle misure previste dal presente regolamento, dovrebbe essere possibile inserire questi altri progetti nella copertura della garanzia dell'Unione, sempre che soddisfino i criteri materiali stabiliti dal presente regolamento.

(24)    È opportuno gestire le operazioni di finanziamento e di investimento della BEI sostenute dal FEIS in base al regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(3), comprese adeguate misure di controllo e misure di contrasto dell'evasione fiscale, e in base alle applicabili norme e procedure relative all'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) e alla Corte dei conti, compreso l'accordo tripartito tra la Commissione europea, la Corte dei conti europea e la Banca europea per gli investimenti.

(25)    A cadenza periodica la BEI e il comitato per gli investimenti dovrebbero valutare le attività sostenute dal FEIS e renderne conto per verificarne pertinenza, prestazioni, impatto, addizionalità, valore aggiunto nonché coordinamento e coerenza con le altre politiche dell'Unione, in particolare per quanto riguarda il sostegno finanziario dei fondi strutturali e di investimento europei, e per individuare gli aspetti in grado di migliorarne le attività in futuro. Le valutazioni e i resoconti in tal senso dovrebbero essere resi pubblici e contribuire all'assolvimento dell'obbligo di rendiconto e all'analisi della sostenibilità.

(25 bis)           Le politiche del FEIS dovrebbero tenere conto della parità di genere e sostenere l'integrazione delle prospettive di genere, nonché la prevenzione di ogni forma di discriminazione, in particolare per quanto riguarda l'accessibilità per le persone con disabilità.

(26)    In parallelo alle operazioni di finanziamento che si espleteranno tramite il FEIS è opportuno creare un Polo europeo di consulenza sugli investimenti (PECI) che offra un supporto potenziato allo sviluppo e alla preparazione di progetti in tutta l'Unione muovendo dalle competenze della Commissione, della BEI, delle banche nazionali di promozione e delle autorità di gestione dei fondi strutturali e di investimento europei. Il Polo dovrebbe configurarsi come sportello unico per le questioni inerenti all'assistenza tecnica agli investimenti nell'Unione. Il PECI dovrebbe fornire consulenze gratuite per garantire un accesso equo ai finanziamenti del FEIS in tutta l'Unione. Il PECI dovrebbe operare in stretta collaborazione con strutture analoghe a livello nazionale, al fine di garantire un'assistenza decentrata sul campo, sulla base di un approccio multilingue, e di favorire un'efficace divulgazione dell'informazione.

(26 bis)           Il PECI si avvale, in particolare, delle buone pratiche dei programmi esistenti quali lo strumento di assistenza europea a livello locale nel settore dell'energia (ELENA), il Fondo europeo per l'efficienza energetica (FEEE), JEREMIE (Risorse europee congiunte per le micro, le piccole e le medie imprese), JASPERS (Assistenza congiunta ai progetti nelle regioni europee), JESSICA (Sostegno europeo congiunto per gli investimenti sostenibili nelle aree urbane) e JASMINE (Azione congiunta a favore degli istituti microfinanziari in Europa).

(27)    A copertura dei rischi legati alla garanzia che l'Unione offre alla BEI, è opportuno costituire un Fondo di garanzia, che dovrebbe essere alimentato da contributi graduali attinti al bilancio dell'Unione. In un secondo tempo il Fondo di garanzia dovrebbe incamerare anche le entrate e i rimborsi provenienti dai progetti beneficiari del sostegno del FEIS e gli importi recuperati dai debitori inadempienti laddove abbia già onorato la garanzia nei confronti della BEI. Le eventuali eccedenze del Fondo di garanzia risultanti da un adeguamento dell'importo-obiettivo o eventuali remunerazioni restanti dopo il rispristino dell'importo-obiettivo dovrebbero essere restituite al bilancio generale dell'Unione come entrate con destinazione specifica, al fine di ricostituire le linee che possano essere state utilizzate come fonte di riassegnazione a favore del Fondo di garanzia dell'Unione.

(28)    Il Fondo di garanzia è inteso a offrire al bilancio dell'Unione una riserva di liquidità per le eventuali perdite subite dal FEIS nel perseguimento degli obiettivi fissati. Dall'esperienza maturata riguardo alla natura degli investimenti destinati ad essere sostenuti dal FEIS emerge che il livello di risorse del Fondo di garanzia dovrebbe rappresentare il 50% degli obblighi totali di garanzia dell'Unione.

(29)    Il contributo a carico del bilancio dell'Unione dovrebbe essere progressivamente autorizzato dal Parlamento europeo e dal Consiglio nel quadro delle procedure annuali di bilancio fino al 2022 incluso. A tal fine, l'autorità di bilancio dovrebbe avvalersi, se del caso, di tutti gli strumenti disponibili previsti dal regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013, del 2 dicembre 2013, che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020, in particolare ricorrendo al margine globale per gli impegni, al margine globale per i pagamenti e allo strumento di flessibilità.

(30)    Data la loro assimilabilità agli strumenti finanziari dell'Unione, la garanzia dell'Unione alla BEI e il Fondo di garanzia dovrebbero rispettare i principi di sana gestione finanziaria, trasparenza, proporzionalità, non discriminazione, parità di trattamento e sussidiarietà di cui all'articolo 140 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(4) e, se del caso, l'articolo 139 del citato regolamento.

(31)    Esiste nell'Unione un numero cospicuo di progetti potenziali sostenibili sul piano economico e tecnico che non ottengono finanziamenti a causa dell'incertezza e della scarsa trasparenza che li circondano: spesso gli investitori privati non sono al corrente dell'esistenza del progetto o dispongono al riguardo di informazioni insufficienti per una valutazione dei rischi d'investimento. La Commissione e la BEI dovrebbero promuovere la costituzione di un elenco trasparente di progetti di investimento nell'Unione, attuali e futuri, idonei a essere finanziati. Tale elenco di progetti dovrebbe assicurare la divulgazione pubblica, periodica e strutturata, delle informazioni sui progetti di investimento, affinché gli investitori possano disporre di dati attendibili e trasparenti sui quali fondare le decisioni d'investimento. Nella gestione dell'elenco è opportuno garantire la protezione dei segreti commerciali fondamentali.

(32)    Gli Stati membri, in cooperazione con le autorità regionali e locali, dovrebbero essere in grado di contribuire all'elenco di progetti di investimento europei, fornendo, tra l'altro, informazioni sui progetti di investimento sul loro territorio.

(33)    L'elenco di progetti ▌ dovrebbe includere progetti in tutta l'Unione unicamente a fini informativi e di visibilità per gli investitori, ricomprendendo progetti in grado di essere finanziati totalmente dal settore privato o con l'ausilio di altri strumenti di livello europeo o nazionale. Il FEIS dovrebbe poter sostenere il finanziamento di progetti inclusi nell'elenco e l'investimento sostenibile sul piano ambientale negli stessi, ma non dovrebbe esistere alcun automatismo tra inserimento nell'elenco e accesso al sostegno del FEIS, e la BEI e il comitato per gli investimenti dovrebbero comunque godere del pieno potere discrezionale di selezionare e sostenere progetti non inseriti nell'elenco.

(34)    Ai fini dell'assolvimento dell'obbligo di rendiconto nei confronti dei cittadini europei, la BEI dovrebbe riferire periodicamente al Parlamento europeo e al Consiglio circa l'evoluzione del FEIS e gli effetti da esso prodotti, in particolare per quanto riguarda l'addizionalità delle operazioni realizzate a titolo del FEIS rispetto alle operazioni ordinarie della BEI, comprese le operazioni speciali. Su richiesta del Parlamento europeo, il presidente del comitato direttivo e il direttore generale dovrebbero partecipare a un'audizione e rispondere alle interrogazioni rivolte loro entro un termine stabilito.

(35)    Al fine di assicurare una copertura adeguata degli obblighi di garanzia dell'Unione e la disponibilità permanente di tale garanzia, dovrebbe essere delegato alla Commissione il potere di adottare atti conformemente all'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea riguardo all'adeguamento degli importi da attingere al bilancio generale dell'Unione. È di particolare importanza che durante i lavori preparatori la Commissione svolga adeguate consultazioni, anche a livello di esperti. Nella preparazione e nell'elaborazione degli atti delegati la Commissione dovrebbe provvedere alla contestuale, tempestiva e appropriata trasmissione dei documenti pertinenti al Parlamento europeo e al Consiglio.

(36)    Poiché gli obiettivi del presente regolamento, ossia sostenere gli investimenti nell'Unione e offrire alle imprese che contano un massimo di 3 000 dipendenti un maggiore accesso ai finanziamenti, non possono essere conseguiti in misura sufficiente dagli Stati membri a causa del diverso margine di azione che il bilancio lascia loro, ma, a motivo della portata e degli effetti del regolamento stesso, possono essere conseguiti meglio a livello dell'Unione, quest'ultima può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato sull'Unione europea. Il presente regolamento si limita a quanto è necessario per conseguire tali obiettivi in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo.

CAPO I – Fondo europeo per gli investimenti strategici

Articolo 1Fondo europeo per gli investimenti strategici

1.          La Commissione negozia con la Banca europea per gli investimenti (BEI) un progetto di accordo sull'istituzione del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) ("accordo sul FEIS") conformemente ai requisiti del presente regolamento.

Mettendo capacità di rischio a disposizione della BEI, il FEIS intende sostenere gli investimenti nell'Unione e offrire un maggiore accesso ai finanziamenti alle imprese che contano un massimo di 3 000 dipendenti, dando priorità alle piccole e medie imprese e alle piccole imprese a media capitalizzazione.

2.          L'accordo sul FEIS è aperto all'adesione degli Stati membri e di ▌ terzi, tra cui banche nazionali e regionali di promozione o enti pubblici di proprietà degli Stati membri o da essi controllati, autorità regionali, piattaforme d'investimento dedicate ed entità del settore privato. Né gli Stati membri né i terzi possono far parte del comitato direttivo.

2 bis.     Alla Commissione è conferito il potere di concludere l'accordo sul FEIS a nome dell'Unione mediante un atto delegato in conformità dell'articolo 17, a condizione che tale accordo soddisfi i requisiti del presente regolamento.

2 ter.     Alla Commissione è conferito il potere di accettare successive modifiche dell'accordo sul FEIS mediante atti delegati in conformità dell'articolo 17, a condizione che le modifiche di tale accordo soddisfino i requisiti del presente regolamento.

Articolo 1 bisDefinizioni

Ai fini del presente regolamento, si intende per:

a)        "accordo sul FEIS", lo strumento giuridico tramite il quale la Commissione e la BEI precisano ulteriormente le condizioni previste dal presente regolamento per la gestione del FEIS;

b)        "istituto o banca nazionale di promozione", un'entità giuridica che espleta attività finanziarie su base professionale, cui è conferito un mandato pubblico da uno Stato membro, a livello centrale, regionale o locale, per svolgere attività di sviluppo o di promozione;

c)        "piattaforma d'investimento", una società veicolo, un conto gestito, un accordo di cofinanziamento o di condivisione dei rischi basato su contratti oppure un accordo stabilito con altri mezzi tramite il quale gli investitori incanalano un contributo finanziario al fine di finanziare una serie di progetti di investimento e che può includere piattaforme nazionali che raggruppano più progetti di investimento sul territorio di un dato Stato membro, piattaforme multinazionali o regionali che raggruppano partner di più Stati membri o paesi terzi interessati a grandi progetti in una determinata zona geografica e piattaforme tematiche, che possono riunire progetti di investimento in un dato settore;

d)        "piccole e medie imprese" o "PMI", microimprese, piccole e medie imprese quali definite all'articolo 2 dell'allegato della raccomandazione 2003/361/CE(5) della Commissione;

e)        "piccola impresa a media capitalizzazione", entità giuridica che conta un massimo di 499 dipendenti e che non è una PMI;

f)         "impresa a media capitalizzazione", entità giuridica che conta un massimo di 3 000 dipendenti e che non è una PMI o una piccola impresa a media capitalizzazione;

g)        "addizionalità", il sostegno del FEIS alle operazioni che fanno fronte ai fallimenti del mercato o alle carenze di investimenti e che non sarebbe stato possibile effettuare in tale periodo utilizzando gli strumenti ordinari della BEI, comprese le operazioni speciali, senza il sostegno del FEIS o in egual misura durante detto periodo utilizzando gli strumenti del FEI e dell'Unione. I progetti sostenuti dal FEIS, oltre a mirare a creare occupazione e crescita, hanno tipicamente un profilo di rischio più elevato di quello dei progetti sostenuti tramite operazioni ordinarie della BEI, comprese le operazioni speciali.

Articolo 2Termini dell'accordo sul FEIS

1.          L'accordo sul FEIS stabilisce in particolare:

a)      le disposizioni che disciplinano l'istituzione del FEIS quale meccanismo di garanzia distinto, chiaramente identificabile e trasparente gestito dalla BEI in separazione contabile;

b)     l'ammontare e i termini del contributo finanziario fornito dalla BEI tramite il FEIS;

c)      i termini del finanziamento che la BEI eroga al Fondo europeo per gli investimenti (FEI) tramite il FEIS;

d)     l'assetto di governance del FEIS, a norma dell'articolo 3, fatto salvo lo statuto della BEI;

d bis) requisiti dettagliati per le operazioni di finanziamento e di investimento della BEI e per i finanziamenti della BEI al FEI che possono beneficiare della garanzia dell'Unione, a norma dell'articolo 5, paragrafo 2 bis, e dell'articolo 5 bis;

d ter) un quadro di valutazione degli indicatori essenziali di prestazione da utilizzare nella valutazione dell'impatto macroeconomico degli investimenti del FEIS, in particolare sull'occupazione e la crescita, l'efficienza energetica, la RTE-T, la mobilità urbana, la realizzazione degli obiettivi dell'Unione, compresi quelli della strategia Europa 2020, nonché sulla mobilitazione di capitali privati e i suoi effetti sul sostegno degli investimenti;

e)     le modalità della prestazione della garanzia dell'Unione, a norma dell'articolo 7, ivi compresi i massimali di copertura dei portafogli composti di determinati tipi di strumenti, le attivazioni della garanzia dell'Unione – che, tranne nell'eventualità di perdite sul capitale, è attivata soltanto una volta l'anno previa compensazione dei profitti e delle perdite risultanti dalle operazioni – e la relativa remunerazione, e l'obbligo di distribuire tra i contributori la remunerazione per l'assunzione di rischi in proporzione alla rispettiva quota di rischio;

f)      le disposizioni e procedure inerenti al recupero dei crediti;

f bis) la procedura di selezione dei progetti, compreso il ruolo della BEI nella valutazione iniziale delle proposte di progetti e la loro trasmissione al comitato per gli investimenti;

g)     le condizioni che disciplinano l'impiego della garanzia dell'Unione, compresi gli specifici termini di tempo e gli indicatori essenziali di prestazione;

g bis) modalità dettagliate volte a garantire che le operazioni di finanziamento e di investimento sottoscritte dalla BEI durante il periodo transitorio di cui all'articolo 20 beneficino della garanzia dell'Unione;

h)     le disposizioni sui finanziamenti ▌ per il Polo europeo di consulenza sugli investimenti, a norma dell'articolo 8 bis (nuovo);

i)      le disposizioni che disciplinano le modalità con cui i terzi possono coinvestire nelle operazioni di finanziamento e di investimento della BEI sostenute dal FEIS;

j)      le modalità di copertura della garanzia dell'Unione;

j bis) le disposizioni sulla proprietà intellettuale dei progetti finanziati, come previsto dal regolamento (UE) n. 1291/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio(6).

L'accordo sul FEIS prevede che le operazioni effettuate con il sostegno del FEIS siano nettamente distinte dalle altre operazioni della BEI. Pertanto, la BEI garantisce che le attività del FEIS siano oggetto di un bilancio separato.

L'accordo sul FEIS prevede che le attività del FEIS condotte dal FEI siano disciplinate dagli organi direttivi del FEI. Tuttavia, esse sono incluse nella rendicontazione generale del FEIS.

L'accordo sul FEIS prevede che la remunerazione spettante all'Unione per le operazioni sostenute dal FEIS sia corrisposta previa deduzione dei pagamenti dovuti alle attivazioni della garanzia dell'Unione e, quindi, dei costi di cui all'articolo 8 bis (nuovo) e all'articolo 5, paragrafo 3.

3.          Gli Stati membri che aderiscono all'accordo sul FEIS possono corrispondere il contributo, in particolare, in contanti o sotto forma di garanzia accettabile per la BEI. Gli altri terzi possono corrispondere il contributo solo in contanti.

Articolo 2 bisRegole finanziarie

Le regole finanziarie applicabili al FEIS e al PECI sono adottate dal comitato direttivo e non derogano dal regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012.

Nel quadro dei negoziati per l'accordo sul FEIS, prima della costituzione del FEIS o su richiesta formale del comitato direttivo, alla Commissione è conferito il potere di autorizzare, in casi debitamente motivati, deroghe sotto forma di regole finanziarie transitorie mediante un atto delegato conformemente all'articolo 290 TFUE e all'articolo 17 del presente regolamento. Tali regole transitorie sono valide per un periodo massimo di tre anni o finché il Parlamento e il Consiglio non modificheranno il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 al fine di integrarvi i requisiti specifici del FEIS.

Articolo 3Governance del FEIS

1.          L'accordo sul FEIS prevede che questo sia guidato da un comitato direttivo, che ne decide l'indirizzo strategico, in linea con gli obiettivi della strategia Europa 2020 e accordando particolare attenzione agli ambiti nei quali l'impatto sulla crescita e l'occupazione è più forte, l'allocazione strategica delle attività e le politiche e procedure operative, tra cui la politica d'investimento per i progetti ammessi al sostegno e il profilo di rischio, al fine di ottimizzare la crescita, l'occupazione e gli investimenti, in linea con gli obiettivi di cui all'articolo 5, paragrafi 2 e 2 bis, e di assicurare l'addizionalità degli investimenti sostenuti dalla garanzia del FEIS. Il comitato direttivo specifica inoltre la politica di investimento relativa alle piattaforme d'investimento ammissibili. Il comitato direttivo stabilisce le politiche di prezzo della garanzia dell'Unione tenendo debitamente conto della necessità di rimediare alle carenze di investimenti e alla frammentazione finanziaria nell'Unione. Il comitato direttivo adotta orientamenti in materia di investimenti per l'utilizzo della garanzia dell'Unione, che dovranno essere attuati dal comitato per gli investimenti.

1 bis.     Le priorità che la Commissione deve perseguire per quanto riguarda gli orientamenti in materia di investimenti del FEIS rispecchiano gli obiettivi dell'Unione e sono in linea con l'articolo 5, paragrafo 2 bis, del presente regolamento. Esse sono precisate prima dell'entrata in vigore dell'accordo sul FEIS e riviste, se del caso. Le priorità sono rese pubbliche. A tal fine, alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 17.

             Nell'esercizio del suo mandato in seno al comitato direttivo del FEIS, la Commissione promuove le priorità precisate e riviste in conformità del primo comma e vota coerentemente con le stesse.

2.          Il comitato direttivo è composto da quattro membri, di cui tre nominati dalla Commissione e uno dalla BEI. Il comitato direttivo elegge il presidente tra i suoi membri per un mandato di tre anni, rinnovabile una solta volta.

Il comitato direttivo decide per consenso.

3.           ▌ Il comitato direttivo adotta decisioni consensuali. ▌

Gli Stati membri e i terzi sono autorizzati a contribuire al FEIS rispettivamente sotto forma di garanzie o in contanti ma non possono far parte del comitato direttivo.

I processi verbali delle riunioni del comitato direttivo sono pubblicati non appena approvati da quest'ultimo.

4.          L'accordo sul FEIS prevede che questo abbia un direttore generale, responsabile della gestione quotidiana del Fondo e della preparazione e presidenza delle riunioni del comitato per gli investimenti di cui al paragrafo 5. Il direttore generale è assistito da un vice.

Il direttore generale riferisce ogni trimestre al comitato direttivo in merito alle attività del FEIS. Il direttore generale e il suo vice sono nominati dal comitato direttivo, su proposta congiunta della Commissione e della BEI, per un mandato di tre anni rinnovabile una volta. Sulla base di una procedura di selezione aperta, la Commissione, una volta ricevuta l'approvazione della BEI, fornisce al Parlamento europeo un elenco ristretto separato di candidati per le posizioni di direttore generale e vice direttore generale.

La Commissione, una volta ricevuta l'approvazione della BEI, sottopone al Parlamento europeo, per approvazione, la proposta di nomina del direttore generale e del vice direttore generale. Dopo l'approvazione della proposta, il comitato direttivo nomina il direttore generale e il vice direttore generale.

5.          L'accordo sul FEIS prevede che questo abbia un comitato per gli investimenti, responsabile dell'esame dei potenziali progetti, in linea con le politiche d'investimento del FEIS, e dell'approvazione dell'assistenza della garanzia dell'Unione a progetti conformi all'articolo 5, a prescindere dall'ubicazione geografica. Inoltre, il comitato per gli investimenti è l'organo incaricato di approvare l'ammissibilità delle piattaforme d'investimento e delle banche nazionali di promozione e di autorizzarle a utilizzare la denominazione "FEIS" o "Fondo europeo per gli investimenti strategici". La richiesta di approvazione è rinnovata se la piattaforma d'investimento modifica in maniera sostanziale le proprie politiche di investimento di base.

Il comitato per gli investimenti è composto da otto esperti indipendenti e dal direttore generale. Gli esperti indipendenti ▌ vantano una vasta e pertinente esperienza di mercato nella strutturazione e nel finanziamento di progetti, nonché competenze macroeconomiche. Il comitato per gli investimenti ha una composizione multidisciplinare e copre un'ampia gamma di competenze in vari settori e mercati geografici nell'Unione. Tra queste figurano competenze in materia di investimenti legati agli obiettivi generali del FEIS quali ricerca e sviluppo, trasporti e PMI, obiettivi ambientali, affari sociali, compresa l'economia sociale e solidale, esperienze nell'investimento in progetti pubblici o promossi dal settore pubblico, coesione territoriale, nonché istruzione e formazione. Il comitato per gli investimenti è nominato dal comitato direttivo per un mandato di tre anni rinnovabile ma non superiore a sei anni in totale.

Sulla base di una procedura di selezione aperta, la Commissione, una volta ricevuta l'approvazione della BEI, fornisce al Parlamento europeo un elenco ristretto di candidati per le posizioni degli otto esperti del comitato per gli investimenti.

La Commissione, una volta ricevuta l'approvazione della BEI, sottopone al Parlamento europeo, per approvazione, una proposta di nomina degli esperti che tiene conto dell'equilibrio di genere. Dopo l'approvazione della proposta, il comitato direttivo nomina gli esperti per un mandato di tre anni rinnovabile.

Nell'esercizio delle loro funzioni, i membri del comitato per gli investimenti sono indipendenti e non ricevono istruzioni dalla BEI, né dalle istituzioni dell'Unione, dagli Stati membri o da qualsiasi altro organismo pubblico o privato. Il personale della BEI può fornire assistenza analitica, logistica e amministrativa. Tuttavia, le valutazioni dei progetti eseguite dal personale della BEI non sono vincolanti per il comitato per gli investimenti.

I curriculum vitae e le dichiarazioni d'interessi di ciascun membro del comitato per gli investimenti sono resi pubblici, aggiornati costantemente e sottoposti a controlli di validità approfonditi da parte della Commissione e della BEI.

Il comitato per gli investimenti decide a maggioranza semplice e rende pubbliche e accessibili le proprie decisioni.

CAPO II - Garanzia dell'Unione e Fondo di garanzia dell'Unione

Articolo 4Garanzia dell'Unione

L'Unione presta alla BEI una garanzia ("garanzia dell'Unione") irrevocabile e incondizionata per le operazioni di finanziamento o di investimento contemplate dal presente regolamento e dall'accordo sul FEIS realizzate nell'Unione, incluse le operazioni tra partner di vari Stati membri e di un paese terzo che rientra nella politica europea di vicinato, compreso il partenariato strategico, nella politica di allargamento e nello Spazio economico europeo o nell'Associazione europea di libero scambio, o tra uno Stato membro e un paese o territorio d'oltremare di cui all'allegato II TFUE. La garanzia dell'Unione è concessa a copertura degli strumenti di cui all'articolo 6 sotto forma di garanzia su richiesta. Se concessa a banche di promozione o a piattaforme d'investimento, essa mira a conseguire l'alleggerimento dei requisiti patrimoniali.

Articolo 5Condizioni d'impiego della garanzia dell'Unione

1.          La concessione della garanzia dell'Unione è subordinata all'entrata in vigore dell'accordo sul FEIS e all'adozione di orientamenti in materia di investimenti da parte del comitato direttivo.

2.          La garanzia dell'Unione è concessa per le operazioni di finanziamento e di investimento della BEI o per il finanziamento del FEI da parte della BEI, a livello di investimento in fondi, finalizzato all'esecuzione di operazioni di finanziamento o di investimento della BEI a norma dell'articolo 7, paragrafo 2, approvate dal comitato per gli investimenti.

Le operazioni sono conformi alle politiche dell'Unione e funzionali a uno degli obiettivi generali seguenti:

a)                 sviluppo delle infrastrutture di trasporto esistenti o mancanti o di nuove infrastrutture, così come di tecnologie innovative, in conformità dei regolamenti (UE) n. 1316/2013 (meccanismo per collegare l'Europa) e n. 1315/2013 (orientamenti RTE-T), nella misura in cui riguardano la rete centrale e la rete globale nonché le priorità orizzontali;

a bis)           sviluppo di progetti concernenti una mobilità urbana intelligente e sostenibile che comprendono obiettivi in materia di accessibilità, riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, energia e incidenti;

b)                 sviluppo e ammodernamento dell'infrastruttura energetica conformemente alle priorità dell'Unione dell'energia e dei quadri 2020, 2030 e 2050 per l'energia e il clima, in particolare interconnessioni, reti intelligenti a livello della distribuzione, stoccaggio dell'energia e sincronizzazione dei mercati;

c)                 espansione delle energie rinnovabili, dell'efficienza energetica, dell'efficienza delle risorse e del risparmio energetico, con particolare attenzione alla riduzione della domanda attraverso la gestione della medesima e la ristrutturazione edilizia;

d)                 sviluppo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, delle infrastrutture digitali e delle telecomunicazioni e delle reti a banda larga, in tutto il territorio dell'Unione;

e)                 investimenti nell'innovazione, nella ricerca e nello sviluppo, inclusi le infrastrutture di ricerca, i progetti pilota e di dimostrazione, le collaborazioni tra mondo accademico e industria e il trasferimento di conoscenze e tecnologie;

e bis)            investimenti nell'istruzione, nella formazione e nelle capacità imprenditoriali;

e ter)            investimenti in soluzioni innovative nel campo della sanità, quali la sanità elettronica e nuovi farmaci efficaci, nonché nel settore sociale;

e quater)      investimenti nelle industrie culturali e creative;

e quinquies) investimenti in progetti e infrastrutture nel campo della protezione e gestione dell'ambiente, del rafforzamento dei servizi ecosistemici e dello sviluppo urbano sostenibile;

e sexies)       sostegno finanziario attraverso il FEI, anche sotto forma di finanziamento del rischio sul capitale di esercizio, a PMI, start up, spin-off e piccole imprese a media capitalizzazione, nonché alle imprese a media capitalizzazione, al fine di garantire la leadership tecnologica nei settori innovativi e sostenibili;

e septies)     finanziamento di progetti conformi agli obiettivi di Orizzonte 2020 e del meccanismo per collegare l'Europa.

La garanzia dell'Unione è concessa inoltre, per il tramite della BEI, per il sostegno di piattaforme o fondi d'investimento dedicati e di banche o altri istituti nazionali e regionali di promozione che investono in operazioni conformi ai requisiti stabiliti dal presente regolamento, previa approvazione del comitato per gli investimenti. In tal caso, il comitato direttivo traccia, in conformità dell'articolo 3, paragrafo 1, la linea politica relativa agli strumenti d'investimento menzionati, rimettendo a questi ultimi l'approvazione delle singole decisioni d'investimento. Tali operazioni e i relativi contributi sono considerate operazioni FEIS. Le piattaforme d'investimento possono riunire co-investitori, autorità pubbliche, esperti, istituti di istruzione, formazione e ricerca, le parti sociali e i rappresentanti pertinenti della società civile e altri attori pertinenti a livello unionale, nazionale e regionale.

2 bis.     Il FEIS punta su progetti che presentano un profilo di rischio più elevato rispetto agli attuali strumenti della BEI e dell'Unione, in modo da garantire addizionalità rispetto alle operazioni esistenti. Il FEIS sostiene progetti che rispondono ai seguenti criteri:

a)      sono sostenibili sul piano economico, sulla base di un'analisi costi-benefici secondo le norme europee, anche in caso di cofinanziamento da parte di un partner pubblico o di un intermediario finanziario quale una piattaforma d'investimento o una banca di promozione che fornisca sostegno per colmare una possibile carenza di finanziamento;

b)      perseguono l'obiettivo unionale di una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva e della creazione di posti di lavoro di qualità, rafforzano la coesione economica, sociale e territoriale e offrono quale valore aggiunto europeo un elevato progresso sociale ed economico;

c)      si concentrano su operazioni che non sarebbe stato possibile effettuare mediante il bilancio dell'Unione o l'attività ordinaria della BEI, incluse le operazioni speciali, e che inoltre non sono finanziate dal mercato;

d)      presentano un profilo di rischio più elevato rispetto ai progetti sostenuti nel quadro dell'attuale attività della BEI, tenendo conto del fatto che è possibile garantire la massima addizionalità solo concentrando le risorse finanziarie su progetti non finanziati in altro modo; le opportune misure sono definite in conformità delle procedure di cui all'articolo 3, paragrafo 1.

2 ter.     Dal momento che progetti di qualsiasi dimensione possono far avanzare l'economia europea, non vi sono restrizioni alle dimensioni dei progetti che possono beneficiare del FEIS.

3.          In conformità all'articolo 17 del suo statuto, la BEI imputa ai beneficiari delle operazioni di finanziamento le spese da essa sostenute in relazione al FEIS. Fatti salvi il secondo e il terzo comma, nessuna spesa amministrativa o di altra natura sostenuta dalla BEI per le operazioni di finanziamento e di investimento condotte a norma del presente regolamento è coperta dal bilancio dell'Unione.

             Entro un limite complessivo massimo pari all'1% degli obblighi totali di garanzia dell'Unione in essere, la BEI può attivare la garanzia dell'Unione a norma dell'articolo 2, paragrafo 1, lettera e), a copertura delle spese che, sebbene imputate ai beneficiari delle operazioni di finanziamento, non sono state recuperate.

             Possono essere coperte dal bilancio dell'Unione le spese sostenute dalla BEI per erogare al FEI, per conto del FEIS, un finanziamento assistito dalla garanzia dell'Unione a norma dell'articolo 7, paragrafo 2.

4.          ▌Gli Stati membri possono ricorrere ai fondi strutturali e di investimento europei per contribuire al finanziamento dei progetti ammissibili nei quali la BEI investe con l'assistenza della garanzia dell'Unione, in conformità degli obiettivi, dei principi e delle norme previsti dal quadro giuridico applicabile a tali fondi, nonché in conformità degli accordi di partenariato e dei relativi programmi. Sono garantiti il coordinamento, la complementarità, l'addizionalità, la coerenza e le sinergie.

4 bis.  Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 17 che stabiliscono disposizioni specifiche supplementari per combinare il sostegno dei fondi strutturali e di investimento europei a progetti finanziati dalla BEI con il sostegno della garanzia dell'Unione, comprese le modalità di partecipazione dei fondi strutturali e di investimento europei nel quadro di piattaforme d'investimento.

Articolo 6Strumenti ammissibili

Ai fini dell'articolo 5, paragrafo 2, di norma la BEI impiega la garanzia dell'Unione a copertura dei rischi sugli strumenti in base al portafoglio.

Sono ammissibili alla copertura nell'ambito della garanzia dell'Unione gli strumenti seguenti ovvero i portafogli composti dagli strumenti seguenti:

a)        prestiti della BEI, garanzie, controgaranzie, strumenti del mercato dei capitali e qualsiasi altra forma di finanziamento o di strumento di supporto di credito, partecipazioni azionarie o quasi-azionarie, anche tramite istituti o banche nazionali di promozione, piattaforme o fondi d'investimento. Detti strumenti sono concessi, acquisiti o emessi a beneficio delle operazioni effettuate nell'Unione a norma del presente regolamento, comprese operazioni transnazionali tra uno Stato membro e un paese terzo, laddove il finanziamento della BEI sia stato concesso in base a un accordo sottoscritto che non è scaduto né è stato annullato;

b)        finanziamenti della BEI al FEI grazie ai quali questo può sottoscrivere prestiti, garanzie, controgaranzie e qualsiasi altra forma di strumento di supporto di credito, strumenti del mercato dei capitali e partecipazioni azionarie o quasi-azionarie, anche tramite istituti o banche nazionali di promozione, piattaforme o fondi d'investimento. Detti strumenti sono concessi, acquisiti o emessi a beneficio delle operazioni effettuate nell'Unione a norma del presente regolamento e laddove il finanziamento del FEI sia stato concesso in base a un accordo sottoscritto che non sia scaduto né sia stato annullato;

b bis)  garanzie della BEI a istituti o banche nazionali di promozione, piattaforme o fondi d'investimento a fronte di una controgaranzia dell'Unione.

Articolo 7Copertura e termini della garanzia dell'Unione

1.          La garanzia dell'Unione alla BEI ammonta a 16 000 000 000 EUR, di cui un importo massimo di 2 500 000 000 EUR può essere assegnato al finanziamento del FEI da parte della BEI ai sensi del paragrafo 2. Fatto salvo l'articolo 8, paragrafo 9, l'importo complessivo dei pagamenti effettuati dall'Unione nell'ambito della garanzia prestata alla BEI non supera l'ammontare della garanzia.

2.          La copertura della garanzia per un dato tipo di portafoglio di strumenti di cui all'articolo 6 è stabilita in funzione del rischio insito nel portafoglio. La garanzia dell'Unione si configura come garanzia sulle prime perdite in base al portafoglio ovvero come garanzia integrale. La garanzia dell'Unione può essere concessa pari passu con altri contributori.

Laddove la BEI fornisca finanziamenti al FEI attraverso il FEIS per l'esecuzione di operazioni di finanziamento e di investimento della BEI, la garanzia dell'Unione copre integralmente il finanziamento della BEI a condizione che questa eroghi un finanziamento di pari importo senza garanzia dell'Unione. L'importo coperto dalla garanzia dell'Unione non supera 2 500 000 000 EUR.

3.          Quando la BEI attiva la garanzia dell'Unione in virtù dell'accordo sul FEIS, l'Unione paga su richiesta in conformità ai termini di detto accordo.

4.          Quando l'Unione effettua un pagamento alla BEI a fronte di un'attivazione della garanzia ▌, l'Unione surroga la BEI nei pertinenti diritti relativamente a qualsiasi operazione di finanziamento nell'ambito della garanzia dell'Unione e la BEI si occupa, per conto dell'Unione, di recuperare il credito corrispondente all'importo pagato e rimborsa l'Unione attingendo alla somma recuperata in conformità delle disposizioni e procedure di cui all'articolo 2, paragrafo 1, lettera f).

Articolo 8Fondo di garanzia dell'Unione

1.          È istituito un Fondo di garanzia dell'Unione ("Fondo di garanzia") che costituisce una riserva di liquidità cui ▌attingere per pagare la BEI in caso di attivazione della garanzia dell'Unione.

2.          Il Fondo di garanzia è alimentato con:

a)     contributi provenienti dal bilancio generale dell'Unione;

b)     rendimenti ottenuti dalle risorse del Fondo di garanzia investite;

c)     importi recuperati dai debitori inadempienti secondo la procedura di recupero stabilita dall'accordo sul FEIS di cui all'articolo 2, paragrafo 1, lettera f);

d)      entrate e pagamenti di altra natura ricevuti dall'Unione in virtù dell'accordo sul FEIS.

3.          Le risorse che alimentano il Fondo di garanzia previste al paragrafo 2, lettere b), c) e d), costituiscono entrate con destinazione specifica interne ai sensi dell'articolo 21, paragrafo 4, del regolamento (UE) n. 966/2012.

4.          Le risorse che alimentano il Fondo di garanzia a norma del paragrafo 2 sono gestite direttamente dalla Commissione, sono investite secondo il principio di sana gestione finanziaria e rispettano adeguate norme prudenziali.

5.          Le risorse che alimentano il Fondo di garanzia previste al paragrafo 2 sono impiegate per il raggiungimento di un livello atto a rispecchiare gli obblighi totali di garanzia dell'Unione ("importo-obiettivo"). L'importo-obiettivo è fissato al 50% degli obblighi totali di garanzia dell'Unione.

Inizialmente l'importo-obiettivo è raggiunto al più tardi entro il 2022 mediante il versamento graduale delle risorse di cui al paragrafo 2, lettera a), nonché mediante le risorse di alimentazione di detto fondo di cui al paragrafo 2, lettere b), c) e d) ▌.

5 bis.     Il Parlamento europeo e il Consiglio autorizzano progressivamente, nel quadro della procedura di bilancio annuale, gli stanziamenti necessari per raggiungere l'importo-obiettivo iniziale, tenendo debitamente conto di tutti i mezzi disponibili a norma del regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 del Consiglio, del 2 dicembre 2013, che stabilisce il quadro finanziario pluriennale (QFP) per il periodo 2014-2020, in particolare ricorrendo al margine globale per gli impegni, al margine globale per i pagamenti e allo strumento di flessibilità.

In tale contesto, il Parlamento europeo e il Consiglio esplorano modalità per finanziare il Fondo di garanzia dell'Unione utilizzando eventuali entrate impreviste risultanti nel corso di ciascun esercizio finanziario, incluse le entrate provenienti da multe, e per modificare il quadro giuridico applicabile al fine di consentire l'utilizzo dell'eccedenza annuale del bilancio generale dell'Unione.

Il Parlamento europeo e il Consiglio procedono alla revisione del finanziamento del Fondo di garanzia per quanto concerne gli stanziamenti sia di impegno che di pagamento nel contesto del riesame/della revisione postelettorale del quadro finanziario pluriennale 2014-2020, che sarà avviato entro la fine del 2016 come previsto dall'articolo 2 del regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 del Consiglio.

Qualora negli anni precedenti il riesame/la revisione del QFP siano state decise riassegnazioni da programmi dell'Unione, nel quadro della procedura di bilancio annuale, quali fonti di finanziamento della garanzia dell'Unione, il Parlamento europeo e il Consiglio esaminano in tale occasione le modalità per compensare per quanto possibile tali riassegnazioni.

6.          Entro il 31 dicembre 2018 e successivamente ogni anno, la Commissione esamina l'adeguatezza del livello del Fondo di garanzia tenendo conto delle eventuali riduzioni delle risorse dovute all'attivazione della garanzia e della valutazione presentata dalla BEI ai sensi dell'articolo 10, paragrafo 3.

Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 17 per adeguare al ribasso, di un massimo del 10%, il livello-obiettivo previsto al paragrafo 5 affinché rispecchi meglio il rischio potenziale di attivazione della garanzia dell'Unione.

7.          A seguito dell'adeguamento, nell'esercizio n, del livello-obiettivo ovvero in esito alla valutazione dell'adeguatezza delle risorse disponibili nel Fondo di garanzia compiuta in base all'esame di cui al paragrafo 6:

a)     le eccedenze nel Fondo di garanzia sono versate nel bilancio generale come entrate con destinazione specifica ai sensi dell'articolo 21, paragrafo 4, del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 per qualsiasi linea che possa essere stata utilizzata come fonte di riassegnazione al Fondo di garanzia del FEIS;

b)     il contributo per ripristinare il Fondo di garanzia è corrisposto in quote annuali nell'arco di un periodo di al massimo tre anni con inizio nell'esercizio n+1.

8.          ▌Qualora le attivazioni della garanzia facciano scendere le risorse del Fondo di garanzia al di sotto del 50% delle passività assunte in un determinato momento, la Commissione presenta una relazione sulle eventuali misure eccezionali necessarie per ripristinarne l'integralità.

9.          A seguito di un'attivazione della garanzia dell'Unione, le risorse di alimentazione del Fondo di garanzia di cui al paragrafo 2, lettere b), c) e d), ▌sono impiegate per riportare la garanzia dell'Unione all'importo-obiettivo. Le eventuali remunerazioni rimanenti sono versate nel bilancio generale come entrate con destinazione specifica ai sensi dell'articolo 21, paragrafo 4, del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 per qualsiasi linea che possa essere stata utilizzata come fonte di riassegnazione al Fondo di garanzia del FEIS.

9 bis.     Qualora continui a sussistere un'eccedenza dopo il pieno assolvimento delle condizioni di cui al paragrafo 7, lettera a), e al paragrafo 9, la Commissione presenta una proposta volta ad innalzare il livello globale della garanzia dell'Unione, con conseguente rafforzamento del piano di investimenti.

CAPO III - Polo europeo di consulenza sugli investimenti ed elenco di progetti di investimento europei

Articolo 8 bis

Polo europeo di consulenza sugli investimenti

1.        L'accordo sul FEIS prevede la creazione di un Polo europeo di consulenza sugli investimenti (PECI) nell'ambito della BEI. Il PECI è volto a offrire consulenza, muovendo dagli attuali servizi di consulenza della BEI e della Commissione, per l'individuazione, la preparazione e lo sviluppo di progetti di investimento e a fungere da polo unico di consulenza tecnica sul finanziamento di progetti nell'Unione. Ciò include una funzione di supporto riguardo all'uso dell'assistenza tecnica per la strutturazione dei progetti, all'uso di strumenti finanziari innovativi, al ricorso a partenariati pubblico-privato e un'opportuna consulenza sugli aspetti pertinenti della normativa dell'Unione, tenendo conto delle specificità ed esigenze degli Stati membri che presentano mercati finanziari meno sviluppati.

           Per conseguire l'obiettivo di cui al primo comma, il PECI si avvale delle competenze della BEI, della Commissione, delle banche nazionali di promozione e delle autorità di gestione dei fondi strutturali e di investimento europei.

2.        Il PECI dispone di un servizio specifico di assistenza tecnica per la costituzione di piattaforme d'investimento che aggregano progetti in materia di efficienza energetica, RTE-T e mobilità urbana.

           Al fine di garantire la migliore diffusione possibile, a livello regionale e territoriale, di tali servizi di consulenza e supporto in tutta l'Unione, il PECI collabora strettamente in rete con strutture analoghe a livello nazionale, come quelle predisposte dalle banche nazionali di promozione o dalle agenzie nazionali. Sarà rafforzata l'assistenza tecnica ai promotori di progetti a livello subnazionale.

3.        Per i servizi che esso fornisce in aggiunta all'assistenza tecnica fornita attualmente dalla BEI, il PECI è cofinanziato dall'Unione con un importo massimo di 20 000 000 EUR l'anno per il periodo fino al 31 dicembre 2020. Per gli anni successivi al 2020 il contributo finanziario dell'Unione dipenderà direttamente da quanto previsto nei futuri quadri finanziari pluriennali.

           L'accesso alla consulenza del PECI è gratuito.

Articolo 9

Elenco di progetti di investimento europei

1.          La Commissione e la BEI istituiscono un elenco trasparente di progetti di investimento attuali e potenzialmente futuri nell'Unione. Esso costituisce una banca dati sui progetti pubblicamente accessibile e di facile utilizzo che fornisce informazioni pertinenti per ciascun progetto. L'elenco ha solo fini informativi e di visibilità per gli investitori e lascia impregiudicata la selezione dei progetti ammessi al sostegno ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 5.

2.          La Commissione e la BEI sviluppano, aggiornano e divulgano, periodicamente e in modo strutturato, le informazioni sui progetti attuali e futuri ▌.

CAPO IV - Informazione, obbligo di rendiconto e valutazione

Articolo 10Informazione e obbligo di rendiconto

1.          A cadenza semestrale la BEI presenta alla Commissione, se del caso in cooperazione con il FEI, una relazione sulle operazioni di finanziamento e di investimento da essa condotte a norma del presente regolamento. La relazione riporta una valutazione del rispetto delle condizioni per l'impiego della garanzia dell'Unione e gli indicatori essenziali di prestazione stabiliti ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 1, lettera g). La relazione riporta altresì i dati statistici, finanziari e contabili relativi sia a ciascuna operazione di finanziamento o di investimento della BEI sia alla loro aggregazione.

2.          A cadenza semestrale la BEI presenta al Parlamento europeo e al Consiglio, se del caso in cooperazione con il FEI, una relazione sulle operazioni di finanziamento e di investimento da essa condotte. La relazione, che è resa pubblica, riporta:

a)                 una valutazione delle operazioni di finanziamento e di investimento della BEI a livello di operazione, di settore, di paese e di regione, con esame della relativa conformità al presente regolamento, in particolare della conformità al principio di addizionalità, unitamente alla valutazione della ripartizione di tali operazioni tra i diversi obiettivi previsti all'articolo 5, paragrafi 2 e 2 bis;

b)                 una valutazione, in termini aggregati, del valore aggiunto, della mobilitazione di risorse del settore privato, dei risultati stimati ed effettivi, delle realizzazioni e dell'impatto delle operazioni di finanziamento e di investimento della BEI, incluso l'impatto sulla creazione di posti di lavoro;

b bis)           una valutazione della misura in cui le operazioni coperte dalla garanzia dell'Unione a norma del presente regolamento contribuiscono al conseguimento degli obiettivi di cui all'articolo 5, paragrafi 2 e 2 bis, inclusa una valutazione del livello degli investimenti FEIS nei settori della ricerca, dello sviluppo e dell'innovazione, dei trasporti (tra cui RTE-T e mobilità urbana), delle telecomunicazioni e dell'infrastruttura energetica, compresa l'efficienza energetica;

b ter)            una valutazione della conformità ai requisiti concernenti l'utilizzo della garanzia dell'Unione e agli indicatori essenziali di prestazione stabiliti ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 1, lettera g);

b quater)     una valutazione dell'effetto leva ottenuto mediante i progetti finanziati dal FEIS;

b quinquies) una descrizione dei progetti per i quali il sostegno dei fondi strutturali e di investimento europei si combina con il sostegno del FEIS, così come l'importo totale dei contributi da ciascuna fonte;

c)                 una valutazione, in termini aggregati, del vantaggio finanziario trasferito ai beneficiari delle operazioni di finanziamento e di investimento della BEI;

d)                 una valutazione qualitativa delle operazioni di finanziamento e di investimento della BEI e dei rischi associati a dette operazioni;

e)                 informazioni particolareggiate sulle attivazioni della garanzia dell'Unione, sulle perdite, sui rendimenti, sugli importi recuperati e su eventuali altri pagamenti ricevuti;

f)                  il bilancio del FEIS, accompagnato dal parere di un revisore esterno indipendente.

3.          Ai fini dell'assolvimento da parte della Commissione degli obblighi contabili e di informazione sui rischi coperti dalla garanzia dell'Unione e sulla gestione del Fondo di garanzia, la BEI trasmette ogni anno alla Commissione e alla Corte dei conti europea, se del caso in cooperazione con il FEI:

a)     la valutazione del rischio di BEI e FEI e le informazioni relative alla classificazione delle operazioni di finanziamento e di investimento condotte dalla BEI a norma del presente regolamento;

b)     l'obbligo finanziario dell'Unione in essere per le garanzie prestate per operazioni di finanziamento e di investimento della BEI a norma del presente regolamento, ripartito per singola operazione;

c)     il totale dei profitti o delle perdite derivanti dalle operazioni di finanziamento e di investimento della BEI nei portafogli previsti dall'accordo sul FEIS ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 1, lettera e).

4.          La BEI, se del caso in cooperazione con il FEI, comunica alla Commissione, su richiesta, qualsiasi altra informazione a questa necessaria per assolvere gli obblighi che le incombono in virtù del presente regolamento.

5.          La BEI, e se del caso il FEI, si fa carico delle spese sostenute per trasmettere le informazioni previste ai paragrafi da 1 a 4.

6.          Entro il 31 marzo di ogni anno la Commissione trasmette al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Corte dei conti una relazione annuale sull'andamento del Fondo di garanzia e sulla relativa gestione nell'anno civile precedente. La relazione valuta l'appropriatezza del livello del Fondo di garanzia e la necessità di adeguare l'importo-obiettivo.

6 bis.     Alla stessa data delle relazioni della BEI di cui ai paragrafi 1 e 2, la Commissione trasmette al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sulla realizzazione delle priorità d'investimento di cui all'atto delegato ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1 bis. La relazione è corredata di una proposta contenente le modifiche necessarie dell'atto delegato di cui all'articolo 3, paragrafo 1 bis.

Articolo 11Obbligo di rendiconto

1.          Su richiesta del Parlamento europeo, il presidente del comitato direttivo e il direttore generale partecipano a un'audizione del Parlamento europeo dedicata alle prestazioni del FEIS.

2.          Il presidente del comitato direttivo e il direttore generale rispondono oralmente o per iscritto alle interrogazioni rivolte al FEIS dal Parlamento europeo entro cinque settimane dal ricevimento dell'interrogazione.

3.          Su richiesta del Parlamento europeo, la Commissione gli riferisce in merito all'applicazione del presente regolamento.

3 bis.  Su richiesta del Parlamento europeo, il presidente della BEI partecipa a un'audizione del Parlamento europeo dedicata alle operazioni di finanziamento e di investimento della BEI a norma del presente regolamento. Il Presidente della BEI risponde oralmente o per iscritto, entro cinque settimane dal loro ricevimento, alle interrogazioni rivolte alla BEI dal Parlamento europeo riguardanti le operazioni di finanziamento e investimento della BEI a norma del presente regolamento.

3 ter.   Il Parlamento europeo e la BEI concludono un accordo sulle modalità dettagliate dello scambio di informazioni tra il Parlamento europeo e la BEI in merito alle operazioni di finanziamento e di investimento effettuate dalla BEI a norma del presente regolamento.

Articolo 12Valutazione e riesame

1.          Entro il [UP inserire data: 18 mesi dall'entrata in vigore del presente regolamento] la BEI valuta il funzionamento del FEIS. La BEI trasmette la sua valutazione al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione.

Entro il [UP inserire data: 18 mesi dall'entrata in vigore del presente regolamento] la Commissione valuta l'impiego della garanzia dell'Unione e il funzionamento del Fondo di garanzia, compreso l'impiego delle risorse che lo alimentano a norma dell'articolo 8, paragrafo 9. La Commissione trasmette la sua valutazione al Parlamento europeo e al Consiglio. La valutazione è corredata del parere della Corte dei conti.

2.          Entro il 30 giugno 2018 e successivamente ogni tre anni:

a)     la BEI pubblica una relazione completa sul funzionamento del FEIS;

b)     la Commissione pubblica una relazione completa sull'impiego della garanzia dell'Unione e sul funzionamento del Fondo di garanzia. La relazione comprende una valutazione dell'impatto del FEIS sugli investimenti nell'Unione, sulla creazione di occupazione e sull'accesso ai finanziamenti per le imprese a media capitalizzazione e le PMI.

3.          La BEI, se del caso in cooperazione con il FEI, concorre alla valutazione e alla relazione della Commissione di cui, rispettivamente, ai paragrafi 1 e 2 e fornisce le informazioni necessarie.

4.          La BEI e il FEI trasmettono periodicamente al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione le rispettive relazioni di valutazione indipendenti vertenti sui risultati pratici conseguiti con le rispettive attività specifiche condotte a norma del presente regolamento e sul loro impatto.

5.          Entro il [UP inserire data: tre anni dall'entrata in vigore del presente regolamento], e successivamente ogni tre anni, la Commissione trasmette al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sull'applicazione del presente regolamento, eventualmente corredata di opportune proposte. Qualora siano ritenuti necessari eventuali adeguamenti del FEIS, la relazione è corredata di una proposta legislativa volta a modificare di conseguenza il presente regolamento.

CAPO V - Disposizioni generali

Articolo 13Trasparenza e pubblicazione delle informazioni

Conformemente alla propria politica di trasparenza e ai principi dell'Unione in materia di accesso ai documenti e alle informazioni, la BEI mette a disposizione del pubblico sul suo sito Internet le informazioni relative a tutte le sue operazioni di finanziamento e di investimento a norma del presente regolamento, incluse quelle finanziate mediante intermediari finanziari, e al contributo che esse apportano al conseguimento degli obiettivi generali di cui all'articolo 5, paragrafi 2 e 2 bis.

Articolo 14Revisione contabile della Corte dei conti

La revisione contabile esterna delle attività intraprese in conformità del presente regolamento è effettuata dalla Corte dei conti europea in virtù dell'articolo 287 TFUE ed è pertanto soggetta alla procedura di discarico del Parlamento europeo a norma dell'articolo 319 TFUE.

La Commissione assicura che la Corte dei conti possa esercitare il diritto conferitole dall'articolo 287, paragrafo 3, primo comma, TFUE e che abbia pieno accesso a tutte le informazioni necessarie per effettuare le revisioni contabili.

La BEI, il FEI, tutti gli intermediari finanziari coinvolti nelle attività intraprese a norma del regolamento FEIS nonché i destinatari finali accordano alla Corte dei conti ogni agevolazione e le forniscono tutte le informazioni di cui essa ritenga di aver bisogno per l'assolvimento dei suoi compiti, in conformità dell'articolo 161 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012.

Articolo 15Misure antifrode

1.          La BEI informa prontamente l'OLAF e fornisce ad esso le informazioni necessarie quando, in qualsiasi fase della preparazione, dell'attuazione o della chiusura di operazioni soggette alla garanzia dell'Unione, abbia motivo di sospettare l'esistenza di un potenziale caso di frode, corruzione, riciclaggio di denaro o altra attività illecita che possa ledere gli interessi finanziari dell'Unione.

2.          L'OLAF svolge indagini, inclusi accertamenti e verifiche in loco, nel rispetto delle disposizioni e delle procedure previste dal regolamento (UE, Euratom) n. 883/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio(7), dal regolamento (Euratom, CE) n. 2185/96 del Consiglio(8) e dal regolamento (CE, Euratom) n. 2988/95 del Consiglio(9), al fine di tutelare gli interessi finanziari dell'Unione, con l'intento di determinare se vi sia stata frode, corruzione, riciclaggio di denaro, finanziamento del terrorismo, frode fiscale, criminalità organizzata o qualsiasi altra attività illecita lesiva degli interessi finanziari in relazione ad operazioni a norma del presente regolamento. L'OLAF può trasmettere alle autorità competenti degli Stati membri interessati le informazioni ottenute nel corso delle indagini.

Qualora tali attività illecite siano dimostrate, la BEI provvede agli sforzi di recupero riguardo alle sue operazioni assistite dalla garanzia dell'Unione.

3.          Gli accordi di finanziamento sottoscritti in relazione a operazioni sostenute a norma del presente regolamento includono clausole che consentono l'esclusione dalle operazioni di finanziamento e di investimento della BEI e, se necessario, adeguate misure di recupero, in conformità all'accordo sul FEIS, alle politiche della BEI e agli applicabili obblighi normativi, nei casi di frode, corruzione o altra attività illecita. L'eventuale decisione di applicare l'esclusione dalle operazioni di finanziamento e di investimento della BEI è adottata in conformità al corrispondente accordo di finanziamento o di investimento.

Articolo 16Attività escluse e giurisdizioni non cooperative

1.          Nelle operazioni di finanziamento e di investimento a norma del presente regolamento, la BEI, il FEI e tutti gli intermediari finanziari non sostengono alcuna attività esercitata a fini illeciti, tra cui il riciclaggio di denaro, il finanziamento del terrorismo, la criminalità organizzata, la frode e l'evasione fiscali, la corruzione o la frode lesiva degli interessi finanziari dell'Unione. In particolare, la BEI non partecipa ad alcuna operazione di finanziamento o di investimento attuata tramite un veicolo ubicato in una giurisdizione non cooperativa, in linea con la sua politica in materia di giurisdizioni con regolamentazione debole o non cooperative basata sulle politiche dell'Unione, dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici o della Task force "Azione finanziaria".

2.          Nelle operazioni di finanziamento e di investimento a norma del presente regolamento, la BEI applica i principi e le norme stabiliti dal diritto unionale in materia di prevenzione dell'uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo. In particolare, la BEI subordina la concessione di finanziamenti a norma del presente regolamento, siano essi diretti o tramite intermediari, alla divulgazione di informazioni sulla titolarità effettiva in conformità alla direttiva (UE) 2015/...(la direttiva antiriciclaggio dell'Unione).

Articolo 17Esercizio della delega

1.          Il potere di adottare atti delegati è conferito alla Commissione alle condizioni stabilite nel presente articolo.

1 bis.     Il potere di adottare atti delegati di cui all'articolo 1, paragrafo 2 bis, è conferito alla Commissione per un periodo di un anno a decorrere dall'entrata in vigore del presente regolamento.

1 ter.     Il potere di adottare atti delegati di cui all'articolo 1, paragrafo 2 ter, è conferito alla Commissione per un periodo indeterminato.

2.          Il potere di adottare atti delegati di cui all'articolo 8, paragrafo 6, è conferito alla Commissione per un periodo di tre anni a decorrere dall'entrata in vigore del presente regolamento. La Commissione elabora una relazione sulla delega di potere al più tardi nove mesi prima della scadenza del periodo di tre anni. La delega di potere è tacitamente prorogata per periodi di identica durata, a meno che il Parlamento europeo o il Consiglio non si oppongano a tale proroga al più tardi tre mesi prima della scadenza di ciascun periodo.

3.          La delega di potere di cui all'articolo 3, paragrafo 1 bis, e all'articolo 8, paragrafo 6, può essere revocata in qualsiasi momento dal Parlamento europeo o dal Consiglio. La decisione di revoca pone fine alla delega di potere ivi specificata. Gli effetti della decisione decorrono dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea o da una data successiva ivi specificata. Essa non pregiudica la validità degli atti delegati già in vigore.

4.          Non appena adotta un atto delegato, la Commissione ne dà contestualmente notifica al Parlamento europeo e al Consiglio.

4 bis.     L'atto delegato adottato ai sensi dell'articolo 1, paragrafi 2 bis e 2 ter, entra in vigore solo se né il Parlamento europeo né il Consiglio hanno sollevato obiezioni entro il termine di un mese dalla data in cui esso è stato loro notificato o se, prima della scadenza di tale termine, sia il Parlamento europeo che il Consiglio hanno informato la Commissione che non intendono sollevare obiezioni. Tale termine è prorogato di un mese su iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio.

5.          L'atto delegato adottato ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1 bis, e dell'articolo 8, paragrafo 6, entra in vigore solo se né il Parlamento europeo né il Consiglio hanno sollevato obiezioni entro il termine di due mesi dalla data in cui esso è stato loro notificato o se, prima della scadenza di tale termine, sia il Parlamento europeo che il Consiglio hanno informato la Commissione che non intendono sollevare obiezioni. Tale termine è prorogato di due mesi su iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio.

Articolo 17 bis

I contributi finanziari degli Stati membri al FEIS, sotto forma di misure una tantum, a favore delle piattaforme d'investimento dedicate e delle banche nazionali di promozione cui fa riferimento l'articolo 5, paragrafo 2, e che beneficiano della garanzia dell'Unione sono coperti da tutte le norme vigenti del patto di stabilità e crescita.

CAPO VII - Disposizioni transitorie e finali

Articolo 20Disposizione transitoria

La BEI o il FEI possono sottoporre alla Commissione le operazioni di finanziamento e di investimento da essi sottoscritte nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2015 e la conclusione dell'accordo sul FEIS per ottenerne la copertura nell'ambito della garanzia dell'Unione.

La Commissione esamina dette operazioni e, laddove ne riscontri la conformità alle condizioni materiali stabilite all'articolo 5 e nell'accordo sul FEIS, decide di estendere loro la copertura della garanzia dell'Unione.

Articolo 21Entrata in vigore

Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Strasburgo, il

Per il Parlamento europeo                               Per il Consiglio

Il presidente                                                   Il presidente

(1)

* Emendamenti: il testo nuovo o modificato è evidenziato in corsivo grassetto e le soppressioni sono segnalate con il simbolo ▌.

(2)

          Comunicazione al Parlamento europeo, al Consiglio, alla Banca centrale europea, al Comitato economico e sociale europeo, al Comitato delle regioni e alla Banca europea per gli investimenti "Un piano di investimenti per l'Europa" COM(2014) 903 final

(3)

        Regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2012 (GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1).

(4)

          Regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2012 (GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1).

(5)

Raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, relativa alla definizione delle microimprese, piccole e medie imprese (GU L 124 del 20.5.2003, pag. 36).

(6)

Regolamento (UE) n. 1291/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, che istituisce il programma quadro di ricerca e innovazione (2014-2020) – Orizzonte 2020 e abroga la decisione n. 1982/2006/CE (GU L 347 del 20.12.2013, pag. 104).

(7)

          Regolamento (UE, Euratom) n. 883/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 settembre 2013, relativo alle indagini svolte dall'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) e che abroga il regolamento (CE) n. 1073/1999 del Parlamento europeo e del Consiglio e il regolamento (Euratom) n. 1074/1999 del Consiglio (GU L 248 del 18.9.2013, pag. 1).

(8)

          Regolamento (Euratom, CE) n. 2185/96 del Consiglio, dell'11 novembre 1996, relativo ai controlli e alle verifiche sul posto effettuati dalla Commissione ai fini della tutela degli interessi finanziari delle Comunità europee contro le frodi e altre irregolarità (GU L 292 del 15.11.1996, pag. 2).

(9)

          Regolamento (CE, Euratom) n. 2988/95 del Consiglio, del 18 dicembre 1995, relativo alla tutela degli interessi finanziari delle Comunità (GU L 312 del 23.12.1995, pag. 1).


PARERE della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia (27.4.2015)

destinato alla commissione per i problemi economici e monetari e alla commissione per i bilanci

sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al Fondo europeo per gli investimenti strategici e che modifica i regolamenti (UE) nn.1291/2013 e 1316/2013

(COM(2015)0010 – C8‑0007/2015 – 2015/0009(COD))

Relatore per parere(*): Kathleen Van Brempt

(*)       Procedura con le commissioni associate – Articolo 54 del regolamento

BREVE MOTIVAZIONE

Introduzione

Da molti anni, voci influenti del mondo politico e accademico e della società civile chiedono di dare slancio agli investimenti nell'Unione europea per rimediare alla carenza d'investimenti provocata dalla crisi economica e finanziaria. Tale carenza ha creato una spirale discendente di riduzione della spesa, crescita della disoccupazione e perdita di fiducia nel progresso futuro. Pertanto, la proposta della Commissione relativa al Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) dovrebbe essere accolta molto favorevolmente.

I nuovi incentivi per stimolare gli investimenti – tramite il sostegno di garanzie dell'UE – possono far sì che gli investitori, le autorità pubbliche e le imprese recuperino fiducia nella crescita futura. Sbloccando nuovi investimenti, il FEIS può diventare il volano di un nuovo ciclo di investimenti in grado di creare nuovi posti di lavoro e opportunità. I nuovi investimenti sono necessari non soltanto per rilanciare l'economia dell'Unione, ma anche per trasformarla in un'economia resiliente, innovativa, inclusiva, a basse emissioni di carbonio e circolare.

Anziché ripercorrere sentieri già battuti, investendo semplicemente in sostituzioni e manutenzione, dovremo investire in progetti, servizi e infrastrutture realmente trasformativi, in grado di far fronte alle "nuove" sfide che minacciano il nostro benessere e la nostra prosperità. Tali sfide includono la nostra perdita di competitività, il pericoloso cambiamento del clima, la nostra dipendenza da risorse naturali scarse e critiche provenienti da paesi terzi e la volatilità e imprevedibilità dei prezzi dell'energia e delle risorse che questa comporta.

Per far fronte a tali sfide, l'Unione europea ha elaborato politiche ambiziose in materia di occupazione, innovazione, educazione, inclusione sociale, clima ed energia. La strategia Europa 2020 è stata elaborata come strategia di crescita dell'Unione per il decennio in corso, con l'obiettivo di rendere la sua economia "intelligente, sostenibile e inclusiva". La strategia 20/20/20 per il clima e l'energia, la tabella di marcia per l'energia 2050 della Commissione, il settimo programma d'azione per l'ambiente e le conclusioni del Consiglio del 28 ottobre 2014 sulla riduzione dei gas a effetto serra dopo il 2020 chiedono un'economia decarbonizzata e più circolare e una reale trasformazione dei settori dei trasporti e dell'energia. La strategia recentemente lanciata per l'Unione dell'energia è incentrata su un mercato energetico più interconnesso, in grado di integrare e scambiare quantità ancora maggiori di energia da fonti rinnovabili, e sottolinea l'importanza dell'efficienza energetica quale fonte di energia a sé stante. Orizzonte 2020 è il più vasto programma di ricerca e innovazione mai istituito e promette di dare impulso all'innovazione portando le buone idee dei laboratori sul mercato. Attraverso il collegamento diretto che istituisce tra ricerca e innovazione, Orizzonte 2020 mira a garantire la competitività dell'Europa a livello mondiale, ponendo l'accento sull'eccellenza scientifica, la leadership industriale e sulla necessità di affrontare le sfide per la società.

È nel nostro massimo interesse che il FEIS rafforzi tali politiche e contribuisca a concretizzarle, concentrandosi sugli investimenti trasformativi necessari in infrastrutture di trasporto sostenibili e a basse emissioni di carbonio, infrastrutture digitali e di ricerca, nell'energia rinnovabile, nell'efficienza energetica e nello stoccaggio dell'energia, nonché nella commercializzazione di prodotti, servizi e tecnologie innovativi.

Al tempo stesso, occorre evitare un indebolimento delle politiche dell'Unione riducendo in maniera irreparabile i fondi che contribuiscono alla realizzazione di tali obiettivi o sostenendo investimenti non ottimali o investimenti che presentano un elevato rischio di essere abbandonati prima della fine della loro durata prevista (a causa della loro incompatibilità con gli obiettivi a lungo termine).

Il relatore intende pertanto formulare emendamenti alla proposta di regolamento con l'obiettivo di:

1.        introdurre un'alternativa al finanziamento del Fondo di garanzia dell'UE per preservare le risorse disponibili nel quadro di Orizzonte 2020 e del meccanismo per collegare l'Europa;

2.        includere il sostegno del FEIS nel quadro della strategia dell'Unione per una "crescita intelligente, sostenibile e inclusiva" e contribuire a realizzare gli obiettivi in materia di clima ed energia, concentrandosi su investimenti trasformativi nei settori dei trasporti e dell'energia ed evitando investimenti vincolanti;

3.        contribuire alle ambizioni dell'Unione dell'energia in materia di efficienza energetica.

Nel presente parere si presta, naturalmente, particolare attenzione alle competenze esclusive della commissione ITRE.

1. Alternativa al finanziamento del Fondo di garanzia dell'UE

Occorre sottolineare che il relatore non intende contestare il principio generale secondo cui la garanzia dell'UE deve essere finanziata dal bilancio dell'Unione. La disponibilità della garanzia dell'UE per la BEI sarà assicurata giuridicamente e finanziariamente non appena il regolamento sul FEIS entrerà in vigore e una volta che la BEI e la Commissione avranno firmato l'accordo sul Fondo.

Ciò che il relatore mette in discussione è il modo in cui si istituisce e si finanzia il Fondo di garanzia dell'UE. Nella proposta di regolamento relativo al FEIS, le risorse finanziarie previste provengono da tagli al programma Orizzonte 2020 e al meccanismo per collegare l'Europa, nella fattispecie dalle linee di bilancio relative alle sovvenzioni. I tagli operati riguarderanno l'integrità di tali programmi, specialmente per quanto riguarda gli investimenti strategici – come la ricerca di base – per i quali trovare cofinanziamenti sul mercato risulta difficile. I tagli proposti a Orizzonte 2020 interesseranno in modo particolare gli "inviti aperti", colpendo in tal modo la ricerca in ambiti nei quali è particolarmente necessaria. Ridurre le linee di bilancio in questione indebolirà, in definitiva, il potenziale aggiuntivo del FEIS.

Nella presente relazione si propone, in alternativa, di evitare tagli preventivi a Orizzonte 2020 e al meccanismo per collegare l'Europa, dal momento che non è necessario decidere a priori in merito al sistema di finanziamento del Fondo di garanzia.

Il Fondo può essere finanziato mediante stanziamenti d'impegno graduali che dovranno essere decisi nell'ambito della procedura di bilancio annuale. A tal fine, l'autorità di bilancio dovrebbe avvalersi, se del caso, di tutti i meccanismi di flessibilità disponibili e delle disposizioni pertinenti nel quadro del regolamento sul QFP 2014-2020, che prevedono solo in ultima istanza tagli alla dotazione dei programmi nell'ambito della rubrica 1A.

2. Allineamento degli investimenti del FEIS alla strategia dell'Unione per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva e miglioramento della coerenza con la politica ambientale dell'Unione

Gli investimenti finanziati a titolo del FEIS dovrebbero contribuire alla strategia dell'Unione per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva adottata nelle conclusioni del Consiglio europeo del 17 giugno 2010. Al fine di migliorare il coordinamento delle politiche di investimento dell'Unione, il regolamento (UE) n. 1303/2013 ha istituito un quadro strategico comune (QSC) nell'ottica di promuovere uno sviluppo armonioso, equilibrato e sostenibile dell'Unione. Tale approccio integrato dovrebbe applicarsi di conseguenza alle operazioni e ai progetti sostenuti dal FEIS. Il FEIS dovrebbe contribuire al conseguimento degli obiettivi climatici approvati per il 2020, il 2030 e il 2050 e dovrebbe pertanto concentrarsi sugli investimenti trasformativi volti a decarbonizzare i settori dei trasporti e dell'energia e a chiudere il ciclo delle risorse. Nel frattempo, occorre evitare gli investimenti a lungo termine in infrastrutture ad alte emissioni di carbonio, che rischiano di essere abbandonati prima della fine della loro durata prevista se si intendono conseguire gli obiettivi climatici nel medio e lungo periodo.

3. Concretizzare l'Unione dell'energia e porre rimedio al "clamoroso fallimento" delle attuali politiche in materia di energia

La comunicazione della Commissione relativa all'Unione dell'energia (COM(2015)0080) sottolinea l'importanza dell'efficienza energetica quale fonte di energia a sé stante e afferma chiaramente che il FEIS "offre l'occasione di mobilitare ingenti investimenti nella ristrutturazione degli edifici". Per cogliere tale opportunità, è necessario che il regolamento sul FEIS accordi particolare attenzione all'efficienza energetica, destinando a quest'ultima una quota delle garanzie concesse, fornendo assistenza tecnica per la creazione di piattaforme d'investimento dedicate per i progetti aggregati di efficienza energetica, nonché estendendo la "clausola sugli investimenti" agli investimenti nell'efficienza energetica.

Lo stanziamento di risorse (almeno il 20% delle garanzie concesse deve essere destinato agli investimenti nell'efficienza energetica) è assolutamente necessario per realizzare l'obiettivo dell'Unione di rendere l'efficienza energetica il "primo combustibile". L'esperienza dimostra che nel corso dell'ultimo decennio l'efficienza energetica ha ottenuto molto meno sostegno (l'8 % del sostegno complessivo nel settore dell'energia) rispetto a tutte le altre forme di approvvigionamento energetico (energie rinnovabili, combustibili fossili, nucleare). Se non si destineranno risorse specifiche a tale obiettivo, la situazione non cambierà. L'analisi effettuata da E3G(1) delle proposte degli Stati membri per il piano europeo di investimenti mostra che solo il 5% dei progetti previsti dagli Stati membri comprende misure di efficienza energetica, città intelligenti o una gestione intelligente dal lato della domanda. Anziché essere la "prima fonte di energia", l'efficienza energetica costituisce in realtà l'ultima opzione. Fatih Birol, economista capo dell'AIE, ha dichiarato che "l'efficienza energetica rimane un 'clamoroso fallimento' delle politiche energetiche della maggior parte dei paesi", dal momento che due terzi del potenziale economico mondiale per il miglioramento dell'efficienza energetica rimane inutilizzato. Le operazioni di efficienza energetica comportano spesso una combinazione di diversi investimenti più piccoli di complessa gestione. Se trattate separatamente, in maniera non coordinata, le misure di efficienza energetica comportano una serie di costi amministrativi e operativi e sono spesso difficili da finanziare.

Pertanto, occorre creare un meccanismo speciale nel quadro dell'EIAH allo scopo di offrire assistenza tecnica per la creazione di piattaforme d'investimento dedicate in tutta Europa per il raggruppamento di piccoli progetti, in particolare nell'ambito della ristrutturazione degli edifici esistenti. Tale strumento può avvalersi dell'esperienza già maturata dalla BEI (JESSICA) e trarre insegnamento dagli esempi positivi dei programmi nazionali di ristrutturazione che si sono rivelati efficaci. Tali programmi dimostrano i molteplici benefici di una ristrutturazione su ampia scala: creazione di numerosi posti di lavoro, eccellente efficacia sotto il profilo dei costi, maggiore sicurezza energetica, sostegno delle PMI e minore povertà energetica. I benefici possono essere potenziati e moltiplicati grazie al FEIS.

4. Varie

Il relatore ha incluso anche alcuni emendamenti che riguardano questioni relative alla governance del FEIS. Senza dubbio, poiché la sua commissione ha competenze esclusive per quanto riguarda i criteri di ammissibilità che i progetti devono soddisfare per ottenere i finanziamenti, il relatore intende garantire che i progetti finanziati rispondano di fatto ai criteri e agli obiettivi proposti. In particolare, questo aspetto emerge negli emendamenti relativi alla composizione del comitato per gli investimenti, dal momento che questo sarà responsabile di decidere giorno per giorno quali progetti potranno essere finanziati. Inoltre, il relatore ritiene che, affinché il FEIS funzioni secondo le condizioni previste dal regolamento, sia necessario includere alcune disposizioni per assicurare che tali condizioni siano correttamente recepite nell'accordo relativo all'istituzione del FEIS che la Commissione concluderà con la Banca europea per gli investimenti.

Infine, si introducono alcune definizioni relative alle piccole e medie imprese (PMI), alle piccole imprese a media capitalizzazione e alle imprese a media capitalizzazione innovative, che dovrebbero beneficiare in modo particolare del finanziamento del FEIS. La motivazione alla base di questi emendamenti risiede nella convinzione del relatore che tali imprese abbiano una particolare capacità di produrre cambiamenti realmente innovativi che generano un valore aggiunto sul piano economico e sociale, migliorano la salute e le condizioni di vita quotidiana dei cittadini dell'Unione e stimolano la competitività europea.

EMENDAMENTI

La commissione per l'industria, la ricerca e l'energia invita la commissione per i problemi economici e monetari, competente per il merito, a prendere in considerazione i seguenti emendamenti:

Emendamento  1

Proposta di regolamento

Considerando 1

Testo della Commissione

Emendamento

(1) La crisi economica e finanziaria ha causato un calo degli investimenti nell'Unione, che sono scesi di circa il 15% rispetto al picco del 2007. La carenza di investimenti di cui risente l'Unione è dovuta in particolare all'incertezza che pesa sui mercati circa il futuro dell'economia e ai vincoli di bilancio imposti agli Stati membri. Questa carenza rallenta la ripresa economica e incide negativamente sulla creazione di posti di lavoro, sulle prospettive di crescita a lungo termine e sulla competitività.

(1) La crisi economica e finanziaria ha causato un calo degli investimenti nell'Unione, che sono scesi di circa il 15% rispetto al picco del 2007. La carenza di investimenti di cui risente l'Unione è dovuta in particolare alle politiche che hanno depresso la domanda aggregata, all'incertezza che pesa sui mercati circa il futuro dell'economia e ai vincoli di bilancio imposti agli Stati membri. Questa carenza, soprattutto nelle regioni più colpite dalla crisi, rallenta la ripresa economica e incide negativamente sulla creazione di posti di lavoro, sulle prospettive di crescita a lungo termine e sulla competitività, il che potrebbe impedire la realizzazione degli obiettivi e delle finalità della strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva.

Emendamento  2

Proposta di regolamento

Considerando 2

Testo della Commissione

Emendamento

(2) Per spezzare il circolo vizioso indotto dalla carenza di investimenti è necessario un intervento a tutto campo. Lo stimolo degli investimenti passa necessariamente per le riforme strutturali e la responsabilità di bilancio, presupposti che, associati a uno slancio rinnovato verso il finanziamento degli investimenti, sono in grado di contribuire all'instaurazione di un circolo virtuoso in cui i progetti d'investimento concorrano al sostegno dell'occupazione e della domanda e determinino un miglioramento duraturo delle potenzialità di crescita.

(2) Per spezzare il circolo vizioso indotto dalla carenza di investimenti è necessario un intervento a tutto campo. Tenendo presente la coesione sociale e regionale, lo stimolo degli investimenti passa necessariamente per le riforme strutturali e la responsabilità di bilancio, presupposti che, associati a uno slancio rinnovato verso il finanziamento degli investimenti, sono in grado di contribuire all'instaurazione di un circolo virtuoso, in cui i progetti d'investimento concorrano al sostegno dell'occupazione e della domanda e determinino un miglioramento duraturo delle potenzialità di crescita, senza il quale non sarà possibile un risanamento dei conti pubblici. Le banche europee possono fornire liquidità, attività di market making e prestiti per finanziare gli investimenti necessari.

Emendamento  3

Proposta di regolamento

Considerando 3

Testo della Commissione

Emendamento

(3) Con la Global Infrastructure Initiative (iniziativa globale per le infrastrutture) il G20 ha affermato l'importanza degli investimenti ai fini dello stimolo della domanda e del miglioramento della produttività e della crescita e si è impegnato a instaurare un contesto propizio all'incremento degli investimenti.

(3) Con la Global Infrastructure Initiative (iniziativa globale per le infrastrutture) il G20 ha affermato l'importanza degli investimenti ai fini dello stimolo della domanda e del miglioramento della produttività e della crescita e si è impegnato a instaurare un contesto propizio all'incremento degli investimenti. Il FEIS dovrebbe integrare una strategia globale volta a migliorare gli investimenti nell'Unione, senza sostituire altri investimenti e strutture finanziarie e senza compromettere gli investimenti unionali nel campo della scienza, della ricerca e dello sviluppo.

Emendamento  4

Proposta di regolamento

Considerando 4

Testo della Commissione

Emendamento

(4) Durante l'intero periodo della crisi economica e finanziaria l'Unione si è adoperata per promuovere la crescita, in particolare tramite le iniziative previste dalla strategia Europa 2020, in cui si concreta un percorso mirato alla crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. Anche la Banca europea per gli investimenti (BEI) ha potenziato la propria funzione di stimolo e promozione degli investimenti nell'Unione, in parte grazie all'aumento di capitale del gennaio 2013. Sono necessari ulteriori interventi per assicurare il soddisfacimento dei bisogni d'investimento dell'Unione, l'impiego efficiente della liquidità disponibile sul mercato e il suo incanalamento verso il finanziamento di progetti d'investimento economicamente sostenibili.

(4) Durante l'intero periodo della crisi economica e finanziaria l'Unione si è adoperata per promuovere la crescita, in particolare tramite le iniziative previste dalla strategia Europa 2020, in cui si concreta un percorso mirato alla crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. Anche la Banca europea per gli investimenti (BEI) ha potenziato la propria funzione di stimolo e promozione degli investimenti nell'Unione, in parte grazie all'aumento di capitale del gennaio 2013. Sono necessari ulteriori interventi per coordinare le politiche e gli strumenti e per assicurare il soddisfacimento dei bisogni d'investimento dell'Unione, l'impiego efficiente della liquidità disponibile sul mercato e il suo incanalamento verso il finanziamento di progetti d'investimento sostenibili sul piano economico, ambientale e sociale, il che consentirà la creazione di posti di lavoro di qualità e la diffusione e il miglioramento della base produttiva degli Stati membri, in particolare quelli più colpiti dalla crisi;

Emendamento  5

Proposta di regolamento

Considerando 5

Testo della Commissione

Emendamento

(5) Il 15 luglio 2014 l'allora Presidente eletto della Commissione europea ha presentato al Parlamento europeo gli orientamenti politici che avrebbero ispirato l'operato della sua Commissione, nei quali esortava a "destinare, nei prossimi tre anni, fino a 300 miliardi di euro a ulteriori investimenti pubblici e privati nell'economia reale" per stimolare gli investimenti nell'intento di creare occupazione.

(5) Il 15 luglio 2014 l'allora Presidente eletto della Commissione europea ha presentato al Parlamento europeo gli orientamenti politici che avrebbero ispirato l'operato della sua Commissione, nei quali esortava a creare un'Unione dell'energia, a realizzare un mercato unico digitale connesso e a "destinare, nei prossimi tre anni, fino a 300 000 000 000 EUR a ulteriori investimenti pubblici e privati nell'economia reale" per stimolare gli investimenti nell'intento di creare occupazione.

Emendamento  6

Proposta di regolamento

Considerando 9

Testo della Commissione

Emendamento

(9) Il contesto d'investimento nell'Unione andrebbe migliorato tramite la rimozione degli ostacoli agli investimenti, il rafforzamento del mercato unico e l'aumento della prevedibilità della normativa, in un lavoro di accompagnamento che dovrebbe giovare sia all'operato del FEIS sia, in genere, agli investimenti in tutta Europa.

(9) Il contesto d'investimento nell'Unione andrebbe migliorato tramite la rimozione degli ostacoli agli investimenti, il rafforzamento del mercato unico per mezzo della creazione di mercati dei capitali, del digitale e dell'energia effettivamente funzionanti, nonché la riduzione degli oneri burocratici e l'aumento della prevedibilità della normativa. Si tratterebbe di un lavoro di accompagnamento che dovrebbe giovare sia all'operato del FEIS sia, in genere, agli investimenti in tutta Europa.

Emendamento  7

Proposta di regolamento

Considerando 10

Testo della Commissione

Emendamento

(10) L'obiettivo del FEIS dovrebbe consistere nell'aiutare a superare le difficoltà di finanziamento e di realizzazione di investimenti produttivi nell'Unione aprendo un maggiore accesso ai finanziamenti, che si suppone vada a particolare vantaggio delle piccole e medie imprese. È altresì opportuno allargare il beneficio di tale maggiore accesso ai finanziamenti alle imprese a media capitalizzazione, ossia imprese che contano un massimo di 3 000 dipendenti. Il superamento delle difficoltà d'investimento che si rilevano attualmente in Europa dovrebbe contribuire a rinsaldare la coesione economica, sociale e territoriale nell'Unione.

(10) L'obiettivo del FEIS dovrebbe essere duplice: da un lato, aiutare a superare le difficoltà di finanziamento e realizzare investimenti a lungo termine produttivi, strategici e trasformativi nell'Unione che diano uno stimolo immediato all'economia europea, e, dall'altro, garantire un maggiore accesso ai finanziamenti alle imprese che contano un massimo di 3 000 dipendenti, con particolare attenzione per le start up, gli spin-off, le microimprese, le piccole e medie imprese e le cooperative. Il superamento delle difficoltà d'investimento che si rilevano attualmente in Europa dovrebbe contribuire a rinsaldare la competitività, il potenziale di innovazione, la coesione economica, sociale e territoriale nonché l'efficienza energetica e delle risorse nell'Unione attraverso il passaggio a un'economia sostenibile e circolare.

Emendamento  8

Proposta di regolamento

Considerando 11

Testo della Commissione

Emendamento

(11) Il FEIS dovrebbe sostenere investimenti strategici che presentino, sotto il profilo economico, un elevato valore aggiunto in grado di contribuire al conseguimento degli obiettivi politici dell'Unione.

(11) Il FEIS dovrebbe sostenere investimenti strategici che presentino, sotto il profilo economico, sociale e ambientale, un elevato valore aggiunto in grado di concorrere al conseguimento degli obiettivi politici dell'Unione e di contribuire alla coesione sociale e territoriale dell'Unione stessa. Tali investimenti dovrebbero essere in linea con gli obiettivi e i criteri stabiliti nel presente regolamento nei settori dei trasporti, delle telecomunicazioni e dell'energia, al fine di sviluppare e ammodernare le infrastrutture energetiche, aumentare la competitività e migliorare la sicurezza del sistema energetico dell'Unione, promuovendo le interconnessioni energetiche e la sincronizzazione dei sistemi energetici con il resto dell'Unione, espandendo le energie rinnovabili e l'efficienza energetica e delle risorse, contribuendo a uno sviluppo sostenibile, sviluppando reti a banda larga e di servizi digitali così come reti di trasporto sostenibili e sfruttando le potenziali sinergie tra questi settori. Predetti investimenti dovrebbero inoltre rafforzare la base scientifica e tecnologica europea, sostenere la collaborazione scientifica tra il mondo accademico e l'industria, migliorare lo sfruttamento e l'utilizzo da parte del mercato dei risultati della ricerca, agevolare l'attività brevettuale e i trasferimenti di tecnologie, nonché promuovere i benefici per la società, tra cui un migliore sfruttamento del potenziale economico e industriale delle strategie relative all'innovazione, alla ricerca e allo sviluppo tecnologico, comprese infrastrutture di ricerca, impianti pilota e di dimostrazione. Il FEIS dovrebbe migliorare l'accesso ai finanziamenti e la competitività delle imprese e di altri soggetti, con particolare riguardo alle PMI. Dovrebbe contribuire alla trasformazione dell'economia in senso sostenibile, circolare ed efficiente sotto il profilo delle risorse, promuovendo l'innovazione, le competenze e la creazione di posti di lavoro sostenibili a livello locale.

Emendamento  9

Proposta di regolamento

Considerando 11 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(11 bis) Tenuto conto del fatto che le imprese a media capitalizzazione di piccole dimensioni che contano un massimo di 499 dipendenti e le imprese a media capitalizzazione con un massimo di 3 000 dipendenti rappresentano il segmento aziendale più innovativo nel settore privato, generando, in media, un numero maggiore di brevetti, processi e prodotti innovativi così come rendimenti più elevati sugli investimenti, pur affrontando problemi analoghi a quelli delle PMI in relazione all'accesso ai finanziamenti, è opportuno che il FEIS crei alcuni dei suoi prodotti finanziari specificamente su misura per le imprese a media capitalizzazione di piccole dimensioni e le imprese a media capitalizzazione.

Motivazione

Per alcune tipologie di progetti – in particolare le attività di ricerca e innovazione – la mancanza di acceso al capitale di rischio rappresenta un problema per tutti i tipi di impresa, indipendentemente dalle loro dimensioni. Tuttavia, le conseguenze economiche sono maggiori laddove le cosiddette imprese a media capitalizzazione non hanno accesso ai finanziamenti, poiché, nelle relazioni di controllo sulle attività di R&S dell'UE, esse risultano spesso il segmento aziendale più innovativo. Il portafoglio del FEIS dovrebbe tenere particolarmente conto delle esigenze di finanziamento di tali imprese.

Emendamento  10

Proposta di regolamento

Considerando 11 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(11 ter) Gli investimenti sostenuti dal FEIS dovrebbero concorrere alla realizzazione dei programmi, delle politiche e della strategia in corso dell'Unione per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, adottata nelle conclusioni del Consiglio europeo del 17 giugno 2010. A tal fine essi dovrebbero contribuire a raggiungere gli obiettivi di cui agli articoli 170, 173 e 179 TFUE e all'articolo 194, paragrafo 1 TFEU.

Emendamento  11

Proposta di regolamento

Considerando 11 quater (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(11 quater) Al fine di migliorare il coordinamento e l'integrazione delle politiche dell'Unione in materia di investimento, il regolamento (UE) n. 1303/2013 è stato istituito unitamente a un quadro strategico comune (QSC); è opportuno che tale approccio integrato si applichi di conseguenza alle operazioni e ai progetti sostenuti dal FEIS.

Emendamento  12

Proposta di regolamento

Considerando 11 quinquies (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(11 quinquies) La comunicazione della Commissione relativa all'Unione dell'energia (COM(2015)0080) sottolinea l'importanza dell'efficienza energetica quale fonte di energia a sé stante e afferma chiaramente che il FEIS offre l'occasione di mobilitare ingenti investimenti nella ristrutturazione degli edifici. Si riconosce che gli investimenti in materia di efficienza energetica creeranno fino a due milioni di posti di lavoro entro il 2020, ed eventualmente altri due milioni entro il 2030. Allo scopo di garantire che il FEIS consegua l'obiettivo di esercitare un effetto leva sugli investimenti privati, creare posti di lavoro, promuovere uno sviluppo economico resiliente e ridurre gli squilibri macroeconomici, è opportuno accordare particolare attenzione all'efficienza energetica. Per tale ragione, occorre offrire assistenza tecnica nel quadro dell'EIAH per la creazione di piattaforme d'investimento dedicate per i progetti aggregati di efficienza energetica.

Emendamento  13

Proposta di regolamento

Considerando 11 sexies (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(11 sexies) Tenuto conto dell'esigenza di dare un impulso immediato all'economia europea, le garanzie nell'ambito del FEIS dovrebbero essere impegnate dal comitato per gli investimenti soltanto per operazioni e progetti concordati contrattualmente e sottoscritti entro tre anni dall'impegno. Laddove i progetti o le operazioni non siano sottoscritti entro tre anni dall'impegno, quest'ultimo scade. In tal modo, il FEIS si concentrerà su attività in grado di realizzare un impatto immediato e una crescita economica sostenibile, fornendo nel contempo un valore aggiunto europeo.

Emendamento  14

Proposta di regolamento

Considerando 11 septies (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(11 septies) Al fine di garantire che il FEIS realizzi il suo obiettivo, è fondamentale stanziare un importo a titolo del Fondo pari ad almeno 5 000 000 000 EUR per i finanziamenti della BEI al FEI, da impiegare specificamente a vantaggio delle piccole e medie imprese e delle imprese a media capitalizzazione di piccole dimensioni.

Emendamento  15

Proposta di regolamento

Considerando 11 octies (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(11 octies) Al fine di garantire che il FEIS realizzi il suo obiettivo, è fondamentale stanziare un importo a titolo del Fondo pari ad almeno 5 000 000 000 EUR per i finanziamenti della BEI al FEI, da impiegare specificamente a vantaggio delle piccole e medie imprese, delle imprese a media capitalizzazione di piccole dimensioni nonché delle PMI e delle imprese a media capitalizzazione innovative.

Motivazione

Non occorre che il FEIS inventi nulla di nuovo. Negli ultimi due anni sono stati realizzati, nel quadro di Orizzonte 2020 e COSME, numerosi strumenti finanziari innovativi a vantaggio delle PMI e delle piccole imprese a media capitalizzazione, strumenti che sono attualmente in fase di attuazione da parte del FEI. Essi presentano un effetto moltiplicatore compreso tra 1:18 e 1:28 e fanno fronte a domande ammissibili in numero doppio rispetto ai finanziamenti che possono fornire. Una parte della garanzia dovrebbe pertanto essere utilizzata per integrare e completare gli strumenti di successo esistenti.

Emendamento  16

Proposta di regolamento

Considerando 11 nonies (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(11 nonies) La comunicazione della Commissione dal titolo "Strategia europea di sicurezza energetica" (COM(2014)0330) sottolinea che, allo scopo di migliorare la sicurezza energetica, gli Stati membri dovrebbero completare il recepimento della normativa sul mercato interno dell'energia, in particolare per quanto concerne le norme in materia di separazione (unbundling), ivi compresa una norma in base alla quale i gestori dei sistemi di trasmissione controllati da entità extra-UE devono essere soggetti agli stessi obblighi imposti ai gestori controllati da entità UE; tuttavia, la recente esperienza di alcuni operatori extra-UE, che hanno tentato di eludere la normativa europea sul territorio dell'Unione, impone un'applicazione più rigorosa e un rafforzamento delle norme vigenti a livello di UE e di Stati membri: a questo scopo può essere utile prevedere che solo i progetti concernenti il gas realizzati nei settori delle infrastrutture gasiere degli Stati membri in cui è attuata un'effettiva separazione proprietaria possano beneficiare della garanzia dell'UE.

Motivazione

To improve energy security, it is essential to implement the Third Energy Liberalisation Package, especially with regard to gas market, and to ensure that gas production and supply activities are separated and the existing monopoly networks are unbundled. The recent experience of certain non-EU operators seeking to avoid compliance with EU legislation on EU territory requires a stricter application and a possible reinforcement of the applicable rules at EU and Member State level. This can be facilitated by provision that only those gas infrastructure projects that are carried out in gas infrastructure sectors in Member States where the effective ownership unbundling is implemented, shall be eligible for the EU guarantee.

Emendamento  17

Proposta di regolamento

Considerando 12

Testo della Commissione

Emendamento

(12) Nell'Unione molte piccole e medie imprese e molte imprese a media capitalizzazione hanno bisogno di assistenza per poter ottenere finanziamenti dal mercato, soprattutto per gli investimenti a più elevato rischio. Il FEIS dovrebbe aiutarle a colmare la carenza di capitali consentendo alla BEI e al Fondo europeo per gli investimenti (FEI) di operare, direttamente e indirettamente, iniezioni di capitale, di prestar garanzie per una cartolarizzazione di elevata qualità dei prestiti e di offrire altri prodotti disponibili per il perseguimento delle finalità del FEIS.

(12) In tutta l'Unione molte piccole e medie imprese e molte imprese a media capitalizzazione di piccole dimensioni, tra cui start-up e spin-off, hanno bisogno di assistenza per poter ottenere finanziamenti dal mercato, soprattutto per gli investimenti a più elevato rischio. Il FEIS dovrebbe aiutarle a colmare la carenza di capitali e le carenze del mercato consentendo alla BEI e al FEI, se del caso, di operare, direttamente e indirettamente, iniezioni di capitale, di prestar garanzie per una cartolarizzazione di elevata qualità dei prestiti e di offrire altri prodotti disponibili per il perseguimento delle finalità del FEIS.

Emendamento  18

Proposta di regolamento

Considerando 13

Testo della Commissione

Emendamento

(13) È opportuno istituire il FEIS nel contesto della BEI affinché possa beneficiare della sua comprovata esperienza e affinché le operazioni del Fondo possano produrre effetti positivi in tempi il più possibile brevi. È opportuno incanalare l'attività del FEIS di finanziamento delle piccole e medie imprese e delle imprese a media capitalizzazione tramite del Fondo europeo per gli investimenti (FEI) in modo da fruire dell'esperienza da questo maturata nel settore.

(13) È opportuno istituire il FEIS nel contesto della BEI affinché possa beneficiare della sua comprovata esperienza e affinché le operazioni del Fondo possano produrre effetti positivi in tempi il più possibile brevi. È opportuno incanalare il finanziamento del FEIS delle piccole e medie imprese e delle piccole imprese a media capitalizzazione, delle start-up e degli spin-off tramite il FEI, in modo da fruire dell'esperienza da questo maturata nel settore.

 

Emendamento  19

Proposta di regolamento

Considerando 14

Testo della Commissione

Emendamento

(14) Il FEIS dovrebbe puntare su progetti in grado di dispiegare un elevato valore sociale ed economico, in particolare progetti che favoriscano la creazione di posti di lavoro, la crescita a lungo termine e la competitività. Per rispondere al meglio ai bisogni dei singoli progetti, il FEIS dovrebbe sostenere un'ampia gamma di prodotti finanziari - tra cui capitale, debito e garanzie - in modo da potersi adattare alle esigenze del mercato incoraggiando nel contempo gli investimenti privati nei progetti. Il FEIS non dovrebbe sostituirsi al finanziamento sul mercato privato bensì catalizzarlo colmando le carenze del mercato, in modo da garantire un impiego massimamente efficiente e strategico dei fondi pubblici, al quale dovrebbe peraltro contribuire anche l'obbligo di conformità ai principi che regolano gli aiuti di Stato.

(14) Il FEIS dovrebbe puntare su progetti in grado di dispiegare un elevato valore aggiunto sotto il profilo sociale, ambientale ed economico. Il FEIS dovrebbe sostenere i progetti che rispondono ai criteri e agli obiettivi stabiliti nel presente regolamento, in grado di favorire la creazione di posti di lavoro sostenibili e di alta qualità, la crescita sostenibile a lungo termine e la competitività nonché di contribuire al raggiungimento degli obiettivi dell'Unione nel campo della ricerca e dello sviluppo, dell'innovazione, del clima e dell'energia e del digitale. Per rispondere al meglio ai bisogni dei singoli progetti, il FEIS dovrebbe sostenere un'ampia gamma di prodotti finanziari - tra cui capitale, quasi capitale, debito e garanzie - in modo da potersi adattare alle esigenze del mercato incoraggiando nel contempo gli investimenti privati nei progetti. Il FEIS non dovrebbe sostituirsi al finanziamento sul mercato privato o a prodotti offerti da banche di promozione regionali e nazionali, né escludere gli stessi, bensì catalizzare i finanziamenti privati colmando le carenze del mercato, in modo da garantire un impiego massimamente efficiente e strategico dei fondi pubblici, al quale dovrebbe peraltro contribuire anche l'obbligo di conformità ai principi che regolano gli aiuti di Stato.

Emendamento  20

Proposta di regolamento

Considerando 14 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(14 bis) In sede di selezione dei progetti ammissibili al sostegno del FEIS è auspicabile prestare un'attenzione particolare all'efficienza energetica; laddove si decida in merito a progetti per la generazione o il trasporto dell'energia, è opportuno valutare se è invece possibile conseguire gli obiettivi in materia di sicurezza dell'approvvigionamento in modo più sostenibile ed economicamente efficiente attraverso una riduzione della domanda dell'energia, un aumento dell'efficienza energetica oppure una risposta alla domanda; in tal modo si garantisce che i progetti in materia di efficienza energetica competano su un piano paritario, anche in termini di equa analisi costi/benefici, con i progetti intesi ad aumentare l'approvvigionamento energetico o a sviluppare nuove infrastrutture.

Motivazione

La comunicazione del 25 febbraio 2015 sull'Unione dell'energia, (COM(2015)0080) dal titolo "Una strategia quadro per un'Unione dell'energia resiliente, corredata da una politica lungimirante in materia di cambiamenti climatici", sottolinea che "è necessario ripensare radicalmente l'efficienza energetica equiparandola a una fonte di energia a sé stante, pari al valore dell'energia risparmiata. Nell'ambito del riesame dell'organizzazione del mercato, la Commissione garantirà che l'efficienza energetica e gli interventi sul fronte della domanda possano competere alla pari con la capacità di generazione."

Emendamento  21

Proposta di regolamento

Considerando 15

Testo della Commissione

Emendamento

(15) Per apportare un valore aggiunto rispetto alle operazioni già esistenti, il FEIS dovrebbe puntare su progetti che presentano un rapporto fra rischio e rendimento più elevato dei vigenti strumenti della BEI e dell'Unione. Il FEIS dovrebbe finanziare progetti in tutta l'Unione, anche nei paesi maggiormente colpiti dalla crisi finanziaria. Dovrebbe essere fatto ricorso al FEIS soltanto quando non sono disponibili, a condizioni ragionevoli, finanziamenti da altre fonti.

(15) Per apportare un valore aggiunto e assicurare complementarietà rispetto alle operazioni già esistenti, il FEIS dovrebbe puntare su progetti che presentano un rapporto fra rischio e rendimento più elevato dei vigenti strumenti della BEI e dell'Unione. È opportuno accettare un profilo di rischio ancor più elevato per i progetti di ricerca, sviluppo e innovazione. Il FEIS dovrebbe finanziare progetti in tutta l'Unione, evitando una concentrazione geografica e agevolando gli investimenti nelle regioni in cui i mercati dei capitali sono meno sviluppati, anche nei paesi maggiormente colpiti dalla crisi finanziaria e che hanno registrato un forte calo degli investimenti in percentuale del PIL. Dovrebbe essere fatto ricorso al FEIS soltanto quando non sono disponibili, a condizioni ragionevoli, finanziamenti da altre fonti.

Emendamento  22

Proposta di regolamento

Considerando 15 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(15 bis) Gli incentivi basati sul mercato e il valore aggiunto apportato dal FEIS dovrebbero assicurare che il Fondo stesso punti su progetti sostenibili sotto il profilo sociale ed economico senza alcuna preallocazione regionale, soprattutto per far fronte a forti bisogni d'investimento o a carenze del mercato. È opportuno prestare la necessaria assistenza tecnica agli Stati membri con mercati finanziari meno sviluppati, al fine di garantire che siano realizzati gli obiettivi generali del presente regolamento. Nel contempo il FEIS dovrebbe essere in grado di sostenere progetti rispettosi dell'ambiente e giovare alle industrie e alle tecnologie con un grande potenziale di crescita.

Emendamento  23

Proposta di regolamento

Considerando 16

Testo della Commissione

Emendamento

(16) Il FEIS dovrebbe interessare gli investimenti considerati sostenibili sul piano economico e fattibili sotto il profilo tecnico che, pur sempre soddisfacendo le condizioni specifiche per ottenere i finanziamenti del Fondo, possono comportare un grado appropriato di rischio.

(16) Il FEIS dovrebbe interessare gli investimenti considerati sostenibili sul piano economico, fattibili sotto il profilo tecnico e finanziabili alle condizioni offerte dal portafoglio di prodotti del FEIS, che incontrano tuttavia ostacoli nell'assorbimento da parte del mercato. Inoltre, il rischio medio dei progetti nel quadro del FEIS dovrebbe essere più elevato rispetto a quello di qualunque altro portafoglio di investimenti disponibile nell'UE e dovrebbe interessare le innovazioni prossime al mercato laddove sia necessario un ulteriore sostegno per superare la "valle della morte".

Emendamento  24

Proposta di regolamento

Considerando 16 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(16 bis) Il FEIS dovrebbe essere dotato di un'appropriata struttura di governance la cui funzione dovrebbe essere commisurata al solo scopo di garantire un impiego adeguato della garanzia dell'UE. Tale struttura di governance dovrebbe essere composta di un comitato direttivo, un amministratore delegato e un comitato per gli investimenti. Essa non dovrebbe sconfinare o interferire con il processo decisionale della BEI, o sostituirsi agli organi decisionali di quest'ultima. Il comitato direttivo dovrebbe definire gli orientamenti in materia di investimenti sulla cui base il comitato per gli investimenti dovrebbe decidere in merito all'impiego della garanzia dell'UE. Detti orientamenti dovrebbero aggiungersi a quelli definiti nel presente regolamento in relazione all'impiego della garanzia dell'UE e non essere in contrasto con gli stessi. Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati riguardo agli orientamenti in materia di investimenti. L'amministratore delegato dovrebbe essere responsabile della gestione quotidiana del FEIS e svolgere i lavori preparatori delle riunioni del comitato per gli investimenti.

Emendamento  25

Proposta di regolamento

Considerando 17

Testo della Commissione

Emendamento

(17) È opportuno che un comitato per gli investimenti decida in merito al conferimento del sostegno del FEIS ai progetti infrastrutturali e ai progetti delle imprese a media capitalizzazione di grandi dimensioni. Tale comitato dovrebbe essere composto di esperti indipendenti dotati di conoscenze ed esperienza nel settore dei progetti di investimento. Il comitato per gli investimenti dovrebbe rispondere al comitato direttivo del FEIS, incaricato di vigilare sul conseguimento degli obiettivi del Fondo. Per mettere efficacemente a frutto l'esperienza del FEI, il FEIS dovrebbe sostenerne il finanziamento in modo da permettergli di realizzare singoli progetti che coinvolgano piccole e medie imprese e imprese a media capitalizzazione.

(17) È opportuno che un comitato per gli investimenti decida in merito al conferimento del sostegno del FEIS ai progetti infrastrutturali e ai progetti delle imprese a media capitalizzazione di grandi dimensioni. Tale comitato dovrebbe essere composto di esperti indipendenti dotati di conoscenze ed esperienza nel settore della strutturazione e del finanziamento di progetti, dei progetti di investimento afferenti agli ambiti settoriali precisati dal presente regolamento e nei mercati geografici all'interno dell'Unione. Il comitato per gli investimenti dovrebbe rispondere al comitato direttivo del FEIS, incaricato di vigilare sul conseguimento degli obiettivi del Fondo. Per mettere efficacemente a frutto l'esperienza del FEI, il FEIS dovrebbe sostenerne il finanziamento in modo da permettergli di realizzare singoli progetti che coinvolgano piccole e medie imprese e imprese a media capitalizzazione. Le decisioni prese dal comitato per gli investimenti dovrebbero essere libere da indebite interferenze per garantirne la piena indipendenza, la quale è essenziale per mantenere la fiducia degli investitori.

Emendamento  26

Proposta di regolamento

Considerando 17 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(17 bis) Ai fini della trasparenza, della rendicontabilità e dell'indipendenza del comitato direttivo e del comitato per gli investimenti è opportuno adottare e attuare un sistema per la prevenzione dei conflitti di interesse.

Emendamento  27

Proposta di regolamento

Considerando 17 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(17 ter) Il comitato per gli investimenti provvede a che la strategia generale di investimento del FEI, per quanto concerne gli investimenti concessi dalla garanzia dell'UE, sia conforme agli obiettivi e ai criteri di cui al presente regolamento. La gestione quotidiana, la selezione dei progetti e il seguito dato agli stessi dovrebbero tuttavia rientrare tra le competenze del FEI.

Emendamento  28

Proposta di regolamento

Considerando 17 quater (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(17 quater) Per garantire il conseguimento degli obiettivi stabiliti dal presente regolamento nonché una vasta portata geografica dei progetti all'interno dell'Unione, è opportuno fornire assistenza tecnica agli Stati membri in cui i mercati dei capitali sono meno sviluppati rispetto ad altri Stati membri.

Emendamento  29

Proposta di regolamento

Considerando 18

Testo della Commissione

Emendamento

(18) Affinché il FEIS sia in grado di sostenere gli investimenti è opportuno che l'Unione conceda una garanzia per un importo di 16 000 000 000 EUR. Se concessa sulla base del portafoglio, la copertura della garanzia dovrebbe essere soggetta a un massimale dipendente dal tipo di strumento (debito, capitale o garanzia) fissato in percentuale del volume del portafoglio di impegni in essere. Nelle previsioni, una volta che alla garanzia si abbineranno i 5 000 000 000 EUR forniti dalla BEI, il sostegno del FEIS dovrebbe generare ulteriori investimenti della BEI e del FEI per un importo di 60 800 000 000 EUR. Si prevede che questi 60 800 000 000 EUR sostenuti dal FEIS generino nell'Unione investimenti per 315 000 000 000 EUR nel triennio dal 2015 al 2017. Le garanzie associate a progetti ultimati senza ricorso alla garanzia sono messe a disposizione per il sostegno di nuove operazioni.

(18) Affinché il FEIS sia in grado di sostenere gli investimenti è opportuno che l'Unione conceda una garanzia per un importo di 16 000 000 000 EUR. Se concessa sulla base del portafoglio, la copertura della garanzia dovrebbe essere soggetta a un massimale dipendente dal tipo di strumento (debito, capitale o garanzia) fissato in percentuale del volume del portafoglio di impegni in essere. Nelle previsioni, una volta che alla garanzia si abbineranno i 5 000 000 000 EUR forniti dalla BEI, il sostegno del FEIS dovrebbe generare ulteriori investimenti della BEI e del FEI per un importo di 60 800 000 000 EUR. Si prevede che questi 60 800 000 000 EUR sostenuti dal FEIS generino nell'Unione investimenti per almeno 315 000 000 000 EUR in un triennio dall'entrata in vigore del presente regolamento. Le garanzie associate a progetti ultimati senza ricorso alla garanzia sono messe a disposizione per il sostegno di nuove operazioni nel periodo di disponibilità della garanzia.

Motivazione

Vista la necessità di uno stimolo immediato al clima di investimento in Europa, la sottoscrizione dei contratti a titolo del FEIS non dovrebbe subire ritardi. Chiaramente, solo i progetti realmente ammissibili dovrebbero beneficiare del sostegno.

Emendamento  30

Proposta di regolamento

Considerando 18 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(18 bis) Il 13 gennaio 2015 la Commissione europea ha presentato una comunicazione sulle modalità con cui applicherà le norme vigenti del patto di stabilità e crescita. Il cofinanziamento nazionale delle operazioni sostenute dal FEIS, anche nel periodo di transizione, è ammissibile alla flessibilità nell'ambito delle norme vigenti del patto di stabilità e crescita di cui alla comunicazione della Commissione del 13 gennaio 2015, in linea con le condizioni e le limitazioni ivi previste.

Emendamento  31

Proposta di regolamento

Considerando 18 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(18 ter) Al fine di garantire che il FEIS realizzi il suo duplice obiettivo, è fondamentale stanziare un importo a titolo del Fondo pari a 5 000 000 000 EUR per i finanziamenti della BEI al FEI, da impiegare specificamente a vantaggio delle piccole e medie imprese, di quelle piccole a media capitalizzazione nonché delle PMI e delle imprese a media capitalizzazione innovative.

Motivazione

Affinché il FEIS sia in grado di realizzare il suo duplice obiettivo è importante precisare che parte della garanzia va riservata all'accesso al capitale di rischio a vantaggio delle PMI e delle piccole imprese a media capitalizzazione. L'emendamento è collegato all'emendamento all'articolo 1, all'articolo 5, paragrafo 2, lettera e), e all'articolo 7.

Emendamento  32

Proposta di regolamento

Considerando 18 quater (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(18 quater) Al fine di garantire che il FEIS realizzi il suo obiettivo, è fondamentale stanziare un importo a titolo del Fondo pari a 5 000 000 000 EUR per i finanziamenti della BEI al FEI, da impiegare specificamente a vantaggio delle piccole e medie imprese, di quelle piccole a media capitalizzazione nonché delle PMI innovative.

Emendamento  33

Proposta di regolamento

Considerando 19

Testo della Commissione

Emendamento

(19) Per aumentare ulteriormente le risorse del FEIS è opportuno aprire il Fondo alla partecipazione di terzi, tra cui Stati membri e, col consenso dei contributori esistenti, banche di promozione nazionali o enti pubblici di proprietà degli Stati membri o da essi controllati, soggetti del settore privato e soggetti extraunionali. I terzi possono contribuire direttamente al FEIS ed essere inseriti nel suo assetto di governance.

(19) Per conseguire l'obiettivo di 315 000 000 000 EUR nel più breve tempo possibile gli istituti o le banche di promozione nazionali e i fondi e le piattaforme d'investimento, con il sostegno della garanzia del FEIS, dovrebbero svolgere un ruolo preminente nell'individuare i progetti validi, nello sviluppare e, in caso, nel raggruppare i progetti e nell'attrarre i potenziali investitori. In tale contesto, dovrebbe essere possibile istituire delle piattaforme macroregionali per promuovere progetti transfrontalieri o un gruppo di progetti tra Stati membri in una prospettiva regionale.

Emendamento  34

Proposta di regolamento

Considerando 20

Testo della Commissione

Emendamento

(20) A livello di progetti, i terzi possono cofinanziare con il FEIS singoli progetti o piattaforme d'investimento relative a particolari aree geografiche o settori tematici.

(20) A livello di progetti, i terzi possono cofinanziare con il FEIS singoli progetti o piattaforme d'investimento relative a particolari aree geografiche o settori tematici. È opportuno prestare particolare attenzione alle piattaforme di investimento incentrate sui settori trasformativi ad elevato valore aggiunto sul piano sociale ed economico, come pure alle piattaforme di investimento che aggregano progetti sostenibili e innovativi su piccola scala, guidati in particolare da regioni, città e PMI, come ad esempio i progetti per l'efficienza energetica quali la ristrutturazione del patrimonio edilizio, i progetti di reti intelligenti e i nuovi servizi ai cittadini basati su strumenti digitali innovativi.

Emendamento  35

Proposta di regolamento

Considerando 21

Testo della Commissione

Emendamento

(21) A condizione che siano soddisfatti tutti gli applicabili criteri di ammissibilità, gli Stati membri possono ricorrere ai fondi strutturali e di investimento europei per contribuire al finanziamento dei progetti ammissibili assistiti dalla garanzia dell'UE. Questa flessibilità di approccio dovrebbe massimizzare le potenzialità di attrazione degli investitori verso i comparti d'investimento su cui punta il FEIS.

 

(21) Il FEIS dovrebbe integrare e aggiungersi ai programmi regionali, nazionali e unionali in corso così come alle tradizionali attività della BEI. A condizione che siano soddisfatti tutti gli applicabili criteri di ammissibilità, i terzi possono cofinanziare con il FEIS singoli progetti o piattaforme d'investimento relative a particolari aree geografiche o settori tematici e gli Stati membri possono ricorrere a ogni tipo di finanziamento dell'Unione, tra cui i fondi strutturali e di investimento europei, al fine di contribuire al finanziamento dei progetti ammissibili assistiti dalla garanzia dell'UE. Questa flessibilità di approccio dovrebbe massimizzare le potenzialità di attrazione degli investitori verso i comparti d'investimento su cui punta il FEIS e di coinvolgimento delle parti sociali e delle autorità pubbliche.

Emendamento  36

Proposta di regolamento

Considerando 22

Testo della Commissione

Emendamento

(22) In conformità al trattato sul funzionamento dell'Unione europea, gli investimenti in infrastrutture e in progetti sostenuti dal FEIS dovrebbero rispettare le norme sugli aiuti di Stato. A tal fine la Commissione ha preannunciato che definirà una serie di principi di base per le valutazioni degli aiuti di Stato, che i progetti dovranno rispettare per poter beneficiare del sostegno del FEIS. Ha specificato che gli eventuali contributi nazionali complementari ai progetti che rispettano questi criteri e ricevono sostegno dal FEIS saranno oggetto di una procedura semplificata e accelerata di valutazione degli aiuti di Stato, nel cui ambito l'unico aspetto supplementare verificato dalla Commissione sarà la proporzionalità del sostegno pubblico (assenza di sovraccompensazioni). Ha preannunciato altresì che, nell'ottica di un impiego efficiente dei fondi pubblici, preciserà i principi di base in ulteriori linee guida.

(22) In conformità al trattato sul funzionamento dell'Unione europea, gli investimenti in infrastrutture e in progetti sostenuti dal FEIS dovrebbero rispettare le norme sugli aiuti di Stato. A tal fine la Commissione ha preannunciato che definirà una serie di principi di base per le valutazioni degli aiuti di Stato, che i progetti dovranno rispettare per poter beneficiare del sostegno del FEIS. Ha specificato che gli eventuali contributi nazionali complementari ai progetti che rispettano questi criteri e ricevono sostegno dal FEIS saranno oggetto di una procedura semplificata e accelerata di valutazione degli aiuti di Stato, nel cui ambito l'unico aspetto supplementare verificato dalla Commissione sarà la proporzionalità del sostegno pubblico (assenza di sovraccompensazioni). Nell'ottica di un impiego efficiente dei fondi pubblici, la Commissione dovrebbe fornire ulteriori linee guida per garantire la piena coerenza con le norme sugli aiuti di Stato specifiche per il settore. L'obbligo di conformità ai principi che regolano gli aiuti di Stato dovrebbe contribuire all'uso efficiente delle risorse FEIS.

Emendamento  37

Proposta di regolamento

Considerando 25

Testo della Commissione

Emendamento

(25) A cadenza periodica la BEI dovrebbe valutare le attività sostenute dal FEIS per verificarne pertinenza, prestazioni e impatto e per individuare gli aspetti in grado di migliorarne le attività in futuro. Le valutazioni in questo senso dovrebbero contribuire all'assolvimento dell'obbligo di resoconto e all'analisi della sostenibilità.

(25) A cadenza periodica la BEI e la Commissione dovrebbero valutare le attività sostenute dal FEIS per verificarne la pertinenza, le prestazioni e l'impatto, nonché il coordinamento e la coerenza con altre politiche e altri strumenti dell'Unione, e per individuare gli aspetti in grado di migliorarne le attività in futuro. Le valutazioni in questo senso dovrebbero contribuire all'assolvimento dell'obbligo di resoconto e all'analisi della sostenibilità.

Motivazione

Data la necessità di garantire la trasparenza e un idoneo livello di controllo da parte del legislatore, la valutazione e le conseguenti relazioni sono essenziali per assicurare la corretta attuazione del FEIS.

Emendamento  38

Proposta di regolamento

Considerando 26

Testo della Commissione

Emendamento

(26) In parallelo alle operazioni di finanziamento che si espleteranno tramite il FEIS è opportuno creare un Polo europeo di consulenza sugli investimenti (EIAH) che offra un supporto potenziato allo sviluppo e alla preparazione di progetti in tutta l'UE muovendo dalle competenze della Commissione, della BEI, delle banche di promozione nazionali e delle autorità di gestione dei fondi strutturali e di investimento europei. Il Polo dovrebbe configurarsi come sportello unico per le questioni inerenti all'assistenza tecnica agli investimenti nell'Unione.

(26) In parallelo alle operazioni di finanziamento che si espleteranno tramite il FEIS è opportuno creare un Polo europeo di consulenza sugli investimenti (EIAH) che offra un supporto potenziato allo sviluppo, alla preparazione e all'aggregazione di progetti in tutta l'UE muovendo dalle competenze della Commissione, della BEI, delle banche di promozione nazionali e delle autorità di gestione dei fondi strutturali e di investimento europei, nonché dalle migliori prassi frutto di progetti quali ELENA (Assistenza energetica europea a livello locale), InnovFin (Finanziamento dell'UE per l'innovazione) ed EEEF (Fondo europeo per l'efficienza energetica). Il Polo dovrebbe configurarsi come sportello unico per le questioni inerenti all'assistenza tecnica agli investimenti nell'Unione, ove possibile fornendo assistenza tecnica su base decentrata. L'istituzione dell'EIAH in qualità di sportello unico e i nuovi servizi da esso forniti non alterano in alcun modo l'obiettivo dei programmi di assistenza tecnica in vigore e non ne compromettono la qualità o la capacità di svolgere i propri compiti specifici.

Emendamento  39

Proposta di regolamento

Considerando 26 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(26 bis) L'EIAH si avvale in particolare delle buone prassi frutto di programmi esistenti quali ELENA, EEEF, JEREMIE (Risorse europee congiunte per le micro, le piccole e le medie imprese), JASPERS (Assistenza congiunta ai progetti nelle regioni europee), JESSICA (Sostegno europeo congiunto per gli investimenti sostenibili nelle aree urbane) e JASMINE (Azione congiunta a favore degli istituti microfinanziari in Europa). L'EIAH indirizza se del caso i promotori di progetti verso tali enti e incanala l'erogazione di assistenza tecnica per mezzo di essi.

Emendamento  40

Proposta di regolamento

Considerando 27

Testo della Commissione

Emendamento

(27) A copertura dei rischi legati alla garanzia che l'UE offre alla BEI, è opportuno costituire un Fondo di garanzia, che dovrebbe essere alimentato da pagamenti graduali attinti al bilancio dell'Unione. In un secondo tempo il Fondo di garanzia dovrebbe incamerare anche le entrate e i rimborsi provenienti dai progetti beneficiari del sostegno del FEIS e gli importi recuperati dai debitori inadempienti laddove abbia già onorato la garanzia nei confronti della BEI.

(27) A copertura dei rischi legati alla garanzia che l'UE offre alla BEI, è opportuno costituire un Fondo di garanzia, che dovrebbe essere alimentato da pagamenti graduali attinti al bilancio dell'Unione. In un secondo tempo il Fondo di garanzia dovrebbe incamerare anche le entrate e i rimborsi provenienti dai progetti beneficiari del sostegno del FEIS e gli importi recuperati dai debitori inadempienti laddove abbia già onorato la garanzia nei confronti della BEI. Qualsiasi remunerazione che derivi dalle operazioni del FEIS e che superi l'importo-obiettivo o le necessità del Fondo di garanzia è trasferita alle pertinenti linee di bilancio dell'UE che sono state ridotte allo scopo di istituire il Fondo di garanzia del FEIS.

Motivazione

I rientri in eccedenza e le entrate che superano l'importo-obiettivo della garanzia dell'UE devono essere reinseriti nel bilancio generale dell'Unione e riassegnati alle linee di bilancio che hanno contribuito alla costituzione iniziale del Fondo di garanzia.

Emendamento  41

Proposta di regolamento

Considerando 29

Testo della Commissione

Emendamento

(29) Per finanziare parzialmente il contributo a carico del bilancio dell'Unione, è opportuno ridurre la dotazione disponibile, rispettivamente, per il Programma quadro di ricerca e innovazione 2014-2020 "Orizzonte 2020", di cui al regolamento (UE) n. 1291/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio2, e per il Meccanismo per collegare l'Europa, di cui al regolamento (UE) n. 1316/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio3. Benché il FEIS non ricalchi le finalità perseguite da questi due programmi, si prevede che la riduzione delle relative dotazioni per finanziare il Fondo di garanzia assicuri, in determinati settori che rientrano nel rispettivo mandato, un volume di investimenti maggiore di quello reso possibile dai programmi attuali. Il FEIS dovrebbe infatti riuscire a esercitare un effetto leva grazie alla garanzia dell'UE, moltiplicando le ricadute finanziarie nei settori della ricerca, sviluppo e innovazione e delle infrastrutture di trasporto, telecomunicazione ed energia con incidenza maggiore rispetto a quanto si verificherebbe se le risorse fossero devolute a sovvenzioni nel quadro dei previsti programmi Orizzonte 2020 e Meccanismo per collegare l'Europa. È pertanto opportuno stornare verso il FEIS parte dei fondi attualmente destinati a tali programmi.

(29) Il contributo al Fondo di garanzia dell'UE a carico del bilancio dell'Unione sarà progressivamente autorizzato dal Parlamento europeo e dal Consiglio nel quadro delle procedure di bilancio annuali fino al 2020. A tal fine, l'autorità di bilancio dovrebbe avvalersi, ove opportuno, di tutti i meccanismi di flessibilità disponibili e delle disposizioni pertinenti nel quadro del regolamento sul QFP 2014-2020 per assicurare la massima linearità e garantire il funzionamento e la sostenibilità del finanziamento, conformemente alla dotazione prevista nel QFP, degli impegni pluriennali che caratterizzano alcuni programmi dell'UE esistenti, quali Orizzonte 2020 e il Meccanismo per collegare l'Europa. Il finanziamento del Fondo di garanzia dovrebbe essere sottoposto a riesame nel quadro della revisione intermedia del quadro finanziario pluriennale, che sarà avviata entro la fine del 2016 conformemente all'articolo 2 del regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 del Consiglio, del 2 dicembre 2013, che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020. Data la crescente necessità di un'azione politica e di programmi di spesa a livello dell'Unione volti a incentivare la crescita economica e la creazione di posti di lavoro in Europa, il riesame dovrebbe incrementare i margini disponibili e gli stanziamenti d'impegno a titolo della rubrica 1a.

__________________

 

2 Regolamento (UE) n. 1291/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, che istituisce il programma quadro di ricerca e innovazione (2014-2020) - Orizzonte 2020 e abroga la decisione n. 198 2/2006/CE (GU L 347 del 20.12.2013, pag. 104).

 

3 Regolamento (UE) n. 1316/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, che istituisce il meccanismo per collegare l'Europa e che modifica il regolamento (UE) n. 913/2010 e che abroga i regolamenti (CE) n. 680/2007 e (CE) n. 67/2010 (GU L 348 del 20.12.2013, pag. 129).

 

Emendamento  42

Proposta di regolamento

Considerando 32 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(32 bis) Gli Stati membri dovrebbero poter partecipare alla costituzione dell'elenco di investimenti europei, tra l'altro trasmettendo alla Commissione e alla BEI informazioni sui progetti d'investimento nei rispettivi territori. Prima di costituire l'elenco, la Commissione e la BEI dovrebbero svolgere le adeguate consultazioni con gli Stati membri, gli esperti e le parti interessate in relazione ai principi e agli orientamenti per l'inserimento dei progetti nell'elenco e al modello per la pubblicazione di informazioni sui singoli progetti.

Emendamento  43

Proposta di regolamento

Considerando 34

Testo della Commissione

Emendamento

(34) Ai fini dell'assolvimento dell'obbligo di rendiconto nei confronti dei cittadini europei, la BEI dovrebbe riferire periodicamente al Parlamento europeo e al Consiglio circa l'evoluzione del FEIS e gli effetti da esso prodotti.

(34) Ai fini dell'assolvimento dell'obbligo di rendiconto nei confronti dei cittadini europei, a partire dall'entrata in vigore del presente regolamento la Commissione dovrebbe presentare al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione annuale contenente una valutazione dell'impiego della garanzia dell'UE e del conseguimento degli obiettivi generali e dei criteri di cui al regolamento stesso, compresa la mobilitazione di capitale privato, l'addizionalità e il valore aggiunto economico e sociale. Se del caso, la relazione dovrebbe essere accompagnata da una proposta del Parlamento europeo e del Consiglio volta a modificare il presente regolamento. A cadenza semestrale la BEI, in collaborazione con il FEI, dovrebbe presentare alla Commissione europea, al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sulle operazioni di finanziamento e di investimento condotte dalla BEI e dal FEI, specificando tra l'altro quali progetti sono stati finanziati, quali strumenti finanziari sono stati utilizzati, lo stato di attuazione dei progetti finanziati e le perdite registrate a titolo del FEIS. In caso di progetti non riusciti, la relazione dovrebbe includere un'analisi approfondita della situazione, evidenziando le eventuali ripercussioni sul Fondo di garanzia.

Emendamento  44

Proposta di regolamento

Considerando 36

Testo della Commissione

Emendamento

(36) Poiché gli obiettivi del presente regolamento, ossia sostenere gli investimenti nell'Unione e offrire alle imprese che contano un massimo di 3 000 dipendenti un maggiore accesso ai finanziamenti, non possono essere conseguiti in misura sufficiente dagli Stati membri a causa del diverso margine di azione che il bilancio lascia loro, ma, a motivo della loro portata ed effetti, possono essere conseguiti meglio a livello dell'Unione, quest'ultima può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato sull'Unione europea. Il presente regolamento si limita a quanto è necessario per conseguire tali obiettivi in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo,

(36) Poiché gli obiettivi del presente regolamento, ossia sostenere gli investimenti nell'Unione e offrire alle imprese che contano un massimo di 3 000 dipendenti un maggiore accesso ai finanziamenti, non possono essere conseguiti in misura sufficiente dai soli Stati membri ma, a motivo della loro portata ed effetti, possono essere conseguiti meglio a livello dell'Unione, quest'ultima può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato sull'Unione europea. Il presente regolamento si limita a quanto è necessario per conseguire tali obiettivi in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo,

Emendamento  45

Proposta di regolamento

Considerando 36 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(36 bis) La Commissione e la BEI dovrebbero concludere un accordo in cui siano precisate le condizioni stabilite nel presente regolamento per la loro gestione del FEIS. Detto accordo non dovrebbe pregiudicare le competenze del legislatore dell'Unione, dell'autorità di bilancio e della BEI, stabilite nei trattati, e dovrebbe quindi essere limitato agli elementi di natura prevalentemente tecnica e amministrativa i quali, pur non essendo essenziali, sono necessari per l'efficace attuazione del FEIS. L'accordo, unitamente agli orientamenti in materia di investimenti, dovrebbe essere adottato dalla Commissione mediante un atto delegato.

Motivazione

Gli accordi sul FEIS dovrebbero essere di natura esclusivamente amministrativa, lasciando ad appannaggio del legislatore gli elementi essenziali. L'accordo dovrebbe attuare tali decisioni. L'accordo sul FEIS dovrebbe essere adottato attraverso un atto delegato per consentire un adeguato controllo del legislatore.

Emendamento  46

Proposta di regolamento

Articolo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. La Commissione conclude con la Banca europea per gli investimenti (BEI) un accordo sull'istituzione del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) ("accordo sul FEIS").

1. Il presente regolamento istituisce un Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), una garanzia dell'UE e un Fondo di garanzia dell'UE.

 

2. A tal fine, il presente regolamento prevede che la Commissione negozi con la Banca europea per gli investimenti (BEI) un progetto di accordo per la gestione del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS). L'accordo riguarda esclusivamente elementi tecnici e amministrativi e rispetta appieno i requisiti di cui al presente regolamento.

 

3. Alla Commissione è conferito il potere di concludere l'accordo sul FEIS per conto dell'Unione e di accettarne successive modifiche mediante un atto delegato, conformemente all'articolo 17, a condizione che tale accordo soddisfi i requisiti di cui al presente regolamento.

Mettendo capacità di rischio a disposizione della BEI, il FEIS intende sostenere gli investimenti nell'Unione e offrire un maggiore accesso ai finanziamenti alle imprese che contano un massimo di 3 000 dipendenti, con particolare attenzione per le piccole e medie imprese.

4. Il FEIS intende sostenere gli investimenti nell'Unione favorevoli a una crescita competitiva e sostenibile con l'obiettivo di colmare il divario degli investimenti tra gli Stati membri. Mettendo capacità di rischio a disposizione della BEI, il FEIS intende:

 

- sostenere gli investimenti strategici, produttivi e a lungo termine;

 

- offrire un maggiore accesso ai finanziamenti alle imprese che contano un massimo di 3 000 dipendenti, con particolare attenzione per le start-up, le microimprese, le piccole e medie imprese e le imprese a media capitalizzazione di piccole dimensioni.

2. L'accordo sul FEIS è aperto all'adesione degli Stati membri. Col consenso dei contributori esistenti, l'accordo sul FEIS è aperto anche all'adesione di altri terzi, tra cui banche di promozione nazionali o enti pubblici di proprietà degli Stati membri o da essi controllati, e soggetti del settore privato.

5. L'accordo sul FEIS è aperto all'adesione degli Stati membri alle condizioni stabilite dall'accordo stesso. Col consenso dei contributori esistenti, l'accordo sul FEIS è aperto anche all'adesione di altri terzi, tra cui banche di promozione nazionali o enti pubblici di proprietà degli Stati membri o da essi controllati, e soggetti del settore privato.

 

6. Le garanzie di cui al presente regolamento sono impegnate dal comitato per gli investimenti soltanto per operazioni e progetti concordati contrattualmente e sottoscritti entro tre anni dall'impegno. Se le operazioni e i progetti non sono sottoscritti entro tre anni dall'impegno, quest'ultimo scade.

Emendamento  47

Proposta di regolamento

Articolo 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

Articolo 1 bis

 

Definizioni

 

Ai fini del presente regolamento si intende per:

 

a) "banche di promozione nazionali" o "istituti di promozione nazionali", soggetti giuridici che espletano attività finanziarie su base professionale, cui è stato conferito un mandato da uno Stato membro, a livello centrale, regionale o locale, per svolgere attività di sviluppo pubblico o promozionali intese a colmare carenze del mercato o a far fronte a situazioni di investimento non ottimali;

 

b) "piattaforme d'investimento", società veicolo, conti gestiti, accordi di cofinanziamento o di condivisione dei rischi basati su contratti oppure accordi stabiliti con altri mezzi tramite i quali i soggetti incanalano un contributo finanziario al fine di finanziare una serie di progetti di investimento nell'Unione;

 

c) "piccole e medie imprese" o "PMI", microimprese, piccole e medie imprese quali definite nella raccomandazione 2003/361/CE;

 

d) "imprese a media capitalizzazione di piccole dimensioni", soggetti giuridici che contano un massimo di 499 dipendenti, quali definiti negli orientamenti della Commissione C(2014) 34/21 bis;

 

g) "addizionalità", il sostegno del FEIS alle operazioni volte a far fronte a carenze del mercato, divari in termini di investimenti o situazioni di investimento non ottimali, e che non sarebbe stato possibile compiere in tale periodo, in egual misura o in condizioni ragionevoli senza il sostegno del FEIS a titolo dei normali strumenti della BEI, del FEI, degli strumenti dell'UE o degli strumenti offerti da banche di promozione regionali, banche di promozione nazionali e banche commerciali. Pertanto, la garanzia dell'UE può essere abbinata agli strumenti finanziari dell'UE esistenti o impiegata per integrare, accelerare o rafforzare tali strumenti;

 

h) "accordo sul FEIS", lo strumento giuridico tramite il quale la Commissione e la BEI precisano le condizioni previste dal presente regolamento per la gestione del FEIS;

 

i) "accordo sull'EIAH", lo strumento giuridico tramite il quale la Commissione e la BEI precisano le condizioni previste dal presente regolamento per l'attuazione dell'EIAH.

 

_____________

 

1 bis Orientamenti sugli aiuti di Stato destinati a promuovere gli investimenti per il finanziamento del rischio.

Emendamento  48

Proposta di regolamento

Articolo 2 – paragrafo 1 – comma 1 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

a) le disposizioni che disciplinano l'istituzione del FEIS quale meccanismo di garanzia distinto, chiaramente identificabile e trasparente gestito dalla BEI in separazione contabile;

a) le disposizioni relative all'istituzione del FEIS nonché all'ammontare e ai termini del contributo finanziario fornito dalla BEI, tra cui i termini del finanziamento o delle garanzie che la BEI eroga al Fondo europeo per gli investimenti (FEI) tramite il FEIS, pari almeno a 5 000 000 000 EUR;

Emendamento  49

Proposta di regolamento

Articolo 2 – paragrafo 1 – comma 1 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

c) i termini del finanziamento che la BEI eroga al Fondo europeo per gli investimenti (FEI) tramite il FEIS;

c) le modalità relative alla garanzia dell'UE, che è una garanzia incondizionata, irrevocabile, e a prima richiesta a favore della BEI, tra cui:

 

i) le norme precise sulla prestazione della garanzia dell'UE, in conformità dell'articolo 7, tra cui le modalità di copertura e la copertura definita dei portafogli di determinati tipi di strumenti;

 

ii) l'obbligo di distribuire tra i contributori la remunerazione per l'assunzione di rischi in proporzione alla rispettiva quota di rischio;

 

iii) l'obbligo di corrispondere la remunerazione spettante all'Unione e i pagamenti su garanzia dell'UE tempestivamente e soltanto una volta all'anno previa compensazione della remunerazione e delle perdite risultanti dalle operazioni;

 

iv) gli obblighi relativi all'impiego della garanzia dell'UE di cui all'articolo 5, tra cui le condizioni di pagamento, quali scadenze specifiche, interessi sugli importi dovuti e necessarie disposizioni in termini di liquidità;

 

v) le disposizioni e procedure inerenti al recupero dei crediti, che è affidato alla BEI in virtù dell'articolo 7, paragrafo 4;

Motivazione

Gli accordi sul FEIS dovrebbero essere di natura esclusivamente amministrativa, lasciando ad appannaggio del legislatore gli elementi essenziali. Le disposizioni interessate dovrebbero pertanto essere parte del regolamento, e non dell'accordo sul FEIS. Di conseguenza sono state previste disposizioni dettagliate.

Emendamento  50

Proposta di regolamento

Articolo 2 – paragrafo 1 – comma 1 – lettera d

Testo della Commissione

Emendamento

d) l'assetto di governance del FEIS, a norma dell'articolo 3, fatto salvo lo statuto della BEI;

d) le modalità per l'approvazione da parte del comitato per gli investimenti dell'impiego della garanzia dell'UE per singoli progetti, in linea con il presente regolamento e in particolare con l'articolo 2 bis;

Motivazione

Gli accordi sul FEIS dovrebbero essere di natura esclusivamente amministrativa, lasciando ad appannaggio del legislatore gli elementi essenziali. Le disposizioni interessate dovrebbero pertanto essere parte del regolamento, e non dell'accordo sul FEIS. Di conseguenza sono state previste disposizioni dettagliate.

Emendamento  51

Proposta di regolamento

Articolo 2 – paragrafo 1 – comma 1 – lettera e

Testo della Commissione

Emendamento

e) le modalità della prestazione della garanzia dell'UE, a norma dell'articolo 7, ivi compresi i massimali di copertura dei portafogli composti di determinati tipi di strumenti, le attivazioni della garanzia dell'UE - che, tranne nell'eventualità di perdite sul capitale, è attivata soltanto una volta l'anno previa compensazione dei profitti e delle perdite risultanti dalle operazioni -e la relativa remunerazione, e l'obbligo di distribuire tra i contributori la remunerazione per l'assunzione di rischi in proporzione alla rispettiva quota di rischio;

e) le procedure per la presentazione di proposte d'investimento e l'approvazione delle proposte per l'impiego della garanzia dell'UE, tra le quali:

 

i) le procedure per l'inoltro dei progetti al comitato per gli investimenti;

 

ii) l'obbligo che la procedura per la presentazione e l'approvazione delle proposte per l'impiego della garanzia dell'UE non pregiudichi le norme decisionali della BEI di cui allo statuto della Banca europea per gli investimenti;

 

iii) le norme che precisano le disposizioni transitorie di cui all'articolo 20, in particolare il modo in cui le operazioni sottoscritte dalla BEI nel periodo menzionato all'articolo 20 saranno incluse nella copertura della garanzia dell'UE;

Motivazione

Gli accordi sul FEIS dovrebbero essere di natura esclusivamente amministrativa, lasciando ad appannaggio del legislatore gli elementi essenziali. Le disposizioni interessate dovrebbero pertanto essere parte del regolamento, e non dell'accordo sul FEIS. Di conseguenza sono state previste disposizioni dettagliate.

Emendamento  52

Proposta di regolamento

Articolo 2 – paragrafo 1 – comma 1 – lettera f

Testo della Commissione

Emendamento

f) le disposizioni e procedure inerenti al recupero dei crediti;

f) le procedure per la presentazione di proposte d'investimento e l'approvazione delle proposte per l'impiego della garanzia dell'UE, tra le quali:

 

i) le procedure per l'inoltro dei progetti al comitato per gli investimenti;

 

ii) l'obbligo che la procedura per la presentazione e l'approvazione delle proposte per l'impiego della garanzia dell'UE non pregiudichi le norme decisionali della BEI di cui allo statuto della Banca europea per gli investimenti;

 

iii) le norme che precisano le disposizioni transitorie di cui all'articolo 20, in particolare il modo in cui le operazioni sottoscritte dalla BEI nel periodo menzionato all'articolo 20 saranno incluse nella copertura della garanzia dell'UE;

Motivazione

Gli accordi sul FEIS dovrebbero essere di natura esclusivamente amministrativa, lasciando ad appannaggio del legislatore gli elementi essenziali. Le disposizioni interessate dovrebbero pertanto essere parte del regolamento, e non dell'accordo sul FEIS. Di conseguenza sono state previste disposizioni dettagliate.

Emendamento  53

Proposta di regolamento

Articolo 2 – paragrafo 1 – comma 1 – lettera g

Testo della Commissione

Emendamento

g) le condizioni che disciplinano l'impiego della garanzia dell'UE, compresi gli specifici termini di tempo e gli indicatori essenziali di prestazione;

g) le condizioni che disciplinano l'impiego della garanzia dell'UE, quali il rispetto degli obiettivi e dei criteri di cui all'articolo 5, paragrafo 2, nonché gli specifici termini di tempo e gli indicatori essenziali di prestazione, comprese la creazione di posti di lavoro e la partecipazione delle PMI;

Emendamento  54

Proposta di regolamento

Articolo 2 – paragrafo 1 – comma 1 – lettera j

Testo della Commissione

Emendamento

j) le modalità di copertura della garanzia dell'UE.

soppresso

Motivazione

Disposizioni dettagliate su tale aspetto sono state inserite qui sopra.

Emendamento  55

Proposta di regolamento

Articolo 2 – paragrafo 1 – comma 1 – lettera j bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

j bis) qualunque altra condizione di ordine amministrativo o organizzativo necessaria per la gestione del FEIS.

Emendamento  56

Proposta di regolamento

Articolo 2 – paragrafo 1 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

L'accordo sul FEIS prevede che le operazioni effettuate con il sostegno del FEIS siano nettamente distinte dalle altre operazioni della BEI.

L'accordo sul FEIS prevede che le operazioni effettuate con il sostegno del FEIS siano nettamente distinte dalle altre operazioni della BEI. Tuttavia, si applicano gli orientamenti sugli investimenti e i criteri adottati dalla BEI il 23 luglio 2013.

Emendamento  57

Proposta di regolamento

Articolo 2 – paragrafo 2 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

L'accordo sul FEIS prevede la creazione del Polo europeo di consulenza sugli investimenti (EIAH) nel quadro della BEI. L'EIAH è volto a offrire, muovendo dagli attuali servizi di consulenza della BEI e della Commissione, consulenza per l'individuazione, la preparazione e lo sviluppo di progetti di investimento e a fungere da polo unico di consulenza tecnica sul finanziamento di progetti nell'Unione. Questa funzione di supporto riguarda l'uso dell'assistenza tecnica per la strutturazione dei progetti, l'uso di strumenti finanziari innovativi, il ricorso a partenariati pubblico-privato e l'opportuna consulenza sull'applicabile normativa dell'UE.

L'accordo sul FEIS prevede la creazione del Polo europeo di consulenza sugli investimenti (EIAH) nel quadro della BEI, il quale offre consulenza per quanto concerne i progetti di investimento in linea con gli obiettivi e i criteri di cui all'articolo 5, paragrafo 2, del presente regolamento.

 

L'EIAH si avvale degli attuali servizi di consulenza della BEI e della Commissione, ove possibile in modo decentrato, e:

 

a) funge da polo di consulenza tecnica e fornisce sostegno per l'individuazione, la preparazione e lo sviluppo di progetti di investimento; fornisce inoltre supporto per quanto riguarda l'uso dell'assistenza tecnica per la strutturazione dei progetti, l'uso di strumenti finanziari innovativi, il ricorso a partenariati pubblico-privato e l'opportuna consulenza sull'applicabile normativa dell'UE, tenendo conto delle differenze tra gli Stati membri, in particolare quelli che dispongono di un mercato del capitale meno sviluppato;

 

b) offre un sostegno particolare alle piattaforme di investimento che sono incentrate sui settori ad elevato valore aggiunto sul piano sociale ed economico o che aggregano progetti più piccoli, guidati in particolare da regioni, città e PMI, in progetti finanziabili di maggiori dimensioni; rivolge particolare attenzione all'informazione e al sostegno degli imprenditori innovativi;

 

c) crea uno speciale strumento di assistenza tecnica ai fini dell'istituzione di piattaforme d'investimento per i progetti aggregati di efficienza energetica a livello decentrato;

 

d) fornisce sostegno tecnico e finanziario in relazione all'uso del FEIS alle istituzioni decentrate che attuano a livello locale analoghi programmi di assistenza tecnica; mobilita le conoscenze locali per agevolare il sostegno del FEIS in tutta l'Unione;

 

e) funge da punto di contatto unico per le autorità e i promotori di progetto o li indirizza alle istituzioni di cui al punto 4;

 

f) assicura uno scambio strutturale di informazioni e di migliori prassi tra tutti i portatori di interesse nell'ambito del FEIS, segnatamente in materia di sviluppo di progetti;

 

g) fornisce piattaforme di assistenza tecnica decentrata per sostenere lo sviluppo delle PMI, comprese start-up e spin-off, e la loro collaborazione con le università e le organizzazioni di ricerca.

Emendamento  58

Proposta di regolamento

Articolo 2 – paragrafo 2 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

Per conseguire l'obiettivo fissato l'EIAH si avvale delle competenze della BEI, della Commissione, delle banche di promozione nazionali e delle autorità di gestione dei fondi strutturali e di investimento europei.

Per conseguire l'obiettivo fissato l'EIAH si avvale delle competenze della BEI, della Commissione, delle banche di promozione nazionali e delle autorità di gestione dei fondi strutturali e di investimento europei. L'EIAH si avvale in particolare delle buone prassi frutto di programmi di assistenza tecnica esistenti.

Emendamento  59

Proposta di regolamento

Articolo 2 – paragrafo 3 – comma 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

I contributi nazionali al FEIS seguono le stesse norme delle altre spese e degli altri investimenti pubblici, devono essere una priorità della politica di bilancio e non devono compromettere le norme del patto di stabilità.

Emendamento  60

Proposta di regolamento

Articolo 3

Testo della Commissione

Emendamento

1. L'accordo sul FEIS prevede che questo sia guidato da un comitato direttivo, che ne decide l'indirizzo strategico, l'allocazione strategica delle attività e le politiche e procedure operative, tra cui la politica d'investimento per i progetti ammessi al sostegno e il profilo di rischio, in linea con gli obiettivi di cui all'articolo 5, paragrafo 2. Il comitato direttivo elegge il presidente tra i suoi membri.

1. L'accordo sul FEIS prevede che questo sia guidato da un comitato direttivo. Il comitato direttivo decide l'indirizzo strategico, l'allocazione strategica delle attività e le politiche e procedure operative, tra cui la politica d'investimento per i progetti ammessi al sostegno e il profilo di rischio, in linea con il presente regolamento, e definisce orientamenti in materia di investimenti, che si aggiungono a quelli previsti all'articolo 5, paragrafo 2, senza contrastare con essi, per l'impiego della garanzia dell'UE, da attuarsi a cura del comitato per gli investimenti. Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 17 riguardo agli orientamenti in materia di investimenti.

2. Finché l'Unione e la BEI restano gli unici contributori al FEIS, il numero dei membri e dei voti in seno al comitato direttivo è assegnato in base all'entità del rispettivo contributo corrisposto in contanti o sotto forma di garanzia.

2. Finché l'Unione e la BEI restano gli unici contributori al FEIS, il numero dei membri e dei voti in seno al comitato direttivo è assegnato in base all'entità del rispettivo contributo corrisposto in contanti o sotto forma di garanzia.

Il comitato direttivo decide per consenso.

Il comitato direttivo decide per consenso.

3. Allorquando altre parti aderiscano all'accordo sul FEIS a norma dell'articolo 1, paragrafo 2, il numero dei membri e dei voti in seno al comitato direttivo è assegnato in base all'entità del contributo corrisposto da ciascun contributore in contanti o sotto forma di garanzia. Il numero dei membri e dei voti di cui la Commissione e la BEI dispongono ai sensi del paragrafo 2 è ricalcolato di conseguenza.

3. Allorquando altre parti aderiscano all'accordo sul FEIS a norma dell'articolo 1, paragrafo 2, il numero dei membri e dei voti in seno al comitato direttivo è assegnato in base all'entità del contributo corrisposto da ciascun contributore in contanti o sotto forma di garanzia. Il numero dei membri e dei voti di cui la Commissione e la BEI dispongono ai sensi del paragrafo 2 è ricalcolato di conseguenza.

Il comitato direttivo si adopera per giungere a decisioni consensuali. Se non riesce a raggiungere una decisione consensuale entro il termine fissato dal presidente, il comitato direttivo decide a maggioranza semplice.

Il comitato direttivo si adopera per giungere a decisioni consensuali. Se non riesce a raggiungere una decisione consensuale entro il termine fissato dal presidente, il comitato direttivo decide a maggioranza semplice.

Il comitato direttivo non può adottare nessuna decisione con il voto contrario della Commissione o della BEI.

Il comitato direttivo non può adottare nessuna decisione con il voto contrario della Commissione o della BEI.

4. L'accordo sul FEIS prevede che questo abbia un amministratore delegato, responsabile della gestione quotidiana del Fondo e della preparazione e presidenza delle riunioni del comitato per gli investimenti di cui al paragrafo 5. L'amministratore delegato è assistito da un vice.

4. L'accordo sul FEIS prevede che questo abbia un amministratore delegato, responsabile della gestione quotidiana del Fondo e della preparazione e presidenza delle riunioni del comitato per gli investimenti di cui al paragrafo 5. L'amministratore delegato è assistito da un vice.

L'amministratore delegato riferisce ogni trimestre al comitato direttivo in merito alle attività del FEIS.

L'amministratore delegato riferisce ogni trimestre al comitato direttivo in merito alle attività del FEIS.

L'amministratore delegato e il suo vice sono nominati dal comitato direttivo, su proposta congiunta della Commissione e della BEI, per un mandato di tre anni rinnovabile.

L'amministratore delegato e il suo vice sono nominati dal comitato direttivo, su proposta congiunta della Commissione e della BEI, per un mandato di tre anni rinnovabile.

5. L'accordo sul FEIS prevede che questo abbia un comitato per gli investimenti, responsabile dell'esame delle potenziali operazioni, in linea con le politiche d'investimento del FEIS, e dell'approvazione dell'assistenza della garanzia dell'UE ad operazioni conformi all'articolo 5, a prescindere dall'ubicazione geografica.

5. L'accordo sul FEIS prevede che questo abbia un comitato per gli investimenti, responsabile dell'esame delle potenziali operazioni che sono pienamente conformi agli obiettivi e ai criteri stabiliti all'articolo 5 del presente regolamento, a prescindere dall'ubicazione geografica.

Il comitato per gli investimenti è composto da sei esperti indipendenti e dall'amministratore delegato. Gli esperti indipendenti, che vantano una vasta e pertinente esperienza di mercato nel finanziamento di progetti, sono nominati dal comitato direttivo per un mandato di tre anni rinnovabile.

Il comitato per gli investimenti è composto da almeno sei esperti indipendenti e dall'amministratore delegato. Nel nominare esperti al comitato per gli investimenti, il comitato direttivo assicura che la composizione del comitato per gli investimenti sia diversificata e che gli esperti vantino una vasta e pertinente esperienza di mercato nella strutturazione e nel finanziamento di progetti nei settori dei progetti di investimento di cui all'articolo 5, paragrafo 2.

 

Il comitato per gli investimenti è nominato dal comitato direttivo per un mandato della durata massima di tre anni rinnovabile. Gli esperti sono nominati secondo una procedura di selezione aperta e trasparente.

Il comitato per gli investimenti decide a maggioranza semplice.

Il comitato per gli investimenti decide a maggioranza semplice.

Emendamento  61

Proposta di regolamento

Articolo 4

Testo della Commissione

Emendamento

L'Unione presta alla BEI una garanzia ("garanzia dell'UE") per le operazioni di finanziamento o di investimento nell'Unione contemplate dal presente regolamento. La garanzia dell'UE è concessa a copertura degli strumenti di cui all'articolo 6 sotto forma di garanzia su richiesta.

L'Unione presta una garanzia irrevocabile e incondizionata ("garanzia dell'UE") per le operazioni di finanziamento o di investimento nell'Unione contemplate dal presente regolamento. La garanzia dell'UE è concessa a copertura degli strumenti di cui all'articolo 6 sotto forma di garanzia su richiesta.

Emendamento  62

Proposta di regolamento

Articolo 5 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

La garanzia dell'UE è concessa per le operazioni di finanziamento e di investimento della BEI approvate dal comitato per gli investimenti previsto all'articolo 3, paragrafo 5, o per il finanziamento del FEI finalizzato all'esecuzione di operazioni di finanziamento o di investimento della BEI a norma dell'articolo 7, paragrafo 2. Le operazioni sono conformi alle politiche dell'Unione e funzionali a uno degli obiettivi generali seguenti:

La garanzia dell'UE è concessa per le operazioni di finanziamento e di investimento della BEI approvate dal comitato per gli investimenti previsto all'articolo 3, paragrafo 5, o per il finanziamento del FEI, a norma dell'articolo 7, paragrafo 2, finalizzato all'esecuzione di operazioni di finanziamento o di investimento della BEI approvate dal comitato per gli investimenti. Le operazioni sono conformi alle politiche dell'Unione e funzionali a uno o più degli obiettivi generali seguenti:

a) sviluppo delle infrastrutture, compreso nel settore dei trasporti, specialmente negli agglomerati industriali, nel settore dell'energia, soprattutto in termini di interconnessioni energetiche, e nel settore digitale;

a) sviluppo delle infrastrutture di trasporto, specialmente negli agglomerati industriali;

b) investimenti nei settori dell'istruzione e formazione, sanità, ricerca e sviluppo, tecnologie dell'informazione e della comunicazione, e innovazione;

b) sviluppo e modernizzazione dell'infrastruttura energetica conformemente alle priorità dell'Unione dell'energia e dei quadri 2020, 2030 e 2050 per l'energia e il clima, in particolare interconnessioni, reti intelligenti a livello di distribuzione, stoccaggio dell'energia e sincronizzazione dei mercati;

c) espansione delle energie rinnovabili e dell'efficienza energetica e delle risorse;

c) espansione delle energie rinnovabili, dell'efficienza energetica, dell'efficienza delle risorse e del risparmio energetico, con particolare attenzione alla riduzione della domanda attraverso la gestione della domanda e la ristrutturazione edilizia;

d) progetti infrastrutturali nei settori dell'ambiente, risorse naturali, sviluppo urbano e società;

d) sviluppo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, delle infrastrutture digitali e delle telecomunicazioni e delle reti a banda larga, in tutto il territorio dell'Unione;

e) sostegno finanziario alle imprese di cui all'articolo 1, paragrafo 1, anche sotto forma di finanziamento del capitale di esercizio con capitale di rischio.

e) investimenti nell'innovazione, nella ricerca e nello sviluppo, tra cui infrastrutture di ricerca, progetti pilota e di dimostrazione, collaborazioni tra mondo accademico e industria, nonché nel trasferimento di conoscenza e tecnologia;

 

f) investimenti nell'istruzione, nella formazione e nelle capacità imprenditoriali;

 

g) investimenti in soluzioni innovative nell'ambito della sanità, quali la sanità elettronica e nuovi farmaci efficaci, nonché nel settore sociale;

 

h) investimenti nelle industrie culturali e creative;

 

i) investimenti in progetti e infrastrutture nel campo della protezione e gestione dell'ambiente; rafforzamento dei servizi ecosistemici e dello sviluppo urbano sostenibile;

 

j) sostegno finanziario, anche sotto forma di finanziamento del capitale di esercizio con capitale di rischio, a PMI, start-up, spin-off e imprese a media capitalizzazione di piccole dimensioni tramite il FEI, nonché alle imprese a media capitalizzazione, al fine di garantire la leadership tecnologica nei settori innovativi e sostenibili;

 

k) finanziamento di progetti conformi agli obiettivi di Orizzonte 2020 e del meccanismo per collegare l'Europa.

 

Il FEIS sostiene solo i progetti e le operazioni:

 

a) coerenti con le politiche dell'Unione e in grado di creare una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva; conformi agli obiettivi di cui all'articolo 9 del regolamento (UE) n. 1303/2013 come pure all'articolo 10 e all'allegato I di tale regolamento;

 

b) economicamente e tecnicamente fattibili;

 

c) in grado di garantire l'addizionalità;

 

d) in grado di ottimizzare la mobilitazione del capitale del settore privato;

 

e) che presentano un netto vantaggio per la società, inclusa la creazione di posti di lavoro sostenibili, tenendo conto dei costi e dei benefici del progetto durante il suo intero ciclo di vita previsto.

La garanzia dell'UE è concessa inoltre per il sostegno di piattaforme d'investimento dedicate e di banche di promozione nazionali, per il tramite della BEI, che investono in operazioni conformi ai requisiti stabiliti dal presente regolamento. In tal caso, il comitato direttivo traccia la linea politica relativa alle piattaforme d'investimento ammissibili.

La garanzia dell'UE è concessa inoltre attraverso la BEI per le operazioni di finanziamento e di investimento condotte da piattaforme d'investimento dedicate e banche di promozione nazionali, previa approvazione del comitato per gli investimenti di cui all'articolo 3, paragrafo 5. Le operazioni in questione sono coerenti con le politiche dell'Unione e rispettano i criteri di ammissibilità di cui all'articolo 5, paragrafo 2. Il comitato direttivo traccia la linea politica relativa alle piattaforme d'investimento ammissibili.

Emendamento  63

Proposta di regolamento

Articolo 5 – paragrafo 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 bis. Il FEIS offre un accesso privilegiato alle garanzie per i progetti e gli operatori di piccole dimensioni, seguendo una strategia di riduzione del rischio. Dette garanzie sono concesse tra l'altro per predisporre:

 

a) un Fondo per l'efficienza energetica dedicato a copertura di un importo di almeno 5.000.000.000 EUR, in particolare a sostegno di progetti promossi da città e governi locali;

 

b) un fondo specifico per le PMI a copertura di un importo di almeno 5.000.000.000 EUR e attuato dal FEI come definito all'articolo 7.

Emendamento  64

Proposta di regolamento

Articolo 5 – paragrafo 2 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 ter. Gli investimenti sono in linea con gli orientamenti in materia di investimenti e i criteri adottati dalla BEI il 23 luglio 2013.

Emendamento  65

Proposta di regolamento

Articolo 5 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4. A condizione che siano soddisfatti tutti i pertinenti criteri di ammissibilità, gli Stati membri possono ricorrere ai fondi strutturali e di investimento europei per contribuire al finanziamento dei progetti ammissibili nei quali la BEI investe con l'assistenza della garanzia dell'UE.

4. A condizione che siano soddisfatti tutti i pertinenti criteri di ammissibilità, gli Stati membri possono ricorrere a qualsiasi tipo di finanziamento dell'Unione, inclusi i fondi strutturali e di investimento europei, per contribuire al finanziamento dei progetti ammissibili nei quali la BEI investe con l'assistenza della garanzia dell'UE.

Motivazione

È opportuno chiarire che, per cofinanziare le operazioni e i progetti sostenuti dalla garanzia dell'UE, è possibile ricorrere a qualsiasi tipo di finanziamento dell'Unione e non solo ai finanziamenti messi a disposizione dai fondi strutturali e di investimento europei.

Emendamento  66

Proposta di regolamento

Articolo 5 – paragrafo 4 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

4 bis. La Commissione, la BEI e gli Stati membri provvedono affinché tutti gli investimenti che beneficiano del sostegno del FEIS tengano conto del loro impatto per settore, a livello locale e regionale, sulla coesione economica, sociale e territoriale, aumentando la domanda senza incidere sull'offerta, e affinché promuovano sinergie e un coordinamento efficace tra il FEIS e i fondi strutturali e di investimento europei, al fine di garantire che essi contribuiscano alla realizzazione della coesione economica, sociale e territoriale dell'Unione e alla riduzione della disoccupazione.

Emendamento  67

Proposta di regolamento

Articolo 6 – paragrafo 2 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

a) prestiti della BEI, garanzie, controgaranzie, strumenti del mercato dei capitali, qualsiasi altra forma di finanziamento o di strumento di supporto di credito, partecipazioni azionarie o quasi-azionarie. Detti strumenti sono concessi, acquisiti o emessi a beneficio delle operazioni effettuate nell'Unione a norma del presente regolamento, comprese operazioni transnazionali tra uno Stato membro e un paese terzo, laddove il finanziamento della BEI sia stato concesso in base a un accordo sottoscritto che non è scaduto né è stato annullato;

a) prestiti della BEI, garanzie, controgaranzie, strumenti del mercato dei capitali, qualsiasi altra forma di finanziamento o di strumento di supporto di credito, partecipazioni azionarie o quasi-azionarie, anche tramite istituti o banche di promozione nazionali o piattaforme d'investimento. Detti strumenti sono concessi, acquisiti o emessi a beneficio delle operazioni effettuate nell'Unione a norma del presente regolamento, comprese operazioni transnazionali tra uno Stato membro e un paese terzo, laddove il finanziamento della BEI sia stato concesso in base a un accordo sottoscritto che non è scaduto né è stato annullato;

Emendamento  68

Proposta di regolamento

Articolo 6 – paragrafo 2 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

b) finanziamenti della BEI al FEI grazie ai quali questo può sottoscrivere prestiti, garanzie, controgaranzie, qualsiasi altra forma di strumento di supporto di credito, strumenti del mercato dei capitali e partecipazioni azionarie o quasi-azionarie. Detti strumenti sono concessi, acquisiti o emessi a beneficio delle operazioni effettuate nell'Unione a norma del presente regolamento, laddove il finanziamento del FEI sia stato concesso in base a un accordo sottoscritto che non è scaduto né è stato annullato.

b) finanziamenti della BEI al FEI grazie ai quali questo può sottoscrivere prestiti, garanzie, controgaranzie, qualsiasi altra forma di strumento di supporto di credito, strumenti del mercato dei capitali e partecipazioni azionarie o quasi-azionarie, anche tramite istituti o banche di promozione nazionali o piattaforme d'investimento. Detti strumenti sono concessi, acquisiti o emessi a beneficio delle operazioni effettuate nell'Unione a norma del presente regolamento, laddove il finanziamento del FEI sia stato concesso in base a un accordo sottoscritto che non è scaduto né è stato annullato.

Emendamento  69

Proposta di regolamento

Articolo 7

Testo della Commissione

Emendamento

1. La garanzia dell'UE alla BEI ammonta a 16 000 000 000 EUR, di cui un importo massimo di 2 500 000 000 EUR può essere assegnato al finanziamento del FEI da parte della BEI ai sensi del paragrafo 2. Fatto salvo l'articolo 8, paragrafo 9, l'importo complessivo dei pagamenti effettuati dall'UE nell'ambito della garanzia prestata alla BEI non supera l'ammontare della garanzia.

1. La garanzia dell'UE alla BEI ammonta a 16 000 000 000 EUR, di cui almeno 5.000.000.000 EUR sono assegnati al finanziamento del FEI da parte della BEI ai sensi del paragrafo 2 ai fini di cui all'articolo 1. Fatto salvo l'articolo 8, paragrafo 9, l'importo complessivo dei pagamenti effettuati dall'UE nell'ambito della garanzia prestata alla BEI non supera l'ammontare della garanzia. Un importo di almeno 5 000 000 000 EUR è assegnato al finanziamento del Fondo per l'efficienza energetica dedicato in conformità dell'articolo 2, paragrafo 2 bis.

 

1 bis. La garanzia dell'UE è concessa inoltre per il sostegno di gestori di fondi di investimento alternativi (GEFIA), che gestiscono fondi di investimento alternativi (FIA) autorizzati a norma della direttiva 2011/61/UE, di gestori di organismi di investimento collettivo a norma del regolamento 2013/345/UE e di gestori di organismi di investimento collettivo a norme del regolamento 2013/346/CE, sulla base di un accordo con la BEI o il FEI di cui al paragrafo 2 e purché le attività da svolgere siano conformi agli obiettivi e ai criteri di ammissibilità di cui all'articolo 5, paragrafo 2

2. La copertura della garanzia per un dato tipo di portafoglio di strumenti di cui all'articolo 6 è stabilita in funzione del rischio insito nel portafoglio. La garanzia dell'UE si configura come garanzia sulle prime perdite in base al portafoglio ovvero come garanzia integrale. La garanzia dell'UE può essere concessa in base alla parità di rango con altri contributori.

2. La copertura della garanzia per un dato tipo di portafoglio di strumenti di cui all'articolo 6 è stabilita in funzione del rischio insito nel portafoglio. La garanzia dell'UE si configura come garanzia sulle prime perdite in base al portafoglio ovvero come garanzia integrale. La garanzia dell'UE può essere concessa in base alla parità di rango con altri contributori.

Laddove la BEI finanzi il FEI per l'esecuzione di operazioni di finanziamento e di investimento della BEI, la garanzia dell'UE copre integralmente il finanziamento della BEI a condizione che questa eroghi un finanziamento di pari importo senza garanzia dell'UE. L'importo coperto dalla garanzia dell'UE non supera 2 500 000 000 EUR.

Laddove la BEI finanzi il FEI per l'esecuzione di operazioni di finanziamento e di investimento della BEI, la garanzia dell'UE copre integralmente il finanziamento della BEI a condizione che questa eroghi un finanziamento di pari importo senza garanzia dell'UE. L'importo coperto dalla garanzia dell'UE è di almeno 5.000.000.000 EUR. Tale finanziamento è utilizzato per sostenere PMI, start-up, spin-off e imprese a media capitalizzazione di piccole dimensioni.

3. Quando la BEI attiva la garanzia dell'UE in virtù dell'accordo sul FEIS, l'Unione paga su richiesta in conformità ai termini di detto accordo.

3. Quando la BEI attiva la garanzia dell'UE in virtù dell'accordo sul FEIS, l'Unione paga su richiesta in conformità ai termini di detto accordo.

4. Quando l'Unione effettua un pagamento nell'ambito della garanzia dell'UE, la BEI si occupa di recuperare il credito corrispondente all'importo pagato e rimborsa l'Unione attingendo alla somma recuperata.

4. Quando l'Unione effettua un pagamento nell'ambito della garanzia dell'UE, la BEI si occupa di recuperare il credito corrispondente all'importo pagato e rimborsa l'Unione attingendo alla somma recuperata.

Emendamento  70

Proposta di regolamento

Articolo 8

Testo della Commissione

Emendamento

1. È costituito un Fondo di garanzia dell'UE (“Fondo di garanzia”) cui è possibile attingere per pagare la BEI in caso di attivazione della garanzia dell'UE.

1. È istituito un Fondo di garanzia dell'UE ("Fondo di garanzia") che costituisce una riserva di liquidità cui attingere per pagare la BEI in caso di attivazione della garanzia dell'UE.

2. Il Fondo di garanzia è alimentato con:

2. Il Fondo di garanzia è alimentato con:

a) pagamenti provenienti dal bilancio generale dell'Unione;

a) contributi provenienti dal bilancio generale dell'Unione;

b) rendimenti ottenuti dalle risorse del Fondo di garanzia investite;

b) rendimenti ottenuti dalle risorse del Fondo di garanzia investite;

c) importi recuperati dai debitori inadempienti secondo la procedura di recupero stabilita dall'accordo sul FEIS di cui all'articolo 2, paragrafo 1, lettera f);

c) importi recuperati dai debitori inadempienti secondo la procedura di recupero stabilita dall'accordo sul FEIS di cui all'articolo 2, paragrafo 1, lettera f);

d) pagamenti di altra natura ricevuti dall'Unione in virtù dell'accordo sul FEIS.

d) entrate e pagamenti di altra natura ricevuti dall'Unione in virtù dell'accordo sul FEIS.

3. Le risorse che alimentano il Fondo di garanzia previste al paragrafo 2, lettere c) e d), costituiscono entrate con destinazione specifica interne ai sensi dell'articolo 21, paragrafo 4, del regolamento (UE) n. 966/2012.

3. Le risorse che alimentano il Fondo di garanzia previste al paragrafo 2, lettere b), c) e d), costituiscono entrate con destinazione specifica interne ai sensi dell'articolo 21, paragrafo 4, del regolamento (UE) n. 966/2012.

4. Le risorse che alimentano il Fondo di garanzia a norma del paragrafo 2 sono gestite direttamente dalla Commissione, sono investite secondo il principio di sana gestione finanziaria e rispettano adeguate norme prudenziali.

4. Le risorse che alimentano il Fondo di garanzia a norma del paragrafo 2 sono gestite direttamente dalla Commissione, sono investite secondo il principio di sana gestione finanziaria e rispettano adeguate norme prudenziali.

5. Le risorse che alimentano il Fondo di garanzia previste al paragrafo 2 sono impiegate per il raggiungimento di un livello atto a rispecchiare gli obblighi totali di garanzia dell'UE (“importo obiettivo”). L'importo obiettivo è fissato al 50% degli obblighi totali di garanzia dell'UE.

5. Le risorse che alimentano il Fondo di garanzia previste al paragrafo 2 sono impiegate per il raggiungimento di un livello atto a rispecchiare gli obblighi totali di garanzia dell'UE (“importo obiettivo”). L'importo obiettivo è fissato al 50% degli obblighi totali di garanzia dell'UE.

Inizialmente l'importo obiettivo è raggiunto mediante il versamento graduale delle risorse di cui al paragrafo 2, lettera a). Se nel periodo di costituzione iniziale del Fondo di garanzia è stata attivata la garanzia, anche le risorse di alimentazione di detto fondo di cui al paragrafo 2, lettere b), c) e d), concorrono al raggiungimento dell'importo obiettivo per un importo massimo pari all'ammontare attivato della garanzia.

Inizialmente l'importo obiettivo è raggiunto al più tardi entro il 2022 mediante il versamento graduale delle risorse di cui al paragrafo 2, lettera a) nonché mediante le risorse di alimentazione di detto fondo di cui al paragrafo 2, lettere b), c) e d).

 

5 bis. Il Parlamento europeo e il Consiglio autorizzano gradualmente, nel quadro della procedura di bilancio annuale, gli stanziamenti necessari per conseguire l'importo obiettivo iniziale, tenendo debitamente conto di tutti i mezzi disponibili a norma del regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 del Consiglio, del 2 dicembre 2013, che stabilisce il quadro finanziario pluriennale (QFP) per il periodo 2014-2020, ricorrendo in particolare al margine globale per gli impegni, al margine globale per i pagamenti e allo strumento di flessibilità.

 

Il Parlamento europeo e il Consiglio procedono alla revisione del finanziamento del Fondo di garanzia per quanto concerne gli stanziamenti sia di impegno che di pagamento nel quadro del riesame/della revisione postelettorale intermedia del quadro finanziario pluriennale 2014-2020 che sarà avviata entro la fine del 2016 a norma dell'articolo 2 del regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 del Consiglio.

 

Qualora negli anni precedenti il riesame/la revisione del QFP siano state decise riassegnazioni da programmi UE, nel quadro della procedura di bilancio annuale, quali fonti di finanziamento della garanzia dell'UE , il Parlamento europeo e il Consiglio ripristinano il bilancio iniziale.

6. Entro il 31 dicembre 2018 e successivamente ogni anno, la Commissione esamina l'adeguatezza del livello del Fondo di garanzia tenendo conto delle eventuali riduzioni delle risorse dovute all'attivazione della garanzia e della valutazione presentata dalla BEI ai sensi dell'articolo 10, paragrafo 3.

6. Entro il 31 dicembre 2018 e successivamente ogni anno, la Commissione esamina l'adeguatezza del livello del Fondo di garanzia tenendo conto delle eventuali riduzioni delle risorse dovute all'attivazione della garanzia e della valutazione presentata dalla BEI ai sensi dell'articolo 10, paragrafo 3.

Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 17 per adeguare, di un massimo del 10%, l'importo obiettivo previsto al paragrafo 5 affinché rispecchi meglio il rischio potenziale di attivazione della garanzia dell'UE.

Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 17 per adeguare al ribasso del 10% il livello obiettivo previsto al paragrafo 5 affinché rispecchi meglio il rischio potenziale di attivazione della garanzia dell'UE.

7. A seguito dell'adeguamento, nell'esercizio n, dell'importo obiettivo ovvero in esito alla valutazione dell'adeguatezza del livello del Fondo di garanzia compiuta in base all'esame di cui al paragrafo 6:

7. A seguito dell'adeguamento, nell'esercizio n, del livello obiettivo ovvero in esito alla valutazione dell'adeguatezza delle risorse disponibili nel Fondo di garanzia compiuta in base all'esame di cui al paragrafo 6:

e) l'eccedenza è versata in un'unica operazione a una rubrica speciale dello stato delle entrate del bilancio generale dell'Unione europea dell'esercizio n+1;

a) eventuali eccedenze nel fondo di garanzia costituiscono entrate con destinazione specifica interna ai sensi dell'articolo 21, paragrafo 4, del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 per qualsiasi linea che possa essere stata utilizzata come fonte di riassegnazione al fondo di garanzia del FEIS;

f) il contributo per ripristinare il Fondo di garanzia è corrisposto in quote annuali nell'arco di un periodo di al massimo tre anni con inizio nell'esercizio n+1.

b) il contributo per ripristinare il Fondo di garanzia è corrisposto in quote annuali nell'arco di un periodo di al massimo tre anni con inizio nell'esercizio n+1.

8. A partire dal 1° gennaio 2019, qualora le attivazioni della garanzia facciano scendere il livello del Fondo di garanzia al di sotto del 50% dell'importo obiettivo, la Commissione presenta una relazione sulle eventuali misure eccezionali necessarie per ripristinarne l'integralità.

8. Qualora le attivazioni della garanzia facciano scendere le risorse del Fondo di garanzia al di sotto del 50% delle passività contratte in un determinato momento, la Commissione presenta una relazione sulle eventuali misure eccezionali necessarie per ripristinarne l'integralità.

9. A seguito di un'attivazione della garanzia dell'UE, le risorse di alimentazione del Fondo di garanzia di cui al paragrafo 2, lettere b), c) e d), che vanno oltre l'importo obiettivo sono impiegate per riportare la garanzia dell'UE all'ammontare iniziale.

9. A seguito di un'attivazione della garanzia dell'UE, le risorse di alimentazione del Fondo di garanzia di cui al paragrafo 2, lettere b), c) e d) sono impiegate per riportare la garanzia dell'UE all'importo obiettivo. Eventuali remunerazioni restanti costituiscono entrate con destinazione specifica interne ai sensi dell'articolo 21, paragrafo 4, del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 per ogni rubrica che sia stata utilizzata, eventualmente, come fonte di riassegnazione a favore del Fondo di garanzia del FEIS.

 

9 bis. Qualora continui a sussistere un'eccedenza dopo il pieno assolvimento delle condizioni di cui ai paragrafi 7, lettera a), e 9, la Commissione presenta una proposta volta a innalzare il livello globale della garanzia dell'UE, con conseguente potenziamento del piano di investimenti.

Emendamento  71

Proposta di regolamento

Articolo 9 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. La Commissione e la BEI promuovono, con l'ausilio degli Stati membri, la costituzione di una riserva trasparente di progetti di investimento attuali e potenzialmente futuri nell'Unione. La riserva lascia impregiudicata la selezione dei progetti ammessi al sostegno ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 5.

1. La Commissione e la BEI promuovono, con l'ausilio degli Stati membri e delle autorità regionali e locali, nonché delle parti economiche sociali, la costituzione di una riserva trasparente di progetti di investimento attuali e potenzialmente futuri nell'Unione. La riserva lascia impregiudicata la selezione dei progetti ammessi al sostegno ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 5, tuttavia verifica la conformità dei progetti proposti con gli obiettivi e i criteri di ammissibilità di cui all'articolo 5.

Emendamento  72

Proposta di regolamento

Articolo 9 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2. La Commissione e la BEI sviluppano, aggiornano e divulgano, periodicamente e in modo strutturato, le informazioni sugli investimenti attuali e futuri che apportano un contributo materiale verso il conseguimento degli obiettivi politici dell'UE.

2. La Commissione e la BEI sviluppano, aggiornano e divulgano, periodicamente e in modo strutturato e trasparente, le informazioni sugli investimenti attuali e futuri che apportano un contributo materiale verso il conseguimento degli obiettivi politici dell'UE, nello specifico quelli in materia di energia e ambiente per il 2020, 2030 e 2050 volti ad accelerare la transizione verso una economia a basso contenuto di carbonio, circolare e condivisa.

Emendamento  73

Proposta di regolamento

Articolo 9 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3. Gli Stati membri sviluppano, aggiornano e divulgano, periodicamente e in modo strutturato, le informazioni sui progetti di investimento attuali e futuri nel rispettivo territorio.

3. Gli Stati membri e le autorità regionali e locali sviluppano, aggiornano e divulgano, periodicamente e in modo strutturato, le informazioni sui progetti di investimento attuali e futuri nel rispettivo territorio.

Emendamento  74

Proposta di regolamento

Articolo 10

Testo della Commissione

Emendamento

1. A cadenza semestrale la BEI presenta alla Commissione, se del caso in cooperazione con il FEI, una relazione sulle operazioni di finanziamento e di investimento da essa condotte a norma del presente regolamento. La relazione riporta una valutazione del rispetto delle condizioni per l'impiego della garanzia dell'UE e gli indicatori essenziali di prestazione stabiliti ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 1, lettera g). La relazione riporta altresì i dati statistici, finanziari e contabili relativi sia a ciascuna operazione di finanziamento o di investimento della BEI sia alla loro aggregazione.

1. A cadenza semestrale la BEI presenta alla Commissione, se del caso in cooperazione con il FEI, una relazione sulle operazioni di finanziamento e di investimento da essa condotte a norma del presente regolamento. La relazione riporta una valutazione del rispetto delle condizioni per l'impiego della garanzia dell'UE e gli indicatori essenziali di prestazione stabiliti ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 1, lettera g). La relazione riporta altresì i dati statistici, finanziari e contabili relativi sia a ciascuna operazione di finanziamento o di investimento della BEI sia alla loro aggregazione. La relazione è redatta in modo trasparente e indipendente ed è resa pubblica.

2. A cadenza annuale la BEI presenta al Parlamento europeo e al Consiglio, se del caso in cooperazione con il FEI, una relazione sulle operazioni di finanziamento e di investimento da essa condotte. La relazione, che è resa pubblica, riporta:

2. A cadenza annuale la BEI presenta al Parlamento europeo e al Consiglio, se del caso in cooperazione con il FEI, una relazione sulle operazioni di finanziamento e di investimento da essa condotte a norma del presente regolamento. La relazione, che è resa pubblica, riporta:

a) una valutazione delle operazioni di finanziamento e di investimento della BEI a livello di operazione, di settore, di paese e di regione, con esame della relativa conformità al presente regolamento, unitamente alla valutazione della ripartizione di tali operazioni tra i diversi obiettivi previsti all'articolo 5, paragrafo 2;

a) una valutazione delle operazioni di finanziamento e di investimento della BEI a livello di operazione, di settore, di paese e di regione, del livello di addizionalità, con esame della relativa conformità al presente regolamento, unitamente alla valutazione della ripartizione di tali operazioni tra i diversi obiettivi previsti all'articolo 5, paragrafo 2, con riferimento specifico alle garanzie concesse per progetti di efficienza energetica;

b) una valutazione, in termini aggregati, del valore aggiunto, della mobilitazione di risorse del settore privato e dei risultati, realizzazioni e impatti stimati ed effettivi ottenuti con le operazioni di finanziamento e di investimento della BEI;

b) una valutazione, in termini aggregati, del valore aggiunto sul piano economico e sociale, della mobilitazione di risorse del settore privato e dei risultati, realizzazioni e impatti stimati ed effettivi ottenuti con le operazioni di finanziamento e di investimento della BEI, e a livello di progetto laddove sia consentita la divulgazione dei dati; la valutazione precisa le modalità e la misura con cui gli obiettivi e i criteri di cui all'articolo 5, paragrafo 2, sono stati conseguiti, così come l'impatto sotto il profilo della creazione di posti di lavoro proiettati al futuro, sostenibili e a livello locale, con particolare attenzione per le PMI, la transizione sostenibile dell'economia dell'UE, l'ulteriore sviluppo delle tecnologie digitali, la conservazione e il potenziamento della fattibilità dei servizi ecosistemici, la riduzione della dipendenza dell'UE dall'energia importata e dalle risorse naturali, il rafforzamento della competitività e il potenziale di innovazione dell'economia dell'UE e la posizione di punta dell'UE nelle nuove tecnologie e nei mercati;

c) una valutazione, in termini aggregati, del vantaggio finanziario trasferito ai beneficiari delle operazioni di finanziamento e di investimento della BEI;

c) una valutazione, in termini aggregati, del vantaggio finanziario trasferito ai beneficiari delle operazioni di finanziamento e di investimento della BEI;

d) una valutazione qualitativa delle operazioni di finanziamento e di investimento della BEI;

d) una valutazione qualitativa delle operazioni di finanziamento e di investimento della BEI;

e) informazioni particolareggiate sulle attivazioni della garanzia dell'UE;

e) informazioni particolareggiate sulle attivazioni della garanzia dell'UE;

f) il bilancio del FEIS.

f) il bilancio del FEIS.

3. Ai fini dell'assolvimento da parte della Commissione degli obblighi contabili e di informazione sui rischi coperti dalla garanzia dell'Unione e sulla gestione del Fondo di garanzia, la BEI le trasmette ogni anno, se del caso in cooperazione con il FEI:

3. Ai fini dell'assolvimento da parte della Commissione degli obblighi contabili e di informazione sui rischi coperti dalla garanzia dell'Unione e sulla gestione del Fondo di garanzia, la BEI trasmette alla Commissione, al Parlamento europeo e al Consiglio ogni semestre, se del caso in cooperazione con il FEI:

a) la valutazione del rischio di BEI e FEI e le informazioni relative alla classificazione delle operazioni di finanziamento e di investimento da essa condotte;

a) la valutazione del rischio di BEI e FEI e le informazioni relative alla classificazione delle operazioni di finanziamento e di investimento condotte dalla BEI a norma del presente regolamento;

b) l'obbligo finanziario dell'UE in essere per le garanzie prestate per operazioni di finanziamento e di investimento della BEI, ripartito per singola operazione;

b) l'obbligo finanziario dell'UE in essere per le garanzie prestate per operazioni di finanziamento e di investimento della BEI, a norma del presente regolamento, ripartito per singola operazione;

c) il totale dei profitti o delle perdite derivanti dalle operazioni di finanziamento e di investimento della BEI nei portafogli previsti dall'accordo sul FEIS ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 1, lettera e).

c) il totale dei profitti o delle perdite derivanti dalle operazioni di finanziamento e di investimento della BEI nei portafogli previsti dall'accordo sul FEIS ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 1, lettera e).

4. La BEI comunica alla Commissione, su richiesta, qualsiasi altra informazione a questa necessaria per assolvere gli obblighi che le incombono in virtù del presente regolamento.

4. La BEI comunica alla Commissione, su richiesta, qualsiasi altra informazione a questa necessaria per assolvere gli obblighi che le incombono in virtù del presente regolamento.

5. La BEI, e se del caso il FEI, si fa carico delle spese sostenute per trasmettere le informazioni previste ai paragrafi da 1 a 4.

5. La BEI, e se del caso il FEI, si fa carico delle spese sostenute per trasmettere le informazioni previste ai paragrafi da 1 a 4.

6. Entro il 30 giugno di ogni anno la Commissione trasmette al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Corte dei conti una relazione annuale sull'andamento del Fondo di garanzia e la relativa gestione nell'anno civile precedente.

6. Entro il 30 giugno di ogni anno la Commissione trasmette al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Corte dei conti una relazione annuale sull'andamento del Fondo di garanzia e la relativa gestione nell'anno civile precedente.

Emendamento  75

Proposta di regolamento

Articolo 11 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. Su richiesta del Parlamento europeo, l'amministratore delegato partecipa a un'audizione del Parlamento europeo dedicata alle prestazioni del FEIS.

1. Ogni tre mesi o su richiesta specifica del Parlamento europeo, l'amministratore delegato partecipa a un'audizione del Parlamento europeo dedicata alle prestazioni del FEIS sulle decisioni adottate dal comitato per gli investimenti.

Emendamento  76

Proposta di regolamento

Articolo 12

Testo della Commissione

Emendamento

Articolo 12

Articolo 12

Valutazione e riesame

Evaluation

1. Entro il [UP inserire data: 18 mesi dall'entrata in vigore del presente regolamento] la BEI valuta il funzionamento del FEIS. La BEI trasmette la sua valutazione al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione.

1. Entro il [UP inserire data: 12 mesi dall'entrata in vigore del presente regolamento] la BEI trasmette una valutazione sul funzionamento del FEIS al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione;

Entro il [UP inserire data: 18 mesi dall'entrata in vigore del presente regolamento] la Commissione valuta l'impiego della garanzia dell'UE e il funzionamento del Fondo di garanzia, compreso l'impiego delle risorse che lo alimentano a norma dell'articolo 8, paragrafo 9. La Commissione trasmette la sua valutazione al Parlamento europeo e al Consiglio.

Entro il [UP inserire data: 12 mesi dall'entrata in vigore del presente regolamento] la Commissione valuta l'impiego della garanzia dell'UE e il funzionamento del Fondo di garanzia, compreso l'impiego delle risorse che lo alimentano a norma dell'articolo 8, paragrafo 9. La Commissione trasmette ogni anno la sua valutazione al Parlamento europeo e al Consiglio.

2. Entro il 30 giugno 2018 e successivamente ogni tre anni:

2. Ogni anno e sei mesi dalla data di cessazione dell'accordo sul FEIS:

a) la BEI pubblica una relazione completa sul funzionamento del FEIS;

a) la BEI pubblica una relazione completa sul funzionamento del FEIS;

b) la Commissione pubblica una relazione completa sull'impiego della garanzia dell'UE e sul funzionamento del Fondo di garanzia.

b) la Commissione pubblica una relazione completa sull'impiego della garanzia dell'UE e sul funzionamento del Fondo di garanzia.

3. La BEI, se del caso in cooperazione con il FEI, concorre e fornisce alla Commissione le informazioni a questa necessarie a svolgere la valutazione e la relazione di cui ai paragrafi 1 e 2.

3. La BEI, se del caso in cooperazione con il FEI, concorre e fornisce alla Commissione le informazioni a questa necessarie a svolgere la valutazione e la relazione di cui ai paragrafi 1 e 2.

4. La BEI e il FEI trasmettono periodicamente al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione le rispettive relazioni di valutazione indipendenti vertenti sui risultati pratici conseguiti con le rispettive specifiche attività condotte a norma del presente regolamento.

4. La BEI e il FEI trasmettono periodicamente al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione le rispettive relazioni di valutazione indipendenti vertenti sui risultati pratici conseguiti con le rispettive specifiche attività condotte a norma del presente regolamento.

5. Entro il [UP inserire data: tre anni dall'entrata in vigore del presente regolamento] la Commissione trasmette al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sull'applicazione del presente regolamento, eventualmente corredata di opportune proposte.

5. Entro il [UP inserire data: tre anni dall'entrata in vigore del presente regolamento] la Commissione trasmette al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sull'applicazione del presente regolamento nonché la valutazione dei criteri di ammissibilità applicati dal comitato per gli investimenti e stabiliti all'articolo 5, eventualmente corredata di opportune proposte.

Emendamento  77

Proposta di regolamento

Articolo 13

Testo della Commissione

Emendamento

Conformemente alla propria politica di trasparenza in materia di accesso ai documenti e alle informazioni, la BEI mette a disposizione del pubblico sul suo sito Internet le informazioni relative a tutte le sue operazioni di finanziamento e di investimento e al contributo che esse apportano al conseguimento degli obiettivi generali di cui all'articolo 5, paragrafo 2.

Conformemente alla propria politica di trasparenza in materia di accesso ai documenti e alle informazioni, la BEI mette a disposizione del pubblico sul suo sito Internet le informazioni relative a tutte le sue operazioni di finanziamento e di investimento a norma del presente regolamento e ne precisa il contributo che esse apportano al conseguimento degli obiettivi generali e dei criteri di ammissibilità di cui all'articolo 5, paragrafo 2, onde provvedere a una comunicazione trasparente con il pubblico.

Emendamento  78

Proposta di regolamento

Articolo 15 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. La BEI notifica prontamente all'OLAF e fornisce ad esso le informazioni necessarie quando, in qualsiasi fase della preparazione, dell'attuazione o della chiusura di operazioni soggette alla garanzia dell'Unione, abbia motivo di sospettare che vi sia un potenziale caso di frode, corruzione, riciclaggio di denaro o altra attività illecita che possa ledere gli interessi finanziari dell'Unione.

1. La BEI notifica prontamente all'OLAF e fornisce ad esso le informazioni necessarie quando, in qualsiasi fase della preparazione, dell'attuazione o della chiusura di operazioni soggette alla garanzia dell'Unione, abbia motivo di sospettare che vi sia un potenziale caso di conflitto di interessi, frode, corruzione, riciclaggio di denaro o altra attività illecita che possa ledere gli interessi finanziari dell'Unione.

Emendamento  79

Proposta di regolamento

Articolo 16 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. Nelle operazioni di finanziamento e di investimento la BEI non sostiene alcuna attività esercitata a fini illeciti, tra cui il riciclaggio di denaro, il finanziamento del terrorismo, la frode e l'evasione fiscali, la corruzione o la frode lesiva degli interessi finanziari dell'Unione. In particolare, la BEI non partecipa ad alcuna operazione di finanziamento o di investimento attuata tramite un veicolo ubicato in una giurisdizione non cooperativa, in linea con la sua politica in materia di giurisdizioni con regolamentazione debole o non cooperative basata sulle politiche dell'Unione, dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici o della Task force “Azione finanziaria”.

1. Nelle operazioni di finanziamento e di investimento a norma del presente regolamento la BEI non sostiene alcuna attività esercitata a fini illeciti, tra cui il riciclaggio di denaro, il finanziamento del terrorismo, la frode e l'evasione fiscali, la corruzione o la frode lesiva degli interessi finanziari dell'Unione. In particolare, la BEI non partecipa ad alcuna operazione di finanziamento o di investimento attuata tramite un veicolo ubicato in una giurisdizione non cooperativa, in linea con la sua politica in materia di giurisdizioni con regolamentazione debole o non cooperative basata sulle politiche dell'Unione, dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici o della Task force “Azione finanziaria”.

Emendamento  80

Proposta di regolamento

Articolo 16 – paragrafo 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

1 bis. Nelle operazioni di finanziamento e di investimento la BEI non sostiene le attività che ostacolano l'Unione nel conseguire un progresso economico, scientifico e sociale sostenibile; a tale riguardo la BEI non partecipa ad alcun progetto che vincoli a tecnologie, processi di produzione o infrastrutture che rischiano di essere abbandonati in quanto non sono in linea con gli obiettivi dell'UE in materia di energia e clima e nel settore digitale per il 2020, 2030 e 2050

Emendamento  81

Proposta di regolamento

Articolo 16 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2. Nelle operazioni di finanziamento e di investimento la BEI applica i principi e le norme stabiliti dal diritto unionale in materia di prevenzione dell'uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo, compreso l'obbligo di adottare misure ragionevoli per identificare, ove applicabile, i proprietari effettivi.

2. Nelle operazioni di finanziamento e di investimento a norma del presente regolamento la BEI applica i principi e le norme stabiliti dal diritto unionale in materia di prevenzione dell'uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo, compreso l'obbligo di adottare misure ragionevoli per identificare, ove applicabile, i proprietari effettivi.

Emendamento  82

Proposta di regolamento

Articolo 17 – paragrafo 4 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

4 bis. L'atto delegato adottato ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 2, entra in vigore solo se né il Parlamento europeo né il Consiglio hanno sollevato obiezioni entro il termine di un mese dalla data in cui esso è stato loro notificato o se, prima della scadenza di tale termine, sia il Parlamento europeo sia il Consiglio hanno informato la Commissione che non intendono sollevare obiezioni. Tale periodo è prorogato di un mese su iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio.

Motivazione

L'atto delegato contenente l'accordo sul FEIS dovrebbe essere adottato in maniera rapida, poiché i tempi di risposta del Parlamento e del Consiglio sono stati ridotti a un mese.

Emendamento  83

Proposta di regolamento

Articolo 18

Regolamento (UE) n. 1291/2014

Articolo 6

 

Testo della Commissione

Emendamento

[...]

soppresso

Motivazione

Collegato all'emendamento all'articolo 8. Non è necessario che il finanziamento del Fondo di garanzia sia fissato al momento dell'adozione del regolamento FEIS; esso può essere stabilito nel quadro della procedura di bilancio annuale. Orizzonte 2020 contribuisce già in misura significativa agli investimenti nel campo della ricerca e sviluppo e dell'innovazione esercitando un effetto di leva rilevante. Esso è stato adottato a seguito di un lungo processo legislativo che ha accuratamente individuato i settori prioritari, i diversi strumenti e i destinatari, raggiungendo un delicato equilibrio.

Emendamento  84

Proposta di regolamento

Articolo 19

Regolamento (UE) n. 1316/2013

Articolo 5

 

Testo della Commissione

Emendamento

[...]

soppresso

Motivazione

Collegato all'emendamento all'articolo 8. Non è necessario che il finanziamento del Fondo di garanzia sia fissato al momento dell'adozione del regolamento FEIS; esso può essere stabilito nel quadro della procedura di bilancio annuale. L'MCE contribuisce già in misura significativa agli investimenti nelle infrastrutture dell'energia, delle telecomunicazioni e dei trasporti, esercitando un effetto di leva rilevante. Esso è stato adottato a seguito di un lungo processo legislativo che ha accuratamente individuato i progetti di interesse comune e i diversi strumenti da utilizzare.

Emendamento  85

Proposta di regolamento

Allegato I

Regolamento (UE) n. 1291/2014

Allegato II

 

Testo della Commissione

Emendamento

[...]

soppresso

Motivazione

Collegato all'emendamento all'articolo 8. Non è necessario che il finanziamento del Fondo di garanzia sia fissato al momento dell'adozione del regolamento FEIS; esso può essere stabilito nel quadro della procedura di bilancio annuale. Orizzonte 2020 contribuisce già in misura significativa agli investimenti nel campo della ricerca e sviluppo e dell'innovazione esercitando un effetto di leva rilevante. Esso è stato adottato a seguito di un lungo processo legislativo che ha accuratamente individuato i settori prioritari, i diversi strumenti e i destinatari, raggiungendo un delicato equilibrio.

PROCEDURA

Titolo

Fondo europeo per gli investimenti strategici

Riferimenti

COM(2015)0010 – C8-0007/2015 – 2015/0009(COD)

Commissioni competenti per il merito

       Annuncio in Aula

BUDG

28.1.2015

ECON

28.1.2015

 

 

Parere espresso da

       Annuncio in Aula

ITRE

28.1.2015

Commissioni associate - annuncio in aula

9.3.2015

Relatore per parere

       Nomina

Kathleen Van Brempt

10.2.2015

Articolo 55 – Riunioni congiunte delle commissioni

       Annuncio in Aula

       

       

9.3.2015

Esame in commissione

9.3.2015

24.3.2015

 

 

Approvazione

14.4.2015

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

53

5

6

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Zigmantas Balčytis, Bendt Bendtsen, Jerzy Buzek, Soledad Cabezón Ruiz, Philippe De Backer, Pilar del Castillo Vera, Christian Ehler, Peter Eriksson, Fredrick Federley, Ashley Fox, Adam Gierek, Theresa Griffin, András Gyürk, Roger Helmer, Hans-Olaf Henkel, Dawid Bohdan Jackiewicz, Kaja Kallas, Barbara Kappel, Seán Kelly, Jeppe Kofod, Miapetra Kumpula-Natri, Janusz Lewandowski, Paloma López Bermejo, Ernest Maragall, Edouard Martin, Angelika Mlinar, Csaba Molnár, Nadine Morano, Dan Nica, Aldo Patriciello, Morten Helveg Petersen, Miroslav Poche, Miloslav Ransdorf, Michel Reimon, Herbert Reul, Paul Rübig, Algirdas Saudargas, Jean-Luc Schaffhauser, Neoklis Sylikiotis, Antonio Tajani, Dario Tamburrano, Patrizia Toia, Evžen Tošenovský, Claude Turmes, Miguel Urbán Crespo, Vladimir Urutchev, Adina-Ioana Vălean, Kathleen Van Brempt, Henna Virkkunen, Martina Werner, Hermann Winkler, Anna Záborská, Flavio Zanonato

Supplenti presenti al momento della votazione finale

José Blanco López, Simona Bonafè, Lefteris Christoforou, Eugen Freund, Werner Langen, Michèle Rivasi, Marco Zullo

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Daniela Aiuto, Enrique Calvet Chambon, Stanisław Ożóg, Helga Stevens

(1)

Luca Bergamaschi, Louia Casson, Jonathan Gaventa, E3G, "Europe's choice: low-carbon growth or high-carbon risks? Analysis of Member State Proposals for the European Investment Plan" (La scelta dell'Europa: crescita a basse emissioni di carbonio o rischi legati a elevate emissioni di carbonio? Analisi delle proposte degli Stati membri per il piano europeo di investimenti", 28 gennaio 2015.


PARERE della commissione per i trasporti e il turismo(*) (15.4.2015)

destinato alla commissione per i problemi economici e monetari e alla commissione per i bilanci

sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al Fondo europeo per gli investimenti strategici e che modifica i regolamenti (UE) nn. 1291/2013 e 1316/2013

(COM(2015)0010 – C8‑0007/2015 – 2015/0009(COD))

Relatori per parere: Inés Ayala Sender e Dominique Riquet

(*) Procedura con le commissioni associate - Articolo 54 del regolamento

BREVE MOTIVAZIONE

I. Osservazioni generali

Dalla crisi economica e finanziaria l'Europa soffre di una mancanza di investimenti. La decisione assolutamente necessaria di ricapitalizzare il sistema bancario ha aumentato i livelli di debito pubblico - nella maggior parte dei casi gravando su bilanci già sofferenti - il che ha provocato una riduzione dei fondi pubblici disponibili per gli investimenti. Nel contempo, il settore privato detiene, principalmente grazie alle politiche di allentamento quantitativo condotte dalle banche centrali, significative attività liquide che non vengono reimmesse nell'economia reale. Tale carenza di investimenti ha avuto conseguenze disastrose sulla competitività, sulla crescita e sull'occupazione. Mentre altre regioni del mondo hanno cominciato a superare la crisi investendo in apparecchiature industriali, alcuni paesi europei registrano ancora ritardi.

In tale contesto, i relatori accolgono con favore la proposta della Commissione relativa a un Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) finalizzato a stimolare l'attività economica e quindi la creazione di posti di lavoro, grazie a uno sforzo comune a livello di UE, e sostengono il ricorso a strumenti finanziari innovativi che consentiranno di ottimizzare l'uso delle risorse mediante l'associazione di partner pubblici e privati e se gestiti in modo efficiente, sicuro e centralizzato. I relatori concordano inoltre con l'idea che il FEIS debba essere basato su un elenco di progetti con un valore aggiunto europeo, potenzialmente sostenibili e in grado di rilanciare la crescita. Anche i settori interessati dal fondo, segnatamente le infrastrutture nell'ambito dei trasporti, dell'energia e delle telecomunicazioni, nonché la ricerca, lo sviluppo, l'istruzione, l'uso sostenibile delle risorse e le PMI, rivestono particolare importanza.

Tuttavia, pur appoggiando in linea di principio la creazione del fondo, i relatori esprimono una serie di preoccupazioni, soprattutto per quanto concerne la concreta attuazione.

II. Entità e origine dei fondi a sostegno del Fondo di garanzia dell'UE

I relatori esprimono innanzitutto alcuni dubbi circa l'entità del fondo, che sembra piuttosto modesto rispetto alle esigenze di investimenti. Un contributo a carico del bilancio dell'Unione pari a 8 miliardi di EUR per una garanzia pari a 16 miliardi di EUR necessiterà di un forte effetto moltiplicatore, considerando il profilo di rischio dei progetti interessati, per raggiungere l'obiettivo di 315 miliardi di EUR di investimenti. Tale obiettivo è inoltre solo una piccola parte delle esigenze di investimento stimate, che ammontano a 1000 miliardi di EUR soltanto per la realizzazione delle reti transeuropee nel settore dei trasporti e dell'energia e la diffusione delle reti a banda larga. A titolo comparativo, dal 2009 gli Stati Uniti hanno iniettato 800 miliardi di EUR nella loro economia.

Secondo i relatori, l'origine degli stanziamenti a sostegno del fondo e della relativa garanzia oltre i margini non assegnati, segnatamente nel quadro di Orizzonte 2020 e del Meccanismo per collegare l'Europa (MCE), non è accettabile come prima risorsa. È deplorevole compromettere i due principali programmi di cui alla rubrica del bilancio dell'UE relativa alla competitività e alla crescita, frutto di ampie consultazioni e oggetto di un ampio sostegno di tutte le parti interessate, conformi alle priorità e alle politiche dell'Unione nonché già operativi.

I relatori ritengono che i trasporti debbano rimanere una componente essenziale di qualsiasi piano di investimenti dell'UE poiché stimolano tutti gli altri settori dell'economia. I progetti riguardanti le infrastrutture nel settore dei trasporti generano occupazione a tre livelli: durante la fase di costruzione, durante il processo di utilizzo (servizi e industrie) e mediante l'aumento della competitività nel settore interessato e oltre. Sfortunatamente tale settore risente fortemente della mancanza di investimenti.

Tale situazione ha spinto le istituzioni europee alla creazione dell'MCE, entrato in vigore il 1º gennaio 2014. Il fondo in questione, basato su un'ampia consultazione e approvato in modo democratico, è già mirato a progetti con un valore aggiunto europeo. Tali progetti devono essere sostenibili e maturi e avere un chiaro impatto economico e sociale, oltre a contribuire alla realizzazione del mercato interno. Il meccanismo prevede inoltre la possibilità di ricorrere a strumenti finanziari innovativi per determinati progetti, creando così un effetto moltiplicatore, ove del caso. Infine, il primo invito a presentare proposte per un valore di 12,2 miliardi di EUR è stato già lanciato. La proposta di ridurre la dotazione dell'MCE potrebbe portare l'importo totale disponibile per i prossimi cinque anni a diminuire di 2,2 miliardi di EUR, ovvero in media soltanto 400 milioni di EUR all'anno, somma molto lontana dalle esigenze di investimento dell'UE.

Anche Orizzonte 2020 svolge un ruolo essenziale per i trasporti. Sostenendo lo sviluppo di nuove tecnologie finalizzate a rendere più ecologici gli aeromobili, i veicoli e le navi, il programma contribuisce a ridurre l'impatto dei trasporti sull'ambiente. Inoltre, i nuovi concetti di mobilità elaborati nell'ambito di Orizzonte 2020 dovrebbero contribuire a migliorare la sicurezza stradale e a ridurre il traffico. I potenziali vantaggi in termini di efficienza sono di primaria importanza per la competitività delle industrie europee dei trasporti e dei servizi correlati.

In tali circostanze, i relatori non ritengono appropriato ridurre le dotazioni per Orizzonte 2020 e l'MCE al fine di finanziare la garanzia del FEIS. Sebbene non sia in discussione il principio di una garanzia di 16 miliardi di EUR provenienti dal bilancio dell'UE, i relatori propongono di alleviare l'impatto che tale garanzia avrebbe sui programmi di cui sopra, finanziando lil FEIS in modo prioritario mediante le risorse non assegnate nell'ambito del bilancio dell'UE. Soltanto in ultima istanza il fondo di garanzia potrebbe ricorrere agli impegni dei fondi non utilizzati nell'ambito dei programmi di cui alla rubrica 1A del quadro finanziario pluriennale.

III. Governance e criteri per la selezione dei progetti

La necessità di agire rapidamente ha portato alla creazione di un meccanismo pienamente integrato nella Banca europea per gli investimenti (BEI), data l'esperienza di quest'ultima e la sua capacità di essere immediatamente operativa.

Tale situazione potrebbe ostacolare la partecipazione dei principali attori istituzionali e di chi detiene il capitale privato. Occorre inoltre mantenere l'obbligo di conformità alle politiche dell'Unione e di applicare le scelte strategiche operate dalle istituzioni europee, garantendo pertanto che la governance non sia soltanto finanziaria. I relatori propongono quindi di riequilibrare il sistema facendo intervenire la Commissione, in particolare per quanto concerne le decisioni del comitato per gli investimenti, e di riaffermare l'importanza di seguire, nel settore dei trasporti, gli orientamenti per lo sviluppo della rete transeuropea dei trasporti approvati due anni fa. Ciò è ancora più necessario poiché il controllo democratico avverrà solamente a posteriori e non sulla base di una gestione giorno per giorno del fondo.

Pur convenendo che il FEIS dovrebbe finanziare progetti potenzialmente sostenibili, maturi e attuabili nel breve termine, i relatori desiderano ricordare le difficoltà di finanziare a condizioni di mercato progetti riguardanti infrastrutture di trasporto, anche in presenza di strumenti finanziari a migliorare la situazione. Per evitare che la BEI si concentri su un tipo ricorrente di progetti di trasporti che potrebbe non rispecchiare interamente le priorità dell'UE, il progetto di parere prevede una serie di emendamenti volti a incoraggiare la BEI a porre l'accento sui progetti prioritari, precedentemente identificati dai legislatori europei, che presentano una forte dimensione socioeconomica, compresa la sostenibilità ambientale.

Per allineare il FEIS alla politica dell'Unione nel settore, il presente progetto di parere prevede l'ammissibilità al sostegno del FEIS delle riserve di progetti pre-identificati nei due regolamenti che costituiscono il quadro della politica dell'Unione in materia di infrastrutture di trasporti a medio termine. Gli Stati membri, la Commissione, il Parlamento, le regioni e le parti interessate si sono dedicati a tale compito con l'approvazione dei regolamenti TEN-T e MCE al termine del 2013. L'MCE non soltanto fornisce un elenco completo di progetti e priorità che gli Stati membri sono pronti ad attuare nei prossimi anni, ma identifica anche gli ambiti che potrebbero garantire un rapido ritorno economico ed essere economicamente sostenibili. I progetti nei nodi urbani, ad esempio, nei quali l'alta densità di popolazione può assicurare entrate sufficienti, le stazioni intermodali, le connessioni ad alta velocità con gli aeroporti, i sistemi ferroviari urbani e suburbani sono solo alcuni esempi di progetti che potrebbero risultare di interesse per gli investitori. Il progetto di parere prevede inoltre che il sostegno del FEIS sia subordinato al fatto che i progetti rispettino le norme stabilite negli orientamenti per la rete transeuropea dei trasporti, onde evitare indesiderati problemi di interoperabilità e coerenza della rete.

IV. Incentivi per la partecipazione pubblica e provata al piano Juncker

Per garantire il successo del piano di investimenti in esame, è necessario lavorare ulteriormente sugli adeguamenti normativi, in modo da rendere il fondo più interessante tanto per il settore pubblico quanto per quello privato.

Per quanto concerne la partecipazione degli Stati membri, i nuovi orientamenti presentati dalla Commissione(1) sul trattamento fiscale degli investimenti a titolo del FEIS nel quadro del patto di stabilità e crescita costituiscono un aspetto cruciale. Si tratta di una delle principali novità del pacchetto investimenti che paradossalmente non è inclusa nel regolamento sul FEIS.

Già nel 2010 il Parlamento europeo aveva proposto di garantire agli investimenti a lungo termine nelle infrastrutture di trasporto un trattamento differenziato nel calcolo del deficit pubblico nel quadro del patto(2). In tal senso i relatori accolgono favorevolmente la nuova interpretazione della Commissione, ma propongono, per garantire la certezza giuridica, di includere tale importante cambiamento nella proposta legislativa in esame.

Inoltre, gli Stati membri soggetti alla procedura per disavanzi eccessivi dovrebbero anche essere in grado di beneficiare dell'applicazione della cosiddetta "clausola sugli investimenti" (applicazione ai contributi nazionali indiretti), poiché proprio in questo ambito vi è un'urgente necessità di incentivare gli investimenti.

Il fatto che i progetti siano stati approvati dagli organi direttivi del FEIS, dalla BEI e dalla Commissione consente di considerarli come aventi un autentico valore aggiunto europeo e meritevoli di un trattamento differenziato. Ciò aiuterà gli Stati membri, in particolare quelli con maggiori difficoltà, a investire e contribuire al FEIS.

Per quanto concerne la partecipazione del settore provato e al fine di ristabilire la fiducia degli investitori, i relatori ritengono che occorra migliorare notevolmente il quadro normativo.

Sono necessarie misure volte a ridurre il profilo di rischio dei progetti interessati dal fondo, il che richiederà sforzi nel settore dell'imposizione fiscale, degli appalti pubblici e dell'apertura dei mercati. Occorre prestare particolare attenzione sul fronte dell'offerta, per favorire la competitività delle industrie europee, ad esempio per quanto concerne i prezzi dell'energia. I relatori ritengono infine che sarebbe adeguato apportare una lieve modifica alle norme di Solvibilità II per mobilitare più fondi dal settore privato. In breve, il nostro quadro normativo deve diventare più stabile, comprensibile e interessante per gli investimenti, quale condizione necessaria per qualsiasi piano di investimenti dell'UE.

EMENDAMENTI

La commissione per i trasporti e il turismo invita la commissione per i problemi economici e monetari e la commissione per i bilanci, competenti per il merito, a prendere in considerazione i seguenti emendamenti:

Emendamento  1

Proposta di regolamento

Considerando 1

Testo della Commissione

Emendamento

(1) La crisi economica e finanziaria ha causato un calo degli investimenti nell'Unione, che sono scesi di circa il 15% rispetto al picco del 2007. La carenza di investimenti di cui risente l'Unione è dovuta in particolare all'incertezza che pesa sui mercati circa il futuro dell'economia e ai vincoli di bilancio imposti agli Stati membri. Questa carenza rallenta la ripresa economica e incide negativamente sulla creazione di posti di lavoro, sulle prospettive di crescita a lungo termine e sulla competitività.

(1) La crisi economica e finanziaria ha causato un calo degli investimenti nell'Unione, che sono scesi di circa il 15% rispetto al picco del 2007. La carenza di investimenti di cui risente l'Unione è dovuta in particolare all'incertezza che pesa sui mercati circa il futuro dell'economia, ai vincoli di bilancio imposti agli Stati membri e alla mancanza di un contesto normativo favorevole alle imprese. Questa carenza di investimenti, che è stata particolarmente grave negli Stati membri più colpiti dalla crisi, rallenta la ripresa economica e incide negativamente sulla creazione di posti di lavoro, sulle prospettive di crescita a lungo termine e sulla competitività. Secondo la Commissione il fabbisogno di investimenti per le reti transeuropee nei settori dei trasporti, delle telecomunicazioni e dell'energia è pari a 970 miliardi di EUR fino al 2020.

Emendamento  2

Proposta di regolamento

Considerando 8

Testo della Commissione

Emendamento

(8) Il FEIS è uno degli snodi di un'impostazione globale volta a superare l'incertezza che circonda l'attività pubblica e privata d'investimento. La strategia poggia su tre assi portanti: mobilitazione di fondi da destinare agli investimenti, capacità degli investimenti di arrivare all'economia reale e miglioramento del contesto d'investimento nell'Unione.

(8) Il FEIS è uno degli snodi di un'impostazione globale volta a superare l'incertezza che circonda l'attività pubblica e privata d'investimento. La strategia poggia su tre assi portanti: mobilitazione di fondi da destinare agli investimenti, capacità degli investimenti di arrivare all'economia reale e miglioramento del contesto d'investimento nell'Unione. Tale strategia deve essere complementare agli obiettivi economici, sociali, ambientali e di coesione territoriale dell'Unione nonché alla strategia Europa 2020.

Emendamento  3

Proposta di regolamento

Considerando 9

Testo della Commissione

Emendamento

(9) Il contesto d'investimento nell'Unione andrebbe migliorato tramite la rimozione degli ostacoli agli investimenti, il rafforzamento del mercato unico e l'aumento della prevedibilità della normativa, in un lavoro di accompagnamento che dovrebbe giovare sia all'operato del FEIS sia, in genere, agli investimenti in tutta Europa.

(9) Il contesto d'investimento nell'Unione andrebbe migliorato tramite la rimozione degli ostacoli agli investimenti, ad esempio gli oneri amministrativi, il rafforzamento del mercato unico e il potenziamento del quadro normativo al fine di renderlo più interessante in termini di semplicità, flessibilità e stabilità, in un lavoro di accompagnamento che dovrebbe giovare sia all'operato del FEIS sia, in genere, agli investimenti in tutta Europa.

Emendamento  4

Proposta di regolamento

Considerando 10

Testo della Commissione

Emendamento

(10) L'obiettivo del FEIS dovrebbe consistere nell'aiutare a superare le difficoltà di finanziamento e di realizzazione di investimenti produttivi nell'Unione aprendo un maggiore accesso ai finanziamenti, che si suppone vada a particolare vantaggio delle piccole e medie imprese. È altresì opportuno allargare il beneficio di tale maggiore accesso ai finanziamenti alle imprese a media capitalizzazione, ossia imprese che contano un massimo di 3000 dipendenti. Il superamento delle difficoltà d'investimento che si rilevano attualmente in Europa dovrebbe contribuire a rinsaldare la coesione economica, sociale e territoriale nell'Unione.

(10) L'obiettivo del FEIS dovrebbe consistere nell'aiutare a superare le difficoltà di finanziamento e di realizzazione di investimenti produttivi nell'Unione aprendo un maggiore ed equo accesso ai finanziamenti per i progetti a tutti i livelli, che si suppone vada a particolare vantaggio delle piccole e medie imprese, nonché le start up innovative. È altresì opportuno allargare il beneficio di tale maggiore accesso ai finanziamenti alle imprese a media capitalizzazione, ossia imprese che contano un massimo di 3000 dipendenti. Il superamento delle difficoltà d'investimento che si rilevano attualmente in Europa dovrebbe contribuire a rinsaldare la coesione economica, sociale e territoriale nell'Unione.

Emendamento  5

Proposta di regolamento

Considerando 11

Testo della Commissione

Emendamento

(11) Il FEIS dovrebbe sostenere investimenti strategici che presentino, sotto il profilo economico, un elevato valore aggiunto in grado di contribuire al conseguimento degli obiettivi politici dell'Unione.

(11) Il FEIS dovrebbe sostenere investimenti strategici che presentino, sotto il profilo economico, un elevato valore aggiunto in grado di contribuire al conseguimento degli obiettivi politici dell'Unione, in linea con la strategia Europa 2020. Tutte le attività nell'ambito del FEIS dovrebbero essere conformi alle politiche dell'Unione, inclusa la politica di coesione, e complementari agli altri pertinenti strumenti finanziari dell'UE. Gli investimenti dovrebbero garantire un elevato valore aggiunto, sotto il profilo economico e sociale, promuovendo crescita sostenibile, innovazione, posti di lavoro e competenze di elevata qualità, integrando e completando il mercato unico, dando impulso alla competitività dell'Unione. Il FEIS dovrebbe aiutare a superare le difficoltà d'investimento che si rilevano attualmente in Europa e pertanto contribuire a rinsaldare la coesione economica, sociale e territoriale nell'Unione.

 

Il sostegno del FEIS alle infrastrutture di trasporto dovrebbe contribuire al conseguimento degli obiettivi del regolamento (UE) n. 1315/2013 (TEN-T) e del regolamento n. 1316/2013 (MCE), mediante la creazione di nuove infrastrutture o delle infrastrutture mancanti, ma anche la modernizzazione e la ristrutturazione delle infrastrutture esistenti, consentendo nel contempo il finanziamento delle attività di ricerca e innovazione nel settore. È opportuno prestare particolare attenzione ai progetti sinergici in grado di rafforzare i collegamenti tra i settori dei trasporti, delle telecomunicazioni e dell'energia e i progetti in materia di trasporti intelligenti e sostenibili.

Emendamento  6

Proposta di regolamento

Considerando 15

Testo della Commissione

Emendamento

(15) Per apportare un valore aggiunto rispetto alle operazioni già esistenti, il FEIS dovrebbe puntare su progetti che presentano un rapporto fra rischio e rendimento più elevato dei vigenti strumenti della BEI e dell'Unione. Il FEIS dovrebbe finanziare progetti in tutta l'Unione, anche nei paesi maggiormente colpiti dalla crisi finanziaria. Dovrebbe essere fatto ricorso al FEIS soltanto quando non sono disponibili, a condizioni ragionevoli, finanziamenti da altre fonti.

(15) Per apportare un valore aggiunto rispetto alle operazioni già esistenti, il FEIS dovrebbe puntare su progetti che presentano un rapporto fra rischio e rendimento più elevato rispetto a quelli cui sono destinati i vigenti strumenti della BEI e dell'Unione. Il FEIS dovrebbe finanziare progetti in tutta l'Unione, soprattutto nei paesi maggiormente colpiti dalla crisi economica e finanziaria. Dovrebbe essere fatto ricorso al FEIS soltanto quando non sono disponibili, a condizioni ragionevoli, finanziamenti da altre fonti.

Emendamento  7

Proposta di regolamento

Considerando 16

Testo della Commissione

Emendamento

(16) Il FEIS dovrebbe interessare gli investimenti considerati sostenibili sul piano economico e fattibili sotto il profilo tecnico che, pur sempre soddisfacendo le condizioni specifiche per ottenere i finanziamenti del Fondo, possono comportare un grado appropriato di rischio.

(16) Il FEIS dovrebbe interessare gli investimenti considerati sostenibili sul piano economico e qualora abbiano un impatto ambientale e fattibili sotto il profilo tecnico che, pur sempre soddisfacendo le condizioni specifiche per ottenere i finanziamenti del Fondo, possono comportare un grado appropriato di rischio.

Emendamento  8

Proposta di regolamento

Considerando 17

Testo della Commissione

Emendamento

(17) È opportuno che un comitato per gli investimenti decida in merito al conferimento del sostegno del FEIS ai progetti infrastrutturali e ai progetti delle imprese a media capitalizzazione di grandi dimensioni. Tale comitato dovrebbe essere composto di esperti indipendenti dotati di conoscenze ed esperienza nel settore dei progetti di investimento. Il comitato per gli investimenti dovrebbe rispondere al comitato direttivo del FEIS, incaricato di vigilare sul conseguimento degli obiettivi del Fondo. Per mettere efficacemente a frutto l'esperienza del FEI, il FEIS dovrebbe sostenerne il finanziamento in modo da permettergli di realizzare singoli progetti che coinvolgano piccole e medie imprese e imprese a media capitalizzazione.

(17) È opportuno che un comitato per gli investimenti decida in merito al conferimento del sostegno del FEIS ai progetti infrastrutturali e ai progetti delle imprese a media capitalizzazione di grandi dimensioni. Tale comitato dovrebbe essere composto di esperti indipendenti dotati di conoscenze ed esperienza nel settore dei progetti di investimento nonché nei settori d'investimento interessati dal FEIS di cui all'articolo 2 bis, paragrafo 2, e da un rappresentante della Commissione europea. Tale rappresentate dovrebbe lavorare in stretta cooperazione con le competenti direzioni generali della Commissione, a seconda dei settori d'investimento dei progetti, e garantire e confermare la coerenza delle potenziali operazioni con le politiche dell'Unione. Il comitato per gli investimenti dovrebbe rispondere al comitato direttivo del FEIS, incaricato di vigilare sul conseguimento degli obiettivi del Fondo. Per mettere efficacemente a frutto l'esperienza del FEI, il FEIS dovrebbe sostenerne il finanziamento in modo da permettergli di realizzare singoli progetti che coinvolgano piccole e medie imprese e imprese a media capitalizzazione.

 

Emendamento  9

Proposta di regolamento

Considerando 20

Testo della Commissione

Emendamento

(20) A livello di progetti, i terzi possono cofinanziare con il FEIS singoli progetti o piattaforme d'investimento relative a particolari aree geografiche o settori tematici.

(20) A livello di progetti, i terzi possono cofinanziare con il FEIS singoli progetti o piattaforme d'investimento che possono essere relative a particolari aree geografiche o settori tematici.

Emendamento  10

Proposta di regolamento

Considerando 21 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(21 bis) Le considerazioni valide per i contributi al FEIS nel contesto della valutazione delle finanze pubbliche ai sensi dell'articolo 126 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea sono esposte nei particolari nella comunicazione della Commissione ("Sfruttare al meglio la flessibilità consentita dalle norme vigenti del patto di stabilità e crescita") del 13 gennaio 2015. I progetti approvati dagli organi direttivi del FEIS e conformi alle politiche dell'Unione sono considerati progetti aventi un autentico valore aggiunto europeo che meritano un trattamento differenziato nel quadro del patto di stabilità e crescita. Al fine di incoraggiare gli Stati membri, le banche di promozione nazionali e le piattaforme d'investimento a contribuire al FEIS e alle sue operazioni, tali contributi e partecipazioni ai progetti del FEIS dovrebbero essere considerati misure una tantum ai sensi dei regolamenti (CE) n. 1467/97 e (CE) n. 1467/97.

Emendamento  11

Proposta di regolamento

Considerando 21 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(21 ter) I contributi finanziari al FEIS o alle apposite piattaforme di investimento da parte degli Stati membri o delle banche di promozione nazionali non sono presi in considerazione dalla Commissione europea al momento di definire l'aggiustamento di bilancio né nel braccio preventivo né in quello correttivo del patto di stabilità e crescita. Inoltre, per utilizzare al meglio la flessibilità concessa dal patto, i contributi finanziari per conto dello Stato alle singole operazioni sostenute dal FEIS non sono presi in considerazione dalla Commissione europea al momento di definire l'aggiustamento di bilancio né nel braccio preventivo né in quello correttivo del patto.

Emendamento  12

Proposta di regolamento

Considerando 23

Testo della Commissione

Emendamento

(23) Data la necessità d'intervenire con urgenza nell'Unione, è possibile che nel corso del 2015 la BEI e il FEI finanzino altri progetti, che esulano dal consueto profilo, anteriormente all'entrata in vigore del presente regolamento. Per sfruttare al massimo i benefici delle misure previste dal presente regolamento, dovrebbe essere possibile inserire questi altri progetti nella copertura della garanzia dell'UE, sempre che soddisfino i criteri materiali stabiliti dal presente regolamento.

(23) Data la necessità d'intervenire con urgenza nell'Unione, è possibile che nel corso del 2015 la BEI e il FEI finanzino altri progetti, che esulano dal consueto profilo, anteriormente all'entrata in vigore del presente regolamento. Per sfruttare al massimo i benefici delle misure previste dal presente regolamento, dovrebbe essere possibile inserire questi altri progetti ex post nella copertura della garanzia dell'UE, sempre che soddisfino i criteri materiali stabiliti dal presente regolamento e che presentino un rapporto fra rischio e rendimento più elevato di quello dei progetti perseguiti dalla BEI, per apportare un valore aggiunto rispetto alle operazioni già esistenti.

Emendamento  13

Proposta di regolamento

Considerando 26

Testo della Commissione

Emendamento

(26) In parallelo alle operazioni di finanziamento che si espleteranno tramite il FEIS è opportuno creare un Polo europeo di consulenza sugli investimenti (EIAH) che offra un supporto potenziato allo sviluppo e alla preparazione di progetti in tutta l'UE muovendo dalle competenze della Commissione, della BEI, delle banche di promozione nazionali e delle autorità di gestione dei fondi strutturali e di investimento europei. Il Polo dovrebbe configurarsi come sportello unico per le questioni inerenti all'assistenza tecnica agli investimenti nell'Unione.

(26) In parallelo alle operazioni di finanziamento che si espleteranno tramite il FEIS è opportuno creare un Polo europeo di consulenza sugli investimenti (EIAH) che offra un supporto potenziato agli Stati membri e alle loro autorità, agli investitori privati e alle piattaforme di investimento a tutti i livelli per lo sviluppo e la preparazione di progetti in tutta l'UE muovendo dalle competenze della Commissione, della BEI, delle banche di promozione nazionali e delle autorità di gestione dei fondi strutturali e di investimento europei. Il Polo dovrebbe configurarsi come sportello unico per le questioni inerenti all'assistenza tecnica agli investimenti nell'Unione ove possibile in modo decentralizzato e senza alterare l'obiettivo dei programmi di assistenza tecnica in vigore né comprometterne la qualità o la capacità di svolgere i propri compiti specifici. Per garantire la diversificazione settoriale dei beneficiari degli strumenti finanziari e favorire una diversificazione geografica fra gli Stati membri, il comitato direttivo, tramite l'EIAH, dovrebbe fornire sostegno agli Stati membri e ai promotori dei progetti nello sviluppo di un'appropriata riserva di progetti da considerare per il finanziamento. Nel settore dei trasporti, l'EIAH dovrebbe lavorare in stretta collaborazione con la Commissione, con il sostegno dell'Agenzia esecutiva per l'innovazione e le reti, in particolare per quanto riguarda la conformità con la politica dell'Unione in materia di infrastrutture di trasporto. A tale riguardo, è opportuno che l'EIAH abbia conoscenze settoriali.

Emendamento  14

Proposta di regolamento

Considerando 27

Testo della Commissione

Emendamento

(27) A copertura dei rischi legati alla garanzia che l'UE offre alla BEI, è opportuno costituire un Fondo di garanzia, che dovrebbe essere alimentato da pagamenti graduali attinti al bilancio dell'Unione. In un secondo tempo il Fondo di garanzia dovrebbe incamerare anche le entrate e i rimborsi provenienti dai progetti beneficiari del sostegno del FEIS e gli importi recuperati dai debitori inadempienti laddove abbia già onorato la garanzia nei confronti della BEI.

(27) A copertura dei rischi legati alla garanzia che l'UE offre alla BEI, è opportuno costituire un Fondo di garanzia, che dovrebbe essere alimentato da pagamenti graduali attinti al bilancio dell'Unione. In un secondo tempo il Fondo di garanzia dovrebbe incamerare anche le entrate e i rimborsi provenienti dai progetti beneficiari del sostegno del FEIS, i rendimenti ottenuti dalle risorse del Fondo di garanzia investite e gli importi recuperati dai debitori inadempienti laddove abbia già onorato la garanzia nei confronti della BEI.

Emendamento  15

Proposta di regolamento

Considerando 29

Testo della Commissione

Emendamento

(29) Per finanziare parzialmente il contributo a carico del bilancio dell'Unione, è opportuno ridurre la dotazione disponibile, rispettivamente, per il Programma quadro di ricerca e innovazione 2014-2020 "Orizzonte 2020", di cui al regolamento (UE) n. 1291/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio2, e per il Meccanismo per collegare l'Europa, di cui al regolamento (UE) n. 1316/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio3. Benché il FEIS non ricalchi le finalità perseguite da questi due programmi, si prevede che la riduzione delle relative dotazioni per finanziare il Fondo di garanzia assicuri, in determinati settori che rientrano nel rispettivo mandato, un volume di investimenti maggiore di quello reso possibile dai programmi attuali. Il FEIS dovrebbe infatti riuscire a esercitare un effetto leva grazie alla garanzia dell'UE, moltiplicando le ricadute finanziarie nei settori della ricerca, sviluppo e innovazione e delle infrastrutture di trasporto, telecomunicazione ed energia con incidenza maggiore rispetto a quanto si verificherebbe se le risorse fossero devolute a sovvenzioni nel quadro dei previsti programmi Orizzonte 2020 e Meccanismo per collegare l'Europa. È pertanto opportuno stornare verso il FEIS parte dei fondi attualmente destinati a tali programmi.

 

(29) Il Fondo di garanzia dovrebbe essere parzialmente finanziato dal bilancio dell'Unione, utilizzando prioritariamente le risorse non assegnate, le eccedenze di bilancio, i meccanismi di flessibilità e tutti i meccanismi e le risorse di bilancio disponibili a titolo del regolamento che stabilisce il quadro finanziario pluriennale. La garanzia dovrebbe evitare di penalizzare i programmi che sono già dedicati agli investimenti, che mirano a promuovere la competitività e la crescita, che sono operativi e che prevedono la possibilità di utilizzare strumenti finanziari innovativi. Pertanto, solo in caso di domanda reale dimostrata, si dovrebbero ridurre le dotazioni disponibili dei programmi della rubrica 1A del quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020. In linea con i trattati, dovrebbe spettare all'autorità di bilancio autorizzare annualmente le linee di bilancio da utilizzare per finanziare il Fondo di garanzia. È opportuno rivalutare il finanziamento del Fondo di garanzia, per quanto concerne sia gli impegni che i pagamenti, alla fine del 2016, nel contesto della revisione intermedia del quadro finanziario pluriennale (a norma dell'articolo 2 del regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 del Consiglio). Solo in caso di domanda reale dimostrata e sulla base dell'analisi dei tassi di prestazione e di esecuzione dei diversi programmi, è opportuno identificare soluzioni di finanziamento alternative per evitare la riassegnazione dei fondi dalla rubrica 1A per il periodo 2016-2020.

__________________

 

2 Regolamento (UE) n. 1291/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, che istituisce il programma quadro di ricerca e innovazione (2014-2020) - Orizzonte 2020 e abroga la decisione n. 198 2/2006/CE (GU L 347 del 20.12.2013, pag. 104).

 

3 Regolamento (UE) n. 1316/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, che istituisce il meccanismo per collegare l'Europa e che modifica il regolamento (UE) n. 913/2010 e che abroga i regolamenti (CE) n. 680/2007 e (CE) n. 67/2010 (GU L 348 del 20.12.2013, pag. 129).

 

Emendamento  16

Proposta di regolamento

Considerando 33

Testo della Commissione

Emendamento

(33) Benché la BEI possa servirsi della riserva di progetti per individuare e selezionare i progetti che saranno sostenuti dal FEIS, detta riserva dovrebbe servire l'obiettivo più ampio di individuare i progetti in tutta l'Unione, ricomprendendo progetti in grado di essere finanziati totalmente dal settore privato o con l'ausilio di altri strumenti di livello europeo o nazionale. Il FEIS dovrebbe poter sostenere il finanziamento di progetti inclusi nella riserva e l'investimento negli stessi, ma non dovrebbe esistere alcun automatismo tra inserimento nell'elenco e accesso al sostegno del FEIS, che dovrebbe comunque godere del potere discrezionale di selezionare e sostenere progetti non inseriti nell'elenco.

(33) Benché la riserva di progetti possa essere utilizzata per individuare e selezionare i progetti che saranno sostenuti dal FEIS, detta riserva dovrebbe garantire la diversificazione settoriale e geografica e servire l'obiettivo più ampio di individuare i progetti in tutta l'Unione, ricomprendendo progetti in grado di essere finanziati totalmente dal settore privato o con l'ausilio di altri strumenti di livello europeo o nazionale. Il FEIS dovrebbe poter sostenere il finanziamento di progetti inclusi nella riserva e l'investimento negli stessi, ma non dovrebbe esistere alcun automatismo tra inserimento nell'elenco e accesso al sostegno del FEIS, che dovrebbe comunque godere del potere discrezionale di selezionare e sostenere progetti non inseriti nell'elenco.

Emendamento  17

Proposta di regolamento

Considerando 34

Testo della Commissione

Emendamento

(34) Ai fini dell'assolvimento dell'obbligo di rendiconto nei confronti dei cittadini europei, la BEI dovrebbe riferire periodicamente al Parlamento europeo e al Consiglio circa l'evoluzione del FEIS e gli effetti da esso prodotti.

(34) Ai fini dell'assolvimento dell'obbligo di rendiconto nei confronti dei cittadini europei, la Commissione, la BEI, il presidente del comitato direttivo del FEIS e l'amministratore delegato del comitato per gli investimenti dello stesso dovrebbero riferire periodicamente al Parlamento europeo e al Consiglio circa l'evoluzione del FEIS e gli effetti da esso prodotti.

Emendamento  18

Proposta di regolamento

Articolo 1 – paragrafo 1 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

La Commissione conclude con la Banca europea per gli investimenti (BEI) un accordo sull'istituzione del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) ("accordo sul FEIS").

La Commissione conclude con la Banca europea per gli investimenti (BEI) un accordo sull'istituzione del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) ("accordo sul FEIS") per il periodo 2015-2020.

Emendamento  19

Proposta di regolamento

Articolo 1 – paragrafo 1 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

Mettendo capacità di rischio a disposizione della BEI, il FEIS intende sostenere gli investimenti nell'Unione e offrire un maggiore accesso ai finanziamenti alle imprese che contano un massimo di 3 000 dipendenti, con particolare attenzione per le piccole e medie imprese.

Mettendo capacità di rischio a disposizione della BEI, il FEIS intende sostenere gli investimenti strategici per l'Unione e offrire un maggiore ed equo accesso ai finanziamenti alle imprese che contano un massimo di 3 000 dipendenti, con particolare attenzione per le piccole e medie imprese e le start-up innovative.

Emendamento  20

Proposta di regolamento

Articolo 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 1 bis

 

Definizione

 

Ai fini del presente regolamento, si intende per:

 

1) "piattaforma d'investimento", società veicolo, conti gestiti, accordi di cofinanziamento o di condivisione dei rischi basati su contratti che permettono di riunire le risorse di vari investitori. Le piattaforme d'investimento possono essere destinate a una zona geografica o a un settore specifici ed essere gestite da un ente pubblico o privato;

 

2) "Istituti o banche di promozione nazionali", soggetti giuridici che espletano attività finanziarie su base professionale, cui è stato conferito un mandato pubblico da uno Stato membro, a livello centrale, regionale o locale, per svolgere attività di sviluppo pubblico o promozionali.

Emendamento  21

Proposta di regolamento

Articolo 2 – paragrafo 1 – comma 1 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

b) l'ammontare e i termini del contributo finanziario fornito dalla BEI tramite il FEIS;

b) l'ammontare e i termini del contributo finanziario fornito dalla BEI tramite il FEIS che non è inferiore a 5 000 000 000 di EUR di garanzia;

Emendamento  22

Proposta di regolamento

Articolo 2 – paragrafo 2 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

L'accordo sul FEIS prevede la creazione del Polo europeo di consulenza sugli investimenti (EIAH) nel quadro della BEI. L'EIAH è volto a offrire, muovendo dagli attuali servizi di consulenza della BEI e della Commissione, consulenza per l'individuazione, la preparazione e lo sviluppo di progetti di investimento e a fungere da polo unico di consulenza tecnica sul finanziamento di progetti nell'Unione. Questa funzione di supporto riguarda l'uso dell'assistenza tecnica per la strutturazione dei progetti, l'uso di strumenti finanziari innovativi, il ricorso a partenariati pubblico-privato e l'opportuna consulenza sull'applicabile normativa dell'UE.

L'accordo sul FEIS prevede la creazione del Polo europeo di consulenza sugli investimenti (EIAH) nel quadro della BEI. L'EIAH è volto a offrire, muovendo dagli attuali servizi di consulenza della BEI e della Commissione, ove possibile in modo decentrato, e integrandoli, consulenza agli Stati membri e alle loro autorità, agli investitori privati e alle piattaforme di investimento a tutti i livelli per l'individuazione, la preparazione e lo sviluppo di progetti di investimento e a fungere da polo unico di consulenza tecnica sul finanziamento di progetti nell'Unione. Questa funzione di supporto riguarda l'uso dell'assistenza tecnica per la strutturazione dei progetti, l'uso di strumenti finanziari innovativi, il ricorso a partenariati pubblico-privato e l'opportuna consulenza sull'applicabile normativa dell'UE.

Emendamento  23

Proposta di regolamento

Articolo 3 – paragrafo 1 bis (nuovo)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

1 bis. Alla Commissione è conferito il potere di adottare l'accordo sul FEIS mediante un atto delegato, conformemente all'articolo 17 del presente regolamento.

Emendamento  24

Proposta di regolamento

Articolo 3 – paragrafo 2 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

Finché l'Unione e la BEI restano gli unici contributori al FEIS, il numero dei membri e dei voti in seno al comitato direttivo è assegnato in base all'entità del rispettivo contributo corrisposto in contanti o sotto forma di garanzia.

Finché l'Unione e la BEI restano gli unici contributori al FEIS, il comitato direttivo è composto di cinque membri, quattro dei quali sono nominati dalla Commissione europea e uno dalla BEI. Il comitato direttivo elegge il presidente tra i suoi membri per un mandato di tre anni rinnovabile. Il numero dei membri e dei voti dell'Unione riflette i contributi settoriali provenienti dal bilancio dell'Unione conformemente ai diversi settori politici di cui all'articolo 5, paragrafo 2.

Emendamento  25

Proposta di regolamento

Articolo 3 – paragrafo 2 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

Il comitato direttivo decide per consenso.

Il comitato direttivo si riunisce almeno una volta ogni trimestre e decide per consenso. Nel determinare la politica relativa ai progetti e l'indirizzo strategico previsti al paragrafo 1, e per evitare un'esposizione eccessiva, il comitato direttivo deve garantire la diversificazione settoriale dei beneficiari.

Emendamento  26

Proposta di regolamento

Articolo 3 – paragrafo 5

Testo della Commissione

Emendamento

L'accordo sul FEIS prevede che questo abbia un comitato per gli investimenti, responsabile dell'esame delle potenziali operazioni, in linea con le politiche d'investimento del FEIS, e dell'approvazione dell'assistenza della garanzia dell'UE ad operazioni conformi all'articolo 5, a prescindere dall'ubicazione geografica.

L'accordo sul FEIS prevede che questo abbia un comitato per gli investimenti, responsabile dell'esame delle potenziali operazioni, in linea con le politiche d'investimento del FEIS, e dell'approvazione dell'assistenza della garanzia dell'UE ad operazioni conformi all'articolo 5, a prescindere dall'ubicazione geografica.

Il comitato per gli investimenti è composto da sei esperti indipendenti e dall'amministratore delegato. Gli esperti indipendenti, che vantano una vasta e pertinente esperienza di mercato nel finanziamento di progetti, sono nominati dal comitato direttivo per un mandato di tre anni rinnovabile.

Il comitato per gli investimenti è composto da otto esperti indipendenti, dall'amministratore delegato e da un rappresentante della Commissione europea. Gli esperti indipendenti, che vantano una vasta e pertinente esperienza di mercato nel finanziamento di progetti, come anche nei settori di investimento interessati dal FEIS quali definiti all'articolo 5, paragrafo 2, sono nominati dal comitato direttivo per un mandato di tre anni rinnovabile per un massimo di 6 anni in totale. La loro assunzione segue una procedura trasparente e la loro dichiarazione di interessi finanziari è trasmessa alla Commissione, al Parlamento europeo e al Consiglio. Il rappresentante della Commissione non ha diritto di voto ma conferma la coerenza delle potenziali operazioni con le politiche dell'Unione. Tale rappresentante opera in stretta collaborazione con le competenti direzioni generali della Commissione a seconda dei settori d'investimento dei progetti. Nel settore dei trasporti, il comitato per gli investimenti tiene conto delle raccomandazioni espresse dalla competente direzione generale della Commissione.

Il comitato per gli investimenti decide a maggioranza semplice.

Il comitato per gli investimenti decide a maggioranza semplice e con l'approvazione del comitato direttivo.

Emendamento  27

Proposta di regolamento

Articolo 4 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

L'Unione presta alla BEI una garanzia ("garanzia dell'UE") per le operazioni di finanziamento o di investimento nell'Unione contemplate dal presente regolamento. La garanzia dell'UE è concessa a copertura degli strumenti di cui all'articolo 6 sotto forma di garanzia su richiesta.

L'Unione presta alla BEI, tramite il FEIS, una garanzia irrevocabile e incondizionata ("garanzia dell'UE") per le operazioni di finanziamento o di investimento nell'Unione contemplate dal presente regolamento. La garanzia dell'UE è concessa a copertura degli strumenti di cui all'articolo 6 sotto forma di garanzia su richiesta. La garanzia è disponibile per progetti in paesi terzi purché prevedano una cooperazione transfrontaliera con uno Stato membro ed esista un accordo scritto tra i paesi interessati dal progetto.

Emendamento  28

Proposta di regolamento

Articolo 5

Testo della Commissione

Emendamento

Articolo 5

Articolo 5

Condizioni d'impiego della garanzia dell'UE

Condizioni d'impiego della garanzia dell'UE

1. La concessione della garanzia dell'UE è subordinata all'entrata in vigore dell'accordo sul FEIS.

1. La concessione della garanzia dell'UE è subordinata all'entrata in vigore dell'accordo sul FEIS.

2. La garanzia dell'UE è concessa per le operazioni di finanziamento e di investimento della BEI approvate dal comitato per gli investimenti previsto all'articolo 3, paragrafo 5, o per il finanziamento del FEI finalizzato all'esecuzione di operazioni di finanziamento o di investimento della BEI a norma dell'articolo 7, paragrafo 2. Le operazioni sono conformi alle politiche dell'Unione e funzionali a uno degli obiettivi generali seguenti:

2. La garanzia dell'UE è concessa, previa approvazione del comitato direttivo, per le operazioni di finanziamento e di investimento della BEI approvate dal comitato per gli investimenti previsto all'articolo 3, paragrafo 5, o per il finanziamento del FEI, a norma dell'articolo 7, paragrafo 2, finalizzato all'esecuzione di operazioni di finanziamento o di investimento della BEI approvate dal comitato per gli investimenti. Le operazioni sono conformi alle politiche dell'Unione e funzionali a uno degli obiettivi generali seguenti:

a) sviluppo delle infrastrutture, compreso nel settore dei trasporti, specialmente negli agglomerati industriali, nel settore dell'energia, soprattutto in termini di interconnessioni energetiche, e nel settore digitale;

a) sviluppo delle infrastrutture di trasporto esistenti o mancanti o di nuove infrastrutture, così come di tecnologie innovative, in conformità dei regolamenti (UE) n. 1316/2013 (meccanismo per collegare l'Europa) e n. 1315/2013 (orientamenti TEN-T), nella misura in cui riguardano la rete centrale e la rete globale, nonché le priorità orizzontali;

b) investimenti nei settori dell'istruzione e formazione, sanità, ricerca e sviluppo, tecnologie dell'informazione e della comunicazione, e innovazione;

b) sviluppo di progetti concernenti una mobilità urbana intelligente e sostenibile, comprendenti obiettivi in materia di accessibilità, riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, energia e incidenti;

c) espansione delle energie rinnovabili e dell'efficienza energetica e delle risorse;

c) sviluppo e ammodernamento dell'infrastruttura energetica conformemente alle priorità dell'Unione dell'energia e dei quadri 2020, 2030 e 2050 per il clima e l'energia, in particolare interconnessioni, reti intelligenti a livello di distribuzione, stoccaggio dell'energia e sincronizzazione dei mercati;

 

d) progetti infrastrutturali nei settori dell'ambiente, risorse naturali, sviluppo urbano e società;

d) espansione delle energie rinnovabili, dell'efficienza nell'uso delle risorse, dell'efficienza energetica e del risparmio energetico, con particolare attenzione alla riduzione della domanda attraverso la sua gestione e la ristrutturazione edilizia;

e) sostegno finanziario alle imprese di cui all'articolo 1, paragrafo 1, anche sotto forma di finanziamento del capitale di esercizio con capitale di rischio.

e) sviluppo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, delle infrastrutture digitali e delle telecomunicazioni e delle reti a banda larga in tutto il territorio dell'Unione;

 

f) sviluppo di progetti sinergici tra le reti transeuropee di trasporto, telecomunicazione ed energia di cui al regolamento (UE) n. 1315/2013;

 

g) investimenti nell'innovazione, nella ricerca e nello sviluppo, tra cui infrastrutture di ricerca, progetti pilota e di dimostrazione, collaborazioni tra mondo accademico e industria, nonché nel trasferimento di conoscenza e tecnologia;

 

h) investimenti nell'istruzione, nella formazione e nelle capacità imprenditoriali;

 

i) investimenti in soluzioni innovative nell'ambito della sanità, quali la sanità elettronica e nuovi medicinali efficaci, nonché nel settore sociale;

 

j) investimenti nelle industrie culturali e creative;

 

k) investimenti in progetti e infrastrutture nel campo della protezione e gestione dell'ambiente; rafforzamento dei servizi ecosistemici e dello sviluppo urbano sostenibile;

 

l) sostegno finanziario, anche sotto forma di finanziamento del capitale di esercizio con capitale di rischio, a PMI, start up, spin-off e imprese a media capitalizzazione di piccole dimensioni mediante il FEI, nonché alle imprese a media capitalizzazione, al fine di garantire la leadership tecnologica nei settori innovativi e sostenibili;

 

m) finanziamento di progetti conformi agli obiettivi di Orizzonte 2020 e del meccanismo per collegare l'Europa;

 

Il FEIS sosterrà solo i progetti e le operazioni che:

 

a) hanno un valore aggiunto europeo e sono coerenti con le politiche dell'Unione, conformemente alla strategia Europa 2020, e sono in grado di creare una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva; le operazioni dovranno essere conformi agli obiettivi di cui all'articolo 9 del regolamento (UE) n. 1303/2013 come pure all'articolo 10 e all'allegato I di tale regolamento;

 

b) sono economicamente e tecnicamente sostenibili;

 

c) garantiscono l'addizionalità, dal momento che non potrebbero essere realizzate diversamente con gli attuali strumenti di finanziamento dell'Unione;

 

d) ottimizzano, ove possibile, la mobilitazione del capitale del settore privato;

 

e) sono sostenibili e presentano un beneficio netto per la società e un valore aggiunto comprovati in termini di creazione di posti di lavoro sostenibili, investimenti e competitività, tenendo conto dei costi e dei benefici del progetto durante tutta la sua durata prevista.

 

Il FEIS offre un accesso privilegiato alle garanzie per i progetti e gli attori di piccole dimensioni, seguendo una strategia di riduzione del rischio. A tal fine, la garanzia dell'UE è concessa, tra le altre cose, per l'istituzione di:

 

– un fondo specifico per l'efficienza energetica a copertura di un importo di garanzia di almeno 5 miliardi di EUR, in particolare a sostegno di progetti promossi da città e amministrazioni locali;

 

– un fondo specifico per le PMI a copertura di un importo di almeno 5 miliardi di EUR e attuato dal FEI come definito all'articolo 7.

 

Gli investimenti sono in linea con gli orientamenti in materia di investimenti e i criteri adottati dalla BEI il 23 luglio 2013.

La garanzia dell'UE è concessa inoltre per il sostegno di piattaforme d'investimento dedicate e di banche di promozione nazionali, per il tramite della BEI, che investono in operazioni conformi ai requisiti stabiliti dal presente regolamento. In tal caso, il comitato direttivo traccia la linea politica relativa alle piattaforme d'investimento ammissibili.

La garanzia dell'UE è concessa inoltre per il sostegno di piattaforme d'investimento dedicate e di banche di promozione nazionali, per il tramite della BEI, che investono in operazioni conformi ai requisiti stabiliti dal presente regolamento. In tal caso, il comitato direttivo traccia la linea politica relativa alle piattaforme d'investimento ammissibili.

3. In conformità all'articolo 17 del suo statuto, la BEI imputa ai beneficiari delle operazioni di finanziamento le spese da essa sostenute in relazione al FEIS. Fatti salvi il secondo e il terzo comma, nessuna spesa amministrativa o di altra natura sostenuta dalla BEI per le attività di finanziamento e di investimento condotte a norma del presente regolamento è coperta dal bilancio dell'Unione.

3. In conformità all'articolo 17 del suo statuto, la BEI imputa ai beneficiari delle operazioni di finanziamento le spese da essa sostenute in relazione al FEIS. Fatti salvi il secondo e il terzo comma, nessuna spesa amministrativa o di altra natura sostenuta dalla BEI per le attività di finanziamento e di investimento condotte a norma del presente regolamento è coperta dal bilancio dell'Unione.

Entro un limite complessivo massimo pari all'1% degli obblighi totali di garanzia dell'UE in essere, la BEI può attivare la garanzia dell'UE a norma dell'articolo 2, paragrafo 1, lettera e), a copertura delle spese che, sebbene imputate ai beneficiari delle operazioni di finanziamento, non sono state recuperate.

Entro un limite complessivo massimo pari all'1% degli obblighi totali di garanzia dell'UE in essere, la BEI può attivare la garanzia dell'UE a norma dell'articolo 2, paragrafo 1, lettera e), a copertura delle spese che, sebbene imputate ai beneficiari delle operazioni di finanziamento, non sono state recuperate.

Possono essere coperte dal bilancio dell'Unione le spese sostenute dalla BEI per erogare al FEI, per conto del FEIS, un finanziamento assistito dalla garanzia dell'UE a norma dell'articolo 7, paragrafo 2.

Possono essere coperte dal bilancio dell'Unione le spese sostenute dalla BEI per erogare al FEI, per conto del FEIS, un finanziamento assistito dalla garanzia dell'UE a norma dell'articolo 7, paragrafo 2.

4. A condizione che siano soddisfatti tutti i pertinenti criteri di ammissibilità, gli Stati membri possono ricorrere ai fondi strutturali e di investimento europei per contribuire al finanziamento dei progetti ammissibili nei quali la BEI investe con l'assistenza della garanzia dell'UE.

4. A condizione che siano soddisfatti tutti i pertinenti criteri di ammissibilità, gli Stati membri possono ricorrere a qualsiasi tipo di finanziamento dell'Unione, inclusi i fondi strutturali e di investimento europei, per contribuire al finanziamento dei progetti ammissibili nei quali la BEI investe con l'assistenza della garanzia dell'UE.

 

La Commissione, la BEI e gli Stati membri provvedono affinché tutti gli investimenti che beneficiano del sostegno del FEIS tengano conto del loro impatto per settore, a livello locale e regionale, sulla coesione economica, sociale e territoriale, aumentando la domanda senza incidere sull'offerta, e affinché promuovano sinergie e un coordinamento efficace tra il FEIS e i fondi strutturali e di investimento europei, al fine di garantire che essi contribuiscano alla realizzazione della coesione economica, sociale e territoriale dell'Unione e alla riduzione della disoccupazione.

Emendamento  29

Proposta di regolamento

Articolo 8 – paragrafo 2 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

a) pagamenti provenienti dal bilancio generale dell'Unione;

a) contributi provenienti dal bilancio generale dell'Unione;

Emendamento  30

Proposta di regolamento

Articolo 8 – paragrafo 2 – lettera d

Testo della Commissione

Emendamento

d) pagamenti di altra natura ricevuti dall'Unione in virtù dell'accordo sul FEIS.

d) contributi di altra natura ricevuti dall'Unione in virtù dell'accordo sul FEIS.

Emendamento  31

Proposta di regolamento

Articolo 8 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3. Le risorse che alimentano il Fondo di garanzia previste al paragrafo 2, lettere c) e d), costituiscono entrate con destinazione specifica interne ai sensi dell'articolo 21, paragrafo 4, del regolamento (UE) n. 966/2012.

3. Le risorse che alimentano il Fondo di garanzia previste al paragrafo 2, lettere b), c) e d), costituiscono entrate con destinazione specifica interne ai sensi dell'articolo 21, paragrafo 4, del regolamento (UE) n. 966/2012.

Emendamento  32

Proposta di regolamento

Articolo 8 – paragrafo 5 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

Inizialmente l'importo obiettivo è raggiunto mediante il versamento graduale delle risorse di cui al paragrafo 2, lettera a). Se nel periodo di costituzione iniziale del Fondo di garanzia è stata attivata la garanzia, anche le risorse di alimentazione di detto fondo di cui al paragrafo 2, lettere b), c) e d), concorrono al raggiungimento dell'importo obiettivo per un importo massimo pari all'ammontare attivato della garanzia.

Inizialmente l'importo obiettivo è raggiunto mediante la mobilitazione graduale delle risorse di cui al paragrafo 2, lettera a). Se nel periodo di costituzione iniziale del Fondo di garanzia è stata attivata la garanzia, anche le risorse di alimentazione di detto fondo di cui al paragrafo 2, lettere b), c) e d), concorrono al raggiungimento dell'importo obiettivo per un importo massimo pari all'ammontare attivato della garanzia.

Emendamento  33

Proposta di regolamento

Articolo 8 – paragrafo 5 bis (nuovo)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

5 bis . Fatto salvo l'articolo 8, paragrafo 5, l'importo obiettivo è raggiunto mediante impegni di bilancio graduali al Fondo di garanzia che saranno decisi nel quadro della procedura annuale di bilancio, utilizzando ogni eccedenza di bilancio iscritta nel bilancio generale dell'Unione europea e tutte le risorse di bilancio disponibili, e tenendo debitamente conto di tutti i mezzi a disposizione a norma del regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 del Consiglio, del 2 dicembre 2013, che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020, in particolare:

 

i) il margine globale per i pagamenti;

 

ii) il margine globale per gli impegni;;

 

iii) lo strumento di flessibilità;

 

iv) il margine per imprevisti.

 

In caso di domanda reale dimostrata e quale soluzione di ultima istanza, nel pieno rispetto dei punti 17 e 18 dell'accordo interistituzionale del 2 dicembre 2013, i fondi dei programmi pluriennali di cui alla rubrica 1a possono essere riassegnati se tali programmi presentano impegni insufficienti.

Emendamento  34

Proposta di regolamento

Articolo 8 – paragrafo 5 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

5 ter. Il finanziamento del Fondo di garanzia per quanto concerne gli stanziamenti di impegno e gli stanziamenti di pagamento è sottoposto a revisione nel quadro del riesame/revisione intermedia del QFP 2014-2020, che sarà avviata entro la fine del 2016 conformemente all'articolo 2 del regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 del Consiglio, del 2 dicembre 2013, che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020. In caso di domanda reale dimostrata e sulla base dell'analisi dei tassi di rendimento e di esecuzione dei diversi programmi, si individuano soluzioni di finanziamento alternative per evitare la riassegnazione dei fondi della rubrica 1a per il periodo 2016-2020.

 

Qualora, nel quadro della procedura di bilancio annuale, negli anni precedenti il riesame/revisione del QFP siano state decise riassegnazioni da programmi UE quali fonti di finanziamento della garanzia dell'Unione, il Parlamento europeo e il Consiglio esaminano in tale occasione il modo per compensarle nella massima misura possibile.

Emendamento  35

Proposta di regolamento

Articolo 8 – paragrafo 7 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

a) l'eccedenza è versata in un'unica operazione a una rubrica speciale dello stato delle entrate del bilancio generale dell'Unione europea dell'esercizio n+1;

a) l'eccedenza è versata in un'unica operazione a una rubrica speciale dello stato delle entrate del bilancio generale dell'Unione europea dell'esercizio n+1 ed è riassegnata a programmi le cui dotazioni sono state ridotte per finanziare il Fondo di garanzia, se del caso e come previsto dal paragrafo 5 bis (nuovo), a compensazione delle perdite;

Emendamento  36

Proposta di regolamento

Articolo 9

Testo della Commissione

Emendamento

1. La Commissione e la BEI promuovono, con l'ausilio degli Stati membri, la costituzione di una riserva trasparente di progetti di investimento attuali e potenzialmente futuri nell'Unione. La riserva lascia impregiudicata la selezione dei progetti ammessi al sostegno ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 5.

1. La Commissione e la BEI creano, con l'ausilio degli Stati membri, una riserva trasparente di progetti di investimento attuali e potenziali nell'Unione. La riserva lascia impregiudicata la selezione dei progetti ammessi al sostegno ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 5. Nel settore dei trasporti, la riserva dovrebbe basarsi sulle priorità e i progetti identificati nel regolamento (UE) n. 1315/2013 relativo alla TEN-T e nel regolamento (UE) n. 1316/2013 relativo al meccanismo per collegare l'Europa.

2. La Commissione e la BEI sviluppano, aggiornano e divulgano, periodicamente e in modo strutturato, le informazioni sugli investimenti attuali e futuri che apportano un contributo materiale verso il conseguimento degli obiettivi politici dell'UE.

2. La Commissione e la BEI sviluppano, aggiornano e divulgano, periodicamente e in modo trasparente e strutturato, le informazioni sugli investimenti attuali e futuri che apportano un contributo materiale verso il conseguimento degli obiettivi politici dell'UE.

3. Gli Stati membri sviluppano, aggiornano e divulgano, periodicamente e in modo strutturato, le informazioni sui progetti di investimento attuali e futuri nel rispettivo territorio.

3. Gli Stati membri sviluppano, aggiornano e divulgano, periodicamente e in modo trasparente e strutturato, le informazioni sui progetti di investimento attuali e futuri nel rispettivo territorio.

Emendamento  37

Proposta di regolamento

Articolo 10 – paragrafo 2 – lettera a bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

a bis) una valutazione dell'impatto socioeconomico e ambientale dei progetti finanziati a titolo del FEIS, sulla base di un elenco di indicatori di prestazione. Per le operazioni nel settore dei trasporti, la valutazione si basa sull'elenco di indicatori di cui all'articolo 4, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 1316/2013 (MCE);

Emendamento  38

Proposta di regolamento

Articolo 10 – paragrafo 2 – lettera e bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

e bis) una valutazione delle attività svolte dall'EIAH;

Emendamento  39

Proposta di regolamento

Articolo 11

Testo della Commissione

Emendamento

Articolo 11

Articolo 11

Obbligo di rendiconto

Obbligo di rendiconto

1. Su richiesta del Parlamento europeo, l'amministratore delegato partecipa a un'audizione del Parlamento europeo dedicata alle prestazioni del FEIS.

1. Su richiesta del Parlamento europeo, e almeno una volta all'anno, il presidente e l'amministratore delegato partecipano a un'audizione congiunta delle commissioni competenti del Parlamento europeo dedicata alle prestazioni del FEIS.

2. L'amministratore delegato risponde oralmente o per iscritto alle interrogazioni rivolte al FEIS dal Parlamento europeo entro cinque settimane dal ricevimento dell'interrogazione.

2. L'amministratore delegato risponde oralmente o per iscritto alle interrogazioni rivolte al FEIS dal Parlamento europeo entro cinque settimane dal ricevimento dell'interrogazione.

3. Su richiesta del Parlamento europeo, la Commissione gli riferisce in merito all'applicazione del presente regolamento.

3. Su richiesta del Parlamento europeo e almeno una volta all'anno, la Commissione gli riferisce in merito all'applicazione del presente regolamento.

Emendamento  40

Proposta di regolamento

Articolo 12 – paragrafo 2 – parte introduttiva

Testo della Commissione

Emendamento

2. Entro il 30 giugno 2018 e successivamente ogni tre anni:

2. Entro il 30 giugno 2018, successivamente ogni due anni ed entro 6 mesi dalla data di cessazione dell'accordo sul FEIS:

Emendamento  41

Proposta di regolamento

Articolo 13 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

Conformemente alla propria politica di trasparenza in materia di accesso ai documenti e alle informazioni, la BEI mette a disposizione del pubblico sul suo sito Internet le informazioni relative a tutte le sue operazioni di finanziamento e di investimento e al contributo che esse apportano al conseguimento degli obiettivi generali di cui all'articolo 5, paragrafo 2.

Conformemente alla propria politica di trasparenza in materia di accesso ai documenti e alle informazioni, la BEI mette a disposizione del pubblico sul suo sito Internet le informazioni relative a tutte le sue operazioni di finanziamento e di investimento e al contributo che esse apportano al conseguimento degli obiettivi generali e altri criteri di ammissibilità di cui all'articolo 5. Il Parlamento europeo e la BEI intrattengono uno scambio periodico di informazioni sulle operazioni di finanziamento e di investimento condotte dalla BEI a norma del presente regolamento.

Emendamento  42

Proposta di regolamento

Articolo 17 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 17 bis

 

Clausola sugli investimenti

 

In relazione all'articolo 5, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1466/97 e all'articolo 3, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 1467/97, i seguenti contributi sono considerati misure una tantum:

 

a) i contributi finanziari al FEIS da parte degli Stati membri o delle banche di promozione nazionali;

 

b) i contributi finanziari alle piattaforme d'investimento ammissibili a norma del presente regolamento da parte degli Stati membri o delle banche di promozione nazionali;

 

c) i contributi finanziari a nome dello Stato per le operazioni finanziate dal FEIS.

 

Tutti i contributi finanziari di cui al paragrafo 1 contribuiscono al conseguimento degli obiettivi politici dell'Unione e sono considerati un fattore significativo ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1467/97, in modo che non possano comportare un superamento del valore di riferimento di cui all'articolo 126, paragrafo 2, del TFUE.

Emendamento  43

Proposta di regolamento

Articolo 18

Testo della Commissione

Emendamento

Articolo 18

soppresso

Modifica del regolamento (UE) n. 1291/2013

 

Il regolamento (UE) n. 1291/2013 è così modificato:

 

1) all'articolo 6, i paragrafi 1, 2 e 3 sono sostituiti dai seguenti:

 

"1. La dotazione finanziaria per l'attuazione di Orizzonte 2020 è fissata a 74 328,3 milioni di EUR a prezzi correnti, dei quali un massimale di 71 966,9 milioni di EUR è destinato alle attività del titolo XIX del TFUE.

 

Gli stanziamenti annuali sono autorizzati dal Parlamento europeo e dal Consiglio nei limiti del quadro finanziario pluriennale.

 

2. Gli importi destinati alle attività del titolo XIX del TFUE sono distribuiti fra le priorità di cui all'articolo 5, paragrafo 2, del presente regolamento con le seguenti modalità:

 

a) Eccellenza scientifica, 23 897,0 milioni di EUR a prezzi correnti;

 

b) Leadership industriale, 16 430,5 milioni di EUR a prezzi correnti;

 

c) Sfide per la società, 28 560,7 milioni di EUR a prezzi correnti.

 

L'importo complessivo massimo del contributo finanziario dell'Unione proveniente da Orizzonte 2020 agli obiettivi specifici stabiliti all'articolo 5, paragrafo 3, e per le azioni dirette non nucleari del CCR è il seguente:

 

i) Diffondere l'eccellenza e ampliare la partecipazione, 782,3 milioni di EUR a prezzi correnti;

 

ii) Scienza con e per la società, 443,8 milioni di EUR a prezzi correnti;

 

iii) Azioni dirette non nucleari del CCR, 1 852,6 milioni di EUR a prezzi correnti.

 

La ripartizione indicativa per le priorità e gli obiettivi specifici di cui all'articolo 5, paragrafi 2 e 3, è stabilita all'allegato II.

 

3. L'EIT è finanziato mediante un contributo massimo proveniente da Orizzonte 2020 pari a 2 361,4 milioni di EUR a prezzi correnti, come stabilito all'allegato II.";

 

2) l'allegato II è sostituito dall'allegato I del presente regolamento.

 

Emendamento  44

Proposta di regolamento

Articolo 19

Testo della Commissione

Emendamento

Articolo 19

soppresso

Modifica del regolamento (UE) n. 1316/2013

 

L'articolo 5, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 1316/2013 è sostituito dal seguente:

 

"1. La dotazione finanziaria per l'attuazione dell'MCE per il periodo 2014-2020 ammonta a 29 942 259 000 (*) EUR a prezzi correnti. Tale importo è ripartito come segue:

 

a) settore dei trasporti: 23 550 582 000 EUR, di cui 11 305 500 000 EUR trasferiti dal Fondo di coesione e destinati ad essere spesi in conformità alle disposizioni del presente regolamento esclusivamente negli Stati membri ammissibili al finanziamento del Fondo di coesione;

 

b) settore delle telecomunicazioni: 1 041 602 000 EUR;

 

c) settore dell'energia: 5 350 075 000 EUR.

 

Tali importi non pregiudicano l'applicazione del meccanismo di flessibilità previsto dal regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 del Consiglio(*).

 

(*) Regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 del Consiglio, del 2 dicembre 2013, che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020 (GU L 347 del 20.12.2013, pag. 884)."

 

Emendamento  45

Proposta di regolamento

Allegato 1

Testo della Commissione

Emendamento

[...]

soppresso

PROCEDURA

Titolo

Fondo europeo per gli investimenti strategici

Riferimenti

COM(2015)0010 – C8-0007/2015 – 2015/0009(COD)

Commissioni competenti per il merito

Annuncio in Aula

BUDG

28.1.2015

ECON

28.1.2015

 

 

Parere espresso da

Annuncio in Aula

TRAN

28.1.2015

Commissioni associate - annuncio in aula

9.3.2015

Articolo 55 – Riunioni congiunte delle commissioni

Annuncio in Aula

9.3.2015

Approvazione

14.4.2015

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

43

3

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Daniela Aiuto, Lucy Anderson, Inés Ayala Sender, Georges Bach, Izaskun Bilbao Barandica, Deirdre Clune, Michael Cramer, Luis de Grandes Pascual, Andor Deli, Karima Delli, Isabella De Monte, Ismail Ertug, Jacqueline Foster, Bruno Gollnisch, Tania González Peñas, Dieter-Lebrecht Koch, Stelios Kouloglou, Merja Kyllönen, Miltiadis Kyrkos, Bogusław Liberadzki, Peter Lundgren, Georg Mayer, Gesine Meissner, Cláudia Monteiro de Aguiar, Renaud Muselier, Jens Nilsson, Markus Pieper, Salvatore Domenico Pogliese, Tomasz Piotr Poręba, Gabriele Preuß, Christine Revault D'Allonnes Bonnefoy, Dominique Riquet, Massimiliano Salini, David-Maria Sassoli, Claudia Schmidt, Keith Taylor, Pavel Telička, István Ujhelyi, Wim van de Camp, Janusz Zemke, Kosma Złotowski

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Rosa D'Amato, Markus Ferber, Olga Sehnalová, Patricija Šulin

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Elżbieta Katarzyna Łukacijewska

(1)

COM(2015)12 "Sfruttare al meglio la flessibilità consentita dalle norme vigenti del patto di stabilità e crescita".

(2)

Risoluzione del Parlamento europeo, del 6 luglio 2010, su un futuro sostenibile per i trasporti P7_TA(2010)0260, paragrafo 32.


PARERE della commissione per il controllo dei bilanci (14.4.2015)

destinato alla commissione per i bilanci e alla commissione per i problemi economici e monetari

sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al Fondo europeo per gli investimenti strategici e che modifica i regolamenti (UE) nn. 1291/2013 e 1316/2013

(COM(2015)0010 – C8‑0007/2015 – 2015/0009(COD))

Relatore per parere: Michael Theurer

BREVE MOTIVAZIONE

Il parere della commissione CONT verte su tematiche relative alla sana gestione finanziaria, in particolare sull'articolo 14 della proposta di regolamento: revisione contabile della Corte dei conti.

La Corte dei conti dovrebbe avere il diritto di svolgere revisioni contabili delle attività effettuate a norma del regolamento in questione, dal momento che si tratta di attività inerenti alla gestione delle entrate e delle spese dell'Unione ai sensi dell'articolo 287 TFUE. È importante evidenziare in particolare che:

1.  il FEIS è definito un meccanismo di garanzia chiaramente identificabile e trasparente e che la garanzia è alimentata per lo più dal bilancio dell'Unione;

2.  i membri del comitato per gli investimenti sono designati su proposta della Commissione;

3.  la Commissione sarà rappresentata dal comitato direttivo del FEIS;

4.  la Commissione è membro del consiglio di amministrazione della BEI ed è consultata prima che la BEI approvi ogni singola operazione di finanziamento e di investimento;

5.  il Polo europeo di consulenza sugli investimenti (EIAH) si avvarrà in parte dei servizi di consulenza esistenti della Commissione;

6.  le risorse del fondo di garanzia saranno gestite dalla Commissione;

7.  la Commissione e la BEI promuovono, con l'ausilio degli Stati membri, la costituzione di una riserva trasparente di progetti di investimento attuali e potenzialmente futuri nell'Unione.

EMENDAMENTI

La commissione per il controllo dei bilanci invita la commissione per i bilanci e la commissione per i problemi economici e monetari, competenti per il merito, a prendere in considerazione i seguenti emendamenti:

Emendamento  1

Proposta di regolamento

Visto 4

Testo della Commissione

Emendamento

visti i pareri del Comitato economico e sociale europeo e del Comitato delle regioni,

visti i pareri del Comitato economico e sociale europeo, del Comitato delle regioni e della Corte dei conti europea,

Emendamento  2

Proposta di regolamento

Considerando 7 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(7 bis) Il 12 marzo 2015 la Corte dei conti ha approvato il suo parere n. 4/2015 a norma dell'articolo 287, paragrafo 4, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE)), concernente la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al Fondo europeo per gli investimenti strategici e che modifica i regolamenti (UE) nn. 1291/2013 e 1316/2013, in cui illustra le proprie osservazioni riguardanti la proposta della Commissione e avanza suggerimenti per migliorare il regolamento.

Emendamento  3

Proposta di regolamento

Considerando 9 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(9 bis) L'opportunità di un investimento dovrebbe essere valutata altresì in funzione della sua capacità di spingere gli investitori privati verso il finanziamento a lungo termine dell'economia, tenendo presente che attualmente una quota consistente del risparmio privato europeo (circa 16 000 miliardi di EUR) è investita principalmente sul breve periodo, spesso al di fuori dell'Unione.

Emendamento  4

Proposta di regolamento

Considerando 11

Testo della Commissione

Emendamento

(11) Il FEIS dovrebbe sostenere investimenti strategici che presentino, sotto il profilo economico, un elevato valore aggiunto in grado di contribuire al conseguimento degli obiettivi politici dell'Unione.

(11) Il FEIS dovrebbe sostenere investimenti strategici che presentino, sotto il profilo economico, un elevato valore aggiunto in grado di contribuire al conseguimento degli obiettivi della strategia Europa 2020. A tale proposito, il sostegno del FEIS alle reti di infrastrutture dovrebbe contribuire agli obiettivi del regolamento (UE) n. 1315/2013 per il settore dei trasporti, del regolamento (UE) n. 347/2013 per le reti energetiche e del regolamento (UE) n. 283/2014 per le infrastrutture di telecomunicazione. Sarebbe opportuno rivolgere un'attenzione particolare a progetti che presentano sinergie tra i settori dei trasporti, delle telecomunicazioni e dell'energia.

Emendamento  5

Proposta di regolamento

Considerando 15

Testo della Commissione

Emendamento

(15) Per apportare un valore aggiunto rispetto alle operazioni già esistenti, il FEIS dovrebbe puntare su progetti che presentano un rapporto fra rischio e rendimento più elevato dei vigenti strumenti della BEI e dell'Unione. Il FEIS dovrebbe finanziare progetti in tutta l'Unione, anche nei paesi maggiormente colpiti dalla crisi finanziaria. Dovrebbe essere fatto ricorso al FEIS soltanto quando non sono disponibili, a condizioni ragionevoli, finanziamenti da altre fonti.

(15) Per apportare un valore aggiunto rispetto alle operazioni già esistenti, il FEIS dovrebbe puntare su progetti che presentano un rapporto fra rischio e rendimento più elevato dei vigenti strumenti della BEI e dell'Unione. Il FEIS dovrebbe finanziare progetti in tutta l'Unione, in particolare nei paesi maggiormente colpiti dalla crisi finanziaria. Dovrebbe essere fatto ricorso al FEIS soltanto quando non sono disponibili, a condizioni ragionevoli, finanziamenti da altre fonti.

Emendamento  6

Proposta di regolamento

Considerando 19 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(19 bis) Al Fondo di garanzia dovrebbero essere versati contributi per un importo-obiettivo di 200 milioni di EUR nel 2016, 300 milioni di EUR nel 2017, 1 miliardo di EUR nel 2018 e 2 miliardi di EUR in 2019, contributi che saranno autorizzati gradualmente dal Parlamento europeo e dal Consiglio nel quadro della procedura annuale di bilancio, tenendo conto dell'uso efficace della garanzia dell'UE e della valutazione del valore aggiunto delle operazioni realizzate a titolo del FEIS rispetto alle operazioni ordinarie della BEI.

Emendamento  7

Proposta di regolamento

Considerando 21 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(21 bis) Le modalità di attuazione e di controllo del FEIS come pure l'impegno formale degli Stati membri avranno un ruolo decisivo per il suo successo e sarà necessario, in particolare, assicurare che i progetti migliori siano selezionati sulla base di criteri obiettivi, a prescindere dalla loro nazionalità.

Emendamento  8

Proposta di regolamento

Considerando 24

Testo della Commissione

Emendamento

(24) È opportuno gestire le operazioni di finanziamento e di investimento della BEI sostenute dal FEIS in base alle regole e procedure proprie della BEI, comprese adeguate misure di controllo e misure di contrasto dell'evasione fiscale, e in base alle applicabili norme e procedure relative all'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) e alla Corte dei conti, compreso l'accordo tripartito tra la Commissione europea, la Corte dei conti europea e la Banca europea per gli investimenti.

(24) È opportuno gestire le operazioni di finanziamento e di investimento della BEI sostenute dal FEIS a norma del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio1 bis, comprese adeguate misure di controllo e misure di contrasto dell'evasione fiscale, e in base alle applicabili norme e procedure relative all'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) e alla Corte dei conti. È quindi opportuno verificare al più presto che le nuove politiche di trasparenza recentemente adottate dalla BEI non siano state in alcun modo affievolite.

 

________________

 

1 bis      Regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2012 (GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1).

Motivazione

Si spiega da sé.

Emendamento  9

Proposta di regolamento

Considerando 25

Testo della Commissione

Emendamento

(25) A cadenza periodica la BEI dovrebbe valutare le attività sostenute dal FEIS per verificarne pertinenza, prestazioni e impatto e per individuare gli aspetti in grado di migliorarne le attività in futuro. Le valutazioni in questo senso dovrebbero contribuire all'assolvimento dell'obbligo di resoconto e all'analisi della sostenibilità.

(25) A cadenza periodica la BEI e il comitato per gli investimenti dovrebbero valutare le attività sostenute dal FEIS per verificarne il valore aggiunto rispetto alle attuali attività finanziate dall'Unione, la pertinenza, le prestazioni e l'impatto e per individuare gli aspetti in grado di migliorarne le attività in futuro. Le valutazioni in questo senso dovrebbero contribuire all'assolvimento dell'obbligo di resoconto pubblico, di sana gestione finanziaria e di trasparenza, nonché all'analisi della sostenibilità economica, ambientale e sociale.

Emendamento  10

Proposta di regolamento

Considerando 26

Testo della Commissione

Emendamento

(26) In parallelo alle operazioni di finanziamento che si espleteranno tramite il FEIS è opportuno creare un Polo europeo di consulenza sugli investimenti (EIAH) che offra un supporto potenziato allo sviluppo e alla preparazione di progetti in tutta l'UE muovendo dalle competenze della Commissione, della BEI, delle banche di promozione nazionali e delle autorità di gestione dei fondi strutturali e di investimento europei. Il Polo dovrebbe configurarsi come sportello unico per le questioni inerenti all'assistenza tecnica agli investimenti nell'Unione.

(26) In parallelo alle operazioni di finanziamento che si espleteranno tramite il FEIS è opportuno creare un Polo europeo di consulenza sugli investimenti (EIAH) che offra un supporto potenziato allo sviluppo e alla preparazione di progetti in tutta l'UE muovendo dalle competenze della Commissione, della BEI, delle banche di promozione nazionali e delle autorità di gestione dei fondi strutturali e di investimento europei. Il Polo dovrebbe configurarsi come sportello unico per le questioni inerenti all'assistenza tecnica agli investimenti nell'Unione. L'EIAH dovrebbe collaborare con gli organismi consultivi esistenti cui partecipano la BEI, la Commissione e gli Stati membri, quali ad esempio il Centro europeo di consulenza per i partenariati pubblico-privati (EPEC) e la Piattaforma di consulenza tecnica sugli strumenti finanziari (FI-TAP) per il FEIS. L'EIAH dovrebbe permettere agli Stati membri e alle regioni dell'Unione di beneficiare di consulenza gratuita in modo da garantire un accesso equo al finanziamento del FEIS.

Motivazione

Idea tratta dal parere n. 4/2015 della Corte dei conti sul FEIS (punti 29, 30 e 31).

Emendamento  11

Proposta di regolamento

Considerando 27 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(27 bis) Al fine di garantire che il bilancio dell'Unione non sia esposto a passività potenziali al di là dei fondi impegnati, dovrebbe essere prevista un'immunità generale e la rinuncia a pretese giuridiche da parte dei beneficiari del FEIS.

Emendamento  12

Proposta di regolamento

Considerando 30

Testo della Commissione

Emendamento

(30) Data la natura della rispettiva costituzione, né la garanzia dell'UE alla BEI il Fondo di garanzia sono "strumenti finanziari" ai sensi del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio4.

(30) Data la loro assimilabilità agli strumenti finanziari dell'Unione, la garanzia dell'UE alla BEI e il Fondo di garanzia dovrebbero rispettare i principi di sana gestione finanziaria, trasparenza, proporzionalità, non discriminazione, parità di trattamento e sussidiarietà di cui all'articolo 140 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio4 e, se del caso, essere conformi al suo articolo 139.

__________________

__________________

4 Regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2012 (GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1).

4  Regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2012 (GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1).

Emendamento  13

Proposta di regolamento

Considerando 31

Testo della Commissione

Emendamento

(31) Esiste nell'Unione un numero cospicuo di progetti potenzialmente sostenibili sul piano economico che non ottengono finanziamenti a causa dell'incertezza e della scarsa trasparenza che li circondano: spesso gli investitori privati non sono al corrente dell'esistenza del progetto o dispongono al riguardo di informazioni insufficienti per una valutazione dei rischi d'investimento. Contando sull'ausilio degli Stati membri, la Commissione e la BEI dovrebbero promuovere la costituzione di una riserva trasparente di progetti di investimento nell'Unione, attuali e futuri, idonei a essere finanziati. Questa riserva di progetti dovrebbe assicurare la divulgazione pubblica, periodica e strutturata, delle informazioni sui progetti di investimento, affinché gli investitori possano disporre di dati attendibili sui quali fondare le decisioni d'investimento.

(31) Esiste nell'Unione un numero cospicuo di progetti potenzialmente sostenibili sul piano economico che non ottengono finanziamenti a causa dell'incertezza e della scarsa trasparenza che li circondano: spesso gli investitori privati non sono al corrente dell'esistenza del progetto o dispongono al riguardo di informazioni insufficienti per una valutazione dei rischi d'investimento. Contando sull'ausilio degli Stati membri, la Commissione e la BEI dovrebbero promuovere la costituzione di un elenco trasparente di progetti di investimento nell'Unione, attuali e futuri, idonei a essere finanziati. Questo "elenco di progetti" dovrebbe assicurare la divulgazione pubblica, periodica e strutturata, delle informazioni sui progetti di investimento, affinché gli investitori possano disporre di dati attendibili sui quali fondare le decisioni d'investimento.

Emendamento  14

Proposta di regolamento

Considerando 32

Testo della Commissione

Emendamento

(32) Anche gli Stati membri si sono attivati sul piano nazionale per costituire e promuovere riserve di progetti per i progetti di rilevanza nazionale. Le informazioni preparate dalla Commissione e dalla BEI dovrebbero riportare i link alle corrispondenti riserve di progetti costituite sul piano nazionale.

(32) Anche gli Stati membri si sono attivati sul piano nazionale per costituire e promuovere elenchi di progetti per i progetti di rilevanza nazionale. Le informazioni preparate dalla Commissione e dalla BEI dovrebbero riportare i link ai corrispondenti elenchi di progetti elaborati sul piano nazionale.

Emendamento  15

Proposta di regolamento

Considerando 33

Testo della Commissione

Emendamento

(33) Benché la BEI possa servirsi della riserva di progetti per individuare e selezionare i progetti che saranno sostenuti dal FEIS, detta riserva dovrebbe servire l'obiettivo più ampio di individuare i progetti in tutta l'Unione, ricomprendendo progetti in grado di essere finanziati totalmente dal settore privato o con l'ausilio di altri strumenti di livello europeo o nazionale. Il FEIS dovrebbe poter sostenere il finanziamento di progetti inclusi nella riserva e l'investimento negli stessi, ma non dovrebbe esistere alcun automatismo tra inserimento nell'elenco e accesso al sostegno del FEIS, che dovrebbe comunque godere del potere discrezionale di selezionare e sostenere progetti non inseriti nell'elenco.

(33) Benché la BEI possa servirsi dell'elenco di progetti per individuare e selezionare i progetti che saranno sostenuti dal FEIS, detto elenco dovrebbe servire l'obiettivo più ampio di individuare i progetti in tutta l'Unione, ricomprendendo progetti in grado di essere finanziati totalmente dal settore privato o con l'ausilio di altri strumenti di livello europeo o nazionale. Il FEIS dovrebbe poter sostenere il finanziamento di progetti inclusi nell'elenco e l'investimento negli stessi, ma non dovrebbe esistere alcun automatismo tra inserimento nell'elenco e accesso al sostegno del FEIS, che dovrebbe comunque godere del potere discrezionale di selezionare e sostenere progetti non inseriti nell'elenco.

Emendamento  16

Proposta di regolamento

Considerando 34

Testo della Commissione

Emendamento

(34) Ai fini dell'assolvimento dell'obbligo di rendiconto nei confronti dei cittadini europei, la BEI dovrebbe riferire periodicamente al Parlamento europeo e al Consiglio circa l'evoluzione del FEIS e gli effetti da esso prodotti.

(34) Ai fini dell'assolvimento dell'obbligo di rendiconto nei confronti dei cittadini dell'Unione, la BEI, il presidente del comitato direttivo e l'amministratore delegato del comitato per gli investimenti dovrebbero riferire periodicamente al Parlamento europeo e al Consiglio circa l'evoluzione del FEIS e gli effetti da esso prodotti, soprattutto per quanto riguarda il valore aggiunto delle operazioni realizzate nell'ambito del FEIS rispetto alle operazioni ordinarie della BEI.

Emendamento  17

Proposta di regolamento

Considerando 35 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(35 bis) Dal momento che il Fondo di garanzia sarà costituito mediante significativi storni di stanziamenti dal bilancio dell'Unione, il Parlamento dovrebbe avere il diritto di convocare il Commissario al bilancio dell'Unione per controllare il modo in cui è impiegato tale bilancio, in particolare per quanto riguarda le prestazioni e i risultati della spesa.

Motivazione

Il Commissario al bilancio e la Corte dei conti hanno chiesto un cambiamento culturale rispetto alla modalità con cui le istituzioni dell'UE si occupano del bilancio dell'Unione, segnatamente per quanto riguarda la necessità di riservare maggiore attenzione alla responsabilità nonché alle prestazioni e ai risultati della spesa. Risulta dunque importante che il Parlamento eserciti il proprio controllo su tali elementi e che chiami il Commissario a dare conto del suo operato. Il diritto di controllo dovrebbe riguardare unicamente il Commissario, così da salvaguardare l'indipendenza della governance del FEIS.

Emendamento  18

Proposta di regolamento

Articolo 1 – paragrafo 1 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

Mettendo capacità di rischio a disposizione della BEI, il FEIS intende sostenere gli investimenti nell'Unione e offrire un maggiore accesso ai finanziamenti alle imprese che contano un massimo di 3 000 dipendenti, con particolare attenzione per le piccole e medie imprese.

Mettendo capacità di rischio a disposizione della BEI, il FEIS intende sostenere gli investimenti nell'Unione, tra cui progetti tra Stati membri e paesi terzi, e offrire un maggiore accesso ai finanziamenti alle imprese che contano un massimo di 3 000 dipendenti, con particolare attenzione per le piccole e medie imprese, conformemente ai principi di sana gestione finanziaria, trasparenza, proporzionalità, non discriminazione, parità di trattamento e sussidiarietà.

Emendamento  19

Proposta di regolamento

Articolo 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 1 bis

 

Definizioni

 

Ai fini del presente regolamento, si intende per:

 

a) "accordo sul FEIS", lo strumento giuridico tramite il quale la Commissione e la BEI precisano le condizioni previste dal presente regolamento per la gestione del FEIS;

 

b) "istituti o banche di promozione nazionali", soggetti giuridici che espletano attività finanziarie su base professionale, cui è stato conferito un mandato da uno Stato membro, a livello centrale, regionale o locale, per svolgere attività di sviluppo pubblico o promozionali principalmente su base non commerciale;

 

c) "piattaforme d'investimento", società veicolo, conti gestiti, accordi di cofinanziamento o di condivisione dei rischi basati su contratti oppure accordi stabiliti con altri mezzi tramite i quali i soggetti incanalano un contributo finanziario al fine di finanziare una serie di progetti di investimento e che possono includere piattaforme nazionali che raggruppano più progetti di investimento sul territorio di un dato Stato membro, piattaforme multinazionali o regionali che raggruppano più Stati membri interessati a grandi progetti in una determinata zona geografica o piattaforme tematiche, che possono riunire progetti di investimento in un dato settore;

 

d) "piccole e medie imprese (PMI)", le microimprese, le piccole imprese e le medie imprese definite nella raccomandazione 2003/361/CE 1 bis della Commissione;

 

e) "imprese a media capitalizzazione", soggetti giuridici che contano un massimo di 3 000 dipendenti e che non sono PMI;

 

f) "beneficiari del FEIS", tutti i mutuatari di strumenti finanziari garantiti dall'UE, attuati dalla BEI nel quadro dell'accordo sul FEIS;

 

g) "capacità di rischio", l'assunzione da parte del FEIS di una parte limitata ex-ante del possibile rischio di credito associato al finanziamento di un determinato progetto di investimento mediante uno strumento finanziario gestito dalla BEI, in modo tale che il rischio di credito aggregato massimo in un portafoglio equivalga alla quota del portafoglio coperta dalla garanzia dell'Unione;

 

______________

 

1 bis  Raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, relativa alla definizione delle microimprese, piccole e medie imprese (GU L 124 del 20.5.2003, pag. 36).

Emendamento  20

Proposta di regolamento

Articolo 2 – paragrafo 1 – comma 1 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

a) le disposizioni che disciplinano l'istituzione del FEIS quale meccanismo di garanzia distinto, chiaramente identificabile e trasparente gestito dalla BEI in separazione contabile;

a) le disposizioni che disciplinano l'istituzione del FEIS quale meccanismo di garanzia distinto, chiaramente identificabile e trasparente gestito dalla BEI in separazione contabile, per il quale la BEI e la Commissione sono soggette alla decisione di discarico annuale del Parlamento e del Consiglio a norma dell'articolo 319 TFUE e degli articoli 164, 165 e 166 del regolamento (UE, Euratom) n. 996/2012;

Emendamento  21

Proposta di regolamento

Articolo 2 – paragrafo 1 – comma 1 – lettera a bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

a bis) le disposizioni relative al modo in cui la Commissione si assumerà la piena responsabilità dell'uso effettivo dei fondi dell'Unione gestiti dal FEIS, secondo quanto previsto all'articolo 17, paragrafo 1, del trattato sull'Unione europea (TUE) e all'articolo 317 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), e impedirà una frammentazione della responsabilità;

Emendamento  22

Proposta di regolamento

Articolo 2 – paragrafo 1 – comma 1 – lettera d

Testo della Commissione

Emendamento

d) l'assetto di governance del FEIS, a norma dell'articolo 3, fatto salvo lo statuto della BEI;

d) l'assetto di governance del FEIS, a norma dell'articolo 3, fatto salvo lo statuto della BEI, compreso un massimale per suoi costi di gestione di quest'ultima, e riguardo alle responsabilità della Commissione di cui all'articolo 17, paragrafo 1 TUE, all'articolo 317 TFUE e al regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012;

Emendamento  23

Proposta di regolamento

Articolo 2 – paragrafo 1 – comma 1 – lettera g

Testo della Commissione

Emendamento

g) le condizioni che disciplinano l'impiego della garanzia dell'UE, compresi gli specifici termini di tempo e gli indicatori essenziali di prestazione;

g) le condizioni che disciplinano l'impiego della garanzia dell'UE, compresi gli specifici termini di tempo e gli indicatori essenziali di prestazione intesi a misurare i risultati degli obiettivi perseguiti dal FEIS di cui al presente regolamento, in termini di crescita e occupazione, incidenza sul mercato interno e promozione delle PMI; il comitato direttivo adegua se del caso le suddette condizioni;

Motivazione

La valutazione dei risultati dovrebbe essere legata al conseguimento degli obiettivi politici del FEIS, come definito in particolare ai considerando da 9 a 14.

Emendamento  24

Proposta di regolamento

Articolo 2 – paragrafo 1 – comma 1 – lettera g bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

g bis) le disposizioni volte a garantire che le PMI e le microimprese ottengano un accesso prioritario al sostegno del FEIS;

Emendamento  25

Proposta di regolamento

Articolo 2 – paragrafo 1 – comma 1 – lettera h

Testo della Commissione

Emendamento

h) le disposizioni sui finanziamenti necessari per il Polo europeo di consulenza sugli investimenti, a norma del paragrafo 2, terzo comma;

h) le disposizioni sulla forma giuridica, l'assetto operativo e il finanziamento del Polo europeo di consulenza sugli investimenti, a norma del paragrafo 2, terzo comma;

Emendamento  26

Proposta di regolamento

Articolo 2 – paragrafo 1 – comma 1 – lettera h bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

h bis) le disposizioni relative a un massimale incondizionato per le spese sostenute dalla BEI per conto del FEIS;

Emendamento  27

Proposta di regolamento

Articolo 2 – paragrafo 1 – comma 1 – lettera j bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

j bis) le disposizioni intese a garantire la revisione contabile esterna, da parte della Corte dei conti, di tutti i progetti finanziati a titolo del FEIS.

Emendamento  28

Proposta di regolamento

Articolo 2 – paragrafo 1 – comma 4

Testo della Commissione

Emendamento

L'accordo sul FEIS prevede che la remunerazione spettante all'Unione per le operazioni sostenute dal FEIS sia corrisposta previa deduzione dei pagamenti dovuti alle attivazioni della garanzia dell'UE e, quindi, dei costi di cui al paragrafo 2, terzo comma, e all'articolo 5, paragrafo 3.

L'accordo sul FEIS prevede che la remunerazione spettante all'Unione per le operazioni sostenute dal FEIS sia corrisposta fino a un massimale incondizionato previa deduzione dei pagamenti dovuti alle attivazioni della garanzia dell'UE e, quindi, dei costi di cui al paragrafo 2, terzo comma, del presente articolo, e all'articolo 5, paragrafo 3.

Emendamento  29

Proposta di regolamento

Articolo 2 – paragrafo 2 – comma 3

Testo della Commissione

Emendamento

Per i servizi aggiuntivi che presta rispetto all'attuale assistenza tecnica offerta dalla BEI, l'EIAH è cofinanziato dall'Unione con un importo massimo di 20 000 000 EUR l'anno per il periodo fino al 31 dicembre 2020. Per gli anni successivi al 2020 il contributo finanziario dell'Unione dipende direttamente dalle disposizioni che saranno previste nei futuri quadri finanziari pluriennali.

Per i servizi aggiuntivi che presta rispetto all'attuale assistenza tecnica offerta dalla BEI, l'EIAH è cofinanziato dall'Unione con un importo massimo di 20 000 000 EUR l'anno per il periodo fino al 31 dicembre 2018. Entro la fine del 2008 si procede a un riesame per valutare la riuscita e il valore aggiunto dell'EIAH prima di avviare il secondo periodo di finanziamento che va dal 1° gennaio 2019 al 31 dicembre 2020. Per gli anni successivi al 2020 il contributo finanziario dell'Unione dipende direttamente dalle disposizioni che saranno previste nei futuri quadri finanziari pluriennali.

Emendamento  30

Proposta di regolamento

Articolo 3 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. L'accordo sul FEIS prevede che questo sia guidato da un comitato direttivo, che ne decide l'indirizzo strategico, l'allocazione strategica delle attività e le politiche e procedure operative, tra cui la politica d'investimento per i progetti ammessi al sostegno e il profilo di rischio, in linea con gli obiettivi di cui all'articolo 5, paragrafo 2. Il comitato direttivo elegge il presidente tra i suoi membri.

1. L'accordo sul FEIS prevede che la Commissione e la BEI siano direttamente responsabili e tenute a rendere conto al Parlamento europeo e al Consiglio della gestione di tutti i fondi e delle garanzie amministrate dal FEIS. A tal fine, il FEIS è guidato da un comitato direttivo che, per quanto riguarda l'uso della garanzia dell'Unione, ne decide l'indirizzo strategico, l'allocazione strategica delle attività e le politiche e procedure operative, tra cui la politica d'investimento per i progetti ammessi al sostegno e il profilo di rischio, in linea con gli obiettivi di cui all'articolo 5, paragrafo 2. Il comitato direttivo elegge il presidente tra i suoi membri.

Emendamento  31

Proposta di regolamento

Articolo 3 – paragrafo 1 – comma 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Il presidente partecipa almeno una volta l'anno, unitamente all'amministratore delegato del comitato per gli investimenti di cui al paragrafo 4, a un'audizione congiunta delle commissioni competenti del Parlamento europeo al fine di riferire sullo stato di avanzamento delle attività del FEIS.

Emendamento  32

Proposta di regolamento

Articolo 3 – paragrafo 2 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

Il comitato direttivo decide per consenso.

Il comitato direttivo decide per consenso. Le sue decisioni sono pubblicamente accessibili.

Emendamento  33

Proposta di regolamento

Articolo 3 – paragrafo 3 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

3 bis. L'accordo sul FEIS prevede l'istituzione di un gruppo consultivo che può essere composto dai rappresentanti di tutte le banche, tra cui quelle di promozione nazionali, che partecipano ai progetti a livello nazionale e locale coperti dalla garanzia dell'UE a norma dell'articolo 4.

 

Il gruppo consultivo si riunisce una volta l'anno a Lussemburgo presso la sede della BEI, la quale ne organizza le riunioni. Tutte le altre comunicazioni e gli altri scambi tra i membri del gruppo consultivo avvengono per iscritto e sono pubblicati dopo un anno. Il gruppo consultivo può assistere con attività di ricerca il comitato direttivo, il comitato per gli investimenti e l'amministratore delegato, al fine di migliorare costantemente le operazioni del FEIS. Tutti i costi e le spese di viaggio inerenti al gruppo sono a carico dei soggetti che intendono esservi rappresentati.

Emendamento  34

Proposta di regolamento

Articolo 3 – paragrafo 4 – comma 3

Testo della Commissione

Emendamento

L'amministratore delegato e il suo vice sono nominati dal comitato direttivo, su proposta congiunta della Commissione e della BEI, per un mandato di tre anni rinnovabile.

L'amministratore delegato e il suo vice sono nominati dal comitato direttivo, su proposta congiunta della Commissione e della BEI e previa approvazione del Parlamento europeo, per un mandato di tre anni rinnovabile una sola volta.

Emendamento  35

Proposta di regolamento

Articolo 3 – paragrafo 4 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

4 bis. Dopo aver sentito il comitato direttivo e non appena ricevuta l'approvazione della BEI, la Commissione fornisce al Parlamento europeo una rosa di candidati per le posizioni di amministratore delegato e vice amministratore delegato.

 

La Commissione, non appena ricevuta l'approvazione della BEI, sottopone all'approvazione del Parlamento europeo la proposta di nomina dell'amministratore delegato e del vice amministratore delegato. Una volta approvata la proposta, il comitato direttivo nomina l'amministratore delegato e il vice amministratore delegato per un mandato di tre anni rinnovabile una sola volta.

Emendamento  36

Proposta di regolamento

Articolo 3 – paragrafo 5 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

L'accordo sul FEIS prevede che questo abbia un comitato per gli investimenti, responsabile dell'esame delle potenziali operazioni, in linea con le politiche d'investimento del FEIS, e dell'approvazione dell'assistenza della garanzia dell'UE ad operazioni conformi all'articolo 5, a prescindere dall'ubicazione geografica.

L'accordo sul FEIS prevede che questo abbia un comitato per gli investimenti. Tale comitato è responsabile dell'esame delle potenziali operazioni, in linea con le politiche d'investimento del FEIS, e dell'approvazione dell'assistenza della garanzia dell'UE ad operazioni:

 

a) conformi all'articolo 5;

 

b) conformi agli obiettivi generali del regolamento (UE) n. 1316/2013 e del regolamento (UE) n. 1315/2013 nonché dei programmi di lavoro annuali TEN-T;

 

c) aventi un comprovato valore aggiunto sul piano economico, sociale e della sostenibilità per quanto concerne la promozione dell'occupazione, delle competenze, dell'innovazione e della competitività nell'Unione, che non sarebbe stato possibile realizzare senza i fondi e gli strumenti dell'UE esistenti;

 

d) a prescindere dall'ubicazione geografica nell'Unione.

Emendamento  37

Proposta di regolamento

Articolo 3 – paragrafo 5 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

Il comitato per gli investimenti è composto da sei esperti indipendenti e dall'amministratore delegato. Gli esperti indipendenti, che vantano una vasta e pertinente esperienza di mercato nel finanziamento di progetti, sono nominati dal comitato direttivo per un mandato di tre anni rinnovabile.

Il comitato per gli investimenti è composto da otto esperti indipendenti e dall'amministratore delegato. Gli esperti vantano una vasta esperienza di mercato nella strutturazione e nel finanziamento di progetti, nonché competenze macroeconomiche. I membri del comitato per gli investimenti sono nominati dal comitato direttivo per un mandato di tre anni rinnovabile, mediante una procedura di selezione aperta e trasparente.

 

A tal fine, il comitato direttivo redige un elenco di almeno sedici esperti (otto uomini e otto donne) e lo presenta al Parlamento europeo. Dopo aver sentito tutti gli esperti che figurano in detto elenco, il Parlamento europeo adotta una decisione con la quale propone la nomina di otto di questi esperti al comitato direttivo.

Emendamento  38

Proposta di regolamento

Articolo 3 – paragrafo 5 – comma 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

I curricula vitae e le dichiarazioni d'interesse dei membri del comitato per gli investimenti sono resi pubblici, aggiornati di frequente e sottoposti a controlli di validità approfonditi da parte della Commissione e della BEI.

Emendamento  39

Proposta di regolamento

Articolo 3 – paragrafo 5 – comma 3

Testo della Commissione

Emendamento

Il comitato per gli investimenti decide a maggioranza semplice.

Il comitato per gli investimenti decide a maggioranza semplice. Le sue decisioni sono indipendenti, libere da indebite interferenze e accessibili pubblicamente.

Emendamento  40

Proposta di regolamento

Articolo 3 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 3 bis

 

Regole finanziarie del FEIS e dell'EIAH

 

Le regole finanziarie applicabili al FEIS e all'EIAH sono adottate dal comitato direttivo e non possono derogare dal regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012.

 

Nel quadro dei negoziati per l'accordo sul FEIS, prima della costituzione del FEIS o su richiesta formale del comitato direttivo, la Commissione può avere la facoltà di autorizzare, in casi debitamente giustificati, deroghe sotto forma di regole finanziarie transitorie mediante un atto delegato conformemente all'articolo 290 del TFUE e all'articolo 17 del presente regolamento. Tali regole transitorie sono valide per un periodo massimo di tre anni o finché il Parlamento e il Consiglio non modificheranno il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 al fine di integrarvi i requisiti specifici del FEIS.

Emendamento  41

Proposta di regolamento

Articolo 4

Testo della Commissione

Emendamento

L'Unione presta alla BEI una garanzia ("garanzia dell'UE") per le operazioni di finanziamento o di investimento nell'Unione contemplate dal presente regolamento. La garanzia dell'UE è concessa a copertura degli strumenti di cui all'articolo 6 sotto forma di garanzia su richiesta.

1. L'Unione presta alla BEI una garanzia ("garanzia dell'UE") per le operazioni di finanziamento o di investimento nell'Unione contemplate dal presente regolamento. La garanzia dell'UE è prestata anche a istituti o banche di promozione nazionali in conformità dell'articolo 58, paragrafo 1, lettera c), del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012, nonché alle piattaforme d'investimento. La garanzia dell'UE è concessa a copertura degli strumenti ammissibili di cui all'articolo 6 del presente regolamento sotto forma di garanzia su richiesta.

 

2. Eventuali pretese giuridiche avanzate da beneficiari del FEIS nei confronti della Commissione si limitano alla garanzia dell'UE.

Emendamento  42

Proposta di regolamento

Articolo 5 – paragrafo 2 – comma 1 – parte introduttiva

Testo della Commissione

Emendamento

2. La garanzia dell'UE è concessa per le operazioni di finanziamento e di investimento della BEI approvate dal comitato per gli investimenti previsto all'articolo 3, paragrafo 5, o per il finanziamento del FEI finalizzato all'esecuzione di operazioni di finanziamento o di investimento della BEI a norma dell'articolo 7, paragrafo 2. Le operazioni sono conformi alle politiche dell'Unione e funzionali a uno degli obiettivi generali seguenti:

2. La garanzia dell'UE è concessa solo per le operazioni di finanziamento e di investimento della BEI approvate dal comitato per gli investimenti o per il finanziamento del FEI finalizzato all'esecuzione di operazioni di finanziamento o di investimento della BEI a norma dell'articolo 7, paragrafo 2, approvate dal comitato per gli investimenti.

 

Le operazioni di cui al primo comma sono conformi alle politiche dell'Unione, sono sostenibili sul piano economico e fattibili sotto il profilo tecnico, apportano addizionalità, permettono di ottimizzare, ogniqualvolta possibile, la mobilitazione del capitale del settore privato, sono complementari ai fondi o piani di aiuto dell'Unione esistenti, presentano un valore aggiunto europeo, contribuiscono a conseguire gli obiettivi di Europa 2020 e sono funzionali a uno degli obiettivi generali seguenti:

Emendamento  43

Proposta di regolamento

Articolo 5 – paragrafo 2 – comma 1 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

a) sviluppo delle infrastrutture, compreso nel settore dei trasporti, specialmente negli agglomerati industriali, nel settore dell'energia, soprattutto in termini di interconnessioni energetiche, e nel settore digitale;

a) sviluppo delle infrastrutture, compreso nel settore dei trasporti, specialmente per quanto concerne trasporti urbani puliti e progetti nell'ambito della rete transeuropea di trasporto conformemente al regolamento (UE) n. 1315/2013, nel settore dell'energia, soprattutto in termini di interconnessioni energetiche, e nel settore digitale;

Emendamento  44

Proposta di regolamento

Articolo 5 – paragrafo 3 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

3. In conformità all'articolo 17 del suo statuto, la BEI imputa ai beneficiari delle operazioni di finanziamento le spese da essa sostenute in relazione al FEIS. Fatti salvi il secondo e il terzo comma, nessuna spesa amministrativa o di altra natura sostenuta dalla BEI per le attività di finanziamento e di investimento condotte a norma del presente regolamento è coperta dal bilancio dell'Unione.

3. In conformità all'articolo 17 del suo statuto, la BEI imputa ai beneficiari delle operazioni di finanziamento le spese da essa sostenute in relazione al FEIS fino a un limite massimo incondizionato stabilito dall'accordo sul FEIS. Il rischio legato a spese non recuperabili della BEI è interamente a carico della BEI. Fatti salvi il secondo e il terzo comma, nessuna spesa amministrativa o di altra natura sostenuta dalla BEI per le attività di finanziamento e di investimento condotte a norma del presente regolamento è coperta dal bilancio dell'Unione.

Emendamento  45

Proposta di regolamento

Articolo 5 – paragrafo 3 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

Entro un limite complessivo massimo pari all'1% degli obblighi totali di garanzia dell'UE in essere, la BEI può attivare la garanzia dell'UE a norma dell'articolo 2, paragrafo 1, lettera e), a copertura delle spese che, sebbene imputate ai beneficiari delle operazioni di finanziamento, non sono state recuperate.

Fino a un limite massimo incondizionato stabilito dall'accordo sul FEIS, la BEI può attivare la garanzia dell'UE a norma dell'articolo 2, paragrafo 1, lettera e), a copertura delle spese che, sebbene imputate ai beneficiari delle operazioni di finanziamento, non sono state recuperate.

Emendamento  46

Proposta di regolamento

Articolo 5 – paragrafo 3 – comma 3

Testo della Commissione

Emendamento

Possono essere coperte dal bilancio dell'Unione le spese sostenute dalla BEI per erogare al FEI, per conto del FEIS, un finanziamento assistito dalla garanzia dell'UE a norma dell'articolo 7, paragrafo 2.

Possono essere coperte dal bilancio dell'Unione le spese sostenute dalla BEI per erogare al FEI, per conto del FEIS, un finanziamento assistito dalla garanzia dell'UE a norma dell'articolo 7, paragrafo 2. L'accordo sul FEIS stabilisce un limite massimo incondizionato per tali spese.

Emendamento  47

Proposta di regolamento

Articolo 5 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4. A condizione che siano soddisfatti tutti i pertinenti criteri di ammissibilità, gli Stati membri possono ricorrere ai fondi strutturali e di investimento europei per contribuire al finanziamento dei progetti ammissibili nei quali la BEI investe con l'assistenza della garanzia dell'UE.

4. A condizione che siano soddisfatti tutti i pertinenti criteri di ammissibilità, gli Stati membri possono ricorrere ai fondi strutturali e di investimento europei per contribuire al finanziamento dei progetti ammissibili nei quali la BEI investe con l'assistenza della garanzia dell'UE. In casi di questo tipo, quando alla gestione e al controllo di tali progetti ammissibili siano applicabili diversi quadri giuridici dell'Unione, prevalgono il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 e le pertinenti norme in materia di finanziamento settoriale.

Emendamento  48

Proposta di regolamento

Articolo 6 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

Ai fini dell'articolo 5, paragrafo 2, di norma la BEI impiega la garanzia dell'UE a copertura dei rischi sugli strumenti in base al portafoglio.

Ai fini dell'articolo 5, paragrafo 2, la BEI impiega la garanzia dell'UE solo a copertura del rischio di credito degli strumenti ammissibili. Di norma la garanzia dell'UE viene utilizzata solo sulla base del portafoglio degli strumenti ammissibili utilizzati per finanziare i progetti approvati dal comitato per gli investimenti.

Emendamento  49

Proposta di regolamento

Articolo 7 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. La garanzia dell'UE alla BEI ammonta a 16 000 000 000 EUR, di cui un importo massimo di 2 500 000 000 EUR può essere assegnato al finanziamento del FEI da parte della BEI ai sensi del paragrafo 2. Fatto salvo l'articolo 8, paragrafo 9, l'importo complessivo dei pagamenti effettuati dall'UE nell'ambito della garanzia prestata alla BEI non supera l'ammontare della garanzia.

1. La garanzia dell'UE alla BEI ammonta a 16 000 000 000 EUR, di cui un importo massimo di 2 500 000 000 EUR può essere assegnato al finanziamento del FEI da parte della BEI ai sensi del paragrafo 2. Fatto salvo l'articolo 8, paragrafo 9, l'importo complessivo dei pagamenti effettuati dall'UE nell'ambito della garanzia prestata alla BEI non supera l'ammontare della garanzia, escludendo quindi passività potenziali per il bilancio dell'Unione. Non sono ammesse pretese giuridiche dei beneficiari finali nei confronti dell'Unione al di là di questa garanzia.

Emendamento  50

Proposta di regolamento

Articolo 7 – paragrafo 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 bis. L'amministratore delegato mette prontamente a disposizione del pubblico le informazioni relative alle misure di rischio dei portafogli coperti dalla garanzia dell'UE, alla metodologia e ai dati in base ai quali si stabilisce il rischio di un particolare portafoglio di strumenti, e provvede ad aggiornarle periodicamente.

Emendamento  51

Proposta di regolamento

Articolo 7 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3. Quando la BEI attiva la garanzia dell'UE in virtù dell'accordo sul FEIS, l'Unione paga su richiesta in conformità ai termini di detto accordo.

3. Quando la BEI attiva la garanzia dell'UE in virtù dell'accordo sul FEIS, l'Unione paga su richiesta in conformità ai termini di detto accordo. Tale pagamento si limita all'importo dei fondi non ancora attivati dalla BEI ricorrendo alla garanzia dell'UE. Ogni ulteriore perdita o rischio è sostenuto dagli altri contributori del portafoglio e dalle parti interessate dei progetti. L'Unione non si assume alcuna potenziale passività che superi la garanzia dell'UE.

Emendamento  52

Proposta di regolamento

Articolo 7 – paragrafo 3 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

3 bis. L'accordo sul FEIS comprende un'immunità generale per l'Unione e la rinuncia a pretese giuridiche da parte dei beneficiari del FEIS nei confronti della Commissione al di là della garanzia dell'UE;

Emendamento  53

Proposta di regolamento

Articolo 8 – paragrafo 2 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

a) pagamenti provenienti dal bilancio generale dell'Unione;

a) contributi provenienti dal bilancio generale dell'Unione;

Emendamento  54

Proposta di regolamento

Articolo 8 – paragrafo 5 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

Inizialmente l'importo obiettivo è raggiunto mediante il versamento graduale delle risorse di cui al paragrafo 2, lettera a). Se nel periodo di costituzione iniziale del Fondo di garanzia è stata attivata la garanzia, anche le risorse di alimentazione di detto fondo di cui al paragrafo 2, lettere b), c) e d), concorrono al raggiungimento dell'importo obiettivo per un importo massimo pari all'ammontare attivato della garanzia.

Inizialmente l'importo obiettivo è raggiunto mediante il versamento graduale delle risorse di cui al paragrafo 2, lettera a) ed è accompagnato dalle risorse di alimentazione di detto fondo di cui al paragrafo 2, lettere b), c) e d).

Emendamento  55

Proposta di regolamento

Articolo 8 – paragrafo 6 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 17 per adeguare, di un massimo del 10%, l'importo obiettivo previsto al paragrafo 5 affinché rispecchi meglio il rischio potenziale di attivazione della garanzia dell'UE.

Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 17 per adeguare, di un massimo del 10%, il livello obiettivo previsto al paragrafo 5 affinché rispecchi meglio il rischio potenziale di attivazione della garanzia dell'UE. Laddove il pagamento del 50% degli obblighi di garanzia non fosse sufficiente, la Commissione propone un incremento della riserva di liquidità, indicando l'origine degli stanziamenti aggiuntivi e lasciando tuttavia la decisione definitiva al Parlamento e al Consiglio.

Motivazione

Idea ripresa dal parere della Corte dei conti n. 4/2015 sul FEIS, paragrafo 37.

Emendamento  56

Proposta di regolamento

Articolo 8 – paragrafo 8

Testo della Commissione

Emendamento

8. A partire dal 1° gennaio 2019, qualora le attivazioni della garanzia facciano scendere il livello del Fondo di garanzia al di sotto del 50% dell'importo obiettivo, la Commissione presenta una relazione sulle eventuali misure eccezionali necessarie per ripristinarne l'integralità.

8. A partire dal 1° gennaio 2018, qualora le attivazioni della garanzia facciano scendere le risorse del Fondo di garanzia al di sotto del 50% dell'importo obiettivo, la Commissione presenta una relazione sulle eventuali misure eccezionali necessarie per ripristinarne l'integralità. La Commissione, se lo ritiene necessario, presenta raccomandazioni sull'adeguamento del livello della garanzia.

Motivazione

Idea ripresa dal parere della Corte dei conti n. 4/2015 sul FEIS, paragrafo 37.

Emendamento  57

Proposta di regolamento

Articolo 8 – paragrafo 9 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

9 bis. Le spese di bilancio connesse al FEIS e la responsabilità finanziaria dell'Unione non superano in alcun caso l'importo dell'impegno di bilancio corrispondente, escludendo pertanto passività potenziali per il bilancio dell'Unione.

Motivazione

È opportuno specificare nel testo del regolamento sul FEIS che il bilancio dell'Unione non risponderà in alcun caso al di là dell'importo del contributo del bilancio alla garanzia istituita dal regolamento in esame.

Emendamento  58

Proposta di regolamento

Articolo 9 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. La Commissione e la BEI promuovono, con l'ausilio degli Stati membri, la costituzione di una riserva trasparente di progetti di investimento attuali e potenzialmente futuri nell'Unione. La riserva lascia impregiudicata la selezione dei progetti ammessi al sostegno ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 5.

1. La Commissione e la BEI promuovono, con l'ausilio degli Stati membri, la costituzione di una riserva trasparente di progetti di investimento attuali e potenzialmente futuri nell'Unione. La riserva figura solo a fini informativi e di visibilità a beneficio degli investitori e lascia impregiudicata la selezione dei progetti ammessi al sostegno ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 5.

Emendamento  59

Proposta di regolamento

Articolo 9 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2. La Commissione e la BEI sviluppano, aggiornano e divulgano, periodicamente e in modo strutturato, le informazioni sugli investimenti attuali e futuri che apportano un contributo materiale verso il conseguimento degli obiettivi politici dell'UE.

2. La Commissione e la BEI sviluppano, aggiornano e divulgano, periodicamente e in modo strutturato, le informazioni su tutti gli investimenti attuali e futuri in una banca dati sui progetti accessibile al pubblico.

Emendamento  60

Proposta di regolamento

Articolo 9 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3. Gli Stati membri sviluppano, aggiornano e divulgano, periodicamente e in modo strutturato, le informazioni sui progetti di investimento attuali e futuri nel rispettivo territorio.

3. Gli Stati membri, insieme alla BEI, sviluppano, aggiornano e divulgano, periodicamente e in modo strutturato, le informazioni su tutti i progetti di investimento attuali e futuri nel rispettivo territorio.

Emendamento  61

Proposta di regolamento

Articolo 10 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. A cadenza semestrale la BEI presenta alla Commissione, se del caso in cooperazione con il FEI, una relazione sulle operazioni di finanziamento e di investimento da essa condotte a norma del presente regolamento. La relazione riporta una valutazione del rispetto delle condizioni per l'impiego della garanzia dell'UE e gli indicatori essenziali di prestazione stabiliti ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 1, lettera g). La relazione riporta altresì i dati statistici, finanziari e contabili relativi sia a ciascuna operazione di finanziamento o di investimento della BEI sia alla loro aggregazione.

1. A cadenza semestrale la BEI presenta al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione, se del caso in cooperazione con il FEI, una relazione sulle operazioni di finanziamento e di investimento da essa condotte a norma del presente regolamento. Una delle due relazioni è completata in tempo utile, affinché la Commissione possa inserire le relative informazioni nei conti annuali e riporta una valutazione del rispetto delle condizioni per l'impiego della garanzia dell'UE e gli indicatori essenziali di prestazione stabiliti ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 1, lettera g). La relazione riporta altresì i dati statistici, finanziari e contabili relativi sia a ciascuna operazione di finanziamento o di investimento della BEI sia alla loro aggregazione.

Motivazione

Idea ripresa dal parere della Corte dei conti n. 4/2015 sul FEIS, paragrafo 40.

Emendamento  62

Proposta di regolamento

Articolo 10 – paragrafo 2 – parte introduttiva

Testo della Commissione

Emendamento

2. A cadenza annuale la BEI presenta al Parlamento europeo e al Consiglio, se del caso in cooperazione con il FEI, una relazione sulle operazioni di finanziamento e di investimento da essa condotte. La relazione, che è resa pubblica, riporta:

2. A cadenza annuale la BEI presenta al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Corte dei conti, se del caso in cooperazione con il FEI, una relazione sulle operazioni di finanziamento e di investimento da essa condotte a norma del presente regolamento. La relazione annuale, che è resa pubblica, riporta:

Emendamento  63

Proposta di regolamento

Articolo 10 – paragrafo 2 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

a) una valutazione delle operazioni di finanziamento e di investimento della BEI a livello di operazione, di settore, di paese e di regione, con esame della relativa conformità al presente regolamento, unitamente alla valutazione della ripartizione di tali operazioni tra i diversi obiettivi previsti all'articolo 5, paragrafo 2;

a) una valutazione delle operazioni di finanziamento e di investimento della BEI a livello di operazione, di settore, di paese e di regione, con esame della relativa conformità al presente regolamento e al regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012, unitamente alla valutazione della ripartizione di tali operazioni tra i diversi obiettivi:

Emendamento  64

Proposta di regolamento

Articolo 10 – paragrafo 2 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

b) una valutazione, in termini aggregati, del valore aggiunto, della mobilitazione di risorse del settore privato e dei risultati, realizzazioni e impatti stimati ed effettivi ottenuti con le operazioni di finanziamento e di investimento della BEI;

b) una valutazione, in termini aggregati, del valore aggiunto e delle prestazioni dei progetti in termini di rendimento stimato e realizzato sull'investimento alla scadenza del progetto, dell'addizionalità delle operazioni condotte nel quadro del FEIS rispetto alle normali operazioni della BEI, della mobilitazione di risorse del settore privato e dei risultati, realizzazioni e impatti stimati ed effettivi ottenuti con le operazioni di finanziamento e di investimento della BEI;

Emendamento  65

Proposta di regolamento

Articolo 10 – paragrafo 2 – lettera b bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

b bis) l'effetto moltiplicatore obiettivo e l'effetto moltiplicatore conseguito delle operazioni di finanziamento e di investimento della BEI;

Emendamento  66

Proposta di regolamento

Articolo 10 – paragrafo 2 – lettera b ter (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

b ter) una valutazione del contributo agli obiettivi del regolamento (UE) n. 1315/2013 sui trasporti, del regolamento (UE) n. 347/2013 sulle infrastrutture energetiche e del regolamento (UE) n. 283/2014 sull'infrastruttura di telecomunicazioni;

Emendamento  67

Proposta di regolamento

Articolo 10 – paragrafo 2 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

c) una valutazione, in termini aggregati, del vantaggio finanziario trasferito ai beneficiari delle operazioni di finanziamento e di investimento della BEI;

c) una valutazione dell'importo finanziario trasferito ai beneficiari e una valutazione, in termini aggregati, delle operazioni di finanziamento e di investimento della BEI;

Emendamento  68

Proposta di regolamento

Articolo 10 – paragrafo 2 – lettera d

Testo della Commissione

Emendamento

d) una valutazione qualitativa delle operazioni di finanziamento e di investimento della BEI;

d) una valutazione del valore aggiunto delle operazioni di finanziamento e di investimento della BEI e dei rischi associati a dette operazioni;

Emendamento  69

Proposta di regolamento

Articolo 10 – paragrafo 2 – lettera d bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

d bis) un elenco degli intermediari finanziati coinvolti nell'attuazione delle operazioni di finanziamento e di investimento della BEI, incluse tutte le questioni inerenti all'applicazione degli articoli 14 e 15;

Emendamento  70

Proposta di regolamento

Articolo 10 – paragrafo 2 – lettera d ter (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

d ter) un elenco dei beneficiari del FEIS, inclusi i mutuatari di strumenti finanziari garantiti dall'Unione attuati dalla BEI nel quadro dell'accordo sul FEIS;

Emendamento  71

Proposta di regolamento

Articolo 10 – paragrafo 2 – lettera e

Testo della Commissione

Emendamento

e) informazioni particolareggiate sulle attivazioni della garanzia dell'UE;

e) informazioni particolareggiate sulle attivazioni della garanzia dell'UE, sulle perdite, sui rendimenti, sugli importi recuperati e su eventuali altri pagamenti ricevuti;

Emendamento  72

Proposta di regolamento

Articolo 10 – paragrafo 2 – lettera e bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

e bis) il valore degli investimenti azionari, rispetto agli anni precedenti, e i dati cumulativi sulle riduzioni durevoli di valore delle attività di capitale;

Emendamento  73

Proposta di regolamento

Articolo 10 – paragrafo 2 – lettera f

Testo della Commissione

Emendamento

f) il bilancio del FEIS.

f) il bilancio del FEIS corredato del parere di un revisore contabile esterno indipendente;

Motivazione

L'emendamento si spiega da sé.

Emendamento  74

Proposta di regolamento

Articolo 10 – paragrafo 2 – lettera f bis (nuova)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

f bis) informazioni particolareggiate sui progetti che hanno ricevuto contributi dai fondi strutturali e di investimento europei per il finanziamento di progetti ammissibili nei quali cui la BEI investe con l'assistenza della garanzia dell'UE, conformemente a quanto previsto all'articolo 5, paragrafo 4;

Emendamento  75

Proposta di regolamento

Articolo 10 – paragrafo 2 – lettera f ter (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

f ter) dati statistici, finanziari e contabili, in termini aggregati, relativi alle operazioni di finanziamento o di investimento della BEI.

Emendamento  76

Proposta di regolamento

Articolo 10 – paragrafo 3 – parte introduttiva

Testo della Commissione

Emendamento

3. Ai fini dell'assolvimento da parte della Commissione degli obblighi contabili e di informazione sui rischi coperti dalla garanzia dell'Unione e sulla gestione del Fondo di garanzia, la BEI le trasmette ogni anno, se del caso in cooperazione con il FEI:

3. Ai fini dell'assolvimento da parte della Commissione degli obblighi contabili e di informazione sui rischi coperti dalla garanzia dell'Unione e sulla gestione del Fondo di garanzia, la BEI trasmette ogni anno alla Commissione e alla Corte dei conti, se del caso in cooperazione con il FEI:

Emendamento  77

Proposta di regolamento

Articolo 10 – paragrafo 3 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

a) la valutazione del rischio di BEI e FEI e le informazioni relative alla classificazione delle operazioni di finanziamento e di investimento da essa condotte;

a) la valutazione del rischio di BEI e FEI e le informazioni relative alla classificazione delle operazioni di finanziamento e di investimento condotte dalla BEI a norma del presente regolamento;

Emendamento  78

Proposta di regolamento

Articolo 10 – paragrafo 3 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

b) l'obbligo finanziario dell'UE in essere per le garanzie prestate per operazioni di finanziamento e di investimento della BEI, ripartito per singola operazione;

b) l'obbligo finanziario dell'Unione in essere per le garanzie prestate per operazioni di finanziamento e di investimento della BEI a norma del presente regolamento, ripartito per singola operazione;

Emendamento  79

Proposta di regolamento

Articolo 10 – paragrafo 3 – lettera c bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

c bis) l'andamento del valore a rischio e altre misure di rischio per tutti i portafogli di progetti detenuti e per i portafogli di ciascun tipo di strumento ammissibile.

Emendamento  80

Proposta di regolamento

Articolo 10 – paragrafo 6

Testo della Commissione

Emendamento

6. Entro il 30 giugno di ogni anno la Commissione trasmette al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Corte dei conti una relazione annuale sull'andamento del Fondo di garanzia e la relativa gestione nell'anno civile precedente.

6. Entro il 31 marzo di ogni anno la Commissione trasmette al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Corte dei conti i conti annuali, gli stati finanziari e una relazione annuale ai sensi del regolamento (UE, Euratom) n. 996/2012 sull'andamento del FEIS e la relativa gestione nell'anno civile precedente. La relazione fornisce altresì informazioni sull'adeguatezza del livello di garanzia dell'UE e, se del caso, raccomandazioni sull'adeguamento dello stesso.

Motivazione

Idea ripresa dal parere della Corte dei conti n. 4/2015 sul FEIS, paragrafi 37 e 41.

Emendamento  81

Proposta di regolamento

Articolo 11 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. Su richiesta del Parlamento europeo, l'amministratore delegato partecipa a un'audizione del Parlamento europeo dedicata alle prestazioni del FEIS.

1. Su richiesta del Parlamento europeo, e almeno due volte l'anno, l'amministratore delegato, il presidente del comitato direttivo, il commissario responsabile per il bilancio dell'Unione e il presidente del consiglio d'amministrazione della BEI partecipano ad audizioni di discarico annuali del Parlamento europeo dedicate alle prestazioni e alla gestione finanziaria del FEIS.

Emendamento  82

Proposta di regolamento

Articolo 11 – paragrafo 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

1 bis. Su richiesta del Parlamento europeo, il commissario responsabile per il bilancio dell'Unione partecipa a un'audizione dinanzi al Parlamento europeo dedicata all'utilizzo dei fondi dell'Unione di cui al Fondo di garanzia.

Motivazione

Dal momento che il Fondo di garanzia sarà costituito mediante significativi storni di stanziamenti dal bilancio dell'Unione, il Parlamento dovrebbe avere il diritto di convocare il commissario europeo per il bilancio per controllare l'utilizzo del bilancio UE, in particolare per quanto concerne le prestazioni e i risultati di spesa.

Emendamento  83

Proposta di regolamento

Articolo 11 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2. L'amministratore delegato risponde oralmente o per iscritto alle interrogazioni rivolte al FEIS dal Parlamento europeo entro cinque settimane dal ricevimento dell'interrogazione.

2. L'amministratore delegato, il presidente del comitato direttivo, il commissario responsabile per il bilancio dell'Unione e il presidente del consiglio d'amministrazione della BEI rispondono oralmente o per iscritto alle interrogazioni rivolte al FEIS dal Parlamento europeo entro quattro settimane dal ricevimento dell'interrogazione.

Emendamento  84

Proposta di regolamento

Articolo 11 – paragrafo 3 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

3 bis. In cooperazione con la BEI e, a seconda dei casi, con il FEI, la Commissione riferisce in merito alle prestazioni finanziarie del FEIS nella relazione di valutazione di cui all'articolo 318 TFUE.

Motivazione

Nelle sue ultime risoluzioni sul discarico alla Commissione il Parlamento europeo ha chiesto che la relazione di valutazione elaborata dalla Commissione ai sensi dell'articolo 318 TFUE si concentri in particolare sulla strategia per la crescita e l'occupazione. Tale richiesta era stata confermata nella relazione d'iniziativa "Valutazione delle finanze dell'Unione in base ai risultati conseguiti: un nuovo strumento per migliorare la procedura di discarico alla Commissione europea" (2013/2172(INI) (cfr. par. 11).

Emendamento  85

Proposta di regolamento

Articolo 11 – paragrafo 3 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

3 ter. Su richiesta del Parlamento europeo, la BEI gli trasmette ogni informazione durante la procedura di discarico.

Emendamento  86

Proposta di regolamento

Articolo 12 – paragrafo 1 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

Entro il [UP inserire data: 18 mesi dall'entrata in vigore del presente regolamento] la BEI valuta il funzionamento del FEIS. La BEI trasmette la sua valutazione al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione.

Entro il [UP inserire data: 12 mesi dall'entrata in vigore del presente regolamento] la BEI valuta il funzionamento del FEIS, anche per quanto concerne i progetti FEIS in base ai sottoprogrammi, e valuta il ciclo di vita degli investimenti mirati. La BEI trasmette la sua valutazione al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione. La valutazione è corredata del parere della Corte dei conti.

Emendamento  87

Proposta di regolamento

Articolo 12 – paragrafo 1 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

Entro il [UP inserire data: 18 mesi dall'entrata in vigore del presente regolamento] la Commissione valuta l'impiego della garanzia dell'UE e il funzionamento del Fondo di garanzia, compreso l'impiego delle risorse che lo alimentano a norma dell'articolo 8, paragrafo 9. La Commissione trasmette la sua valutazione al Parlamento europeo e al Consiglio.

Entro il [UP inserire data: 12 mesi dall'entrata in vigore del presente regolamento] la Commissione valuta l'impiego della garanzia dell'UE e il funzionamento del Fondo di garanzia, anche per quanto concerne i progetti che beneficiano di garanzie in base ai sottoprogrammi, e valuta il ciclo di vita degli investimenti mirati, compreso l'impiego delle risorse che alimentano il Fondo a norma dell'articolo 8, paragrafo 9. La Commissione trasmette la sua valutazione al Parlamento europeo e al Consiglio. La valutazione è corredata del parere della Corte dei conti.

Emendamento  88

Proposta di regolamento

Articolo 12 – paragrafo 1 – comma 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Su richiesta del Parlamento europeo o del Consiglio, terzi indipendenti valutano il funzionamento del FEIS nonché l'impiego della garanzia dell'UE e il funzionamento del Fondo di garanzia, compreso l'impiego delle risorse che lo alimentano a norma dell'articolo 8, paragrafo 9.

Motivazione

Idea ripresa dal parere della Corte dei conti n. 4/2015 sul FEIS, paragrafo 42.

Emendamento  89

Proposta di regolamento

Articolo 12 – paragrafo 2 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

a) la BEI pubblica una relazione completa sul funzionamento del FEIS;

a) la BEI pubblica una relazione completa sul funzionamento del FEIS e sui progetti FEIS in base ai sottoprogrammi, in modo da conformarsi al ciclo di vita degli investimenti mirati;

Emendamento  90

Proposta di regolamento

Articolo 12 – paragrafo 2 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

b) la Commissione pubblica una relazione completa sull'impiego della garanzia dell'UE e sul funzionamento del Fondo di garanzia.

b) la Commissione pubblica una relazione completa sull'impiego della garanzia dell'UE e sul funzionamento del Fondo di garanzia nonché sui progetti che beneficiano della garanzia in base ai sottoprogrammi, in modo da conformarsi al ciclo di vita degli investimenti mirati.

Emendamento  91

Proposta di regolamento

Articolo 12 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4. La BEI e il FEI trasmettono periodicamente al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione le rispettive relazioni di valutazione indipendenti vertenti sui risultati pratici conseguiti con le rispettive specifiche attività condotte a norma del presente regolamento.

4. La BEI e il FEI trasmettono periodicamente al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione le rispettive relazioni di valutazione indipendenti vertenti sui risultati pratici conseguiti con le rispettive specifiche attività condotte a norma del presente regolamento, focalizzandosi sui risultati e sugli impatti.

Emendamento  92

Proposta di regolamento

Articolo 12 – paragrafo 5

Testo della Commissione

Emendamento

5. Entro il [UP inserire data: tre anni dall'entrata in vigore del presente regolamento] la Commissione trasmette al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sull'applicazione del presente regolamento, eventualmente corredata di opportune proposte.

5. Entro il [UP inserire data: tre anni dall'entrata in vigore del presente regolamento] la Commissione trasmette al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sull'applicazione del presente regolamento, comprendente una valutazione del valore aggiunto del FEIS e della sua addizionalità rispetto agli attuali strumenti di finanziamento dell'Unione ed eventualmente corredata di opportune proposte di miglioramento.

Emendamento  93

Proposta di regolamento

Articolo 13 – paragrafo 1

 

Testo della Commissione

Emendamento

Conformemente alla propria politica di trasparenza in materia di accesso ai documenti e alle informazioni, la BEI mette a disposizione del pubblico sul suo sito Internet le informazioni relative a tutte le sue operazioni di finanziamento e di investimento e al contributo che esse apportano al conseguimento degli obiettivi generali di cui all'articolo 5, paragrafo 2.

1. Conformemente alla propria politica di trasparenza in materia di accesso ai documenti e alle informazioni, la BEI mette a disposizione del pubblico sul suo sito Internet le informazioni relative a tutte le sue operazioni di finanziamento e di investimento e al contributo che esse apportano al conseguimento degli obiettivi generali e alle operazioni specifiche di cui all'articolo 5, paragrafo 2.

 

2. La BEI garantisce che qualsiasi cittadino dell'Unione europea e qualsiasi persona fisica o giuridica che risieda o abbia la sede sociale in uno Stato membro abbia accesso ai documenti relativi al FEIS, in conformità al regolamento (CE) n. 1049/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio1 bis.

 

3. In caso di accordo tra la Commissione e la BEI in merito alle modalità dettagliate dello scambio e della pubblicazione di informazioni, l'accordo è reso pubblico.

 

_______________

 

1 bis Regolamento (CE) n. 1049/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2001, relativo all'accesso del pubblico ai documenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione (GU L 145 del 31.5.2001, pag. 43).

Emendamento  94

Proposta di regolamento

Articolo 13 – paragrafo 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

1 bis. L'accordo sul FEIS è oggetto di pubblicazione.

Motivazione

Idea ripresa dal parere della Corte dei conti n. 4/2015 sul FEIS, paragrafo 44.

Emendamento  95

Proposta di regolamento

Articolo 14 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

La garanzia dell'Unione e i pagamenti e i recuperi crediti effettuati a titolo della stessa imputabili al bilancio generale dell'Unione sono sottoposti alla revisione contabile della Corte dei conti.

1. La revisione contabile esterna delle attività intraprese in conformità al presente regolamento è effettuata dalla Corte dei conti in virtù dell'articolo 287 TFUE ed è pertanto soggetta alla procedura di discarico a norma dell'articolo 319 TFUE. La Commissione assicura che la Corte dei conti possa esercitare il diritto conferitole dall'articolo 287, paragrafo 3, primo comma, TFUE e che abbia pieno accesso a tutte le informazioni necessarie per effettuare le revisioni contabili. La Commissione e la BEI assicurano che tutte le parti interessate dalle attività intraprese in conformità al presente regolamento siano informate del diritto della Corte dei conti conferitole dall'articolo 287, paragrafo 3, primo comma, TFUE. La BEI, il FEI, tutti gli intermediari finanziari coinvolti nelle attività intraprese a norma del presente regolamento così come i destinatari finali accordano alla Corte dei conti ogni agevolazione e le forniscono tutte le informazioni di cui essa ritenga di aver bisogno per l'assolvimento dei suoi compiti, in conformità all'articolo 161 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012. L'accordo tripartito tra la Commissione europea, la Corte dei conti europea e la Banca europea per gli investimenti è sottoposto a revisione al fine di tener conto dei requisiti di cui al presente articolo.

Emendamento  96

Proposta di regolamento

Articolo 14 – paragrafo 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

1 bis. Il Parlamento europeo e il Consiglio possono chiedere alla Corte dei conti di esaminare le eventuali altre questioni pertinenti che rientrano nelle competenze definite all'articolo 287, paragrafo 4, TFUE.

Emendamento  97

Proposta di regolamento

Articolo 14 – paragrafo 1 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

1 ter. La Corte dei conti elabora una relazione speciale per ciascun periodo di 12 mesi che decorre dal 1° aprile di ogni anno. Ogni relazione speciale prende in esame se:

 

a) sia stata prestata sufficiente attenzione all'efficienza e all'efficacia nell'utilizzo del FEIS;

 

b) il sostegno del FEIS abbia contribuito agli obiettivi di creazione di posti di lavoro sostenibili, crescita a lungo termine e competitività;

 

c) le attività del FEIS siano state condotte conformemente ai principi di sana gestione finanziaria, trasparenza, proporzionalità, non discriminazione, addizionalità, parità di trattamento e sussidiarietà.

 

Ogni relazione speciale è elaborata entro sei mesi dalla fine del periodo a cui si riferisce.

 

La Corte dei conti trasmette tutte le relazioni speciali agli organi direttivi del FEIS, alla BEI, al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione e le pubblica senza indugio.

 

La Corte dei conti ha la facoltà di ottenere dagli organi direttivi del FEIS, dalla BEI e dalla Commissione qualsiasi informazione utile allo svolgimento dei compiti che le sono conferiti dal presente articolo, ed essi forniscono le informazioni pertinenti richieste entro il termine specificato dalla Corte dei conti.

Motivazione

L'emendamento riflette le disposizioni vigenti del regolamento sul Fondo di risoluzione unico (regolamento (UE) n. 806/2014) per quanto riguarda il mandato conferito alla Corte dei conti di fornire una relazione speciale annuale sulle prestazioni del FEIS conformemente ai principi di sana gestione finanziaria.

Emendamento  98

Proposta di regolamento

Articolo 15 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. La BEI notifica prontamente all'OLAF e fornisce ad esso le informazioni necessarie quando, in qualsiasi fase della preparazione, dell'attuazione o della chiusura di operazioni soggette alla garanzia dell'Unione, abbia motivo di sospettare che vi sia un potenziale caso di frode, corruzione, riciclaggio di denaro o altra attività illecita che possa ledere gli interessi finanziari dell'Unione.

1. La BEI notifica prontamente all'OLAF e fornisce ad esso le informazioni necessarie quando, in qualsiasi fase della preparazione, dell'attuazione o della chiusura di operazioni nell'ambito del FEIS, abbia motivo di sospettare che vi sia un potenziale caso di frode, corruzione, appropriazione indebita, riciclaggio di denaro o altra attività illecita che possa ledere gli interessi finanziari dell'Unione.

Emendamento  99

Proposta di regolamento

Articolo 15 – paragrafo 2 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

2. L'OLAF può svolgere indagini, inclusi accertamenti e verifiche in loco, nel rispetto delle disposizioni e delle procedure previste dal regolamento (UE, Euratom) n. 883/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio5, dal regolamento (Euratom, CE) n. 2185/96 del Consiglio6 e dal regolamento (CE, Euratom) n. 2988/95 del Consiglio7, al fine di tutelare gli interessi finanziari dell'Unione, con l'intento di determinare se vi sia stata frode, corruzione, riciclaggio di denaro o qualsiasi altra attività illecita lesiva degli interessi finanziari dell'Unione in relazione ad operazioni assistite dalla garanzia dell'UE. L'OLAF può trasmettere alle autorità competenti degli Stati membri interessati le informazioni ottenute nel corso delle indagini.

2. L'OLAF svolge indagini, inclusi accertamenti e verifiche in loco, nel rispetto delle disposizioni e delle procedure previste dal regolamento (UE, Euratom) n. 883/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio5, dal regolamento (Euratom, CE) n. 2185/96 del Consiglio6 e dal regolamento (CE, Euratom) n. 2988/95 del Consiglio7, al fine di tutelare gli interessi finanziari dell'Unione, con l'intento di determinare se vi sia stata frode, corruzione, riciclaggio di denaro, finanziamento del terrorismo, frode ed evasione fiscali o qualsiasi altra attività illecita lesiva degli interessi finanziari in relazione ad operazioni a norma del presente regolamento. L'OLAF può trasmettere alle autorità competenti degli Stati membri interessati le informazioni ottenute nel corso delle indagini.

__________________

__________________

5 Regolamento (UE, Euratom) n. 883/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 settembre 2013, relativo alle indagini svolte dall'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) e che abroga il regolamento (CE) n. 1073/1999 del Parlamento europeo e del Consiglio e il regolamento (Euratom) n. 1074/1999 del Consiglio (GU L 248 del 18.9.2013, pag. 1).

5 Regolamento (UE, Euratom) n. 883/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 settembre 2013, relativo alle indagini svolte dall'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) e che abroga il regolamento (CE) n. 1073/1999 del Parlamento europeo e del Consiglio e il regolamento (Euratom) n. 1074/1999 del Consiglio (GU L 248 del 18.9.2013, pag. 1).

6 Regolamento (Euratom, CE) n. 2185/96 del Consiglio, dell'11 novembre 1996, relativo ai controlli e alle verifiche sul posto effettuati dalla Commissione ai fini della tutela degli interessi finanziari delle Comunità europee contro le frodi e altre irregolarità (GU L 292 del 15.11.1996, pag. 2).

6 Regolamento (Euratom, CE) n. 2185/96 del Consiglio, dell'11 novembre 1996, relativo ai controlli e alle verifiche sul posto effettuati dalla Commissione ai fini della tutela degli interessi finanziari delle Comunità europee contro le frodi e altre irregolarità (GU L 292 del 15.11.1996, pag. 2).

7 Regolamento (CE, Euratom) n. 2988/95 del Consiglio, del 18 dicembre 1995, relativo alla tutela degli interessi finanziari delle Comunità (GU L 312 del 23.12.1995, pag. 1).

7 Regolamento (CE, Euratom) n. 2988/95 del Consiglio, del 18 dicembre 1995, relativo alla tutela degli interessi finanziari delle Comunità (GU L 312 del 23.12.1995, pag. 1).

Emendamento  100

Proposta di regolamento

Articolo 15 – paragrafo 2 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

Qualora tali attività illecite siano dimostrate, la BEI provvede agli sforzi di recupero riguardo alle sue operazioni assistite dalla garanzia dell'UE.

Qualora l'OLAF raccomandi il recupero a causa di attività illecite, tra cui il riciclaggio di denaro, il finanziamento del terrorismo, la frode e l'evasione fiscali, la corruzione o la frode lesiva degli interessi finanziari, scoperte durante le indagini e dimostrate, la BEI e la Commissione provvedono al recupero riguardo alle loro operazioni.

Emendamento  101

Proposta di regolamento

Articolo 15 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3. Gli accordi di finanziamento sottoscritti in relazione a operazioni sostenute a titolo del presente regolamento includono clausole che consentono l'esclusione dalle operazioni di finanziamento e di investimento della BEI e, se necessario, adeguate misure di recupero, in conformità all'accordo sul FEIS, alle politiche della BEI e agli applicabili obblighi normativi, nei casi di frode, corruzione o altra attività illecita. L'eventuale decisione di applicare l'esclusione dalle operazioni di finanziamento e di investimento della BEI è adottata in conformità al corrispondente accordo di finanziamento o di investimento.

3. Gli accordi di finanziamento sottoscritti in relazione a operazioni sostenute a titolo del presente regolamento includono clausole che consentono l'esclusione dalle operazioni di finanziamento e di investimento della BEI e, se necessario, adeguate misure di recupero, in conformità all'accordo sul FEIS, alle politiche della BEI e agli applicabili obblighi normativi, nei casi di frode, corruzione o altra attività illecita. L'eventuale decisione di applicare l'esclusione dalle operazioni di finanziamento e di investimento della BEI è adottata in conformità al corrispondente accordo di finanziamento o di investimento. Tali accordi sono comunicati al Parlamento europeo.

Emendamento  102

Proposta di regolamento

Articolo 16 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. Nelle operazioni di finanziamento e di investimento la BEI non sostiene alcuna attività esercitata a fini illeciti, tra cui il riciclaggio di denaro, il finanziamento del terrorismo, la frode e l'evasione fiscali, la corruzione o la frode lesiva degli interessi finanziari dell'Unione. In particolare, la BEI non partecipa ad alcuna operazione di finanziamento o di investimento attuata tramite un veicolo ubicato in una giurisdizione non cooperativa, in linea con la sua politica in materia di giurisdizioni con regolamentazione debole o non cooperative basata sulle politiche dell'Unione, dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici o della Task force "Azione finanziaria".

1. Nelle operazioni di finanziamento e di investimento la BEI, il FEI e tutti gli intermediari finanziari non sostengono alcuna attività esercitata a fini illeciti, tra cui il riciclaggio di denaro, il finanziamento del terrorismo, la frode e l'evasione fiscali, la corruzione o la frode lesiva degli interessi finanziari dell'Unione. In particolare, la BEI non partecipa ad alcuna operazione di finanziamento o di investimento attuata tramite un veicolo ubicato in una giurisdizione non cooperativa per quanto riguarda l'applicazione delle norme fiscali convenute a livello internazionale, in linea con la sua politica in materia di giurisdizioni con regolamentazione debole o non cooperative basata sulle politiche dell'Unione, dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici o della Task force "Azione finanziaria". La BEI trasferisce tali condizioni a eventuali terzi che contribuiscono al FEIS o a qualunque piattaforma di investimento.

Motivazione

L'emendamento riprende la formulazione più specifica dell'articolo 140, paragrafo 4, del regolamento finanziario, dal quale sembra aver preso ispirazione.

Emendamento  103

Proposta di regolamento

Articolo 20 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

La BEI o il FEI possono sottoporre alla Commissione le operazioni di finanziamento e di investimento da essi sottoscritte nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2015 e la conclusione dell'accordo sul FEIS per ottenerne la copertura nell'ambito della garanzia dell'UE.

1. La BEI o il FEI possono sottoporre al comitato per gli investimenti, affinché le valuti, le operazioni di finanziamento e di investimento da essi sottoscritte nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2015 e la conclusione dell'accordo sul FEIS. Il comitato per gli investimenti può sottoporre tali operazioni alla Commissione per proporne la copertura nell'ambito della garanzia dell'UE.

Motivazione

Idea ripresa dal parere della Corte dei conti n. 4/2015 sul FEIS, paragrafo 45.

Emendamento  104

Proposta di regolamento

Articolo 20 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

La Commissione esamina dette operazioni e, laddove ne riscontri la conformità alle condizioni materiali stabilite all'articolo 5 e nell'accordo sul FEIS, decide di estendere loro la copertura della garanzia dell'UE.

2. Tenendo conto della valutazione del comitato per gli investimenti, la Commissione esamina le operazioni e, laddove ne riscontri la conformità alle condizioni materiali stabilite all'articolo 5 e nell'accordo sul FEIS, decide di estendere loro la copertura della garanzia dell'UE. Essa informa quindi il Parlamento europeo in merito a tale decisione.

Motivazione

Idea ripresa dal parere della Corte dei conti n. 4/2015 sul FEIS, paragrafo 45.

PROCEDURA

Titolo

Fondo europeo per gli investimenti strategici

Riferimenti

COM(2015)0010 – C8-0007/2015 – 2015/0009(COD)

Commissioni competenti per il merito

       Annuncio in Aula

BUDG28.1.2015

 

ECON28.1.2015

 

 

 

Parere espresso da

       Annuncio in Aula

CONT9.3.2015

 

Relatore per parere

       Nomina

Michael Theurer

2.3.2015

Articolo 55 – Riunioni congiunte delle commissioni

       Annuncio in Aula

       

       

9.3.2015

Esame in commissione

24.2.2015

23.3.2015

 

 

Approvazione

13.4.2015

 

 

 

Esito della votazione finale

+:–:

0:

 

202

3

 

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Nedzhmi Ali, Louis Aliot, Inés Ayala Sender, Zigmantas Balčytis, Dennis de Jong, Martina Dlabajová, Jens Geier, Ingeborg Gräßle, Rina Ronja Kari, Bernd Kölmel, Verónica Lope Fontagné, Georgi Pirinski, Claudia Schmidt, Bart Staes, Marco Valli, Derek Vaughan, Tomáš Zdechovský, Joachim Zeller

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Benedek Jávor, Karin Kadenbach, Andrey Novakov, Julia Pitera, Czesław Adam Siekierski, Patricija Šulin

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Eugen Freund


PARERE della commissione per l'occupazione e gli affari sociali (1.4.2015)

destinato alla commissione per i bilanci e alla commissione per i problemi economici e monetari

sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al Fondo europeo per gli investimenti strategici e che modifica i regolamenti (UE) nn. 1291/2013 e 1316/2013

(COM(2015)0010 – C8‑0007/2015 – 2015/0009(COD))

Relatore per parere: Danuta Jazłowiecka

BREVE MOTIVAZIONE

A causa della crisi economica e finanziaria, gli investimenti nell'UE hanno registrato un calo del 15% rispetto al picco del 2007. Quest'evoluzione incide negativamente sulla ripresa economica, sulla creazione di posti di lavoro, sulla crescita a lungo termine e sulla competitività. La carenza di investimenti rappresenta un rischio addizionale per il conseguimento degli obiettivi fissati nella strategia Europa 2020, segnatamente quello volto a raggiungere, entro l'anno target, il 75% di occupazione fra la popolazione di età compresa tra i 24 e i 64 anni. Nel terzo trimestre del 2014 il tasso di disoccupazione nell'UE a 28 si attestava ancora al 9,7%. Inoltre, troppi giovani europei si stanno avvicinando alla soglia della povertà. Malgrado ciò, gli Stati membri non riescono a fare un uso efficace dei fondi europei, in particolare di quelli a titolo dell'Iniziativa a favore dell'occupazione giovanile.

Nonostante un impatto positivo della politica di coesione, gli sforzi esplicati per rilanciare la crescita e promuovere l'occupazione non sono stati seguiti da risultati sufficienti. È pertanto necessario adottare con urgenza una nuova iniziativa complementare atta a creare crescita e occupazione. In questo contesto, dovremmo accogliere con favore la proposta intesa a istituire il Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), che ha le potenzialità necessarie per fornire, in combinazione con altri strumenti, uno stimolo economico rapido.

Dal momento che dati empirici dimostrano che esiste una stretta correlazione tra disoccupazione e livello di investimenti, dovremmo aspettarci che il Fondo, se ben organizzato e gestito, rilanci a medio-lungo termine la tanto necessaria occupazione. Si prevede che il Fondo mobiliti un importo di 315 miliardi di EUR nell'arco di tre anni e generi conseguentemente 1,3 milioni di posti di lavoro addizionali, diretti e indiretti. L'impatto che il Fondo potrà avere sull'occupazione dipenderà da numerosi fattori, segnatamente la sua possibilità di sostenere progetti aventi un potenziale in termini di creazione di posti di lavoro, la misura in cui stimolerà il capitale privato, la sua compatibilità con altri strumenti esistenti, come anche l'erogazione tempestiva di fondi e l'avvio di misure addizionali destinate ai mercati del lavoro.

Potenziale in termini di creazione di posti di lavoro

Il principale obiettivo dei progetti finanziati a titolo del FEIS dovrebbe essere la creazione di crescita e di posti di lavoro adeguati e di alta qualità. Questo dovrebbe essere il principio guida fondamentale di tutto il regolamento. Al fine di giudicare il rendimento, si dovrebbe intraprendere un'attenta valutazione del numero e della qualità dei posti di lavoro generati dal Fondo, mettendo un accento particolare sul rispetto dei termini e delle condizioni di occupazione relativamente ai posti di lavoro creati. Tale valutazione dovrebbe altresì servire come utile strumento in caso di revisione del FEIS.

Per evitare che le possibilità di creazione di occupazione si trovino ad essere ostacolate, gli Stati membri promuovono politiche del mercato del lavoro attive, volte a garantire che le competenze della loro forza lavoro siano adattabili alle esigenze di quei settori che presentano il più alto potenziale in termini di investimenti. Le riforme dei servizi pubblici per l'impiego (SPI) e di EURES rivestono a tale riguardo la massima importanza.

Sostegno alle PMI e alle imprese a media capitalizzazione

Le piccole e medie imprese con sede nell'UE rappresentano il 99% delle imprese dell'UE, occupano più di 90 milioni di lavoratori e contribuiscono per l'85% alla recente crescita netta di occupazione. Esse presentano quindi un grande potenziale in termini di creazione di posti di lavoro, che dovrebbe essere rafforzato. La buona riuscita del FEIS dipenderà dalla misura in cui il settore privato sarà disposto a investire, ragion per cui gli incentivi destinati al settore privato andrebbero massimizzati. Il Fondo dovrebbe essere strutturato in modo tale da evitare situazioni in cui si trovi a finanziare progetti che sarebbero finanziati comunque. Quindi, dovrebbero avere la priorità i progetti relativamente ad alto rischio nonché suscettibili di diventare economicamente sostenibili grazie al finanziamento del FEIS.

Raccolta di fondi addizionali

Dopo un periodo di consolidamento di bilancio, così necessario, è tempo per i paesi europei di investire. Per massimizzare il potenziale del Fondo in termini di investimenti e, conseguentemente, di creazione di posti di lavoro, occorre incentivare la partecipazione finanziaria degli Stati membri al FEIS. Pertanto, i contributi finanziari degli Stati membri al FEIS, compresa l'eventuale partecipazione a piattaforme di investimento, non dovrebbero essere presi in considerazione dalla Commissione al momento di definire l'aggiustamento di bilancio né nel braccio preventivo né in quello correttivo del Patto.

Correlazione con altri strumenti esistenti

Il successo del FEIS dipenderà altresì dalla sua capacità di coesistere con strumenti finanziari europei quali i fondi strutturali e d'investimento, nonché di rafforzarli. Per portare al massimo il potenziale di tali strumenti finanziari in termini di creazione di posti di lavoro, dovrebbe essere possibile, da un lato, ricorrere ai fondi strutturali europei per contribuire al finanziamento di progetti a titolo del FEIS e, dall'altro, ricorrere al FEIS per cofinanziare progetti ammissibili agli interventi della politica strutturale europea.

Misure aggiuntive

Per consentire al FEIS di operare, la Commissione avvierà e sosterrà misure addizionali intese a fornire una maggiore prevedibilità normativa e a rimuovere gli ostacoli che si frappongono agli investimenti, facendo così dell'Europa una destinazione più attraente sotto questo profilo.

Inoltre, il metodo di selezione dei progetti di investimento dovrebbe tenere conto dei diversi livelli di sviluppo dei mercati finanziari nazionali, nonché della stabilità di questi ultimi, cosa che avrà un impatto diretto sulla capacità di ricorrere al Fondo negli Stati membri. Ciò garantirebbe una distribuzione delle risorse finanziarie in tutta l'UE, anche negli Stati membri maggiormente colpiti dalla crisi.

EMENDAMENTI

La commissione per l'occupazione e gli affari sociali invita la commissione per i bilanci e la commissione per i problemi economici e monetari, competenti per il merito, a prendere in considerazione i seguenti emendamenti:

Emendamento  1

Proposta di regolamento

Considerando 1

 

Testo della Commissione

Emendamento

(1) La crisi economica e finanziaria ha causato un calo degli investimenti nell'Unione, che sono scesi di circa il 15% rispetto al picco del 2007. La carenza di investimenti di cui risente l'Unione è dovuta in particolare all'incertezza che pesa sui mercati circa il futuro dell'economia e ai vincoli di bilancio imposti agli Stati membri. Questa carenza rallenta la ripresa economica e incide negativamente sulla creazione di posti di lavoro, sulle prospettive di crescita a lungo termine e sulla competitività.

(1) La crisi economica e finanziaria ha causato un calo degli investimenti nell'Unione, che sono scesi di circa il 15% rispetto al picco del 2007. La carenza di investimenti mirati di qualità di cui risente l'Unione è dovuta in particolare all'incertezza che pesa sui mercati circa il futuro dell'economia, ai vincoli di bilancio imposti agli Stati membri e/o alle regioni, al debito insostenibile e a problemi strutturali. Questa carenza rallenta la ripresa economica e incide negativamente sulla creazione di posti di lavoro, sulle prospettive di crescita a lungo termine, sulla competitività e sui sistemi di previdenza sociale.

Emendamento  2

Proposta di regolamento

Considerando 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(1 bis) Il FEIS dovrebbe accordare un'attenzione particolare ai progetti negli Stati membri e nelle regioni ancora duramente colpiti dalla crisi, al fine di ridurre le divergenze, in particolare per quanto concerne la disoccupazione e i livelli occupazionali. È opportuno che la necessità di generare nuovi posti di lavoro di qualità a livelli adeguati sia affrontata specificamente in una strategia d'investimento europea alla quale il FEIS dovrebbe contribuire.

Emendamento  3

Proposta di regolamento

Considerando 2

 

Testo della Commissione

Emendamento

(2) Per spezzare il circolo vizioso indotto dalla carenza di investimenti è necessario un intervento a tutto campo. Lo stimolo degli investimenti passa necessariamente per le riforme strutturali e la responsabilità di bilancio, presupposti che, associati a uno slancio rinnovato verso il finanziamento degli investimenti, sono in grado di contribuire all'instaurazione di un circolo virtuoso in cui i progetti d'investimento concorrano al sostegno dell'occupazione e della domanda e determinino un miglioramento duraturo delle potenzialità di crescita.

(2) Per spezzare il circolo vizioso indotto dalla carenza di investimenti è necessario un intervento a tutto campo. Riforme strutturali socialmente responsabili e la responsabilità di bilancio contribuiscono a stimolare investimenti sani. Tali presupposti, associati a uno slancio rinnovato verso il finanziamento degli investimenti, sono in grado di contribuire all'instaurazione di un circolo virtuoso in cui i progetti d'investimento sostengano e generino a medio e lungo termine posti di lavoro di qualità, aumentino la domanda, determinino un miglioramento duraturo delle potenzialità di crescita, nonché la coesione economica, sociale e territoriale e l'inclusione sociale, e generino un valore aggiunto per la società.

 

Emendamento  4

Proposta di regolamento

Considerando 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(2 bis) L'obiettivo di realizzare investimenti strategici intesi a promuovere una crescita sostenibile andrebbe perseguito parallelamente all'obiettivo di generare, a medio e lungo termine, posti di lavoro di qualità che rispettino i termini e le condizioni legali di lavoro negli Stati membri.

Emendamento  5

Proposta di regolamento

Considerando 2 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(2 ter) È opportuno realizzare un'ampia gamma di riforme economiche e sociali a livello nazionale per generare importanti benefici sul piano economico e sociale. Tali riforme dovrebbero mirare, ad esempio, a garantire un accesso totale e paritario a sistemi d'istruzione e formazione di alta qualità, a buone strutture per l'infanzia e a sistemi di assistenza sanitaria adeguatamente finanziati, oltre a garantire la pari partecipazione di uomini e donne al mercato del lavoro e a sviluppare sistemi fiscali equi ed efficaci che eliminino la frode e l'evasione fiscale e le pratiche di elusione fiscale.

Emendamento  6

Proposta di regolamento

Considerando 2 quater (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(2 quater) Al fine di ottimizzare l'impatto del FEIS sull'occupazione, gli Stati membri dovrebbero continuare ad attuare riforme strutturali socialmente responsabili e altre iniziative, quali programmi di formazione e politiche del mercato del lavoro attive, sostenere le condizioni favorevoli alla creazione di posti di lavoro sostenibili e di qualità e investire in politiche sociali mirate in linea con il pacchetto di investimenti sociali del 2013. Inoltre, gli Stati membri dovrebbero intraprendere attività supplementari, quali programmi di formazione ad hoc volti a far corrispondere le competenze dei lavoratori alle necessità dei settori che beneficiano del FEIS, servizi su misura per le imprese, che le preparino a espandersi e a creare più posti di lavoro, come anche il sostegno alle start up e ai lavoratori autonomi.

Emendamento  7

Proposta di regolamento

Considerando 4

 

Testo della Commissione

Emendamento

(4) Durante l'intero periodo della crisi economica e finanziaria l'Unione si è adoperata per promuovere la crescita, in particolare tramite le iniziative previste dalla strategia Europa 2020, in cui si concreta un percorso mirato alla crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. Anche la Banca europea per gli investimenti (BEI) ha potenziato la propria funzione di stimolo e promozione degli investimenti nell'Unione, in parte grazie all'aumento di capitale del gennaio 2013. Sono necessari ulteriori interventi per assicurare il soddisfacimento dei bisogni d'investimento dell'Unione, l'impiego efficiente della liquidità disponibile sul mercato e il suo incanalamento verso il finanziamento di progetti d'investimento economicamente sostenibili.

(4) Durante l'intero periodo della crisi economica e finanziaria l'Unione si è adoperata per promuovere la crescita, in particolare tramite le iniziative previste dalla strategia Europa 2020 in cui si concreta un percorso mirato alla crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, ma purtroppo con un impatto insufficiente sui livelli di occupazione e povertà in numerosi Stati membri. Anche la Banca europea per gli investimenti (BEI) ha potenziato la propria funzione di stimolo e promozione degli investimenti nell'Unione, in parte grazie all'aumento di capitale del gennaio 2013. Sono quindi necessari interventi ulteriori e complementari per assicurare il soddisfacimento dei bisogni d'investimento dell'Unione, l'impiego efficiente della liquidità disponibile sul mercato e il suo incanalamento verso il finanziamento di progetti d'investimento validi e sostenibili, con un accento particolare sul loro potenziale in termini di creazione di crescita e di posti di lavoro sostenibili e di qualità e sul loro beneficio per la società nel suo insieme.

Emendamento  8

Proposta di regolamento

Considerando 8

Testo della Commissione

Emendamento

(8) Il FEIS è uno degli snodi di un'impostazione globale volta a superare l'incertezza che circonda l'attività pubblica e privata d'investimento. La strategia poggia su tre assi portanti: mobilitazione di fondi da destinare agli investimenti, capacità degli investimenti di arrivare all'economia reale e miglioramento del contesto d'investimento nell'Unione.

(8) Il FEIS è uno degli snodi di un'impostazione globale volta a superare l'incertezza che circonda l'attività pubblica e privata d'investimento. La strategia poggia su tre assi portanti: mobilitazione di fondi da destinare agli investimenti, capacità degli investimenti di arrivare all'economia reale e miglioramento del contesto d'investimento nell'Unione. Senza un miglioramento del contesto d'investimento, il FEIS avrà difficoltà a conseguire i propri obiettivi. Al riguardo, è necessario un autentico impegno per consolidare ulteriormente il mercato interno dell'Unione, con particolare riferimento al mercato unico digitale. Il FEIS dovrebbe essere operativo quanto prima di modo che gli investimenti possano essere attivati nel 2015.

Emendamento  9

Proposta di regolamento

Considerando 9

Testo della Commissione

Emendamento

(9) Il contesto d'investimento nell'Unione andrebbe migliorato tramite la rimozione degli ostacoli agli investimenti, il rafforzamento del mercato unico e l'aumento della prevedibilità della normativa, in un lavoro di accompagnamento che dovrebbe giovare sia all'operato del FEIS sia, in genere, agli investimenti in tutta Europa.

(9) Il contesto d'investimento nell'Unione andrebbe migliorato tramite la rimozione degli ostacoli agli investimenti, la semplificazione della burocrazia, il rafforzamento del mercato unico, il mantenimento di mercati del lavoro sufficientemente flessibili, la garanzia che i costi del lavoro, compresi i salari, siano in linea con la produttività, la promozione di sistemi di protezione sociale che rendano attraente il lavoro, la ristrutturazione e capitalizzazione delle banche, il miglioramento dell'efficienza dell'amministrazione pubblica e dei sistemi fiscali e l'aumento della prevedibilità della normativa, in un lavoro di accompagnamento che dovrebbe giovare sia all'operato del FEIS sia, in genere, agli investimenti in tutta Europa.

Emendamento  10

Proposta di regolamento

Considerando 10

 

Testo della Commissione

Emendamento

(10) L'obiettivo del FEIS dovrebbe consistere nell'aiutare a superare le difficoltà di finanziamento e di realizzazione di investimenti produttivi nell'Unione aprendo un maggiore accesso ai finanziamenti, che si suppone vada a particolare vantaggio delle piccole e medie imprese. È altresì opportuno allargare il beneficio di tale maggiore accesso ai finanziamenti alle imprese a media capitalizzazione, ossia imprese che contano un massimo di 3000 dipendenti. Il superamento delle difficoltà d'investimento che si rilevano attualmente in Europa dovrebbe contribuire a rinsaldare la coesione economica, sociale e territoriale nell'Unione.

(10) L'obiettivo del FEIS dovrebbe consistere nell'aiutare a superare le difficoltà di finanziamento e di realizzazione di investimenti produttivi nell'Unione aprendo un accesso maggiore e semplificato ai finanziamenti, allo scopo di generare una crescita sostenibile e posti di lavoro sostenibili e di qualità, che si suppone vada a particolare vantaggio delle piccole e medie imprese, che rappresentano il 99% delle imprese dell'Unione, occupano più di 90 milioni di lavoratori e hanno recentemente generato oltre l'80% dei nuovi posti di lavoro nell'Unione. È altresì opportuno allargare il beneficio di tale maggiore accesso ai finanziamenti alle imprese a media capitalizzazione, ossia imprese che contano un massimo di 3000 dipendenti, nonché alle imprese sociali e alle microimprese. Il superamento delle difficoltà d'investimento che si rilevano attualmente in Europa dovrebbe contribuire a rinsaldare la coesione economica, sociale e territoriale nell'Unione.

Emendamento  11

Proposta di regolamento

Considerando 11

 

Testo della Commissione

Emendamento

(11) Il FEIS dovrebbe sostenere investimenti strategici che presentino, sotto il profilo economico, un elevato valore aggiunto in grado di contribuire al conseguimento degli obiettivi politici dell'Unione.

(11) Il FEIS dovrebbe sostenere investimenti strategici che presentino, sotto il profilo socioeconomico, un elevato valore aggiunto e un potenziale in termini di creazione di posti di lavoro sostenibili e di qualità in grado di contribuire al conseguimento degli obiettivi politici a lungo termine dell'Unione, in particolare gli obiettivi in materia di coesione, occupazione, istruzione e riduzione della povertà previsti dalla strategia Europa 2020.

Emendamento  12

Proposta di regolamento

Considerando 12

Testo della Commissione

Emendamento

(12) Nell'Unione molte piccole e medie imprese e molte imprese a media capitalizzazione hanno bisogno di assistenza per poter ottenere finanziamenti dal mercato, soprattutto per gli investimenti a più elevato rischio. Il FEIS dovrebbe aiutarle a colmare la carenza di capitali consentendo alla BEI e al Fondo europeo per gli investimenti (FEI) di operare, direttamente e indirettamente, iniezioni di capitale, di prestar garanzie per una cartolarizzazione di elevata qualità dei prestiti e di offrire altri prodotti disponibili per il perseguimento delle finalità del FEIS.

(12) Nell'Unione molte microimprese, piccole e medie imprese e imprese a media capitalizzazione hanno bisogno di assistenza per poter ottenere finanziamenti dal mercato, soprattutto per gli investimenti a più elevato rischio. Il FEIS dovrebbe aiutarle a colmare la carenza di capitali consentendo alla BEI e al Fondo europeo per gli investimenti (FEI) di operare, direttamente e indirettamente, iniezioni di capitale, di prestar garanzie per una cartolarizzazione di elevata qualità dei prestiti e di offrire altri prodotti disponibili per il perseguimento delle finalità del FEIS. È importante che il FEIS prenda in considerazione le condizioni d'investimento specifiche nei paesi che presentano mercati finanziari meno sviluppati.

Emendamento  13

Proposta di regolamento

Considerando 13

Testo della Commissione

Emendamento

(13) È opportuno istituire il FEIS nel contesto della BEI affinché possa beneficiare della sua comprovata esperienza e affinché le operazioni del Fondo possano produrre effetti positivi in tempi il più possibile brevi. È opportuno incanalare l'attività del FEIS di finanziamento delle piccole e medie imprese e delle imprese a media capitalizzazione tramite del Fondo europeo per gli investimenti (FEI) in modo da fruire dell'esperienza da questo maturata nel settore.

(13) È opportuno istituire il FEIS nel contesto della BEI affinché possa beneficiare della sua comprovata esperienza e affinché le operazioni del Fondo possano produrre effetti positivi in tempi il più possibile brevi. È opportuno incanalare l'attività del FEIS di finanziamento delle piccole e medie imprese, delle microimprese e delle imprese a media capitalizzazione tramite il Fondo europeo per gli investimenti (FEI) in modo da fruire dell'esperienza da questo maturata nel settore.

Emendamento  14

Proposta di regolamento

Considerando 14

 

Testo della Commissione

Emendamento

(14) Il FEIS dovrebbe puntare su progetti in grado di dispiegare un elevato valore sociale ed economico, in particolare progetti che favoriscano la creazione di posti di lavoro, la crescita a lungo termine e la competitività. Per rispondere al meglio ai bisogni dei singoli progetti, il FEIS dovrebbe sostenere un'ampia gamma di prodotti finanziari - tra cui capitale, debito e garanzie - in modo da potersi adattare alle esigenze del mercato incoraggiando nel contempo gli investimenti privati nei progetti. Il FEIS non dovrebbe sostituirsi al finanziamento sul mercato privato bensì catalizzarlo colmando le carenze del mercato, in modo da garantire un impiego massimamente efficiente e strategico dei fondi pubblici, al quale dovrebbe peraltro contribuire anche l'obbligo di conformità ai principi che regolano gli aiuti di Stato.

(14) Il FEIS dovrebbe puntare su progetti in grado di dispiegare un elevato valore sociale ed economico, che abbiano un impatto diretto sull'economia reale, in particolare progetti che favoriscano la creazione di posti di lavoro sostenibili e di qualità e la crescita sostenibile e inclusiva a lungo termine, la competitività, nonché la ricerca e l'innovazione e lo sviluppo di competenze. Per rispondere al meglio ai bisogni dei singoli progetti, il FEIS dovrebbe sostenere un'ampia gamma di prodotti finanziari tra cui capitale, debito e garanzie in modo da potersi adattare alle esigenze del mercato incoraggiando nel contempo gli investimenti privati nei progetti. Il FEIS non dovrebbe sostituirsi al finanziamento sul mercato privato bensì catalizzarlo colmando le carenze del mercato, in modo da garantire un impiego massimamente efficiente e strategico dei fondi pubblici, al quale dovrebbe peraltro contribuire anche l'obbligo di conformità ai principi che regolano gli aiuti di Stato.

Emendamento  15

Proposta di regolamento

Considerando 14 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(14 bis) L'impatto del FEIS sull'occupazione dovrebbe essere sistematicamente monitorato e ulteriormente incoraggiato, segnatamente allo scopo di ricavarne vantaggi a lungo termine per la società, sotto forma di posti di lavoro sostenibili e di qualità, grazie al fatto che sia gli investitori che i lavoratori beneficeranno del FEIS.

Emendamento  16

Proposta di regolamento

Considerando 15

 

Testo della Commissione

Emendamento

(15) Per apportare un valore aggiunto rispetto alle operazioni già esistenti, il FEIS dovrebbe puntare su progetti che presentano un rapporto fra rischio e rendimento più elevato dei vigenti strumenti della BEI e dell'Unione. Il FEIS dovrebbe finanziare progetti in tutta l'Unione, anche nei paesi maggiormente colpiti dalla crisi finanziaria. Dovrebbe essere fatto ricorso al FEIS soltanto quando non sono disponibili, a condizioni ragionevoli, finanziamenti da altre fonti.

(15) Per apportare un valore aggiunto rispetto alle operazioni già esistenti, il FEIS dovrebbe essere complementare agli strumenti finanziari esistenti dell'Unione e puntare su progetti che hanno difficoltà ad attrarre finanziamenti privati e che presentano un rapporto fra rischio e rendimento più elevato dei vigenti strumenti della BEI e dell'Unione. Il FEIS dovrebbe finanziare progetti in tutta l'Unione, anche nei paesi maggiormente colpiti dalla crisi finanziaria e nelle zone caratterizzate da grandi sacche di disoccupazione. Dovrebbe essere fatto ricorso al FEIS soltanto quando non sono disponibili, a condizioni ragionevoli, finanziamenti da altre fonti.

Emendamento  17

Proposta di regolamento

Considerando 16

Testo della Commissione

Emendamento

(16) Il FEIS dovrebbe interessare gli investimenti considerati sostenibili sul piano economico e fattibili sotto il profilo tecnico che, pur sempre soddisfacendo le condizioni specifiche per ottenere i finanziamenti del Fondo, possono comportare un grado appropriato di rischio.

(16) Il FEIS dovrebbe interessare gli investimenti considerati sostenibili sul piano economico e fattibili sotto il profilo tecnico e con un importante potenziale in termini di creazione di posti di lavoro. Il livello di rischio associato a tali investimenti dovrebbe essere adeguato per raggiungere gli obiettivi del FEIS, in particolare per quanto riguarda la creazione di occupazione, purché le condizioni specifiche per ottenere i finanziamenti del Fondo siano soddisfatte.

Motivazione

Gli investimenti, oltre a essere sostenibili, dovrebbero avere un importante potenziale in termini di creazione di posti di lavoro. Definire adeguato il livello di rischio degli investimenti è molto vago; è più appropriato vincolarlo agli obiettivi che il FEIS deve raggiungere, soprattutto per quanto riguarda la creazione di posti di lavoro.

Emendamento  18

Proposta di regolamento

Considerando 16 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(16 bis) Nella valutazione dei progetti, il FEIS dovrebbe tenere debitamente conto della situazione dei mercati del lavoro negli Stati membri e nelle regioni, compresi i possibili effetti di miglioramento dell'occupazione ottenibili.

Emendamento  19

Proposta di regolamento

Considerando 16 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(16 ter) Il comitato direttivo del FEIS dovrebbe definire la politica d'investimento per i progetti ammissibili e il relativo profilo di rischio. Dato che da tale politica dipende la selezione dei progetti, è opportuno coinvolgere il Parlamento europeo nell'elaborazione dei criteri.

Motivazione

Il comitato direttivo svolge un compito fondamentale nel FEIS, vale a dire definire la politica d'investimento e pertanto i criteri di selezione dei progetti. È indispensabile coinvolgere il Parlamento europeo nell'elaborazione di tali criteri.

Emendamento  20

Proposta di regolamento

Considerando 16 quater (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(16 quater) Il FEIS dovrebbe concentrarsi sulla creazione di nuovi investimenti nei settori in cui l'interesse degli investitori è limitato, anziché sostituire investimenti che si sarebbero realizzati altrove (effetto di spiazzamento) o concentrarsi su investimenti altamente redditizi che si sarebbero realizzati in ogni caso (effetto inerziale). È opportuno promuovere gli investimenti sociali, che non soltanto generano ritorni finanziari ma hanno anche ricadute sociali positive, come gli investimenti nel capitale umano o gli investimenti con un forte impatto sulla creazione di posti di lavoro o sulla riduzione della povertà.

Emendamento  21

Proposta di regolamento

Considerando 16 quinquies (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(16 quinquies) Per potenziare l'effetto del FEIS sull'occupazione, il metodo di selezione dei progetti d'investimento dovrebbe tenere conto dei diversi livelli di sviluppo dei mercati finanziari nazionali, nonché della stabilità di questi ultimi, il che avrà un impatto diretto sulla capacità di ricorrere al Fondo negli Stati membri. Ciò garantirà la distribuzione di risorse finanziarie in tutta l'Unione, anche negli Stati membri maggiormente colpiti dalla crisi finanziaria.

Emendamento  22

Proposta di regolamento

Considerando 17

 

Testo della Commissione

Emendamento

(17) È opportuno che un comitato per gli investimenti decida in merito al conferimento del sostegno del FEIS ai progetti infrastrutturali e ai progetti delle imprese a media capitalizzazione di grandi dimensioni. Tale comitato dovrebbe essere composto di esperti indipendenti dotati di conoscenze ed esperienza nel settore dei progetti di investimento. Il comitato per gli investimenti dovrebbe rispondere al comitato direttivo del FEIS, incaricato di vigilare sul conseguimento degli obiettivi del Fondo. Per mettere efficacemente a frutto l'esperienza del FEI, il FEIS dovrebbe sostenerne il finanziamento in modo da permettergli di realizzare singoli progetti che coinvolgano piccole e medie imprese e imprese a media capitalizzazione.

(17) È opportuno che un comitato per gli investimenti decida in merito al conferimento del sostegno del FEIS ai progetti infrastrutturali e ai progetti delle imprese a media capitalizzazione di grandi dimensioni. Tale comitato dovrebbe essere composto di esperti indipendenti dotati di conoscenze ed esperienza nel settore dei progetti di investimento, nonché di comprovata esperienza in relazione a uno dei cinque obiettivi principali della strategia Europa 2020. Il comitato per gli investimenti dovrebbe comprendere uno o più esperti dotati delle competenze necessarie per valutare gli effetti sociali e occupazionali dei progetti. Il comitato per gli investimenti dovrebbe agire in maniera trasparente e rispondere al comitato direttivo del FEIS, incaricato di vigilare sul conseguimento degli obiettivi del Fondo. Per mettere efficacemente a frutto l'esperienza del FEI, il FEIS dovrebbe sostenerne il finanziamento in modo da permettergli di realizzare singoli progetti che coinvolgano piccole e medie imprese e imprese a media capitalizzazione.

Emendamento  23

Proposta di regolamento

Considerando 17 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(17 bis) Gli esperti del comitato per gli investimenti dovrebbero essere approvati dal Parlamento europeo al fine di migliorare la governance democratica e la responsabilità del comitato.

Emendamento  24

Proposta di regolamento

Considerando 18

Testo della Commissione

Emendamento

(18) Affinché il FEIS sia in grado di sostenere gli investimenti è opportuno che l'Unione conceda una garanzia per un importo di 16 000 000 000 EUR. Se concessa sulla base del portafoglio, la copertura della garanzia dovrebbe essere soggetta a un massimale dipendente dal tipo di strumento (debito, capitale o garanzia) fissato in percentuale del volume del portafoglio di impegni in essere. Nelle previsioni, una volta che alla garanzia si abbineranno i 5 000 000 000 EUR forniti dalla BEI, il sostegno del FEIS dovrebbe generare ulteriori investimenti della BEI e del FEI per un importo di 60 800 000 000 EUR. Si prevede che questi 60 800 000 000 EUR sostenuti dal FEIS generino nell'Unione investimenti per 315 000 000 000 EUR nel triennio dal 2015 al 2017. Le garanzie associate a progetti ultimati senza ricorso alla garanzia sono messe a disposizione per il sostegno di nuove operazioni.

(18) Affinché il FEIS sia in grado di sostenere gli investimenti è opportuno che l'Unione conceda una garanzia per un importo di 16 000 000 000 EUR. Se concessa sulla base del portafoglio, la copertura della garanzia dovrebbe essere soggetta a un massimale dipendente dal tipo di strumento (debito, capitale o garanzia) fissato in percentuale del volume del portafoglio di impegni in essere. Nelle previsioni, una volta che alla garanzia si abbineranno i 5 000 000 000 EUR forniti dalla BEI, il sostegno del FEIS dovrebbe generare ulteriori investimenti della BEI e del FEI per un importo di 60 800 000 000 EUR. Si prevede che questi 60 800 000 000 EUR sostenuti dal FEIS generino nell'Unione investimenti per 315 000 000 000 EUR nel triennio dal 2015 al 2017, il che evidenzia la caratteristica di emergenza del Fondo e la necessità che abbia un impatto immediato nei prossimi tre anni. Le garanzie associate a progetti ultimati senza ricorso alla garanzia sono messe a disposizione per il sostegno di nuove operazioni.

Motivazione

Tra le due visioni globali che il Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) può avere, è fondamentale sostenere quella di uno strumento d'emergenza nel breve termine finalizzato a combattere il problema della disoccupazione e non a promuovere un cambiamento strutturale di modernizzazione in Europa.

Emendamento  25

Proposta di regolamento

Considerando 19

Testo della Commissione

Emendamento

(19) Per aumentare ulteriormente le risorse del FEIS è opportuno aprire il Fondo alla partecipazione di terzi, tra cui Stati membri e, col consenso dei contributori esistenti, banche di promozione nazionali o enti pubblici di proprietà degli Stati membri o da essi controllati, soggetti del settore privato e soggetti extraunionali. I terzi possono contribuire direttamente al FEIS ed essere inseriti nel suo assetto di governance.

(19) Per aumentare ulteriormente le risorse del FEIS è opportuno aprire il Fondo alla partecipazione di terzi, tra cui Stati membri e, col consenso dei contributori esistenti, banche di promozione e d'investimento nazionali o enti pubblici di proprietà degli Stati membri o di istituzioni regionali o da essi controllati, soggetti del settore privato e soggetti extraunionali. I terzi possono contribuire direttamente al FEIS ed essere inseriti nel suo assetto di governance, purché l'interesse globale dell'Unione sia sempre tutelato nel processo decisionale e nella definizione di politiche e strategie.

Emendamento  26

Proposta di regolamento

Considerando 20 bis (nuovo)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

(20 bis) La BEI dovrebbe ricorrere a tutti gli strumenti e alle risorse disponibili per sostenere lo sviluppo di piattaforme d'investimento geografiche e tematiche che riuniscano coinvestitori, autorità pubbliche, esperti, istituti d'istruzione, di formazione e di ricerca e altri attori pertinenti a livello europeo, nazionale e regionale, al fine di promuovere l'innovazione, lo sviluppo delle competenze e la creazione di posti di lavoro sostenibili e di qualità in settori fondamentali che necessitano di maggiori investimenti.

Emendamento  27

Proposta di regolamento

Considerando 20 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(20 ter) I contributi finanziari degli Stati membri al FEIS, compresa l'eventuale partecipazione a piattaforme d'investimento, non dovrebbero essere presi in considerazione dalla Commissione al momento di definire l'aggiustamento di bilancio né nel braccio preventivo né in quello correttivo del patto. In caso di superamento del valore di riferimento per il deficit, la Commissione non dovrebbe avviare la procedura per i disavanzi eccessivi se il superamento è dovuto esclusivamente ai contributi versati, è di entità ridotta ed è presumibilmente temporaneo. Analogamente, nessuna procedura dovrebbe essere avviata nel valutare il superamento del valore di riferimento per il debito qualora esso sia unicamente dovuto ai contributi versati al FEIS.

Motivazione

È necessario incoraggiare quanti più Stati membri possibile a partecipare al FEIS, al fine di massimizzare gli effetti positivi del Fondo sull'economia europea. A tale riguardo, i contributi finanziari degli Stati membri, inclusi quelli alle piattaforme d'investimento, non dovrebbero far scattare la procedura per i disavanzi eccessivi.

Emendamento  28

Proposta di regolamento

Considerando 21

Testo della Commissione

Emendamento

(21) A condizione che siano soddisfatti tutti gli applicabili criteri di ammissibilità, gli Stati membri possono ricorrere ai fondi strutturali e di investimento europei per contribuire al finanziamento dei progetti ammissibili assistiti dalla garanzia dell'UE. Questa flessibilità di approccio dovrebbe massimizzare le potenzialità di attrazione degli investitori verso i comparti d'investimento su cui punta il FEIS.

(21) A condizione che siano soddisfatti tutti gli applicabili criteri di ammissibilità, gli Stati membri possono ricorrere ai fondi strutturali e di investimento europei per contribuire al finanziamento dei progetti ammissibili assistiti dalla garanzia dell'UE. Questa flessibilità di approccio dovrebbe massimizzare le potenzialità di attrazione degli investitori verso i comparti d'investimento su cui punta il FEIS. Il FEIS può altresì essere utilizzato per il cofinanziamento di progetti ammissibili a beneficiare dei fondi strutturali e di investimento europei.

Motivazione

Il FEIS dovrebbe essere considerato uno strumento di investimento complementare ai Fondi strutturali europei già esistenti. Al fine di massimizzare gli effetti di entrambi gli strumenti, il cofinanziamento di progetti da parte del FEIS e dei fondi strutturali e di investimento europei dovrebbe pertanto funzionare nei due sensi. In particolare, l'uso di strumenti finanziari disponibili nel quadro del FEIS, quali i prestiti, può contribuire a far avanzare un certo numero di progetti significativi a titolo della politica strutturale, bloccati per mancanza di fondi pubblici.

Emendamento  29

Proposta di regolamento

Considerando 25

Testo della Commissione

Emendamento

(25) A cadenza periodica la BEI dovrebbe valutare le attività sostenute dal FEIS per verificarne pertinenza, prestazioni e impatto e per individuare gli aspetti in grado di migliorarne le attività in futuro. Le valutazioni in questo senso dovrebbero contribuire all'assolvimento dell'obbligo di resoconto e all'analisi della sostenibilità.

(25) A cadenza periodica la BEI dovrebbe valutare le attività sostenute dal FEIS per verificarne pertinenza, prestazioni e impatto, in particolare per quanto concerne l'impatto socioeconomico, con particolare attenzione alla creazione di posti di lavoro, e per individuare gli aspetti in grado di migliorarne le attività in futuro. Le valutazioni in questo senso dovrebbero contribuire all'assolvimento dell'obbligo di resoconto e all'analisi della sostenibilità. Esse dovrebbero essere trasmesse per parere, sotto forma di relazione, al Parlamento europeo a intervalli regolari.

Motivazione

È fondamentale valutare l'impatto delle attività sostenute dal FEIS, in particolare per quanto concerne la creazione di posti di lavoro.

Emendamento  30

Proposta di regolamento

Considerando 26

Testo della Commissione

Emendamento

(26) In parallelo alle operazioni di finanziamento che si espleteranno tramite il FEIS è opportuno creare un Polo europeo di consulenza sugli investimenti (EIAH) che offra un supporto potenziato allo sviluppo e alla preparazione di progetti in tutta l'UE muovendo dalle competenze della Commissione, della BEI, delle banche di promozione nazionali e delle autorità di gestione dei fondi strutturali e di investimento europei. Il Polo dovrebbe configurarsi come sportello unico per le questioni inerenti all'assistenza tecnica agli investimenti nell'Unione.

(26) In parallelo alle operazioni di finanziamento che si espleteranno tramite il FEIS è opportuno creare un Polo europeo di consulenza sugli investimenti (EIAH) che offra un supporto potenziato allo sviluppo e alla preparazione di progetti in tutta l'UE muovendo dalle competenze della Commissione, della BEI, delle banche di promozione nazionali e delle autorità di gestione dei fondi strutturali e di investimento europei, dei rappresentanti delle PMI e di esperti in materia di politiche occupazionali e sociali. Il Polo dovrebbe configurarsi come sportello unico per le questioni inerenti all'assistenza tecnica agli investimenti nell'Unione, l'accesso al quale sarà facilitato mediante un approccio multilingue e maggiormente decentrato, al fine di sostenere un'efficace divulgazione delle informazioni.

 

Emendamento  31

Proposta di regolamento

Considerando 29

Testo della Commissione

Emendamento

(29) Per finanziare parzialmente il contributo a carico del bilancio dell'Unione, è opportuno ridurre la dotazione disponibile, rispettivamente, per il Programma quadro di ricerca e innovazione 2014-2020 "Orizzonte 2020", di cui al regolamento (UE) n. 1291/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio2, e per il Meccanismo per collegare l'Europa, di cui al regolamento (UE) n. 1316/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio3. Benché il FEIS non ricalchi le finalità perseguite da questi due programmi, si prevede che la riduzione delle relative dotazioni per finanziare il Fondo di garanzia assicuri, in determinati settori che rientrano nel rispettivo mandato, un volume di investimenti maggiore di quello reso possibile dai programmi attuali. Il FEIS dovrebbe infatti riuscire a esercitare un effetto leva grazie alla garanzia dell'UE, moltiplicando le ricadute finanziarie nei settori della ricerca, sviluppo e innovazione e delle infrastrutture di trasporto, telecomunicazione ed energia con incidenza maggiore rispetto a quanto si verificherebbe se le risorse fossero devolute a sovvenzioni nel quadro dei previsti programmi Orizzonte 2020 e Meccanismo per collegare l'Europa. È pertanto opportuno stornare verso il FEIS parte dei fondi attualmente destinati a tali programmi.

(29) Per finanziare parzialmente il contributo a carico del bilancio dell'Unione, è opportuno ridurre la dotazione disponibile, rispettivamente, per il Programma quadro di ricerca e innovazione 2014-2020 "Orizzonte 2020", di cui al regolamento (UE) n. 1291/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio2, e per il Meccanismo per collegare l'Europa, di cui al regolamento (UE) n. 1316/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio3. Benché il FEIS non ricalchi le finalità perseguite da questi due programmi, si prevede che la riduzione delle relative dotazioni per finanziare il Fondo di garanzia assicuri, in determinati settori che rientrano nel rispettivo mandato, un volume di investimenti maggiore di quello reso possibile dai programmi attuali. Il FEIS dovrebbe infatti riuscire a esercitare un effetto leva grazie alla garanzia dell'UE, moltiplicando le ricadute finanziarie nei settori della ricerca, sviluppo e innovazione e delle infrastrutture di trasporto, telecomunicazione ed energia con incidenza maggiore rispetto a quanto si verificherebbe se le risorse fossero devolute a sovvenzioni nel quadro dei previsti programmi Orizzonte 2020 e Meccanismo per collegare l'Europa. È pertanto opportuno stornare verso il FEIS parte dei fondi attualmente destinati a tali programmi senza sacrificare gli obiettivi iniziali di questi ultimi.

__________________

__________________

2 Regolamento (UE) n. 1291/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, che istituisce il programma quadro di ricerca e innovazione (2014-2020) - Orizzonte 2020 e abroga la decisione n. 198 2/2006/CE (GU L 347 del 20.12.2013, pag. 104).

2 Regolamento (UE) n. 1291/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, che istituisce il programma quadro di ricerca e innovazione (2014-2020) - Orizzonte 2020 e abroga la decisione n. 198 2/2006/CE (GU L 347 del 20.12.2013, pag. 104).

3 Regolamento (UE) n. 1316/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, che istituisce il meccanismo per collegare l'Europa e che modifica il regolamento (UE) n. 913/2010 e che abroga i regolamenti (CE) n. 680/2007 e (CE) n. 67/2010 (GU L 348 del 20.12.2013, pag. 129).

3 Regolamento (UE) n. 1316/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, che istituisce il meccanismo per collegare l'Europa e che modifica il regolamento (UE) n. 913/2010 e che abroga i regolamenti (CE) n. 680/2007 e (CE) n. 67/2010 (GU L 348 del 20.12.2013, pag. 129).

Emendamento  32

Proposta di regolamento

Considerando 31

Testo della Commissione

Emendamento

(31) Esiste nell'Unione un numero cospicuo di progetti potenzialmente sostenibili sul piano economico che non ottengono finanziamenti a causa dell'incertezza e della scarsa trasparenza che li circondano: spesso gli investitori privati non sono al corrente dell'esistenza del progetto o dispongono al riguardo di informazioni insufficienti per una valutazione dei rischi d'investimento. Contando sull'ausilio degli Stati membri, la Commissione e la BEI dovrebbero promuovere la costituzione di una riserva trasparente di progetti di investimento nell'Unione, attuali e futuri, idonei a essere finanziati. Questa riserva di progetti dovrebbe assicurare la divulgazione pubblica, periodica e strutturata, delle informazioni sui progetti di investimento, affinché gli investitori possano disporre di dati attendibili sui quali fondare le decisioni d'investimento.

(31) Esiste nell'Unione un numero cospicuo di progetti potenzialmente sostenibili sul piano economico che non ottengono finanziamenti a causa dell'incertezza e della scarsa trasparenza che li circondano: spesso gli investitori privati non sono al corrente dell'esistenza del progetto o dispongono al riguardo di informazioni insufficienti per una valutazione dei rischi d'investimento. Contando sull'ausilio degli Stati membri, la Commissione e la BEI dovrebbero promuovere la costituzione di una riserva trasparente di progetti di investimento nell'Unione, attuali e futuri, idonei a essere finanziati. Questa riserva di progetti dovrebbe assicurare la divulgazione pubblica, periodica e strutturata, delle informazioni sui progetti di investimento, affinché gli investitori possano disporre di dati attendibili e trasparenti sui quali fondare le decisioni d'investimento. Nel gestire la riserva occorre prestare attenzione alla tutela dei segreti commerciali fondamentali.

Emendamento  33

Proposta di regolamento

Considerando 34

Testo della Commissione

Emendamento

(34) Ai fini dell'assolvimento dell'obbligo di rendiconto nei confronti dei cittadini europei, la BEI dovrebbe riferire periodicamente al Parlamento europeo e al Consiglio circa l'evoluzione del FEIS e gli effetti da esso prodotti.

(34) Ai fini dell'assolvimento dell'obbligo di rendiconto nei confronti dei cittadini europei, la BEI dovrebbe riferire periodicamente al Parlamento europeo e al Consiglio circa l'evoluzione del FEIS e gli effetti socioeconomici reali da esso prodotti, con particolare attenzione alla creazione di posti di lavoro. In tale ottica, la BEI dovrebbe presentare al Parlamento europeo e al Consiglio, per parere, una relazione annuale dedicata.

Motivazione

Si specifica il contenuto dell'informazione periodica che la BEI deve fornire al Parlamento europeo e al Consiglio. Come è stato sottolineato, è fondamentale valutare se gli investimenti finanziati hanno un impatto sulla creazione di posti di lavoro.

Emendamento  34

Proposta di regolamento

Articolo 1 – paragrafo 1 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. La Commissione conclude con la Banca europea per gli investimenti (BEI) un accordo sull'istituzione del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) ("accordo sul FEIS").

1. In base a un mandato del Consiglio europeo e del Parlamento europeo, la Commissione può concludere con la Banca europea per gli investimenti (BEI) un accordo sull'istituzione del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) ("accordo sul FEIS"). L'accordo è trasmesso al Parlamento europeo e al Consiglio ed è pubblicato.

Emendamento  35

Proposta di regolamento

Articolo 1 – paragrafo 1 – comma 2

 

Testo della Commissione

Emendamento

Mettendo capacità di rischio a disposizione della BEI, il FEIS intende sostenere gli investimenti nell'Unione e offrire un maggiore accesso ai finanziamenti alle imprese che contano un massimo di 3 000 dipendenti, con particolare attenzione per le piccole e medie imprese.

Mettendo capacità di rischio a disposizione della BEI, il FEIS intende sostenere gli investimenti pubblici e privati di qualità nell'Unione e offrire un maggiore accesso ai finanziamenti alle imprese che contano un massimo di 3 000 dipendenti, con particolare attenzione per le piccole e medie imprese, nonché per le microimprese e le imprese sociali. L'obiettivo generale del FEIS è di sostenere gli obiettivi della strategia Europa 2020 e di promuovere una crescita sostenibile, inclusiva e a lungo termine e la creazione di occupazione nell'Unione.

Emendamento  36

Proposta di regolamento

Articolo 1 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2. L'accordo sul FEIS è aperto all'adesione degli Stati membri. Col consenso dei contributori esistenti, l'accordo sul FEIS è aperto anche all'adesione di altri terzi, tra cui banche di promozione nazionali o enti pubblici di proprietà degli Stati membri o da essi controllati, e soggetti del settore privato.

2. L'accordo sul FEIS è aperto all'adesione degli Stati membri. Col consenso dei contributori esistenti, l'accordo sul FEIS è aperto anche all'adesione di altri terzi, tra cui banche di promozione nazionali o enti pubblici di proprietà degli Stati membri o di autorità regionali o locali o da essi controllati, e soggetti del settore privato.

Emendamento  37

Proposta di regolamento

Articolo 2 – paragrafo 2 – comma 1

 

Testo della Commissione

Emendamento

2. L'accordo sul FEIS prevede la creazione del Polo europeo di consulenza sugli investimenti (EIAH) nel quadro della BEI. L'EIAH è volto a offrire, muovendo dagli attuali servizi di consulenza della BEI e della Commissione, consulenza per l'individuazione, la preparazione e lo sviluppo di progetti di investimento e a fungere da polo unico di consulenza tecnica sul finanziamento di progetti nell'Unione. Questa funzione di supporto riguarda l'uso dell'assistenza tecnica per la strutturazione dei progetti, l'uso di strumenti finanziari innovativi, il ricorso a partenariati pubblico-privato e l'opportuna consulenza sull'applicabile normativa dell'UE.

2. L'accordo sul FEIS prevede la creazione del Polo europeo di consulenza sugli investimenti (EIAH) nel quadro della BEI. L'EIAH è trasparente e indipendente. Esso è volto a offrire, muovendo dagli attuali servizi di consulenza della BEI e della Commissione, consulenza per l'individuazione, la preparazione e lo sviluppo di progetti di investimento e a fungere da polo unico di consulenza tecnica sul finanziamento di progetti nell'Unione. Questa funzione di supporto riguarda l'uso dell'assistenza tecnica per la strutturazione dei progetti, l'uso di strumenti finanziari innovativi, il ricorso a partenariati pubblico-privato e l'opportuna consulenza sull'applicabile normativa dell'UE. L'EIAH, in cooperazione con la Commissione, adotta una strategia di comunicazione per informare il pubblico delle sue attività.

Emendamento  38

Proposta di regolamento

Articolo 2 – paragrafo 2 – comma 2