Procedura : 2014/2231(INI)
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A8-0177/2015

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PV 09/07/2015 - 11
CRE 09/07/2015 - 11

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PV 09/07/2015 - 12.10
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P8_TA(2015)0274

RELAZIONE     
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2.6.2015
PE 544.402v02-00 A8-0177/2015

sul nuovo approccio dell'UE nei confronti dei diritti umani e della democrazia – valutazione delle attività svolte dal Fondo europeo per la democrazia (EED) fin dalla sua istituzione

(2014/2231(INI))

Commissione per gli affari esteri

Relatore per parere: Andrzej Grzyb

EMENDAMENTI
PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sul nuovo approccio dell'UE nei confronti dei diritti umani e della democrazia – valutazione delle attività svolte dal Fondo europeo per la democrazia (EED) fin dalla sua istituzione

(2014/2231(INI))

Il Parlamento europeo,

–       visti gli articoli 2, 6, 8 e 21 del trattato sull'Unione europea,

–       vista la sua raccomandazione del 29 marzo 2012 al Consiglio sulle modalità per l'eventuale creazione di un Fondo europeo per la democrazia (in appresso EED - European Endowment for Democracy)(1),

–       vista la sua risoluzione del 7 luglio 2011 sulle politiche esterne dell'UE a favore della democratizzazione(2),

–       vista la sua risoluzione dell'11 dicembre 2012 su una strategia di libertà digitale nella politica estera dell'UE(3),

–       vista la relazione annuale dell'Unione europea sui diritti umani e la democrazia nel mondo nel 2013, adottata dal Consiglio il 23 giugno 2014,

–       vista la sua risoluzione del 12 marzo 2015 sulla relazione annuale sui diritti umani e la democrazia nel mondo nel 2013 e sulla politica dell'Unione europea in materia(4),

–       visto il regolamento (UE) n. 236/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 marzo 2014, che stabilisce norme e procedure comuni per l'attuazione degli strumenti per il finanziamento dell'azione esterna dell'Unione(5),

–       visto il regolamento (UE) n. 235/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 11 marzo 2014, che istituisce uno strumento finanziario per la promozione della democrazia e dei diritti umani nel mondo(6),

–       viste le conclusioni del Consiglio del 18 maggio 2009 sul "Sostegno alla governance democratica: verso un quadro UE rafforzato"(7),

–       viste le conclusioni del Consiglio del 17 novembre 2009 sul sostegno alla democrazia nel quadro delle relazioni esterne dell'Unione europea(8),

–       viste le conclusioni del Consiglio del 13 dicembre 2010 contenenti la relazione 2010 sull'andamento dei lavori e l'elenco dei paesi pilota(9),

–       viste le conclusioni del Consiglio del 20 giugno 2011 sulla politica europea di vicinato(10),

–       viste le conclusioni del Consiglio del 1 dicembre 2011 sul Fondo europeo per la democrazia(11),

–       viste le conclusioni del Consiglio del 25 giugno 2012 su diritti umani e democrazia(12) e il quadro strategico e piano d'azione dell'UE in materia di diritti umani e democrazia, adottati anch'essi dal Consiglio il 25 giugno 2012(13),

–       viste le conclusioni del Consiglio del 31 gennaio 2013 sul sostegno dell'UE a un cambiamento sostenibile nelle società in fase di transizione(14),

–       visto il documento di consultazione congiunto dell'Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e della Commissione dal titolo "Verso una nuova politica europea di vicinato" del 4 marzo 2015 (JOIN(2015)0006),

–       vista la Review del Servizio europeo per l'azione esterna del 2013(15),

–       vista la comunicazione congiunta dell'Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e della Commissione del 25 maggio 2011 dal titolo "Una risposta nuova a un vicinato in mutamento: Revisione della politica europea di vicinato" (COM(2011)0303),

–       vista la lettera di sostegno alla creazione dell'EED, indirizzata all'allora Presidente del Parlamento europeo, on. Jerzy Buzek e all'allora Vicepresidente/Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza Catherine Ashton in data 25 novembre 2011,

–       vista la decisione adottata dal Consiglio dei governatori dell'EED in data 3 dicembre 2014 di eliminare le iniziali limitazioni geografiche dell'EED,

–       visti l'articolo 52 e l'articolo 132, paragrafo 2, del suo regolamento,

–       vista la relazione della commissione per gli affari esteri (A8-0177/2015),

A.     considerando che la promozione e il sostegno della democrazia, dello Stato di diritto e del rispetto dell'universalità e dell'indivisibilità dei diritti umani e delle libertà fondamentali sono tra gli obiettivi fondamentali della politica estera dell'UE, come sancito dall'articolo 21 del trattato sull'Unione europea e dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea;

B.     considerando che l'UE ritiene che il principio della proprietà dei processi di sviluppo della democrazia sia fondamentale per promuovere una vera cultura democratica;

C.     considerando che un grande numero di Stati membri dell'UE ha felicemente completato un processo di trasformazione democratica della società negli ultimi decenni ed ha accumulato una vasta esperienza in questo campo, che potrebbe essere importante per le attività dell'EED e può e deve essere sfruttata a livello politico e di esperti per i lavori del Fondo;

D.     considerando che gli eventi della primavera araba e nel vicinato orientale hanno portato a ridefinire gli strumenti politici dell'UE intesi a promuovere i diritti umani e a sostenere la democrazia;

E.     considerando che in un determinato numero di paesi in cui opera l'EED, lo spazio per l'azione legittima della società civile ed il finanziamento esterno delle organizzazioni della società civile si sta restringendo a causa del ricorso di regimi autoritari a mezzi sempre più sofisticati, compresa la legislazione, per limitare il lavoro delle ONG e degli attori prodemocrazia, compresi i beneficiari dell'EED;

F.     considerando che negli ultimi anni, i paesi del vicinato dell'UE si sono trovati ad affrontare numerose sfide politiche, economiche e di sicurezza che hanno messo sotto forte pressione gli sforzi di democratizzazione e il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali;

G.     considerando che vi è la necessità di promuovere la possibilità di fornire un'informazione obiettiva e indipendente e di rafforzare l'ambiente dei media, compreso Internet e i social media, nei paesi in cui opera l'EED, tutelando la libertà dei media e di espressione e lottando contro ogni forma di censura sociale e politica; che in tali paesi occorre altresì sostenere gli sforzi di democratizzazione, tra cui il consolidamento dello Stato di diritto e la lotta alla corruzione;

H.     considerando che la creazione dell'EED, insieme ad altri programmi dell'UE come lo strumento europeo per la democrazia e i diritti umani (EIDHR) e lo strumento di vicinato per la società civile, va a completare l'approccio tradizionale incentrato sullo Stato con una prospettiva estremamente necessaria, più equilibrata, a lungo termine e incentrata sulla società, focalizzata sull'impegno diretto con i movimenti di base locali e regionali e gli attori politici democratici;

I.      considerando che la valutazione dell'impatto delle attività di assistenza alla democrazia, come quelle condotte dall'EED, rimane un esercizio per sua natura complesso, in particolare a causa del fatto che le trasformazioni politiche che intervengono nei paesi interessati non sono lineari e si esplicano sul lungo periodo e le attività svolte sono spesso di carattere riservato;

J.      considerando che le nuove tecnologie dell'informazione e i social media sono ormai strumenti importanti nella lotta per la democrazia e dovrebbero, pertanto, svolgere un ruolo preminente nell'agenda europea per l'assistenza alla democrazia;

K.     considerando che, al 19 maggio 2015, l'EED ha finanziato 158 iniziative, per un totale di oltre 4,5 milioni di euro nel vicinato meridionale e oltre 4,4 milioni di euro nel vicinato orientale;

L.     considerando che l'EED gode di una singolare forma di cofinanziamento in base al quale il suo bilancio amministrativo è fornito dalla Commissione, mentre le attività sul territorio sono finanziate da contributi degli Stati membri e dei paesi terzi;

*****

Valutazione generale

1.      accoglie con favore il bilancio sinora registrato dall'EED in considerazione del contesto internazionale attualmente difficile, e ritiene che tale organismo ottemperi al suo obiettivo principale di "promuovere e incoraggiare la democratizzazione e la democrazia radicata e sostenibile nei paesi in via di transizione politica e nelle società che lottano per la democratizzazione"(16), anche "offrendo sostegno a chi non ne ha" attraverso la lotta alla corruzione, promuovendo il dialogo nella diversità e nella non-violenza, incitando alla partecipazione sociale e politica, tutelando gli attivisti e i giornalisti che sui territori si spendono per garantire e accelerare l'avvio di un iter democratico, rendendo la giustizia più accessibile;

2.      riconosce con soddisfazione che, nonostante il breve periodo di attività e i fondi limitati, nonché le difficoltà insite nella valutazione dell'impatto delle attività di sostegno alla democrazia, l'EED sta dando seguito alle raccomandazioni del Parlamento, fornendo valore aggiunto all'attuale sostegno alla democrazia dell'UE attraverso finanziamenti dal basso veloci, flessibili e basati sulla domanda, erogati direttamente ai beneficiari in un approccio economicamente efficiente a complemento di altri mezzi dell'UE, grazie a un onere amministrativo limitato e a procedure semplici che il Consiglio dei governatori ha elaborato per l'EED;

3.      è del parere che l'EED, come modalità di sostegno alla democrazia, abbia contribuito a diminuire il rischio sia politico che personale;

4.      sottolinea il pieno e costante appoggio che presta agli sforzi che l'UE profonde su diversi fronti per sostenere le organizzazioni della società civile, i movimenti sociali e gli attivisti in tutto il mondo; ribadisce l'importanza di evitare duplicati e di continuare a garantire la complementarietà delle attività dell'EED con gli strumenti finanziari esterni esistenti dell'UE, in particolare l'EIDHR e lo strumento europeo di vicinato (SEV), poiché tutti sono intesi a promuovere i principi democratici e il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali nel vicinato dell'UE;

5.      plaude all'impegno coerente dell'EED a favore della libertà di espressione e di associazione, della libertà dei media, dello sviluppo e del consolidamento dello Stato di diritto, della lotta alla corruzione e del pluralismo sociale e politico, un impegno volto a sostenere lo sviluppo di regimi democratici nel vicinato europeo sia orientale sia meridionale;

6.      è del parere che le iniziative intraprese dall'EED abbiano dimostrato la propria capacità unica di collegare e colmare i divari nei casi in cui ottenere finanziamenti dagli Stati membri dell'UE e da paesi terzi non è stato possibile;

7.      invita l'UE e i suoi Stati membri a definire un approccio olistico al sostegno alla transizione politica e alla democratizzazione nei paesi terzi, che includa il rispetto dei diritti umani, la promozione della giustizia, la trasparenza, la responsabilità, la riconciliazione, lo Stato di diritto e il consolidamento delle istituzioni democratiche, ivi compresi gli organi legislativi;

Finanziamento

8.      invita le parti fondatrici dell'EED, e in particolare tutti gli Stati membri e la Commissione, a contribuire, ovvero ad accrescere i propri contributi, all'EED, conformemente agli impegni che hanno assunto;

9.      ricorda che, al 26 aprile 2015, i seguenti paesi si sono impegnati a favore dell'EED e vi hanno contribuito: Belgio, Bulgaria, Repubblica ceca, Danimarca, Estonia, Germania, Ungheria, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Romania, Slovacchia, Spagna, Svezia e Svizzera, mentre i restanti 12 Stati membri non lo hanno ancora fatto;

10.    sottolinea che, al fine di sostenere e sviluppare ulteriormente l'efficacia dell'EED, è indispensabile garantire finanziamenti a lungo termine, sufficienti, stabili, trasparenti e prevedibili;

11.    invita la Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e il Commissario per la politica europea di vicinato e i negoziati di allargamento a tener conto del valore aggiunto dell'EED nel corso della revisione recentemente avviata della politica europea di vicinato e a riflettere sulle modalità per offrire finanziamento sostenibile all'EED;

12.    invita il Belgio a valutare almeno la possibilità di restituire, almeno in parte, il gettito fiscale proveniente dall'EED e dai suoi dipendenti sotto forma di finanziamenti per progetti EED; ricorda che l'EED funziona come una fondazione privata di diritto belga;

13.    plaude ai contributi finanziari versati dagli Stati membri dell'Europa settentrionale, da Stati membri centro-europei e da alcuni Stati membri dell'Europa meridionale; invita i restanti Stati membri meridionali, alcuni dei quali hanno rapporti storici, economici o culturali particolarmente stretti con il vicinato meridionale, a profondere particolari sforzi per contribuire all'EED attraverso finanziamenti o distaccamenti;

14.    accoglie con favore i contributi finanziari che l'EED riceve da partner dell'UE come Svizzera e Canada; esorta gli altri stati, in particolare i paesi dell'Associazione europea di libero scambio, a sostenere l'EED;

15.    invita tutti i donatori dell'EED ad assicurare che il Comitato esecutivo del Fondo goda della massima autonomia nel selezionare i beneficiari sulla base del piano di lavoro avallato dal Consiglio dei governatori e invita i donatori a smettere di stanziare fondi per particolari paesi o progetti;

Capacità delle risorse umane

16.    chiede una maggiore capacità della segreteria dell'EED che si traduca in risorse umane adeguate e idonee ad espletare i suoi nuovi compiti;

17.    esorta gli Stati membri a dare seguito all'interesse da essi manifestato nei confronti del distacco di esperti nazionali presso la segreteria dell'EED;

Ampliamento del mandato geografico dell'EED ed equilibrio est-sud

18.    accoglie con favore la soppressione delle iniziali limitazioni geografiche dell'EED adottata in occasione della riunione dal Consiglio dei governatori in data 3 dicembre 2014;

19.    elogia l'EED per aver mantenuto l'equilibrio geografico tra i vicinati orientale e meridionale in materia di finanziamento dei progetti;

Sovvenzioni e beneficiari

20.    ritiene fondamentale garantire il finanziamento sostenibile a lungo termine per i destinatari dell'EED, rafforzando i legami di complementarità con altri donatori bilaterali e con gli strumenti europei di finanziamento esterni, in particolare con l'EIDHR, che, ove opportuno, potrebbe provvedere al sostegno finanziario sul medio periodo di beneficiari dell'EED ormai "maturi" e, a tal fine;

a) invita l'EED e la Commissione a istituire un gruppo di contatto volto a identificare la soluzione migliore per assicurare la transizione dei beneficiari dall'EED all'assistenza finanziaria erogata a titolo dell'EIDHR; nonché

b) invita la Commissione e il Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) ad avanzare proposte specifiche per elaborare meccanismi intesi a programmare l'interfaccia e la cooperazione con l'EED, onde garantire coerenza e sostenibilità sul più lungo periodo;

21.    invita l'EED ad impegnarsi ancora più attivamente nei paesi in cui il margine per il sostegno esterno a favore della società civile è gravemente limitato, o dove i finanziamenti statali sono erogati i modo discriminatorio ed esclusivamente a determinate organizzazioni o società civili; appoggia gli sforzi profusi dell'EED per vagliare strumenti innovativi volti a sostenere i promotori del cambiamento in ambienti politici particolarmente difficili;

22.    esorta caldamente il Consiglio dei governatori a continuare a sostenere gli attivisti politici democratici e a finanziare processi politici inclusivi; ritiene che l'EED dovrebbe promuovere e appoggiare la nascita e il consolidamento di partiti politici che si impegnano manifestamente a rispettare i principi democratici, ove possibile in collaborazione con le fondazioni politiche esistenti;

23.    accoglie con favore le linee guida dell'EED in materia di monitoraggio e valutazione; sottolinea, tuttavia, che queste linee guida di attuazione devono essere proporzionate alle dimensioni e alla capacità in materia di risorse umane dell'EED;

24.    esorta l'EED a continuare a rispondere alle nuove tecnologie integrando il supporto tecnologico nelle sue sovvenzioni;

25.    accoglie con favore le sovvenzioni dell'EED offerte agli attori ucraini, che costituiscono un esempio positivo della rapidità del sostegno destinato agli attivisti politici e civili che poi diventano rappresentanti democraticamente eletti; plaude al sostegno offerto dall'EED a tutti gli attivisti pro-democrazia impegnati nel vicinato dell'UE, volto a promuovere lo sviluppo di regimi democratici consolidati;

26.    accoglie con favore le sovvenzioni dell'EED offerte agli attivisti in alcuni dei paesi del vicinato meridionale, dal momento che dimostrano il valore aggiunto del lavoro pro-democrazia dell'EED in ambienti particolarmente ostili;

27.    esorta vivamente l'EED a porre maggiore accento sui gruppi che sono vittime dell'esclusione sociale o dell'emarginazione politica, sostenendo, tra l'altro, i movimenti femminili volti a promuovere i diritti delle donne e ad aumentare la loro partecipazione alla vita pubblica, le minoranze etniche e linguistiche, gli attivisti dei diritti umani LGBTI, le minoranze religiose perseguitate e gli attivisti civili legati alle comunità religiose, insieme ai movimenti di base, ai movimenti politici vulnerabili o emergenti, ai sindacati e agli attivisti dei nuovi media;

28.    invita l'EED a sviluppare, se e quando opportuno, una cooperazione con i gruppi di attivisti civili collegati alle comunità religiose, comprese le minoranze religiose perseguitate; ricorda che la chiesa ha svolto un ruolo fondamentale nel contrastare i regimi comunisti e nel sostenere i processi di trasformazione democratica nell'Europa centrale e orientale;

29.    esorta l'EED ad accrescere il sostegno prestato ai giovani leader emergenti e ai rappresentanti delle donne, dei giovani e delle minoranze appena eletti nei paesi che attraversano una fase di transizione politica;

30.    invita gli Stati membri a continuare a fornire assistenza finanziaria alla società civile e ai media russi attraverso l'EED; rileva che tutti i recenti sviluppi, quali le restrizioni imposte alle organizzazioni della società civile, la repressione dell'opposizione politica e le aggressive campagne di disinformazione condotte dai media controllati dallo Stato, paiono rispondere allo scopo di creare deliberatamente un terreno di coltura per un clima politico estremamente nazionalistico caratterizzato da una retorica antidemocratica, dalla repressione e dall'incitamento all'odio;

Cooperazione tra Parlamento e EED

31.    accoglie con favore la presentazione della prima relazione annuale EED in seno alla commissione per gli affari esteri, ai sensi dell'articolo 8, paragrafo 4, dello statuto dell'EED; sottolinea quanto sia importante che questo esercizio avvenga su base annuale e sottolinea che si tratta di una buona occasione per fare il punto e sviluppare nuove sinergie

32.    chiede collegamenti efficaci tra l'EED, il Gruppo per il sostegno alla democrazia e il coordinamento elettorale e le competenti commissioni parlamentari e delegazioni permanenti; esorta i suoi membri a sostenere l'EED e ad evidenziarne il contributo nei pertinenti interventi e nel corso delle visite di delegazioni del Parlamento europeo in paesi terzi, compresi gli incontri con i beneficiari;

33.    chiede lo sviluppo di una ulteriore cooperazione tra l'EED, i suoi beneficiari e la rete del Premio Sakharov;

34.    invita l'EED a sviluppare ulteriormente la propria cooperazione con il Forum Young Leaders del Parlamento;

Coerenza e coordinamento delle politiche

35.    esorta sia gli Stati membri che le istituzioni dell'UE a garantire una vera coerenza interna ed esterna per quanto riguarda gli sforzi per la democrazia e a riconoscere il ruolo svolto dall'EED in tal senso;

36.    esorta le delegazioni dell'UE e le missioni diplomatiche degli Stati membri nei paesi di attività dell'EED a segnalare all'EED potenziali beneficiari e ad informare potenziali beneficiari in merito all'EED; esorta il personale dell'EED, a sua volta, a mantenere stretti contatti con il personale diplomatico dell'UE e degli Stati membri interessato in merito ai potenziali beneficiari che non possono godere di un sostegno mediante l'EED, dando prova di reciproco rispetto per il carattere sensibile delle informazioni e la sicurezza delle parti interessate;

37.    esorta le delegazioni dell'UE e le rappresentanze diplomatiche degli Stati membri a cooperare in modo strutturato al fine di facilitare il processo di richiesta del visto per i beneficiari EED invitati nell'Unione europea;

38.    accoglie con favore gli sforzi profusi dal SEAE e dalla Commissione per divulgare informazioni sull'EED presso il proprio personale, in particolare nelle delegazioni dell'UE;

39.    chiede che sia indetta, con cadenza triennale, una riunione ministeriale del Consiglio dei governatori, onde riflettere sulla politica dell'UE in materia di sostegno alla democrazia e sulle priorità strategiche future dell'EED;

Cooperazione con altri attori del sostegno alla democrazia

40.    invita l'EED a continuare a collaborare con le organizzazioni con base europea, come il Consiglio d'Europa, l'IDAE (Istituto internazionale per la democrazia e l'assistenza elettorale) e l'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, in linea con lo statuto dell'EED;

41.    invita l'EED a favorire la cooperazione con attori chiave e organizzazioni internazionali, regionali e nazionali attivi nel campo dell'assistenza alla democrazia, sia che abbiano base nell'UE, sia che lavorino nei paesi in cui opera l'EED;

42.    esorta l'EED ad individuare possibili percorsi di collaborazione con organizzazioni internazionali della società civile, tra cui il Forum della società civile del partenariato orientale e la Fondazione Anna Lindh;

Altre raccomandazioni

43.    invita l'EED a continuare a sviluppare nuovi mezzi e strumenti innovativi per l'assistenza alla democrazia, anche per attori e attivisti politici, e a condividere le migliori prassi al fine di adeguarsi al crescente clima di restrizione in un determinato numero di paesi con regimi autoritari, in particolare per quanto concerne i nuovi media e le iniziative dei movimenti di base in tali paesi; sottolinea l'importanza, in tale contesto, di elaborare strategie specifiche per paese;

44.    chiede, in nome del suo spirito democratico, di assicurare che la composizione del Consiglio dei governatori dell'EED rappresenti pienamente, secondo il metodo D'Hondt, tutti i suoi gruppi politici, garantendo almeno un rappresentante per ciascun gruppo politico;

45.    accoglie con favore la sensibilizzazione del pubblico per quanto riguarda i risultati sinora raggiunti dall'EED e ritiene che sottolineare ulteriormente l'unicità e il valore aggiunto dell'EED e condurre regolarmente campagne di comunicazione al riguardo possa aumentarne la capacità di raccolta fondi;

***

46.    incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al Servizio europeo per l'azione esterna, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, nonché al Fondo europeo per la democrazia.

(1)

GU C 257 E del 6.9.2013, pag. 13.

(2)

GU C 33 E del 5.2.2013, pag. 165.

(3)

Testi approvati, P7_TA(2012)0470.

(4)

Testi approvati, P8_TA(2015)0076.

(5)

GU L 77 del 15.3.2014, pag. 95.

(6)

GU L 77 del 15.3.2014, pag. 85.

(7)

http://register.consilium.europa.eu/doc/srv?l=EN&f=ST%209908%202009%20INIT

(8)

http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_data/docs/pressdata/it/gena/111250.pdf

(9)

https://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_data/docs/pressdata/EN/foraff/118433.pdf

(10)

http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_Data/docs/pressdata/EN/foraff/122917.pdf

(11)

http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_data/docs/pressdata/EN/foraff/126505.pdf

(12)

http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_data/docs/pressdata/EN/foraff/131171.pdf

(13)

http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_data/docs/pressdata/EN/foraff/131181.pdf

(14)

http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_data/docs/pressdata/EN/foraff/135130.pdf

(15)

http://eeas.europa.eu/library/publications/2013/3/2013_eeas_review_en.pdf

(16)

Articolo 2 dello Statuto dell'EED - disponibile presso: https://www.democracyendowment.eu/about-eed/


ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

 

26.5.2015

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

53

6

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Lars Adaktusson, Petras Auštrevičius, Amjad Bashir, Goffredo Maria Bettini, Mario Borghezio, Elmar Brok, Klaus Buchner, James Carver, Fabio Massimo Castaldo, Javier Couso Permuy, Mark Demesmaeker, Georgios Epitideios, Eugen Freund, Michael Gahler, Richard Howitt, Sandra Kalniete, Tunne Kelam, Afzal Khan, Janusz Korwin-Mikke, Andrey Kovatchev, Eduard Kukan, Ilhan Kyuchyuk, Ryszard Antoni Legutko, Arne Lietz, Barbara Lochbihler, Sabine Lösing, David McAllister, Francisco José Millán Mon, Javier Nart, Pier Antonio Panzeri, Demetris Papadakis, Vincent Peillon, Alojz Peterle, Tonino Picula, Andrej Plenković, Cristian Dan Preda, Jozo Radoš, Sofia Sakorafa, Jacek Saryusz-Wolski, Alyn Smith, Jaromír Štětina, Charles Tannock, Eleni Theocharous, László Tőkés, Ivo Vajgl, Boris Zala

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Bodil Ceballos, Ignazio Corrao, Andrzej Grzyb, Marek Jurek, Javi López, Antonio López-Istúriz White, Fernando Maura Barandiarán, Norbert Neuser, Godelieve Quisthoudt-Rowohl, Marietje Schaake, György Schöpflin, István Ujhelyi

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Maria Grapini, Josef Weidenholzer

Avviso legale