Procedura : 2014/2213(INI)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : A8-0218/2015

Testi presentati :

A8-0218/2015

Discussioni :

PV 08/09/2015 - 11
CRE 08/09/2015 - 11

Votazioni :

PV 09/09/2015 - 8.11

Testi approvati :

P8_TA(2015)0307

RELAZIONE     
PDF 399kWORD 148k
25.6.2015
PE 549.165v02-00 A8-0218/2015

sulla dimensione urbana delle politiche dell'UE

(2014/2213(INI))

Commissione per lo sviluppo regionale

Relatrice: Kerstin Westphal

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 PARERE della commissione per l'occupazione e gli affari sociali
 ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla dimensione urbana delle politiche dell'UE

(2014/2213(INI))

Il Parlamento europeo,

–       visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare il titolo XVIII,

–       visto il regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, e che abroga il regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio(1),

–       visto il regolamento (UE) n. 1301/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, relativo al Fondo europeo di sviluppo regionale e a disposizioni specifiche concernenti l'obiettivo "Investimenti a favore della crescita e dell'occupazione" e che abroga il regolamento (CE) n. 1080/2006(2),

–       visto il regolamento (UE) n. 1299/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante disposizioni specifiche per il sostegno del Fondo europeo di sviluppo regionale all'obiettivo di cooperazione territoriale europea(3),

–       vista la sua risoluzione del 23 giugno 2011 sull'Agenda urbana europea e il suo futuro nel quadro della politica di coesione(4),

–       vista la sua risoluzione del 21 febbraio 2008 sul seguito dell'agenda territoriale e della Carta di Lipsia: Verso un programma d'azione europeo per lo sviluppo spaziale e la coesione territoriale(5),

–       vista la comunicazione della Commissione del 18 luglio 2014 dal titolo "La dimensione urbana delle politiche dell'UE – Elementi fondanti di un'agenda urbana UE" (COM(2014)0490),

–       vista la comunicazione della Commissione del 18 giugno 2014 dal titolo "Programma di controllo dell'adeguatezza e dell'efficacia della regolamentazione (REFIT): situazione attuale e prospettive" (COM(2014)0368),

–       vista la comunicazione della Commissione del 3 marzo 2010 dal titolo "Europa 2020 - una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva" (COM(2010)2020),

–       vista la comunicazione della Commissione del 10 luglio 2012 dal titolo "Città e comunità intelligenti – Partenariato europeo di innovazione" COM(2012)4701,

–       vista la comunicazione della Commissione del 28 ottobre 1998 dal titolo "Quadro d'azione per uno sviluppo urbano sostenibile nell'Unione europea" (COM(1998)0605),

–       vista la comunicazione della Commissione del 6 maggio 1997 dal titolo "La problematica urbana: orientamenti per un dibattito europeo" (COM(1997)0197),

–       vista la sesta relazione della Commissione sulla coesione economica, sociale e territoriale dal titolo "Investimenti per l'occupazione e la crescita – Promuovere lo sviluppo e la buona governance nelle città e nelle regioni dell'UE", del luglio 2014,

–       vista la relazione della Commissione dal titolo "Le città di domani: investire nell'Europa", Bruxelles, 17 e 18 febbraio 2014,

–       vista la relazione della Commissione del 2014 dal titolo "Digital Futures – a journey into 2050 visions and policy challenges, cities, villages and communities" (Futuri digitali – Un viaggio nelle prospettive, nelle sfide politiche, nelle città, nei paesi e nelle comunità del 2050),

–       vista la relazione della Commissione dal titolo "Le città di domani: sfide, visioni, vie da percorrere", Bruxelles, ottobre 2011,

–       vista la dichiarazione dei ministri "Verso un'agenda urbana dell'UE", adottata in occasione della riunione informale dei ministri dell'UE responsabili per la coesione territoriale e le questioni urbane il 10 giugno 2015 a Riga,

–       viste le conclusioni del Consiglio adottate il 19 novembre 2014 a Bruxelles sulla sesta relazione sulla coesione economica, sociale e territoriale dal titolo "Coesione economica, sociale e territoriale: investimenti a favore della crescita e della creazione di posti di lavoro",

–       viste le conclusioni della Presidenza adottate in occasione della riunione informale dei ministri competenti per la politica di coesione, tenutasi il 24 e 25 aprile 2014 ad Atene,

–       viste le conclusioni della Presidenza polacca sulla dimensione territoriale delle politiche dell'UE e sulla futura politica di coesione, adottate in occasione della riunione informale dei ministri competenti per la politica di coesione dell'UE e lo sviluppo territoriale e urbano, tenutasi il 24 e 25 novembre 2011 a Poznan,

–       vista l'Agenda territoriale dell'UE 2020, convenuta in occasione della riunione informale dei ministri competenti per la pianificazione e lo sviluppo territoriali, tenutasi il 19 maggio 2011 a Gödöllő;

–       vista la dichiarazione di Toledo, adottata in occasione del Consiglio informale dei ministri competenti per lo sviluppo urbano, tenutosi il 22 giugno 2010 a Toledo,

–       vista la Carta di Lipsia sulle città europee sostenibili, adottata in occasione del Consiglio informale dei ministri competenti per lo sviluppo urbano, tenutosi il 24 e 25 maggio 2007 a Lipsia,

–       visto il parere del Comitato delle regioni del 25 giugno 2014 dal titolo "Verso una politica urbana integrata per l’Unione europea",

–       visto il parere del Comitato economico e sociale europeo (CESE) del 23 aprile 2015 sulla comunicazione della Commissione dal titolo "La dimensione urbana delle politiche dell'UE – Elementi fondanti di un'agenda urbana UE" (COM(2014)0490),

–       visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–       visti la relazione della commissione per lo sviluppo regionale e il parere della commissione per l'occupazione e gli affari sociali (A8-0218/2015),

A.     considerando che nel 2014 metà della popolazione mondiale(6) e il 72% della popolazione europea abitavano in aree urbane(7) e che entro il 2050 quasi l'80% della popolazione mondiale risiederà in aree urbane(8);

B.     considerando che le "aree urbane funzionali" dell'Unione sono formate da una struttura policentrica unica costruita intorno a città di grandi, medie e piccole dimensioni e alle loro zone limitrofe, spingendosi quindi oltre i confini amministrativi tradizionali fino ad abbracciare territori diversi uniti dalle stesse sfide economiche, sociali, ambientali e demografiche;

C.     considerando che le città e la aree funzionali urbane, come le aree metropolitane, non solo svolgono un ruolo importante in termini di democrazia partecipativa, ma costituiscono anche un pilastro economico fondamentale e un volano di occupazione nell'Unione, dal momento che l'innovazione e le nuove attività economiche trovano spesso origine nelle città; che esse costituiscono pertanto un atout essenziale dell'UE nelle sue relazioni con le altre regioni del mondo, ma anche gli ambiti fondamentali in cui è necessario eliminare gli ostacoli alla crescita e all'occupazione e contrastare l'esclusione sociale (ad esempio giovani con scarsa formazione sul mercato del lavoro), la mancanza di accessibilità e il degrado ambientale;

D.     considerando che le città, le aree urbane funzionali e le regioni sono responsabili della percentuale più alta di consumo di energia e di emissioni di gas a effetto serra nell'UE; che, dall'altro lato, esse svolgono un ruolo fondamentale nel conseguimento di una maggiore efficienza e indipendenza energetica, come pure nello sviluppo di nuove iniziative (quali nuove forme di attività economica) atte a incoraggiare la mobilità urbana e sistemi di trasporto competitivi ed ecocompatibili, promuovendo così la crescita, l'occupazione, la coesione sociale e territoriale, la salute e la sicurezza;

E.     considerando che alcune città si trovano a far fronte all'invecchiamento della popolazione e a un calo demografico, nonché a difficoltà legate alla capacità delle infrastrutture e dei servizi pubblici da esse offerti, mentre altre registrano una crescita demografica, che va ad aumentare la pressione sulle infrastrutture e sui servizi pubblici esistenti (ad esempio l'istruzione) e ad aggravare altri problemi come la disoccupazione (giovanile), l'esclusione sociale, la congestione del traffico l'espansione urbana incontrollata e l'inquinamento, aspetti che accrescono considerevolmente il tempo impiegato dai pendolari per spostarsi e riducono la qualità della vita di molti europei;

F.     considerando che alcune delle principali sfide che le città si trovano ad affrontare in relazione allo sviluppo economico e sociale, ai cambiamenti climatici, ai trasporti e al cambiamento demografico possono essere affrontate soltanto attraverso partenariati tra le città e le aree circostanti; che l'espansione delle aree interconnesse, avvenuta negli ultimi anni grazie in particolare all'evoluzione del settore dei trasporti e delle comunicazioni, rende necessario lo sviluppo di strumenti atti a promuovere la connettività;

G.     considerando che le iniziative strategiche europee incidono direttamente o indirettamente sullo sviluppo sostenibile delle città e sulla politica urbana;

H.     considerando che circa il 70% delle politiche e delle normative europee è attuato a livello locale e regionale;

I.      considerando che occorre garantire una maggiore coerenza a livello di Unione tra le diverse iniziative strategiche e i programmi di sovvenzione dell'UE facendo pieno ricorso al Quadro strategico comune (titolo II, capo I, articolo 10 del regolamento (UE) n. 1303/2013 – Regolamento sulle disposizioni comuni) e migliorando il coordinamento politico tra e con i soggetti interessati e i livelli di governo, in quanto l'approccio settoriale delle politiche unionali può portare all'adozione di politiche e normative che potrebbero non favorire le aree urbane;

J.      considerando che la Commissione ha pubblicato nel 1997 una comunicazione in merito a una politica urbana per l'UE(9), ma che il ruolo delle città europee nell'elaborazione delle politiche dell'Unione è tuttora in discussione;

K.     considerando che, in passato, il Parlamento ha appoggiato la proposta della Commissione di presentare un'"Agenda urbana" quale quadro in cui iscrivere la futura politica urbana a livello europeo;

L.     considerando che la sussidiarietà come definita dal TFUE, la governance multilivello basata su un'azione coordinata dell'UE, degli Stati membri e degli enti regionali e locali, così come il principio di partenariato rappresentano elementi essenziali per la corretta applicazione di tutte le politiche dell'UE, e che il ricorso alle risorse e alle competenze degli enti regionali e locali dovrebbe essere rafforzato di conseguenza;

M.    considerando che il regolamento (UE) n. 1301/2013 relativo al Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) rafforza la dimensione urbana dei Fondi strutturali e di investimento europei (fondi SIE) destinando almeno il 5% dell'assistenza finanziaria ad azioni integrate per lo sviluppo urbano sostenibile, delegando le attività di gestione alle autorità urbane, in particolare affidando loro maggiori responsabilità per quanto concerne le attività legate almeno alla selezione delle operazioni, nonché introducendo strumenti come gli investimenti territoriali integrati (ITI) e lo sviluppo locale di tipo partecipativo (CLLD), stanziando un bilancio specifico a favore delle "azioni innovative" al fine di testare nuove soluzioni in relazione allo sviluppo urbano sostenibile e istituendo una rete per lo sviluppo urbano;

N.     considerando che il principio di partenariato stabilito dal regolamento sulle disposizioni comuni (regolamento (CE) n. 1303/2013) e dal codice europeo di condotta obbliga gli Stati membri a garantire il tempestivo coinvolgimento delle autorità urbane nel processo di elaborazione delle politiche dell'UE;

La dimensione urbana delle politiche dell'UE

1.      è del parere che le politiche dell'UE dovrebbero sostenere le città e le aree urbane funzionali consentendo loro di esprimere e realizzare pienamente il loro potenziale in quanto motori di crescita economica, occupazione, inclusione sociale e sviluppo sostenibile; ritiene, pertanto, che tali città e aree urbane funzionali debbano essere maggiormente coinvolte nell'intero processo europeo di elaborazione delle politiche;

2.      invita la Commissione e, se del caso, gli Stati membri a proporre modalità con cui introdurre, adattando gli strumenti esistenti e conformemente all'articolo 6 del Protocollo sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità, un meccanismo di allerta rapida che offra ai governi subnazionali la possibilità di verificare se i principi di sussidiarietà e di proporzionalità sono stati tenuti in considerazione, che permetta a tali governi subnazionali di essere coinvolti nei processi politici sin dalle prime fasi e che consenta inoltre l'elaborazione di strategie di sviluppo territoriale ben informate nonché una più efficace attuazione della futura legislazione;

Verso un'Agenda urbana europea integrata

3.      accoglie con favore l'iniziativa della Commissione di adoperarsi per l'elaborazione di un'Agenda urbana europea; è favorevole all'istituzione di tale Agenda come quadro coerente per le politiche dell'UE, prevedendo una dimensione urbana volta a garantire una maggiore corrispondenza tra le soluzioni urbane e le sfide dell'UE, ad adeguare meglio le politiche settoriali e i livelli di governance, a indirizzare più efficacemente i finanziamenti europei verso le pertinenti sfide urbane nonché a valutare con maggiore precisione l'impatto territoriale delle politiche settoriali; ritiene che l'Agenda urbana europea dovrebbe in particolare favorire lo sviluppo di soluzioni di governance in grado di rispondere al meglio alle sfide e agli obiettivi di uno sviluppo economico sostenibile e favorevole all'inclusione sociale delle città e delle aree urbane funzionali in Europa;

4.      riconosce che, pur in assenza di competenze esplicite dell'UE in materia di sviluppo urbano, una vasta gamma di iniziative dell'Unione produce un impatto diretto o indiretto sulle città e sulle aree urbane funzionali; è pertanto del parere che l'esistenza di politiche urbane nazionali e regionali ben sviluppate e consolidate rappresenti un requisito fondamentale per l'istituzione di un'Agenda urbana europea; ritiene che quest'ultima dovrebbe costituire una strategia rivolta alle città e alle aree urbane funzionali nell'Unione europea ed evolversi, nel lungo periodo, in una politica urbana a livello dell'UE; sottolinea in tale contesto che lo sviluppo territoriale urbano dovrebbe basarsi su un'organizzazione territoriale equilibrata caratterizzata da una struttura urbana policentrica, in linea con l'Agenda territoriale UE 2020;

5.      è convinto che l'Agenda urbana europea dovrebbe rappresentare uno sforzo comune della Commissione, degli Stati membri, degli enti locali e di altri soggetti interessati, volto a razionalizzare, coordinare e attuare le politiche dell'UE che presentano una dimensione urbana mediante un approccio pragmatico, integrato e coordinato, ma flessibile, nelle città e nelle aree funzionali e in collaborazione con esse, tenendo conto delle specificità locali e territoriali, nel rispetto dell'architettura istituzionale di ciascuno Stato membro;

6.      ritiene che l'Agenda urbana europea dovrebbe conformarsi pienamente alle strategie e agli obiettivi generali dell'UE, in particolare alla strategia Europa 2020 e agli obiettivi di coesione territoriale; sottolinea che i confini amministrativi stanno progressivamente perdendo di pertinenza nel tentativo di affrontare le sfide relative allo sviluppo a livello regionale e locale; ritiene pertanto che l'Agenda urbana europea debba essere orientata all'inclusività e tener chiaramente conto della varietà delle entità territoriali nell'UE, degli aspetti transfrontalieri e dei legami tra le aree rurali e quelle urbane, anche per quanto riguarda i servizi che le aree urbane funzionali forniscono al territorio rurale circostante;

7.      esorta la Commissione a presentare una comunicazione che illustri in dettaglio i tratti della futura Agenda urbana europea, basandosi sull'"acquis urbano" e su un'ampia consultazione delle varie parti interessate, compresi i partner economici e sociali e le organizzazioni della società civile; invita la Commissione a includere l'Agenda urbana europea nel proprio programma di lavoro annuale;

Inclusione di un approccio integrato allo sviluppo territoriale nell'elaborazione delle politiche e nella legislazione dell'UE

8.      invita la Commissione, nell'elaborare nuove iniziative strategiche destinate alle aree urbane, a seguire un approccio integrato maggiormente basato sul territorio, al fine di assicurare la coerenza e conferire alle città e alle aree urbane funzionali gli strumenti necessari per realizzare gli obiettivi di una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva previsti dalla strategia Europa 2020, anche applicando un approccio europeo integrato a sostegno di progetti intelligenti e sostenibili nelle città europee, contribuendo a promuovere lo sviluppo sociale ed economico;

9.      invita la Commissione a introdurre, come regola generale, una valutazione d'impatto territoriale sulla dimensione urbana nell'ottica di garantire la fattibilità pratica di tutte le pertinenti iniziative strategiche dell'UE a livello regionale e locale, a dimostrarsi ricettiva verso i contributi provenienti dai livelli decentrati di governo in fase di elaborazione delle valutazioni d'impatto e delle nuove politiche ("approccio bottom-up") nonché a garantire che tutte le pertinenti politiche settoriali dell'UE affrontino in maniera adeguata le sfide che interessano le città e le aree urbane funzionali; chiede alla Commissione che tali valutazioni di impatto territoriali si concentrino sui seguenti aspetti: sviluppo territoriale equilibrato, integrazione territoriale, aspetti di governance, regolamentazione, attuazione a livello locale e coerenza con altri obiettivi strategici;

10.    esorta la Commissione a sistematizzare e ad analizzare tutti i dati disponibili e tutti i quadri concettuali condivisi ("acquis urbano"), onde evitare duplicazioni e incoerenze ed elaborare una definizione chiara di sviluppo urbano sostenibile integrato, in modo da individuare gli obiettivi europei comuni, coerenti e trasparenti in tale ambito;

11.    è convinto che, per poter valutare le aree urbane con maggiore precisione, e non soltanto sulla base dell'indicatore PIL, occorra mettere a disposizione dati sufficienti; ritiene, pertanto, che Eurostat dovrebbe fornire e compilare dati locali più dettagliati e che occorra proseguire i lavori in materia di audit urbano e di altre verifiche analoghe; invita inoltre la Commissione ad adoperarsi per la messa a punto di strumenti che consentano di misurare i progressi e gli effetti di un'Agenda urbana integrata a livello dell'UE;

12.    esorta la Commissione a ridurre gli oneri amministrativi legati all'attuazione a livello locale della legislazione unionale vigente e ad assicurare che per tutti i futuri atti normativi siano valutate attentamente le implicazioni della loro attuazione a livello locale;

La dimensione urbana degli strumenti strategici e dei finanziamenti dell'UE

13.    ricorda che la politica di coesione dell'UE e i relativi strumenti di finanziamento si prestano solitamente meglio per promuovere strategie territoriali integrate complesse per le aree funzionali, grazie a una pianificazione strategica e a regole comuni; esorta gli Stati membri a sfruttare appieno i nuovi strumenti disponibili (come gli ITI e il CLLD) e i nuovi programmi operativi (OP) flessibili, per favorire efficacemente l'attuazione di piani di sviluppo urbano integrati; sollecita gli Stati membri e la Commissione a elaborare una serie coerente di indicatori adeguati che consentano di valutare meglio la dimensione urbana delle attività e delle iniziative finanziate dai Fondi strutturali e di investimento europei;

14.    sottolinea la necessità di sfruttare al massimo le potenzialità delle strategie macro-regionali per attuare con successo l'approccio urbano integrato; invita la Commissione a includere e a integrare in maniera adeguata gli aspetti dell'Agenda urbana europea e a porre l'accento sulla dimensione urbana nelle strategie macroregionali dell'UE, che rappresentano un modello di pianificazione e di governance multilivello;

15.    deplora che, sebbene la nuova politica di coesione contenga disposizioni giuridicamente vincolanti sulle aree urbane, in particolare per quanto concerne il coinvolgimento delle città nella fase di programmazione, la reale partecipazione dei rappresentanti di città e aree urbane all'elaborazione di tale politica sia piuttosto scarsa, e ritiene che possa essere migliorata attraverso un coinvolgimento tempestivo di tali soggetti nei processi politici, ad esempio prevedendo consultazioni, valutazioni e scambi di migliori prassi ed esperienze; invita la Commissione e gli Stati membri a garantire l'applicazione del principio di partenariato (tenendo anche conto del codice europeo di condotta sul partenariato (articolo 5, paragrafo 3 del regolamento n. 1303/2013 sulle disposizioni comuni)) nel realizzare i programmi e i progetti che beneficiano di un finanziamento europeo, prestando particolare attenzione al coinvolgimento delle città e delle aree urbane funzionali nella preparazione, nella gestione e nella governance dei programmi, anche a livello transfrontaliero;

16.    chiede un maggiore coinvolgimento delle città nei programmi dei Fondi strutturali e di investimento; ritiene che gli insegnamenti tratti in questo ambito potrebbero dar vita a un'importante raccomandazione politica per lo sviluppo della politica di coesione dopo il 2020; invita in questo contesto la Commissione a verificare l'attuazione dell'Agenda urbana europea in settori tematici selezionati che rispecchino le sfide delle aree urbane ("progetti pilota urbani"), in particolare assicurando il coordinamento intersettoriale delle diverse politiche dell'UE, eliminando le sovrapposizioni esistenti, applicando il modello di governance multilivello ed effettuando valutazioni d'impatto territoriale; chiede alla Commissione di riferire con regolarità al Parlamento in merito ai progressi e ai risultati conseguiti in tal senso;

17.    chiede un migliore coordinamento e una migliore integrazione delle politiche di investimento dell'UE in grado di garantire uno sviluppo urbano sostenibile, integrato e socialmente inclusivo; invita la Commissione e gli Stati membri ad avvalersi pienamente del quadro normativo esistente per creare sinergie tra il Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), i programmi sovvenzionati dall'UE (come LIFE, Orizzonte 2020, Energia intelligente - Europa, ecc.) e i fondi della politica di coesione, come pure gli investimenti pubblici (ad esempio nazionali) e i capitali e gli strumenti finanziari privati, al fine di ottenere il maggior effetto leva possibile dai fondi investiti; sottolinea la necessità di garantire la complementarità di tutte le politiche di investimento, di rafforzare le sinergie e di evitare i doppi finanziamenti e le sovrapposizioni;

Un nuovo modello di governance multilivello

18.    ricorda che le principali sfide economiche, sociali e ambientali odierne trascendono i confini amministrativi tradizionali e che il crescente divario tra le strutture amministrative e territoriali (cooperazione tra aree urbane e periurbane, cooperazione tra aree urbane e rurali, ecc.) richiede l'introduzione di nuove forme di governance flessibile per poter portare avanti lo sviluppo territoriale integrato delle aree urbane funzionali;

19.    ritiene che l'Agenda urbana europea dovrebbe fondarsi su un nuovo metodo di governance multilivello, che coinvolga maggiormente il livello locale in tutte le fasi del ciclo politico in modo da avvicinare le politiche alla realtà rendendole più coerenti e reattive rispetto ai continui cambiamenti che interessano le aree urbane funzionali; è del parere che, in tale contesto, il Comitato delle regioni, in qualità di organo che rappresenta gli enti locali e regionali, dovrebbe svolgere un ruolo in tale processo;

20.    esorta la Commissione a proporre gli elementi per un nuovo modello di governance multilivello basato sui partenariati e su un'autentica collaborazione, che vada oltre la semplice consultazione delle parti interessate e sia in grado di coniugare le strutture governative formali con strutture di governance flessibili e informali che riflettano le nuove realtà di una società digitale e "in rete", un modello che sia adeguato alla portata delle sfide che si pongono e che migliori la cooperazione multilivello, sul piano sia verticale sia orizzontale, con gli attori governativi e non governativi a livello locale, regionale, nazionale ed europeo, avvicinando così il governo ai cittadini e conferendo maggiore legittimità democratica al progetto europeo; raccomanda che, una volta accettato da tutti i partner e previa consultazione di tutti i pertinenti soggetti interessati, tale modello "sui generis" e su misura assurga a modus operandi della futura Agenda urbana europea;

Gestione delle conoscenze e condivisione dei dati

21.    è del parere che le piattaforme e le reti urbane (come URBACT e la Rete di sviluppo urbano) e altri programmi per la condivisione delle conoscenze tra le città (quali Civitas, il Patto dei sindaci, l'iniziativa Mayors Adapt, l'iniziativa città e comunità intelligenti, il quadro di riferimento per le città sostenibili, ManagEnery) offrano un'ottima opportunità di coinvolgimento degli attori locali, regionali e transfrontalieri nello sviluppo urbano e di condivisione delle conoscenze tra gli attori interessati; esorta la Commissione a consolidare tali piattaforme, assicurando anche un loro migliore coordinamento, onde consentire agli attori locali di comprenderne meglio la natura e di prendervi parte in modo più efficace;

22.    esorta la Commissione e gli Stati membri a trarre il meglio dalle attività di condivisione delle conoscenze e di sviluppo delle capacità realizzate nel quadro dei progetti finanziati dall'UE e di altre iniziative di collegamento in rete delle città; invita la Commissione a elaborare meccanismi che consentano di condividere in maniera più efficace i risultati ottenuti dai progetti in tutti i suoi servizi e ad assicurare che questi vadano ad alimentare l'elaborazione delle politiche a livello sia nazionale sia unionale;

23.    ritiene che, per formulare politiche più mirate, sia necessario aggiornare e potenziare la banca dati sull'audit urbano; incoraggia Eurostat e la Commissione a compilare e a mettere a disposizione dati più dettagliati, raccolti là dove le politiche sono attuate – in molti casi a livello locale; sottolinea che anche la raccolta di dati di flusso – che misurano i rapporti tra le città e le aree circostanti, ma anche all'interno delle aree urbane funzionali – sta acquisendo un'importanza sempre maggiore ai fini di una migliore comprensione di tali aree funzionali complesse, ed esorta pertanto la Commissione a raccogliere ed esaminare dati di questo tipo e a trarne elementi su cui fondare l'elaborazione delle politiche;

Attuazione della futura Agenda urbana europea

24.    ritiene che, per essere uno strumento efficace, l'Agenda urbana europea debba configurarsi come un quadro concettuale condiviso e regolarmente aggiornato che si concentri, sul piano tematico, su un numero limitato di sfide da affrontare nel contesto più ampio degli obiettivi della strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, inclusiva e sostenibile;

25.    è fermamente convinto che tali sfide debbano rispondere ai seguenti criteri: 1) essere coerenti con il quadro concettuale condiviso; 2) rappresentare una sfida urbana importante con un impatto significativo sulle città e sulle aree urbane funzionali negli Stati membri e tra questi; 3) non poter essere superate in maniera unilaterale dagli Stati membri; 4) presentare un chiaro valore aggiunto se affrontate a livello dell'UE; chiede alla Commissione di avviare un esercizio di mappatura di tali sfide, nonché di individuare le rimanenti strozzature, incoerenze politiche o carenze di capacità e conoscenza, in stretta collaborazione con tutti i pertinenti soggetti interessati, in particolare quelli a livello locale;

26.    esorta la Commissione e gli Stati membri ad assicurare, a ogni livello di governo, un migliore coordinamento, sul piano trasversale, tra le politiche che presentano una dimensione urbana, affinché lo sviluppo urbano integrato sia contemplato con maggiore efficacia nelle diverse politiche; invita la direzione generale della Politica regionale e urbana (DG REGIO), competente per le politiche urbane dell'UE, a guidare tale processo in stretta cooperazione con il gruppo interservizi "Sviluppo urbano" della Commissione e a garantire che la dimensione urbana sia presa in considerazione in tutte le nuove iniziative pertinenti; invita il Presidente della Commissione europea a nominare all'interno del Collegio dei commissari un responsabile politico incaricato di definire l'orientamento strategico dell'Agenda urbana delle politiche europee e di riferire annualmente al Parlamento in merito all'Agenda urbana;

27.    invita la Commissione a designare un coordinatore speciale dell'UE per le questioni urbane, sulla base di servizi od organi già esistenti in seno alla Commissione, che sia incaricato di monitorare e valutare l'attuazione pratica di tale coordinamento sul piano sia orizzontale (vale a dire in tutti i pertinenti ambiti strategici), sia verticale (ossia a tutti i livelli di governo); è del parere che il coordinatore speciale dell'UE per le questioni urbane dovrebbe istituire, con l'ausilio del Gruppo interservizi "Sviluppo urbano", uno sportello unico sulle politiche urbane all'interno della Commissione e garantire la corretta raccolta, gestione e divulgazione di dati sulle politiche urbane tra i servizi della Commissione e al loro interno, nonché con i vari soggetti interessati, in modo da creare un meccanismo di sensibilizzazione per l'allerta rapida e il coinvolgimento tempestivo degli enti locali e regionali nei processi politici aventi un impatto sulle città e sulle aree urbane funzionali;

28.    sollecita la Commissione a sviluppare, utilizzando le strutture esistenti e, ad esempio, nell'ambito del "progetto pilota urbano", singoli punti di informazione negli Stati membri sulla dimensione urbana delle politiche dell'UE (sportelli unici urbani) allo scopo di fornire informazioni esaurienti in particolare sulle diverse iniziative, linee guida e possibilità finanziarie dell'UE in relazione allo sviluppo urbano; 

29.    invita la Commissione a organizzare, con cadenza regolare e sulla scorta del forum "Città di domani", un vertice sulle questioni urbane che riunisca i soggetti interessati di tutti i livelli di governo e dei diversi settori; ritiene che tali vertici dovrebbero offrire alle città l'opportunità concreta di avviare un dialogo costruttivo con i responsabili politici in tutti i pertinenti settori strategici e contribuire inoltre a valutare l'impatto delle politiche unionali sulle città e sulle aree urbane funzionali, nonché a definire le migliori modalità per coinvolgere tali entità territoriali nelle iniziative future;

30.    esorta gli Stati membri ad associare pienamente e a coinvolgere in modo vincolante le città e le aree urbane funzionali nell'elaborazione e nella programmazione delle politiche strategiche (come i programmi di riforma nazionali, gli accordi di partenariato e i programmi operativi); invita gli Stati membri a rafforzare il loro scambio di esperienze in relazione ai programmi nazionali per lo sviluppo urbano, che offre alle città gli strumenti per realizzare gli obiettivi della strategia Europa 2020, mediante l'organizzazione periodica di Consigli informali dei ministri competenti per lo sviluppo urbano;

La dimensione esterna dell'Agenda urbana europea

31.    esorta la Commissione e gli Stati membri a tenere debitamente conto dei lavori preparatori dell'Agenda Habitat III attualmente in corso e ad assicurare che la futura Agenda urbana europea sia pienamente compatibile e coordinata rispetto agli obiettivi di tale agenda urbana globale; invita la Commissione a informare regolarmente il Parlamento in merito alla dimensione esterna dell'Agenda urbana europea e ritiene che quest'ultima possa rappresentare il contributo dell'UE al dibattito internazionale sulla Nuova agenda urbana delle Nazioni Unite e alla conferenza Habitat III sugli insediamenti umani e lo sviluppo urbano sostenibile che si terrà nel 2016;

32.    ritiene che l'Unione europea e gli Stati membri dovrebbero impegnarsi in modo chiaro, coerente e aperto nei confronti dell'Organizzazione internazionale per la normalizzazione (ISO), con la consultazione e il contributo degli enti locali e regionali, a favore dell'elaborazione di nuove norme in materia di sviluppo urbano sostenibile, nel rispetto del lavoro svolto sulle linee guida universali delle Nazioni Unite per la pianificazione urbana e territoriale; sottolinea che le nuove norme ISO dovrebbero essere considerate come uno strumento di sostegno e non come uno strumento normativo;

33.    incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e ai parlamenti nazionali.

(1)

GU L 347 del 20.12.2013, pag. 320.

(2)

GU L 347 del 20.12.2013, pag. 289.

(3)

GU L 347 del 20.12.2013, pag. 259.

(4)

GU C 390 E del 18.12.2012, pag. 10.

(5)

GU C 184E del 6.8.2009, pag. 95.

(6)

Parag Khanna, Beyond City Limits, Foreign Policy, 6 agosto 2010.

(7)

Eurostat - Statistiche sulle città, 2014.

(8)

The Vertical Farm, www.verticalfarm.com.

(9)

Comunicazione della Commissione del 6 maggio 1997 dal titolo "La problematica urbana: orientamenti per un dibattito europeo" (COM(1997) 0197).


MOTIVAZIONE

L'urbanizzazione in Europa e nel mondo

In Europa e nel mondo, un numero sempre crescente di persone vive nelle città(1), uno sviluppo che la crescita demografica e le nuove tecnologie, soprattutto, contribuiscono ad accelerare.

Se nel 1950 solo il 50,5% della popolazione europea abitava in aree urbane, tale percentuale ha già raggiunto il 72% nel 2014 e potrebbe toccare il 78% nel 2030. A livello mondiale, nel 2030 la popolazione residente nelle aree urbane dovrebbe raddoppiare rispetto al 1950, passando dal 29% al 59,9%, per raggiungere poi probabilmente l'80% nel 2050.(2) La crescita demografica nelle città pone già ora la politica locale e regionale, ma anche nazionale ed europea, di fronte a nuove responsabilità, per poter soddisfare le esigenze economiche, sociali e culturali del numero sempre crescente di persone che abitano nelle città.

La presente relazione d'iniziativa intende esaminare le sfide che la politica dell'UE deve affrontare con riferimento alle aree urbane e definire gli orientamenti e i limiti di una futura politica unionale sostenibile per lo sviluppo urbano.

La relazione si concentra sulle seguenti domande fondamentali: qual è il margine di manovra di cui l'UE dispone nel quadro di una politica urbana? Qual è l'impatto attuale della politica unionale sulle città e quale dovrebbe essere in futuro tale impatto? Come possono essere migliorati il coordinamento e la coerenza della politica urbana europea?

Le stesse questioni sono in parte trattate anche nella comunicazione della Commissione dal titolo "La dimensione urbana delle politiche dell'UE Elementi fondanti di un' agenda urbana UE", pubblicata nel luglio 2014.(3) In tale comunicazione, la Commissione illustra la situazione delle città e della politica urbana negli Stati membri, propone di definire un'Agenda urbana europea e presenta la consultazione delle parti interessate sul tema.

Ogni città è diversa

In Europea non esiste un unico modello urbano. Il panorama europeo si caratterizza, piuttosto, per un numero elevato di centri urbani, che spesso svolgono un ruolo di primaria importanza a livello regionale. Quasi la metà dei cittadini europei, circa 200 milioni, vive in città con meno di 100 000 abitanti.

Per poter studiare in modo più preciso il territorio geografico locale e regionale dell'UE e poter osservare e comparare meglio lo sviluppo delle città, nel 2012 Eurostat e l'OCSE hanno elaborato dei nuovi concetti basati sulla popolazione, sulla densità demografica e sui flussi di pendolari(4), vale a dire le aree urbane funzionali e le zone urbane allargate.

La scienza, dal canto suo, cerca di individuare i criteri generali, le analisi funzionali e le peculiarità che definiscono una città.

"Uno spazio in cui s'incontrano due attori di mondi diversi, un'impresa, un individuo o una ONG. L'incontro, però, non è governato da regole consolidate. La città è uno spazio dai tratti in parte anarchici." (5)

"La città hanno saputo sopravvivere a imperi, regni, repubbliche, dittature, multinazionali e finanziarie grazie alla loro complessità e alla loro incompletezza. È proprio nell'incompletezza che sta l'apertura, l'accogliere nuovi elementi, l'urbanizzare"(6).

Sono soprattutto lo scambio d'informazioni e un'allocazione efficiente delle risorse a fare delle città delle fabbriche, anche del pensiero, e dei motori per l'economia. Il 30% dell'economia mondiale è rappresentato da sole cento città, le cosiddette global cities(7), mentre nell'UE le aree urbane producono due terzi del PIL. A seconda dello Stato membro, tuttavia, la struttura economica delle singole città può variare anche considerevolmente.

Nel presente documento, comunque, la relatrice intende considerare le città e le aree urbane funzionali di ogni tipo.

Le sfide delle città di domani

In una relazione sul futuro delle città nel 2050, la Commissione affermava:

Le "città" cresceranno fino a diventare megacittà, collegate in modo capillare da mezzi di trasporto ecocompatibili e sostenibili sotto il profilo energetico e piene di nuovi edifici e palazzi costruiti con materiali innovativi. Gli elementi costitutivi della città saranno tutti collegati a una rete superiore, l'Internet del futuro, in cui prospererà un'economia dei servizi completamente nuova. Le città europee competeranno per attrarre gli abitanti, sviluppando proprie forme di cittadinanza partecipativa per promuovere una continua co-creazione del panorama cittadino e del suo tessuto sociale multiculturale.(8)

La crescita economica e le strutture decisionali e amministrative delle città sono spesso citate tra le sfide con cui dovranno confrontarsi le città di domani.

La crescita economica delle città dipenderà in misura sempre maggiore dalla situazione economica globale, dal progresso tecnologico e dalle infrastrutture. Le problematiche economiche, sociali e ambientali, infatti, trascendono sempre più spesso i confini tradizionali delle città. Per tale ragione, molte delle sfide che interessano le città possono essere superate solo in un contesto nazionale o internazionale:(9)

•   Sfide per una crescita intelligente: creare condizioni favorevoli per l'innovazione; favorire la creazione e la divulgazione di conoscenze; attrarre i talenti; migliorare il sistema scolastico; creare un ambiente favorevole per le imprese; ecc.

•   Sfide per una crescita inclusiva: gestire i cambiamenti demografici dovuti all'invecchiamento della popolazione e adeguarsi a questi; affrontare gli squilibri generazionali; provvedere alla mobilità regionale e transfrontaliera; gestire la migrazione internazionale; attuare disposizioni per l'integrazione, il rispetto della diversità e la partecipazione; ecc.

•   Sfide per una crescita verde: creare infrastrutture verdi; assicurare un mobilità e trasporti urbani sostenibili nelle città; adeguarsi ai cambiamenti climatici (penuria di risorse idriche, inondazioni, ondate di calore, ecc.); rendere le città efficienti nel consumo energetico; ecc.

•   Sfide per la gestione e la governance: introdurre nuove forme flessibili di governance nelle aree urbane funzionali; coniugare le strutture governative formali con strutture di governance informali e flessibili, commisurate alla portata delle sfide che si pongono; promuovere una regolamentazione più intelligente.(10)

Progettare le città europee: quale ruolo per le politiche dell'UE?

Le competenze dell'Unione europea sono stabilite dai trattati.(11) Proprio nell'ambito della politica regionale e dello sviluppo urbano, il principio di sussidiarietà svolge un ruolo fondamentale e conferisce all'UE solo competenze limitate. Fin da sempre, comunque, buona parte delle decisioni prese dall'UE ha avuto ripercussioni, quantomeno indirette, anche sulla situazione delle città in Europa.

In passato, l'europeizzazione delle città è stata principalmente dettata dalla politica dell'UE (secondo un approccio discendente), con il contributo di tutte le istituzioni europee. Le prime iniziative rivolte alle città sono state lanciate dalla Commissione fin dagli anni Ottanta. La Commissione europea, infatti, contribuisce allo sviluppo urbano con svariate politiche, attraverso numerosi dispositivi, programmi e iniziative, ma soprattutto con la politica regionale e per lo sviluppo urbano. Le politiche che presentano una dimensione urbana, comunque, non sono solo quelle appena ricordate, ma anche, per esempio, quelle per l'ambiente, per l'occupazione, per i trasporti e per l'energia(12).

Il Parlamento europeo, dal canto suo, ha approvato due risoluzioni sulla politica urbana, nel 2009 e nel 2011(13),(14), chiedendo che la dimensione urbana delle politiche unionali fosse rafforzata. Negli ultimi anni, poi, i ministri competenti per la politica urbana hanno contribuito a definire, in una serie di riunioni informali, gli obiettivi e i principi dello sviluppo urbano nell'UE. (15)

L'europeizzazione delle città, comunque, parte anche dal basso (approccio ascendente). La richiesta, sempre più insistente, da parte delle città di essere maggiormente coinvolte nella definizione delle politiche può portare alla nascita di reti di città(16) che promuovono lo scambio d'informazioni e influenzano le decisioni prese a livello unionale. Non tutte le città, però, sono interessate allo stesso modo da tale fenomeno: così come sono diversi gli interessi e i bisogni delle città dell'UE, è diverso anche il grado di europeizzazione di queste ultime.(17)

La politica condotta dall'UE, quindi, deve tener maggiormente in considerazione gli interessi divergenti delle città. Una delle principali critiche mosse alle politiche dell'UE per le questioni urbane è, tuttavia, la mancanza di coerenza e di coordinamento, sia nelle normative e nei programmi introdotti dall'UE, sia nei lavori condotti a livello unionale e locale.

L'Agenda urbana europea

Per migliorare il coordinamento delle diverse politiche e integrare meglio gli obiettivi dello sviluppo urbano in un numero maggiore di ambiti, già da anni le organizzazioni che rappresentano le città chiedono che sia elaborata un'agenda urbana europea.(18) La Commissione aveva pubblicato una prima comunicazione sull'agenda urbana già nel 1997, per poi pubblicarne un'altra nel luglio 2014, intitolata "La dimensione urbana delle politiche dell'UE Elementi fondanti di un'agenda urbana UE", in cui avanza svariate proposte in merito alla forma che una tale agenda urbana europea potrebbe assumere:

•   Metodo di lavoro per garantire la coerenza delle politiche e dei programmi dell'UE

Le politiche europee che interessano direttamente le aree urbane sono numerose, come quelle per i trasporti, per gli affari sociali e per il clima. Sebbene le città siano quasi sempre toccate da tali politiche, le proposte avanzate non sono sempre coerenti e coordinate. Il coordinamento degli atti normativi, dei programmi e delle iniziative unionali che interessano le città, molto numerosi, rappresenta pertanto una priorità. Il principio da seguire a tal fine dovrebbe essere quello di integrare la dimensione urbana in tutte le politiche pertinenti a livello di UE.

La relatrice propone, pertanto, di nominare, in seno alla Commissione, un rappresentante speciale dell'UE per le questioni urbane, che coordini le diverse politiche e iniziative sul piano orizzontale e ottimizzi e appoggi i lavori condotti ai vari livelli decisionali e amministrativi sul piano verticale.

•   Misure volte ad affrontare un numero limitato di importanti sfide sociali

La tutela climatica e i cambiamenti demografici sono esempi di simili sfide. In linea di massima, le misure dovrebbero concentrarsi su problematiche che si ripercuotono significativamente sulle città o sulle aree urbane e non possono essere risolte in modo soddisfacente dai singoli Stati membri, per cui un intervento dell'UE rappresenta un valore aggiunto per le città.

La relatrice esorta la Commissione, coadiuvata, tra l'altro, dai rappresentanti degli interessi locali, ad avanzare proposte sia per individuare le sfide più urgenti sia per identificare le misure necessarie.

•   Una strategia con priorità di lungo periodo

L'Agenda urbana europea dovrebbe essere coerente con gli obiettivi e le strategie dell'UE, in particolare con la strategia Europa 2020, e delineare un quadro d'azione per le varie politiche e i diversi programmi dell'UE, oltre a individuare un numero limitato di temi da trattarsi in via prioritaria.

La relatrice propone di orientare l'Agenda urbana europea agli obiettivi della strategia Europa 2020, concentrandosi soprattutto sui temi dell'inclusione sociale, del cambiamento demografico e della sostenibilità. Il documento esorta, inoltre, la Commissione a inserire l'Agenda urbana europea nel proprio programma di lavoro per il prossimo anno e a presentare i passi necessari per la sua attuazione.

Quali strumenti centrali per la realizzazione dell'Agenda urbana europea, la relatrice propone:

•   Un nuovo modello di "governance multilivello"

La politica urbana non dovrebbe essere solamente imposta dall'alto. Le città, infatti, devono poter contribuire al processo legislativo europeo con le proprie esperienze e le proprie opinioni.

La relatrice esorta la Commissione a elaborare un nuovo modello di governance multilivello, in grado di coniugare le strutture governative formali con strutture informali che riflettono le nuove opportunità aperte dalla comunicazione digitale e dalle attività svolte in rete. Il nuovo modello dovrebbe assicurare uno scambio di informazioni sia verticale sia orizzontale, oltre ad accrescere la partecipazione dei cittadini e la legittimità democratica.

•       Una regolamentazione più intelligente

La relatrice intende, inoltre, semplificare la normativa unionale intesa a definire una politica per lo sviluppo urbano efficiente, onde agevolarne l'applicazione e ridurne il costo. La relatrice chiede, pertanto, alla Commissione di profondere ulteriori sforzi per creare un quadro normativo chiaro, stabile e prevedibile, in grado di promuovere la crescita e l'occupazione. Per le città, in particolare, occorre assicurare che i benefici dell'intervento amministrativo possano essere colti pur mantenendo i costi al minimo.

•       Un'assistenza finanziaria adeguata da parte dell'UE

Per rispondere alle varie sfide cui devono far fronte le aree urbane, sono disponibili diversi fondi (FESR, FSE, Orizzonte 2020, Europa per i cittadini, ecc.).

In tale contesto, la relatrice esorta a trovare soluzioni mirate per le città, a stanziare un'assistenza finanziaria adeguata e, se possibile, a investire in modo coordinato le risorse che sono erogate a titolo dei vari fondi.

•         Il principio del partenariato

Se è vero che le città sono toccate, direttamente o indirettamente, dalla legislazione europea, le varie proposte avanzate non sono, però, coordinate in modo coerente, né di facile applicazione per le stesse città.

La relatrice osserva, pertanto, che il principio del partenariato definito per i fondi strutturali può fungere da esempio per assicurare una collaborazione più efficace tra i vari livelli di governo. Un coinvolgimento tempestivo delle aree urbane può contribuire a che le normative con un impatto diretto sulle città possano essere effettivamente applicate da queste ultime in modo pragmatico.

•         Un forum informativo e uno scambio di dati armonizzati sulle questioni urbane

La relatrice propone di organizzare, con cadenza regolare, un forum per lo scambio di informazioni sulla politica urbana, che consenta ai rappresentanti dei vari livelli governativi di collaborare e di scambiarsi pareri e ai rappresentanti dell'UE di valutare le ripercussioni delle politiche unionali.

Una maggiore armonizzazione dei dati relativi alla pianificazione urbana e territoriale, infine, dovrebbe aiutare ad attuare le politiche unionali a livello locale, ma anche a valutarne l'utilità e l'efficacia.

In sintesi, la relatrice ritiene che la politica europea debba adottare senza indugio i provvedimenti delineati nella presente relazione, necessari per una politica/agenda urbana europea efficiente, onde poter rispondere alle conseguenze e alla rapidità dell'urbanizzazione in Europa. Solo con un intervento attivo e coordinato dell'UE le città potranno continuare anche in futuro a svolgere le proprie funzioni e a offrire ai propri abitanti le condizioni di vita auspicate.

(1)

La definizione precisa dei termini "città" e "area urbana" differisce da paese a paese. Nel presente documento, i due termini sono considerati sinonimi e stanno a indicare qualsiasi forma di insediamento urbano.

(2)

Nazioni unite, World urbanization prospects, The 2005 Revision working paper, NO ESA/P/WP/200.

(3)

Commissione europea, La dimensione urbana delle politiche dell'UE Elementi fondanti di una agenda urbana UE.

(4)

Dijkstra, Poelman, Cities in Europe: the new OECD-EC definition, DG Regio, Regional Focus 01/2012.

(5)

Saskia Sassen, Global cities as todays frontiers, Leuphana Digital School, 1/6.

(6)

Saskia Sassen, Global cities as todays frontiers, Leuphana Digital School, 2/6.

(7)

Parag Khana, Beyond city limits, Foreign Policy, 6.10.2014. In Europa le città di queste dimensioni sono due, Londra e Parigi.

(8)

Futurium. Nel 2011 la Commissione europea, segnatamente la Direzione generale Reti di comunicazione, contenuti e tecnologie (DG CONNECT), ha lanciato un progetto chiamato "Futuri digitali Un viaggio nelle prospettive e nelle sfide politiche del 2050" (Digital Futures- A journey into 2050 visions and policy challenges). Il progetto, ultimato nel dicembre 2013, intendeva trovare risposte credibili e sostenibili a questioni sistemiche come l'occupazione o la stabilità finanziaria. Una delle tematiche trattate è stata proprio quella delle città, dei paesi e delle comunità del 2050 (Cities, Villages, Communities in 2050).

(9)

Studio a cura del ministero olandese degli Affari interni e delle relazioni del regno, L'Aia, 2014. Le implicazioni regionali delle dinamiche globali determinano in gran parte la situazione del mercato del lavoro locale. La cooperazione e il coordinamento a un livello superiore, nazionale, europeo e internazionale, pertanto, rappresentano una premessa per trovare un approccio efficace, a livello locale, alla crescita economica.

(10)

Ibidem. Nelle nostre società ormai collegate in rete, le stesse reti trascendono i confini governativi tradizionali, con implicazioni in termini di coordinamento orizzontale e verticale. Il passaggio dal governo alla governance implica che la cooperazione e il coordinamento con gli attori privati, per conseguire obiettivi pubblici, acquisiscono maggior importanza.

(11)

Cfr. Art. 5, paragrafo 1, del TUE sul principio di sussidiarietà; art. 4, paragrafo 2, del TFUE; titolo XVIII del TFUE sulla coesione economica, sociale e territoriale; e Protocollo n. 2 sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità.

(12)

Cfr. The urban dimension in other policies of the EU, Commissione europea, DG REGIO, 2011.

(13)

Relazione sulla dimensione urbana della politica di coesione nel nuovo periodo di programmazione, del 24 marzo 2009 (2008/2130(INI)).

(14)

Relazione sull'Agenda urbana europea e il suo futuro nel quadro della politica di coesione, del 1° giugno 2011 (2010/2158(INI)).

(15)

Alcuni esempi di documenti importanti: Programma d'azione, Lille, 2000; Acquis urbano, Rotterdam, 2004; Comunità sostenibili, Bristol, 2006; Carta di Lipsia sulle città europee sostenibili, Lipsia, 2007; Applicazione della Carta di Lipsia, Marsiglia, 2008; Dichiarazione di Toledo, Toledo, 2010; Conclusioni Poznan, Poznan, novembre 2011; Agenda territoriale dell'UE 2020, 2011; Verso un'agenda urbana dell'UE, Atene, 2014.

(16)

La cooperazione tra i comuni e la cooperazione transfrontaliera ne sono un esempio. Le modalità di gestione delle politiche per lo sviluppo urbano devono essere flessibili, mirate per centri urbani di dimensioni diverse.

(17)

Hameldinger et al.: The Europanization of cities, Techne Press, Amsterdam, 2010. Otto gradi di europeizzazione delle città: a.) Risposta alle direttive e ai regolamenti unionali b.) Gestione delle informazioni europee c.) Comunicazione con il settore privato e l'opinione pubblica d.) Massimizzazione delle sovvenzioni concesse dall'UE e.) Promozione della rinascita economica (mediante d) f.) Relazioni con altre organizzazioni locali che fanno parte dell'UE g.) Partecipazione a reti internazionali nell'UE e cooperazione nel quadro di progetti comuni h.) Consulenza all'UE su questioni relative all'esecuzione i.) Europeizzazione delle politiche del Consiglio

(18)

Per esempio, Eurocities.


PARERE della commissione per l'occupazione e gli affari sociali (8.5.2015)

destinato alla commissione per lo sviluppo regionale

sulla dimensione urbana delle politiche dell'UE

(2014/2213(INI))

Relatore per parere: Evelyn Regner

SUGGERIMENTI

La commissione per l'occupazione e gli affari sociali invita la commissione per lo sviluppo regionale, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.      rileva che le città hanno un ruolo importante da svolgere nel conseguimento degli obiettivi di Europa 2020 in materia di occupazione e degli obiettivi delle politiche di coesione e che pertanto devono far parte dell'intero processo di elaborazione delle politiche dell'UE, il che può essere realizzato, tra l'altro, attraverso la partecipazione di rappresentanti delle città nei gruppi di esperti, che dovrebbero a loro volta consultare gli esponenti della società civile e le parti sociali; accoglie con favore, a tale proposito, un'agenda urbana dell'UE che garantirebbe un migliore coordinamento delle politiche nonché il coinvolgimento delle parti interessate delle aree urbane europee e che deve iscriversi nel più ampio contesto dell'articolo 4 del TFUE;

2.      accoglie con favore anche le consultazioni pluridisciplinari di organi che rappresentano la società civile, come il Comitato economico e sociale europeo e organismi analoghi in ciascuno Stato membro, nonché le associazioni dei cittadini e i loro rappresentanti eletti, al fine di ottimizzare il risultato delle politiche dell'Unione e, in particolare, delle politiche occupazionali;

3.      ritiene che, onde assicurare che le posizioni di tutte le istanze cittadine siano tenute maggiormente in considerazione, occorra cercare di conoscere meglio gli strumenti e le strutture dell'UE esistenti, mediante consultazioni, valutazioni, valutazioni d'impatto e scambi di migliori passi e di esperienze, soprattutto all'atto di elaborare programmi operativi;

4.      esorta la Commissione a promuovere ulteriormente lo sviluppo di programmi di investimento a livello urbano amministrati localmente;

5.      osserva che la crescita, la creazione di posti di lavoro, la ricerca e lo sviluppo si concentrano soprattutto nelle città e nelle regioni urbane europee e che molte città europee, segnatamente quelle in rapida crescita e quelle che registrano un calo demografico, affrontano importanti sfide sociali; ricorda che nelle città si registrano le più elevate concentrazioni di ricchezza e di esclusione, nelle loro forme più estreme;

6.      invita la Commissione a sostenere le città e le regioni urbane insieme agli Stati membri e a proporre linee guida dell'Unione europea per raccogliere queste sfide, tra cui l'elevata disoccupazione, la crescente disuguaglianza sociale, la sicurezza, la globalizzazione, i cambiamenti nei modelli di produzione, la migrazione e la povertà nonché la necessità di promuovere l'integrazione e di creare infrastrutture pubbliche ed edilizia sociale;

7.      osserva che le misure di politica occupazionale, sociale, economica e ambientale ottengono risultati migliori e più rapidi negli agglomerati urbani che altrove; esorta la Commissione a tenerne conto nell'elaborazione e nell'attuazione delle sue politiche;

8.      ritiene che sostenendo progetti innovativi, intelligenti e sostenibili le città possono contribuire significativamente alla crescita economica, aumentando il tasso di occupazione e migliorando la coesione sociale, e che lo sviluppo di un'economia "basata sulla conoscenza" richieda adeguati finanziamenti al fine di migliorare le infrastrutture digitali e le competenze nel campo delle TIC dei cittadini delle aree urbane;

9.      invita la Commissione a rafforzare i legami tra il centro e la periferia delle città, nonché tra le aree urbane e quelle rurali;

10.    ritiene che nel quadro del Fondo europeo per gli investimenti strategici sia opportuno prestare particolare attenzione ai progetti realizzati nelle aree urbane, onde promuovere operazioni di finanziamento e di investimento ecologicamente e socialmente sostenibili, con un elevato potenziale in termini di creazione di posti di lavoro; ribadisce che il Comitato per gli investimenti del fondo, che esaminerà i progetti, dovrebbe prestare particolare attenzione ai progetti relativi all'edilizia sociale, alla ristrutturazione di aree e di edifici pubblici, al trasporto pubblico strategico, all'istruzione e ai settori sanitario e assistenziale; sottolinea che gli investimenti dovrebbero concentrarsi sulla creazione di posti di lavoro sostenibili e di elevata qualità al fine di preservare i lavoratori dalla povertà; chiede che i cittadini e le parti interessate siano coinvolte nell'elaborazione delle politiche necessarie e dei progetti correlati;

11.    osserva che, per rendere gli investimenti nelle città più interessanti, e quindi contribuire a una crescita economica inclusiva e alla promozione dell'occupazione, occorre investire maggiormente negli spazi pubblici urbani, riabilitare le zone abbandonate e affrontare i problemi che ostacolano lo sviluppo del commercio, specialmente nel settore dei servizi, come centri urbani scarsamente sviluppati, spazi pubblici deserti o abbandonati, aree urbane insicure e poco attraenti e uno scarso coinvolgimento dei residenti;

12.    invita la Commissione a esaminare la possibilità di prevedere una maggiore flessibilità di bilancio nell'ambito delle norme del quadro di governance economica relative alla spesa pubblica destinata alla lotta contro la disoccupazione e la povertà e nell'ottica di promuovere gli investimenti sociali così da agevolare maggiori investimenti produttivi da parte delle città, la riduzione di varie forme di disuguaglianza e la promozione di un mix sociale equilibrato; sottolinea che, in linea con l'agenda urbana, occorre trovare una soluzione al problema dell'integrazione dei giovani poco qualificati nel mercato del lavoro, offrendo formazioni professionali e tirocini accessibili, senza barriere e di qualità per aiutarli ad acquisire delle competenze, tenendo conto del fatto che la mancanza di qualifiche può aumentare il rischio di disoccupazione che, a sua volta, si traduce in un maggiore rischio di povertà e implica molteplici sfide sociali collegate all'esclusione, all'alienazione e al fallimento degli sforzi per costruire una vita indipendente; ritiene che sia di fondamentale importanza per le città aiutare un numero maggiore di giovani a continuare la scuola e ad acquisire qualifiche adeguate, necessarie per il lavoro e per la carriera, e assicurare un più ampio accesso a un'istruzione di qualità, con appositi progetti per i bambini provenienti da gruppi svantaggiati e minoranze;

13.    richiama l'attenzione sul problema del sovrappopolamento delle grandi città che, in assenza di infrastrutture adeguate, può causare problemi di mobilità e tradursi in alloggi insufficienti o di scarsa qualità; è preoccupato per i problemi di traffico e di congestionamento della circolazione nelle città, che aumentano considerevolmente il tempo impiegato dai pendolari per spostarsi e riducono significativamente la qualità della vita di molti europei; sottolinea che una mancanza di infrastrutture adeguate può generare pressioni psicologiche e stress nei lavoratori, ostacolando così l'equilibrio tra lavoro e vita privata;

14.    esorta la Commissione a valutare se, e in quale misura, le risorse inutilizzate a titolo dell'Iniziativa per l'occupazione giovanile possano essere trasferite direttamente a quelle città che sono particolarmente colpite dalla disoccupazione giovanile, purché l'erogazione delle risorse sia legata a progetti concreti intesi a combattere la disoccupazione giovanile;

15.    richiama l'attenzione sul fatto che la progettazione urbana e i servizi intesi a combattere la discriminazione di genere e a promuovere le pari opportunità contribuiscono al conseguimento di maggiori benefici sociali ed economici; invita pertanto la Commissione a favorire attivamente lo scambio delle migliori pratiche per quanto concerne il bilancio di genere;

16.    insiste sulla nozione di città accessibili, di inscrizione in bilancio della progettazione universale(1) e di pianificazione di città accessibili; invita le città e le regioni urbane a rispettare gli impegni dell'Unione in materia di accessibilità; invita la Commissione a monitorare l'attuazione delle misure corrispondenti; sollecita il sistematico coinvolgimento dei cittadini, compresi i disabili, e dei loro rappresentanti nonché di esperti in progettazione universale dello sviluppo urbano;

17.    invita la Commissione a tenere in considerazione, nel destinare i fondi, gli effetti della crisi finanziaria, che hanno ridotto la capacità delle regioni urbane di affrontare problemi importanti come le sfide demografiche, ambientali, economiche e sociali e la fornitura di servizi pubblici;

18.    chiede alla Commissione, nel quadro del suo programma urbano, di fissare obiettivi ambiziosi per assicurare che le città e le regioni attuino la strategia Europa 2020 in funzione delle caratteristiche specifiche di ciascuna regione, e ricorda che, in linea con questa strategia, le priorità del programma urbano dovrebbero includere la lotta alla povertà, all'esclusione sociale e al problema dei senzatetto, favorendo in particolare un'edilizia sociale più sostenibile;

19.    sottolinea che le città fanno parte di un'area funzionale più vasta e non possono essere considerate isolatamente; invita la Commissione a rispettare il principio dello sviluppo regionale sostenibile anche nell'ottica di conseguire uno sviluppo urbano più efficiente e sostenibile all'atto di sviluppare la sua agenda urbana, segnatamente nei settori delle infrastrutture, dei servizi pubblici (specialmente l'istruzione), della salute e dell'assistenza, unitamente a reti di trasporto pubblico coordinate, integrate, strategiche e sostenibili, che aiutino a rafforzare la coesione sociale, a migliorare la mobilità dei lavoratori e a ottenere un buon equilibrio fra lavoro e vita privata; incoraggia lo sviluppo di queste reti di trasporto nelle conurbazioni transfrontaliere, dal momento che le aree urbane dvrebbero essere interconnesse dal punto di vista logistico non solo a livello regionale o nazionale ma anche a livello transfrontaliero;

20.    invita la Commissione e gli Stati membri ad aiutare le aree urbane ad ammodernarsi sotto il profilo economico, sociale e ambientale attraverso investimenti intelligenti e un migliore coordinamento; ritiene altresì necessario promuovere un ambiente di vita di elevata qualità e sicuro;

21.    osserva che le città e le regioni urbane sono molto diverse dal punto di vista strutturale e sono confrontate a un'ampia gamma di sfide; conclude pertanto che un approccio indifferenziato vada respinto; invita la Commissione a trovare nuovi modi per migliorare lo scambio di informazioni e di buone pratiche e a tener conto delle esigenze specifiche delle regioni urbane in sede di elaborazione della legislazione, dal momento che le città e le grandi aree urbane sono importanti centri di attività economica e hanno, per cultura, dimensione, infrastruttura e struttura economica, problemi sociali specifici per cui hanno bisogno di soluzioni su misura;

22.    osserva che la collaborazione fra gli Stati membri nel campo dello sviluppo urbano avviene attualmente su base intergovernativa; ritiene che l'elaborazione di un'agenda urbana dell'UE debba mostrare un chiaro valore aggiunto europeo;

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

7.5.2015

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

44

4

2

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Guillaume Balas, Tiziana Beghin, Brando Benifei, Vilija Blinkevičiūtė, Enrique Calvet Chambon, Martina Dlabajová, Lampros Fountoulis, Elena Gentile, Arne Gericke, Marian Harkin, Danuta Jazłowiecka, Agnes Jongerius, Rina Ronja Kari, Ádám Kósa, Agnieszka Kozłowska-Rajewicz, Zdzisław Krasnodębski, Kostadinka Kuneva, Jérôme Lavrilleux, Patrick Le Hyaric, Verónica Lope Fontagné, Javi López, Thomas Mann, Dominique Martin, Elisabeth Morin-Chartier, Emilian Pavel, Georgi Pirinski, Marek Plura, Terry Reintke, Sofia Ribeiro, Claude Rolin, Anne Sander, Sven Schulze, Jutta Steinruck, Romana Tomc, Ulla Tørnæs, Marita Ulvskog, Renate Weber, Tatjana Ždanoka, Jana Žitňanská, Inês Cristina Zuber

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Georges Bach, Heinz K. Becker, Karima Delli, Tania González Peñas, Marju Lauristin, Helga Stevens, Ivo Vajgl, Tom Vandenkendelaere

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Andrea Cozzolino, Rosa D’Amato, Jens Nilsson

(1)

Di cui all'articolo 2 della decisione 2010/48/CE del Consiglio.


ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

17.6.2015

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

26

4

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Pascal Arimont, José Blanco López, Franc Bogovič, Steeve Briois, Rosa D’Amato, Bill Etheridge, Michela Giuffrida, Ivan Jakovčić, Constanze Krehl, Martina Michels, Iskra Mihaylova, Andrey Novakov, Stanislav Polčák, Julia Reid, Terry Reintke, Monika Smolková, Maria Spyraki, Olaf Stuger, Ángela Vallina, Monika Vana, Matthijs van Miltenburg, Lambert van Nistelrooij, Kerstin Westphal

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Petras Auštrevičius, Daniel Buda, Salvatore Cicu, Ivana Maletić, Jan Olbrycht

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Jens Nilsson, Georgi Pirinski, Daniele Viotti

Avviso legale