Procedura : 2014/2243(INI)
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A8-0261/2015

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RELAZIONE     
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25.9.2015
PE 554.997v02-00 A8-0261/2015

sull'uso sicuro dei sistemi aerei a pilotaggio remoto (RPAS), noti comunemente come veicoli aerei senza equipaggio (UAV - Unmanned aerial vehicles), nel settore dell'aviazione civile

(2014/2243(INI))

Commissione per i trasporti e il turismo

Relatore: Jacqueline Foster

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sull'uso sicuro dei sistemi aerei a pilotaggio remoto (RPAS), noti comunemente come veicoli aerei senza equipaggio (UAV - Unmanned aerial vehicles), nel settore dell'aviazione civile

(2014/2243(INI))

Il Parlamento europeo,

–  vista la comunicazione della Commissione dell'8 aprile 2014, dal titolo "Una nuova era per il trasporto aereo - Aprire il mercato del trasporto aereo all'uso civile dei sistemi aerei a pilotaggio remoto in modo sicuro e sostenibile" (COM(2014)0207),

–  visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 4, paragrafo 2, lettera g), l'articolo 16 e il titolo VI,

–  vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e in particolare i suoi articoli 7 e 8,  

–  vista la direttiva 95/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 ottobre 1995, relativa alla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati,

–  visto il parere del Garante europeo della protezione dei dati in merito alla comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio - Una nuova era per il trasporto aereo - Aprire il mercato del trasporto aereo all'uso civile dei sistemi aerei a pilotaggio remoto in modo sicuro e sostenibile,

–  vista la relazione finale del gruppo direttivo europeo sui sistemi RPAS, dal titolo "Tabella di marcia europea per l'integrazione dei sistemi RPAS nel settore dell'aviazione civile europea",

–  vista la dichiarazione di Riga sui sistemi aerei a pilotaggio remoto (droni), dal titolo "Definire il futuro dell'aviazione",

–  vista la relazione della Camera dei Lord, dal titolo "Impiego civile dei droni nell'UE",

–  vista la proposta dell'Agenzia europea per la sicurezza aerea (AESA) dal titolo "schema per le operazioni con droni - un approccio basato sul rischio per le norme sui veicoli aerei senza equipaggio",

–  vista la convenzione di Chicago del 7 dicembre 1944,

–  visto l'articolo 52 del proprio regolamento,

–  visti la relazione della commissione per i trasporti e il turismo e il parere della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (A8-0261/2015),

A.  considerando che, per parecchi decenni, gli appassionati hanno fatto volare modelli di aeromobili radiocomandati di piccole dimensioni; che gli ultimi 15 anni hanno visto una rapida crescita dell'utilizzo dei "sistemi aerei a pilotaggio remoto (RPAS)", comunemente più noti come "veicoli aerei senza equipaggio (UAV)" o droni; che in particolare i piccoli sistemi RPAS, progettati per scopi hobbisti e ricreativi, sono diventati sempre più popolari;

B.  considerando che questa tecnologia, elaborata essenzialmente per finalità militari, è adesso applicata all'utilizzo commerciale, allargando le frontiere legislative; che oggi i sistemi RPAS utilizzati in un contesto professionale forniscono anche vantaggi significativi per usi civili diversi, il cui valore aggiunto aumenta con la distanza tra l'apparecchio e il pilota remoto (voli oltre la distanza di visibilità); che gli usi dei sistemi RPAS sono ampiamente variati e potranno essere ulteriormente estesi ad altri campi in futuro, ad esempio i controlli di sicurezza e il monitoraggio delle infrastrutture (tracciati ferroviari, dighe e impianti energetici), la valutazione di disastri naturali, operazioni agricole di precisione (ecologicamente responsabili) e la produzione mediatica, la termografia aerea o la consegna di pacchi in regioni isolate; che il rapido sviluppo di nuove applicazioni può essere previsto in un prossimo futuro, a conferma della natura innovativa e dinamica del settore dei sistemi RPAS;

C.  considerando che la tecnologia RPAS può sostituire l'intervento umano in ambienti pericolosi;

D.  considerando che vi sono due categorie di uso dei sistemi RPAS, segnatamente gli usi professionali e gli usi ricreativi; che le due categorie, intrinsecamente differenti, devono essere disciplinate con requisiti differenti nell'ambito dello stesso quadro regolamentare dell'Unione europea;

E.  considerando che, secondo la legislazione unionale vigente, l'Agenzia europea per la sicurezza aerea (AESA) è, in linea di principio, l'autorità di certificazione per i sistemi RPAS con una massa massima al decollo superiore a 150 kg; che i sistemi RPAS di peso pari o inferiore a150 kg sono soggetti alla giurisdizione nazionale;

F.  considerando che norme in materia di sistemi RPAS esistono o sono in corso di sviluppo in Austria, Croazia, Danimarca, Francia(1), Germania, Italia, Irlanda, Polonia, Repubblica ceca, Spagna e Regno Unito(2); che vi sono scuole di volo autorizzate in Danimarca, Regno Unito e Paesi Bassi e che nei Paesi Bassi e nel Regno Unito oltre 500 piloti di sistemi RPAS sono già operativi;

G.  considerando che tutte le regole in materia di sistemi RPAS in vigore in Europa sono intese a valutare il rischio dell'operazione in termini di sicurezza; che tali norme sono incentrate sull'operatore, anziché seguire l'approccio basato sul velivolo utilizzato nell'aviazione con equipaggio; che il rischio dipende non solo dal tipo di macchina e dalle sue caratteristiche (peso, velocità, ecc.), ma anche da altri fattori, quali la zona sorvolata, l'altitudine, l'esperienza dell'operatore, lo specifico tipo di operazione e la capacita dell'operatore di gestire circostanze impreviste;

H.  considerando che il potenziale di crescita economica in questo settore industriale - dal costruttore all'utente finale - è sterminato, tanto per le grandi imprese quanto per la catena di approvvigionamento composta da migliaia di piccole e medie imprese e imprese innovative neocostituite; che è tassativo mantenere norme di fabbricazione e operative di classe mondiale, promuovendo nel contempo la leadership europea;

I.  considerando che, in riconoscimento del celere sviluppo di questo mercato, i sistemi RPAS sono a buon diritto in corso di inclusione nei programmi di aviazione in essere, quali l'impresa comune di ricerca sulla gestione del traffico aereo nel cielo unico europeo (SESAR) e Orizzonte 2020; che l'industria ha già investito risorse finanziarie rilevanti e sarebbe indotta a investimenti ancora maggiori ove fosse facilitato l'accesso ai finanziamenti per le PMI, che rappresentano una quota maggioritaria nel settore; che finanziamenti supplementari per la ricerca e sviluppo saranno fondamentali per sostenere questo nuovo settore industriale e ai fini di un'integrazione sicura e stabile dei sistemi RPAS nel settore aerospaziale;

J.  considerando che, anche in questa fase precoce, gli Stati membri, il settore produttivo e la Commissione hanno tutti riconosciuto la potenzialità di tale mercato e tengono a evidenziare come qualsiasi quadro politico debba consentire la crescita di questo settore europeo, per poter competere a livello mondiale;

K.  considerando che tale mercato nascente offre considerevoli opportunità per gli investimenti, per l'innovazione e per la creazione di posti di lavoro lungo tutta la catena di approvvigionamento e a vantaggio della società, ma riconoscendo nel contempo che l'interesse dei cittadini deve essere salvaguardato, anche per quanto riguarda questioni specifiche legate alla vita privata, alla protezione dei dati, alle rendicontazione e alla responsabilità civile;

L.  considerando che, nonostante il potenziale economico dei sistemi RPAS, il loro sviluppo rappresenterà una delle principali sfide del futuro per quanto concerne la sicurezza dell'industria aeronautica e la sicurezza e protezione di persone e imprese;

M.  considerando che compete all'Unione europea sviluppare quanto prima norme specifiche per gli usi civili dei sistemi RPAS;

N.  considerando che le norme unionali devono consentire, da un lato, al settore di continuare a innovare e a svilupparsi nelle condizioni migliori e, dall'altro, ai cittadini di avere la sicurezza di una protezione efficace dei beni e delle persone, nonché dei dati personali e della loro vita privata;

La dimensione internazionale

1.  osserva che gli Stati Uniti d'America sono considerati da molti come il principale mercato per l'uso di sistemi RPAS, anche se per operazioni militari; sottolinea tuttavia che l'Europa è il leader nel settore civile, con 2 500 operatori (400 nel Regno Unito, 300 in Germania, 1 500 in Francia, 250 in Svezia, ecc.) rispetto ai 2 342 operatori nel resto del mondo, e che dovrebbe fare il massimo per potenziare la sua forte posizione concorrenziale;

2.  osserva che il Giappone dispone di numerosi operatori di sistemi RPAS e di due decenni di esperienza, soprattutto nelle operazioni agricole di precisione mediante sistemi RPAS, come l'irrorazione delle colture; ricorda che il Giappone è stato il primo paese a consentire l'utilizzo di tecnologie RPAS nelle attività agricole a metà degli anni novanta e che il numero di operatori si è moltiplicato nel giro di pochi anni;

3.  osserva che Israele ha un'industria manifatturiera molto attiva, incentrata però su sistemi RPAS a finalità militari; sottolinea che un servizio integrato di navigazione aerea civile-militare rende ora più semplice l'integrazione di sistemi RPAS nello spazio aereo israeliano;

4.  osserva che l'Australia, la Cina (dove sono fabbricati molti dei sistemi RPAS di più piccole dimensioni) e Sud Africa sono tra gli altri 50 paesi che stanno attualmente sviluppando sistemi RPAS;

5.  sottolinea che la dimensione mondiale dei sistemi RPAS deve essere riconosciuta e invita la Commissione a tenere pienamente conto di questo aspetto;

La situazione negli Stati membri dell'UE

6.  sottolinea che tutti gli Stati membri svolgono attività nel campo dei sistemi RPAS, che si tratti di produzione o di attività operative;

7.  sottolinea che, eccetto in caso di concessione di una deroga, le attività operative sono legali solo ove sia in vigore una legislazione nazionale in materia; ricorda che ciò si basa sulla norma dell'ICAO secondo la quale tutte le operazioni effettuate da veicoli aerei senza equipaggio devono ottenere un'autorizzazione specifica(3);

8.  osserva che la mancanza di regolamentazione armonizzata a livello di UE comporta il rischio che sia impedito lo sviluppo di un mercato europeo dei sistemi RPAS, visto che le autorizzazioni nazionali in genere non formano oggetto di reciproco riconoscimento negli altri Stati membri;

Le problematiche principali

9.  ritiene che il settore dei sistemi RPAS necessiti urgentemente di regole europee e mondiali, al fine di garantire uno sviluppo dei sistemi RPAS a livello transfrontaliero; ritiene necessarie norme unionali chiare al fine di assicurare investimenti e lo sviluppo di un settore RPAS europeo competitivo; sottolinea che, se non si agisce prontamente, vi è il rischio che il potenziale economico e gli effetti positivi dei sistemi RPAS non si realizzino pienamente;

10.  ricorda l'importanza economica di tale settore e sottolinea la necessità di politiche che tutelino la vita privata e garantiscano la protezione dei dati e la sicurezza, proporzionate al loro scopo, senza imporre oneri sproporzionati a carico delle PMI;

11.  ritiene che norme unionali chiare, efficaci, sicure e di rapida introduzione potrebbero far avanzare il dibattito sull'elaborazione di norme mondiali sull'impiego dei droni;

12.  ritiene che dette future norme unionali debbano distinguere nettamente tra uso professionale e uso ricreativo dei sistemi RPAS;

13.  sottolinea che la protezione e la sicurezza sono di primaria importanza per ogni tipo di operazione con sistemi RPAS e le relative regole e che le stesse devono essere commisurate ai rischi; ritiene che le future norme unionali dovranno essere adattate ai rischi specifici legati ai voli oltre la distanza di visibilità, senza per altro scoraggiarne il ricorso;

14.  sottolinea che anche il tema della protezione dei dati e della privacy è centrale per promuovere un ampio sostegno dell'opinione pubblica all'impiego civile di RPAS e quindi per facilitare la crescita e l'integrazione sicura dei sistemi RPAS nell'aviazione civile, nel rigoroso rispetto della direttiva 95/46/CE sulla protezione dei dati personali, del diritto alla protezione della vita privata sancito all'articolo 7 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e del diritto alla protezione dei dati personali sancito all'articolo 8 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e dall'articolo 16 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE); invita la Commissione e gli Stati membri a garantire che, nello sviluppo di una politica dell'UE in materia di RPAS, le garanzie di privacy e di protezione dei dati siano incorporate rispettando i principi di necessità e proporzionalità; chiede pertanto alla Commissione di promuovere l'elaborazione di norme su concetti di "privacy by design" (tutela della vita privata fin dalla progettazione) e "privacy by default" (impostazioni automatiche di tutela della vita privata);

15.  condivide e sostiene pienamente i cinque principi essenziali definiti nella dichiarazione di Riga per lo sviluppo futuro dei sistemi RPAS:

–  i sistemi RPAS devono essere trattati come nuovi tipi di aeromobili, con norme proporzionate in funzione del rischio di ciascuna operazione;

–  devono essere sviluppate norme unionali per la fornitura sicura di servizi RPAS, in modo da permettere all'industria di investire;

–  occorre sviluppare tecnologia e norme al fine di consentire la piena integrazione dei sistemi RPAS nello spazio aereo europeo;

–  l'accettazione da parte dei cittadini è fondamentale per la crescita dei servizi RPAS;

–  l'operatore di un sistema RPAS è responsabile dell'utilizzo di quest'ultimo;

16.  sottolinea che nel breve termine, da un punto di vista di gestione del traffico aereo, sono già in atto procedure operative per consentire ai sistemi RPAS di volare al di fuori delle aree specifiche e soggette a restrizioni; ricorda che molti sistemi RPAS ad uso civile e militare volano utilizzando corridoi ad hoc, aumentando i criteri di separazione normalmente utilizzati per gli aeromobili con equipaggio;

17.  sottolinea l'importanza dei voli oltre la distanza di visibilità ai fini dello sviluppo del settore; ritiene che le norme unionali dovrebbero favorire tale modalità operativa;

18.  riconosce che l'impatto dei sistemi RPAS sul traffico con equipaggio è limitato, visto il ridotto rapporto RPAS/aeromobili con equipaggio; osserva tuttavia che le pressioni sulla gestione del traffico aereo potrebbero aumentare a causa del benvenuto aumento di sistemi RPAS ad uso sportivo e ricreativo i quali, in alcune circostanze, possono costituire un rischio per la sicurezza aerea, e chiede che le autorità competenti prendano in considerazione questo fattore anche nelle future norme unionali al fine di assicurare la continuità di un livello efficiente dei servizi di gestione del traffico aereo attraverso gli Stati Membri;

19.  sottolinea il fatto che, a lungo termine, soluzioni tecniche e normative dovrebbero preferibilmente consentire ai sistemi RPAS di utilizzare lo spazio aereo a fianco degli altri utenti dello spazio aereo, senza imporre ai sistemi RPAS nuovi requisiti di attrezzatura; osserva che vi è un gran numero di piccoli sistemi RPAS che operano al di sotto di 500 piedi, assieme ad aeromobili con equipaggio; sottolinea che, anche se i fornitori di servizi di navigazione aerea (ANSP) non forniscono servizi di controllo del traffico aereo (ATC) a queste altitudini, essi hanno la responsabilità di fornire informazioni sufficienti affinché entrambi i tipi di aeromobili possano coesistere nello stesso spazio aereo; osserva che EUROCONTROL sta assistendo gli Stati nel conseguire una comprensione comune delle problematiche in gioco e nel muovere verso l'armonizzazione per quanto possibile;

20.  ritiene essenziale la questione dell'identificazione dei droni, a prescindere dalle loro dimensioni; sottolinea che occorre individuare soluzioni tenendo in conto l'uso ricreativo o commerciale dei droni;

Le soluzioni per il futuro

21.  ritiene che un quadro normativo europeo e mondiale chiaro, armonizzato e proporzionato debba essere sviluppato su una base di rischio valutato, evitando regolamentazioni sproporzionate per le imprese che scoraggerebbero gli investimenti e l'innovazione nel settore dei RPAS ma, nel contempo, proteggendo adeguatamente i cittadini e creando posti di lavoro sostenibili e innovativi; ritiene che una valutazione approfondita dei rischi dovrebbe basarsi sullo schema operativo definito dall'EASA e dovrebbe tenere in conto le caratteristiche dei sistemi RPAS (peso, ambito operativo, velocità) e la natura dell'uso (ricreativo o professionale); ritiene che detto quadro debba collocarsi in una prospettiva a lungo termine, tenendo in conto i possibili sviluppi ed evoluzioni futuri di dette tecnologie:

22.  sostiene l'intenzione della Commissione di sopprimere la soglia di 150 kg e di sostituirla con norme unionali coerenti e globali che consentano alle autorità competenti, agli organi o alle associazioni qualificati di procedere alle convalide e alle attività di sorveglianza; ritiene che la proporzionalità delle norme dovrebbe avere per complemento la necessaria flessibilità nei processi e procedure;

23.  ritiene che l'evoluzione delle competenze dell'EASA in materia di sistemi RPAS andrà considerata nel bilancio dell'agenzia cosicché essa possa svolgere i compiti che le sono assegnati;

24.  invita la Commissione a garantire che, nello sviluppo di una politica dell'UE in materia di RPAS, le garanzie di privacy e di protezione dei dati vengano incorporate elaborando, come requisito minimo, valutazioni di impatto e di rispetto obbligatorio della vita privata fin dalla progettazione e per impostazione predefinita;

25.  esprime preoccupazione per il potenziale utilizzo illegale e non sicuro degli RPAS (ad esempio la trasformazione di RPAS da strumenti civili ad armi destinate a scopi militari o altro, o l'uso di RPAS per disturbare i sistemi di comunicazione o di navigazione); invita la Commissione a sostenere lo sviluppo delle tecnologie necessarie per garantire la sicurezza e la privacy nel funzionamento dei sistemi RPAS, anche mediante i fondi di Orizzonte 2020 orientati principalmente alla ricerca e allo sviluppo di sistemi, tecnologie, ecc., che possano essere utilizzati per potenziare il rispetto della privacy fin dalla progettazione e per impostazione predefinita e per sostenere lo sviluppo di tecnologie quali ad esempio i sistemi anticollisione "detect and avoid", il geo-fencing, o sistemi per evitare attività di disturbo e dirottamento, nonché il rispetto della privacy fin dalla progettazione e per impostazione predefinita;

26.  sollecita tecnologie innovative nel settore dei sistemi RPAS, in quanto hanno un potenziale enorme in termini di creazione di posti di lavoro, in particolare verdi, dato che comprendono una vasta gamma di profili professionali; invita a sviluppare ed esplorare il grande potenziale rappresentato dal coinvolgimento delle PMI in servizi di produzione di componenti e materiali speciali; sottolinea la necessità di organizzare e promuovere centri di qualificazione e formazione;

27.  ritiene che le norme a livello unionale e nazionale dovrebbero chiaramente indicare le disposizioni applicabili ai sistemi RPAS in relazione al mercato interno e al commercio internazionale (produzione, vendita, acquisto, commercio e uso dei sistemi RPAS) nonché ai diritti fondamentali alla vita privata e alla protezione dei dati; ritiene inoltre che tali norme dovrebbero concorrere alla corretta applicazione della legislazione in materia di privacy, di protezione dei dati e di ogni altro settore giuridico attinente ai diversi rischi e responsabilità associati alle operazioni con RPAS quali il diritto penale, la proprietà intellettuale, la legislazione relativa all'aviazione e il diritto ambientale; sottolinea la necessità di garantire che ogni persona che usa sistemi RPAS sia sensibilizzata alle regole basilari applicabili all'utilizzo degli RPAS e che tali regole siano precisate in una nota destinata agli acquirenti;

28.  ritiene che l'industria, le autorità di regolamentazione e gli operatori commerciali debbano lavorare insieme per garantire certezza giuridica propizia agli investimenti e per evitare di trovarsi in una situazione del tipo "l'uovo e la gallina", nella quale l'industria esita a investire nello sviluppo delle tecnologie necessarie non sapendo con certezza come queste saranno disciplinate, mentre i legislatori sono riluttanti a elaborare norme sino a quando l'industria non presenti le tecnologie per le quali chiede l'autorizzazione; sottolinea che le PMI dovrebbero essere effettivamente coinvolte in detto processo di standardizzazione;

29.  ritiene che un approccio basato sul rischio in linea con la dichiarazione di Riga e il concetto operativo definito dall'EASA siano una solida base per garantire il funzionamento sicuro dei sistemi RPAS e che i requisiti regolamentari europei dovranno essere elaborati secondo un approccio caso per caso oppure per tipo/classe, a seconda dei casi, e garantire un elevato livello di sicurezza e di interoperabilità; ritiene che, per garantire il successo dei fabbricanti e degli operatori di sistemi RPAS, è di vitale importanza che i requisiti di normalizzazione dell'organizzazione europea delle apparecchiature dell'aviazione civile (EUROCAE) siano convalidati dall'organismo di regolamentazione competente;

30.  ritiene che le future norme dell'UE e mondiali in materia di sistemi RPAS dovrebbero affrontare le problematiche connesse ai temi seguenti:

–  idoneità alla navigazione aerea;

–  specifiche di certificazione;

–  impieghi commerciali e ricreativi;

–  identità del drone e del proprietario/dell'operatore;

–  autorizzazione delle organizzazioni di addestramento per i piloti;

–  formazione dei piloti e concessione di licenze;

–  operazioni;

–  responsabilità e assicurazioni;

–  protezione dei dati e della vita privata;

–  "geo-fencing"

–  zone di divieto di sorvolo;

31.  invita gli Stati membri a garantire che la formazione offerta agli utilizzatori professionali e ai proprietari di RPAS includa corsi specifici sulla protezione dei dati e la privacy, e che gli utilizzatori professionali di RPAS siano soggetti a un riconoscimento reciproco tra Stati membri onde eliminare eventuali restrizioni al mercato;

32.  sottolinea che i sistemi RPAS capaci di volare oltre la distanza di visibilità ottica devono essere dotati di una tecnologia "detect and avoid" per rilevare gli aeromobili che utilizzano lo stesso spazio aereo, garantendo che i sistemi RPAS non mettano a repentaglio la sicurezza degli aeromobili con equipaggio, e tenere inoltre conto delle aree densamente popolate, delle zone di divieto di sorvolo quali gli aeroporti, impianti nucleari e chimici e altre importanti infrastrutture; invita pertanto la Commissione a predisporre i bilanci necessari in materia di ricerca e sviluppo tramite l'impresa comune SESAR;

33.  invita la Commissione, le agenzie e le imprese interessate a potenziare i loro programmi di ricerca e sviluppo; ritiene che, viste le ricadute economiche previste nel settore, l'UE debba favorire l'affermarsi di tecnologie europee, segnatamente tramite Orizzonte 2020; chiede che si tengano in conto nel programmi di ricerca lo sviluppo di tecnologie per l'individuazione e la cattura di droni;

34.  ricorda che il programma europeo GNSS EGNOS per potenziare il segnale GPS è stato certificato per l'aviazione civile nel 2011 e che nei prossimi anni Galileo entrerà gradualmente nella fase operativa; ritiene al riguardo che un sistema di gestione del traffico aereo e le applicazioni per RPAS basate sui programmi europei GNSS daranno un contributo positivo al funzionamento sicuro dei RPAS;

35.  rileva che in linea con un approccio basato sul rischio i sistemi RPAS dovrebbero essere dotati di un chip di identità e registrati per assicurare tracciabilità, rendicontazione e applicazione corretta delle norme di responsabilità civile;

36.  sostiene il concetto operativo per i droni elaborato dall'EASA, in cui sono definite tre categorie diverse di RPAS e le norme corrispondenti;

37.  osserva che il potenziamento della legislazione in materia di RPAS è essenziale ai fini della positiva integrazione dei sistemi RPAS nello spazio aereo europeo;

38.  invita la Commissione e gli Stati membri ad assicurare mezzi sufficienti all'attuazione della legislazione in materia di RPAS;

39.  sottolinea che l'organizzazione che raggruppa le autorità per la regolamentazione in materia di sistemi senza equipaggio (JARUS) è un organismo ad appartenenza volontaria che riunisce le autorità per l'aviazione civile di 22 Stati membri e non membri dell'UE, nonché organismi ed enti regolamentari; ricorda che JARUS è presieduto da un rappresentante dell'EASA, l'agenzia che si occuperà della futura regolamentazione dei sistemi RPAS; ricorda che lo scopo di JARUS è quello di elaborare i requisiti tecnici, di sicurezza e di funzionamento per la certificazione e l'integrazione sicura di sistemi RPAS grandi e piccoli nello spazio aereo e negli aeroporti;

40.  ritiene che JARUS potrebbe garantire che le future norme unionali siano coordinate con le disposizioni internazionali di altri paesi, attraverso un processo di riconoscimento reciproco;

41.  ritiene che le autorità degli Stati membri preposte alla protezione dei dati dovrebbero lavorare insieme al fine di condividere informazioni e prassi eccellenti e assicurare la conformità con gli orientamenti e le normative esistenti in materia di protezione dei dati, quali la direttiva 95/46/CE;

42.  sottolinea il fatto che l'utilizzo di sistemi RPAS da parte dei servizi di contrasto e di intelligence deve avvenire nel rispetto dei diritti fondamentali alla privacy, alla protezione dei dati, alla libera circolazione e alla libertà di espressione, e che occorre affrontare i rischi potenziali associati all'utilizzo degli RPAS da parte dei servizi summenzionati, sia nell'ambito del controllo di persone e gruppi sia nel monitoraggio di aree pubbliche, ad esempio i confini;

43.  ritiene che le autorità di protezione dei dati degli Stati membri dovrebbero condividere un orientamento specifico in materia di protezione dei dati per i sistemi RPAS commerciali esistenti e invita gli Stati membri ad attuare con attenzione la normativa sulla protezione dei dati, in modo da rispondere appieno alle preoccupazioni dei cittadini in materia di privacy senza portare a oneri amministrativi sproporzionati per gli operatori di sistemi RPAS;

44.  raccomanda vivamente che le discussioni in corso fra l'UE e i responsabili delle politiche nazionali e le autorità di regolamentazione, l'industria, le PMI e gli operatori commerciali siano aperte e che sia avviato un dibattito pubblico con la partecipazione dei cittadini e di altri soggetti interessati, come le ONG (comprese le organizzazioni per i diritti civili), e le autorità di contrasto, per prendere atto delle preoccupazioni legate all'uso degli RPAS e affrontarle, per quanto concerne la protezione dei diritti fondamentali e le responsabilità e le sfide che i diversi attori devono affrontare nella salvaguardia di tali diritti e nella tutela della sicurezza dei cittadini;

45.  è del parere che il Parlamento europeo debba definire il proprio parere prima che la Commissione approvi il pacchetto sull'aviazione, rispondendo in tal modo alla richiesta di orientamenti chiari lanciata dal settore produttivo;

46.  sottolinea la necessità di un quadro giuridico chiaro basato sui criteri pertinenti riguardanti l'uso di fotocamere, videocamere e sensori, in particolare nell'ambito di RPAS commerciali e privati, in grado di garantire l'effettivo rispetto del diritto alla privacy e alla protezione dei dati, nonché la sicurezza dei cittadini, tenendo conto che la dimensione sempre più contenuta dei componenti degli RPAS consentirà di ottenere dispositivi non rilevabili e più facilmente trasportabili;

47.  chiede alle commissioni TRAN e LIBE di organizzare un'audizione congiunta invitando rappresentanti dell'industria, degli organismi nazionali per la tutela della vita privata, del Garante europeo della protezione dei dati, della Commissione e delle ONG che operano nel campo dei diritti fondamentali;

48.  invita la Commissione a valutare la possibilità di introdurre un meccanismo di segnalazione periodica che tenga conto dello sviluppo tecnico nonché di quello delle politiche e delle migliori pratiche a livello nazionale, in grado di occuparsi anche degli incidenti dei sistemi RPAS, e a presentare una panoramica e una valutazione degli approcci regolamentari a livello di Stati membri, in modo da consentirne un raffronto e individuare le migliori pratiche.

49.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

MOTIVAZIONE

I.  I passi intrapresi dalla relatrice e la sua posizione

In occasione della presentazione della comunicazione, l'allora Vicepresidente della Commissione e Commissario per la Mobilità e trasporti, Siim Kallas, ha dichiarato: "Se mai c'è stato un momento buono per farlo, il momento è adesso" - un'affermazione cui ha fatto eco Violeta Bulc, che gli ha fatto seguito in qualità di Commissario e ha dato priorità all'inclusione dei sistemi RPAS nel pacchetto sull'aeronautica, previsto per la fine del 2015.

A seguito della pubblicazione della comunicazione della Commissione nel 2014, la relatrice ha organizzato una riunione delle parti interessate il 27 gennaio 2015 al Parlamento europeo con rappresentanti della Commissione, l'AESA e JARUS, l'autorità congiunta SESAR, autorità nazionali di regolamentazione tra cui la CAA e la DfT (UK), la DFT (NL) e i fornitori di servizi NATS e EUROCONTROL, i produttori BAE Systems, Airbus, Rolls Royce, ASD, e il sindacato dei piloti BALPA. Essenziale è stata anche la presenza di "Europe Air Sports", indicativa del crescente uso ricreativo di sistemi RPAS.

I partecipanti hanno largamente riconosciuto che qualsiasi quadro normativo deve essere proporzionato, per consentire al settore di crescere, evitando nel contempo oneri superflui per un settore emergente. Inoltre, qualsiasi quadro deve cercare di essere riconosciuto a livello mondiale, per stimolare la R&S.

Nel febbraio 2015, durante la missione della commissione TRAN a Washington D.C., la relatrice ha incontrato funzionari della Federal Aviation Administration (FAA) incaricata dell'integrazione dei "sistemi aerei senza equipaggio" (UAS = RPAS). La FAA ha appena proposto un regolamento che permetterebbe l'uso di alcuni piccoli UAS nel sistema aeronautico statunitense, rimanendo aperto a future innovazioni tecnologiche.

Nel 2014 la relatrice si è inoltre incontrata con il Comitato dell'Unione europea della Camera dei Lord, che stava elaborando una relazione sull'uso civile di droni nel Regno Unito. Inoltre, nel marzo 2015, la relatrice è intervenuta alla conferenza sui sistemi RPAS organizzata dalla Presidenza lettone a Riga.

La dichiarazione di Riga che ne è emersa stabilisce cinque principi essenziali sui quali l'UE dovrà concentrarsi:

–  i sistemi RPAS devono essere trattati come nuovi tipi di aeromobili, con norme proporzionate in funzione del rischio di ciascuna operazione;

–  devono essere sviluppate norme unionali per la fornitura sicura di servizi RPAS, in modo da permettere all'industria di investire;

–  occorre sviluppare tecnologia e norme al fine di consentire la piena integrazione dei sistemi RPAS nello spazio aereo europeo;

–  l'accettazione da parte dei cittadini è fondamentale per la crescita dei servizi RPAS;

–  l'operatore di un sistema RPAS è responsabile dell'utilizzo di quest'ultimo.

A Riga, la comunità aeronautica europea si è impegnata a consentire alle aziende di fornire servizi di RPAS in Europa a partire dal 2016.

La Commissione sta preparando una proposta, da approvare entro la fine del 2015. Il Parlamento e, in particolare, la commissione TRAN, faranno la loro parte e presenteranno risposte costruttive alle sfide che ci attendono. Infine, il chiaro messaggio della relatrice è quello di approvare una relazione d'iniziativa, con il vostro sostegno e la vostra partecipazione, che lanci un segnale politico forte, a significare che siamo pronti a questo nuovo entusiasmante passo in avanti così come a svolgere il nostro ruolo nella costruzione di un settore dell'aviazione civile del XXI secolo.

II.  Glossario

ATM      Gestione del traffico aereo

BALPA    Associazione dei piloti britannici delle linee aeree

CAA      Autorità dell'aviazione civile del Regno Unito

DfT (UK)    Ministero dei trasporti del Regno Unito

DfT (NL)    Ministero dei trasporti dei Paesi Bassi

EASA      Agenzia europea per la sicurezza aerea (AESA)

EUROCAE    Organizzazione europea per le apparecchiature dell'aviazione civile

FAA      Amministrazione federale dell'aviazione degli Stati Uniti d'America

ICAO      Organizzazione internazionale dell'aviazione civile

JARUS    Autorità congiunte per la regolamentazione in materia di sistemi senza equipaggio

RPAS      Sistemi aerei a pilotaggio remoto

SESAR    Impresa comune di ricerca sulla gestione del traffico aereo nel cielo unico europeo

UAS      Sistemi aerei senza equipaggio

UAV      Aeroveicoli senza equipaggio

III (a).  Informazioni complementari: sintesi della comunicazione della Commissione di aprile 2014 - COM(2014)0207

La comunicazione illustra come la Commissione intende affrontare le operazioni di sistemi RPAS in un futuro quadro regolamentare europeo. Essa chiarisce che qualsiasi regolamentazione dovrà contribuire all'evoluzione del mercato dei sistemi RPAS commerciali salvaguardando al contempo l’interesse pubblico.

Dovranno essere elaborate nuove norme per disciplinare le operazioni di sistemi RPAS civili a coprire gli aspetti di protezione e sicurezza, privacy, tutela dei dati, assicurazione e responsabilità. La Commissione si propone di permettere all'industria europea di diventare un leader di commerciale a livello mondiale di questa tecnologia emergente.

Una proposta legislativa sarà approvata entro la fine del 2015. La Commissione rileva che le nuove norme dovrebbero coprire i campi seguenti:

  norme a livello unionale in materia di autorizzazioni di sicurezza: le norme UE sarebbero basate sul principio che i sistemi RPAS devono fornire un livello di sicurezza equivalente a quello del trasporto aereo con equipaggio, ove opportuno. Inoltre, l'AESA (agenzia europea per la sicurezza aerea) inizierà a sviluppare norme per i sistemi RPAS a livello di UE;

  tutela della privacy e protezione dei dati: i dati raccolti da sistemi RPAS devono rispettare le norme vigenti in materia di protezione dei dati e le autorità preposte alla protezione dei dati hanno l'obbligo di monitorare la raccolta e il trattamento dei dati personali successivo; la Commissione dovrà valutare come garantire che le norme sulla protezione dei dati si applichino pienamente ai sistemi RPAS e proporre modifiche o orientamenti specifici ove necessario;

  controlli volti a garantire la sicurezza: poiché i sistemi RPAS potrebbero essere utilizzati in modo illecito, l'AESA dovrà elaborare i requisiti di sicurezza necessari, in particolare per proteggere i flussi di informazioni. Essa proporrà obblighi giuridici per tutti i soggetti interessati - ad esempio la gestione del traffico aereo, l'operatore e i fornitori di servizi di telecomunicazioni - che saranno messi in applicazione dalle autorità nazionali;

  un quadro chiaro in materia di responsabilità civile e assicurativa: l'attuale regime assicurativo per la responsabilità civile è stato stabilito tenendo conto in prevalenza degli aeromobili con equipaggio, la cui massa (uguale o superiore a 500 kg) determina la copertura assicurativa minima; la Commissione valuterà la necessità di modificare le norme vigenti, tenendo i sistemi RPAS in considerazione;

  razionalizzazione di ricerca e sviluppo (R&S) e sostegno alla nuova industria: la Commissione ha indicato che intende semplificare la R&S e, in particolare, il fondo gestito dall'impresa comune SESAR, al fine di garantire l'integrazione dei sistemi RPAS in SESAR nel più breve tempo possibile. Le PMI e start-up del settore otterrebbero supporto industriale per sviluppare la tecnologia nell'ambito dei programmi Orizzonte 2020 e COSME.

III (b).  Esempi di autorizzazione di sistemi RPAS in uno Stato membro:

Nel Regno Unito, l'Autorità per l'aviazione civile (CAA) definisce "piccoli velivoli senza equipaggio" gli aeromobili pari o inferiori a 44 libbre di peso. Per questa categoria, i requisiti di sicurezza sono coperti dagli articoli 166 e 167 dell'ordinamento sulla navigazione aerea del Regno Unito, in cui si afferma:

1.  L'operazione non deve comportare rischi per le persone o le cose.

2.  L'aeromobile deve essere mantenuto entro la distanza di visibilità ottica – che si si suppone di norma tra i 1.640 piedi (499,87 m) in orizzontale e i 400 piedi (121, 92 metri) in verticale – del suo pilota remoto (vale a dire la "persona responsabile" dell'aeromobile stesso). Le operazioni che oltrepassino tali distanze devono essere approvate dalla CAA (il presupposto è che spetta all'operatore dimostrare di essere in grado di effettuarle in modo sicuro).

3.  Gli aeromobili senza equipaggio di piccole dimensioni (a prescindere dalla loro massa) utilizzati per fini di sorveglianza soggiacciono a restrizioni più severe per quanto riguarda le distanze minime cui possono volare in prossimità di persone o beni che non siano sotto il proprio controllo. Se si intende volare all'interno di tali minimi, è necessaria l'autorizzazione della CAA prima di avviare le operazioni.

4.  L'autorizzazione della CAA è necessaria altresì per tutti i voli condotti a scopo di lavori aerei.

5.  Il "pilota remoto" è responsabile di accertarsi che il volo possa essere condotto in modo sicuro.

3.9.2015

PARERE della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni

destinato alla commissione per i trasporti e il turismo

sull'uso sicuro dei sistemi aerei pilotati a distanza (RPAS), comunemente noti come velivoli senza pilota (UAV), nel settore dell'aviazione civile

(2014/2243(INI))

Relatore per parere: Soraya Post

SUGGERIMENTI

La commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni invita la commissione per i trasporti e il turismo, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

A.  considerando che i sistemi aerei pilotati a distanza (RPAS) possono essere utilizzati per una serie di scopi civili (non militari), ad esempio le infrastrutture critiche e la protezione civile, la gestione delle catastrofi e la ricerca e i soccorsi, la protezione dell'ambiente, la produzione agricola e industriale, il controllo sull'applicazione della legge, i servizi di intelligence, il giornalismo, le attività commerciali e del tempo libero;

B.  considerando che, nonostante le potenzialità e i vantaggi degli RPAS, il loro utilizzo comporta notevoli rischi, in particolare poiché gli RPAS potenziano altre tecnologie che potrebbero rendere possibile la sorveglianza e il monitoraggio di persone e oggetti; che i sistemi RPAS sono per definizione una tecnologia a duplice uso che rende necessarie norme estremamente severe e rigorose; che il loro utilizzo comporta sfide specifiche quando coinvolge il trattamento di dati personali, in quanto ciò interferisce con i diritti fondamentali, in particolare i diritti alla privacy e alla protezione dei dati, nonché quando coinvolge la sicurezza pubblica, in quanto gli RPAS possono essere utilizzati, intenzionalmente o involontariamente, per causare danni a persone e infrastrutture;

C.  considerando che una legislazione nazionale frammentata in materia di uso degli RPAS per fini civili ostacolerebbe lo sviluppo di un mercato europeo dei sistemi RPAS, impedirebbe l'istituzione di elevate garanzie comuni e comporterebbe gravi rischi per la tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, in particolare il diritto alla privacy, alla protezione dei dati, alla sicurezza e alla libertà di assemblea;

D.  considerando che mediante un chiaro e completo quadro normativo, in grado di abbracciare l'intera catena di fornitura dei sistemi RPAS e di garantire la sicurezza, la privacy, la protezione dei dati, la tutela dell'ambiente, la responsabilità, l'applicazione della legge, l'assicurazione, l'identificazione e la trasparenza, sarà possibile garantire la certezza giuridica e l'integrazione sicura degli RPAS nel sistema dell'aviazione civile, consentendo all'UE di svolgere un ruolo decisivo nella definizione di norme internazionali;

E.  considerando che un maggiore accesso dei consumatori agli RPAS avrà anche enormi effetti sulla società, comportando profonde modifiche alle nostre interazioni commerciali e private;

F.  considerando che è opportuno stabilire una distinzione tra gli RPAS a uso ricreativo e quelli a uso professionale; che determinate tecnologie particolarmente intrusive dovrebbero essere vietate negli RPAS a uso ricreativo; che le tecnologie ad alto potenziale di cui sono dotati taluni RPAS destinati all'uso professionale dovrebbero imperativamente rispettare i principi di proporzionalità e di necessità;

G.  considerando che gli RPAS e le relative applicazioni possono assumere un carattere particolarmente intrusivo per quanto riguarda la vita privata e la protezione dei dati personali; che la mancanza di un legame diretto tra l'apparecchio e l'utilizzatore provoca un effetto di deresponsabilizzazione nell'uso degli RPAS;

1.  appoggia la proposta della Commissione di modificare rapidamente in regolamento (CE) n. 216/2008 recante regole comuni nel settore dell'aviazione civile riconsiderandone l'incompetenza per regolamentare gli RPAS al di sotto di 150 kg, in modo da garantire che l'UE possa regolamentare correttamente l'integrazione degli RPAS nel sistema dell'aviazione civile, affrontando i presupposti della sicurezza, della privacy e della protezione dei dati per l'uso civile degli RPAS;

2.  ribadisce che, quando i dati personali sono trattati dagli RPAS operanti nell'UE, sia ai fini dell'applicazione della legge sia da una persona fisica nell'ambito di attività puramente personali o domestiche, si applicano il diritto alla protezione della vita privata, sancito all'articolo 7 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e il diritto alla protezione dei dati personali sancito all'articolo 8 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e dall'articolo 16 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), e che il quadro giuridico dell'UE per la protezione dei dati deve essere pienamente rispettato;

3.  invita la Commissione a garantire che, nello sviluppo di una politica dell'UE in materia di RPAS, le garanzie di privacy e di protezione dei dati vengano incorporate elaborando, come requisito minimo, valutazioni di impatto e di rispetto obbligatorio della vita privata fin dalla progettazione e per impostazione predefinita;

4.  ricorda l'importanza economica di tale settore e sottolinea la necessità di politiche che tutelino la vita privata e garantiscano la protezione dei dati e la sicurezza, proporzionate al loro scopo, senza imporre oneri sproporzionati a carico delle PMI;

5.  invita la Commissione e gli Stati membri a garantire che, nello sviluppo di una politica dell'UE in materia di RPAS, le garanzie di privacy e di protezione dei dati vengano incorporate, conformemente ai principi di necessità e di proporzionalità, anche effettuando, di norma, valutazioni di impatto e prevedendo il rispetto della privacy fin dalla progettazione e per impostazione predefinita in modo obbligatorio per tutti gli RPAS utilizzati nell'UE, includendo l'elaborazione dei necessari orientamenti (che tengano conto delle competenze del Garante europeo della protezione dei dati e dei garanti nazionali per la protezione dei dati nell'ambito del gruppo di lavoro "articolo 29") onde garantire l'attuazione coordinata del quadro normativo in materia di RPAS; esorta inoltre la Commissione a tenere pienamente informato il Parlamento europeo su ogni azione – ivi compresi gli studi di valutazione d'impatto – che intende intraprendere nel settore degli RPAS;

6.  sottolinea la necessità di un quadro giuridico chiaro basato sui criteri pertinenti riguardanti l'uso di fotocamere, videocamere e sensori, in particolare nell'ambito di RPAS commerciali e privati, in grado di garantire l'effettivo rispetto del diritto alla privacy e alla protezione dei dati, nonché la sicurezza dei cittadini, tenendo conto che la dimensione sempre più contenuta dei componenti degli RPAS consentirà di ottenere dispositivi non rilevabili e più facilmente trasportabili;

7.  sottolinea che l'utilizzo di sistemi RPAS da parte dei servizi di contrasto e di intelligence deve avvenire nel rispetto dei diritti fondamentali alla privacy, alla protezione dei dati, alla libera circolazione e alla libertà di espressione, e che occorre affrontare i rischi potenziali associati all'utilizzo degli RPAS da parte dei servizi summenzionati, sia nell'ambito del controllo di persone e gruppi sia nel monitoraggio di aree pubbliche, ad esempio i confini;

8.  ritiene che le norme a livello dell'UE e nazionale debbano stabilire e indicare chiaramente le disposizioni applicabili agli RPAS in relazione al mercato interno e al commercio internazionale (produzione, vendita, acquisto, commercio e uso degli RPAS), alla sicurezza (licenze di pilota, autorizzazione di volo, identificazione dei proprietari, tracciabilità della posizione in tempo reale e monitoraggio degli RPAS e dei loro voli, anche in zone di interdizione al volo come aeroporti e altre infrastrutture critiche, assicurazioni di responsabilità civile per gli operatori di RPAS e regole che dovrebbero essere eseguite quando si opera con un drone, ad esempio in materia di contatto visivo), alla privacy e alla protezione dei dati nonché a ogni altro settore del diritto applicabile, come il diritto penale, della proprietà intellettuale, dell'aviazione o il diritto ambientale;

9.  invita gli Stati membri a garantire che la formazione offerta agli utilizzatori professionali e ai proprietari di RPAS includa corsi specifici sulla protezione dei dati e la privacy, e che gli utilizzatori professionali di RPAS siano soggetti a un riconoscimento reciproco tra Stati membri onde eliminare eventuali restrizioni al mercato;

10.  sottolinea la necessità di garantire che ogni persona che usa sistemi RPAS sia sensibilizzata alle regole nazionali e dell'UE applicabili all'utilizzo degli RPAS, comprese quelle concernenti la privacy e la protezione dei dati nonché la sicurezza, e che tali regole siano precisate, ad esempio in una nota o in un manuale destinati a chiunque acquisti un sistema RPAS;

11.  esprime preoccupazione per il potenziale utilizzo illegale e non sicuro degli RPAS (ad esempio RPAS trasformati da strumenti civili ad armi destinate a scopi militari o altro, o RPAS usati per disturbare i sistemi di comunicazione o di navigazione); invita la Commissione a sostenere lo sviluppo delle tecnologie necessarie per garantire la sicurezza e la privacy nel funzionamento dei sistemi RPAS, anche mediante i fondi di Orizzonte 2020 orientati principalmente alla ricerca e allo sviluppo di sistemi, tecnologie, ecc., che possano essere utilizzati per potenziare il rispetto della privacy fin dalla progettazione e per impostazione predefinita e per sostenere lo sviluppo di tecnologie quali ad esempio i sistemi anticollisione "detect and avoid", il geo-fencing, o sistemi per evitare attività di disturbo e dirottamento, nonché il rispetto della privacy fin dalla progettazione e per impostazione predefinita;

12.  raccomanda vivamente che le discussioni in corso fra l'UE e i responsabili delle politiche nazionali e le autorità di regolamentazione, l'industria, le PMI e gli operatori commerciali siano aperte e che sia avviato un dibattito pubblico con la partecipazione dei cittadini e di altri soggetti interessati, come le ONG (comprese le organizzazioni per i diritti civili), e le autorità di contrasto, per prendere atto delle preoccupazioni legate all'uso degli RPAS e affrontarle, per quanto concerne la protezione dei diritti fondamentali e le responsabilità e le sfide che i diversi attori devono affrontare nella salvaguardia di tali diritti e nella tutela della sicurezza dei cittadini;

13.  chiede alla Commissione di adottare una comunicazione, che includa un'analisi approfondita unitamente ad una dettagliata valutazione d'impatto, dedicata alle conseguenze e ai rischi riguardanti la sicurezza, il rispetto dei diritti fondamentali (in particolare il diritto alla privacy e alla protezione dei dati), i servizi di contrasto e di intelligence che sono associati ai sistemi RPAS, allo scopo di stimolare e informare il dibattito pubblico, e chiede di definire le iniziative programmate nel settore in un piano d'azione dettagliato;

14.  chiede alle commissioni TRAN e LIBE di organizzare un'audizione congiunta alla quale saranno invitati rappresentanti dell'industria, degli organismi nazionali per la tutela della vita privata, del Garante europeo della protezione dei dati, della Commissione e delle ONG che operano nel campo dei diritti fondamentali;

15.  invita la Commissione a valutare la possibilità di introdurre un meccanismo di segnalazione periodica che tenga conto dello sviluppo tecnico nonché di quello delle politiche e delle migliori pratiche a livello nazionale, in grado di occuparsi anche degli incidenti dei sistemi RPAS, e a presentare una panoramica e una valutazione degli approcci regolamentari a livello di Stati membri, in modo da consentirne un raffronto e individuare le migliori pratiche.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

3.9.2015

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

50

4

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Gerard Batten, Heinz K. Becker, Malin Björk, Caterina Chinnici, Ignazio Corrao, Frank Engel, Cornelia Ernst, Laura Ferrara, Monika Flašíková Beňová, Mariya Gabriel, Kinga Gál, Nathalie Griesbeck, Sylvie Guillaume, Brice Hortefeux, Filiz Hyusmenova, Sophia in ‘t Veld, Eva Joly, Sylvia-Yvonne Kaufmann, Timothy Kirkhope, Barbara Kudrycka, Marju Lauristin, Juan Fernando López Aguilar, Monica Macovei, Vicky Maeijer, Louis Michel, Claude Moraes, József Nagy, Péter Niedermüller, Soraya Post, Birgit Sippel, Csaba Sógor, Traian Ungureanu, Bodil Valero, Marie-Christine Vergiat, Udo Voigt, Beatrix von Storch, Josef Weidenholzer, Cecilia Wikström, Kristina Winberg, Tomáš Zdechovský

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Marina Albiol Guzmán, Hugues Bayet, Carlos Coelho, Anna Maria Corazza Bildt, Pál Csáky, Teresa Jiménez-Becerril Barrio, Ska Keller, Miltiadis Kyrkos, Andrejs Mamikins, Elly Schlein, Barbara Spinelli, Josep-Maria Terricabras, Kazimierz Michał Ujazdowski, Axel Voss

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Norbert Lins

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

15.9.2015

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

45

1

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Lucy Anderson, Marie-Christine Arnautu, Georges Bach, Izaskun Bilbao Barandica, Deirdre Clune, Michael Cramer, Luis de Grandes Pascual, Andor Deli, Karima Delli, Isabella De Monte, Ismail Ertug, Jacqueline Foster, Dieter-Lebrecht Koch, Stelios Kouloglou, Merja Kyllönen, Miltiadis Kyrkos, Bogusław Liberadzki, Peter Lundgren, Marian-Jean Marinescu, Georg Mayer, Cláudia Monteiro de Aguiar, Renaud Muselier, Jens Nilsson, Markus Pieper, Salvatore Domenico Pogliese, Gabriele Preuß, Christine Revault D’Allonnes Bonnefoy, Dominique Riquet, Massimiliano Salini, David-Maria Sassoli, Claudia Schmidt, Claudia Tapardel, Wim van de Camp, Janusz Zemke, Roberts Zīle, Kosma Złotowski, Elżbieta Katarzyna Łukacijewska

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Rosa D’Amato, Daniel Dalton, Kateřina Konečná, Jozo Radoš, Ruža Tomašić, Matthijs van Miltenburg

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Diane James, Julia Reda

(1)

http://www.developpement-durable.gouv.fr/Quelle-place-pour-les-drones-dans.html

(2)

http://www.caa.co.uk/default.aspx?catid=1995&pageid=16012

(3)

http://www.icao.int/Meetings/UAS/Documents/Circular%20328_en.pdf

Avviso legale