Procedura : 2014/2214(INI)
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Ciclo del documento : A8-0279/2015

Testi presentati :

A8-0279/2015

Discussioni :

PV 27/10/2015 - 14
CRE 27/10/2015 - 14

Votazioni :

PV 28/10/2015 - 7.9
CRE 28/10/2015 - 7.9

Testi approvati :

P8_TA(2015)0383

RELAZIONE     
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1.10.2015
PE 557.188v02-00 A8-0279/2015

su una strategia dell'UE per la regione adriatica e ionica

(2014/2214(INI))

Commissione per lo sviluppo regionale

Relatore: Ivan Jakovčić

EMENDAMENTI
PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

su una strategia dell'UE per la regione adriatica e ionica

(2014/2214(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visti la comunicazione della Commissione relativa alla strategia dell'Unione europea per la regione adriatica e ionica (COM(2014)0357) nonché il piano d'azione e il documento analitico di supporto correlati,

–  visto il regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, e che abroga il regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio (in appresso "regolamento recante disposizioni comuni – RDC")(1),

–  visto il regolamento (UE) n. 1299/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante disposizioni specifiche per il sostegno del Fondo europeo di sviluppo regionale all'obiettivo di cooperazione territoriale europea(2),

–  viste le conclusioni del Consiglio del 23 ottobre 2014 sulla strategia dell'Unione europea per la regione adriatica e ionica,

–  viste la relazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni sul valore aggiunto delle strategie macroregionali (COM(2013)0468) e le pertinenti conclusioni del Consiglio del 22 ottobre 2013,

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo, dell'11 settembre 2014, in merito alla comunicazione della Commissione relativa alla strategia dell'Unione europea per la regione adriatica e ionica (COM(2014)0357) e sul tema "La strategia dell'Unione europea per la regione adriatica e ionica: ricerca, sviluppo e innovazione nelle PMI" (parere esplorativo della presidenza italiana dell'UE),

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo, del 21 gennaio 2014, in merito alla strategia dell'UE per la regione adriatica e ionica (EUSAIR) (parere esplorativo),

–  visto il parere del Comitato delle regioni, del 26 giugno 2014, in merito alla strategia dell'UE per la regione adriatica e ionica (EUSAIR),

–  visto il parere d'iniziativa del Comitato delle regioni, dell'11 ottobre 2011, dal titolo "La cooperazione territoriale nel bacino del Mediterraneo attraverso la macroregione adriatico-ionica",

–  vista la sua risoluzione del 3 luglio 2012 sull'evoluzione delle strategie macroregionali dell'UE: pratiche attuali e prospettive future, in particolare nel Mediterraneo(3),

–  vista la comunicazione della Commissione dal titolo "Una strategia marittima per il Mare Adriatico e il Mar Ionio" (COM(2012)0713),

–  vista la relazione della Commissione sulla governance delle strategie macroregionali (COM(2014)0284),

–  visto il documento di lavoro dei servizi della Commissione, del 26 gennaio 2011, dal titolo "Il contributo della politica regionale alla crescita sostenibile nel contesto della strategia Europa 2020" (COM(2011)0017),

–  vista la direttiva 2014/52/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 aprile 2014, che modifica la direttiva 2011/92/UE concernente la valutazione dell'impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati,

–  vista la direttiva 2001/42/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 giugno 2001, concernente la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull'ambiente,

–  vista la decisione n. 2005/370/CE del Consiglio, del 17 febbraio 2005, relativa alla conclusione, a nome della Comunità europea, della convenzione sull'accesso alle informazioni, la partecipazione del pubblico ai processi decisionali e l'accesso alla giustizia in materia ambientale (convenzione di Aarhus),

–  vista la dichiarazione di Ancona, adottata in occasione della Conferenza per lo sviluppo e la sicurezza dell'Adriatico e dello Ionio del 19 e 20 maggio 2000,

–  viste la Conferenza istitutiva dell'Euroregione adriatico-ionica, tenutasi a Pola il 30 giugno 2006, e la Dichiarazione di promozione dell'iniziativa per l'adozione della Strategia per l'Adriatico, adottata in occasione dell'Assemblea dell'Euroregione adriatico-ionica tenutasi il 22 ottobre 2009 a Spalato,

–  visto lo studio del gennaio 2015 a cura della sua Direzione generale delle Politiche interne (Dipartimento B: politiche strutturali e di coesione) dal titolo "Il nuovo ruolo delle macroregioni nella cooperazione territoriale europea",

–  visto lo studio del giugno 2015 a cura della sua Direzione generale delle Politiche interne (Dipartimento B: politiche strutturali e di coesione) dal titolo "Regione adriatica e ionica: analisi e valutazione socioeconomiche dei collegamenti nel settore dei trasporti e dell'energia",

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per lo sviluppo regionale e i pareri della commissione per gli affari esteri, della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare e della commissione per la pesca (A8-0279/2015),

A.  considerando che le strategie macroregionali costituiscono un nuovo modello di governance multilivello in cui il coinvolgimento delle parti interessate in rappresentanza dei livelli europeo, nazionale, regionale e locale, incluse le parti economiche e sociali e le organizzazioni della società civile, nonché la complementarietà delle varie politiche e dei diversi programmi sono fondamentali nell'ottica di un'attuazione efficace e del conseguimento degli obiettivi; che gli enti regionali e locali svolgono un ruolo da protagonisti nella promozione della democrazia, del decentramento e di una maggiore autonomia locale e regionale;

B.  considerando che le strategie già attuate per le regioni del Mar Baltico e del Danubio hanno offerto vantaggi tangibili alle regioni interessate, hanno confermato il successo dei meccanismi di cooperazione dell'UE e hanno permesso di maturare utili esperienze per elaborare nuove strategie macroregionali;

C.  considerando che le regioni mostrano un crescente interesse nei confronti di questa forma innovativa di cooperazione regionale e del relativo modello di governance; che ultimamente ciò ha riguardato in particolare regioni montane come quelle dei Carpazi e delle Alpi, dove la presenza di vincoli naturali esige una specifica politica regionale;

D.  considerando che una strategia macroregionale, in quanto quadro integrato approvato dal Consiglio europeo e relativo a Stati membri e paesi terzi nella stessa area geografica, costituisce una strategia dell'Unione europea;

E.  considerando che vi sono grandi differenze socioeconomiche tra i paesi coinvolti nella strategia in esame, in particolare tra gli Stati che sono membri dell'UE e quelli che non lo sono;

F.  considerando che l'adozione di una strategia dell'UE per la regione adriatica e ionica (EUSAIR) è frutto del rinnovato interesse dimostrato dai paesi della regione adriatica e ionica per la cooperazione e la definizione di azioni comuni per far fronte alle sfide sfruttando il potenziale in tutta la regione, nonché dei loro continui sforzi intesi a realizzare sinergie;

G.  considerando che le strategie macroregionali possono essere considerate uno strumento ai fini dell'integrazione europea e di una maggiore coesione territoriale, che si basa sulla cooperazione volontaria tra gli Stati membri e i paesi vicini per rispondere alle sfide comuni; che l'EUSAIR è una nuova forma di cooperazione regionale che può assistere i paesi partecipanti candidati e potenziali candidati nel loro percorso verso l'UE, e costituisce un'importante componente della più ampia politica dell'UE relativa al Mediterraneo, espressa nel quadro dell'Unione per il Mediterraneo; che l'EUSAIR, quale parte della politica regionale dell'UE, è uno strumento dedicato alla promozione della coesione economica e sociale, i cui obiettivi principali sono la riduzione delle disparità tra le regioni, la promozione di una reale convergenza e l'incoraggiamento della crescita e dell'occupazione;

H.  considerando che, per la sua conformazione semi-chiusa, il Mare Adriatico è particolarmente vulnerabile all'inquinamento e presenta peculiari caratteristiche idrografiche, come profondità e profili costieri che variano notevolmente dal nord al sud della regione; che gli stock ittici sono condivisi tra tutti gli Stati costieri, il che ne mette sotto forte pressione la rigenerazione; che gli interventi previsti nel futuro regolamento quadro sulle misure tecniche nella PCP riformata dovrebbero essere concepiti a livello regionale e ad hoc per le specificità di questa zona e delle relative risorse marine e attività di pesca;

Osservazioni generali

1.  accoglie con favore la comunicazione della Commissione relativa alla strategia dell'Unione europea per la regione adriatica e ionica nonché il piano d'azione correlato; ritiene che si tratti di una tappa essenziale per lo sviluppo di questa regione dell'Europa; sottolinea che l'EUSAIR è stata istituita per conferire un valore aggiunto agli interventi delle autorità UE, nazionali o regionali o del settore privato, in modo da rafforzare considerevolmente il funzionamento della macroregione; pone l'accento sulle prospettive della strategia per i paesi candidati e potenziali candidati della regione; sottolinea l'importanza di fondare la strategia sui principi di integrazione, coordinamento, cooperazione e partenariato; ribadisce l'importanza del principio dei "tre no" (no a nuove norme, no a nuove istituzioni e no a nuovi fondi), dal momento che le macroregioni sono strutture per iniziative di cooperazione che si basano sulle sinergie risultanti dall'articolazione dei diversi strumenti politici dell'UE, inclusi i fondi SIE;

2.  si compiace degli sforzi profusi da tutte le parti interessate nella creazione di un'architettura istituzionale per l'attuazione dell'EUSAIR all'interno del quadro istituzionale esistente; incoraggia tutti i soggetti interessati a livello nazionale, regionale e locale ad assumere la piena titolarità dell'attuazione dei progetti oggetto della strategia macroregionale in questione; sottolinea l'importanza di rafforzare la capacità istituzionale e l'efficienza delle amministrazioni pubbliche e dei servizi pubblici, come pure di garantire che ciascun paese partecipante disponga di risorse sufficienti e di personale amministrativo competente espressamente destinati all'attuazione dell'EUSAIR;

3.  sottolinea la necessità di un approccio basato sul territorio per quanto concerne le attività di cooperazione e mette in rilievo il valore aggiunto del modello di governance multilivello che deve sopperire alla mancanza di capacità amministrativa e può essere sfruttato per mettere in comune le risorse nella macroregione; ribadisce, a tale proposito, che occorre includere le autorità locali e regionali negli organismi di gestione politici nonché negli enti operativi, tecnici ed esecutivi della strategia, mantenendo nel contempo il ruolo della Commissione nel processo di coordinamento; sottolinea che lo sviluppo locale di tipo partecipativo (CLLD) può mobilitare e coinvolgere i soggetti locali nel processo decisionale e contribuire a rafforzare la titolarità dei progetti presso i cittadini;

4.  pone l'accento sull'importanza di un processo trasparente per l'adozione, il monitoraggio e la valutazione della strategia, nonché dell'apertura e dell'inclusività nei confronti della società civile e di tutte le parti interessate; mette in evidenza che la comunicazione e la sensibilizzazione quali elementi trasversali comuni a tutti i pilastri sono essenziali ai fini della partecipazione dei soggetti interessati al processo decisionale e dell'approvazione da parte dell'opinione pubblica; incoraggia gli Stati membri a far sì che la strategia abbia un'adeguata visibilità a livello nazionale, regionale e locale, a sviluppare un'adeguata comunicazione sugli obiettivi e sui risultati della strategia e a promuovere il coordinamento e lo scambio di buone pratiche con altre strategie macroregionali già esistenti e future;

5.  sottolinea la necessità che i paesi terzi armonizzino la loro normativa con lo specifico acquis settoriale relativo alla strategia, così da garantire il conseguimento degli obiettivi dell'UE nonché la loro attuazione regolare, legale e tempestiva sulla base delle norme e della legislazione dell'Unione; incoraggia tutti i paesi partecipanti a istituire gruppi di riflessione e a organizzare incontri regolari per scambiare le migliori pratiche, onde salvaguardare la procedura e renderla più efficiente;

6.  osserva che il netto calo degli investimenti privati nei paesi della regione, combinato al risanamento di bilancio e alla limitata capacità di investimento nel settore pubblico, potrebbe causare problemi per quanto riguarda il finanziamento dei progetti previsti dalla strategia; invita i paesi partecipanti a mantenere un alto livello di titolarità, di impegno e di leadership, elementi essenziali per la riuscita della strategia;

7.  si compiace del fatto che i Fondi strutturali e di investimento europei (fondi SIE) e lo Strumento di assistenza preadesione 2014-2020, in particolare il Programma di cooperazione transnazionale Adriatico-Ionico 2014-2020 (ADRION), forniscono notevoli risorse potenziali e un'ampia gamma di strumenti e opzioni tecniche ai fini della strategia; conferma che sono disponibili altri fondi e strumenti pertinenti ai pilastri della strategia, in particolare i programmi Orizzonte 2020 ed Erasmus+ per tutti i pilastri, il meccanismo per collegare l'Europa per il pilastro 2, il programma LIFE per il pilastro 3 e per la mitigazione dei cambiamenti climatici e l'adattamento ai medesimi, i programmi COSME ed Europa creativa per le PMI per il pilastro 4, nonché il programma INNOVFIN volto a finanziare le innovazioni; incoraggia, per creare una sinergia dei fondi disponibili, la collaborazione tra i comitati di sorveglianza dei programmi di cooperazione territoriale che insistono sulla regione, l'organo direttivo dell'EUSAIR e le autorità di gestione dei fondi SIE; sottolinea che la strategia dovrebbe consentire un uso più efficiente ed efficace degli strumenti e dei fondi esistenti;

8.  invita la Commissione europea e gli enti nazionali, regionali e locali responsabili della preparazione, della gestione e dell'attuazione dei programmi dei programmi SIE a sottolineare l'importanza dei progetti e delle azioni macroregionali;

9.  sottolinea l'importanza di definire, a livello macroregionale, la struttura di attuazione e i meccanismi di coordinamento per facilitare la cooperazione, anche attraverso la pianificazione congiunta, l'allineamento delle opportunità di finanziamento e un approccio dal basso verso l'alto; pone l'accento sulla necessità di allineare i programmi operativi nazionali e regionali agli obiettivi della strategia includendo, ove possibile, l'incorporamento della strategia EUSAIR nei programmi; reputa fondamentale coordinare e armonizzare le iniziative, le proposte e i progetti che riguardano la regione adriatico-ionica;

10.  incoraggia la Commissione, la Banca europea per gli investimenti (BEI) e i paesi partecipanti a sfruttare appieno le possibilità offerte dal nuovo Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) nell'ottica di finanziare progetti nella regione in grado di creare valore aggiunto, promuovere lo sviluppo sostenibile e la coesione economica e sociale, stimolare la crescita e incrementare l'occupazione a livello macroregionale, nonché contribuire al conseguimento degli obiettivi della strategia Europa 2020; incoraggia in tale contesto l'attribuzione di "punti bonus" ai progetti macroregionali nella fase di selezione dei progetti, in ragione della loro intrinseca natura transnazionale;

11.  segnala che non esistono fondi specifici assegnati esclusivamente all'attuazione delle strategie macroregionali e che una forte volontà politica, il partenariato e il coordinamento tra i paesi sono condizioni imprescindibili per il successo; invita pertanto i paesi della regione a riunire, nel quadro della BEI, i fondi (SIE, IPA e FEIS) e i contributi nazionali in una piattaforma finanziaria e di investimento per sostenere il finanziamento dei progetti che contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi previsti dalla strategia; chiede la creazione di una riserva di progetti, trasparente e disponibile al pubblico, per la regione adriatica e ionica, in grado di dare visibilità alle esigenze di investimento e ai progetti attuali e potenziali al fine di incoraggiare gli investitori a investire in tali progetti;

12.  esorta le parti interessate a scambiare le migliori pratiche, a basarsi sulle esperienze acquisite, a individuare le strozzature nel processo di attuazione di altre strategie macroregionali dell'UE e a rafforzare la cooperazione con le loro controparti, ad esempio quelle provenienti dalle macroregioni del Mar Baltico, del bacino del Danubio e delle Alpi;

13.  invita la Commissione a eliminare gli ostacoli amministrativi e non finanziari che spesso scoraggiano gli investitori dall'investire in simili progetti;

14.  ritiene che occorra trovare un modo per coinvolgere i paesi non inclusi nella strategia e vicini alla regione dal punto di vista geografico ed economico, perlomeno sulla base di progetti individuali e specifici; sottolinea al riguardo l'importanza della cooperazione transfrontaliera e transnazionale nel quadro della politica di coesione e invita le regioni e gli Stati membri interessati ad avvalersi delle migliori pratiche esistenti in tale settore;

15.  fa presente il forte impatto della crisi economica sulla regione e mette in rilievo la necessità di effettuare valutazioni periodiche delle strategie elaborate ai fini della ripresa economica; segnala che i paesi nella regione presentano livelli di sviluppo differenti e hanno esigenze diverse; invita la Commissione a sottolineare l'importanza della creazione di condizioni atte a ridurre le disparità socioeconomiche tra i paesi; sostiene le riforme nei paesi meno avanzati e incoraggia lo scambio di conoscenza, esperienze e pratiche in tale contesto;

16.  segnala che occorre incoraggiare, rilanciare e approfondire la cooperazione nel campo della cultura, della scienza e dell'istruzione, anche migliorando le opportunità di mobilità accademica degli studenti e del personale universitario; sottolinea che la scienza e l'innovazione sono condizioni imprescindibili per una crescita intelligente, inclusiva e sostenibile; pone l'accento sull'interdipendenza tra la cooperazione scientifica e culturale, da un lato, e la crescita delle dinamiche economiche e il livello di diversità e sostenibilità del turismo nella regione, dall'altro;

17.  plaude al fatto che il Parlamento europeo sia rappresentato negli organi direttivi dell'EUSAIR; invita la Commissione a valutare gli sforzi comuni dei paesi della regione (Stati membri e non membri dell'UE) e l'effettiva partecipazione delle autorità locali e regionali al conseguimento degli obiettivi della strategia;

18.  fa riferimento ai precedenti stabiliti nel contesto di altre strategie macroregionali dell'UE e chiede, nel quadro dei progetti pilota e delle azioni preparatorie, che venga fornito sostegno alle diverse tipologie di azioni, dagli studi al capitale di avviamento per la preparazione di progetti in diversi settori prioritari;

19.  ritiene imprescindibile che, nella fase di implementazione della strategia, i suoi principi generali, e in particolare le istanze relative alla protezione dell'ambiente e alla valorizzazione delle risorse naturali, vengano tenuti nella dovuta considerazione in tutti e quattro i pilastri, anche al fine di avere un approccio olistico alle complesse e variegate sfide della macroregione;

20.  sottolinea che occorre prestare particolare attenzione alle zone di cui all'articolo 174 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, come quelle insulari, di montagna e rurali, al fine di identificare e sfruttare il loro specifico potenziale, specialmente nel settore turistico, rispettando nel contempo le aree di intervento e le priorità identificate dalla presente relazione; invita inoltre la Commissione a proporre un Anno europeo delle regioni insulari e di montagna;

21.  ritiene necessario trovare soluzioni che consentano ai paesi partecipanti di includere altri importanti pilastri che potrebbero apportare vantaggi in termini di sviluppo per l'area, come ad esempio l'agricoltura, in considerazione della specificità delle condizioni geoclimatiche, della biodiversità e del potenziale di generare effetti sinergici coordinati così come un'ulteriore crescita; raccomanda una cooperazione e un coordinamento intensi tra le zone dell'entroterra, l'area costiera e le isole, così da creare sinergie tra i progetti per l'energia pulita e la produzione di alimenti sani;

22.  richiama l'attenzione sull'importanza di un'adeguata rendicontazione e valutazione dell'attuazione della strategia; invita in tal senso i paesi partecipanti, insieme alla Commissione, a raccogliere dati di riferimento affidabili e a stabilire obiettivi concreti per ogni pilastro, che saranno valutati su base annuale e messi a disposizione del pubblico;

23.  chiede un approccio europeo globale e integrato alle migrazioni; sottolinea che la regione si trova ad affrontare importanti sfide migratorie e deplora tutte le tragedie nel Mediterraneo; ribadisce che, per rispondere a tali sfide, è essenziale un cambiamento radicale delle politiche in materia d'asilo sotto il profilo della solidarietà tra Stati membri; sottolinea la necessità di esaminare la strategia globale sulla cooperazione con i paesi terzi; deplora l'insufficiente cooperazione fra gli Stati membri dell'UE per quanto concerne le sfide poste dalla migrazione; incoraggia lo scambio di buone pratiche nel settore dell'accoglienza dei migranti ed esorta ad accordare particolare attenzione alle questioni sociali e umanitarie che interessano la regione, in vista di un'eventuale ridefinizione delle priorità dell'EUSAIR in futuro;

24.  si aspetta che venga dato nuovo slancio al rafforzamento della pace e della sicurezza nell'Europa sudorientale;

25.  segnala che nel tempo potrebbero emergere nuove questioni e che le priorità potrebbero evolversi, il che renderebbe necessario aggiornare, trasformare o sostituire le azioni e i progetti nonché gli obiettivi a essi associati;

26.  invita i paesi a procedere a uno scambio di migliori pratiche per quanto riguarda il rispetto dei diritti delle minoranze in modo da applicare le norme più rigorose, considerando che si tratta di un'area particolarmente sensibile alle questioni linguistiche;

27.  sottolinea che, all'interno delle varie fasi di attuazione, occorre garantire ai soggetti economici pubblici e privati, ai soggetti sociali e alle differenti componenti della società civile organizzata un'adeguata formazione mediante un programma ad hoc e un supporto organizzativo e tecnico;

28.  invita la Commissione a presentare ogni due anni al Parlamento e al Consiglio una relazione sull'attuazione dell'EUSAIR, al fine di valutarne il funzionamento e il valore aggiunto in termini di crescita e occupazione, riduzione delle disparità e sviluppo sostenibile;

29.  incoraggia l'adozione di azioni specifiche per valorizzare la dimensione sociale; sottolinea l'importanza di integrare priorità e misure volte a favorire l'inclusione delle persone con disabilità e a prevenire qualsiasi tipo di discriminazione;

Crescita blu

30.  sottolinea che l'unicità della posizione geografica e la specificità della struttura costiera della regione, unite alla ricchezza della sua biodiversità marina, presentano un immenso potenziale in termini di creazione di posti di lavoro "blu" e di sviluppo e crescita innovativi e sostenibili dell'economia, tra cui figurano tecnologie blu, pesca e acquacoltura, nonché una governance e servizi marini e marittimi migliori;

31.  difende l'economia blu quale soluzione alla crisi economica, poiché favorisce la creazione di nuovi posti di lavoro e lo sviluppo economico, in particolare l'occupazione femminile e giovanile nei paesi costieri e insulari; ritiene che la strategia dell'UE per la regione adriatica e ionica non possa essere attuata senza tenere conto del concetto di economia blu che lega i settori economici relativi ai mari e agli oceani, l'acquacoltura, i trasporti marittimi e fluviali e il turismo alla tutela ambientale;

32.  invita la Commissione e i paesi che partecipano alla strategia a fornire incentivi per attrarre i giovani verso il settore della pesca e dell'acquacoltura nella regione adriatica e ionica e incoraggiarli a intraprendere tali attività;

33.  chiede il coordinamento programmatico e l'armonizzazione degli obiettivi della strategia, come pure progetti comuni, in linea con i valori, i principi e gli obiettivi della politica comune della pesca; incoraggia inoltre a favorire lo sviluppo di un settore della pesca sostenibile e la produzione di alimenti sani e tradizionali; chiede la creazione di gruppi di azione locale per la pesca, che potrebbero rappresentare uno strumento naturale per diversificare tale settore; sottolinea che una pesca e un'acquacoltura sostenibili e redditizie richiedono una partecipazione più intensa da parte dei soggetti interessati alla gestione complessiva, nonché il miglioramento e la diversificazione delle attività di pesca;

34.  è del parere che la crescita blu comprenda attività commerciali e settori molto diversificati e che, per questo, il suo sviluppo necessita di manodopera altamente qualificata in tutti questi settori; invita gli Stati membri che partecipano all'EUSAIR a promuovere i vari settori della crescita blu nei rispettivi programmi di formazione, tenendo conto dei sistemi di apprendimento permanente e della formazione dei dipendenti; sottolinea la complessità delle attività, dei settori e delle discipline dei sistemi socioeconomici interessati dalla crescita blu e ritiene, pertanto, estremamente importante che gli Stati membri che partecipano alla strategia EUSAIR adottino politiche per il mercato del lavoro che permettano di migliorare la capacità di adattamento ai cambiamenti, all'innovazione e alla multidisciplinarietà, di adeguare la formazione del capitale umano e di incrementare il tasso di partecipazione femminile;

35.  sottolinea l'importanza di una maggiore e reale interconnessione fra la strategia Europa 2020 e i tre pilastri, specialmente quello della crescita blu, della strategia EUSAIR sulla base del piano d'azione della Commissione; considera il piano d'azione uno dei risultati dell'approccio della strategia per l'identificazione delle priorità concrete della macroregione; sottolinea che, alla luce di ciò, la scelta di ogni azione o progetto passa per un ampio processo di consultazione dal basso verso l'alto che coinvolge una gamma di soggetti interessati della regione adriatico-ionica in rappresentanza delle autorità nazionali, regionali e locali, delle parti sociali, così come del settore privato, dell'economia sociale, del mondo accademico e della società civile;

36.  incoraggia la creazione di cluster e la cooperazione tra le imprese pubbliche e private, le università, gli istituti di ricerca e altri soggetti interessati del settore marino e marittimo, al fine di stimolare l'innovazione e trarre pieno vantaggio dalle sinergie; ritiene che le azioni previste nell'ambito del pilastro "Crescita blu" debbano basarsi sulle strategie nazionali e regionali di ricerca e innovazione per una specializzazione intelligente, in modo da garantire investimenti più efficaci ed efficienti; invita i paesi e le regioni a partecipare alla piattaforma S3 della Commissione per beneficiare di assistenza nello sviluppo, nell'attuazione e nella revisione delle strategie di specializzazione intelligente; ritiene necessario, in tale contesto, garantire alle PMI un migliore accesso al credito e rafforzare le reti di aziende (cluster) esistenti, attraverso il processo di internazionalizzazione, così da creare nuovi posti di lavoro sostenibili e di qualità;

37.  è favorevole alla creazione di un marchio di qualità comune per i prodotti ittici di alta qualità della regione, al fine di migliorarne la competitività;

38.  sottolinea l'importanza del dialogo sociale e del coinvolgimento dei rappresentanti della società civile nelle attività di rafforzamento delle capacità, assieme alle autorità pubbliche; ritiene che tale obiettivo potrebbe essere raggiunto istituendo una piattaforma permanente a livello macroregionale e regionale in ciascuno Stato membro per rappresentare le parti sociali ed economiche, analogamente a quanto già avvenuto per le università, le camere di commercio e le città;

39.  sottolinea l'importanza della ricerca marina e marittima e di una più intensa cooperazione in questi settori tra i ricercatori e tra gli Stati membri e le regioni che partecipano alla strategia EUSAIR, onde superare il divario esistente fra tali Stati membri e promuovere la competitività delle zone costiere e la creazione a livello locale di posti di lavoro sostenibili e di qualità;

40.  prende atto con preoccupazione del tasso di depauperamento degli stock ittici del Mar Adriatico e del Mar Ionio in conseguenza della pesca eccessiva e della pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (INN), nonché di altri rischi significativi per le specie marine in generale; sottolinea che la pesca rappresenta una delle componenti chiave delle economie delle zone costiere e insulari; ritiene pertanto necessario considerare la protezione e la difesa degli stock ittici e degli ecosistemi marini, conformemente al principio del rendimento massimo sostenibile incluso nella politica comune della pesca, un obiettivo di massima importanza della strategia; evidenzia la necessità di favorire, nel periodo di transizione, l'adeguamento ai limiti di pesca mediante sussidi per l'acquisto di nuove attrezzature a titolo del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP); chiede che sia adottato un intervento risolutivo sotto forma di allineamento della legislazione dei paesi terzi in materia di pesca alla normativa dell'UE, condivisione dei dati, piattaforme di monitoraggio e piani di gestione della pesca comuni, come pure che si tenga conto di come sviluppare ulteriormente la sostenibilità del settore dell'acquacoltura, il quale si presta ad essere alimentato con energia rinnovabile;

41.  ricorda che lo sfruttamento a fini commerciali di pesci e molluschi dovrebbe essere mantenuto entro limiti biologici di sicurezza, al fine di conseguire un buono stato ecologico e di salvaguardare la sostenibilità a lungo termine dell'industria della pesca;

42.  chiede alla Commissione di registrare il volume di catture della pesca ricreativa nonché di regolamentare tale attività e assoggettarla, assieme alla pesca professionale, agli obiettivi del rendimento massimo sostenibile;

43.  esorta a condurre ricerche approfondite sugli stock ittici, in particolare per quanto riguarda le specie minacciate di estinzione, e sulla loro interconnessione biologica, poiché la mancanza di dati esatti e di un quadro completo e dettagliato della situazione attuale renderebbe le valutazioni poco chiare e inaffidabili; sollecita la difesa della riproduzione naturale;

44.  invita a esaminare e promuovere progetti aventi l'obiettivo di valutare l'impatto della pesca indiretta (reti fantasma, maglie per mitilicoltura) e delle catture accessorie di specie protette, dal momento che, stando alle stime, nel solo Adriatico vengono pescate accidentalmente oltre 40 000 tartarughe marine; ritiene necessario condurre con urgenza studi sulle modalità di mitigazione del problema (ad esempio sistemi di esclusione delle tartarughe);

45.  sollecita un forte sostegno a favore del settore cantieristico, compreso quello delle imbarcazioni da diporto, puntando sulla sua modernizzazione e specializzazione, al fine di creare occupazione e di rispondere ai requisiti di una crescita sostenibile e competitiva in linea con le tecnologie blu;

46.  chiede di fornire un valido aiuto ai distretti produttivi, ai gemellaggi e alla cooperazione fra distretti di zone diverse della macroregione; incoraggia lo scambio di buone pratiche tra le esperienze più significative del settore e le realtà di altre regioni che intendono adottare lo stesso approccio, al fine di promuovere l'istituzione dei distretti produttivi;

47.  sottolinea l'importanza di sostenere e incoraggiare la pesca sportiva ricreativa e familiare assieme a politiche integrate in materia di pesca e turismo (pesca e pescaturismo, maricoltura), soprattutto nelle isole, in modo da salvaguardare le tradizioni culturali locali e lo stile di vita marittimo degli isolani e delle zone costiere di piccole dimensioni; incoraggia la pesca e l'acquacoltura tradizionali, su scala ridotta e sostenibili, unitamente a un'offerta culinaria diversificata e alla promozione dei mercati ittici locali, quali migliore strategia per garantire la sostenibilità e fornire un aiuto più incisivo alle attività turistiche costiere;

48.  invita la Commissione a favorire e a promuovere il coinvolgimento della pesca e dei lavoratori del settore in progetti come quelli legati al turismo culturale e storico, che comprendano la pesca e la riscoperta della cultura marinara e dei luoghi e dei mestieri della pesca tradizionale;

49.  pone l'accento sull'importanza dell'economia sociale e dell'imprenditoria femminile per il raggiungimento del pilastro della crescita blu e invita gli Stati membri che partecipano alla strategia EUSAIR a promuovere e sostenere la partecipazione delle donne in tutti i settori pertinenti; ricorda il ruolo fondamentale delle piccole e micro imprese nelle regioni e nei territori interessati e chiede agli Stati membri che partecipano alla strategia EUSAIR di mettere in atto politiche attive per la promozione di queste forme di attività economica;

50.  appoggia misure volte a ridurre il rischio idrogeologico e di erosione costiera;

51.  incoraggia le attività intese a sostenere le professioni marittime che sono state maggiormente danneggiate dall'attuazione delle politiche europee, ad esempio attraverso progetti alternativi di riscoperta dei mestieri tradizionali;

52.  sottolinea l'importanza della ricerca e invita a fornire un forte sostegno ai distretti marini e marittimi;

53.  evidenzia che lo sviluppo dell'acquacoltura e della maricoltura può svolgere un ruolo importante non solo nel recupero della diversità delle specie, ma anche nella crescita economica della regione adriatica e ionica;

54.  invita la Commissione a intensificare lo scambio di buone pratiche, come ad esempio la sostenibilità dei progetti sviluppati dai gruppi di azione costieri;

Collegare la regione

55.  constata che il miglioramento dei collegamenti energetici e dei trasporti fra i paesi partecipanti, come pure fra questi ultimi e i loro vicini, compresi il trasporto marittimo, le connessioni intermodali con l'entroterra e le reti energetiche, sono necessità impellenti della macroregione nonché una condizione imprescindibile per il suo sviluppo economico e sociale; sottolinea l'assenza di collegamenti tra le due sponde dell'Adriatico e il divario in termini di infrastruttura di rete esistente nell'area adriatico-ionica;

56.  chiede che siano forniti incentivi per la creazione di collegamenti sostenibili che riducano i tempi di viaggio, i costi del trasporto e della logistica e le esternalità; invita a realizzare grandi opere strategiche per l'interscambio mare-terra, onde creare opportunità di trasporto intermodale fra paesi, contribuire alla coesione, potenziare la rete generale e ridurre la congestione stradale e, di conseguenza, le emissioni di CO2; richiama l'attenzione sulla necessità di migliorare la dimensione marittima e portuale del cabotaggio, delle autostrade del mare e delle crociere tra le due sponde dell'Adriatico, sia nelle rotte nord-sud che in quelle trasversali est-ovest; mette in evidenza la necessità di un maggiore coordinamento per prevenire la congestione del traffico marittimo e migliorarne la gestione e il controllo;

57.  promuove il ricorso al regolamento concernente il monitoraggio, la comunicazione e la verifica delle emissioni generate dal trasporto marittimo (regolamento (UE) n. 757/2015) ai fini dell'innovazione e dell'introduzione nella macroregione di trasporti marittimi sostenibili grazie all'impiego di motori e carburanti alternativi per la propulsione di navi, onde ridurre le emissioni di gas serra e migliorare l'efficienza energetica del settore dei trasporti;

58.  pone l'accento sull'importanza di collegare le rotte del trasporto marittimo e i porti con altre parti d'Europa, nonché sulla rilevanza delle interconnessioni con i corridoi TEN-T; invita i paesi partecipanti a concentrare i loro sforzi sull'attuazione dei progetti che rientrano nell'attuale rete TEN-T e di altri interventi legati alla proposta di estensione di tale rete all'Europa sud-orientale/Adriatico orientale, i quali permettono di colmare il divario in termini di reti esistente nell'area adriatico-ionica; invita pertanto i paesi interessati a identificare i progetti infrastrutturali prioritari che apportano valore aggiunto regionale ed europeo e consiglia di prestare attenzione, tra l'altro, a quanto segue:

(i) completamento del corridoio baltico-adriatico,

(ii) ampliamento nord-sud del corridoio scandinavo-mediterraneo,

(iii) creazione di un corridoio di trasporto su rotaia Alpi-Balcani occidentali,

(iv) migliore collegamento tra la Penisola iberica, l'Italia centrale e i Balcani occidentali,

(v) creazione di un collegamento su strada nell'area balcanica tra il sistema portuale e i paesi interni e di un'interconnessione con il corridoio Reno-Danubio,

(vi) potenziamento delle strutture portuali per un migliore collegamento delle due sponde dell'Adriatico ed elaborazione di una strategia comune da parte dei consigli di amministrazione dei porti dell'Adriatico settentrionale per garantire un approvvigionamento più completo di merci di importazione all'Europa centrale;

59.  invita a ottimizzare la capacità della rete infrastrutturale esistente, con particolare riferimento ai collegamenti stradali e ferroviari presenti nella macroregione, compresi quelli dell'ultimo miglio; sottolinea la necessità di completare quanto prima l'autostrada adriatico-ionica, la quale darà slancio allo sviluppo economico e sociale della macroregione; rammenta l'importanza dei nuovi corridoi che integreranno autostrade, ferrovie e altre infrastrutture su entrambi i lati dell'area adriatico-ionica; mette in evidenza la necessità di un maggiore coordinamento per prevenire la congestione del traffico marittimo e migliorarne la gestione e il controllo;

60.  chiede lo sviluppo di un'infrastruttura ferroviaria ad alta velocità che interconnetterà la macroregione e consentirà collegamenti migliori con l'UE e all'interno dell'UE; sottolinea l'importanza di migliorare il collegamento su rotaia della regione adriatica e ionica, come pure fra le coste tirreniche e adriatico/ioniche;

61.  invita i paesi partecipanti a migliorare le loro infrastrutture di trasporto marittimo, ferroviario e aereo, a creare autostrade del mare all'interno della macroregione, combinando mezzi di trasporto intermodali soprattutto per il collegamento con l'entroterra, nonché a migliorare la logistica dei trasporti, utilizzando al meglio le tecnologie più avanzate e assicurando sempre un elevato livello di sicurezza e di sostenibilità ambientale; chiede altresì ai paesi partecipanti di valutare la possibilità di migliorare la connettività attraverso strumenti di e-mobility che possano prevedere un servizio di biglietteria elettronica internazionale;

62.  evidenzia l'assenza di un collegamento efficace con le isole; esorta la Commissione e gli Stati membri a favorire connessioni migliori, valutando nuove opzioni coordinate e dal valore aggiunto, ottimizzando l'uso delle rotte per il trasporto di merci e passeggeri e coinvolgendo i soggetti interessati privati e pubblici, in modo da migliorare la qualità della vita, frenare lo spopolamento e permettere di sfruttare le opportunità socioeconomiche nelle zone in questione; sottolinea la necessità di potenziare i collegamenti interni delle isole e le loro infrastrutture di trasporto per una mobilità interna sostenibile; evidenzia altresì la necessità di garantire adeguati programmi nel campo della sanità e dell'istruzione per le popolazioni isolane durante tutto l'anno;

63.  chiede la realizzazione di grandi progetti per mettere a punto collegamenti intermodali sulle isole e auspica, in particolare, che sia fornito un valido sostegno al potenziamento di aeroporti di importanza strategica, come quello di Catania, sia in termini infrastrutturali che di nuove rotte verso le altre regioni della macroregione;

64.  esorta i paesi partecipanti a proseguire gli sforzi intesi a diversificare le fonti dell'approvvigionamento energetico, processo che non solo migliorerà la sicurezza energetica della macroregione, ma aumenterà anche la concorrenza e contrasterà la povertà energetica, con vantaggi significativi per lo sviluppo economico e sociale della regione; mette in rilievo la necessità di condurre valutazioni approfondite dell'impatto ambientale degli interventi nel settore energetico; sottolinea l'importanza di una pianificazione comune degli investimenti a favore dello sviluppo di terminali di gas naturale liquefatto (GNL) e delle reti di gasdotti mancanti nella macroregione, in modo da contribuire a raggiungere una maggiore indipendenza e sicurezza energetica; incoraggia inoltre l'adozione di misure volte a incrementare l'efficienza energetica e delle risorse per favorire anche la competitività;

65.  incoraggia la creazione di un'infrastruttura energetica in grado di ridurre l'impronta di carbonio, aumentare l'efficienza energetica e garantire la sicurezza energetica della macroregione e non solo; sottolinea altresì l'importanza di sviluppare e promuovere il concetto di città intelligenti, onde aggiungere valore all'attuale infrastruttura energetica generale della macroregione;

66.  riconosce l'elevato potenziale delle fonti di energia rinnovabile sottoutilizzate nella macroregione; invita a sfruttare le fonti rinnovabili disponibili come l'energia solare, eolica, mareomotrice (ove fattibile dal punto di vista tecnico) e del moto ondoso, nell'ambito del mix di produzione energetica; pone l'accento sulla sostenibilità e la competitività di eventuali impianti idroelettrici in tutti i paesi partecipanti; invita questi ultimi a contribuire alla creazione nella macroregione di un mercato efficiente e interconnesso del gas e dell'energia elettrica, che assicuri un equo approvvigionamento di energia a prezzi contenuti e accessibili; sottolinea l'importanza di potenziare le interconnessioni energetiche transfrontaliere, favorendo gli investimenti nel settore dell'energia, quale condizione essenziale dell'integrazione nella rete energetica dell'Unione, come pure di eliminare gli ostacoli agli investimenti transfrontalieri nel suddetto settore;

67.  sostiene la pianificazione comune e gli investimenti nelle infrastrutture energetiche per la produzione e il trasporto di elettricità e gas nella macroregione, in linea con la rete TEN-E, attraverso l'attuazione di progetti concreti contenuti nell'elenco di progetti di interesse europeo nel campo dell'energia;

68.  esprime preoccupazione per il rinnovato impulso all'esplorazione e allo sfruttamento di petrolio e di gas offshore e sulla terraferma, che potrebbero esporre la macroregione al rischio di catastrofi con conseguenze gravissime per l'ambiente, l'economia, compreso il settore della pesca, e la salute pubblica; sottolinea che qualsiasi attività di questo tipo deve rispettare le norme e gli orientamenti dell'Unione in materia di clima ed energie rinnovabili; mette in evidenza che l'Adriatico è un mare chiuso e poco profondo, inadatto a smaltire le sostanze inquinanti e caratterizzato da un turismo fiorente su entrambe le sponde, e che la crescita della macroregione dovrebbe dipendere innanzitutto dal turismo e dalle attività economiche legate alla specificità dell'ambiente e dell'ecosistema; sottolinea la necessità di applicare in modo coerente la legislazione dell'UE e le convenzioni internazionali in materia di sostenibilità ambientale e sicurezza delle attività marittime; chiede la piena attuazione della direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino (2008/53/CE) e della direttiva sulla sicurezza delle operazioni in mare nel settore degli idrocarburi (2013/30/UE);

69.  chiede la formulazione di standard europei comuni sulla sicurezza dei trasporti per la macroregione adriatico-ionica;

70.  sottolinea la necessità di promuovere servizi aerei transfrontalieri attraverso la realizzazione di progetti comuni finalizzati a garantire e incrementare i collegamenti all'interno della macroregione;

Qualità ambientale

71.  ricorda la ricchezza degli ecosistemi terrestri, costieri e marini dei paesi partecipanti; constata che il mar Adriatico ospita quasi la metà (49%) di tutte le specie marine mediterranee registrate ed è la subregione del Mediterraneo più singolare in virtù della sua scarsa profondità, dei flussi limitati e dell'ampia influenza dei fiumi; chiede un impegno comune affinché siano adottate tutte le misure possibili, ad esempio l'uso di carburanti puliti per il trasporto marittimo e la logistica, per preservare la biodiversità dell'ambiente marino e gli habitat terrestri transnazionali, nonché per evitare e ridurre l'inquinamento del mare e le altre minacce alla biodiversità costiera e marina; sottolinea l'importanza di proteggere le specie marine e terrestri in pericolo come la foca monaca mediterranea, il proteo, la lince, il grifone e altre specie e invita i paesi partecipanti ad attuare misure proporzionate per conseguire tale obiettivo;

72.  sollecita uno scambio di migliori pratiche tra i paesi partecipanti per quanto riguarda la gestione del patrimonio naturale e culturale, inclusi i siti Natura 2000 e UNESCO, nell'ottica di creare attrazioni turistiche sostenibili;

73.  invita tutti i paesi partecipanti ad unire le forze per procedere alla pianificazione dello spazio marittimo, conformemente alla direttiva 2014/89/UE che istituisce un quadro per la pianificazione dello spazio marittimo, e alla gestione integrata delle zone costiere, coinvolgendo varie parti interessate (autorità nazionali, regionali e locali, popolazione locale, comunità di ricerca, ONG, ecc.); ritiene che una corretta governance congiunta dello spazio marittimo fornisca un quadro importante per l'uso sostenibile e trasparente delle risorse marittime e marine;

74.  invita la Commissione, vista la progressiva riduzione delle zone di pesca a seguito dell'aumento dell'attività marittima, ad assicurare che si tenga conto degli interessi dei settori coinvolti in modo equo e in ogni fase dello sviluppo delle attività marittime, segnatamente in sede di pianificazione dello spazio marittimo e di gestione integrata delle zone costiere;

75.  sottolinea l'importanza di proteggere e preservare i fiumi e i laghi del bacino adriatico-ionico;

76.  sottolinea la necessità di contrastare in modo responsabile l'inquinamento storico e transfrontaliero e di bonificare i siti interessati dalla contaminazione industriale del suolo, delle acque e dell'aria e, eventualmente, dall'inquinamento prodotto dai conflitti militari; appoggia tutte le misure attive che riducano l'inquinamento marino provocato da armi chimiche e convenzionali; è a favore della riduzione dei rifiuti marini, ai fini di una totale eliminazione, in linea con la direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino, con particolare riferimento all'inquinamento da rifiuti nelle isole adriatiche;

77.  esprime preoccupazione per i danni provocati dai rifiuti di plastica in mare; chiede alla Commissione di sostenere le iniziative volte a raccogliere e riciclare tali rifiuti; sottolinea l'importanza di coinvolgere i pescatori in tale processo;

78.  invita i paesi a sviluppare e attuare piani globali finalizzati al riutilizzo di siti industriali e militari obsoleti; sottolinea che questi siti non solo rappresentano una minaccia per l'ambiente, ma offrono anche un notevole potenziale economico ancora inesplorato;

79.  chiede che si incoraggi la delocalizzazione dell'industria dai centri urbani e dalle zone costiere, così da migliorare la qualità della vita;

80.  insiste affinché vengano utilizzati tutti gli strumenti esistenti per applicare le migliori soluzioni di gestione dei rifiuti e di trattamento delle acque reflue nella regione, in linea con la direttiva 91\271\CEE del Consiglio, del 21 maggio 1991, concernente il trattamento delle acque reflue urbane;

81.  richiama l'attenzione sulle varie catastrofi naturali e provocate dall'uomo che hanno colpito la regione negli ultimi anni; richiama l'attenzione sul problema della deforestazione e altri rischi relativi al cambiamento climatico; sottolinea la necessità di applicare pienamente i principi orizzontali per la gestione del rischio di catastrofi naturali e l'adattamento ai cambiamenti climatici in attuazione del piano d'azione e delle priorità di ogni pilastro; incoraggia la cooperazione tra gli istituti idrometeorologici dei paesi nella gestione dei fenomeni meteorologici estremi, delle conseguenze dei cambiamenti climatici e del rischio di catastrofi; ritiene che l'acqua, l'agricoltura e il turismo siano i settori più vulnerabili ai cambiamenti climatici e incoraggia pertanto la cooperazione tra autorità nazionali al fine di creare un quadro e un meccanismo di sostegno per l'attuazione di misure di adattamento e attenuazione;

82.  sottolinea la necessità di ridurre le emissioni di gas a effetto serra, segnatamente nel settore del trasporto marittimo;

83.  sottolinea l'esistenza di un problema che riguarda la disparità geografica e temporale nell'accessibilità alle riserve idriche nonché la marcata carenza d'acqua sulle isole e nell'area costiera durante la stagione estiva, quando la domanda d'acqua diventa notevolmente superiore in ragione dell'arrivo di un gran numero di turisti;

84.  sollecita la creazione di un centro regionale per la preparazione alle catastrofi unitamente a un piano di emergenza congiunto per la gestione delle fuoriuscite di petrolio e dei casi di inquinamento su larga scala, al fine di mettere a punto un sistema di allarme rapido inteso a prevenire le catastrofi naturali e quelle provocate da attività industriali, di trasporto o di altro tipo, come ad esempio inondazioni, incendi e attività di sfruttamento nell'Adriatico; sottolinea che il centro dovrebbe essere direttamente collegato al meccanismo di protezione civile dell'UE; sottolinea l'importanza di preservare l'ecosistema e la biodiversità della regione mediante una migliore conoscenza e lo scambio di migliori pratiche;

85.  invita i paesi che non fanno parte dell'Unione europea ad accelerare l'attuazione dell'acquis settoriale (ad esempio la direttiva quadro sulle acque) ai fini della loro futura adesione all'UE;

86.  esorta gli Stati membri a consultare le autorità competenti dei paesi confinanti e delle comunità locali nella macroregione, specialmente per quanto riguarda le attività economiche soggette alla valutazione d'impatto ambientale a norma della direttiva 2014/52/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 aprile 2014, che modifica la direttiva 2011/92/UE concernente la valutazione dell'impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati;

Turismo sostenibile e competitivo

87.  sottolinea l'importanza eccezionale del turismo per l'economia europea e lo sviluppo della coesione sociale nell'UE, specialmente per i paesi del Mediterraneo e per la regione nel suo complesso; sottolinea la necessità di sviluppare nuovi approcci per compensare la stagionalità, che siano coerenti con l'impatto e la sostenibilità del turismo sull'ambiente; chiede un maggiore sostegno finanziario per i progetti nel settore del turismo tramite i fondi SIE e altre fonti;

88.  sollecita il miglioramento urgente dei collegamenti stradali transfrontalieri al fine di migliorare la competitività del turismo, dal momento che la connettività insufficiente causa strozzature del traffico e lunghi ritardi; sottolinea che, ai fini dell'attività turistica, occorre migliorare l'attuale infrastruttura aerea e i collegamenti marittimi tra le due coste dell'Adriatico;

89.  ricorda la necessità di favorire l'utilizzo di scali aeroportuali già esistenti nella macroregione al fine di evitare una concentrazione eccessiva dei passeggeri in pochi hub e di favorire un turismo sostenibile e più equilibrato dal punto di vista dei flussi nei diversi territori;

90.  riconosce il ricco patrimonio culturale e naturale (incluse le attività culturali come il cinema, il teatro e la musica) della regione quale grande punto di forza su cui si fonda il settore del turismo; sottolinea il gran numero di siti tutelati dall'UNESCO e i siti Natura 2000 presenti in tutti i paesi partecipanti; ritiene che, nonostante il significativo contributo apportato all'economia da questo settore, il potenziale turistico non venga ancora sfruttato appieno, soprattutto a causa di cicli stagionali molto marcati e delle carenze a livello di innovazione, sostenibilità, infrastrutture di trasporto, qualità dell'offerta turistica, competenze delle parti interessate e gestione del turismo responsabile; chiede ai paesi partecipanti di adottare politiche atte a garantire un'adeguata offerta di collegamenti e di servizi ricettivi anche al di fuori della stagione estiva, al fine di diversificare i flussi turistici e di assicurare una presenza turistica costante nelle diverse stagioni dell'anno; sottolinea l'importanza dell'integrazione tra turismo e patrimonio naturale, culturale e artistico;

91.  esorta gli Stati membri a promuovere soluzioni di mobilità sostenibile nel settore del turismo, migliorando così la qualità dei servizi turistici e ampliandone la gamma;

92.  riconosce l'importanza dei parchi nazionali e naturali e delle aree protette quale fondamento della futura educazione civica sui temi della tutela ambientale e della lotta al cambiamento climatico;

93.  sottolinea che per un ulteriore sviluppo del turismo nella regione è essenziale una cooperazione fra i paesi; incoraggia l'elaborazione di strategie in materia di turismo per il mare Adriatico e il mar Ionio che si basino sulla sostenibilità e consentano ai paesi di trarre vantaggio dalle sinergie e affrontare le sfide comuni a livello macroregionale; ritiene che sia necessario lavorare di concerto per migliorare il profilo delle destinazioni nella regione adriatico-ionica;

94.  esorta la Commissione, i paesi partecipanti e le autorità locali e regionali ad adottare misure che incentivino le parti interessate a migliorare l'infrastruttura turistica;

95.  sottolinea l'importanza di sostenere le attività culturali e creative e in particolare lo sviluppo e l'integrazione imprenditoriale nei settori della musica, del teatro, della danza, della cinematografia; incentiva l'organizzazione di festival, convention e manifestazioni culturali che promuovano l'integrazione;

96.  richiama l'attenzione sulla necessità di consentire un accesso più agevole all'assistenza e al finanziamento delle PMI, fondamentali per il settore turistico; esorta le parti interessate della regione a partecipare alla rete Enterprise Europe al fine di condividere esperienze, fare rete e reperire partner transfrontalieri;

97.  sottolinea l'importanza dei processi di Smart Specialisation e Smart Communities attraverso la valorizzazione di piattaforme di innovazione esistenti, tra cui la creazione di un distretto della creatività di area adriatico-ionica;

98.  sostiene lo sviluppo di un'offerta turistica diversificata che comprenda parchi e itinerari turistici tematici, il turismo culturale, rurale, sanitario, medico, nautico, enogastronomico, congressuale e quello sportivo, inclusi ciclismo, golf, immersioni subacquee, escursionismo, sci, alpinismo e sport all'aperto, allo scopo di promuovere il turismo tutto l'anno e migliorare la competitività delle destinazioni turistiche, basandosi sulla sostenibilità; sostiene lo sviluppo del turismo rurale per ridurre la pressione sui centri turistici principali e sulla stretta zona costiera, contribuendo a superare il problema della stagionalità; sostiene l'espansione delle attività turistiche verso l'entroterra, creando al contempo prodotti turistici integrati che includano le attrazioni principali delle capitali della macroregione;

99.  sottolinea l'importanza della coerenza tra l'infrastruttura e la gestione del turismo nonché la necessità di migliorare la qualità e la diversità dei servizi e delle offerte, tenendo conto delle specificità della regione; insiste inoltre sull'importanza di promuovere e di mantenere le tradizioni locali e regionali;

100.  sottolinea l'importanza di valutare percorsi e modelli imprenditoriali alternativi, collegando meglio l'offerta di crociere alla popolazione e ai prodotti locali, così da gestire in modo più efficace l'insostenibile congestione e sfruttare meglio il pieno potenziale della zona, con vantaggi economici più duraturi per le economie locali; riconosce l'importanza di sviluppare e assegnare un marchio alle rotte turistiche macroregionali, grazie alla mappatura e all'ulteriore promozione delle rotte esistenti;

101.  sostiene la valorizzazione a fini turistici di cluster di prodotti maggiormente rappresentativi dell'area e la definizione di programmi di promo-commercializzazione;

102.  sottolinea la necessità di una reale intermodalità dei trasporti, caratterizzata da una rete articolata con servizi e aree di interscambio, al fine di sviluppare un turismo ecocompatibile e di qualità;

103.  promuove la creazione di una Carta adriatico-ionica che promuova il turismo sostenibile attraverso la definizione di criteri, principi e linee guida, attraverso l'implementazione dell'ETIS (European Tourism Indicator System) che permetta la valutazione delle performance delle destinazioni turistiche al fine di migliorare il loro sviluppo sostenibile;

104.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti dei paesi partecipanti alla strategia dell'UE per la regione adriatico-ionica (EUSAIR) ovvero Croazia, Grecia, Italia, Slovenia, Albania, Bosnia-Erzegovina, Montenegro e Serbia).

MOTIVAZIONE

Contesto

Il Consiglio europeo del dicembre 2012 ha invitato la Commissione a presentare una nuova strategia dell'UE per la regione adriatica e ionica (EUSAIR) prima della fine del 2014. La Commissione ha debitamente risposto alla richiesta presentando l'EUSAIR il 17 giugno 2014.

Si tratta della terza strategia macroregionale dell'UE e può beneficiare dell'esperienza e degli insegnamenti tratti dalla strategia dell'Unione europea per la regione del mar Baltico e dalla strategia dell'Unione europea per la regione del Danubio. Si basa sulla cooperazione esistente nella regione, in particolare l'iniziativa adriatico-ionica, avviata nel 2000 con la firma della dichiarazione di Ancona, e l'Euroregione adriatico-ionica, istituita nel 2006 con 26 enti regionali e locali di sette paesi in qualità di membri. L'EUSAIR copre otto paesi equamente rappresentati da Stati membri dell'UE (Croazia, Grecia, Italia e Slovenia) e paesi non appartenenti all'UE aventi tutti lo status di candidato (Albania, Montenegro e Serbia) o di candidato potenziale all'adesione (Bosnia-Erzegovina). La regione, nella quale vivono oltre 70 milioni di persone, svolge un ruolo fondamentale nel rafforzamento della continuità geografica in Europa.

Il passato turbolento della regione è caratterizzato da eventi che hanno avuto effetti devastanti e duraturi in materia di sviluppo e cooperazione tra i paesi. Più recentemente, la crisi economica ha avuto un grave impatto sulla regione. La disoccupazione e l'indebitamento stanno raggiungendo livelli senza precedenti e i paesi devono ricorrere a dolorosi tagli di bilancio e a sforzi di risanamento del bilancio. La ripresa economica e la crescita nelle economie in crisi sono ostacolate da un calo degli investimenti, sia pubblici che privati.

In tale contesto, la strategia EUSAIR offre ai paesi della regione un'opportunità eccezionale di voltare pagina rispetto ai problemi economici e politici del passato, lavorando insieme, sotto la guida della Commissione, onde perseguire la prosperità e lo sviluppo sostenibile.

Il calendario della strategia EUSAIR è ideale per due motivi, entrambi derivanti da cambiamenti politici a livello dell'UE. In primo luogo, la Commissione Juncker ha deciso di orientarsi verso il rilancio degli investimenti attraverso il piano di investimenti e il risultante Fondo europeo per gli investimenti strategici. Per i paesi della regione adriatica e ionica ciò rappresenta una grande opportunità per colmare la carenza di investimenti registrata negli ultimi anni. L'EUSAIR offre un'opportunità per orientare gli investimenti in modo da conseguire risultati a vantaggio dell'intera regione. In secondo luogo, la Commissione ha ripetutamente affermato che non vi sarà alcun nuovo allargamento nel prossimo futuro. Sebbene sia una notizia negativa per i paesi dei Balcani occidentali, l'EUSAIR consentirà loro di avvicinarsi all'Unione allineando le rispettive politiche e lavorando a stretto contatto con gli Stati membri.

Le potenzialità della regione adriatica e ionica sono vaste e possono essere sfruttate solo mediante sforzi congiunti e coordinati da parte di tutti i paesi della regione, con una notevole partecipazione degli enti locali e regionali. La Commissione, di concerto con la BEI e altri attori internazionali, dovrà svolgere un ruolo particolare nel fornire orientamenti e sostegno all'attuazione della strategia. Il relatore confida nel fatto che l'EUSAIR dimostrerà di avere un'importanza storica sia per i paesi partecipanti che per l'UE nel suo insieme.

Priorità e proposte

A seguito di vari mesi di discussioni con i soggetti interessati dalla strategia a livello di UE, nazionale, regionale e locale nei paesi coinvolti, sono emerse le seguenti priorità di sviluppo, idee e proposte:

Pilastro I — Crescita blu (pesca marittima, acquacoltura, tecnologie blu, governance e servizi marittimi e marini)

-  adeguamento a favore di un uso efficiente delle risorse della pesca e promozione della produzione e del consumo dei prodotti ittici;

-  miglioramento del contesto imprenditoriale e potenziamento della competitività dell'industria marittima attraverso un sostegno istituzionale e infrastrutturale;

-  sostegno alla ricerca e allo sviluppo nonché alle innovazioni applicate nel settore marittimo e promozione dell'economia blu in termini di ricerca, innovazione e competenze;

-  investimenti nello sviluppo delle risorse umane;

-  sviluppo di cluster macroregionali — "costruzioni navali verdi nei mari Adriatico e Ionio" — incoraggiare l'uso di nuovi materiali e delle biotecnologie al fine di ridurre la pressione sull'ambiente causata da operazioni tecnologiche nel settore della costruzione navale, della riparazione di navi e della manutenzione di imbarcazioni da diporto;

-  miglioramento dell'accesso ai finanziamenti e promozione dell'avviamento di imprese — "finanziamento dell'economia blu adriatico-ionica";

-  governance dello spazio marittimo — "governance marittima e task force dei servizi", "attuazione della pianificazione coordinata dello spazio marittimo (PSM) e gestione integrata delle zone costiere (ICM)" — creare una base giuridica per il piano di gestione dello spazio marittimo, considerando la possibilità di modificare la normativa al fine di stabilire norme che disciplinino l'attuazione del piano;

-  competenze marittime — "circolazione delle competenze marittime";

-  governance dello spazio marittimo — "governance marittima e task force dei servizi";

-  condivisione di conoscenze e dati — cloud di dati della regione adriatico-ionica a sostegno di governance e servizi marittimi;

-  capacità istituzionale di armonizzare le norme e i regolamenti marittimi — "formazione e sostegno reciproco riguardanti la pianificazione dello spazio marittimo e la gestione integrata delle zone costiere";

-  collegamento tra turismo e pesca — la maggior parte delle popolazioni costiere vive di pesca e turismo;

-  pesca in modo sostenibile — uso di piccoli pescherecci, utilizzo di attrezzi da pesca selettivi;

-  istituzione di zone marine protette — consentirebbe di garantire una pesca sostenibile;

-  fornitura di motori che non inquinano l'ambiente;

-  creazione di impianti di trasformazione a conduzione familiare di piccole dimensioni, perché in questo modo la popolazione che vive grazie ad attività della pesca può ottenere un valore maggiore attraverso un prodotto finale completo;

-  migliore collegamento tra i paesi, adottando piani comuni e regolamentazione dei mercati della pesca;

-  integrazione e adozione di piani regionali a lungo termine della pesca, specialmente quando si tratta delle risorse divisibili;

-  conformità UE e norme e pratiche comuni — "rispetto delle norme UE in materia di attività di pesca", "sviluppo di norme comuni nel settore dell'acquacoltura";

-  diversificazione e redditività del settore della pesca e dell'acquacoltura — "rete anticrisi per le industrie dei prodotti alimentari della pesca", "miglioramento e diversificazione delle attività di pesca", "gestione e localizzazione sostenibile del sito di acquacoltura" — per migliorare la piattaforma di sviluppo nel settore della pesca e dell'acquacoltura al fine di aumentare la produttività e la qualità delle prestazioni ambientali attraverso lo sviluppo di attività che permettono l'integrazione della pesca e delle attrazioni turistiche, lo sviluppo dell'acquacoltura in modo tale da consentire la coesistenza con altre attività nonché la localizzazione sostenibile e rispettosa dell'ambiente per ambiente marino e pesca;

-  maggiore produzione e promozione dell'acquacoltura in termini di riduzione dell'impatto negativo delle attività di pesca sugli stock ittici e protezione delle zone di riproduzione, come quella vicina all'isola di Jabuka in Croazia;

-  collegamento tra turismo e acquacoltura come attività compatibili;

-  pianificazione dello spazio per l'acquacoltura, in base a principi e pratiche comuni — concetto AZA (Allocated Zones for Aquaculture);

-  miglioramento della competitività del settore dell'acquacoltura: promozione della cooperazione nel campo della ricerca e sviluppo, diversificazione del settore (nuove specie, nuove tecniche, acquacoltura biologica);

-  promozione di forme tradizionali di acquacoltura pienamente integrate nell'area naturale nonché dell'uso di materiali naturali per l'allevamento e la coltivazione di specie autoctone;

-  collaborazione in materia di acquacoltura nella macroregione, adottando piani comuni in materia di migliore competitività del mercato;

-  maggiore efficacia del contesto in cui operano le imprese e gli investitori;

-  cooperazione commerciale rafforzata tra le imprese della regione;

-  eliminazione degli ostacoli all'attività economica delle imprese nel mercato unico dell'Unione europea;

-  promozione del trasferimento di nuove tecnologie nei settori economico e pubblico e promozione del progresso tecnologico della società;

-  conservazione dei settori della pesca nazionali (in particolare le sue forme tradizionali di pesca) e il settore dell'acquacoltura nel quadro dell'attuazione della politica comune della pesca.

Pilastro II — Collegare la regione (trasporto marittimo, collegamenti intermodali con l'entroterra, reti energetiche)

-  estensione Nord-Sud del corridoio scandinavo-mediterraneo al tratto Ancona-Pescara-Bari e del corridoio baltico alla costa adriatica, per collegare meglio la penisola iberica al centro Italia e ai Balcani;

-  potenziamento sistematico dell'infrastruttura di trasporto mediante la ricostruzione, la ristrutturazione o la costruzione di nuove infrastrutture, ad esempio i progetti dei ponti di Messina e Peljesăc e altri;

-  competitività nel mercato dei servizi di trasporto in linea con la normativa dell'UE;

-  sviluppo di sistemi nazionali al fine di sostenere il trasporto pubblico o collettivo e aumento dell'attrattiva del trasporto pubblico in tutti i moduli di trasporto;

-  attuazione di partenariati fra pubblico e privato nelle operazioni di trasporto;

-  pianificazione a lungo termine dei programmi in materia di sicurezza dei trasporti, in particolare nel trasporto su strada;

-  miglioramento dei sistemi ai valichi di frontiera;

-  miglioramento delle connessioni con l'entroterra dei porti marittimi della rete TEN-T e imposizione dello sviluppo dell'intermodalità nella regione adriatico-ionica;

-  riduzione dell'isolamento delle zone insulari e remote, migliorando il loro accesso ai servizi energetici e di trasporto;

-  costruzione di adeguate infrastrutture energetiche;

-  diversificazione delle fonti e delle rotte di approvvigionamento per l'intera regione ai fini della messa in rete dell'energia della macroregione adriatico-ionica in uno spazio europeo dell'energia;

-  raggruppamento di attività /servizi portuali in tutta la regione — Esempi di possibili progetti: condivisione di funzioni strategiche e armonizzazione dei processi portuali attraverso un sistema di trasporto intelligente (ITS), basandosi ad esempio sull'iniziativa dell'associazione dei porti dell'Adriatico settentrionale (Trieste, Venezia, Capodistria e Fiume) e sul progetto della comunità dei porti dell'Adriatico (Venezia, Porto Tolero e Igoumenitsa);

-  miglioramento e armonizzazione del controllo e della gestione del traffico;

-  sviluppo dei porti, ottimizzazione di interfacce, infrastrutture, procedure/operazioni portuali;

-  sviluppo della rete globale nei Balcani occidentali;

-  miglioramento dell'accessibilità delle regioni costiere e delle isole;

-  sviluppo delle autostrade del mare;

-  riforma ferroviaria;

-  sviluppo del trasporto aereo;

-  agevolazioni transfrontaliere;

-  la via di corridoi transnazionali sul territorio nazionale (autostrade del mare, corridoio Mediterraneo e Baltico-Adriatico della rete centrale TEN-T);

-  migliore sicurezza dei trasporti marittimi e dei sistemi di informazione, maggiore consapevolezza della situazione marittima per un utilizzo più efficace delle risorse umane, di attrezzature e navi, risposta più efficace alle sfide in materia di sicurezza marittima e inquinamento dell'ambiente marino;

-  coordinamento di grandi progetti infrastrutturali di interconessione nella regione adriatica tra paesi.

Pilastro III — Qualità dell'ambiente (ambiente marino, habitat terrestri transnazionali e biodiversità)

-  riduzione dell'eutrofizzazione antropogenica risultante da fonti puntuali e diffuse investendo nel settore dell'acqua (costruzione di impianti di trattamento delle acque reflue per le acque reflue domestiche e industriali e corrispondenti impianti di smaltimento dei fanghi e ammodernamento della rete fognaria) e nell'agricoltura biologica della zona costiera;

-  protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi, assicurando un adeguato sistema di monitoraggio, informazione e gestione della rete Natura 2000 e garantendo la gestione sostenibile della natura;

-  riduzione dell'impatto dei rifiuti marini sull'ambiente tramite una migliore gestione dei rifiuti nelle zone costiere e programmi di pulizia;

-  agevolazione di una conservazione coordinata e dello sviluppo sostenibile delle zone costiere nella regione mediante la ratifica e l'attuazione del protocollo sulla della gestione integrata delle zone costiere della convenzione di Barcellona;

-  promozione e conseguimento di uno sviluppo sostenibile delle economie marittime e costiere e dell'uso sostenibile delle risorse marine e costiere mediante la pianificazione dello spazio marittimo;

-  maggiore conoscenza dell'ambiente marino — migliorare la disponibilità e la tempestività dei dati sullo stato della biodiversità sulla terraferma e in mare;

-  potenziamento della rete di aree marine protette — creare capacità per attuare l'accesso agli ecosistemi e la mappatura delle zone importanti per la conservazione della specie e dei tipi di habitat nei siti prioritari, nonché creazione di aree protette in mare;

-  sostegno a programmi di bonifica;

-  individuazione di punti critici per quanto riguarda l'ambiente marino;

-  scambio delle migliori pratiche tra le autorità di gestione di zone marine protette;

-  elaborazione e attuazione di un piano di emergenza comune;

-  garanzia dell'ordine di priorità degli investimenti al fine di rispecchiare il contributo alla riduzione dell'inquinamento del mare;

-  armonizzazione e applicazione delle leggi nazionali in materia di habitat e biodiversità terrestri — armonizzazione della normativa in materia di pianificazione urbana, protezione della natura, dell'ambiente e del patrimonio culturale con la convenzione europea sul paesaggio;

-  protezione e ripristino delle zone umide costiere e delle aree carsiche;

-  collegamento tra la sorveglianza a livello nazionale e un sistema di allarme rapido, onde rafforzare la prima, per ridurre il rischio di inondazioni/azione delle onde, inquinamento, incendio, ecc.;

-  collegamento/istituzione del sistema di monitoraggio dell'ambiente marino e collegamento/istituzione di misure per proteggere l'ambiente marino a livello di (sotto) regioni al fine di raggiungere una buona situazione ecologica riguardo a questioni che non possono essere risolte mediante il monitoraggio/misure che rientrano nell'ambito di applicazione delle disposizioni nazionali (ad esempio trattati, come la convenzione di Barcellona e i relativi protocolli, le direttive europee — direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino, ecc.).

Pilastro IV — Turismo sostenibile e competitivo (offerta turistica diversificata, gestione del turismo sostenibile e responsabile)

-  diversificazione dell'offerta e dei prodotti turistici allo scopo di superare la stagionalità — itinerari tematici transnazionali, valorizzazione del patrimonio naturale e culturale attraverso il turismo, costruzione di nuove infrastrutture turistiche (ad esempio parchi tematici, campi da golf), branding dei prodotti e dei servizi del turismo nella macroregione, promozione della regione sui mercati mondiali, promozione mirata a specifici gruppi di destinatari (ad esempio gli anziani, o per congressi e turismo d'affari), posizionamento della regione quale ottima destinazione durante la bassa stagione;

-  maggiore qualità e innovazione nel turismo — TIC, istruzione, trasferimenti tecnologici, collegamento in rete dei soggetti commerciali, cluster, scambio di esempi di buone pratiche, collegamenti tra i settori dell'agricoltura locale, del turismo e dell'approvvigionamento alimentare, promozione/marketing innovativi;

-  gestione del turismo sostenibile e responsabile — diversificazione del turismo nautico e croceristico, piattaforma di ricerca e sviluppo sostenibile per nuovi prodotti e servizi, sviluppo di itinerari turistici tematici sostenibili, mappatura degli itinerari turistici tematici esistenti, valorizzazione del patrimonio naturale e culturale, creazione di reti di cluster e imprese del turismo sostenibile, efficienza energetica, specializzazione intelligente nel settore del turismo;

-  migliore accessibilità dei prodotti e dei servizi turistici — migliorare competenze e servizi specifici, la formazione del personale, la promozione e la disponibilità di informazioni, la cooperazione finalizzata ad agevolare gli spostamenti dei turisti, l'armonizzazione delle statistiche nazionali volte a facilitare la misurazione degli effetti della pianificazione settoriale e futura e della definizione delle politiche;

-  uso più efficiente dei fondi UE — agevolare l'accesso ai finanziamenti per le nuove start-up e PMI innovative e sostenibili incentrate sulla ricerca, che si tradurrà in nuovi prodotti e servizi nel settore e nel miglioramento della qualità;

-  iniziativa per il miglioramento della qualità per l'offerta di turismo sostenibile — apportare le necessarie modifiche nei regolamenti;

-  rete di cluster e imprese del turismo sostenibile;

-  formazione professionale e delle capacità imprenditoriali nel settore del turismo — incoraggiare la diversificazione delle offerte e dei prodotti turistici;

-  cooperazione adriatico-ionica per facilitare la circolazione dei turisti.

Altre priorità:

-  garantire l'integrazione dei paesi dei Balcani occidentali nell'UE;

-  garantire la coerenza tra le tre strategie macroregionali dell'UE;

-  garantire la necessaria coerenza dei progetti delle strategie macroregionali con i progetti strategici nazionali.

Programma di cooperazione Adriatico-Ionico 2014-2020

Il programma di cooperazione Adriatico-Ionico 2014-2020 (ADRION) è un programma nell'ambito del secondo obiettivo della politica di coesione — Cooperazione territoriale europea. Il programma comprende quattro Stati membri dell'UE (Croazia, Grecia, Italia e Slovenia) e quattro paesi IPA (Albania, Bosnia-Erzegovina, Montenegro e Serbia). Per il periodo 2014-2020, il bilancio del programma ADRION complessivo ammonta a 118 154 690 EUR, compresi il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) (83 467 729 EUR), lo strumento di assistenza preadesione (IPA II) (15 688 887 milioni di EUR) e i contributi nazionali (18 998 074 EUR). Il programma di cooperazione (documento di programmazione) che definisce i settori di investimento del programma ADRION è attualmente in corso di negoziazione con la Commissione europea e dovrebbe essere adottato entro la fine del 2015. L'obiettivo generale del programma è quello di fungere da motore per le politiche e l'innovazione della governance, favorendo l'integrazione europea tra gli Stati membri e gli Stati non membri dell'UE, utilizzando le ricche risorse naturali, culturali e umane dell'Adriatico e dello Ionio e rafforzando la coesione economica, sociale e territoriale nell'area del programma.

Attualmente sono stati selezionati e proposti i seguenti quattro obiettivi tematici e cinque priorità di investimento, che beneficeranno di finanziamenti nell'ambito del programma ADRION:

-  regione innovativa e intelligente (obiettivo tematico 1, priorità d'investimento 1b) con l'obiettivo specifico: sostenere lo sviluppo di un sistema di innovazione regionale per l'area adriatico-ionica;

-  regione sostenibile (obiettivo tematico 6, priorità d'investimento 6c) con l'obiettivo specifico: promuovere la valorizzazione e la conservazione sostenibile dei beni naturali e culturali in quanto fattori di crescita nell'area adriatico-ionica; (obiettivo tematico 6, priorità d'investimento 6d) con l'obiettivo specifico: rafforzare le capacità per affrontare a livello transnazionale la vulnerabilità ambientale, la frammentazione e la tutela dei servizi ecosistemici nell'area adriatico-ionica;

-  regione connessa (obiettivo tematico 7, priorità d'investimento 7c) con l'obiettivo specifico: rafforzare le capacità per i servizi di mobilità e trasporto integrati e la multimodalità nell'area adriatico-ionica;

-  sostenere la governance dell'EUSAIR (obiettivo tematico 11) con l'obiettivo specifico: facilitare il coordinamento e l'attuazione dell'EUSAIR potenziando la capacità istituzionale delle pubbliche amministrazioni e dei soggetti interessati e coadiuvando i progressi nell'attuazione delle priorità comuni.

La struttura di governance della strategia EUSAIR è responsabile per la gestione e l'attuazione della strategia. I paesi coinvolti nella strategia EUSAIR si assumono la loro parte di responsabilità per l'attuazione e il coordinamento della strategia. Il programma ADRION sostiene la governance e l'attuazione della strategia EUSAIR principalmente nell'ambito dell'obiettivo tematico 11 con l'istituzione di uno strumento operativo - la struttura di base nella regione costiera slovena e la rete di punti di contatto negli Stati partner - basandosi sulle strutture esistenti.

16.7.2015

PARERE DELLA COMMISSIONE PER GLI AFFARI ESTERI

destinato alla commissione per lo sviluppo regionale

su una strategia dell'UE per la regione adriatica e ionica

(2014/2214(INI))

Relatore: Dubravka Šuica

SUGGERIMENTI

La commissione per gli affari esteri invita la commissione per lo sviluppo regionale, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  sottolinea l'importanza strategica di promuovere il processo di integrazione e allargamento, la cooperazione regionale e le relazioni di buon vicinato a livello europeo, attraverso gli strumenti e i mezzi della strategia dell'UE per la regione adriatica e ionica (EUSAIR); si aspetta che venga impresso nuovo slancio al rafforzamento della pace, della coesione sociale, dello sviluppo economico, della sostenibilità ambientale e della sicurezza nell'Europa sudorientale;

2.  è del parere che l'esistenza di meccanismi di governance democratici, trasparenti, stabili e adeguati sia essenziale per fornire un orientamento strategico, assumere decisioni fondamentali e garantire un'attuazione efficace della EUSAIR; sostiene un maggiore coinvolgimento di tutte le parti interessate, tra cui la società civile e le imprese private, nel processo di attuazione; ritiene importante garantire un'adeguata visibilità della EUSAIR a tutti i livelli; auspica una stretta collaborazione con le organizzazioni e i programmi europei pertinenti, anche in materia di sfide sociali e migratorie che interessano la regione, con particolare attenzione per la strategia 2020 per l'Europa sudorientale; chiede che siano evitate duplicazioni e sovrapposizioni di attività e che siano sviluppati progetti e sinergie comuni, in particolare con l'Iniziativa centroeuropea (InCE), il processo di cooperazione per l'Europa sudorientale (SEECP) e l'Unione per il Mediterraneo (UpM);

3.  ritiene fondamentale che la EUSAIR contribuisca al processo di adesione all'Unione europea dei paesi dei Balcani occidentali, fornendo loro la possibilità di cooperare strettamente con gli Stati membri dell'UE e facendo fronte alle sfide comuni a livello regionale; incoraggia l'inclusione nella EUSAIR dell'ex Repubblica jugoslava di Macedonia e il Kosovo; sostiene lo sviluppo di sinergie e di politiche coordinate tra l'Unione europea, gli Stati membri interessati e i paesi dei Balcani occidentali; accoglie favorevolmente le riunioni regolari dei sei primi ministri dei Balcani occidentali e ne incoraggia un'azione coordinata sulle questioni regionali; ritiene importante che i paesi dell'Europa sudorientale affrontino le questioni legate alla corruzione, allo Stato di diritto e al rispetto dei diritti umani;

4.  invita i paesi dei Balcani occidentali a essere pienamente ed efficacemente partecipi di tutte le fasi di attuazione della EUSAIR e a migliorare la connettività tra di loro e con il resto dell'Unione europea, compreso il corridoio Adriatico-Ionio, anche semplificando gli oneri amministrativi esistenti, allo scopo di accelerare la crescita economica sostenibile e favorire i contatti interpersonali; sottolinea l'importanza strategica del corridoio Adriatico-Ionio e auspica che siano affrontate le notevoli disparità e carenze infrastrutturali presenti in questi paesi e relative soprattutto alle reti stradali e ferroviarie, alle connessioni intermodali, ai sistemi di gestione del traffico e alle infrastrutture energetiche; chiede il completamento delle rimanenti tratte dei corridoi di trasporto transeuropei nell'Europa sudorientale, compresi i corridoi V, VI, VIII e X, che miglioreranno la connettività generale della regione con gli Stati membri dell'UE; esorta ad accelerare i lavori per la costruzione del ponte di Pelješac e dell'autostrada adriatico-ionica al fine di agevolare la connettività;

5.  chiede che sia offerto maggiore sostegno ai progetti comuni nel settore dell'energia, come il gasdotto ionico-adriatico, al fine di accrescere la sicurezza dell'approvvigionamento; chiede altresì una gestione condivisa e sostenibile delle risorse fondamentali e comuni, come le risorse marine e alieutiche dei mari Adriatico e Ionio; invita ad attuare strategie e progetti intelligenti di sviluppo regionale incentrati sull'economia verde e sull'inclusione sociale;

6.  invita la Commissione, compresa la DG Politica di vicinato e negoziati di allargamento, a perseguire, attraverso la coerenza e la complementarità, la massima efficienza nell'uso di tutti gli strumenti di finanziamento disponibili, allo scopo di ottimizzare l'impatto, conseguire risultati migliori e incoraggiare la crescita economica sostenibile; ritiene opportuno impiegare gli strumenti di finanziamento anche in modo tale da incoraggiare investimenti privati aggiuntivi; chiede che siano messi a punto nuovi meccanismi di coordinamento dei finanziamenti per sostenere i progetti faro della EUSAIR;

7.  deplora che questioni quali il traffico di esseri umani e la criminalità transnazionale, che destano crescenti preoccupazioni, non siano adeguatamente affrontate dalla EUSAIR; chiede l'inclusione nella EUSAIR di componenti riguardanti la criminalità transnazionale e qualsiasi forma di traffico, rilevando che questa regione dell'Europa è attraversata dal traffico legato alla criminalità;

8.  sottolinea che è opportuno inserire quale componente della EUSAIR anche la migrazione irregolare; chiede che sia prestata maggiore attenzione alla coesione sociale e allo sviluppo locale, in quanto dimensioni fondamentali per l'integrazione dei migranti e per il rafforzamento delle capacità di asilo;

9.  è pienamente convinto che la EUSAIR debba tenere conto dell'importanza strategica della regione ai fini della sicurezza energetica dell'UE, soprattutto per la diversificazione delle fonti e delle rotte di approvvigionamento; evidenzia che gli investimenti nelle interconnessioni energetiche rappresentano il punto di partenza per l'integrazione della regione nella rete energetica dell'UE; chiede il pieno rispetto del pertinente acquis dell'UE, senza dimenticare l'elevata vulnerabilità ambientale dei mari Adriatico e Ionio; invita a rafforzare le fonti di energia rinnovabili e l'efficienza energetica, come pure a sviluppare l'infrastruttura energetica, in particolare nelle aree remote e/o meno ben collegate;

10.  sottolinea la necessità di accrescere la dimensione parlamentare della EUSAIR; incoraggia i paesi partecipanti a continuare a sviluppare la cooperazione interparlamentare, anche sulla supervisione dell'attuazione della EUSAIR e sulla promozione del ravvicinamento all'acquis dell'UE; raccomanda di estendere il coinvolgimento parlamentare oltre la Conferenza annuale dei presidenti dei parlamenti, onde rafforzare il controllo parlamentare;

11.  invita la Commissione a informare e consultare regolarmente il Parlamento in merito all'impatto ottenuto attraverso l'attuazione della EUSAIR.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

15.7.2015

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

52

9

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Lars Adaktusson, Michèle Alliot-Marie, Nikos Androulakis, Francisco Assis, Petras Auštrevičius, Amjad Bashir, Bas Belder, Goffredo Maria Bettini, Mario Borghezio, Elmar Brok, Klaus Buchner, James Carver, Fabio Massimo Castaldo, Javier Couso Permuy, Arnaud Danjean, Georgios Epitideios, Knut Fleckenstein, Eugen Freund, Michael Gahler, Iveta Grigule, Manolis Kefalogiannis, Afzal Khan, Janusz Korwin-Mikke, Andrey Kovatchev, Ilhan Kyuchyuk, Ryszard Antoni Legutko, Arne Lietz, Barbara Lochbihler, Sabine Lösing, Andrejs Mamikins, Tamás Meszerics, Javier Nart, Pier Antonio Panzeri, Demetris Papadakis, Vincent Peillon, Alojz Peterle, Tonino Picula, Cristian Dan Preda, Jozo Radoš, Sofia Sakorafa, Alyn Smith, Charles Tannock, László Tőkés, Elena Valenciano, Johannes Cornelis van Baalen, Hilde Vautmans, Boris Zala

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Angel Dzhambazki, Neena Gill, Andrzej Grzyb, Marek Jurek, Gabrielius Landsbergis, Urmas Paet, Dubravka Šuica, István Ujhelyi, Traian Ungureanu, Bodil Valero, Marie-Christine Vergiat, Janusz Zemke

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Fabio De Masi, Axel Voss, Ivan Štefanec

03.8.2015

PARERE DELLA COMMISSIONE PER L'AMBIENTE, LA SANITÀ PUBBLICA E LA SICUREZZA ALIMENTARE

destinato alla commissione per lo sviluppo regionale

su una strategia dell'UE per la regione adriatica e ionica

(2014/2214(INI))

Relatore Marco Affronte

SUGGERIMENTI

La commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare invita la commissione per lo sviluppo regionale, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

–  vista la direttiva 2001/42/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 giugno 2001, concernente la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull'ambiente (ESIE)(4),

–  vista la direttiva 2008/56/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 giugno 2008, che istituisce un quadro per l'azione comunitaria nel campo della politica per l'ambiente marino (direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino)(5),

–  vista la direttiva 2013/30/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 giugno 2013, sulla sicurezza delle operazioni in mare nel settore degli idrocarburi e che modifica la direttiva 2004/35/CE(6),

–  vista la direttiva 2014/52/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 aprile 2014, che modifica la direttiva 2011/92/UE concernente la valutazione dell'impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati(7),

1.  riconosce il nesso essenziale tra sviluppo economico e sostenibilità ambientale, tenendo conto del principio di sussidiarietà; sostiene la promozione della prosperità economica e sociale della regione, che non dovrebbe essere perseguita a scapito dell'equilibrio ecologico e della biodiversità dei fragili ecosistemi costieri e marini e delle loro risorse naturali; mette in evidenza la necessità di includere nella strategia dell'UE per la regione adriatica e ionica (EUSAIR) azioni concrete di salvaguardia dell'ambiente, compresi progetti volti a:

  (a)  proteggere le coste e l'ecosistema costiero e contrastare l'erosione,

  (b)  sostenere attività di adattamento ai cambiamenti climatici e progetti di gestione dei rischi nell'ottica di evitare catastrofi naturali connesse o meno ad attività umane,

  (c)  promuovere l'attuazione di validi sistemi di gestione dei rifiuti, di trattamento delle acque reflue e di prevenzione nel settore delle risorse idriche,

  (d)  lanciare attività di studio e di contrasto alla subsidenza;

2.  promuove l'economia blu come soluzione alla crisi economica, poiché stimola la creazione di nuovi posti di lavoro e lo sviluppo economico, con particolare attenzione all'occupazione femminile e giovanile nei paesi costieri e insulari; ritiene che la strategia dell'UE per la regione adriatica e ionica non possa essere attuata senza prendere in considerazione il concetto di economia blu, che lega i settori economici relativi ai mari e agli oceani, l'acquacoltura, i trasporti marittimi e fluviali e il turismo alla tutela ambientale;

3.  chiede alla Commissione di far sì che i paesi terzi coinvolti in progetti nella macroregione si conformino al pertinente acquis dell'Unione onde garantire uno sfruttamento sostenibile delle risorse dell'UE; raccomanda di avvalersi di accordi e convenzioni per coinvolgere i paesi terzi nei progetti ambientali dell'Unione; osserva altresì che, ai fini dell'attuazione della politica ambientale, sono fondamentali meccanismi di buona governance;

4.  invita la Commissione ad agevolare un dialogo regolare tra la EUSAIR e i partner scozzesi, affinché ciascuno possa essere informato in merito alle buone pratiche e all'approccio innovativo in fatto di gestione integrata delle zone costiere nel Mare del Nord;

5.  raccomanda agli Stati membri di scambiare esperienze e buone pratiche relativamente alla macroregione danubiana;

6.  invita la Commissione a informare e consultare regolarmente il Parlamento sui risultati dell'attuazione della EUSAIR;

7.  invita la Commissione e gli Stati partecipanti alla strategia a sviluppare progetti comuni in linea con la politica comune della pesca;

8.  ritiene che le coste e il tratto di mare compreso tra la dorsale adriatica italiana e quella balcanica rappresentino un patrimonio paesaggistico e ambientale di straordinario valore che deve essere difeso e valorizzato;

9.  ritiene, in tale ottica, che il completamento delle infrastrutture stradali e di trasporto su entrambe le sponde del mare Adriatico, il loro inserimento nelle reti e nei corridoi TEN-T nord-sud ed est-ovest e l'integrazione dei collegamenti mancanti siano una condizione essenziale per raggiungere gli obiettivi di sviluppo ecosostenibile della macroregione;

10.  raccomanda la promozione attiva dell'ecoinnovazione nei settori della pesca, dell'acquacoltura, del trasporto marittimo, del turismo (comprese le crociere), dei porti e delle infrastrutture correlate, nella prospettiva di sfruttare il grande potenziale della regione e di stimolare la crescita blu, creando in tal modo nuovi posti di lavoro, e di assicurare lo sfruttamento razionale e sostenibile delle risorse marine nel rispetto della politica marittima integrata; sostiene la promozione di servizi di trasporto merci e passeggeri marittimi innovativi, efficienti e sostenibili in grado di ridurre i tempi di percorrenza, i costi del trasporto e della logistica, le esternalità, e soprattutto le emissioni di CO2, in coerenza con l'adozione di piani di mobilità a basso impatto ambientale;

11.  invita la Commissione a promuovere lo sviluppo delle attività di pesca sostenibili dal punto di vista ambientale e di conservazione delle risorse ittiche e a promuovere altresì politiche integrate di pesca e turismo (ittiturismo, pescaturismo, maricoltura, pesca ricreativa), nel rispetto del principio della sostenibilità;

12.  ricorda che lo sfruttamento a fini commerciali di pesci e molluschi dovrebbe essere mantenuto entro limiti biologici di sicurezza al fine di conseguire un buono stato ecologico e di salvaguardare la sostenibilità a lungo termine dell'industria della pesca;

13.  è fautore dell'estensione delle zone di conservazione nella prospettiva di proteggere l'ambiente e arrestare la perdita di biodiversità, segnatamente tramite il potenziamento della rete Natura 2000 e della rete Emerald, nonché del programma LIFE; sottolinea l'importanza della conservazione delle specie a rischio di estinzione e invita gli Stati membri interessati ad attuare, tramite la strategia macroregionale EUSAIR, misure proporzionate per conseguire tale obiettivo; incoraggia gli Stati membri ad adoperarsi ulteriormente per combattere la dispersione di rifiuti in mare, con particolare riferimento all'inquinamento da rifiuti nelle isole adriatiche;

14.  sottolinea la necessità di un piano esaustivo per combattere l'inquinamento marino nonché i rischi e i pericoli naturali e di origine umana indotti dai cambiamenti climatici, soprattutto inondazioni, siccità, erosione del suolo e incendi boschivi;

15.  sottolinea che una migliore conoscenza della biodiversità può ridurre la pressione sugli ecosistemi marini e costieri e che lo scambio di migliori pratiche tra le autorità che li gestiscono promuove ulteriormente la biodiversità;

16.  chiede che sia fissato l'obiettivo minimo di includere il 10% della superficie dei mari Adriatico e Ionio nelle aree marine protette entro il 2020, in conformità dei pertinenti impegni internazionali e a sostegno del conseguimento di un buono stato ecologico nell'ambiente marino dell'Unione entro il 2020, nel rispetto della direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino; incoraggia l'istituzione di una rete che riunisca le aree protette sia marine e costiere che interne nonché i parchi; invita gli Stati membri coinvolti nell'attuazione della strategia a migliorare la qualità ambientale attraverso progetti volti a ridurre l'inquinamento chimico, fisico e microbiologico, ottimizzando la sostenibilità delle attività di traffico marittimo, tutelando la biodiversità e investendo anche nelle aree marine protette; invita a tal fine gli Stati membri interessati a favorire sistemi integrati di osservazione e monitoraggio ambientale delle aree marine protette e a rafforzare la cooperazione istituzionale tra osservatori ambientali regionali;

17.  esprime profonda preoccupazione per il rinnovato interesse per la prospezione e lo sfruttamento di idrocarburi, sia in mare sia sulla terraferma, in particolare in aree già duramente segnate da pesanti conseguenze ambientali; reputa importante per la macroregione che siano condotti studi al riguardo; sottolinea che la prospezione e lo sfruttamento di petrolio e gas devono essere coerenti con gli obiettivi della politica marittima integrata e con la pianificazione dello spazio marittimo, e che la produzione energetica dovrebbe essere incentrata, in linea generale, sulle energie rinnovabili, ad esempio l'energia eolica in mare; mette in evidenza che l'Adriatico è un mare chiuso poco profondo, inadatto a smaltire le sostanze inquinanti e caratterizzato su entrambe le sponde da una fiorente economia turistica, e che la crescita della macroregione dovrebbe dipendere innanzitutto dal turismo e dalle attività economiche legate alla specificità dell'ambiente e dell'ecosistema; sottolinea la necessità che gli Stati membri della regione attuino in modo coerente la legislazione UE e le convenzioni internazionali in materia di sostenibilità ambientale e di sicurezza delle attività marittime come la prospezione in mare di idrocarburi e lo sviluppo, l'installazione e il funzionamento di turbine eoliche in mare; chiede pertanto la piena attuazione della direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino (2008/56/CE) e della direttiva sulla sicurezza delle operazioni in mare nel settore degli idrocarburi (2013/30/UE); è fautore, nell'ottica della cooperazione macroregionale, della creazione di un sistema di intervento in caso di incidenti;

18.  evidenzia il legame esistente tra la protezione dell'ambiente e lo sviluppo di un turismo sostenibile; incoraggia a tal proposito la regione a portare avanti lo sviluppo del turismo sostenibile, evitando in tal modo ripercussioni negative sull'ambiente;

19.  invita la Commissione a intensificare lo scambio di buone pratiche, con riferimento ad esempio alla sostenibilità dei progetti sviluppati dai gruppi di azione costiera;

20.  esorta gli Stati membri a coinvolgere attivamente nell'attuazione della strategia macroregionale le autorità, le comunità, la società civile e altri soggetti interessati a livello locale onde consentire loro di esercitare il diritto di partecipare al processo decisionale riguardante l'ambiente locale e la salute pubblica nel caso in cui questi ultimi siano minacciati dall'inquinamento o da infrastrutture invasive o impattanti sull'ambiente non conformi alla direttiva 2014/52/UE sulla valutazione dell'impatto ambientale (VIA); invita gli Stati membri a condividere con le autorità competenti dei paesi vicini l'analisi dell'impatto delle attività economiche marittime coperte dalla direttiva VIA e di quelle coperte dalla direttiva 2001/42/CE concernente la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull'ambiente;

21.  prende atto che molte comunità regionali si sono dichiarate zone libere da OGM; raccomanda, a tale riguardo, la cooperazione e il coordinamento nell'ambito della EUSAIR al fine di garantire la protezione dalla contaminazione da OGM;

22.  sostiene il parere della Commissione quanto alla necessità di creare un centro di prevenzione delle catastrofi naturali e non naturali per la macroregione adriatica e ionica;

23.  incoraggia la cooperazione tra gli istituti idrometeorologici degli Stati membri al fine di migliorare il coordinamento della gestione dei fenomeni meteorologici estremi, delle conseguenze dei cambiamenti climatici e del rischio di catastrofi;

24.  ritiene che l'acqua, l'agricoltura e il turismo siano i settori più vulnerabili ai cambiamenti climatici e incoraggia pertanto la cooperazione tra autorità nazionali al fine di creare un quadro e un meccanismo di sostegno per l'attuazione di misure di adattamento e attenuazione;

25.  prende atto del grande potenziale delle fonti di energia rinnovabile sottoutilizzate nella macroregione; incoraggia ulteriori sforzi per incentivare e promuovere la cooperazione energetica macroregionale nel contesto dell'Unione dell'energia, che coinvolgerebbe Stati membri e paesi terzi allo scopo di conseguire gli obiettivi climatici ed energetici dell'UE per il 2030;

26.  incoraggia gli Stati membri a perseguire lo sviluppo di un settore dei trasporti rispettoso dell'ambiente includendo, tra l'altro, le infrastrutture ferroviarie, soprattutto in termini di potenziamento delle infrastrutture transfrontaliere; è favorevole allo sviluppo di trasporti multimodali e di servizi di biglietteria integrata;

27.  incoraggia il ricorso al regolamento concernente il monitoraggio, la comunicazione e la verifica delle emissioni generate dal trasporto marittimo (regolamento (UE) n. 757/2015) ai fini dell'innovazione e dell'introduzione di trasporti marittimi sostenibili nella macroregione grazie all'impiego di motori e carburanti alternativi per la propulsione di navi, nella prospettiva di ridurre le emissioni di gas serra e di migliorare l'efficienza energetica del settore dei trasporti.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

15.7.2015

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

56

8

3

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Marco Affronte, Pilar Ayuso, Catherine Bearder, Ivo Belet, Simona Bonafè, Biljana Borzan, Lynn Boylan, Cristian-Silviu Buşoi, Nessa Childers, Alberto Cirio, Mireille D’Ornano, Miriam Dalli, Seb Dance, Angélique Delahaye, Jørn Dohrmann, Ian Duncan, Stefan Eck, Bas Eickhout, Eleonora Evi, José Inácio Faria, Francesc Gambús, Iratxe García Pérez, Elisabetta Gardini, Gerben-Jan Gerbrandy, Jens Gieseke, Julie Girling, Sylvie Goddyn, Matthias Groote, Françoise Grossetête, Andrzej Grzyb, Jytte Guteland, György Hölvényi, Anneli Jäätteenmäki, Jean-François Jalkh, Benedek Jávor, Kateřina Konečná, Giovanni La Via, Peter Liese, Norbert Lins, Jiří Maštálka, Valentinas Mazuronis, Susanne Melior, Miroslav Mikolášik, Massimo Paolucci, Gilles Pargneaux, Piernicola Pedicini, Bolesław G. Piecha, Pavel Poc, Marcus Pretzell, Michèle Rivasi, Daciana Octavia Sârbu, Annie Schreijer-Pierik, Davor Škrlec, Renate Sommer, Dubravka Šuica, Jadwiga Wiśniewska, Damiano Zoffoli

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Paul Brannen, Nicola Caputo, Fredrick Federley, James Nicholson, Marit Paulsen, Gabriele Preuß, Keith Taylor, Tom Vandenkendelaere

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Lucy Anderson, Malin Björk, Jiří Maštálka

23.6.2015

PARERE DELLA COMMISSIONE PER LA PESCA

destinato alla commissione per lo sviluppo regionale

su una strategia dell'UE per la regione adriatica e ionica

(2014/2214(INI))

Relatore: Norica Nicolai

SUGGERIMENTI

La commissione per la pesca invita la commissione per lo sviluppo regionale, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

A.  considerando che, come valuta correttamente la Commissione, vi sono grandi differenze socioeconomiche tra i paesi coinvolti nella strategia in esame, in particolare tra gli Stati che sono membri dell'UE e quelli che non lo sono; che la Commissione presenterà al Parlamento europeo i contributi finanziari degli Stati non membri per mettere in atto tale strategia;

B.  considerando che l'applicazione e il rispetto delle norme e degli obiettivi della politica comune della pesca (PCP) dovrebbero costituire uno dei criteri di valutazione più importanti per tutti i paesi interessati da questa strategia; che, inoltre, qualsiasi valutazione in materia di ambiente marino e di pesca nella regione dovrebbe comportare l'obiettivo quantitativo pari o inferiore al "rendimento massimo sostenibile";

C.  considerando che, per la sua conformazione semi-chiusa, il mare Adriatico è particolarmente vulnerabile all'inquinamento e presenta peculiari caratteristiche idrografiche, come profondità e profili costieri che variano notevolmente dal nord al sud della regione; che gli stock ittici sono condivisi tra tutti gli Stati costieri, il che ne mette sotto forte pressione la rigenerazione; che gli interventi previsti nel futuro regolamento quadro sulle misure tecniche nella PCP riformata dovrebbero essere concepiti a livello regionale e ad hoc per le specificità di questa zona e delle relative risorse marine e attività di pesca;

D.  considerando che le acque della regione sono minacciate da varie fonti di inquinamento, compresi rifiuti non trattati e spazzatura, eutrofizzazione da dilavamento di origine agricola e allevamenti ittici, e che, siccome la tutela ambientale è parte della strategia dell'UE per la regione adriatica e ionica, è estremamente importante capire che lo sviluppo economico può essere concepito unicamente nel contesto della sostenibilità ambientale;

E.  considerando che la Commissione ammette, nella strategia e nel piano d'azione, di non disporre di una valutazione completa dello status quo nella regione e nei paesi a causa della mancanza di dati;

F.  considerando che, secondo la Commissione, l'UE co-finanzierà i progetti insieme agli Stati membri;

G.  considerando che l'economia blu rappresenta una potenziale soluzione alla crisi economica, poiché stimola la creazione di nuovi posti di lavoro nonché la crescita e lo sviluppo economico, in particolare nei paesi costieri e insulari; considerando che la strategia dell'UE per la regione adriatica e ionica non può essere attuata senza prendere in considerazione il concetto di economia blu, in quanto essa riguarda una vasta gamma di settori economici legati ai mari e agli oceani, in cui rientrano settori tradizionali ed emergenti tra cui la pesca, l'acquacoltura, trasporti marittimi e fluviali, porti e logistica, turismo;

H.  considerando che la strategia è valida al pari dei progetti finanziati e sostenuti dagli Stati membri;

I.  considerando che tutti i paesi desiderano conseguire crescita economica e sviluppo;

J.  considerando che la crescita blu, che forma parte della strategia in esame e del piano d'azione che la accompagna, è una piattaforma per progetti di sviluppo sostenibile in particolare per questi tipi di regioni;

K.  considerando che la pesca, sebbene sia uno dei settori più importanti della regione, non occupa una parte specifica della strategia ad essa dedicata, ma piuttosto è divisa in vari aspetti distribuiti tra una serie di pilastri;

L.  considerando che un potenziamento del trasporto marittimo e del settore del turismo crocieristico sono componenti della strategia e del piano d'azione per realizzare sviluppo e crescita economica;

M.  considerando che un aumento dell'attività marittima potrebbe danneggiare le risorse ittiche già a rischio di estinzione nei mari Adriatico e Ionio;

1.  invita la Commissione, in qualità di facilitatore indipendente di questa strategia, a sottolineare l'importanza della creazione di condizioni atte a ridurre le disparità socioeconomiche tra i paesi; ribadisce che l'obiettivo della strategia è di contribuire al rafforzamento della coesione economica e sociale all'interno dell'Unione europea e con i paesi terzi della regione adriatico-ionica, pur sostenendo e promuovendo sforzi per allineare la legislazione vigente in materia di pesca con gli obiettivi fissati nella PCP e per realizzare una solida cooperazione transfrontaliera tra i paesi della regione;

2.  invita la Commissione a garantire, al meglio delle sue capacità, che l'industria della pesca, gli stock ittici, l'ambiente marino e tutte le altre questioni relative a tale settore siano coordinati e gestiti in modo sostenibile tra tutti i pilastri e che l'insieme dei paesi, compresi i paesi terzi della macroregione che partecipano a progetti, agiscano in conformità e nel rispetto dei valori, dei principi e degli obiettivi della PCP, e invita sia la Commissione che gli Stati interessati dalla strategia a sviluppare progetti comuni in ottemperanza a questi principi;

3.  sottolinea l'importanza di sostenere l'attuazione della nuova direttiva che istituisce un quadro per la pianificazione dello spazio marittimo (attraverso una pianificazione coordinata) nonché una migliore gestione nei settori della pesca e dell'acquacoltura, al fine di contribuire a un uso più sostenibile delle risorse naturali esistenti e in tal modo alla crescita sostenibile; ritiene che una corretta governance congiunta dello spazio marittimo fornisca un quadro importante per un uso sostenibile e trasparente delle risorse marittime e marine;

4.  invita la Commissione a promuovere attivamente la creazione di gruppi di azione locale per la pesca, che potrebbero rappresentare uno strumento naturale per diversificare la pesca; sottolinea che una pesca e un'acquacoltura sostenibili e redditizie richiedono una partecipazione più intensa alla gestione complessiva da parte dei soggetti interessati nonché il miglioramento e una maggiore diversificazione delle attività di pesca;

5.  invita la Commissione a elaborare quanto prima un piano di gestione pluriennale della pesca per questi due bacini marini;

6.  chiede una valutazione e un'analisi approfondite dell'evoluzione degli stock, da effettuarsi costantemente e in condivisione tra tutti i paesi, poiché un aumento dell'attività marittima potrebbe influire sulla salute degli stock ittici della regione e molte specie sono già in difficoltà; chiede che il principio di precauzione sia applicato ogniqualvolta necessario;

7.  invita la Commissione, trattandosi di una regione con un ecosistema marino particolarmente sensibile, a valutare con un'analisi di impatto ambientale esaustiva tutti i fattori che possano influire sulla salute degli stock ittici, la cui situazione è già difficile, quali trasporto marittimo o rifiuti, inquinamento delle acque, future trivellazioni o costruzione di nuove infrastrutture sulla costa; insiste affinché i principi di precauzione e di sostenibilità vengano applicati ogniqualvolta sia necessario ed esorta la Commissione ad aggiornare l'elenco delle attività marittime (estrazione mineraria in alto mare, produzione di energia al largo, ecc.) che potrebbero avere un impatto sull'ambiente marino e sulla situazione degli stock ittici:

8.  invita la Commissione, vista la progressiva riduzione delle zone di pesca a seguito dell'aumento dell'attività marittima, ad assicurare che si tenga conto degli interessi dei settori coinvolti in modo equo e in ogni fase dello sviluppo delle attività marittime, segnatamente in sede di pianificazione dello spazio marittimo e di gestione integrata delle zone costiere;

9.  chiede di esaminare e favorire progetti aventi l'obiettivo di valutare l'impatto della pesca indiretta (reti fantasma, maglie per mitilicoltura) e delle catture accessorie di specie protette, dato che, stando alle stime, solo nell'Adriatico vengono pescate accidentalmente oltre 40 000 tartarughe marine; ritiene necessario che siano condotti con urgenza studi sulle modalità di mitigazione del problema (ad esempio sistemi di esclusione delle tartarughe);

10.  invita la Commissione a promuovere lo sviluppo della pesca ricreativa sostenibile nella regione e del turismo sostenibile e redditizio, nonché a promuovere politiche integrate per la pesca e il turismo (turismo alieutico, maricoltura, etc.) nel rispetto del principio di sostenibilità;

11.  invita la Commissione a incoraggiare e sostenere progetti che offrano uno sviluppo reale e sostenibile per le piccole comunità periferiche insulari il cui sostentamento quotidiano si basa sulla pesca artigianale;

12.  invita la Commissione a sostenere e a promuovere il coinvolgimento della pesca e dei lavoratori della pesca in progetti legati al turismo culturale e storico: pesca-turismo, riscoperta della cultura marinara e dei luoghi e dei mestieri della pesca tradizionale;

13.  esprime preoccupazione per i danni provocati dai rifiuti di plastica in mare; chiede alla Commissione di sostenere le iniziative volte a raccogliere e riciclare tali rifiuti; sottolinea l'importanza di coinvolgere i pescatori in tale processo;

14.  chiede alla Commissione di registrare il volume di catture della pesca ricreativa nonché di regolamentare tale attività e assoggettarla, così come la pesca professionale, agli obiettivi del rendimento massimo sostenibile;

15.  invita la Commissione a garantire, data la necessità di un ripopolamento ittico di alcune zone dei mari Adriatico e Ionio, che siano accuratamente individuate e protette le zone marine di riproduzione per diverse specie di pesci e a fornire il necessario sostegno finanziario per la creazione di barriere artificiali, nonché a intensificare gli sforzi in atto per istituire una rete coerente di aree marine protette nella regione, garantendo che tutte le aree biologicamente importanti siano tutelate in conformità ai pertinenti impegni internazionali come il piano strategico per la biodiversità;

16.  è favorevole alla creazione di un marchio per i prodotti ittici di alta qualità di provenienza adriatico-ionica, onde aumentare la competitività del settore e fornire ai consumatori una certificazione che garantisca la qualità dei prodotti della pesca e della piscicoltura;

17.  sottolinea che lo sviluppo dell'acquacoltura e della maricoltura può svolgere un ruolo importante non solo nel recupero della diversità delle specie, ma anche nella crescita economica della regione adriatica e ionica;

18.  chiede alla Commissione di affrontare con la massima urgenza la questione della mancanza di dati precisi e completi riguardanti le risorse marittime e il livello di inquinamento delle acque causato dai rifiuti di plastica, dal mancato trattamento delle acque reflue e dalle specie invasive contenute negli scarichi delle acque di zavorra, mancanza che rende le valutazioni incerte e inaffidabili; chiede alla Commissione che, prima di iniziare a finanziare ulteriori sviluppi, ponga rimedio al fatto che i dati sulla pesca, la valutazione degli stock ittici e tutte le analisi correlate sono incompleti; invita la Commissione a promuovere una feconda collaborazione scientifica tra gli attori della regione adriatico-ionica e ad assicurare che i paesi interessati attuino riforme per acquisire capacità in materia di raccolta, analisi e valutazione dei dati al fine di individuare opportunità per lo sfruttamento sostenibile delle risorse marine;

19.  chiede agli Stati che partecipano alla strategia di migliorare la qualità ambientale attraverso progetti volti a ridurre l'inquinamento chimico, fisico e microbiologico, e di sviluppare congiuntamente strategie per diminuire i rifiuti microplastici e di altra natura nelle acque della regione, coordinando la rimozione dei rifiuti esistenti, ottimizzando le attività di traffico marittimo nell'intento di raggiungere la sostenibilità, tutelando la biodiversità, investendo nelle aree marine di recupero e affrontando il problema dell'eutrofizzazione da scarichi agricoli;

20.  invita la Commissione a presentare ogni anno una relazione al Parlamento e al Consiglio, a partire dall'anno di attuazione e terminando con la valutazione finale dopo l'obiettivo del 2020; osserva che detta relazione dovrebbe essere basata sulle relazioni e le analisi effettuate dai coordinatori, congiuntamente alle valutazioni delle altre parti interessate raccolte dalla Commissione;

21.  invita la Commissione e gli Stati membri che partecipano alla strategia a promuovere il lavoro fondamentale svolto dalle donne nel settore della pesca, nonché la loro qualifica professionale e la loro inclusione nei gruppi di azione costieri e nelle organizzazioni di produttori;

22.  invita la Commissione e gli Stati che partecipano alla strategia a fornire incentivi che attraggano i giovani verso il settore della pesca e dell'acquacoltura nella regione adriatica e ionica e li incoraggino a intraprendere tali attività;

23.  invita la Commissione a intensificare lo scambio di buone pratiche, come ad esempio la sostenibilità dei progetti sviluppati dai gruppi di azione costieri.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

17.6.2015

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

20

1

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Clara Eugenia Aguilera García, Renata Briano, Alain Cadec, Richard Corbett, Diane Dodds, Linnéa Engström, João Ferreira, Raymond Finch, Ian Hudghton, Carlos Iturgaiz, Werner Kuhn, António Marinho e Pinto, Gabriel Mato, Norica Nicolai, Ulrike Rodust, Remo Sernagiotto, Ricardo Serrão Santos, Isabelle Thomas, Peter van Dalen, Jarosław Wałęsa

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Izaskun Bilbao Barandica, José Blanco López, Marek Józef Gróbarczyk, Verónica Lope Fontagné, Francisco José Millán Mon

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Tim Aker

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

17.9.2015

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

31

3

3

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Pascal Arimont, José Blanco López, Franc Bogovič, Mercedes Bresso, Steeve Briois, Edward Czesak, Rosa D’Amato, Bill Etheridge, Michela Giuffrida, Krzysztof Hetman, Ivan Jakovčić, Constanze Krehl, Andrew Lewer, Louis-Joseph Manscour, Martina Michels, Andrey Novakov, Younous Omarjee, Mirosław Piotrowski, Stanislav Polčák, Julia Reid, Liliana Rodrigues, Fernando Ruas, Maria Spyraki, Ramón Luis Valcárcel Siso, Ángela Vallina, Monika Vana, Matthijs van Miltenburg, Lambert van Nistelrooij, Joachim Zeller

Supplenti presenti al momento della votazione finale

James Nicholson, Jan Olbrycht, Demetris Papadakis, Maurice Ponga, Hannu Takkula

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Brando Benifei, Andrejs Mamikins, Soraya Post

(1)

GU L 347 del 20.12.2013, pag. 320.

(2)

GU L 347 del 20.12.2013, pag. 259.

(3)

GU C 349 E del 29.11.2013, pag. 1.

(4)

GU L 197 del 21.7.2001, pag. 30.

(5)

GU L 164 del 25.6.2008, pag. 19.

(6)

GU L 178 del 28.6.2013, pag. 66.

(7)

GU L 124 del 25.4.2014, pag. 1.

Avviso legale