Procedura : 2014/2257(INI)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : A8-0284/2015

Testi presentati :

A8-0284/2015

Discussioni :

PV 26/10/2015 - 15
CRE 26/10/2015 - 15

Votazioni :

PV 28/10/2015 - 7.8
Dichiarazioni di voto
Dichiarazioni di voto

Testi approvati :

P8_TA(2015)0382

RELAZIONE     
PDF 292kWORD 114k
7.10.2015
PE 552.021v02-00 A8-0284/2015

sull'iniziativa dei cittadini europei

(2014/2257(INI))

Commissione per gli affari costituzionali

Relatore: György Schöpflin

Relatore per parere (*):

Beatriz Becerra Basterrechea, commissione per le petizioni

(*) Procedura con le commissioni associate – articolo 54 del regolamento

EMENDAMENTI
PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 PARERE della commissione per le petizioni
 PARERE della commissione giuridica

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sull'iniziativa dei cittadini europei

(2014/2257(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visti l'articolo 11, paragrafo 4, del trattato sull'Unione europea e l'articolo 24, paragrafo 1, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la relazione della commissione per gli affari costituzionali sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio riguardante l'iniziativa dei cittadini (COM(2010)0119 – C7-0089/2010 – 2010/0074(COD)),

–  visto il regolamento (UE) n. 211/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio riguardante l'iniziativa dei cittadini,

–  vista l'audizione pubblica del 26 febbraio 2015 sull'iniziativa dei cittadini, organizzata dalla commissione per gli affari costituzionali congiuntamente alla commissione per le petizioni,

–  visto lo studio del dipartimento tematico C del Parlamento dal titolo: "European Citizens’ Initiative – First lessons of implementation" (iniziativa dei cittadini europei – primi insegnamenti tratti dall'attuazione), pubblicato nel 2014,

–  vista la decisione del Mediatore europeo, del 5 marzo 2015, che chiude l'indagine di propria iniziativa relativa alla Commissione (OI/9/2013/TN),

–  visto lo studio realizzato dal Servizio di ricerca del Parlamento europeo nel febbraio 2015, dal titolo "Implementation of the European Citizens’ Initiative" (attuazione dell'iniziativa dei cittadini europei),

–  vista la relazione della Commissione del 31 marzo 2015 sull'iniziativa dei cittadini europei,

–  visto l'articolo 52 del proprio regolamento,

–  visti la relazione della commissione per gli affari costituzionali e i pareri della commissione per le petizioni e della commissione giuridica (A8-0284/2015),

A.  considerando che l'iniziativa dei cittadini europei (ICE) è un nuovo diritto politico dei cittadini, nonché uno strumento unico e innovativo per la definizione dell'agenda per la democrazia partecipativa nell'Unione europea, che consente ai cittadini di svolgere un ruolo attivo nei progetti e nei processi che li riguardano, e il cui potenziale deve essere senza dubbio sfruttato al massimo e valorizzato in misura significativa per ottenere i migliori risultati e per incoraggiare il maggior numero possibile di cittadini dell'Unione a partecipare all'ulteriore sviluppo del processo di integrazione europea; che il rafforzamento della legittimità democratica delle istituzioni deve essere uno degli obiettivi prioritari dell'UE;

B.  considerando che è necessario valutare in modo approfondito l'attuazione del regolamento (UE) n. 211/2011, a tre anni dalla sua entrata in vigore il 1° aprile 2012, al fine di individuare eventuali carenze e proporre soluzioni realizzabili per un suo tempestivo riesame;

C.  considerando che l'esperienza insegna che la maggioranza degli organizzatori di ICE ha incontrato una serie di difficoltà sia pratiche che giuridiche nella costituzione di un'ICE e che in più occasioni gli organizzatori di ICE respinte hanno poi presentato ricorso alla Corte di giustizia e al Mediatore europeo contro la decisione della Commissione di non registrare le loro iniziative; che pertanto le regole devono essere concepite in modo tale da rendere tali iniziative quanto più possibile accessibili ai cittadini e agli organizzatori;

D.  considerando che il Parlamento è l'unico organo dell'Unione europea eletto direttamente e in quanto tale rappresenta, per definizione, i cittadini dell'UE;

E.  considerando che diverse istituzioni, ONG, gruppi di riflessione e gruppi della società civile hanno preso in esame le varie carenze nell'attuazione del regolamento (UE) n. 211/2011 sull'iniziativa dei cittadini e nell'organizzazione delle ICE e proposto numerosi miglioramenti, indicando in molte occasioni quali aspetti del regolamento necessitino di urgente modifica;

F.  considerando che le modalità di cui all'articolo 6 del regolamento, per quanto attiene in particolare all'istituzione di un sistema di raccolta per via elettronica e alla certificazione dello stesso da parte di un'autorità competente in uno Stato membro, lasciano agli organizzatori, nella maggior parte dei casi, meno di 12 mesi per raccogliere le firme necessarie;

G.  considerando che la presentazione alla Commissione di un'iniziativa che ha riscosso successo, una volta scaduto il periodo previsto per la raccolta delle firme, non è soggetta ad alcun limite di tempo specifico e che ciò è fonte di confusione e incertezza sia per le istituzioni che per il pubblico;

1.  valuta positivamente l'iniziativa dei cittadini europei quale definita all'articolo 11, paragrafo 4, del trattato sull'Unione europea (TUE) e all'articolo 24, paragrafo 1, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), in quanto primo strumento di democrazia partecipativa transnazionale che consente ai cittadini di interagire direttamente con le istituzioni dell'UE e partecipare attivamente all'elaborazione delle politiche e della legislazione europee e che fa da complemento al loro diritto di presentare petizioni al Parlamento e di fare ricorso al Mediatore europeo;

2.   sottolinea il fatto che l'ICE è il primo strumento di democrazia partecipativa che conferisce ai cittadini dell'UE il diritto, sulla base di almeno un milione di dichiarazioni di sostegno provenienti da almeno un quarto degli Stati membri dell'UE, di prendere l'iniziativa, rafforzando così questa loro nuova prerogativa politica, e chiede alla Commissione di presentare, nell'ambito delle sue attribuzioni, una proposta adeguata sugli argomenti per i quali i cittadini reputano che un atto legislativo sia necessario per attuare i trattati;

3.  sottolinea che l'ICE rappresenta un'opportunità eccezionale di cui i cittadini dispongono per individuare e definire le proprie aspirazioni e chiedere un intervento a livello di Unione e che occorre incoraggiarla e sostenerla con tutti i mezzi a disposizione; riconosce tuttavia che vi sono carenze significative che devono essere affrontate e risolte al fine di rendere l'ICE più efficace; sottolinea che qualsiasi ulteriore valutazione di tale strumento dovrebbe essere volta a conseguire la massima facilità di utilizzo, dato che si tratta di un mezzo fondamentale per collegare i cittadini d'Europa all'UE; sottolinea inoltre che l'uso della propria lingua madre è un diritto civico e invita quindi la Commissione e gli Stati membri a esplorare le alternative al fine di offrire la possibilità di ricorrervi in tutte le attività connesse con l'ICE, in quanto ciò incoraggia la partecipazione del cittadino; pone l'accento sull'importanza di sensibilizzare il pubblico sull'ICE, deplorando nel contempo la limitata conoscenza di tale strumento tra i cittadini dell'UE; invita a tal fine l'UE a organizzare campagne pubblicitarie e promozionali per dare all'ICE maggiore rilievo nei media e presso il pubblico;

4.  sottolinea inoltre che l'impegno civico tra i giovani è fondamentale per il futuro di tutte le democrazie e invita la Commissione a trarre insegnamenti dalle esperienze nazionali di ICE pienamente riuscite;

5.  considera essenziale che i cittadini possano contribuire all'esercizio delle prerogative legislative dell'Unione e partecipare direttamente all'avvio di proposte legislative;

6.  pone l'accento sull'importanza di sensibilizzare il pubblico sull'ICE affinché essa possa essere uno strumento efficace di partecipazione democratica; esorta la Commissione e gli Stati membri, a tal proposito, a massimizzare i loro sforzi di comunicazione in merito allo strumento in questione, allo scopo di richiamare l'attenzione sulla sua esistenza presso il maggior numero possibile di cittadini, incoraggiandoli a parteciparvi attivamente;

7.  invita la Commissione a utilizzare tutti i canali di comunicazione pubblica a fini di sensibilizzazione e ad adottare le misure necessarie per garantirne la trasparenza e facilitare la comunicazione relativa alle ICE in corso, ad esempio attraverso la creazione di applicazioni che forniscano informazioni, notifiche e possibilità di firmare online; sottolinea che la partecipazione attiva dei cittadini alle ICE dipende essenzialmente anche dalla loro pubblicizzazione negli Stati membri e suggerisce pertanto che i parlamenti nazionali degli Stati membri menzionino l'ICE nei loro siti web ufficiali;

8.  osserva che oltre 6 milioni di cittadini dell'UE hanno partecipato a un'ICE, che vi sono state 51 richieste di avvio di iniziative, delle quali soltanto tre, segnatamente le iniziative "Right2Water", "One of us" e "Stop Vivisection", sono state dichiarate ricevibili, e che sei organizzatori di ICE respinte, pari al 30% del totale di ICE non accolte, hanno contestato il rifiuto della Commissione dinanzi alla Corte di giustizia europea, il che dimostra che resta ancora molto da fare affinché l'ICE realizzi il suo pieno potenziale; segnala le varie difficoltà pratiche incontrate dagli organizzatori da quando il regolamento è entrato in vigore nell'aprile 2012 e il fatto che il numero di iniziative è in calo;

9.  chiede alla Commissione di fornire quanto prima, mediante il centro di contatto Europe Direct, orientamenti adeguati ed esaustivi, soprattutto di natura giuridica, agli organizzatori delle ICE, in modo che siano a conoscenza delle possibilità a loro disposizione e non propongano erroneamente iniziative che manifestamente non rientrano nelle competenze della Commissione e non soddisfano i requisiti giuridici di ammissibilità; chiede che si prenda in considerazione la possibilità di istituire un altro organo indipendente incaricato di fornire consulenza; osserva tuttavia che, ai sensi del trattato di Lisbona, le questioni sollevate dalle ICE possono non corrispondere interamente alle competenze della Commissione; ritiene altresì che la Commissione dovrebbe valutare la possibilità di istituire presso le sue rappresentanze in ciascuno Stato membro un ufficio specifico incaricato di fornire tutte le informazioni, la consulenza e il sostegno necessari per le ICE;

10.  sottolinea inoltre che un ufficio specifico per le ICE potrebbe anche contribuire a sensibilizzare il pubblico e i media in merito a esse; invita quindi la Commissione a promuovere le ICE quale strumento ufficiale dell'UE per raggiungere tale obiettivo; sottolinea che tale misura potrebbe altresì contribuire a superare la reticenza dei cittadini riguardo alla necessità di fornire i propri dati personali per sostenere una ICE;

11.  chiede che vengano fornite linee guida più dettagliate sull'interpretazione delle basi giuridiche e maggiori informazioni sugli obblighi in materia di protezione dei dati in ciascuno Stato membro in cui gli organizzatori conducano campagne, per garantire loro certezza giuridica, nonché sulla possibilità degli organizzatori di contrarre polizze assicurative a prezzi accessibili;

12.  lamenta la carenza di informazioni chiare sullo strumento dell'ICE nelle fasi iniziali, che ha portato a un'idea generale erronea sulla sua natura e ha generato frustrazione dinanzi ai primi casi di ICE respinte dalla Commissione; ricorda che lo strumento dovrebbe essere semplice, chiaro, facilmente utilizzabile e ampiamente pubblicizzato; sottolinea che la Commissione dovrebbe incoraggiare e sostenere i rappresentanti eletti a livello nazionale e locale affinché diano impulso a questo incremento di visibilità delle ICE;

13.  sostiene inoltre la partecipazione attiva dei cittadini dell'UE affinché tale strumento sia utilizzato in modo adeguato nella definizione dell'agenda; manifesta preoccupazione circa il potenziale conflitto d'interessi, dal momento che la Commissione stessa ha la responsabilità esclusiva di svolgere il controllo dell'ammissibilità, e chiede che tale situazione sia affrontata adeguatamente in futuro; osserva nel contempo, tuttavia, che la trasparenza e la responsabilità dovrebbero essere un obiettivo per tutte le parti interessate onde mantenere chiarezza per quanto riguarda le attività dei cittadini;

14.  invita la Commissione, a tale proposito, a prendere in considerazione il Parlamento anche in quanto decisore, soprattutto perché è l'unica istituzione i cui membri sono eletti direttamente dai cittadini dell'UE;

15.  sottolinea che, conformemente ai termini dell'articolo 4 del regolamento (UE) n. 211/2011, qualora rifiuti di registrare un'ICE, "la Commissione informa gli organizzatori dei motivi di tale rifiuto e di tutti i possibili ricorsi giudiziari ed extragiudiziari a loro disposizione"; riconosce, a questo proposito, i numerosi reclami di organizzatori che lamentano di non aver ricevuto informazioni dettagliate ed esaustive sulle ragioni del rifiuto dell'iniziativa; invita la Commissione a motivare dettagliatamente la decisione di rifiuto di una ICE se essa a suo parere "esula manifestamente dalla competenza della Commissione" e allo stesso tempo a informare gli organizzatori, per iscritto e in modo tale da facilitarne il lavoro, in merito alle pertinenti considerazioni giuridiche, che dovrebbero essere rese pienamente pubbliche in nome della trasparenza, così che la validità e la completa obiettività di questi elementi possano essere sottoposte a un controllo giuridico, riducendo quanto più possibile la discrezionalità della Commissione quale giudice e parte nell'esame dell'ammissibilità di un'iniziativa, e che gli organizzatori possano decidere se rivedere la propria ICE per ripresentarla in una versione modificata;

16.  invita la Commissione a valutare la possibilità di registrare solo parte di un'iniziativa nel caso in cui l'ICE non rientri interamente nelle sue competenze; la invita a dare agli organizzatori, al momento della registrazione, un'indicazione su quale parte potrebbe essere registrata, riconoscendo che il dialogo e il coordinamento con gli organizzatori dell'ICE sono essenziali durante l'intera durata del processo, e le chiede di informare il Parlamento europeo della sua decisione riguardo alla registrazione dell'ICE; la invita inoltre a studiare delle modalità per deferire all'autorità competente, a livello nazionale o regionale, le iniziative o le parti di iniziative che non rientrano nell'ambito delle sue competenze;

17.  mette in rilievo l'importanza della tecnologia come strumento per incoraggiare la partecipazione dei cittadini; invita la Commissione a migliorare la facilità d'uso del suo software per la raccolta delle firme per via elettronica, a rendere tale software accessibile alle persone con disabilità, a offrire in permanenza l'uso gratuito dei suoi server per il deposito delle firme raccolte per via elettronica, attingendo a risorse esistenti del bilancio dell'UE, e a semplificare e rivedere le specifiche tecniche per la raccolta elettronica delle firme in modo che gli indirizzi di posta elettronica possano essere raccolti, su base non obbligatoria, sulla stessa schermata del modulo di dichiarazione di sostegno, ma conservati in una banca dati distinta;

18.  ritiene che, se rivisto, lo strumento ICE abbia le potenzialità per coinvolgere il pubblico e per promuovere il dialogo tra i cittadini e tra questi e le istituzioni dell'UE; sottolinea la necessità di collegare la raccolta delle firme per via elettronica ai pertinenti nuovi strumenti per le campagne sui media sociali e digitali, sull'esempio di altre fortunate piattaforme per campagne online;

19.  invita la Commissione a riconsiderare il collegamento automatico fra la registrazione di un'ICE e l'inizio del periodo di 12 mesi entro il quale si possono raccogliere le espressioni di sostegno, in modo che possano essere gli organizzatori stessi dell'ICE a decidere quando iniziare tale raccolta;

20.  invita la Commissione ad esortare gli Stati membri a utilizzare lo strumento ICE di convalida delle dichiarazioni di sostegno, sviluppato nell'ambito del programma ISA (soluzioni di interoperabilità per le pubbliche amministrazioni europee);

21.  sottolinea che, nell'ambito degli strumenti disponibili per rafforzare la democrazia partecipativa in tutta l'Unione, gli strumenti informatici dovrebbero essere messi a disposizione anche delle regioni, consentendo così un maggiore coinvolgimento dei cittadini nelle questioni pubbliche;

22.  accoglie con grande favore l'offerta del Comitato economico e sociale europeo di tradurre gratuitamente i testi delle ICE, in modo da ridurre il costo dell'organizzazione di un'ICE;

23.  invita a una maggiore cooperazione interistituzionale a livello dell'UE, come pure a livello nazionale e locale, nel fornire informazioni e assistenza agli organizzatori delle ICE nel corso del trattamento delle stesse; invita a migliorare il sito web multilingue dell'ICE gestito dalla Commissione e a mettere a punto un insieme di linee guida unico, in tutte le lingue ufficiali dell'UE, sui diritti e gli obblighi degli organizzatori delle ICE e sulle procedure amministrative che si applicano nel corso dell'intero processo;

24.  chiede che in futuro sia istituito uno sportello unico, fisico e online, che si occupi in permanenza di fornire informazioni, servizi di traduzione e assistenza tecnica, giuridica e politica per le ICE, e ritiene che esso potrebbe utilizzare le risorse esistenti del punto di contatto situato al Centro di contatto "Europa in diretta" nonché delle rappresentanze della Commissione e degli Uffici d'informazione del Parlamento negli Stati membri; ritiene che tale assetto avvicinerebbe il progetto dell'ICE ai cittadini;

25.  considera troppo complicato per gli organizzatori fornire a sostegno delle ICE, nei 28 Stati membri, dati personali diversi sulla base delle varie disposizioni nazionali, come prevede il regolamento (UE) n. 211/2011, e chiede che si introduca una procedura uniforme per la presentazione delle dichiarazioni di sostegno, modificando l'allegato III del regolamento (UE) n. 211/2011 in modo da standardizzare la natura dei dati raccolti negli Stati membri; incoraggia la Commissione a proseguire i negoziati con gli Stati membri al fine di ridurre il numero dei requisiti relativi ai dati, eliminando quindi il requisito del numero d'identità personale e rendendo più semplice il soddisfacimento dei requisiti, e ricorda che un'ICE, più che contenere proposte vincolanti, è piuttosto uno strumento di partecipazione e di definizione dell'agenda; suggerisce di prendere in considerazione l'istituzione di una cittadinanza digitale dell'UE e, in attesa che sia istituita, raccomanda di predisporre una soluzione temporanea al fine di risolvere i problemi attualmente causati dalla registrazione multipla; invita pertanto la Commissione ad esaminare con urgenza tale questione nell'ambito della sua agenda digitale;

26.  invita la Commissione a modificare l'articolo 3 del regolamento (UE) n. 211/2011 e a raccomandare agli Stati membri di abbassare da 18 a 16 anni l'età richiesta per dichiarare il proprio sostegno e partecipare a un'ICE, età che non deve essere legata al diritto di voto alle elezioni per il Parlamento europeo, dando così in particolare ai giovani la possibilità di partecipare attivamente a far avanzare il progetto europeo;

27.  riconosce il delicato problema della responsabilità personale degli organizzatori riguardo alla protezione dei dati nella raccolta dei dati personali dei firmatari e propone di ridurre la quantità di dati richiesti e di riformulare l'articolo 13 del regolamento (UE) n. 211/2011, sulla responsabilità, per chiarire che la responsabilità personale non è illimitata; propone, a tale scopo, che il comitato dei cittadini possa acquisire personalità giuridica e che si tragga ispirazione dall'articolo 3 della direttiva 2008/99/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 novembre 2008, sulla tutela penale dell'ambiente, in modo da stabilire che gli organizzatori sono responsabili solo per atti "illecit[i] e post[i] in essere intenzionalmente o quanto meno per grave negligenza";

28.  incoraggia la Commissione e gli Stati membri a rendere i requisiti per la raccolta dei dati più agevoli e più armonizzati; invita le autorità nazionali competenti a informare periodicamente le commissioni per gli affari europei dei rispettivi parlamenti nazionali riguardo alle ICE in corso che abbiano già raccolto un numero significativo di firme; esorta la Commissione a proporre una revisione del regolamento (UE) n. 211/2011 al fine di garantire ai cittadini la possibilità di firmare un'ICE nel paese di residenza;

29.  esprime preoccupazione per il fatto che, dal 2012, solo 3 delle 31 ICE registrate hanno raggiunto la fase finale; fa rilevare che il drastico calo del numero di nuove iniziative è una conseguenza dei requisiti eccessivi e dell'inutile complessità del sistema; si duole del mancato impatto legislativo e dello scoraggiante seguito dato dalla Commissione alle iniziative che hanno avuto buon esito; esprime il suo disaccordo con la Commissione circa il fatto che l'attuazione del regolamento abbia consentito di realizzare in pieno il potenziale delle ICE; sottolinea che le istituzioni dell'UE e gli Stati membri devono adottare tutte le iniziative necessarie per promuovere l'ICE e rafforzare la fiducia dei cittadini in questo strumento;

30.  chiede alla Commissione di rivedere la formulazione dell'articolo 10, lettera c), del regolamento (UE) n. 211/2011, in modo che una ICE che abbia avuto buon esito possa avere un seguito adeguato, compresa una discussione parlamentare in Aula seguita da una votazione sull'ICE; sollecita la Commissione a iniziare l'elaborazione di un atto giuridico, per ogni ICE andata a buon fine, entro 12 mesi dalla sua accettazione;

31.  ritiene che, allo scopo di mettere in risalto la dimensione politica delle ICE, le audizioni pubbliche previste dall'articolo 11 del regolamento (UE) n. 211/2011 dovrebbero essere strutturate in modo da consentire agli organizzatori di avviare un dialogo con i deputati al Parlamento europeo e i funzionari competenti della Commissione; sottolinea che le audizioni sulle ICE dovrebbero essere organizzate sotto l'egida di una commissione "neutrale", che non sia competente per il merito dell'oggetto dell'ICE, in termini di contenuto, e ritiene inoltre che dovrebbero sempre parteciparvi esperti esterni;

32.  esorta il Parlamento e le sue commissioni a esercitare ove necessario il diritto a norma dell'articolo 225 TFUE di chiedere alla Commissione di presentare una proposta che tenga conto del contenuto di una ICE che ha avuto buon esito;

33.  invita la Commissione a esaminare la possibilità di fornire sostegno finanziario per le ICE attingendo a risorse esistenti del bilancio dell'UE per il tramite di programmi europei quali "Europa per i cittadini" e "Diritti, uguaglianza e cittadinanza", ivi inclusa la possibilità di finanziare programmi radiotelevisivi promozionali, tenendo presente che va garantita l'uguaglianza fra i cittadini, che vi è una reale necessità di sostegno finanziario per l'organizzazione delle ICE e che a tale scopo sono stati presentati numerosi emendamenti al bilancio UE;

34. invita la Commissione a contrastare, adottando tutte le precauzioni possibili, il furto – anche tramite strumenti internet – di informazioni sensibili relative ai firmatari, specialmente se gestite sotto forma di dato aggregato;

35.  è lieto di aver ricevuto la relazione della Commissione del 31 marzo 2015 sull'ICE e la decisione OI/9/2013/TN del Mediatore europeo, e invita la Commissione a garantire, in sede di revisione di questo strumento, che siano attuati tutti i provvedimenti giuridici appropriati al fine di assicurare un seguito adeguato a ogni ICE che si considera completata con successo; chiede pertanto alla Commissione, alla luce delle varie carenze emerse, di presentare il prima possibile una proposta di revisione del regolamento (UE) n. 211/2011 e del regolamento di esecuzione (UE) n. 1179/2011 della Commissione;

36.  chiede alle istituzioni dell'UE di svolgere l'indispensabile attività di comunicazione mediante una campagna informativa sull'ICE;

37.  invita la Commissione a riferire periodicamente al Parlamento sullo stato di avanzamento delle ICE in corso, in modo che il Parlamento – nell'ambito del suo impegno nei confronti dei cittadini dell'Unione – possa verificare se lo strumento stia funzionando con tutta l'efficacia possibile; sottolinea che il processo dell'ICE dovrà essere costantemente migliorato sulla base dell'esperienza pratica acquisita e dovrà inoltre conformarsi alle sentenze che pronuncerà la Corte di giustizia;

38.  raccomanda che si utilizzi ogni canale di comunicazione disponibile, in particolare le piattaforme mediatiche sociali e digitali di tutte le pertinenti istituzioni dell'UE, per lo svolgimento delle campagne di sensibilizzazione in corso, con il coinvolgimento degli uffici e delle rappresentanze dell'UE nonché delle autorità nazionali; invita la Commissione a fornire supporto per lo sviluppo di uno programma software open source per dispositivi mobili specifico per le ICE; si rallegra del fatto che alcune ICE siano riuscite ad avere un impatto a livello locale;

39.  ritiene che per garantire un uso corretto di questo strumento di democrazia partecipativa da parte dei cittadini, e per impedire che interessi privati possano abusarne, sia essenziale accrescere la trasparenza e migliorare la qualità dei controlli sul finanziamento e il patrocinio delle ICE;

40.  rileva l'importante ruolo svolto dal Mediatore europeo nell'indagare sul trattamento, da parte della Commissione, delle ICE che le sono presentate, e in particolare sui casi di rifiuto di registrazione di un'ICE;

41.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.


MOTIVAZIONE

L'iniziativa dei cittadini europei (ICE) trae origine dalla Convenzione ed è stata concepita quale strumento per dare ai cittadini europei l'opportunità di partecipare all'avvio di iniziative legislative. L'idea di base era dunque quella di uno strumento che, una volta in vigore, potesse incrementare la mobilitazione della società civile e rafforzare la cittadinanza europea, soprattutto a livello transnazionale.

Come risulta evidente sia dai molteplici riscontri ricevuti dalla società civile, sia dalla relazione della Commissione sui primi tre anni di esistenza dello strumento, quali che siano i criteri adottati per misurarne il successo essi finora non sono stati soddisfatti, dal momento che a tutt'oggi nemmeno un'iniziativa è stata seguita da un atto legislativo. La relazione della Commissione segnala 51 iniziative (COM(2015)0145).

La presente relazione nasce dall'intento di cercare di migliorare il funzionamento dell'ICE, semplificarne l'impiego ed eliminare alcuni degli ostacoli che risultano creare difficoltà agli organizzatori delle ICE.

Sebbene si riconosca che alcuni di questi problemi non potevano essere previsti, l'esperienza dei tre anni trascorsi offre possibilità d'innovazione. È probabile che la Commissione avvierà un riesame integrale dell'ICE nel 2016 e la posizione del Parlamento al riguardo avrà un'influenza significativa, soprattutto grazie alla trasmissione delle idee dal basso, quelle di coloro che hanno cercato di utilizzare tale strumento.


PARERE della commissione per le petizioni (1.7.2015)

destinato alla commissione per gli affari costituzionali

sull'iniziativa dei cittadini europei

(2014/2257(INI))

Relatore per parere (*): Beatriz Becerra Basterrechea

(*) Procedura con le commissioni associate – articolo 54 del regolamento

SUGGERIMENTI

La commissione per le petizioni invita la commissione per gli affari costituzionali, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  valuta positivamente l'iniziativa dei cittadini europei (ICE) quale definita all'articolo 11, paragrafo 4, del trattato sull'Unione europea (TUE) e all'articolo 24, paragrafo 1, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), in quanto primo strumento di democrazia partecipativa transnazionale che consente ai cittadini di interagire direttamente con le istituzioni dell'UE e partecipare attivamente all'elaborazione delle politiche e della legislazione europee, integrando così il loro diritto di presentare petizioni al Parlamento e di fare ricorso al Mediatore europeo;

2.  accoglie con favore la relazione della Commissione sull'ICE, che riconosce la possibilità di migliorare e promuovere maggiormente lo strumento; accoglie con favore, analogamente, l'indagine di propria iniziativa del Mediatore europeo riguardante il funzionamento dell'ICE; evidenzia l'esperienza pratica che gli organizzatori delle iniziative dei cittadini europei hanno maturato dal 2012 in numerosi settori;

3.  invita la Commissione a riferire periodicamente al Parlamento sullo stato di avanzamento delle ICE in corso, in modo che il Parlamento possa verificare che lo strumento funzioni con la maggiore efficacia possibile, nel contesto del suo impegno nei confronti dei cittadini europei; sottolinea che il processo dell'ICE deve essere costantemente migliorato sulla base dell'esperienza pratica acquisita e deve essere conforme alle sentenze che saranno pronunciate dalla Corte di giustizia dell'Unione europea;

4.  ricorda che, nell'ambito di precedenti risoluzioni e relazioni annuali elaborate dalla commissione per le petizioni, il Parlamento aveva già segnalato alcune debolezze del quadro giuridico esistente e gli oneri burocratici che appesantiscono la gestione pratica dell'ICE a causa della carenza di assistenza informatica e dell'utilizzo eterogeneo delle tecnologie nelle amministrazioni nazionali; invita la Commissione ad avviare quanto prima una revisione esaustiva del regolamento ICE e del regolamento di esecuzione (UE) n. 1179/2011 della Commissione, al fine di rimuovere tutti gli ostacoli ancora esistenti e creare procedure chiare, semplici, facili da seguire e proporzionate;

5.  invita a semplificare e armonizzare i requisiti e le procedure per la raccolta delle dichiarazioni di sostegno, mediante moduli standardizzati, eliminando l'obbligo di indicare gli estremi dei documenti di identità, dal momento che ciò determina differenze a seconda degli Stati membri; ricorda che il Garante europeo della protezione dei dati ha dichiarato che tali requisiti non sono necessari; suggerisce di valutare la creazione di uno strumento di identificazione comune per il sostegno a un'iniziativa, allo scopo di agevolare il processo per i firmatari ed esaminare ulteriormente la possibilità di creare un registro volontario semplificato dell'UE online;

6.  accoglie con favore gli sforzi della Commissione volti ad avviare e migliorare il sistema di raccolta delle firme online; riconosce, tuttavia, che sono necessari ulteriori sforzi per riprogettare completamente e adattare tale sistema; invita la Commissione a fornire ai comitati di cittadini l'accesso a un server permanente, centralizzato e gratuito per il deposito delle firme elettroniche in conformità con le norme dell'UE in materia di protezione dei dati, a semplificare il software per la raccolta delle firme online e a garantire che gruppi specifici di persone quali i cittadini che vivono all'estero, le persone con disabilità e gli anziani non vedano negato il proprio diritto di firmare un'iniziativa;

7.  invita la Commissione a valutare, nell'ambito della futura revisione del regolamento ICE, le opzioni più appropriate quanto al periodo di raccolta delle firme, quali la possibilità di estendere tale periodo fino a un massimo di 18 mesi, di lasciare che siano gli organizzatori a decidere la data d'inizio del periodo di raccolta o di stabilire che il periodo di 12 mesi inizi una volta completata la certificazione del sistema di raccolta online;

8.  esprime preoccupazione per il fatto che dal 2012, delle 31 ICE registrate, solo 3 hanno raggiunto la fase finale; evidenzia come il drastico calo nel numero di nuove iniziative sia una delle conseguenze dei requisiti eccessivi e di un sistema inutilmente complesso; lamenta la mancanza di impatto legislativo e lo scoraggiante seguito dato dalla Commissione alle iniziative riuscite; esprime divergenze di opinione con la Commissione circa l'efficace attuazione del regolamento per realizzare pienamente il potenziale delle ICE; sottolinea che le istituzioni europee e gli Stati membri devono adottare tutte le misure necessarie per promuovere l'ICE e rafforzare la fiducia dei cittadini in tale strumento;

9.  ritiene che, se rivisto, tale strumento abbia il potenziale per coinvolgere il pubblico e promuovere il dialogo tra i cittadini e tra cittadini e istituzioni dell'UE; sottolinea la necessità di associare il sistema di raccolta delle firme online ai nuovi strumenti di campagna pertinenti offerti dai media sociali e digitali, ispirandosi ad altre piattaforme per campagne online ben riuscite;

10.  raccomanda che si utilizzi ogni canale di comunicazione disponibile, in particolare le piattaforme sociali e digitali di tutte le istituzioni europee pertinenti, per condurre le campagne di sensibilizzazione in corso, con il coinvolgimento degli uffici e delle rappresentanze dell'UE nonché delle autorità nazionali; chiede alla Commissione di appoggiare lo sviluppo di uno specifico software open source per le ICE per i dispositivi mobili; accoglie con favore il fatto che alcune ICE siano riuscite ad avere un impatto a livello locale;

11.  invita la Commissione ad esortare gli Stati membri a utilizzare lo strumento di validazione dell'ICE per le dichiarazioni di sostegno sviluppato nell'ambito del programma concernente le soluzioni di interoperabilità per le pubbliche amministrazioni europee;

12.  sottolinea che, nell'ambito degli strumenti disponibili per migliorare la democrazia partecipativa nell'Unione, gli strumenti informatici devono essere resi disponibili anche alle regioni, consentendo in questo modo un maggiore coinvolgimento dei cittadini nelle questioni pubbliche;

13.  lamenta la carenza di informazioni chiare sullo strumento dell'ICE nelle fasi iniziali, che ha portato a un'idea generale erronea sulla sua natura e ha creato frustrazione di fronte ai primi casi di ICE rifiutate dalla Commissione; ricorda che lo strumento dovrebbe essere semplice, chiaro, facilmente utilizzabile e ampiamente pubblicizzato; sottolinea che è opportuno che la Commissione incoraggi e sostenga i rappresentanti eletti a livello nazionale e locale affinché guidino l'incremento di visibilità delle ICE;

14.  manifesta preoccupazione circa il potenziale conflitto d'interessi, dal momento che la Commissione stessa ha la responsabilità esclusiva di svolgere il controllo giuridico iniziale, e chiede che tale situazione sia affrontata adeguatamente in futuro;

15.  ritiene che la revisione del regolamento ICE dovrebbe anche costituire un'opportunità per sottolineare le principali differenze tra l'ICE e il diritto di petizione, cosa che può essere fatta armonizzando le informazioni offerte sui siti internet delle istituzioni europee e nelle relative politiche di promozione;

16.  invita a una maggiore cooperazione interistituzionale a livello dell'UE, come pure a livello nazionale e locale, nel fornire informazioni e sostegno agli organizzatori nel contesto della gestione delle ICE; invita a migliorare il sito multilingue dell'ICE gestito dalla Commissione e a istituire un unico gruppo di linee guida in tutte le lingue ufficiali dell'Unione europea sui diritti e doveri degli organizzatori delle iniziative e sulle procedure amministrative previste nelle varie fasi del processo delle ICE; accoglie con favore la proposta del Comitato economico e sociale europeo di fornire traduzioni gratuite dei testi di presentazione delle ICE;

17.  chiede la futura istituzione di uno sportello unico, sia fisico che online, che si occupi di fornire, a titolo permanente, informazioni, servizi di traduzione e sostegno tecnico, giuridico e politico riguardo alle ICE, e che potrebbe utilizzare le attuali risorse del punto di contatto del centro di contatto Europe Direct, delle rappresentanze della Commissione e degli uffici d'informazione del Parlamento presso gli Stati membri; ritiene che tale impostazione contribuirebbe ad avvicinare il progetto dell'ICE ai cittadini;

18.  invita la Commissione a valutare diverse opzioni per fornire sostegno amministrativo e finanziario ai progetti di ICE mediante le attuali linee di bilancio dei programmi "Europa per i cittadini" e "Diritti, uguaglianza e cittadinanza";

19.  invita la Commissione a valutare una riduzione uniforme dell'età minima per sostenere un'ICE a 16 anni, al fine di incoraggiare la partecipazione civica delle nuove generazioni alle questioni europee;

20.  incoraggia la Commissione a rivedere il regolamento ICE per garantire anche la trasparenza e l'equilibrio istituzionale del processo decisionale e chiarire la procedura per l'ammissibilità giuridica; prende atto delle cause pendenti dinanzi alla Corte di giustizia dell'Unione europea ed è fiducioso che la Corte di giustizia deciderà se la Commissione stia applicando la verifica di ammissibilità in modo troppo rigido, e suggerisce, nel frattempo, di assistere gli organizzatori nella definizione della base giuridica della loro proposta;

21.  invita la commissione a rispondere alle ICE andate a buon fine con azioni più concrete e un maggior coinvolgimento, come pure a fornire motivazioni più solide, coerenti e comprensibili per il rifiuto di ICE ritenute inammissibili; ricorda alla Commissione che per ogni ICE andata a buon fine dovrebbe considerare una proposta legislativa; invita la Commissione, nei casi in cui l'ammissibilità giuridica sia solo parziale, a suggerire una riformulazione dell'ICE o ad accettare le parti che rientrano nelle competenze della Commissione;

22.  incoraggia le istituzioni dell'UE a valutare la possibilità di discutere le questioni sollevate da iniziative che, pur non avendo raggiunto un milione di firme, hanno più della metà delle firme richieste; ricorda, a tale proposito, che la commissione per le petizioni, in conformità con l'articolo 218 del regolamento del Parlamento, può esaminare le ICE non andate a buon fine qualora ritenga appropriato darvi seguito;

23.  chiede che sia elaborata una relazione di iniziativa del Parlamento su ciascuna iniziativa riuscita, seguita da una discussione e da una votazione in Aula; suggerisce che, qualora la Commissione non presenti una proposta legislativa entro 12 mesi dalla presentazione di una ICE andata a buon fine, la commissione competente del Parlamento dia inizio a una nuova relazione per esprimere le sue richieste legislative concrete, ai fini della quale il relatore nominato dovrà consultare gli organizzatori dell'ICE in un'altra audizione;

24.  ritiene che, per garantire un uso corretto di questo strumento di democrazia partecipativa da parte dei cittadini e al fine di impedirne l'eventuale abuso sulla base di interessi privati, sia essenziale migliorare la trasparenza e la qualità dei controlli sul finanziamento e il patrocinio delle ICE;

25.  invita la Commissione a chiarire, sulla base della prossima sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea, se i cittadini dell'UE abbiano la facoltà di proporre emendamenti al trattato e a considerare, nell'ambito della futura revisione del regolamento, la proposta di consentire ICE che richiedano modifiche al trattato in conformità con l'articolo 48 TUE;

26.  ricorda che, attualmente, le audizioni relative alle ICE andate a buon fine sono organizzate dalla commissione competente, a seconda del tema dell'ICE in questione, in associazione con la commissione per le petizioni; propone che la commissione per le petizioni assuma il compito di organizzare le audizioni, con la partecipazione delle parti interessate, in quanto sede neutrale con la maggiore esperienza nelle relazioni con i cittadini, al fine di garantire coerenza e un trattamento equo e paritario per le audizioni delle diverse ICE; osserva che è opportuno che i comitati di cittadini per le ICE ricevano un rimborso per le spese di partecipazione alle audizioni, per tutti i loro membri.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

23.6.2015

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

30

0

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Margrete Auken, Beatriz Becerra Basterrechea, Heinz K. Becker, Soledad Cabezón Ruiz, Andrea Cozzolino, Pál Csáky, Miriam Dalli, Rosa Estaràs Ferragut, Eleonora Evi, Lidia Joanna Geringer de Oedenberg, Sylvie Goddyn, Daniel Hannan, Peter Jahr, Jude Kirton-Darling, Svetoslav Hristov Malinov, Roberta Metsola, Marlene Mizzi, Julia Pitera, Gabriele Preuß, Yana Toom, Bodil Valero, Jarosław Wałęsa, Cecilia Wikström, Tatjana Ždanoka

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Elisabetta Gardini, Kostadinka Kuneva, Jérôme Lavrilleux, Kazimierz Michał Ujazdowski, Ángela Vallina, Axel Voss, Rainer Wieland

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Amjad Bashir, Rosa D’Amato


PARERE della commissione giuridica (16.7.2015)

destinato alla commissione per gli affari costituzionali

sull'iniziativa dei cittadini europei

(2014/2257(INI))

Relatore per parere: Sylvia-Yvonne Kaufmann

SUGGERIMENTI

La commissione giuridica invita la commissione per gli affari costituzionali, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  sottolinea il fatto che l'iniziativa dei cittadini è il primo strumento di democrazia partecipativa che conferisce ai cittadini europei il diritto, sulla base di almeno un milione di dichiarazioni di sostegno, provenienti da almeno un quarto degli Stati membri dell'UE, di prendere l'iniziativa – rafforzando così questa loro nuova prerogativa politica – e chiede alla Commissione di presentare, nell'ambito delle sue competenze, una proposta adeguata sugli argomenti per i quali i cittadini reputano che un atto legislativo sia necessario per attuare i trattati;

2.   accoglie con favore la relazione della Commissione, del 31 marzo 2015, relativa all'iniziativa dei cittadini europei (ICE), che riconosce che l'ICE può essere migliorata e identifica una serie di possibili problematiche, al fine di rendere più efficace questo strumento; accoglie con favore anche l'indagine promossa dal Mediatore europeo sul funzionamento dell'ICE, che formula 11 proposte concrete per migliorare il processo dell'iniziativa;

3.  considera essenziale che i cittadini possano contribuire all'esercizio delle prerogative legislative dell'Unione e partecipare direttamente alla fase di avvio delle proposte legislative;

4.  prende atto che oltre 6 milioni di cittadini dell'UE hanno partecipato a un'iniziativa dei cittadini, che vi sono state 51 richieste di lanciare un'iniziativa, delle quali soltanto 3 iniziative, segnatamente "Right2Water", "Uno di noi" e "Stop Vivisection", sono state dichiarate ricevibili e che 6 organizzatori di ICE hanno contestato il rifiuto della Commissione dinanzi alla Corte di giustizia europea, il che equivale al 30% di tutti i rifiuti; ritiene che ciò dimostri che resta ancora molto da fare affinché l'ICE sia all'altezza del suo pieno potenziale; segnala le varie difficoltà pratiche incontrate dagli organizzatori da quando il regolamento è entrato in vigore nell'aprile 2012 e il fatto che il numero di iniziative è in calo;

5.   chiede una revisione del duplice ruolo della Commissione, che potrebbe dar luogo a un conflitto di interesse, tenendo presente che un certo numero di organizzatori di ICE riconosce il significato e il valore del suo contributo; invita, a tale proposito, la Commissione a prendere in considerazione anche il Parlamento in quanto decisore, tanto più che è l'unica istituzione i cui membri sono eletti direttamente dai cittadini dell'UE;

6.  invita la Commissione ad assicurare un sostegno completo, comprendente consulenze giuridiche non vincolanti ‒ tramite ad esempio la creazione di un punto di contatto chiaramente identificato responsabile per l'iniziativa dei cittadini presso le rappresentanze della Commissione e i centri d'informazione Europe Direct in tutti gli Stati membri, con il compito di fornire informazioni e la necessaria consulenza e assistenza per le iniziative dei cittadini ‒ in considerazione delle difficoltà incontrate dagli organizzatori nell'identificare le pertinenti disposizioni giuridiche e del trattato sulle quali fondare un'iniziativa valida; sottolinea tuttavia che, in caso di rifiuto, la Commissione deve motivare le proprie scelte politiche al pubblico in modo dettagliato, trasparente e comprensibile, e, al contempo, comunicare agli organizzatori le relative considerazioni giuridiche;

7.   invita la Commissione a valutare la possibilità di registrare solo parte di un'iniziativa, qualora essa non rientri interamente nelle competenze della Commissione; ritiene che, a tal fine, sarebbe appropriato procedere ad una consultazione preventiva con il comitato dei cittadini richiedente;

8.  invita altresì la Commissione a migliorare il proprio portale in Internet al fine di renderlo più comprensibile e di facile utilizzo, in particolare per quanto riguarda le informazioni sulle sue competenze e il supporto che si può ricevere affinché una richiesta vada in porto; considera che, in aggiunta a un chiaro elenco delle sue competenze, la Commissione dovrebbe spiegare la procedura di registrazione, dato che, per un gran numero di iniziative presentate da cittadini, la registrazione è stata rifiutata sulla base del fatto che esulavano manifestamente dalla sfera di competenze della Commissione; invita a tale riguardo la Commissione a impegnarsi attivamente, fornendo agli organizzatori di ICE delle indicazioni dettagliate sull'interpretazione delle disposizioni giuridiche pertinenti;

9.  sottolinea la necessità di vagliare l'opportunità di introdurre una procedura armonizzata e più efficace per la presentazione delle dichiarazioni di sostegno, poiché è inaccettabile che i cittadini dell'UE debbano vedersi preclusa la possibilità di sostenere le iniziative a causa della diversità di requisiti per la presentazione dei dati personali negli Stati membri; invita pertanto la Commissione a proporre requisiti più semplici per la presentazione dei dati in tutti gli Stati membri onde facilitare la sottoscrizione di un'ICE, a prescindere dal paese di residenza; suggerisce, al fine di facilitare la procedura di sottoscrizione, di esaminare l'opportunità di mettere a punto un'applicazione mobile, che rielabori il software di raccolta delle firme online (OCS), e, in particolare, la possibilità di utilizzare la firma digitale come mezzo di identificazione, tenendo in considerazione anche le esigenze delle persone con disabilità; invita gli Stati membri a rivedere con urgenza il requisito in base al quale per una dichiarazione di sostegno viene fornito un numero identificativo personale, in prospettiva di eliminarlo, in quanto potrebbe rappresentare un onere burocratico superfluo per la raccolta di tali dichiarazioni, nonché un modo altrettanto superfluo di controllare l'identità dei firmatari;

10. invita la Commissione a utilizzare tutti i canali di comunicazione pubblica per sensibilizzare sulle ICE e ad adottare le misure necessarie per garantirne la trasparenza e facilitare la comunicazione delle ICE in corso, ad esempio attraverso la creazione di applicazioni con informazioni, notifiche e possibilità di firmare online; sottolinea che la partecipazione popolare attiva alle iniziative dei cittadini europei dipende essenzialmente anche dal fatto che siano pubblicizzate negli Stati membri e suggerisce pertanto che i parlamenti nazionali degli Stati membri menzionino l'iniziativa dei cittadini europei nei loro siti web ufficiali;

11. sottolinea la sua posizione secondo cui va eliminato il collegamento automatico fra la registrazione di un'iniziativa dei cittadini e la data d'inizio del periodo di dodici mesi per la raccolta delle dichiarazioni di sostegno, e che gli organizzatori delle ICE dovrebbero avere la possibilità di fissare la data del lancio della loro ICE, entro tre mesi dalla sua registrazione da parte della Commissione;

12. rileva anche che il periodo per la raccolta delle dichiarazioni di sostegno potrebbe essere esteso a 18 mesi;

13.  prende atto delle questioni di responsabilità emerse per gli organizzatori di iniziative dei cittadini, derivanti dal fatto che i comitati di cittadini non hanno una personalità giuridica, un problema che potrebbe essere risolto unicamente rivedendo la normativa; invita la Commissione ad esaminare la possibilità di attribuire personalità giuridica ai comitati dei cittadini di cui all'articolo 3, paragrafo 2 del regolamento; chiede inoltre l'adozione di misure di riduzione del rischio per incoraggiare i membri della commissione per l'ICE a prendere iniziative concrete;

14. si compiace della disponibilità del Comitato economico e sociale europeo a fornire ai promotori servizi di traduzione gratuiti, facilitando così la divulgazione delle iniziative dei cittadini in tutte le lingue ufficiali, soprattutto nella misura in cui l'uso della lingua madre è un diritto civile; riconosce in tale disponibilità un contributo significativo in termini di sostegno ai cittadini, dato che consente loro di promuovere i loro interessi più efficacemente fra la popolazione dell'UE;

15. sottolinea l'importanza dell'equilibrio istituzionale nel processo di valutazione delle domande dopo la registrazione, previa presentazione di un'ICE alla Commissione ai sensi dell'articolo 9 del regolamento; invita pertanto la Commissione ad esaminare la possibilità di un coinvolgimento delle istituzioni e degli organismi europei competenti, quali il Parlamento europeo, il Mediatore europeo, l'ECOSOC e il Comitato delle regioni;

16. prende atto del ruolo importante del Mediatore europeo nell'indagare sul trattamento delle richieste di ICE da parte della Commissione, e in particolare sui casi di rifiuto di registrare un'ICE;

17.  invita la Commissione a presentare una proposta appropriata e tempestiva di revisione del regolamento sull'iniziativa dei cittadini e del regolamento di esecuzione (UE) n. 1179/2011 della Commissione, al fine di soddisfare le aspettative dei cittadini europei e di rendere l'iniziativa dei cittadini di più facile utilizzo affinché il suo potenziale possa essere sfruttato pienamente.  

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

13.7.2015

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

17

2

4

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Max Andersson, Joëlle Bergeron, Marie-Christine Boutonnet, Jean-Marie Cavada, Kostas Chrysogonos, Mady Delvaux, Rosa Estaràs Ferragut, Dietmar Köster, Gilles Lebreton, António Marinho e Pinto, Emil Radev, Julia Reda, Evelyn Regner, Pavel Svoboda, József Szájer, Axel Voss, Tadeusz Zwiefka

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Angel Dzhambazki, Evelyne Gebhardt, Heidi Hautala, Sylvia-Yvonne Kaufmann, Virginie Rozière

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Ángela Vallina, Bogdan Brunon Wenta

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE

IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

28.9.2015

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

21

0

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Elmar Brok, Fabio Massimo Castaldo, Pascal Durand, Danuta Maria Hübner, Ramón Jáuregui Atondo, Constance Le Grip, Jo Leinen, György Schöpflin, Josep-Maria Terricabras, Kazimierz Michał Ujazdowski, Rainer Wieland

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Gerolf Annemans, Sylvie Goulard, Enrique Guerrero Salom, Sylvia-Yvonne Kaufmann, David McAllister, Viviane Reding, Helmut Scholz

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Andrea Bocskor, Mady Delvaux, Ulrike Rodust, Iuliu Winkler

Avviso legale