Procedura : 2015/2210(INI)
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A8-0307/2015

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PV 28/10/2015 - 14
CRE 28/10/2015 - 14

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RELAZIONE     
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20.10.2015
PE 564.958v02-00 A8-0307/2015

sul semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: attuazione delle priorità per il 2015

(2015/2210(INI))

Commissione per i problemi economici e monetari

Relatore: Dariusz Rosati

Relatori per parere (*):

Jean Arthuis, commissione per i bilanci

Sergio Gutiérrez Prieto, commissione per l'occupazione e gli affari sociali

(*) Procedura con le commissioni associate - Articolo 54 del regolamento

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sul semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: attuazione delle priorità per il 2015

(2015/2210(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), in particolare l'articolo 121, paragrafo 2, e l'articolo 136,

–  vista la comunicazione della Commissione del 13 maggio 2015 sul semestre europeo 2015: raccomandazioni specifiche per paese (COM(2015)0250),

–  viste le conclusioni del Consiglio europeo del 25 e 26 giugno 2015 (EUCO 22/15),

–  vista la sua risoluzione dell'11 marzo 2015 sul semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: analisi annuale della crescita 2015(1),

–   vista la comunicazione della Commissione del 28 novembre 2014 dal titolo "Relazione 2015 sul meccanismo di allerta" (COM(2014)0904),

–  vista la relazione dei cinque presidenti del 22 giugno 2015 intitolata "Completare l'Unione economica e monetaria dell'Europa",

–  vista la sua risoluzione del 24 giugno 2015 sulla verifica del quadro di governance economica: bilancio e sfide"(2),

–  vista la sua risoluzione del 1° dicembre 2011 sul semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche(3),

–  vista la comunicazione della Commissione del 13 gennaio 2015 intitolata "Sfruttare al meglio la flessibilità consentita dalle norme vigenti del patto di stabilità e crescita" (COM(2015)0012),

–  visto il regolamento (UE) 2015/1017 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al Fondo europeo per gli investimenti strategici, al polo europeo di consulenza sugli investimenti e al portale dei progetti di investimento europei e che modifica i regolamenti (UE) n. 1291/2013 e (UE) n. 1316/2013 – il Fondo europeo per gli investimenti strategici,

–  vista la comunicazione della Commissione del 26 novembre 2014 intitolata "Un piano di investimenti per l'Europa" (COM(2014)0903),

–  visto il Libro verde della Commissione del 18 febbraio 2015 intitolato "Costruire un'Unione dei mercati dei capitali" (COM(2015)0063),

–  vista la comunicazione della Commissione del 17 giugno 2015 intitolata " Un regime equo ed efficace per l'imposta societaria nell'Unione europea: i 5 settori principali d'intervento" (COM(2015)0302),

–  vista la sua risoluzione del 5 febbraio 2013 su migliorare l'accesso delle PMI ai finanziamenti(4),

–   vista la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio, del 2 ottobre 2013, dal titolo "Potenziare la dimensione sociale dell'Unione economica e monetaria", COM(2013)0690,

–   viste le comunicazioni della Commissione europea del 3 marzo 2010 dal titolo "Europa 2020 - Una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva" (COM(2010)2020) e del 5 marzo 2014 dal titolo "Bilancio della strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva" (COM(2014)0130),

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per i problemi economici e monetari e i pareri della commissione per i bilanci, della commissione per l'occupazione e gli affari sociali, della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori, della commissione per lo sviluppo regionale e della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere (A8-0307/2015),

A.  considerando che le previsioni economiche della primavera 2015 pubblicate dalla Commissione indicano tassi di crescita del 2,1% nell'UE e dell'1,9% nella zona euro per il 2016;

B.  considerando che l'analisi annuale della crescita presentata dalla Commissione il 28 novembre 2014 individua tre pilastri principali per il 2015 (il rilancio coordinato degli investimenti, l'impegno rinnovato verso le riforme strutturali e il perseguimento della responsabilità di bilancio) e mette per la prima volta l'accento sul contributo del bilancio dell'UE alla realizzazione di tali obiettivi;

C.  considerando che, secondo le previsioni, l'inflazione annua dei prezzi al consumo nell'UE e nella zona euro dovrebbe aumentare dallo 0,1% del 2015 all'1,1 % nel 2016, il che non riflette il rischio di deflazione anticipato dalla Banca centrale europea;

D.  considerando che negli ultimi sei mesi, per conseguire gli obiettivi fissati dall'analisi annuale della crescita, sono state varate molteplici misure di bilancio, quali l'adozione del regolamento istitutivo del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), l'avvio dei programmi operativi relativi al Fondo di coesione, il riporto di stanziamenti di impegno del periodo 2007-2013, non utilizzati nel 2014, al 2015, 2016 e 2017 nonché l'aumento del prefinanziamento dell'Iniziativa europea per la gioventù;

E.  considerando che i livelli di disoccupazione nell'UE restano inaccettabilmente elevati, ma sono in calo e nel 2016 secondo le previsioni dovrebbero scendere al 9,2% nell'UE e al 10,5% nella zona euro;

F.  considerando che dette misure evidenziano il valore aggiunto del bilancio europeo, ma anche i limiti all'azione politica europea, imposti da un bilancio che non è finanziato da effettive risorse proprie, che resta inferiore all'1% del PIL dell'UE e che è vincolato da un quadro pluriennale di 7 anni;

G.  considerando che le prospettive di bilancio nell'UE e nella zona euro continuano a migliorare, con un saldo di bilancio aggregato sostanzialmente neutrale;

1.  si compiace del fatto che la ripresa economica stia lentamente guadagnando terreno e che il PIL nel 2016 dovrebbe aumentare dell'1,9% nella zona euro e del 2,1% nell'UE; osserva tuttavia con preoccupazione che le basi della ripresa sono fragili, tra gli altri fattori anche a causa delle carenze strutturali dell'UE e delle divergenze economiche regionali, e ciò provoca una crescita disomogenea e una scarsa competitività a livello internazionale;

2.  nota che importanti iniziative strategiche, che includevano raccomandazioni politiche, erano basate su previsioni economiche che non avevano previsto la bassa crescita e inflazione registrate in conseguenza di misure di austerità anticipate e avevano ampiamente sottovalutato le dimensioni del moltiplicatore fiscale in un contesto caratterizzato da gravi turbolenze finanziarie nonché dall'importanza degli effetti di ricaduta nei vari Stati membri, in un periodo di consolidamento sincronizzato associato all'effetto deflazionistico di riforme strutturali cumulative e in rapida successione;

3.  si compiace che la Commissione, nelle raccomandazioni specifiche per paese per il 2015, si concentri sulle quattro priorità principali per la crescita economica: la promozione degli investimenti, l'attuazione di riforme strutturali nel mercato dei prodotti, dei servizi e del lavoro, la responsabilità di bilancio e il miglioramento della politica occupazionale; sottolinea l'importanza di tali fattori di crescita, anche nel quadro del conseguimento degli obiettivi previsti dalla strategia Europa 2020 e dell'obiettivo generale di rendere l'UE globalmente più competitiva; osserva che ciò non dovrebbe indebolire la protezione dei lavoratori né compromettere il modello sociale europeo;

Prospettive e sfide economiche per l'UE

4.  prende atto del nuovo approccio della Commissione inteso a razionalizzare il processo del semestre europeo ponendo maggiormente l'accento su un numero limitato di priorità e sfide più importanti e pubblicando le analisi specifiche per paese e della zona euro tre mesi prima rispetto agli anni precedenti; invita a tale riguardo gli Stati membri, tenendo conto del nuovo calendario del semestre europeo, a coinvolgere in maniera più strutturata i parlamenti nazionali e le autorità locali e regionali, nonché altri soggetti interessati; raccomanda che le principali riforme strutturali e i cambiamenti promossi dalle raccomandazioni specifiche per paese siano accompagnati da una valutazione del loro impatto sociale a breve e lungo termine;

5.  osserva con preoccupazione i diversi gradi di impegno dimostrati dagli Stati membri nell'attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese dello scorso anno e i risultati generalmente carenti al riguardo; ribadisce la necessità di una politica coordinata all'interno dell'Unione e sottolinea l'importanza di mettere in pratica le raccomandazioni specifiche per paese al fine di assicurare un'attuazione coerente ed equa del quadro di governance economica in tutti gli Stati membri; sottolinea che l'insufficiente attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese in alcuni Stati membri rappresenta un ostacolo alla creazione di un ambiente favorevole alla crescita e agli investimenti; invita la Commissione a prendere in considerazione, in linea con la risoluzione del Parlamento europeo del 24 giugno 2015 sulla verifica del quadro di governance economica: bilancio e sfide(5), la possibilità di istituire un meccanismo che incoraggi gli Stati membri ad attuare le raccomandazioni specifiche per paese, specialmente nelle aree che presentano i maggiori effetti di ricaduta, e di proporre modi per garantire che le raccomandazioni del semestre europeo vengano attuate e seguite in maniera efficace e coerente; chiede alla Commissione, a tale riguardo, di pubblicare un documento contenente una valutazione complessiva dello stato di attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese per ciascuno Stato membro nonché di identificare esplicitamente le raccomandazioni volte al conseguimento degli obiettivi nazionali aggiornati della strategia Europa 2020; raccomanda che si analizzi la pertinenza delle raccomandazioni specifiche per paese degli anni precedenti, allo scopo di valutare a posteriori se erano valide in termini di portata, tempistiche, pianificazione e svolgimento, nonché per quanto riguarda il loro impatto sociale e il loro contributo alla riduzione delle divergenze economiche tra le regioni dell'Unione e tra gli Stati membri; osserva l'intenzione della Commissione di trasferire tre degli attuali cosiddetti indicatori ausiliari al quadro di valutazione principale;

6.  sottolinea che molti Stati membri, in particolare nella zona euro, si trovano a far fronte a sfide macroeconomiche simili, tra cui soprattutto tassi di debito elevati (sia pubblici che privati), una mancanza di competitività e un livello eccessivamente basso di investimenti, che richiedono di essere affrontate mediante un approccio coordinato; sottolinea che livelli insostenibili di debito scoraggiano gli investimenti;

7.  deplora che i tassi di disoccupazione continuino a essere elevati nella maggior parte degli Stati membri, e nota con preoccupazione, in particolare, i tassi di disoccupazione giovanile e di lunga durata; sottolinea la necessità di incrementare gli investimenti oltre a riformare i mercati del lavoro nazionali, nonché l'importanza di adottare misure che diano slancio all'economia per aumentare i tassi di creazione di occupazione e di concentrarsi sulla creazione di posti di lavoro di qualità; sottolinea in particolare la necessità di migliorare i sistemi di istruzione nazionali e adeguarli alla domanda di nuove competenze e conoscenze sul mercato del lavoro dell'Unione, soprattutto adattando il modello di istruzione duale che si è dimostrato particolarmente efficace nella lotta alla disoccupazione giovanile e introducendo nei programmi scolastici imprenditorialità e capacità; sottolinea che tale necessità richiede azioni e approcci specifici per alcune categorie della popolazione, come i giovani, i disoccupati meno qualificati, quelli di lungo periodo, quelli più anziani e le donne, che incontrano ancora difficoltà a partecipare pienamente al mercato del lavoro; sottolinea tuttavia la necessità di aver cura di garantire che tali approcci non equivalgano, nella pratica, a un indebolimento dei diritti del lavoro e della protezione sociale né alla promozione di forme di occupazione precaria; invita la Commissione a esaminare i sistemi che prevedono meccanismi di reddito minimo per i disoccupati negli Stati membri;

8.  si compiace dell'entrata in vigore del regolamento sul Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), volto a stimolare gli investimenti privati e pubblici anche mediante le banche di promozione nazionali nell'UE, in quanto si tratta di un primo passo nella giusta direzione, e invita tutte le parti interessate e le istituzioni a garantirne una rapida ed efficace attuazione, in modo da agevolare l'accesso ai finanziamenti per le imprese e le PMI nello specifico; è del parere che uno degli obiettivi principali dei progetti finanziati dal FEIS debba essere creare posti di lavoro dignitosi che portino a un'occupazione di qualità e a conseguire la coesione sociale, economica e territoriale; ritiene necessario, ove possibile, promuovere gli investimenti sociali per perseguire un impatto sociale positivo e ridurre le disuguaglianze anche mediante il miglioramento dei servizi pubblici e il sostegno alla creazione di posti di lavoro per le categorie svantaggiate; invita gli Stati membri a coinvolgere strettamente le autorità locali e regionali nella promozione delle riserve di progetti e delle piattaforme d'investimento; ritiene fondamentale il successo del piano di investimento e intende quindi monitorarne l'attuazione con la massima attenzione, in particolare per quanto riguarda la prevenzione del deconsolidamento della spesa di investimento nonché dei debiti pubblici degli Stati membri; sottolinea il ruolo svolto dal Parlamento per ridurre al minimo la riassegnazione da Orizzonte 2020 e il meccanismo per collegare l'Europa nel quadro del FEIS; conferma il proprio impegno a ridurre i tagli nel corso della procedura di bilancio annuale;

9.  osserva che in alcuni Stati membri occorre procedere a un risanamento dei conti pubblici favorevole alla crescita, in grado di garantire la creazione di posti di lavoro e una crescita sostenibile nonché di ridurre i livelli del debito, affinché tali paesi soddisfino le condizioni previste dal patto di stabilità e crescita (PSC); prende atto della comunicazione interpretativa della Commissione sulla flessibilità del PSC, intesa a chiarire l'ambito di applicazione della clausola sugli investimenti e a consentire un certo grado di flessibilità temporanea nel ramo preventivo del PSC;

10.  è preoccupato per gli squilibri macroeconomici che persistono in taluni Stati membri, in particolare gli elevati livelli di debito pubblico e privato e i considerevoli disavanzi delle partite correnti, nonché i rischi eccessivi nel settore finanziario e più precisamente nei sistemi bancari, che derivano anche da istituti considerati troppo grandi per fallire; sottolinea che non si è ancora pienamente posto rimedio al circolo vizioso tra emittenti sovrani e banche, il quale continua a costituire un rischio per la stabilità finanziaria e di bilancio; osserva che gli avanzi delle partite correnti implicano rischi diversi rispetto ai disavanzi e fa notare l'acuirsi delle divergenze economiche in seno all'Unione e alla zona euro, le quali stanno minacciando la coerenza e la coesione delle politiche settoriali europee;

11.  ricorda che la povertà e la crescente disparità di reddito rappresentano una minaccia per la crescita e la relativa sostenibilità; invita la Commissione a coordinare e sostenere gli Stati membri nelle loro azioni volte a contrastare tale minaccia agevolando lo scambio delle migliori prassi e un'accurata raccolta di dati; ritiene che tali responsabilità debbano rientrare esplicitamente nel semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche;

Raccomandazioni specifiche per paese – priorità e obiettivi

12.  sottolinea l'importanza dell'accesso ai finanziamenti per le imprese, in particolare le piccole e medie imprese (PMI), che costituiscono la spina dorsale dell'economia dell'UE; osserva l'orientamento accomodante della politica monetaria al fine di stimolare gli investimenti e invita a dare rapidamente attuazione alle misure approvate di recente, quali il piano di investimenti per l'Europa; osserva, in tale contesto, che i bassi tassi di interesse attuali non sono stati sufficienti per stimolare gli investimenti nella misura necessaria; accoglie con favore nel contempo il graduale allentamento dei criteri per la concessione dei prestiti alle imprese registrato nella prima metà del 2015, come pure i primi segnali di una ripresa degli investimenti privati; pone l'accento sulle potenzialità del progetto di un'Unione dei mercati dei capitali per rispondere a tali sfide e invita la Commissione a tenere debitamente conto delle esigenze delle PMI in sede di configurazione della futura Unione dei mercati dei capitali; invita la Commissione a realizzare studi per stabilire in che modo le pratiche normative introdotte a giusto titolo nel contesto del processo di unione bancaria abbiano avuto conseguenze sull'accesso delle PMI al finanziamento bancario, in modo da correggere, se del caso, le azioni in questione;

13.  sottolinea la necessità di migliorare il contesto imprenditoriale dell'UE nonché di aumentare i livelli di produttività, attraverso una combinazione equilibrata di politiche in materia di innovazione e l'istruzione pubblica e privata; sottolinea che il mercato unico dell'UE è ancora frammentato e che la mancanza di innovazione nuoce all'economia dell'UE in quanto essa rappresenta un fattore fondamentale per la crescita e la produttività ed è quindi cruciale promuoverla per migliorare la competitività dell'UE sul piano internazionale; prende atto, in tale contesto, della proposta indicata nella relazione dei cinque presidenti; rammenta l'importanza di una solida regolamentazione delle imprese per il successo del FEIS; chiede pertanto, per lo sviluppo del mercato dei capitali, l'eliminazione degli ostacoli amministrativi – a condizione che ciò non pregiudichi la fondamentale protezione dei lavoratori e dei consumatori – una riduzione della burocrazia, il rafforzamento della qualità e dell'efficienza dei sistemi giudiziari degli Stati membri, interventi nell'ambito della lotta contro l'elusione fiscale, l'evasione fiscale e i paradisi fiscali, nonché la riforma dei sistemi fiscali e giuridici degli Stati membri; pone l'accento sull'importanza di evitare politiche universali che non tengano conto delle differenze; sottolinea che il miglioramento qualitativo della capacità amministrativa a tutti i livelli di governo rappresenta una priorità fondamentale per molti Stati membri; ricorda la necessità di affrontare il problema del lavoro sommerso, che sta danneggiando l'economia dell'Unione europea e causando una concorrenza sleale e distorsioni sul mercato, nonché una crescente mancanza di protezione sociale e occupazionale dei lavoratori; invita, pertanto, ad avviare rapidamente la piattaforma europea contro il lavoro sommerso;

14.  concorda con la Commissione sul fatto che molti Stati membri debbano essere più ambiziosi nell'attuazione di riforme strutturali socialmente sostenibili e nell'eliminare le barriere per rendere i mercati dei prodotti e dei servizi più competitivi tenendo conto dell'impatto di tali riforme sull'occupazione; accoglie con favore, al riguardo, la comunicazione della Commissione sulla tabella di marcia per il completamento del mercato unico digitale, che comprende la definizione di un quadro globale che consenta alle imprese di aumentare i propri investimenti a favore delle nuove tecnologie, nonché la comunicazione sulla tabella di marcia per l'Unione dell'energia; mette in luce che le raccomandazioni specifiche per paese e le relazioni per paese affrontano spesso questioni legate alle differenze territoriali in termini sia di risultati economici che di capacità amministrativa, e sottolinea che gli obiettivi strategici dovrebbero sistematicamente tenere conto di queste differenze; ricorda che le regioni che presentano svantaggi naturali o demografici gravi e permanenti solitamente registrano anche tassi di disoccupazione più elevati e una crescita economica inferiore; ritiene, pertanto, che tali regioni necessitino di investimenti che le aiutino a migliorare il proprio potenziale di crescita e ad attirare persone che vogliano vivere in tali aree, onde assicurarne la sostenibilità;

15.  sottolinea la necessità che gli Stati membri adattino le loro finanze pubbliche applicando, quando necessario, una politica anticiclica e sfruttando appieno le clausole di flessibilità esistenti previste dalla legislazione, nel rispetto delle regole del patto di stabilità e crescita; pone l'accento sull'importanza di una politica anticiclica che implichi flessibilità, entro i margini previsti dal patto di stabilità e crescita, nei periodi di recessione economica, come pure di eccedenze di bilancio nei periodi di ripresa economica; ritiene che gli Stati membri che presentano livelli di debito elevati, in particolare, debbano proseguire un risanamento di bilancio favorevole alla crescita e attuare urgentemente le riforme strutturali raccomandate, tenendo conto degli aspetti sociali, mentre quelli che dispongono di un maggiore margine di bilancio dovrebbero utilizzarlo per accelerare gli investimenti e ridurre la pressione fiscale;

Raccomandazioni

16.  si compiace che il numero di Stati membri soggetti alla procedura per i disavanzi eccessivi sia sceso da 11 nel 2014 a 9 nel 2015; osserva tuttavia che tale numero è ancora troppo elevato e chiede nuovamente che le raccomandazioni specifiche per paese siano, se del caso, meglio allineate alle raccomandazioni formulate nell'ambito della procedura per i disavanzi eccessivi, in modo da garantire la coerenza tra la sorveglianza della posizione di bilancio e le raccomandazioni relative alle politiche economiche; invita la Commissione a sostenere gli Stati membri nello scambio delle migliori prassi e in un'accurata raccolta di dati; sottolinea la necessità di migliorare, in tutti gli Stati membri, la trasparenza nell'applicazione delle procedure per il patto di stabilità e crescita e per gli squilibri macroeconomici, comprese le raccomandazioni specifiche per paese, garantendo in tal modo parità di trattamento a tutti gli Stati membri;

17.  sottolinea il ruolo di mercati del lavoro flessibili nella lotta contro la disoccupazione, salvaguardando nel contempo una manodopera di qualità e senza compromettere il diritto fondamentale dei lavoratori alla sicurezza sul lavoro e a una giusta retribuzione nell'UE; sottolinea in particolare gli effetti negativi che producono sui tassi di creazione di occupazione fattori quali ad esempio livelli retributivi non in linea con gli sviluppi produttivi e abusi basati sul raggirare le norme del mercato del lavoro attraverso l'eccessivo ricorso a contratti di diritto civile non desiderati al posto dei contratti di lavoro; chiede che l'onere fiscale venga spostato dalle imposte sul lavoro ad altre fonti di tassazione e che sia elaborato un piano reale per combattere la disoccupazione senza ridurre gli standard qualitativi; chiede a tale riguardo mercati del lavoro più equi che garantiscano la libera circolazione dei lavoratori in Europa e politiche di redistribuzione, tenendo conto delle caratteristiche specifiche dei singoli Stati membri, per promuovere la crescita economica, la competitività e la produttività e facilitare una maggiore convergenza economica e sociale verso l'alto;

18.  deplora che le raccomandazioni specifiche per paese risentano di una mancanza di titolarità a livello nazionale, il che rende difficile coordinare le politiche economiche nazionali legittimate democraticamente con le raccomandazioni europee, nonché di un insufficiente meccanismo di responsabilità democratica; chiede al riguardo che i parlamenti nazionali, le autorità locali e regionali, nonché altri soggetti interessati a livello nazionale ed europeo, quali ad esempio i rappresentanti della società civile, svolgano un ruolo più importante nella preparazione e nell'elaborazione dei programmi nazionali di riforma; si compiace dell'attuale collaborazione tra i parlamenti nazionali e il Parlamento europeo, e invita a renderla ancora più ambiziosa, per quanto concerne le discussioni riguardanti le raccomandazioni specifiche per paese, lo scambio delle migliori prassi e il miglioramento del processo del semestre europeo; sottolinea che l'attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese in termini politici, giuridici ed economici potrebbe essere rafforzata mediante una cooperazione trasparente tra la Commissione e lo Stato membro interessato, che dovrebbe iniziare durante la fase preparatoria dell'analisi annuale della crescita e proseguire finché le raccomandazioni specifiche per paese non siano ufficialmente approvate; sottolinea che migliorare la titolarità, la trasparenza e la responsabilità democratica costituisce un fattore essenziale per l'approvazione e l'efficace attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese e, a più lungo termine, per il successo della strategia Europa 2020;

19.  invita la Commissione a razionalizzare ulteriormente il semestre europeo e il suo calendario attuale al fine di armonizzare l'impatto reciproco dei documenti nazionali (programmi nazionali di riforma e programmi di convergenza/stabilità) e di quelli preparati dalla Commissione (raccomandazioni specifiche per paese e relazioni per paese), in modo da rafforzare le sinergie e agevolare il coordinamento delle politiche nazionali, senza dimenticare gli obiettivi originari degli Stati membri; invita la Commissione e il Consiglio ad apportare miglioramenti metodologici alle procedure alla base del semestre e a prestare sufficiente attenzione agli indicatori sociali e occupazionali nel processo del semestre europeo, nonché ad esaminare l'intera gamma delle opzioni politiche disponibili volte a mitigare gli effetti delle politiche di adeguamento di bilancio sui gruppi sociali economicamente più deboli; chiede la pubblicazione di tutte le analisi preesistenti concernenti l'attuazione del patto di stabilità e crescita e della procedura per gli squilibri macroeconomici; prende atto dell'appello a favore di un'integrazione nel diritto primario dell'Unione degli strumenti intergovernativi come il trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governance, conferendogli piena legittimità democratica;

20.  sottolinea l'impatto negativo di livelli di debito elevati e di un basso livello di investimenti sulla crescita economica nell'UE; invita la Commissione a vagliare, nel debito rispetto del principio di responsabilità e tenendo conto degli aspetti sociali, soluzioni innovative per accelerare e attenuare le ripercussioni negative della riduzione del livello di indebitamento nei settori bancario, privato e pubblico; invita, a tale riguardo, gli Stati membri a recepire rapidamente la direttiva sul risanamento e la risoluzione delle banche; chiede l'istituzione di un sostegno di bilancio appropriato, al fine di garantire un finanziamento adeguato del Fondo di risoluzione unico e di assicurarne la credibilità;

21.  sottolinea l'impatto distruttivo di una valuta sopravvalutata sulle esportazioni, la produzione, l'occupazione, gli stipendi, i redditi, le entrate pubbliche e i sistemi di sicurezza sociale; invita la Commissione a valutare modalità alternative per ridurre la necessità di una gravosa svalutazione interna;

22.  sottolinea che un'unione monetaria – in un'area monetaria che è tutt'altro che ottimale – lascia necessariamente alcuni dei suoi membri intrappolati in una valuta che è sopravvalutata rispetto ad altri membri dell'unione monetaria; deplora che non esista un facile rimedio per i membri svantaggiati dell'unione monetaria, ricordando che la svalutazione interna comporti sacrifici notevoli e duraturi per le persone che vivono in tali Stati membri;

23.  riconosce la necessità di un'analisi indipendente delle prospettive economiche degli Stati membri a livello di UE; esorta, in tale contesto, a sviluppare ulteriormente l'unità del Capo analista economico in seno alla Commissione, affinché fornisca analisi oggettive, indipendenti e trasparenti dei dati pertinenti, che dovrebbero essere rese pubbliche e fungere da base per un dibattito informato e per l'adozione di decisioni con cognizione di causa in seno alla Commissione, al Consiglio e al Parlamento europeo; chiede che a tale unità sia inviata tutta la documentazione pertinente in tempo utile affinché possa svolgere i propri compiti; sottolinea l'utile ruolo svolto dagli uffici di bilancio nazionali, a livello nazionale e di UE, e incoraggia la creazione di una rete europea degli uffici di bilancio nazionali;

24.  ricorda che una migliore governance economica nella zona euro è cruciale e che, secondo la relazione dei cinque Presidenti, "un'Unione economica e monetaria completa non è fine a se stessa"; sottolinea, a tale riguardo, che tutti gli Stati membri dell'UE dovrebbero essere impegnati in ogni fase del completamento dell'UEM, al fine di garantire l'apertura e la trasparenza del processo di riforma dell'UEM; accoglie positivamente, a tale proposito, la relazione dei cinque Presidenti e si compiace del fatto che la tabella di marcia verso "un semestre europeo più integrato" costituisce una delle parti principali del documento; riconosce che la crescente interdipendenza tra gli Stati membri della zona euro richiede un maggiore coordinamento delle politiche nazionali;

25.  sottolinea che il Fondo monetario internazionale (FMI) e l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) hanno messo in guardia dai problemi, sia sociali (povertà in situazione lavorativa) che economici (depressione della domanda interna), causati dalla svalutazione dei salari verificatasi negli ultimi anni; sottolinea, a tale riguardo, che una politica salariale adeguata è essenziale per il mantenimento della domanda interna e che gli aumenti salariali devono pertanto essere allineati meglio all'andamento della produttività; ribadisce la necessità di sottolineare l'importanza di un aumento dei salari, in particolare nei paesi in cui essi sono inferiori alla soglia di povertà, ma ritiene che ciò debba avvenire nel rispetto del principio di sussidiarietà; ricorda che il salario minimo varia notevolmente da uno Stato membro all'altro e rinnova la richiesta che venga realizzato uno studio al riguardo; esorta gli Stati membri a definire un salario minimo secondo la normativa e le prassi nazionali; chiede che sia elaborata una strategia globale per contrastare la povertà basata, tra l'altro, sull'accesso a posti di lavoro dignitosi che promuovano un'occupazione di qualità e ai servizi; sottolinea il ruolo dell'istruzione, e di conseguenza dell'impiegabilità, come uno dei principali mezzi per contrastare la povertà;

26.  ricorda la necessità di sostenere gli investimenti in interventi e misure preventive tempestivi, nonché in servizi di elevata qualità, accessibili e inclusivi, per esempio in un'istruzione che inizi dalla prima infanzia, nell'assistenza alle famiglie e alla comunità, nei servizi sociali e in sistemi sanitari sostenibili; sottolinea che un aumento della domanda di servizi, se gestito opportunamente, può anche consentire di creare un numero considerevole di posti di lavoro nel settore sociale e che i settori sanitario e previdenziale rappresentano comparti fondamentali in cui investire nell'intento di creare economie sostenibili;

27.  ritiene, nel contesto delle varie raccomandazioni per la riforma delle pensioni formulate dalla Commissione, che il collegamento tra età pensionabile e aspettativa di vita non costituisca l'unico modo per affrontare la sfida dell'invecchiamento e altre sfide demografiche cui è confrontata l'Europa, e che le riforme dei sistemi pensionistici dovrebbero anche rispecchiare le tendenze del mercato del lavoro, i tassi di natalità, la situazione demografica, la situazione sanitaria e patrimoniale, le condizioni di lavoro e l'indice di dipendenza economica, mirando nel contempo ad assicurare un reddito da pensione dignitoso che sia quantomeno al di sopra della soglia di povertà; ricorda che il modo migliore per affrontare la sfida dell'invecchiamento consiste nell'aumentare il tasso di occupazione complessivo; prende atto, nel contesto dell'invecchiamento della popolazione, della raccomandazione della Commissione di riformare i sistemi sanitari affinché raggiungano l'obiettivo di fornire un accesso universale a cure di alta qualità, compreso l'accesso ai medicinali a prezzi accessibili, in particolare ai medicinali salva vita, e di garantire il rispetto dei diritti del personale sanitario;

28.  chiede che le RSP includano la raccomandazione della Commissione(6) sulla ristrutturazione preventiva delle imprese a rischio di insolvenza e sull'estinzione dei debiti degli imprenditori falliti, siano questi persone fisiche o giuridiche, intesa a offrire alle imprese una seconda possibilità; invita la Commissione a valutare l'opportunità di estendere tali programmi alle famiglie a rischio di essere sfrattate, onde assicurare una maggiore coesione sociale riducendo il rischio di deprivazione abitativa; prende atto del rapido aumento, in molti Stati membri, di forme estreme di povertà, come la deprivazione abitativa; invita a rivolgere a tutti gli Stati membri RSP riguardanti le strategie di inclusione sociale, inclusa la lotta alle forme estreme di povertà come la deprivazione abitativa; chiede che siano migliorati lo scambio transnazionale delle prassi eccellenti in materia di lotta alla deprivazione abitativa e di apprendimento reciproco e riconosce il ruolo del Programma per l'occupazione e l'innovazione sociale (EaSI) in tale contesto;

29.  ribadisce la necessità di un nuovo sistema di risorse proprie, che dovrebbe portare a un'autentica riforma delle modalità di finanziamento dell'Unione senza aumentare gli oneri fiscali per i cittadini e dovrebbe creare una reale connessione tra i cittadini e le autorità europee; attende con interesse, a tale proposito, di analizzare e discutere le proposte che il Gruppo di lavoro ad alto livello sulle risorse proprie presenterà il prossimo anno;

Contributi settoriali al semestre europeo 2015

Politiche di bilancio

30.  sottolinea che la pubblicazione di un Libro bianco su un meccanismo di stabilizzazione di bilancio per la zona euro, prevista per la primavera 2017, coinciderà con la revisione intermedia del QFP; ribadisce, a tale riguardo, la propria richiesta che un eventuale finanziamento o strumento aggiuntivo sia soggetto al controllo di bilancio del Parlamento e sia finanziato al di sopra del massimale del QFP per il periodo 2014-2020;

31.  rammenta che la carenza di stanziamenti di pagamento, dovuta soprattutto a massimali di pagamento insufficienti e all'iscrizione in bilancio di stanziamenti insufficienti, rimane molto accentuata nel 2015; esprime il timore che ciò continuerà a compromettere la corretta attuazione dei nuovi programmi del QFP 2014-2020 e a penalizzare i beneficiari, in particolare le autorità locali, regionali e nazionali, che sono confrontate a vincoli economici e sociali;

Politiche occupazionali e sociali

32.  prende atto delle raccomandazioni concernenti la necessità di portare avanti le riforme del lavoro e chiede che tali riforme, se attuate, garantiscano la protezione sociale e il dialogo sociale, nel rispetto delle prassi nazionali, e il consenso politico necessario al fine di risultare sostenibili ed efficaci; ritiene che le riforme del lavoro debbano creare il necessario equilibrio tra flessibilità e sicurezza, sia per i lavoratori che per i datori di lavoro, e non debbano comportare, ad esempio, l'esclusione dei lavoratori dalla contrattazione collettiva, nonché tassi di produttività e livelli di occupazione più bassi; chiede che siano realizzate riforme del lavoro ambiziose negli Stati membri in cui sono ancora necessarie, traendo vantaggio dal fatto che si è ormai giunti a un punto di svolta del ciclo; ritiene che tali riforme dovrebbero essere atte a ridurre la frammentazione, a favorire la creazione di posti di lavoro, a ridurre la precarietà e a lottare conto la povertà, al fine di accrescere la produttività e la competitività della nostra economia, garantendo la creazione di nuovi posti di lavoro e salari dignitosi mediante investimenti nel capitale umano; sottolinea che altre riforme strutturali, quali la reindustrializzazione, sono altrettanto importanti per la creazione di un mercato del lavoro sostenibile;

33.  invita la Commissione ad assicurare che, nei propri orientamenti politici, le riforme del mercato del lavoro siano volte tra l'altro a ridurre la segmentazione, a garantire una migliore previsione e corrispondenza di competenze e posti di lavoro, a migliorare l'inclusione dei gruppi vulnerabili nel mercato del lavoro, a ridurre la povertà lavorativa, a promuovere l'uguaglianza di genere, a rafforzare i diritti dei lavoratori con contratti atipici e a garantire una maggiore protezione sociale per i lavoratori autonomi;

34.  riconosce che la definizione di un salario minimo è una competenza degli Stati membri che, in quanto tale, deve essere rispettata, conformemente al principio di sussidiarietà;

35.  rileva che alcune riforme del lavoro hanno introdotto nuovi tipi di contratti e che, secondo la Commissione, alcuni di essi hanno aumentato la precarietà nel mercato del lavoro, richiedendo in alcuni casi flessibilità solo da un lato da parte delle giovani generazioni; prende atto con preoccupazione dei dati relativi ad alcuni Stati membri, dove i contratti di lavoro temporanei rappresentano più del 90% dei nuovi contratti di lavoro, un fenomeno che interessa soprattutto i giovani e le donne e che, secondo l'OCSE(7), è una delle cause dirette delle crescenti disuguaglianze, sebbene talvolta tali tipologie contrattuali siano ricercate appositamente dai lavoratori, poiché permettono di conciliare meglio la vita privata con quella lavorativa o di ottenere un reddito aggiuntivo; invita gli Stati membri ad attuare sinergie tra le politiche nazionali e la politica di coesione europea, per massimizzare gli effetti su questi gruppi prioritari; esprime particolare preoccupazione per l'aumento dei "contratti a zero ore"; ritiene che tutti i tipi di accordi contrattuali dovrebbero comportare per i lavoratori la fruizione di una serie di diritti di base e di un'adeguata protezione sociale;

36.  osserva che gli elevati tassi di disoccupazione a lungo termine nell'Unione, in particolare in alcuni Stati membri, determinano un aumento del numero di lavoratori che, in attesa di trovare un nuovo posto di lavoro, perdono le indennità che percepivano; rileva che alcuni Stati membri hanno limitato l'accesso a tali indennità o hanno ridotto gli importi disponibili e/o il periodo durante il quale possono essere erogate; invita gli Stati membri, nel quadro delle loro competenze, a mantenere l'equilibrio tra un'adeguata protezione sociale e opportuni incentivi alla ricerca attiva di un lavoro, che offrano un'assistenza personalizzata senza imporre condizionalità punitive che pregiudicano i diritti sociali; invita gli Stati membri a introdurre forti misure di attivazione per conseguire migliori risultati; riconosce che il miglioramento della politica occupazionale e dei sistemi di protezione sociale per assistere e proteggere i cittadini, con l'obiettivo di assicurare una maggiore coesione sociale, rappresenta un elemento fondamentale per una crescita economica sostenibile; chiede che venga realizzato uno studio specifico su tali incentivi a livello di UE e invita gli Stati membri a introdurre, conformemente alle prassi nazionali, regimi di reddito minimo per evitare sacche di esclusione sociale e garantire un reddito minimo alle famiglie;

37.  si compiace della riduzione dei tassi di disoccupazione giovanile, ma sottolinea che essi si mantengono tuttora su livelli allarmanti in molti Stati membri e in molte regioni e che tale riduzione non rispecchia necessariamente la creazione netta di posti di lavoro; sottolinea che sono aumentate anche l'insicurezza del posto di lavoro e la sottoccupazione e che, nel 2014, il 43% dei giovani lavoravano in condizioni di precariato e il 32% con contratti a tempo parziale; si compiace della decisione della Commissione di sbloccare un miliardo di EUR a titolo di prefinanziamento per il programma Garanzia per i giovani; invita gli Stati membri a impiegare tutte le risorse di bilancio disponibili in modo rapido ed efficace per dare attuazione all'Iniziativa per l'occupazione giovanile con norme minime di qualità; chiede inoltre un attento e continuo monitoraggio di tali risorse per garantire che aiutino i giovani a inserirsi stabilmente nel mercato del lavoro; invita gli Stati membri ad accordare priorità all'apprendimento delle lingue e a facilitare la mobilità grazie a programmi come ERASMUS+ o ERASMUS per giovani imprenditori, oltre a partecipare alla rete europea per l'occupazione EURES; sottolinea altresì l'importanza di promuovere e incoraggiare l'apprendistato quale strumento a disposizione dei giovani per acquisire qualifiche professionali che consentiranno loro di inserirsi più facilmente nel mercato del lavoro;

38.  rileva che i risultati dell'attuazione della Garanzia per i giovani e dell'Iniziativa a favore dell'occupazione giovanile variano sensibilmente da uno Stato membro all'altro; osserva che, stando alle stime dell'Ufficio internazionale del lavoro, per risolvere il problema della disoccupazione giovanile nell'Unione servirebbe un bilancio di 21 miliardi di EUR e che gli impegni finanziari assunti finora dalla Commissione sono assolutamente inadeguati e devono essere portati a un livello sufficiente; invita la Commissione a collaborare con gli Stati membri e con le organizzazioni che rappresentano i giovani per definire norme minime e migliori prassi per l'attuazione della Garanzia per i giovani;

39.  invita la Commissione e gli Stati membri a intensificare gli sforzi per affrontare il problema del dumping sociale e salariale nell'Unione, dal momento che sta causando gravi danni ai lavoratori colpiti e ai sistemi di protezione sociale negli Stati membri; esorta inoltre a coinvolgere le parti sociali in tali sforzi a tutti i livelli;

40.  sottolinea che la precarietà dell'occupazione giovanile si ripercuote negativamente sulla decisione di avere figli, compromettendo di conseguenza le prospettive demografiche degli Stati membri;

41.  invita la Commissione a fornire indicazioni agli Stati membri su come affrontare il problema della scarsa partecipazione delle donne al mercato del lavoro, intervenendo sulla segregazione del mercato del lavoro, sul divario salariale di genere e sull'ineguale ripartizione delle responsabilità assistenziali; sottolinea la necessità di un approccio più olistico all'uguaglianza di genere, che vada oltre i tassi di occupazione;

42.  sottolinea che l'occupazione è lo strumento migliore per combattere la povertà e l'esclusione sociale e che gli Stati membri dovrebbero concentrarsi sull'agevolare l'accesso al mercato del lavoro, in particolare ai giovani e ai disoccupati di lungo periodo;

Il mercato interno

43.  accoglie con favore il nuovo approccio della Commissione alla razionalizzazione del processo del semestre europeo; apprezza, in tale contesto, il lavoro svolto dalla Commissione in merito alla definizione di RSP relativamente al mercato unico, ma ritiene che sia ancora insufficiente; chiede sforzi più decisi al fine di guidare e coordinare le politiche economiche, in modo da assicurare un'attuazione coerente ed equa del quadro di governance economica in tutti gli Stati membri e di misurare l'impatto della governance economica in tutti gli Stati membri;

44.  sostiene l'accento posto nelle RSP del 2015 sull'importanza di rimuovere le restrizioni e gli ostacoli ingiustificati all'accesso a settori chiave; chiede agli Stati membri interessati di tenere tali raccomandazioni nella massima considerazione e, come questione di massima priorità, di eliminare tali ostacoli alla crescita del mercato unico;

45.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione ai Presidenti del Consiglio, della Commissione, dell'Eurogruppo e della Banca centrale europea, nonché ai parlamenti nazionali.

MOTIVAZIONE

Il processo del semestre europeo mira a garantire il coordinamento integrato delle politiche economiche a livello UE attraverso una combinazione di strumenti di sorveglianza macroeconomica e di bilancio, necessaria per guidare la convergenza e gestire l'interdipendenza degli Stati membri.

In quanto parte del ciclo annuale del semestre europeo, le raccomandazioni specifiche per paese (RSP) forniscono ai singoli Stati membri indicazioni sulle misure necessarie per dare impulso alla crescita, mantenendo nel contempo la solidità delle finanze pubbliche. Le RSP per il 2015 si basano sulle priorità strategiche individuate dalla Commissione nella sua ultima analisi annuale della crescita e hanno ottenuto l'approvazione del Consiglio europeo nel luglio 2015.

Le previsioni economiche per il prossimo anno mostrano segnali di ripresa, con tassi di crescita positivi, un aumento dell'inflazione e prospettive di bilancio in miglioramento, ascrivibili in parte ai notevoli sforzi di bilancio e alle riforme strutturali che molti Stati membri hanno intrapreso. Occorre tuttavia rilevare che le basi della crescita economica sono ancora fragili.

In tale contesto, il relatore si compiace delle quattro priorità strategiche principali individuate per il ciclo di quest'anno: la promozione degli investimenti, l'attuazione delle necessarie riforme strutturali, la responsabilità di bilancio e il miglioramento della politica occupazionale degli Stati membri.

Alla luce del tasso di esecuzione alquanto esiguo delle RSP nella maggior parte degli Stati membri, il relatore ritiene che l'unico modo per migliorare la situazione economica, finanziaria e occupazionale nell'UE sia attuare riforme strutturali ambiziose. Al relatore preme inoltre sottolineare che le riforme strutturali sono essenziali affinché le iniziative dell'UE quali il FEIS producano risultati più concreti. 

Il relatore constata con preoccupazione l'elevato tasso di disoccupazione nella maggior parte degli Stati membri. Sottolinea che la flessibilità dei mercati del lavoro svolge un ruolo cruciale nella lotta contro la disoccupazione. Ritiene inoltre che, al fine di aumentare i tassi di occupazione, sarebbe auspicabile trasferire l'onere fiscale dalle imposte sul lavoro ad altre fonti di tassazione.

Nel 2015 il numero di RSP è nettamente diminuito per concentrare l'attenzione sulle priorità fondamentali, in linea con la volontà della Commissione di razionalizzare l'intero processo del semestre europeo. Il relatore accoglie con favore tale iniziativa, ma è anche del parere che siano necessari ulteriori sforzi per rafforzare il processo e aumentare in tal modo il tasso di esecuzione e l'efficacia delle RSP. Il relatore menziona a titolo di esempio l'incremento della titolarità nazionale delle RSP tramite il coinvolgimento dei parlamenti nazionali per l'intera durata del processo del semestre europeo.

In tale contesto, il 15 settembre 2015 la commissione per i problemi economici e monetari (ECON) ha organizzato uno scambio di opinioni con rappresentanti dei parlamenti nazionali, che ha permesso la condivisione di esperienze sul processo del semestre europeo. È emerso in particolare il ruolo fondamentale che i parlamenti nazionali dovrebbero svolgere nella preparazione dei programmi nazionali di riforma (PNR), accrescendo così la titolarità delle RSP a livello nazionale e integrando la responsabilità democratica nell'intero processo del semestre europeo. Segue una sintesi delle principali conclusioni dello scambio di opinioni.

Scambio di opinioni sul semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: attuazione delle priorità per il 2015

Il 15 settembre 2015, la commissione ECON ha tenuto uno scambio di opinioni con i rappresentanti dei parlamenti nazionali dell'UE sul semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: attuazione delle priorità per il 2015. Alla riunione hanno partecipato delegati provenienti da Belgio, Repubblica ceca, Germania, Estonia, Irlanda, Francia, Croazia, Italia, Cipro, Lussemburgo, Ungheria, Malta, Paesi Bassi, Austria, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia, Finlandia e Svezia.

Il semestre europeo è stato ritenuto dalla grande maggioranza dei partecipanti un quadro adeguato ai fini del coordinamento delle politiche all'interno dell'Unione. Le ultime modifiche volte a razionalizzarne la struttura, tra cui una formulazione più mirata e una pubblicazione anticipata delle RSP, sono state accolte molto favorevolmente. Tuttavia, sono stati identificati vari settori con potenzialità di miglioramento.

Attuazione delle RSP – L'esperienza sinora maturata ha dimostrato che le RSP sono attuate in modo insoddisfacente, principalmente a causa della mancanza di titolarità degli Stati membri: in generale, i parlamenti nazionali sono infatti implicati solo nelle ultimissime fasi del semestre (vale a dire al momento della stesura del bilancio in autunno). Pertanto, anticipare alla primavera il coinvolgimento dei parlamenti nazionali (ad esempio nella preparazione dei PNR e dei programmi di stabilità e convergenza o nel dibattito parlamentare sul progetto di RSP della Commissione) potrebbe contribuire a migliorare non solo il tasso di esecuzione delle raccomandazioni propriamente dette, ma anche la responsabilità democratica dell'intero processo. Quanto alla zona euro, una maggiore coerenza delle raccomandazioni per la zona euro nel suo complesso e per i singoli Stati membri è stata identificata quale ulteriore elemento per accelerare i progressi dei paesi relativi alle RSP (in particolare per quanto concerne gli orientamenti di bilancio ottimali della zona euro o la correzione delle partite correnti nella zona euro).

Ambito di applicazione del quadro – Alcuni partecipanti hanno osservato che l'attuale struttura non tiene adeguatamente conto della dimensione sociale del processo nel suo insieme, in quanto le basi su cui poggiano le RSP sono troppo semplificate e nuove riforme strutturali non si tradurranno automaticamente in una crescita più robusta e in posti di lavoro migliori. Di conseguenza, è stato auspicato un approccio alle riforme strutturali più attento alla dimensione sociale e maggiormente incentrato sui paesi.

Flessibilità del quadro – Vari delegati hanno chiesto una maggiore flessibilità per quanto concerne le decisioni degli Stati membri sui mezzi con cui attuare le RSP, in generale, e sulla valutazione degli obiettivi di bilancio alla luce della crisi dei rifugiati, in particolare. Il quadro dovrebbe altresì consentire un grado di flessibilità tale da adattarsi ai calendari elettorali nazionali che potrebbero comportare, ad esempio, ritardi nella preparazione dei documenti programmatici di bilancio (come le elezioni politiche in Portogallo e in Polonia nell'autunno di quest'anno).

Attuazione del quadro – Questo aspetto è emerso durante la discussione sull'avanzo delle partite correnti della Germania, quando alcuni partecipanti hanno osservato che le raccomandazioni volte a ridurre gli squilibri delle partite correnti mancano di simmetria tra i paesi in disavanzo e i paesi eccedentari, non solo in termini di formulazione ma anche di applicazione. Inoltre, il quadro in quanto tale dovrebbe essere applicato a prescindere dalle dimensioni degli Stati membri. D'altro canto, alcuni membri hanno obiettato che l'avanzo delle partite correnti della Germania riflette il successo del suo modello economico e hanno pertanto ritenuto che le critiche fossero ingiustificate da un punto di vista sia politico sia economico. È importante ricordare a tale proposito che la procedura per gli squilibri macroeconomici si basa su soglie indicative (anche per la bilancia delle partite correnti) anziché su limiti giuridicamente vincolanti come avviene per il disavanzo pubblico nell'ambito della procedura per i disavanzi eccessivi. In conclusione, a parità di altre condizioni, un paese eccedentario continua a occupare una posizione economicamente più sicura.

Il ruolo dell'Eurogruppo – La questione del quadro istituzionale dell'Eurogruppo e del suo ruolo nel semestre europeo è stata oggetto di intense discussioni in considerazione del fatto che manca di un supporto formale nei trattati e di legittimità democratica, pur adottando decisioni sovrane. A tale proposito è importante sapere in che misura l'Eurogruppo ha il diritto di prendere una decisione quando non tutti gli Stati membri della zona euro sono rappresentati.

Varie – I partecipanti hanno anche brevemente esaminato le possibili strategie per migliorare la competitività degli Stati membri dell'UE, la necessità di definire norme comuni per l'imposizione fiscale delle imprese e il fatto che l'Europa venga rappresentata o meno nei consessi multinazionali. È stata inoltre sollevata la questione dell'armonizzazione del metodo impiegato per calcolare l'aggiustamento strutturale delle finanze pubbliche.

Infine, la grande maggioranza dei partecipanti ha apprezzato la possibilità di discutere con il Parlamento europeo questioni relative al semestre europeo, sottolineando nel contempo la necessità di confronti più frequenti, anche tra parlamenti nazionali e su tematiche di più ampia portata (come un dialogo sulla relazione dei cinque presidenti). In chiusura, l'on. Gualtieri, presidente della commissione ECON, ha osservato che, sul fronte della politica economica, sta emergendo un generale consenso tra il Parlamento europeo e la Commissione sul modo in cui affrontare gli orientamenti di bilancio comuni a livello di zona euro, nell'ottica di definire una combinazione di politiche atta a contribuire alla promozione della crescita sostenibile. Quanto agli aspetti procedurali, l'on. Gualtieri ha invitato i rappresentanti del Parlamento europeo e dei parlamenti nazionali a identificare proposte per dare un contributo positivo alla Commissione e rafforzare la dimensione democratica del semestre europeo.

29.9.2015

PARERE della commissione per i bilanci(*)

destinato alla commissione per i problemi economici e monetari

sul Semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: attuazione delle priorità per il 2015

(2015/0000(INI))

Relatore per parere: Jean Arthuis

(*)  Procedura con le commissioni associate – articolo 54 del regolamento

SUGGERIMENTI

La commissione per i bilanci invita la commissione per i problemi economici e monetari, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

A.  considerando che l'analisi annuale della crescita presentata dalla Commissione il 28 novembre 2014 individua tre pilastri principali per il 2015 (il rilancio coordinato degli investimenti, l'impegno rinnovato verso le riforme strutturali e il perseguimento della responsabilità di bilancio) e mette per la prima volta l'accento sul contributo del bilancio dell'UE alla realizzazione di questi pilastri;

B.  considerando che negli ultimi sei mesi, per conseguire gli obiettivi fissati dall'analisi annuale della crescita, sono state varate molteplici misure, quali l'adozione del regolamento istitutivo del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), l'avvio dei programmi operativi relativi al Fondo di coesione, il riporto di stanziamenti di impegno non utilizzati nel 2014 del periodo 2007-2013 a 2015, 2016 e 2017 nonché l'aumento del prefinanziamento dell'Iniziativa europea per la gioventù;

C.  considerando che dette misure hanno evidenziato il valore aggiunto del bilancio europeo, ma anche i limiti all'azione politica europea, imposti da un bilancio che non è finanziato da effettive risorse proprie, che resta inferiore all'1 % del PIL e che è vincolato da un quadro pluriennale di 7 anni;

D.  considerando che la posizione del Consiglio sul bilancio 2016 ha ridotto di 563,6 milioni di euro gli impegni e di 1,4 miliardi di euro i pagamenti, sottovalutando ancora una volta il reale fabbisogno di pagamenti dell'UE e quindi in contrasto con il piano per liquidare le fatture non pagate proposto dalla Commissione;

1.  accoglie positivamente la presentazione della relazione dei cinque presidenti "Completare l'Unione economica e monetaria europea", ma esprime rammarico per l'eccessiva lentezza del calendario previsto per la sua attuazione e la sua distanza dall'esigenza di riforme suscitata dalla crisi greca;

2.  si compiace dei passi compiuti per semplificare e rafforzare il Semestre europeo, intesi segnatamente a concentrarsi sulle priorità, ridurre i documenti e aumentare i tempi per discuterne, ampliare la dimensione politica e la partecipazione delle autorità nazionali;

3.  accoglie positivamente le proposte in materia di rafforzamento del controllo parlamentare, in particolare la proposta di adeguare le strutture del Parlamento europeo alla specificità della moneta unica, che è indispensabile per la costruzione di un'autentica Unione economica e monetaria;

4.  mette in evidenza l'interpretazione della Commissione del ruolo fondamentale svolto dalle autorità nazionali e regionali nel promuovere le riforme strutturali necessarie, dimostrare responsabilità di bilancio e promuovere gli investimenti a sostegno dell'occupazione e della crescita;

5.  plaude all'appello a favore di un'integrazione nel diritto primario dell'Unione degli strumenti intergovernativi come il trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governance e il meccanismo europeo di stabilità, ponendo così fine al deficit di legittimità democratica;

6.  sottolinea la necessità di applicare tutte le norme vigenti del patto di stabilità e crescita per garantire la stabilità delle finanze pubbliche;

7.  si compiace degli spunti di riflessione per un meccanismo di stabilizzazione di bilancio per la zona euro, che prefigura un Tesoro europeo; osserva che la pubblicazione di un Libro bianco al riguardo prevista per la primavera 2017 coincide con la revisione intermedia del QFP; ricorda a tale riguardo l'esigenza che tale ulteriore finanziamento o strumento formi parte integrante del campo di controllo di bilancio del Parlamento e sia finanziato al di sopra del massimale del QFP per il periodo 2014-2020;

8.  ribadisce la necessità di un nuovo sistema di risorse proprie, che dovrebbe portare a un'autentica riforma del finanziamento dell'Unione senza aumentare gli oneri fiscali per i cittadini e dovrebbe creare una reale connessione tra i cittadini e le autorità europee; attende con interesse, a tale proposito, di analizzare e discutere le proposte che il gruppo di lavoro ad alto livello sulle risorse proprie presenterà il prossimo anno;

9.  rammenta che anche nel 2015 resta assai significativa la carenza di stanziamenti di pagamento, dovuta soprattutto a massimali di pagamento insufficienti e all'iscrizione in bilancio di stanziamenti insufficienti; esprime il timore che ciò continuerà a compromettere la corretta attuazione dei nuovi programmi del QFP 2014-2020 e a penalizzare i beneficiari, in particolare le autorità locali, regionali e nazionali, che sono confrontate a vincoli economici e sociali;

10.  accoglie positivamente l'adozione del regolamento che istituisce il FEIS quale mezzo per stimolare gli investimenti privati e sottolinea il ruolo svolto dal Parlamento per minimizzare la riassegnazione da Orizzonte 2020 e il meccanismo per collegare l'Europa; conferma il proprio impegno a ridurre i tagli nel corso della procedura di bilancio annuale;

11.  ritiene fondamentale il successo del piano di investimento e intende a monitorarne l'attuazione con la massima attenzione, in particolare per quanto riguarda la prevenzione del deconsolidamento della spesa di investimento nonché dei debiti pubblici degli Stati membri.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

28.9.2015

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

21

13

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Nedzhmi Ali, Jonathan Arnott, Jean Arthuis, Jean Arthuis, Reimer Böge, Lefteris Christoforou, Gérard Deprez, José Manuel Fernandes, Eider Gardiazabal Rubial, Jens Geier, Ingeborg Gräßle, Iris Hoffmann, Monika Hohlmeier, Bernd Kölmel, Zbigniew Kuźmiuk, Vladimír Maňka, Ernest Maragall, Siegfried Mureşan, Victor Negrescu, Jan Olbrycht, Paul Rübig, Petri Sarvamaa, Patricija Šulin, Eleftherios Synadinos, Paul Tang, Indrek Tarand, Isabelle Thomas, Monika Vana, Daniele Viotti, Marco Zanni, Auke Zijlstra

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Michał Marusik, Andrej Plenković, Nils Torvalds, Anders Primdahl Vistisen

24.9.2015

PARERE della commissione per l'occupazione e gli affari sociali(*)

destinato alla commissione per i problemi economici e monetari

sul semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: applicazione delle priorità per il 2015

(2015/2210(INI))

Relatore per parere: Sergio Gutiérrez Prieto

(*) Procedura con le commissioni associate – articolo 54 del regolamento

SUGGERIMENTI

La commissione per l'occupazione e gli affari sociali invita la commissione per i problemi economici e monetari, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  rileva che molti Stati membri presentano tuttora notevoli disavanzi, mentre altri continuano ad accumulare importanti eccedenze delle partite correnti, e che è necessario mettere a punto e coordinare programmi in materia di responsabilità di bilancio che tengano conto di tali differenze e che siano compatibili con la creazione di posti di lavoro dignitosi che promuovano un'occupazione di qualità, con la crescita economica e, di conseguenza, con la sostenibilità dello Stato sociale per le generazioni future; invita la Commissione, a cui sono già pervenuti i progetti di bilancio nazionali per il 2016, e nel quadro della politica di bilancio definita nel Patto di stabilità e crescita, ad applicare pienamente le norme di flessibilità esistenti(8) per prevedere, se del caso, un processo flessibile di responsabilità di bilancio a livello nazionale che rifletta meglio la situazione ciclica dei singoli Stati membri e consenta l'adozione di politiche socialmente responsabili ed economicamente efficaci, volte alla creazione di posti di lavoro dignitosi che promuovano un'occupazione di qualità e investimenti sociali in servizi di qualità;

2.  ritiene che, mentre gli Stati membri che registrano disavanzi e debiti elevati devono continuare a impegnarsi per raggiungere la sostenibilità fiscale, quelli che invece possono contare su un margine fiscale dovrebbero sfruttarlo per promuovere la domanda interna e gli investimenti che favoriscono la crescita;

3.  deplora che manchi un riferimento generale agli obiettivi della strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva; sottolinea che le politiche sociali e occupazionali non dovrebbero essere valutate unicamente sotto il profilo dei costi, ma anche in una prospettiva di benefici a lungo termine; invita pertanto a integrare gli obiettivi sociali e ambientali nel nuovo quadro di valutazione, onde assicurare che siano rivolte raccomandazioni specifiche per paese (RSP) a tutti gli Stati membri che non stanno realizzando progressi per quanto riguarda la lotta alla povertà, la creazione di posti di lavoro dignitosi che promuovano un'occupazione di qualità, la prevenzione dell'abbandono scolastico, la promozione dell'apprendimento lungo tutto l'arco della vita e l'efficienza nell'uso delle risorse, nonché la prevenzione dei cambiamenti climatici;

4.  chiede che le RSP includano la raccomandazione della Commissione(9) sulla ristrutturazione preventiva delle imprese a rischio di insolvenza e sull'estinzione dei debiti degli imprenditori falliti, siano questi persone fisiche o giuridiche, intesa a offrire alle imprese una seconda possibilità; invita la Commissione a valutare l'opportunità di estendere tali programmi alle famiglie a rischio di essere sfrattate, onde assicurare una maggiore coesione sociale riducendo il rischio di deprivazione abitativa; sottolinea che, sebbene il disagio finanziario delle famiglie sia diminuito, rimane ancora ben al di sopra dei livelli del decennio scorso, e che, secondo la Commissione, permane un forte divario tra i livelli di disagio delle famiglie a basso reddito e di quelle del quartile di reddito più elevato(10);

5.  osserva che, sebbene in alcuni paesi il disavanzo sia stato ridotto, questo processo ha anche causato un calo degli investimenti pubblici nell'Unione; valuta pertanto positivamente la promozione di una politica europea in materia di investimenti volta a rilanciare la crescita e la creazione di posti di lavoro e chiede che siano compiuti ulteriori sforzi per garantire il finanziamento dell'economia reale; è del parere che i progetti finanziati dal FEIS debbano innanzitutto mirare a creare posti di lavoro dignitosi che portino a un'occupazione di qualità e a conseguire la coesione sociale, economica e territoriale; ritiene che dovrebbero essere adottate misure più incisive per soddisfare la richiesta del Parlamento(11) concernente la promozione degli investimenti sociali, non solo per generare profitti ma anche per perseguire un impatto sociale positivo e per ridurre le disuguaglianze anche mediante il miglioramento dei servizi pubblici e il sostegno alla creazione di posti di lavoro per le categorie svantaggiate; sottolinea, a tale proposito, la necessità di consolidare ulteriormente gli strumenti normativi della Commissione (come le valutazioni di impatto, le analisi, ecc.) e di attuare forme di controllo e monitoraggio laddove vengano effettuati investimenti;

6.  sottolinea che le PMI, sebbene costituiscano la spina dorsale della creazione di posti di lavoro nell'Unione, continuano a incontrare difficoltà per quanto riguarda l'accesso al credito, gli oneri amministrativi superflui e la burocrazia, che ne pregiudicano la crescita e la sostenibilità, nonché il potenziale occupazionale; prende atto dell'iniziativa della Commissione di ammodernare il contesto normativo e amministrativo per migliorare il clima per gli investimenti e le condizioni per le PMI e appoggia le raccomandazioni intese al miglioramento, pur nel rispetto delle norme sociali e del lavoro; sottolinea l'importanza di investire nello sviluppo di canali innovativi di finanziamento, come il crowdfunding e il microcredito, e di investimenti volti a favorire lo sviluppo delle PMI, delle microimprese, delle start-up innovative e delle imprese che promuovono ad esempio l'occupazione verde;

7.  ricorda che le regioni che presentano svantaggi naturali o demografici gravi e permanenti solitamente registrano anche tassi di disoccupazione più elevati e una crescita economica inferiore; ritiene, pertanto, che tali regioni necessitino di investimenti che le aiutino a migliorare il proprio potenziale di crescita e ad attirare persone che vogliano vivere in tali aree, onde assicurarne la sostenibilità;

8.  prende atto delle raccomandazioni concernenti la necessità di portare avanti le riforme del lavoro e chiede che tali riforme, se attuate, garantiscano la protezione sociale e il dialogo sociale, nel rispetto delle prassi nazionali, e il consenso politico necessario al fine di risultare sostenibili ed efficaci; ritiene che le riforme del lavoro debbano creare il necessario equilibrio tra flessibilità e sicurezza, sia per i lavoratori che per i datori di lavoro, e non debbano comportare, ad esempio, l'esclusione dei lavoratori dalla contrattazione collettiva, nonché tassi di produttività e livelli di occupazione più bassi; chiede che siano realizzate riforme del lavoro ambiziose negli Stati membri in cui sono ancora necessarie, traendo vantaggio dal fatto che si è ormai giunti a un punto di svolta del ciclo; ritiene che tali riforme dovrebbero essere atte a ridurre la frammentazione, a favorire la creazione di posti di lavoro, a ridurre la precarietà e a lottare conto la povertà, al fine di accrescere la produttività e la competitività della nostra economia, garantendo la creazione di nuovi posti di lavoro e salari dignitosi mediante investimenti nel capitale umano; sottolinea che altre riforme strutturali, quali la reindustrializzazione, sono altrettanto importanti per la creazione di un mercato del lavoro sostenibile;

9.  invita la Commissione ad assicurare che, nei propri orientamenti politici, le riforme del mercato del lavoro siano volte tra l'altro a ridurre la segmentazione, a garantire una migliore previsione e corrispondenza di competenze e posti di lavoro, a migliorare l'inclusione dei gruppi vulnerabili nel mercato del lavoro, a ridurre la povertà lavorativa, a promuovere l'uguaglianza di genere, a rafforzare i diritti dei lavoratori con contratti atipici e a garantire una maggiore protezione sociale per i lavoratori autonomi;

10.  plaude al calo dei tassi di disoccupazione nell'Unione; sottolinea, tuttavia, che questi rimangono elevati e invita gli Stati membri ad adottare un approccio olistico nell'attuare politiche attive per il mercato del lavoro efficaci, intese a migliorare l'occupabilità delle persone in cerca di lavoro e a creare un mercato del lavoro più inclusivo, anche mediante ulteriori misure di assistenza sia per le persone in cerca di lavoro che per i datori di lavoro; sottolinea la necessità di risolvere il problema dell'inadeguatezza e dell'obsolescenza delle competenze per affrontare la disoccupazione di lungo periodo e ritiene che siano necessari un maggiore coordinamento e una maggiore integrazione di tali politiche a livello nazionale ed europeo; chiede pertanto misure più incisive per sostenere e sviluppare ulteriormente un'istruzione e una formazione professionali efficaci, la collaborazione tra istituzioni scolastiche, imprese, organizzazioni dei datori di lavoro e altri attori interessati e la necessità di migliorare l'efficacia dei servizi pubblici e privati per l'impiego per affrontare l'inadeguatezza delle competenze sul mercato del lavoro e per facilitare la ricerca di occupazione nell'Unione;

11.  rileva che l'assenza di riforme strutturali in alcuni Stati membri o la loro lentezza è un problema ormai noto e ritiene pertanto che la Commissione dovrebbe valutare con maggiore attenzione, nell'ambito dei suoi obiettivi del semestre europeo, il danno alla creazione di posti di lavoro a medio termine derivante dalla mancanza di responsabilità dimostrata da determinati Stati membri nell'attuare le riforme strutturali;

12.  riconosce che la definizione di un salario minimo è una competenza degli Stati membri che, in quanto tale, deve essere rispettata, conformemente al principio di sussidiarietà;

13.  sottolinea che il Fondo monetario internazionale (FMI) e l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) hanno messo in guardia dal rischio di problemi sociali (povertà in situazione lavorativa) ed economici (depressione della domanda interna) causati dalla svalutazione dei salari verificatasi negli ultimi anni; sottolinea, a tale riguardo, che una politica salariale adeguata è essenziale per il mantenimento della domanda interna e che gli aumenti salariali devono pertanto essere allineati meglio all'andamento della produttività; ritiene che debbano esserci riferimenti all'importanza di un aumento dei salari, in particolare nei paesi in cui essi sono inferiori alla soglia di povertà, ma che ciò debba avvenire nel rispetto del principio di sussidiarietà; ricorda che il salario minimo varia notevolmente da uno Stato membro all'altro e rinnova la richiesta che venga realizzato uno studio(12) al riguardo, che comprenda un'analisi delle differenze del potere d'acquisto tra gli Stati membri; esorta gli Stati membri a definire un salario minimo secondo la normativa e le prassi nazionali e a valutarne l'impatto sulla povertà lavorativa, sul reddito familiare, sulla domanda aggregata e sulla creazione di posti di lavoro;

14.  rileva che alcune riforme del lavoro hanno introdotto nuovi tipi di contratti e che, secondo la Commissione, alcuni di essi hanno aumentato la precarietà nel mercato del lavoro, richiedendo in alcuni casi flessibilità solo da un lato da parte delle giovani generazioni; prende atto con preoccupazione dei dati relativi ad alcuni Stati membri, dove i contratti di lavoro temporanei rappresentano più del 90% dei nuovi contratti di lavoro, un fenomeno che interessa soprattutto i giovani e le donne e che, secondo l'OCSE(13), è una delle cause dirette delle crescenti disuguaglianze, sebbene talvolta tali tipologie contrattuali siano ricercate appositamente dai lavoratori, poiché permettono di conciliare meglio la vita privata con quella lavorativa o di avere un reddito aggiuntivo; invita gli Stati membri ad attuare sinergie tra le politiche nazionali e la politica di coesione europea, per massimizzare gli effetti su questi gruppi prioritari; esprime particolare preoccupazione per l'aumento dei "contratti a zero ore"; ritiene che tutti i tipi di accordi contrattuali dovrebbero comportare per i lavoratori la fruizione di una serie di diritti di base e di un'adeguata protezione sociale;

15.  invita la Commissione e gli Stati membri a prendere atto della relazione dell'FMI(14) sulle cause e le conseguenze delle disuguaglianze, nella quale si afferma che l'aumento delle disparità di reddito può incidere negativamente sulla crescita economica e sul potenziale di creazione di posti di lavoro; chiede maggiori sforzi per spostare l'onere fiscale dal lavoro verso altre fonti di gettito, un'azione efficace in materia di tassazione del lavoro e mercati del lavoro più equi che garantiscano la libera circolazione dei lavoratori in Europa e politiche di redistribuzione, tenendo conto delle caratteristiche specifiche dei singoli Stati membri, per promuovere la crescita economica, la competitività e la produttività e facilitare una maggiore convergenza economica e sociale verso l'alto;

16.  osserva che gli elevati tassi di disoccupazione a lungo termine nell'Unione, in particolare in alcuni Stati membri, determinano un aumento del numero di lavoratori che, in attesa di trovare un nuovo posto di lavoro, perdono le indennità che percepivano; rileva che alcuni Stati membri hanno limitato l'accesso a tali indennità o hanno ridotto gli importi disponibili e/o il periodo durante il quale possono essere erogate; invita gli Stati membri, nel quadro delle loro competenze, a mantenere l'equilibrio tra un'adeguata protezione sociale e opportuni incentivi alla ricerca attiva di un lavoro, che offrano un'assistenza personalizzata senza imporre condizionalità punitive che pregiudicano i diritti sociali; invita gli Stati membri a introdurre forti misure di attivazione per conseguire migliori risultati; riconosce che il miglioramento della politica occupazionale e dei sistemi di protezione sociale per assistere e proteggere i cittadini, con l'obiettivo di assicurare una maggiore coesione sociale, rappresenta un elemento fondamentale per una crescita economica sostenibile; chiede che venga realizzato uno studio specifico su tali incentivi a livello di UE e invita gli Stati membri a introdurre, conformemente alle prassi nazionali, regimi di reddito minimo per evitare sacche di esclusione sociale e garantire un reddito minimo alle famiglie;

17.  si compiace della riduzione dei tassi di disoccupazione giovanile, ma sottolinea che essi si mantengono tuttora su livelli allarmanti in molti Stati membri e in molte regioni e che tale riduzione non si basa necessariamente sulla creazione netta di posti di lavoro; sottolinea che sono aumentate anche l'insicurezza del posto di lavoro e la sottoccupazione e che, nel 2014, il 43% dei giovani lavoravano in condizioni di precariato e il 32% con contratti a tempo parziale; si compiace della decisione della Commissione di sbloccare un miliardo di EUR a titolo di prefinanziamento per il programma Garanzia per i giovani; invita gli Stati membri a impiegare tutte le risorse di bilancio disponibili in modo rapido ed efficace per dare attuazione all'Iniziativa per l'occupazione giovanile con norme minime di qualità; chiede inoltre un attento e continuo monitoraggio di tali risorse per garantire che aiutino i giovani a inserirsi stabilmente nel mercato del lavoro; invita gli Stati membri ad accordare priorità all'apprendimento delle lingue e a facilitare la mobilità grazie a programmi come ERASMUS+ o ERASMUS per giovani imprenditori, oltre a partecipare alla rete europea per l'occupazione EURES; sottolinea altresì l'importanza di promuovere e incoraggiare l'apprendistato quale strumento a disposizione dei giovani per acquisire qualifiche professionali che consentiranno loro di inserirsi più facilmente nel mercato del lavoro;

18.  rileva che i risultati dell'attuazione della Garanzia per i giovani e dell'Iniziativa a favore dell'occupazione giovanile variano sensibilmente da uno Stato membro all'altro; osserva che, stando alle stime dell'Ufficio internazionale del lavoro, per risolvere il problema della disoccupazione giovanile nell'Unione servirebbe un bilancio di 21 miliardi di EUR e che gli impegni finanziari assunti finora dalla Commissione sono assolutamente inadeguati e devono essere portati a un livello sufficiente; invita la Commissione a collaborare con gli Stati membri e con le organizzazioni che rappresentano i giovani per definire norme minime e migliori prassi per l'attuazione della Garanzia per i giovani;

19.  invita la Commissione e gli Stati membri a intensificare gli sforzi per affrontare il problema del dumping sociale e salariale nell'Unione, dal momento che sta causando gravi danni ai lavoratori colpiti e ai sistemi di protezione sociale negli Stati membri; esorta inoltre a coinvolgere le parti sociali in tali sforzi a tutti i livelli;

20.  sottolinea che la precarietà dell'occupazione giovanile si ripercuote negativamente sulla decisione di avere figli, compromettendo di conseguenza le prospettive demografiche degli Stati membri;

21.  ricorda la necessità di affrontare il problema del lavoro sommerso, che sta danneggiando l'economia dell'Unione europea e causando una concorrenza sleale e distorsioni sul mercato, nonché una crescente mancanza di protezione sociale e occupazionale dei lavoratori; invita, pertanto, ad avviare rapidamente la piattaforma europea contro il lavoro sommerso;

22.  ritiene che le raccomandazioni formulate quest'anno si siano concentrate quasi esclusivamente sul mercato del lavoro e non abbiano affrontato le sfide rappresentate dalla riduzione dei servizi e dalla qualità dei servizi offerti ai cittadini in difficoltà; ricorda la necessità di investire in interventi e misure preventive tempestivi, nonché in servizi di elevata qualità, accessibili e inclusivi, per esempio in un'istruzione che inizi dall'infanzia, nell'assistenza alle famiglie e alla comunità, nei servizi sociali e nell'assistenza sanitaria; sottolinea che un aumento della domanda di servizi, se gestito opportunamente, può anche consentire di creare un numero considerevole di posti di lavoro nel settore sociale e che i settori sanitario e previdenziale rappresentano comparti fondamentali in cui investire nell'intento di creare economie sostenibili; invita la Commissione a riferire sui progressi nello sviluppo, nell'ambito della strategia Europa 2020, di iniziative riguardanti investimenti nei settori sanitario e previdenziale volti a creare posti di lavoro di qualità;

23.  sottolinea che, stando a una relazione dell'FMI(15), negli ultimi anni in alcuni Stati membri è stato indebolito il carattere progressivo dei sistemi fiscali, il che ha contribuito a un aumento delle disuguaglianze; ritiene che il cuneo fiscale sia molto maggiore per i lavoratori a basso reddito e le PMI, le cui aliquote fiscali effettive sono maggiori; riconosce che, per quanto la tassazione sia competenza degli Stati membri, un sistema fiscale progressivo contribuisce ad attenuare gli effetti peggiori della crisi economica, e riconosce altresì l'importanza di ridurre la tassazione del lavoro e delle imprese per aumentare la domanda e creare nuovi posti di lavoro, garantendo al contempo un finanziamento adeguato dei sistemi previdenziali; insiste che la frode e l'evasione fiscali devono essere affrontate sia a livello nazionale che tra Stati membri;

24.  invita la Commissione a fornire indicazioni agli Stati membri su come affrontare il problema della scarsa partecipazione delle donne al mercato del lavoro, intervenendo sulla segregazione del mercato del lavoro, sul divario salariale di genere e sull'ineguale ripartizione delle responsabilità assistenziali; sottolinea la necessità di un approccio più olistico all'uguaglianza di genere, che vada oltre i tassi di occupazione;

25.  prende atto del potenziale valore degli stabilizzatori automatici europei; osserva che la Commissione non ha incluso nelle RSP l'importanza di mantenere stabilizzatori automatici forti negli Stati membri, come previsto nella sua comunicazione dal titolo "Potenziare la dimensione sociale dell'Unione economica e monetaria" e come richiesto dal Parlamento(16), nonostante il loro ruolo essenziale al fine di mantenere la coesione sociale e stimolare la domanda interna e la crescita economica; invita la Commissione, per poter condurre un'analisi più efficace e favorire l'individuazione e lo scambio di migliori prassi tra gli Stati membri, a elaborare una panoramica dettagliata delle scelte operate dagli Stati membri nell'ambito di diverse politiche e dei risultati conseguiti;

26.  sottolinea che l'economia sociale dà lavoro a oltre 14 milioni di persone, ossia circa il 6,5% dei lavoratori dell'Unione; si rammarica del fatto che le imprese dell'economia sociale, che rappresentano il 10% delle imprese europee – principalmente PMI e microimprese – incontrino ancora più difficoltà rispetto alle imprese tradizionali nell'ottenere finanziamenti pubblici o privati; sottolinea la necessità di offrire un maggiore sostegno a tali imprese, ad esempio facilitando il loro accesso alle diverse modalità di finanziamento, come i fondi europei, il microcredito o il crowdfunding, e migliorando il loro accesso all'economia digitale; ritiene, a tale riguardo, che le RSP dovrebbero porre maggiormente l'accento sul ruolo svolto dalle imprese dell'economia sociale nel promuovere la coesione sociale ed economica in Europa in linea con la strategia Europa 2020;

27.  ritiene deplorevole che, sebbene la Commissione abbia riconosciuto che la povertà e l'emarginazione sono aumentate(17), con un europeo su quattro che vive ormai in condizioni di povertà, nelle RSP non vi sia alcun riferimento all'obiettivo di lotta alla povertà stabilito dalla strategia Europa 2020; chiede che sia elaborata una strategia globale per contrastare la povertà basata sull'accesso a posti di lavoro dignitosi che promuovano un'occupazione di qualità, ai servizi, a un reddito minimo e alla protezione sociale, in conformità del principio di sussidiarietà; sottolinea che l'istruzione, e di conseguenza l'impiegabilità, è uno dei mezzi migliori per contrastare la povertà; sottolinea la necessità di riconoscere che l'aumento dell'indebitamento privato accresce la vulnerabilità personale e quella economica generale;

28.  sottolinea che l'occupazione è il modo migliore per combattere la povertà e l'esclusione sociale e che gli Stati membri dovrebbero concentrarsi sull'agevolare l'accesso al mercato del lavoro, in particolare ai giovani e ai disoccupati di lungo periodo;

29.  prende atto con preoccupazione del rapido aumento, in molti Stati membri, di forme estreme di povertà, come la deprivazione abitativa; invita a rivolgere a tutti gli Stati membri RSP riguardanti le strategie di inclusione sociale, inclusa la lotta alle forme estreme di povertà come la deprivazione abitativa; conviene con la Commissione che gli Stati membri debbano affrontare il problema e il rischio della deprivazione abitativa attraverso strategie globali basate sulla prevenzione, su approcci orientati alla disponibilità di alloggi, sul riesame della normativa e delle prassi in materia di sfratto, sulla disponibilità di alloggi che siano economicamente accessibili e offrano stabilità, e sulla fine della criminalizzazione dei senzatetto; chiede che siano migliorati lo scambio transnazionale delle buone prassi e l'apprendimento reciproco e riconosce il ruolo del Programma per l'occupazione e l'innovazione sociale (EaSI) in tale contesto;

30.  chiede che le riforme pensionistiche vengano attuate tenendo conto delle ripetute raccomandazioni del Parlamento(18) volte a garantire la sostenibilità, la sicurezza e l'adeguatezza delle pensioni per le donne e gli uomini, consolidando i regimi pensionistici al fine di assicurare un reddito da pensione dignitoso che sia quantomeno al di sopra della soglia di povertà; ritiene che il collegamento tra età pensionabile e aspettativa di vita non costituisca l'unico modo per affrontare la sfida dell'invecchiamento e che le riforme dei sistemi pensionistici dovrebbero anche rispecchiare le tendenze del mercato del lavoro, i tassi di natalità, la situazione demografica, la situazione sanitaria e patrimoniale, le condizioni di lavoro e l'indice di dipendenza economica; ricorda che il modo migliore per affrontare la sfida dell'invecchiamento consiste nell'aumentare il tasso di occupazione complessivo, anche sulla base degli investimenti sociali nell'invecchiamento attivo;

31.  è preoccupato per il ruolo limitato dei parlamenti nazionali, delle parti sociali e della società civile nell'elaborazione dei programmi nazionali di riforma (PNR) e dei programmi di convergenza (PC) nonché delle RSP; prende atto, tuttavia, delle modifiche introdotte per lo svolgimento del semestre europeo nel 2015, volte ad accrescere la titolarità a livello nazionale e sottolinea che le riforme dovrebbero essere principalmente prerogativa degli Stati membri; invita la Commissione a promuovere, nel quadro della revisione dei meccanismi di governance economica, una riforma atta a garantire una maggiore legittimità democratica al semestre europeo coinvolgendo il Parlamento europeo e i parlamenti e nazionali nel processo di elaborazione e di approvazione e consultando le parti sociali e la società civile;

32.  critica il fatto che non tutti gli Stati membri hanno coinvolto i rispettivi parlamenti, le parti sociali e la società civile nell'elaborazione dei loro PNR; invita gli Stati membri a inserire nei loro PNR un riepilogo dettagliato che indichi i soggetti coinvolti e le modalità seguite; invita la Commissione a esaminare le diverse prassi applicate a livello nazionale in termini di procedure parlamentari e di coinvolgimento delle parti interessate nel semestre europeo, con l'obiettivo di migliorare la partecipazione;

33.  prende atto della raccomandazione della Commissione di riformare i sistemi sanitari affinché raggiungano l'obiettivo di fornire un accesso universale a cure di alta qualità, compreso l'accesso a prezzi accessibili ai medicinali, in particolare i medicinali salva vita, e di garantire il rispetto dei diritti del personale sanitario; osserva che, come conseguenza della crisi, alcuni Stati membri non sono riusciti a garantire la completa copertura della sanità pubblica;

34.  deplora che la Commissione non abbia incluso nelle RSP l'importanza e il potenziale occupazionale dell'economia verde che, stando alle stime della Commissione stessa, potrebbe creare 5 milioni di posti di lavoro entro il 2020 nei settori dell'efficienza energetica e delle energie rinnovabili, a condizione che siano attuate politiche ambiziose in materia di clima ed energia.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

23.9.2015

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

36

14

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Laura Agea, Tiziana Beghin, Brando Benifei, Mara Bizzotto, Vilija Blinkevičiūtė, Enrique Calvet Chambon, David Casa, Ole Christensen, Jane Collins, Martina Dlabajová, Elena Gentile, Arne Gericke, Marian Harkin, Danuta Jazłowiecka, Agnes Jongerius, Jan Keller, Ádám Kósa, Agnieszka Kozłowska-Rajewicz, Zdzisław Krasnodębski, Jérôme Lavrilleux, Jeroen Lenaers, Javi López, Thomas Mann, Dominique Martin, Anthea McIntyre, Joëlle Mélin, Elisabeth Morin-Chartier, Georgi Pirinski, Sofia Ribeiro, Claude Rolin, Anne Sander, Sven Schulze, Siôn Simon, Jutta Steinruck, Yana Toom, Ulla Tørnæs, Marita Ulvskog, Renate Weber, Tatjana Ždanoka, Jana Žitňanská, Inês Cristina Zuber

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Maria Arena, Georges Bach, Amjad Bashir, Tania González Peñas, Sergio Gutiérrez Prieto, Paloma López Bermejo, Edouard Martin, Michaela Šojdrová, Neoklis Sylikiotis

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Rosa Estaràs Ferragut

25.9.2015

PARERE della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori

destinato alla commissione per i problemi economici e monetari

sul semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: attuazione delle priorità per il 2015

(2015/2210((INI))

Relatore per parere: Ildikó Gáll-Pelcz

SUGGERIMENTI

La commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori invita la commissione per i problemi economici e monetari, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

–  vista la sua risoluzione dell'11 marzo 2015 sulla "Governance del mercato unico nell'ambito del semestre europeo 2015"(19),

–  vista la comunicazione della Commissione del 13 maggio 2015 dal titolo "Semestre europeo 2015: raccomandazioni specifiche per paese" (COM(2015)0250),

–  vista la sua risoluzione del 24 giugno 2015 sulla "Verifica del quadro di governance economica: bilancio e sfide"(20),

1.  rileva che il mercato unico continua ad essere frammentato e troppo poco attuato, e che il grande potenziale per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, l'innovazione e la creazione di posti di lavoro è ancora da sfruttare, in particolare per quanto riguarda i servizi; invita la Commissione e gli Stati membri a tenere fede ai loro impegni e a far sì che il rilancio del mercato unico rimanga tra le priorità principali dell'Unione; ritiene essenziale che il grande potenziale del mercato unico sia sfruttato al massimo, attraverso un approccio olistico, al fine di stimolare la crescita e la competitività; sottolinea che il semestre europeo dovrebbe includere gli obiettivi di una strategia globale e a lungo termine dell’UE per la crescita e l’occupazione che guarda al 2020 e oltre; ribadisce quindi il suo invito ad attuare rapidamente tutte le pertinenti normative dell'UE e sollecita la Commissione a garantire un utilizzo più efficace delle procedure di infrazione, e il Consiglio europeo a continuare l'ulteriore sviluppo delle procedure di infrazione nel quadro delle future revisioni del trattato sul funzionamento dell'Unione europea;

2.  ribadisce il suo invito alla Commissione a presentare proposte ai fini della classificazione del mercato unico come pilastro costitutivo del semestre europeo, compresi orientamenti specifici e raccomandazioni specifiche per paese (RSP), al fine di coprire una serie ben definita di priorità relative all'economia reale; chiede alla Commissione di rafforzare il collegamento tra i pilastri; ricorda che una buona governance economica e il suo impatto possono essere efficaci solo se coloro che attuano ed applicano le norme sono adeguatamente coinvolti; invita pertanto la Commissione a integrare il completamento di tutte le dimensioni del mercato unico – delle merci, dei servizi, dei capitali, della manodopera, dell'energia, dei trasporti e del digitale – nel quadro del semestre europeo e delle raccomandazioni specifiche per paese;

3.  chiede che la governance del mercato interno sia rafforzata tramite il semestre europeo stabilendo una serie di indicatori specifici per misurare i suoi risultati, insieme a dati supplementari; chiede di includere una sezione specifica nelle relazioni per paese che indichi gli ostacoli e i progressi nell'ambito del mercato interno;

4.  sottolinea che, affinché il semestre europeo abbia una dimensione relativa al mercato unico, l'analisi annuale della crescita dovrebbe incoraggiare gli Stati membri a coinvolgere le proprie autorità locali e regionali nella definizione di contributi differenziati agli obiettivi della strategia Europa 2020 e nella concezione e nell'attuazione dei programmi nazionali di riforma (PNR), sulla base del principio della governance del mercato unico;

5.  chiede alla Commissione di invitare gli Stati membri ad introdurre nei rispettivi PNR annuali una sezione specifica e dettagliata sul mercato unico, precisando lo sviluppo della sua integrazione a livello nazionale e le misure da adottare per l'anno successivo; invita la Commissione ad adottare la stessa struttura per le sue raccomandazioni specifiche per paese;

6.  sottolinea l'importanza e il valore aggiunto delle relazioni sull'integrazione del mercato unico degli anni precedenti, considerato il loro apporto alle priorità generali definite nell'analisi annuale della crescita della Commissione e all'identificazione delle raccomandazioni specifiche per paese, quale parte del semestre europeo; ritiene pertanto particolarmente deplorevole il fatto che la relazione sull'integrazione del mercato unico non sia stata redatta per il 2015 e che l'appello del Parlamento non abbia ricevuto alcun riscontro;

7.  accoglie con favore il nuovo approccio della Commissione alla razionalizzazione del processo del semestre europeo; apprezza, a tale proposito, il lavoro svolto dalla Commissione per definire raccomandazioni specifiche per paese relative al mercato unico, ma lo ritiene insufficiente; chiede sforzi più decisi al fine di guidare e coordinare le politiche economiche,in modo da assicurare un'attuazione coerente ed equa del quadro di governance economica in tutti gli Stati membri, e di misurare l'impatto della governance economica in tutti gli Stati membri;

8.  è preoccupato per gli squilibri macroeconomici che persistono in taluni Stati membri, in particolare per gli elevati livelli di debito pubblico, i considerevoli disavanzi delle partite correnti nonché per i rischi eccessivi nei sistemi bancari;

9.  è favorevole all'attenzione prestata nelle raccomandazioni specifiche per paese del 2015 all'importanza di rimuovere le restrizioni e le barriere ingiustificate all'accesso nei settori chiave; chiede agli Stati membri interessati di tenere tali raccomandazioni nella massima considerazione e di eliminare con urgente priorità tali ostacoli alla crescita del mercato unico;

10.  nota che il mercato unico è uno degli elementi più importanti del progetto europeo e riconosce che, perché il processo del semestre europeo possa essere inclusivo, il Parlamento dovrebbe svolgervi un ruolo attivo; chiede che gli Stati membri che non hanno attuato le raccomandazioni specifiche per paese per quanto concerne il mercato unico spieghino i motivi alla commissione competente del Parlamento (la commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori); chiede che il Parlamento utilizzi tali spiegazioni come base per fornire alla Commissione un contributo nello sviluppo di nuove raccomandazioni specifiche per paese in tempo per la pubblicazione di maggio;

11.  reputa deplorevole il fatto che vi siano molte lamentele riguardo al deficit di recepimento; chiede alla Commissione di istituire un migliore sistema di monitoraggio e feedback relativamente all'attuazione giuridica; chiede alla Commissione di rivalutare i quadri giuridici che presentano gravi deficit di recepimento;

12.  sottolinea che, nella maggior parte degli Stati membri, gli investimenti pubblici e privati sono insufficienti; esorta la Commissione ad adottare misure supplementari per migliorare e facilitare l'accesso delle PMI ai finanziamenti (in particolare per quanto riguarda settori chiave, incluso il settore digitale emergente), ad assicurare un miglioramento del contesto imprenditoriale, a semplificare le procedure, a ridurre gli oneri amministrativi all'interno del mercato unico e a sostenere gli investimenti; sottolinea l'importanza di mercati competitivi e altamente integrati, dotati di una solida regolamentazione delle imprese per il successo del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS);

13.  ricorda la necessità di concentrare gli investimenti sulle priorità stabilite nell'ambito della strategia Europa 2020, vale a dire sviluppare un'economia basata sulla conoscenza e sull'innovazione, promuovere un'economia più efficiente sotto il profilo delle risorse, più verde e più competitiva e sostenere un'economia con un alto tasso di occupazione che favorisca la coesione sociale e territoriale; invita la Commissione a rispettare il calendario per il lancio del FEIS nell'autunno di quest'anno, affinché possa avere l'effetto previsto di stimolare l'economia reale e promuovere la ripresa negli Stati membri; ritiene che tali investimenti serviranno a rafforzare la competitività dell'UE in settori chiave per la crescita, quali i servizi, l'energia, i trasporti e il mercato unico digitale;

14.  ritiene che un maggiore sostegno alle PMI, da parte della Commissione e degli Stati membri, sia necessario per espandere i loro mercati, favorire l'innovazione, promuovere la loro capacità di esportazione, stimolare la creazione di posti di lavoro, aiutarle a competere in modo più efficace, in particolare nei mercati nazionali, e per migliorare la produttività complessiva; chiede che le opportunità offerte dal programma per la competitività delle imprese e le piccole e le medie imprese (COSME) per il 2014-2020 siano massimizzate per migliorare l’accesso delle PMI al finanziamento nei mercati nazionali ed internazionali; chiede la promozione di forme di finanziamento alternative a quelle bancarie;

15.  sottolinea che sono necessari un coordinamento fiscale migliore e più forte, nonché rinnovati sforzi di lotta contro la frode e l'elusione fiscale, nel pieno rispetto delle competenze nazionali, onde garantire condizioni di parità ed evitare la concorrenza sleale e le distorsioni nocive all'interno del mercato unico;

16.  pone l'accento sul fatto che il semestre europeo è una palese opportunità per premere affinché siano compiuti maggiori progressi negli sforzi verso il mercato unico digitale; si compiace, al riguardo, della comunicazione della Commissione sulla tabella di marcia per il completamento del mercato unico digitale; reputa essenziale porre rimedio all'attuale frammentazione delle norme nazionali in materia di servizi digitali e costruire un mercato unico digitale più innovativo e trasparente, basato su una concorrenza equa, che garantisca un elevato livello di accessibilità e protezione dei consumatori; invita la Commissione a rispettare il calendario previsto e avviare le 16 iniziative volte a realizzare un vero mercato unico digitale per l'Europa, al fine di contribuire alla ripresa economica dell'UE, migliorare la competitività interna ed esterna e promuovere la coesione sociale;

17.  ritiene che un livello insufficiente di competenze digitali, una copertura disuguale e i costi elevati limitino i benefici delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC); esorta la Commissione e gli Stati membri a conferire priorità, nelle raccomandazioni specifiche per paese e nei programmi nazionali di riforma, alla formazione digitale dei singoli e delle imprese nonché ad assicurare a tutti i cittadini l'accesso alle infrastrutture di rete;

18.  ritiene che gli Stati membri debbano intensificare i loro sforzi allo scopo di modernizzare la pubblica amministrazione mediante la fornitura di servizi digitali migliori e più accessibili a cittadini e imprese, innanzitutto alle PMI, nonché facilitando la cooperazione transfrontaliera e l'interoperabilità fra le pubbliche amministrazioni; appoggia la messa in atto di strumenti atti a valutare e a scambiare le pratiche eccellenti nell'ambito dei servizi digitali;

20.  riconosce l'esistenza di numerosi limiti che ostacolano il corretto funzionamento dei mercati di beni e servizi; sostiene il lavoro svolto dalla Commissione sulle professioni regolamentate;

21.  osserva che la maggior parte degli Stati membri non ha raggiunto gli obiettivi della strategia Europa 2020 in materia di R&S; invita la Commissione a onorare la sua intenzione di pubblicare la revisione della strategia Europa 2020 alla fine del 2015 al più tardi, per rafforzare il ruolo del mercato unico e il mercato unico digitale quali strumenti chiave per rilanciare la crescita economica e la creazione di posti di lavoro di qualità nell'UE; invita gli Stati membri a orientare in modo più decisivo le rispettive economie verso l'innovazione e la conoscenza;

22.  sottolinea che la piena e celere attuazione della legislazione dell'UE in materia di appalti pubblici e concessioni costituirebbe una grande opportunità per rafforzare l'innovazione e l'accesso nelle PMI, promuovere lo sviluppo sostenibile e per modernizzare la pubblica amministrazione, migliorando la qualità, l'efficacia e la trasparenza della spesa e degli investimenti pubblici.

23.  ritiene che occorra rafforzare la titolarità dei parlamenti nazionali per quanto riguarda le raccomandazioni specifiche per paese; incoraggia gli Stati membri a dare alla Commissione l'opportunità di presentare le raccomandazioni specifiche per paese dinanzi ai parlamenti nazionali; invita inoltre gli Stati membri ad attuare le raccomandazioni specifiche per paese e ad accogliere rigorosamente gli obiettivi dell'Unione nei propri obiettivi nazionali; ribadisce pertanto la sua richiesta alla Commissione di riferire alla commissione competente del Parlamento in merito alle misure adottate per garantire il progresso dell'attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese e ai risultati conseguiti fino a quel momento;

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

23.9.2015

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

30

7

2

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Dita Charanzová, Carlos Coelho, Anna Maria Corazza Bildt, Daniel Dalton, Nicola Danti, Dennis de Jong, Pascal Durand, Vicky Ford, Ildikó Gáll-Pelcz, Evelyne Gebhardt, Antanas Guoga, Robert Jarosław Iwaszkiewicz, Liisa Jaakonsaari, Philippe Juvin, Antonio López-Istúriz White, Jiří Maštálka, Marlene Mizzi, Eva Paunova, Jiří Pospíšil, Marcus Pretzell, Robert Rochefort, Virginie Rozière, Christel Schaldemose, Andreas Schwab, Olga Sehnalová, Ivan Štefanec, Catherine Stihler, Róża Gräfin von Thun und Hohenstein, Mihai Ţurcanu, Anneleen Van Bossuyt, Marco Zullo

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Jan Philipp Albrecht, Lucy Anderson, Pascal Arimont, Ulrike Trebesius

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Clara Eugenia Aguilera García, Mario Borghezio, Roger Helmer, Flavio Zanonato

18.9.2015

PARERE della commissione per lo sviluppo regionale

destinato alla commissione per i problemi economici e monetari

sul semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: attuazione delle priorità per il 2015

(2015/2210(INI))

Relatore per parere: Iskra Mihaylova

SUGGERIMENTI

La commissione per lo sviluppo regionale invita la commissione per i problemi economici e monetari, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  riconosce il nuovo approccio a favore di una maggior razionalizzazione del semestre europeo 2015 che si basi sulle quattro priorità fondamentali per la crescita economica: la promozione degli investimenti, l'attuazione di riforme strutturali, la responsabilità di bilancio e il miglioramento della politica occupazionale; prende atto delle raccomandazioni specifiche per paese per il 2015, che riguardano i motori della crescita in grado di consentire una ripresa sostenibile e il conseguimento di progressi in tempi più brevi (12-18 mesi);

2.  ricorda che un solido quadro macroeconomico è importante per raggiungere l'obiettivo di ridurre il divario tra i livelli di sviluppo, quale definito all'articolo 174 del trattato sul funzionamento dell'Unione Europea, e che la politica di coesione può fungere da motore per il conseguimento di tale obiettivo, se accompagnata da un solido quadro macroeconomico; è profondamente preoccupato per il fatto che, negli Stati membri con elevati livelli di debito pubblico e squilibri macroeconomici, l'efficacia e l'assorbimento dei Fondi strutturali e d'investimento europei (Fondi SIE) rischia di diminuire notevolmente; chiede pertanto alla Commissione di proporre misure personalizzate in grado di sostenere una tempestiva attuazione e il conseguimento degli obiettivi economici e della politica di coesione in tali Stati membri;

3.  osserva il rafforzamento dei legami tra gli obiettivi del processo del semestre europeo e la programmazione dei Fondi SIE per il periodo 2014-2020 e in particolare i riferimenti sistematici alle raccomandazioni specifiche per paese e ai programmi nazionali di riforma nell'esercizio di programmazione; prende atto dello studio sulla coerenza strategica della politica di coesione: confronto tra i periodi di programmazione 2007-2013 e 2014-2020, secondo cui negli accordi di partenariato e nei programmi operativi si tiene conto solo in modo molto limitato delle raccomandazioni specifiche per paese; ritiene che gli investimenti nell'ambito della politica di coesione possano svolgere un ruolo molto importante nella promozione delle riforme strutturali e nel conseguimento degli obiettivi strategici dell'UE dando seguito alle pertinenti raccomandazioni specifiche per paese e ai programmi nazionali di riforma; chiede che vengano presi provvedimenti per garantire la complementarità e le sinergie tra i Fondi SIE, il Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) e gli altri programmi e iniziative finanziati dall'UE, nonché gli investimenti pubblici nazionali e gli strumenti finanziari privati, al fine di ottenere il massimo valore aggiunto e sinergie sfruttando pienamente il potenziale di tali investimenti;

4.  invita la Commissione e gli Stati membri a garantire la qualità degli interventi co-finanziati nell'ambito della politica di coesione e la conformità con le raccomandazioni specifiche per paese più pertinenti e i programmi nazionali di riforma; rileva che, nel corso degli esercizi 2013 e 2014, ci sono state più raccomandazioni specifiche per paese attinenti alla programmazione dei Fondi SIE, e che le riforme strutturali a medio termine relative agli investimenti a titolo dei Fondi SIE sono ancora necessarie e dovrebbero essere incluse nelle raccomandazioni specifiche per paese, sebbene molto spesso figurino nelle condizionalità ex ante del quadro comune dei Fondi SIE;

5.  rileva con grande preoccupazione che i tassi di disoccupazione continuano a mantenersi elevati in alcuni Stati membri, soprattutto per quanto riguarda i giovani e la disoccupazione di lunga durata; afferma che è necessario attuare riforme strutturali relative al mercato del lavoro, al sistema scolastico e ai servizi finanziari per le PMI, le quali dovrebbero avere l'ampio sostegno degli strumenti finanziari nell'ambito della politica di coesione, a livello regionale, nazionale e dell'Unione, al fine di creare opportunità d'impiego e stimolare la creazione di posti di lavoro;

6.  esorta gli Stati membri a garantire un'attuazione rapida ed efficace delle rispettive raccomandazioni specifiche per paese per l'anno 2015 al fine di conseguire una crescita sostenibile e la creazione di posti di lavoro; disapprova, in questo contesto, la natura non vincolante delle raccomandazioni; ricorda che la qualità degli interventi a titolo dei Fondi SIE, in quanto risposta politica alle sfide identificate nelle raccomandazioni specifiche per paese, dipenderà da come gli Stati membri metteranno in relazione le proprie riforme strutturali e un risanamento di bilancio intelligente con l'uso dei Fondi SIE attraverso programmi nazionali di riforma, nonché da come gli Stati membri garantiranno l'attuazione dei programmi;

7.  prende atto dell'entrata in vigore del regolamento relativo al Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS); sottolinea l'elevato potenziale combinato del piano di investimenti per l'Europa e dei Fondi SIE nello stimolare la competitività, una crescita economica sostenibile e la creazione di posti di lavoro; esorta, pertanto, la Commissione e gli Stati membri ad accelerare le riforme strutturali e a migliorare il contesto normativo e amministrativo al fine di migliorare sostanzialmente il clima imprenditoriale e degli investimenti e massimizzare il rendimento e l'effetto leva offerti dalle finanze pubbliche limitate;

8.  chiede alla Commissione e agli Stati membri di prendere in considerazione modalità innovative per incoraggiare gli investimenti nell'UE e sottolinea il fatto che l'aumento del ricorso a strumenti finanziari nell'ambito della politica di coesione per il periodo 2014-2020 può contribuire a generare un effetto leva e moltiplicatore sul bilancio dell'UE e anche a migliorare l'efficacia e l'efficienza degli investimenti a titolo dei Fondi SIE; sottolinea tuttavia la necessità di garantire trasparenza, responsabilità e controllo per gli strumenti finanziari, compreso il FEIS.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

17.9.2015

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

30

8

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Pascal Arimont, José Blanco López, Franc Bogovič, Mercedes Bresso, Steeve Briois, Edward Czesak, Rosa D’Amato, Bill Etheridge, Michela Giuffrida, Krzysztof Hetman, Ivan Jakovčić, Constanze Krehl, Andrew Lewer, Louis-Joseph Manscour, Martina Michels, Andrey Novakov, Younous Omarjee, Demetris Papadakis, Mirosław Piotrowski, Stanislav Polčák, Julia Reid, Liliana Rodrigues, Fernando Ruas, Maria Spyraki, Ruža Tomašić, Ramón Luis Valcárcel Siso, Ángela Vallina, Monika Vana, Matthijs van Miltenburg, Lambert van Nistelrooij, Derek Vaughan, Joachim Zeller

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Petras Auštrevičius, Jan Olbrycht, Maurice Ponga

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Brando Benifei, Andrejs Mamikins, Soraya Post

21.9.2015

PARERE della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere

destinato alla commissione per i problemi economici e monetari

sul Semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: applicazione delle priorità per il 2015

(2015/0000(INI))

Relatore per parere: Ernest Urtasun

SUGGERIMENTI

La commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere invita la commissione per i problemi economici e monetari, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

A.  considerando che l'uguaglianza è uno dei valori fondanti dell'UE e una condizione necessaria per conseguire gli obiettivi della strategia Europa 2020 in materia di occupazione e di riduzione della povertà, ai quali possono contribuire in modo sostanziale il rispetto della legislazione nazionale vigente in materia di parità di genere e la corretta attuazione delle direttive dell'UE esistenti in materia;

B.  considerando che l'accesso delle donne al mercato del lavoro rappresenta un fattore di diversificazione delle competenze all'interno dello stesso, avente come conseguenza diretta l'accessibilità a migliori risorse per le imprese e quindi una maggiore competitività, occupazione e crescita nel mercato interno;

C.  considerando che le donne sono colpite dai tagli ai servizi pubblici, inclusi la sanità, l'istruzione e gli alloggi, sia direttamente in qualità di utenti e lavoratrici, sia indirettamente attraverso il loro sostegno ai familiari che dipendono da servizi pubblici essenziali; che i tagli alla spesa per il personale sanitario hanno fatto aumentare in molti Stati membri l'onere di assistenza che grava sulle donne, che spesso lavorano in condizioni di precarietà e sfruttamento;

D.  considerando che il tasso di occupazione e, per inciso, il tasso di crescita del mercato interno dell'UE, dipende tra l'altro dalla capacità delle donne e degli uomini di raggiungere un buon equilibrio tra vita professionale e privata;

E.  considerando che la crisi economica e le politiche di risanamento di bilancio hanno colpito in modo sproporzionato le donne, in particolare quelle provenienti da comunità emarginate, giovani e vittime di discriminazioni plurime;

F.  considerando che uno degli obiettivi della strategia Europa 2020 è la sostenibilità delle finanze pubbliche e che gli investimenti degli Stati membri nell'istruzione in generale, e in particolare quella delle ragazze, è parte integrante dei loro bilanci nazionali;

G.  considerando che le politiche in materia di mercato del lavoro e creazione di occupazione devono puntare alla creazione di posti di lavoro di alta qualità conformemente all'agenda per il lavoro dignitoso dell'OIL;

H.  considerando che i persistenti alti tassi di disoccupazione e di esclusione sociale giovanile in tutta l'UE negli ultimi anni hanno comportato una distruzione di capitale umano e hanno colpito in modo sproporzionato le donne e le ragazze; che questi impatti a lungo termine della crisi economica devono essere affrontati tenendo conto della dimensione di genere;

I.  considerando che l'attuale situazione economica ha messo in luce la necessità di rafforzare il coordinamento delle politiche macroeconomiche e di bilancio degli Stati membri per realizzare un'unione economica più integrata ed equilibrata;

1.  si rammarica dell'assenza di integrazione della dimensione di genere nella strategia Europa 2020 e invita la Commissione e il Consiglio a incentrare maggiormente la strategia sulla parità di genere e introdurre un obiettivo generale a riguardo;

2.  rammenta che l'obiettivo di coordinamento delle politiche economiche e di bilancio degli Stati membri non può essere conseguito senza il coordinamento delle politiche in materia di parità;

3.  accoglie con favore le raccomandazioni specifiche per paese (RSP) volte a promuovere la parità di genere, ma chiede una maggiore inclusione della dimensione di genere nelle RSP, in particolare per quanto riguarda le riforme del mercato del lavoro e l'equilibrio tra vita privata e professionale; invita la Commissione a garantire che le RSP nell'ambito del semestre europeo riguardanti il rafforzamento del principio di parità di retribuzione tra uomini e donne attraverso la trasparenza e la necessità di affrontare il divario retributivo tra i sessi siano attuate dagli Stati membri; chiede inoltre che orientamenti politici specifici in materia di riduzione delle disuguaglianze di genere figurino nell'analisi annuale della crescita;

4.  invita gli Stati membri e la Commissione a eliminare gli ostacoli alla partecipazione delle donne al mercato del lavoro, in particolare attuando meccanismi che consentano alle donne di raggiungere un buon equilibrio tra vita privata e professionale, segnatamente congedi di maternità, paternità e parentali, uniformati a livello europeo;

5.  ribadisce il suo invito agli Stati membri a integrare la dimensione di genere nei loro programmi di stabilità e di convergenza e nei programmi nazionali di riforma, attraverso la fissazione di obiettivi qualitativi e misure che affrontino i persistenti divari di genere, a causa dei quali spesso le donne si ritrovano al di sotto della soglia di povertà in età più avanzata, nonché ad applicare sistematicamente i principi del bilancio di genere al fine di esaminare gli attuali programmi d'azione e le politiche, i loro effetti sull'allocazione delle risorse e il loro contributo alla parità tra donne e uomini;

6.  rammenta agli Stati membri e alla Commissione che gli ostacoli all'accesso delle donne al mercato del lavoro incidono direttamente sul potenziale rendimento degli investimenti effettuati dagli Stati membri nell'istruzione;

7.  ribadisce il suo invito alla Commissione a facilitare il monitoraggio degli obiettivi principali in materia di occupazione e riduzione della povertà, chiedendo che gli Stati membri utilizzino dati disaggregati per genere, e a definire ulteriori indicatori specifici di genere;

8.  sottolinea che gli Stati membri dovrebbero migliorare il tasso di partecipazione dei minori e dei giovani adulti ai sistemi educativi e dedicare maggiore attenzione al problema dell'abbandono scolastico, soprattutto raccogliendo informazioni sulle sue cause principali al fine di adottare e attuare politiche di prevenzione;

9.  invita la Commissione a sostenere gli Stati membri nel crescente impiego dei fondi strutturali per finanziare strutture e servizi pubblici di assistenza per l'infanzia, gli anziani e altre persone dipendenti; osserva che tale mancanza di investimenti in strutture e servizi pubblici di assistenza incide in modo sproporzionato sui genitori soli, di cui la grande maggioranza sono donne;

10.  sottolinea la necessità di agire in via prioritaria contro la disoccupazione, la povertà e l'esclusione sociale, che colpiscono soprattutto le donne, e di dare priorità all'occupazione sostenibile/di qualità, agli investimenti e ai servizi pubblici di qualità che garantiscono l'inclusione sociale, soprattutto nei settori dell'istruzione, della salute, della cura dell'infanzia, dell'assistenza alle persone dipendenti, del trasporto pubblico e dei servizi sociali;

11.  invita la Commissione e gli Stati membri a formulare e attuare le RSP sulle materie che riguardano specificamente la posizione delle donne nei mercati del lavoro, tra cui:

i)  rimuovere le barriere strutturali che le donne devono affrontare per inserirsi e avanzare nei settori dominati dagli uomini quali la scienza, la tecnologia, l'imprenditoria, la finanza e l'economia verde;

ii)  affrontare il divario di genere nelle retribuzioni e nelle pensioni in tutti i settori;

iii)  cercare di aumentare la rappresentanza delle donne nei centri decisionali economici in tutti i settori;

iv)  affrontare la necessità dell'emancipazione di donne e ragazze attraverso l'istruzione formale e informale, soprattutto nei settori di studio della scienza, della tecnologia, dell'ingegneria, della matematica, dell'imprenditoria, dell'economia e del commercio, così come la necessità di migliorare l'adeguamento delle competenze alla domanda e le strutture di formazione e apprendimento permanente per le donne impiegate in tutti i settori;

12.  osserva che la crisi economica e finanziaria ha avuto gravi implicazioni per le sfide demografiche che l'Europa deve affrontare, tra cui l'invecchiamento della popolazione; fa notare che il divario di pensione tra i sessi in Europa è pari al 39%; sottolinea che le politiche in materia di occupazione e la progettazione dei sistemi di trasferimento sociale hanno profonde implicazioni sulla capacità delle donne di versare contributi per la pensione e che le RSP dovrebbero tener conto di tale aspetto; ritiene che occorra esaminare le implicazioni di genere dell'allungamento della vita lavorativa;

13.  invita il commissario o i commissari responsabili a discutere ogni anno gli aspetti di genere dell'analisi annuale della crescita con la commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere;

14.  sottolinea la necessità che la Commissione e gli Stati membri valutino l'impatto delle politiche in materia di riforme strutturali sulle donne nelle comunità emarginate, vittime di discriminazioni plurime; invita la Commissione a formulare apposite RSP per fronteggiare gli ostacoli che queste donne devono affrontare;

15.  esprime profonda preoccupazione per il fatto che i tagli ai finanziamenti a favore delle organizzazioni femminili, delle istituzioni e degli organismi attivi nel campo delle pari opportunità abbiano condotto alla chiusura e alla significativa riduzione delle loro attività;

16.  chiede che orientamenti e procedure specifici siano inclusi nell'ambito del semestre europeo per garantire la responsabilità, la consultazione e il dialogo con le parti nazionali interessate, le organizzazioni della società civile e i sindacati;

17.  sottolinea che la flessibilità del mercato del lavoro non deve avvenire a scapito di tutele sociali quali stipendi minimi, diritti di contrattazione collettiva, diritti di maternità e paternità o il mantenimento di posti di lavoro sicuri e di qualità in linea con l'agenda per il lavoro dignitoso; sottolinea l'importante ruolo della partecipazione della società civile, del dialogo sociale, dei sindacati e della rappresentanza dei lavoratori nella formulazione e attuazione delle politiche in materia di mercato del lavoro;

18.  esprime preoccupazione per il fatto che la deregolamentazione e la flessibilizzazione dei rapporti di lavoro in molti Stati membri abbiano comportato violazioni delle leggi sul lavoro, compresa la discriminazione diretta e indiretta nei confronti delle donne;

19.  propone un maggiore coinvolgimento dell'Istituto europeo per l'uguaglianza di genere nel quadro del semestre europeo;

20.  invita la Commissione e gli Stati membri ad adoperarsi maggiormente per utilizzare la ripresa dalla crisi economica come un'opportunità di promuovere un modello economico più sostenibile dal punto di vista sociale e ambientale, mediante azioni tra cui l'accelerazione della creazione di posti di lavoro verdi e la promozione delle imprese sociali e di modelli aziendali alternativi, quali le mutue e le cooperative;

21.  sottolinea che le donne in Europa sono sovrarappresentate nell'ambito dei lavori a tempo parziale, temporanei, scarsamente retribuiti e non dichiarati e che le forme di lavoro precario si sono diffuse negli ultimi anni per effetto delle misure di austerità tra cui la deregolamentazione del mercato del lavoro e la riforma dei diritti del lavoro e delle pratiche di contrattazione; esprime profonda preoccupazione per il fatto che i livelli di povertà tra i lavoratori siano aumentati.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

15.9.2015

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

21

6

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Daniela Aiuto, Maria Arena, Catherine Bearder, Malin Björk, Iratxe García Pérez, Anna Hedh, Mary Honeyball, Teresa Jiménez-Becerril Barrio, Elisabeth Köstinger, Agnieszka Kozłowska-Rajewicz, Barbara Matera, Krisztina Morvai, Angelika Niebler, Maria Noichl, Margot Parker, Marijana Petir, Terry Reintke, Liliana Rodrigues, Jordi Sebastià, Michaela Šojdrová, Ángela Vallina, Beatrix von Storch, Jadwiga Wiśniewska, Anna Záborská, Jana Žitňanská

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Biljana Borzan, Ildikó Gáll-Pelcz, Sylvie Goddyn, Constance Le Grip

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Michel Reimon

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

13.10.2015

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

31

16

4

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Gerolf Annemans, Burkhard Balz, Hugues Bayet, Udo Bullmann, Esther de Lange, Fabio De Masi, Anneliese Dodds, Markus Ferber, Jonás Fernández, Elisa Ferreira, Sven Giegold, Sylvie Goulard, Roberto Gualtieri, Brian Hayes, Petr Ježek, Othmar Karas, Georgios Kyrtsos, Philippe Lamberts, Bernd Lucke, Olle Ludvigsson, Fulvio Martusciello, Marisa Matias, Costas Mavrides, Bernard Monot, Luděk Niedermayer, Stanisław Ożóg, Dimitrios Papadimoulis, Dariusz Rosati, Alfred Sant, Molly Scott Cato, Peter Simon, Renato Soru, Theodor Dumitru Stolojan, Kay Swinburne, Paul Tang, Ramon Tremosa i Balcells, Marco Valli, Tom Vandenkendelaere, Cora van Nieuwenhuizen, Miguel Viegas, Pablo Zalba Bidegain, Marco Zanni

Supplenti presenti al momento della votazione finale

David Coburn, Bas Eickhout, Ramón Jáuregui Atondo, Danuta Jazłowiecka, Thomas Mann, Siegfried Mureşan, Nils Torvalds, Beatrix von Storch

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Mark Demesmaeker

(1)

Testi approvati, P8_TA(2015)0067.

(2)

Testi approvati, P8_TA(2015)0238.

(3)

GU C 165 E dell'11.6.2013, pag. 24.

(4)

Testi approvati, P7_TA(2013)0036.

(5)

Testi approvati, P8_TA(2015)0238.

(6)

Raccomandazione del 12 marzo 2014 su un nuovo approccio al fallimento delle imprese e all'insolvenza.

(7)

Relazione OCSE "In it together: Why less inequality benefits all", 21 maggio 2015.

(8)

COM(2015)0012, "Sfruttare al meglio la flessibilità consentita dalle norme vigenti del patto di stabilità e crescita".

(9)

Raccomandazione del 12 marzo 2014 su un nuovo approccio al fallimento delle imprese e all'insolvenza.

(10)

EU Employment and social situation, Quarterly Review (Rivista trimestrale dell'UE sull'occupazione e la situazione sociale), giugno 2015.

(11)

Risoluzione dell'11 marzo 2015 (testi approvati, P8_TA(2015)0068), paragrafi 10 e 18.

(12)

Risoluzione dell'11 marzo 2015 (testi approvati, P8_TA(2015)0068), paragrafo 46.

(13)

Relazione OCSE "In it together: Why less inequality benefits all", 21 maggio 2015.

(14)

Relazione FMI "Causes and Consequences of Income Inequality: A Global Perspective", giugno 2015.

(15)

Relazione FMI "Causes and Consequences of Income Inequality: A Global Perspective", giugno 2015.

(16)

Risoluzione dell'11 marzo 2015 (testi approvati, P8_TA(2015)0068).

(17)

COM(2015)0250 final.

(18)

Risoluzione dell'11 marzo 2015 (testi approvati, P8_TA(2015)0068); risoluzione del 22 ottobre 2014 (testi approvati, P8_TA(2014)0038); risoluzione del 25 febbraio 2014 (testi approvati, P8_TA(2014)0129); risoluzione dell'8 luglio 2015 (P6_TA-PROV(2015)0261).

(19)

Testi approvati, P8_TA(2015)0069.

(20)

Testi approvati, P8_TA(2015)0238.

Avviso legale