Procedura : 2015/2223(INI)
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25.2.2016
PE 569.633v02-00 A8-0040/2016

sul raggiungimento dell'obiettivo della lotta alla povertà, tenuto conto delle spese in aumento sostenute dalle famiglie

(2015/2223(INI))

Commissione per l'occupazione e gli affari sociali

Relatore: Tamás Meszerics

 PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO


PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sul raggiungimento dell'obiettivo della lotta alla povertà, tenuto conto delle spese in aumento sostenute dalle famiglie

(2015/2223(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visti il trattato sull'Unione europea (TUE), in particolare l'articolo 3, e il trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), in particolare l'articolo 9,

–  vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, in particolare gli articoli 1 e 34, paragrafo 3,

–  visto il regolamento (UE) n. 2015/1017 del Parlamento europeo e del Consiglio del 25 giugno 2015 relativo al Fondo europeo per gli investimenti strategici, al polo europeo di consulenza sugli investimenti e al portale dei progetti di investimento europei e che modifica i regolamenti (UE) n. 1291/2013 e (UE) n. 1316/2013(1),

–  visto il regolamento (UE) n. 223/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio dell'11 marzo 2014 relativo al Fondo di aiuti europei agli indigenti(2),

–  visto il regolamento (UE) n. 1304/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, relativo al Fondo sociale europeo e che abroga il regolamento (CE) n. 1081/2006 del Consiglio(3),

–  visto il regolamento (UE) n. 1301/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, relativo al Fondo europeo di sviluppo regionale e a disposizioni specifiche concernenti l'obiettivo "Investimenti a favore della crescita e dell'occupazione" e che abroga il regolamento (CE) n. 1080/2006(4),

–  vista la proposta di regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca compresi nel quadro strategico comune e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione, e che abroga il regolamento (CE) n. 1083/2006(5),

–  vista la direttiva 2014/92/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 luglio 2014, sulla comparabilità delle spese relative al conto di pagamento, sul trasferimento del conto di pagamento e sull'accesso al conto di pagamento con caratteristiche di base,

–  vista la direttiva n. 2012/27/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, sull'efficienza energetica, che modifica le direttive n. 2009/125/CE e n. 2010/30/UE e abroga le direttive n. 2004/8/CE e n. 2006/32/CE(6) e la sua risoluzione del 15 dicembre 2012 sulla revisione del Piano d'azione per l'efficienza energetica(7),

–  vista la direttiva n. 2010/31/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 maggio 2010, sul rendimento energetico nell'edilizia (rifusione)(8),

–  vista la comunicazione della Commissione, del 27 ottobre 2015, dal titolo "Programma di lavoro della Commissione per il 2016 - È il momento di andare oltre l'ordinaria amministrazione" (COM(2015)0610),

–  vista la comunicazione della Commissione del 19 marzo 2014 dal titolo "Bilancio della strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva" (COM(2014)0130),

–  visti la comunicazione della Commissione intitolata "La Piattaforma europea contro la povertà e l'esclusione sociale: un quadro europeo per la coesione sociale e territoriale" (COM(2010)0758), il parere del Comitato economico e sociale europeo, il parere del Comitato delle regioni sull'argomento, e la sua risoluzione del 15 novembre 2011(9) su questo tema,

–  vista la comunicazione della Commissione, del 3 marzo 2010, dal titolo "EUROPA 2020 – Una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva" (COM(2010)2020), nonché la sua risoluzione del 16 giugno 2010 su UE 2020(10),

–  vista la risoluzione 64/292 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, del 28 luglio 2010, dal titolo "The human right to water and sanitation"(11),

–  visto il progetto pilota della Commissione per lo sviluppo di una metodologia comune sui bilanci di riferimento in Europa,

–  visto il rapporto del Centro di ricerca Innocenti dell'UNICEF (2012) "Misurare la povertà tra i bambini e gli adolescenti: un nuovo quadro comparativo della povertà infantile in alcuni paesi a reddito medio-alto"(12),

–  visto il rapporto del Centro di ricerca Innocenti dell'UNICEF (2014) "Figli della recessione: l'impatto della crisi economica sul benessere dei bambini nei paesi ricchi"(13),

–  vista la rassegna trimestrale della Commissione sulla situazione occupazionale e sociale nell'UE del settembre 2015(14),

–  visto il Pacchetto investimenti sociali della Commissione del 20 febbraio 2013,

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo, del 15 giugno 2011, sul tema "La piattaforma europea contro la povertà e l'esclusione sociale: un quadro europeo per la coesione sociale e territoriale"(15),

–  vista la relazione dell'OCSE dal titolo "In It Together: Why Less Inequality Benefits All", (Dentro tutti: perché una minore disuguaglianza è di beneficio per tutti) del 21 maggio 2015,

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo, del 18 settembre 2013, sul tema "Per un'azione europea coordinata per la prevenzione e la lotta alla povertà energetica"(16),

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo, del 10 dicembre 2013, sul tema "Reddito minimo europeo e indicatori di povertà"(17),

–  visto il parere del Comitato delle regioni, del 31 marzo 2011, sulla piattaforma europea contro la povertà e l'esclusione sociale(18),

–  visto il parere congiunto del comitato per la protezione sociale (CPS) e del comitato per l'occupazione (EMCO), del 3 ottobre 2014, intitolato "Revisione intermedia della strategia Europa 2020"(19),

–  vista la relazione annuale del CPS, del 15 febbraio 2010, intitolata Social situation in the European Union - 2014 ("La situazione sociale nell'Unione europea – 2014")(20),

–  visti gli studi dal titolo "The State of Lending: The Cumulative Costs of Predatory Practices"(21), giugno 2015 e "Le panier de la ménagère ... pauvre"(22), agosto 2008,

–  visto il parere del Comitato per la protezione sociale, del 15 febbraio 2011, sulla piattaforma europea contro la povertà e l'esclusione sociale - iniziativa faro della strategia Europa 2020(23),

–  vista la sua risoluzione del 15 luglio 2015 sul seguito all'iniziativa dei cittadini europei "L'acqua è un diritto" (Right2Water)(24),

–  vista la sua risoluzione dell'8 luglio 2015 sull'Iniziativa per favorire l'occupazione verde: sfruttare le potenzialità dell'economia verde di creare posti di lavoro(25),

–  vista la decisione del Consiglio sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell'occupazione(26) e la sua posizione dell'8 luglio 2015 sulla proposta di decisione del Consiglio relativa a orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell'occupazione(27),

–  vista la sua risoluzione, del 27 novembre 2014, sul 25° anniversario della convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo(28),

–  vista la sua risoluzione dell'11 giugno 2013 sull'edilizia popolare nell'Unione europea(29),

–  vista la sua risoluzione del 4 luglio 2012 recante raccomandazioni alla Commissione concernenti l'accesso ai servizi bancari di base(30),

–  vista la sua risoluzione, del 20 ottobre 2010, sul ruolo del reddito minimo nella lotta contro la povertà e nella promozione di una società inclusiva in Europa(31),

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per l'occupazione e gli affari sociali e il parere della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere (A8-0040/2016),

A.  considerando che tra il 2008 e il 2013 il numero delle persone esposte al rischio di povertà o di esclusione sociale nell'Unione è aumentato da 117 a 122,6 milioni; che, nel 2013, il 16,7 % della popolazione dell'UE era a rischio di povertà dopo l'erogazione delle prestazioni sociali, il 9,6 % era in una situazione di grave deprivazione materiale e il 10,7 % delle famiglie erano considerate a intensità di lavoro molto bassa; considerando che tale evoluzione va contro l'obiettivo strategico dell'UE definito nella sua strategia Europa 2020, che mira a ridurre di almeno 20 milioni il numero delle persone che si trovano o rischiano di trovarsi in uno stato di povertà e di esclusione sociale, entro il 2020;

B.  considerando che, secondo la metodologia di Eurostat, la soglia di rischio di povertà è fissata al 60% dell'equivalente reddito disponibile medio nazionale;

C.  considerando che il risparmio energetico e il potenziamento dell'efficienza energetica, in particolare per quanto riguarda gli alloggi disponibili, potrebbe consentire a molte famiglie di sfuggire alla povertà energetica; e che, secondo le statistiche sul reddito e le condizioni di vita (Statistics on Income and Living Conditions - SILC), il 10 % dei cittadini dell'UE ha ritardato il pagamento delle bollette nel 2015 (il 37 % negli Stati membri più colpiti); che il 12 % dei cittadini dell'UE non ha potuto riscaldare sufficientemente la propria casa nel 2014 (il 60 % negli Stati membri più colpiti); e che, nel 2014, il 16 % della popolazione dell'UE viveva in abitazioni con tetti infiltrati e pareti umide (il 33 % negli Stati membri più colpiti);

D.  considerando che il numero di disoccupati di lungo periodo supera i 12 milioni di persone, di cui il 62% è senza lavoro da più di due anni consecutivi; che i disoccupati di lungo periodo hanno maggiori possibilità di essere colpiti dalla povertà e dall'esclusione sociale;

E.  considerando l'importanza del Fondo di aiuti europei agli indigenti (FEAD) e la sua sostenibilità in un momento in cui la crisi sociale colpisce un numero sempre crescente di europei;

F.  considerando l'articolo 34 (paragrafo 3) della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, che stabilisce che, al fine di lottare contro l'esclusione sociale e la povertà, l'Unione riconosce e rispetta il diritto all'assistenza sociale e all'assistenza abitativa volte a garantire un'esistenza dignitosa a tutti coloro che non dispongano di risorse sufficienti;

G.  considerando che i prezzi dei beni e dei servizi essenziali, e pertanto le spese sostenute dalle famiglie, in alcuni momenti e in determinati paesi, sono aumentati in maniera relativamente rapida;

H.  considerando che fra le categorie più vulnerabili vengono sistematicamente collocati i "poveri cronici", spesso disoccupati di lunga durata, ma talvolta lavoratori a basso reddito, genitori single con figli minori a carico che non hanno un impiego o che lavorano in media meno ore rispetto alla persona che costituisce la principale fonte di reddito;

I.  considerando che, ad oggi, non esistono ancora indicatori certi sulla povertà assoluta;

J.  considerando che le cattive o inadeguate condizioni degli alloggi riducono notevolmente le possibilità di condurre una vita normale; che la qualità degli alloggi (ivi compreso un adeguato isolamento, ecc.) forniti alle persone in situazioni vulnerabili si è deteriorata durante la crisi, a causa dell'incapacità di finanziare la manutenzione; che vivere per lunghi periodi in alloggi di scarsa qualità può incidere sulla salute fisica;

K.  considerando che l'aumento delle spese delle famiglie correlate al costo dell'alloggio, dell'alimentazione, delle utenze (elettricità, gas e acqua), del trasporto, delle spese mediche o delle spese relative all'istruzione, ostacola il raggiungimento dell'obiettivo della lotta alla povertà stabilito nella strategia Europa 2020;

L.  considerando che in molti paesi dell'UE il costo dei beni e dei servizi di base o essenziali è aumentato rapidamente negli ultimi anni, facendo lievitare le spese generali dei nuclei familiari;

M.  considerando che la combinazione della crisi economica e finanziaria, delle misure di austerità, dell'aumento dei prezzi degli immobili e della riduzione dei redditi delle famiglie ha determinato un aumento della disoccupazione e dell'esclusione sociale all'interno dell'UE, specie tra le fasce più vulnerabili della popolazione, con un conseguente incremento degli oneri a carico dei servizi di assistenza sociale;

N.  considerando che, con la crisi, la disoccupazione giovanile, già più elevata che fra altre fasce di età, è esplosa nell'Unione europea e supera attualmente il 20 %, raggiungendo un livello critico in tutti gli Stati membri, con il rischio per gli interessati di cadere in povertà fin dalla più giovane età; considerando le osservazioni conclusive del Comitato sui diritti dell'infanzia delle Nazioni Unite sulle ultime relazioni periodiche di alcuni paesi europei in merito all'aumento del tasso di povertà e/o del tasso di rischio di povertà infantile a causa della crisi economica, e che tale aumento influisce sui diritti alla salute, all'istruzione e alla protezione sociale;

O.  considerando che la povertà, che da molti anni ha raggiunto negli Stati membri un livello elevato, ha un impatto sempre più significativo sull'economia, è dannosa per la crescita economica, aumenta il deficit di bilancio pubblico e riduce la competitività europea;

P.  considerando che la mancanza di alloggio e riscaldamento adeguati incide negativamente sulla salute, l'istruzione e l'inclusione sociale e professionale delle persone, in particolare di quelle più vulnerabili; che, sia negli Stati membri settentrionali che in quelli meridionali, le persone risentono del fatto di non poter riscaldare le proprie abitazioni; considerando che i dati EU-SILC indicano che il sovraccarico dei costi di alloggio (per stato di possesso) è superiore per i locatari di alloggi nel settore locativo privato di alcuni Stati membri, il che può essere riconducibile alla scarsa qualità degli alloggi e ai prezzi elevati; e che molte famiglie hanno difficoltà a far fronte ai costi di beni e servizi di base, anche a causa dell'aumento dei prezzi dell'energia;

Q.  considerando che la povertà energetica è correlata alla povertà generale e scaturisce da una serie di condizioni di base, tra cui alti prezzi dell'energia, tecniche commerciali e di marketing aggressive, questioni riguardanti la salute e la disabilità, mancanza di accesso a offerte o servizi online personalizzati, bassi redditi, tipo di impianto di riscaldamento utilizzato nell'abitazione e qualità e rendimento energetico degli alloggi;

R.  considerando che i disoccupati, le famiglie monoparentali, le famiglie a basso reddito, le persone vedove, le persone affette da malattie croniche, gli anziani, i giovani, le persone con disabilità e le minoranze sono spesso tra i più vulnerabili e a rischio di povertà e risentono in particolare dell'elevato costo della vita;

S.  considerando che l'ampio divario tra gli Stati membri in termini di protezione sociale e reddito minimo indica che in alcuni Stati membri la protezione sociale riduce il rischio di povertà del 60 % e in altri solo del 15%; che l'impatto medio della protezione sociale sulla riduzione del rischio di povertà nell'UE è pari al 35 %;

T.  considerando che la povertà energetica può essere definita come l'incapacità di una famiglia di mantenere un'adeguata fornitura di energia, tale da garantire livelli di base di comfort e salute, a causa di una combinazione di fattori quali reddito basso, prezzi dell'energia elevati e alloggi di scarsa qualità;

U.  considerando che la prossima relazione di Eurofound, intitolata "Housing in Europe" (L'edilizia abitativa in Europa) comprenderà un modello in base al quale si stima che, a causa dell'attuale livello di inadeguatezza degli alloggi (abitazioni) (stando ai dati del 2011), il costo complessivo della spesa medica supera i 170 miliardi di euro all'anno per le economie dell'UE a 28; che, se fossero effettuati tutti gli interventi di riparazione, si potrebbero realizzare risparmi in termini di spese mediche di circa 8 miliardi di euro nel primo anno, con ripercussioni positive anche in futuro;

V.  considerando che l'ONU ha affermato che il diritto umano all'approvvigionamento idrico e alle strutture igienico-sanitarie riconosce a chiunque il diritto ad un'acqua di buona qualità, sicura, accessibile fisicamente, a un prezzo abbordabile, sufficiente e accettabile per uso personale e domestico; che, secondo un'ulteriore raccomandazione dell'ONU, i pagamenti per i servizi idrici, laddove siano previsti, dovrebbero ammontare al massimo al 3% del reddito familiare; che la privatizzazione dei servizi idrici incide negativamente sulle famiglie che vivono o rischiano di trovarsi in condizioni di povertà;

W.  considerando che la povertà energetica è un problema di rilevanza crescente in Europa, e che è probabile che tale problema si aggravi nei prossimi anni come conseguenza degli incrementi dei prezzi previsti dell'energia, dell'aumento concorrente della disuguaglianza dei redditi e della povertà in generale, dell'assenza di sistemi di riscaldamento adeguati, nonché della scarsa qualità generale dei sistemi di isolamento delle abitazioni, specialmente nei paesi mediterranei;

X.  considerando che, nell'UE, il numero di donne che vivono in condizioni di povertà supera di 12 milioni quello degli uomini; che i fattori che contribuiscono a tale disuguaglianza comprendono il divario di genere a livello retributivo e pensionistico, la grande percentuale di donne nei posti di lavoro precari e il fatto che le donne sono spesso costrette a essere economicamente inattive a causa del costo proibitivo dell'assistenza all'infanzia;

Y.  considerando che i divari di genere in termini di retribuzione, orario di lavoro e durata della vita lavorativa che le donne devono affrontare nel corso della loro vita professionale hanno un effetto diretto sulla loro vita pensionistica; che le donne di età superiore ai 65 anni sono esposte a un rischio di povertà o di esclusione sociale notevolmente maggiore rispetto alle controparti maschili, in quanto, attualmente, il reddito pensionistico medio di una donna è inferiore, e spesso in misura sostanziale, a quello di un uomo;

Z.  considerando che l'Unione dell'energia deve fornire una risposta efficace alla povertà energetica, che colpisce oltre 100 milioni di europei, attraverso il rafforzamento della posizione dei consumatori più vulnerabili, il miglioramento dell'efficienza energetica per i più vulnerabili e lo sviluppo di misure correttive che consentano alle persone bisognose di disporre di energia a costi accessibili;

AA.  considerando che la direttiva 2012/27/UE esorta gli Stati membri a elaborare programmi intesi a sensibilizzare i singoli e le famiglie, e a fornire loro informazioni e consulenza in materia di efficienza energetica;

AB.  considerando che, per i 9 elementi annoverati come indicatori di grave deprivazione materiale (pagare l'affitto o le bollette, riscaldare adeguatamente la propria casa, far fronte a spese impreviste, mangiare ogni due giorni carne, pesce o cibi di tenore proteico equivalente, trascorrere una settimana di vacanza lontano da casa, acquistare un'automobile, una lavatrice, un televisore a colori o un telefono), diversi studi indicano che i prezzi di mercato sono in definitiva superiori per le famiglie esposte al rischio di povertà;

AC.  considerando che, essendo la situazione di povertà di una famiglia un'entità indivisibile, occorre sottolineare l'effetto dell'aspetto energetico sulla povertà;

AD.  considerando che una ristrutturazione del parco nazionale di edifici ai fini del miglioramento dell'efficienza nell'uso dell'energia inciderà direttamente sulla riduzione dei costi per l'energia, in particolare per le famiglie meno abbienti e promuoverà la creazione di posti di lavoro;

AE.  considerando che 22 348 834 famiglie (circa l'11 % della popolazione dell'UE) spendono oltre il 40% del reddito disponibile per l'alloggio; che il Semestre europeo ha identificato il sovraccarico dei costi di alloggio come una tendenza sociale da tenere sotto controllo; che 21 942 491 famiglie (circa il 10,8 % della popolazione dell'UE) incontrano difficoltà a mantenere una temperatura adeguata in casa; e che l'UE e gli Stati membri dovrebbero individuare, attuare e mantenere con urgenza misure politiche che consentano alle famiglie di sostenere le spese di alloggio, ivi compresa l'indennità di alloggio;

AF.  considerando che in Europa i prezzi del mercato dell'energia, da un lato, e il potere di acquisto, dall'altro, non stanno convergendo alla stessa velocità;

AG.  considerando che l'accesso all'alloggio costituisce un diritto fondamentale, che può essere considerato una condizione preliminare per l'esercizio di altri diritti fondamentali e l'accesso a questi ultimi nonché a una vita in condizioni rispettose della dignità umana; che la garanzia dell'accesso all'assistenza per un alloggio dignitoso e adeguato è un obbligo internazionale in capo agli Stati membri che l'Unione è tenuta a prendere in considerazione, dal momento che il diritto di accesso ad un alloggio e all'assistenza abitativa è riconosciuto dall'articolo 34 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, dagli articoli 30 e 31 della Carta sociale europea riveduta del Consiglio d'Europa e dall'articolo 25 della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, nonché da numerose costituzioni degli Stati membri;

AH.  considerando che l'alloggio rappresenta la voce di spesa più importante delle famiglie europee; che l'impennata dei prezzi legati all'alloggio (in termini fondiari, di proprietà, di affitto e di consumo di energia) è una fonte di instabilità e di inquietudine e va considerata un elemento di forte preoccupazione;

AI.  considerando che i livelli di disagio abitativo e di povertà energetica sono più alti nei paesi in cui la quota di edilizia a scopo di locazione sociale è inferiore (vale a dire nei paesi orientali e mediterranei);

AJ.  considerando che la percentuale di alloggi a scopo di locazione sociale rispetto al numero complessivo di alloggi disponibili indica che il livello di edilizia pubblica popolare dei paesi occidentali e settentrionali è maggiore rispetto alla media dell'UE, mentre, nel caso dei paesi del Mediterraneo e dell'Europa orientale, la quota degli alloggi popolari è minima (circa il 5 %) o il settore dell'edilizia popolare è completamente inesistente; che i livelli di disagio abitativo e di povertà energetica sono più alti nei paesi in cui la quota di edilizia a scopo di locazione sociale è inferiore (vale a dire nei paesi orientali e mediterranei);

AK.  considerando che dalla ricerca di Eurofound emerge che per molte persone con redditi bassi il pagamento ritardato delle bollette costituisce una delle principali tipologie di debito, aspetto talvolta sottovalutato;

AL.  considerando che l'edilizia popolare svolge un ruolo fondamentale nel conseguimento dell'obiettivo di riduzione della povertà stabilito dalla strategia Europa 2020, in quanto contribuisce a garantire livelli elevati di occupazione e di inclusione e coesione sociali, promuove la mobilità professionale e contribuisce a contrastare la povertà;

AM.  considerando che la relazione di Eurofound dal titolo "Access to benefits: reducing non-take-up" (Accesso alle prestazioni: ridurre il fenomeno del mancato utilizzo dei sussidi) sottolinea chiaramente che non sempre coloro che ne hanno diritto ricevono prestazioni sociali e beneficiano di regimi di reddito minimo; che non è sufficiente istituire predetti sistemi, ma è opportuno garantirne la fruizione da parte delle persone aventi diritto; che occorre altresì tenere conto del risparmio realizzato a più lungo termine grazie alla capacità di far sì che le prestazioni raggiungano i destinatari in maniera rapida, efficace ed efficiente;

AN.  considerando che la crisi ha avuto un impatto sulle condizioni di accesso all'alloggio da parte delle famiglie, nonché sugli investimenti nell'edilizia popolare nell'Unione, che la spesa pubblica destinata agli investimenti nell'edilizia popolare è stata in larga parte influenzata da tale circostanza e che ciò impone agli Stati membri e all'Unione di intervenire con urgenza al fine garantire il diritto di accesso a un alloggio dignitoso a costi accessibili;

AO.  considerando che la povertà e l'esclusione sociale continuano a essere un fattore sociale determinante per quanto concerne le condizioni di salute e di vita, inclusa l'aspettativa di vita, visto in particolare l'impatto della povertà infantile sulla salute e sul benessere dei bambini; che il divario tra ricchi e poveri in materia di salute resta considerevole, in termini di accessibilità ai servizi sanitari, reddito e ricchezza, e in taluni settori continua ad allargarsi, e che il divario tra ricchi e poveri in materia di salute resta considerevole, in particolare per quanto concerne l'accessibilità ai servizi sanitari, e in determinati settori continua ad allargarsi;

AP.  considerando che il comitato per la protezione sociale dell'Unione europea, nel suo parere del 20 maggio 2010, ha manifestato preoccupazione per il fatto che l'attuale crisi economica e finanziaria potrebbe avere un impatto negativo sull'accesso dei cittadini alle cure sanitarie e sulla spesa sanitaria degli Stati membri;

AQ.  considerando che l'attuale crisi economica e finanziaria può avere conseguenze gravi sul settore sanitario in numerosi Stati membri, sia sul lato dell'offerta che su quello della domanda;

AR.  considerando che le restrizioni causate dall'attuale crisi economica e finanziaria potrebbero compromettere seriamente la sostenibilità finanziaria e organizzativa a lungo termine dei sistemi sanitari degli Stati membri e, quindi, ostacolare la parità di accesso alle cure sul loro territorio;

AS.  considerando che la combinazione tra la povertà e altri fattori di vulnerabilità, quali l'infanzia o la vecchiaia, la disabilità o l'appartenenza a una minoranza, aumenta ulteriormente i rischi di disuguaglianze in termini di salute e che, viceversa, cattive condizioni di salute possono condurre a povertà e/o esclusione sociale;

AT.  considerando che, secondo gli ultimi dati di Eurostat, il 21% delle famiglie dell'UE a 28 non ha accesso a Internet e il 20 % delle persone di età compresa tra i 16 e i 74 anni dichiara di non avere mai usato Internet; che i Paesi Bassi sono il paese con la più alta percentuale di famiglie con accesso a Internet (95 %), mentre la Bulgaria, dove solo il 54 % delle famiglie ha accesso a Internet, occupa l'ultimo posto della classifica;

AU.  considerando che il mercato unico digitale è una delle dieci priorità della nuova Commissione e che, in futuro, il 90 % dei posti di lavoro richiederà un certo livello di competenze informatiche; che, sebbene il 59 % dei cittadini europei abbia accesso alla rete 4G, nelle zone rurali la percentuale non supera il 15 %;

AV.  considerando che un lavoro dignitoso rimane il modo migliore per allontanarsi dal rischio di povertà e di esclusione sociale e che la padronanza e l'accessibilità delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione sono punti di forza innegabili nella ricerca di un'occupazione;

AW.  vista la risoluzione 64/292 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, del 28 luglio 2010, dal titolo "Il diritto umano all'acqua e ai servizi igienico-sanitari"(32), che riconosce il diritto all'acqua potabile sicura e pulita quale diritto fondamentale, essenziale per il pieno esercizio del diritto alla vita e di tutti i diritti umani;

AX.  considerando che la trasversalità degli aspetti della povertà legati al genere rende necessario un approccio olistico per contrastare la discriminazione multipla e affrontare questioni quali l'alloggio, il costo dell'energia, i servizi pubblici, la sicurezza occupazionale, il lavoro precario e le politiche fiscali;

AY.  considerando che non sarà possibile raggiungere gli obiettivi in materia di lotta alla povertà senza combattere la povertà femminile, poiché l'uguaglianza di genere, l'autonomia economica e l'emancipazione delle donne sono necessarie per una convergenza verso l'alto nell'ambito della riduzione della povertà;

AZ.  considerando che l'impostazione in base alla quale si considerano i nuclei familiari quali unità costitutive per la raccolta dei dati e il processo decisionale in materia di povertà, costo della vita e reddito presuppone l'uniformità e l'eguale distribuzione delle risorse tra i componenti dei nuclei stessi; che, di fatto, i nuclei familiari variano e la distribuzione può essere impari e legata al genere, tanto da rendere necessario un approccio al processo decisionale basato su spese e redditi individuali;

BA.  considerando che il 17 % dei nuclei familiari monoparentali, per la stragrande maggioranza con capofamiglia di sesso femminile, non riesce a riscaldare la casa, rispetto al 10 % soltanto della popolazione in generale; che i prezzi all'ingrosso dell'energia sono scesi, mentre quelli al dettaglio sono saliti, determinando un aumento delle spese; che purtroppo manca, a livello dell'UE, una definizione comune di povertà energetica, sebbene il fenomeno interessi in misura spropositata le donne;

BB.  considerando che i tassi di disoccupazione tra le giovani donne sono più elevati che in altre fasce di età, il che espone tale categoria al rischio di un impoverimento in età precoce;

BC.  considerando che l'aumento delle spese sostenute dalle famiglie e l'onere supplementare rappresentato dalle spese di alloggio sono tra i motori del fenomeno delle donne senza fissa dimora, e che pertanto è necessario studiare in maniera più approfondita le percentuali di donne che perdono o che abbandonano la loro casa nonché le cause del fenomeno stesso; che l'indebitamento dei nuclei familiari e dei singoli è direttamente legato alle spese sostenute dalle famiglie e rappresenta un fattore chiave della povertà e dell'esclusione sociale;

Raccomandazioni principali

Sulla base delle raccomandazioni formulate nella presente relazione di iniziativa:

1.  invita la Commissione e gli Stati membri ad adoperarsi con forza nella lotta contro la povertà e l'esclusione sociale e ad adottare una strategia integrata volta a combattere le diverse forme di tale fenomeno per mezzo di un approccio olistico che stabilisca un collegamento più stretto tra le politiche economiche, quelle in materia di istruzione, occupazione, energia e trasporti e quelle sociali, sulla base delle migliori prassi;

2.  invita gli Stati membri a sottoscrivere una moratoria europea sulla sospensione del servizio di riscaldamento in inverno, in modo da assicurare che in un determinato periodo di questa stagione a nessun nucleo familiare possa essere sospesa la fornitura di energia, oppure che a coloro a cui è stata sospesa venga ripristinata la fornitura, sottolineando che i costi connessi sono, data la loro natura, una responsabilità del settore pubblico, dal momento che le politiche sociali rientrano principalmente fra le competenze dei governi; invita gli Stati membri a valutare le misure necessarie per rispettare gli standard dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) relativi alla temperatura adeguata negli alloggi;

3.  invita la Commissione a effettuare una valutazione d'impatto dei regimi di reddito minimo nell'Unione e a prendere in esame ulteriori provvedimenti tenendo conto delle condizioni economiche e sociali di ciascuno Stato membro nonché valutando se i regimi consentono alle famiglie di soddisfare le loro esigenze personali di base; invita la Commissione a valutare, su tale base, le modalità e gli strumenti per garantire, a livello di Stati membri, un salario minimo adeguato al di sopra della soglia di povertà pari al 60 % del reddito mediano nazionale in tutti gli Stati membri, in linea con le prassi e gli usi nazionali e nel rispetto delle caratteristiche di ciascun paese, al fine di sostenere la convergenza sociale in tutta l'Unione;

4.  esorta gli Stati membri ad assicurare un impiego più efficace, mirato e maggiormente controllato dei Fondi strutturali e di investimento europei (fondi SIE) da parte delle autorità nazionali e degli enti regionali e locali, allo scopo di contrastare la povertà energetica, l'aumento del costo della vita, l'esclusione sociale, il disagio abitativo e la scarsa qualità degli alloggi disponibili; ritiene che la Commissione dovrebbe consentire maggiore flessibilità in questo settore;

5.  invita la Commissione e gli Stati membri a dedicare un vertice al tema della riduzione della povertà, della povertà estrema e dell'esclusione sociale nonché al tema dell'accesso a una vita dignitosa;

Le politiche dell'UE volte a raggiungere l'obiettivo della lotta alla povertà

6.  ritiene deplorevole il fatto che il numero delle persone a rischio o in condizioni di povertà o esclusione sociale sia aumentato sebbene la strategia Europa 2020 si prefigga di ridurre di almeno 20 milioni il numero delle persone in tale situazione; si rammarica inoltre che l'indice della povertà indichi miglioramenti solo in alcuni Stati membri; esorta la Commissione e gli Stati membri a un rinnovato impegno per il raggiungimento dell'obiettivo di riduzione della povertà, che risulta sempre più fuori portata;

7.  invita gli Stati membri a fornire a tutti un sostegno adeguato e accessibile, tra cui un reddito minimo al di sopra della soglia di povertà lungo tutto l'arco della vita, per quanto necessario, nonché a garantire diversi tipi di indennizzi essenziali per far fronte a una situazione di povertà in cui i costi non possono essere ridotti nel breve termine; sottolinea l'importanza di definire criteri di ammissibilità per beneficiare di un adeguato regime di reddito minimo;

8.  invita gli Stati membri a riconsiderare e ad adattare eventuali politiche che possano comportare un aumento della povertà;

9.  invita la Commissione a valutare la possibilità di prorogare la durata del Fondo europeo per gli aiuti agli indigenti oltre il periodo di programmazione 2014-2020, prevedendo inoltre un migliore coordinamento con altri fondi europei, in particolare il Fondo sociale europeo (FSE), e politiche attive in materia di occupazione, al fine di agevolare l'accesso degli indigenti al mercato del lavoro, nonché a valutare in che misura i gruppi più indigenti e vulnerabili, come le donne più giovani, le famiglie monoparentali, i disabili e le donne anziane, hanno beneficiato del programma;

10.  chiede agli Stati membri di agevolare l'accesso, da parte delle strutture associative che lottano contro la povertà, ai finanziamenti europei del FEAD senza aggiungere oneri amministrativi a carico di tali strutture, che spesso non dispongono di personale sufficiente;

11.  invita la Commissione e gli Stati membri a istituire meccanismi per il riconoscimento delle competenze acquisite in maniera informale e non formale;

12.  sottolinea che, laddove vengano implementati strumenti come la garanzia per i giovani, tali strumenti devono avere una visione complessiva del bacino occupazionale dove vengono attuati; questo richiede la riqualificazione dei centri per l'impiego, ovverosia la presa in carico degli utenti, tenendo conto di tutte le specificità degli utenti stessi, la riqualificazione delle competenze e l'attenzione mirata ai settori di sviluppo attraverso un contatto diretto con gli imprenditori affinché presentino le loro necessità in termini di competenze;

13.  accoglie con favore l'intenzione della Commissione di proporre la creazione di un pilastro europeo dei diritti sociali; rammenta che tale pilastro dovrebbe rispettare l'articolo 9 TFUE;

14.  appoggia l'intenzione della Commissione di ottenere un punteggio di "tripla A sociale" per l'Unione mediante la presentazione di nuove misure al fine di migliorare l'efficacia delle politiche sociali e occupazionali, il che prevede una strategia chiara in materia di lotta agli aspetti dell'esclusione sociale legati alla dimensione di genere;

15.  esorta la Commissione e gli Stati membri ad elaborare, adottare e attuare un quadro dell'UE, volto a ridurre la povertà e l'esclusione sociale in linea con la strategia Europa 2020, che consista di misure e azioni concrete anche in rapporto alla povertà energetica;

16.  rammenta il parere del Comitato economico e sociale europeo sul tema "Per un'azione europea coordinata per la prevenzione e la lotta alla povertà energetica" e prende atto della sua raccomandazione "di creare un osservatorio europeo della povertà che sia incentrato principalmente sulla povertà energetica, coinvolga tutte le parti interessate e contribuisca a definire degli indicatori europei di povertà energetica (in coordinamento con Eurostat), tracciare un quadro della situazione, individuare le migliori pratiche e formulare raccomandazioni per prevenire e affrontare con maggiore efficacia il problema e per definire una solidarietà europea in questo settore"; sottolinea l'importanza di elaborare indicatori e raccogliere dati sui consumi delle famiglie e sui costi connessi alla povertà energetica, al fine di fornire informazioni affidabili e consentire la definizione di politiche basate su elementi concreti e un monitoraggio efficace;

17.  ritiene che la povertà e l'esclusione sociale presentino una componente intergenerazionale e, pertanto, sottolinea la necessità di garantire ai bambini che vivono in famiglie al di sotto della soglia di povertà l'accesso all'istruzione; sostiene politiche destinate a prevenire l'abbandono scolastico;

18.  invita il Consiglio e gli Stati membri, in un contesto di crescente povertà, a intensificare gli sforzi volti ad aiutare le persone a rischio di povertà o di esclusione sociale, il che include una forte prospettiva di genere, ad esempio sotto forma di una raccomandazione del Consiglio, nell'ottica di raggiungere l'obiettivo di riduzione della povertà stabilito dalla strategia Europa 2020;

19.  ribadisce l'importanza di conferire maggiore potere alle donne e alle ragazze attraverso l'istruzione, compresa l'istruzione formale e non formale, nonché il ruolo dell'istruzione nella lotta agli stereotipi di genere e alla stigmatizzazione della povertà, come anche nell'innalzamento del livello di reddito delle donne attraverso la loro inclusione in settori in cui sono state sottorappresentate, come la scienza, la tecnologia, l'ingegneria e l'imprenditoria; invita la Commissione a integrare obiettivi in materia di formazione professionale delle donne nelle raccomandazioni specifiche per paese;

20.  chiede a ogni Stato membro di indicare la traiettoria dettagliata del suo piano di riduzione della povertà e le modalità con cui la sua strategia affronta gli aspetti della povertà e dell'esclusione sociale legati al genere;

Risorse e reddito delle famiglie povere

21.  sottolinea che un reddito dignitoso rappresenta un fattore essenziale per poter vivere in modo decoroso; sottolinea che, sebbene l'occupazione possa essere un elemento fondamentale per uscire dalla povertà, è importante disporre di un reddito minimo sufficiente in modo da consentire alle persone di soddisfare le esigenze di base; ricorda che nel 2013, dopo l'erogazione delle prestazione sociali, il 16,7 % della popolazione dell'UE a 28 Stati membri rimaneva esposta al rischio di povertà, il che significa che il suo reddito disponibile era inferiore alla soglia di rischio di povertà nazionale e che la povertà lavorativa e quella assoluta restano a livelli inaccettabilmente elevati;

22.  invita la Commissione, nel quadro del semestre europeo, a formulare raccomandazioni agli Stati membri sulle politiche da attuare e le riforme da effettuare ai fini di un'efficace lotta contro la povertà e l'esclusione sociale, nell'ottica di promuovere la convergenza sociale e tenendo conto delle specificità di ciascuno Stato membro;

23.  ricorda il parere del Comitato economico e sociale europeo sul tema "Reddito minimo europeo e indicatori di povertà"; osserva che il parere sostiene un quadro europeo su un reddito minimo adeguato che stabilisca norme e indicatori comuni, fornisca metodi per il monitoraggio della sua attuazione e migliori il dialogo tra i soggetti interessati, gli Stati membri e le istituzioni dell'Unione; ritiene che un quadro di questo tipo dovrebbe fondarsi su elementi concreti e sui diritti e tenere presente il contesto sociale ed economico di ciascuno Stato membro, oltre a dover rispettare il principio di sussidiarietà,

24.  sottolinea che i regimi di reddito minimo dovrebbero prevenire le situazioni di grave privazione materiale e far uscire le famiglie da tali situazioni, oltre a prendere in considerazione l'erogazione di un reddito al di sopra della soglia di povertà; ricorda che i regimi di reddito minimo a livello nazionale potrebbero essere uno strumento fondamentale per rispettare l'articolo 9 TFUE, che garantisce una protezione sociale adeguata, la lotta contro l'esclusione sociale, la partecipazione alla società e la tutela della salute umana, nonché maggiore uguaglianza in materia di pari opportunità; condivide il parere del Comitato economico e sociale, secondo cui i regimi di reddito minimo dovrebbero essere accompagnati dall'apprendimento lungo tutto l'arco della vita, dal coinvolgimento dei soggetti interessati e da politiche attive del mercato del lavoro volte ad aiutare le persone disoccupate a reinserirsi nel mercato del lavoro e a trovare un'occupazione dignitosa;

25.  invita la Commissione e gli Stati membri a fornire informazioni, consulenza e sostegno alle persone esposte al rischio di povertà e di esclusione sociale affinché scelgano consapevolmente in merito al proprio consumo di energia, e a sostenere gli attori non governativi e gli enti locali nel fornire consulenza mirata in materia di energia così come nel formare consulenti energetici, come pure a imporre ai fornitori di energia l'obbligo di inserire nelle bollette energetiche destinate alle famiglie informazioni sulle misure intese a ridurre il consumo di energia e ad aumentare l'efficienza energetica;

26.  incoraggia gli Stati membri e la Commissione, se del caso, a elaborare in maniera proattiva politiche in materia di alloggi adeguati, al fine di garantire l'accesso a un alloggio di qualità; invita gli Stati membri ad applicare politiche ragionevoli in materia di affitti ove si rendano necessarie misure sociali urgenti ed evidenzia che ciò andrebbe associato a programmi di edilizia abitativa e comunitari a lungo termine per aumentare il parco immobiliare destinato a diverse categorie socialmente svantaggiate; sottolinea che occorre ancora adottare misure efficaci in tutta l'UE al fine di impedire ulteriori bolle immobiliari, come ad esempio un'efficace regolamentazione in materia di tutela dei consumatori sul mercato dei prestiti ipotecari; incoraggia, a tale riguardo, politiche volte ad aiutare le famiglie con difficoltà finanziarie a restare nella loro abitazione principale;

27.  invita la Commissione e gli Stati membri a garantire il diritto fondamentale dei cittadini europei all'assistenza abitativa quale presupposto inderogabile della dignità umana; chiede che si riconosca l'importanza di alloggi con affitti accessibili in quanto si tratta di uno strumento per agevolare l'accesso agli alloggi per le persone a basso reddito, ed esorta gli Stati membri a garantire un numero sufficiente di abitazioni economicamente accessibili;

28.  sottolinea che la povertà tra gli anziani è un grave problema in molti Stati membri; invita pertanto gli Stati membri a riformare i sistemi pensionistici al fine di garantire un adeguato livello dei redditi da pensione nonché la sostenibilità e la sicurezza dei sistemi pensionistici;

29.  invita la Commissione ad affrontare il problema dei senzatetto in quanto forma estrema di povertà, in particolare il problema della mortalità invernale tra i senzatetto e le persone che vivono in abitazioni fredde; invita gli Stati membri a riesaminare i loro progressi finalizzati a porre fine a tali forme estreme di povertà;

30.  invita la Commissione e gli Stati membri a individuare, attuare e mantenere con urgenza misure politiche che consentano alle famiglie di sostenere le spese di alloggio, ivi compresa l'indennità di alloggio, dato che 22 348 834 famiglie (circa l'11 % della popolazione dell'UE) spendono oltre il 40 % del loro reddito disponibile per l'alloggio e che 21 942 491 famiglie (circa il 10,8 % della popolazione dell'Unione) hanno difficoltà a mantenere la propria abitazione ad una temperatura adeguata;

31.  ricorda che le famiglie a basso reddito e quelle che vivono o rischiano di trovarsi in condizioni di povertà dipendono maggiormente dalla fornitura di servizi pubblici a prezzi accessibili e di qualità; invita gli Stati membri a far fronte alla necessaria spesa pubblica per fornire alle famiglie a basso reddito servizi pubblici di qualità e a prezzi accessibili;

Spesa per consumi privati delle famiglie povere

32.  valuta positivamente i lavori della Commissione su un bilancio di riferimento e ritiene che rappresentino un passo nella giusta direzione dal momento che trattare in modo più equilibrato la questione del reddito e della spesa delle famiglie povere, attraverso un approccio basato sui dati, è tuttora problematico; sottolinea che i bilanci di riferimento che riflettono i costi delle famiglie potrebbero essere utilizzati per elaborare le misure di sostegno da attuare ed esaminarne l'adeguatezza; ritiene che tale strumento sia fondamentale per ridare slancio alla coesione sociale dell'Unione, ridurre le disuguaglianze e conseguire l'obiettivo della strategia Europa 2020 in materia di povertà e di esclusione sociale; sottolinea che la riduzione della spesa per consumi privati delle famiglie povere avrà effetti positivi non solo su queste famiglie, ma anche sull'economia, in particolare su quella locale, e sulla coesione sociale;

33.  ricorda che le famiglie povere spendono la maggior parte del loro reddito per gli alimenti, l'alloggio e le utenze; invita pertanto la Commissione a stabilire un miglior collegamento tra le proprie politiche ai fini della lotta alla povertà, a migliorare lo scambio di buone prassi e ad agevolare un dialogo regolare con chi vive in condizioni di povertà, al fine di assicurare che tali persone possano contribuire alla valutazione delle politiche che le riguardano;

34.  sottolinea che non esiste ancora una definizione di povertà energetica a livello dell'Unione e che pertanto risulta molto difficile valutare adeguatamente la gravità, le cause e le conseguenze di questo aspetto della povertà nell'UE; esorta la Commissione a formulare assieme alle parti interessate una definizione comune di povertà energetica e a determinare i fattori che contribuiscono alla vulnerabilità delle famiglie;

35.  sottolinea che tale definizione dovrebbe essere elaborata insieme a quanti soffrono la povertà e con associazioni impegnate nella lotta alla povertà e all'esclusione sociale, tenendo conto tra l'altro dell'incapacità di una famiglia di sostenere un adeguato livello di approvvigionamento di energia per tutti gli usi energetici domestici;

36.  invita la Commissione a presentare una comunicazione sulla povertà energetica in Europa, accompagnata da un piano d'azione per sostenere gli Stati membri in tal senso; invita la Commissione a fornire valutazioni d'impatto e informazioni sulle migliori pratiche per combattere la povertà energetica negli Stati membri in questo contesto; sottolinea che l'energia deve essere accessibile a tutti i cittadini dell'Unione;

37.  sottolinea che ci troviamo già di fronte a una generazione perduta; pone pertanto l'accento sull'estrema importanza di impedire che ancora più giovani divengano vittime della povertà energetica in futuro;

38.  osserva che è stato dimostrato che l'educazione economico-finanziaria in giovane età migliora l'assunzione di decisioni economiche in età più avanzata, anche nella gestione delle spese e del reddito; raccomanda lo scambio di migliori prassi e la promozione di programmi educativi rivolti alle donne e alle ragazze appartenenti a gruppi vulnerabili e a comunità emarginate che si trovano ad affrontare la povertà e l'esclusione sociale;

39.  sottolinea che una percentuale significativa di persone colpite da povertà energetica è a rischio di povertà ed esclusione sociale e come conseguenza non può permettersi i necessari investimenti iniziali in materia di efficienza energetica, come l'isolamento o l'utilizzo di fonti rinnovabili; sottolinea che ciò crea un circolo vizioso determinato dal continuo dispendio di una parte di reddito familiare maggiore del necessario per pagare le bollette, il che rende impossibile affrontare tra i vari problemi quello dell'inefficienza energetica o della mancanza di energia;

40.  invita la Commissione, l'Istituto europeo per l'uguaglianza di genere (EIGE) e gli Stati membri a condurre ricerche sul fenomeno delle donne senza fissa dimora, nonché sulle relative cause e i relativi fattori determinanti, in quanto i dati attuali non lo descrivono adeguatamente; osserva che fra gli elementi specifici al genere che dovrebbero essere presi in considerazione figurano la dipendenza economica basata sul genere, la temporaneità dell'alloggio e la rinuncia a ricorrere ai servizi sociali;

41.  appoggia l'iniziativa volta a definire un bilancio di riferimento a titolo di orientamento, e invita la Commissione a concepirlo includendovi considerazioni legate alla dimensione di genere, senza dimenticare le diseguaglianze di genere che esistono all'interno dei nuclei familiari;

42.  ritiene che occorra tenere conto anche della maggiore aspettativa di vita delle donne quale potenziale fattore di vulnerabilità e di esclusione;

Orientare i finanziamenti e le politiche verso la lotta alla povertà e alla povertà energetica

43.  invita gli Stati membri e l'UE a fornire microcrediti o prestiti esenti da interessi o a tassi bassi (ad esempio tramite la BEI) alle famiglie a basso reddito per sostenerle negli investimenti iniziali in fonti di energia rinnovabili o in efficienza energetica, ad esempio isolamento, energia solare e apparecchiature efficienti sul piano energetico;

44.  esorta gli Stati membri a far sì che ogni investimento realizzato, sia esso destinato alla costruzione di nuove abitazioni o alla ristrutturazione di quelle già esistenti, si fondi sull'efficienza energetica;

45.  ricorda che orientare determinate politiche e determinati finanziamenti dell'Unione alla riduzione dei costi per l'energia sostenuti dalle famiglie povere mediante investimenti in fonti di energia rinnovabili o in efficienza energetica potrebbe produrre molteplici effetti positivi nel medio termine, quali il miglioramento delle condizioni di vita e di salute delle persone interessate, il calo delle spese domestiche con conseguenti ripercussioni positive sul bilancio delle famiglie povere, un aumento degli investimenti locali, la creazione di posti di lavoro a livello locale e un contributo agli obiettivi della strategia UE 2020;

46.  sottolinea inoltre la necessità di monitorare l'utilizzo dei fondi e di semplificare le informazioni e l'accesso a tali risorse;

47.  insiste sull'importanza di far fronte alla lotta alla povertà dal punto di vista non solo sociale o politico, ma anche economico, con effetti a medio termine; ribadisce che la Commissione deve inserire tra le sue priorità la necessità di contrastare l'attuale dinamica della disuguaglianza che compromette notevolmente la crescita producendo un impatto oltremodo negativo sulla coesione e sulla povertà;

48.  sottolinea che l'Unione e gli Stati membri hanno un ruolo nella riduzione dei costi dell'energia per le famiglie, la prima garantendo un approvvigionamento sicuro per prevenire considerevoli oscillazioni dei prezzi e speculazioni sul mercato dell'energia, creando interconnessioni migliori, una maggiore integrazione del mercato e investimenti in energia sostenibile, nonché aumentando gli investimenti nella ricerca in materia di energia rinnovabile, i secondi rafforzando le proprie politiche a sostegno dell'efficienza energetica nelle abitazioni, prestando particolare attenzione ai nuclei familiari esclusi dalla rete in condizioni di povertà e di esclusione sociale; ritiene che la protezione dei consumatori dovrebbe costituire una delle priorità dell'Unione;

49.  ritiene deplorevoli le speculazioni finanziarie sulle risorse naturali e sulle fonti di energia, specialmente su quelle non delocalizzabili, come l'energia idroelettrica, e di conseguenza esorta la Commissione e gli Stati membri a prendere i necessari provvedimenti per ridurre i costi per l'energia sostenuti dalle famiglie povere, ad esempio impiegando il gettito ottenuto da una tassazione adeguata;

50.  accoglie con soddisfazione il fatto che gli investimenti in efficienza energetica e in fonti di energia rinnovabili siano ammissibili nel quadro dei fondi SIE 2014-2020, data la loro importanza nel ridurre le spese energetiche delle famiglie; esorta la Commissione e gli Stati membri a sfruttare appieno il potenziale dei fondi europei in relazione alla lotta alla povertà energetica; sottolinea che è necessario affrontare gli ostacoli a un assorbimento efficace, come ad esempio l'accessibilità dei fondi di coesione per le organizzazioni più piccole o una mancanza di informazioni, in particolare sui requisiti di applicazione;

51.  ricorda che la selezione dei beneficiari che si occupano di famiglie povere o che ne fanno parte deve rispondere a certe condizioni preliminari, che sono soddisfatte meglio con i fondi SIE che con i fondi di portata più ampia come il FESR;

52.  esorta gli Stati membri e la Commissione a facilitare l'impiego di meccanismi di finanziamento incrociato, in particolare tra il FSE e il FESR, per quanto riguarda i progetti sulle fonti di energia rinnovabili o in materia di efficienza energetica, indirizzandoli alle famiglie in condizioni di povertà energetica; sottolinea i molteplici benefici dei programmi plurifondo per affrontare questioni trasversali come quelle connesse alla povertà energetica;

53.  sottolinea che la qualità degli alloggi delle famiglie a basso reddito nelle regioni rurali tende a essere molto scarsa, sia per i locatari che per i proprietari; rammenta che ciò si aggiunge al cosiddetto effetto "lock-in" causato dall'elevato costo delle utenze che non lascia margine per investire nella riduzione dei costi energetici; invita la Commissione e gli Stati membri a migliorare le modalità con cui LEADER e FEASR mirano alla lotta alla povertà energetica nelle zone rurali, indirizzando i programmi operativi e i finanziamenti verso la creazione di energia rinnovabile diversificata, in particolare all'interno di reti locali, prevedendo misure di efficienza energetica per le abitazioni destinate alle famiglie in condizioni di povertà energetica;

54.  ricorda che i locatari hanno un accesso limitato ai finanziamenti a favore dell'efficienza energetica in quanto non sono proprietari dell'immobile; ricorda che i locatari possono essere meno incentivati a investire dal momento che cambiano casa con maggiore facilità e frequenza rispetto ai proprietari; accoglie con favore il progetto pilota della Commissione dal titolo "Penuria di combustibili – Valutazione dell'impatto della crisi e riesame delle misure già esistenti e delle possibili nuove misure negli Stati membri", che si pone l'obiettivo di affrontare la questione; invita la Commissione, sulla base dei risultati di tale progetto pilota, a elaborare disposizioni per aprire i finanziamenti dell'UE a favore delle misure di efficienza energetica adottate dai locatari;

55.  ricorda agli Stati membri che in ciascuno Stato membro almeno il 20 % delle risorse totali del FSE dovrebbe essere attribuito all'obiettivo tematico "Promuovere l'inclusione sociale, combattere la povertà e ogni forma di discriminazione" e che il Fondo di aiuti europei agli indigenti può essere utilizzato anche per misure di inclusione sociale;

56.  sottolinea il beneficio immediato e le migliori condizioni di vita per le famiglie indigenti derivanti da fonti energetiche rinnovabili a basso costo e su piccola scala, quali i pannelli solari per le abitazioni non collegate alla rete energetica;

Collegare gli obiettivi sociali e la politica energetica

57.  si compiace che la legislazione europea relativa alla politica sull'energia riconosca gli obiettivi sociali nelle politiche per l'efficienza energetica, in particolare nella direttiva 2012/27/UE sull'efficienza energetica e nella direttiva 2010/31/UE sulla prestazione energetica nell'edilizia; ritiene deplorevole che le pertinenti disposizioni della direttiva 2012/27/UE destinate a famiglie interessate dalla precarietà energetica o negli alloggi sociali (articolo 7, paragrafo 7) non siano impiegate al massimo delle loro potenzialità dagli Stati membri; esorta la Commissione, in sede di revisione e valutazione d'impatto del pacchetto sull'efficienza energetica, a valutare l'attuazione e l'uso dell'articolo 7, paragrafo 7, e dell'articolo 5, paragrafo 7, della direttiva; esorta inoltre la Commissione, sulla base di questa valutazione, a prendere in considerazione il rafforzamento dell'articolo 7 della direttiva, in particolare il paragrafo 7, in modo da incoraggiare gli Stati membri a inserire obiettivi sociali nei loro regimi obbligatori di efficienza energetica;

58.  ricorda che anche gli enti locali svolgono un ruolo nella promozione di strumenti di finanziamento alternativi, compresi i modelli cooperativi, e nella promozione di accordi di acquisto collettivi volti a consentire ai consumatori di far confluire la loro domanda di energia ottenendo così prezzi dell'energia più convenienti; invita la Commissione e gli Stati membri a promuovere il ruolo degli enti locali nella riduzione della povertà energetica;

59.  esorta gli Stati membri a rispettare gli standard dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) relativi alla temperatura adeguata negli alloggi, offrendo sostegno alle categorie più vulnerabili, in particolare i bambini nella prima infanzia, gli anziani, i malati cronici e le persone disabili, in modo da tutelarne la salute e il benessere;

60.  esorta la Commissione e gli Stati membri ad adottare misure immediate per affrontare il problema del lavoro precario, che impedisce ai soggetti di avere un reddito regolare e sicuro e che quindi ostacola un'efficace gestione del bilancio e il pagamento delle utenze domestiche;

61.  invita la Commissione e gli Stati membri a fornire l'accesso a un'energia che abbia prezzi accessibili e sia affidabile, sostenibile e moderna per tutti, in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite;

Alloggio e povertà

62.  invita la Commissione e gli Stati membri a presentare misure decisive per l'edilizia abitativa sociale e a migliorare gli investimenti in efficienza energetica nell'edilizia a scopo di locazione sociale attraverso i fondi europei; raccomanda agli Stati membri di sviluppare l'offerta di alloggi popolari di qualità al fine di garantire a tutti, soprattutto ai più bisognosi, l'accesso a un alloggio adeguato; incoraggia gli Stati membri a ricorrere ulteriormente alle loro opportunità di fornire alloggi sociali con negozi giuridici alternativi; raccomanda agli Stati membri di dare sostegno alle alleanze dei consumatori;

63.  sottolinea l'importanza che riveste l'assistenza all'infanzia di qualità e accessibile in quanto consente ai genitori il ritorno al lavoro e l'aumento dei loro redditi, in particolare per i genitori soli, e invita la Commissione e gli Stati membri a porre in essere misure per migliorare immediatamente le disposizioni relative all'assistenza all'infanzia;

64.  osserva che l'aumento dell'efficienza energetica, la ristrutturazione degli edifici e lo sviluppo delle energie rinnovabili sono fondamentali per combattere la povertà energetica; esprime preoccupazione quanto al fatto che spesso le politiche di ristrutturazione dell'edilizia abitativa non sono mirate ai più vulnerabili; ribadisce che le politiche di ristrutturazione dell'edilizia abitativa devono avere come primo e più importante obiettivo i nuclei familiari poveri, economicamente esclusi e vulnerabili, con particolare riguardo a quanti subiscono diseguaglianze di genere e discriminazioni multiple;

65.  segnala l'importante ruolo dell'impresa sociale e di modelli economici alternativi, come le cooperative e le mutue, nel facilitare l'inclusione sociale e l'autoaffermazione economica delle donne, in particolare nelle comunità emarginate, nonché il rafforzamento della loro indipendenza economica;

66.  invita la Commissione e gli Stati membri a incentivare la partecipazione degli attori interessati e a creare processi deliberativi che promuovano e facilitino la partecipazione diretta delle persone esposte al rischio di povertà e di esclusione sociale, in particolare le donne e le ragazze, all'elaborazione delle politiche in materia di inserimento sociale a tutti i livelli;

67.  invita la Commissione e gli Stati membri a introdurre misure per porre fine all'oltraggioso divario retributivo di genere nell'UE, che si colloca attualmente al 16 % e raggiunge il 39 % per le pensioni, e sottolinea l'importanza fondamentale di questa misura per le madri sole le cui spese familiari possono dimostrarsi realmente onerose;

68.  osserva che i genitori soli, la maggior parte dei quali è rappresentata da donne, sono esposti a un rischio di povertà maggiore rispetto alla media (34 %); osserva che un fattore importante che contribuisce a questo aumento del rischio è rappresentato dal fatto che, a causa delle spese sostenute per l'assistenza all'infanzia, i genitori soli sono esclusi dal lavoro o svolgono un lavoro precario o sottopagato; esorta gli Stati membri a intervenire per introdurre disposizioni in merito a un salario di sussistenza che garantisca la possibilità di soddisfare le esigenze di base dei lavoratori;

69.  osserva che il divario retributivo e pensionistico dovuto al genere contribuisce in maniera determinante alla povertà femminile; rileva gli effetti a lungo termine sulla povertà femminile dell'esclusione delle donne dai settori dell'economia tradizionalmente dominati dagli uomini, come la tecnologia, la scienza, l'alta dirigenza e i processi decisionali, e l'eccessiva presenza di donne in settori a reddito comparativamente basso, come il lavoro di assistenza, i servizi pubblici, il lavoro a tempo parziale e il lavoro precario sottopagato; esprime preoccupazione quanto al fatto che la femminizzazione della povertà sia in parte determinata da norme di vecchia data non paritarie dal punto di vista del genere, il che conduce all'attribuzione di priorità a settori a prevalenza maschile, come quello finanziario, nella politica industriale e negli accordi per la determinazione dei salari;

70.  invita gli Stati membri e la Commissione ad affrontare la povertà e l'esclusione sociale delle donne attraverso iniziative volte a garantire posti di lavoro di elevata qualità con un salario minimo nei settori dominati dalle donne; sottolinea il ruolo che i sindacati possono svolgere nella rappresentanza e l'autoaffermazione delle donne sul posto di lavoro, nonché nella lotta all'esclusione; invita gli Stati membri a proporre e a condurre indagini salariali specifiche per datore di lavoro e per settore, onde farsi un'idea della disparità dei piani retributivi vigenti per donne e uomini che esercitano la stessa professione, come modo per accelerare i progressi verso la parità retributiva;

71.  sottolinea che, nella lotta contro la povertà e l'esclusione sociale, è necessario porre in atto politiche mirate per affrontare le particolari condizioni dei gruppi vulnerabili e delle comunità emarginate, che si confrontano a specifiche diseguaglianze di genere e discriminazioni multiple; invita la Commissione e gli Stati membri a continuare a elaborare politiche volte a combattere la povertà e l'esclusione sociale con cui devono misurarsi le donne disabili, le donne anziane, le donne profughe e migranti, le donne rom e quelle appartenenti a minoranze etniche, le donne delle zone rurali e dei quartieri svantaggiati, le madri sole, nonché le studentesse di livello secondario e universitario;

Povertà e accesso all'assistenza sanitaria

72.  ricorda che la parità di accesso a un'assistenza sanitaria universale di qualità è un diritto fondamentale riconosciuto in tutto il mondo e in particolare nell'Unione europea;

73.  ricorda che l'accesso alle cure sanitarie è spesso limitato a causa dei vincoli finanziari o regionali (ad esempio, nelle zone scarsamente popolate) e ciò, in particolare, per quanto concerne le cure ordinarie (quali quelle dentistiche o oculistiche) e la loro prevenzione;

74.  sottolinea che la combinazione tra la povertà e altri fattori di vulnerabilità, quali l'infanzia o la vecchiaia, la disabilità o l'appartenenza a una minoranza, aumenta ulteriormente i rischi di disuguaglianze in termini di salute e che cattive condizioni di salute possono condurre a povertà;

75.  sottolinea l'importanza dei servizi sanitari e di assistenza per colmare le lacune in termini di capacità, promuovendo l'integrazione sociale degli individui e contrastando la povertà e l'esclusione sociale;

76.  accoglie con favore la comunicazione della Commissione dal titolo "Piano d'azione eHealth 2012-2020: assistenza sanitaria innovativa per il 21° secolo", che stabilisce azioni supplementari, in particolare al fine di migliorare l'accesso ai servizi sanitari, ridurre i costi sanitari e garantire una maggiore eguaglianza tra i cittadini europei;

77.  invita la Commissione europea e gli Stati membri a perseverare negli sforzi per risolvere le disuguaglianze socioeconomiche, il che permetterebbe in prospettiva di ridurre alcune delle disuguaglianze in materia di assistenza sanitaria; invita altresì la Commissione e gli Stati membri, sulla base dei valori universali di dignità umana, libertà, uguaglianza e solidarietà, a concentrare la loro attenzione sulle esigenze dei gruppi vulnerabili, quali le persone che vivono in povertà;

78.  invita gli Stati membri a risolvere i problemi di disparità di accesso all'assistenza sanitaria che hanno ripercussioni sulla vita quotidiana delle persone, ad esempio nell'ambito delle cure dentistiche e oftalmologiche;

79.  esorta la Commissione ad adoperarsi con ogni mezzo e con urgenza per incoraggiare gli Stati membri a prevedere il rimborso dei pazienti e a fare tutto il necessario per ridurre le disuguaglianze nell'accesso alle terapie per il trattamento di patologie o malattie quali l'osteoporosi post-menopausale e il morbo di Alzheimer, che non sono rimborsabili in taluni Stati membri;

Tecnologie dell'informazione e della comunicazione e povertà

80.  deplora il fatto che la strategia per il mercato unico digitale in Europa, pubblicata dalla Commissione, non tenga conto della necessità di garantire un accesso universale, equo e senza ostacoli alle nuove tecnologie, ai nuovi mercati e alle nuove telecomunicazioni digitali, in particolare alle persone a rischio di povertà o di esclusione sociale;

81.  incoraggia gli Stati membri e la Commissione ad attuare strategie volte a ridurre il divario digitale e a promuovere la parità di accesso alle nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione, in particolare per le persone a rischio di povertà e di esclusione sociale;

Acqua e povertà

82.  ricorda che l'Assemblea generale delle Nazioni Unite riconosce il diritto all'acqua potabile pulita e di qualità e a servizi igienico-sanitari quale diritto umano; riconosce tuttavia che in alcune regioni, in particolare quelle rurali e ultraperiferiche, non è garantito l'accesso all'acqua potabile e che un numero sempre maggiore di persone ha difficoltà a pagare le bollette per i servizi idrici; esorta la Commissione e gli Stati membri ad adoperarsi al massimo per assicurare, senza indugio, che tutti abbiano accesso all'acqua potabile; esorta gli Stati membri a garantire una fornitura minima di acqua e a proteggere i diritti umani delle famiglie vulnerabili;

83.  incoraggia pertanto gli Stati membri ad adoperarsi al fine di garantire che l'intera popolazione abbia accesso al più presto all'acqua potabile;

84.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

MOTIVAZIONE

La relazione d'iniziativa punta a gettare un ponte tra la politica sociale e la politica energetica nel quadro del dibattito europeo, sottolineando che l'UE si sta sempre più allontanando dall'obiettivo della lotta alla povertà fissato dalla strategia Europa 2020, anche se l'Unione possiede un notevole potenziale non realizzato per ridurre le spese principali sostenute dalle famiglie povere per i consumi privati indirizzando i progetti esistenti in materia di fonti di energia rinnovabili ed efficienza energetica verso le famiglie esposte a precarietà energetica. Per raggiungere non solo l'obiettivo della lotta alla povertà della strategia Europa 2020, ma anche gli obiettivi in materia di efficienza energetica, riduzione delle emissioni e fonti di energia rinnovabili, è necessario che molteplici soggetti compiano ulteriori passi avanti con l'aiuto di strumenti diversi, ma tutti nella stessa direzione.

La comunicazione della Commissione(33) rappresenta il primo passo verso la costruzione del pilastro europeo dei diritti sociali, volto "a rafforzare la dimensione sociale dell'Europa attraverso un approccio integrato, modernizzando la legislazione vigente e prendendo in considerazione nuove misure a sostegno di una maggiore convergenza nel corso del tempo". Un maggiore impegno sociale dell'UE costituisce una promessa politica da tempo non mantenuta; pertanto, con un quadro di riferimento sul reddito minimo e un ulteriore miglioramento sia dei diritti sociali e del lavoro che della normativa contro le discriminazioni, l'UE potrà pervenire al prossimo livello di integrazione. L'aumento del reddito delle famiglie povere rappresenta un fattore cruciale per la riuscita sia della strategia Europa 2020 che della lotta alla povertà per due motivi: le disuguaglianze nell'UE sono in aumento dall'inizio della crisi, e un cittadino europeo su sei vive tuttora in condizioni di povertà oppure è esposto al rischio di povertà. Il reddito minimo costituisce lo strumento principale che occorre introdurre nell'UE, sulla base dell'articolo 9 TFUE(34), per rispettare il diritto fondamentale a condizioni di vita dignitose.

Un secondo pilastro della lotta conto la povertà, in particolare contro l'indigenza, consiste nell'effettiva riduzione delle spese familiari attraverso un migliore orientamento dei vari fondi verso le famiglie più vulnerabili e l'eliminazione degli ostacoli all'accesso alle risorse. La strategia Europa 2020(35) fissa l'obiettivo di soddisfare il 20% del consumo di energia mediante fonti rinnovabili, di aumentare l'efficienza energetica del 20% entro il 2020, nonché di ridurre le emissioni dei gas a effetto serra (GES) del 20% (rispetto al 1990) entro il 2020. Indirizzando in modo migliore i fondi dell'UE alle famiglie in condizioni di precarietà energetica, è possibile avvicinarsi a questi obiettivi. L'iniziativa introduce il concetto di una moratoria europea sulla sospensione del servizio di riscaldamento in inverno, per proteggere le famiglie già in condizioni di precarietà energetica oppure a rischio di interruzione del servizio a causa del ritardato pagamento delle bollette.

29.1.2016

PARERE della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere

destinato alla commissione per l'occupazione e gli affari sociali

sul raggiungimento dell'obiettivo di lotta contro la povertà alla luce dell'aumento delle spese delle famiglie

(2015/2223(INI))

Relatore per parere (*): Julie Ward

(*) Procedura con le commissioni associate – articolo 54 del regolamento

SUGGERIMENTI

La commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere invita la commissione per l'occupazione e gli affari sociali, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

A.  considerando che, nell'UE, il numero delle donne che vivono in condizioni di povertà supera di 12 milioni quello degli uomini; che in tutta l'Unione le donne e i figli a loro carico sono esposti in misura spropositata al rischio di povertà o di esclusione sociale, e che la crisi economica e le politiche di austerità aggravano tali diseguaglianze, portando a una "femminizzazione della povertà"; che la distribuzione del reddito all'interno dei nuclei familiari è impari e legata al genere per varie ragioni – fra cui il fatto che vi è un'ampia percentuale di donne che svolge un tipo di lavoro precario o non dichiarato, la violenza e la dipendenza economica di genere – il che rende necessarie misurazioni individualizzate dei redditi e delle spese; che le famiglie numerose sono esposte a costi e oneri maggiori, e che i figli a carico, le persone anziane e altre persone vulnerabili che dipendono dall'assistenza informale delle donne sono anch'essi fortemente esposti al rischio di povertà e di esclusione sociale;

B.  considerando che per conseguire gli obiettivi 2020 in materia di povertà è necessario un nuovo, forte impulso politico; che il totale degli attuali obiettivi nazionali di riduzione della povertà è inferiore di otto milioni di persone all'obiettivo 2020; che la revisione della strategia 2020 rappresenta il momento appropriato per un nuovo e fermo impegno verso l'eliminazione della povertà e dell'esclusione sociale nonché la riforma e il riallineamento delle strategie nazionali;

C.  considerando che i divari di genere in termini di retribuzione, orario di lavoro e durata della vita lavorativa che le donne devono affrontare nel corso della loro vita professionale hanno un effetto diretto sulla loro vita pensionistica; che le donne di età superiore ai 65 anni sono esposte a un rischio di povertà o di esclusione sociale notevolmente maggiore rispetto alle controparti maschili, in quanto, attualmente, il reddito pensionistico medio di una donna è inferiore, e spesso in misura sostanziale, a quello di un uomo;

D.  considerando che la trasversalità degli aspetti della povertà legati al genere rende necessario un approccio olistico per contrastare la discriminazione multipla e affrontare questioni quali l'alloggio, il costo dell'energia, i servizi pubblici, la sicurezza occupazionale, il lavoro precario e le politiche fiscali;

E.  considerando che non sarà possibile raggiungere gli obiettivi in materia di lotta alla povertà senza combattere la povertà femminile, poiché l'uguaglianza di genere, l'autonomia economica e l'emancipazione delle donne sono necessarie per una convergenza verso l'alto nell'ambito della riduzione della povertà;

F.  considerando che l'aumento delle spese dei nuclei familiari colpisce alcuni gruppi in particolare, come le famiglie monoparentali, le donne anziane, le donne migranti e le persone disabili, mentre i livelli di protezione sociale differiscono da uno Stato membro all'altro e non sempre viene garantito un adeguato livello di assistenza;

G.  considerando che l'impostazione in base alla quale si considerano i nuclei familiari quali unità costitutive per la raccolta dei dati e il processo decisionale in materia di povertà, costo della vita e reddito presuppone l'uniformità e l'eguale distribuzione delle risorse tra i componenti dei nuclei stessi; che, di fatto, i nuclei familiari variano e la distribuzione può essere impari e legata al genere, tanto da rendere necessario un approccio al processo decisionale basato su spese e redditi individuali;

H.  considerando che in molti paesi dell'UE il costo dei beni e dei servizi di base o essenziali è aumentato rapidamente negli ultimi anni, facendo lievitare le spese generali dei nuclei familiari;

I.  considerando che il 17 % dei nuclei familiari monoparentali, per la stragrande maggioranza con capofamiglia di sesso femminile, non riesce a riscaldare la casa, rispetto al 10% soltanto della popolazione in generale; che i prezzi all'ingrosso dell'energia sono scesi, mentre quelli al dettaglio sono saliti, determinando un aumento delle spese; che purtroppo manca, a livello dell'UE, una definizione comune di povertà energetica, sebbene il fenomeno interessi in misura spropositata le donne;

J.  considerando che i tassi di disoccupazione tra le giovani donne sono più elevati che in altre fasce di età, il che espone tale categoria al rischio di un impoverimento in età precoce;

K.  considerando che l'aumento delle spese sostenute dalle famiglie e l'onere supplementare rappresentato dalle spese di alloggio sono tra i motori del fenomeno delle donne senza fissa dimora, e che pertanto è necessario studiare in maniera più approfondita le percentuali di donne che perdono o che abbandonano la loro casa nonché le cause del fenomeno stesso; che l'indebitamento dei nuclei familiari e dei singoli è direttamente legato alle spese sostenute dalle famiglie e rappresenta un fattore chiave della povertà e dell'esclusione sociale;

L.  considerando che, secondo le osservazioni conclusive del Comitato sui diritti dell'infanzia delle Nazioni Unite, le relazioni su alcuni paesi europei indicano che vi è una correlazione tra l'aumento dei tassi di povertà e/o il rischio di povertà dei bambini a seguito della crisi economica e i tagli alle prestazioni sociali, con ripercussioni sul diritto dei minori all'istruzione e alla protezione sanitaria e sociale;

M.  considerando che la povertà e l'esclusione sociale, compresa l'esclusione basata sul genere, dovrebbero essere definite non solo in termini di reddito, privazioni materiali e intensità del lavoro, ma anche in funzione di ciò che serve all'individuo per vivere con dignità e partecipare attivamente alla società in termini culturali, sociali e politici;

1.  esprime profonda preoccupazione dinanzi alla valutazione della Commissione secondo cui l'obiettivo di lotta alla povertà del 2020 "sembra fuori portata" e insiste sulla necessità di imprimere un nuovo impulso politico in vista di misure concrete, incisive e vincolanti da parte della Commissione, in stretta collaborazione con il Consiglio "Affari economici e finanziari" (ECOFIN) e il Consiglio "Occupazione, politica sociale, salute e consumatori" (EPSCO), per combattere la povertà nell'UE, cosa che richiede una strategia globale in materia di povertà a livello di Unione che ponga in risalto gli aspetti della povertà specificamente legati al genere, nonché strategie che prestino particolare attenzione alle necessità delle famiglie povere e alla situazione dei genitori soli; osserva un leggero aumento, peraltro non ancora sufficiente, della partecipazione delle donne al mercato del lavoro nel corso degli ultimi anni, che richiede ulteriori misurazioni; invita gli Stati membri ad assicurare che le strategie nazionali in materia di povertà integrino la dimensione di genere e affrontino la diseguaglianza di genere;

2.  segnala il crescente divario in termini di povertà tra gli Stati membri in tutta l'Unione e l'aumento della povertà estrema, soprattutto femminile, in particolare nei paesi e nelle regioni colpiti dalla crisi;

3.  esorta gli Stati membri a rettificare in modo coordinato le loro strategie nazionali di lotta alla povertà, cosicché l'obiettivo europeo possa essere raggiunto; invita gli Stati membri ad assicurare che dette strategie nazionali integrino la dimensione di genere e affrontino la questione delle diseguaglianze di genere; chiede a ogni Stato membro di indicare la traiettoria dettagliata del suo piano di riduzione della povertà e le modalità con cui la sua strategia affronta gli aspetti della povertà e dell'esclusione sociale legati al genere;

4.  chiede una raccomandazione del Consiglio sulla lotta alla povertà, che includa una forte prospettiva di genere;

5.  sottolinea che la povertà è generazionale e autoriproducente, tanto da richiedere un approccio intersettoriale, olistico e di lungo termine al processo decisionale, che tenga conto delle spese e dei redditi nonché della fornitura di servizi pubblici; insiste sul fatto che la povertà e l'esclusione sociale devono essere valutate e combattute nell'arco dell'intero ciclo di vita, dall'infanzia alla vecchiaia;

6.  ritiene che occorra tenere conto anche della maggiore aspettativa di vita delle donne quale potenziale fattore di vulnerabilità e di esclusione;

7.  osserva che il divario retributivo e pensionistico dovuto al genere contribuisce in maniera determinante alla povertà femminile; rileva gli effetti a lungo termine sulla povertà femminile dell'esclusione delle donne dai settori dell'economia tradizionalmente dominati dagli uomini, come la tecnologia, la scienza, l'alta dirigenza e i processi decisionali, e l'eccessiva presenza di donne in settori a reddito comparativamente basso, come il lavoro di assistenza, i servizi pubblici, il lavoro a tempo parziale e il lavoro precario sottopagato; esprime preoccupazione quanto al fatto che la femminizzazione della povertà sia in parte determinata da norme di vecchia data non paritarie dal punto di vista del genere, che portano le imprese e gli accordi per la determinazione dei salari a dare la priorità a settori a prevalenza maschile, come il settore finanziario;

8.  ribadisce che i bambini sono esposti a un maggiore rischio di povertà e di esclusione sociale a causa della povertà femminile, in particolare nei nuclei familiari monoparentali, e che questo determina maggiori diseguaglianze socioeconomiche a lungo termine;

9.  esorta la Commissione a integrare una dimensione sociale più solida e una componente di genere nel semestre europeo, nonché a includervi raccomandazioni specifiche per paese che affrontino gli aspetti della povertà legati al genere; invita la Commissione a garantire la coerenza strategica, affinché le politiche economiche e sociali possano integrarsi anziché contrastare l'una con l'altra, e a individuare indicatori specifici di genere nel settore dell'eliminazione della povertà;

10.  invita la Commissione a fornire una definizione chiara e ambiziosa di "tripla A sociale" per l'Europa, che contempli una strategia chiara in materia di lotta agli aspetti dell'esclusione sociale legati alla dimensione di genere;

11.  ribadisce l'importanza di conferire maggiore potere alle donne e alle ragazze attraverso l'istruzione, compresa l'istruzione formale e non formale, nonché il ruolo dell'istruzione nella lotta agli stereotipi di genere e nella stigmatizzazione della povertà, come anche nell'innalzamento del livello di reddito delle donne attraverso la loro inclusione in settori in cui sono state sottorappresentate, come la scienza, la tecnologia, l'ingegneria e l'imprenditoria; invita la Commissione a integrare obiettivi in materia di formazione professionale delle donne nelle raccomandazioni specifiche per paese;

12.  osserva che è stato dimostrato che l'educazione economico-finanziaria in giovane età migliora l'assunzione di decisioni economiche in età più avanzata, anche nella gestione delle spese e del reddito; raccomanda lo scambio di migliori prassi e la promozione di programmi educativi rivolti alle donne e alle ragazze appartenenti a gruppi vulnerabili e a comunità emarginate che si trovano ad affrontare la povertà e l'esclusione sociale;

13.  sottolinea che, nella lotta contro la povertà e l'esclusione sociale, è necessario porre in atto politiche mirate per affrontare le particolari condizioni dei gruppi vulnerabili e delle comunità emarginate, che si confrontano a specifiche diseguaglianze di genere e discriminazioni multiple; invita la Commissione e gli Stati membri a continuare a elaborare politiche volte a combattere la povertà e l'esclusione sociale con cui devono misurarsi le donne disabili, le donne anziane, le donne profughe e migranti, le donne rom e quelle appartenenti a minoranze etniche, le donne delle zone rurali e dei quartieri svantaggiati, le ragazze madri, nonché le studentesse di livello secondario e universitario;

14.  invita gli Stati membri a effettuare valutazioni d'impatto della recessione sotto il profilo del genere, per seguire i successivi cambiamenti nel tempo, considerato che le donne sono verosimilmente destinate a essere colpite in misura eccessiva dai futuri tagli alla spesa pubblica e ai servizi;

15.  chiede interventi più ambiziosi per combattere la povertà energetica, che colpisce in misura sproporzionata le donne single e i nuclei familiari monoparentali o con capofamiglia di sesso femminile;

16.  esorta la Commissione e gli Stati membri a elaborare una definizione di povertà energetica che tenga conto degli aspetti di genere del fenomeno e a includerla nella futura rifusione della direttiva sulla prestazione energetica nell'edilizia;

17.  osserva che l'aumento dell'efficienza energetica, i progressi a livello della ristrutturazione e lo sviluppo delle energie rinnovabili sono fondamentali per combattere la povertà energetica; esprime preoccupazione quanto al fatto che spesso le politiche di ristrutturazione dell'edilizia abitativa non sono mirate ai più vulnerabili; insiste sul fatto che le politiche di ristrutturazione dell'edilizia abitativa devono avere come primo e più importante obiettivo i nuclei familiari poveri, economicamente esclusi e vulnerabili, con particolare riguardo a quanti subiscono diseguaglianze di genere e discriminazioni multiple;

18.  sottolinea il ruolo delle autorità locali nel combattere la povertà energetica, e le potenzialità offerte da meccanismi di finanziamento alternativi, come le cooperative e le mutue, nell'alleviare il disagio dei consumatori vulnerabili;

19.  ritiene che, a livello unionale, nazionale e locale, la politica in materia di povertà energetica debba cercare di conferire maggiore potere ai consumatori più vulnerabili, in particolare quelli che subiscono diseguaglianze di genere e discriminazioni multiple, e garantire nel complesso prezzi equi; invita la Commissione a mettere a disposizione i Fondi di coesione e strutturali, compreso il Fondo sociale europeo, per combattere la povertà energetica; invita la Commissione a prorogare oltre il 2020 la durata del Fondo di aiuti europei agli indigenti e a valutare in che misura i gruppi più poveri e vulnerabili, come le donne più giovani, le famiglie monoparentali, i disabili e le donne anziane, hanno beneficiato del programma;

20.  evidenzia che i tagli ai servizi pubblici aumentano la diseguaglianza di genere e che gli investimenti in servizi di alta qualità hanno le potenzialità necessarie per ridurre le diseguaglianze; sottolinea che la politica macroeconomica deve essere compatibile con la politica di equità sociale e deve includere una forte prospettiva di genere;

21.  sottolinea l'importanza dell'accesso ai servizi finanziari e all'informazione ai fini dell'autoaffermazione economica delle donne e della loro inclusione sociale; evidenzia la necessità di agevolare l'accesso delle donne ai servizi finanziari accordando loro tassi di interesse agevolati nonché semplificando le procedure e informando meglio le donne appartenenti a gruppi vulnerabili e a comunità emarginate;

22.  invita le istituzioni finanziarie, ad esempio la BCE e le banche centrali nazionali, a tenere conto, quando elaborano le politiche monetarie macroeconomiche e prendono decisioni in merito, degli impatti sociali, compresi gli effetti sulle diseguaglianze di genere;

23.  esorta a procedere verso l'individualizzazione dei diritti nel quadro della politica di equità sociale, cosicché le spese e i redditi siano calcolati e i dati pertinenti siano raccolti su base individuale anziché di nucleo familiare;

24.  ribadisce la necessità di investire in una crescita sostenibile e inclusiva a livello nazionale ed europeo, come anche la necessità di integrare nel bilancio la dimensione di genere relativamente a tutti i settori della politica pubblica e degli investimenti sociali;

25.  invita la Commissione, l'Istituto europeo per l'uguaglianza di genere (EIGE) e gli Stati membri a condurre ricerche sul fenomeno delle donne senza fissa dimora, nonché sulle relative cause e i relativi fattori determinanti, in quanto i dati attuali non lo descrivono adeguatamente; osserva che fra gli elementi di genere che dovrebbero essere presi in considerazione figurano la dipendenza economica basata sul genere, l'alloggio temporaneo e il non ricorso ai servizi sociali;

26.  invita la Commissione a prendere iniziative per contrastare l'indebitamento eccessivo delle donne appartenenti a nuclei familiari poveri ed esclusi, combattendo l'usura e i crediti di anticipo sui redditi, i tassi di interesse predatori o eccessivi e altre pratiche abusive, nonché facilitando una consulenza finanziaria valida e la ristrutturazione del debito sociale;

27.  segnala l'importante ruolo dell'impresa sociale e di modelli economici alternativi, come le cooperative e le mutue, nel facilitare l'inclusione sociale e l'autoaffermazione economica delle donne, in particolare nelle comunità emarginate, nonché il rafforzamento della loro indipendenza economica;

28.  appoggia l'iniziativa volta a definire un bilancio di riferimento a titolo di orientamento, e invita la Commissione a concepirlo includendovi considerazioni legate alla dimensione di genere, senza dimenticare le diseguaglianze di genere che esistono all'interno dei nuclei familiari;

29.  invita gli Stati membri e la Commissione ad affrontare la povertà e l'esclusione sociale delle donne attraverso iniziative volte a garantire posti di lavoro di elevata qualità con un salario minimo nei settori dominati dalle donne; sottolinea il ruolo che i sindacati possono svolgere nella rappresentanza e l'autoaffermazione delle donne sul posto di lavoro, nonché nella lotta all'esclusione; invita gli Stati membri a proporre e a condurre indagini salariali specifiche per datore di lavoro e per settore, onde farsi un'idea della disparità dei piani retributivi vigenti per donne e uomini che esercitano la stessa professione, come modo per accelerare i progressi verso la parità retributiva;

30.  invita la Commissione e gli Stati membri a suscitare la partecipazione degli attori interessati e a creare processi deliberativi che promuovano e facilitino la partecipazione diretta delle persone esposte al rischio di povertà e di esclusione sociale, in particolare le donne e le ragazze, all'elaborazione delle politiche in materia di inserimento sociale a tutti i livelli.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

28.1.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

18

11

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Daniela Aiuto, Maria Arena, Catherine Bearder, Malin Björk, Anna Maria Corazza Bildt, Iratxe García Pérez, Mary Honeyball, Teresa Jiménez-Becerril Barrio, Vicky Maeijer, Angelika Mlinar, Angelika Niebler, Maria Noichl, Marijana Petir, Terry Reintke, Jordi Sebastià, Ernest Urtasun, Beatrix von Storch, Jadwiga Wiśniewska, Jana Žitňanská

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Izaskun Bilbao Barandica, Stefan Eck, Eleonora Forenza, Ildikó Gáll-Pelcz, Kostadinka Kuneva, Constance Le Grip, Clare Moody, Julie Ward

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Pedro Silva Pereira, Claudiu Ciprian Tănăsescu, Kristina Winberg

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

17.2.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

44

9

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Laura Agea, Guillaume Balas, Brando Benifei, Mara Bizzotto, Vilija Blinkevičiūtė, Enrique Calvet Chambon, David Casa, Ole Christensen, Jane Collins, Martina Dlabajová, Lampros Fountoulis, Elena Gentile, Arne Gericke, Thomas Händel, Marian Harkin, Czesław Hoc, Danuta Jazłowiecka, Agnes Jongerius, Jan Keller, Ádám Kósa, Agnieszka Kozłowska-Rajewicz, Kostadinka Kuneva, Jean Lambert, Jérôme Lavrilleux, Patrick Le Hyaric, Jeroen Lenaers, Verónica Lope Fontagné, Javi López, Thomas Mann, Dominique Martin, Joëlle Mélin, Elisabeth Morin-Chartier, Emilian Pavel, João Pimenta Lopes, Marek Plura, Terry Reintke, Sofia Ribeiro, Maria João Rodrigues, Claude Rolin, Anne Sander, Sven Schulze, Siôn Simon, Jutta Steinruck, Romana Tomc, Ulrike Trebesius, Marita Ulvskog, Renate Weber, Jana Žitňanská

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Amjad Bashir, Miapetra Kumpula-Natri, António Marinho e Pinto, Tamás Meszerics, Neoklis Sylikiotis, Ivo Vajgl

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

44

+

ALDE

 

EFDD

GUE/NGL

PPE

 

 

S&D

 

 

VERTS/ALE

Enrique Calvet Chambon, Martina Dlabajová, Marian Harkin, António Marinho e Pinto, Ivo Vajgl, Renate Weber

Laura Agea

Thomas Händel, Kostadinka Kuneva, Patrick Le Hyaric, João Pimenta Lopes, Neoklis Sylikiotis

David Casa, Danuta Jazłowiecka, Agnieszka Kozłowska-Rajewicz, Ádám Kósa, Jérôme Lavrilleux, Jeroen Lenaers, Verónica Lope Fontagné, Thomas Mann, Elisabeth Morin-Chartier, Marek Plura, Sofia Ribeiro, Claude Rolin, Anne Sander, Sven Schulze, Romana Tomc

Guillaume Balas, Brando Benifei, Vilija Blinkevičiūtė, Ole Christensen, Elena Gentile, Agnes Jongerius, Jan Keller, Miapetra Kumpula-Natri, Javi López, Emilian Pavel, Maria João Rodrigues, Siôn Simon, Jutta Steinruck, Marita Ulvskog

Jean Lambert, Tamás Meszerics, Terry Reintke

9

-

ECR

EFDD

ENF

NI

Amjad Bashir, Arne Gericke, Ulrike Trebesius, Jana Žitňanská

Jane Collins

Mara Bizzotto, Dominique Martin, Joëlle Mélin

Lampros Fountoulis

1

0

ECR

Czesław Hoc

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

(1)

GU L 169, dell'1.7.2015, pag. 1.

(2)

GU L 72, del 12.3.2014, pag. 1.

(3)

GU L 347, del 20.12.2013, pag. 470.

(4)

GU L 347, del 20.12.2013, pag. 289.

(5)

GU L 347 del 20.12.2013, pag. 320.

(6)

GU L 315, del 14.11.2012, pag. 1.

(7)

GU C 169 E, del 15.6.2012, pag. 66.

(8)

GU L 153 del 18.6.2010, pag. 13.

(9)

GU C 153 E, del 31.5.2013, pag. 57.

(10)

GU C 236 E del 12.8.2011, pag. 57.

(11)

http://www.un.org/en/ga/search/view_doc.asp?symbol=A/RES/64/292&Lang=F

(12)

http://www.unicef-irc.org/publications/pdf/rc10_fre.pdf

(13)

https://www.unicef.fr/sites/default/files/userfiles/2014_Bilan12_Innocenti.pdf

(14)

http://ec.europa.eu/social/main.jsp?langId=en&catId=89&newsId=2345&furtherNews=yes.

(15)

GU C 248 del 25.8.2011, pag. 130.

(16)

CESE 2013, TEN/516

(17)

GU C 170 del 5.06.2014, pag. 23.

(18)

CdR 402/2010 ECOS-V-012

(19)

Parere congiunto del comitato per l'occupazione e del comitato per la protezione sociale, Consiglio dell'UE, 13809/14, SOC 662, EMPL 120, EDUC 297, ECOFIN 876, 3 ottobre 2014.

(20)

http://ec.europa.eu/social/main.jsp?catId=738&langId=en&pubId=7744&visible=0.

(21)

Center for responsible lending, Durham, http://www.responsiblelending.org/state-of-lending/cumulative/ , http://www.uvcw.be/no_index/cpas/panier-etude-qualitative.pdf

(22)

Ricardo Cherenti, Belgian Federation of public local social action center (Federazione belga del centro pubblico di azione sociale), http://www.uvcw.be/no_index/cpas/panier-etude-quantitative.pdf

(23)

Parere del Comitato per la protezione sociale al Consiglio, al Consiglio dell'Unione europea, 6491/11, SOC 124 del 15 febbraio 2011.

(24)

Testi approvati, P8_TA(2015)0294.

(25)

Testi approvati, P8_TA(2015)0264.

(26)

Decisione del Consiglio (UE) 2015/... del ... sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell'occupazione per il 2015, 11360/15 SOC 479 EMPL 316 ECOFIN 642 EDUC 236 JEUN 62, 21 settembre 2015.

(27)

Testi approvati, P8_TA-PROV(2015)0261.

(28)

Testi approvati, P8_TA(2015)0070.

(29)

Testi approvati, P7_TA(2013)0246.

(30)

GU C 349 E, del 29.11.2013, pag. 74.

(31)

GU C 70 E, dell'8.3.2012, pag. 8.

(32)

http://www.un.org/en/ga/search/view_doc.asp?symbol=A/RES/64/292&Lang=F

(33)

Comunicato stampa della Commissione europea, 6 ottobre 2015, IP-15-5763.

(34)

Trattato sull'Unione europea e trattato sul funzionamento dell'Unione europea, 2012/C 326/01.

(35)

Europa 2020, http://ec.europa.eu/europe2020/index_it.htm

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