Procedura : 2015/2090(INI)
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A8-0044/2016

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PV 11/04/2016 - 23
CRE 11/04/2016 - 23

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PV 12/04/2016 - 5.16
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P8_TA(2016)0109

RELAZIONE     
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26.2.2016
PE 560.801v03-00 A8-0044/2016

sull'innovazione e la diversificazione della pesca costiera artigianale nelle regioni dipendenti dalla pesca

(2015/2090(INI))

Commissione per la pesca

Relatore: Ruža Tomašić

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sull'innovazione e la diversificazione della pesca costiera artigianale nelle regioni dipendenti dalla pesca

(2015/2090(INI))

Il Parlamento europeo,

-visto il regolamento (UE) n. 1380/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, relativo alla politica comune della pesca, che modifica i regolamenti (CE) n. 1954/2003 e (CE) n. 1224/2009 del Consiglio e che abroga i regolamenti (CE) n. 2371/2002 e (CE) n. 639/2004 del Consiglio, nonché la decisione 2004/585/CE del Consiglio,

-visto il regolamento (UE) n. 508/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, relativo al Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e che abroga i regolamenti (CE) n. 2328/2003, (CE) n. 861/2006, (CE) n. 1198/2006 e (CE) n. 791/2007 del Consiglio e il regolamento (UE) n. 1255/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio,

-visto l'articolo 349 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) concernente le misure per la cui adozione occorre tenere conto delle caratteristiche e dei vincoli specifici delle regioni ultraperiferiche,

-vista la sua risoluzione del 22 novembre 2012 sulla pesca costiera su piccola scala, la pesca artigianale e la riforma della politica comune della pesca(1),

-vista la sua risoluzione del 23 ottobre 2013 sulle conoscenze oceanografiche 2020: mappatura dei fondali marini per la promozione di una pesca sostenibile(2),

-vista la comunicazione della Commissione del 13 maggio 2014 dal titolo "L'innovazione nell'economia blu: realizzare il potenziale di crescita e di occupazione dei nostri mari e dei nostri oceani" (COM(2014)0254),

-vista la comunicazione della Commissione del 6 ottobre 2010 dal titolo "Iniziativa faro Europa 2020 – L'Unione dell'innovazione" (COM(2010)0546),

-visto il regolamento (UE) n. 1291/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, che istituisce il programma quadro di ricerca e innovazione (2014-2020) – Orizzonte 2020 e abroga la decisione n. 1982/2006/CE,

-visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 15 ottobre 2014 in merito alla comunicazione della Commissione intitolata "L'innovazione nell'economia blu: realizzare il potenziale di crescita e di occupazione dei nostri mari e dei nostri oceani" (2015/C 012/15),

-visto il parere del Comitato delle regioni del 21 gennaio 2015 in merito alla comunicazione della Commissione intitolata "L'innovazione nell'economia blu: realizzare il potenziale di crescita e di occupazione dei nostri mari e dei nostri oceani" (2015/C 019/15),

-vista la comunicazione della Commissione del 13 settembre 2012 dal titolo " Crescita blu – Opportunità per una crescita sostenibile dei settori marino e marittimo" (COM(2012)0494),

-vista la comunicazione della Commissione del 3 marzo 2010 dal titolo "Europa 2020 – Una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva" (COM(2010)2020),

-vista la sua risoluzione dell'8 settembre 2015 sulla valorizzazione del potenziale della ricerca e dell'innovazione nell'economia blu per creare crescita e posti di lavoro(3),

-vista la comunicazione della Commissione del 13 maggio 2013 dal titolo "Piano d'azione per una strategia marittima nella regione atlantica – Promuovere una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva" (COM(2013)0279),

-visto il libro verde della Commissione del 29 agosto 2012 dal titolo "Conoscenze oceanografiche 2020 – dalla mappatura dei fondali marini alle previsioni oceanografiche" (COM(2012)0473),

-vista la sua risoluzione del 2 luglio 2013 sulla crescita blu: miglioramento della crescita sostenibile nel settore marino, dei trasporti marittimi e del turismo dell'Unione(4),

-vista la comunicazione della Commissione del 20 febbraio 2014 dal titolo "Strategia europea per una maggiore crescita e occupazione nel turismo costiero e marittimo" (COM(2014)0086),

-visto l'articolo 52 del suo regolamento,

-vista la relazione della commissione per la pesca (A8-0044/2016),

A.  considerando che la pesca costiera coinvolge l'80% della flotta europea e, assieme alla raccolta di molluschi, assicura un elevato tasso di occupazione nelle regioni costiere, insulari e ultraperiferiche, e che di solito è un tipo di pesca a forte potenziale e sostenibile dal punto di vista sociale e ambientale; che essa influenza in modo eccezionale e variegato le caratteristiche sociali, patrimoniali e culturali delle zone costiere e insulari;

B.  considerando che, nella maggior parte dei casi, la pesca costiera e insulare è una forma tradizionale di pesca commerciale e costituisce quindi uno stile di vita e un'importante fonte di sussistenza nonché di occupazione, sia diretta che indiretta, soprattutto nelle zone che dipendono dalla pesca costiera e che richiedono misure e sostegno specifici per agevolare la crescita e lo sviluppo;

C.  considerando che, da uno Stato membro all'altro e all'interno di uno stesso Stato membro, a seconda dei versanti marittimi, la pesca costiera si differenzia in modo significativo in termini di definizione e caratteristiche fondamentali, situazione che dovrà essere corretta e armonizzata nell'ambito della politica comune della pesca (PCP) in futuro, e che tra gli Stati membri vi sono importanti differenze a livello di caratteristiche geografiche, climatiche, ecosistemiche e socioeconomiche;

D.  considerando che la pesca costiera assume caratteristiche diverse a seconda dei vari mari dell'Unione europea in cui è realizzata, come ad esempio l'Adriatico o l'intero Mediterraneo, che la differenziano da quella praticata nelle acque aperte dell'Oceano Atlantico, fra cui le coste della Guyana francese, e nel bacino dell'Oceano Indiano;

E.  considerando che il regolamento (UE) n. 508/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, relativo al Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca definisce la pesca costiera artigianale come pesca praticata da pescherecci di lunghezza inferiore a 12 metri che non utilizzano attrezzi da pesca trainati, e che questa è l'unica definizione di pesca costiera presente nella legislazione dell'UE;

F.  considerando che la PCP riformata ha tra i suoi parametri centrali la regionalizzazione, in quanto riconosce che, a causa della profonda diversità delle attività di pesca in Europa, una gestione centralizzata risulterebbe inadeguata; che, alla luce delle caratteristiche specifiche della pesca costiera e insulare, la regionalizzazione e l'impostazione decentrata rivestono particolare importanza nel settore e nelle comunità corrispondenti;

G.  considerando che le operazioni finanziate dal FEAMP possono beneficiare di un aumento dell'intensità dell'aiuto di 30 punti quando riguardano la pesca costiera artigianale;

H.  considerando che il regolamento (UE) n. 508/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, relativo al Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca impone agli Stati membri in cui più di 1 000 pescherecci possono essere considerati pescherecci adibiti alla pesca costiera artigianale di redigere un piano d'azione per lo sviluppo, la competitività e la sostenibilità della pesca costiera artigianale;

I.  considerando che la pesca costiera dovrebbe essere gestita a norma del regolamento (UE) n. 1380/2013, tenendo conto della varietà di attrezzature da pesca delle flotte, dei vincoli geografici e climatici, delle tecniche e degli stock ittici di ciascuno Stato membro e di ogni singola zona di pesca, in modo da contribuire a preservare le tradizioni e le attività locali inerenti alla pesca;

J.  considerando che, poiché ogni zona di pesca presenta caratteristiche proprie, lo scambio di informazioni e di buone pratiche tra le varie zone può consentire di migliorare sensibilmente l'impatto delle attività di pesca sull'ambiente e gli ecosistemi marini, nonché permettere una migliore interazione tra l'insieme delle attività umane ed economiche che si svolgono all'interno e in prossimità delle zone costiere;

K.  considerando che gli introiti della pesca su piccola scala si sono notevolmente ridotti a causa di un aumento significativo dei costi operativi, soprattutto per via dell'incremento dei prezzi del carburante, e della riduzione del valore del pesce alla prima vendita, il che impone spesso l'aumento dello sforzo di pesca;

L.  considerando che la gestione di diversi stock di varie specie bersaglio primarie ha imposto in molte regioni gravi limitazioni alla pesca e alle piccole comunità di pescatori;

M.  considerando che nella pesca costiera si utilizzano principalmente attrezzi e tecniche di pesca tradizionali, come la pesca con la tonnara, che per la loro specificità definiscono l'identità e lo stile di vita delle zone costiere, e che è particolarmente importante preservare il loro utilizzo e tutelarli quali parte integrante del patrimonio storico-culturale e tradizionale;

N.  considerando che la pesca artigianale contribuisce alla sussistenza delle comunità costiere e insulari in termini di controllo del crescente spopolamento, lotta all'invecchiamento nel settore della pesca e disoccupazione; che lo sviluppo e l'innovazione possono svolgere un ruolo fondamentale nella creazione di posti di lavoro in tali comunità; che, inoltre, in talune zone la pesca artigianale si avvale di attrezzi e tecniche di pesca secolari e più rispettosi dell'ambiente, che hanno un impatto minore sugli stock in pericolo;

O.  considerando che la pesca artigianale, costiera e tradizionale è rispettosa dell'ambiente e costituisce il fondamento economico per la conservazione, lo sviluppo e l'occupazione nelle comunità costiere e insulari;

P.  considerando che, conformemente al regolamento "Mediterraneo", alla categoria degli attrezzi trainati appartengono anche le reti da traino e le sciabiche, sebbene altre classificazioni, tra cui quelle della FAO, considerino le sciabiche un gruppo specifico di attrezzi per la pesca; che le disposizioni concernenti le reti da traino non dovrebbero applicarsi anche alle sciabiche da spiaggia tradizionali, le cui specie bersaglio non sono in pericolo;

Q.  considerando che, nonostante le discussioni in merito all'innovazione e alla diversificazione del settore della pesca, è necessario tenere conto del fatto che una vasta comunità di pescatori dipende fortemente da modalità di pesca tradizionali e secolari;

R.  considerando che la nuova PCP riconosce l'importanza delle zone costiere e insulari che dipendono dalla pesca e che gli Stati membri dovrebbero essere chiamati a svolgere un ruolo che ponga l'accento sull'importanza della formazione e della salute e della sicurezza a bordo per i pescatori, nel garantire un adeguato tenore di vita a coloro che dipendono dalle attività di pesca, nel contribuire a raggiungere tale tenore nell'ambito della pesca costiera e nel promuovere una pesca costiera sostenibile e la diversificazione delle attività di pesca e del reddito degli abitanti delle zone costiere, tenendo conto della realtà socioeconomica e culturale e degli aspetti ambientali, in conformità della protezione speciale conferita dall'articolo 174 TFEU;

S.  considerando che, sulla base del nuovo regolamento relativo alla PCP, all'interno della zona delle 12 miglia nautiche, ossia nelle acque unionali maggiormente sensibili, si concede un accesso preferenziale ai pescatori che svolgono attività di pesca artigianale, costiera e tradizionale, e che dalle valutazioni della Commissione del precedente regolamento sulla PCP si evince che la zona delle 12 miglia nautiche è stata uno dei pochi successi del passato metodo gestionale, che è stato oggetto di numerosi conflitti riguardo all'uso dello spazio e delle risorse per la sovrapposizione di altre attività umane sulla costa;

T.  considerando che l'articolo 349 TFUE stabilisce che l'adozione di misure, in particolare se riferite al settore della pesca, richiede di tenere conto delle caratteristiche e dei vincoli specifici delle regioni ultraperiferiche, con particolare attenzione per l'isolamento geografico, la grande distanza e le caratteristiche oceaniche, in un contesto regionale spesso molto specifico che necessita di autonomia a livello di produzione alimentare;

U.  considerando, in particolare, che la pesca costiera nelle regioni ultraperiferiche è connaturata allo sviluppo economico di queste regioni, a causa delle loro caratteristiche geografiche e della grande distanza dal continente europeo;

V.  considerando che la pesca costiera delle regioni ultraperiferiche è altresì esposta alla concorrenza dei pescherecci che battono bandiera di paesi terzi, frequentano le stesse zone di pesca e mirano alle stesse specie che confluiscono sugli stessi mercati, come pure alla concorrenza delle importazioni provenienti da paesi terzi, i cui costi operativi e vincoli normativi, sanitari e ambientali non sono comparabili; che, pertanto, qualsiasi sforzo a favore di uno sviluppo endogeno e all'autosufficienza alimentare sarebbe vanificato senza il sostegno delle politiche specifiche dell'UE in queste regioni;

W.  considerando che, nelle regioni ultraperiferiche, l'acquacoltura marina partecipa, esattamente come la pesca costiera, allo sviluppo economico e all'approvvigionamento locale di prodotti freschi;

X.  considerando che la maggior parte delle zone costiere, soprattutto quelle dei paesi dell'Europa meridionale e delle regioni insulari, si trova ad affrontare una notevole recessione economica, che ha come conseguenza lo spopolamento e l'emigrazione degli abitanti, i quali sono spinti a cercare opportunità in ambienti che offrono maggiori possibilità di occupazione e istruzione;

Y.  considerando che la crisi europea ha dimostrato che è necessario che l'Europa diversifichi le sue attività economiche e che è importante analizzare nuovi modelli di innovazione e di conoscenza che possano creare nuova occupazione a livello locale;

Z.  considerando che alcune zone di pesca costiera si trovano in prossimità di aree economicamente sviluppate e di destinazioni turistiche e, ciononostante, non riescono a conseguire un'adeguata crescita economica; che esse registrano già una maggiore pressione a livello di utilizzo delle risorse marine nonché l'emarginazione del settore della pesca rispetto a quello turistico, sebbene i due settori siano compatibili e complementari;

AA.  considerando che il giornale di bordo rappresenta spesso un onere amministrativo per le piccole imprese di pesca costiera e che sarebbe auspicabile una maggiore flessibilità;

AB.  considerando che la pressione esercitata dal turismo sulle zone costiere è attribuibile principalmente ad alcune attività, come la pesca ricreativa incontrollata, che in alcune aree hanno un impatto sulle risorse marine e sulle opportunità di imprenditorialità per gli abitanti delle zone in cui è praticata la pesca tradizionale;

AC.  considerando che nelle zone che dipendono dalla pesca è necessario istituire gruppi di azione locale per la pesca (FLAG), riconosciuti come un utile strumento che offre opportunità e possibilità di diversificare le attività nell'ambito della pesca, contribuendo così allo sviluppo complessivo delle zone costiere e insulari nonché alla loro coesione sociale, e che è altresì necessario aumentare ulteriormente le risorse economiche per consentire a tali gruppi di formarsi e di intervenire sul territorio;

AD.  considerando che le donne addette alla raccolta dei molluschi continuano a essere invisibili e sono in generale sottorappresentate nel settore della pesca;

AE.  considerando che le donne impiegate nel settore marittimo in qualità di addette alla riparazione delle reti, all'approvvigionamento, allo sbarco e al confezionamento del pesce restano invisibili come gruppo;

AF.  considerando che la crisi economica generale è evidente anche nel settore della pesca ‒ soprattutto nelle categorie di popolazione più colpite dalla disoccupazione, come i giovani e le donne ‒ e che la diversificazione e le innovazioni sono essenziali per aumentare l'occupazione, sfruttare nuove opportunità, ad esempio nell'ambito della crescita cosiddetta blu e verde, come pure impedire e contrastare l'emarginazione della pesca nelle zone in via di sviluppo e periferiche; che è opportuno prestare particolare attenzione alla formazione professionale;

AG.  considerando che la diversificazione nelle zone costiere e insulari può essere realizzata mediante attività legate alla commercializzazione e alla promozione dei prodotti ittici, come pure attraverso la gastronomia, il turismo, il patrimonio storico-culturale e tradizionale, l'ambiente e la crescita verde;

AH.  considerando che il concetto di economia blu è in evoluzione e può promuovere notevolmente la crescita e lo sviluppo economico, nonché la creazione di posti di lavoro, specialmente nei paesi e nelle regioni costieri e insulari e nelle regioni ultraperiferiche;

AI.  considerando che le comunità costiere e insulari sono una parte interessata fondamentale nella concretizzazione del concetto di economia blu;

AJ.  considerando che l'iniziativa dell'UE "Unione dell'innovazione" ha consentito di individuare e riconoscere le carenze che limitano e impediscono lo sviluppo della ricerca e dell'innovazione, quali la scarsità di investimenti nella scienza, la mancanza di dati adeguati sui mari e gli oceani e l'insufficienza delle risorse finanziarie nonché la mancata collaborazione tra i settori pubblico e privato;

AK.  considerando che lo sviluppo dell'economia blu contribuirebbe alla crescita economica complessiva, in particolare nelle regioni costiere, insulari e ultraperiferiche, e che proprio le zone che dipendono dalla pesca rivestono un ruolo fondamentale ai fini dell'innovazione e dello sviluppo e devono essere coinvolte in tutte le fasi dello sviluppo dell'economia blu;

AL.  considerando che nel settore della pesca, così come in altri settori, l'ambiente e l'economia possono andare di pari passo; che lo sviluppo dell'economia blu dovrebbe quindi concentrarsi sull'economia sociale e su progetti e attività sostenibili e rispettosi dell'ambiente, volti a introdurre le attività costiere in via di sviluppo e a preservare l'ambiente marino e la biodiversità nel suo complesso, sostenendo in particolare le attività di pesca artigianale rispettose dell'ambiente e che promuovono la biodiversità; che tali progetti e attività devono essere sostenibili anche da un punto di vista sociale ed economico, onde garantire che l'attività di pesca artigianale continui a essere praticabile;

AM.  considerando che l'economia blu può altresì contribuire allo sviluppo della sicurezza a bordo dei pescherecci e a migliorare le condizioni di lavoro e il benessere quotidiano dei pescatori;

AN.  considerando che gli obiettivi ambientali e di selettività si applicano a tutti allo stesso livello, ma che l'applicazione dello sbarco dei rigetti diventerà difficoltosa per i pescherecci di piccole dimensioni;

AO.  considerando che nell'ambito della tutela ambientale le influenze antropogeniche, ossia le attività umane, nelle zone costiere sono state sottostimate; che non sono stati adeguatamente riconosciuti né misurati gli effetti cumulativi delle diverse attività sulle zone costiere; che ad influire particolarmente sul settore della pesca sono le attività che si svolgono in alcune aree, tra cui trasporto marittimo, turismo, pesca ricreativa incontrollata e intensiva in alcune zone, commercializzazione di specie provenienti da tale attività, bracconaggio, acque reflue urbane e industriali provenienti dall'entroterra ecc.;

AP.  considerando che, al pari della definizione di misure di protezione e di programmi di controllo adeguati, la conoscenza dell'ambiente marino, in particolare della situazione degli ecosistemi marini, è fondamentale per valutare gli effetti ambientali delle diverse attività, al fine di ricostituire gli stock ittici, utilizzare le risorse in modo sostenibile e sviluppare l'innovazione; che i dati sull'ambiente marino risultano insufficienti e non adeguatamente sistematizzati;

AQ.  considerando che in talune regioni la pesca illegale costituisce un'autentica minaccia per la continuità della pesca costiera artigianale e per la conservazione delle risorse alieutiche e della biodiversità;

AR.  considerando che la politica marittima integrata intende far fronte alle nuove sfide che i mari, il settore e i pescatori devono affrontare in tutta Europa, dalla protezione dell'ambiente allo sviluppo costiero, fino all'acquacoltura, al turismo nautico e ad altre attività economiche legate alla crescita blu;

1.  invita la Commissione ad adattare la definizione della pesca costiera e della pesca costiera artigianale o tradizionale in funzione delle caratteristiche e delle specificità socioeconomiche dei vari territori e non solo delle dimensioni e della potenza dei pescherecci, dal momento che le attuali norme dell'UE non risultano adeguate; propone di ricorrere alla regionalizzazione per adattare la definizione della pesca costiera caso per caso a seconda delle specificità delle attività di pesca; propone di tener conto di diversi criteri indicativi quali le dimensioni dei pescherecci, gli attrezzi utilizzati, la selettività delle tecniche di pesca, la durata delle uscite in mare e la presenza del proprietario a bordo, le formule tradizionali di imprenditorialità e le strutture imprenditoriali e di proprietà che funzionano tradizionalmente in queste zone, la partecipazione del settore delle catture alle attività di trasformazione e commercializzazione, la natura e le dimensioni effettive dell'attività di cattura e altri fattori correlati alle attività tradizionali, il sostegno delle imprese o l'influenza sulle comunità locali;

2.  invita la Commissione a considerare l'opportunità della pesca costiera artigianale nelle comunità insulari, che tradizionalmente dipendono dalla pesca per la propria sussistenza e che sono coinvolte nelle attività della pesca durante tutto l'anno;

3.  chiede alla Commissione e agli Stati membri di aumentare progressivamente le quote attribuite ai pescatori artigianali al fine di favorire questo tipo di pesca socialmente ed ecologicamente sostenibile;

4.  invita la Commissione a sostenere progetti innovativi e disposizioni giuridiche che agevolino lo sviluppo delle regioni costiere, insulari e ultraperiferiche, tenendo conto della varietà delle attività socioeconomiche, come modo per favorire gli effetti esterni positivi della pesca artigianale, non soltanto in termini di coesione sociale ed economica, ma anche di tutela ambientale, mediante nuove tipologie di sostegno che rientrino nei finanziamenti europei già esistenti; evidenzia che occorre dare la priorità ai progetti incentrati sulla creazione e il mantenimento sostenibili dei posti di lavoro, la partecipazione crescente del settore delle catture alle attività di trasformazione e commercializzazione, la promozione di formule imprenditoriali legate all'economia sociale, la promozione di canali di distribuzione brevi, l'introduzione delle nuove tecnologie nella promozione e nella commercializzazione di prodotti e servizi del settore della pesca, nonché l'innovazione nello sviluppo di nuovi prodotti e servizi e la conservazione e la tutela dei mestieri tradizionali;

5.  ritiene che la revisione del quadro delle misure tecniche debba tener conto delle caratteristiche specifiche della pesca costiera e consentire talune deroghe, purché siano debitamente giustificate, nell'ambito della regionalizzazione;

6.  invita la Commissione a coordinare un'indagine a livello europeo sull'impatto della pesca ricreativa costiera sulle attività di pesca tradizionale e a definire i parametri necessari per limitarla in alcune zone; chiede che siano intensificati i controlli su quest'attività in modo da evitare le interferenze fra il settore delle catture e le pratiche in questione, che costituiscono già motivo di preoccupazione nelle regioni ultraperiferiche con settori turistici importanti;

7.  esorta gli Stati membri a riservare priorità alla pesca costiera artigianale nell'assegnazione dei finanziamenti del FEAMP e a semplificare le procedure per gli addetti a questo tipo di pesca;

8.  incoraggia le autorità che partecipano alla promozione di queste attività a coinvolgere nei processi di innovazione tutte le parti interessate locali, le organizzazioni di imprenditori, gli istituti di ricerca sulla pesca e di ricerca oceanografica, le università, i centri tecnologici e le istituzioni locali e regionali, per far sì che i progetti prevedano misure esaustive, abbiano migliori prospettive di finanziamento e dispongano del sostegno sufficiente per soddisfare i requisiti stabiliti dal Fondo europeo per la pesca;

9.  chiede alla Commissione di rendere conto al Parlamento dei piani d'azione per lo sviluppo, la competitività e la sostenibilità della pesca costiera artigianale preparati dagli Stati membri ai fini del FEAMP;

10.  invita la Commissione ad adottare le misure necessarie per fornire sostegno ai diversi gruppi di donne che operano nel settore marittimo, in modo da incoraggiarne la partecipazione e la rappresentanza in ogni ambito, sia a livello di processi decisionali sia nelle attività di pesca;

11.  chiede alla Commissione di adottare misure specifiche per il riconoscimento e il miglioramento delle condizioni di lavoro delle donne che si occupano della riparazione di reti, delle forniture, dello sbarco e del confezionamento;

12.  invita la Commissione a rafforzare, in stretto coordinamento con gli Stati membri, il ruolo della rete delle zone di pesca europee (FARNET) che offre un aiuto importante ai FLAG;

13.  invita la Commissione a incoraggiare e stimolare, mediante l'aumento delle risorse economiche, l'istituzione e le attività dei FLAG, dal momento che, grazie al loro costante lavoro di sostegno e consulenza al settore della pesca, essi promuovono un modello di sviluppo sostenibile e socialmente inclusivo nelle zone di pesca, favoriscono la partecipazione dei giovani e delle donne a nuovi progetti imprenditoriali e contribuiscono all'innovazione, al rinnovamento delle infrastrutture, agli investimenti economici e alla diversificazione, nonché ai piani di gestione locale delle stesse attività di pesca; invita la Commissione a rafforzare il ruolo e le funzioni delle autorità competenti nello sviluppo di nuove attività innovative e a lavorare in stretto coordinamento con i diversi operatori del settore;

14.  invita la Commissione a promuovere il rafforzamento del ruolo delle comunità di pescatori nello sviluppo locale e nella gestione delle risorse di pesca locali e delle attività marittime.

15.  chiede alla Commissione di considerare il ruolo speciale svolto dalle donne nell'economia delle zone costiere e di adottare misure coerenti in proposito, come già avviene nel settore agricolo; chiede che sia riconosciuto l'apporto al PIL delle donne che svolgono lavori ausiliari e che si tenga presente la particolare importanza del loro contributo nelle famiglie in cui, a causa di una divisione dei compiti basata sul genere, l'attività di cattura è tradizionalmente una prerogativa degli uomini; chiede che i ruoli tradizionali femminili nel settore abbiano un riconoscimento professionale a tutti i livelli e sollecita la creazione di programmi specifici destinati a sostenere l'imprenditorialità femminile in queste zone;

16.  invita la Commissione a incoraggiare e sostenere gli investimenti a favore della diversificazione della pesca mediante lo sviluppo di attività complementari e la polivalenza dei mestieri della pesca, tra cui gli investimenti destinati ai pescherecci, alle attrezzature di sicurezza, alla formazione professionale, ai servizi ambientali nell'ambito della pesca e alle attività culturali ed educative legate alla pesca, con particolare attenzione alla tutela dell'ambiente e alla promozione della crescita sostenibile; sottolinea che l'obiettivo principale deve essere il finanziamento di attività sostenibili dal punto di vista sociale, ambientale ed economico, che siano in grado di generare occupazione, soprattutto per i giovani e le donne; sottolinea che l'acquacoltura marina è compatibile con la pesca costiera e complementare ad essa nelle regioni ultraperiferiche e chiede alla Commissione di accompagnare lo sviluppo delle tecniche di allevamento e selezione varietale nelle acque calde delle zone tropicali o subtropicali; chiede alla Commissione di mettere in risalto il ruolo svolto dalle donne nell'ambito della pesca costiera artigianale e delle attività ad essa associate;

17.  invita la Commissione a favorire la creazione e lo sviluppo del segmento del pescaturismo, al fine di applicare una strategia commerciale differenziata in linea con le sue potenzialità e che ne soddisfi le esigenze con maggiore efficacia, puntando su una nuova forma di turismo che si contraddistingua, tra le altre cose, per qualità, flessibilità, innovazione e interesse per la tutela del patrimonio storico e culturale delle zone di pesca, dell'ambiente e della salute; invita altresì la Commissione a incoraggiare e sostenere gli investimenti per la pesca nell'ambito turistico, in modo da creare un'offerta turistica differenziata che promuova, ad esempio, la gastronomia legata ai prodotti della pesca artigianale, la pratica della pesca sportiva, le attività subacquee e le immersioni, contribuendo così a sfruttare il patrimonio della pesca in modo sostenibile e ad aumentare la riconoscibilità di una determinata zona di pesca;

18.  sottolinea la crescente importanza delle attività nautiche sportive nel rafforzare le comunità locali, soprattutto durante la bassa stagione, mediante nuovi progetti legati ad attività subacquee, alle immersioni o ad altri sport nautici come il surf o il bodyboard;

19.  invita la Commissione a incoraggiare e sostenere attivamente, al fine di favorire la creazione e lo sviluppo del segmento del pescaturismo, gli investimenti per la diversificazione della pesca in ambito culturale e artistico, quale componente del patrimonio tradizionale (prodotti artigianali, musica, danze), come pure a sostenere gli investimenti destinati a promuovere le tradizioni, la storia e il patrimonio complessivo della pesca (attrezzi, tecniche, documenti storici e altro ancora) mediante l'apertura di musei e l'organizzazione di mostre legate strettamente alla pesca costiera;

20.  invita la Commissione a studiare la possibilità di consentire l'impiego misto dei pescherecci che si occupano delle attività di cattura affinché, pur continuando a operare in questo senso, possano ospitare altre attività legate al settore turistico e ricreativo, come ad esempio l'organizzazione di escursioni in barca a scopo dimostrativo, di attività di trasformazione, didattiche e gastronomiche, seguendo lo schema che nel settore rurale è impiegato nelle fattorie didattiche o nel turismo rurale;

21.  chiede alla Commissione e agli Stati membri, tramite i loro organismi di gestione, di fare in modo che la pesca costiera artigianale sia equamente beneficiaria del FEAMP, visti in particolare i vincoli amministrativi che su essa gravano;

22.  invita la Commissione a introdurre misure volte a facilitare e promuovere la mobilità tra le professioni marittime;

23.  chiede che, a determinate condizioni, i risultati delle ricerche e dei progetti finanziati con risorse pubbliche siano resi accessibili a tutti, che sia garantita una maggiore accessibilità e diffusione dei dati esistenti sui mari e gli oceani e che siano rimossi gli attuali ostacoli amministrativi che rallentano la crescita e l'innovazione;

24.  raccomanda alla Commissione di migliorare la regolamentazione attraverso dispositivi di vigilanza sull'attribuzione equa di quote alla pesca artigianale in relazione alle specie condivise;

25.  sottolinea che è il pesce il principale prodotto della pesca e che è fondamentale rafforzare le sue diverse modalità di impiego, in particolare per quanto riguarda le conserve e i sottoprodotti di origine ittica; invita la Commissione a incoraggiare e sostenere attivamente gli investimenti a favore della diversificazione della pesca a livello di commercializzazione e lavorazione dei prodotti ittici locali, come pure a stimolare lo sviluppo di canali di distribuzione locali e la promozione di tali prodotti attraverso la creazione di segni distintivi e/o marchi locali per i prodotti freschi nonché sostenendo l'avvio di progetti commerciali locali dedicati a tali attività; sottolinea che tale promozione dell'innovazione si realizzerà segnatamente attraverso lo sviluppo di marchi e di etichette che garantiscano la qualità dei prodotti ittici locali;

26.  chiede maggiore flessibilità per i pescherecci di lunghezza inferiore a 12 metri per quanto riguarda il giornale di bordo, in particolare in merito all'obbligo di inviare i documenti entro 48 ore, che costituisce un pesante onere amministrativo; propone al riguardo di concedere una deroga a quest'obbligo per i pescherecci che commercializzano l'integralità delle catture all'asta, il che consentirebbe di ottenere le informazioni richieste senza imporre un onere amministrativo superfluo;

27.  incoraggia l'istituzione di zone marine protette, che promuoveranno uno sfruttamento sostenibile delle risorse di pesca e agevoleranno il controllo della pesca INN (illegale, non dichiarata e non regolamentata) e la lotta a tale fenomeno; sottolinea, a tale scopo, la necessità che l'UE fornisca orientamenti agli Stati membri, come pure un coordinamento e un sostegno adeguati;

28.  sollecita un forte sostegno a favore del lavoro delle donne, le quali rivestono un ruolo essenziale nella pesca artigianale; sottolinea, in particolare, i compiti chiave che esse svolgono nella catena della trasformazione e il loro ruolo fondamentale nella raccolta dei molluschi;

29.  osserva che la pesca costiera delle regioni ultraperiferiche, in quanto soggetta a notevoli costi supplementari, beneficia di un regime di compensazione, riconosciuto nel quadro del FEAMP; chiede alla Commissione di completare questo regime attraverso un dispositivo specifico per le regioni ultraperiferiche sul modello del POSEI agricolo;

30.  invita la Commissione a favorire l'introduzione nei luoghi di ristorazione pubblici (istituti di istruzione, ospedali, ristoranti ecc.) dei prodotti freschi della pesca artigianale, della raccolta dei molluschi e dell'acquacoltura estensiva sostenibile e su piccola scala;

31.  insiste sulle specificità delle regioni ultraperiferiche, legate alla loro distanza e insularità; ricorda che tali specificità sono causa di costi supplementari per la pesca costiera in queste regioni e che occorre compensare pienamente questi costi supplementari nel quadro del FEAMP;

32.  osserva che le flotte della pesca costiera delle regioni ultraperiferiche sono spesso obsolete, il che provoca difficoltà in materia di sicurezza a bordo; chiede alla Commissione di proporre una revisione del regolamento (UE) n. 508/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 maggio 2014 relativo al FEAMP, al fine di autorizzare gli aiuti al rinnovamento dei pescherecci della pesca costiera artigianale nelle regioni ultraperiferiche, a condizione di non aumentare la capacità;

33.  invita la Commissione e gli Stati membri a garantire l'accesso ai dati marittimi ed ecologici allo scopo di promuovere la trasparenza, l'innovazione e lo sviluppo, nonché ad assicurare l'accesso di tutte le parti interessate alle informazioni scientifiche elaborate con l'aiuto di cofinanziamenti pubblici;

34.  insiste sulle potenzialità ancora largamente inesplorate degli oceani e delle zone litoranee e costiere in termini di sviluppo, posti di lavoro, autonomia energetica, innovazione e sviluppo sostenibile; ritiene che il riconoscimento da parte dell'UE di questo ruolo e di queste potenzialità rafforzerebbe l'attrattività e lo sviluppo delle regioni costiere, insulari e ultraperiferiche;

35.  esprime preoccupazione per l'applicazione del programma Orizzonte 2020 nel settore dell'economia blu, dal momento che si tratta del principale programma per la ricerca e l'innovazione a livello europeo; appoggia la creazione di una comunità delle conoscenza e dell'innovazione (CCI) dell'economia blu all'interno di Orizzonte 2020, che contribuisca a dare impulso alle attività nelle regioni costiere mediante partenariati transnazionali pubblico-privato;

36.  sostiene l'impiego dei fondi destinati all'innovazione e alla crescita blu per finanziare la ricerca di base, la ricerca e lo sviluppo, la formazione, la creazione di imprese, la protezione ambientale e l'immissione sul mercato di prodotti e processi innovativi;

37.  invita la Commissione a provvedere al sostegno nel quadro delle iniziative a gestione diretta per il finanziamento di progetti incentrati sulla pesca costiera e lo sviluppo delle zone costiere;

38.  sottolinea l'importanza degli strumenti di protezione ambientale quali la valutazione di impatto ambientale per i singoli progetti e la valutazione ambientale strategica per le strategie, i piani e i programmi, che contribuiscono a una pesca sostenibile;

39.  sottolinea l'importanza della politica marittima integrata per il futuro delle regioni che dipendono dalla pesca e ritiene che debba esservi un maggiore impegno nei confronti della strategia per la crescita blu; evidenzia che l'obiettivo è supportare nel lungo termine la crescita sostenibile nell'insieme dei settori marino e marittimo, riconoscendo l'importanza dei mari e degli oceani in quanto motori di occupazione nelle regioni costiere;

40.  sottolinea che le zone costiere e insulari e le regioni ultraperiferiche rivestono un ruolo fondamentale per l'innovazione e devono essere coinvolte in tutte le fasi dello sviluppo dell'economia blu;

41.  evidenzia l'importanza del FEAMP, che riserva particolare attenzione alla diversificazione e alle innovazioni nel settore alieutico, allo scopo di sostenere una pesca che sia sostenibile a livello socioeconomico e ambientale, innovativa, competitiva, efficace e basata sulla conoscenza; sostiene la necessità di rafforzare il finanziamento dell'asse 4 del Fondo europeo per la pesca, allo scopo di sostenere i membri delle comunità di pescatori e migliorare le loro condizioni di vita mediante lo sviluppo di nuove attività; chiede alla Commissione di convalidare al più presto le declinazioni regionali del FEAMP;

42.  sottolinea l'importanza di consolidare i rapporti tra le comunità locali e le università e i centri tecnologici, il che contribuirà in misura decisiva alla creazione di nuovi incubatori di imprese che promuovano lo sviluppo di nuove idee imprenditoriali nel settore marino;

43.  invita la Commissione a incoraggiare attivamente i progetti che sostengono il potenziamento dell'innovazione e dello sviluppo tecnologico e che sono volti a sviluppare o introdurre nuovi prodotti, attrezzature e tecniche nonché sistemi di gestione e organizzazione nuovi o migliorati; chiede alla Commissione di promuovere e incoraggiare lo scambio di informazioni e la condivisione delle buone prassi tra le varie zone di pesca, al fine di stimolare lo sviluppo di metodi di pesca innovativi e sostenibili; ritiene essenziale, in proposito, inserire moduli per la formazione degli imprenditori e per la diversificazione nelle scuole professionali a indirizzo nautico e ittico;

44.  invita la Commissione a promuovere la creazione di nuove attività innovative nelle regioni che dipendono dalla pesca, incentivando l'imprenditoria e la creazione di start-up con un elevato potenziale di affermazione nel settore marittimo, in modo da contribuire a diversificare l'attività di pesca costiera tradizionale, a creare occupazione e ad attrarre o trattenere la popolazione;

45.  chiede alla Commissione di seguire, nell'elaborazione delle proposte legislative concernenti l'impiego di tecniche e attrezzi da pesca, un approccio selettivo in modo da tenere conto del reale impatto di tali tecniche e attrezzi sulle risorse della pesca artigianale in ciascuna delle zone interessate; chiede altresì alla Commissione di assicurare che ogni iniziativa legislativa sia preceduta da una rigorosa valutazione d'impatto che prenda in considerazione le specificità di ogni zona di pesca; sottolinea che l'approccio indiscriminato in merito all'utilizzo di attrezzi e tecniche si ripercuote gravemente sulla sussistenza delle comunità costiere e insulari, già peraltro emarginate, conduce a un'ulteriore spopolamento e ostacola lo sviluppo e l'innovazione; ritiene che sia necessario attuare una discriminazione positiva per quanto riguarda la pesca costiera artigianale; ritiene che tale approccio suggerisca, così come nel caso della proposta di vietare le reti da posta derivanti, che la Commissione si sta ancora adattando alla PCP riformata e decentrata che i colegislatori hanno scelto di adottare; ricorda alla Commissione che è tenuta a operare entro il quadro della regionalizzazione, come stabilito dal regolamento sulla nuova PCP;

46.  evidenzia la delicatezza degli ecosistemi marini costieri ed esorta gli Stati membri e la Commissione a valutare l'impatto ambientale di qualsiasi attività che possa influire sulla sostenibilità degli stock ittici, quali i trasporti marittimi, i rifiuti, i trasporti, l'inquinamento delle falde acquifere, le trivellazioni o la costruzione di nuove strutture turistiche sulla costa, in conformità con il principio di precauzione;

47.  raccomanda alla Commissione di valutare con la massima attenzione la rilevanza socioeconomica della pesca costiera artigianale e della pesca su piccola scala nell'UE, l'adozione di metodologie alternative per la definizione dei segmenti di flotta, così come l'importanza della diversificazione dell'attività nelle regioni costiere che dipendono fortemente dalla pesca; osserva che è importante raccogliere un insieme di dati scientifici che consenta di migliorare la gestione della pesca artigianale, in modo da renderla sostenibile dal punto di vista biologico, sociale, economico e ambientale;

48.  invita la Commissione ad accelerare il processo volto a recepire, mediante un adeguato strumento legislativo dell'UE, l'accordo tra le parti sociali sull'attuazione della Convenzione sul lavoro nella pesca (2007) dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro;

49.  invita la Commissione a tenere conto, conformemente alla suddivisione tecnica degli attrezzi per la pesca contenuta nel regolamento "Mediterraneo", delle differenze tra le reti da traino e le sciabiche, allo scopo di stabilire le disposizioni migliori per un uso più sostenibile di entrambi i tipi di rete, tenendo conto dei pareri scientifici più recenti;

50.  invita la Commissione a garantire una rivalutazione dello stato degli stock ittici concernenti la pesca costiera e sottolinea la necessità di analizzare l'impatto della pesca su piccola scala sugli stock ittici, senza trascurare tecniche più consistenti come la pesca del tonno, dal momento che le specie bersaglio della pesca costiera hanno un grande valore socioeconomico e, pur rappresentando solo una piccola percentuale delle catture totali, sono molto importanti per la sopravvivenza dei pescatori che dipendono da esse per le loro entrate giornaliere;

51.  esprime preoccupazione per la perdita di competenze e conoscenze tradizionali nell'ambito della pesca, dovuta alle normative sfavorevoli alle comunità costiere;

52.  invita la Commissione a modificare la disposizione sulle specifiche tecniche delle reti, come la grandezza minima delle maglie, l'altezza della rete, la distanza dalla costa e la profondità di utilizzo, al fine di garantire catture più equilibrate degli stock ittici e la tutela della biodiversità;

53.  invita la Commissione a modificare le disposizioni dell'attuale regolamento relative alla distanza dalla costa e alla profondità di utilizzo degli attrezzi da pesca in modo da tenere conto delle specificità geografiche delle zone frontaliere negli Stati membri;

54.  sottolinea la necessità di modificare il regolamento relativo alle misure di gestione per lo sfruttamento sostenibile delle risorse della pesca nel mar Mediterraneo, adottato nel 2006 e noto come regolamento "Mediterraneo", che disciplina le questioni delle caratteristiche tecniche degli attrezzi da pesca e delle rispettive modalità di utilizzo; ritiene che tale regolamento debba essere allineato alla nuova PCP, in particolare per quanto concerne l'obiettivo del rendimento massimo sostenibile, tenendo sempre presente che la gestione del bacino è in condivisione con paesi terzi;

55.  sottolinea la necessità di un efficace coordinamento con gli Stati membri al fine di garantire che i pescatori ricevano informazioni tempestive e complete sull'attuazione dei regolamenti vigenti e delle relative modifiche;

56.  invita la Commissione a incoraggiare, nel quadro della politica di coesione, i progetti volti a contribuire alla protezione delle zone costiere e insulari quali componenti del patrimonio tradizionale e storico-culturale nell'ambito marittimo e della pesca;

57.  invita la Commissione e gli Stati membri a utilizzare i fondi europei per sovvenzionare la certificazione di sostenibilità delle tonnare, al fine di promuovere il riconoscimento di tale metodo di pesca e il contributo che apporta;

58.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

MOTIVAZIONE

La pesca costiera è un tipo di pesca estremamente significativo nei paesi dell'UE. Essa riveste particolare importanza in quanto assicura un alto tasso di occupazione ed è un tipo di pesca sostenibile dal punto di vista sociale e ambientale.

Le classificazioni e le definizioni di pesca costiera variano nei singoli Stati membri (pesca costiera, tradizionale, artigianale,...). Nella maggioranza delle zone costiere e insulari, quella costiera è la pesca tradizionale e costituisce uno stile di vita e un'importante fonte di sussistenza. Le zone che dipendono dalla pesca costiera richiedono misure e sostegno specifici che offrano loro possibilità di crescita e sviluppo.

Il regolamento relativo alla politica comune della pesca (PCP), del 2013, pone l'accento sullo sviluppo economico delle zone costiere. Esso riconosce l'importanza delle zone insulari in mare aperto che dipendono dalla pesca e che necessitano di sostegno per poter sopravvivere e prosperare. Concede, inoltre, un accesso preferenziale ai pescatori che svolgono attività di pesca artigianale e tradizionale nella zona delle 12 miglia nautiche, ossia nelle acque dell'UE maggiormente sensibili.

Anche il regolamento relativo al Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP), del 2014, riserva particolare attenzione alla pesca costiera artigianale. Le disposizioni del FEAMP sottolineano, in particolare, l'importanza della diversificazione e dell'innovazione nel settore della pesca. Il FEAMP, inoltre, può sostenere investimenti relativi alla diversificazione e che contribuiscono al reddito dei pescatori tramite lo sviluppo di attività complementari, compresi, tra gli altri, investimenti per i pescherecci, la ristorazione, i servizi ambientali legati alla pesca, le attività culturali e pedagogiche relative alla pesca e il turismo legato alla pesca sportiva.

L'iniziativa faro "Unione dell'innovazione" riveste un'importanza fondamentale per lo sviluppo dell'economia blu. Il programma Orizzonte 2020, dal valore di circa 79 miliardi di euro, costituisce il maggiore programma per la ricerca e l'innovazione. Inoltre, all'innovazione è destinata anche una parte delle risorse erogate a titolo dei fondi strutturali e di investimento europei.

Al fine di agevolare l'innovazione è necessario colmare le lacune riscontrate, quali ad esempio la scarsità di investimenti a favore della scienza, la carenza di dati sulla situazione dei mari e degli oceani, l'insufficienza delle risorse finanziarie e la mancanza di collaborazione tra i settori pubblico e privato.

Negli ultimi anni gli investimenti destinati ai sistemi di controllo dei mari e degli oceani sono aumentati, ma risultano ancora insufficienti. Inoltre, un problema fondamentale è l'inaccessibilità dei dati esistenti. La procedura necessaria per reperire e ottenere le opportune autorizzazioni per l'utilizzo dei dati richiede di per sé molto tempo e ulteriori risorse finanziarie. Tutto ciò limita notevolmente lo sviluppo dell'innovazione e l'impiego delle risorse menzionate.

La diversificazione nel settore della pesca è necessaria per diverse ragioni fondamentali, tra cui il calo dell'occupazione e della redditività nel settore, la necessità di contrastare l'emarginazione del settore della pesca nelle zone emergenti e l'opportunità di sfruttare nuove possibilità, ad esempio nel contesto della crescita "verde".

Alcune zone costiere e insulari si trovano ad affrontare un notevole declino economico, che ha come conseguenza lo spopolamento e l'emigrazione degli abitanti, spinti a cercare opportunità in ambienti che offrono maggiori prospettive in termini di occupazione e istruzione. Inoltre, alcune zone di pesca costiera si trovano in prossimità di aree economicamente sviluppate (ad esempio città e destinazioni turistiche di grande attrattiva) e, ciononostante, non riescono a conseguire un'adeguata crescita economica. Proprio in tali zone si registra una maggiore pressione a livello di utilizzo delle risorse marine e il settore della pesca risulta emarginato rispetto a quello turistico.

Il turismo è un settore economico in crescita e, in quanto tale, presenta notevoli potenzialità per la diversificazione della pesca. Il settore turistico si può avvalere del settore della pesca (prodotti ittici, ristorazione, alloggio, turismo legato alla pesca sportiva) presentando i vari prodotti quali componenti dell'offerta tradizionale, il che consentirebbe di sfruttare al meglio il patrimonio della pesca e la riconoscibilità di una determinata zona di pesca. Oltre al turismo, anche le attività culturali e artistiche possono svolgere un ruolo importante per la diversificazione della pesca. I valori culturali sono anch'essi parte del patrimonio tradizionale (prodotti artigianali, musica, danze) e possono essere una risorsa per la diversificazione della pesca. La tradizione, la storia e il patrimonio complessivo della pesca (attrezzi, pescherecci, tecniche, documenti storici e altro ancora) in una determinata zona possono essere promossi grazie all'apertura di musei e all'organizzazione di mostre strettamente legate al settore. La promozione di una determinata zona, inoltre, può avvalersi del turismo legato alle attività subacquee e alle immersioni.

Nel settore della pesca, ancora più che in altri, l'ambiente va di pari passo con l'economia. Quanto alla possibilità di diversificare la pesca nell'ambito dell'ambiente e dell'economia "verde" occorre certamente segnalare il contributo delle attività legate, ad esempio, alle fonti di energia rinnovabili e alla protezione dell'ambiente.

Occorre essere consapevoli di tutti i problemi cui la pesca costiera deve far fronte, in particolare per quanto concerne la selezione imposta per gli attrezzi e le tecniche (ad esempio il divieto di utilizzare le reti da posta fisse al di fuori della pesca commerciale) che fanno parte della tradizione e dello stile di vita della popolazione locale. Per tutelare la pesca costiera è necessario avviare una procedura di modifica della normativa esistente.

Alla luce della nuova PCP occorre predisporre un nuovo quadro e avviare una procedura di modifica del regolamento relativo alle misure di gestione per lo sfruttamento sostenibile delle risorse della pesca nel mar Mediterraneo, adottato nel 2006 e noto come regolamento "Mediterraneo". Tale regolamento, che disciplina le questioni delle caratteristiche tecniche degli attrezzi e delle loro modalità di utilizzo, deve essere allineato alla nuova PCP e alle esigenze della pesca costiera.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

17.2.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

20

3

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Marco Affronte, Clara Eugenia Aguilera García, Renata Briano, Alain Cadec, David Coburn, Richard Corbett, Diane Dodds, Raymond Finch, Ian Hudghton, Carlos Iturgaiz, Werner Kuhn, António Marinho e Pinto, Gabriel Mato, Norica Nicolai, Liadh Ní Riada, Ulrike Rodust, Remo Sernagiotto, Isabelle Thomas, Ruža Tomašić, Peter van Dalen, Jarosław Wałęsa

Supplenti presenti al momento della votazione finale

José Blanco López, Anja Hazekamp, Francisco José Millán Mon

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Liliana Rodrigues

(1)

Testi approvati, P7_TA(2012)0460.

(2)

Testi approvati, P7_TA(2013)0438.

(3)

Testi approvati, P8_TA(2015)0291.

(4)

Testi approvati, P7_TA(2013)0300.

Avviso legale