Procedura : 2015/2007(INI)
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A8-0048/2016

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PV 27/04/2016 - 22
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RELAZIONE     
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8.4.2016
PE 571.449v03-00 A8-0048/2016

sull'uguaglianza di genere e l'emancipazione delle donne nell'era digitale

(2015/2007(INI))

Commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere

Relatore: Terry Reintke

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sull'uguaglianza di genere e l'emancipazione delle donne nell'era digitale

(2015/2007(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visti l'articolo 2 e l'articolo 3, paragrafo 3, secondo comma, del trattato sull'Unione europea (TUE), nonché l'articolo 8 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

–  visto l'articolo 23 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,

–  viste la Dichiarazione e la Piattaforma d'azione di Pechino, adottate in occasione della quarta Conferenza mondiale sulle donne svoltasi nel 1995, in particolare la problematica "Donne e media",

–  visto il documento finale della 23a sessione straordinaria dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite svoltasi nel 2000, in cui si riconosce che le tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) costituiscono realizzazioni che offrono nuove opportunità per l'emancipazione delle donne, ma presentano anche rischi potenziali,

–  visti la Dichiarazione di principi e il Piano d'azione di Ginevra, adottati in occasione della prima fase del vertice mondiale sulla società dell'informazione (WSIS) svoltosi a Ginevra nel 2003,

–  visti l'Impegno di Tunisi e l'Agenda di Tunisi per la società dell'informazione, che precisano i meccanismi finanziari e internazionali per l'attuazione dei programmi di lavoro del WSIS, adottati durante la seconda fase del vertice, svoltasi a Tunisi dal 16 al 18 novembre 2005,

–  visti i riferimenti ai diritti delle donne e alla parità di genere contenuti nella dichiarazione sull'attuazione dei risultati del WSIS e nel documento collegato WSIS+10 sulle prospettive per il WSIS oltre l'orizzonte 2015,

–  visti i risultati del forum WSIS svoltosi dal 25 al 29 maggio 2015 a Ginevra sul tema "Innovating Together: Enabling ICTs for Sustainable Development" (Innovare insieme: sfruttare le TIC per lo sviluppo sostenibile), al quale ha partecipato una delegazione della commissione per i diritti della donna e la parità di genere,

–  viste le linee d'azione 2014 del WSIS, associate agli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) per consolidare le sinergie tra queste strategie globali, inclusa l'azione atta a rafforzare e promuovere l'inclusione sociale, economica e politica di tutti, indipendentemente da età, disabilità, caratteristiche genetiche, genere, orientamento sessuale, identità di genere, razza, origine sociale o etnica, religione o credo, condizioni economiche o situazioni di altro genere, entro il 2030,

–  viste la strategia della Commissione per la parità tra donne e uomini 2010-2015 (SEC(2010)1079/2), che comprende una serie di azioni relative alle donne e a internet, segnatamente per quanto concerne le TIC, e la revisione di metà percorso di detta strategia,

–  vista la sua risoluzione del 9 giugno 2015 su una strategia dell'Unione europea per la parità tra donne e uomini dopo il 2015(1),

–  vista la sua risoluzione del 9 settembre 2015 sull'emancipazione delle ragazze attraverso l'istruzione nell'UE(2),

–  vista la comunicazione della Commissione del 3 marzo 2010 dal titolo "Europa 2020 – Una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva" (COM(2010)2020),

–  viste le conclusioni del Consiglio "Occupazione, politica sociale, salute e consumatori" (EPSCO) del maggio 2014 sul tema "Le donne e l'economia: l'indipendenza economica dal punto di vista del lavoro a tempo parziale e del lavoro autonomo", in cui si afferma che "la strategia Europa 2020 individua una serie di settori prioritari per la crescita, anche nell'economia bianca e nei settori delle scienze e delle tecnologie" e che "al fine di sfruttare appieno il potenziale di crescita dell'Europa in questi ambiti è importante superare gli stereotipi di genere e combattere la segregazione nel settore dell'istruzione e occupazionale",

–  vista la sua risoluzione dell'8 ottobre 2015 sull'applicazione della direttiva 2006/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 luglio 2006, riguardante l'attuazione del principio delle pari opportunità e della parità di trattamento fra uomini e donne in materia di occupazione e impiego(3),

–  vista la sua risoluzione del 24 maggio 2012 recante raccomandazioni alla Commissione concernenti l'applicazione del principio della parità di retribuzione tra lavoratori di sesso maschile e quelli di sesso femminile per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore(4),

–  vista la sua risoluzione del 12 marzo 2013 sull'eliminazione degli stereotipi di genere nell'Unione europea(5),

–  vista la sua risoluzione del 12 settembre 2013 sull'agenda digitale per la crescita, la mobilità e l'occupazione(6), in particolare la "Grande coalizione sulle competenze e le occupazioni digitali",

–  vista l'azione 60 dell'Agenda digitale, volta a incoraggiare le donne a scegliere professioni legate alle TIC e ad aumentare la presenza delle donne in tale settore,

–  vista la comunicazione della Commissione intitolata "Strategia per il mercato unico digitale in Europa" (COM(2015)0192),

–  visti il secondo pilastro della strategia per il mercato unico digitale presentata dalla Commissione, che mira a creare un contesto favorevole e parità di condizioni per lo sviluppo delle reti digitali e di servizi innovativi, e il terzo pilastro di detta strategia, inteso a promuovere una società digitale inclusiva nella quale i cittadini abbiano le competenze necessarie per cogliere le opportunità offerte dalla rete e aumentare le loro possibilità di trovare lavoro,

–  visto lo studio pubblicato nel 2014 dal dipartimento tematico C del Parlamento europeo dal titolo "Study on Empowering Women on the Internet" (Studio sull'emancipazione delle donne in internet),

–  visto l'articolo 7 del regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, relativo alla promozione della parità fra uomini e donne e alla non discriminazione(7),

–  vista la Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica (convenzione di Istanbul),

–  viste la Dichiarazione e la Piattaforma d'azione di Pechino e in particolare gli obiettivi riguardanti le donne e i media, che invocano una maggiore partecipazione e accesso delle donne alle forme di espressione e ai processi decisionali nei media e nelle nuove tecnologie della comunicazione e attraverso di essi, nonché la promozione di un ritratto equilibrato e non stereotipato della donna nei media,

–  visto il codice europeo di buone pratiche per le donne nel settore TIC del 2013 della Commissione,

–  vista la sua analisi approfondita del 2012, dal titolo "Women in ICT" (Le donne nel settore delle TIC),

–  vista la sua analisi approfondita del 2015, dal titolo "Empowering Women on the Internet" (Emancipazione delle donne su Internet),

–  vista la relazione dell'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali (FRA) dal titolo "Violence against Women – an EU-wide survey. Main results" (La violenza contro le donne: un'indagine a livello di Unione europea. Risultati principali), pubblicata nell'ottobre 2014,

–  vista la direttiva 2011/36/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 aprile 2011, concernente la prevenzione e la repressione della tratta degli esseri umani e la protezione delle vittime(8), e che sostituisce la decisione quadro del Consiglio 2002/629/GAI,

–  viste la strategia dell'UE per l'eradicazione della tratta degli esseri umani (2012-2016) presentata dalla Commissione e la relazione intermedia sulla sua attuazione,

–  visti il ciclo programmatico dell'UE per contrastare la criminalità organizzata e le forme gravi di criminalità internazionale, avviato nel 2014, e il settore prioritario della tratta di esseri umani,

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere e il parere della commissione per l'occupazione e gli affari sociali (A8-0048/2016),

A.  considerando che la digitalizzazione ha rivoluzionato, modificando fondamentalmente il modo in cui le persone accedono all'informazione e forniscono informazione, comunicano, socializzano, studiano e lavorano, creando nuove possibilità di partecipazione al dibattito pubblico e politico, alla formazione e al mercato del lavoro e dischiudendo nuove prospettive per una vita all'insegna dell'autodeterminazione, con enormi potenzialità economiche per l'Unione europea e il resto del mondo; che la digitalizzazione ha un impatto non solo sui mercati, ma sulla società nel suo insieme;

B.  considerando che la società dell'informazione, stimolata dalle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC), comporta opportunità immense per la generazione e distribuzione della ricchezza e della conoscenza, come esemplificato dall'industria del software libero e a codice sorgente aperto, che ha cambiato le modalità di produzione, distribuzione, supporto e utilizzo del software e contribuisce a una maggiore inclusività digitale; che la digitalizzazione offre inoltre la possibilità di un impiego del tempo e dello spazio più flessibile e diversificato, muovendo verso modelli di società più equi; che nel contempo la digitalizzazione del mercato del lavoro può generare nuove dimensioni di esclusione, ad esempio il rischio di una segregazione economica, sociale, culturale e di genere;

C.  considerando che in Europa solo nove sviluppatori su cento sono donne, che solo il 19% dei manager nel settore delle tecnologie informatiche e della comunicazione è di sesso femminile (rispetto al 45% in altri settori dei servizi) e che le donne rappresentano solo il 19% degli imprenditori (rispetto al 54% in altri settori dei servizi)(9),

D.  considerando che questa evoluzione racchiude un grande potenziale per l'emancipazione delle donne, in quanto permette di accedere all'informazione e alla conoscenza al di fuori dei canali convenzionali e fornisce una piattaforma per l'espressione che può ispirare altri all'azione, aprendo nuove opportunità per interagire e impegnarsi per la difesa dei diritti e delle libertà delle donne e delle ragazze, delle persone LGBTI e delle persone con necessità specifiche come i disabili; che la partecipazione attiva delle donne alla società dell'informazione non è solo una questione di giustizia e di parità, ma contribuirà a migliorare le condizioni sociali ed economiche nella società e la competitività dell'Unione europea;

E.  considerando che vi è un notevole divario di genere per quanto riguarda l'accesso alle opportunità professionali e di apprendimento connesse alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione e alle competenze informatiche; che la digitalizzazione ha un forte impatto sul consumo e sulla distribuzione dei media, in particolare sui giovani utenti, aprendo nuovi canali di utilizzo dei media e permettendo di creare un contesto mediatico meno gerarchico; che la digitalizzazione può avere un effetto facilitatore, ma pone nel contempo nuove sfide per l'emancipazione delle donne, in virtù di una rappresentazione negativa, degradante e stereotipata della donna;

F.  considerando che i canali di comunicazione digitali e i social network assumono particolare importanza per le madri e i padri durante il periodo di cura dei figli e per i lavoratori a domicilio;

G.  considerando che la digitalizzazione ha un fortissimo impatto sul mercato del lavoro poiché modifica le catene del valore e crea nuove opportunità occupazionali e modelli di lavoro più flessibili; che le opportunità di regimi di lavoro flessibile e telelavoro introdotte dalla digitalizzazione possono rappresentare un utile strumento per un migliore equilibrio tra vita professionale e personale per uomini e donne; che tali regimi di lavoro flessibile possono svolgere un ruolo positivo contribuendo all'inclusione nel mercato del lavoro di gruppi svantaggiati di donne; che vi sono tuttavia anche possibili ripercussioni negative, soprattutto sulle donne, come l'erosione dei diritti dei lavoratori, il progressivo venir meno degli orari di lavoro tradizionali e dei confini tra responsabilità professionali e non professionali, nonché l'aumento delle forme di occupazione scarsamente retribuite e più precarie;

H.  considerando che il miglioramento delle competenze digitali e informatiche rappresenta un'opportunità unica per rafforzare l'inclusione nel mercato del lavoro delle ragazze e delle donne, così come delle le persone con necessità specifiche come i disabili; che l'aumento della presenza delle donne nel settore delle TIC, che è uno dei settori meglio retribuiti, può contribuire alla loro emancipazione e indipendenza finanziaria, riducendo al contempo il divario retributivo di genere totale;

I.  considerando in un mercato del lavoro digitalizzato la responsabilità passa sempre più spesso dall'impresa al singolo individuo, cambiando le condizioni di previdenza sociale per i lavoratori autonomi e free lance; che il risultato di tali cambiamenti è chiaramente definito da decisioni politiche;

J.  considerando che, in caso di contratti individuali multipli in seno a diverse aziende e istituzioni, il monitoraggio del principio della parità di retribuzione per uno stesso lavoro nel medesimo luogo di lavoro, che riveste la massima importanza per una società veramente egualitaria, diviene più complesso;

K.  considerando che l'ingresso di un maggior numero di donne nel settore delle TIC farebbe crescere un mercato in cui si prevede una carenza di manodopera e nel quale la partecipazione paritaria delle donne si tradurrebbe in un aumento del PIL dell'Unione dell'ordine di circa 9 miliardi di EUR l'anno; che allo stato attuale le donne sono fortemente sottorappresentate in termini di lauree nel campo delle TIC, dove costituiscono appena il 20% dei laureati, e che solo il 3% del totale delle donne laureate si laureano nel settore delle TIC; che le donne affrontano notevoli difficoltà nell'inserirsi e nel rimanere nel settore delle TIC; che essendo la forza lavoro nel settore delle TIC in prevalenza maschile, con solo un 30% della forza lavoro costituito da donne, molte donne decidono di abbandonare il settore pochi anni dopo il completamento degli studi universitari;

L.  considerando che, secondo lo studio dal titolo "Women active in the ICT sector" (Donne attive nel settore delle TIC), da qui al 2020 l'Europa si troverà a far fronte a una carenza di 900 000 lavoratori nel settore TIC; che il settore delle TIC è in rapida crescita e genera circa 120 000 nuovi posti ogni anno;

M.  considerando che il settore delle TIC è caratterizzato da una marcata segregazione verticale e orizzontale e da un divario tra il titolo di studio delle donne e la loro posizione in detto settore; che meno del 20% degli imprenditori nel settore delle TIC sono donne; che la maggior parte (54%) delle donne occupate nel settore delle TIC occupa posizioni peggio retribuite e meno qualificate e soltanto una ridotta minoranza (8%) di esse occupa posizioni di ingegnere informatico altamente qualificato; che le donne sono altresì sottorappresentate nel processo decisionale in tale settore, dove solo il 19,2% degli addetti del settore delle TIC ha donne come superiori, rispetto al 45,2 % in altri settori;

N.  considerando che le donne dai 55 anni di età in poi sono a forte rischio di disoccupazione e inattività sul mercato del lavoro, visto che il tasso medio di occupazione delle donne di età compresa tra i 55 e i 64 anni nell'UE è di solo il 42% rispetto al 58% degli uomini; che il basso livello di alfabetizzazione informatica e competenza digitale amplifica il rischio; che il miglioramento e l'investimento nelle competenze digitali delle donne dai 55 anni di età in su migliorerebbero le loro opportunità di lavoro e offrirebbero una certa protezione contro l'esclusione dal mercato del lavoro;

O.  considerando che il sessismo e gli stereotipi di genere sono un ostacolo per l'uguaglianza di genere e per lo sviluppo economico e la competitività dell'Unione e allargano ulteriormente il divario digitale di genere nel campo delle TIC, dei media e della società dell'informazione, che è già marcato; che gli stereotipi di genere esistenti rendono difficile per le donne il completo sviluppo delle loro capacità come utenti, innovatrici e creatrici; che sono necessarie una chiara volontà politica, azioni concrete e la partecipazione ella società civile per cambiare tale stato di cose;

P.  considerando che istruzione e formazione sono fondamentali per l'emancipazione delle donne nell'era digitale, e quindi per una società con prospettive di futuro; che il 60 % degli studenti delle scuole dell'Unione non usa mai dispositivi digitali in classe; che la percentuale di laureate nel campo delle TIC, che era già bassa, ha registrato un calo; che le donne sono fortemente sottorappresentate in materie quali scienza, tecnologia, ingegneria e matematica (STEM) e che circa la metà delle laureate non lavora in tali campi; che le donne continuano a essere fortemente sottorappresentate in iniziative come Code Week, ITC for Better Education, lo Startup Europe Leaders Club e la Grande coalizione per l'occupazione nel settore digitale, che puntano a promuovere ulteriormente l'istruzione digitale e le competenze digitali;

Q.  considerando che la promozione delle tecnologie digitali e delle TIC svolgono un ruolo importante nella politica di cooperazione allo sviluppo dell'UE, in sintonia con gli obiettivi di sviluppo sostenibile, in particolare nel contribuire all'emancipazione sociale ed economica di donne e ragazze, sollevandole dalla povertà;

R.  considerando che la digitalizzazione favorisce la promozione della democrazia diretta tramite il web, consentendo così un maggiore coinvolgimento delle donne in politica e un migliore accesso alle informazioni;

S.  considerando che grazie al binomio digitalizzazione e democrazia diretta le donne hanno maggiori possibilità di impegnarsi in prima persona al di fuori degli schemi tradizionali della politica, con una loro piena e ampia partecipazione;

T.  considerando che le TIC, così come qualsiasi tecnologia, possono essere usate e sfruttate indebitamente per minacciare le donne, i loro diritti e le loro libertà, e in ultima analisi la loro emancipazione, come nel caso del bullismo e dello stalking online, della tratta di esseri umani, dei discorsi d'odio e dell'incitamento all'odio, della discriminazione e della violazione dei diritti fondamentali; che l'anonimato della rete contribuisce alla proliferazione di queste forme di violenza nei confronti delle donne; che è necessario che i responsabili politici, così come le imprese, le aziende e le organizzazioni della società civile, individuino e affrontino adeguatamente queste nuove sfide e questi nuovi rischi, dando nel contempo spazio allo scambio di informazioni in rete;

U.  considerando che vengono utilizzate nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione per creare canali e piattaforme che facilitano determinate forme di sfruttamento sessuale delle donne, anche con il coinvolgimento di minori; che le piattaforme digitali sono utilizzate anche per la commercializzazione del corpo femminile; che occorre che i professionisti delle autorità di contrasto riconoscano le trasformazioni operate dalla digitalizzazione in tali reati; che è altresì necessario sensibilizzare i pertinenti professionisti nel campo dell'istruzione alle nuove forme di rischio digitale e che l'UE e gli Stati membri destinino fondi per promuovere l'educazione all'uso sicuro e rispettoso di internet, nonché sui rischi di violenza di genere online nei confronti di ragazzi e ragazze, associando gli uomini e i ragazzi alla lotta contro la violenza nei confronti delle donne e delle ragazze;

V.  considerando che i mezzi di comunicazione digitale hanno contribuito al prevalere di discorsi di odio e minacce nei confronti delle donne, che il 18% delle donne in Europa ha subito sin dall'adolescenza forme di molestia da parte di conoscenze fatte su internet e che sono nove milioni le europee vittime di violenza online; che la portata delle minacce, incluse quelle di morte, nei confronti delle donne si è aggravata; che la consapevolezza sociale riguardante le forme digitali di violenza sia tra il grande pubblico sia tra i professionisti del settore, come i funzionari delle autorità di contrasto e gli insegnanti, rimane insufficiente per assicurare un'adeguata prevenzione, il monitoraggio e l'assistenza alle vittime; che varie forme di violenza online non sono ancora debitamente disciplinate dal diritto penale e nelle modalità e procedure di incriminazione in tutti gli Stati membri; che il sistema giudiziario manca di reattività; che chi si macchia di abusi e reati d'odio raramente è denunciato, indagato, perseguito e condannato; che occorre riconoscere a livello di UE la natura potenzialmente transfrontaliera degli abusi e della violenza in rete;

W.  considerando che il bilancio di genere e l'integrazione della dimensione di genere possono essere utilizzati quali strumenti per promuovere l'uguaglianza di genere; che occorre tenere conto delle prospettive di genere in tutte le fasi dell'attività della Commissione sulla digitalizzazione in Europa, onde assicurare che le donne non siano soltanto incluse ma che siano anche in prima linea nello sviluppo digitale;

X.  considerando che la scarsa partecipazione di donne e ragazze ai corsi di studi nel campo delle TIC e successivamente nel lavoro è il risultato di una complessa interazione di stereotipi di genere che cominciano fin dall'infanzia e dai primi anni di scuola e continuano nella vita professionale; che i fattori che limitano la partecipazione di donne e ragazze nello studio e nello svolgimento di professioni nel campo delle TIC includono stereotipi datati, segregazione in attività "tipicamente femminili e maschili", hobby e giocattoli, che iniziano fin dai primi anni di scuola, una relativa mancanza di modelli di ruolo femminili nel settore delle TIC e la limitata visibilità delle donne in questo settore, soprattutto nelle posizioni dirigenziali;

Raccomandazioni generali

1.  esorta la Commissione e il Consiglio a sfruttare appieno il potenziale della società dell'informazione, delle TIC e della rete per promuovere l'emancipazione femminile, i diritti e le libertà delle donne e la parità di genere, indipendentemente da età, disabilità, caratteristiche genetiche, genere, orientamento sessuale, identità di genere, razza, origine sociale o etnica, religione o credo, condizioni economiche;

2.  sottolinea che l'accesso a internet costituisce un nuovo servizio di base necessario per tutto il mondo, uomini, donne, bambini e bambine; che internet costituisce oggi uno strumento essenziale per la vita quotidiana delle persone nell'ambito della famiglia, del lavoro, dello studio e dell'apprendimento, per la gestione nell'ambito delle imprese, dei poteri pubblici, delle istituzioni e organizzazioni e per il funzionamento delle reti sociali e la promozione delle pari opportunità;

3.  invita la Commissione a sfruttare e rendere più mirate l'Agenda digitale e la strategia per il mercato unico digitale, per affrontare il grave divario di genere nel settore delle TIC e promuovere la piena integrazione delle donne in tale settore, in particolare nelle professioni in ambito tecnico e delle telecomunicazioni, promuovere l'istruzione e la formazione di donne e ragazze nel campo delle TIC e altre materie STEM, accrescere la visibilità delle donne nell'arena digitale, rafforzare l'uguaglianza di genere e la partecipazione delle donne attraverso un migliore accesso ai finanziamenti, condurre sistematicamente valutazioni d'impatto di genere e il bilancio di genere nel proprio lavoro sull'agenda digitale e la strategia per il mercato unico digitale, in modo da incorporare debitamente il principio europeo fondamentale della parità tra donne uomini, e sostenere la società civile e le organizzazioni di donne per fare di una rete inclusiva una realtà;

4.  invita le istituzioni dell'UE e gli Stati membri a integrare la prospettiva di genere in tutte le iniziative in campo digitale e a riconoscere che il potere digitale contribuisce a una nuova e maggiore consapevolezza sulle questioni di genere e l'uguaglianza di genere; ricorda alla Commissione l'efficacia della rete quale mezzo per campagne, forum e per dare visibilità a modelli di ruolo femminili che contribuiscono tutti a dare impulso all'uguaglianza di genere; chiede pertanto alla Commissione di dare la priorità alle donne nella sua Agenda digitale, in modo che la nuova era digitale possa trainare l'uguaglianza di genere;

5.  esorta la Commissione a includere nella prossima strategia per la parità tra donne e uomini 2016-2020 interventi specifici volti a sostenere l'integrazione e la partecipazione delle donne all'interno della società dell'informazione e a promuovere energicamente le reti di donne online, poiché tali reti sono la manifestazione di un approccio autonomo e ascendente all'emancipazione femminile e dovrebbero ricevere tutto il sostegno necessario per potersi trasformare in strumenti a lungo termine;

6.  prende atto della comunicazione della Commissione dal titolo "Strategia per il mercato unico digitale in Europa", ma ne deplora l'approccio ristretto, poiché essa sottovaluta il notevole potenziale che la digitalizzazione può offrire con riferimento a una società inclusiva, equa e partecipativa e non riconosce in misura sufficiente le opportunità che un sostegno mirato e il finanziamento delle infrastrutture possono fornire all'emancipazione femminile;

7.  invita a dare maggiore enfasi al software libero e a codice sorgente aperto nel settore delle TIC e nel mercato digitale; ritiene che il software libero e a codice sorgente aperto sia uno strumento fondamentale per promuovere l'uguaglianza di genere e la democratizzazione nel mercato digitale e nel settore delle TIC; sottolinea l'esigenza di una maggiore consapevolezza di genere anche nel settore a codice sorgente aperto;

8.  invita l'UE e i suoi Stati membri a sviluppare, sostenere e attuare le azioni promosse dalle Nazioni Unite e dai relativi organismi, in particolare nel quadro della dichiarazione e della piattaforma d'azione di Pechino e dei vertici mondiali sulla società dell'informazione (WSIS), al fine di adoperarsi per l'emancipazione femminile nell'era digitale a livello europeo e globale; invita gli Stati membri a comunicare e condividere le migliori pratiche per promuovere un coinvolgimento paritario delle donne nello sviluppo digitale in Europa;

9.  chiede agli Stati membri, per pervenire all'uguaglianza di genere nella società dell'informazione e nelle TIC, di introdurre piani d'azione pluriennali volti a favorire la generazione di conoscenza delle TIC tra le donne nel settore dell'istruzione e della formazione, promuovere l'occupazione e lo spirito imprenditoriale delle donne mediante l'uso abituale di Internet e dei servizi digitali, sviluppare contenuti online che promuovano l'uguaglianza di genere, favorire lo scambio, la diffusione e la comunicazione continui dei valori di uguaglianza, promuovere l'accesso alle TIC e l'utilizzo delle stesse come strumenti contro la discriminazione di genere in ambiti quali la violenza di genere, la cooperazione internazionale, la conciliazione tra vita personale, professionale e familiare ovvero nella progettazione, introduzione, diffusione e valutazione delle politiche e dei piani per la parità;

Partecipazione

10.  invita la Commissione e gli Stati membri a fare un uso migliore del notevole potenziale offerto dalla digitalizzazione a tutti i livelli di partecipazione politica e nell'inclusione delle donne nei processi decisionali, ad esempio per mezzo della votazione elettronica; evidenzia le importanti opportunità che le iniziative di digitalizzazione e amministrazione elettronica (e-government) presentano per l'accesso alle informazioni, i processi decisionali, la trasparenza e la maggiore responsabilizzazione; sottolinea inoltre che le TIC possono migliorare in modo considerevole la capacità delle donne di partecipare a sondaggi e forum di discussione nonché di presentare denunce e segnalazioni in forma anonima;

11.  invita la Commissione e gli Stati Membri a promuovere la digitalizzazione in politica al fine di sostenere la democrazia diretta e permettere una partecipazione più attiva di tutti i cittadini, superando in tal modo vecchi schemi e ostacoli che creano difficoltà alle donne e ai gruppi sottorappresentati nei loro tentativi di affermarsi nei contesti elettorali e istituzionali; invita inoltre la Commissione e gli Stati membri a considerare e sviluppare ulteriormente le metodologie di votazione online per le consultazioni elettorali, eliminando in tale modo gli ostacoli che spesso interessano in particolare le donne;

12.  invita la Commissione a sfruttare appieno il programma "Europa per i cittadini" per rivolgersi in modo specifico alle associazioni femminili e alle organizzazioni della società civile che operano in ambiti relativi alla digitalizzazione e alle TIC, allo scopo di migliorare le condizioni della partecipazione civica e democratica delle donne e di accordare un'attenzione particolare agli obiettivi specifici di genere nelle prossime valutazioni dell'attuazione;

13.  sottolinea l'importante ruolo che i nuovi media possono svolgere nel rafforzare la partecipazione delle donne ai processi democratici; invita la Commissione e gli Stati membri a promuovere la piena partecipazione delle donne nei media, anche a livello di organi di gestione, regolamentazione e monitoraggio, onde assicurare una maggiore parità di genere nei media e contrastare la stereotipizzazione e la rappresentazione impropria delle donne; esorta altresì la Commissione a promuovere la creazione di reti tra le organizzazioni della società civile e le organizzazioni dei professionisti del settore mediatico per consentire alle donne di svolgere un ruolo attivo e riconoscere le esigenze specifiche delle donne nei mezzi d'informazione;

14.  sottolinea il ruolo fondamentale svolto dalla società civile internazionale nella governance di Internet, attraverso forum quali il Global Internet Forum; invita la Commissione e gli Stati membri a collaborare e a sostenere le organizzazioni della società civile digitale a livello di base e internazionale e a promuovere la partecipazione e la rappresentanza di donne e ragazze in tutti questi forum e reti;

15.  ritiene che l'accesso gratuito alla banda larga per tutti, quanto meno negli spazi pubblici, migliorerebbe le opportunità delle donne di usare le offerte digitali e aumenterebbe le loro possibilità di accedere al mercato del lavoro, il che contribuirebbe anche ad aumentare l'inclusione sociale e gli sviluppi positivi in ambito ambientale ed economico; invita la Commissione a riconoscere l'importanza di estendere la propria agenda digitale alle zone rurali, in modo che nessun cittadino sia escluso o isolato, in particolare le donne, e che le opportunità digitali siano a disposizioni di tutti;

Mercato del lavoro

16.  chiede alla Commissione, agli Stati membri e alle parti sociali di promuovere l'uguaglianza di genere nelle imprese operanti nel settore delle TIC e nelle altre industrie pertinenti, negli organismi rappresentativi e negli istituti di formazione, anche nei posti di responsabilità, nonché di monitorare e seguire attentamente i progressi compiuti e condividere le migliori pratiche in tale ambito;

17.  invita la Commissione e gli Stati membri ad affrontare la questione della grave sottorappresentanza delle donne nel settore delle TIC, in particolare tra le persone che ricoprono le cariche più alte e nei consigli di amministrazione; esorta la Commissione e gli Stati membri a riconoscere che la direttiva sull'equa rappresentanza delle donne nei consigli di amministrazione fornisce una reale opportunità per cambiare la cultura aziendale i cui effetti si rifletterebbero su tutti i livelli gerarchici ed esorta pertanto a sbloccare la direttiva in sede di Consiglio; ricorda pressantemente alla Commissione che ad essa compete la responsabilità di adottare qualsiasi provvedimento che possa contribuire a risolvere l'impasse in seno al Consiglio per quanto attiene alla legislazione dell'Unione in materia di trasparenza e di un maggiore equilibrio nella selezione del personale destinato alle posizioni decisionali;

18.  invita gli Stati membri ad affrontare il divario di genere nel settore TIC sottolineando l'interesse commerciale per la diversità e creando maggiori incentivi per le imprese e per le donne, come ad esempio modelli di ruolo e percorsi di carriera, al fine di rafforzare la visibilità delle donne;

19.  esorta la Commissione e gli Stati membri a tutelare i diritti fondamentali e la protezione sociale dei lavoratori e a contrastare le condizioni di lavoro precarie; sollecita la proposta, da parte della Commissione, e l'ulteriore sviluppo, da parte degli Stati membri, di un nuovo meccanismo di protezione adattato ai modelli di lavoro e di carriera creati dalla digitalizzazione, riservando un'attenzione particolare alla situazione delle donne; sottolinea altresì l'importanza della contrattazione collettiva a tutti i livelli, specialmente in ambiti pesantemente interessati dalla digitalizzazione, al fine di garantire il principio della pari retribuzione per uguale lavoro e salvaguardare la qualità e la sicurezza del luogo di lavoro nell'era digitale; sottolinea l'esigenza di definire le condizioni generali necessarie per salvaguardare la protezione dei dati personali dei lavoratori;

20.  esorta la Commissione e gli Stati membri a riconoscere il pieno potenziale della flessibilità offerta dalla digitalizzazione nell'ambito della conciliazione tra vita professionale e vita privata, sottolineando nel contempo che la digitalizzazione del mercato del lavoro richiede un adeguamento sia delle politiche del mercato del lavoro sia dei sistemi di sicurezza sociale soggiacenti; invita la Commissione e gli Stati membri, con riferimento alla tabella di marcia della Commissione dal titolo "New start to address the challenges of work-life balance faced by working families" (Un nuovo inizio per affrontare le sfide poste dall'equilibrio tra vita professionale e vita privata alle famiglie che lavorano), a individuare le opportunità e le sfide della digitalizzazione per quanto concerne le condizioni lavorative, la necessità di adeguamento del luogo di lavoro, lo sviluppo delle competenze e le opportunità di apprendimento permanente, in particolare per i lavoratori con responsabilità di assistenza; chiede agli Stati membri e alla Commissione di investire in modo mirato nelle pratiche di lavoro digitale per migliorare l'equilibrio tra vita lavorativa e vita privata;

21.  invita la Commissione e gli Stati membri a sostenere l'apprendimento permanente, nonché la formazione e i programmi che contribuiscono a favorire l'adattamento o l'eventuale cambiamento di carriera in base alla crescente domanda di competenze digitali in molti settori diversi, prestando particolare attenzione alle donne di età pari o superiore a 55 anni, al fine di proteggerle dall'esclusione dal mercato del lavoro;

22.  chiede che, nelle misure adottate in questo ambito, l'onere burocratico per le imprese sia ridotto al minimo; osserva che una burocrazia eccessiva pregiudica l'accettazione delle misure e può causare la perdita o la delocalizzazione di posti di lavoro; accoglie con favore i compromessi praticabili e fondanti su un consenso raggiunti dalle parti sociali in molti Stati membri in cui la cogestione è tradizionalmente forte; ritiene che la cogestione rappresenti un modello di migliore prassi da seguire nelle economie europee;

23.  segnala che il divario retributivo di genere rimane una delle principali problematiche relative alla disparità di genere nel settore delle TIC e invita, pertanto, gli Stati membri a dare finalmente avvio all'effettiva attuazione alla raccomandazione della Commissione sul potenziamento del principio della parità retributiva tra donne e uomini tramite la trasparenza e azioni positive costanti, preferibilmente mediante la legislazione, e a introdurre misure di trasparenza salariale e valutazioni del lavoro neutre sotto il profilo del genere; invita la Commissione ad affrontare la parità di retribuzione nella sua iniziativa nel quadro del programma di lavoro 2016 dal titolo "Un nuovo inizio per i genitori che lavorano", poiché il divario retributivo si accentua ulteriormente quando i lavoratori diventano genitori;

24.  sottolinea che il divario retributivo di genere conduce a un divario pensionistico ancora maggiore; sottolinea che occorre garantire il principio della pari retribuzione per uguale lavoro nello stesso luogo di lavoro al fine di garantire salari giusti ed equi, come indicato dal presidente della Commissione Juncker;

25.  incoraggia gli Stati membri a istituire sistemi fiscali e previdenziali che non disincentivino i secondi percettori di reddito a lavorare o a lavorare di più, dato che le donne tendono a costituire la seconda fonte di reddito familiare e che i posti di lavoro nel settore TIC contribuiscono grandemente in tale contesto;

26.  evidenzia che per le donne che lavorano nel settore TIC, esistono ancora sia un divario retributivo di genere che un divario in termini di progressione di carriera; sottolinea che il principio della pari retribuzione per uguale lavoro nello stesso luogo di lavoro mirante a garantire salari giusti ed equi è attualmente messo in discussione, sebbene tale principio rappresenti uno dei pilastri fondamentali della giustizia sociale nel mercato del lavoro e dovrebbe essere protetto più di ogni altro; ricorda che non si deve permettere che le disparità si radichino nell'economia digitale per quanto riguarda la parità di remunerazione e le progressione di carriera; sottolinea che una maggiore partecipazione delle donne al mercato del lavoro e i relativi investimenti nelle politiche di inclusione sociale contribuiranno a ridurre il divario retributivo di genere; pone l'accento sull'importanza delle contrattazioni collettive anche nell'economia del mercato digitale al fine di tutelare la qualità e la sicurezza dei posti di lavoro nell'era della digitalizzazione;

27.  accoglie con favore le numerose opportunità e la maggiore flessibilità che l'era digitale offre ai lavoratori dipendenti e a quelli autonomi, incluse le possibilità legate a un migliore equilibrio tra vita privata e vita lavorativa, in particolare per quanto riguarda la situazione sul mercato del lavoro dei genitori di bambini piccoli e delle persone con disabilità; invita la Commissione e gli Stati membri ad affrontare la situazione relativa al lavoro flessibile ed alla sicurezza del lavoro, caratteristica del settore TIC, ma sottolinea nel contempo le nuove sfide collegate a tale sviluppo e invita gli Stati membri a garantire che siano attuate disposizioni adeguate in materia di previdenza sociale; è favorevole a un "diritto a staccare" per i lavoratori al di fuori dell'orario di lavoro concordato;

28.  richiama l'attenzione sul fatto che la tendenza, guidata dalla digitalizzazione, verso pratiche di lavoro più flessibili può anche dar vita a forme di occupazione instabili; sottolinea che i disturbi mentali legati al lavoro, per esempio l'esaurimento psicofisico causato dalla costante accessibilità, rappresentano un rischio grave; sostiene quindi la piena osservanza dei periodi di riposo previsti per i lavoratori e sottolinea la necessità di rispettare le norme sull'orario di lavoro stabilite nei contratti di lavoro che prevedono orari flessibili, così da mantenere i confini dell'orario di lavoro come definito dalle legislazioni sul lavoro dei singoli Stati membri;

Istruzione e formazione

29.  sottolinea l'importanza di garantire l'integrazione della dimensione di genere nel settore dell'istruzione tramite la promozione dell'alfabetizzazione digitale e della partecipazione di donne e ragazze all'istruzione e alla formazione sulle TIC, inserendo la programmazione, i nuovi media e le nuove tecnologie nei programmi di studio a tutti i livelli, compresa anche l'istruzione extracurriculare, informale e non formale, e in tutte le tipologie di istruzione e formazione, compresa quella riservata ai docenti, al fine di ridurre ed eliminare le disparità di competenze in ambito digitale e incoraggiare le ragazze e le giovani donne a intraprendere una carriera nel settore delle scienze e delle TIC; sottolinea, in questo contesto, l'importanza delle risorse didattiche aperte (RDA), che assicurano a tutti un migliore accesso all'istruzione, e dello scambio delle migliori pratiche nell'integrazione della prospettiva di genere nell'istruzione nell'ambito delle TIC;

30.  esorta gli Stati membri a introdurre nelle scuole uno studio delle TIC adeguato all'età fin dai primi anni, cercando in particolare di invogliare le bambine a sviluppare il proprio interesse e talento per l'ambito digitale; invita la Commissione e gli Stati membri a promuovere l'istruzione delle bambine nei settori STEM fin dall'infanzia, dato che abbandonano materie come le scienze, la tecnologia, l'ingegneria e la matematica prima nel loro percorso formativo a causa degli stereotipi di genere associati a dette materie, la mancanza di modelli di ruolo e una segregazione delle attività e dei giocattoli, aspetti che conducono a una sottorappresentanza delle donne in tali corsi di studio all'università che si protrae nei luoghi di lavoro; sottolinea pertanto la necessità di contrastare gli stereotipi di genere e promuovere la formazione in ambito digitale, a cominciare dall'istruzione primaria e proseguendo in tutte le fasi dell'istruzione fino ai corsi di formazione e apprendimento per adulti rivolti alle persone escluse dalla forza lavoro;

31.  esorta la Commissione e gli Stati membri a favorire un'istruzione e un apprendimento permanente rivolti specificamente alle donne più anziane per l'intera durata della loro vita professionale e oltre, soprattutto alle donne con obblighi di assistenza e le donne che hanno interrotto la propria carriera o stanno ritornando nel mondo del lavoro, allo scopo di garantire che non rimangano indietro nei cambiamenti sempre più rapidi verso la digitalizzazione;

32.  osserva che l'istruzione nel campo delle tecnologie digitali, le TIC e la programmazione nei primi anni è particolarmente importante per l'emancipazione delle donne, poiché le incoraggia a dedicarsi a tale ambito e a superare gli stereotipi di genere; sottolinea che un'accresciuta rappresentanza delle donne nei settori STEM a livello universitario è essenziale per assicurare una maggiore rappresentanza femminile nel settore digitale;

33.  invita gli Stati membri ad affrontare il divario di genere nel settore delle TIC, creando più incentivi e strutture di sostegno per le donne, come ad esempio modelli di ruolo, programmi di tutoraggio e percorsi di carriera, al fine di rafforzare la visibilità delle donne; invita pertanto gli Stati membri ad adattare i rispettivi sistemi educativi, se del caso, al fine di promuovere l'insegnamento e l'interesse per le materie STEM in generale e tra le studentesse in particolare;

34.  sottolinea il valore delle TIC, nello specifico dei corsi di formazione online, per le ragazze e le donne, ma anche per le persone con necessità specifiche, come i disabili e le persone che vivono nelle aree rurali o periferiche, così come delle possibilità di telelavoro, per migliorare l'istruzione di tali gruppi sociali e aumentare le loro possibilità di indipendenza economica;

35.  sottolinea l'importante ruolo e l'enorme potenziale dell'istruzione in ambito artistico e del design, formale, informale e non formale, delle industrie creative e del settore culturale per l'emancipazione di donne e bambine e per favorirne l'ingresso nel settore digitale; sottolinea pertanto l'importanza di creare un collegamento tra le materie STEM e i settori economici mediante l'istruzione e le arti, trasformando le STEM in STEAM;

36.  invita la Commissione a promuovere le tecnologie digitali come strumento per la riduzione delle barriere che ostacolano l'accesso al mercato del lavoro nel quadro dell'apprendimento permanente e a definire parametri di riferimento dell'UE, in termini di percentuale del PIL, per gli investimenti pubblici e privati a favore delle competenze;

37.  incoraggia gli Stati membri e la Commissione a promuovere, in particolare attraverso campagne di informazione e di sensibilizzazione, la partecipazione delle donne in settori di attività ritenuti tipicamente "maschili" quali la digitalizzazione; sottolinea la necessità di organizzare iniziative di sensibilizzazione, formazione e integrazione della dimensione di genere che interessino tutti i soggetti coinvolti nella politica della digitalizzazione;

38.  plaude al "Code of Best Practices for Women and ICT" (codice di buone pratiche per le donne e le TIC) e invita ad attuarlo in maniera ampia ed attiva; accoglie con favore la creazione di una "Grande coalizione per l'occupazione nel digitale" a livello europeo ed esorta le aziende coinvolte a rivolgere particolare attenzione alla garanzia di pari opportunità di assunzione e di carriera per le donne;

39.  invita la Commissione e gli Stati Membri ad attuare programmi rivolti ai genitori per avvicinarli alle TIC utilizzate dai loro figli, in modo da migliorare la consapevolezza degli adulti riguardo ai possibili incontri e relazioni che possono avvenire in rete e da ridurre il gap generazionale esistente a livello di informatica;

40.  sottolinea l'importanza di migliorare le competenze e l'alfabetizzazione digitali per favorire l'ingresso nelle imprese TIC delle donne che, per vari motivi, non possiedono tali competenze specifiche; sottolinea che un fallimento a tale riguardo creerebbe un ulteriore svantaggio nell'accesso delle donne a tale settore; ricorda che il Fondo sociale europeo può partecipare al finanziamento di queste attività di formazione;

41.  sottolinea l'importanza di integrare i codici, i nuovi media e le tecnologie nei piani di studio a tutti i livelli e richiama l'attenzione sul potenziale offerto dalle competenze digitali di ridurre le barriere di accesso al mercato del lavoro; segnala l'importanza di un dialogo permanente con le parti sociali per superare il divario di genere in questo settore;

42.  esorta la Commissione, nell'ambito della strategia per il mercato unico digitale e più in particolare con riferimento alla creazione di una società elettronica inclusiva, ad aumentare la visibilità delle donne nel settore tecnologico tramite la creazione di una cattedra sovvenzionata per le donne nel ambito delle TIC, l'avvio di un progetto pilota su un'università europea online dedicata specificatamente alle TIC e all'ingegneria tecnica nonché l'introduzione di un programma di borse di studio su misura per le donne nel settore delle TIC e dei nuovi media;

43.  invita la Commissione, gli Stati membri e le aziende a promuovere l'uguaglianza di genere nelle TIC raccogliendo dati disaggregati per genere sull'utilizzo delle TIC, definendo obiettivi, indicatori e parametri di riferimento per verificare i progressi compiuti in termini di accesso delle donne alle TIC e promuovere gli esempi di migliori pratiche tra le aziende operanti nel settore delle TIC;

44.  invita la Commissione e gli Stati membri ad aumentare il sostegno dato all'emancipazione delle donne nel settore digitale e delle TIC nella cooperazione allo sviluppo e nelle relazioni esterne dell'UE, attraverso la promozione dell'istruzione in ambito digitale e favorendo l'imprenditoria femminile tramite vari strumenti, inclusi i programmi di microfinanziamento e le reti di sostegno;

Investimenti e finanziamenti a favore dell'imprenditorialità

45.  invita gli Stati membri e la Commissione a migliorare l'accesso ai fondi esistenti e, ove necessario, a stanziare nuovi fondi alle imprenditrici affinché creino imprese nel campo delle TIC e start-up digitali, nonché mettere a loro disposizione programmi di tutoraggio femminile e reti di scambio tra pari, promuovendo l'innovazione e gli investimenti nell'UE; invita gli Stati membri a fornire un adeguato sostegno finanziario e una formazione adeguata alle donne che desiderano fare carriera nel settore della digitalizzazione, al fine di promuovere l'imprenditorialità femminile anche in tale settore;

46.  ritiene che, soprattutto con riferimento all'obiettivo della strategia per il mercato unico digitale di creare le condizioni propizie per un contesto TIC innovativo e competitivo e il miglioramento delle opportunità di finanziamento a favore delle PMI e delle start-up, sia necessario accordare un'attenzione particolare all'accesso delle donne ai fondi e ai servizi finanziari; sottolinea l'importanza dell'accesso delle donne ai microfinanziamenti per l'imprenditoria femminile;

47.  invita la Commissione, in relazione all'agenda digitale, a monitorare e valutare attentamente l'applicazione dell'integrazione della dimensione di genere e del bilancio di genere nel quadro dei fondi dell'UE, a norma dell'articolo 7 del regolamento recante disposizioni comuni sui fondi europei (regolamento (UE) n. 1303/2013 del 17 dicembre 2013), e chiede alla Commissione e agli Stati membri di assicurare la partecipazione delle associazioni femminili ai comitati di monitoraggio dei programmi di finanziamento, onde garantire l'attuazione di azioni mirate volte a rafforzare il ruolo delle donne nel settore delle TIC; ricorda l'impegno della Commissione a favore del bilancio di genere;

48.  invita la Commissione a prendere in considerazione la dimensione di genere nell'analisi e nella rendicontazione della partecipazione dei partner, anche in relazione all'agenda digitale;

49.  invita la Commissione, in collaborazione con la Banca europea per gli investimenti, a istituire programmi di sostegno agli investimenti nelle TIC tramite i fondi strutturali e d'investimento europei, comprese condizioni di credito favorevoli e prestiti per le aziende, le organizzazioni della società civile e le start-up nel settore delle TIC in cui almeno il 40% della forza lavoro è rappresentato da donne;

50.  chiede alla Commissione di sostenere e promuovere una cultura imprenditoriale digitale per le donne, promuovere e sostenere finanziariamente una piattaforma europea di creazione di reti e tutoraggio per le donne nonché consolidare ulteriormente il ruolo delle donne nei programmi esistenti; esorta gli Stati membri e anche le aziende a elaborare politiche in materia di diversità che vadano oltre l'assunzione delle donne, al fine di promuovere uno sviluppo economico sostenibile e la leadership;

51.  sottolinea il ruolo dell'impresa sociale e dei modelli aziendali alternativi, come le società di mutuo soccorso e le cooperative, per l'emancipazione delle donne nell'imprenditoria digitale e per rafforzare la rappresentanza delle donne nel settore digitale; invita la Commissione e gli Stati membri a promuovere le iniziative di impresa sociale volte a favorire l'emancipazione di donne e ragazze nelle TIC;

52.  invita la Commissione, gli Stati membri e tutte le parti interessate a utilizzare maggiormente la Grande coalizione per l'occupazione nel digitale onde sostenere misure volte a migliorare le competenze digitali di donne e ragazze, promuovere l'occupazione femminile nel settore delle TIC e incrementare la diffusione delle diverse possibilità di istruzione e formazione professionale disponibili;

Lotta alla violenza contro le donne in un mondo digitalizzato

53.  sollecita a individuare le sfide poste dall'utilizzo delle TIC e di Internet per commettere reati, formulare minacce o perpetrare atti di vessazione o di violenza contro le donne per ragioni di misoginia, omofobia o transfobia o qualsiasi altra forma di discriminazione; esorta i responsabili politici ad affrontare dette questioni in modo appropriato, tenendo conto di particolari gruppi di donne con molteplici vulnerabilità, e ad adottare un quadro che assicuri che le autorità di contrasto siano in grado di gestire efficacemente i reati in ambito digitale, in considerazione delle sfide connesse all'anonimato online e alla potenziale natura transfrontaliera di tali crimini e abusi; invita gli Stati membri a destinare le risorse necessarie per l'applicazione della legge, ossia l'attuazione delle leggi esistenti contro la violenza informatica, il bullismo online, le molestie informatiche, la persecuzione informatica e i discorsi di incitamento all'odio;

54.  invita la Commissione a esigere dagli Stati membri un maggiore sforzo nel perseguire i reati d'ispirazione omofobica e transfobica in rete, come pure nell'applicare correttamente la legislazione dell'UE vigente in materia e la normativa concernente i diritti delle vittime;

55.  chiede alla Commissione di proporre una legislazione in materia di sessismo e stereotipi di genere nell'istruzione e nei mezzi di comunicazione, nel contesto della rifusione della direttiva sulla parità di trattamento;

56.  invita la Commissione a elaborare un codice di condotta per le proprie comunicazioni e la comunicazione delle agenzie UE, onde promuovere l'emancipazione delle donne e combattere gli stereotipi e il sessismo nonché la sottorappresentanza e la rappresentazione impropria delle donne;

57.  chiede alla Commissione e agli Stati membri di considerare, in sede di attuazione della futura legislazione dell'UE sulla protezione dei dati, i mutamenti avvenuti nella realtà di donne e ragazze in conseguenza della digitalizzazione; sottolinea che i responsabili del trattamento dei dati possono utilizzare i dati sensibili solamente per fini limitati e in nessuna circostanza possono diffonderli ulteriormente;

58.  invita la Commissione e gli Stati membri a mettere a disposizione le risorse necessarie per garantire il rispetto delle norme relative alla tutela dei dati sensibili contenuti nelle comunicazione online;

59.  invita la Commissione a incrementare il sostegno finanziario all'infrastruttura per servizi digitali di Internet più sicuri, mediante il meccanismo per collegare l'Europa, e gli Stati membri ad aumentare il finanziamento delle linee telefoniche di sostegno per le vittime del bullismo elettronico; sottolinea che la probabilità che le vittime siano bambine è doppia rispetto ai bambini;

60.  chiede alla Commissione e agli Stati membri di adottare misure per tutelare le bambine dalla pubblicità, nell'ambiente digitale, che potrebbe incitare a comportamenti dannosi per la loro salute fisica e psicologica; chiede alla Commissione di rinnovare e ampliare il programma per un uso più sicuro di Internet ("Safer Internet"), tenendo particolarmente conto della questione di genere quale una delle misure necessarie per migliorare la sicurezza delle bambine nel mondo digitale;

61.  invita la Commissione ad avviare e sostenere programmi di alfabetizzazione e formazione digitali, nonché campagne di sensibilizzazione, onde informare in merito ai potenziali rischi del mondo digitale e alle possibili contromisure le varie parti interessate, come studenti di ogni grado d'istruzione, insegnanti, operatori del settore dell'istruzione e autorità di contrasto; invita la Commissione a promuovere campagne per combattere l'utilizzo di stereotipi sessisti e di genere nei media sociali e digitali e a sfruttare le potenzialità dei media digitali per eliminare gli stereotipi;

62.  accoglie con favore la proposta presentata dalla Commissione di includere nella strategia per l'eradicazione della tratta di esseri umani post-2016 disposizioni riguardanti la prevenzione, il sostegno alle vittime, il rientro in condizioni di sicurezza e la reintegrazione, nonché il ruolo di Internet; sottolinea che occorre affrontare anche aspetti quali le molestie e gli atti persecutori online;

63.  invita l'UE e gli Stati membri a mettere a disposizione dell'Istituto europeo per l'uguaglianza di genere (EIGE) risorse e finanziamenti sufficienti affinché possa condurre ricerche e attività di raccolta dati sulle modalità per migliorare l'utilizzo dei servizi digitali a favore delle donne e dell'uguaglianza di genere;

64.  sollecita le istituzioni, le agenzie e gli organismi dell'UE, come pure gli Stati membri e le rispettive autorità di contrasto, a cooperare e coordinare concretamente gli interventi volti a contrastare l'uso delle TIC per commettere reati correlati alla tratta di esseri umani, alle molestie e agli atti persecutori online, date la loro natura spesso transfrontaliera e l'importanza fondamentale del coordinamento a livello europeo per perseguire detti reati; invita gli Stati membri a esaminare, e possibilmente rivedere, la propria legislazione penale per assicurare che le nuove forme di violenza digitale siano chiaramente definite e riconosciute e che siano introdotte misure appropriate di perseguimento; invita gli Stati membri a creare portali per la segnalazione in modo che i cittadini abbiano un luogo sicuro e riservato online tramite cui denunciare le molestie subite da utenti Internet; esorta a includere dette problematiche nella strategia dell'Unione europea per la cibersicurezza e nell'ambito di azione del Centro per la lotta alla criminalità informatica di Europol; invita la Commissione a promuovere attività di formazione e di sviluppo delle capacità ai fini dell'assistenza alle vittime in ambito digitale, tra le autorità di polizia e giudiziarie, nonché l'assistenza psicologica durante i procedimenti giudiziari in tale ambito;

65.  invita la Commissione a intraprendere quanto prima i passi necessari per la ratifica da parte dell'UE della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica, ferma restando la responsabilità dell'UE di considerare tutte le azioni necessarie per porre fine e prevenire la violenza contro le donne in tutti gli Stati membri, ed esorta gli Stati membri a ratificare la Convenzione di Istanbul che è fondamentale per l'eradicazione della violenza contro le donne, incluse le forme di violenza digitale, dato che introduce definizioni giuridiche e modalità armonizzate di perseguimento dei reati agevolati dalle nuove tecnologie di comunicazione, come la tratta di esseri umani e gli atti persecutori online;

66.  chiede alla Commissione di presentare quanto prima una strategia europea contro la violenza di genere che contenga uno strumento legislativo e affronti le nuove forme di violenza contro le donne e le bambine, come il bullismo elettronico, l'utilizzo di immagini degradanti online, la distribuzione sui social network di foto e video privati senza il consenso degli interessati, ecc.;

67.  invita la Commissione e gli Stati membri a monitorare con maggiore attenzione l'adescamento in Internet di giovani donne da parte dei terroristi, che le reclutano costringendole a sposarsi o a prostituirsi in paesi terzi;

º

º  º

68.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

27.1.2016

PARERE della commissione per l'occupazione e gli affari sociali

destinato alla commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere

sull'uguaglianza di genere e l'emancipazione delle donne nell'era digitale

(2015/2007(INI))

Relatore: Jutta Steinruck

SUGGERIMENTI

La commissione per l'occupazione e gli affari sociali invita la commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

–  visto il codice europeo di buone pratiche per le donne nel settore TIC del 2013 della Commissione,

–  vista la sua analisi approfondita del 2012, dal titolo "Women in ICT" (Le donne nel settore delle TIC),

–  vista la sua analisi approfondita del 2015, dal titolo "Empowering Women on the Internet" (Emancipazione delle donne su Internet),

A.  considerando che le donne rappresentano solo il 20% dei 2,7 milioni di persone che lavorano nel settore delle TIC; considerando che le donne sono sottorappresentate a tutti i livelli del settore delle TIC, specialmente nelle posizioni decisionali,

B.  considerando che, secondo le stime della Commissione, l'ingresso di un maggior numero di donne nel mercato lavoro digitale può creare un aumento del PIL dell'area UE pari a 9 miliardi di euro all'anno;

C.  considerando che, secondo lo studio dal titolo "Women active in the ICT sector" (Donne attive nel settore delle TIC), da qui al 2020 l'Europa si troverà a far fronte a una carenza di 900 000 lavoratori nel settore TIC; considerando che il settore delle TIC è in rapida crescita e genera circa 120 000 nuovi posti ogni anno;

D.  considerando che la più bassa partecipazione di donne e ragazze ai corsi di studi nel campo delle TIC e successivamente nel lavoro è, tra altri fattori, il risultato di una complessa interazione di stereotipi di genere che cominciano fin dall'infanzia e dai primi anni di scuola e continuano nella vita professionale;

E.  considerando che i fattori che influenzano la più bassa partecipazione di donne e ragazze all'istruzione e occupazione nel settore delle TIC sono numerosi e variano tra gli Stati membri, a seconda della gradualità con cui sono affrontate questioni quali stereotipi di genere e segregazione in generale, nonché l'assenza relativa di modelli di ruolo femminili nel settore TIC nonché la limitata visibilità delle donne in tale settore, specialmente nelle posizioni dirigenziali;

F.  considerando che il settore TIC è caratterizzato dalla segregazione sia verticale sia orizzontale, che è maggiore rispetto ad altri settori, nonché da un divario tra le qualifiche professionali delle donne e la loro posizione in tale settore; che la maggioranza delle donne (54%) occupate nel settore TIC ricopre posizioni caratterizzate da una bassa retribuzione e da un basso livello di competenze e che solo una ridotta minoranza (8%) ricopre ruoli altamente qualificati di ingegnere software; che le donne sono altresì sottorappresentate nel processo decisionale in tale settore, dove solo il 19,2% degli addetti del settore delle TIC ha donne come superiori, rispetto al 45,2% del settore non TIC;

G.  che è stato dimostrato che il lavoro flessibile può aiutare le donne ad acquisire una posizione solida nel mercato del lavoro;

1.  invita la Commissione, gli Stati membri e le parti sociali a promuovere l'uguaglianza di genere nelle imprese, segnatamente nell'economia digitale, negli organi di rappresentanza e negli istituti di formazione, a incoraggiare l'equilibrio di genere nel processo decisionale e a monitorare attentamente i progressi e le tendenze; invita gli Stati membri a seguire i progressi che devono ancora essere fatti ed a condividere le buone prassi all'interno e tra gli Stati membri; invita la Commissione ad aggiornare i dati attuali che riguardano le lavoratrici nel settore TIC e a valutare l'impatto economico dell'inclusione di un maggior numero di donne in tale settore;

2.  appoggia con convinzione gli sforzi volti ad aumentare il numero di donne in posizioni dirigenziali nell'UE; osserva che si dovrebbero valutare iniziative legislative intese a migliorare l'equilibrio di genere se un genere è strutturalmente svantaggiato nell'ambito di un posto di lavoro e gli viene negata la possibilità di autoaffermarsi; sottolinea che le società hanno maggiore successo se hanno una diversità di genere all'interno delle loro equipe; pone l'accento sul fatto che qualsiasi obbligo di quote deve tenere contro delle diverse dimensioni e delle diverse situazioni negli Stati membri;

3.  invita gli Stati membri ad affrontare il divario di genere nel settore TIC sottolineando l'interesse commerciale per la diversità e creando maggiori incentivi per le imprese e per le donne, come ad esempio modelli di ruolo e percorsi di carriera, al fine di rafforzare la visibilità delle donne; plaude alle iniziative esistenti della Commissione intese a promuovere strutture di rete e programmi di tutoraggio per favorire un contesto digitale inclusivo; esorta la Commissione e gli Stati membri a sbloccare la direttiva sulla presenza delle donne nei consigli di amministrazione al fine di conseguire un accordo per migliorare l'equilibrio di genere tra i dirigenti senza incarichi esecutivi delle società quotate in borsa e a estenderne il campo di applicazione a tutti gli amministratori; chiede agli Stati membri di introdurre misure volte a promuovere la progressione di carriera delle donne a tutti i livelli della dirigenza all'interno delle imprese attraverso azioni positive;

4.   chiede che, nelle misure adottate in questo ambito, l'onere burocratico per le imprese sia ridotto al minimo; osserva che un onere burocratico eccessivo pregiudica l'accettazione delle misure e può causare la perdita o la delocalizzazione di posti di lavoro; accoglie con favore i compromessi sostenibili raggiunti in collaborazione dalle parti sociali in molti Stati membri in cui la cogestione è tradizionalmente forte; ritiene che la cogestione rappresenti un modello di migliore prassi da seguire nelle economie europee;

5.  sottolinea che la digitalizzazione ha un impatto sostanziale sul mercato del lavoro poiché modifica il dinamismo del lavoro, crea nuove opportunità lavorative e condizioni di lavoro più flessibili come il telelavoro, che potrebbe rivelarsi uno strumento efficace per conciliare meglio i doveri professionali e familiari sia per le donne sia per gli uomini;

6.  incoraggia gli Stati membri ad adattare i propri sistemi educativi, se del caso, al fine di promuovere l'insegnamento e l'interesse per le materie STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica) in generale e per le studentesse in particolare; sottolinea la necessità di introdurre cattedre, dotate delle necessarie risorse, per le donne nel settore TIC, così da creare modelli di ruolo per le ragazze e le donne in questo settore;

7.  esorta gli Stati membri a creare condizioni migliori per l'occupazione delle donne; sottolinea, a tale proposito, gli obiettivi di Barcellona e l'importanza, ai fini del tasso di occupazione femminile, di un'assistenza all'infanzia di qualità e a un costo contenuto; sottolinea che pari opportunità per uomini e donne rappresentano il fulcro della politica per l'uguaglianza;

8.   incoraggia gli Stati membri ad istituire sistemi fiscali e previdenziali che non disincentivino i secondi percettori di reddito a lavorare o a lavorare di più, dato che le donne tendono a costituire la seconda fonte di reddito familiare e che i posti di lavoro nel settore TIC contribuiscono grandemente in tale contesto;

9.  chiede alla Commissione, laddove sia previsto l'utilizzo di fondi europei per l'alfabetizzazione digitale delle donne, di provvedere ad un costante, continuo ed attento monitoraggio di queste risorse, per prevenire qualunque tipo di abuso e rendere efficace il loro impiego;

10.  chiede un regolare scambio delle migliori pratiche tra tutti i soggetti interessati, comprese le parti sociali, per discutere l'attuazione dell'aspetto di genere nell'Agenda digitale; invita la Commissione a integrare una dimensione sociale, inclusa la parità di genere, sia nell'Agenda digitale sia nella strategia per il mercato unico digitale; invita la Commissione ad affrontare la questione nella sua iniziativa "Un nuovo inizio per i genitori che lavorano" contenuta nel suo programma di lavoro 2016;

11.  plaude al "Code of Best Practices for Women and ICT" (codice europeo di buone pratiche per le donne e le TIC) e invita ad attuarlo in maniera più ampia ed efficace; accoglie con favore la creazione di una "grande coalizione per il lavoro digitale" a livello europeo ed esorta le aziende coinvolte a rivolgere particolare attenzione all'assunzione e alla garanzia di pari opportunità di carriera per le donne; sottolinea il contributo che tali iniziativa possono apportare per ridurre la mancanza di forza lavoro in numerosi Stati membri;

12.  invita la Commissione e gli Stati membri ad analizzare nuove forme di occupazione, soprattutto per le donne, nell'era digitale, e ad adottare misure per i gruppi maggiormente vulnerabili; esorta la Commissione e gli Stati membri ad individuare delle modalità per salvaguardare i diritti fondamentali dei lavoratori e la protezione sociale dei dipendenti al fine di combattere le condizioni di lavoro precarie; sottolinea che occorre trovare nuove forme di protezione sociale per riflettere le nuove forme di lavoro, il fatto che le donne hanno già conosciuto i divari nella protezione sociale per le nuove forme di lavoro e che occorre tenere conto di tale esperienza nella ricerca di soluzioni adeguate;

13.  riconosce il potenziale della digitalizzazione per l'imprenditoria e sottolinea l'importanza di fornire le necessarie strutture di finanziamento per le attività relative alle TIC e le start-up digitali, soprattutto migliorando l'accesso ai finanziamenti per l'imprenditoria femminile;

14.  evidenzia che esiste tuttora un divario retributivo di genere e un divario in termini di progressione di carriera per le donne che lavorano nel settore TIC; sottolinea che viene messo in discussione il principio della pari retribuzione per uguale lavoro nello stesso luogo di lavoro al fine di garantire salari giusti ed equi, sebbene tale principio rappresenti uno dei pilastri fondamentali della giustizia sociale nel mercato del lavoro e dovrebbe essere protetto più di ogni altro; ricorda che non si deve permettere che le disparità si radichino nell'economia digitale per quanto riguarda la parità di remunerazione e le progressione di carriera; sottolinea che una maggiore partecipazione delle donne al mercato del lavoro ed i relativi investimenti nelle politiche di inclusione sociale contribuiranno a ridurre il divario retributivo di genere; pone l'accento sull'importanza delle contrattazioni collettive anche nell'economia del mercato digitale al fine di tutelare la qualità e la sicurezza dei posti di lavoro nell'era della digitalizzazione;

15.  nota che, malgrado i cambiamenti della società, le strutture non sono ancora state sufficientemente adeguate e non offrono alle donne la possibilità di beneficiare appieno di tali cambiamenti;

16.  sottolinea che la digitalizzazione nel mercato del lavoro cambia la natura del lavoro e i rapporti tra datore di lavoro e dipendente, incluse nuove possibilità e flessibilità per l'organizzazione del lavoro; sottolinea che queste nuove opportunità richiedono un ripensamento e una ridefinizione di termini come luogo e confini dell'orario di lavoro; ribadisce che i diritti dei lavoratori garantiti dal diritto del lavoro degli Stati membri dovrebbero essere salvaguardati indipendentemente dalle nuove forme e dalla nuova organizzazione del lavoro scaturite dalla digitalizzazione;

17.  accogli con favore le numerose opportunità e la maggiore flessibilità che l'era digitale offre ai lavoratori dipendenti e a quelli autonomi, incluse le possibilità legate a un migliore equilibrio tra vita privata e vita lavorativa, in particolare per quanto riguarda la situazione sul mercato del lavoro di genitori di bambini in tenera età e delle persone con disabilità; invita la Commissione e gli Stati membri ad affrontare la situazione relativa al lavoro flessibile ed alla sicurezza del lavoro, caratteristica del settore TIC, ma sottolinea nel contempo le nuove sfide collegate a tale sviluppo e invita gli Stati membri a garantire che siano atto disposizioni adeguate in materia di previdenza sociale; è favorevole ad un "diritto a staccare" per i lavoratori al di fuori dell'orario di lavoro concordato;

18.  richiama l'attenzione sul fatto che la tendenza, guidata dalla digitalizzazione, verso pratiche di lavoro più flessibili può anche dar vita a forme di occupazione instabili; sottolinea che i disturbi mentali legati al lavoro, per esempio l'esaurimento psicofisico causato dalla costante accessibilità, rappresentano un rischio grave; sostiene quindi la piena osservanza dei periodi di riposo previsti per i lavoratori e sottolinea la necessità di rispettare l'organizzazione dell'orario di lavoro nei contratti di lavoro che prevedono orari flessibili, così da mantenere i confini dell'orario di lavoro come definito dalle legislazioni sul lavoro dei singoli Stati membri;

19.  evidenzia che la domanda di nuove competenze, soprattutto nel settore TIC, deve essere affrontata attraverso la formazione nonché l'aggiornamento, misure attive del mercato del lavoro e l'apprendimento lungo tutto l'arco della vita, nell'intento di promuovere l'alfabetizzazione digitale e affrontare l'attuale divario di genere onde ampliare la platea di candidati altamente qualificati; sottolinea l'importanza di migliorare le competenze e l'alfabetizzazione digitali per favorire l'ingresso nelle imprese TIC delle donne che, per vari motivi, non hanno queste competenze specifiche; sottolinea che un fallimento a tale riguardo creerebbe un ulteriore svantaggio nell'accesso delle donne a tale settore; ricorda che il Fondo sociale europeo può partecipare al finanziamento di queste attività di formazione;

20.  evidenzia la necessità di un maggiore uso dell'e-learning come modalità per le donne a mobilità ridotta di acquisire qualifiche e competenze;

21.  sottolinea l'importanza di acquisire competenze in materia di TIC sin dalla giovane età e invita gli Stati membri a garantire che le ragazze siano incoraggiate a frequentare corsi TIC durante il loro percorso di istruzione; raccomanda di affiancare l'alfabetizzazione digitale alla formazione tradizionale, ove necessario; sottolinea che alcuni Stati membri (Germania, Spagna, Svezia) hanno avviato politiche volte a incoraggiare un equilibrio di genere positivo nelle professioni del settore TIC nell'UE e che tali politiche mirano principalmente a promuovere sin dall'inizio gli studi e i percorsi di carriera relativi alle TIC per ragazze e donne; sottolinea l'importanza di un apprendimento delle TIC accessibile e invita gli Stati membri a incoraggiare le donne provenienti da qualunque contesto economico a sviluppare le loro competenze in materia di TIC grazie ad apprendistati e tirocini pienamente finanziati;

22.  è del parere che ci siano maggiori possibilità che le donne al di sopra dei 55 anni vedano le loro competenze informatiche deprezzate data la mancanza di formazione permanente e ritiene che la digitalizzazione costituisca un'importante barriera per le persone più anziane alla ricerca di un'occupazione con competenze informatiche limitate; invita la Commissione e gli Stati membri a sostenere l'educazione permanente, nonché la formazione e i programmi atti a favorire l'adattamento o l'eventuale cambiamento di carriera in base alla crescente domanda di competenze digitali, con particolare riferimento alle donne sopra i 55 anni, al fine di proteggerle dall'esclusione dal mercato del lavoro;

23.  invita la Commissione e gli Stati membri ad adottare misure adeguate per attirare un maggior numero di donne verso le carriere del settore digitale; sottolinea l'importanza di favorire l'emancipazione delle donne e utilizzare pienamente le potenzialità e i talenti delle donne per soddisfare la domanda di posti di lavoro e includere le donne nel settore TIC, al fine di stimolare l'economia europea e le opportunità occupazionali delle donne; sottolinea l'importanza di integrare i codici, i nuovi media e le tecnologie nei piani di studio a tutti i livelli e richiama l'attenzione sul potenziale offerto dalle competenze digitali di ridurre le barriere di accesso al mercato del lavoro; segnala l'importanza di un dialogo permanente con le parti sociali per superare il divario di genere in questo settore.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

25.1.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

35

8

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Laura Agea, Guillaume Balas, Enrique Calvet Chambon, David Casa, Ole Christensen, Jane Collins, Lampros Fountoulis, Arne Gericke, Thomas Händel, Marian Harkin, Rina Ronja Kari, Agnieszka Kozłowska-Rajewicz, Kostadinka Kuneva, Jean Lambert, Jérôme Lavrilleux, Jeroen Lenaers, Thomas Mann, Dominique Martin, Anthea McIntyre, Joëlle Mélin, Elisabeth Morin-Chartier, Emilian Pavel, Georgi Pirinski, Terry Reintke, Sofia Ribeiro, Claude Rolin, Sven Schulze, Jutta Steinruck, Romana Tomc, Renate Weber, Tatjana Ždanoka, Jana Žitňanská

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Maria Arena, Amjad Bashir, Lynn Boylan, Miapetra Kumpula-Natri, Paloma López Bermejo, Edouard Martin, Evelyn Regner, Michaela Šojdrová

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Eleonora Evi, Czesław Hoc, Anneli Jäätteenmäki

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

18.2.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

24

6

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Daniela Aiuto, Maria Arena, Catherine Bearder, Beatriz Becerra Basterrechea, Malin Björk, Viorica Dăncilă, Iratxe García Pérez, Mary Honeyball, Teresa Jiménez-Becerril Barrio, Elisabeth Köstinger, Agnieszka Kozłowska-Rajewicz, Angelika Mlinar, Angelika Niebler, Maria Noichl, Marijana Petir, João Pimenta Lopes, Terry Reintke, Jordi Sebastià, Michaela Šojdrová, Jadwiga Wiśniewska, Anna Záborská, Jana Žitňanská

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Biljana Borzan, Rosa Estaràs Ferragut, Arne Gericke, Kostadinka Kuneva, Constance Le Grip, Dubravka Šuica, Marc Tarabella, Monika Vana

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Mike Hookem

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

24

+

ALDE

Catherine Bearder, Beatriz Becerra Basterrechea, Angelika Mlinar

EFDD

Daniela Aiuto

GUE/NGL

Malin Björk, Kostadinka Kuneva, João Pimenta Lopes

PPE

Rosa Estaràs Ferragut, Teresa Jiménez-Becerril Barrio, Agnieszka Kozłowska-Rajewicz, Elisabeth Köstinger, Constance Le Grip, Angelika Niebler, Dubravka Šuica

S&D

Maria Arena, Biljana Borzan, Viorica Dăncilă, Iratxe García Pérez, Mary Honeyball, Maria Noichl, Marc Tarabella

VERTS/ALE

Terry Reintke, Jordi Sebastià, Monika Vana

6

-

ECR

Arne Gericke, Jadwiga Wiśniewska, Jana Žitňanská

EFDD

Mike Hookem

PPE

Marijana Petir, Anna Záborská

1

0

PPE

Michaela Šojdrová

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

(1)

Testi approvati, P8_TA(2015)0218.

(2)

Testi approvati, P8_TA(2015)0312.

(3)

Testi approvati, P8_TA(2015)0351.

(4)

GU C 264 E del 13 settembre 2019, pag. 75.

(5)

Testi approvati, P7_TA(2013)0074.

(6)

Testi approvati, P7_TA(2013)0377.

(7)

GU L 347 del 20 dicembre 2013, pag. 320.

(8)

GU L 101, del 15 aprile 2011, pag.  1.

(9)

https://ec.europa.eu/digital-agenda/en/news/women-active-ict-sector

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