Procedura : 2015/2190(DEC)
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Ciclo del documento : A8-0096/2016

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A8-0096/2016

Discussioni :

PV 27/04/2016 - 17
CRE 27/04/2016 - 17

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PV 28/04/2016 - 4.45
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P8_TA(2016)0181

RELAZIONE     
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7.4.2016
PE 569.759v02-00 A8-0096/2016

sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati per l'esercizio 2014

(2015/2190(DEC))

Commissione per il controllo dei bilanci

Relatore: Derek Vaughan

 1. PROPOSTA DI DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO


1. PROPOSTA DI DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati per l'esercizio 2014

(2015/2190(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  visti i conti annuali definitivi dell'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati relativi all'esercizio 2014,

–  vista la relazione della Corte dei conti sui conti annuali dell'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati relativi all'esercizio 2014, corredata delle risposte dell'Autorità(1),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(2) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2014, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio del 12 febbraio 2016 sullo scarico da dare all'Autorità sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2014 (05584/2016 – C8-0088/2016),

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(3), in particolare l'articolo 208,

–  visto il regolamento (UE) n. 1095/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, che istituisce l'Autorità europea di vigilanza (Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati), modifica la decisione n. 716/2009/CE e abroga la decisione 2009/77/CE della Commissione(4), in particolare l'articolo 64,

–  visto il regolamento (CE, Euratom) n. 2343/2002 della Commissione, del 19 novembre 2002, che reca regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 185 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(5),

–  visto il regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione, del 30 settembre 2013, che stabilisce il regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 208 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(6), in particolare l'articolo 108,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e il parere della commissione per i problemi economici e monetari (A8-0096/2016),

1.  concede il discarico al direttore esecutivo dell'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati per l'esecuzione del bilancio dell'Autorità per l'esercizio 2014;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al direttore esecutivo dell'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2. PROPOSTA DI DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla chiusura dei conti dell'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati per l'esercizio 2014

(2015/2190(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  visti i conti annuali definitivi dell'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati relativi all'esercizio 2014,

–  vista la relazione della Corte dei conti sui conti annuali dell'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati relativi all'esercizio 2014, corredata delle risposte dell'Autorità(7),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(8) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2014, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la raccomandazione del Consiglio del 12 febbraio 2016 sullo scarico da dare all'Autorità sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2014 (05584/2016 – C8-0088/2016),

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(9), in particolare l'articolo 208,

–  visto il regolamento (UE) n. 1095/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, che istituisce l'Autorità europea di vigilanza (Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati), modifica la decisione n. 716/2009/CE e abroga la decisione 2009/77/CE della Commissione(10), in particolare l'articolo 64,

–  visto il regolamento (CE, Euratom) n. 2343/2002 della Commissione, del 19 novembre 2002, che reca regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 185 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(11),

–  visto il regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione, del 30 settembre 2013, che stabilisce il regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 208 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio(12), in particolare l'articolo 108,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e il parere della commissione per i problemi economici e monetari (A8-0096/2016),

1.  constata che i conti annuali definitivi dell'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati si presentano quali figuranti in allegato alla relazione della Corte dei conti;

2.  approva la chiusura dei conti dell'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati relativi all'esercizio 2014;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione al direttore esecutivo dell'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

3. PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati per l'esercizio 2014

(2015/2190(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati per l'esercizio 2014,

–  visti l'articolo 94 e l'allegato V del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e il parere della commissione per i problemi economici e monetari (A8-0096/2016),

A.  considerando che, stando ai suoi stati finanziari, il bilancio definitivo dell'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (in appresso "l'Autorità") per l'esercizio 2014 ammontava a 33 267 143 EUR, importo che rappresenta un aumento del 18,02 % rispetto al 2013, dovuto ai compiti aggiuntivi attribuiti all'Autorità;

B.  considerando che la Corte dei conti (in appresso "la Corte"), nella sua relazione sui conti annuali dell'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati per l'esercizio 2014 (in appresso "la relazione della Corte"), dichiara di aver ottenuto garanzie ragionevoli in merito all'affidabilità dei conti annuali dell'Autorità per l'esercizio 2014, nonché alla legittimità e alla regolarità delle operazioni sottostanti;

1.  rammenta che il Parlamento è stato determinante nell'istituzione di un nuovo e completo Sistema europeo di vigilanza finanziaria (SEVIF) in seguito alla crisi finanziaria, nonché nella creazione dell'Autorità, che fa parte del SEVIF, nel 2011;

2.  sottolinea che il ruolo dell'Autorità nel promuovere un sistema di vigilanza comune in tutto il mercato interno è essenziale per garantire la stabilità finanziaria, un mercato finanziario meglio integrato, più trasparente, più efficiente e più sicuro nonché un elevato livello di protezione dei consumatori nell'Unione;

3.  sottolinea che il lavoro dell'Autorità è di natura puramente tecnica e che le decisioni politiche fondamentali sono una prerogativa del legislatore dell'Unione;

Osservazioni sull'affidabilità dei conti

4.  constata dalla relazione della Corte che l'importo delle commissioni addebitate alle entità oggetto di vigilanza, incluso tra le entrate nel conto economico provvisorio, è stato basato su una stima dei costi, anziché sui costi effettivi delle attività di vigilanza svolte; riconosce che nel 2014 l'Autorità ha sviluppato un modello di calcolo dei costi per attività che consentirà un accurato follow-up delle spese delle sue attività di vigilanza; riconosce altresì che l'Autorità applica tale modello dal 2015, il che fa sì che le commissioni per la vigilanza siano calcolate in base ai costi effettivi;

Osservazioni sulla legittimità e regolarità delle operazioni

5.  constata dalla relazione della Corte che l'Autorità ha ereditato dall'organismo suo predecessore, il Comitato delle autorità europee di regolamentazione dei valori mobiliari (CESR), una serie di contratti quadro nel settore informatico; prende atto che tali contratti erano relativi all'hosting dei centri dati dell'Autorità, nonché allo sviluppo e alla manutenzione dei suoi sistemi; constata con preoccupazione che i contratti nel settore informatico non sono stati sostituiti mediante tempestivi bandi di gara, il che ha condotto alla proroga di due contratti oltre la durata originaria; è preoccupato per il fatto che ciò ha anche fatto sì che l'Autorità si sia procurata alcuni servizi informatici tramite una centrale di committenza francese (Union des groupements d'achats publics — UGAP) per un importo di 956 000 EUR per il 2014; segnala che il ricorso all'UGAP rappresentava una violazione del regolamento finanziario; riconosce che l'Autorità ha cessato di avvalersi dei contratti quadro con l'UGAP e che ha sostituito tutti i contratti quadro del CESR nel settore informatico con propri contratti quadro;

Gestione finanziaria e di bilancio

6.  osserva che gli sforzi in materia di controllo di bilancio intrapresi durante l'esercizio 2014 hanno avuto come risultato un tasso di esecuzione del bilancio del 98,89 %, pari a un incremento del 5,71 % rispetto al 2013, il che è indicativo di una maggiore tempestività nell'assunzione degli impegni; constata che il tasso di esecuzione degli stanziamenti di pagamento è stato dell'81,16 %;

7.  rileva che il tasso di annullamento complessivo degli stanziamenti impegnati riportati dall'esercizio 2013 è stato del 19 %; riconosce che tali annullamenti derivano principalmente da ritardi dei contraenti nella prestazione dei servizi richiesti, ma anche dall'annullamento dell'acquisto di licenze per un progetto cancellato, da difficoltà incontrate nell'attuazione di un contratto per personale interinale e nel passaggio dal precedente al nuovo contratto quadro per consulenze in materia di servizi informatici;

Impegni e riporti

8.  constata dalla relazione della Corte che il livello degli stanziamenti impegnati riportati al 2015 si attestava al 45 % per il Titolo III (spese operative), con un decremento del 13 % rispetto al 2013; riconosce che tali riporti si riferiscono per lo più a servizi informatici e di altra natura prestati nel 2014 e non pagati a fine anno, a servizi la cui prestazione è prevista nel 2015 nonché al carattere pluriennale di alcuni contratti stipulati;

Storni

9.  rileva con soddisfazione che nel 2014 l'Autorità ha ridotto il livello degli storni attuando un'approfondita revisione trimestrale del bilancio, come pure ricorrendo a relazioni mensili al direttore esecutivo e a relazioni trimestrali al consiglio di amministrazione, in modo da garantire un controllo migliore e più trasparente del bilancio;

Procedure di appalto e di assunzione

10.  rileva che a fine anno l'Autorità impiegava 167 persone, rispetto alle 139 dell'anno precedente; apprende dall'Autorità che essa si adopera per garantire il migliore equilibrio possibile in termini di genere e di provenienza geografica, il che fa sì che vi siano rappresentate 24 nazionalità dell'Unione e dello Spazio economico europeo, con una percentuale del 55 % di dipendenti di sesso maschile e del 45 % di sesso femminile;

Prevenzione e gestione dei conflitti di interessi e trasparenza

11.  prende atto che l'Autorità ha sviluppato, di concerto con l'Autorità bancaria europea (ABE) e con l'Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali (EIOPA), una politica di gestione dei conflitti di interesse per il personale; osserva che tale politica è stata adottata nel marzo 2015; constata, inoltre, che il consiglio delle autorità di vigilanza dell'Autorità ha adottato una politica di gestione dei conflitti di interesse per altri soggetti estranei all'organico nel settembre 2014; rileva che l'Autorità è tenuta a raccogliere e valutare su base annuale le dichiarazioni di interessi provenienti dal personale, introdurre sessioni di sensibilizzazione per il personale e per i dipendenti di recente assunzione, nonché valutare le dichiarazioni ad hoc inviate dal personale al fine di sensibilizzare in merito all'importanza di evitare i conflitti di interesse;

12.  prende atto che sul sito web dell'Autorità sono stati pubblicati i curricula e le dichiarazioni di interessi dei dirigenti di alto livello, dei membri con diritto di voto del consiglio delle autorità di vigilanza e dei membri del gruppo delle parti interessate nel settore degli strumenti finanziari e dei mercati;

13.  prende atto che nel 2014 l'Autorità ha sviluppato, in stretta collaborazione con l'ABE e l'EIOPA, una strategia antifrode per il periodo 2015-2017, la cui attuazione aumenterà la capacità dell'Autorità di prevenire, individuare, indagare e sanzionare i potenziali casi di frode;

14.  invita l'Autorità a seguire l'esempio dell'ABE in fatto di maggiore trasparenza, rendendo note tutte le sue riunioni con le parti terze interessate;

Audit interno

15.  osserva che il Servizio di audit interno della Commissione (IAS) ha condotto un audit sulla "Governance e gestione dei progetti IT" e ne ha avviato un altro sulla "Gestione delle parti interessate e comunicazioni esterne"; rileva che nel giugno 2014 l'IAS ha effettuato una visita di follow-up e ha sottoposto a revisione l'attuazione delle norme di controllo interno dell'Autorità; prende atto che, secondo l'IAS, sette raccomandazioni su 14 erano già state attuate, mentre alcune delle raccomandazioni ancora pendenti erano state inviate all'IAS per la chiusura e sono in attesa di una nuova revisione;

Altre osservazioni

16.  osserva che l'Autorità ha predisposto varie azioni per affrontare la questione dei pagamenti tardivi, che nel 2013 hanno rappresentato il 27 % di tutti i pagamenti per beni e servizi ricevuti; prende atto che tali azioni hanno avuto come risultato la diminuzione del tasso di pagamenti tardivi a meno dell'1 % nel 2015;

17.  afferma che le relazioni annuali dell'Autorità potrebbero svolgere un ruolo importante nell'ambito della conformità in materia di trasparenza, responsabilità e integrità; invita l'Autorità a includere nella sua relazione annuale un capitolo standard su tali aspetti;

18.  osserva che, a seguito di trattative con lo Stato membro ospitante, l'Autorità ha iniziato a richiedere i rimborsi dell'IVA a norma del protocollo sui privilegi e sulle immunità dell'Unione europea(13) e della direttiva del Consiglio in materia di IVA(14); prende atto che nel 2013 è stata avviata una procedura di richiesta di rimborso dell'IVA che comporta la partecipazione tempestiva dei soggetti finanziari nei circuiti opportuni; rileva che, come risultato di questo provvedimento, dal 2014 è in atto una procedura trimestrale di richiesta di rimborso dell'IVA che risolve efficacemente il problema del recupero dell'IVA;

19.  rileva che, nello svolgimento delle sue attività, l'Autorità deve prestare una particolare attenzione alla sicurezza e alla solidità del settore finanziario, assicurando la compatibilità con il diritto dell'Unione e rispettando il principio di proporzionalità e i principi fondamentali del mercato interno dei servizi finanziari; sottolinea che l'Autorità, su tale base, deve mirare a ottenere risultati che siano chiari, costanti, coerenti e privi di complessità superflua;

20.  sottolinea quanto sia importante che le disposizioni formulate dall'Autorità siano concepite in modo da poter essere applicate ugualmente dalle entità più piccole;

21.  sottolinea che, per tutte le questioni connesse alle risorse dell'Autorità, occorre garantire che essa possa sempre adempiere al mandato e che i limiti pratici di una vigilanza indipendente, affidabile ed efficace non siano determinati dai vincoli di bilancio;

22.  prende atto che la fase di creazione del SEVIF non è stata completata e rileva pertanto che i compiti già assegnati all'Autorità, nonché quelli aggiuntivi previsti nell'ambito dei lavori legislativi in corso, richiedono un livello adeguato di personale, sia in termini numerici che di qualifiche, e di finanziamenti per consentire una vigilanza soddisfacente; sottolinea che, per mantenere la qualità delle attività di vigilanza, molto spesso un'estensione dei compiti deve essere accompagnata da un aumento delle risorse; sottolinea tuttavia che qualsiasi potenziale aumento delle risorse dell'Autorità deve essere spiegato in modo approfondito e accompagnato da misure di razionalizzazione laddove possibile;

23.  pone l'accento sul fatto che, nell'assicurarsi che tutte le funzioni attribuitele siano pienamente espletate, l'Autorità deve attenersi accuratamente ai compiti assegnatile dal legislatore dell'Unione e non cercare di ampliare di fatto il suo mandato oltre a quanto stabilito; sottolinea che, nello svolgimento dei suoi compiti e in particolare nella stesura di norme tecniche e pareri tecnici, l'Autorità deve informare periodicamente ed esaurientemente il Parlamento in modo tempestivo in merito alle proprie attività; deplora che in passato ciò non sia sempre stato fatto;

24.  sottolinea che, nella stesura di atti normativi attuativi, orientamenti, domande e risposte o misure analoghe, l'Autorità deve sempre rispettare il mandato conferitole dal legislatore dell'Unione e non deve cercare di fissare norme in ambiti in cui la procedura legislativa è ancora in corso;

25.  si rammarica di dover riconoscere che l'Autorità non sia riuscita a tenere informato in modo sufficiente ed esaustivo il legislatore dell'Unione su tutti i dettagli delle sue attività in corso;

26.  deplora le numerose occasioni in cui le informazioni dell'Autorità sono state messe a disposizione degli Stati membri o di parti terze interessate, ma non del Parlamento; invita l'Autorità a prendere misure efficaci per porre fine a tale cattiva amministrazione e a riservare parità di trattamento al Parlamento e agli Stati membri per quanto riguarda sia il contenuto delle informazioni divulgate che il momento della loro divulgazione;

27.  conclude che il sistema di finanziamento misto dell'Autorità, fortemente dipendente dai contributi delle autorità nazionali competenti, è inadeguato, inflessibile e oneroso e costituisce una potenziale minaccia alla sua indipendenza; invita pertanto la Commissione, nel Libro bianco previsto per il secondo trimestre del 2016 e in una proposta legislativa da presentare entro il 2017, a lanciare un sistema di finanziamento diverso, basato su una linea di bilancio distinta nel bilancio dell'Unione e sulla totale sostituzione dei contributi delle autorità nazionali con commissioni a carico degli operatori di mercato;

28.  invita l'Autorità a integrare la comunicazione con il Parlamento sui progetti di norme tecniche o pareri relativi alla calibrazione delle formule prudenziali con una descrizione completa dei dati e della metodologia utilizzata in tali calibrazioni;

°

°  °

29.  rinvia, per altre osservazioni di natura orizzontale che accompagnano la decisione di discarico, alla sua risoluzione del [xx xxxx 2016](15) [sulle prestazioni, la gestione finanziaria e il controllo delle agenzie].

25.2.2016

PARERE della commissione per i problemi economici e monetari

destinato alla commissione per il controllo dei bilanci

sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati per l'esercizio 2014

(2015/2190(DEC))

Relatore per parere: Markus Ferber

SUGGERIMENTI

La commissione per i problemi economici e monetari invita la commissione per il controllo dei bilanci, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  rammenta che il Parlamento europeo è stato determinante nell'istituzione di un nuovo e completo Sistema europeo di vigilanza finanziaria (SEVIF) in seguito alla crisi finanziaria, nonché nella creazione dell'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) nel 2011;

2.  sottolinea che il ruolo dell'ESMA nel promuovere un sistema di vigilanza comune in tutto il mercato interno è essenziale per garantire la stabilità finanziaria, un mercato finanziario meglio integrato, più trasparente, più efficiente e più sicuro nonché un elevato livello di protezione dei consumatori nell'Unione;

3.  sottolinea che il lavoro dell'ESMA è di natura puramente tecnica e che le decisioni politiche fondamentali sono una prerogativa del legislatore dell'Unione;

4.  rileva che, nello svolgimento delle sue attività, l'ESMA deve prestare particolare attenzione alla sicurezza e alla solidità del settore finanziario, assicurando la compatibilità con il diritto dell'Unione e rispettando il principio di proporzionalità e i principi fondamentali del mercato interno dei servizi finanziari; sottolinea che l'ESMA, su tale base, deve mirare a ottenere risultati che siano chiari, costanti, coerenti e privi di complessità superflua;

5.  sottolinea quanto sia importante che le disposizioni formulate dall'ESMA siano concepite in modo da poter essere applicate ugualmente dalle entità più piccole;

6.  constata che, a giudizio della Corte dei conti europea, le operazioni dell'ESMA su cui sono basati i conti annuali per l'esercizio chiuso al mercoledì 31 dicembre 2014 sono, sotto tutti gli aspetti rilevanti, legittime e regolari;

7.  sottolinea che, per tutte le questioni connesse alle risorse dell'ESMA, occorre garantire che l'Autorità possa sempre adempiere al mandato e che i limiti pratici di una vigilanza indipendente, affidabile ed efficace non siano determinati dai vincoli di bilancio;

8.  prende atto che la fase di creazione del SEVIF non è stata completata e rileva pertanto che i compiti già assegnati all'ESMA, nonché quelli aggiuntivi previsti nell'ambito dei lavori legislativi in corso, richiedono un livello adeguato di personale, sia in termini numerici che di qualifiche, e di finanziamenti per consentire una vigilanza soddisfacente; sottolinea che, per mantenere la qualità delle attività di vigilanza, molto spesso un'estensione dei compiti deve essere accompagnata da un aumento delle risorse; sottolinea tuttavia che qualsiasi potenziale aumento delle risorse dell'ESMA deve essere spiegato in modo approfondito e accompagnato da misure di razionalizzazione laddove possibile;

9.  pone l'accento sul fatto che, nell'assicurarsi che tutte le funzioni attribuitele siano pienamente espletate, l'ESMA deve attenersi accuratamente ai compiti assegnatile dal legislatore dell'Unione e non cercare di ampliare di fatto il suo mandato oltre a quanto stabilito; sottolinea che nello svolgimento dei suoi compiti e in particolare nella stesura di norme tecniche e pareri tecnici, l'ESMA deve informare tempestivamente, periodicamente e in modo esauriente il Parlamento europeo in merito alle proprie attività; deplora che in passato ciò non sia sempre stato fatto;

10.  sottolinea che, nella stesura di atti normativi attuativi, orientamenti, domande e risposte o misure analoghe, l'ESMA deve sempre rispettare il mandato conferitole dal legislatore dell'Unione e non deve cercare di fissare norme in ambiti in cui la procedura legislativa è ancora in corso;

11.  si rammarica di dover riconoscere che l'ESMA non sia riuscita a tenere informato in modo sufficiente ed esaustivo il legislatore dell'Unione su tutti i dettagli delle sue attività in corso;

12.  deplora le numerose occasioni in cui le informazioni dell'ESMA sono state messe a disposizione degli Stati membri o di parti terze interessate ma non del Parlamento; invita l'ESMA a prendere misure efficaci per porre fine a tale cattiva amministrazione e a riservare parità di trattamento al Parlamento e agli Stati membri per quanto riguarda sia il contenuto delle informazioni divulgate che il momento della loro divulgazione;

13.  conclude che il sistema di finanziamento misto dell'ESMA, fortemente dipendente dai contributi delle autorità nazionali competenti, è inadeguato, inflessibile, oneroso e costituisce una potenziale minaccia alla sua indipendenza; invita pertanto la Commissione, nel Libro bianco previsto per il secondo trimestre del 2016 e in una proposta legislativa da presentare entro il 2017, a lanciare un sistema di finanziamento diverso basato su una linea di bilancio distinta nel bilancio dell'Unione e sulla totale sostituzione dei contributi delle autorità nazionali con commissioni a carico degli operatori di mercato;

14.  invita l'ESMA a seguire l'esempio dell'ABE in materia di maggiore trasparenza rendendo note tutte le sue riunioni con le parti terze interessate;

15.  invita l'ESMA a integrare la comunicazione con il Parlamento sui progetti di norme tecniche o pareri relativi alla calibrazione delle formule prudenziali con una descrizione completa dei dati e della metodologia utilizzata in tali calibrazioni.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

22.2.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

44

3

10

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Gerolf Annemans, Burkhard Balz, Hugues Bayet, Udo Bullmann, Esther de Lange, Fabio De Masi, Markus Ferber, Jonás Fernández, Elisa Ferreira, Sven Giegold, Neena Gill, Sylvie Goulard, Roberto Gualtieri, Gunnar Hökmark, Danuta Maria Hübner, Cătălin Sorin Ivan, Petr Ježek, Othmar Karas, Georgios Kyrtsos, Alain Lamassoure, Philippe Lamberts, Werner Langen, Sander Loones, Olle Ludvigsson, Ivana Maletić, Fulvio Martusciello, Marisa Matias, Costas Mavrides, Bernard Monot, Stanisław Ożóg, Dimitrios Papadimoulis, Sirpa Pietikäinen, Dariusz Rosati, Pirkko Ruohonen-Lerner, Alfred Sant, Molly Scott Cato, Peter Simon, Theodor Dumitru Stolojan, Kay Swinburne, Paul Tang, Michael Theurer, Ernest Urtasun, Tom Vandenkendelaere, Miguel Viegas, Jakob von Weizsäcker, Pablo Zalba Bidegain, Marco Zanni

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Enrique Calvet Chambon, Richard Corbett, Isabella De Monte, Frank Engel, Ashley Fox, Ildikó Gáll-Pelcz, Sophia in ‘t Veld, Barbara Kappel, Emmanuel Maurel

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Laura Agea

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

4.4.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

15

4

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Louis Aliot, Inés Ayala Sender, Dennis de Jong, Martina Dlabajová, Ingeborg Gräßle, Verónica Lope Fontagné, Monica Macovei, Dan Nica, Gilles Pargneaux, Georgi Pirinski, Petri Sarvamaa, Claudia Schmidt, Bart Staes, Marco Valli, Derek Vaughan, Anders Primdahl Vistisen, Tomáš Zdechovský

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Marian-Jean Marinescu

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Bodil Valero

(1)

GU C 409 del 9.12.2015, pag. 255.

(2)

GU C 409 del 9.12.2015, pag. 255.

(3)

GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.

(4)

GU L 331 del 15.12.2010, pag. 84.

(5)

GU L 357 del 31.12.2002, pag. 72.

(6)

GU L 328 del 7.12.2013, pag. 42.

(7)

GU C 409 del 9.12.2015, pag. 255.

(8)

GU C 409 del 9.12.2015, pag. 255.

(9)

GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.

(10)

GU L 331 del 15.12.2010, pag. 84.

(11)

GU L 357 del 31.12.2002, pag. 72.

(12)

GU L 328 del 7.12.2013, pag. 42.

(13)

Protocollo (n. 7) sui privilegi e sulle immunità dell'Unione europea (GU C 115 del 9.5.2008, pag. 266).

(14)

Direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d'imposta sul valore aggiunto (GU L 347 dell'11.12.2006, pag. 1).

(15)

Testi approvati di tale data, P[8_TA(-PROV)(2016)0000].

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