Procedura : 2015/2206(DEC)
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Ciclo del documento : A8-0127/2016

Testi presentati :

A8-0127/2016

Discussioni :

PV 27/04/2016 - 17
CRE 27/04/2016 - 17

Votazioni :

PV 28/04/2016 - 4.12
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Testi approvati :

P8_TA(2016)0148

RELAZIONE     
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11.4.2016
PE 569.797v02-00 A8-0127/2016

sulle relazioni speciali della Corte dei conti nell'ambito del discarico alla Commissione per l'esercizio 2014

(2015/2206(DEC))

Commissione per il controllo dei bilanci

Relatore: Martina Dlabajová

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulle relazioni speciali della Corte dei conti nell'ambito del discarico alla Commissione per l'esercizio 2014

(2015/2206(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  viste le relazioni speciali della Corte dei conti elaborate a norma dell'articolo 287, paragrafo 4, secondo comma, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014(1),

–  visti i conti annuali consolidati dell'Unione europea relativi all'esercizio 2014 (COM(2015)0377 – C8-0267/2015)(2),

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2014, corredata delle risposte delle istituzioni(3),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(4), presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2014, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  viste la sua decisione del ... sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014, sezione III – Commissione(5), e la sua risoluzione recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione,

–  vista la raccomandazione del Consiglio, del 12 febbraio 2016, sullo scarico da dare alla Commissione sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2014 (05583/2016 – C8-0042/2016),

–  visti gli articoli 317, 318 e 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 106 bis del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002(6) del Consiglio, in particolare gli articoli 62, 164, 165 e 166,

–  visti l'articolo 93 e l'allegato V del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A8-0127/2016),

A.  considerando che, in base all'articolo 17, paragrafo 1, del trattato sull'Unione europea, la Commissione dà esecuzione al bilancio e gestisce i programmi e che, in applicazione dell'articolo 317 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, dà esecuzione al bilancio in cooperazione con gli Stati membri, sotto la propria responsabilità, in conformità del principio della buona gestione finanziaria;

B.  considerando che le relazioni speciali della Corte dei conti forniscono informazioni su aspetti importanti che attengono all'esecuzione dei fondi e sono pertanto utili al Parlamento nell'esercizio della sua funzione di autorità di discarico;

C.  considerando che le osservazioni del Parlamento sulle relazioni speciali della Corte dei conti costituiscono parte integrante della sua decisione precitata del ......... sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2014, sezione III – Commissione

Parte I – Relazione speciale n. 18/2014 della Corte dei conti dal titolo "I sistemi di valutazione e monitoraggio orientato ai risultati di EuropeAid"

1.  accoglie con favore la relazione speciale dedicata alla valutazione dei sistemi di valutazione e monitoraggio orientato ai risultati (MOR) di EuropeAid ed esprime le osservazioni e raccomandazioni riportate in appresso;

Osservazioni generali

2.  è seriamente preoccupato per l'insufficiente affidabilità dei sistemi di valutazione e MOR di EuropeAid, per il livello inadeguato di supervisione e monitoraggio della valutazione dei programmi come pure per il fatto che EuropeAid non ha modo di garantire che le risorse umane e finanziarie siano adeguate, né che vengano assegnate efficientemente alle varie attività di valutazione;

3.  sottolinea che è necessario fornire al Parlamento, in quanto autorità preposta al controllo del bilancio, un'immagine chiara del reale grado di raggiungimento degli obiettivi principali dell'Unione;

4.   ritiene che le audizioni svolte non soltanto con funzionari della Commissione e del SEAE ma anche con beneficiari ed esperti indipendenti permetteranno una valutazione più organica del contributo di EuropeAid agli obiettivi dell'Unione;

5.  rammenta che, nel quadro dell'impegno assunto dalla Commissione in merito alla garanzia della qualità, dovrebbe essere fornito un riscontro esterno, oggettivo e imparziale sui risultati dei progetti e dei programmi di aiuto della Commissione;

6.   ritiene che le risultanze delle valutazioni siano elementi essenziali da integrare nel processo di revisione strategica e politica al fine di adeguare gli obiettivi politici strategici e accrescere la coerenza generale con le altre politiche dell'Unione; reputa fondamentale a tale proposito che le valutazioni siano indipendenti, trasparenti e disponibili al pubblico;

7.  è del parere che investire nell'analisi e nell'aggregazione dei risultati provenienti da diversi tipi di valutazione non soltanto offre un quadro generale delle tendenze ma consente altresì di trarre insegnamenti che rafforzano l'efficacia finale dei processi di valutazione, fornendo nel contempo un migliore fondamento probatorio ai fini del processo decisionale, la definizione delle politiche e la prosecuzione dei progetti esistenti in relazione a strumenti specifici di aiuto;

8.  ritiene che la condivisione di conoscenze attraverso ogni mezzo e strumento sia essenziale per lo sviluppo non solo di una cultura della valutazione ma innanzitutto per promuovere una cultura efficace del rendimento;

9.   incoraggia la Corte a esaminare tutti i meccanismi di finanziamento di EuropeAid per garantire il conseguimento di un buon rapporto costi-benefici e l'efficienza del finanziamento dell'Unione nel promuovere gli obiettivi e i valore dell'Unione; ritiene che i progetti finanziati dall'Unione dovrebbero essere in sintonia con i suoi obiettivi programmatici nei paesi limitrofi, tenuto conto della responsabilità dei beneficiari e della fungibilità del denaro dell'UE;

10.  sostiene le raccomandazioni della Corte in relazione ai sistemi di valutazione e monitoraggio orientato ai risultati di EuropeAid;

Raccomandazioni della Corte

11.  prende atto che la Corte esprime raccomandazioni in merito a un efficiente utilizzo delle risorse di valutazione e MOR, all'attribuzione di priorità e al monitoraggio delle valutazioni, all'attuazione delle procedure di controllo della qualità, all'attestazione dei risultati raggiunti, al seguito da dare alle risultanze delle valutazioni e del MOR e alla divulgazione di queste ultime;

12.  ritiene che EuropeAid dovrebbe mantenere prassi adeguate di gestione delle informazioni e valutare le proprie esigenze in modo periodico al fine di assicurare un'assegnazione informata delle risorse umane e finanziarie alle valutazioni dei programmi e al MOR;

13.  ritiene che EuropeAid dovrebbe, al fine di garantire che le valutazioni svolte riflettano le priorità dell'organizzazione:

–   definire criteri di selezione chiari per classificare in ordine di importanza relativa le valutazioni dei programmi e documentarne le modalità di applicazione nello stabilire i piani di valutazione, tenendo conto della complementarità con il MOR;

–   migliorare in modo significativo il sistema di monitoraggio e notifica sull'attuazione dei piani di valutazione, anche fornendo un'analisi delle cause dei ritardi e una descrizione delle misure adottate per eliminarle;

–   rafforzare la supervisione globale delle attività di valutazione dei programmi da parte di EuropeAid;

14.  ritiene che EuropeAid dovrebbe, al fine di garantire la qualità delle valutazioni dei programmi e dei MOR:

–   insistere affinché le unità operative e le delegazioni applichino i requisiti di controllo della qualità, tra cui l'impiego di un gruppo di riferimento per le valutazioni dei programmi e la documentazione dei controlli di qualità eseguiti;

–   verificare regolarmente che tali controlli vengano applicati;

15.  ritiene che, al fine di accrescere la capacità del sistema di valutazione di fornire informazioni appropriate sui risultati raggiunti, EuropeAid dovrebbe:

–   applicare con maggior rigore le disposizioni normative che prevedono l'uso di obiettivi SMART (specifici, misurabili, realizzabili, pertinenti e temporali) e indicatori verificabili;

–   modificare il sistema di monitoraggio in modo che esso continui a fornire dati sui programmi fino ad almeno tre anni dal loro completamento, nonché

–   aumentare in maniera significativa la percentuale di valutazioni ex post dei programmi.

Parte II – Relazione speciale n. 22/2014 della Corte dei conti dal titolo "Applicare il principio dell’economicità: tenere sotto controllo i costi delle sovvenzioni per i progetti di sviluppo rurale finanziati dall'UE"

16.  accoglie con favore la relazione speciale della Corte dei conti dal titolo "Applicare il principio dell’economicità: tenere sotto controllo i costi delle sovvenzioni per i progetti di sviluppo rurale finanziati dall'UE" e si associa alle sue conclusioni e raccomandazioni;

 rileva che la politica di sviluppo rurale dell'Unione è essenziale per promuovere la competitività agricola, assicurare la gestione sostenibile delle risorse naturali e promuovere le azioni in campo climatico; sottolinea l'importanza di uno sviluppo territoriale delle economie e comunità rurali, compresi la creazione e il mantenimento di posti di lavoro;

18.  deplora che la Commissione non ha fornito orientamenti o non ha provveduto a diffondere le buone pratiche all'inizio del periodo di programmazione 2007-2013 e non si è accertata dell'efficacia dei sistemi di controllo degli Stati membri prima che questi iniziassero ad approvare sovvenzioni; sottolinea che, dal 2012, la Commissione ha adottato un approccio più attivo e coordinato;

19.   osserva che sono state riscontrate numerose carenze nel controllo esercitato dagli Stati membri sui costi delle sovvenzioni per lo sviluppo rurale; rileva che la Commissione conviene sul fatto che si potrebbero generare risparmi significativi per le sovvenzioni ai progetti di sviluppo rurale, pur ottenendo le stesse realizzazioni e gli stessi risultati e conseguendo gli stessi obiettivi; si compiace che sia stata constatata l'esistenza di approcci realizzabili ed economicamente convenienti, che potrebbero essere applicati più diffusamente, e che la Commissione abbia accolto le risultanze della Corte ed espresso la propria intenzione di lavorare con gli Stati membri per migliorare il controllo dei costi per lo sviluppo rurale nel periodo di programmazione 2014-2020;

  condivide l'opinione della Corte secondo cui la Commissione e gli Stati membri dovrebbero verificare sin dall'inizio del nuovo periodo di programmazione che i sistemi di controllo funzionino in maniera efficiente e che siano efficaci in funzione dei rischi;

  sottolinea che la Commissione dovrebbe incoraggiare gli Stati membri a utilizzare la lista di controllo e i criteri elaborati dalla Corte e contenuti nell'allegato I(7);

  sottolinea che la Commissione e gli Stati membri dovrebbero cooperare per assicurare che gli approcci seguiti da tutti i programmi di sviluppo rurale soddisfino i criteri stabiliti dalla Corte per valutare se i sistemi di controllo facciano fronte ai rischi di specifiche eccessive, prezzi non competitivi e modifiche al progetto, e si concentrino sui settori a maggior rischio; questo processo dovrebbe includere la valutazione ex ante dei sistemi di controllo da parte dei servizi di audit interno delle autorità degli Stati membri (o altri organismi di ispezione o controllo);

  ritiene che gli Stati membri dovrebbero: applicare più ampiamente approcci efficaci in termini di costi già identificati; valutare i costi a fronte dei risultati attesi; controllare se i costi standard finiscano per comportare pagamenti eccessivi; utilizzare prezzi di mercato reali quali i prezzi di riferimento per attrezzature, macchinari e simili, anziché i prezzi di listino dei fornitori; controllare che i costi siano ragionevoli anche quando sono state seguite procedure di appalto pubblico; applicare requisiti e/o controlli più rigorosi per le misure che comportano elevati tassi di sovvenzione, ecc.;

  accoglie positivamente il fatto che la Commissione si sia impegnata a fornire orientamenti in materia di controlli e sanzioni nell'ambito dello sviluppo rurale, compresa una sezione specifica sulla ragionevolezza dei costi e una lista di controllo destinata alle autorità di gestione allegata alla relazione speciale; osserva che la formazione e la condivisione di esperienze faranno parte delle attività della rete europea per lo sviluppo rurale per il periodo 2014-2020;

Parte III – Relazione speciale n. 23/2014 della Corte dei conti dal titolo "Errori nella spesa per lo sviluppo rurale: quali sono le cause e in che modo sono stati affrontati?"

25.   è preoccupato per l'alto tasso di errore riscontrato dalla Corte nella politica di sviluppo rurale; rileva, tuttavia, un leggero calo registrato negli ultimi tre anni;

26.  riconosce gli sforzi compiuti dagli Stati membri e dalla Commissione al fine di ridurre gli errori nella spesa per lo sviluppo rurale, in particolare nell'attuale contesto di difficoltà economiche e di austerità di bilancio;

27.  osserva che, sulla base dei risultati dei propri audit e di quelli effettuati dagli Stati membri, la Commissione ha già realizzato o sta realizzando misure correttive in molti settori individuati nella relazione speciale della Corte;

28.   ricorda che la Corte ha affermato nelle sue relazioni annuali che in molti casi le autorità nazionali disponevano di informazioni sufficienti per prevenire o individuare e rettificare gli errori prima che venisse presentata la dichiarazione di spesa alla Commissione, il che avrebbe abbassato il tasso di errore in misura significativa;

29.   osserva che quanto più semplici sono le norme da attuare, tanto meno errori si verificano; è preoccupato per il fatto che il tasso di errore potrebbe ancora aumentare nei prossimi anni, considerata la complessità delle nuove norme della PAC riformata; chiede pertanto una reale semplificazione della PAC, unitamente a orientamenti più chiari destinati alle autorità nazionali e agli agricoltori;

30.  ritiene che i costi della gestione e dei controlli (4 miliardi di EUR) per l'intera PAC siano notevoli e che l'enfasi dovrebbe essere posta sul miglioramento dell'efficienza dei controlli piuttosto che sul loro aumento; invita, a tale riguardo, la Commissione e gli Stati membri a concentrarsi sulle cause profonde degli errori nella spesa per lo sviluppo rurale; ritiene che gli Stati membri dovrebbero adottare azioni preventive e correttive, ove pertinente, nei seguenti ambiti:

a)  Appalti pubblici

in applicazione del concetto di condizionalità ex ante, gli Stati membri dovrebbero elaborare e fornire orientamenti dettagliati ai beneficiari sulle modalità di applicazione delle norme in materia di appalti pubblici;

le autorità nazionali specializzate nel monitoraggio della conformità alle norme sugli appalti pubblici dovrebbero essere coinvolte in questo processo; si dovrebbe porre l'accento sulle tre principali infrazioni alle norme: l'aggiudicazione diretta ingiustificata senza adeguata procedura di gara; la scorretta applicazione dei criteri di selezione e aggiudicazione e la mancata applicazione della parità di trattamento dei partecipanti;

b)   Elusione intenzionale delle norme

sulla base dei criteri di ammissibilità e di selezione specifici dei loro programmi di sviluppo rurale, gli Stati membri dovrebbero stabilire orientamenti per aiutare i propri ispettori ad individuare indicatori di azioni potenzialmente fraudolente;

c)   Pagamenti agro-ambientali

Gli Stati membri dovrebbero aumentare la portata dei loro controlli amministrativi, per includervi i controlli degli impegni sulla base dei documenti giustificativi che attualmente sono effettuati soltanto nel 5% dei casi in cui sono svolti controlli in loco; inoltre, il sistema delle riduzioni e delle sanzioni dovrebbe essere congegnato in modo da ottenere un importante effetto dissuasivo sui potenziali trasgressori;

31.  chiede alla Commissione di monitorare da vicino l'attuazione dei programmi di sviluppo rurale e di tener conto, nello svolgimento dei suoi audit di conformità, delle norme applicabili, comprese quelle adottate, se del caso, a livello nazionale, per ridurre il rischio di ripetere gli errori e le debolezze osservate nel periodo di programmazione 2007-2013;

32.  ritiene che vi siano ancora molte incongruenze nelle metodologie di calcolo del tasso di errore, non solo tra quelle impiegate dalla Commissione e dagli Stati membri, ma anche tra quelle utilizzate all'interno dei servizi della Commissione, il che rende più difficile l'introduzione di un'adeguata legislazione idonea a livello nazionale negli Stati membri; invita la Commissione ad applicare una metodologia uniforme per il calcolo del tasso di errore, che possa rispecchiarsi pienamente nelle metodologie utilizzate dagli Stati membri;

33.  appoggia un uso più esteso dei metodi dei costi semplificati, laddove pertinente e nel rispetto delle disposizioni legislative, e chiede alla Commissione e agli Stati membri di analizzare in che misura caratteristiche quali un ambito di applicazione più mirato, requisiti di ammissibilità limitati e l'uso di opzioni semplificate in materia di costi possano essere riprodotte nell'ideazione e nell'attuazione di un numero crescente di misure di sostegno, senza compromettere il raggiungimento degli obiettivi complessivi di queste misure;

34.  chiede che la Commissione e gli Stati membri analizzino come migliorare il regime di sostegno agli investimenti nel settore della trasformazione dei prodotti agricoli e analizzino anche la misura dei pagamenti agroambientali di modo che, nei limiti del possibile, gli impegni possano essere verificati attraverso controlli amministrativi condotti dagli Stati membri;

35.  chiede alla Commissione di effettuare un'analisi dettagliata della correlazione causale negativa esistente tra il tasso di esecuzione finanziaria e il tasso di errore;

Parte IV – Relazione speciale n. 24/2014 della Corte dei Conti dal titolo "Il sostegno dell'UE alla prevenzione di danni a foreste causati da incendi e calamità naturali e alla ricostituzione del potenziale forestale è gestito bene?"

36.  invita la Commissione a stabilire criteri comuni per identificare l'entità del rischio d'incendio nelle foreste europee, al fine di porre termine alla definizione arbitraria e incoerente delle zone ad elevato rischio d'incendio e, contestualmente, alla carente procedura di valutazione e selezione da parte degli Stati membri;

37.   sollecita gli Stati membri a selezionare le loro azioni di prevenzione in base alle esigenze effettive in materia di rischio d'incendio e in linea con i requisiti della misura 226, piuttosto che in funzione di altri obiettivi ambientali o economici; insiste, a tale riguardo, sulla necessità che i beneficiari dimostrino incondizionatamente e documentino esaurientemente le loro esigenze di sostegno nell'ambito di questa misura; condivide la raccomandazione della Corte di dare priorità agli interventi nelle foreste più pregiate sotto il profilo ambientale, quali le aree forestali Natura 2000;

38.   alla luce delle allarmanti conclusioni della Corte riguardo ai costi medi di interventi analoghi in regioni diverse, esige la fissazione di un massimale ragionevole e verificabile per il sostegno e l'obbligo di fornire esaurienti giustificazioni fondate in caso di modifiche;

39.   invita gli Stati membri a coordinare e strutturare meglio le loro politiche in materia di incendi boschivi; sostiene la creazione di una piattaforma europea che consenta ai beneficiari di condividere e promuovere le migliori prassi;

40.   deplora in particolare la constatazione della Corte circa le perduranti gravi lacune nel periodo 2014-2020 dovute a un quadro di monitoraggio costantemente carente; sollecita la Commissione ad adottare provvedimenti immediati onde migliorare il proprio sistema di monitoraggio e controllo;

41.   invita la Commissione a sostenere la trasmissione di dati armonizzati sul ruolo multifunzionale delle foreste e delle risorse forestali, incoraggiando l'istituzione di un sistema d’informazione forestale europeo fondato su dati nazionali e la sua integrazione in una piattaforma di dati europea;

42.   insiste inoltre affinché gli Stati membri istituiscano un rigoroso sistema di controllo che preveda la conservazione della documentazione e delle informazioni pertinenti; invita a questo proposito la Commissione a garantire che il sostegno sia concesso soltanto qualora gli Stati membri abbiano istituito un sistema di controllo appropriato e rivedibile;

43.   chiede agli Stati membri di riferire periodicamente sugli effetti delle azioni intraprese e sulla riduzione del numero di incendi o calamità naturali e delle zone degradate;

Parte V – Relazione speciale n. 1/2015 della Corte dei conti dal titolo "Trasporto per vie navigabili interne in Europa: dal 2001 nessun significativo miglioramento nella quota modale e nelle condizioni di navigabilità"

44.  accoglie con favore la relazione speciale della Corte intitolata "Trasporto per vie navigabili interne in Europa: dal 2001 nessun significativo miglioramento nella quota modale e nelle condizioni di navigabilità" e approva l'esito, le conclusioni e le raccomandazioni ivi contenuti;

45.  osserva che il settore dei trasporti dell'Unione è fondamentale per il completamento del mercato unico, la competitività delle PMI e la crescita economica generale in Europa;

46.  conclude che lo sviluppo dei modi di trasporto per vie navigabili interne è in ritardo rispetto al trasporto stradale e su rotaia, nonostante un decennio di investimenti; chiede con insistenza che la Commissione e gli Stati membri intensifichino in maniera significativa i loro sforzi;

47.  incoraggia la Commissione e gli Stati membri a utilizzare la tabella di marcia per la ricerca, lo sviluppo e l'innovazione nel settore delle vie navigabili interne, come fanno per altri settori, e a includere in tale sforzo le infrastrutture e le attrezzature portuali, onde garantire che l'evoluzione tecnica sia compatibile con le caratteristiche di altri modi di trasporto e assicurare in questo modo la multimodalità dei trasporti;

48.  ritiene che l'attuazione degli obiettivi stabiliti nel libro bianco del 2001, la sua revisione intermedia del 2006 e i programmi NAIADES 2006 e 2013 (Programma di azione europeo integrato per il trasporto sulle vie navigabili interne) siano stati inefficaci, in parte a causa del mancato impegno degli Stati membri;

49.  constata un calo dell'interesse degli Stati membri a investire in una strategia europea dei trasporti, la loro predilezione per il finanziamento di progetti nazionali, regionali e locali nonché il decentramento delle procedure di selezione dei progetti, il che impedisce alla Commissione di dare priorità ai progetti ammissibili;

50.  sottolinea che gli Stati membri si sono impegnati giuridicamente a fornire finanziamenti nazionali per l'attuazione della rete centrale, affinché in Europa le vie navigabili strategicamente importanti siano trasformate in corridoi di trasporto ad elevata capacità;

51.  osserva che il ruolo di coordinamento strategico svolto dalla Commissione è stato indebolito, il che ha condotto a uno squilibrio tra i progetti attuati e le priorità a livello UE;

52.  richiama l'attenzione sul fatto che attraverso le ricerche basate sulle relazioni speciali della Corte(8) si può giungere, in materia di vie navigabili interne, a conclusioni analoghe per altri settori di trasporto finanziati con il bilancio dell'Unione; osserva che nei settori del trasporto pubblico urbano e dell'infrastruttura aeroportuale spesso i progetti incontrano difficoltà a livello di:

a)  basso valore aggiunto dopo l'attuazione;

b)  valutazione non ottimale dei risultati;

c)  puntualizzazione insufficiente dell'efficienza in termini di costi;

d)  carente valutazione d'impatto;

e)  incoerenza nei piani regionali, nazionali e sovranazionali;

f)  sottoutilizzazione delle infrastrutture che ne riduce l'efficacia generale;

g)  mancanza di sostenibilità;

h)  carenze nell'ideazione dei progetti e nella strategia in materia di mobilità;

i)  assenza di una solida strategia in materia di mobilità;

j)  difficoltà di cooperazione tra la Commissione e le autorità degli Stati membri;

53.  ritiene che le conclusioni citate, insieme alle osservazioni relative al trasporto per vie navigabili interne, sollevino questioni orizzontali comuni a livello UE; è del parere che i risultati relativi ai finanziamenti dell'Unione destinati ai trasporti risentano in generale dello stato insoddisfacente della pianificazione strategica e della mancanza di coerenza, esiti sostenibili, efficienza ed efficacia;

54.  ritiene che sia possibile pervenire a risultati strategici sostenibili attraverso un'intensa cooperazione tra gli Stati membri, da una parte, e tra gli Stati membri e la Commissione, dall'altra, al fine di salvaguardare lo sviluppo del trasporto per vie navigabili interne;

55.  raccomanda che tanto la Commissione quanto gli Stati membri prestino agli impegni comuni la massima attenzione, in quanto il settore dei trasporti dell'Unione opera in un complesso contesto caratterizzato da variabili economiche, politiche e legali e in cui la realizzazione di reti multimodali incontra ostacoli e limiti connessi all'eterogeneità delle politiche e all'incoerenza dell'impegno;

56.  raccomanda che gli Stati membri prestino particolare attenzione ai progetti concernenti le vie navigabili interne che sono direttamente connessi ai corridoi della rete centrale, onde fornire il massimo impatto e i vantaggi più immediati per quanto concerne il miglioramento del trasporto per vie navigabili interne;

57.  raccomanda l'applicazione del principio "ridurre per valorizzare" quando gli Stati membri investono nel trasporto per vie navigabili: le risorse limitate dell'Unione dovrebbero essere incentrate sui progetti che rivestono la massima priorità, affinché sia possibile eliminare in modo efficace le strozzature e realizzare una rete navigabile integrata a livello dell'Unione;

58.  raccomanda che gli Stati membri considerino il regolamento (UE) n. 1315/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio(9) (il regolamento TEN-T) e il regolamento (UE) n. 1316/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio(10) (il regolamento relativo al Meccanismo per collegare l'Europa) uno strumento essenziale per razionalizzare i progetti in vista del conseguimento degli obiettivi stabiliti dalla Commissione fin dal 2001;

59.  Lo strumento TEN-T e il Meccanismo per collegare l'Europa dovrebbero essere utilizzati in modo intensivo come un'opportunità d'investimento soprattutto nei corridoi dell'UE che rivestono un'importanza strategica (una rete centrale e globale) e che hanno requisiti infrastrutturali specifici standardizzati per tutta la lunghezza della rete e scadenze giuridicamente vincolanti per l'attuazione del progetto;

60.  raccomanda che si adottino approcci strategici e una pianificazione approfonditi ai fini della sincronizzazione dei finanziamenti provenienti dai fondi SIE, TEN-T e Meccanismo per collegare l'Europa, nell'ottica di conseguire in modo efficace ed efficiente gli obiettivi del trasporto per vie navigabili interne;

61.  raccomanda che la realizzazione di centri di trasporto intermodali lungo le rete centrale sia considerata un fattore chiave lungo il percorso del trasferimento del trasporto di beni e merci dalle strade alle vie navigabili interne;

62.  raccomanda che gli Stati membri tengano conto del ruolo di coordinamento della Commissione per quanto concerne i progetti strategici a lungo termine quali i corridoi della rete centrale;

63.  raccomanda che Commissione individui ed esamini tutte le questioni orizzontali, prestando particolare attenzione alla pianificazione strategica, alla cooperazione con e tra gli Stati membri, alla selezione e all'attuazione dei progetti, affinché le conclusioni possano essere prese in considerazione nell'attuale periodo di programmazione;

64.  ritiene che, al fine di eliminare gli ostacoli individuati nell'ambito del trasporto per vie navigabili interne e prima della presentazione delle proposte relative ai progetti e durante tutta la fase dell'attuazione, la Commissione dovrebbe offrire in modo intensivo assistenza tecnica e orientamenti agli Stati membri;

65.  raccomanda che la Commissione concentri i suoi finanziamenti sui progetti più rilevanti per il trasporto per vie navigabili interne e offra piani esaustivi per eliminare le strozzature;

66.   raccomanda che la Commissione privilegi i finanziamenti destinati ai progetti e alle iniziative che negli Stati membri sono finalizzati a migliorare il trasporto per vie navigabili attraverso soluzioni innovative come la navigazione ad alta tecnologia, i carburanti alternativi e le imbarcazioni efficienti; ritiene che la Commissione dovrebbe incoraggiare anche i programmi europei multilaterali di scambio di conoscenze e competenze tra diversi porti dell'Unione;

67.  raccomanda che la Commissione sensibilizzi maggiormente gli Stati membri e le loro regioni in merito agli strumenti di finanziamento disponibili, onde sostenere il trasporto per vie navigabili interne nell'ottica di eliminare le strozzature esistenti lungo i corridoi chiave;

68.  ritiene che il coordinamento tra gli Stati membri per lo sviluppo del trasporto per vie navigabili interne dovrebbe essere migliorato in misura significativa attraverso misure di facilitazione e impegni e condizioni più vincolanti che sono destinate a plasmare le attività relative ai corridoi multimodali della rete centrale istituiti con la normativa concernente il Meccanismo per collegare l'Europa e la TEN-T;

69.  ritiene che azioni specifiche e realizzabili atte a eliminare le strozzature debbano essere negoziate dalla Commissione e concordate dagli Stati membri sotto forma di programma di attuazione;

70.   invita la Commissione ad aggiornare gli obiettivi strategici e le raccomandazioni per le vie navigabili interne e a proporre una strategia e un piano d'azione dell'Unione in materia di vie navigabili interne a partire dal 2020;

71.  raccomanda che la valutazione ex-ante delle operazioni in materia di trasporto per vie navigabili interne a cura della Commissione valuti gli esiti nel contesto degli obiettivi generali stabiliti sin dal 2001 e la realizzazione della rete centrale;

Parte VI – Relazione speciale n. 2/2015 della Corte dei conti dal titolo "Il finanziamento dell'UE agli impianti di trattamento delle acque reflue urbane nel bacino idrografico danubiano: occorrono ulteriori sforzi per aiutare gli Stati membri a conseguire gli obiettivi della politica dell'UE in materia di acque reflue"

72.  ritiene che le relazioni sull'adeguatezza del trattamento delle acque reflue dovrebbero essere obbligatorie per gli agglomerati che hanno meno di 2 000 abitanti equivalenti (a.e.) e sono dotati di reti fognarie in base ai requisiti di cui all'articolo 7 della direttiva del Consiglio 91/271/CEE(11) (la direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane); osserva che, per quanto concerne gli agglomerati che non sono dotati di reti fognarie, le relazioni dovrebbero contenere informazioni sulla presenza o meno di misure adeguate all'interno dei piani di gestione dei bacini idrografici;

  concorda con la Corte sul fatto che la Commissione dovrebbe verificare le informazioni riferite dagli Stati membri sul numero di agglomerati con più e meno di 2 000 a.e. laddove si siano verificate variazioni significative, specie da una categoria all'altra;

  sottolinea la necessità di incoraggiare gli Stati membri a introdurre obblighi giuridici chiari in materia di allacciamento delle abitazioni alle reti fognarie esistenti, se tali obblighi ancora non esistono o sono legati a scadenze vaghe;

  osserva che andrebbe abbreviata la tempistica di accertamento della conformità alla direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane, chiedendo agli Stati membri di comunicare le informazioni entro sei mesi dalla data di riferimento della Commissione; osserva inoltre che la Commissione dovrebbe rilevare i problemi derivanti dai lunghi periodi di rendicontazione previsti da altre direttive connesse all'ambiente;

  insiste sulla necessità di accelerare l'assorbimento, da parte degli Stati membri, dei fondi dell'Unione per investimenti nel settore delle acque reflue, dal momento che sono stati riscontrati ritardi negli Stati membri oggetto della relazione in esame e l'assorbimento dei fondi dell'Unione è stato lento; chiede alla Commissione di fornire ai beneficiari assistenza tecnica, giuridica e amministrativa al fine di garantire il completamento a tempo debito;

  rileva che la Commissione ammette che il tasso di assorbimento alla fine del 2013 in tutti gli Stati membri interessati è stato abbastanza modesto, riconoscendo pertanto l'esistenza di un rischio di disimpegno a livello di programma (articolo 93 del regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio(12)); sottolinea, tuttavia, che esistono ragioni oggettive alla base di questa situazione come, per esempio, la necessità di rafforzare la capacità tecnica, giuridica e amministrativa negli Stati membri interessati; rileva, inoltre, che la Commissione precisa che i pagamenti per la maggior parte dei progetti solitamente avvengono negli ultimi anni di attuazione (ossia il 2014 e il 2015 per il periodo di programmazione 2007-2013);

  ritiene che occorra chiedere agli Stati membri di fornire informazioni aggiornate sull'ammontare dei finanziamenti supplementari necessari per far sì che le scadenze di attuazione stabilite nella direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane siano rispettate per gli agglomerati con oltre 2 000 a.e. e per gli agglomerati con meno di 2 000 a.e. dotati di reti fognarie; accoglie con favore l'introduzione dello strumento di comunicazione del quadro strutturato per l'attuazione e l'informazione (SIIF), che dovrebbe apportare miglioramenti al processo di preparazione delle relazioni a livello nazionale;

  sottolinea la necessità di realizzare i progetti necessari negli Stati membri per garantire il rispetto della direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane da parte degli agglomerati non conformi;

  sottolinea che è necessario che la prestazione ambientale dei servizi idrici finanziati dall'Unione sia migliorata e che la Commissione compia maggiori sforzi per monitorare l'attuazione della normativa in materia e faccia rispettare i termini per il raggiungimento degli obiettivi della direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane; ritiene che una tutela equivalente dell’ambiente dovrebbe essere garantita in tutta l'Unione;

  ritiene che gli Stati membri dovrebbero essere incoraggiati a studiare e divulgare le informazioni circa i possibili risparmi derivanti, ad esempio, dallo sfruttamento delle potenzialità di produzione energetica dei fanghi di depurazione o dall'impiego dei fanghi di depurazione come materia prima preziosa per il recupero del fosforo;

  osserva che è opportuno subordinare i pagamenti finali per i "grandi progetti" approvati nel quadro di un programma operativo all'esistenza di una soluzione appropriata per il riutilizzo dei fanghi di depurazione; incoraggia gli Stati membri a seguire lo stesso approccio per i progetti approvati a livello nazionale;

  incoraggia gli Stati membri ad attuare una politica tariffaria responsabile in merito alle acque reflue e ad adeguare, ove necessario, le disposizioni giuridiche sulla tariffazione idrica in modo da evitare che le tariffe siano inferiori al tasso di accessibilità economica comunemente accettato del 4%;

  incoraggia gli Stati membri a provvedere affinché i proprietari pubblici degli impianti di depurazione, come i comuni, rendano disponibili fondi sufficienti nel lungo termine per i necessari interventi di manutenzione e rinnovo dell'infrastruttura per le acque reflue;

Parte VII – Relazione speciale n. 3/2015 della Corte dei conti dal titolo "La Garanzia per i giovani nell'UE: i primi passi sono stati compiuti, ma si profilano rischi di attuazione"

85.  accoglie con favore la relazione speciale della Corte dei conti dal titolo "La Garanzia per i giovani nell'UE: i primi passi sono stati compiuti, ma si profilano rischi di attuazione" e ne sostiene le raccomandazioni;

86.  osserva che la Corte esamina l'iniziativa nel corso della sua attuazione e accoglie positivamente il proposito ambizioso della Corte di iniziare a valutare l'impiego dei fondi dell'Unione a uno stadio più precoce;

87.  sottolinea che la Garanzia per i giovani rappresenta un aspetto chiave per rispondere alla disoccupazione giovanile; accoglie positivamente il fatto che i capi di Stato e di governo dell'Unione abbiano deciso di stanziare per la Garanzia dei giovani 6,4 miliardi di EUR in fondi dell'Unione (3,2 miliardi di EUR a titolo del Fondo sociale europeo e 3,2 miliardi di EUR mediante una nuova linea di bilancio); rileva che ciò rappresenta un buon punto di partenza, ma non è ancora sufficiente per assicurare il successo della Garanzia per i giovani; chiede pertanto alla Commissione di far sì che la Garanzia per i giovani possa disporre di ulteriori fondi durante il periodo settennale;

88.   rileva che il finanziamento per l'occupazione giovanile comprende i Fondi strutturali e d'investimento europei (fondi SIE) nonché programmi quali Erasmus+, Erasmus per giovani imprenditori e altri programmi; sottolinea che si deve creare una migliore sinergia tra tutte le fonti disponibili;

89.  ritiene che il finanziamento del sistema di Garanzia per i giovani sia molto complesso, tenendo conto delle varie opzioni di finanziamento disponibili nel quadro del Fondo sociale europeo (FSE) e dell'Iniziativa a favore dell'occupazione giovanile (IOG); chiede alla Commissione di fornire orientamenti alle autorità degli Stati membri, tenendo in debita considerazione il fatto che le autorità locali, regionali e nazionali affrontano sfide differenti nel contesto dell'attuazione del sistema e, pertanto, necessitano di linee guida specifiche;

90.  ritiene che la Commissione abbia destinato notevoli risorse al fine di garantire l'efficacia della misura nella lotta alla disoccupazione giovanile; si rammarica, tuttavia, che molte meno energie siano state investite per assicurare il coordinamento dell'attuazione da parte degli Stati membri;

91.  sottolinea che, oltre alla disponibilità dei fondi, anche l'assorbimento ottimale degli stessi è un requisito necessario per un'attuazione efficace della Garanzia per i giovani; si rammarica, pertanto, che in diverse regioni europee la capacità di assorbimento del Fondo sociale europeo (FSE) sia molto limitata; invita gli Stati membri a fornire le necessarie risorse amministrative e umane affinché i fondi stanziati siano utilizzati in modo adeguato per realizzare la Garanzia per i giovani;

92.  ritiene che, sebbene sia necessario migliorare la capacità di assorbimento, sia gli Stati membri in sede di attuazione del sistema, sia la Commissione nel suo compito di monitoraggio dovrebbero concentrarsi anche sui risultati, per garantire effetti a lungo termine per i fondi investiti;

93.  chiede alla Commissione di sviluppare un sistema di monitoraggio completo, che comprenda una serie di norme volte a valutare l'attuazione delle misure della Garanzia per i giovani e i loro risultati negli Stati membri; invita inoltre la Commissione a considerare la possibilità di includere obiettivi obbligatori per la lotta alla disoccupazione giovanile nel quadro del Semestre europeo;

94.  ritiene che sia fondamentale combinare un'esecuzione efficace dei fondi disponibili da parte degli Stati membri e una vasta assistenza da parte della Commissione, al fine di colmare le lacune attuative;

95.  osserva che l'Unione non ha competenze normative di carattere vincolante nell'ambito delle politiche attive del mercato del lavoro, ma evidenzia la necessità che la Commissione fornisca agli Stati membri esempi di migliori prassi per l'attuazione della Garanzia per i giovani, con particolare riferimento alle prassi individuate dalla rete europea dei servizi pubblici per l'impiego;

96.  esorta gli Stati membri a utilizzare i fondi dell'Unione e a impegnarsi a realizzare riforme volte a colmare le lacune negli ambiti dell'istruzione, della formazione delle competenze, della creazione di partenariati pubblico-privato, del potenziamento dei servizi per l'impiego e dell'accesso all'impiego;

97.  chiede agli Stati membri, allo scopo di garantire un'attuazione adeguata e un impatto positivo nel lungo termine, di avviare modifiche istituzionali laddove sia necessario e di instaurare collaborazioni tra comunità locali, autorità nell'ambito dell'istruzione, uffici pubblici per l'impiego, aziende e industrie locali, sindacati e associazioni giovanili; ritiene che ciò sia fondamentale per conseguire una migliore organizzazione delle capacità e un impiego strategico delle varie fonti di finanziamento disponibili, orientato ai risultati;

98.  ricorda agli Stati membri la necessità che si impegnino ad aumentare i fondi nazionali ad integrazione degli stanziamenti previsti a titolo del FSE e dell'IOG, allo scopo di garantire il necessario rilancio dell'occupazione giovanile;

99.  accoglie positivamente la proposta della Commissione che modifica il regolamento (UE) n. 1304/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio(13) relativo al Fondo sociale europeo, per quanto riguarda un aumento del prefinanziamento iniziale versato a programmi operativi sostenuti dall'IOG, incrementando in questo modo il prefinanziamento iniziale per la dotazione per l'IOG da circa l'1% al 30% nel 2015; evidenzia che la Commissione dovrebbe impegnarsi a versare il prefinanziamento agli Stati membri immediatamente dopo l'entrata in vigore di tale regolamento, allo scopo di consentire un'attuazione rapida dei programmi operativi sostenuti dall'IOG;

100.  chiede alla Commissione di sviluppare un sistema di monitoraggio completo, che comprenda il quadro di indicatori per il monitoraggio della garanzia per i giovani insieme agli indicatori per i risultati attesi, che si concentri sui risultati e che valuti la situazione di impiego di coloro che beneficiano delle misure a favore dell'occupazione dei giovani;

101.  ritiene che le politiche del mercato del lavoro relative all'offerta debbano essere considerate insieme alle politiche in materia di istruzione, giovani e stato sociale e al contesto macroeconomico generale;

102.  osserva che la relazione della Commissione sullo stato di attuazione della Garanzia per i giovani per il 2016 e le prossime relazioni speciali della Corte sull'occupazione giovanile costituiscono opportunità importanti per affrontare le attuali carenze, sia a livello della Commissione che a livello nazionale, regionale e locale;

Parte VIII – Relazione speciale n. 4/2015 della Corte dei conti dal titolo "Assistenza tecnica: qual è il contributo fornito all'agricoltura e allo sviluppo rurale?

103.   chiede alla Commissione di precisare la portata e le condizioni di attuazione dell'assistenza tecnica (AT) agli Stati membri nel settore dello sviluppo rurale; ritiene, in particolare, che la Commissione dovrebbe chiarire la distinzione tra spese operative/per lo "sviluppo di capacità" e costi ammissibili amministrativi/di "sostegno al bilancio", segnatamente per quanto riguarda le retribuzioni;

104.   chiede alla Commissione di monitorare da vicino l'attuazione dell'assistenza tecnica da parte degli Stati membri;

105.   chiede alla Commissione di adottare misure adeguate per far sì che le spese amministrative generali, come quelle per la manutenzione periodica delle tecnologie dell'informazione, non vengano imputate alle linee di bilancio destinate all'assistenza tecnica;

106.   chiede alla Commissione di imporre in futuro agli Stati membri di rendicontare separatamente le spese amministrative/di sostegno al bilancio destinate allo sviluppo rurale, in modo da indicare in modo più trasparente quale quota dei finanziamenti in materia di assistenza tecnica viene spesa per questo tipo di sostegno;

107.   chiede alla Commissione di istituire con gli Stati membri un adeguato quadro di riferimento per il finanziamento dell'assistenza tecnica; ritiene, in particolare, che le esigenze in materia di assistenza tecnica della Commissione e degli Stati membri dovrebbero essere valutate opportunamente, e dovrebbe essere posto in atto un meccanismo per stabilire gli obiettivi e misurare i progressi verso il loro conseguimento;

Parte IX – Relazione speciale n. 5/2015 della Corte dei conti intitolata "Gli strumenti finanziari sono uno strumento valido e promettente nel settore dello sviluppo rurale?"

108.  chiede che la Commissione identifichi le sfide, le caratteristiche specifiche e gli ostacoli incontrati in materia di sviluppo rurale, al fine di incoraggiare gli Stati membri a formulare e a valutare meglio le esigenze di bilancio per gli strumenti finanziari ed evitare un'eccessiva capitalizzazione che impegni fondi senza contribuire all'attuazione delle politiche dell'Unione; chiede altresì che l'accesso dei beneficiari finali sia facilitato, al fine di consentire un'applicazione più attiva degli strumenti finanziari a livello regionale, soprattutto rispetto alle sovvenzioni;

109.  chiede che gli Stati membri forniscano informazioni quantificabili affidabili per determinare l'opportuno tipo di fondi e l'assegnazione di risorse finanziarie in materia; chiede altresì che la Commissione e gli Stati membri applichino sistemi di monitoraggio che consentano di valutare l'efficacia degli strumenti finanziari;

110.  chiede che la Commissione fornisca orientamenti e promuova attivamente una maggiore qualità delle valutazioni obbligatorie ex-ante per gli strumenti finanziari introdotti per il periodo di programmazione 2014-2020, al fine di individuare carenze specifiche ed evitare un'eccessiva capitalizzazione; chiede altresì che gli Stati membri stabiliscano la percentuale di esposizione ai rischi tramite un'adeguata analisi tecnica;

111.  chiede che la Commissione stabilisca standard e obiettivi opportuni per gli effetti leva e di rotazione, al fine di rafforzare l'efficacia degli strumenti finanziari per il periodo di programmazione 2014-2020; chiede altresì che la Commissione e gli Stati membri effettuino un'approfondita valutazione prima di utilizzare e sviluppare in futuro strumenti finanziari nel settore dello sviluppo rurale, sulla base del loro contributo all'attuazione delle politiche dell'Unione e dell'efficacia per i beneficiari;

112.  chiede che la Commissione e gli Stati membri decidano chiare norme transitorie tra i periodi di programmazione, al fine di promuovere gli effetti a lungo termine e la sostenibilità degli strumenti finanziari;

113.  chiede che la Commissione incoraggi gli Stati membri a stabilire un unico strumento finanziario in grado di fornire sia prestiti che garanzie, aumentandone così l'attività e la massa critica;

114.  chiede che gli Stati membri sviluppino modalità per superare le carenze di selezione in materia di gestione delle sovvenzioni destinate alle misure di investimento che potrebbero comportare effetti inerziali o distorsivi; chiede, per tale ragione, che gli Stati membri applichino opportuni indicatori chiaramente definiti, come le dichiarazioni in materia di utili sugli investimenti e di previsione dei flussi di cassa, al fine di garantire la sostenibilità dei progetti;

115.  chiede che gli Stati membri esaminino le modalità con cui si possono coniugare le sovvenzioni e gli strumenti finanziari nel programma operativo, al fine di assicurare il miglior rendimento sugli investimenti, ottimizzando gli effetti leva e di rotazione;

116.  chiede che la Commissione appronti, in tempo utile e prima della conclusione del periodo di programmazione 2007-2013, norme operative di attuazione chiaramente definite anche in materia di strategia di uscita;

Parte X – Relazione speciale n. 6/2015 della Corte dei conti intitolata "L'integrità e l'attuazione dell'ETS"

117.   esprime disappunto per il fatto che non sia stato possibile ottenere un'analisi completa dell'efficienza dei vari metodi di assegnazione applicati dagli Stati membri nella fase II del sistema di scambio di quote di emissione (ETS) dell'UE (2008-2012), che sarebbe stata fondamentale per formulare raccomandazioni politiche sulla base delle risultanze di audit della Corte;

118.   osserva che la valutazione della Corte si è concentrata sull'attuazione della fase II dell'ETS dell'UE (2008-2012), mentre per la fase III dell'ETS dell'UE (2013-202) sono state decise e attuate riforme significative, comprese misure di armonizzazione a livello di Unione;

119.   si compiace degli importanti miglioramenti apportati al quadro di protezione dell’integrità del sistema ETS, tra cui la maggior parte del mercato a pronti delle quote nella direttiva relativa agli strumenti finanziari(14) e nella direttiva(15) e nel regolamento(16) sugli abusi di mercato; invita la Commissione a prendere in considerazione misure complementari conformemente alle raccomandazioni della Corte, comprese misure che disciplinano i soggetti che devono obbligatoriamente partecipare al mercato;

120.   sollecita la Commissione e gli Stati membri a garantire la trasparenza e l'efficace supervisione dell'Unione sul mercato delle emissioni e sulle procedure di cooperazione cui partecipano gli organi di regolamentazione nazionale e la Commissione;

121.   ritiene che la Commissione, quale custode dei trattati, dovrebbe monitorare da vicino l'attuazione negli Stati membri e fornire un'assistenza più completa durante l'intero processo; reputa che sia necessario un corretto equilibrio tra controllo rigoroso, notifica e verifica e onere amministrativo; ritiene che la Commissione dovrebbe garantire la prevedibilità delle decisioni giuridiche e la certezza giuridica, tenendo conto in particolare degli orientamenti del Consiglio europeo;

122.   osserva che la Corte ha valutato l'integrità e l'attuazione del sistema ETS dell'UE ma anche che si rende necessario un esame dell'efficienza del sistema e dei suoi risultati, compresa una valutazione dell'interazione tra la normativa europea e nazionale, come nel caso dello sviluppo delle energie rinnovabili e delle misure di efficienza energetica, che hanno un effetto importante sulle emissioni di CO2 e quindi sul mercato del carbonio;

123. chiede che la Corte dei conti includa nella sua analisi i settori industriali colpiti, soprattutto per quanto concerne la certezza e la prevedibilità giuridiche, e in quale misura sia garantito un quadro giuridico affidabile e quali eventuali effetti abbiano avuto i suoi recenti adeguamenti sull'efficacia del sistema;

124.   esprime la preoccupazione che al momento dell'audit, il rischio di frodi concernenti l'IVA nel sistema ETS non fosse ancora pienamente affrontato, dato che un terzo degli Stati membri non aveva ancora attuato la normativa sul meccanismo dell'inversione contabile; invita tutti gli Stati membri a farlo quanto prima;

125.  ritiene che sia fondamentale adottare tutte le misure necessarie per evitare la rilocalizzazione delle emissioni di carbonio e garantire una concorrenza internazionale equa nell'ambito delle attuali misure per l'assegnazione gratuita di quote di emissioni; chiede alla Commissione una valutazione relativa alle imprese e ai settori industriali esposti al rischio di rilocalizzazione delle emissioni, al fine di individuare con chiarezza le aree in cui l'industria europea ha registrato perdite di attività a beneficio di paesi dove non vigono norme severe sul clima;

Parte XI – Relazione speciale n. 7/2015 della Corte dei conti intitolata "La missione di polizia dell'UE in Afghanistan: risultati disomogenei"

126.  chiede che la Commissione e il Servizo europeo per l'azione esterna (SEAE) mettano in atto gli insegnamenti tratti non solo dalla missione EUPOL in Afghanistan, ma anche da altre missioni della politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC), al fine di facilitare il trasferimento delle conoscenze ed effetti sinergici tra diverse missioni; che il SEAE fornisca alle missioni di PSDC orientamenti orizzontali più chiari, laddove necessario; sottolinea che il coordinamento tra tutti gli attori dell'Unione coinvolti, compresi gli Stati membri, nonché con altri attori internazionali è la chiave per la riuscita delle missioni in corso e di quelle future;

127.  chiede che il SEAE rafforzi la responsabilità del suo principale strumento finanziario in Afghanistan, il fondo fiduciario per l'ordine pubblico in Afghanistan (LOFTA), gestito dal programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP), che è stato criticato per la cattiva gestione e la mancanza di trasparenza; ribadisce inoltre la necessità di utilizzare tutti i canali di finanziamento adeguati per le future missioni PSDC, compresi i fondi fiduciari dell'UE, in modo efficiente, al fine di assicurare la sana gestione finanziaria e il conseguimento degli obiettivi politici della missione;

128.  chiede che la Commissione e il SEAE creino sinergie e connessioni incrociate tra le attività del progetto, nonché un collegamento forte ed efficace tra gli obiettivi della missione e gli obiettivi intermedi stabiliti dal piano di attuazione della missione (MIP);

129.  ritiene che temi quali il genere, l'emancipazione delle donne e l'istruzione debbano svolgere un ruolo importante nei programmi di formazione di EUPOL e di altre missioni PSDC; rileva a questo proposito che EUPOL ha ottenuto esiti ampiamente positivi nelle attività connesse alla formazione, mentre meno positivi sono stati quelli relativi al mentoring e alla consulenza;

130.  chiede che la Commissione e il SEAE coordinino in modo più approfondito e in anticipo le missioni PSDC con altre missioni bilaterali dell'Unione e gli sforzi internazionali con obiettivi simili; chiede a tale proposito una cooperazione e un coordinamento intensificati tra l'Unione e gli Stati membri onde promuovere sinergie in un quadro europeo; chiede che il mandato per le missioni PSDC in corso e per il futuro stabilisca chiaramente le responsabilità di coordinamento con altri attori dell'Unione, inclusi gli Stati membri;

131.  chiede che la Commissione e il SEAE prestino particolare attenzione alle procedure di appalto per garantire che rispondano alle esigenze operative della PSDC; sottolinea che l'attuazione dei progetti ha risentito a causa di procedure di appalto farraginose che hanno condotto a un impoverimento dei risultati e che il ricorso a procedure semplificate o flessibili ha portato ad un aumento delle procedure terminate con la conclusione di contratti;

132.  chiede che la Commissione e il SEAE aumentino ulteriormente l'efficacia delle loro missioni PSDC, migliorando la sostenibilità a lungo termine dei risultati ottenuti; riconosce, tuttavia, che il sostegno da parte dell'Unione e della comunità internazionale è un fattore determinante per il raggiungimento di questi obiettivi a lungo termine;

133.  chiede che la Commissione e il SEAE osservino i risultati conseguiti dall'Unione dopo il graduale ritiro di EUPOL entro la fine del 2016, prevedendo la possibilità di un ulteriore impegno oltre il 2016;

134.  chiede che la Commissione e il SEAE elaborino con congruo anticipo linee guida dettagliate per quanto riguarda il ridimensionamento e la chiusura delle missioni, nonché la liquidazione dei beni di cui le missioni dispongono;

Parte XII – Relazione speciale n. 8/2015 della Corte dei conti dal titolo "Il sostegno finanziario dell'UE fa adeguatamente fronte alle esigenze dei microimprenditori?"

135.  accoglie con favore la relazione speciale della Corte intitolata "Il sostegno finanziario dell'UE fa adeguatamente fronte alle esigenze dei microimprenditori?", e ne approva in linea di principio le raccomandazioni;

136.  osserva che, sebbene sia ancora considerato immaturo, il microcredito nell'Unione è in costante crescita e ha un impatto sulla creazione di occupazione equivalente a più di 250 000 posti di lavoro (dati del 2013);

137.   è del parere che vi siano differenze sostanziali tra le sovvenzioni del Fondo sociale europeo (FSE) e lo Strumento europeo Progress di microfinanza (EPMF), strumenti finanziari che tendono a servire obiettivi diversi; ritiene che diversi meccanismi di sostegno possono essere adatti a condizioni diverse del mercato;

138.   rileva che in questo audit la Corte metta a confronto due meccanismi finanziari diversi, che si differenziano per approccio e obiettivi; sottolinea che l'FSE e l'EPMF differiscono sotto molti aspetti, in particolare struttura, regole e gruppi obiettivo, e che, se il secondo è esclusivamente dedicato ai microfinanziamenti, il primo copre invece una gamma di aspetti molto più ampia;

139.  evidenzia che l'FSE e l'EPMF sono complementari e apportano grande beneficio ai micromutuatari attraverso tre strumenti finanziari, le sovvenzioni, i prestiti e le garanzie; ritiene che le sovvenzioni – che sono fornite unicamente attraverso l'FSE – sono tanto essenziali al microcredito quanto gli altri due strumenti e che la loro performance dovrebbe essere valutata tenendo conto del loro ruolo complementare;

140.  sottolinea l'importanza degli obiettivi di microfinanza che consistono nel migliorare l'inclusione sociale, lottare contro la disoccupazione e aumentare l'accesso alla finanza per le persone disoccupate, altre persone svantaggiate e le microimprese; ritiene, a tale riguardo, che le sovvenzioni e gli strumenti finanziari debbano avere la responsabilità primaria di aiutare le persone e i microimprenditori a superare le difficoltà nel raggiungimento di tali obiettivi;

141.  è dell'avviso che le sovvenzioni siano fondamentali per realizzare gli obiettivi della crescita, dell'inclusione e dell'occupazione stabiliti nella comunicazione della Commissione intitolata "Promuovere la possibilità di un lavoro dignitoso per tutti - Contributo dell'Unione alla realizzazione dell'agenda per il lavoro dignitoso nel mondo" (COM(2006)0249)" e nella comunicazione della Commissione intitolata "Un impegno comune per l'occupazione" (COM(2009)0257), nonché nel regolamento (UE) n. 1296/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio(17) relativo a un programma dell'Unione europea per l'occupazione e l'innovazione sociale;

142.  sottolinea la necessità di un sistema di microfinanza rafforzato quale strumento di sviluppo economico e sociale a sostegno delle necessità di quanti sono realmente nel bisogno;

143.  ritiene che, nel quadro dell'EaSI per il periodo di programmazione 2014-2020, si debba ovviare all'importanza piuttosto scarsa che gli strumenti finanziari attribuiscono al miglioramento delle condizioni dei gruppi vulnerabili;

144.  è del parere che fra l'EPMF e l'FSE non ci sia stata una complementarità sufficiente per rispettare l'obbligo, per tutti gli intermediari di microcredito, di lavorare con entità, in particolare sostenute dall'FSE, che forniscono servizi di formazione e di tutoraggio;

145.  si compiace del fatto che la maggior parte delle lacune individuate e delle raccomandazioni formulate dalla Corte siano già state affrontate dalla Commissione nel nuovo quadro normativo (2014-2020);

Parte XIII – Relazione speciale n. 9/2015 della Corte dei conti intitolata "Sostegno dell'UE alla lotta contro la tortura e all'abolizione della pena di morte"

146.  accoglie con favore la relazione speciale dedicata al sostegno dell'Unione alla lotta contro la tortura e all'abolizione della pena di morte e presenta di seguito le proprie osservazioni e raccomandazioni;

147.  ricorda che i diritti umani rappresentano una componente fondamentale dell'azione esterna e delle relazioni bilaterali e multilaterali dell'Unione; ritiene che, essendo una delle priorità fondamentali dell'Unione, debbano essere oggetto di un'attenzione continua;

148.  sottolinea che l'Unione è fermamente impegnata nella prevenzione ed eliminazione di ogni forma di tortura e altri maltrattamenti nonché nell'abolizione della pena di morte; osserva che lo strumento principalmente utilizzato a tal fine è lo Strumento europeo per la democrazia e i diritti umani (EIDHR), che eroga sovvenzioni alle organizzazioni della società civile per l'attuazione di progetti;

149.  rileva che, nel periodo di programmazione 2007-2013, nell'ambito dell'EIDHR sono stati stanziati 100,9 milioni di euro per progetti relativi alla lotta contro la tortura e la pena di morte; sottolinea, tuttavia, che questo importo è relativamente modesto se si considerano gli ambiziosi obiettivi dello strumento e il suo ambito geografico mondiale;

150.  sottolinea che la distribuzione dispersiva del finanziamento — in oltre 120 paesi in tutto il mondo — riduce l'impatto dell'EIDHR; esorta la Commissione a migliorare la definizione delle priorità e a circoscrivere la sua azione al fine di migliorarne i risultati; sottolinea che le risorse si dovranno concentrare sui paesi e i settori con maggiori necessità e con un effettivo potenziale di miglioramento; si compiace del fatto che, nell'invito a presentare proposte per il 2015, la Commissione abbia già iniziato a promuovere un'azione più mirata;

151.  constata in base alle osservazioni della Corte che spesso i progetti finanziati non sono ben coordinati con le altre azioni dell'Unione, come il tradizionale sostegno allo sviluppo e il dialogo con i paesi partner, e che non sono rientrati in un approccio coerente e strategico e non si sono completati a vicenda in modo efficace; incoraggia la Commissione a sviluppare una strategia globale per integrare le attività che condividono i medesimi obiettivi ed evitare il doppio finanziamento;

152.  incoraggia il SEAE e la Commissione a porre l'accento e uno slancio politico negli ambiti in cui è più necessario, migliorando nel contempo la capacità delle delegazioni dell'Unione sul campo per approfondire l'efficacia, i risultati e la cultura d'impatto nell'ambito delle politiche in materia di diritti umani e democrazia;

153.  invita il SEAE e la Commissione ad incrementare e integrare a tutti i livelli l'efficacia dei dialoghi sui diritti umani, delle strategie nazionali e degli orientamenti specifici, garantendo che i diritti umani fondamentali quali l'abolizione della pena di morte e la lotta contro la tortura siano sistematicamente evocati a tutti i livelli del processo di adozione delle politiche congiuntamente ai paesi terzi;

154.  ritiene che occorrano una maggiore programmazione e un maggiore monitoraggio congiunti tra il SEAE e la Commissione sulle questioni relative ai diritti umani affinché siano più allineate alle pertinenti politiche e strategie a livello locale;

155.  chiede l'attuazione di un approccio più qualitativo e strategico nel processo globale di selezione delle candidature ricevute nell'ambito degli inviti a presentare proposte; incoraggia la Commissione ad applicare questo strumento in conformità con una visione a lungo termine basata su obiettivi concreti e misurabili;

156.  esorta il SEAE e le delegazioni dell'Unione a prestare un'attenzione costante agli sviluppi o alle battute d'arresto in tutti i paesi e ad avvalersi di tutti gli strumenti di influenza; sostiene il ruolo svolto dalle delegazioni dell'Unione nell'esercizio delle funzioni di analisi e definizione politica, di coordinamento e di segnalazione;

157.  sottolinea che lo strumento costituisce un buon esercizio di mappatura per analizzare la situazione e lo sviluppo dei diritti umani nel mondo; evidenzia che la presenza e l'interessamento costanti dell'Unione possono condurre a modifiche per quanto concerne la tortura e la pena di morte rileva tuttavia che la Commissione deve sviluppare un approccio strategico in materia;

158.  osserva che la Commissione ottiene informazioni dettagliate sulla situazione dei diritti umani in altri paesi attraverso vari canali e utilizza le informazioni per definire le priorità; rileva con preoccupazione che, sebbene la Commissione disponga delle strategie sui diritti umani specifiche per paese, contenenti un'analisi approfondita della situazione dei paesi interessati e le priorità chiave in materia, dette strategie non sono state prese sufficientemente in considerazione al momento di assegnare il finanziamento e di coordinare le altre azioni dell'Unione; evidenzia che il valore aggiunto delle strategie nazionali è limitato a causa della loro natura strettamente confidenziale; invita la Commissione a dare accesso alle strategie ai valutatori dei progetti al fine di massimizzare il valore aggiunto;

159.  accoglie con favore l'approccio basato sulla domanda adottato per il finanziamento dei progetti e ritiene che si tratti di un mezzo adeguato per coinvolgere organizzazioni esperte e motivate che propongono progetti di elevata qualità; osserva con soddisfazione che questo approccio dal basso verso l'alto incoraggia le organizzazioni della società civile a elaborare i loro progetti in linea con la loro capacità amministrativa, operativa e geografica e con la loro strategia propria;

160.  deplora il fatto che, al momento della richiesta di sovvenzione, le organizzazioni locali della società civile di più modeste dimensioni potrebbero risultare svantaggiate a causa delle procedure di domanda lunghe e complicate, dei requisiti linguistici e/o degli altri requisiti di esperienza; invita la Commissione ad accelerare e a semplificare la procedura di domanda al fine di incoraggiare le candidature di progetti di qualità;

161.  accoglie con favore il fatto che la Commissione organizzi seminari e sessioni di formazione per le organizzazioni locali della società civile, promuova partenariati e autorizzi le sovvenzioni a cascata, e che, negli ultimi quattro anni, abbia organizzato un seminario della società civile prima del lancio degli inviti a presentare proposte a livello globale, al fine di presentare l'EIDHR;

162.  è preoccupato per il fatto che una carente autosufficienza delle organizzazioni metta a repentaglio la continuità delle loro attività, rischiando una perdita di competenze; accoglie con favore il fatto che la Commissione stia cercando di attenuare la dipendenza finanziaria di tali organizzazioni, consentendo loro di assumere funzionari addetti al reperimento fondi nel quadro dell'EIDHR;

163.  sottolinea che, stando alla valutazione della Corte, è stato difficile, nel complesso, misurare gli esiti dei progetti, dal momento che l'impatto auspicato è spesso immateriale, non esistono valori-obiettivo per gli indicatori di performance e le relazioni presentate dalle organizzazioni della società civile alla Commissione si concentrano sulle attività;

164.  tiene conto del fatto che la lotta contro la tortura e nei confronti dell'abolizione della pena di morte sono processi a lungo termine, con un impatto e risultati difficili da quantificare, che l'EIDHR sta affrontando questioni sensibili in contesti politici difficili e che la loro attuazione richiede una gestione accurata e dispendiosa in termini di tempo;

165.  osserva, a tale proposito, che i sistemi di misurazione dell'impatto sono piuttosto carenti a causa della scarsa chiarezza dei quadri logici per i progetti, che mancano di parametri di riferimento e obiettivi ben definiti; invita la Commissione a chiarire i requisiti dei quadri logici per i progetti al fine di migliorare i risultati e il valore aggiunto;

166.  invita la Commissione a predisporre una valutazione approfondita dell'impatto dei finanziamenti dell'EIDHR e a trarne le conclusioni; incoraggia la Commissione a prendere in considerazione l'impatto e i risultati delle varie forme di progetto nella procedura di selezione; si compiace del fatto che la Commissione stia già lavorando per migliorare la valutazione d'impatto dei progetti in materia di diritti umani e la invita a condividere i risultati con l'autorità di discarico;

167.  osserva che le valutazioni dei progetti si basano su un sistema di assegnazione di punteggi e griglie di valutazione standardizzate con criteri riguardanti la progettazione, la pertinenza, la capacità, la fattibilità, l'efficacia, la sostenibilità e il rapporto costi-efficacia, e che le sovvenzioni vengono assegnate ai progetti che hanno ottenuto i punteggi più elevati; apprende dalla relazione della Corte che le griglie di valutazione standardizzate presentano diverse carenze in termini di orientamenti ai fini della valutazione di tali criteri; chiede alla Commissione di fornire orientamenti più chiari e la invita a prendere in considerazione il miglioramento delle griglie di valutazione standardizzate;

168.  esorta la Commissione a rimediare alle carenze nella sua valutazione evidenziate dalla Corte; accoglie comunque con favore il grado di flessibilità riscontrato nella valutazione di progetti nel campo dei diritti umani, che non può essere considerata un mero esercizio burocratico; sottolinea che, come precedentemente osservato dall'autorità di discarico, occorre dar prova di buon senso;

169.  osserva che, stando alla Corte, gli obiettivi della maggior parte degli inviti a presentare proposte sono stati descritti in modo generale; prende atto dell'osservazione della Commissione sul fatto che, per quanto riguarda gli inviti a presentare proposte, l'approccio olistico costituisce la sua strategia privilegiata; invita tuttavia la Commissione a fare in modo che i fondi dell'EIDHR siano utilizzati in maniera efficace, garantendo la fattibilità, la sostenibilità e il valore aggiunto dei progetti, obiettivo che potrebbe essere conseguito grazie alla fissazione di requisiti minimi per i risultati dei progetti negli inviti a presentare proposte;

170.  accoglie con favore il fatto che le organizzazioni della società civile interessate a ricevere la sovvenzione debbano prima presentare una sintesi che illustri le caratteristiche principali del progetto proposto; ritiene che la sintesi di proposta rappresenti una soluzione efficace in termini di tempo e di costi ai fini della preselezione dei progetti;

171.  prende atto dell'osservazione della Corte quanto al fatto che, pur essendo stata ben documentata, la selezione dei progetti mancava di rigore e che non si è posto rimedio alle lacune nei progetti dopo la loro identificazione; osserva con soddisfazione che le conclusioni generali esposte dalle commissioni valutatrici contengono dettagli sufficienti; si compiace del fatto che, nel complesso, le attività dei progetti siano state condotte come previsto e siano risultate efficaci sotto il profilo dei costi; invita la Commissione a migliorare la coerenza delle valutazioni dei progetti;

172.  prende atto dell'osservazione della Corte sul fatto che le organizzazioni beneficiarie hanno interpretato in modo diverso quali siano i costi indiretti coperti dall'importo forfettario, il che può condurre a sottovalutare il lavoro dell'organizzazione o a finanziare spese non ammissibili; invita la Commissione a chiarire le regole riguardanti l'importo forfettario;

173.  accoglie con favore il nuovo piano d'azione dell'UE sui diritti umani e la democrazia per il periodo 2015-2019 quale rinnovato impegno politico a sviluppare una maggiore coerenza nell'intera gamma di strumenti finanziari e politiche esterne dell'Unione;

174.  si compiace del fatto che la Commissione abbia già iniziato ad applicare un approccio basato sui diritti, e continuerà a farlo, integrando tale approccio nelle procedure e nei modelli, elaborando tabelle di marcia e organizzando sessioni di formazione;

Parte XIV – Relazione speciale n. 10/2015 della Corte dei conti dal titolo "Occorre intensificare gli sforzi per risolvere i problemi degli appalti pubblici nell'ambito della spesa dell'UE nel settore della coesione"

175.  accoglie con favore le conclusioni e le raccomandazioni della relazione speciale della Corte dei conti intitolata "Occorre intensificare gli sforzi per risolvere i problemi degli appalti pubblici nell'ambito della spesa dell'UE nel settore della coesione";

176.  osserva che, con dotazioni totali per un valore di 349 miliardi di euro tra il 2007 e il 2013, la politica di coesione rappresenta la politica più importante ai fini della riduzione delle disparità economiche e sociali tra le regioni europee; sottolinea pertanto l'importanza che le procedure per l'aggiudicazione degli appalti pubblici siano corrette, poiché la Corte ha constatato che esse costituiscono una delle fonti principali degli errori rilevati nell'ambito della spesa dell'UE nel settore della coesione;

177.  evidenzia che il 40% dei progetti realizzati tra il 2007 e il 2013 contenevano errori nella procedura di assegnazione degli appalti pubblici e che tra gli errori principali rientrano l'aggiudicazione diretta non giustificata, la scorretta applicazione dei criteri di selezione e la mancanza di imparzialità nelle selezioni;

178.  osserva che tra le principali cause d'errore si annoverano la mancanza di capacità amministrativa, l'errato recepimento delle direttive dell'UE da parte degli Stati membri, l'interpretazione incoerente delle normative e la pianificazione insufficiente;

179.  richiama l'attenzione sul fatto che la complessità del quadro normativo e amministrativo relativo agli appalti pubblici è considerata una delle cause alla base degli errori; osserva che il 90% delle 69 autorità di audit ha affermato che l'attuale livello di complessità è più elevato di quanto necessario; prende atto che quasi la metà di tali autorità ha segnalato che il principale margine di miglioramento nell'ambito degli appalti pubblici è da ricercarsi nella semplificazione delle procedure;

180.  invita pertanto gli Stati membri a evitare norme che vadano oltre quanto previsto dalle direttive dell'UE; è convinto che ciò potrebbe altresì incoraggiare e facilitare la partecipazione delle PMI alle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici;

181.  osserva che la conclusione principale della Corte riguarda l'inadeguatezza degli sforzi profusi dalla Commissione e dagli Stati membri ai fini dello svolgimento di analisi periodiche e sistematiche delle procedure di appalto, nonché la mancanza di dati coerenti e dettagliati, che ha reso impossibile l'analisi, la correzione e la prevenzione degli errori;

182.  condivide l'opinione della Corte, secondo cui la Commissione dovrebbe elaborare una banca dati per analizzare la frequenza, la gravità e le cause degli errori nell'ambito delle procedure d'appalto; ritiene che la Commissione dovrebbe adoperarsi per ottenere dagli Stati membri informazioni coerenti e affidabili in merito alle irregolarità;

183.  accoglie con favore l'approccio propositivo adottato dalla Commissione per il periodo di programmazione 2014-2020 con l'obiettivo di sostenere i piani di azione nazionali da attuare entro il 2016 attraverso attività di orientamento, di monitoraggio e di assistenza tecnica; riconosce che la Commissione, con questo approccio propositivo, mira a ridurre il rischio di una possibile sospensione dei pagamenti destinati ai programmi operativi dopo il 2016;

184.  si aspetta che la Commissione ricorra alla sospensione dei pagamenti e all'imposizione di rettifiche finanziarie nei confronti degli Stati membri che non hanno raggiunto questi obiettivi solamente in ultima istanza, qualora tutti gli altri mezzi di prevenzione, rettifica e assistenza siano già stati utilizzati;

185.  accoglie con favore il fatto che la Commissione, per quanto abbia da tempo rivolto l'attenzione al problema degli errori evidenti relativi agli appalti pubblici nel settore della politica di coesione, stia ora operando in modo più coordinato nel quadro del piano d'azione sugli appalti pubblici; invita la Commissione, in tale contesto, a far progredire l'attuazione di detto piano e a riferire annualmente in merito al suo stato di avanzamento;

186.  si aspetta che la Commissione istituisca un gruppo di alto livello che svolga un ruolo guida nella risoluzione dei problemi nell'ambito degli appalti pubblici e che ne promuova la semplificazione;

187.  incoraggia la Commissione e gli Stati membri a cogliere le opportunità fornite dagli appalti elettronici, che presentano un notevole potenziale ai fini del miglioramento della trasparenza, di un più ampio accesso alle gare d'appalto anche per le PMI e della prevenzione delle irregolarità e delle frodi;

188.  incoraggia la Commissione e gli Stati membri a continuare i propri sforzi nel campo della condivisione delle esperienze e delle migliori prassi;

189.  accoglie con favore ARACHNE, lo strumento informatico di allerta in caso di frode, e invita gli Stati membri a fornire dati completi e di buona qualità onde contribuire al corretto funzionamento di tale programma;

Parte XV – Relazione speciale n. 11/2015 della Corte di conti dal titolo "Gli accordi di partenariato nel settore della pesca sono gestiti dalla Commissione in maniera adeguata?"

190.  accoglie con favore il quadro giuridico più stabile offerto dagli accordi di partenariato nel settore della pesca (APP) rispetto agli accordi privati; osserva che gli armatori europei hanno espresso una preferenza per gli APP e hanno chiesto alla Commissione di ampliare la rete degli accordi;

191.  chiede alla Commissione di rafforzare l'osservanza della clausola di esclusiva; segnala che, sebbene alcuni fattori non dipendano dalla Commissione, essa dovrebbe avviare il processo negoziale di un nuovo protocollo con largo anticipo rispetto alla scadenza di quello in vigore; esorta la Commissione ad abbreviare, ove possibile, i periodi di negoziazione;

192.  esorta la Commissione a migliorare la coerenza tra gli APP e altre iniziative dell'UE e fonti di finanziamento nel settore della pesca concernenti la stessa regione, a definire strategie regionali per lo sviluppo della governance in materia di pesca e a provvedere affinché i protocolli negoziati all'interno della stessa regione siano coerenti con la strategia regionale afferente e con gli altri finanziamenti dell'UE;

193.  chiede che la Commissione si concentri maggiormente sulle condizioni tecniche limitative, tra cui la definizione restrittiva delle zone di pesca; sottolinea che ciò può ripercuotersi sulla redditività della flotta esterna dell'Unione;

194.  chiede alla Commissione di prendere in considerazione l'utilizzo dei protocolli precedenti e di adoperarsi per collegare meglio i pagamenti per i diritti di accesso alle catture effettive, assicurando al contempo che ciò non abbia conseguenze negative sulle attività di pesca;

195.  osserva con preoccupazione che il costo degli APP negoziati dalla Commissione è stato relativamente alto, se si considerano i precedenti tassi di utilizzo; chiede che, nella preparazione dei negoziati degli APP, la Commissione tenga in considerazione i principi di economia, efficienza ed efficacia, al fine di assicurare un uso ottimale dei fondi e il rispetto dei principi di sana gestione finanziaria;

196.  osserva che le valutazioni ex post dovrebbero essere configurate in modo da ottenere un'analisi coerente e comparabile del rendimento dei fondi pubblici spesi nel quadro dei protocolli, nonché un'analisi completa e critica della loro efficacia per l'Unione e il paese partner in questione;

197.  incoraggia la Commissione a rafforzare il proprio potere negoziale; sottolinea l'importanza del contributo finanziario complessivo dell'Unione ai paesi partner;

198.  esorta la Commissione a servirsi dei dati più aggiornati per le sue relazioni di valutazione ex post; chiede alla Commissione di mettere tali informazioni a disposizione delle parti interessate in tempo utile;

199.  invita la Commissione a promuovere l'accettazione di licenze elettroniche o di un elenco dei pescherecci autorizzati nei paesi partner per l'intero periodo di validità delle licenze; evidenzia la necessità di ridurre i ritardi nell'iter delle domande di licenza; invita la Commissione a individuare e ridurre gli aspetti procedurali critici;

200.  invita la Commissione a far sì che la nuova banca dati sulle catture sia usata nella sua interezza dagli Stati membri di bandiera e fornisca dati sulle catture attendibili, che possano essere consolidati, monitorati e continuamente aggiornati;

201.  osserva che la Commissione ha istituito una banca dati per gestire le informazioni sulle catture; osserva inoltre che tale banca dati dovrebbe contenere dati relativi alle catture forniti dagli Stati membri su base settimanale, suddivisi per zona di pesca; evidenzia con preoccupazione che la banca dati non era ancora operativa al momento dell'audit della Corte e che gli Stati membri non avevano assolto ai loro obblighi di segnalazione; invita la Commissione a porre rimedio a questa situazione, in collaborazione con gli Stati membri, e a includere dati chiari e coerenti sulle catture finali effettive per evitare le conseguenze finanziarie negative che possono verificarsi quando il computo finale è superiore al quantitativo di riferimento;

202.  esorta la Commissione a monitorare più attentamente l'attuazione del sostegno settoriale al fine di garantirne l'efficacia e assicurare un impiego ottimale delle risorse; chiede alla Commissione di adoperarsi per un coordinamento efficace delle azioni realizzate dai paesi partner; invita la Commissione a includere nei protocolli condizioni di ammissibilità formali per le azioni da finanziare;

203.  invita la Commissione a provvedere affinché le erogazioni relative al sostegno settoriale siano in linea con gli altri pagamenti a titolo di sostegno al bilancio e si basino sui risultati conseguiti dai paesi partner nell'attuazione della matrice delle azioni decise di comune accordo;

204.  osserva con preoccupazione che, nonostante il fatto che la componente relativa al sostegno settoriale dovrebbe essere pagata una volta che i paesi partner siano in grado di dimostrare i risultati conseguiti, i protocolli attualmente vigenti non prevedono ancora la possibilità di pagamenti parziali laddove i risultati siano raggiunti solo in parte; prende atto dell'osservazione della Commissione sul fatto che, se i risultati conseguiti sono scarsi o nulli, il pagamento del sostegno settoriale per l'esercizio successivo deve essere sospeso fino a quando gli obiettivi non saranno raggiunti; invita, tuttavia, la Commissione a includere nei nuovi protocolli, ove possibile, la possibilità di esborsi parziali del sostegno settoriale;

Parte XVI – Relazione speciale n. 12/2015 della Corte di conti dal titolo "La priorità dell'UE consistente nel promuovere un'economia rurale basata sulla conoscenza è stata inficiata dalla cattiva gestione delle misure di trasferimento delle conoscenze e di consulenza"

205.  chiede che gli Stati membri pongano in essere procedure per analizzare i bisogni in termini di conoscenze e competenze degli operatori rurali, che vadano oltre la definizione di ampie tematiche, segnatamente per i periodi in cui sono banditi inviti a presentare proposte o gare d'appalto, e che la Commissione fornisca indicazioni addizionali agli Stati membri sulle modalità di svolgimento di queste analisi sistematiche, con una formulazione specifica anziché generale;

206.  invita gli Stati membri a far sì che il sostegno alla creazione di nuovi servizi di consulenza sia concesso solo in presenza di una comprovata carenza nei servizi pertinenti al settore in questione e qualora sussista l'esigenza di finanziare nuovi membri del personale, strutture e/o apparecchiature;

207.  invita gli Stati membri a selezionare i prestatori di servizi cui assegnare i fondi pubblici attraverso procedure concorrenziali eque e trasparenti, indipendentemente dal fatto che si tratti di inviti a presentare proposte o di procedure formali di appalti pubblici;

208.   raccomanda che gli Stati membri tengano presente la guida sugli appalti pubblici destinata agli operatori del settore affinché evitino gli errori più comuni nei progetti finanziati dai fondi strutturali e di investimento europei;

209.  chiede che la Commissione fornisca indicazioni addizionali specifiche riguardanti l'erogazione in-house, il subappalto e la valutazione dell'erogazione dei servizi da parte di consorzi e monitori in maniera adeguata le procedure degli Stati membri, affinché la selezione delle attività di trasferimento delle conoscenze e di consulenza sia comparativa, equa e trasparente;

210.  invita gli Stati membri a valutare l'esigenza di sostenere le attività di trasferimento delle conoscenze e di consulenza che siano prontamente disponibili sul mercato a un prezzo ragionevole e ad assicurare, quando tale necessità sia giustificata, che i costi delle attività sostenute non superino i costi di analoghe attività offerte dal mercato;

211.  chiede che la Commissione si basi sulle prime misure adottate per garantire la complementarità tra i fondi dell'Unione, al fine di ridurre il rischio di doppio finanziamento e di duplicazione degli oneri amministrativi;

212.  chiede che gli Stati membri istituiscano sistemi di riscontro che si avvalgano delle informazioni tratte dalle attività di monitoraggio e valutazione per migliorare i futuri inviti a presentare proposte o le future procedure di gara e che la Commissione fornisca agli Stati membri orientamenti sulle modalità di applicazione di queste procedure di riscontro sistematiche, monitorandone l'introduzione da parte degli stessi;

213.  chiede che la Commissione aumenti, senza indugio, il profilo di rischio delle misure di trasferimento delle conoscenze e di consulenza e potenzi di conseguenza le proprie attività di sorveglianza e gestione;

214.  invita gli Stati membri a condividere le migliori prassi e a portare avanti le rispettive valutazioni dei progetti, al fine di disporre di una valida base per il periodo di attuazione 2014-2020;

215.   chiede alla Commissione di comunicare una valutazione globale dei servizi di consulenza incentrata sui risultati e sugli effetti netti per evitare una valutazione puramente quantitativa degli investimenti;

216.  chiede che la Commissione promuova lo scambio di buone prassi sugli approcci metodologici mediante attività di collaborazione in rete;

Parte XVII – Relazione speciale n. 13/2015 della Corte di conti dal titolo "Sostegno dell'UE ai paesi produttori di legname nell'ambito del piano d'azione FLEGT"

217.  accoglie con favore la relazione speciale dedicata al sostegno dell'Unione ai paesi produttori di legname nell'ambito del piano d'azione FLEGT e presenta di seguito le proprie osservazioni e raccomandazioni;

218.  considera essenziale l'iniziativa FLEGT per migliorare la governance nel settore forestale, mantenere il popolamento forestale e garantire l'applicazione della legge, in particolare avvalendosi di tutti gli strumenti possibili, tra cui gli accordi di partenariato volontari o l'applicazione della dovuta diligenza finanziaria, per affrontare il problema mondiale del disboscamento illegale e contribuire ad assicurare le esportazioni di legname verso l'Unione;

219.  deplora tuttavia le innumerevoli carenze individuate nella fase dell'attuazione del piano di azione e dei progetti FLEGT che ora richiedono una valutazione rapida e completa;

220.  ritiene fermamente che, dopo l'assegnazione di 300 milioni di EUR nel periodo 2003-2013 nell'ambito del sostegno al piano FLEGT, sia giunto il momento di svolgere un'analisi costi-benefici del processo FLEGT mirante a ridurre il disboscamento illegale e il relativo commercio, ma anche di semplificare l'assetto dei meccanismi esistenti per renderli più efficaci in termini di risultati e di impatto;

221.  deplora la lenta attuazione del piano d'azione FLEGT, l'adozione tardiva del regolamento (UE) n. 995/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio(18) (il regolamento dell'UE sul legname) nonché la reazione tardiva da parte della Commissione nel fare tesoro degli insegnamenti tratti dal finanziamento generale a favore del piano d'azione FLEGT;

222.  invita la Commissione a stabilire le priorità dei suoi sforzi in materia di aiuto sulla base di obiettivi e criteri chiari; invita pertanto la Commissione ad abbandonare l'approccio in base al quale il finanziamento dell'UE è strutturato a titolo di vari bilanci e a valutare, invece, la possibilità di avvalersi di un unico bilancio chiaramente definito;

223.  invita la Commissione a rafforzare prontamente i quadri relativi alla trasparenza e alla rendicontabilità attraverso il controllo e la notifica periodica, prevedendo un'adeguata valutazione dei progressi; sollecita inoltre la Commissione a controllare e a riferire in merito all'attuazione negli Stati membri della normativa dell'Unione sul legname e a intraprendere le azioni necessarie sul piano giuridico per garantirne l'applicazione;

224.  invita la Commissione a semplificare e a coordinare meglio i suoi sforzi volti a combattere il disboscamento illegale nel quadro delle varie politiche dell'UE e dei servizi interessati;

225.  ricorda che la tracciabilità dei prodotti derivati dal legno, attraverso un sistema operativo di licenze istituito giuridicamente tra l'UE e i paesi che esportano legname, dovrebbe essere considerata un obiettivo fondamentale costante, in particolare alla luce dei fattori rilevati dalla Corte quali la corruzione dilagante, il rispetto carente della legge o l'insufficiente valutazione dei rischi e dei vincoli insiti nei progetti;

226.  invita la Commissione a negoziare norme sull'importazione di legname nei futuri accordi commerciali bilaterali o multilaterali, al fine di non compromettere i successi conseguiti attraverso il piano d'azione FLEGT con i paesi produttori di legname;

227.  ritiene che le lacune a livello di governance nel sistema FLEGT dovrebbero essere affrontate nell'ambito di una valutazione esterna del piano d'azione FLEGT o di valutazioni ad hoc da parte della Commissione;

Parte XVIII – Relazione speciale n. 14/2015 della Corte dei conti dal titolo "Il Fondo investimenti ACP fornisce valore aggiunto?"

228.  accoglie con favore la relazione speciale dedicata al valore aggiunto del Fondo per gli investimenti ACP come esempio positivo e concreto di seguito dato dalla Corte alla procedura di discarico del 2012 e del 2013, nell'ambito della quale il Parlamento ha chiesto l'elaborazione di una relazione speciale sul rendimento e l'allineamento delle attività di prestito esterne della Banca europea per gli investimenti (BEI) alle politiche e agli obiettivi di sviluppo dell'Unione prima delle revisioni intermedie del mandato esterno della BEI e del Fondo investimenti;

229.  considera l'inclusione di tale audit sul Fondo investimenti ACP nel programma di lavoro della Corte come una buona prassi in termini di cooperazione e controllo collaborativo tra il Parlamento e la Corte;

230.  è del parere che tale relazione di audit costituisca un punto di partenza, in quanto si tratta del primo audit effettuato dalla Corte in questo settore specifico; deplora il fatto che il Fondo investimenti non rientri nell'ambito dell'audit condotto dalla Corte ai fini della dichiarazione di affidabilità;

231.  prende atto delle conclusioni positive in merito alla coerenza del Fondo investimenti ACP con gli obiettivi della politica di sviluppo dell'Unione e al suo effetto catalizzatore; accoglie con favore la buona cooperazione tra la BEI e la Commissione, in particolare nell'identificazione e selezione dei progetti;

232.  si rammarica, tuttavia, del fatto che la Corte non abbia potuto identificare con maggiore precisione il valore aggiunto apportato dal Fondo investimenti ACP; invita dunque la Corte, nelle future relazioni speciali, a fornire esempi più concreti e ad addurre come esempio alcuni progetti per illustrare meglio le proprie conclusioni e raccomandazioni; esorta la Corte a trarre insegnamento da questa prima esperienza per perfezionare ulteriormente gli strumenti per valutare l'effetto leva, l'effetto catalitico e il valore aggiunto di tali strumenti; invita altresì la Corte a prendere in considerazione il valore aggiunto non solo dal punto di vista del trittico di parametri classico (economia, efficienza, efficacia), ma anche in senso più ampio, sulla base di un secondo trittico di fattori (ecologia, uguaglianza ed etica);

233.  concorda con le raccomandazioni della Corte; invita pertanto la Commissione a tenere conto delle raccomandazioni della Corte nelle sue future proposte legislative e nei negoziati come quelli per la revisione del mandato esterno della BEI o l'accordo post-Cotonou;

234.  raccomanda un rapido adattamento del Fondo investimenti e della politica della BEI in funzione dell'esito della COP 21 e degli eventuali OSM post-2015, ai fini della coerenza politica dell'Unione; ritiene che occorra attribuire una maggiore priorità alla lotta contro i cambiamenti climatici e tutte le loro conseguenze dirette e indirette, in particolare nei paesi più poveri del mondo;

235.  considera fondamentale per la BEI continuare a dedicare del tempo alla due diligence associata a strumenti di valutazione dei risultati, ai fini di una migliore conoscenza del profilo degli intermediari finanziari e dei beneficiari nonché di una migliore valutazione dell'impatto dei progetti sui beneficiari finali; invita la BEI a prendere seriamente in considerazione le raccomandazioni della Corte e a migliorare le prassi attuali al fine di potenziare il valore aggiunto del Fondo investimenti ACP;

236.  è dell'avviso che tutte le spese finanziate mediante il denaro dei contribuenti dell'Unione debbano essere sottoposte senza eccezione alla procedura di discarico del Parlamento; ribadisce, pertanto, la propria ferma convinzione che il Fondo investimenti gestito dalla BEI per conto dell'Unione debba essere sottoposto alla procedura di discarico del Parlamento, dal momento che il Fondo è finanziato con il denaro dei contribuenti dell'Unione;

237.  osserva che l'accordo tripartito di cui all'articolo 287, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, che disciplina la cooperazione tra la BEI, la Commissione e la Corte dei conti per quanto riguarda le modalità di controllo da parte della Corte dei conti sull'attività della Banca in merito alla gestione dei fondi dell'Unione e degli Stati membri, dovrà essere rinnovato nel 2015; ribadisce la posizione del Parlamento secondo cui è necessario aggiornare l'ambito di competenza della Corte in materia, includendo qualsiasi nuovo strumento finanziario della BEI che coinvolga fondi pubblici provenienti dal bilancio dell'Unione o dal Fondo europeo di sviluppo;

Parte XIX – Relazione speciale n. 15/2015 della Corte dei conti dal titolo "Sostegno dello Strumento ACP-UE per l'energia a favore delle energie rinnovabili in Africa orientale"

238.  accoglie con favore la relazione speciale dedicata al sostegno all'energia rinnovabile nell'Africa orientale a titolo dello strumento ACP-UE per l'energia e presenta di seguito le proprie osservazioni e raccomandazioni;

239.  accoglie con favore il fatto che, dal secondo invito a presentare proposte a titolo dello strumento per l'energia, sia divenuto obbligatorio includere un'analisi preliminare della fattibilità; sottolinea che tali analisi della fattibilità dovrebbero basarsi su scenari ben definiti e realistici; evidenzia altresì che tali scenari dovrebbero già includere previsioni circa le modalità di partecipazione delle comunità locali alla realizzazione del progetto al fine di migliorare la titolarità locale e la promozione del progetto;

240.  è d'avviso che il legame tra la fattibilità di un progetto e la sua sostenibilità sociale, economica e ambientale dovrebbe essere meglio definito onde assicurare non soltanto l'efficienza, la coerenza e la visibilità dei progetti d'investimento dello strumento per l'energia, ma anche la loro efficacia e i più ampi risultati nelle regioni interessate;

241.  ritiene che occorra procedere periodicamente al monitoraggio dei progetti e dei relativi rischi, accompagnandolo a misure di attenuazione rapide al fine di adeguare, se necessario, la strategia di aggiudicazione degli appalti e la procedura di selezione e attuazione; considera che le conclusioni delle relazioni di monitoraggio dovrebbero essere utilizzate per l'attuazione dei successivi inviti a presentare proposte;

242.  chiede che lo strumento per l'energia garantisca che i soggetti interessati a livello locale, quali le ONG o le comunità locali, siano coinvolti durante tutta la durata dei progetti, dal lancio alle fasi successive al completamento, tenendo conto delle esigenze dei progetti specifici; sollecita un sostegno continuo allo sviluppo di capacità locali grazie ad un'adeguata offerta di formazione lungo tutto il ciclo di vita di un progetto, con il principale obiettivo di migliorare ulteriormente la titolarità locale e promuovere il coordinamento, affinché il progetto continui ad essere praticabile e sostenibile anche dopo la scadenza del periodo di finanziamento;

243.  invita la direzione generale Cooperazione internazionale e sviluppo (DG DEVCO) della Commissione ad assicurarsi che i partner esecutivi rispondano a tutte le richieste di informazione supplementari in merito all'attuazione del/dei progetto/i; chiede alla DG DEVCO di concentrarsi soprattutto sulle potenziali attività legate alle frodi e/o alla corruzione da parte dei partner esecutivi, evitando inutili oneri amministrativi supplementari; sollecita la DG DEVCO affinché, in caso di corruzione e/o frodi, rescinda debitamente i contratti e cerchi nuovi partner nella regione;

244.   invita la Commissione a garantire la coerenza delle politiche e una stretta collaborazione con gli altri attori sul campo, in particolare gli organismi delle Nazioni Unite e l'iniziativa SE4ALL (Energia sostenibile per tutti), senza limitarsi al settore dell'energia, al fine di conseguire i migliori risultati possibili per la popolazione della regione e per l'ambiente; ritiene che le sinergie con altri progetti sul campo, compresi quelli in fase di pianificazione, dovrebbero, ogniqualvolta possibile, poter essere sfruttate pienamente da tutti i progetti;

Parte XX – Relazione speciale n. 16/2015 della Corte di conti dal titolo "Migliorare la sicurezza dell'approvvigionamento energetico mediante lo sviluppo del mercato interno dell'energia: occorre un impegno maggiore"

245.  invita gli Stati membri, al fine di ottenere un funzionamento corretto e continuato del mercato interno dell'energia, a coordinare i loro investimenti per le infrastrutture energetiche e le rispettive modalità di regolamentazione dei loro mercati energetici, così da garantire un utilizzo ottimale dei fondi dell'Unione;

246.  ritiene che le riforme dei mercati dell'energia inizino a livello degli Stati membri; è dell'avviso che l'attuazione dei pacchetti energetici concordati, in particolare il terzo pacchetto Energia, creerebbe le condizioni necessarie per la realizzazione del mercato interno dell'energia;

247.   sottolinea, alla luce del futuro approccio regionale alla sicurezza energetica, che è importante che i singoli Stati membri possano garantire le infrastrutture necessarie per l'esportazione e l'importazione di energia, ma anche per fungere da paesi di transito dell'energia elettrica e del gas;

248.   sottolinea che tutti i futuri progetti dell'Unione in materia di energia devono rispettare la normativa dell'Unione e i principi dell'Unione dell'energia: diversificazione, sicurezza degli approvvigionamenti, accessibilità, competitività e sostenibilità;

249.   è del parere che il rafforzamento e il miglioramento delle interconnessioni con gli Stati membri limitrofi debbano essere considerati prioritari; incoraggia lo sviluppo di una capacità bi-direzionale (flussi bi-direzionali) ad ogni interconnessione transfrontaliera mediante il coinvolgimento degli Stati membri attraverso i quali passa il corridoio;

250.  ritiene che l'attuazione di progetti per le infrastrutture strategiche contribuisca agli aspetti di medio e lungo termine della sicurezza energetica;

251.  invita la Commissione ad assegnare maggiori risorse finanziarie e i poteri necessari all'Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell'energia e ritiene che l'Agenzia debba essere autorizzata ad assumere personale aggiuntivo per consentire la piena ed efficace attuazione del monitoraggio dei mercati dell'energia;

Parte XXI – Relazione speciale n. 17/2015 della Corte dei conti dal titolo "Sostegno della Commissione ai gruppi di intervento per i giovani: fondi FSE riorientati, ma scarsa focalizzazione sui risultati"

252.  accoglie con favore la relazione della Corte, ne sostiene le raccomandazioni e si compiace che la Commissione le accetti e intenda tenerne conto in futuro; accoglie positivamente il fatto che la Commissione abbia attuato tali raccomandazioni nel quadro giuridico dei Fondi strutturali e di investimento europei (fondi SIE) per il periodo 2014-2020, garantendo così un uso ottimale delle risorse, ad esempio mediante un quadro di riferimento dei risultati e una riserva di efficacia dell'attuazione, condizioni ex-ante e indicatori comuni di realizzazione e di risultato;

253.  segnala che la disoccupazione giovanile è un grave problema in tutta l'Unione e che occorre stanziare risorse adeguate a livello nazionale e dell'Unione per affrontarlo; incoraggia vivamente gli Stati membri ad avvalersi del sostegno dell'Unione disponibile;

254.  osserva che l'iniziativa dei gruppi di intervento per i giovani era principalmente un esercizio politico, annunciato come tale sin dall'inizio e volto a persuadere i governi nazionali a reindirizzare i fondi inutilizzati alla lotta alla disoccupazione giovanile, senza creare ulteriori procedimenti amministrativi e/o giuridici né stanziare nuovi fondi;

255.  prende atto del carattere politicamente difficile di tale compito e riconosce che i gruppi di intervento per i giovani hanno svolto un buon lavoro per sensibilizzare i massimi livelli politici e riunire diverse autorità politiche e amministrative convincendole a dare la priorità all'occupazione dei giovani rispetto ad altre iniziative;

256.  sottolinea la necessità di concentrarsi sulla performance e sui risultati e si compiace del fatto che il nuovo quadro normativo per il periodo di programmazione 2014-2020 includa disposizioni che prevedono la rendicontazione dei risultati da parte degli Stati membri;

257.   rileva che spesso gli Stati membri che necessitano in maggior misura di finanziamenti risentono di una scarsa capacità amministrativa, che li porta a concentrarsi sulla gestione del progetto, invece di tenere presenti gli obiettivi dell'investimento;

258.   rileva che gli effetti degli investimenti sono ancora in gran parte verificati mediante indicatori quantitativi, che non rispecchiano tutti gli aspetti di una corretta prassi di valutazione; osserva che la produttività non è la stessa cosa dei risultati;

259. invita la Commissione a istituire un meccanismo di allerta rapida relativo agli stanziamenti ESIF inutilizzati affinché gli Stati membri dispongano di tempo sufficiente per riassegnare i finanziamenti a misure di sostegno nei confronti dell'occupazione giovanile;

260.  attende con interesse la relazione della Corte sul tema "La Garanzia per i giovani nell'UE - Attuazione negli Stati membri", prevista per l'inizio del 2017, e suggerisce che la revisione intermedia del quadro finanziario pluriennale tenga conto dei risultati che ne emergeranno;

Parte XXII – Relazione speciale n. 20/2015 della Corte dei conti dal titolo "L’efficacia in termini di costi del sostegno UE per lo sviluppo rurale agli investimenti non produttivi in agricoltura"

261.   raccomanda che la Commissione incoraggi gli Stati membri ad attuare investimenti non produttivi (INP) più in sinergia con altre misure di sviluppo rurale e/o programmi ambientali e che la Commissione ne controlli l'esecuzione da parte degli Stati membri interessati mediante le loro relazioni annuali di attuazione a partire dal 2017;

262.   raccomanda che la Commissione fornisca orientamenti agli Stati membri sui criteri di selezione degli INP per il periodo 2014-2020 ed effettui verifiche tese ad accertare l'applicazione di procedure appropriate per selezionare i progetti; raccomanda inoltre, in tale contesto, che gli Stati membri garantiscano che le procedure di selezione degli INP siano trasparenti, rese pubbliche e attuate in modo efficace e che verifichino efficacemente il rispetto di tali criteri;

263.   raccomanda che la Commissione assicuri che il contributo degli INP al raggiungimento degli obiettivi agroambientali dell’Unione sia monitorato o almeno valutato in modo specifico durante le valutazioni relative al periodo di programmazione 2014-2020;

264.   raccomanda che la Commissione incoraggi e assista gli Stati membri in cui il sostegno degli INP è significativo a definire indicatori di risultato specifici per gli INP più spesso finanziati, al fine di garantire un migliore seguito e una migliore valutazione del contributo degli INP alla realizzazione degli obiettivi agroambientali dell'Unione; chiede, a tal riguardo, che gli Stati membri trasmettano informazioni su tali indicatori nelle loro relazioni annuali sull'attuazione a decorrere dal giugno 2016 e includano la valutazione dei risultati degli INP nei loro piani di valutazione;

265.   raccomanda che la Commissione fornisca orientamenti aggiuntivi riguardo alla definizione dei criteri che determinano le caratteristiche remunerative degli INP che beneficiano dei tassi di aiuto più elevati e che gli Stati membri adottino senza indugio questi criteri e li utilizzino per modulare l’intensità del sostegno;

266.   chiede che gli Stati membri attuino senza indugio procedure volte a garantire che i costi degli INP che beneficiano di un sostegno non superino quelli dei beni, dei servizi o delle attività analoghe disponibili sul mercato; che, a tal riguardo, gli Stati membri definiscano parametri e/o costi di riferimento appropriati rispetto ai quali i costi degli INP siano sistematicamente verificati durante i controlli amministrativi;

267.   raccomanda che la Commissione utilizzi le informazioni fornite dagli Stati membri in merito alla controllabilità e verificabilità delle misure per l’approvazione dei rispettivi programmi di sviluppo rurale per il 2014-2020 in modo da garantire che gli Stati membri stabiliscano e attuino procedure adeguate relative alla ragionevolezza dei costi e in modo da verificare l'attuazione efficace da parte degli Stati membri dei controlli previsti al tal riguardo; raccomanda che la Commissione faciliti lo scambio di buone prassi tra gli Stati membri per quanto riguarda l'istituzione di procedure di verifica della ragionevolezza dei costi;

268.   raccomanda che gli Stati membri definiscano, prima della realizzazione dei primi controlli in loco per il periodo 2014-2020, un metodo per consolidare e analizzare tempestivamente le informazioni sulla causa degli errori constatati durante questi controlli e che intraprendano le misure necessarie per migliorare i loro sistemi di gestione e di controllo dei regimi di sostegno a favore degli INP;

269.   raccomanda che la Commissione tenga conto delle carenze identificate dalla Corte nell'ambito delle spese per gli INP e che, in collaborazione con gli Stati membri, adotti le misure appropriate per assicurare la buona gestione finanziaria di questo tipo di investimenti;

Parte XXIII – Relazione speciale n. 22/2015 della Corte di conti dal titolo "La vigilanza dell'Unione europea esercitata sulle agenzie di rating del credito è adeguatamente consolidata, ma non ancora del tutto efficace"

270.   sottolinea che l'obiettivo del regolamento (CE) n. 1060/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio(19) (regolamento CRA) è di introdurre "[...] un'impostazione regolamentare comune per migliorare l'integrità, la trasparenza, la responsabilità, la correttezza gestionale e l’indipendenza delle attività di rating del credito, contribuendo alla qualità dei rating del credito emessi nell’Unione e al buon funzionamento del mercato interno, realizzando nel contempo un grado elevato di protezione dei consumatori e degli investitori."

271.   riconosce che la Corte e l'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) si sono trovate d'accordo su molti aspetti dell'audit e delle raccomandazioni;

272.   accoglie con favore il fatto che l'ESMA abbia posto in poco tempo buone basi per una vigilanza efficace delle agenzie di rating del credito nell'Unione; osserva tuttavia che la Corte considera la procedura gravosa a causa della divisione in fasi di completezza e di conformità imposta dal regolamento;

273.   condivide il parere della Corte secondo cui durante il processo di registrazione l'ESMA dovrebbe documentare in modo adeguato la valutazione effettuata su tutti i requisiti normativi riguardanti le metodologie di rating del credito, e gli elementi probatori del processo di approvazione dovrebbero essere conservati non solo nella corrispondenza interna ma anche in fascicoli specifici;

274.   si compiace che la Corte e l'ESMA siano d'accordo in merito all'approccio basato sul rischio di quest'ultima; ritiene che il processo di individuazione dei rischi debba essere trasparente, comprensibile e tracciabile;

275.   è del parere che tutte le indagini dovrebbero essere opportunamente documentate al fine di dimostrare e garantire che tutte le conclusioni siano suffragate da analisi adeguate degli elementi probatori; osserva che, a tal fine, la Corte raccomanda di creare uno strumento informatico di vigilanza dedicato; prende atto della posizione dell'ESMA secondo cui i propri strumenti di monitoraggio attuali sono efficaci; resta tuttavia del parere che uno strumento informatico dedicato rappresenterebbe la soluzione migliore per gestire le informazioni in modo trasparente, comprensibile e tracciabile, tenendo conto dei tassi normali di avvicendamento del personale; chiede pertanto che l'ESMA preveda l'introduzione di un simile strumento informatico nella propria pianificazione di bilancio;

276.   rammenta che una delle finalità e responsabilità del regolamento CRA è di garantire l'indipendenza ed evitare i conflitti di interesse (cfr. l'allegato I del regolamento CRA); ritiene pertanto che le agenzie di rating del credito debbano altresì controllare le attività di negoziazione degli analisti di rating; ritiene, tuttavia, che l'ESMA dovrebbe vigilare, in maniera strutturata, sui sistemi messi in atto dalle agenzie di rating del credito per affrontare i conflitti di interesse;

277.   pone l'accento sull'articolo 23 del regolamento CRA, che stabilisce quanto segue: "Nell'adempimento dei compiti loro assegnati in virtù del presente regolamento, né l'ESMA, né la Commissione, né altre autorità pubbliche degli Stati membri interferiscono con il contenuto dei rating del credito o con le relative metodologie"; ritiene che l'attuazione delle metodologie delle CRA può pertanto essere monitorata, una volta conclusa la registrazione, solo mediante procedure di vigilanza continuativa;

278.   conviene che l'ESMA dovrebbe esaminare tutti gli aspetti importanti dell'ideazione e dell'attuazione delle metodologie delle agenzie di rating del credito non ancora trattati; è preoccupato per il fatto che tale compito non possa essere svolto completamente a causa della mancanza di risorse;

279.   deplora che l'attuale sistema non garantisca una protezione efficace dei mercati in caso di fuga di notizie e invita l'ESMA a migliorare il proprio sistema di controllo per impedire e contrastare le azioni che possono portare a distorsioni dei mercati;

280.   si rammarica che le attuali norme che disciplinano l'euro non garantiscano un piano di parità per tutte le agenzie di rating del credito registrate presso l'ESMA; invita la Banca centrale europea e il legislatore europeo a porre rimedio alla situazione quanto prima;

281.   riconosce che il registro centrale sarà incorporato nella piattaforma europea di rating (articolo 11 bis del regolamento CRA), creata nel 2013 e in merito alla quale sono in corso lavori; chiede all'ESMA di assicurare l'affidabilità dei dati comunicati dalle agenzie di rating del credito;

282.   invita l'ESMA a migliorare ulteriormente e armonizzare le pratiche di comunicazione delle agenzie di rating del credito;

283.   accoglie con favore l'intenzione dell'ESMA di migliorare ulteriormente il proprio sito Internet e di pubblicare, in particolare, tutta la legislazione applicabile e i documenti pertinenti, nonché di semplificare l'utilizzo del sito;

284.   osserva che parte della terminologia utilizzata nell'ambito della metodologia del regolamento CRA può lasciare un margine di interpretazione e avere quindi un effetto negativo sull'attuazione del regolamento; chiede pertanto all'ESMA e alla Corte di trasmettere al Parlamento e alla Commissione un elenco delle disposizioni legislative che potrebbero trarre beneficio da ulteriori chiarimenti;

Parte XXIV – Relazione speciale della Corte dei conti n. 2/2016 "Relazione 2014 sul seguito dato alle relazioni speciali della Corte dei conti europea"

285.   accoglie con favore il fatto che 23 delle 44 raccomandazioni sono state pienamente attuate;

286.   si compiace altresì che, in generale, la Commissione abbia accettato le raccomandazioni supplementari della Corte di cui all'attuale relazione speciale;

287.   osserva, tuttavia, che secondo la Corte 18 raccomandazioni su 44 sono state attuate parzialmente, non sono state attuate o non hanno potuto essere verificate:

a)   nell'ambito della politica agricola (10 raccomandazioni), il seguito delle raccomandazioni riguardava spesso gli Stati membri e la Commissione e quest'ultima riteneva di aver adempiuto ai propri compiti;

b)   nell'ambito della politica sociale (2 raccomandazioni), rientrante nel regime di gestione concorrente, la Corte reputa che i risultati e l'efficacia non siano stati misurati adeguatamente;

c)   nell'ambito delle relazioni esterne (3 raccomandazioni), secondo la Corte la Commissione dovrebbe valutare direttamente la ragionevolezza dei costi dei progetti e dipendere meno dalla conoscenza del mercato delle organizzazioni internazionali; inoltre la Commissione avrebbe dovuto potenziare la qualità e la sicurezza del sistema integrato di gestione dell'informazione usato per le relazioni esterne (CRIS), nonché

d)   nell'area della concorrenza (3 raccomandazioni), la Corte ritiene che sia necessario migliorare la gestione delle indagini preliminari, ridurre il numero di denunce infondate e ottimizzare l'interfaccia per la rendicontazione degli aiuti di Stato (SARI);

288.   sottolinea che, dal punto di vista dell'autorità di discarico, non è soddisfacente che i procedimenti in contraddittorio terminino con la formula "la Commissione e la Corte giungono a conclusioni differenti"; invita pertanto entrambe le istituzioni ad adoperarsi per evitare detto risultato;

289.   invita la Corte a indicare chiaramente nelle sue raccomandazioni quale tipo di azione si aspetta dalla Commissione e quale dagli Stati membri;

290.   invita la Corte a sviluppare, d'intesa con le autorità nazionali di audit, un sistema che le consenta di valutare il seguito dato dagli Stati membri alle sue raccomandazioni;

291.   sottolinea di non aver mai ricevuto una spiegazione soddisfacente in merito alla ragione per cui la Commissione abbia per diversi anni ritenuto importante che le direzioni generali disponessero di strutture di audit interno proprie, per poi raggrupparle nel servizio di audit interno a partire da aprile 2015;

°

°  °

292.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

7.4.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

23

2

2

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Louis Aliot, Jonathan Arnott, Inés Ayala Sender, Dennis de Jong, Martina Dlabajová, Ingeborg Gräßle, Bogusław Liberadzki, Monica Macovei, Gilles Pargneaux, Georgi Pirinski, Petri Sarvamaa, Claudia Schmidt, Igor Šoltes, Bart Staes, Michael Theurer, Marco Valli, Derek Vaughan, Anders Primdahl Vistisen, Joachim Zeller

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Richard Ashworth, Andrey Novakov, Markus Pieper, Julia Pitera, Miroslav Poche, Patricija Šulin

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Luke Ming Flanagan, Arne Gericke, Ramón Jáuregui Atondo, Claudiu Ciprian Tănăsescu

(1)

  GU L 51 del 20.2.2014.

(2)

  GU C 377 del 13.11.2015, pag. 1.

(3)

  GU C 373 del 10.11.2015, pag. 1.

(4)

  GU C 377 del 13.11.2015, pag. 146.

(5)

  Testi approvati, P8_TA-PROV(2016)0000.

(6)

  GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.

(7)

  Vedasi all'allegato 1 della relazione speciale l'elenco di controllo elaborato dalla Corte per valutare la configurazione dei sistemi di controllo in funzione dei rischi associati con i costi dello sviluppo rurale.

(8)

  Relazione speciale n. 1/2014 dal titolo "Efficacia dei progetti di trasporto pubblico urbano finanziati dall'UE" e Relazione speciale n. 21/2014 dal titolo "Le infrastrutture aeroportuali finanziate dall'UE: un impiego non ottimale delle risorse".

(9)

  Regolamento (UE) n. 1315/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, sugli orientamenti dell'Unione per lo sviluppo della rete transeuropea dei trasporti e che abroga la decisione n. 661/2010/UE (GU L 348 del 20.12.2013, pag. 1).

(10)

  Regolamento (UE) n. 1316/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, che istituisce il meccanismo per collegare l'Europa e che modifica il regolamento (UE) n. 913/2010 e che abroga i regolamenti (CE) n. 680/2007 e (CE) n. 67/2010 (GU L 348 del 20.12.2013, pag. 129).

(11)

  Direttiva 91/271/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1991, concernente il trattamento delle acque reflue urbane (GU L 135 del 30.5.1991, pag. 40).

(12)

  Regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio, dell'11 luglio 2006, recante disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione e che abroga il regolamento (CE) n. 1260/1999, GU L 210 del 31.7.2006, pag. 25).

(13)

  Regolamento (UE) n. 1304/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, relativo al Fondo sociale europeo e che abroga il regolamento (CE) n. 1081/2006 del Consiglio (GU L 347 del 20.12.2013, pag. 470).

(14)

  Direttiva 2004/39/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 aprile 2004, relativa ai mercati degli strumenti finanziari, che modifica le direttive 85/611/CEE e 93/6/CEE del Consiglio e la direttiva 2000/12/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e che abroga la direttiva 93/22/CEE del Consiglio (GU L 145 del 30.4.2004, pag. 1).

(15)

  Direttiva 2014/57/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 aprile 2014 relativa alle sanzioni penali in caso di abusi di mercato (direttiva abusi di mercato) (GU L 173 del 12.6.2014, pag. 179).

(16)

  Regolamento n. 596/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 aprile 2014 relativo agli abusi di mercato (regolamento sugli abusi di mercato) e che abroga la direttiva 2003/6/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e le direttive 2003/124/CE, 2003/125/CE e 2004/72/CE della Commissione (GU L 173 del 12.6.2014, pag. 1).

(17)

  Regolamento (UE) n. 1296/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, relativo a un programma dell'Unione europea per l'occupazione e l'innovazione sociale ("EaSI") e recante modifica della decisione n. 283/2010/UE che istituisce uno strumento europeo Progress di microfinanza per l'occupazione e l'inclusione sociale (GU L 347 del 20.12.2013, pag.238).

(18)

  Regolamento (UE) n. 995/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 ottobre 2010, che stabilisce gli obblighi degli operatori che commercializzano legno e prodotti da esso derivati (GU L 295 del 12.11.2010, pag. 2).

(19)

  Regolamento (CE) n. 1060/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 settembre 2009, relativo alle agenzie di rating del credito (GU L 302 del 17.11.2009, pag. 1).

Avviso legale