Procedura : 2015/2203(DEC)
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A8-0137/2016

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PV 27/04/2016 - 17
CRE 27/04/2016 - 17

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RELAZIONE     
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12.4.2016
PE 571.494v02-00 A8-0137/2016

sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'ottavo, nono, decimo e undicesimo Fondo europeo di sviluppo per l'esercizio 2014

(2015/2203(DEC))

Commissione per il controllo dei bilanci

Relatore: Claudia Schmidt

EMENDAMENTI
 1. PROPOSTA DI DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO


1. PROPOSTA DI DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'ottavo, nono, decimo e undicesimo Fondo europeo di sviluppo per l'esercizio 2014

(2015/2203(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  visti i bilanci finanziari e i conti di gestione dell'ottavo, nono, decimo e undicesimo Fondo europeo di sviluppo per l'esercizio 2014 (COM(2015)0379 – C8-0248/2015),

–  viste le informazioni finanziarie sui Fondi europei di sviluppo (COM(2015)0295),

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sulle attività dell'ottavo, nono, decimo e undicesimo Fondo europeo di sviluppo per l'esercizio 2014, corredata delle risposte della Commissione(1),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(2) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2014, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  viste le raccomandazioni del Consiglio, del 12 febbraio 2016, sullo scarico da dare alla Commissione per l'esecuzione delle operazioni dei Fondi europei di sviluppo per l'esercizio 2014 (05219/2016 – C8-0036/2016, 05220/2016 – C8-0037/2016, 05223/2016 – C8-0038/2016, 05224/2016 – C8-0039/2016),

–  visti la relazione della Commissione sul seguito dato al discarico per l'esercizio 2013 (COM(2015)0505) e i documenti di lavoro dei servizi della Commissione che la accompagnano (SWD(2015)0194 e SWD(2015)0195),

–  visto l'accordo di partenariato tra i membri del gruppo degli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP), da un lato, e la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall'altro, firmato a Cotonou il 23 giugno 2000(3) e modificato a Ouagadougou (Burkina Faso) il 22 giugno 2010(4),

–  vista la decisione 2013/755/UE del Consiglio, del 25 novembre 2013, relativa all'associazione dei paesi e territori d'oltremare all'Unione europea ("decisione sull'associazione d'oltremare")(5),

–  visto l'articolo 33 dell'accordo interno del 20 dicembre 1995 tra i rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, relativo al finanziamento ed alla gestione degli aiuti della Comunità nel quadro del secondo protocollo finanziario della quarta convenzione ACP-CE(6),

–  visto l'articolo 32 dell'accordo interno del 18 settembre 2000 tra i rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, relativo al finanziamento ed alla gestione degli aiuti della Comunità nel quadro del protocollo finanziario dell'accordo di partenariato tra gli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico, da un lato, e la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall'altro, firmato a Cotonou (Benin) il 23 giugno 2000, nonché alla concessione di un'assistenza finanziaria ai paesi e territori d'oltremare cui si applicano le disposizioni della parte quarta del trattato CE(7),

–  visto l'articolo 11 dell'accordo interno del 17 luglio 2006 tra i rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, riguardante il finanziamento degli aiuti comunitari forniti nell'ambito del quadro finanziario pluriennale per il periodo 2008-2013 in applicazione dell'accordo di partenariato ACP-CE e lo stanziamento degli aiuti finanziari ai paesi e territori d'oltremare ai quali si applica la parte quarta del trattato CE(8),

–  visto l'articolo 11 dell'accordo interno del 24 giugno 2013 e del 26 giugno 2013 tra i rappresentanti dei governi degli Stati membri dell'Unione europea riuniti in sede di Consiglio, relativo al finanziamento degli aiuti dell'Unione europea forniti nell'ambito del quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020 in applicazione dell'accordo di partenariato ACP-UE e all'assegnazione di assistenza finanziaria ai paesi e territori d'oltremare cui si applicano le disposizioni della parte quarta del trattato sul funzionamento dell'UE(9),

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 74 del regolamento finanziario, del 16 giugno 1998, applicabile alla cooperazione per il finanziamento dello sviluppo a norma della quarta convenzione ACP-CE(10),

–  visto l'articolo 119 del regolamento finanziario, del 27 marzo 2003, per il nono Fondo europeo di sviluppo(11),

–  visto l'articolo 50 del regolamento (CE) n. 215/2008 del Consiglio, del 18 febbraio 2008, recante il regolamento finanziario per il decimo Fondo europeo di sviluppo(12),

–  visto l'articolo 48 del regolamento (UE) n. 323/2015 del Consiglio, del 2 marzo 2015, recante il regolamento finanziario per l'undicesimo Fondo europeo di sviluppo(13),

–  visti l'articolo 93, l'articolo 94, terzo trattino, e l'allegato V del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e il parere della commissione per lo sviluppo (A8-0137/2016),

1.   concede il discarico alla Commissione per l'esecuzione del bilancio dell'ottavo, nono, decimo e undicesimo Fondo europeo di sviluppo per l'esercizio 2014;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al Consiglio, alla Commissione, alla Corte dei conti e alla Banca europea per gli investimenti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2. PROPOSTA DI DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla chiusura dei conti dell'ottavo, nono, decimo e undicesimo Fondo europeo di sviluppo per l'esercizio 2014

(2015/2203(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  visti i bilanci finanziari e i conti di gestione dell'ottavo, nono, decimo e undicesimo Fondo europeo di sviluppo per l'esercizio 2014 (COM(2015)0379 – C8-0248/2015),

–  viste le informazioni finanziarie sui Fondi europei di sviluppo (COM(2015)0295),

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sulle attività dell'ottavo, nono, decimo e undicesimo Fondo europeo di sviluppo per l'esercizio 2014, corredata delle risposte della Commissione(14),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(15) presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2014, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  viste le raccomandazioni del Consiglio, del 12 febbraio 2016, sullo scarico da dare alla Commissione per l'esecuzione delle operazioni dei Fondi europei di sviluppo per l'esercizio 2014 (05219/2016 – C8-0036/2016, 05220/2016 – C8-0037/2016, 05223/2016 – C8-0038/2016, 05224/2016 – C8-0039/2016),

–  visti la relazione della Commissione sul seguito dato al discarico per l'esercizio 2013 (COM(2015)0505) e i documenti di lavoro dei servizi della Commissione che la accompagnano (SWD(2015)0194 e SWD(2015)0195),

–  visto l'accordo di partenariato tra i membri del gruppo degli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP), da un lato, e la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall'altro, firmato a Cotonou il 23 giugno 2000(16) e modificato a Ouagadougou (Burkina Faso) il 22 giugno 2010(17),

–  vista la decisione 2013/755/UE del Consiglio, del 25 novembre 2013, relativa all'associazione dei paesi e territori d'oltremare all'Unione europea ("decisione sull'associazione d'oltremare")(18),

–  visto l'articolo 33 dell'accordo interno del 20 dicembre 1995 tra i rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, relativo al finanziamento ed alla gestione degli aiuti della Comunità nel quadro del secondo protocollo finanziario della quarta convenzione ACP-CE(19),

–  visto l'articolo 32 dell'accordo interno del 18 settembre 2000 tra i rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, relativo al finanziamento ed alla gestione degli aiuti della Comunità nel quadro del protocollo finanziario dell'accordo di partenariato tra gli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico, da un lato, e la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall'altro, firmato a Cotonou (Benin) il 23 giugno 2000, nonché alla concessione di un'assistenza finanziaria ai paesi e territori d'oltremare cui si applicano le disposizioni della parte quarta del trattato CE(20),

–  visto l'articolo 11 dell'accordo interno del 17 luglio 2006 tra i rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, riguardante il finanziamento degli aiuti comunitari forniti nell'ambito del quadro finanziario pluriennale per il periodo 2008-2013 in applicazione dell'accordo di partenariato ACP-CE e lo stanziamento degli aiuti finanziari ai paesi e territori d'oltremare ai quali si applica la parte quarta del trattato CE(21),

–  visto l'articolo 11 dell'accordo interno del 24 giugno 2013 e del 26 giugno 2013 tra i rappresentanti dei governi degli Stati membri dell'Unione europea riuniti in sede di Consiglio, relativo al finanziamento degli aiuti dell'Unione europea forniti nell'ambito del quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020 in applicazione dell'accordo di partenariato ACP-UE e all'assegnazione di assistenza finanziaria ai paesi e territori d'oltremare cui si applicano le disposizioni della parte quarta del trattato sul funzionamento dell'UE(22),

–  visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 74 del regolamento finanziario, del 16 giugno 1998, applicabile alla cooperazione per il finanziamento dello sviluppo a norma della quarta convenzione ACP-CE(23),

–  visto l'articolo 119 del regolamento finanziario, del 27 marzo 2003, per il nono Fondo europeo di sviluppo(24),

–  visto l'articolo 50 del regolamento (CE) n. 215/2008 del Consiglio, del 18 febbraio 2008, recante il regolamento finanziario per il decimo Fondo europeo di sviluppo(25),

–  visto l'articolo 48 del regolamento (UE) n. 323/2015 del Consiglio, del 2 marzo 2015, recante il regolamento finanziario per l'undicesimo Fondo europeo di sviluppo(26),

–  visti l'articolo 93, l'articolo 94, terzo trattino, e l'allegato V del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e il parere della commissione per lo sviluppo (A8-0137/2016),

1.  constata che i conti annuali definitivi dell'ottavo, nono, decimo e undicesimo Fondo europeo di sviluppo si presentano come nella tabella 2 della relazione annuale della Corte dei conti;

2.  approva la chiusura dei conti dell'ottavo, nono, decimo e undicesimo Fondo europeo di sviluppo relativi all'esercizio 2014;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione al Consiglio, alla Commissione, alla Corte dei conti e alla Banca europea per gli investimenti, e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

3. PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'ottavo, nono, decimo e undicesimo Fondo europeo di sviluppo per l'esercizio 2014

(2015/2203(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'ottavo, nono, decimo e undicesimo Fondo europeo di sviluppo per l'esercizio 2014,

–  visti l'articolo 93, l'articolo 94, terzo trattino, e l'allegato V del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e il parere della commissione per lo sviluppo (A8-0137/2016),

A.  considerando che i successivi Fondi europei di sviluppo (FES), finanziati dagli Stati membri, costituiscono lo strumento principale di cooperazione per fornire gli aiuti dell'Unione a favore della cooperazione allo sviluppo agli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP), nonché ai paesi e territori d'oltremare (PTOM);

B.  considerando che l'obiettivo generale dell'accordo di Cotonou riguarda la riduzione e l'eliminazione della povertà entro il 2020;

C.  considerando che la sostenibilità e la progressiva integrazione economica sono diventati i principi cardine della politica e degli strumenti di sviluppo all'interno del partenariato di Cotonou;

D.  considerando che il fatto che la spesa del 2014 sia stata effettuata nel quadro dell'8°, del 9°, del 10° e dell'11° FES, con pagamenti ancora eseguiti nell'ambito dell'8° FES aperto nel 1995, ostacola il livello generale di trasparenza ed efficienza delle operazioni;

E.  considerando che il Consiglio ha adottato, nel dicembre 2013, un meccanismo di transizione per garantire la disponibilità di fondi tra gennaio 2014 e l'entrata in vigore dell'11° FES, con risorse transitorie pari a 1 616 milioni di EUR;

F.  considerando che i finanziamenti a titolo del FES sono gestiti sia dalla Commissione che dalla Banca europea per gli investimenti (BEI) e che la Commissione è esclusivamente responsabile per la gestione dei fondi e le operazioni nell'ambito della procedura di discarico;

G.  considerando che l'Unione ha acquisito una solida esperienza nella cooperazione internazionale finalizzata ad affrontare le sfide globali e a fornire sostegno allo sviluppo in molte parti del mondo;

H.  considerando che vi è la necessità di ridefinire la collaborazione tra attori e istituzioni a livello mondiale, mediante l'individuazione di nuove dinamiche e modalità d'azione, in particolare allo scopo di migliorare i risultati nell'ambito degli impegni relativi alle politiche esterne dell'Unione;

I.  considerando che gli interventi esterni dell'Unione sono realizzati mediante organizzazioni internazionali che eseguono i fondi dell'UE o che cofinanziano progetti insieme all'Unione, anche al fine di affrontare sfide relative al controllo e alla governance;

J.  considerando che l'ambiente operativo prevalente nei paesi ACP comprende un'elevata esposizione al rischio intrinseco con instabilità politica e problemi di sicurezza, nonché un debole ambiente istituzionale e amministrativo;

K.  considerando che il livello e la natura dell'impegno dell'Unione devono essere differenziati e subordinati a progressi misurabili in vari settori quali la democratizzazione, i diritti umani, il buon governo, lo sviluppo socioeconomico sostenibile, lo Stato di diritto, la trasparenza e la lotta alla corruzione;

L.  considerando che un dialogo politico regolare e approfondito costituisce la chiave per garantire una maggiore titolarità dei partner e l'adeguamento degli obiettivi politici;

M.  considerando che il sostegno al bilancio presenta rischi importanti legati alla capacità dei paesi partner di utilizzare in modo adeguato i fondi stanziati, con un potenziale impatto sugli obiettivi concordati, e comporta altresì, in particolare, una serie di sfide connesse alla trasparenza, alla responsabilità e alla buona gestione finanziaria;

N.  considerando che i flussi finanziari illeciti generati tramite sistemi di corruzione, evasione fiscale o riciclaggio di denaro ostacolano gli sforzi dei paesi partner volti a mobilitare le entrate nazionali e ne pregiudicano le opportunità di crescita e riduzione della povertà;

O.  considerando che è di fondamentale importanza espandere la visibilità e la credibilità dell'Unione e promuovere i suoi valori in tutti gli interventi dell'Unione;

P.  considerando che l'iscrizione in bilancio del FES, che consiste nella sua inclusione nella struttura del bilancio dell'Unione, rimane una priorità per il Parlamento; considerando che l'inserimento del FES nel bilancio generale permetterebbe al Parlamento di poter intervenire nell'istituzione e nell'assegnazione dei fondi FES, migliorando allo stesso tempo la coerenza delle politiche e il controllo democratico;

Dichiarazione di affidabilità

Esecuzione finanziaria e di progetto nel 2014

1.  riconosce che il debole livello degli impegni registrato nel 2014 (621 milioni di EUR) rispetto agli anni precedenti (3 923 milioni di EUR nel 2013 e 3 163 milioni di EUR nel 2012) si spiega con la tardiva entrata in vigore dell'11° FES e le limitate risorse transitorie disponibili nell'ambito del meccanismo di transizione (1 616 milioni di EUR); rileva, inoltre, il livello molto elevato di pagamenti (3 516 milioni di EUR) rispetto al 2013 (2 963 milioni di EUR), reso possibile dall'importo di 595 milioni di EUR assegnati dal meccanismo di transizione agli esborsi a titolo del sostegno di bilancio e agli anticipi per le operazioni condotte nel quadro del fondo per la pace per l'Africa nella Repubblica centrafricana e in Somalia;

2.  esprime profonda preoccupazione per il tasso di errore stimato dalla Corte dei conti per la spesa a titolo FES, che per tre anni di seguito, dal 2012 al 2014, è aumentato dal 3,0 % al 3,8 %; sottolinea che tale tasso di errore è ancora notevolmente inferiore ai tassi di errore delle spese dell'Unione gestite dagli Stati membri;

3.  esprime la preoccupazione che la Commissione non disponga di informazioni sufficienti per prevenire, individuare e correggere gli errori quantificabili prima di convalidare e accettare le spese, dato che ciò avrebbe permesso di conseguire un tasso di errore inferiore anche di 2,3 punti percentuali, portandolo così al di sotto della soglia di rilevanza del 2 %; osserva che la maggior parte degli errori è dovuta all'inosservanza delle norme in materia di appalti; sostiene la raccomandazione della Corte di migliorare i controlli ex-ante;

4.  accoglie con favore gli sforzi compiuti da EuropeAid per ridurre l'elevato livello degli impegni da liquidare (spesso indicati con il termine francese reste à liquider) da 12,5 miliardi di EUR al 31 dicembre 2013 a 9,7 miliardi di EUR al 31 dicembre 2014, conseguendo quindi una diminuzione del 23 %; segnala tuttavia che occorrono ulteriori sforzi; rileva inoltre gli sforzi di EuropeAid per ridurre i vecchi prefinanziamenti (46 % di riduzione a fronte di un obiettivo del 25 %) e i vecchi importi impegnati e non spesi (51,24 % di riduzione a fronte di un obiettivo del 25 %), nonché il numero di contratti scaduti ancora aperti (15,52 % di riduzione a fronte di un obiettivo del 15 %), ma sottolinea che i progressi sono stati meno soddisfacenti per i contratti scaduti a titolo dei FES: il 25 % dei contratti sono contratti scaduti ancora aperti, per un valore complessivo pari a 3,8 miliardi di EUR; incoraggia la Commissione a proseguire i suoi sforzi per abbreviare il periodo medio di attuazione dei progetti;

Rischi legati alla regolarità

5.  prende atto della molteplicità delle modalità di attuazione dei FES: gestione diretta centralizzata (38 % dei pagamenti effettuati nel 2014, il 22 % dei quali relativi al sostegno di bilancio), con contabilità di gestione indiretta per il restante 62 % (suddivisi come segue: 32 % attraverso le organizzazioni internazionali, 25 % attraverso paesi terzi e 5 % con organismi nazionali degli Stati membri); riconosce l'ampia copertura geografica (79 paesi) nonché la complessità delle modalità e delle procedure di esecuzione, segnatamente per quanto riguarda le gare di appalto e l'aggiudicazione degli appalti;

6.  rileva che in due aree di sostegno al bilancio e cooperazione con le organizzazioni internazionali, in particolare con contributi dell'Unione ai progetti multi-donatori delle Nazioni Unite, la natura degli strumenti e le condizioni di pagamento limitano la misura in cui le transazioni sono soggette a errori;

Affidabilità dei conti

7.  accoglie con favore il giudizio della Corte, secondo cui i conti annuali definitivi dell'ottavo, nono, decimo e undicesimo FES relativi all'esercizio 2014 presentano fedelmente, sotto tutti gli aspetti rilevanti, la posizione finanziaria degli stessi al 31 dicembre 2014, i risultati delle loro operazioni, i flussi di cassa e le variazioni dell'attivo netto per l'esercizio chiuso in tale data, conformemente alle disposizioni dei regolamenti finanziari del FES e alle norme contabili basate su principi contabili per il settore pubblico riconosciuti a livello internazionale;

8.  esprime profonda preoccupazione, come negli anni precedenti, per il fatto che gli ordinatori subdelegati non rispettino ancora sistematicamente la norma in base alla quale per i prefinanziamenti d'importo superiore a 750 000 EUR la Commissione è tenuta a riscuotere gli interessi su base annua (2,5 milioni di EUR nel 2014 rispetto a 5,7 milioni di EUR nel 2013) e per il fatto che l'importo delle entrate provenienti da interessi che figura nei conti sia basato in parte su stime; invita la Direzione generale della Commissione per lo sviluppo e la cooperazione (DG DEVCO) a monitorare strettamente gli ordinatori subdelegati; deplora altresì che gli interessi maturati sul prefinanziamento tra 250 000 EUR e 750 000 EUR non siano stati ancora riconosciuti come una fonte di entrate finanziarie nei rendiconti finanziari;

9.  rileva che 83,3 milioni di EUR sono stati recuperati nel 2014 e rappresentano il 2,3 % del totale di 3,58 miliardi di EUR pagati per il FES nel 2014; sottolinea, tuttavia, che tali recuperi riguardano anche l'ottavo, il nono e il decimo FES e che il tasso di recupero varia quindi notevolmente;

Legittimità e regolarità delle operazioni che sono alla base dei conti

10.  si compiace del fatto che, a giudizio della Corte dei conti, le entrate alla base dei conti per l'esercizio 2013 sono, sotto tutti gli aspetti rilevanti, legittime e regolari;

11.  è tuttavia preoccupato per la valutazione della Corte circa la legittimità e la regolarità dei pagamenti che sono inficiati da errori in misura rilevante, e per il fatto che i sistemi di supervisione e di controllo presso i servizi centrali di EuropeAid e le delegazioni dell'Unione sono giudicati solo parzialmente efficaci nel garantire la legittimità e la regolarità dei pagamenti; esprime preoccupazione per i risultati del controllo a campione delle transazioni di pagamento, secondo cui 54 pagamenti su 165 (33 %) sono inficiati da errori;

12.  si rammarica del fatto che, secondo la stima effettuata dalla Corte nella sua relazione annuale, il tasso di errore più probabile per le operazioni di spesa a titolo dell'ottavo, nono, decimo e undicesimo FES è del 3,8 %, il che indica un secondo aumento consecutivo rispetto al 2013 (3,4 %) e al 2012 (3 %);

13.  deplora che il mancato rispetto delle norme sugli appalti da parte dei beneficiari e l'assenza di documenti giustificativi di spesa siano ancora le due principali cause di errore (63 % del tasso di errore stimato); ritiene indispensabile una costante attenzione allo sviluppo delle competenze interne in materia di finanze e controllo e chiede che sia applicata assoluta trasparenza in relazione ai beneficiari e ai subappaltanti;

14.  deplora il fatto che, delle 133 operazioni di pagamento controllate dalla Corte, 34 presentavano errori quantificabili e il 19 % di queste 34 operazioni riguardava spese non sostenute, il che potrebbe essere la prova di attività fraudolente;

15.  esprime preoccupazione per il fatto che la Commissione disponesse di informazioni sufficienti per prevenire, individuare e correggere gli errori quantificabili prima di convalidare e accettare le spese e che l'utilizzo delle informazioni disponibili avrebbe permesso di realizzare un tasso di errore inferiore del 2,3 % rispetto a quello effettivamente raggiunto; si aspetta che la DG DEVCO sia più rigorosa nella gestione del suo sistema di controllo generale e nell'utilizzo delle informazioni disponibili;

16.  accoglie con favore l'entrata in vigore della strategia antifrode nel 2014 e chiede di porre l'accento sui meccanismi contro la frode e il loro sviluppo, nonché di migliorare la trasparenza del finanziamento dei FES;

Supervisione delle operazioni e rafforzamento della garanzia di gestione

17.  osserva che delle 133 operazioni di pagamento relative a progetti, 52 (il 39 %) erano inficiate da errori, 34 dei quali (il 65 %) erano quantificabili; si rammarica che 14 di queste 34 operazioni fossero pagamenti finali soggetti a tutte le verifiche ex ante; ribadisce la propria preoccupazione in merito alle prestazioni insoddisfacenti e alle ricorrenti carenze delle verifiche ex ante;

18.  ribadisce l'invito alla Commissione a prestare una costante attenzione alla qualità e all'adeguatezza dei controlli ex ante da essa svolti, in particolare alla luce della volatilità del contesto politico e operativo;

19.  riconosce che il tasso di errore residuo (TER) per l'esercizio 2014 è stimato al 2,81 % (205,7 milioni di EUR); prende atto che tale metodo di stima è stato giudicato dalla Corte come una metodologia adeguata che fornisce non solo informazioni utili sugli ambiti in cui è necessario un ulteriore miglioramento dell'attuazione dei controlli ma anche elementi sufficienti attestanti la rilevanza del TER;

20.  ribadisce la posizione del Parlamento secondo cui sarebbe utile identificare chiaramente quali elementi della formazione del bilancio per attività o settori di intervento presentano il maggior numero di carenze e di errori e il più elevato livello di vulnerabilità; chiede alla DG DEVCO di procedere all'analisi necessaria in modo da poterla introdurre quanto prima nella relazione annuale di attività;

21.  ritiene necessario che il costo dei controlli sia mantenuto a un livello ragionevole e che le informazioni legate all'efficacia in termini di costo dei controlli siano perfezionate, come ad esempio le informazioni sugli errori rilevati e corretti a seguito di audit esterni e degli stessi controlli della Commissione e l'inclusione di tutti i tipi di costi diretti o di indicatori dell'efficacia in termini di costo dei controlli, onde evitare l'accumulo di livelli di controllo non necessari;

22.  è del parere che, in tale contesto, sia necessario tenere conto dell'adeguato equilibrio tra controllo e responsabilità, nonché dell'equilibrio tra controllo e attrattiva dei finanziamenti dell'Unione;

23.  accoglie con piacere il lancio del quadro dei risultati dell'UE in materia di cooperazione internazionale e sviluppo allo scopo di misurare i risultati legati agli obiettivi di sviluppo strategico; ritiene di primaria importanza seguire costantemente l'impatto di un progetto durante l'intero ciclo di vita o l'impatto del sostegno al bilancio ed elaborare un'adeguata rendicontazione dei risultati dei progetti;

24.  sottolinea l'importanza di continuare a migliorare la valutazione d'impatto dei progetti di cooperazione allo sviluppo e di aiuto umanitario finanziati tramite strumenti finanziari esterni dell'UE; sottolinea la necessità di un'analisi approfondita, accurata e globale dei diversi piani di monitoraggio e comunicazione al fine di evitare la cattiva gestione, la mancanza di trasparenza e l'appropriazione indebita di fondi dell'UE;

25.  chiede fermamente alla Commissione di rafforzare ulteriormente la responsabilità delle delegazioni dell'Unione con organico del Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE), come negli esercizi precedenti; ritiene che ciò debba avvenire in aggiunta alla preparazione della relazioni sulla gestione degli aiuti esterni (EAMR), che sono redatte e firmate dai capi delle delegazioni dell'Unione;

26.   osserva che è opportuno ricordare chiaramente ai capi delle delegazioni dell'Unione le loro funzioni e le loro responsabilità di gestione e di controllo nella garanzia di gestione legata al portafoglio delle operazioni della delegazione (processi di gestione fondamentali, gestione dei controlli, adeguata comprensione e valutazione degli indicatori chiave di prestazione); sottolinea la necessità di trovare un chiaro equilibrio tra le funzioni politiche e di gestione;

27.  ritiene che i capi delle delegazioni dell'Unione dovrebbero disporre, tramite le linee guida generali, di orientamenti chiari sulla definizione di riserve, le loro componenti, gli elementi da considerare per formulare una riserva (il livello dei rischi finanziari e di immagine, le carenze operative, le restrizioni interne ed esterne individuate) e il relativo impatto sulla gestione delle operazioni di finanziamento e di pagamento; ricorda che una riserva dovrebbe identificare chiaramente i processi che risentono di carenze ricorrenti o temporanee e il funzionamento, l'adeguatezza e le prestazioni dell'insieme delle norme in materia di controllo interno;

28.  invita EuropeAid a includere nella sua relazione annuale di attività una panoramica generale e un'analisi che promuovano la visibilità dei risultati delle delegazioni dell'Unione nonché a garantire un livello sufficiente di qualità, coerenza e omogeneità nelle risposte formulate dai capi delle delegazioni;

29.  ritiene importante individuare tendenze sulla base delle informazioni di gestione e degli indicatori chiave di prestazione al fine di adeguare i cicli di programmazione e migliorare le prestazioni complessive a livello settoriale degli aiuti allo sviluppo dell'Unione;

30.  invita EuropeAid e il SEAE a rafforzare la supervisione dei capi delle delegazioni operanti in veste di ordinatori sottodelegati per la Commissione, in modo da accrescerne la responsabilità grazie all'inclusione di informazioni qualitative, esaustive e complete in aggiunta alla informazioni accurate contenute nella relazione annuale di attività;

Attuazione del nuovo quadro della politica di sviluppo e sfide annesse

31.  si compiace del rinnovo e dell'ampliamento dell'agenda di sviluppo per il 2030 grazie all'adozione di diciassette obiettivi di sviluppo sostenibile con 169 obiettivi associati, il che costituisce un notevole passo avanti per la politica di sviluppo;

32.  chiede un livello di ambizione più elevato nella strategia, gestione e rendicontabilità dei fondi del FES; sottolinea che vi è un'opportunità per ottimizzare la resilienza di tutte le attività del FES tramite il rafforzamento dei criteri di efficienza economica e finanziaria e l'individuazione dei miglioramenti in termini di efficienza ed efficacia, che sono rispecchiati nei risultati della gestione; ritiene che la preparazione delle valutazioni delle esigenze costituisca una fase preliminare utile per garantire l'efficacia finale del finanziamento dell'Unione;

33.  sottolinea che la coerenza delle politiche per lo sviluppo (CPS) è un obbligo sancito dal trattato; osserva che ciò significa che la spesa in tutti i pertinenti settori politici dovrebbe essere in linea con gli obiettivi della cooperazione allo sviluppo e che dovrebbero essere eliminati o evitati gli effetti negativi; ritiene, pertanto, che la valutazione delle spese dal punto di vista della CPS dovrebbe diventare un elemento ordinario nella preparazione, nel monitoraggio, nella rendicontazione, nella valutazione e nella revisione contabile delle spese in tutti i settori politici pertinenti, compresi il commercio, l'agricoltura e la pesca;

34.  invita la Commissione a rivedere e affinare il legame tra la strategia politica e il coordinamento tra i donatori per i vari strumenti di aiuto esistenti, in particolare per quanto riguarda il sostegno al bilancio, le operazioni di finanziamento misto e la gestione dei progetti; è del parere che gli investimenti del settore privato e i flussi di capitale privato siano motori fondamentali dello sviluppo sostenibile, insieme alla costruzione della capacità istituzionale e alla solidità dei sistemi di governance per aumentare la trasparenza, ridurre la corruzione e frenare l'evasione fiscale;

35.  sottolinea che lo sviluppo non è possibile senza la pace e la pace non è possibile senza lo sviluppo; evidenzia, a tal proposito, che i diritti umani, il buon governo e la costruzione della pace e della democrazia dovrebbero rappresentare una priorità nell'ambito della politica di sviluppo e che le attività legate al conseguimento dell'obiettivo di sviluppo sostenibile n. 16 (OSS 16), relativo alla pace e alla giustizia, dovrebbero diventare uno dei settori prioritari dei programmi indicativi nazionali (PIN) nel quadro della cooperazione allo sviluppo; sottolinea, inoltre, che è opportuno richiedere ai partner dell'Unione la presentazione di relazioni annuali sui risultati relativi all'OSS 16 basate su indicatori affidabili e concordati tra le parti;

36.  invita la Commissione a tener conto delle preoccupazioni e delle osservazioni del Parlamento riguardo ai progetti di programmi indicativi nazionali (PIN) nonché a riflettere le conclusioni del Parlamento nei PIN definitivi; chiede l'introduzione di poteri formali di controllo in relazione al FES, possibilmente mediante un accordo interistituzionale di carattere vincolante in conformità dell'articolo 295 del trattato;

Supervisione dei fondi fiduciari dell'Unione e strumenti di finanziamento misto

37.  accoglie con favore l'intenzione di erogare i fondi con maggiore rapidità e flessibilità nelle situazioni di emergenza e di riunire varie fonti di finanziamento per far fronte a tutti gli aspetti di una crisi; accoglie con favore la creazione del fondo fiduciario di emergenza dell'UE per l'Africa e la sua dotazione finanziaria (pari a 1,8 miliardi di EUR) per consentire una risposta globale alla crisi dei rifugiati e lottare contro le cause profonde della migrazione irregolare e del fenomeno degli sfollati in Africa;

38.  accoglie con favore la creazione del Fondo fiduciario Bêkou dell'UE e il suo contributo all'elaborazione di una risposta internazionale alla crisi nella Repubblica centrafricana; invita gli Stati membri a partecipare maggiormente al fondo al fine di assicurare che diventi pienamente operativo;

39.  accoglie con favore la creazione del Fondo fiduciario Madad dell'UE finalizzato ad affrontare le conseguenze del conflitto in Siria e del Fondo fiduciario di emergenza per l'Africa; invita gli Stati membri ad aumentare il loro impegno finanziario in tutti i fondi fiduciari dell'UE;

40.  sottolinea che la Commissione non dovrebbe sottrarre stanziamenti agli obiettivi e ai principi degli atti fondamentali e ritiene che le erogazioni di stanziamenti effettuate attraverso i fondi fiduciari non debbano andare a discapito del FES e delle strategie a lungo termine dell'Unione;

41.  riconosce il valore aggiunto di riunire una grande quantità di contributi nazionali a livello dell'Unione europea, insieme ai contributi sostanziali degli strumenti di finanziamento esterni e del FES; sollecita gli Stati membri, tuttavia, a conformare effettivamente il loro contributo a quello dell'Unione, non limitandosi al minimo richiesto per ottenere i diritti di voto;

42.  osserva che i fondi fiduciari fanno parte di una risposta ad hoc che dimostra che il FES, il bilancio dell'Unione e il quadro finanziario pluriennale non dispongono delle risorse e della flessibilità necessarie per consentire una risposta rapida e globale alle grandi crisi; deplora il fatto che, a motivo di ciò, si elude l'autorità di bilancio e si compromette l'unità del bilancio;

43.  riconosce lo stretto legame tra la politica di sviluppo e quella in materia di migrazione, che è di primaria importanza nelle relazioni tra l'Unione e i paesi ACP; ritiene necessario, in tale contesto, che l'Unione rifletta ulteriormente sulla coerenza, sull'uso ottimale e sulla migliore articolazione di tali attività legate ai fondi fiduciari con altre politiche e strumenti bilaterali esistenti in materia di sviluppo;

44.  ritiene inoltre che occorra riservare particolare attenzione all'efficacia e alla governance politica dei fondi fiduciari e in particolare del fondo fiduciario di emergenza dell'UE per l'Africa nonché alla mancanza di garanzie e di supervisione dell'uso finale dei fondi stanziati;

45.  evidenzia l'importanza di meccanismi di controllo sufficienti al fine di assicurare il controllo politico dell'esecuzione del bilancio nel quadro della procedura di discarico; invita la Commissione ad adottare misure immediate intese ad aumentare il coinvolgimento dell'autorità di bilancio e dell'autorità di controllo dei bilanci e a migliorare la conformità dei fondi fiduciari e di altri meccanismi alla norma di bilancio, in particolare facendoli risultare nel bilancio dell'Unione;

46.  chiede nuovamente, al fine di garantire il potere di controllo del Parlamento, che siano regolarmente trasmesse a quest'ultimo relazioni sull'uso degli strumenti di finanziamento misto e sui risultati ottenuti, in particolare sulla valutazione delle capacità di gestione e del valore aggiunto;

47.  sottolinea che eventuali nuovi strumenti finanziari e il finanziamento misto dovrebbero essere conformi agli obiettivi globali della politica di sviluppo dell'Unione e incentrarsi sui settori caratterizzati dal valore aggiunto e dall'impatto strategico più elevati;

48.  invita la Commissione a garantire un quadro solido, trasparente e affidabile che assicuri che tutti i programmi misti rispettino i principi di efficacia dello sviluppo e gli obiettivi di sviluppo, e ad assicurare il suo ulteriore sviluppo, come raccomandato dalla relazione speciale della Corte dei conti n. 16/2014 intitolata "L'efficacia del combinare le sovvenzioni dei meccanismi d'investimento regionali con i prestiti concessi dalle istituzioni finanziarie a sostegno delle politiche esterne dell'UE";

49.  rileva che la parte più cospicua dei finanziamenti è pervenuta finora dal bilancio dell'Unione e dal FES e che i contributi degli Stati membri ai fondi fiduciari sono risultati finora relativamente bassi; esorta gli Stati membri a destinare ai fondi fiduciari un contributo di entità pari a quello dell'Unione;

Prestazioni del Fondo investimenti ACP gestito dalla BEI

50.  ricorda che i fondi assegnati al Fondo investimenti dal 9° e dal 10° FES ammontavano a 3 185,5 milioni di EUR per i paesi ACP e i PTOM, a cui sono stati aggiunti 500 milioni di EUR nell'ambito dell'11° FES mediante la dotazione di finanza d'impatto, il che consentirà di assumere rischi ancora maggiori per accrescere lo sviluppo grazie all'"impact investing";

51.  accoglie con favore la prima relazione 2014 della BEI sui risultati delle operazioni esterne e l'utilizzo del metodo di valutazione dei tre pilastri (3PA) e del quadro di misurazione dei risultati (ReM, Results Measurement) da parte della BEI per la valutazione ex ante dei risultati attesi da progetti di investimento; ritiene tuttavia necessario un ulteriore miglioramento nelle analisi ex-ante ed ex-post che tengano conto non solo degli indicatori economici ma anche dei criteri relativi alla protezione ambientale e allo sviluppo sostenibile;

52.  invita la BEI ad accordare una priorità determinante agli effetti a lungo termine degli investimenti e al loro contributo alla sostenibilità;

53.  incoraggia la BEI a sostenere ulteriormente lo sviluppo del settore privato locale in quanto motore fondamentale della sostenibilità, a sostenere l'infrastruttura socioeconomica di base di interesse immediato per i beneficiari nonché la ricerca di partner locali e regionali nel settore specifico della microfinanza; invita la BEI a incrementare l'addizionalità giustificando meglio l'uso dei fondi;

54.  accoglie con favore la relazione speciale n. 14/2015 della Corte dei conti dal titolo "Il Fondo investimenti ACP: fornisce valore aggiunto?" come esempio positivo di seguito dato dalla Corte alla procedura di discarico del 2012 e del 2013, nell'ambito della quale il Parlamento ha chiesto l'elaborazione di una relazione speciale sul rendimento e l'allineamento delle attività di prestito esterne della BEI alle politiche e agli obiettivi di sviluppo dell'Unione prima delle revisioni intermedie del mandato esterno della BEI e del Fondo investimenti;

55.  considera l'audit dell Fondo investimenti ACP una buona prassi in termini di cooperazione e controllo collaborativo tra il Parlamento e la Corte; è del parere che tale relazione di audit costituisca un punto di partenza, in quanto si tratta del primo audit effettuato dalla Corte in questo settore specifico; deplora il fatto che il Fondo investimenti non rientri nell'ambito dell'audit condotto dalla Corte ai fini della dichiarazione annuale di affidabilità;

56.  prende atto delle conclusioni dell'audit in merito alla coerenza del Fondo investimenti ACP con gli obiettivi della politica di sviluppo dell'Unione e al suo effetto catalizzatore; accoglie con favore la buona cooperazione tra la BEI e la Commissione nell'individuazione e selezione dei progetti; si rammarica, tuttavia, che non sia stato possibile identificare con maggiore precisione il valore aggiunto apportato dal Fondo investimenti ACP; invita dunque la Corte, nelle future relazioni speciali, a fornire esempi più concreti e ad addurre come esempio alcuni progetti per illustrare meglio le proprie conclusioni e raccomandazioni;

57.  chiede di indicare sistematicamente il Fondo investimenti negli accordi di prestito nonché di avere accesso alle decisioni del consiglio di amministrazione e ai documenti direttivi;

58.  considera fondamentale che la BEI continui a dedicare del tempo alla politica di due diligence associata a strumenti di valutazione dei risultati, ai fini di una migliore conoscenza del profilo degli intermediari finanziari e dei beneficiari nonché di una migliore valutazione dell'impatto dei progetti sui beneficiari finali;

59.  ritiene che tutte le spese finanziate mediante il denaro dei contribuenti dell'Unione debbano essere sottoposte senza eccezione alla procedura di discarico del Parlamento; ribadisce pertanto la propria ferma convinzione che il Fondo investimenti ACP gestito dalla BEI per conto dell'Unione debba essere sottoposto alla procedura di discarico del Parlamento, dal momento che il Fondo è finanziato con il denaro dei contribuenti dell'Unione;

60.  osserva che l'accordo tripartito di cui all'articolo 287, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, che disciplina la cooperazione tra la BEI, la Commissione e la Corte per quanto riguarda le modalità di controllo da parte della Corte sull'attività della Banca in merito alla gestione dei fondi dell'Unione e degli Stati membri, è stato rinnovato nel 2015; ribadisce la posizione del Parlamento secondo cui è necessario aggiornare l'ambito di competenza della Corte in materia, includendo qualsiasi nuovo strumento finanziario della BEI che coinvolga fondi pubblici provenienti dal bilancio dell'Unione o dal FES;

61.  incoraggia la BEI a definire e applicare l'approccio esaustivo necessario per rispondere alle grandi sfide poste dai flussi migratori verso l'Europa, anche mediante il potenziamento delle operazioni nei paesi d'origine di tali flussi e nei paesi che confinano direttamente con i paesi d'origine;

Gestione del sostegno di bilancio

62.  rileva che i pagamenti totali per il sostegno di bilancio del 2014 sono pari a 794 milioni di EUR; osserva inoltre che, delle 32 operazioni relative al sostegno di bilancio sottoposte a revisione dalla Corte, solo due erano inficiate da errori quantificabili di modesto impatto;

63.  rammenta che il sostegno di bilancio, quale modalità di cooperazione bilaterale, presenta rischi fiduciari ricorrenti legati all'efficacia dei partner e al rischio di corruzione e frode; chiede un attento controllo e un dialogo politico approfondito tra l'Unione e i paesi partner per quanto riguarda gli obiettivi, i progressi realizzati nel conseguimento dei risultati concordati, gli indicatori di risultato nonché un'analisi dei rischi sistemici e una strategia di mitigazione dei rischi;

64.  ritiene opportuno concentrare l'attenzione sul progresso nella gestione delle finanze pubbliche, sulla trasparenza in materia di bilancio e sulla condizionalità macroeconomica nei paesi partner, al fine di ottimizzare lo sviluppo delle capacità e il monitoraggio dei risultati conseguiti;

Cooperazione con le organizzazioni internazionali

65.  osserva che i pagamenti del 2014 a titolo dei FES per i progetti attuati dalle organizzazioni internazionali sono stati pari a 908,6 milioni di EUR;

66.  invita le pertinenti istituzioni dell'UE e delle Nazioni Unite a rispettare e attuare pienamente l'accordo quadro finanziario e amministrativo (FAFA); chiede alla Commissione di riferire al Parlamento in merito all'attuazione del FAFA e delle relative linee guida, di individuare gli ambiti che necessitano di miglioramenti e di presentare, a tale scopo, proposte pertinenti;

67.  incoraggia le Nazioni Unite e le pertinenti istituzioni in seno ad esse a continuare ad approfondire la cooperazione con l'Unione attraverso lo sviluppo continuo di sistemi esaustivi di monitoraggio e rendicontazione; sottolinea che la molteplicità degli obblighi di rendicontazione e delle condizioni di pagamento legata alla diversificazione dei donatori internazionali provoca ripercussioni negative sull'efficacia e l'efficienza degli aiuti; deplora che i resoconti che la Commissione riceve dalle organizzazioni partner responsabili dell'esecuzione del bilancio dell'Unione nell'ambito della gestione indiretta siano spesso incompleti o non incentrati a sufficienza sui risultati;

68.  ricorda che la cooperazione strutturata tra l'UE e le Nazioni Unite è l'unico sistema valido per prevenire l'impiego inefficace dei fondi e la sovrapposizione di attività; riconosce che l'erogazione degli aiuti dell'Unione attraverso le Nazioni Unite consente all'UE di raggiungere regioni del mondo che altrimenti non sarebbe in grado di raggiungere da sola;

69.  insiste sulla necessità di conseguire il più elevato grado di trasparenza e responsabilità istituzionale a tutti i livelli, garantendo l'accesso a informazioni di bilancio e dati finanziari esaustivi e affidabili per consentire il controllo del Parlamento; chiede una politica di divulgazione rafforzata relativamente agli intenti, ai beneficiari e ai finanziamenti, nell'ottica di ottenere una migliore gestione dei fondi dell'Unione;

70.  ritiene fondamentale, per assicurare la visibilità dell'UE, anche ai fini dell'appropriazione dei risultati soprattutto nelle iniziative cofinanziate e in quelle finanziate da più donatori, che siano prontamente fornite informazioni regolari sulla messa in comune dei fondi, onde garantire la tracciabilità dei fondi dell'Unione;

71.  ritiene che, alla luce dell'attenzione prestata all'efficacia degli aiuti dell'Unione, l'approccio orientato ai risultati debba essere migliorato con l'introduzione di un quadro di rendicontazione e misurazione dei risultati, che consenta di valutare la solidità dei progetti in termini di sostenibilità economica e sociale, nonché l'efficacia e l'efficienza dei progetti stessi;

72.  sostiene energicamente la definizione di obiettivi SMART (vale a dire specifici, misurabili, realizzabili, pertinenti e corredati di un termine) nella fase di pianificazione di ogni operazione finanziata dall'Unione; sottolinea che soltanto in tal modo le valutazioni ex post dei risultati e dell'impatto conseguito forniscono un rendiconto chiaro e affidabile al Parlamento;

Sistemi di valutazione e di monitoraggio orientato ai risultati

73.  è seriamente preoccupato per l'insufficiente affidabilità dei sistemi di valutazione e di monitoraggio orientato ai risultati (MOR) di EuropeAid, a causa del livello inadeguato di supervisione e di monitoraggio della valutazione dei programmi, come pure per il fatto che EuropeAid non ha modo di garantire che le risorse umane e finanziarie siano adeguate né che siano assegnate con efficienza alle varie attività di valutazione;

74.  si compiace della relazione speciale n. 18/2014 della Corte dei conti dal titolo "I sistemi di valutazione e monitoraggio orientato ai risultati di EuropeAid"; invita la DG DEVCO a rimediare urgentemente alle varie lacune presenti nei suoi sistemi di valutazione e monitoraggio indicate nella suddetta relazione speciale, in particolare quelle legate alle gravi carenze del sistema di valutazione della DG DEVCO; sottolinea che il cattivo funzionamento del sistema di valutazione aumenta il rischio di selezionare progetti di bassa qualità o che non conseguono i propri obiettivi; rileva le divergenze di opinione tra la Commissione e la Corte per quanto riguarda l'affidabilità delle informazioni sull'efficacia delle operazioni di sostegno al bilancio ed esprime preoccupazione per tali divergenze; ritiene che vi sia un collegamento tra la carenza di personale nelle delegazioni dell'UE e nell'unità di valutazione della DG DEVCO e i problemi evidenziati dalla Corte; è del parere che ciò dimostri chiaramente come le riduzioni di personale possano avere conseguenze dannose sul funzionamento efficiente dei programmi dell'Unione;

75.  sottolinea che è necessario fornire al Parlamento, in quanto autorità preposta al controllo del bilancio, un quadro chiaro dell'effettiva misura del raggiungimento degli obiettivi principali dell'Unione;

76.  rammenta che sarebbe opportuno ricevere commenti esterni, oggettivi e imparziali sul rendimento dei progetti e dei programmi di aiuto della Commissione, nell'ambito dell'impegno assunto dalla stessa riguardo alla garanzia della qualità; ritiene che le risultanze delle valutazioni siano elementi essenziali del processo di revisione strategica e politica al fine di adeguare gli obiettivi politici strategici e accrescere la coerenza generale con le altre politiche dell'Unione;

77.  è del parere che investire nell'analisi e nell'aggregazione dei risultati offra non soltanto un quadro generale delle tendenze, ma consenta anche di trarre insegnamenti che rafforzano l'efficacia dei processi di valutazione e forniscono, nel contempo, elementi più solidi ai fini del processo decisionale e di definizione delle politiche;

78.  ritiene che la condivisione di conoscenze attraverso ogni mezzo sia essenziale per lo sviluppo non solo di una cultura della valutazione ma anche e soprattutto di un'efficace cultura del rendimento;

79.  considera che la trasparenza sia urgentemente necessaria; sollecita pertanto la Commissione a presentare ogni anno al Parlamento, per via elettronica, un elenco in formato Excel, disaggregato per a) beneficiario, b) paese, c) organizzazione destinataria, d) sovvenzione inferiore a 1 milione di EUR, e) sovvenzione tra 1 e 3 milioni di EUR, f) sovvenzione tra 3 e 5 milioni di EUR, g) sovvenzione tra 5 e 10 milioni di EUR, h) sovvenzione superiore a 10 milioni di EUR;

Sostegno dell'UE ai paesi produttori di legname nell'ambito del piano d'azione FLEGT

80.  ritiene che l'iniziativa FLEGT sia essenziale per migliorare la governance nel settore forestale, per mantenere il popolamento delle foreste e garantire l'applicazione della legge, in particolare avvalendosi di tutti gli strumenti possibili, tra cui gli accordi volontari di partenariato o la dovuta diligenza finanziaria, per affrontare il problema mondiale del disboscamento illegale e contribuire ad assicurare le esportazioni di legname verso l'UE;

81.  deplora tuttavia le innumerevoli carenze individuate nella fase di attuazione del piano d'azione e dei progetti FLEGT, che ora richiedono una valutazione completa; è fermamente convinto che sia giunto il momento, dopo aver assegnato 300 milioni di EUR nel periodo 2003-2013 per il sostegno legato al FLEGT, di condurre una seria analisi costi-benefici del processo FLEGT allo scopo di ridurre i disboscamenti illegali;

82.  deplora la lenta attuazione del piano d'azione FLEGT, l'adozione tardiva del regolamento (UE) n. 995/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio(27) (il regolamento dell'UE sul legname) nonché la lenta reazione della Commissione nel trarre insegnamenti dal finanziamento generale a favore del FLEGT;

83.  invita la Commissione a ristrutturare il finanziamento dell'Unione, abbandonando l'approccio basato sulla molteplicità di bilanci e valutando la possibilità di avvalersi di un unico bilancio chiaramente definito;

84.  ricorda che la tracciabilità dei prodotti derivati dal legno, attraverso un sistema operativo e giuridicamente stabilito di concessione delle licenze tra l'UE e i paesi che esportano tale materia prima, dovrebbe essere considerata un obiettivo fondamentale costante, in particolare alla luce della corruzione dilagante, un rispetto carente della legge o un'insufficiente valutazione dei rischi e dei vincoli insiti nei progetti;

Sostegno dello strumento ACP-UE per l'energia a favore delle energie rinnovabili in Africa orientale

85.  accoglie con favore il fatto che l'analisi preliminare della fattibilità sia divenuta obbligatoria dal secondo invito a presentare proposte a titolo dello strumento per l'energia; sottolinea che lo studio preliminare dovrebbe basarsi su scenari e stime accurati e realistici dei modi attraverso i quali la comunità locale può essere coinvolta nell'attuazione del progetto, onde migliorare la titolarità locale e la promozione dei progetti;

86.  evidenzia con forza che il legame tra la fattibilità del progetto e la sostenibilità sociale, economica e ambientale dovrebbe essere meglio definito per assicurare non soltanto l'efficacia, la coerenza e la visibilità dei progetti d'investimento a titolo dello strumento per l'energia, ma anche l'efficacia e i più ampi risultati nelle regioni interessate;

87.  ritiene che il monitoraggio dei progetti, specialmente di quelli in evidente difficoltà, e dei rischi associati dovrebbe essere condotto con regolarità e dovrebbe essere accompagnato da rapide misure per la mitigazione di tali rischi;

88.  sottolinea la necessità di garantire che le parti locali interessate, quali ONG o comunità locali, siano coinvolte in tutte le fasi del ciclo di vita dei progetti a titolo dello strumento per l'energia, dall'avvio alla fase successiva al completamento, prestando particolare attenzione a favorire costantemente la creazione di capacità a livello locale e a migliorare ulteriormente la titolarità locale, in modo tale che il progetto sia fattibile e sostenibile anche dopo la scadenza del periodo di finanziamento;

Sostegno dell'UE ad Haiti

89.  ricorda che le misure relative alla costruzione dell'apparato statale sono al centro della strategia dell'Unione per lo sviluppo; è del parere che in tali situazioni di crisi occorra prestare la debita attenzione alla solidità e all'efficacia operativa della struttura nazionale di governance per la gestione della riduzione dei rischi di catastrofe, quale prerequisito per il successo dell'intervento dell'Unione;

90.  ribadisce l'invito rivolto alla Commissione e al SEAE a informare il Parlamento in merito ai progressi, in particolare riguardo alla gestione dei rischi e alla preparazione per attuare e conseguire gli obiettivi dei programmi in un contesto post-catastrofe;

Sostegno dell'UE alla lotta contro la tortura e all'abolizione della pena di morte

91.  rammenta che il rispetto dei diritti umani e della democrazia rappresenta uno degli aspetti fondamentali del partenariato ACP-UE; incoraggia il SEAE e la Commissione a rafforzare la capacità delle delegazioni dell'Unione di avere maggiore efficacia, conseguire risultati e influire sulla cultura delle politiche in materia di diritti umani e democrazia;

92.  ritiene opportuno che il SEAE e la Commissione si adoperino per una maggiore programmazione e un maggiore monitoraggio congiunti sulle questioni relative ai diritti umani, affinché siano più allineati alle strategie locali a livello politico e dei diritti umani;

93.  osserva, a tale proposito, che i sistemi di misurazione dell'impatto sono piuttosto deboli, anche a causa della scarsa chiarezza dei quadri logici dei progetti, che mancano di parametri di riferimento e di obiettivi ben definiti; invita la Commissione a chiarire i requisiti dei quadri logici dei progetti al fine di migliorare i loro risultati e il loro valore aggiunto;

Definire un uovo partenariato ACP-UE

94.  ritiene che l'adozione di un nuovo quadro globale sugli obiettivi di sviluppo sostenibile si ripercuota sul funzionamento complessivo dei FES, grazie alla definizione di priorità più chiare, e dovrebbe altresì portare a riconsiderare le attuali modalità di finanziamento dettagliate alla luce di questo aspetto fuori bilancio; è del parere che il FES possa essere ancora più incisivo con indicatori di prestazione coerenti e una maggiore coerenza geografica all'interno dei gruppi di paesi che si trovano a dover affrontare sfide simili;

95.  ribadisce fermamente il suo appello al Consiglio e agli Stati membri affinché procedano all'integrazione del FES nel bilancio dell'Unione, allo scopo di rafforzare il controllo democratico; chiede alla Commissione, nello specifico alla task force post-Cotonou, di informare il Parlamento in merito allo stato di avanzamento delle discussioni sulla sostituzione dell'accordo di Cotonou dopo il 2020 e sulle possibili opzioni;

FES e crisi migratoria 2014-2016

96.  riconosce che l'aiuto allo sviluppo è utilizzato per ridurre la povertà nei paesi più poveri del mondo e che i FES hanno finora conseguito notevoli risultati nei paesi ACP e nei PTOM;

97.  è seriamente preoccupato per l'attuale flusso di rifugiati, in particolare per il fatto che, sebbene la percentuale di rifugiati di guerra e di richiedenti asilo sia elevata, il numero di migranti economici è in continua crescita;

98.  ritiene che l'aiuto allo sviluppo debba essere erogato in modo molto più efficiente e debba rispettare il criterio del valore aggiunto; sottolinea che questo è l'unico modo per offrire alle persone condizioni di vita adeguate e per evitare un aumento del flusso di migranti economici;

99.  evidenzia che al momento 9 673 milioni di EUR a titolo del FES attuale e di tutti quelli precedenti sono bloccati nelle diverse fasi di impegno, ossia impegni da liquidare (o RAL, dal francese reste à liquider), impegni da contrarre (o RAC, dal francese reste à contracter) e impegni da pagare (o RAP, dal francese reste à payer); ritiene che la seguente tabella sia molto esplicativa:

FES

Totale RAL

Totale RAC

Totale RAP

8

36 291 173

15 067 281

21 223 892

9

754 545 794

298 932 156

455 613 639

10

8 195 173 994

3 072 710 058

5 122 463 936

11

565 263 991

429 067 226

136 196 765

Cofinanziamento

121 744 226

14 408 394

107 335 833

Totale

9 673 019 179

3 830 185 114

5 842 834 065

100.  considera preoccupante che i capi delle delegazioni dell'Unione nei paesi ACP e PTOM, sotto la responsabilità del SEAE, siano responsabili del controllo di 917 progetti, 428 dei quali hanno subito ritardi o rischiano di non conseguire gli obiettivi prefissati; ritiene seriamente preoccupante che il valore dei progetti in questione ammonti a 9 188 milioni di EUR;

101.  chiede che sia seguito un approccio basato sulle esperienze acquisite per quanto concerne le risultanze della commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento, e sottolinea la necessità di adottare un approccio maggiormente mirato per l'impiego dei fondi FES; propone pertanto di seguire una strategia di erogazione più flessibile in linea con le esigenze dell'Unione di controllare la crisi migratoria;

102.  è del parere che un quarto dei fondi dell'11° FES dovrebbe essere destinata alla prevenzione della crisi migratoria e alla gestione dei flussi migratori già in atto;

Seguito dato alla risoluzione del Parlamento

103.  invita la Corte a inserire nella sua prossima relazione annuale un riesame del seguito dato alle raccomandazioni formulate dal Parlamento.

22.2.2016

PARERE della commissione per lo sviluppo

destinato alla commissione per il controllo dei bilanci

sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'ottavo, nono, decimo e undicesimo Fondo europeo di sviluppo per l'esercizio 2014

(2015/2203(DEC))

Relatore per parere: Doru-Claudian Frunzulică

SUGGERIMENTI

La commissione per lo sviluppo invita la commissione per il controllo dei bilanci, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  ricorda che le spese dell'UE per l'aiuto allo sviluppo avvengono spesso in contesti molto impegnativi, il che complica l'attuazione dei progetti, le valutazioni e il controllo della spesa; constata che l'aiuto allo sviluppo è pertanto maggiormente soggetto a errori rispetto ad altri settori di intervento dell'Unione;

2.  osserva che il tasso di errore stimato dalla Corte dei conti per le spese a titolo del Fondo europeo di sviluppo (FES) è aumentato dal 3,4 % al 3,8 % tra il 2013 e il 2014; sottolinea che tale tasso di errore è ancora notevolmente inferiore ai tassi di errore delle spese dell'Unione gestite dagli Stati membri;

3.  osserva che la maggior parte degli errori è dovuta all'inosservanza delle norme in materia di appalti e che, secondo la Corte dei conti, se la Commissione avesse eseguito migliori controlli ex ante sui progetti il tasso di errore avrebbe potuto essere considerevolmente più basso; appoggia la raccomandazione della Corte dei conti di migliorare i controlli ex-ante;

4.  sottolinea che le relazioni sulla gestione dell'aiuto esterno presentate dalle delegazioni dell'UE forniscono un'istantanea dell'attuazione dei progetti di aiuti esterni dell'Unione e non possono pertanto essere considerate valutazioni finali dei progetti; mette pertanto in guardia da conclusioni premature e tendenziose sull'efficacia generale delle politiche dell'Unione in materia di aiuti;

5.  si compiace della relazione speciale n. 18/2014 della Corte dei conti sui sistemi di valutazione e monitoraggio orientato ai risultati di EuropeAid; invita la DG DEVCO a rimediare urgentemente alle varie lacune presenti nei suoi sistemi di valutazione e monitoraggio indicate nella relazione speciale della Corte dei conti, in particolare quelle legate alle gravi carenze del sistema di valutazione della DG DEVCO; sottolinea che il cattivo funzionamento del sistema di valutazione aumenta il rischio di selezionare progetti di bassa qualità o che non conseguono i propri obiettivi; rileva le divergenze di opinione tra la Commissione e la Corte dei conti per quanto riguarda l'affidabilità delle informazioni sull'efficacia delle operazioni di sostegno al bilancio ed esprime preoccupazione per tali divergenze; ritiene che vi sia un collegamento tra la carenza di personale nelle delegazioni dell'UE e nell'unità di valutazione della DG DEVCO e i problemi evidenziati dalla Corte dei conti; è del parere che ciò dimostri chiaramente come le riduzioni di personale possano avere conseguenze dannose sul funzionamento efficiente dei programmi dell'Unione;

6.  accoglie con favore la relazione speciale della Corte dei conti n. 14/2015 concernente il Fondo investimenti ACP; si compiace del fatto che la Corte dei conti sia giunta alla conclusione che il Fondo investimenti offra un evidente valore aggiunto;

7.  accoglie con favore la creazione del Fondo fiduciario Bêkou dell'UE e il suo contributo all'elaborazione di una risposta internazionale alla crisi nella Repubblica centrafricana; invita gli Stati membri a partecipare maggiormente al fondo al fine di renderlo pienamente operativo;

8.  accoglie con favore la creazione del Fondo fiduciario Madad dell'UE finalizzato ad affrontare le conseguenze del conflitto in Siria e del Fondo fiduciario di emergenza per l'Africa; invita gli Stati membri ad aumentare il loro impegno finanziario in tutti i fondi fiduciari dell'UE;

9.  riconosce le grandi speranze riposte nella capacità della politica di sviluppo dell'Unione di contribuire a risolvere la crisi dei rifugiati; sottolinea, a questo proposito, che occorre concentrare gli sforzi sulla lotta alle cause profonde della crisi migratoria, alle violazioni dei diritti umani, all'illegalità, alla corruzione, alla povertà e alla fame, anziché dirottare unicamente risorse sostanziali del FES e dello strumento per il finanziamento della cooperazione allo sviluppo (DCI) verso attività connesse alla migrazione, verso attività militari poco chiare o di dubbio valore ai fini dello sviluppo sostenibile e verso l'azione per il clima; riconosce pienamente la natura complessa di numerose sfide e la necessità di azioni di risposta poliedriche e complementari e pertanto la necessità di chiarire le modalità di finanziamento esistenti e di identificare altre fonti di finanziamento complementari, nonché di rispettare gli impegni internazionali e le disposizioni giuridiche interne attualmente in vigore, onde far fronte a tali nuove sfide globali; chiede pertanto l'istituzione di fondi per la lotta ai cambiamenti climatici, le cui fonti di finanziamento dovrebbero includere le imposte sulle transazioni finanziarie e le imposte sulle emissioni di carbonio derivanti dal trasporto aereo e marittimo internazionale;

10.  accoglie con favore il fatto che gran parte degli aiuti dell'UE allo sviluppo siano forniti sotto forma di sostegno al bilancio; invita a ricorrere al sostegno al bilancio, laddove le condizioni lo permettano, in quanto strumento atto a consentire a ciascun paese di definire le proprie priorità e di farsi carico pienamente del proprio sviluppo; accoglie con favore gli elementi contenuti nella relazione annuale della Corte dei conti che indicano come nel complesso la Commissione rispetti adeguatamente le condizioni relative alla scelta di questa modalità di attuazione; ricorda che l'aiuto pubblico allo sviluppo, erogato attraverso programmi di sostegno al bilancio, ha conseguito buoni risultati in relazione ai principi di efficacia dello sviluppo, poiché promuove la titolarità dei paesi partner e fa crescere i sistemi nazionali; ricorda che il sostegno al bilancio può produrre risultati concreti, quali l'aumento della spesa pubblica, l'estensione della prestazione di servizi o il miglioramento dei risultati a vantaggio dei poveri; ricorda che il sostegno al bilancio è efficace perché, se ben erogato, può rispondere direttamente ai bisogni di finanziamento dei paesi beneficiari utilizzando i loro sistemi e indicatori di sviluppo e può contribuire a rafforzare le istituzioni statali e a creare nel paese il clima di trasparenza e di assunzione di responsabilità necessario per ridurre la corruzione;

11.  sottolinea l'importanza di continuare a migliorare la valutazione d'impatto dei progetti di cooperazione allo sviluppo e di aiuto umanitario finanziati tramite strumenti finanziari esterni dell'UE; sottolinea la necessità di un'analisi approfondita, accurata e globale dei diversi piani di monitoraggio e comunicazione al fine di evitare la cattiva gestione, la mancanza di trasparenza e l'appropriazione indebita di fondi dell'UE;

12.  sottolinea che lo sviluppo non è possibile senza la pace e la pace non è possibile senza lo sviluppo; evidenzia, a tal proposito, che i diritti umani, il buon governo e la costruzione della pace e della democrazia dovrebbero rappresentare una priorità nell'ambito della politica di sviluppo, che le attività legate al conseguimento dell'obiettivo di sviluppo sostenibile n. 16 (OSS 16), relativo alla pace e alla giustizia, dovrebbero diventare uno dei settori prioritari dei programmi indicativi nazionali (PIN) nel quadro della cooperazione allo sviluppo e che è opportuno richiedere ai nostri partner la presentazione di relazioni annuali sui risultati relativi all'OSS 16 basate su indicatori affidabili e concordati tra le parti;

13.  invita la Commissione a tener conto delle preoccupazioni e delle osservazioni del Parlamento riguardo ai progetti di programmi indicativi nazionali (PIN) nonché a riflettere le conclusioni del Parlamento nei PIN definitivi; chiede l'introduzione di poteri formali di controllo in relazione al FES, possibilmente mediante un accordo interistituzionale di carattere vincolante in conformità dell'articolo 295 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea;

14.  invita la Commissione a garantire un quadro solido, trasparente e affidabile che assicuri che tutti i programmi misti rispettino i principi di efficacia dello sviluppo e gli obiettivi di sviluppo, al fine di promuovere ulteriormente lo sviluppo, come raccomandato dalla relazione speciale della Corte dei conti intitolata "L'efficacia del combinare le sovvenzioni dei meccanismi d'investimento regionali con i prestiti concessi dalle istituzioni finanziarie a sostegno delle politiche esterne dell'UE";

15.  sottolinea che la coerenza delle politiche per lo sviluppo (CPS) è un obbligo sancito dal trattato; osserva che ciò significa che la spesa in tutti i pertinenti settori politici dovrebbe essere in linea con gli obiettivi della cooperazione allo sviluppo e che vanno eliminati o evitati gli effetti negativi; ritiene, pertanto, che la valutazione delle spese dal punto di vista della CPS dovrebbe diventare un elemento ordinario nella preparazione, nel monitoraggio, nella rendicontazione, nella valutazione e nella revisione contabile delle spese in tutti i settori politici pertinenti, compresi il commercio, l'agricoltura e la pesca.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

17.2.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

25

2

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Louis Aliot, Beatriz Becerra Basterrechea, Ignazio Corrao, Nirj Deva, Doru-Claudian Frunzulică, Nathan Gill, Charles Goerens, Enrique Guerrero Salom, Heidi Hautala, Maria Heubuch, Teresa Jiménez-Becerril Barrio, Stelios Kouloglou, Arne Lietz, Linda McAvan, Maurice Ponga, Cristian Dan Preda, Lola Sánchez Caldentey, Elly Schlein, Pedro Silva Pereira, Davor Ivo Stier, Paavo Väyrynen, Bogdan Brunon Wenta, Rainer Wieland, Anna Záborská

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Juan Fernando López Aguilar, Jan Zahradil, Joachim Zeller

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

7.4.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

21

6

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Louis Aliot, Jonathan Arnott, Inés Ayala Sender, Dennis de Jong, Martina Dlabajová, Ingeborg Gräßle, Bogusław Liberadzki, Monica Macovei, Gilles Pargneaux, Georgi Pirinski, Petri Sarvamaa, Claudia Schmidt, Igor Šoltes, Bart Staes, Marco Valli, Derek Vaughan, Anders Primdahl Vistisen, Joachim Zeller

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Richard Ashworth, Andrey Novakov, Markus Pieper, Julia Pitera, Miroslav Poche, Patricija Šulin

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Luke Ming Flanagan, Arne Gericke, Ramón Jáuregui Atondo, Claudiu Ciprian Tănăsescu

(1)

GU C 373 del 10.11.2015, pag. 289.

(2)

GU C 379 del 13.11.2015, pag. 124.

(3)

GU L 317 del 15.12.2000, pag. 3.

(4)

GU L 287 del 4.11.2010, pag. 3.

(5)

GU L 344 del 19.12.2013, pag. 1.

(6)

GU L 156 del 29.5.1998, pag. 108.

(7)

GU L 317 del 15.12.2000, pag. 355.

(8)

GU L 247 del 9.9.2006, pag. 32.

(9)

GU L 210 del 6.8.2013, pag. 1.

(10)

GU L 191 del 7.7.1998, pag. 53.

(11)

GU L 83 dell'1.4.2003, pag. 1.

(12)

GU L 78 del 19.3.2008, pag. 1.

(13)

GU L 58 del 3.3.2015, pag. 17.

(14)

GU C 373 del 10.11.2015, pag. 289.

(15)

GU C 379 del 13.11.2015, pag. 124.

(16)

GU L 317 del 15.12.2000, pag. 3.

(17)

GU L 287 del 4.11.2010, pag. 3.

(18)

GU L 344 del 19.12.2013, pag. 1.

(19)

GU L 156 del 29.5.1998, pag. 108.

(20)

GU L 317 del 15.12.2000, pag. 355.

(21)

GU L 247 del 9.9.2006, pag. 32.

(22)

GU L 210 del 6.8.2013, pag. 1.

(23)

GU L 191 del 7.7.1998, pag. 53.

(24)

GU L 83 dell'1.4.2003, pag. 1.

(25)

GU L 78 del 19.3.2008, pag. 1.

(26)

GU L 58 del 3.3.2015, pag. 17.

(27)

  Regolamento (UE) n. 995/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 ottobre 2010, che stabilisce gli obblighi degli operatori che commercializzano legno e prodotti da esso derivati (GU L 295 del 12.11.2010, pag. 23).

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