Procedura : 2016/2007(INI)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : A8-0168/2016

Testi presentati :

A8-0168/2016

Discussioni :

PV 25/05/2016 - 24
CRE 25/05/2016 - 24

Votazioni :

PV 26/05/2016 - 6.1
Dichiarazioni di voto

Testi approvati :

P8_TA(2016)0228

RELAZIONE     
PDF 323kWORD 122k
3.5.2016
PE 575.277v02-00 A8-0168/2016

sulle valute virtuali

(2016/2007(INI))

Commissione per i problemi economici e monetari

Relatore: Jakob von Weizsäcker

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 PARERE DELLA COMMISSIONE PER IL MERCATO INTERNO E LA PROTEZIONE DEI CONSUMATORI
 ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulle valute virtuali

(2016/2007(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visto il documento della Banca dei regolamenti internazionali sulle valute digitali del novembre 2015(1),

–  vista la pubblicazione della Banca d'Inghilterra sugli aspetti economici delle valute digitali (terzo trimestre 2014)(2),

–  visto il parere dell'Autorità bancaria europea sulle valute virtuali del giugno 2014(3),

–  vista l'analisi condotta dalla Banca centrale europea sui sistemi di valuta virtuale del febbraio 2015(4),

–  visto il piano d'azione della Commissione per rafforzare la lotta contro il finanziamento del terrorismo del 2 febbraio 2016(5),

–  visto lo studio della Commissione sulla portata del divario dell'IVA nell'UE del maggio 2015(6),

–  visto lo studio del Centro comune di ricerca della Commissione sull'agenda digitale per le valute virtuali(7),

–  viste le linee guida per un approccio basato sul rischio in materia di valute virtuali pubblicate dal Gruppo di azione finanziaria internazionale (GAFI) nel giugno 2015,

–  viste le conclusioni del Consiglio sulla lotta contro il finanziamento del terrorismo del 12 febbraio 2016(8),

–  visti la sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea sul trattamento ai fini dell'IVA del cambio di una valuta virtuale (C-264/14)(9) e il parere dell'avvocato generale Kokott del 16 luglio 2015(10),

–  vista la consultazione dell'ESMA sugli investimenti realizzati con valute virtuali o con la tecnologia di registro distribuito del luglio 2015(11),

–  vista la nota informativa del Servizio di ricerca del Parlamento europeo sul mercato, gli aspetti economici e la regolamentazione del bitcoin(12),

–  vista la relazione di Europol intitolata "Changes in modus operandi of Islamic State terrorist attacks" (Cambiamenti del modus operandi negli attentati terroristici dello Stato islamico) del 18 gennaio 2016(13),

–  vista la relazione del Gruppo di azione finanziaria internazionale (GAFI) sulle valute virtuali del giugno 2014(14),

–  visto lo studio dell'OCSE intitolato "The Bitcoin Question – currency versus trust-less transfer technology" (La questione del bitcoin – valuta contro tecnologia di trasferimento senza rapporto di fiducia)(15),

–  visto il documento di riflessione dei servizi del Fondo monetario internazionale (FMI) intitolato "Virtual Currencies and Beyond" (Valute virtuali e oltre) del gennaio 2016(16),

–  vista la relazione del capo consigliere scientifico dell'agenzia scientifica governativa del Regno Unito intitolata "Distributed Ledger Technology: beyond block chain" (Tecnologia di registro distribuito: oltre la blockchain), pubblicata nel 2016 (17),

–  vista l'audizione della commissione per i problemi economici e monetari sulle valute virtuali del 25 gennaio 2016,

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per i problemi economici e monetari e il parere della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori (A8-0168/2016),

A.  considerando che non è ancora stata stabilita una definizione universalmente valida ma che le valute virtuali sono talvolta definite come denaro digitale e che l'Autorità bancaria europea (ABE) le considera rappresentazioni di valore digitali che non sono né emesse né da una banca centrale o da un ente pubblico né sono necessariamente legate a una valuta a corso legale, ma sono accettate da persone giuridiche e fisiche come mezzo di pagamento e possono essere trasferite, archiviate o scambiate elettronicamente; che le valute virtuali sono basate principalmente su una tecnologia di registro distribuito (distributed ledger technology, DLT), che costituisce il fondamento tecnologico di oltre 600 sistemi di valuta virtuale(18) che facilitano lo scambio tra pari e dei quali il più noto è finora il bitcoin; che, benché sia stato lanciato nel 2009 e detenga attualmente una quota di mercato quasi del 90 % tra le valute virtuali basate sulla DLT e il valore di mercato dei bitcoin in circolazione ammonti a circa 5 miliardi di EUR(19), esso non ha ancora raggiunto dimensioni sistemiche;

B.  considerando che la DLT include banche dati caratterizzate da diversi gradi di fiducia e resilienza e che è in grado di elaborare rapidamente grandi quantità di transazioni e ha la capacità di rivoluzionare non soltanto il settore delle valute virtuali, ma anche, più in generale, la tecnologia finanziaria – nell'ambito della quale la compensazione e il regolamento potrebbero costituire evidenti applicazioni – nonché altri settori al di là della finanza, in particolare per quanto concerne la dimostrazione dell'identità e della proprietà;

C.  considerando che gli investimenti nella DLT sono parte integrante dell'attuale ciclo d'innovazione nell'ambito della tecnologia finanziaria e che ad oggi, tra finanziamenti in capitale di rischio e investimenti delle imprese, ammontano a più di un miliardo di EUR(20);

Opportunità e rischi legati alle valute virtuali e alla DLT nel panorama tecnologico in rapida evoluzione dei pagamenti

1.  sottolinea che le valute virtuali e la DLT possono contribuire positivamente al benessere dei cittadini e allo sviluppo economico, anche nel settore finanziario, mediante:

a)  una riduzione dei costi di transazione e dei costi operativi per i pagamenti e, in particolare, il trasferimento transfrontaliero di fondi, che probabilmente scenderebbero ben al di sotto dell'1 %, rispetto al tradizionale 2-4 % dei sistemi di pagamento online tradizionali(21) e a una media di oltre il 7 % per il trasferimento delle rimesse transfrontaliere(22), con un conseguente calo, secondo una stima ottimistica, dei costi totali delle rimesse a livello globale fino a 20 miliardi di EUR;

b)  a livello più generale, una riduzione del costo di accesso ai finanziamenti anche in assenza di un conto bancario tradizionale, il che può favorire l'inclusione finanziaria e il conseguimento dell'obiettivo "5x5" del G20 e del G8(23);

c)  un potenziamento della resilienza e, in funzione dell'architettura del sistema, della velocità dei sistemi di pagamento e degli scambi di beni e servizi, grazie all'architettura decentrata caratteristica della DLT, che può continuare a funzionare in modo affidabile anche qualora parti della sua rete subissero guasti o violazioni;

d)  l'istituzione di sistemi che combinino la facilità di utilizzo, costi di transazione e operativi ridotti e un elevato grado di riservatezza, senza però l'anonimato totale, in modo da consentire, in una certa misura, la tracciabilità delle transazioni in caso di illeciti e un miglioramento della trasparenza per i partecipanti al mercato in generale;

e)  l'impiego di tali sistemi per sviluppare soluzioni sicure di micropagamento online che rispettino la riservatezza individuale, i quali potrebbero verosimilmente sostituire alcuni degli attuali modelli commerciali online che costituiscono un problema significativo per la riservatezza individuale;

f)  la possibilità di prevedere la fusione di diversi tipi di meccanismi di pagamento tradizionali e innovativi, dalle carte di credito alle soluzioni mobili, in un'unica applicazione sicura e di facile impiego, il che potrebbe favorire alcuni aspetti del commercio elettronico in Europa e approfondire il mercato unico;

2.  osserva che i sistemi di valute virtuali e DLT comportano rischi che devono essere adeguatamente affrontati in modo da aumentare la loro affidabilità, anche date le circostanze attuali, vale a dire:

a)  l'assenza di strutture di governance flessibili ma resilienti e affidabili o di una definizione di tali strutture, specialmente in alcune applicazioni della DLT come il bitcoin, che determina incertezza e problemi di tutela dei consumatori o, più in generale, degli utenti, soprattutto in caso di difficoltà non previste dagli ideatori del software originario;

b)  l'elevata volatilità delle valute virtuali e il rischio di bolle speculative, nonché l'assenza di forme tradizionali di vigilanza regolamentare, garanzia e tutela, questioni che sono particolarmente problematiche per i consumatori;

c)  la capacità a volte limitata dei regolatori nell'ambito delle nuove tecnologie, che può ostacolare la definizione tempestiva di garanzie adeguate volte ad assicurare il funzionamento corretto e affidabile delle applicazioni basate sulla DLT qualora esse si sviluppino in misura tale da acquisire un'importanza sistemica, o anche prima che ciò avvenga;

d)  l'incertezza giuridica che circonda le nuove applicazioni basate sulla DLT;

e)  il consumo energetico di alcune valute virtuali che, secondo le stime della relazione del capo consigliere scientifico del governo del Regno Unito sulla DLT, nel caso del bitcoin è di oltre 1 GW, il che richiede investimenti nella ricerca di forme più efficaci di meccanismi di verifica delle transazioni e la loro promozione;

f)  la mancanza di documenti tecnici sufficientemente trasparenti e di facile consultazione riguardanti il funzionamento di valute virtuali specifiche e di altri sistemi basati sulla DLT;

g)  le potenziali fonti di instabilità finanziaria che potrebbero essere associate a prodotti derivati a causa di una scarsa comprensione delle caratteristiche delle valute virtuali;

h)  le potenziali limitazioni nel lungo termine per quanto riguarda l'efficacia della politica monetaria qualora sistemi privati di valute virtuali fossero ampiamente utilizzati come sostituti della valuta a corso legale ufficiale;

i)  le possibilità di transazioni sul "mercato nero", riciclaggio di denaro, finanziamento di attività terroristiche(24), frode ed evasione fiscale e altre attività criminali basate sulla "pseudonimia" e i "servizi misti" offerti da alcuni dei servizi in questione e la natura decentrata di alcune valute virtuali, senza dimenticare che la tracciabilità delle transazioni in contante tende a essere ancora più limitata;

3.  suggerisce che, per far fronte a tali rischi, sarà necessario rafforzare la capacità normativa, comprese le competenze tecniche, e sviluppare un quadro giuridico solido che stia al passo con le innovazioni, assicurando una risposta tempestiva e proporzionata nel caso in cui l'utilizzo di alcune applicazioni basate sulla DLT assuma un'importanza sistemica;

4.  osserva tuttavia che una regolamentazione precoce non può essere adattata a una realtà ancora in evoluzione, dal momento che potrebbe trasmettere al pubblico un messaggio errato sui vantaggi o la sicurezza delle monete virtuali;

Utilizzo della DLT al di là dell'ambito dei pagamenti

5.  osserva che il potenziale della DLT di accelerare, decentrare, automatizzare e standardizzare i processi basati sui dati a un costo inferiore potrebbe modificare profondamente le modalità di trasferimento delle attività e di tenuta dei registri, con conseguenze sia per il settore privato sia per quello pubblico, il quale è coinvolto a tre livelli: in qualità di prestatore di servizi, di supervisore e di legislatore;

6.  segnala che, attualmente, la compensazione, il regolamento e altri processi di gestione post negoziazione costano al settore finanziario globale ben oltre 50 miliardi di EUR all'anno(25) e che in tale ambito e in quello dei processi di riconciliazione bancaria l'impiego della DLT potrebbe consentire grandi innovazioni in termini di efficienza, rapidità e resilienza, creando però, al contempo, nuove sfide dal punto di vista della regolamentazione;

7.  sottolinea che, a tale proposito, alcuni operatori del settore privato hanno avviato diverse iniziative e invita le autorità competenti, a livello europeo e nazionale, a monitorare tali iniziative;

8.  sottolinea inoltre che la DLT potrebbe essere utilizzata per aumentare la condivisione di dati, la trasparenza e la fiducia non solo tra il governo e i cittadini, ma anche tra gli operatori del settore privato e i clienti;

9.  riconosce le potenzialità ancora inespresse della DLT ben oltre il settore finanziario, compreso il crypto-equity crowdfunding (modalità di finanziamento collettivo), i servizi di mediazione delle controversie, in particolare nei settori finanziario e giuridico, e le potenzialità dei "contratti intelligenti" combinati con le firme digitali, le applicazioni che permettono una più elevata protezione dei dati e le sinergie con lo sviluppo dell'Internet degli oggetti;

10.  richiama l'attenzione sulle dinamiche generate dalle tecnologie di codifica a blocchi concatenati nel contesto imprenditoriale, nonché sul loro potenziale nei processi di trasformazione dell'economia reale a lungo termine;

11.  riconosce le potenzialità della DLT per aiutare i governi a ridurre il riciclaggio di denaro, la frode e la corruzione;

12.  incoraggia gli enti pubblici a sperimentare i sistemi basati sulla DLT, dopo aver condotto valutazioni d'impatto appropriate, al fine di migliorare la prestazione di servizi ai cittadini e le soluzioni di amministrazione digitale, nel rispetto delle norme in materia di protezione dei dati; incoraggia gli enti pubblici a evitare effetti "lock-in" che potrebbero essere associati all'utilizzo di sistemi proprietari basati sulla DLT; riconosce specificamente le potenzialità della DLT per migliorare i sistemi dei registri catastali;

13.  raccomanda che gli enti pubblici e le autorità competenti incaricate di analizzare grandi quantità di dati prendano in esame l'utilizzo di strumenti di supervisione e notifica in tempo reale basati sulla DLT nell'ambito di un'agenda "RegTech" (tecnologia applicata alla regolamentazione) nel settore finanziario e non solo, anche al fine di ridurre il notevole divario dell'IVA nell'Unione(26);

Regolamentazione intelligente per promuovere l'innovazione e tutelare l'integrità

14.  invita ad adottare un approccio normativo proporzionato a livello di UE, in modo da non soffocare l'innovazione o aggiungere costi superflui in questa fase iniziale, pur affrontando seriamente i problemi di ordine normativo che potrebbero sorgere con l'uso diffuso delle valute virtuali e della DLT;

15.  richiama l'attenzione sulle analogie tra la tecnologia di registro distribuito (distributed ledger technology, DLT), consistente in un insieme di nodi che partecipano a un sistema e condividono una banca dati comune, e il World Wide Web, definito come un insieme globale di risorse, unite tra loro in modo logico attraverso collegamenti ipertestuali; sottolinea che sia la DLT sia il WWW si basano su Internet, un sistema globale di reti interconnesse di elaboratori centrali, personal computer e computer senza fili;

16.  ricorda che, nonostante i tentativi di promuovere un approccio che coinvolga tutte le parti interessate, Internet è ancora governato dalla National Telecommunications and Information Administration, un'agenzia del dipartimento del commercio degli Stati Uniti preposta alle telecomunicazioni e all'informazione;

17.  accoglie con favore la creazione di una coalizione dinamica sulle tecnologie di codifica a blocchi concatenati nell'ambito del forum sulla governance di Internet e invita la Commissione a promuovere una governance inclusiva e condivisa della DLT, al fine di evitare i problemi incontrati in passato nello sviluppo di Internet;

18.  segnala che le normative chiave dell'UE quali i regolamenti EMIR e CSDR, la direttiva SFD, la direttiva MiFID/il regolamento MiFIR e le direttive OICVM e GEFIA potrebbero rappresentare un quadro normativo di riferimento in funzione delle attività svolte, indipendentemente dalla tecnologia di base, anche quando le valute virtuali e le applicazioni basate sulla DLT accedono a nuovi mercati e ampliano le loro attività; osserva tuttavia che potrebbe essere necessaria una legislazione più specifica;

19.  accoglie positivamente i suggerimenti della Commissione quanto all'inclusione delle piattaforme di cambio delle valute virtuali nella direttiva antiriciclaggio (AMLD), al fine di eliminare l'anonimato associato a tali piattaforme; auspica che qualsiasi proposta al riguardo sia mirata, giustificata da un'analisi completa dei rischi associati alle valute virtuali e basata su una valutazione d'impatto approfondita;

20.  raccomanda alla Commissione di eseguire una valutazione globale approfondita sulle valute virtuali e, sulla base di tale valutazione, prevedere, se del caso, una revisione della normativa UE in materia di pagamenti, comprese la direttiva sui conti di pagamento, la direttiva sui servizi di pagamento e la direttiva sulla moneta elettronica, alla luce delle nuove possibilità offerte dalle innovazioni tecnologiche, tra cui le valute virtuali e la DLT, al fine di rafforzare ulteriormente la competitività e ridurre i costi di transazione, anche grazie a una maggiore interoperabilità ed eventualmente alla promozione di un portafoglio elettronico universale e non proprietario;

21.  osserva che diverse valute virtuali locali sono state create in Europa anche in risposta alle crisi finanziarie e ai relativi problemi di contrazione del credito; raccomanda di usare estrema cautela nella definizione delle valute virtuali in qualsiasi proposta legislativa futura, al fine di tenere debitamente conto dell'esistenza di "valute locali" di natura non lucrativa, spesso caratterizzate da una fungibilità limitata e in grado di apportare notevoli vantaggi in termini sociali e ambientali, nonché di evitare una regolamentazione sproporzionata in tale ambito, purché la tassazione non sia evitata né elusa;

22.  chiede la creazione di una task force orizzontale sulla DLT, guidata dalla Commissione e composta da esperti tecnici ed esperti di regolamentazione, al fine di:

i)  fornire le competenze tecniche e normative necessarie nei vari settori delle pertinenti applicazioni basate sulla DLT, riunire le parti interessate e sostenere gli attori pubblici competenti, a livello di UE e degli Stati membri, negli sforzi volti a monitorare l'utilizzo della DLT a livello europeo e mondiale;

ii)  favorire la sensibilizzazione e analizzare i benefici e i rischi – anche per gli utenti finali – delle applicazioni basate sulla DLT al fine di sfruttare al massimo il loro potenziale, anche attraverso l'identificazione di un nucleo di caratteristiche dei sistemi DLT favorevoli all'interesse generale, come norme aperte non proprietarie, e l'identificazione delle norme emergenti relative alle migliori pratiche;

iii) sostenere una risposta tempestiva, fondata e proporzionata alle nuove opportunità e sfide legate all'introduzione di importanti applicazioni basate sulla DLT, anche attraverso una tabella di marcia delle misure che dovranno essere adottate a livello di UE e degli Stati membri, che includerebbe una valutazione della regolamentazione europea esistente al fine di aggiornarla in risposta all'utilizzo significativo e sistematico della DLT, affrontando, se del caso, anche le questioni relative alla protezione dei consumatori e le questioni di natura sistemica;

iv) elaborare prove di stress per tutti gli aspetti pertinenti delle valute virtuali e degli altri sistemi basati sulla DLT che raggiungono un livello di utilizzo che conferisce loro un'importanza sistemica per la stabilità;

23.  sottolinea che, nell'uso delle valute virtuali, la consapevolezza dei consumatori, la trasparenza e la fiducia sono importanti; invita la Commissione a elaborare orientamenti, in collaborazione con gli Stati membri e il settore delle valute virtuali, con l'obiettivo di garantire che agli utenti attuali e futuri delle valute virtuali siano fornite informazioni corrette, chiare e complete, per consentire loro di compiere scelte pienamente informate e accrescere in tal modo la trasparenza dei sistemi di valute virtuali riguardo al modo in cui sono organizzati e gestiti e alle caratteristiche che li distinguono, in termini di protezione dei consumatori, dai sistemi di pagamento regolamentati e sottoposti a vigilanza;

24.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

(1)

http://www.bis.org/cpmi/publ/d137.pdf

(2)

http://www.bankofengland.co.uk/publications/Documents/quarterlybulletin/2014/qb14q3digitalcurrenciesBitcoin2.pdf

(3)

https://www.eba.europa.eu/documents/10180/657547/EBA-Op-2014-08+Opinion+on+Virtual+Currencies.pdf

(4)

https://www.ecb.europa.eu/pub/pdf/other/virtualcurrencyschemesen.pdf

(5)

http://ec.europa.eu/justice/newsroom/criminal/news/160202_en.htm

(6)

http://europa.eu/rapid/press-release_IP-15-5592_en.htm

(7)

http://publications.jrc.ec.europa.eu/repository/bitstream/JRC97043/the%20digital%20agenda%20of%20virtual%20currencies_final.pdf

(8)

http://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2016/02/12-conclusions-terrorism-financing/

(9)

http://curia.europa.eu/juris/documents.jsf?pro=&lgrec=de&nat=or&oqp=&lg=&dates=&language=it&jur=C%2CT%2CF&cit=none%252CC%252CCJ%252CR%252C2008E%252C%252C%252C%252C%252C%252C%252C%252C%252C%252Ctrue%252Cfalse%252Cfalse&num=C-264%252F14&td=%3BALL&pcs=Oor&avg=&page=1&mat=or&jge=&for=&cid=276938

(10)

http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX%3A62014CC0264

(11)

https://www.esma.europa.eu/sites/default/files/library/2015/11/2015-532_call_for_evidence_on_virtual_currency_investment.pdf

(12)

http://www.europarl.europa.eu/RegData/bibliotheque/briefing/2014/140793/LDM_BRI(2014)140793_REV1_EN.pdf

(13)

https://www.europol.europa.eu/sites/default/files/publications/changes_in_modus_operandi_of_is_in_terrorist_attacks.pdf

(14)

http://www.fatf-gafi.org/media/fatf/documents/reports/virtual-currency-key-definitions-and-potential-aml-cft-risks.pdf

(15)

http://www.oecd.org/daf/fin/financial-markets/The-Bitcoin-Question-2014.pdf

(16)

https://www.imf.org/external/pubs/ft/sdn/2016/sdn1603.pdf

(17)

https://www.gov.uk/government/uploads/system/uploads/attachment_data/file/492972/gs-16-1-distributed-ledger-technology.pdf

(18)

http://www.bis.org/cpmi/publ/d137.pdf

(19)

http://coinmarketcap.com/

(20)

Cfr. tra gli altri: http://www.coindesk.com/state-of-Bitcoin-blockchain-2016/

(21)

https://www.eba.europa.eu/documents/10180/657547/EBA-Op-2014-08+Opinion+on+Virtual+Currencies.pdf

(22)

https://remittanceprices.worldbank.org/sites/default/files/rpw_report_december_2015.pdf

(23)

 http://web.worldbank.org/WBSITE/EXTERNAL/TOPICS/EXTFINANCIALSECTOR/0,,contentMDK:22383199~pagePK:210058~piPK:210062~theSitePK:282885,00.html

(24)

Pur sussistendo la possibilità che le valute virtuali siano utilizzate per finanziare attività terroristiche, recentemente (il 18 gennaio 2016) Europol ha sottolineato che, benché informazioni provenienti da terzi suggeriscano che le valute anonime quali il bitcoin sono utilizzate da terroristi per finanziare le loro attività, ciò non è stato confermato dalle autorità di contrasto.

(25)

https://www.gov.uk/government/uploads/system/uploads/attachment_data/file/492972/gs-16-1-distributed-ledger-technology.pdf

(26)

http://europa.eu/rapid/press-release_IP-15-5592_en.htm


MOTIVAZIONE

Sette anni dopo l'introduzione del bitcoin, la prima e più nota valuta virtuale, è ormai chiaro che l'innovazione alla sua base, la tecnologia di registro distribuito (distributed ledger technology, DLT), è destinata ad avere un impatto considerevole sul settore finanziario e non solo. Tale tecnologia, in via di principio, consente di registrare in maniera decentralizzata, rapida, resiliente e alquanto sicura qualsiasi tipo di operazione, unitamente all'elenco delle operazioni passate, in un "registro distribuito". Gli investimenti nella DLT stanno aumentando notevolmente e certe applicazioni potrebbero rapidamente diventare sistemiche. Benché permangano alcuni dubbi in merito alla portata della trasformazione tecnologica in corso, le notevoli opportunità e i rischi non trascurabili ad essa correlati fanno della presente relazione, la prima elaborata dal Parlamento europeo sulle valute virtuali e la DLT, un'iniziativa tempestiva.

Un panorama tecnologico in rapida evoluzione

Le principali opportunità offerte dalle valute virtuali e dalla DLT nell'ambito dei pagamenti sono legate alla diminuzione dei costi delle operazioni e all'agevolezza d'uso, garantendo al contempo resilienza e vari livelli di riservatezza. In tale contesto è opportuno osservare che i costi delle operazioni di pagamento rimangono sorprendentemente elevati. In media, più del 7 % delle rimesse transfrontaliere viene assorbito dai costi di trasferimento, che sia il G20 sia il G8 si sono concretamente impegnati a ridurre. Tuttavia, è possibile rendere i costi delle operazioni più competitivi anche all'interno del mercato unico. Nel medio termine, la concorrenza potrebbe essere ulteriormente rafforzata attraverso l'introduzione di un portafoglio unico non proprietario e interoperabile.

Tuttavia, è probabile che buona parte delle potenzialità della DLT si svilupperanno ben oltre il settore dei pagamenti. Nella relazione si menziona la gestione post negoziazione quale evidente ambito di applicazione della DLT nel settore privato. Più in generale, è probabile che emergano applicazioni soprattutto in ambiti in cui rivestono un ruolo importante l'affidabilità, la dimostrazione dell'identità e della titolarità e la standardizzazione, ossia i contratti intelligenti, i trasferimenti di proprietà intellettuale, la gestione della catena di approvvigionamento e una serie di servizi pubblici. Ad esempio, nell'ambito dell'agenda RegTech dovrebbero essere esplorate le potenzialità della DLT nella riduzione del divario dell'IVA, che attualmente ammonta a 168 miliardi di euro(1).

Come per le opportunità, anche i rischi correlati alle valute virtuali e alla DLT emergeranno più chiaramente solo quando si diffonderà maggiormente il loro utilizzo. Tuttavia, alcuni rischi significativi sono già divenuti evidenti, ad esempio l'abuso di determinate applicazioni per scopi illeciti, compresi il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo(2). Inoltre, poiché è probabile che la DLT verrà utilizzata in una serie di ambiti sistemici, è necessario garantire l'adeguato funzionamento e la resilienza di tali sistemi sulla base di una governance solida e di strutture di controllo. Per di più, in una serie di applicazioni emergeranno in primo piano questioni legate alla protezione dei consumatori.

Regolamentazione intelligente per la DLT

La chiave di una regolamentazione intelligente in un tale contesto di innovazione dinamica è che il regolatore sviluppi una capacità sufficiente, anche in termini di competenze tecniche. È auspicabile, nonché possibile, evitare una regolamentazione preventiva e severa che soffocherebbe la crescita. Tuttavia, un simile regime normativo intelligente basato sull'eccellenza analitica e sulla proporzionalità non deve essere confuso con una regolamentazione morbida: tra gli strumenti normativi devono trovare posto anche misure rapide e decise, volte ad affrontare i rischi prima che essi divengano sistemici, se e quando ciò si renda opportuno. Al fine di garantire le capacità normative necessarie per tale approccio, il relatore chiede l'istituzione di una task force orizzontale sulla DLT sotto la guida della Commissione.

(1)

Commissione, comunicato stampa, http://europa.eu/rapid/press-release_MEMO-15-5593_en.htm

(2)

Cfr. il recente "piano d'azione per rafforzare la lotta contro il finanziamento del terrorismo", http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?qid=1455113825366&uri=CELEX%3A52016DC0050


PARERE DELLA COMMISSIONE PER IL MERCATO INTERNO E LA PROTEZIONE DEI CONSUMATORI (21.4.2016)

destinato alla commissione per i problemi economici e monetari

sulle valute virtuali

(2016/2007(INI))

Relatore per parere: Ulrike Trebesius

SUGGERIMENTI

La commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori invita la commissione per i problemi economici e monetari, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  osserva che il settore e la tecnologia della valuta virtuale (VV) sono allo stato nascente;

2.  osserva che il settore e la tecnologia della VV sono un settore e una tecnologia innovativi che non vengono sviluppati sulla base di infrastrutture esistenti;

3.  riconosce i potenziali benefici legati alle VV e alle relative tecnologie per i consumatori, le imprese, gli enti di beneficenza e l'economia in generale, tra cui una maggiore velocità ed efficienza e una riduzione dei costi di esecuzione di pagamenti e bonifici, in particolare transfrontalieri, e potenzialmente la promozione dell'inclusione finanziaria e un accesso più agevole ai finanziamenti e alle risorse finanziarie per il mondo delle imprese e le PMI; osserva altresì che l'uso delle VV e delle DLT (Distributed Ledger Technologies) ha contribuito positivamente ai micropagamenti e li ha facilitati per gli acquisti di beni online;

4.  sottolinea che le VV sono l'unico mezzo di pagamento diverso dal contante in grado di consentire la liquidazione in tempo reale (il destinatario riceve il 100% del denaro al momento del pagamento);

5.  sottolinea l'importanza di sviluppare parità di condizioni a livello europeo per consentire alle preziose potenzialità delle DLT di esprimersi e svilupparsi pienamente, potendo tali tecnologie essere utilizzate in numerosi ambiti innovativi e in un'ampia gamma di settori industriali e servizi, come i "contratti intelligenti", il crypto-equity crowdfunding (modalità di finanziamento collettivo) e i servizi di mediazione delle controversie, in particolare nei settori finanziario e giuridico; incoraggia inoltre gli organismi pubblici a valutare i vantaggi e a studiare la possibilità di applicare tali tecnologie innovative ad altri settori, allo scopo di fornire ai cittadini dell'UE servizi migliori, più rapidi e più efficienti;

6.  riconosce che le VV potrebbero presentare rischi in relazione ad attività criminose quali il finanziamento del terrorismo, il riciclaggio di denaro, l'evasione fiscale e le frodi fiscali, nonché ad altre potenziali attività illecite e ad altre problematiche; nota, tuttavia, che vi sono ben poche prove che le VV siano ampiamente utilizzate come veicolo di pagamento per attività criminali, e rileva che il livello di tracciabilità delle transazioni in contanti è tendenzialmente molto più basso di quello delle transazioni in VV;

7.  osserva che i detentori di VV sono esposti ad attività illecite e problemi vari, come truffe, furto di VV, reati informatici, pirateria informatica (hacking), malfunzionamenti del software o dell'hardware, frodi e stratagemmi fraudolenti, raggiri o false dichiarazioni; chiede alla Commissione di garantire che vi sia un adeguato livello di garanzie e di mezzi di ricorso efficaci per i consumatori che potrebbero andare incontro a qualcuno dei suddetti rischi connessi all'utilizzo delle VV ;

8.  riconosce che le VV, che non sono una valuta nazionale o estera, se utilizzate come alternativa alle "valute fiat" (a corso legale), potrebbero creare potenziali rischi per il sistema finanziario, sia in termini di regolamentazione che in termini di vigilanza del mercato e di sicurezza, e potrebbero presentare rischi e costituire minacce per l'integrità finanziaria e per una regolamentazione finanziaria efficace; sottolinea che i rischi per la stabilità finanziaria potrebbero acuirsi con la maggiore diffusione delle VV;

9.  riconosce che coloro che cercano di salvaguardare il proprio patrimonio potrebbero utilizzare valute indipendenti come il bitcoin nei periodi in cui i tassi d'interesse sono depressi o come rifugio sicuro in tempi di instabilità economica;

10.  constata le forti oscillazioni osservate in passato nei tassi di cambio di alcune VV e i potenziali rischi derivanti dall'uso delle VV per i consumatori; sottolinea che nell'UE non esiste alcuna specifica tutela normativa che protegga i consumatori dalle perdite finanziarie nel caso in cui una piattaforma che scambia o detiene valute virtuali fallisca o cessi l'attività; osserva che le VV possono essere cartolarizzate con attività sottostanti; mette in risalto la necessità che i consumatori siano tutelati quando utilizzano le VV, in particolare per quanto riguarda la sicurezza informatica, gli algoritmi impiegati, le persone da contattare e le modalità di contatto in caso di richieste d'informazioni o di problemi, nonché la necessità che le condizioni siano facilmente comprensibili e che siano chiaramente indicati i rischi e il fatto che le VV e il loro valore non sono necessariamente garantiti da nessuna banca o paese; pone l'accento sul fatto che questi possibili problemi devono essere comunicati dalle aziende operanti nel settore delle VV;

11.  riconosce le difficoltà e le incertezze insite nel prevedere i possibili sviluppi delle VV e nell'individuare potenziali risposte politiche specifiche a lungo termine evitando al contempo di soffocare l'innovazione; chiede alla Commissione di sviluppare una strategia coerente e globale a livello di UE, con l'obiettivo di individuare i vantaggi e i rischi delle VV e delle relative tecnologie e le potenziali risposte politiche a lungo termine, tenendo presenti la necessità di evitare la frammentazione e la distorsione del mercato unico, il principio del miglioramento della regolamentazione e l'esigenza di promuovere l'innovazione finanziaria e tecnologica e di collaborare con le parti interessate e con le società di VV affinché l'UE rimanga un luogo interessante per la R&S e la gestione di queste tecnologie; mette in rilievo l'importanza di una costante attività di monitoraggio e analisi del modo in cui le VV stanno evolvendo e delle sfide strategiche che pongono; suggerisce che una task force guidata dalla Commissione offra supporto ai pertinenti attori pubblici e privati per la valutazione e l'analisi di tutte le potenziali vie di evoluzione delle tecnologie delle VV e dell'applicazione della DLT; invita la Commissione a dedicare particolare attenzione agli algoritmi utilizzati per le VV e a valutarne la sicurezza;

12.  invita la Commissione a considerare il contributo delle VV e delle DLT a tutti i settori, compreso il loro ruolo nello sviluppo del mercato unico digitale, affinché alle imprese legittime del settore delle VV sia garantita la possibilità di crescere e prosperare;

13.  riconosce che lo sviluppo di risposte normative efficaci allo sviluppo delle VV è ancora in una fase iniziale e delicata; sottolinea che per alcuni aspetti i regolatori hanno compiuto notevoli progressi nello sviluppo di risposte efficaci; osserva tuttavia che c'è ancora molto lavoro da fare per porre in essere quadri efficaci che disciplinino le VV in modo da premunirsi dai rischi senza soffocare l'innovazione finanziaria e tecnologica;

14.  sottolinea che, nell'uso delle VV, la consapevolezza dei consumatori, la trasparenza e la fiducia sono importanti; invita la Commissione a sviluppare orientamenti, in collaborazione con gli Stati membri e il settore delle VV, con l'obiettivo di garantire che agli utenti attuali e futuri delle VV siano fornite informazioni corrette, chiare e complete, per consentire loro di compiere scelte pienamente informate e accrescere in tal modo la trasparenza dei sistemi di VV riguardo al modo in cui sono organizzati e gestiti e alle caratteristiche che li distinguono, in materia di protezione dei consumatori, dai sistemi di pagamento regolamentati e sottoposti a vigilanza; invita inoltre il settore delle VV, in collaborazione con la Commissione e gli Stati membri, a valutare la possibilità di applicare le pertinenti prescrizioni AML/CFT (antiriciclaggio e contrasto del finanziamento del terrorismo), specificate da norme internazionali, ai cambiavalute di VV convertibili e ad ogni altro tipo di ente che funge da nodo in cui le attività delle VV convertibili si intersecano con il sistema finanziario regolamentato delle valute a corso legale, e chiede alla Commissione di esaminare e valutare l'opportunità di estendere l'ambito di applicazione della direttiva antiriciclaggio includendovi le piattaforme di scambio delle valute virtuali.


ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

26.4.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

54

1

2

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Gerolf Annemans, Hugues Bayet, Pervenche Berès, Esther de Lange, Markus Ferber, Jonás Fernández, Elisa Ferreira, Neena Gill, Roberto Gualtieri, Brian Hayes, Gunnar Hökmark, Danuta Maria Hübner, Cătălin Sorin Ivan, Othmar Karas, Georgios Kyrtsos, Alain Lamassoure, Philippe Lamberts, Werner Langen, Sander Loones, Bernd Lucke, Olle Ludvigsson, Ivana Maletić, Fulvio Martusciello, Bernard Monot, Luděk Niedermayer, Stanisław Ożóg, Dimitrios Papadimoulis, Sirpa Pietikäinen, Dariusz Rosati, Pirkko Ruohonen-Lerner, Alfred Sant, Molly Scott Cato, Peter Simon, Theodor Dumitru Stolojan, Paul Tang, Ramon Tremosa i Balcells, Ernest Urtasun, Marco Valli, Cora van Nieuwenhuizen, Jakob von Weizsäcker, Pablo Zalba Bidegain, Marco Zanni

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Matt Carthy, Philippe De Backer, Mady Delvaux, Ashley Fox, Marian Harkin, Ian Hudghton, Sophia in 't Veld, Syed Kamall, Krišjānis Kariņš, Paloma López Bermejo, Emmanuel Maurel, Siôn Simon, Romana Tomc

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Daniela Aiuto, Virginie Rozière

Avviso legale