Procedura : 2015/2277(INI)
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A8-0169/2016

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CRE 06/06/2016 - 14

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P8_TA(2016)0247

RELAZIONE     
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3.5.2016
PE 576.686v02-00 A8-0169/2016

sulla Nuova alleanza per la sicurezza alimentare e la nutrizione

(2015/2277(INI))

Commissione per lo sviluppo

Relatore: Maria Heubuch

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 PARERE della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale
 ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO
 VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla Nuova alleanza per la sicurezza alimentare e la nutrizione

(2015/2277(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visti il vertice delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile e il documento conclusivo adottato dall'Assemblea generale il 25 settembre 2015, dal titolo "Transforming our world: the 2030 Agenda for Sustainable Development" (Trasformare il nostro mondo: agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile), in particolare l'obiettivo n. 2 degli obiettivi di sviluppo sostenibile ivi stabiliti, ossia porre fine alla fame, realizzare la sicurezza alimentare e una migliore alimentazione, nonché promuovere l'agricoltura sostenibile(1),

–  visto l'accordo di Parigi delle parti della Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, adottato il 12 dicembre 2015(2),

–  visto il programma globale di sviluppo agricolo dell'Africa (CAADP) convenuto dall'Unione africana (UA) nel 2002(3),

–  visto il vertice dei capi di Stato dell'Unione africana, svoltosi a Maputo (Mozambico) nel 2003, in occasione del quale i governi dell'UA hanno concordato di investire oltre il 10 % degli stanziamenti totali dei loro bilanci nazionali nel settore agricolo(4),

–  vista l'assemblea dei capi di Stato e di governo dell'Unione africana svoltasi nel luglio 2012, nel decimo anniversario dell'adozione del CAADP, in occasione della quale il 2014 è stato dichiarato l'"anno dell'agricoltura e della sicurezza alimentare in Africa"(5),

–  vista la dichiarazione sull'accelerazione della crescita agricola e della trasformazione per una prosperità condivisa e una migliore sussistenza, adottata il 27 giugno 2014 durante il vertice dei capi di Stato e di governo dell'Unione africana a Malabo (Guinea equatoriale), in base alla quale i governi dell'UA hanno rinnovato l'impegno ad assegnare almeno il 10 % delle risorse pubbliche all'agricoltura(6),

–  vista l'iniziativa de L'Aquila sulla sicurezza alimentare lanciata dal G8 del 2009(7),

–  visti il quadro e gli orientamenti di politica fondiaria in Africa, adottati dalla conferenza congiunta dei ministri dell'Agricoltura, degli affari fondiari e dell'allevamento, svoltasi nel 2009 ad Addis Abeba (Etiopia)(8), come pure la dichiarazione sulle sfide e le questioni fondiarie in Africa(9), adottata dai capi di Stato dell'Unione africana durante il vertice tenutosi a Sirte (Libia) nel luglio 2009, che ha chiesto l'efficace attuazione del quadro e degli orientamenti di politica fondiaria,

–  visti i principi guida sugli investimenti fondiari su larga scala in Africa, adottati dalla conferenza congiunta dei ministri dell'Agricoltura, dello sviluppo rurale, della pesca e dell'acquacoltura riunitisi ad Addis Abeba il 1° e il 2 maggio 2014(10),

–  vista la dichiarazione del maggio 2013 delle organizzazioni della società civile dell'Africa dal titolo "Modernising African agriculture - Who benefits?" (Modernizzare l'agricoltura africana - Chi ne beneficia?)(11),

–  vista la dichiarazione Djimini delle organizzazioni dei piccoli proprietari terrieri dell'Africa occidentale del 13 marzo 2014(12),

–  visti gli orientamenti volontari della FAO per sostenere la realizzazione progressiva del diritto a un'alimentazione adeguata nel contesto della sicurezza alimentare nazionale, del 2004(13),

–  vista la relazione del 2009 della Valutazione internazionale del ruolo della conoscenza, della scienza e della tecnologia agricole per lo sviluppo (International Assessment of Agricultural Knowledge, Science and Technology for Development, IAASTD) dal titolo "Agriculture at a crossroads" (L'agricoltura a un bivio)(14),

–  visto il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici del 1966(15),

–  vista la Convenzione sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna (CEDAW) del 1979(16),

–  vista la Carta africana dei diritti dell'uomo e dei popoli del 1987(17),

–  vista la dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei popoli indigeni del 2007(18),

–  visti i principi di base e le linee guida dell'ONU sugli sgomberi e gli spostamenti indotti dallo sviluppo, pubblicati nel 2007(19),

–  visti i principi guida su imprese e diritti umani approvati nel 2011 dal Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani(20), nonché le linee guida dell'OCSE destinate alle imprese multinazionali, aggiornate nel 2011(21),

–  visto il partenariato di Busan per un'efficace cooperazione allo sviluppo del 2011(22),

–  viste le linee guida volontarie sulla gestione responsabile della terra, dei territori di pesca e delle foreste del 2012(23),

–  vista la Convenzione internazionale per la protezione dei ritrovati vegetali del 1991 (Convenzione UPOV)(24),

–  visto il trattato internazionale sulle risorse fitogenetiche per l'alimentazione e l'agricoltura (ITPGRFA) del 2001(25),

–  visti la convenzione sulla diversità biologica del 1992 e i protocolli ad essa associati di Cartagena sulla biosicurezza (2000) e di Nagoya sull'accesso alle risorse genetiche e la giusta ed equa condivisione dei benefici derivanti dalla loro utilizzazione (2010)(26),

–  vista la legge modello africana sulla biosicurezza(27),

–  vista la risoluzione sulla legislazione fondiaria in una prospettiva di sovranità alimentare, adottata dall'Assemblea parlamentare della Francofonia il 12 luglio 2012(28),

–  vista la risoluzione sulle conseguenze sociali e ambientali della pastorizia per i paesi ACP, approvata dall'Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE ad Addis Abeba il 27 novembre 2013(29),

–  viste la comunicazione della Commissione dal titolo "Un quadro strategico dell'UE per aiutare i paesi in via di sviluppo ad affrontare i problemi della sicurezza alimentare"(30), approvata il 31 marzo 2010, e le conclusioni del Consiglio sul quadro strategico, approvate il 10 maggio 2010(31),

–  viste le conclusioni del Consiglio, del 28 maggio 2013, in materia di sicurezza alimentare e nutrizionale(32),

–  visto il piano d'azione della Commissione sulla nutrizione, del luglio 2014(33),

–  vista la sua risoluzione del 27 settembre 2011 su un quadro strategico dell'Unione europea per aiutare i paesi in via di sviluppo ad affrontare i problemi della sicurezza alimentare(34),

–  vista la sua risoluzione dell'11 dicembre 2013 sulla resilienza e la riduzione del rischio di catastrofi nei paesi in via di sviluppo(35),

–  vista la sua risoluzione del 13 marzo 2014 sul ruolo dei diritti di proprietà, del regime di proprietà e della creazione di ricchezza per l'eliminazione della povertà e la promozione dello sviluppo sostenibile nei paesi in via di sviluppo(36),

–  vista la sua risoluzione del 12 marzo 2015 sulla Tanzania, in particolare sulla questione dell'accaparramento dei terreni(37),

–  vista la dichiarazione della Convergenza globale delle lotte per la terra e l'acqua, rilasciata in occasione del Forum sociale mondiale svoltosi a Tunisi nel marzo 2015(38);

–  vista la sua risoluzione del 30 aprile 2015 su Expo Milano 2015: Nutrire il pianeta, energia per la vita(39),

–  visto l'appello della società civile africana a includere la sovranità alimentare e il diritto all'alimentazione nell'agenda della presidenza tedesca del G7 del giugno 2015(40);

–  vista la Carta di Milano(41), eredità di Expo 2015: Nutrire il pianeta, energia per la vita, sottoscritta da oltre un milione di capi di Stato, governi e semplici cittadini, che richiama ogni cittadino, associazione, impresa o istituzione nazionale e internazionale ad assumersi le proprie responsabilità per garantire alle generazioni future di poter godere del diritto al cibo, e include impegni vincolanti per garantire un effettivo diritto al cibo nel mondo,

–  visto il Comitato delle Nazioni Unite per la sicurezza alimentare mondiale, quale consesso appropriato per concordare linee guida strategiche a livello internazionale sul tema e assemblea in cui le parti interessate possono far sentire la loro voce,

–  visto il Milan Urban Food Policy Pact del 15 ottobre 2015(42), promosso dal Comune di Milano e sottoscritto da 113 città nel mondo, che è stato presentato al segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon e che evidenzia il ruolo centrale delle città nella creazione di politiche sul cibo,

–  vista la sua risoluzione del 21 gennaio 2016 sulla situazione in Etiopia(43),

–  vista l'audizione pubblica sulla Nuova alleanza per la sicurezza alimentare e la nutrizione, organizzata dalla commissione per lo sviluppo il 1° dicembre 2015(44),

–  visto lo studio dal titolo "New Alliance for Food and Nutrition Security in Africa" (Nuova alleanza per la sicurezza alimentare e la nutrizione in Africa), a cura del professor Olivier de Schutter, richiesto dalla commissione per lo sviluppo e pubblicato dalla Direzione generale delle Politiche esterne nel novembre 2015(45),

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per lo sviluppo e il parere della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale (A8-0169/2016),

A.  considerando che la Nuova alleanza per la sicurezza alimentare e la nutrizione in Africa mira a rafforzare la sicurezza alimentare e la nutrizione aiutando 50 milioni di persone nell'Africa subsahariana a uscire dalla povertà entro il 2020; che i paesi partecipanti hanno negoziato quadri di cooperazione per paese che sanciscono l'impegno ad agevolare gli investimenti privati nel settore dell'agricoltura in Africa;

B.  considerando che negli ultimi trenta anni l'agricoltura su piccola scala è stata trascurata in Africa, mentre è cresciuta sensibilmente la dipendenza dei paesi a basso reddito dalle importazioni di generi alimentari, che li ha resi vulnerabili alle variazioni dei prezzi sui mercati internazionali;

C.  considerando che i grandi partenariati pubblico-privati (PPP) rischiano di creare posizioni dominanti a favore delle imprese agricole di maggiori dimensioni nell'agricoltura africana, che escludono le imprese locali;

D.  considerando che gli investimenti privati nel quadro della Nuova alleanza per la sicurezza alimentare e la nutrizione in Africa hanno interessato più di 8,2 milioni di piccoli agricoltori e creato più di 21 000 posti di lavoro, di cui oltre la metà destinati alle donne;

E.  considerando che la crisi alimentare del 2008 ha portato a riconoscere universalmente la necessità di sostenere la produzione alimentare su piccola scala destinata ai mercati nazionali;

F.  considerando che l'avvio di programmi di adeguamento strutturale agli inizi degli anni '80 ha contribuito a sviluppare un'agricoltura guidata dalle esportazioni, nell'ambito della quale è stata accordata priorità all'aumento della produzione di colture commerciali per i mercati globali; che tale scelta ha favorito forme di produzione su vasta scala, altamente capitalizzate e meccanizzate, mentre, in confronto, l'agricoltura su piccola scala è stata trascurata;

G.  considerando che i mercati internazionali saranno più volatili in futuro; che gli Stati non dovrebbero correre il rischio di dipendere eccessivamente dalle importazioni, ma dovrebbero investire principalmente nella produzione alimentare a livello nazionale per creare resilienza;

H.  considerando che le imprese agricole a conduzione familiare e i piccoli proprietari terrieri devono essere al centro della Nuova alleanza per la sicurezza alimentare e la nutrizione;

I.  considerando che la sicurezza alimentare nei paesi in via di sviluppo dipende in larga misura dall'uso sostenibile delle risorse naturali;

J.  considerando che i cosiddetti "poli d'espansione" mirano ad attrarre investitori internazionali mettendo terreni a disposizione delle grandi imprese private e che ciò non deve andare a scapito di quelle agricole a conduzione familiare;

K.  considerando che gli accordi sulla Nuova alleanza per la sicurezza alimentare e la nutrizione non contengono alcun indicatore concreto sulla fame e la malnutrizione;

L.  considerando che le imprese agricole a conduzione familiare e i piccoli proprietari terrieri hanno dimostrato di poter fornire prodotti diversificati e di aumentare la produzione alimentare in modo sostenibile attraverso l'impiego di pratiche agroecologiche;

M.  considerando che le monocolture aumentano la dipendenza dai fertilizzanti chimici e dai pesticidi, provocano un massiccio degrado del territorio e contribuiscono ai cambiamenti climatici;

N.  considerando che l'agricoltura è responsabile di almeno il 14 % delle emissioni annue totali di gas serra, soprattutto a causa dell'uso di concimi azotati;

O.  considerando che, sebbene esistano diverse forme di proprietà fondiaria (consuetudinaria, pubblica e privata), la Nuova alleanza per la sicurezza alimentare e la nutrizione fa riferimento quasi esclusivamente all'attribuzione dei titoli fondiari nel trattare la questione dei diritti fondiari;

P.  considerando che nel 2050 il 70 % della popolazione del pianeta vivrà nelle grandi città e la nutrizione sarà sempre più una questione che richiede una risposta globale e locale allo stesso tempo;

Q.  considerando che l'attribuzione dei titoli fondiari non costituisce l'unica garanzia a protezione dall'esproprio della terra e dal trasferimento;

R.  considerando che la dimensione di genere è un aspetto molto importante degli investimenti in agricoltura in Africa; che le donne provenienti dalle zone rurali sono da sempre discriminate per quanto riguarda l'accesso a una serie di risorse produttive, tra cui terra, credito, fattori produttivi e servizi;

S.  considerando che, fino a poco tempo fa, il sostegno all'agricoltura era incentrato sulle produzioni da esportazione gestite da uomini, mentre alle donne era perlopiù affidato il compito di produrre gli alimenti necessari al sostentamento della famiglia;

T.  considerando che, secondo le stime della FAO, in tutto il mondo si è assistito alla perdita del 75 % circa della diversità fitogenetica; che l'ampia erosione genetica aumenta la vulnerabilità ai cambiamenti climatici e alla comparsa di nuovi parassiti e di nuove malattie;

U.  considerando che il controllo, la proprietà e l'accessibilità economica delle sementi sono essenziali per la resilienza della sicurezza alimentare degli agricoltori poveri;

V.  considerando che è opportuno tutelare il diritto degli agricoltori di moltiplicare, utilizzare, scambiare e vendere le loro sementi;

W.  considerando che il miglioramento delle carenze a livello alimentare in Africa è al centro dell'agenda per lo sviluppo sostenibile; che un'alimentazione inadeguata è il risultato dell'interazione di una serie di processi legati, ad esempio, all'assistenza sanitaria, all'istruzione, alle condizioni igienico-sanitarie, all'accesso alle risorse, all'emancipazione femminile;

X.  considerando che gli impegni presi a norma del quadro di cooperazione per paese in materia di riforme normative nel settore delle sementi puntano a rafforzare la privativa per ritrovati vegetali a scapito degli attuali sistemi di sementi contadine ai quali gli agricoltori più poveri fanno ancora ampiamente riferimento;

Investimenti agricoli in Africa e conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile

1.  osserva che vari quadri di cooperazione per paese si concentrano sullo sviluppo di particolari settori economici allo scopo di rendere massimi gli investimenti attraverso iniziative che variano dalle infrastrutture stradali ed energetiche ai regimi fiscali, doganali o fondiari; sottolinea altresì la necessità di migliorare l'accesso all'acqua e di garantirne la centralità, rafforzando l'educazione alimentare e condividendo le strategie a livello di pratiche di eccellenza;

2.  osserva che le politiche in materia di investimenti agricoli si concentrano principalmente sulle acquisizioni di terreni su vasta scala e su un'agricoltura orientata alle esportazioni, che di solito è scollegata dalle economie locali; constata che lo sviluppo dell'irrigazione estensiva nelle aree geografiche di investimento oggetto della Nuova alleanza per la sicurezza alimentare e la nutrizione può ridurre la disponibilità di acqua per altri utilizzatori, come piccoli agricoltori o allevatori; sottolinea che, in tali circostanze, la capacità dei grandi PPP di contribuire a ridurre la povertà e a garantire la sicurezza alimentare deve essere valutata in modo critico e migliorata; sottolinea che le politiche in materia di investimenti agricoli dovrebbero essere legate allo sviluppo dell'economia locale, compresi i piccoli proprietari terrieri e le imprese agricole a conduzione familiare, e sostenerlo; rammenta che le linee guida della FAO sulla proprietà fondiaria raccomandano di garantire l'accesso alla terra in modo tale da consentire alle famiglie di produrre cibo per il proprio consumo privato e aumentare il proprio reddito; sottolinea la necessità che gli investimenti fondiari su vasta scala in Africa siano basati su tali linee guida, garantendo alle comunità locali e ai piccoli proprietari terrieri l'accesso alla terra, promuovendo gli investimenti a favore delle PMI locali e facendo sì che i PPP contribuiscano alla sicurezza alimentare e alla riduzione della povertà e delle disuguaglianze;

3.  sottolinea che il processo decisionale nel quadro di cooperazione non ha coinvolto tutte le parti interessate, ma ha invece escluso, tra l'altro, le comunità rurali, i lavoratori del settore agricolo, i piccoli agricoltori, i pescatori e i popoli indigeni, e ha violato il loro diritto di partecipare;

4.  deplora la mancata consultazione delle organizzazioni della società civile africane nell'avvio della Nuova alleanza per la sicurezza alimentare e la nutrizione; sottolinea che il coinvolgimento dei gruppi caratterizzati da insicurezza alimentare nelle politiche che li riguardano dovrebbe diventare il perno di tutte le politiche in materia di sicurezza alimentare;

5.  evidenzia che la Nuova alleanza per la sicurezza alimentare e la nutrizione si è impegnata a promuovere una crescita inclusiva, basata sull'agricoltura, che sostenga l'agricoltura su piccola scala e contribuisca a ridurre la povertà, la fame e la denutrizione; sottolinea, a tal fine, che la Nuova alleanza per la sicurezza alimentare e la nutrizione deve limitare, per quanto possibile, il ricorso a fertilizzanti chimici e pesticidi, alla luce delle loro conseguenze sulla salute e sull'ambiente per le comunità locali, come la perdita di biodiversità e l'erosione del suolo;

6.  critica l'idea di fondo secondo cui gli investimenti delle imprese in agricoltura migliorano automaticamente l'alimentazione e la sicurezza alimentare e riducono la povertà;

7.  osserva che la relazione 2011 del G20 sottolinea come gli investimenti indotti da motivi fiscali possono risultare transitori; ribadisce che numerosi sondaggi sulla motivazione degli investitori hanno evidenziato un impatto neutro o negativo degli incentivi fiscali speciali sulle loro decisioni di investimento(46);

8.  rileva che gli incentivi fiscali, tra cui le esenzioni dall'imposta sulle imprese in zone economiche speciali, erodono il gettito fiscale degli Stati africani che avrebbe potuto essere una fonte di investimenti vitali in agricoltura, soprattutto in programmi per la sicurezza alimentare e nutrizionali(47);

9.  invita i governi e i donatori a sospendere o a rivedere tutte le politiche, i progetti e le consulenze che direttamente incoraggiano e facilitano l'accaparramento di terra attraverso progetti e investimenti fortemente iniqui, o incentivano indirettamente l'incremento della pressione sulla terra e sulle risorse naturali, che possono essere causa di gravi violazioni dei diritti umani; invita a sostituirli con politiche che tutelino e diano priorità ai bisogni dei piccoli produttori, in particolare le donne, e all'uso sostenibile dei suoli;

10.  mette in guardia dal riprodurre in Africa il modello di "rivoluzione verde" dell'Asia degli anni '60 e dall'ignorarne le conseguenze negative in termini sociali e ambientali; rammenta che gli obiettivi di sviluppo sostenibile comprendono l'obiettivo di promuovere l'agricoltura sostenibile, che deve essere raggiunto entro il 2030;

11.  osserva con preoccupazione che in Malawi la Nuova alleanza per la sicurezza alimentare e la nutrizione promuove l'aumento della produzione del tabacco anziché favorire mezzi di sussistenza alternativi in conformità degli obblighi di cui alla convenzione quadro dell'Organizzazione mondiale della sanità per la lotta al tabagismo del 2005 e degli impegni presi nell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile;

12.  esorta gli Stati membri dell'UE ad adoperarsi per trasformare la Nuova alleanza per la sicurezza alimentare e la nutrizione in un reale strumento per lo sviluppo sostenibile e in un mezzo a sostegno delle imprese agricole a conduzione familiare e delle economie locali nell'Africa sub-sahariana, rammentando che i piccoli agricoltori e i piccoli proprietari terrieri producono circa l'80 % del cibo mondiale e offrono oltre il 60 % dei posti di lavoro nella regione;

13.  osserva con preoccupazione che i quadri di cooperazione per paese si riferiscono solo in modo selettivo alle norme internazionali che definiscono gli investimenti responsabili in agricoltura e che essi non fanno mai riferimento alle linee guida volontarie della FAO del 2004 per sostenere la realizzazione progressiva del diritto a un'alimentazione adeguata nel contesto della sicurezza alimentare nazionale, né ad alcun obbligo degli investitori privati di rispettare i diritti umani;

14.  invita l'UE e gli Stati membri, in quanto principali donatori, nel loro insieme, di aiuti allo sviluppo del mondo:

–  ad assicurare che gli investitori con sede nell'UE rispettino, e incoraggino gli altri partner dell'alleanza a rispettare, i diritti delle comunità locali e le esigenze delle piccole aziende agricole, seguendo un approccio basato sui diritti umani nell'ambito dei quadri di cooperazione, compreso il mantenimento delle salvaguardie dei diritti in materia ambientale, sociale, fondiaria, del lavoro e dei diritti umani e gli standard più elevati in materia di trasparenza nei loro piani di investimento;

–  a garantire che gli investitori con sede nell'UE attuino una politica di responsabilità sociale nella redazione dei contratti di lavoro e non sfruttino il loro vantaggio economico a scapito dei lavoratori provenienti da comunità locali;

–  a sostenere e a promuovere le imprese e le parti interessate a livello locale in Africa, quali attori principali e beneficiari delle iniziative della Nuova alleanza per la sicurezza alimentare e la nutrizione;

–  ad applicare la recente decisione dell'OMC di sopprimere i sussidi alle esportazioni agricole che distorcono i mercati locali e distruggono i mezzi di sussistenza nei paesi in via di sviluppo;

–  a eliminare gli ostacoli tariffari che disincentivano i paesi africani dall'aggiungere valore locale ai prodotti di base;

15.  invita i paesi partecipanti:

–  ad assicurare che le riforme finanziarie, fiscali o amministrative non esonerino gli investitori dall'apportare un equo contributo alla base imponibile dei paesi partecipanti, né diano un ingiusto vantaggio agli investitori a scapito dei piccoli proprietari terrieri;

–  a garantire che i rispettivi governi conservino il diritto di proteggere i propri mercati agricoli e alimentari tramite adeguati regimi fiscali e doganali, particolarmente necessari per combattere la speculazione finanziaria e l'evasione fiscale;

–  ad adottare politiche che favoriscano un commercio responsabile e a impegnarsi per eliminare gli ostacoli tariffari che scoraggiano il commercio regionale;

Governance, titolarità e responsabilità

16.  ricorda l'impegno preso dalle parti della Nuova alleanza per la sicurezza alimentare e la nutrizione per l'integrazione degli orientamenti volontari della FAO a sostegno della realizzazione progressiva del diritto a un'alimentazione adeguata nel contesto della sicurezza alimentare nazionale e chiede alle parti della Nuova alleanza per la sicurezza alimentare e la nutrizione di impegnarsi per dare attuazione alle norme internazionali che definiscono gli investimenti responsabili in agricoltura e ad attenersi ai principi guida su imprese e diritti umani e alle linee guida dell'OCSE per le imprese multinazionali;

17.  insiste affinché la Nuova alleanza per la sicurezza alimentare e la nutrizione rafforzi la buona governance delle risorse naturali, garantendo in particolare l'accesso delle popolazioni alle proprie risorse e tutelando i loro diritti nell'ambito dei contratti sulle transazioni relative alle risorse naturali;

18.  invita l'Unione europea a farsi promotrice, in accordo con le Nazioni Unite, dell'adozione vincolante della Carta di Milano e degli impegni in essa contenuti da parte di tutti i paesi;

19.  ricorda l'importanza della regolazione delle acque e della lotta contro il cambiamento climatico per l'agricoltura sostenibile; invita tutti i partner della Nuova alleanza per la sicurezza alimentare e la nutrizione a porre l'accento sul miglioramento dell'accesso all'acqua e alle tecniche di irrigazione e sul rafforzamento della protezione dell'ambiente e del suolo;

20.  invita l'Unione europea a farsi promotrice, in accordo con le Nazioni Unite, dell'adozione e della diffusione del Milan Urban Food Policy Pact;

21.  invita i paesi partecipanti a impegnarsi ad attuare le norme internazionali che regolano gli investimenti attraverso un approccio basato sui diritti umani, compresi il quadro e gli orientamenti di politica fondiaria in Africa e i principi guida sugli investimenti fondiari su larga scala in Africa dell'Unione africana;

22.  chiede la pubblicazione integrale di tutte le lettere di intenti nell'ambito dei quadri di cooperazione per paese; sottolinea la necessità di solidi quadri istituzionali e giuridici per garantire l'equa ripartizione dei rischi e dei benefici; sottolinea che la partecipazione attiva della società civile all'interno della Nuova alleanza per la sicurezza alimentare e la nutrizione è fondamentale per rafforzare la trasparenza e garantire il raggiungimento dei suoi obiettivi; rammenta la necessità di incoraggiare il dialogo e la consultazione con tutti i gruppi della società civile;

23.  si rammarica che l'unico indicatore comune ai dieci quadri di cooperazione della Nuova alleanza per la sicurezza alimentare e la nutrizione sia l'indice "Doing Business" della Banca mondiale;

24.  sottolinea che le imprese private che partecipano alle iniziative di sviluppo multilaterale dovrebbero essere chiamate a rispondere del loro operato; invita le parti della Nuova alleanza per la sicurezza alimentare e la nutrizione, a tale scopo, a presentare una relazione annuale sulle azioni intraprese nel quadro della Nuova alleanza per la sicurezza alimentare e la nutrizione, che dovrebbe essere pubblica e accessibile alle popolazioni e alle comunità locali, come pure a istituire un meccanismo indipendente di rendicontabilità, che preveda un mezzo di ricorso per le popolazioni e le comunità locali; sottolinea altresì che gli investimenti della Nuova alleanza che incidono sui diritti fondiari devono essere oggetto di uno studio preliminare e indipendente d'impatto riguardante i diritti fondiari e devono essere conformi agli orientamenti volontari della FAO sulla gestione responsabile della terra, dei territori di pesca e delle foreste;

25.  osserva che le imprese multinazionali che operano nell'ambito della Nuova alleanza per la sicurezza alimentare e la nutrizione favoriscono l'agricoltura a contratto su vasta scala, il che determina un rischio di emarginazione per i piccoli produttori; invita i dieci paesi africani che partecipano alla Nuova alleanza per la sicurezza alimentare e la nutrizione a garantire che l'agricoltura a contratto rechi vantaggi sia agli acquirenti sia ai fornitori locali; ritiene pertanto fondamentale rafforzare, ad esempio, le organizzazioni degli agricoltori, in modo da migliorare la loro posizione negoziale;

26.  evidenzia che il settore privato provvede già al 90 % dell'occupazione nei paesi partner e che il potenziale della partecipazione del settore privato è innegabile, dal momento che le imprese private si trovano nella posizione ideale per fornire una base sostenibile alla mobilitazione delle risorse interne, il che costituisce il fondamento di qualsiasi programma di aiuti; sottolinea l'importanza di un quadro normativo trasparente che definisca chiaramente i diritti e gli obblighi di tutti i soggetti, compresi gli agricoltori poveri e i gruppi vulnerabili, dal momento che in assenza di tale quadro non è possibile tutelare efficacemente questi diritti;

27.  chiede la revisione dei quadri di cooperazione per paese in modo da fronteggiare efficacemente i rischi associati all'agricoltura a contratto e ai regimi di produzione a contratto per i piccoli produttori, garantendo clausole contrattuali eque, che comprendano accordi in materia di prezzo, il rispetto dei diritti delle donne, il supporto all'agricoltura sostenibile nonché meccanismi adeguati di composizione delle controversie;

Accesso alla terra e sicurezza della proprietà fondiaria

28.  avverte che prestare attenzione esclusivamente all'attribuzione dei titoli fondiari spesso genera insicurezza tra i piccoli produttori alimentari e le popolazioni indigene, in particolare le donne, i cui diritti fondiari non sono giuridicamente riconosciuti e che sono esposti ad accordi fondiari iniqui, espropri senza consenso o mancanza di equa compensazione;

29.  sottolinea la necessità che i piccoli produttori alimentari ricoprano posizioni di primo piano, in modo tale che le loro organizzazioni indipendenti possano sostenerli nel controllo della terra, delle risorse naturali e dei programmi;

30.  rileva con preoccupazione che gli investitori e le élite locali che partecipano agli accordi fondiari descrivono spesso le aree interessate come "vuote", "inutilizzate" o "sottoutilizzate", sebbene le terre realmente inutilizzate in Africa siano molto poche, alla luce, ad esempio, della diffusione delle attività legate alla pastorizia;

31.  sottolinea che 1,2 miliardi di persone continuano a vivere senza un accesso permanente alla terra oppure occupano proprietà sulle quali non possono rivendicare alcun diritto formale o giuridico, non dispongono di rilevamenti per delimitare le loro terre, né di mezzi giuridici o finanziari per trasformare la proprietà in capitale;

32.  si compiace che le linee guida volontarie del 2012 sulla gestione responsabile della terra, dei territori di pesca e delle foreste siano state incluse in tutti i quadri di cooperazione per paese; chiede l'attuazione efficace e la valutazione sistematica della conformità con le suddette linee guida e con il quadro degli obiettivi di sviluppo sostenibile nell'ambito del processo di riesame dei quadri di cooperazione per paese;

33.  insiste affinché la Nuova alleanza per la sicurezza alimentare e la nutrizione ponga l'accento sulla lotta contro l'accaparramento di terreni che viola i diritti umani privando le comunità locali dei terreni da cui dipendono per produrre il cibo e nutrire le proprie famiglie; ricorda che in molti paesi in via di sviluppo l'accaparramento delle terre ha privato le persone del lavoro e dei mezzi di sussistenza e le ha costrette a lasciare le proprie case;

34.  invita i paesi partecipanti:

–  a garantire modalità di partecipazione e d'integrazione che attribuiscano la priorità ai diritti, alle necessità e agli interessi dei portatori legittimi di diritti alla terra, in particolar modo i piccoli proprietari e le piccole aziende agricole familiari; ad assicurare, in particolare, che si disponga del libero, previo e informato consenso di tutte le comunità che vivono su terreni oggetto di un trasferimento di proprietà e/o di controllo,

–  ad adottare misure nazionali vincolanti contro l'accaparramento di terreni, la corruzione basata sui trasferimenti fondiari, nonché l'utilizzo dei terreni per investimenti speculativi,

–  a monitorare i sistemi di attribuzione dei titoli fondiari e di certificazione, per garantire che siano trasparenti e non concentrino la proprietà fondiaria o non esproprino le comunità delle risorse di cui necessitano;

–  a garantire che l'assistenza finanziaria non sia utilizzata a sostegno di iniziative che consentono alle imprese di costringere le comunità locali a spostarsi;

–  a riconoscere tutti i diritti legittimi alla terra e garantire la certezza giuridica sui diritti fondiari, compresi i diritti di proprietà fondiaria informali, autoctoni e consuetudinari; a promuovere nuove leggi e/o attuare efficacemente quelle esistenti, in conformità con le linee guida volontarie sulla gestione responsabile della terra, dei territori di pesca e delle foreste, per garantire adeguate misure di salvaguardia per le operazioni fondiarie su vasta scala, come ad esempio massimali sulle operazioni fondiarie ammissibili, e a disciplinare le basi per l'approvazione, da parte dei parlamenti nazionali, dei trasferimenti che superano una determinata entità;

–  a garantire il rispetto del principio del libero, previo e informato consenso per tutte le comunità colpite dall'accaparramento di terreni e ad assicurare lo svolgimento di consultazioni che garantiscano un'equa partecipazione di tutti i gruppi delle comunità locali, in particolare quelli più vulnerabili ed emarginati;

35.  rammenta altresì che i diritti derivanti dalla proprietà consuetudinaria dovrebbero essere riconosciuti e tutelati dall'ordinamento giuridico conformemente alle disposizioni e alle sentenze della Commissione africana dei diritti dell'uomo e dei popoli;

36.  chiede che la Nuova alleanza per la sicurezza alimentare e la nutrizione sia sottoposta a una valutazione d'impatto ex ante per quanto concerne i diritti fondiari e sia subordinata al libero, previo e informato consenso delle popolazioni locali interessate;

37.  è favorevole a un meccanismo di controllo solido e innovativo in seno al Comitato per la sicurezza alimentare mondiale; invita l'UE ad assumere una posizione rilevante, in consultazione con le organizzazioni della società civile, onde contribuire all'evento globale di controllo nell'ambito della 43a sessione del Comitato per la sicurezza alimentare mondiale nell'ottobre 2016, al fine di garantire una valutazione completa e approfondita dell'uso e dell'applicazione delle linee guida sulla proprietà fondiaria;

38.  invita i governi degli Stati coinvolti ad assicurare che le imprese esaminino attentamente l'impatto delle loro attività sui diritti umani (dovere di diligenza), realizzando e pubblicando valutazioni indipendenti ed ex ante dell'impatto sui diritti umani, sociali e ambientali e rafforzando e assicurando l'accesso a meccanismi di reclamo per i diritti umani a livello nazionale che siano indipendenti, trasparenti, affidabili e responsabili;

39.  invita le parti della Nuova alleanza per la sicurezza alimentare e la nutrizione a porre in essere meccanismi di ricorso indipendenti per le comunità che hanno subito l'esproprio di terreni in seguito a progetti di investimento su vasta scala;

40.  rammenta che per la lotta alla malnutrizione è necessario uno stretto collegamento dei settori agricolo, alimentare e della salute pubblica;

Sicurezza alimentare, nutrizione e agricoltura familiare sostenibile

41.  ricorda che è necessario compiere tutti gli sforzi possibili per il miglioramento dell'alimentazione e della sicurezza alimentare e per la lotta alla fame, come previsto dall'obiettivo di sviluppo sostenibile n. 2; insiste sulla necessità di favorire ulteriormente l'emancipazione delle cooperative di agricoltori, che sono fondamentali per lo sviluppo agricolo e la sicurezza alimentare;

42.  osserva che la stabilità è maggiore e l'emigrazione minore quando si può contare sulla sicurezza alimentare, basata su terreni sani e vivi e su ecosistemi agricoli produttivi e resilienti ai cambiamenti climatici;

43.  sottolinea l'importanza fondamentale di un'alimentazione di elevata qualità ed equilibrata e afferma che la nutrizione dovrebbe essere al centro della (ri)costruzione dei sistemi alimentari;

44.  invita pertanto a trovare strumenti per sostituire l'eccessiva dipendenza dai prodotti alimentari importati con una produzione alimentare interna resiliente, dando la priorità alle colture locali che soddisfano le esigenze nutrizionali; osserva che ciò è sempre più importante in quanto il clima e i mercati diventano sempre più instabili;

45.  ricorda che l'apporto energetico, da solo, non può essere utilizzato per indicare lo stato nutrizionale;

46.  sottolinea la necessità di strategie volte a ridurre al minimo lo spreco di alimenti lungo tutta la catena alimentare;

47.  sottolinea la necessità di tutelare la biodiversità agricola; invita gli Stati membri dell'UE a investire nelle pratiche agroecologiche nei paesi in via di sviluppo, in linea con le conclusioni della IAASTD, le raccomandazioni del relatore speciale delle Nazioni Unite sul diritto all'alimentazione e gli obiettivi di sviluppo sostenibile;

48.  sostiene l'elaborazione di politiche a favore dell'agricoltura familiare sostenibile e che incoraggiano i governi a realizzare le condizioni per lo sviluppo dell'agricoltura familiare (politiche favorevoli, legislazione adeguata, pianificazione partecipativa per il dialogo politico, investimenti);

49.  invita i governi africani:

–  a investire nei sistemi alimentari locali al fine di favorire le economie rurali e assicurare posti di lavoro dignitosi, strumenti di ammortizzazione sociale e diritti del lavoro equi, a migliorare le disposizioni per il controllo democratico relativo all'accesso alle risorse, comprese le sementi contadine, come pure a garantire il coinvolgimento reale dei produttori su piccola scala nei processi politici e nella relativa attuazione; evidenzia, in particolare, che la Nuova alleanza per la sicurezza alimentare e la nutrizione deve incoraggiare la creazione di industrie di trasformazione nel settore agricolo a livello nazionale, nonché il miglioramento delle tecniche di conservazione degli alimenti, e deve rafforzare il legame tra l'agricoltura e il commercio in modo da sviluppare mercati locali, nazionali e regionali che portino benefici ai piccoli agricoltori e forniscano ai consumatori alimenti di qualità a prezzi accessibili;

–  a evitare un'eccessiva dipendenza dei sistemi di produzione alimentare dai combustibili fossili, nella prospettiva di limitare la volatilità dei prezzi e di attenuare gli effetti dei cambiamenti climatici;

–  a sviluppare filiere alimentari brevi a livello locale e regionale, nonché infrastrutture di stoccaggio e di comunicazione adeguate a tale scopo, dal momento che le filiere corte sono più efficaci nella lotta contro la fame e la povertà rurale;

–  a permettere agli agricoltori africani di accedere a soluzioni tecnologiche a prezzi accessibili e a basso impiego di fattori produttivi per le sfide agronomiche specifiche dell'Africa;

–  a promuovere un'ampia varietà di colture alimentari nutrienti, locali e per quanto possibile stagionali, preferendo le varietà e le specie autoctone o adattate a livello locale, tra cui frutta, verdura e frutta a guscio, al fine di migliorare la nutrizione attraverso la continuità di accesso a una dieta varia, sana e a prezzi accessibili, adeguata in termini di qualità, quantità e diversità, e non soltanto di apporto calorico, e coerente con i valori culturali;

–  a impegnarsi per la piena attuazione del codice internazionale per la commercializzazione dei succedanei del latte materno e delle risoluzioni approvate dall'Assemblea mondiale della sanità sull'alimentazione dei lattanti e dei bambini;

–  a creare, promuovere e sostenere le organizzazioni di produttori quali le cooperative, che rafforzano le posizioni negoziali degli agricoltori, consentono le condizioni necessarie per garantire che i mercati remunerino meglio i piccoli agricoltori e permettono la condivisione delle conoscenze e delle migliori prassi tra i piccoli agricoltori;

50.  sottolinea che la Nuova alleanza per la sicurezza alimentare e la nutrizione deve puntare a creare strutture agricole calibrate su scala regionale nella fase primaria e di lavorazione;

51.  invita i governi africani a promuovere la solidarietà tra le generazioni, riconoscendone il ruolo essenziale nel quadro della lotta contro la povertà;

52.  sottolinea l'importanza di promuovere programmi di educazione all'alimentazione all'interno delle scuole e delle comunità locali;

53.  sottolinea il fatto che il diritto all'acqua va di pari passo con il diritto al cibo e che alla risoluzione dell'ONU del 2010 non ha ancora fatto seguito un'azione decisiva per stabilire il diritto all'acqua quale diritto umano; chiede all'UE di esaminare la proposta del comitato italiano per un contratto mondiale sull'acqua (CICMA) di un protocollo opzionale al Patto internazionale relativo ai diritti economici, sociali e culturali;

54.  riconosce il ruolo fondamentale dell'accesso all'acqua potabile e l'impatto che può avere l'agricoltura in questo senso;

55.  riconosce il ruolo dell'accesso all'acqua per le necessità agricole, nonché i rischi di affidarsi eccessivamente a risorse idriche preziose per l'irrigazione e, alla luce di ciò, evidenzia la necessità di ridurre le pratiche di irrigazione che comportano sprechi e sottolinea il ruolo che possono svolgere le tecniche agronomiche di conservazione dell'acqua per evitare l'evapotraspirazione, trattenere l'acqua in un suolo sano e vivo e proteggere le risorse di acqua potabile dall'inquinamento;

56.  osserva che la gestione sostenibile dei terreni può determinare un aumento della produzione alimentare mondiale fino al 58 %(48);

57.  evidenzia le sinergie tra gli approcci basati sul suolo e sulle piante e l'importanza dell'adattamento degli ecosistemi agricoli ai cambiamenti climatici; segnala soprattutto la forte domanda di legna da ardere; osserva, in particolare, i molteplici usi delle piante azotofissatrici;

58.  riconosce le specifiche esigenze dell'agricoltura nelle regioni tropicali e semiaride, in particolare per quanto riguarda le colture che necessitano ombreggiamento dal sole e la protezione del suolo; ritiene che le monocolture estrattive siano superate e osserva che sono sempre meno utilizzate nei paesi donatori della Nuova alleanza per la sicurezza alimentare e la nutrizione;

59.  mette in guardia dalla dipendenza eccessiva dalla produzione di materie prime agricole non alimentari, segnatamente materie prime dei biocarburanti, nelle iniziative finanziate dalla Nuova alleanza per la sicurezza alimentare e la nutrizione, nell'ambito delle quali la produzione di dette materie prime può avere effetti negativi sulla sicurezza e la sovranità alimentare dei paesi partecipanti;

60.  osserva che le tecniche agronomiche, che accelerano processi naturali come la formazione di terriccio, la regolazione delle acque e dei parassiti o il ciclo dei nutrienti chiuso, possono assicurare la produttività a lungo termine e la fertilità a costi ridotti per gli agricoltori e le amministrazioni;

61.  osserva che i prodotti agrochimici possono essere utilizzati in modo eccessivo o inappropriato nei paesi in via di sviluppo, come quelli che partecipano alla Nuova alleanza per la sicurezza alimentare e la nutrizione;

62.  osserva che tale problema è aggravato dall'analfabetismo e dalla mancanza di una formazione adeguata e può tradursi in livelli molto elevati di residui di pesticidi nella frutta e verdura fresca, nonché in avvelenamenti e altri effetti sulla salute degli agricoltori e delle loro famiglie;

Riforma della regolamentazione nel settore delle sementi

63.  ricorda che il diritto degli agricoltori di produrre, scambiare e vendere liberamente le sementi costituisce il fondamento del 90 % dei mezzi di sussistenza agricola in Africa e che la diversità delle sementi è essenziale ai fini della resilienza dell'agricoltura ai cambiamenti climatici; sottolinea che le richieste delle imprese di rafforzare la privativa per ritrovati vegetali a norma della convenzione internazionale per la protezione dei ritrovati vegetali (UPOV) del 1991 non deve portare al divieto di tali accordi informali;

64.  prende atto dei rischi della deregolamentazione del settore delle sementi nei paesi partecipanti, che può portare a una dipendenza eccessiva dei piccoli proprietari dalle sementi e dai prodotti fitosanitari di imprese straniere;

65.  rammenta che le disposizioni TRIPS, che richiedono una qualche forma di protezione per le varietà vegetali, non obbligano i paesi in via di sviluppo ad adottare il regime dell'UPOV; ricorda che, tuttavia, tali disposizioni consentono ai paesi di mettere a punto sistemi sui generis che si adattino al meglio alle caratteristiche della produzione agricola nazionale e ai sistemi delle sementi contadine tradizionali, mentre i paesi meno sviluppati che fanno parte dell'OMC sono esentati dal rispettare le disposizioni TRIPS in questione; sottolinea che i sistemi sui generis devono favorire, e non ostacolare, gli obiettivi e gli obblighi previsti dalla convenzione sulla biodiversità (CBD), dal protocollo di Nagoya e dall'ITPGRFA;

66.  deplora la richiesta delle imprese di armonizzare, nel contesto africano e attraverso le istituzioni regionali, le leggi in materia di sementi sulla base dei principi di chiarezza, uniformità e stabilità (DUS), il che ostacolerà lo sviluppo e la crescita dei sistemi delle sementi contadine a livello nazionale e regionale, dal momento che tali sistemi di solito non selezionano e conservano sementi conformi ai criteri DUS;

67.  esorta gli Stati membri del G7 a sostenere i sistemi di sementi gestiti dagli agricoltori tramite le banche di sementi comunitarie;

68.  rammenta che, sebbene le varietà commerciali delle sementi possano avere rese migliori nel breve periodo, le varietà degli agricoltori, gli ecotipi e le relative conoscenze tradizionali sono più idonei ad adattarsi agli specifici contesti agroecologici e ai cambiamenti climatici; rammenta inoltre che tale maggiore resa dipende dall'impiego di fattori (fertilizzanti, pesticidi, sementi ibride) che rischiano di intrappolare gli agricoltori in un circolo vizioso di debito;

69.  osserva con preoccupazione che l'introduzione e la diffusione di sementi certificate in Africa aumenta la dipendenza dei piccoli proprietari terrieri, accresce le probabilità di indebitamento e mette in pericolo la diversità delle sementi;

70.  chiede che sia fornito sostegno alle politiche locali finalizzate a garantire un accesso coerente e sostenibile a un'alimentazione varia e nutriente, in conformità con i principi di titolarità e sussidiarietà;

71.  esorta la Commissione a fare in modo che gli impegni dell'UE a favore dei diritti degli agricoltori nel quadro dell'ITPGRFA si riflettano in tutti gli interventi di assistenza tecnica e sostegno finanziario per lo sviluppo della politica relativa alle sementi; invita l'UE a sostenere i regimi dei diritti di proprietà intellettuale atti a migliorare lo sviluppo di varietà di sementi adattate alle condizioni locali e di sementi conservate dagli agricoltori;

72.  esorta gli Stati membri del G8 a non favorire le coltivazioni OGM in Africa;

73.  rammenta che la legge modello africana sulla biosicurezza stabilisce un parametro di riferimento elevato in materia; ritiene opportuno che tutta l'assistenza dei donatori esteri a favore dello sviluppo della biosicurezza a livello nazionale e regionale sia coerente con questo quadro;

74.  sollecita i paesi africani a non attuare regimi di biosicurezza a livello nazionale o regionale caratterizzati da norme meno severe rispetto a quelle definite nel Protocollo di Cartagena sulla biosicurezza;

75.  invita i paesi partecipanti a dare agli agricoltori la possibilità di evitare la dipendenza dai fattori produttivi e a sostenere i sistemi delle sementi contadine al fine di mantenere e migliorare la biodiversità agricola, grazie a banche di sementi locali di proprietà pubblica nonché allo sviluppo e agli scambi costanti di varietà di sementi locali, in particolare fornendo flessibilità nell'elaborazione dei cataloghi di sementi in modo da non escludere le varietà degli agricoltori, garantendo al contempo la salvaguardia delle produzioni tradizionali,

76.  invita i paesi partecipanti a salvaguardare e promuovere l'accesso alle sementi e ai fattori di produzione agricoli, nonché il loro scambio, per i piccoli proprietari, i gruppi emarginati e le comunità rurali e a rispettare gli accordi internazionali in materia di divieto di brevettabilità della vita e dei processi biologici, in particolare quando si tratta di varietà e specie autoctone;

77.  pone l'accento sul rischio di una maggiore emarginazione delle donne nei processi decisionali, a seguito dello sviluppo di talune colture commerciali; constata che la formazione nel settore agricolo si rivolge spesso agli uomini e tende a trascurare le donne, le quali si trovano quindi a essere escluse dalla gestione della terra e dei raccolti di cui si sono tradizionalmente occupate;

Genere

78.  deplora che i quadri di cooperazione per paese, in generale, non definiscano precisi impegni in materia di bilancio di genere né prevedano il monitoraggio dei progressi attraverso dati disaggregati; sottolinea la necessità di passare da impegni astratti e generali a impegni concreti e puntuali nell'ambito dei piani d'azione nazionali per conferire potere alle donne in quanto titolari di diritti;

79.  esorta i governi a eliminare tutte le forme di discriminazione nei confronti delle donne in termini di accesso alla terra e ai programmi e servizi di microcredito, come pure a coinvolgere efficacemente le donne nella progettazione e nell'attuazione delle politiche in materia di ricerca e sviluppo in agricoltura;

Finanziamenti a favore degli investimenti agricoli in Africa

80.  sottolinea la necessità di garantire la trasparenza di tutti i finanziamenti concessi alle imprese del settore privato e di rendere pubblici tali finanziamenti;

81.  chiede ai donatori di rendere l'aiuto pubblico allo sviluppo conforme ai principi di efficacia dello sviluppo, di concentrarsi sui risultati ai fini dell'eliminazione della povertà nonché di promuovere partenariati inclusivi, la trasparenza e l'assunzione di responsabilità;

82.  invita i donatori a indirizzare il loro sostegno allo sviluppo dell'agricoltura in primo luogo attraverso i fondi di sviluppo nazionali che concedono sovvenzioni e prestiti ai piccoli proprietari terrieri e alle imprese agricole a conduzione familiare;

83.  esorta i donatori a sostenere l'istruzione, la formazione e la consulenza tecnica a favore degli agricoltori;

84.  invita i donatori a promuovere la nascita di organizzazioni professionali ed economiche di agricoltori e a favorire l'istituzione di cooperative agricole, che consentono l'offerta di mezzi di produzione a prezzi accessibili e aiutano gli agricoltori a trasformare e commercializzare i loro prodotti, salvaguardando nel contempo la redditività della loro produzione;

85.  ritiene che i finanziamenti concessi dai paesi membri del G8 alla Nuova alleanza per la sicurezza alimentare e la nutrizione siano in contrasto con l'obiettivo di sostenere le imprese locali, le quali non possono competere con le imprese multinazionali che già beneficiano di una posizione di mercato dominante e ricevono spesso privilegi commerciali, tariffari e fiscali;

86.  rammenta che l'aiuto allo sviluppo ha come obiettivo la riduzione della povertà e, in definitiva, la sua eliminazione; ritiene che l'aiuto pubblico allo sviluppo dovrebbe concentrarsi sul sostegno diretto all'agricoltura su piccola scala;

87.  sottolinea la necessità di rilanciare gli investimenti pubblici nell'agricoltura africana, accanto al sostegno agli investimenti privati, e di rendere prioritari quelli a favore dell'agroecologia, onde aumentare in modo sostenibile la sicurezza alimentare e ridurre la povertà e la fame, conservando nel contempo la biodiversità e rispettando la conoscenza e l'innovazione autoctone;

88.  sottolinea che gli Stati membri del G7 dovrebbero garantire ai paesi africani il diritto di tutelare il loro settore agricolo attraverso regimi tariffari e fiscali che favoriscono le imprese agricole a conduzione familiare e i piccoli proprietari terrieri;

89.  invita l'UE ad affrontare tutte le lacune della Nuova alleanza per la sicurezza alimentare e la nutrizione di cui sopra, ad adoperarsi per rafforzarne la trasparenza e la governance e a garantire che le azioni condotte in tale quadro siano coerenti con gli obiettivi della politica di sviluppo;

90.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e alle parti della Nuova alleanza per la sicurezza alimentare e la nutrizione.

(1)

Risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite A/RES/70/1.

(2)

UN FCCC/CP/2015/L.9/Rev.1

(3)

http://www.nepad.org/system/files/caadp.pdf

(4)

Assembly/AU/Decl.7(II)

(5)

Assembly/AU/Decl.449(XIX)

(6)

Assembly/AU/Decl.1(XXIII)

(7)

http://www.ifad.org/events/g8/statement.pdf

(8)

http://www.uneca.org/publications/framework-and-guidelines-landpolicy-africa

(9)

Assembly/AU/Decl.1(XIII) Rev.1

(10)

http://www.uneca.org/publications/guiding-principles-large-scale-land-based-investments-africa

(11)

http://acbio.org.za/modernising-african-agriculture-who-benefits-civil-society-statement-on-the-g8-agra-and-the-african-unions-caadp/

(12)

https://www.grain.org/bulletin_board/entries/4914-djimini-declaration

(13)

http://www.fao.org/docrep/009/y7937e/y7937e00.htm

(14)

http://www.unep.org/dewa/Assessments/Ecosystems/IAASTD/tabid/105853/Defa

(15)

https://treaties.un.org/pages/ViewDetails.aspx?src=IND&mtdsg_no=IV-4&chapter=4&lang=en

(16)

http://www.un.org/womenwatch/daw/cedaw/

(17)

http://www.achpr.org/instruments/achpr/

(18)

http://www.un.org/esa/socdev/unpfii/documents/DRIPS_en.pdf

(19)

http://www.ohchr.org/EN/Issues/Housing/Pages/ForcedEvictions.aspx

(20)

https://www.unglobalcompact.org/library/2

(21)

http://www.oecd.org/corporate/mne/oecdguidelinesformultinationalenterprises.htm

(22)

http://www.oecd.org/development/effectiveness/busanpartnership.htm

(23)

http://www.fao.org/nr/tenure/voluntary-guidelines/en/

(24)

http://www.upov.int/upovlex/en/conventions/1991/content.html

(25)

http://www.planttreaty.org/

(26)

https://www.cbd.int/

(27)

http://hrst.au.int/en/biosafety/modellaw

(28)

http://apf.francophonie.org/IMG/pdf/2012_07_session_58_Resolution_Regulation_du_foncier.pdf

(29)

http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=uriserv%3AOJ.C_.2014.064.01.0008.01.ENG -

(30)

COM(2010)0127

(31)

http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_data/docs/pressdata/EN/foraff/114357.pdf

(32)

http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_Data/docs/pressdata/EN/foraff/137318.pdf

(33)

SWD(2014)0234

(34)

Testi approvati, P7_TA(2011)0410.

(35)

Testi approvati, P7_TA(2013)0578.

(36)

Testi approvati, P7_TA(2014)0250.

(37)

Testi approvati, P8_TA(2015)0073.

(38)

http://viacampesina.org/en/index.php/main-issues-mainmenu-27/agrarian-reform-mainmenu-36/1775-declaration-of-the-global-convergence-of-land-and-water-struggles

(39)

Testi approvati, P8_TA(2015)0184.

(40)

http://afsafrica.org/wp-content/uploads/2015/05/AFSA-Demands-to-the-Germany-G7-Presidency-Agenda.pdf

(41)

http://carta.milano.it/it/

(42)

http://www.foodpolicymilano.org/urban-food-policy-pact/

(43)

Testi approvati, P8_TA(2016)0023.

(44)

http://www.europarl.europa.eu/committees/it/deve/events.html?id=20151201CHE00041

(45)

http://www.europarl.europa.eu/RegData/etudes/STUD/2015/535010/EXPO_STU(2015)535010_EN.pdf

(46)

Mwachinga, E. (Gruppo sulla semplificazione della tassazione globale, Gruppo della Banca mondiale), "Results of investor motivation survey conducted in the EAC", (Sondaggio sulla motivazione degli investitori effettuato negli Stati della Comunità dell'Africa orientale), presentato a Lusaka, il 12 febbraio 2013.

(47)

"Sostegno allo sviluppo di regimi fiscali più efficaci" – relazione presentata al gruppo di lavoro del G20 da FMI, OCSE e Banca mondiale, 2011.

(48)

FAO, Partenariato globale per il suolo.


MOTIVAZIONE

La Nuova alleanza per la sicurezza alimentare e la nutrizione in Africa (NAFSN), lanciata nel 2012 sotto l'egida del G8, è un vasto partenariato pubblico-privato che mira a mobilitare investimenti privati a favore dell'agricoltura, allo scopo di migliorare la sicurezza alimentare e la nutrizione nell'Africa subsahariana. Ne fanno parte i membri del G8, l'Unione africana, il Nuovo partenariato per lo sviluppo dell'Africa e il suo programma globale di sviluppo agricolo dell'Africa, i governi del Burkina Faso, del Benin, della Costa d'Avorio, dell'Etiopia, del Ghana, del Malawi, del Mozambico, della Nigeria, del Senegal e della Tanzania, nonché imprese locali e internazionali. Ai diversi partner del G7 è stato affidato il coordinamento dell'attuazione dell'iniziativa in un paese africano specifico. L'UE è responsabile del coordinamento in Costa d'Avorio e Malawi.

Ciascun paese africano partecipante ha adottato un quadro di cooperazione per paese (CCF) che definisce gli impegni di ogni parte coinvolta. Tali impegni riguardano le riforme legislative nei rispettivi paesi africani, le intenzioni di finanziamento dei donatori del G7, nonché gli impegni delle 180 imprese coinvolte per un investimento totale di 8 miliardi di dollari. Vi sono due imprese che si contraddistinguono per il loro contributo agli investimenti agricoli: la svizzera Syngenta, specializzata in sementi, e la norvegese Yara International, produttrice di fertilizzanti.

Il relatore riconosce la necessità dei paesi africani di investire nell'agricoltura. Sebbene la NAFSN abbia obiettivi validi, si riscontrano numerose lacune.

Essa mira a riprodurre in Africa il modello della cosiddetta "Rivoluzione verde" asiatica degli anni '60 e '70 del XX secolo, basata sulle monocolture, la meccanizzazione, le biotecnologie, la dipendenza dai fertilizzanti, nonché su lunghi canali di distribuzione e sulle colture destinate all'esportazione. I limiti di tale approccio sono ben noti, soprattutto per i rischi ambientali che comporta.

Inoltre, le politiche concordate nei paesi riceventi sono volte a creare un ambiente favorevole alle imprese, grazie a riforme in ambito infrastrutturale, fiscale, fondiario e commerciale, a un accesso più agevole ai terreni "inattivi" a scopo di affitto a lungo termine, nonché a riforme della regolamentazione in materia di sementi intese a rafforzare la privativa per ritrovati vegetali.

Sorprendentemente, nell'ambito della definizione dei quadri di cooperazione per paese la consultazione dei piccoli proprietari è stata minima, a dispetto del fatto che essi dovrebbero essere i beneficiari finali della NAFSN. Per questo, la NAFSN è stata oggetto di severe critiche da parte della società civile, di figure pubbliche come il relatore speciale delle Nazioni Unite sul diritto all'alimentazione, nonché degli stessi piccoli agricoltori africani. Essi ritengono, infatti, che la NAFSN rischi di agevolare l'accaparramento dei terreni e di emarginare ulteriormente i piccoli produttori e le donne, appoggiando nel contempo un'agricoltura non sostenibile.

L'UE e gli Stati membri sono chiamati a svolgere un ruolo essenziale nel far sì che la NAFSN diventi un autentico strumento di sostegno per l'agricoltura su scala familiare e le economie locali nell'Africa subsahariana, con l'obiettivo di combattere la povertà e l'insicurezza alimentare e nutrizionale. A tal proposito è fondamentale far fronte alle sfide illustrate di seguito.

1.  Governance e proprietà

Le grandi imprese e i donatori stranieri necessitano di strutture di governance solide nei rispettivi paesi partner, onde garantire l'equa ripartizione dei rischi e dei benefici tra le parti coinvolte. Inoltre, essi devono disporre di quadri istituzionali e giuridici appropriati che regolino in misura adeguata i partenariati pubblico-privati e devono poter consultare previamente i diversi soggetti interessati e gli utenti finali. Tuttavia, le organizzazioni dei produttori e i gruppi locali non hanno praticamente alcuna voce nell'ambito della NAFSN. I partenariati pubblico-privati su grande scala sono di per sé rischiosi nei paesi dell'Africa subsahariana, dove spesso la governance è carente, e creano situazioni propizie alla corruzione.

Il relatore ritiene preoccupante che i quadri di cooperazione per paese si riferiscano solo in modo selettivo alle norme internazionali vigenti in materia di investimenti responsabili nell'agricoltura. Ad esempio, essi non fanno riferimento agli orientamenti volontari a sostegno della graduale realizzazione del diritto ad alimenti adeguati nel contesto della sicurezza alimentare nazionale, adottati dalla FAO nel 2004, né agli obblighi degli investitori privati in materia di diritti umani, quali i principi guida su imprese e diritti umani o le linee guida dell'OCSE destinate alle imprese multinazionali (2011).

Il relatore ritiene che i paesi partecipanti debbano impegnarsi inequivocabilmente per un'efficace attuazione delle norme internazionali che regolano gli investimenti seguendo un approccio basato sui diritti umani, tra cui il quadro e gli orientamenti di politica fondiaria in Africa e i principi guida sugli investimenti fondiari su larga scala in Africa, entrambi adottati dall'Unione africana.

2.  Quadro di responsabilità

I quadri di cooperazione per paese non sono integralmente disponibili, il che ostacola un controllo efficace da parte della società civile locale. Inoltre, le imprese partecipanti non si attengono a un formato comune o a indicatori di qualità condivisi che consentano di valutare i progetti.

Il relatore chiede che tutte le lettere di intenti siano pubblicate integralmente e che tutti i quadri di cooperazione per paese includano meccanismi rigorosi di monitoraggio e indicatori di rendimento. Inoltre, occorre istituire un meccanismo di ricorso per le popolazioni e le comunità locali interessate. La società civile locale deve essere strettamente coinvolta nei processi di monitoraggio e valutazione della NAFSN.

L'agricoltura a contratto è un fattore essenziale per l'integrazione dei piccoli proprietari nelle catene di valore aggiunto. Occorre, tuttavia, rivedere i quadri di cooperazione per paese allo scopo di migliorare le disposizioni contrattuali tra gli acquirenti e i fornitori locali e predisporre un quadro giuridico favorevole dal punto di vista, ad esempio, degli accordi sui prezzi, del rispetto dei diritti delle donne, del supporto all'agricoltura sostenibile, dell'istituzione di meccanismi adeguati di risoluzione delle controversie, nonché del rafforzamento delle organizzazioni degli agricoltori volto a migliorarne la posizione negoziale nell'ambito dei contratti agricoli.

3.  Promozione dell'agricoltura familiare sostenibile

L'agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile e l'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici del dicembre 2015 evidenziano l'importanza di sviluppare un modello di agricoltura che migliori la resilienza e crei sistemi alimentari sostenibili. Le aziende agricole a conduzione familiare e i piccoli proprietari terrieri sono responsabili dei maggiori investimenti a favore dell'agricoltura africana, nonché di oltre il 60 % dei posti di lavoro nell'Africa subsahariana(1). Essi si sono dimostrati in grado di incrementare la sostenibilità della produzione alimentare (spesso grazie a pratiche agroecologiche), di diversificare la produzione, di concorrere allo sviluppo rurale e di aumentare i redditi, contribuendo così a ridurre la povertà.

Il relatore non appoggia il modello di agricoltura "moderna", "orientata all'impresa" e basata sulla produzione industriale a grande scala promosso dalla NAFSN, ma invita piuttosto i governi africani a investire nell'agricoltura a conduzione familiare e nell'agroecologia, in linea con le raccomandazioni del relatore speciale delle Nazioni Unite sul diritto all'alimentazione e la valutazione internazionale delle scienze e tecnologie agricole per lo sviluppo (IAASTD) del 2009.

4.  Accesso alla terra e sicurezza della proprietà fondiaria

Sebbene in Africa esistano diverse forme di proprietà fondiaria (consuetudinaria, pubblica e privata), i quadri di cooperazione per paese si riferiscono quasi esclusivamente all'attribuzione dei titoli fondiari (o certificazione) per trattare la questione dei diritti fondiari.

Stando ai dati disponibili, l'attribuzione dei titoli fondiari non garantisce automaticamente la sicurezza della proprietà fondiaria per le comunità locali. Anzi, l'abolizione dei sistemi di proprietà consuetudinaria o comune a favore dell'attribuzione di titoli fondiari è spesso causa di una maggiore insicurezza riguardo ai diritti fondiari dei più poveri, e in particolare delle donne. I piccoli produttori alimentari e le popolazioni indigene, i cui diritti fondiari solitamente non sono riconosciuti giuridicamente, si trovano esposti a compravendite fondiarie inadeguate, a espropri forzati o alla mancanza di compensazioni eque, specialmente in contesti caratterizzati da una governance carente e da riforme fondiarie incomplete. Inoltre, gli investitori e le élite locali coinvolte nelle compravendite fondiarie tendono a descrivere i terreni in vendita come "inattivi" o "sottoutilizzati", spesso ignorando od occultando le attività pastorizie.

Tali rischi risultano evidenti nell'ambito dello sviluppo dei cosiddetti "poli d'espansione" (ad esempio il progetto PROSAVANA in Mozambico), che mirano ad attrarre investitori internazionali in Africa fornendo terreni alle grandi imprese private, spesso in regioni molto fertili, a scapito dei piccoli agricoltori.

Di conseguenza, il relatore esorta i paesi africani partecipanti a rispettare i diritti fondiari tradizionali delle comunità e ad attuare pienamente le linee guida volontarie sulla gestione responsabile della terra, dei territori di pesca e delle foreste del 2012. Gli investimenti effettuati nell'ambito della NAFSN devono essere sottoposti a valutazioni d'impatto ex-ante relative ai diritti fondiari, come pure a consultazioni preventive, libere e informate con le comunità locali.

5.  Normativa sulle sementi

Il diritto degli agricoltori di produrre, scambiare e vendere liberamente le sementi costituisce il fondamento del 90 % dei mezzi di sussistenza agricola nel continente africano(2). Il relatore è preoccupato per la richiesta delle imprese di rafforzare la privativa per ritrovati vegetali adeguando le norme africane sulle sementi alla convenzione dell'UPOV del 1991, che vieta la maggior parte di tali pratiche informali. Ciò potrebbe mettere a repentaglio la diversità delle sementi, vitale per l'adattamento ai cambiamenti climatici e la sicurezza alimentare. Inoltre, i brevetti associati all'aumento delle vendite di sementi certificate in Africa incrementano la dipendenza dei piccoli proprietari terrieri e il rischio di indebitamento.

Dal momento che il controllo, la proprietà e l'accessibilità economica delle sementi sono essenziali per la sicurezza alimentare e la resilienza degli agricoltori che versano in condizioni di povertà, il relatore ritiene che i donatori debbano sostenere i sistemi usati dagli agricoltori per le sementi, in modo da consentire una certa indipendenza dal settore commerciale delle sementi e mantenere la varietà genetica delle sementi, che le rende più adatte alle condizioni agroecologiche locali.

6.  Genere

Fino a tempi recenti, il sostegno all'agricoltura si è spesso focalizzato sulle produzioni da esportazione gestite da uomini, mentre alle donne era perlopiù affidato il compito di produrre gli alimenti per il sostentamento della famiglia.

La relazione sui progressi compiuti redatta nel 2014 dalla NAFSN segnala che soltanto il 21 % dei piccoli agricoltori che partecipano ai progetti della Nuova alleanza sono donne. Tuttavia, esse costituiscono ben il 50 % dei piccoli agricoltori nell'Africa subsahariana(3). Dedicando scarsa attenzione agli aspetti di genere, la NAFSN contribuisce ad aumentare le disuguaglianze e ad aggravare l'emarginazione delle donne africane.

È opportuno predisporre indicatori specifici intesi a valutare l'impatto della NAFSN sulle questioni di genere. Inoltre, occorre dare la priorità all'eliminazione di ogni discriminazione contro le donne nell'accesso alla terra, al miglioramento dell'accesso delle donne ai programmi e ai servizi di microcredito, nonché al coinvolgimento effettivo delle donne nella progettazione e nell'attuazione delle politiche in materia di ricerca e sviluppo in agricoltura.

7.  Finanziamenti a favore degli investimenti agricoli in Africa

Il relatore ha forti riserve in merito al sostegno degli investimenti agricoli in Africa mediante partenariati pubblico-privati su grande scala, come la NAFSN.

I principali attori privati nell'ambito della NAFSN sono imprese multinazionali, che già traggono vantaggio da una posizione di mercato dominante e spesso beneficiano di agevolazioni commerciali, tariffarie e fiscali nei paesi riceventi. Gli investimenti previsti si basano sull'idea che, integrando i piccoli proprietari terrieri nelle catene del valore aggiunto dell'industria alimentare, si consenta loro di uscire dalla povertà. In realtà, la stragrande maggioranza dei produttori non dispone di una sufficiente prossimità al mercato, né della capacità di produrre i volumi richiesti o della formazione tecnica necessaria per soddisfare i requisiti rigorosi a livello di gestione della produzione, contabilità, misure igieniche e investimenti. Inoltre, esistono ingenti asimmetrie di potere tra le imprese multinazionali del settore agroalimentare, gli attori regionali e nazionali e le imprese più piccole nei paesi africani.

Gli aiuti pubblici allo sviluppo (APS) dovrebbero essere mirati all'obiettivo della riduzione della povertà e non agli interessi della politica commerciale dell'UE. Il relatore ritiene che l'UE non debba destinare gli APS al sostegno di imprese transnazionali che operano come monopoli o in cartelli che contribuiscono a indebolire il settore privato locale, mettendo a repentaglio gli agricoltori su scala familiare e i piccoli proprietari terrieri.

***

In conclusione: il relatore esprime forti riserve sulla capacità dei partenariati pubblico-privati su grande scala come la NAFSN di contribuire alla riduzione della povertà e alla sicurezza alimentare, in quanto i relativi rischi sociali e ambientali possono ricadere principalmente sulle comunità più povere. Alla luce delle lacune esistenti, il relatore ritiene che l'UE e i suoi Stati membri debbano sospendere l'attuale sostegno alla NAFSN. Occorre, invece, che i donatori e i governi nazionali investano in un modello di agricoltura che sia sostenibile, favorevole per i piccoli proprietari terrieri e le donne, nonché in grado di sfruttare il potenziale dei mercati nazionali e regionali in modo da apportare benefici ai piccoli agricoltori e fornire ai consumatori alimenti di qualità a prezzi accessibili.

(1)

FAO Statistical Yearbook 2012 (Annuario statistico della FAO 2012), pag.18

(2)

Olivier De Schutter (2009): "", pag. 23.

(3)

FAO (2011): The State of Food and Agriculture. Women in Agriculture. Closing the gender gap for development (Lo stato dell'alimentazione e dell'agricoltura. Le donne nell'agricoltura. Colmare il divario di genere ai fini dello sviluppo).


PARERE della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale (18.3.2016)

destinato alla commissione per lo sviluppo

sulla Nuova alleanza per la sicurezza alimentare e la nutrizione

(2015/2277(INI))

Relatore per parere: Molly Scott Cato

SUGGERIMENTI

La commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale invita la commissione per lo sviluppo, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

Orientamento generale

1.  osserva che i governi del G8, con la dichiarazione congiunta dell'Aquila del 2009, sulla sicurezza alimentare, hanno assunto l'impegno di sostenere strategie nazionali per aumentare la produzione alimentare, e quindi l'accesso agli alimenti, con particolare attenzione per la promozione delle piccole aziende agricole e delle agricoltrici e per il miglioramento del loro accesso alle terre e ai servizi finanziari, compresi microcredito e mercati;

2.  rileva che il programma FSPF dell'Unione europea(1) sottolinea la necessità che l'UE e gli Stati membri si concentrino sulla produzione alimentare su piccola scala, al fine di accrescere la disponibilità di alimenti nei paesi meno sviluppati (PMS), con molteplici effetti, quali l'incremento dei redditi e della sostenibilità dei produttori, l'aumento della disponibilità di alimenti per la popolazione in generale, il miglioramento della qualità dell'ambiente e la promozione delle PMI e dello sviluppo rurale grazie alla lavorazione;

3.  riconosce che, per quanto riguarda la politica di sicurezza alimentare nei paesi in via di sviluppo, l'interesse si è spostato dal solo aumento della produzione di prodotti agricoli a garantire che i paesi siano in grado di nutrirsi e di migliorare la loro sovranità alimentare, intesa come diritto delle persone di decidere le proprie politiche agricole e alimentari e di produzione;

4.  invita pertanto a trovare strumenti per sostituire l'eccessiva dipendenza dai prodotti alimentari importati con una produzione alimentare interna resiliente, dando la priorità alle colture locali che soddisfano le esigenze nutrizionali; osserva che ciò è sempre più importante in quanto il clima e i mercati diventano sempre più instabili;

5.  ritiene che tale autonomia, concentrata sulla produzione alimentare interna e locale e su filiere alimentari regionali più brevi, contribuirebbe a ridurre la fame e a garantire la parità di accesso al cibo per le popolazioni locali, consentendo condizioni di vita migliori e la sicurezza alimentare a lungo termine; sottolinea che, dato che gli accordi commerciali sleali possono compromettere la capacità di questi paesi di nutrirsi e possono escludere i loro agricoltori da alcuni mercati, le esportazioni dovrebbero essere prese in considerazione solo quando questi obiettivi fondamentali di sicurezza alimentare sono stati raggiunti;

6.  sostiene "i programmi a medio e lungo termine nel settore dell'agricoltura sostenibile, la sicurezza alimentare, la nutrizione e lo sviluppo rurale volti a eliminare le cause profonde della fame e della povertà, anche attraverso la realizzazione progressiva del diritto a un'alimentazione adeguata", nonché l'accesso all'acqua potabile, coinvolgendo le comunità nelle attività di sviluppo agricolo (agricoltura, lavorazione, commercializzazione), soprattutto "sviluppando capacità, concentrando gli sforzi su azioni integrate riguardanti le politiche, le istituzioni e le persone, con un accento particolare sui piccoli agricoltori e le agricoltrici"(2), sostenendoli e promuovendo il loro diritto a un lavoro dignitoso;

7.  osserva che la stabilità è più elevata e l'emigrazione è minore quando vi è sicurezza alimentare, basata su stili di vita sani, e gli agroecosistemi produttivi sono resilienti al cambiamento climatico;

Piccole aziende agricole

8.  rileva che i piccoli agricoltori hanno sempre svolto un ruolo fondamentale nell'avviare lo sviluppo economico e sociale garantendo la sicurezza alimentare di intere popolazioni, riducendo la necessità di spendere le riserve di valuta estera per l'importazione di prodotti alimentari e creando occupazione;

9.  sottolinea che i piccoli agricoltori, che producono il 70 % circa degli alimenti consumati in Africa, svolgono un ruolo essenziale nell'economia locale e sono indispensabili ai fini di uno sviluppo agricolo inclusivo;

10.  sottolinea, pertanto, che in Africa la Nuova alleanza per la sicurezza alimentare e la nutrizione (NAFSN) deve innanzitutto e soprattutto beneficiare i piccoli agricoltori e le piccole imprese familiari affinché possano assicurarsi un posto, e rafforzare il loro ruolo, nella catena di approvvigionamento alimentare;

11.  segnala che le politiche di investimenti esteri privati e di liberalizzazione degli scambi commerciali possono avere ripercussioni significative sui settori agricoli delle economie in via di sviluppo;

Accaparramento di terreni, accesso ai terreni e concentrazione dei terreni

12.  rileva i pericoli di un'eccessiva deregolamentazione della proprietà fondiaria; sottolinea, in tale contesto, che i mezzi di sostentamento, l'accesso ai terreni agricoli e l'uso di pratiche agricole tradizionali, da parte di produttori di piccole dimensioni, sono gravemente minacciati;

13.  deplora la forte concentrazione della proprietà terriera, tra cui l'accaparramento di terreni da parte di investitori stranieri, che colpisce duramente gli agricoltori su piccola scala, con gravi implicazioni per la produzione agricola, facendo salire i prezzi dei prodotti alimentari e contribuendo all'insicurezza alimentare e alla povertà a livello locale, regionale e nazionale;

Modello di agricoltura di transizione

14.  riconosce il ruolo dell'accesso all'acqua per il fabbisogno dell'agricoltura, nonché i rischi di un affidamento eccessivo su preziose risorse idriche per l'irrigazione e, alla luce di ciò, evidenzia la necessità di ridurre le pratiche di irrigazione che comportano sprechi e sottolinea il ruolo che le tecniche agronomiche per salvaguardare l'acqua che possono svolgere nel prevenire l'evapotraspirazione, per salvaguardare l'acqua in un suolo sano e vivo e mantenere pulite le risorse di acqua potabile;

15.  riconosce le specifiche esigenze dell'agricoltura nelle regioni tropicali e semiaride, in particolare per quanto riguarda le colture che necessitano ombreggiamento dal sole e la protezione del suolo, e ritiene che le monocolture estrattive siano superate e sempre più eliminate nei paesi donatori della NASFN;

16.  riconosce la necessità di privilegiare un'agricoltura sostenibile e diversificata, con una minore dipendenza dagli input e dal degrado del territorio e una maggiore resistenza alle conseguenze negative del cambiamento climatico;

17.  sottolinea che la NAFSN deve puntare a creare strutture agricole calibrate su scala regionale nella fase primaria e di lavorazione;

18.  deplora la dipendenza eccessiva dalla produzione di materie prime agricole non alimentari, segnatamente materie prime del biocarburante, nelle iniziative finanziate dalla NAFSN, dato che la produzione di dette materie prime può avere effetti negativi sulla sicurezza e la sovranità alimentare dei paesi partecipanti;

19.  chiede che le conoscenze e le varietà locali siano tenute in conto nella fase di elaborazione delle strategie e dei piani d'azione e che siano applicate le tecniche naturali di produzione di sementi e di materiali di moltiplicazione, in consultazione con le comunità locali;

Agroecologia e agroforestazione

20.  segnala il notevole potenziale legato agli approcci agroecologici a lungo termine e di uso efficiente delle risorse, basati sulla massima diversità delle specie, la presenza di specie utili, la diversificazione dei rischi e il riciclaggio dei residui;

21.  osserva che dette tecniche agrarie accelerano processi naturali come la formazione di terriccio, la regolazione delle acque e dei parassiti o il ciclo dei nutrienti chiuso, e quindi possono assicurare la produttività a lungo termine e la fertilità a basso costo per gli agricoltori e le amministrazioni;

22.  osserva che una gestione sostenibile dei terreni può produrre fino al 58 % in più di alimenti nel mondo(3);

23.  auspica approcci agroecologici, in particolare quelli incentrati sui suoli, come la permacultura, l'agroforestazione, la rotazione e l'alternanza delle colture, specialmente delle leguminose, la sottosemina, il compostaggio e la pacciamatura, al fine di potenziare le funzioni ecosistemiche e aumentare in tal modo la produttività e la fertilità attivando processi naturali a lungo termine;

24.  evidenzia le sinergie tra approcci basati sul suolo e su piante e l'adattamento degli agroecosistemi ai cambiamenti climatici; segnala innanzitutto la forte domanda di legna da ardere; rileva in particolare i molteplici usi delle piante azotofissatrici;

25.  osserva che i prodotti agrochimici possono essere utilizzati in modo eccessivo o inappropriato nei paesi in via di sviluppo, come quelli che partecipano alla NAFSN;

26.  osserva che la situazione è aggravata dall'analfabetismo e dalla mancanza di formazione e che ciò può tradursi in livelli assai elevati di residui di pesticidi nella frutta e verdura fresca, nonché in avvelenamenti e altri effetti sulla salute degli agricoltori e delle loro famiglie;

L'accesso ad alimenti nutrienti e acqua

27.  sottolinea che un'alimentazione di elevata qualità ed equilibrata è essenziale e afferma che la nutrizione dovrebbe essere al centro della (ri) costruzione dei sistemi alimentari;

28.  ricorda che l'apporto energetico, da solo, non può essere utilizzato per indicare lo stato nutrizionale;

29.  sottolinea che milioni di persone in Africa, in particolare i bambini, soffrono la fame e la malnutrizione, che sono le principali cause di morte nel continente e che, oltre all'accaparramento dei terreni e al cambiamento climatico, la fame è uno dei principali motivi per cui le persone fuggono dalle loro case;

30.  riconosce il ruolo fondamentale dell'accesso all'acqua potabile e dell'impatto che l'agricoltura può avere su di esso;

31.  sollecita l'elaborazione di politiche agricole e alimentari adeguate a livello locale tali da dare risposta al fabbisogno dell'intera società, nella prospettiva di eradicare fame e malnutrizione;

32.  sottolinea la necessità di strategie volte a ridurre al minimo lo spreco di alimenti lungo tutta la catena alimentare;

Osservazioni critiche

33.  accoglie con favore l'impegno assunto dalla NAFSN per la sicurezza alimentare, ma è preoccupato per il fatto che i mezzi utilizzati si basino su modelli obsoleti di sviluppo agricolo e sullo squilibrio dei rapporti di potere;

34.  è preoccupato per il fatto che la NAFSN potrebbe non beneficiare le piccole aziende agricole familiari, come previsto in origine, ma contribuire a renderle dipendenti da costosi apporti esterni;

35.  prende atto dei rischi di una eccessiva deregolamentazione del settore delle sementi nei paesi partecipanti, che potrebbe portare a una dipendenza eccessiva dei piccoli operatori dalle sementi e dai prodotti fitosanitari di imprese straniere;

36.  sottolinea che il processo decisionale nel quadro di cooperazione non ha coinvolto tutte le parti direttamente interessate, ma ha invece escluso, tra l'altro, le comunità rurali, gli agricoltori, i piccoli agricoltori, i pescatori e i popoli indigeni, e ha violato il loro diritto di partecipare;

37.  sostiene che gli Stati africani dovrebbero essere considerati partner in detta alleanza, anziché fungere solo da prestatori di servizi intesi a ridurre i rischi e le incognite per gli investitori privati;

38.  osserva che la relazione 2011 del G20 sottolinea come gli investimenti indotti con strumenti fiscali possono risultare transitori; ribadisce che numerosi sondaggi sulla motivazione degli investitori hanno evidenziato un impatto neutro o negativo degli incentivi fiscali speciali sulle loro decisioni di investimento(4);

39.  rileva che gli incentivi fiscali, tra cui le esenzioni dall'imposta sulle imprese in zone economiche speciali, erodono il gettito fiscale degli Stati africani che avrebbe potuto essere una fonte di investimenti vitali in agricoltura, soprattutto in programmi per la sicurezza dell'approvvigionamento e nutrizionali(5);

40.  si rammarica del fatto che l'unico indicatore comune ai dieci ai quadri di cooperazione della NAFSN sia l'indice della Banca mondiale Doing Business;

Richieste – paesi partecipanti

41.  invita i paesi partecipanti:

–  ad attuare gli orientamenti volontari elaborati dalla FAO nel 2004 per sostenere la realizzazione progressiva del diritto a un'alimentazione adeguata nel contesto della sicurezza alimentare nazionale e i principi elaborati dalla FAO nel 2014 per investimenti responsabili in agricoltura e nei sistemi alimentari, e a garantire la conformità con i principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani,

–  a garantire che la valutazione delle attività NAFSN vada oltre la qualità degli investimenti e che esse, inoltre, tengano conto della qualità dell'impatto sullo sviluppo coprendo, tra l'altro, obiettivi per i diritti della donna e il coinvolgimento delle parti interessate, una nutrizione sana ed equilibrata e la resilienza dell'approvvigionamento alimentare;

–  a intraprendere, come parte delle relazioni sui progressi compiuti, valutazioni annuali sull'attuazione del quadro di cooperazione per paese (FCC) per verificare se gli impegni siano stati rispettati, nonché a pubblicare tali risultati;

–  a garantire un approccio basato sui diritti umani applicabile all'attribuzione dei titoli fondiari mediante l'adozione e la piena attuazione degli orientamenti volontari della FAO del 2012 sulla gestione responsabile della terra, della pesca e delle foreste, nel contesto della sicurezza alimentare nazionale;

–  a garantire modalità di partecipazione e d'integrazione che attribuiscano la priorità ai diritti, alle necessità e agli interessi dei portatori legittimi di diritti alla terra, in particolar modo le piccole aziende e le piccole aziende agricole familiari; ad assicurare, in particolare, che consultazioni libere, previe e informate avvengano con tutte le comunità che vivono su terreni soggetti al trasferimento di proprietà e/o di controllo,

–  a sottoporre a revisione le politiche pubbliche e i progetti volti a eliminare ogni incentivo all'accaparramento di terreni e alla proprietà fondiaria non produttiva;

–  ad adottare misure nazionali vincolanti contro l'accaparramento di terreni, la corruzione che poggia sulla cessione di terreni e il loro utilizzo per investimenti speculativi,

–  a monitorare i sistemi di attribuzione e certificazione dei titoli fondiari per garantire che siano trasparenti e non concentrino la proprietà fondiaria o non esproprino le comunità delle risorse di cui necessitano;

–  a garantire che l'assistenza finanziaria non sia utilizzata per sostenere iniziative che consentano alle imprese di spostare altrove comunità locali;

–  a utilizzare procedure partecipative per progettare modelli di regimi di agricoltura sotto contratto che rispondano ai bisogni delle comunità locali;

–  a creare, promuovere e sostenere le organizzazioni di produttori, come le cooperative di piccole dimensioni che rafforzano le posizioni negoziali degli agricoltori, che determinano le condizioni necessarie per garantire che i mercati remunerino meglio i piccoli agricoltori, e permettere la condivisione delle conoscenze e delle pratiche migliori tra i piccoli agricoltori;

–  a stabilire la cooperazione tra gli agricoltori locali, le comunità locali, le autorità locali e le organizzazioni della società civile al fine di affrontare l'insicurezza alimentare e migliorare i mezzi di sussistenza, consultare le parti interessate a livello nazionale e garantire che agli attori locali siano pienamente coinvolti nell'attuazione del programma;

–  a rafforzare la creazione di piattaforme con operatori molteplici (organizzazioni di piccoli agricoltori, comunità interessate, rappresentanti della società civile organizzata);

–  a provvedere a che i piccoli agricoltori, in particolare le agricoltrici, abbiano diritti ben definiti di accesso ai terreni e alle risorse idriche e traggano pieno beneficio dallo sviluppo; a consultare adeguatamente gli operatori della pastorizia nell'esame degli investimenti finanziati dalla NAFSN, onde evitare conflitti fondiari e valorizzare al massimo l'uso delle terre comuni; a orientare ogni intervento agli interessi e alle potenzialità dei piccoli agricoltori,

–  a garantire livelli adeguati di investimenti pubblici al fine di assicurare soluzioni durature, sostenibili e inclusive,

–  a dare agli agricoltori la possibilità di evitare la dipendenza dagli input e a sostenere i sistemi delle sementi contadine al fine di mantenere e migliorare la biodiversità dei terreni, grazie a banche di sementi locali, scambi e sviluppo costante di varietà di sementi locali di proprietà pubblica, e più specificamente fornendo flessibilità nell'elaborazione dei cataloghi di sementi, in modo da non escludere nessuna varietà coltivata, garantendo al contempo la salvaguardia delle produzioni tradizionali,

–  a salvaguardare e promuovere l'accesso e lo scambio di sementi e fattori di produzione agricoli per i piccoli agricoltori, i gruppi emarginati e le comunità rurali; a rispettare gli accordi internazionali in materia di divieto di brevettabilità della vita e dei processi biologici, in particolare quando si tratta di ceppi e di specie autoctone;

–  a evitare un'eccessiva dipendenza dei sistemi di produzione alimentare dai carburanti fossili, nella prospettiva di limitare le oscillazioni dei prezzi e di attenuare gli effetti dei cambiamenti climatici,

–  a sviluppare filiere alimentari brevi a livello locale e regionale, e infrastrutture di stoccaggio e di comunicazione adeguate a tale scopo, dal momento che le filiere corte sono più efficaci nella lotta contro la fame e la povertà rurale;

–  a elaborare politiche a sostegno dell'agricoltura sostenibile che promuovano sistemi agricoli più diversificati gestiti secondo i principi dell'agroecologia, compresa l'agroforestazione e la gestione integrata dei parassiti;

–  a permettere agli agricoltori africani di accedere a soluzioni tecnologiche a prezzi accessibili, a basso impiego di fattori produttivi e a sfide agronomiche specifiche dell'Africa;

–  ad assicurare una maggiore divulgazione e attuazione degli obiettivi previsti dalla NAFSN con investimenti nell'istruzione, nella formazione e in servizi di divulgazione in campo agricolo, e con approcci partecipativi orientati alle comunità locali, in cui rientrino nutrizione, struttura fondiaria, diritti, agroforestazione e agricoltura sostenibile a basso impiego di fattori di produzione, comprese tecniche tradizionali sostenibili;

–  a promuovere un'ampia varietà di colture alimentari nutrienti, locali, e per quanto possibile stagionali, preferibilmente varietà adattate a livello locale, specie tra cui frutta, verdura e frutta a guscio, al fine di migliorare la situazione in materia di nutrizione attraverso la continuità di accesso a una dieta variata, sana e a prezzi accessibili, adeguata in termini di qualità, quantità e diversità, piuttosto che a un apporto calorico da solo, e coerente con i valori culturali;

–  a garantire che le strategie non si basino esclusivamente sulla produzione di una maggiore quantità di prodotti, in particolare producendo elevati volumi di colture che sono ipercaloriche e la cui prevalenza può comportare carenze nutrizionali legate alla dieta;

–  a impedire misure che abbiano come risultato quello di impedire l'accesso a una nutrizione e alimentazione adeguata, segnatamente quelle che impediscano alla popolazione l'accesso alle risorse e ai prodotti indispensabili per la sopravvivenza e al relativo uso di essi,

–  a garantire che la nutrizione sia integrata nei servizi pubblici di base (in particolare in materia di salute, acqua e strutture igienico-sanitarie);

–  a impegnarsi nella piena attuazione del codice internazionale sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno e delle risoluzioni approvate dall'Assemblea mondiale della sanità sulla nutrizione materna, infantile e dei bambini,

–  a elaborare politiche che responsabilizzino ed emancipino le donne nel mondo rurale, in particolare tenendo conto dei loro vincoli di tempo e mobilità;

–  a garantire alle donne parità di diritti e ruoli sociali decisionali, in particolare per quanto riguarda l'accesso ai terreni, al finanziamento e alle risorse;

–  ad assicurare che le donne traggano vantaggio dalla trasformazione dell'agricoltura combattendo le usanze discriminatorie ed eliminando le disposizioni discriminatorie che ostacolano l'accesso alle risorse;

–  a prevedere, all'interno dei quadri di cooperazione del paese, obiettivi specifici per l'emancipazione delle donne, con un calendario per il loro conseguimento; a intraprendere progetti di bilancio a favore delle questioni di genere e la valutazione continua utilizzando dati classificati per genere;

–  a incorporare la prospettiva di genere nelle statistiche ufficiali e gli indici delle politiche di sviluppo rurale, in modo da individuare le migliori prassi e orientare meglio le strategie;

–  a introdurre meccanismi che garantiscano la trasparenza e la responsabilità in tutte le iniziative;

–  a garantire che le valutazioni, comprese le valutazioni di impatto, di tutti i progetti siano realizzate da organismi indipendenti, che utilizzano un'ampia gamma di indicatori per misurare l'impatto sulla sicurezza alimentare, la nutrizione e la povertà, migliorando così in generale la valutazione dei progressi di ciascun paese nel contesto della NAFSN;

–  ad assicurare che le riforme finanziarie, fiscali o amministrative non esonerino gli investitori dall'apportare un equo contributo alla base imponibile dei paesi partecipanti, né diano un ingiusto vantaggio agli investitori, rispetto ai piccoli proprietari;

–  a garantire che i rispettivi governi conservino i diritti di proteggere i propri mercati agricoli e alimentari tramite adeguati regimi fiscali e doganali, particolarmente necessari per combattere la speculazione finanziaria e l'evasione fiscale,

–  ad applicare gli orientamenti volontari elaborati dalla FAO nel 2012 per una governance responsabile dei regimi di proprietà applicabili alla terra, alla pesca e alle foreste, attraverso meccanismi partecipativi e disposizioni inclusive che diano priorità ai diritti e ai bisogni dei portatori legittimi di diritti sulla terra,

–  a sottoporre a revisione le politiche pubbliche e i progetti volti a eliminare qualsiasi incentivo all'accaparramento dei terreni;

–  ad adottare politiche che favoriscano un commercio responsabile e a impegnarsi per eliminare le barriere tariffarie che scoraggiano il commercio regionale;

Richieste – UE e Stati membri

42.  invita l'UE e gli Stati membri, in qualità di principali fornitori di aiuti allo sviluppo del mondo:

–  a subordinare la continuazione del sostegno alla NASFN e a un'intensa cooperazione al rispetto di quanto precede;

–  a responsabilizzare le imprese in materia di diritti umani, diritti fondiari e norme sociali, ambientali e del lavoro, nonché, in particolare, a garantire che gli Stati membri adempiano agli obblighi extraterritoriali (ETO) che loro incombono, assicurando nel contempo che le loro politiche non servano per violare i diritti umani in altri paesi e attori non statali non impediscano il godimento di tali diritti;

–  ad assicurare che gli investitori con sede nell'UE e altri partner dell'alleanza rispettino i diritti delle comunità locali e le esigenze delle piccole aziende agricole, seguendo un approccio basato sui diritti umani nell'ambito dei quadri di cooperazione, compreso il mantenimento delle salvaguardie dei diritti in materia ambientale, sociale, fondiaria, del lavoro e dei diritti umani e gli standard più elevati in materia di trasparenza nei loro piani di investimento;

–  a garantire che gli investitori con sede nell'UE attuino una politica di responsabilità sociale nella redazione dei contratti di lavoro e non sfruttino il loro vantaggio economico rispetto ai lavoratori provenienti da comunità locali;

–  a sollecitare i paesi partecipanti ad attuare con mezzi democratici le rispettive politiche agricole e alimentari, le proprie priorità e strategie stabilite nei modelli di agricoltura sostenibile;

–  a riconoscere la necessità che i paesi partecipanti conseguano la sicurezza alimentare e difendano il loro diritto a essere per quanto possibile autosufficienti;

–  a sostenere e a promuovere le imprese e le parti interessate in Africa quali attori principali e beneficiari delle iniziative della NAFSN;

–  ad applicare la recente decisione dell'OMC di sopprimere i sussidi alle esportazioni agricole che distorcono i mercati locali e distruggono i mezzi di sussistenza nei paesi in via di sviluppo;

–  a eliminare le barriere tariffarie che disincentivano i paesi africani nell'aggiunta di valore locale ai prodotti di base,

–  a garantire l'efficacia dei programmi dell'UE, con un particolare accento sui più piccoli progetti attuati a livello locale e regionale;

–  ritiene che comunità rurali ed economie dinamiche e sane e sistemi agricoli fertili, produttivi e resilienti, possano far sì che le persone continuino a vivere nei campi e contribuire così all'aumento della stabilità globale, non a quello della migrazione di massa;

43.  invita i governi partecipanti e gli investitori a: avviare un dialogo sulla NAFSN con la società civile, le comunità locali e altre istituzioni; garantire che gli accordi conclusi siano disponibili al pubblico dominio in modo trasparente; assicurare la rappresentanza delle pertinenti organizzazioni della società civile negli organi decisionali della NAFSN.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

15.3.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

35

3

5

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

John Stuart Agnew, Clara Eugenia Aguilera García, Eric Andrieu, Paul Brannen, Daniel Buda, Nicola Caputo, Matt Carthy, Michel Dantin, Paolo De Castro, Albert Deß, Diane Dodds, Herbert Dorfmann, Norbert Erdős, Edouard Ferrand, Luke Ming Flanagan, Beata Gosiewska, Martin Häusling, Esther Herranz García, Jan Huitema, Peter Jahr, Elisabeth Köstinger, Zbigniew Kuźmiuk, Philippe Loiseau, Mairead McGuinness, Giulia Moi, Ulrike Müller, James Nicholson, Maria Noichl, Marijana Petir, Laurenţiu Rebega, Bronis Ropė, Jordi Sebastià, Jasenko Selimovic, Lidia Senra Rodríguez, Czesław Adam Siekierski, Marc Tarabella

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Pilar Ayuso, Franc Bogovič, Rosa D'Amato, Jørn Dohrmann, Peter Eriksson, Julie Girling, Ivan Jakovčić, Karin Kadenbach, Sofia Ribeiro, Tibor Szanyi

(1)

Un quadro strategico dell'UE per aiutare i paesi in via di sviluppo ad affrontare i problemi della sicurezza alimentare, COM(2010)0127.

(2)

Dichiarazione del Vertice mondiale sulla sicurezza alimentare, 2009.

(3)

FAO, Partenariato globale per il suolo.

(4)

Mwachinga, (Global Tax Simplification Team, World Bank Group), ‘Results of investor motivation survey conducted in the EAC’, presentation given in Lusaka on 12.02.2013. (Team sulla semplificazione della tassazione globale, Gruppo della Banca mondiale, "Sondaggio sulla motivazione degli investitori effettuato negli Stati della Comunità dell'Africa orientale", presentato a Lusaka, il 12.2.2013).

(5)

"Sostegno allo sviluppo di regimi fiscali più efficaci" – una relazione del gruppo di lavoro del G20 presso FMI, OCSE, e Banca mondiale, 2011.


ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

20.4.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

23

0

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Beatriz Becerra Basterrechea, Ignazio Corrao, Nirj Deva, Doru-Claudian Frunzulică, Enrique Guerrero Salom, Heidi Hautala, Maria Heubuch, Teresa Jiménez-Becerril Barrio, Linda McAvan, Maurice Ponga, Cristian Dan Preda, Lola Sánchez Caldentey, Elly Schlein, Pedro Silva Pereira, Davor Ivo Stier, Paavo Väyrynen, Bogdan Brunon Wenta, Anna Záborská

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Marina Albiol Guzmán, Brian Hayes, Paul Rübig

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Amjad Bashir, Tiziana Beghin, Miroslav Poche


VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

23

+

ALDE

Beatriz Becerra Basterrechea, Paavo Väyrynen

ECR

Amjad Bashir, Nirj Deva

EFDD

Tiziana Beghin, Ignazio Corrao

GUE/NGL

Marina Albiol Guzmán, Lola Sánchez Caldentey

PPE

Brian Hayes, Teresa Jiménez-Becerril Barrio, Maurice Ponga, Cristian Dan Preda, Davor Ivo Stier, Bogdan Brunon Wenta, Anna Záborská

S&D

Doru-Claudian Frunzulică, Enrique Guerrero Salom, Linda McAvan, Miroslav Poche, Elly Schlein, Pedro Silva Pereira

VERTS/ALE

Heidi Hautala, Maria Heubuch

0

-

1

0

PPE

Paul Rübig

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

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