Procedura : 2015/2281(INI)
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A8-0176/2016

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P8_TA(2016)0291

RELAZIONE     
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11.5.2016
PE 573.113v03-00 A8-0176/2016

sul seguito del quadro strategico per la cooperazione europea in materia di istruzione e formazione (ET2020)

(2015/2281(INI))

Commissione per la cultura e l'istruzione

Relatore: Zdzisław Krasnodębski

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO
 VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sul seguito del quadro strategico per la cooperazione europea in materia di istruzione e formazione (ET2020)

(2015/2281(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visto l'articolo 2 del trattato sull'Unione europea (TUE),

–  visti gli articoli 165 e 166 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

–  vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e, in particolare, l'articolo 14,

–  viste le conclusioni del Consiglio del 12 maggio 2009 su un quadro strategico per la cooperazione europea nel settore dell'istruzione e della formazione ("ET 2020")(1),

–  vista la relazione congiunta 2012 del Consiglio e della Commissione sull'attuazione del quadro strategico per la cooperazione europea in materia di istruzione e formazione ("IF 2020") - Istruzione e formazione in un'Europa intelligente, sostenibile e inclusiva (2012/C 70/05)(2),

–  vista la comunicazione della Commissione, del 26 agosto 2015, al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni dal titolo "Progetto di relazione congiunta 2015 del Consiglio e della Commissione sull'attuazione del quadro strategico per la cooperazione europea in materia di istruzione e formazione (ET 2020) - Nuove priorità per la cooperazione europea in materia di istruzione e formazione” (COM(2015)0408)(3),

–  vista la relazione congiunta 2015 del Consiglio e della Commissione sull'attuazione del quadro strategico per la cooperazione europea nel settore dell'istruzione e della formazione (ET 2020) - Nuove priorità per la cooperazione europea nel settore dell'istruzione e della formazione (2015/C 417/04)(4),

–  viste le conclusioni del Consiglio del 28 e 29 novembre 2011 su un criterio di riferimento nel settore della mobilità per l'apprendimento(5),

–  viste le conclusioni del Consiglio del 19 novembre 2010 sull'educazione allo sviluppo sostenibile(6),

–  viste le conclusioni del Consiglio del 17 febbraio 2014 su "Investire nell'istruzione e nella formazione – una risposta a «Ripensare l'istruzione: investire nelle abilità in vista di migliori risultati socioeconomici» e Analisi annuale della crescita per il 2013 (2013/C 64/06)(7),

–  viste le conclusioni del Consiglio del 20 maggio 2014 su un'efficace formazione degli insegnanti(8),

–  viste le conclusioni del Consiglio del 20 maggio 2014 sulla garanzia della qualità a sostegno dell'istruzione e della formazione(9),

–  viste le conclusioni del Consiglio sull'imprenditorialità nell'istruzione e nella formazione(10),

–  viste le conclusioni del Consiglio sul ruolo dell'educazione della prima infanzia e dell'istruzione primaria nella promozione della creatività, dell'innovazione e della competenza digitale (2015/C 172/05)(11),

–  viste le conclusioni del Consiglio sulla riduzione dell'abbandono scolastico e sulla promozione del successo scolastico (2015/C 417/05)(12),

–  vista la comunicazione della Commissione, del 20 settembre 2011, al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni dal titolo:" Ripensare l'istruzione: investire nelle abilità in vista di migliori risultati socioeconomici" (COM(2012)0669)(13),

–  vista la raccomandazione del Consiglio, del 20 dicembre 2012, sulla convalida dell'apprendimento non formale e informale (2012/C 398/01)(14),

–  vista la raccomandazione 2006/962/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006, relativa a competenze chiave per l'apprendimento permanente(15),

–  vista la dichiarazione della riunione informale dei ministri dell'istruzione dell'UE svoltasi il 17 marzo 2015 sulla promozione della cittadinanza e dei valori comuni di libertà, tolleranza e non discriminazione attraverso l'istruzione (la "Dichiarazione di Parigi")(16),

–  viste le "conclusioni di Riga", adottate il 22 giugno 2015 dai ministri competenti in materia di istruzione e formazione professionale(17),

–  visto il Libro verde della Commissione del 3 luglio 2008 dal titolo "Migrazione e mobilità: le sfide e le opportunità per i sistemi d'istruzione europei" (COM(2008)0423)(18),

–  vista la relazione elaborata nel febbraio 2012 per la Commissione dal gruppo di esperti in materia di nuove competenze per nuovi lavori dal titolo "Nuove competenze per nuovi lavori: agire subito"(19),

–  vista la raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 dicembre 2006 relativa alla mobilità transnazionale nella Comunità a fini di istruzione e formazione professionale: Carta europea di qualità per la mobilità(20),

–  vista la relazione del sesto forum università-impresa del marzo 2015(21),

–  viste le previsioni 2012 del CEDEFOP in materia di competenze "Domanda e risposta future di competenze in Europa"(22),

–  viste le sue risoluzioni dell'8 settembre 2015 sulla promozione dello spirito imprenditoriale nei giovani attraverso l'istruzione e la formazione(23) e del 28 aprile 2015 sul seguito dell'attuazione del processo di Bologna(24),

–  vista la sua risoluzione del 26 novembre 2015 sull'istruzione per i bambini in situazioni di emergenza e di crisi prolungate(25),

–  vista la sua risoluzione del 12 aprile 2016 sul programma Erasmus + e altri strumenti per promuovere la mobilità in materia di IFP – Un approccio di apprendimento permanente(26),

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per la cultura e l'istruzione (A8-0176/2016),

A.  considerando che tutti i riferimenti a "istruzione e formazione" dovrebbero di seguito essere intesi in quanto comprendenti le forme formali, non formali e informali, dato il loro carattere complementare nel passaggio verso una società di apprendimento e il loro ruolo nell'affrontare categorie destinatarie specifiche, facilitando quindi l'inclusione delle persone con minori opportunità di istruzione;

B.  considerando che istruzione e formazione non dovrebbero esclusivamente mirare a rispondere alle esigenze del mercato del lavoro, ma costituire un valore intrinseco, dal momento che l'istruzione ha un ruolo altrettanto importante nello sviluppo delle virtù etiche e civili e dei valori umanistici largamente intesi, come sancito nei trattati, e nel rafforzamento del rispetto dei principi democratici su cui si fonda l'Europa;

C.  considerando che l'istruzione dovrebbe contribuire allo sviluppo personale, al rispetto reciproco e alla crescita dei giovani, al fine di renderli cittadini proattivi, responsabili e consapevoli, che dispongono di competenze civiche, sociali, interculturali trasversali, nonché professionisti qualificati;

D.  considerando che l'istruzione dovrebbe essere considerata un diritto umano fondamentale e un bene pubblico accessibile a tutti;

E.  considerando che l'istruzione e la formazione hanno un ruolo importante da svolgere nella lotta contro la povertà e l'esclusione sociale e che l'ampliamento dell'accesso all'apprendimento permanente può aprire nuove possibilità per le persone con scarse qualifiche, i disoccupati, le persone con necessità particolari, gli anziani e i migranti;

F.  considerando che l'istruzione e la formazione inclusive e di elevata qualità sono essenziali per lo sviluppo culturale, economico e sociale dell'Europa;

G.  considerando che l'istruzione e la formazione in Europa dovrebbero contribuire alle strategie e alle iniziative UE, fra cui la strategia Europa 2020, l'iniziativa per un mercato digitale unico, l'agenda europea sulla sicurezza e il piano di investimenti per l'Europa;

H.  considerando che non tutti gli Stati membri sono confrontati allo stesso tipo e livello di sfide, il che significa che qualsiasi raccomandazione proposta in materia di istruzione e formazione dovrebbe essere flessibile e tenere conto dei fattori economici sociali, demografici, culturali e di altro tipo a livello nazionale e regionale, mirando altresì a migliorare la situazione globale dell'UE;

I.  considerando che la cooperazione in materia di ET2020, pur rispettando la competenza degli Stati membri, dovrebbe integrare le azioni nazionali e sostenere gli Stati membri nei loro sforzi per sviluppare i sistemi di istruzione e formazione;

J.  considerando che lo sviluppo economico e la coesione sociale dovrebbero essere posti sullo stesso livello mediante un mix di politiche volto a conseguire una più equa distribuzione della conoscenza tra la popolazione, al fine di contrastare i crescenti divari di reddito che risultano come effetto secondario della crescita tecnologica influenzata dalle qualifiche;

K.  considerando che investimenti efficaci nell'istruzione e nella formazione di qualità sono fonte di crescita sostenibile;

L.  considerando che gli scarsi livelli attuali di conoscenze e competenze di base destano preoccupazione e richiedono un'istruzione primaria e secondaria in grado di fornire la base necessaria all'apprendimento e all'integrazione ulteriori nel mercato del lavoro;

M.  considerando che le tendenze che indicano scarse competenze di base degli adulti rendono necessario rafforzare l'apprendimento da parte loro, in quanto strumento di riqualificazione e aggiornamento;

N.  considerando che nell'analisi annuale della crescita per il 2014 la Commissione ritiene che, in termini di spesa, gli Stati membri debbano trovare metodi per tutelare o promuovere investimenti a più lungo termine in materia di istruzione, ricerca, innovazione, azioni per il clima e l'energia e che è essenziale investire nell'ammodernamento dei sistemi di istruzione e formazione, ivi compreso l'apprendimento lungo l'arco della vita;

O.  considerando che i bilanci pubblici subiscono tuttora una forte pressione, che diversi Stati membri hanno tagliato la loro spesa per l'istruzione e la formazione e che è ormai necessario che i futuri investimenti nel settore siano resi più efficienti in quanto fattore decisivo di produttività, competitività e crescita;

P.  considerando che, nonostante un miglioramento dei risultati legati al raggiungimento degli obiettivi ET2020 in materia di istruzione superiore, nello spazio europeo dell'istruzione superiore (SEIS) si segnalano preoccupazioni in merito all'efficienza degli investimenti nell'istruzione da parte degli Stati membri, all'attenzione prioritaria agli indici quantitativi, alle condizioni di insegnamento e alla qualità dell'apprendimento, un declino della libertà accademica e scetticismo nei confronti di taluni aspetti del processo di Bologna e della sua realizzazione in alcuni paesi;

Q.  considerando che Monitor ET2020 indica che la principale sfida cui siamo oggi confrontati è la povertà dell'istruzione e la scarsa inclusione di coloro che provengono da ambienti socio-economici svantaggiati, il che richiede una maggiore attenzione sociale per raggiungere gli obiettivi ET2020, migliorare il livello di inclusione e la qualità dei sistemi di istruzione e formazione;

Il quadro strategico ET2020

1.   si compiace dell'esercizio di valutazione ET2020 e sottolinea l'esigenza di tener conto delle sue conclusioni e di applicarle tempestivamente, al fine di incrementare il valore aggiunto e ottimizzare l'efficacia del quadro, rafforzando l'importanza delle caratteristiche di ogni singolo paese e l'apprendimento reciproco;

2.   deplora che restino tuttora irrisolti enormi problemi in materia di qualità, accessibilità e discriminazione socio-economica nell'istruzione e nella formazione e ritiene che sia necessaria un'azione strategica più ambiziosa, coordinata ed efficace a livello sia europeo che nazionale;

3.   ribadisce l'importanza della Dichiarazione sulla promozione della cittadinanza e dei valori condivisi di libertà, tolleranza e non discriminazione attraverso l'istruzione, adottata a Parigi nel marzo 2015;

4.   si compiace della riduzione a sei del numero dei settori strategici ET2020 che elencano temi specifici tra i quali gli Stati membri possono scegliere in base alle loro esigenze e condizioni, ma osserva che occorre rafforzare l'efficacia e l'aspetto operativo di ET2020 e adottare un programma di lavoro;

5.   si compiace della proposta estensione del ciclo di lavoro da 3 a 5 anni, al fine di migliorare l'attuazione degli obiettivi strategici a lungo termine e lavorare su tematiche quali lo scarso rendimento scolastico degli studenti in alcune discipline, il basso tasso di partecipazione alla formazione degli adulti, l'abbandono scolastico, l'inclusione sociale, l'impegno civico, il divario di genere e i tassi di occupabilità dei laureati;

6.   si compiace della nuova generazione di gruppi di lavoro ET2020 ed esorta la Commissione a migliorare la rappresentanza dei vari portatori di interessi all'interno di questi gruppi, in particolare includendo più esperti in materia di istruzione, animatori giovanili, rappresentanti della società civile, insegnanti e membri del corpo accademico, la cui esperienza della realtà locale è essenziale per il conseguimento degli obiettivi ET2020; sottolinea l'esigenza di una migliore divulgazione delle conclusioni dei gruppi a livello locale, regionale, nazionale e UE;

7.   si compiace del rafforzamento del ruolo di orientamento degli organi informali nell'ambito di ET2020 nonché della creazione di circuiti di feedback che collegano il gruppo ad alto livello, i raggruppamenti dei direttori generali e i gruppi di lavoro; riconosce il ruolo delle organizzazioni della società civile nel coinvolgere i portatori di interessi locali, regionali e nazionali e i cittadini nelle iniziative di cooperazione europea per l'istruzione e la formazione e chiede che esse ricevano sostegno finanziario attraverso il programma Erasmus+ (KA3) e il Fondo sociale europeo;

8.   chiede l'istituzione di un organo informale di coordinamento che includa il direttore generale della DG Istruzione e cultura della Commissione (DG EAC), i direttori competenti in materia di istruzione in altre DG, i rappresentanti della società civile, delle parti sociali e della commissione per la cultura e l'istruzione del Parlamento europeo, che svolga riunioni ad alto livello volte a garantire un maggior coordinamento dell'attività, la coerenza della politica e il seguito alle raccomandazioni formulate dagli organi formali e informali ET2020; ritiene che tale coordinamento sia necessario viste le preoccupazioni per la mancanza di un vero dialogo tra la Commissione e le organizzazioni della società civile e la divisione delle competenze ET2020 tra più DG della Commissione e Commissari; chiede che le conclusioni di questi lavori siano oggetto di adeguata comunicazione a livello sia europeo che nazionale;

9.   ribadisce che, nonostante sia importante acquisire competenze in termini di occupabilità, è opportuno sancire il valore, la qualità e l'impiego pratico della conoscenza e il rigore accademico; sottolinea che, viste la diversa situazione socio-economica e le diverse tradizioni educative degli Stati membri, occorre evitare approcci prescrittivi uniformi; evidenzia che la prossima Agenda europea delle competenze, pur concentrandosi a buona ragione sulle sfide economiche e occupazionali, dovrebbe altresì affrontare l'importanza della conoscenza della materia, dei risultati accademici, del pensiero critico e della creatività; invita nel contempo gli Stati membri a sostenere iniziative che consentano agli studenti di presentare le proprie competenze davanti al pubblico e ai potenziali datori di lavoro;

10.  evidenzia i rischi connessi ai crescenti problemi di radicalizzazione, violenza, bullismo e comportamentali fin dall'istruzione primaria; invita la Commissione a condurre ricerche a livello UE e a presentare una panoramica della situazione in tutti gli Stati membri, presentandone la risposta nei confronti di tali tendenze e riferendo se e come gli Stati membri abbiano inserito la formazione di natura etica, personale e sociale all'interno dei propri programmi, in quanto strumento che si è finora dimostrato efficace in molte scuole, compreso il sostegno agli insegnanti in merito a tali competenze orizzontali; incoraggia gli Stati membri a condividere le buone pratiche in tale ambito;

11.  evidenzia il valore di un approccio all'istruzione formale, non formale e informale, basato sulla comunità nonché di forti legami tra i contesti di apprendimento e le famiglie;

12.   sollecita una più ampia partecipazione di tutti gli attori in gioco all'attività ET2020;

13.  ritiene che gli studenti stessi debbano essere incoraggiati a partecipare attivamente alla governance delle proprie strutture di apprendimento, a tutte le età e in tutte le tipologie di apprendimento;

14.  incoraggia gli Stati membri a rafforzare i legami tra istruzione superiore e IFP, istituti di ricerca e settore economico, e a garantire il coinvolgimento delle parti sociali e della società civile; rileva che tale partenariato rafforzerà l'impatto di ET2020 e la rilevanza dei sistemi di apprendimento ai fini del rafforzamento della capacità di innovazione dell'Europa;

15.  sottolinea che le strategie di comunicazione scuola/genitori e i programmi per lo sviluppo del carattere e altri programmi di sviluppo personale, attuati in contesti di apprendimento in cooperazione con le famiglie e altre parti sociali interessate, possono contribuire a rafforzare la convergenza sociale, a promuovere la cittadinanza attiva e i valori europei sanciti dai trattati nonché a prevenire la radicalizzazione; evidenzia che un ambiente domestico favorevole è fondamentale per sviluppare la padronanza delle competenze di base da parte dei bambini e rammenta l'importanza dei corsi destinati ai genitori che possono rivelarsi uno strumento efficace per contrastare la povertà educativa;

16.  incoraggia lo scambio di buone pratiche nel quadro ET2020;

17.   sottolinea che la cooperazione mediante ET2020 sostanzialmente integra le misure nazionali, quali l'apprendimento reciproco, la raccolta dati, i gruppi di lavoro e lo scambio delle buone pratiche nazionali, che saranno rafforzati migliorandone la trasparenza e il coordinamento e divulgandone i risultati;

18.   sottolinea l'importanza della partecipazione di associazioni esterne e ONG all'interno delle scuole per fornire ai bambini ulteriori capacità e competenze sociali, come le arti o le attività manuali, e contribuendo all'integrazione, a una migliore comprensione del loro ambiente, alla solidarietà nell'apprendimento e nella vita e facilitando le competenze di apprendimento di intere classi;

19.   teme che la qualità dell'istruzione e della formazione degli insegnanti in alcuni Stati membri dell'UE stia segnando il passo in termini di gamma e complessità, per quanto riguarda le competenze necessarie per insegnare oggigiorno, come gestire la crescente diversità degli studenti, utilizzare pedagogie innovative e gli strumenti TIC;

20.  incoraggia gli Stati membri ad adattare i loro programmi iniziali di formazione e di sviluppo permanente degli insegnanti in attività, a sfruttare meglio le attività di apprendimento tra pari fra gli Stati membri e a promuovere la collaborazione e il partenariato tra gli istituti di formazione degli insegnanti e le scuole;

21.  accoglie con favore la nuova priorità ET2020 che prevede di migliorare il sostegno agli insegnanti e rafforzarne lo status, il che è essenziale affinché siano in grado di ottenere il rispetto necessario, rendendo così più attraente la loro professione; ritiene che, per conseguire questo obiettivo, occorrerebbe una migliore preparazione e formazione degli insegnanti e un miglioramento delle loro condizioni di lavoro, compreso l'aumento degli stipendi in alcuni Stati membri, visto che gli insegnanti in genere guadagnano meno di quanto guadagna in media un laureato;

22.  osserva con preoccupazione che in taluni Stati membri, soprattutto nei paesi in difficoltà, la preparazione degli insegnanti e la qualità dell'istruzione sono deteriorate a causa di carenze dell'organico e dei tagli nell'istruzione;

23.  evidenzia che garantire una formazione e istruzione aperta e innovativa rappresenta una delle priorità di ET2020; sottolinea l'importanza di sviluppare e promuovere l'innovazione e la flessibilità nei metodi di insegnamento, apprendimento e trasferimento delle conoscenze, in cui i soggetti siano partecipanti attivi;

24.  incoraggia gli Stati membri a sfruttare appieno le potenzialità offerte dalla digitalizzazione, dalle TIC e dalle nuove tecnologie, compreso l'utilizzo di piattaforme open data e di corsi online aperti (MOOC), al fine di migliorare la qualità e l'accessibilità dell'apprendimento e dell'insegnamento; invita l'UE e gli Stati membri a compiere gli sforzi necessari per migliorare le competenze digitali e TIC, anche mediante l'organizzazione di una formazione specifica per l'uso di tali strumenti destinata agli insegnanti e agli studenti a livello di scuole e università; incoraggia lo scambio di migliori pratiche e una rafforzata cooperazione transfrontaliera in tale ambito;

25.  plaude all'attenzione rivolta dalla Commissione all'importanza delle competenze digitali; sottolinea che tali competenze sono essenziali per preparare i giovani al 21° secolo;

26.  sottolinea che occorrerebbe dedicare maggiore attenzione al miglioramento dei risultati di apprendimento relativamente alle risorse disponibili nell'ambito del quadro ET2020, in particolare in merito all'apprendimento destinato agli adulti;

27.  incoraggia la Commissione e gli Stati membri a rivedere le norme esistenti in materia di valutazione dei programmi di istruzione e formazione finanziati dagli strumenti finanziari europei, ponendo un maggiore accento sulla valutazione d'impatto basata sulla qualità e sui loro risultati in relazione alle priorità ET2020 che siano state rispettate;

28.   invita gli Stati membri a sostenere, mediante borse di studio e prestiti, quei percorsi di studio e formazione la cui struttura contribuirebbe a colmare il divario esistente tra istruzione e fabbisogno pratico;

29.  sottolinea la necessità di concentrare maggiormente gli sforzi nel settore dell'istruzione e della formazione fondendo e snellendo i programmi e le iniziative esistenti;

30.   esorta la Commissione, ove necessario, a trattare i gruppi minoritari in maniera separata e distinta al fine di poter meglio rispondere alle specifiche problematiche di ciascun gruppo;

31.  è fermamente convinto che investire nell'educazione e assistenza della prima infanzia, idoneamente commisurate alla sensibilità e al livello di maturità di ciascuna categoria destinataria, sia più redditizio che investire in qualunque altro livello di istruzione; sottolinea che gli investimenti nei primi anni di istruzione si sono dimostrati utili a ridurre i costi successivi;

32.  ritiene che il successo dell'istruzione a tutti i livelli dipenda da insegnanti ben formati e dalla costante evoluzione della loro formazione professionale, il che richiede pertanto investimenti sufficienti nella formazione degli insegnanti;

Qualità dell'istruzione e della formazione

33.  sollecita una maggiore attenzione alla qualità dell'istruzione a partire dall'asilo e per l'intero arco della vita;

34.  sollecita lo sviluppo di buone pratiche nel valutare il progresso qualitativo e gli investimenti nell'utilizzo di dati di qualità con i portatori di interessi a livello locale, ragionale e nazionale, ferma restando l'importanza degli indicatori e dei parametri utilizzati nel quadro ET2020;

35.  sottolinea l'importanza di insegnare e apprendere le competenze generali di base quali le competenze in materia di TIC, la matematica, il pensiero critico, le lingue straniere, la mobilità, ecc., che consentiranno ai giovani di adeguarsi facilmente all'evoluzione del contesto sociale ed economico;

36.  rileva il numero senza precedenti di discenti coinvolti nell'istruzione formale; esprime preoccupazione circa il fatto che il livello di disoccupazione giovanile nell'UE resta alto e il tasso di occupazione dei laureati è diminuito;

37.  sottolinea che gli obiettivi di riferimento in materia di istruzione e formazione, fissati nella strategia UE2020, compresi in particolare la riduzione dei tassi di abbandono scolastico al di sotto del 10% e il conseguimento di un titolo di studio di terzo livello per il 40% della giovane generazione, non dovrebbero essere conseguiti a scapito della qualità dell'istruzione, ma dovrebbero invece essere soddisfatti tenendo conto del primo obiettivo ET2020 relativo allo sviluppo di "abilità e competenze significative e di alta qualità"; rileva che uno dei modi per conseguire questo obiettivo è lo sviluppo di progetti di formazione duale;

38.  richiama l'attenzione sul fatto che i test standardizzati e gli approcci quantitativi alla rendicontazione scolastica misurano tutt'al più un ventaglio ristretto di competenze tradizionali e possono condurre le scuole a dover adeguare i piani di insegnamento a materiale di prova, trascurando quindi i valori intrinseci dell'istruzione; sottolinea che l'istruzione e la formazione svolgono un ruolo importante nello sviluppo delle virtù etiche e civili e dell'umanità, mentre i punteggi dei test non tengono conto del lavoro degli insegnanti e dei risultati degli studenti in tale settore; sottolinea a tale riguardo l'esigenza di flessibilità, innovazione e creatività in contesti educativi che possono incentivare la qualità dell'apprendimento e il livello di istruzione;

39.  sottolinea la necessità di sviluppare le competenze di base per ottenere un insegnamento di qualità;

40.  evidenzia l'importanza di fornire un'istruzione di alta qualità fin dalla prima infanzia e di una sua tempestiva modernizzazione; evidenzia il ruolo cruciale di un approccio individualizzato nei sistemi di istruzione e formazione che vada a beneficio dello sviluppo della creatività e del pensiero critico, concentrandosi ad un tempo su interessi, esigenze e capacità personali degli studenti;

41.  invita gli Stati membri a convogliare gli investimenti in un'istruzione inclusiva che risponda alle sfide della società per quanto riguarda la garanzia della parità di accesso e di opportunità per tutti; sottolinea che l'istruzione e la formazione di qualità, fra cui le opportunità e i programmi di apprendimento permanente per affrontare ogni forma di discriminazione, le disparità economiche e sociali nonché le cause di esclusione, sono essenziali per migliorare la coesione sociale e le vite dei giovani che sono svantaggiati a livello sociale ed economico nonché dei giovani appartenenti a gruppi minoritari ed evidenzia la necessità di proseguire gli sforzi per ridurre l'abbandono scolastico;

42.  chiede una maggiore inclusività nei settori dell'istruzione e della formazione per rispondere alle necessità delle persone con disabilità o con bisogni speciali e, nel contempo, sollecita un miglioramento della formazione degli insegnanti per conferire loro le competenze che li rendano capaci di includere, integrare e seguire gli studenti con disabilità;

43.  sottolinea che occorrerebbe esaminare e valutare gli effetti collaterali del processo di Bologna e la mobilità degli studenti; incoraggia gli Stati membri a compiere un maggior sforzo per rispondere agli obiettivi e garantire l'attuazione delle riforme decise nell'ambito del processo di Bologna e dei programmi di mobilità e ad adoperarsi per una collaborazione più efficace al fine di correggerne le imperfezioni, affinché riflettano meglio le esigenze degli studenti e dell'intera comunità accademica, promuovano e sostengano il miglioramento della qualità dell'istruzione superiore;

44.  raccomanda un più ampio coinvolgimento della comunità universitaria nel ciclo di lavoro ET2020;

45.   osserva che il processo di Bologna è all'origine di notevoli risultati e ritiene che gli istituti d'istruzione dovrebbero utilizzare in modo flessibile i moduli e il sistema europeo di trasferimento dei crediti (ECTS);

46.  si compiace degli sforzi per incrementare le iscrizioni alle discipline STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica), ma non a scapito degli studi umanistici che sono indispensabili per sfruttare adeguatamente le opportunità offerte dalle discipline STEM;

47.  evidenzia che il conseguimento di un risultato finanziario non dovrebbe costituire un requisito preliminare per tutte le attività accademiche e, a tal riguardo, chiede sforzi per garantire che gli studi umanistici non rischino di scomparire dal panorama della ricerca;

48.  raccomanda una visione più olistica che ponga l'accento sull'importanza di una varietà di discipline nell'ambito dell'istruzione e della ricerca;

49.  raccomanda il passaggio a programmi di mobilità concepiti in termini di risultati qualitativi che rispondano alle priorità e servano agli obiettivi consolidati di apprendimento e formazione; chiede un'adeguata attuazione delle proposte della Carta di qualità europea per la mobilità e un migliore utilizzo di tutti gli strumenti disponibili per preparare gli studenti al tipo di mobilità adeguato alle loro esigenze; incoraggia gli Stati membri a sfruttare appieno il potenziale dell'internazionalizzazione in patria, al fine di dare agli studenti che preferiscono non partecipare alla mobilità esterna una dimensione internazionale durante i loro studi;

50.  ribadisce la necessità di garantire l'accessibilità alle opportunità di mobilità, specialmente nella formazione professionale dei giovani svantaggiati e delle persone vittime di varie forme di discriminazione; sottolinea il ruolo fondamentale di programmi di mobilità quali Erasmus+ per promuovere lo sviluppo di abilità e competenze trasversali tra i giovani; mette in evidenza la necessità di potenziare l'agenda europea rinnovata per l'apprendimento degli adulti;

51.  sottolinea l'importanza di un quadro generale di riconoscimento delle qualifiche e dei diplomi come chiave di volta per assicurare la mobilità transfrontaliera nel campo dell'istruzione e del lavoro;

52.  chiede maggiore impegno nella convalida dell'apprendimento non formale e informale, compresi i servizi volontari, e lo sviluppo di strumenti di riconoscimento per la conoscenza e le competenze acquisite in ambiente digitale;

53.  rileva che occorrerebbe prestare particolare attenzione alla semplificazione e razionalizzazione degli strumenti UE esistenti in materia di competenze e qualifiche rivolte al grande pubblico, al fine di rafforzare la sensibilizzazione, in linea con i risultati del sondaggio della Commissione condotto nel 2014 sullo "Spazio europeo delle abilità e delle qualifiche";

Migrazione e istruzione

54.  sottolinea che le sfide poste dalla migrazione sia all'interno che all'esterno dell'Europa ai sistemi educativi e l'attuale crisi dei rifugiati e in campo umanitario dovrebbero essere affrontate a livello europeo, nazionale e regionale;

55.  evidenzia che non fornendo ai migranti, ai rifugiati e ai richiedenti asilo un'istruzione e una formazione, se ne influenza negativamente la futura occupabilità, lo sviluppo della conoscenza dei valori culturali e sociali del paese ospite e, da ultimo, l'integrazione e il contributo alla società;

56.  chiede una migliore cooperazione tra l'UE e le autorità nazionali al fine di individuare il giusto approccio per un'integrazione rapida, completa e sostenibile di rifugiati e migranti nei sistemi di istruzione e formazione;

57.  accoglie con favore la decisione di integrare l'istruzione dei migranti in tutta l'attività dei gruppi di lavoro ET2020 e di tenere attività di apprendimento tra pari nella loro fase iniziale;

58.   evidenzia l'esigenza di una cooperazione tra i ministeri dell'istruzione degli Stati membri e la DG EAC della Commissione, al fine di assicurare pari accesso a un'istruzione di elevata qualità, in particolare raggiungendo i più svantaggiati e le persone provenienti da ambienti diversi, compresi i migrati appena arrivati, integrandoli in un ambiente di apprendimento positivo;

59.  chiede misure per integrare nei sistemi educativi e di formazione i bimbi migranti, rifugiati e richiedenti asilo, sia intra che extraeuropei, e per aiutarli ad adeguarsi ai programmi e agli standard di apprendimento dello Stato membro ospite, sostenendo metodi innovativi di apprendimento e fornendo assistenza linguistica e, se necessario, assistenza sociale, come pure consentendo loro di familiarizzarsi con la cultura e i valori del paese ospite, salvaguardandone ad un tempo il patrimonio culturale;

60.  incoraggia gli Stati membri a considerare le possibilità di integrare insegnanti e accademici migranti nei sistemi educativi europei e di mettere a buon uso le loro competenze ed esperienze linguistiche e pedagogiche;

61.  raccomanda agli Stati membri e agli istituti di istruzione di offrire consulenza e supporto ai bimbi migranti, rifugiati e richiedenti asilo che intendono accedere ai servizi di istruzione fornendo informazioni chiare e punti di contatto visibili;

62.  esprime preoccupazione in quanto metà dei formatori di insegnanti nei paesi OCSE ritiene che i sistemi di formazione degli insegnanti non li preparino sufficientemente a gestire in modo efficace la diversità e incoraggia gli Stati membri interessati a garantire agli insegnanti un sostegno professionale continuo in tale ambito, dotandoli delle competenze pedagogiche necessarie sulle tematiche della migrazione e dell'acculturazione, nonché a consentire loro di sfruttare la diversità come una ricca fonte di apprendimento in classe; raccomanda un migliore sfruttamento del potenziale delle attività di apprendimento tra pari fra Stati membri;

63.  sostiene l'idea di istituire helpdesk e orientamenti per gli insegnanti che offrano loro tempestivo sostegno per affrontare i vari tipi di diversità in modo positivo e promuovendo il dialogo interculturale in classe, come pure una guida qualora si trovino di fronte studenti a rischio di radicalizzazione;

64.  sollecita la creazione di sinergie differenziate tra i gruppi di lavoro ET2020 e reti quali il gruppo di lavoro in materia di istruzione della rete per la sensibilizzazione alla radicalizzazione (RAN);

65.  chiede l'istituzione del competente gruppo di lavoro previsto dal piano di lavoro dell'Unione europea per la gioventù per il periodo 2016-2018;

66.  sottolinea l'esigenza di più programmi di apprendimento basati sulle lingue;

67.  chiede agli Stati membri di compiere sforzi per sviluppare e applicare rapidamente meccanismi per migliorare la comprensione e l'identificazione delle qualifiche dei migranti, dei rifugiati e dei richiedenti asilo, visto che molti di coloro i quali entrano nell'UE giungono senza alcuna prova delle proprie qualifiche formali;

68.  invita gli Stati membri a valutare come possano essere sviluppate le attuali forme di riconoscimento delle qualifiche professionali, includendo opportune verifiche del contesto educativo;

69.  ritiene che l'apprendimento non formale e informale possa essere uno strumento efficace per integrare positivamente i rifugiati nel mercato del lavoro e nella società;

70.  sottolinea l'importante ruolo dell'apprendimento non formale e informale, nonché della partecipazione ad attività sportive e di volontariato, nel promuovere lo sviluppo di competenze civiche, sociali e interculturali; mette in rilievo che alcuni paesi hanno realizzato significativi progressi nell'elaborazione del quadro normativo pertinente, mentre altri hanno difficoltà a definire strategie di convalida globali; sottolinea, pertanto, la necessità di sviluppare strategie globali per consentire la convalida;

71.  invita la Commissione e gli Stati membri ad agevolare le misure per gli studenti migranti, rifugiati e richiedenti asilo che si iscrivono alle università, fatte salve le norme e le competenze nazionali in materia di accesso all'istruzione e alla formazione; si compiace delle iniziative adottate al riguardo da una serie di università europee e incoraggia lo scambio delle migliori pratiche in tale ambito;

72.  sollecita la creazione di "corridoi educativi" che consentano agli studenti rifugiati o provenienti da zone di conflitto di iscriversi alle università europee anche attraverso corsi a distanza;

73.   invita gli Stati membri ad agevolare l'iscrizione degli studenti migranti a tutti i livelli di istruzione;

74.  ritiene che il programma Science4Refugees dovrebbe essere valutato e, ove necessario, ulteriormente sviluppato; raccomanda un sostegno a livello UE e nazionale agli enti senza scopo di lucro che forniscono assistenza agli accademici migranti, rifugiati e richiedenti asilo in campo scientifico e in altri ambiti professionali;

75.  rileva che la fuga di cervelli presenta dei rischi per gli Stati membri, soprattutto quelli dell'Europa centro/orientale e meridionale dove un numero crescente di giovani laureati è costretto ad emigrare; esprime preoccupazione per il fatto che i gruppi di lavoro ET2020 non sono riusciti ad affrontare adeguatamente il concetto di mobilità squilibrata e sottolinea la necessità di affrontare il problema a livello nazionale e UE;

76.  sottolinea il ruolo fondamentale dell'istruzione e della formazione per l'emancipazione femminile in tutte le sfere della vita; evidenzia la necessità di affrontare le disparità di genere e di riconoscere le esigenze specifiche delle giovani donne, inserendo la prospettiva di genere in ET2020; sottolinea che, siccome l'uguaglianza tra uomini e donne è uno dei valori fondanti dell'UE, è necessario che tutti gli istituti di educazione sanciscano e applichino tale principio tra i loro studenti, al fine di favorire la tolleranza, la non discriminazione, la cittadinanza attiva, la coesione sociale e il dialogo interculturale;

77.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1)

GU C 119 del 28.5.2009, pag. 2.

(2)

GU C 70 dell'8.3.2012, pag. 9.

(3)

http://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?qid=1462876140944&uri=CELEX:52015DC0408

(4)

GU C 417 del 15.12.2015, pag. 25.

(5)

GU C 372 del 20.12.2011, pag. 31.

(6)

GU C 327 del 4.12.2010, pag. 11.

(7)

GU C 64 del 5.3.2013, pag. 5.

(8)

GU C 183 del 14.6.2014, pag. 22.

(9)

GU C 183 del 14.6.2014, pag. 30.

(10)

GU C 17 del 20.1.2015, pag. 2.

(11)

GU C 172 del 27.5.2015, pag. 17.

(12)

GU C 417 del 15.12.2015, pag. 36.

(13)

http://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?qid=1389778594543&uri=CELEX:52012DC0669

(14)

GU C 398 del 22.12.2012, pag. 1.

(15)

GU L 394 del 30.12.2006, pag. 10.

(16)

http://ec.europa.eu/education/news/2015/documents/citizenship-education-declaration_en.pdf

(17)

http://ec.europa.eu/education/policy/vocational-policy/doc/2015-riga-conclusions_en.pdf

(18)

http://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/PDF/?uri=CELEX:52008DC0423&from=de

(19)

http://eacea.ec.europa.eu/education/eurydice/documents/thematic_reports/125en.pdf

(20)

GU L 394 del 30.12.2006, pag. 5.

(21)

http://ec.europa.eu/education/tools/docs/university-business-forum-brussels_en.pdf

(22)

http://www.cedefop.europa.eu/files/3052_en.pdf

(23)

Testi approvati, P8_TA(2015)0292.

(24)

Testi approvati, P8_TA(2015)0107.

(25)

Testi approvati, P8_TA(2015)0418.

(26)

Testi approvati, P8_TA(2016)0107.


MOTIVAZIONE

L'esercizio di valutazione globale del quadro ET2020 è stato condotto dalla Commissione, in collaborazione con gli Stati membri, nel 2014. La Commissione e il Consiglio hanno accolto una serie di raccomandazioni formulate dai soggetti interessati al fine di aumentare il valore aggiunto del quadro e di ottimizzarne l'efficacia. Vale la pena sottolineare che la relazione congiunta elaborata dalla Commissione e dal Consiglio nel novembre 2015 affronta il problema del complesso panorama dell'ET2020 che non è sempre stato chiaramente compreso da alcuni partecipanti e da una parte della più vasta comunità. È stato potenziato il ruolo degli organi informali di governance e sono stati istituiti circuiti di feedback tra i gruppi di lavoro e le direzioni generali o i gruppi ad alto livello. Alcuni Stati membri dovrebbero ancora migliorare il modo in cui interagiscono con le strutture formali e informali inviando le persone giuste alle riunioni giuste e riducendo al minino il ricorso alle sostituzioni.

In linea con le raccomandazioni formulate dalle parti interessate nel dicembre 2015, la Commissione ha definito i mandati della nuova generazione di gruppi di lavoro, delineandone la struttura di lavoro e i risultati da raggiungere. E' fondamentale che ai gruppi di lavoro partecipino varie parti interessate con competenze adeguate alle specificità di ciascun organismo e quindi le informazioni sul bando pubblico per la presentazione delle richieste di adesione devono essere diffuse tra le associazioni delle parti interessate a livello europeo. È altrettanto importante coinvolgere maggiormente esperti indipendenti in materia di formazione nell'attività dei gruppi di lavoro e di altri organi ET2020. È necessario uno stretto dialogo tra la Commissione, gli Stati membri e le parti interessate in materia di istruzione e tale dialogo deve avvenire per mezzo di riunioni periodiche di consultazione e di coordinamento al fine di garantire un vero e proprio follow-up delle raccomandazioni sviluppate da riunioni della società civile in materia di istruzione. Nel corso di un nuovo ciclo di lavoro, i risultati finali delle iniziative europee e nazionali in materia di formazione e di istruzione dovrebbero essere meglio comunicati e diffusi per consentire ai messaggi principali di raggiungere un pubblico più ampio e di soddisfare lo scambio di conoscenze.

L'istruzione e la formazione sono importanti nell'aiutare le persone ad acquisire le conoscenze e le competenze professionali di cui necessitano per diventare lavoratori competitivi e innovativi. Tali elementi potrebbero, inoltre, svolgere ruolo importante nel formare esseri umani aperti, empatici, curiosi e cittadini responsabili, con un forte senso di identità, una profonda conoscenza della loro cultura e del loro patrimonio e che riconoscono e onorano i valori condivisi europei. Dovremmo rallegrarci del fatto che la dichiarazione di Parigi dei ministri dell'istruzione del 17 marzo 2015 abbia trovato riscontro nella relazione congiunta e che si sia proceduto alla ricalibrazione di ET2020 mettendo sullo stesso piano gli obiettivi in materia di occupabilità con la promozione della coesione sociale, l'uguaglianza, la non discriminazione e le competenze civiche.

Negli ultimi dieci anni, è aumentato il numero di persone che hanno avuto accesso ad una istruzione formale ma, allo stesso tempo, l'Europa registra ancora livelli senza precedenti di disoccupazione giovanile, che colpisce anche i laureati. Tra il 2011 e il 2014, il tasso di disoccupazione medio dell'UE-28 è aumentato maggiormente tra quei giovani (25-29 anni) che avevano completato l'istruzione terziaria (+12,9%). Gli sforzi per coltivare le economie della conoscenza e promuovere l'inclusione sociale sono riflessi nel duplice obiettivo principale della strategia Europa 2020: una parte fissa una soglia minima per il livello di istruzione; l'altra riguarda l'espansione dei livelli più elevati di istruzione. Gli esperti segnalano che l'incidenza della partecipazione di massa all'istruzione superiore sta provocando un incremento della disuguaglianza nei sistemi educativi. Con la crescita del sistema, si accentua la differenza tra gli istituti di livello superiore e inferiore in ogni paese, con effetti negativi sulla qualità dell'istruzione, le prospettive di occupabilità dei laureati e la coesione sociale. Per questo motivo, il conseguimento di parametri specifici in materia di livello di istruzione dovrebbe essere accompagnato da una forte attenzione nei confronti del miglioramento della qualità della formazione a tutti i livelli. I responsabili politici dovrebbero altresì sfuggire al richiamo di una accademizzazione artificiale di specifiche professioni e di tassi forzati di istruzione superiore, elementi controproducenti e che comportano un uso improprio dei fondi pubblici.

È positivo il fatto che il sostegno a favore degli educatori sia stato individuato come uno dei nuovi settori prioritari di ET2020, dal momento che la qualità della preparazione degli insegnanti e i programmi di sviluppo professionale permanente sono ancora in ritardo rispetto all'aumento della gamma e della complessità delle competenze necessarie oggigiorno per insegnare. Sarebbe opportuno prestare particolare attenzione alle esigenze dei vari tipi di studenti, come quelli appartenenti a minoranze etniche o religiose, i bambini a basso reddito o i bambini figli di immigrati che sono ora al centro di un rinnovato interesse alla luce dell'accelerazione della mobilità intra-europea e della crisi dei rifugiati in corso.

I problemi dell'Europa, come l'ampliamento dei divari di reddito, la segregazione culturale, la crescente radicalizzazione religiosa e politica a destra e a sinistra, l'erosione dei valori e un crescente senso di disorientamento assiologico, non possono essere affrontati in modo significativo senza rafforzare i legami tra scuole e famiglie e senza riconoscere che i genitori sono i primi responsabili per l'educazione dei propri figli. Un ambiente familiare favorevole può contribuire non solo a contrastare la povertà educativa, ma anche a compensare il richiamo dell'estremismo violento tra i giovani. È importante che i genitori come educatori fungano da modelli per i figli, sviluppino i loro valori morali e civili, creino in casa un'atmosfera di apertura, dando responsabilità ai ragazzi e permettendo loro di partecipare in modo significativo alle decisioni che riguardano la loro vita. Il dibattito contemporaneo dovrebbe dare risalto al ruolo dei genitori nella formazione e gli stessi genitori dovrebbero ricevere un sostegno adeguato per costruire le competenze necessarie a sviluppare una genitorialità positiva. È quindi importantissimo coinvolgere le associazioni dei genitori nel lavoro di ET2020 e promuovere lo scambio di buone pratiche in materia di cooperazione scuola-famiglie.

Le relazioni pubblicate dalla comunità accademica hanno sollevato preoccupazioni quanto al fatto che gli accademici, che una volta avevano un atteggiamento generalmente positivo nei confronti del processo di Bologna, hanno ora un atteggiamento più negativo al riguardo. Nello spazio europeo dell'istruzione superiore (SEIS) si segnala un peggioramento delle condizioni di insegnamento legato alla burocratizzazione, una diminuzione della qualità dell'apprendimento causata dalla frammentazione dei programmi universitari e una eccessiva focalizzazione sulla "competenza" in un ristretto campo di conoscenza piuttosto che un'immersione in una vasta gamma di studi universitari nonché, purtroppo, un declino nella libertà accademica. Allo stesso tempo, i datori di lavoro si lamentano delle competenze dei laureati e sono critici nei confronti di una nuova struttura dei corsi di laurea, sottolineando che la durata di una laurea triennale non è sufficiente a soddisfare le esigenze del mercato del lavoro. In qualsiasi valutazione dei risultati positivi del processo di Bologna non dovrebbero essere trascurati i notevoli problemi causati dall'armonizzazione delle pratiche educative in Europa che dovrebbero invece essere affrontati con urgenza dai responsabili politici. Sarebbe opportuno prestare una particolare attenzione alla risoluzione del problema della rigida trasposizione delle ore settimanali in punti ECTS, alla mancanza di riconoscimento della laurea triennale come qualifica professionale e all'onere che rappresenta l'applicazione di un volume enorme di regolamenti.

Il programma di mobilità Erasmus costituisce un grande risultato nella cooperazione europea in materia di istruzione che, nel solo 2013-2014, ha permesso a 272 000 studenti e a 57 500 operatori di beneficiare delle conoscenze e delle competenze di istituti esteri, di esplorare nuove culture e di sviluppare le loro competenze trasversali e capacità linguistiche. Parallelamente, la ricerca condotta sui fattori di mobilità internazionale degli studenti evidenzia che la mobilità degli studenti Erasmus è probabilmente motivata principalmente da criteri legati al consumo, come dimostra il notevole richiamo esercitato da paesi con un clima più caldo, elemento che suscita qualche dubbio sul fatto che gli obiettivi accademici che hanno giustificato l'avvio del programma vengano effettivamente realizzati. Gli esperti sottolineano che i trasferimenti tra università mediocri non determinano eccellenza accademica e potrebbero anche essere nocivi per la qualità dell'istruzione e della formazione, nonché per la percezione della mobilità, e hanno pertanto chiesto un salto di qualità nelle politiche di mobilità al fine di incoraggiare una mobilità strettamente collegata agli obiettivi di apprendimento.

L'intensificazione della mobilità intra-europea e l'attuale crisi dei rifugiati hanno creato sfide significative per i sistemi di istruzione e di formazione nazionali. Attualmente, le classi sono più eterogenee che mai e comprendono studenti che hanno bisogno di un'assistenza supplementare per adattarsi ai nuovi programmi di studio, ai requisiti accademici, ai metodi di insegnamento e spesso anche a nuove lingue e norme culturali. Gli insegnanti hanno bisogno di un sostegno supplementare, all'inizio della loro formazione e durante tutta la loro carriera, grazie a corsi permanenti di perfezionamento professionale, affinché possano insegnare con efficacia ai bambini immigrati per facilitarne l'integrazione nella società ospitante pur promuovendo la conservazione e lo sviluppo del loro patrimonio culturale Esistono profonde disparità, in termini di povertà educativa, tra gli studenti autoctoni e quelli nati all'estero (competenze ridotte nella capacità di lettura: 30,7% contro il 16,2%; matematica: 30,7% contro il 20,5%; scienze: 29,9% contro 15,1%) e la correlazione tra competenze ridotte e lo status socio-economico dei genitori migranti indica la necessità di una vasta gamma di azioni politiche, compresa l'assistenza linguistica e l'accompagnamento dei genitori. Va sottolineato che il successo registrato dagli Stati membri in materia di riduzione dei differenziali di riuscita tra immigrati di prima e seconda generazione varia in modo significativo, il che suggerisce che, in alcuni paesi, l'integrazione di studenti immigrati è relativamente riuscita, mentre in altri paesi sono stati compiuti scarsi progressi tra la prima e seconda generazione. L'utilizzazione del quadro ET2020 per condividere esempi di buone pratiche tra i paesi che hanno un'esperienza storica nella gestione della diversità e quelli per i quali i flussi migratori sono un'esperienza nuova porterebbe il valore aggiunto della cooperazione europea all'istruzione. Non bisogna sottovalutare il potenziale del dialogo interattivo tra paesi – un nuovo strumento della cooperazione ET2020.

Sono necessarie misure urgenti a livello nazionale ed europeo, anche nel quadro ET2020, nel campo dell'istruzione e della formazione per gli adulti richiedenti asilo che sono arrivati di recente in Europa. L'istruzione è la chiave per l'integrazione e l'occupabilità e se i sistemi nazionali non sono in grado di raccogliere questa sfida si rischia di provocare un aggravamento delle divisioni sociali e della segregazione culturale, e quindi di intensificare la tendenza già esistente alla formazione di società parallele. È altresì importante evitare la fuga dei cervelli o lo spreco di risorse di migranti altamente qualificati per il loro bene come pure per il bene dei paesi ospitanti.

Sarebbe auspicabile una decisione della Commissione intesa a garantire una copertura orizzontale della migrazione in tutti i mandati dei gruppi di lavoro e a svolgere attività di apprendimento tra pari per individuare le buone pratiche per una efficace integrazione dei migranti già nelle prime fasi del ciclo di vita dei gruppi di lavoro.


ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

26.4.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

22

3

3

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Isabella Adinolfi, Dominique Bilde, Andrea Bocskor, Nikolaos Chountis, Silvia Costa, Jill Evans, María Teresa Giménez Barbat, Giorgos Grammatikakis, Petra Kammerevert, Andrew Lewer, Svetoslav Hristov Malinov, Stefano Maullu, Luigi Morgano, Momchil Nekov, Michaela Šojdrová, Yana Toom, Helga Trüpel, Sabine Verheyen, Julie Ward, Bogdan Brunon Wenta, Bogdan Andrzej Zdrojewski, Milan Zver, Krystyna Łybacka

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Therese Comodini Cachia, Mary Honeyball, Ilhan Kyuchyuk, Martina Michels, Jadwiga Wiśniewska


VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

22

+

ALDE

Maria Teresa Giménez Barbat, Ilhan Kyuchyuk, Yana Toom

ECR

Jadwiga Wiśniewska

ENF

Dominique Bilde

PPE

Andrea Bocskor, Therese Comodini Cachia , Svetoslav Hristov Malinov, Stefano Maullu, Michaela Šojdrová, Sabine Verheyen, Bogdan Brunon Wenta, Bogdan Andrzej Zdrojewski, Milan Zver

S&D

Silvia Costa, Giorgos Grammatikakis, Mary Honeyball, Petra Kammerevert, Krystyna Łybacka, Luigi Morgano, Momchil Nekov, Julie Ward

3

-

EFDD

Isabella Adinolfi

Verts/ALE

Jill Evans, Helga Trüpel

3

0

ECR

Andrew Lewer

GUE/NGL

Nikolaos Chountis, Martina Michels

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

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