Procedura : 2016/2041(INI)
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A8-0196/2016

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PV 23/06/2016 - 2
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P8_TA(2016)0292

RELAZIONE     
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31.5.2016
PE 578.523v03-00 A8-0196/2016

sui progressi compiuti nel campo delle energie rinnovabili

(2016/2041(INI))

Commissione per l'industria, la ricerca e l'energia

Relatore: Paloma López Bermejo

Relatore per parere (*):

Marijana Petir, commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare

(*) Procedura con le commissioni associate – articolo 54 del regolamento

EMENDAMENTI
PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 PARERE della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare(*)
 PARERE della commissione per lo sviluppo regionale
 PARERE della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale
 ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sui progressi compiuti nel campo delle energie rinnovabili

(2016/2041(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare i suoi Titoli XX sull'ambiente e XXI sull'energia,

–  visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare i suoi Titoli IX sull'occupazione e XVIII sulla coesione economica, sociale e territoriale,

–  visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare il suo protocollo (n. 26) sui servizi di interesse generale e il suo protocollo (n. 28) sulla coesione economica, sociale e territoriale,

–  visti la relazione della Commissione dal titolo "Relazione sui progressi compiuti nel campo delle energie rinnovabili" (COM(2015)0293) e i piani nazionali,

–  visti la ventunesima Conferenza delle parti (COP 21) della convenzione quadro delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico (UNFCCC) e l'undicesima Conferenza delle parti che funge da riunione delle parti del protocollo di Kyoto (COP/MOP 11) svoltesi a Parigi, in Francia, dal 30 novembre all'11 dicembre 2015, nonché l'accordo di Parigi,

–  vista la comunicazione della Commissione dal titolo "Verso un piano strategico integrato per le tecnologie energetiche (piano SET): accelerare la trasformazione del sistema energetico europeo" (C(2015)6317),

–  vista la comunicazione della Commissione "Una strategia dell'UE in materia di riscaldamento e raffreddamento" (COM(2016)0051),

–  vista la comunicazione della Commissione dal titolo "Una tabella di marcia verso un'economia competitiva a basse emissioni di carbonio nel 2050" (COM(2011)0112);

–  viste le conclusioni del Consiglio europeo del 23-24 ottobre 2014,

–  vista la direttiva 2009/28/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2009, sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE(1),

–  visto il regolamento (UE) n. 1290/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 dicembre 2013, che stabilisce le norme in materia di partecipazione e diffusione nell'ambito del programma quadro di ricerca e innovazione (2014-2020) – Orizzonte 2020 e che abroga il regolamento (CE) n. 1906/2006(2),

–  vista la direttiva (UE) 2015/1513 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 settembre 2015, che modifica la direttiva 98/70/CE, relativa alla qualità della benzina e del combustibile diesel, e la direttiva 2009/28/CE, sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili(3),

–  visto lo studio del CESE sul ruolo della società civile nell'attuazione della direttiva dell'UE sulle energie rinnovabili dal titolo "Cambiare il futuro dell'energia: la società civile protagonista nella generazione di energia rinnovabile",

–  visto il piano d'azione per l'energia sostenibile del Patto dei Sindaci per il clima e l'energia,

–  vista la Convenzione di Aarhus del 25 giugno 1998 sull'accesso all'informazione, la partecipazione del pubblico al processo decisionale e l'accesso alla giustizia in materia di ambiente,

–  vista la sua risoluzione del 5 febbraio 2014 su un quadro per le politiche dell'energia e del clima all'orizzonte 2030(4),

–  vista la sua risoluzione del 14 ottobre 2015 sul tema "Verso il raggiungimento a Parigi di un nuovo accordo internazionale sul clima"(5),

–  vista la sua risoluzione del 15 dicembre 2015 sulla realizzazione dell'obiettivo del 10% per le interconnessioni elettriche – Preparare la rete elettrica europea per il 2020(6),

–  vista la sua risoluzione del 15 dicembre 2015 sui progressi verso un'Unione europea dell'energia(7),

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia e i pareri della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, della commissione per lo sviluppo regionale e della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale (A6-0196/2016),

A.  considerando che l'UE nel suo complesso è sulla buona strada per raggiungere gli obiettivi del 2020 in materia di energie rinnovabili, ma sono necessarie ulteriori azioni più vigorose in alcuni Stati membri;

B.  considerando che i costi delle energie rinnovabili sono significativamente diminuiti negli ultimi anni, il che, insieme ai progressi tecnologici relativi alla produzione e allo stoccaggio, ha reso l'energia rinnovabile sempre più competitiva rispetto all'energia da fonti convenzionali, offrendo un'opportunità unica di creare una vera politica energetica europea che promuoverebbe la competitività e ridurrebbe le emissioni di gas ad effetto serra; che la transizione verso un sistema energetico sostenibile e proiettato al futuro deve prevedere sforzi in favore dell'efficienza energetica, dell'energia rinnovabile, di un uso ottimale delle risorse energetiche, dello sviluppo tecnologico e delle infrastrutture intelligenti europei; che per creare crescita economica e posti di lavoro e assicurare che l'UE mantenga un ruolo guida globale nei citati settori è necessario un quadro normativo stabile e a lungo termine;

C.  considerando che, ai sensi dell'articolo 194 TFUE, la politica dell'Unione nel settore dell'energia deve garantire il funzionamento del mercato dell'energia e la sicurezza dell'approvvigionamento energetico, nonché promuovere l'efficienza energetica e il risparmio energetico, lo sviluppo di energie rinnovabili e l'interconnessione delle reti energetiche; che obiettivi vincolanti nazionali e dell'UE, obblighi tangibili in materia di pianificazione e di relazione e misure di autorizzazione sono stati motori fondamentali della certezza degli investimenti e dell'espansione della capacità delle energie rinnovabili nell'UE, nonché dell'infrastruttura di trasmissione e distribuzione;

D.  considerando che, conformemente all'accordo di Parigi della COP 21, la direttiva sull'energia rinnovabile necessita di essere adeguata per rispettare l'obiettivo concordato di limitare l'innalzamento della temperatura globale a 1,5°C rispetto ai livelli preindustriali; che un'economia basata totalmente sulle energie rinnovabili può essere realizzata solo riducendo i consumi energetici, aumentando l'efficienza energetica e sviluppando fonti di energia rinnovabili;

E.  considerando che le politiche ambiziose per le energie rinnovabili associate all'efficienza energetica, rappresentano una delle forze trainanti principali nella riduzione della dipendenza dalle importazioni dell'UE e della sua complessiva spesa energetica esterna e nel potenziamento della sicurezza energetica rispetto ai fornitori esterni; che l'UE importa oltre la metà di tutta l'energia che consuma, a un prezzo superiore a 1 miliardo di euro ogni giorno, pari a oltre il 20% delle importazioni totali; che la dipendenza dalle importazioni è particolarmente elevata per il petrolio grezzo, il gas naturale e il carbon fossile; che con il crescente ricorso a fonti rinnovabili, il risparmio sui costi dei combustibili di importazione è almeno dell'ordine di 30 miliardi di euro all'anno;

F.  considerando che lo sviluppo delle energie rinnovabili può contribuire a garantire la sicurezza e la sovranità energetiche, a eliminare la povertà energetica e a favorire lo sviluppo economico e la leadership tecnologica dell'UE, contrastando allo stesso tempo il cambiamento climatico; che le fonti di energia rinnovabile contribuirebbero ad offrire ai cittadini europei energia stabile, economicamente accessibile, sostenibile, con un'attenzione particolare ai più vulnerabili; che le fonti di energia rinnovabile dovrebbero consentire ai cittadini di beneficiare di approvvigionamenti energetici prevedibili e frutto di attività di autoproduzione;

G.  considerando che lo sviluppo di energia rinnovabile dovrebbe coincidere con lo sviluppo di un mercato interno dell'energia elettrica ben funzionante; considerando che l'Unione dell'energia deve basarsi su una transizione verso un sistema energetico sostenibile e lungimirante i cui pilastri fondamentali siano l'efficienza e il risparmio energetici, le energie rinnovabili e le infrastrutture intelligenti;

H.  considerando che le imprese dell'UE nel settore dell'energia rinnovabile, molte delle quali sono PMI, danno lavoro a 1,15 milioni di persone in Europa e possiedono il 40 % di tutti i brevetti per le tecnologie rinnovabili a livello mondiale rendendo, di conseguenza, l'UE un leader mondiale; che, secondo la Commissione, l'economia verde potrebbe creare, da qui al 2020, fino a 20 milioni di posti di lavoro, rappresentando anche un'importante opportunità di creazione di posti di lavoro nelle aree rurali; che i progetti delle PMI, delle cooperative e dei singoli cittadini svolgono un ruolo importante nell'innovazione e nello sviluppo del settore delle energie rinnovabili;

I.  considerando l'impegno della Commissione a fare dell'UE il leader mondiale nel campo delle energie rinnovabili, che costituisce altresì un elemento imprescindibile di politica industriale; che la Cina si è posta in prima linea a livello mondiale negli investimenti nelle fonti di energia rinnovabili, mentre gli investimenti in Europa sono scesi del 21%, da 54,61 miliardi di euro (62 miliardi di USD) nel 2014 a 42,99 miliardi di euro (48,8 miliardi di USD) nel 2015, l'importo più basso in nove anni;

J.  considerando che gli investimenti continui in energie rinnovabili richiedono sia una leadership e un impegno ambiziosi a livello pubblico e privato, sia un quadro di politiche a lungo termine, stabile e affidabile in linea con gli impegni climatici dell'UE risultanti dall'accordo di Parigi sul clima, che presenta elevate potenzialità relative alla creazione di posti di lavoro e alla crescita in Europa;

K.  considerando che obiettivi ambiziosi e realistici - la partecipazione, il controllo e la vigilanza pubblici, norme politiche chiare e semplici, sostegno a livello locale, regionale, nazionale ed europeo e l'impegno di tutte le parti interessate, comprese le parti sociali (che riuniscono rappresentanti dei lavoratori e industria) e altre organizzazioni della società civile - sono fondamentali e devono essere ulteriormente rafforzati per il successo dello sviluppo delle energie rinnovabili;

L.  considerando l'importanza del rispetto dei diritti di proprietà nel promuovere l'energia rinnovabile;

M.  considerando che l'energia rinnovabile offre un'opportunità per una maggiore democrazia energetica sui mercati energetici consentendo ai consumatori di partecipare attivamente al mercato dell'energia su un piano di parità con le altre parti interessate, di produrre e consumare autonomamente, stoccare e vendere l'energia rinnovabile da loro stessi prodotta, individualmente o attraverso una gestione collettiva, nonché attraverso gli investimenti pubblici e privati, comprese forme decentrate di produzione di energia avviati da città, regioni e autorità pubbliche locali; che i progetti di energia rinnovabile dovrebbero permettere un maggiore controllo da parte dei cittadini sul loro consumo di energia e sulla transizione energetica e promuovere il loro coinvolgimento diretto nel sistema energetico, anche attraverso meccanismi di investimento;

N.  considerando che l'energia eolica offshore nella regione del Mare del Nord ha il potenziale per fornire oltre l'8 % dell'approvvigionamento energetico europeo entro il 2030;

O.  considerando che alcuni Stati membri dell'Europa centrale e orientale dipendono maggiormente da un unico fornitore di combustibili fossili; che con le energie rinnovabili sono stati risparmiati combustibili fossili di importazione per un ammontare equivalente di 30 miliardi di euro, e che il consumo di gas naturale è stato ridotto del 7 % favorendo, di conseguenza, l'indipendenza e la sicurezza energetica dell'Europa, che rimane il principale importatore di energia al mondo;

I progressi sulle rinnovabili

1.  accoglie con favore gli impegni della Commissione in materia di energie rinnovabili; ritiene, in relazione alla direttiva sulle energie rinnovabili, che l'attuale combinazione di obiettivi nazionali vincolanti, piani di azione nazionali per le energie rinnovabili e controllo biennale abbia costituito il fattore trainante per lo sviluppo delle capacità di produrre energia rinnovabile negli Stati membri dell'UE; sollecita la Commissione a garantire la piena attuazione della direttiva 2020 in materia di energie rinnovabili e a presentare un quadro normativo ambizioso per il periodo successivo al 2020; sottolinea, a questo proposito, la necessità di un quadro regolamentare stabile a lungo termine, che includa obiettivi in materia di energie rinnovabili a livello nazionale e dell'UE, coerenti alla traiettoria più efficace per il conseguimento degli obiettivi climatici dell'Unione a lungo termine (2050);

2.  rileva con soddisfazione che l'UE è sulla buona strada per raggiungere il suo obiettivo per il 2020, ma esprime la propria preoccupazione per il gran numero di paesi (Belgio, Francia, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Spagna e Regno Unito) che, secondo la relazione 2015 della Commissione sui progressi compiuti nel campo delle energie rinnovabili nel periodo 2014-2020, potrebbero dover rafforzare le loro politiche e i loro strumenti per soddisfare i loro obiettivi per il 2020, mentre tale raggiungimento è altresì incerto per Ungheria e Polonia; invita gli Stati membri in ritardo ad adottare misure supplementari per tornare sulla buona strada; accoglie con favore il fatto che, con largo anticipo, sono già stati raggiunti o saranno raggiunti a breve gli obiettivi per il 2020 da parte di alcuni Stati membri, come ad esempio Bulgaria, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Croazia, Italia, Lettonia, Lituania, Austria, Romania, Finlandia e Svezia;

3.  deplora che la relazione della Commissione sui progressi compiuti nel campo delle energie rinnovabili non presenti raccomandazioni specifiche per paese per adeguare le loro politiche e i loro strumenti onde garantire il conseguimento dei loro obiettivi per il 2020; sottolinea che l'accessibilità ai capitali è di fondamentale importanza, ma che il costo del capitale ha subito notevoli variazioni nei paesi nell'UE a 28, con un conseguente divario nord-ovest - est/sud; rileva che l'esistenza di numerose politiche differenti per la promozione dell'energia rinnovabile rischia di ampliare ulteriormente il divario di competitività fra gli Stati dell'UE; ribadisce la necessità di un meccanismo finanziario dell'UE volto a ridurre gli elevati costi del capitale legati al rischio e relativi ai progetti di energia rinnovabile;

4.  sottolinea a tale riguardo l'importanza di identificare e condividere le migliori pratiche in termini di politiche nazionali sulle energie rinnovabili e di promuoverne l'adozione conformemente a un modello europeo più convergente, favorendo una maggiore cooperazione e un maggiore coordinamento tra Stati membri; invita la Commissione a mantenere il suo ruolo nel monitorare il progresso delle energie rinnovabili e a sostenerne attivamente lo sviluppo; sottolinea l'importanza di valutare le energie da fonti rinnovabili quanto alla loro competitività, sostenibilità, al efficacia in termini di costi e al contributo alla stabilità geopolitica e al raggiungimento degli obiettivi relativi al cambiamento climatico;

5.  riconosce l'importante ruolo svolto dai piani nazionali e dagli obblighi in materia di rendicontazione sul monitoraggio del progresso degli Stati membri e ritiene che questi obblighi dovrebbero essere mantenuti per il periodo successivo al 2020; riconosce che la determinazione del mix energetico degli Stati membri rimane una competenza nazionale nel contesto dell'articolo 194 TFUE, con ciascuno Stato membro che promuove lo sviluppo delle proprie forme rinnovabili di energia, in modo tale che i mix energetici restino ampiamente diversificati;

6.  sottolinea l'importanza di procedure amministrative semplici, economicamente accessibili ed efficienti;

7.  invita la Commissione a includere un'analisi dell'impatto delle energie rinnovabili sul costo e sui prezzi, in particolare i prezzi per le famiglie, nelle future relazioni sullo stato di avanzamento delle energie rinnovabili;

8.  sottolinea l'importanza di una proposta legislativa dell'UE in materia di norme per il mercato dell'energia, poiché un mercato più integrato è fondamentale per lo sviluppo delle rinnovabili, e per la riduzione dei costi energetici per le famiglie e per l'industria;

9.  sottolinea l'importanza di meccanismi di sostegno per le energie rinnovabili, stabili ed efficaci sotto il profilo dei costi, per investimenti a lungo termine che rimangano reattivi e adattabili a breve termine e siano adeguati alle necessità e ai contesti, permettendo una graduale soppressione dei sussidi per le tecnologie rinnovabili sufficientemente mature; accoglie con favore il fatto che numerose tecnologie nel campo delle energie rinnovabili stiano divenendo rapidamente competitive, sotto il profilo dei costi, rispetto alle forme convenzionali; sottolinea che la transizione energetica dipende dalla trasparenza, dalla coerenza e dalla continuità di quadri giuridici, finanziari e normativi al fine di rafforzare la fiducia degli investitori; si rammarica delle modifiche retroattive ai meccanismi di sostegno alle energie rinnovabili che alterano il ritorno sugli investimenti già effettuati; invita gli Stati membri ad annunciare sempre qualsiasi adeguamento dei regimi di sostegno alle rinnovabili e a procedere ad ampie consultazioni con le parti interessate con largo anticipo; invita la Commissione a controllare la compatibilità dei regimi di sostegno nazionali con gli orientamenti della Commissione europea al fine di evitare inutili ritardi nella loro attuazione e ridurre al minimo eventuali distorsioni del mercato;

10.  sottolinea che le attività di ricerca e sviluppo giocano un ruolo fondamentale nello sviluppo delle energie rinnovabili; ricorda l'obiettivo del Parlamento dell'85 % di finanziamento per l'energia non fossile nel capitolo energia di Orizzonte 2020; invita la Commissione europea e gli Stati membri ad agevolare ulteriormente l'uso efficace di tutti i vigenti regimi di finanziamento e a garantire l'accesso al capitale, in particolare per le PMI, e a sostenere la ricerca e lo sviluppo nel campo delle energie rinnovabili, il loro stoccaggio e lo sviluppo dei prodotti collegati, per rendere più competitivo il comparto europeo delle rinnovabili, consentire un migliore utilizzo delle energie rinnovabili ed evitare di ampliare ulteriormente il divario di competitività fra i paesi dell'UE;

11.  sottolinea che lo stoccaggio dell'energia elettrica può contribuire a fornire flessibilità nel sistema elettrico dell'UE e a bilanciare le fluttuazioni derivanti dalla produzione di energia rinnovabile; ribadisce che l'attuale direttiva 2009/72/CE sull'energia elettrica non cita lo stoccaggio e sottolinea la necessità che la prossima revisione di tale direttiva tenga in considerazione i molteplici servizi che possono essere forniti dallo stoccaggio di energia; ritiene che un chiarimento sulla posizione dello stoccaggio permetterebbe ai gestori dei sistemi di trasmissione e delle reti di investire nei servizi di stoccaggio di energia;

12.  sottolinea che i regimi di sostegno devono essere focalizzati, a tutti i livelli, sulle tecnologie ad alto potenziale per ridurre i costi delle rinnovabili e/o aumentare la quota delle rinnovabili nel mercato;

13.  ritiene che la futura strategia in materia di ricerca e sviluppo debba concentrarsi sul sostegno allo sviluppo di reti e città intelligenti; ritiene inoltre che l'elettrificazione dei trasporti, il caricamento dei veicoli intelligenti e la tecnologia di collegamento fra rete e veicoli potrebbero contribuire in modo significativo al miglioramento dell'efficienza energetica e del potenziale utilizzo delle fonti di energia rinnovabile;

14.  ritiene che il FESR e il Fondo di coesione possano contribuire alla realizzazione degli obiettivi fissati dalla direttiva 2009/28/CE e dal quadro per il clima e l'energia 2030, come pure al finanziamento della ricerca e dell'innovazione in relazione alla generazione di energia da fonti rinnovabili, sostenendo nel contempo la creazione di posti di lavoro e la crescita economica; sottolinea l'importanza della concentrazione tematica nella politica di coesione, in quanto dovrebbe contribuire a canalizzare gli investimenti verso un'economia a basse emissioni di carbonio, comprese le energie rinnovabili, soprattutto alla luce del ruolo di primo piano dell'obiettivo tematico "Sostegno alla transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio in tutti i settori"; invita gli Stati membri a intensificare gli sforzi e a utilizzare al meglio le opportunità di finanziamento a tal fine, valorizzando nel contempo le opportunità di sviluppo e di creazione di posti di lavoro per le imprese locali; ricorda le disposizioni comuni del FESR e del Fondo di coesione a sostegno dell'ammissibilità dei progetti relativi all'efficienza energetica e all'utilizzo di fonti di energia rinnovabile in residenze private, edifici pubblici e imprese, e ritiene che l'integrazione del mercato regionale dell'energia rinnovabile, che potrebbe essere realizzata grazie a tale finanziamento, rappresenterebbe un contributo significativo della politica di coesione in tal senso;

15.  sottolinea la necessità di una maggiore cooperazione e di un maggiore coordinamento sia tra gli Stati membri e le regioni sia al loro interno e di un approccio integrato agli investimenti e ai finanziamenti pubblici per quanto riguarda il miglioramento tecnico, lo sviluppo e l'attuazione di reti intelligenti, l'adeguamento e la capacità della rete, il rilevamento intelligente, lo stoccaggio, la gestione della domanda, l'efficienza energetica e la produzione innovativa di energia rinnovabile;

16.  sottolinea che in molti Stati membri le reti sono semplicemente inadatte a ricevere l'energia elettrica generata da fonti rinnovabili variabili; sottolinea che la modernizzazione delle reti di energia è essenziale per apportare modifiche alla produzione e alla trasmissione;

17.  sollecita con urgenza un rafforzamento della trasparenza e della partecipazione pubblica, con il coinvolgimento sin dalle prime fasi di tutte le parti interessate nello sviluppo di piani nazionali per le energie rinnovabili; lamenta l'attuale mancanza di informazione riguardo all'attuazione delle disposizioni della direttiva sulle energie rinnovabili e sottolinea la necessità di relazioni biennali più dettagliate degli Stati membri; invita la Commissione a rafforzare il suo ruolo nel monitorare e sostenere il progresso delle energie rinnovabili; invita la Commissione a migliorare la trasparenza sull'impiego del suo potere esecutivo;

18.  sottolinea l'importanza della partecipazione di tutti i livelli di amministrazione, nonché delle associazioni, nella realizzazione di un modello europeo basato su fonti rinnovabili della produzione, del consumo e dell'auto-consumo di energia; invita la Commissione ad aumentare il proprio sostegno al Patto dei sindaci, all'iniziativa Città e comunità intelligenti e alle comunità 100 % FER, che permette di condividere conoscenze e migliori prassi;

19.  rileva che una maggiore cooperazione a livello regionale in materia di rinnovabili è la chiave per garantire l'ulteriore sviluppo delle fonti di energia rinnovabile;

20.  si compiace del fatto che nel 2013 l'utilizzo delle energie rinnovabili abbia evitato la produzione di circa 388 milioni di tonnellate lorde di emissioni di CO2 e abbia portato a una riduzione della domanda di combustibili fossili nell'Unione pari a 116 mtep;

Rinnovabili per il futuro

21.  sottolinea che gli obiettivi della direttiva sulle energie rinnovabili devono essere conformi agli obiettivi climatici concordati da 195 paesi a Parigi nel dicembre 2015; prende atto della proposta presentata dal Consiglio europeo relativa ad un obiettivo di almeno il 27 % di energia rinnovabile entro il 2030; ricorda che la richiesta del Parlamento in relazione alla definizione di obiettivi vincolanti pari ad una quota di almeno il 30% di energia da fonti rinnovabili nel consumo energetico deve essere attuata per mezzo di obiettivi nazionali al fine di garantire la necessaria sicurezza per gli investitori e la necessaria certezza del diritto; ritiene che, alla luce del recente accordo della COP 21, sia auspicabile un'ambizione considerevolmente superiore; ribadisce che obiettivi chiari e ambiziosi a tale riguardo costituiscono uno strumento per migliorare la certezza e assicurare una posizione di leadership all'UE a livello mondiale; invita la Commissione a presentare un pacchetto clima e energia per il 2030 più ambizioso, che innalzi l'obiettivo dell'Unione relativo alle fonti energetiche rinnovabili portandolo almeno al 30 %, prevedendone l'attuazione attraverso obiettivi nazionali individuali;

22.  sottolinea l'importanza della nuova legislazione riguardante l'assetto del mercato dell'energia rinnovabile per la creazione di un nuovo quadro adatto allo sviluppo delle energie rinnovabili, basato su regimi di sostegno affidabili e sulla piena partecipazione delle tecnologie rinnovabili al mercato;

23.  è consapevole del fatto che gli sgravi fiscali rappresentano un potente incentivo per effettuare la transizione dall'energia fossile alle energie rinnovabili, e sollecita la Commissione a procedere alla revisione della direttiva sulla tassazione dei prodotti energetici e delle norme in materia di aiuti di Stato che impediscono a tali incentivi di essere utilizzati al massimo delle loro potenzialità;

24.  sottolinea che gli obiettivi già concordati per il 2020 devono essere considerati come base minima in sede di revisione della direttiva sulle energie rinnovabili, affinché gli Stati membri, dopo il 2020, non possano scendere al di sotto del loro obiettivo nazionale stabilito per il 2020; evidenzia per il raggiungimento dell'obiettivo dell'UE in materia di energia rinnovabile per il 2030 è necessario uno sforzo a livello collettivo; sottolinea che gli Stati membri devono sviluppare i loro piani nazionali con tempismo e che la Commissione necessita di maggiori capacità di controllo, anche oltre il 2020, dotandosi di strumenti adeguati per un monitoraggio effettivo e tempestivo e mantenendo la possibilità di intervenire in caso di misure controproducenti; ritiene che il citato controllo sarà possibile solo se la Commissione definirà parametri nazionali a fronte dei quali verranno misurati i progressi realizzati dagli Stati membri in termini di diffusione delle rinnovabili;

25.  sottolinea il potenziale dello sviluppo dell'energia rinnovabile per l'Europa e l'importanza di condizioni favorevoli e a lungo termine per tutti gli attori del mercato;

26.  sottolinea l'importante contributo dell'energia rinnovabile alla riduzione delle emissioni totali di carbonio; sottolinea l'importanza dello sviluppo delle energie rinnovabili per la realizzazione degli obiettivi concordati alla COP 21;

27.  sottolinea che gli Stati membri dovrebbero aumentare il ricorso giustificato a trasferimenti statistici e lo sviluppo di meccanismi di cooperazione per raggiungere i loro obiettivi in conformità dell'articolo 6 della direttiva sulle energie rinnovabili; sottolinea l'importanza della cooperazione fra gli Stati membri, che sarebbe vantaggiosa per l'ottimizzazione del sistema, una fornitura efficiente e una maggiore riduzione dei costi delle energie rinnovabili; invita la Commissione ad offrire agli Stati membri maggiori incentivi, informazioni, un'analisi costi-benefici e orientamenti a tale riguardo;

28.  sottolinea la necessità di definire un sistema di governance solido, robusto e trasparente per garantire l'attuazione dell'obiettivo 2030 in materia di energie rinnovabili, con il dovuto rispetto delle competenze nazionali nel determinare il mix energetico, consentendo al contempo il pieno controllo democratico delle politiche energetiche; chiede una replica intensiva dell'efficace sistema attuale di obiettivi nazionali, di piani di azione nazionali per le energie rinnovabili e di relazioni biennali; ritiene che questi dovrebbero essere inclusi nella direttiva sulle energie rinnovabili, che deve garantire il monitoraggio affidabile, efficace e trasparente degli impegni degli Stati membri e l'attuazione della legislazione europea vigente, per preparare il terreno a un'Unione europea dell'energia ben funzionante;

29.  rileva l'importanza di modelli unici vincolanti per i piani nazionali sull'energia e sul clima al fine di garantire possibilità di raffronto, trasparenza e prevedibilità per gli investitori; ritiene che le traiettorie e la pianificazione delle politiche per ciascuno Stato membro debbano continuare a essere suddivise per settore, tecnologia e fonte;

30.  sollecita la Commissione europea a inserire nella legislazione un principio di salvaguardia per gli impianti di produzione di energia rinnovabile al fine di prevenire modifiche retroattive ai meccanismi di sostegno alle energie rinnovabili e assicurare la praticabilità economica delle risorse in essere;

31.  chiede la rimozione degli ostacoli burocratici inutili e la realizzazione di investimenti che consentano di raggiungere l'obiettivo del 10 % di interconnessione elettrica entro il 2020; sottolinea che una maggiore cooperazione regionale può contribuire a garantire l'ottimizzazione dei costi per l'integrazione delle rinnovabili e ridurre i costi per i consumatori; ricorda l'importanza di una consultazione e di una partecipazione pubbliche di ampio respiro, fin dalla fase iniziale, nella pianificazione dei nuovi progetti di infrastruttura energetica, tenendo al contempo in considerazione le condizioni locali; ricorda l'importanza dell'assistenza tecnica e di valutazioni di impatto ambientale per i progetti di produzione e distribuzione di energia rinnovabile;

32.  prende atto della dicotomia tra le competenze esistenti e i cambiamenti nelle richieste del mercato del lavoro che scaturiscono dallo sviluppo delle energie rinnovabili; sottolinea che le strategie relative all'istruzione/alla formazione attiva e alle competenze sono fondamentali per la transizione verso un'economia sostenibile e caratterizzata da un uso efficiente delle risorse; sottolinea l'importanza delle parti sociali, nonché delle autorità pubbliche, nello sviluppo di programmi di riqualificazione e di formazione;

33.  sottolinea la necessità di finanziamenti adeguati a livello di UE, da realizzarsi applicando fra l'altro la condizionalità dei fondi esistenti (Orizzonte 2020, Fondi strutturali e di coesione, Fondo europeo per gli investimenti strategici) e procedendo a una riduzione globale del rischio degli investimenti, per incentivare un largo impiego delle fonti di energia rinnovabile;

Energia comunitaria e dei cittadini

34.  ritiene che le autorità locali, le comunità, le famiglie e i singoli individui debbano costituire la struttura portante della transizione energetica e debbano essere sostenuti attivamente affinché possano diventare produttori e fornitori di energia in condizioni di parità con gli altri attori del mercato dell'energia; invita a stabilire, in questo contesto, una definizione ampia e comune del concetto di "prosumatore" a livello dell'UE;

35.  reputa di primaria importanza stabilire il diritto fondamentale all'autoproduzione e all'autoconsumo, nonché il diritto di stoccare e vendere a una tariffa equa l'energia elettrica eccedente;

36.  ricorda che gli Stati membri devono sviluppare, sulla base della partecipazione pubblica, una strategia energetica comunitaria e dei cittadini e descrivere, nei piani di azione nazionali, le modalità con cui intendono promuovere le cooperative energetiche e i progetti di energia rinnovabile di piccole e medie dimensioni, nonché le modalità con cui intendono tenere conto di tali realtà nel quadro giuridico, nelle politiche di sostegno e nell'accessibilità del mercato;

37.  sollecita l'introduzione di un nuovo capitolo dedicato all'energia comunitaria e dei cittadini nella direttiva sull'energia rinnovabile riveduta, al fine di eliminare i principali ostacoli amministrativi e di mercato nonché fornire un contesto di investimento più propizio per l'autoproduzione e l'autoconsumo di energia rinnovabile;

38.  rileva che non sono ancora in vigore procedure amministrative e per il rilascio di licenze adeguate per tutte le tecnologie in tutti i paesi; chiede agli Stati membri di eliminare gli ostacoli amministrativi e di mercato alle nuove capacità di autoproduzione, sostituire le lunghe procedure di autorizzazione con un semplice obbligo di notifica e creare "sportelli unici" efficienti per i permessi dei progetti, l'accesso alle reti e il sostegno mediante competenze tecniche e finanziarie, garantendo altresì l'accesso dei "prosumatori" a meccanismi alternativi di risoluzione delle controversie; sollecita la Commissione a garantire la piena attuazione e la piena continuità, nel periodo successivo al 2020, degli articoli 13 (procedure amministrative) e 16 (accesso e funzionamento delle reti) dell'attuale direttiva sull'energia rinnovabile;

39.  sottolinea l'importanza di tenere in considerazione le differenze tra micro, piccoli e grandi produttori; pone in evidenza la necessità di garantire condizioni e strumenti adeguati ai "prosumatori" (consumatori attivi di energia, come ad esempio i nuclei familiari – sia proprietari che inquilini – le istituzioni e le piccole aziende che si impegnano nella produzione di energia rinnovabile, su base individuale o collettiva attraverso cooperative e altre imprese o aggregazioni sociali) in modo da contribuire alla transizione energetica e agevolare la loro integrazione nel mercato energetico; raccomanda di ridurre al minimo possibile gli ostacoli amministrativi che si frappongono alla nuova capacità di autoproduzione, in particolare eliminando le restrizioni di accesso al mercato e alla rete; suggerisce di abbreviare e semplificare le procedure di autorizzazione passando a un semplice obbligo di notifica; suggerisce la possibilità di includere nella revisione della direttiva sulle energie rinnovabili disposizioni specifiche finalizzate alla rimozione delle barriere e alla promozione di sistemi comunitari/cooperativi in ambito energetico attraverso "sportelli unici" che si occupino dei permessi per i progetti e forniscano assistenza finanziaria e tecnica; incoraggia gli Stati membri a ricorrere alle esenzioni de minimis previste dagli orientamenti europei in materia di aiuti di Stato a favore dell'ambiente e dell'energia, in modo che i progetti di piccole e medie dimensioni continuino a beneficiare di tariffe di alimentazione dinamiche, esonerandoli da aste complesse;

40.  sottolinea l'importanza della partecipazione pubblica sin dalla fase iniziale, per sostenere progetti di energia rinnovabile rispettosi dell'ambiente, tenendo in considerazione anche il contesto locale;

41.  sottolinea la necessità di trovare un equilibrio, mediante una adeguata regolamentazione del mercato, tra lo sviluppo della produzione di energia centralizzata e decentrata in modo da garantire la non-discriminazione dei consumatori che non possono permettersi di diventare "prosumatori"; sottolinea la necessità di fornire servizi tecnici e amministrativi per la gestione collettiva della produzione di energia; sottolinea che l'autoproduzione e le fonti rinnovabili non sono la causa profonda dell'aumento dei costi dell'energia in Europa;

42.  sottolinea il fatto che una maggiore attenzione alla realizzazione dell'efficienza energetica in tutti i settori aiuterà l'UE a rafforzare la sua competitività e a sviluppare soluzioni innovative ed economicamente vantaggiose di risparmio energetico;

43.  pone l'accento sui vantaggi ambientali, economici e sociali di un approccio integrato in materia di energia e sulla necessità di promuovere le sinergie fra i settori dell'energia elettrica, del riscaldamento, del raffreddamento e dei trasporti, nonché le sinergie all'interno di essi; invita inoltre la Commissione a valutare in che modo le fonti flessibili di energia rinnovabile possano completare le fonti di energia variabile e in che modo questo dovrebbe essere preso in considerazione nella pianificazione energetica e nella definizione dei regimi di sostegno;

Elettricità

44.  sottolinea che la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili dovrebbe essere integrata nei sistemi di distribuzione a tutti i livelli, come pure nei sistemi di trasmissione, visti i cambiamenti orientati verso un modello di produzione energetica più flessibile e decentrato che tiene conto del mercato;

45.  rileva che le forme di produzione di energie rinnovabili non variabili, tra cui l'energia idroelettrica, possono essere mobilitate rapidamente, sono responsabili da un punto di vista ambientale e offrono una modalità per sostenere l'integrazione delle fonti rinnovabili variabili nel mercato;

46.  chiede un approccio integrato alla politica energetica che comprenda lo sviluppo e la regolamentazione della rete, lo stoccaggio, la gestione della domanda e il miglioramento dell'efficienza energetica, come pure l'aumento della quota di fonti di energia rinnovabile; sottolinea la necessità di evitare di bloccarsi su tecnologie che sono incompatibili con la decarbonizzazione;

47.  rileva che l'integrazione del mercato della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili necessita di mercati flessibili, sia dal lato della domanda, sia dal lato dell'offerta, e che a tale riguardo saranno necessari la costruzione, la modernizzazione e l'adattamento delle reti, come pure lo sviluppo di nuove tecnologie per lo stoccaggio;

48.  sottolinea la sostanziale importanza dell'elettrificazione dei sistemi di riscaldamento e di raffreddamento, dei trasporti e di altri settori per garantire una transizione veloce ed efficiente verso fonti di energia rinnovabili;

49.  sottolinea che, fintantoché il sistema dell'energia elettrica non sarà flessibile, l'accesso e il dispacciamento prioritari per le energie rinnovabili continueranno a essere necessari al fine di promuovere la modernizzazione della rete, l'impiego di sistemi di stoccaggio e la risposta alla domanda; invita la Commissione a presentare proposte volte a rafforzare e a chiarire le norme relative all'accesso e al dispacciamento prioritari per l'energia rinnovabile nel periodo successivo al 2020; sottolinea che la possibilità di eliminare progressivamente l'accesso e il dispacciamento prioritari dovrebbe essere analizzata in occasione della revisione di medio termine della futura direttiva sulle energie rinnovabili prevista entro il 2024;

50.  sottolinea la necessità di mantenere e rafforzare l'accesso prioritario alla rete e il dispacciamento prioritario dell'energia rinnovabile previsti dall'attuale direttiva sull'energia rinnovabile; chiede un quadro normativo per il periodo successivo al 2020 che garantisca un'adeguata compensazione dei tagli effettuati all'energia elettrica rinnovabile;

51.  prende atto della strategia della Commissione di aumentare i meccanismi di domanda-risposta; sottolinea che ciò non dovrebbe creare un ulteriore onere per i cittadini o un aumento dei costi dell'energia per il consumatore; sottolinea che i meccanismi di domanda-risposta potrebbero offrire l'opportunità di ridurre i costi energetici, pur sottolineando, nel contempo, che la partecipazione a una tariffazione dinamica o basata su meccanismi di domanda-risposta dovrebbe sempre rimanere un'opzione strettamente volontaria;

52.  ritiene che lo sviluppo di soluzioni per lo stoccaggio di energia elettrica rappresenterà un elemento indispensabile per lo sviluppo e l'integrazione di alti livelli di energia rinnovabile, contribuendo al bilanciamento della rete e fornendo mezzi di stoccaggio per l'energia rinnovabile prodotta in eccesso; chiede la revisione del quadro normativo vigente al fine di promuovere la diffusione dei sistemi di stoccaggio dell'energia ed eliminare gli attuali ostacoli;

53.  sottolinea che la questione delle strozzature elettriche continua a ostacolare il flusso libero di energia rinnovabile fra i confini degli Stati membri e continua a rallentare i progressi verso la creazione di un vero e proprio mercato interno dell'energia nell'Unione europea;

54.  sottolinea che i consumatori dovrebbero essere responsabilizzati e adeguatamente incentivati a partecipare ai mercati dell'energia; rileva che occorre fissare prezzi dinamici e basati sul mercato con un'internalizzazione dei costi sociali e ambientali in modo da stimolare nei consumatori risposte adeguate in termini di domanda e attivare la produzione necessaria, come pure agevolare un consumo intelligente ed efficiente; raccomanda alla Commissione di valutare ulteriormente il loro impatto su diversi gruppi di consumatori;

55.  sottolinea che taluni consumatori hanno modelli di consumo rigidi e potrebbero essere penalizzati da meccanismi potenziati di efficienza basati sui prezzi; sottolinea a tale proposito l'importanza di politiche di efficienza energetica, negli Stati membri, che prestino un'attenzione particolare ai consumatori in situazioni di vulnerabilità;

56.  ritiene che occorra un chiaro quadro normativo europeo sull'autoconsumo di energia rinnovabile e sulle comunità/cooperative di energia rinnovabile che tenga conto di tutti i benefici nel definire i meccanismi di remunerazione per la vendita delle eccedenze di produzione e i corrispettivi per l'accesso e l'utilizzo della rete; invita la Commissione e gli Stati membri a favorire l'autoproduzione energetica e la realizzazione e l'interconnessione di reti locali di distribuzione di energie rinnovabili, a integrazione delle politiche energetiche nazionali; sottolinea il fatto che i "prosumatori" dovrebbero poter accedere alla rete energetica e al mercato dell'energia a una tariffa equa e non dovrebbero essere penalizzati con tasse o costi aggiuntivi; esprime la propria preoccupazione per le iniziative adottate da taluni Stati membri per creare ostacoli all'esercizio dei diritti all'autoconsumo e all'autoproduzione;

57.  esorta gli Stati membri a utilizzare meglio l'energia da riscaldamento e da raffreddamento di origine geotermica;

Riscaldamento e raffreddamento

58.  si compiace della strategia di comunicazione della Commissione in materia di riscaldamento e raffreddamento, ma sottolinea la mancanza di progressi e la modestia degli obiettivi fissati per quanto riguarda il ricorso alle energie rinnovabili nel settore del riscaldamento e raffreddamento, in particolare negli edifici; sottolinea l'enorme potenziale insito nel continuo progresso nell'utilizzo delle energie rinnovabili per il riscaldamento e il raffreddamento; constata che il settore del riscaldamento e del raffreddamento rappresenta metà del consumo finale di energia dell'UE e che, di conseguenza, svolge un ruolo chiave per il raggiungimento degli obiettivi dell'Unione in materia di clima e fonti energetiche rinnovabili; riconosce i vantaggi derivanti da un maggiore impiego delle energie rinnovabili nel settore del riscaldamento e raffreddamento; sottolinea la maggiore flessibilità dell'infrastruttura e dello stoccaggio termici sotto il profilo di una migliore integrazione delle fonti rinnovabili variabili tramite lo stoccaggio dell'energia sotto forma di calore, il che assicura un elevato rendimento dell'investimento e offre possibilità di miglioramento della qualità dell'occupazione locale; invita la Commissione a colmare le lacune regolamentari nel quadro del pacchetto legislativo sulle energie rinnovabili post 2020;

59.  saluta con favore la comunicazione della Commissione in materia di riscaldamento e raffreddamento del febbraio 2016; ribadisce che gli sforzi nel settore del riscaldamento e del raffreddamento offrono elevate possibilità in termini di miglioramento della sicurezza energetica (dato che il 61 % del gas importato nell'Unione europea è utilizzato negli edifici, principalmente per il riscaldamento) ad esempio tramite lo sviluppo di reti per il teleriscaldamento/teleraffreddamento, che rappresentano mezzi efficaci per l'integrazione su larga scala di sistemi di riscaldamento sostenibile nelle città, in quanto possono distribuire simultaneamente calore prodotto da varie fonti e non sono intrinsecamente dipendenti da alcuna fonte specifica;

60.  accoglie favorevolmente la comunicazione della Commissione in materia di riscaldamento e raffreddamento, in cui si sottolinea la necessità di eliminare progressivamente i combustibili fossili, i quali rappresentano ancora il 75 % dei combustibili usati nel settore, e di sostituirli completamente con misure di efficienza energetica – una grande opportunità di ridurre il nostro uso di combustibili fossili – e con fonti rinnovabili;

61.  chiede ulteriori misure per lo sfruttamento del considerevole potenziale residuo dell'energia rinnovabile nei settori del riscaldamento e del raffreddamento, al fine di realizzare appieno gli obiettivi per il 2020; invita la Commissione a colmare le lacune regolamentari in tali settori nel quadro del pacchetto legislativo sulle rinnovabili post 2020;

62.  rileva che attualmente la biomassa è l'energia rinnovabile maggiormente utilizzata per il riscaldamento e che ad essa è riconducibile circa il 90 % del riscaldamento ottenuto da energia rinnovabile; segnala che, in Europa centro-orientale, essa svolge un ruolo chiave soprattutto nel rafforzare in modo sostenibile la sicurezza dell'approvvigionamento energetico;

63.  sottolinea la necessità di agevolare la transizione verso dispositivi di riscaldamento che utilizzino in modo efficiente le energie rinnovabili, garantendo al tempo stesso un sostegno adeguato e un potenziamento dell'informazione e dell'assistenza fornite ai cittadini in situazione di precarietà energetica;

64.  sottolinea la necessità di una definizione completa ed efficace di raffreddamento rinnovabile;

65.  sottolinea la necessità di rinnovare e sostenere la performance dei sistemi di teleriscaldamento e di teleraffreddamento, poiché le reti di teleriscaldamento e di teleraffreddamento possono utilizzare e immagazzinare l'elettricità prodotta da fonti rinnovabili e successivamente distribuirla agli edifici e agli stabilimenti industriali, aumentando di conseguenza la quota di riscaldamento e raffreddamento ottenuta da fonti rinnovabili;

66.  pone in evidenza il potenziale dei gruppi di "prosumatori", quali i nuclei familiari, le micro e piccole imprese, le cooperative e le autorità locali, ai fini dello sviluppo di sistemi energetici collettivi, come il teleriscaldamento, in grado di fornire in modo economicamente vantaggioso il riscaldamento e il raffreddamento utilizzando fonti di energia rinnovabili, e sottolinea altresì le numerose sinergie fra efficienza energetica ed energia rinnovabile;

67.  ritiene che occorra rafforzare le sinergie fra la direttiva sull'energia rinnovabile, la direttiva sull'efficienza energetica e la direttiva sulla prestazione energetica nell'edilizia, al fine di favorire l'utilizzo delle fonti rinnovabili per il riscaldamento e il raffreddamento;

68.  rileva che i progetti in materia di efficienza energetica relativi sia al riscaldamento che al raffreddamento rappresentano strumenti importanti per garantire modelli di consumo stabili e prevedibili e per contrastare la povertà energetica;

Trasporti

69.  prende atto del fatto che l'obiettivo del 10 % di rinnovabili entro il 2020 nel settore dei trasporti è considerevolmente lontano, in parte a causa delle sfide da superare per una strategia in materia di energia rinnovabile per i trasporti basata sui biocarburanti; richiama l'attenzione sul fatto che il settore dei trasporti è l'unico settore, nell'Unione, in cui le emissioni di gas a effetto serra sono aumentate dal 1990; ricorda che le energie rinnovabili sono fondamentali per conseguire una mobilità sostenibile; invita gli Stati membri ad aumentare gli sforzi per attuare misure sostenibili nel settore dei trasporti quali la riduzione della domanda, un trasferimento modale verso modi più sostenibili, una maggiore efficienza e l'elettrificazione del settore dei trasporti; sollecita la Commissione a sviluppare un quadro per la promozione dell'uso dei veicoli elettrici alimentati a energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili e a migliorare il quadro legislativo in modo che offra prospettive per i biocarburanti particolarmente efficienti in termini di emissioni di gas serra, tenendo conto del cambiamento indiretto di destinazione dei terreni (ILUC) nel periodo successivo al 2020;

70.  invita a mantenere e accrescere il parziale ricorso alla PAC per sostenere gli investimenti nella produzione e nell'utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili nel settore agricolo;

71.  stima che i trasporti rappresentino oltre il 30 % del consumo finale di energia in Europa e che il 94 % di essi dipenda da prodotti petroliferi; ritiene, di conseguenza, che lo sforzo volto ad aumentare l'utilizzo delle rinnovabili nel settore dei trasporti debba essere ambizioso e manifestamente collegato alla decarbonizzazione del settore dei trasporti;

72.  invita la Commissione a proporre misure ambiziose per accelerare la decarbonizzazione dei trasporti, anche attraverso combustibili rinnovabili, una maggiore elettrificazione e un'efficienza più elevata, e a intensificare gli sforzi per promuovere l'innovazione e lo sviluppo tecnologici in questi settori;

73.  rileva l'importanza dell'elettrificazione del settore dei trasporti per la decarbonizzazione dell'economia e invita la Commissione a sviluppare un quadro per la promozione dell'utilizzo di veicoli elettrici alimentati a energia elettrica prodotta a partire da fonti rinnovabili, quale fattore chiave per il raggiungimento degli obiettivi del 2030;

74.  attende la strategia della Commissione europea prevista per il giugno 2016 sulla decarbonizzazione del settore dei trasporti e ribadisce, a tale proposito, la necessità di promuovere un maggiore apporto delle rinnovabili per garantire che i trasporti contribuiscano attivamente al raggiungimento degli obiettivi per il 2020;

75.  plaude ai progressi compiuti nello sviluppo di nuovi biocarburanti e motori con i progetti completati nel contesto dell'impresa comune europea "Clean Sky";

76.  sottolinea l'importanza dello sviluppo di biocarburanti di nuova generazione utilizzando la biomassa o i rifiuti;

77.  sottolinea la necessità di migliorare il contesto normativo e le condizioni a lungo termine per sostenere lo sviluppo dell'energia rinnovabile nei settori dei trasporti aerei e marittimi;

78.  sottolinea la necessità di un trasferimento modale nel settore dei trasporti al fine di rispettare la regolamentazione e le politiche in materia di mobilità sostenibile, tra cui l'intermodalità, i sistemi logistici sostenibili, politiche urbane sostenibili e politiche di gestione della mobilità che orientino il consumo energetico nel settore dei trasporti verso le fonti rinnovabili e/o riducano al minimo il consumo energetico complessivo, incoraggiando modelli di viaggio più attivi, sviluppando e attuando soluzioni per le città intelligenti e sostenendo la mobilità urbana ecologica nonché un'adeguata pianificazione urbanistica; invita gli Stati membri e l'UE a promuovere il trasferimento modale di passeggeri e merci dal trasporto aereo e via terra al trasporto marittimo e su rotaia; invita la Commissione a valutare le potenzialità insite nelle tecnologie basate sul filocarro;

79.  sollecita le istituzioni dell'Unione europea a sviluppare proprie capacità di energia rinnovabile per soddisfare la domanda di energia dei loro edifici, al fine di dimostrare il loro fermo impegno a favore delle energie rinnovabili; ribadisce che fintantoché non saranno state messe a punto tali capacità, le istituzioni dell'UE dovrebbero acquistare energia pulita per soddisfare il loro fabbisogno;

80.  sottolinea che una maggiore diffusione degli spostamenti a piedi o in bicicletta, del car-sharing e del car-pooling, associata ai sistemi di trasporto pubblico, è fondamentale per ridurre ed evitare la dipendenza dell'Unione dal petrolio e, di conseguenza, per ridurre le emissioni di gas a effetto serra;

81.  sottolinea la potenzialità dei sistemi e delle infrastrutture ciclabili per migliorare la sostenibilità dei trasporti nelle aree urbane;

82.  sottolinea la possibilità di ridurre le emissioni e contribuire a un'economia a basso tasso di carbonio tramite una maggiore elettrificazione dei sistemi di trasporto;

Criteri di sostenibilità per i biocarburanti e i bioliquidi

83.  invita la Commissione, alla luce dell'esigenza di incrementare la sinergia e la coerenza delle politiche europee, a stabilire criteri di sostenibilità per la bioenergia, sulla base di una valutazione approfondita del funzionamento delle politiche di sostenibilità esistenti nell'UE e delle politiche in materia di economia circolare; ricorda che un rafforzamento della sicurezza energetica dell'UE dovrebbe essere conseguito attraverso un uso sostenibile delle risorse autoctone, in linea con l'obiettivo di migliorare l'efficienza delle risorse;

84.  raccomanda cautela in relazione alla crescente tendenza all'uso della biomassa forestale come una delle principali fonti energetiche rinnovabili dell'UE, poiché ciò può avere effetti potenzialmente negativi sul clima e sull'ambiente, se la biomassa non viene ottenuta in modo sostenibile e non è adeguatamente contabilizzata; osserva che occorre tener conto dell'impatto a lungo termine della bioenergia, dati i lunghi intervalli di tempo necessari affinché le foreste sfruttate si ricostituiscano;

85. osserva che la bioenergia rappresenta già il 60 % dell'energia rinnovabile in Europa e che si prevede che il suo impiego continuerà a crescere; sottolinea la necessità di chiarire con urgenza qual è l'impatto sull'effetto serra dei diversi utilizzi della biomassa forestale per la generazione di energia, nonché di individuare gli utilizzi che possono produrre i maggiori benefici in termini di mitigazione in un arco temporale politicamente rilevante;

86.  sottolinea che la produzione di biocarburanti non dovrebbe interferire con la produzione alimentare né compromettere la sicurezza dell'approvvigionamento alimentare; ritiene, tuttavia, che politiche equilibrate per la promozione di maggiori rese a livello europeo nelle colture di materie prime quali frumento, granturco, barbabietola da zucchero e girasoli potrebbero includere la produzione di biocarburanti, tenendo conto dell'ILUC, in modo tale da garantire agli agricoltori europei un flusso di reddito sicuro, attrarre investimenti e creare posti di lavoro nelle zone rurali, contribuire a ovviare alla carenza cronica in Europa di mangimi animali (non OGM) a elevato contenuto proteico, nonché ridurre la dipendenza dell'Europa dalle importazioni di combustibili fossili; ritiene che, in caso di offerta eccedentaria sul mercato dei suddetti prodotti agricoli, la produzione di biocarburanti e bioetanolo rappresenterebbe uno sbocco temporaneo in grado di mantenere sostenibili i prezzi d'acquisto, salvaguardare i redditi degli agricoltori durante le crisi e fungere da meccanismo di stabilità del mercato; sottolinea la necessità di incoraggiare l'integrazione dei seminativi incolti che non sono destinati alla produzione alimentare nella produzione di bioenergia, ai fini del conseguimento degli obiettivi nazionali ed europei in materia di energie rinnovabili;

87.  ritiene che il letame possa essere una preziosa fonte di biogas attraverso l'impiego di tecniche di trasformazione come la fermentazione, sottolineando altresì l'importanza di rendere tale opzione economicamente praticabile per gli allevatori;

88.  incoraggia gli Stati membri e la Commissione a promuovere l'importanza della gestione forestale sostenibile e quindi il ruolo chiave della biomassa forestale come una delle materie prime rinnovabili dell'UE che contribuiscono in modo essenziale al conseguimento dei suoi obiettivi in materia di energia; richiama l'attenzione sull'incremento della domanda di biomassa forestale, da cui consegue la necessità di rafforzare e promuovere ulteriormente, in linea con la strategia forestale dell'UE, una gestione forestale sostenibile, in quanto questa è essenziale per la biodiversità e la funzione ecosistemica delle foreste, compreso l'assorbimento di CO2 dall'atmosfera; sottolinea, pertanto, la necessità di uno sfruttamento equilibrato delle risorse prodotte nell'UE e di quelle importate da paesi terzi, tenuto conto dei tempi estremamente lunghi di rigenerazione del legno;

89.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e agli Stati membri.

(1)

GU L 140 del 5.6.2009, pag. 16.

(2)

GU L 347 del 20.12.2013, pag. 81.

(3)

GU L 239 del 15.9.2015, pag. 1.

(4)

Testi approvati, P7_TA(2014)0094.

(5)

Testi approvati, P8_TA(2015)0359.

(6)

Testi approvati, P8_TA(2015)0445.

(7)

Testi approvati, P8_TA(2015)0444.


MOTIVAZIONE

Lo sviluppo delle energie rinnovabili esige un nuovo approccio che le trasformi nel pilastro fondamentale del modello energetico dell'Unione europea. La nostra responsabilità fondamentale è quella di combattere il cambiamento climatico, un dovere storico che dobbiamo affrontare. E dobbiamo ridurre la dipendenza dalle risorse energetiche del resto del mondo se vogliamo strutturare il nostro modello produttivo e generare posti di lavoro di qualità, oltre a guidare lo sviluppo di tecnologie strategiche per transizione energetica.

La transizione verso un modello di produzione energetica sostenibile costituisce una priorità sociale che non può essere affidata solo al mercato. Dobbiamo capire che la regolamentazione e la partecipazione democratica sono necessarie per evitare gravi esternalità sociali ed ambientali. Dobbiamo impedire che siano gli oligopoli energetici a definire il futuro dell'energia per l'Europa.

L'UE si è dotata di uno strumento giuridico per raggiungere questi obiettivi con la direttiva sulle rinnovabili (2009/28/CE). L'Europa ha avviato quindi un processo di trasformazione del mix energetico dei suoi Stati membri. Questo strumento giuridico, con obiettivi vincolanti e norme chiare di supervisione e controllo, ha consentito un ambiente favorevole per lo sviluppo del settore delle energie rinnovabili e ha contribuito alla crescita di un settore variegato e diversificato. Le misure pubbliche di sostegno hanno permesso un significativo livello di successo in molti Stati membri: è tuttavia necessario un impulso politico ambizioso se vogliamo raggiungere gli obiettivi fissati per il 2020 e oltre.

Siamo critici rispetto ad alcuni aspetti del quadro ereditato per la promozione delle energie rinnovabili. E' innegabile il forte impatto negativo che l'impegno a promuovere i biocarburanti nel settore dei trasporti abbia avuto sulla produzione alimentare, mentre sarebbe stato opportuno avviare una profonda riflessione sulla mancanza di coordinamento e di pianificazione generale della logistica e delle politiche urbane per renderle realmente sostenibili.

La regolamentazione del settore a livello europeo deve risolvere i numerosi problemi che ne stanno frenando lo sviluppo, favorendo gli investimenti pubblici, il controllo democratico e un quadro stabile per gli investimenti che facilitino la gestione collettiva e democratica dell'energia al fine di garantire un modello energetico pienamente sovrano, efficiente e pulito per il 2050.


PARERE della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare(*) (29.4.2016)

destinato alla commissione per l'industria, la ricerca e l'energia

Relazione sui progressi compiuti nel campo delle energie rinnovabili

(2016/2041(INI))

Relatore per parere (*): Marijana Petir

(*) Procedura con le commissioni associate – articolo 54 del regolamento

SUGGERIMENTI

La commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare invita la commissione per l'industria, la ricerca e l'energia, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  evidenzia che la riduzione delle emissioni di gas serra, e pertanto anche la realizzazione dell'accordo di Parigi del 2015, dipende anche dal raggiungimento degli obiettivi della politica energetica e climatica dell'UE nel campo delle energie rinnovabili; sottolinea, a questo proposito, la necessità di una politica di monitoraggio, corredata di un quadro regolamentare solido, chiaro e stabile, che includa, per le (fonti di) energie rinnovabili, obiettivi vincolanti e conformi alla traiettoria più efficace per il conseguimento degli obiettivi climatici dell'Unione a lungo termine (2050); sottolinea che la strategia e gli obiettivi energetici attuali per il 2020 non basteranno per raggiungere l'obiettivo di decarbonizzazione fissato per il 2050, e invita pertanto la Commissione a presentare un pacchetto "clima-energia" per il 2030 più ambizioso, che innalzi l'obiettivo dell'Unione relativo alle fonti energetiche rinnovabili portandolo almeno al 30 %, prevedendone l'attuazione attraverso obiettivi nazionali vincolanti;

2.  si compiace del fatto che nel 2013 l'utilizzo delle energie rinnovabili abbia evitato la produzione di circa 388 milioni di tonnellate lorde di emissioni di CO2 e abbia portato a una riduzione della domanda di combustibili fossili nell'Unione pari a 116 mtep;

3.  ritiene che l'accordo di Parigi (COP 21) debba essere accompagnato da piani nazionali in materia di emissioni, corredati di impegni concreti e verificabili quanto alle emissioni e all'energia che garantiscano il rispetto dell'impegno di evitare un riscaldamento globale superiore ai 2° C;

4.  accoglie con favore i progressi conseguiti in vista dell'obiettivo dell'UE di portare al 20 % la quota delle fonti di energia rinnovabile sul consumo totale lordo di energia entro il 2020, soprattutto nel settore della produzione di elettricità; chiede ulteriori misure per sfruttare il significativo potenziale residuo delle energie rinnovabili nei settori del riscaldamento e del condizionamento, al fine di conseguire pienamente gli obiettivi per il 2020; invita la Commissione a colmare le lacune regolamentari in tali settori nel quadro del pacchetto legislativo sulle rinnovabili post 2020;

5.  esorta gli Stati membri a far meglio uso dell'energia da riscaldamento e raffreddamento di origine geotermica;

6.  incoraggia gli Stati membri a generare energia a livello centrale nelle aree urbane per il teleriscaldamento e il teleraffreddamento e a utilizzare il calore di scarto per il teleriscaldamento;

7.  accoglie positivamente i passi avanti compiuti dagli Stati membri nella realizzazione degli obiettivi nazionali specifici nel settore delle energie rinnovabili e incoraggia gli Stati membri che registrano progressi più lenti a intensificare gli sforzi per raggiungere i propri obiettivi nei tempi stabiliti; si attende che il quadro di governance post 2020 per l'Unione dell'energia sia ambizioso, affidabile, trasparente e democratico e che includa pienamente il Parlamento, al fine di assicurare il conseguimento degli ambiziosi obiettivi energetici e climatici per il 2030 e di garantire condizioni uniformi e un quadro regolamentare stabile che inducano gli investitori ad avere fiducia; incoraggia gli Stati membri ad applicare e mantenere un regime stabile di incentivi che permetta un afflusso sicuro di investimenti e finanziamenti nel settore delle energie rinnovabili;

8.  ritiene che i passi avanti realizzati dimostrino i meriti della politica dell'Unione per le rinnovabili, basata su obiettivi nazionali vincolanti, come richiesto a più riprese dal Parlamento europeo, che garantisce all'industria e agli investitori quella certezza a lungo termine necessaria per investire nella capacità di generazione e nell'infrastruttura di trasmissione e distribuzione;

9.  invita la Commissione e gli Stati membri a puntare a obiettivi più elevati di quelli già contenuti nella direttiva 2009/28/CE sulle rinnovabili, alla luce degli impegni più ambiziosi contenuti nell'accordo di Parigi, e considerando che la somma congiunta di tutti i contributi stabiliti a livello nazionale presentati il 30 ottobre 2015 porterà comunque a un aumento del riscaldamento globale di 2,7° C entro la fine del secolo;

10.  esprime preoccupazione per tutti i settori evidenziati nella comunicazione della Commissione nei quali i valori percentuali rispetto agli obiettivi per il 2020 sono notevolmente inferiori ai progressi generali registrati e invita la Commissione e gli Stati membri a intervenire con decisione nei settori tecnologici più critici;

11.  appoggia le misure adottate in alcuni Stati membri per migliorare i meccanismi a sostegno delle fonti rinnovabili, che li orientano maggiormente verso la progressiva integrazione di tali fonti nel mercato, tengono conto del grado di maturità delle varie tecnologie e fanno sì che i consumatori beneficino del progresso tecnologico;

12.  sollecita gli Stati membri ad avvalersi pienamente delle possibilità offerte dai meccanismi di cooperazione previsti dalla direttiva sulle rinnovabili mediante il trasferimento statistico delle eccedenze, al fine di conseguire i propri obiettivi nazionali per il 2020 e pervenire a un modello energetico che ponga fortemente l'accento sull'energia da fonti rinnovabili; sottolinea che una maggiore cooperazione tra gli Stati membri contribuirebbe a garantire un'efficiente fornitura di energia da fonti rinnovabili ai principali centri di consumo dell'Unione europea; incoraggia gli Stati membri a sviluppare programmi aggiuntivi atti a garantire una maggiore competitività di tali energie;

13.  osserva che ogni Stato membro è libero di scegliere le fonti energetiche rinnovabili più rispondenti alle sue caratteristiche geografiche e ambientali; ricorda che la bioenergia svolgerà un ruolo importante nella decarbonizzazione dell'Unione; invita gli Stati membri a dare la priorità alle fonti rinnovabili e alle tecnologie che, grazie al miglioramento della qualità dell'aria, hanno minori effetti nocivi sull'ambiente e sulla biodiversità, sui diritti umani e sulla salute pubblica, sfruttando nel contempo i vantaggi offerti dal potenziale locale e regionale specifico per ottenere risultati positivi dalle fonti energetiche rinnovabili, tenendo conto del fatto che il conseguimento degli obiettivi in materia di rinnovabili deve essere efficiente sotto il profilo dei costi; chiede misure atte a garantire una migliore pianificazione della diffusione dell'energia rinnovabile, anche in termini di pianificazione territoriale e valutazione dell'impatto ambientale, nel pieno rispetto della normativa europea e nazionale e dell'efficace funzionamento dei mercati dell'energia;

14.  sottolinea che le attività di ricerca e sviluppo giocano un ruolo fondamentale nello sviluppo delle energie rinnovabili; invita la Commissione a sostenere le attività di ricerca e sviluppo nel campo delle rinnovabili (inclusi i combustibili alternativi, l'energia geotermica e l'energia degli oceani), dello stoccaggio di tali energie e dello sviluppo dei prodotti collegati, per rendere più competitivo il comparto europeo delle rinnovabili, garantendo altresì che anche le PMI possano beneficiare dei finanziamenti previsti per la ricerca e lo sviluppo di prodotti; ritiene che nell'ambito della revisione intermedia di Orizzonte 2020 si dovrebbero destinare maggiori risorse alle energie rinnovabili di nuova generazione, incluse quelle attualmente sottovalutate;

15.  ritiene che i nuovi sistemi di generazione nel campo delle energie rinnovabili, come l'autoconsumo, abbinati alle nuove tecnologie, potranno fornire un importante contributo per il conseguimento degli obiettivi in materia di energie rinnovabili, se si terrà conto di tutti questi benefici nel definire i meccanismi di remunerazione per la vendita delle eccedenze di produzione e i corrispettivi per l'utilizzo della rete; invita la Commissione e gli Stati membri a favorire l'autoproduzione energetica e la realizzazione e l'interconnessione di reti locali di distribuzione di energie rinnovabili, a integrazione delle politiche energetiche nazionali; è fautore di una maggior partecipazione dei consumatori, a livello di cittadini e imprese, all'utilizzo su scala locale delle fonti energetiche rinnovabili, al fine di mitigare il cambiamento climatico;

16.  ritiene che le energie rinnovabili possano rendere i consumatori più consapevoli del proprio consumo energetico, contribuendo all'obiettivo di realizzare un'Unione dell'energia incentrata sui consumatori, e che abbiano il potenziale di stimolare l'occupazione, anche nelle zone a bassa densità di popolazione; sottolinea la necessità di eliminare le barriere economiche, normative e amministrative al fine di consentire ai consumatori di prendere il controllo del loro consumo energetico, di incoraggiarli a investire nell'energia rinnovabile decentrata e di proteggerli dalla povertà energetica;

17.  invita gli Stati membri a definire norme quanto più possibile omogenee per incoraggiare la realizzazione di impianti decentrati per la generazione di elettricità a partire da fonti rinnovabili, e in particolare per promuovere l'autoconsumo, a livello sia individuale che di collettività, attraverso l'introduzione di sistemi di bilancio netto;

18.  sottolinea la necessità di investimenti e finanziamenti pubblici per potenziare le reti elettriche e far sì che possano ricevere l'elettricità generata in modo decentrato a livello locale utilizzando fonti rinnovabili;

19.  sottolinea che il finanziamento dello sviluppo della produzione di energia da fonti rinnovabili ha comportato costi sproporzionati per i consumatori; ritiene che la Commissione e gli Stati membri dovrebbero quindi sviluppare nuovi metodi di finanziamento basati su meccanismi competitivi di gare d'appalto e vendite all'asta e creare maggiore certezza per gli investitori, assicurando l'esclusione di misure retroattive;

20.  pone l'accento sulla necessità di decarbonizzare i settori del riscaldamento, del condizionamento e dei trasporti attraverso il processo di elettrificazione;

21.  sottolinea che un terzo dell'obiettivo che l'UE si è data per il 2020 in materia di energie rinnovabili nei trasporti potrebbe essere conseguito utilizzando il biogas ricavato dai rifiuti organici, mentre sottoponendo tutti i rifiuti organici a digestione anaerobica potrebbe essere raggiunto circa il 2 % dell'obiettivo in materia di energie rinnovabili; reputa fondamentale, per i motivi suddetti e per favorire la transizione verso un'economia circolare, in cui i rifiuti sono considerati come una nuova risorsa, rendere obbligatoria la raccolta differenziata dei rifiuti organici in tutti gli Stati membri dell'Unione entro il 2020;

22.  invita a mantenere e accrescere il parziale ricorso alla PAC per sostenere gli investimenti nella produzione e nell'utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili nel settore agricolo;

23.  esprime preoccupazione per la mancanza di progressi in relazione all'obiettivo dell'Unione di portare al 10 % la quota delle energie rinnovabili nel settore dei trasporti e richiama l'attenzione sull'importanza di conseguire tale obiettivo per ridurre le emissioni dei gas serra e la dipendenza dell'Unione dalle importazioni energetiche; invita gli Stati membri a intensificare gli sforzi onde conseguire tale obiettivo nei tempi previsti; richiama l'attenzione sul fatto che il settore dei trasporti è l'unico settore, nell'Unione, in cui le emissioni di gas serra sono aumentate dal 1990; ricorda che le energie rinnovabili sono fondamentali per conseguire una mobilità sostenibile; ritiene che l'elettrificazione dei trasporti sia uno dei modi più efficaci per ridurre l'inquinamento atmosferico e le emissioni di gas serra nel settore dei trasporti; sollecita la Commissione a valutare l'opportunità di stabilire un obiettivo ambizioso per l'uso delle energie rinnovabili nel settore dei trasporti e a migliorare il quadro legislativo, fornendo prospettive per i biocarburanti particolarmente efficienti in termini di emissioni di gas serra, tenendo conto del cambiamento indiretto di destinazione dei terreni (ILUC) nel periodo successivo al 2020, e a incentivare adeguatamente l'impiego di tali carburanti, per contribuire alla creazione di posti di lavoro "verdi" evitando nel contempo gli effetti negativi dell'ILUC;

24.  invita la Commissione, alla luce dell'esigenza di incrementare la sinergia e la coerenza delle politiche europee, a stabilire criteri di sostenibilità per la bioenergia, sulla base di una valutazione approfondita del funzionamento delle politiche di sostenibilità già esistenti nell'UE e delle politiche in materia di economia circolare; ricorda che il rafforzamento della sicurezza energetica dell'UE dovrebbe essere conseguito attraverso un uso sostenibile delle risorse autoctone, in linea con l'obiettivo di migliorare l'efficienza delle risorse;

25.  raccomanda cautela in relazione alla crescente tendenza all'uso della biomassa forestale come una delle principali fonti energetiche rinnovabili dell'UE, poiché ciò può avere effetti potenzialmente negativi sul clima e sull'ambiente, se la biomassa non viene ottenuta in modo sostenibile e non è adeguatamente contabilizzata; osserva che occorre tener conto dell'impatto a lungo termine della bioenergia, dati i lunghi intervalli di tempo necessari affinché le foreste sfruttate si ricostituiscano;

26. osserva che la bioenergia rappresenta già il 60 % dell'energia rinnovabile in Europa e che si prevede che il suo impiego continuerà a crescere; sottolinea la necessità di chiarire con urgenza qual è l'impatto sull'effetto serra dei diversi utilizzi della biomassa forestale per la generazione di energia, nonché di individuare gli utilizzi che possono produrre i maggiori benefici in termini di mitigazione in un arco temporale politicamente rilevante;

27.  invita la Commissione, in sede di elaborazione della nuova legislazione sull'attuazione della politica energetica e climatica dell'Unione, a effettuare una valutazione del ruolo positivo svolto dalle foreste europee in quanto pozzi di assorbimento del carbonio; sottolinea che la silvicoltura europea si basa sulla gestione sostenibile e la programmazione a lungo termine e che i criteri e gli indicatori per la gestione sostenibile delle foreste devono sempre essere applicati al settore nel suo complesso, a prescindere dall'utilizzo finale del legname;

28.  invita la Commissione a valutare l'introduzione di criteri armonizzati di gestione forestale sostenibile a livello dell'UE, al fine di giungere a un quadro internazionale di riferimento per orientare l'approvvigionamento di biomassa forestale come fonte di energia rinnovabile;

29.  sottolinea l'importanza di mantenere la produzione idroelettrica, che può essere mobilitata rapidamente ed è rispettosa dell'ambiente;

30.  evidenzia la mancanza di infrastrutture per la trasmissione transfrontaliera dell'energia e ricorda pertanto che, per integrare pienamente l'elettricità prodotta a partire da fonti rinnovabili, è opportuno sviluppare infrastrutture di rete e interconnessioni sufficienti, in modo efficiente sotto il profilo dei costi; chiede la rimozione degli ostacoli burocratici inutili e la realizzazione di investimenti che consentano di raggiungere l'obiettivo del 10 % di interconnessione elettrica entro il 2020; evidenzia la necessità di mitigare gli ostacoli di natura non economica e chiede una semplificazione e un'armonizzazione delle procedure amministrative, di autorizzazione, di concessione delle licenze e di connessione per gli impianti di generazione da energie rinnovabili;

31.  sottolinea che lo sviluppo del potenziale delle energie rinnovabili dovrebbe andare di pari passo con lo sviluppo di tutte le infrastrutture, comprese le infrastrutture transfrontaliere, per prevenire processi circolari imprevisti, dato che l'assenza di tali infrastrutture potrebbe comportare un sovraccarico della rete e interruzioni dell'erogazione dell'energia elettrica; invita gli Stati membri che sono in ritardo nella costruzione di tale infrastruttura a completarla nel più breve tempo possibile;

32.  invita la Commissione ad assicurare sia l'integrazione delle energie rinnovabili nei mercati, garantendo condizioni di parità con le fonti convenzionali, sia l'adattamento dei mercati alle energie rinnovabili;

33.  è consapevole del fatto che gli sgravi fiscali rappresentano un potente incentivo per effettuare la transizione dall'energia fossile alle energie rinnovabili, e sollecita la Commissione a procedere alla revisione della direttiva sulla tassazione dei prodotti energetici e delle norme in materia di aiuti di Stato che impediscono a tali incentivi di essere utilizzati al massimo delle loro potenzialità;

34.  invita la Commissione a rispettare la competenza degli Stati membri di stabilire il proprio mix energetico, pur incoraggiando la cooperazione tra gli Stati membri al fine di trarre insegnamento dalle migliori prassi;

35.  segnala che il nuovo modello per l'utilizzo dell'energia da fonti rinnovabili dovrebbe essere sviluppato utilizzando un approccio dal basso verso l'alto ed essere basato sul potenziale dei singoli Stati membri, incoraggiandoli a fare un uso ottimale delle risorse di cui dispongono, senza imporre loro dall'alto obiettivi difficili da raggiungere;

36.  invita a migliorare la legislazione sulla valutazione di impatto ambientale da attuare in relazione ai progetti di generazione di energia a partire da fonti rinnovabili, al fine di favorire la partecipazione attiva dei cittadini;

37.  ritiene che le energie rinnovabili siano una pietra angolare della politica dell'Unione sul clima e l'energia e sottolinea che la stabilità e la prevedibilità del quadro politico sono requisiti fondamentali per lo sviluppo delle energie rinnovabili; deplora, a tale riguardo, i cambiamenti improvvisi della situazione politica relativa alle fonti rinnovabili e il persistere delle sovvenzioni a favore dei combustibili fossili;

38.  invita la Commissione a coinvolgere le autorità regionali e locali e a rispettare le loro competenze, incoraggiando la cooperazione tra gli Stati membri al fine di trarre insegnamento dalle migliori prassi.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

26.4.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

60

4

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Marco Affronte, Margrete Auken, Pilar Ayuso, Zoltán Balczó, Ivo Belet, Simona Bonafè, Biljana Borzan, Lynn Boylan, Soledad Cabezón Ruiz, Nessa Childers, Birgit Collin-Langen, Mireille D’Ornano, Seb Dance, Angélique Delahaye, Jørn Dohrmann, Ian Duncan, Stefan Eck, Bas Eickhout, Eleonora Evi, José Inácio Faria, Karl-Heinz Florenz, Francesc Gambús, Elisabetta Gardini, Gerben-Jan Gerbrandy, Jens Gieseke, Julie Girling, Matthias Groote, Françoise Grossetête, Andrzej Grzyb, György Hölvényi, Anneli Jäätteenmäki, Jean-François Jalkh, Benedek Jávor, Karin Kadenbach, Kateřina Konečná, Giovanni La Via, Peter Liese, Norbert Lins, Susanne Melior, Miroslav Mikolášik, Massimo Paolucci, Gilles Pargneaux, Piernicola Pedicini, Bolesław G. Piecha, Pavel Poc, Daciana Octavia Sârbu, Davor Škrlec, Estefanía Torres Martínez, Nils Torvalds, Tom Vandenkendelaere, Jadwiga Wiśniewska, Damiano Zoffoli

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Clara Eugenia Aguilera García, Nicola Caputo, Giorgos Grammatikakis, Merja Kyllönen, Gesine Meissner, Marijana Petir, Gabriele Preuß, Jasenko Selimovic, Kay Swinburne, Keith Taylor, Mihai Ţurcanu

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Marie-Christine Boutonnet


PARERE della commissione per lo sviluppo regionale (21.4.2016)

destinato alla commissione per l'industria, la ricerca e l'energia

sulla relazione sui progressi nel campo delle energie rinnovabili

(2016/2041(INI))

Relatore per parere: Younous Omarjee

SUGGERIMENTI

La commissione per lo sviluppo regionale invita la commissione per l'industria, la ricerca e l'energia, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  sottolinea che la COP21 ha messo in evidenza il ruolo chiave delle città e delle regioni nella transizione energetica e il loro contributo alla mitigazione dei cambiamenti climatici; sottolinea il ruolo chiave della politica di coesione per il conseguimento degli obiettivi della direttiva sulle energie rinnovabili e dell'Unione dell'energia;

2.  ritiene che, viste le specificità delle energie rinnovabili e la loro potenziale applicazione a vari livelli e a numerosi settori di attività e sistemi, dai più piccoli ai più grandi, le regioni europee, le loro città e gli spazi urbani, extraurbani e rurali costituiscano i centri nevralgici della transizione verso società pulite e a basse emissioni di carbonio e di altri inquinanti; osserva che le fonti di energia rinnovabili a livello regionale andrebbero sfruttate con maggiore efficienza; sottolinea che il maggiore utilizzo delle fonti di energia rinnovabile persegue l'obiettivo di rendere le suddette fonti di energia meno costose e di creare più posti di lavoro nel settore verde;

3.  ricorda che la dipendenza da alcune fonti di energia non rinnovabili, oltre a produrre un impatto climatico, ha anche indiscutibili implicazioni sul versante geopolitico e della sicurezza;

4.  ritiene che il FESR e il Fondo di coesione possano contribuire alla realizzazione degli obiettivi fissati dalla direttiva 2009/28/CE e dal quadro per il clima e l'energia 2030, come pure al finanziamento della ricerca e dell'innovazione in relazione alla generazione di energia da fonti rinnovabili, sostenendo nel contempo la creazione di posti di lavoro e la crescita economica; sottolinea l'importanza della concentrazione tematica nella politica di coesione, in quanto dovrebbe contribuire a canalizzare gli investimenti verso un'economia a basse emissioni di carbonio, comprese le energie rinnovabili, soprattutto alla luce del ruolo di primo piano dell'obiettivo tematico "Sostegno alla transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio in tutti i settori"; invita gli Stati membri a intensificare gli sforzi e a utilizzare al meglio le opportunità di finanziamento a tal fine, valorizzando nel contempo le opportunità di sviluppo e di creazione di posti di lavoro per le imprese locali; ricorda le disposizioni comuni del FESR e del Fondo di coesione a sostegno dell'ammissibilità dei progetti relativi all'efficienza energetica e all'utilizzo di fonti di energia rinnovabile in residenze private, edifici pubblici e imprese, e ritiene che l'integrazione del mercato regionale dell'energia rinnovabile, che potrebbe essere realizzata grazie a tale finanziamento, rappresenterebbe un contributo significativo della politica di coesione in tal senso;

5.  ricorda l'importanza di un preciso e puntuale monitoraggio dell'impiego dei fondi europei per l'incremento della quota di energie rinnovabili all'interno del mix energetico, in modo da elaborare un database che possa essere utilizzato per valutare le future strategie, come pure per monitorare i finanziamenti e valutarne l'efficacia;

6.  evidenzia il sostegno del Fondo di coesione a favore del teleriscaldamento e si compiace del fatto che l'energia rinnovabile sia sempre più utilizzata in questo settore come alternativa ai combustibili fossili;

7.  reputa deludente che il sostegno alle fonti di energia rinnovabile sia passato dall'1,1 % dei fondi della politica di coesione per il periodo 2007-2013 ad appena l'1,4 % dei medesimi fondi per il periodo 2014-2020; rileva pertanto che esiste il potenziale affinché i fondi della politica di coesione contribuiscano in maniera più significativa alla realizzazione degli obiettivi della direttiva 2009/28/CE;

8.  prende atto che in alcuni Stati membri, che sono ancora lungi dal realizzare gli obiettivi della direttiva, la mobilitazione dei fondi SIE per lo sviluppo delle fonti di energia rinnovabile rimane relativamente modesta; incoraggia le autorità nazionali, regionali e locali, in particolare negli Stati membri in questione, a sfruttare pienamente le potenzialità offerte dai fondi SIE e sottolinea, a tale riguardo, l'importanza di una pianificazione dal basso delle misure nel settore dell'energia sostenibile e dello scambio di migliori pratiche; prende atto che occorre tenere in considerazione le diverse esigenze e risorse nonché i diversi livelli di sviluppo esistenti nei vari Stati membri e nelle varie regioni dell'UE;

9.  incoraggia gli Stati membri a intensificare la cooperazione per raggiungere i loro obiettivi, in particolare utilizzando i meccanismi di cooperazione definiti dalla direttiva sulle energie rinnovabili;

10.  sottolinea che le regioni ultraperiferiche, come pure le regioni con collegamenti infrastrutturali limitati o inesistenti ai sistemi energetici ("isole energetiche"), possono porsi l'obiettivo dell'autosufficienza energetica e sottolinea che l'obiettivo della sicurezza energetica potrebbe essere raggiunto attraverso i finanziamenti a titolo sia dei fondi SIE che del FEIS, in modo tale da sfruttare pienamente le potenzialità energetiche delle regioni in questione tenendo conto delle risorse locali;

11.  ritiene opportuno altresì adottare misure volte a incoraggiare, in tutte le regioni dell'UE, il livello più elevato possibile di autoproduzione energetica da fonti rinnovabili, a cominciare dagli edifici pubblici, in modo da incrementare l'autosufficienza energetica nel complesso e, di conseguenza, la sicurezza energetica;

12.  incoraggia le città e le regioni europee a rafforzare le misure già adottate o approntate e a compiere ulteriori sforzi per garantire trasporti puliti, sostenibili, sicuri ed efficienti anche sotto il profilo energetico, sfruttando l'energia generata da fonti rinnovabili, dato che i progressi conseguiti verso l'obiettivo del 10 % per la quota di energie rinnovabili non sono pienamente soddisfacenti; ritiene che gli investimenti in sistemi di punti di ricarica per veicoli elettrici concepiti a livello regionale dovrebbero essere prioritari per tutte le città e le regioni europee ‒ sulla base delle rispettive specificità ed esigenze ‒ che perseguono l'obiettivo di ottenere una mobilità urbana quanto più possibile rispettosa dell'ambiente; esorta a finanziare gli investimenti a favore di sistemi di trasporto pubblico alimentati mediante energie rinnovabili in tutti gli Stati membri, come pure a fornire incentivi finanziari supplementari a livello locale e regionale, in modo da favorire l'interconnessione tra le aree urbane e periurbane e promuovere una maggiore autosufficienza, competitività e crescita economica, una migliore sicurezza stradale e migliori condizioni di impiego;

13.  invita la Commissione a misurare quantitativamente, in proporzione ai fondi SIE che saranno utilizzati a favore del settore dei trasporti (70 miliardi di EUR), l'impatto reale che tali fondi hanno sulla riduzione dei gas a effetto serra e delle altre sostanze inquinanti e sul conseguimento di trasferimenti modali nel settore dei trasporti;

14.  invita la Commissione e gli Stati membri a garantire che l'agenda urbana dell'UE integri pienamente tutti gli obiettivi concordati dagli Stati membri nel quadro della direttiva 2009/28/CE, nonché gli obiettivi approvati dal Consiglio per il 2030, che includono un requisito di riduzione delle emissioni e che prevedono per gli Stati membri la flessibilità necessaria per poter determinare le opzioni più efficaci in termini di costi;

15.  invita la Commissione, nell'ambito della nuova direttiva che fisserà gli obiettivi da raggiungere entro il 2030 in base al quadro per il clima e l'energia, a sviluppare indicatori di valutazione nazionali in stretta consultazione con gli Stati membri, sulla base delle rispettive specificità regionali, al fine di realizzare gli obiettivi dell'UE nell'ambito del suddetto quadro;

16.  invita la Commissione e il gruppo BEI a intensificare gli sforzi per la promozione del FEIS e delle pertinenti piattaforme di investimento per lo sportello relativo alle infrastrutture e all'innovazione, al fine di mobilitare gli investimenti negli Stati membri con elevate potenzialità nell'ambito dell'energia rinnovabile.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

19.4.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

29

3

4

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Pascal Arimont, Franc Bogovič, Victor Boştinaru, Mercedes Bresso, Andrea Cozzolino, Rosa D’Amato, Bill Etheridge, Michela Giuffrida, Krzysztof Hetman, Ivan Jakovčić, Constanze Krehl, Sławomir Kłosowski, Andrew Lewer, Louis-Joseph Manscour, Iskra Mihaylova, Jens Nilsson, Andrey Novakov, Konstantinos Papadakis, Mirosław Piotrowski, Stanislav Polčák, Julia Reid, Monika Smolková, Ruža Tomašić, Ramón Luis Valcárcel Siso, Monika Vana, Matthijs van Miltenburg, Lambert van Nistelrooij, Derek Vaughan, Kerstin Westphal

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Daniel Buda, Salvatore Cicu, Viorica Dăncilă, Andor Deli, Ivana Maletić, Maurice Ponga, Davor Škrlec


PARERE della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale (27.4.2016)

destinato alla commissione per l'industria, la ricerca e l'energia

sulla relazione sui progressi nel campo delle energie rinnovabili

(2016/2041(INI))

Relatore per parere: Franc Bogovič

SUGGERIMENTI

La commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale invita la commissione per l'industria, la ricerca e l'energia, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

A.  considerando che, secondo le stime, le importazioni di biomassa saranno triplicate tra il 2010 e il 2020 e che, tuttavia, la domanda dell'UE di biomassa solida per la produzione di bioenergia dovrà essere soddisfatta utilizzando principalmente materie prime interne; che è necessario andare oltre un'Europa a due velocità nel settore della bioenergia, e che lo sviluppo di tale settore dovrebbe rispettare il principio di prossimità, onde garantire la sua sostenibilità economica e l'equilibrio del suo sviluppo regionale in modo che le popolazioni locali ne mantengano il controllo; che, ciononostante, l'uso a cascata delle risorse rinnovabili è un principio che, se applicato per legge, potrebbe interferire con i diritti di proprietà e ostacolare l'innovazione, soprattutto per le PMI; che nell'ultimo decennio la superficie a bosco dell'UE è aumentata del 2 %, mentre ogni anno viene disboscato solo il 60-70 % dell'espansione naturale delle foreste dell'Unione; che le fonti energetiche rinnovabili di origine agricola permettono di ridurre la dipendenza energetica dell'UE, la quale importa più del 50 % del proprio fabbisogno energetico, per un costo di circa 400 miliardi di EUR, collocandosi al primo posto nel mondo per importazione di energia;

B.  considerando che il 79 % del bioetanolo consumato sul mercato dell'UE proviene da materie prime prodotte nell'Unione; che è opportuno compiere sforzi per mantenere o incrementare tale quota; che altre materie prime presentano potenzialità non solo come fonti energetiche rinnovabili ma anche, ad esempio, come mangimi animali ad alto contenuto proteico in grado di contribuire alla riduzione della dipendenza dell'UE dalle importazioni di proteine geneticamente modificate;

C.  considerando che le bioenergie rinnovabili prodotte in modo sostenibile nel settore agricolo forniscono un contributo notevole al conseguimento da parte dell'UE di obiettivi fondamentali, quali la mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici, la riduzione della sua dipendenza dalle importazioni di energia, la creazione di posti di lavoro e il miglioramento dei proventi del settore; che è importante modernizzare la produzione agricola in Europa, in modo da ridurre il potenziale impatto negativo dell'agricoltura sull'ambiente e contribuire a un maggiore uso delle fonti energetiche rinnovabili;

1.  insiste sull'importanza di promuovere e incoraggiare sistemi energetici decentralizzati, tra cui lo sviluppo, presso le aziende agricole e forestali, di fonti per la produzione di energia rinnovabile, compresi ove opportuno i rifiuti agricoli, che possono svolgere un importante ruolo positivo ai fini della creazione di nuovi "posti di lavoro verdi", della lotta ai cambiamenti climatici e della generazione di flussi di reddito sostenibili nelle zone rurali, nonché al fine di sostenere lo sviluppo economico e sociale di tali zone; ritiene che ciò avrebbe conseguenze positive per la struttura demografica delle zone rurali e potrebbe, se gestito in maniera appropriata, preservare il paesaggio agricolo, apportando benefici in particolare nelle zone dell'UE in cui le condizioni dell'attività agricola sono particolarmente sfavorevoli e i redditi si attestano sui livelli più bassi; chiede un intenso scambio di migliori pratiche al fine di promuovere soluzioni sostenibili in materia di energie rinnovabili, compresi incentivi fiscali, opzioni tecnologiche e la sensibilizzazione dei cittadini nelle comunità rurali, nonché un sostegno alle autorità locali e regionali nella pianificazione e nell'attuazione dei pertinenti programmi di assistenza; raccomanda di utilizzare in maniera efficace Orizzonte 2020 ai fini della ricerca e dell'innovazione nel settore agricolo, onde incrementare la produzione di energia da fonti rinnovabili; ricorda che la bioenergia può svolgere un ruolo importante nella decarbonizzazione dell'Unione; invita dunque la Commissione a riconoscere che non ci si può permettere di compromettere il contributo della bioenergia; rileva che l'innovazione nell'ambito della produzione di bioenergia renderà più efficiente l'utilizzo della biomassa e ridurrà i costi di produzione nel lungo periodo; ricorda che il fattore economico è fondamentale per gli investimenti degli agricoltori nelle bioenergie;

2.  sottolinea che esiste un'ampia varietà di risorse rinnovabili e riconosce, in particolare, l'importanza del contribuito fornito dalla biomassa forestale a fini energetici per il conseguimento degli obiettivi in materia di energie rinnovabili stabiliti nel quadro 2030 per il clima e l'energia nonché per la creazione di nuove opportunità commerciali; sottolinea che il potenziale dei rifiuti in termini di produzione di energia non è ancora pienamente sfruttato; richiama l'attenzione sul fatto che gli Stati membri presentano situazioni di partenza differenti per quanto concerne le possibilità di utilizzo della biomassa forestale a fini energetici, il che dovrebbe altresì riflettersi nelle politiche dell'UE; invita la Commissione a istituire un sistema di valutazione del contributo fornito dalle foreste quali pozzi di assorbimento del carbonio, favorendo in tal modo lo sviluppo del settore delle energie rinnovabili; invita la Commissione e gli Stati membri a elaborare modelli di contabilizzazione del carbonio delle foreste, onde affrontare questioni chiave inerenti alle opzioni di politica e gestione forestale nonché al loro impatto sugli stock di carbonio e sul suo sequestro, sia nelle foreste sia nei prodotti del legno, in modo tale da garantire che gli effetti complessivi, in termini di carbonio, delle materie prime utilizzate per produrre bioenergia siano correttamente contabilizzati; incoraggia gli Stati membri e la Commissione a eliminare le barriere allo sviluppo dei sistemi di distribuzione intelligenti e sottolinea l'importanza di sostenere le nuove start-up attraverso l'introduzione di "reti intelligenti", che permetterebbero di sfruttare appieno il potenziale delle energie rinnovabili di origine agricola, e lo sviluppo di strumenti speciali per incentivare agricoltori e cooperative rurali ad accedere al mercato; ritiene che favorire la creazione di boschi cedui a rotazione rapida e di piantagioni di alberi per uso industriale, al fine di ridurre la domanda di alberi provenienti dalle foreste, contribuirebbe in modo significativo al mantenimento delle foreste native;

3.  ritiene che la promozione delle fonti energetiche rinnovabili nell'UE non dovrebbe creare inutili ostacoli alla diffusione di altre fonti di energia che potrebbero migliorare l'efficienza energetica nell'Unione, come la torba;

4.  sottolinea l'importanza di sostenere i programmi quadro nazionali e dell'UE per la ricerca nel settore delle energie rinnovabili per l'agricoltura e, in particolare, in materia di biocarburanti raffinati e di seconda generazione, uso sostenibile della biomassa, sottoprodotti agricoli biologici, sviluppo di colture energetiche a rapida crescita e di colture con un ciclo di vita superiore a due anni, le quali consentono una resa più elevata in termini di biomassa rispetto alle colture energetiche annuali, nonché uso delle materie prime senza effetti sulla destinazione dei suoli; richiama inoltre l'attenzione sull'importanza della ricerca in materia di integrazione nella rete e stoccaggio delle energie rinnovabili prodotte in maniera decentralizzata e dei metodi di sfruttamento del potenziale energetico offerto da altri tipi di biomassa attualmente non impiegati su larga scala per la produzione di energia; sottolinea l'importanza di sviluppare una rete europea in grado di agevolare il superamento della frammentazione delle strutture di ricerca sulla bioenergia di origine agricola offrendo ai ricercatori la possibilità di accedere a strutture e servizi sperimentali di alto livello in tutta Europa; chiede maggiori incentivi per accelerare la produzione sostenibile di biocarburanti e, in particolare, lo sviluppo di impianti atti a tale scopo, in modo da poter sfruttare più intensamente differenti colture e residui agricoli, a condizione che gli effetti complessivi, in termini di carbonio, delle materie prime utilizzate per produrre bioenergia siano correttamente contabilizzati;

5.  incoraggia gli Stati membri e la Commissione a promuovere l'importanza della gestione forestale sostenibile e quindi il ruolo chiave della biomassa forestale come una delle materie prime rinnovabili dell'UE che contribuiscono in modo essenziale al conseguimento dei suoi obiettivi in materia di energia; richiama l'attenzione sull'incremento della domanda di biomassa forestale, da cui consegue la necessità di rafforzare e promuovere ulteriormente, in linea con la strategia forestale dell'UE, una gestione forestale sostenibile, in quanto questa è essenziale per la biodiversità e la funzione ecosistemica delle foreste, compreso l'assorbimento di CO2 dall'atmosfera; sottolinea, pertanto, l'esigenza di uno sfruttamento equilibrato delle risorse prodotte nell'UE e di quelle importate da paesi terzi, tenuto conto dei tempi estremamente lunghi di rigenerazione del legno;

6.  incoraggia gli Stati membri e la Commissione a promuovere l'importanza della bioeconomia sostenibile basata sulle foreste e del legno come una delle materie prime rinnovabili fondamentali dell'UE; invita pertanto la Commissione a stanziare maggiori risorse dell'UE per promuovere la creazione di boschi cedui a rotazione rapida e piantagioni di alberi per uso industriale nell'Unione;

7.  incoraggia gli Stati membri a rimuovere gli ostacoli non necessari e a migliorare le procedure amministrative esistenti, al fine di promuovere gli investimenti nello sviluppo e nella costruzione di impianti che utilizzano bioenergia, contribuendo in tal modo allo sviluppo dell'"imprenditoria verde" e alla creazione di "posti di lavoro verdi" nelle zone rurali;

8.  ricorda l'importanza di promuovere e sostenere le cooperative locali delle energie rinnovabili, che devono essere dotate delle competenze e delle capacità necessarie per gestire in modo efficiente le risorse rinnovabili sia nelle zone rurali che nelle aree urbane, allo scopo di aumentare il sostegno pubblico e privato alle energie rinnovabili; invita gli Stati membri, a tal proposito, a garantire che i loro quadri normativi in materia di energie rinnovabili, in particolare i loro regimi di sostegno, non provochino inutili distorsioni in termini di produzione energetica e di competitività nell'UE; invita la Commissione a realizzare e a presentare uno studio sull'impatto delle attuali sovvenzioni sul panorama degli investimenti e sulla transizione verso l'energia sostenibile nelle zone rurali dell'UE; incoraggia lo sviluppo di iniziative energetiche in linea con i principi dell'economia circolare, che incentiverebbero agricoltori e proprietari terrieri a creare sistemi di teleriscaldamento utilizzando rifiuti e sottoprodotti agricoli; incoraggia la Commissione e gli Stati membri a prendere in esame l'adozione di misure volte a facilitare la vendita delle eccedenze provenienti dalla produzione di energia rinnovabile basata sull'agricoltura;

9.  sottolinea l'importanza del settore dei trasporti per le zone rurali dell'UE; osserva che quello dei trasporti è il settore che ha registrato i minori progressi nell'uso delle fonti energetiche rinnovabili, con un mero 5,4 % di energia rinnovabile nel 2013 rispetto all'obiettivo dell'UE del 10 % per il 2020; invita pertanto gli Stati membri a intensificare i propri sforzi per raggiungere i pertinenti obiettivi in tempo utile e a prendere in esame il rafforzamento della relazione tra il mercato dei trasporti e quello dell'energia elettrica attraverso la promozione dei veicoli elettrici e ibridi ricaricabili ai fini del conseguimento degli obiettivi;

10.  invita gli Stati membri e la Commissione a incoraggiare la creazione di "distretti locali agroenergetici", i quali costituiscono unità territoriali di riferimento che concentrano tutte le competenze utili per ridurre le fasi intermedie che intercorrono tra la produzione delle energie rinnovabili di origine agricola e la loro commercializzazione, diminuendo così i prezzi per i consumatori europei e le difficoltà nella distribuzione e rafforzando al contempo il mercato delle bioenergie di origine agricola e il numero di occupati del settore;

11.  incoraggia altresì la Commissione e gli Stati membri a riconoscere la redditività dell'uso delle pompe di calore nei settori dell'agricoltura e della trasformazione alimentare;

12.  incoraggia la Commissione e gli Stati membri a riconoscere il potenziale sottoutilizzato dell'estrazione di energia rinnovabile dal mare nonché i vantaggi dell'utilizzo delle risorse marine nella produzione di biogas per il settore agricolo;

13.  sottolinea che la produzione di biocarburanti non dovrebbe interferire con la produzione alimentare né compromettere la sicurezza dell'approvvigionamento alimentare; ritiene, tuttavia, che politiche equilibrate per la promozione di maggiori rese a livello europeo nelle colture di materie prime quali frumento, granturco, barbabietola da zucchero e girasoli potrebbero includere la produzione di biocarburanti, tenendo conto del cambiamento indiretto di destinazione dei terreni, in modo tale da garantire agli agricoltori europei un flusso di reddito sicuro, attrarre investimenti e creare posti di lavoro nelle zone rurali, contribuire a ovviare alla carenza cronica in Europa di mangimi animali (non OGM) a elevato contenuto proteico, ridurre la dipendenza dell'Europa dalle importazioni di combustibili fossili e aiutare l'UE a conseguire i suoi obiettivi in materia di emissioni di gas serra, riducendo nel contempo al minimo i timori legati al cambiamento di destinazione dei terreni e ad altri fattori ambientali; ritiene che, in caso di offerta eccedentaria sul mercato dei suddetti prodotti agricoli, la produzione di biocarburanti e bioetanolo rappresenterebbe uno sbocco temporaneo in grado di mantenere sostenibili i prezzi d'acquisto, salvaguardare i redditi degli agricoltori durante le crisi e fungere da meccanismo di stabilità del mercato; sottolinea la necessità di incoraggiare l'integrazione dei seminativi incolti che non sono destinati alla produzione alimentare nella produzione di bioenergia, ai fini del conseguimento degli obiettivi nazionali ed europei in materia di energie rinnovabili;

14.  ritiene che il letame possa essere una preziosa fonte di biogas attraverso l'impiego di tecniche di trasformazione come la fermentazione, sottolineando altresì l'importanza di rendere tale opzione economicamente praticabile per gli allevatori;

15.  propone di istituire un meccanismo per garantire una stabilità a lungo termine dei prezzi di acquisto ai singoli agricoltori, ai produttori o alle imprese che forniscono energia prodotta dalla biomassa alle aziende di distribuzione dell'energia;

16.  rileva l'importanza per i produttori rurali di energia di potersi collegare alla rete elettrica in modo da poter vendere l'energia rinnovabile prodotta in eccesso a un prezzo equo, così da incentivare o obbligare le società di distribuzione dell'elettricità ad acquistare in via prioritaria l'energia elettrica così ottenuta.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

26.4.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

35

7

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

John Stuart Agnew, Clara Eugenia Aguilera García, Eric Andrieu, Richard Ashworth, José Bové, Paul Brannen, Daniel Buda, Nicola Caputo, Matt Carthy, Viorica Dăncilă, Michel Dantin, Paolo De Castro, Albert Deß, Herbert Dorfmann, Norbert Erdős, Edouard Ferrand, Luke Ming Flanagan, Martin Häusling, Anja Hazekamp, Jan Huitema, Peter Jahr, Jarosław Kalinowski, Zbigniew Kuźmiuk, Philippe Loiseau, Mairead McGuinness, Ulrike Müller, James Nicholson, Maria Noichl, Marijana Petir, Laurenţiu Rebega, Jens Rohde, Bronis Ropė, Jordi Sebastià, Jasenko Selimovic, Maria Lidia Senra Rodríguez, Czesław Adam Siekierski, Marc Tarabella, Janusz Wojciechowski, Marco Zullo

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Pilar Ayuso, Franc Bogovič, Jean-Paul Denanot, Jens Gieseke, Ivan Jakovčić, Norbert Lins, Anthea McIntyre, Sofia Ribeiro, Ramón Luis Valcárcel Siso


ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

24.5.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

34

30

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Nicolas Bay, Bendt Bendtsen, Xabier Benito Ziluaga, David Borrelli, Jerzy Buzek, Pilar del Castillo Vera, Christian Ehler, Fredrick Federley, Ashley Fox, Adam Gierek, Theresa Griffin, Roger Helmer, Hans-Olaf Henkel, Eva Kaili, Kaja Kallas, Barbara Kappel, Krišjānis Kariņš, Seán Kelly, Jeppe Kofod, Jaromír Kohlíček, Janusz Lewandowski, Paloma López Bermejo, Ernest Maragall, Edouard Martin, Csaba Molnár, Nadine Morano, Dan Nica, Morten Helveg Petersen, Miroslav Poche, Carolina Punset, Michel Reimon, Herbert Reul, Paul Rübig, Algirdas Saudargas, Jean-Luc Schaffhauser, Sergei Stanishev, Neoklis Sylikiotis, Antonio Tajani, Dario Tamburrano, Patrizia Toia, Evžen Tošenovský, Claude Turmes, Vladimir Urutchev, Adina-Ioana Vălean, Henna Virkkunen, Martina Werner, Lieve Wierinck, Hermann Winkler, Anna Záborská, Flavio Zanonato, Carlos Zorrinho

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Amjad Bashir, Jens Geier, Gerben-Jan Gerbrandy, Benedek Jávor, Constanze Krehl, Olle Ludvigsson, Piernicola Pedicini, Markus Pieper, Massimiliano Salini, Anne Sander, Indrek Tarand, Anneleen Van Bossuyt

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Daniel Dalton

Avviso legale