Procedura : 2015/2280(INI)
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Ciclo del documento : A8-0202/2016

Testi presentati :

A8-0202/2016

Discussioni :

PV 12/09/2016 - 19
CRE 12/09/2016 - 19

Votazioni :

PV 13/09/2016 - 4.2
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Testi approvati :

P8_TA(2016)0321

RELAZIONE     
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9.6.2016
PE 577.064v02-00 A8-0202/2016

sulla cooperazione territoriale europea - migliori pratiche e misure innovative

(2015/2280(INI))

Commissione per lo sviluppo regionale

Relatore per parere: Iskra Mihaylova

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla cooperazione territoriale europea - migliori pratiche e misure innovative

(2015/2280(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare il titolo XVIII,

–  visto il regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, e che abroga il regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio (in appresso "il regolamento recante disposizioni comuni")(1),

–  visto il regolamento (UE) n. 1301/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, relativo al Fondo europeo di sviluppo regionale e a disposizioni specifiche concernenti l'obiettivo "Investimenti a favore della crescita e dell'occupazione" e che abroga il regolamento (CE) n. 1080/2006(2),

–  visto il regolamento (UE) n. 1299/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante disposizioni specifiche per il sostegno del Fondo europeo di sviluppo regionale all'obiettivo di cooperazione territoriale europea(3),

–  visto il regolamento (UE) n. 1302/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, che modifica il regolamento (CE) n. 1082/2006 relativo a un gruppo europeo di cooperazione territoriale (GECT) per quanto concerne il chiarimento, la semplificazione e il miglioramento delle norme in tema di istituzione e di funzionamento di tali gruppi(4),

–  visto il regolamento (UE) n. 236/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 marzo 2014, che stabilisce norme e procedure comuni per l'attuazione degli strumenti per il finanziamento dell'azione esterna dell'Unione(5),

–  visto il regolamento (UE) n. 231/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 marzo 2014, che istituisce uno strumento di assistenza preadesione (IPA II)(6),

–  visto il regolamento (CE) n. 232/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 marzo 2014, che istituisce uno strumento della politica europea di vicinato(7),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 del Consiglio, del 2 dicembre 2013, che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020(8),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(9),

–  vista l'"Agenda territoriale dell'Unione europea 2020: verso un'Europa inclusiva, intelligente e sostenibile di regioni differenti", adottata il 19 maggio 2011 a Gödöllő (Ungheria) in occasione della riunione informale dei ministri responsabili dell'Assetto territoriale e dello sviluppo del territorio,

–  vista la sua risoluzione del 14 gennaio 2014 sulla preparazione degli Stati membri dell'Unione europea a un avvio efficace e tempestivo del nuovo periodo di programmazione della politica di coesione(10),

–  vista la sua risoluzione del 27 novembre 2014 sui ritardi nell'avvio della politica di coesione per il periodo 2014-2020(11),

–  vista la comunicazione della Commissione del 26 novembre 2014 intitolata "Un piano di investimenti per l'Europa" (COM(2014)0903),

–  vista la Sesta relazione sulla coesione economica, sociale e territoriale (COM(2014)0473),

–  vista la risoluzione del 9 settembre 2015 riguardante gli "Investimenti a favore della crescita e della creazione di posti di lavoro: promozione della coesione economica, sociale e territoriale nell'Unione"(12),

–  vista la comunicazione della Commissione del 3 marzo 2010 "Europa 2020 – Una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva" (COM(2010)2020),

–  vista la sua risoluzione del 28 ottobre 2015 sulla politica di coesione e la revisione della strategia Europa 2020(13),

–  vista la sua risoluzione del 26 novembre 2015 sul tema "Verso la semplificazione della politica di coesione per il periodo 2014-2020 e il suo orientamento ai risultati"(14),

–  visto il regolamento (UE) 2015/1017 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 giugno 2015, relativo al Fondo europeo per gli investimenti strategici, al polo europeo di consulenza sugli investimenti e al portale dei progetti di investimento europei e che modifica i regolamenti (UE) n. 1291/2013 e (UE) n. 1316/2013 – il Fondo europeo per gli investimenti strategici(15),

–  vista la relazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni sul valore aggiunto delle strategie macroregionali (COM(2013)0468) e le pertinenti conclusioni del Consiglio del 22 ottobre 2013,

–  visto lo studio del gennaio 2015 a cura della Direzione generale delle Politiche interne (Dipartimento B: politiche strutturali e di coesione) dal titolo "Il nuovo ruolo delle macroregioni nella cooperazione territoriale europea",

–  visto lo studio del luglio 2015 a cura della Direzione generale delle Politiche interne (Dipartimento B: politiche strutturali e di coesione) dal titolo "Gruppo europeo di cooperazione territoriale come strumento per la promozione e valorizzazione della cooperazione territoriale in Europa",

–  vista la comunicazione della Commissione del 22 febbraio 2016 intitolata "Piano di investimenti per l'Europa: nuovi orientamenti sull'uso complementare dei Fondi strutturali e di investimento europei e del FEIS",

–  visto il parere del Comitato delle regioni adottato nel maggio 2015 e intitolato "Strumenti finanziari a sostegno dello sviluppo territoriale",

–  vista la comunicazione della Commissione del 14 dicembre 2015 dal titolo "Investire nella crescita e nell'occupazione - ottimizzare il contributo dei Fondi strutturali" (COM(2015)0639),

–  vista la dichiarazione del Comitato delle regioni del 2 settembre 2015 dal titolo "25 anni di Interreg: nuovo slancio alla cooperazione transfrontaliera"(16),

–  visto il parere del Comitato delle regioni adottato nel dicembre 2015 e intitolato "La visione territoriale per il 2050: quale futuro?",

–  visto il parere del Comitato delle regioni del 17 dicembre 2015 dal titolo "Rafforzare la cooperazione transfrontaliera: necessità di un migliore quadro normativo",

–  visto il documento di riferimento elaborato dalla Presidenza lussemburghese del Consiglio, "Looking back on 25 years of Interreg and preparing the future of territorial cooperation" ("Riconsiderando i 25 anni di Interreg e preparando il futuro della cooperazione territoriale"),

–  viste le conclusioni del Consiglio su "25 years of Interreg: its contribution to Cohesion Policy goals" ("25 anni di Interreg: il suo contributo agli obiettivi della politica di coesione"),

–  vista l'iniziativa della Presidenza lussemburghese del Consiglio sulle disposizioni normative specifiche per le regioni di frontiera al fine di rispondere alle esigenze e alle sfide in tali zone, dal titolo "Uno strumento per l'attribuzione e l'applicazione di disposizioni specifiche nelle regioni transfrontaliere"(17),

–  vista la consultazione pubblica condotta dalla Commissione a livello dell'UE sui restanti ostacoli alla cooperazione transfrontaliera, avviata il 21 settembre 2015 in occasione della Giornata europea della cooperazione(18),

–  visti i risultati della prima indagine Eurobarometro in assoluto, condotta dalla Commissione nel 2015 per individuare e mappare gli atteggiamenti dei cittadini che vivono nelle zone di frontiera al fine di giungere a interventi più mirati dell'UE(19),

–  vista la relazione OCSE del 2013 dal titolo "Regions and Innovation: collaborating across borders" ("Regioni e innovazione: per una collaborazione transfrontaliera"),

–  vista la relazione del Comitato delle regioni dal titolo "Relazione di monitoraggio GECT 2014: attuazione della strategia Europa 2020"(20),

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per lo sviluppo regionale (A8-0202/2016),

A.  considerando che circa il 38 % della popolazione europea vive in regioni frontaliere e che l'UE si trova ad affrontare una grave crisi economica, finanziaria e sociale che colpisce in modo particolare le donne a tutti i livelli; che l'UE deve includere la parità di genere quale componente principale in tutte le politiche e le pratiche legate alla cooperazione territoriale europea (CTE);

B.  considerando che l'obiettivo generale della CTE è di diminuire l'influenza dei confini nazionali al fine di ridurre le disparità tra le regioni, rimuovendo gli ostacoli ancora esistenti agli investimenti e alle attività di cooperazione tra le frontiere nonché rafforzare la coesione e promuovere uno sviluppo economico, sociale e culturale armonioso dell'Unione nel suo complesso21;

C.  considerando che la CTE è parte integrante della politica di coesione, in quanto rafforza la coesione territoriale dell'Unione;

D.  che gli Stati membri possono utilizzare la CTE al fine di rispondere alle sfide poste dalla crisi migratoria;

E.  che il numero di cittadini europei che sfrutta appieno il mercato interno UE e la libera circolazione è ancora limitato;

F.  considerando che in base ai principi di gestione concorrente, governance multilivello e partenariato, i programmi CTE sono stati elaborati attraverso un processo collettivo che ha riunito una vasta gamma di soggetti europei, nazionali, regionali e locali allo scopo di affrontare le sfide comuni transfrontaliere e di agevolare lo scambio di buone prassi;

G.  considerando che occorre una riflessione comune sull'assetto della CTE per il periodo successivo al 2020;

Valore aggiunto europeo della cooperazione territoriale europea (CTE), migliori pratiche e contributo al raggiungimento degli obiettivi della strategia Europa 2020

1.  osserva che la cooperazione territoriale europea (CTE) è diventata, con il suo regolamento, uno dei due obiettivi ugualmente importanti della politica di coesione per il 2014-2020; sottolinea, tuttavia, che il bilancio di 10,1 miliardi di EUR rappresenta il 2,8 % del bilancio della politica di coesione e non è all'altezza delle grandi sfide che la cooperazione territoriale europea (CTE) deve affrontare e non rispecchia il livello elevato del suo valore aggiunto europeo; ricorda, al riguardo, il disappunto del Parlamento europeo a proposito dell'esito dei negoziati sul QFP 2014-2020, per quanto concerne il taglio degli stanziamenti a favore della CTE; ritiene che un incremento della dotazione finanziaria a favore della cooperazione territoriale europea (CTE) nel prossimo periodo di programmazione intensificherà il valore aggiunto della politica di coesione; chiede un maggiore rispetto delle disposizioni dell'articolo 174 TFUE sulla coesione territoriale, in particolare per quanto riguarda le zone rurali e le zone interessate da transizione industriale, e le regioni che presentano gravi e permanenti svantaggi naturali o demografici, quali le regioni ultraperiferiche, le regioni più settentrionali con una bassa densità demografica e le regioni insulari, transfrontaliere e di montagna; chiede alla Commissione e agli Stati membri di prestare un'attenzione particolare alle zone più svantaggiate dal punto di vista geografico e demografico nell'attuazione della politica di coesione;

2.  osserva che, in linea con gli obiettivi di Europa 2020, la cooperazione territoriale europea (CTE) è stata rimodellata al fine di conseguire un maggiore impatto, focalizzando l'attenzione sulla concentrazione tematica e sull'orientamento ai risultati, senza pregiudicare un approccio sensibile al territorio che consenta di mantenere le priorità regionali; ritiene che sia necessario prestare maggiore attenzione alle specificità della CTE; invita, pertanto, a valutare meglio i programmi di cooperazione territoriale europea (CTE) al fine di dimostrare il loro impatto e valore aggiunto;

3.  riconosce che la cooperazione transfrontaliera è uno strumento chiave per lo sviluppo delle regioni frontaliere, considerate autentici laboratori di integrazione europea; sottolinea che, nei periodi 2000-2006 e 2007-2013, la cooperazione transfrontaliera è stata caratterizzata da un chiaro orientamento verso priorità più strategicamente mirate ed ha raggiunto le migliori pratiche in termini di migliore connettività e accessibilità, trasferimento di conoscenze e innovazione, lotta contro le sfide ambientali, rafforzamento della capacità istituzionale, assistenza sanitaria, istruzione, occupazione e mobilità dei lavoratori, protezione civile, creazione di nuovi partenariati e consolidamento di quelli esistenti;

4.  riconosce che la cooperazione transnazionale ha svolto un'importante funzione in termini di supporto alla ricerca, all'innovazione e all'economia basata sulla conoscenza, all'adattamento al cambiamento climatico e alla promozione della mobilità e ai trasporti sostenibili tramite un approccio transnazionale ed ha contribuito al rafforzamento della capacità istituzionale; sottolinea che un approccio territoriale integrato e la cooperazione transnazionale sono particolarmente importanti per la protezione dell'ambiente, specie nei settori dell'acqua, della biodiversità e dell'energia;

5.  riconosce che la cooperazione interregionale ha consentito alle città e alle regioni di cooperare su una serie di questioni e tematiche, instaurando uno scambio di esperienze e buone pratiche e che ciò ha migliorato l'efficienza di molte politiche regionali e locali; ritiene che sarebbe opportuno affrontare gli importanti divari di sviluppo tra le zone rurali e urbane e i problemi delle regioni metropolitane;

6.  ritiene che una cooperazione transfrontaliera e transnazionale efficiente permetta di aumentare l'attrattiva di un'area geografica per l'insediamento di società commerciali, tramite lo sfruttamento del potenziale locale, regionale e transfrontaliero e del capitale umano nel modo più efficiente, per dare una risposta migliore alle esigenze e alle aspettative di tali società, ma anche onde evitare il loro esodo verso paesi terzi, lo spopolamento delle regioni dell'UE e la crescita della disoccupazione;

7.  è convinto che la cooperazione territoriale europea (CTE) offra un importante valore aggiunto europeo, contribuendo alla pace, alla stabilità e all'integrazione regionale, anche nel quadro del processo di allargamento e delle politiche di vicinato, nonché nel resto del mondo con la diffusione delle migliori pratiche; ritiene che una buona cooperazione transfrontaliera possa costituire un valore aggiunto nella gestione della crisi dei migranti;

8.  rileva che, nel periodo 2014-2020, circa il 41 % del bilancio FESR della Cooperazione territoriale europea (CTE)(21) sarà investito in misure a favore dell'ambiente, mentre il 27 % sarà investito nel rafforzamento della crescita intelligente, incluse la ricerca e l'innovazione e il 13 % sarà stanziato per la promozione della crescita inclusiva attraverso attività legate all'occupazione, istruzione e formazione, mentre 33 programmi avranno lo scopo di migliorare la connettività transfrontaliera; osserva altresì che saranno stanziati 790 milioni di EUR per il rafforzamento della capacità istituzionale attraverso la creazione o il rafforzamento di strutture di cooperazione e il miglioramento dell'efficienza dei servizi pubblici;

9.  sottolinea che la nozione di orientamento al risultato richiede che i programmi Interreg garantiscano una cooperazione a livello di progetto di alta qualità e adottino un nuovo tipo di valutazione, che tenga conto della natura specifica di ciascun programma e che contribuisca a ridurre gli oneri amministrativi per i beneficiari e le autorità di gestione; invita la Commissione, gli Stati membri e le autorità responsabili della gestione a cooperare e scambiare informazioni e buone prassi al fine di procedere a valutazioni e fornire linee guida su come l'orientamento ai risultati possa essere adeguato alle specificità della cooperazione territoriale europea (CTE); riconosce che non è possibile valutare il pieno valore aggiunto dei programmi di cooperazione territoriale europea (CTE) soltanto attraverso indicatori quantitativi e invita la Commissione a mettere a punto indicatori maggiormente qualitativi al fine di rispecchiare meglio i risultati conseguiti in termini di cooperazione territoriale;

10.  nota con preoccupazione l'adozione tardiva dei programmi Interreg e invita la Commissione e gli Stati membri a mobilitare i loro sforzi per una loro attuazione efficiente e riuscita e per la rimozione degli ostacoli alla cooperazione transfrontaliera, al fine di evitare gli aspetti critici già sottolineati nel periodo di programmazione 2007-2013; invita la Commissione a mettere a disposizione misure volte ad accelerare l'attuazione dei programmi di cooperazione territoriale europea (CTE);

11.  deplora la mancanza di dati transfrontalieri affidabili e avvaloranti l'efficacia della cooperazione transfrontaliera per quanto concerne le relazioni sul quadro di riferimento in materia di risultati; invita, di conseguenza, la Commissione, Eurostat e le autorità responsabili della gestione a collaborare per definire criteri di valutazione comuni e a coordinare congiuntamente un'unica banca dati nonché a sviluppare metodologie per la fornitura, l'uso e lo scambio di dati affidabili a livello transfrontaliero; prende atto delle sfide esistenti in termini di attuazione degli approcci territoriali integrati derivanti dal grado estremamente vario di legittimazione degli enti locali e regionali degli Stati membri;

12.  invita gli Stati membri e le autorità responsabili della gestione a istituire sistemi di monitoraggio e piani di valutazione adeguatamente strutturati al fine di valutare meglio i risultati in termini di obiettivi di Europa 2020 e integrazione territoriale;

Contributo alla coesione territoriale

13.  evidenzia che la cooperazione territoriale europea (CTE) contribuisce significativamente al rafforzamento dell'obiettivo comunitario della coesione territoriale attraverso l'integrazione di politiche settoriali eterogenee su scala territoriale; accoglie con favore lo studio dell'Osservatorio in rete dell'assetto del territorio europeo (ESPON) dal titolo: "ET2050: Territorial Scenarios and Visions for Europe" ("ET2050: Visioni e scenari territoriali per l'Europa"), che può fungere da quadro di riferimento per un ulteriore dibattito sull'elaborazione della politica di coesione successiva al 2020;

14.  ricorda l'importanza degli investimenti territoriali integrati (ITI) e dello sviluppo locale di tipo partecipativo (CLLD), che non sono applicati in modo abbastanza ampio nell'ambito dei programmi Interreg per il 2014-2020, e incoraggia gli Stati membri a farne un uso più vasto, sottolineando che ciò richiederà una maggiore partecipazione degli enti regionali e locali; invita la Commissione e gli Stati membri a proporre programmi di informazione e formazione rivolti ai beneficiari;

15.  ritiene che i nuovi strumenti di sviluppo territoriale, come l'investimento territoriale integrato (ITI) e lo sviluppo locale di tipo partecipativo (CLLD), possano essere tradotti in investimenti in infrastrutture sociali, per la salute, per l'istruzione, per il recupero delle aree urbane svantaggiate, per la creazione di occupazione e in altre misure volte a ridurre l'isolamento dei migranti e favorirne l'inclusione;

16.  raccomanda di prestare particolare attenzione ai progetti che riguardano l'adattamento delle località e delle regioni alla nuova realtà demografica per contrastare gli squilibri che essa genera, e in particolare attraverso: 1) l'adeguamento delle infrastrutture sociali e di mobilità ai cambiamenti demografici e ai flussi migratori; 2) la creazione di beni e servizi specifici per una popolazione in via di invecchiamento; 3) il sostegno alle opportunità occupazionali per gli anziani, le donne e i migranti, atte a favorire l'inclusione sociale; 4) il rafforzamento delle connessioni digitali e la creazione di piatteforme che consentano e favoriscano la partecipazione dei cittadini delle regioni più isolate e la loro interazione con i diversi servizi amministrativi, sociali e politici delle autorità a tutti i livelli di gestione (locale, regionale, nazionale ed europeo);

17.  sottolinea il ruolo della cooperazione territoriale europea (CTE) nelle regioni insulari, nelle regioni ultraperiferiche, nelle zone scarsamente popolate, nelle zone di montagna e rurali, quale importante strumento per il rafforzamento della loro cooperazione e integrazione regionale; esorta la Commissione e gli Stati membri a prestare particolare attenzione all'utilizzo dei fondi in tali regioni, incluse quelle confinanti con paesi terzi, al fine di migliorare l'attuazione dei progetti transfrontalieri finanziati dalla TCE;

18.  sottolinea la natura complementare della cooperazione territoriale europea (CTE) e delle strategie macroregionali nel far fronte alle sfide comuni in zone funzionali più vaste, nonché il ruolo positivo che le strategie macroregionali possono svolgere per contribuire a superare le sfide comuni incontrate dalle macroregioni;

19.  ritiene che si dovrebbe cercare un migliore coordinamento e una migliore sinergia e complementarietà tra gli aspetti transfrontalieri e transnazionali allo scopo di migliorare la collaborazione e l'integrazione su territori strategici più ampi; invita a un migliore coordinamento tra le autorità responsabili della gestione e gli attori coinvolti nelle strategie macroregionali; esorta la Commissione a rafforzare la cooperazione, nonché a rafforzare i legami e la coerenza dei programmi di cooperazione territoriale europea (CTE) con i programmi nazionali e regionali durante la fase di sviluppo, al fine di promuovere la complementarietà ed evitare sovrapposizioni;

20.  osserva che alcune regioni devono affrontare enormi sfide connesse alla migrazione ed esorta ad utilizzare i programmi Interreg e ad attuarli con urgenza, al fine di rispondere, tra le altre cose, alle sfide poste dalla crisi dei rifugiati e a ricorrere allo scambio di buone pratiche tra le autorità locali e regionali nelle zone di confine, incluse quelle di paesi non UE;

Sostegno alla ricerca e all'innovazione

21.  sottolinea i risultati conseguiti in materia di ricerca e innovazione, come progetti comuni di ricerca, cooperazione tra istituti di ricerca e imprese, fondazione di università internazionali transfrontaliere, centri di ricerca transfrontalieri, istituti di formazione transfrontalieri, creazione di cluster e reti aziendali transfrontalieri, incubatori e servizi di consulenza transfrontalieri per le PMI, marchi ad alta tecnologia per attrarre investitori esteri, ecc.; nota il ruolo importante che i programmi Interreg svolgono nel rafforzare la competitività e il potenziale di innovazione delle regioni, promuovendo le sinergie tra strategie di specializzazione intelligente, collaborazione tra raggruppamenti e sviluppo di poli innovativi; chiede alla Commissione di presentare una panoramica globale della cooperazione territoriale nel FESR e nel FSE sulla base del quadro strategico comune (allegato I al regolamento sulle disposizioni comuni, regolamento (EU) n. 1303/2013);

22.  è consapevole che gli investimenti per il rafforzamento della crescita intelligente, incluse ricerca e innovazione, rappresentano il 27% della dotazione del FESR ai programmi CBC per il periodo 2014-2020(22); osserva che il 35 % del bilancio dei programmi transfrontalieri va a sostegno di una crescita intelligente rafforzando la ricerca e l'innovazione;

23.  insiste sulla necessità di creare approcci politici transfrontalieri di supporto all'innovazione, come programmi comuni di ricerca, infrastrutture di ricerca comuni e reti di cooperazione; sottolinea che le divergenze normative tra gli Stati membri ostacolano gli sforzi congiunti volti a estendere la ricerca e l'innovazione a livello transfrontaliero;

24.  ribadisce che le sinergie e la complementarietà tra programmi e fondi tra cui il fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), Orizzonte 2020, i fondi strutturali e di investimento europei (SIE) e altri fondi UE devono mirare a massimizzare la quantità, la qualità e l'incidenza degli investimenti destinati alla ricerca e all'innovazione; raccomanda alle autorità locali e regionali di sfruttare appieno le possibilità di combinazione di tali fondi a sostegno delle PMI e dei progetti di ricerca e innovazione, inclusi i progetti transfrontalieri, ove opportuno; invita le PMI a sfruttare appieno le opportunità offerte da tali fondi per contribuire all'attuazione dei programmi di cooperazione territoriale europea (CTE);

25.  ribadisce l'adozione di strategie di innovazione transfrontaliera pur creando complementarietà con le esistenti strategie di specializzazione intelligente nonché con altri programmi e strategie esistenti; incoraggia la valutazione del potenziale per le sinergie transfrontaliere e la mobilitazione delle varie fonti di finanziamento;

26.  ritiene che gli strumenti finanziari debbano costituire parte integrante dei programmi di cooperazione territoriale europea (CTE) attraverso l'erogazione di contributi al fine di sostenere l'accesso ai finanziamenti delle PMI, la ricerca e l'innovazione; reputa che un maggiore ricorso agli strumenti finanziari potrebbe attrarre maggiori investimenti per i progetti Interreg, creando nuovi posti di lavoro e consentendo di conseguire migliori risultati; ricorda l'importanza fondamentale di iniziative di supporto tecnico e formazione adeguate per sfruttare appieno i benefici dell'utilizzo degli strumenti finanziari, anche nelle regioni meno sviluppate;

Governance e coordinamento delle politiche

27.  ricorda che la sesta relazione sulla coesione ha accordato un'attenzione insufficiente alla cooperazione territoriale europea, dato che essa costituisce un obiettivo a pieno titolo della politica di coesione a partire dal periodo di programmazione 2007-2013; ricorda il potenziale del gruppo europeo di cooperazione territoriale (GECT) non solo in quanto strumento di sostegno e promozione della cooperazione territoriale europea e gestione di progetti transfrontalieri, ma anche quale mezzo per contribuire ad uno sviluppo territoriale globalmente integrato e ad una piattaforma flessibile per la governance multilivello;

28.  accoglie con favore il regolamento GECT semplificato (regolamento (UE) n. 1302/2013) ed invita gli Stati membri ad intensificare i loro sforzi per facilitare la creazione di gruppi europei di cooperazione territoriale (GECT); constata tuttavia che tale regolamento non è sufficiente per superare tutti gli ostacoli giuridici esistenti alla cooperazione transfrontaliera; accoglie con favore l'iniziativa della Presidenza lussemburghese, che ha proposto uno strumento giuridico specifico per le regioni di confine, offrendo agli Stati membri la possibilità di concordare specifiche disposizioni giuridiche; accoglie con favore l'iniziativa della Commissione di procedere, entro la fine del 2016, a un'analisi degli ostacoli alla cooperazione transfrontaliera che esaminerà soluzioni ed esempi di buone pratiche; chiede alla Commissione di includere in tale analisi uno studio sulle esigenze delle regioni di confine; attende con interesse gli esiti della consultazione pubblica sui restanti ostacoli alla cooperazione transfrontaliera, avviata dalla Commissione a livello dell'UE il 21 settembre 2015; chiede alla Commissione di tenere conto, in tale analisi, delle raccomandazioni del Parlamento e degli esiti della consultazione pubblica;

29.  ritiene che i programmi Interreg dovrebbero sostenere l'intervento in risposta alle questioni di migrazione e asilo e promuovere politiche di integrazione efficaci, rispettando nel contempo le priorità programmatiche stabilite e la logica di intervento concordata nonché in modo complementare ad altri finanziamenti appropriati; chiede di sfruttare la disponibilità della Commissione ad esaminare e approvare in tempi brevi le modifiche ai programmi operativi 2014-2020, laddove richiesto dagli Stati membri interessati e soltanto allo scopo di affrontare gli imperativi della crisi dei rifugiati;

30.  incoraggia un uso più ampio degli strumenti finanziari (SF) quali meccanismi di flessibilità da utilizzare parallelamente alle sovvenzioni; sottolinea che gli strumenti finanziari, se attuati in modo efficace, possono incrementare in modo significativo l'impatto dei finanziamenti; sottolinea, al riguardo, la necessità di norme chiare, coerenti e mirate in materia di strumenti finanziari (SF) al fine di contribuire a semplificare il processo di preparazione e di attuazione per i gestori di fondi e i beneficiari; richiama l'attenzione sull'opportunità di beneficiare di conoscenze e competenze specifiche attraverso gli strumenti di ingegneria finanziaria e di assistenza tecnica della BEI;

31.  evidenzia il fatto che, nel corso del periodo di programmazione 2007-2013, non sono state valutate le possibili complementarietà tra i programmi Interreg e gli altri programmi finanziati dall'Unione europea; propone di istituire idonei meccanismi di coordinamento per garantire un efficace coordinamento, complementarietà e sinergia tra i fondi strutturali e di investimento europei (SIE) e gli altri strumenti di finanziamento nazionali e comunitari, quali Orizzonte 2020, nonché con il Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) e la Banca europea per gli investimenti (BEI);

32.  incoraggia l'introduzione nei piani di valutazione delle autorità responsabili della gestione di valutazioni intermedie, che si concentrino sulla valutazione specifica dell'efficacia delle sinergie tra i programmi;

33.  sottolinea l'importanza sempre crescente dei mercati del lavoro transfrontalieri, che presentano dinamiche ampie per quanto concerne la creazione di ricchezza e di occupazione; invita la Commissione e gli Stati membri a fare pieno uso delle opportunità offerte dai programmi Interreg, allo scopo di facilitare la mobilità transfrontaliera dei lavoratori, anche promuovendo il principio di pari opportunità, modificando, all'occorrenza, il quadro amministrativo e sociale, nonché rafforzando il dialogo tra tutti i livelli di governance;

34.  ritiene fondamentale incrementare le sinergie e la complementarietà tra i programmi di cooperazione territoriale europea (CTE) e i servizi EURES, che svolgono un ruolo particolarmente importante nelle regioni transfrontaliere con livelli significativi di pendolarismo transfrontaliero; invita gli Stati membri e le regioni a sfruttare appieno le opportunità offerte dai servizi EURES in termini di occupazione e mobilità professionale in tutta l'UE;

35.  è convinto che il principio della governance multilivello, il principio del partenariato e l'effettiva attuazione del codice di condotta europeo siano particolarmente importanti per lo sviluppo dei programmi Interreg;

Semplificazione

36.  sottolinea che, indipendentemente dall'esistenza di un regolamento separato in materia di cooperazione territoriale europea (CTE), l'attuazione dei programmi di cooperazione territoriale europea dovrebbe essere ulteriormente semplificata, e invita il gruppo ad alto livello in materia di semplificazione1 a esaminare misure di semplificazione e riduzione dell'onere amministrativo gravante sui beneficiari, prima dell'avvio della proposta legislativa CTE e della programmazione dei programmi Interreg per il periodo successivo al 2020;

37.  invita la Commissione a proporre azioni specifiche per la semplificazione delle norme in materia di rendicontazione, revisione dei conti e aiuti di Stato, nonché per l'armonizzazione delle procedure; esorta a elaborare con ordine e in modo esatto e preciso requisiti uniformi per tutti i programmi Interreg;

38.  invita gli Stati membri a semplificare le loro disposizioni nazionali ed evitare la "sovraregolamentazione"; esorta l'attuazione di una coesione elettronica e lo snellimento delle procedure amministrative;

39.  sottolinea che gli accordi per la partecipazione della società civile e dei soggetti privati deve essere ampliata e semplificata, tenendo sempre conto della necessità di trasparenza e responsabilità; raccomanda che l'adozione di partenariati pubblico-privato potrebbe offrire una serie di potenziali vantaggi, ma comporta un rischio di conflitto di interesse, che dovrebbe essere adeguatamente affrontato attraverso gli strumenti di legge vincolanti e non vincolanti; incita la Commissione a fornire orientamenti tempestivi, chiari e coerenti sull'applicazione degli strumenti finanziari nell'ambito dei programmi di cooperazione territoriale europea (CTE);

40.  sottolinea che tutte le semplificazioni apportate ai programmi per la crescita e l'occupazione devono essere applicate anche ai programmi Interreg;

41.  sottolinea l'importanza di creare meccanismi di monitoraggio dei beneficiari nel campo di applicazione delle misure di semplificazione;

42.  ritiene che sia prioritario unire le forze sul campo e promuovere la fiducia reciproca tra gli attori attraverso i confini, e in tal senso gli strumenti finanziari possono fornire un valido aiuto a tali sforzi;

Raccomandazioni per il futuro

43.  ritiene che la cooperazione territoriale europea (CTE) abbia dimostrato la sua efficacia e che il suo potenziale dovrebbe essere ulteriormente sviluppato; evidenzia il suo potenziale al di là delle politiche regionali, in settori quali il mercato unico, l'agenda digitale, l'occupazione, la mobilità, l'energia, la ricerca, l'istruzione, la cultura, la salute e l'ambiente, e invita pertanto la Commissione e gli Stati membri a valutare la tutela della cooperazione territoriale europea (CTE) quale strumento fondamentale, attribuendole un ruolo più significativo nell'ambito della politica di coesione successiva al 2020 e aumentandone sensibilmente il bilancio;

44.  ritiene che la filosofia della cooperazione di base e l'attuale struttura della cooperazione territoriale europea (CTE) dovrebbero restare inalterate, incluso il rispetto del principio del beneficiario principale, così come l'enfasi data alla componente transfrontaliera; invita la Commissione ad analizzare l'eventuale sviluppo di una serie di criteri armonizzati, basati sull'esperienza dei suoi 25 anni di storia, sulla base non solo della dimensione demografica, ma anche delle specificità socioeconomiche e territoriali;

45.  sottolinea l'importanza della cooperazione transfrontaliera lungo le frontiere esterne dell'UE nel quadro dello strumento di assistenza di preadesione e dello strumento europeo di vicinato; invita gli Stati membri ad assicurarsi che le buone prassi che consentono di ridurre gli oneri amministrativi per i beneficiari nel quadro dei programmi Interreg possano essere applicate anche ai programmi attuati lungo le frontiere esterne dell'UE;

46.  ricorda il potenziale della cooperazione di base tra i cittadini dei cosiddetti "fondi per piccoli progetti", in relazione ad importi per piccoli e microprogetti per la promozione dell'impegno civile, prestando particolare attenzione ai piccoli progetti di cooperazione transfrontaliera tra aree di frontiera confinanti; chiede che si promuova il finanziamento di tali progetti e ricorda che ciò comporterà sforzi aggiuntivi in termini di semplificazione e flessibilità;

47.  incoraggia l'elaborazione congiunta delle strategie per le zone di confine, al fine di potenziare uno sviluppo territoriale integrato e sostenibile, compresa la diffusione e l'applicazione di approcci integrati e l'armonizzazione transfrontaliera delle procedure amministrative e delle disposizioni giuridiche; osserva l'importanza di promuovere uno sviluppo territoriale equilibrato tra le regioni;

48.  ritiene che si debba prestare maggiore attenzione alla promozione della cooperazione transfrontaliera fra le regioni montane e di confine, dando priorità alle zone rurali;

49.  sottolinea che uno degli obiettivi della cooperazione territoriale europea deve essere la cooperazione culturale; ritiene, a questo proposito, che si debba promuovere maggiormente la cooperazione in materia di cultura e di istruzione fra le regioni transfrontaliere che condividono lo stesso patrimonio culturale e linguistico;

50.  invoca un ruolo più importante e un maggiore coinvolgimento delle regioni e degli enti locali nella proposta, gestione e valutazione della cooperazione territoriale europea (CTE), in particolare nell'ambito della cooperazione transfrontaliera, prendendo inoltre in considerazione le competenze che alcune regioni effettivamente possiedono in materia;

51.  invita la Commissione a valutare il ruolo degli strumenti finanziari nel completare i finanziamenti; ritiene sia necessario lavorare più strettamente con la BEI nel sostenere le PMI e nel mobilitare le competenze finanziarie e tecniche della Commissione e della BEI quale catalizzatore di investimenti; invita la Commissione e la BEI a rendere gli strumenti finanziari più coerenti con gli obiettivi della cooperazione territoriale;

52.  invita la Commissione, gli Stati membri e le autorità responsabili della gestione a considerare la proposta della Presidenza lussemburghese di creazione di un nuovo strumento giuridico per la politica di coesione successiva al 2020, tenuto conto dei risultati delle valutazioni ex post, dell'attuazione dei programmi 2014-2020 e di un'adeguata valutazione di impatto;

53.  invita la Commissione e gli Stati membri ad avviare, nel corso del 2016, un dibattito strutturato tra tutte le parti interessate a livello UE sul futuro della cooperazione territoriale europea (CTE) successiva al 2020, in vista della preparazione della politica di coesione successiva al 2020; sottolinea che il dibattito deve affrontare in primo luogo le questioni legate alla struttura della cooperazione territoriale europea (CTE), la procedura di stanziamento dei bilanci dei programmi e i lavori sui nuovi meccanismi onde garantire un'applicazione più ampia del concetto di orientamento ai risultati; esorta la Commissione a collaborare con il Comitato delle regioni e con i soggetti interessati regionali e della società civile;

54.  invoca una visione territoriale dell'UE basata sul Libro verde sulla coesione territoriale (COM(2008) 0616) e prende atto che il futuro "Libro bianco" sulla coesione territoriale potrebbe altresì essere importante per il prossimo periodo di programmazione post-2020;

Sensibilizzazione del pubblico e visibilità

55.  deplora la scarsa sensibilizzazione riguardo ai programmi di cooperazione territoriale europea (CTE) ed alla loro insufficiente visibilità ed invita ad attuare una forma di comunicazione più efficace dei loro obiettivi, delle possibilità che offrono e dei mezzi di realizzazione dei progetti nonché, a posteriori, dei risultati ottenuti dai progetti; invita la Commissione, gli Stati membri e le autorità responsabili della gestione a istituire meccanismi e piatteforme ampiamente istituzionalizzate per la cooperazione al fine di accrescere la visibilità e la sensibilizzazione; invita la Commissione a mappare e diffondere su larga scala i risultati dei programmi e dei progetti di cooperazione territoriale europea (CTE) finora conseguiti;

56.  invita la Commissione e gli Stati membri a promuovere il ruolo che il GECT può svolgere quale strumento finalizzato a soddisfare in modo più efficace le esigenze locali nelle regioni transfrontaliere;

57.  riconosce l'importanza del ruolo svolto dagli operatori sul posto e del sostegno per l'elaborazione di progetti e sollecita le autorità di gestione a rafforzare gli strumenti di promozione esistenti come i punti di contatto regionali;

58.  rileva che una buona cooperazione tra la Commissione europea, la BEI e le autorità locali e regionali costituisce un elemento fondamentale per garantire buoni risultati dall'utilizzo degli strumenti finanziari nell'ambito dello sviluppo territoriale e dell'intera politica di coesione; sottolinea, a tale riguardo, l'esigenza di intensificare lo scambio di esperienze e conoscenze tra la Commissione europea e la BEI, da un lato, e le autorità locali e regionali, dall'altro;

59.  riconosce l'importanza del ruolo svolto dall'animazione territoriale (sul campo), dalla divulgazione delle informazioni, dalla sensibilizzazione a livello locale e dal sostegno ai progetti ed incoraggia pertanto le autorità di gestione a rafforzare strumenti utili quali i punti di contatto territoriali;

60.  chiede un migliore coordinamento tra la Commissione, le autorità responsabili della gestione e tutte le parti coinvolte, al fine di fornire un'analisi critica dei risultati dei progetti nei diversi settori, evidenziando sia i successi sia le lacune e formulando raccomandazioni per il periodo successivo al 2020, assicurando nel contempo la trasparenza e la vicinanza ai cittadini;

61.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

(1)

GU L 347 del 20.12.2013, pag. 320.

(2)

GU L 347 del 20.12.2013, pag. 289.

(3)

GU L 347 del 20.12.2013, pag. 259.

(4)

GU L 347 del 20.12.2013, pag. 303.

(5)

GU L 77 del 15.3.2014, pag. 95.

(6)

GU L 77 del 15.3.2014, pag. 11.

(7)

GU L 77 del 15.3.2014, pag. 27.

(8)

GU L 347 del 20.12.2013, pag. 884.

(9)

GU L 298 del 26.10.2013, pag. 1.

(10)

Testi approvati, P7_TA-PROV(2014)0015.

(11)

Testi approvati in tale data, P8_TA(2014)0068.

(12)

Testi approvati in tale data, P8_TA(2015)0308.

(13)

Testi approvati in tale data, P8_TA(2015)0384.

(14)

Testi approvati in tale data, P8_TA(2015)0419.

(15)

GU L 169 dell'1.7.2015, pag. 1.

(16)

COR-2015-04462-00-00-DECL-TRA (EN).

(17)

http://www.dat.public.lu/eu-presidency/Events/Informal-Ministerial-Meetings-on-Territorial-Cohesion-and-Urban-Policy-_26-27-November-2015_-Luxembourg-City_/Material/IMM-Territorial-_LU-Presidency_---Input-Paper-Action-3.pdf

(18)

Commissione europea - comunicato stampa IP/15/5686.

(19)

Eurobarometro Flash 422 - Cooperazione transfrontaliera nell'UE.

(20)

http://cor.europa.eu/en/documentation/studies/Documents/EGTC_MonitoringReport_2014.pdf

(21)

Allegato I (Cooperazione territoriale europea/Interreg) alla comunicazione della Commissione "Investire nella crescita e nell'occupazione: ottimizzare il contributo dei Fondi strutturali".

(22)

Allegato I (Cooperazione territoriale europea/Interreg) alla comunicazione della Commissione "Investire nella crescita e nell'occupazione: ottimizzare il contributo dei Fondi strutturali".


MOTIVAZIONE

Informazioni generali

Nel 1990, Interreg è stata sviluppata come iniziativa comunitaria con un bilancio pari soltanto a 1 miliardo di EUR riguardante esclusivamente la cooperazione transfrontaliera a favore di 11 Stati membri. Successivamente, Interreg è stata ampliata alla cooperazione transnazionale e interregionale. Nel 2015, è stato celebrato il 25° anniversario di Interreg con una conferenza svoltasi a Lussemburgo il 15-16 settembre, dove è stata evidenziata la cooperazione territoriale europea (CTE) quale fondamentale strumento per la politica di coesione concepita per risolvere i problemi che trascendono i confini amministrativi e richiedono soluzioni comuni.

Per il 2014-2020 è stato adottato uno specifico regolamento riguardante le azioni della cooperazione territoriale europea (CTE), sostenuto dal FESR. Attualmente, 28 Stati membri beneficiano della cooperazione territoriale europea (CTE), diventata uno dei due obiettivi della politica di coesione. L'importo stanziato è pari a 10,1 miliardi di EUR(1): il 74,1 % per la cooperazione transfrontaliera - 60 programmi, il 20,4 % per la cooperazione transnazionale - 15 programmi e il 5,6 % per la cooperazione interregionale - 4 programmi(2). Interreg cofinanzia anche programmi regionali di cooperazione allo sviluppo al di fuori dell'UE: 12 programmi di cooperazione transfrontaliera IPA (242 milioni di EUR destinati a CBC) e 16 programmi di cooperazione transfrontaliera ENI (634 milioni di EUR destinati a CBC).

Valore aggiunto europeo della cooperazione territoriale europea (CTE), migliori pratiche e contributo al raggiungimento degli obiettivi della strategia Europa 2020

Durante il periodo 2014-2020, la cooperazione territoriale europea (CTE) è stata ripensata al fine di ottenere un maggiore impatto e un uso più efficace degli investimenti attraverso l'attenzione sulla concentrazione tematica e sull'orientamento al risultato. Almeno l'80 % del bilancio per ciascun programma di cooperazione deve essere concentrato su un massimo di 4 obiettivi tematici, contribuendo così alla realizzazione della strategia Europa 2020. La cooperazione territoriale europea (CTE) contribuisce significativamente all'accrescimento del potenziale economico, sociale e territoriale delle regioni rispecchiando e integrando diverse politiche settoriali su scala territoriale, superando i confini nazionali (cooperazione transfrontaliera e transnazionale), sia nelle singole città che nelle regioni (cooperazione interregionale)(3). Indipendentemente dalla limitata linea di bilancio, i progetti CBC producono risultati concreti: eliminazione degli ostacoli per migliorare la sicurezza, i trasporti, l'istruzione, l'energia, la sanità, la formazione e l'occupazione. I 64 programmi INTERREG IIIA (2000-2006) e i 55 programmi 55 INTERREG IVA (2007-2013) hanno orientato i finanziamenti verso priorità di sviluppo transfrontaliere più strategiche e hanno pertanto ottenuto le migliori pratiche nei seguenti campi(4):

Migliore connettività, mobilità e accessibilità regionale ai servizi

Emerge chiaramente un valore aggiunto nelle seguenti migliori pratiche: superamento delle sfide transfrontaliere in termini di trasporto e circolazione delle persone, promozione di soluzioni di trasporto intelligenti e centri di trasporto multimodali (Baltico meridionale – Danimarca, Germania, Polonia, Lituania, Svezia); semplificazione degli spostamenti transfrontalieri (NORTH – Svezia, Finlandia, Norvegia); migliore interconnettività con particolare riguardo per le infrastrutture stradali (Germania (Sassonia)-Repubblica Ceca); un nuovo ponte pedonale e ciclabile tra l'Austria e la Slovacchia, una linea ferroviaria transfrontaliera MI.CO.TRA (Italia, Austria), miglioramento dell'accessibilità marittima attraverso l'ammodernamento dei porti regionali (Italia, Francia), servizi specializzati per l'assistenza agli anziani, soluzioni sanitarie transfrontaliere, un regime di investimento volto alla costruzione di strutture per anziani al fine di consentire loro di continuare a svolgere un ruolo attivo nella società e a vivere nella maniera più sana e appagante possibile (Austria, Repubblica Ceca), ecc.;

Trasferimento di conoscenze e innovazione, potenziamento della competitività delle PMI

Emerge chiaramente un valore aggiunto nelle seguenti migliori pratiche: coinvolgimento delle PMI in attività di innovazione concreta, creazione di reti tra imprese, istituti di ricerca e fornitori di servizi (Germania-Paesi Bassi, progetto Meccanotronica per le PMI); promozione della ricerca e dello sviluppo marittimo, introduzione di nuove tecnologie (Germania-Paesi Bassi, progetto MariTIM); aumento dell'efficienza energetica degli edifici (NORTH – Svezia, Finlandia, Norvegia – progetto IEEB); sviluppo di progetti inerenti a incubatori di imprese, legati alla cooperazione commerciale transfrontaliera (Ungheria-Slovacchia); promozione dei legami cardine tra l'industria e il trasferimento di conoscenze mediante l'uso di metodi di e-learning (Regno Unito, Irlanda); stimolazione della cooperazione transfrontaliera tra imprese, università e altre parti interessate al fine di incentivare l'innovazione attraverso i poli di conoscenza (Francia, Belgio, progetto TANDEM), creazione di una regione "altamente tecnologizzata" (Belgio, Paesi Bassi, Germania, progetto Euregio Mosa-Reno), istituzione di un centro di formazione per la ricerca applicata nella produzione biologica, sviluppo della regione delle Fiandre-Paesi Bassi meridionali, come regione a conoscenza intensiva nel campo di applicazione dell'idrogeno (Belgio-Paesi Bassi), cooperazione tra gli ospedali per la ricerca sul cancro (Germania, Danimarca), accesso delle PMI a tecnologie d'avanguardia al fine di testare idee-prodotti, adottare opportune tecniche di produzione e commercializzazione dei propri prodotti su scala mondiale (Irlanda, Regno Unito); sviluppo di servizi specializzati alle imprese nel settore del turismo (Grecia, Italia); screening transfrontaliero dei neonati (Germania, Polonia), network multisensore SRSnet – Smart resource (Italia, Austria), "Erfolgsmotor 2020" ("Power Drive to Success 2020") supporto a livello di progetto per PMI al fine di potenziarne la competitività (Austria, Germania), ecc.;

Marchi regionali e rafforzamento dell'identità regionale

Emerge chiaramente un valore aggiunto nelle seguenti migliori pratiche: elaborazione congiunta di una proposta per l'iscrizione della regione mineraria ceco-tedesca nell'elenco del Patrimonio mondiale dell'Unesco (Germania (Sassonia)-Repubblica Ceca); sviluppo di attività turistiche "verdi" al fine di preservare l'unicità del territorio (Germania/Baviera-Austria); sviluppo di strategie locali in base agli esiti di progetti e programmi specifici (Norvegia, Svezia, Danimarca), progetto Ramsar Eco NaTour che ha creato spazi ricreativi per le città urbane di Vienna e Bratislava e sensibilizzazione della popolazione locale e cooperazione regionale in materia di cambiamento climatico e protezione della biodiversità (Austria, Slovacchia), ecc.;

Gestione delle sfide ambientali, migliore gestione dei rischi e reazione ai disastri

Emerge chiaramente un valore aggiunto nelle seguenti migliori pratiche: nuove soluzioni alle sfide ambientali come un monitoraggio congiunto dei bacini fluviali per sostanze pericolose (Baltico meridionale - Danimarca, Germania, Polonia, Lituania, Svezia); utilizzare al meglio le risorse marine e i derivati, costruzione di barriere coralline artificiali e aumento della biodiversità (Francia - Inghilterra), sviluppo di sistemi comuni di gestione per la salvaguardia dell'ambiente (Romania-Bulgaria, progetti RISK e JAMES); cooperazione congiunta nell'armonizzazione delle attività in materia di prevenzione di alluvioni e nel miglioramento della qualità delle acque (Ungheria-Slovacchia, progetto FLOODLOG); migliore gestione e pianificazione del rischio in tutta l'area alpina (Italia, Francia, progetto GlaRiskAlp); superamento delle sfide ambientali come l'inquinamento costiero e il rischio di incendi boschivi nelle zone marittime (Italia, Francia); rafforzamento del monitoraggio dei porti (Grecia, Italia), ecc.;

Rafforzamento della capacità istituzionale e del capitale sociale, consolidamento delle strutture di rete transfrontaliere e creazione di nuovi partenariati

Emerge chiaramente un valore aggiunto nelle seguenti migliori pratiche: scambio di personale nel settore della progettazione e dell'organizzazione (Germania (Sassonia), Repubblica ceca, progetto AQUAMUNDI); promozione di reti di cooperazione, istituzioni di (programmi) strutture e stabilizzazione della cooperazione istituzionale, ecc.

Un esempio perfetto di come usare uno strumento finanziario in termini di "venture capital" transfrontalieri/transnazionali "fondo di fondi"(5) è il progetto EUREFI INTERREG(6) (Programma CBC Vallonia-Lorena-Lussemburgo 2000-2006, continuato dal Programma CBC Grande Regione 2007-2013).

Fondamentale è il ruolo della sezione interregionale: i programmi ORATE e INTERACT, forniscono una conoscenza territoriale (ORATE) e sostengono tutte le autorità impegnate nella gestione e attuazione della cooperazione territoriale europea (INTERACT), sviluppando una vasta gamma di strumenti armonizzati (modelli, formulari, schede, ecc.) per la creazione di propri sistemi di gestione e controllo, ecc. INTERREG EUROPE promuove lo scambio di esperienze e buone pratiche tra operatori a tutti i livelli sul territorio europeo e URBACT fornisce reti per lo scambio di informazioni e buone pratiche di gestione urbana.

Secondo la recente comunicazione della Commissione, Investire nella crescita e nell'occupazione - ottimizzare il contributo dei Fondi strutturali e di investimento europei , 73 programmi di cooperazione 2014-2020 investiranno il 41 % del totale del bilancio FESR-CTE(7) in misure volte al miglioramento dell'ambiente e per il supporto alle azioni congiunte nei settori che riguardano la gestione delle acque, il trattamento delle acque reflue, la conservazione e il ripristino della biodiversità, la prevenzione e la gestione dei rischi ambientali, il turismo sostenibile e l'efficienza energetica; il 27 % del bilancio FESR-CTE e 46 programmi 2014-2020 investiranno nel rafforzamento della ricerca e dell'innovazione, nella cooperazione con gli istituti di ricerca a livello transfrontaliero all'interno dell'UE; il 13 % del bilancio FESR-CTE è destinato alla promozione della crescita inclusiva attraverso attività legate all'occupazione, istruzione e formazione; 33 programmi 2014-2020 sono volti al miglioramento della connettività generale, soprattutto a livello di investimenti stradali e portuali e attraverso la promozione di sistemi di trasporto transfrontalieri multimodali, puliti e intelligenti.

Il relatore per parere considera le difficoltà che si frappongono tra le disposizioni del quadro normativo 2014-2020 e al contempo le possibilità dei programmi in termini di disponibilità e di risorse per la raccolta di dati. In tale contesto, è necessario che la Commissione, i programmi ORATE e INTERACT, EUROSTAT e le autorità responsabili per la gestione della cooperazione territoriale europea coordinino congiuntamente e affrontino tale sfida studiando e indicando metodologie sulla fornitura e l'uso di dati affidabili nell'ottica di creare un contesto solido per la valutazione del quadro di riferimento.

Contributo alla coesione territoriale

Occorre rafforzare la cooperazione tra tutti i vari finanziamenti e meccanismi di cooperazione, come le strategie macroregionali, oltre a rafforzare i legami e la coerenza con i programmi nazionali e regionali. Si raccomanda agli Stati membri e alle regioni di sviluppare comuni strategie integrate con disposizioni esecutive relative al meccanismo di coordinamento tra i rispettivi programmi transfrontalieri e transnazionali e i rispettivi contesti territoriali, consentendo di affrontare le sfide incontrate in un'ottica integrata, in modo più coordinato e in una prospettiva a lungo termine.

L'attuazione di entrambi gli strumenti ITI e CLLD non è soddisfacente. Il CLLD è attuato a livello transfrontaliero solo nell'ambito del programma di cooperazione INTERREG Italia-Austria 2014-2020. Lo strumento ITI è stato attuato come parte del programma di cooperazione INTERREG Italia-Slovenia 2014-2020.(8)

Il quadro legislativo 2014-2020 consente una flessibilità maggiore per le regioni ultraperiferiche al fine di inserire le regioni NUTS 3 che si trovano lungo le frontiere marittime, separate da più di 150 Km, come zone transfrontaliere che possono ricevere assistenza da parte del corrispondente stanziamento dei rispettivi Stati membri.

Sostegno alla ricerca e all'innovazione

Il relatore per parere desidera evidenziare i risultati in materia di ricerca e innovazione, come progetti comuni di ricerca, cooperazione tra istituti di ricerca e imprese, fondazione di università internazionali transfrontaliere, centri di ricerca transfrontalieri, istituti di formazione transfrontalieri, creazione di cluster e reti aziendali transfrontalieri, incubatori e servizi di consulenza transfrontalieri alle PMI, marchi ad alta tecnologia per attrarre investitori esteri, ecc.

Gli investimenti a favore della crescita intelligente rappresentano il 27 % del bilancio FESR-CTE 2014-2020(9) e i risultati attesi sono i seguenti: 22 500 aziende sostenute nella promozione della crescita intelligente, 6 900 aziende stanno lavorando in collaborazione con istituti di ricerca a livello transfrontaliero all'interno dell'UE, 1 300 ricercatori coinvolti direttamente in attività di ricerca transfrontaliere e transnazionali.

Processi di ricerca e innovazione, relazioni di mercato, catene del valore e promozione nazionale possono essere organizzati su scala più vasta, apportando così un effetto positivo per le PMI e per i rispettivi ambienti imprenditoriali, affinché si possa raggiungere una "massa critica" per la cooperazione fra imprese e istituti di ricerca in settori tecnologici ben definiti. Ne è un esempio il progetto Food2Market(10) (Interreg IVB Europa nordoccidentale). Il progetto ha costituito un incubatore di innovazione transnazionale per le PMI dell'industria alimentare, incubatore usato dalle PMI per espandere i loro mercati oltre confine.

Il relatore per parere desidera ricordare la Strategia di innovazione euroregionale(11) (redatta e approvata dall'euroregione Pirenei-Mediterraneo nel 2014) e il Piano strategico 2014-2020 (elaborato ed approvato dall'euroregione Aquitania-Euskadi(12) GECT, 2014), quali esempi positivi per lo sviluppo della cooperazione tra il settore pubblico, gli operatori economici e gli istituti di ricerca in regioni di confine al fine di incoraggiare l'innovazione e promuovere lo sviluppo economico del territorio. È pertanto fondamentale elaborare e approvare strategie di innovazione transfrontaliere nelle regioni di confine, creando parallelamente complementarietà con le già esistenti strategie di specializzazione intelligente, nonché con altre strategie e programmi regionali/settoriali, valutando in tal modo il potenziale delle sinergie transfrontaliere e le azioni concrete da realizzare, in particolare la mobilitazione delle varie forme di finanziamento.

Gli strumenti finanziari devono costituire parte integrante della strategia di cooperazione territoriale europea (CTE) a sostegno delle PMI, della ricerca e innovazione, integrando in tal modo le attività del programma sostenute da contributi finanziari.

Governance e coordinamento delle politiche

A partire dal 24 aprile 2015, sono stati istituiti 54 GECT(13). Il relatore per parere riconosce la semplificazione apportata al modificato regolamento GECT a partire dal 22 giugno 2014. Si raccomanda agli Stati membri di attuare e agevolare la creazione di GECT nei rispettivi paesi. Il regolamento GECT si può considerare un successo, ma non è sufficiente per superare tutti gli ostacoli giuridici e regolamentari della cooperazione transfrontaliera. A tale riguardo si evidenzia l'iniziativa della Presidenza lussemburghese nella considerazione di uno strumento giuridico specifico per le regioni di confine al fine di rispondere alle esigenze e alle sfide nelle zone di confine, strumento considerato complementare ai GECT e che offre agli Stati membri la possibilità di concordare disposizioni specifiche.

Il relatore per parere ritiene che i programmi di cooperazione territoriale europea (CTE) possano sostenere, se necessario e giustificato, e in complementarietà con altri finanziamenti appropriati, le sfide connesse alla migrazione nell'ambito del quadro delle esistenti priorità del programma e della concordata logica d'intervento.

I programmi di cooperazione territoriale europea (CTE) non stanno valorizzando appieno le loro unicità e il relatore per parere sottolinea la necessità di un uso più ampio degli strumenti finanziari (SF), quali meccanismi flessibili e che possono essere usati parallelamente ai finanziamenti, considerando che l'effetto moltiplicatore, in termini di impatto e sul piano dell'incentivazione degli SF, potrebbero essere molto maggiore. A tal fine dovrebbero essere coinvolte le istituzioni finanziarie, in particolare la Banca europea per gli investimenti (BEI), fornendo specifiche consulenze e competenze d'ingegneria finanziaria.

Il relatore per parere si rammarica che, durante il periodo 2007-2013, tutte le possibili complementarietà tra i programmi di cooperazione territoriale europea (CTE) e gli altri programmi finanziati dall'Unione europea non siano stati sufficientemente valutati e impiegati. Dovrebbero pertanto essere istituiti idonei meccanismi di coordinamento al fine di garantire un coordinamento e una sinergia efficaci tra i fondi SIE e gli altri strumenti di finanziamento dell'Unione e nazionali, nonché con il Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) e con la Banca europea d'investimento (BEI). È inoltre fondamentale che le autorità responsabili della gestione effettuino valutazioni continue dell'efficacia delle sinergie tra i programmi.

Il relatore per parere è convinto che il principio e il codice di condotta della governance multilivello siano di particolare rilievo per lo sviluppo dei programmi INTERREG, dal momento che il successo dei programmi di cooperazione è subordinato allo svolgimento, da parte delle autorità regionali e locali, di un ruolo attivo nel processo che porta a decidere su come poter utilizzare al meglio tali programmi al fine di superare le strozzature transfrontaliere.

Semplificazione

Il relatore per parere sottolinea la necessità di rendere meno burocratiche le fasi di attuazione e gestione dei programmi e dei progetti per la cooperazione territoriale europea (CTE). Indipendentemente dall'esistenza di un regolamento separato, l'attuazione dei programmi di cooperazione territoriale europea (CTE) rimane complicata e invita pertanto il gruppo ad alto livello di esperti indipendenti in materia di monitoraggio della semplificazione per i beneficiari di fondi FEIS, a considerare misure di semplificazione considerevole e ridurre l'onere amministrativo gravante sui beneficiari.

Da un lato, la Commissione dovrebbe proporre azioni specifiche intese a semplificare le norme sulla revisione, aiuti di Stato, AUE, armonizzando le norme e i modelli relativi ai programmi di cooperazione territoriale europea (CTE). Dall'altro, gli Stati membri dovrebbero semplificare le loro disposizioni nazionali, al fine di evitare "orpellature", che molto spesso aggravano gli oneri amministrativi non riconducibili alla normativa comunitaria. È fondamentale inoltre attuare una coesione elettronica, nonché snellire le procedure amministrative.

È necessario che la Commissione elabori requisiti uniformi per i programmi di cooperazione territoriale europea (per settore), modelli per le domande e contratti. Gli Stati membri e le autorità responsabili della gestione dovrebbero fare un miglior uso delle procedure semplificate, introducendo semplificazioni per progetti più ristretti e velocizzare il processo decisionale.

I contributi finanziari che affluiscono ai progetti di cooperazione territoriale europea (CTE) dal settore privato rimangono tuttora limitati. La partecipazione degli attori privati deve essere semplificata e ampliata. Il relatore per parere raccomanda la creazione di strumenti finanziari, la partecipazione di attori privati e l'istituzione di partenariati pubblico-privato. La Commissione dovrebbe fornire orientamenti tempestivi, chiari e coerenti sull'applicazione degli strumenti finanziari nell'ambito dei programmi di cooperazione territoriale europea (CTE).

Raccomandazioni per il futuro

Il relatore per parere evidenzia l'effetto leva della cooperazione territoriale europea, il suo valore di elevata qualità per un potenziale futuro al di là della politica regionale. Invita pertanto la Commissione e gli Stati membri a lavorare per la preservazione della cooperazione territoriale europea (CTE), in quanto fondamentale e positivo strumento per il processo di integrazione europeo, attribuendogli un ruolo meglio definito nell'ambito della politica di coesione successiva al 2020. Il relatore per parere è della convinzione che la cooperazione territoriale europea (CTE) dovrebbe rafforzare ulteriormente la sua dimensione innovativa e sollecita il coinvolgimento di più attori privati generando in questo modo partenariati transfrontalieri pubblico-privato di successo.

Il relatore per parere incoraggia l'elaborazione congiunta di approcci e strategie tra le regioni al fine di potenziare uno sviluppo territoriale integrato e sostenibile, compresa l'attuazione e la diffusione di approcci integrati, lo sviluppo di approcci di governance, l'armonizzazione di strumenti di pianificazione, procedure amministrative e disposizioni giuridiche transfrontaliere.

La Commissione, gli Stati membri e le autorità responsabili della gestione considerano la proposta delle Presidenza lussemburghese relativa alla creazione di un nuovo strumento giuridico sui CBC nel quadro dei preparativi del pacchetto legislativo per la politica di coesione successiva al 2020, a seguito dei risultati della valutazione ex ante 2007-2013, l'attuazione dei programmi CBC 2014-2020, nonché di un'adeguata valutazione d'impatto sulle necessità e sulle modalità di funzionamento di un nuovo strumento giuridico nell'ottica di favorire una migliore attuazione dei progetti transfrontalieri. Dovrebbe essere applicato il principio di proporzionalità nell'elaborazione di nuovi strumenti.

Nel 2016, dovrebbe essere avviato, nell'ambito del dibattito sul futuro della politica di coesione, un dibattito strutturato tra tutte le parti interessate a livello europeo sul futuro della cooperazione territoriale europea (CTE) successiva al 2020.

Sensibilizzazione del pubblico e visibilità

L'indagine Flash di Eurobarometro "Cooperazione transfrontaliera nell'UE" (2015)(14) ha stabilito che la maggior parte delle persone che vivono nelle regioni di frontiera dell'Unione europea non è a conoscenza delle attività di cooperazione finanziate dall'UE nei loro territori. Occorre pertanto una comunicazione più efficace in merito ai risultati e agli esiti dei progetti portati a termine. La Commissione, gli Stati membri e le autorità responsabili della gestione dovrebbero istituire un meccanismo che garantisca una migliore visibilità e l'aumento della sensibilizzazione sui risultati dei programmi di cooperazione territoriale europea (CTE), nonché potenziare le sinergie con gli altri programmi/iniziative finanziati dall'UE.

È fondamentale avere un migliore coordinamento tra la Commissione, le autorità responsabili della gestione e tutte le parti coinvolte al fine di fornire un'analisi critica dei risultati dei progetti nei diversi settori, evidenziando sia i successi sia le lacune e formulando raccomandazioni per il periodo successivo al 2020, assicurando nel contempo la trasparenza e la vicinanza ai cittadini.

(1)

Questo bilancio comprende la dotazione FESR per la partecipazione degli Stati membri ai programmi di cooperazione esterna dell'Unione europea, supportati da altri strumenti (strumento di preadesione e strumento europeo di vicinato).

(2)

Interreg Europe, Urbact III, Interact III, ORATE.

(3)

http://ec.europa.eu/regional_policy/en/projects/ALL?search=1&keywords=&countryCode=ALL&regionId=ALL&themeId=97&typeId=ALL&periodId=ALL&dateFrom=

(4)

I risultati dei progetti elencati si basano su esempi forniti dalla Direzione generale della "Politica regionale e urbana", CE e l'elenco non è esaustivo.

(5)

Il ruolo del "fondo dei fondi" non è quello di destinare singoli investimenti ai beneficiari finali, ma di creare finanziamenti più ristretti e concentrati in base alla posizione geografica, alla categoria di mercato (per esempio energia rinnovabile, biotecnologie) o agli strumenti finanziari (prestiti, capitale) che finanzieranno le PMI.

(6)

http://www.interreg-4agr.eu/fr/projet-detail.php?projectId=6

(7)

Allegato I: Cooperazione territoriale europea/Interreg alla comunicazione della Commissione "Investire nella crescita e nell'occupazione - ottimizzare il contributo dei Fondi strutturali e di investimento europei" http://ec.europa.eu/contracts_grants/pdf/esif/invest-progr-interreg-details-annex1_en.pdf

(8)

Nuovi strumenti di finanziamento per lo sviluppo sostenibile regionale e urbano , BBSR-Online-Publikation, n. 15/2015.

(9)

Allegato I: Cooperazione territoriale europea/Interreg alla comunicazione della Commissione "Investire nella crescita e nell'occupazione - ottimizzare il contributo dei Fondi strutturali e di investimento europei" http://ec.europa.eu/contracts_grants/pdf/esif/invest-progr-interreg-details-annex1_en.pdf

(10)

www.food2market.be

(11)

http://www.euroregio.eu/sites/default/files/sei_fr.pdf

(12)

http://www.espaces-transfrontaliers.org/fileadmin/user_upload/documents/Documents_Fiches_Projets/Strategie_Innovation_EPM_EN.pdf

(13)

Studio "Gruppo europeo di cooperazione territoriale come strumento per la promozione e valorizzazione della cooperazione territoriale in Europa", Parlamento europeo, Direzione generale delle Politiche interne, luglio 2015.

(14)

file:///C:/Documents%20and%20Settings/UserPRR6/My%20Documents/Downloads/fl_422_sum_en.pdf


ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

24.5.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

36

3

2

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Pascal Arimont, Franc Bogovič, Victor Boştinaru, Mercedes Bresso, Steeve Briois, Rosa D’Amato, Iratxe García Pérez, Michela Giuffrida, Krzysztof Hetman, Ivan Jakovčić, Constanze Krehl, Sławomir Kłosowski, Andrew Lewer, Louis-Joseph Manscour, Martina Michels, Iskra Mihaylova, Jens Nilsson, Andrey Novakov, Younous Omarjee, Stanislav Polčák, Julia Reid, Liliana Rodrigues, Fernando Ruas, Monika Smolková, Ruža Tomašić, Monika Vana, Matthijs van Miltenburg, Lambert van Nistelrooij, Derek Vaughan, Joachim Zeller

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Ivana Maletić, Miroslav Mikolášik, Sophie Montel, Dimitrios Papadimoulis, Tonino Picula, Maurice Ponga, Branislav Škripek, Davor Škrlec, Hannu Takkula, Damiano Zoffoli, Milan Zver

Avviso legale