Procedura : 2015/2258(INI)
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A8-0203/2016

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PV 07/07/2016 - 6
CRE 07/07/2016 - 6

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PV 07/07/2016 - 9.5
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P8_TA(2016)0318

RELAZIONE     
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9.6.2016
PE 578.465v02-00 A8-0203/2016

sull'attuazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, con particolare riferimento alle osservazioni conclusive del comitato CRPD delle Nazioni Unite

(2015/2258(INI))

Commissione per l'occupazione e gli affari sociali

Relatore per parere: Helga Stevens

Relatori per parere (*):Martina Anderson, commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni

Rosa Estaràs Ferragut, commissione per le petizioni

(*)  Commissioni associate – articolo 54 del regolamento

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 PARERE della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni(*)
 PARERE della commissione per le petizioni(*)
 PARERE della commissione per gli affari esteri
 PARERE della commissione per lo sviluppo
 PARERE della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare
 PARERE della commissione per i trasporti e il turismo
 PARERE della commissione per lo sviluppo regionale
 PARERE della commissione per la cultura e l'istruzione
 PARERE della commissione giuridica
 PARERE della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere
 ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO
 VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sull'attuazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, con particolare riferimento alle osservazioni conclusive del comitato CRPD delle Nazioni Unite

(2015/2258(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visti gli articoli 2, 9, 10, 19, 168 e l'articolo 216, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) e gli articoli 2 e 21 del trattato sull'Unione europea (TUE),

–  visti gli articoli 3, 15, 21, 23 e 26 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,

–  vista la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (CRPD), entrata in vigore nell'UE il 21 gennaio 2011 in conformità con la decisione 2010/48/CE del Consiglio, del 26 novembre 2009, relativa alla conclusione, da parte della Comunità europea, della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità(1),

–  viste le osservazioni conclusive del comitato delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, del 2 ottobre 2015, concernenti la relazione iniziale dell'Unione europea(2),

–  visto l'elenco di questioni adottato dal comitato delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità il 15 maggio 2015 in riferimento alla relazione iniziale dell'Unione europea(3),

–  visto il codice di condotta tra il Consiglio, gli Stati membri e la Commissione che stabilisce le disposizioni interne per l'applicazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità da parte dell'Unione europea e per la rappresentanza dell'Unione europea relativamente alla Convenzione stessa,

–  vista la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, la Convenzione per la protezione dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, il Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali e il Patto internazionale sui diritti civili e politici,

–  vista la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell'infanzia (CRC),

–  visti gli orientamenti delle Nazioni Unite sull’assistenza alternativa ai minori(4),

–  visto il regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, e che abroga il regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio(5),

–  vista la direttiva 2000/78/CE del Consiglio, del 27 novembre 2000, che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro(6),

–  viste le sentenze della Corte di giustizia relative alle cause riunite C-335/11 e C-337/11 HK Danmark e alle cause C-363/12 Z e C-356/12 Glatzel,

–  vista la comunicazione congiunta della Commissione e dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza al Parlamento europeo e al Consiglio, del 28 aprile 2015, dal titolo "Piano d’azione per i diritti umani e la democrazia 2015-2019: Mantenere i diritti umani al centro dell'azione dell'UE" (JOIN(2015)0016),

–  vista la proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio del 2 dicembre 2015 sul ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri relative ai requisiti di accessibilità dei prodotti e dei servizi (COM(2015)0615),

–  visto il documento di lavoro dei servizi della Commissione del 19 giugno 2015 dal titolo "Reply of the European Union to the list of issues in relation to the initial report of the European Union on the implementation of the UN Convention on the Rights of Persons with Disabilities" (risposta dell'UE all'elenco di questioni in riferimento alla relazione iniziale dell'Unione europea sull'attuazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, SWD(2015)0127),

–  visto il documento di lavoro dei servizi della Commissione del 5 giugno 2014 dal titolo "Report on the implementation of the UN Convention on the Rights of Persons with Disabilities (CRPD) by the European Union" (relazione sull'attuazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità da parte dell'Unione europea, SWD(2014)0182),

–  vista la comunicazione della Commissione del 25 ottobre 2011 dal titolo "Iniziativa per l'imprenditoria sociale: costruire un ecosistema per promuovere le imprese sociali al centro dell'economia e dell'innovazione sociale" (COM(2011)0682),

–  vista la comunicazione della Commissione del 15 novembre 2010 dal titolo "Strategia europea sulla disabilità 2010-2020: un rinnovato impegno per un'Europa senza barriere" (COM(2010)0636),

–  vista la sua risoluzione del 25 febbraio 2016 sul semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: occupazione e aspetti sociali nell'analisi annuale della crescita 2016(7),

–  vista la sua risoluzione del 10 settembre 2015 sulla creazione di un mercato del lavoro competitivo nell'Unione europea del XXI secolo: adeguamento delle competenze e delle qualifiche in funzione della domanda e delle prospettive occupazionali, un modo per uscire dalla crisi(8),

–  vista la sua risoluzione del 10 settembre 2015 sull'imprenditoria sociale e l'innovazione sociale nella lotta alla disoccupazione(9),

–  vista la sua risoluzione dell'8 settembre 2015 sulla situazione dei diritti fondamentali nell'Unione europea (2013-2014)(10),

–  vista la sua posizione in prima lettura dell'8 luglio 2015 sulla proposta di decisione del Consiglio sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell'occupazione(11),

–  vista la sua risoluzione del 20 maggio 2015 sull'elenco di questioni adottato dal comitato delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità in riferimento alla relazione iniziale dell'Unione europea(12),

–  vista la sua risoluzione del 4 luglio 2013 sull'impatto della crisi sull'accesso delle categorie vulnerabili all'assistenza(13),

–  vista la sua risoluzione del 25 ottobre 2011 sulla mobilità e l'integrazione delle persone con disabilità e la strategia europea in materia di disabilità 2010-2020(14),

–  vista la sua risoluzione del 6 maggio 2009 sul coinvolgimento attivo delle persone escluse dal mercato del lavoro(15),

–  vista l'analisi approfondita del Servizio di ricerca del Parlamento europeo dal titolo "EU Implementation of the UN Convention on the Rights of Persons with Disabilities (CRPD)" (attuazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità da parte dell'Unione europea),

–  vista l'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile,

–  vista la relazione annuale 2014 del Mediatore europeo,

–  vista la decisione del Mediatore europeo che chiude l'indagine di propria iniziativa OI/8/2014/AN riguardante la Commissione,

–  vista la prossima relazione annuale 2015 dell'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali,

–  visto lo studio del dicembre 2015 dell'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali sul tema "Violenza contro i minori con disabilità: legislazione, politiche e programmi nell'UE",

–  viste le statistiche di Eurostat per il 2014 sulle disabilità riguardanti l'accesso al mercato del lavoro, l'accesso all'istruzione e alla formazione, la povertà e le disparità di reddito,

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per l'occupazione e gli affari sociali e i pareri della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni, della commissione per le petizioni, della commissione per gli affari esteri, della commissione per lo sviluppo, della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, della commissione per i trasporti e il turismo, della commissione per lo sviluppo regionale, della commissione per la cultura e l'istruzione, della commissione giuridica e della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere (A8-0203/2016),

A.  considerando che, in quanto cittadini a pieno titolo, tutte le persone con disabilità hanno pari diritti, tra cui quelli inalienabili alla dignità, alla parità di trattamento, a una vita indipendente, all'autonomia, al sostegno da parte dei sistemi finanziati pubblicamente e alla piena partecipazione alla società;

B.  considerando che nell'Unione europea le persone con disabilità sarebbero circa 80 milioni, di cui circa 46 milioni sarebbero donne e ragazze (pari a circa il 16% della popolazione femminile totale dell'UE), con la conseguenza che la disabilità nell'Unione è più diffusa tra le donne che tra gli uomini; che le donne con disabilità sono spesso vittime di discriminazione multipla e si trovano a dover affrontare ostacoli nel godimento dei loro diritti e delle loro libertà di base, come il diritto di accedere all'istruzione e all'occupazione, che possono portare all'isolamento sociale e a traumi psicologici; che le donne sono anche condizionate dalla disabilità in maniera sproporzionata in quanto responsabili dell'assistenza dei loro familiari con disabilità;

C.  considerando che il TFUE prevede che l'Unione debba combattere la discriminazione fondata sulla disabilità attraverso la definizione e l'attuazione delle sue politiche e attività (articolo 10) e le conferisce il potere di legiferare al fine di combattere tale discriminazione (articolo 19);

D.  considerando che gli articoli 21 e 26 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea proibiscono esplicitamente la discriminazione fondata sulla disabilità e prevedono la partecipazione paritaria delle persone con disabilità alla vita della comunità;

E.  considerando che la CRPD è il primo trattato internazionale sui diritti umani ratificato dall'UE, e che è stata anche firmata da tutti i 28 Stati membri e ratificata da 27 Stati membri; che lo Stato membro che non ha ancora agito in tal senso dovrebbe ultimare le proprie riforme in vista della ratifica della CRPD;

F.   considerando che questa è la prima volta in cui l'UE è stata sottoposta al monitoraggio di un organo delle Nazioni Unite nell'adempimento dei suoi obblighi internazionali in materia di diritti umani; che le osservazioni conclusive del comitato CRPD sull'attuazione della Convenzione da parte dell'UE, pubblicate nel 2015, hanno inviato un segnale importante in merito all'impegno dell'UE a favore dell'uguaglianza e del rispetto dei diritti umani, oltre ad aver fornito una serie di orientamenti relativi a misure legislative e di definizione delle politiche rientranti nelle competenze dell'UE;

G.   considerando che la giurisprudenza della Corte di giustizia conferma il fatto che la CRPD è vincolante per l'UE e i suoi Stati membri nell'attuazione del diritto dell'UE, poiché è "parte integrante [...] dell'ordinamento giuridico dell'Unione" che ha "prevalenza sulle norme di diritto derivato"(16);

H.  considerando che i principi della CRPD vanno ben al di là della discriminazione e mirano a far sì che tutte le persone con disabilità e le loro famiglie godano appieno dei diritti umani in una società inclusiva;

I.  considerando che le persone con disabilità rappresentano un gruppo diversificato e che donne, bambini, anziani e persone con complesse esigenze di assistenza affrontano ulteriori difficoltà e forme multiple di discriminazione;

J.   considerando che la disabilità può essere causata dal degrado graduale e talvolta invisibile delle condizioni di salute di una persona, come nel caso di individui con malattie neurodegenerative o rare, con un possibile effetto negativo sull'autonomia dell'individuo interessato;

K.   considerando che, secondo le stime, l'80% delle persone con disabilità vive in paesi in via di sviluppo; che l'UE sostiene la promozione a livello internazionale dei diritti delle persone con disabilità e rappresenta il maggior donatore di aiuti pubblici allo sviluppo (APS) del mondo;

L.   considerando che i minori con disabilità hanno una probabilità 17 volte superiore di vivere in un istituto rispetto ai loro coetanei non disabili e che il rischio di violenza, abbandono e abuso è decisamente maggiore per chi vive in istituto che per chi vive a casa(17);

M.  considerando che i minori con disabilità hanno il diritto di vivere con le (loro) famiglie o in un ambiente familiare che rispetti il loro interesse superiore; che i familiari spesso devono ridurre o sospendere le attività professionali e assistere i familiari disabili;

N.  considerando che la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità sottolinea la necessità di integrare una prospettiva di genere in tutte le iniziative e di promuovere il pieno godimento dei diritti umani e delle libertà fondamentali;

O.  considerando che la parità di trattamento e le politiche e le misure positive a favore delle donne con disabilità e delle madri di bambini con disabilità sono un diritto umano fondamentale nonché un obbligo etico;

P.  considerando che le donne e le ragazze con disabilità sono soggette a varie tipologie di discriminazione nella vita quotidiana; che tale discriminazione può assumere varie forme (fisica, emotiva, sessuale ed economica) e comprende la violenza esercitata dal partner e da coloro che forniscono assistenza, la violenza sessuale e quella istituzionale;

Q.   considerando che le donne con disabilità hanno più probabilità di subire violenze domestiche e abusi sessuali, che sarebbero perpetrati per un periodo di tempo più lungo e in modo più acuto rispetto al caso di donne senza disabilità(18);

R.  considerando che le donne con disabilità, in particolare le donne migranti, sono soggette a un maggiore rischio di povertà ed esclusione sociale a causa della discriminazione multipla;

S.  considerando che la disabilità è causa e può essere conseguenza di povertà e che circa il 30% della popolazione senza tetto ha una disabilità e rischia di essere emarginata(19); considerando che la protezione sociale fornita dallo Stato svolge un ruolo significativo nel prevenire la povertà fra i disabili e che, secondo i dati, nel 2012 almeno il 68,5% delle persone con disabilità avrebbe vissuto in condizioni di povertà senza i trasferimenti sociali ricevuti dallo Stato(20);

T.  considerando che è imperativo applicare la legislazione vigente e gli attuali strumenti politici dell'UE, al fine di massimizzare l'attuazione della CRPD;

U.  considerando che alcuni Stati membri che hanno ratificato la CRPD devono ancora istituire o designare gli organismi incaricati dell'attuazione e del monitoraggio della Convenzione, come previsto all'articolo 33; che l'operato degli organismi già istituti, in particolare le strutture di monitoraggio di cui all'articolo 33, paragrafo 2, viene ostacolato dalla mancanza di risorse finanziarie e umane e dall'assenza di una solida base giuridica per la loro designazione;

V.  considerando che uno dei pilastri fondamentali è la partecipazione e l'accesso al mercato del lavoro delle persone con disabilità, che continuano ad essere problematici, attestandosi al 58,5% rispetto all'80,5% delle persone senza disabilità, impedendo pertanto a numerose persone con disabilità di vivere una vita indipendente e attiva;

W.  considerando che, mentre il tasso di occupazione delle donne non disabili è pari al 65%, quello delle donne con disabilità è del 44%; che, rispetto agli uomini con disabilità, le donne disabili sono spesso discriminate per quanto riguarda l'accesso all'occupazione e all'istruzione; che l'elevato tasso di disoccupazione fra le persone con disabilità continua a essere inaccettabile; che le donne e le ragazze con disabilità incontrano maggiori difficoltà ad accedere al mercato del lavoro; che occorre superare gli ostacoli alla mobilità e la maggiore dipendenza dai familiari e dalle persone che prestano assistenza per incoraggiare le donne con disabilità a partecipare attivamente all'istruzione, al mercato del lavoro e alla vita sociale ed economica della comunità;

X.  considerando che un'attività lavorativa retribuita è fondamentale per permettere alle persone con disabilità di avere una vita indipendente e di sostenere la propria famiglia; che le donne e le ragazze disabili sono spesso sottopagate; che questo gruppo vulnerabile di persone è maggiormente soggetto al rischio di povertà ed è ad alto rischio di esclusione sociale;

Y.   considerando che l'UE, in quanto parte della CRPD, ha il dovere di garantire il profondo coinvolgimento e la partecipazione attiva delle persone con disabilità e delle loro organizzazioni rappresentative nell'elaborazione e nell'attuazione della legislazione e delle politiche da adottare per attuare la Convenzione e in tutte le procedure decisionali relative a questioni che riguardano le persone con disabilità;

Z.   considerando che le misure di austerità applicate dagli Stati membri hanno portato a tagli nei servizi sociali, nel sostegno alle famiglie e nei servizi basati sulla comunità e hanno avuto effetti sproporzionatamente negativi sul livello di vita delle persone con disabilità, specialmente per i bambini con disabilità e le loro famiglie;

AA.   considerando che la Commissione ha ritirato la sua proposta di direttiva relativa al congedo di maternità e che, di conseguenza, la parità di diritti per madri e padri, bambini e adulti non è a tutt'oggi presa sufficientemente in considerazione nella politica dell'UE relativa alla conciliazione dell'attività professionale e della vita privata;

AB.   considerando che la direttiva 2011/24/UE, concernente l'applicazione dei diritti dei pazienti relativi all'assistenza sanitaria transfrontaliera, non proibisce esplicitamente la discriminazione per motivi di disabilità;

AC.  considerando che, a causa dei cambiamenti demografici e sociali, si registra un aumento della domanda di collaboratori e assistenti domestici, in particolare di familiari che prestino cura e assistenza; che l'assistenza a persone con disabilità e a carico è normalmente prestata dalle donne della famiglia, e questa situazione le porta spesso a essere escluse dal mercato del lavoro;

AD.  considerando che, nelle sue osservazioni conclusive sulla relazione iniziale dell'Unione europea, il comitato sui diritti delle persone con disabilità raccomanda che l'Unione europea integri la dimensione della disabilità nelle sue politiche e nei suoi programmi legati al genere e la prospettiva di genere nelle sue strategie in materia di disabilità, e che sviluppi azioni positive, istituisca un meccanismo di controllo e finanzi la raccolta di dati e la ricerca in materia di donne e ragazze con disabilità; che il comitato raccomanda altresì che l'Unione europea fornisca una protezione efficace contro la violenza, gli abusi e lo sfruttamento, che la politica a favore della conciliazione tra attività professionale e vita privata tenga conto delle necessità di bambini e adulti con disabilità, comprese le persone che si prendono cura di loro, e che siano adottate misure intese a diminuire l'elevato tasso di disoccupazione delle persone con disabilità, la maggioranza delle quali sono donne;

AE.  considerando che nelle sue reazioni alla risoluzione del Parlamento, del 27 settembre 2011, intitolata "L'Europa, prima destinazione turistica mondiale - un nuovo quadro politico per il turismo europeo"(21), adottata dalla Commissione il 13 dicembre 2011, la Commissione ha riconosciuto la necessità di garantire una catena ininterrotta di servizi accessibili a tutti (trasporti, alloggi, ristorazione e attrazioni) e, a questo scopo, ha iniziato a porre in atto azioni per sensibilizzare, incrementare le competenze nel settore turistico e infine aumentare la qualità delle strutture turistiche per le persone con esigenze speciali o con disabilità;

AF.  considerando che le esigenze delle persone con disabilità, con diversità funzionale e a mobilità ridotta nei settori dei trasporti, della mobilità e del turismo si coniugano con le opportunità di innovazione in campo economico nei servizi di trasporto e mobilità e possono condurre a situazioni reciprocamente vantaggiose nella fornitura di servizi alle persone con ogni tipo di disabilità (tra cui, senza limitarsi ad esse, le persone a mobilità ridotta (PMR), le persone non vedenti, non udenti o con deficit del sistema uditivo, autistici, persone con disabilità intellettive o psicosociali) nonché a tutti gli altri utenti di tali servizi, nello spirito di una "progettazione universale";

Principi e obblighi generali

1.  ricorda che la piena inclusione delle persone con disabilità rappresenta non solo un diritto e un meritato beneficio per gli interessati, ma anche una risorsa per la società nel suo insieme, che può giovarsi del valore e delle diverse competenze di queste persone;

2.  sottolinea che tutte le persone con disabilità hanno il diritto di vivere in una società in cui godano delle stesse opportunità degli altri, in modo che sia garantita la loro piena inclusione e partecipazione in tale società;

3.  sottolinea che l'inclusione delle persone con disabilità nella società, indipendentemente dalla situazione socioeconomica, politica o culturale di un paese, non è solo un problema concernente lo sviluppo, ma anche un problema relativo ai diritti umani;

4.  richiama l'attenzione sul fatto che le disabilità stanno diventando sempre più comuni con l'invecchiamento della popolazione;

5.  ritiene che l'UE dovrebbe dare l'esempio per quanto riguarda il rispetto e la promozione dei diritti umani; considera positivo il fatto che, per la prima volta, l'adempimento da parte dell'UE dei suoi obblighi internazionali in materia di diritti umani sia stato oggetto di esame da parte di un organo previsto da un trattato delle Nazioni Unite; ritiene che le osservazioni conclusive del Comitato CRPD delle Nazioni Unite sull'attuazione della CRPD da parte dell'UE, pubblicate nel 2015, rappresentino una testimonianza importante dell'impegno dell'UE a favore dell'uguaglianza e del rispetto dei diritti umani e offrano orientamenti per l'azione legislativa e politica in tutta la sfera di competenza dell'UE;

6.  sostiene le conclusioni e le raccomandazioni del comitato sui diritti delle persone con disabilità e sottolinea la necessità che le istituzioni dell'UE e gli Stati membri integrino la prospettiva delle donne e delle ragazze con disabilità nelle loro politiche, nei loro programmi e nelle loro strategie per l'uguaglianza di genere, e integrino la prospettiva di genere nelle strategie sulla disabilità; chiede inoltre che siano creati meccanismi che consentano di esaminare periodicamente i progressi compiuti;

7.  invita il Parlamento, il Consiglio e la Commissione ad attuare pienamente le raccomandazioni del comitato delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità e a garantire che la Convenzione sia rispettata in tutte le legislazioni future;

8.   esorta la Commissione e gli Stati membri ad assegnare le risorse necessarie all'assolvimento dei loro obblighi previsti dalla CRPD e dal relativo protocollo facoltativo;

9.  esprime profondo rammarico per la mancanza di sufficienti consultazioni formali dell'UE con le organizzazioni che rappresentano le persone con disabilità per quanto concerne i preparativi per il processo di revisione da parte del comitato CRPD delle Nazioni Unite nel 2015 e la stesura della sua relazione di avanzamento; chiede alle organizzazioni dei disabili di contribuire attivamente alle riunioni sulla CRPD in veste di soggetti indipendenti, anche attraverso la partecipazione a delegazioni ufficiali dell'UE relative a revisioni future;

10.   invita la Commissione a definire e presentare una proposta per un autentico dialogo strutturato fra l'UE e le organizzazioni che rappresentano le persone con disabilità, che preveda un finanziamento adeguato per assicurare una partecipazione completa e paritetica delle persone con disabilità e delle loro organizzazioni rappresentative;

11.  enfatizza l'importanza di una sistematica e stretta consultazione tra le organizzazioni rappresentative delle persone con disabilità, i legislatori, le imprese e altre parti interessate in merito a tutte le nuove iniziative nonché all'attuazione, al monitoraggio e alla valutazione delle politiche e delle azioni relative all'istruzione, alla formazione, alla cultura, allo sport e alla gioventù;

12.  chiede un rafforzamento degli organismi per la parità esistenti, affinché possano contribuire all'integrazione, alla promozione e al monitoraggio della CRPD; rammenta all'UE e agli Stati membri l'obbligo di impegnarsi in modo significativo con la società civile e, in particolare, con le organizzazioni delle persone con disabilità;

13.   sollecita l'UE a ratificare il protocollo facoltativo alla CRPD;

14.  sollecita una revisione globale e trasversale nonché una valutazione della legislazione e dei programmi di finanziamento dell'UE esistenti e futuri, tra cui i periodi di programmazione futuri, con l'obiettivo di garantire il pieno rispetto della CRPD coinvolgendo in modo costruttivo le organizzazioni che rappresentano le persone con disabilità e i membri del quadro dell'UE per la CRPD (di seguito "il quadro dell'UE"), includendo l'integrazione della disabilità in tutte le politiche e strategie legislative; chiede alla Commissione e agli Stati membri di adottare le misure necessarie finalizzate a integrare la dimensione della disabilità in tutte le legislazioni, politiche e strategie;

15.  chiede l'inserimento dei diritti delle persone con disabilità nell'agenda socio-economica globale dell'UE, in particolare nella strategia Europa 2020 e nel semestre europeo; raccomanda l'adozione di un patto sulla disabilità per garantire l'integrazione dei diritti delle persone con disabilità nelle iniziative dell'UE;

16.  invita la Commissione, nel contesto del semestre europeo e al momento di valutare la situazione sociale negli Stati membri (relazioni per paese e raccomandazioni specifiche per paese), a prestare altresì attenzione al monitoraggio della situazione delle persone con disabilità nell'ambito del comune impegno dell'UE inteso a realizzare un'Europa senza barriere;

17.  ritiene che le istituzioni dell'UE, in particolare il Parlamento, il Consiglio e la Commissione, debbano adoperarsi per garantire che la legislazione esistente e futura rispetti i diritti umani e sia pienamente conforme alla CRPD;

18.  chiede alla Commissione di fornire un elenco di norme nell'ottica di proporre un aggiornamento della dichiarazione di competenza alla luce delle osservazioni conclusive, il che dovrebbe ripetersi periodicamente con il coinvolgimento formale delle organizzazioni che rappresentano le persone con disabilità e del Parlamento europeo;

19.  chiede alla Commissione di considerare a tale proposito la necessità di sviluppare un quadro dell'UE in grado di garantire l'effettiva attuazione dei diritti delle persone con disabilità, la promozione della loro autonomia personale, l'accessibilità, l'accesso all'occupazione, l'inclusione sociale, una vita autonoma e l'eliminazione di qualsiasi forma di discriminazione;

20.  condivide le preoccupazioni espresse dal comitato CRPD delle Nazioni Unite in relazione alla mancanza nell'Unione europea di una chiara strategia per l'attuazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità;

21.  invita le istituzioni ad agire in modo esemplare nell'ambito della politica di integrazione;

22.  invita la Commissione a impiegare la revisione della Strategia europea sulla disabilità per sviluppare una strategia globale dell'UE in relazione alla CRPD che tenga conto della dimensione di genere, includendo gli impegni relativi all'azione esterna e definendo un chiaro calendario di attuazione, nonché parametri di riferimento e indicatori specifici e precisi;

23.  deplora la discriminazione e l'esclusione che le persone con disabilità subiscono ancora oggi; chiede alla Commissione di massimizzare le sinergie fra la strategia dell'UE sulla disabilità 2010-2020 e le disposizioni della Convenzione delle Nazioni Unite sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti delle donne e della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo, al fine di garantire che i diritti riconosciuti siano sostanzialmente goduti ed effettivamente esercitati, anche tramite l'armonizzazione e l'attuazione del quadro legislativo e iniziative culturali e politiche;

24.  invita la Commissione a fornire una chiarificazione riguardo alla definizione in senso ampio di disabilità a livello di UE;

25.  invita la Commissione a rivedere la guida alle considerazioni di natura sociale nelle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici non solo per evidenziare gli obblighi sociali, ma anche per sottolineare le opportunità e i benefici di investire in servizi di assistenza di elevata qualità per le persone con disabilità;

26.  invita la Commissione a rivedere gli orientamenti in merito alla valutazione di impatto e a modificarli al fine di includere un elenco più completo di questioni per valutare meglio il rispetto della Convenzione;

Diritti specifici

27.  invita gli Stati membri e la Commissione, nell'ottica di prevenire la vittimizzazione, ad adottare misure per contrastare ogni forma di discriminazione, compresa la discriminazione multipla, la discriminazione per associazione e intersettoriale basata sulla disabilità, con un'attenzione speciale alle donne e ai bambini con disabilità, agli anziani e agli individui con complesse esigenze di assistenza, compresi quelli con disabilità intellettive e psicosociali e coloro che sono portatori di disabilità che evolvono nel tempo;

28.  deplora che il Consiglio non abbia ancora adottato la proposta di direttiva del 2008 recante applicazione del principio di parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla religione o il credo, la disabilità, l'età o l'orientamento sessuale; ribadisce il proprio invito al Consiglio a procedere a tale adozione quanto prima;

29.  invita le istituzioni dell'UE e gli Stati membri a integrare i diritti delle donne e dei bambini con disabilità anche nella prossima agenda sui diritti dei bambini, e a garantire che i ragazzi e le ragazze e le loro organizzazioni rappresentative siano consultati su tutte le questioni che li riguardano – ricevendo un'assistenza adeguata in funzione della loro disabilità e della loro età;

30.  sottolinea che, al fine di tutelare i diritti dei minori con disabilità, è necessario garantire sostegno adeguato alle loro famiglie, rafforzando e consolidando gli strumenti legislativi a disposizione dell'UE, quale ad esempio lo strumento che prevede il prolungamento del congedo parentale per i genitori dei bambini con disabilità;

31.  chiede alla Commissione di garantire che tutte le persone con disabilità possano godere del diritto alla libera circolazione previsto per tutti i cittadini dell'UE, includendo nella legislazione vigente e futura la garanzia in materia di pari opportunità, diritti fondamentali, parità di accesso ai servizi e al mercato del lavoro, oltre agli stessi diritti e obblighi in materia di accesso alla sicurezza sociale in quanto cittadini dello Stato membro in cui è valida la copertura di sicurezza sociale, in linea con il principio della parità di trattamento e di non discriminazione; invita inoltre gli Stati membri, con riferimento alla parità in materia di occupazione, a rispettare pienamente le disposizioni della direttiva UE riguardante l'attuazione del principio delle pari opportunità e della parità di trattamento fra uomini e donne in materia di occupazione e impiego (rifusione) (2006/54/CE);

32.  evidenzia la necessità di sostenere le donne e le ragazze migranti con disabilità, affinché possano sviluppare le competenze che potranno dar loro la possibilità di ottenere un impiego adeguato;

33.  evidenzia che al fine di garantire una vita indipendente e autonoma alle persone con disabilità, specialmente per le donne, l'assistenza (personale o pubblica) rappresenta uno strumento per sostenere dette persone e le loro famiglie, consentendo loro di accedere al luogo di lavoro, alle istituzioni che si occupano di istruzione o di formazione professionale, oltre che per assisterle nel caso di gravidanza e maternità;

34.  ribadisce l'urgente necessità di affrontare la questione della violenza contro le donne e le ragazze con disabilità in contesti privati e istituzionali, e chiede agli Stati membri di fornire servizi di sostegno accessibili alle donne e alle ragazze che presentano qualsiasi tipo di disabilità; chiede all'UE di aderire alla Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul) quale ulteriore passo per contrastare la violenza contro le donne e le ragazze con disabilità;

35.  ricorda l'importanza del diritto fondamentale della partecipazione delle persone con disabilità a tutti i livelli dei processi politici e decisionali in materia di disabilità, come sottolineato dalla CRPD; sottolinea che le donne e le ragazze con disabilità, comprese quelle che appartengono a gruppi emarginati e vulnerabili esposti alla discriminazione multipla, devono essere messe nelle condizioni e avere la facoltà di partecipare ai processi decisionali, affinché i loro interessi e i loro diritti siano manifestati, sostenuti e tutelati, garantendo così un'autentica prospettiva di genere al livello di base; invita gli Stati membri a fornire servizi e strutture opportunamente adattati che consentano il coinvolgimento e la partecipazione attivi di tali donne e ragazze, nonché a investire in tecnologie assistive e adattative e nell'inclusione digitale;

36.  invita le istituzioni dell'UE ad adottare i provvedimenti necessari per sostenere la vita delle donne con disabilità, in linea con le raccomandazioni del comitato CRPD delle Nazioni Unite per quanto riguarda la revisione dell'attuazione da parte dell'UE della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità;

37.  esprime preoccupazione per il fatto che l'educazione dei minori con disabilità incombe prevalentemente alle donne;

38.  chiede alla Commissione e agli Stati membri di continuare a sensibilizzare in merito alla CRPD, a lottare contro i pregiudizi e a promuovere una migliore comprensione di tutte le persone con disabilità, affinché le decisioni siano prese sulla base delle loro reali necessità;

39.  appoggia iniziative volte a sensibilizzare la società sulle difficoltà incontrate dalle persone con disabilità e a rendere queste ultime più consapevoli del loro potenziale e del contributo che possono apportare, tra l'altro grazie a programmi educativi specifici nelle scuole; sottolinea che l'importanza della CRPD risiede fondamentalmente nel puntare a cambiare gli atteggiamenti culturali per far capire che a rendere disabili le persone sono gli ostacoli nell'ambiente economico e sociale piuttosto che la disabilità stessa;

40.  chiede alle autorità competenti degli Stati membri di preparare strategie di sensibilizzazione sui diritti delle persone con disabilità, di agevolare la formazione del personale del settore dei trasporti e del turismo in merito alla sensibilizzazione e all'uguaglianza nei confronti della disabilità e di favorire la collaborazione e lo scambio delle buone pratiche tra le associazioni europee attive nell'ambito della disabilità e gli organismi pubblici e privati che si occupano di trasporti; sollecita affinché anche il materiale formativo sia disponibile in formati accessibili;

41.  sottolinea la necessità che il personale delle compagnie aeree riceva una formazione rigorosa, in modo che le compagnie aeree siano in grado di fornire servizi adeguati alle persone con disabilità; rileva che è necessario provvedere in particolare a garantire che il personale sia in grado di maneggiare le sedie a rotelle senza danneggiarle;

42.  accoglie con favore la proposta di un Atto europeo sull'accessibilità(22) e si impegna ad adottarlo rapidamente, al fine di garantire l'accessibilità a beni e servizi, compresi gli edifici nei quali tali servizi sono prestati, congiuntamente a meccanismi di attuazione e reclamo a livello nazionale efficaci ed accessibili; rammenta che è necessario un approccio globale all'accessibilità e che occorrono misure per garantire che le persone con ogni tipo di disabilità possano beneficiare del diritto all'accessibilità di cui all'articolo 9 della CRPD;

43.  sottolinea che l'esigenza di adottare l'Atto europeo sull'accessibilità è funzionale per affrontare tutte le questioni relative all'accessibilità delle persone a mobilità ridotta nell'ambito dei trasporti, della mobilità e del turismo, e per assicurare che siano pienamente accessibili alle persone con disabilità i servizi di trasporto passeggeri per via aerea, autobus, ferroviari e per vie navigabili, in particolare per quanto concerne l'interscambio e l'accesso senza ostacoli a qualsiasi metropolitana e treno del servizio pubblico, i siti web, i servizi per dispositivi mobili, la bigliettazione intelligente, i terminali d'informazione in tempo reale nonché i terminali self-service, le macchine per l'emissione di biglietti e i terminali per il check-in utilizzati per erogare servizi di trasporto passeggeri;

44.  riconosce che le piccole e medie imprese trarranno beneficio dal rispetto dei requisiti standard dell'UE, piuttosto che doversi adattare a regole nazionali divergenti; deplora, tuttavia, che i prodotti e i servizi turistici di natura transfrontaliera non sono oggetto della proposta relativa all'Atto europeo sull'accessibilità; sottolinea il fatto che a livello dell'UE non sono state adottate ulteriori azioni in merito alle infrastrutture e ai servizi turistici per armonizzare gradualmente la classificazione delle strutture ricettive, tenendo in considerazione i criteri di accessibilità;

45.  invita la Commissione e gli Stati membri a promuovere ulteriormente la ricerca e lo sviluppo, in particolare riguardo all'accessibilità di tecnologie nuove e innovative per le persone con disabilità;

46.  invita la Commissione, in fase di preparazione dei futuri atti legislativi in settori pertinenti, come ad esempio nell'agenda digitale, a tenere conto del fatto che l'accessibilità riveste la stessa importanza sia nell'ambiente fisico che nelle TIC;

47.  incoraggia gli Stati membri, in sede di applicazione del principio di accessibilità, a garantire il ricorso alla "progettazione universale" per i progetti di costruzione esistenti e nuovi, i luoghi di lavoro e in particolare per gli edifici pubblici, ad esempio per gli edifici scolastici finanziati con fondi pubblici;

48.  invita gli Stati membri e la Commissione a collaborare con il Parlamento per realizzare una direttiva chiara ed efficace sull'accessibilità dei siti web degli enti pubblici, con un ampio campo di applicazione e un solido meccanismo di attuazione conformemente alla proposta di Atto europeo sull'accessibilità e alla CRPD, garantendo che nell'UE 80 milioni di persone con disabilità e 150 milioni di anziani possano beneficiare della parità di accesso ai siti web e ai servizi pubblici online;

49.  invita la Commissione ad assicurare, in collaborazione con gli Stati membri, che il numero di emergenza 112, valido in tutta l'UE, sia completamente accessibile e affidabile, utilizzando tecnologie aggiornate a livello nazionale ed effettuando chiamate in roaming, in particolare per i cittadini non udenti e con deficit del sistema uditivo, impedendo perdite di vite umane e danni personali evitabili; sottolinea la necessità di attuare misure a livello nazionale che, fra l'altro, garantiscano la compatibilità fra gli Stati membri, nonché punti di emergenza nazionali accessibili;

50.  invita la Commissione e gli Stati membri ad assicurare che i servizi, le applicazioni e i dispositivi sanitari elettronici e mobili, compresi il numero di emergenza 112, che deve risultare di facile utilizzo ovunque in Europa, e il sistema di localizzazione avanzata di emergenza AML (Advanced mobile location), siano pienamente accessibili ai pazienti con disabilità e ai rispettivi accompagnatori, e a sfruttare maggiormente le possibilità offerte dalla telemedicina così da migliorare l'accesso e le cure in tale contesto;

51.  sottolinea la necessità di aumentare il sostegno e le disposizioni specifiche per le persone con disabilità in contesti umanitari, in particolare per i bambini, e invita la Commissione a definire investimenti e finanziamenti a sostegno delle persone con disabilità in situazioni di emergenza, compresi i dati disaggregati su sesso ed età;

52.  sottolinea che i conflitti in corso e le catastrofi naturali sono anch'essi fattori che contribuiscono al numero crescente di persone con disabilità;

53.  sostiene le raccomandazioni degli esperti della CRPD, secondo cui l'UE dovrebbe essere più accessibile e inclusiva per raggiungere un approccio alla disabilità fondato sui diritti umani in situazioni di rischio ed emergenza, anche attraverso l'attuazione del quadro di Sendai per la riduzione dei rischi di catastrofi 2015-2030; sollecita vivamente l'integrazione dei diritti umani delle persone con disabilità, che sono vittime di una doppia discriminazione, nelle politiche dell'UE in materia di migrazione e rifugiati; sottolinea che tali misure dovrebbero fornire una risposta appropriata alle necessità specifiche delle persone con disabilità e tenere conto dell'esigenza di misure ricettive ragionevoli basate sulle necessità; incoraggia l'ulteriore integrazione delle esigenze delle persone con disabilità nella risposta umanitaria fornita dagli Stati membri e dall'UE;

54.  invita l'UE ad assumere un ruolo guida nella promozione dei diritti delle persone con disabilità nel quadro dell'attuazione del quadro di Sendai e dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile con i paesi partner, le organizzazioni regionali e a livello globale;

55.  invita la Commissione ad adottare un piano di attuazione conforme alle conclusioni del Consiglio del febbraio 2015 sulla gestione delle calamità con attenzione alla disabilità e al quadro di Sendai;

56.  ribadisce l'importanza delle conclusioni del Consiglio sull'integrazione di una gestione delle catastrofi attenta alla disabilità nel meccanismo di protezione civile dell'UE e negli Stati membri; invita a sensibilizzare le persone con disabilità, fornendo loro informazioni, e i servizi di emergenza e della protezione civile in merito alle iniziative di riduzione del rischio di catastrofi e a fornire sostegno psicologico alle persone con disabilità nella fase di ripristino successiva alle catastrofi;

57.  sottolinea l'importanza di fornire un sostegno speciale alle persone con disabilità in situazioni di post-emergenza;

58.  riconosce che i membri vulnerabili della società sono oggetto di maggiore emarginazione se hanno una disabilità, ed evidenzia che le istituzioni dell'UE e gli Stati membri dovrebbero raddoppiare i loro sforzi intesi a garantire il pieno riconoscimento di diritti e servizi per tutte le persone con disabilità, compresi gli apolidi, i senzatetto, i rifugiati e i richiedenti asilo nonché le persone che appartengono a minoranze; sottolinea la necessità di integrare la disabilità nelle politiche dell'UE in materia di migrazione e rifugiati;

59.  chiede alla Commissione e al Consiglio, in conformità dell'articolo 11 della CRPD, che nell'avanzare proposte per risolvere il problema dei rifugiati, relative alla dotazione finanziaria o ad altre misure di sostegno, sia prestata particolare attenzione alle persone con disabilità;

60.  sottolinea che l'UE dovrebbe adottare misure adeguate per garantire che tutte le persone con disabilità che siano state private della loro capacità giuridica possano esercitare tutti i diritti sanciti dai trattati dell'UE e dalla legislazione dell'UE, tra cui l'accesso alla giustizia, ai beni e ai servizi, al settore bancario, all'occupazione e alla sanità, nonché il diritto di voto e i diritti dei consumatori;

61.  riconosce che la CRPD si è dimostrata essere uno strumento importante e positivo per promuovere le riforme legislative e per obbligare gli Stati membri a riesaminare il modo in cui sono percepite le persone con disabilità; esprime rammarico, tuttavia, per le sfide difficili che le persone con disabilità devono ancora fronteggiare in settori strategici come la giustizia penale e la partecipazione politica; ritiene prioritario garantire a tutte le persone con disabilità un accesso pieno e completo al sistema politico; riconosce che tale accesso non deve limitarsi al semplice accesso fisico per esprimere un voto e dovrebbe comprendere un'ampia gamma di iniziative intese ad aprire il processo democratico a tutti i cittadini; ritiene che ciò debba includere la fornitura di materiale elettorale in lingua dei segni, in braille e in formato di facile lettura, la possibilità di prestare piena assistenza alle persone con disabilità durante le procedure di voto, la promozione del voto per corrispondenza e per delega, ove possibile, e la rimozione delle barriere per i cittadini con disabilità che desiderino presentarsi come candidati alle elezioni, nonché misure per affrontare le norme esistenti riguardanti la capacità giuridica e il loro impatto sulla capacità delle persone di partecipare pienamente al processo democratico; invita la Commissione e gli Stati membri ad assicurare che le disposizioni dell'articolo 3, paragrafo 2, della direttiva 2012/29/UE che istituisce norme minime in materia di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato, nonché le disposizioni delle direttive 2010/64/UE sul diritto all'interpretazione e alla traduzione nei procedimenti penali e 2012/13/UE sul diritto all'informazione nei procedimenti penali, in particolare la direttiva 2013/48/UE relativa al diritto di avvalersi di un difensore nel procedimento penale e nel procedimento di esecuzione del mandato d'arresto europeo, al diritto di informare un terzo al momento della privazione della libertà personale e al diritto delle persone private della libertà personale di comunicare con terzi e con le autorità consolari, siano adeguatamente e pienamente attuate, soprattutto nel caso delle persone con disabilità;

62.  deplora fortemente il fatto che molti Stati ancora neghino o limitino, attraverso azioni legali, la capacità giuridica delle persone con difficoltà intellettive; invita gli Stati membri ad affrontare positivamente la questione della capacità giuridica, orientandosi verso l'inclusione volta al sostegno piuttosto che verso l'esclusione automatica;

63.  manifesta preoccupazione per le difficoltà che le persone con disabilità tuttora incontrano nell'accesso alla giustizia; ricorda che il diritto di accesso alla giustizia è un diritto fondamentale essenziale, nonché un elemento basilare dello Stato di diritto; invita gli Stati membri ad adottare misure per rendere le procedure completamente accessibili a tali persone e ad adeguarle alle loro esigenze; ritiene che la Commissione debba valutare l'opportunità di includere programmi di formazione specifici sulla CRPD nel programma dell'UE nel settore della giustizia per il 2014-2020; suggerisce che i tribunali dell'UE applichino le proprie norme e istruzioni interne in modo tale da facilitare l'accesso alla giustizia per le persone con disabilità e che anche nell'amministrazione della giustizia si tenga conto delle raccomandazioni generali del comitato CRPD delle Nazioni Unite;

64.  riconosce che la Convenzione dell'Aia sulla protezione internazionale degli adulti può contribuire, con molteplici ed efficaci modalità, all'attuazione e al sostegno degli obblighi internazionali delle parti della CRPD; si rammarica, a tal proposito, che la Commissione non abbia dato seguito alla risoluzione del Parlamento del 18 dicembre 2008 recante raccomandazioni alla Commissione sulle implicazioni transfrontaliere della protezione giuridica degli adulti;

65.  pone l'accento sulle violenze, le intimidazioni e gli abusi sessuali a scuola, a casa o negli istituti, di cui sono maggiormente vittime i minori con disabilità; chiede all'UE e agli Stati membri di intervenire in modo più efficace e di contrastare la violenza contro i minori con disabilità attraverso misure specifiche e servizi di sostegno accessibili;

66.  chiede alla Commissione di adottare misure efficaci dirette alle famiglie, alle comunità, ai professionisti e alle istituzioni al fine di prevenire la violenza nei confronti dei minori con disabilità; osserva che le scuole svolgono un ruolo fondamentale nella promozione dell'inclusione sociale e sottolinea la necessità di meccanismi adeguati che consentano l'inclusione nelle scuole tradizionali e assicurino che educatori e insegnanti siano adeguatamente preparati e formati a riconoscere la violenza nei confronti dei bambini con disabilità e a reagire;

67.  invita altresì gli Stati membri a garantire che la legge vieti i trattamenti e il ricovero contro la volontà, conformemente alle norme internazionali più recenti;

68.  sollecita a garantire il principio della libera circolazione dei cittadini con disabilità all'interno dell'UE attraverso la rimozione di tutte le barriere ancora esistenti;

69.  sottolinea che la libertà di movimento dei cittadini europei deve essere garantita anche alle persone con disabilità, e che a tal fine gli Stati membri devono assicurare il reciproco riconoscimento della situazione e dei diritti sociali di tali persone (articolo 18 CRPD);

70.  deplora il fatto che il Consiglio non abbia accettato l'inclusione dei documenti relativi alla disabilità nell'ambito di applicazione del regolamento che promuove la libera circolazione di cittadini e imprese semplificando l'accettazione di alcuni documenti pubblici nell'Unione europea;

71.  accoglie con favore il progetto pilota relativo alla tessera europea di disabilità; esprime rammarico per la limitata partecipazione degli Stati membri al progetto relativo alla tessera europea di disabilità, le cui misure pratiche agevolano la mobilità e il reciproco riconoscimento dei diritti dei cittadini con disabilità negli Stati membri;

72.  sottolinea che, al fine di salvaguardare il pieno rispetto dei diritti delle persone con disabilità, è necessario garantire loro la libertà di scegliere come vivere e come utilizzare al meglio il loro potenziale, potenziando ad esempio strumenti quali il ricorso alle persone che prestano assistenza;

73.  deplora vivamente le pessime condizioni in cui sono state trovate le persone con disabilità in alcuni Stati membri e invita gli Stati membri a fare tutto il possibile per rispettare la Convenzione europea dei diritti dell'uomo e il suo articolo 3, il quale vieta i trattamenti disumani e degradanti;

74.  sollecita la Commissione e il Consiglio a rispondere con maggiore efficacia alle esigenze delle persone con disabilità, e a tenerne costantemente conto al momento di riesaminare i regolamenti dell'UE, come quelli relativi ai diritti dei passeggeri nei diversi modi di trasporto (i regolamenti (CE) n. 1107/2006 e (CE) n. 261/2004 sul trasporto aereo, il regolamento (CE) n. 1371/2007 sul trasporto ferroviario, il regolamento (UE) n. 1177/2010 sul trasporto per via navigabile e il regolamento (UE) n. 181/2011 sul trasporto effettuato con autobus), e in fase di elaborazione delle norme, ad esempio per quanto concerne i diritti dei passeggeri nel contesto dei viaggi multimodali; sottolinea che l'UE si è impegnata a favore di un'Europa senza barriere nel 2010, nell'ambito della Strategia europea sulla disabilità 2010-2020;

75.  invita l'UE a rafforzare il monitoraggio concernente l'attuazione della legislazione sui diritti dei passeggeri e ad armonizzare l'attività degli organismi nazionali responsabili dell'applicazione, inoltre invita gli Stati membri a intraprendere tutte le misure necessarie in merito all'attuazione della legislazione dell'UE finalizzata a migliorare l'accessibilità ai trasporti a livello locale, regionale e statale nell'ambito dei trasporti e del turismo (ivi inclusi autobus e taxi, il trasporto pubblico urbano, il trasporto ferroviario, aereo, e per vie navigabili, nonché le stazioni, gli aeroporti e i porti) e ad affrontare gli ostacoli frapposti a un'Europa senza barriere, ad esempio attraverso il rafforzamento delle competenze dei pertinenti organismi di applicazione nell'ambito della legislazione sui diritti dei passeggeri allo scopo di assicurare l'equo ed effettivo godimento dei diritti per tutti i passeggeri con disabilità in tutta l'UE, anche per quanto concerne l'accessibilità e la standardizzazione, l'armonizzazione, i requisiti tecnici, gli incentivi per le imprese, la politica sindacale e gli accordi collettivi;

76.  invita la Commissione a chiarire le responsabilità di ognuno degli attori coinvolti nell'assistenza a favore delle persone a mobilità ridotta, in particolare per quanto concerne i trasferimenti tra differenti mezzi di trasporto, e a fornire al Parlamento informazioni sulla partecipazione delle associazioni di persone con disabilità e sul loro ruolo nell'attuazione della legislazione sui diritti dei passeggeri;

77.  rileva che l'accessibilità senza barriere ai servizi, ai veicoli e alle infrastrutture da trasporto, nonché ai nodi di connessione intermodale, soprattutto nelle zone rurali, è fondamentale per garantire sistemi di mobilità privi di discriminazione intrinseca; sottolinea, a tale riguardo, la necessità che le persone con disabilità abbiano accesso ai prodotti e ai servizi e che vengano compiuti ulteriori sforzi per rendere accessibili i servizi, i veicoli e le infrastrutture in materia di trasporti e turismo; rileva che il meccanismo per collegare l'Europa offre la possibilità di finanziare misure nelle aree urbane e misure volte a migliorare l'accessibilità per le persone con qualsiasi tipo di disabilità, che possono coprire fino al 10% dei costi di adattamento;

78.  chiede alla Commissione di pubblicare, nella sua relazione annuale sull'attuazione dei fondi TEN-T, i progressi realizzati in merito alle misure e l'importo degli aiuti erogati per l'adattamento delle infrastrutture alle persone con disabilità nell'ambito del meccanismo per collegare l'Europa e di altri tipi di finanziamenti dell'UE; invita inoltre la Commissione a intraprendere iniziative volte a stimolare una maggiore partecipazione ai progetti di adattamento delle infrastrutture alle persone con disabilità, che includa altre sessioni di informazione e divulgazione tra possibili promotori;

79.  sottolinea, a tale riguardo, l'importanza delle misure di finanziamento nelle aree urbane, dove sono più frequenti i trasbordi fra i diversi mezzi di trasporto e dove le persone con alcuni tipi di disfunzioni della mobilità incontrano le maggiori difficoltà;

80.  sottolinea che i formati costantemente accessibili dovrebbero figurare in cima all'agenda delle politiche relative al mercato della mobilità digitale e dovrebbero facilitare l'accesso a tutte le persone con ogni forma di disabilità, attraverso l'utilizzo di linguaggi, formati e tecnologie accessibili e appropriati ai diversi tipi di disabilità, ivi inclusi le lingue dei segni, il Braille, i sistemi di comunicazione aumentativa e alternativa e altri mezzi, modi e formati accessibili di comunicazione, di cui una persona può avvalersi liberamente, tra cui formati di facile lettura o pittogrammi, sottotitoli e messaggi di testo personali, per quanto concerne le informazioni di viaggio, le prenotazioni e la biglietteria, che consentano di utilizzare più di un canale sensoriale; sollecita la Commissione ad istituire, per quanto concerne le infrastrutture e i servizi di trasporto, appropriati meccanismi di monitoraggio e controllo atti a garantire che nei servizi di trasporto pubblico di tutti gli Stati membri siano messi a disposizione delle persone con disabilità dispositivi che assicurino l'accessibilità e l'assistenza;

81.  sottolinea che le persone con disabilità dovrebbero poter reperire le informazioni sui servizi multimodali e transfrontalieri che effettuano il trasporto da porta a porta, in modo tale da poter scegliere il servizio più sostenibile, economico o veloce, prenotando e pagando online tali servizi;

82.  chiede che vengano messe a disposizione informazioni di viaggio in tempo reale, affinché prima della partenza le persone con disabilità possano ottenere informazioni in merito a disservizi o modalità di viaggio alternative;

83.  sottolinea che le persone con disabilità devono poter accedere alle informazioni e alla comunicazione mediante tecnologie e formati appropriati ai diversi tipi di disabilità, ivi inclusi le lingue dei segni, il Braille, i sistemi di comunicazione aumentativa e alternativa e altri mezzi, modalità e formati accessibili di comunicazione di loro scelta, compresi i formati di facile lettura e i sottotitoli; chiede pertanto alla Commissione di prendere le misure necessarie per attuare la legislazione dell'UE sull'accesso all'informazione e alla comunicazione; esorta il Consiglio ad adottare senza ulteriore indugio la decisione relativa alla conclusione del trattato di Marrakech inteso ad agevolare l'accesso alle opere pubblicate per le persone non vedenti, ipovedenti o con altre difficoltà nella lettura di testi a stampa; invita il Consiglio e gli Stati membri ad attuare misure coerenti ed efficaci in conformità con le sue disposizioni;

84.  ricorda che l'indipendenza, l'integrazione e l'accesso a un sistema di istruzione e formazione inclusivo, alla vita civica e culturale, ad attività ricreative e allo sport sono diritti garantiti dagli articoli 19, 24 e 30 della CRPD; rammenta che tali diritti sono tutelati dal diritto dell'Unione, in particolare dall'articolo 21 della Carta dei diritti fondamentali, che vieta la discriminazione fondata sulla disabilità, e dal principio di piena ed effettiva partecipazione, compresa la partecipazione democratica e l'inclusione nella società delle persone con disabilità (articolo 3 della CRPD); chiede alla Commissione e agli Stati membri di potenziare le misure volte a garantire l'accesso effettivo e paritario delle persone con disabilità non solo ad ambiti fondamentali quali l'istruzione inclusiva e di qualità, la cultura e lo sport, ma anche ad attività extrascolastiche, come corsi di teatro, di lingue e di arte; invita la Commissione a includere nella strategia Europa 2020 indicatori specifici sulla disabilità nel quadro degli obiettivi di istruzione e formazione;

85.  ricorda il progetto di osservazione generale del comitato ONU per i diritti delle persone con disabilità sull'articolo 24 relativo al diritto a un'istruzione inclusiva, che ne descrive in dettaglio il contenuto normativo, gli obblighi degli Stati, il suo rapporto con altre disposizioni della convenzione e la sua attuazione a livello nazionale;

86.  rammenta che i programmi rivolti ai giovani dovrebbero accordare un interesse particolare ai giovani con disabilità;

87.  osserva che le strategie a favore della gioventù dopo il 2018 dovrebbero integrare le necessità dei giovani con disabilità;

88.  rammenta che le persone con disabilità sono spesso escluse dai servizi d'istruzione e formazione o non vi hanno effettivo accesso, trattandosi di settori in cui sono necessari processi educativi personalizzati che tengano conto del livello di disabilità per aiutare le persone con disabilità a realizzare appieno le loro potenzialità sociali, economiche ed educative; sottolinea che andrebbero adottate le misure necessarie per garantire che tutti gli studenti con disabilità possano usufruire della soluzione ragionevole necessaria a consentire loro di beneficiare del diritto ad un'istruzione inclusiva di qualità; esorta gli Stati membri e le autorità decentrate competenti a livello regionale e locale a potenziare i programmi formativi e le opportunità di sviluppo professionale continuo per tutte le parti interessate coinvolte in contesti formativi non formali e informali, nonché il loro accesso alle infrastrutture TIC per sostenere il lavoro che svolgono con gli studenti con disabilità e combattere il pregiudizio nei confronti delle persone con disabilità, in particolare quelle con disabilità di tipo psicosociale e intellettivo;

89.  chiede alla Commissione e agli Stati membri di adottare misure efficaci volte a combattere la segregazione e il rifiuto degli studenti con disabilità nelle scuole e negli ambienti di apprendimento e di fornire loro accesso a soluzioni ragionevoli e il sostegno di cui necessitano, compiendo tutti gli sforzi per agevolarli nel mettere pienamente a frutto il loro potenziale; evidenzia che le pari opportunità possono essere ottenute solo se il diritto a un'istruzione e a una formazione inclusive è accordato a tutti i livelli e tipi di istruzione e formazione, compreso l'apprendimento permanente, e se è garantito il riconoscimento delle qualifiche delle persone con disabilità, in particolare delle qualifiche acquisite grazie ad ambienti di apprendimento con sostegno che consentono alle persone con disabilità di ottenere specificamente le competenze e le capacità necessarie a superare la loro disabilità; richiama l'attenzione sulle carenze tecniche e finanziarie dei programmi formativi speciali, in particolare negli Stati membri colpiti dalla crisi, e chiede alla Commissione di esaminare in che modo è possibile migliorare la situazione;

90.  prende atto dei progressi realizzati nella regolamentazione dei programmi di scambio per gli studenti, in particolare il programma Erasmus+, attraverso l'introduzione di un supporto finanziario supplementare per la mobilità di studenti e personale con disabilità, e insiste sulla necessità di continuare a prevedere disposizioni specifiche per tutti gli aspetti del programma; riconosce che, nella pratica, gli studenti disabili devono superare ancora numerosi ostacoli (a livello comportamentale, comunicativo, architettonico, informativo ecc.); chiede alla Commissione e agli Stati membri di potenziare il loro impegno a favore della partecipazione delle persone con disabilità ai programmi di scambio dell'UE e di migliorare la visibilità e la trasparenza delle opportunità di mobilità; chiede inoltre alla Commissione di promuovere lo scambio di migliori prassi circa l'accesso ai programmi di scambio per gli studenti e gli insegnanti con disabilità;

91.  chiede che, nell'ambito dei sistemi educativi, si eviti di creare ambienti che etichettino i discenti, come la suddivisione in gruppi e livelli, in quanto ciò influisce negativamente sugli studenti con disabilità, specialmente su quelli con difficoltà di apprendimento;

92.  esorta la Commissione a includere una componente specifica sulla disabilità nella valutazione della direttiva sull'assistenza sanitaria transfrontaliera, ed esorta gli Stati membri a portare avanti l'attuazione della direttiva, anche tenendo conto delle esigenze delle persone con disabilità e del loro diritto di conoscere, su un piano di parità con gli altri, le disposizioni e gli strumenti della direttiva, poco noti anche al resto della popolazione, e di avvalersene in modo efficace;

93.  evidenzia il forte legame tra disabilità, che interessa oltre il 15% della popolazione dell'Unione, e problemi di salute, accompagnati da difficoltà e persistenti barriere all'accesso che comportano un'erogazione inadeguata o insoddisfacente dei servizi sanitari alle persone con disabilità, anche quando la disabilità è causata da una reazione negativa a un farmaco; osserva che l'impossibilità di accedere a servizi sanitari di qualità si ripercuote negativamente sulla capacità delle persone con disabilità di vivere in modo indipendente e integrarsi, in condizioni di parità con gli altri;

94.  osserva con preoccupazione che, tra le persone con disabilità, sono segnalati con frequenza notevolmente maggiore casi di assistenza inadeguata o negata e di maltrattamenti o trattamenti forzati, il che è indice di una carenza di formazione dei professionisti sanitari in merito alle esigenze sanitarie delle persone con disabilità; invita gli Stati membri a investire nella formazione di professionisti che si occupano della cura e dell'assistenza di persone con disabilità;

95.  sottolinea che deve essere ricercato, per tutti gli interventi medici che lo richiedano, il consenso informato delle persone con disabilità, e che devono quindi essere predisposte tutte le misure necessarie per garantire che dette persone possano accedere alle informazioni pertinenti e comprenderle; evidenzia che tale consenso deve essere fornito personalmente, in via preventiva e con piena cognizione di causa, con l'ausilio di tutti i meccanismi necessari per assicurare il rispetto di tali principi, e che misure analoghe e appropriate devono essere applicate anche riguardo alle persone con disabilità psicosociali;

96.  invita la Commissione a integrare approcci orientati alla disabilità nei suoi strumenti e nelle sue politiche sulla salute, così da contribuire a migliori risultati nel settore sanitario a favore delle persone con disabilità negli Stati membri, migliorando la qualità e l'accessibilità fisica, ambientale, sensoriale ed economica, come pure a prevedere, durante lo sviluppo in questo senso di tali strumenti e politiche, consultazioni approfondite con persone con disabilità;

97.  ribadisce che i diritti in materia di riproduzione figurano tra le libertà fondamentali garantite dalla dichiarazione di Vienna e dal programma d'azione del 1993 e dalla CRPD e includono il diritto all'uguaglianza e alla non discriminazione, il diritto di sposarsi e di costituire una famiglia, il diritto a un'assistenza sanitaria completa in ambito riproduttivo, ivi inclusi i servizi in materia di pianificazione familiare e salute materna, l'educazione e l'informazione, il diritto di fornire il proprio consenso informato a tutte le procedure mediche, inclusi la sterilizzazione e l'aborto, nonché il diritto di non essere vittime di abusi e sfruttamento sessuali;

98.  invita gli Stati membri ad adottare misure volte a garantire che tutte le cure e i servizi sanitari prestati alle donne con disabilità, compresi tutti i servizi e le cure legati alla salute riproduttiva e mentale, siano accessibili e si basino sul libero consenso informato della persona interessata;

99.  esorta gli Stati membri ad adottare orientamenti volti a garantire che tutti i tipi di educazione, informazione, assistenza sanitaria e servizi nell'ambito della salute sessuale e riproduttiva siano resi disponibili alle donne e alle ragazze con disabilità in formati accessibili e adatti all'età, ivi inclusi le lingue dei segni, il Braille, i sistemi di comunicazione tattile, la stampa a grandi caratteri e altri mezzi, modi e formati alternativi di comunicazione;

100.  ribadisce l'importanza di tenere conto della necessità di fornire un sostegno specializzato, compresa l'assistenza all'infanzia, alle donne e agli uomini con disabilità, come pure alle loro famiglie, al fine di permettere loro di poter godere appieno della maternità e della paternità;

101.  sottolinea che i regimi di assicurazione sanitaria non devono operare discriminazioni nei confronti delle persone con disabilità;

102.  esorta la Commissione a elaborare orientamenti a livello dell'UE destinati ai punti di contatto nazionali riguardo all'offerta di informazioni accessibili a tutti i pazienti circa l'assistenza in altri Stati membri, tenendo presente il ruolo particolare svolto dalle associazioni di pazienti;

103.  incoraggia la Commissione ad aiutare gli Stati membri e i membri delle Reti europee di riferimento a estendere le risorse e le competenze della rete a forme di disabilità che, seppur non necessariamente rare, richiedono anch'esse un'assistenza sanitaria altamente specializzata offerta da équipe sanitarie pluridisciplinari e una concentrazione di conoscenze e risorse attraverso tale quadro;

104.  sottolinea la necessità di rendere i servizi e i prodotti maggiormente accessibili alle persone con disabilità; segnala che l'esistenza di ostacoli economici o legati al rapporto costi/benefici impedisce di migliorare e conseguire tale accessibilità; ritiene che un maggior coinvolgimento delle persone con disabilità nelle fasi di sviluppo dei prodotti e dei servizi sanitari contribuirà a garantirne una maggiore sicurezza e accessibilità;

105.  sottolinea che le persone con disabilità fisiche si trovano ad affrontare problemi anche nell'ambito del mercato della mobilità digitale e chiede un accesso agevolato per tutte le persone con disabilità, di qualunque tipo essa sia, attraverso linguaggi, formati e tecnologie accessibili e appropriati ai diversi tipi di disabilità, ivi inclusi le lingue dei segni, il Braille, i sistemi di comunicazione aumentativa e alternativa e altri mezzi, modi e formati accessibili di comunicazione di loro scelta, compresi i formati di facile lettura, i sottotitoli e i messaggi di testo personali, in particolare per quanto concerne le informazioni sanitarie, utilizzando più di un canale sensoriale;

106.  incoraggia la Commissione ad adoperarsi attivamente per favorire la prevenzione e la promozione della salute, allo scopo di far fronte alle gravi disparità sanitarie e di accesso di cui risentono le persone più vulnerabili con disabilità;

107.  invita la Commissione e gli Stati membri a sostenere la classificazione delle malattie invalidanti della memoria come disabilità;

108.  esorta la Commissione e gli Stati membri a dare opportuno riconoscimento al ruolo fondamentale dei prestatori di assistenza familiare e a garantire anche a loro un accesso adeguato ai servizi sanitari, tenendo conto dell'impatto sulla loro salute e sul loro benessere psicofisici dell'assistenza che prestano alle persone con disabilità;

109.  invita gli Stati membri e la Commissione a garantire che i diritti e i servizi legati all'occupazione, comprese le soluzioni ragionevoli nell'ambito della direttiva sulla parità di trattamento in materia di occupazione, siano trasferibili e in linea con la libera circolazione delle persone con disabilità, come sancito nei trattati; chiede agli Stati membri di introdurre incentivi per i datori di lavoro e politiche attive del mercato del lavoro per sostenere l'occupazione delle persone con disabilità; riconosce il potenziale sia dell'economia sociale che dell'economia digitale nel fornire occupazione alle persone con disabilità;

110.  esprime preoccupazione per l'elevato tasso di disoccupazione tra le persone con disabilità, in particolare le donne disabili, rispetto ad altri gruppi della popolazione nell'Unione europea; invita gli Stati membri a promuovere e garantire un quadro normativo e politico che assicuri la partecipazione delle donne con disabilità al mercato del lavoro, anche quelle con disabilità nascoste, malattie croniche o difficoltà di apprendimento;

111.  nutre preoccupazioni per il fatto che la direttiva sulla parità di trattamento in materia di occupazione non consideri esplicitamente come forma di discriminazione il rifiuto di soluzioni ragionevoli per le persone con disabilità; chiede alla Commissione di fornire un quadro della situazione riguardo ai tipi di reclami ricevuti e di prendere in considerazione l'eventuale revisione della direttiva;

112.  pone l'accento sui vantaggi derivanti dal superare l'ambito d'impiego nelle categorie protette e dal creare le condizioni di occupazione per le persone con disabilità anche nel mercato del lavoro aperto; sottolinea l'importanza della condivisione delle buone prassi tra autorità pubbliche, organizzazioni che rappresentano le persone con disabilità, prestatori di servizi di sostegno, datori di lavoro esperti e altri soggetti interessati;

113.  invita la Commissione e gli Stati membri a promuovere ulteriormente l'occupazione delle persone con disabilità attraverso imprese dell'economia sociale e solidale e ad aiutarle a entrare nel mercato del lavoro; chiede a tale proposito alla Commissione di promuovere ancora di più il nuovo mercato dell'investimento sociale, attraverso strumenti creati nell'ambito dell'iniziativa per l'imprenditoria sociale, e di informare il Parlamento in merito ai risultati della sua revisione intermedia;

114.  ricorda che, per evitare il collocamento in esubero delle persone con disabilità, è fondamentale consentire loro di svolgere il lavoro come da normativa specifica; raccomanda inoltre che siano attuati opportuni controlli e collaborazioni con i centri per l'impiego e con le aziende, al fine di evitare l'emarginazione delle persone con disabilità dal mondo del lavoro e di valorizzare appieno il loro potenziale;

115.  sollecita gli Stati membri ad adottare quadri di qualità per i tirocini, nonché a promuovere e sviluppare opportunità di tirocinio e formazione per le persone con disabilità, garantendo nel contempo soluzioni ragionevoli e accessibilità, in modo da assicurare la protezione sociale e agevolare l'inserimento delle persone con disabilità nel mercato del lavoro;

116.  invita gli Stati membri ad adottare misure urgenti per prevenire e invertire gli effetti negativi delle misure di austerità sulla protezione sociale delle persone con disabilità; chiede alla Commissione di considerare, a tale proposito, la definizione di una base di protezione sociale nell'UE, affinché sia rispettato il diritto a un tenore di vita adeguato e alla protezione sociale delle persone con disabilità;

117.  invita gli Stati membri a porre in essere efficaci meccanismi in grado di prevenire o alleviare la povertà, la vulnerabilità e l'esclusione sociale delle persone con disabilità e delle loro famiglie, con particolare riferimento ai bambini e agli anziani con disabilità, nell'ambito di un pilastro europeo dei diritti sociali;

118.  esorta la Commissione a consentire agli Stati membri che applicano programmi di adeguamento finanziario di esentare le persone con disabilità dalle misure di austerità, in particolare riguardo al settore della salute;

119.  invita gli Stati membri ad astenersi dall'apportare tagli alle prestazioni sociali, ai servizi basati sulla comunità, ai servizi sanitari e ai programmi di formazione e istruzione relativi alla disabilità, in quanto tali misure comprometterebbero la CRPD e aumenterebbero ulteriormente il livello di povertà e l'esclusione sociale;

120.  esorta la Commissione e gli Stati membri, sempre ai fini della lotta all'esclusione sociale delle persone con disabilità e delle loro famiglie, a promuovere, sulla base di regole comuni, misure di contrasto della povertà in cui versano molte famiglie di soggetti svantaggiati, avendo come riferimento indicatori chiari sulla base dei quali modulare gli interventi assistenziali necessari;

121.  sottolinea che l'articolo 7 e l'articolo 96, paragrafo 7, del regolamento recante disposizioni comuni (RDC)(23) chiedono agli Stati membri e alla Commissione di garantire che le pari opportunità, la non discriminazione e l'inclusione delle persone con disabilità siano prese in considerazione e promosse nell'attuazione dei Fondi strutturali e di investimento europei (fondi SIE) in generale, e nei programmi operativi in particolare; chiede un approccio integrato per affrontare le necessità specifiche delle persone con disabilità; esorta quindi la Commissione a monitorare attentamente l'applicazione delle condizionalità generali ex ante sulla non discriminazione e la disabilità; sottolinea che la loro valutazione dovrebbe verificare l'adeguatezza delle misure pianificate nel promuovere le pari opportunità tra uomini e donne e l'integrazione delle persone con disabilità per quanto concerne, in particolare, l'accessibilità dei finanziamenti;

122.  esorta i responsabili politici a livello locale, regionale, nazionale e unionale a garantire un controllo efficace dell'attuazione delle disposizioni volte alla non discriminazione, nonché l'accessibilità e l'utilizzo dei fondi SIE per sostenere la parità di accesso a tutti i servizi, compreso Internet, per le persone con disabilità, ad eque e sufficienti soluzioni abitative nelle comunità locali in tutte le zone (ad esempio, le aree rurali e scarsamente popolate e le aree urbane), nonché alle istituzioni che si occupano di loro; rileva tuttavia che le politiche sociali e il loro finanziamento restano principalmente di competenza degli Stati membri;

123.  esorta la Commissione a monitorare attentamente il rispetto del principio di non discriminazione e della relativa legislazione nel ricorso ai fondi SIE; sottolinea che gli organismi preposti alla promozione dell'inclusione sociale e della non discriminazione, comprese le organizzazioni che rappresentano le persone con disabilità, devono essere coinvolti nel partenariato durante le fasi di programmazione e attuazione dei programmi operativi, per garantire che si tenga effettivamente conto degli interessi e delle preoccupazioni delle persone con disabilità; sollecita il ricorso ai fondi SIE per rispettare i requisiti minimi in materia di accessibilità, mobilità e alloggi per le persone con disabilità e rileva che ciò comporta un compito importante e impegnativo, soprattutto per le autorità locali e regionali;

124.  invita gli Stati membri a impiegare al meglio i fondi strutturali, in particolare il Fondo sociale europeo e il programma Europa creativa, coinvolgendo quanto più possibile le organizzazioni nazionali, regionali e locali che rappresentano le persone con disabilità; sottolinea inoltre l'importanza di garantire la piena accessibilità alle persone con disabilità del mercato del lavoro, di programmi di istruzione e formazione nonché delle iniziative Erasmus+, Garanzia per i giovani ed EURES;

125.  invita gli Stati membri a diffondere il principio in base al quale le amministrazioni aggiudicatrici dei fondi SIE possono escludere gli offerenti a motivo del loro mancato impegno in materia di accessibilità a favore delle persone con disabilità;

126.  accoglie con favore le condizionalità ex-ante sull'inclusione sociale e la sua priorità di investimento sul "passaggio dai servizi istituzionali ai servizi locali" nel regolamento (UE) n. 1303/2013 sui Fondi strutturali e d'investimento europei (fondi SIE); invita gli Stati membri a impiegare i fondi per la deistituzionalizzazione e come strumento per attuare la CRPD;

127.  nutre preoccupazioni per il fatto che i Fondi strutturali e d'investimento europei sono utilizzati impropriamente per promuovere l'inserimento in istituti e invita gli Stati membri e la Commissione a rafforzare la loro sorveglianza, in linea con la CRPD e in consultazione con le organizzazioni che rappresentano le persone con disabilità; raccomanda la sospensione, il ritiro o il recupero dei pagamenti nei confronti degli Stati membri se viene violato l'obbligo di rispettare i diritti fondamentali; ritiene che i principi di trasparenza che dovrebbero governare l'intera procedura, dall'assegnazione dei fondi al loro concreto utilizzo;

128.  invita la Commissione e gli Stati membri ad adottare le misure necessarie, tra cui l'impiego dei fondi SIE e di altri fondi pertinenti dell'UE, per sviluppare nelle comunità locali servizi di sostegno di elevata qualità e a costi contenuti a favore di ragazzi e ragazze con disabilità e delle loro famiglie, comprese le persone che necessitano di un sostegno di alta qualità, per favorire la deistituzionalizzazione e prevenire una nuova istituzionalizzazione, nonché per promuovere comunità inclusive e l'accesso a un'istruzione inclusiva di qualità per ragazzi e ragazze con disabilità;

129.  ritiene che le istituzioni dell'Unione dovrebbero considerare la possibilità di aprire i flussi di finanziamento esistenti e futuri alle organizzazioni che rappresentano attivamente le persone con disabilità;

130.  chiede alla Commissione di continuare ad adoperarsi a favore dell'inclusione delle persone con disabilità sostenendo finanziariamente una vasta gamma di progetti e organizzazioni di base;

131.  invita le istituzioni dell'UE e gli Stati membri a coinvolgere attivamente le persone con disabilità nei processi decisionali, anche attraverso le loro organizzazioni di rappresentanza, in linea con l'articolo 4, paragrafo 3, della CRPD; esorta inoltre a tenere debitamente conto dei pareri espressi dalle persone con disabilità nell'ambito di tali processi;

132.  ribadisce l'importanza di assicurare il rispetto delle eccezioni e delle limitazioni al diritto d'autore e diritti connessi per le persone con disabilità; prende atto della conclusione del trattato di Marrakech inteso ad agevolare l'accesso alle opere pubblicate per le persone non vedenti o ipovedenti, e ribadisce la propria convinzione che l'Unione abbia la facoltà di concludere detto trattato senza che la ratifica sia subordinata alla revisione del quadro giuridico dell'UE o ai tempi di una decisione della Corte di giustizia; sottolinea altresì, a tale proposito, la necessità che il Parlamento, la Commissione e gli Stati membri collaborino per garantire la rapida ratifica del trattato di Marrakech;

133.  evidenzia che qualsivoglia modifica legislativa nell'ambito del diritto d'autore e diritti connessi dovrebbe fornire alle persone con disabilità l'accesso alle opere e ai servizi protetti da detti diritti in qualsiasi formato; rammenta che la Commissione dovrebbe presentare proposte legislative in merito alle eccezioni e alle limitazioni al diritto d'autore e diritti connessi, al fine di assicurare che le persone con diverse disabilità abbiano accesso alle opere e ai servizi protetti da detti diritti;

134.  insiste sull'importanza dei sistemi digitali per le persone con disabilità, quale strumento che agevola la loro partecipazione a tutti gli aspetti della società, e raccomanda di proseguire gli studi sull'utilizzo di tecnologie assistive nell'ambito dell'istruzione; riconosce che un numero sproporzionato di persone con disabilità non ha una connessione Internet ed è escluso dagli sviluppi digitali e, pertanto, perde informazioni, opportunità e possibilità di acquisire nuove competenze e di accedere a servizi importanti; chiede quindi ai legislatori a livello nazionale e dell'UE di prevedere disposizioni in materia di accessibilità nell'ambito dell'attuazione della normativa sul mercato unico digitale, di integrare il tema dell'accessibilità dei contenuti digitali in tutte le politiche pertinenti, di avviare programmi di formazione per "Campioni digitali" all'interno delle comunità per incoraggiare più persone con disabilità a utilizzare Internet, nonché di adottare le misure necessarie per combattere la criminalità informatica e il bullismo online; invita la Commissione e gli Stati membri a garantire che i diritti di proprietà intellettuale non rappresentino un ostacolo irragionevole o discriminatorio all'accesso da parte delle persone con disabilità ai materiali culturali e a prendere in considerazione un'eccezione obbligatoria al diritto d'autore in caso di utilizzi, a beneficio delle persone con disabilità, che siano direttamente legati alla disabilità e di natura non commerciale, nella misura richiesta dalla specifica disabilità; chiede che a tutte le politiche dell'UE sia applicato un approccio trasversale ai diritti umani delle persone con disabilità;

135.  rammenta che lo sport è uno strumento estremamente valido nel contesto dell'inclusione sociale, in quanto fornisce opportunità di interazione e di conseguimento di abilità sociali; invita la Commissione e gli Stati membri ad avviare, in virtù dell'articolo 30 della convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, programmi specifici volti a rendere le attività sportive e gli eventi sportivi più accessibili alle persone con disabilità; osserva che il pieno accesso alle attività culturali o ricreative è un diritto fondamentale e invita pertanto la Commissione a migliorare l'accessibilità di tali eventi, luoghi, beni e servizi, anche nel campo audiovisivo; plaude alle iniziative intese a fornire alle opere audiovisive e di altro tipo adeguati sottotitoli o audiodescrizioni, in modo da renderle accessibili alle persone con disabilità;

136.  è del parere che dovrebbero essere sviluppati strumenti digitali per le persone con disabilità in grado di contribuire all'integrazione degli/delle sportivi/e con disabilità, nonché piattaforme per il lavoro a distanza, l'hot-desking e il co-working; ritiene, inoltre, che l'insegnamento di qualità e le infrastrutture sportive nelle scuole dovrebbero essere adattati alle esigenze dei bambini con disabilità e che in ogni Stato membro dovrebbe essere istituito un quadro politico strategico nazionale e regionale per l'apprendimento permanente, che contenga misure concrete per lo sviluppo delle competenze delle persone con disabilità;

137.  rammenta che il sottoprogramma MEDIA, nel quadro di Europa creativa, dovrebbe accordare particolare attenzione ai progetti che includono il tema della disabilità e che il potere educativo di film e festival in questo ambito dovrebbe essere enfatizzato;

138.  sostiene che l'accessibilità è fondamentale per consentire alle persone con disabilità di usufruire pienamente dell'offerta turistica europea;

139.  sottolinea che i servizi turistici devono tenere conto delle esigenze particolari delle persone con disabilità, quali la facilità di accesso alle informazioni, alle comunicazioni e alle infrastrutture come stanze, bagni, servizi igienici e altri spazi interni;

140.  sostiene che il principio del "turismo per tutti" dovrebbe essere il punto di riferimento per qualsiasi azione legata al turismo a livello nazionale, regionale, locale o europeo; rileva che i prestatori di servizi nel settore turistico dovrebbero prendere in considerazione le esigenze delle persone con disabilità, promuovendo l'adeguamento delle strutture e attività di formazione per il personale;

Obblighi specifici

141.  chiede che siano messi a punto indicatori basati sui diritti umani e invita gli Stati membri a fornire dati quantitativi e qualitativi comparabili e disaggregati per genere, sulla base di diversi fattori, tra cui genere, età, status occupazionale e disabilità, per tutte le attività intraprese nell'UE; invita la Commissione a finanziare la ricerca e la raccolta di dati pertinenti, ad esempio sull'accessibilità dei servizi turistici e di assistenza sanitaria, sulla violenza e lo sfruttamento di tutte le persone con qualsiasi tipo di disabilità nella comunità e nelle istituzioni;

142.  invita la Commissione ad armonizzare la raccolta di dati sulla disabilità attraverso indagini sociali a livello dell'UE, in conformità dell'articolo 31 della CRPD, al fine di individuare e rendere pubblici gli sviluppi nel settore; sottolinea che tale raccolta di dati dovrebbe servirsi di metodologie che tengano conto di tutte le persone con disabilità, anche quelle con disabilità più gravi e quelle che vivono in istituti; evidenzia, inoltre, che tutti i dati raccolti dovrebbero essere soggetti al rigore delle iniziative in materia di diritti umani e di protezione dei dati, tra cui anche le disposizioni della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, della Carta europea dei diritti fondamentali e della direttiva europea sulla protezione dei dati personali; sottolinea che le indagini devono essere quanto più specifiche e mirate possibile, e che siano seguite da studi e seminari adeguati, che garantiscano interventi opportuni ed efficaci;

143.  invita la Commissione a integrare sistematicamente i diritti delle persone con disabilità in tutti i programmi e le politiche di cooperazione internazionale dell'UE;

144.   sottolinea l'importanza di raggiungere tutti gli obiettivi dello sviluppo sostenibile (OSS) legati alla disabilità, in particolare l'obiettivo 4 relativo alla garanzia di un'istruzione inclusiva e paritaria di qualità e alla necessità di aumentare il numero di scuole con accesso a infrastrutture e materiali adeguati per studenti con disabilità, come pure di investire nelle competenze degli insegnanti per un'istruzione e una partecipazione inclusive dei bambini a scuola e nella comunità;

145.  evidenzia la promessa di non lasciare indietro nessuno e i riferimenti alle disabilità contenuti negli OSS, specificamente nelle sezioni concernenti l'istruzione, la crescita e l'occupazione, la disuguaglianza e l'accessibilità degli insediamenti umani, nonché per quanto riguarda la raccolta dei dati e il monitoraggio degli OSS, e raccomanda che l'UE assuma la guida nell'attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile che tengono conto della disabilità; sottolinea inoltre i riferimenti al quadro di Sendai per la riduzione dei rischi di catastrofi;

146.  raccomanda che l'UE assuma un ruolo guida nell'attuazione inclusiva della disabilità dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e stabilisca un piano di lavoro e una revisione intermedia dello stesso al fine di garantire un meccanismo di monitoraggio e di valutazione e di assicurare la responsabilità dell'Unione europea;

147.  invita la Commissione a elaborare un piano d'attuazione in materia di obiettivi di sviluppo sostenibile e di riduzione dei rischi di catastrofi in linea con la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità; sottolinea che un tale piano dovrebbe contribuire in modo sostanziale a definire indicatori nei settori relativi alla disabilità e all'inclusione socioeconomica; sottolinea che la povertà, la protezione sociale, la copertura sanitaria, la violenza contro le donne, la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti, l'accesso all'acqua potabile, ai servizi igienico-sanitari e all'energia, la resilienza alle catastrofi e la registrazione delle nascite meritano particolare attenzione nella definizione degli indicatori degli obiettivi di sviluppo sostenibile;

148.  sottolinea che tutte le politiche e i programmi dell'UE, sia all'esterno che all'interno, devono rispettare la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità e stabilire misure specifiche per garantire che tali diritti siano integrati in tutti i settori, compresi le politiche e i programmi umanitari e di sviluppo; invita l'UE, a tal fine, ad adottare una politica armonizzata su uno sviluppo inclusivo della disabilità e a stabilire un approccio sistematico e istituzionalizzato per integrare i diritti delle persone con disabilità nell'insieme delle politiche e dei programmi di cooperazione internazionale dell'UE;

149.  raccomanda che le delegazioni e le agenzie dell'UE mostrino una comprensione sufficiente delle strategie europee sulla disabilità e lavorino in modo inclusivo e accessibile; suggerisce la creazione di un "punto di contatto" per la CRPD nel Servizio europeo per l'azione esterna; chiede di introdurre urgentemente la prospettiva della disabilità in tutti i corsi di formazione sui diritti umani forniti nel quadro delle missioni di politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC);

150.  invita inoltre l'UE a:

–  mettere in atto ulteriori progetti di sviluppo specificamente mirati alle persone con disabilità;

–  istituire un meccanismo teso a sviluppare capacità e condividere buone prassi tra le varie istituzioni dell'UE nonché tra l'UE e i suoi Stati membri in materia di aiuti umanitari inclusivi e accessibili per le persone con disabilità;

–  istituire punti di contatto per le questioni relative alla disabilità in seno alle delegazioni dell'UE, nominando funzionari di collegamento dotati di formazione specifica, della cui competenza e professionalità possano beneficiare le persone disabili;

–  affrontare le questioni della disabilità nei dialoghi con i paesi partner nonché sostenere e intrattenere una cooperazione strategica con le ONG dei paesi partner che operano nel settore della disabilità;

–  rivedere il quadro finanziario pluriennale (QFP) e il Fondo di sviluppo europeo (FSE) nel contesto della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità;

–  includere un riferimento all'integrazione delle questioni legate alla disabilità nelle politiche dell'UE nell'eventuale nuovo Consenso europeo sullo sviluppo;

–  esaminare la possibilità di assegnare i fondi previsti per le politiche e i programmi di cooperazione internazionale dell'UE ai programmi nazionali dedicati alle persone con disabilità;

–  garantire cure tempestive, adeguate e complete ai bambini suscettibili di essere a rischio, alla luce dell'importanza di un intervento precoce;

151.  accoglie con favore il nuovo obiettivo 12 del piano di azione per i diritti umani e la democrazia 2015‑2019; invita la Commissione a garantire che l'attuazione della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità sia sistematicamente evocata nei dialoghi sui diritti umani con i paesi terzi; invita il rappresentante speciale dell'Unione europea per i diritti umani a condurre e monitorare i progressi in questo campo, in particolare per quanto concerne gli sforzi di normazione in materia di accessibilità;

152.  sostiene l'effettiva integrazione delle persone con disabilità nella società, in particolare nelle comunità locali, e il finanziamento dei servizi per le persone che vivono in modo indipendente attraverso programmi a titolo degli strumenti di finanziamento dell'azione esterna; invita a ottimizzare l'impiego dei fondi strutturali dell'UE; chiede una valutazione di medio termine degli strumenti di finanziamento esterno per valutare quanto questi abbiano contribuito efficacemente all'inclusione di persone con disabilità nella società e in quale misura gli ostacoli siano stati eliminati e l'accessibilità sia stata promossa; esige inoltre la fine di qualsiasi spesa nei programmi UE che sostenga l'inserimento in istituti o perpetui la segregazione di persone con disabilità; invita a rafforzare e a monitorare la spesa in consultazione con le organizzazioni delle persone con disabilità;

153.  raccomanda che tutte le persone impiegate dall'UE per la gestione delle sue frontiere esterne e dei centri di accoglienza per i richiedenti asilo seguano una formazione specifica pertinente alle necessità delle persone con disabilità, al fine di garantire che i loro bisogni siano soddisfatti;

154.  accoglie con favore il ritiro della Commissione dal quadro di sorveglianza indipendente (il quadro dell'UE); si impegna ad individuare la struttura più adeguata per il quadro dell'UE, affinché sia pienamente in linea con la CRPD e i principi di Parigi, ed esorta a rivedere e modificare il codice di condotta adottato dal Consiglio, dagli Stati membri e dalla Commissione, contenente norme interne che riguardano l'attuazione da parte dell'UE della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, nonché la rappresentanza dell'UE nell'ambito della suddetta convenzione, coinvolgendo anche il Parlamento europeo;

155.  sottolinea la necessità di realizzare una cooperazione politica rafforzata in tale quadro, comprese le risorse umane e finanziarie per garantire il rispetto degli obblighi e l'attuazione delle raccomandazioni della CRPD;

156.  attribuisce la massima importanza all'articolo 33 della CRPD ("Applicazione a livello nazionale e monitoraggio") e alle osservazioni conclusive 76 e 77 del Comitato CRPD delle Nazioni Unite, e pertanto accoglie con favore l'assenso dato da tale Comitato alla presenza del Parlamento europeo nel quadro dell'UE;

157.  invita le autorità di bilancio a stanziare le necessarie risorse affinché il quadro dell'UE possa svolgere le proprie funzioni in modo autonomo;

158.  evidenzia che la commissione per le petizioni fornisce una protezione attiva dei cittadini europei (persone fisiche o giuridiche) a norma dell'articolo 227 TFUE, per consentire loro di far valere una violazione dei propri diritti dinanzi alle istituzioni europee, nazionali e locali, incluse quelle derivanti dall'applicazione delle politiche europee volte all'attuazione della CRPD, nell'ambito della dichiarazione relativa alla delimitazione delle competenze allegata allo strumento di conclusione del trattato;

159.  mette in rilievo che la commissione per le petizioni è riconosciuta come uno degli strumenti istituzionali dell'Unione (insieme al Mediatore, incaricato della protezione dei cittadini in caso di cattiva amministrazione) in grado di svolgere il ruolo di protezione nel quadro dell'UE, in conformità dei principi relativi al funzionamento delle istituzioni nazionali deputate alla promozione e alla protezione dei diritti umani ("principi di Parigi"), adottati dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite con la risoluzione 48/134 del 1993;

160.  ricorda che, per assolvere il ruolo di protezione, la commissione per le petizioni mette le sue funzioni al servizio del quadro di supervisione indipendente svolgendo indagini preliminari sulle violazioni del diritto dell'UE che attua la CRPD, trasmettendo petizioni ad altre commissioni parlamentari affinché svolgano indagini o assumano le iniziative pertinenti, e compiendo visite in loco per raccogliere informazioni e prendere contatto con le autorità nazionali;

161.  ricorda che la commissione per le petizioni riceve ogni anno un notevole numero di petizioni da persone con disabilità, a dimostrazione della realtà delle difficoltà che milioni di persone in tutta Europa incontrano ogni giorno per avere accesso al lavoro e all'occupazione, all'istruzione e ai trasporti o per partecipare alla vita politica, pubblica e culturale; sottolinea l'importanza dell'articolo 29 della CRPD sulla partecipazione senza discriminazione delle persone con disabilità alla vita politica e pubblica;

162.  evidenzia che spesso le petizioni che hanno ricevuto maggiore attenzione sono state sostenute da organizzazioni della società civile che rappresentano le persone con disabilità, e vi è quindi la necessità di promuovere e rendere noto il ruolo di protezione e l'efficacia delle petizioni relative alla violazione di tali diritti; elogia il ruolo svolto da queste organizzazioni nel promuovere l'inclusione sociale e un miglioramento della qualità della vita delle persone con disabilità;

163.  prende atto delle petizioni relative alle irregolarità commesse in alcuni Stati membri in relazione alla sussistenza delle persone con disabilità, che riguardano non solo il mancato pagamento dei sussidi previsti per legge ma anche casi, come quello denunciato nella petizione n. 1062/2014, in cui le autorità avrebbero adottato decisioni amministrative arbitrarie per ridurre le indennità precedentemente concesse, sulla base di dubbie valutazioni mediche che diminuivano il grado di disabilità; chiede alle pertinenti autorità nazionali, regionali e locali di essere più sensibili riguardo alle implicazioni di tali provvedimenti per la vita delle persone interessate e delle loro famiglie, e chiede alla Commissione di monitorare con attenzione le varie politiche e le relative misure in materia di disabilità attuate nei diversi Stati membri;

164.  constata che alcuni Stati membri che hanno ratificato la CRPD non hanno ancora istituito o designato gli organismi incaricati dell'attuazione e del monitoraggio della Convenzione, come previsto all'articolo 33; rileva che l'attività degli organismi già istituiti, in particolare le strutture di monitoraggio di cui all'articolo 33, paragrafo 2, è ostacolata dalla mancanza di risorse finanziarie e umane e dall'assenza di una solida base giuridica per la loro designazione;

165.  esorta tutti gli Stati membri a destinare stabilmente alle strutture di monitoraggio istituite a norma dell'articolo 33, paragrafo 2, risorse finanziarie e umane sufficienti per lo svolgimento delle loro funzioni; ritiene che essi debbano anche garantire l'indipendenza delle strutture di monitoraggio, assicurando che la loro composizione e il loro funzionamento tengano conto dei principi di Parigi relativi al funzionamento delle istituzioni nazionali per i diritti umani, come richiede l'articolo 33, paragrafo 2, e che a tal fine sarebbe utile istituire una base giuridica formale, che definisca chiaramente il ruolo e le attribuzioni di tali strutture; esorta gli Stati membri che non hanno ancora designato gli organismi di cui all'articolo 33 a provvedere quanto prima in tal senso e a dotare tali organismi delle risorse e del mandato necessari per attuare e monitorare efficacemente gli obblighi che incombono agli Stati stessi in forza della CRPD;

166.  sottolinea la necessità di potenziare la rete CRPD per coordinare adeguatamente l'attuazione della Convenzione a livello interno oltre che interistituzionale, coinvolgendo attivamente e consultando attentamente nel contempo le persone con disabilità e le organizzazioni che le rappresentano nell'ambito delle attività e delle riunioni della rete;

167.  esorta tutte le istituzioni, le agenzie e gli organismi dell'UE a creare punti di contatto e sottolinea la necessità di un meccanismo di coordinamento interistituzionale orizzontale che colleghi tutte le direzioni generali e le istituzioni dell'UE; chiede che le modalità di tale collaborazione siano stabilite nell'ambito di una strategia per l'attuazione della CRPD;

168.  chiede il rafforzamento del coordinamento interistituzionale fra i meccanismi di attuazione delle diverse istituzioni dell'UE;

Conformità alla Convenzione delle istituzioni dell'UE (in quanto amministrazioni pubbliche)

169.  considera importante che la commissione per le petizioni organizzi eventi mirati relativi alle petizioni in materia di disabilità e sottolinea il ruolo rilevante di un dialogo che si avvalga del contributo di molteplici parti interessate, tra cui altre commissioni pertinenti del Parlamento europeo, membri del quadro dell'UE per la CRPD, organizzazioni della società civile che rappresentano le persone con disabilità ed esponenti del mondo accademico;

170.  si compiace del fatto che per l'audizione pubblica "Protezione dei diritti delle persone con disabilità dal punto di vista delle petizioni ricevute", organizzata dalla commissione per le petizioni il 15 ottobre 2015, siano stati rispettati elevati standard di accessibilità, e raccomanda che in futuro tutte le riunioni delle commissioni del Parlamento europeo siano rese accessibili alle persone con disabilità;

171.  accoglie con favore l'uso del Braille nella comunicazione con i firmatari e incoraggia tutte le istituzioni dell'UE ad utilizzare la lingua dei segni, formati di facile lettura e il Braille nelle loro comunicazioni con i cittadini, al fine di proseguire e di intensificare gli sforzi volti a far partecipare questi ultimi al lavoro delle istituzioni e al progetto europeo;

172.  invita gli Stati membri e le istituzioni dell'UE a garantire che le opportunità di partecipare ai processi di consultazione pubblica siano chiaramente e ampiamente pubblicizzate tramite comunicazioni accessibili alle persone con disabilità che utilizzano il braille o i formati di facile lettura;

173.  invita gli Stati membri e le istituzioni ad assicurare che le possibilità di partecipare ai processi di consultazione siano ampiamente e chiaramente pubblicizzate tramite comunicazioni accessibili, che le informazioni possano essere messe a disposizione anche in altri formati, come il braille o i formati di facile lettura, e che le audizioni e le riunioni pubbliche che vertono sulla discussione delle proposte di legge e delle proposte politiche siano rese pienamente accessibili alle persone con disabilità, comprese quelle che presentano disabilità mentali e difficoltà di apprendimento;

174.  sottolinea la necessità di agevolare l'effettiva partecipazione e la libertà di espressione delle persone con disabilità in occasione di eventi pubblici ed incontri ospitati dalle istituzioni od organizzati all'interno dei loro edifici, fornendo sottotitoli e interpretazione nelle lingue dei segni, documenti in braille e in formato di facile lettura;

175.  invita il Consiglio superiore delle scuole europee, compresa la Commissione, a garantire un'istruzione inclusiva e di qualità nelle Scuole europee nel rispetto dei requisiti della CRPD per quanto concerne le valutazioni multidisciplinari, l'integrazione dei bambini con disabilità e l'individuazione di soluzioni ragionevoli, assicurando nel contempo la partecipazione inclusiva dei genitori con disabilità;

176.  invita le istituzioni a sostenere e a promuovere le attività dell'Agenzia europea per i bisogni educativi speciali e l'istruzione inclusiva;

177.  invita l'UE a rivedere le regole del regime comune di assicurazione malattia, il sistema pensionistico e le misure di sicurezza e di protezione sociale relative alle disabilità, al fine di garantire che le persone con disabilità non siano discriminate e abbiano pari opportunità, riconoscendo, tra l'altro, che le esigenze sanitarie derivanti dalle disabilità sono da considerarsi distinte dalle malattie e promuovendo l'autonomia nella vita e nel lavoro tramite il rimborso completo del costo aggiuntivo dell'attrezzatura o dei servizi necessari per il lavoro (per esempio stampanti braille, apparecchi acustici, interprete della lingua dei segni, servizi di sottotitolazione ecc.);

178.  esorta le istituzioni, le agenzie e gli organismi a garantire che il vigente statuto dei funzionari sia interamente e realmente attuato in conformità della CRPD e che i regolamenti interni e le disposizioni di esecuzione siano sviluppati nel pieno rispetto delle disposizioni della CRPD, nell'ambito di un processo aperto e attento alla disabilità, al fine di dare seguito alle osservazioni conclusive;

179.  chiede adeguate soluzioni ragionevoli, basate sulle esigenze e compatibili con la CRPD, per le persone con disabilità – o per le persone aventi familiari a carico con disabilità – che prestano servizio presso le istituzioni europee, prestando particolare attenzione alle necessità dei genitori con disabilità;

180.  esorta le istituzioni dell'UE ad adottare politiche globali di assunzione, fidelizzazione e promozione del personale, tra cui misure positive temporanee, al fine di aumentare attivamente e in modo sostanziale il numero di funzionari, di lavoratori e di tirocinanti con disabilità, comprese le disabilità psicosociali e intellettive, in linea con l'articolo 5 della direttiva 2000/78/CE;

181.  raccomanda l'elaborazione di moduli completi di formazione sulla CRPD per il personale, in consultazione con le organizzazioni che rappresentano le persone con disabilità, prestando particolare attenzione al personale in contatto con il pubblico, alla dirigenza e al personale addetto agli appalti pubblici;

182.  esorta le istituzioni dell'UE a rendere accessibili le informazioni pubblicate su Internet e le applicazioni online, comprese le reti Intranet e tutti i documenti essenziali e i contenuti audiovisivi, garantendo anche l'accessibilità fisica dei loro edifici;

183.  invita la Commissione a collaborare strettamente con le altre istituzioni, organi e agenzie dell'UE e con gli Stati membri per garantire che alle osservazioni conclusive sia dato seguito in modo coordinato, efficace e sistematico, eventualmente attraverso una strategia per l'attuazione della CRPD;

184.  invita l'Unione e gli Stati membri a garantire la consultazione e la partecipazione strutturata e sistematica delle organizzazioni che rappresentano persone con disabilità nell'attuazione delle rispettive osservazioni conclusive;

185.  ritiene, in riferimento all'articolo 35 della CRPD, che obbliga gli Stati che hanno firmato la Convenzione a presentare un rapporto iniziale e rapporti successivi sulle misure adottate per dare attuazione alla Convenzione, che detti rapporti dovrebbero essere presentati ogni quattro anni ed essere elaborati con la partecipazione delle organizzazioni che si occupano di disabilità;

°

°  °

186.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

(1)

GU L 23 del 27.1.2010, pag. 35.

(2)

CRPD/C/EU/CO/1.

(3)

CRPD/C/EU/Q/1.

(4)

A/RES/64/142.

(5)

GU L 347 del 20.12.2013, pag. 320.

(6)

GU L 303 del 2.12.2000, pag. 16.

(7)

Testi approvati, P8_TA(2016)0059.

(8)

Testi approvati, P8_TA(2015)0321.

(9)

Testi approvati, P8_TA(2015)0320.

(10)

Testi approvati, P8_TA(2015)0286.

(11)

Testi approvati, P8_TA(2015)0261.

(12)

Testi approvati, P8_TA(2015)0208.

(13)

GU C 75 del 26.2.2016, pag. 130.

(14)

GU C 131 E dell'8.5.2013, pag. 9.

(15)

GU C 212 E del 5.8.2010, pag. 23.

(16)

Corte di giustizia dell'UE, cause riunite C-335/11 e C-337/11 HK Danmark, 11 aprile 2013, punti 29-30; Corte di giustizia dell'UE, causa C-363/12 Z, 18 marzo 2014, punto 73; Corte di giustizia dell'UE, causa C-356/12 Glatzel, 22 maggio 2014, punto 68.

(17)

Relazione della FRA: Violence against children with disabilities: legislation, policies and programmes in the EU (Violenza contro minori con disabilità: legislazione, politiche e programmi nell'UE), http://fra.europa.eu/sites/default/files/fra_uploads/fra-2015-violence-against-children-with-disabilities_en.pdf

(18)

Relazione della FRA "Violenza contro le donne: un'indagine a livello dell'UE". Principali risultati: http://fra.europa.eu/sites/default/files/fra-2014-vaw-survey-main-results-apr14_en.pdf

(19)

Van Straaten et al. (2015). Self-reported care needs of Dutch homeless people with and without a suspected intellectual disability: a 1.5-year follow-up study (Esigenze assistenziali autodichiarate dei senzatetto neerlandesi con e senza sospetta disabilità intellettiva: studio di follow-up di 1,5 anni). In: Health Soc Care Community 1° ottobre 2015. Epub 1° ottobre 2015.

(20)

EU-SILC 2012.

(21)

GU C 56E del 26.2.2013, pag. 41.

(22)

COM(2015)0615.

(23)

GU L 347 del 20.12.2013, pag. 320.


MOTIVAZIONE

Contesto

L'UE ha aderito alla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (di seguito "CRPD" o "la Convenzione") nel dicembre 2010, quale prima organizzazione d'integrazione regionale(1). Si tratta del primo trattato internazionale sui diritti umani che l'UE ha ratificato nel suo complesso (e ad oggi l'unico); il protocollo opzionale non è stato sottoscritto né ratificato. Con la ratifica l'UE è ora soggetta al controllo del comitato sui diritti delle persone con disabilità ("comitato CRPD").

In seguito all'adesione, l'UE ha dovuto presentare, al pari degli altri Stati firmatari, un rapporto iniziale(2) sullo stato di attuazione della Convenzione. Ulteriori rapporti periodici devono essere presentati ogni quattro anni. La Commissione ha presentato il rapporto iniziale nel giugno 2014 e il comitato CRPD ha pubblicato la propria risposta nel maggio 2015 sotto forma di un elenco di questioni(3), dopo la prima riunione tenutasi tra il comitato e l'UE nel mese di aprile a Ginevra.

In seguito, nel maggio 2015, il Parlamento europeo ha approvato in seduta plenaria la propria risoluzione sull'elenco di questioni(4), sollecitando la Commissione a tenere conto delle opinioni del Parlamento in sede di formulazione delle proprie risposte all'elenco di questioni. Successivamente, le opinioni del Parlamento sono state ampiamente tenute in considerazione.

Una seconda riunione con il comitato CRPD, nel mese di agosto 2015, ha portato alla pubblicazione delle "Osservazioni conclusive sul rapporto iniziale dell'Unione europea"(5). Le osservazioni conclusive richiedono all'UE di fornire una risposta al comitato CRPD in merito a determinate questioni entro un anno(6). Pertanto, il PE ha successivamente deciso di elaborare una relazione d'iniziativa al fine di garantire che la sua posizione sia inclusa nel rapporto che sarà presentato dalla Commissione entro settembre 2016. Sono previste relazioni periodiche (possibilmente annuali) come quella in questione.

Il PE ha partecipato a entrambe le riunioni tenutesi a Ginevra nell'ambito del quadro dell'UE per promuovere, proteggere e monitorare l'attuazione della CRPD, come previsto dalla Convenzione(7). Il quadro attuale comprende il relatore, che è uno dei rappresentanti del PE, nonché la Commissione europea, il Mediatore europeo, l'Agenzia per i diritti fondamentali e il Forum europeo sulla disabilità. A seguito della raccomandazione del comitato CRPD, la Commissione ha annunciato pubblicamente, in occasione di un'audizione della commissione PETI, la propria intenzione di ritirarsi dal quadro attuale; pertanto, la ristrutturazione del quadro nel suo insieme diventa probabile.

La CRPD è uno dei trattati sui diritti umani con il più alto numero di Stati contraenti e firmatari. Tutti i 28 Stati membri dell'UE hanno sottoscritto la Convenzione e 25 l'hanno ratificata, ad eccezione della Finlandia e dell'Irlanda. Al momento della stesura del presente documento, i Paesi Bassi sono in fase di completamento dell'adesione alla Convenzione.

La CRPD copre una vasta gamma di diritti, riguardanti tutti i settori della vita, alcuni dei quali esulano dalla competenza dell'UE. Gli Stati membri, pertanto, sono tenuti ad applicare la Convenzione a tutti i livelli, compresi quello regionale e nazionale. Mentre l'UE ha originariamente emesso una dichiarazione di competenza(8) per porre rimedio a tale incertezza giuridica, il comitato CRPD ha chiesto all'UE di andare oltre e, nelle proprie raccomandazioni, ha concluso che la dichiarazione richiede un aggiornamento periodico.

Finalità della relazione INI

La relazione ha l'obiettivo primario di concentrarsi sulle questioni evidenziate nelle osservazioni conclusive. In via prioritaria, il relatore si concentra sulle raccomandazioni che rientrano nella competenza dell'UE e potrebbero, pertanto, comportare difficoltà nell'attuazione a livello nazionale.

Il relatore presterà particolare attenzione alle istituzioni UE stesse, che devono fungere da esempio nell'attuazione della Convenzione. Ciò include lo statuto dei funzionari e le prassi di assunzione e fidelizzazione del personale, nonché gli eventi pubblici ospitati dal PE e organizzati presso i suoi edifici.

Il relatore ritiene che non esista alcuna gerarchia dei diritti umani e che la discriminazione basata sulla disabilità debba essere combattuta nello stesso modo di quella fondata su altri motivi, compresa la discriminazione basata su più di un motivo. Ciò è particolarmente importante per le donne e i bambini con disabilità, le persone anziane e chiunque abbia complesse esigenze di assistenza, comprese le persone con disabilità intellettuali e psicosociali.

La relazione di iniziativa è seguita con grande interesse in seno al Parlamento, con dieci commissioni che formuleranno pareri in merito:

•  LIBE (articolo 54, commissione associata)

•  PETI (articolo 54, commissione associata)

•  CULT

•  DEVE

•  TRAN

•  REGI

•  JURI

•  FEMM

•  AFET

•  ENVI

Struttura generale

La relazione riprenderà la struttura delle osservazioni conclusive, che si basa sugli articoli della CRPD. Sarà suddivisa, pertanto, in quattro parti:

1.  Principi e obblighi generali (artt. 1-4)

2.  Diritti specifici (artt. 5-30)

3.  Obblighi specifici (artt. 31-33)

4.  Osservanza della Convenzione da parte delle istituzioni dell'Unione europea (in quanto amministrazioni pubbliche)

Soluzione ragionevole

Il concetto di soluzione ragionevole è stato utilizzato in tutta la relazione e a causa della sua complessità potrebbe richiedere ulteriori spiegazioni. Un esempio di soluzione ragionevole è mettere a disposizione di un singolo dipendente un interprete della lingua dei segni sul posto di lavoro. Si tratta di un concetto diverso da quello di "accessibilità", che è molto più ampio e non rappresenta necessariamente una misura personalizzata. Ad esempio, si potrebbero mettere a disposizione un interprete della lingua dei segni in occasione di un evento pubblico o una rampa in un edificio pubblico per agevolare l'accesso agli utenti in sedia a rotelle in generale e non ad una persona in particolare.

In base alla CRPD (articolo 2),

per "accomodamento ragionevole" si intendono le modifiche e gli adattamenti necessari ed appropriati che non impongano un onere sproporzionato o eccessivo adottati, ove ve ne sia necessità in casi particolari, per garantire alle persone con disabilità il godimento o l’esercizio, su base di uguaglianza con gli altri, di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali.

L'articolo 5 della direttiva sulla parità di trattamento in materia di occupazione(9) sancisce:

"Per garantire il rispetto del principio della parità di trattamento dei disabili, sono previste soluzioni ragionevoli. Ciò significa che il datore di lavoro prende i provvedimenti appropriati, in funzione delle esigenze delle situazioni concrete, per consentire ai disabili di accedere ad un lavoro, di svolgerlo o di avere una promozione o perché possano ricevere una formazione, a meno che tali provvedimenti richiedano da parte del datore di lavoro un onere finanziario sproporzionato. Tale soluzione non è sproporzionata allorché l'onere è compensato in modo sufficiente da misure esistenti nel quadro della politica dello Stato membro a favore dei disabili".

Il rifiuto di una soluzione ragionevole costituisce una forma di discriminazione a norma della CRPD ma non della direttiva sulla parità di trattamento in materia di occupazione che pertanto, da questo punto di vista, non è in linea con la Convenzione.

Consultazione delle parti interessate

Ciò che distingue la CRPD da altri trattati sui diritti umani è il fatto che le persone con disabilità e le loro organizzazioni rappresentative sono state incluse nel processo sin dalla fase dell'elaborazione. Come previsto all'articolo 4, paragrafo 3, della CRPD, gli Stati parti operano in stretta consultazione e coinvolgono attivamente le persone con disabilità, compresi i minori con disabilità, attraverso le loro organizzazioni rappresentative. È pertanto fondamentale, a giudizio del relatore, includere pienamente tali soggetti nell'elaborazione della relazione.

In quest'ottica, l'intergruppo sulla disabilità, in collaborazione con il Forum europeo sulla disabilità (EDF), ha organizzato una riunione dell'intergruppo a Strasburgo, nel dicembre 2015, per raccogliere i pareri dell'EDF e delle organizzazioni che vi aderiscono. I loro contributi orali e scritti sono già stati ripresi nel documento di lavoro e nella proposta di relazione. Il relatore accoglie con favore la partecipazione dei numerosi relatori e relatori ombra di tutte le commissioni interessate a tale riunione. I molteplici contributi costruttivi forniti in questa fase iniziale rendono unica questa relazione e ne assicureranno la completezza.

Il relatore ha inoltre incontrato singolarmente i rappresentanti di diverse organizzazioni dei disabili e continuerà a farlo al fine di garantire che tutte le loro preoccupazioni siano prese debitamente in considerazione, sia dalla commissione competente per il merito che dalle commissioni competenti per parere.

Diverse organizzazioni hanno redatto dei cosiddetti rapporti paralleli al rapporto iniziale della Commissione. Il relatore intende integrare anche tali contributi all'interno della relazione INI.

Alla fine di gennaio, è stata organizzata un'audizione in collaborazione con i relatori delle commissioni associate LIBE e PETI per raccogliere ulteriori contributi concreti dalle parti interessate, comprese le organizzazioni dei disabili.

La commissione EMPL ha esaminato il documento di lavoro nell’ambito di uno scambio di opinioni con le parti interessate, cui hanno partecipato oratori di alto livello delle parti interessate, quali il Mediatore europeo, l'Agenzia per i diritti fondamentali, la società civile rappresentata dal Forum europeo sulla disabilità e un membro del comitato CRPD.

Il relatore ha preso ogni provvedimento necessario affinché tutte le riunioni della commissione EMPL, durante le quali è discussa la presente relazione, nonché le audizioni, siano il più possibile accessibili alle persone con disabilità. A tal fine, il relatore ha collaborato con le organizzazioni dei disabili nonché con il presidente e la segreteria della commissione EMPL per garantire un’accessibilità senza precedenti delle riunioni di commissione pubbliche del PE.

(1)

Articolo 44 della CRPD.

(2)

 http://tbinternet.ohchr.org/_layouts/treatybodyexternal/Download.aspx?symbolno=CRPD%2fC%2fEU%2f1&Lang=en

(3)

 http://tbinternet.ohchr.org/_layouts/treatybodyexternal/Download.aspx?symbolno=CRPD%2fC%2fEU%2fQ%2f1&Lang=en

(4)

(2015/2684(RSP))

(5)

CRPD/C/EU/CO/1

(6)

Le altre questioni possono essere affrontate nel prossimo rapporto periodico previsto per gennaio 2021 (cfr. punto 94, CRPD/C/UE/CO/1).

(7)

Articolo 33, paragrafo 2, della CRPD.

(8)

http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?qid=1401271474087&uri=CELEX:32010D0048, Allegato II

(9)

Direttiva 2000/78/CE del Consiglio, del 27 novembre 2000, che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro.


PARERE della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni(*) (25.5.2016)

destinato alla commissione per l'occupazione e gli affari sociali

sull'attuazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità con particolare riferimento alle osservazioni conclusive del comitato CRPD delle Nazioni Unite

(2015/2258(INI))

Relatore per parere (*): Martina Anderson

(*)  Procedura con le commissioni associate – articolo 54 del regolamento

SUGGERIMENTI

La commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni invita la commissione per l'occupazione e gli affari sociali, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

A.  considerando che le donne e le ragazze con disabilità sono soggette a varie tipologie di discriminazione nella vita quotidiana; che tale discriminazione può assumere varie forme (fisica, emotiva, sessuale ed economica) e comprende la violenza esercitata dal partner e da coloro che forniscono assistenza, la violenza sessuale e quella istituzionale;

1.  riconosce che probabilmente circa 80 milioni di cittadini europei soffrono di una forma di disabilità e che tali cittadini dovrebbero godere di un chiaro accesso a tutti i servizi e i diritti offerti dall'Unione europea;

2.  condivide le preoccupazioni espresse dal comitato CRPD delle Nazioni Unite in relazione alla mancanza nell'Unione di una chiara strategia per l'attuazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità;

3.  chiede alla Commissione di rivedere la propria strategia sulla disabilità 2010-2020, ai fini della piena attuazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (CRPD) e alla luce delle osservazioni conclusive del comitato delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, del 2 ottobre 2015, che prevedono un calendario e indicatori precisi;

4.  deplora la discriminazione e l'esclusione che le persone con disabilità subiscono ancora oggi; chiede alla Commissione di rendere massime le sinergie fra la strategia dell'UE sulla disabilità 2010-2020 e le disposizioni della Convenzione delle Nazioni Unite sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna e della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo, al fine di garantire che i diritti ivi riconosciuti siano sostanzialmente goduti ed efficacemente esercitati, anche tramite l'armonizzazione e l'attuazione del quadro legislativo e iniziative politiche e culturali;

5.  sottolinea la necessità di includere una chiara prospettiva di genere in una nuova strategia europea sulla disabilità, che preveda la lotta alla violenza contro le donne e alla violenza domestica contro le donne e le ragazze con disabilità;

6.  esorta la Commissione a sviluppare un dialogo strutturato con le organizzazioni di rappresentanza delle persone con disabilità, a consultarle e a cooperare con esse nell'ambito del processo di revisione e attuazione, compresa la formulazione di una risposta all'elenco delle questioni per il comitato CRPD delle Nazioni Unite, e nello sviluppo, nell'attuazione e nel controllo delle politiche dell'UE;

7.  invita le istituzioni dell'Unione ad adottare i provvedimenti necessari per sostenere la vita delle donne con disabilità, in linea con le raccomandazioni del comitato CRPD delle Nazioni Unite per quanto riguarda la revisione dell'attuazione da parte dell'Unione della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità;

8.  invita gli Stati membri e le istituzioni dell'UE a garantire che le opportunità di partecipare ai processi di consultazione pubblica siano chiaramente e ampiamente pubblicizzate tramite comunicazioni accessibili alle persone con disabilità che utilizzano il braille o i formati di facile lettura;

9.  deplora fermamente che il Consiglio non abbia ancora adottato la proposta di direttiva del 2008 recante applicazione del principio della parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla religione o il credo, la disabilità, l'età o l'orientamento sessuale; ribadisce il proprio invito al Consiglio a procedere a tale adozione quanto prima;

10.  deplora altresì fermamente i ritardi nel processo di ratifica del trattato di Marrakech volto a facilitare l'accesso alle opere pubblicate per le persone non vedenti, con disabilità visive o con altre difficoltà nella lettura di testi a stampa, e chiede alla Commissione e agli Stati membri di giungere quanto prima alla sua ratifica;

11.  sottolinea la necessità di garantire che tutte le forme di discriminazione basata sulla disabilità siano proibite nell'UE, compresa la discriminazione multipla e intersettoriale;

12.  invita gli Stati membri ad adottare tutti i provvedimenti necessari per garantire una sistemazione adeguata alle persone con disabilità, onde promuovere l'uguaglianza ed eliminare la discriminazione, consentendo loro di godere, su un piano di parità con gli altri, di tutti i diritti umani e le libertà fondamentali;

13.  invita le istituzioni dell'UE e gli Stati membri a coinvolgere attivamente le persone con disabilità nei processi decisionali, anche attraverso le loro organizzazioni di rappresentanza, in linea con l'articolo 4, paragrafo 3, della CRPD; esorta inoltre a tenere debitamente conto dei pareri espressi dalle persone con disabilità nell'ambito di tali processi;

14.  invita gli Stati membri e le istituzioni ad assicurare che le possibilità di partecipare ai processi di consultazione siano ampiamente e chiaramente pubblicizzate tramite comunicazioni accessibili, che le informazioni possano essere messe a disposizione anche in altri formati, come il braille o i formati di facile lettura, e che le audizioni e le riunioni pubbliche che vertono sulla discussione delle proposte di legge e di politica siano rese pienamente accessibili alle persone con disabilità, comprese quelle che presentano disabilità mentali e difficoltà di apprendimento;

15.  esorta tutte le istituzioni dell'UE a garantire che le loro comunicazioni esterne e interne, compresi documenti, video e siti web, abbiano un livello adeguato di accessibilità e avvengano in formati e con mezzi di comunicazione alternativi, come il braille, i formati di facile lettura e la lingua dei segni;

16.  è convinto che le istituzioni europee, in particolare il Parlamento, il Consiglio e la Commissione, dovrebbero adoperarsi per garantire che la legislazione esistente e futura rispetti i diritti umani e sia pienamente conforme alla CRPD;

17.  rileva che tre Stati membri, ossia Finlandia, Paesi Bassi e Irlanda, non hanno ancora ratificato la Convenzione; invita i suddetti Stati membri a provvedere quanto prima;

18.  chiede alle istituzioni dell'UE di prestare particolare attenzione ai diritti dei minori con disabilità e alle necessità delle loro famiglie, di valutare l'attuale compatibilità dell'UE con la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo e di adoperarsi per eliminare tutti gli ostacoli che i minori con disabilità si trovano a dover affrontare nella loro vita quotidiana, supportando adeguatamente le loro famiglie, anche attraverso l'erogazione di sussidi e servizi specifici;

19.  pone l'accento sulle violenze, le intimidazioni e gli abusi sessuali a scuola, a casa o negli istituti, di cui sono maggiormente vittime i minori con disabilità; chiede all'Unione e agli Stati membri di intervenire in modo più efficace e di contrastare la violenza contro i minori con disabilità attraverso misure specifiche e servizi di sostegno accessibili;

20.  sottolinea che, al fine di garantire la tutela dei diritti dei minori con disabilità, è necessario garantire sostegno adeguato alle famiglie, rafforzando e perfezionando gli strumenti legislativi a disposizione dell'UE, quale ad esempio la garanzia del prolungamento del congedo parentale ai genitori dei bambini con disabilità;

21.  chiede l'istituzione di un meccanismo di coordinamento interistituzionale per l'attuazione e il controllo della CRPD, che garantisca la partecipazione delle persone con disabilità attraverso le loro organizzazioni di rappresentanza nel processo di adozione;

22.  riconosce che la CRPD si è dimostrata uno strumento importante e positivo per promuovere le riforme legislative e per obbligare gli Stati membri a riesaminare il modo in cui sono percepite le persone con disabilità; si rammarica, tuttavia, delle difficili sfide che le persone con disabilità affrontano ancora in settori strategici come la giustizia penale e la partecipazione politica; ritiene prioritario garantire a tutte le persone con disabilità un accesso pieno e completo al sistema politico; riconosce che esso deve andare al di là del semplice accesso fisico per esprimere un voto e dovrebbe comprendere un'ampia gamma di iniziative intese ad aprire il processo democratico a tutti i cittadini; è convinto che ciò dovrebbe includere la fornitura di materiale elettorale in lingua dei segni, in braille e in formato di facile lettura, la possibilità di prestare piena assistenza alle persone con disabilità durante le procedure di voto, la promozione del voto per corrispondenza e per delega, ove possibile, e la rimozione delle barriere per i cittadini con disabilità che desiderano presentarsi come candidati alle elezioni, nonché l'esame delle norme esistenti in materia di capacità giuridica e del loro impatto sulla capacità delle persone di partecipare pienamente al processo democratico; invita la Commissione e gli Stati membri ad assicurare che le disposizioni dell'articolo 3, paragrafo 2, della direttiva 2012/29/UE che istituisce norme minime in materia di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato, nonché le disposizioni delle direttive 2010/64/UE sul diritto all'interpretazione e alla traduzione nei procedimenti penali e 2012/13/UE sul diritto all'informazione nei procedimenti penali, in particolare la direttiva 2013/48/UE relativa al diritto di avvalersi di un difensore nel procedimento penale e nel procedimento di esecuzione del mandato d'arresto europeo, al diritto di informare un terzo al momento della privazione della libertà personale e al diritto delle persone private della libertà personale di comunicare con terzi e con le autorità consolari, siano adeguatamente e pienamente attuate, soprattutto nel caso delle persone con disabilità;

23.  deplora fortemente che molti Stati ancora neghino o limitino, attraverso azioni legali, la capacità giuridica delle persone con disabilità mentali; invita gli Stati membri ad affrontare la questione della capacità giuridica in modo positivo, orientandosi verso l'inclusione volta al sostegno piuttosto che verso l'esclusione automatica;

24.  invita la Commissione ad armonizzare la raccolta di dati sulla disabilità attraverso indagini sociali a livello dell'UE, in conformità dell'articolo 31 della CRPD, al fine di individuare e rendere pubblici gli sviluppi nel settore; sottolinea che tale raccolta di dati dovrebbe servirsi di metodologie che tengano conto di tutte le persone con disabilità, anche quelle con disabilità più gravi e quelle che vivono in istituti; evidenzia, inoltre, che tutti i dati raccolti dovrebbero essere soggetti al rigore delle iniziative in materia di diritti umani e di protezione dei dati, tra cui anche le disposizioni della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, della Carta europea dei diritti fondamentali e della direttiva europea sulla protezione dei dati personali; sottolinea che le indagini devono essere quanto più specifiche e mirate possibile, e che siano seguite da studi e seminari adeguati, che garantiscano interventi opportuni ed efficaci;

25.  deplora la carente accessibilità del numero di emergenza europeo 112 e chiede alla Commissione di adoperarsi per renderlo maggiormente accessibile per le persone con disabilità, attraverso l'impiego di tecnologie di nuova generazione relative a tale servizio;

26.  chiede un rafforzamento degli organismi per la parità esistenti, affinché possano contribuire all'integrazione, alla promozione e al controllo della CRPD; rammenta all'UE e agli Stati membri l'obbligo di impegnarsi in modo significativo con la società civile e, in particolare, con le organizzazioni delle persone con disabilità;

27.  chiede l'inserimento dei diritti delle persone con disabilità nell'agenda socio-economica globale dell'UE, in particolare nella strategia Europa 2020 e nel semestre europeo; raccomanda l'adozione di un patto sulla disabilità per garantire l'integrazione dei diritti delle persone con disabilità attraverso le iniziative dell'UE;

28.  ritiene che le istituzioni dell'Unione dovrebbero considerare la possibilità di aprire i flussi di finanziamento esistenti e futuri alle organizzazioni che rappresentano attivamente le persone con disabilità;

29.  riconosce che i membri vulnerabili della società sono oggetto di maggiore emarginazione se hanno una disabilità, ed evidenzia pertanto che le istituzioni dell'UE e gli Stati membri dovrebbero raddoppiare i loro sforzi intesi a garantire il pieno riconoscimento di diritti e servizi a tutte le persone con disabilità, compresi gli apolidi, i senzatetto, i rifugiati e i richiedenti asilo nonché le persone che appartengono a minoranze; sottolinea la necessità integrare la disabilità nelle politiche in materia di migrazione e di rifugiati;

30.  sottolinea che, al fine di salvaguardare il pieno rispetto dei diritti delle persone con disabilità, è necessario garantire loro la libertà di scegliere come vivere e come utilizzare al meglio il loro potenziale, potenziando ad esempio strumenti quali il ricorso alle persone che prestano assistenza;

31.  deplora vivamente le pessime condizioni in cui si è scoperto che le persone con disabilità sono tenute in alcuni Stati membri e invita gli Stati membri a fare tutto il possibile per rispettare la Convenzione europea dei diritti dell'uomo e il suo articolo 3, il quale vieta i trattamenti disumani e degradanti;

32.  ritiene che il Consiglio dovrebbe adottare la direttiva sulla parità di trattamento ed estenderne il mandato oltre il settore dell'occupazione;

33.  raccomanda che tutte le persone impiegate dall'UE per la gestione delle sue frontiere esterne e dei centri di accoglienza per i richiedenti asilo seguano una formazione specifica pertinente alle necessità delle persone con disabilità, al fine di garantire che i loro bisogni siano soddisfatti;

34.  invita le istituzioni dell'Unione ad attuare e promuovere campagne di informazione sia sui diritti delle persone con disabilità, sia sulla loro diversità, sulle loro competenze e sul loro talento;

35.  deplora che le persone con disabilità incontrino ancora ostacoli per quanto riguarda l'accesso a beni e servizi; ritiene che detti ostacoli limitino la loro partecipazione alla società e costituiscano una violazione dei loro diritti in quanto cittadini; accoglie con favore il sostegno fornito dal Parlamento all'atto sull'accessibilità del novembre 2015, ma riconosce che esso non rappresenta una panacea; chiede l'adozione e la piena attuazione senza indugio dell'atto sull'accessibilità;

36.  raccomanda, al fine di garantire l'inserimento delle persone con disabilità nel contesto sociale, di rimuovere tutte le barriere e gli ostacoli che ancora oggi ne limitano l'integrazione all'interno dei sistemi di istruzione, sul posto di lavoro, nel contesto della vita pubblica e della comunità di appartenenza;

37.  raccomanda, al fine di garantire la giusta integrazione delle persone con disabilità nel contesto sociale, di incentivare l'uso corretto dei fondi europei che favoriscono tale processo attraverso la ricerca, l'elaborazione, l'attuazione e la diffusione di nuove idee, nuove tecnologie e nuovi metodi;

38.  raccomanda di garantire il principio della libera circolazione dei cittadini con disabilità all'interno dell'Unione attraverso la rimozione di tutte le barriere ancora oggi esistenti;

39.  riconosce le capacità di sensibilizzazione delle istituzioni dell'UE e le invita promuovere la sensibilizzazione sulla protezione e il conferimento di diritti alle persone con disabilità;

40.  sottolinea il diritto alla salute sessuale e riproduttiva e ai diritti ad essa associati; sottolinea che l'educazione sessuale deve essere concepita e attuata anche per le persone con disabilità, sulla base di un approccio olistico, e deve essere insegnata in un ambiente sicuro e senza tabù;

41.  sottolinea che è necessario realizzare una cooperazione politica rafforzata nell'ambito del presente quadro, comprese le risorse umane e finanziarie per garantire il rispetto degli obblighi e l'attuazione delle raccomandazioni della Convenzione ONU CRPD;

42.  invita il Parlamento, il Consiglio e la Commissione ad attuare pienamente le raccomandazioni del comitato delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità e a garantire che la Convenzione sia rispettata in tutte le legislazioni future.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

24.5.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

51

1

2

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Jan Philipp Albrecht, Martina Anderson, Heinz K. Becker, Malin Björk, Caterina Chinnici, Rachida Dati, Agustín Díaz de Mera García Consuegra, Laura Ferrara, Monika Flašíková Beňová, Lorenzo Fontana, Kinga Gál, Ana Gomes, Nathalie Griesbeck, Sylvie Guillaume, Monika Hohlmeier, Sophia in ‘t Veld, Iliana Iotova, Sylvia-Yvonne Kaufmann, Barbara Kudrycka, Cécile Kashetu Kyenge, Marju Lauristin, Monica Macovei, Barbara Matera, Claude Moraes, Péter Niedermüller, Soraya Post, Judith Sargentini, Birgit Sippel, Branislav Škripek, Csaba Sógor, Helga Stevens, Traian Ungureanu, Bodil Valero, Udo Voigt, Beatrix von Storch, Josef Weidenholzer, Cecilia Wikström, Kristina Winberg, Tomáš Zdechovský

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Laura Agea, Marina Albiol Guzmán, Hugues Bayet, Carlos Coelho, Pál Csáky, Teresa Jiménez-Becerril Barrio, Marek Jurek, Jeroen Lenaers, Nuno Melo, Angelika Mlinar, Artis Pabriks, Maite Pagazaurtundúa Ruiz, Emil Radev, Barbara Spinelli

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Miroslav Poche


PARERE della commissione per le petizioni(*) (29.4.2016)

destinato alla commissione per l'occupazione e gli affari sociali

sull'attuazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, con particolare riguardo alle osservazioni conclusive del Comitato CRPD delle Nazioni Unite

(2015/2258(INI))

Relatore per parere(*): Rosa Estaràs Ferragut

(*)  Commissioni associate – Articolo 54 del regolamento

SUGGERIMENTI

La commissione per le petizioni invita la commissione per l'occupazione e gli affari sociali, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  attribuisce la massima importanza all'articolo 33 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità – UNCRPD – ("Applicazione a livello nazionale e monitoraggio") e alle osservazioni conclusive 76 e 77 del Comitato delle Nazioni Unite, e pertanto accoglie con soddisfazione l'assenso dato da tale Comitato alla presenza del Parlamento europeo nel quadro di supervisione indipendente;

2.  ricorda che la commissione per le petizioni offre protezione attiva ai cittadini europei (persone fisiche o giuridiche) a norma dell’articolo 227 TFUE, consentendo loro di reclamare contro una violazione dei loro diritti da parte delle autorità europee, nazionali e locali, incluse le violazioni connesse all'attuazione delle politiche europee intese a dare applicazione alla UNCRPD, nel contesto della dichiarazione relativa alla delimitazione delle competenze allegata all'atto finale che ha adottato il trattato;

3.  mette in rilievo il fatto che la commissione per le petizioni è riconosciuta (insieme con il Mediatore, incaricato della protezione dei cittadini in caso di cattiva amministrazione) come uno degli strumenti istituzionali dell'Unione europea in grado di svolgere il ruolo di protezione nel quadro di supervisione indipendente, in accordo con i principi relativi al funzionamento delle istituzioni nazionali per la promozione e la protezione dei diritti umani ("Principi di Parigi") adottati dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite con la risoluzione 48/134 del 1993;

4.  ricorda che, per assolvere il ruolo di protezione, la commissione per le petizioni mette le sue funzioni al servizio del quadro di supervisione indipendente, svolgendo indagini preliminari sulle violazioni del diritto dell'UE che attua la UNCRPD, trasmettendo le petizioni ad altre commissioni parlamentari affinché svolgano indagini o assumano le iniziative pertinenti, e compiendo visite in loco per raccogliere informazioni e prendere contatto con le autorità nazionali;

5.  ricorda che la commissione per le petizioni riceve ogni anno un notevole numero di petizioni da persone con disabilità, a dimostrazione della realtà delle difficoltà che milioni di persone in tutta Europa incontrano ogni giorno per avere accesso al lavoro e all'occupazione, all'istruzione e ai trasporti o per partecipare alla vita politica, alla vita pubblica e alla vita culturale; sottolinea l'importanza dell'articolo 29 UNCRPD sulla partecipazione senza discriminazione delle persone con disabilità alla vita politica e pubblica;

6.  ricorda che la piena inclusione delle persone con disabilità rappresenta non solo un diritto e un meritato beneficio per gli interessati, ma anche una risorsa per la società nel suo insieme, che può giovarsi del valore e delle diverse competenze di queste persone;

7.  ricorda che spesso le petizioni che ricevono maggiore attenzione sono sostenute da organizzazioni della società civile che rappresentano le persone con disabilità, e che vi è quindi la necessità di promuovere e rendere noto al pubblico il ruolo di protezione e l'efficacia delle petizioni relative alla violazione di questi diritti; plaude al ruolo svolto da queste organizzazioni nel promuovere l'inclusione sociale e il miglioramento della qualità della vita delle persone con disabilità, e ritiene che tale funzione debba essere maggiormente sostenuta dalle istituzioni pubbliche, anche attraverso finanziamenti mirati;

8.  si compiace del fatto che per l'audizione pubblica "Protezione dei diritti delle persone con disabilità dal punto di vista delle petizioni ricevute", organizzata dalla commissione per le petizioni il 15 ottobre 2015, siano stati rispettati elevati standard di accessibilità, e raccomanda che in futuro tutte le riunioni delle commissioni del Parlamento europeo siano rese accessibili alle persone con disabilità;

9.  considera importante che la commissione per le petizioni organizzi eventi mirati imperniati sulle petizioni in materia di disabilità, e sottolinea il ruolo rilevante di un dialogo che si avvalga del contributo di molteplici parti interessate, tra cui altre commissioni interessate del Parlamento europeo, membri del quadro dell'UE per la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (UNCRPD), organizzazioni della società civile che rappresentano le persone con disabilità ed esponenti del mondo accademico;

10.  valuta positivamente l'uso del Braille nella comunicazione con i firmatari, e incoraggia tutte le istituzioni dell'UE ad utilizzare nelle loro comunicazioni con i cittadini il linguaggio dei segni, formati di facile lettura e il Braille, al fine di proseguire e intensificare gli sforzi volti a far partecipare questi ultimi al lavoro delle istituzioni e al progetto europeo;

11.  sollecita i servizi del Parlamento europeo a rafforzare il meccanismo interno per il coordinamento dell'attuazione della UNCRPD (rete UNCRPD), affinché diventi un meccanismo trasversale a tutte le commissioni parlamentari per il monitoraggio e l'attuazione della Convenzione, con una propria segreteria e con personale addetto a tempo pieno esclusivamente a tale compito;

12.  constata che alcuni Stati membri che hanno ratificato la UNCRPD non hanno ancora istituito o designato gli organismi incaricati dell'attuazione e del monitoraggio della Convenzione, come prevede l'articolo 33; rileva che l'attività degli organismi già istituiti, in particolare le strutture di monitoraggio di cui all'articolo 33, paragrafo 2, è ostacolata dalla mancanza di risorse finanziarie e umane e dall'assenza di una solida base giuridica per la loro designazione;

13.  invita gli Stati membri che non l'hanno ancora fatto a prendere rapidamente provvedimenti per completare le ultime riforme necessarie per la ratifica della UNCRPD; invita l'UE e gli Stati membri a integrare la ratifica dell'UNCRPD con l'adozione del Protocollo facoltativo; ritiene che il ruolo della commissione per le petizioni dovrebbe essere chiarito e riconosciuto nel regolamento del Parlamento europeo prima della conclusione del Protocollo;

14.  invita l'UE e i suoi Stati membri ad adoperarsi più intensamente al fine di allineare il loro quadro giuridico agli obblighi derivanti dalla UNCRPD, anche mediante un riesame completo della propria legislazione volto a garantirne la piena armonizzazione con le disposizioni della Convenzione, definendo obiettivi e calendari chiari per le riforme e individuando gli attori responsabili;

15.  invita gli Stati membri ad attuare con urgenza le disposizioni della UNCRPD, a rivedere di conseguenza la propria legislazione e a garantirne la corretta applicazione; chiede la messa a punto di strumenti nazionali e il rafforzamento di quelli già esistenti per meglio assistere le persone con disabilità e le loro famiglie;

16.  ritiene che l'UE dovrebbe dare l'esempio per quanto riguarda il rispetto e la promozione dei diritti umani; considera positivo il fatto che, per la prima volta, l'adempimento da parte dell'UE dei suoi obblighi internazionali in materia di diritti umani sia stato oggetto di esame da parte di un organo previsto da un trattato delle Nazioni Unite; ritiene che le osservazioni conclusive del Comitato CRPD sull'attuazione dell'UNCRPD da parte dell'UE, pubblicate nel 2015, rappresentino una testimonianza importante dell'impegno dell'Unione per l'uguaglianza e il rispetto dei diritti umani e offrano orientamenti per l'azione legislativa e politica in tutta la sfera di competenza dell'UE;

17.  invita la Commissione a collaborare strettamente con le altre istituzioni, organi e agenzie dell'UE, e con gli Stati membri, per garantire che alle osservazioni conclusive sia dato seguito in modo coordinato, efficace e sistematico, eventualmente attraverso una strategia per l'attuazione dell'UNCRPD;

18.  chiede una revisione completa della strategia europea sulla disabilità 2010-2020;

19.  è del parere che, sulla scorta delle raccomandazioni risultanti dalla prima valutazione della UNCRPD da parte delle Nazioni Unite, la Commissione debba provvedere alla creazione di uno strumento indipendente per il monitoraggio e il riesame della Convenzione, all'istituzione di un meccanismo di coordinamento interistituzionale e alla creazione in ciascuno Stato membro di punti d'informazione locali e agenzie, gli uni e le altre permanenti;

20.  esorta tutti gli Stati membri a destinare stabilmente alle strutture di monitoraggio istituite a norma dell'articolo 33, paragrafo 2, della Convenzione risorse finanziarie e umane sufficienti per lo svolgimento delle loro funzioni; ritiene che essi debbano anche garantire l'indipendenza delle strutture di monitoraggio, assicurando che la loro composizione e il loro funzionamento tengano conto dei principi di Parigi relativi al funzionamento delle istituzioni nazionali per i diritti umani, come richiede l'articolo 33, paragrafo 2 – a tal fine sarebbe utile istituire una base giuridica formale, che definisca chiaramente il ruolo e le attribuzioni di tali strutture;; esorta gli Stati membri che non hanno ancora designato gli organismi di cui all'articolo 33 a provvedere al più presto in tal senso e a dotare tali organismi delle risorse e del mandato necessari per attuare e monitorare efficacemente gli obblighi che incombono agli Stati stessi in forza dell'UNCRPD;

21.  ritiene che le persone con disabilità e le organizzazioni che si occupano di disabilità dovrebbero essere coinvolte in ogni fase del processo decisionale; ritiene che il processo di verifica da parte degli organismi di monitoraggio offra un'opportunità preziosa per valersi del contributo delle organizzazioni della società civile, incluse quelle che rappresentano le persone con disabilità; invita l'UE e gli Stati membri ad assicurare la consultazione strutturata e sistematica dei rappresentanti di queste ultime organizzazioni quando adottano misure volte ad attuare le rispettive osservazioni conclusive e a promuovere la raccolta di dati e lo scambio di buone pratiche; chiede che tale consultazione sia pienamente accessibile in modo da consentire la partecipazione di tutte le persone con disabilità, di qualunque tipo sia la loro disabilità;

22.  sottolinea che alle persone con disabilità devono essere date le informazioni concernenti i loro diritti e deve essere assicurata la piena partecipazione a tutte le politiche e le misure che possono riguardarle, ivi compreso un meccanismo di reclamo, e che andrebbe data la priorità alla partecipazione dei minori con disabilità e delle organizzazioni che si occupano delle persone con disabilità, se esistenti;

23.  ritiene, in riferimento all'articolo 35 UNCRPD, che obbliga gli Stati che hanno firmato la Convenzione a presentare un rapporto iniziale e rapporti successivi sulle misure prese per dare attuazione alla Convenzione, che detti rapporti debbano essere presentati ogni quattro anni ed essere elaborati con la partecipazione delle organizzazioni che si occupano di disabilità;

24.  invita la Commissione a fornire una chiarificazione riguardo alla definizione in senso ampio di disabilità a livello di UE;

25.  invita tutte le istituzioni dell'UE a promuovere campagne di sensibilizzazione alle problematiche della disabilità dal punto di vista dei diritti umani; ritiene che i media dovrebbero sforzarsi di proiettare un'immagine positiva delle persone con disabilità, focalizzando l'attenzione sulle loro competenze e sul contributo che danno alla società e aumentando la loro visibilità;

26.  esorta tutti gli Stati membri dell'UE a riconoscere adeguatamente il ruolo chiave dei prestatori di assistenza familiare, assicurando che ricevano adeguato riconoscimento sociale ed economico e attuando misure di sostegno materiale diretto, come la tutela dei diritti pensionistici o sussidi che riducano il costo complessivo dei servizi per i prestatori di assistenza; invita la Commissione a condurre uno studio volto ad analizzare lo status giuridico o l'assenza di status giuridico dei prestatori di assistenza familiare in tutti gli Stati membri;

27.  ricorda che, secondo la Convenzione, le persone con disabilità hanno capacità giuridica su base di uguaglianza con gli altri in tutti gli aspetti della vita, tra cui l'accesso alla giustizia – ragion per cui tale accesso non dovrebbe essere ostacolato dalla loro situazione economica –, l'accesso al voto e l'accesso ai servizi bancari, all'assistenza sanitaria, ai beni e ai servizi; invita l'UE a garantire che le persone con disabilità godano di tutti i diritti stabiliti dai trattati e dalla legislazione dell'Unione;

28.  sottolinea che la capacità giuridica è fondamentale per il mantenimento dell'autonomia personale, e che ogni sua restrizione e l'eventuale rappresentanza da parte di tutori legali devono essere stabilite sulla base di criteri chiari e armonizzati a livello di UE, con una verifica periodica della necessità di tale rappresentanza per un periodo ulteriore e dell'idoneità del tutore legale in questione;

29.  ritiene che le interpretazioni restrittive, nella legislazione degli Stati membri, delle salvaguardie rispetto al diritto di voto andrebbero riviste qualora dette salvaguardie impediscano alle persone con disabilità psicosociali di esercitare tale diritto (articolo 29 UNCRPD);

30.  accoglie con favore la pubblicazione da parte della Commissione, il 2 dicembre 2015, della proposta di un atto europeo sull'accessibilità; ricorda che è necessario un approccio globale all'accessibilità e che il diritto all'accessibilità sancito all'articolo 9 UNCRPD deve essere garantito alle persone con ogni tipo di disabilità;

31.  invita la Commissione a promuovere e rafforzare l'uso dei Fondi strutturali da parte degli Stati membri al fine di sviluppare servizi sociali di alta qualità per le persone con disabilità e di garantire la transizione dall'assistenza in istituti all'assistenza nella collettività;

32.  sottolinea che tutte le persone con disabilità hanno il diritto di vivere in una società in cui godano delle stesse opportunità degli altri, in modo che sia garantita la loro piena inclusione e partecipazione in tale società;

33.  chiede che i Fondi strutturali e d'investimento siano utilizzati in maniera equilibrata, incoraggiando lo sviluppo in senso più inclusivo delle collettività e dei sistemi di inserimento in istituti, ove richiesti, in modo che in entrambi i casi le persone con disabilità, compresi i bambini e i giovani, possano ricevere in tutta l'UE il sostegno e l'assistenza appropriati, il che contribuirà a realizzare l'obiettivo di una maggiore autonomia in funzione delle possibilità individuali;

34.  invita gli Stati membri ad adottare misure appropriate per promuovere l'accesso ai Fondi strutturali per i servizi di sostegno, con particolare riguardo ai bambini, ai giovani e alle loro famiglie;

35.  sottolinea che gli istituti che offrono sostegno alle persone con disabilità, in particolare quelli che ospitano strutture di sicurezza, dovrebbero rispettare norme debitamente certificate (da definirsi) ed essere sottoposti a ispezioni periodiche;

36.  invita l'UE e gli Stati membri a introdurre misure efficaci per contrastare la segregazione degli studenti con disabilità nelle scuole e negli ambienti di apprendimento, compiendo ogni sforzo necessario per garantire che usufruiscano pienamente di un'istruzione – formale, non formale e informale – inclusiva e di qualità;

37.  invita la Commissione a elaborare una relazione sull'impatto che le principali politiche e i principali fondi d'investimento dell'UE hanno sulle persone con disabilità; invita la Commissione e gli Stati membri a coinvolgere le organizzazioni che rappresentano le persone con disabilità nella programmazione dei programmi operativi; sottolinea inoltre l'importanza di garantire la piena accessibilità alle persone con disabilità di programmi unionali quali le iniziative Erasmus +, Garanzia per i giovani ed EURES;

38.  sottolinea che i minori con disabilità incontrano difficoltà specifiche e che ci si dovrebbe adoperare per eliminare ogni tipo di ostacolo e barriera affinché essi possano raggiungere la piena autonomia e godere di pari opportunità, ragion per cui è fondamentale coinvolgerli nel concepimento delle politiche che li riguardano; ritiene che, a tal fine, si dovrebbero creare strumenti che consentano ai minori con disabilità di essere ascoltati e di essere resi partecipi;

39. invita la Commissione a garantire nelle scuole europee un'istruzione inclusiva di alta qualità, fin da un'età precoce, con una visione e un approccio preventivo alla disabilità, in linea con le disposizioni della UNCRPD in materia di valutazione multidisciplinare dei bisogni di ciascuno, di non esclusione dei minori con disabilità e di messa a disposizione di un adeguato accomodamento ragionevole;

40. invita la Commissione a prendere misure urgenti, in cooperazione con gli Stati membri e le organizzazioni che rappresentano le persone con disabilità, al fine di assicurare a tali persone protezione sociale e livelli di vita adeguati e di proteggerle dalle conseguenze delle misure di austerità adottate in seguito alla crisi economica;

41. invita gli Stati membri a non apportare tagli alle prestazioni sociali, ai servizi a livello di comunità locali, ai servizi sanitari e ai programmi di formazione e istruzione relativi alla disabilità, in quanto tali misure indebolirebbero l'attuazione della UNCRPD e aumenterebbero ancora di più i livelli di povertà e di esclusione sociale;

42. prende atto delle petizioni relative a casi di illeciti commessi in alcuni Stati membri riguardo alla garanzia della sussistenza a persone con disabilità, concernenti non solo il mancato pagamento dei sussidi previsti per legge ma anche casi, come quello denunciato nella petizione n. 1062/2014, in cui le autorità avrebbero adottato decisioni amministrative arbitrarie per ridurre le indennità precedentemente concesse, basandosi su dubbie valutazioni mediche che in sostanza riducevano il grado di disabilità riconosciuto; chiede alle pertinenti autorità nazionali, regionali e locali di essere più sensibili riguardo alle implicazioni di tali provvedimenti per la vita delle persone interessate e delle loro famiglie, e chiede alla Commissione di monitorare con attenzione le varie politiche e le relative misure in materia di disabilità attuate nei diversi Stati membri;

43. esorta le istituzioni dell'UE a rivedere lo statuto del loro personale, le regolamentazioni interne e le norme di attuazione in modo da adottare politiche globali di assunzione, comprendenti anche misure positive, volte ad aumentare attivamente il numero di dipendenti e tirocinanti con disabilità e a garantire che tutti i dipendenti delle istituzioni dell'UE con disabilità, o che hanno familiari a carico con disabilità, beneficino della soluzione ragionevole di cui hanno bisogno per esercitare i loro diritti in condizioni di parità con gli altri; invita la Commissione a procedere a una revisione del regime comune di assicurazione malattia delle istituzioni dell'UE in modo da garantire la completa copertura delle necessità sanitarie connesse alla disabilità, in modo compatibile con la Convenzione;

44. sottolinea che la libertà di movimento dei cittadini europei deve essere garantita anche alle persone con disabilità, e che a tal fine gli Stati membri devono assicurare il reciproco riconoscimento della situazione e dei diritti sociali di queste persone (articolo 18 UNCRPD);

45.  ritiene che una Carta europea della disabilità consentirebbe alle persone con disabilità di uscire dal proprio paese e di godere i benefici dell'accesso alla cultura, ai trasporti e allo sport, e che sarebbe opportuno prendere in esame altri benefici e promuoverne il reciproco riconoscimento;

46.  ritiene che nell'attuare la strategia per il mercato unico digitale si debba sempre agire in modo da garantire alle persone con disabilità un accesso pieno e a tutto campo;

47.  rileva che nell'UE solo il 48% circa delle persone con disabilità ha un lavoro e solo il 27,8% ha completato un corso di istruzione superiore; sottolinea la necessità che le istituzioni dell'UE e i suoi Stati membri, conformemente all'articolo 27 UNCRPD, aboliscano le barriere esistenti per quanto riguarda l'accesso al lavoro delle persone con disabilità e promuovano politiche attive, attraverso una formazione su misura e strumenti specifici, che incoraggino e facilitino il loro accesso al mercato del lavoro; incoraggia lo scambio di buone pratiche tra gli Stati membri per quanto riguarda gli strumenti più efficaci per aumentare i tassi di occupazione;

48.   sottolinea che va garantito alle persone con disabilità l'accesso senza discriminazioni ai sistemi sanitari e di assistenza, prestando tutta la dovuta attenzione alle difficoltà che può presentare il trattamento di questo tipo di pazienti; sottolinea in particolare che deve essere garantito l'accesso senza discriminazioni all'assistenza per la salute sessuale e riproduttiva, che in nessun caso devono essere praticati a una persona la sterilizzazione o l'aborto contro la sua volontà, e che i sistemi sanitari dovrebbero inoltre assicurare l'individuazione, la denuncia e la prevenzione delle violenze e/o degli abusi sessuali;

49.  sottolinea che i regimi di assicurazione sanitaria non devono operare discriminazioni nei confronti delle persone con disabilità;

50.  ritiene che vada valutato l'impatto sulle persone con disabilità della direttiva sull'assistenza sanitaria transfrontaliera;

51.  sottolinea che deve essere ricercato, per tutti gli interventi medici che lo richiedono, il consenso informato delle persone con disabilità, e che devono quindi essere predisposte tutte le misure necessarie per garantire che dette persone possano accedere alle informazioni pertinenti e comprenderle; sottolinea che tale consenso deve essere dato personalmente, preventivamente e con piena cognizione di causa, con l'ausilio di tutti i meccanismi necessari per assicurare il rispetto di tali principi, e che misure analoghe e appropriate devono essere applicate anche riguardo alle persone con disabilità psicosociali;

52. ritiene che si dovrebbe procedere a una revisione dei regolamenti del trasporto aereo e marittimo, per garantire che non possa essere praticata alcuna forma di discriminazione, fisica o economica, nei confronti dei passeggeri con disabilità, e per rimuovere tutti gli ostacoli al riguardo;

53.  attira l'attenzione sulla raccomandazione delle Nazioni Unite riguardo alla necessità di garantire la prospettiva di genere in tutte le politiche in materia di disabilità, in particolare in quelle volte a combattere la violenza e la discriminazione; chiede che l'UE aderisca alla Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul) quale ulteriore passo per combattere la violenza contro le donne e le bambine con disabilità; chiede altresì che l'UE promuova politiche per combattere le discriminazioni ai danni delle persone con disabilità;

54.  invita tutti gli Stati membri dell'UE ad accordarsi per una direttiva ambiziosa sull'accessibilità dei siti web degli enti pubblici, che dovrebbe applicarsi a tutti i siti internet che forniscono servizi pubblici – anche nel caso in cui tali servizi siano prestati da privati e/o siano finanziati, in tutto o in parte, con fondi pubblici –, ai siti web e alle applicazioni utilizzati da dispositivi mobili, nonché ai documenti scaricabili (Word, PDF, ecc.) che sono ampiamente utilizzati nei processi online; invita le istituzioni dell'UE a garantire che tutte le loro pagine web e i loro documenti in rete siano accessibili alle persone con disabilità;

55.  chiede una rapida ratifica del trattato di Marrakech volto a facilitare l'accesso alle opere pubblicate per le persone non vedenti, con disabilità visive o con altre difficoltà nella lettura di testi a stampa; rileva con profonda indignazione che sette Stati membri dell'Unione europea hanno costituito una minoranza di blocco che impedisce il processo di ratifica del trattato di Marrakech, e li esorta a riconsiderare la propria posizione e a facilitare la ratifica, indipendentemente dalla necessità o meno di rivedere il quadro giuridico dell'UE o dall'attesa decisione della Corte di giustizia sulla questione delle competenze, che potrebbe richiedere ancora parecchi mesi;

56.  chiede di sbloccare con urgenza la direttiva antidiscriminazione dell'UE, che non ha registrato alcun progresso in sede di Consiglio dal 2008.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

19.4.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

28

1

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Marina Albiol Guzmán, Margrete Auken, Alberto Cirio, Pál Csáky, Rosa Estaràs Ferragut, Eleonora Evi, Peter Jahr, Rikke Karlsson, Jude Kirton-Darling, Notis Marias, Edouard Martin, Roberta Metsola, Marlene Mizzi, Julia Pitera, Gabriele Preuß, Eleni Theocharous, Jarosław Wałęsa, Cecilia Wikström, Tatjana Ždanoka

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Enrique Calvet Chambon, Kostadinka Kuneva, Miltiadis Kyrkos, Jérôme Lavrilleux, Julia Reda, Ángela Vallina, Reiner Wieland

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

José Blanco López, Martina Dlabajová, Zbigniew Kuźmiuk


PARERE della commissione per gli affari esteri (26.5.2016)

destinato alla commissione per l'occupazione e gli affari sociali

sull'attuazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità con particolare riferimento alle osservazioni conclusive del comitato CRPD delle Nazioni Unite

(2015/2258(INI))

Relatore per parere: Richard Howitt

SUGGERIMENTI

La commissione per gli affari esteri invita la commissione per l'occupazione e gli affari sociali, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  accoglie il nuovo obiettivo 12 del piano di azione per i diritti umani e la democrazia (2015-2019); invita la Commissione a garantire che l'attuazione della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità sia sistematicamente evocata nei dialoghi sui diritti umani con paesi terzi; invita il rappresentante speciale dell'Unione europea per i diritti umani a condurre e monitorare i progressi in questo campo, in particolare per quanto concerne gli sforzi di normazione in materia di accessibilità;

2.  chiede fermamente che la sezione 8 relativa all'azione esterna della strategia europea sulla disabilità trovi riscontro nell'integrazione di impegni genuini e concreti, che permettano di migliorare la vita delle persone con disabilità, nel nuovo "elenco di azioni" della strategia per il periodo 2016-2020, in quanto questi impegni erano assenti nell'elenco 2010-2015;

3.  sostiene l'inclusione effettiva delle persone con disabilità nella società, in particolare nelle comunità locali, e il finanziamento di servizi per le persone che vivono in modo indipendente mediante programmi nell'ambito degli strumenti di finanziamento dell'azione esterna; chiede un uso più razionale dei fondi strutturali dell'UE; chiede una valutazione di medio termine degli strumenti di finanziamento esterno al fine di valutare quanto questi abbiano contribuito efficacemente all'inclusione di persone con disabilità nella società e in quale misura gli ostacoli siano stati eliminati e l'accessibilità sia stata promossa; esige inoltre che qualsiasi spesa nei programmi UE che sostengano l'inserimento in istituti eviti la segregazione di persone con disabilità; invita a rafforzare e a monitorare la spesa, in consultazione con le organizzazioni dei disabili;

4.  sostiene le raccomandazioni degli esperti della CRPD, secondo cui l'Unione europea deve essere più accessibile e inclusiva per raggiungere un approccio alla disabilità fondato sui diritti umani in situazioni di rischio ed emergenza, anche attraverso l'attuazione del Quadro di Sendai; esorta con forza ad integrare nelle politiche dell'UE in materia di migrazione e di rifugiati i diritti umani delle persone con disabilità, che sono doppiamente discriminate; sottolinea che queste misure dovrebbero apportare una risposta appropriata alle esigenze specifiche delle persone disabili e tener conto del requisito di misure di soluzione ragionevole in funzione delle necessità; incoraggia un'ulteriore integrazione delle necessità delle persone con disabilità nella risposta umanitaria degli Stati membri e dell'Unione europea;

5.  ribadisce l'importanza delle conclusioni del Consiglio sull'integrazione di una gestione delle catastrofi inclusiva in materia di disabilità in seno al meccanismo di protezione civile dell'UE e attraverso gli Stati membri; chiede di sensibilizzare le persone con disabilità e i servizi di emergenza e di protezione civile, e di fornire loro informazioni sulle iniziative di riduzione del rischio di catastrofi e di offrire un sostegno psicologico alle persone con disabilità durante la fase di recupero dopo una catastrofe;

6.  accoglie le raccomandazioni del comitato CRPD riguardo allo sviluppo da parte dell'UE di un sistema di indicatori basato sui diritti umani; sottolinea che tale sistema deve misurare in modo chiaro l'accesso delle persone con disabilità ai programmi esterni dell'UE e l'impatto dei fondi dell'Unione sui diritti umani delle persone con disabilità, conformemente agli articoli 31 e 32 della CRPD; chiede che tutti gli orientamenti in materia di valutazione d'impatto includano un esplicito riferimento alla CRPD; chiede all'UE di sviluppare un sistema di raccolta di dati esauriente;

7.  raccomanda che le delegazioni e le agenzie dell'UE mostrino una comprensione sufficiente delle strategie europee sulla disabilità e, di conseguenza, lavorino in modo inclusivo e accessibile; suggerisce la creazione di un "punto di contatto" per il comitato CRPD nel Servizio europeo per l'azione esterna; chiede di introdurre urgentemente la prospettiva della disabilità in tutti i corsi di formazione sui diritti umani forniti nel quadro delle missioni PSDC;

8.  si rammarica vivamente che l'UE non abbia consultato formalmente e in modo adeguato le organizzazioni che rappresentano le persone con disabilità riguardo ai preparativi per il processo di revisione da parte del comitato CRPD delle Nazioni Unite nel 2015 e nella stesura della sua relazione di avanzamento; invita le organizzazioni delle persone con disabilità a contribuire attivamente alle riunioni del comitato CRPD come parte indipendente, segnatamente prendendo parte alle delegazioni ufficiali dell'UE per future revisioni;

9.  ricorda che le donne e le ragazze con disabilità sono vittime di una doppia discriminazione e spesso sono esposte a un rischio maggiore di subire violenze, abusi, maltrattamenti o sfruttamento; sostiene con forza la raccomandazione di integrare una prospettiva di genere in tutte le strategie dell'UE in materia di disabilità, anche per quanto concerne le politiche e l'azione esterne dell'UE.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

24.5.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

47

1

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Lars Adaktusson, Michèle Alliot-Marie, Petras Auštrevičius, Amjad Bashir, Goffredo Maria Bettini, Elmar Brok, Klaus Buchner, James Carver, Lorenzo Cesa, Javier Couso Permuy, Georgios Epitideios, Knut Fleckenstein, Eugen Freund, Michael Gahler, Iveta Grigule, Janusz Korwin-Mikke, Eduard Kukan, Ilhan Kyuchyuk, Ryszard Antoni Legutko, Barbara Lochbihler, Sabine Lösing, Andrejs Mamikins, Ramona Nicole Mănescu, David McAllister, Tamás Meszerics, Francisco José Millán Mon, Javier Nart, Pier Antonio Panzeri, Demetris Papadakis, Ioan Mircea Paşcu, Vincent Peillon, Alojz Peterle, Tonino Picula, Andrej Plenković, Cristian Dan Preda, Jozo Radoš, Jaromír Štětina, Charles Tannock, Geoffrey Van Orden, Boris Zala

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Luis de Grandes Pascual, Andrzej Grzyb, Marek Jurek, Tokia Saïfi, Bodil Valero, Janusz Zemke

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Therese Comodini Cachia, Judith Sargentini, Ricardo Serrão Santos, Jarosław Wałęsa, Renate Weber


PARERE della commissione per lo sviluppo (6.6.2016)

destinato alla commissione per l'occupazione e gli affari sociali

sull'attuazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, con particolare riferimento alle osservazioni conclusive del comitato CRPD delle Nazioni Unite

(2015/2258(INI))

Relatore per parere: Heidi Hautala

SUGGERIMENTI

La commissione per lo sviluppo invita la commissione per l'occupazione e gli affari sociali, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  ricorda che circa il 15 % della popolazione mondiale, pari a circa un miliardo di persone, è portatore di disabilità e l'80 % di queste persone vive in paesi a basso reddito; sottolinea che il 50 % delle disabilità sono prevenibili e direttamente connesse alla povertà e che circa il 98 % dei bambini con disabilità nei paesi in via di sviluppo non frequenta la scuola;

2.  sottolinea che la povertà è tanto causa quanto conseguenza della disabilità nonché una barriera al soddisfacimento di necessità basilari come alimentazione, assistenza sanitaria, acqua e servizi igienici, il che può portare a disabilità;

3.  evidenzia come le disabilità aumentino con l'aumentare dell'età media della popolazione;

4.  sottolinea che le persone disabili possono essere esposte a costi supplementari legati alla disabilità, a maggiori tassi di disoccupazione e a redditi più bassi, il che può esporle, insieme alle loro famiglie, a un maggiore rischio di difficoltà finanziaria;

5.  sottolinea che l'esclusione dall'istruzione può condurre a un ridotto potenziale di impiego e di guadagno fra i disabili rendendoli, insieme alle loro famiglie, più vulnerabili alla povertà e limitando la crescita economica nazionale;

6.  sottolinea che l'impossibilità di accedere all'assistenza sanitaria e di ricevere cure tempestive adeguate può risultare per le persone disabili in livelli di funzionalità costantemente bassi o in peggioramento, generando anche ulteriori condizioni di disabilità che determinano un aumento dei costi sanitari a carico della persona e della società e un incremento dei costi di produttività nel lungo termine;

7.  sottolinea che l'inclusione delle persone con disabilità nella società, indipendentemente dalla situazione socioeconomica, politica o culturale di un paese, non è solo un problema di sviluppo, ma anche un problema di diritti umani;

8.  sottolinea che i conflitti in corso e le catastrofi naturali sono anch'essi fattori che contribuiscono all'aumento delle persone con disabilità;

9.  mette in evidenza la promessa di non lasciare indietro nessuno e i riferimenti alle disabilità contenuti negli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS), specificamente nelle sezioni concernenti l'istruzione, la crescita e l'occupazione, la disuguaglianza e l'accessibilità degli insediamenti umani, nonché relativamente alla raccolta e al monitoraggio dei dati riguardanti tali obiettivi, e raccomanda che l'UE assuma la guida nell'attuazione di obiettivi di sviluppo sostenibile inclusivi in materia di disabilità; sottolinea inoltre i riferimenti al quadro di Sendai per la riduzione del rischio di catastrofi;

10.  pone l'accento sul fatto che le politiche e i programmi di interesse generale non sono sempre accessibili alle persone con disabilità;

11.  sottolinea che sono stati fatti notevoli passi in avanti da parte dell'UE riguardo all'attuazione della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità (CRPD) ma che, come affermato dal comitato CRPD, resta ancora molto da fare in termini di disuguaglianza, disoccupazione e istruzione; esprime preoccupazione inoltre riguardo alla violenza sessuale e ad altre forme di abusi a danno di persone con disabilità, in particolare donne e bambini;

12.  invita la Commissione a elaborare un piano d'attuazione in materia di obiettivi di sviluppo sostenibile e di riduzione del rischio di catastrofi in linea con la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità; sottolinea che un tale piano dovrebbe contribuire in modo sostanziale a definire indicatori nei settori relativi alla disabilità e all'inclusione socioeconomica; sottolinea che la povertà, la protezione sociale, la copertura sanitaria, la violenza contro le donne, la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti, l'accesso all'acqua potabile, ai servizi igienico-sanitari e all'energia, la resilienza alle catastrofi e la registrazione delle nascite meritano particolare attenzione nella definizione degli indicatori degli obiettivi di sviluppo sostenibile;

13.  sottolinea che tutte le azioni di informazione, sensibilizzazione e formazione sono essenziali ai fini dell'applicazione della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità;

14.  sottolinea che tutte le politiche e i programmi UE, sia all'esterno che all'interno, devono rispettare la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità e stabilire misure specifiche per garantire che i diritti delle persone con disabilità siano integrati in tutti i settori, tra cui le politiche e i programmi umanitari e di sviluppo; invita l'UE, a tal fine, ad adottare una politica armonizzata relativa allo sviluppo inclusivo in materia di disabilità e a stabilire un approccio sistematico e istituzionalizzato all'integrazione dei diritti delle persone con disabilità nell'insieme delle politiche e dei programmi di cooperazione internazionale dell'UE;

15.  invita inoltre l'UE a:

–    mettere in atto ulteriori progetti di sviluppo specificamente mirati alle persone con disabilità;

–    istituire un meccanismo teso a sviluppare capacità e condividere buone pratiche tra le varie istituzioni dell'UE nonché tra l'UE e i suoi Stati membri in materia di aiuti umanitari inclusivi e accessibili per le persone con disabilità;

–    identificare e istituire meccanismi che consentano di raccogliere e sottoporre a controllo dati disaggregati su disabilità, sesso ed età, in modo da monitorare i diritti delle persone con disabilità nei programmi di sviluppo dell'UE e fissare un calendario per la presentazione di dati disaggregati in tutti i programmi;

–    integrare la disabilità nelle politiche in materia di migrazione e di rifugiati;

–    istituire dei punti di contatto per le questioni relative alla disabilità in seno alle delegazioni dell'UE, nominando funzionari di collegamento dotati di formazione specifica della cui competenza e professionalità possano beneficiare le persone disabili;

–    affrontare le questioni della disabilità nei dialoghi con i paesi partner nonché sostenere e intrattenere una cooperazione strategica con le ONG dei paesi partner che operano nel settore della disabilità;

–  rivedere il quadro finanziario pluriennale (QFP) e il Fondo di sviluppo europeo (FSE) nel contesto della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità;

–  includere un riferimento all'integrazione delle questioni legate alla disabilità nelle politiche UE nell'eventuale nuovo Consenso europeo sullo sviluppo;

–  esaminare la possibilità di assegnare i fondi messi a disposizione per l'insieme delle politiche e dei programmi di cooperazione internazionale dell'UE ai programmi nazionali dedicati alle persone con disabilità;

–  garantire ai bambini suscettibili di essere a rischio cure tempestive, adeguate e complete, data l'importanza di un intervento precoce;

–  fornire ai genitori di bambini disabili la formazione di cui necessitano perché possano partecipare attivamente alla cura dei figli;

–  promuovere l'integrazione precoce dei bambini disabili e l'offerta di servizi educativi speciali nelle scuole dell'infanzia e primarie;

16.  invita l'UE ad assumere un ruolo guida nella promozione dei diritti delle persone con disabilità nell'attuazione del quadro di Sendai per la riduzione del rischio di catastrofi e dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile con i paesi partner, le organizzazioni regionali e a livello globale;

17.  raccomanda che l'UE assuma un ruolo guida nell'attuazione inclusiva della disabilità dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e stabilisca un piano di lavoro e una revisione intermedia dello stesso al fine di garantire un meccanismo di monitoraggio e di valutazione e di assicurare la responsabilità dell'Unione europea;

18.  sottolinea l'importanza di una consultazione regolare con le persone con disabilità e le organizzazioni che le rappresentano;

19.  sottolinea l'importanza di fornire un sostegno speciale alle persone con disabilità in situazioni di post-emergenza;

20.  sottolinea l'importanza di creare uno "sportello per la disabilità", al fine di migliorare l'effettivo coordinamento e la raccolta di informazioni nei paesi in via di sviluppo.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

24.5.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

19

1

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Beatriz Becerra Basterrechea, Nirj Deva, Doru-Claudian Frunzulică, Maria Heubuch, György Hölvényi, Teresa Jiménez-Becerril Barrio, Linda McAvan, Norbert Neuser, Maurice Ponga, Lola Sánchez Caldentey, Elly Schlein, Davor Ivo Stier, Bogdan Brunon Wenta, Rainer Wieland

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Marina Albiol Guzmán, Agustín Díaz de Mera García Consuegra, Carolina Punset, Adam Szejnfeld, Patrizia Toia, Jan Zahradil

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

John Stuart Agnew


PARERE della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (28.4.2016)

destinato alla commissione per l'occupazione e gli affari sociali

sull'attuazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità con particolare riferimento alle osservazioni conclusive del comitato CPRD delle Nazioni Unite

(2015/2258(INI))

Relatore per parere: Nessa Childers

SUGGERIMENTI

La commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare invita la commissione per l'occupazione e gli affari sociali, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  evidenzia il forte legame tra disabilità, che interessa oltre il 15 % della popolazione dell'Unione europea, e problemi di salute, con difficoltà e persistenti barriere all'accesso che comportano un'erogazione inadeguata o insoddisfacente dei servizi sanitari alle persone con disabilità, anche quando la disabilità è causata da una reazione negativa a un farmaco; osserva che l'impossibilità di accedere a servizi sanitari di qualità si ripercuote negativamente sulla capacità delle persone con disabilità di vivere in modo indipendente e integrarsi, in condizioni di parità con gli altri;

2.  osserva con preoccupazione che tra le persone con disabilità sono segnalati con frequenza notevolmente maggiore casi di assistenza inadeguata o negata e di maltrattamenti o trattamenti forzati, il che è indice di una carenza di formazione dei professionisti sanitari in merito alle esigenze sanitarie delle persone con disabilità; invita gli Stati membri a investire nella formazione di professionisti che si occupano del trattamento e dell'assistenza di persone con disabilità;

3.  sottolinea la necessità di considerare e affrontare le problematiche legate alla discriminazione multipla e intersettoriale, alla luce del tasso particolarmente elevato di gravi problemi di salute segnalati tra le donne con disabilità, delle percentuali complessivamente più alte di problemi di salute mentale tra la popolazione femminile, in particolare tra i migranti, i rifugiati e i richiedenti asilo, e di altri esempi di discriminazione prevenibile nei confronti delle persone con disabilità, quali la discriminazione basata sull'età, sul genere, sull'orientamento sessuale, sull'identità e sulle disparità sociali;

4.  invita gli Stati membri ad adottare disposizioni giuridiche e procedure volte a riconoscere, evitare e affrontare esplicitamente la discriminazione multipla e intersettoriale, come pure misure adeguate per sensibilizzare e formare gli attori pubblici e privati in merito alla discriminazione multipla e intersettoriale, dedicando particolare attenzione alle donne, ai bambini, alle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuali (LGBTI) e ai migranti con disabilità;

5.  insiste sul consenso informato e l'accessibilità delle procedure come prerequisiti per il diritto delle persone con disabilità di decidere liberamente delle loro cure mediche nei limiti del possibile, prestando particolare attenzione alle persone con difficoltà di apprendimento; invita a porre i diritti dei pazienti in primo piano nell'assistenza;

6.  rammenta che la Commissione si trova in una posizione privilegiata per agevolare e incoraggiare l'attuazione delle migliori prassi negli Stati membri per quanto riguarda la parità di accesso ai servizi sanitari generali e l'offerta di assistenza e trattamenti specifici per le disabilità;

7.  invita la Commissione a integrare approcci orientati alla disabilità nei suoi strumenti e nelle sue politiche sulla salute così da contribuire a migliori risultati nel settore sanitario a favore delle persone con disabilità negli Stati membri, migliorando la qualità e l'accessibilità fisica, ambientale, sensoriale ed economica, come pure a prevedere, durante lo sviluppo di tali strumenti e politiche, consultazioni approfondite con persone con disabilità;

8.  invita la Commissione e gli Stati membri a collaborare nello sviluppo di strutture di sostegno che aiutino i bambini e gli adolescenti con disabilità a sviluppare appieno le loro potenzialità; richiama l'attenzione, in particolare, sulla necessità di promuovere la loro crescita in ambito familiare e comunitario, piuttosto che all'interno di istituti;

9.  ribadisce che i diritti in materia di riproduzione sono inclusi tra le libertà fondamentali garantite dalla dichiarazione di Vienna e dal programma d'azione del 1993 e dalla CRPD delle Nazioni Unite e includono il diritto all'uguaglianza e alla non discriminazione, il diritto di sposarsi e di costituire una famiglia, il diritto a un'assistenza sanitaria completa in ambito riproduttivo, ivi inclusi i servizi in materia di pianificazione familiare e salute materna, l'educazione e l'informazione, il diritto di dare il proprio consenso informato a tutte le procedure mediche, inclusi la sterilizzazione e l'aborto, nonché il diritto di non essere vittime di abusi e sfruttamento sessuali;

10.  invita gli Stati membri ad adottare misure volte a garantire che tutte le cure e i servizi sanitari prestati alle donne con disabilità, ivi inclusi tutti i servizi e le cure legati alla salute riproduttiva e mentale, siano accessibili e si basino sul libero consenso informato della persona interessata;

11.  esorta gli Stati membri ad adottare orientamenti volti a garantire che tutti i tipi di educazione, informazione, assistenza sanitaria e servizi nell'ambito della salute sessuale e riproduttiva siano resi disponibili alle donne e alle ragazze con disabilità in formati accessibili e adatti all'età, ivi inclusi le lingue dei segni, il Braille, i sistemi di comunicazione tattile, la stampa a grandi caratteri e altri mezzi, modi e formati alternativi di comunicazione;

12.  invita altresì gli Stati membri a garantire che la legge vieti i trattamenti e il ricovero contro la volontà, conformemente alle norme internazionali più recenti;

13.  osserva che la carenza di dati e statistiche disaggregati a livello subnazionale e per sottogruppi di popolazione ostacola l'elaborazione di politiche adeguate volte a ridurre le disparità di accesso; invita la Commissione a sostenere gli Stati membri mediante un'armonizzazione della definizione degli indicatori del tempo di attesa e della loro raccolta, nonché mediante l'elaborazione e l'attuazione di norme che garantiscano l'accessibilità delle strutture sanitarie per le persone con disabilità;

14.  invita la Commissione ad astenersi dal sostenere misure di austerità che rischiano di avere effetti negativi in tutta l'UE sull'erogazione di un'assistenza sanitaria adeguata alle persone con disabilità;

15.  invita gli Stati membri ad astenersi dall'apportare tagli alle prestazioni sociali, ai servizi su base locale e ai servizi sanitari relativi alla disabilità, che condurrebbero a un peggioramento della salute e del benessere delle persone con disabilità e dei familiari che li assistono;

16.  esorta la Commissione a includere una componente specifica sulle disabilità nella valutazione della direttiva sull'assistenza sanitaria transfrontaliera ed esorta gli Stati membri a portare avanti la sua attuazione considerando le esigenze delle persone con disabilità e il loro diritto di conoscere, in condizioni di parità con gli altri, le disposizioni e gli strumenti contenuti nella direttiva, poco noti anche al resto della popolazione, e di avvalersene in modo efficace;

17.  esorta la Commissione a elaborare orientamenti che riguardino tutta l'UE, destinati ai punti di contatto nazionali, sull'offerta di informazioni accessibili a tutti i pazienti circa l'assistenza in altri Stati membri, tenendo presente il ruolo particolare svolto dalle associazioni di pazienti;

18.  incoraggia la Commissione ad aiutare gli Stati membri e i membri delle Reti europee di riferimento a estendere le risorse e le competenze della rete a forme di disabilità che, seppur non necessariamente rare, richiedono anch'esse un'assistenza sanitaria altamente specializzata offerta da équipe sanitarie pluridisciplinari e una concentrazione di conoscenze e risorse attraverso tale quadro;

19.  accoglie con favore il progetto pilota relativo alla Tessera europea di disabilità; incoraggia tutti gli Stati membri a partecipare all'iniziativa sulla Tessera europea di disabilità e invita la Commissione ad allocare, se del caso, le risorse finanziarie necessarie a sviluppare la Tessera europea di disabilità a livello UE;

20.  invita la Commissione e gli Stati membri ad assicurare che i servizi, le applicazioni e i dispositivi sanitari elettronici e mobili, compresi il numero di emergenza 112, che deve risultare di facile utilizzo ovunque in Europa, e il sistema di localizzazione avanzata di emergenza AML (Advanced mobile location), siano pienamente accessibili ai pazienti con disabilità e ai rispettivi accompagnatori, e a sfruttare maggiormente le possibilità offerte dalla telemedicina così da migliorare l'accesso e le cure in tale contesto;

21.  osserva che, nel periodo di programmazione 2014-2020, nell'ambito dei Fondi strutturali e di investimento vi è margine per adottare misure di promozione degli obiettivi della Convenzione; invita pertanto a ottimizzare l'impiego dei Fondi strutturali dell'UE e a integrarli, ove opportuno, con misure nazionali, in modo che costituiscano uno degli strumenti tesi a fornire un'assistenza sanitaria adeguata e di elevata qualità alle persone con disabilità, porre fine alle disparità nell'ambito dell'accesso all'assistenza, migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità e rendere loro più accessibile l'assistenza sanitaria, ivi inclusi i servizi, le applicazioni e i dispositivi elettronici;

22.  sottolinea la necessità di rendere i servizi e i prodotti sanitari maggiormente accessibili alle persone con disabilità; segnala che l'esistenza di ostacoli economici o legati al rapporto costo-benefici impedisce di migliorare e conseguire tale accessibilità; ritiene che un maggior coinvolgimento delle persone con disabilità nelle fasi di sviluppo dei prodotti e dei servizi sanitari contribuirà a garantirne una maggiore sicurezza e accessibilità;

23.  chiede il pieno coinvolgimento delle associazioni di persone disabili nell'elaborazione e nel riesame delle politiche in materia di disabilità;

24.  sottolinea che le persone con disabilità fisiche si trovano ad affrontare problemi anche nell'ambito del mercato della mobilità digitale e chiede un accesso agevolato per tutte le persone con disabilità, di qualunque tipo essa sia, attraverso linguaggi, formati e tecnologie accessibili e appropriati ai diversi tipi di disabilità, ivi inclusi le lingue dei segni, il Braille, i sistemi di comunicazione aumentativa e alternativa e altri mezzi, modi e formati accessibili di comunicazione di loro scelta, compresi i formati di facile lettura, i sottotitoli e i messaggi di testo personali, in particolare per quanto concerne le informazioni sanitarie, utilizzando più di un canale sensoriale;

25.  incoraggia la Commissione ad adoperarsi attivamente per incoraggiare la prevenzione e la promozione della salute, allo scopo di far fronte alle gravi disparità sanitarie e di accesso di cui risentono le persone più vulnerabili con disabilità;

26.  invita la Commissione e gli Stati membri a sostenere la classificazione delle malattie invalidanti della memoria come disabilità;

27.  invita la Commissione e gli Stati membri a portare avanti il più rapidamente possibile l'attuazione della Strategia europea sulla disabilità 2010-2020;

28.  invita la Commissione a integrare la Strategia europea sulla disabilità in relazione alla CRPD definendo un calendario, parametri di riferimento e indicatori chiari;

29.  invita la Commissione a prevedere nella Strategia europea sulla disabilità una sezione specifica relativa alla tutela delle persone con disabilità non autosufficienti prive di sostegno familiare; sottolinea che tale sezione dovrebbe guardare al disabile sotto tutti i punti di vista, sociale e sanitario in primis;

30.  esorta la Commissione e gli Stati membri a dare opportuno riconoscimento al ruolo fondamentale dei prestatori di assistenza familiare e a garantire anche a loro un accesso adeguato ai servizi sanitari, tenendo conto dell'impatto sulla loro salute e sul loro benessere psicofisico dell'assistenza che prestano alle persone con disabilità;

31.  sottolinea che l'eliminazione delle discriminazioni nei confronti delle persone con disabilità in tutti gli ambiti della vita, incluso l'accesso all'assistenza sanitaria, dipende dall'adozione e dall'attuazione della direttiva in materia di parità di trattamento orizzontale.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

26.4.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

56

0

8

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Marco Affronte, Margrete Auken, Pilar Ayuso, Zoltán Balczó, Ivo Belet, Simona Bonafè, Biljana Borzan, Lynn Boylan, Soledad Cabezón Ruiz, Nessa Childers, Alberto Cirio, Birgit Collin-Langen, Mireille D’Ornano, Seb Dance, Angélique Delahaye, Jørn Dohrmann, Ian Duncan, Stefan Eck, Bas Eickhout, Eleonora Evi, José Inácio Faria, Francesc Gambús, Elisabetta Gardini, Gerben-Jan Gerbrandy, Jens Gieseke, Julie Girling, Matthias Groote, Françoise Grossetête, Andrzej Grzyb, Anneli Jäätteenmäki, Jean-François Jalkh, Benedek Jávor, Karin Kadenbach, Kateřina Konečná, Giovanni La Via, Peter Liese, Norbert Lins, Susanne Melior, Miroslav Mikolášik, Massimo Paolucci, Gilles Pargneaux, Piernicola Pedicini, Bolesław G. Piecha, Pavel Poc, Daciana Octavia Sârbu, Davor Škrlec, Renate Sommer, Estefanía Torres Martínez, Nils Torvalds, Tom Vandenkendelaere, Jadwiga Wiśniewska, Damiano Zoffoli

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Clara Eugenia Aguilera García, Nicola Caputo, Giorgos Grammatikakis, Merja Kyllönen, Gesine Meissner, Marijana Petir, Gabriele Preuß, Jasenko Selimovic, Kay Swinburne, Keith Taylor, Mihai Ţurcanu

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Marie-Christine Boutonnet


PARERE della commissione per i trasporti e il turismo (27.4.2016)

destinato alla commissione per l'occupazione e gli affari sociali

sull'attuazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, con particolare riferimento alle osservazioni conclusive del Comitato CRPD delle Nazioni Unite

(2015/2258(INI))

Relatore per parere: Davor Škrlec

SUGGERIMENTI

La commissione per i trasporti e il turismo invita la commissione per l'occupazione e gli affari sociali, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

A.  considerando che il trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) prevede che l'Unione debba combattere la discriminazione fondata sulla disabilità nella definizione e nell'attuazione delle sue politiche e azioni (articolo 10) e le conferisce il potere di adottare norme per affrontare tale discriminazione (articolo 19);

B.  considerando che gli articoli 21 e 26 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea proibiscono esplicitamente la discriminazione fondata sulla disabilità e prevedono la partecipazione paritaria delle persone con disabilità alla vita della comunità;

C.  considerando che nelle sue reazioni alla risoluzione del Parlamento, del 27 settembre 2011, intitolata "L'Europa, prima destinazione turistica mondiale - un nuovo quadro politico per il turismo europeo"(1), adottata dalla Commissione il 13 dicembre 2011, la Commissione ha riconosciuto la necessità di garantire una catena ininterrotta di servizi accessibili a tutti (trasporti, alloggi, ristorazione e attrazioni) e, a questo scopo, ha iniziato a porre in atto azioni per sensibilizzare, incrementare le competenze nel settore turistico e infine aumentare la qualità delle strutture turistiche per le persone con esigenze speciali o con disabilità;

D.  considerando che le esigenze delle persone con disabilità, con diversità funzionale e a mobilità ridotta nei settori dei trasporti, della mobilità e del turismo si coniugano con le opportunità di innovazione in campo economico nei servizi di trasporto e mobilità e possono condurre a situazioni reciprocamente vantaggiose nella fornitura di servizi alle persone con ogni tipo di disabilità (tra cui, senza limitarsi ad esse, le persone a mobilità ridotta (PMR), le persone non vedenti, non udenti o con deficit del sistema uditivo, autistici, persone con disabilità intellettive o psicosociali) nonché a tutti gli altri utenti di tali servizi, nello spirito di una "progettazione universale";

E.  considerando che in Europa ci sono 80 milioni di persone con disabilità o diversità funzionale, ovvero un sesto della popolazione;

1.  sollecita la Commissione e il Consiglio a rispondere con maggiore efficacia alle esigenze delle persone con disabilità, e a tenerne costantemente conto al momento di riesaminare i regolamenti dell'UE, come quelli relativi ai diritti dei passeggeri nei diversi modi di trasporto (i regolamenti (CE) n. 1107/2006 e (CE) n. 261/2004 sul trasporto aereo, il regolamento (CE) n. 1371/2007 sul trasporto ferroviario, il regolamento (UE) n. 1177/2010 sul trasporto per via navigabile e il regolamento (UE) n. 181/2011 sul trasporto effettuato con autobus), e in fase di elaborazione della normativa, ad esempio per quanto concerne i diritti dei passeggeri nel contesto dei viaggi multimodali; sottolinea che l'UE si è impegnata a favore di un'Europa senza barriere nel 2010, nell'ambito della Strategia europea sulla disabilità 2010-2020;

2.  invita l'UE a rafforzare il monitoraggio concernente l'attuazione della legislazione sui diritti dei passeggeri e ad armonizzare l'attività degli organismi nazionali responsabili dell'applicazione, inoltre invita gli Stati membri a intraprendere tutte le misure necessarie in merito all'attuazione della legislazione dell'UE finalizzata a migliorare l'accessibilità ai trasporti a livello locale, regionale e statale nell'ambito dei trasporti e del turismo (ivi inclusi autobus e taxi, il trasporto pubblico urbano, il trasporto ferroviario, aereo, e per vie navigabili, nonché le stazioni, gli aeroporti e i porti) e ad affrontare gli ostacoli frapposti a un'Europa senza barriere, ad esempio attraverso il rafforzamento delle competenze dei pertinenti organismi di applicazione nell'ambito della legislazione sui diritti dei passeggeri allo scopo di assicurare l'equo ed effettivo godimento dei diritti per tutti i passeggeri con disabilità in tutta l'UE, anche per quanto concerne l'accessibilità e la standardizzazione, l'armonizzazione, i requisiti tecnici, gli incentivi per le imprese, la politica sindacale e gli accordi collettivi;

3.  invita la Commissione a chiarire le responsabilità di ognuno degli attori coinvolti nell'assistenza a favore delle persone a mobilità ridotta, in particolare per quanto concerne i trasferimenti tra differenti mezzi di trasporto, e a fornire al Parlamento informazioni sulla partecipazione delle associazioni di persone con disabilità e sul loro ruolo nell'attuazione della legislazione sui diritti dei passeggeri;

4.   invita la Commissione e gli Stati membri a compiere progressi in merito all'attuazione della Strategia europea sulla disabilità 2010-2020; si rammarica che la valutazione intermedia della Strategia, prevista nel 2015, sia stata rimandata e invita la Commissione a completare e a comunicare tale valutazione quanto prima;

5.  crede fermamente nei vantaggi di norme comuni sull'accessibilità a livello UE, e pertanto attende con interesse la rapida adozione della proposta della Commissione riguardante l'Atto europeo sull'accessibilità(2);

6.  sottolinea che l'esigenza di adottare l'Atto europeo sull'accessibilità è funzionale per affrontare tutte le questioni relative all'accessibilità delle persone a mobilità ridotta nell'ambito dei trasporti, della mobilità e del turismo, e per assicurare che siano pienamente accessibili alle persone con disabilità i servizi di trasporto passeggeri per via aerea, autobus, ferrovia e per vie navigabili, in particolare per quanto concerne l'interscambio e l'accesso senza ostacoli a qualsiasi metropolitana e treno pubblico, i siti web, i servizi basati su dispositivi mobili, la tariffazione intelligente, le informazioni in tempo reale, i terminali self-service, le macchine per l'emissione di biglietti e i terminali per il check-in utilizzati per erogare servizi di trasporto passeggeri;

7.  riconosce che le piccole e medie imprese trarranno beneficio dal rispetto dei requisiti standard dell'UE, piuttosto che doversi adattare a regole nazionali divergenti; deplora, tuttavia, che i prodotti e i servizi turistici di natura transfrontaliera non sono oggetto della proposta relativa all'Atto europeo sull'accessibilità; sottolinea che a livello dell'UE non sono state adottate ulteriori azioni in merito alle infrastrutture e ai servizi turistici per armonizzare gradualmente la classificazione delle strutture ricettive, tenendo in considerazione i criteri di accessibilità;

8.  invita la Commissione a proporre la ratifica da parte dell'UE del protocollo facoltativo alla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, affinché le persone con disabilità possano esercitare meglio i propri diritti, in particolare per quanto concerne la loro mancanza di accesso ai servizi di trasporto e gli aspetti relativi all'ambiente edificato, ivi incluse le strutture turistiche e ricettive;

9.  rileva che l'accessibilità senza barriere ai servizi, ai veicoli e alle infrastrutture da trasporto, nonché ai nodi di connessione intermodale, soprattutto nelle zone rurali, è fondamentale per garantire sistemi di mobilità privi di discriminazione intrinseca; sottolinea, a tale proposito, la necessità che le persone con disabilità abbiano accesso ai prodotti e ai servizi e che vengano compiuti ulteriori sforzi per rendere accessibili i servizi, i veicoli e le infrastrutture in materia di trasporti e turismo; rileva che il meccanismo per collegare l'Europa offre la possibilità di finanziare misure nelle aree urbane e misure volte a migliorare l'accessibilità per le persone con qualsiasi tipo di disabilità, che possono coprire fino al 10% dei costi di adattamento;

10.  chiede alla Commissione di pubblicare, nella sua relazione annuale sull'attuazione dei fondi TEN-T, i progressi realizzati in merito alle misure e l'importo degli aiuti erogati per l'adattamento delle infrastrutture alle persone con disabilità nell'ambito del meccanismo per collegare l'Europa e di altri tipi di finanziamenti dell'UE; invita inoltre la Commissione a intraprendere iniziative volte a promuovere una maggiore partecipazione ai progetti relativi all'adattamento delle infrastrutture alle persone con disabilità, includendo anche sessioni di informazione e divulgazione rivolte a potenziali progettisti;

11.  sottolinea, a tale riguardo, l'importanza delle misure di finanziamento nelle aree urbane, dove sono più frequenti i trasbordi tra i diversi mezzi di trasporto e dove le persone con alcuni tipi di disfunzioni della mobilità incontrano le maggiori difficoltà;

12.  sostiene che l'accessibilità è fondamentale per consentire alle persone con disabilità di usufruire pienamente dell'offerta turistica europea;

13.  sottolinea che i formati costantemente accessibili dovrebbero figurare in cima all'agenda delle politiche relative al mercato della mobilità digitale, e dovrebbero facilitare l'accesso a tutte le persone con ogni forma di disabilità attraverso l'utilizzo di linguaggi, formati e tecnologie accessibili e appropriati ai diversi tipi di disabilità, ivi incluso il linguaggio dei segni, il Braille, i sistemi di comunicazione aumentativa alternativa e altri mezzi, modalità e formati comunicativi di cui una persona può avvalersi liberamente, ivi incluso un linguaggio di facile lettura o pittogrammi, sottotitoli e messaggi di testo personali, per quanto concerne le informazioni di viaggio, le prenotazioni e la biglietteria, che consentano di utilizzare più di un canale sensoriale; sollecita la Commissione ad istituire, per quanto concerne le infrastrutture e i servizi di trasporto, appropriati meccanismi di monitoraggio e controllo atti a garantire che nei servizi di trasporto pubblico di tutti gli Stati membri siano messi a disposizione delle persone con disabilità dispositivi che assicurino l'accessibilità e l'assistenza;

14.  sottolinea che le persone con disabilità dovrebbero poter reperire le informazioni sui servizi multimodali e transfrontalieri che effettuano il trasporto da porta a porta, in modo tale che possano scegliere il servizio più sostenibile, economico o veloce, prenotando e pagando online tali servizi;

15.  chiede che vengano messe a disposizione informazioni di viaggio in tempo reale, in modo tale che prima della partenza le persone con disabilità possano ottenere informazioni in merito a perturbazioni o modalità di viaggio alternative;

16.  accoglie con favore il progetto pilota relativo alla Tessera europea di disabilità; invita gli Stati membri e la Commissione a tenere in conto e a utilizzare, ove opportuno, i più recenti sviluppi tecnologici, in particolare nei settori dell'intermodalità, dell'interconnettività e dell'interoperabilità, inoltre sottolinea che il principio della "progettazione universale" va sempre applicato nella progettazione di prodotti relativi al trasporto di passeggeri per via aerea, mediante autobus, ferrovia e per vie navigabili onde rispettare appieno i requisiti di accessibilità; incoraggia tutti gli Stati membri a partecipare all'iniziativa sulla Tessera europea di disabilità e invita la Commissione ad allocare le risorse finanziarie necessarie per sviluppare la Tessera europea di disabilità a livello UE;

17.  esorta la Commissione e gli Stati membri a intraprendere iniziative per garantire che le persone con disabilità possano facilmente accedere ovunque in Europa al numero di emergenza 112;

18.  sottolinea che è necessario prestare particolare attenzione alle tecnologie assistive che consentono alle persone con disabilità di vivere una vita indipendente, inoltre è necessario che le conoscenze acquisite nell'ambito dell'esigenza di una mobilità senza barriere e dei servizi per il turismo siano più compiutamente integrate nei futuri programmi di ricerca e innovazione, come quelli nell'ambito di Orizzonte 2020; rileva che ciò comporta il miglioramento e l'armonizzazione dei dati statistici a livello europeo e la condivisione delle migliori prassi;

19.  invita la Commissione a promuovere la ricerca, la raccolta di dati e lo scambio delle buone pratiche, di concerto con le organizzazioni rappresentative delle persone con disabilità, e a fornire periodicamente un quadro d'insieme di dati sull'accessibilità ai servizi turistici per le persone con disabilità, come previsto nei due allegati al regolamento (UE) n. 692/2011 relativo alle statistiche sul turismo;

20.  sottolinea che i servizi turistici devono tenere conto delle esigenze particolari delle persone con disabilità quali la facilità di accesso alle informazioni, alle comunicazioni e alle infrastrutture, quali stanze, bagni, servizi igienici e altri spazi interni;

21.  chiede alle autorità competenti degli Stati membri di preparare strategie di sensibilizzazione sui diritti delle persone con disabilità, di agevolare la formazione del personale del settore dei trasporti e del turismo in merito alla sensibilizzazione e all'uguaglianza nei confronti della disabilità e di favorire la collaborazione e lo scambio delle buone pratiche tra le associazioni europee attive nell'ambito della disabilità e gli organismi pubblici e privati che si occupano di trasporti; sollecita affinché anche il materiale formativo sia disponibile in formati accessibili;

22.  sottolinea la necessità che il personale delle compagnie aeree riceva una formazione rigorosa, in modo che le compagnie aeree siano in grado di fornire servizi adeguati alle persone con disabilità; rileva che è necessario provvedere in particolare a garantire che il personale sia in grado di maneggiare le sedie a rotelle senza danneggiarle;

23.  sostiene che il principio del "turismo per tutti" dovrebbe essere il punto di riferimento per qualsiasi azione legata al turismo a livello nazionale, regionale, locale o europeo; rileva che i prestatori di servizi nel settore turistico dovrebbero tenere in considerazione le esigenze delle persone con disabilità, promuovendo l'adeguamento delle strutture e attività di formazione per il personale.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

26.4.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

42

1

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Daniela Aiuto, Lucy Anderson, Marie-Christine Arnautu, Inés Ayala Sender, Georges Bach, Izaskun Bilbao Barandica, Deirdre Clune, Michael Cramer, Luis de Grandes Pascual, Andor Deli, Karima Delli, Isabella De Monte, Ismail Ertug, Jacqueline Foster, Tania González Peñas, Dieter-Lebrecht Koch, Stelios Kouloglou, Merja Kyllönen, Bogusław Liberadzki, Peter Lundgren, Gesine Meissner, Cláudia Monteiro de Aguiar, Renaud Muselier, Jens Nilsson, Markus Pieper, Salvatore Domenico Pogliese, Gabriele Preuß, Dominique Riquet, Massimiliano Salini, Claudia Schmidt, Jill Seymour, Claudia Tapardel, Keith Taylor, Pavel Telička, István Ujhelyi, Peter van Dalen, Wim van de Camp, Elissavet Vozemberg-Vrionidi, Janusz Zemke, Roberts Zīle, Kosma Złotowski, Elżbieta Katarzyna Łukacijewska

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Rosa D’Amato, Jill Evans, Michael Gahler, Maria Grapini, Karoline Graswander-Hainz, Marek Plura, Davor Škrlec, Dubravka Šuica, Ruža Tomašić, Evžen Tošenovský, Henna Virkkunen

(1)

GU C 56E del 26.2.2013, pag. 41.

(2)

COM(2015)0615.


PARERE della commissione per lo sviluppo regionale (21.3.2016)

destinato alla commissione per l'occupazione e gli affari sociali

sull'attuazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, in particolare per quanto riguarda le osservazioni conclusive del Comitato CPRD delle Nazioni Unite

(2015/2258(INI))

Relatore per parere: Jens Nilsson

SUGGERIMENTI

La commissione per lo sviluppo regionale invita la commissione per l'occupazione e gli affari sociali, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  sottolinea che l'articolo 7 e l'articolo 96, paragrafo 7, del regolamento recante disposizioni comuni (RDC)(1) chiedono agli Stati membri e alla Commissione di garantire che le pari opportunità, la non discriminazione e l'inclusione delle persone con disabilità siano prese in considerazione e promosse nell'attuazione dei Fondi strutturali e di investimento europei (Fondi ESI) in generale, e nei programmi operativi in particolare; chiede un approccio integrato per affrontare le necessità specifiche delle persone con disabilità; esorta quindi la Commissione a monitorare attentamente l'applicazione delle condizionalità generali ex ante sulla non discriminazione e la disabilità; sottolinea che la loro valutazione ex ante dovrebbe valutare l'adeguatezza delle misure pianificate per promuovere le pari opportunità tra uomini e donne e l'integrazione delle persone con disabilità per quanto concerne, in particolare, l'accessibilità dei finanziamenti;

2.  sottolinea, in considerazione del sistema di gestione concorrente dell'attuazione della politica di coesione, la necessità di un'efficace governance a vari livelli e di un coordinamento delle misure di lotta contro la discriminazione; sollecita l'Unione europea a prendere in considerazione l'istituzione di un meccanismo di coordinamento interistituzionale; sottolinea che tale meccanismo dovrebbe sviluppare le capacità e condividere le buone pratiche tra vari istituzioni e Stati membri europei per quanto riguarda aiuti umanitari inclusivi e accessibili alle persone con disabilità, la consultazione e la partecipazione significative di persone con disabilità e delle organizzazioni che le rappresentano;

3.  sottolinea che le persone con disabilità affrontano una serie di sfide per fruire dei propri diritti, in particolare nei settori dell'occupazione, della situazione abitativa e della mobilità; osserva che esse forniscono un contributo prezioso alla società nel suo insieme, anche in qualità di imprenditori di successo che spesso gestiscono piccole imprese, e che questo arricchente contributo può essere anche maggiore se l'ambiente (di lavoro e imprenditoriale) si adatta in modo adeguato, obiettivo per il quale sono necessari i Fondi ESI; sollecita, pertanto, l'UE a stabilire e a comunicare quante persone con disabilità sono impiegate e quante sono lavoratori autonomi; rammenta che, secondo quanto riportato nella strategia europea sulla disabilità 2010-2020, nell'Unione europea una persona su sei è affetta da una disabilità, più di un terzo delle persone di età superiore ai 75 anni soffre di disabilità e/o limitazioni funzionali che vincolano in una certa misura le loro capacità e che oltre il 20% ha capacità molto limitate, e che, inoltre, queste cifre sono destinate ad aumentare con il progressivo invecchiamento della popolazione dell'UE;

4.  raccomanda vivamente agli Stati membri e alle autorità regionali e locali di intensificare gli sforzi in materia di piena uguaglianza, prevenzione della discriminazione ed esclusione delle persone con disabilità, quali la parità di accesso alle cure sanitarie per ogni persona che soffra di ogni tipo di disabilità, comprese le persone che hanno bisogno di sostegno e di servizi di alta qualità; chiede una valutazione della direttiva 2011/24/UE concernente l'applicazione dei diritti dei pazienti relativi all'assistenza sanitaria transfrontaliera per quanto riguarda l'accesso per le persone con disabilità, la parità di accesso agli alloggi, ai trasporti, ai prodotti e ai servizi, nonché una formazione (professionale) e un'occupazione inclusive e di qualità, aumentando, al contempo, la sensibilizzazione generale sulle varie disabilità e sulle relative esigenze;

5.  invita la Commissione a collaborare strettamente con il Parlamento per quanto riguarda gli ambiti che suscitano preoccupazioni da parte del Comitato delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità nelle sue "Osservazioni conclusive sulla relazione iniziale dell'Unione europea"(2); ritiene che le istituzioni dell'Unione europea dovrebbero svolgere un ruolo esemplare nell'interpretazione della Convenzione; chiede una campagna globale per sensibilizzare la società circa la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità dell'ONU e per combattere i pregiudizi contro le persone con disabilità; invita gli Stati membri che non hanno ratificato la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità a farlo quanto prima; chiede alla Commissione di discutere il progetto di relazione sull'attuazione della Convenzione con il Parlamento quanto prima possibile;

6.  è del parere che i finanziamenti ESI, in particolare il Fondo sociale europeo, dovrebbero essere utilizzati per affrontare la sfida cruciale della povertà e dell'esclusione sociale delle persone con disabilità, sostenere l'integrazione e la deistituzionalizzazione in modo equilibrato, evitando la proliferazione di istituzioni in questo contesto, chiede che i piani nazionali per la deistituzionalizzazione comprendano obiettivi specifici per la creazione di un'assistenza garantita dalla collettività, prestata da personale adeguatamente qualificato e formato, che permetta alle persone con disabilità di avere accesso alla stessa gamma di opzioni offerte a tutti gli altri per quanto riguarda dove vivere e ricevere il sostegno di cui hanno bisogno;

7.  esorta i responsabili politici a livello locale, regionale, nazionale e unionale a garantire un controllo efficace dell'attuazione delle disposizioni volte alla non discriminazione, nonché l'accessibilità e l'utilizzo dei fondi ESI per sostenere la parità di accesso a tutti i servizi, compreso Internet, per le persone con disabilità, e eque e sufficienti soluzioni abitative nelle comunità locali in tutte le zone (ad esempio, le aree rurali e scarsamente popolate e le aree urbane), nonché alle istituzioni che si occupano di loro; rileva tuttavia che le politiche sociali e il loro finanziamento restano principalmente di competenza degli Stati membri;

8.  favorisce misure proattive di sostegno dell'occupazione delle persone con disabilità e di adeguamento di politiche globali di assunzione; incoraggia le istituzioni pubbliche nazionali, regionali e locali a dare l'esempio, astenendosi dall'effettuare tagli alle prestazioni legate alla disabilità, rafforzando la formazione professionale e l'applicazione efficace dell'attuazione della quota per le persone con disabilità, offrendo incentivi fiscali ai datori di lavoro; considera necessario garantire l'accessibilità senza barriere delle infrastrutture e di tutti i modi di trasporto pubblico per le persone con disabilità; chiede, inoltre, nella progettazione di interventi cofinanziati con Fondi ESI, la creazione di piani per l'eliminazione delle barriere architettoniche per l'utilizzo di edifici e spazi pubblici;

9.  esorta la Commissione a monitorare attentamente il rispetto del principio della non discriminazione e della relativa legislazione nel ricorso ai Fondi ESI; sottolinea che gli organismi preposti alla promozione dell'inclusione sociale e della non discriminazione, incluse le organizzazioni delle persone con disabilità, devono essere coinvolti nel partenariato durante le fasi di programmazione e attuazione dei programmi operativi, per garantire che si tenga effettivamente conto degli interessi e delle preoccupazioni delle persone con disabilità; sollecita l'uso dei fondi ESI per rispettare requisiti minimi in materia di accessibilità, mobilità e alloggi per le persone con disabilità e rileva che ciò comporta un compito importante e impegnativo, soprattutto per le autorità locali e regionali;

10.  è del parere che dovrebbero essere sviluppati strumenti digitali per le persone con disabilità al fine di contribuire all'integrazione degli/delle sportivi/e con disabilità, nonché piattaforme per il lavoro a distanza, l'hot-desking e il co-working; ritiene, inoltre, che l'insegnamento di qualità e le infrastrutture sportive nelle scuole dovrebbero essere adattati alle esigenze dei bambini con disabilità e che in ogni Stato membro dovrebbe essere istituito un quadro politico strategico nazionale e regionale per l'apprendimento permanente, contenente misure concrete per lo sviluppo delle competenze delle persone con disabilità;

11.  rammenta che non esiste alcuna gerarchia dei diritti umani e che la discriminazione basata sulla disabilità deve essere combattuta nello stesso modo di quella fondata su altri motivi, compresa la discriminazione basata su più di un motivo; invita, pertanto, tutti gli attori coinvolti a prestare particolare attenzione alle esigenze di tutti, compresi i rifugiati, con disabilità intellettive e psicosociali, persone con disturbi connessi all'autismo e persone anziane con disabilità.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

17.3.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

35

1

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Pascal Arimont, Franc Bogovič, Andrea Cozzolino, Rosa D’Amato, Krzysztof Hetman, Ivan Jakovčić, Marc Joulaud, Sławomir Kłosowski, Andrew Lewer, Louis-Joseph Manscour, Jens Nilsson, Andrey Novakov, Younous Omarjee, Mirosław Piotrowski, Stanislav Polčák, Terry Reintke, Liliana Rodrigues, Fernando Ruas, Monika Smolková, Maria Spyraki, Ramón Luis Valcárcel Siso, Lambert van Nistelrooij, Derek Vaughan, Kerstin Westphal, Joachim Zeller

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Isabella Adinolfi, Viorica Dăncilă, Elena Gentile, Iliana Iotova, Dimitrios Papadimoulis, Bronis Ropė, Remo Sernagiotto

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Louis Aliot, Sergio Gutiérrez Prieto, Gesine Meissner, Georgi Pirinski

(1)

GU L 347 del 20.12.2013, pag. 320.

(2)

Nazioni Unite, Convenzione sui diritti delle persone con disabilità, Comitato sui diritti delle persone con disabilità, Osservazioni conclusive sulla relazione iniziale dell'Unione europea, 4 settembre 2015 (CRPD/C/EU/CO/1).


PARERE della commissione per la cultura e l'istruzione (21.4.2016)

destinato alla commissione per l'occupazione e gli affari sociali

sull'attuazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, con particolare riferimento alle osservazioni conclusive del comitato CRPD delle Nazioni Unite

(2015/2258(INI))

Relatore per parere: Silvia Costa

SUGGERIMENTI

La commissione per la cultura e l'istruzione invita la commissione per l'occupazione e gli affari sociali, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  ricorda che l'indipendenza, l'integrazione e l'accesso a un sistema di istruzione e formazione inclusivo, alla vita civile e culturale, ad attività ricreative e allo sport sono diritti garantiti dagli articoli 19, 24 e 30 della convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (CRDP); ricorda che tali diritti sono tutelati dal diritto dell'Unione, in particolare dall'articolo 21 della Carta dei diritti fondamentali, che vieta la discriminazione fondata sulla disabilità, e dal principio di piena ed effettiva partecipazione, compresa la partecipazione democratica e l'inclusione nella società delle persone con disabilità (articolo 3 della CRDP); chiede alla Commissione e agli Stati membri di potenziare le misure volte a garantire l'accesso effettivo e paritario delle persone con disabilità non solo ad ambiti fondamentali quali l'istruzione inclusiva e di qualità, la cultura e lo sport, ma anche ad attività extrascolastiche, come corsi di teatro, di lingue e di arte; chiede alla Commissione di includere nella strategia Europa 2020 indicatori specifici sulla disabilità nel quadro degli obiettivi di istruzione e formazione;

2.  chiede agli Stati membri di assicurare che l'istruzione e la formazione siano organizzate in modo da includere i bambini e gli adulti con disabilità fisiche o intellettive, assicurando nel contempo anche servizi di orientamento e sostegno nonché percorsi educativi individuali; ricorda che tali iniziative possono essere finanziate con il supporto dei fondi strutturali, del Fondo europeo per gli investimenti strategici e del programma Erasmus+;

3.  rammenta il progetto di osservazione generale del comitato ONU per i diritti delle persone con disabilità sull'articolo 24, relativo al diritto a un'istruzione inclusiva, che ne descrive in dettaglio il contenuto normativo, gli obblighi degli Stati, il suo rapporto con altre disposizioni della convenzione e la sua attuazione a livello nazionale;

4.  rammenta che i programmi rivolti ai giovani dovrebbero accordare un interesse particolare ai giovani con disabilità;

5.  rammenta che le persone con disabilità sono spesso escluse, o non vi hanno effettivo accesso, da servizi d'istruzione e formazione, dove sono necessari processi educativi personalizzati che tengano conto del livello di disabilità per aiutarle a realizzare appieno le loro potenzialità sociali, economiche ed educative; sottolinea che andrebbero adottate le misure necessarie per garantire che tutti gli studenti con disabilità possano usufruire della soluzione ragionevole necessaria a consentire loro di beneficiare del diritto ad un'istruzione inclusiva di qualità; esorta gli Stati membri e le autorità decentrate competenti a livello regionale e locale a potenziare i programmi formativi e le opportunità di sviluppo professionale continuo per tutte le parti interessate coinvolte in contesti formativi non formali e informali, nonché il loro accesso alle infrastrutture TIC per sostenere il lavoro che svolgono con gli studenti con disabilità e combattere il pregiudizio nei confronti delle persone con disabilità, in particolare quelle con disabilità di tipo psicosociale e intellettivo;

6.  rammenta che lo sport è uno strumento estremamente valido nel contesto dell'inclusione sociale in quanto fornisce opportunità di interazione e di conseguimento di abilità sociali; invita la Commissione e gli Stati membri ad avviare, in virtù dell'articolo 30 della convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, programmi specifici volti a rendere le attività sportive e gli eventi sportivi più accessibili alle persone con disabilità; osserva che il pieno accesso alle attività culturali o ricreative è un diritto fondamentale e invita pertanto la Commissione a migliorare l'accessibilità di tali eventi, luoghi, beni e servizi, anche nel campo audiovisivo; plaude alle iniziative intese a corredare le opere audiovisive e di altro tipo di adeguata sottotitolazione o audiodescrizione per renderle accessibili alle persone con disabilità;

7.  raccomanda alle scuole europee di attuare una politica di non-rifiuto per motivi legati alla disabilità e sollecita la Commissione a migliorare e possibilmente garantire per tutti i bambini con disabilità l'accesso a un'istruzione inclusiva e di qualità nelle scuole europee; raccomanda lo sviluppo di programmi educativi individuali definiti all'inizio dell'anno scolastico e in accordo con la scuola, la famiglia e l'autorità nazionale; invita gli Stati membri e la Commissione ad agevolare il riconoscimento delle qualifiche degli studenti disabili iscritti alle scuole europee;

8.  chiede all'Unione europea e agli Stati membri di adottare misure efficaci dirette a combattere la segregazione e il rifiuto degli studenti con disabilità nelle scuole e negli ambienti di apprendimento e di fornire loro accesso a soluzioni ragionevoli e il sostegno di cui necessitano, compiendo tutti gli sforzi necessari per agevolarli nel mettere pienamente a frutto il loro potenziale; evidenzia che la parità di opportunità può essere raggiunta solo se il diritto a un'istruzione e una formazione inclusive è accordato a tutti i livelli e tipi di istruzione e formazione, compreso l'apprendimento permanente, garantendo alle persone con disabilità il riconoscimento delle qualifiche, in particolare quelle acquisite grazie ad ambienti di apprendimento con sostegno che consentono ai disabili di acquisire specificamente le competenze e le capacità necessarie a superare la loro disabilità; richiama l'attenzione sulle carenze tecniche e finanziarie dei programmi formativi speciali, in particolare negli Stati membri colpiti dalla crisi, e chiede alla Commissione di esaminare le possibilità di potenziare tali programmi;

9.  prende atto dei progressi realizzati nella regolamentazione dei programmi di scambio per gli studenti, in particolare il programma Erasmus+, attraverso l'introduzione di un supporto finanziario supplementare per la mobilità di studenti e personale con disabilità, e insiste sulla necessità di continuare a prevedere disposizioni specifiche in tutti gli aspetti del programma; riconosce che nella pratica gli studenti disabili affrontano ancora numerose barriere (comportamentali, comunicative, architettoniche, informative, ecc.); chiede alla Commissione e agli Stati membri di potenziare il loro impegno a favore della partecipazione delle persone con disabilità ai programmi di scambio dell'UE e di migliorare la visibilità e la trasparenza delle opportunità di mobilità; chiede inoltre alla Commissione di promuovere lo scambio di migliori prassi circa l'accesso ai programmi di scambio per gli studenti e gli insegnanti con disabilità;

10.  rammenta che il sottoprogramma MEDIA, nel quadro di Europa creativa, dovrebbe accordare particolare attenzione ai progetti che includono il tema della disabilità e che il potere educativo di film e festival in questo ambito dovrebbe essere enfatizzato;

11.  appoggia iniziative volte a sensibilizzare la società sulle difficoltà incontrate dalle persone con disabilità e a rendere queste ultime più consapevoli del loro potenziale e del contributo che possono apportare, tra l'altro grazie a programmi educativi specifici nelle scuole; sottolinea che l'importanza della convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità risiede fondamentalmente nel puntare a cambiare gli atteggiamenti culturali per far capire che a disabilitare le persone sono gli ostacoli nell'ambiente economico e sociale piuttosto che la disabilità stessa;

12.  chiede alla Commissione di adottare misure efficaci dirette alle famiglie, alle comunità, ai professionisti e alle istituzioni al fine di prevenire la violenza nei confronti dei minori con disabilità; osserva che le scuole svolgono un ruolo fondamentale nella promozione dell'inclusione sociale e sottolinea la necessità di meccanismi adeguati che consentano l'inclusione nelle scuole tradizionali e assicurino che educatori e insegnanti siano adeguatamente preparati e formati a riconoscere la violenza nei confronti dei bambini con disabilità e a reagire;

13.  chiede che nell'ambito dei sistemi educativi si eviti di creare ambienti che etichettano i discenti, come la suddivisione in gruppi e livelli, in quanto ciò influisce negativamente sugli studenti con disabilità, specialmente su quelli con difficoltà di apprendimento;

14.  rammenta che i bambini con disabilità e le loro famiglie devono essere supportati attraverso misure d'intervento precoce, un'assistenza sociale adeguata e servizi appropriati a livello di comunità;

15.  invita la Commissione a integrare una prospettiva imperniata sulla disabilità femminile nella strategia, nelle politiche e nei programmi sulla parità di genere che presenterà, ed esorta gli Stati membri e la Commissione a incorporare la prospettiva di genere nei programmi e nei servizi di educazione e formazione, al fine di assicurare un'educazione e uno sviluppo inclusivi della disabilità e a rafforzare la partecipazione significativa delle donne disabili nel dialogo sulla disabilità; osserva inoltre che le persone con disabilità che appartengono a minoranze etniche, linguistiche o religiose sono spesso particolarmente vulnerabili in quanto esposte a discriminazione multipla;

16.  sottolinea che le persone con disabilità devono poter accedere alle informazioni e alla comunicazione mediante tecnologie e formati appropriati ai diversi tipi di disabilità, ivi inclusi le lingue dei segni, il Braille, i sistemi di comunicazione aumentativa e alternativa e altri mezzi, modi e formati accessibili di comunicazione di loro scelta, compresi i formati di facile lettura e i sottotitoli; chiede pertanto alla Commissione di prendere le misure necessarie per attuare la legislazione sull'accesso all'informazione e alla comunicazione; esorta il Consiglio ad adottare senza indugio la decisione relativa alla conclusione del trattato di Marrakech, volto a facilitare l'accesso alle opere pubblicate per le persone non vedenti, con disabilità visive o con altre difficoltà nella lettura di testi a stampa; invita il Consiglio e gli Stati membri ad attuare misure coerenti ed efficaci in conformità con le sue disposizioni;

17.  osserva che le strategie posteriori al 2018 a favore della gioventù dovrebbero integrare le necessità dei giovani con disabilità;

18.  insiste sull'importanza dei sistemi digitali per le persone con disabilità, in quanto strumenti che agevolano la loro partecipazione a tutti gli aspetti della società, e raccomanda di proseguire gli studi sull'utilizzo di tecnologie assistive nell'ambito dell'istruzione; riconosce che un numero sproporzionato di persone con disabilità non ha connessione Internet ed è escluso dagli sviluppi digitali e che a causa di questo perde informazioni, opportunità e possibilità di acquisire nuove competenze e di accedere a servizi importanti; chiede quindi ai legislatori a livello nazionale e dell'UE di prevedere disposizioni in materia di accessibilità nell'ambito dell'attuazione della normativa sul mercato unico digitale, di integrare il tema dell'accessibilità dei contenuti digitali in tutte le politiche pertinenti, di avviare programmi di formazione per "Campioni digitali" all'interno delle comunità per incoraggiare più persone con disabilità a utilizzare Internet e di adottare le misure necessarie per combattere la criminalità informatica e il bullismo online; invita la Commissione e gli Stati membri a garantire che i diritti di proprietà intellettuale non rappresentino un ostacolo irragionevole o discriminatorio all'accesso delle persone con disabilità ai materiali culturali e a prendere in considerazione un'eccezione obbligatoria al diritto d'autore in caso di utilizzi, a beneficio delle persone con disabilità, che siano direttamente legati alla disabilità e di natura non commerciale, nella misura richiesta dalla specifica disabilità; chiede che a tutte le politiche dell'UE sia applicato un approccio trasversale ai diritti umani delle persone con disabilità;

19.  chiede alla Commissione di continuare ad adoperarsi per l'inclusione delle persone con disabilità attraverso il supporto finanziario a favore di una vasta gamma di progetti e organizzazioni di base;

20.  chiede alla Commissione di lanciare una campagna di sensibilizzazione sulla convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, che verta sullo scambio di buone pratiche, in collaborazione con le organizzazioni che rappresentano le persone con disabilità, e insiste inoltre affinché tutti i materiali relativi allo sviluppo di capacità, alla formazione e alla sensibilizzazione siano messi a disposizione in formati accessibili; ricorda a tutte le istituzioni e agli organismi dell'UE l'importanza di assicurare la piena accessibilità dei loro portali informativi a tutte le persone con disabilità;

21.  evidenzia la necessità di avviare un dialogo strutturato tra la Commissione, le persone con disabilità e le loro organizzazioni rappresentative per conseguire il loro coinvolgimento attivo nell'elaborazione e nell'attuazione delle future politiche in ambito educativo e formativo, nonché nelle attività culturali, sportive e giovanili, al fine di realizzare l'obiettivo "Niente che ci riguardi senza di noi"; chiede alle autorità pubbliche, a tutti i livelli, di incoraggiare e garantire la partecipazione delle persone con disabilità alla definizione delle politiche e dei programmi che li riguardano;

22.  crede fermamente che sia necessario compiere quanto prima un effettivo riesame trasversale e completo della legislazione UE onde armonizzarla pienamente con le disposizioni della convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, ponendo in atto un processo democratico e partecipativo finalizzato ad assicurare un coinvolgimento pieno e diretto delle organizzazioni che rappresentano le persone con disabilità;

23.  ribadisce alle istituzioni e agli organi dell'UE l'importanza di garantire ai giovani e ai lavoratori con disabilità l'accesso ai concorsi, alle attività formative, all'aggiornamento professionale, ai tirocini e a esperienze lavorative mediante modalità adeguate e con il supporto di tecnologie assistive ove necessario;

24.  enfatizza l'importanza di una sistematica e stretta consultazione tra le organizzazioni rappresentative dei disabili, i legislatori, le imprese e altre parti interessate in merito a tutte le nuove iniziative nonché all'attuazione, al monitoraggio e alla valutazione delle politiche e delle azioni relative all'istruzione, alla formazione, alla cultura, allo sport e alla gioventù;

25.  invita l'UE a ratificare il protocollo opzionale della CRPD ricordando la proposta favorevole della Commissione del 2008, approvata dal Parlamento nella risoluzione legislativa adottata nel 2009, ed evidenzia che ad oggi una vasta maggioranza di Stati membri l'ha firmato e ratificato;

26.  riconosce che, al fine di sviluppare politiche atte ad assicurare un'istruzione inclusiva per tutte le persone con disabilità nell'UE, sono necessari dati comparabili e coerenti a livello dell'UE; chiede pertanto alla Commissione e agli Stati membri di intensificare gli sforzi al fine di raccogliere dati statistici affidabili sulla partecipazione delle persone con disabilità ai diversi livelli e tipi di istruzione e formazione e ai programmi di mobilità nonché sul numero di persone con disabilità che abbandonano la scuola prematuramente.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

19.4.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

25

0

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Isabella Adinolfi, Dominique Bilde, Andrea Bocskor, Nikolaos Chountis, Mircea Diaconu, Angel Dzhambazki, Jill Evans, María Teresa Giménez Barbat, Petra Kammerevert, Svetoslav Hristov Malinov, Stefano Maullu, Luigi Morgano, Momchil Nekov, Michaela Šojdrová, Yana Toom, Helga Trüpel, Sabine Verheyen, Julie Ward, Bogdan Brunon Wenta, Bogdan Andrzej Zdrojewski, Milan Zver, Krystyna Łybacka

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Mary Honeyball, Dietmar Köster, Zdzisław Krasnodębski


PARERE della commissione giuridica (24.5.2016)

destinato alla commissione per l'occupazione e gli affari sociali

sull'attuazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità con particolare riferimento alle osservazioni conclusive del comitato CRPD delle Nazioni Unite

(2015/2258(INI))

Relatore per parere: Heidi Hautala

SUGGERIMENTI

La commissione giuridica invita la commissione per l'occupazione e gli affari sociali, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

A.  considerando che la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (CRPD) è il primo trattato internazionale sui diritti umani ratificato dall'UE;

B.  considerando che, per la prima volta, l'UE è stata sottoposta al monitoraggio di un organo delle Nazioni Unite nell'adempimento dei suoi obblighi internazionali in materia di diritti umani; che le osservazioni conclusive del comitato CRPD sull'attuazione della Convenzione da parte dell'UE, pubblicate nel 2015, hanno inviato un segnale importante in merito all'impegno dell'UE a favore dell'uguaglianza e del rispetto dei diritti umani;

C.  considerando che la CRPD è un accordo misto e che, per quanto determinati ambiti rientrino nelle competenze dell'UE, anche gli Stati membri sono tenuti ad attuarla pienamente a livello nazionale;

D.  considerando che l'ampio spettro di raccomandazioni del comitato CRPD offre un insieme di orientamenti per le misure legislative e politiche che rientrano nelle competenze dell'UE;

E.  considerando che alcuni Stati membri che hanno ratificato la CRPD devono ancora istituire o designare gli organismi incaricati dell'attuazione e del monitoraggio della Convenzione, come previsto all'articolo 33; che l'operato degli organismi già istituti, in particolare per quanto riguarda il monitoraggio di cui all'articolo 33, paragrafo 2, viene ostacolato dalla mancanza di risorse finanziarie e umane e dall'assenza di una solida base giuridica per la loro designazione;

1.  riconosce l'estrema importanza di un meccanismo efficace per le denunce individuali ai fini della protezione dei diritti contemplati dalla CRPD; invita, in tale contesto, il Consiglio a ratificare senza ulteriore indugio il protocollo facoltativo;

2.  attribuisce la massima importanza all'articolo 33 della CRPD ("Attuazione e monitoraggio a livello nazionale") e ai paragrafi 76 e 77 delle osservazioni conclusive del comitato delle Nazioni Unite; si compiace, pertanto, che il comitato delle Nazioni Unite approvi la partecipazione del Parlamento europeo al monitoraggio indipendente;

3.  chiede alla Commissione di condurre quanto prima una valutazione o un esame integrale della legislazione e dei programmi di finanziamento dell'UE al fine di accertarne la piena conformità alla CRPD e di proporre, ove necessario, modifiche alla legislazione, prevedendo la partecipazione costruttiva delle organizzazioni attive nel campo delle disabilità e dei membri del quadro dell'UE per la CRPD e definendo obiettivi e scadenze chiari per le riforme; sottolinea, a tal proposito, la necessità di adottare una strategia globale dell'UE sulla CRPD, provvista di un calendario, nonché di parametri di riferimento e scadenze;

4.  invita la Commissione, alla luce delle osservazioni conclusive, a proporre un aggiornamento periodico della dichiarazione di competenza, con il coinvolgimento formale delle organizzazioni attive nel campo delle disabilità e del Parlamento europeo;

5.  invita gli Stati membri ad assegnare alle strutture di monitoraggio istituite in virtù dell'articolo 33, paragrafo 2, della CRPD, risorse finanziarie e umane adeguate per lo svolgimento delle loro funzioni, assicurando la loro indipendenza e garantendo che la loro composizione e le loro modalità operative rispecchino i principi di Parigi relativi al funzionamento delle istituzioni nazionali per i diritti umani, come previsto all'articolo 33, paragrafo 2, nonché prevedendo l'istituzione di una base giuridica formale, che ne definisca chiaramente le funzioni e l'ambito di competenza;

6.  sollecita la Commissione europea ad adoperarsi, in stretta collaborazione con gli altri organismi, istituzioni e agenzie dell'UE come pure con gli Stati membri, per coordinare in modo efficace e sistematico le azioni adottate in linea con le osservazioni conclusive; chiede che le modalità di tale collaborazione siano stabilite nell'ambito di una strategia per l'attuazione della CRPD;

7.  invita l'UE e gli Stati membri a garantire la consultazione e la partecipazione strutturata e sistematica delle organizzazioni rappresentanti persone con disabilità nell'ambito dell'attuazione delle rispettive osservazioni conclusive;

8.  sollecita il Parlamento a rafforzare il meccanismo interno istituito per il coordinamento dell'attuazione della CRPD (UNCRPD Network) affinché diventi un meccanismo trasversale a tutte le commissioni parlamentari per il monitoraggio e l'attuazione della Convenzione, con la partecipazione costruttiva delle organizzazioni attive nel campo delle disabilità;

9.  manifesta preoccupazione per le difficoltà che le persone con disabilità tuttora incontrano nell'accesso alla giustizia; ricorda che il diritto di accesso alla giustizia è un diritto fondamentale essenziale, nonché un elemento basilare dello Stato di diritto; invita gli Stati membri ad adottare le misure necessarie al fine di rendere le procedure completamente accessibili a tali persone e di adeguarle alle loro esigenze; ritiene che la Commissione debba valutare l'opportunità di includere programmi di formazione specifici sulla CRPD nel programma dell'UE nel settore della giustizia per il 2014-2020; suggerisce che i tribunali dell'UE applichino le proprie norme e istruzioni interne in modo tale da facilitare l'accesso alla giustizia per le persone con disabilità e che anche nell'amministrazione della giustizia si tenga conto delle raccomandazioni generali del comitato CRPD;

10.  ribadisce l'importanza di assicurare il rispetto delle eccezioni e delle limitazioni al diritto d'autore e diritti connessi per le persone con disabilità; prende atto della conclusione del trattato di Marrakesh volto a facilitare l'accesso alle opere pubblicate per le persone non vedenti o con disabilità visive, e ribadisce la propria convinzione che l'UE abbia la facoltà di concludere detto trattato senza che la ratifica sia subordinata alla revisione del quadro giuridico dell'UE o ai tempi di una decisione della Corte di giustizia; sottolinea altresì, a tal proposito, la necessità che il Parlamento, la Commissione e gli Stati membri collaborino per garantire che il trattato di Marrakesh sia ratificato rapidamente;

11.  sottolinea che qualsivoglia modifica legislativa nell'ambito del diritto d'autore e diritti connessi dovrebbe fornire alle persone con disabilità l'accessibilità a opere e servizi protetti da detti diritti in qualsiasi formato; rammenta che la Commissione dovrebbe presentare proposte legislative in merito alle eccezioni e limitazioni al diritto d'autore e diritti connessi al fine di assicurare che le persone con diverse disabilità abbiano accesso alle opere e ai servizi protetti da detti diritti;

12.  deplora il fatto che il Consiglio non abbia accettato l'inclusione dei documenti relativi alla disabilità nell'ambito di applicazione del regolamento che promuove la libera circolazione di cittadini e imprese semplificando l'accettazione di alcuni documenti pubblici nell'Unione europea;

13.  esprime preoccupazione per le recenti proposte del Consiglio volte a ridurre notevolmente l'ambito di applicazione della direttiva dell'UE sull'accessibilità dei siti web degli enti pubblici; teme che le esenzioni proposte dal Consiglio non garantiscano che gli 80 milioni di persone con disabilità e i 150 milioni di persone anziane che vivono nell'UE possano contare su un accesso paritario al mercato unico digitale e ai servizi pubblici online rivolti ai cittadini dell'UE, il che costituisce una violazione del diritto alla parità di accesso alle informazioni sancito dalla CRPD;

14.  ribadisce la necessità che gli Stati membri e la Commissione adottino misure concrete per contrastare ogni forma di discriminazione, diretta o indiretta, fondata sulla disabilità;

15.  chiede di sbloccare con urgenza la direttiva europea antidiscriminazione, nel cui ambito non si sono registrati passi avanti in seno al Consiglio dal 2008;

16.  riconosce che la Convenzione dell'Aia sulla protezione internazionale degli adulti può contribuire, con molteplici ed efficaci modalità, all'attuazione e al rafforzamento degli obblighi internazionali delle parti della CRPD; si rammarica, a tal proposito, che la Commissione non abbia dato seguito alla risoluzione del Parlamento del 18 dicembre 2008 contenente raccomandazioni alla Commissione sulle conseguenze transfrontaliere della protezione giuridica degli adulti;

17.  accoglie con favore la pubblicazione, da parte della Commissione, dell'Atto europeo sull'accessibilità il 2 dicembre 2015; rammenta che è necessario un approccio globale all'accessibilità e che il diritto all'accessibilità di cui all'articolo 9 della CRPD deve essere garantito alle persone con ogni tipo di disabilità;

18.  esorta le istituzioni dell'UE a rivedere il proprio statuto del personale e le relative norme di attuazione con l'obiettivo di aumentare il numero dei membri del personale e dei tirocinanti con disabilità, adottando le modifiche necessarie per garantire che tutti i membri del personale con disabilità o con familiari a carico con disabilità possano beneficiare delle stesse opportunità di esercizio dei loro diritti di cui godono gli altri membri del personale;

19.  invita la Commissione a procedere a un riesame del regime comune di assicurazione malattia delle istituzioni dell'UE al fine di assicurare che esso tenga pienamente conto delle esigenze sanitarie connesse alla disabilità in linea con la Convenzione.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

24.5.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

22

0

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Max Andersson, Marie-Christine Boutonnet, Jean-Marie Cavada, Therese Comodini Cachia, Mady Delvaux, Rosa Estaràs Ferragut, Laura Ferrara, Enrico Gasbarra, Lidia Joanna Geringer de Oedenberg, Sajjad Karim, Dietmar Köster, Gilles Lebreton, Jiří Maštálka, Emil Radev, Julia Reda, Evelyn Regner, József Szájer, Axel Voss, Tadeusz Zwiefka

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Daniel Buda, Angel Dzhambazki

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Jens Nilsson


PARERE della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere (25.4.2016)

destinato alla commissione per l'occupazione e gli affari sociali

  sull'attuazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità con particolare riferimento alle osservazioni conclusive del comitato CRPD delle Nazioni Unite

(2015/2258(INI))

Relatore per parere: Rosa Estaràs Ferragut

SUGGERIMENTI

La commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere invita la commissione per l'occupazione e gli affari sociali, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

A.  considerando che nell'Unione europea le persone con disabilità sarebbero circa 80 milioni, 46 milioni delle quali sarebbero rappresentate da donne e ragazze (pari a circa il 16% della popolazione femminile totale dell'UE), con la conseguenza che la disabilità nell'Unione è più diffusa tra le donne che tra gli uomini; che le donne con disabilità sono spesso vittime di discriminazione multipla e si trovano a dover affrontare ostacoli nel godimento dei loro diritti e delle loro libertà di base, come il diritto di accedere all'istruzione e all'occupazione, che possono portare all'isolamento sociale e a traumi psicologici; che le donne sono anche condizionate dalla disabilità in maniera sproporzionata in quanto responsabili dell'assistenza dei familiari con disabilità;

B.  considerando che la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità riconosce che le donne e le ragazze con disabilità sono spesso esposte, sia all'interno che all'esterno della famiglia, a un maggiore rischio di subire violenze, lesioni e abusi, abbandono o negligenza, maltrattamenti e sfruttamento;

C.  considerando che la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità sottolinea la necessità di integrare una prospettiva di genere in tutte le iniziative e promuovere il pieno godimento dei diritti umani e delle libertà fondamentali;

D.  considerando che la parità di trattamento e le politiche e le misure positive a favore delle donne con disabilità e delle madri di bambini con disabilità sono un diritto umano fondamentale nonché un obbligo etico;

E.  considerando che circa l'80% delle donne con disabilità è vittima di violenze psicologiche e fisiche e corre un rischio maggiore di subire violenze sessuali rispetto alle altre donne; che le donne e le ragazze con disabilità sono esposte a discriminazione multipla;

F.  considerando che le donne e le ragazze con disabilità hanno maggiori probabilità di essere vittime di violenza basata sul genere, in particolare di sfruttamento domestico e sessuale; che, in base alle stime, le donne con disabilità hanno da 1,5 a 10 probabilità in più di essere vittime di abusi rispetto alle donne non disabili;

G.  considerando che, a causa dei cambiamenti demografici e sociali, si registra un aumento della domanda di collaboratori e assistenti domestici, in particolare di familiari che prestino cura e assistenza; che l'assistenza a persone con disabilità e a carico è normalmente prestata dalle donne della famiglia, e questa situazione le porta spesso a essere escluse dal mercato del lavoro;

H.  considerando che le donne con disabilità, in particolare le donne migranti, sono soggette a un maggiore rischio di povertà ed esclusione sociale a causa della discriminazione multipla;

I.  considerando che, mentre il tasso di occupazione delle donne non disabili è pari al 65%, quello delle donne con disabilità è del 44%; che, rispetto agli uomini con disabilità, le donne disabili sono spesso discriminate per quanto riguarda l'accesso all'occupazione e all'istruzione; che l'elevato tasso di disoccupazione fra le persone con disabilità continua a essere inaccettabile; che le donne e le ragazze con disabilità incontrano maggiori difficoltà ad accedere al mercato del lavoro; che occorre superare gli ostacoli alla mobilità e la maggiore dipendenza dai familiari e dalle persone che prestano assistenza per incoraggiare le donne con disabilità a partecipare attivamente all'istruzione, al mercato del lavoro e alla vita sociale ed economica della comunità;

J.  considerando che un'attività lavorativa retribuita è fondamentale per permettere alle persone con disabilità di avere una vita indipendente e di sostenere la propria famiglia; che le donne e le ragazze disabili sono spesso sottopagate; che questo gruppo vulnerabile di persone è maggiormente soggetto al rischio di povertà ed è ad alto rischio di esclusione sociale;

K.  considerando che la crisi economica, le misure di austerità e i tagli imposti ai servizi sociali e all'assistenza sanitaria in molti Stati membri dell'UE hanno avuto gravi ripercussioni sui gruppi vulnerabili della popolazione europea, in particolare sulle persone con disabilità e le loro famiglie, che risentono in modo sproporzionato delle misure di austerità, con particolare riferimento alle donne e alle ragazze con disabilità;

L.  considerando che i bambini con disabilità affrontano notevoli ostacoli nel godimento dei loro diritti fondamentali;

M.  considerando che i bambini con disabilità sono spesso esclusi dal contesto sociale e talvolta vivono in istituti o in altre strutture lontano dalle loro famiglie;

N.  considerando che i bambini con disabilità hanno il diritto di vivere in una famiglia o in un ambiente familiare e di attendersi che le istituzioni statali competenti agiscano nell'interesse superiore dei bambini e delle loro famiglie;

O.  considerando che i bambini con disabilità hanno minori probabilità di frequentare la scuola e, di conseguenza, hanno minori possibilità di accedere alla formazione di capitale umano e devono far fronte a opportunità occupazionali ridotte e a una minore produttività in età adulta;

P.  considerando che le persone con disabilità hanno una maggiore probabilità di essere disoccupate e, in generale, quando sono occupate ricevono stipendi inferiori; che i risultati a livello di occupazione e reddito sembrano peggiorare in misura proporzionale al grado di disabilità;

Q.  considerando che le persone con disabilità possono incorrere in costi supplementari dovuti alla condizione di disabilità (ad esempio, costi associati all'assistenza medica o ai presidi medici, oppure alla necessità di personale di sostegno e di assistenza), e che pertanto hanno bisogno di maggiori risorse per conseguire gli stessi risultati delle persone non disabili;

R.  considerando che, nelle sue osservazioni conclusive sulla relazione iniziale dell'Unione europea, il comitato sui diritti delle persone con disabilità raccomanda che l'Unione integri la dimensione della disabilità nelle sue politiche e nei suoi programmi legati al genere e la prospettiva di genere nelle sue strategie in materia di disabilità, e che sviluppi azioni positive, istituisca un meccanismo di controllo e finanzi la raccolta di dati e la ricerca sulle donne e le ragazze con disabilità; che il comitato raccomanda altresì che l'Unione fornisca una protezione efficace contro la violenza, gli abusi e lo sfruttamento, che la politica a favore della conciliazione tra attività professionale e vita privata tenga conto delle necessità di bambini e adulti con disabilità, comprese le persone che si prendono cura di loro, e che siano adottate misure intese a diminuire l'elevato tasso di disoccupazione delle persone con disabilità, la maggioranza delle quali sono donne;

1.  sostiene le conclusioni e le raccomandazioni del comitato sui diritti delle persone con disabilità e sottolinea la necessità che le istituzioni dell'UE e gli Stati membri integrino la prospettiva delle donne e delle ragazze con disabilità nelle loro politiche, nei loro programmi e nelle loro strategie per l'uguaglianza di genere, e la prospettiva di genere nelle strategie sulla disabilità; chiede inoltre che siano creati meccanismi che consentano di monitorare periodicamente i progressi compiuti;

2.  deplora che la strategia europea in materia di disabilità 2010-2020 non comprenda una prospettiva di genere integrata o un capitolo separato sulle politiche in materia di disabilità specifiche per il genere, nonostante il fatto che le donne con disabilità si trovino spesso in una posizione più svantaggiata rispetto agli uomini con disabilità e siano maggiormente esposte al rischio di povertà e di esclusione sociale;

3.  esprime preoccupazione per il fatto che l'impegno strategico per la parità di genere 2016-2019 della Commissione manchi di una prospettiva sulla disabilità ed esorta la Commissione ad affrontare questa lacuna includendo le donne con disabilità e le donne che prestano assistenza nelle proprie politiche e nei propri programmi;

4.  invita gli Stati membri ad applicare un approccio di integrazione della dimensione di genere nelle politiche e nelle misure destinate alle donne, agli uomini, alle ragazze e ai ragazzi con disabilità e nella loro attuazione in tutti i settori, in modo particolare per quanto riguarda l'integrazione sul posto di lavoro, l'istruzione e la lotta alla discriminazione;

5.  attribuisce la massima importanza all'articolo 33 della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità – CRPD – ("Attuazione e monitoraggio a livello nazionale") e alle osservazioni conclusive 76 e 77 del comitato delle Nazioni Unite, e si compiace pertanto del fatto che il suddetto comitato approvi la presenza del Parlamento europeo nel quadro di supervisione indipendente;

6.  esorta la Commissione e gli Stati membri a mettere a punto politiche adeguate e ad applicare misure a un'intera gamma di settori strategici, al fine di promuovere una vita indipendente e la piena inclusione; invita pertanto la Commissione a raccogliere e diffondere dati statistici aggiornati sulla disabilità, disaggregati per età e genere, allo scopo di monitorare la situazione delle persone con disabilità all'interno dell'UE;

7.  chiede alla Commissione di garantire che tutte le persone con disabilità possano godere del diritto alla libera circolazione previsto per tutti i cittadini dell'UE, includendo nella legislazione vigente e futura la garanzia di pari opportunità, diritti fondamentali, parità di accesso ai servizi e al mercato del lavoro, oltre agli stessi diritti e obblighi in materia di accesso alla sicurezza sociale in quanto cittadini dello Stato membro in cui è valida la relativa copertura, in linea con il principio della parità di trattamento e di non discriminazione; invita inoltre gli Stati membri, con riferimento alla parità in materia di occupazione, a rispettare pienamente le disposizioni della direttiva riguardante l'attuazione del principio delle pari opportunità e della parità di trattamento fra uomini e donne in materia di occupazione e impiego (rifusione) (2006/54/CE);

8.  evidenzia la necessità di sostenere le donne e le ragazze migranti con disabilità, affinché possano sviluppare le capacità che potranno dar loro la possibilità di ottenere un impiego adeguato;

9.  ritiene che le persone con disabilità, in particolare le donne e le ragazze, debbano poter vivere la sessualità con la stessa libertà di cui godono le persone non disabili, e ritiene che le donne con disabilità debbano poter condurre la stessa vita delle donne non disabili e realizzare il desiderio di avere o non avere figli;

10.  sottolinea che le ragazze e le donne con disabilità dovrebbero avere pieno accesso ai diritti sessuali e riproduttivi e a un'educazione sessuale fornita da professionisti esperti del settore; ritiene pertanto essenziale che le donne e le ragazze con disabilità godano di un accesso completo a cure mediche rispondenti alle loro esigenze particolari, tra cui consulenza ginecologica, visite mediche, pianificazione familiare e sostegno adeguato alle loro necessità durante la gravidanza; invita gli Stati membri a garantire che i rispettivi servizi sanitari pubblici nazionali contemplino un accesso adeguato a tali servizi;

11.  ribadisce l'importanza di tener conto della necessità di fornire un sostegno specializzato, compresa l'assistenza all'infanzia, alle donne e agli uomini con disabilità, come pure alle loro famiglie, al fine di permettere loro di poter goder appieno della maternità e della paternità;

12.  evidenzia che al fine di garantire una vita indipendente e autonoma alle persone con disabilità, specialmente le donne, l'assistenza (personale o pubblica) rappresenta uno strumento per sostenere dette persone e le loro famiglie, consentendo loro di accedere al luogo di lavoro, alle istituzioni che si occupano di istruzione o di formazione professionale, oltre che per assisterle nel caso di gravidanza e maternità;

13.  ribadisce l'urgente necessità di affrontare la questione della violenza contro le donne e le ragazze con disabilità in contesti privati e istituzionali, e chiede agli Stati membri di fornire servizi di sostegno accessibili alle donne e alle ragazze che presentano qualsiasi tipo di disabilità; chiede all'UE di aderire alla Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul) quale ulteriore passo per contrastare la violenza contro le donne e le ragazze con disabilità;

14.  osserva con preoccupazione che le donne e le ragazze con disabilità, in particolare le vittime di discriminazione multipla, sono esposte a un maggiore rischio di violenza basata sul genere, tra cui violenza e/o sfruttamento sessuali, sia in ambito domestico che istituzionale; sottolinea la necessità che gli Stati membri introducano o rafforzino norme a tutela dei diritti delle donne e delle ragazze con disabilità, nei casi di violenza basata sul genere, e ne sostengano il recupero;

15.  ricorda il ruolo svolto dai media nella rappresentazione delle donne e delle ragazze, come pure della disabilità, e osserva che la mancanza di visibilità o la diffusione degli stereotipi possono perpetuare il pregiudizio, la violenza e l'esclusione; invita tutte le istituzioni europee ad avviare e sostenere campagne informative riguardo alla Convenzione sui diritti delle persone con disabilità, in modo da combattere i pregiudizi, la discriminazione e i crimini motivati dall'odio nei confronti delle persone con disabilità, comprese le donne e le ragazze; ritiene che i mezzi di comunicazione dovrebbero sforzarsi di proiettare un'immagine positiva delle donne e delle ragazze con disabilità, oltre ad accrescerne la visibilità;

16.  ricorda l'importanza del diritto fondamentale della partecipazione delle persone con disabilità a tutti i livelli dei processi politici e decisionali riguardanti la disabilità, come sottolineato dalla CRPD delle Nazioni Unite; sottolinea che le donne e le ragazze con disabilità, comprese quelle che appartengono a gruppi emarginati e vulnerabili esposti alla discriminazione multipla, devono essere messe nelle condizioni e avere la facoltà di partecipare ai processi decisionali, affinché i loro interessi e i loro diritti siano manifestati, sostenuti e tutelati, garantendo così un'autentica prospettiva di genere al livello di base; invita gli Stati membri a fornire servizi e strutture opportunamente adattate che consentano il coinvolgimento e la partecipazione attivi di tali donne e ragazze, nonché a investire in tecnologie assistive e adattative e nell'inclusione digitale;

17.  esprime preoccupazione per il fatto che in alcuni Stati membri i fondi strutturali e di investimento europei sono impiegati per promuovere l'istituzionalizzazione anziché la creazione di comunità più inclusive, nelle quali le persone con disabilità possano vivere ricevendo aiuti adeguati; è preoccupato per il rischio che le persone con disabilità, in particolare donne, bambini e anziani, diventino oggetto di violenze o maltrattamenti, soprattutto in contesti istituzionali;

18.  osserva con preoccupazione le varie forme di esclusione causate dall'istituzionalizzazione delle persone con disabilità e come questa forma di trattamento discriminatorio possa favorire ulteriori pregiudizi e maltrattamenti in contesti istituzionali e da parte di tutta la società;

19.  chiede che si faccia un uso equilibrato dei fondi strutturali e d'investimento, promuovendo lo sviluppo di comunità più inclusive e l'istituzionalizzazione, ove richiesta, per consentire in ogni caso che le donne e le ragazze, i bambini e i giovani con disabilità possano ricevere l'aiuto e l'assistenza di cui hanno bisogno in tutta l'Unione; ribadisce che gli Stati membri devono favorire la creazione di comunità inclusive e autonome, fornendo sostegno adeguato per superare le barriere e la discriminazione basati sul genere cui devono far fronte le donne e le ragazze con disabilità;

20.  esprime preoccupazione per l'elevato tasso di disoccupazione tra le persone con disabilità, in particolare le donne disabili, rispetto ad altri gruppi della popolazione nell'Unione europea; invita gli Stati membri a promuovere e garantire un quadro normativo e politico che assicuri la partecipazione delle donne con disabilità al mercato del lavoro, anche quelle con disabilità nascoste, malattie croniche o difficoltà di apprendimento;

21.  sottolinea l'importanza delle imprese e delle cooperative sociali ai fini dell'inclusione economica e sociale e dell'emancipazione delle persone con disabilità, in particolare delle donne con disabilità; invita la Commissione e gli Stati membri a rivolgere particolare attenzione all'economia sociale nei programmi e nelle politiche sulle persone con disabilità e all'integrazione della dimensione di genere;

22.  esprime preoccupazione per il fatto che l'educazione dei minori con disabilità incombe prevalentemente alle donne;

23  sottolinea il ruolo inestimabile e non sufficientemente remunerato delle donne che si prendono cura di familiari con disabilità;

24.  evidenzia l'importanza di includere le ragazze con disabilità nell'istruzione tradizionale in tutti i casi in cui la disabilità lo consenta; ribadisce il ruolo fondamentale svolto dall'istruzione formale, informale e non formale e dall'apprendimento continuo ai fini della promozione dell'inclusione sociale delle donne e delle ragazze con disabilità; sottolinea le potenzialità del settore dell'arte e della cultura per conferire potere alle donne e alle ragazze con disabilità e per far fronte ai pregiudizi e alla discriminazione basati sulla disabilità; rileva la necessità di fornire un sostegno ai programmi educativi inclusivi che affrontano gli ostacoli cui sono soggette le persone che presentano difficoltà di apprendimento, e che combattono gli stereotipi specifici, la discriminazione e i crimini motivati dall'odio;

25.  sottolinea l'importanza delle TIC per la mobilità, la comunicazione e l'accesso ai servizi pubblici; invita pertanto gli Stati membri a promuovere attivamente la partecipazione delle persone con disabilità, compreso il loro accesso ai servizi pubblici online;

26.  esorta le istituzioni dell'UE a rivedere lo statuto del personale, le regolamentazioni interne e le norme di attuazione con l'obiettivo di adottare politiche di assunzione del personale globali, comprese misure positive, volte ad aumentare il numero del personale e dei tirocinanti con disabilità e a garantire che tutti i dipendenti delle istituzioni dell'UE che abbiano una disabilità o abbiano familiari a carico con disabilità possano beneficiare delle soluzioni ragionevoli necessarie per esercitare i loro diritti in condizioni di parità con gli altri; invita inoltre la Commissione a procedere a una revisione del regime comune di assicurazione malattia delle istituzioni dell'UE affinché tenga pienamente conto delle esigenze sanitarie connesse alla disabilità in modo compatibile con la Convenzione;

27.  invita la Commissione a garantire l'istruzione inclusiva nelle scuole europee e, in linea con i requisiti della CRPD delle Nazioni Unite in materia di valutazione multidisciplinare delle necessità individuali, la non esclusione delle ragazze con disabilità, come pure la garanzia di adeguate sistemazioni ragionevoli;

28.  esorta il Parlamento a rafforzare il meccanismo interno di coordinamento per l'attuazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (rete CRPD), affinché diventi un meccanismo trasversale a tutte le commissioni parlamentari per il monitoraggio e l'attuazione della Convenzione, con il proprio personale assegnato in maniera esclusiva;

29.  chiede la ratifica urgente del trattato di Marrakech inteso ad agevolare l'accesso alle opere pubblicate per le persone non vedenti, ipovedenti o con altre difficoltà nella lettura di testi a stampa (trattato di Marrakech), senza subordinarla alla revisione del quadro giuridico dell'UE o ai tempi della decisione della Corte di giustizia; invita la Commissione a introdurre le necessarie proposte legislative al fine di dare attuazione il trattato di Marrakech;

30.  chiede lo sblocco immediato della direttiva antidiscriminazione dell'UE, che dal 2008 non ha registrato alcun progresso in sede di Consiglio, e che essa affronti, in modo specifico, la discriminazione intersezionale basata sul genere e sulla disabilità;

31.  invita gli Stati membri a intensificare gli sforzi volti a fornire alle persone con disabilità un'amministrazione e servizi su un piano di parità con gli altri; sottolinea che la vita indipendente, l'inclusione sociale e la partecipazione delle donne e delle ragazze con disabilità si potranno ottenere solo se saranno rimossi gli ostacoli ancora presenti; ritiene inoltre che le informazioni generali sui servizi per i cittadini (per esempio, informazioni in merito all'istruzione, all'occupazione, all'assistenza sociale e sanitaria) debbano essere fornite in varie forme e in diversi formati, in modo semplice, sicuro e accessibile alle persone con disabilità;

32.  sottolinea la necessità che il Consiglio acceleri la proposta di direttiva relativa all'accessibilità dei siti web degli enti pubblici, allo scopo di aumentare l'accessibilità dei documenti, dei video e dei siti web e a fornire mezzi di comunicazione alternativi accessibili alle persone con disabilità;

33.  accoglie con favore la pubblicazione, da parte della Commissione, della proposta di atto europeo sull'accessibilità, il 2 dicembre 2015; ricorda che è necessario un approccio globale all'accessibilità e ritiene che il diritto all'accessibilità come stabilito all'articolo 9 della CRPD delle Nazioni Unite debba essere garantito alle persone con ogni tipo di disabilità.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

19.4.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

30

1

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Maria Arena, Catherine Bearder, Beatriz Becerra Basterrechea, Malin Björk, Vilija Blinkevičiūtė, Anna Maria Corazza Bildt, Viorica Dăncilă, Iratxe García Pérez, Anna Hedh, Teresa Jiménez-Becerril Barrio, Elisabeth Köstinger, Agnieszka Kozłowska-Rajewicz, Angelika Mlinar, Maria Noichl, Marijana Petir, Pina Picierno, João Pimenta Lopes, Terry Reintke, Jordi Sebastià, Michaela Šojdrová, Ernest Urtasun, Jadwiga Wiśniewska, Anna Záborská, Jana Žitňanská

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Rosa Estaràs Ferragut, Kostadinka Kuneva, Constance Le Grip, Evelyn Regner, Marc Tarabella

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Marco Zanni, Julia Reid


ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

30.5.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

41

3

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Laura Agea, Guillaume Balas, Brando Benifei, Mara Bizzotto, David Casa, Ole Christensen, Lampros Fountoulis, Arne Gericke, Czesław Hoc, Danuta Jazłowiecka, Rina Ronja Kari, Jan Keller, Ádám Kósa, Kostadinka Kuneva, Jean Lambert, Javi López, Thomas Mann, Dominique Martin, Anthea McIntyre, João Pimenta Lopes, Georgi Pirinski, Terry Reintke, Sofia Ribeiro, Maria João Rodrigues, Claude Rolin, Anne Sander, Sven Schulze, Michaela Šojdrová, Ulrike Trebesius, Marita Ulvskog

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Tania González Peñas, Richard Howitt, Dieter-Lebrecht Koch, Edouard Martin, Tamás Meszerics, Evelyn Regner, Joachim Schuster, Helga Stevens, Flavio Zanonato

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Xabier Benito Ziluaga, Rosa D’Amato, Jens Geier, Sylvie Goddyn, Jasenko Selimovic


VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

41

+

ALDE

ECR

EFDD

GUE/NGL

ENF

PPE

 

S&D

 

 

Verts/ALE

 

Jasenko Selimovic

Arne Gericke, Czesław Hoc, Anthea McIntyre, Helga Stevens, Ulrike Trebesius,

Laura Agea, Rosa D'Amato,

Xabier Benito Ziluaga, Tania González Peñas, Rina Ronja Kari, Kostadinka Kuneva, João Pimenta Lopes,

Mara Bizzotto

David Casa, Danuta Jazłowiecka, Dieter-Lebrecht Koch, Ádám Kósa, Thomas Mann, Sofia Ribeiro, Claude Rolin, Anne Sander, Sven Schulze, Michaela Šojdrová,

Guillaume Balas, Brando Benifei, Ole Christensen, Jens Geier, Richard Howitt, Jan Keller, Javi López, Edouard Martin, Georgi Pirinski, Evelyn Regner, Maria João Rodrigues, Joachim Schuster, Marita Ulvskog, Flavio Zanonato,

Jean Lambert, Tamás Meszerics, Terry Reintke,

3

-

ENF

NI

Sylvie Goddyn,Dominique Martin,

Lampros Fountoulis

0

0

 

 

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

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