Procedura : 2015/2105(INI)
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Ciclo del documento : A8-0220/2016

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A8-0220/2016

Discussioni :

PV 04/07/2016 - 17
CRE 04/07/2016 - 17

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PV 05/07/2016 - 4.5
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P8_TA(2016)0299

RELAZIONE     
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27.6.2016
PE 576.919v02-00 A8-0220/2016

su una nuova strategia innovativa e orientata al futuro sul commercio e gli investimenti

(2015/2105(INI))

Commissione per il commercio internazionale

Relatore: Tiziana Beghin

EMENDAMENTI
PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 PARERE della commissione per gli affari esteri
 PARERE della commissione per lo sviluppo
 PARERE della commissione per l'occupazione e gli affari sociali
 PARERE della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia
 PARERE della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori
 PARERE della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale
 ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

su una nuova strategia innovativa e orientata al futuro sul commercio e gli investimenti

(2015/2105(INI))

Il Parlamento europeo,

  vista la sua risoluzione del 26 novembre 2015 sulla situazione dell'agenda di Doha per lo sviluppo anteriormente alla decima conferenza ministeriale dell'Organizzazione mondiale del commercio(1),

  viste le sue raccomandazioni alla Commissione sui negoziati relativi al partenariato transatlantico su commercio e investimenti e all'accordo sugli scambi di servizi, rispettivamente dell'8 luglio 2015 e del 3 febbraio 2016,

  vista la comunicazione della Commissione intitolata "Commercio per tutti: verso una politica commerciale e di investimento più responsabile",

  vista l'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, adottata al vertice per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite tenutosi a New York nel 2015,

  vista la sua risoluzione del 7 luglio 2015 sulle ripercussioni esterne della politica commerciale e d'investimento dell'UE sulle iniziative pubblico-private nei paesi al di fuori dell'UE(2),

  vista la sua risoluzione del 9 giugno 2015 sulla strategia per la tutela e il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale nei paesi terzi(3),

  vista la sua risoluzione del 29 aprile 2015 sul secondo anniversario del crollo dell'edificio Rana Plaza e la situazione del Patto di sostenibilità del Bangladesh(4),

  vista la relazione speciale n. 2/2014 della Corte dei conti europea dal titolo "I regimi di scambi preferenziali sono gestiti in modo adeguato?",

  viste le linee guida dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) destinate alle imprese multinazionali e la dichiarazione tripartita di principi sulle imprese multinazionali e la politica sociale dell'Organizzazione internazionale del lavoro (ILO),

  visti il regolamento dell'UE sul legname raccolto illegalmente, la direttiva dell'UE sulla comunicazione di informazioni di carattere non finanziario, la proposta di regolamento della Commissione relativa ai minerali provenienti delle zone di conflitto, la clausola di trasparenza nelle catene di approvvigionamento contenuta nella legge sulla schiavitù moderna del Regno Unito, nonché la legge francese sul dovere di diligenza,

  vista la sua risoluzione del 27 settembre 2011 sulla nuova politica commerciale per l'Europa nel quadro della strategia Europa 2020(5),

  vista la sua risoluzione del 17 febbraio 2011 sulla strategia Europa 2020(6),

  vista la sua risoluzione del 25 novembre 2010 sulle politiche commerciali internazionali nel quadro degli imperativi dettati dai cambiamenti climatici(7),

  vista la sua risoluzione del 25 novembre 2010 sui diritti umani e le norme sociali e ambientali negli accordi commerciali internazionali(8),

  vista la sua risoluzione del 25 novembre 2010 sulla responsabilità sociale delle imprese negli accordi commerciali internazionali(9),

  visti gli orientamenti dell'UE per la promozione e la tutela dell'esercizio di tutti i diritti umani da parte di lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuali, adottati dal Consiglio "Affari esteri" il 24 giugno 2013,

  viste le conclusioni del Consiglio europeo del 7 e 8 febbraio 2013, le sue conclusioni sugli scambi commerciali del 21 novembre 2014 e le conclusioni del Consiglio "Affari esteri" del 27 novembre 2015,

  visto il parere della commissione per il commercio internazionale in merito alla relazione sulla trasparenza, la responsabilità e l'integrità nelle istituzioni dell'UE,

  visto l'accordo di Marrakech che istituisce l'Organizzazione mondiale del commercio (OMC),

  visto l'articolo 21 del trattato sull'Unione europea (TUE),

  visti gli articoli 207, 208 e 218 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

  visto l'articolo 24, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 2015/478 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 marzo 2015, relativo al regime comune applicabile alle importazioni,

–  visto il principio della coerenza delle politiche per lo sviluppo sancito dal TFUE,

  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il commercio internazionale e i pareri della commissione per gli affari esteri, della commissione per lo sviluppo, della commissione per l'occupazione e gli affari sociali, della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia, della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori e della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale (A8-0220/2016),

A.  considerando che il commercio non è un fine in sé bensì un mezzo per garantire la prosperità e l'uguaglianza, per promuovere le opportunità commerciali, lo sviluppo economico sostenibile, il progresso sociale e la comprensione culturale, per aumentare l'occupazione e per migliorare il tenore di vita senza incrementare la spesa pubblica;

B.  considerando che non può esservi protezione senza accordi commerciali e che non possono esservi accordi commerciali senza misure protettive;

C.  considerando che la politica commerciale comune (PCC) ha subito un profondo cambiamento dall'entrata in vigore del trattato di Lisbona nel dicembre 2009; che il commercio non è un ambito isolato, ma è legato e subordinato a molte altre politiche; che i negoziati per gli accordi commerciali e di investimento devono spingersi oltre la semplice riduzione dei dazi, tenuto conto delle complesse sfide che si pongono oggi in ambito normativo e della convergenza delle norme internazionali;

D.  considerando che – senza mettere in dubbio il contributo del libero scambio alla crescita economica – è mancato nell'Unione europea un dibattito serio sui costi delle politiche di libero scambio (quali, ad esempio, le ristrutturazioni industriali: chiusura di imprese, perdita di posti di lavoro nel settore manifatturiero, delocalizzazione di interi settori industriali e crescita delle importazioni), come pure un'analisi generale costi/benefici delle politiche di libero scambio; che la mancanza di un dibattito onesto induce diverse parti interessate a mettere in dubbio la logica e la direzione della politica commerciale dell'Unione e delle sue politiche in generale e che un siffatto dibattito avrebbe evitato questo infelice stato di cose;

E.  considerando che la sovraccapacità mondiale in alcuni settori industriali chiave e i conseguenti squilibri commerciali hanno iniziato a erodere la fiducia delle imprese e industrie dell'Unione nella validità della politica commerciale che quest'ultima persegue;

F.  considerando che, in un periodo di scarsa crescita economica, il contributo del commercio estero alla ripresa dell'economia europea è fondamentale per conseguire risultati concreti e misurabili e per promuovere un'occupazione dignitosa, una crescita economica sostenibile e l'uguaglianza in Europa e non solo;

G.  considerando che la politica commerciale di nuova generazione deve rispondere alle preoccupazioni dei cittadini riguardanti la trasparenza e la partecipazione, lo Stato sociale e l'occupazione, alle aspettative delle imprese di un'economia globale e interconnessa, alla lotta contro la povertà e alla necessità di garantire una distribuzione più equa dei profitti generati dal commercio nonché affrontare le questioni nuove, quali il commercio digitale e il ruolo chiave delle PMI;

H.  considerando che i negoziati commerciali in corso hanno portato la politica commerciale dell'UE all'attenzione del pubblico, e che un numero sempre maggiore di cittadini è interessato alla politica commerciale e teme che le regolamentazioni e le norme europee e nazionali possano essere compromesse dalla PCC;

I.  considerando che la Commissione si è chiaramente impegnata affinché nessun accordo commerciale comporti mai la riduzione del grado di protezione normativa, che qualsiasi modifica al grado di protezione avvenga unicamente nel senso di una maggiore tutela e che venga sempre tutelato il diritto di regolamentazione;

J.  considerando che i cittadini e le imprese dell'Unione, tra cui le PMI, esprimono dubbi sul fatto che le grandi associazioni di categoria rappresentino effettivamente gli interessi dei cittadini e delle imprese dell'UE e, in generale, dell'Unione europea stessa;

K.  considerando che la cooperazione normativa in materia di accordi commerciali deve garantire il maggiore grado possibile di tutela della salute e di sicurezza, conformemente al principio di precauzione sancito dall'articolo 191 TFUE;

L.  considerando che la trasparenza esige la verifica, da parte delle istituzioni dell'Unione, che le posizioni presentate per conto delle imprese dell'Unione ne rispecchino effettivamente le opinioni;

M.  considerando che la politica commerciale e di investimento dell'UE deve essere sostenuta non soltanto garantendo risultati vantaggiosi in termini di occupazione e creazione di ricchezza per i cittadini e le imprese, ma anche potenziando i diritti ambientali e sociali e assicurando il massimo livello di trasparenza, impegno e rendicontabilità, mantenendo un dialogo costante con le imprese, i consumatori, le parti sociali, tutti i pertinenti soggetti interessati e le autorità locali e regionali e definendo orientamenti chiari nel quadro dei negoziati;

N.  considerando che le norme di origine determinano la vera portata della liberalizzazione commerciale, dal momento che stabiliscono quali prodotti traggono effettivamente vantaggio dagli accordi di libero scambio, sebbene siano spesso trascurate nei dibattiti pubblici sulla politica commerciale e non siano a tutt'oggi state oggetto di un'analisi del Parlamento;

O.  considerando la necessità che l'Unione europea tenga conto, nella sua politica commerciale e nei negoziati commerciali che porta avanti, della sensibilità di alcuni settori in termini di apertura del mercato, segnatamente il settore agricolo;

P.  considerando che, in base alle previsioni, nel 2050 l'UE-28 rappresenterà soltanto il 15 % del PIL mondiale, rispetto al 23,7 % del 2013, e che dal 2015 il 90 % della crescita economica mondiale è generato al di fuori dell'UE; che il tasso di crescita delle economie emergenti sta rallentando in maniera significativa;

Q.  considerando che attualmente l'UE è il più grande blocco commerciale del mondo e controlla un terzo del commercio mondiale, e che da qui al 2020 tale quota dovrebbe scendere fino a circa il 26 %;

R.  considerando che i futuri accordi e negoziati commerciali dovrebbero tenere conto delle posizioni definite nelle risoluzioni del Parlamento sul partenariato transatlantico su commercio e investimenti (TTIP) e sull'accordo sugli scambi di servizi (TiSA), ed essere ad esse coerenti;

S.  considerando che il centro di produzione della ricchezza si sta chiaramente spostando verso est, verso la regione Asia-Pacifico e in particolare la Cina, che ha già superato il Giappone e supererà probabilmente gli Stati Uniti, diventando la più grande economia del mondo nel 2025; che tale mutamento rivela come le economie emergenti e i paesi in via di sviluppo stiano recuperando terreno rispetto al gruppo dei paesi industrializzati e raggiungendo lo stadio di economie mature;

T.  considerando che anche altre variabili, quali i cambiamenti demografici, avranno un impatto negativo sulla posizione dell'UE sulla scena commerciale mondiale; che la quota UE della popolazione mondiale dovrebbe diminuire, passando dal 7,1 % nel 2013 al 5,3 % nel 2060;

U.  considerando che, secondo le stime, nel 2014 i flussi transfrontalieri di capitali, beni, servizi e dati hanno contribuito all'economia mondiale per 7 800 miliardi di dollari statunitensi supplementari, e che il valore aggiunto dei flussi di dati rappresenta da solo 2 800 miliardi di tale importo totale ed è quindi superiore ai 2 700 miliardi di dollari stimati per gli scambi di beni;

Adattarsi più velocemente ai rapidi cambiamenti nelle tendenze commerciali mondiali

1.  accoglie con favore la nuova strategia della Commissione "Commercio per tutti: verso una politica commerciale e di investimento più responsabile" e, in particolare, il nuovo accento su elementi quali la gestione responsabile delle catene di approvvigionamento, il mercato digitale globale, gli scambi di beni e servizi digitali, il commercio equo ed etico e i costi sociali della liberalizzazione degli scambi; ritiene fermamente che qualsiasi futura politica commerciale debba combattere le forme di protezionismo, anche riducendo le barriere non tariffarie superflue, e garantire nuove opportunità di accesso al mercato, in particolare per le PMI; ricorda che la liberalizzazione degli scambi deve essere messa in atto in modo adeguato onde garantire lo sviluppo sostenibile; deplora il ritardo della Commissione nella presentazione di una nuova strategia, dal momento che il Parlamento aveva chiesto che una revisione della strategia commerciale a medio e lungo termine fosse presentata entro l'estate 2012;

2.  ritiene fermamente che, benché i servizi rappresentino il 70 % del PIL dell'UE e garantiranno il 90 % dei futuri posti di lavoro, il settore manifatturiero dell'UE costituisca un elemento essenziale della reindustrializzazione dell'Europa e che, quindi, la strategia debba incentrarsi maggiormente sul ruolo del settore manifatturiero nella PCC; esorta la Commissione a collaborare con i partner commerciali onde garantire una maggiore apertura dei loro mercati alle imprese dell'UE, in particolare nel settore dei trasporti, delle telecomunicazioni e degli appalti pubblici, considerato che le loro imprese estere beneficiano tuttora di un ampio accesso al mercato interno dell'UE;

3.  riconosce che la politica commerciale dell'UE è estremamente importante sul piano geopolitico ed economico se l'Europa vuole plasmare la globalizzazione, rafforzare le norme internazionali e aumentare l'accesso ai mercati esteri; osserva che le norme internazionali saranno definite da altri se non agiamo subito; sottolinea che, dato lo status dell'UE quale maggiore economia mondiale, il commercio sostenibile e responsabile costituisce lo strumento politico più forte a disposizione dell'Unione per sostenere gli interessi, gli investimenti e gli affari europei nonché per promuovere i valori dell'Europa all'estero, favorendo al contempo la crescita economica e gli investimenti e creando posti di lavoro al proprio interno; appoggia l'obiettivo della Commissione di potenziare le sinergie tra la politica commerciale e quella in materia di mercato interno e raccomanda che tali politiche diano la priorità alle misure volte a creare nuovi posti di lavoro;

4.  si compiace dell'impegno della Commissione affinché nessun accordo commerciale indebolisca i risultati delle norme europee in materia di protezione dei consumatori, anche nel contesto della rivoluzione digitale; sottolinea che il Parlamento continuerà a verificare da vicino che i negoziati in corso rispettino tale impegno;

5.  mette in rilievo il nesso tra il mercato unico e la politica commerciale dell'UE, elementi che dovrebbero essere pienamente compatibili tra loro e con le politiche e i valori più ampi dell'Unione; reputa che un commercio mondiale aperto, responsabile e libero, fondato su norme globali efficaci, trasparenti e solide, sia fondamentale per realizzare appieno il potenziale del mercato unico, facendolo funzionare e crescere e rendendolo vantaggioso per i cittadini, i consumatori e le imprese, in particolare le piccole e medie imprese; ricorda che l'apertura del commercio comporta una maggiore produttività, contribuisce ad accrescere la competitività esterna, è già responsabile di quasi un posto di lavoro su sette nel mercato unico e apporta vantaggi considerevoli per i consumatori;

6.   invita la Commissione ad aggiornare regolarmente la sua strategia commerciale e di investimento e a presentare pubblicamente una relazione di attuazione dettagliata al Parlamento, ogni due anni a partire dal 2017, per assicurare che le promesse fatte vengano mantenute; invita la Commissione a includere in tali relazioni i progressi compiuti nell'ambito dei negoziati commerciali in atto e dell'attuazione degli accordi commerciali esistenti;

7.  esorta la Commissione ad accelerare le sue procedure in modo che gli accordi commerciali negoziati possano essere sottoposti al Parlamento in tempi più brevi, consentendo quindi una loro applicazione provvisoria o una loro entrata in vigore più rapida;

Assicurare una politica commerciale trasparente e dare più voce ai cittadini

8.  si compiace della maggiore trasparenza e apertura della Commissione in tutte le fasi dei negoziati commerciali e sostiene l'iniziativa della Commissione per la trasparenza del TTIP; riconosce che, in seguito a una serie di richieste del Parlamento, la Commissione ha rafforzato la trasparenza dei negoziati, garantendo a tutti i deputati del Parlamento europeo e dei parlamenti nazionali l'accesso a documenti negoziali classificati e fornendo maggiori informazioni ai soggetti interessati; ricorda che un più ampio accesso dei deputati del Parlamento europeo alle informazioni classificate nei negoziati per il TTIP ha rafforzato il controllo parlamentare, permettendo al Parlamento di assumere ancora meglio la sua responsabilità nel quadro della PCC; chiede, pertanto, che l'iniziativa sulla trasparenza della Commissione sia ampliata per estendere la piena trasparenza e la possibilità di un controllo pubblico a tutti i negoziati commerciali in corso e futuri e che si proceda alla consultazione dei paesi partner per promuovere le norme più elevate in materia di trasparenza, garantendo che si tratti di un processo reciproco in cui la posizione negoziale dell'UE non risulti compromessa e che l'accordo sia raggiunto al livello di trasparenza dei negoziati auspicato negli studi esplorativi; sottolinea che un'effettiva trasparenza può rafforzare il sostegno globale a favore di un commercio fondato su regole;

9.  invita il Consiglio a pubblicare senza indugio tutti i mandati negoziali precedentemente adottati e futuri;

10.  invita la Commissione a garantire una partecipazione forte ed equilibrata della società civile e delle parti sociali, anche attraverso opportune consultazioni pubbliche e campagne di comunicazione online, onde migliorare i contenuti della politica commerciale dell'UE e orientarla alla difesa dei diritti dei cittadini, rafforzandone in tal modo la legittimità;

11.  sottolinea che, nel contesto dell'attuale dibattito sulla portata dei negoziati commerciali, la cooperazione normativa deve preservare la funzione primaria della regolamentazione, ossia perseguire l'interesse pubblico; sottolinea che una cooperazione rafforzata tra le autorità di regolamentazione dovrebbe agevolare il commercio e gli investimenti attraverso l'identificazione delle barriere tecniche superflue al commercio nonché delle formalità e degli oneri amministrativi duplicati o superflui che colpiscono in maniera sproporzionata le PMI, senza compromettere nel contempo le procedure tecniche legate a norme e regolamentazioni fondamentali, preservando le norme europee in materia di salute, sicurezza, consumatori, lavoro, legislazione sociale e ambientale e diversità culturale e proteggendo pienamente il principio di precauzione e l'autonomia normativa delle autorità nazionali, regionali e locali; ribadisce che i relativi meccanismi devono essere basati sul perfezionamento dello scambio di informazioni e sul miglioramento dell'adozione delle norme tecniche internazionali nonché portare a una maggiore convergenza, mentre in nessun caso devono compromettere o differire le procedure decisionali democraticamente legittimate di ogni partner commerciale; incoraggia l'uso e l'elaborazione di ulteriori norme tecniche internazionali basate su valutazioni di impatto, nonché tutti gli sforzi volti a garantire che i nostri partner commerciali si impegnino pienamente nell'ambito degli organismi internazionali di normazione; ritiene tuttavia che la mancanza di una norma internazionale comune non debba impedire il reciproco riconoscimento dell'equivalenza, se del caso, o gli sforzi volti a elaborare norme tecniche transatlantiche comuni;

12.  invita la Commissione, al fine di garantire la trasparenza e salvaguardare gli interessi commerciali dell'UE, a garantire, nel quadro delle consultazioni dell'industria sulle iniziative commerciali, che le associazioni dell'UE rappresentino effettivamente gli interessi commerciali dell'UE rispecchiando i veri interessi delle industrie nazionali; sottolinea che, ove possibile, i documenti delle istituzioni dell'UE dovrebbero essere pubblicati, poiché la trasparenza è fondamentale per ottenere il sostegno pubblico per la PCC; invita la Commissione ad attuare le raccomandazioni formulate dal Mediatore europeo nel luglio 2015, con particolare riguardo all'accesso ai documenti per tutti i negoziati;

Una maggiore coerenza tra gli obiettivi commerciali dell'UE e altri aspetti della sua politica esterna in materia di commercio per lo sviluppo

13.   ricorda che la PCC deve essere condotta nel quadro dei principi e degli obiettivi dell'azione esterna dell'Unione definiti all'articolo 21 del TUE e all'articolo 208 del TFUE e dovrebbe promuovere i valori che l'UE difende, quali enumerati all'articolo 2 del TUE; ricorda che occorre garantire coerenza tra le politiche esterne e le politiche interne dotate di una dimensione esterna; sottolinea che l'UE ha l'obbligo giuridico di rispettare i diritti umani e dovrebbe promuovere lo sviluppo economico, sociale e ambientale sostenibile dei paesi che sono suoi partner commerciali; ritiene che l'UE abbia la responsabilità di compiere tutti gli sforzi necessari per prevedere, prevenire e contrastare qualsiasi potenziale effetto negativo causato dalla PCC, conducendo regolarmente valutazioni di impatto ex-ante ed ex-post in relazione ai diritti umani e alla sostenibilità e riesaminando, conseguentemente, gli accordi commerciali in funzione delle necessità; ricorda che soltanto un commercio equo e adeguatamente regolato, se allineato con gli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS), potrebbe ridurre le disuguaglianze e promuovere lo sviluppo; ricorda che gli OSS comprendono diversi target connessi al commercio in tutta una serie di settori d'intervento, e che uno degli obiettivi più concreti mira all'incremento delle esportazioni dai paesi in via di sviluppo al fine di raddoppiare la quota delle esportazioni globali dei paesi meno sviluppati entro il 2020;

14.  accoglie con favore la significativa diminuzione del numero di persone che vivono in povertà assoluta, in base alla definizione dalla Banca mondiale, rispetto al 1990; osserva tuttavia che è necessario adoperarsi maggiormente per catalizzare gli investimenti, sia pubblici che privati, verso i paesi meno sviluppati al fine di fornire quadri istituzionali e infrastrutturali che consentano a tali paesi di sfruttare meglio i vantaggi offerti dal commercio, aiutandoli a diversificare le loro economie e a inserirsi nelle catene globali del valore, specializzandosi in prodotti a più alto valore aggiunto;

15.  prende atto delle dichiarazioni della Commissione di rafforzare lo sviluppo sostenibile e promuovere i diritti umani, le norme sociali e del lavoro e la sostenibilità ambientale in tutto il mondo attraverso i suoi accordi commerciali e di investimento, ma invita a compiere sforzi determinati al fine di attuare e applicare pienamente i capitoli corrispondenti nella pratica; condivide il parere della Commissione secondo cui l'UE ha una particolare responsabilità per quanto riguarda l'impatto delle sue politiche commerciali sui paesi in via di sviluppo e in particolare sui paesi meno sviluppati;

16.  ritiene che la migrazione costituisca una delle principali sfide che l'UE si trova ad affrontare nel XXI secolo; sottolinea che garantire la coerenza delle politiche dell'UE in materia di commercio e investimenti è fondamentale per far fronte alle cause della migrazione; deplora che la strategia "Commercio per tutti" non abbia tenuto sufficientemente conto di tale aspetto;

17.  è del parere che la finalità delle zone di libero scambio globali e approfondite (DCFTA), soprattutto per i paesi partner in situazioni di crisi economica, debba essere soprattutto quella di migliorare in maniera tangibile e sostenibile le condizioni di vita della gente comune;

18.  sottolinea che le disposizioni in materia di diritti umani, le norme sociali e ambientali, gli impegni sui diritti del lavoro basati sulle convenzioni fondamentali dell'OIL e sui principi di responsabilità sociale delle imprese, compresi i principi dell'OCSE per le società multinazionali e i principi delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani, dovrebbero essere vincolanti e devono costituire una parte sostanziale degli accordi commerciali dell'UE mediante impegni applicabili; invita la Commissione a includere in tutti gli accordi commerciali e di investimento dell'UE capitoli in materia di sviluppo sostenibile; ritiene che, per rendere vincolanti tali disposizioni sullo sviluppo sostenibile, sia necessario attuare un approccio in tre fasi che preveda consultazioni a livello governativo, gruppi consultivi nazionali e comitati di esperti con la partecipazione dell'OIL e che si debba ricorrere solamente in ultima istanza alla disposizione generale sulla risoluzione delle controversie contenuta nell'accordo al fine di risolvere le controversie con la possibilità di sanzioni finanziarie; sottolinea che le norme lavorative e ambientali non sono circoscritte ai capitoli sul commercio e sullo sviluppo sostenibile, ma devono valere in tutti gli ambiti degli accordi commerciali;

19.  sottolinea l'importanza di prevedere meccanismi di salvaguardia efficaci negli accordi commerciali; chiede nel contempo l'inclusione di un meccanismo di applicazione efficace dei diritti ambientali e del lavoro ai quali non si applica la clausola sui diritti umani; chiede un meccanismo attraverso il quale il Parlamento possa chiedere alla Commissione di avviare un'indagine sulle violazioni, da parte di terzi, degli obblighi loro incombenti in virtù di una clausola sugli elementi essenziali; invita la Commissione a istituire un processo strutturato e depoliticizzato che preveda che le consultazioni con i partner per sospetta violazione degli obblighi previsti dai capitoli sul commercio e sullo sviluppo sostenibile debbano essere avviate in base a criteri chiari;

20.  sottolinea la partecipazione della società civile negli accordi di libero scambio (ALS) e la possibilità di utilizzare mezzi di comunicazione più avanzati in modo da agevolare la partecipazione della società civile;

21.  ribadisce che è importante rispettare le norme europee e internazionali in materia di commercio di armi, in particolare il trattato internazionale delle Nazioni Unite sul commercio di armi e il codice di condotta dell'UE sulle esportazioni di armi; evidenzia che la politica commerciale dell'UE è uno strumento di diplomazia economica che potrebbe anche contribuire ad affrontare le cause profonde del terrorismo; sottolinea che una legislazione efficace in materia di controllo delle esportazioni rappresenta anch'essa un aspetto chiave della politica commerciale dell'UE; invita a tale proposito la Commissione ad aggiornare la legislazione dell'UE sul controllo delle esportazioni di prodotti a duplice uso, al fine di perseguire gli obiettivi strategici e i valori universali dell'Unione;

22.  ricorda che, secondo le stime dell'OIL, 865 milioni di donne in tutto il mondo potrebbero contribuire maggiormente alla crescita economica se fossero sostenute in maniera più efficace; osserva che le imprese femminili rappresentano una leva sottoutilizzata per stimolare la competitività, accelerare l'attività economica e sostenere la crescita; afferma che la politica commerciale può avere impatti differenti in termini di genere nei diversi settori dell'economia e che sono necessari maggiori dati sul genere e sul commercio; prende atto che la Commissione non affronta la dimensione di genere degli accordi commerciali nella sua comunicazione "Commercio per tutti"; invita la Commissione a intensificare gli sforzi volti a sfruttare i negoziati commerciali come uno strumento per promuovere l'uguaglianza di genere in tutto il modo e a garantire che tanto le donne quanto gli uomini possano trarre vantaggio dalla liberalizzazione degli scambi ed essere protetti dai suoi effetti negativi; ritiene che, a tale proposito, la Commissione dovrebbe assicurarsi che la prospettiva di genere sia inclusa, orizzontalmente, in tutti gli accordi commerciali futuri e monitorare l'impatto in termini di genere degli accordi commerciali in vigore;

23.  si compiace che la Commissione abbia annunciato di volere effettuare una revisione intermedia del sistema di preferenze generalizzate (SPG), valutando in particolare la possibilità di estendere le preferenze ai servizi all'interno del sistema; sottolinea nel contempo che i sistemi di SPG, tra cui il regime "tutto tranne le armi" (EBA) e SPG+, sono strumenti che consentono di rispettare i valori fondamentali e che devono essere attuati e monitorati in modo efficace;

Catene globali del valore (CGV) trasparenti che rispettano i valori e le norme fondamentali a livello mondiale

24.  riconosce che l'internazionalizzazione del sistema produttivo mondiale ha contribuito a creare nuove opportunità di sviluppo economico e ad offrire a centinaia di milioni di persone una via di uscita dalla povertà attraverso l'occupazione; ricorda che, secondo l'OIL, circa 780 milioni di donne e uomini attivi non hanno un reddito sufficiente per uscire dalla povertà; sottolinea che l'espansione delle CGV ha creato opportunità occupazionali ma che la debole applicazione delle leggi sul lavoro esistenti e delle norme di sicurezza occupazionali – introdotte per tutelare i lavoratori contro orari di lavoro estenuanti e condizioni inaccettabili – nei paesi di origine è tuttora una questione urgente; osserva che le CGV hanno anche incoraggiato alcuni fornitori a ignorare le leggi sul lavoro, a delocalizzare le loro attività economiche al di fuori dell'UE, a impiegare lavoratori in condizioni pericolose e inaccettabili, a esigere orari di lavoro estenuanti e a negare ai lavoratori i loro diritti fondamentali; ricorda che tali pratiche creano una situazione di concorrenza sleale per i fornitori che rispettano le leggi sul lavoro e le norme internazionali in materia di lavoro e di ambiente e per i governi che desiderano migliorare i salari e le condizioni di vita; invita la Commissione ad analizzare l'impatto dell'aumento delle CGV e a presentare proposte concrete per migliorarne le condizioni in stretta collaborazione con l'OIL e l'OCSE; sottolinea che una maggiore integrazione dell'UE nelle CGV deve seguire due principi: da un lato, salvaguardare il modello sociale e normativo europeo e, dall'altro, garantire e creare una crescita economica sostenibile ed equa e un'occupazione dignitosa nell'UE e per i suoi partner; riconosce che la globalizzazione delle catene del valore aumenta il contenuto di importazione tanto della produzione interna quanto delle esportazioni, incrementando così in modo sostanziale il costo delle misure protezionistiche;

25.  ritiene che la politica commerciale debba contribuire ad assicurare un processo produttivo trasparente lungo tutta la catena del valore e garantire il rispetto delle norme ambientali, sociali e di sicurezza fondamentali; invita la Commissione a promuovere iniziative sulle norme relative al dovere di diligenza per le catene di approvvigionamento che vadano al di là degli obblighi non vincolanti; si compiace dell'intenzione della Commissione di cooperare strettamente con l'OIL e con l'OCSE per sviluppare un approccio globale al fine di migliorare le condizioni di lavoro in particolare nel settore dell'abbigliamento; sottolinea l'importanza di identificare e valutare nuove opportunità settoriali o geografiche per ulteriori iniziative a favore di una catena di approvvigionamento responsabile; attende con interesse la prossima comunicazione della Commissione sulla responsabilità sociale delle imprese;

26.  esorta la Commissione a portare avanti il quadro complessivo per la politica di investimento in relazione allo sviluppo sostenibile dell'UNCTAD;

27.  chiede che gli aiuti al commercio e l'assistenza tecnica dell'UE siano incentrati sul sostegno ai produttori poveri, alle microimprese e alle piccole imprese, alle cooperative e alle donne, nonché sull'uguaglianza di genere, al fine di accrescere i vantaggi derivanti dagli scambi commerciali nei mercati locali e regionali;

28.  invita la Commissione a sviluppare la legislazione con l'obiettivo di vietare le importazioni di beni prodotti attraverso qualsivoglia forma di lavoro forzato o di schiavitù moderna e, nel contempo, a rafforzare i controlli basati su principi etici in relazione alle importazioni e alla catena di approvvigionamento;

29.  sottolinea che una migliore protezione dell'intero spettro dei diritti di proprietà intellettuale e un'applicazione più efficace sono fondamentali per l'ulteriore integrazione nelle CGV;

30.  invita la Commissione a sostenere tutti i paesi in via di sviluppo affinché utilizzino in maniera completa ed efficace le flessibilità previste dall'accordo TRIPS, riconosciute e affermate dalla dichiarazione di Doha sull'accordo TRIPS e la salute pubblica, adottata il 14 novembre 2001, nell'ottica di garantire che siano in grado di fornire l'accesso a farmaci essenziali a prezzi accessibili nel quadro dei loro programmi nazionali di salute pubblica; ricorda al Consiglio, a tale riguardo, di rispettare gli impegni della dichiarazione di Doha assicurando che la Commissione garantisca esplicitamente l'accesso ai farmaci nel negoziare le disposizioni TRIPS-plus relative ai prodotti farmaceutici, nel quadro dei futuri accordi commerciali bilaterali e regionali con i paesi in via di sviluppo o nei processi di adesione all'OMC dei paesi in via di sviluppo; accoglie con favore il sostegno della Commissione a favore della richiesta di proroga avanzata dai paesi meno sviluppati per la proprietà intellettuale farmaceutica, ma deplora la decisione del Consiglio TRIPS dell'OMC di concedere soltanto una proroga limitata a 17 anni;

31.  accoglie con favore l'attenzione dedicata dalla Commissione al commercio equo nella comunicazione "Commercio per tutti" e invita la Commissione ad adempiere prioritariamente ai suoi impegni di utilizzare la struttura esistente per l'attuazione degli ALS allo scopo di promuovere il commercio equo, incentivare i sistemi di commercio equo presso i piccoli produttori nei paesi terzi per mezzo delle delegazioni dell'UE e di svolgere attività di sensibilizzazione nell'UE, come un premio per la "città europea del commercio equo ed etico";

32.  ritiene che le nuove tecnologie e Internet forniscano nuovi strumenti di tracciabilità dei prodotti lungo la catena di approvvigionamento;

33.  ricorda il ruolo dei servizi bancari nello sviluppo del commercio e degli investimenti; invita l'UE a sostenere la promozione dell'accesso ai servizi bancari nei paesi in via di sviluppo;

34.  si compiace del fatto che la Commissione abbia annunciato di volere modernizzare le norme di origine, dal momento che esse costituiscono una barriera sempre maggiore agli scambi laddove i modelli commerciali sono dominati dalle catene globali del valore; sottolinea che la modernizzazione delle norme di origine deve costituire una priorità in tutti gli accordi di libero scambio negoziati dall'Unione; invita la Commissione, in particolare, ad adoperarsi per norme di origine flessibili, tra cui requisiti non particolarmente rigorosi per quanto riguarda il valore aggiunto e la modifica dei sottocodici nel sistema armonizzato;

Rendere il monitoraggio, la valutazione e il follow-up degli accordi esistenti una priorità assoluta della politica commerciale dell'UE

35.  valuta positivamente la proposta della Commissione relativa a un partenariato rafforzato con il Parlamento e i soggetti interessati per l'attuazione degli accordi commerciali; sottolinea che il Parlamento deve essere coinvolto e pienamente informato, in maniera tempestiva, in tutte le fasi della procedura, anche mediante una consultazione sistematica del Parlamento prima di elaborare il mandato a negoziare; sottolinea che la Commissione ha l'obbligo di informare il Parlamento circa le sue attività relative all'attuazione, al monitoraggio e al follow-up degli accordi commerciali e di investimento;

36.  invita la Commissione a non chiedere l'applicazione provvisoria degli accordi commerciali, compresi i capitoli commerciali degli accordi di associazione, prima che il Parlamento dia la sua approvazione; ricorda che ciò comprometterebbe gravemente i diritti del Parlamento e creerebbe una potenziale incertezza giuridica in relazione agli altri firmatari dell'accordo e agli operatori economici interessati; rammenta e accoglie con favore gli impegni del commissario per il Commercio in tale ambito ma raccomanda con fermezza di formalizzare tale impostazione nel nuovo accordo interistituzionale;

37.  ritiene che, nel caso degli accordi misti, la pratica già testata in virtù della quale un accordo è applicato provvisoriamente soltanto dopo che il Parlamento ha concesso la sua approvazione in attesa della ratifica da parte dei parlamenti nazionali costituisca la soluzione più equilibrata tra controllo democratico ed efficienza;

38.  ribadisce che il monitoraggio, la valutazione e il follow-up degli accordi esistenti devono diventare una priorità assoluta della PCC; invita la Commissione a riassegnare le risorse adeguate per consentire alla DG Commercio di monitorare meglio gli accordi commerciali che devono essere attuati, in considerazione della crescente agenda negoziale; invita la Commissione a istituire indicatori specifici per garantire il monitoraggio dell'attuazione degli accordi commerciali e a presentare pubblicamente e periodicamente una relazione dettagliata sull'attuazione al Parlamento, indicando, ad esempio, i risultati delle industrie dell'UE e l'impatto degli accordi sui diversi settori, nonché le rispettive quote di mercato;

39.  invita la Commissione a migliorare la qualità e l'accuratezza delle valutazioni ex ante ed ex post sulla base di una metodologia rivista; sottolinea la necessità di presentare sempre una valutazione d'impatto approfondita ed esaustiva della sostenibilità per le iniziative nell'ambito della politica commerciale, vista in particolare la recente raccomandazione del Mediatore riguardante la denuncia 1409/201/JN sull'ALS tra UE e Vietnam; sottolinea che le valutazioni dovrebbero contemplare almeno: i settori economici sensibili; i diritti umani, sociali e ambientali; la produzione agricola e locale nelle regioni ultraperiferiche; esprime preoccupazione per la mancanza di valutazioni intermedie ed ex post e per la scarsa qualità di quelle esistenti, come dimostra la relazione speciale n. 2/2014 della Corte dei conti europea; insiste sulla necessità di eseguire valutazioni intermedie ed ex post di migliore qualità per quanto concerne tutti gli accordi commerciali, al fine di permettere ai responsabili politici, ai soggetti interessati e ai contribuenti europei di valutare se tali accordi commerciali abbiano sortito i risultati attesi; chiede alla Commissione di fornire dati sull'impatto degli accordi commerciali conclusi, con particolare riferimento alle PMI, alla creazione di posti di lavoro dignitosi, ai diritti umani e all'ambiente, anche nei paesi partner e di presentare misure aggiuntive per garantire che i paesi meno sviluppati traggano beneficio dalle nostre politiche commerciali;

40.  invita la Commissione a presentare al Parlamento una relazione sulla pratica della doppia tariffazione e altre pratiche di distorsione dei prezzi utilizzate dai principali partner commerciali dell'UE, concentrando l'attenzione sulle risorse energetiche e indicando l'impatto economico di tali pratiche sull'economica dell'UE nonché le misure adottate dalla Commissione, a livello bilaterale, multilaterale e dell'OMC, per porre fine a tali pratiche; invita la Commissione ad adoperarsi con ogni mezzo per abolire la pratica della doppia tariffazione e altre pratiche di distorsione dei prezzi nelle sue relazioni commerciali con tutti i suoi partner commerciali;

Promuovere il commercio mondiale attraverso un approccio multilaterale nel quadro dell'OMC

41.  sottolinea che il sistema commerciale multilaterale nell'OMC resta l'opzione migliore per garantire un sistema aperto, leale e basato sulle regole in grado di tenere in conto e bilanciare i diversi interessi dei membri; ribadisce che il Parlamento resta sostenitore convinto dell'agenda multilaterale; plaude alla conclusione dei negoziati relativi all'accordo sull'agevolazione degli scambi che contribuirà a semplificare e ad ammodernare le procedure doganali in molti paesi, il che a sua volta faciliterà l'integrazione dei paesi in via di sviluppo nel sistema commerciale globale; chiede che tutte le parti attuino l'accordo in modo rapido e corretto;

42.  rileva che nel corso della decima conferenza ministeriale dell'OMC a Nairobi nel 2015 sono stati conseguiti modesti miglioramenti; prende atto delle differenze tra i membri dell'OMC in merito alle modalità operative legate all'agenda di Doha, compresa l'esigenza di considerare nuovi approcci per dare soluzione alle questioni in sospeso nel rispetto dei diversi interessi all'interno dei paesi in via di sviluppo e tra i paesi meno sviluppati, riconoscendo nel contempo la crescente responsabilità per le economie emergenti, nell'ottica di giungere alla conclusione del ciclo di Doha; plaude all'impegno dell'UE a favore dell'obiettivo di 400 milioni di EUR in finanziamenti per cinque anni al fine di sostenere i paesi in via di sviluppo, in particolare i paesi meno sviluppati, nei loro sforzi per attuare l'accordo sull'agevolazione degli scambi; osserva l'interesse espresso da alcuni membri dell'OMC in merito all'apertura di nuovi settori negoziali, tra cui, ma non esclusivamente, gli investimenti, le imprese statali, la concorrenza e il commercio digitale; ritiene che l'esito della conferenza ministeriale di Nairobi offra un'opportunità per dare nuovo impulso alla funzione negoziale dell'OMC; invita la Commissione a prendere l'iniziativa di riformare e rafforzare l'OMC, anche rafforzando il coordinamento con l'OIL e le altre agenzie dell'ONU che si occupano di ambiente e diritti umani, al fine di assicurare maggiore inclusione, efficacia, trasparenza e rendicontabilità; ricorda il ruolo cruciale degli aiuti al commercio (AFT) per il potenziamento delle capacità in campo commerciale e l'assistenza tecnica ai paesi in via di sviluppo; invita, a tale proposito, l'Unione e i suoi Stati membri a impegnarsi ad aumentare gli aiuti al commercio, in modo da permettere ai paesi in via di sviluppo di beneficiare di una quota maggiore di valore aggiunto nelle GVC; chiede alla Commissione di affrontare la questione del commercio equo e solidale nel prossimo riesame della strategia in materia di aiuti al commercio;

43.  ritiene che i negoziati plurilaterali, preferibilmente in seno all'OMC, quali l'accordo sulla tecnologia dell'informazione (ITA), l'accordo sui beni ambientali (EGA) e l'accordo sugli scambi di servizi (TiSA), siano soltanto la seconda opzione preferibile e offrano un'opportunità per rilanciare i progressi a livello dell'OMC, ma solo mantenendo aperta la possibilità di adesione da parte di membri dell'OMC interessati; è fermamente convinto che, ove possibile, tali accordi debbano essere sufficientemente ambiziosi da essere applicati in base al principio della nazione più favorita tra tutti i membri dell'OMC e dovrebbero costituire l'ossatura per i futuri accordi multilaterali; evidenzia che la politica commerciale andrebbe utilizzata anche come strumento per aumentare la competitività di prodotti ecocompatibili, sia per quanto riguarda il loro impiego che i metodi di produzione; sottolinea l'importanza della dimensione multilaterale dell'iniziativa "beni ambientali" e di valutare se gli accordi commerciali possano accordare maggiori preferenze ai veri e propri beni ambientali; sottolinea che il TiSA potrebbe costituire un'opportunità per rilanciare i progressi sul commercio dei servizi a livello dell'OMC;

44.  chiede una forte ed efficace dimensione parlamentare dell'OMC per accrescere la trasparenza dell'organizzazione nonché rafforzare e garantire la legittimità democratica del commercio globale; sollecita l'OMC a utilizzare appieno la Conferenza parlamentare sull'OMC e a garantire che i parlamentari abbiano accesso a tutte le informazioni di cui necessitano per svolgere efficacemente il proprio ruolo di controllo e contribuire in modo significativo alle politiche commerciali;

Approccio mirato nella scelta dei prossimi negoziati su ALS

45.  invita la Commissione a concentrarsi, in modo equilibrato e in uno spirito di reciprocità e vantaggio reciproco, sulla conclusione dei negoziati commerciali in atto e a valutare i possibili effetti cumulativi, in particolare per i prodotti sensibili interessati da quote o liberalizzazione nell'ambito dei negoziati in corso o degli accordi commerciali già conclusi; chiede di valutare e comunicare meglio il reale e potenziale impatto degli accordi commerciali conclusi prima di avviare nuovi negoziati su ALS, al fine di trovare un adeguato equilibrio tra la tutela dei settori agricoli sensibili e la promozione degli interessi offensivi dell'Unione in quanto uno dei principali esportatori del settore agroalimentare, ad esempio prevedendo periodi transitori appropriati e quote, e in alcuni casi l'esclusione, per i prodotti più sensibili; sollecita la Commissione a procedere a esami e valutazioni d'impatto in materia di sostenibilità, ex ante, imparziali e obiettive, tenendo conto degli interessi dell'Unione, prima di elaborare mandati negoziali;

46.  reputa innanzitutto essenziale garantire che i negoziati commerciali conclusi con successo siano ratificati quanto prima; chiede in particolare che la conclusione di accordi con il Canada e Singapore garantisca l'apertura di due grandi mercati che saranno fondamentali per gli interessi futuri delle imprese dell'UE; chiede che si svolga un dibattito informato in tutta l'UE nel corso di discussioni politiche in contemporanea con le votazioni in seno al Parlamento europeo e le assemblee legislative nazionali;

47.  sottolinea la fondamentale importanza di portare avanti in tutti i negoziati commerciali dell'UE gli interessi sensibili e offensivi quali ad esempio la promozione degli investimenti, la rimozione delle barriere al commercio non tariffarie e superflue, il riconoscimento e la protezione delle indicazioni geografiche e dei diritti del lavoro, il miglioramento dell'accesso agli appalti pubblici (in particolare nel contesto dell'attuale dibattito sul TTIP e sull'ALS UE-Giappone), la garanzia di posti di lavoro dignitosi e di qualità, l'integrazione delle PMI nelle catene di valore globali, l'esclusione dei servizi pubblici e dei servizi audiovisivi e la garanzia giuridica del diritto di regolamentare nel contesto dei negoziati ALS nel quadro di pacchetti ambiziosi, equilibrati e globali;

48.  ribadisce che i negoziati commerciali seguono una strategia commerciale regionale mirata e che è garantita la piena coerenza con l'integrazione regionale, in particolare all'interno dell'Asia, dell'Africa e dell'America latina, che la Commissione ha indicato come regioni cruciali per gli interessi economici europei, senza pregiudicare il ruolo chiave del partenariato strategico UE-USA; invita, a tale riguardo, la Commissione ad avviare quanto prima i negoziati su un accordo sugli investimenti con Taiwan; conferma che l'UE e l'America latina sono alleati naturali con una popolazione totale di un miliardo di persone e una quota pari a un quarto del PIL mondiale; evidenzia che il potenziale di tale partenariato non è stato adeguatamente valorizzato; accoglie con favore il fatto che la nuova strategia commerciale e in materia di investimenti della Commissione preveda la rilevanza essenziale dell'America latina; invita la Commissione ad approfittare dello slancio attuale nei negoziati commerciali tra l'UE e il Mercosur per conseguire un accordo globale, equilibrato e ambizioso; sostiene la modernizzazione degli accordi con il Messico e il Cile; chiede che sia dato nuovo impulso ai negoziati ALS con l'Australia e la Nuova Zelanda e ricorda l'importanza di sviluppare le relazioni commerciali dell'UE con l'India in ragione delle enormi potenzialità di questo mercato; sollecita la Commissione a imprimere un nuovo slancio ai negoziati con la Malaysia e ad avviare quanto prima i negoziati con l'Indonesia dopo la conclusione delle discussioni preparatorie per un partenariato economico globale;

49.  evidenzia che, nel contesto delle attuali sfide, occorre assegnare particolare rilevanza al quadro post-Cotonou, sottolineando i legami con le clausole sui diritti umani contenute negli APE, e al sostegno alla creazione di una zona continentale di libero scambio per l'Africa, quale stimolo alla stabilità, all'integrazione regionale, alla crescita locale, all'occupazione e all'innovazione; ricorda la necessità per l'UE di garantire la stabilità del suo vicinato orientale e meridionale e chiede una migliore integrazione economica, conseguendo, a tale riguardo, una piena, rapida e adeguata attuazione degli accordi di libero scambio globale e approfondito con Ucraina, Georgia e Repubblica di Moldova, nonché progressi concreti con la Tunisia, il Marocco e la Giordania;

50.  invita la Commissione a coinvolgere pienamente le imprese nazionali in tutte le fasi dei negoziati commerciali, anche procedendo a consultazioni con le associazioni nazionali parallelamente alle consultazioni con le associazioni di coordinamento a livello UE, e a corredare il testo di un accordo commerciale negoziato con un elenco indicante chiaramente i risultati dei negoziati per i diversi settori e le ragioni delle scelte effettuate dalla Commissione;

Contro la concessione dello stato di economia di mercato (SEM) alla Cina e necessità di efficaci strumenti di difesa commerciale (SDC)

51.  sottolinea che ulteriori misure di liberalizzazione – che potrebbero portare a concorrenza e pratiche commerciali sleali tra i paesi per quanto attiene a barriere non tariffarie di ogni genere, diritti dei lavoratori e norme in materia di ambiente e salute pubblica – esigono che l'UE sia in grado di dare una risposta ancora più efficace alle pratiche commerciali sleali e di assicurare condizioni di parità; sottolinea che gli strumenti di difesa commerciale (SDC) devono restare un elemento indispensabile della strategia commerciale dell'UE e consentire una maggiore competitività ripristinando, laddove necessario, condizioni di concorrenza leale; ricorda che l'attuale legislazione dell'UE in materia di difesa commerciale risale al 1995; sottolinea che il sistema di difesa commerciale dell'UE deve essere modernizzato quanto prima senza essere indebolito; evidenzia che la legislazione dell'UE in materia di difesa commerciale deve essere più efficace, più accessibile per le PMI e adattata alle sfide e agli schemi commerciali odierni, che le inchieste devono essere più brevi e che la trasparenza e la prevedibilità devono essere rafforzate; deplora che la proposta di modernizzare gli SDC sia bloccata in seno al Consiglio, il quale non è stato in grado di conseguire risultati in merito a tale atto legislativo essenziale; si rammarica del fatto che la Commissione non faccia riferimento all'esigenza di modernizzare gli SDC nella sua comunicazione "Commercio per tutti"; invita con urgenza il Consiglio a sbloccare, sulla base della posizione del Parlamento, la fase di stallo in cui versa la modernizzazione degli SDC, specialmente in un momento in cui la Cina sollecita energicamente il riconoscimento del SEM;

52.  ribadisce l'importanza del partenariato tra l'UE e la Cina, nel cui ambito commercio e investimenti liberi ed equi svolgono un ruolo importante; è convinto che, finché la Cina non soddisferà tutti e cinque i criteri richiesti per essere considerata un'economia di mercato, l'UE dovrebbe utilizzare, nelle inchieste antidumping e antisovvenzione sulle importazioni cinesi, una metodologia non standard per determinare la comparabilità dei prezzi, conformandosi e dando pieno effetto alle parti della sezione 15 del protocollo di adesione della Cina che offrono un margine per l'applicazione di una metodologia non standard; invita la Commissione a presentare una proposta in linea con tale principio e ricorda la necessità di assicurare uno stretto coordinamento con altri partner dell'OMC su tale questione;

53.  invita la Commissione ad adottare eventuali misure a questo riguardo soltanto dopo aver effettuato una valutazione di impatto approfondita e a vasto spettro, in cui siano esaminati tutti gli effetti e tutte le conseguenze possibili sull'occupazione e la crescita sostenibile nella totalità dei settori dell'UE, nonché gli eventuali effetti e conseguenze sull'ambiente e sulla crescita;

Maggiore coerenza tra le politiche commerciali e industriali dell'UE e migliore protezione dei diritti di proprietà intellettuale (DPI)

54.  ritiene che occorra profondere maggiori sforzi per rispondere alle esigenze delle industrie europee in modo globale e che il settore manifatturiero dell'UE sia troppo spesso messo in secondo piano rispetto al settore dei servizi; evidenzia che la politica commerciale deve assicurare condizioni di parità all'industria europea, fornire accesso ai mercati nuovi ed emergenti e agevolare una convergenza verso l'alto delle norme, riducendo al contempo la doppia certificazione; invita la Commissione a garantire la coerenza tra le politiche commerciali e industriali dell'UE e a promuovere lo sviluppo e la competitività dell'industria europea, con particolare riferimento alla strategia di reindustrializzazione;

55.  pone in evidenza il ruolo centrale che le norme di origine svolgono nel determinare quali settori trarranno beneficio o saranno svantaggiati dagli accordi di libero scambio dell'UE; riconosce che le norme di origine non sono state finora pienamente analizzate dal Parlamento e chiede alla Commissione di elaborare una relazione che identifichi le modifiche da essa apportate negli ultimi dieci anni, a livello del codice NC a 4 cifre, alla posizione negoziale degli ALS privilegiati per quanto riguarda le norme di origine, spiegando le ragioni di eventuali modifiche;

56.  ritiene che la mancanza di tutela effettiva dei DPI ponga a rischio la sopravvivenza di interi settori dell'industria europea; sottolinea che la contraffazione si traduce in una perdita di posti di lavoro e inibisce l'innovazione; ribadisce che una protezione adeguata dei DPI e la loro effettiva attuazione costituiscono le fondamenta di un'economia globale; accoglie con favore l'impegno della Commissione a potenziare la protezione e l'attuazione dei DPI negli ALS e in sede di OMC e a cooperare con i partner per contrastare le frodi; sostiene la Commissione nel suo obiettivo di tutelare l'intera gamma dei DPI, tra cui brevetti, marchi, diritti d'autore, disegni e modelli, indicazioni geografiche, marchi di origine e medicinali;

Apertura di nuove opportunità di mercato per i prestatori di servizi dell'UE e riconoscimento delle qualifiche professionali quale elemento essenziale della strategia commerciale dell'UE

57.  ribadisce che l'UE svolge un ruolo di primo piano nel settore dei servizi; sottolinea che l'apertura di nuove opportunità di mercato deve essere un elemento essenziale della strategia commerciale internazionale dell'UE; sottolinea che è estremamente importante inserire i servizi negli accordi commerciali, in quanto ciò offre opportunità alle imprese e agli occupati in Europa, ed escludere al contempo, in linea con gli articoli 14 e 106 TFUE e il protocollo 26, gli attuali e futuri servizi di interesse generale e servizi di interesse economico generale dall'ambito di applicazione di qualsiasi accordo, indipendentemente dal fatto che siano finanziati pubblicamente o privatamente; chiede che la Commissione promuova e includa il riconoscimento delle qualifiche professionali negli accordi commerciali, aprendo in tal modo nuove opportunità per le imprese e i lavoratori europei; invita in particolare a prendere in considerazione la possibilità di integrare alcuni benefici della direttiva sui trasferimenti intrasocietari negli accordi commerciali e di investimento in cambio di tali riconoscimenti;

58.  condivide la posizione della Commissione secondo cui la circolazione temporanea di professionisti è diventata una condizione essenziale per l'espansione delle attività commerciali a livello internazionale e continua a costituire un interesse offensivo dell'UE; sottolinea che in tutti gli accordi commerciali e di investimento dell'UE dovrebbe essere inserito un capitolo sulla mobilità dei lavoratori; rammenta tuttavia che gli impegni della modalità 4 devono applicarsi soltanto alla circolazione di professionisti altamente qualificati (vale a dire persone con una laurea o titolo equivalente ovvero che occupano una posizione dirigenziale di alto livello) per motivi specifici, per un periodo di tempo limitato e secondo precise condizioni stabilite dalla legislazione nazionale del paese in cui il servizio è effettuato e da un contratto che rispetti tale legislazione nazionale, conformemente all'articolo 16 della direttiva sui servizi, garantendo nel contempo che l'UE e i suoi Stati membri possano in ogni caso mantenere e migliorare le norme del lavoro e i contratti collettivi;

59.  accoglie con favore l'intenzione della Commissione di utilizzare la politica commerciale per contrastare le nuove forme di protezionismo digitale e di istituire norme per il commercio elettronico e i flussi transfrontalieri di dati in conformità della legislazione dell'UE in materia di protezione dei dati e vita privata, garantendo nel contempo la tutela dei diritti fondamentali; ritiene che occorra profondere sforzi molto maggiori per creare un clima favorevole al commercio elettronico e all'imprenditorialità all'interno dell'UE riducendo i monopoli e gli abusi di posizioni monopolistiche nel mercato delle telecomunicazioni come pure le pratiche di geoblocco e assicurando mezzi di ricorso concreti; sottolinea che è fondamentale garantire la cooperazione in campo normativo, la riduzione delle frodi online nonché il reciproco riconoscimento e l'armonizzazione delle norme nel settore del commercio digitale; invita la Commissione a presentare un nuovo modello per i capitoli sul commercio elettronico, che esenti totalmente il quadro giuridico attuale e futuro dell'UE per la protezione dei dati in tutti i negoziati commerciali, allo scopo di garantire che lo scambio di dati avvenga nel pieno rispetto delle norme in materia di protezione dei dati vigenti nel paese di origine dell'interessato; sollecita maggiore cooperazione tra le autorità responsabili dell'applicazione della legge, specialmente in relazione alle pratiche commerciali sleali attuate online;

Importanza fondamentale dell'economia digitale nel futuro commercio globale

60.  rileva l'importanza crescente e futura dell'economia digitale, non solo in Europa ma in tutto il mondo, con un numero stimato di utenti di Internet pari a 3,3 miliardi a livello globale, il che equivale al 40 % della popolazione mondiale; ritiene che tendenze come il cloud computing, i servizi web mobili, le reti intelligenti e i media sociali stiano determinando una trasformazione radicale del panorama imprenditoriale; sottolinea che la politica commerciale dell'UE deve restare al passo con le tendenze digitali e tecnologiche;

61.  invita la Commissione, in cooperazione con i partner dell'OMC, non soltanto a istituire un gruppo di lavoro sul commercio elettronico nell'ambito dell'OMC, con il compito di esaminare in modo dettagliato l'adeguatezza dell'attuale quadro per il commercio elettronico, analizzando le raccomandazioni, i chiarimenti e gli adeguamenti specifici, ma anche a delineare un nuovo quadro per agevolare gli scambi commerciali di servizi, ispirandosi alle prassi migliori dedotte dall'attuazione dell'accordo sulla facilitazione degli scambi;

Sostegno alla Commissione nella lotta contro la corruzione

62.    segnala che l'inserimento di disposizioni concernenti i servizi finanziari negli accordi commerciali ha sollevato riserve rispetto ai loro eventuali effetti negativi in termini di riciclaggio di denaro, evasione fiscale ed elusione fiscale; esorta la Commissione a combattere la corruzione in quanto principale ostacolo non tariffario nei paesi sviluppati e in quelli in via di sviluppo; ribadisce che gli accordi commerciali e di investimento offrono una buona opportunità per rafforzare la cooperazione nella lotta contro la corruzione, il riciclaggio di denaro, la frode fiscale e l'evasone fiscale; reputa che gli impegni basati sulle norme internazionali, gli obblighi in materia di rendicontazione paese per paese e lo scambio automatico di informazioni dovrebbero essere inclusi negli opportuni accordi internazionali quale fondamento di un'ulteriore liberalizzazione dei servizi finanziari;

63.  ritiene che il collegamento tra gli accordi commerciali e di investimento e le convenzioni contro la doppia imposizione non sia considerato in modo sufficiente e invita la Commissione a esaminare attentamente gli eventuali effetti reciproci di tali strumenti nonché le conseguenze per la coerenza globale delle politiche nella lotta all'evasione fiscale;

Politica commerciale lungimirante e attenta alle esigenze specifiche delle PMI

64.  evidenzia che una politica commerciale lungimirante deve riservare maggiore attenzione alle specifiche esigenze delle microimprese e delle PMI e assicurare che esse possano trarre pieno vantaggio dagli accordi commerciali e di investimento; rammenta che solo una piccola percentuale delle PMI europee è in grado di identificare e sfruttare le opportunità offerte dalla globalizzazione e dalla liberalizzazione degli scambi commerciali; osserva che solo il 13 % delle PMI europee conduce attività internazionali al di fuori dell'UE, generando un terzo delle esportazioni dell'UE; sostiene le iniziative volte a facilitare l'internazionalizzazione delle PMI europee e insiste pertanto sui vantaggi associati all'inclusione di un capitolo sulle PMI in tutti i futuri accordi di libero scambio; ritiene che occorra trovare nuovi modi per fornire migliore assistenza alle PMI in relazione alla vendita di beni e servizi all'estero; sottolinea che le PMI necessitano di un sostegno più specifico, già nei rispettivi Stati membri, di un accesso facilitato a informazioni da consultare agevolmente online sulle misure commerciali e di manuali chiari e specifici in merito alle opportunità e ai vantaggi offerti da ciascun accordo commerciale dell'UE passato o futuro;

65.  chiede alla Commissione di affrontare in modo orizzontale le esigenze delle PMI in tutti i capitoli degli accordi commerciali, tra l'altro attraverso la creazione di sportelli unici online dove le PMI possano ottenere informazioni sulla regolamentazione pertinente, in quanto si tratta di elemento particolarmente cruciale per i prestatori di servizi transfrontalieri ai fini del rilascio di licenze e di altri requisiti amministrativi; rileva che tali strumenti dovrebbero altresì comprendere, ove opportuno, nuove opportunità di accesso al mercato per le PMI, in particolare per quanto concerne gli appalti di modesta entità; sottolinea l'esigenza di ridurre i costi commerciali per le PMI attraverso lo snellimento delle procedure doganali, la riduzione degli ostacoli non tariffari e degli oneri normativi superflui e la semplificazione delle norme di origine; ritiene che le PMI possano sostenere la Commissione nella definizione di questi strumenti onde garantire che gli accordi commerciali rispondano alle loro esigenze; incoraggia la Commissione a mantenere uno stretto dialogo con i rappresentanti delle PMI in tutte le fasi dei negoziati commerciali;

66.  sottolinea che un più rapido accesso delle PMI europee alle procedure antidumping è essenziale per tutelarle da pratiche commerciali sleali; sottolinea l'esigenza di una riforma del quadro multilaterale dell'OMC al fine di garantire una migliore partecipazione delle PMI e assicurare una più rapida risoluzione delle controversie;

67.  invita la Commissione a valutare e perfezionare gli attuali strumenti concernenti la sussidiarietà, la non duplicazione e la complementarità tra i rispettivi programmi degli Stati membri e il valore aggiunto europeo prima di sviluppare ulteriori azioni specifiche di sostegno all'internazionalizzazione delle PMI; sottolinea che la Commissione dovrebbe presentare al Parlamento una valutazione indipendente di tutti i programmi esistenti;

Investimenti

68.  sottolinea l'importanza degli investimenti interni ed esteri per l'economia dell'UE e l'esigenza che le imprese dell'UE siano tutelate quando effettuano investimenti in mercati terzi; prende atto, in questo contesto, degli sforzi profusi dalla Commissione in relazione al nuovo sistema giurisdizionale per gli investimenti (ICS); sottolinea la necessità di proseguire le discussioni sull'ICS con le parti interessate e il Parlamento; sottolinea che il sistema deve rispettare l'ordinamento giuridico dell'UE, segnatamente le prerogative dei tribunali dell'Unione, e in particolare la normativa dell'UE in materia di concorrenza; condivide il progetto ambizioso di individuare, nel medio termine, una soluzione multilaterale per le controversie in materia di investimenti; deplora che la proposta sull'ICS non preveda l'inserimento di una disposizione sugli obblighi degli investitori;

69.  sollecita l'UE e gli Stati membri ad attenersi alle raccomandazioni del quadro complessivo per la politica degli investimenti a favore dello sviluppo sostenibile dell'UNCTAD al fine di stimolare investimenti più responsabili, trasparenti e verificabili;

70.  prende atto della richiesta di promuovere gli investimenti all'interno dell'UE, contenuta nel piano d'investimenti per l'Europa della Commissione, e ritiene che le strategie commerciali siano uno strumento fondamentale per conseguire tale obiettivo; osserva che il Fondo europeo per gli investimenti strategici non presenta una dimensione esterna; chiede che la Commissione valuti la creazione di una componente esterna solo dopo un'attenta analisi dei risultati ottenuti dal Fondo e un esame della sua utilità, data l'esistenza di prestiti erogati dalla Banca europea per gli investimenti e dalla Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo nonché l'azione del Fondo europeo di sviluppo; evidenzia che detti fondi devono concorrere allo sviluppo sostenibile e alla creazione di posti di lavoro dignitosi, contrastare la povertà ed eliminare le cause profonde della migrazione;

71.   ricorda che la politica di investimento dell'UE, in particolare quando implica l'utilizzo di denaro pubblico, deve contribuire alla realizzazione degli OSS; rammenta la necessità di rafforzare la trasparenza e la responsabilità delle istituzioni di finanziamento allo sviluppo (IFS) e dei partenariati pubblico-privati (PPP) per seguire e controllare in modo efficace i flussi di denaro, la sostenibilità del debito e il valore aggiunto dei loro progetti in termini di sviluppo sostenibile;

Commercio e agricoltura

72.   sottolinea che le rigorose norme europee in materia di ambiente, sicurezza alimentare, benessere degli animali e condizioni sociali rivestono grande importanza per i cittadini dell'UE, in particolare in termini di moralità pubblica e di scelta informata dei consumatori; ritiene che gli accordi commerciali debbano promuovere una concorrenza leale onde garantire che gli agricoltori dell'UE beneficino appieno dalle concessioni tariffarie e non si trovino in una situazione di svantaggio economico rispetto ai loro omologhi nei paesi terzi; pone l'accento sulla necessità di garantire che le norme dell'UE in materia di sicurezza alimentare e benessere degli animali siano protette preservando il principio di precauzione, l'agricoltura sostenibile e un livello elevato di tracciabilità ed etichettatura dei prodotti, nonché assicurando che tutte le importazioni siano conformi alle leggi dell'UE applicabili; osserva la notevole differenza delle norme relative al benessere degli animali a livello internazionale; sottolinea, a questo proposito, l'esigenza di regolamentare l'esportazione di animali da allevamento vivi conformemente alla legislazione UE vigente e alle norme stabilite dall'Organizzazione mondiale per la salute animale (OIE);

73.  ritiene che l'apertura di nuovi mercati per i prodotti agricoli dell'UE, come i prodotti lattiero-caseari, la carne e gli animali vivi nonché la frutta e la verdura, sia importante nel contesto attuale di crisi dell'agricoltura; sottolinea la necessità di identificare nuovi sbocchi di mercato con un grande potenziale di acquisto;

74.  reputa necessario rafforzare il valore aggiunto dell'agricoltura e avviare campagne promozionali con l'obiettivo di aprire nuovi mercati; sottolinea in particolare che è indispensabile rafforzare i regimi di qualità a livello dell'UE, dato che rappresentano la migliore immagine del "marchio UE" per i suoi prodotti sul mercato mondiale, apportando benefici indiretti all'agricoltura europea nel suo insieme;

75.   insiste sulla necessità di controlli più severi delle importazioni alle frontiere e di un'intensificazione delle ispezioni dell'Ufficio alimentare e veterinario sulle condizioni di produzione e commercializzazione nei paesi che esportano verso l'UE, in modo da garantire il rispetto delle norme dell'Unione;

76.   pone l'accento sull'importanza di compiere progressi relativamente alle barriere sanitarie e fitosanitarie, nonché ad altre barriere non tariffarie al commercio di prodotti agricoli, in tutti i negoziati di libero scambio, in particolare per quanto riguarda i punti non negoziabili fissati dall'UE suscettibili di incidere sulla salute dei consumatori;

77.   ricorda l'importanza delle indicazioni geografiche per la promozione dei prodotti agroalimentari europei tradizionali, la protezione di tali prodotti dalle pratiche dannose di parassitismo, la garanzia dei diritti e delle scelte consapevoli dei consumatori nonché la tutela dei produttori rurali e degli agricoltori, con particolare riferimento alle PMI; osserva che la tutela e il riconoscimento delle indicazioni geografiche nei paesi terzi ha potenzialmente un grande valore per tutto il settore agro-alimentare dell'UE e reputa che tutti gli accordi commerciali debbano prevedere misure e azioni protettive per combattere la contraffazione;

Migliorare l'accesso agli appalti pubblici per gli operatori economici europei

78.  chiede la soppressione degli attuali squilibri nel grado di apertura dei mercati degli appalti pubblici tra l'UE e gli altri partner commerciali; invita la Commissione a intensificare ulteriormente gli sforzi a favore di un'apertura ambiziosa e più reciproca dei mercati internazionali degli appalti pubblici, garantendo al contempo l'esclusione dei servizi di interesse economico generale e assicurandosi che gli Stati rimangano liberi di adottare norme sociali e ambientali, come il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, per le procedure di appalto; ritiene che le politiche in materia di appalti pubblici debbano essere conformi alla Convenzione dell'OIL n. 94; sottolinea che gli operatori economici europei, siano essi grandi imprese o PMI, necessitano di un migliore accesso agli appalti pubblici nei paesi terzi per mezzo di strumenti quali lo Small Business Act e l'eliminazione dell'attuale livello di asimmetria; ricorda, a tale riguardo, che l'UE presenta uno dei mercati degli appalti pubblici più aperti di tutti i membri dell'OMC;

79.  prende atto della proposta modificata della Commissione di regolamento relativo all'accesso di beni e servizi di paesi terzi al mercato interno degli appalti pubblici dell'Unione europea, che rappresenta un importante strumento per assicurare condizioni di parità nell'accesso ai mercati dei paesi terzi, e deplora vivamente che i governi degli Stati membri ostacolino la proposta iniziale; invita la Commissione a garantire una reciprocità positiva con i principali partner commerciali in relazione all'accesso ai mercati degli appalti pubblici;

Parità di accesso alle risorse per una concorrenza leale sul mercato mondiale

80.  evidenzia che le risorse naturali sono limitate e dovrebbero essere utilizzate in modo sostenibile dal punto di vista economico e ambientale, dando priorità al riciclaggio; riconosce la forte dipendenza dei paesi in via di sviluppo, e in particolare dei paesi meno sviluppati, dalle risorse naturali; ricorda che la politica commerciale europea deve portare avanti una strategia coerente, sostenibile, complessiva e trasversale per le materie prime, come già evidenziato dal Parlamento nella sua risoluzione sulla nuova politica commerciale per l'Europa nel quadro della strategia Europa 2020;

81.  pone l'accento sulla necessità di realizzare la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio e incoraggia pertanto la Commissione a rafforzare la cooperazione nelle attività di ricerca, sviluppo e innovazione in ambito energetico volte a promuovere la diversificazione dei fornitori, delle rotte e delle fonti di energia, individuare nuovi partner commerciali nel settore dell'energia e creare maggiore concorrenza, in modo da conseguire una diminuzione dei prezzi per i consumatori di energia; sottolinea che lo sviluppo delle energie rinnovabili e la promozione dell'efficienza energetica costituiscono elementi fondamentali per una maggiore sicurezza energetica e una minore dipendenza dalle importazioni; evidenzia l'importanza di inserire negli accordi di libero scambio entrambe le disposizioni, nell'ottica di creare partenariati energetici sostenibili e di rafforzare la cooperazione tecnologica, soprattutto nel settore delle energie rinnovabili, dell'efficienza energetica e delle garanzie, nonché di prevenire la rilocalizzazione delle emissioni di carbonio in modo da conseguire gli obiettivi definiti in occasione della COP21;

Lotta al commercio illegale di specie selvatiche e di prodotti delle specie selvatiche

82.  continua a nutrire profonda preoccupazione per il recente aumento significativo dei reati contro le specie selvatiche e per il conseguente commercio illegale, che non ha solo un impatto devastante sulla biodiversità e sulla sopravvivenza delle specie, ma costituisce altresì un pericolo chiaro e reale per i mezzi di sussistenza e le economie locali, in particolare nei paesi in via di sviluppo; si compiace dell'impegno dell'UE volto a porre fine al commercio illegale di specie selvatiche nel quadro della risposta dell'UE all'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, in particolare l'obiettivo di sviluppo sostenibile n. 15, che evidenzia la necessità non solo di porre fine al bracconaggio e al traffico di specie di flora e fauna protette, ma anche di contrastare sia la domanda che l'offerta di prodotti di specie selvatiche di origine illegale; si attende, a tale proposito, che la Commissione, dopo un periodo di riflessione che preveda la consultazione del Parlamento e degli Stati membri, valuti il modo migliore per includere disposizioni sul commercio illegale di specie selvatiche in tutti i futuri accordi commerciali dell'UE;

Migliore cooperazione doganale e lotta contro il commercio illegale alle frontiere dell'UE

83.  sottolinea che procedure doganali migliori, armonizzate e più efficienti, in Europa e al suo esterno, aiutano a facilitare gli scambi commerciali nonché a garantire il rispetto dei pertinenti requisiti in materia di agevolazione del commercio, e contribuiscono altresì a evitare che le falsificazioni e i beni illegali e contraffatti siano immessi nel mercato unico, il che compromette la crescita economica dell'UE e pregiudica gravemente i consumatori dell'Unione; si compiace dell'intenzione della Commissione di rafforzare la cooperazione tra le autorità doganali; chiede nuovamente alla Commissione e agli Stati membri di istituire un servizio doganale unificato dell'UE ai fini di una più efficace applicazione delle norme e procedure doganali nell'intero territorio doganale dell'UE;

84.  sottolinea che la Commissione, nei negoziati relativi agli accordi commerciali, dovrebbe cercare di persuadere i partner commerciali a istituire sportelli unici per il rispetto degli obblighi doganali e in materia di frontiere, se del caso accompagnati da aiuti al commercio per lo sviluppo delle capacità;

85.  sottolinea che occorrono una comunicazione adeguata e un forte coordinamento al fine di garantire che la soppressione dei dazi sia accompagnata da idonee misure tecniche, istituzionali e strategiche per assicurare il mantenimento della sicurezza degli scambi;

86.  chiede alla Commissione di considerare l'introduzione di indicatori essenziali di prestazione per valutare i risultati interni ed esterni dell'amministrazione doganale; deplora che allo stato attuale i dati pubblici disponibili siano estremamente limitati; evidenzia che sarebbe utile comprendere come le dogane e le altre autorità di frontiera operano in patria nonché tra i partner commerciali su base continuativa, al fine di condividere in seno alle istituzioni europee le migliori prassi e gli interessi specifici in materia di agevolazione degli scambi, alla luce delle disposizioni dell'articolo 13 dell'accordo dell'OMC sull'agevolazione degli scambi;

87.  chiede alla Commissione e agli Stati membri di avviare un dibattito aperto sul possibile trasferimento dei servizi doganali dal livello nazionale al livello dell'Unione;

Garantire benefici tangibili per i consumatori

88.  constata che gli accordi commerciali possono portare enormi benefici ai consumatori, in particolare tramite l'aumento della concorrenza, l'abbassamento dei prezzi, l'incremento delle possibilità di scelta e la promozione dell'innovazione; invita la Commissione, al fine di sfruttare tale potenziale, a esercitare forti pressioni in tutti i negoziati allo scopo di limitare le pratiche di geoblocco, ridurre le tariffe del roaming internazionale e rafforzare i diritti dei passeggeri;

89.  invita a introdurre misure di sostegno ai consumatori per quanto riguarda il commercio transfrontaliero di beni e servizi con paesi terzi, ad esempio mediante sportelli online che forniscano informazioni o prestino assistenza in caso di controversie;

90.  insiste sulla necessità di fornire ai consumatori informazioni accurate sulle caratteristiche dei prodotti che vengono posti in commercio;

Commercio per tutti: necessità di introdurre politiche di accompagnamento alle politiche relative a scambi e investimenti aperti per aumentare al massimo i vantaggi e ridurre al minimo le perdite

91.  condivide l'analisi dell'OCSE secondo cui le politiche in materia di investimenti e "commercio equo e aperto" necessitano di una serie di politiche di accompagnamento efficaci per aumentare al massimo i vantaggi e ridurre al minimo le perdite della liberalizzazione degli scambi per i cittadini e le economie dell'UE e dei paesi terzi; esorta gli Stati membri e la Commissione a impegnarsi molto di più per integrare l'apertura degli scambi commerciali con una serie di misure di sostegno che consentano di assicurare uno sviluppo sostenibile, ad esempio in settori quali i servizi pubblici e gli investimenti, l'istruzione e la sanità, le politiche attive riguardanti il mercato del lavoro, la ricerca e lo sviluppo, il potenziamento delle infrastrutture e norme adeguate per garantire la protezione sociale e ambientale;

92.  invita la Commissione e gli Stati membri a effettuare approfondite analisi ex ante ed ex post sulla base di valutazioni d'impatto a livello settoriale e regionale per i pertinenti accordi commerciali e fascicoli legislativi, anticipando eventuali ripercussioni negative sul mercato del lavoro all'interno dell'Unione e individuando modalità più sofisticate per introdurre misure di attenuazione al fine di rivitalizzare le industrie e le regioni danneggiate, allo scopo di ottenere una distribuzione più equa e garantire un aumento generalizzato dei profitti commerciali; evidenzia che i Fondi strutturali e di investimento europei, in particolare il Fondo europeo di sviluppo regionale e il Fondo sociale europeo, possono svolgere un ruolo rilevante in materia; segnala che il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione può altresì rappresentare uno strumento importante se riformato e calibrato in modo che disponga dei finanziamenti adeguati per fornire assistenza alle imprese e ai produttori dell'Unione che hanno subito gli effetti negativi delle sanzioni commerciali nei confronti di paesi terzi nonché ai dipendenti delle PMI direttamente colpiti dagli effetti della globalizzazione;

°

°  °

93.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al Comitato economico e sociale europeo, al Comitato delle regioni, all'UNCTAD e all'OMC.

(1)

Testi approvati, P8_TA(2015)0415.

(2)

Testi approvati, P8_TA(2015)0250.

(3)

Testi approvati, P8_TA(2015)0219.

(4)

Testi approvati, P8_TA(2015)0175.

(5)

GU C 56E del 26.2.2013, pag. 87.

(6)

GU C 188E del 28.6.2012, pag. 42.

(7)

GU C 99E del 3.4.2012, pag. 94.

(8)

9 GU C 99E del 3.4.2012, pag. 31.

(9)

GU C 99E del 3.4.2012, pag. 101.


MOTIVAZIONE

I negoziati commerciali quali l'ACTA, il TTIP, il CETA e il TiSA hanno portato la politica commerciale europea all'attenzione del pubblico. Molti cittadini dell'Unione identificano il fenomeno della globalizzazione con la perdita di posti di lavoro e sono preoccupati per il fatto che le regolamentazioni e le normative europee potrebbero eventualmente essere compromesse dalle politiche commerciali e di investimento dell'Unione. Allo stesso tempo è di fondamentale importanza il contributo del commercio estero allo sviluppo dell'economia europea.

L'UE è oggi l'economia più prospera a livello mondiale. Tuttavia la rilevanza economica dell'UE è destinata a calare: nel 2050 l'UE a 28 rappresenterà solo il 15 % del PIL mondiale, rispetto al 23,7 % nel 2013. Il centro della produzione di ricchezza si sta spostando verso est, verso la regione Asia Pacifico, e anche l'evoluzione demografica avrà un impatto negativo sulla posizione dell'UE negli scambi mondiali.

Per l'Unione europea è pertanto estremamente importante una strategia commerciale e di investimento efficace, globale e lungimirante.

Il 14 ottobre 2015 la Commissione ha proposto una nuova strategia commerciale e di investimento per l'Unione europea, dal titolo "Commercio per tutti: verso una politica commerciale e di investimento più responsabile". Il relatore si compiace del fatto che la Commissione abbia adottato una nuova strategia commerciale e di investimento, come già chiesto dal Parlamento nel 2011 nella sua risoluzione sulla nuova politica commerciale per l'Europa nel quadro della strategia Europa 2020, verso una strategia futura lungimirante e innovativa in materia di commercio e investimenti, tenuto conto delle nuove sfide per l'UE. Il relatore si rammarica del fatto che la strategia non riservi attenzione specifica al settore manifatturiero e alle sfide commerciali legate alla migrazione.

Dato che l'attenzione del pubblico per gli accordi commerciali è aumentata e sempre più cittadini sono preoccupati per la globalizzazione, il relatore sottolinea l'importanza che la politica commerciale nel XXI secolo risponda alle preoccupazioni dei cittadini. Servono trasparenza, impegno e responsabilità maggiori nei confronti di tutte le parti interessate. Inoltre, il relatore desidera ricordare che l'accesso a talune informazioni rafforza il controllo parlamentare e, pertanto, invita la Commissione a estendere l'iniziativa per la trasparenza a tutti i futuri negoziati e invita il Consiglio a rendere pubblici tutti i mandati negoziali.

Nella sua strategia sul commercio per tutti la Commissione sta delineando obiettivi chiari per incrementare rapidamente la liberalizzazione del commercio e integrare ulteriormente l'UE nelle catene globali del valore. È pertanto di fondamentale importanza per il relatore che il sistema di difesa commerciale dell'Unione sia quanto prima aggiornato, soprattutto perché la Cina chiede strenuamente il riconoscimento dello stato di economia di mercato (SEM).

Date le sfide esterne che l'UE dovrà affrontare nel XXI secolo (tra cui la migrazione), per il relatore resta prioritaria la coerenza tra gli obiettivi commerciali dell'Unione e altri aspetti della sua politica esterna. Dobbiamo ora modellare accordi commerciali e di investimento in modo tale che essi diventino strumenti efficaci per rafforzare lo sviluppo sostenibile, promuovere i diritti umani, le norme sociali e del lavoro e la sostenibilità ambientale a livello mondiale.

Lo scenario commerciale globale sta cambiando rapidamente e pertanto il relatore invita la Commissione ad aggiornare regolarmente la strategia commerciale e presentare una dettagliata relazione annuale di attuazione al fine di consentire ai cittadini europei di verificare se la Commissione onora le promesse formulate.


PARERE della commissione per gli affari esteri (18.4.2016)

destinato alla commissione per il commercio internazionale

su una nuova strategia innovativa e orientata al futuro sul commercio e gli investimenti

(2015/2105(INI))

Relatore per parere: Tokia Saïfi

SUGGERIMENTI

La commissione per gli affari esteri invita la commissione per il commercio internazionale, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  prende atto della nuova strategia dell'UE sul commercio e gli investimenti dal titolo "Verso una politica commerciale e di investimento più responsabile", e sottolinea il ruolo fondamentale che il commercio riveste ai fini della pace, della crescita sostenibile, dello sviluppo e dell'occupazione; riconosce quindi la crescente responsabilità dell'UE nel contribuire a raggiungere questi obiettivi nelle sue relazioni commerciali ed esterne a livello mondiale;

2.  rammenta che le politiche esterne dell'UE devono essere coerenti fra loro nonché con le altre politiche dotate di una dimensione esterna, quali la politica commerciale e le politiche in materia di sviluppo, diritti umani, agricoltura, ambiente, energia e migrazione, e perseguire gli obiettivi definiti all'articolo 21 del trattato sull'Unione europea (TUE); sottolinea che la politica commerciale dell'UE e gli accordi commerciali e di investimento sono parte integrante della politica esterna dell'UE e, a tale proposito, invita l'Unione europea e i suoi Stati membri ad adottare una strategia globale dell'UE sulla politica estera e di sicurezza; sottolinea altresì, in tale contesto, la funzione centrale di coordinamento che rivestono il vicepresidente/alto rappresentante, il Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) e le delegazioni dell'UE nei paesi terzi, che possono svolgere un importante ruolo di facilitatore in loco, al fine di promuovere il rispetto dei valori e dei diritti fondamentali dell'UE; chiede agli Stati membri di esprimersi con una sola voce;

3.  ricorda che la politica commerciale contribuisce a proteggere e a promuovere i valori che l'UE difende, quali enumerati all'articolo 2 TUE, vale a dire la democrazia, lo Stato di diritto, il rispetto dei diritti umani, dei diritti e delle libertà fondamentali, la solidarietà, l'uguaglianza, il rispetto della dignità umana e la tutela dell'ambiente e dei diritti sociali; considera che difendendo tali valori si potrebbe porre termine alle prassi nefaste e che la politica commerciale risulterà efficace solo se tutti i principali attori del commercio mondiale si atterranno alle stesse regole, anche in materia di appalti pubblici; sottolinea la necessità di far sì che la politica commerciale dell'UE sia coerente con gli Obiettivi di sviluppo sostenibile nel contesto dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e contribuisca alla loro realizzazione; si compiace del fatto che la Commissione abbia annunciato l'inserimento negli accordi commerciali di strumenti che consentono di lottare contro la corruzione, e intende rimanere vigile rispetto alle misure proposte;

4.  sottolinea che tutti gli accordi commerciali dell'UE dovrebbero contenere clausole vincolanti in materia di diritti umani, che consentano all'Unione di far applicare e promuovere i valori universali nei paesi terzi; osserva che occorre volontà politica per poter applicare effettivamente tali clausole e imporre ai paesi terzi il rispetto degli impegni contratti; chiede che il Parlamento sia maggiormente consultato nelle prime fasi del processo di negoziazione degli accordi commerciali e di investimento, che le clausole in materia di diritti umani siano applicate in modo efficace e che il Parlamento sia messo al corrente di quegli aspetti degli accordi che attengono a detti diritti;

5.  sottolinea che i sistemi SPG e SPG+ e il regime EBA possono essere strumenti essenziali che consentono di rispettare questi valori, e insiste sull'importanza di una loro attuazione e di un loro monitoraggio efficaci; accoglie con favore la pubblicazione da parte della Commissione della prima relazione biennale sull'attuazione del SPG+ e il dialogo intrattenuto con il Parlamento su tale relazione precedentemente alla sua pubblicazione;

6.  evidenzia che la politica commerciale dell'UE è uno strumento di diplomazia economica che potrebbe anche contribuire ad affrontare le cause profonde del terrorismo;

7.  insiste sulla necessità di predisporre un commercio duraturo e responsabile; sottolinea che è importante prevedere, negli accordi commerciali, capitoli sullo sviluppo sostenibile che permettano di promuovere norme sociali e ambientali esigenti lungo tutta la catena di approvvigionamento, in linea con le vigenti convenzioni internazionali e, in particolare, in cooperazione con l'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL); invita la Commissione a prendere maggiormente in considerazione questi elementi nella realizzazione delle valutazioni d'impatto ex ante ed ex post degli accordi;

8.  valuta positivamente gli annunci della Commissione in merito a diverse iniziative a sostegno del commercio equo e solidale, e incoraggia detta istituzione a continuare a proporre misure di questo tipo nel quadro della politica commerciale comune;

9.  sottolinea che i negoziati commerciali non dovrebbero avere l'effetto di abbassare il livello delle norme europee e devono proteggere i cittadini europei, nonché garantire le nostre scelte sociali e il diritto di regolamentare; sottolinea che gli accordi commerciali e la politica commerciale dell'UE sono strumenti chiave per rafforzare il sistema commerciale mondiale disciplinato da regole, che è soggetto a crescenti pressioni; rileva che ciò è particolarmente importante per l'UE, visto che la sua economia è fortemente dipendente dal commercio; sottolinea che l'UE deve mirare a stabilire, attraverso la sua politica commerciale, standard mondiali elevati;

10.  invita la Commissione a garantire la corretta attuazione degli accordi commerciali aumentando la partecipazione del Parlamento, delle parti interessate e della società civile in modo trasparente, e assicurando che tutte le parti sentano realmente i benefici degli accordi conclusi; sottolinea che è importante insistere maggiormente sul rispetto reciproco degli accordi e sulla loro applicazione; invita in particolare la Commissione a garantire gli impegni assunti in materia di diritti umani e diritti fondamentali del lavoro;

11.  ricorda che i negoziati commerciali a livello multilaterale, il rafforzamento dell'architettura commerciale multilaterale e l'impegno con l'OMC continuano ad essere una priorità per l'UE, la quale conduce altresì negoziazioni bilaterali in uno spirito ambizioso di reciprocità e di vantaggi per entrambe le parti; accoglie favorevolmente il raggiungimento di un accordo durante la conferenza ministeriale OMC di Nairobi, nell'ambito del ciclo di Doha; si rammarica della mancanza di "respiro" e di ambizione dell'accordo, ma sottolinea l'opportunità di avanzare oltre l'Agenda per lo sviluppo di Doha e la possibilità di far sì che l'OMC rispecchi finalmente in modo migliore l'attuale situazione economica globale e il peso economico rispettivo dei suoi paesi membri; chiede altresì alla Commissione di elaborare strategie commerciali specifiche per determinate regioni, segnatamente l'Asia, alla luce della recente conclusione del Partenariato transpacifico;

12.  ribadisce che è importante rispettare le norme europee e internazionali in materia di commercio di armi, in particolare il trattato internazionale delle Nazioni Unite sul commercio di armi e il codice di condotta dell'UE sulle esportazioni di armi;

13.  sottolinea che una legislazione efficace in materia di controllo delle esportazioni rappresenta anch'essa un aspetto chiave della politica commerciale dell'UE; invita a tale proposito la Commissione ad aggiornare la legislazione dell'UE sul controllo delle esportazioni di prodotti a duplice uso, al fine di perseguire gli obiettivi strategici e i valori universali dell'Unione;

14.  ricorda che è necessario che l'UE garantisca la stabilità nel suo vicinato e chiede una migliore integrazione economica dei suoi vicini orientali e mediterranei, in particolare tramite la promozione delle relazioni commerciali;

15.  incoraggia la Commissione a proseguire e intensificare gli sforzi in materia di comunicazione, trasparenza e accesso ai documenti negoziali, nonché a migliorare il coordinamento e lo scambio di informazioni tra i Commissari e le Direzioni generali, il SEAE, il Consiglio e il Parlamento, come anche la consultazione delle parti sociali e della società civile; sottolinea che l'accesso migliorato ai documenti relativi ai negoziati TTIP dovrebbe essere previsto anche per i documenti relativi a tutti gli altri negoziati in corso sugli accordi commerciali.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

11.4.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

46

3

7

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Lars Adaktusson, Michèle Alliot-Marie, Nikos Androulakis, Francisco Assis, Petras Auštrevičius, Amjad Bashir, Bas Belder, Goffredo Maria Bettini, Klaus Buchner, James Carver, Fabio Massimo Castaldo, Lorenzo Cesa, Javier Couso Permuy, Andi Cristea, Arnaud Danjean, Georgios Epitideios, Knut Fleckenstein, Eugen Freund, Iveta Grigule, Richard Howitt, Sandra Kalniete, Tunne Kelam, Afzal Khan, Eduard Kukan, Ilhan Kyuchyuk, Ryszard Antoni Legutko, Arne Lietz, Barbara Lochbihler, Sabine Lösing, Andrejs Mamikins, Ramona Nicole Mănescu, David McAllister, Demetris Papadakis, Alojz Peterle, Tonino Picula, Kati Piri, Andrej Plenković, Cristian Dan Preda, Jozo Radoš, Sofia Sakorafa, Jaromír Štětina, Miguel Urbán Crespo, Ivo Vajgl, Elena Valenciano, Geoffrey Van Orden, Hilde Vautmans, Boris Zala

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Antonio López-Istúriz White, Tokia Saïfi, Jean-Luc Schaffhauser, Helmut Scholz, György Schöpflin, Igor Šoltes, Bodil Valero

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Beatriz Becerra Basterrechea, Claudiu Ciprian Tănăsescu


PARERE della commissione per lo sviluppo (16.3.2016)

destinato alla commissione per il commercio internazionale

su una nuova strategia innovativa e orientata al futuro sul commercio e gli investimenti

(2015/2105(INI))

Relatore per parere: Jan Zahradil

SUGGERIMENTI

La commissione per lo sviluppo invita la commissione per il commercio internazionale, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  sottolinea che il commercio aperto deve essere un motore di integrazione regionale e crescita economica, sviluppo sostenibile e creazione di ricchezza e occupazione; ricorda che i paesi più integrati nell'economia mondiale sono anche tra i più ricchi e che il commercio ha agevolato l'affrancamento dalla povertà per centinaia di milioni di persone; riconosce, tuttavia, che non tutti i paesi in via di sviluppo hanno usufruito di tali vantaggi e che i paesi meno sviluppati (PMS), in particolare, rimangono ai margini del commercio globale; accoglie con favore, a tale proposito, il nuovo approccio della Commissione che comporta il ricorso ad accordi commerciali e d'investimento come incentivo per promuovere valori quali lo sviluppo sostenibile, i diritti umani, il commercio equo ed etico e la lotta alla corruzione a lungo termine;

2.  ricorda che soltanto un commercio equo e adeguatamente regolato, se allineato con obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS), potrebbe presentare un potenziale di sviluppo;

3.  plaude in particolare all'impegno assunto dalla Commissione affinché nessun accordo commerciale porti alla riduzione dei livelli di tutela normativa, qualsiasi modifica dei livelli di protezione avvenga unicamente in direzione di una maggiore tutela e venga sempre tutelato il diritto a legiferare;

4.  invita la Commissione a rafforzare l'applicazione vincolante degli obiettivi di sviluppo sostenibile e a includere dei capitoli di sviluppo sostenibile globale in tutti gli accordi commerciali;

5.  evidenzia che l'importanza del potenziale contributo della politica commerciale allo sviluppo sostenibile è stata recentemente ribadita nel documento finale del programma d'azione di Addis Abeba e nell'agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile; ricorda che gli obiettivi di sviluppo sostenibile comprendono diversi target connessi al commercio in tutta una serie di settori d'intervento, e che uno degli obiettivi più concreti mira all'incremento delle esportazioni dai paesi in via di sviluppo al fine di raddoppiare la quota delle esportazioni globali dei PMS entro il 2020; invita la Commissione a sfruttare appieno il potenziale di cooperazione con i paesi in via di sviluppo per rafforzare le loro economie di mercato;

6.  accoglie con favore il fatto che la comunicazione "Commercio per tutti" ribadisca il principio della coerenza delle politiche per lo sviluppo e miri ad una politica commerciale e di investimento più responsabile, anche mediante il rafforzamento delle iniziative di responsabilità sociale delle imprese e dell'obbligo di diligenza in tutta la catena di approvvigionamento contribuendo così alla realizzazione degli OSS e alla crescita inclusiva nei paesi in via di sviluppo; accoglie inoltre con favore l'impegno a effettuare un'analisi approfondita dei potenziali effetti dei nuovi accordi di libero scambio sui paesi meno sviluppati (PMS); si rammarica che la comunicazione "Commercio per tutti" non faccia alcun riferimento all'accordo di Cotonou che scadrà nel 2020; invita l'UE ad avviare un ampio processo di consultazione e di dialogo, anche con i paesi ACP, riguardo al quadro post-Cotonou;

7.  ritiene che i diritti umani dovrebbero prevalere sulle disposizioni degli accordi commerciali e di investimento;

8.  riconosce che la politica commerciale e di investimento dell'UE deve rispondere alle preoccupazioni dei consumatori rafforzando le iniziative di responsabilità sociale delle imprese e il dovere di diligenza lungo la catena di produzione; sollecita, tuttavia, la Commissione e gli Stati membri ad andare oltre l'attuale approccio volontario non vincolante e a battersi invece per un dovere di diligenza inderogabile;

9.  accoglie con favore un rinnovato impegno verso il multilateralismo inclusivo e i progressi compiuti dalla conferenza ministeriale dell'Organizzazione mondiale del commercio a Nairobi, in particolare nel settore dell'agricoltura (ad esempio, l'eliminazione delle sovvenzioni alle esportazioni agricole che hanno effetti distorsivi sugli scambi, e i progressi realizzati in materia di accesso al mercato per i PMS); plaude, a tale proposito, all'impegno dell'UE a favore dell'obiettivo di 400 milioni di EUR in finanziamenti per 5 anni al fine di sostenere e offrire assistenza tecnica ai paesi in via di sviluppo, in particolare i PMS, nei loro sforzi per attuare l'accordo dell'OMC sull'agevolazione degli scambi; sottolinea altresì la necessità di allargare il ciclo di Doha all'agenda del commercio elettronico e digitale, al fine di condividere i progressi tecnologici più rapidamente e più equamente con i paesi in via di sviluppo contribuendo, al contempo, a superare la carenza di infrastrutture, soprattutto nelle aree rurali remote;

10.  riconosce la crescente diversità tra i paesi in via di sviluppo per quanto riguarda la loro integrazione nel sistema commerciale multilaterale e i rispettivi benefici che ne traggono; chiede dei regimi specifici in particolare per i PMS, la cui quota nel commercio mondiale è marginale; accoglie pertanto con favore la revisione del sistema di preferenze generalizzate (SPG);

11.  ricorda il ruolo cruciale degli aiuti al commercio (AFT) per il potenziamento delle capacità in campo commerciale, l'assistenza tecnica, le politiche di sostegno alle imprese e l'integrazione regionale; invita l'UE e gli Stati membri ad impegnarsi per incrementare il sostegno agli aiuti al commercio per i paesi in via di sviluppo e i PMS in particolare, con l'obiettivo di sostenere le piccole e micro imprese a livello locale, la diversificazione della produzione, il trasferimento di tecnologia, lo sviluppo delle capacità produttive nazionali, i trasporti e le altre infrastrutture, l'emancipazione delle donne e le cooperative nel prossimo riesame della strategia dell'UE in materia di aiuti al commercio; rileva tuttavia che, in assenza di seri sforzi da parte dei paesi direttamente interessati e di miglioramenti significativi a livello di governance, il commercio non può, da solo, aiutare i paesi a superare le loro difficoltà di sviluppo; evidenzia, a tale proposito, l'importanza di concentrarsi sul perseguimento dei target previsti dall'obiettivo OSS n. 16, in particolare nei settori del buongoverno e della fiscalità; chiede alla Commissione di affrontare la questione del commercio equo e solidale nel prossimo riesame della sua strategia in materia di aiuti al commercio, come annunciato nella comunicazione "Commercio per tutti";

12.  ricorda il ruolo della bancarizzazione nello sviluppo del commercio e degli investimenti; invita l'UE a sostenere la promozione dell'accesso ai servizi bancari nei paesi in via di sviluppo;

13.  rammenta che gli accordi di partenariato economico (APE) possono essere un importante strumento di sviluppo per aiutare ad alleviare la povertà e contribuire alla promozione dei diritti umani a lungo termine, nonché per promuovere un'ulteriore integrazione economica regionale; esorta l'UE a istituire negli APE specifiche strutture di controllo dedicate allo sviluppo sostenibile e ai diritti umani, che garantiscano una partecipazione appropriata e trasparente delle organizzazioni della società civile e dei sindacati; invita l'UE a incoraggiare la firma degli accordi di partenariato economico definitivi; invita la Commissione a includere negli accordi commerciali e di investimento dell'UE capitoli solidi ed esaustivi in materia di sviluppo sostenibile, che siano attuati e applicati in modo efficace;

14.  ricorda che la politica degli investimenti dell'UE, in particolare quando implica l'utilizzo di denaro pubblico, deve contribuire alla realizzazione degli OSS; rammenta la necessità di rafforzare la trasparenza e la responsabilità delle istituzioni di finanziamento allo sviluppo (IFS) e dei partenariati pubblico-privati (PPP) per seguire e controllare in modo efficace i flussi di denaro, la sostenibilità del debito e il valore aggiunto per lo sviluppo sostenibile dei loro progetti;

15.  invita la Commissione a migliorare la coerenza delle politiche per lo sviluppo nel quadro della politica commerciale, in particolare per quanto riguarda la salute pubblica; chiede alla Commissione di aiutare i paesi in via di sviluppo ad utilizzare in maniera efficace la flessibilità prevista dall'Accordo sugli aspetti dei diritti di proprietà intellettuale attinenti al commercio (TRIPS) e riconosciuta dalla dichiarazione di Doha sull'accordo TRIPS e la salute pubblica, adottata il 14 novembre 2001, affinché possano fornire farmaci essenziali a prezzi accessibili nel quadro dei loro programmi nazionali di salute pubblica; invita la Commissione ad assicurare la totale trasparenza sul contenuto dei programmi di assistenza relativi alla proprietà intellettuale per i paesi a basso e medio reddito e a garantire che la parallela assistenza in materia di proprietà intellettuale non comprometta altri progetti di sviluppo in ambito sanitario;

16.  sottolinea che, in linea con l'obiettivo n. 16 degli OSS, è della massima importanza promuovere strutture di buona governance a livello mondiale al fine di consentire a tutti un equo accesso alla giustizia e creare istituzioni efficaci e responsabili a tutti i livelli; sottolinea che gli accordi commerciali e gli investimenti esteri diretti potrebbero costituire uno strumento decisivo per stabilire i giusti incentivi onde garantire la realizzazione di questo obiettivo; evidenzia, a tale proposito, che la corruzione rappresenta il principale ostacolo non tariffario nei paesi sviluppati e in via di sviluppo; accoglie con favore l'intenzione della Commissione di includere disposizioni anticorruzione ambiziose in tutti i futuri accordi commerciali; invita la Commissione a introdurre nuove misure finalizzate al rafforzamento della sicurezza giuridica degli investimenti;

17.  sottolinea che, affinché i paesi in via di sviluppo sfruttino appieno il vantaggio delle opportunità commerciali e di investimento, è necessario continuare a sostenere le riforme per la mobilitazione del gettito fiscale dei paesi in via di sviluppo, al fine di aiutarli a migliorare la loro capacità di incrementare le entrate e contrastare l'evasione e l'elusione fiscale mediante il sostegno alla creazione di regimi fiscali efficaci, efficienti, equi e trasparenti in linea con i principi di buona governance;

18.  invita l'UE e gli Stati membri a seguire le raccomandazioni contenute nel quadro complessivo per la politica di investimento in relazione allo sviluppo sostenibile della Conferenza delle Nazioni Unite per il commercio e lo sviluppo (UNCTAD), al fine di promuovere investimenti più affidabili, trasparenti e responsabili.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

15.3.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

14

6

4

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Louis Aliot, Nicolas Bay, Ignazio Corrao, Doru-Claudian Frunzulică, Nathan Gill, Maria Heubuch, Teresa Jiménez-Becerril Barrio, Linda McAvan, Norbert Neuser, Maurice Ponga, Cristian Dan Preda, Lola Sánchez Caldentey, Elly Schlein, Pedro Silva Pereira, Eleni Theocharous, Paavo Väyrynen, Bogdan Brunon Wenta

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Juan Fernando López Aguilar, Louis-Joseph Manscour, Paul Rübig, Jan Zahradil, Joachim Zeller

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Michèle Rivasi, Estefanía Torres Martínez


PARERE della commissione per l'occupazione e gli affari sociali (26.5.2016)

destinato alla commissione per il commercio internazionale

su una nuova strategia innovativa e orientata al futuro sul commercio e gli investimenti

(2015/2105(INI))

Relatore per parere: Joachim Schuster

SUGGERIMENTI

La commissione per l'occupazione e gli affari sociali invita la commissione per il commercio internazionale, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  plaude all'impostazione generale della futura strategia commerciale presentata dalla Commissione nella sua comunicazione del 14 ottobre 2015 al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni dal titolo "Commercio per tutti. Verso una politica commerciale e di investimento più responsabile"(1), in particolare all'enfasi posta su un approccio orientato al valore, finalizzato a salvaguardare il modello sociale e normativo europeo all'interno dell'Unione e a utilizzare gli accordi commerciali e i programmi di preferenze commerciali quali leve per promuovere in tutto il mondo i valori europei come lo sviluppo sostenibile, i diritti umani, il commercio equo ed etico nonché la lotta contro la corruzione; incoraggia la Commissione ad ampliare e a modernizzare gli accordi di libero scambio esistenti tra l'UE e i paesi terzi seguendo un approccio orientato al valore, dato che le esportazioni dell'UE rappresentano circa 31 milioni di posti di lavoro nell'UE o, detto altrimenti, che un posto di lavoro su sette nell'UE dipende dalle esportazioni; invita la Commissione a garantire un ruolo di leadership globale per l'UE nello sviluppo di una nuova "cultura di accordi commerciali equi"; sottolinea l'importanza di accordi ambiziosi, equilibrati e globali che affrontino gli ostacoli al mercato di lunga data e inutili, a vantaggio dei consumatori, dei cittadini, dei lavoratori e delle imprese;

2.  sottolinea che i futuri accordi commerciali dovrebbero tenere in considerazione le risoluzioni del Parlamento relative al partenariato transatlantico sul commercio e gli investimenti ed all'accordo sugli scambi di servizi, le quali rimangono valide per i futuri negoziati commerciali, in particolare per quanto riguarda l'esclusione dei servizi di interesse generale e dei servizi di interesse economico generale (che comprendono, tra gli altri, l'acqua, la sanità, i servizi sociali, i sistemi di previdenza sociale e l'istruzione) e la tutela dei diritti dei lavoratori; ribadisce che la qualità, la disponibilità, l'economicità e l'accessibilità di tali servizi nonché l'accesso non discriminatorio ed equo agli stessi non devono essere pregiudicati dagli accordi commerciali;

3.  insiste affinché la Commissione avvii un vero dibattito democratico con il Parlamento europeo e intensifichi le consultazioni con le parti sociali e la società civile al fine di migliorare la chiarezza del mandato negoziale, definirne gli orientamenti nonché garantirne la trasparenza per tutti gli accordi commerciali; chiede che i negoziati si svolgono in modo trasparente e che il Parlamento europeo, i parlamenti nazionali e le parti sociali e la società civile in Europa abbiano la possibilità di contribuire al processo negoziale in modo significativo;

4.  ritiene che i negoziati su un'ulteriore liberalizzazione del mercato debbano tenere conto della necessità di una cooperazione su scala europea al fine di mantenere le condizioni di lavoro in conformità delle pertinenti leggi in materia di lavoro e questioni sociali e dei contratti collettivi nell'UE;

5.  esorta la negoziazione degli accordi commerciali a livello multilaterale anziché bilaterale;

6.  sottolinea la necessità di un meccanismo efficace volto a tutelare gli investimenti europei all'estero; invita a condurre una valutazione del quadro esistente onde garantirne l'efficacia e la corretta attuazione;

7.  insiste, in linea con l'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" approvato di recente dal Parlamento europeo e dagli Stati membri, affinché la Commissione garantisca che siano condotte valutazioni d'impatto, comprese le valutazioni d'impatto in materia di sostenibilità, durante i negoziati commerciali allo scopo di valutare l'impatto sociale, economico, ambientale e relativo ai diritti umani dei futuri accordi commerciali, operando nel contempo una distinzione dell'impatto in funzione dei vari settori, regioni e nazioni; invita a pubblicare proiezioni statistiche per garantire che ciascun accordo contribuisca in modo equo e significativo alla creazione di posti di lavoro; invita la Commissione a monitorare l'impatto degli accordi commerciali, in modo da permettere sia una valutazione ex-ante che una valutazione ex-post; chiede che alle parti sociali e alla società civile sia data l'opportunità di partecipare all'elaborazione e all'attuazione delle valutazioni d'impatto in materia di sostenibilità; ribadisce che la futura strategia commerciale deve anche rispettare le strutture di produzione regionale nei paesi in via di sviluppo nei casi in cui la valutazione d'impatto in materia di sostenibilità indica che tali strutture possono essere compromesse a causa degli accordi commerciali;

8.  invita la Commissione a garantire che i possibili costi di adeguamento nel mercato del lavoro dell'UE siano controbilanciati da un suo intervento tempestivo a sostegno dei settori, delle regioni o degli Stati membri interessati; ritiene che tale sostegno potrebbe essere fornito mediante il finanziamento dell'UE, compreso un Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) adattato e munito di una dotazione finanziaria sufficiente;

9.  ritiene che la proposta della Commissione di utilizzare il FEG per far fronte agli impatti negativi derivanti dagli accordi commerciali internazionali non sia soddisfacente, date la bassa capacità finanziaria del Fondo e la sua mancanza di competenze per prevenire e contrastare gli effetti negativi della globalizzazione;

10.  sottolinea che è fondamentale estendere le prerogative del FEG e, di conseguenza, prevedere un meccanismo di anticipazione dei rischi e di adeguamento delle strutture produttive settoriali, regionali e nazionali nei casi in cui la valutazione d'impatto in materia di sostenibilità indica che tali strutture possono essere compromesse a causa degli accordi commerciali;

11.  invita la Commissione a garantire la concorrenza leale per i prestatori di servizi, provenienti da paesi terzi, di partner commerciali che entrano nel mercato del lavoro dell'UE, garantendo che tutti i lavoratori, indipendentemente dal loro paese di origine, godano degli stessi diritti del lavoro dei cittadini del paese ospitante e che i principi della parità di trattamento e della non discriminazione siano rispettati; ritiene che ciò non osti a disposizioni più favorevoli nella legislazione o negli accordi vigenti nel paese di origine; sottolinea che le disposizioni della legislazione sociale e del lavoro a livello nazionale e dell'UE e dei contratti collettivi devono essere garantite;

12.  chiede garanzie per assicurare, in linea di principio, che gli accordi commerciali non indeboliscano, eludano o invalidino in nessun caso le norme degli Stati membri o dell'Unione europea nei seguenti ambiti: diritti dei lavoratori, condizioni di lavoro (compresa la retribuzione), sicurezza sociale, inclusione sociale e protezione sociale, salute e sicurezza sul luogo di lavoro, formazione professionale, qualifiche professionali, libera circolazione dei lavoratori e dei pensionati, dialogo sociale, non discriminazione sul luogo di lavoro e sul mercato del lavoro; esorta la Commissione a garantire che il diritto all'azione sindacale non sia pregiudicato dalle imprese che impiegano lavoratori dei paesi terzi durante le trattative sui contratti collettivi e le controversie sul lavoro; invita la Commissione a garantire che le norme del lavoro siano escluse dai concetti di ostacoli non tariffari e ostacoli tecnici; invita la Commissione a garantire la massima trasparenza e a vigilare per garantire una partecipazione equilibrata delle parti interessate negli organi di cooperazione normativa nonché ad assicurarsi che la cooperazione normativa non limiti il diritto dei governi e del Parlamento europeo di legiferare nel pubblico interesse e non porti a un gelo normativo o all'indebolimento delle norme del lavoro, comprese quelle in materia di salute e sicurezza;

13.  rileva i livelli elevati di mobilità esterna di professionisti altamente qualificati dagli Stati membri dell'UE; ritiene che le politiche commerciali debbano rimanere prudenti riguardo alla mobilità del lavoro; invita la Commissione a garantire che gli impegni della modalità 4 del GATS si applichino soltanto alla circolazione di professionisti altamente qualificati, vale a dire persone con un master universitario o di un istituto equivalente o che svolgono un lavoro manageriale di alto livello, per uno scopo specifico, per un periodo di tempo limitato e a precise condizioni stabilite dalla legislazione nazionale del paese in cui si presta il servizio e da un contratto che rispetti tale legislazione nazionale; sottolinea l'importanza di monitorare la categoria dei fornitori di servizi prevista dalla modalità 4 del GATS per evitare l'abuso e lo sfruttamento dei lavoratori dei paesi terzi; chiede, in ogni caso, che gli accordi commerciali contengano clausole che prevedano l'obbligo giuridico per i fornitori stranieri di servizi di conformarsi alla legislazione sociale e del lavoro dell'UE e degli Stati membri;

14.  chiede che la commissione per l'occupazione e gli affari sociali del Parlamento europeo sia tempestivamente informata, qualora una disposizione degli accordi commerciali pregiudichi le norme negli ambiti di cui al paragrafo 12 o sia in contrasto con esse, al fine di consentire una consultazione e l'adozione di decisioni;

15.  accoglie con favore che gli accordi commerciali dell'UE stipulati di recente contemplino un capitolo specifico dedicato allo sviluppo sostenibile; si attende che l'UE svolga un ruolo guida nel conseguire l'obiettivo della ratifica, dell'attuazione e dell'applicazione delle otto convenzioni fondamentali dell'OIL da parte di tutti i soggetti interessati; esorta la Commissione a promuovere ulteriormente le disposizioni in materia di lavoro, segnatamente l'agenda dell'OIL per un lavoro dignitoso allo scopo di migliorare i livelli di tutela dei lavoratori; sottolinea che le norme lavorative e ambientali non dovrebbero essere circoscritte ai capitoli sul commercio e sullo sviluppo sostenibile ma dovrebbero essere incluse anche in altri capitoli degli accordi commerciali, quali quelli relativi agli investimenti, agli scambi di servizi, alla cooperazione normativa e agli appalti pubblici; invita la Commissione ad assicurare che l'applicazione e il rispetto delle disposizioni sul lavoro siano soggetti a un processo di monitoraggio efficace, con il coinvolgimento delle parti sociali e dei rappresentanti della società civile; ritiene che le controversie sorte riguardo alle disposizioni sul lavoro debbano essere soggette a un meccanismo di risoluzione delle controversie, che includa la possibilità di imporre misure deterrenti, prestando la dovuta attenzione agli organi di vigilanza dell'OIL e facendo riferimento alla giurisdizione dell'OIL; esorta la Commissione a includere, in primo luogo, una clausola di revisione che istituisca un meccanismo volto a permettere ad una delle parti di recedere dall'accordo o di revocare gli impegni assunti, in particolare in caso di violazione dei diritti umani e del lavoro e delle norme sociali e, in secondo, una clausola di garanzia sociale per garantire che sia impedito lo smantellamento della legislazione sociale e del lavoro;

16.  è del parere che, con particolare riguardo al mantenimento di norme sociali elevate nel commercio internazionale, sia necessario istituire opportuni organismi di mediazione internazionale ed extragiudiziale, soggetti ai principi di trasparenza e controllo democratico;

17.  raccomanda che i gruppi consultivi nazionali, tra i cui compiti figura anche il trattamento delle violazioni delle clausole sociali contenute negli accordi commerciali e dei casi in cui non sono rispettate le leggi sul lavoro e le norme sociali, ricevano finanziamenti sufficienti che permettano loro di operare efficacemente e siano composti da un numero equilibrato di rappresentanti delle organizzazioni sindacali e imprenditoriali e di altre organizzazioni appartenenti alla società civile; raccomanda inoltre che le riunioni congiunte di tali gruppi di entrambe le parti dell'accordo commerciale siano istituzionalizzate, che ciascun gruppo consultivo nazionale disponga di una propria segreteria e che tutti i gruppi abbiano la possibilità di utilizzare mezzi di comunicazione più avanzati per facilitare la partecipazione della società civile;

18.  rileva la necessità di aumentare l'efficacia degli ispettorati del lavoro e sociali degli Stati membri, di lanciare una cooperazione tra questi ultimi e la piattaforma europea per la lotta contro il lavoro non dichiarato, di aumentare le risorse degli ispettorati, qualora necessario, in modo da consentire un monitoraggio efficace delle norme del lavoro in linea con le raccomandazioni dell'OIL, provvedere all'applicazione del diritto del lavoro, garantire la tutela essenziale dei lavoratori nello svolgimento della loro professione e prevenire o limitare tutte le violazioni qualora possibile in tale ambito;

19.  pone l'accento sull'importanza di misure sul dovere di diligenza nella catena globale di produzione e sulla necessità che tali misure siano sostenibili e trasparenti; sottolinea l'importanza di promuovere iniziative di carattere volontario nell'ambito della responsabilità sociale delle imprese (RSI) e invita la Commissione a presentare una proposta legislativa, laddove opportuno e fattibile, per migliorare il dovere di diligenza nella catena globale di produzione; osserva tuttavia che le PMI potrebbero essere esentate dalle iniziative obbligatorie di RSI; ritiene che la responsabilità sociale delle imprese implichi una politica fiscale equa e che, pertanto, non sia compatibile con le strategie di evasione fiscale;

20.  sottolinea che gli strumenti di difesa commerciale consentono di contrastare tutte le forme di concorrenza sleale; chiede, di conseguenza, al Consiglio e alla Commissione di sbloccare la riforma degli strumenti di difesa commerciale, evitando nel contempo che quest'ultima li indebolisca, al fine di renderli più rapidi, più efficaci e maggiormente accessibili alle PMI; sottolinea la necessità di garantire che le eventuali modifiche apportate alla normativa antidumping dell'Unione preservino la sua capacità di intervenire in modo tempestivo, necessario ed efficace per contrastare le pratiche di mercato anticoncorrenziali da parte dei partner commerciali dell'UE e garantiscano alle imprese dell'UE di continuare a operare in condizioni di parità a livello globale; osserva che la Cina, per il momento, non rispetta i cinque criteri tecnici che definiscono un'economia di mercato e pertanto si oppone alla concessione dello stato di economia di mercato alla Cina, data la necessità che quest'ultima risolva la questione delle pratiche di concorrenza sleale;

21.  deplora che soltanto il 13 % delle PMI europee siano state attive a livello internazionale con paesi terzi e sottolinea che per molte di loro la causa risiede nelle barriere non tariffarie; si attende che in fase di negoziato dei nuovi accordi si tenga conto degli ostacoli specifici incontrati dalle PMI, per garantire che queste possano trarre benefici dai nuovi accordi commerciali;

22.  invita la Commissione a intensificare il coordinamento ex-ante tra i suoi rispettivi servizi che si occupano di commercio, occupazione e affari sociali;

23.  invita la Commissione a garantire che i governi abbiano la possibilità di adottare politiche in materia di appalti responsabili dal punto di vista sociale e ambientale; sottolinea che le disposizioni in materia di appalti non dovrebbero impedire ai governi di far fronte alle esigenze sociali e ambientali e che gli accordi non dovrebbero limitare la possibilità di avanzare istanze sociali, come previsto dalle nuove direttive dell'UE sugli appalti pubblici; ritiene, inoltre, che le politiche in materia di appalti pubblici debbano essere conformi alla Convenzione dell'OIL C94 sulle clausole di lavoro nei contratti pubblici;

24.  invita la Commissione ad assumere soltanto impegni molto limitati riguardo a future disposizioni in materia di servizi forniti in formato digitale o per via elettronica, al fine di non compromettere le elevate norme del lavoro e le condizioni di lavoro attualmente esistenti nell'UE nel contesto di un'economia sempre più digitalizzata.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

24.5.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

42

8

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Laura Agea, Tiziana Beghin, Vilija Blinkevičiūtė, Enrique Calvet Chambon, Ole Christensen, Martina Dlabajová, Lampros Fountoulis, Elena Gentile, Arne Gericke, Thomas Händel, Marian Harkin, Danuta Jazłowiecka, Agnes Jongerius, Jan Keller, Kostadinka Kuneva, Jean Lambert, Jérôme Lavrilleux, Jeroen Lenaers, Javi López, Morten Løkkegaard, Thomas Mann, Dominique Martin, Anthea McIntyre, Joëlle Mélin, Georgi Pirinski, Marek Plura, Terry Reintke, Maria João Rodrigues, Claude Rolin, Anne Sander, Siôn Simon, Jutta Steinruck, Romana Tomc, Ulrike Trebesius, Marita Ulvskog, Tatjana Ždanoka

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Michèle Alliot-Marie, Maria Arena, Amjad Bashir, Lynn Boylan, Rosa Estaràs Ferragut, Paloma López Bermejo, Edouard Martin, Joachim Schuster, Csaba Sógor, Helga Stevens, Ivo Vajgl, Tom Vandenkendelaere, Gabriele Zimmer

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Fernando Ruas

(1)

COM(2015)0497.


PARERE della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia (7.4.2016)

destinato alla commissione per il commercio internazionale

su una nuova strategia innovativa e orientata al futuro sul commercio e gli investimenti

(2015/2105(INI))

Relatore per parere: Theresa Griffin

SUGGERIMENTI

La commissione per l'industria, la ricerca e l'energia invita la commissione per il commercio internazionale, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  accoglie con favore l'iniziativa della Commissione "Commercio per tutti: verso una politica commerciale e di investimento più responsabile"; osserva che il 90 % della crescita economica mondiale dei prossimi 10-15 anni sarà prodotto al di fuori dell'UE e che le grandi economie emergenti svolgeranno un ruolo di prim'ordine a tale proposito; ritiene che il commercio e gli investimenti in beni e servizi siano fondamentali per guidare la crescita economica dell'Unione mediante l'apertura di nuovi mercati di esportazione per l'industria dell'UE, la creazione di posti di lavoro sostenibili e di alta qualità, una crescita rispettosa dell'ambiente nonché il rafforzamento della competitività dell'UE; sottolinea pertanto l'esigenza, per l'Europa, di disporre di una strategia solida e orientata al futuro, basata su una politica industriale coerente, sulla ricerca e l'innovazione e sull'agenda digitale;

2.  sottolinea che le politiche commerciali e di investimento devono essere volte ad aprire l'accesso a nuovi mercati alle aziende europee, al fine di contribuire ad una crescita economica sostenibile e alla creazione di posti di lavoro di alta qualità con condizioni di lavoro dignitose, e che tali politiche dovrebbero essere concepite in modo da essere in linea con una strategia di reindustrializzazione fondata sulla concorrenza leale e la reciprocità e da garantire condizioni di parità per le industrie dell'Unione europea;

3.  pone l'accento sulla crescente importanza dei servizi per il commercio internazionale e il rafforzamento dei legami tra i servizi, il comparto manifatturiero e gli investimenti diretti esteri, mano a mano che le catene di valore globali assumono sempre maggiore rilevanza; ritiene che, solo tenendo conto di tale interconnettività in tutti i negoziati commerciali, l'industria europea potrà beneficiarne appieno;

4.  sottolinea l'importanza delle PMI e delle start-up per il commercio e gli investimenti, parallelamente alla loro importanza strategica sul piano industriale, dal momento che nell'UE ci sono oltre 600 000 PMI attive in scambi commerciali al di fuori dell'UE e responsabili di un terzo delle esportazioni dell'Unione, le quali danno lavoro ad oltre 6 milioni di persone e rappresentano la maggior parte della creazione di posti di lavoro in Europa; evidenzia l'importanza dei "periodi di transizione" intesi a consentire all'industria e alle PMI di adeguarsi agli effetti dei nuovi accordi commerciali; invita a prevedere sistematicamente, negli accordi commerciali futuri, capitoli specifici dedicati alle PMI; chiede alla Commissione di fornire informazioni facilmente accessibili sulle opportunità commerciali per le PMI e di prestare loro il sostegno necessario per usufruire di tali opportunità, anche attraverso i fondi strutturali dell'UE;

5.  ricorda che la politica commerciale è uno strumento inteso a promuovere lo sviluppo sostenibile, anche attraverso la promozione di norme ambientali, sociali e sul lavoro elevate, quali definite dalle convenzioni dell'Organizzazione internazionale del lavoro, che dovrebbero essere integrate in tutti gli accordi commerciali, e che la loro adeguata applicazione dovrebbe essere monitorata da vicino; plaude all'invito della Commissione a promuovere un capitolo ambizioso e innovativo sullo sviluppo sostenibile in tutti gli accordi commerciali e di investimento;

6.  sottolinea l'importanza di mantenere gli standard elevati della legislazione in materia di salute e sicurezza e delle norme ambientali nell'industria e nel comparto manifatturiero dell'Unione; chiede alla Commissione di garantire che gli accordi commerciali consolidino tali norme e contribuiscano a creare condizioni di parità a livello internazionale;

7.  invita la Commissione a intraprendere azioni per garantire il rispetto delle norme europee nel commercio con i paesi terzi;

8.  pone l'accento sulla leadership dell'UE in termini di azione per il clima e ritiene fondamentale la necessità di mantenere tale livello di ambizione al riguardo; sottolinea pertanto l'importanza di includere negli accordi commerciali misure di salvaguardia per prevenire la rilocalizzazione delle emissioni di carbonio, dal momento che la conversione di processi europei efficaci in sistemi meno sostenibili potrebbe comportare l'aumento delle emissioni globali generali, con effetti controproducenti sul conseguimento degli obiettivi posti in occasione della COP21;

9.  sottolinea l'importanza di evitare che i partner commerciali dell'UE adottino pratiche anticoncorrenziali, ivi incluso il dumping sociale o ambientale, in particolare il dumping di prodotti a basso costo in Europa, nonché misure protezionistiche e discriminatorie che metterebbero a rischio le norme UE e destabilizzerebbero l'industria europea, nonché l'importanza che l'Unione adotti tutte le misure necessarie per tutelarsi dalle pratiche commerciali sleali; è preoccupato, in tale contesto, per l'eventuale concessione alla Cina dello status di economia di mercato (SEM), e chiede alla Commissione di eseguire una valutazione di impatto dettagliata ed esaustiva che esamini i possibili scenari nel contesto della concessione del SEM alla Cina, prestando particolare attenzione ai suoi effetti sul settore manifatturiero dell'UE, sui consumatori, sulle politiche di investimento e sulla competitività dell'UE, anche per quanto riguarda le PMI; sollecita la Commissione a includere nel suo programma di lavoro lo sviluppo di strumenti legislativi efficaci e aggiornati che consentano all'Unione di evitare tali pratiche, che pregiudicano gravemente la ripresa industriale e la capacità di investire, innovare e competere;

10.  sollecita la Commissione e il Consiglio, alla luce della situazione in rapido peggioramento in comparti industriali fondamentali quali i settori dell'acciaio o della ceramica, ad accelerare, in via prioritaria, la riforma degli strumenti di difesa commerciale dell'UE avviata nel 2013, al fine di migliorarne la reattività e l'efficacia e contrastare la concorrenza sleale; sottolinea che il Parlamento ha adottato la sua posizione su tale riforma il 5 febbraio 2014 (2013/0103(COD)), in cui sollecitava in particolare la riduzione della durata delle indagini antidumping, in piena conformità alle norme dell'Organizzazione mondiale del commercio;

11.  rammenta che l'accesso della Cina allo status di economia di mercato, nelle condizioni attuali, renderebbe più difficile l'avvio di procedure antidumping concernenti le esportazioni cinesi;

12.  invita la Commissione a sviluppare le proprie politiche commerciali e di investimento in modo tale da evitare la delocalizzazione degli stabilimenti produttivi europei al di fuori dell'UE, nell'ottica del mantenimento dei posti di lavoro negli Stati membri dell'UE;

13.  ritiene che, nell'ambito dei negoziati per gli accordi di libero scambio, la Commissione debba garantire il divieto di pratiche distorsive quali i sistemi di doppia tariffazione e le restrizioni alle esportazioni di materie prime;

14.  rileva che, nella totalità delle industrie dei metalli di base strategiche per la nostra economia, vi è una situazione di concorrenza globale; ritiene urgente che la Commissione assuma il mercato mondiale quale mercato di riferimento e non circoscriva le proprie indagini esclusivamente al mercato interno nella sua definizione di mercato pertinente;

15.  prende atto della richiesta di stimolare gli investimenti all'interno dell'UE, contenuta nel piano d'investimenti per l'Europa della Commissione, e ritiene che le strategie commerciali siano uno strumento fondamentale per conseguire tale obiettivo;

16.  ritiene che politiche commerciali e di investimento lungimiranti possano contribuire in modo determinante allo sviluppo del mercato delle telecomunicazioni, del diritto d'autore e dell'economia digitale in Europa e portare evidenti vantaggi ai consumatori e alle imprese dell'UE, incluse le PMI; evidenzia che un mercato unico digitale è fondamentale per stimolare la competitività e la crescita economica dell'UE; sottolinea che occorre garantire condizioni di parità in termini di reciprocità di accesso al mercato e che gli operatori di mercato dei paesi terzi devono rispettare le norme europee relative all'industria e ai consumatori; invita la Commissione ad affrontare gli ostacoli agli scambi a livello di economia digitale, flussi di dati transfrontalieri, archiviazione di dati e protezione dei dati e dei consumatori nei futuri accordi commerciali e di investimento, in modo da garantire che l'economia digitale possa continuare ad adeguarsi e a crescere a vantaggio dei consumatori; chiede alla Commissione di garantire che gli accordi commerciali attuali e futuri non incidano sulla legislazione europea in materia di protezione dei dati;

17.  chiede alla Commissione di garantire che nei futuri accordi commerciali sia mantenuto il diritto di applicare la legislazione vigente in materia di proprietà intellettuale, segnatamente nel settore del trasferimento tecnologico;

18.  invita la Commissione a incoraggiare gli organismi europei di ricerca a collaborare più attivamente con i potenziali partner al di fuori dell'UE e a ottimizzare gli investimenti nel settore della ricerca e dell'innovazione e ad evitare la fuga di cervelli; invita la Commissione a rafforzare la cooperazione regionale nel settore della ricerca;

19.  sottolinea l'esigenza di potenziare gli sforzi globali intesi a sviluppare ulteriormente le tecnologie energetiche pulite nella transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio e, di conseguenza, incoraggia la Commissione a rafforzare la cooperazione con i partner commerciali nelle attività di ricerca, sviluppo e innovazione in ambito energetico;

20.  invita la Commissione a promuovere la diversificazione dei fornitori, delle rotte e delle fonti di energia, mediante l'individuazione di nuovi partner commerciali nel settore dell'energia e mediante la cooperazione regionale, creando così una maggiore concorrenza, con una conseguente diminuzione dei prezzi per i consumatori di energia europei; sottolinea che lo sviluppo delle energie rinnovabili nonché la promozione dell'efficienza energetica costituiscono elementi fondamentali per una maggiore sicurezza energetica e una minore dipendenza dalle importazioni; evidenzia l'importanza di inserire negli accordi di libero scambio disposizioni volte a creare partenariati energetici sostenibili nonché a rafforzare la cooperazione tecnologica, soprattutto nel settore delle energie rinnovabili e dell'efficienza energetica; raccomanda che i nuovi accordi commerciali contengano un capitolo sull'energia e le materie prime;

21.  accoglie con favore la comunicazione della Commissione su una strategia dell'UE per il gas naturale liquefatto (GNL) e lo stoccaggio del gas; ritiene che i recenti sviluppi del mercato globale del gas naturale costituiscano per l'Europa una straordinaria opportunità di accrescere la sicurezza dell'approvvigionamento energetico e di creare un mercato più competitivo; chiede un rapido completamento dei progetti di interesse comune (PIC) nell'ottica di garantire la messa in servizio delle infrastrutture adeguate per trarre vantaggio dalle maggiori opportunità commerciali legate al gas;

22.  pone l'accento sull'importanza di conseguire un accordo "dinamico" sui beni ambientali ("verdi"), attualmente in fase di negoziato, con la possibilità di aprire successivamente l'accordo alla partecipazione di più partner dell'Organizzazione mondiale del commercio e di inserire in futuro servizi verdi, promuovendo in tal modo l'industria tecnologica verde europea e contribuendo a conseguire gli obiettivi concordati, in termini di clima ed energia, nell'accordo sul clima di Parigi del 2015, nonché rafforzando la sicurezza dell'approvvigionamento energetico nell'UE e riducendo la dipendenza dai carburanti fossili;

23.  invita la Commissione a promuovere la parità di genere e la parità di neri, asiatici e minoranze etniche (BAME) nello sviluppo delle politiche commerciali e di investimento.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

7.4.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

48

6

3

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Bendt Bendtsen, Xabier Benito Ziluaga, José Blanco López, David Borrelli, Reinhard Bütikofer, Jerzy Buzek, Edward Czesak, Philippe De Backer, Fredrick Federley, Theresa Griffin, Roger Helmer, Hans-Olaf Henkel, Kaja Kallas, Krišjānis Kariņš, Seán Kelly, Jeppe Kofod, Janusz Lewandowski, Paloma López Bermejo, Ernest Maragall, Edouard Martin, Nadine Morano, Angelika Niebler, Morten Helveg Petersen, Miroslav Poche, Carolina Punset, Herbert Reul, Paul Rübig, Algirdas Saudargas, Jean-Luc Schaffhauser, Neoklis Sylikiotis, Antonio Tajani, Dario Tamburrano, Patrizia Toia, Vladimir Urutchev, Kathleen Van Brempt, Martina Werner, Anna Záborská, Flavio Zanonato, Carlos Zorrinho

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Amjad Bashir, Michał Boni, Eugen Freund, Françoise Grossetête, Benedek Jávor, Jude Kirton-Darling, Werner Langen, Svetoslav Hristov Malinov, Marian-Jean Marinescu, Marisa Matias, Sorin Moisă, Clare Moody, Dominique Riquet, Massimiliano Salini, Maria Spyraki, Anneleen Van Bossuyt

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Momchil Nekov, Jana Žitňanská


PARERE della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori (2.5.2016)

destinato alla commissione per il commercio internazionale

su una nuova strategia innovativa e orientata al futuro sul commercio e gli investimenti

(2015/2105(INI))

Relatore per parere: Dita Charanzová

SUGGERIMENTI

La commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori invita la commissione per il commercio internazionale, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  accoglie con favore la comunicazione della Commissione "Commercio per tutti: verso una politica commerciale e di investimento più responsabile" (COM/2015/0497);

2.  mette in rilievo il nesso tra il mercato unico e la politica commerciale dell'UE, elementi che dovrebbero essere pienamente compatibili tra loro e con le politiche e i valori più ampi dell'Unione; reputa che un commercio mondiale aperto, responsabile e libero, fondato su norme globali efficaci, trasparenti e solide, sia fondamentale per realizzare appieno il potenziale del mercato unico, facendolo funzionare e crescere e rendendolo vantaggioso per i cittadini, i consumatori e le piccole e medie imprese;

3.  sottolinea che, dato lo status dell'UE quale maggiore economia mondiale, il commercio sostenibile e responsabile costituisce lo strumento politico più forte a disposizione dell'Unione per sostenere gli interessi, gli investimenti e gli affari europei nonché per promuovere i valori dell'Europa all'estero, favorendo al contempo la crescita economica e gli investimenti e creando posti di lavoro al proprio interno; appoggia l'obiettivo della Commissione di potenziare le sinergie tra il commercio e le politiche in materia di mercato interno e raccomanda che tali politiche diano la priorità alle misure volte a creare nuovi posti di lavoro;

4.  ricorda che l'apertura del commercio comporta una maggiore produttività e contribuisce ad accrescere la competitività esterna e che da tale apertura dipende quasi un posto di lavoro su sette e derivano vantaggi considerevoli per i consumatori;

5.  ritiene che, nell'attuale contesto economico e commerciale, le misure protezionistiche siano diventate obsolete e, in alcuni casi, persino controproducenti, in quanto i beni e i servizi europei fanno parte delle catene globali del valore; ritiene tuttavia che il sistema attuale di difesa commerciale nell'UE debba essere aggiornato per rispondere adeguatamente ai comportamenti scorretti che pregiudicano il commercio internazionale in un mondo globalizzato; invita la Commissione e gli Stati membri a rafforzare le catene del valore transfrontaliere di beni e servizi, rafforzando la competitività delle nostre economie e la crescita economica attraverso la riduzione delle barriere commerciali ingiustificate;

6.  sottolinea l'importanza di assicurare che per l'UE e i suoi partner commerciali valgano le stesse norme; ribadisce che l'UE deve avvalersi di tutti gli strumenti a sua disposizione per opporsi fermamente alla concorrenza sleale e al mancato rispetto dei principi dell'OMC e degli impegni assunti dai suoi partner commerciali;

7.  ritiene che la partecipazione delle PMI europee alle catene globali del valore sia direttamente collegata al processo di internazionalizzazione; chiede alla Commissione, alla luce di quanto sopra, di adottare ulteriori misure per facilitare l'accesso delle PMI ai mercati dei paesi terzi;

8.  si compiace delle osservazioni della strategia sul ruolo che gli investimenti diretti esteri rivestono negli Stati membri e nel mercato unico e sostiene gli sforzi volti a incoraggiare ulteriori investimenti diretti esteri in Europa;

9.  riconoscendo che gli appalti pubblici rappresentano il 15-20 % del PIL mondiale, concorda con la Commissione sulla necessità di adottare un approccio olistico e ambizioso nei confronti degli appalti pubblici, specialmente nell'ambito del TTIP, dove solo il 32 % del mercato USA è attualmente aperto alle aziende UE; rileva che l'UE ha già aperto in larga misura il proprio mercato degli appalti pubblici, ma che all'estero le aziende europee restano ancora soggette a restrizioni e soffrono dell'assenza di reciprocità; invita la Commissione ad adoperarsi con urgenza per migliorare in misura sostanziale l'accesso reciproco e trasparente al mercato per le imprese europee all'estero, pur mantenendo aperto l'accesso al mercato unico; prende atto della proposta modificata della Commissione relativa a uno strumento per gli appalti internazionali;

10.  invita la Commissione ad assicurare che le nuove direttive in materia di appalti pubblici e concessioni siano rispettate durante tutti i negoziati commerciali, in particolare per quanto riguarda la definizione di cooperazione pubblico-pubblico, le esclusioni, l'accesso delle PMI e il ricorso ai criteri MEAT; chiede un passaggio più rapido agli appalti elettronici, al fine di agevolare l'accesso delle aziende, specialmente le PMI, agli appalti pubblici;

11.  ritiene che l'obbligo incombente ai denuncianti nell'ambito di un'indagine di dimostrare che le proprie affermazioni sono fondate e che le misure in questione sono nell'interesse più ampio dell'UE risponda a solidi principi giuridici e logici;

12.  si compiace dell'impegno della Commissione affinché nessun accordo commerciale indebolisca i risultati delle norme europee in materia di protezione dei consumatori, anche nel contesto della rivoluzione digitale; sottolinea che il Parlamento continuerà a verificare da vicino che i negoziati in corso rispettino tale impegno;

13.  invita a introdurre misure di sostegno ai consumatori per quanto riguarda il commercio transfrontaliero di beni e servizi con paesi terzi, ad esempio mediante sportelli online che forniscano informazioni o prestino assistenza in caso di controversie;

14.  concorda con la Commissione sul fatto che la politica commerciale può funzionare soltanto se l'Europa continuerà a concentrarsi sull'eliminazione degli ostacoli al completamento del mercato unico, sulla lotta alla frammentazione della regolamentazione, sulla riduzione della burocrazia nonché sulla promozione di una maggiore concorrenza all'interno del mercato unico, in particolare nel settore dei servizi; chiede alla Commissione di tenere conto delle raccomandazioni del Parlamento su come eliminare le barriere non tariffarie all'interno del mercato unico al fine di garantire il libero scambio all'interno e all'esterno delle frontiere dell'Unione; accoglie con favore l'impegno della Commissione di sottoporre tutte le principali iniziative commerciali a valutazioni d'impatto complete e incoraggia anche lo svolgimento di valutazioni ex post; sostiene una maggiore trasparenza reciproca e il miglioramento delle procedure di regolamentazione nell'ambito degli accordi commerciali, senza violare il diritto nazionale di regolamentare;

15.  prende atto dei negoziati relativi all'accordo sugli scambi di servizi (TiSA) e sottolinea che, poiché i servizi rappresentano già il 70 % del PIL e dei posti di lavoro dell'UE, i fornitori di servizi devono godere di un accesso più ampio ai mercati al di fuori dell'Europa; chiede che i progressi nel quadro dei negoziati sul TiSA siano coerenti con le posizioni definite nella risoluzione del Parlamento europeo; ricorda che la Commissione dovrebbe tener conto degli interessi dei diversi Stati membri in sede di negoziazione degli elenchi di impegni nell'ambito del TiSA e del TTIP; si compiace allo stesso tempo dell'impegno a non imporre ai governi di apportare cambiamenti al loro modo di regolamentare o finanziare i servizi pubblici;

16.  prende atto dei negoziati sul TTIP e sottolinea che la loro conclusione positiva riveste grande importanza politica; chiede alla Commissione di tener conto della relazione del Parlamento e, nello specifico, del parere della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori; chiede che i negoziati si concludano quanto prima e producano allo stesso tempo un accordo ambizioso, globale ed equilibrato; chiede alla Commissione di esercitare una maggiore pressione sui suoi omologhi americani affinché presentino proposte e assumano impegni per far procedere i negoziati;

17.  riconosce che la trasparenza della politica commerciale è importante per la fiducia dei consumatori rispetto a una regolamentazione di qualità e alla legittimità della politica commerciale dell'UE all'estero; chiede pertanto alla Commissione di mantenere il massimo grado possibile di trasparenza nei negoziati commerciali, anche tramite l'accesso ai testi negoziali e la consultazione della società civile nel corso di tali processi;

18.  invita a consolidare la cooperazione internazionale in materia di regolamentazione, in particolare con gli Stati Uniti e il Giappone;

19.  si compiace dell'attenzione posta sul mercato unico digitale quale parte del mercato digitale globale e sulla prevenzione dello sviluppo di nuovi ostacoli al commercio di beni e servizi digitali e al commercio elettronico; sostiene tutte le misure volte a incrementare il libero flusso di dati, a condizione che vengano rispettate le norme UE in materia di protezione dei dati, nonché tutti gli sforzi per agevolare maggiormente il commercio online a livello multilaterale e, parallelamente, con l'OMC; mette in rilievo l'importanza del rispetto delle norme UE in materia di protezione dei dati; concorda pienamente con l'affermazione secondo cui la cooperazione in ambito normativo, il riconoscimento reciproco e l'armonizzazione delle norme rappresentano i migliori strumenti per affrontare le sfide dell'economia digitale;

20.  richiama l'attenzione sull'elevato livello di competitività all'estero dei fornitori europei di servizi; invita la Commissione a perseguire, nei negoziati commerciali, una progressiva e reciproca liberalizzazione dei servizi e una politica di maggiore trasparenza e prevedibilità delle norme e regolamentazioni, in modo da permettere ai cittadini e agli imprenditori dei paesi in via di sviluppo di accedere a una gamma più ampia di servizi, alcuni dei quali potrebbero essere erogati da fornitori europei estremamente competitivi;

21.  chiede l'avvio di negoziati – nell'ambito di accordi commerciali o parallelamente ad essi – sull'aumento della mobilità di professionisti, lavoratori e studenti nonché sul riconoscimento delle qualifiche professionali; invita la Commissione ad assicurare che tali misure rispettino i principi stabiliti dalla direttiva sui servizi, in particolare dall'articolo 16; chiede alla Commissione di informare il Parlamento sull'attuale stato di attuazione della direttiva Carta blu e sulla sua efficacia nella pratica;

22.  incoraggia l'uso e l'elaborazione di ulteriori norme tecniche internazionali basate su valutazioni di impatto, nonché tutti gli sforzi volti a garantire che i nostri partner commerciali si impegnino pienamente nell'ambito degli organismi internazionali di normazione; ritiene tuttavia che la mancanza di uno standard internazionale comune non debba impedire il reciproco riconoscimento dell'equivalenza, se del caso, o gli sforzi volti a elaborare norme tecniche transatlantiche comuni;

23.  sottolinea la necessità di un sistema digitalizzato di controllo doganale, unitamente ad una migliore collaborazione tra le autorità doganali e di vigilanza del mercato degli Stati membri, nell'ottica di accelerare il trasferimento delle merci e combattere le contraffazioni all'interno delle catene di approvvigionamento globali, garantendo nel contempo la qualità del controllo e la protezione dei consumatori per quanto riguarda i beni e i servizi importati; appoggia l'iniziativa della Commissione di intensificare la cooperazione doganale internazionale e incoraggia la Commissione e gli Stati membri a collaborare per impedire l'ingresso nell'UE di merci che violano i DPI e per garantire l'applicazione dei DPI da parte di tutti i partner commerciali;

24.  evidenzia l'importanza di promuovere l'innovazione e la qualità in quanto valore aggiunto dei prodotti europei; osserva che il riconoscimento di indicazioni geografiche nel quadro degli accordi commerciali dovrebbe costituire una priorità;

25.  accoglie con favore le azioni della Commissione volte a contrastare la corruzione attraverso il commercio internazionale;

26.  invita la Commissione e gli Stati membri a prendere seriamente in esame l'idea di istituire un servizio doganale unificato dell'Unione ai fini di un'applicazione più efficace delle regole e delle procedure doganali su tutto il territorio doganale dell'Unione;

27.  sottolinea che la nuova strategia commerciale dell'UE non può limitarsi all'avvio di nuovi negoziati ma deve anche assicurare la corretta attuazione degli accordi negoziati e contrastare l'aumento di nuove barriere non tariffarie ingiustificate tra l'UE e i suoi partner commerciali, le quali limitano l'accesso effettivo delle aziende ai mercati esteri.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE

IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

21.4.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

30

5

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Dita Charanzová, Carlos Coelho, Sergio Gaetano Cofferati, Lara Comi, Anna Maria Corazza Bildt, Daniel Dalton, Nicola Danti, Dennis de Jong, Vicky Ford, Ildikó Gáll-Pelcz, Evelyne Gebhardt, Antanas Guoga, Sergio Gutiérrez Prieto, Robert Jarosław Iwaszkiewicz, Liisa Jaakonsaari, Philippe Juvin, Antonio López-Istúriz White, Marlene Mizzi, Robert Rochefort, Virginie Rozière, Christel Schaldemose, Andreas Schwab, Olga Sehnalová, Igor Šoltes, Ivan Štefanec, Mylène Troszczynski, Anneleen Van Bossuyt, Marco Zullo

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Lucy Anderson, Edward Czesak, Julia Reda, Dariusz Rosati, Lambert van Nistelrooij, Sabine Verheyen, Kerstin Westphal


PARERE della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale (7.6.2016)

destinato alla commissione per il commercio internazionale

su una nuova strategia innovativa e orientata al futuro sul commercio e gli investimenti

(2015/2105(INI))

Relatore per parere: Esther Herranz García

SUGGERIMENTI

La commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale invita la commissione per il commercio internazionale, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  considera che la politica agricola comune abbia costituito un pilastro della politica europea fin dalla sua introduzione nel 1962; rammenta che, dalla creazione della PAC, l'UE ha insistito sulla "preferenza comunitaria" che consiste nel privilegiare i prodotti provenienti dagli Stati membri;

2.  sottolinea che la politica agricola comune dell'UE è in controtendenza rispetto alle grandi politiche agricole mondiali secondo cui gli aiuti agli agricoltori sono direttamente connessi ai prezzi o ai volumi di produzione e sono di natura anticiclica; è del parere che, in tali condizioni, sia importante negoziare accordi di libero scambio in materia di agricoltura che non destabilizzino il settore agricolo e rurale europeo;

3.  sottolinea che il commercio dei prodotti agricoli e il settore agroalimentare svolgono un ruolo chiave nel promuovere la crescita economica e la creazione di occupazione, in particolare nelle zone rurali, e mette in evidenza che per il futuro dell'agricoltura nell'Unione è essenziale investire in tale settore e migliorare la posizione dell'UE quale attore di primo piano sul mercato globale;

4.  è consapevole del fatto che gli agricoltori dell'UE dovranno far fronte a sfide importanti in futuro e ritiene che ciò sia il motivo per cui un quadro comune europeo stabile che sostenga gli agricoltori dell'UE tramite la PAC sia una condizione indispensabile per incoraggiare gli investimenti e rilanciare la crescita del settore agroalimentare;

5.  plaude al fatto che la comunicazione della Commissione dal titolo "Commercio per tutti" includa un riferimento al settore agroalimentare quale ambito in cui le opportunità di esportazione rivestono un'importanza cruciale, che deve essere promosso attivamente mediante una nuova strategia dell'UE sul commercio e sugli investimenti;

6.  insiste sull'importanza di una maggiore coerenza tra le misure proposte nel quadro della nuova strategia commerciale dell'Unione e quelle adottate nell'ambito della PAC, allo scopo di garantire un reddito adeguato agli agricoltori e mantenere un modello di produzione europeo rispettoso dell'ambiente, degli animali, della sicurezza alimentare e dell'equilibrio territoriale; ribadisce la necessità, già sottolineata dal Parlamento nella sua risoluzione dell'8 luglio 2015 relativa al TTIP, di garantire la sostenibilità economica e sociale del modello agricole europeo;

7.  deplora il fatto che la comunicazione "Commercio per tutti" non riconosca esplicitamente la natura polifunzionale e gli aspetti sensibili specifici del settore agrario quali elementi essenziali da prendere in considerazione nello sviluppo della politica commerciale dell'UE;

8.  ritiene che l'apertura di nuovi mercati per i prodotti agricoli dell'UE, come i prodotti lattiero-caseari, la carne e gli animali vivi nonché la frutta e la verdura, sia importante nel contesto attuale di crisi dell'agricoltura; sottolinea la necessità di identificare nuovi sbocchi di mercato con un grande potenziale di acquisto;

9.  incoraggia i negoziati e l'approvazione soltanto di quegli accordi bilaterali o multilaterali con i paesi terzi che sono equilibrati e suscettibili di prevedere garanzie specifiche per i settori sensibili e una protezione adeguata per tutti i produttori agricoli europei; sostiene con fermezza l'esclusione dei settori che potrebbero essere duramente colpiti;

10.  è del parere che nei negoziati degli ALS occorra difendere la tracciabilità dei prodotti agricoli e norme di origine efficaci, evitando in tal modo situazioni in cui tali norme sono pregiudicate da altri accordi tra i partner dell'UE negli ALS e altri paesi terzi; chiede a tale proposito alla Commissione di escludere i prodotti agricoli sensibili da qualsiasi tipo di cumulo di origine; rammenta alla Commissione che lo scopo dei negoziati ALS è di facilitare gli scambi di prodotti autentici dell'UE e di prodotti dei partner dell'UE negli ALS;

11.  ritiene necessario tenere conto degli svantaggi specifici dei piccoli agricoltori e delle zone vulnerabili; reputa che l'UE debba mantenere la sua immagine commerciale forte caratterizzata da una produzione di alta qualità; è favorevole a intrattenere un dialogo esaustivo con le parti interessate nel settore agroalimentare prima di avviare qualsiasi nuovo negoziato per accordi di libero scambio;

12.  ritiene che l'ALS che sta per essere concluso con il Canada, quelli attualmente in fase di negoziazione con gli USA e il Mercosur o quelli previsti con l'Australia e la Nuova Zelanda apriranno il mercato dell'UE ai produttori agricoli più competitivi e con le maggiori potenzialità di esportazione a livello mondiale; invita pertanto la Commissione a difendere i prodotti agricoli sensibili in modo appropriato;

13.  ricorda che gli Stati Uniti continuano ad essere il mercato principale per le esportazioni agricole dell'UE; invita la Commissione a garantire che i negoziati per il TTIP conducano a un accordo per gli investimenti e il commercio che sia ambizioso, globale, equilibrato e di alto livello e promuova una crescita sostenibile e inclusiva, nonché maggiori flussi commerciali per il settore agricolo dell'UE;

14.  reputa necessario rafforzare il valore aggiunto dell'agricoltura e avviare campagne promozionali con l'obiettivo di aprire nuovi mercati; sottolinea in particolare che è indispensabile rafforzare i regimi di qualità a livello dell'UE, dato che rappresentano la migliore immagine del "marchio UE" per i suoi prodotti sul mercato mondiale, apportando benefici indiretti all'agricoltura europea nel suo insieme;

15.  considera tuttavia fondamentale promuovere la domanda interna in particolare riguardo ai consumi di frutta e verdura, dato che 24 Stati membri su 28 consumano meno della porzione giornaliera di 400 grammi raccomandata dall'Organizzazione mondiale della sanità;

16.  apprezza la valutazione realistica della Commissione riguardo alla persistente mancanza di progressi nel quadro dell'agenda di Doha per lo sviluppo (ADS); ritiene che, sebbene i negoziati multilaterali siano indispensabili, l'ADS abbia palesemente deluso le aspettative del settore agroalimentare europeo, nonostante le concessioni fatte unilateralmente dall'UE, ad esempio nell'ambito della decima conferenza ministeriale a Nairobi; invita pertanto l'UE a definire una strategia nuova e più efficace per i negoziati multilaterali nel quadro dell'OMC;

17.  sottolinea l'importanza degli accordi di associazione (AA) /zone di libero scambio globale e approfondito (DCFTA) con la Georgia, la Moldavia e l'Ucraina per il settore agricolo dell'UE e invita la Commissione e gli Stati membri ad assicurare rapidamente la piena attuazione di tali accordi;

18.  ritiene che, nello svolgimento di negoziati commerciali che incidono direttamente sugli interessi dell'agricoltura europea, sia necessario riconoscere che il Commissario responsabile per l'agricoltura svolge un ruolo guida per quanto concerne tutti gli aspetti agricoli; reputa che, riguardo al funzionamento collegiale della Commissione, non dovrebbe mai essere adottata alcuna decisione relativa alla conclusione di accordi commerciali che sia contraria alla valutazione di tale Commissario in merito agli interessi fondamentali dell'agricoltura dell'UE;

19.  sottolinea che l'agricoltura costituisce una questione politica altamente strategica, che la sicurezza alimentare e lo stile di vita di tutti gli europei dipendono dall'agricoltura e che la strategia commerciale dell'UE dovrebbe essere coerente agli obiettivi della PAC come previsto dall'articolo 39 TFUE; rifiuta quindi qualsiasi negoziato che metta a rischio gli sforzi di investimento del settore agroalimentare europeo o che consideri l'agricoltura europea come semplice moneta di scambio da sacrificare; invita la Commissione a cessare di anteporre gli interessi dell'industria e dei servizi a quelli dell'agricoltura;

20.  deplora inoltre le situazioni in cui gli agricoltori subiscono le conseguenze di conflitti politici la cui origine non è riconducibile all'agricoltura;

21.  mette in evidenza la minaccia rappresentata dall'effetto cumulativo delle concessioni tariffarie, derivanti sia da negoziati multilaterali o bilaterali che da regimi autonomi, quali il sistema di preferenze generalizzate (SPG); sottolinea che il 71 % delle importazioni agroalimentari dell'UE è già esente dai dazi doganali;

22.  ritiene che gli accordi commerciali debbano prevedere delle clausole di salvaguardia delle parti da attivare attraverso meccanismi semplificati e flessibili;

23.  chiede alla Commissione di dare prova di estrema cautela nella preparazione o revisione delle offerte di accesso al mercato nei negoziati commerciali e di elaborare una strategia per proteggere i settori sensibili; chiede che tali offerte si basino sistematicamente su una valutazione indipendente esaustiva dell'impatto che nuove concessioni commerciali a favore dei paesi terzi avrebbero sul settore agricolo dell'UE;

24.  ricorda che la Commissione deve presentare una valutazione d'impatto distinta per ogni proposta di accordo commerciale, comprensiva di un'analisi degli effetti sui mercati locali e regionali; attende con impazienza i risultati della valutazione d'impatto relativa all'effetto cumulativo delle varie quote di prodotti sensibili già concesse ai nostri partner (in fase di negoziazione o pianificate), come promesso dalla Commissione in occasione della riunione del Consiglio "Agricoltura e pesca" dell'11 aprile 2016;

25.  esorta la Commissione a trasmettere in tempo utile le sue risultanze al Parlamento europeo e ad attendere che quest'ultimo esprima la sua posizione, prima di accettare o proporre qualsiasi offerta commerciale, nonché a modificare o ritirare le offerte commerciali già presentate o in fase di preparazione se una valutazione dei loro effetti rivela conseguenze negative per i prodotti sensibili; chiede alla Commissione di effettuare una valutazione dell'apertura dell'UE al mercato globale dei prodotti agricoli;

26.  sottolinea che l'industria agroalimentare dell'UE è un settore efficiente dell'economia dell'Unione che si distingue per la sua qualità, la sua varietà e la sua innovazione nella produzione e che apporta un contributo essenziale alle sicurezza alimentare;

27.  ritiene che particolare attenzione debba essere riservata alla tutela delle piccole e medie imprese agricole sia nella fase negoziale degli accordi che nell'analisi delle valutazioni d'impatto degli stessi;

28.  ritiene che la Commissione debba trasmettere al Parlamento dati doganali chiari e certi circa le merci che entrano nell'Unione e che queste debbano essere tracciate;

29.  sottolinea che le norme elevate dell'UE in materia di ambiente, sicurezza alimentare, benessere degli animali e condizioni sociali, che rispecchiano i nostri valori sociali e sono volute dai consumatori europei, mettono gli agricoltori dell'UE in una situazione di svantaggio economico rispetto ai loro omologhi nei paesi terzi, in considerazione dei modelli di produzione, della dimensione delle strutture di produzione e delle norme generalmente meno restrittive che caratterizzano questi ultimi; ritiene che gli accordi commerciali debbano promuovere la concorrenza leale tra i diversi partner commerciali, in modo tale da mettere gli agricoltori dell'UE in condizione di ottenere i massimi benefici dalle concessioni tariffarie senza essere esposti alla concorrenza sleale;

30.  sottolinea la necessità di garantire che le norme dell'UE in materia di sicurezza alimentare e di ambiente siano protette applicando dei meccanismi di reciprocità e tutelando i valori fondamentali, quali il principio di precauzione, l'agricoltura sostenibile, un livello elevato di tracciabilità e l'etichettatura dei prodotti; osserva la notevole differenza delle norme relative al benessere degli animali a livello internazionale e condanna l'utilizzo del minimo comune denominatore negli accordi commerciali,

31.  insiste sulla necessità di controlli più severi delle importazioni alle frontiere e di un'intensificazione delle ispezioni dell'Ufficio alimentare e veterinario sulle condizioni di produzione e commercializzazione nei paesi che esportano verso l'UE, in modo da garantire il rispetto delle norme dell'Unione;

32.  constata lo scarso livello di protezione del benessere degli animali che vige in molti dei partner commerciali avanzati dell'UE, come nel caso degli Stati Uniti, dove manca una legislazione federale a tutela degli animali di allevamento prima della macellazione; chiede che la Commissione includa il benessere degli animali come questione di natura commerciale in tutti i negoziati commerciali bilaterali e multilaterali, sia quelli in corso che quelli futuri, con l'obbligo per tutte le importazioni di prodotti di origine animale provenienti dai paesi sviluppati di rispettare le norme dell'UE in materia di benessere animale, e per tutte le importazioni provenienti dai paesi in via di sviluppo di rispettare norme equivalenti;

33.  sottolinea che nei negoziati commerciali tra l'UE e i paesi terzi occorre prestare una particolare attenzione all'uso dei pesticidi, segnatamente ai diversi approcci al loro uso, dato che le norme sull'uso dei pesticidi nell'UE sono notevolmente più rigorose di quanto non lo siano nei paesi terzi;

34.  sottolinea l'importanza che negli accordi negoziali con i paesi terzi non siano incluse disposizioni che potrebbero ridurre o indebolire le garanzie che attualmente l'Unione fornisce al consumatore relativamente al settore agro-alimentare, in particolar modo per quanto riguarda l'utilizzo di prodotti derivati da OGM o clonazione;

35.  chiede che le importazioni agricole nell'UE siano consentite solamente se i prodotti importati rispettano gli standard europei in materia di protezione dei consumatori, benessere degli animali e protezione ambientale e sono conformi agli standard sociali minimi;

36.  chiede alla Commissione che non siano autorizzate le importazioni di prodotti agricoli commercializzati a un prezzo inferiore al loro costo reale di produzione, evitando così qualsiasi tipo di dumping sociale, economico e ambientale;

37.  insiste sulla necessità di fornire ai consumatori informazioni accurate sulle caratteristiche dei prodotti che vengono posti in commercio;

38.  esorta la Commissione, dato che le indicazioni geografiche protette offrono all'agricoltura europea uno dei maggiori vantaggi competitivi e che è possibile richiedere la protezione del sistema delle indicazioni geografiche dell'UE anche per i prodotti dei paesi terzi, a mantenere una posizione ferma al riguardo in tutti i negoziati in corso, compresi i negoziati per il TTIP; ritiene inoltre che non si debba firmare nessun accordo che non preveda il rispetto delle indicazioni geografiche;

39.  si rammarica che, nel quadro dei negoziati commerciali recentemente conclusi o in corso, solo un "breve elenco" di indicazioni geografiche dell'UE risulti protetto dai nostri partner commerciali; chiede pertanto alla Commissione di stabilire regole che garantiscano un elevato livello di protezione per tutte le indicazioni geografiche dell'UE nei mercati dei paesi terzi con i quali sono in corso negoziati, accompagnato da misure di attuazione adeguate;

40.  nota che la tutela e il riconoscimento delle indicazioni geografiche nei paesi terzi ha potenzialmente un grande valore per tutto il settore agro-alimentare dell'UE e reputa che tutti gli accordi commerciali debbano prevedere misure e azioni protettive per combattere la contraffazione;

41.  si rammarica a tale riguardo che all'interno dell'accordo commerciale con il Canada alcune importanti denominazioni che godono della tutela a livello europeo siano state invece considerate come nomi generici o semi-generici; invita a tal proposito la Commissione, in occasione dei negoziati commerciali, a dare supporto a quei paesi che non hanno ancora previsto schemi di protezione delle indicazioni geografiche al fine di creare dei sistemi efficaci e compatibili con quello già in uso nell'Unione europea;

42.  ribadisce l'importanza di compiere progressi relativamente alle barriere sanitarie e fitosanitarie, nonché altre barriere non tariffarie al commercio di prodotti agricoli, in tutti i negoziati di libero scambio, in particolare per quanto riguarda i punti non negoziabili fissati dall'UE suscettibili di incidere sulla salute dei consumatori;

43.  sottolinea che i negoziati commerciali non devono, in nessun caso, essere usati per alterare la legislazione dell'UE;

44.  sottolinea che, nel quadro del TTIP e di altri negoziati in corso su questioni normative, dovrebbe essere rafforzata una cooperazione normativa internazionale più ampia in materia di agricoltura che dovrebbe anche produrre ricadute positive nei paesi terzi, in particolare i paesi in via di sviluppo;

45.  sottolinea che l'UE dovrebbe promuovere l'innovazione per migliorare la produttività onde poter far fronte all'aumento della popolazione mondiale, sostenendo iniziative che perseguano, fra gli altri obiettivi, la lotta contro i cambiamenti climatici e un miglior adeguamento degli agricoltori a tutte le sfide ambientali.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

6.6.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

36

2

4

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Clara Eugenia Aguilera García, Eric Andrieu, Paul Brannen, Daniel Buda, Nicola Caputo, Matt Carthy, Viorica Dăncilă, Albert Deß, Diane Dodds, Herbert Dorfmann, Norbert Erdős, Edouard Ferrand, Luke Ming Flanagan, Beata Gosiewska, Martin Häusling, Anja Hazekamp, Esther Herranz García, Jan Huitema, Peter Jahr, Jarosław Kalinowski, Elisabeth Köstinger, Zbigniew Kuźmiuk, Philippe Loiseau, Giulia Moi, Ulrike Müller, James Nicholson, Maria Noichl, Marijana Petir, Laurenţiu Rebega, Jordi Sebastià, Jasenko Selimovic, Maria Lidia Senra Rodríguez, Czesław Adam Siekierski, Marc Tarabella, Marco Zullo

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Jean Arthuis, Bas Belder, Franc Bogovič, Angélique Delahaye, Jean-Paul Denanot, Michela Giuffrida, Manolis Kefalogiannis, Norbert Lins, Stanislav Polčák, Annie Schreijer-Pierik, Tibor Szanyi, Hannu Takkula

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Stanisław Ożóg


ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

16.6.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

30

2

4

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Laima Liucija Andrikienė, Tiziana Beghin, Daniel Caspary, Santiago Fisas Ayxelà, Christofer Fjellner, Eleonora Forenza, Yannick Jadot, Ska Keller, Alexander Graf Lambsdorff, Bernd Lange, David Martin, Emmanuel Maurel, Emma McClarkin, Anne-Marie Mineur, Alessia Maria Mosca, Franck Proust, Tokia Saïfi, Marietje Schaake, Helmut Scholz, Adam Szejnfeld, Iuliu Winkler, Jan Zahradil

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Goffredo Maria Bettini, Agnes Jongerius, Sander Loones, Bolesław G. Piecha, Fernando Ruas, Jarosław Wałęsa

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Georges Bach, Eider Gardiazabal Rubial, Jan Keller, Dominique Martin, Giulia Moi, Jozo Radoš, Dario Tamburrano, Hermann Winkler

Avviso legale