Procedura : 2015/2353(INI)
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Ciclo del documento : A8-0224/2016

Testi presentati :

A8-0224/2016

Discussioni :

PV 05/07/2016 - 9
CRE 05/07/2016 - 9

Votazioni :

PV 06/07/2016 - 6.9
CRE 06/07/2016 - 6.9
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Testi approvati :

P8_TA(2016)0309

RELAZIONE     
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30.6.2016
PE 580.444v02-00 A8-0224/2016

sulla preparazione della revisione post-elettorale del QFP 2014-2020:

il contributo del Parlamento in vista della proposta della Commissione

(2015/2353(INI))

Commissione per i bilanci

Corelatori: Jan Olbrycht, Isabelle Thomas

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 PARERE della commissione per gli affari esteri
 PARERE della commissione per lo sviluppo
 PARERE della commissione per il commercio internazionale
 PARERE della commissione per l'occupazione e gli affari sociali
 PARERE della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare
 PARERE della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia
 PARERE della commissione per i trasporti e il turismo
 PARERE della commissione per lo sviluppo regionale
 PARERE della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale
 PARERE della commissione per la cultura e l'istruzione
 PARERE della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni
 PARERE della commissione per gli affari costituzionali
 PARERE della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere
 ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla preparazione della revisione post-elettorale del QFP 2014-2020:

il contributo del Parlamento in vista della proposta della Commissione

(2015/2353(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visti gli articoli 311, 312 e 323 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 del Consiglio, del 2 dicembre 2013, che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020(1), in particolare l'articolo 2,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) 2015/623 del Consiglio, del 21 aprile 2015, recante modifica del regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020(2),

–  vista la decisione 2014/335/UE, Euratom del Consiglio, del 26 maggio 2014, relativa al sistema delle risorse proprie dell'Unione europea(3),

–  visto l'accordo interistituzionale, del 2 dicembre 2013, tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria(4),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(5),

–  vista la sua risoluzione del 15 aprile 2014 dal titolo "Negoziati sul QFP 2014-2020: insegnamenti da trarre e prospettive per il futuro"(6),

–  vista la sua risoluzione del 12 dicembre 2013 sulle relazioni tra il Parlamento europeo e le istituzioni che rappresentano i governi nazionali(7),

–  viste le sue risoluzioni del 19 novembre 2013 sul Quadro finanziario pluriennale 2014-2020(8) e sull'accordo interistituzionale sulla disciplina di bilancio, la cooperazione in materia di bilancio e la sana gestione finanziaria(9),

–  vista la sua risoluzione del 3 luglio 2013 sull'accordo politico relativo al quadro finanziario pluriennale 2014-2020(10),

–  vista la sua risoluzione del 13 marzo 2013 sul Quadro finanziario pluriennale(11),

–  vista la sua risoluzione del 23 ottobre 2012 per favorire il buon esito della procedura di approvazione del quadro finanziario pluriennale 2014-2020(12),

–  vista la sua risoluzione dell'8 giugno 2011 dal titolo "Investire nel futuro: un nuovo quadro finanziario pluriennale (QFP) per un'Europa competitiva, sostenibile e inclusiva"(13),

–  vista la dichiarazione congiunta interistituzionale sull'integrazione della dimensione di genere allegata al QFP,

–  visto il parere del Comitato delle regioni del 15 giugno 2016 sulla revisione intermedia del Quadro finanziario pluriennale,

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per i bilanci e i pareri della commissione per gli affari esteri, della commissione per lo sviluppo, della commissione per il commercio internazionale, della commissione per l'occupazione e gli affari sociali, della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia, della commissione per i trasporti e il turismo, della commissione per lo sviluppo regionale, della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale, della commissione per la cultura e l'istruzione, della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni, della commissione per gli affari costituzionali e della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere (A8-0224/2016),

A.  considerando che l'attuale Quadro finanziario pluriennale (QFP) è stato il primo ad essere adottato a norma delle nuove disposizioni del trattato di Lisbona, in base alle quali il Consiglio, deliberando secondo una procedura legislativa speciale, adotta un regolamento che fissa il QFP, deliberando all'unanimità e previa approvazione del Parlamento europeo;

B.  considerando che l'attuale MFF, che è stato deciso nel 2013, rispecchia le priorità dell'Unione al momento dell'adozione; che nei prossimi anni l'UE continuerà ad affrontare sfide che non erano previste al momento dell'adozione del QFP; che le priorità di finanziamento dell'UE si sono moltiplicate, mentre il QFP è rimasto invariato;

C.  considerando che, al fine di garantire la legittimità democratica del nuovo QFP e di permettere alla nuova Commissione e al Parlamento neoeletto di confermare e rivalutare le priorità politiche e di bilancio dell'UE, adeguando il QFP di conseguenza, il Parlamento ha chiesto l'introduzione di una clausola di revisione post-elettorale;

D.  considerando che l'accordo sul QFP 2014-2020 è stato il risultato di un processo negoziale lungo e complesso, che si è svolto in un contesto sociale, economico e finanziario molto difficile; che, di conseguenza, il livello globale del QFP è stato di fatto ridotto rispetto al periodo di programmazione precedente;

E.  considerando che, di fronte all'impossibilità politica di modificare gli importi globali del QFP decisi dal Consiglio europeo, il Parlamento è riuscito a negoziare l'inclusione nel regolamento sul QFP di un articolo specifico riguardante l'obbligo di procedere a un riesame/una revisione globale del QFP, la creazione di nuove disposizioni rafforzate in materia di flessibilità e l'istituzione di un gruppo ad alto livello sulle risorse proprie;

Quadro giuridico e portata del riesame/della revisione intermedia

1.  ricorda che, in conformità dell'articolo 2 del regolamento sul QFP, entro la fine del 2016 la Commissione presenta un riesame obbligatorio del funzionamento del QFP, tenendo pienamente conto della situazione economica in quel momento nonché delle proiezioni macroeconomiche più aggiornate, e che tale riesame sarà, se del caso, accompagnato da una proposta legislativa di revisione del regolamento sul QFP;

2.  rileva a tale riguardo che, mentre il riesame è inteso a esaminare e valutare il funzionamento del QFP rispetto alla sua esecuzione, all'evoluzione della situazione economica e ad altri nuovi sviluppi, e potrebbe pertanto mantenere lo status quo legislativo, la revisione implica una modifica del regolamento sul QFP, che include anche (oltre alle disposizioni legislative) i massimali del QFP, nel debito rispetto dell'articolo 312 TFUE e delle limitazioni imposte alla revisione dall'ultima frase dell'articolo 2 del regolamento sul QFP; ricorda che tale articolo prevede che le dotazioni nazionali preassegnate non possono essere ridotte nell'ambito di tale revisione; sottolinea che non sono stati posti altri limiti alla revisione del QFP, per cui una revisione al rialzo dei suoi massimali è possibile; sottolinea, in tale contesto, che l'articolo 323 TFUE stabilisce che la disponibilità dei mezzi finanziari necessari a consentire all'Unione di rispettare gli obblighi giuridici nei confronti dei terzi è garantita;

3.  ricorda che l'articolo 311 TFUE stabilisce che l'Unione si dota dei mezzi necessari per conseguire i suoi obiettivi e per portare a compimento le sue politiche; ritiene pertanto che, qualora il riesame dovesse pervenire alla conclusione che i massimali attuali sono troppo bassi, sarebbe necessario aumentarli a norma del diritto primario;

4.  sottolinea che l'articolo 17 del regolamento sul QFP prevede la possibilità di rivedere il QFP in caso di situazioni non previste in origine; mette in evidenza la portata delle crisi che hanno colpito l'Unione dopo l'adozione dell'attuale QFP nel 2013;

5.  sottolinea che la presente relazione è intesa ad analizzare gli aspetti puramente finanziari del funzionamento del QFP e non riguarderà le basi giuridiche della legislazione settoriale; osserva, tuttavia, che molte politiche e molti programmi dell'UE prevedono l'obbligo di procedere al loro riesame e/o alla loro revisione, che nella maggior parte dei casi sono programmati per il 2017;

I. Riesame del QFP – valutazione dei primi anni di funzionamento

6.  ritiene che un riesame del QFP nel 2016 dovrebbe fare il punto su una serie di crisi gravi e di nuove iniziative politiche, assieme alle rispettive implicazioni finanziarie, che non erano previste al momento dell'adozione del QFP; mette in evidenza, tra l'altro, la crisi migratoria e dei rifugiati, le emergenze esterne, le questioni relative alla sicurezza interna, la crisi nel settore agricolo, il finanziamento del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), la crisi dei pagamenti nel bilancio dell'UE, la persistenza di un tasso di disoccupazione elevato, in particolare tra i giovani, nonché la povertà e l'esclusione sociale; sottolinea inoltre il recente accordo internazionale sul cambiamento climatico e la crescente pressione sulla politica di sviluppo; osserva che, al fine di finanziare i nuovi fabbisogni urgenti, è stato necessario un ricorso senza precedenti ai meccanismi di flessibilità e agli strumenti speciali previsti dal QFP, in quanto per alcune rubriche i massimali del QFP sono risultati insufficienti; ritiene che, negli ultimi due anni, il QFP abbia fondamentalmente raggiunto i suoi limiti;

7.  sottolinea che il bilancio dell'UE deve rispecchiare le priorità politiche e strategiche dell'UE e garantire un equilibrio fra le priorità a lungo termine e le nuove sfide; sottolinea a tale riguardo il ruolo chiave che il bilancio dell'UE deve svolgere per il conseguimento degli obiettivi della strategia Europa 2020, che rappresenta il suo principale orientamento e la sua priorità generale; ritiene pertanto che il riesame del QFP dovrebbe includere un'analisi qualitativa intesa a valutare se e in quale misura gli obiettivi fissati in tale strategia sono stati conseguiti; insiste affinché tale valutazione sia accompagnata dalla previsione se le risorse finanziarie destinate a sostenere tale strategia per gli anni restanti dell'attuale QFP saranno sufficienti per consentire il successo della sua attuazione;

A. Eventi e sfide cruciali

La crisi migratoria e dei rifugiati

8.  sottolinea che i conflitti in Siria, in Medio Oriente e in molte regioni dell'Africa hanno avuto conseguenze senza precedenti sul piano umanitario e della migrazione; ricorda che l'UE è stata direttamente interessata, con l'arrivo di oltre un milione di rifugiati solo nel 2015, senza contare la previsione di altri arrivi nei prossimi anni; ricorda che questa crisi ha comportato una consistente risposta finanziaria da parte dell'UE e ha avuto pertanto un impatto significativo sul suo bilancio, in particolare sulle rubriche 3 (Sicurezza e cittadinanza) e 4 (Europa globale);

9.  ricorda che, nel corso del 2015, le misure supplementari approvate in linea con l'Agenda europea sulla migrazione hanno avuto un impatto finanziario immediato, come dimostrano in particolare i bilanci rettificativi nn. 5 e 7/2015; ricorda inoltre che è stato approvato l'utilizzo di un importo supplementare di 1 506 milioni di EUR nel bilancio dell'UE per il 2016, attraverso la mobilitazione dello strumento di flessibilità, al fine di fornire risorse addizionali per le misure relative alla migrazione e ai rifugiati a titolo della rubrica 3 (Sicurezza e cittadinanza), come il rafforzamento del Fondo Asilo, migrazione e integrazione (AMIF) e del Fondo Sicurezza interna (ISF), come pure risorse per le tre agenzie che operano in settori connessi alla migrazione, segnatamente Frontex, l'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo (EASO) ed Europol;

10.  osserva che le summenzionate decisioni di bilancio hanno completamente esaurito l'esiguo margine disponibile all'interno di questa rubrica e hanno di fatto comportato una revisione dei massimali della rubrica 3; richiama inoltre l'attenzione sulle nuove proposte della Commissione che dovrebbero avere un impatto sul bilancio dell'UE, in particolare la proposta relativa a una rifusione del regolamento "Dublino III", con un impatto finanziario totale di 1 829 milioni di EUR per il periodo rimanente del QFP, la proposta relativa all'istituzione dell'Agenzia europea della guardia costiera e di frontiera, con una dotazione di 1 212 milioni di EUR per il periodo rimanente del QFP e il nuovo meccanismo di sostegno di emergenza dell'UE, con un impatto stimato pari ad almeno 700 milioni di EUR tra il 2016 e il 2018; sottolinea che la situazione è critica al punto che gli stanziamenti supplementari autorizzati per il Fondo Asilo, migrazione e integrazione (AMIF) nel novembre 2015 hanno dovuto essere ridotti nel marzo 2016 per poter finanziarie fabbisogni ancora più urgenti, quali la necessità di aiuti umanitari nell'UE, che sono stati affrontati nel quadro del nuovo meccanismo di sostegno di emergenza summenzionato;

11.  ritiene che la soluzione della crisi migratoria e dei rifugiati in Europa richieda un approccio europeo basato sulla solidarietà e sull'equa ripartizione degli oneri; sottolinea, in tale contesto, che il bilancio dell'UE dovrebbe sostenere gli Stati membri riducendo l'onere dei costi connessi all'accoglienza dei rifugiati, in quanto ciò allenterà la pressione sui bilanci degli Stati membri che sono confrontati a un afflusso particolarmente elevato di rifugiati; sottolinea che tale approccio creerà sinergie ed è inoltre efficiente ed efficace sotto il profilo dei costi per tutti gli Stati membri;

12.  sottolinea che sono state stanziate risorse di bilancio consistenti, ma tuttora insufficienti, per affrontare le cause profonde della crisi migratoria e dei rifugiati, rafforzando i programmi specifici dell'UE all'interno della rubrica 4; ricorda le misure adottate, come le riassegnazioni a favore delle azioni relative alla migrazione e ai rifugiati, per un importo pari a 170 milioni di EUR nel corso del 2015, come pure l'approvazione nel 2016 di un importo supplementare di 130 milioni di EUR nell'ambito della rubrica 4 per le attività relative alla migrazione e ai rifugiati, assieme alla ridistribuzione di 430 milioni di EUR a titolo dello Strumento di assistenza preadesione (IPA), dello Strumento di cooperazione allo sviluppo (DCI) e dello Strumento europeo di vicinato (ENI); ricorda inoltre che, al fine di far fronte alla dimensione esterna della crisi migratoria e dei rifugiati, la Commissione ha presentato varie nuove proposte che hanno un impatto sul bilancio dell'UE, come quelle relative alla creazione di fondi fiduciari dell'UE (il fondo fiduciario Madad e il fondo fiduciario di emergenza per l'Africa, la cui incidenza finanziaria iniziale è stimata rispettivamente a 570 milioni di EUR e a 405 milioni di EUR), come pure lo Strumento per la Turchia a favore dei rifugiati, per il quale un importo pari a 1 miliardo di EUR sarà finanziato a titolo del bilancio dell'UE, senza contare eventuali finanziamenti supplementari; sottolinea che la pressione sul bilancio dell'Unione aumenterà a seguito di altre azioni programmate annunciate dalla Commissione, come gli impegni assunti a Londra, o a seguito di eventi come il vertice UE-Turchia del 18 marzo 2016; sottolinea che in futuro le risorse di bilancio addizionali dovrebbero consentire anche l'inclusione dei migranti più vulnerabili, in particolare donne, minori e LGBTI; è preoccupato tuttavia per il fatto che, vista la portata dei problemi ai quali l'UE è confrontata, saranno necessarie ulteriori azioni;

13.  conclude che la portata della crisi migratoria e dei rifugiati e l'impatto finanziario delle misure avviate dalla Commissione per affrontare il problema non avrebbero potuto essere previsti al momento dell'adozione del QFP 2014-2020; evidenzia che, a causa della mancanza di risorse sufficienti, l'UE ha dovuto creare strumenti "satellite" ad hoc, finanziati congiuntamente dagli Stati membri, dal bilancio dell'UE e dal Fondo europeo di sviluppo, segnatamente i fondi fiduciari dell'UE (il fondo fiduciario Madad e il fondo fiduciario di emergenza per l'Africa) e lo Strumento per la Turchia a favore dei rifugiati; ricorda che la mancanza di una strategia di bilancio complessiva per affrontare la crisi migratoria e dei rifugiati ha portato il Parlamento a essere escluso per quanto riguarda la decisione sull'uso dei fondi di bilancio dell'UE; sottolinea che la moltiplicazione di questi strumenti crea un problema di responsabilità nell'UE che deve essere tenuto in considerazione e analizzato; deplora inoltre che gli Stati membri non abbiano finora fornito i contributi attesi ai fondi fiduciari, compromettendo in tal modo il loro successo; invita nuovamente gli Stati membri a rispettare immediatamente i loro impegni e le loro responsabilità;

Bassi livelli di investimenti

14.  ricorda che, dall'inizio della crisi economica e finanziaria mondiale, l'UE ha risentito dei bassi e insufficienti livelli di investimenti; rileva, in particolare, che nel 2014 gli investimenti totali sono scesi del 15 % rispetto al livello del 2007, che corrisponde a un calo di 430 miliardi di EUR; ritiene che la carenza di investimenti rallenti la ripresa economica e incida negativamente sulla crescita, sulla creazione di posti di lavoro e sulla competitività;

15.  sottolinea che, in risposta a questo pressante problema, nel 2014 la nuova Commissione ha proposto un piano di investimenti per l'Europa e la creazione del FEIS, con lo scopo di mobilitare 315 miliardi di EUR in nuovi investimenti nell'economia reale; ribadisce il fermo impegno a favore del FEIS, il quale dovrebbe imprimere un impulso forte e mirato ai settori economici che promuovono la crescita e l'occupazione; constata con soddisfazione che è già stato approvato un numero significativo di progetti che sono in fase di attuazione; osserva che la garanzia fornita dall'Unione per il FEIS è coperta da un Fondo di garanzia di 8 miliardi di EUR istituito nel bilancio dell'UE;

16.  ricorda che, al fine di assicurare questi finanziamenti aggiuntivi, la dotazione finanziaria di due importanti programmi dell'UE – Orizzonte 2020 e il Meccanismo per collegare l'Europa (CEF) – è stata ridotta rispettivamente di 2,2 miliardi di EUR e di 2,8 miliardi di EUR, mentre l'importo rimanente di 3 miliardi di EUR è coperto dai margini non assegnati del QFP; sottolinea l'impegno assunto dal Parlamento durante i negoziati sul FEIS di ridurre il più possibile l'impatto negativo su questi due programmi, le cui dotazioni finanziarie, che sono state decise solo nel 2013, hanno subito tagli consistenti rispetto alla proposta della Commissione già durante i negoziati sul QFP 2014-2020;

17.  deplora che la quota del bilancio dell'Unione destinata alla ricerca e all'innovazione sia spesso stata la prima a subire i tagli al bilancio; rileva che i programmi di ricerca e innovazione hanno la capacità potenziale di generare un valore aggiunto dell'Unione e sottolinea il ruolo chiave di tali programmi nel sostenere la competitività e quindi garantire la futura crescita e la prosperità a lungo termine dell'Unione;

18.  evidenzia a tale riguardo che, in conformità dell'articolo 15 del regolamento QFP, negli anni 2014-2015 sono state anticipate risorse per Orizzonte 2020 (200 milioni di EUR per il Consiglio europeo della ricerca e le azioni Marie Curie) e COSME (50 milioni di EUR), al fine di compensare in parte la diminuzione degli stanziamenti tra il 2013 e il 2014; osserva che tale anticipo non modifica la dotazione finanziaria globale dei due programmi e comporta pertanto una riduzione degli stanziamenti per la seconda metà del periodo del QFP; sottolinea, tuttavia, che gli stanziamenti anticipati per Orizzonte 2020 e COSME sono stati completamente assorbiti, il che dimostra il buon funzionamento di questi programmi e la loro capacità di assorbire una quantità maggiore di risorse;

19.  rileva tuttavia con grande preoccupazione che il tasso di successo di Orizzonte 2020 è sceso al 13 % dal 20-22 % registrato dal suo predecessore (7° PQ) nel precedente periodo di programmazione; si rammarica, di conseguenza, della diminuzione del numero di progetti di elevata qualità nel settore della ricerca e dell'innovazione che beneficiano di finanziamenti dell'UE; prende atto altresì del respingimento di numerose domande di qualità relative al CEF a causa dell'insufficienza dei fondi di bilancio;

Disoccupazione giovanile

20.  sottolinea che il livello di disoccupazione giovanile rimane drammaticamente elevato e rappresenta uno dei problemi più gravi e urgenti che l'Unione si trovi ad affrontare; mette in evidenza che, nel febbraio 2016, 4,4 milioni di giovani al di sotto dei 25 anni nell'Unione erano disoccupati, cifra che corrisponde a una percentuale superiore al 40 % in alcuni Stati membri e superiore al 60 % in determinate regioni dell'UE; evidenzia che il tasso di occupazione nell'UE è ben al di sotto dell'obiettivo della strategia Europa 2020; sottolinea di conseguenza che un numero eccessivo di giovani è a rischio di emarginazione sociale e che occorre varare interventi più specifici per l'integrazione dei NEET (giovani che non lavorano e non partecipano ad alcun ciclo di istruzione o formazione); sottolinea che il volume di risorse umane altamente istruite e adeguatamente formate ha un forte impatto sulla competitività, la capacità innovativa e la produttività dell'Europa e sottolinea, a tale riguardo, la necessità di investire nei settori dell'istruzione, della formazione, della gioventù e della cultura; riconosce inoltre l'importanza della strategia dell'UE per la gioventù 2010-2018;

21.  sottolinea che il bilancio dell'UE contribuisce in maniera significativa alla lotta contro la disoccupazione, in particolare attraverso il Fondo sociale europeo (FSE) e l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile (YEI); richiama l'attenzione sull'indicazione della Commissione, secondo cui la designazione di autorità incaricate dell'attuazione ha rappresentato una sfida fondamentale per i flussi finanziari del programma; mette in evidenza altresì che, nonostante i ritardi iniziali nella designazione delle autorità nazionali e nell'attuazione dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile, i dati attuali indicano una piena capacità di assorbimento (raggiunta in parte grazie a un aumento significativo del tasso di prefinanziamento del programma); osserva che una valutazione di tale iniziativa sarà conclusa a breve dalla Commissione e auspica che siano introdotti i necessari adeguamenti per garantire la sua efficace attuazione; ritiene che il proposto Programma di sostegno alle riforme strutturali potrebbe eventualmente apportare un valido contributo al miglioramento della capacità amministrativa negli Stati membri in tale contesto; sottolinea l'importanza di una valutazione costante delle prestazioni dell'YEI da parte dei soggetti pertinenti, incluse le organizzazioni giovanili;

22.  è particolarmente preoccupato per l'assenza di nuovi stanziamenti di impegno per l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile a partire dal 2016, dal momento che l'intera dotazione iniziale dell'iniziativa è stata anticipata nel 2014 e nel 2015 (articolo 15 del regolamento sul QFP); sottolinea che, nel sostenere tale anticipo, il Parlamento non auspicava che l'iniziativa fosse conclusa dopo appena due anni di finanziamento e che altri meccanismi del QFP, come il margine globale per gli impegni, fossero attuati con l'obiettivo di assicurarne la continuità; ricorda, tuttavia, che il margine globale per gli impegni è già stato mobilitato solo per il finanziamento del FEIS; prende atto, inoltre, dell'anticipo degli stanziamenti, sulla base dello stesso articolo, per Erasmus + (150 milioni di EUR), un altro programma dell'UE che fornisce un importante contributo al miglioramento dell'occupabilità dei giovani, che è stato pienamente attuato nei primi due anni del periodo in esame; ricorda che, secondo l'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL), un'efficiente Garanzia per i giovani a livello di Unione europea costerebbe 21 miliardi di EUR su base annuale per i paesi della zona euro;

Sicurezza interna

23.  ricorda i recenti attentati terroristici in Francia e in Belgio e i crescenti livelli di minaccia in altri Stati membri, che richiedono un'azione più coordinata e rafforzata a livello di UE; sottolinea l'Unione dispone di uno strumento adeguato a tal fine, cioè il Fondo sicurezza interna, e di numerose agenzie che operano in tale ambito, le quali subiscono una crescente pressione; ritiene che in tale ambito saranno necessarie più iniziative, e quindi maggiori finanziamenti, a livello europeo per dare una risposta adeguata a tale minaccia; evidenzia il fatto che una maggiore cooperazione in tale ambito presuppone l'incremento dell'organico delle agenzie interessate, il che potrebbe accrescere ulteriormente la pressione sul bilancio dell'UE e ricorda il limitato incremento del personale del Centro europeo antiterrorismo presso Europol, finanziato mediante la riassegnazione di fondi prelevati dal Fondo sicurezza interna;

24.  sottolinea che, tenuto conto degli attuali interventi e delle proposte legislative intese a intensificare la cooperazione giudiziaria, anche per Eurojust saranno gradualmente necessarie ulteriori risorse finanziarie e umane, che incideranno sul bilancio dell'Unione;

Crisi nel settore agricolo

25.  sottolinea che i rigidi massimali fissati per la politica agricola comune (PAC) fino al 2020 comportano margini molto inferiori rispetto al precedente QFP, proprio mentre il settore si trova confrontato a maggiori sfide; ricorda che la PAC è fondamentale per il reddito di molti agricoltori, segnatamente in tempi di crisi, e richiama l'attenzione sull'elevato tasso di assorbimento annuo prossimo al 100%; ricorda le diverse crisi che gli agricoltori europei si sono trovati ad affrontare dall'inizio dell'attuale QFP, in particolare la crisi del settore lattiero-caseario, delle carni suine e carni bovine e del comparto ortofrutticolo, come pure gli effetti negativi a lungo termine per gli agricoltori europei delle perdite imputabili all'embargo russo sui prodotti agricoli; rileva l'abolizione delle quote zucchero nel 2017 e le sue potenziali incidenze sul settore, richiamando altresì l'attenzione sulle particolari necessità delle regioni ultraperiferiche; evidenzia l'incidenza sul bilancio delle misure di emergenza adottate in risposta a tali crisi, per un importo di 500 milioni di EUR nel bilancio del 2016 e 300 milioni di EUR nel 2015, che sono state finanziate sui margini della rubrica 2; sottolinea che qualsiasi taglio in questo settore metterebbe a repentaglio la coesione territoriale dell'Unione, in particolare per le aree rurali; è inoltre contrario a qualsiasi tendenza alla rinazionalizzazione della politica agricola, che creerebbe delle distorsioni del mercato e a una concorrenza sleale per gli agricoltori;

Sfide ambientali

26.  esprime preoccupazione per il mancato conseguimento dell'obiettivo di spendere almeno il 20 % delle risorse del bilancio dell'UE per gli interventi legati al clima e per il fatto che, in base alla metodologia di integrazione trasversale della Commissione, soltanto il 12,7% del bilancio annuale dell'UE è utilizzato a tal fine; richiama l'attenzione sull'ingente fabbisogno di finanziamenti per gli interventi per il clima, per la protezione della biodiversità e per l'uso sostenibile delle risorse naturali, necessità destinata a crescere per effetto dell'attuale riscaldamento del pianeta; prende atto, in particolare, dell'accordo sul clima raggiunto nel corso della recente conferenza delle parti (COP 21) alla convenzione delle Nazioni Unite a Parigi nel 2015;

Coesione economica, sociale e territoriale

27.  ricorda che la politica di coesione rappresenta la principale politica di investimenti dell'Unione per ridurre le disparità economiche, sociali e territoriali tra tutte le regioni dell'UE e, di conseguenza, migliorare la qualità di vita dei cittadini europei; ne sottolinea il ruolo importante per l'attuazione della strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, in particolare grazie a una chiara assegnazione delle risorse per gli interventi in materia di clima e per gli obiettivi sociali, soprattutto la lotta alla crescente povertà, tra cui quella infantile, alle disuguaglianze e all'esclusione sociale, come pure per incentivare l'occupazione; invita la Commissione a monitorare la piena realizzazione dei suddetti obiettivi; ritiene inoltre che, pur nel rispetto delle dotazioni nazionali preassegnate, i Fondi strutturali possono apportare un prezioso contributo a raccogliere le sfide emergenti, come ad esempio le conseguenze della crisi dei rifugiati;

Crescente pressione sulle politiche di sviluppo e di vicinato

28.  rileva la pressione crescente sul fabbisogno mondiale di aiuti umanitari e sulla necessità di ridurre i rischi di catastrofi derivanti dalle conseguenze di conflitti e guerre; richiama l'attenzione sull'accordo di Addis Abeba, in cui i capi di Stato e di governo hanno confermato il loro forte impegno politico a conseguire gli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) ed è consapevole della necessità di reperire le risorse a tal fine; ricorda l'impegno collettivo dell'Unione, confermato di recente, di portare allo 0,7% del suo RNL gli aiuti pubblici allo sviluppo (APS) e a destinare almeno il 20 % del proprio APS ai servizi sociali di base, con particolare attenzione all'istruzione e alla sanità; è fermamente contrario all'impiego degli aiuti allo sviluppo per finalità diverse da quelle di sviluppo;

29.  ricorda che la situazione geopolitica è fragile anche nei paesi del vicinato orientale; sottolinea l'importante ruolo svolto dal bilancio dell'UE nel contribuire alla stabilità della situazione nei paesi del proprio vicinato meridionale e orientale e nell'affrontare tali problemi prevedendo un maggiore sostegno a favore dei paesi che stanno attuando accordi di associazione, al fine di far avanzare le riforme e assicurare l'approfondimento delle relazioni fra l'Unione e detti paesi;

Integrazione della dimensione di genere

30.  accoglie con favore il riesame intermedio del QFP quale occasione per realizzare progressi significativi ai fini di una più efficace integrazione della dimensione di genere nel QFP e nell'attuazione e nel monitoraggio della dichiarazione comune allegata al QFP a tale riguardo;

Arretrato dei pagamenti

31.  ricorda l'accumulo di un arretrato di fatture non pagate nel corso del precedente QFP (2007-2013), che è passato da un livello "normale" di 5 miliardi di EUR alla fine del 2010 ai livelli senza precedenti di 11 miliardi di EUR alla fine del 2011, 16 miliardi di EUR alla fine del 2012 e 23,4 miliardi di EUR alla fine del 2013; avverte che tale arretrato si è esteso all'attuale QFP (2014-2020), facendo registrare un picco senza precedenti di 24,7 miliardi di EUR alla fine del 2014; sottolinea che, su insistente richiesta del Parlamento, è stato concordato un piano di pagamento per ridurre l'arretrato delle richieste di pagamento inevase relative alla politica di coesione per il periodo 2007-2013 a un livello "normale" di 2 miliardi di EUR entro la fine del 2016; fa osservare che alla fine del 2015 sono stati identificati almeno 8,2 miliardi di EUR di fatture non pagate per il periodo 2007-2013 nell'ambito della politica di coesione, cifra che dovrebbe scendere al di sotto di 2 miliardi di EUR entro la fine del 2016; rileva che tale riduzione rappresenta soltanto un sollievo temporaneo, in quanto è dovuta unicamente al fatto che il numero delle richieste di pagamento liquidabili per i programmi relativi ai periodi 2007-2013 e 2014-2020 è stato inferiore a quello annunciato; deplora che non sia stata adottata alcuna misura per far fronte all'"arretrato nascosto" riscontrato in altre rubriche; richiama l'attenzione sul fatto che la situazione del 2012-2014 potrebbe verificarsi di nuovo alla fine dell'attuale QFP se non saranno adottate misure concrete;

32.  deplora le gravi conseguenze di tale crisi dei pagamenti, che si ripercuotono sui beneficiari del bilancio dell'UE quali studenti, università, PMI, ricercatori, ONG, enti locali e regionali e altre entità interessate; rammenta, in particolare, la drammatica penuria di pagamenti nell'ambito degli interventi umanitari nel 2014, che ha avuto ricadute negative sulle operazioni di salvataggio dell'UE; ricorda che la Commissione è dovuta ricorrere a "misure di attenuazione", quali la riduzione delle percentuali di prefinanziamento e il rinvio degli inviti a presentare proposte/appalti e le relative aggiudicazioni; ricorda che si è verificato un rallentamento artificiale nell'attuazione dei nuovi programmi per il periodo 2014-2020 a causa della generale penuria di pagamenti, come ad esempio il ritardo artificiale relativo a 1 miliardo di EUR per inviti a presentare proposte nel quadro del programma Orizzonte 2020 nel 2014, per far sì che i pagamenti fossero esigibili nel 2015 anziché nel 2014; sottolinea inoltre che al bilancio dell'UE sono state imputate penalità di mora per pagamenti in ritardo, a concorrenza di circa 3 milioni di EUR sia nel 2014 che nel 2015;

B. Ampio ricorso alle disposizioni del QFP in materia di flessibilità

33.  sottolinea che, per assicurare gli stanziamenti supplementari che sono stati necessari per far fronte alle crisi o per finanziare nuove priorità politiche dal 2014, l'autorità di bilancio ha approvato un ampio ricorso alle disposizioni in materia di flessibilità e agli strumenti speciali inclusi nel regolamento sul QFP, una volta esauriti tutti i margini disponibili; ricorda che alcune di queste disposizioni scaturivano direttamente da proposte del Parlamento europeo, per il quale la massima flessibilità possibile è stata una delle principali richieste avanzate nel corso dei negoziati sul QFP;

34.  osserva, in particolare, che gli strumenti speciali sono stati mobilitati per far fronte alla crisi migratoria e dei rifugiati (utilizzo dell'importo totale dello strumento di flessibilità nel 2016 – 1,530 miliardi di EUR; riserva per gli aiuti d'urgenza nel 2016 – 150 milioni di EUR), al problema della penuria di pagamenti (attivazione del margine per imprevisti nel 2015 – 3,16 miliardi di EUR) e per il finanziamento del fondo di garanzia del FEIS (utilizzo integrale del margine globale per gli impegni del 2014 – 543 milioni di EUR); rammenta che la decisione di mobilitare il margine per imprevisti nei pagamenti si accompagna a una riduzione dei massimali di pagamento per gli anni dal 2018 al 2020;

35.  si attende che gli eventuali fabbisogni supplementari in relazione alla crisi migratoria e dei rifugiati nel 2016, compresa la quota di 200 milioni di EUR destinata al nuovo strumento di sostegno di emergenza nell'Unione, comportino la mobilitazione del margine per imprevisti non appena necessario; ricorda che nella rubrica 3 non sono disponibili altri margini e che lo strumento di flessibilità è già stato utilizzato integralmente per l'anno in corso; propone di esaminare ulteriori possibilità di flessibilità per le sfide emergenti;

36.  rammenta che la flessibilità legislativa, sancita al punto 17 dell'accordo interistituzionale, permette di incrementare la dotazione globale dei programmi adottati mediante procedura legislativa ordinaria fino a circa il 10 % nel periodo settennale; osserva che in caso di "nuove circostanze oggettive e durature", l'autorità di bilancio può discostarsi ulteriormente dalla dotazione iniziale; si compiace che tale disposizione sia già stata utilizzata per permettere all'Unione di rispondere a eventi imprevisti, incrementando notevolmente gli stanziamenti annuali iniziali di programmi come il Fondo Asilo, migrazione e integrazione;

II. Revisione intermedia del QFP: un imperativo

37.  è convinto, sulla base dell'analisi che precede, che il riesame del funzionamento dell'attuale QFP porti alla conclusione che un'effettiva revisione intermedia del QFP, quale prevista dal relativo regolamento, sia assolutamente indispensabile affinché l'Unione possa far fronte in maniera efficace a una serie di sfide, realizzando nel contempo i suoi obiettivi politici; ricorda che la realizzazione della strategia Europa 2020 rimane la principale priorità da sostenere con il bilancio dell'UE; sottolinea la necessità che il bilancio dell'UE sia dotato di risorse sufficienti ad assicurare effettivamente gli investimenti che favoriscano la crescita e l'occupazione, realizzino la coesione economica, sociale e territoriale e promuovano la solidarietà;

38.  esorta la Commissione, in sede di elaborazione della sua proposta legislativa, a tenere conto delle seguenti richieste del Parlamento in relazione alle modifiche da apportare al QFP per quanto riguarda gli importi e alcune disposizioni relative al funzionamento del QFP, che dovrebbero essere applicabili già per l'attuale QFP;

39.  sottolinea che due proposte legislative con rilevanti incidenze di bilancio, vale a dire la proroga del FEIS e la predisposizione di un piano di investimenti esterni, sono state anticipate all'autunno 2016; si attende che tutte le informazioni sul finanziamento delle due proposte in oggetto siano rese disponibili quanto prima, affinché se ne possa tenere conto nel corso dei negoziati sulla revisione intermedia del QFP; ribadisce la propria posizione di principio secondo cui le nuove iniziative politiche non devono essere finanziate a scapito dei programmi e delle politiche esistenti dell'Unione;

40.  sottolinea che le modifiche approvate nell'ambito della revisione intermedia del QFP dovrebbero essere attuate senza indugio e già integrate nel bilancio dell'UE per il 2017; invita, pertanto, la Commissione a presentare quanto prima le sue proposte legislative sulla revisione del regolamento sul QFP, onde permettere lo svolgimento concomitante dei negoziati sulla revisione del QFP e sul bilancio per il 2017, nonché il tempestivo raggiungimento di un accordo al riguardo;

41.  prende atto dell'esito del referendum tenutosi nel Regno Unito il 23 giugno 2016; invita a tale proposito la Commissione a fornire all'autorità di bilancio tutte le informazioni del caso sulle eventuali incidenze di bilancio derivanti dal referendum in oggetto, fatto salvo l'esito dei prossimi negoziati tra il Regno Unito e l'Unione europea;

A. Richieste del Parlamento per la seconda metà del QFP

Importi del QFP (impegni)

42.  è convinto, pur confermando pienamente l'idea di un sostegno politico e finanziario su vasta scala per il FEIS, che il bilancio dell'UE non dovrebbe finanziare nuove iniziative a scapito di programmi e politiche dell'Unione già esistenti; si propone di tenere fede al proprio impegno di compensare integralmente i tagli apportati a Orizzonte 2020 e al meccanismo per collegare l'Europa in relazione al FEIS, al fine di permettere a tali programmi di realizzare i rispettivi obiettivi come stabilito solo due anni fa e di consentire all'Unione di raggiungere i propri obiettivi di ricerca e innovazione; sottolinea, in questo contesto, che il livello di finanziamento degli altri programmi della sottorubrica 1a (Competitività per la crescita e l'occupazione) non dovrebbe risentire di questa compensazione, rimarcando il loro incontestabile contributo alla crescita, all'occupazione e alla competitività; ritiene che i margini della sottorubrica 1a non siano sufficienti a soddisfare tali esigenze e chiede pertanto un aumento del massimale di detta sottorubrica;

43.  sostiene con determinazione il proseguimento dell'iniziativa YEI quale mezzo per garantire una risposta urgente nella lotta contro la disoccupazione giovanile, a seguito dei necessari adeguamenti risultanti dalla valutazione in corso; ritiene che tale obiettivo possa essere realizzato solo prevedendo per l'iniziativa YEI, per gli anni restanti del QFP attuale, almeno lo stesso livello di stanziamenti di impegno assegnato annualmente al programma durante i primi due anni del periodo di riferimento (6 miliardi di EUR anticipati nel 2014 e 2015), in funzione dell'esito della prossima valutazione della Commissione; osserva che ciò dovrebbe comportare una revisione al rialzo dei massimali della sottorubrica 1b ("Coesione economica, sociale e territoriale"), dal momento che non vi sono margini disponibili;

44.  è fermamente convinto che la dotazione di bilancio globale e le dotazioni nazionali preassegnate per la PAC, compresi gli stanziamenti per pagamenti diretti, debbano rimanere invariate durante la revisione del QFP; sottolinea inoltre l'importanza di garantire che la dotazione del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca non sia ridotta, e ciò al fine di garantire il conseguimento degli obiettivi della recente riforma della Politica comune della pesca;

45.  ritiene che l'entità della crisi migratoria e dei rifugiati causata dai conflitti e dal cambiamento climatico stia ad indicare che negli anni a venire potrebbero insorgere in tale settore esigenze aggiuntive, con importanti conseguenze di bilancio a carico della rubrica 3 (Sicurezza e cittadinanza); sottolinea inoltre che, a titolo della stessa rubrica, saranno altresì necessari finanziamenti aggiuntivi per sostenere un'azione rafforzata a livello dell'UE atta a garantire la sicurezza interna nell'Unione e la lotta contro il terrorismo; chiede alla Commissione di procedere quanto prima a una proiezione aggiornata delle risorse di bilancio che saranno necessarie fino alla fine dell'attuale QFP per raccogliere tutte le sfide in questi settori;

46.  è quindi fermamente convinto che, nonostante la mobilitazione dei modesti margini disponibili a titolo della rubrica 3 e le disposizioni esistenti in materia di flessibilità, le risorse disponibili non saranno sufficienti per far fronte all'aumento dei bisogni nel quadro di detta rubrica; chiede pertanto un significativo rafforzamento dell'AMIF e del Fondo Sicurezza interna, nonché delle agenzie dell'Unione (Frontex, l'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo (EASO), Europol, Eurojust e l'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali (FRA)) che hanno assunto nuove responsabilità operando nel settore, come anche di altre iniziative che possono essere intraprese; ritiene che sia necessaria una revisione al rialzo dei massimali della rubrica 3;

47.  si aspetta che l'azione concertata volta a rispondere in maniera efficace alla dimensione esterna della crisi migratoria e dei rifugiati – segnatamente la stabilizzazione politica del vicinato europeo e dell'Africa subsahariana, e l'eliminazione delle cause umanitarie ed economiche della migrazione – sia intensificata nei prossimi anni e accompagnata da un aumento delle richieste di finanziamenti a titolo della rubrica 4 (Europa globale); sottolinea che tali richieste di finanziamenti aggiuntivi non dovrebbero essere soddisfatte pregiudicando l'attuale azione esterna dell'UE, compresa la sua politica di sviluppo; chiede pertanto una revisione al rialzo dei massimali della rubrica 4;

Importi del QFP (pagamenti)

48.  reputa necessario intervenire a titolo prioritario con lo scopo di evitare una nuova crisi dei pagamenti verso la fine dell'attuale QFP; è fermamente convinto che occorra fare tutto il possibile per evitare l'accumulo di un arretrato di fatture non pagate come quello che si è registrato nel periodo precedente; sottolinea tuttavia che, proprio quando i fabbisogni di pagamento dovrebbero raggiungere il loro picco normale, è già possibile prevedere, nella seconda metà del QFP, una forte pressione sui pagamenti; ritiene che l'ulteriore pressione sui pagamenti sia dovuta, tra l'altro, alla compensazione del margine per imprevisti con i già ridotti massimali di pagamento per il periodo 2018-2020, al considerevole ritardo nell'avvio dei nuovi programmi in regime di gestione concorrente, compresa l'iniziativa YEI, al profilo dei pagamenti del FEIS e ai pagamenti aggiuntivi corrispondenti al recente aumento degli impegni in relazione alla crisi migratoria e dei rifugiati;

49.  ricorda che gli stanziamenti di pagamento sono la regolare conseguenza di impegni anteriori; si aspetta pertanto che i nuovi rafforzamenti a livello degli stanziamenti di impegno siano accompagnati da un corrispondente aumento degli stanziamenti di pagamento, compresa una revisione al rialzo dei massimali di pagamento; ritiene inoltre che il riesame/la revisione intermedia del QFP costituisce un'eccellente opportunità per fare il punto sull'esecuzione dei pagamenti e sulle previsioni aggiornate in merito alla prevista evoluzione dei pagamenti fino al termine dell'attuale QFP; ritiene che le tre istituzioni dovrebbero elaborare e concordare un piano comune di pagamento vincolante per il periodo 2016-2020; insiste sulla necessità di basare un nuovo piano di pagamento di questo tipo su una gestione finanziaria sana e di prevedere una strategia chiara per far fronte a tutte le esigenze di pagamento per tutte le rubriche sino alla fine dell'attuale QFP, evitando un "arretrato nascosto" causato da un rallentamento artificiale nell'esecuzione di determinati programmi pluriennali e altre contromisure quali la riduzione dei tassi di prefinanziamento;

50.  è determinato a risolvere in maniera inequivocabile il problema dell'iscrizione in bilancio dei pagamenti degli strumenti speciali del QFP; ricorda il conflitto di interpretazione irrisolto tra Commissione e Parlamento, da un lato, e Consiglio, dall'altro, che ha avuto un ruolo centrale nei negoziati sul bilancio degli ultimi anni; ribadisce la posizione che sostiene da tempo, secondo cui gli stanziamenti di pagamento risultanti dalla mobilitazione di strumenti speciali in stanziamenti di impegno dovrebbero altresì essere contabilizzati oltre i massimali di pagamento annuali del QFP;

Condizionalità per garantire il diritto fondamentale dell'UE

51.  insiste sulla necessità che ogni paese si assuma pienamente tutte le dovute responsabilità nel contesto della crisi dei rifugiati e della decisione sul meccanismo di riassegnazione specificamente previsto; invita la Commissione a introdurre un meccanismo di bonus-malus finanziario relativamente al rispetto o meno da parte degli Stati membri dei loro impegni nel quadro delle misure adottate dall'UE; è del parere che i contributi finanziari provenienti dalle sanzioni imposte agli Stati membri che non rispettano tali misure dovrebbero essere riversati nel bilancio dell'UE a titolo di entrate straordinarie;

Entrate straordinarie

52.  ritiene fermamente che qualsiasi eccedenza risultante dalla sottoesecuzione del bilancio dell'UE o dalle sanzioni pecuniarie inflitte alle imprese per violazione del diritto dell'Unione in materia di concorrenza dovrebbe essere contabilizzata come entrata straordinaria nel bilancio dell'UE, senza alcun adeguamento corrispondente dei contributi legati al reddito nazionale lordo (RNL); ritiene altresì che questa misura contribuirebbe in modo significativo ad attenuare il problema dei pagamenti del bilancio dell'UE; invita la Commissione a presentare al riguardo proposte legislative appropriate;

53.  è convinto, con riferimento a tutte le rubriche, che i disimpegni risultanti dalla mancata esecuzione totale o parziale delle azioni per le quali le risorse sono state stanziate dovrebbero essere nuovamente resi disponibili nel bilancio dell'UE e mobilitati dall'autorità di bilancio nel quadro della procedura di bilancio annuale; è inoltre fermamente convinto che, considerati i vincoli attualmente imposti al bilancio dell'UE e il fabbisogno supplementare di finanziamenti cui l'Unione deve far fronte, tale disposizione dovrebbe applicarsi anche ai disimpegni risultanti dall'esecuzione dei programmi 2007-2013, compresa la chiusura dei programmi della politica di coesione; invita la Commissione a presentare al riguardo proposte legislative appropriate;

Disposizioni in materia di flessibilità e strumenti speciali

54.  sottolinea che la frequenza e il livello di mobilitazione degli strumenti speciali del QFP negli ultimi due anni dimostrano da soli, al di là di ogni dubbio, la validità delle disposizioni e dei meccanismi di flessibilità sanciti dal regolamento QFP; sottolinea la posizione che sostiene da tempo, secondo cui la flessibilità dovrebbe consentire il massimo ricorso ai massimali globali del QFP per impegni e pagamenti;

55.  ritiene quindi che la revisione intermedia del regolamento QFP dovrebbe prevedere l'eliminazione di una serie di vincoli e di limiti che sono stati imposti dal Consiglio, all'atto dell'adozione del QFP, sulle disposizioni in materia di flessibilità; ritiene in particolare che le eventuali restrizioni al riporto degli stanziamenti e dei margini inutilizzati dovrebbero essere revocate fissando massimali annuali (margine globale per i pagamenti) o imponendo scadenze (margine globale per gli impegni); ritiene altresì che, considerati gli attuali vincoli di bilancio in varie rubriche, non bisognerebbe definire un ambito specifico per quanto riguarda l'utilizzo delle risorse a titolo del margine globale per gli impegni;

56.  sottolinea in particolare la mobilitazione dell'importo integrale dello strumento di flessibilità nel 2016; rileva che questo strumento consente il finanziamento di una spesa chiaramente identificata che non può essere finanziata nell'ambito del massimale di una o più rubriche e che non è vincolata a una specifica politica dell'UE; ritiene quindi che esso apporti un'autentica flessibilità al bilancio dell'UE, soprattutto in caso di grave crisi; chiede di conseguenza un aumento sostanziale della relativa dotazione finanziaria fino a un'assegnazione annuale di 2 miliardi di EUR, fermo restando che questo importo è iscritto in bilancio solo qualora l'autorità di bilancio decida di mobilitare lo strumento in questione; ricorda che lo strumento di flessibilità non è vincolato a un settore d'intervento particolare e può essere mobilitato per qualsiasi finalità ritenuta necessaria;

57.  evidenzia il ruolo della riserva per gli aiuti d'urgenza nel fornire una risposta rapida a specifiche esigenze di aiuto per i paesi terzi in caso di eventi imprevisti, e ne sottolinea la particolare importanza nel contesto attuale; chiede un aumento sostanziale della relativa dotazione finanziaria fino a un'assegnazione annuale di 1 miliardo di EUR;

58.  prende atto delle diverse norme in vigore per quanto riguarda il termine utile per il riporto degli stanziamenti non utilizzati a titolo degli strumenti speciali del QFP, in particolare lo strumento di flessibilità, la riserva per gli aiuti d'urgenza, il Fondo di solidarietà dell'Unione europea e il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione; chiede l'armonizzazione di tali norme così da consentire l'applicazione a detti strumenti di una norma generale "N+3";

59.  annette un'importanza particolare al margine per imprevisti, quale strumento di ultima istanza per reagire a circostanze inattese; sottolinea che, secondo la Commissione, questo è l'unico strumento speciale che può essere mobilitato esclusivamente per gli stanziamenti di pagamento, e prevenire così una crisi dei pagamenti nel bilancio dell'UE, come nel 2014; si rammarica del fatto che, contrariamente al periodo precedente, una compensazione obbligatoria degli stanziamenti sia prevista nel regolamento QFP; è fermamente convinto che tale requisito crei una situazione insostenibile che di fatto ridurrà gli importi annuali con riferimento ai massimali del QFP negli ultimi anni del periodo, esercitando così un'ulteriore pressione sul bilancio dell'UE; sottolinea che il margine per imprevisti è, in ogni caso, uno strumento di ultima istanza, la cui mobilitazione è decisa congiuntamente dai due rami dell'autorità di bilancio; chiede quindi che la regola della compensazione obbligatoria sia revocata immediatamente e con effetto retroattivo, e che il suo importo massimo annuale sia portato allo 0,05 % del RNL dell'UE;

Seguito degli accordi internazionali sui cambiamenti climatici

60.  rileva che l'accordo della COP 21 raggiunto a Parigi rappresenta un accordo universale, dinamico e differenziato volto a far fronte alla sfida del cambiamento climatico; sottolinea che, nel quadro di tale accordo, i finanziamenti dell'UE devono essere destinati al sostegno dell'azione in materia di clima nei paesi in via di sviluppo; sottolinea che i finanziamenti destinati alle misure eventualmente risultanti dalla COP 21 dovrebbero andare ad aggiungersi all'attuale spesa per le azioni per il clima, e invita la Commissione a presentare la sua strategia di attuazione e una prima valutazione del possibile impatto dell'accordo della COP 21 sul bilancio dell'UE in tempo per la revisione; sottolinea altresì che la revisione del QFP offre un'eccellente occasione per garantire che l'obiettivo di spesa del 20 % per azioni legate al clima sia raggiunto nonché per prevedere un eventuale aumento di tale soglia in linea con gli impegni che l'UE ha contratto sul piano internazionale in occasione della COP 21; invita la Commissione ad assicurare che il meccanismo di integrazione dell'azione per il clima sia reso pienamente operativo e che l'attuale metodo di monitoraggio di tale spesa sia migliorato; rammenta inoltre che l'UE si è anche impegnata ad attuare il piano strategico della Convenzione delle Nazioni Unite sulla diversità biologica, e sottolinea che essa dovrebbe prevedere risorse sufficienti che le consentano di far fronte agli impegni che ha contratto in tal senso;

Semplificazione

61.  ritiene che il riesame/la revisione intermedia costituisca un'eccellente occasione per una prima analisi e valutazione del funzionamento delle politiche e dei programmi UE interessati, nonché del funzionamento delle disposizioni del QFP in materia di flessibilità e degli strumenti speciali, e si attende che la Commissione fornisca un'analisi che identifichi le carenze dell'attuale sistema di esecuzione; presta particolare attenzione alla valutazione dell'impatto nel processo di attuazione dei nuovi elementi introdotti nell'attuale periodo di programmazione, come ad esempio le condizionalità ex ante previste dalla politica di coesione; ritiene che il riesame/la revisione intermedia del QFP dovrebbe altresì fare un bilancio del rendimento dei fondi assegnati, al fine di verificare se stiano conseguendo i loro obiettivi; invita la Commissione ad avanzare proposte concrete per affrontare le eventuali carenze e migliorare e razionalizzare il quadro di applicazione per i rimanenti esercizi dell'attuale QFP, al fine di garantire l'uso più efficiente possibile delle scarse risorse finanziarie e ridurre l'onere amministrativo per i beneficiari;

62.  evidenzia che è importante mostrare il valore aggiunto dei risultati del bilancio dell'UE ed è favorevole all'inserimento della cultura dell'orientamento ai risultati tra gli elementi centrali del bilancio UE; sottolinea che la valutazione basata sulle prestazioni e sui risultati dovrebbe, ove del caso, diventare un principio fondamentale e segnala che questo principio è applicabile in particolare ai programmi orientati all'innovazione, prende atto del lavoro della Commissione nel contesto dell'iniziativa "Un bilancio dell'UE incentrato sui risultati", che dovrà essere sviluppata ulteriormente, e attende i risultati del gruppo di lavoro interistituzionale di esperti sulla programmazione di bilancio basata sui risultati; ritiene che questo approccio possa costituire un mezzo per incrementare la prestazione dei programmi che registrano scarsi risultati; sottolinea, tuttavia, che le carenze tecniche o programmatiche non possono portare a una riduzione del bilancio dell'UE né all'abbandono delle priorità politiche, e che, da solo, un miglioramento della spesa non risolverà il problema della mancanza di risorse finanziarie per affrontare le pressanti e crescenti esigenze; ricorda alla Commissione che, in quanto ramo dell'autorità di bilancio, il Parlamento deve essere coinvolto nella messa a punto della strategia della Commissione al riguardo;

Strumenti finanziari

63.  prende atto del rafforzamento del ruolo degli strumenti finanziari del bilancio dell'Unione come forme complementari di finanziamento rispetto a sussidi e sovvenzioni; riconosce il potenziale di questi strumenti in termini di rafforzamento dell'impatto finanziario, e quindi politico, del bilancio dell'Unione; sottolinea tuttavia che il passaggio da un finanziamento tradizionale a strumenti più innovativi non è consigliabile in tutti i settori strategici, in quanto non tutte le politiche sono interamente orientate al mercato; evidenzia che gli strumenti finanziari forniscono un modo alternativo e complementare di finanziamento e non dovrebbero essere utilizzati per i progetti che possono solo beneficiare dell'uso di sovvenzioni, che sono particolarmente importanti per le regioni meno avanzate;

64.  chiede che, nell'ambito del riesame/della revisione intermedia, la Commissione proceda ad un'analisi approfondita dell'utilizzo degli strumenti finanziari dall'inizio dell'attuale periodo di programmazione; sottolinea che, nella valutazione di uno strumento finanziario, la dimensione dell'effetto leva non può costituire l'unico criterio di valutazione; ricorda, a tale proposito, l'importanza dei criteri di "addizionalità" e della valutazione del contributo al raggiungimento degli obiettivi politici dell'UE;

65.  incoraggia la Commissione a individuare tutte le politiche dell'UE in cui le sovvenzioni potrebbero essere combinate con strumenti finanziari e a riflettere al corretto equilibrio tra questi due elementi; è fermamente convinto che la possibilità di una combinazione di varie risorse UE sulla base di regole di gestione armonizzate contribuirebbe ad ottimizzare le sinergie tra le fonti di finanziamento disponibili a livello UE; sottolinea che un maggiore ricorso agli strumenti finanziari non dovrebbe comportare una riduzione del bilancio dell'Unione; rammenta i suoi reiterati inviti ad aumentare la trasparenza e il controllo democratico per quanto riguarda l'applicazione degli strumenti finanziari a carico del bilancio dell'Unione;

B. Considerazioni del Parlamento riguardo al QFP dopo il 2020

66.  ricorda che, in base all'articolo 25 del regolamento QFP, la Commissione deve presentare una proposta relativa a un nuovo quadro finanziario pluriennale prima del 1° gennaio 2018; sottolinea quindi che una serie di elementi fondamentali per il prossimo QFP dovrebbe già essere discussa nel quadro del prossimo riesame/della prossima revisione;

67.  ritiene che le priorità fondamentali da affrontare debbano includere gli adeguamenti della durata del QFP, una riforma approfondita del sistema delle risorse proprie, una maggiore attenzione all'unità del bilancio e una maggiore flessibilità di bilancio; è quindi convinto del fatto che le modalità del processo decisionale debbano essere riviste al fine di garantire la legittimità democratica e il rispetto delle disposizioni del trattato;

68.  ricorda i principi finanziari di unità, verità del bilancio, annualità, pareggio, universalità, specializzazione, sana gestione finanziaria e trasparenza che devono essere rispettati all'atto della definizione e dell'esecuzione del bilancio dell'Unione;

69.  sottolinea che un elemento essenziale delle difficoltà nel concordare un quadro finanziario pluriennale fra gli Stati membri è la loro primaria focalizzazione sui saldi netti; ribadisce la sua posizione secondo cui il bilancio dell'Unione non è un semplice gioco a somma zero, ma piuttosto un'importante base d'avvio per la convergenza e l'espressione di politiche comuni che creano un valore aggiunto collettivo; esorta pertanto gli Stati membri a modificare la loro percezione del bilancio dell'Unione e il loro approccio al riguardo, ossia a stabilire l'entità del bilancio in base ad una valutazione approfondita delle esigenze finanziarie derivanti dagli obblighi giuridici dell'Unione, dagli obiettivi politici stabiliti nei suoi programmi e nelle sue politiche nonché dagli impegni internazionali, al fine di garantire che l'esito non sia un altro stallo che non farà che allontanare ulteriormente l'Unione dai propri cittadini; invita pertanto la Commissione a effettuare uno studio sui risparmi realizzati a livello nazionale dagli Stati membri grazie al finanziamento di determinate politiche da parte dell'UE;

70.  sottolinea l'imperativo politico di creare una procedura decisionale che garantisca la disponibilità delle risorse finanziarie necessarie, sia a livello UE che nazionale, al fine di assicurare la piena attuazione delle decisioni politiche adottate dal Consiglio europeo;

Durata

71.  ricorda che, in base al terzo considerando del regolamento QFP, le tre istituzioni hanno convenuto di esaminare congiuntamente la questione della durata più appropriata per il prossimo QFP nel contesto del riesame/della revisione intermedia; ribadisce la sua posizione secondo cui la durata del QFP dovrebbe essere allineata al ciclo politico del Parlamento e della Commissione, facendo quindi delle elezioni europee una sede di discussione sulle future priorità di spesa;

72.  sottolinea tuttavia che, soprattutto per i programmi in gestione concorrente nel campo della politica di coesione e dello sviluppo rurale, la prevedibilità a lungo termine è essenziale, considerati i tempi necessari per concordare una legislazione settoriale e programmi operativi a livello nazionale e regionale;

73.  ritiene che, visto l'ambiente politico in rapida evoluzione e al fine di garantire una maggiore flessibilità, alcuni elementi del QFP dovrebbero essere concordati per 5 anni mentre altri, soprattutto quelli connessi ai programmi che richiedono una programmazione a più lungo termine e/o politiche che prevedono complesse procedure per la definizione dei sistemi di attuazione, come la politica di coesione o lo sviluppo rurale, dovrebbero essere concordati per un periodo di 5+5 anni con una revisione intermedia obbligatoria;

Riforma del sistema delle risorse proprie

74.  sottolinea la necessità di un'autentica riforma del sistema delle risorse proprie improntata ai principi di semplicità, equità e trasparenza; si attende quindi un'ambiziosa relazione finale del gruppo ad alto livello sulle risorse proprie entro la fine del 2016 nonché, entro la fine del 2017, un pacchetto legislativo altrettanto ambizioso della Commissione in materia di risorse proprie a partire dal 2021;

75.  sottolinea l'esigenza di ridurre la quota dei contributi RNL al bilancio dell'Unione al fine di abbandonare l'approccio del "giusto ritorno" degli Stati membri; sottolinea che ciò ridurrebbe l'onere a carico degli erari nazionali, rendendo quindi le risorse interessate disponibili per i bilanci nazionali degli Stati membri; ricorda che l'attuale risorsa propria IVA è eccessivamente complessa e costituisce de facto un secondo contributo RNL, per cui ne chiede una sostanziale riforma o una completa eliminazione; ritiene comunque necessario mantenere i contributi RNL quale elemento del bilancio, vista la necessità che continuino a fungere da contributo integrativo;

76.  chiede l'introduzione di una o più nuove risorse proprie, se possibile con un chiaro collegamento a politiche europee che generano valore aggiunto; rileva che un'ampia serie di eventuali nuove risorse è già stata discussa dal gruppo ad alto livello, come la riforma dell'IVA, un'imposta sulle transazioni finanziarie, il signoraggio della BCE, una riforma del sistema di scambio di quote di emissione UE e la tassazione del carbonio, la tassazione dei trasporti, la tassazione delle società, nonché la tassazione dell'energia elettrica o dell'economia digitale; attende con vivo interesse le raccomandazioni del gruppo ad alto livello, al fine di procedere all'elaborazione della posizione del Parlamento al riguardo; chiede, a tale proposito, l'eliminazione graduale di qualunque forma di sconto;

Unità del bilancio

77.  sottolinea l'importanza del principio di unità del bilancio e ricorda che, ai sensi dell'articolo 310, paragrafo 1 TFUE, tutte le entrate e le spese dell'Unione devono essere iscritte in bilancio; è preoccupato in merito al recente passaggio dal metodo comunitario al processo decisionale intergovernativo come osservato, dal 2014, nella costituzione del Fondo fiduciario Bekou per la Repubblica centrafricana, del Fondo fiduciario regionale Madad in risposta alla crisi siriana, e del Fondo fiduciario di emergenza UE per l'Africa, nonché dello Strumento rifugiati per la Turchia; sottolinea che questa forma di finanziamento comporta una ridistribuzione di fondi nell'ambito dei programmi finanziari pluriennali esistenti, negoziati e concordati dalle tre istituzioni; evidenzia che ciò mette a repentaglio la responsabilità democratica, dal momento che il Parlamento europeo è stato escluso dalla costituzione di tali fondi;

78.  sottolinea che, in base al trattato, il Parlamento e il Consiglio stabiliscono il bilancio dell'Unione su piede di parità in quanto entrambi rami dell'autorità di bilancio; ritiene inoltre che un pieno controllo parlamentare su tutta la spesa costituisca un elemento essenziale della spesa UE; esorta la Commissione a salvaguardare l'unità del bilancio e a considerarla un principio guida al momento di proporre nuove iniziative strategiche;

79.  ribadisce la posizione che sostiene da tempo secondo cui il Fondo europeo di sviluppo (FES) andrebbe integrato nel bilancio dell'Unione a partire dal 2021, garantendo al contempo il finanziamento dello Strumento per la pace in Africa e delle operazioni connesse alla sicurezza;

80.  sottolinea che qualsiasi futura integrazione del FES o di simili strumenti ad hoc nel bilancio dell'UE implica che le loro rispettive dotazioni finanziarie siano aggiunte oltre i massimali del QFP, che dovranno essere riveduti di conseguenza per non compromettere il finanziamento di altri programmi e politiche dell'UE;

Rafforzamento della flessibilità

81.  sottolinea che la rigida struttura del bilancio dell'Unione priva l'autorità di bilancio della possibilità di reagire adeguatamente a modifiche delle circostanze; chiede quindi una maggiore flessibilità nel prossimo QFP, in particolare tra le rubriche, sotto forma di flessibilità dei margini non utilizzati, e tra gli esercizi, allo scopo di sfruttare appieno i massimali del QFP;

82.  sottolinea che, oltre alla capacità di agire in modo flessibile alle modifiche delle circostanze, fatta salva la programmazione concordata, vi è anche la necessità che l'Unione sia in grado di reagire rapidamente alle crisi in evoluzione, quali l'attuale crisi migratoria; chiede quindi che, oltre agli strumenti speciali già previsti dal QFP, sia costituita una riserva permanente di crisi dell'UE all'interno del bilancio dell'Unione, al fine di evitare soluzioni ad hoc come l'istituzione di fondi fiduciari; evidenzia che questo meccanismo, concepito per rispondere alle crisi e alle situazioni impreviste, dovrebbe per sua stessa natura funzionare come un nuovo strumento speciale del QFP ed essere calcolato al di là dei massimali del QFP;

Processo decisionale

83.  ricorda la posizione critica del Parlamento per quanto riguarda il modo in cui è stata condotta la procedura che ha portato all'adozione del regolamento QFP per il 2014-2020; ricorda che l'adozione del regolamento richiede l'approvazione del Parlamento; sottolinea quindi che il Parlamento deve essere pienamente coinvolto sin dall'inizio nei relativi negoziati; ritiene che le istituzioni dell'UE dovrebbero formalizzare le modalità per la prossima procedura QFP in un accordo conseguito al momento del riesame/della revisione intermedia del QFP, che dovrebbe tenere conto delle carenze dei precedenti negoziati e salvaguardare pienamente il ruolo e i poteri del Parlamento previsti dai trattati; è del parere che tali modalità dovrebbero quindi essere sancite dall'AII, come avviene per la procedura di bilancio;

84.  è d'avviso che il requisito dell'unanimità per l'adozione del regolamento QFP rappresenti un reale ostacolo nel processo; invita, a tale riguardo, il Consiglio europeo ad attivare la clausola passerella di cui all'articolo 312, paragrafo 2, TFUE, in modo da consentire l'adozione del regolamento QFP a maggioranza qualificata; ricorda inoltre che, per applicare la procedura legislativa ordinaria, si può altresì ricorrere alla clausola passerella generale di cui all'articolo 48, paragrafo 7 del TUE; sottolinea che il passaggio al voto a maggioranza qualificata per l'adozione del regolamento QFP sarebbe in linea con il processo decisionale per l'adozione di pressoché tutti i programmi pluriennali dell'UE, nonché con la procedura annuale di adozione del bilancio dell'UE;

85.  rammenta che il trattato non conferisce al Consiglio europeo il diritto di esercitare funzioni legislative; ribadisce, a tale proposito, la propria ferma opposizione alle ingerenze del Consiglio europeo nella legislazione durante gli ultimi negoziati sul QFP; chiede al Consiglio europeo di limitarsi ai compiti definiti dal trattato e di astenersi dall'anticipare i cambiamenti politici che devono essere stabiliti nel quadro della procedura legislativa ordinaria, rispettando in tal modo le prerogative legislative del Parlamento nell'ambito della procedura di codecisione;

86.  insiste sul fatto che l'iter legislativo per l'adozione del prossimo QFP dovrebbe concludersi entro la fine del 2018, a seguito di negoziati sostanziali tra Parlamento e Consiglio; sottolinea che un tempestivo accordo sul QFP consentirà la rapida adozione di tutti i regolamenti settoriali e l'avvio, senza indugi, di tutti i nuovi programmi il 1° gennaio 2021; evidenzia l'importanza di migliorare l'informazione dei parlamenti nazionali e dei cittadini europei sulle sfide del prossimo QFP, mediante l'organizzazione, se del caso, di una conferenza interistituzionale e interparlamentare;

°

°  °

87.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, alle altre istituzioni e organismi interessati nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1)

  GU L 347 del 20.12.2013, pag. 884.

(2)

  GU L 103 del 22.4.2015, pag. 1.

(3)

  GU L 168 del 7.6.2014, pag. 105.

(4)

  GU C 373 del 20.12.2013, pag. 1.

(5)

  GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.

(6)

  Testi approvati, P7_TA(2014)0378.

(7)

  Testi approvati, P7_TA(2013)0599.

(8)

  Testi approvati, P7_TA(2013)0455.

(9)

  Testi approvati, P7_TA(2013)0456.

(10)

  Testi approvati, P7_TA(2013)0304.

(11)

  Testi approvati, P7_TA(2013)0078.

(12)

  Testi approvati, P7_TA(2012)0360.

(13)

  Testi approvati, P7_TA(2011)0266.


PARERE della commissione per gli affari esteri (25.5.2016)

destinato alla commissione per i bilanci

sulla preparazione della revisione post-elettorale del QFP 2014-2020: il contributo del Parlamento in vista della proposta della Commissione

(2015/2353(INI))

Relatore per parere: Neena Gill

SUGGERIMENTI

La commissione per gli affari esteri invita la commissione per i bilanci, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  mette in risalto che l'UE si trova ad affrontare una serie senza precedenti di crisi nel suo vicinato e oltre, in particolare la crisi dei rifugiati, le minacce alla sicurezza e i conflitti armati, che mettono a rischio valori fondamentali e richiedono una più salda azione esterna comune; ricorda la solidarietà necessaria in relazione al numero crescente di disastri naturali; sottolinea che dette crisi non erano state previste al momento di concludere il quadro finanziario pluriennale (QFP) per il 2014-2020; ricorda che l'ammontare destinato alla rubrica 4 è stato ridotto del 16 % circa rispetto alla proposta iniziale della Commissione, diminuendo considerevolmente la capacità dell'UE di rispondere a tutte le suddette nuove sfide e assolvere i propri impegni politici; esorta la Commissione a presentare una proposta di revisione che innalzi i massimali degli stanziamenti d'impegno a titolo di tale rubrica onde fornire finanziamenti aggiuntivi; invita la Commissione a integrare un approccio di bilancio basato sui risultati, tenendo al contempo in considerazione la specificità delle azioni esterne;

2.  mette in risalto che affrontare le crisi dei migranti e dei rifugiati costituisce una priorità fondamentale, ma sottolinea che ciò non dovrebbe avvenire a discapito delle politiche in altri ambiti, comprese quelle essenziali per affrontare le sfide di lungo termine e le cause profonde della crisi attuale; sostiene con convinzione che le risposte all'emergenza umanitaria debbano procedere di pari passo con i processi di sviluppo, il conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile, la creazione di contesti stabili e sicuri in cui sia possibile lo sviluppo, nonché la promozione dei diritti umani e di tutte le altre priorità di politica estera dell'UE;

3.  ritiene che gli attuali meccanismi di flessibilità siano insufficienti in termini di volume e di flessibilità per rispondere in maniera adeguata al cambiamento della situazione; ricorda che, principalmente a causa di una mancanza di risorse, la Commissione ha istituito una serie di strumenti ad hoc, compresi i fondi fiduciari per la Siria, l'Africa e la Repubblica centrafricana nonché lo strumento per i rifugiati in Turchia; riconosce il potenziale di tali strumenti di aumentare la risposta finanziaria dell'UE, ma sottolinea la necessità di trasparenza, responsabilità e controllo democratico nella loro gestione, ed esprime sconforto per il mancato rispetto delle promesse di finanziamento da parte degli Stati membri; chiede con fermezza che il Parlamento europeo possa esercitare un controllo sulla governance dei fondi fiduciari;

4.  invita la Commissione a proporre una riforma dei meccanismi di flessibilità nell'ambito del QFP, anche istituendo una riserva permanente dell'UE per le crisi che preveda la mobilitazione di risorse aggiuntive quando necessario attraverso procedure flessibili che consentano di fornire risposte rapide a situazioni urgenti e instabili; sottolinea che qualunque finanziamento di emergenza volto a rispondere alle crisi e alle situazioni impreviste dovrebbe per sua stessa natura essere oggetto di speciali strumenti ed essere calcolato al di fuori dei massimali del QFP; ritiene che la possibilità di trasferire fondi non assegnati da una rubrica all'altra incrementerebbe la capacità di rispondere alle sfide in continua evoluzione, permettendo altresì il massimo utilizzo dei massimali del QFP; osserva che gli attuali fondi dovrebbero essere utilizzati con la massima efficienza; sottolinea l'importanza delle riserve per gli aiuti d'emergenza e di mantenere fondi sufficienti per tale scopo;

5.  sottolinea che il QFP revisionato deve essere in grado di rispondere alle esigenze degli strumenti di finanziamento esterno in seguito al loro riesame intermedio previsto per il 2017 e chiede che in futuro vi sia una maggiore coerenza e un più ampio coordinamento dei due processi di riesame;

6.  esorta la Commissione ad allineare il prossimo QFP ai cicli politici della Commissione e del Parlamento al fine di migliorare la responsabilità democratica e la trasparenza del bilancio pluriennale.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

23.5.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

36

7

2

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Lars Adaktusson, Michèle Alliot-Marie, Petras Auštrevičius, Amjad Bashir, Bas Belder, Goffredo Maria Bettini, Elmar Brok, Klaus Buchner, James Carver, Lorenzo Cesa, Javier Couso Permuy, Mark Demesmaeker, Georgios Epitideios, Knut Fleckenstein, Eugen Freund, Michael Gahler, Iveta Grigule, Afzal Khan, Janusz Korwin-Mikke, Eduard Kukan, Ilhan Kyuchyuk, Ryszard Antoni Legutko, Barbara Lochbihler, Sabine Lösing, Ramona Nicole Mănescu, David McAllister, Tamás Meszerics, Francisco José Millán Mon, Javier Nart, Pier Antonio Panzeri, Demetris Papadakis, Ioan Mircea Paşcu, Vincent Peillon, Alojz Peterle, Tonino Picula, Cristian Dan Preda, Jozo Radoš, Jaromír Štětina, Charles Tannock, Boris Zala

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Luis de Grandes Pascual, Marek Jurek, Bodil Valero

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Ricardo Serrão Santos, Renate Weber


PARERE della commissione per lo sviluppo (30.5.2016)

destinato alla commissione per i bilanci

sulla preparazione della revisione postelettorale del QFP per il 2014-2020: contributo del Parlamento in vista della proposta della Commissione

(2015/2353(INI))

Relatore per parere: Paul Rübig

SUGGERIMENTI

La commissione per lo sviluppo invita la commissione per i bilanci, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  ricorda che i primi esercizi del nuovo QFP sono stati caratterizzati da forti carenze di stanziamenti di pagamento nel bilancio, che hanno avuto ripercussioni negative per l'esecuzione dei programmi d'azione esterna; chiede che sia previsto un congruo livello dei pagamenti nella rubrica 4 onde evitare che questo problema si ripresenti;

2.  prende atto dell'ingente fabbisogno globale per quanto concerne gli aiuti umanitari e la riduzione del rischio di catastrofi, la preparazione alle catastrofi e alle epidemie e il consolidamento della resilienza nei paesi in via di sviluppo; rileva altresì la pressione crescente di tali esigenze derivante dalle conseguenze di conflitti e guerre, dalle violazioni dei diritti umani, dal malgoverno e dalla corruzione, dalla scarsa disponibilità di servizi sociali di base, tra cui sistemi sanitari carenti, la mancanza di una copertura sanitaria universale e di investimenti nell'innovazione sanitaria, dalle crescenti disparità economiche e sociali, nonché dai cambiamenti climatici e dalla competizione per le scarse risorse; ritiene necessario rafforzare la trasparenza, la responsabilità e l'informazione sulle risorse per lo sviluppo e l'aiuto umanitario, e sui mezzi finanziari necessari a tale aiuto, ove del caso mediante una tempestiva approvazione da parte dell'autorità di bilancio, in particolare tenendo conto della nuova agenda per il 2030, e al fine di rispettare il principio della coerenza delle politiche per lo sviluppo (CPS); è convinto che un tale intervento è anche nell'interesse dell'UE in quanto contribuirà a prevenire future pressioni migratorie;

3.  osserva che la spesa destinata a finanziare i costi associati ai rifugiati nei paesi donatori, sebbene sia parzialmente coperta dalla definizione di aiuto pubblico allo sviluppo (APS) del comitato di aiuto allo sviluppo (DAC) dell'OCSE, non contribuisce allo sviluppo sostenibile nei paesi in via di sviluppo né alla lotta contro le cause profonde della migrazione; constata un incremento dell'inclusione tra gli APS dei costi associati ai rifugiati nei paesi donatori; ribadisce che le azioni di aiuto umanitario e i programmi di sviluppo efficaci devono mirare ad affrontare le cause profonde della migrazione nei paesi in via di sviluppo senza andare a scapito dei finanziamenti e delle politiche di sviluppo dell'Unione in altri settori;

4.  ricorda che la crisi dei migranti e dei rifugiati ha avuto un impatto significativo sul bilancio dell'UE e continuerà a richiedere una risposta dinamica negli anni a venire; è favorevole all'utilizzo completo delle risorse disponibili a titolo delle rubriche 3 e 4 dei bilanci UE 2014-2016; chiede a tale proposito un congruo aumento dei massimali per affrontare le crisi della migrazione e dei rifugiati in modo adeguato;

5.  riconosce la necessità delle spese per la realizzazione di tutti gli aspetti dell'Obiettivo di sviluppo sostenibile (OSS) n. 16; ritiene che la promozione della pace, dello Stato di diritto, dei diritti umani, del buon governo e dell'istruzione nei paesi in via di sviluppo sia fondamentale per il conseguimento della pace e della sicurezza, la riduzione della povertà e dell'ineguaglianza, e, a lungo termine, per l'eliminazione della povertà; respinge qualsiasi uso degli aiuti allo sviluppo per obiettivi diversi da quelli di sviluppo, chiaramente enunciati all'articolo 208 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE); sottolinea che i finanziamenti interessati, che non costituiscono APS, devono provenire da altri strumenti rispetto allo strumento di cooperazione allo sviluppo (DCI) o al Fondo europeo di sviluppo (FES), o a qualunque altro meccanismo che benefici esclusivamente di tali strumenti, come il Fondo fiduciario di emergenza dell'UE per l'Africa;

6.  evidenzia la necessità di spese sufficienti relative alla sanità in vista di epidemie emergenti; ricorda la necessità di sistemi sanitari efficaci e globali, con farmaci abbordabili, al fine di conseguire l'OSS 3; incoraggia un uso migliore di tutti i programmi del QFP come Orizzonte 2020, lo Strumento per la cooperazione allo sviluppo (DCI), il Fondo europeo di sviluppo (FES) o il programma "Salute per la crescita", per raccogliere le sfide sanitarie globali che possono facilmente interessare la stessa Europa;

7.  sottolinea che i fondi fiduciari sono stati istituiti poiché il bilancio dell'UE manca delle risorse e della flessibilità necessarie per consentire una risposta rapida e globale alle grandi crisi; chiede una soluzione realizzabile che consenta il pieno controllo da parte dell'autorità di bilancio al fine di rafforzare l'unità del bilancio e il rispetto del principio della titolarità democratica;

8.  ricorda che l'UE ha assunto impegni forti relativamente all'efficacia degli aiuti, in particolare riguardo al principio di titolarità democratica dei programmi di sviluppo da parte dei beneficiari degli aiuti e l'allineamento degli aiuti dell'UE alle priorità dei paesi in via di sviluppo; osserva che questo principio deve essere rispettato nella risposta dell'UE alla migrazione, ad esempio nell'organizzazione del Fondo fiduciario dell'UE per l'Africa, che è stato specificamente creato per eludere le procedure più prolisse del FES, informate ai principi di efficacia degli aiuti; invita la Commissione a presentare una proposta per il finanziamento del Fondo per la pace in Africa mediante altri mezzi;

9.  osserva, inoltre, che gli sviluppi incoraggianti, come quelli in Myanmar/Birmania e Colombia, richiedono risposte e fondi adeguati da parte dell'UE;

10.  sottolinea la necessità di rendere disponibili risorse adeguate per soddisfare gli obiettivi di sviluppo sostenibile, pur riconoscendo che, nel 2015, l'APS collettivo dell'UE rappresentava lo 0,47 % del RNL dell'Unione; si rammarica che l'UE non abbia rispettato l'impegno di destinare lo 0,7 % del suo RNL agli APS per il 2015; ricorda che recentemente l'UE ha rinnovato il suo impegno collettivo di portare l'APS allo 0,7 % del suo RNL; rileva che ciò richiede aumenti sostanziali, e sottolinea che la revisione del QFP dovrebbe tenere conto di tale aspetto; invita gli Stati membri ad adottare un piano preciso per rispettare l'impegno di contribuire all'APS nella misura dello 0,7 % del loro RNL;

11.  ricorda che un finanziamento tempestivo e prevedibile dell'assistenza umanitaria richiede che non vi siano disparità tra pagamenti e impegni e invita la Commissione a presentare una proposta che preveda un'equivalenza sistematica tra i pagamenti e gli impegni per le misure di aiuto umanitario;

12.  sollecita l'UE e i suoi Stati membri a cessare di gonfiare gli aiuti e ad escludere le voci relative agli aiuti gonfiati dalle relazioni sugli APS (ad esempio i costi dei rifugiati, i costi impliciti per gli studenti, l'aiuto vincolato, gli interessi sui prestiti e lo sgravio del debito);

13.  sostiene il finanziamento da parte dell'UE di azioni a favore del clima nei paesi in via di sviluppo, e insiste sul rispetto dell'impegno dei paesi sviluppati a non permettere che tale assistenza eroda l'APS non destinato al clima; insiste sulla mobilitazione di fondi aggiuntivi per esigenze supplementari;

14.  chiede una valutazione intermedia dei programmi di sviluppo del QFP sulla base dei risultati conseguiti rispetto agli obiettivi prefissati, alla capacità di assorbimento e al valore aggiunto dell'UE, tenendo conto dell'attuazione tardiva del quadro attuale, e degli impegni contratti nel frattempo, ad esempio gli obiettivi di sviluppo sostenibile. raccomanda che gli impegni attuati in misura insufficiente siano, se del caso, finanziati adeguatamente con le risorse necessarie;

15.  ricorda l'impegno dell'UE di assegnare almeno il 20 % del suo APS a servizi sociali di base, con una particolare attenzione per l'istruzione e la sanità; ritiene che il diritto al massimo livello possibile di salute sia un diritto umano fondamentale e che l'accesso universale all'assistenza e alla copertura sanitaria, tra cui la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti, costituisca un potente fattore di sviluppo e sia fondamentale per promuovere la parità di genere, una migliore alimentazione e i benefici dell'istruzione; sottolinea pertanto la necessità delle spese sanitarie in un contesto di epidemie in rapido sviluppo e tenuto conto della necessità di investire in maniera sostanziale per creare sistemi sanitari resilienti e garantire un accesso abbordabile ai farmaci essenziali in numerosi paesi a basso e medio reddito, al fine di rispettare l'Agenda per il 2030.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

24.5.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

19

1

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Beatriz Becerra Basterrechea, Nirj Deva, Doru-Claudian Frunzulică, Maria Heubuch, György Hölvényi, Linda McAvan, Norbert Neuser, Maurice Ponga, Lola Sánchez Caldentey, Elly Schlein, Davor Ivo Stier, Bogdan Brunon Wenta, Rainer Wieland

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Marina Albiol Guzmán, Agustín Díaz de Mera García Consuegra, Carolina Punset, Paul Rübig, Adam Szejnfeld, Patrizia Toia, Jan Zahradil

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

John Stuart Agnew


PARERE della commissione per il commercio internazionale (25.5.2016)

destinato alla commissione per i bilanci

sulla preparazione della revisione postelettorale del QFP per il 2014-2020: il contributo del Parlamento in vista della proposta della Commissione

(2015/2353(INI))

Relatore per parere: Reimer Böge

SUGGERIMENTI

La commissione per il commercio internazionale invita la commissione per i bilanci, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  sottolinea che la politica commerciale dell'UE, promuovendo mercati aperti in uno spirito di reciprocità per sostenere la crescita economica, l'occupazione e lo sviluppo, contribuisce alla stabilità e alla prosperità sia dell'UE che dei paesi terzi; chiede fondi adeguati per permettere alla Commissione di attuare l'ambizioso programma delineato nella sua strategia "Commercio per tutti";

2.  rileva che la stipula di ogni nuovo accordo di libero scambio comporta perdite significative in termini di entrate per il bilancio delle risorse proprie dell'Unione; invita la Commissione a fornire una stima precisa delle perdite che si prevede saranno determinate da ciascuno degli accordi di libero scambio attualmente in corso di negoziazione, nonché a indicare chiaramente con quali riassegnazioni nel bilancio si intendono compensare tali perdite; invita la Commissione a presentare proposte concrete in merito al contributo che il commercio internazionale dovrebbe prestare in futuro in relazione alla ristrutturazione del bilancio e delle risorse proprie dell'Unione;

3.  ritiene che la crisi migratoria e dei rifugiati abbia rivelato gravi mancanze in termini di coerenza dell'azione dell'Unione nel vicinato orientale e meridionale e nell'Africa subsahariana; invita la Commissione a cogliere l'opportunità della revisione del QFP per avviare una profonda riforma della strategia politica nei confronti dei partner dell'UE, allo scopo di aumentare la coerenza delle politiche per lo sviluppo e di affrontare le cause della migrazione in modo efficace; sottolinea che il finanziamento dei programmi per la mitigazione della crisi dei rifugiati non dovrebbe essere dedotto dalla spesa per l'aiuto pubblico allo sviluppo (APS);

4.  ribadisce che il ruolo determinante delle PMI per l'economia dell'UE dovrebbe trovare riscontro in una strategia globale e coerente che assicuri alle PMI europee un contesto favorevole alle imprese e promuova le loro opportunità commerciali e di investimento a livello internazionale; invita la Commissione, a tale proposito, a sviluppare manuali specifici e chiari per le PMI riguardo alle opportunità e ai vantaggi offerti da ciascun accordo commerciale concluso dall'UE; invita nuovamente la Commissione a valutare l'efficacia e l'efficienza delle varie iniziative nel quadro dello strumento di partenariato a sostegno dell'internazionalizzazione delle PMI e a migliorarle, con riferimento sia a iniziative private che degli Stati membri, nonché ad altri strumenti di finanziamento dell'UE a favore delle PMI, quale COSME, al fine di garantirne la complementarietà e di assicurare un valore aggiunto europeo;

5.  osserva il crescente ricorso a garanzie e strumenti finanziari al di fuori del bilancio dell'UE per rispondere alle numerosi crisi nonostante i vincoli di bilancio; deplora i vari tagli effettuati nella rubrica 4 per finanziare i nuovi fondi fiduciari per la Siria e l'Africa e lo strumento per la Turchia; insiste affinché tali strumenti di finanziamento rispettino i criteri stabiliti in materia di efficacia degli aiuti, quali la titolarità e l'allineamento, rimangano un'eccezione e siano infine inclusi nel bilancio, garantendo, di conseguenza, il controllo democratico;

6.  ricorda che il livello di impegni da liquidare della rubrica 4 ha raggiunto nel 2015 un livello mai riscontrato prima, a causa di un incremento costante a partire dal 2010; sottolinea che alla rubrica 4 deve essere disponibile un livello adeguato di pagamenti rispetto agli impegni, per evitare che in futuro il livello degli impegni da liquidare torni a essere insostenibile; invita il Consiglio a rivedere al rialzo il massimale di pagamento, onde prevenire una nuova crisi dei pagamenti verso la fine dell'attuale quadro finanziario pluriennale; ribadisce che, dati i massimali risicati del QFP, occorre prevenire efficacemente qualsiasi perdita di stanziamenti di impegno disponibili; chiede, di conseguenza, che gli stanziamenti di impegno annullati a causa di un'attuazione parziale o mancata siano resi di nuovo disponibili nel bilancio dell'UE per gli scopi decisi dal Parlamento e dal Consiglio nel quadro della procedura di bilancio;

7.  ritiene che il Fondo europeo di garanzia per le azioni esterne rappresenti un meccanismo efficiente ed efficace per la copertura dei rischi relativi alle operazioni di prestito dell'UE nei paesi terzi; sollecita una maggiore erogazione di prestiti a sostegno delle PMI e lo sviluppo di infrastrutture sociali ed economiche nelle regioni maggiormente interessate dalla crisi migratoria e dei rifugiati per contribuire ad affrontare la questione della migrazione; chiede, in particolare, che in tale ambito ci si avvalga delle esperienze nel campo del commercio equo e che vengano rafforzati in modo sostenibile le strutture e i principi corrispondenti;

8.  sottolinea che il bilancio dell'UE deve tener conto del prezioso sostegno fornito nel quadro del meccanismo di assistenza macrofinanziaria dell'UE ai paesi che affrontano gravi difficoltà economiche;

9.  invita ad assegnare risorse sufficienti alla rubrica 5 al fine di eseguire le valutazioni ex ante, intermedie ed ex post degli accordi commerciali, di migliorare la loro qualità ed efficacia rivedendo la metodologia utilizzata nonché di garantire la piena attuazione e il pieno rispetto degli obblighi dell'UE e dei suoi partner commerciali.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

24.5.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

30

1

8

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Maria Arena, Tiziana Beghin, Daniel Caspary, Salvatore Cicu, Marielle de Sarnez, Santiago Fisas Ayxelà, Karoline Graswander-Hainz, Ska Keller, Jude Kirton-Darling, Alexander Graf Lambsdorff, Bernd Lange, David Martin, Emmanuel Maurel, Emma McClarkin, Anne-Marie Mineur, Sorin Moisă, Alessia Maria Mosca, Artis Pabriks, Franck Proust, Godelieve Quisthoudt-Rowohl, Viviane Reding, Inmaculada Rodríguez-Piñero Fernández, Tokia Saïfi, Marietje Schaake, Helmut Scholz, Joachim Schuster, Joachim Starbatty, Adam Szejnfeld, Hannu Takkula, Iuliu Winkler, Jan Zahradil

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Reimer Böge, Edouard Ferrand, Sander Loones, Georg Mayer, Lola Sánchez Caldentey, Judith Sargentini, Jarosław Wałęsa

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Dominique Bilde


PARERE della commissione per l'occupazione e gli affari sociali (31.5.2016)

destinato alla commissione per i bilanci

sulla preparazione della revisione postelettorale del quadro finanziario pluriennale (QFP) per il 2014-2020: contributo del Parlamento in vista della proposta della Commissione

(2015/2353(INI))

Relatore per parere: Georgi Pirinski

SUGGERIMENTI

La commissione per l'occupazione e gli affari sociali invita la commissione per i bilanci, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  sottolinea che la revisione postelettorale del quadro finanziario pluriennale (QFP) è imprescindibile e deve affrontare le attuali e le nuove sfide politiche e priorità a cui l'UE e gli Stati membri sono confrontati, come gli elevati livelli di povertà, esclusione sociale, disoccupazione, disuguaglianza e la crisi dei rifugiati, in modo da consentire all'UE di rispettare gli obiettivi previsti dalla strategia Europa 2020; evidenzia che la riassegnazione di fondi per le emergenze non è una soluzione sostenibile; ribadisce che occorre mantenere gli attuali impegni in termini di risorse per conseguire gli obiettivi strategici dell'Unione e una maggiore coesione economica, sociale e territoriale; chiede una revisione al rialzo dei massimali specifici del QFP inerenti all'occupazione e alla politica sociale e un ampliamento della flessibilità del QFP, affinché possa far fronte a circostanze sociali impreviste;

2.  osserva che i massimali dell'attuale QFP sono stati superati, compromettendone la sostenibilità per la seconda metà del ciclo; chiede pertanto alla Commissione di procedere a una vera e propria revisione intermedia dei massimali del QFP e delle disposizioni del regolamento sul QFP, tenendo in debita considerazione le conclusioni del riesame, al fine di dotare l'UE di un quadro di bilancio sostenibile che le permetta di realizzare i suoi obiettivi prioritari e di portare a termine i suoi grandi progetti;

3.  evidenzia che attualmente il tasso di occupazione nell'UE è pari al 69,2%, ben al di sotto dell'obiettivo della strategia Europa 2020, che la disoccupazione rimane particolarmente elevata tra le donne, i giovani, i lavoratori anziani e i gruppi svantaggiati e che più di 12 milioni di persone in Europa sono disoccupati di lunga durata, il che rappresenta il 5% della popolazione attiva dell'UE; ricorda, in tale contesto, la recente raccomandazione adottata il 15 febbraio 2016 dal Consiglio sull'integrazione dei disoccupati di lunga durata nel mercato del lavoro(1), che ancora una volta ha dimostrato la necessità di politiche dell'Unione forti e di risorse pienamente adeguate; chiede maggiori investimenti pubblici e privati europei in materia di competenze e nella creazione di occupazione di qualità e sostenibile, compresi i lavori verdi e i lavori nell'economia sociale e nel settore sociale, sanitario e assistenziale, da ottenere consolidando e rafforzando il Fondo sociale europeo;

4.  osserva che l'intera dotazione destinata all'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile (YEI) è stata concentrata nel 2014-2015 e che le cifre disponibili indicano finora un pieno assorbimento; insiste sulla prosecuzione dell'YEI, analizzandone e valutandone le prestazioni, come richiesto nella dichiarazione congiunta facente parte dell'accordo di bilancio del 2016 e tenendo conto della relazione della Corte che dovrebbe essere completata all'inizio del 2017; insiste affinché siano apportate le correzioni necessarie per consentire una migliore applicazione dell'YEI, al fine di garantire che l'efficacia e l'efficienza di tali investimenti sia sufficiente per conseguire gli obiettivi del programma; chiede che le risorse per tale iniziativa siano stanziate almeno fino al 2020;

5.  ricorda la priorità assoluta della lotta alla disoccupazione giovanile e invita gli Stati membri a promuovere l'imprenditorialità e l'apprendistato di qualità tra i giovani in quanto meccanismi che incoraggiano la creazione di posti di lavoro e l'accesso immediato all'occupazione, garantendo in particolare la tutela dell'occupazione e un'adeguata copertura di sicurezza sociale; sostiene a tale riguardo la necessità di destinare stanziamenti sufficienti per incoraggiare la mobilità degli apprendisti, che dovrebbero quindi aver diritto di beneficiare dei finanziamenti Erasmus alle stesse condizioni degli studenti;

6.  osserva che la nuova legislazione su EURES e la piattaforma europea per la lotta al lavoro non dichiarato attingeranno alle risorse del programma per l'occupazione e l'innovazione sociale (EaSI) e insiste affinché all'interno del bilancio dell'UE siano garantiti finanziamenti sufficienti per tale programma senza compromettere i ruoli degli assi Progress e Microfinanza e imprenditoria sociale del programma EaSI; chiede che sia mantenuta l'attuale dotazione del 61% per l'asse Progress, vale a dire per i progetti e il sostegno alle reti a livello unionale che promuovono l'inclusione sociale e la lotta alla povertà;

7.  sottolinea che le risorse del Fondo sociale europeo (FSE) e del Fondo di aiuti europei agli indigenti non sono sufficienti per affrontare l'aumento della disuguaglianza e della povertà, le peggiori conseguenze della crisi economica sul mercato del lavoro in termini di esclusione da tale mercato di giovani e di disoccupati di lunga durata e il flusso senza precedenti di rifugiati; invita la Commissione ad incrementare gli stanziamenti destinati alla politica sociale, rafforzando quindi la politica di coesione al fine di contribuire all'integrazione sociale dei rifugiati e al loro inserimento nel mercato del lavoro, perseguendo comunque gli obiettivi UE di promozione dell'occupazione e dell'inclusione sociale; invita pertanto la Commissione a proporre un aumento, se necessario, della dotazione FSE nel bilancio della politica di coesione nel quadro della revisione del QFP; insiste affinché non siano ridotte le dotazioni nazionali per le misure del FSE e siano previsti su base annua flussi finanziari sufficienti per i pagamenti a titolo del bilancio dell'UE;

8.  fa presente che l'UE è ancora ben lungi dal conseguire l'obiettivo in materia di povertà previsto dalla strategia Europa 2020, il che evidenzia che le politiche in tale ambito non hanno avuto successo, in particolare per i soggetti in situazioni di vulnerabilità; chiede che siano condotte valutazioni d'impatto e analisi del rapporto costi/benefici per trovare i motivi di tale fallimento; richiama l'attenzione sul fatto che il 24,4% dei cittadini dell'UE è a rischio di povertà ed esclusione sociale e che il loro numero è aumentato di cinque milioni dal 2008; chiede quindi un aumento degli aiuti finanziari a favore di misure di politica sociale, al fine di promuovere l'investimento sociale, ivi compreso in servizi sociali di qualità e nell'economia sociale; invita la Commissione ad esaminare l'opportunità di introdurre una quota minima del 25% del FSE ai fini della lotta alla povertà e all'esclusione sociale e a controllare attentamente che la quota stanziata sia effettivamente utilizzata a questo scopo;

9.  richiama l'attenzione sull'enorme problema della povertà infantile in Europa, che colpisce oltre 20 milioni di bambini (il 27,8% nell'UE-28 e quasi il 50% in alcuni Stati membri), che vivono in famiglie afflitte ogni giorno dalla mancanza di un reddito e di servizi di base, come cibo, alloggio, istruzione e assistenza sanitaria; ribadisce il suo invito alla Commissione e agli Stati membri a istituire una garanzia per l'infanzia, ponendo i bambini al centro delle attuali politiche di riduzione della povertà, garantendo le necessarie risorse per la loro piena applicazione e aiutando i genitori a uscire dall'esclusione sociale e dalla disoccupazione attraverso interventi mirati come la formazione e lo sviluppo delle abilità;

10.  ritiene che l'importo massimo annuale che può essere mobilitato a titolo del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) dovrebbe continuare almeno ad essere pari a 150 milioni di euro (prezzi del 2011), in quanto questo strumento, nonostante sia stato finora sottoutilizzato, ha un enorme potenziale per sostenere i lavoratori colpiti da grandi cambiamenti economici strutturali;

11.  sottolinea che le sinergie e il coordinamento tra tutti e cinque i Fondi strutturali e d'investimento europei, soprattutto tra il FSE e il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), e altri strumenti dell'Unione permettono di migliorare l'efficacia di tali strumenti e andrebbero ulteriormente sviluppati;

12.  ricorda che il bilancio dell'UE è in parte un bilancio di investimenti con un forte effetto leva e può essere uno strumento efficace per aumentare gli investimenti strategici con un valore aggiunto europeo, compatibili con un approccio volto a creare crescita sostenibile e inclusiva e occupazione di qualità, generando una convergenza sociale al rialzo; suggerisce che la revisione del QFP esamini l'impatto del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) sugli attuali programmi, tenendo presente la loro importanza in termini di sviluppo economico e di creazione di posti di lavoro, senza dimenticare che il FEIS riveste un'importanza capitale per la ripresa degli investimenti in Europa;

13.  sostiene che gli investimenti in materia di ricerca e sviluppo svolgono un ruolo di vitale importanza per la competitività dell'economia europea e per la creazione di posti di lavoro; osserva tuttavia che, in base agli ultimi dati forniti da Eurostat, gli investimenti nella ricerca e nello sviluppo rappresentano appena il 2,03% del PIL dell'UE, ben al di sotto dell'obiettivo della strategia Europa 2020; esorta pertanto la Commissione a trovare il modo di compensare integralmente i tagli operati a favore del FEIS a spese della dotazione del programma Orizzonte 2020;

14.  sottolinea che la politica agricola comune (PAC) contribuisce in modo significativo alla crescita e all'occupazione, in particolare nelle zone rurali, e ricorda che un posto di lavoro nel settore agricolo genera sette posti di lavoro nell'indotto; auspica che gli importi iscritti nella rubrica 2 del QFP siano mantenuti, data l'importanza capitale che riveste la PAC in fatto di occupazione; ricorda che la PAC permette non solo di attenuare la volatilità dei redditi degli agricoltori, soprattutto in tempi di crisi, ma consente anche a questi ultimi, compresi i giovani, di avviare e sviluppare un'azienda in modo che questa diventi redditizia, prospera e in grado di creare posti di lavoro diretti e indiretti;

15.  esorta gli Stati membri, tenendo conto che il 13,1% del PIL dell'UE-27 è stato speso per il salvataggio di banche mentre il bilancio dell'UE resta al di sotto dell'1%, a garantire la fornitura di tutte le risorse necessarie per superare con successo le sfide estreme cui l'UE è attualmente confrontata.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

30.5.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

37

10

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Laura Agea, Guillaume Balas, Brando Benifei, Mara Bizzotto, David Casa, Ole Christensen, Lampros Fountoulis, Arne Gericke, Czesław Hoc, Danuta Jazłowiecka, Rina Ronja Kari, Jan Keller, Ádám Kósa, Kostadinka Kuneva, Jean Lambert, Javi López, Thomas Mann, Dominique Martin, Elisabeth Morin-Chartier, João Pimenta Lopes, Georgi Pirinski, Terry Reintke, Sofia Ribeiro, Maria João Rodrigues, Claude Rolin, Anne Sander, Sven Schulze, Ulrike Trebesius, Marita Ulvskog

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Daniela Aiuto, Rosa D’Amato, Rosa Estaràs Ferragut, Tania González Peñas, Richard Howitt, Dieter-Lebrecht Koch, Edouard Martin, Tamás Meszerics, Evelyn Regner, Joachim Schuster, Michaela Šojdrová, Helga Stevens, Flavio Zanonato

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Xabier Benito Ziluaga, Jens Geier, Sylvie Goddyn, Andrej Plenković, Jasenko Selimovic

(1)

GU C 67 del 20.2.2016, pag. 1.


PARERE della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (27.4.2016)

destinato alla commissione per i bilanci

sulla preparazione della revisione post-elettorale del QFP 2014-2020: contributo del Parlamento prima della proposta della Commissione

(2015/2353(INI))

Relatore per parere: Francesc Gambús

SUGGERIMENTI

La commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare invita la commissione per i bilanci, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  chiede una revisione del quadro finanziario pluriennale (QFP), al fine di garantire che l'Unione europea raggiunga gli obiettivi della politica in materia di clima ed energia per il 2020 e sia sulla buona strada per conseguire nel modo più efficace gli obiettivi fissati in occasione della COP21 a Parigi e gli obiettivi climatici dell'UE per il 2030 e il 2050; sottolinea che la trasformazione dell'economia europea in un'economia a basse emissioni di carbonio sarà una delle principali sfide che l'Unione dovrà affrontare nei prossimi anni; nota altresì che, ai sensi dell'accordo di Parigi, è necessario destinare i finanziamenti dell'Unione al sostegno dell'azione in materia di clima nei paesi in via di sviluppo; chiede alla Commissione di esaminare la questione durante il riesame/la revisione del QFP;

2.  rileva che almeno il 20% del QFP per il periodo 2014-2020 dovrebbe essere destinato a misure legate al cambiamento climatico, constata che la metodologia di integrazione della Commissione ha calcolato che il 12,7% del bilancio 2014 è stato speso per i cambiamenti climatici mentre ad essi è stato assegnato il 12,5% nel progetto di bilancio 2015; esorta la Commissione a fornire dati definitivi per il bilancio 2015 quale applicato, nonché per il potenziale della spesa per l'azione per il clima necessario per gli anni restanti dell'attuale QFP, al fine di soddisfare l'obiettivo del 20% necessario per garantire che gli obiettivi ai sensi dell'accordo di Parigi saranno conseguiti; invita la Commissione a garantire che il meccanismo di integrazione dell'azione per il clima sia pienamente operativo; sottolinea che un aumento dell'attuale tasso del 20% potrebbe essere considerato uno strumento neutro in termini di incidenza sul bilancio, per contribuire a trasformare l'Europa in un'economia sostenibile a basse emissioni di carbonio;

3.  invita la Commissione a garantire che le risorse finanziarie dell'Unione non contengano sovvenzioni dannose per il clima né consolidino infrastrutture alimentate con combustibili fossili né sostengano attività che danneggiano gli ecosistemi e la biodiversità né contengano sovvenzioni per i combustibili fossili; invita inoltre la Commissione a introdurre un metodo efficace di controllo della spesa per la biodiversità nel bilancio dell'Unione;

4.  sottolinea che la revisione del QFP non dovrebbe essere utilizzata dagli Stati membri per scaricare nel bilancio dell'UE le loro responsabilità derivanti dall'obiettivo congiunto di Parigi di 100 miliardi di USD l'anno per aiutare i paesi in via di sviluppo;

5.  osserva che il regolamento di esecuzione di Orizzonte 2020 ha stabilito un obiettivo in materia di azione per il clima più elevato rispetto a quello del bilancio generale dell'UE; ritiene che, affinché le spese legate al clima superino il 35 % del bilancio complessivo di Orizzonte 2020, sia necessario assicurare un seguito più preciso e completo dell'azione per il clima nel quadro di Orizzonte 2020, nonché rivolgere maggiore attenzione alle sezioni di Orizzonte 2020 che potrebbero concernere il clima, ma che finora non hanno prodotto risultati significativi a tale riguardo;

6.  ritiene, dal momento che occorre assicurare il valore aggiunto dato dagli ecosistemi e dalla biodiversità dell'ambiente europeo, che il QFP dovrebbe riconoscere detto valore stanziando, nei prossimi bilanci, risorse sufficienti in modo da preservare la biodiversità principalmente, ma non solo, nelle aree rurali;

7.  evidenzia che, alla luce dell'impegno dell'Unione europea di arrestare la perdita di biodiversità e il degrado dei servizi ecosistemici in Europa entro il 2020, occorre garantire che la spesa complessiva dell'UE non abbia ripercussioni negative sulla biodiversità e sostenga il conseguimento dei nostri obiettivi in materia di biodiversità;

8.  considera che il QFP dovrebbe fornire un bilancio adeguato nonché finanziamenti per la rete Natura 2000, in particolare attraverso il programma LIFE, che mira a promuovere l'attuazione degli obiettivi in materia di ambiente, energia e clima, oltre alla loro integrazione in altre politiche e pratiche degli Stati membri; nota con preoccupazione la riduzione degli stanziamenti di pagamento nel bilancio 2015 per il programma LIFE, dovuta principalmente al rinvio di alcuni progetti a causa della situazione economica e a ritardi negli esborsi per lo Strumento di finanziamento del capitale naturale;

9.  invita la Commissione ad avviare quanto prima un controllo dell'adeguatezza della PAC, sulla base dei cinque criteri seguenti: valore aggiunto europeo, pertinenza, efficacia, efficienza e coerenza delle politiche;

10.  ritiene che il finanziamento della PAC debba essere allineato al fine di contribuire agli obiettivi della politica dell'Unione in materia di ambiente, in particolare la qualità dell'aria e dell'acqua, la biodiversità e gli obiettivi climatici;

11.  considera il programma Salute per la crescita per il 2014-2000 uno strumento chiave e, in tal senso, sottolinea la necessità di mantenere la dotazione ad esso dedicata;

12.  invita la Commissione a valutare se gli obiettivi del programma Orizzonte 2020 siano rispettati, dopo la riassegnazione dei finanziamenti al Fondo europeo per gli investimenti strategici, e almeno a ripristinare la dotazione finanziaria del programma;

13.  nota che il passaggio a un'economia più circolare stimolerà l'efficienza energetica e delle risorse e contribuirà a ridurre le emissioni di gas a effetto serra; chiede pertanto un sostegno finanziario adeguato per l'attuazione del pacchetto sull'economia circolare;

14.  ritiene che la revisione del QFP debba tener conto del fatto che la sicurezza degli alimenti e degli approvvigionamenti sarà una sfida nei prossimi anni, data la sempre maggiore pressione sulle risorse e il continuo aumento delle malattie delle piante; tale disposizione potrebbe essere utilizzata per contrastare la sempre più estesa malnutrizione negli Stati membri, nonché per migliorare la qualità dei prodotti alimentari e la sicurezza alimentare, rafforzando l'efficacia, l'efficienza e l'affidabilità dei controlli ufficiali, come strumento essenziale per mantenere un elevato livello di sicurezza per l'uomo, gli animali e le piante in tutta la catena alimentare, garantendo nel contempo un elevato livello di protezione dell'ambiente;

15.  ritiene che la revisione del QFP debba tenere in considerazione l'incremento del numero e della gravità delle catastrofi naturali e di quelle provocate dall'uomo attribuendo allo strumento della protezione civile risorse maggiori e consentendone l'utilizzo in maniera più flessibile.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

26.4.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

56

10

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Marco Affronte, Margrete Auken, Pilar Ayuso, Zoltán Balczó, Ivo Belet, Simona Bonafè, Biljana Borzan, Lynn Boylan, Soledad Cabezón Ruiz, Alberto Cirio, Birgit Collin-Langen, Mireille D’Ornano, Seb Dance, Angélique Delahaye, Jørn Dohrmann, Ian Duncan, Stefan Eck, Bas Eickhout, Eleonora Evi, José Inácio Faria, Karl-Heinz Florenz, Francesc Gambús, Elisabetta Gardini, Gerben-Jan Gerbrandy, Jens Gieseke, Julie Girling, Sylvie Goddyn, Matthias Groote, Françoise Grossetête, Andrzej Grzyb, György Hölvényi, Anneli Jäätteenmäki, Jean-François Jalkh, Benedek Jávor, Karin Kadenbach, Kateřina Konečná, Giovanni La Via, Peter Liese, Norbert Lins, Susanne Melior, Miroslav Mikolášik, Massimo Paolucci, Gilles Pargneaux, Piernicola Pedicini, Bolesław G. Piecha, Pavel Poc, Frédérique Ries, Daciana Octavia Sârbu, Annie Schreijer-Pierik, Davor Škrlec, Dubravka Šuica, Estefanía Torres Martínez, Nils Torvalds, Jadwiga Wiśniewska, Damiano Zoffoli

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Clara Eugenia Aguilera García, Nikos Androulakis, Nikolay Barekov, Nicola Caputo, Mark Demesmaeker, Herbert Dorfmann, Fredrick Federley, Jacqueline Foster, Lampros Fountoulis, Giorgos Grammatikakis, Jan Huitema, Merja Kyllönen, Gesine Meissner, Younous Omarjee, Alojz Peterle, Marijana Petir, Gabriele Preuß, Christel Schaldemose, Jasenko Selimovic, Bart Staes, Kay Swinburne, Keith Taylor, Mihai Ţurcanu, Tom Vandenkendelaere, Carlos Zorrinho

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Marie-Christine Boutonnet, Linda McAvan


PARERE della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia (24.5.2016)

destinato alla commissione per i bilanci

sulla preparazione della revisione postelettorale del QFP per il 2014-2020: il contributo del Parlamento in vista della proposta della Commissione

(2015/2353(INI))

Relatore per parere: Janusz Lewandowski

SUGGERIMENTI

La commissione per l'industria, la ricerca e l'energia invita la commissione per i bilanci, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  ritiene che la Commissione dovrebbe procedere a un riesame completo del funzionamento dell'attuale quadro finanziario pluriennale (QFP), cui faccia seguito una revisione legislativa;

2.  sottolinea che, in base al trattato, il Parlamento e il Consiglio costituiscono i due rami dell'autorità di bilancio; chiede pertanto il pieno coinvolgimento del Parlamento nel riesame e nella revisione intermedi del regolamento sul QFP;

3.  sottolinea che, mentre il regolamento sul QFP è rimasto in gran parte invariato dalla sua adozione, le condizioni quadro per la sua attuazione sono cambiate; pone l'accento sul fatto che, in seguito a un effettivo riesame, è necessaria una proposta legislativa volta ad affrontare le sfide individuate; sottolinea, in tal contesto, che i nuovi strumenti come il fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), che sono stati introdotti dopo l'adozione del regolamento sul QFP, devono essere debitamente integrati nel bilancio dell'UE senza produrre alcun effetto finanziario negativo sui programmi concordati;

4.  prende atto della notevole incidenza a lungo termine del FEIS sul bilancio dell'UE; ritiene che gli investimenti a titolo del FEIS riguardino progetti diversi da quelli interessati da Orizzonte 2020 e dal meccanismo per collegare l'Europa (CEF) e che, pertanto, il FEIS non compensi pienamente le linee di bilancio coinvolte in Orizzonte 2020 e il CEF; sottolinea quindi che, affinché l'UE possa conseguire i propri obiettivi in materia di ricerca e innovazione, nell'ambito della revisione del QFP occorre ripristinare integralmente il livello di finanziamento concordato all'unanimità per tali programmi e mantenere il giusto equilibrio fra le sovvenzioni e gli strumenti finanziari; rammenta, in questo contesto, che il CEF è indispensabile nell'ambito dell'energia e delle telecomunicazioni per il completamento dell'Unione dell'energia e dell'Unione digitale; sottolinea, a tale proposito, l'importanza di garantire il finanziamento del CEF per raggiungere o superare l'obiettivo del 10 % per le interconnessioni elettriche;

5.  sottolinea che l'attuazione di Orizzonte 2020 e del programma COSME ha determinato tassi di assorbimento molto elevati e che ciò ha condotto a una bassissima percentuale di successo nell'ambito di Orizzonte 2020, che scoraggia i potenziali candidati dal presentare i loro progetti;

6.  ribadisce l'importanza di garantire il finanziamento del progetto ITER, affinché la fusione divenga una fonte energetica sostenibile e credibile e una futura componente del mix energetico, nonché allo scopo di attrarre ulteriormente l'industria, le PMI e i centri di ricerca;

7.  ritiene che non si debbano proporre nuove priorità politiche che vadano a discapito dei programmi concordati per l'attuale QFP, in particolare Orizzonte 2020, il CEF e i programmi COSME, Galileo e Copernicus, o delle dotazioni nazionali preassegnate; sottolinea che nel periodo restante del QFP qualsiasi nuova priorità deve essere sostenuta mediante nuovi finanziamenti;

8.  invita la Commissione a salvaguardare i contributi finanziari già stanziati nell'ambito del QFP 2014-2020 per il pieno e tempestivo completamento e funzionamento delle infrastrutture di Galileo, EGNOS e Copernicus, nonché per il sostegno alle applicazioni GNSS a valle e a monte e alle attività di osservazione della Terra; ribadisce che Orizzonte 2020 può contribuire notevolmente alla riduzione della dipendenza dell'UE in termini di tecnologie spaziali critiche; ricorda, a tale riguardo, che la parte di Orizzonte 2020 relativa allo spazio rientra nella priorità "Leadership industriale" e, in particolare, nell'obiettivo specifico "Leadership nelle tecnologie abilitanti e industriali";

9.  invita a rafforzare ulteriormente il coordinamento e a ottimizzare le sinergie tra il FEIS, i fondi strutturali e d'investimento europei (SIE), i programmi Orizzonte 2020 e COSME e il CEF;

10.  invita le autorità di bilancio a stabilire il massimo livello di flessibilità possibile per il trasferimento degli stanziamenti annuali non utilizzati ai programmi della rubrica 1a, quali Orizzonte 2020, COSME e il meccanismo per collegare l'Europa;

11.  osserva che i programmi dell'Unione hanno contribuito a garantire l'accesso ai finanziamenti per le PMI nell'UE, in special modo quelle operanti in Stati membri colpiti da una grave e persistente crisi finanziaria; invita ad assegnare ulteriori risorse ai programmi, al fine di raggiungere un numero ancora maggiore di PMI e rispondere in modo più adeguato alle loro diverse esigenze; chiede, in particolare, di ampliare in modo sostanziale lo strumento per le PMI nell'ambito di Orizzonte 2020, in modo da raggiungere almeno l'importo impegnato giuridicamente nel quadro del regolamento Orizzonte 2020; sottolinea che l'accesso ai finanziamenti rimane difficile per molte PMI, in particolare per quanto concerne il finanziamento del rischio; invita la Commissione ad assicurare una maggiore trasparenza in merito ai finanziamenti per le PMI, ivi inclusi una sorveglianza e un controllo di bilancio più chiari, nonché a garantire un autentico approccio dal basso verso l'alto nella relativa attuazione;

12.  rammenta la capacità unica dell'Unione di avviare collaborazioni internazionali e di mobilitare finanze pubbliche su questioni transfrontaliere; sottolinea che i finanziamenti dell'Unione possono di fatto avviare e catalizzare azioni che gli Stati membri non potrebbero realizzare da soli, come pure creare sinergie e complementarietà con le attività degli Stati membri;

13.  ritiene che la definizione di obiettivi ambiziosi per le politiche in materia di energie sostenibili, efficienza energetica ed efficienza delle risorse possa risultare benefica, in termini di efficienza dei costi, per l'industria europea e l'economia europea nel suo insieme; chiede l'assegnazione di risorse pubbliche e private dell'UE e degli Stati membri agli investimenti in questi settori prioritari; ritiene che, al fine di garantire una migliore valorizzazione delle attività di ricerca e sviluppo e sostenere la convergenza economica regionale, sia necessario promuovere ulteriori sinergie tra Orizzonte 2020 e le iniziative di specializzazione intelligente (RIS3);

14.  invita a procedere alla valutazione intermedia dei programmi del QFP sulla base dei risultati conseguiti a fronte degli obiettivi prefissati, della capacità di assorbimento e del valore aggiunto dell'UE, nonché delle nuove priorità politiche emergenti, in quanto aspetto fondamentale nella gestione della spesa dell'UE, tenendo conto dell'arretrato ancora esistente nei pagamenti e dell'attuazione tardiva del quadro attuale; sottolinea, inoltre, che la revisione post-elettorale rappresenta un'opportunità per apportare miglioramenti al QFP, che comprendano riforme relative all'applicazione, alla gestione, alla rendicontazione e al controllo dei fondi; chiede che, sulla base di una valutazione dei risultati incentrata, tra l'altro, sul principio di una sana gestione finanziaria, le risorse stanziate per programmi con un livello di attuazione insufficiente siano riassegnate a programmi efficienti;

15.  ritiene che tutti gli strumenti di bilancio dell'Unione a sostegno degli investimenti e dell'innovazione debbano essere mantenuti e, addirittura, sviluppati ulteriormente e che non sia opportuno favorire uno o più strumenti tra questi a discapito degli altri; rammenta l'importanza del ruolo svolto dal bilancio dell'UE come elemento di stimolo per le spese future e come fattore di coesione e di attuazione efficace delle politiche all'interno dell'Unione.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

24.5.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

45

5

10

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Zigmantas Balčytis, Nicolas Bay, Bendt Bendtsen, Xabier Benito Ziluaga, José Blanco López, David Borrelli, Jerzy Buzek, Pilar del Castillo Vera, Christian Ehler, Fredrick Federley, Ashley Fox, Adam Gierek, Theresa Griffin, Hans-Olaf Henkel, Eva Kaili, Barbara Kappel, Krišjānis Kariņš, Seán Kelly, Jeppe Kofod, Jaromír Kohlíček, Janusz Lewandowski, Paloma López Bermejo, Ernest Maragall, Edouard Martin, Angelika Mlinar, Csaba Molnár, Dan Nica, Morten Helveg Petersen, Miroslav Poche, Carolina Punset, Michel Reimon, Herbert Reul, Paul Rübig, Algirdas Saudargas, Neoklis Sylikiotis, Dario Tamburrano, Patrizia Toia, Evžen Tošenovský, Claude Turmes, Vladimir Urutchev, Adina-Ioana Vălean, Henna Virkkunen, Martina Werner, Lieve Wierinck, Hermann Winkler, Anna Záborská, Flavio Zanonato

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Amjad Bashir, Jens Geier, Constanze Krehl, Olle Ludvigsson, Vladimír Maňka, Marian-Jean Marinescu, Markus Pieper, Massimiliano Salini, Anne Sander, Maria Spyraki, Indrek Tarand, Pavel Telička, Anneleen Van Bossuyt


PARERE della commissione per i trasporti e il turismo (27.5.2016)

destinato alla commissione per i bilanci

sulla preparazione della revisione postelettorale del QFP per il 2014-2020: il contributo del Parlamento in vista della proposta della Commissione

(2015/2353(INI))

Relatore per parere: Marian-Jean Marinescu

SUGGERIMENTI

La commissione per i trasporti e il turismo invita la commissione per i bilanci, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  sottolinea che il recupero totale dei fondi riassegnati dal Meccanismo per collegare l'Europa (CEF) al Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) dovrebbe costituire una delle priorità principali della revisione intermedia del quadro finanziario pluriennale 2014-2020 (QFP); insiste sulla necessità che in futuro siano rispettati le priorità fissate e i finanziamenti stanziati e che, fino al 2020, non sia ulteriormente ridotto il bilancio del CEF o degli altri strumenti per i progetti nel settore dei trasporti;

2.  chiede alla Commissione di presentare quanto prima al Parlamento una valutazione dei progetti finanziati a titolo del FEIS nei settori dei trasporti e del turismo;

3.  ritiene che, onde pervenire alla migliore decisione possibile sulla revisione del QFP, la Commissione dovrebbe presentare quanto prima una relazione sul livello di esecuzione e di assorbimento dei fondi strutturali e di coesione nei progetti nell'ambito del turismo, dei trasporti e delle infrastrutture, specificando i progetti che contribuiscono allo sviluppo tanto della rete centrale e dei corridoi quanto della rete globale;

4.  sottolinea, a tale proposito, l'importanza fondamentale di adeguati finanziamenti dell'UE a favore dei progetti individuati nei piani di lavoro relativi a un corridoio della rete centrale TEN-T; evidenzia che ciò richiede altresì una maggiore copertura dei settori connessi alla politica dei trasporti come la multimodalità e una logistica efficiente, l'ammodernamento e la manutenzione delle infrastrutture esistenti in materia di trasporti, la mobilità urbana, la sicurezza stradale e l'accessibilità, i sistemi di trasporto intelligenti, le sinergie con altri settori, la riduzione delle emissioni, la mobilità urbana e i dispositivi per combustibili puliti ai fini dello sviluppo sostenibile e di una migliore integrazione dei nodi urbani;

5.  sottolinea che i passati inviti a presentare proposte nell'ambito del CEF, pubblicati nel 2014 e nel 2015, hanno ricevuto adesioni tre volte superiori al limite previsto, il che evidenzia con chiarezza un portafoglio di progetti estremamente significativo dal forte valore aggiunto UE in grado di assorbire risorse supplementari (oltre al recupero dei fondi riassegnati); esprime preoccupazione per il fatto che non restino quasi più fondi disponibili per nuovi progetti nei quattro anni restanti del QFP; ricorda le risorse inizialmente stanziate per il CEF prima della decisione finale relativa al QFP; invita la Commissione a valutare la possibilità di aumentare la dotazione complessiva del CEF, compresa quella relativa alla coesione;

6.  evidenzia che il FEIS fornisce un contributo utile al finanziamento dei progetti TEN-T, anche se non può sostituire le sovvenzioni, le quali restano una fonte di finanziamento essenziale e necessaria; sottolinea, in particolare, che le sovvenzioni potrebbero essere abbinate a strumenti finanziari innovativi e al FEIS per agevolare l'attuazione di progetti supplementari, in particolare grandi progetti infrastrutturali che possono contribuire alla riduzione delle disparità economiche tra le regioni e catalizzare le risorse finanziarie private (finanziamenti combinati); invita la Commissione a elaborare un catalogo in cui siano riportati i progetti coronati da successo per migliorare la comprensione tra le autorità nazionali, regionali e locali;

7.  rileva che le infrastrutture dei trasporti costituiscono la colonna portante del mercato unico e sono fondamentali per la libera circolazione di persone, merci e servizi; sottolinea l'importanza di una migliore correlazione tra il Fondo di coesione e il Fondo europeo di sviluppo regionale per un'applicazione più efficace delle norme sul mercato unico digitale nel settore dei trasporti; sottolinea che gli stanziamenti di bilancio a favore delle reti transeuropee di trasporto dovrebbero essere eseguiti anche al livello appropriato nel QFP post-2020, onde conseguire l'obiettivo del completamento della rete centrale TEN-T entro il 2030 e della rete globale TEN-T entro il 2050;

8.  evidenzia che in Europa esiste un deficit di investimenti importante e permanente, soprattutto nelle grandi infrastrutture di trasporto, e che ciò rischia di compromettere la competitività dell'UE nel suo insieme; osserva che le esigenze di investimento riguardano non solo la creazione di infrastrutture ma anche la loro manutenzione e il loro ammodernamento;

9.   sottolinea, inoltre, che adeguati finanziamenti dell'UE per le infrastrutture di trasporto sono un requisito essenziale per la coesione territoriale, economica e sociale; riconosce l'importanza del Fondo di coesione per migliorare le infrastrutture e la connettività in Europa al fine di colmare il divario infrastrutturale tra le regioni; insiste, pertanto, che a tale Fondo sia assicurato un finanziamento adeguato nell'attuale periodo di programmazione come pure nel periodo post-2020;

10.  sollecita la Commissione e gli Stati membri a migliorare il coordinamento delle strategie nazionali in materia di trasporti per agevolare l'approvazione da parte della Commissione di grandi progetti infrastrutturali; chiede un migliore coordinamento di tutti gli strumenti dell'UE relativi ai trasporti affinché il maggior numero possibile di progetti fondamentali TEN-T sia ultimato entro i tempi previsti e gli eventuali risparmi siano opportunamente utilizzati per sostenere i progetti maturi in attesa in portafoglio; invita inoltre la Commissione a impegnarsi con forza per migliorare la trasparenza dei regimi di finanziamento in termini di accuratezza delle stime dei costi, conformità in materia di sostenibilità ambientale, coinvolgimento della società civile nel processo decisionale e monitoraggio adeguato e costante dei regimi di finanziamento dell'UE;

11.  incoraggia la Commissione e gli Stati membri a investire maggiormente in progetti con esigenze di bilancio più contenute e che presentano notevoli vantaggi a breve termine, come l'eliminazione delle connessioni mancanti nelle linee ferroviarie regionali transfrontaliere abbandonate e dismesse, nonché il mantenimento delle infrastrutture di trasporto esistenti;

12.  ritiene necessario consentire il riporto delle eccedenze e degli impegni inutilizzati da un esercizio all'altro e invita la Commissione a presentare proposte appropriate in materia e a riassegnare i fondi ai progetti più adeguati, maturi e sostenibili dal punto di vista economico e ambientale; sottolinea che dovrebbe essere offerta la massima flessibilità per consentire il massimo utilizzo degli impegni stabiliti nel QFP;

13.  invita la Commissione, in sede di assegnazione dei fondi UE per le infrastrutture relative ai trasporti, a tenere conto del 4° pacchetto ferroviario recentemente approvato e di fare quanto in suo potere per facilitare la sua rapida attuazione in settori quali l'interoperabilità, la sicurezza, il miglioramento delle condizioni sociali e la libertà di movimento; invita la Commissione inoltre a tenere in conto le discussioni in corso sul pacchetto relativo all'aviazione e ai porti, nonché il futuro pacchetto sul trasporto stradale;

14.  constata che il ruolo del bilancio europeo, tramite le diverse forme di sostegno finanziario (sovvenzioni, strumenti finanziari), si è rivelato determinante per l'avvio o il rilancio di numerosi progetti nel settore dei trasporti; ritiene che qualsiasi revisione del QFP dovrà d'ora in poi rendere il settore dei trasporti un capitolo prioritario;

15.  sottolinea l'importanza strategica del Cielo unico europeo quale principale strumento per garantire la sicurezza, la prestazione ambientale, la competitività e la tutela dei diritti dei cittadini; invita la Commissione a garantire lo stanziamento delle risorse necessarie e previste per la realizzazione del progetto di ricerca ATM nel cielo unico europeo (SESAR);

16.  è favorevole altresì al recupero totale dei fondi riassegnati da Orizzonte 2020 al FEIS; invita la Commissione a verificare la possibilità di aumentare i fondi stanziati per le imprese comuni SESAR e Clean Sky, tenuto conto dei buoni risultati e del contributo fornito da tali imprese comuni alle politiche dell'UE in materia di trasporti e cambiamenti climatici;

17.  sottolinea l'importanza cruciale delle informazioni di posizionamento e di datazione estremamente precise e affidabili fornite dai programmi faro europei di navigazione satellitare Galileo ed EGNOS, ai fini di una maggiore sicurezza e un uso efficiente dei trasporti aerei, stradali, ferroviari e marittimi, in particolare per i sistemi di gestione del trasporto e del traffico intelligenti, come l'ATM, l'ERTMS, eCall, i veicoli autonomi/collegati e la gestione intelligente della flotta e del trasporto merci; invita la Commissione a salvaguardare i finanziamenti già stanziati nel QFP 2014-2020 per realizzare e rendere operative in modo veloce e completo le infrastrutture Galileo ed EGNOS, nonché per sostenere le applicazioni a monte e a valle nel quadro dei bilanci dei programmi del GNSS europeo e di Orizzonte 2020; ribadisce, a tale proposito, l'impegno assunto dalla Commissione per fornire i servizi GNSS ininterrotti, di potenziare la resilienza dell'economia europea e di massimizzare i benefici socio-economici promuovendo lo sviluppo di applicazioni;

18.  ricorda alla Commissione e agli Stati membri l'alto potenziale dei progetti orizzontali, nonché delle sinergie tra le reti transeuropee in materia di trasporti, energia e telecomunicazioni;

19.  evidenzia la necessità di sviluppare e promuovere modalità di trasporto più rispettose dell'ambiente, come le ferrovie; chiede, pertanto, di prestare maggiore sostegno a iniziative come Shift2Rail;

20.  sollecita la Commissione a garantire un adeguato coordinamento (transfrontaliero) e a rafforzare la governance delle strategie macroregionali dell'UE (Danubio, Mar Baltico, Mar Nero, Adriatico e Ionio), onde potenziare la coesione territoriale, economica e sociale e assistere e sostenere gli Stati membri nell'individuare i progetti infrastrutturali prioritari che apporteranno un valore aggiunto a livello regionale ed europeo;

21.  ricorda che, a partire da gennaio 2017, gli importi non utilizzati dei fondi trasferiti dalla politica di coesione al CEF potrebbero essere usati da tutti gli Stati membri; invita la Commissione a formulare proposte appropriate per prorogare il periodo di utilizzo di tali risorse finanziarie da parte degli Stati membri della coesione fino al 31 dicembre 2017; chiede alla Commissione di assegnare le risorse non utilizzate entro il 2017 a progetti che prevedono collegamenti transfrontalieri tra le regioni o verso regioni in via di sviluppo; invita gli Stati membri a utilizzare meglio l'assistenza tecnica fornita dalla Commissione;

22.  evidenzia la necessità di adottare un approccio più ampio e olistico nei confronti dei criteri di ammissibilità per i progetti per cui è richiesto un finanziamento dell'UE, offrendo un migliore accesso ai finanziamenti a favore dei progetti che introducono nuovi servizi di trasporto e un migliore utilizzo dei dati; sottolinea, in particolare, la necessità di destinare i finanziamenti dell'UE all'introduzione di servizi di trasporto digitali e di sistemi di trasporto intelligenti che contribuiscono alla transizione verso un sistema di trasporto più sostenibile e ottimizzano l'impiego delle capacità esistenti;

23.  ricorda l'importanza di garantire, all'interno dell'Unione, il massimo livello di sicurezza, protezione e interoperabilità nel settore dei trasporti; sottolinea che gli stanziamenti di bilancio a favore delle agenzie dell'UE non sono destinati unicamente alle spese amministrative, ma contribuiscono anche al conseguimento degli obiettivi dell'UE, mirando nel contempo a realizzare risparmi a livello nazionale e rileva che esse dovrebbero disporre di un bilancio sufficiente e di mezzi adeguati per lo svolgimento dei loro compiti;

24.  rileva che in merito ai potenziali di crescita il turismo sostenibile è uno degli ambiti fondamentali dello sviluppo economico europeo nonché un motore per una parte considerevole dell'occupazione, in particolare quella giovanile; ritiene che sia necessario stanziare adeguate e maggiori risorse di bilancio per sviluppare un'autentica strategia europea per il turismo, rivolgendo particolare attenzione alla promozione delle PMI e al rispetto del patrimonio naturale, culturale, storico e industriale; sottolinea la necessità di un migliore coordinamento tra il turismo e i progetti infrastrutturali; chiede alla Commissione di valutare la possibilità di introdurre una rubrica specifica nel futuro programma quadro;

25.  riconosce l'importanza del capitale umano per lo sviluppo dei servizi turistici e sottolinea il ruolo che il Fondo sociale europeo può svolgere in tale ambito; sottolinea che gli investimenti nel settore del turismo presentano una eccellente redditività e contribuiscono alla coesione sociale, soprattutto nelle zone rurali;

26.  evidenzia l'importanza di una politica marittima integrata che disponga di finanziamenti adeguati quale iniziativa faro dell'UE nella governance intersettoriale e transnazionale;

27.  ritiene che tutti gli strumenti di bilancio dell'UE a sostegno degli investimenti e dell'innovazione debbano essere mantenuti e sviluppati ulteriormente e che non sia opportuno favorire uno o più strumenti tra questi a discapito degli altri; prende atto del ruolo essenziale svolto dal bilancio dell'UE come elemento di stimolo per le spese future e come fattore di coesione e di attuazione efficace delle politiche all'interno dell'UE.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

24.5.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

41

4

2

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Marie-Christine Arnautu, Georges Bach, Izaskun Bilbao Barandica, Deirdre Clune, Michael Cramer, Luis de Grandes Pascual, Andor Deli, Isabella De Monte, Ismail Ertug, Jacqueline Foster, Tania González Peñas, Dieter-Lebrecht Koch, Merja Kyllönen, Miltiadis Kyrkos, Peter Lundgren, Marian-Jean Marinescu, Georg Mayer, Cláudia Monteiro de Aguiar, Renaud Muselier, Jens Nilsson, Markus Pieper, Salvatore Domenico Pogliese, Gabriele Preuß, Dominique Riquet, Massimiliano Salini, David-Maria Sassoli, Claudia Schmidt, Jill Seymour, Claudia Țapardel, Keith Taylor, Pavel Telička, István Ujhelyi, Wim van de Camp, Janusz Zemke, Roberts Zīle, Kosma Złotowski, Elżbieta Katarzyna Łukacijewska

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Knut Fleckenstein, Maria Grapini, Karoline Graswander-Hainz, Werner Kuhn, Curzio Maltese, Jozo Radoš, Ulrike Rodust, Davor Škrlec, Evžen Tošenovský

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Beatrix von Storch


PARERE della commissione per lo sviluppo regionale (25.5.2016)

destinato alla commissione per i bilanci

sulla preparazione della revisione post-elettorale del QFP 2014-2020: il contributo del Parlamento in vista della proposta della Commissione

(2015/2353(INI))

Relatore per parere: Constanze Krehl

SUGGERIMENTI

La commissione per lo sviluppo regionale invita la commissione per i bilanci, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  ricorda che uno dei principali obiettivi dell'Unione europea è la promozione della coesione economica, sociale e territoriale e della solidarietà tra gli Stati membri; sottolinea che, sul lungo periodo, la politica di coesione è la principale politica d'investimento dell'Unione nonché uno strumento per ridurre le disparità tra tutte le regioni dell'Unione e migliorare la qualità di vita dei suoi cittadini, oltre a svolgere un ruolo importante per l'attuazione della strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva; ritiene che ogni strumento dell'Unione debba dimostrare il proprio contributo agli obiettivi e alle priorità della stessa; chiede che venga prestata particolare attenzione alla valutazione di esiti, risultati, efficacia, sinergie e valore aggiunto;

2.  rileva la necessità che il riesame/la revisione del quadro finanziario pluriennale (QFP) tenga conto delle nuove sfide politiche che l'Unione si trova ad affrontare; sottolinea la necessità che la politica di coesione sia più efficace e orientata ai risultati e rileva che nell'attuale QFP sono già stati introdotti meccanismi di incentivazione in tal senso, come ad esempio la programmazione di bilancio basata sui risultati; ricorda che, a causa dell'accordo tardivo sul QFP e quindi dell'adozione tardiva del pacchetto legislativo sulla politica di coesione (2014-2020) nonché dei programmi operativi, i Fondi strutturali e d'investimento europei (fondi SIE) si trovano nel 2016 in una fase iniziale di attuazione e che in sede di riesame/revisione del QFP sono disponibili soltanto pochi dati sui risultati; ricorda, in tale contesto, le possibilità offerte dal quadro strategico comune dell'allegato I al regolamento recante disposizioni comuni (RDC) (UE) n. 1303/2013; invita la Commissione a valutare e a comunicargli lo stato di avanzamento dell'attuazione dei fondi SIE, nonché a promuovere con maggiore efficacia i fondi disponibili nell'ambito della politica di coesione; è convinto della necessità di attività preparatorie precoci per le politiche dell'UE finanziate a titolo del QFP, affinché se ne possa avviare l'attuazione proprio all'inizio del prossimo QFP;

3.  esorta la Commissione e gli Stati membri a massimizzare ulteriormente le sinergie e le complementarità e a garantire un migliore coordinamento e una maggiore coerenza tra i cinque fondi SIE e gli altri strumenti e politiche dell'UE (tra cui l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile, Orizzonte 2020 e il Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS)), il che costituisce un elemento importante per garantire l'efficacia del bilancio dell'UE; invita pertanto la Commissione e le autorità nazionali, regionali e locali a prendere in debita considerazione la possibilità di generare sinergie tra i finanziamenti a titolo dei fondi SIE e del FEIS, potenziando così l'effetto leva degli investimenti e le ricadute positive sulla crescita, sull'occupazione e sullo sviluppo sostenibile; mette in evidenza la necessità di intensificare la politica di coesione e di condurre una valutazione mirata degli effetti territoriali dei relativi strumenti quali il FEIS e Orizzonte 2020;

4.  ricorda che, a norma dell'articolo 2 del regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 del Consiglio che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020, le dotazioni nazionali preassegnate non possono essere ridotte in sede di riesame/revisione del QFP; chiede una conclusione tempestiva del processo di riesame/revisione the QFP, non oltre il 2018, un ritocco verso l'alto dei massimali del QFP e una revisione legislativa del predetto regolamento sul QFP, fatto salvo l'adeguamento del bilancio della politica di coesione, a norma dell'articolo 7 del regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013;

5.  ricorda che, nell'ambito del riesame/della revisione del QFP, la semplificazione è indicata quale aspetto cruciale in quanto gli oneri amministrativi rappresentano un problema trasversale; ribadisce pertanto la propria ferma posizione circa l'importanza di semplificare l'accesso ai fondi SIE; sostiene, in tale contesto, l'attività del gruppo ad alto livello della Commissione sul controllo della semplificazione per i beneficiari e invita gli Stati membri e la Commissione a introdurre fin d'ora nell'attuale periodo di programmazione le pertinenti proposte in materia di semplificazione avanzate dal gruppo ad alto livello; invita, in tale contesto, la Commissione a coinvolgerlo pienamente nel gruppo ad alto livello in questione e richiama l'attenzione sulla propria risoluzione "Verso la semplificazione della politica di coesione per il periodo 2014-2020 e il suo orientamento ai risultati"; pone l'accento, inoltre, sulla necessità di mantenere un equilibrio tra semplificazione e controllo;

6.  sottolinea che le sovvenzioni sono una forma efficace e prioritaria di sostegno in molti settori d'intervento pubblico, nonché per le micro, piccole e medie imprese; ricorda che gli strumenti finanziari dovrebbero essere utilizzati a titolo complementare, previa opportuna valutazione ex ante, ove risultino più efficaci per il conseguimento degli obiettivi strategici dell'Unione; riconosce il potenziale degli strumenti finanziari quali meccanismi flessibili da utilizzare parallelamente alle sovvenzioni, onde evitare di frammentare la politica di coesione e il bilancio dell'Unione, dal momento che l'effetto moltiplicatore in termini di impatto e di leva può essere alquanto maggiore, visto il rischio di sprecare opportunità a causa di strumenti finanziari mal progettati che si traducono in un utilizzo e un impatto di scarso rilievo; evidenzia la necessità di maggiori elementi di prova per comprendere in che modo gli strumenti finanziari in oggetto possono essere efficacemente utilizzati nell'ambito della politica di coesione; considera necessario rafforzare ulteriormente la responsabilità e la trasparenza degli strumenti finanziari e chiede un uso più semplice delle sovvenzioni e degli strumenti finanziari in futuro, sottolineando che la chiarezza delle pertieniti norme ai fini della semplificazione del processo di preparazione e attuazione per i gestori di fondi e i beneficiari finali è di cruciale importanza per accrescerne l'uso;

7.  invita la Commissione a tener conto degli sforzi straordinari compiuti dagli Stati membri e dalle regioni per creare condizioni di accoglienza adeguate e per integrare i richiedenti asilo e altri migranti e ad esaminare la possibilità, nel rispetto dei massimali di spesa stabiliti dal QFP, di garantire un'assistenza e una flessibilità supplementari nel quadro dei fondi SIE per sostenere gli Stati membri e le regioni in questione, compresi quelli ai confini esterni dell'UE, in sede di riesame del funzionamento del QFP, senza ridurre gli stanziamenti d'impegno o di pagamento a titolo della rubrica 1b e fatto salvo il bilancio della politica di coesione, a norma dell'articolo 7 del regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013;

8.  rileva che il QFP 2014-2020 ha dovuto assorbire l'anomalo arretrato di pagamenti accumulatosi dal 2011, il che frena l'attuazione della politica di coesione; osserva che, per garantire un'attuazione efficace della politica di coesione dell'Unione ed evitare incidenze negative sui beneficiari, è di cruciale importanza evitare l'accumulo degli arretrati di pagamento in futuro; dal momento che l'attuale arretrato nuocciono all'immagine dell'Unione; sottolinea che l'introduzione di nuove risorse proprie nel bilancio dell'Unione avrà ricadute positive sul problema dell'arretrato dei pagamenti; chiede di avviare un ampio dibattito sull'introduzione di nuove risorse proprie contestualmente al processo di riesame/revisione del QFP;

9.  sottolinea che la durata settennale del quadro finanziario pluriennale si è dimostrata valida in passato e che può rivelarsi vantaggiosa, offrendo una fonte stabile di finanziamento in particolare per le autorità locali e regionali. precisa che in sede di riesame/revisione le tre istituzioni devono stabilire congiuntamente quale potrebbe essere la durata più appropriata del prossimo quadro finanziario, in particolare nel caso dei programmi in regime di gestione concorrente; ribadisce tuttavia l'importanza di una valutazione approfondita della durata del periodo di programmazione, anche in vista di un suo allineamento ai cicli politici del Parlamento e della Commissione; esorta pertanto a garantire, per quanto riguarda la politica di coesione, un periodo di programmazione quanto meno settennale o un periodo di programmazione di 5+5 anni con una chiara revisione intermedia;

10.  sottolinea, nel contesto della preparazione della revisione postelettorale del QFP 2014-2020, che l'attuazione dell'attuale QFP si è già dimostrata problematica e che l'autorità di bilancio ha già dovuto ricorrere a un massimo grado di flessibilità; chiede pertanto alla Commissione di tener conto degli insegnamenti pratici tratti sul modo in cui deve essere speso il bilancio dell'Unione; sottolinea che una politica di coesione dotata di finanziamenti adeguati a sostegno dello sviluppo e della coesione regionale nell'Unione continuerà ad essere necessaria; sottolinea, in tale contesto, l'importanza di mantenere il ruolo della politica di coesione dopo il 2020 quale principale politica d'investimento dell'Unione dotata di un livello sufficiente di finanziamenti;

11.  invita la Commissione a trarre conclusioni sui limiti dell'attuale criterio di ripartizione, che si basa unicamente sul PIL pro capite per determinare il sostegno a titolo di fondi della politica di coesione;

12.  ritiene che il riesame/la revisione del QFP rappresenti la giusta occasione per affrontare il nesso fondamentale tra la politica di coesione e la prossima fase dell'attuazione dei risultati e degli accordi della conferenza COP 21; evidenzia la necessità di accelerare e migliorare l'efficacia della spesa per il clima, evidenziando al contempo l'enorme potenziale della politica di coesione per intensificare gli sforzi dell'UE in materia di tutela del clima;

13.  evidenzia la necessità the incoraggiare il miglioramento della gestione finanziaria e del buongoverno; sottolinea, a tale proposito, che la capacità amministrativa a livello nazionale e regionale/locale è un presupposto fondamentale per il conseguimento di risultati tempestivi ed efficaci della politica di coesione; ricorda altresì che la riserva di efficacia è inestricabilmente connessa con una politica di coesione orientata ai risultati; invita la Commissione ad anticipare all'attuale periodo l'assegnazione della riserva di efficacia a favore dei programmi che hanno conseguito gli obiettivi stabiliti per il 2018;

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

24.5.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

37

4

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Pascal Arimont, Franc Bogovič, Victor Boştinaru, Mercedes Bresso, Steeve Briois, Rosa D’Amato, Iratxe García Pérez, Michela Giuffrida, Krzysztof Hetman, Ivan Jakovčić, Constanze Krehl, Sławomir Kłosowski, Andrew Lewer, Louis-Joseph Manscour, Martina Michels, Iskra Mihaylova, Jens Nilsson, Andrey Novakov, Younous Omarjee, Stanislav Polčák, Julia Reid, Liliana Rodrigues, Fernando Ruas, Monika Smolková, Ruža Tomašić, Monika Vana, Matthijs van Miltenburg, Lambert van Nistelrooij, Derek Vaughan, Joachim Zeller

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Ivana Maletić, Miroslav Mikolášik, Sophie Montel, Dimitrios Papadimoulis, Tonino Picula, Maurice Ponga, Branislav Škripek, Davor Škrlec, Hannu Takkula, Damiano Zoffoli, Milan Zver


PARERE della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale (8.6.2016)

destinato alla commissione per i bilanci

sulla preparazione della revisione postelettorale del QFP per il 2014-2020: il contributo del Parlamento in vista della proposta della Commissione

(2015/2353(INI))

Relatore per parere: Peter Jahr

SUGGERIMENTI

La commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale invita la commissione per i bilanci, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  sottolinea che la politica agricola comune (PAC) è da decenni una politica comune dell'UE, il che comporta che la spesa agricola rappresenti una percentuale considerevole del bilancio complessivo dell'UE; evidenzia che negli ultimi trent'anni la spesa agricola è diminuita notevolmente in termini relativi, passando dal 75 % all'attuale 38 %, in linea con le successive riforme della PAC orientate al mercato; segnala, pertanto, che il contributo di ciascun cittadino dell'UE alla PAC è di soli 32 centesimi al giorno e che la PAC è caratterizzata da un tasso di errore ridotto in termini di irregolarità di spesa; evidenzia che gli alimenti, come l'acqua, saranno in futuro una materia prima strategica e che, pertanto, l'Europa avrà bisogno più che mai della PAC e di un robusto bilancio agricolo;

2.  sottolinea che la PAC fornisce sostegno costante al reddito degli agricoltori attraverso il primo e il secondo pilastro, contribuendo alla produzione agricola, ai programmi ambientali e alle attività economiche nelle zone rurali, nonché ad evitare l'abbandono di tali zone; osserva, in tal contesto, che è essenziale mantenere almeno la dimensione attuale del bilancio per conservare la struttura a due pilastri della PAC, allo scopo di fornire compensazione e sostegno agli agricoltori in tutti i settori agricoli e di realizzare l'importante obiettivo dell'innovazione, come pure ai fini della tutela e della creazione di posti di lavoro e dell'aumento dei redditi degli agricoltori; sottolinea che per conseguire una politica di sviluppo rurale coerente ed efficace è essenziale che lo sviluppo rurale continui a far parte della PAC e disponga di finanziamenti adeguati, nell'ottica di garantire la sostenibilità delle aree rurali nel lungo termine;

3.  osserva che, se tutte le politiche nell'UE, a livello nazionale o dell'Unione, fossero interamente finanziate dal bilancio dell'UE, la quota corrispondente alla PAC sarebbe solo dell'1 %, percentuale che appare molto ragionevole per una politica che garantisce gli alimenti a oltre 500 milioni di cittadini, contribuisce alla sostenibilità ambientale e genera occupazione; ritiene che la PAC costituisca la politica di sicurezza migliore e più economica dell'Unione, dal momento che assicura forniture alimentari adeguate, favorisce la coesione territoriale ed evita l'abbandono delle zone rurali;

4.  insiste sul fatto che la PAC, che rappresenta meno dell'1 % della spesa pubblica complessiva dell'UE, dovrebbe essere mantenuta almeno ai livelli attuali fino al 2020 per assicurare un settore agricolo economicamente sostenibile che soddisfi la crescente domanda alimentare e promuova la crescita e l'occupazione nelle zone rurali dell'UE;

5.  riconosce che la quota apparentemente elevata del bilancio dell'UE destinata all'agricoltura può generare idee errate tra i cittadini riguardo a questa politica, quando in realtà le sovvenzioni agricole hanno un'entità trascurabile rispetto al PIL totale degli Stati membri e, ciononostante, esercitano un impatto significativo garantendo la continuità dell'agricoltura e la sicurezza del reddito degli agricoltori e arrecando vantaggio all'economia rurale nel suo insieme; ribadisce la necessità di semplificare le norme di attuazione della PAC al fine di consentire un migliore assorbimento del sostegno finanziario destinato al settore agricolo e allo sviluppo rurale;

6.  afferma espressamente che, grazie a numerose riforme della politica, la spesa associata alla PAC è stata ridotta ed è diventata maggiormente mirata, orientata al mercato e adatta a migliorare la competitività dell'agricoltura dell'UE e, allo stesso tempo, ad affrontare le sfide in constante aumento, tra cui i problemi ambientali e i cambiamenti climatici, l'introduzione delle "misure di inverdimento" e la necessità di garantire la vitalità economica delle zone rurali; sottolinea, tuttavia, la necessità di effettuare un'analisi approfondita della sostenibilità economica del settore agricolo garantendo i redditi, come pure di contrastare la volatilità dei prezzi proponendo nuovi strumenti;

7.  insiste che l'importo iscritto alla rubrica 2, quale previsto dall'attuale quadro finanziario pluriennale (QFP), dev'essere mantenuto almeno allo stesso livello; rimanda, a tal proposito, all'articolo 2 del regolamento che stabilisce il QFP, nel quale è chiaramente indicato che le dotazioni nazionali preassegnate non possono essere ridotte nell'ambito della revisione intermedia; ritiene, inoltre, che le altre politiche dell'Unione debbano poter contare sulle risorse finanziarie necessarie, affinché l'Unione possa onorare i propri obblighi giuridici in conformità con le normative settoriali corrispondenti; ritiene inaccettabile che i finanziamenti destinati alla politica agricola siano riassegnati per compensare una mancanza di risorse in altre politiche o programmi; invita la Commissione, nel contesto della crisi migratoria, a valutare la possibilità di rafforzare le sinergie tra il ritiro di prodotti agricoli dal mercato e la distribuzione di aiuti alimentari ai cittadini più indigenti e ai rifugiati attraverso il Fondo di aiuti europei agli indigenti (FEAD);

8.  insiste altresì sul fatto che gli importi dei pagamenti diretti iscritti alla rubrica 2 dovrebbero rimanere invariati; sottolinea che ciò è fondamentale per il reddito di molti agricoltori, in particolare nel contesto della crisi che sta colpendo numerosi settori agricoli, e che il tasso di assorbimento annuo è quasi del 100 %;

9.  segnala che la liberalizzazione del settore lattiero mette in pericolo la costosa produzione di latte nelle zone di montagna; invita pertanto la Commissione a elaborare programmi che sostengano soprattutto gli stabilimenti di trasformazione nelle zone di montagna, in modo da consentire la trasformazione del latte in prodotti finiti di qualità e, di conseguenza, la creazione del valore aggiunto di cui i produttori di latte hanno assolutamente bisogno;

10.  osserva che, negli ultimi anni, in numerosi settori agricoli si è registrato un notevole aumento della volatilità dei prezzi associata al peggioramento delle condizioni del mercato, il che ha provocato una grave volatilità dei redditi, e che tale problema deve essere gestito in modo organizzato ed efficiente, in particolare in un contesto in cui aumentano i costi di produzione; constata che l'attuale PAC non ha fornito sufficienti strumenti concreti per affrontare l'instabilità dei mercati e dei redditi del settore agricolo; sottolinea, pertanto, che l'attuale situazione ha creato la necessità di adottare tempestivamente le misure di mercato e le misure eccezionali di crisi previste dall'OCM unica, nonché di garantire un'adeguata disponibilità di risorse di bilancio per affrontare le crisi dei mercati, in particolare quelle che interessano i settori lattiero, ortofrutticolo, delle carni suine e del pollame; sottolinea che una delle cause profonde della crisi, l'embargo russo, è stata determinata da decisioni esterne al settore; aggiunge a tal proposito che, a causa dei tagli effettuati al bilancio della PAC durante gli ultimi negoziati sul QFP, i pagamenti diretti del primo pilastro della PAC risultano attualmente insufficienti ad attenuare la volatilità dei redditi che colpisce gli agricoltori; ritiene che sia fondamentale creare un margine di manovra nell'ambito del bilancio 2016 e che le autorità pubbliche e gli operatori del settore agricolo dovrebbero valutare l'introduzione tempestiva ed efficiente del ridotto numero di misure di mercato adottate dal Consiglio "Agricoltura" il 14 marzo 2016; osserva che l'attuale crisi dovrebbe portare la Commissione a riesaminare alcuni strumenti di gestione dei mercati e delle crisi, garantendo un'adeguata disponibilità di risorse di bilancio; insiste affinché il riesame intermedio del QFP garantisca l'assegnazione di risorse adeguate per affrontare, in tempi di crisi, i problemi di sicurezza alimentare e di salute degli animali;

11.  osserva che gli agricoltori producono gli alimenti necessari per il resto della popolazione e che nella maggior parte degli Stati membri i loro redditi sono al di sotto della media, il che si ripercuote negativamente sul loro tenore di vita e quello delle loro famiglie e riduce l'attrattiva di tale professione per i giovani; osserva che gli agricoltori subiscono la stretta esercitata, da un lato, dall'aumento dei costi dei fattori produttivi(1) e, dall'altro, dai prezzi non remunerativi dei propri prodotti(2); ritiene pertanto che le questioni dei fattori produttivi e dei costi di produzione dovrebbero essere affrontate nell'ambito della PAC, incoraggiando una maggiore autonomia;

12.  sottolinea che i massimali fissati per la PAC fino al 2020 comportano margini molto inferiori rispetto al precedente QFP, mentre il settore affronta maggiori difficoltà; sottolinea, in tal contesto, che i margini devono essere utilizzati esclusivamente per far fronte alle necessità del settore agricolo, data l'importanza essenziale della programmazione a lungo termine e della sicurezza degli investimenti per gli agricoltori dell'UE; sottolinea che quello agricolo è stato il settore maggiormente colpito dall'embargo russo, con gravi conseguenze indirette sui mercati, e che tale settore non dovrebbe sostenere da solo il peso delle decisioni politiche, come avviene attualmente; chiede una valutazione dell'impatto dell'embargo russo sul settore agricolo dell'UE, seguita dallo svolgimento di negoziati con la Russia per porvi fine;

13.  mette in guardia sulla possibilità che l'attuale margine nel bilancio agricolo si dimostri insufficiente, dal momento che la volatilità dei mercati, i rischi veterinari e fitosanitari e altri eventi imprevisti esercitano una pressione sempre maggiore sul bilancio, tanto che si prevede che il margine sarà esaurito al termine dell'attuale periodo di programmazione; si rammarica che i fondi per le misure fitosanitarie siano iscritti alla rubrica 3 dell'attuale QFP; sottolinea che eventuali tagli o riassegnazioni che interessino tale linea di bilancio possono mettere a repentaglio la sicurezza alimentare e la salute nell'UE;

14.  evidenzia che l'attuale instabilità dei mercati agricoli e l'elevata volatilità dei prezzi dimostrano la necessità di mantenere le sovvenzioni agricole, che consentono di controllare e gestire più efficacemente le lacune dei mercati; riconosce, in tal contesto, che l'aumento dei prezzi degli alimenti e delle vendite dei prodotti registratosi negli ultimi anni non si è tradotto in benefici per gli agricoltori; insiste sulla necessità di un sostegno concreto per far fronte alla mancanza di accesso al credito da parte degli agricoltori e alla riduzione dei redditi agricoli; ricorda inoltre che i consumatori europei non sono disposti a pagare per i generi alimentari un prezzo che sarebbe innegabilmente più elevato se il settore agricolo non ricevesse il sostegno pubblico; constata, tuttavia, che sia i pagamenti diretti che non rispecchiano la realtà della produzione agricola, sia la soppressione progressiva delle misure di gestione dell'offerta hanno dimostrato i loro limiti;

15.  segnala che le eventuali nuove priorità per il settore agricolo che emergano nell'ambito dell'attuale quadro finanziario possono essere finanziate soltanto grazie a nuove risorse; sottolinea, pertanto, che risulta maggiormente necessario garantire margini adeguati nell'ambito della rubrica 2 per lasciare spazio alle priorità del Parlamento;

16.  sottolinea che nel quadro del trattato di Lisbona gli obiettivi della PAC rimangono invariati, ossia incrementare la produttività agricola, assicurare un tenore di vita equo per la comunità agricola, stabilizzare i mercati, garantire la sicurezza degli approvvigionamenti del mercato e assicurare prezzi ragionevoli nelle consegne ai consumatori; osserva, tuttavia, che le varie riforme della PAC hanno affidato nuovi compiti all'agricoltura in termini di qualità dei prodotti, tutela dell'ambiente, cambiamenti climatici, salute dei consumatori, questioni relative alla destinazione dei terreni, modalità di produzione e produttività, che hanno portato a un considerevole aumento dei costi per gli agricoltori e i coltivatori; ritiene pertanto che occorra analizzare l'impatto della PAC sulle strategie globali dell'Unione (Europa 2020 e gli obiettivi dell'UE in materia di clima ed energia), al fine di poter trarre conclusioni per il periodo successivo al 2020; sottolinea che nella politica agricola dell'UE occorre tenere conto anche degli obiettivi definiti nell'ambito della strategia dell'UE sulla sostenibilità;

17.  è convinto che per conseguire tali obiettivi sia essenziale che l'UE disponga di una PAC forte, a livello sia di contenuti sia di finanziamenti, che garantirebbe, al contempo, condizioni paritarie e filiere alimentari trasparenti nel mercato interno, nonché la vitalità delle zone rurali; ritiene, inoltre, che l'incremento della resilienza e il miglioramento dell'occupazione e della qualità di vita nelle zone rurali debbano costituire una priorità, al fine di contrastare l'abbandono delle zone rurali e promuoverne la vitalità; ritiene che dopo il 2020 saranno ancora necessari strumenti nel secondo pilastro che incentivino l'ammodernamento, gli investimenti e l'innovazione per migliorare la competitività del settore agroalimentare e ridurre i divari in termini di sviluppo dell'agricoltura e delle zone rurali tra gli Stati membri e tra le regioni;

18.  sottolinea che la produzione agricola offre un elevato valore aggiunto per quanto concerne la produzione alimentare di qualità e la fornitura di beni e servizi non alimentari, dal momento che fornisce approvvigionamenti anche al settore della trasformazione, il che è importante per mantenere la competitività del settore agricolo dell'UE, e, in tal modo, contribuire alla coesione economica e sociale delle regioni e allo sviluppo regionale equilibrato dell'UE; evidenzia che, pertanto, è necessario mantenere il sostegno a beneficio dell'agricoltura e delle zone rurali e aumentarlo ove opportuno, incentivare lo sviluppo della produzione agricola e soddisfare la domanda alimentare della società, nell'ottica di contrastare la volatilità e stimolare l'occupazione nel settore, nonché di realizzare gli obiettivi non agricoli dell'UE; sottolinea che la PAC contribuisce notevolmente alla crescita e all'occupazione nelle zone rurali, in misura maggiore rispetto alle altre politiche dell'Unione, e che la creazione di posti di lavoro e il miglioramento della qualità della vita aumentano l'attrattiva delle zone rurali rispetto a quelle urbane; rammenta che, statisticamente, ciascun agricoltore genera altri sette posti di lavoro in settori associati e nei territori rurali; sottolinea che è importante che la PAC continui ad incentrarsi sul sostegno alle aziende agricole su piccola scala e a conduzione familiare, che costituiscono il caposaldo della produzione agricola nell'UE e della vita nelle zone rurali dell'Unione, e che siano compiuti progressi concreti verso tale obiettivo politico; evidenzia quanto sia essenziale mantenere, nell'ambito della PAC, misure specifiche rivolte ad aree che risentono di svantaggi naturali gravi e permanenti, segnatamente le zone montane e le regioni ultraperiferiche, e di altri svantaggi specifici;

19.  evidenzia che il successo e l'accettazione della PAC dipendono anche da un'ulteriore riduzione della burocrazia superflua e da una limitazione a livelli accettabili e gestibili dei costi amministrativi regolamentari; sollecita l'attuazione pratica della PAC e un'accelerazione della sua semplificazione, che dovrebbe pertanto essere prioritaria, anche per quanto concerne la tempestività dei pagamenti da parte degli enti nazionali a ciò preposti, senza che ciò comprometta la realizzazione degli auspicati obiettivi politici richiesti dalla società;

20.  è del parere che anche la politica di coesione post 2020 debba svolgere un ruolo essenziale a favore dello sviluppo delle zone rurali nell'ambito dell'infrastruttura tecnica, del mercato del lavoro, dello sviluppo dell'imprenditorialità e dei servizi fondamentali, della riqualificazione delle località nelle zone rurali nonché degli investimenti nell'infrastruttura idrica e fognaria;

21.  si oppone fortemente all'eventualità della rinazionalizzazione delle politiche agricole; osserva che l'attuazione disomogenea della PAC e le differenze nei livelli dei pagamenti tra gli Stati membri si sono tradotte in una distorsione della concorrenza nel mercato interno; invita la Commissione e gli Stati membri a garantire un'attuazione omogenea in tutta l'Unione allo scopo di conseguire gli obiettivi della politica agricola comune, che comporta risparmi per i contribuenti europei; esprime preoccupazione per la tendenza alla rinazionalizzazione che emerge dalle risposte pubbliche alle crisi agricole, e in particolare per la mobilitazione di pagamenti mirati al posto di azioni europee concrete; afferma che è essenziale che il secondo pilastro funzioni efficacemente e sia ben dotato di risorse, ai fini del successo della PAC e del benessere economico delle zone rurali dell'Unione; prende atto del divario esistente tra gli Stati membri in termini sia di esigenze in materia di sviluppo rurale che di finanziamento di quest'ultimo;

22.  sottolinea che le sfide sempre maggiori cui la PAC deve far fronte, come la sicurezza alimentare e la lotta contro la volatilità dei prezzi, rendono necessarie risorse finanziarie più adattabili; invita, pertanto, a rendere disponibili agli agricoltori strumenti flessibili essenziali onde poter affrontare tali sfide qualora emergano; chiede altresì misure compensative adeguate per far fronte a eventi imprevisti e a lacune del mercato provocate da decisioni politiche; segnala la difficile situazione dei mercati agricoli e il numero crescente di nuove sfide cui l'agricoltura europea deve far fronte; mette in guardia circa le conseguenze dell'attuale crisi sui mercati agricoli e l'indebolimento della posizione degli agricoltori nella filiera alimentare e nei negoziati commerciali, sia quelli in corso sia quelli futuri; ritiene, inoltre, che la scelta di obiettivi di riduzione troppo ambiziosi legati al pacchetto per l'energia e il clima nonché alla direttiva sui limiti nazionali di emissione (NEC) determinerà un aumento dei costi della produzione agricola;

23.  sottolinea, in merito al periodo successivo al 2020, che per quanto concerne l'ulteriore sviluppo della PAC occorre innanzitutto definire le misure strategiche e i relativi obiettivi concreti, prima di poter assegnare le necessarie risorse di bilancio; sottolinea la necessità di valutare la creazione di un fondo europeo di assicurazione agricola mobilizzabile in contesti di crisi, ad esempio per ridurre i volumi di produzione allo scopo di garantire agli agricoltori la stabilità dei prezzi delle materie prime prodotte in Europa.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

6.6.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

31

6

5

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Clara Eugenia Aguilera García, Paul Brannen, Daniel Buda, Nicola Caputo, Matt Carthy, Viorica Dăncilă, Albert Deß, Diane Dodds, Herbert Dorfmann, Norbert Erdős, Edouard Ferrand, Luke Ming Flanagan, Beata Gosiewska, Martin Häusling, Anja Hazekamp, Esther Herranz García, Jan Huitema, Peter Jahr, Jarosław Kalinowski, Zbigniew Kuźmiuk, Philippe Loiseau, Giulia Moi, Ulrike Müller, James Nicholson, Maria Noichl, Marijana Petir, Laurenţiu Rebega, Jordi Sebastià, Jasenko Selimovic, Maria Lidia Senra Rodríguez, Czesław Adam Siekierski, Marc Tarabella, Marco Zullo

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Jean Arthuis, Bas Belder, Franc Bogovič, Angélique Delahaye, Jean-Paul Denanot, Michela Giuffrida, Manolis Kefalogiannis, Norbert Lins, Annie Schreijer-Pierik, Tibor Szanyi, Hannu Takkula

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Stanisław Ożóg

(1)

Risoluzione del Parlamento europeo del 19 gennaio 2012 sulla catena di approvvigionamento dei fattori di produzione agricola: struttura e implicazioni (GU C 227 E del 6.8.2013, pag. 3).

(2)

Risoluzione del Parlamento europeo del 7 settembre 2010 sulle entrate eque per gli agricoltori: migliore funzionamento della filiera alimentare in Europa (GU C 308 E del 20.10.2011, pag. 22).


PARERE della commissione per la cultura e l'istruzione (2.5.2016)

destinato alla commissione per i bilanci

sulla preparazione della revisione postelettorale del QFP per il 2014-2020: il contributo del Parlamento in vista della proposta della Commissione

(2015/2353(INI))

Relatore per parere: Bogdan Andrzej Zdrojewski

SUGGERIMENTI

La commissione per la cultura e l'istruzione invita la commissione per i bilanci, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  riconosce che i RAL ("reste à liquider" - importi da liquidare) sono un sottoprodotto inevitabile della programmazione pluriennale e degli stanziamenti dissociati, come pure di un'eccessiva rigidità del quadro finanziario pluriennale (QFP) che non permette riallocazioni tra rubriche e dispone di margini di flessibilità ristretti; osserva che, alla fine del quadro finanziario per il periodo 2007-2013, i RAL sono stati notevolmente superiori rispetto alle attese e sottolinea che l'attuale divario tra impegni e pagamenti comporterà inevitabilmente nuove difficoltà per i programmi in corso e che questa situazione deve essere risolta a livello strutturale e non facendo ricorso ogni anno ai progetti di bilancio rettificativi;

2.  osserva che la revisione del QFP costituisce un punto chiave nella gestione della spesa dell'Unione poiché garantisce che i programmi di investimento dell'Unione rimangano efficienti; insiste a favore di una semplificazione radicale dei moduli e dei criteri di presentazione delle domande, della rendicontazione e dei rimborsi, in particolare per i progetti su piccola scala, sia nell'ambito del programma Erasmus+ che dei programmi Europa creativa ed Europa per i cittadini;

3.  osserva che la revisione di medio termine del QFP e le relazioni sull'attuazione dei programmi europei devono essere intesi come due componenti interconnesse di uno stesso processo; invita, pertanto, le istituzioni a rivederne il funzionamento, laddove vi siano prescrizioni che costituiscono un ostacolo al raggiungimento degli obiettivi politici e strategici dell'Unione, in particolare per quanto riguarda il decentramento nell'erogazione dei finanziamenti nel quadro della sezione Gioventù di Erasmus+;

4.  chiede la prosecuzione dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile, proposta dal Consiglio europeo del 7 e 8 febbraio 2013, come reazione al persistente problema dell'elevata disoccupazione tra i giovani, a seguito di una valutazione completa dei suoi risultati che la Commissione si è impegnata a presentare nella prima metà del 2016, e chiede che siano proposti adeguamenti successivi per superare gli ostacoli esistenti alla sua attuazione fino alla fine dell'attuale quadro finanziario;

5.  ribadisce il proprio sostegno alla creazione del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS); sottolinea la necessità di prestare maggiore attenzione agli investimenti nell'istruzione, nella formazione e nei settori culturali e creativi nell'ambito del FEIS; sottolinea, inoltre, la necessità di rendere minimo l'impatto dei tagli ai programmi nel quadro di Orizzonte 2020 e al meccanismo per collegare l'Europa, al fine di consentire loro di conseguire i rispettivi obiettivi e di sfruttare appieno le potenziali addizionalità e sinergie fra questi tre strumenti, nell'ottica di rilanciare in Europa una crescita sostenibile, basata sull'innovazione e sull'occupazione di qualità;

6.  esprime preoccupazione per l'avvio più lento del previsto dei nuovi programmi a titolo del QFP 2014-2020, a causa dell'approvazione tardiva delle basi giuridiche e dei programmi operativi, nonché della carenza di stanziamenti di pagamento nel 2014; rileva che, nonostante l'accelerazione dei processi nel corso del 2014, il problema dei contratti non finalizzati e delle fatture non pagate persiste e assume carattere strutturale; sottolinea, da questo punto di vista, le responsabilità degli Stati membri, che sono tenuti a rispettare le decisioni da loro stessi assunte in quanto autorità di bilancio assieme al Parlamento europeo, in particolare per quanto riguarda gli stanziamenti di pagamento; esprime preoccupazione per il modo in cui programmi importanti che cercano di effettuare investimenti in materia di istruzione, competenze e nei settori culturali e creativi dell'UE, come Erasmus+, Europa creativa ed Europa per i cittadini, potranno diventare pienamente operativi; accoglie con favore l'avvio, seppure in ritardo, del meccanismo di garanzia del programma Europa creativa, che è un importante strumento di finanziamento per le PMI e le organizzazioni operanti nei settori culturali e creativi; evidenzia che tali esperienze dovrebbero essere riviste a margine del prossimo QFP;

7.  ritiene che Erasmus+ diventerebbe pienamente efficace solo se tenesse conto di un numero crescente di progetti più piccoli che consentono una più ampia diffusione del programma nelle scuole o a favore dei giovani, una maggiore mobilità IFP e, quindi, una migliore efficienza nel realizzare gli obiettivi educativi, sociali e umanitari prefissati; accoglie, pertanto, con favore tutti gli sforzi compiuti dall'Agenzia esecutiva per l'istruzione, gli audiovisivi e la cultura (EACEA) e dalle agenzie nazionali per migliorare non solo la loro trasparenza finanziaria, ma anche le procedure di semplificazione per i responsabili di progetto;

8.  esprime preoccupazione per l'assenza di fatto di risorse nella rubrica 3 dell'attuale QFP ("Sicurezza e cittadinanza") e chiede che la prossima riunione le conferisca le risorse necessarie e la flessibilità sufficiente per poter far fronte alle grandi sfide che l'UE deve raccogliere in questo settore;

9.  raccomanda alla Commissione di prestare particolare attenzione all'esecuzione dello strumento di garanzia finanziaria del programma Europa creativa, che è in ritardo da vari mesi; è preoccupato per il fatto che le ONG e le piccole associazioni culturali non potranno beneficiare di questo strumento, e che solo le PMI culturali e creative potranno partecipare; raccomanda di effettuare un'analisi approfondita dell'esperienza maturata nel corso dell'intero processo, al fine di accertare la pertinenza e la sostenibilità dello strumento come aggiunta al programma per la competitività delle imprese e le piccole e le medie imprese (COSME);

10.  esorta la Commissione e il Consiglio a rivedere la loro posizione sul programma "Europa per i cittadini", l'unico che coinvolge direttamente tutti i cittadini, e a destinare a tale programma un sostanziale bilancio supplementare che permetta una migliore attuazione dei suoi obiettivi e che eviti ulteriori frustrazioni tra i partecipanti ai bandi; deplora che, avendo subito tagli oltre i limiti del ragionevole, il programma può accettare solo una percentuale estremamente ridotta di progetti, una situazione che non è sostenibile e difendibile agli occhi dei cittadini dell'UE, ancor di più alla luce dell'attuale situazione sociale e umanitaria nell'Unione;

11.  sottolinea, nel contesto della crisi migratoria che l'UE si trova ad affrontare, che la dichiarazione di Parigi dei 28 ministri dell'Istruzione, del 17 marzo 2015(1), evidenzia il ruolo del dialogo interculturale e degli sforzi comuni degli Stati membri per prevenire e affrontare l'emarginazione, l'intolleranza, il razzismo e la radicalizzazione, nonché per preservare un quadro di pari opportunità per tutti; rileva che gli attuali programmi europei nel settore della cultura, dell'istruzione, della gioventù e dello sport si caratterizzano per le potenziali addizionalità e sinergie rispetto alle politiche di integrazione per migranti e rifugiati, e richiama pertanto l'attenzione delle istituzioni sulla necessità di rispondere alla crisi migratoria prevedendo risorse aggiuntive sia nei programmi a gestione diretta che nei Fondi strutturali, così come in linee di bilancio dedicate;

12.  sottolinea che la crisi dei rifugiati che attraversa l'Unione europea ha carattere duraturo e richiede pertanto mezzi finanziari specifici, adeguati e sostenibili al fine di aiutare gli Stati membri a soddisfare le esigenze dei rifugiati, in particolare in materia di istruzione e integrazione culturale;

13.  rileva che il mancato allineamento della programmazione settennale del QFP con la programmazione decennale delle priorità politiche e strategiche dell'Unione può inficiare una valutazione coerente dei risultati ottenuti attraverso i programmi dell'Unione; invita, pertanto, le istituzioni a prendere in considerazione una modifica del periodo di programmazione del QFP onde allinearlo al mandato elettorale, pur permettendo una programmazione di lungo periodo;

14.  sottolinea la differenza tra il processo di riesame e quello di revisione del QFP, considerando che durante il secondo deve essere possibile effettuare una modifica sostanziale delle rubriche, in modo tale da garantire la legittimità democratica della pianificazione finanziaria pluriennale dell'UE; sostiene, quindi, con forza il lavoro del gruppo interistituzionale di alto livello sulle risorse proprie, quale soluzione strutturale per alcuni dei problemi relativi alla programmazione pluriennale del bilancio dell'UE.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

26.4.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

22

2

3

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Isabella Adinolfi, Dominique Bilde, Andrea Bocskor, Nikolaos Chountis, Silvia Costa, Jill Evans, María Teresa Giménez Barbat, Giorgos Grammatikakis, Petra Kammerevert, Andrew Lewer, Svetoslav Hristov Malinov, Stefano Maullu, Luigi Morgano, Momchil Nekov, Michaela Šojdrová, Yana Toom, Helga Trüpel, Sabine Verheyen, Julie Ward, Bogdan Brunon Wenta, Bogdan Andrzej Zdrojewski, Milan Zver, Krystyna Łybacka

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Therese Comodini Cachia, Mary Honeyball, Ilhan Kyuchyuk, Martina Michels

(1)

Dichiarazione sulla promozione della cittadinanza e dei valori comuni di libertà, tolleranza e non discriminazione attraverso l'istruzione (dichiarazione di Parigi), adottata nella riunione informale dei ministri dell'Istruzione dell'Unione europea il 17 marzo 2015.


PARERE della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (3.6.2016)

destinato alla commissione per i bilanci

sulla preparazione della revisione postelettorale del QFP per il 2014-2020: il contributo del Parlamento in vista della proposta della Commissione

(2015/2353(INI))

Relatore per parere: Laura Agea

SUGGERIMENTI

La commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni invita la commissione per i bilanci, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  sottolinea che, alla luce dell'emergenza migratoria senza precedenti, i massimali attualmente stabiliti nel QFP per il 2014-2020 - in particolare alla rubrica 3 - si sono dimostrati insufficienti e non riflettono adeguatamente il consolidamento dello spazio di libertà, sicurezza e giustizia di cui al trattato di Lisbona e l'aumento continuo dei suoi compiti e delle sue sfide, compresi il contrasto del fenomeno strutturale della migrazione e le prescrizioni in materia di sicurezza; osserva che il Fondo Asilo, migrazione e integrazione (AMIF) è già praticamente esaurito; ricorda che è già stato fatto ampio ricorso ai meccanismi di flessibilità disponibili del QFP, limitando così drasticamente la flessibilità finanziaria disponibile nei prossimi esercizi finanziari;

2.  sebbene i meccanismi di flessibilità disponibili del QFP siano già stati ampiamente utilizzati, chiede che gli Stati membri più colpiti possano beneficiarne pienamente, in particolare la "clausola delle circostanze eccezionali" prevista nel patto di stabilità e di crescita;

3.  ritiene che siano necessarie consistenti risorse finanziarie aggiuntive a livello dell'UE per far fronte a tutte le sfide collegate alla migrazione (salvataggio, intercettazione, accoglienza, registrazione, controllo, alloggio, trasporto, ricollocazione, rimpatrio e integrazione) e per affrontare le sfide umanitarie all'interno e all'esterno dell'UE, sviluppare e applicare un nuovo sistema europeo comune di asilo, sostenere il reinsediamento e la ricollocazione, gestire le frontiere esterne e garantire la sicurezza interna nell'area Schengen e promuovere l'integrazione e prevenire la discriminazione (soprattutto contro le donne), il razzismo e la xenofobia;

4.  ritiene che il bilancio dell'UE dovrebbe sostenere le politiche incentrate sull'integrazione piuttosto che sulla sicurezza; chiede il pieno utilizzo degli strumenti e delle possibilità di sicurezza esistenti prima di decidere nuovi stanziamenti, in particolare quando si tratta di scambio di informazioni tra le agenzie di sicurezza e di polizia negli Stati membri;

5.  saluta con favore l'istituzione di uno strumento per fornire aiuti umanitari all'interno dell'UE, in particolare per fare fronte al massiccio flusso di migranti e rifugiati; mette, tuttavia, in discussione l'applicazione dell'articolo 122, paragrafo 1, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea come base giuridica per la creazione di questo nuovo strumento, data la mancanza di una corretta partecipazione del Parlamento; esprime preoccupazione per l'intenzione della Commissione di finanziare tale strumento attraverso la rubrica 3 del bilancio dell'UE, e in particolare nel quadro del fondo AMIF, già ampiamente utilizzato e sottofinanziato; chiede alla Commissione di esplorare fonti di finanziamento alternative per tale strumento all'interno del bilancio dell'UE, per non incidere negativamente sulle attività e i programmi finanziati tramite il fondo AMIF;

6.  accoglie con favore la creazione di un nuovo capitolo, nella rubrica 3, a favore di un aiuto di urgenza all'interno dell'Unione; è del parere che la revisione del QFP debba prevedere che il futuro finanziamento di questo "sostegno" verrà assicurato al di fuori e al di là dei massimali, garantendo al tempo stesso la flessibilità necessaria per adattare l'assegnazione delle risorse sulla base degli sviluppi sul territorio e dei cambiamenti nelle priorità politiche;

7.  chiede la revisione dell'AMIF e l'assegnazione di maggiori risorse a tale fondo; sottolinea la necessità di potenziare ulteriormente il bilancio e il personale delle agenzie europee che si occupano della pressione migratoria, in particolare l'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo (EASO) e Frontex, affinché possano fornire un sostegno concreto agli Stati membri e garantire la realizzazione dei loro obiettivi; ritiene opportuno prevedere fondi adeguati per le operazioni di ricerca e salvataggio e sottolinea che i fondi dedicati alla ricerca e al salvataggio sono attualmente erroneamente inclusi nel Fondo per la sicurezza interna (FSI);

8.  osserva che la Commissione ha recentemente concluso un accordo con la Turchia a proposito di uno strumento per i rifugiati in Turchia da sei miliardi di euro; esprime preoccupazione per l'istituzione di strumenti finanziari al di fuori del bilancio dell'UE, poiché minacciano la sua unicità e eludono la procedura di bilancio che prevede la partecipazione e il controllo del Parlamento; sottolinea che il Parlamento non è stato consultato in nessuna fase del processo di adozione; è preoccupato per l'impatto che questo accordo potrebbe avere sul bilancio 2017; sottolinea che detto fondo, così come altri fondi simili, non dovrebbe sostenere misure repressive o qualsiasi azione che possa violare i diritti fondamentali; invita la Commissione a monitorare attentamente l'utilizzo di tali fondi e a riferire regolarmente al Parlamento; sottolinea che il sostegno dell'UE e degli Stati membri a favore dei rifugiati dovrebbe aggiungersi alla normale assistenza allo sviluppo e non sostituirsi ad essa;

9.  ritiene che non vi sia alcun collegamento diretto tra la migrazione e il terrorismo in Europa; chiede nuovi fondi per la lotta alla radicalizzazione dei giovani all'interno dell'Unione europea; ritiene che ciò si possa realizzare attraverso la promozione dell'integrazione e la lotta contro la discriminazione, il razzismo e la xenofobia; chiede di non ridurre i fondi destinati ai progetti finalizzati alla creazione di uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia;

10.  ritiene che il FSI dovrebbe disporre delle risorse finanziarie adeguate per poter realizzare i propri obiettivi, in particolare nel settore della cooperazione efficace e dello scambio di informazioni tra le forze di contrasto degli Stati membri, sottolineando al contempo che tutte le sue azioni devono rispettare pienamente la Carta dei diritti fondamentali dell'UE;

11.  chiede un aumento del bilancio per il programma Diritti, uguaglianza e cittadinanza che mira a promuovere e a salvaguardare i diritti fondamentali e a combattere il razzismo, la xenofobia e tutte le forme di discriminazione, in particolare nel contesto della crescente intolleranza in Europa;

12.  prevede che i flussi migratori continueranno a causa della prolungata situazione di instabilità politica e di conflitto in molte regioni e della mancanza di vie legali per accedere all'UE, sia per i richiedenti asilo che per i migranti; chiede un aggiornamento delle stime relative alle necessità di bilancio per rispondere alle sfide previste da qui alla fine del QFP; chiede che con la revisione del QFP nel 2017 si conferisca a tale quadro la massima flessibilità, in modo tale da adattare la sua capacità di reagire a situazioni non previste al momento della sua adozione; sollecita un'adeguata revisione al rialzo delle rubriche 3 e 4 e la partecipazione del Parlamento a tutte le fasi del processo decisionale, per quanto riguarda sia le misure di bilancio che legislative.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

30.5.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

41

4

6

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Jan Philipp Albrecht, Martina Anderson, Malin Björk, Michał Boni, Caterina Chinnici, Rachida Dati, Agustín Díaz de Mera García Consuegra, Frank Engel, Tanja Fajon, Laura Ferrara, Monika Flašíková Beňová, Ana Gomes, Nathalie Griesbeck, Jussi Halla-aho, Monika Hohlmeier, Sophia in ‘t Veld, Sylvia-Yvonne Kaufmann, Timothy Kirkhope, Cécile Kashetu Kyenge, Marju Lauristin, Juan Fernando López Aguilar, Claude Moraes, Péter Niedermüller, Soraya Post, Birgit Sippel, Branislav Škripek, Csaba Sógor, Bodil Valero, Marie-Christine Vergiat, Beatrix von Storch, Josef Weidenholzer, Kristina Winberg

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Laura Agea, Marina Albiol Guzmán, Hugues Bayet, Carlos Coelho, Pál Csáky, Ska Keller, Miltiadis Kyrkos, Artis Pabriks, Maite Pagazaurtundúa Ruiz, Salvatore Domenico Pogliese, Jaromír Štětina, Róża Gräfin von Thun und Hohenstein, Axel Voss

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Edouard Ferrand, Peter Jahr, Othmar Karas, Ilhan Kyuchyuk, Keith Taylor, Lieve Wierinck


PARERE della commissione per gli affari costituzionali (31.5.2016)

destinato alla commissione per i bilanci

sulla preparazione della revisione postelettorale del QFP per il 2014-2020: il contributo del Parlamento in vista della proposta della Commissione

(2015/2353(INI))

Relatore per parere: Pedro Silva Pereira

SUGGERIMENTI

La commissione per gli affari costituzionali invita la commissione per i bilanci, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  insiste su un coinvolgimento pieno e significativo del Parlamento europeo nel dibattito interistituzionale sul ruolo, la struttura, gli obiettivi, le priorità e i risultati del quadro finanziario pluriennale (QFP), in conformità del suo mandato, quale approvato in Aula;

2.  chiede un riesame globale, ampio ed effettivo del funzionamento del QFP, che conduca successivamente a una revisione legislativa obbligatoria del regolamento sul QFP, conformemente all'articolo 2 del regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 del Consiglio, e dell'accordo interistituzionale che lo accompagna, includendovi le risorse finanziarie disponibili nel quadro attuale;

3.  prende atto del ricorso agli strumenti speciali e di flessibilità al fine di rispondere alle circostanze eccezionali e impreviste che l'Unione si trova ad affrontare; richiama in particolare l'attenzione sull'emergenza migratoria e sulle difficoltà cui fanno fronte i cittadini europei in ragione della crisi economica; sottolinea pertanto la necessità di assegnare, in sede di revisione del QFP, maggiori risorse alle pertinenti rubriche, onde consentire all'UE di fornire una risposta più strutturata alle attuali crisi umanitarie ed economiche; chiede una flessibilità ancora più elevata per affrontare in maniera adeguata tali circostanze; sottolinea tuttavia che, nell'affrontare le nuove sfide, l'UE non deve compromettere l'assegnazione di risorse per gli obiettivi in materia di coesione; sottolinea che ogni incremento di flessibilità deve andare di pari passo con un maggiore controllo parlamentare;

4.  ricorda che, a norma dell'articolo 311, primo comma, TFUE, "l'Unione si dota dei mezzi necessari per conseguire i suoi obiettivi e per portare a compimento le sue politiche"; ritiene, in tale contesto, che l'accumulo di fatture non pagate provenienti da precedenti bilanci europei e la mancanza di strumenti per far fronte alle crisi e alle sfide attuali o future – fra cui il trasferimento dei rifugiati, i flussi migratori, il coordinamento della lotta contro il terrorismo, il rafforzamento della sicurezza dei cittadini dell'UE, il sostegno e il coordinamento del settore dell'energia e dei trasporti e il sostegno alle misure volte a contrastare i cambiamenti climatici – dimostrino l'urgente necessità di maggiori iniziative e finanziamenti europei;

5.  ritiene necessaria una riforma del sistema di finanziamento del QFP, in particolare attraverso la creazione di risorse proprie nuove ed effettive per il bilancio dell'UE, come l'imposta sulle transazioni finanziarie e altre entrate fiscali a livello europeo, al fine di procedere verso un bilancio "finanziato integralmente tramite risorse proprie", come stabilito dall'articolo 311 TFUE, ed esorta pertanto il Consiglio a impegnarsi a esaminare la questione, senza che ciò pregiudichi la relazione finale del gruppo ad alto livello sulle risorse proprie; esorta inoltre il Consiglio a prende in esame la creazione di una capacità fiscale e di bilancio nella zona euro; sottolinea che qualsiasi nuovo strumento dovrebbe essere iscritto all'interno del bilancio dell'UE, pur rimanendo al di fuori dei massimali del QFP, e dovrebbe essere finanziato da risorse proprie effettive;

6.   sottolinea la necessità dell'unità del bilancio dell'UE per ragioni di responsabilità democratica e di trasparenza;

7.  chiede una discussione congiunta trasparente, ben informata e risolutiva con il Consiglio e la Commissione in merito alla durata più appropriata per i quadri finanziari post 2020, in modo da allineare la durata del QFP con il ciclo politico del Parlamento europeo e della Commissione, a norma del disposto dell'articolo 312, paragrafo 1, TFUE, soprattutto tenendo conto, da un lato, delle conseguenze dei quadri sui cicli di programmazione e sull'attuazione delle singole politiche e, dall'altro, del necessario grado di flessibilità e dei meccanismi di riesame, così da conseguire il migliore equilibrio possibile tra stabilità, prevedibilità e flessibilità;

8.  chiede l'attivazione della clausola "passerella" per quanto riguarda il regolamento sul QFP, come stabilito all'articolo 312, paragrafo 2, TFUE, e la procedura decisionale sulle risorse proprie, come previsto dall'articolo 48, paragrafo 7, TUE, che prevede la possibilità di passare dall'unanimità alla maggioranza qualificata nelle deliberazioni del Consiglio;

9.  ritiene che i regolamenti che attuano il QFP e i relativi fondi potrebbero essere ulteriormente razionalizzati e semplificati, conformemente agli obiettivi stabiliti nell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio".

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

30.5.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

14

4

2

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Mercedes Bresso, Richard Corbett, Pascal Durand, Danuta Maria Hübner, Ramón Jáuregui Atondo, Constance Le Grip, Maite Pagazaurtundúa Ruiz, György Schöpflin, Pedro Silva Pereira, Barbara Spinelli, Kazimierz Michał Ujazdowski, Rainer Wieland

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Max Andersson, Gerolf Annemans, Helmut Scholz

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Rosa D’Amato, Rosa Estaràs Ferragut, Arne Lietz, Claudiu Ciprian Tănăsescu, Jarosław Wałęsa


PARERE della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere (25.5.2016)

destinato alla commissione per i bilanci

sulla preparazione della revisione post-elettorale del QFP 2014-2020: il contributo del Parlamento in vista della proposta della Commissione

(2015/2353(INI))

Relatore per parere: Clare Moody

SUGGERIMENTI

La commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere invita la commissione per i bilanci, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

A.  considerando che lo studio del 2008 inteso a valutare la fattibilità e le opzioni per l'introduzione di elementi di bilancio di genere nel processo di elaborazione del bilancio dell'Unione europea, commissionato dalla Direzione generale del Bilancio della Commissione, ha confermato che, nonostante le sue specificità, il bilancio dell'UE è adatto all'integrazione della dimensione di genere e che quest'ultima può essere applicata a tutte le fasi del processo di elaborazione del bilancio, dalla pianificazione e preparazione alla revisione e valutazione;

1.  riconosce che l'uguaglianza di genere è un valore fondamentale dell'UE che è sancito dai trattati e dovrebbe essere incluso in tutte le politiche dell'UE in modo da garantire l'uguaglianza nella pratica; sottolinea che l'uguaglianza di genere deve diventare un obiettivo politico nei titoli di bilancio, nello stesso modo in cui l'integrazione della dimensione di genere deve essere riconosciuta nei titoli di bilancio come un metodo di esecuzione, e che il bilancio di genere deve quindi diventare parte integrante della procedura di bilancio in tutte le sue fasi, ma che i progressi su questo fronte sono stati marginali in tutte le politiche; si attende pertanto che la Commissione elabori una metodologia di bilancio di genere e la applichi al bilancio dell'UE; sottolinea che occorrono risorse di bilancio programmate e appropriate per conseguire politiche efficaci in materia di integrazione della dimensione di genere e per far progredire l'uguaglianza di genere; accoglie con favore il riesame intermedio del QFP come opportunità per realizzare progressi significativi, alla luce dell'iniziativa "Un bilancio incentrato sui risultati", e per presentare ulteriori obiettivi misurabili e realistici, tra cui una valutazione dei risultati sinora conseguiti, al fine di integrare realmente la prospettiva di genere nel bilancio dell'UE per il resto del periodo di programmazione in corso;

2.  valuta positivamente l'approccio in base al quale l'iniziativa "Un bilancio incentrato sui risultati" è vista come un'opportunità per realizzare una spesa di bilancio capace di assicurare i benefici integrati dell'uguaglianza di genere per ogni euro speso; riconosce altresì che le misure di semplificazione contenute nell'iniziativa "Un bilancio incentrato sui risultati" non vanno adottate a scapito degli investimenti che possono produrre un cambiamento positivo al fine di raggiungere l'uguaglianza di genere;

3.  richiama l'attenzione agli attuali obiettivi legati al genere nella strategia Europa 2020, ossia l'aumento dell'occupazione femminile al 75 % e il raggiungimento della parità di retribuzione tra donne e uomini, nonché della pari rappresentanza di genere nei parlamenti nazionali e nei consigli di amministrazione delle grandi aziende, tutti obiettivi ancora lontani da raggiungere; richiama altresì l'attenzione alle relative priorità del Parlamento europeo nel quadro del programma Orizzonte 2020, tra le quali figura la promozione dell'uguaglianza di genere, in particolare nell'ambito della ricerca e nell'innovazione; sottolinea che il riesame del QFP deve valutare i progressi realizzati verso il conseguimento di questi obiettivi e, se necessario, dovrebbe rivedere le misure adottate a tal fine;

4.  sottolinea che, nonostante la dichiarazione comune allegata al QFP sull'integrazione della dimensione di genere, finora non sono state adottate misure specifiche; chiede un monitoraggio efficace dell'attuazione di tale dichiarazione nelle procedure di bilancio annuali e una sua integrazione più efficace nella revisione del QFP;

5.  ricorda che, secondo i dati dell'UNHCR, il 55 % dei rifugiati e dei richiedenti asilo che sono entrati nell'UE dal gennaio 2016 sono donne e bambini; chiede, alla luce del fatto che le donne e le ragazze sono sproporzionatamente svantaggiate e a rischio in situazioni di crisi e di conflitto, una revisione del QFP al fine di esaminare strumenti finanziari mirati alle esigenze specifiche delle donne e delle ragazze, anche con riferimento ai servizi per la salute sessuale e riproduttiva e alla lotta contro la violenza di genere, a titolo delle rubriche 3 (Sicurezza e cittadinanza) e 4 (L'UE come attore globale), come pure misure intese specificamente a integrare le donne e i minori rifugiati e richiedenti asilo nel paese ospitante, includendo una formazione linguistica flessibile, l'istruzione e l'assistenza all'infanzia, e infine misure volte ad affrontare le cause alla radice del loro sfollamento iniziale;

6.  sottolinea che l'investimento di fondi pubblici nel settore assistenziale, per sostenere, tra l'altro, servizi accessibili e di qualità di custodia dell'infanzia, di assistenza sociale nonché di lunga durata e di assistenza agli anziani, ha l'effetto di creare posti di lavoro, favorire la crescita economica e promuovere l'uguaglianza di genere, consentendo a un numero maggiore di donne di riprendere o accettare un impiego a tempo pieno, dato che le donne prestano cure non retribuite per periodi da due a dieci volte superiori rispetto agli uomini; chiede che la revisione del QFP sia utilizzata per investire in tali infrastrutture sociali in Europa nel quadro del programma per la crescita e l'occupazione e della strategia Europa 2020, prevedendo specificamente investimenti per la formazione imprenditoriale delle donne; constata che tale forma di spesa è raramente considerata una forma adeguata di investimento allorché i responsabili politici ricercano soluzioni efficaci per la creazione di posti di lavoro in tempi di recessione, e che spesso avviene l'esatto contrario, visto che la spesa pubblica destinata all'istruzione, alla salute e ai servizi di assistenza all'infanzia e di assistenza sociale viene ridotta, in molti paesi, come parte delle strategie di riduzione del deficit; considera deplorevole che questa mancanza di attenzione alle infrastrutture sociali sia il riflesso di un pregiudizio di genere nella dottrina economica e possa scaturire dalla suddivisione del lavoro in base al genere e dalla segregazione di genere nel mondo professionale, fattori che a loro volta contribuiscono ad accrescere il divario retributivo di genere in Europa; considera il riesame del QFP come un'opportunità per affrontare questi problemi;

7.  ribadisce che i programmi Daphne hanno svolto un ruolo fondamentale nella lotta alla violenza contro i minori, i giovani e le donne nell'UE, ma lamenta il fatto che tali programmi non beneficino più un capitolo di spesa a parte; sottolinea la necessità di un sostegno finanziario sufficiente e di una maggiore chiarezza su come tale obiettivo è perseguito nell'ambito del programma Diritti, uguaglianza e cittadinanza; insiste sull'importanza di garantire fondi a favore delle organizzazioni di base sul territorio per assicurare un'attuazione efficace.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

24.5.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

18

4

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Daniela Aiuto, Beatriz Becerra Basterrechea, Malin Björk, Vilija Blinkevičiūtė, Viorica Dăncilă, Iratxe García Pérez, Teresa Jiménez-Becerril Barrio, Elisabeth Köstinger, Agnieszka Kozłowska-Rajewicz, Barbara Matera, Marijana Petir, Pina Picierno, Terry Reintke, Liliana Rodrigues, Michaela Šojdrová, Ernest Urtasun, Beatrix von Storch

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Arne Gericke, Clare Moody

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

David Coburn, Ulrike Rodust, Siôn Simon


ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

29.6.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

29

5

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Nedzhmi Ali, Jean Arthuis, Reimer Böge, Jean-Paul Denanot, Gérard Deprez, José Manuel Fernandes, Eider Gardiazabal Rubial, Jens Geier, Ingeborg Gräßle, Bernd Kölmel, Zbigniew Kuźmiuk, Vladimír Maňka, Ernest Maragall, Clare Moody, Siegfried Mureşan, Jan Olbrycht, Younous Omarjee, Urmas Paet, Paul Rübig, Patricija Šulin, Eleftherios Synadinos, Paul Tang, Indrek Tarand, Isabelle Thomas, Monika Vana, Daniele Viotti, Marco Zanni, Auke Zijlstra

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Xabier Benito Ziluaga, Mercedes Bresso, Ivan Štefanec, Tomáš Zdechovský

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Sylvia-Yvonne Kaufmann, Fernando Ruas, Bogdan Brunon Wenta

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