Procedura : 2016/2015(IMM)
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15.7.2016
PE 585.492v02-00 A8-0230/2016

sulla richiesta di difesa dei privilegi e delle immunità di Rosario Crocetta

(2016/2015(IMM))

Commissione giuridica

Relatore: Heidi Hautala

PROPOSTA DI DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROPOSTA DI DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla richiesta di difesa dei privilegi e delle immunità di Rosario Crocetta

(2016/2015(IMM))

Il Parlamento europeo,

–  vista la richiesta presentata il 7 gennaio 2016 da Rosario Crocetta in difesa dei suoi privilegi e delle sue immunità, nel quadro del procedimento penale pendente dinanzi alla terza camera penale del tribunale di Palermo (prot. n. 20445/2012 R.G.N.R.), e comunicata in Aula il 21 gennaio 2016,

–  avendo ascoltato Rosario Crocetta, a norma dell'articolo 9, paragrafo 5, del suo regolamento,

–  visti gli articoli 8 e 9 del protocollo n. 7 sui privilegi e sulle immunità dell'Unione europea e l'articolo 6, paragrafo 2, dell'atto relativo all'elezione dei membri del Parlamento europeo a suffragio universale diretto, del 20 settembre 1976,

–  viste le sentenze pronunciate dalla Corte di giustizia dell'Unione europea il 12 maggio 1964, 10 luglio 1986, 15 e 21 ottobre 2008, 19 marzo 2010, 6 settembre 2011 e 17 gennaio 2013(1),

–  visto l'articolo 595 del Codice penale italiano,

–  visti l'articolo 5, paragrafo 2, e gli articoli 7 e 9 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione giuridica (A8-0230/2016),

A.  considerando che Rosario Crocetta, ex deputato al Parlamento europeo, ha presentato richiesta di difesa della sua immunità nel quadro del procedimento penale pendente dinanzi alla terza camera penale del tribunale di Palermo; che, secondo l'ordinanza dell'Ufficio del pubblico ministero, il Crocetta è accusato di aver rilasciato dichiarazioni diffamatorie, comportamento punibile ai sensi dell'articolo 595 del codice penale italiano;

B.  considerando che, a norma dell'articolo 8 del protocollo n. 7, i membri del Parlamento europeo non possono essere ricercati, detenuti o perseguiti a motivo delle opinioni o dei voti espressi nell'esercizio delle loro funzioni; che tale immunità dev'essere considerata, in quanto intesa a tutelare la libertà di espressione e l'indipendenza dei deputati europei, come un'immunità assoluta che osta a qualunque procedimento giudiziario che sia fondato su un'opinione espressa o un voto emesso nell'esercizio delle funzioni parlamentari(2).

C.  considerando che la Corte di giustizia ha sancito che, per poter beneficiare dell'immunità, un'opinione deve essere stata espressa da un deputato europeo nell'esercizio delle sue funzioni, ciò che presuppone necessariamente l'esistenza di un nesso tra l'opinione formulata e le funzioni parlamentari; che tale nesso deve essere diretto e imporsi con evidenza(3);

D.  considerando che Rosario Crocetta era deputato al Parlamento europeo nel momento in cui ha rilasciato le dichiarazioni in parola;

E.  considerando che dalla documentazione parlamentare risulta che Crocetta si è sempre distinto per l'attività nella lotta contro la criminalità organizzata e il suo impatto sull'Unione e i suoi Stati membri; che egli si è altresì concentrato sull'influenza della sistematica corruzione su politica ed economia, soprattutto per quanto riguarda gli appalti pubblici nel settore della politica ambientale;

F.  considerando che le circostanze del caso, quali evidenziate nei documenti forniti alla commissione giuridica e nel corso dell'audizione dinanzi ad essa, indicano che le dichiarazioni del Crocetta hanno un nesso diretto ed evidente con le sue funzioni parlamentari;

G.  considerando che si può quindi ritenere che Rosario Crocetta abbia agito nell'esercizio delle sue funzioni di deputato al Parlamento europeo;

1.  decide di difendere i privilegi e le immunità di Rosario Crocetta;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere immediatamente la presente decisione e la relazione della sua commissione competente all'autorità competente della Repubblica italiana e a Rosario Crocetta.

(1)

Sentenza della Corte di giustizia del 12 maggio 1964, Wagner/Fohrmann e Krier, 101/63, ECLI:EU:C:1964:28; sentenza della Corte di giustizia del 10 luglio 1986, Wybot/Faure e altri, 149/85, ECLI:EU:C:1986:310; sentenza del Tribunale del 15 ottobre 2008, Mote/Parlamento, T-345/05, ECLI:EU:T:2008:440; sentenza della Corte di giustizia del 21 ottobre 2008, Marra/De Gregorio e Clemente, C-200/07 e C-201/07, ECLI:EU:C:2008:579; sentenza del Tribunale del 19 marzo 2010, Gollnisch/Parlamento, T-42/06, ECLI:EU:T:2010:102; sentenza della Corte di giustizia del 6 settembre 2011, Patriciello, C-163/10, ECLI:EU:C:2011:543; sentenza del Tribunale del 17 gennaio 2013, Gollnisch/Parlamento, T-346/11 e T-347/11, ECLI:EU:T:2013:23.

(2)

Cause riunite C-200/07 e C-201/07 Marra, sopra citate, punto 27.

(3)

Causa C-163/10 Patriciello, sopra citata, punti 33 e 35.


MOTIVAZIONE

1.   Contesto

Nella seduta plenaria del 21 gennaio 2016, il Presidente ha comunicato, a norma dell'articolo 9, paragrafo 1, del regolamento, di aver ricevuto una lettera con la quale Rosario Crocetta, ex deputato del Parlamento europeo, ha presentato richiesta di difesa della sua immunità parlamentare nel quadro del procedimento penale pendente dinanzi alla terza camera penale del tribunale di Palermo. Il Presidente ha deferito la richiesta alla commissione giuridica, conformemente all'articolo 9, paragrafo 1, del regolamento.

Nell'ambito di un dibattito politico svoltosi il 2 ottobre 2012 a Palermo, presso il Centro Pio La Torre, Rosario Crocetta ha rilasciato le seguenti dichiarazioni:

«Domenica alla convention che terrò farò i nomi e cognomi sull'accordo tra Musumeci e Miccichè per riprendere il discorso sui quattro termovalorizzatori gestiti dalla mafia».

«So per certo che Musumeci e Miccichè hanno fatto un accordo per riprendere la realizzazione dei quattro termovalorizzatori in una gara falsa: un appalto che, è stato provato, è controllato dalla mafia. Rivelerò i dettagli alla mia convention di domenica al Teatro Politeama di Palermo».

«Nel corso di quella registrazione a parlare sono due uomini politici, uno si vede e l'altro no, uno è del Pdl, e dice che Saverio Romano e Firrarello, con cui questa persona si sarebbe incontrata, avrebbero garantito – ha aggiunto – l'appoggio del Pdl alla candidatura di Miccichè nel caso in cui si fosse dichiarato favorevole e che Miccichè si sarebbe mostrato favorevole» e altro ancora.

Il 7 ottobre 2012, in occasione di un incontro elettorale svoltosi sul palco del Teatro Politeama di Palermo, Rosario Crocetta ha rilasciato la seguente dichiarazione:

«Io non mi candido a fare il poliziotto, ha detto. Noi invece abbiamo fatto un lavoro di controllo enorme nelle nostre liste: non abbiamo candidato indagati, condannati, né gente sul cui curriculum pesano dubbi. Musumeci, invece, gli dico: avrebbe dovuto farlo perché di gente da arrestare nelle loro liste ce n'è parecchia».

Su richiesta delle parti lese, l'ufficio della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo ha accusato il Crocetta del reato di diffamazione, punibile ai sensi dell'articolo 595 del codice penale italiano.

Il 15 gennaio 2016 il Crocetta ha presentato richiesta di difesa della sua immunità, ai sensi dell'articolo 8 del protocollo n. 7 e dell'articolo 7 del regolamento del Parlamento.

Il 15 marzo 2016 la commissione giuridica ha ascoltato il Crocetta in conformità con l'articolo 9, paragrafo 5, del regolamento. Nella stessa occasione egli ha prodotto altri documenti, a norma dell'articolo 9, paragrafo 5, primo comma.

2.   Disposizioni regolamentari e procedurali in materia di immunità dei deputati al Parlamento europeo

Gli articoli 8 e 9 del protocollo n. 7 sui privilegi e sulle immunità dell'Unione europea recitano:

Articolo 8

I membri del Parlamento europeo non possono essere ricercati, detenuti o perseguiti a motivo delle opinioni o dei voti espressi nell'esercizio delle loro funzioni.

Articolo 9

Per la durata delle sessioni del Parlamento europeo, i membri di esso beneficiano:

a) sul territorio nazionale, delle immunità riconosciute ai membri del parlamento del loro paese,

b) sul territorio di ogni altro Stato membro, dell'esenzione da ogni provvedimento di detenzione e da ogni procedimento giudiziario.

L'immunità li copre anche quando essi si recano al luogo di riunione del Parlamento europeo o ne ritornano.

L'immunità non può essere invocata nel caso di flagrante delitto e non può inoltre pregiudicare il diritto del Parlamento europeo di togliere l'immunità ad uno dei suoi membri.

Gli articoli 5, 7, e 9 del regolamento del Parlamento europeo recitano:

Articolo 5 – Privilegi e immunità

1. I deputati beneficiano dei privilegi e delle immunità previsti dal Protocollo sui privilegi e sulle immunità dell'Unione europea.

2. L'immunità parlamentare non è un privilegio personale del deputato ma una garanzia di indipendenza del Parlamento in quanto istituzione e dei suoi membri. (...)

Articolo 7 – Difesa dei privilegi e dell'immunità

1. Nei casi in cui si presuma che i privilegi e le immunità di un deputato o ex deputato siano stati violati dalle autorità di uno Stato membro, può essere presentata, ai sensi dell'articolo 9, paragrafo 1, una richiesta di decisione del Parlamento che stabilisca se sia stata effettivamente commessa una violazione di tali privilegi e immunità.

2. In particolare, può essere presentata una siffatta richiesta di difesa dei privilegi o delle immunità se si ritiene che le circostanze costituiscano un ostacolo di ordine amministrativo o di altra natura alla libertà di movimento dei membri del Parlamento europeo che si recano al luogo di riunione del Parlamento europeo o ne ritornano o all'espressione di un'opinione o di un voto nell'esercizio del loro mandato, oppure se rientrano nell'ambito dell'articolo 9 del protocollo sui privilegi e sulle immunità dell'Unione europea.

3. Una richiesta di difesa dei privilegi e delle immunità di un deputato non è ricevibile qualora una richiesta di revoca o di difesa dell'immunità di tale deputato sia già pervenuta in relazione allo stesso procedimento giudiziario, indipendentemente dal fatto che in tale occasione sia stata adottata o meno una decisione. (...)

Articolo 9 – Procedure in materia di immunità

1. Ogni richiesta diretta al Presidente da un'autorità competente di uno Stato membro e volta a revocare l'immunità di un deputato, ovvero da un deputato o da un ex deputato in difesa dei privilegi e delle immunità, è comunicata in Aula e deferita alla commissione competente. (...)

2. La commissione esamina senza indugio, ma tenendo conto della loro relativa complessità, le richieste di revoca dell'immunità o di difesa delle immunità e dei privilegi.

3. La commissione presenta una proposta di decisione motivata che raccomanda l'accoglimento o la reiezione della richiesta di revoca dell'immunità o di difesa dei privilegi e delle immunità.

4. La commissione può chiedere all'autorità interessata tutte le informazioni e tutti i chiarimenti che reputi necessari per pronunciarsi sull'opportunità di revocare o di difendere l'immunità.

5. Al deputato interessato è offerta l'opportunità di essere ascoltato; egli può produrre tutti i documenti o gli altri elementi scritti di giudizio che ritiene pertinenti.

Può farsi rappresentare da un altro deputato. Il deputato non è presente durante le discussioni sulla richiesta di revoca o di difesa della sua immunità, se non per essere ascoltato.

Il presidente della commissione invita il deputato per l'audizione, indicandone data e ora. Il deputato può rinunciare al diritto ad essere ascoltato.

Se a seguito di tale invito il deputato non compare all'audizione, si considera che abbia rinunciato al diritto di essere ascoltato, a meno che non abbia giustificato la sua mancata presenza alla data e all'ora proposte, precisandone i motivi. Il presidente della commissione decide se tale giustificazione debba essere accettata alla luce dei motivi addotti, e la sua decisione è inappellabile.

Se il presidente della commissione accetta la giustificazione, invita il deputato ad essere ascoltato a una nuova data e ora. Se il deputato non si presenta al momento fissato nel secondo invito, la procedura prosegue senza la sua audizione. A questo punto non possono essere accettate nuove giustificazioni o richieste di essere ascoltato.

6. Qualora la richiesta di revoca dell'immunità comporti vari capi d'accusa, ciascuno di essi può essere oggetto di una decisione distinta. La relazione della commissione può proporre, a titolo eccezionale, che la revoca dell'immunità si riferisca esclusivamente alla prosecuzione del procedimento penale senza che contro il deputato possa essere adottata, fintanto che non si abbia sentenza passata in giudicato, alcuna misura privativa o limitativa della sua libertà o qualunque altra misura che gli impedisca di esercitare le funzioni proprie del suo mandato.

7. La commissione può fornire un parere motivato sulla competenza dell'autorità interessata e sulla ricevibilità della richiesta, ma in nessun caso si pronuncia sulla colpevolezza o meno del deputato né sull'opportunità o meno di perseguire penalmente le opinioni o gli atti che gli sono attribuiti, anche qualora l'esame della richiesta abbia fornito alla commissione una conoscenza approfondita del merito della questione. (...)

3.   Motivazione della decisione proposta

Nella sua richiesta Rosario Crocetta ha invocato l'articolo 8 del protocollo n. 7 sui privilegi e sulle immunità dell’Unione europea. In effetti, le circostanze del caso giustificano l'applicazione di detta disposizione.

La Corte di giustizia ha statuito che la portata dell'immunità assoluta di cui all'articolo 8 del protocollo n. 7 deve essere determinata unicamente sulla base del diritto dell'Unione europea(1). Come da essa chiarito, alla luce della sua finalità di protezione della libertà di espressione e dell'indipendenza dei deputati europei, e considerato il suo tenore letterale, che fa espresso riferimento, oltre che alle opinioni, anche ai voti espressi dai deputati europei, l'articolo 8 è essenzialmente destinato ad applicarsi alle dichiarazioni effettuate da questi ultimi nelle aule stesse del Parlamento europeo(2).

Tuttavia, la Corte di giustizia ha anche riconosciuto che una dichiarazione effettuata da un deputato europeo fuori da tali aule possa costituire un'opinione espressa nell'esercizio delle sue funzioni ai sensi dell'articolo 8 del protocollo, atteso che l'esistenza di un'opinione siffatta dipende non dal luogo in cui la dichiarazione è stata effettuata, bensì dalla natura e dal contenuto di quest'ultima(3).

Pertanto, occorre dichiarare che la nozione di "opinione" ai sensi dell'articolo 8 del protocollo deve essere intesa in senso ampio, includente cioè i discorsi o le dichiarazioni che, per il loro contenuto, corrispondono ad asserzioni costituenti valutazioni soggettive(4). È chiaro che, per poter beneficiare dell'immunità, un'opinione deve essere stata espressa da un deputato europeo nell'esercizio delle funzioni, ciò che presuppone necessariamente l'esistenza di un nesso tra l'opinione formulata e le funzioni parlamentari(5). La Corte di giustizia ha osservato che il nesso tra il giudizio espresso e le funzioni parlamentari deve essere diretto e imporsi con evidenza. Tale nesso si può accertare quando il contenuto delle dichiarazioni presenta un nesso diretto con un interesse generale coinvolgente i cittadini(6).

In questo contesto, la commissione giuridica ritiene che le circostanze del caso, quali evidenziate nei documenti forniti alla commissione giuridica e nel corso dell'audizione dinanzi ad essa, indichino che le dichiarazioni del Crocetta abbiano un nesso diretto ed evidente con le sue funzioni parlamentari.

È incontestabile che, quando era deputato al Parlamento europeo e, in particolare in occasione delle dichiarazioni in questione, il Crocetta sia stato molto coinvolto, a livello politico, nella lotta contro la criminalità organizzata e la sua influenza sulla politica e l'economia, soprattutto per quanto riguarda gli appalti pubblici nel settore della politica ambientale. Egli, infatti, è stato primo vicepresidente della commissione speciale del Parlamento europeo sulla criminalità organizzata, la corruzione e il riciclaggio di denaro e membro della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare. Durante la sua attività al Parlamento, ha sempre messo in guardia contro le ramificazioni segrete, ma pericolose della criminalità organizzata, come testimonia il suo contributo al lavoro parlamentare, in particolare le sue interrogazioni con richiesta di risposta orale o scritta(7).

Inoltre, nel momento in cui ha rilasciato le dichiarazioni in parola, egli ha sollevato un problema di interesse generale coinvolgente i cittadini europei – vale a dire la presunta influenza della criminalità organizzata su una procedura specifica di appalto pubblico che ha importanti conseguenze finanziarie e ambientali, come pure su ben noti esponenti politici – il che può essere considerato come una delle funzioni di un deputato al Parlamento europeo. Tenuto conto delle circostanze del caso e del tenore delle dichiarazioni, le affermazioni del Crocetta sono, quindi, in grado di presentare un nesso diretto ed evidente con la sua attività di deputato al Parlamento europeo.

Alla luce di quanto precede si può quindi ritenere che, nel rilasciare le dichiarazioni in parola, Rosario Crocetta abbia agito nell'esercizio delle sue funzioni di deputato al Parlamento europeo.

4.  Conclusione

A norma dell'articolo 9, paragrafo 3, del regolamento, esaminate le ragioni a favore e contro la difesa dell'immunità del Crocetta, la commissione giuridica raccomanda al Parlamento europeo di difendere l'immunità e i privilegi di Rosario Crocetta.

(1)

Cause riunite C-200/07 e C-201/07 Marra, sopra citate, punto 26.

(2)

Causa C-163/10 Patriciello, sopra citata, punto 29.

(3)

Cause riunite T-346/11 e T-347/11 Gollnisch, sopra citate, punto 37. Causa C-163/10 Patriciello, sopra citata, punto 30.

(4)

Causa C-163/10 Patriciello, sopra citata, dispositivo e punto 32.

(5)

Ibid, punto 33.

(6)

Ibid, punto 36.

(7)

Cfr. interrogazione con richiesta di risposta scritta alla Commissione sulla protezione dei cittadini e dell'ambiente di Niscemi (Sicilia) contro l'istallazione MUOS (Mobile User Objective System) del 3 agosto 2012, E-007557/2012; Interrogazione con richiesta di risposta orale alla Commissione sulla corruzione negli Stati membri dell'UE del 16 maggio 2012, O-000117/2012; Relatore ombra della relazione sulla criminalità organizzata nell'Unione europea del 25 ottobre 2011, 2010/2309 (INI), P7_TA (2011) 0459; Partecipazione al dibattito su "Colmare la lacuna tra legge anticorruzione e realtà" del 14 settembre 2011, O-000148/2011; Proposta di risoluzione sugli sforzi dell'Unione europea per lottare contro la corruzione del 7 settembre 2011, B7-0481/2011; Interrogazione con richiesta di risposta orale al Consiglio sull'attuazione del pacchetto di lotta alla corruzione nell'UE del 12 luglio 2011, O-000178/2011 e O-000179/2011; Dichiarazione scritta su un Parlamento pulito del 5 luglio 2010, P7_DCL(2010)0059.


ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

11.7.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

17

0

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Jean-Marie Cavada, Kostas Chrysogonos, Therese Comodini Cachia, Mary Honeyball, Dietmar Köster, Gilles Lebreton, António Marinho e Pinto, Emil Radev, Julia Reda, Evelyn Regner, Pavel Svoboda, Tadeusz Zwiefka

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Sergio Gaetano Cofferati, Heidi Hautala, Sylvia-Yvonne Kaufmann, Constance Le Grip, Stefano Maullu, Victor Negrescu

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Maria Noichl

Avviso legale