Procedura : 2016/2148(INI)
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A8-0385/2016

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PV 15/02/2017 - 17
CRE 15/02/2017 - 17

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PV 16/02/2017 - 6.11

Testi approvati :

P8_TA(2017)0053

RELAZIONE     
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15.12.2016
PE 587.442v02-00 A8-0385/2016

sugli investimenti nella crescita e nell'occupazione – ottimizzare il contributo dei Fondi strutturali e di investimento europei: valutazione della relazione a norma dell'articolo 16, paragrafo 3, del regolamento sulle disposizioni comuni

(2016/2148(INI))

Commissione per lo sviluppo regionale

Relatore: Lambert van Nistelrooij

Relatore per parere (*):

Georgi Pirinski, commissione per l'occupazione e gli affari sociali

(*) Procedura con le commissioni associate – articolo 54 del regolamento

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 PARERE della commissione per l'occupazione e gli affari sociali (*)
 PARERE della commissione per i bilanci
 PARERE della commissione per i trasporti e il turismo
 PARERE della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale
 PARERE della commissione per la cultura e l'istruzione
 ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sugli investimenti nella crescita e nell'occupazione – ottimizzare il contributo dei Fondi strutturali e di investimento europei: valutazione della relazione a norma dell'articolo 16, paragrafo 3, del regolamento sulle disposizioni comuni

(2016/2148(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visto l'articolo 174 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

–  visto il regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, e che abroga il regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio (di seguito "RDC")(1),

–  visto il regolamento (UE) n. 1301/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, relativo al Fondo europeo di sviluppo regionale e a disposizioni specifiche concernenti l'obiettivo "Investimenti a favore della crescita e dell'occupazione" e che abroga il regolamento (CE) n. 1080/2006(2),

–  visto il regolamento (UE) n. 1304/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, relativo al Fondo sociale europeo e che abroga il regolamento (CE) n. 1081/2006 del Consiglio(3),

–  visto il regolamento (UE) n. 1305/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e che abroga il regolamento (CE) n. 1698/2005(4),

–  visto il regolamento (UE) n. 1299/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante disposizioni specifiche per il sostegno del Fondo europeo di sviluppo regionale all'obiettivo di cooperazione territoriale europea(5),

–  visto il regolamento (UE) n. 1302/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, che modifica il regolamento (CE) n. 1082/2006 relativo a un gruppo europeo di cooperazione territoriale (GECT) per quanto concerne il chiarimento, la semplificazione e il miglioramento delle norme in tema di costituzione e di funzionamento di tali gruppi(6),

–  visto il regolamento (UE) n. 508/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, relativo al Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e che abroga i regolamenti (CE) n. 2328/2003, (CE) n. 861/2006, (CE) n. 1198/2006 e (CE) n. 791/2007 del Consiglio e il regolamento (UE) n. 1255/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio(7),

–  visto il regolamento (UE) n. 2015/1017 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 giugno 2015, relativo al Fondo europeo per gli investimenti strategici, al polo europeo di consulenza sugli investimenti e al portale dei progetti di investimento europei e che modifica i regolamenti (UE) n. 1291/2013 e (UE) n. 1316/2013 – il Fondo europeo per gli investimenti strategici(8),

–  vista la comunicazione della Commissione dal titolo "Investire nella crescita e nell'occupazione – ottimizzare il contributo dei Fondi strutturali e di investimento europei" (COM(2015)0639),

–  vista la sua risoluzione dell'11 maggio 2016 sull'accelerazione dell'attuazione della politica di coesione(9),

–  vista la sua risoluzione del 6 luglio 2016 sulle sinergie per l'innovazione: i fondi strutturali e di investimento europei, Orizzonte 2020 e altri fondi e programmi dell'UE a sostegno dell'innovazione(10),

–  vista la sua risoluzione del 26 novembre 2015 intitolata "Verso la semplificazione della politica di coesione per il periodo 2014-2020 e il suo orientamento ai risultati"(11),

–  viste le conclusioni del Consiglio del 26 febbraio 2016 dal titolo "Investire nella crescita e nell'occupazione – ottimizzare il contributo dei Fondi strutturali e di investimento europei",

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 25 maggio 2016 sulla comunicazione della Commissione dal titolo "Investire nella crescita e nell'occupazione – ottimizzare il contributo dei Fondi strutturali e di investimento europei" (COM(2015)0639),

–  visto il parere del Comitato delle regioni dell'8-9 luglio 2015 sull'esito dei negoziati sugli accordi di partenariato e sui programmi operativi,

–  vista la sesta relazione sulla coesione economica, sociale e territoriale (COM(2014)0473),

–  visto lo studio realizzato dalla sua Direzione generale delle Politiche interne (dipartimento B: Politiche strutturali e di coesione) del giugno 2016 dal titolo "Massimizzare le sinergie fra i Fondi strutturali e di investimento europei e altri strumenti per raggiungere gli obiettivi Europa 2020",

–  visto lo studio realizzato dalla sua Direzione generale delle Politiche interne (Dipartimento B: Politiche strutturali e di coesione) del settembre 2016 dal titolo "Valutazione della relazione a norma dell'articolo 16, paragrafo 3, del RDC",

–  vista l'analisi realizzata dalla sua Direzione generale delle Politiche interne (dipartimento B: Politiche strutturali e di coesione) del settembre 2016 dal titolo "Strumenti finanziari nel periodo di programmazione 2014-2020: prime esperienze degli Stati membri",

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per lo sviluppo regionale e i pareri della commissione per l'occupazione e gli affari sociali, della commissione per i bilanci, della commissione per i trasporti e il turismo, della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale e della commissione per la cultura e l'istruzione (A8-0385/2016),

A.  considerando che la politica di coesione rappresenta una parte significativa del bilancio dell'UE, che ammonta approssimativamente a un terzo di tutte le spese;

B.  considerando che, con un bilancio di 454 miliardi di EUR per il periodo 2014-2020, i fondi strutturali e di investimento europei (fondi SIE) sono il principale strumento della politica d'investimento dell'UE e rappresentano un'importante fonte di investimenti pubblici in molti Stati membri, generando un aumento dell'occupazione, della crescita e degli investimenti in tutta l'UE e, contemporaneamente, una riduzione delle disparità a livello regionale e locale per promuovere la coesione economica, sociale e territoriale;

C.  considerando che gli accordi di partenariato costituiscono il fondamento della relazione a norma dell'articolo 16, paragrafo 3, presentata dalla Commissione;

D.  considerando che i negoziati per gli accordi di partenariato e i programmi operativi per il periodo 2014-2020 hanno costituito un esercizio modernizzato, intenso e fortemente adattato con un nuovo quadro per le prestazioni, le condizionalità ex ante e la concentrazione tematica, ma che hanno anche causato gravi ritardi nel reale avvio dell'attuazione della politica di coesione, anche per via di carenze nella capacità amministrativa di varie regioni e Stati membri, e che il processo è stato ulteriormente rallentato dalla procedura di designazione delle autorità di gestione;

E.  considerando che è indubbio che, a causa della tardiva adozione del quadro normativo alla fine del 2013 dovuta ai lunghi negoziati e all'accordo tardivo sul QFP, non è stato possibile adottare puntualmente i programmi operativi; che, di conseguenza, l'attuazione dei programmi operativi ha avuto un avvio lento, ripercuotendosi in tal modo sulla diffusione della politica nel territorio;

F.  considerando che le disposizioni comuni sono state istituite per tutti i cinque fondi SIE e che hanno quindi potenziato le relazioni tra di essi;

G.  considerando che la politica di coesione sta attualmente affrontando molte sfide politiche ed economiche, derivanti sia dalla crisi finanziaria, con la conseguente riduzione degli investimenti pubblici in molti Stati membri, per cui i fondi SIE e il cofinanziamento degli Stati membri restano lo strumento principale per gli investimenti pubblici in molti Stati membri, che dalla crisi migratoria;

H.  considerando che nel periodo di programmazione 2014-2020 la politica di coesione ha acquisito un approccio politico più mirato, attraverso la concentrazione tematica, sostenendo le priorità e gli obiettivi dell'Unione;

I.  considerando che i fondi SIE nell'attuale periodo di finanziamento sono maggiormente orientati ai risultati e basati su un contesto di investimento che consente una maggiore efficacia;

J.  considerando che deve esserci un allineamento maggiore tra gli investimenti a titolo della politica di coesione e le priorità della strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva e il semestre europeo;

K.  considerando che la task force per una migliore attuazione ha contribuito all'eliminazione delle strozzature e al recupero dei ritardi nell'assegnazione dei fondi;

Condivisione dei risultati, comunicazione e visibilità

1.  rileva che l'Europa sta attraversando una fase difficile sia in termini economici che sociali e politici, per cui è più che mai necessaria una politica di investimento efficace, orientata alla crescita economica e all'occupazione, vicina ai cittadini e più adatta alle esigenze territoriali specifiche, che tenti di far fronte alla disoccupazione e alle disuguaglianze sociali all'interno dell'Unione, creando un valore aggiunto europeo; reputa che, per riconquistare la fiducia dei suoi cittadini, l'UE debba lanciare dei processi di adeguamento per rispettare i requisiti di cui all'articolo 9 TFUE;

2.  rileva che la politica di coesione nel periodo 2014-2020 è stata profondamente ripensata, il che ha richiesto un cambiamento di mentalità e di metodi di lavoro a tutti i livelli di governance, compresi il coordinamento orizzontale e il coinvolgimento delle parti interessate nonché, nella misura del possibile, lo sviluppo locale di tipo partecipativo; sottolinea che le recenti riforme lungimiranti ed esemplari sono spesso ignorate e che la politica di coesione viene ancora spesso vista come una tradizionale politica di spesa anziché come una politica di sviluppo e d'investimento con risultati tangibili;

3.  reputa che la comunicazione principale sui progetti della politica di coesione dovrebbe porre l'accento sul valore aggiunto europeo, sulla solidarietà e sulla visibilità delle storie di successo, sottolineando nel contempo l'importanza di scambiare le migliori pratiche e di trarre insegnamenti dai progetti che non riescono a conseguire i loro obiettivi; insiste sul fatto che la comunicazione riguardante i fondi SIE dovrebbe essere modernizzata e intensificata; insiste sulla necessità di individuare e attuare nuovi strumenti di comunicazione dei risultati della politica di coesione; reputa necessario investire nell'intelligence e nella raccolta dei dati a livello regionale, come parte di un impegno continuo per creare e aggiornare le banche dati, tenendo conto delle esigenze, delle specificità e delle priorità locali e regionali, come nel caso dell'esistente piattaforma S3, che consentirebbe al pubblico interessato di controllare con efficacia il valore aggiunto europeo dei progetti;

4.  evidenzia che, al fine di migliorare la comunicazione dei fondi SIE e la loro visibilità, deve essere posto maggiormente l'accento sulla partecipazione delle parti interessate e dei beneficiari e su un coinvolgimento significativo dei cittadini nell'elaborazione e nell'attuazione della politica di coesione; sollecita, inoltre, la Commissione, gli Stati membri, le regioni e le città a comunicare più informazioni sia in merito ai risultati della politica di coesione che agli insegnamenti da trarre e a presentare un piano d'azione coordinato e mirato;

Concentrazione tematica

5.  plaude alla concentrazione tematica, che si è dimostrata uno strumento utile per creare una politica mirata e garantire una maggiore efficacia alle priorità dell'UE e alla strategia Europa 2020, migliorando il processo di conversione delle conoscenze in innovazione, posti di lavoro e crescita; sollecita pertanto gli Stati membri e le autorità regionali e locali a prendere decisioni chiare sulle priorità di investimento e a selezionare i progetti basandosi sulle priorità stabilite per i fondi SIE, nonché ad avvalersi di processi di attuazione razionalizzati ed efficaci;

6.  osserva che l'analisi della concentrazione tematica dovrebbe evidenziare in quale modo le scelte strategiche degli Stati membri e la ripartizione delle risorse tra gli obiettivi tematici soddisfano le esigenze specifiche dei territori; si rammarica che questo aspetto sia meno evidente nella relazione presentata dalla Commissione a norma dell'articolo 16;

7.  ritiene che i risultati e i benefici della politica di coesione debbano essere comunicati in modo più efficace, se non altro per ripristinare la fiducia nel progetto europeo;

8.  insiste sul fatto che la politica di coesione dovrebbe continuare ad avere un orientamento tematico e permettere, nel contempo, un grado di flessibilità sufficiente a tenere conto delle necessità specifiche di ciascuna regione, in particolare delle necessità specifiche delle regioni meno sviluppate, come previsto nei regolamenti; chiede un investimento continuo dei fondi ESI nelle regioni in transizione al fine di mantenere i risultati ottenuti con le risorse già stanziate e gli sforzi già profusi;

9.  sottolinea, in particolare, che è opportuno considerare le circostanze delle regioni urbane o rurali, delle cosiddette regioni "in ritardo di sviluppo", delle regioni in transizione e delle regioni con svantaggi naturali o geografici permanenti e che dovrebbero essere elaborate politiche di sostegno adeguate per lo sviluppo di tali zone, che senza la politica di coesione sarebbero difficilmente in grado di raggiungere le regioni più sviluppate; invita la Commissione a perseguire ed espandere strategie per l'attuazione dell'agenda urbana insieme alle autorità locali e alle regioni metropolitane quali nuclei di crescita dell'UE; ricorda, in tale contesto, l'importanza di concedere agli Stati membri e alle regioni una flessibilità sufficiente per sostenere le nuove sfide politiche, come quelle connesse all'immigrazione (pur tenendo conto degli obiettivi originali e ancora attuali della politica di coesione e delle esigenze specifiche delle regioni) nonché la dimensione digitale, nella sua accezione più ampia, della politica di coesione (comprese le questioni relative all'accesso alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione e alla banda larga che sono connesse al completamento del mercato unico digitale); richiama l'attenzione sulla strategia per un'unione dell'energia, sulla strategia per un'economia circolare e sugli impegni dell'UE nel quadro dell'accordo sui cambiamenti climatici di Parigi in quanto i fondi SIE svolgono un ruolo importante nella loro attuazione;

10.  ritiene che si debba dedicare maggiore attenzione alle zone subregionali in cui si concentrano numerose sfide e che spesso sono caratterizzate da sacche di povertà, comunità segregate e quartieri disagiati con una presenza superiore alla media di gruppi emarginati, quali i rom;

11.  è favorevole a spostare gradualmente l'accento da uno incentrato sui progetti relativi alle grandi infrastrutture verso uno fondato sulla promozione dell'economia della conoscenza, l'innovazione e l'inclusione sociale e sulla costruzione delle capacità e la responsabilizzazione degli attori, anche quelli della società civile, nella politica di coesione, tenendo nel contempo conto delle caratteristiche specifiche delle regioni meno sviluppate che hanno ancora bisogno di sostegno nell'ambito dello sviluppo infrastrutturale e per le quali non sono sempre praticabili le soluzioni basate sul mercato, tenendo anche presente che dovrebbe essere garantita una certa flessibilità per consentire a ciascuno Stato membro di investire in funzione delle proprie priorità, quali fissate negli accordi di partenariato per promuovere lo sviluppo economico, sociale, e territoriale;

12.  è del parere che i fondi SIE, compresi in particolare i programmi europei di cooperazione territoriale, debbano essere utilizzati per creare e favorire posti di lavoro di qualità e sistemi di apprendimento permanente e (ri)qualificazione professionale di qualità, tra cui le infrastrutture scolastiche, per consentire ai lavoratori di adeguarsi, in condizioni soddisfacenti, alle realtà in mutamento del mondo del lavoro e per stimolare una crescita, una competitività e uno sviluppo sostenibili e una prosperità condivisa al fine di creare un'Europa equa, sostenibile e inclusiva a livello sociale, concentrando l'attenzione sulle zone meno sviluppate e sui settori con problemi strutturali e sostenendo le categorie più vulnerabili ed esposte della società, in particolare i giovani (congiuntamente a programmi quali ERASMUS+) e le persone con meno competenze o qualifiche, promuovendo una maggiore occupazione mediante l'economia circolare ed evitando l'abbandono scolastico precoce; richiama l'attenzione sul fatto che il FSE è uno strumento a sostegno dell'attuazione delle politiche di interesse pubblico;

13.  esprime preoccupazione poiché la disoccupazione, in particolare la disoccupazione giovanile e delle donne, come anche la disoccupazione nelle zone rurali, rimane molto elevata in numerosi Stati membri, nonostante tutti gli sforzi, e che la politica di coesione deve dare risposte anche a questo problema; raccomanda alla Commissione di prestare maggiore attenzione all'impatto della politica di coesione sulla promozione dell'occupazione e sulla riduzione della disoccupazione; osserva in tale contesto che l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile (IOG) è stata integrata in 34 programmi del FSE nei 20 Stati membri ammissibili, consentendo in tal modo ai giovani disoccupati di beneficiare dell'IOG per trovare un lavoro o per migliorare le loro competenze e qualifiche; è tuttavia preoccupato per il ritardo con cui è stata avviata l'attuazione dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile e per le modalità di attuazione della Garanzia per i giovani in alcune regioni; esorta gli Stati membri a intensificare i loro sforzi affinché le risorse investite producano risultati sostanziali e concreti in modo rapido ed efficace, segnatamente per quanto riguarda i fondi messi a disposizione sotto forma di prefinanziamenti, e affinché l'IOG sia attuata correttamente, nonché a garantire che i giovani lavoratori possano beneficiare di condizioni di lavoro dignitose; chiede, in particolare, che si tenga conto delle reali esigenze della comunità imprenditoriale nell'utilizzo dei fondi SIE per rispondere alle esigenze di formazione, in modo da creare reali opportunità di occupazione e conseguire a un'occupazione a lungo termine; ritiene che la lotta alla disoccupazione giovanile, l'inclusione sociale e le future sfide demografiche con cui l'Europa si trova a dover fare i conti oggi e nel prossimo futuro dovrebbero essere i principali settori di interesse della politica di coesione; auspica il mantenimento dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile oltre il 2016, onde proseguire l'impegno contro la disoccupazione giovanile, pur sottoponendola a un'analisi operativa approfondita che consentirà di apportare le modifiche necessarie al fine di renderla più efficiente;

14.  esprime profonda preoccupazione per il fatto che per il sistema della Garanzia per i giovani, che per il periodo 2014-2020 riceverà finanziamenti per un totale di 12,7 miliardi di EUR dal FSE e dall'iniziativa speciale a favore dell'occupazione giovanile e che, grazie a tali risorse, è già considerato il motore trainante dell'occupazione giovanile, la Commissione non abbia effettuato un'analisi costi-benefici, nonostante ciò costituisca la prassi per tutte le sue principali iniziative; rileva pertanto la carenza di informazioni relative al potenziale costo complessivo dell'attuazione della garanzia in tutta l'UE e osserva che, come sottolineato dalla Corte dei conti europea, vi è il rischio che l'importo totale del finanziamento risulti insufficiente;

15.  sottolinea l'importanza della comunicazione, in particolare quella digitale, grazie alla quale le informazioni relative alle forme di assistenza disponibili per la ricerca di corsi di formazione, tirocini e impieghi cofinanziati dai fondi dell'Unione possono raggiungere il maggior numero di giovani possibile; invita a incrementare le attività di comunicazione finalizzate alla promozione di portali quali DROP'PIN o EURES, e a offrire ai giovani maggiori opportunità di mobilità nel mercato interno, il cui potenziale non è ancora sfruttato appieno nella lotta contro la disoccupazione nell'UE;

16.  invita la Commissione a garantire che gli Stati membri rispettino la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità in sede di attuazione dei progetti sostenuti dai fondi SIE, compreso l'obiettivo di promuovere un passaggio dall'assistenza in strutture istituzionali alla vita in comunità per le persone con disabilità;

17.  ribadisce che il completamento della rete centrale TEN-T rappresenta una priorità della politica europea dei trasporti e che i fondi SIE costituiscono uno strumento molto importante nella realizzazione di tale progetto; sottolinea la necessità di sfruttare le opportunità offerte dai fondi SIE per collegare il potenziale della rete centrale e della rete globale TEN-T con le infrastrutture di trasporto locali e regionali; riconosce l'importanza del Fondo di coesione per migliorare le infrastrutture e la connettività in Europa e insiste sul fatto che tale fondo debba essere mantenuto nel nuovo quadro finanziario post 2020;

18.  sottolinea che la multimodalità dei trasporti dovrebbe costituire un elemento fondamentale nella valutazione dei progetti infrastrutturali finanziati mediante i fondi SIE ma che, tuttavia, non dovrebbe essere l'unico criterio applicato nella valutazione dei progetti presentati, soprattutto nel caso degli Stati membri che necessitano di maggiori investimenti nelle infrastrutture dei trasporti;

19.  sottolinea la necessità di mantenere le attività commerciali tradizionali, tra cui la tradizione artigianale e le competenze ad essa associate, e di definire strategie a favore della crescita dell'imprenditorialità nelle attività commerciali tradizionali, al fine di preservare l'identità culturale dei settori commerciali tradizionali; richiama l'attenzione sull'importanza di sostenere il lavoro legato alla formazione professionale e la mobilità dei giovani artigiani di entrambi i sessi;

Condizionalità ex ante

20.  sottolinea che è necessario un monitoraggio efficace delle condizionalità ex ante per registrare gli sforzi compiuti e i risultati ottenuti; ritiene che le condizionalità ex ante, segnatamente quella relativa alle strategie di ricerca e innovazione per la specializzazione intelligente (RIS3), hanno dimostrato la loro utilità e suggerisce un loro ulteriore miglioramento; sottolinea che dovrebbe essere prestata una maggiore attenzione al rafforzamento delle microimprese e delle piccole e medie imprese;

21.  richiama l'attenzione sul fatto che una percentuale significativa delle condizionalità ex ante non è stata soddisfatta; chiede pertanto che sia eseguita un'analisi della situazione attuale e che si proceda a intraprendere un'azione mirata per darvi risposta, senza compromettere l'assorbimento ottimale dei fondi né l'efficacia della politica di coesione;

Formazione del bilancio in base alle prestazioni

22.  evidenzia che il quadro normativo per il periodo 2014-2020 e gli accordi di partenariato hanno determinato un orientamento fortemente incentrato sui risultati nei programmi di coesione, e che tale approccio può essere esemplare anche per le altre parti della spesa di bilancio dell'UE; plaude all'introduzione di indicatori comuni che consentano la misurazione e l'analisi comparativa dei risultati; ritiene che il lavoro sugli indicatori debba continuare per migliorare le prove sulle spese dei fondi SIE e ottimizzare la selezione dei progetti;

23.  rileva che l'introduzione della concentrazione tematica ha costituito un'importante innovazione grazie alla quale gli investimenti sono incentrati su priorità e obiettivi specifici corrispondenti a indicatori di rendimento e obiettivi specificatamente concordati per tutti i temi;

24.  ricorda che la riserva di efficacia introdotta per ciascuno Stato membro ammonta al 6 % delle risorse assegnate ai fondi SIE; ricorda che, sulla base delle relazioni nazionali del 2017 e della verifica dell'efficacia del 2019, la riserva sarà assegnata solo ai programmi e alle priorità che hanno raggiunto le rispettive tappe fondamentali; chiede flessibilità nell'avvio di nuovi impegni a titolo della riserva di efficacia quando i programmi avranno raggiunto i loro obiettivi e le loro tappe fondamentali negli anni successivi; chiede alla Commissione di valutare se la riserva di efficacia porta un reale valore aggiunto o ha prodotto ulteriori oneri burocratici;

Il semestre europeo

25.  osserva che, durante il processo di programmazione, gli Stati membri hanno riscontrato che più di due terzi delle raccomandazioni specifiche per paese (RSP) adottate nel 2014 erano pertinenti agli investimenti della politica di coesione e plaude al fatto che gli Stati membri ne abbiano tenuto conto nelle loro priorità di programmazione; riconosce che nel prossimo futuro le RSP potrebbero dar luogo a modifiche dei programmi dei fondi SIE, garantendo il sostegno alle riforme strutturali negli Stati membri; sottolinea che le RSP e i programmi nazionali di riforma (PNR) rappresentano un chiaro legame tra i fondi SIE e i processi del semestre europeo;

26.  sottolinea l'importanza di creare un legame equilibrato tra la politica di coesione e il semestre europeo, in quanto entrambi operano per raggiungere gli stessi obiettivi di cui alla strategia Europa 2020, senza pregiudicare il raggiungimento degli obiettivi di coesione sociale, economica e territoriale per ridurre le disparità come previsto dai trattati; è del parere che sarebbe opportuno ripensare la logica alla base della sospensione dei fondi FEIS in caso di una deviazione dagli obiettivi del semestre europeo, in quanto ciò potrebbe essere controproducente per promuovere la crescita e l'occupazione;

Sinergie e strumenti finanziari

27.  rileva che il quadro normativo dei fondi SIE per il periodo 2014-2020 sostiene gli strumenti finanziari; sottolinea, tuttavia, che l'utilizzo delle sovvenzioni continua a essere indispensabile; osserva che sembra esservi un orientamento in favore di un passaggio graduale dalle sovvenzioni ai prestiti e alle garanzie; sottolinea che questa tendenza è stata rafforzata dal piano di investimenti per l'Europa e dal Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), istituito di recente; rileva, inoltre, che l'utilizzo dell'approccio multifondo appare ancora difficile da applicare; sottolinea, data la complessità di tali strumenti, la vitale importanza di fornire un supporto adeguato alle istituzioni locali e regionali nella formazione dei funzionari responsabili della gestione di tali strumenti; ricorda che gli strumenti finanziari potrebbero offrire soluzioni per un utilizzo efficiente del bilancio dell'UE contribuendo, unitamente alle sovvenzioni, alla realizzazione di investimenti per stimolare la crescita economica e creare posti di lavoro sostenibili;

28.  rileva che il FEIS si prefigge un'agenda distinta e che tale fondo viene presentato come esempio di successo per la rapidità di attuazione e i risultati conseguiti con le operazioni esistenti, nonostante le notevoli carenze, quali la mancanza di addizionalità; chiede in tale contesto alla Commissione di fornire dati specifici sull'impatto del FEIS in termini di crescita e occupazione e di presentare, dopo la valutazione, punti di riferimento formativo che consentano di utilizzare i fondi SIE in maniera più efficace nel nuovo periodo di programmazione a partire dal 2021; chiede, oltre al parere della Corte dei conti europea n. 2/2016(12), un'analisi del contributo del FEIS agli obiettivi dei fondi SIE e un bilancio dei risultati conseguiti dal FEIS in termini delle sue priorità;

29.  rileva tuttavia l'assenza di dati fattuali sugli effetti e i risultati prodotti dagli strumenti finanziari nonché il debole legame esistente tra tali strumenti finanziari e gli obiettivi e le priorità generali dell'UE;

30.  osserva che la relazione presentata dalla Commissione a norma dell'articolo 16 fornisce poche informazioni sul coordinamento e sulle sinergie tra i diversi programmi e gli strumenti di altri settori strategici e, in particolare, non ha sempre presentato dati affidabili sui risultati attesi dai programmi del FSE e dell'OIG; sottolinea che l'esistenza di una regolamentazione comune per i cinque fondi SIE ha incrementato le sinergie tra di essi, anche nel secondo pilastro della politica agricola comune; è convinto che sarebbe opportuno rafforzare le sinergie con altre politiche e strumenti, tra cui il FEIS e altri strumenti finanziari, al fine di massimizzare l'impatto degli investimenti; sottolinea che le norme in materia di aiuti di Stato si applicano ai fondi SIE ma non al FEIS e a Orizzonte 2020 e che tale discrepanza causa problemi quanto ad aumentare il livello delle sinergie fra tali fondi, programmi e strumenti; sottolinea che, per garantire la necessaria complementarietà e le sinergie tra il FEIS, gli strumenti finanziari e i fondi SIE, la questione delle norme sugli aiuti di Stato debba essere ulteriormente esaminata per giungere a un suo chiarimento, a una sua semplificazione e a un suo conseguente adattamento; invita la Commissione a fornire indicazioni complete alle autorità di gestione sulle modalità per unire il FEIS agli strumenti di gestione comuni e diretti, tra cui i fondi SIE, il meccanismo per collegare l'Europa e Orizzonte 2020;

31.  è favorevole a continuare un uso equilibrato degli strumenti finanziari quando presentano un valore aggiunto e non pregiudicano il sostegno tradizionale a titolo della politica di coesione; sottolinea, tuttavia, che ciò dovrebbe avvenire soltanto dopo avere attentamente valutato il contributo degli strumenti finanziari agli obiettivi della politica di coesione; sottolinea che tutte le regioni debbano mantenere un ventaglio diversificato di fonti di finanziamento e che in taluni settori le sovvenzioni restano lo strumento più adatto per conseguire gli obiettivi di crescita e occupazione; chiede alla Commissione di presentare incentivi per garantire che le autorità di gestione siano pienamente informate sulle opportunità di ricorrere a strumenti finanziari e sul loro campo di applicazione, e di analizzare i costi di gestione delle sovvenzioni e degli aiuti rimborsabili attuati in programmi condivisi e gestiti a livello centrale; sottolinea che norme chiare, coerenti e mirate in materia di strumenti finanziari per contribuire a semplificare il processo di preparazione e di attuazione per i gestori di fondi e i destinatari sono fondamentali per migliorare la loro efficace attuazione; richiama l'attenzione sulla relazione d'iniziativa dal titolo "Il giusto mix di finanziamenti per le regioni d'Europa: equilibrare strumenti finanziari e sovvenzioni nella politica di coesione dell'UE";

Semplificazione

32.  osserva che uno degli obiettivi principali del periodo di programmazione 2014-2020 è un'ulteriore semplificazione per i beneficiari dei fondi SIE e riconosce che la semplificazione costituisce uno dei fattori chiave per un migliore accesso ai finanziamenti;

33.  plaude alle nuove opportunità di semplificazione, fornite dall'attuale quadro normativo modernizzato dei fondi SIE, in termini di norme comuni di ammissibilità, opzioni semplificate in materia di costi ed e-governance; deplora, tuttavia, che la comunicazione della Commissione a norma dell'articolo 16, paragrafo 3, del regolamento recante disposizioni comuni non includa informazioni specifiche sull'utilizzo delle opzioni semplificate in materia di costi; sottolinea che sono necessari ulteriori sforzi per sviluppare appieno le potenzialità delle opzioni semplificate in materia di costi in termini di riduzione degli oneri amministrativi; osserva che sono ancora necessarie importanti misure di semplificazione sia per i beneficiari che per le autorità di gestione, incentrate sugli appalti pubblici, sulla gestione dei progetti e sugli audit durante e dopo le operazioni;

34.  chiede alla Commissione di fornire una valutazione attuale dell'onere amministrativo, compresi in particolari aspetti quali i tempi, il costo e le formalità burocratiche del finanziamento dell'UE sotto forma sia di sovvenzioni sia di strumenti finanziari, in base ai risultati comprovati del periodo 2007-2013 e dell'inizio del nuovo periodo dal 2014;

35.  raccomanda che, per il prossimo periodo di programmazione che avrà inizio nel 2021, tutti i livelli di governance operino verso un sistema di audit unico, eliminando i controlli doppi tra i vari livelli di governo; esorta la Commissione a chiarire la portata e lo status giuridico degli orientamenti esistenti nell'ambito dei fondi SIE, nonché a sviluppare, in stretta collaborazione con le autorità di gestione e con tutti i pertinenti livelli delle autorità di audit, un'interpretazione congiunta delle questioni di audit; ribadisce la necessità di ulteriori progressi nell'area della semplificazione, anche e soprattutto nei programmi specifici per i giovani, introducendo tra l'altro una maggiore proporzionalità nei controlli; accoglie con favore i risultati preliminari dei lavori del gruppo ad alto livello sulla semplificazione istituito dalla Commissione;

36.  raccomanda di definire procedure standard per l'elaborazione dei programmi operativi e per la gestione, in particolare quando si tratta dei numerosi programmi di cooperazione territoriale;

Capacità amministrativa

37.  rileva che gli Stati membri hanno culture amministrative e livelli di prestazione diversi nei loro quadri politici, che le condizionalità ex ante dovrebbero aiutare a superare; insiste sulla necessità di rafforzare la capacità amministrativa quale priorità nel quadro della politica di coesione e dell'esercizio del semestre europeo, in particolare negli Stati membri con un basso assorbimento dei fondi; osserva la necessità di garantire assistenza tecnica, professionale e pratica agli Stati membri, alle regioni e alle località nelle domande di finanziamento; si compiace degli effetti dello strumento Jaspers e ricorda che una programmazione inadeguata degli investimenti è causa di notevoli ritardi nella realizzazione dei progetti e di un impiego inefficiente delle risorse;

38.  osserva che l'avvio lento di alcuni programmi, l'assenza di capacità di gestione dei progetti complessi, i ritardi registrati nel completamento dei progetti, gli oneri burocratici negli Stati membri, l'eccesso di regolamentazione e gli errori nelle procedure di appalto pubblico costituiscono gli ostacoli principali all'attuazione della politica di coesione; ritiene indispensabile identificare e semplificare le procedure e i procedimenti inutilmente complessi in materia di gestione concorrente che creano oneri supplementari alle autorità e ai beneficiari; sottolinea che è necessario migliorare, monitorare e rafforzare costantemente la capacità amministrativa; è pertanto del parere che a tale proposito sia necessario sfruttare soluzioni di e-government funzionali e flessibili e garantire un'informazione e un coordinamento migliori tra gli Stati membri; sottolinea altresì la necessità di prestare maggiore attenzione alla formazione dell'amministrazione;

39.  rileva che quadri normativi, condizioni e soluzioni su misura (come ad esempio il sistema di scambio "Taiex Regio Peer 2 Peer" fra le diverse regioni) miranti alla semplificazione possono rispondere in modo più efficace alle necessità e alle sfide che le regioni devono fronteggiare, quando si tratta della capacità amministrativa;

Cooperazione territoriale europea

40.  evidenzia – soprattutto dal punto di vista della riduzione delle disparità tra regioni frontaliere – il valore aggiunto europeo della cooperazione territoriale europea, che dovrebbe riflettersi in un maggiore livello di stanziamenti, da introdurre quanto prima, in favore di tale obiettivo della politica di coesione; invita allo stesso tempo gli Stati membri a fornire il cofinanziamento necessario; sottolinea la necessità di preservare questo strumento come uno degli elementi fondamentali della politica di coesione post-2020;

41.  sottolinea l'importanza delle strategie macroregionali, trattandosi di strumenti che si sono rivelati utili allo sviluppo della cooperazione territoriale e allo sviluppo economico dei territori interessati; ricorda il ruolo decisivo delle autorità locali e regionali per la buona riuscita delle iniziative previste da tali strategie;

42.  raccomanda di utilizzare maggiormente lo strumento giuridico del GECT, modificato ed esteso, come base giuridica per la cooperazione territoriale;

43.  propone l'istituzione di un legame permanente fra le RIS3 e la cooperazione interregionale a livello dell'UE, preferibilmente sotto forma di un elemento permanente del programma INTERREG;

44.  sottolinea che la nozione di orientamento ai risultati richiede che i programmi INTERREG garantiscano una cooperazione di alta qualità a livello di progetto e l'adeguamento dei metodi e criteri di valutazione per tener conto delle peculiarità dei singoli programmi; invita la Commissione, gli Stati membri e le autorità di gestione a cooperare e a scambiarsi informazioni e buone prassi su come l'orientamento ai risultati possa essere reso il più efficiente e mirato possibile, in considerazione delle specificità della cooperazione territoriale europea;

45.  sottolinea il potenziale derivante dall'utilizzo degli strumenti finanziari nei programmi INTERREG che, integrando le sovvenzioni, aiutano a sostenere le PMI e a sviluppare la ricerca e l'innovazione aumentando gli investimenti, creando nuovi posti di lavoro, consentendo di ottenere risultati migliori e incrementando l'efficacia dei progetti;

46.  deplora la scarsa sensibilizzazione e l'insufficiente visibilità dei programmi di cooperazione territoriale europea (CTE), invita ad attuare una forma di comunicazione più efficace dei risultati ottenuti dai progetti; invita la Commissione, gli Stati membri e le autorità di gestione a istituire meccanismi e ampie piattaforme istituzionalizzate di cooperazione per garantire una migliore visibilità e la sensibilizzazione; invita la Commissione a delineare i risultati dei programmi e dei progetti CTE finora conseguiti;

Principio di partenariato e governance a più livelli

47.  plaude al codice di condotta concordato durante i negoziati sull'attuale periodo di programmazione che definisce i requisiti minimi per un partenariato correttamente funzionante; osserva che il codice ha migliorato l'attuazione del principio di partenariato nella maggior parte degli Stati membri ma deplora il fatto che vari Stati membri abbiano centralizzato ampie parti della negoziazione e dell'attuazione degli accordi di partenariato e dei programmi operativi; sottolinea la necessità di coinvolgere attivamente le autorità regionali e locali e le parti interessante in tutte le fasi e chiede pertanto che in futuro sia garantita una loro autentica partecipazione nel processo di negoziazione e di attuazione in relazione alle strutture specifiche dei paesi; ritiene che anche un'eccessiva centralizzazione e la mancanza di fiducia abbiano contribuito alla tardiva attuazione dei fondi SIE e che alcuni Stati membri e autorità di gestione sono meno inclini ad assegnare una maggiore responsabilità per la gestione dei fondi UE alle autorità locali e regionali;

48.  sottolinea la necessità che la Commissione fornisca chiarimenti in merito alle prestazioni degli Stati membri e delle regioni sui principi di cui all'articolo 5 dell'RDC, prestando particolare attenzione ai modi in cui il governo possa essere incoraggiato ad applicare pienamente il principio di partenariato; sottolinea che la titolarità condivisa è una condizione preliminare per un maggiore riconoscimento della politica di coesione dell'UE;

49.  sostiene il nuovo approccio della Commissione di istituire gruppi di lavoro speciali, ossia gruppi di progetto volti a garantire una migliore gestione dei fondi SIE negli Stati membri, e invita a sviluppare ulteriormente tale approccio;

50.  sottolinea che la futura politica di coesione deve incorporare misure di sostegno volte ad aiutare i rifugiati a integrarsi efficacemente nel mercato del lavoro dell'UE, promuovendo in tal modo la crescita economica e contribuendo a garantire la sicurezza generale dell'UE;

Il futuro della politica di coesione

51.  sottolinea che i fondi SIE contribuiscono al PIL, all'occupazione e alla crescita negli Stati membri, elementi essenziali da considerare nella settima relazione sulla coesione prevista per il 2017; sottolinea inoltre che investimenti considerevoli nelle regioni meno sviluppate contribuiscono anche al PIL degli Stati membri più sviluppati; è del parere che, qualora il governo del Regno Unito invochi formalmente l'articolo 50 TUE, la settima relazione sulla coesione debba tener conto anche dei possibili effetti della "Brexit" sulla politica strutturale;

52.  ritiene che il PIL potrebbe non essere il solo indicatore legittimo per garantire una distribuzione equa dei fondi e che, in fase di decisione sulla futura ripartizione, sarebbe opportuno tenere conto delle specifiche necessità territoriali e dell'importanza di priorità programmatiche condivise per lo sviluppo delle zone coperte dal programma; ritiene importante che nel futuro sia considerata la possibilità di introdurre nuovi indicatori dinamici da affiancare al PIL; osserva che molte regioni europee devono far fronte a tassi elevati di disoccupazione e a una popolazione in diminuzione; invita la Commissione a valutare la possibilità di sviluppare e di introdurre un "indicatore demografico";

53.  ricorda che una notevole quantità di investimenti pubblici viene eseguita a livello locale e regionale; sottolinea che il sistema europeo dei conti non deve limitare la capacità delle autorità locali e regionali di effettuare i necessari investimenti poiché ciò impedirebbe agli Stati membri di cofinanziare i progetti ammissibili ai fondi strutturali e quindi li priverebbe di tale importante fonte di finanziamento, che può invece contribuire a uscire dalla crisi economica e a rilanciare la crescita e l'occupazione; incoraggia vivamente la Commissione a rivalutare l'approccio rigorosamente annuale del sistema europeo dei conti, in modo che la spesa pubblica finanziata dai fondi SIE sia considerata un investimento di capitale e non semplicemente un debito o una spesa di gestione;

54.  sottolinea che la cooperazione territoriale europea, al servizio del principio più ampio di coesione territoriale introdotto dal trattato di Lisbona, potrebbe essere migliorata; incoraggia pertanto tutte le parti interessate coinvolte nei negoziati sulla futura politica a rafforzare tale dimensione di coesione territoriale; esorta la Commissione ad attribuire alla cooperazione territoriale europea la necessaria importanza nella settima relazione sulla coesione;

55.  ritiene che la concentrazione tematica debba essere mantenuta in futuro, in quanto ha dimostrato la sua sostenibilità economica; si aspetta che la Commissione presenti una panoramica dei risultati raggiunti con la concentrazione tematica nella politica di coesione;

56.  è convinto che la futura politica di coesione orientata alle prestazioni debba fondarsi su dati e indicatori adatti a misurare gli sforzi, gli esiti e gli effetti prodotti e sull'esperienza a livello regionale e locale in tale ambito (formazione del bilancio in base alle prestazioni, condizionalità ex ante e concentrazione tematica), in quanto fornisce alle autorità locali e regionali – comprese quelle che ad oggi non hanno tentati di applicare tale approccio – linee guida pratiche relative all'attuazione dei suoi principi;

57.  sottolinea che in futuro saranno necessari un assorbimento più rapido dei finanziamenti disponibili e una progressione più equilibrata delle spese durante il ciclo di programmazione, anche al fine di evitare il frequente ricorso ai progetti "retrospettivi", spesso miranti a evitare il disimpegno automatico alla fine del periodo di programmazione; ritiene che, una volta adottato il regolamento generale e quelli specifici per i fondi, l'attuazione dei programmi operativi nel prossimo periodo di programmazione a partire dal 2021 potrà iniziare più rapidamente, in quanto gli Stati membri avranno già acquisito esperienza con una politica orientata alle prestazioni in seguito agli sforzi compiuti per la politica di coesione nel periodo 2014-2020; mette in evidenza, a tale proposito, che gli Stati membri dovrebbero evitare i ritardi nella nomina delle autorità di gestione per i programmi operativi;

58.  ribadisce che il processo legislativo di adozione del prossimo QFP dovrebbe essere concluso entro la fine del 2018, in modo tale che il quadro normativo per la futura politica di coesione possa essere adottato rapidamente subito dopo tale data ed entri in vigore senza indugio il 1° gennaio 2021;

59.  ritiene che la politica di coesione debba continuare a includere tutti gli Stati membri e tutte le regioni europee e che la semplificazione delle modalità di accesso ai fondi dell'UE sia una condizione indispensabile per il successo della politica di coesione in futuro;

60.  ritiene che lo spirito di innovazione e di specializzazione intelligente, parallelamente allo sviluppo sostenibile, debba rimanere un importante motore della politica di coesione; sottolinea che la specializzazione intelligente dovrebbe essere un meccanismo guida per la futura politica di coesione;

61.  sottolinea l'elevato rischio di accumulo delle domande di pagamento nel quadro della rubrica 1b nella seconda metà dell'attuale QFP e chiede che sia messo a disposizione un livello sufficiente di stanziamenti di pagamento su base annua fino al termine delle attuali prospettive, al fine di evitare un nuovo arretrato di fatture non pagate; sottolinea, a tale scopo, la necessità che le tre istituzioni dell'UE elaborino e concordino un nuovo piano comune di pagamento per il periodo 2016-2020, che dovrebbe prevedere una strategia chiara per far fronte a tutte le esigenze di pagamento sino alla fine dell'attuale QFP;

62.  raccomanda alla Commissione di analizzare l'impatto reale degli investimenti dei fondi SIE nel corso del precedente periodo di programmazione e la misura in cui gli obiettivi europei sono stati conseguiti mediante i fondi investiti, nonché di trarre conclusioni circa le esperienze positive e negative, quale punto di partenza per aggiungere valore al processo di investimento;

63.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e al Comitato delle regioni nonché ai governi e ai parlamenti nazionali e regionali degli Stati membri.

(1)

GU L 347 del 20.12.2013, pag. 320.

(2)

GU L 347 del 20.12.2013, pag. 289.

(3)

GU L 347 del 20.12.2013, pag. 470.

(4)

GU L 347 del 20.12.2013, pag. 487.

(5)

GU L 347 del 20.12.2013, pag. 259.

(6)

GU L 347 del 20.12.2013, pag. 303.

(7)

GU L 149 del 20.5.2015, pag. 1.

(8)

GU L 169 dell'1.7.2015, pag. 1.

(9)

Testi approvati, P8_TA(2016)0217.

(10)

Testi approvati, P8_TA(2016)0311.

(11)

Testi approvati, P8_TA(2015)0419.

(12)

Parere n. 2/2016 della Corte dei conti europea concernente la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica i regolamenti (UE) n. 1316/2013 e (UE) 2015/1017 e la valutazione della Commissione che l'accompagna redatta in applicazione dell'articolo 18, paragrafo 2, del regolamento (UE) 2015/1017.


MOTIVAZIONE

L'Europa sta attraversando una fase difficile sia in termini economici che politici ed è pertanto più che mai necessaria una soddisfacente politica di investimento più vicina ai cittadini. Il 14 dicembre 2015 la Commissione ha presentato la comunicazione (COM(2015)0639) dal titolo "Investire nella crescita e nell'occupazione – ottimizzare il contributo dei Fondi strutturali e di investimento europei". Detta comunicazione risponde agli obblighi enunciati dall'articolo 16, paragrafo 3, del regolamento sulle disposizioni comuni (RDC).

Il Parlamento europeo sta esaminando, nella presente relazione di attuazione, la comunicazione della Commissione.

Con un bilancio di 454 miliardi di EUR per il periodo 2014-2020, i fondi strutturali e di investimento europei (fondi SIE) sono il principale strumento della politica d'investimento dell'UE. In seguito alla crisi finanziaria, gli investimenti pubblici sono diminuiti in modo significativo, per cui i fondi SIE e il cofinanziamento degli Stati membri sono divenuti il principale strumento d'investimento pubblico nella maggior parte degli Stati membri. Per alcuni Stati membri i finanziamenti SIE costituiscono una percentuale compresa fra il 60 % e l'80 % di tutti i finanziamenti pubblici nello Stato membro. Risulta pertanto essenziale massimizzare l'impatto di questo fondamentale strumento d'investimento.

Il relatore rileva che la comunicazione chiave in merito ai nostri progetti non dovrebbe riguardare solamente la spesa e la contabilità, ma anche il valore aggiunto europeo e la visibilità dei successi dell'Europa. Egli insiste inoltre sul fatto che la comunicazione riguardante i fondi SIE dovrebbe essere modernizzata e intensificata.

Ogniqualvolta progetti interessanti e innovativi beneficino di finanziamenti europei, la comunicazione al riguardo dovrebbe essere ampiamente diffusa presso i cittadini europei. Di conseguenza, la comunicazione riguardante i fondi SIE dovrebbe essere modernizzata e intensificata.

Un elemento importante in vista della futura politica di coesione è l'equilibrio fra gli obiettivi del semestre europeo, le raccomandazioni specifiche per paese (RSP) e gli obiettivi della politica di coesione (coesione economica, sociale e territoriale), la cui complementarità deve essere ulteriormente analizzata.

Una delle novità introdotte nell'RDC per il periodo di programmazione 2014-2020 è costituita dalle condizionalità ex ante. Dette condizionalità sono state introdotte per migliorare le condizioni di investimento nell'Unione europea e nelle sue regioni. La Commissione afferma, nella sua comunicazione, che il 75 % delle condizionalità ex ante è stato soddisfatto in fase di approvazione dei programmi, per cui ciò non è avvenuto per 750 di esse. Entro metà luglio, la medesima cifra è diminuita a 500.

Il relatore prevede di ricevere, nel 2017, relazioni sullo stato di avanzamento degli Stati membri, dettagli/analisi più incentrate sulla qualità riguardanti il progresso complessivo verso il conseguimento degli obiettivi Europa 2020, segnatamente gli obiettivi intermedi, e il funzionamento delle condizionalità ex ante.

Con riferimento alla più ampia idea di politica orientata alla performance, l'introduzione della concentrazione tematica ha determinato un miglioramento rilevante e, attraverso di essa, gli investimenti vengono incentrati su priorità e obiettivi specifici che corrispondono a indicatori e obiettivi esplicitamente stabiliti a seconda del tema. La concentrazione tematica contribuisce chiaramente alle dieci priorità della Commissione europea.

È pertanto opportuno che la politica di coesione continui ad avere un orientamento tematico e a permettere un certo grado di flessibilità al fine di farsi carico delle necessità specifiche di ciascuna regione. Il relatore sottolinea in particolare che, in tale contesto, sia opportuno prendere in considerazione le diverse circostanze urbani o rurali, le cosiddette regioni "in ritardo di sviluppo" nonché le regioni con svantaggi naturali o geografici permanenti (le regioni più settentrionali con densità di popolazione molto basse e le regioni transfrontaliere, insulari, montane o remote). Ricorda inoltre l'importanza di tenere presenti le nuove sfide politiche, come quelle in materia di immigrazione nonché, nella sua accezione più ampia, la dimensione digitale della politica di coesione (comprese ad esempio le questioni in materia di accesso alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione e alla banda larga che sono connesse al completamento del mercato unico digitale). A tale proposito è importante evidenziare la strategia per l'Unione dell'energia, in quanto i fondi SIE svolgono, per la sua attuazione, un ruolo significativo su più fronti.

La semplificazione costituisce un importante fattore per l'accesso ai finanziamenti. Per quanto riguarda tale aspetto, tuttavia, sono deplorevoli i numerosi ostacoli riscontrati dai beneficiari e le numerose complicate procedure tuttora esistenti.

Nonostante l'RDC preveda più opportunità di utilizzo degli strumenti finanziari e un approccio che coinvolge vari fondi, è necessario fare ulteriori progressi in materia di semplificazione e sinergia, attraverso strumenti di politica dell'UE d'orientamento analogo. Il quadro normativo dei fondi SIE per il periodo 2014-2020 sostiene il maggiore utilizzo degli strumenti finanziari. Tale tendenza è stata rafforzata dal piano europeo per gli investimenti e in particolare dal Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) di recente istituzione. Attualmente uno degli elementi su cui si pone l'attenzione è un passaggio graduale dalle sovvenzioni ai prestiti e alle garanzie, nonostante l'utilizzo di un approccio che coinvolge vari fondi appaia ancora difficile da attuare.

I FEIS, così come gli strumenti delle PMI, sono stati concordati molto tardi nel processo negoziale e, di conseguenza, gli Stati membri non hanno preso sufficientemente in considerazione detti strumenti nei loro programmi. Sono stati avviati finora 64 progetti d'investimento e, a norma dei FEIS, sono stati firmati con gli intermediari 185 accordi di finanziamento per le PMI per i quali sono stati utilizzati 12 miliardi di EUR, generando 100 miliardi di EUR sotto forma di nuovi investimenti.

Deve essere messo in evidenza che, per quanto riguarda la cooperazione territoriale europea (CTE), essa viene contrastata da almeno un importante fattore di natura non strettamente politica, legale o economica. In Europa molte regioni stanno facendo fronte a una situazione di cambiamento demografico nonché a una riduzione della popolazione residente nelle zone rurali in quanto i giovani si trasferiscono dalle zone rurali verso le città date le numerose opportunità che esse offrono in più rispetto alle aree rurali.

Gli Stati membri devono creare gli strumenti necessari per rafforzare costantemente le capacità amministrative, ad esempio favorendo soluzioni di eGovernment funzionali e flessibili.

Ultima osservazione, ma non meno rilevante, riguarda l'importanza di porre l'accento sul fatto che l'alta percentuale di errori della politica di coesione deriva in parte da altre politiche, come quelle in materia di appalti pubblici, aiuti di Stato, ecc.


PARERE della commissione per l'occupazione e gli affari sociali (*) (17.10.2016)

destinato alla commissione per lo sviluppo regionale

su "Investire nella crescita e nell'occupazione – ottimizzare il contributo dei Fondi strutturali e di investimento europei: una valutazione della relazione a norma dell'articolo 16, paragrafo 3, del regolamento sulle disposizioni comuni"

(2016/2148(INI))

Relatore per parere (*): Georgi Pirinski

(*) Procedura con le commissioni associate – articolo 54 del regolamento

SUGGERIMENTI

La commissione per l'occupazione e gli affari sociali invita la commissione per lo sviluppo regionale, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  si stupisce e si preoccupa per il fatto che, invece della relazione prevista dall'articolo 16, paragrafo 3, del regolamento sulle disposizioni comuni (RDC), la Commissione si sia limitata a presentare una comunicazione sui negoziati relativi agli accordi di partenariato (AP) e ai programmi operativi (PO), senza alcun effetto sostanziale, priva di un'analisi e non conforme ai requisiti di cui all'articolo 16, paragrafo 3;

2.  è del parere che i fondi strutturali e d'investimento europei (fondi SIE) debbano essere utilizzati per creare e favorire posti di lavoro di qualità, e per promuovere sistemi di apprendimento permanente e (ri-)qualificazione professionale di qualità che consentano ai lavoratori di adeguarsi, in condizioni soddisfacenti, alle realtà in mutamento del mondo del lavoro, per stimolare una crescita, una competitività e uno sviluppo sostenibili e una prosperità condivisa per un'Europa equa, sostenibile e inclusiva a livello sociale, concentrando l'attenzione sulle aree meno sviluppate e sui settori con problemi strutturali e sostenendo le categorie più vulnerabili ed esposte della società, in particolare i giovani e le persone meno qualificate, nonché promuovendo un incremento dell'occupazione nell'ambito dell'economia circolare e delle energie rinnovabili; richiama l'attenzione sul fatto che il Fondo sociale europeo (FSE) non è esclusivamente uno strumento d'investimento, ma piuttosto uno strumento a sostegno dell'attuazione di politiche di interesse pubblico e di rafforzamento della capacità istituzionale delle autorità pubbliche e delle parti interessate nonché di una pubblica amministrazione efficiente;

3.  prende atto dei risultati previsti dagli accordi di partenariato e dai programmi operativi, ma deplora che nella comunicazione COM(2015)0639 la Commissione non abbia sempre presentato dati affidabili sui risultati attesi dai programmi dell'FSE e dell'IOG né dati dettagliati sul rispetto dei requisiti relativi alla quota minima dell'FSE (articolo 92, paragrafo 4, del regolamento sulle disposizioni comuni) e allo stanziamento minimo per l'inclusione sociale; sollecita gli Stati membri e le autorità regionali e locali a seguire la via giusta per quanto riguarda le decisioni sulle priorità di investimento e la selezione dei progetti, basandosi unicamente sulle chiare priorità stabilite per i fondi SIE, nonché ad avvalersi di processi razionalizzati ed efficaci per la loro attuazione al fine di realizzare gli obiettivi della politica di coesione, in quanto i risultati sono stati troppo spesso inferiori alle aspettative; ricorda che un approccio "dal basso" potrebbe contribuire a questo obiettivo; segnala che sono necessarie politiche più efficaci ed efficienti, al fine di evitare sovrapposizioni, ridondanze, oneri amministrativi distruttivi e incoerenze;

4.  è gravemente preoccupato e deluso per il ritardo nell'adozione dei programmi operativi del Fondo sociale europeo (FSE) ed esorta sia gli Stati membri che la Commissione ad accelerare l'attuazione dei programmi operativi; è del parere che le novità rilevanti introdotte per il periodo 2014-2020 abbino comportato oneri amministrativi nonostante gli sforzi di semplificazione; si augura che la Commissione abbia tratto insegnamento da ciò onde evitare analoghi ritardi in futuro e migliorare il monitoraggio dell'impiego dei fondi SIE, in modo da garantirne l'efficacia e la trasparenza;

5.  sottolinea il carattere prioritario delle sfide che l'FSE deve affrontare, e prende atto che ciò si rispecchia nella cifra di 86,4 miliardi di EUR destinati alle misure dell'FSE nell'ambito dei pertinenti obiettivi tematici, in linea con la strategia Europa 2020;

6.  osserva che l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile (IOG) è stata integrata in 34 programmi del FSE nei 20 Stati membri ammissibili, consentendo in tal modo ai giovani disoccupati di beneficiare dell'IOG per trovare un lavoro o per migliorare le loro competenze e qualifiche; è tuttavia preoccupato per il ritardo con cui è stata avviata l'attuazione dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile e per le modalità di attuazione della Garanzia per i giovani in alcune regioni; esorta gli Stati membri a intensificare i loro sforzi affinché le risorse investite producano risultati sostanziali e concreti in modo rapido ed efficace, segnatamente per quanto riguarda i fondi messi a disposizione sotto forma di prefinanziamenti, e affinché l'IOG sia attuata correttamente, nonché a garantire che i giovani lavoratori possano beneficiare di condizioni di lavoro dignitose; in particolare, laddove i fondi SIE siano impiegati per rispondere a esigenze collegate alla formazione, ne chiede un utilizzo che tenga conto delle effettive necessità del mondo imprenditoriale in modo da creare reali opportunità di occupazione e pervenire ad un'occupazione a lungo termine;

7.  esprime profonda preoccupazione per il fatto che per il sistema della Garanzia per i giovani, che per il periodo 2014-2020 riceverà finanziamenti per un totale di 12,7 miliardi di EUR dal Fondo sociale europeo e dall'iniziativa speciale a favore dell'occupazione giovanile e che, grazie a tali risorse, è già considerato il motore trainante dell'occupazione giovanile, la Commissione non abbia effettuato un'analisi costi-benefici, nonostante ciò costituisca la prassi per tutte le sue principali iniziative; rileva pertanto la carenza di informazioni relative al potenziale costo complessivo dell'attuazione della garanzia in tutta l'UE e osserva che, come sottolineato dalla Corte dei conti europea, vi è il rischio che l'importo totale del finanziamento risulti insufficiente;

8.  chiede alla Commissione di semplificare le procedure relative all'utilizzo dei finanziamenti a favore dell'occupazione giovanile, in modo che possano contribuire alla creazione di nuove strutture e andare a beneficio del maggior numero possibile di persone;

9.  sottolinea l'importanza della comunicazione, in particolare di quella digitale, grazie alle quale le informazioni relative alle forme di assistenza disponibili per la ricerca di corsi di formazione, tirocini e impieghi cofinanziati dai fondi unionali possono raggiungere il maggior numero di giovani possibile; invita a incrementare le attività di comunicazione finalizzate alla promozione di portali quali DROP'PIN o EURES, e a offrire ai giovani maggiori opportunità di mobilità nel mercato interno, il cui potenziale non è ancora sfruttato appieno nella lotta contro la disoccupazione nell'UE;

10.  auspica, sulla base di un'analisi approfondita del suo funzionamento, che consentirà di apportare le modifiche necessarie al fine di renderla più efficiente, il mantenimento dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile oltre il 2016, per proseguire la lotta contro la disoccupazione giovanile;

11.  chiede alla Commissione di garantire che gli obiettivi specifici dei programmi dell'FSE relativi ai principali obiettivi della strategia Europa 2020 e allo stanziamento previsto del 20 % dell'FSE destinato all'inclusione sociale siano pienamente raggiunti, seguendo da vicino la corretta attuazione delle azioni programmate;

12.  sottolinea la necessità di accordare maggiore attenzione ai problemi relativi all'occupazione, agli aspetti sociali, alla formazione e alla pubblica amministrazione nelle raccomandazioni specifiche per paese, ed esorta gli Stati membri ad orientare meglio l'FSE e altri investimenti dei fondi SIE per far fronte a tali problemi;

13.  si rammarica del fatto che i progressi verso gli obiettivi di Europa 2020 per l'occupazione e il contrasto alla povertà non siano stati raggiunti; esprime preoccupazione, in particolare, per i risultati peggiori ottenuti dalle regioni meno sviluppate o in transizione;

14.  sottolinea che i fondi dell'UE non dovrebbero essere utilizzati soltanto per raggiungere gli obiettivi della strategia Europa 2020 ma anche per miglioramenti più strutturali e investimenti nell'economia reale; ritiene necessario procedere a una valutazione quantitativa dell'efficacia e dell'efficienza dei fondi già investiti, valutando in particolare gli effetti sulla creazione di posti di lavoro;

15.  insiste sul fatto che i fondi SIE offrono all'UE una grande opportunità per finanziare un maggior numero di progetti di R&S, un ambito in cui registriamo un notevole ritardo e che avrebbe un impatto sulla creazione di un'occupazione di qualità e sostenibile; chiede alla Commissione di sostenere il ruolo dei fondi SIE per promuovere la ricerca e l'innovazione nelle microimprese e nelle piccole e medie imprese;

16.  raccomanda alla Commissione un impegno fattivo attraverso i fondi SIE per la creazione di posti di lavoro in un contesto economico a basse emissioni di carbonio e a ridotte emissioni di inquinanti;

17.  chiede che si continui a investire fondi strutturali nelle regioni in transizione per evitare di interrompere gli effetti dei mezzi e degli sforzi già attuati;

18.  sottolinea che il raggiungimento degli obiettivi degli AP e dei PO è notevolmente agevolato dalla partecipazione attiva delle parti sociali e di altri soggetti interessati della società civile, sia nel processo di sviluppo che nell'attuazione dei progetti da realizzare; chiede un maggiore coinvolgimento delle parti sociali nell'ambito del gruppo ad alto livello di esperti indipendenti incaricati di monitorare la semplificazione dei fondi strutturali e d'investimento europei per i beneficiari dei medesimi;

19.  è soddisfatto che gli accordi di partenariato prevedano un coordinamento e delle sinergie tra l'FSE e altri fondi SIE e programmi dell'UE (EaSI, FEAD, FEG, Erasmus+, Life+ e Orizzonte 2020) e gli strumenti nazionali; osserva che l'FSE, da solo, non può risolvere i problemi complessi che interessano il mercato del lavoro, l'istruzione e le politiche sociali e sottolinea che, nonostante la crescita economica prevista, il livello di occupazione in Europa dovrebbe rimanere inferiore rispetto al 2008; insiste quindi affinché la Commissione e gli Stati membri assicurino un coordinamento globale e la complementarità tra i diversi strumenti, al fine di evitare sovrapposizioni, realizzare investimenti efficaci ed efficienti e ottenere risultati migliori;

20.  invita inoltre la Commissione a compiere uno sforzo per armonizzare le definizioni e le regolamentazioni, in maniera da poter disporre di una maggiore coerenza fra i diversi fondi e strumenti;

21.  osserva che solo raramente le azioni finanziate a titolo dell'FSE generano entrate direttamente, e che le sovvenzioni rappresentano quindi lo strumento appropriato per la loro attuazione, mentre alcuni strumenti finanziari, come i prestiti e le garanzie, potrebbero essere un utile strumento complementare per taluni interventi dell'FSE con un possibile effetto leva;

22.  segnala l'importanza di rendere più attraenti gli investimenti dell'FSE per i beneficiari mediante il ricorso a opzioni semplificate in materia di costi (OSC), e accoglie con favore l'incremento degli importi coperti dalle opzioni semplificate previsti per il periodo 2014-2020, dal 7 al 35 %; chiede alla Commissione di continuare tali sforzi al fine di ampliare il ricorso alle opzioni semplificate; invita gli Stati membri a ridurre gli ostacoli burocratici per consentire un'attuazione più efficace dell'FSE;

23.  invita la Commissione a progredire nella semplificazione per i beneficiari e a fissare un orientamento più preciso in funzione dei loro obiettivi, tenendo conto delle specifiche esigenze e delle peculiarità degli Stati membri; inoltre, esorta anche gli Stati membri a compiere uno sforzo al riguardo;

24.  sottolinea la necessità di garantire una capacità amministrativa sufficiente prima che vengano realizzati gli investimenti, tenendo conto del fatto che maggiori fondi dell'UE non significano più crescita; osserva che, a un certo punto, i rendimenti iniziano a diminuire e i fondi aggiuntivi non comportano una crescita più elevata;

25.  raccomanda alla Commissione di sviluppare e istituire un portale di facile utilizzo che fornisca una breve descrizione di tutte le opzioni di finanziamento a livello di UE e collegamenti alla pagina web di ogni singolo programma;

26.  invita la Commissione e gli Stati membri a garantire che le risorse destinate all'assistenza tecnica su iniziativa della Commissione siano finalizzate esclusivamente al superamento dei vari ostacoli che impediscono l'attuazione dell'FSE/IOG, all'incremento dell'efficienza e dell'efficacia dell'utilizzo degli investimenti dei fondi SIE, anche attraverso il miglioramento dei tassi di assorbimento, come anche al corretto adempimento delle rimanenti condizionalità ex ante; sottolinea l'importanza di combattere lo spreco dei fondi unionali, e attende con interesse i risultati della riforma dei fondi strutturali e d'investimento, in particolare per quanto riguarda la condizionalità ex-ante;

27.  invita la Commissione ad analizzare attentamente l'impatto reale dell'investimento dei fondi dell'UE nel corso del precedente periodo di programmazione e a trarre conclusioni per quanto riguarda i risultati positivi e negativi degli accordi di partenariato e dei programmi operativi; ritiene che occorra procedere in modo analogo per il futuro periodo di programmazione; sottolinea che è necessario un portale che sintetizzi le statistiche sui progetti già approvati onde evitare la frammentazione delle informazioni.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

12.10.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

43

2

7

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Laura Agea, Guillaume Balas, Brando Benifei, Mara Bizzotto, Vilija Blinkevičiūtė, Enrique Calvet Chambon, David Casa, Ole Christensen, Martina Dlabajová, Lampros Fountoulis, Elena Gentile, Arne Gericke, Marian Harkin, Czesław Hoc, Danuta Jazłowiecka, Agnes Jongerius, Rina Ronja Kari, Jan Keller, Ádám Kósa, Agnieszka Kozłowska-Rajewicz, Jean Lambert, Jérôme Lavrilleux, Jeroen Lenaers, Verónica Lope Fontagné, Javi López, Morten Løkkegaard, Thomas Mann, Dominique Martin, Anthea McIntyre, Elisabeth Morin-Chartier, Emilian Pavel, João Pimenta Lopes, Georgi Pirinski, Marek Plura, Terry Reintke, Anne Sander, Sven Schulze, Siôn Simon, Jutta Steinruck, Romana Tomc, Yana Toom, Ulrike Trebesius, Marita Ulvskog, Renate Weber, Tatjana Ždanoka, Jana Žitňanská

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Deirdre Clune, Tania González Peñas, Dieter-Lebrecht Koch, Neoklis Sylikiotis, Flavio Zanonato

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Raymond Finch

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

43

+

ALDE

Enrique Calvet Chambon, Martina Dlabajová, Marian Harkin, Morten Løkkegaard, Yana Toom, Renate Weber

EFDD

Laura Agea

GUE/NGL

Tania González Peñas, Rina Ronja Kari, João Pimenta Lopes, Neoklis Sylikiotis

Verts/ALE

Jean Lambert, Terry Reintke, Tatjana Zdanoka

PPE

David Casa, Deirdre Clune, Danuta Jazłowiecka, Dieter-Lebrecht Koch, Agnieszka Kozłowska-Rajewicz, Ádám Kósa, Jérôme Lavrilleux, Jeroen Lenaers, Verónica Lope Fontagné, Thomas Mann, Elisabeth Morin-Chartier, Marek Plura, Anne Sander, Sven Schulze, Romana Tomc

S&D

Guillaume Balas, Brando Benifei, Vilija Blinkevičiūtė, Ole Christensen, Elena Gentile, Agnes Jongerius, Jan Keller, Javi López, Emilian Pavel, Georgi Pirinski, Siôn Simon, Jutta Steinruck, Marita Ulvskog, Flavio Zanonato

2

-

EFDD

Raymond Finch

NI

Lampros Fountoulis

7

0

ECR

Arne Gericke, Czesław Hoc, Anthea McIntyre, Ulrike Trebesius, Jana Žitňanská, Mara Bizzotto

ENF

Dominique Martin

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti


PARERE della commissione per i bilanci (11.10.2016)

destinato alla commissione per lo sviluppo regionale

su "Investire nella crescita e nell'occupazione – ottimizzare il contributo dei Fondi strutturali e di investimento europei: una valutazione della relazione a norma dell'articolo 16, paragrafo 3, del regolamento sulle disposizioni comuni"

(2016/2148(INI))

Relatore per parere: Daniele Viotti

SUGGERIMENTI

La commissione per i bilanci invita la commissione per lo sviluppo regionale, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  esprime preoccupazione per i ritardi nell'adozione dei programmi operativi e nella designazione delle autorità di gestione, di pagamento e di certificazione nell'ambito della politica di coesione che hanno determinato un lento avvio dei progetti e un bassissimo livello di assorbimento della politica di coesione nei primi tre anni dell'attuale periodo di programmazione; ritiene necessario effettuare il massimo sforzo per garantire che i nuovi programmi vengano avviati senza ritardi all'inizio di ciascun periodo di programmazione e chiede, in questo contesto, un accordo tempestivo sul prossimo quadro finanziario pluriennale (QFP);

2.  sottolinea l'elevato rischio di accumulo delle domande di pagamento nel quadro della rubrica 1b nella seconda metà dell'attuale QFP e chiede che sia messo a disposizione un livello sufficiente di stanziamenti di pagamento su base annua fino al termine dell'attuale prospettiva, al fine di evitare un nuovo arretrato di fatture non pagate; sottolinea, a tale scopo, la necessità che le tre istituzioni dell'UE elaborino e concordino un nuovo piano comune di pagamento per il periodo 2016-2020, che dovrebbe prevedere una strategia chiara per far fronte a tutte le esigenze di pagamento sino alla fine dell'attuale QFP;

3.  riconosce il contributo dei fondi SIE a sostegno dell'attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese; sottolinea che si deve ricorrere all'applicazione dell'articolo 23 del regolamento recante disposizioni comuni solo in ultima istanza e che il Parlamento dev'essere pienamente coinvolto fin dalle prime fasi; rileva in tale contesto la proposta della Commissione che istituisce il programma di sostegno alle riforme strutturali, che sarà in parte finanziato attraverso il trasferimento, al programma, di finanziamenti in materia di assistenza tecnica nel quadro della politica di coesione;

4.  sottolinea che nell'attuale QFP viene posta una maggiore attenzione alla performance dei fondi SIE; ritiene che il futuro quadro di riferimento dell'efficacia dell'attuazione nella prossima prospettiva dovrebbe basarsi sui risultati di una valutazione approfondita del funzionamento delle disposizioni vigenti;

5.  giunge alla conclusione che sia possibile migliorare notevolmente le prestazioni e l'efficienza del bilancio dell'UE mediante la semplificazione dei fondi SIE sia per i beneficiari che per le autorità di gestione, segnatamente in relazione alla domanda (appalti pubblici), all'esecuzione (gestione dei progetti) e al controllo (audit durante e dopo il progetto); invita la Commissione a incoraggiare il gruppo di esperti ad alto livello a lavorare in uno spirito di innovazione e di ricerca di soluzioni non convenzionali, invece di porsi limiti operativi;

6.  osserva che, nel QFP attuale, gli strumenti finanziari svolgono un ruolo maggiore come forme complementari di finanziamento rispetto a sussidi e sovvenzioni; ritiene tuttavia che essi non dovrebbero sostituirsi alle sovvenzioni quali strumento di base dei fondi SIE; sottolinea che la loro attuazione deve essere efficace e trasparente e che deve essere sempre sottoposta al pieno controllo parlamentare, ferma restando l'unità del bilancio dell'UE;

7.  si attende che la Commissioni presenti quanto prima al Parlamento una valutazione esauriente circa la complementarietà, l'addizionalità e le sinergie realizzate finora tra i fondi SIE e il FEIS e chiede l'adozione di misure atte a garantire piena coerenza e sinergie tra i fondi SIE e gli altri strumenti dell'UE;

8.  accoglie con favore i progressi e i risultati significativi delle operazioni del FEIS in atto; ritiene che la revisione del regolamento FEIS costituirà l'occasione per migliorare ulteriormente le prestazioni del Fondo, in particolare attraverso: la possibilità per le regioni non partecipanti di generare una domanda equilibrata su scala regionale e attività di progetto attraverso un'assistenza tecnica sul campo; un orientamento globale per le autorità di gestione sulla possibilità di combinare il FEIS con strumenti di gestione condivisa e diretta; la velocizzazione della creazione di piattaforme di investimento negli Stati membri - punto d'incontro per fondi pubblici e finanziamenti privati; il riequilibrio degli investimenti del settore, in particolare tenendo conto dei principali deficit di investimento; un più elevato profilo di rischio dei progetti di investimento approvati; nonché dati e informazioni completi sui progressi della componente PMI, compreso l'utilizzo di prodotti finanziari da parte delle PMI;

9.  sottolinea che una risposta adeguata alla migrazione è divenuta una delle principali sfide per l'Europa; sottolinea il potenziale del contributo dei fondi SIE in questo contesto, in particolare tenendo conto delle scarse risorse finanziarie nel bilancio dell'UE in generale; esorta gli Stati membri ad utilizzare fondi della politica di coesione per promuovere l'integrazione sociale dei richiedenti asilo e dei rifugiati; invita la Commissione a consentire una tempestiva modifica dei programmi operativi a questo scopo, se necessario;

10.  invita la Commissione a tenere informata l'autorità di bilancio sulle possibili conseguenze finanziarie della Brexit per i fondi SIE nell'UE a 27 nell'attuale periodo di programmazione.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

11.10.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

29

5

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Nedzhmi Ali, Jonathan Arnott, Jean Arthuis, Richard Ashworth, Reimer Böge, Lefteris Christoforou, Jean-Paul Denanot, Gérard Deprez, José Manuel Fernandes, Eider Gardiazabal Rubial, Jens Geier, Esteban González Pons, Ingeborg Gräßle, Iris Hoffmann, Monika Hohlmeier, Bernd Kölmel, Zbigniew Kuźmiuk, Vladimír Maňka, Ernest Maragall, Siegfried Mureşan, Jan Olbrycht, Urmas Paet, Paul Rübig, Petri Sarvamaa, Patricija Šulin, Eleftherios Synadinos, Isabelle Thomas, Inese Vaidere, Daniele Viotti, Auke Zijlstra

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Derek Vaughan

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Daniela Aiuto, Edouard Ferrand, Afzal Khan


PARERE della commissione per i trasporti e il turismo (12.10.2016)

destinato alla commissione per lo sviluppo regionale

su "Investire nella crescita e nell'occupazione – ottimizzare il contributo dei fondi strutturali e di investimento europei: una valutazione della relazione a norma dell'articolo 16, paragrafo 3, del regolamento recante disposizioni comuni"

(2016/2148(INI))

Relatore per parere: Kosma Złotowski

SUGGERIMENTI

La commissione per i trasporti e il turismo invita la commissione per lo sviluppo regionale, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  prende atto dell'importante contributo dei fondi strutturali e di investimento europei alla costruzione di una rete europea dei trasporti moderna, efficiente, a basse emissioni e sicura; sottolinea la necessità di complementarietà e migliori sinergie nell'attuazione dei fondi dell'UE per promuovere i finanziamenti combinati e aumentare l'effetto leva degli strumenti finanziari dell'Unione nel settore dei trasporti; rileva la necessità di intensificare gli sforzi e istituire delle commissioni congiunte di monitoraggio per rafforzare le sinergie tra i fondi SIE, il meccanismo per collegare l'Europa, il Fondo europeo per gli investimenti strategici e il programma Orizzonte 2020 nel settore dei trasporti; richiama l'attenzione sulla necessità di tenere conto delle diverse esigenze degli Stati membri e delle regioni nel quadro dei vari fondi e delle varie reti;

2.  sottolinea che i fondi strutturali e di investimento europei sono diventati la principale fonte di investimenti, e nei paesi particolarmente colpiti dalla crisi una fonte fondamentale, e che stanno divenendo non solo uno strumento chiave per eliminare le disparità nelle infrastrutture dei trasporti a livello regionale e nazionale allo scopo di promuovere la coesione sociale e territoriale, ma anche una leva fondamentale per mantenere l'attività economica e l'occupazione nei settori dei trasporti e del turismo; sottolinea che il cofinanziamento dei progetti di infrastrutture dei trasporti dovrebbe essere orientato alla riduzione del traffico e degli incidenti e alla minimizzazione dei costi esterni;

3.  sottolinea l'importanza della partecipazione dei cittadini, della trasparenza e della sostenibilità dei piani generali nazionali dei trasporti nonché dei piani sulla mobilità urbana sostenibile e del loro coordinamento a livello nazionale e di UE, in particolare tra Stati membri vicini, per completare i piani di trasporto transfrontaliero e le sezioni transfrontaliere mancanti e creare una visione coerente per lo sviluppo delle singole modalità di trasporto; chiede agli Stati membri di migliorare il coordinamento dei piani nazionali di trasporto con gli obiettivi e i termini della rete TEN-T; esorta la Commissione a introdurre un meccanismo specifico per accrescere il coordinamento tra la pianificazione a livello di UE e i piani nazionali;

4.  mette in evidenza la necessità di utilizzare i fondi strutturali e di investimento europei, in sinergia con il meccanismo per collegare l'Europea e il Fondo europeo per gli investimenti strategici, allo scopo di colmare il divario ed eliminare le strozzature che esistono tra i progetti infrastrutturali completati e frenano il miglioramento della coesione economica e sociale, in particolare nelle regioni transfrontaliere e nelle regioni ultraperiferiche di cui all'articolo 349 TFUE, ivi compresi i collegamenti ferroviari regionali smantellati e abbandonati (i raccordi mancanti); rammenta che i fondi SIE possono essere utilizzati per investire nella mobilità intelligente e nei sistemi di trasporto intelligenti (STI) e, in particolare, nei trasporti pubblici sostenibili nelle città e nelle regioni;

5.  rileva la necessità specifica di ottimizzare il contributo dei fondi strutturali per conseguire gli obiettivi dell'agenda urbana dell'UE; invita la Commissione a destinare fondi adeguati per sostenere i piani di mobilità urbana sostenibile e i progetti per trasporti pubblici e terminali di trasporto sostenibili, accessibili, sicuri e intermodali; sottolinea l'importanza degli investimenti territoriali integrati per la creazione di una rete dei trasporti pubblici ampia, efficiente dal punto di vista energetico e sostenibile per i passeggeri;

6.   osserva la necessità di garantire assistenza tecnica, professionale e pratica agli Stati membri, alle regioni e alle località nelle domande di finanziamento, a livello di pianificazione e durante l'attuazione dei progetti infrastrutturali a maggiore intensità di capitale, per garantire qualità e costi ottimali e porre rimedio alla carenza di competenze negli Stati membri; segnala la necessità di migliorare, con l'aiuto della Commissione, la conoscenza degli strumenti di finanziamento dell'UE e delle pertinenti procedure di applicazione negli Stati membri, al fine di assicurare una ripartizione equa ed efficace dei finanziamenti stessi; si compiace degli effetti dello strumento Jaspers e ricorda che una programmazione inadeguata degli investimenti è causa di notevoli ritardi nella realizzazione dei progetti e di un impiego inefficiente delle risorse;

7.  ribadisce che il completamento della rete centrale TEN-T rappresenta una priorità della politica europea dei trasporti e che i fondi strutturali e di investimento costituiscono uno strumento molto importante nella realizzazione di tale progetto; sottolinea la necessità di sfruttare le opportunità offerte dai fondi strutturali e di investimento europei per collegare il potenziale della rete centrale e della rete globale TEN-T con le infrastrutture di trasporto locali e regionali; riconosce l'importanza del Fondo di coesione per migliorare le infrastrutture e la connettività in Europa e insiste sul fatto che tale fondo debba essere mantenuto nel nuovo quadro finanziario post 2020;

8.  invita la Commissione a prendere in considerazione le caratteristiche principali degli investimenti a lungo termine nelle infrastrutture di trasporto; sottolinea che gli investimenti in infrastrutture dei trasporti sostenibili richiedono un contributo pubblico considerevole e potrebbero essere meno interessanti per il settore privato in ragione del loro rendimento troppo basso o incerto sul capitale investito;

9.  ricorda che le risorse destinate al finanziamento del meccanismo per collegare l'Europa (MCE) sono state pesantemente ridotte per ricapitalizzare il Fondo europeo per gli investimenti strategici; ribadisce che i trasporti restano una priorità assoluta del Fondo europeo per gli investimenti strategici e chiede che tale fondo sia utilizzato per finanziare i progetti infrastrutturali dei trasporti sostenibili, in particolare l'infrastruttura ferroviaria; chiede con forza che i tagli apportati al MCE per finanziare il FEIS vengano ripristinati nell'ambito della revisione del quadro finanziario pluriennale; richiama l'attenzione sulla possibilità di unire gli strumenti finanziari del FEIS e i fondi SIE in un unico progetto;

10.  sottolinea che la multimodalità dei trasporti dovrebbe costituire un elemento fondamentale nella valutazione dei progetti infrastrutturali finanziati mediante i fondi strutturali e di investimento europei ma che, tuttavia, non dovrebbe essere l'unico criterio applicato nella valutazione dei progetti presentati, soprattutto nel caso degli Stati membri che necessitano di maggiori investimenti nelle infrastrutture dei trasporti;

11.  sottolinea che il finanziamento nell'ambito della politica di coesione, la creazione di posti di lavoro, lo sviluppo sostenibile e l'applicazione delle tecnologie innovative sono eccezionalmente importanti per la costruzione e lo sviluppo delle infrastrutture dei trasporti nei paesi dell'Europa centrale e orientale e in altri paesi, in particolare nelle regioni europee meno sviluppate; invita a garantire le risorse necessarie e a mantenere il livello dei finanziamenti nel prossimo quadro finanziario pluriennale e a mantenere, altresì, il sostegno ai progetti di investimento e di interconnessione nell'ammodernamento delle strade, delle ferrovie e delle vie navigabili;

12.  rammenta che i fondi strutturali e di investimento europei e il meccanismo per collegare l'Europa sono fondamentali per lo sviluppo delle infrastrutture dei trasporti nelle regioni marittime, soprattutto nelle regioni ultraperiferiche, per compensare la mancanza di collegamenti marittimi fra le regioni insulari e il mercato interno; rileva, a tal proposito, l'importanza di garantire risorse per lo sviluppo delle autostrade del mare e delle infrastrutture marittime;

13.  esorta a intensificare gli sforzi volti a limitare lo spreco e a usare i fondi strutturali e di investimento europei in modo più efficace nell'ambito delle infrastrutture aeroportuali;

14.  rileva le considerevoli disparità nel livello di sviluppo e nell'utilizzo delle vie navigabili interne esistenti negli Stati membri; sottolinea la necessità di impiegare le risorse dei fondi strutturali e di investimento europei per colmare questa lacuna;

15.  prende atto dei rilevanti ostacoli amministrativi all'accesso ai fondi strutturali e di investimento europei, in particolare per le PMI; sottolinea che esentare i fondi SIE dalle norme sugli aiuti di Stato faciliterà in maniera significativa l'accesso ai fondi SIE per le PMI e gli imprenditori locali che sono confrontati con i maggiori ostacoli amministrativi; sottolinea la grande importanza dei fondi strutturali e di investimento, soprattutto nel facilitare gli investimenti di piccola e media entità nelle infrastrutture locali e regionali, importanti per la vita quotidiana dei cittadini; chiede una maggiore flessibilità nell'elaborare gli orientamenti e nel valutare i progetti infrastrutturali completati che sono stati finanziati mediante tale risorsa; chiede una maggiore flessibilità riguardo alla concentrazione tematica che istituisce le priorità di investimento dei fondi SIE, tenuto conto del fatto che tale concentrazione tematica non dovrebbe limitare gli investimenti delle autorità locali nelle infrastrutture dei trasporti; sottolinea che è necessario porre in essere misure specifiche per semplificare le formalità amministrative;

16.  sottolinea la necessità di sostenere la digitalizzazione del sistema dei trasporti e, in tale contesto, mette in evidenza l'importanza di garantire fondi alle PMI;

17.  sottolinea che la concentrazione tematica che definisce le priorità di investimento dei fondi SIE potrebbe limitare la capacità delle autorità locali di investire nelle infrastrutture dei trasporti, in special modo nelle regioni più sviluppate dove almeno l'80 % delle risorse del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) a livello nazionale devono essere stanziate per due o più degli obiettivi tematici numero 1, 2, 3 e 4 del quadro strategico comune (QSC); invita pertanto la Commissione a conferire alle regioni maggiore flessibilità nel decidere le priorità sulle quali intendono concentrarsi; sottolinea che l'obiettivo 7 del QSC "Promuovere sistemi di trasporto sostenibili ed eliminare le strozzature nelle principali infrastrutture di rete" dovrebbe essere tenuto in considerazione come azione chiave del FESR;

18.  ritiene che i paesi con difficoltà economiche incontrino enormi difficoltà nel cofinanziare i progetti europei a causa della rigida applicazione del patto di stabilità e crescita nel calcolo del deficit pubblico; esorta la Commissione a mostrare maggiore flessibilità nel valutare gli investimenti nazionali per cofinanziare gli impegni relativi al progetto europeo di trasporto della TEN-T nel calcolo del deficit pubblico;

19.  chiede una migliore informazione e cooperazione con gli Stati membri allo scopo di rafforzare la capacità amministrativa dei fondi strutturali e di investimento europei affinché le autorità locali e nazionali che gestiscono tali fondi siano il più efficienti possibile;

20.  lancia un appello affinché le autorità locali e regionali così come le parti sociali nel settore dei trasporti siano maggiormente coinvolte nel processo di elaborazione dei piani generali nazionali dei trasporti e di assegnazione delle risorse ai progetti infrastrutturali, in particolar modo nelle regioni transfrontaliere;

21.  propone di introdurre nel Semestre europeo un capitolo volto a verificare la coerenza degli investimenti nazionali nelle infrastrutture dei trasporti con gli obiettivi della rete TEN-T;

22.  ritiene che sarebbe opportuno trovare indicatori che garantiscano un'equa distribuzione dei fondi europei e nel contempo tengano conto anche delle esigenze territoriali specifiche; ricorda che soltanto la cooperazione territoriale europea e la distribuzione intelligente dei fondi permettono di conseguire uno sviluppo più efficiente dei trasporti.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

11.10.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

40

4

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Daniela Aiuto, Lucy Anderson, Marie-Christine Arnautu, Inés Ayala Sender, Georges Bach, Izaskun Bilbao Barandica, Deirdre Clune, Michael Cramer, Luis de Grandes Pascual, Andor Deli, Karima Delli, Isabella De Monte, Jacqueline Foster, Dieter-Lebrecht Koch, Merja Kyllönen, Miltiadis Kyrkos, Bogusław Liberadzki, Peter Lundgren, Marian-Jean Marinescu, Georg Mayer, Gesine Meissner, Cláudia Monteiro de Aguiar, Renaud Muselier, Markus Pieper, Salvatore Domenico Pogliese, Tomasz Piotr Poręba, Gabriele Preuß, Christine Revault D'Allonnes Bonnefoy, Dominique Riquet, Massimiliano Salini, David-Maria Sassoli, Claudia Schmidt, Jill Seymour, Claudia Țapardel, Keith Taylor, Pavel Telička, Wim van de Camp, Elissavet Vozemberg-Vrionidi, Roberts Zīle, Kosma Złotowski, Elżbieta Katarzyna Łukacijewska

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Knut Fleckenstein, Maria Grapini

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Olle Ludvigsson


PARERE della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale (14.10.2016)

destinato alla commissione per lo sviluppo regionale

investire nella crescita e nell'occupazione – ottimizzare il contributo dei Fondi strutturali e di investimento europei: una valutazione della relazione a norma dell'articolo 16, paragrafo 3, del RDC

(2016/2148(INI))

Relatore per parere: Viorica Dăncilă

SUGGERIMENTI

La commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale invita la commissione per lo sviluppo regionale, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  prende atto della comunicazione della Commissione sui negoziati relativi agli accordi di partenariato (AP) e ai programmi operativi (PO), ai sensi dell'articolo 16, paragrafo 3, del regolamento recante disposizioni comuni (RDC);

2.  è del parere che i fondi strutturali e di investimento europei (fondi SIE), che comprendono il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), siano strumenti d'investimento fondamentali e i principali veicolo di finanziamento per promuovere lo sviluppo rurale in molti Stati membri; sottolinea che la complementarità e l'addizionalità tra tali fondi è essenziale per stabilire le condizioni per la creazione di occupazione e crescita nelle zone rurali; evidenzia che il programma POSEI è responsabile principalmente della creazione di occupazione diretta e indiretta nel settore agricolo per le regioni ultraperiferiche, inoltre sostiene con fermezza l'aggiornamento del suo bilancio per rispondere alle caratteristiche e ai vincoli specifici di tali regioni, in linea con le disposizioni di cui all'articolo 349 del TFUE;

3.  sottolinea quanto sia importante tener adeguatamente conto delle esigenze di sviluppo delle zone rurali negli accordi di partenariato e fare in modo che le disposizioni degli accordi di partenariato in questo settore siano recepite nei vari programmi operativi della politica di coesione;

4.  ritiene che le zone rurali, in particolare quelle meno sviluppate, possano contribuire in maniera significativa ad aumentare l'occupazione e a ridurre la povertà attraverso il rilancio degli investimenti in materia di innovazione e istruzione, rendendole competitive e garantendo in questo modo il ricambio generazionale; ritiene, pertanto, che al fine di garantire la crescita dell'economia delle zone rurali, debbano evitarsi eventuali tagli o congelamenti dei fondi destinati a tali zone; respinge ogni congelamento o taglio degli aiuti provenienti dai fondi SIE come azione coercitiva per la mancata osservanza degli obiettivi di deficit, senza tenere conto dell'impatto socioeconomico di tali misure;

5.  sottolinea che i fondi SIE dovrebbero contribuire allo sviluppo delle infrastrutture nelle zone rurali, promuovendo in particolare l'espansione della banda larga, lo sviluppo e la modernizzazione del settore agro-alimentare, e migliorando l'accesso ai finanziamenti per le PMI in questo settore; ritiene che molti degli attuali strumenti della PAC dovrebbero essere utilizzati per attuare con successo e in modo efficiente investimenti mirati;

6.  sottolinea il ruolo dell'agricoltura nel fornire posti di lavoro e nella conservazione dei paesaggi rurali;

7.  sottolinea che il nuovo FEASR poggia sui precedenti periodi di programmazione, fornisce la flessibilità necessaria per affrontare meglio le esigenze territoriali specifiche, amplia gli obiettivi e porta a sei le priorità dell'UE per lo sviluppo rurale, suddivise in 18 settori prioritari che contribuiscono tutti ai tre obiettivi trasversali dell'innovazione, della mitigazione dei cambiamenti ambientali e climatici e dell'adattamento ad essi; sottolinea che la promozione dell'innovazione tecnologica e sociale nei prossimi esercizi costituisce un aspetto fondamentale per un'agricoltura europea sostenibile e competitiva; sottolinea, inoltre, che i fondi SIE dovrebbero innanzitutto essere destinati agli investimenti suscettibili di rilanciare i cicli economici;

8.  ricorda l'importante contributo del FEASR per la protezione del clima e l'obiettivo di spendere almeno il 20 % del bilancio dell'UE in azioni per il clima;

9.  evidenzia l'importanza del FEASR per le micro, piccole e medie imprese;

10.  deplora che il bilancio stanziato inizialmente per l'attuale periodo di programmazione nell'ambito del II pilastro era pari a 99,6 miliardi di euro, il che in termini reali rappresenta una forte riduzione rispetto al periodo precedente; sottolinea il valore aggiunto dei finanziamenti plurifondo e insiste sulla necessità di armonizzare le norme sulle sinergie dei fondi;

11.  esprime preoccupazione per il lungo processo di adozione dei programmi di sviluppo rurale (PSR); si attende che la Commissione, gli Stati membri e le regioni abbiano tratto insegnamenti da tale processo, al fine di impedire ritardi analoghi in futuro; evidenzia che i ritardi nell'adozione dei PSR e nell'erogazione dei pagamenti agli agricoltori stanno contribuendo al peggioramento della crisi nel settore agricolo, e invita la Commissione e gli Stati membri a introdurre misure transitorie per salvaguardare l'accesso degli agricoltori ai finanziamenti;

12.  rileva che i ritardi nell'adozione dei PSR hanno inevitabilmente comportato dei ritardi nella pubblicazione dei bandi relativi alle misure e alle sottomisure specifiche, provocando notevoli disagi agli agricoltori;

13.  ritiene che una delle ragioni di tali ritardi sia da ricercare nel fatto che la stratificazione in più livelli e diversi gradi di dettaglio richiesti nell'elaborazione dei PSR si traducono in una frammentazione eccessiva con un aggravio del lavoro in fase di gestione concreta degli interventi a scapito dell'auspicata semplificazione e chiarezza delle regole;

14.  ritiene che nel PSR la priorità debba essere accordata a proposte di progetti che hanno un impatto diretto sullo sviluppo agricolo, avendo cura di garantire che tale programma non comprenda progetti che, pur essendo destinati alle zone rurali, potrebbero essere inseriti in altri programmi europei;

15.  sottolinea ancora una volta il ruolo importante svolto dai giovani e dalle donne nelle zone rurali; si rammarica che, mediamente, soltanto il 28 % delle aziende agricole europee sia diretto da donne, mentre l'imprenditoria femminile rappresenta dal punto di vista sociale, economico ed ecologico un importante pilastro dello sviluppo sostenibile nelle zone rurali; osserva che, in particolare nelle zone rurali, le donne e i giovani sono tra i gruppi la cui situazione è più precaria, con un alto tasso di disoccupazione; sottolinea l'importanza dei PSR a sostegno dell'occupazione nel settore agricolo, in particolare in termini di creazione di posti di lavoro di qualità per i giovani e le donne; invita la Commissione a sostenere e a incoraggiare le donne nelle zone rurali nell'accesso al mercato del lavoro in via prioritaria nell'ambito delle rispettive e future politiche di sviluppo; invita gli Stati membri a rafforzare e promuovere pienamente la dimensione di genere nell'attuazione dei programmi di sviluppo rurale e a prestare particolare attenzione ai progetti finalizzati all'integrazione dei giovani, incoraggiandoli pertanto a dedicarsi all'agricoltura in modo professionale, rendendo possibile il ricambio generazionale;

16.  ricorda che le zone rurali dell'UE devono far fronte a una serie di problemi di lunga durata - spopolamento, invecchiamento della popolazione rimanente, mancanza di servizi sociali e altri problemi di carattere socioeconomico - che dovrebbero essere considerati come una priorità fondamentale nelle politiche di coesione europee finanziate con i fondi SIE;

17.  accoglie con favore l'assegnazione, da parte degli Stati membri e delle regioni, di maggiori fondi da destinarsi a misure ambientali e a investimenti materiali volti al rilancio della competitività e allo sviluppo sostenibile delle zone rurali; auspica che tali misure, insieme ai servizi che i manager del paesaggio forniscono a beneficio della politica per il clima e la strategia in materia di biodiversità, avranno un impatto durevole e di elevata leva economica, promuovendo un'efficace addizionalità tra i vari fondi; sottolinea l'importanza di introdurre lo strumento di gestione dei rischi nell'ambito del FEASR, e invita gli Stati membri a sostenere la creazione di fondi di mutualità e di premi assicurativi al fine di eliminare le vulnerabilità del settore agricolo; osserva inoltre che garantire la produttività e, dunque, la competitività a lungo termine, dipende in gran parte dall'investimento negli aspetti ambientali dell'attività agricola e nella gestione sostenibile del suolo, dell'acqua e della biodiversità, come la prevenzione dell'erosione del suolo, l'efficienza del ciclo dei nutrienti, un'impollinazione ottimale, la creazione di soprassuolo e l'integrazione dell'agrosilvicoltura e della gestione sostenibile delle foreste per sviluppare la resilienza ai cambiamenti climatici e sviluppare ulteriormente una bioeconomia solida; constata che gli agricoltori sono meno in grado di investire in questo tipo di misure essi stessi, poiché i loro introiti sono sempre più ridotti nella situazione economica attuale, il che rende i finanziamenti dell'UE e degli Stati membri fondamentali per consentire una risposta alle crescenti sfide, come la produttività, la prosperità, la sicurezza alimentare e i cambiamenti climatici futuri;

18.  invita la Commissione a garantire un accesso ai finanziamenti più agevole ed più equilibrato sotto il profilo geografico, attribuendo una particolare priorità alle imprese e alle cooperative delle aree rurali e delle zone strutturalmente svantaggiate nonché ai progetti volti a promuovere la coesione territoriale e la messa in rete delle zone rurali;

19.  sottolinea che le misure dei finanziamenti per lo sviluppo rurale intese a promuovere l'innovazione e gli investimenti nelle tecnologie emergenti e nell'agricoltura di precisione dovrebbero essere rafforzate in misura sostanziale al fine di migliorare la competitività delle aziende europee nelle zone rurali;

20.  sottolinea l'importanza che i progetti finanziati attraverso i PSR rispondano effettivamente all'esigenza di creare crescita e occupazione, e invita la Commissione e le autorità di gestione a elaborare delle valutazioni ex ante ed ex post sul valore aggiunto e sull'impatto economico e sociale dei progetti e degli interventi finanziati;

21.  invita la Commissione a garantire la presenza di meccanismi che consentano di correlare i prezzi di produzione e i prezzi di vendita, garantendo in tal modo che i principali beneficiari dei finanziamenti della PAC siano i produttori agricoli;

22.  ritiene che il FEASR non sia stato pienamente sfruttato da determinati Stati membri e regioni, a motivo della complessità e dei requisiti più rigorosi in materia di controllo imposti dalla Commissione, e chiede pertanto l'introduzione di un sistema digitale centralizzato a livello europeo, che consenta di individuare i problemi di contabilità; chiede alla Commissione di provvedere affinché tutte le parti vengano informate a tempo debito della rinnovata struttura del FEASR e di agevolare attivamente l'impiego e la visibilità di tali fondi;

23.  sottolinea l'importanza degli adeguamenti ai fondi SIE destinati a migliorare la loro applicabilità alle regioni ultraperiferiche, rilanciando l'economia e l'occupazione locale in tali zone che, a motivo della loro distanza, ubicazione remota, dispersione e superficie ridotta, richiedono una particolare attenzione in termini di creazione e conservazione di posti di lavoro;

24.  osserva che alcuni Stati membri o regioni, talvolta quelli con le maggiori esigenze in termini di sviluppo rurale, non promuovono la partecipazione ai programmi, né, in alcuni casi, offrono programmi che sarebbero necessari nel loro territorio;

25.  invita la Commissione a rafforzare il suo ruolo nelle attività di scambio e diffusione di buone prassi tra gli Stati membri e le regioni relativamente all'utilizzo del FEASR;

26.  invita gli Stati membri, le regioni e la Commissione ad attuare in maniera efficiente e integrale il FEASR e ad evitare la sovraregolamentazione o l'aggiunta di procedure non necessarie; sottolinea che i servizi di consulenza mirati e il monitoraggio e l'assistenza continui sono essenziali nei programmi operativi per sostenere gli agricoltori, i silvicoltori e le comunità rurali ai fini di un'attuazione efficiente e trasparente; invita la Commissione a portare avanti la semplificazione della PAC senza diminuire la portata dei PSR, e a ridurre pertanto gli oneri amministrativi superflui e la burocrazia senza compromettere gli obiettivi strategici, e, ove fattibile e necessario, ad adeguare la legislazione di base in tal senso onde consentire un accesso rapido e agevole ai finanziamenti europei, soprattutto per le aziende agricole di piccole dimensioni, nell'ottica di conseguire gli obiettivi della PAC; invita la Commissione e gli Stati membri a garantire che siano destinate risorse sufficienti per soddisfare le rimanenti condizionalità ex ante; esprime preoccupazione per l'eccessiva burocrazia e la complessità delle regole che riducono l'attrattiva dei finanziamenti a titolo della PAC e auspica che la semplificazione venga conseguita senza indugio;

27.  accoglie con favore l'istituzione da parte della Commissione del gruppo ad alto livello di esperti indipendenti sul controllo della semplificazione per i beneficiari dei fondi strutturali e d'investimento europei con l'obiettivo di ridurre gli oneri amministrativi per i beneficiari di tali fondi, incluso il FEASR; auspica che la relazione del gruppo renda possibile l'individuazione di modalità pratiche per semplificare ulteriormente i fondi europei e renderli di più facile accesso;

28.  sottolinea che, al fine di migliorare il clima per gli investimenti nell'UE, occorre effettuare le necessarie riforme strutturali e ridurre la burocrazia;

29.  esprime preoccupazione per il fatto che le misure destinate ad aiutare gli agricoltori a gestire i rischi e a creare gruppi di produttori non sono state incluse in numerosi programmi che avrebbero aiutato gli agricoltori a reagire meglio all'accresciuta volatilità del mercato;

30.  ritiene che la direzione generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale disponga delle conoscenze tecniche necessarie, nonché di un quadro d'insieme delle questioni rurali e agricole, e che pertanto essa sia il gestore naturale dei PSR, ed esorta la Commissione ad assicurare un livello di organico atto a garantire un'attuazione e una revisione adeguate della PAC;

31.  sottolinea che il raggiungimento degli obiettivi degli AP e dei PO è notevolmente agevolato da un coinvolgimento attivo e sul campo dei livelli locale e regionale e dei gruppi di azione locale (GAL) nonché delle altre parti interessate pertinenti, come le cooperative, le associazioni commerciali e le OP, onde garantire che nelle rispettive zone i progetti siano integrati positivamente e attuati in modo efficace; accoglie con favore il successo dello sviluppo locale di tipo partecipativo (CLLD) e le competenze dei GAL nella gestione dei progetti a livello locale; invita la Commissione e le autorità di gestione dei PSR a consultare periodicamente le parti interessate, dalla programmazione all'attuazione dei PSR;

32.  invita la Commissione ad adottare una serie di orientamenti al fine di illustrare al settore agroalimentare le possibilità di finanziamento offerte dai fondi SIE, in combinazione con il nuovo Fondo europeo per gli investimenti strategici;

33.  invita inoltre la Commissione ad adoperarsi per armonizzare le definizioni e le regolamentazioni, in maniera da poter offrire una maggiore coerenza tra i fondi e gli strumenti;

34.  sollecita una maggiore sensibilizzazione degli Stati membri circa la necessità di potenziare i meccanismi di formazione iniziale e continuativa nel settore agricolo, mediante, ad esempio, le risorse del Fondo sociale europeo e programmi come la garanzia per i giovani.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

13.10.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

36

3

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

John Stuart Agnew, Clara Eugenia Aguilera García, Eric Andrieu, Daniel Buda, Nicola Caputo, Viorica Dăncilă, Michel Dantin, Paolo De Castro, Albert Deß, Diane Dodds, Norbert Erdős, Edouard Ferrand, Luke Ming Flanagan, Beata Gosiewska, Martin Häusling, Anja Hazekamp, Esther Herranz García, Jan Huitema, Elisabeth Köstinger, Urszula Krupa, Zbigniew Kuźmiuk, Philippe Loiseau, Giulia Moi, Ulrike Müller, James Nicholson, Maria Noichl, Marijana Petir, Jens Rohde, Bronis Ropė, Jasenko Selimovic, Czesław Adam Siekierski, Marc Tarabella, Marco Zullo

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Angélique Delahaye, Karin Kadenbach, Hannu Takkula, Estefanía Torres Martínez, Ramón Luis Valcárcel Siso, Miguel Viegas


PARERE della commissione per la cultura e l'istruzione (14.10.2016)

destinato alla commissione per lo sviluppo regionale

sugli investimenti nella crescita e nell'occupazione – ottimizzare il contributo dei fondi strutturali e di investimento europei: valutazione della relazione a norma dell'articolo 16, paragrafo 3, del regolamento sulle disposizioni comuni

(2016/2148(INI))

Relatore per parere: Nikolaos Chountis

SUGGERIMENTI

La commissione per la cultura e l'istruzione invita la commissione per lo sviluppo regionale, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  ricorda che i fondi strutturali e di investimento europei (fondi SIE) sono i principali strumenti finanziari della politica di coesione dell'UE per il conseguimento dell'obiettivo di un'Unione più prospera, equilibrata e solidale nonché degli obiettivi principali della strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, dal momento che migliorano la coesione economica, sociale e territoriale dell'UE; sottolinea che l'obiettivo dei fondi SIE è sostenere gli investimenti strategici in settori fondamentali quali le infrastrutture, l'istruzione, la ricerca e l'innovazione; evidenzia le potenzialità di un uso efficiente dei fondi SIE, in particolare del Fondo sociale europeo (FSE), al fine di far fronte alla disoccupazione strutturale e di lunga durata, favorire l'inclusione sociale e promuovere una migliore istruzione per tutti, soprattutto per i giovani meno qualificati, coloro che non sono occupati né iscritti a corsi d'istruzione o di formazione e coloro che provengono da contesti svantaggiati; si compiace a tale proposito del ruolo rafforzato dell'FSE nel periodo 2014-2020, dal momento che la parità di accesso all'istruzione formale e non formale di qualità e alle possibilità di formazione e di apprendimento permanente costituisce una delle priorità principali per realizzare una reale convergenza e ridurre le disparità e le disuguaglianze socioeconomiche tra gli Stati membri, le regioni e i territori dell'UE; evidenzia che, a tal fine, sono fondamentali sistemi di istruzione pubblica efficienti, dotati di risorse adeguate e altamente accessibili così come posti di lavoro sostenibili e di qualità per i giovani al fine di raggiungere tutti gli strati della società europea;

2.  si rammarica che il livello generale del QFP 2014-2020 sia inferiore a quello del QFP 2007-2013; sottolinea che, in un periodo di politiche di austerità e di drastici adeguamenti di bilancio, la pressione sui bilanci degli Stati membri aumenta; evidenzia che tale pressione ha portato a una diminuzione, in alcuni Stati membri, del finanziamento pubblico per l'istruzione, generando disoccupazione elevata e persistente, soprattutto tra i giovani;

3.  incoraggia gli Stati membri a sfruttare al meglio la maggiore flessibilità e il maggiore orientamento ai risultati dell'attuale periodo di programmazione della politica di coesione al fine di aumentarne il valore aggiunto; sottolinea la necessità di adottare misure tese a ottimizzare l'uso dei fondi SIE mediante investimenti nelle pertinenti infrastrutture al fine di promuovere la solidarietà, la creazione di posti di lavoro e un'occupazione duratura, l'istruzione, la cultura e lo sport, la fornitura di servizi pubblici di qualità, la giustizia ambientale e la riduzione della disoccupazione e dell'esclusione sociale; esprime preoccupazione per il fatto che la possibile sospensione dei pagamenti a titolo dei fondi SIE incida negativamente sugli Stati membri in difficoltà che subiscono pesanti tagli nei settori dell'istruzione e della cultura;

4.  osserva che i fondi SIE sono destinati ai settori che favoriscono un ambiente favorevole alla creazione di posti di lavoro, come i settori dell'istruzione, della formazione e le industrie culturali e creative, integrando i bilanci nazionali e compensando i livelli d'investimento in calo;

5.  invita gli Stati membri a sfruttare appieno i fondi SIE rafforzando il valore aggiunto e l'orientamento ai risultati dei loro progetti e fornendo informazioni sufficienti e adeguate ai potenziali beneficiari, anche nei settori dell'istruzione, della cultura e dello sport;

6.  sottolinea che, sulla base dei risultati della relazione di monitoraggio del settore dell'istruzione e della formazione 2015, vi è la pressante necessità di migliorare il grado di inclusione, la qualità e la pertinenza dell'istruzione nell'UE al fine di garantire una crescita sostenibile, favorire la produttività, contrastare la disoccupazione strutturale e di lunga durata, promuovere una mobilità equa e favorire l'inclusione sociale; invita gli Stati membri a promuovere e sostenere progetti riguardanti i sistemi d'istruzione, gli insegnanti e i formatori e i discenti di tutte le età, in particolare quelli provenienti da gruppi vulnerabili e svantaggiati, mediante un uso efficiente delle risorse disponibili a titolo dei fondi SIE, in particolare l'FSE, in combinazione con altri strumenti dell'UE quali Erasmus+ e i programmi di cooperazione territoriale europea;

7.  ricorda che due milioni di imprese riceveranno un sostegno diretto dai fondi SIE per poter rafforzare la loro competitività e accrescere la loro capacità di ricerca e innovazione; si compiace del fatto che circa 15 milioni di famiglie avranno accesso alla banda larga ad alta velocità grazie al sostegno del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), mentre circa 20 milioni di persone che vivono nelle zone rurali disporranno di servizi o infrastrutture TIC nuove o migliorate grazie al sostegno del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR);

8.  sottolinea l'importanza dei fondi strutturali e di investimento europei per il miglioramento delle infrastrutture prescolastiche, scolastiche e universitarie al fine di innalzare la qualità della formazione e modernizzare i sistemi di istruzione e di formazione in modo da offrire ai giovani le competenze e le qualifiche che consentiranno loro di trovare un lavoro e aiutare i lavoratori a migliorare le loro competenze e qualifiche;

9.  sottolinea l'enorme potenziale, in termini di innovazione e occupazione, delle fonti di energia rinnovabili, alla luce della ricerca di una maggiore efficienza nell'uso delle risorse e nell'energia; invita la Commissione a sviluppare una strategia energetica e ambientale specifica per lo sviluppo regionale, anche al fine di promuovere l'istruzione e l'occupazione;

10.  è del parere che sia necessaria una strategia di investimento più ampia che copra l'intero ciclo di istruzione e formazione e che comprenda tutti i settori dell'apprendimento permanente, dell'apprendimento basato sul lavoro e dell'apprendimento formale e non formale; incoraggia gli Stati membri, dal momento che il miglioramento dell'istruzione è una delle principali priorità del Fondo sociale europeo, a utilizzare pienamente tale fondo convogliando gli investimenti in un'istruzione inclusiva che risponda alle sfide della società, al fine di garantire la parità di accesso e di opportunità per tutti;

11.  riconosce la crescente importanza delle microimprese e delle PMI del settore culturale e creativo per gli investimenti, la crescita, l'innovazione e l'occupazione, ma anche il loro ruolo fondamentale, unitamente a quello delle ONG, delle reti e delle piattaforme del comparto culturale, per la salvaguardia e la promozione della diversità culturale e linguistica e di una vasta gamma di arti e mestieri tradizionali; riconosce che la cultura e l'innovazione sono fattori fondamentali per aiutare le regioni ad attrarre investimenti, sostenere i talenti creativi e promuovere la coesione sociale, contribuendo dunque allo sviluppo locale, e che le autorità regionali e locali sono ben posizionate per sostenere tale sviluppo;

12.  chiede maggiori investimenti nei settori dell'istruzione, dell'inclusione sociale, della formazione professionale e dell'apprendimento permanente al fine di migliorare sia la pertinenza dei sistemi di istruzione e di formazione sia il passaggio dalla scuola al lavoro e all'apprendimento permanente; sottolinea la necessità di finanziamenti mirati per prevenire l'abbandono scolastico precoce e per garantire parità di accesso a un'istruzione di qualità;

13.  incoraggia gli Stati membri a sfruttare al meglio la maggiore flessibilità dell'attuale politica di coesione al fine di rispondere meglio alle esigenze e alle specificità locali e regionali, anche nei settori dell'istruzione, della cultura e dello sport;

14.  sottolinea l'importanza di un approccio olistico più ampio alla cultura che tenga conto del suo significativo contributo all'istruzione e alla formazione, allo sviluppo sociale ed economico innovativo e all'inclusione sociale; invita pertanto la Commissione e gli Stati membri a sensibilizzare in merito alle potenzialità della cultura per promuovere una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva e incoraggiare i progetti culturali, compresi i progetti transfrontalieri in grado di contribuire al rafforzamento della coesione economica, sociale e territoriale;

15.  osserva l'importanza dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile (IOG), in quanto può affrontare il persistente problema degli alti livelli di disoccupazione giovanile, che in vari Stati membri restano superiori al 40%; chiede alla Commissione di promuovere infrastrutture atte a creare nuovi posti di lavoro di qualità e a garantire una protezione sociale per i giovani nel quadro dei fondi strutturali e d'investimento europei; sollecita gli Stati membri ad attuare pienamente la garanzia per i giovani, sulla base di una solida cooperazione fra i servizi per l'impiego e il sistema di istruzione;

16.  evidenzia il potenziale delle industrie culturali e creative in relazione all'occupazione giovanile; sottolinea che una maggiore promozione del settore culturale e creativo e maggiori investimenti in tale settore possono contribuire in modo sostanziale agli investimenti, alla crescita, all'innovazione e all'occupazione; invita pertanto la Commissione a prendere in considerazione le particolari opportunità offerte dal settore culturale e creativo nel suo complesso, comprese le ONG e le piccole associazioni, nel quadro, ad esempio, dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile;

17.  osserva che vi sarebbero sempre più difficoltà a occupare i posti vacanti a causa dello squilibrio tra domanda e offerta di competenze nel mercato del lavoro; sottolinea che i problemi relativi ai disallineamenti tra le competenze, alla mobilità geografica limitata e alle pratiche di lavoro precario devono essere affrontati mediante i fondi SIE e chiede una più stretta cooperazione fra gli istituti di istruzione superiore, gli organismi di formazione e le PMI per quanto concerne l'accesso ai fondi SIE;

18.  invita la Commissione a garantire che gli Stati membri rispettino la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità in sede di attuazione dei progetti sostenuti dai fondi SIE;

19.  rileva con soddisfazione che gli obiettivi del pacchetto legislativo relativo ai fondi strutturali e di investimento europei per il periodo 2014-2020 comprendono l'obiettivo di favorire il passaggio dall'assistenza in strutture istituzionali alla vita in comunità per le persone con disabilità, e invita la Commissione a garantire che a tale riguardo gli Stati membri rispettino le disposizioni della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità in sede di attuazione dei fondi SIE;

20.  ricorda che gli Stati membri dovrebbero impegnarsi a fornire un accesso migliore a una connessione Internet a banda larga di qualità, in particolare alle reti wi-fi pubbliche, accesso che riveste un'importanza fondamentale per le zone rurali e a bassa densità abitativa; invita gli Stati membri e le regioni a individuare le priorità d'investimento nel settore delle TIC; invita la Commissione e gli Stati membri a migliorare l'accessibilità e la trasparenza, nonché ad accelerare la semplificazione delle procedure relative all'uso dei fondi SIE nel settore delle TIC;

21.  sottolinea la necessità di mantenere le attività commerciali tradizionali, tra cui la tradizione artigianale e le competenze ad essa associate, e di definire strategie a favore della crescita dell'imprenditorialità nelle attività commerciali tradizionali, al fine di preservare l'identità culturale dei settori commerciali tradizionali; richiama l'attenzione sull'importanza di sostenere il lavoro legato alla formazione professionale e la mobilità dei giovani artigiani di entrambi i sessi;

22.  sottolinea che l'attuale crisi migratoria pone numerose sfide ai sistemi di istruzione e formazione degli Stati membri ospitanti; invita le istituzioni dell'UE a fornire agli Stati membri la flessibilità necessaria e i finanziamenti adeguati, attraverso i fondi SIE e altri fondi e programmi dell'Unione, ed esorta gli Stati membri a sfruttare appieno le opportunità offerte e i fondi esistenti per realizzare progetti che apportino un contributo decisivo all'integrazione dei rifugiati, dei migranti e dei richiedenti asilo nei sistemi di istruzione e di formazione; ritiene che l'accesso all'apprendimento permanente, tra cui l'apprendimento non formale e la formazione professionale, sia potenzialmente uno strumento efficace per l'inclusione attiva dei rifugiati, dei migranti e dei richiedenti asilo, nonché per la loro integrazione nel mercato del lavoro e nella società a livello europeo; sottolinea, in tale contesto, il ruolo importante delle autorità locali e regionali;

23.  sottolinea che l'infrastruttura culturale ha un impatto significativo sullo sviluppo economico e sociale e sulla coesione a livello locale, regionale e nazionale; invita la Commissione a rivedere il limite dei 5 milioni di EUR per l'infrastruttura culturale in occasione dell'adozione del "regolamento omnibus", compreso il regolamento FESR, ad aumentare il costo massimo dei progetti culturali a 10 milioni di EUR per tutti i progetti (non solo per i siti UNESCO) e a prendere in considerazione i costi ammissibili dei progetti piuttosto che i costi totali;

24.  sottolinea la necessità di migliorare il coordinamento e di consentire e ottimizzare le sinergie tra i fondi SIE e altri programmi dell'Unione, al fine di potenziarne l'impatto e garantirne l'efficacia e promuovere la crescita sostenibile e l'occupazione nell'UE; chiede di continuare a investire fondi strutturali nelle regioni in transizione per evitare di vanificare gli effetti positivi già ottenuti.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

11.10.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

26

2

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Isabella Adinolfi, Dominique Bilde, Andrea Bocskor, Nikolaos Chountis, Silvia Costa, Mircea Diaconu, Damian Drăghici, Jill Evans, Giorgos Grammatikakis, Petra Kammerevert, Andrew Lewer, Svetoslav Hristov Malinov, Curzio Maltese, Stefano Maullu, Luigi Morgano, Momchil Nekov, Michaela Šojdrová, Helga Trüpel, Sabine Verheyen, Julie Ward, Theodoros Zagorakis, Bogdan Andrzej Zdrojewski, Milan Zver, Krystyna Łybacka

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Therese Comodini Cachia, Ilhan Kyuchyuk, Emma McClarkin, Hannu Takkula

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Marco Affronte


ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

29.11.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

32

5

2

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Pascal Arimont, Franc Bogovič, Steeve Briois, Rosa D'Amato, Michela Giuffrida, Krzysztof Hetman, Ivan Jakovčić, Marc Joulaud, Constanze Krehl, Andrew Lewer, Louis-Joseph Manscour, Martina Michels, Iskra Mihaylova, Younous Omarjee, Konstantinos Papadakis, Mirosław Piotrowski, Stanislav Polčák, Julia Reid, Terry Reintke, Liliana Rodrigues, Fernando Ruas, Maria Spyraki, Olaf Stuger, Ruža Tomašić, Ramón Luis Valcárcel Siso, Ángela Vallina, Matthijs van Miltenburg, Lambert van Nistelrooij, Derek Vaughan, Kerstin Westphal

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Daniel Buda, James Carver, Elena Gentile, Ivana Maletić, Dan Nica, James Nicholson, Bronis Ropė

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Vladimir Urutchev, Boris Zala

Avviso legale