Procedura : 2016/2306(INI)
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Ciclo del documento : A8-0039/2017

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A8-0039/2017

Discussioni :

CRE 14/02/2017 - 18

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PV 15/02/2017 - 7.11
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Testi approvati :

P8_TA(2017)0038

RELAZIONE     
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14.2.2017
PE 594.134v02-00 A8-0039/2017

sul semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: analisi annuale della crescita 2017

(2016/2306(INI))

Commissione per i problemi economici e monetari

Relatore: Gunnar Hökmark

Relatore per parere (*):

Jean-Paul Denanot, commissione per i bilanci

(*) Procedura con le commissioni associate – articolo 54 del regolamento

EMENDAMENTI
PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 PARERE DI MINORANZA
 PARERE della commissione per i bilanci (*)
 PARERE della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare
 PARERE della commissione per lo sviluppo regionale
 ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO
 VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sul semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: analisi annuale della crescita 2017

(2016/2306(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) e, in particolare, l'articolo 121, paragrafo 2, gli articoli 126 e 136 e il protocollo n. 12,

–  visto il protocollo n. 1 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) sul ruolo dei parlamenti nazionali nell'Unione europea,

  visto il protocollo n. 2 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e proporzionalità,

–  visto il trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governance nell'Unione economica e monetaria,

–  visto il regolamento (UE) n. 1175/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, che modifica il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche(1),

–  vista la direttiva 2011/85/UE del Consiglio, dell'8 novembre 2011, relativa ai requisiti per i quadri di bilancio degli Stati membri(2),

–  visto il regolamento (UE) n. 1174/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulle misure esecutive per la correzione degli squilibri macroeconomici eccessivi nella zona euro(3),

–  visto il regolamento (UE) n. 1177/2011 del Consiglio, dell'8 novembre 2011, che modifica il regolamento (CE) n. 1467/97 per l'accelerazione e il chiarimento delle modalità di attuazione della procedura per i disavanzi eccessivi(4),

–  visto il regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici(5),

–  visto il regolamento (UE) n. 1173/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, relativo all'effettiva esecuzione della sorveglianza di bilancio nella zona euro(6),

–  visto il regolamento (UE) n. 473/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2013, sulle disposizioni comuni per il monitoraggio e la valutazione dei documenti programmatici di bilancio e per la correzione dei disavanzi eccessivi negli Stati membri della zona euro(7),

–  visto il regolamento (UE) n. 472/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2013, sul rafforzamento della sorveglianza economica e di bilancio degli Stati membri nella zona euro che si trovano o rischiano di trovarsi in gravi difficoltà per quanto riguarda la loro stabilità finanziaria(8),

–  viste le conclusioni del Consiglio del 15 gennaio 2016 sull'analisi annuale della crescita 2016,

–  viste le conclusioni del Consiglio dell'8 marzo 2016 sulla relazione sulla sostenibilità di bilancio 2015,

–  viste le conclusioni del Consiglio europeo del 17 e 18 marzo 2016,

–  vista la dichiarazione dell'Eurogruppo, del 9 settembre 2016, sui principi comuni per migliorare lo stanziamento delle spese,

–  visto il rapporto annuale 2015 della Banca centrale europea,

–  viste le previsioni economiche della Commissione europea dell'autunno 2016, del 9 novembre 2016,

–  vista la comunicazione della Commissione, del 13 gennaio 2015, dal titolo "Sfruttare al meglio la flessibilità consentita dalle norme vigenti del patto di stabilità e crescita" (COM(2015)0012),

–  vista la comunicazione della Commissione, del 16 novembre 2016, dal titolo "Analisi annuale della crescita 2017" (COM(2016)0725),

–  vista la comunicazione della Commissione, del 16 novembre 2016, sulla raccomandazione di raccomandazione del Consiglio sulla politica economica della zona euro (COM(2016)0726),

–  vista la comunicazione della Commissione, del 16 novembre 2016, dal titolo "Verso un orientamento positivo della politica di bilancio della zona euro" (COM(2016)0727),

–  vista la comunicazione della Commissione, del 16 novembre 2016, dal titolo "Relazione 2017 sul meccanismo di allerta" (COM(2016)0728),

–  visto il dibattito con i parlamenti nazionali nell'ambito dell'edizione 2017 della Settimana parlamentare europea,

–  vista la relazione dal titolo "Completare l'Unione economica e monetaria dell'Europa" ("relazione dei cinque presidenti"),

–  vista la comunicazione della Commissione, del 21 ottobre 2015, sulle tappe verso il completamento dell'Unione economica e monetaria (COM(2015)0600),

–  vista la sua risoluzione del 24 giugno 2015 sulla verifica del quadro di governance economica: bilancio e sfide(9),

–  vista la relazione annuale 2015 dell'Osservatorio sulla ristrutturazione in Europa di Eurofound,

–  visto il comunicato adottato dai leader del G20 in occasione del vertice di Hangzhou del 4 e 5 settembre 2016,

–  vista la dichiarazione resa dal presidente della Banca centrale in occasione del 34º incontro del Comitato monetario e finanziario internazionale il 7 ottobre 2016,

–  visto l'accordo della COP 21 adottato il 12 dicembre 2015 in occasione della conferenza di Parigi sul clima,

–  vista la risoluzione del Comitato europeo delle regioni sul semestre europeo 2016 e alla luce dell'analisi annuale della crescita 2017 (12 ottobre 2016),

–  vista la relazione annuale sulle PMI europee 2015/2016,

–  vista la relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio, del 26 agosto 2016, sull'attuazione della direttiva 2011/7/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali,

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per i problemi economici e monetari e i pareri della commissione per i bilanci, della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare e della commissione per lo sviluppo regionale (A8-0039/2017),

A.  considerando che l'economia dell'Unione europea si sta lentamente riprendendo e cresce a un ritmo moderato, benché in modo disomogeneo nei diversi Stati membri;

B.  considerando che le proiezioni della Commissione sulla crescita del PIL reale nel 2016 sono dell'1,8 % per l'UE e dell'1,7 % per la zona euro e rispettivamente dell'1,6 % e dell'1,7 % nel 2017, e che nel 2016 il debito pubblico dovrebbe attestarsi all'86,0 % nell'UE e al 91,6 % nella zona euro; che il disavanzo della zona euro dovrebbe attestarsi all'1,7 % del PIL nel 2016 e all'1,5 % nel 2017 e nel 2018;

C.  considerando che la spesa per i consumi è attualmente il principale fattore trainante della crescita e si prevede che rimarrà stabile nel 2017; che, tuttavia, l'Europa continua a dovere affrontare una situazione di forte "divario negli investimenti" in cui gli investimenti rimangono ben al di sotto dei livelli precedenti alla crisi;

D.  considerando che il tasso di occupazione nell'UE sta crescendo, sebbene a un ritmo disomogeneo e insufficiente, riducendo al 10,1 % la disoccupazione della zona euro nel 2016, ma che ciò non è sufficiente per frenare significativamente la disoccupazione giovanile e quella di lunga durata;

E.  considerando che la ripresa del mercato del lavoro e la crescita variano tra i diversi Stati membri e continuano a essere fragili; che è necessario promuovere la convergenza verso l'alto nell'UE;

F.  considerando che la crescita dipende in grande misura da politiche monetarie non convenzionali che non possono durare per sempre; che ciò avvalora la richiesta di un approccio politico su tre fronti, comprendente investimenti favorevoli alla crescita, riforme strutturali sostenibili e finanze pubbliche responsabili attraverso un'attuazione coerente del patto di stabilità e crescita (PSC) in tutti gli Stati membri, nel pieno rispetto delle clausole di flessibilità esistenti;

G.  considerando che alcuni Stati membri presentano un debito pubblico e privato molto elevato che eccede la soglia del 60 % del PIL prevista dal PSC;

H.  considerando che, nell'ambito delle valutazioni della Commissione sui documenti programmatici di bilancio (DPB) degli Stati membri della zona euro per il 2017, in nessun DPB sono stati riscontrati casi di inosservanza particolarmente grave delle disposizioni del PSC, ma che, in molti casi, gli aggiustamenti di bilancio programmati sono insufficienti, o rischiano di esserlo, rispetto ai requisiti del PSC;

I.  considerando che, nell'ambito delle valutazioni della Commissione sul DPB degli Stati membri della zona euro per il 2017, solo nove Stati membri sono risultati conformi agli obblighi del PSC;

G.  considerando che la sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche degli Stati membri dell'UE è una fonte di preoccupazione per l'equità intergenerazionale;

K.  considerando che l'entità del debito pubblico può risentire delle passività sia potenziali sia implicite;

L.  considerando che alcuni Stati membri registrano avanzi delle partite correnti molto elevati e che gli squilibri macroeconomici europei sono ancora notevoli;

M.  considerando che l'UE chiede notevoli sforzi aggiuntivi in termini di investimenti pubblici e privati, in particolare in settori quali l'istruzione, la ricerca, le TIC e l'innovazione, nonché per creare nuovi posti di lavoro, imprese e società, allo scopo di concretizzare il suo potenziale di crescita e di colmare l'attuale situazione di "divario negli investimenti" in cui gli investimenti rimangono ai livelli precedenti alla crisi; che, al tal fine, è necessario in particolare un miglioramento dell'ambiente normativo;

N.  considerando che l'elevato livello di prestiti in sofferenza resta un grave problema in diversi Stati membri; che la crescita del credito sta recuperando gradualmente, ma è ancora al di sotto dei livelli precedenti alla crisi;

O.  considerando che, al fine di migliorare gli insufficienti livelli di competitività dell'UE a livello globale e di favorire la crescita economica, sono necessari una migliore attuazione della nuova combinazione di politiche, riforme strutturali intelligenti negli Stati membri e il completamento del mercato unico;

P.  considerando che le economie con regimi fallimentari più punitivi rinunciano alla potenziale crescita del valore aggiunto e dell'occupazione, il che richiede la piena attuazione del principio della seconda opportunità contenuto nello "Small Business Act" per l'Europa da parte di tutti gli Stati membri;

Q.  considerando che la competitività europea dipende in larga misura anche da elementi non tariffari relativi all'innovazione, alla tecnologia e alle capacità organizzative, e non soltanto da prezzi, costi e salari;

R.  considerando che la direttiva sui ritardi di pagamento è stata concepita per aiutare le società che si trovano ad affrontare costi elevati o addirittura il fallimento provocato da ritardi nei pagamenti da parte di aziende private e pubbliche; che la valutazione ex-post esterna ha rivelato che gli enti pubblici di oltre la metà di tutti gli Stati membri non rispettano ancora il limite di 30 giorni per il pagamento imposto dalla legge; che la relazione ha rilevato che gli Stati membri, nell'ambito dei programmi di aggiustamento, hanno difficoltà ad applicare la direttiva quando il pagamento rapido di fatture correnti deve essere bilanciato con il rimborso del debito accumulato;

1.  accoglie con favore l'analisi annuale della crescita 2017 presentata dalla Commissione, che conferma la strategia di un triangolo virtuoso basato su investimenti pubblici e privati, riforme strutturali socialmente equilibrate e finanze pubbliche responsabili, e chiede una migliore attuazione di tale combinazione di politiche; concorda sul fatto che è necessario avanzare più rapidamente nell'adozione delle riforme, in linea con le raccomandazioni specifiche per paese, per conseguire gli obiettivi in materia di crescita e occupazione, in modo da sostenere la ripresa economica; si rammarica, pertanto, per il tasso di attuazione molto basso delle raccomandazioni specifiche per paese, passato dall'11 % nel 2012 a solo il 4 % nel 2015; sottolinea che gli Stati membri dovranno intensificare i loro sforzi di riforma se intendono tornare a crescere e a creare occupazione; conviene sulla priorità attribuita dalla Commissione alla promozione dell'occupazione, della crescita e degli investimenti per l'Unione;

2.  prende atto dell'eccessiva dipendenza attuale dalla politica monetaria della Banca centrale europea e osserva che, in assenza di investimenti e riforme strutturali sostenibili, la politica monetaria da sola non è sufficiente a stimolare la crescita;

3  concorda con la Commissione sul fatto che la zona euro dovrebbe fare sempre più affidamento sulla domanda interna; ritiene che una domanda interna più forte contribuirebbe alla crescita sostenibile della zona euro;

4.  rileva che nel 2016 la crescita continua a ritmo moderato ma positivo, superando i livelli precedenti alla crisi, ma che tale aumento contenuto deve essere considerato alla luce di una politica monetaria straordinaria, e osserva che la crescita resta debole e disomogenea fra gli Stati membri; nota con preoccupazione che i tassi di crescita del PIL e della produttività sono ancora al di sotto del loro pieno potenziale, che di conseguenza non è il momento di sedersi sugli allori e che tale ripresa moderata richiede un impegno incessante per ottenere una maggiore resilienza attraverso una crescita più forte e un aumento dell'occupazione;

5.  osserva che il referendum nel Regno Unito ha creato incertezze per l'economia europea e i mercati finanziari; rileva che il risultato delle recenti elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America ha creato un'incertezza politica che probabilmente si ripercuoterà sull'economia europea, non da ultimo per quanto riguarda le relazioni commerciali internazionali;

6.  rileva con preoccupazione la reazione negativa nei confronti della globalizzazione e l'aumento del protezionismo;

7.  osserva che, mentre in media la disoccupazione sta gradualmente diminuendo e i tassi di attività stanno crescendo, in molti Stati membri persistono problemi strutturali; osserva che i tassi della disoccupazione di lungo termine e giovanile rimangono elevati; rileva che negli Stati membri interessati è necessario attuare riforme inclusive del mercato del lavoro nel pieno rispetto del dialogo sociale, se tali problemi strutturali devono essere affrontati;8.  sottolinea che il tasso di investimento nell'UE e nella zona euro è ancora ben al di sotto dei livelli pre-crisi; sottolinea che questo "divario negli investimenti" deve essere colmato con investimenti pubblici e privati e sottolinea che soltanto investimenti mirati possono produrre in tempi brevi risultati visibili e di portata adeguata; concorda con la Commissione sul fatto che il contesto dei bassi costi dei finanziamenti è favorevole all'anticipazione degli investimenti, in particolare nelle infrastrutture;

Investimenti

7.  concorda con la Commissione sul fatto che l'accesso ai finanziamenti e il rafforzamento del mercato unico sono fondamentali per l'innovazione e la crescita delle imprese; sottolinea che i nuovi requisiti relativi ai capitali e alla liquidità, pur essendo necessari per migliorare la resilienza del settore bancario, non dovrebbero compromettere la capacità delle banche di concedere prestiti all'economia reale; ritiene che occorra compiere ulteriori sforzi per promuovere l'accesso delle PMI ai finanziamenti; esorta pertanto la Commissione a moltiplicare gli sforzi per migliorare l'ambiente finanziario;

8.  sottolinea che gli investimenti pubblici e privati nel capitale umano e nelle infrastrutture sono della massima importanza; ravvisa la forte necessità di agevolare gli investimenti in settori quali istruzione, innovazione e ricerca e sviluppo, che sono fattori cruciali per un'economia europea più competitiva;

9.  accoglie con favore la proposta della Commissione di estendere la durata e raddoppiare l'importo del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS); sottolinea che occorre migliorare sostanzialmente la copertura geografica e settoriale, per poter raggiungere gli obiettivi enunciati nel regolamento; sottolinea che il FEIS dovrebbe altresì attrarre finanziamenti per i progetti che presentano una dimensione transfrontaliera, distribuiti in modo equilibrato nell'Unione; sottolinea l'importanza di un miglior coordinamento tra gli Stati membri, la Commissione e il polo europeo di consulenza sugli investimenti;

10.  invita gli Stati membri e la Commissione ad accelerare e massimizzare l'utilizzo del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), in modo da poter usufruire di tutti gli elementi trainanti della crescita interna e promuovere la convergenza verso l'alto;

11.  rileva che un sistema finanziario credibile e gli istituti che lo compongono sono fondamentali per attrarre investimenti e per la crescita dell'economia europea; sottolinea che la sicurezza e la stabilità dell'attuale sistema finanziario sono aumentate rispetto al livello pre-crisi; constata che, cionondimeno, alcune sfide pressanti rimangono irrisolte, come la quantità di prestiti in sofferenza accumulati durante la crisi finanziaria;

12.  sottolinea che un'Unione dei mercati dei capitali pienamente funzionante può, nel lungo periodo, offrire finanziamenti alternativi alle PMI, integrando quelli del settore bancario, e garantire fonti di finanziamento più diversificate per l'economia in generale; invita la Commissione ad accelerare i lavori sull'Unione dei mercati dei capitali, con l'obiettivo di conseguire una distribuzione del capitale più efficiente in tutta l'UE, migliorare la profondità dei mercati dei capitali dell'UE, aumentare la diversificazione per gli investitori, stimolare gli investimenti a lungo termine e fare pieno uso degli strumenti finanziari innovativi dell'UE concepiti per sostenere l'accesso ai mercati dei capitali per le PMI; sottolinea che il completamento dell'Unione dei mercati dei capitali non dovrebbe compromettere i risultati sinora ottenuti, bensì dovrebbe ambire a rappresentare un vantaggio, in definitiva, per i cittadini europei;

13  sottolinea che occorre aumentare il finanziamento degli investimenti; chiede un sistema finanziario ben funzionante, nel quale una maggiore stabilità e le istituzioni transfrontaliere esistenti possano facilitare la liquidità e il market making, soprattutto per le PMI; constata altresì, a tale proposito, che le imprese a forte crescita hanno problemi di accesso al finanziamento; invita la Commissione a individuare e attuare progetti che supportino e attraggano investimenti basati sul mercato per tali imprese; sottolinea che le riforme per quanto riguarda la struttura bancaria non devono ostacolare la creazione di liquidità;

14.  incoraggia il graduale e totale completamento dell'Unione bancaria e lo sviluppo dell'Unione dei mercati dei capitali, al fine di aumentare la resilienza del settore bancario, contribuire alla stabilità finanziaria, creare un contesto di stabilità per gli investimenti e la crescita ed evitare la frammentazione del mercato finanziario della zona euro; evidenzia, in tale contesto, il principio di responsabilità e sottolinea che occorre evitare l'azzardo morale, in particolare al fine di proteggere i cittadini; sollecita il rispetto delle norme comuni esistenti;

15.  evidenzia che gli investimenti pubblici e privati sono fondamentali per consentire la transizione verso un'economia circolare e a basse emissioni di carbonio; ricorda l'impegno assunto dall'Unione europea, in particolare nel quadro dell'accordo di Parigi, di finanziare la diffusione di tecnologie pulite, l'espansione delle energie rinnovabili e dell'efficienza energetica, nonché la riduzione complessiva delle emissioni di gas serra;

16.  evidenzia che investimenti affidabili presuppongono un contesto normativo stabile, che consenta la remunerazione del capitale investito; ritiene che norme prevedibili, amministrazioni pubbliche efficienti e trasparenti, sistemi giuridici efficaci, condizioni di parità e oneri amministrativi ridotti siano fattori fondamentali per attrarre gli investimenti; sottolinea che il 40 % delle raccomandazioni specifiche per paese per il 2016 affronta il problema degli ostacoli agli investimenti, che le autorità locali e regionali possono contribuire a eliminare; esorta inoltre la Commissione ad adottare le azioni necessarie sulla base dell'invito a presentare contributi sul quadro normativo dell'UE in materia di servizi finanziari, al fine di ridurre la burocrazia, semplificare le norme e migliorare l'ambiente finanziario;

17.  riconosce il potenziale non sfruttato per la crescita della produttività e degli investimenti, che potrebbe essere valorizzato se fossero applicate pienamente le norme del mercato unico e se fossero meglio integrati i mercati dei prodotti e dei servizi; ricorda l'importanza delle raccomandazioni specifiche per paese nel segnalare i principali settori in cui è necessario intervenire negli Stati membri;

18.  concorda con la Commissione sul fatto che i vantaggi derivanti dagli scambi commerciali non sono sempre riconosciuti nel dibattito pubblico e sottolinea che il commercio internazionale può rappresentare una fonte significativa di occupazione per i cittadini europei, nonché un contributo decisivo per la crescita; ribadisce che attualmente più di 30 milioni di posti di lavoro sono sostenuti dalle esportazioni dell'UE; pone in evidenza che gli accordi commerciali internazionali non dovrebbero mettere in discussione le norme dell'UE in ambito regolamentare, sociale e ambientale, ma piuttosto rendere più rigorose tali norme a livello mondiale;

19.  rileva con preoccupazione che la quota UE dei flussi di investimenti diretti esteri mondiali è diminuita notevolmente dall'inizio della crisi; invita la Commissione e gli Stati membri a intensificare l'impegno per migliorare l'ambiente imprenditoriale per gli investimenti dando, tra l'altro, piena attuazione e applicazione alla legislazione dell'UE relativa al mercato unico; concorda sul fatto che occorre procedere più velocemente nell'adozione di riforme strutturali sostenibili, in linea con le raccomandazioni specifiche per paese, al fine di migliorare la competitività dell'Unione europea, promuovere un ambiente favorevole per le imprese (soprattutto per le PMI) e gli investimenti e creare crescita e occupazione, nonché favorire la convergenza verso l'alto fra gli Stati membri;

20.  insiste sulla necessità di salvaguardare le capacità di investimento a lungo termine degli istituti finanziari, come pure la redditività del risparmio a basso rischio e dei prodotti pensionistici a lungo termine, per non compromettere la sostenibilità dei risparmi e dei regimi pensionistici dei cittadini europei;

21.  sottolinea che le riforme strutturali devono essere accompagnate da investimenti a più lungo termine nei settori dell'istruzione, della ricerca, dell'innovazione e del capitale umano, segnatamente nell'istruzione e nella formazione volte a fornire nuove competenze e conoscenze; ritiene che i partenariati fra decisori politici, legislatori, ricercatori, produttori e innovatori possano anche essere considerati strumenti per promuovere gli investimenti, favorire una crescita intelligente e sostenibile e integrare i programmi di investimento;

Riforme strutturali

22.  concorda sul fatto che riforme strutturali sostenibili relative ai mercati di prodotti e servizi, come pure a un mercato del lavoro inclusivo, al mercato sanitario e ai mercati pensionistici e immobiliari, continuano a costituire una priorità negli Stati membri per riuscire in modo efficiente a sostenere la ripresa, combattere gli alti tassi di disoccupazione, stimolare la competitività, la concorrenza leale e le potenzialità di crescita, nonché migliorare l'efficienza dei sistemi di ricerca e innovazione, senza indebolire i diritti dei lavoratori, la tutela dei consumatori o le norme ambientali;

23.  ritiene che i mercati del lavoro efficienti e produttivi, in combinazione con un livello adeguato di protezione sociale e di dialogo, abbiano dimostrato di riprendersi più rapidamente dalla recessione economica; invita gli Stati membri a ridurre la frammentazione dei mercati del lavoro, aumentare la partecipazione al mercato del lavoro e migliorare le competenze, anche attribuendo una maggiore importanza alla formazione e all'apprendimento permanente in modo da migliorare l'occupabilità e la produttività; rileva che alcuni Stati membri necessitano tuttora di riforme sostanziali, se intendono rendere i rispettivi mercati del lavoro più resilienti e inclusivi;

24.  sottolinea l'importanza di avviare o proseguire l'attuazione di riforme strutturali coerenti e sostenibili per conseguire la stabilità a medio e lungo termine; sottolinea che l'UE e gli Stati membri non possono competere esclusivamente in termini di costi generali o del lavoro, bensì devono investire di più nella ricerca, nell'innovazione e nello sviluppo, nell'istruzione e nelle competenze, oltre che nell'efficienza delle risorse, a livello sia nazionale che europeo;

25.  esprime preoccupazione per gli effetti degli sviluppi demografici sulle finanze pubbliche e sulla crescita sostenibile, condizionate fra l'altro da bassi indici di natalità, dall'invecchiamento delle società, dall'emigrazione e dai flussi di rifugiati in arrivo; richiama l'attenzione, in particolare, sull'impatto dell'invecchiamento delle popolazioni sui sistemi pensionistici e sanitari dell'UE; rileva che, a causa delle diverse strutture demografiche, gli effetti di tali sviluppi varieranno da uno Stato membro all'altro, ma segnala che i costi di finanziamento, prevedibili sin d'ora, avranno un notevole impatto sulle finanze pubbliche;

26.  ricorda che un fattore importante per garantire la sostenibilità dei sistemi pensionistici consiste nel raggiungere e mantenere un tasso elevato di occupazione; evidenzia, in tale contesto, l'importanza di mettere meglio a frutto le competenze dei migranti per andare incontro alle esigenze del mercato del lavoro;

27.  rileva che gli Stati membri dell'UE destinano attualmente fra il 5 % e l'11 % del PIL ai rispettivi sistemi sanitari, una percentuale che dovrebbe aumentare notevolmente nei prossimi decenni per effetto dei cambiamenti demografici; sollecita la Commissione a concentrare gli sforzi su una spesa efficace in termini di costi destinata a servizi sanitari di alta qualità, e su un accesso universale a tali servizi, attraverso la cooperazione e la condivisione delle migliori prassi a livello dell'UE e affrontando la sostenibilità di sistemi sanitari di qualità nel quadro delle raccomandazioni specifiche per paese;

28.  si compiace del fatto che, in media, la disoccupazione giovanile sia in calo, sebbene rimanga troppo elevata; rileva che permangono forti differenze tra gli Stati membri che richiedono la prosecuzione delle riforme per facilitare l'accesso dei giovani al mercato del lavoro, garantendo così l'equità intergenerazionale; evidenzia, a tale riguardo, l'importanza della Garanzia per i giovani e chiede che l'UE continui a finanziare questo programma fondamentale; concorda con la Commissione sul fatto che gli Stati membri devono impegnarsi maggiormente nella lotta alla disoccupazione giovanile, in particolare potenziando l'efficacia della Garanzia per i giovani;

29.  sottolinea l'importanza di evoluzioni salariali responsabili e propizie alla crescita, che assicurino un buon tenore di vita, che siano in linea con la produttività e che tengano conto della competitività, come pure l'importanza di un dialogo sociale efficace per il buon funzionamento dell'economia sociale di mercato;

30.  concorda sul fatto che l'imposizione fiscale deve sostenere gli investimenti e la creazione di posti di lavoro; chiede riforme della fiscalità che mirino ad affrontare la questione degli elevati oneri fiscali sul lavoro in Europa, a migliorare l'esazione fiscale, a contrastare l'elusione e l'evasione delle tasse e a semplificare i regimi fiscali rendendoli più equi ed efficienti; evidenzia la necessità di un migliore coordinamento delle pratiche amministrative in materia di fiscalità; chiede maggiore trasparenza fra gli Stati membri in materia di tassazione delle imprese;

Responsabilità di bilancio e struttura delle finanze pubbliche

31.  constata che, a giudizio della Commissione, la sostenibilità di bilancio rimane una priorità e le sfide si sono ridimensionate, una volta superato l'apice della crisi, e ora possono non costituire un fattore di rischio importante, a breve termine, per la zona euro nel suo insieme;

32.  constata altresì che, a giudizio della Commissione, permangono le sfide e i retaggi della crisi, come pure i problemi strutturali, che devono essere affrontati se si intendono evitare i rischi a lungo termine;

33.  sottolinea il fatto che tutti gli Stati membri sono obbligati a rispettare il PSC, rispettandone pienamente le clausole vigenti in materia di flessibilità; richiama inoltre l'attenzione, a tal proposito, sull'importanza del trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governance, ed esorta la Commissione a presentare una valutazione globale della sua esperienza relativa all'attuazione di tale trattato, che fungerà da base per le necessarie misure da adottare, a norma del TUE e del TFUE, allo scopo di integrare il contenuto del suddetto trattato nel quadro giuridico dell'Unione europea;

34.  constata che, sebbene sei Stati membri siano ancora soggetti alla procedura per i disavanzi eccessivi, si registra una diminuzione del livello medio di disavanzo pubblico, il quale, secondo le stime, nel 2016 è rimasto al di sotto del 2 % e continuerà a diminuire nei prossimi anni, e che nel 2017 soltanto due Stati membri dovrebbero rimanere soggetti alla procedura per i disavanzi eccessivi; rileva che, in diversi casi, il forte aumento del debito nel passato recente è anche dovuto alla ricapitalizzazione delle banche e ai bassi tassi di crescita; sottolinea che, quando i tassi di interesse cominceranno a risalire, potrebbero aumentare le difficoltà relative al miglioramento delle finanze pubbliche;

35.  sottolinea il ruolo della Commissione quale custode dei trattati; sottolinea che è necessaria una valutazione obiettiva e trasparente dell'applicazione e dell'attuazione della legislazione adottata di comune accordo;

36.  insiste sul fatto che non vi dovrebbe essere alcun trattamento differenziato tra gli Stati membri; osserva che solo una politica di bilancio che rispetti e segua il diritto dell'Unione condurrà alla credibilità e alla fiducia tra gli Stati membri e costituirà un punto chiave per il completamento dell'UEM e la fiducia dei mercati finanziari;

37.  invita la Commissione e il Consiglio ad essere quanto più specifici possibile al momento di affrontare le raccomandazioni di bilancio nell'ambito del braccio preventivo e correttivo del PSC, al fine di aumentare la trasparenza e l'applicabilità delle raccomandazioni; sottolinea la necessità di includere nelle raccomandazioni, a titolo del braccio preventivo, sia la data prevista per l'obiettivo a medio termine specifico per paese sia la rettifica di bilancio necessaria per conseguirlo o mantenerlo;

38.  ritiene che gli squilibri macroeconomici all'interno degli Stati membri debbano essere affrontati in linea con la procedura per gli squilibri macroeconomici (PSM) tramite sforzi che coinvolgano tutti gli Stati membri, sulla base di riforme e investimenti pertinenti; sottolinea che ogni Stato membro deve tener fede alle proprie responsabilità in tal senso; osserva che gli elevati avanzi delle partite correnti implicano la possibilità di una maggiore domanda interna; sottolinea che gli elevati livelli di debito pubblico e privato rappresentano un'importante vulnerabilità e che per ridurli più velocemente occorrono politiche di bilancio responsabili e una crescita maggiore;

39.  osserva che, mentre le finanze pubbliche sono migliorate nel corso degli ultimi anni, a seguito della valutazione dei documenti programmatici di bilancio (DBP) per il 2017, otto Stati membri sono considerati a rischio di non conformità; ritiene che i percorsi di aggiustamento di bilancio concordati debbano essere rispettati;

40.  accoglie con favore la riduzione media dei deficit e dei debiti pubblici, ma concorda sul fatto che i quadri aggregati nascondano disparità significative tra gli Stati membri; evidenzia che i quadri aggregati dovrebbe essere sempre considerati in combinato disposto con l'esame dei singoli bilanci, e sottolinea la necessità di solide politiche di bilancio in previsione dell'aumento dei tassi di interesse; ritiene che debba essere conseguita una convergenza verso l'alto, in particolare tra gli Stati membri della zona euro;

Orientamento della politica di bilancio per la zona euro

41.  osserva che secondo le previsioni economiche della Commissione dell'autunno 2016, l'orientamento della politica di bilancio nella zona euro è passato da restrittivo a neutro nel 2015 e secondo le attese dovrebbe essere moderatamente espansionistico nel corso del periodo oggetto della previsione; prende nota, inoltre, delle considerazioni della Commissione, secondo cui una piena attuazione dei requisiti di bilancio contenuti nelle raccomandazioni specifiche per paese del Consiglio condurrebbe, a livello aggregato, a un orientamento di bilancio moderatamente restrittivo per la zona euro nel suo complesso nel 2017 e nel 2018, e prende atto delle richieste della Commissione relative a un orientamento di bilancio positivo ed espansionistico pur riconoscendone i relativi vincoli economici e giuridici;

42.  ritiene che la comunicazione della Commissione su un orientamento positivo della politica di bilancio rappresenti un'evoluzione importante; accoglie con favore l'intento della comunicazione di contribuire a migliorare il coordinamento delle politiche economiche nella zona euro e ad evidenziare le opportunità degli stimoli di bilancio negli Stati membri in cui esistono margini in tale ambito; sottolinea che i requisiti di bilancio si basano su norme di bilancio concordate in comune; ricorda che gli Stati membri sono obbligati a rispettare il PSC, indipendentemente dalle raccomandazioni aggregate; osserva che vi sono opinioni divergenti circa le potenzialità e il livello di un obiettivo in materia di orientamento di bilancio aggregato; accoglie con favore i lavori in corso in materia da parte dell'indipendente Comitato consultivo europeo per le finanze pubbliche;

43.  è dell'opinione che il miglioramento della struttura dei bilanci pubblici sia una delle principali leve per garantire il rispetto delle norme di bilancio dell'UE e consentire il finanziamento di spese indispensabili, la creazione di riserve per necessità impreviste, gli investimenti favorevoli alla crescita e, infine, il finanziamento di spese meno essenziali, nonché per contribuire a un utilizzo più efficiente e responsabile dei fondi pubblici; ricorda che la composizione dei bilanci nazionali è decisa a livello nazionale tenendo conto delle raccomandazioni specifiche per paese;

44.  osserva che si svolge con regolarità un dibattito su una destinazione intelligente della spesa pubblica e sulle priorità strategiche relative al bilancio dell'UE, e che tale valutazione critica è inoltre indispensabile affinché i bilanci nazionali migliorino la qualità dei bilanci pubblici nel medio e nel lungo termine, evitando tagli di bilancio lineari;

45.  accoglie con favore la revisione in corso della spesa pubblica e incoraggia gli Stati membri a procedere a un'analisi critica della qualità e della composizione dei loro bilanci; sostiene gli sforzi volti a migliorare la qualità e l'efficienza della spesa pubblica; anche spostando le spese improduttive verso investimenti che favoriscano la crescita;

46.  ritiene che il bilancio dell'UE possa contribuire ad alleviare il peso gravante sui bilanci nazionali attraverso la riscossione di risorse proprie anziché avvalersi ampiamente dei contributi nazionali;

47.  accoglie con favore i dibattiti tematici intrapresi e le norme sulle migliori pratiche adottate dall'Eurogruppo, come nell'ambito delle revisioni della spesa, nel corso del ciclo semestrale 2016; invita la Commissione e l'Eurogruppo a rendere tali aspetti più efficaci e trasparenti;

48.  invita la Commissione e il Consiglio a formulare le raccomandazioni specifiche per paese in maniera tale da rendere misurabili i progressi, in particolare nei casi in cui la raccomandazione programmatica si riferisce ripetutamente al medesimo ambito strategico e/o quando la natura della riforma richiede un'attuazione al di là del singolo ciclo semestrale;

Coordinamento delle politiche nazionali e controllo democratico

49.  sottolinea l'importanza della discussione, da parte dei parlamenti nazionali, delle relazioni per paese, delle raccomandazioni specifiche per paese, dei programmi di riforma nazionali e dei programmi di stabilità, e di darvi seguito in maniera più ampia rispetto al passato;

50.  ritiene che una migliore attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese richieda priorità chiaramente articolate a livello europeo e un autentico dibattito pubblico a livello nazionale, regionale e locale, che conduca a una maggiore titolarità; invita gli Stati membri a coinvolgere in maniera strutturata le autorità locali e regionali, in considerazione dell'impatto e delle sfide riscontrati all'interno degli Stati membri e anche a livello subnazionale, al fine di migliorare l'attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese;

51.  esorta la Commissione ad avviare i negoziati in merito a un accordo interistituzionale sulla governance economica; insiste affinché tale accordo interistituzionale garantisca, nel quadro dei trattati, che la struttura del semestre europeo consenta un controllo parlamentare significativo e periodico del processo, in particolare per quanto riguarda le priorità dell'analisi annuale della crescita e le raccomandazioni relative alla zona euro;

Contributi settoriali alla relazione relativa all'Analisi annuale della crescita 2017

Bilanci

52.  ritiene che, introducendo maggiori sinergie tra gli strumenti esistenti e maggiori nessi con i bilanci degli Stati membri, il bilancio dell'UE possa offrire un valore aggiunto per gli investimenti e per le riforme strutturali negli Stati membri; reputa, pertanto, che l'analisi annuale della crescita, in quanto importante documento strategico comprensivo di contenuti basilari per i programmi di riforma nazionali, le raccomandazioni specifiche per paese e i piani di attuazione, debba fungere da orientamento per gli Stati membri e per la preparazione dei bilanci nazionali, nell'ottica di introdurre soluzioni comuni visibili nei bilanci nazionali e legate al bilancio dell'UE;

53.  ricorda che il miglioramento dei sistemi di riscossione IVA e dei dazi doganali dovrebbe essere della massima priorità per tutti gli Stati membri; accoglie con favore la proposta della Commissione volta a istituire una lista nera dell'UE di paradisi fiscali, che dovrebbe essere applicata mediante sanzioni penali onde far fronte alle multinazionali che evadono le imposte;

Ambiente, salute pubblica e sicurezza alimentare

54.  sottolinea che un utilizzo migliore e più efficiente delle risorse, che riduca la dipendenza energetica dall'estero e introduca una produzione sostenibile, sulla base di requisiti migliori di progettazione dei prodotti e modelli di consumo più sostenibili, implica la promozione effettiva dell'imprenditorialità e la creazione di posti di lavoro, l'attuazione degli obiettivi internazionali e degli obiettivi ambientali dell'Unione nonché la diversificazione delle fonti di reddito, in un contesto di responsabilità di bilancio e competitività economica; ritiene che il semestre europeo debba anche includere la rendicontazione in materia di efficienza energetica e interconnettività in base agli obiettivi stabiliti a livello dell'UE;

55.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi degli Stati membri, ai parlamenti nazionali e alla Banca centrale europea.

(1)

GU L 306 del 23.11.2011, pag. 12.

(2)

GU L 306 del 23.11.2011, pag. 41.

(3)

GU L 306 del 23.11.2011, pag. 8.

(4)

GU L 306 del 23.11.2011, pag. 33.

(5)

GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25.

(6)

GU L 306 del 23.11.2011, pag. 1.

(7)

GU L 140 del 27.5.2013, pag. 11.

(8)

GU L 140 del 27.5.2013, pag. 1.

(9)

Testi approvati, P8_TA(2015)0238.


PARERE DI MINORANZA

A norma dell'articolo 52 bis, paragrafo 4, del regolamento

Miguel Viegas, Fabio De Masi, Paloma López Bermejo, Miguel Urbán Crespo, Marisa Matias, Rina Ronja Kari, Matt Carthy

La relazione sostiene le riforme strutturali, un ruolo minore dello Stato e difende il patto di stabilità e il patto di bilancio; reputa inoltre che il rafforzamento delle riforme neoliberiste e la finanziarizzazione, anche attraverso l'Unione dei mercati dei capitali, sia la soluzione per la stagnazione economica dell'UE – piuttosto che prendere in considerazione un rilancio della spesa pubblica e un aumento dei salari e della protezione sociale, distrutti dalle misure di austerità; inoltre, esprime preoccupazione per la decisione di non sanzionare il Portogallo e la Spagna.

Essa nega la realtà: l'euro e il quadro di governance economica sono stati inefficaci nell'affrontare la crisi finanziaria, economica e sociale che ha afflitto l'UE per quasi un decennio, ma ne sono anche responsabili, così come per l'inasprimento. L'euro e il quadro di governance economica hanno operato come strumenti per imporre un programma neoliberista: privatizzazione e deregolamentazione, riforme strutturali, perdita dei diritti sociali e in materia di lavoro, riduzione del reddito da lavoro e dell'assistenza pubblica.

L'euro e il quadro di governance economica hanno condotto a una maggiore divergenza tra gli Stati membri e a una maggiore disuguaglianza di reddito, e pertanto a una minore coesione territoriale, sociale ed economica.

Sollecitiamo pertanto l'abrogazione di quanto segue:

·Patto di bilancio;

·Trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governance;

·Semestre europeo.


PARERE della commissione per i bilanci (*) (25.1.2017)

destinato alla commissione per i problemi economici e monetari

sul semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: analisi annuale della crescita 2017

(2016/2306(INI))

Relatore per parere (*): Jean-Paul Denanot

(*) Procedura con le commissioni associate – articolo 54 del regolamento

SUGGERIMENTI

La commissione per i bilanci invita la commissione per i problemi economici e monetari, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  ritiene che, introducendo maggiori sinergie tra gli strumenti esistenti e maggiori nessi con i bilanci degli Stati membri, il bilancio dell'UE possa offrire un valore aggiunto per gli investimenti e per le riforme strutturali negli Stati membri; reputa, pertanto, che l'analisi annuale della crescita, in quanto importante documento strategico comprensivo di contenuti basilari per i programmi di riforma nazionali, raccomandazioni specifiche per paese e piani di attuazione, debba fungere da orientamento per gli Stati membri e per la preparazione dei bilanci nazionali, nell'ottica di introdurre soluzioni comuni visibili nei bilanci nazionali e legate al bilancio dell'UE;

2.  concorda sul fatto che i meccanismi di stabilità sono essenziali e ricorda che l'attuazione e il rispetto dei criteri fissati dal patto di stabilità e crescita dovrebbero rappresentare una priorità per gli Stati membri; plaude al pieno ricorso alle clausole di flessibilità esistenti, onde sostenere maggiormente gli investimenti e le riforme strutturali, nonché affrontare le minacce alla sicurezza e i flussi di rifugiati in arrivo;

3.  ricorda che il miglioramento dei sistemi di riscossione IVA e dei dazi doganali dovrebbe essere della massima priorità per tutti gli Stati membri; accoglie con favore la proposta della Commissione di istituire una lista nera dell'UE di paradisi fiscali, che dovrebbe essere attuata mediante sanzioni penali onde far fronte alle multinazionali che evadono le imposte; si compiace della proposta della Commissione intesa a istituire una base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società, la quale dovrebbe rafforzare le attività transfrontaliere e ridurre l'evasione fiscale e la pianificazione fiscale aggressiva; ricorda la necessità di introdurre una riforma del sistema delle risorse proprie che possa condurre a una vera riforma del finanziamento dell'UE senza accrescere l'onere fiscale a carico dei cittadini;

4.  ritiene che la crescita sia tuttora insufficiente per creare i posti di lavoro di cui l'UE ha urgente bisogno, in particolare per i giovani, e che sia necessario incoraggiare gli investimenti pubblici e privati nelle infrastrutture, nell'istruzione e nella formazione, così come nelle PMI, e promuovere azioni volte a contrastare la disoccupazione, come la garanzia per i giovani; accoglie con favore l'ulteriore rilancio dell'Iniziativa a favore dell'occupazione giovanile, con altri 500 milioni di EUR a titolo della dotazione specifica dell'iniziativa, cui si aggiunge 1 miliardo di EUR del Fondo sociale europeo per il periodo 2017-2020, che darà a diversi Stati membri ammissibili all'Iniziativa a favore dell'occupazione giovanile la possibilità di investire una maggiore quantità di fondi a titolo del FSE in misure per l'occupazione giovanile;

5.  plaude alla proposta della Commissione di estendere ed espandere il Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) in termini di durata e di capacità finanziaria; sottolinea che il rafforzamento del FEIS è importante per riportare gli investimenti a una tendenza sostenibile sul lungo periodo, continuare a ottenere risultati concreti e offrire ai promotori di progetti la certezza che potranno ancora elaborare progetti dopo il periodo di investimento iniziale; auspica ulteriori miglioramenti nell'ambito dell'addizionalità, della copertura geografica e settoriale e della trasparenza; sottolinea il potenziale di sinergie tra il FEIS e i Fondi strutturali e d'investimento europei (fondi SIE), in particolare per quanto concerne il loro contributo alla coesione territoriale; invita le istituzioni europee e nazionali a coinvolgere meglio le autorità regionali e locali per affrontare la scarsa capacità di elaborare progetti e ottenere prestiti in taluni Stati membri;

6.  ribadisce che investire e stimolare gli investimenti nell'innovazione e nelle TIC dovrebbe rappresentare una politica economica fondamentale a livello UE, al fine di generare una crescita sostenibile;

7.  ritiene che occorra accrescere la responsabilità del sistema bancario onde assicurare investimenti di lungo periodo e la stabilità sui mercati finanziari;

8.  sottolinea l'importanza di una politica di investimento dell'UE equa e volta alla coesione, che sia in grado di generare crescita in tutta l'UE ma anche di agevolare la riduzione dei divari esistenti tra gli Stati membri;

9.  è convinto che le PMI e le start-up siano essenziali per lo sviluppo futuro dell'economia dell'UE e ribadisce la necessità di politiche di investimento e fiscali più incisive concepite per stimolarle ulteriormente;

10.  è convinto che la politica monetaria, se fortemente sostenuta da un'adeguata politica di bilancio, possa rilanciare lo sviluppo economico, la crescita sostenibile e la creazione di posti di lavoro;

11.  ritiene che la presenza di sviluppi demografici disomogenei in ciascuno Stato membro dovrebbe sensibilizzare gli Stati membri sulla necessità di porre nella giusta prospettiva i deficit pubblici;

12.  ricorda che l'utilizzo dei fondi SIE è soggetto alle condizioni macroeconomiche; invita la Commissione, tenuto conto della correlazione tra un buon governo economico e la capacità di assorbimento, a incoraggiare l'utilizzo dei fondi SIE per l'attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese, prorogando il periodo di aggiustamento di bilancio in cui i fondi SIE sono impiegati come misura di accompagnamento per attuare riforme strutturali e ottenere un aumento degli investimenti;

13.  sottolinea che, rispetto ad altri grandi mercati come gli Stati Uniti, l'UE ha norme di bilancio severe, una legislazione disomogenea negli Stati membri nonché numerose e varie limitazioni che rappresentano ostacoli nei confronti del progresso, di soluzioni innovative e della crescita; invita pertanto la Commissione, prima di presentare l'analisi annuale della crescita, a condurre una discussione più dettagliata con gli Stati membri sulle attività e sulle norme comuni che occorre stabilire a livello UE per sostenere lo scambio di conoscenze, di esperienze, di tecnologie e di innovazioni, nonché per sostenere lo sviluppo e la rapida crescita delle start-up.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE

IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

25.1.2017

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

27

2

3

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Nedzhmi Ali, Jean Arthuis, Reimer Böge, Lefteris Christoforou, Gérard Deprez, Manuel dos Santos, José Manuel Fernandes, Eider Gardiazabal Rubial, Jens Geier, Esteban González Pons, Ingeborg Gräßle, Iris Hoffmann, Monika Hohlmeier, Zbigniew Kuźmiuk, Vladimír Maňka, Victor Negrescu, Jan Olbrycht, Urmas Paet, Paul Rübig, Petri Sarvamaa, Patricija Šulin, Eleftherios Synadinos, Indrek Tarand, Isabelle Thomas, Inese Vaidere, Daniele Viotti, Tiemo Wölken

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Jean-Paul Denanot, Ivana Maletić, Marco Valli

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Paul Brannen, Ulrike Lunacek


PARERE della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (25.1.2017)

destinato alla commissione per i problemi economici e monetari

sul semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: analisi annuale della crescita 2017

(2016/2306(INI))

Relatore per parere: Nuno Melo

SUGGERIMENTI

La commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare invita la commissione per i problemi economici e monetari, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  sottolinea che il dibattito sul semestre europeo è di particolare importanza in vista della necessità di trovare un nuovo modello di sviluppo per le riforme strutturali e gli investimenti selettivi in ambiti strategici, avvicinandosi a un modello economico che unisca lo sviluppo industriale alla sostenibilità ambientale; ribadisce pertanto che la dimensione ambientale dovrebbe svolgere un ruolo a pieno titolo, insieme alla dimensione economica e sociale, nel processo del semestre europeo;

2.  deplora che la ripresa nell'UE continui a essere lenta e fragile, aspetti che mettono in luce la necessità di accelerare le riforme strutturali, stimolare gli investimenti e costruire un'economia più competitiva;

3.  accoglie con favore il fatto che l'analisi annuale della crescita 2017 menzioni chiaramente l'economia circolare tra le priorità economiche generali dell'UE;

4.  sottolinea che i cambiamenti climatici rappresentano senza dubbio una sfida globale molto seria e che un'azione rapida dovrebbe restare una priorità dell'UE; sottolinea, in tale ambito, l'importanza dell'accordo di Parigi adottato nel dicembre 2015 in occasione della COP 21, che rappresenta una pietra miliare globale per proseguire la transizione collettiva in tutto il mondo verso una società a basse emissioni di carbonio e resiliente al clima; osserva che l'accordo stabilisce un obiettivo qualitativo di riduzione delle emissioni a lungo termine in linea con l'obiettivo di mantenere l'aumento della temperatura globale ben al di sotto di 2 ºC e di proseguire gli sforzi per mantenerlo a 1,5 ºC; chiede pertanto alla Commissione di prendere in considerazione, nelle sue raccomandazioni specifiche per paese, la necessità che gli Stati membri investano in progetti nel settore dell'energia a basse emissioni di carbonio per soddisfare gli obiettivi dell'accordo di Parigi; sottolinea che un'efficace transizione verso una società a basse emissioni di carbonio richiede grandi investimenti in settori strategici come l'energia, la gestione dei rifiuti, i trasporti e l'edilizia; chiede, in tale contesto, che siano stanziati investimenti sostenibili a titolo del prossimo regolamento "FEIS 2";

5.  invita la Commissione a sfruttare il semestre europeo come strumento per adempiere agli obblighi dell'UE derivanti dall'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e, in particolare, a includere nel processo politiche e misure efficaci in materia di cambiamenti climatici, produzione e consumo sostenibili, sicurezza alimentare e biodiversità;

6.  ribadisce che per garantire la crescita sostenibile, la protezione del clima e la creazione di posti di lavoro nell'UE è necessario usare le nostre risorse in modo più intelligente e sostenibile, spostando la tassazione dal lavoro all'inquinamento ambientale, eliminando progressivamente le sovvenzioni ai combustibili fossili e riducendo la dipendenza dalle importazioni di materie prime; ritiene che l'attenzione debba essere incentrata sull'applicazione della gerarchia dei rifiuti principalmente per sostenere l'attuazione delle misure di prevenzione, l'aumento del riciclaggio e il riutilizzo dei prodotti; rileva che, secondo le stime, l'economia circolare potrebbe permettere alle imprese dell'UE di risparmiare circa 600 miliardi di EUR l'anno; ribadisce pertanto il suo appello a integrare i principi dell'economia circolare nel semestre europeo e a istituire un indicatore principale sull'efficienza delle risorse e sulla sicurezza dell'approvvigionamento delle materie prime di base, allo scopo di accelerare la transizione dell'UE verso un'economia circolare; sottolinea la necessità di robusti investimenti nelle tecnologie verdi comprovate per il conseguimento degli obiettivi Europa 2020 sulla crescita sostenibile e degli obiettivi 2030 sul clima e l'energia;

7.  sottolinea l'importanza dell'attuale riforma della legislazione in materia di rifiuti per proseguire nella transizione dell'economia europea verso un modello circolare;

8.  sottolinea che un utilizzo migliore e più efficiente delle risorse, che riduca la dipendenza energetica dall'estero e introduca una produzione sostenibile, sulla base di requisiti migliori di progettazione dei prodotti e modelli di consumo più sostenibili, implica la promozione dell'imprenditorialità e la creazione di posti di lavoro, l'attuazione degli obiettivi internazionali e degli obiettivi ambientali dell'Unione e la diversificazione delle fonti di reddito, in un contesto di responsabilità fiscale e di competitività economica; ritiene che il semestre europeo debba anche includere la segnalazione sull'efficienza energetica e sull'interconnettività in base agli obiettivi stabiliti a livello dell'UE;

9.  sottolinea che, secondo uno studio della Commissione del 2012, se tutta la legislazione dell'UE in materia di rifiuti fosse pienamente attuata, l'Europa potrebbe risparmiare 72 miliardi di EUR l'anno, il fatturato del settore della gestione e del riciclaggio dei rifiuti aumenterebbe di 42 miliardi di EUR e si potrebbero creare 400 000 posti di lavoro entro il 2020; ricorda che la riduzione della quantità dei rifiuti e il rispetto della legislazione in materia dovrebbero essere considerati una priorità assoluta;

10.  sottolinea che gli Stati membri dell'UE hanno bisogno di riformare i loro sistemi fiscali al fine di sostenere la crescita e regole eque tra le imprese; sottolinea al riguardo il ruolo della tassazione ambientale, della riforma della tassazione ambientale e dei programmi di spostamento dell'imposizione fiscale quali fattori fondamentali per consentire la transizione verso un'economia verde, in quanto possono promuovere eco-innovazioni che generano ricchezza e posti di lavoro e contribuiscono al miglioramento ambientale e alla riduzione del consumo di energia e di risorse;

11.  invita la Commissione a integrare gli obiettivi di sviluppo sostenibile nel processo del semestre europeo;

12.  sottolinea la necessità di un insieme più completo di indicatori al fine di valutare le misure messe in atto dagli Stati membri per contribuire al raggiungimento degli obiettivi assunti dall'Unione europea con l'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e, in particolare, dell'obiettivo di dimezzare lo spreco alimentare entro il 2030; sottolinea che gli obiettivi di sviluppo sostenibile devono essere adeguatamente integrati nelle politiche interne ed esterne dell'Unione;

13.  ricorda che in tutta l'UE è possibile osservare una tendenza alla crescita dei posti di lavoro nell'eco-industria; mette in evidenza che ulteriori riduzioni dell'uso dell'energia e delle risorse potrebbero portare alla creazione di altri posti di lavoro, in particolare nei settori dell'isolamento, delle tecnologie a pompa di calore, dei veicoli a propulsione elettrica e delle tecnologie per l'irrigazione agricola efficienti dal punto di vista idrico, ma anche nel riciclaggio e nei settori dipendenti dalle risorse;

14.  accoglie con favore la decisione della Commissione di istituire un gruppo di esperti ad alto livello sulla finanza sostenibile; sottolinea che le riforme a favore di una finanza sostenibile sono necessarie per sostenere gli investimenti nelle tecnologie pulite e nella loro diffusione, per assicurare che il sistema finanziario possa finanziare la crescita in modo sostenibile nel lungo termine e per contribuire alla creazione di un'economia circolare a basse emissioni di carbonio e resiliente ai cambiamenti climatici, come indicato nella comunicazione della Commissione del 14 settembre 2016 dal titolo "Unione dei mercati dei capitali – Accelerare le riforme";

15.  osserva che molti dei progetti approvati per il finanziamento a titolo del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) riguardano le infrastrutture e l'innovazione in ambito ambientale e sanitario; sottolinea tuttavia la necessità di aumentare la disponibilità di fondi verdi attraverso il FEIS;

16.  sottolinea che investimenti efficaci nella sanità e nell'istruzione, comprese la promozione della salute e la prevenzione delle malattie, sono essenziali per garantire ai cittadini la parità di accesso ai servizi sanitari, nonché la stabilità, la sostenibilità, la prosperità economica e la promozione della crescita, ottenendo risultati in termini di produttività, offerta di lavoro, capitale umano e spesa pubblica; ricorda che le spese nei servizi sanitari costituiscono un investimento per una società più sana, più sicura, più produttiva e più competitiva; sottolinea l'importanza della sostenibilità nel settore sanitario, che svolge un ruolo importante nell'economia nel suo complesso in quanto corrisponde all'8 % di tutta la forza lavoro in Europa e al 10 % del PIL dell'UE;

17.  sottolinea la necessità di creare un sistema sostenibile di condivisione delle conoscenze nel settore della valutazione delle tecnologie sanitarie e che lo scopo di tale valutazione è quello di affrontare le questioni relative alle proprietà delle tecnologie sanitarie, tra cui la sicurezza, l'efficacia, l'efficienza, l'applicabilità, le indicazioni, i costi e l'efficacia in termini di costi e le conseguenze sociali, etiche ed economiche del loro utilizzo;

18.  raccomanda nuovamente che i principi dell'economia circolare siano integrati nelle raccomandazioni specifiche per paese;

19.  sottolinea l'importanza di un dialogo strutturato e sistematico a livello nazionale, al fine di aumentare la titolarità delle raccomandazioni specifiche per paese per tutte le parti interessate nel sistema sanitario; sottolinea pertanto la necessità di una valutazione più approfondita del rendimento dei sistemi sanitari a livello di UE; incoraggia gli Stati membri a utilizzare le prove raccolte nella definizione delle loro politiche e a condividere le migliori pratiche per ridurre le divergenze e le disuguaglianze sanitarie tra gli Stati membri e al loro interno;

20.  sottolinea la necessità di una valutazione più approfondita dei sistemi sanitari nel quadro del semestre europeo, considerando non solo la dimensione fiscale ma esaminando anche l'accesso, l'efficacia e la qualità nel settore sanitario europeo;

21.  sottolinea la necessità di considerare adeguatamente i costi connessi alla sanità che gli Stati membri sostengono a causa di emergenze che sottopongono i sistemi sanitari a sforzi aggiuntivi, quali l'arrivo nell'UE di migranti e rifugiati in condizioni tali da richiedere immediatamente cure mediche; sottolinea inoltre che l'assistenza medica necessaria è fondamentale sia per la protezione dei diritti umani che per la riduzione dei rischi allo scopo di proteggere i cittadini dell'UE da una possibile esposizione alle malattie endemiche nei paesi d'origine della migrazione e che il relativo onere economico dovrebbe quindi essere opportunamente considerato nella valutazione dei bilanci degli Stati membri.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

24.1.2017

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

52

5

8

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Marco Affronte, Margrete Auken, Pilar Ayuso, Zoltán Balczó, Catherine Bearder, Ivo Belet, Simona Bonafè, Biljana Borzan, Paul Brannen, Nessa Childers, Birgit Collin-Langen, Mireille D’Ornano, Miriam Dalli, Seb Dance, Angélique Delahaye, Mark Demesmaeker, Stefan Eck, José Inácio Faria, Francesc Gambús, Elisabetta Gardini, Gerben-Jan Gerbrandy, Jens Gieseke, Julie Girling, Sylvie Goddyn, Françoise Grossetête, Andrzej Grzyb, Jytte Guteland, Anneli Jäätteenmäki, Jean-François Jalkh, Benedek Jávor, Josu Juaristi Abaunz, Karin Kadenbach, Kateřina Konečná, Urszula Krupa, Giovanni La Via, Peter Liese, Norbert Lins, Valentinas Mazuronis, Susanne Melior, Massimo Paolucci, Piernicola Pedicini, Julia Reid, Frédérique Ries, Michèle Rivasi, Daciana Octavia Sârbu, Annie Schreijer-Pierik, Davor Škrlec, Claudiu Ciprian Tănăsescu, Ivica Tolić, Estefanía Torres Martínez, Nils Torvalds, Adina-Ioana Vălean, Jadwiga Wiśniewska, Damiano Zoffoli

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Renata Briano, Herbert Dorfmann, James Nicholson, Stanislav Polčák, Gabriele Preuß, Tiemo Wölken

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Xabier Benito Ziluaga, Richard Corbett, Sander Loones, Kosma Złotowski


PARERE della commissione per lo sviluppo regionale (25.1.2017)

destinato alla commissione per i problemi economici e monetari

sul semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: analisi annuale della crescita 2017

(2016/2306(INI))

Relatore per parere: Krzysztof Hetman

SUGGERIMENTI

La commissione per lo sviluppo regionale invita la commissione per i problemi economici e monetari, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  accoglie positivamente l'analisi annuale della crescita 2017 presentata dalla Commissione come componente importante di un processo di ripresa europea basato su una strategia di investimenti, riforme strutturali, creazione di posti di lavoro e finanze pubbliche responsabili e volto a promuovere livelli di crescita più elevati, rafforzare la ripresa europea e raggiungere una convergenza verso l'alto;

2.  è preoccupato per il persistere di segnali che denotano squilibri macroeconomici e convergenze limitate, segnatamente nella zona euro;

3.  è preoccupato per l'attuazione irregolare delle raccomandazioni specifiche per paese riguardo alla ripresa economica europea, come pure per il considerevole divario degli investimenti nell'UE, che compromette il suo potenziale di crescita a lungo termine; invita gli Stati membri ad assumere il fermo impegno di attuare le riforme strutturali e di ridurre il rapporto debito/PIL e il disavanzo pubblico, in modo da promuovere la crescita e creare posti di lavoro; ritiene che gli Stati membri debbano continuare a essere i principali responsabili dell'attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese, nonché della decisione riguardo al modo migliore per attuarle; sottolinea il ruolo delle autorità locali e regionali e degli altri soggetti interessati, come anche degli stessi fondi strutturali e d'investimento europei (fondi SIE), nel sostenere tali riforme strutturali, la creazione di posti di lavoro e gli investimenti; invita la Commissione a prendere in esame la possibilità di coinvolgere le autorità locali e regionali nel semestre europeo, ove opportuno;

4.  chiede l'adozione di politiche in materia di semestre europeo indirizzate a stimolare la domanda interna, in modo da rendere l'economia europea più resiliente nel quadro di un peggioramento delle prospettive globali e di un rallentamento della domanda a livello mondiale;

5.  riconosce l'obiettivo del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), uno strumento concepito per sostenere progetti di investimento ad alto rischio allo scopo di rafforzare il potenziale di crescita basata su posti di lavoro di qualità e sulla produttività; è preoccupato, tuttavia, per l'enorme disparità esistente riguardo all'utilizzo del Fondo tra l'UE-15 (91 % dei finanziamenti) e l'UE-13 (9 % dei finanziamenti); prende atto della proposta della Commissione di rafforzare le sinergie e le complementarietà tra i fondi FEIS e SIE, nonché di fornire un'assistenza tecnica locale e regionale più mirata, in modo da mitigare la divergenza nel mercato unico consentendo a tutte le regioni di sviluppare il proprio potenziale e per migliorare la copertura geografica del FEIS in tutta l'UE; invita la BEI e la Commissione a provvedere affinché la distribuzione dei fondi sia basata su un'analisi finanziaria prudente e su una valutazione equa delle domande in funzione del merito; evidenzia però che continuano a mancare dati fattuali che comprovino l'impatto del contributo apportato dal FEIS in termini di crescita e di occupazione; sottolinea, da tale prospettiva, che il FEIS deve costituire un fondo aggiuntivo rispetto ai fondi SIE e non dovrebbe in alcun modo compromettere il ruolo della politica di coesione in quanto principale politica dell'Unione in materia di investimenti, che avvicina l'UE ai suoi cittadini; invita la Commissione a proporre ulteriori misure finalizzate alla riduzione e a un migliore equilibrio della disparità di cui sopra;

6.  condivide il parere della Commissione secondo cui è necessario rafforzare il polo di consulenza affinché possa agire maggiormente a livello locale e regionale e migliorare la propria cooperazione con le banche di promozione nazionali, e affinché possa configurarsi come un utile strumento a disposizione dei promotori per lo sviluppo di migliori progetti, in particolare per le regioni o i settori che necessitano di una maggiore diffusione e di capacità tecniche supplementari; invita la Commissione a promuovere un migliore utilizzo del FEIS da parte delle autorità locali e regionali in tutta l'UE, in particolare attraverso piattaforme di investimento; invita la Commissione, a tal fine, a sostenere la diffusione delle informazioni e ad affrontare l'attuale mancanza di capacità amministrative e istituzionali a livello subnazionale; invita la Commissione e gli Stati membri a sfruttare pienamente il potenziale dei fondi FEIS e SIE, in linea con la strategia Europa 2020, al fine di ridurre il divario degli investimenti nell'UE;

7.  sottolinea che, nel contesto del semestre europeo e degli sforzi per semplificare la politica di coesione, quali le attività della task force in materia di migliore attuazione, gli Stati membri devono intensificare le proprie azioni per attuare le necessarie riforme strutturali e tutte le altre misure a sostegno di tale attuazione, compresa la creazione di capacità istituzionali, allo scopo di stimolare la crescita e l'occupazione ed eliminare gli ostacoli che incontrano i beneficiari della politica di coesione; segnala, tuttavia, la necessità di coordinare le priorità dell'UE con le esigenze nazionali, regionali e locali; sottolinea l'importanza delle condizionalità ex ante per migliorare lo sviluppo di capacità negli Stati membri; pone in rilievo la necessità di intensificare la comunicazione dei risultati ottenuti ai cittadini europei, in modo da rendere più visibile il valore aggiunto europeo;

8.  ribadisce la necessità di accelerare l'attuazione dei fondi SIE durante il periodo di programmazione finanziaria 2014-2020; pur riconoscendo che gli Stati membri dovrebbero continuare a essere responsabili della designazione dei programmi, ritiene che l'analisi delle carenze in materia di attuazione debba essere seguita da raccomandazioni su misura, le quali devono essere incluse nel processo di formulazione delle raccomandazioni specifiche per paese; invita la Commissione a impegnarsi in uno stretto dialogo con gli Stati membri allo scopo di definire le misure in questione;

9.  sottolinea che, per rispondere meglio alle sfide economiche e favorire la crescita, occorre concedere agli Stati membri una maggiore flessibilità nell'attuazione allorché si avvalgono delle clausole sugli investimenti; condivide, in tale contesto, l'opinione della Corte dei conti europea secondo cui gli appalti pubblici, i quali rappresentano un problema costante, devono essere affrontati anche al livello della Commissione e quest'ultima dovrebbe farsi promotrice di miglioramenti in tale ambito;

10.  si compiace del fatto che la proposta della Commissione di sospendere una parte dei fondi SIE per la Spagna e il Portogallo sia stata bloccata a seguito delle critiche costruttive espresse dal Parlamento, le quali hanno definitivamente dimostrato che la proposta è superflua ed è basata su una valutazione della Commissione secondo cui entrambe le nazioni stanno facendo progressi verso i rispettivi obiettivi di riduzione del disavanzo; condivide l'opinione della Commissione secondo cui la zona euro necessita di un approccio più globale che tenga conto delle differenze tra gli Stati membri relativamente alla situazione di bilancio; rammenta, a tale riguardo, il ruolo della Commissione come custode dei trattati; attende, inoltre, una relazione da parte della Commissione sull'applicazione dell'articolo 23 del regolamento (UE) n. 1303/2013, la cui presentazione è prevista nel 2017, che tenga conto del parere espresso dal Parlamento durante il dialogo strutturato svoltosi nel corso del 2016;

11.  accoglie favorevolmente la dichiarazione della Commissione sull'importanza degli investimenti in materia di conoscenza, innovazione, istruzione e TIC come motori per la crescita; auspica l'adozione di politiche che consentano l'accesso di base alla connettività per tutti i cittadini europei;

12.  ritiene che il piano di investimenti per l'Europa conseguirà gli obiettivi previsti solo attraverso un maggiore impegno con le PMI, le autorità locali e gli altri attori di base; invita la BEI e la Commissione ad assicurare che i suddetti soggetti interessati possano efficacemente elaborare e presentare domande per il finanziamento dei progetti, ricevere un sostegno adeguato e non essere esposti a inutili oneri burocratici; rileva, in particolare, l'impatto positivo che può avere uno sviluppo locale di tipo partecipativo onde assicurare che le voci degli attori locali siano ascoltate;

13.  si compiace del sostegno fornito alle PMI attraverso la sezione PMI del FEIS e l'iniziativa PMI; è incoraggiato dalla ripresa in atto nel settore delle PMI, dopo la crisi finanziaria del 2008; invita la Commissione a cooperare con gli Stati membri per far sì che gli aspetti problematici siano affrontati, tra cui il lento aumento del numero di dipendenti delle PMI e la crescita stagnante in ambito manifatturiero, edilizio e della vendita al dettaglio;

14.  ritiene che l'accesso ai finanziamenti continui a costituire la sfida principale per la crescita delle PMI; constata che il settore bancario commerciale, principalmente disciplinato dagli Stati membri, continua a rappresentare la fonte di finanziamento primaria per la maggior parte delle PMI; osserva pertanto che gli Stati membri continueranno a essere gli attori principali nella ripresa del settore delle PMI e che la Commissione dovrebbe assicurare che le proprie azioni svolgano un efficace ruolo di sostegno.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

24.1.2017

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

31

6

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Pascal Arimont, Franc Bogovič, Victor Boştinaru, Andrea Cozzolino, Rosa D’Amato, Tamás Deutsch, Iratxe García Pérez, Michela Giuffrida, Ivan Jakovčić, Constanze Krehl, Sławomir Kłosowski, Andrew Lewer, Louis-Joseph Manscour, Martina Michels, Jens Nilsson, Andrey Novakov, Younous Omarjee, Konstantinos Papadakis, Mirosław Piotrowski, Stanislav Polčák, Liliana Rodrigues, Fernando Ruas, Monika Smolková, Maria Spyraki, Ruža Tomašić, Ramón Luis Valcárcel Siso, Monika Vana, Matthijs van Miltenburg, Lambert van Nistelrooij, Derek Vaughan

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Petras Auštrevičius, Ivana Maletić, Dimitrios Papadimoulis, Maurice Ponga, Laurenţiu Rebega, Bronis Ropė, Iuliu Winkler


ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

13.2.2017

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

34

13

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Gerolf Annemans, Burkhard Balz, Hugues Bayet, Pervenche Berès, Udo Bullmann, Jonás Fernández, Neena Gill CBE, Roberto Gualtieri, Brian Hayes, Gunnar Hökmark, Danuta Maria Hübner, Cătălin Sorin Ivan, Georgios Kyrtsos, Alain Lamassoure, Philippe Lamberts, Olle Ludvigsson, Ivana Maletić, Marisa Matias, Gabriel Mato, Bernard Monot, Luigi Morgano, Stanisław Ożóg, Pirkko Ruohonen-Lerner, Molly Scott Cato, Pedro Silva Pereira, Theodor Dumitru Stolojan, Kay Swinburne, Paul Tang, Michael Theurer, Marco Valli, Tom Vandenkendelaere, Cora van Nieuwenhuizen, Miguel Viegas, Jakob von Weizsäcker, Sotirios Zarianopoulos

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Bas Eickhout, Doru-Claudian Frunzulică, Thomas Mann, Siegfried Mureşan, Maria João Rodrigues, Renato Soru, Romana Tomc, Lieve Wierinck, Roberts Zīle

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Klaus Buchner, Ingeborg Gräßle, Monica Macovei, Petri Sarvamaa


VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

34

+

ALDE

Michael Theurer, Lieve Wierinck, Cora van Nieuwenhuizen

ECR

Monica Macovei

NI

Renato Soru

PPE

Burkhard Balz, Ingeborg Gräßle, Brian Hayes, Gunnar Hökmark, Danuta Maria Hübner, Georgios Kyrtsos, Alain Lamassoure, Ivana Maletić, Thomas Mann, Gabriel Mato, Siegfried Mureşan, Petri Sarvamaa, Theodor Dumitru Stolojan, Romana Tomc, Tom Vandenkendelaere

S&D

Hugues Bayet, Pervenche Berès, Udo Bullmann, Jonás Fernández, Doru-Claudian Frunzulică, Neena Gill CBE, Roberto Gualtieri, Cătălin Sorin Ivan, Olle Ludvigsson, Luigi Morgano, Maria João Rodrigues, Pedro Silva Pereira, Paul Tang, Jakob von Weizsäcker

13

-

ECR

Stanisław Ożóg, Pirkko Ruohonen-Lerner, Kay Swinburne

EFDD

Marco Valli

ENF

Gerolf Annemans, Bernard Monot

GUE/NGL

Marisa Matias, Miguel Viegas

NI

Sotirios Zarianopoulos

Verts/ALE

Klaus Buchner, Bas Eickhout, Philippe Lamberts, Molly Scott Cato

1

0

ECR

Roberts Zīle

Significato dei simboli utilizzati:

+:   favorevoli

-:   contrari

0:   astenuti

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