Procedura : 2016/2323(BUD)
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A8-0060/2017

Discussioni :

PV 14/03/2017 - 14
CRE 14/03/2017 - 14

Votazioni :

PV 15/03/2017 - 9.8
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P8_TA(2017)0085

RELAZIONE     
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8.3.2017
PE 599.492v02-00 A8-0060/2017

sugli orientamenti generali per l'elaborazione del bilancio 2018, sezione III – Commissione

(2016/2323(BUD))

Commissione per i bilanci

Relatore: Siegfried Mureşan

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO
 VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sugli orientamenti generali per l'elaborazione del bilancio 2018, sezione III – Commissione

(2016/2323(BUD))

Il Parlamento europeo,

–  visto l'articolo 314 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 106 bis del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 del Consiglio, del 2 dicembre 2013, che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020(1),

–  visto l'accordo interistituzionale del 2 dicembre 2013 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria(2) (in appresso "l'accordo interistituzionale"),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002(3),

-  vista la decisione 2014/335/UE, Euratom del Consiglio, del 26 maggio 2014, relativa al sistema delle risorse proprie dell'Unione europea(4),

–  visti il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2017(5) e le dichiarazioni comuni messe a punto da Parlamento, Consiglio e Commissione e ad esso allegate,

–  viste le conclusioni del Consiglio del 21 febbraio 2017 sugli orientamenti per il bilancio 2018 (6522/2017),

–  visto l'articolo 86 bis del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per i bilanci (A8-0060/2017),

A.  considerando che il 2018 sarà il quinto anno del quadro finanziario pluriennale (QFP) 2014-2020;

B.  considerando che il contesto economico e sociale interno e le sfide e le incertezze politiche esterne continueranno probabilmente a esercitare pressione sul bilancio dell'UE per il 2018;

C.  considerando la necessità che la risposta di bilancio a sfide e crisi immediate vada di pari passo con soluzioni sostenibili volte a investire nel futuro comune dell'Unione;

Un bilancio per la crescita sostenibile, l'occupazione e la sicurezza

1.  plaude all'importate ruolo svolto dal bilancio dell'UE nel fornire risposte concrete alle sfide che l'Unione si trova ad affrontare; sottolinea che posti di lavoro dignitosi, di qualità e stabili, soprattutto per i giovani, la crescita economica e la convergenza socioeconomica, la migrazione, la sicurezza e il contrasto del populismo, così come il cambiamento climatico, sono i principali problemi a livello di Unione e che il bilancio UE rappresenta a tutt'oggi parte della soluzione a tali problemi; sottolinea la necessità che la solidarietà resti un principio fondamentale del bilancio dell'Unione; evidenzia che soltanto un bilancio UE solido e mirato, con un autentico valore aggiunto europeo, tornerà a beneficio di tutti gli Stati membri e di tutti i cittadini dell'Unione; si attende che la Commissione presenti un progetto di bilancio per il 2018 che consenta all'Unione di continuare a creare prosperità attraverso la crescita e l'occupazione e che garantisca la sicurezza dei suoi cittadini;

2.  ritiene che, pur rispettando la disciplina di bilancio, il bilancio dell'Unione debba disporre degli strumenti necessari, che gli consentano di reagire contemporaneamente a molteplici crisi, il che richiede dunque una certa flessibilità; è del parere che, se da un lato la crescita e l'occupazione restano le principali priorità del bilancio dell'Unione, la realizzazione di progressi e di uno sviluppo sostenibili in tali ambiti deve avvenire parallelamente alla risposta alle preoccupazioni dei cittadini dell'Unione in materia di protezione e sicurezza; ribadisce l'invito alla concentrazione tematica in sede di fissazione delle priorità del bilancio dell'UE per il 2018;

Ricerca, infrastrutture e PMI quali fattori chiave della crescita e dell'occupazione

3.  sottolinea che, per garantire la crescita economica e la creazione di posti di lavoro, sono fondamentali il rafforzamento della competitività dell'economia dell'Unione, le infrastrutture, finanziamenti adeguati per la ricerca, il sostegno allo sviluppo delle competenze e l'impegno costante dell'Unione a potenziare gli investimenti; ritiene che la creazione di posti di lavoro sostenibili dal punto di vista sociale e ambientale nonché ben retribuiti debba essere una delle principali priorità del bilancio dell'Unione; osserva che i posti di lavoro sono creati principalmente dal settore privato, ragion per cui occorre destinare un idoneo sostegno di bilancio alla promozione degli investimenti sia nel settore privato che nel settore pubblico, con una particolare attenzione per le PMI; sottolinea di conseguenza l'importanza della rubrica 1a, che garantisce un effettivo valore aggiunto per i cittadini e le imprese d'Europa, e chiede che per tale rubrica sia garantito un livello di stanziamenti adeguato;

4.  sottolinea che gli investimenti nella ricerca e nell'innovazione, incluso il sostegno alle start-up, costituiscono una condizione preliminare per conseguire una vera competitività nell'Unione e far sì che l'economia dell'Unione sia innovativa e competitiva a livello mondiale; deplora che, in ragione dell'inadeguatezza dei finanziamenti dell'Unione nel settore della ricerca e dell'innovazione, il tasso di successo delle domande sia estremamente esiguo, e che vari progetti di qualità nel settore della ricerca e dell'innovazione non beneficino di finanziamenti dell'Unione; constata che molti soggetti interessati, tra cui le PMI, sono dissuasi dal presentare proposte di progetti nell'ambito di Orizzonte 2020; chiede, a tale proposito, che sia garantito un livello adeguato di stanziamenti a favore del programma Orizzonte 2020 portando avanti nel contempo il suo obiettivo di semplificazione; sottolinea che l'aumento della dotazione di Orizzonte 2020 non dovrebbe avvenire a discapito di altri programmi di ricerca;

5.  riconosce il fatto che le PMI si confermano l'asse portante dell'economia europea e che continueranno a svolgere un ruolo decisivo per la creazione di posti di lavoro e la crescita nell'Unione; ritiene inoltre che le PMI siano le principali creatrici di posti di lavoro e necessitino pertanto di un adeguato accesso ai finanziamenti; chiede al riguardo che gli stanziamenti a favore del programma COSME siano aumentati, tenendo conto del successo di tale programma; sottolinea l'importanza di rafforzare il programma COSME nel nuovo QFP, per offrire alle PMI un sostegno più consistente da parte dell'Unione; ritiene che la creazione di sinergie con altri strumenti finanziari condurrà a migliori risultati;

6.  sostiene con forza l'ulteriore sviluppo e rafforzamento dell'interoperabilità delle reti infrastrutturali europee; ritiene che il finanziamento del Meccanismo per collegare l'Europa (MCE) sia fondamentale per il conseguimento di tali obiettivi e chiede alla Commissione di garantire un livello sufficiente di finanziamenti nel 2018;

7.  sottolinea il ruolo importante e le potenzialità del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) nel ridurre la carenza di investimenti che permane in Europa e riconosce i risultati positivi conseguiti finora; plaude altresì alla proposta della Commissione di prorogare il FEIS fino al 2020, che dovrebbe mirare a migliorarne ulteriormente il funzionamento, anche per quanto riguarda l'applicazione del principio di addizionalità e il rispetto dell'equilibrio geografico, che sono ambiti in cui sono necessari sforzi supplementari; sottolinea che la selezione dei progetti finanziati dal FEIS dovrebbe essere basata sulla qualità e sulla domanda; si compiace dell'intenzione della Commissione di rafforzare il ruolo del Polo europeo di consulenza sugli investimenti, per fornire in tutta l'Unione un'assistenza tecnica locale più mirata, e di migliorare l'equilibrio geografico; invita inoltre la Commissione ad analizzare periodicamente il valore aggiunto del FEIS mediante una valutazione d'impatto degli effetti del Fondo;

Istruzione e occupazione giovanile: le premesse del successo delle giovani generazioni

8.  ritiene che l'istruzione sia una condizione indispensabile per garantire posti di lavoro sostenibili, ben retribuiti e stabili; sottolinea l'importanza della mobilità, quale strumento che consente ai giovani europei di trarre vantaggio dalla varietà di competenze della popolazione e che permette al contempo di espandere le opportunità di istruzione, formazione e occupazione; plaude, al riguardo, al ruolo svolto dal programma Erasmus+ nel facilitare la mobilità intraeuropea dei giovani studenti, apprendisti e volontari; ritiene che, soprattutto in un momento in cui il nazionalismo e il populismo sono in ascesa, sia importante agevolare le interazioni naturali tra le diverse nazioni e culture europee per rafforzare la consapevolezza e l'identità europee; chiede, in tale contesto, che nel 2018 i fondi destinati a questo programma siano ulteriormente aumentati;

9.  sottolinea che la disoccupazione giovanile è una delle maggiori preoccupazioni a livello europeo, per via del suo impatto sociale particolarmente forte, soprattutto nelle regioni più povere dell'Unione, e che essa mette a rischio un'intera generazione di giovani europei, pregiudicando la crescita economica a lungo termine; evidenzia che, nell'ambito dall'accordo di conciliazione per il bilancio dell'UE 2017, all'Iniziativa a favore dell'occupazione giovanile saranno assegnati fondi per 500 milioni di EUR mediante l'adozione di un bilancio rettificativo nel 2017; ritiene che l'Iniziativa a favore dell'occupazione giovanile rappresenti un contributo fondamentale rispetto all'obiettivo prioritario dell'Unione riguardante l'occupazione e la crescita, e resta fermamente impegnato a garantire finanziamenti adeguati per combattere la disoccupazione giovanile e proseguire l'Iniziativa fino allo scadere dell'attuale QFP, migliorandone nel contempo il funzionamento e l'attuazione; sottolinea, a questo proposito, l'importanza della strategia dell'UE per la gioventù;

10.  prende atto con favore della proposta di lanciare un "Pass Interrail per l'Europa al 18° compleanno"; sottolinea che questo progetto può far crescere la consapevolezza e l'identità europea; sottolinea, tuttavia, che il progetto non dovrebbe essere finanziato a discapito di altri validi programmi dell'Unione, segnatamente nel campo della gioventù e della cultura, e dovrebbe essere quanto più socialmente inclusivo possibile, oltre a contenere disposizioni per l'inclusione di quanti vivono nelle isole europee periferiche; invita la Commissione a valutare i costi potenziali e le possibili fonti di finanziamento di questa iniziativa e a presentare adeguate proposte;

Le tradizionali priorità del bilancio dell'Unione come politiche d'investimento

11.  sostiene risolutamente la politica regionale, uno dei principali strumenti d'investimento del bilancio dell'Unione che garantisce la coesione economica, sociale e territoriale; sottolinea che tale politica genera crescita e crea occupazione in tutti gli Stati membri; esprime, tuttavia, preoccupazione per i ritardi inaccettabili registrati nell'attuale QFP nell'attuazione dei programmi operativi a livello di Unione, tradottisi sinora in minori investimenti, che non sono riusciti a contribuire adeguatamente alla crescita e alla creazione di posti di lavoro o alla riduzione delle disparità economiche, sociali e territoriali tra le regioni europee; invita la Commissione a individuare le cause dei ritardi e gli Stati membri a collaborare per mettervi fine, in particolare in modo da garantire che vada a buon fine la designazione delle autorità di gestione, di audit e di certificazione e che si velocizzi nettamente l'attuazione;

12.  riconosce l'importanza del settore agricolo europeo per garantire la sicurezza alimentare e gestire la biodiversità nell'Unione europea; esprime pieno sostegno agli agricoltori colpiti dall'embargo russo, dall'influenza aviaria, dalla crisi del settore lattiero-caseario e dalla crisi del settore delle carni; invita pertanto la Commissione a continuare a sostenere gli agricoltori di tutta Europa nel fare fronte all'imprevista volatilità del mercato e nel garantire un approvvigionamento alimentare sicuro e di qualità; chiede che si presti un'attenzione adeguata all'agricoltura e alla pesca su piccola scala;

Sfide interne

13.  è convinto che, nell'attuale contesto, il bilancio dell'Unione si sia dimostrato insufficiente per far fronte agli effetti della crisi migratoria e dei rifugiati e alle corrispondenti sfide umanitarie, o alle sfide nel campo della sicurezza, come l'aumento del terrorismo internazionale; rileva che, alla luce di tutto ciò, occorre trovare una soluzione sostenibile al problema, dal momento che il ripetuto ricorso agli strumenti speciali, come lo strumento di flessibilità, ha dimostrato che il bilancio dell'Unione non è stato originariamente concepito per affrontare crisi di tale entità; sottolinea che è necessario adottare una strategia coerente per far fronte alla crisi migratoria e dei rifugiati, che includa obiettivi chiari, misurabili e comprensibili; ricorda, tuttavia, che la necessità di mobilitare risorse supplementari per far fronte a tali sfide non dovrebbe avere la precedenza rispetto ad altre importanti politiche dell'Unione, ad esempio nel settore dell'occupazione e della crescita;

14.  si compiace del ruolo svolto da strumenti quali il Fondo sicurezza interna (FSI) e il Fondo Asilo, migrazione e integrazione (AMIF) nel far fronte agli effetti della crisi migratoria e dei rifugiati e alle corrispondenti sfide umanitarie e chiede per tali fondi una dotazione di bilancio adeguata nei prossimi anni; ribadisce l'importanza del principio della ripartizione degli oneri tra gli Stati membri per quanto riguarda il finanziamento degli sforzi necessari per provvedere adeguatamente ai rifugiati; plaude altresì al ruolo delle agenzie dell'Unione nel settore della giustizia e degli affari interni, quali Europol, la Guardia costiera e di frontiera europea, l'EASO, Eurojust, l'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali (FRA) ed eu-LISA, e chiede, in tale contesto, che l'espletamento del loro mandato avvenga sulla base di maggiori risorse finanziarie e umane; è convinto che l'Unione debba investire di più nel rafforzamento e nella gestione delle sue frontiere, nell'intensificazione della cooperazione tra autorità di contrasto e autorità nazionali e nella lotta al terrorismo, alla radicalizzazione e alla grave criminalità organizzata, migliorando le misure e pratiche di integrazione, assicurando l'interoperabilità dei sistemi di informazione e garantendo efficaci operazioni di rimpatrio nel caso di quanti non hanno diritto alla protezione internazionale, rispettando al contempo pienamente il principio di non refoulement;

15.  sottolinea che l'attuale dotazione del FSI, pari a impegni per circa 700 milioni di EUR, non è sufficiente per affrontare le sfide in materia di sicurezza derivanti dal terrorismo internazionale; chiede pertanto il potenziamento delle risorse finanziarie al fine di innalzare il livello delle infrastrutture di sicurezza, per renderle più moderne e adeguate;

16.  ricorda l'importanza che le agenzie europee rivestono nel garantire la realizzazione delle priorità legislative dell'UE e quindi il conseguimento dei suoi obiettivi strategici, ad esempio quelli inerenti a competitività, crescita e occupazione, nonché alla gestione dell'attuale crisi migratoria e dei rifugiati; insiste pertanto affinché si prevedano adeguate risorse finanziarie e umane sia per le spese amministrative che per quelle operative, al fine di consentire alle agenzie di svolgere i compiti loro assegnati e di conseguire i migliori risultati possibili; sottolinea che il potenziamento dell'organico e della dotazione per le agenzie a partire dal bilancio dell'esercizio 2014 è ritenuto riconducibile ai nuovi sviluppi politici e alla nuova legislazione e non rientra nel calcolo del 5 % di riduzione dell'organico; evidenzia dunque che il bilancio 2018 non dovrebbe prevedere ulteriori riduzioni delle tabelle dell'organico delle agenzie europee, al di là del 5 % concordato nell'accordo interistituzionale per ciascuna istituzione e ciascun organo dell'Unione europea;

17.  sostiene risolutamente le iniziative nel campo della ricerca in materia di difesa volte a promuovere una migliore cooperazione tra gli Stati membri e a conseguire sinergie nel settore della difesa; sottolinea, tuttavia, che a tale attività dovrebbero essere assegnate risorse ad hoc, trattandosi di una nuova iniziativa politica con una notevole incidenza sul bilancio dell'Unione; chiede inoltre che si esplorino tutte le possibilità per finanziare un programma di ricerca in materia di difesa dotato di un proprio bilancio nel quadro del prossimo QFP; ricorda che, se è vero che disposizioni dei trattati devono essere rispettate, l'intensificazione della cooperazione nel settore della difesa costituisce un'opzione necessaria per rispondere alle sfide di sicurezza cui l'Unione è confrontata, che sono ascrivibili al prolungato periodo di instabilità nei paesi del vicinato dell'Unione e all'incertezza circa l'impegno di alcuni partner dell'UE nei confronti degli obiettivi della NATO; sottolinea inoltre la necessità di una maggiore competitività e innovazione a livello dell'industria europea della difesa, che può contribuire a stimolare la crescita e la creazione di posti di lavoro; invita gli Stati membri a garantire risorse di bilancio adeguate onde affrontare in modo più congruo le sfide esterne; prende atto dell'istituzione di un Fondo europeo per la difesa, dotato di una "sezione ricerca" e di una "sezione capacità";

18.  sottolinea la necessità che il bilancio dell'UE sostenga il conseguimento degli obiettivi previsti dall'accordo di Parigi e degli obiettivi a lungo termine dell'Unione in materia di clima, mediante il raggiungimento dell'obiettivo del 20 % di spesa per il clima nel QFP 2014-2020; rileva con preoccupazione che gli obiettivi dell'UE per il 2020 in materia di biodiversità non saranno conseguiti senza concreti sforzi supplementari; sottolinea, pertanto, l'importanza di integrare la dimensione della tutela della biodiversità nell'intero bilancio dell'UE, con particolare riferimento al programma LIFE e alla rete Natura 2000;

Sfide esterne

19.  ribadisce la convinzione che, per affrontare le cause profonde dell'attuale crisi migratoria e dei rifugiati e le corrispondenti sfide umanitarie, l'Unione dovrebbe rafforzare il suo ruolo attraverso investimenti nei paesi d'origine dei flussi migratori; invita in proposito la Commissione a definire una tabella di marcia per affrontare in modo efficace la crisi migratoria; sottolinea che è necessario un maggior riorientamento strategico di tutti gli strumenti della politica di sviluppo, al fine di garantire uno sviluppo economico e sociale stabile, senza compromettere l'attuazione delle politiche esterne esistenti; rileva che gli investimenti nelle infrastrutture, negli alloggi, nell'istruzione, nei servizi sanitari e nel sostegno alle PMI – con una particolare attenzione per la creazione di occupazione, la protezione sociale e l'inclusione – sono parte della soluzione per affrontare le cause profonde della migrazione; accoglie con favore, come parte della risposta a tali sfide, il piano per gli investimenti esterni (PIE), che costituisce un quadro coerente e coordinato per promuovere gli investimenti in Africa e nei paesi del vicinato, tenendo presente che esso deve essere pienamente allineato agli obiettivi di sviluppo sostenibile e contribuire al loro raggiungimento; si attende che il PIE permetterà di promuovere lo sviluppo sostenibile senza compromettere i diritti umani, la mitigazione dei cambiamenti climatici o la buona governance, e che sarà garantita una gestione trasparente del Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile e dei suoi progetti;

20.  rileva che l'attuale tendenza, da parte della Commissione, a ricorrere a meccanismi di bilancio satellitari, come lo strumento per i rifugiati in Turchia, i fondi fiduciari e altri strumenti analoghi, non sempre si è rivelata un successo; è preoccupato dal fatto che la creazione di strumenti finanziari al di fuori del bilancio dell'Unione comprometta la gestione trasparente del bilancio e sia di ostacolo al diritto del Parlamento di esercitare un controllo effettivo della spesa; conferma dunque la sua posizione circa la necessità che gli strumenti finanziari esterni ad hoc emersi negli ultimi anni siano integrati nel bilancio dell'Unione, e che il Parlamento eserciti il pieno controllo sull'esecuzione di tali strumenti; sottolinea, tuttavia, che il finanziamento di detti strumenti non dovrebbe avvenire a discapito degli altri strumenti esterni esistenti; prende atto dello scarto tra le promesse degli Stati membri e il loro effettivo contributo a tali fondi e sollecita gli Stati membri a mantenere gli impegni assunti integrando i contributi dell'Unione;

21.  sottolinea che una delle condizioni per preservare la stabilità e la prosperità nell'Unione è la stabilità del suo vicinato; invita pertanto la Commissione a garantire che sia data priorità agli investimenti nei paesi del vicinato dell'Unione, onde sostenere gli sforzi per affrontare i principali problemi cui è confrontata la regione, segnatamente l'attuale crisi migratoria e dei rifugiati e le corrispondenti sfide umanitarie nei paesi del vicinato meridionale e l'aggressione russa nei paesi del vicinato orientale; ribadisce che il sostegno ai paesi che stanno attuando accordi di associazione con l'Unione è indispensabile per agevolare le riforme politiche ed economiche, ma sottolinea che tale sostegno dovrebbe essere accordato solo fintanto che i paesi soddisfano i criteri di ammissibilità, in particolare per quanto concerne lo Stato di diritto e il rispetto delle istituzioni democratiche;

Stanziamenti di pagamento sufficienti a garanzia di una maggiore credibilità dell'Unione europea

22.  rinnova i suoi precedenti inviti a garantire che il bilancio dell'Unione disponga di un sufficiente livello di stanziamenti di pagamento, affinché possa espletare il suo scopo principale di bilancio d'investimento; è convinto che tale ruolo non possa essere svolto se l'Unione non tiene fede ai propri impegni, compromettendo in tal modo la propria credibilità;

23.  sottolinea che i ritardi nell'attuazione dei programmi per il periodo 2014-2020 nell'ambito della gestione concorrente hanno portato a un calo delle richieste di pagamento per il 2016 e il 2017; esprime particolare preoccupazione per l'eventuale ricostituirsi di un arretrato di fatture non pagate alla fine dell'attuale QFP, e ricorda il livello senza precedenti di 24,7 miliardi di EUR raggiunto alla fine del 2014; si compiace del fatto che la Commissione, in sede di revisione intermedia del QFP, abbia fornito per la prima volta previsioni di pagamento fino al 2020, ma sottolinea la necessità che esse siano debitamente aggiornate ogni anno, affinché l'autorità di bilancio possa adottare le misure necessarie in tempo utile;

24.  sottolinea che, nonostante non sia stato a tutt'oggi raggiunto un accordo definitivo sulla revisione intermedia del QFP, diversi elementi positivi della revisione, che sono attualmente in fase di negoziazione – soprattutto in termini di maggiore flessibilità – potrebbero rivelarsi determinanti per prevenire una futura crisi dei pagamenti o per farvi fronte; ritiene che, se l'attuazione della politica di coesione fosse accelerata come preannunciato, la maggiore flessibilità potrebbe essere necessaria già nel prossimo esercizio al fine di assicurare, in risposta a tale accelerazione, un adeguato livello di stanziamenti di pagamento nel bilancio dell'Unione ed evitare a fine anno l'accumulo di fatture non pagate nel quadro della politica di coesione;

25.  ribadisce la posizione, che sostiene da tempo, secondo cui i pagamenti relativi agli strumenti speciali (lo Strumento di flessibilità, il Fondo di solidarietà dell'UE, il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione e la riserva per gli aiuti d'urgenza) devono essere calcolati al di fuori del massimale dei pagamenti del QFP, come avviene per gli impegni; sottolinea, nel contesto della revisione intermedia del QFP in corso, i potenziali progressi compiuti sulla questione dell'iscrizione in bilancio dei pagamenti per gli strumenti speciali del QFP con la revisione della decisione sul margine per imprevisti del 2014, sebbene la questione non sia stata risolta in modo inequivocabile;

Prospettive

26.  sottolinea che, conformemente al regolamento sul QFP, la Commissione presenterà, entro la fine del 2017, le sue proposte per il QFP post-2020, che dovrebbero tener conto della decisione del Regno Unito di lasciare l'UE, che avrà un impatto sul QFP post-2020; sottolinea che tale decisione rende impossibile continuare come se nulla fosse successo; annette la massima importanza al processo che condurrà alla definizione del nuovo quadro finanziario e a un bilancio dell'UE riformato e più efficiente, e si aspetta che quest'ultimo sia commisurato alle sfide che l'Unione si trova ad affrontare e agli impegni già assunti; chiede una rapida e positiva conclusione della revisione intermedia del QFP in corso, che possa garantire il necessario adeguamento del quadro finanziario attuale e assicurare al bilancio dell'Unione quella flessibilità addizionale essenziale per conseguire gli obiettivi dell'Unione europea;

27.  sottolinea che la prevedibilità e la sostenibilità a lungo termine del bilancio dell'UE sono le premesse fondamentali di un'Unione europea forte e stabile; evidenzia la necessità di allineare la durata del QFP ai cicli politici di Parlamento e Commissione; richiama l'attenzione sul fatto che il recesso del Regno Unito dall'UE sarà l'occasione per affrontare le annose questioni che hanno impedito al bilancio dell'Unione di dispiegare il suo effettivo potenziale, soprattutto per quanto riguarda le entrate del bilancio, al fine di eliminare progressivamente tutte le compensazioni e i meccanismi correttivi; ribadisce la propria posizione a favore di una profonda riforma del sistema delle risorse proprie dell'Unione e plaude, al riguardo, alla presentazione della relazione finale del gruppo ad alto livello sulle risorse proprie; invita tutte le parti interessate a trarre le debite conclusioni da tale relazione e ad analizzare la fattibilità di attuare le raccomandazioni del gruppo ad alto livello, che permetterebbero di rendere più stabile, semplice, autonomo, equo e prevedibile il bilancio dell'Unione; si attende che eventuali nuove risorse proprie determinino una riduzione dei contributi basati sull'RNL degli Stati membri; accoglie con favore le conclusioni del gruppo ad alto livello sulle risorse proprie riguardo alla necessità che il bilancio dell'Unione si concentri su settori che comportano il massimo valore aggiunto europeo e riguardo all'approccio del juste retour, che dovrebbe essere abolito, dal momento che la relazione ha dimostrato che tutti gli Stati membri beneficiano del bilancio dell'Unione, a prescindere dal loro "saldo netto";

28.  esorta la Commissione a continuare a elaborare e attuare la strategia "Un bilancio dell'UE incentrato sui risultati"; sottolinea, a tale proposito, l'importanza di semplificare le norme, razionalizzare il processo di monitoraggio e definire pertinenti indicatori di prestazione;

29.  sottolinea la necessità di integrare il principio dell'uguaglianza di genere, ogni qualvolta possibile, in tutti i titoli del bilancio dell'UE come obiettivo strategico orizzontale;

30.  sottolinea l'importanza che il Parlamento sia pienamente coinvolto in tutte le questioni di bilancio, dal momento che è l'unica istituzione eletta democraticamente dai cittadini dell'Unione;

31.  invita il Consiglio a rispettare le proprie dichiarazioni politiche e a cooperare per garantire che l'Unione disponga di un bilancio adeguato;

32.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti.

(1)

GU L 347 del 20.12.2013, pag. 884.

(2)

GU C 373 del 20.12.2013, pag. 1.

(3)

GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.

(4)

GU L 168 del 7.6.2014, pag. 105.

(5)

GU L 51 del 28.2.2017, pag. 1.


ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

6.3.2017

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

28

3

4

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Jonathan Arnott, Jean Arthuis, Richard Ashworth, Reimer Böge, Lefteris Christoforou, Gérard Deprez, José Manuel Fernandes, Eider Gardiazabal Rubial, Esteban González Pons, Ingeborg Gräßle, Monika Hohlmeier, Bernd Kölmel, Vladimír Maňka, Siegfried Mureşan, Victor Negrescu, Liadh Ní Riada, Jan Olbrycht, Paul Rübig, Jordi Solé, Patricija Šulin, Eleftherios Synadinos, Indrek Tarand, Tiemo Wölken, Stanisław Żółtek

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Jean-Paul Denanot, Anneli Jäätteenmäki, Louis Michel, Andrey Novakov, Tomáš Zdechovský

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Inés Ayala Sender, Olle Ludvigsson, Inmaculada Rodríguez-Piñero Fernández, Ulrike Rodust, Birgit Sippel, Kathleen Van Brempt


VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

28

+

Alde

Jean Arthuis, Gérard Deprez, Anneli Jäätteenmäki, Louis Michel

PPE

Reimer Böge, Lefteris Christoforou, José Manuel Fernandes, Esteban González Pons, Ingeborg Gräßle, Monika Hohlmeier, Siegfried Mureşan, Andrey Novakov, Jan Olbrycht, Paul Rübig, Tomáš Zdechovský, Patricija Šulin

S&D

Inés Ayala Sender, Jean-Paul Denanot, Eider Gardiazabal Rubial, Olle Ludvigsson, Vladimír Maňka, Victor Negrescu, Inmaculada Rodríguez-Piñero Fernández, Ulrike Rodust, Birgit Sippel, Kathleen Van Brempt, Tiemo Wölken

Verts/ALE

Indrek Tarand

3

-

EFDD

Jonathan Arnott

ENF

Stanisław Żółtek

NI

Eleftherios Synadinos

4

0

ECR

Richard Ashworth, Bernd Kölmel

GUE/NGL

Liadh Ní Riada

Verts/ALE

Jordi Solé

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

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