Procedura : 2016/0221(COD)
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Ciclo del documento : A8-0120/2017

Testi presentati :

A8-0120/2017

Discussioni :

PV 13/09/2017 - 18
CRE 13/09/2017 - 18

Votazioni :

PV 14/09/2017 - 8.10

Testi approvati :

P8_TA(2017)0356

RELAZIONE     ***I
PDF 549kWORD 91k
30.3.2017
PE 595.680v02-00 A8-0120/2017

sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) n. 345/2013 relativo ai fondi europei per il venture capital e il regolamento (UE) n. 346/2013 relativo ai fondi europei per l'imprenditoria sociale

(COM(2016)0461 – C8-0320/2016 – 2016/0221(COD))

Commissione per i problemi economici e monetari

Relatore: Sirpa Pietikäinen

EMENDAMENTI
PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO
 PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO
 VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) n. 345/2013 relativo ai fondi europei per il venture capital e il regolamento (UE) n. 346/2013 relativo ai fondi europei per l'imprenditoria sociale

(COM(2016)0461 – C8-0320/2016 – 2016/0221(COD))

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2016)0461),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 2, e l'articolo 114 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8-0320/2016),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 59 del suo regolamento,

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 14 dicembre 2016(1),

–  vista la relazione della commissione per i problemi economici e monetari (A8-0120/2017),

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso;

2.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora la sostituisca, la modifichi sostanzialmente o intenda modificarla sostanzialmente;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Emendamento    1

EMENDAMENTI DEL PARLAMENTO EUROPEO(2)*

alla proposta della Commissione

---------------------------------------------------------

2016/0221(COD)

Proposta di

REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

che modifica il regolamento (UE) n. 345/2013 relativo ai fondi europei per il venture capital e il regolamento (UE) n. 346/2013 relativo ai fondi europei per l'imprenditoria sociale

(Testo rilevante ai fini del SEE)

IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 114,

vista la proposta della Commissione europea,

previa trasmissione del progetto di atto legislativo ai parlamenti nazionali,

visto il parere della Banca centrale europea(3),

visto il parere del Comitato economico e sociale europeo(4),

deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria(5),

considerando quanto segue:

(1)  Il regolamento (UE) n. 345/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio(6) e il regolamento (UE) n. 346/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio(7) stabiliscono requisiti e condizioni uniformi per i gestori di organismi di investimento collettivo che desiderano utilizzare nell'Unione le denominazioni "EuVECA" o "EuSEF" in relazione alla commercializzazione di fondi di venture capital qualificati e di fondi qualificati per l'imprenditoria sociale. Il regolamento (UE) n. 345/2013 e il regolamento (UE) n. 346/2013 contengono in particolare norme che disciplinano gli investimenti ammissibili, le imprese di portafoglio ammissibili e gli investitori ammissibili. Ai sensi del regolamento (UE) n. 345/2013 e del regolamento (UE) n. 346/2013, solo i gestori le cui attività gestite non superano complessivamente la soglia di cui all'articolo 3, paragrafo 2, lettera b), della direttiva 2011/61/UE del Parlamento europeo e del Consiglio(8) sono ammissibili all'utilizzo rispettivamente delle denominazioni "EuVECA" e "EuSEF".

(2)  La comunicazione sul piano di investimenti per l'Europa del 16 novembre 2014(9) definisce una strategia complessiva per affrontare il problema della carenza di finanziamenti che impedisce all'Europa di dispiegare il proprio potenziale di crescita e occupazione a vantaggio dei cittadini. Essa mira a liberare investimenti privati utilizzando finanziamenti pubblici e migliorando il quadro giuridico del contesto d'investimento.

(3)  La comunicazione sull'Unione dei mercati dei capitali del 30 settembre 2015(10) è un importante elemento del piano di investimenti. Essa mira a ridurre la frammentazione dei mercati finanziari e a incrementare l'offerta di capitali alle imprese, sia dall'interno che dall'esterno dell'Unione, grazie alla creazione di un autentico mercato unico dei capitali. La comunicazione sottolinea la necessità di modificare il regolamento (UE) n. 345/2013 e il regolamento (UE) n. 346/2013, per far sì che i quadri normativi siano in grado di sostenere nel miglior modo possibile gli investimenti nelle PMI.

(4)  È opportuno aprire il mercato dei fondi per il venture capital qualificati e dei fondi qualificati per l'imprenditoria sociale, per aumentare gli effetti di scala, ridurre i costi operativi, migliorare la concorrenza e ampliare la scelta degli investitori. L'ampliamento della base dei potenziali gestori contribuisce all'apertura del mercato. Ne dovrebbero trarre vantaggio le imprese in cerca di investimenti, che avrebbero così accesso ai finanziamenti offerti da una gamma più vasta e più differenziata di fonti di investimenti di rischio. L'ambito di applicazione del regolamento (UE) n. 345/2013 e del regolamento (UE) n. 346/2013 dovrebbe perciò essere esteso, consentendo l'utilizzo delle denominazioni "EuVECA" ed "EuSEF" ai gestori di organismi di investimento collettivo autorizzati ai sensi dell'articolo 6 della direttiva 2011/61/UE.

(5)  Per mantenere un livello elevato di tutela degli investitori, i gestori dovrebbero continuare ad essere soggetti ai requisiti della direttiva 2011/61/UE e dovrebbero rispettare talune disposizioni del regolamento (UE) n. 345/2013 o del regolamento (UE) n. 346/2013, ossia le norme in materia di investimenti ammissibili e i requisiti, gli investitori interessati e i requisiti in materia di informazione.

(5 bis)  Per investire nei fondi EuVECA è mantenuto per gli investitori non professionali un livello minimo di accesso di 100 000 EUR. Data la loro natura a lungo termine e non liquida, i fondi per il venture capital non sono direttamente adatti per investitori al dettaglio diversi da quelli descritti all'articolo 6 del presente regolamento, anche qualora le norme per la protezione degli investitori fossero rafforzate. Tuttavia, nell'ambito del prossimo riesame del regolamento (UE) n. 345/2013, la Commissione dovrebbe valutare se non sia vantaggioso creare un'ulteriore opzione volontaria per gli investitori al dettaglio ricorrendo a un fondo feeder (fondo di alimentazione) nel quadro del regolamento (UE) n. 345/2013 per quei fondi EuVECA che intendano ampliare la loro base di investitori. La Commissione dovrebbe analizzare altresì la potenziale utilità di un abbassamento della soglia, che è relativamente alta, soprattutto perché essa può essere considerata un potenziale ostacolo a maggiori investimenti in tali fondi, e l'eventuale opportunità di estendere la denominazione di imprenditoria sociale a determinate entità di finanziamento collettivo e microfinanza ad elevato impatto sociale. Sebbene il venture capital rimanga una forma di investimento altamente rischiosa, va ricordato che, in misura crescente, sono a disposizione dei consumatori forme di investimento similmente rischiose e non regolamentate. Tali forme di investimento, ad esempio il finanziamento collettivo, attualmente non rientrano nell'ambito regolamentato, mentre il regime EuVECA è regolamentato e sottoposto a vigilanza.

(5 ter)  Per i fondi EuSEF, la soglia di 100 000 EUR dovrebbe essere, in ogni caso, abbassata a 50 000 EUR. Ciò migliorerebbe l'accesso ai finanziamenti, in particolare per le imprese più piccole e socialmente impegnate, che sono meno bancabili poiché reinvestono i profitti nei propri progetti e pertanto non raggiungono la redditività minima richiesta per i requisiti patrimoniali delle banche. Ciò consentirebbe inoltre di ampliare il ventaglio delle possibilità d'investimento per gli investitori non professionali e consentirebbe a detti investitori di sostenere le imprese che hanno impatti sociali positivi.

(6)  Per assicurare che le autorità competenti siano a conoscenza di ogni nuovo impiego delle denominazioni "EuVECA" e "EuSEF", i gestori di organismi di investimento collettivo autorizzati ai sensi dell'articolo 6 della direttiva 2011/61/UE dovrebbero registrare ciascun fondo per il venture capital qualificato o fondo qualificato per l'imprenditoria sociale che essi intendono gestire e commercializzare. Dovrebbe essere in tal modo assicurato che i gestori possano mantenere i propri modelli aziendali potendo gestire organismi di investimento collettivo stabiliti in altri Stati membri e allo stesso tempo ampliare ulteriormente la gamma di prodotti offerti.

(7)  La gamma delle imprese ammissibili in cui i fondi per il venture capital qualificati possono investire dovrebbe essere pertanto estesa, incrementando ulteriormente l'offerta di capitali alle imprese. La definizione di imprese di portafoglio ammissibili dovrebbe perciò includere le società aventi fino a 499 dipendenti (piccole imprese a media capitalizzazione) e le piccole e medie imprese quotate sui mercati di crescita per le PMI. Le nuove opzioni di investimento dovrebbero permettere inoltre alle entità in fase di crescita, che hanno già accesso ad altre fonti di finanziamento, come i mercati di crescita per le PMI, di ricevere capitali anche dai fondi per il venture capital qualificati, che a loro volta dovrebbero contribuire allo sviluppo dei mercati di crescita per le PMI.

(7 bis)  Al fine di rendere il quadro più attraente e di incrementare ulteriormente l'offerta di capitali all'imprenditoria sociale, la gamma delle imprese ammissibili in cui i fondi qualificati per l'imprenditoria sociale possono investire dovrebbe essere ampliata estendendo la definizione di impatto sociale positivo. L'attuale formulazione dettagliata riguardo all'impatto sociale positivo contenuta nella definizione di impresa di portafoglio ammissibile è difficile da quantificare e, di conseguenza, sia per i fondi che per le autorità di regolamentazione, è difficile da interpretare, applicare o sottoporre a vigilanza. Inoltre, le divergenze, nei diversi contesti unionali, quanto a ciò che costituisce un impatto sociale positivo complicano ulteriormente il panorama normativo dei fondi per l'imprenditoria sociale e rendono, ad esempio, più difficile la partecipazione degli investitori istituzionali ai fondi EuSEF.

(8)  Ai fondi per il venture capital qualificati dovrebbe essere consentito di partecipare, nel lungo periodo, anche alla scala di finanziamento per le PMI non quotate, le piccole imprese a media capitalizzazione non quotate e le piccole e medie imprese quotate sui mercati di crescita per le PMI, in modo da accrescerne i guadagni che potrebbero realizzare grazie alle imprese a elevata crescita. Dovrebbero pertanto essere consentiti gli investimenti ulteriori (di follow-on), successivi al primo investimento.

(9)  Le procedure di registrazione dovrebbero essere semplici ed efficienti dal punto di vista dei costi. Pertanto, la registrazione del gestore effettuata conformemente al regolamento (UE) n. 345/2013 e al regolamento (UE) n. 346/2013 dovrebbe costituire registrazione valida ai fini della direttiva 2011/61/UE. La decisione di registrazione e la mancata registrazione ai sensi del regolamento (UE) n. 345/2013 o del regolamento (UE) n. 346/2013 dovrebbero essere soggette, se del caso, al ricorso dinanzi al giudice.

(10)  Le commissioni e gli altri oneri imposti dagli Stati membri ospitanti ai gestori di fondi per il venture capital qualificati contribuiscono a creare divergenze a livello della regolamentazione e possono talvolta ostacolare considerevolmente le attività transfrontaliere. Tali commissioni impediscono la libera circolazione dei capitali attraverso le frontiere dell'Unione, minando così i principi del mercato interno. È pertanto necessario sottolineare e precisare che il divieto per lo Stato membro ospitante di imporre requisiti o procedure amministrative in relazione alla commercializzazione nel proprio territorio di fondi per il venture capital qualificati e di fondi qualificati per l'imprenditoria sociale comprende il divieto di imporre commissioni e altri oneri ai gestori di tali fondi, se non deve essere eseguita alcuna mansione di vigilanza.

(10 bis)  Il quadro giuridico e di vigilanza dovrebbe svolgere un ruolo fondamentale nell'evitare un'eccessiva assunzione di rischi e l'instabilità dei mercati finanziari, nonché nel facilitare le operazioni transfrontaliere in un'Unione del mercato dei capitali europei approfondita; è pertanto necessaria una forte vigilanza a livello dell'Unione, comprensiva di strumenti macroprudenziali adeguati. In vista del riesame intermedio del programma dell'Unione dei mercati dei capitali del 2017, dovrebbe essere migliorata la convergenza della vigilanza nell'Unione sulla base dell'esperienza del settore bancario con il quadro MVU.

(11)  In conformità del regolamento (UE) n. 345/2013 e del regolamento (UE) n. 346/2013, i gestori di fondi per il venture capital qualificati e di fondi qualificati per l'imprenditoria sociale che non sono autorizzati a norma della direttiva 2011/61/UE, sono tenuti a disporre in ogni momento di fondi propri sufficienti. Al fine di sviluppare un trattamento ai fini patrimoniali appropriato e proporzionato per i gestori di fondi per il venture capital qualificati e per i gestori di fondi qualificati per l'imprenditoria sociale, nell'ambito di queste due strutture di fondi il livello dei requisiti di fondi propri dovrebbe essere basato su criteri cumulativi ed essere nettamente inferiore e meno complesso rispetto agli importi stabiliti all'articolo 9 della direttiva 2011/61/UE, per tener conto delle peculiarità, della natura e delle modeste dimensioni di tali fondi e per rispettare il principio di proporzionalità. Per garantire la comprensione uniforme in tutta l'Unione di questi requisiti per detti gestori, è opportuno che il presente regolamento preveda l'applicazione di requisiti patrimoniali minimi e fondi propri ▌.

(12)  Dal momento che il presente regolamento apre l'utilizzo delle denominazioni "EuVECA" ed "EuSEF" ai gestori di organismi di investimento collettivo autorizzati ai sensi dell'articolo 6 della direttiva 2011/61/UE, la banca dati centrale gestita dall'AESFEM conformemente al regolamento (UE) n. 345/2013 e al regolamento (UE) n. 346/2013 dovrebbe contenere anche informazioni riguardanti i fondi per il venture capital qualificati e i fondi qualificati per l'imprenditoria sociale, amministrati e commercializzati da detti gestori.

(12 bis)  Nell'ambito del lavoro della Commissione sull'Unione dei mercati dei capitali, la definizione appropriata di commercializzazione e le discrepanze nell'interpretazione di tale definizione da parte delle autorità nazionali competenti sono state individuate come ostacoli significativi agli investimenti transfrontalieri. Per agevolare l'efficiente commercializzazione transfrontaliera dei fondi per il venture capital qualificati e dei fondi qualificati per l'imprenditoria sociale, e per tener conto delle specificità dei fondi EuVECA ed EuSEF e delle modalità della loro raccolta di capitali transfrontaliera, non dovrebbe considerarsi commercializzazione l'invio di progetti di documentazione dei fondi quando essa non include i documenti di sottoscrizione, cioè quando la sottoscrizione non è possibile. Si dovrebbe considerare che la commercializzazione abbia inizio solo nel momento in cui i documenti legali definitivi relativi a un fondo non sono più negoziabili.

(12 ter)  Parallelamente al riesame in conformità dell'articolo 69 della direttiva 2011/61/UE, la Commissione dovrebbe analizzare l'opportunità dell'introduzione di un passaporto di gestione per i gestori di fondi per il venture capital qualificati e di fondi qualificati per l'imprenditoria sociale, nonché l'adeguatezza della definizione di commercializzazione per il venture capital. A seguito del riesame, la Commissione dovrebbe presentare una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio, corredata, se del caso, di una proposta legislativa.

(13)  Poiché gli obiettivi del presente regolamento, ossia l'ulteriore potenziamento del mercato interno dei fondi per il venture capital qualificati e dei fondi qualificati per l'imprenditoria sociale tramite un utilizzo rafforzato delle denominazioni "EuVECA" ed "EuSEF", non possono essere conseguiti in misura sufficiente dagli Stati membri e possono dunque, a motivo della loro portata e delle loro conseguenze, essere conseguiti meglio a livello di Unione, quest'ultima può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato sull'Unione europea. Il presente regolamento si limita a quanto è necessario per conseguire tali obiettivi in ottemperanza al principio di proporzionalità, conformemente all'articolo 5, paragrafo 4, del trattato sull'Unione europea.

(13 bis)  Il presente regolamento non dovrebbe pregiudicare l'applicazione delle norme sugli aiuti di Stato ai fondi per il venture capital qualificati. Tali fondi potrebbero servire a veicolare aiuti di Stato volti a promuovere gli investimenti di capitale di rischio nelle PMI, ad esempio attraverso un trattamento più favorevole degli investitori privati rispetto allo Stato, a condizione che detti aiuti siano compatibili con le norme sugli aiuti di Stato, in particolare con l'articolo 21 del regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014.

(14)  È pertanto opportuno modificare di conseguenza il regolamento (UE) n. 345/2013 e il regolamento (UE) n. 346/2013,

HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Il regolamento (UE) n. 345/2013 è così modificato:

(1)  L'articolo 2, paragrafo 2, è sostituito dal seguente:

"2.  Gli articoli 5 e 6, l'articolo 13, paragrafo 1, lettere c) e i), e l'articolo 14 bis del presente regolamento si applicano ai gestori di organismi di investimento collettivo autorizzati ai sensi dell'articolo 6 della direttiva 2011/61/UE, che amministrano portafogli di fondi di venture capital qualificati e intendono usare la denominazione "EuVECA" per la commercializzazione di tali fondi nell'Unione."

(2)  L'articolo 3 è così modificato:

a)  la lettera k) è sostituita dalla seguente:

"k)  "Stato membro d'origine": lo Stato membro dove il gestore di un fondo per il venture capital qualificato ha la sede legale;"

b)  alla lettera d), il punto i) è sostituito dal seguente:

"i)  al momento del primo investimento da parte del fondo per il venture capital qualificato in quell'impresa, soddisfa una delle seguenti condizioni:

–  non è ammessa alla negoziazione su un mercato regolamentato né a partecipare a un sistema multilaterale di negoziazione (MTF) quali definiti all'articolo 4, paragrafo 1, punti 21 e 22, della direttiva 2014/65/UE del Parlamento europeo e del Consiglio*, e impiega fino a 499 dipendenti;

–  è una piccola o media impresa quale definita all'articolo 4, paragrafo 1, punto 12, della direttiva 2014/65/UE, quotata su un mercato di crescita delle PMI quale definito all'articolo 4, paragrafo 1, punto 13, della stessa direttiva."

c)  la lettera m) è sostituita dalla seguente:

"m)  "autorità competente":

i)  per i gestori di cui all'articolo 2, paragrafo 1, del presente regolamento, l'autorità competente di cui all'articolo 3, paragrafo 3, lettera a), della direttiva 2011/61/UE;

ii)  per i gestori di cui all'articolo 2, paragrafo 2, del presente regolamento, l'autorità competente di cui all'articolo 7, paragrafo 1, della direttiva 2011/61/UE;

iii)  per i fondi per il venture capital qualificati, l'autorità competente dello Stato membro in cui il fondo per il venture capital qualificato ha la sede legale o la sede principale;"

(2 bis)  All'articolo 7, la lettera f) è sostituita dalla seguente:

  "f) trattano gli investitori in modo corretto. Ciò non osta a un trattamento più favorevole degli investitori privati rispetto a un investitore statale, a condizione che esso sia compatibile con le norme sugli aiuti di Stato, in particolare con l'articolo 21 del regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014;"

(3)  L'articolo 10 è sostituito dal seguente ▌:

"Articolo 10

1.  I gestori di fondi per il venture capital qualificati dispongono in ogni momento di fondi propri sufficienti e utilizzano risorse umane e tecniche adeguate e appropriate per la corretta gestione dei fondi per il venture capital qualificati da essi gestiti.

2.  I fondi per il venture capital qualificati gestiti sia internamente che esternamente sono dotati di un capitale iniziale di 30 000 EUR.

_______________________________________________________________

* Direttiva 2014/65/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, relativa ai mercati degli strumenti finanziari e che modifica la direttiva 2002/92/CE e la direttiva 2011/61/UE (GU L 173 del 12.6.2014, pag. 349).

2 bis.  I fondi propri corrispondono sempre ad almeno un ottavo delle spese generali fisse sostenute da un gestore durante l'esercizio precedente. In caso di significativa modifica dell'attività di un'impresa rispetto all'esercizio precedente, le autorità competenti hanno facoltà di adattare tale obbligo. Ove un gestore di un fondo per il venture capital qualificato non abbia portato a termine un'attività di un anno, l'obbligo corrisponde a un ottavo delle spese generali fisse previste nel suo piano imprenditoriale, a meno che l'autorità competente dello Stato membro di origine del gestore non richieda un adeguamento di detto piano.

2 ter.  Se i fondi per il venture capital qualificati superano 300 000 000 EUR, il gestore di detti fondi è tenuto a fornire un importo aggiuntivo di fondi propri pari allo 0,015 % dell'importo di cui il valore totale dei fondi per il venture capital qualificati supera i 300 000 000 EUR.

2 quater.  È necessario investire fondi propri in attività liquide o attività che possano essere facilmente convertite in denaro a breve termine. I fondi propri non comprendono posizioni speculative.

2 quinquies.  I gestori di fondi di venture capital qualificati che gestivano fondi di venture capital qualificati prima del ... [data di entrata in vigore del presente regolamento modificativo] possono continuare a gestire tali fondi di venture capital qualificati senza conformarsi ai requisiti di cui all'articolo 10, paragrafo 2 ter. Tali gestori assicurano di essere in grado di dimostrare in ogni momento che i loro fondi propri sono sufficienti a mantenere la continuità operativa."

(3 bis)  All'articolo 13, paragrafo 1, lettera c), il punto iv) è sostituito dal seguente:

  "iv) gli investimenti non ammissibili che intende effettuare, compresi i criteri e gli orientamenti che disciplinano la selezione di tali investimenti;"

(4)  L'articolo 14 è così modificato:

a)  Il paragrafo 1 è così modificato:

– la parte introduttiva è sostituita dalla seguente:

"1.  I gestori di fondi per il venture capital qualificati che, per la commercializzazione dei propri fondi per il venture capital qualificati, intendono utilizzare la denominazione "EuVECA", informano di tale intenzione le pertinenti autorità competenti del proprio Stato membro d'origine e l'AESFEM, fornendo loro le seguenti informazioni:"

– la lettera e) è soppressa.

b)   Il paragrafo 2 è così modificato:

  – la parte introduttiva è sostituita dalla seguente:

"2.  La pertinente autorità competente dello Stato membro d'origine registra il gestore di un fondo per il venture capital qualificato solo se sono soddisfatte le seguenti condizioni:"

– la lettera d) è soppressa.

c)  Sono aggiunti i paragrafi seguenti:

"3 bis.  I gestori di cui al paragrafo 1 sono informati dall'autorità competente del proprio Stato membro d'origine in merito alla registrazione quali gestori di un fondo per il venture capital qualificato entro due mesi dal momento in cui hanno fornito tutte le informazioni di cui al paragrafo 1.

3 ter.  Una registrazione effettuata conformemente al presente articolo costituisce registrazione ai fini dell'articolo 3, paragrafo 3, della direttiva 2011/61/UE.

3 quater.  Al fine di garantire l'applicazione coerente del presente articolo, l'AESFEM elabora progetti di norme tecniche di regolamentazione per specificare le informazioni da fornire alle autorità competenti e all'AESFEM nella domanda di registrazione di cui al paragrafo 1 e le condizioni di cui al paragrafo 2.

Alla Commissione è conferito il potere di adottare le norme tecniche di regolamentazione di cui al primo comma del presente paragrafo conformemente agli articoli da 10 a 14 del regolamento (UE) n. 1095/2010.

3 quinquies.  Al fine di garantire condizioni uniformi di applicazione del presente articolo, l'AESFEM elabora progetti di norme tecniche di attuazione per stabilire formati, modelli e procedure standard per la trasmissione delle informazioni di cui al paragrafo 1.

Alla Commissione è conferito il potere di adottare le norme tecniche di attuazione di cui al primo comma del presente paragrafo conformemente all'articolo 15 del regolamento (UE) n. 1095/2010.

3 sexies.  L'AESFEM svolge un ruolo di coordinamento e vigilanza per garantire che le autorità competenti adottino un approccio coerente per quanto attiene al processo di registrazione di cui al presente articolo. A tal fine l'AESFEM esegue revisioni dei processi di registrazione delle autorità competenti.

Nel rispetto del principio di proporzionalità, all'AESFEM è conferito il potere di formulare raccomandazioni conformemente all'articolo 16 del regolamento (UE) n. 1095/2010 rivolte alle autorità competenti affinché modifichino i loro processi di registrazione, laddove disponga di motivi chiari e dimostrabili per ritenere che il processo di registrazione dell'autorità competente non rispetti i requisiti di registrazione di cui nel presente regolamento o le norme tecniche di regolamentazione e le norme tecniche di attuazione di cui ai paragrafi 3 quater e 3 quinquies del presente articolo."

(5)  Sono inseriti gli articoli seguenti:

"Articolo 14 bis

1.  I gestori di organismi di investimento collettivo autorizzati ai sensi dell'articolo 6 della direttiva 2011/61/UE chiedono la registrazione dei fondi per il venture capital qualificati per cui intendono utilizzare la denominazione "EuVECA".

2.  I gestori di cui al paragrafo 1 informano la pertinente autorità competente del loro Stato membro d'origine e l'AESFEM della loro intenzione e forniscono loro le seguenti informazioni:

a)  le norme del fondo o l'atto costitutivo del fondo per il venture capital qualificato;

b)  le informazioni sull'identità del depositario;

c)  le informazioni di cui all'articolo 14, paragrafo 1.

Ai fini dell'applicazione del primo comma, lettera c), le informazioni sulle disposizioni adottate per conformarsi ai requisiti di cui al capo II devono fare riferimento alle disposizioni adottate per conformarsi agli articoli 5 e 6 e all'articolo 13, paragrafo 1, lettere c) e i).

2 bis.  L'autorità competente del fondo per il venture capital qualificato chiede all'autorità competente del gestore se il fondo per il venture capital qualificato rientri nell'ambito di applicazione dell'autorizzazione del gestore a gestire FIA e se siano soddisfatte le condizioni di cui all'articolo 14, paragrafo 2, lettera a). Qualora un fondo per il venture capital qualificato sia stabilito in uno Stato membro diverso da quello del suo gestore, l'autorità competente dello Stato membro in cui il fondo per il venture capital qualificato è stabilito fornisce all'autorità competente dello Stato membro d'origine le necessarie informazioni sul fondo e chiede a tale autorità le informazioni che consentano di valutare e di confermare se il fondo per il venture capital qualificato rientri nell'ambito di applicazione dell'autorizzazione del gestore a gestire FIA e se siano soddisfatte le condizioni di cui all'articolo 14, paragrafo 2, lettera a). L'autorità competente del fondo per il venture capital qualificato può chiedere all'autorità competente del gestore chiarimenti e informazioni riguardo alla documentazione di cui al primo comma. L'autorità competente del gestore fornisce una risposta entro dieci giorni lavorativi dalla data in cui ha ricevuto la richiesta presentata dall'autorità competente del fondo per il venture capital qualificato.

2 ter.  I gestori di organismi di investimento collettivo autorizzati a norma dell'articolo 6 della direttiva 2011/61/UE non sono tenuti a fornire informazioni o documenti che la società di gestione ha già fornito per la domanda di autorizzazione a norma della direttiva 2011/61/UE, se tali documenti e informazioni sono ancora aggiornati.

3.  L'autorità competente dei fondi per il venture capital qualificati registra ciascun fondo come fondo per il venture capital qualificato se il gestore del fondo soddisfa le condizioni di cui all'articolo 14, paragrafo 2.

4.  I gestori di cui al paragrafo 1 sono informati dall'autorità competente del fondo per il venture capital qualificato in merito alla registrazione del fondo quale fondo per il venture capital qualificato entro venti giorni dal momento in cui i gestori hanno fornito tutte le informazioni di cui al paragrafo 2.

5.  La registrazione dei fondi per il venture capital qualificati ai sensi dei paragrafi 1, 2 e 3 è valida nell'intero territorio dell'Unione e consente di commercializzare tali fondi con la denominazione "EuVECA" in tutta l'Unione.

5 bis.  Al fine di garantire condizioni uniformi di applicazione del presente articolo, l'AESFEM elabora progetti di norme tecniche di attuazione per stabilire formati, modelli e procedure standard per la trasmissione delle informazioni di cui al paragrafo 2.

Alla Commissione è conferito il potere di adottare le norme tecniche di attuazione di cui al primo comma del presente paragrafo conformemente all'articolo 15 del regolamento (UE) n. 1095/2010.

5 ter.  L'AESFEM svolge un ruolo di coordinamento e vigilanza per garantire che le autorità competenti adottino un approccio coerente per quanto attiene al processo di registrazione di cui al presente articolo.

Nel rispetto del principio di proporzionalità, all'AESFEM è conferito il potere di formulare raccomandazioni conformemente all'articolo 16 del regolamento (UE) n. 1095/2010 rivolte alle autorità competenti affinché modifichino i loro processi di registrazione, laddove disponga di motivi chiari e dimostrabili per ritenere che il processo di registrazione dell'autorità competente non rispetti i requisiti di registrazione di cui al paragrafo 5 bis del presente articolo.

Articolo 14 ter

Ogni eventuale rifiuto di registrare i gestori di cui all'articolo 14 e i fondi di cui all'articolo 14 bis viene motivato, notificato ai gestori di cui a tali articoli ed è soggetto a ricorso dinanzi al giudice. Il ricorso dinanzi al giudice è ammissibile anche qualora non sia stata presa nessuna decisione in merito a una registrazione due mesi dopo la domanda di registrazione."

(5 bis)  All'articolo 15, la parte introduttiva è sostituita dalla seguente:

"I gestori di fondi per il venture capital qualificati informano le autorità competenti dello Stato membro di origine e l'AESFEM qualora intendano commercializzare:"

(6)  L'articolo 16 è sostituito dal seguente:

"Articolo 16

1.  L'autorità competente dello Stato membro di origine notifica immediatamente ▌all'AESFEM ogni registrazione o cancellazione di un gestore di un fondo per il venture capital qualificato, ogni aggiunta o cancellazione di un nuovo fondo di venture capital qualificato ▌o ogni aggiunta o cancellazione di un nuovo Stato membro in cui un gestore di un fondo per il venture capital qualificato intende commercializzare i fondi.

Ai fini della semplificazione del processo di notifica e dello scambio di informazioni richiesto, l'AESFEM gestisce una banca dati centrale accessibile alle autorità competenti degli Stati membri d'origine e ospitanti.

2.  Le autorità competenti dello Stato membro d'origine non impongono ai gestori di fondi per il venture capital qualificati requisiti o procedure amministrative relativi alla commercializzazione dei loro fondi per il venture capital qualificati, né prescrivono un obbligo di approvazione prima dell'inizio della commercializzazione.

Fermo restando il carattere generale del primo comma, tra i requisiti e le procedure amministrative di cui al suddetto comma rientrano commissioni e altri oneri.

3.  Al fine di garantire condizioni uniformi di applicazione ▌del presente articolo, l'AESFEM può elaborare progetti di norme tecniche di attuazione per stabilire formati, modelli e procedure standard per la trasmissione e lo scambio delle informazioni di cui al paragrafo 1.

4.  L'AESFEM presenta tali progetti di norme tecniche di attuazione alla Commissione entro il 16 febbraio 2014.

5.  Alla Commissione è conferito il potere di adottare le norme tecniche di attuazione di cui al paragrafo 3 del presente articolo secondo la procedura di cui all'articolo 15 del regolamento (UE) n. 1095/2010."

(7)  L'articolo 17 è sostituito dal seguente:

"Articolo 17

L'AESFEM gestisce una banca dati centrale, accessibile pubblicamente su internet, contenente l'elenco di tutti i gestori di fondi per il venture capital qualificati che utilizzano la designazione "EuVECA" e i fondi per il venture capital qualificati per i quali la usano, nonché dei paesi in cui tali fondi sono commercializzati."

(7 bis)  È inserito l'articolo seguente:

"Articolo 17 bis

1. L'AESFEM pubblica sul suo sito web l'elenco dei paesi terzi che soddisfano il requisito di cui al secondo comma dell'articolo 3, lettera d), punto iv), sulla base delle informazioni ricevute in virtù del paragrafo 2.

2. Ai fini del secondo comma dell'articolo 3, lettera d), punto iv), gli Stati membri comunicano all'AESFEM eventuali accordi sottoscritti con giurisdizioni di paesi terzi al fine di assicurare un efficace scambio di informazioni in materia fiscale."

(7 ter)  All'articolo 19 è aggiunto il comma seguente:

"L'AESFEM svolge un ruolo di vigilanza per garantire che le autorità competenti adottino un approccio coerente per quanto attiene all'esercizio dei poteri di vigilanza e di indagine di cui al primo comma."

(8)  All'articolo 20, paragrafo 2, la data "16 maggio 2015" è sostituita da "[la data che cadrà 24 mesi dopo la data di entrata in vigore del presente regolamento]".

(9)  L'articolo 21 è così modificato:

a)  il paragrafo 1 è così modificato:

– la lettera c) è sostituita dalla seguente:

"c)  utilizzi la denominazione "EuVECA" senza essere registrato ai sensi dell'articolo 14, o il fondo di venture capital qualificato non sia registrato ai sensi dell'articolo 14 bis;"

– la lettera e) è sostituita dalla seguente:

"e)  abbia ottenuto la registrazione presentando dichiarazioni false o con qualsiasi altro mezzo irregolare in violazione dell'articolo 14 o dell'articolo 14 bis;"

b)  al paragrafo 2, la lettera a) è sostituita dalla seguente:

"a)  adotta misure per garantire che il gestore di un fondo per il venture capital qualificato interessato si conformi agli articoli 5 e 6, all'articolo 7, lettere a) e b), nonché agli articoli da 12 a 14 bis;"

b bis)  il paragrafo 4 è sostituito dal seguente:

"4.  Il diritto di commercializzare uno o più fondi per il venture capital qualificati con la denominazione "EuVECA" viene meno con effetto immediato a partire dalla data della decisione dell'autorità competente di cui al paragrafo 2, lettera b), o della raccomandazione dell'AESFEM di cui al paragrafo 4 bis."

b ter)  è aggiunto il paragrafo seguente:

"4 bis. Le autorità competenti dello Stato membro d'origine o dello Stato membro ospitante informano senza indugio l'AESFEM se ritengono che il gestore di un fondo per il venture capital qualificato si sia reso responsabile di una delle violazioni di cui all'articolo 21, paragrafo 1, lettere da a) ad i).

L'AESFEM formula, nel rispetto del principio di proporzionalità, raccomandazioni conformemente all'articolo 16 del regolamento (UE) n. 1095/2010 rivolte alle autorità competenti affinché adottino o si astengano dall'adottare le misure di cui al paragrafo 2 del presente articolo oppure adottino le opportune misure di cui al paragrafo 2 del presente articolo, laddove disponga di motivi chiari e dimostrabili per ritenere che tali misure sono necessarie dal punto di vista della tutela degli investitori, della stabilità finanziaria o dell'integrità del mercato."

(10)  L'articolo 26, paragrafo 2, è così modificato:

a)  Alla lettera a), la data del "22 luglio 2017" è sostituita da "[la data che cadrà 48 mesi dopo la data di entrata in vigore del presente regolamento]".

b)  È aggiunto il comma seguente:

"Parallelamente al riesame in conformità dell'articolo 69 della direttiva 2011/61/UE, la Commissione analizza:

l'opportunità dell'introduzione di un passaporto di gestione per i gestori di fondi per il venture capital qualificati;

l'adeguatezza della definizione di commercializzazione per il venture capital e l'impatto di tale definizione e delle divergenti interpretazioni nazionali a proposito del funzionamento e della redditività dei fondi di venture capital e della distribuzione transfrontaliera di fondi EuVECA.

A seguito del riesame, la Commissione presenta una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio, corredata, se del caso, di una proposta legislativa."

Articolo 2

Il regolamento (UE) n. 346/2013 è così modificato:

(1)   L'articolo 2, paragrafo 2, è sostituito dal seguente:

"2.  Gli articoli 5 e 6, l'articolo 10, l'articolo 13, paragrafo 2, l'articolo 14, paragrafo 1, lettere d), e) e f), e l'articolo 15 bis del presente regolamento si applicano ai gestori di organismi d'investimento collettivo autorizzati ai sensi dell'articolo 6 della direttiva 2011/61/UE che gestiscono portafogli di fondi qualificati per l'imprenditoria sociale e intendono usare la denominazione "EuSEF" per la commercializzazione di tali fondi nell'Unione."

(2)   L'articolo 3, paragrafo 1, è così modificato:

-a)  alla lettera d), punto ii), il primo trattino è sostituito dal seguente:

"–  fornisca beni o servizi che producono un rendimento sociale,"

a)  la lettera k) è sostituita dalla seguente:

"Stato membro d'origine": lo Stato membro dove il gestore di un fondo qualificato per l'imprenditoria sociale ha la sede legale;"

b)  la lettera m) è sostituita dalla seguente:

"m)  "autorità competente":

i)  per i gestori di cui all'articolo 2, paragrafo 1, del presente regolamento, l'autorità competente di cui all'articolo 3, paragrafo 3, lettera a), della direttiva 2011/61/UE;

ii)  per i gestori di cui all'articolo 2, paragrafo 2, del presente regolamento, l'autorità competente di cui all'articolo 7, paragrafo 1, della direttiva 2011/61/UE;

iii)  per i fondi qualificati per l'imprenditoria sociale, l'autorità competente dello Stato membro in cui il fondo qualificato per l'imprenditoria sociale ha la sede legale o la sede principale;"

(2 bis)  All'articolo 6, paragrafo 1, la lettera a) è sostituita dalla seguente:

"a) si impegnino a investire almeno 50 000 EUR; nonché"

(3)  L'articolo 11 è sostituito dal seguente ▌:

"Articolo 11

1.  I gestori di fondi qualificati per l'imprenditoria sociale dispongono in ogni momento di fondi propri sufficienti e di risorse umane e tecniche adeguate e appropriate per la corretta gestione del fondo che gestiscono.

2.   I fondi qualificati per l'imprenditoria sociale gestiti sia internamente che esternamente sono dotati di un capitale iniziale di 30 000 EUR.

2 bis.  I fondi propri corrispondono sempre ad almeno un ottavo delle spese generali fisse sostenute da un gestore durante l'esercizio precedente. In caso di significativa modifica dell'attività di un'impresa rispetto all'esercizio precedente, le autorità competenti hanno facoltà di adattare tale obbligo. Ove un gestore di un fondo qualificato per l'imprenditoria sociale non abbia portato a termine un'attività di un anno, l'obbligo corrisponde a un ottavo delle spese generali fisse previste nel suo piano imprenditoriale, a meno che l'autorità competente dello Stato membro di origine del gestore non richieda un adeguamento di detto piano.

2 ter.  Se i fondi qualificati per l'imprenditoria sociale superano 300 000 000 EUR, il gestore di detti fondi è tenuto a fornire un importo aggiuntivo di fondi propri pari allo 0,015 % dell'importo di cui il valore totale dei fondi qualificati per l'imprenditoria sociale supera i 300 000 000 EUR.

2 quater.  È necessario investire fondi propri in attività liquide o attività che possano essere facilmente convertite in denaro a breve termine. I fondi propri non comprendono posizioni speculative."

(3 bis)  L'articolo 13, paragrafo 2, è così modificato:

a)  la lettera e) è sostituita dalla seguente:

  "e) informazioni sulla natura, il valore e la finalità degli investimenti diversi dagli investimenti qualificati di cui all'articolo 5, paragrafo 1."

b)  è aggiunta la lettera seguente:

  "e bis) una descrizione del modo in cui i fattori ambientali e climatici sono presi in considerazione nell'approccio di investimento del fondo qualificato per l'imprenditoria sociale e, in particolare, le informazioni sulla sua esposizione ad attività il cui valore può subire un impatto negativo risultante dalla legislazione necessaria a rispettare gli obiettivi dell'UE in materia di clima."

(3 ter)  All'articolo 14, paragrafo 1, lettera c), il punto iv) è sostituito dal seguente:

  "iv) gli investimenti non ammissibili che intende effettuare, compresi i criteri e gli orientamenti che disciplinano la selezione di tali investimenti;"

(4)  L'articolo 15 è così modificato:

a)  il paragrafo 1 è così modificato:

– la parte introduttiva è sostituita dalla seguente:

"1. I gestori di fondi qualificati per l'imprenditoria sociale che, per la commercializzazione dei propri fondi qualificati per l'imprenditoria sociale, intendono utilizzare la denominazione "EuSEF", informano di tale intenzione le autorità competenti del proprio Stato membro d'origine e l'AESFEM, fornendo loro loro le seguenti informazioni:"

– la lettera e) è soppressa.

b)  al paragrafo 2, la lettera d) è soppressa

c)  sono aggiunti i seguenti paragrafi ▌:

"3 bis. I gestori di cui al paragrafo 1 sono informati dall'autorità competente del proprio Stato membro d'origine in merito alla propria registrazione quali gestori di un fondo qualificato per l'imprenditoria sociale entro due mesi dal momento in cui hanno fornito le informazioni di cui al paragrafo 1.

3 ter. Una registrazione effettuata conformemente al presente articolo costituisce registrazione ai fini dell'articolo 3, paragrafo 3, della direttiva 2011/61/UE.

3 quater. Al fine di garantire l'applicazione coerente del presente articolo, l'AESFEM elabora progetti di norme tecniche di regolamentazione per specificare le informazioni da fornire alle autorità competenti e all'AESFEM nella domanda di registrazione di cui al paragrafo 1 e le condizioni di cui al paragrafo 2.

Alla Commissione è delegato il potere di adottare le norme tecniche di regolamentazione di cui al primo comma del presente paragrafo conformemente agli articoli da 10 a 14 del regolamento (UE) n. 1095/2010.

3 quinquies.  Al fine di garantire condizioni uniformi di applicazione del presente articolo, l'AESFEM elabora progetti di norme tecniche di attuazione per stabilire formati, modelli e procedure standard per la trasmissione delle informazioni di cui al paragrafo 1.

Alla Commissione è conferito il potere di adottare le norme tecniche di attuazione di cui al primo comma del presente paragrafo conformemente all'articolo 15 del regolamento (UE) n. 1095/2010.

3 sexies. L'AESFEM svolge un ruolo di coordinamento e vigilanza per garantire che le autorità competenti adottino un approccio coerente al processo di registrazione di cui al presente articolo. A tal fine l'AESFEM esegue revisioni dei processi di registrazione delle autorità competenti.

Nel rispetto del principio di proporzionalità, all'AESFEM è conferito il potere di formulare raccomandazioni conformemente all'articolo 16 del regolamento (UE) n. 1095/2010 rivolte alle autorità competenti affinché modifichino i loro processi di registrazione, laddove disponga di motivi chiari e dimostrabili per ritenere che il processo di registrazione dell'autorità competente non rispetti i requisiti di registrazione di cui al presente regolamento o le norme tecniche di regolamentazione e le norme tecniche di attuazione di cui ai paragrafi 3 quater e 3 quinquies."

(5)  Sono aggiunti i seguenti articoli ▌:

"Articolo 15 bis

1.  I gestori di organismi di investimento collettivo autorizzati ai sensi dell'articolo 6 della direttiva 2011/61/UE chiedono la registrazione dei fondi qualificati per l'imprenditoria sociale per cui intendono utilizzare la denominazione "EuSEF".

2.  I gestori di cui al paragrafo 1 informano l'autorità competente del loro Stato membro d'origine e l'AESFEM della loro intenzione e forniscono loro le seguenti informazioni:

a)  le norme del fondo o l'atto costitutivo del fondo qualificato per l'imprenditoria sociale;

b)  le informazioni sull'identità del depositario;

c)  le informazioni di cui all'articolo 15, paragrafo 1.

Ai fini dell'applicazione del primo comma, lettera c), le informazioni sulle disposizioni adottate per conformarsi ai requisiti di cui al capo II devono fare riferimento alle disposizioni adottate per conformarsi agli articoli 5, 6 e 10, all'articolo 13, paragrafo 2, e all'articolo 14, paragrafo 1, lettere d), e) e f).

2 bis.  L'autorità competente del fondo qualificato per l'imprenditoria sociale chiede all'autorità competente del gestore se il fondo qualificato per l'imprenditoria sociale rientri nell'ambito di applicazione dell'autorizzazione del gestore a gestire FIA e se siano soddisfatte le condizioni di cui all'articolo 15, paragrafo 2, lettera a). L'autorità competente del gestore fornisce una risposta entro dieci giorni lavorativi dalla data in cui ha ricevuto la richiesta presentata dall'autorità competente del fondo qualificato per l'imprenditoria sociale.

2 ter.  I gestori di organismi di investimento collettivo autorizzati a norma dell'articolo 6 della direttiva 2011/61/UE non sono tenuti a fornire informazioni o documenti che la società di gestione ha già fornito per la domanda di autorizzazione a norma della direttiva 2011/61/UE, se tali documenti e informazioni sono ancora aggiornati.

3.  L'autorità competente del fondo qualificato per l'imprenditoria sociale registra ciascun fondo come fondo qualificato per l'imprenditoria sociale se il gestore del fondo soddisfa le condizioni di cui all'articolo 15, paragrafo 2.

4.  I gestori di cui al paragrafo 1 sono informati dall'autorità competente del fondo qualificato per l'imprenditoria sociale in merito alla registrazione del fondo quale fondo qualificato per l'imprenditoria sociale entro venti giorni dal momento in cui i gestori hanno fornito tutte le informazioni di cui al paragrafo 2.

5.  La registrazione dei fondi qualificati per l'imprenditoria sociale ai sensi dei paragrafi 1, 2 e 3 è valida nell'intero territorio dell'Unione e consente di commercializzare tali fondi con la denominazione "EuSEF" in tutta l'Unione.

5 bis.  Al fine di garantire condizioni uniformi di applicazione del presente articolo, l'AESFEM elabora progetti di norme tecniche di attuazione per stabilire formati, modelli e procedure standard per la trasmissione delle informazioni di cui al paragrafo 2.

Alla Commissione è conferito il potere di adottare le norme tecniche di attuazione di cui al primo comma del presente paragrafo conformemente all'articolo 15 del regolamento (UE) n. 1095/2010.

5 ter.  L'AESFEM svolge un ruolo di coordinamento e vigilanza per garantire che le autorità competenti adottino un approccio coerente per quanto attiene al processo di registrazione di cui al presente articolo.

Nel rispetto del principio di proporzionalità, all'AESFEM è conferito il potere di formulare raccomandazioni conformemente all'articolo 16 del regolamento (UE) n. 1095/2010 rivolte alle autorità competenti affinché modifichino i loro processi di registrazione, laddove disponga di motivi chiari e dimostrabili per ritenere che il processo di registrazione dell'autorità competente non rispetti i requisiti di registrazione di cui al paragrafo 5 bis del presente articolo.

Articolo 15 ter

Ogni eventuale rifiuto di registrare i gestori di cui all'articolo 15 e i fondi di cui all'articolo 15 bis viene motivato, notificato ai gestori di cui a tali articoli ed è soggetto a ricorso dinanzi al giudice. Il ricorso dinanzi al giudice è ammissibile anche qualora non sia stata presa nessuna decisione in merito a una registrazione due mesi dopo la domanda di registrazione."

(5 bis)  All'articolo 16, la parte introduttiva è sostituita dalla seguente:

  "I gestori di fondi qualificati per l'imprenditoria sociale informano le autorità competenti dello Stato membro di origine e l'AESFEM qualora intendano commercializzare:"

(6)   All'articolo 17, i paragrafi 1, 2 e 3 sono sostituiti dai seguenti:

"1.  Le autorità competenti dello Stato membro di origine notificano immediatamente alle autorità competenti degli Stati membri ospitanti e all'AESFEM ogni registrazione di un gestore di un fondo qualificato di imprenditoria sociale conformemente all'articolo 15 e dell'articolo 15 bis, ogni stabilimento di un nuovo fondo qualificato di imprenditoria sociale, ogni aggiunta di un nuovo domicilio per lo stabilimento di un fondo qualificato per l'imprenditoria sociale o ogni aggiunta di un nuovo Stato membro in cui un gestore di un fondo qualificato per l'imprenditoria sociale intende commercializzare i fondi.

L'AESFEM gestisce una banca dati centrale accessibile alle autorità competenti degli Stati membri d'origine e ospitanti ai fini della semplificazione del processo di notifica e dello scambio di informazioni richiesto.

2.  Le autorità competenti dello Stato membro d'origine non impongono ai gestori di fondi qualificati per l'imprenditoria sociale requisiti o procedure amministrative relativi alla commercializzazione dei loro fondi qualificati per l'imprenditoria sociale, né prescrivono un obbligo di approvazione prima dell'inizio della commercializzazione.

Fermo restando il carattere generale del primo comma, tra i requisiti e le procedure amministrative di cui al suddetto comma rientrano commissioni e altri oneri.

3. Per assicurare condizioni uniformi di applicazione ▌del presente articolo, l'AESFEM può elaborare progetti di norme tecniche di attuazione per stabilire formati, modelli e procedure standard per la trasmissione e lo scambio delle informazioni di cui al paragrafo 1."

(7)  L'articolo 18 è sostituito dal seguente:

"Articolo 18

L'AESFEM gestisce una banca dati centrale, accessibile pubblicamente su internet, contenente l'elenco di tutti i gestori di fondi qualificati per l'imprenditoria sociale che utilizzano la designazione "EuSEF" e i fondi qualificati per l'imprenditoria sociale per i quali la usano, nonché dei paesi in cui tali fondi sono commercializzati."

(7 bis)  All'articolo 20 è aggiunto il comma seguente:

  "L'AESFEM svolge un ruolo di vigilanza per garantire che le autorità competenti adottino un approccio coerente per quanto attiene all'esercizio dei poteri di vigilanza e di indagine di cui al primo comma."

(8)  All'articolo 21, paragrafo 2, la data "16 maggio 2015" è sostituita da "[la data che cadrà 24 mesi dopo la data di entrata in vigore del presente regolamento]".

(9)  L'articolo 22 è così modificato:

a)  il paragrafo 1 è così modificato:

– la lettera c) è sostituita dalla seguente:

"c)  utilizzi la denominazione "EuSEF" senza essere registrato ai sensi dell'articolo 15, o il fondo qualificato per l'imprenditoria sociale non sia registrato ai sensi dell'articolo 15 bis;"

– la lettera e) è sostituita dalla seguente:

"e)  abbia ottenuto la registrazione presentando dichiarazioni false o con qualsiasi altro mezzo irregolare in violazione dell'articolo 15 o dell'articolo 15 bis;"

a bis)  è inserito il paragrafo seguente:

"1 bis.  Le autorità competenti dello Stato membro d'origine o dello Stato membro ospitante informano senza indugio l'AESFEM se ritengono che il gestore di un fondo qualificato per l'imprenditoria sociale si sia reso responsabile di una delle violazioni di cui all'articolo 22, paragrafo 1, lettere da a) ad i)."

b)  al paragrafo 2, la lettera a) è sostituita dalla seguente:

"a)  adotta misure per garantire che il gestore di un fondo qualificato per l'imprenditoria sociale interessato si conformi agli articoli 5 e 6, all'articolo 7, lettere a) e b), e agli articoli da 13 a 15 bis;"

b bis)  il paragrafo 4 è sostituito dal seguente:

"4.  Il diritto di commercializzare uno o più fondi qualificati per l'imprenditoria sociale con la denominazione "EuSEF" nell'Unione decade con effetto immediato a decorrere dalla data della decisione dell'autorità competente di cui al paragrafo 2, lettera b), o della raccomandazione dell'AESFEM di cui al paragrafo 4 bis."

b ter)  è aggiunto il paragrafo seguente:

"4 bis. Le autorità competenti dello Stato membro d'origine o dello Stato membro ospitante informano senza indugio l'AESFEM se ritengono che il gestore di un fondo qualificato per l'imprenditoria sociale si sia reso responsabile di una delle violazioni di cui all'articolo 21, paragrafo 1, lettere da a) ad i).

L'AESFEM formula, nel rispetto del principio di proporzionalità, raccomandazioni conformemente all'articolo 16 del regolamento (UE) n. 1095/2010 rivolte alle autorità competenti affinché adottino o si astengano dall'adottare le misure di cui al paragrafo 2 del presente articolo oppure adottino le opportune misure di cui al paragrafo 2 laddove disponga di motivi chiari e dimostrabili per ritenere che tali misure sono necessarie dal punto di vista della tutela degli investitori, della stabilità finanziaria o dell'integrità del mercato."

(10)   L'articolo 27, paragrafo 2, è così modificato:

a)  alla lettera a), la data del "22 luglio 2017" è sostituita da ... "[48 mesi dopo la data di entrata in vigore del presente regolamento]"

b)  è aggiunto il comma seguente:

"Parallelamente al riesame in conformità dell'articolo 69 della direttiva 2011/61/UE, la Commissione analizza:

a) l'opportunità dell'introduzione di un passaporto di gestione per i gestori di fondi qualificati per l'imprenditoria sociale;

b) l'adeguatezza della definizione di commercializzazione per il venture capital e l'impatto di tale definizione e delle divergenti interpretazioni nazionali a proposito del funzionamento e della redditività dei fondi per l'imprenditoria sociale e della distribuzione transfrontaliera di fondi EuSEF.

A seguito del riesame, la Commissione presenta una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio, corredata, se del caso, di una proposta legislativa."

Articolo 3

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il

Per il Parlamento europeo  Per il Consiglio

Il presidente  Il presidente

(1)

GU C 75 del 10.3.2017, pag.48.

(2)

* Emendamenti: il testo nuovo o modificato è evidenziato in corsivo grassetto e le soppressioni sono segnalate con il simbolo ▌.

(3)

  GU C […] […], pag. […].

(4)

  GU C […] […], pag. […].

(5)

  Posizione del Parlamento europeo del … (…) e decisione del Consiglio del …

(6)

  Regolamento (UE) n. 345/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 aprile 2013, relativo ai fondi europei per il venture capital (GU L 115 del 25.4.2013, pag. 1).

(7)

  Regolamento (UE) n. 346/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 aprile 2013, relativo ai fondi europei per l'imprenditoria sociale (GU L 115 del 25.4.2013, pag. 18).

(8)

  Direttiva 2011/61/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'8 giugno 2011, sui gestori di fondi di investimento alternativi, che modifica le direttive 2003/41/CE e 2009/65/CE e i regolamenti (CE) n. 1060/2009 e (UE) n. 1095/2010 (GU L 174 dell'1.7.2011, pag. 1).

(9)

  Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, alla Banca centrale europea, al Comitato economico e sociale europeo, al Comitato delle regioni e alla Banca europea per gli investimenti: Un piano di investimenti per l'Europa (COM(2014)0903 final).

(10)

  Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni: Piano di azione per la creazione dell'Unione dei mercati dei capitali (COM(2015)0468 final).


PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Titolo

Fondi europei per il venture capital e fondi europei per l'imprenditoria sociale

Riferimenti

COM(2016)0461 – C8-0320/2016 – 2016/0221(COD)

Presentazione della proposta al PE

13.7.2016

 

 

 

Commissione competente per il merito

       Annuncio in Aula

ECON

12.9.2016

 

 

 

Commissioni competenti per parere

       Annuncio in Aula

ITRE

12.9.2016

IMCO

12.9.2016

JURI

12.9.2016

 

Pareri non espressi

       Decisione

ITRE

26.9.2016

IMCO

26.9.2016

JURI

5.9.2016

 

Relatori

       Nomina

Sirpa Pietikäinen

12.7.2016

 

 

 

Esame in commissione

8.12.2016

12.1.2017

27.2.2017

 

Approvazione

22.3.2017

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

44

4

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Burkhard Balz, Hugues Bayet, Pervenche Berès, Udo Bullmann, Esther de Lange, Markus Ferber, Jonás Fernández, Sven Giegold, Neena Gill, Sylvie Goulard, Brian Hayes, Gunnar Hökmark, Danuta Maria Hübner, Cătălin Sorin Ivan, Georgios Kyrtsos, Alain Lamassoure, Sander Loones, Bernd Lucke, Olle Ludvigsson, Ivana Maletić, Gabriel Mato, Costas Mavrides, Stanisław Ożóg, Dimitrios Papadimoulis, Sirpa Pietikäinen, Pirkko Ruohonen-Lerner, Alfred Sant, Pedro Silva Pereira, Peter Simon, Theodor Dumitru Stolojan, Kay Swinburne, Paul Tang, Ernest Urtasun, Tom Vandenkendelaere, Cora van Nieuwenhuizen, Miguel Viegas, Jakob von Weizsäcker, Marco Zanni

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Enrique Calvet Chambon, David Coburn, Syed Kamall, Jan Keller, Paloma López Bermejo, Thomas Mann, Siegfried Mureşan, Lieve Wierinck

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Krzysztof Hetman, Agnes Jongerius, Tatjana Ždanoka

Deposito

30.3.2017


VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

44

+

ALDE

Enrique Calvet Chambon, Sylvie Goulard, Lieve Wierinck, Cora van Nieuwenhuizen

ECR

Syed Kamall, Sander Loones, Bernd Lucke, Stanisław Ożóg, Pirkko Ruohonen-Lerner, Kay Swinburne

PPE

Burkhard Balz, Markus Ferber, Brian Hayes, Krzysztof Hetman, Gunnar Hökmark, Danuta Maria Hübner, Georgios Kyrtsos, Alain Lamassoure, Ivana Maletić, Thomas Mann, Gabriel Mato, Siegfried Mureşan, Sirpa Pietikäinen, Theodor Dumitru Stolojan, Tom Vandenkendelaere, Esther de Lange

S&D

Hugues Bayet, Pervenche Berès, Udo Bullmann, Jonás Fernández, Neena Gill, Cătălin Sorin Ivan, Agnes Jongerius, Jan Keller, Olle Ludvigsson, Costas Mavrides, Alfred Sant, Pedro Silva Pereira, Peter Simon, Paul Tang, Jakob von Weizsäcker

Verts/ALE

Sven Giegold, Ernest Urtasun, Tatjana Ždanoka

4

-

EFDD

David Coburn

ENF

Marco Zanni

GUE/NGL

Paloma López Bermejo, Miguel Viegas

1

0

GUE/NGL

Dimitrios Papadimoulis

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

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