Procedura : 2016/2098(INI)
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A8-0161/2017

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PV 27/04/2017 - 3
CRE 27/04/2017 - 3

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PV 27/04/2017 - 5.7
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P8_TA(2017)0138

RELAZIONE     
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5.4.2017
PE 587.516v02-00 A8-0161/2017

sulla relazione annuale sul controllo delle attività finanziarie della BEI per il 2015

(2016/2098(INI))

Commissione per il controllo dei bilanci

Relatore: Nedzhmi Ali

EMENDAMENTI
PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 PARERE della commissione per lo sviluppo regionale
 INFORMAZIONI SULL’APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO
 VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla relazione annuale sul controllo delle attività finanziarie della BEI per il 2015

(2016/2098(INI))

Il Parlamento europeo,

–  vista la relazione sull'attività 2015 della Banca europea per gli investimenti,

–  viste la relazione finanziaria 2015 e la relazione statistica 2015 della Banca europea per gli investimenti,

–  viste la relazione sulla sostenibilità 2015, la relazione sulla valutazione col metodo dei tre pilastri (3 Pillar Assessment) per le operazioni della BEI all'interno dell'UE nel 2015 e la relazione sui risultati delle operazioni al di fuori dell'UE della Banca europea per gli investimenti nel 2015,

–  viste le relazioni annuali del Comitato di verifica per l'esercizio 2015,

–  vista la relazione annuale del Gruppo BEI sulle attività di lotta antifrode per l'esercizio 2015,

–  viste la relazione sull'attuazione della politica di trasparenza della BEI nel 2015 e la relazione del 2015 sul governo societario,

–  vista la relazione sull'attività 2015 dell'Ufficio del responsabile capo del controllo di conformità (Chief Compliance Officer) della BEI,

–  visti i piani operativi del Gruppo BEI per i periodi 2014-2016, 2015-2017, 2016-2018 e il piano operativo societario del FEI (Fondo europeo per gli investimenti) per il periodo 2014-2016,

–  visti gli articoli 3 e 9 del trattato sull'Unione europea (TUE),

–  visti gli articoli 15, 126, 174, 175, 208, 209, 271, 308 e 309 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) e il protocollo n. 5, a esso allegato, sullo statuto della Banca europea per gli investimenti, nonché il suo protocollo n. 28 sulla coesione economica, sociale e territoriale,

–  visto il protocollo n. 1 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) sul ruolo dei parlamenti nazionali nell'Unione europea,

–  visto il regolamento della Banca europea per gli investimenti,

–  viste le sue risoluzioni dell'11 marzo 2014 sulla Banca europea per gli investimenti (BEI): relazione annuale 2012(1), del 30 aprile 2015 sulla Banca europea per gli investimenti – Relazione annuale 2013(2), del 28 aprile 2016 sulla Banca europea per gli investimenti (BEI) – Relazione annuale 2014(3),

–   viste la decisione n. 1080/2011/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2011, sul mandato esterno della BEI 2007-2013(4) e la decisione n. 466/2014/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 aprile 2014, sulla concessione di una garanzia dell'Unione alla Banca europea per gli investimenti in caso di perdite relative ad operazioni di finanziamento a sostegno di progetti di investimento al di fuori dell'Unione(5),

–  visto il regolamento (UE) n. 670/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 luglio 2012, che modifica la decisione n. 1639/2006/CE che istituisce un programma quadro per la competitività e l'innovazione (2007-2013) e il regolamento (CE) n. 680/2007 che stabilisce i principi generali per la concessione di un contributo finanziario della Comunità nel settore delle reti transeuropee dei trasporti e dell'energia(6) (concernente la fase pilota dell'iniziativa "Prestiti obbligazionari Europa 2020 per il finanziamento di progetti"),

–  vista la comunicazione della Commissione del 26 novembre 2014 dal titolo "Un piano di investimenti per l'Europa" (COM(2014)0903),

–  visto il regolamento (UE) n. 2015/1017 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 giugno 2015, relativo al Fondo europeo per gli investimenti strategici, al polo europeo di consulenza sugli investimenti e al portale dei progetti di investimento europei e che modifica i regolamenti (UE) n. 1291/2013 e (UE) n. 1316/2013 – il Fondo europeo per gli investimenti strategici(7),

–  vista la comunicazione della Commissione del 22 luglio 2015 dal titolo "Lavorare insieme per la crescita e l'occupazione: il ruolo delle banche nazionali di promozione a sostegno del piano di investimenti per l'Europa" (COM(2015)0361),

–  vista la comunicazione della Commissione del 1° giugno 2016 dal titolo "L'Europa ricomincia a investire. Bilancio del piano di investimenti per l'Europa e prossimi passi" (COM(2016)0359),

–  visto il documento di lavoro dei servizi della Commissione del 14 settembre 2016 sulla proroga del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) e il potenziamento tecnico di tale Fondo e del polo europeo di consulenza sugli investimenti (COM(2016)0597), (SWD(2016)0297) e (SWD(2016)0298),

–  vista la valutazione delle operazioni della BEI sul funzionamento del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) di settembre 2016,

–  visto il parere n. 2/2016 della Corte dei conti europea concernente la proposta di regolamento di estensione ed espansione del FEIS,

–  vista la relazione speciale n. 19/2016 della Corte dei conti europea dal titolo "L'esecuzione del bilancio UE tramite gli strumenti finanziari: insegnamenti utili del periodo di programmazione 2007-2013",

–  visto il controllo ad hoc di Ernst & Young dell'8 novembre 2016 dell'applicazione del regolamento (UE) n. 2015/1017 ("regolamento FEIS"),

–  visto l'accordo tripartito del settembre 2016 tra la Commissione europea, la Corte dei conti europea e la Banca europea per gli investimenti,

–  vista la lettera del Mediatore europeo al presidente della Banca europea per gli investimenti del 22 luglio 2016,

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e il parere della commissione per lo sviluppo regionale (A8-0161/2017),

A.  considerando che il trattato vincola la BEI a contribuire all'integrazione dell'UE, alla coesione economica e sociale e allo sviluppo regionale tramite strumenti di investimento ad hoc quali prestiti, azioni, garanzie, meccanismi di ripartizione del rischio e servizi di consulenza;

B.  considerando che la BEI, in qualità di maggior finanziatore pubblico del mondo, opera sui mercati internazionali dei capitali, offrendo termini competitivi ai clienti e condizioni favorevoli a sostegno delle politiche e dei progetti dell'UE;

C.  considerando che il Fondo europeo per gli investimenti (FEI) e il Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) dovrebbero svolgere un ruolo chiave nel completare gli interventi della BEI in quanto strumenti specializzati dell'UE per il capitale di rischio e le garanzie volte a sostenere principalmente le PMI, nonché l'integrazione europea e la coesione economica, sociale e territoriale;

D.  considerando che il Parlamento europeo ha elaborato tre relazioni distinte sulle attività della BEI: una relazione sulle attività finanziarie della BEI (preparata dalla commissione per i problemi economici e monetari e dalla commissione per i bilanci), una relazione sul controllo delle attività finanziarie della BEI (preparata dalla commissione per i bilanci) e una relazione sull'attuazione del FEIS (preparata dalla commissione per i problemi economici e monetari e dalla commissione per i bilanci);

Ε.  considerando che le garanzie contro la frode, ivi compresi la frode fiscale e il riciclaggio di denaro, e contro il finanziamento dei rischi di terrorismo sono contenute nelle disposizioni contrattuali della BEI previste nei contratti sottoscritti tra il Gruppo BEI e le sue controparti; che anche la BEI dispone che le sue controparti rispettino tutta la normativa applicabile; che disposizioni contrattuali aggiuntive riguardanti specifiche questioni di trasparenza e integrità dovrebbero essere imposte dalla BEI sulla base dei risultati della dovuta diligenza;

F.  considerando che la BEI è responsabile dell'attuazione della strategia Europa 2020 e delle iniziative faro, garantendo l'utilizzo di investimenti pubblici in sostituzione o correzione delle lacune del mercato finanziario e avviando nuovi motori europei di crescita e creazione di occupazione;

G.  considerando che l'effetto catalitico della raccolta di fondi della BEI è un elemento chiave della definizione del valore aggiunto dell'UE e della garanzia che l'Europa rimanga un attore di rilievo nel mondo, con tutte le caratteristiche di un'economia di rilevanza mondiale in termini di competitività, innovazione, infrastrutture e attrattiva;

H.  considerando che gli investimenti della BEI costituiscono un pacchetto di incentivi ecologici in grado di fornire all'UE migliori risorse per rimanere una fonte di opportunità e affrontare le sfide di una concorrenza economica globalizzata;

I.  considerando che il piano di investimenti per l'Europa è parte di una strategia più ampia mirata a invertire la tendenza negativa rilevata negli investimenti pubblici e privati, mobilitando nuova liquidità finanziaria privata da immettere nell'economia reale, con l'obiettivo di promuovere investimenti sostenibili e strategici a lungo termine in tutta l'Unione;

J.  considerando l'attuale moltiplicazione degli strumenti finanziari ideati e promossi dalla BEI, dai partenariati pubblico-privato (PPP) alla cartolarizzazione; che tali strumenti comportano rischi in termini di socializzazione delle perdite e privatizzazione dei profitti;

K.  considerando che i finanziamenti della BEI ad attività al di fuori dell'UE sostengono principalmente gli obiettivi delle politiche esterne dell'UE, ampliando al contempo la visibilità e i valori dell'Unione e contribuendo a sostenere la stabilità dei paesi terzi;

L.  considerando che è opportuno prestare costante attenzione allo sviluppo delle migliori pratiche correlate alla politica e alla gestione delle prestazioni, nonché alla buona governance e trasparenza;

M.  considerando che la BEI dovrebbe mantenere il rating della tripla A in quanto risorsa fondamentale del suo modello aziendale e un portafoglio di attività solide e di alta qualità, con validi progetti di investimento nell'attuazione del FEIS;

N.  considerando che la BEI non ha ancora intrapreso tutte le misure necessarie in risposta alle raccomandazioni e agli inviti formulati dal Parlamento nelle sue risoluzioni sulle relazioni annuali della BEI degli anni precedenti;

Migliorare la sostenibilità della politica di investimento della BEI

1.  osserva che sono state sottoscritte operazioni per un valore di 77,5 miliardi di EUR nel 2015 (rispetto ai 77 miliardi del 2014), di cui 69,7 miliardi di EUR destinati a Stati membri dell'UE e 7,8 miliardi di EUR destinati a paesi terzi;

2.  accoglie con favore le relazioni annuali della BEI per il 2015 e i risultati ivi presentati, nonché gli sforzi profusi per una migliore presentazione e rendicontazione del contributo (o dell'addizionalità) e dei risultati della BEI;

3.  ricorda la richiesta del Parlamento di presentare una relazione annuale più completa e armonizzata per una panoramica e una valutazione qualitative migliori delle attività complessive della BEI e delle priorità in materia di prestiti; insiste affinché la BEI perfezioni ulteriormente le proprie operazioni negli Stati membri e al di fuori dell'UE e fornisca informazioni sul loro impatto economico, sociale e ambientale concreto e realizzato e sul loro valore aggiunto;

4.  sottolinea che tutte le attività finanziate dalla BEI devono far parte della strategia generale dell'UE e dei settori politici prioritari, così come definiti nella strategia Europa 2020, nello strumento per la crescita e l'occupazione e nel patto per la crescita e l'occupazione, ed essere costantemente coerenti con essi, applicando al contempo i criteri di efficienza economica, sociale, finanziaria e ambientale alla selezione dei progetti, per garantire un'attuazione coerente delle politiche dell'UE;

5.  sottolinea la necessità di presentare risultati concreti e concisi sulle modalità in cui gli investimenti esterni della BEI hanno contribuito al conseguimento delle priorità dell'UE e allo sviluppo delle capacità nelle regioni;

6.  incoraggia vivamente la BEI a proseguire i suoi sforzi volti a colmare i divari di investimento, di mercato e settoriali e a investire in progetti e operazioni che possano avere un reale valore aggiunto per raggiungere una maggiore coesione economica, sociale e territoriale, un ambiente più solido per gli investimenti, una maggiore occupazione e il ripristino della crescita sostenibile in tutta l'UE;

7.  ricorda che il sostegno alla ripresa economica, alla crescita sostenibile e al rafforzamento della coesione costituisce un obiettivo generale e che la BEI dovrebbe meglio prevedere sfide strutturali, in particolare quelle relative alla reindustrializzazione dell'Europa e all'economia digitale e basata sulla conoscenza, al fine di creare nuove opportunità economiche, generare innovazione e promuovere lo sviluppo di un'economia circolare e il migliore utilizzo delle energie rinnovabili, in linea con gli obiettivi delle politiche per l'ambiente, il clima e l'energia; sottolinea che il processo di reindustrializzazione deve realizzarsi tenendo conto della necessità di creare posti di lavoro di qualità da un lato e, dall'altro, delle diverse situazioni che caratterizzano l'economia europea, sempre nel debito rispetto dell'ambiente e della salute dei lavoratori e dei cittadini;

8.  ritiene che la BEI debba sistematicamente prestare attenzione agli effetti economici, sociali e ambientali a medio e lungo termine nel definire le attività di investimento e le proprie decisioni di finanziamento, in particolare tenendo conto dell'aspetto transnazionale; ritiene necessario che la BEI investa in progetti sostenibili, sia su grande che su piccola scala, di importanza sistemica a lungo termine, che creino un valore aggiunto a livello regionale e dell'UE;

9.  sottolinea che la solidità dei progetti finanziati dovrebbe per definizione essere valutata non solo in termini di rilevanza economica, ma anche ed egualmente concentrarsi sulla sostenibilità ambientale e sociale e sulla rilevanza politica, transnazionale e regionale di tali progetti; ricorda che, all'interno delle attività di prestito della BEI, l'assegnazione della priorità a progetti che hanno risultati tangibili e sostenibili e un chiaro impatto sostenibile sulla crescita e sull'occupazione deve rimanere un principio guida fondamentale;

10.  riconosce che la BEI è un attore chiave necessario per imprimere nuova vitalità all'economia, dare impulso all'occupazione, innalzare i livelli di crescita degli Stati membri dell'UE e ottimizzare l'efficacia e il rendimento delle risorse finanziarie disponibili utilizzando strumenti rotativi, vale a dire tramite un effetto moltiplicatore di fondi di garanzia e mobilitazione;

11.  ritiene che sia necessario garantire una strategia di finanziamento dell'UE resiliente, sostenibile e stabile per accelerare la ripresa economica, favorire l'occupazione e contribuire al recupero di alcuni settori economici e regioni meno sviluppate; ricorda la necessità di incentrarsi sugli investimenti produttivi che fanno la differenza, soprattutto nel lungo termine, e rafforzano il settore primario, la ricerca, le infrastrutture e l'occupazione; ritiene che sia opportuno selezionare i progetti in base al loro merito, al loro potenziale di creare valore aggiunto per tutta l'UE e alla loro effettiva addizionalità, eventualmente con un profilo di rischio più alto;

12.  ribadisce al riguardo che è opportuno rendere pubbliche maggiori informazioni sulle caratteristiche precise dei singoli progetti finanziati direttamente o indirettamente mediante le attività di prestito della BEI, in particolare sul loro valore aggiunto e impatto previsto per l'economia di ciascun Stato membro;

13.  ribadisce la preoccupazione del Parlamento circa la definizione di una strategia equilibrata con una distribuzione geografica dinamica e trasparente dei progetti e degli investimenti tra gli Stati membri, prestando particolare attenzione ai paesi e alle regioni meno sviluppati; osserva che il 73 % dei prestiti totali della BEI per il 2015 (51 miliardi di EUR) si concentra in sei Stati membri, il che dimostra che non tutti gli Stati membri possono beneficiare allo stesso modo delle possibilità di investimento;

14.  sostiene le iniziative della BEI per fornire assistenza tecnica congiunta in loco alle autorità di gestione e agli intermediari finanziari, compresi i corsi di formazione mirati fi-compass;

15.  invita la BEI a rafforzare la sua politica di comunicazione nei confronti di potenziali parti interessate e investitori privati sulle fonti e sugli strumenti di finanziamento disponibili, nonché nei confronti dei cittadini sui risultati ottenuti;

16.  invita la BEI e la Commissione a migliorare la diffusione delle possibilità di finanziamento che offrono, nonché il sostegno e la consulenza, al fine di aumentare il finanziamento dei progetti delle autorità locali e regionali e delle PMI nonché di semplificare l'accesso ai finanziamenti della BEI e la combinazione di sovvenzioni, prestiti e strumenti finanziari; invita la Commissione a sostenere lo sviluppo di programmi di formazione rivolti ai potenziali beneficiari, attribuendo un ruolo più importante alle autorità di gestione nel fornire informazioni, orientamento e consulenza ai beneficiari finali.

17.  ritiene fondamentale che la BEI mantenga il rating della tripla A al fine di conservare l'accesso ai mercati internazionali dei capitali alle migliori condizioni di prestito e di trasmettere i vantaggi nella sua strategia di investimento e nelle sue condizioni di prestito; invita la BEI a sviluppare la sua cultura del rischio al fine di migliorare la sua efficacia, nonché la complementarietà e le sinergie tra i suoi interventi e le varie politiche dell'UE;

18.  esprime profonda preoccupazione per i costi e le tasse generalmente più elevati dei fondi gestiti da BEI/FEI per l'attuazione degli strumenti finanziari nell'ambito della gestione concorrente messi in luce dai risultati della Corte dei conti europea (CCE) nella sua relazione speciale 19/2016 dal titolo "L'esecuzione del bilancio UE tramite gli strumenti finanziari: insegnamenti utili del periodo di programmazione 2007-2013" e incoraggia la Corte dei conti europea a condurre una revisione simile per il periodo in corso;

Monitorare l'impatto della BEI nell'attuazione dei principali settori pubblici di intervento

19.  prende atto della relazione sui risultati e sull'impatto delle operazioni della BEI all'interno dell'UE nel 2015 sulla base della metodologia di valutazione dei tre pilastri, al fine di valutare i risultati previsti, monitorare i risultati attuali e misurare l'impatto dei quattro principali obiettivi pubblici di intervento (PPG), ossia innovazione e competenze (22,7 % delle sottoscrizioni della BEI nel 2015, per un importo di 15,8 miliardi di EUR), finanziamento alle PMI e alle società a media capitalizzazione (28,5 % delle sottoscrizioni o 19,8 miliardi di EUR), infrastrutture (24,5 % o 17,1 miliardi di EUR) e ambiente (24,3 % o 16,9 miliardi di EUR); rileva che, al fine di illustrare i risultati previsti, è inclusa una selezione di esiti ed effetti delle nuove operazioni sottoscritte, ma che detta relazione non presenta informazioni sui risultati attuali monitorati né sull'impatto realizzato;

20.  deplora l'assenza di informazioni, nella relazione annuale sulle operazioni della BEI per il 2015 all'interno dell'UE, sui risultati previsti e conseguiti delle operazioni della Banca in merito ai due obiettivi politici trasversali, ossia l'azione per il clima e la coesione; esprime preoccupazione per il fatto che nel 2015 la BEI non abbia raggiunto il livello previsto del 30 % di investimenti per la coesione (25,2 % conseguito all'interno dell'UE) e che anche l'attuazione prevista per il 2016 (27 %) sia inferiore all'obiettivo del 30 %; invita vivamente la BEI a ripristinare la coesione economica, sociale e territoriale come principale obiettivo pubblico di intervento e ad avviare l'elaborazione di relazioni esplicite sulla sua attuazione;

21.  deplora inoltre che l'aggiornamento della metodologia dei tre pilastri al fine di allinearla ai requisiti del regolamento FEIS non abbia portato all'armonizzazione delle relazioni della BEI per le operazioni all'interno dell'UE con le relazioni delle operazioni al di fuori dell'UE e all'inserimento di informazioni analitiche e complete sui risultati concreti conseguiti all'interno dell'UE; chiede la divulgazione di maggiori informazioni a livello di progetto, garantendo l'accesso pubblico ai fogli di valutazione relativi al progetto del quadro di misurazione dei risultati (REM) e alla valutazione col metodo dei tre pilastri (3PA);

22.  sottolinea che una strategia di investimento ambiziosa deve essere associata a strumenti chiari di monitoraggio e rendicontazione che garantiscano la gestione delle prestazioni;

23.  invita la BEI a porre costantemente l'accento sul suo controllo delle prestazioni mediante le valutazioni delle prestazioni e l'impatto comprovato; incoraggia la BEI a continuare a definire i propri indicatori di monitoraggio, più precisamente gli indicatori di addizionalità, allo scopo di valutare l'impatto al più presto possibile nella fase di generazione del progetto e di fornire al consiglio di amministrazione informazioni sufficienti sull'impatto previsto, in particolare con riferimento al contributo alle politiche dell'UE;

24.  riconosce la complessità del monitoraggio di un portafoglio in espansione e della preparazione di vari progetti, nonché della conseguente gestione complessiva degli indicatori; incoraggia la BEI a prodigare maggiori sforzi per garantire un adeguato monitoraggio;

25.  incoraggia la BEI a essere più proattiva nei confronti degli Stati membri al fine di garantire lo sviluppo delle capacità e servizi di consulenza direttamente ai beneficiari per la preparazione di grandi progetti di investimento tramite una migliore cooperazione con le autorità nazionali o decentrate competenti o con le banche di promozione nazionali;

Regimi di finanziamento per le PMI

26.  ribadisce che la BEI ha responsabilità a livello globale nel garantire l'attrattiva dell'UE sulla scena mondiale, promuovendo un ambiente che favorisca gli investimenti per le aziende e le imprese;

27.  riconosce il ruolo centrale delle PMI e delle società a media capitalizzazione nell'economia dell'UE e dei singoli Stati membri in termini di promozione dell'occupazione e della crescita; sostiene gli sforzi della BEI volti a intensificare il suo sostegno a tutti i tipi di PMI (capitale di avviamento, nuove imprese, micro e medie imprese e raggruppamenti di imprese), con un'attenzione particolare ai nuovi modelli di impresa con opportunità di lavoro ad alto potenziale per i giovani; invita, a tal proposito, la BEI a compiere gli sforzi necessari al fine di garantire una piena attuazione dell'iniziativa per le PMI;

28.  osserva che il sostegno della BEI alle PMI ha rappresentato circa il 36,6 % dei suoi finanziamenti nel 2015, con un effetto leva di 39,7 miliardi di EUR di finanziamenti alle PMI e sostenendo cinque milioni di posti di lavoro;

29.  accoglie con favore gli sforzi del Fondo europeo per gli investimenti (FEI) volti a far funzionare l'iniziativa per le PMI attualmente operativa in sei paesi (Spagna, Italia, Bulgaria, Finlandia, Romania e Malta), che dovrebbero beneficiare di circa 8,5 miliardi di EUR di nuovi prestiti per le PMI a condizioni favorevoli; esorta gli Stati membri ad attuare su più ampia scala l'iniziativa per le PMI, tenendo conto della sua capacità di ridurre il rischio a carico degli intermediari finanziari; plaude pertanto alla proposta della Commissione di prorogare l'iniziativa per le PMI fino al 2020; sottolinea tuttavia che l'iniziativa per le PMI dovrebbe svolgere un ruolo di maggior rilievo, dal momento che il finanziamento delle PMI è fondamentale per promuovere la crescita e l'occupazione nell'UE, soprattutto nel periodo successivo alla crisi economica e finanziaria; invita la BEI a monitorare e migliorare l'utilizzo dello strumento della cartolarizzazione; chiede inoltre un miglioramento della politica di comunicazione della BEI, nonché delle condizioni amministrative dell'iniziativa per le PMI; invita il FEI a pubblicare una relazione che indichi nel dettaglio i successi e gli insuccessi del programma;

30.  accoglie con favore il varo di nuovi strumenti, concordati tra la BEI e la Commissione, quali lo Strumento di finanziamento privato per l'efficienza energetica (PF4EE), l'iniziativa per le PMI e gli strumenti finanziari per l'occupazione e l'innovazione sociale (EaSI) che si prevede contribuiscano al raggiungimento degli obiettivi della strategia Europa 2020; prende atto delle attività del FEI, in particolare degli strumenti finanziari COSME (programma per la competitività delle imprese e le PMI) e Innovfin, che hanno beneficiato del FEIS nel 2015 raddoppiando il numero di prestiti da esso garantiti;

31.  invita la BEI ad aumentare il proprio profilo di rischio di intervento, in particolare nel sostenere le PMI che assumono rischi o si sviluppano in regioni economicamente svantaggiate o nelle quali manchi stabilità; ritiene altresì che il settore delle PMI e l'accesso ai finanziamenti siano un obiettivo ricorrente e duraturo da perseguire e ulteriormente ampliare;

Innovazione

32.  sostiene tutti gli incentivi per un'innovazione orientata al mercato, allo sviluppo sociale e alla protezione ambientale, mantenendo una crescita sostenibile e il rispetto delle risorse; sostiene gli incentivi che contribuiscono all'ambizione dell'UE di diventare un'economia circolare, basata sulla conoscenza e sul digitale e di rimanere competitiva;

33.  osserva che la BEI finanzia già investimenti nella ricerca e nello sviluppo di società di sicurezza dell'UE con riferimento alle tecnologie civili e a duplice uso; ritiene che, per quanto concerne le tecnologie a duplice uso, la BEI debba essenzialmente sostenere gli investimenti motivati da una commercializzazione in applicazioni civili – esempi di progetti della BEI di questo tipo già includevano investimenti nella ricerca e nello sviluppo per le forniture aeree e spaziali, sistemi radar, cibersicurezza e sicurezza del cloud computing, microelettronica e vaccini;

34. osserva che i prestiti per i progetti innovativi hanno raggiunto un volume record nel 2015 pari a 18,7 miliardi di EUR e accoglie con favore l'impegno della BEI a dare maggiore importanza agli investimenti nell'innovazione;

35.  osserva che, mantenendo il sostegno alle tecnologie civili e a duplice uso, la BEI potrebbe rafforzare il proprio sostegno al settore della sicurezza dell'UE nell'ambito del suo quadro giuridico stabilito, ivi comprese le operazioni che beneficiano del FEIS;

Infrastrutture

36.  invita la BEI a continuare a sostenere progetti infrastrutturali efficienti di interesse comune nel settore dei trasporti e dell'energia con risorse proprie e attuando gli strumenti finanziari di debito nell'ambito del meccanismo per collegare l'Europa, tenendo conto della loro compatibilità con gli obiettivi in materia di politica ambientale e climatica e con lo sviluppo regionale; sollecita la BEI a sviluppare nuovi strumenti finanziari per la realizzazione di infrastrutture e opere all'interno di strategie macroregionali;

37.  si compiace del livello di finanziamento degli obiettivi relativi alla coesione economica e sociale (17 634 miliardi di EUR) e al risanamento rurale e urbano (5 467 miliardi di EUR) e raccomanda che venga mantenuto; ritiene che tali finanziamenti siano indispensabili per integrare la politica di coesione e i fondi strutturali e di investimento europei (fondi SIE); sottolinea l'importanza di mantenere un dialogo regolare con le autorità di gestione per creare sinergie e complementarietà tra i due strumenti;

38.  invita la BEI, la Commissione e gli enti nazionali, regionali e locali, unitamente alle banche e agli istituti di promozione nazionali, a rafforzare la loro cooperazione al fine di creare maggiori sinergie tra i fondi SIE e gli strumenti di finanziamento e i prestiti della BEI, nonché a ridurre gli oneri amministrativi, semplificare le procedure, aumentare la capacità amministrativa, stimolare lo sviluppo territoriale e la coesione e rendere più comprensibili i fondi SIE e i finanziamenti della BEI; ritiene che siano disponibili scarse informazioni sulle attività combinate della BEI nei progetti e nei programmi nel quadro della politica di coesione; chiede alla BEI di onorare il suo ruolo di istituzione pubblica e perseguire il più alto grado di ambizione in termini di rendicontabilità, trasparenza e visibilità, al fine di evitare ambiguità; invita la BEI a sviluppare una politica di comunicazione per quanto riguarda le sue attività, comprese le attività di consulenza, affinché tutte le forme di governo e tutti i beneficiari possano accedere ai suoi programmi;

39.  sottolinea che il crescente ricorso a strumenti finanziari nella politica di coesione richiede un maggiore coinvolgimento del Parlamento europeo nel controllo delle attività della BEI, anche per permettere una migliore valutazione delle implicazioni e delle conseguenze del ruolo della BEI;

40.  chiede agli Stati membri di avvalersi appieno delle rispettive assegnazioni di fondi SIE e dell'addizionalità, a integrazione dei prestiti e degli strumenti finanziari della BEI; chiede inoltre una maggiore e migliore combinazione di sovvenzioni e finanziamenti della BEI per sfruttare in modo migliore l'effetto leva dei fondi SIE; chiede che sia la BEI a guidare questo processo, dal momento che dispone dell'esperienza e della responsabilità nei confronti degli azionisti per contribuire a ottenere un utile sul capitale investito;

41.  chiede alla BEI di potenziare i suoi finanziamenti destinati alla coesione economica e sociale e agli obiettivi di politica urbana, continuando a sostenere settori tradizionali e innovativi nell'UE; chiede inoltre lo sviluppo di strumenti finanziari speciali a sostegno dell'attuazione dei piani d'azione e delle strategie macroregionali, in cooperazione con gli Stati membri;

Investimenti a favore dell'ambiente e del clima

42.  incoraggia la BEI a concentrare la sua azione per il clima sulla sostenibilità di progetti intersettoriali nel contesto degli obiettivi della COP21 e a sostenere l'espansione di energie rinnovabili e l'efficienza in termini di risorse; osserva che il finanziamento delle energie rinnovabili ha raggiunto i 3,4 miliardi di EUR;

43.  invita la BEI a rivalutare l'attenzione che rivolge specificamente ai progetti di infrastrutture del gas, in particolare poiché la domanda di gas in Europa è in diminuzione mentre si stanno affermando nuovi piani su vasta scala finalizzati alla costruzione di nuovi gasdotti e terminali di GNL; esprime preoccupazione per il fatto che gli investimenti della BEI in infrastrutture del gas potrebbero portare a investimenti in attività non recuperabili;

44.  ritiene necessario continuare lo sviluppo di un mercato per progetti verdi sostenibili, favorendo innanzitutto la creazione di un'economia circolare e in particolare tramite un mercato delle obbligazioni verdi;

Contributo della BEI alla gestione delle questioni globali

45.  osserva l'aumento del mandato esterno da 10 a 27 miliardi di EUR, con un importo facoltativo aggiuntivo di 3 miliardi di EUR; ricorda la necessità di mantenere costantemente la coerenza di questo mandato con gli obiettivi della politica esterna dell'UE, soprattutto in materia di rispetto dei diritti civili nei paesi che ricevono finanziamenti; ribadisce la richiesta del Parlamento europeo alla CCE di preparare una relazione speciale sull'allineamento alle politiche dell'UE degli interventi di prestito esterno della BEI e sulle loro prestazioni;

46.  plaude alla rapida capacità di adattamento della BEI alle sfide internazionali; invita la BEI a proseguire il suo sostegno alle politiche esterne e alla risposta alle emergenze dell'UE rispetto alla sfida globale della migrazione, inserendo l'aspetto dello sviluppo e promuovendo la resilienza economica;

Monitorare il valore aggiunto e l'addizionalità del FEIS

47.  osserva che il FEIS mira a valorizzare tramite la BEI un totale di 315 miliardi di EUR in investimenti aggiuntivi e nuovi progetti nell'economia reale entro il 2018; osserva che sono stati approvati 97 progetti nelle infrastrutture e nell'innovazione e 192 accordi di finanziamento alle PMI, per un investimento totale previsto di 115,7 miliardi di EUR;

48.  riconosce che l'attuazione del FEIS ha rapidamente modificato il profilo e il modello aziendale della BEI in termini di processi e monitoraggio delle sottoscrizioni e dei contratti;

49.  osserva che, al fine di utilizzare appieno la capacità aggiuntiva di assunzione del rischio, il Gruppo BEI sta sviluppando vari nuovi prodotti che consentiranno una maggiore assunzione del rischio (per esempio debito subordinato, investimenti azionari, condivisione del rischio con le banche) e ha riesaminato la sua politica di rischio del credito e i relativi criteri di ammissibilità per consentire maggiore flessibilità; rileva che la BEI, coadiuvata dal FEIS, sta aumentando il suo sostegno a imprese innovative o a progetti infrastrutturali; rileva che la BEI può sostenere un maggior numero di detti progetti rischiosi, senza derogare ai principi di corretta gestione;

50.  ricorda che l'obiettivo del FEIS consiste nell'identificare profili di progetto distinti, realmente innovativi e più rischiosi con nuove controparti del settore privato rispetto ad altri strumenti di finanziamento della BEI esistenti, ottenendo al contempo un valore aggiunto europeo transfrontaliero significativo nell'attuazione dei progetti selezionati e un contributo efficace agli obiettivi politici comuni dell'UE esistenti;

51.  riconosce che il FEIS è uno strumento basato sul mercato; ricorda, tuttavia, che tutti gli Stati membri devono sviluppare una capacità adeguata di utilizzarlo;

52.  rileva la necessità di prendere in considerazione la distribuzione geografica più ampia possibile nell'attuazione dei progetti del FEIS a beneficio degli obiettivi di coesione e sostenibilità; chiede alla BEI di correggere gli attuali squilibri geografici che si presentano all'interno dell'Unione e l'attuale concentrazione settoriale del portafoglio del FEIS, in particolare nell'ambito dello sportello relativo alle infrastrutture e all'innovazione (IIW) e dello sportello PMI (SMEW), migliorando le sue attività di consulenza per lo sviluppo di progetti negli Stati membri e di assistenza tecnica tramite il polo europeo di consulenza sugli investimenti (PECI), prendendo in considerazione l'aumento del numero di settori ammissibili al finanziamento da parte del FEIS o migliorando l'adattamento del tipo e delle dimensioni dei progetti alle esigenze di mercato negli Stati membri;

53.  invita la BEI a considerare attentamente nel processo di selezione una reale addizionalità e nuove dinamiche, insieme alla portata dell'effetto moltiplicatore, che potrebbe variare tra i progetti, in particolare in settori in cui la BEI e o il FEI non siano già stati impegnati, in casi di fallimento del mercato o in situazioni di investimento subottimali;

54.  osserva che l'effetto leva varia da progetto a progetto soprattutto a causa della loro portata, complessità e correlazione tra le importanti sfide settoriali e le aspettative dei beneficiari finali in un contesto di scarsità di fondi pubblici; ritiene che l'ipotesi di un effetto leva medio x15 possa essere misurata solo alla fine del ciclo di investimento, tenendo conto al contempo delle peculiarità dei settori; ritiene altresì che l'efficacia degli interventi non sia valutata soltanto sul potenziale degli strumenti finanziari, ma anche su risultati misurabili;

55.  invita la BEI a prestare particolare attenzione al principio di addizionalità e a fornire informazioni pertinenti sulla gestione qualitativa in merito all'attuazione degli obiettivi dichiarati del FEIS, mostrando la loro effettiva addizionalità e il loro impatto rispetto ai parametri, ma anche in vista dell'estensione del FEIS oltre il 2017;

56.  ritiene importante che ai fini della mobilitazione di capitale del settore privato la BEI sollevi gli investitori da alcuni rischi dei potenziali progetti; invita altresì la BEI a migliorare l'attrattiva e la visibilità del FEIS negli orientamenti sugli investimenti e nei progetti da finanziare sviluppando ulteriormente una politica di sensibilizzazione più efficace tra i potenziali investitori privati;

57.  osserva che il FEIS (tramite lo SMEW) è uno strumento importante per fornire finanziamenti supplementari alle PMI, ossia fino a 75 miliardi di EUR di investimenti totali catalizzati dal FEIS in tre anni, insieme alle capacità di prestito della BEI e del FEI;

58.  esorta la Commissione a costituire una piattaforma permanente di garanzia europea nel quadro del FEIS, per agevolare l'accesso delle PMI ai finanziamenti e per migliorare lo sviluppo di garanzie e di prodotti di credito basati su garanzie europee;

59.  invita la BEI a utilizzare l'opportunità presentata dal FEIS di aumentare il finanziamento a favore di piccoli progetti in energie rinnovabili decentrati e non collegati alla rete che coinvolgano i cittadini e le comunità che incontrano difficoltà a ottenere finanziamenti da altre fonti;

60.  rileva inoltre l'aumento delle attività speciali della BEI in termini di volume in conseguenza del primo anno di attuazione del FEIS, il che riflette un'evoluzione della cultura prudente del rischio e della politica di prestito della BEI;

61.  insiste, ai fini della responsabilità, sullo sviluppo di investimenti orientati ai risultati, che il comitato per gli investimenti deve valutare regolarmente mediante il quadro di valutazione degli indicatori, al fine di identificare progetti ben mirati in termini di contributo alla crescita e all'occupazione e di avere una panoramica oggettiva in termini di addizionalità, valore aggiunto e coerenza con le politiche dell'Unione o altre operazioni classiche della BEI; invita la BEI a divulgare informazioni sulle modalità di valutazione dei progetti che beneficiano della garanzia del FEIS se misurati a fronte del quadro di valutazione degli indicatori del FEIS;

62.  osserva che in futuro la BEI rimane disponibile a esaminare con i servizi del Parlamento gli ulteriori accordi che possano essere previsti per garantire un approccio più strutturato e meno frammentato al dialogo tra Parlamento e BEI; osserva che la BEI e il Parlamento stanno attualmente adoperandosi per concludere rapidamente l'accordo formale sul FEIS che stabilisce disposizioni per tutti gli scambi di informazioni al suo interno, ivi compresa la relazione annuale sul FEIS al Consiglio e al Parlamento;

Intensificare la trasparenza, la responsabilità, l'integrità e il controllo interno della BEI come requisito di un migliore governo societario

63.  ritiene che il rafforzamento del ruolo economico della BEI, l'aumento della sua capacità di investimento e l'utilizzo del bilancio dell'UE a garanzia delle operazioni della BEI debbano essere accompagnati da una maggiore trasparenza e da una responsabilità più profonda, al fine di garantire un reale controllo pubblico delle sue attività, della selezione dei progetti e delle priorità di finanziamento;

64.  invita la BEI ad aggiornare regolarmente la sua mappatura del rischio delle attività e ad adattare la sua cultura del rischio rispetto al suo recente modello aziendale e all'aumento del volume del suo portafoglio relativo all'attuazione di nuovi strumenti con il FEIS, vari meccanismi, piattaforme di investimento e strumenti di condivisione del rischio; invita la BEI inoltre, in tale contesto, a includere nella sua mappatura del rischio dimensioni non finanziarie come il valore aggiunto sociale e/o ambientale; accoglie con favore, in tale contesto, l'attuazione del quadro di propensione al rischio prudenziale della BEI al fine di intensificare il monitoraggio dei rischi e il controllo dell'origine, della titolarità e della gestione dei rischi; ricorda la necessità di sviluppare un quadro di controllo unico e omogeneo;

65.  accoglie con favore l'elevata qualità del portafoglio di prestiti della BEI, con un livello di prestiti deteriorati che rappresenta lo 0,3 % del portafoglio di prestiti totale della BEI, il che conferma le politiche di gestione del rischio costantemente prudenti e mantiene la sua forte posizione creditizia sui mercati finanziari internazionali;

66.  accoglie con favore il fatto che la politica di trasparenza della BEI si basi sulla presunzione di accessibilità e che tutti possano accedere ai documenti e alle informazioni della BEI; ricorda la sua raccomandazione per la pubblicazione sul sito web della BEI di documenti non riservati, per esempio piani di attività per gli anni precedenti, accordi interistituzionali e memorandum e invita la BEI a non limitarsi a ciò ma a continuare a cercare costantemente modi per migliorare ed elevare gli standard;

67.  accoglie con favore la relazione sull'attuazione della politica di trasparenza del Gruppo BEI per il 2015 e l'imminente revisione della politica della BEI sugli informatori;

68.  ricorda che la trasparenza nell'attuazione delle politiche dell'UE non solo porta a rafforzare la credibilità e la responsabilità societaria generali della BEI, con una panoramica chiara del tipo di intermediari finanziari e di beneficiari finali, ma contribuisce altresì a potenziare l'efficacia e la sostenibilità dei progetti finanziati, parallelamente a un approccio di tolleranza zero nei confronti della frode e della corruzione nel suo portafoglio di prestiti; chiede che la BEI si allinei al nuovo sistema di allerta rapida ed esclusione previsto dalla Commissione europea;

69.  nota con preoccupazione che la BEI, pur elargendo finanziamenti pari a tre volte quelli della Banca mondiale, ha interdetto soltanto 3 soggetti rispetto alla Banca mondiale, che ne ha interdetti 820; al fine di ovviare a questa situazione chiede che la BEI si unisca alla rete di altre banche pubbliche in materia di interdizione, rete che comprende la Banca mondiale e la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS);

70.  ribadisce il suo invito ad aumentare la trasparenza degli interventi della BEI nell'operare con gli intermediari finanziari e i beneficiari al fine di evitare controparti con precedenti negativi, controparti inserite in una lista nera e controparti con potenziali legami con giurisdizioni con una regolamentazione debole, non trasparenti e non cooperative (NCJ), attività offshore o criminalità organizzata; ritiene che l'utilizzo di criteri per selezionare gli intermediari finanziari e l'acquisizione di informazioni aggiornate sulla titolarità effettiva dell'impresa, ivi compresi i trust, le fondazioni e i paradisi fiscali, rappresentino le migliori pratiche da seguire costantemente; invita la BEI a rafforzare ulteriormente le sue condizioni contrattuali integrando una clausola o un riferimento al buon governo al fine di mitigare i rischi per l'integrità e la reputazione;

71.  suggerisce che la BEI segua l'esempio della Società finanziaria internazionale (IFC) del gruppo della Banca mondiale e inizi a divulgare informazioni sui sottoprogetti ad alto rischio che finanzia attraverso banche commerciali (i principali intermediari/veicoli finanziari utilizzati dalla BEI per finanziare le PMI);

72.  accoglie con favore i regolari incontri con la società civile e le consultazioni pubbliche sullo sviluppo delle politiche della BEI;

73.  chiede di garantire un livello sempre più elevato di trasparenza nella politica di accessibilità della BEI in merito ai suoi organi di governo, in particolare tramite l'accessibilità ai verbali dei consigli di amministrazione della BEI e del FEI o del comitato per gli investimenti del FEIS e in merito a progetti di interesse pubblico che beneficiano della garanzia del bilancio dell'UE e che hanno un impatto sui territori e sui cittadini dell'UE; ritiene che l'accessibilità del quadro di valutazione degli indicatori sia una buona pratica per qualsiasi operazione e per le valutazioni di impatto ambientale e sociale a livello di progetti o sottoprogetti;

74.  reitera la richiesta di rendere pubbliche e facilmente accessibili le informazioni relative al sistema di appalti e subappalti e di garantire in ogni caso l'accesso del Parlamento alle informazioni e alla documentazione finanziaria in merito;

75.  accoglie con favore l'approccio proattivo assunto dal Mediatore europeo nell'esercizio di un controllo pubblico sulla BEI; esprime forte preoccupazione per le carenze individuate nei meccanismi esistenti della BEI per evitare possibili conflitti di interesse all'interno dei suoi organi direttivi; esorta la BEI, a questo proposito, a prendere in considerazione le raccomandazioni del Mediatore e a rivedere il proprio codice di condotta nel più breve tempo possibile per prevenire meglio i conflitti di interesse in seno ai suoi organi direttivi e il fenomeno delle "porte girevoli";

76.  ritiene che i vicepresidenti della BEI non debbano più essere responsabili di progetti nei propri paesi d'origine, dato l'evidente potenziale di conflitti di interesse e che solo una minoranza di Stati membri dispone di un proprio vicepresidente;

77.  accoglie con favore il riesame del regolamento dell'ufficio responsabile del meccanismo per il trattamento delle denunce (ufficio CM), nonché il rinnovo del memorandum d'intesa tra il Mediatore europeo e la BEI; richiede chiarimenti da parte della BEI sul ritardo dell'avvio di una consultazione pubblica sulla revisione delle politiche e delle procedure del meccanismo per il trattamento delle denunce; osserva che un tale processo di revisione offre l'opportunità di migliorare l'indipendenza e l'efficienza del meccanismo per il trattamento delle denunce, anche in vista dell'istituzione di un meccanismo per un flusso sistematico di informazioni direttamente tra l'ufficio CM e i direttori; sottolinea che la gestione della BEI dovrebbe riferire annualmente al Mediatore e al Parlamento su come le raccomandazioni riguardanti i meccanismi per il trattamento delle denunce si sono rispecchiate nelle politiche e nelle pratiche della banca; sottolinea, inoltre, che il capo dell'ufficio CM dovrebbe presentare al Parlamento una volta l'anno la propria relazione sulle attività e la propria valutazione in merito a come la banca sta rispettando le raccomandazioni dell'ufficio CM;

78.  chiede alla BEI di adoperarsi quanto più possibile nella sua lotta contro l'evasione fiscale, la frode fiscale e l'elusione fiscale, le attività irregolari e il riciclaggio di denaro tramite la sua politica nei confronti delle giurisdizioni con una regolamentazione debole, non trasparenti e non cooperative (NCJ) e il quadro antiriciclaggio e contrasto del finanziamento del terrorismo (AML-CFT);

79.  invita altresì la BEI a mantenere una cooperazione regolare con altre istituzioni finanziarie internazionali tramite lo scambio di informazioni sui risultati della sua dovuta diligenza societaria o fiscale o della revisione "Know your customer" (conosci il tuo cliente) e a riferire annualmente al Parlamento europeo e al pubblico sulle modalità di attuazione della politica NCJ;

80.  ritiene che la vigilanza prudenziale esterna della BEI meriti un'attenta considerazione, così come dichiarato dal Parlamento nelle sue risoluzioni precedenti;

81.  osserva la conclusione dell'accordo tripartito aggiornato tra la BEI, la Commissione e la CCE a settembre 2016 e invita la CCE a condurre controlli di rendimento delle operazioni della BEI in diversi settori quando sono correlati all'uso delle risorse del bilancio UE per quanto riguarda la loro efficacia e efficienza;

82.  invita la Commissione a presentare ogni anno entro il mese di giugno a partire dal 2018 una relazione sull'attuazione dall'inizio del piano finanziario pluriennale corrente e sullo stato di avanzamento, ivi compresi i risultati raggiunti, di tutti gli strumenti finanziari gestiti e attuati dal Gruppo BEI che operano con risorse del bilancio dell'UE al fine di utilizzarlo nella procedura di discarico;

83.  invita l'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) a includere le informazioni nella sua relazione annuale sui casi relativi alla BEI;

Seguito dato alle raccomandazioni del Parlamento

84.  invita la BEI a riferire in merito allo stato di avanzamento e allo stato delle raccomandazioni precedenti formulate dal Parlamento nelle sue risoluzioni annuali, in particolare con riferimento all'impatto delle sue attività di prestito;

85.  invita la BEI a rivedere la politica in materia di prevenzione e dissuasione di comportamenti vietati nelle attività della BEI, che dovrebbe stabilire la necessità che la BEI ponga fine al finanziamento e/o all'approvazione di ulteriori erogazioni di prestiti a progetti in corso di indagine nazionale o dell'OLAF per corruzione e frode;

o

o o

86.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e alla Banca europea per gli investimenti nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1)

Testi approvati, P7_TA (2014)0201.

(2)

Testi approvati, P8_TA(2015)0183.

(3)

Testi approvati, P8_TA(2016)0200.

(4)

GU L 280 del 27.10.2011, pag. 1.

(5)

GU L 135 del 8.5.2014, pag. 1.

(6)

GU L 204 del 31.7.2012, pag. 1.

(7)

GU L 169 dell’1.7.2015, pag. 1.


PARERE della commissione per lo sviluppo regionale (7.2.2017)

destinato alla commissione per il controllo dei bilanci

sulla relazione annuale sul controllo delle attività finanziarie della BEI nel 2015

(2016/2098(INI))

Relatore per parere: Ivan Jakovčić

SUGGERIMENTI

La commissione per lo sviluppo regionale invita la commissione per il controllo dei bilanci, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.    prende atto dell'approvazione, da parte della BEI nel 2015, di 77,5 miliardi di EUR (di cui 69,7 miliardi di EUR all'interno dell'Unione e 7,8 miliardi di EUR all'esterno) destinati a nuove operazioni nei settori dell'innovazione, delle PMI, delle infrastrutture e dell'ambiente, nonché al sostegno agli alloggi per i rifugiati e agli investimenti nelle regioni colpite dalla crisi dei rifugiati; rileva altresì che, nel 2015, il FEIS ha finanziato 126 progetti per un importo di 7,5 miliardi di EUR, mobilitando 50 miliardi di EUR in investimenti;

2.    riconosce l'importanza degli investimenti della BEI in un momento di grande crisi economica e finanziaria che ha pesanti ripercussioni sui sistemi creditizi tradizionali;

3.    invita la BEI e la Commissione a fornire maggiore assistenza tecnica e a continuare a fornire sostegno in materia di capacità amministrativa e di gestione di progetto al fine di semplificare l'accesso ai finanziamenti e di facilitare l'attuazione degli investimenti nei diversi territori dell'Unione europea; riconosce l'importanza degli Stati membri che sono importanti azionisti della BEI, chiede però al contempo assistenza per quegli Stati membri cui spetta una quota minore dei finanziamenti della BEI, soprattutto nel campo dei servizi di consulenza e analitici, della gestione di progetto e delle attività di sviluppo delle capacità, al fine di garantire un'assegnazione dei finanziamenti equilibrata a livello geografico onde impedire che il divario tra le regioni si allarghi, mantenendo al contempo una valutazione delle domande basata sul merito;

4.    si compiace del livello di finanziamento degli obiettivi relativi alla coesione economica e sociale (17 634 miliardi di EUR) e al risanamento rurale e urbano (5 467 miliardi di EUR) e raccomanda che venga mantenuto; ritiene che tali finanziamenti siano indispensabili per integrare la politica di coesione e i fondi strutturali e di investimento europei (fondi SIE); sottolinea l'importanza di mantenere un dialogo regolare con le autorità di gestione per creare sinergie e complementarietà tra i due strumenti;

5.    riconosce che la qualità del portafoglio prestiti resta elevata grazie al perseguimento di politiche di gestione del rischio improntate alla prudenza; chiede tuttavia alla BEI di aumentare la propensione al rischio, assicurando in tal modo un impatto economico più ampio ed efficace, pur mantenendo il portafoglio prestiti a un livello elevato, anche grazie a un coordinamento più stretto con gli enti che a livello nazionale garantiscono operazioni a finanziamento agevolato per programmi di investimento coerenti con gli obiettivi di sviluppo promossi dalla stessa BEI; sottolinea che non si deve permettere che gli strumenti finanziari, compresi i prestiti, sostituiscano le sovvenzioni;

6.    invita la BEI, la Commissione e gli enti nazionali, regionali e locali, unitamente alle banche e agli istituti di promozione nazionali, a rafforzare la loro cooperazione al fine di creare maggiori sinergie tra i fondi SIE e gli strumenti di finanziamento e i prestiti della BEI, nonché a ridurre gli oneri amministrativi, semplificare le procedure, aumentare la capacità amministrativa, stimolare lo sviluppo territoriale e la coesione e rendere più comprensibili i fondi SIE e i finanziamenti della BEI; ritiene che siano disponibili scarse informazioni sulle attività combinate della BEI nei progetti e nei programmi nel quadro della politica di coesione; chiede alla BEI di onorare il suo ruolo di istituzione pubblica e perseguire il più alto grado di ambizione in termini di rendicontabilità, trasparenza e visibilità, al fine di evitare ambiguità; invita la BEI a sviluppare una politica di comunicazione per quanto riguarda le sue attività, comprese le attività di consulenza, affinché tutte le forme di governo e tutti i beneficiari possano accedere ai suoi programmi;

7.    sottolinea che il crescente ricorso a strumenti finanziari nella politica di coesione richiede un maggiore coinvolgimento del Parlamento europeo nel controllo delle attività della BEI, anche per permettere una migliore valutazione delle implicazioni e delle conseguenze del ruolo della BEI;

8.    accoglie con favore gli sforzi del Fondo europeo per gli investimenti (FEI) volti a far funzionare l'iniziativa per le PMI attualmente operativa in sei paesi (Spagna, Italia, Bulgaria, Finlandia, Romania e Malta), che dovrebbero beneficiare di circa 8,5 miliardi di EUR di nuovi prestiti per le PMI a condizioni favorevoli; esorta gli Stati membri ad attuare su più ampia scala l'iniziativa per le PMI, tenendo conto della sua capacità di ridurre il rischio a carico degli intermediari finanziari; plaude pertanto alla proposta della Commissione di prorogare l'iniziativa per le PMI fino al 2020; sottolinea tuttavia che l'iniziativa per le PMI dovrebbe svolgere un ruolo di maggior rilievo, dal momento che il finanziamento delle PMI è fondamentale per promuovere la crescita e l'occupazione nell'UE, soprattutto nel periodo successivo alla crisi economica e finanziaria; invita la BEI a monitorare e migliorare l'utilizzo dello strumento della cartolarizzazione; chiede inoltre un miglioramento della politica di comunicazione della BEI, nonché delle condizioni amministrative dell'iniziativa per le PMI; invita il FEI a pubblicare una relazione che indichi nel dettaglio i successi e gli insuccessi del programma;

9.    chiede agli Stati membri di avvalersi appieno delle rispettive assegnazioni di fondi SIE e dell'addizionalità, a integrazione dei prestiti e degli strumenti finanziari della BEI; chiede inoltre una maggiore e migliore combinazione di sovvenzioni e finanziamenti della BEI per sfruttare in modo migliore l'effetto leva dei fondi SIE; chiede che sia la BEI a guidare questo processo, dal momento che dispone dell'esperienza e della responsabilità nei confronti degli azionisti per contribuire a ottenere un utile sul capitale investito;

10.    esorta la Commissione a costituire una piattaforma permanente di garanzia europea nel quadro del FEIS, per agevolare l'accesso delle PMI ai finanziamenti e per migliorare lo sviluppo di garanzie e di prodotti di credito basati su garanzie europee;

11.    chiede alla BEI di potenziare i suoi finanziamenti destinati alla coesione economica e sociale e agli obiettivi di politica urbana, continuando a sostenere settori tradizionali e innovativi nell'UE; chiede inoltre lo sviluppo di strumenti finanziari speciali a sostegno dell'attuazione dei piani d'azione e delle strategie macroregionali, in cooperazione con gli Stati membri;

12.    invita la BEI e la Commissione a migliorare la diffusione delle possibilità di finanziamento che offrono, nonché il sostegno e la consulenza, al fine di aumentare il finanziamento dei progetti delle autorità locali e regionali e delle PMI nonché di semplificare l'accesso ai finanziamenti della BEI e la combinazione di sovvenzioni, prestiti e strumenti finanziari; invita la Commissione a sostenere lo sviluppo di programmi di formazione rivolti ai potenziali beneficiari, attribuendo un ruolo più importante alle autorità di gestione nel fornire informazioni, orientamento e consulenza ai beneficiari finali.

13.    si rammarica che il numero di contratti di prestito in sofferenza sia aumentato tra il 2014 e il 2015, con un'esposizione totale passata da 455 milioni di EUR a 1,41 miliardi di EUR; invita la Commissione a riesaminare la propria gestione del rischio e le procedure di dovuta diligenza in materia di progetti per garantire che affrontino in maniera efficace questo problema sempre più rilevante, e a fornire al Parlamento europeo un aggiornamento sui progressi conseguiti nel 2017.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

6.2.2017

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

23

1

4

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Pascal Arimont, Franc Bogovič, Victor Boştinaru, Rosa D’Amato, Michela Giuffrida, Krzysztof Hetman, Constanze Krehl, Jens Nilsson, Andrey Novakov, Younous Omarjee, Mirosław Piotrowski, Stanislav Polčák, Terry Reintke, Liliana Rodrigues, Monika Smolková, Maria Spyraki, Ramón Luis Valcárcel Siso, Matthijs van Miltenburg, Lambert van Nistelrooij, Joachim Zeller

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Petras Auštrevičius, Andor Deli, Maurice Ponga, Bronis Ropė, Branislav Škripek, Hannu Takkula, Julie Ward

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Sofia Ribeiro


INFORMAZIONI SULL’APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

27.3.2017

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

16

1

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Nedzhmi Ali, Martina Dlabajová, Ingeborg Gräßle, Cătălin Sorin Ivan, Gilles Pargneaux, Georgi Pirinski, José Ignacio Salafranca Sánchez-Neyra, Claudia Schmidt, Bart Staes, Marco Valli, Joachim Zeller

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Benedek Jávor, Marian-Jean Marinescu, Julia Pitera

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Arndt Kohn, Barbara Kudrycka, Lieve Wierinck


VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

16

+

ALDE

PPE

S&D

Greens

Nedzhmi Ali, Martina Dlabajová, Lieve Wierinck

Ingeborg Gräßle, Barbara Kudrycka, Marian-Jean Marinescu, Julia Pitera, José Ignacio Salafranca Sánchez-Neyra, Claudia Schmidt, Joachim Zeller

Cătălin Sorin Ivan, Arndt Kohn, Gilles Pargneaux, Georgi Pirinski

Benedek Jávor, Bart Staes

1

-

EFDD

Marco Valli

0

0

 

 

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

Avviso legale