Procedura : 2016/2326(INI)
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Ciclo del documento : A8-0202/2017

Testi presentati :

A8-0202/2017

Discussioni :

PV 12/06/2017 - 15
CRE 12/06/2017 - 15

Votazioni :

PV 13/06/2017 - 5.10
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Testi approvati :

P8_TA(2017)0254

RELAZIONE     
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24.5.2017
PE 599.838v02-00 A8-0202/2017

sulla costruzione di pilastri per una politica di coesione dell'UE post-2020

(2016/2326(INI))

Commissione per lo sviluppo regionale

Relatore per parere: Kerstin Westphal

EMENDAMENTI
PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 PARERE della commissione per i bilanci
 INFORMAZIONI SULL’APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO
 VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla costruzione di pilastri per una politica di coesione dell'UE post-2020

(2016/2326(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visti il trattato sull'Unione europea (TUE), in particolare l'articolo 3, e il trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), in particolare gli articoli 4, 162, da 174 a 178 e 349,

–  visto il regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, e che abroga il regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio (in appresso "il regolamento recante disposizioni comuni")(1),

–  visto il regolamento (UE) n. 1301/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, relativo al Fondo europeo di sviluppo regionale e a disposizioni specifiche concernenti l'obiettivo "Investimenti a favore della crescita e dell'occupazione" e che abroga il regolamento (CE) n. 1080/2006(2),

–  visto il regolamento (UE) n. 1304/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, relativo al Fondo sociale europeo e che abroga il regolamento (CE) n. 1081/2006 del Consiglio(3),

–  visto il regolamento (UE) n. 1299/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante disposizioni specifiche per il sostegno del Fondo europeo di sviluppo regionale all'obiettivo di cooperazione territoriale europea(4),

–  visto il regolamento (UE) n. 1302/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, che modifica il regolamento (CE) n. 1082/2006 relativo a un gruppo europeo di cooperazione territoriale (GECT) per quanto concerne il chiarimento, la semplificazione e il miglioramento delle norme in tema di costituzione e di funzionamento di tali gruppi(5),

–  visto il regolamento (UE) n. 1300/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, relativo al Fondo di coesione e che abroga il regolamento (CE) n. 1084/2006 del Consiglio(6),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 del Consiglio, del 2 dicembre 2013, che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020(7),

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(8),

–  vista la comunicazione della Commissione del 14 settembre 2016 dal titolo "Riesame/revisione intermedia del quadro finanziario pluriennale 2014-2020. Un bilancio dell'UE incentrato sui risultati" (COM(2016)0603),

–  vista la comunicazione della Commissione del 14 dicembre 2015 dal titolo "Investire nella crescita e nell'occupazione - ottimizzare il contributo dei Fondi strutturali e di investimento europei" (COM(2015)0639),

–  vista la sua risoluzione del 16 febbraio 2017 sugli investimenti nella crescita e nell'occupazione – ottimizzare il contributo dei Fondi strutturali e di investimento europei: valutazione della relazione a norma dell'articolo 16, paragrafo 3, del regolamento sulle disposizioni comuni(9),

–  vista la sua risoluzione del 13 settembre 2016 sulla cooperazione territoriale europea – migliori pratiche e misure innovative(10),

–  vista la sua risoluzione dell'11 maggio 2016 sull'accelerazione dell'attuazione della politica di coesione(11),

–  viste le sue risoluzioni del 21 gennaio 2010 su una strategia europea per la regione danubiana(12), del 6 luglio 2010 sulla strategia dell'Unione europea per la regione del mar Baltico e il ruolo delle macroregioni nella futura politica di coesione(13), del 28 ottobre 2015 su una strategia dell'UE per la regione adriatica e ionica(14) e del 13 settembre 2016 su una strategia dell'UE per la regione alpina(15),

–  vista la sua risoluzione del 6 luglio 2016 sulle sinergie per l'innovazione: i fondi strutturali e di investimento europei, Orizzonte 2020 e altri fondi e programmi dell'UE a sostegno dell'innovazione(16),

–  vista la sua risoluzione del 10 maggio 2016 sui nuovi strumenti per lo sviluppo territoriale nella politica di coesione 2014-2020: investimenti territoriali integrati (ITI) e sviluppo locale di tipo partecipativo (CLLD)(17),

–  vista la sua risoluzione del 26 novembre 2015 sul tema "Verso la semplificazione della politica di coesione per il periodo 2014-2020 e il suo orientamento ai risultati"(18),

–  vista la sua risoluzione del 9 settembre 2015 sugli "investimenti a favore della crescita e della creazione di posti di lavoro: promozione della coesione economica, sociale e territoriale nell'Unione"(19),

–  vista la sua risoluzione del 9 settembre 2015 sulla dimensione urbana delle politiche dell'UE(20),

–  viste le comunicazioni della Commissione e le sue risoluzioni sulle regioni ultraperiferiche, in particolare la risoluzione del 18 aprile 2012 sul ruolo della politica di coesione nelle regioni ultraperiferiche dell'Unione europea nel contesto della strategia "Europa 2020"(21) e la risoluzione del 26 febbraio 2014 sull'ottimizzazione dello sviluppo del potenziale delle regioni ultraperiferiche mediante la creazione di sinergie tra i Fondi strutturali e gli altri programmi dell'Unione europea(22),

–  vista la sua risoluzione del 28 ottobre 2015 sulla politica di coesione e la revisione della strategia Europa 2020(23),

–  viste le conclusioni e le raccomandazioni del gruppo ad alto livello per il controllo della semplificazione per i beneficiari dei fondi SIE,

–  viste le conclusioni del Consiglio sulla relazione speciale n. 31/2016 della Corte dei conti europea dal titolo "Spendere almeno un euro su cinque del bilancio UE per l'azione per il clima: i lavori in corso sono ambiziosi, ma rischiano fortemente di non essere sufficienti", adottate il 21 marzo 2017,

–  vista la sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea del 15 dicembre 2015 concernente l'interpretazione dell'articolo 349 TFUE,

–  vista la relazione speciale n. 19/2016 della Corte dei conti europea dal titolo "L'esecuzione del bilancio UE tramite gli strumenti finanziari: insegnamenti utili del periodo di programmazione 2007-2013",

–  vista la relazione della Commissione europea del 22 febbraio 2016 sulle complementarità tra i fondi strutturali e d'investimento europei e il Fondo europeo per gli investimenti strategici: assicurare coordinamento, sinergie e complementarità,

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per lo sviluppo regionale e il parere della commissione per i bilanci (A8-0202/2017),

A.  considerando che la politica di coesione dell'UE ha origine nel TUE e nel TFUE e costituisce un'espressione della solidarietà dell'UE, che è uno dei principi fondamentali dell'Unione, perseguendo il proprio obiettivo, sancito dal trattato, di ridurre le disparità regionali e promuovere la coesione economica, sociale e territoriale fra tutte le regioni dell'UE;

B.  considerando che dopo il 2008 il funzionamento dell'UE quale "strumento di convergenza" ha segnato una battuta d'arresto, causando un aumento delle divergenze esistenti tra gli Stati membri e al loro interno nonché crescenti disparità sociali ed economiche in tutta l'Unione; che va ricordato che la politica di coesione a livello europeo è molto efficace, in particolare nel promuovere varie forme di cooperazione territoriale, e pertanto continua ad essere, nella sua dimensione economica, sociale e territoriale, una politica necessaria e urgente che combina le esigenze specifiche di un territorio e le priorità dell'UE e produce risultati tangibili in loco per tutti i cittadini;

C.  considerando che la politica di coesione rimane la principale politica di investimento e sviluppo a livello di UE, di grande successo e apprezzata, a favore della creazione di posti di lavoro sostenibili e di una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva nonché della competitività dopo il 2020, in particolare nel contesto di un forte calo degli investimenti pubblici e privati in molti Stati membri e delle implicazioni della globalizzazione; che va ricordato che la politica di coesione ha svolto un ruolo essenziale e ha dimostrato una grande capacità di risposta alle restrizioni macroeconomiche;

D.  considerando che l'ultima riforma della politica di coesione nel 2013 è stata ampia e sostanziale e ha spostato l'attenzione della politica verso un approccio orientato ai risultati, la concentrazione tematica, l'efficacia e l'efficienza, da un lato, e principi tra cui il partenariato, la governance a più livelli, la specializzazione intelligente e gli approcci basati sul territorio, dall'altro;

E.  considerando che la rinnovata politica di coesione ha segnato un graduale spostamento dell'attenzione dai grandi progetti infrastrutturali allo stimolo dell'economia della conoscenza e dell'innovazione;

F.  considerando che tali principi dovrebbero essere mantenuti e consolidati dopo il 2020, al fine di garantire la continuità, la visibilità, la certezza del diritto, l'accessibilità e la trasparenza dell'attuazione delle politiche;

G.  considerando che affinché la politica di coesione post-2020 abbia successo, è necessario ridurre gli oneri amministrativi per i suoi beneficiari e le autorità di gestione, trovare il giusto equilibrio tra l'orientamento ai risultati della politica e il livello delle verifiche e dei controlli per accrescere la proporzionalità, introdurre una distinzione nell'attuazione dei programmi e semplificare norme e procedure, dal momento che sono spesso ritenute troppo complesse;

H.  considerando che questi elementi, associati all'approccio politico integrato e al principio di partenariato, mettono in evidenza il valore aggiunto della politica di coesione;

I.  considerando che i crescenti vincoli al bilancio dell'UE e ai bilanci nazionali e le conseguenze della Brexit non dovrebbero causare l'indebolimento della politica di coesione dell'Unione; che in tale contesto si invitano i negoziatori di UE e Regno Unito a riflettere in merito ai vantaggi e agli svantaggi comportati da un eventuale proseguimento della partecipazione del Regno Unito ai programmi di cooperazione territoriale europea;

J.  considerando che la politica di coesione affronta già una gamma molto ampia di sfide in relazione ai suoi obiettivi sanciti dai trattati e non ci si può attendere che faccia fronte a tutte le nuove sfide che si presenteranno all'Unione dopo il 2020 avendo a disposizione una dotazione uguale se non addirittura minore, mentre si potrebbero ottenere maggiori risultati conferendo agli Stati membri, alle regioni e alle città maggiore flessibilità per sostenere le nuove sfide politiche;

Valore aggiunto della politica di coesione dell'UE

1.  si oppone fermamente a qualunque scenario per l'UE a 27 da qui al 2025, come delineato nel Libro bianco sul futuro dell'Europa, che riduca gli sforzi dell'Unione in relazione alla politica di coesione; invita invece la Commissione a presentare una proposta legislativa globale per una politica di coesione post-2020 solida ed efficace;

2.  sottolinea che la crescita e la convergenza regionale, economica e sociale non possono essere raggiunte senza una buona governance, la cooperazione, la fiducia reciproca tra tutte le parti interessate e l'effettiva partecipazione dei partner a livello nazionale, regionale e locale, come sancito dal principio di partenariato (articolo 5 del regolamento recante disposizioni comuni (RDC)); ribadisce che il regime di gestione concorrente della politica di coesione dell'UE fornisce all'UE stessa uno strumento unico per affrontare direttamente le preoccupazioni dei cittadini rispetto alle sfide interne ed esterne; è del parere che la gestione concorrente, che si basa sul principio di partenariato, sulla governance a più livelli e sul coordinamento dei diversi livelli amministrativi, svolga un ruolo significativo nell'assicurare una migliore titolarità e responsabilità in termini di attuazione delle politiche tra tutte le parti interessate;

3.  mette in rilievo gli effetti catalizzatori della politica di coesione e gli insegnamenti che amministrazioni, beneficiari e parti interessate possono trarre; sottolinea l'approccio orizzontale e trasversale della politica di coesione in quanto politica intelligente, sostenibile e inclusiva, che fornisce un quadro per mobilitare e coordinare gli attori nazionali e subnazionali e coinvolgerli direttamente in uno sforzo comune teso al conseguimento delle priorità dell'UE attraverso i progetti cofinanziati; chiede in tale contesto un coordinamento e una cooperazione ottimali tra la DG della Commissione competente per la politica di coesione e le altre DG, come pure le autorità nazionali, regionali e locali;

4.  si rammarica per l'adozione tardiva di diversi programmi operativi e la designazione tardiva delle autorità di gestione in alcuni Stati membri durante l'attuale periodo di programmazione; accoglie con favore i primi segnali di un'attuazione accelerata dei programmi operativi osservati nel corso del 2016; esorta la Commissione a continuare a sostenere l'attuazione attraverso la task force per una migliore attuazione e a individuare le cause dei ritardi, nonché a proporre modalità e misure pratiche per evitare problemi analoghi all'inizio del prossimo periodo di programmazione; incoraggia vivamente tutti gli attori coinvolti a continuare a migliorare ulteriormente e accelerare l'attuazione senza che si creino strozzature;

5.  rileva che le carenze del sistema di pianificazione ed esecuzione finanziaria hanno portato all'accumulo di fatture non pagate e di un arretrato senza precedenti, che è stato riportato dallo scorso QFP a quello attuale; invita la Commissione a proporre una soluzione strutturata per risolvere tali problemi prima della fine dell'attuale QFP e impedire che si ripercuotano sul prossimo QFP; sottolinea che il livello degli stanziamenti di pagamento deve corrispondere agli impegni passati, soprattutto verso la fine del periodo, quando il livello delle richieste di pagamento da parte degli Stati membri tende ad aumentare considerevolmente;

6.  riconosce che in alcuni Stati membri il principio di partenariato ha portato a una più stretta cooperazione con le autorità regionali e locali, nonostante vi sia ancora margine di miglioramento per garantire il coinvolgimento reale e tempestivo di tutte le parti interessate, anche della società civile, al fine di assicurare una maggiore responsabilità e visibilità nell'attuazione della politica di coesione senza aggravare gli oneri amministrativi o causare ritardi; sottolinea che le parti interessate dovrebbero continuare a essere coinvolte conformemente all'approccio della governance a più livelli; è del parere che il principio di partenariato e il codice di condotta dovrebbero essere ulteriormente rafforzati in futuro, ad esempio introducendo requisiti minimi chiari per la partecipazione ai partenariati;

7.  sottolinea che sebbene la politica di coesione abbia attenuato l'impatto della recente crisi economica e finanziaria nell'UE e delle misure di austerità, le disparità regionali come pure i divari di competitività e le disuguaglianze sociali rimangono elevati; chiede un'azione rafforzata per ridurre tali disparità e impedire che se ne sviluppino di nuove in tutte le tipologie di regioni, mantenendo al contempo e consolidando il sostegno alle regioni, in modo da favorire la titolarità della politica in ogni tipologia di regione e conseguire gli obiettivi dell'UE in tutta l'Unione; ritiene, in tale contesto, che occorra adoperarsi maggiormente per rendere le regioni più resilienti agli shock improvvisi;

8.  sottolinea che la cooperazione territoriale in tutte le sue forme, comprese le strategie macroregionali, il cui potenziale non è stato ancora pienamente sfruttato, porta il concetto di cooperazione politica e di coordinamento delle regioni e dei cittadini attraverso le frontiere interne dell'UE; sottolinea il valore della politica di coesione nell'affrontare le sfide specifiche delle isole, delle regioni transfrontaliere e delle regioni scarsamente popolate più settentrionali, come previsto dall'articolo 174 TFUE, delle regioni ultraperiferiche quali definite agli articoli 349 e 355 TFUE che godono di uno status speciale e i cui strumenti e finanziamenti specifici dovrebbero essere mantenuti dopo il 2020, e delle regioni periferiche;

9.  osserva che la cooperazione territoriale europea è uno degli importanti obiettivi della politica di coesione 2014-2020, che conferisce un ulteriore e notevole valore aggiunto agli obiettivi dell'Unione, incoraggia la solidarietà tra le regioni dell'UE e tra essa e i propri vicini e facilita lo scambio di esperienze e il trasferimento di buone prassi, ad esempio attraverso documenti standardizzati; ribadisce la necessità di continuare a perseguire la cooperazione transfrontaliera, transnazionale e interregionale nell'ambito dell'obiettivo di rafforzamento della coesione territoriale di cui all'articolo 174 TFUE; ritiene che essa dovrebbe continuare a rappresentare uno strumento importante dopo il 2020, sottolinea tuttavia che l'attuale dotazione della politica territoriale europea non è commisurata alle grandi sfide che i programmi Interreg devono affrontare, né sostiene in modo efficace la cooperazione transfrontaliera; chiede pertanto un incremento sostanziale della dotazione a favore della coesione territoriale europea nel prossimo periodo di programmazione

10.  sottolinea l'importanza dell'attuale programma di cooperazione Interreg Europe per le autorità pubbliche europee volto a facilitare lo scambio di esperienze e il trasferimento delle buone prassi; suggerisce di predisporre maggiori possibilità di finanziamento nell'ambito del prossimo programma Interreg Europe dopo il 2020, onde consentire investimenti a favore di progetti pilota fisici e progetti dimostrativi, tenendo conto anche della partecipazione delle parti interessate in tutta Europa;

Architettura della politica di coesione dopo il 2020: continuità e ambiti di miglioramento

11.  sottolinea che l'attuale classificazione delle regioni, le riforme introdotte, come la concentrazione tematica, e il quadro delle prestazioni hanno dimostrato il valore della politica di coesione; chiede alla Commissione di formulare proposte per una maggiore flessibilità nell'attuazione del bilancio dell'UE nel suo insieme; ritiene che, in questo contesto, la creazione di una riserva rappresenti un'opzione interessante per far fronte a gravi eventi imprevisti nel periodo di programmazione e per agevolare la riprogrammazione dei programmi operativi, al fine di adeguare gli investimenti dei fondi SIE all'evolversi delle esigenze di ciascuna regione e affrontare gli effetti della globalizzazione a livello regionale e locale, senza tuttavia influenzare negativamente gli investimenti della politica di coesione o avere conseguenze sull'orientamento strategico, gli obiettivi a lungo termine e la certezza della pianificazione e la stabilità dei programmi pluriennali per le autorità regionali e locali;

12.  riconosce il valore delle condizionalità ex ante, in particolare quella relativa alle strategie di ricerca e innovazione per la specializzazione intelligente (RIS3), che continuano a sostenere efficacemente la programmazione strategica dei fondi SIE e hanno permesso di potenziare l'orientamento ai risultati; osserva che le condizionalità ex ante consentono ai fondi SIE di sostenere con efficacia gli obiettivi della strategia Europa post-2020, fatti salvi gli obiettivi della politica di coesione, quali stabiliti nel trattato;

13.  sottolinea che è necessaria la presenza di un legame equilibrato tra politica di coesione e processi di governance economica nel semestre europeo in relazione a tutti gli attori coinvolti e che tale legame deve essere reciproco; è del parere che un maggiore riconoscimento della dimensione territoriale sarebbe vantaggioso per il semestre europeo e che la governance economica e gli obiettivi della politica di coesione in termini di coesione economica, sociale e territoriale nonché della crescita sostenibile, dell'occupazione e della tutela ambientale dovrebbero essere considerati in maniera bilanciata;

14.  ritiene, dato che i fondi della politica di coesione sono intesi a stimolare gli investimenti, la crescita e l'occupazione in tutta l'Unione, che i contributi nazionali necessari per il cofinanziamento dei progetti sostenuti dalla politica di coesione post-2020 dovrebbero essere esclusi dal calcolo del disavanzo previsto nel patto di stabilità e di crescita;

15.  sottolinea che l'aumento delle capacità amministrative e istituzionali – e quindi il rafforzamento delle agenzie nazionali e regionali per il sostegno agli investimenti – nell'ambito della programmazione, dell'attuazione e della valutazione dei programmi operativi, nonché nella qualità della formazione professionale negli Stati membri e nelle regioni è fondamentale per ottenere una politica di coesione tempestiva ed efficace e per conseguire la convergenza verso livelli più elevati; evidenzia, in questo contesto, l'importanza dell'iniziativa Taiex Regio Peer 2 Peer, che potenzia la capacità amministrativa e istituzionale e produce risultati migliori per gli investimenti dell'UE;

16.  sottolinea la necessità di semplificare il sistema di gestione complessiva della politica di coesione a tutti i livelli di governance, facilitando la programmazione, la gestione e la valutazione dei programmi operativi, al fine di renderlo più accessibile, flessibile ed efficace; pone l'accento, a tale proposito, sull'importanza di combattere la sovraregolamentazione negli Stati membri; chiede alla Commissione di aumentare le possibilità di coesione elettronica e di particolari tipi di spese, come le tabelle standard di costi unitari e di importi forfettari a norma del regolamento sulle disposizioni comuni, e di introdurre una piattaforma digitale o sportelli unici per l'informazione di richiedenti e beneficiari; sostiene le conclusioni e le raccomandazioni adottate finora dal gruppo ad alto livello per il controllo della semplificazione per i beneficiari dei fondi SIE e incoraggia gli Stati membri ad attuare le raccomandazioni formulate;

17.  chiede alla Commissione di riflettere sulle soluzioni basate sulla proporzionalità e la differenziazione nell'attuazione dei programmi, sulla base del rischio, di criteri oggettivi e incentivi positivi per i programmi, la loro portata e la capacità amministrativa, in particolare per quanto riguarda i diversi livelli di verifica, che dovrebbero puntare a contrastare le irregolarità, ossia le frodi e la corruzione, e il numero dei controlli, al fine di conseguire una maggiore armonizzazione tra la politica di coesione, la politica di concorrenza e le altre politiche dell'UE, soprattutto quelle in materia di aiuti di Stato, che si applicano ai fondi SIE ma non al FEIS o a Orizzonte 2020, nonché con riferimento alla possibilità di definire un unico insieme di norme per tutti i fondi SIE onde rendere il finanziamento più efficiente e tenere conto anche delle specificità di ciascun fondo;

18.  chiede alla Commissione, nell'ottica di una reale semplificazione e di concerto con le autorità di gestione dei programmi nazionali e regionali, di predisporre un piano fattibile di estensione del regime dei costi semplificati al FESR, anche in linea con quanto previsto dalla proposta di regolamento che modifica le regole finanziarie applicabili al bilancio (regolamento "omnibus");

19.  ritiene che le sovvenzioni debbano rimanere la base del finanziamento della politica di coesione; rileva, tuttavia, il ruolo sempre più importante degli strumenti finanziari; sottolinea che i prestiti, il capitale azionario o le garanzie possono svolgere un ruolo complementare ma dovrebbero essere utilizzati con cautela, in base a un'adeguata valutazione ex ante, mentre le sovvenzioni dovrebbero essere integrate solo laddove tali strumenti finanziari dimostrino un valore aggiunto e possano esercitare un effetto leva attraendo sostegno finanziario aggiuntivo, tenendo conto delle disparità regionali e della diversità delle pratiche ed esperienze;

20.  sottolinea l'importanza dell'assistenza della Commissione, della Banca europea per gli investimenti e degli Stati membri alle autorità locali e regionali sugli strumenti finanziari innovativi attraverso piattaforme quali la piattaforma Fi-Compass o fornendo incentivi per i beneficiari; rammenta che tali strumenti non sono idonei a tutti i tipi di interventi nell'ambito della politica di coesione; è del parere che tutte le regioni, su base volontaria, dovrebbero poter decidere di attuare strumenti finanziari in linea con le loro esigenze; si oppone, tuttavia, agli obiettivi quantitativi vincolanti per l'uso degli strumenti finanziari e sottolinea che un maggiore ricorso a detti strumenti non dovrebbe comportare una generale riduzione nel bilancio dell'UE;

21.  invita la Commissione a garantire migliori sinergie e comunicazione tra i fondi SIE e altri fondi e programmi dell'Unione, compreso il FEIS, nonché ad agevolare l'esecuzione delle operazioni plurifondo; evidenzia che il FEIS non dovrebbe compromettere la coerenza strategica, la concentrazione territoriale e la prospettiva a lungo termine della programmazione della politica di coesione né sostituire o escludere le sovvenzioni o tentare di sostituire o ridurre il bilancio dei fondi SIE; pone l'accento sulla reale addizionalità delle sue risorse; chiede che sia definita chiaramente la separazione tra il FEIS e la politica di coesione e che siano offerte possibilità per la loro combinazione e il loro uso agevolato, senza però che tali strumenti siano mischiati, dal momento che ciò può rendere più attraente la struttura di finanziamento e permettere di utilizzare al meglio le limitate risorse dell'Unione; ritiene necessaria l'armonizzazione delle norme applicabili alle operazioni plurifondo, nonché una chiara strategia di comunicazione sulle possibilità di finanziamento esistenti; invita la Commissione, in tale contesto, a elaborare un insieme di strumenti per i beneficiari;

22.  invita la Commissione a riflettere sullo sviluppo di un insieme di indicatori aggiuntivi a integrazione dell'indicatore del PIL, che rimane il principale metodo legittimo e affidabile per l'assegnazione equa dei fondi SIE; ritiene che, in tal senso, occorrerebbe prendere in considerazione e valutare l'indice di progresso sociale o un indicatore demografico, al fine di offrire un quadro esaustivo dello sviluppo regionale; è convinto che tali indicatori potrebbero rispondere al meglio ai nuovi tipi di disuguaglianze che emergono tra le regioni dell'UE; sottolinea, inoltre, la rilevanza degli indicatori di risultato per rafforzare l'orientamento ai risultati e alle prestazioni della politica;

23.  invita la Commissione a valutare misure per risolvere la questione del finanziamento nazionale dei progetti della politica di coesione, visti i problemi delle amministrazioni a livello locale e regionale negli Stati membri fortemente centralizzati, che non dispongono di sufficiente capacità fiscale e finanziaria e incontrano difficoltà considerevoli nel cofinanziamento dei progetti e spesso anche nella preparazione della documentazione dei progetti a causa della scarsità di risorse finanziarie disponibili, il che porta a un minore utilizzo della politica di coesione;

24.  esorta la Commissione a valutare la possibilità di utilizzare il livello NUTS III come classificazione delle regioni nella politica di coesione per alcune priorità selezionate;

Principali settori politici per una politica di coesione rinnovata dopo il 2020

25.  evidenzia l'importanza del Fondo sociale europeo, della garanzia per i giovani e dell'iniziativa per l'occupazione giovanile, in particolare nella lotta alla disoccupazione di lungo periodo e giovanile nell'Unione, che sono ad un livello storicamente elevato, in particolare nelle regioni meno sviluppate, nelle regioni ultraperiferiche e nelle regioni che sono state colpite più duramente dalla crisi; sottolinea il ruolo fondamentale svolto dalle PMI nella creazione di posti di lavoro (pari all'80 % dei posti di lavoro nell'Unione) e nella promozione di settori innovativi, come le economie digitali e quelle a ridotte emissioni di carbonio;

26.  ritiene che la politica di coesione dopo il 2020 debba proseguire l'assistenza per le persone vulnerabili ed emarginate, far fronte alle crescenti disuguaglianze e favorire la solidarietà; rileva l'impatto positivo in termini di valore aggiunto sociale e occupazionale degli investimenti nell'istruzione, nella formazione e nella cultura; rimanda altresì alla necessità di mantenere l'inclusione sociale, compresa la spesa dell'FSE, integrata dagli investimenti a titolo del FESR in tale settore;

27.  suggerisce un migliore utilizzo dei fondi SIE, al fine di affrontare il cambiamento demografico e far fronte alle sue conseguenze regionali e locali; è del parere che, nelle regioni che si trovano ad affrontare sfide quali lo spopolamento, i fondi SIE dovrebbero essere orientati in modo ottimale per creare posti di lavoro e crescita;

28.  prende atto della crescente importanza dell'agenda territoriale e dei partenariati rurali-urbani di successo, nonché del ruolo esemplare delle città intelligenti quali microcosmi e catalizzatori di soluzioni innovative per le sfide regionali e locali;

29.  accoglie con favore il patto di Amsterdam e il migliore riconoscimento accordato al ruolo delle città e delle aree urbane nel processo decisionale europeo e chiede un'effettiva attuazione del metodo di lavoro cooperativo attraverso i partenariati che il patto comporta; auspica l'inclusione dei risultati nelle future politiche dell'Unione dopo il 2020;

30.  evidenzia la rafforzata dimensione urbana della politica di coesione sotto forma di disposizioni specifiche per lo sviluppo urbano sostenibile e le azioni urbane innovative; ritiene che ciò dovrebbe essere ulteriormente sviluppato e rafforzato finanziariamente dopo il 2020 e che la subdelega delle competenze ai livelli inferiori dovrebbe essere potenziata; esorta la Commissione a migliorare il coordinamento tra le varie misure destinate alle città e consolidare il sostegno diretto ai governi locali nell'ambito della politica di coesione, fornendo finanziamenti e strumenti su misura per lo sviluppo territoriale; pone l'accento sul ruolo futuro degli strumenti di sviluppo territoriale, come lo sviluppo locale di tipo partecipativo (CLLD) e gli investimenti territoriali integrati (ITI);

31.  appoggia gli impegni assunti dall'UE nell'ambito dell'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici; rammenta, in tale contesto, l'obiettivo sostenuto da tutte le istituzioni dell'UE di destinare almeno il 20% del bilancio dell'Unione a favore delle azioni legate ai cambiamenti climatici e sottolinea che i fondi SIE svolgono un ruolo chiave in tale direzione e devono continuare a essere utilizzati nel modo più efficace possibile ai fini della mitigazione dei cambiamenti climatici e dell'adattamento, come pure delle economie verdi e delle energie rinnovabili; ritiene necessario migliorare il sistema di monitoraggio e controllo della spesa per il clima; sottolinea il potenziale della cooperazione territoriale europea in tal senso e il ruolo delle città e delle regioni nel contesto dell'agenda urbana;

32.  constata che le RIS3 rafforzano gli ecosistemi regionali di innovazione; sottolinea che la ricerca, l'innovazione e lo sviluppo tecnologico dovrebbero continuare a svolgere un ruolo fondamentale per consentire all'UE di competere a livello mondiale; ritiene che il modello di specializzazione intelligente dovrebbe diventare uno dei principali approcci della politica di coesione dopo il 2020, incoraggiando la cooperazione tra le diverse regioni, zone urbane e rurali e rafforzando lo sviluppo economico dell'UE, tramite la creazione di sinergie fra le RIS3 transnazionali e i cluster di livello mondiale; ricorda il progetto pilota esistente della "scala verso l'eccellenza" (S2E), che continua a fornire sostegno alle regioni nello sviluppo e nello sfruttamento delle sinergie tra i fondi SIE, Orizzonte 2020 e altri programmi di finanziamento dell'UE; ritiene pertanto necessario profondere ulteriori sforzi per rendere massime le sinergie, in modo da potenziare ulteriormente la specializzazione e l'innovazione intelligenti dopo il 2020;

33.  sottolinea che l'aumento della visibilità della politica di coesione è fondamentale per combattere l'euroscetticismo e può contribuire a riconquistare la fiducia dei cittadini; evidenzia che, per migliorare la visibilità dei fondi SIE, deve essere posta maggiore attenzione sul contenuto e sui risultati dei relativi programmi, attraverso un approccio dall'alto verso il basso e dal basso verso l'alto che consenta la partecipazione delle parti interessate e dei destinatari che possono fungere da efficace canale di divulgazione dei risultati della politica di coesione; sollecita, inoltre, la Commissione, gli Stati membri, le regioni e le città a comunicare in modo più efficace i risultati della politica di coesione che apportano valore aggiunto alla vita di tutti i giorni dei cittadini dell'UE; chiede che, se del caso, proseguano le attività di comunicazione a titolo di un bilancio specifico nell'ambito dell'assistenza tecnica, fino a dopo la conclusione di un progetto, fintanto che i suoi risultati non saranno chiaramente visibili;

Prospettive

34.  chiede che la promozione della coesione economica, sociale e territoriale e la solidarietà nell'UE, come pure l'indirizzamento dei fondi unionali verso la crescita, l'occupazione e la competitività abbiano un ruolo prioritario nell'agenda dell'Unione; invita inoltre a continuare la lotta contro le disparità regionali, la povertà e l'esclusione sociale, nonché contro la discriminazione; ritiene che, al di là degli obiettivi sanciti dai trattati, la politica di coesione dovrebbe continuare a fungere da strumento per il conseguimento degli obiettivi politici dell'UE, contribuendo altresì ad aumentare la consapevolezza sui suoi risultati, e restare la principale politica d'investimento dell'Unione per tutte le regioni;

35.  ribadisce che è giunto il momento di preparare la politica di coesione dell'UE dopo il 2020 al fine di poterla avviare in modo efficace proprio all'inizio del nuovo periodo di programmazione; invita pertanto la Commissione a elaborare per tempo il nuovo quadro legislativo, in particolare subito dopo l'adozione e la traduzione nelle lingue ufficiali del prossimo QFP; chiede inoltre l'adozione tempestiva di tutte le proposte legislative per la futura politica di coesione e di orientamenti in materia di gestione e controllo prima dell'inizio del nuovo periodo di programmazione, senza effetto retroattivo; sottolinea che l'attuazione tardiva dei programmi operativi si ripercuote sull'efficienza della politica di coesione;

36.  osserva che il nucleo del quadro legislativo dell'attuale politica di coesione dovrebbe essere mantenuto dopo il 2020, promuovendo una politica perfezionata, rafforzata, facilmente accessibile e orientata al risultato, il cui valore aggiunto sia illustrato al meglio ai cittadini;

37.  sottolinea, in vista della proposta 2016/0282(COD) della Commissione, che l'accoglienza dei migranti e dei rifugiati per motivi di protezione internazionale, nonché la loro integrazione sociale ed economica richiedono un approccio transnazionale coerente, che dovrebbe anch'esso essere oggetto della politica di coesione attuale e futura dell'UE;

38.  sottolinea l'importanza della stabilità delle norme; invita la Commissione, nell'elaborare le disposizioni di attuazione della politica di coesione nel quadro del prossimo QFP, ad apportare il minor numero possibile di modifiche; è convinto che sia necessario mantenere ad un livello adeguato, se non addirittura superiore, la quota del bilancio dell'UE destinata alla politica di coesione dopo il 2020, alla luce delle complesse sfide interne ed esterne che la politica dovrà affrontare per conseguire i propri obiettivi; ritiene che detta politica non debba essere indebolita per nessun motivo, neanche da Brexit, e che la sua quota nel bilancio complessivo dell'UE non debba essere ridotta mediante un trasferimento di risorse per finanziare nuove sfide; sottolinea inoltre la natura pluriennale della politica di coesione e chiede che sia mantenuto il suo periodo di programmazione settennale o che si introduca un periodo di programmazione di 5+5 anni, con una revisione di medio termine obbligatoria;

39.  chiede la rapida assegnazione della riserva di efficacia dell'attuazione; constata che il periodo che intercorre tra l'attuazione e lo sblocco della riserva è eccessivamente lungo e, pertanto, riduce l'efficacia della riserva stessa; esorta la Commissione a consentire agli Stati membri di rendere operativo l'utilizzo della riserva di efficacia dell'attuazione non appena sarà conclusa la revisione;

40.  sottolinea, a tale proposito, che l'agenda digitale, compresa la fornitura della necessaria infrastruttura e di soluzioni tecnologiche avanzate, deve rappresentare una priorità nel quadro della politica di coesione, soprattutto nel prossimo periodo di finanziamento; fa presente che gli sviluppi nel settore delle telecomunicazioni devono in ogni caso essere accompagnati da un'adeguata formazione, che dovrebbe parimenti ricevere sostegno dalla politica di coesione;

41.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione, agli Stati membri e ai loro parlamenti e al Comitato delle regioni.

(1)

GU L 347 del 20.12.2013, pag. 320.

(2)

GU L 347 del 20.12.2013, pag. 289.

(3)

GU L 347 del 20.12.2013, pag. 470.

(4)

GU L 347 del 20.12.2013, pag. 259.

(5)

GU L 347 del 20.12.2013, pag. 303.

(6)

GU L 347 del 20.12.2013, pag. 281.

(7)

GU L 347 del 20.12.2013, pag. 884.

(8)

GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.

(9)

Testi approvati, P8_TA(2017)0053.

(10)

Testi approvati, P8_TA(2016)0321.

(11)

Testi approvati, P8_TA(2016)0217.

(12)

Testi approvati, P7_TA(2010)0008.

(13)

Testi approvati, P7_TA(2010)0254.

(14)

Testi approvati, P8_TA(2015)0383.

(15)

Testi approvati, P8_TA(2016)0336.

(16)

Testi approvati, P8_TA(2016)0311.

(17)

Testi approvati, P8_TA(2016)0211.

(18)

Testi approvati, P8_TA(2015)0419.

(19)

Testi approvati, P8_TA(2015)0308.

(20)

Testi approvati, P8_TA(2015)0307.

(21)

Testi approvati, P7_TA(2012)0125.

(22)

Testi approvati, P7_TA(2014)0133.

(23)

Testi approvati, P8_TA(2015)0384.


MOTIVAZIONE

L'idea alla base dell'Unione europea è la cooperazione pacifica tra i suoi diversi popoli e nazioni. Gli Stati membri hanno definito compiti e obiettivi comuni nel trattato di Lisbona. Uno degli obiettivi fondamentali dell'Unione è la promozione della coesione economica, sociale e territoriale e della solidarietà tra le varie regioni. Tale obiettivo deve essere perseguito con la politica di coesione europea, che crea uno strumento d'investimento unico per tutte le regioni. La politica di coesione è la principale politica di investimento a livello di UE per l'occupazione e la crescita.

Il relatore sostiene pienamente l'obiettivo della coesione economica, sociale e territoriale. Per una futura politica di coesione, è importante trarre insegnamento dalle esperienze passate e prendere in considerazione le sfide odierne.

Secondo l'opinione del relatore, dovrebbe essere ottenuto il consenso su due principi della politica di coesione:

sarà indispensabile disporre di un bilancio adeguato per la politica di coesione. I vincoli di bilancio dell'UE e dei bilanci nazionali, nonché le conseguenze di Brexit non dovrebbero portare a un indebolimento della politica di coesione dell'UE.

La politica di coesione dovrebbe ridurre le disparità e, sebbene riguardi soprattutto le regioni meno sviluppate, dovrebbe rafforzare tutte le regioni, incluse le regioni in fase di transizione e quelle più sviluppate. Tali categorie dovrebbero essere mantenute.

Dopo le esperienze del periodo di programmazione attuale, sono importanti i primi preparativi e un avvio tempestivo della politica di coesione dopo il 2020, per essere in grado di avviare in tempo le iniziative concrete sul campo nelle regioni.

Per quanto riguarda l'architettura della futura politica di coesione, il relatore ritiene che sia della massima importanza semplificare la politica. La burocrazia che grava sulle regioni e sui cittadini dovrebbe essere ridotta al minimo. Potrebbe esservi un margine di miglioramento nei diversi livelli di verifica e nella quantità di controlli, nonché nell'uso di importi forfettari o costi standard. Il relatore suggerisce inoltre una maggiore armonizzazione tra la politica di coesione e le norme sugli aiuti di Stato. Potrebbe, inoltre, ipotizzare un unico insieme di norme per tutti i fondi SIE.

Le sinergie tra fondi SIE e altri fondi e programmi devono essere rafforzate. A questo proposito, il relatore suggerisce che il FEIS non comprometta la coerenza strategica e la prospettiva a lungo termine della politica di coesione. Le risorse del FEIS devono essere aggiuntive.

Inoltre, la politica di coesione deve essere flessibile, in modo da poter gestire eventi imprevisti. Sebbene la concentrazione tematica abbia dimostrato la sua efficacia, il relatore desidererebbe che la Commissione esaminasse ulteriori modalità per aumentare la flessibilità, ad esempio, una sorta di riserva o una riprogrammazione più semplice.

Il relatore ritiene che, durante l'impostazione dei programmi operativi, sia necessario ascoltare la voce delle parti interessate regionali e locali. Il cosiddetto principio di partenariato, come stabilito nell'RDC, dovrebbe essere obbligatorio per le autorità nazionali, regionali e locali. Ciò implica che esse devono includere il contributo a livello regionale e locale nonché quello dei partner economici e sociali e della società civile in tutte le fasi della progettazione, dell'adozione e dell'attuazione della nuova politica, compresa la composizione dei comitati di sorveglianza (articolo 5 e articolo 48 dell'RDC). Questo principio dovrebbe essere ulteriormente rafforzato dopo il 2020.

Il relatore riconosce la necessità di un più alto grado di coordinamento della politica di coesione con le politiche macroeconomiche. Tuttavia, un maggiore riconoscimento della dimensione territoriale sarebbe utile per il semestre europeo. Una territorializzazione della governance economica potrebbe essere utile al fine di migliorare la comprensione della diversità regionale nelle esigenze e sfide dello sviluppo economico, sociale o istituzionale nonché per modellare le proposte di riforma di conseguenza. Nessuna forma di condizionalità macroeconomica è utile.

Per quanto riguarda il finanziamento, le sovvenzioni (essendo una forma efficace di sostegno in molteplici settori di intervento pubblico) dovrebbero essere mantenute quale principale strumento della politica di coesione, in particolare per i beneficiari di minori dimensioni. Gli strumenti finanziari possono costituire utili strumenti aggiuntivi di investimento in quei settori in cui si sono dimostrati più appropriati rispetto alle sovvenzioni. Tuttavia, essi non dovrebbero escludere il tradizionale sostegno sotto forma di sovvenzioni, ma essere usati per attirare il sostegno finanziario complementare per la coesione. Sebbene il PIL debba continuare ad essere il principale criterio di ammissibilità, il relatore chiede alla Commissione di riflettere anche su ulteriori indicatori (tenendo conto degli sviluppi demografici o sociali).

Per quanto concerne i settori strategici, il relatore ritiene che la lotta contro la disoccupazione sia (e continui ad essere) uno dei principali problemi da affrontare. Altri settori chiave sono la lotta contro il cambiamento climatico e il cambiamento demografico, nonché il sostegno dell'innovazione e delle PMI, l'integrazione dei migranti e un'infrastruttura di base sostenibile. È importante inoltre un buon rapporto tra le aree urbane e le zone rurali circostanti. Questo è il motivo per cui il relatore desidererebbe che le raccomandazioni dei "partenariati" (creati dal patto di Amsterdam) fossero incluse nella politica di coesione post-2020.


PARERE della commissione per i bilanci (25.4.2017)

destinato alla commissione per lo sviluppo regionale

sulla costruzione di pilastri per una politica di coesione dell'UE post-2020

(2016/2326(INI))

Relatore per parere: Jan Olbrycht

SUGGERIMENTI

La commissione per i bilanci invita la commissione per lo sviluppo regionale, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  sottolinea che la politica di coesione rappresenta l'espressione più visibile, tangibile e quantificabile della solidarietà e dell'equità europee ed è risultata fondamentale nel mitigare gli effetti della recente crisi nell'Unione; sottolinea che negli ultimi decenni la politica di coesione, in quanto politica strutturale, è divenuta la principale politica di investimento dell'Unione nonché uno strumento per conseguire gli obiettivi politici generali dell'UE in aggiunta agli obiettivi specifici sanciti dai trattati; è del parere che la politica di coesione post-2020 dovrebbe continuare a perseguire tale obiettivo, oltre a rimanere una politica per tutti gli Stati membri e tutte le regioni; ritiene che tale politica non debba essere indebolita per nessun motivo, compresa la Brexit, e che la sua quota nel bilancio complessivo dell'UE vada mantenuta in futuro e non ridotta mediante un trasferimento di risorse per finanziare nuove sfide;

2.  rileva le carenze del sistema di pianificazione ed esecuzione finanziaria che hanno portato all'accumulo di fatture non pagate e di un arretrato senza precedenti, che è stato riportato dallo scorso quadro finanziario pluriennale (QFP) a quello attuale; è sempre più preoccupato per il lento avvio dell'attuazione dei programmi operativi per il periodo 2014-2020, che potrebbe portare a un ripetersi della situazione in futuro e ostacolare la crescita; invita la Commissione a proporre una soluzione strutturale per risolvere tali problemi prima della fine dell'attuale QFP e impedire che si ripercuotano sul prossimo QFP; sottolinea che il livello degli stanziamenti di pagamento deve corrispondere agli impegni passati, soprattutto verso la fine del periodo, quando il livello delle richieste di pagamento da parte degli Stati membri aumenta considerevolmente;

3.  sottolinea il crescente bisogno di flessibilità nell'esecuzione del bilancio dell'UE nel suo complesso, anche per quanto riguarda la politica di coesione, per poter affrontare le nuove sfide che si presentano durante un periodo di programmazione e facilitare la riprogrammazione a seconda delle necessità; incoraggia la Commissione a vagliare diverse soluzioni in tal senso; considera la creazione di una riserva a livello di Unione un'opzione interessante in tale contesto; ritiene tuttavia che gli sforzi in tal senso dovrebbero essere realizzati sia a livello di UE che ai livelli nazionale e regionale; chiede maggiore flessibilità per gli Stati membri e le regioni, come pure una rapida assegnazione della riserva di efficacia dell'attuazione, sostenendo al contempo la modalità di esecuzione mediante gestione concorrente; sottolinea che il successo del sistema di gestione concorrente dipende dagli sforzi di programmazione e attuazione degli Stati membri, nonché dal sistema di gestione e controllo globale e dal suo adeguato e corretto funzionamento;

4.  incoraggia la Commissione a considerare indicatori diversi oltre al PIL, che permettano una distribuzione equa dei fondi a titolo della politica di coesione, per far fronte alle nuove forme di diseguaglianza che stanno emergendo tra le regioni dell'UE al di là di quelle relative allo sviluppo economico;

5.  sottolinea l'importanza di adottare un approccio semplificato e coerente in relazione alla politica di coesione, onde razionalizzare i vari insiemi di norme diverse e accrescere l'efficacia del finanziamento;

6.  osserva il ruolo sempre più importante svolto dagli strumenti finanziari che, per loro stessa natura, costituiscono un mezzo complementare per la fornitura di assistenza finanziaria a titolo del bilancio dell'Unione rispetto a sussidi e sovvenzioni; esorta la Commissione a prevedere un giusto equilibrio tra sovvenzioni e strumenti finanziari nell'ambito della politica di coesione nel prossimo QFP, sottolineando al contempo che gli strumenti finanziari non si prestano a tutti i tipi di intervento, molti dei quali sono finanziati proprio a titolo della politica di coesione; sottolinea che il crescente ricorso agli strumenti finanziari non dovrebbe comportare una riduzione del bilancio dell'Unione in generale;

7.  chiede una verifica e un controllo sufficienti del finanziamento dei programmi, onde assicurare il controllo e massimizzare la visibilità della politica di coesione;

8.  sottolinea l'importanza della stabilità normativa e mette in rilievo che la continuità della regolamentazione può contribuire significativamente a un uso efficiente dei finanziamenti dell'UE; invita la Commissione, nell'elaborare le disposizioni di attuazione per la politica di coesione nel quadro del prossimo QFP, ad apportare il minor numero possibile di modifiche onde consentire alle amministrazioni responsabili dell'esecuzione e del controllo dei fondi dell'UE di trarre vantaggio dalle esperienze maturate e dagli insegnamenti tratti;

9.  segnala, in considerazione del dibattito sulla durata del prossimo QFP, che il carattere pluriennale della politica di coesione riveste un'importanza fondamentale; chiede pertanto che sia mantenuto il periodo di programmazione di sette anni o che sia istituito un periodo di programmazione di cinque + cinque anni con una revisione intermedia obbligatoria.

INFORMAZIONI SULL’APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

24.4.2017

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

26

3

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Lefteris Christoforou, Gérard Deprez, José Manuel Fernandes, Eider Gardiazabal Rubial, Ingeborg Gräßle, Bernd Kölmel, Zbigniew Kuźmiuk, Clare Moody, Siegfried Mureşan, Jan Olbrycht, Paul Rübig, Petri Sarvamaa, Jordi Solé, Patricija Šulin, Monika Vana, Daniele Viotti, Tiemo Wölken, Marco Zanni, Stanisław Żółtek

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Ivana Maletić, Pier Antonio Panzeri, Nils Torvalds, Marco Valli, Derek Vaughan, Rainer Wieland, Tomáš Zdechovský

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Karin Kadenbach, Ramón Luis Valcárcel Siso

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

26

+

ALDE

Gérard Deprez, Nils Torvalds

ECR

Zbigniew Kuźmiuk

EFDD

Marco Valli

PPE

Lefteris Christoforou, José Manuel Fernandes, Ingeborg Gräßle, Ivana Maletić, Siegfried Mureşan, Jan Olbrycht, Paul Rübig, Petri Sarvamaa, Ramón Luis Valcárcel Siso, Rainer Wieland, Tomáš Zdechovský, Patricija Šulin

S&D

Nicola Caputo, Eider Gardiazabal Rubial, Karin Kadenbach, Clare Moody, Pier Antonio Panzeri, Derek Vaughan, Daniele Viotti, Tiemo Wölken

VERTS/ALE

Jordi Solé, Monika Vana

3

-

ECR

Bernd Kölmel

ENF

Stanisław Żółtek Marco Zanni

0

0

 

.

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti


INFORMAZIONI SULL’APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

18.5.2017

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

20

4

13

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Pascal Arimont, Franc Bogovič, Mercedes Bresso, James Carver, Andrea Cozzolino, Rosa D’Amato, Tamás Deutsch, Raymond Finch, Iratxe García Pérez, Michela Giuffrida, Krzysztof Hetman, Ivan Jakovčić, Marc Joulaud, Constanze Krehl, Sławomir Kłosowski, Louis-Joseph Manscour, Martina Michels, Iskra Mihaylova, Jens Nilsson, Andrey Novakov, Younous Omarjee, Konstantinos Papadakis, Mirosław Piotrowski, Stanislav Polčák, Terry Reintke, Liliana Rodrigues, Fernando Ruas, Monika Smolková, Maria Spyraki, Ramón Luis Valcárcel Siso, Monika Vana, Matthijs van Miltenburg, Lambert van Nistelrooij, Derek Vaughan, Kerstin Westphal, Joachim Zeller

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Viorica Dăncilă


VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

20

+

ALDE

Ivan Jakovčić, Iskra Mihaylova, Matthijs van Miltenburg

ECR

Sławomir Kłosowski, Mirosław Piotrowski

EFDD

Rosa D'Amato

S&D

Mercedes Bresso, Andrea Cozzolino, Viorica Dăncilă, Iratxe García Pérez, Michela Giuffrida, Constanze Krehl, Louis-Joseph Manscour, Jens Nilsson, Liliana Rodrigues, Monika Smolková, Derek Vaughan, Kerstin Westphal

VERTS/ALE

Terry Reintke, Monika Vana

4

-

EFDD

James Carver, Raymond Finch

NI

Konstantinos Papadakis

PPE

Stanislav Polčák

13

0

GUE/NGL

Martina Michels, Younous Omarjee

PPE

Pascal Arimont, Franc Bogovič, Tamás Deutsch, Krzysztof Hetman, Marc Joulaud, Andrey Novakov, Fernando Ruas, Maria Spyraki, Ramón Luis Valcárcel Siso, Joachim Zeller, Lambert van Nistelrooij

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

Avviso legale