Procedura : 2016/0107(COD)
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Ciclo del documento : A8-0227/2017

Testi presentati :

A8-0227/2017

Discussioni :

PV 04/07/2017 - 3
CRE 04/07/2017 - 3

Votazioni :

PV 04/07/2017 - 6.10
CRE 04/07/2017 - 6.10
Dichiarazioni di voto
PV 27/03/2019 - 18.10

Testi approvati :

P8_TA(2017)0284
P8_TA(2019)0309

RELAZIONE     ***I
PDF 744kWORD 119k
21.6.2017
PE 597.646v03-00 A8-0227/2017

sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2013/34/UE per quanto riguarda la comunicazione delle informazioni sull'imposta sul reddito da parte di talune imprese e succursali

(COM(2016)0198 – C8-0146/2016 – 2016/0107(COD))

Commissione per i problemi economici e monetari

Commissione giuridica

Relatori: Hugues Bayet, Evelyn Regner

(Procedura con le commissioni congiunte – articolo 55 del regolamento)

PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 PARERE DI MINORANZA
 PARERE DELLA COMMISSIONE GIURIDICA SULLA BASE GIURIDICA
 PARERE della commissione per lo sviluppo
 PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO
 VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2013/34/UE per quanto riguarda la comunicazione delle informazioni sull'imposta sul reddito da parte di talune imprese e succursali

(COM(2016)0198 – C8-0146/2016 – 2016/0107(COD))

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2016)0198),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 2, e l'articolo 50, paragrafo 1, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8-0146/2016),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visti i pareri motivati inviati dal Parlamento irlandese e dal Parlamento svedese, nel quadro del protocollo n. 2 sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità, in cui si dichiara la mancata conformità del progetto di atto legislativo al principio di sussidiarietà,

–  visto il parere della commissione giuridica sulla base giuridica proposta,

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 21 settembre 2016(1),

–  visto il piano d'azione dell'OCSE sull'erosione della base imponibile e il trasferimento degli utili (Base Erosion and Profit Shifting, BEPS),

–  visti gli articoli 59 e 39 del suo regolamento,

–  viste le deliberazioni congiunte della commissione per i problemi economici e monetari e della commissione giuridica a norma dell'articolo 55 del regolamento,

–  visti la relazione della commissione per i problemi economici e monetari e della commissione giuridica nonché il parere della commissione per lo sviluppo (A8-0227/2017),

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso;

2.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora la sostituisca, la modifichi sostanzialmente o intenda modificarla sostanzialmente;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Emendamento    1

Proposta di direttiva

Considerando -1 (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(-1)  La parità di trattamento fiscale per tutti, in particolare per tutte le imprese, è una conditio sine qua non per il mercato unico. Un approccio coordinato e armonizzato nella realizzazione dei sistemi fiscali nazionali è essenziale ai fini del corretto funzionamento del mercato unico e contribuirebbe a prevenire l'evasione fiscale e il trasferimento degli utili.

Emendamento    2

Proposta di direttiva

Considerando -1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(-1 bis)  L'elusione e l'evasione fiscali, unitamente ai sistemi di trasferimento degli utili, hanno privato governi e popolazioni delle risorse necessarie, tra l'altro, a garantire un accesso universale e gratuito ai servizi pubblici nell'ambito dell'istruzione e della sanità e ai servizi sociali statali, privando altresì gli Stati della possibilità di offrire abitazioni a prezzi accessibili, garantire trasporti pubblici e costruire infrastrutture essenziali per assicurare lo sviluppo sociale e la crescita economica. Nel complesso, tali sistemi sono stati un fattore di ingiustizia, disuguaglianza e divergenza economica, sociale e territoriale.

Emendamento    3

Proposta di direttiva

Considerando -1 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(-1 ter)  Un sistema di tassazione delle imprese equo ed efficiente dovrebbe rispondere all'imperativo urgente di una politica fiscale globale progressiva ed equa, promuovere la redistribuzione della ricchezza e combattere le disuguaglianze.

Emendamento    4

Proposta di direttiva

Considerando 1

Testo della Commissione

Emendamento

(1)  Negli ultimi anni l'elusione dell'imposta sul reddito delle società ha registrato un forte aumento, diventando una delle preoccupazione principali sia nell'Unione sia a livello mondiale. Nelle conclusioni del 18 dicembre 2014 il Consiglio europeo ha riconosciuto che occorre proseguire con urgenza gli sforzi nella lotta contro l'elusione fiscale a livello sia mondiale sia dell'UE. Nelle comunicazioni dal titolo "Programma di lavoro della Commissione per il 2016 - È il momento di andare oltre l'ordinaria amministrazione"16 e "Programma di lavoro della Commissione per il 2015 - Un nuovo inizio"17, la Commissione ha indicato come prioritaria la necessità di adottare un sistema in cui il paese di imposizione sia lo stesso in cui sono generati gli utili. La Commissione ha indicato inoltre come prioritaria la necessità di rispondere alla richiesta di equità e trasparenza fiscale che proviene dalla società civile nei nostri paesi.

(1)  La trasparenza è essenziale ai fini del buon funzionamento del mercato unico. Negli ultimi anni l'elusione dell'imposta sul reddito delle società ha registrato un forte aumento, diventando una delle preoccupazione principali sia nell'Unione sia a livello mondiale. Nelle conclusioni del 18 dicembre 2014 il Consiglio europeo ha riconosciuto che occorre proseguire con urgenza gli sforzi nella lotta contro l'elusione fiscale a livello sia mondiale sia dell'UE. Nelle comunicazioni dal titolo "Programma di lavoro della Commissione per il 2016 - È il momento di andare oltre l'ordinaria amministrazione"16 e "Programma di lavoro della Commissione per il 2015 - Un nuovo inizio"17, la Commissione ha indicato come prioritaria la necessità di adottare un sistema in cui il paese di imposizione sia lo stesso in cui sono generati gli utili. La Commissione ha indicato inoltre come prioritarie la necessità di rispondere alla richiesta di trasparenza che proviene dai cittadini europei nonché la necessità di fungere da modello di riferimento per altri paesi. È fondamentale che la trasparenza tenga conto della reciprocità fra i vari concorrenti.

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16 COM(2015) 610 final del 27 ottobre 2015.

16 COM(2015) 610 final del 27 ottobre 2015.

17 COM(2014) 910 final del 16 dicembre 2014.

17 COM(2014) 910 final del 16 dicembre 2014.

Emendamento    5

Proposta di direttiva

Considerando 2

Testo della Commissione

Emendamento

(2)  Nella risoluzione del 16 dicembre 2015 su come promuovere la trasparenza, il coordinamento e la convergenza nelle politiche sulle imposte societarie nell'Unione18, il Parlamento europeo ha riconosciuto che una maggiore trasparenza nel settore della tassazione delle società può migliorare la riscossione delle imposte, rendere più efficiente l'attività delle autorità tributarie e accrescere la fiducia dei cittadini nei sistemi fiscali e nei governi.

(2)  Nella risoluzione del 16 dicembre 2015 su come promuovere la trasparenza, il coordinamento e la convergenza nelle politiche sulle imposte societarie nell'Unione18, il Parlamento europeo ha riconosciuto che una maggiore trasparenza, cooperazione e convergenza nell'ambito delle politiche di tassazione delle società dell'Unione possono migliorare la riscossione delle imposte, rendere più efficiente l'attività delle autorità tributarie, sostenere i responsabili politici nel valutare l'attuale sistema di tassazione per l'elaborazione di una normativa futura, accrescere la fiducia dei cittadini nei sistemi fiscali e nei governi nonché migliorare il processo decisionale in materia di investimenti sulla base di profili di rischio delle società più accurati.

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18 2015/2010(INL).

18 2015/2010(INL).

Emendamento    6

Proposta di direttiva

Considerando 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(2 bis)  La comunicazione pubblica paese per paese è uno strumento efficace e adeguato per aumentare la trasparenza in relazione alle attività delle imprese multinazionali e per consentire al pubblico di valutarne l'impatto sull'economia reale. Essa migliorerà altresì la capacità degli azionisti di valutare adeguatamente i rischi assunti dalle società, condurrà a strategie di investimento fondate su informazioni accurate e rafforzerà la capacità dei responsabili politici di valutare l'efficacia e l'impatto delle normative nazionali.

Emendamento    7

Proposta di direttiva

Considerando 2 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(2 ter)  La comunicazione paese per paese avrà anche un impatto positivo sui diritti dei lavoratori all'informazione e alla consultazione quali previsti dalla direttiva 2002/14/CE e, aumentando la conoscenza in merito alle attività delle società, sulla qualità del dialogo intrapreso all'interno delle società.

Emendamento    8

Proposta di direttiva

Considerando 4

Testo della Commissione

Emendamento

(4)  Nel novembre 2015 il G20 ha invitato alla creazione di un sistema fiscale internazionale equo e moderno e ha approvato il piano d'azione dell'OCSE sull'erosione della base imponibile e il trasferimento degli utili (Base Erosion and Profit Shifting, di seguito "piano d'azione BEPS"), finalizzato a fornire ai governi soluzioni internazionali chiare per colmare le lacune e i disallineamenti della normativa in vigore che consentono alle imprese di trasferire gli utili in luoghi dove l'imposizione fiscale è ridotta o assente e in cui non avviene alcuna reale creazione di valore. In particolare, l'azione 13 del piano d'azione BEPS introduce l'obbligo a carico di talune multinazionali di presentare una comunicazione paese per paese in via riservata alle autorità fiscali nazionali. Il 27 gennaio 2016 la Commissione ha adottato il "pacchetto anti-elusione fiscale", uno degli obiettivi del quale è il recepimento nel diritto dell'Unione dell'azione 13 del piano d'azione BEPS mediante modifica della direttiva 2011/16/UE del Consiglio20.

(4)  Nel novembre 2015 il G20 ha invitato alla creazione di un sistema fiscale internazionale equo e moderno e ha approvato il piano d'azione dell'OCSE sull'erosione della base imponibile e il trasferimento degli utili (Base Erosion and Profit Shifting, di seguito "piano d'azione BEPS"), finalizzato a fornire ai governi soluzioni internazionali chiare per colmare le lacune e i disallineamenti della normativa in vigore che consentono alle imprese di trasferire gli utili in luoghi dove l'imposizione fiscale è ridotta o assente e in cui non avviene alcuna reale creazione di valore. L'iniziativa BEPS è venuta meno all'impegno assunto dai ministri delle Finanze del G20 a San Pietroburgo nel settembre 2013, quando hanno dichiarato che gli utili dovrebbero essere tassati nel luogo in cui si svolgono le attività economiche da cui derivano gli utili e in cui viene creato valore19bis. L'incapacità del processo BEPS di realizzare gli obiettivi iniziali mette in evidenza l'importanza di intensificare la comunicazione a livello dei paesi per tutte le multinazionali. In particolare, l'azione 13 del piano d'azione BEPS introduce l'obbligo a carico di talune multinazionali di presentare una comunicazione paese per paese in via riservata alle autorità fiscali nazionali. Il 27 gennaio 2016 la Commissione ha adottato il "pacchetto anti-elusione fiscale", uno degli obiettivi del quale è il recepimento nel diritto dell'Unione dell'azione 13 del piano d'azione BEPS mediante modifica della direttiva 2011/16/UE del Consiglio20. Tuttavia, la tassazione degli utili nel luogo in cui viene creato valore richiede un approccio più ampio alla comunicazione paese per paese che si basi sulla comunicazione pubblica.

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19bis Dichiarazione dei leader del G20, Vertice di San Pietroburgo, 5 e 6 settembre 2013, pag. 12.

20 Direttiva 2011/16/UE del Consiglio, del 15 febbraio 2011, relativa alla cooperazione amministrativa nel settore fiscale e che abroga la direttiva 77/799/CEE (GU L 64 dell'11.3.2011, pag. 1).

20 Direttiva 2011/16/UE del Consiglio, del 15 febbraio 2011, relativa alla cooperazione amministrativa nel settore fiscale e che abroga la direttiva 77/799/CEE (GU L 64 dell'11.3.2011, pag. 1).

Emendamento    9

Proposta di direttiva

Considerando 4 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(4 bis)  L'Organismo internazionale di normalizzazione contabile (IASB) dovrebbe aggiornare i pertinenti principi internazionali d'informativa finanziaria (IFRS) e i principi contabili internazionali (IAS) per agevolare l'introduzione degli obblighi di comunicazione pubblica paese per paese.

Emendamento    10

Proposta di direttiva

Considerando 4 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(4 ter)  La comunicazione pubblica paese per paese è stata già introdotta nell'Unione europea per il settore bancario dalla direttiva 2013/36/UE e per l'industria estrattiva e forestale dalla direttiva 2013/34/UE.

Emendamento    11

Proposta di direttiva

Considerando 4 quater (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(4 quater)  Mediante l'introduzione senza precedenti della comunicazione pubblica paese per paese, l'Unione ha dimostrato di aver assunto il ruolo di leader mondiale nella lotta contro l'elusione fiscale.

Emendamento    12

Proposta di direttiva

Considerando 4 quinquies (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(4 quinquies)  Poiché la lotta contro l'evasione fiscale, l'elusione fiscale e la pianificazione fiscale aggressiva può avere successo solo con un'azione congiunta a livello internazionale, è fondamentale che l'Unione, pur continuando a svolgere un ruolo guida a livello mondiale in questa lotta, coordini le proprie azioni con gli attori internazionali, per esempio nel quadro dell'OCSE. Le azioni unilaterali, anche se molto ambiziose, non hanno vere opportunità di successo e mettono inoltre a rischio la competitività delle imprese europee, oltre a pregiudicare il clima degli investimenti dell'Unione.

Emendamento    13

Proposta di direttiva

Considerando 4 sexies (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(4 sexies)  Maggiore trasparenza nell'informativa finanziaria si traduce in una situazione vantaggiosa per tutti in quanto le amministrazioni fiscali saranno più efficienti, la società civile più coinvolta, i lavoratori meglio informati e gli investitori meno avversi al rischio. Inoltre, le imprese trarranno vantaggio da migliori relazioni con dette parti interessate, il che determinerà maggiore stabilità, nonché un più agevole accesso ai finanziamenti grazie a un profilo di rischio più chiaro e una migliore reputazione.

Emendamento    14

Proposta di direttiva

Considerando 5

Testo della Commissione

Emendamento

(5)  Un controllo pubblico rafforzato delle imposte sul reddito delle società pagate dalle multinazionali che svolgono attività nell'Unione è un elemento essenziale per migliorare ulteriormente la responsabilità delle imprese, contribuire al benessere grazie alle imposte, promuovere una più leale concorrenza fiscale nell'Unione mediante un dibattito pubblico più informato e ripristinare la fiducia dei cittadini nell'equità dei sistemi fiscali nazionali. Un tale controllo pubblico può essere conseguito mediante la comunicazione delle informazioni sull'imposta sul reddito, a prescindere dall'ubicazione della sede dell'impresa madre apicale del gruppo multinazionale.

(5)  Oltre alla maggiore trasparenza ottenuta grazie alla comunicazione paese per paese alle autorità fiscali nazionali, un controllo pubblico rafforzato delle imposte sul reddito delle società pagate dalle multinazionali che svolgono attività nell'Unione è un elemento essenziale per promuovere la responsabilità societaria, migliorare ulteriormente la responsabilità sociale delle imprese, contribuire al benessere grazie alle imposte, promuovere una più leale concorrenza fiscale nell'Unione mediante un dibattito pubblico più informato e ripristinare la fiducia dei cittadini nell'equità dei sistemi fiscali nazionali. Un tale controllo pubblico può essere conseguito mediante la comunicazione delle informazioni sull'imposta sul reddito, a prescindere dall'ubicazione della sede dell'impresa madre apicale del gruppo multinazionale. Il controllo pubblico, tuttavia, deve avvenire senza danneggiare il clima degli investimenti nell'Unione o la competitività delle imprese unionali, in particolare le PMI quali definite nella presente direttiva e le imprese a media capitalizzazione quali definite nel regolamento (UE) 2015/10171bis, che dovrebbero essere escluse dall'obbligo di comunicazione di cui alla presente direttiva.

 

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1bis Regolamento (UE) 2015/1017 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 giugno 2015, relativo al Fondo europeo per gli investimenti strategici, al polo europeo di consulenza sugli investimenti e al portale dei progetti di investimento europei e che modifica i regolamenti (UE) n. 1291/2013 e (UE) n. 1316/2013 – il Fondo europeo per gli investimenti strategici (GU L 182 del 29.6.2013, pag. 19).

Emendamento    15

Proposta di direttiva

Considerando 5 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(5 bis)  La Commissione ha definito la responsabilità sociale delle imprese (RSI) come la responsabilità delle imprese per il loro impatto sulla società. La RSI dovrebbe essere in capo alle imprese. Le autorità pubbliche possono svolgere un ruolo di sostegno attraverso una combinazione intelligente di misure politiche volontarie e, ove necessario, di regolamentazione complementare. Le imprese possono diventare socialmente responsabili conformandosi alla legge oppure integrando le questioni sociali, ambientali, etiche e in materia di diritti umani come pure le preoccupazioni dei consumatori nella loro strategia e nelle loro operazioni aziendali oppure in entrambi i modi.

Emendamento    16

Proposta di direttiva

Considerando 6

Testo della Commissione

Emendamento

(6)  I cittadini dovrebbero poter esaminare tutte le attività di un gruppo quando questo abbia una qualche forma di stabilimento nell'Unione. Nel caso di gruppi che svolgono attività nell'Unione esclusivamente per il tramite di imprese figlie o succursali, dovrebbero essere queste ultime a pubblicare e rendere accessibile la comunicazione dell'impresa madre apicale. Tuttavia, per ragioni di proporzionalità ed efficienza, l'obbligo di pubblicare e rendere accessibile la comunicazione dovrebbe essere limitato alle imprese figlie medie o grandi stabilite nell'UE o alle succursali di dimensioni comparabili aperte in uno Stato membro. È necessario pertanto estendere l'ambito di applicazione della direttiva 2013/34/UE alle succursali aperte in uno Stato membro da un'impresa stabilita al di fuori dell'Unione.

(6)  I cittadini dovrebbero poter esaminare tutte le attività di un gruppo quando questo abbia una qualche forma di stabilimento all'interno e all'esterno dell'Unione. I gruppi con stabilimenti nell'Unione dovrebbero rispettare i principi dell'Unione di buona governance fiscale. Le imprese multinazionali operano a livello mondiale e il loro comportamento societario ha un impatto significativo sui paesi in via di sviluppo. Garantendo l'accesso dei cittadini di tali paesi alle informazioni societarie paese per paese si consentirebbe agli stessi e alle amministrazioni fiscali nei rispettivi paesi di monitorare e valutare tali società e di chiamarle a rispondere del loro operato. Rendendo le informazioni pubbliche per ciascuna giurisdizione fiscale in cui l'impresa multinazionale opera, l'Unione aumenterebbe la coerenza delle proprie politiche per lo sviluppo e limiterebbe i potenziali meccanismi di elusione fiscale in paesi in cui la mobilitazione delle risorse nazionali è stata identificata quale componente fondamentale della politica di sviluppo dell'UE.

Emendamento    17

Proposta di direttiva

Considerando 8

Testo della Commissione

Emendamento

(8)  La comunicazione delle informazioni sull'imposta sul reddito dovrebbe riguardare tutte le attività di un'impresa o di tutte le imprese affiliate di un gruppo controllato da un'impresa madre apicale. Le informazioni dovrebbero basarsi sulle specifiche di comunicazione di cui all'azione 13 del piano d'azione BEPS e limitarsi a quanto necessario per consentire un effettivo controllo pubblico, in modo da assicurare che la loro divulgazione non determini rischi o svantaggi sproporzionati. La comunicazione dovrebbe comprendere anche una breve descrizione della natura delle attività, che potrebbe basarsi sulla categorizzazione di cui alla tabella 2 del capitolo V dell'allegato III degli orientamenti dell'OCSE in materia di documentazione sui prezzi di trasferimento. La comunicazione dovrebbe comprendere un testo esplicativo in caso di discrepanze sostanziali a livello di gruppo tra l'importo delle imposte maturate e quello delle imposte pagate, tenendo conto degli importi corrispondenti relativi a esercizi finanziari precedenti.

(8)  La comunicazione delle informazioni sull'imposta sul reddito dovrebbe riguardare tutte le attività di un'impresa o di tutte le imprese affiliate di un gruppo controllato da un'impresa madre apicale. Le informazioni dovrebbero tenere presenti le specifiche di comunicazione di cui all'azione 13 del piano d'azione BEPS e limitarsi a quanto necessario per consentire un effettivo controllo pubblico, in modo da assicurare che la loro divulgazione non determini rischi o svantaggi sproporzionati per le imprese interessate in termini di competitività o interpretazione erronea. La comunicazione dovrebbe comprendere anche una breve descrizione della natura delle attività, che potrebbe basarsi sulla categorizzazione di cui alla tabella 2 del capitolo V dell'allegato III degli orientamenti dell'OCSE in materia di documentazione sui prezzi di trasferimento. La comunicazione dovrebbe comprendere un testo esplicativo, anche in caso di discrepanze sostanziali a livello di gruppo tra l'importo delle imposte maturate e quello delle imposte pagate, tenendo conto degli importi corrispondenti relativi a esercizi finanziari precedenti.

Emendamento    18

Proposta di direttiva

Considerando 9

Testo della Commissione

Emendamento

(9)  Al fine di assicurare un livello di dettaglio che consenta ai cittadini di valutare con cognizione di causa il contributo delle multinazionali al benessere in ciascuno Stato membro, le informazioni dovrebbero essere disaggregate per Stato membro. Inoltre, le informazioni relative alle attività delle multinazionali dovrebbero essere presentate con un livello di dettaglio elevato anche quando si riferiscono a determinate giurisdizioni fiscali particolarmente problematiche. Per tutte le altre attività svolte in paesi terzi le informazioni dovrebbero essere presentate in modo aggregato.

(9)  Al fine di assicurare un livello di dettaglio che consenta ai cittadini di valutare con cognizione di causa il contributo delle multinazionali al benessere in ciascuna giurisdizione in cui operano, sia all'interno che all'esterno dell'Unione, senza nuocere alla competitività delle imprese, le informazioni dovrebbero essere ripartite per giurisdizione. La comunicazione delle informazioni sull'imposta sul reddito può essere compresa e impiegata in maniera significativa solo se le informazioni vengono presentate in forma disaggregata per ciascuna giurisdizione.

Emendamento    19

Proposta di direttiva

Considerando 11

Testo della Commissione

Emendamento

(11)  Allo scopo di garantire che i casi di non conformità siano resi pubblici, i revisori legali e le società di revisione dovrebbero verificare che la comunicazione delle informazioni sull'imposta sul reddito sia stata presentata in conformità alla presente direttiva e pubblicata sul sito web dell'impresa interessata o di un'impresa affiliata.

(11)  Allo scopo di garantire che i casi di non conformità siano resi pubblici, i revisori legali e le società di revisione dovrebbero verificare che la comunicazione delle informazioni sull'imposta sul reddito sia stata presentata in conformità alla presente direttiva e pubblicata sul sito web dell'impresa interessata o di un'impresa affiliata e che le informazioni rese pubbliche siano in linea con le informazioni finanziarie sottoposte a revisione per l'impresa entro i termini stabiliti dalla presente direttiva.

Emendamento    20

Proposta di direttiva

Considerando 11 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(11 bis)   I casi di violazione, da parte delle imprese e delle succursali, degli obblighi di comunicazione delle informazioni sull'imposta sul reddito, che danno luogo a sanzioni da parte degli Stati membri a norma della direttiva 2013/34/UE, dovrebbero essere segnalati in un registro pubblico gestito dalla Commissione europea. Tra le sanzioni potrebbero figurare, tra l'altro, sanzioni amministrative o l'esclusione dalle gare di appalto pubbliche e dalla concessione di risorse erogate attraverso i fondi strutturali dell'Unione.

Emendamento    21

Proposta di direttiva

Considerando 13

Testo della Commissione

Emendamento

(13)  Al fine di determinare le giurisdizioni fiscali per le quali dovrebbe essere presentato un livello di dettaglio elevato, dovrebbe essere delegato alla Commissione il potere di adottare atti conformemente all'articolo 290 del TFUE per quanto riguarda la stesura di un elenco comune dell'Unione di tali giurisdizioni fiscali. L'elenco di cui trattasi dovrebbe essere redatto sulla base di determinati criteri da individuare sulla base dell'allegato 1 della comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio su una strategia esterna per un'imposizione effettiva (COM (2016) 24 final). È particolarmente importante che durante i lavori preparatori la Commissione effettui adeguate consultazioni, anche a livello di esperti, e che esse siano svolte in conformità ai principi di cui all'accordo interistituzionale "Legiferare meglio", quale approvato dal Parlamento europeo, dal Consiglio e dalla Commissione e in attesa della firma ufficiale. In particolare, al fine di garantire una partecipazione paritaria alla preparazione degli atti delegati, il Parlamento europeo e il Consiglio ricevono tutti i documenti contemporaneamente agli esperti degli Stati membri, e i loro esperti hanno sistematicamente accesso alle riunioni dei gruppi di esperti della Commissione incaricati della preparazione degli atti delegati.

soppresso

Emendamento    22

Proposta di direttiva

Considerando 13 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(13 bis)   È opportuno attribuire alla Commissione competenze di esecuzione al fine di garantire condizioni uniformi di esecuzione dell'articolo 48 ter, paragrafi 1, 3, 4 e 6, e dell'articolo 48 quater, paragrafo 5, della direttiva 2013/34/UE. È altresì opportuno che tali competenze siano esercitate conformemente al regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio1bis.

 

________________

 

1bis Regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, che stabilisce le regole e i principi generali relativi alle modalità di controllo da parte degli Stati membri dell'esercizio delle competenze di esecuzione attribuite alla Commissione (GU L 55 del 28.2.2011, pag. 13).

Emendamento    23

Proposta di direttiva

Considerando 14

Testo della Commissione

Emendamento

(14)  Poiché l'obiettivo della presente direttiva non può essere conseguito in misura sufficiente dagli Stati membri e può, a motivo dei suoi effetti, essere conseguito meglio a livello di Unione, quest'ultima può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato sull'Unione europea. La presente direttiva si limita a quanto è necessario per conseguire tale obiettivo in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo.

(14)  Poiché l'obiettivo della presente direttiva non può essere conseguito in misura sufficiente dagli Stati membri e può, a motivo dei suoi effetti, essere conseguito meglio a livello di Unione, quest'ultima può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato sull'Unione europea. L'intervento dell'Unione è pertanto giustificato allo scopo di affrontare la dimensione transfrontaliera della pianificazione fiscale aggressiva o degli accordi sui prezzi di trasferimento. La presente iniziativa tiene conto delle preoccupazioni espresse dalle parti interessate in relazione alla necessità di contrastare le distorsioni del mercato unico, senza tuttavia compromettere la competitività dell'UE. Essa non dovrebbe imporre oneri amministrativi indebiti alle imprese, generare ulteriori conflitti fiscali o il rischio di doppia imposizione. La presente direttiva si limita a quanto è necessario per conseguire tale obiettivo in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo, almeno per quanto riguarda una maggiore trasparenza.

Emendamento    24

Proposta di direttiva

Considerando 15

Testo della Commissione

Emendamento

(15)  La presente direttiva rispetta i diritti fondamentali e osserva i principi riconosciuti segnatamente dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea.

(15)  Nel complesso, nel quadro della presente direttiva, la portata delle informazioni divulgate è commisurata all'obiettivo di migliorare la trasparenza e il controllo pubblici. Pertanto, si ritiene che la presente direttiva rispetti i diritti fondamentali e osservi i principi riconosciuti segnatamente dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea.

Emendamento    25

Proposta di direttiva

Considerando 16

Testo della Commissione

Emendamento

(16)  Conformemente alla dichiarazione politica comune del 28 settembre 2011 degli Stati membri e della Commissione sui documenti esplicativi24, gli Stati membri si sono impegnati ad accompagnare, in casi giustificati, la notifica delle loro misure di recepimento con uno o più documenti che chiariscano il rapporto tra gli elementi costitutivi di una direttiva e le parti corrispondenti degli strumenti nazionali di recepimento. Per quanto riguarda la presente direttiva, il legislatore ritiene che la trasmissione di tali documenti sia giustificata.

(16)  Conformemente alla dichiarazione politica comune del 28 settembre 2011 degli Stati membri e della Commissione sui documenti esplicativi24, gli Stati membri si sono impegnati ad accompagnare, in casi giustificati, la notifica delle loro misure di recepimento con uno o più documenti che chiariscano il rapporto tra gli elementi costitutivi di una direttiva e le parti corrispondenti degli strumenti nazionali di recepimento, ad esempio sotto forma di tavole di concordanza. Per quanto riguarda la presente direttiva, il legislatore ritiene che la trasmissione di tali documenti sia giustificata allo scopo di conseguire l'obiettivo della presente direttiva ed evitare potenziali lacune e incoerenze in sede di recepimento, da parte degli Stati membri, nei rispettivi ordinamenti nazionali.

__________________

__________________

24 GU C 369 del 17.12.2011, pag. 14.

24 GU C 369 del 17.12.2011, pag. 14.

Emendamento    26

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 2

Direttiva 2013/34/UE

Articolo 48 ter – paragrafo 1 – comma 1

 

Testo della Commissione

Emendamento

Gli Stati membri esigono che le imprese madri apicali soggette alla loro legislazione nazionale e aventi un fatturato netto consolidato superiore a 750 000 000 EUR, come pure le imprese che non sono imprese affiliate soggette alla loro normativa nazionale e aventi un fatturato netto consolidato superiore a 750 000 000 EUR redigano e pubblichino con cadenza annuale una comunicazione delle informazioni sull'imposta sul reddito.

Gli Stati membri esigono che le imprese madri apicali soggette alla loro legislazione nazionale e aventi un fatturato consolidato pari o superiore a 750 000 000 EUR, come pure le imprese che non sono imprese affiliate soggette alla loro normativa nazionale e aventi un fatturato netto pari o superiore a 750 000 000 EUR redigano e pubblichino con cadenza annuale e a titolo gratuito una comunicazione delle informazioni sull'imposta sul reddito.

Emendamento    27

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 2

Direttiva 2013/34/UE

Articolo 48 ter – paragrafo 1 – comma 2

 

Testo della Commissione

Emendamento

La comunicazione delle informazioni sull'imposta sul reddito è pubblicata sul sito web dell'impresa il giorno della sua presentazione.

La comunicazione delle informazioni sull'imposta sul reddito è pubblicata utilizzando un modello comune gratuito e in formato aperto ed è messa a disposizione sul sito web dell'impresa il giorno della sua presentazione in almeno una delle lingue ufficiali dell'Unione. Lo stesso giorno l'impresa pubblica la comunicazione anche in un registro pubblico gestito dalla Commissione.

 

Gli Stati membri non applicano le norme di cui al presente paragrafo qualora tali imprese siano stabilite soltanto nel territorio di un singolo Stato membro e in nessun'altra giurisdizione fiscale.

Emendamento    28

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 2

Direttiva 2013/34/UE

Articolo 48 ter – paragrafo 3 – comma 1

 

Testo della Commissione

Emendamento

Gli Stati membri esigono che le imprese figlie medie e grandi ai sensi dell'articolo 3, paragrafi 3 e 4, soggette alla loro legislazione nazionale e controllate da un'impresa madre apicale avente un fatturato netto consolidato superiore a 750 000 000 EUR e non soggetta alla legislazione di uno Stato membro, pubblichino con cadenza annuale una comunicazione delle informazioni sull'imposta sul reddito dell'impresa madre apicale.

Gli Stati membri esigono che le imprese figlie soggette alla loro legislazione nazionale e controllate da un'impresa madre apicale che registra nel bilancio di un esercizio finanziario un fatturato netto consolidato pari o superiore a 750 000 000 EUR e non è soggetta alla legislazione di uno Stato membro, pubblichino con cadenza annuale una comunicazione delle informazioni sull'imposta sul reddito dell'impresa madre apicale.

Emendamento    29

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 2

Direttiva 2013/34/UE

Articolo 48 ter – paragrafo 3 – comma 2

 

Testo della Commissione

Emendamento

La comunicazione delle informazioni sull'imposta sul reddito è resa accessibile al pubblico sul sito web dell'impresa figlia o di un'impresa affiliata il giorno della sua presentazione.

La comunicazione delle informazioni sull'imposta sul reddito è pubblicata utilizzando un modello comune disponibile gratuitamente in un formato aperto ed è resa accessibile al pubblico sul sito web dell'impresa figlia o di un'impresa affiliata il giorno della sua presentazione in almeno una delle lingue ufficiali dell'Unione. Lo stesso giorno l'impresa pubblica la comunicazione anche in un registro pubblico gestito dalla Commissione.

Emendamento    30

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 2

Direttiva 2013/34/UE

Articolo 48 ter – paragrafo 4 – comma 1

 

Testo della Commissione

Emendamento

Gli Stati membri esigono che le succursali aperte sul loro territorio da imprese non soggette alla legislazione di uno Stato membro pubblichino con cadenza annuale la comunicazione delle informazioni sull'imposta sul reddito dell'impresa madre apicale ai sensi del paragrafo 5, lettera a).

Gli Stati membri esigono che le succursali aperte sul loro territorio da imprese non soggette alla legislazione di uno Stato membro pubblichino e rendano disponibili al pubblico gratuitamente con cadenza annuale la comunicazione delle informazioni sull'imposta sul reddito dell'impresa madre apicale ai sensi del paragrafo 5, lettera a).

Emendamento    31

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 2

Direttiva 2013/34/UE

Articolo 48 ter – paragrafo 4 – comma 2

 

Testo della Commissione

Emendamento

La comunicazione delle informazioni sull'imposta sul reddito è resa accessibile al pubblico sul sito web della succursale o di un'impresa affiliata il giorno della sua presentazione.

La comunicazione delle informazioni sull'imposta sul reddito è pubblicata utilizzando un modello comune disponibile in un formato aperto ed è resa accessibile al pubblico sul sito web della succursale o di un'impresa affiliata il giorno della sua presentazione in almeno una delle lingue ufficiali dell'Unione. Lo stesso giorno l'impresa pubblica la comunicazione anche in un registro pubblico gestito dalla Commissione.

Emendamento    32

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 2

Direttiva 2013/34/UE

Articolo 48 ter – paragrafo 5 – lettera a

 

Testo della Commissione

Emendamento

(a)  l'impresa che ha aperto la succursale è un'impresa affiliata di un gruppo controllato da un'impresa madre apicale non soggetta alla legislazione di uno Stato membro e avente un fatturato netto consolidato superiore a 750 000 000 EUR oppure è un'impresa non affiliata avente un fatturato netto superiore a 750 000 000 EUR;

(a)  l'impresa che ha aperto la succursale è un'impresa affiliata di un gruppo controllato da un'impresa madre apicale non soggetta alla legislazione di uno Stato membro e avente nel suo bilancio un fatturato netto consolidato pari o superiore a 750 000 000 EUR oppure è un'impresa non affiliata avente un fatturato netto pari o superiore a 750 000 000 EUR;

Emendamento    33

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 2

Direttiva 2013/34/UE

Articolo 48 ter – paragrafo 5 – lettera b

 

Testo della Commissione

Emendamento

(b)  l'impresa madre apicale di cui alla lettera a) non ha un'impresa figlia media o grande ai sensi del paragrafo 3.

(b)  l'impresa madre apicale di cui alla lettera a) non ha un'impresa figlia media o grande ai sensi del paragrafo 3 già soggetta agli obblighi di comunicazione.

Emendamento    34

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 2

Direttiva 2013/34/UE

Articolo 48 ter – paragrafo 7 bis (nuovo)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

7 bis.   Per gli Stati membri non partecipanti all'euro, gli importi in moneta nazionale equivalenti agli importi specificati ai paragrafi 1, 3 e 5 sono ottenuti applicando il tasso di cambio pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea e valido alla data di entrata in vigore del presente capo.

Emendamento    35

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 2

Direttiva 2013/34/UE

Articolo 48 quater – paragrafo 2 – parte introduttiva

 

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Le informazioni di cui al paragrafo 1 comprendono quanto segue:

2.  Le informazioni di cui al paragrafo 1 sono presentate utilizzando un modello comune dell'UE e comprendono i dati seguenti, disaggregati per giurisdizione fiscale:

Emendamento    36

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 2

Direttiva 2013/34/UE

Articolo 48 quater – paragrafo 2 – lettera a

 

Testo della Commissione

Emendamento

(a)  una breve descrizione della natura delle attività;

(a) i nomi dell'impresa apicale e, ove applicabile, l'elenco di tutte le relative figlie, una breve descrizione della natura delle loro attività e la rispettiva ubicazione geografica;

Emendamento    37

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 2

Direttiva 2013/34/UE

Articolo 48 quater – paragrafo 2 – lettera b

 

Testo della Commissione

Emendamento

(b)  il numero dei dipendenti;

(b) il numero dei dipendenti occupati su base equivalente a tempo pieno;

Emendamento    38

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 2

Direttiva 2013/34/UE

Articolo 48 quater – paragrafo 2 – lettera b bis (nuova)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

(b bis)  le immobilizzazioni diverse dalle disponibilità liquide o mezzi equivalenti;

Emendamento    39

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 2

Direttiva 2013/34/UE

Articolo 48 quater – paragrafo 2 – lettera c

 

Testo della Commissione

Emendamento

(c)  l'importo del fatturato netto (comprensivo del fatturato realizzato con le parti correlate);

(c)  l'importo del fatturato netto, compresa una distinzione tra il fatturato realizzato con le parti correlate e il fatturato realizzato con le parti non correlate;

Emendamento    40

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 2

Direttiva 2013/34/UE

Articolo 48 quater – paragrafo 2 – lettera g bis (nuova)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

(g bis)  il capitale dichiarato;

Emendamento    41

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 2

Direttiva 2013/34/UE

Articolo 48 quater – paragrafo 2 – lettera g ter (nuova)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

(g ter)  l'eventuale beneficio per le imprese, figlie o succursali, derivante da un trattamento fiscale preferenziale da patent box o regimi equivalenti.

Emendamento    42

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 2

Direttiva 2013/34/UE

Articolo 48 quater – paragrafo 3 – comma 1

 

Testo della Commissione

Emendamento

La comunicazione presenta le informazioni di cui al paragrafo 2 separatamente per ciascuno Stato membro. Qualora uno Stato membro comprenda diverse giurisdizioni fiscali, le informazioni sono raggruppate a livello di Stato membro.

La comunicazione presenta le informazioni di cui al paragrafo 2 separatamente per ciascuno Stato membro. Qualora uno Stato membro comprenda diverse giurisdizioni fiscali, le informazioni sono presentate separatamente per ciascuna giurisdizione fiscale.

Emendamento    43

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 2

Direttiva 2013/34/UE

Articolo 48 quater – paragrafo 3 – comma 2

 

Testo della Commissione

Emendamento

La comunicazione presenta inoltre le informazioni di cui al paragrafo 2 separatamente per ciascuna giurisdizione fiscale che al termine dell'esercizio finanziario precedente sia riportata nell'elenco comune dell'Unione redatto in conformità all'articolo 48 octies, a meno che la comunicazione confermi che, fatta salva la responsabilità di cui al successivo articolo 48 sexies, le imprese affiliate del gruppo soggetto alla legislazione della giurisdizione fiscale non abbiano operazioni dirette con imprese affiliate dello stesso gruppo soggette alla legislazione di uno Stato membro.

La comunicazione presenta inoltre le informazioni di cui al paragrafo 2 separatamente per ciascuna giurisdizione fiscale al di fuori dell'Unione.

Emendamento    44

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 2

Direttiva 2013/34/UE

Articolo 48 quater – paragrafo 3 – comma 3

 

Testo della Commissione

Emendamento

Per le altre giurisdizioni fiscali la comunicazione presenta le informazioni di cui al paragrafo 2 in modo aggregato.

soppresso

Emendamento    45

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 2

Direttiva 2013/34/UE

Articolo 48 quater – paragrafo 3 – comma 3 bis (nuovo)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

Al fine di proteggere le informazioni commercialmente sensibili e garantire una concorrenza leale, gli Stati membri possono permettere che uno o più elementi d'informazione elencati all'articolo 48 quater siano temporaneamente omessi dalla comunicazione per quanto riguarda attività in una o più giurisdizioni fiscali specifiche quando sono di una natura tale che la loro divulgazione recherebbe un grave pregiudizio alla posizione commerciale delle imprese di cui all'articolo 48 ter, paragrafi 1 e 3, cui si riferiscono. L'omissione non impedisce un'equa ed equilibrata comprensione della situazione fiscale dell'impresa. L'omissione va indicata nella comunicazione unitamente a una spiegazione del perché di questa scelta con riferimento alla giurisdizione fiscale in questione.

Emendamento    46

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 2

Direttiva 2013/34/UE

Articolo 48 quater – paragrafo 3 – comma 3 ter (nuovo)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

Gli Stati membri subordinano tale omissione all'autorizzazione preventiva di un'autorità nazionale competente. Ogni anno l'impresa chiede una nuova autorizzazione all'autorità competente, che prende una decisione sulla base di una nuova valutazione della situazione. Se le informazioni omesse non soddisfano più il requisito di cui al comma 3 bis, sono immediatamente rese accessibili al pubblico.

Emendamento    47

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 2

Direttiva 2013/34/UE

Articolo 48 quater – paragrafo 3 – comma 3 quater (nuovo)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

Gli Stati membri notificano alla Commissione la concessione di tale deroga temporanea e le trasmettono, in condizioni di riservatezza, le informazioni omesse, corredandole di una spiegazione dettagliata della deroga concessa. Ogni anno la Commissione pubblica sul suo sito Internet le notifiche ricevute dagli Stati membri e le spiegazioni fornite conformemente al comma 3 bis.

Emendamento    48

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 2

Direttiva 2013/34/UE

Articolo 48 quater – paragrafo 3 – comma 3 quinquies (nuovo)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

La Commissione verifica che il requisito di cui al comma 3 bis sia debitamente rispettato e provvede a monitorare l'uso di tale deroga temporanea autorizzata dalle autorità nazionali.

Emendamento    49

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 2

Direttiva 2013/34/UE

Articolo 48 quater – paragrafo 3 – comma 3 sexies (nuovo)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

Se la Commissione giunge alla conclusione, dopo aver effettuato la propria valutazione delle informazioni ricevute a norma del comma 3 quater, che il requisito di cui al comma 3 bis non è soddisfatto, l'impresa interessata rende immediatamente tali informazioni accessibili al pubblico.

Emendamento    50

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 2

Direttiva 2013/34/UE

Articolo 48 quater – paragrafo 3 – comma 3 septies (nuovo)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

La Commissione, mediante un atto delegato, adotta orientamenti per aiutare gli Stati membri a definire i casi in cui la pubblicazione delle informazioni è considerata gravemente pregiudizievole per la posizione commerciale delle imprese cui si riferiscono.

Emendamento    51

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 2

Direttiva 2013/34/UE

Articolo 48 quater – paragrafo 5

 

Testo della Commissione

Emendamento

5.  La comunicazione delle informazioni sull'imposta sul reddito è pubblicata e resa accessibile sul sito web in almeno una delle lingue ufficiali dell'Unione.

5.  La comunicazione delle informazioni sull'imposta sul reddito è pubblicata utilizzando un modello comune disponibile gratuitamente in un formato aperto ed è resa accessibile al pubblico sul sito web dell'impresa figlia o di un'impresa affiliata il giorno della sua pubblicazione in almeno una delle lingue ufficiali dell'Unione. Lo stesso giorno l'impresa pubblica la comunicazione anche in un registro pubblico gestito dalla Commissione.

Emendamento    52

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 2

Direttiva 2013/34/UE

Articolo 48 sexies – paragrafo 1

 

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Gli Stati membri assicurano che incomba collettivamente ai membri degli organi di amministrazione, gestione e controllo dell'impresa madre apicale di cui all'articolo 48 ter, paragrafo 1, nell'esercizio delle competenze loro attribuite dalla normativa nazionale, la responsabilità di garantire che la comunicazione delle informazioni sull'imposta sul reddito sia redatta, pubblicata e resa accessibile in conformità agli articoli 48 ter, 48 quater e 48 quinquies.

1.  Al fine di consolidare la responsabilità nei confronti di terzi e assicurare una governance adeguata, gli Stati membri assicurano che incomba collettivamente ai membri degli organi di amministrazione, gestione e controllo dell'impresa madre apicale di cui all'articolo 48 ter, paragrafo 1, nell'esercizio delle competenze loro attribuite dalla normativa nazionale, la responsabilità di garantire che la comunicazione delle informazioni sull'imposta sul reddito sia redatta, pubblicata e resa accessibile in conformità agli articoli 48 ter, 48 quater e 48 quinquies.

Motivazione

La modifica è necessaria e opportuna al fine di garantire la coerenza normativa con il considerando 10 della proposta legislativa.

Emendamento    53

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 2

Direttiva 2013/34/UE

Articolo 48 octies

 

Testo della Commissione

Emendamento

Articolo 48 octies

soppresso

Elenco comune dell'Unione relativo a talune giurisdizioni fiscali

 

Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati in conformità all'articolo 49 per quanto riguarda la redazione di un elenco comune dell'Unione relativo a talune giurisdizioni fiscali. L'elenco si basa sulla valutazione delle giurisdizioni fiscali che non sono conformi ai seguenti criteri:

 

(1)   trasparenza e scambio di informazioni, tra cui lo scambio di informazioni su richiesta e lo scambio automatico di informazioni finanziarie;

 

(2)   concorrenza fiscale leale;

 

(3)   norme stabilite dal G20 e/o dall'OCSE;

 

(4)   altre norme pertinenti, incluse le norme internazionali stabilite dal Gruppo di azione finanziaria internazionale.

 

La Commissione riesamina periodicamente l'elenco e, se del caso, lo modifica per tenere conto di nuovi sviluppi.

 

Emendamento    54

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 2

Direttiva 2013/34/UE

Articolo 48 nonies – paragrafo 1

 

Testo della Commissione

Emendamento

La Commissione presenta una relazione sulla conformità agli obblighi di comunicazione di cui agli articoli da 48 bis a 48 septies e sull'impatto degli stessi. La relazione valuta se la comunicazione delle informazioni sull'imposta sul reddito abbia consentito di ottenere risultati adeguati e proporzionati, tenendo conto della necessità di garantire un livello sufficiente di trasparenza e un contesto competitivo alle imprese.

La Commissione presenta una relazione sulla conformità agli obblighi di comunicazione di cui agli articoli da 48 bis a 48 septies e sull'impatto degli stessi. La relazione valuta se la comunicazione delle informazioni sull'imposta sul reddito abbia consentito di ottenere risultati adeguati e proporzionati e valuta i costi e i benefici di una riduzione della soglia del fatturato netto consolidato oltre la quale le imprese e le succursali sono tenute a comunicare le informazioni sull'imposta sul reddito. La relazione valuta inoltre l'eventuale necessità di adottare ulteriori misure complementari, tenendo conto della necessità di garantire un livello sufficiente di trasparenza e la necessità di preservare e garantire un contesto competitivo per le imprese e gli investimenti privati.

Emendamento     55

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 2 bis (nuovo)

Direttiva 2013/34/UE

Articolo 48 nonies bis (nuovo)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

(2 bis)  è inserito l'articolo seguente:

 

"Articolo 48 decies bis

 

Al più tardi 4 anni dopo l'adozione della presente direttiva e tenendo conto della situazione a livello dell'OCSE, la Commissione riesamina, valuta e riferisce in merito alle disposizioni del presente capo, in particolare per quanto concerne:

 

-   imprese e succursali tenute a comunicare le informazioni sull'imposta sul reddito, in particolare la pertinenza di estendere il campo di applicazione del presente capo affinché comprenda le imprese di grandi dimensioni quali definite all'articolo 3, paragrafo 4, e i grandi gruppi quali definiti all'articolo 3, paragrafo 7, della presente direttiva;

 

-   il contenuto della comunicazione delle informazioni sull'imposta sul reddito, come previsto all'articolo 48 quater;

 

-   la deroga temporanea di cui all'articolo 48 quater, paragrafo 3, commi da 3 bis a 3 septies.

 

La Commissione presenta tale relazione al Parlamento europeo e al Consiglio, corredata di una proposta legislativa, se del caso."

Emendamento     56

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 2 ter (nuovo)

Direttiva 2013/34/UE

Articolo 48 nonies ter (nuovo)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

(2 ter)  è inserito l'articolo seguente:

 

"Articolo 48 decies bis

 

Modello comune per la comunicazione

 

La Commissione stabilisce, mediante atti di esecuzione, il modello comune di cui all'articolo 48 ter, paragrafi 1, 3, 4 e 6, e all'articolo 48 quater, paragrafo 5. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura d'esame di cui all'articolo 50, paragrafo 2."

Emendamento    57

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 3 – lettera b

Direttiva 2013/34/UE

Articolo 49 – paragrafo 3 bis

 

Testo della Commissione

Emendamento

(3 bis)  Prima di adottare un atto delegato la Commissione consulta gli esperti designati dagli Stati membri in conformità ai principi di cui all'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" del [data].

(3 bis)  Prima di adottare un atto delegato la Commissione consulta gli esperti designati dagli Stati membri in conformità ai principi di cui all'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" del 13 aprile 2016* e tiene conto, in particolare, delle disposizioni contenute nei trattati e nella Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea.

 

________________

 

* Accordo interistituzionale "Legiferare meglio" tra il Parlamento europeo, il Consiglio dell'Unione europea e la Commissione europea (GU L 123 del 12.5.2016, pag. 1).

Motivazione

È necessario tenere conto delle disposizioni contenute nei trattati e nella Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea.

Emendamento    58

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 3 bis (nuovo)

Direttiva 2013/34/UE

Articolo 51 – paragrafo 1

 

Testo in vigore

Emendamento

 

(3 bis)  all'articolo 51 il comma 1 è sostituito dal seguente:

Gli Stati membri prevedono sanzioni applicabili alle violazioni delle disposizioni nazionali adottate in conformità della presente direttiva e adottano tutte le misure necessarie per assicurarne l'applicazione. Le sanzioni previste sono efficaci, proporzionate e dissuasive.

"Gli Stati membri stabiliscono le norme relative alle sanzioni applicabili alle violazioni delle disposizioni nazionali adottate in conformità della presente direttiva e adottano tutte le misure necessarie per assicurarne l'attuazione. Le sanzioni previste sono efficaci, proporzionate e dissuasive.

 

Gli Stati membri prevedono almeno misure e sanzioni amministrative per la violazione, da parte delle imprese, delle disposizioni nazionali adottate in conformità della presente direttiva.

 

Gli Stati membri comunicano tali disposizioni alla Commissione entro il ... [data di recepimento] e la informano senza indugio di eventuali successive modifiche delle disposizioni.

 

Entro ... (tre anni dopo l'entrata in vigore della presente direttiva), la Commissione redige un elenco delle misure e delle sanzioni stabilite in ciascuno Stato membro conformemente alla presente direttiva."

(1)

  GU C 487 del 28.12.2016, pag. 62.


MOTIVAZIONE

La comunicazione pubblica paese per paese sui dati fiscali delle imprese è un elemento fondamentale per contrastare l'evasione e l'elusione fiscali internazionali e la corsa al ribasso tra i sistemi fiscali. Tuttavia, i benefici della direttiva sono ancora più ampi. Con l'aumento della mobilità e delle attività economiche a livello europeo e mondiale, la trasparenza in termini di comunicazione è una condizione indispensabile per una forte governance societaria nonché uno strumento per rafforzare la responsabilità sociale delle imprese.

Ad oggi, i cittadini non possono utilizzare i conti pubblicati dalle imprese per stabilire se le multinazionali operano nelle loro giurisdizioni fiscali. Dal momento che le imprese multinazionali sono sempre più complesse e, purtroppo, meno trasparenti, il problema si sta aggravando. La maggior parte dei paesi utilizzano i principi contabili internazionali. La comunicazione pubblica paese per paese costituirà pertanto un modo efficace in termini di costi per introdurre cambiamenti per quanto riguarda la trasparenza societaria mondiale a beneficio delle nostre società, compresi i cittadini, gli azionisti, le autorità fiscali, gli investitori e gli economisti, fornendo loro un mezzo per far sì che i governi e le società multinazionali rispondano del proprio operato.

I relatori ritengono che, al di là degli obiettivi fiscali e di responsabilità societaria, la direttiva rappresenti altresì uno strumento per rafforzare i diritti dei lavoratori all'informazione e alla consultazione. La comunicazione pubblica rafforza il dialogo e promuove la fiducia reciproca all'interno delle imprese, dal momento che può fornire dati obiettivi e affidabili in merito alla situazione delle imprese, sensibilizzando in tal modo tutte le parti interessate, inclusi i dipendenti, riguardo alle esigenze di adattamento. Essa promuove inoltre il coinvolgimento dei dipendenti nel funzionamento e nel futuro dell'impresa e aumenta la competitività.

È da tempo che il Parlamento europeo auspica la comunicazione pubblica paese per paese. Già nel 2011 aveva adottato la sua posizione relativamente alla comunicazione paese per paese affermando che la qualità dell'informativa finanziaria è di importanza cruciale per combattere in modo efficace l'evasione fiscale e che ne trarrebbero giovamento anche gli investitori in tutti i settori, cosa che contribuirebbe alla buona governance a livello mondiale. Nel 2014 la comunicazione paese per paese è entrata a far parte delle discussioni nel quadro della direttiva sulle comunicazioni non finanziarie. Infine, quando il relatore per la riforma dei diritti degli azionisti, Sergio Cofferati, si è adoperato per inserire la comunicazione pubblica paese per paese nella direttiva contabile, la Commissione ha deciso di presentare una proposta specifica in materia sotto forma di un atto modificativo della direttiva contabile. La modifica della direttiva contabile può svolgere un ruolo fondamentale per la comunicazione societaria.

I relatori propongono di rafforzare la trasparenza per quanto riguarda le informazioni che le imprese dovrebbero fornire e propone i seguenti miglioramenti principali al testo della Commissione:

•  in vista di una migliore regolamentazione, andrebbe evitata l'introduzione di nuove categorie di imprese e di gruppi. La modifica della direttiva contabile dovrebbe essere allineata alla logica della direttiva stessa. Le soglie per le microimprese, le piccole e medie imprese e le grandi imprese sono definite già da tempo. Il concetto risale alla quarta direttiva sul diritto societario del 1978. La necessità di introdurre una nuova soglia non è stata finora motivata in modo soddisfacente dalla Commissione. Dal momento che le PMI non dispongono delle risorse per investire in società di comodo al fine di trasferire artificiosamente gli utili, esse si ritrovano in una situazione di svantaggio concorrenziale rispetto alle multinazionali. Al fine di garantire un mercato unico solido è essenziale istituire un sistema comune di comunicazione societaria equo, efficiente, trasparente e favorevole alla crescita, basato sul principio che gli utili dovrebbero essere tassati nel paese in cui sono realizzati. Pertanto i grandi gruppi quali definiti all'articolo 3, paragrafo 7, e tutte le grandi imprese quali definite all'articolo 3, paragrafo 4, dovrebbero essere soggetti ai nuovi obblighi di comunicazione;

•  i relatori ritengono che non sarebbe opportuno circoscrivere il campo di applicazione della direttiva alle informazioni relative agli Stati membri dell'UE e ai paradisi fiscali e pertanto, anche se in linea di principio non sarebbero contrari all'idea di una lista nera dell'UE dei paradisi fiscali istituita sulla base di criteri chiari, propongono che le imprese multinazionali forniscano le informazioni sulle loro attività per ogni giurisdizione in cui operano, anche al di fuori dell'Unione europea. La comunicazione pubblica di tali informazioni non costituisce una sanzione per le giurisdizioni non cooperative ma piuttosto un requisito indispensabile per le imprese che operano in un mercato unico ben funzionante;

•  al fine di rafforzare il controllo pubblico e la trasparenza societaria mondiale, i relatori ritengono che le imprese multinazionali dovrebbero comunicare le informazioni pertinenti per tutti i paesi in cui operano nel mondo, in modo da pagare le imposte laddove sono effettivamente realizzati gli utili. L'invito dei relatori a comunicare dati non aggregati è in linea con l'obiettivo UE della coerenza delle politiche per lo sviluppo, dal momento che mira a promuovere l'adempimento degli obblighi fiscali e ad aiutare in modo efficace i paesi in via di sviluppo a disporre del proprio gettito fiscale;

•  i relatori ritengono fondamentale che il formato della pubblicazione consenta il confronto dei dati e propongono pertanto la standardizzazione del formato dei documenti di comunicazione per tutte le società nell'ambito della direttiva.

Per concludere, i relatori desiderano sottolineare l'importanza, per il corretto funzionamento del mercato unico, di un approccio coordinato e armonizzato all'attuazione dei sistemi di comunicazione societaria. In tale contesto, i relatori desiderano ribadire che una maggiore trasparenza delle attività delle imprese multinazionali è fondamentale per porre fine non solo al trasferimento degli utili, che avviene tramite diversi meccanismi quali società di comodo, patent box e accordi in materia di prezzi di trasferimento, ma anche a pratiche di concorrenza fiscale sleale tra sistemi giuridici, che troppo spesso vengono utilizzate a danno dei cittadini, in particolare dei contribuenti, dei lavoratori e delle PMI.


PARERE DI MINORANZA

a norma dell'articolo 52 bis, paragrafo 4, del regolamento, di Bernard Monot e Gilles Lebreton

La comunicazione per paese rientra in una logica che abbiamo sostenuto fin dall'inizio: la lotta contro la pianificazione fiscale abusiva e la frode fiscale. Pertanto abbiamo votato a favore delle due relazioni TAXE, dei testi che imponevano lo scambio automatico di tax ruling, della lotta contro i disallineamenti da ibridi e delle 4 convenzioni a favore dello scambio automatico di informazioni (Svizzera, San Marino, Liechtenstein, Monaco).

La comunicazione per paese è uno strumento necessario. Tuttavia, a nostro avviso, il fatto di rendere pubbliche le informazioni crea uno svantaggio concorrenziale eccessivo a scapito delle imprese europee. Infatti, un concorrente cinese senza stabilimento nell'Unione, ad esempio, avrebbe accesso a titolo gratuito ai dati finanziari e commerciali sensibili.

Le deroghe proposte dal testo sono limitate e a nostro parere insufficienti, specialmente se i dati nei paesi terzi sono presentati in modo disaggregato.

Siamo favorevoli a uno scambio automatico di tali dati tra amministrazioni fiscali, che permetterebbe di individuare le situazioni in cui un'impresa non paga le imposte laddove si svolge la sua attività e, se del caso, di condurre i controlli fiscali per recuperare gli importi dovuti sulla base imponibile indebitamente spostata.


PARERE DELLA COMMISSIONE GIURIDICA SULLA BASE GIURIDICA

On. Pavel Svoboda

Presidente

Commissione giuridica

BRUXELLES

On. Roberto Gualtieri

Presidente

Commissione per i problemi economici e monetari

BRUXELLES

Oggetto:  Parere sulla base giuridica della proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2013/34/UE per quanto riguarda la comunicazione delle informazioni sull'imposta sul reddito da parte di talune imprese e succursali (COM (2016)0198 – C8-0146/2016 – 2016/0107(COD))

Signor Presidente,

Il 10 gennaio 2017 la commissione giuridica ha deciso di propria iniziativa, a norma dell'articolo 39, paragrafo 3, del regolamento, di presentare un parere indicante se la base giuridica proposta dalla Commissione, vale a dire l'articolo 50, paragrafo 1, TFUE, costituisca la base giuridica corretta per la proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2013/34/UE per quanto riguarda la comunicazione delle informazioni sull'imposta sul reddito da parte di talune imprese e succursali o se, al contrario, la proposta debba avere una base giuridica diversa, come ad esempio l'articolo 115 TFUE.

I. Contesto

Il 12 aprile 2016 la Commissione ha adottato una proposta di modifica della direttiva 2013/34/UE (la "direttiva contabile")(1). La proposta prevede per i gruppi multinazionali dell'Unione europea e di paesi terzi con un utile complessivo superiore a 750 milioni di EUR l'anno l'obbligo di redigere e pubblicare comunicazioni annuali riguardanti l'imposta sul reddito.

Stando alla relazione della proposta, un mercato unico solido richiede che le imprese paghino le imposte nel paese in cui realizzano gli utili. Il fenomeno della pianificazione fiscale aggressiva mette tuttavia a repentaglio questo principio. La Commissione ritiene che il controllo pubblico possa contribuire a contrastare questa pratica. Inoltre, la Commissione spiega che la proposta integra i vigenti obblighi di comunicazione finanziaria delle imprese e non interferisce con analoghi obblighi in relazione al bilancio delle imprese interessate.

II. Articoli pertinenti del trattato

La base giuridica proposta dalla Commissione è costituita dall'articolo 50, paragrafo 1, TFUE. L'articolo 50, paragrafo 1, e l'articolo 50, paragrafo 2, lettera g), TFUE recitano:

Articolo 50

(ex articolo 44 del TCE)

1. Per realizzare la libertà di stabilimento in una determinata attività, il Parlamento europeo e il Consiglio deliberano mediante direttive secondo la procedura legislativa ordinaria, previa consultazione del Comitato economico e sociale.

2. Il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione esercitano le funzioni loro attribuite in virtù delle disposizioni che precedono, in particolare:

(...)

g) coordinando, nella necessaria misura e al fine di renderle equivalenti, le garanzie che sono richieste, negli Stati membri, alle società a mente dell'articolo 54, secondo comma per proteggere gli interessi tanto dei soci come dei terzi; (...)

L'articolo 115 TFUE dispone che:

Articolo 115

(ex articolo 94 del TCE)

Fatto salvo l'articolo 114, il Consiglio, deliberando all'unanimità secondo una procedura legislativa speciale e previa consultazione del Parlamento europeo e del Comitato economico e sociale, stabilisce direttive volte al ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative degli Stati membri che abbiano un'incidenza diretta sull'instaurazione o sul funzionamento del mercato interno.

III. La giurisprudenza sulla base giuridica

La scelta della base giuridica è importante perché l'Unione si basa costituzionalmente sul principio di attribuzione delle competenze e le sue istituzioni possono agire soltanto in conformità del mandato loro conferito dal trattato(2). Pertanto, la scelta della base giuridica non è discrezionale.

Dalla giurisprudenza della Corte di giustizia emergono alcuni principi riguardo alla scelta del fondamento giuridico. In primo luogo, date le conseguenze della base giuridica in termini di competenza concreta e procedura, la scelta del fondamento giuridico adeguato riveste un'importanza di natura costituzionale(3). In secondo luogo, la scelta della base giuridica per un atto dell'UE deve basarsi su elementi obiettivi suscettibili di sindacato giurisdizionale; tra tali elementi figurano, in particolare, lo scopo e il contenuto dell'atto(4). Sono irrilevanti, in proposito, l'auspicio di un'istituzione di partecipare più intensamente all'adozione di un determinato atto, il lavoro effettuato per altro motivo nel settore di azione in cui rientra l'atto o il contesto dell'adozione dell'atto(5).

La scelta di una base giuridica non corretta può quindi giustificare l'annullamento dell'atto in questione

(6).

IV. Finalità e contenuto del regolamento proposto

Emerge chiaramente dai considerando della proposta che il suo obiettivo è di aumentare la trasparenza e il controllo pubblico in materia di imposta sul reddito delle società e di migliorare la responsabilità delle imprese imponendo a talune società obblighi di comunicazione per quanto riguarda la loro imposta sul reddito.

Il considerando 12 della proposta afferma che la direttiva si propone di aumentare la trasparenza e il controllo pubblico in materia di imposta sul reddito delle società adeguando il quadro giuridico vigente sugli obblighi imposti alle imprese in materia di comunicazione per la tutela degli interessi dei soci e dei terzi, a norma dell'articolo 50, paragrafo 2, lettera g), TFUE.

Secondo il considerando 5, un controllo pubblico rafforzato delle imposte sul reddito delle società pagate dalle multinazionali che svolgono attività nell'Unione è un elemento essenziale per migliorare ulteriormente la responsabilità delle imprese, contribuire al benessere grazie alle imposte, promuovere una più leale concorrenza fiscale nell'Unione mediante un dibattito pubblico più informato e ripristinare la fiducia dei cittadini nell'equità dei sistemi fiscali nazionali. Un tale controllo pubblico può essere conseguito mediante la comunicazione delle informazioni sull'imposta sul reddito.

Il considerando 9 spiega che le informazioni fornite nella comunicazione dovrebbero essere disaggregate per Stato membro al fine di assicurare un livello di dettaglio che consenta ai cittadini di valutare con cognizione di causa il contributo delle multinazionali al benessere in ciascuno Stato membro.

Il considerando 10 chiarisce il regime di responsabilità dei membri degli organi di amministrazione, gestione e controllo fissato nella proposta di direttiva allo scopo di rafforzare la responsabilità nei confronti di terzi e assicurare una governance adeguata.

Il considerando 11 stabilisce l'obbligo per i revisori legali e le società di revisione di verificare che la relazione sia stata presentata in conformità alla proposta di direttiva, allo scopo di garantire che i casi di non conformità siano resi pubblici.

Il contenuto della proposta di direttiva consiste principalmente nell'obbligo per le grandi società e le succursali di redigere la comunicazione delle informazioni sull'imposta sul reddito, che contenga informazioni generali disaggregate per paese, da pubblicare in un registro e sul sito web dell'impresa. Il contenuto della proposta conferma l'obiettivo di aumentare la trasparenza, il controllo pubblico e la responsabilità delle imprese.

Per conseguire il suddetto obiettivo, la Commissione propone di inserire un nuovo capo nella direttiva contabile (capo 10 bis). In esso è indicato l'obbligo per tutte le imprese dell'Unione e le succursali di imprese di paesi terzi che operano nell'Unione aventi un fatturato consolidato superiore a 750 000 000 EUR di redigere e pubblicare con cadenza annuale una comunicazione delle informazioni sull'imposta sul reddito (articolo 48 ter).

Le informazioni da includere nella comunicazione riguardano la natura delle attività, il numero di dipendenti, il fatturato netto (anche con terzi e tra società all'interno di un gruppo), gli utili o le perdite al lordo dell'imposta sul reddito, l'importo dell'imposta sulle società dovuta per gli utili realizzati nell'esercizio corrente, la quota dell'imposta sulle società già versata durante tale esercizio e l'importo degli utili non distribuiti (articolo 48 quater, paragrafo 2).

Le informazioni fornite devono essere disgregate per paese per ciascuno Stato membro in cui l'impresa opera e per ciascuna giurisdizione fiscale elencata in un "Elenco comune dell'Unione relativo a talune giurisdizioni fiscali", nonché in modo aggregato per il resto del mondo (articolo 48 quater, paragrafo 3, e articolo 48 octies).

La comunicazione deve essere pubblicata in un registro delle imprese e restare accessibile sul sito web dell'impresa per un minimo di cinque anni consecutivi (articolo 48 quinquies).

V. Determinazione della base giuridica appropriata

L'articolo 50, paragrafo 1, TFUE fornisce ai legislatori una base giuridica per adottare, tramite la procedura legislativa ordinaria, direttive al fine di realizzare la libertà di stabilimento in una determinata attività. L'articolo 50, paragrafo 2, TFUE contiene un elenco non esaustivo di casi in cui, in particolare, si applica tale base giuridica. Ai presenti fini l'articolo 50, paragrafo 2, lettera g), TFUE, riveste interesse poiché prevede che i legislatori esercitino le funzioni loro attribuite per quanto riguarda il diritto di stabilimento "[...] coordinando, nella necessaria misura e al fine di renderle equivalenti, le garanzie che sono richieste, negli Stati membri, alle società a mente dell'articolo 54, secondo comma, TFUE, per proteggere gli interessi tanto dei soci come dei terzi".

Un numero significativo di direttive sul diritto societario è stato adottato sula base di tale fondamento giuridico, allo scopo di proteggere gli interessi dei soci e di altri(7), anche laddove ciò comporti obblighi di informativa e, in particolare, di comunicazione al pubblico(8).

Allo stesso modo, e ciò è stato già descritto in dettaglio nella sezione IV della presente nota, l'obiettivo e il contenuto della proposta in esame consistono essenzialmente in un rafforzamento del controllo pubblico delle imposte sul reddito delle società pagate dalle multinazionali che svolgono attività nell'Unione, imponendo alle società a partire da una determinata soglia di fatturato annuo di redigere e pubblicare comunicazioni annuali riguardanti l'imposta sul reddito.

In particolare, come affermato al considerando 12, l'obiettivo della proposta è di "aumentare la trasparenza e il controllo pubblico in materia di imposta sul reddito delle società adeguando il quadro giuridico vigente sugli obblighi imposti alle imprese in materia di comunicazione per la tutela degli interessi dei soci e dei terzi, a norma dell'articolo 50, paragrafo 2, lettera g), del TFUE".

La proposta di direttiva ritiene pertanto che vi sia un legame tra trasparenza e controllo pubblico, che sono gli obiettivi che persegue, e gli interessi "dei soci e dei terzi", che sono i beneficiari delle garanzie da adottare sulla base dell'articolo 50, paragrafo 2, lettera g), TFUE. Se ne deduce i) che l'espressione "dei soci e dei terzi" si estende al pubblico in generale e quindi al di là di quanti intrattengano specificamente relazioni contrattuali o precontrattuali con una società o siano direttamente interessati dalle sue attività, nonché ii) che la proposta serve davvero gli interessi "dei soci e dei terzi". In tal modo, la proposta di direttiva resta pienamente conforme agli obblighi di comunicazione già stabiliti dalla direttiva 2013/34/UE.

Si dovrebbe quindi esaminare, alla luce di quanto precede, i) se l'espressione "tanto dei soci come dei terzi" di cui all'articolo 50, paragrafo 2, lettera g), TFUE possa applicarsi al pubblico e ii) se la proposta tuteli di fatto gli interessi dei soci e dei terzi così definiti.

Per quanto riguarda il primo punto, si può concludere che, secondo la giurisprudenza della Corte di giustizia, il concetto di "terzi" utilizzato nell'articolo 50, paragrafo 2, lettera g), non sia limitato alle persone che intrattengono relazioni contrattuali o precontrattuali dirette con una società ma si applichi, tra l'altro, ai concorrenti delle società in questione e, più in generale, al pubblico.

Conformemente alla sentenza della Corte nella causa Verband deutscher Daihatsu-Händler, cui fa riferimento il considerando 12 della proposta di direttiva, il termine "terzi" va inteso in senso ampio:

"[Il testo stesso] dell'articolo 50, paragrafo 2, lettera g), del TFUE menziona l'obiettivo di tutela dei "terzi" in generale senza distinguere o escludere categorie fra questi ultimi" (sottolineatura aggiunta)(9).

La Corte ha aggiunto che questa interpretazione letterale era confermata dall'obiettivo di sopprimere le restrizioni alla libertà di stabilimento che il trattato "assegna in termini molto ampi [...]"(10).

In tale sentenza, la Corte ha affermato che l'articolo 50, paragrafo 2, lettera g), TFUE costituiva una base giuridica appropriata per richiedere la fornitura di informazioni per tutti i terzi che non conoscano o non possano conoscere sufficientemente la situazione contabile e finanziaria della società(11).

Nella causa

Axel Springer la Corte ha stabilito che "[L]a nozione di terzi ai sensi di tale articolo si riferisce a qualunque terzo"(12).

Con la sentenza nella causa Texdata Software GmbH la Corte ha inoltre riconosciuto che non vige l'obbligo che la protezione dei "terzi" sia in qualche modo ausiliaria o di sostegno a quella dei "soci". Pertanto anche le disposizioni in materia di comunicazione che mirano "[...] principalmente ad informare i terzi che non conoscano o non possano conoscere sufficientemente la situazione contabile e finanziaria della società" rientrano nel campo di applicazione dell'articolo 50, paragrafo 2, lettera g), TFUE(13).

Per quanto riguarda la quesitone se la proposta protegga di fatto gli interessi del pubblico, va ricordato in primo luogo che il pubblico è il beneficiario del rispetto della normativa fiscale da parte delle società e della prevenzione del trasferimento indebito degli utili, dal momento che la previdenza sociale e la sicurezza del pubblico sono attuate mediante politiche pubbliche ampiamente finanziate con le imposte.

In secondo luogo, la messa a disposizione del pubblico delle informazioni relative alle imposte sul reddito delle società in ciascuno Stato membro consentirà il controllo pubblico del rispetto della normativa fiscale come pure un dibattito sociale e politico in merito ai livelli di tassazione adeguati (base imponibile e aliquota), anche in sede di confronto dei tassi con quelli vigenti in altre giurisdizioni fiscali nell'Unione. A sua volta ciò potrebbe dissuadere soprattutto le grandi società, che dipendono dalla loro reputazione in quanto parte del marchio aziendale, dal violare o altrimenti eludere la normativa fiscale.

Anche la protezione così fornita al pubblico rientra nell'ambito del termine "interesse" ai sensi dell'articolo 50, paragrafo 2, lettera g), che la Corte, seguendo la stessa logica applicata alla definizione di "terzi", considera in senso ampio. In particolare, il termine non presuppone che siano interessati un diritto o un interesse specifico di un terzo in relazione diretta con le attività di una società(14).

Sembra pertanto coerente affermare che gli interessi del pubblico sarebbero protetti, ai sensi dell'articolo 50, paragrafo 2, lettera g), TFUE, anche mettendo a sua disposizione informazioni sull'imposta sul reddito delle grandi società negli Stati membri.

Si deve pertanto concludere che, nel coordinare il quadro giuridico vigente sugli obblighi imposti alle società e alle succursali in materia di comunicazione delle informazioni sull'imposta sul reddito per la tutela degli interessi dei soci e dei terzi, l'obiettivo e il contenuto della proposta sono conformi all'articolo 50, paragrafo 1, TFUE. Tale conclusione non viene invalidata dal fatto che le autorità fiscali trarranno indirettamente vantaggio da detto obbligo in materia di trasparenza. In ogni caso, contrariamente all'articolo 114, paragrafo 2, TFUE, gli articoli 50 e seguenti TFUE non contengono una clausola di esclusione per le disposizioni fiscali.

Inoltre, nei trattati non vi è una base giuridica più specifica dell'articolo 50, paragrafo 1, TFUE in considerazione dell'articolo 50, paragrafo 2, lettera g), TFUE. In particolare, l'intero sistema di armonizzazione generale del mercato interno costituito dagli articoli 114 e 115 TFUE è esplicitamente subordinato ad altre basi giuridiche applicabili e pertanto non si applica in questo caso, indipendentemente dal fatto che la clausola di esclusione di cui all'articolo 114, paragrafo 2, TFUE consenta in altri casi il ricorso all'articolo 115 TFUE (l'articolo 115 TFUE lascia impregiudicato l'articolo 114, che a sua volta si applica "salvo che i trattati non dispongano diversamente")(15).

La disponibilità dell'articolo 50, paragrafo 1, TFUE quale base giuridica esclude gli articoli 114 e 115 TFUE ma, a fini di completezza, sembra opportuno fornire una breve analisi della proposta alla luce dell'articolo 115 TFUE. L'articolo 115 TFUE conferisce al Consiglio il potere di stabilire direttive volte al ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative degli Stati membri che abbiano un'incidenza diretta sull'instaurazione o sul funzionamento del mercato interno. Contrariamente all'articolo 114, non prevede alcuna clausola di esclusione delle disposizioni fiscali. Può pertanto essere utilizzato quale base giuridica per gli atti legislativi nel settore dell'imposizione diretta(16), a condizione che le leggi nazionali da armonizzare abbiano un impatto diretto sul mercato interno tanto da rendere necessaria l'armonizzazione.

Sebbene la proposta attuale sia politicamente legata alla direttiva (UE) 2016/881 del Consiglio recante modifica della direttiva 2011/16/UE per quanto riguarda lo scambio automatico obbligatorio di informazioni nel settore fiscale(17), adottata dal Consiglio il 25 maggio 2016, l'obiettivo e il contenuto dei due strumenti sono diversi. La direttiva (UE) 2016/881 si basa sugli articoli 113 e 115 TFUE. È evidente che lo scopo sia di migliorare la cooperazione tra le autorità fiscali degli Stati membri. Essa coordina il trasferimento di informazioni tra le autorità competenti imponendo determinati obblighi agli Stati membri(18). Inoltre, impone alle autorità fiscali dell'UE di sostituire 12 documenti informativi, alcuni dei quali contengono informazioni commerciali riservate. Invece l'obiettivo dell'attuale proposta della Commissione non è di migliorare la cooperazione amministrativa delle autorità fiscali bensì di aumentare la trasparenza e il controllo pubblico in materia di imposta sul reddito delle società e di migliorare la responsabilità delle imprese imponendo a talune società obblighi di comunicazione per quanto riguarda la loro imposta sul reddito. Indipendentemente dall'importo delle imposte versate, la proposta relativa a comunicazioni disaggregate per Stato membro impone alle multinazionali di pubblicare altri sei documenti informativi al fine di assicurare un livello di dettaglio che consenta ai cittadini di valutare con cognizione di causa il contributo delle multinazionali al benessere in ciascuno Stato membro.

VI. Conclusione

Alla luce della precedente analisi, l'articolo 50, paragrafo 1, TFUE costituisce la base giuridica appropriata per la proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2013/34/UE per quanto riguarda la comunicazione delle informazioni sull'imposta sul reddito da parte di talune imprese e succursali.

Nella riunione del 12 gennaio 2017 la commissione giuridica ha pertanto deciso, con 10 voti favorevoli e un'astensione(19), che l'articolo 50, paragrafo 1, TFUE costituisce la base giuridica appropriata per la proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2013/34/UE per quanto riguarda la comunicazione delle informazioni sull'imposta sul reddito da parte di talune imprese e succursali.

Voglia gradire, signor Presidente, i sensi della mia profonda stima.

Pavel Svoboda

(1)

Direttiva 2013/34/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, relativa ai bilanci d'esercizio, ai bilanci consolidati e alle relative relazioni di talune tipologie di imprese, recante modifica della direttiva 2006/43/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e abrogazione delle direttive 78/660/CEE e 83/349/CEE del Consiglio (GU L 182 del 29.6.2013, pag. 19).

(2)

Parere 2/00 del 6 dicembre 2001, Protocollo di Cartagena, EU:C:2001:664, punto 3; Parere 1/08 del 30 novembre 2009, Accordo generale sugli scambi di servizi, EU:C:2009:739, punto 110.

(3)

Parere 2/00 del 6 dicembre 2001, Protocollo di Cartagena, EU:C:2001:664, punto 5; Parere 1/08 del 30 novembre 2009, Accordo generale sugli scambi di servizi, EU:C:2009:739, punto 110.

(4)

Si vedano, tra l'altro, la sentenza del 25 febbraio 1999, Parlamento europeo/Consiglio, cause riunite C-164/97 e C-165/97, EU:C:1999:99, punto 16; la sentenza del 30 gennaio 2001, Regno di Spagna/Consiglio, causa C-36/98, EU:C:2001:64, punto 59; la sentenza del 12 dicembre 2002, Commissione/Consiglio, causa C-281/01, EU:C:2002:761, punti 33-49; la sentenza del 29 aprile 2004, Commissione/Consiglio, causa C-338/01, EU:C:2004:253, punto 55.

(5)

Si veda la sentenza del 4 aprile 2000, Commissione/Consiglio, causa C-269/97, EU:C:2000:183, punto 44.

(6)

Parere 2/00 del 6 dicembre 2001, Protocollo di Cartagena, EU:C:2001:664, punto 5.

(7)

Si vedano, in particolare, rispettivamente la sesta, l'undicesima e la dodicesima direttiva sul diritto societario, vale a dire la direttiva 82/891/CEE (GU L 378 del 31.12.1982, pag. 47), la direttiva 89/666/CEE (GU L 395 del 30.12.1989, pag. 36) e la direttiva 89/667/CEE (GU L 395 del 30.12.1989, pag. 40); la direttiva 2006/43/CE relativa alle revisioni legali dei conti annuali e dei conti consolidati (GU L 157 del 9.6.2006, pag. 87); la direttiva 2007/36/CE relativa all'esercizio di alcuni diritti degli azionisti di società quotate (GU L 184 del 14.7.2007, pag. 17), la direttiva 2011/35/UE relativa alle fusioni delle società per azioni (GU L 110 del 29.4.2011, pag.1), la direttiva 2012/30/UE sul coordinamento delle garanzie in relazione ai requisiti patrimoniali per le società per azioni (GU L 315 del 14.11.2012, pag. 74).

(8)

Direttiva 2009/101/CE intesa a coordinare, per renderle equivalenti, le garanzie che sono richieste, negli Stati membri, alle società a mente dell'articolo 48, secondo comma, del trattato per proteggere gli interessi dei soci e dei terzi, (GU L 258 dell'1.10.2009, pag. 11).

(9)

Sentenza del 4 dicembre 1997, Verband deutscher Daihatsu-Händler contro Daihatsu Deutschland GmbH, causa C-97/96, EU:C:1997:581, punto 19.

(10)

Ibid., punto 21.

(11)

Ibid., punto 20.

(12)

Ordinanza della Corte del 23 settembre 2004, Axel Springer AG, cause riunite C-435/02 e C-103/03, EU:C:2004:552, punto 34.

(13)

Sentenza del 26 settembre 2013, Texdata Software GmbH, causa C-418/11, EU:C:2013:588, punto 54.

(14)

Axel Springer AG, supra, punto 35.

(15)

Si veda la sentenza del 29 aprile 2004, Commissione/Consiglio, causa C-338/01, EU:C:2004:253, punti 59-60.

(16)

Per questioni relative all'imposizione indiretta l'articolo 113 TFUE costituisce la base giuridica più specifica.

(17)

GU L 146 del 3.6.2016, pag. 8.

(18)

A tale proposito, si veda la sentenza del 27 settembre 2007, Twoh International, causa C-184/05, EU:C:2007:550, punto 31.

(19)

Erano presenti al momento della votazione finale: Joëlle Bergeron, Daniel Buda, Jean-Marie Cavada (relatore), Sergio Gaetano Cofferati, Therese Comodini Cachia, Angel Dzhambazki, Heidi Hautala, Constance Le Grip, Gilles Lebreton, Evelyn Regner, Tadeusz Zwiefka.


PARERE della commissione per lo sviluppo (28.4.2017)

destinato alla commissione per i problemi economici e monetari e alla commissione giuridica

sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2013/34/UE per quanto riguarda la comunicazione delle informazioni sull'imposta sul reddito da parte di talune imprese e succursali

(COM(2016)0198 – C8-0146/2016 – 2016/0107(COD))

Relatore per parere: Elly Schlein

BREVE MOTIVAZIONE

Il Parlamento europeo chiede da tempo la rendicontazione pubblica paese per paese in quanto strumento fondamentale per affrontare efficacemente la lotta contro l'evasione fiscale e l'elusione fiscale a livello internazionale. La trasparenza è un elemento essenziale; la comunicazione al pubblico di informazioni rilevanti in materia fiscale da parte delle multinazionali può essere un punto di svolta, non solo per l'Europa. Le entrate provenienti dalle imposte sulle società costituiscono una quota significativa del reddito nazionale dei paesi in via di sviluppo, il che significa che essi sono particolarmente danneggiati dall'elusione dell'imposta sulle società. Ad esempio, secondo le conclusioni del gruppo ad alto livello dell'Unione africana sui flussi finanziari illeciti, il continente africano perde ogni anno oltre 50 miliardi di USD attraverso tali flussi finanziari illeciti.

Tuttavia, la proposta della Commissione nella sua forma attuale non è all'altezza di quanto necessario per eliminare completamente il velo di opacità che consente alle multinazionali di eludere le imposte in alcuni dei paesi più poveri del mondo. L'obbligo di rendicontazione paese per paese solo all'interno dell'UE e la pubblicazione invece dei dati aggregati provenienti da tutti i paesi terzi, rende la proposta inadatta allo scopo e inutile per i paesi in via di sviluppo, poiché non sarebbero in grado di ottenere informazioni specifiche per paese. A parte l'incapacità di contrastare efficacemente l'evasione fiscale, l'attuale proposta sarebbe, inoltre, in netta contrapposizione con l'impegno dell'UE a favore della coerenza delle politiche per lo sviluppo.

La relatrice chiede che anche i dati non aggregati siano pubblicati da tutti i paesi terzi in cui operano le multinazionali, aiutando efficacemente i paesi in via di sviluppo a lottare contro l'evasione fiscale e a reperire adeguate entrate pubbliche. Inoltre, una soglia più bassa per le imprese soggette a rendicontazione fornirebbe maggiori dati sulle attività delle multinazionali e alcuni importanti elementi di comunicazione (ad esempio, attivi e fatturato) dovrebbero altresì essere inclusi al fine di fornire un quadro preciso delle attività delle imprese a livello mondiale.

Lo scandalo dei "Panama Papers" dimostra chiaramente che l'evasione fiscale e l'elusione fiscale rappresentano problemi globali che possono essere risolti solo con una risposta globale e che i timidi tentativi di farvi fronte sono destinati a fallire. Solo con un forte impegno a favore dell'equità fiscale e della coerenza tra le politiche dell'UE sarà possibile contrastare in modo efficace la povertà e le disuguaglianze in Europa e nel mondo.

EMENDAMENTI

La commissione per lo sviluppo invita la commissione per i problemi economici e monetari e la commissione giuridica, competenti per il merito, a prendere in considerazione i seguenti emendamenti:

Emendamento   1

Proposta di direttiva

Considerando 6

Testo della Commissione

Emendamento

(6)  I cittadini dovrebbero poter esaminare tutte le attività di un gruppo quando questo abbia una qualche forma di stabilimento nell'Unione. Nel caso di gruppi che svolgono attività nell'Unione esclusivamente per il tramite di imprese figlie o succursali, dovrebbero essere queste ultime a pubblicare e rendere accessibile la comunicazione dell'impresa madre apicale. Tuttavia, per ragioni di proporzionalità ed efficienza, l'obbligo di pubblicare e rendere accessibile la comunicazione dovrebbe essere limitato alle imprese figlie medie o grandi stabilite nell'UE o alle succursali di dimensioni comparabili aperte in uno Stato membro. È necessario pertanto estendere l'ambito di applicazione della direttiva 2013/34/UE alle succursali aperte in uno Stato membro da un'impresa stabilita al di fuori dell'Unione.

(6)  I cittadini dovrebbero poter esaminare tutte le attività di un gruppo quando questo abbia una qualche forma di stabilimento all'interno e all'esterno dell'Unione. Le multinazionali operano a livello mondiale e il loro comportamento societario ha un impatto significativo sui paesi in via di sviluppo che sono particolarmente danneggiati dall'elusione dell'imposta sulle società. Un'opportuna rendicontazione pubblica disaggregata paese per paese per ciascun paese e giurisdizione in cui operano, è essenziale per consentire ai cittadini, alle autorità pubbliche e ai legislatori di tali paesi di monitorare efficacemente le attività di tali imprese e di contrastare l'evasione fiscale. Rendendo pubbliche le informazioni l'Unione rafforzerebbe la coerenza delle proprie politiche per lo sviluppo e limiterebbe i potenziali meccanismi di elusione fiscale nei paesi in cui la mobilitazione di risorse nazionali è stata individuata come componente essenziale della politica di sviluppo dell'Unione e come strumento indispensabile per conseguire gli obiettivi dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.

Emendamento     2

Proposta di direttiva

Considerando 6 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(6 bis)  Al fine di garantire la coerenza delle politiche per lo sviluppo, l'Unione dovrebbe impegnarsi efficacemente a migliorare la trasparenza in materia fiscale nell'ambito dei suoi sforzi volti a incrementare il finanziamento per lo sviluppo del programma d'azione di Addis Abeba nel quadro della terza conferenza internazionale sul finanziamento dello sviluppo.

Emendamento    3

Proposta di direttiva

Considerando 9

Testo della Commissione

Emendamento

(9)  Al fine di assicurare un livello di dettaglio che consenta ai cittadini di valutare con cognizione di causa il contributo delle multinazionali al benessere in ciascuno Stato membro, le informazioni dovrebbero essere disaggregate per Stato membro. Inoltre, le informazioni relative alle attività delle multinazionali dovrebbero essere presentate con un livello di dettaglio elevato anche quando si riferiscono a determinate giurisdizioni fiscali particolarmente problematiche. Per tutte le altre attività svolte in paesi terzi le informazioni dovrebbero essere presentate in modo aggregato.

(9)  Al fine di assicurare un livello di dettaglio che consenta ai cittadini di valutare con cognizione di causa il contributo delle multinazionali al benessere in ciascuna giurisdizione in cui operano, sia all'interno che all'esterno dell'Unione, le informazioni dovrebbero essere ripartite per giurisdizione.

Emendamento    4

Proposta di direttiva

Considerando 9 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(9 bis)  Gli Stati membri dovrebbero garantire che un livello adeguato di risorse umane, tecniche e finanziarie all'interno delle amministrazioni tributarie sia destinato allo scambio automatico di informazioni e all'elaborazione dei dati, nonché alla lotta contro l'evasione e l'elusione fiscali. I governi dei paesi sviluppati dovrebbero impegnarsi a scambiare automaticamente informazioni con i paesi in via di sviluppo, instaurando le relazioni bilaterali necessarie.

Emendamento     5

Proposta di direttiva

Considerando 9 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(9 ter)  Gli Stati membri dovrebbero assistere i paesi in via di sviluppo condividendo conoscenze e migliori pratiche, al fine di aiutarli a migliorare le capacità delle loro amministrazioni tributarie.

Emendamento     6

Proposta di direttiva

Considerando 9 quater (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(9 quater)  Nel quadro del sostegno allo sviluppo di capacità dei paesi in via di sviluppo, occorrerebbe prestare particolare attenzione a soluzioni basate su piattaforme online efficienti che consentano di superare gli ostacoli burocratici, soprattutto per le piccole e medie imprese.

Emendamento    7

Proposta di direttiva

Articolo 1 – comma 1 – punto 2

Direttiva 2013/34/UE

Articolo 48 ter – paragrafo 1 – comma 1

 

Testo della Commissione

Emendamento

Gli Stati membri esigono che le imprese madri apicali soggette alla loro legislazione nazionale e aventi un fatturato netto consolidato superiore a 750 000 000 EUR, come pure le imprese che non sono imprese affiliate soggette alla loro normativa nazionale e aventi un fatturato netto consolidato superiore a 750 000 000 EUR redigano e pubblichino con cadenza annuale una comunicazione delle informazioni sull'imposta sul reddito.

Gli Stati membri esigono che le imprese madri apicali di grandi gruppi quali definiti all'articolo 3, paragrafo 7, soggette alla loro legislazione nazionale e le grandi imprese che non sono imprese affiliate quali definite all'articolo 3, paragrafo 4, soggette alla loro normativa nazionale redigano e pubblichino con cadenza annuale una comunicazione delle informazioni sull'imposta sul reddito.

Emendamento    8

Proposta di direttiva

Articolo 1 – comma 1 – punto 2

Direttiva 2013/34/UE

Articolo 48 ter – paragrafo 1 – comma 2

 

Testo della Commissione

Emendamento

La comunicazione delle informazioni sull'imposta sul reddito è pubblicata sul sito web dell'impresa il giorno della sua presentazione.

La comunicazione delle informazioni sull'imposta sul reddito è pubblicata utilizzando un modello comune in formato aperto sul sito web dell'impresa il giorno della sua presentazione in almeno una delle lingue ufficiali dell'Unione. Il giorno della pubblicazione, l'impresa trasmette la comunicazione delle informazioni sull'imposta sul reddito anche a un registro pubblico gestito dalla Commissione.

Emendamento    9

Proposta di direttiva

Articolo 1 – comma 1 – punto 2

Direttiva 2013/34/UE

Articolo 48 ter – paragrafo 3 – comma 1

 

Testo della Commissione

Emendamento

Gli Stati membri esigono che le imprese figlie medie e grandi ai sensi dell'articolo 3, paragrafi 3 e 4, soggette alla loro legislazione nazionale e controllate da un'impresa madre apicale avente un fatturato netto consolidato superiore a 750 000 000 EUR e non soggetta alla legislazione di uno Stato membro, pubblichino con cadenza annuale una comunicazione delle informazioni sull'imposta sul reddito dell'impresa madre apicale.

Gli Stati membri esigono che le imprese figlie soggette alla loro legislazione nazionale e controllate da un'impresa madre apicale avente un fatturato netto consolidato superiore a 40 000 000 EUR e non soggetta alla legislazione di uno Stato membro, pubblichino con cadenza annuale una comunicazione delle informazioni sull'imposta sul reddito dell'impresa madre apicale.

Emendamento    10

Proposta di direttiva

Articolo 1 – comma 1 – punto 2

Direttiva 2013/34/UE

Articolo 48 ter – paragrafo 3 – comma 2

 

Testo della Commissione

Emendamento

La comunicazione delle informazioni sull'imposta sul reddito è resa accessibile al pubblico sul sito web dell'impresa figlia o di un'impresa affiliata il giorno della sua presentazione.

La comunicazione delle informazioni sull'imposta sul reddito è pubblicata utilizzando un modello comune disponibile in un formato aperto ed è resa accessibile al pubblico sul sito web dell'impresa figlia o di un'impresa affiliata il giorno della sua presentazione in almeno una delle lingue ufficiali dell'Unione. Il giorno della pubblicazione, l'impresa trasmette la comunicazione delle informazioni sull'imposta sul reddito anche a un registro pubblico gestito dalla Commissione.

Emendamento    11

Proposta di direttiva

Articolo 1 – comma 1 – punto 2

Direttiva 2013/34/UE

Articolo 48 ter – paragrafo 4 – comma 2

 

Testo della Commissione

Emendamento

La comunicazione delle informazioni sull'imposta sul reddito è resa accessibile al pubblico sul sito web della succursale o di un'impresa affiliata il giorno della sua presentazione.

La comunicazione delle informazioni sull'imposta sul reddito è pubblicata utilizzando un modello comune disponibile in un formato aperto ed è resa accessibile al pubblico sul sito web della succursale o di un'impresa affiliata il giorno della sua presentazione in almeno una delle lingue ufficiali dell'Unione. Il giorno della pubblicazione, l'impresa trasmette la comunicazione delle informazioni sull'imposta sul reddito anche a un registro pubblico gestito dalla Commissione.

Emendamento    12

Proposta di direttiva

Articolo 1 – comma 1 – punto 2

Direttiva 2013/34/UE

Articolo 48 ter – paragrafo 5

 

Testo della Commissione

Emendamento

5.   Gli Stati membri applicano le disposizioni di cui al paragrafo 4 unicamente alle succursali che rispondono ai seguenti criteri:

5.   Gli Stati membri applicano le disposizioni di cui al paragrafo 4 unicamente alle succursali qualora l'impresa che ha aperto la succursale sia un'impresa affiliata di un gruppo controllato da un'impresa madre apicale non soggetta alla legislazione di uno Stato membro e avente un fatturato netto consolidato superiore a 40 000 000 EUR oppure sia un'impresa non affiliata avente un fatturato netto superiore a 40 000 000 EUR.

a)  l'impresa che ha aperto la succursale è un'impresa affiliata di un gruppo controllato da un'impresa madre apicale non soggetta alla legislazione di uno Stato membro e avente un fatturato netto consolidato superiore a 750 000 000 EUR oppure è un'impresa non affiliata avente un fatturato netto superiore a 750 000 000 EUR;

 

b)   l'impresa madre apicale di cui alla lettera a) non ha un'impresa figlia media o grande ai sensi del paragrafo 3.

 

Emendamento    13

Proposta di direttiva

Articolo 1 – comma 1 – punto 2

Direttiva 2013/34/UE

Articolo 48 quater – paragrafo 2 – lettera a

 

Testo della Commissione

Emendamento

(a)  una breve descrizione della natura delle attività;

(a)  il nome o i nomi, una breve descrizione della natura delle attività e l'ubicazione geografica;

Emendamento    14

Proposta di direttiva

Articolo 1 – comma 1 – punto 2

Direttiva 2013/34/UE

Articolo 48 quater – paragrafo 2 – lettera b

 

Testo della Commissione

Emendamento

(b)  il numero dei dipendenti;

(b)  il numero dei dipendenti occupati su base equivalente a tempo pieno;

Emendamento    15

Proposta di direttiva

Articolo 1 – comma 1 – punto 2

Direttiva 2013/34/UE

Articolo 48 quater – paragrafo 2 – lettera b bis (nuova)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

(b bis)  il valore delle attività e il costo annuale del mantenimento delle stesse;

Emendamento    16

Proposta di direttiva

Articolo 1 – comma 1 – punto 2

Direttiva 2013/34/UE

Articolo 48 quater – paragrafo 2 – lettera b ter (nuova)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

(b ter)  le vendite e gli acquisti;

Emendamento    17

Proposta di direttiva

Articolo 1 – comma 1 – punto 2

Direttiva 2013/34/UE

Articolo 48 quater – paragrafo 2 – lettera b quater (nuova)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

(b quater)  il valore degli investimenti per giurisdizione fiscale;

Emendamento    18

Proposta di direttiva

Articolo 1 – comma 1 – punto 2

Direttiva 2013/34/UE

Articolo 48 quater – paragrafo 2 – lettera c

 

Testo della Commissione

Emendamento

(c)  l'importo del fatturato netto (comprensivo del fatturato realizzato con le parti correlate);

(c)  l'importo del fatturato netto (compresa una suddivisione tra il fatturato realizzato con le parti correlate e il fatturato realizzato con le parti non correlate);

Emendamento    19

Proposta di direttiva

Articolo 1 – comma 1 – punto 2

Direttiva 2013/34/UE

Articolo 48 quater – paragrafo 2 – lettera f bis (nuova)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

(f bis)  il capitale dichiarato;

Emendamento    20

Proposta di direttiva

Articolo 1 – comma 1 – punto 2

Direttiva 2013/34/UE

Articolo 48 quater – paragrafo 2 – lettera f ter (nuova)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

(f ter)  le attività materiali diverse dalle disponibilità liquide o mezzi equivalenti;

Emendamento    21

Proposta di direttiva

Articolo 1 – comma 1 – punto 2

Direttiva 2013/34/UE

Articolo 48 quater – paragrafo 2 – lettera g bis (nuova)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

(g bis)  i contributi pubblici ricevuti;

Emendamento    22

Proposta di direttiva

Articolo 1 – comma 1 – punto 2

Direttiva 2013/34/UE

Articolo 48 quater – paragrafo 2 – lettera g ter (nuova)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

(g ter)  l'elenco delle filiali attive in ogni giurisdizione fiscale sia all'interno che all'esterno dell'Unione;

Emendamento    23

Proposta di direttiva

Articolo 1 – comma 1 – punto 2

Direttiva 2013/34/UE

Articolo 48 quater – paragrafo 2 – lettera g quater (nuova)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

(g quater)  tutti i pagamenti quali definiti all'articolo 41, paragrafo 5, erogati ai governi su base annua.

Emendamento    24

Proposta di direttiva

Articolo 1 – comma 1 – punto 2

Direttiva 2013/34/UE

Articolo 48 quater – paragrafo 3 – comma 1

 

Testo della Commissione

Emendamento

La comunicazione presenta le informazioni di cui al paragrafo 2 separatamente per ciascuno Stato membro. Qualora uno Stato membro comprenda diverse giurisdizioni fiscali, le informazioni sono raggruppate a livello di Stato membro.

La comunicazione presenta le informazioni di cui al paragrafo 2 separatamente per ciascuno Stato membro. Qualora uno Stato membro comprenda diverse giurisdizioni fiscali, le informazioni sono elencate separatamente per ciascuna giurisdizione fiscale.

Emendamento    25

Proposta di direttiva

Articolo 1 – comma 1 – punto 2

Direttiva 2013/34/UE

Articolo 48 quater – paragrafo 3 – comma 2

 

Testo della Commissione

Emendamento

La comunicazione presenta inoltre le informazioni di cui al paragrafo 2 separatamente per ciascuna giurisdizione fiscale che al termine dell'esercizio finanziario precedente sia riportata nell'elenco comune dell'Unione redatto in conformità all'articolo 48 octies, a meno che la comunicazione confermi che, fatta salva la responsabilità di cui al successivo articolo 48 sexies, le imprese affiliate del gruppo soggetto alla legislazione della giurisdizione fiscale non abbiano operazioni dirette con imprese affiliate dello stesso gruppo soggette alla legislazione di uno Stato membro.

La comunicazione presenta inoltre le informazioni di cui al paragrafo 2 separatamente per ciascuna giurisdizione fiscale al di fuori dell'Unione.

Emendamento    26

Proposta di direttiva

Articolo 1 – comma 1 – punto 2

Direttiva 2013/34/UE

Articolo 48 quater – paragrafo 3 – comma 3

 

Testo della Commissione

Emendamento

Per le altre giurisdizioni fiscali la comunicazione presenta le informazioni di cui al paragrafo 2 in modo aggregato.

soppresso

Emendamento    27

Proposta di direttiva

Articolo 1 – comma 1 – punto 2

Direttiva 2013/34/UE

Articolo 48 quater – paragrafo 5

 

Testo della Commissione

Emendamento

5.  La comunicazione delle informazioni sull'imposta sul reddito è pubblicata e resa accessibile sul sito web in almeno una delle lingue ufficiali dell'Unione.

5.  La comunicazione delle informazioni sull'imposta sul reddito è pubblicata utilizzando un modello comune disponibile in un formato aperto ed è resa accessibile sul sito web in almeno una delle lingue ufficiali dell'Unione. Il giorno della pubblicazione, l'impresa trasmette la comunicazione delle informazioni sull'imposta sul reddito anche a un registro pubblico gestito dalla Commissione.

Emendamento    28

Proposta di direttiva

Articolo 1 – comma 1 – punto 2

Direttiva 2013/34/UE

Articolo 48 sexies – paragrafo 2

 

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Gli Stati membri assicurano che incomba collettivamente ai membri degli organi di amministrazione, gestione e controllo delle imprese figlie di cui all'articolo 48 ter, paragrafo 3, incaricati delle formalità relative alla pubblicità di cui all'articolo 13 della direttiva 89/666/CEE in relazione alla succursale di cui all'articolo 48 ter, paragrafo 4, nell'esercizio delle competenze loro attribuite dalla normativa nazionale, la responsabilità di garantire, al meglio delle loro conoscenze e capacità, che la comunicazione delle informazioni sull'imposta sul reddito sia redatta, pubblicata e resa accessibile in conformità agli articoli 48 ter, 48 quater e 48 quinquies.

2.  Gli Stati membri assicurano che incomba collettivamente ai membri degli organi di amministrazione, gestione e controllo delle imprese figlie di cui all'articolo 48 ter, paragrafo 3, incaricati delle formalità relative alla pubblicità di cui all'articolo 13 della direttiva 89/666/CEE in relazione alla succursale di cui all'articolo 48 ter, paragrafo 4, nell'esercizio delle competenze loro attribuite dalla normativa nazionale, la responsabilità di garantire che la comunicazione delle informazioni sull'imposta sul reddito sia redatta, pubblicata e resa accessibile in conformità agli articoli 48 ter, 48 quater e 48 quinquies.

Emendamento    29

Proposta di direttiva

Articolo 1 – comma 1 – punto 2

Direttiva 2013/34/UE

Articolo 48 octies bis (nuovo)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 48 octies bis

 

Modello comune per la comunicazione

 

Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti di esecuzione al fine di istituire il modello comune di cui all'articolo 48 ter, paragrafi 1, 3 e 4 e all'articolo 48 quater, paragrafo 5. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura d'esame di cui all'articolo 50, paragrafo 2.

ALLEGATO: ELENCO DELLE ENTITÀ O DELLE PERSONE DA CUI IL RELATORE PER PARERE HA RICEVUTO CONTRIBUTI

Il seguente elenco è redatto su base puramente volontaria sotto l'esclusiva responsabilità del relatore per parere. Nel corso dell'elaborazione del parere, il relatore ha ricevuto contributi dalle seguenti entità o persone.

Entità e/o persona

Oxfam

Eurodad

ActionAid

PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Titolo

Comunicazione delle informazioni sull’imposta sul reddito da parte di talune imprese e succursali

Riferimenti

COM(2016)0198 – C8-0146/2016 – 2016/0107(COD)

Commissioni competenti per il merito

       Annuncio in Aula

ECON

28.4.2016

JURI

28.4.2016

 

 

Parere espresso da

       Annuncio in Aula

DEVE

28.4.2016

Relatore per parere

       Nomina

Elly Schlein

16.9.2016

Articolo 55 – Procedura con le commissioni congiunte

       Annuncio in Aula

       

       

19.1.2017

Esame in commissione

21.3.2017

 

 

 

Approvazione

25.4.2017

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

21

1

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Beatriz Becerra Basterrechea, Nirj Deva, Doru-Claudian Frunzulică, Enrique Guerrero Salom, Heidi Hautala, György Hölvényi, Teresa Jiménez-Becerril Barrio, Arne Lietz, Linda McAvan, Norbert Neuser, Vincent Peillon, Cristian Dan Preda, Elly Schlein, Eleftherios Synadinos, Eleni Theocharous, Paavo Väyrynen, Bogdan Brunon Wenta, Anna Záborská, Željana Zovko

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Paul Rübig, Judith Sargentini

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Xabier Benito Ziluaga, Dariusz Rosati

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

21

+

Gruppo ALDE

Paavo Väyrynen

Gruppo ECR

Nirj Deva, Eleni Theocharous

Gruppo GUE/NGL

Xabier Benito Ziluaga

Gruppo PPE

György Hölvényi, Teresa Jiménez-Becerril Barrio, Cristian Dan Preda, Dariusz Rosati, Paul Rübig, Bogdan Brunon Wenta, Anna Záborská, Željana Zovko,

Gruppo S&D

Doru-Claudian Frunzulică, Enrique Guerrero Salom, Arne Lietz, Linda McAvan, Norbert Neuser, Vincent Peillon, Elly Schlein

Gruppo Verts/ALE

Heidi Hautala, Judith Sargentini

1

-

NI

Eleftherios Synadinos

0

0

 

 

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti


PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Titolo

Comunicazione delle informazioni sull’imposta sul reddito da parte di talune imprese e succursali

Riferimenti

COM(2016)0198 – C8-0146/2016 – 2016/0107(COD)

Presentazione della proposta al PE

12.4.2016

 

 

 

Commissioni competenti per il merito

       Annuncio in Aula

ECON

28.4.2016

JURI

28.4.2016

 

 

Commissioni competenti per parere

       Annuncio in Aula

AFET

28.4.2016

DEVE

28.4.2016

INTA

28.4.2016

 

Pareri non espressi

       Decisione

AFET

30.5.2017

INTA

23.5.2016

 

 

Relatori

       Nomina

Hugues Bayet

15.6.2016

Evelyn Regner

15.6.2016

 

 

Articolo 55 – Procedura con le commissioni congiunte

       Annuncio in Aula

       

       

19.1.2017

Contestazione della base giuridica

       Parere JURI

JURI

12.1.2017

 

 

 

Esame in commissione

27.2.2017

3.5.2017

 

 

Approvazione

12.6.2017

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

38

9

36

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Max Andersson, Gerolf Annemans, Burkhard Balz, Hugues Bayet, Joëlle Bergeron, Udo Bullmann, Jean-Marie Cavada, Thierry Cornillet, Esther de Lange, Rosa Estaràs Ferragut, Markus Ferber, Jonás Fernández, Laura Ferrara, Lidia Joanna Geringer de Oedenberg, Sven Giegold, Roberto Gualtieri, Brian Hayes, Gunnar Hökmark, Mary Honeyball, Danuta Maria Hübner, Cătălin Sorin Ivan, Petr Ježek, Sajjad Karim, Sylvia-Yvonne Kaufmann, Georgios Kyrtsos, Alain Lamassoure, Philippe Lamberts, Werner Langen, Gilles Lebreton, Sander Loones, Bernd Lucke, Olle Ludvigsson, António Marinho e Pinto, Gabriel Mato, Bernard Monot, Luigi Morgano, Luděk Niedermayer, Stanisław Ożóg, Sirpa Pietikäinen, Emil Radev, Evelyn Regner, Dariusz Rosati, Pirkko Ruohonen-Lerner, Pedro Silva Pereira, Peter Simon, Theodor Dumitru Stolojan, Pavel Svoboda, József Szájer, Paul Tang, Ernest Urtasun, Marco Valli, Tom Vandenkendelaere, Cora van Nieuwenhuizen, Miguel Viegas, Jakob von Weizsäcker, Axel Voss, Marco Zanni

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Enrique Calvet Chambon, Matt Carthy, David Coburn, Manuel dos Santos, Pascal Durand, Ashley Fox, Heidi Hautala, Ramón Jáuregui Atondo, Victor Negrescu, Virginie Rozière, Andreas Schwab, Tibor Szanyi, Lieve Wierinck, Kosma Złotowski

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Martina Anderson, Dominique Bilde, Ana Gomes, Kateřina Konečná, Merja Kyllönen, Liadh Ní Riada, Elly Schlein, Kay Swinburne, Adam Szejnfeld, Róża Gräfin von Thun und Hohenstein, Bogdan Brunon Wenta, Željana Zovko

Deposito

21.6.2017


VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

38

+

PPE

 

ECR

ALDE

EFDD

Burkhard Balz, Rosa Estaràs Ferragut, Markus Ferber, Brian Hayes, Gunnar Hökmark, Danuta Maria Hübner, Georgios Kyrtsos, Alain Lamassoure, Werner Langen, Gabriel Mato, Luděk Niedermayer, Sirpa Pietikäinen, Emil Radev, Dariusz Rosati, Andreas Schwab, Theodor Dumitru Stolojan, Pavel Svoboda, Adam Szejnfeld, József Szájer, Róża Gräfin von Thun und Hohenstein, Tom Vandenkendelaere, Axel Voss, Bogdan Brunon Wenta, Željana Zovko, Esther de Lange

Ashley Fox, Sajjad Karim, Bernd Lucke, Stanisław Ożóg, Kay Swinburne, Kosma Zlotowski

Enrique Calvet Chambon, Jean-Marie Cavada, Thierry Cornillet, Petr Ježek, António Marinho e Pinto, Lieve Wierinck

Joëlle Bergeron

9

-

GUE/NGL

EFDD

Martina Anderson, Matt Carthy, Kateřina Konečná, Merja Kyllönen, Liadh Ní Riada, Miguel Viegas

David Coburn, Laura Ferrara, Marco Valli

36

0

S&D

 

ECR

ALDE

VERTS/ALE

ENF

Hugues Bayet, Udo Bullmann, Jonás Fernández, Lidia Joanna Geringer de Oedenberg, Ana Gomes, Roberto Gualtieri, Mary Honeyball, Cătălin Sorin Ivan, Ramón Jáuregui Atondo, Sylvia-Yvonne Kaufmann, Olle Ludvigsson, Luigi Morgano, Victor Negrescu, Evelyn Regner, Virginie Rozière, Elly Schlein, Pedro Silva Pereira, Peter Simon, Tibor Szanyi, Paul Tang, Manuel dos Santos, Jakob von Weizsäcker

Sander Loones, Pirkko Ruohonen-Lerner

Cora van Nieuwenhuizen

Max Andersson, Pascal Durand, Sven Giegold, Heidi Hautala, Philippe Lamberts, Ernest Urtasun

Gerolf Annemans, Dominique Bilde, Gilles Lebreton, Bernard Monot, Marco Zanni

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

Avviso legale