Procedura : 2017/2126(INI)
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Ciclo del documento : A8-0328/2017

Testi presentati :

A8-0328/2017

Discussioni :

PV 15/11/2017 - 20
CRE 15/11/2017 - 20

Votazioni :

PV 16/11/2017 - 7.8
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Testi approvati :

P8_TA(2017)0449

RELAZIONE     
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23.10.2017
PE 604.708v03-00 A8-0328/2017

sulla relazione annuale concernente le attività del Mediatore europeo nel 2016

(2017/2126(INI))

Commissione per le petizioni

Relatore: Marlene Mizzi

PR_INI_AnnOmbud

ERRATA/ADDENDA
PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO
 VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla relazione annuale concernente le attività del Mediatore europeo nel 2016

(2017/2126(INI))

Il Parlamento europeo,

–  vista la relazione annuale concernente le attività del Mediatore europeo nel 2016,

–  visto l'articolo 15 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

–  visti gli articoli 24 e 228 TFUE,

–  visto l'articolo 11 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 41 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 42 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,

–  visto l'articolo 43 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,

–  vista la convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità,

–  vista la decisione 94/262/CECA, CE, Euratom del Parlamento europeo, del 9 marzo 1994, sullo statuto e le condizioni generali per l'esercizio delle funzioni del mediatore(1),

–  visto il codice europeo di buona condotta amministrativa approvato dal Parlamento europeo il 6 settembre 2001(2),

–  visto l'accordo quadro di cooperazione concluso tra il Parlamento europeo e il Mediatore europeo il 15 marzo 2006, entrato in vigore il 1° aprile 2006,

–  viste le sue precedenti risoluzioni sulle attività del Mediatore europeo,

–  visto l'articolo 220, paragrafo 1, del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per le petizioni (A8-0328/2017),

A.  considerando che la relazione annuale concernente le attività del Mediatore europeo nel 2016 è stata ufficialmente presentata al Presidente del Parlamento europeo il 17 maggio 2017 e che il Mediatore, Emily O'Reilly, ha presentato la relazione alla commissione per le petizioni il 30 maggio 2017 a Bruxelles;

B.  considerando che gli articoli 24 e 228 TFUE abilitano il Mediatore europeo a ricevere denunce riguardanti casi di cattiva amministrazione nell'azione delle istituzioni, degli organi o degli organismi dell'Unione, salvo la Corte di giustizia dell'Unione europea nell'esercizio delle sue funzioni giurisdizionali;

C.  considerando che l'articolo 15 TFUE stabilisce che "al fine di promuovere il buon governo e garantire la partecipazione della società civile, le istituzioni, gli organi e gli organismi dell'Unione operano nel modo più trasparente possibile" e che " qualsiasi cittadino dell'Unione e qualsiasi persona fisica o giuridica che risieda o abbia la sede sociale in uno Stato membro ha il diritto di accedere ai documenti delle istituzioni, organi e organismi dell'Unione"; che garantire che i cittadini dell'Unione ricevano servizi di qualità e che l'amministrazione dell'UE risponda alle loro esigenze e preoccupazioni è essenziale per tutelare i diritti dei cittadini e le libertà fondamentali;

D.  considerando che, in virtù dell'articolo 41, paragrafo 1, della Carta dei diritti fondamentali, "ogni persona ha diritto a che le questioni che la riguardano siano trattate in modo imparziale ed equo ed entro un termine ragionevole dalle istituzioni, organi e organismi dell'Unione";

E.  considerando che, secondo quanto afferma l'articolo 43 della Carta, "ogni cittadino dell'Unione nonché ogni persona fisica o giuridica che risieda o abbia la sede sociale in uno Stato membro ha il diritto di sottoporre al Mediatore europeo casi di cattiva amministrazione nell'azione delle istituzioni, organi o organismi dell'Unione, salvo la Corte di giustizia dell'Unione europea nell'esercizio delle sue funzioni giurisdizionali";

F.  considerando che la principale priorità del Mediatore è garantire che i diritti dei cittadini siano pienamente rispettati e che il diritto a una buona amministrazione da parte delle istituzioni, degli organi o degli organismi dell'Unione rifletta gli standard più elevati;

G.  considerando che, nel 2016, 15 797 cittadini hanno chiesto assistenza ai servizi del Mediatore, dei quali 12 646 hanno ottenuto consigli attraverso la guida interattiva presente nel sito web del Mediatore, mentre delle restanti richieste 1 271 sono state trasmesse ad altri servizi per richieste di informazioni e 1 880 sono state trattate in quanto denunce dal Mediatore;

H.  considerando che, delle 1 880 denunce complessivamente trattate dal Mediatore nel 2016, 711 rientravano nell'ambito di applicazione del mandato del Mediatore e 1 169 esulavano dalle sue competenze;

I.  considerando che nel 2016 il Mediatore ha avviato 245 indagini, di cui 235 basate su denunce e 10 avviate di propria iniziativa, e ha invece archiviato 291 indagini (278 basate su denunce e 13 avviate di propria iniziativa); considerando che la maggior parte delle indagini riguardava la Commissione (58,8 %), seguita dalle agenzie dell'UE (12,3 %), dal Parlamento (6,5 %), dall'Ufficio europeo di selezione del personale (EPSO – 5,7 %), dal Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE – 4,5 %), dall'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF – 0,8 %) e da altre istituzioni (11,4 %);

J.  considerando che il Mediatore riceve ogni anno molte denunce da parte di privati e organizzazioni in merito all'amministrazione dell'UE e che le tre principali questioni su cui vertevano le indagini archiviate dal Mediatore nel 2016 erano la trasparenza e l'accesso alle informazioni e ai documenti (29,6 %), la buona gestione di questioni relative al personale dell'Unione (28,2 %) e la cultura del servizio (25,1 %); che altre questioni includevano il corretto ricorso alla discrezionalità, anche durante le procedure di infrazione, la corretta gestione finanziaria delle sovvenzioni e degli appalti dell'UE, nonché il rispetto dei diritti procedurali e fondamentali; che l'importanza di tali questioni mette in evidenza il ruolo centrale del Mediatore nel garantire che i processi decisionali e l'amministrazione a livello dell'UE siano pienamente trasparenti e imparziali, allo scopo di tutelare i diritti dei cittadini e rafforzare la loro fiducia nelle istituzioni;

K.  considerando che, nella propria attività strategica nel 2016, il Mediatore ha archiviato 5 indagini strategiche, ne ha avviate 4 nuove concernenti, tra l'altro, possibili conflitti di interesse dei consiglieri speciali e ritardi nella sperimentazione chimica e ha inoltre avviato 10 nuove iniziative strategiche;

L.  considerando che il Mediatore ha avviato un'ampia indagine strategica sulle modalità con cui la Commissione effettua la nomina e la valutazione dei conflitti di interesse dei suoi consiglieri speciali, che spesso lavorano simultaneamente per clienti del settore privato e per l'UE;

M.  considerando che il Mediatore ha esaminato il codice di condotta dei membri del consiglio di amministrazione della Banca europea per gli investimenti (BEI), osservando che non prevede l'obbligo di presentare una dichiarazione di interessi o una dichiarazione degli interessi finanziari;

N.  considerando che la crisi finanziaria ha comportato una crisi economica e sociale, minando così la credibilità delle istituzioni dell'UE;

O.  considerando che il Mediatore ha rilevato che il fatto che la Commissione 2019-2014 non si sia occupata della violazione, da parte di un ex commissario, del codice di condotta dei commissari e non abbia indagato in modo adeguato sulla compatibilità del contratto di lavoro del commissario nel settore privato con gli obblighi stabiliti dai trattati dell'UE costituisce un caso di cattiva amministrazione; che i casi di cattiva amministrazione concernenti le attività post-mandato dei commissari, incluso il presidente della Commissione, accrescono la sfiducia dei cittadini nei confronti della Commissione;

P.  considerando che il Mediatore collabora anche con altre organizzazioni internazionali, come le Nazioni Unite, e fa parte del quadro europeo nell'ambito della convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, il cui compito è di tutelare, promuovere e monitorare l'attuazione della convenzione a livello delle istituzioni dell'UE;

Q.  considerando che, secondo quanto rilevato nel marzo 2016 dall'indagine Eurobarometro Flash sulla cittadinanza dell'Unione europea, 9 cittadini dell'UE su 10 (87 %) sono consapevoli del proprio status di cittadini europei e del diritto di sporgere denuncia al Parlamento, alla Commissione o al Mediatore europeo;

1.  approva la relazione annuale per il 2016 presentata dal Mediatore europeo e ne loda la presentazione chiara e facilmente leggibile, che illustra i fatti e i dati più importanti concernenti l'attività del Mediatore nel 2016;

2.  si congratula con Emily O'Reilly per l'eccellente lavoro svolto nel migliorare la qualità e l'accessibilità dei servizi del Mediatore nonché per la sua collaborazione e il suo impegno concreto con il Parlamento, in particolare con la commissione per le petizioni, oltre che con altre istituzioni, organi e organismi dell'Unione;

3.  riconosce il ruolo delle indagini e iniziative strategiche e sostiene quelle condotte di propria iniziativa dal Mediatore su questioni strategicamente importanti nell'interesse pubblico dei cittadini europei; loda gli sforzi compiuti dal Mediatore per migliorare la propria attività strategica per fare in modo che i casi basati su denunce dal contenuto simile siano trattati collettivamente;

4.  si compiace della determinazione del Mediatore nel rispondere in maniera tempestiva ed efficiente alle esigenze e alle preoccupazioni dei cittadini dell'UE e sostiene i nuovi metodi di lavoro nonché la procedura semplificata per la gestione dei casi introdotta nel 2016, che consente maggiore flessibilità ed efficienza e un impatto su un numero più elevato di cittadini;

5.  concorda sul fatto che le attuali sfide senza precedenti cui l'UE si trova a far fronte, come la disoccupazione, le diseguaglianze sociali ed economiche, la crisi migratoria e la Brexit, esigono che tutte le istituzioni, gli organi e gli organismi dell'Unione, compreso il Mediatore, lavorino con maggiore impegno e determinazione in modo da garantire i più elevati livelli di giustizia sociale, rendicontabilità e trasparenza a livello di UE;

6.  sottolinea la necessità di migliorare il dialogo sociale;

7.  sottolinea che la fiducia tra i cittadini e le istituzioni è essenziale nel contesto dell'attuale congiuntura economica;

8.  osserva che l'ufficio del Mediatore ha conseguito finora il secondo tasso più elevato di osservanza delle sue decisioni e/o raccomandazioni; raccomanda al Mediatore di restare vigile, di identificare le cause dell'inosservanza delle sue raccomandazioni e di informare il Parlamento di tutti i casi ricorrenti di inosservanza da parte dell'amministrazione dell'UE;

9.  osserva che nel 2016 si è registrato un calo nel numero delle indagini del Mediatore riguardanti le istituzioni dell'UE (245 nel 2016, 261 nel 2015); esorta le istituzioni, gli organi e gli organismi dell'UE a rispondere e a reagire entro un termine ragionevole alle osservazioni critiche del Mediatore e a migliorare il proprio tasso di osservanza delle sue raccomandazioni e/o decisioni;

10.  osserva che nel 2016 la maggior parte dei casi gestiti dal Mediatore sono stati archiviati entro 12 mesi e che la durata media necessaria ad archiviare un'indagine è stata di 10 mesi, con solo il 30 % dei casi archiviato dopo 12 mesi o più; esorta il Mediatore a migliorare ulteriormente i propri metodi di lavoro e a ridurre i tempi necessari per il trattamento delle denunce, in particolare nei casi ancora aperti dopo 12 mesi, senza compromettere l'efficienza del proprio lavoro;

11.  osserva che la stragrande maggioranza delle indagini condotte dal Mediatore riguarda ancora la trasparenza, in particolare la trasparenza del processo decisionale e delle attività di lobbying e l'accesso ai documenti dell'UE, cui seguono altri problemi relativi a una serie di questioni che vanno dalla violazione dei diritti fondamentali e le questioni etiche agli appalti e alle sovvenzioni dell'UE;

12.  sottolinea il ruolo essenziale della trasparenza, della buona amministrazione e del sistema di bilanciamento dei poteri istituzionali nell'attività delle istituzioni dell'UE; si rammarica che più del 20 % delle denunce complessivamente presentate al Mediatore continuino a riguardare la trasparenza e l'accesso alle informazioni e ai documenti, questioni che rimangono una preoccupazione importante dei cittadini dell'UE nel corso degli anni; invita le istituzioni dell'UE a pubblicare informazioni e documenti in maniera proattiva al fine di aumentare la trasparenza e ridurre la cattiva amministrazione;

13.  ritiene che la massima trasparenza e l'accesso ai documenti detenuti dalle istituzioni debbano costituire la regola; ricorda che la giurisprudenza della Corte di giustizia dell'UE stabilisce che i cittadini dell'Unione beneficiano del diritto di accesso ai documenti delle istituzioni, degli organi e degli organismi dell'Unione e che le possibili deroghe ed eccezioni dovrebbero sempre essere valutate in funzione dei principi di trasparenza e di democrazia, che sono il presupposto dell'esercizio dei diritti democratici; ritiene che sia necessario rivedere il regolamento (CE) n. 1049/2001 allo scopo di facilitare l'attività del Mediatore di verifica della concessione dell'accesso ai documenti da parte del Parlamento, del Consiglio e della Commissione;

14.  invita la Commissione a migliorare la trasparenza e l'accesso ai documenti e alle informazioni per quanto concerne le procedure EU Pilot in relazione alle petizioni ricevute e le procedure EU Pilot e di infrazione già concluse; sottolinea l'importanza che la Commissione assicuri un seguito regolare con il Parlamento; incoraggia il Mediatore a proseguire l'indagine strategica sulla trasparenza della Commissione nella gestione delle denunce di infrazione nel quadro delle procedure EU Pilot e lo esorta a essere vigile e determinato nel portare avanti l'indagine sulla questione nel 2017;

15.  loda la determinazione del Mediatore nel conseguire il massimo livello di trasparenza nel processo decisionale dell'UE; sottolinea la necessità di monitorare l'attuazione delle raccomandazioni del Mediatore concernenti la trasparenza dei triloghi; invita il Consiglio e la Commissione a pubblicare informazioni pertinenti in merito alle decisioni prese nei triloghi; ribadisce inoltre la necessità di una trasparenza piena e rafforzata negli accordi e negoziati commerciali, e invita il Mediatore a compiere sforzi costanti per monitorare la trasparenza dei negoziati su tutti gli accordi commerciali dell'UE con i paesi terzi, tenendo conto che ciò non dovrebbe compromettere la posizione negoziale dell'UE;

16.  ribadisce l'importanza della trasparenza da parte di tutte le istituzioni dell'UE nei negoziati tra l'Unione europea e il Regno Unito relativi al recesso di quest'ultimo dall'Unione, senza che la posizione negoziale delle parti sia compromessa; invita il Mediatore a monitorare il rispetto della trasparenza durante i negoziati di recesso;

17.  chiede maggiore trasparenza nel processo decisionale dell'UE in ambito economico e finanziario, in particolare per quanto riguarda la vigilanza bancaria effettuata dalla Banca centrale europea; sostiene inoltre le raccomandazioni del Mediatore a favore di un aumento della trasparenza della BEI e dell'Eurogruppo e del rafforzamento delle loro norme etiche interne, riconoscendo i recenti sforzi compiuti in questo senso e il fatto che il regolamento (CE) n. 1049/2001 non si applica all'Eurogruppo, poiché ai sensi dei trattati non costituisce un'istituzione o un organismo; chiede il rispetto delle raccomandazioni del Mediatore in merito alla revisione del meccanismo per il trattamento delle denunce della BEI e sottolinea l'importanza di un meccanismo indipendente per il trattamento delle denunce; invita il Mediatore a svolgere un ruolo più attivo nel garantire che il nuovo meccanismo per il trattamento delle denunce della BEI rimanga credibile ed efficiente, nel rispetto dei principi di indipendenza operativa, trasparenza, accessibilità, tempestività e risorse adeguate;

18.  esprime il suo pieno appoggio al fine ultimo del Mediatore, che è di contribuire a rafforzare le strutture e le istituzioni in termini di responsabilità e trasparenza a livello di UE e di migliorare la qualità della democrazia in Europa;

19.  prende atto delle conclusioni del Mediatore sulla cattiva amministrazione in relazione al codice di condotta dei commissari; sottolinea l'importanza di norme morali ed etiche rigorose in seno all'amministrazione dell'UE e prende atto della decisione della Commissione di estendere il periodo di incompatibilità a due anni per gli ex commissari e a tre anni per gli ex presidenti della Commissione, ma è fermamente convinto che occorra applicare norme etiche più rigorose in tutte le istituzioni dell'UE, sia per i politici che per il personale dell'UE, allo scopo di garantire il rispetto del dovere di integrità e discrezione nonché la piena indipendenza dal settore privato; invita la Commissione a garantire una pubblicazione proattiva e la piena trasparenza per quanto concerne le occupazioni post-mandato degli ex commissari; sostiene le raccomandazioni del Mediatore a favore di un'ulteriore revisione del codice conformemente agli obblighi stabiliti dai trattati, rendendo le norme più esplicite e facilmente applicabili, in modo da assicurare la credibilità, l'imparzialità e l'assenza di conflitti d'interesse caso per caso; incoraggia il Mediatore a continuare a supervisionare e valutare il livello di indipendenza del comitato etico ad hoc della Commissione;

20.  prende atto delle misure adottate dalla Commissione in risposta alle raccomandazioni del Mediatore sulle modalità con cui sono state attuate le norme applicabili al personale dell'UE che disciplinano il cosiddetto fenomeno della "porta girevole" e attende con interesse un'ulteriore indagine del Mediatore, con la valutazione dell'applicazione pratica delle nuove norme;

21.  invita il Mediatore a proseguire la sua attività per garantire la pubblicazione tempestiva dei nomi di tutti i funzionari dell'UE coinvolti nei casi di "porte girevoli" e ad assicurare la piena trasparenza di tutte le relative informazioni;

22.   sostiene l'impegno del Mediatore di migliorare la trasparenza del lobbismo nell'Unione e invita la Commissione a rispettare pienamente i suggerimenti del Mediatore per migliorare il registro per la trasparenza dell'UE e renderlo una piattaforma centrale di trasparenza obbligatoria per tutte le istituzioni e gli organismi dell'UE; sottolinea che occorre adottare misure chiare ed elaborare a tal fine programmi di lavoro coerenti ed efficaci; sottolinea l'importanza di una maggiore trasparenza, anche per quanto riguarda le informazioni relative ai finanziamenti, ai gruppi di interesse e agli interessi finanziari;

23.  si compiace dell'indagine strategica del Mediatore sulle modalità con cui la Commissione effettua valutazioni dei conflitti d'interesse dei suoi consiglieri speciali; invita la Commissione ad attuare pienamente le raccomandazioni del Mediatore sulla procedura di nomina dei consiglieri speciali, valutando qualsiasi potenziale conflitto d'interesse prima e dopo la loro nomina e garantendo al pubblico l'accesso e informazioni in relazione ai documenti e alle riunioni;

24.  sostiene l'indagine strategica del Mediatore sui gruppi di esperti della Commissione; esorta il Mediatore a garantire che la gestione dei conflitti di interesse e una rappresentazione equilibrata ed equa di tutti i soggetti interessati, incluse le parti sociali, siano migliorate nelle nuove norme della Commissione, anche attraverso la creazione di un elenco degli esperti nel registro per la trasparenza dell'UE;

25.  prende atto della posizione della Commissione in merito alla trasparenza delle sue riunioni con i lobbisti dell'industria del tabacco e delle misure di trasparenza attuate dalla sua direzione generale della Salute; ribadisce il proprio invito alla Commissione a modificare la sua prassi e a rendere la sua attività pienamente trasparente pubblicando online dati concernenti tutte le riunioni con i gruppi di pressione o i loro rappresentanti legali nonché i processi verbali di tali riunioni, conformemente agli obblighi stabiliti dalla convenzione quadro delle Nazioni Unite per la lotta al tabagismo;

26.  si compiace delle raccomandazioni pratiche del Mediatore in merito all'interazione dei funzionari pubblici con i lobbisti; esorta il Mediatore a sensibilizzare maggiormente il personale di tutte le istituzioni europee in merito a tali raccomandazioni mediante attività di formazione, seminari e relative misure di sostegno e invita tutte le istituzioni dell'UE ad applicare il codice di buona condotta amministrativa del Mediatore e le misure di trasparenza stabilite dalla convenzione quadro delle Nazioni Unite per la lotta al tabagismo;

27.  loda l'indagine strategica del Mediatore sull'accesso ai documenti relativi agli organi preparatori del Consiglio, comprese le sue commissioni, i gruppi di lavoro e il Comitato dei rappresentanti permanenti (COREPER), nel momento in cui vengono discussi i progetti di atti legislativi dell'UE; incoraggia il Mediatore a chiedere al Consiglio di migliorare la trasparenza delle sue riunioni con i soggetti interessati e delle decisioni adottate, di rispettare i requisiti relativi all'accesso ai documenti e di consentire tale accesso in modo tempestivo e senza indugio;

28.  loda l'attività del Mediatore relativamente al trattamento dei temi di interesse pubblico generale, come i diritti fondamentali, la sicurezza e l'efficacia della medicina, la tutela dell'ambiente e della salute e la protezione contro i rischi ambientali; invita il Mediatore a dare seguito alle proposte presentate all'Agenzia europea per le sostanze chimiche in merito ai disincentivi ai test sugli animali quando nuovi prodotti cosmetici vengono registrati sul mercato, nonché alle proposte presentate all'EPSO in merito all'applicazione del principio di forza maggiore e di trasparenza dei concorsi dell'EPSO;

29.  sostiene il ruolo svolto dal Mediatore nell'elaborazione di una politica proattiva e trasparente sulle sperimentazioni cliniche condotte dall'Agenzia europea per i medicinali (EMA) e, in particolare, le raccomandazioni del Mediatore riguardo all'approvazione dell'Humira, uno dei farmaci più venduti al mondo, usato per curare il morbo di Crohn; esorta il Mediatore a continuare a monitorare l'EMA per garantire che rispetti le norme più rigorose in materia di trasparenza e accesso alle informazioni sugli studi clinici, in particolare le norme che sono di interesse pubblico e rivestono grande importanza per i medici, i pazienti e i ricercatori;

30.  si compiace delle indagini condotte dal Mediatore a seguito di denunce da parte di persone con disabilità e incoraggia il suo lavoro in qualità di partecipante attivo al quadro dell'UE nell'ambito della convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità e il suo contributo all'attuazione della strategia europea sulla disabilità; ribadisce il suo appoggio totale alla piena attuazione della convenzione a livello di UE;

31.  invita il Mediatore a garantire che la Commissione tenga conto delle proposte e delle raccomandazioni del Mediatore sulla futura revisione dello strumento dell'iniziativa dei cittadini europei allo scopo di garantire che le procedure e le condizioni previste per l'iniziativa dei cittadini europei siano veramente chiare, semplici, facilmente applicabili e proporzionate;

32.  invita il Mediatore a garantire che la Commissione contribuirà alla creazione di un'infrastruttura che fornisca consulenza legale per le iniziative dei cittadini europei e di un quadro giuridico che tuteli i membri delle iniziative dei cittadini europei;

33.  ricorda che gli informatori sono figure cruciali nello svelare casi di cattiva amministrazione e sostiene le misure volte a incoraggiare efficacemente le segnalazioni e a migliorare la tutela degli informatori dalle ritorsioni; invita inoltre il Mediatore a esaminare ulteriormente l'applicazione delle nuove regole interne sulla segnalazione di irregolarità nelle istituzioni dell'UE; auspica che sia dato seguito alle indagini effettuate dal Mediatore nel 2015 in merito alle regole interne delle istituzioni dell'UE sulla segnalazione di irregolarità; si compiace delle regole elaborate dal Mediatore stesso in tale ambito e incoraggia le altre istituzioni dell'UE a utilizzarle come orientamento; ribadisce la sua richiesta di una normativa orizzontale dell'UE sulla tutela degli informatori che stabilisca procedure e canali adeguati per la denuncia di ogni forma di cattiva amministrazione, nonché le opportune tutele e garanzie giuridiche a tutti i livelli per le persone coinvolte;

34.  si compiace dell'iniziativa del Mediatore volta a identificare le migliori pratiche nell'amministrazione dell'UE e a richiamare maggiormente l'attenzione del pubblico al riguardo attraverso il premio del Mediatore per la buona amministrazione;

35.  incoraggia il Mediatore a proseguire la sua collaborazione con i difensori civici nazionali attraverso la rete europea dei difensori civici; sostiene l'idea di aver organizzato, per la prima volta, la conferenza annuale della rete europea dei difensori civici a Bruxelles nel 2016 e l'impegno della Commissione a collaborare più efficacemente con la rete;

36.  è aperto all'idea di organizzare in futuro conferenze annuali della rete europea dei difensori civici nelle sedi del Parlamento, visti i legami diretti tra la commissione per le petizioni e il Mediatore;

37.  ricorda che la rete europea dei difensori civici potrebbe svolgere un ruolo importante nella difesa dei diritti dei cittadini dell'UE durante i negoziati sul recesso del Regno Unito dall'Unione;

38.  loda il Mediatore per le sue riunioni con i difensori civici nazionali e con le organizzazioni della società civile e delle imprese; esorta il Mediatore a replicare tali riunioni in tutti gli Stati membri e a sensibilizzare ulteriormente in merito a ciò che l'ufficio del Mediatore può fare per i cittadini e le imprese europei;

39.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione e la relazione della commissione per le petizioni al Consiglio, alla Commissione, al Mediatore europeo, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri e ai loro difensori civici o organismi competenti analoghi.

(1)

GU L 113 del 4.5.1994, pag. 15.

(2)

GU C 72 E del 21.3.2002, pag. 331.


MOTIVAZIONE

La relazione annuale concernente le attività del Mediatore europeo nel 2016 è stata ufficialmente presentata al Presidente Antonio Tajani il 17 maggio 2017. Il Mediatore europeo, Emily O'Reilly, ha presentato la relazione alla commissione per le petizioni a Bruxelles il 30 maggio 2017.

La base giuridica del mandato del Mediatore è sancita dagli articoli 24 e 228 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE). I cittadini europei hanno il diritto di sporgere denuncia al Mediatore europeo a norma dell'articolo 24 TFUE e dell'articolo 43 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. Con l'entrata in vigore del trattato di Lisbona, il mandato del Mediatore è stato ampliato per includere possibili casi di cattiva amministrazione nel quadro della politica estera e di sicurezza comune (PESC), compresa la politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC).

La definizione del Mediatore di cattiva amministrazione, avallata dal Parlamento europeo e dalla Commissione, è la seguente: "Si è in presenza di cattiva amministrazione quando un organismo pubblico non opera conformemente a una norma o a un principio per esso vincolante". Per le istituzioni ciò implica il rispetto dello Stato di diritto, dei principi di buona amministrazione e dei diritti fondamentali. La Carta dei diritti fondamentali include inoltre il diritto a una buona amministrazione come diritto fondamentale dei cittadini dell'Unione europea (articolo 41) e la Carta è vincolante per le amministrazioni delle istituzioni dell'UE.

Il relatore apprezza il formato facilmente leggibile della relazione annuale del Mediatore (che caratterizzava anche la precedente relazione per il 2015), la quale affronta questioni chiave e fornisce informazioni dettagliate in merito alle attività e al lavoro svolti dal Mediatore nel 2016. La relazione presenta infografiche chiare e semplici, più o meno negli stessi ambiti dello scorso anno.

Nel 2016, 15 797 cittadini sono stati assistiti dal Mediatore. Di questi, 12 646 hanno ottenuto consigli attraverso la guida interattiva presente nel sito web del Mediatore, mentre, delle restanti richieste, 1 880 sono state trattate in quanto denunce e 1 271 erano richieste di informazioni che hanno ricevuto una risposta dai servizi del Mediatore.

Delle 1 880 denunce complessivamente trattate dal Mediatore nel 2016, 711 rientravano nell'ambito di applicazione del mandato del Mediatore e 1 169 esulavano dalle sue competenze. Il numero complessivo di denunce al di fuori del campo di applicazione del mandato del Mediatore è sceso a un minimo storico (1 169) grazie all'efficace opera di informazione sull'attività del Mediatore e alla guida interattiva sul suo sito web. Le 470 denunce (57,5 %) che esulavano dalle competenze del Mediatore sono state deferite ai membri della Rete, di cui 429 a un difensore civico nazionale o regionale e 41 alla commissione per le petizioni. Altre denunce sono state inoltrate alla Commissione (116, pari al 14,2 % di tutte le denunce deferite) e ad altre istituzioni e organi (407, pari al 49,8 %).

Rispetto all'anno passato, la quantità di denunce è stata leggermente inferiore nel 2016 (17 033 cittadini e 2 077 denunce nel 2015). Per rispondere alle denunce sono state adottate le seguenti misure: in 816 casi (43,4 %) sono stati dati consigli o le denunce sono state deferite a un altro organo di gestione delle controversie; in 788 casi (41,9 %) al denunciante è stato comunicato che non potevano essergli forniti ulteriori consigli; in 235 casi (12,5 %) è stata avviata un'indagine.

Nel 2016 il Mediatore ha avviato 245 indagini, di cui 235 basate su denunce e 10 avviate di propria iniziativa, e ha invece archiviato 291 indagini (278 basate su denunce e 13 di propria iniziativa). Per quanto riguarda le 291 indagini archiviate, in 148 casi (50,9 %) è stata concordata una soluzione o la disputa è stata risolta dall'istituzione, in 89 casi (30,6 %) non è stato rilevato alcun caso di cattiva amministrazione, in 52 casi (17,9 %) non erano giustificate ulteriori indagini e in 20 casi (6,9 %) è stata rilevato un caso di cattiva amministrazione.

Il relatore si compiace che nel 2016 vi sia stato un calo nel numero delle indagini del Mediatore riguardanti le istituzioni europee (245 nel 2016, 261 nel 2015). Tuttavia ritiene che le istituzioni, gli organi e gli organismi dell'Unione debbano continuare a rispondere e a reagire entro un termine ragionevole alle osservazioni critiche del Mediatore e migliorare ulteriormente il loro tasso di osservanza delle raccomandazioni e/o decisioni del Mediatore.

Per quanto riguarda l'origine nazionale delle denunce, la Spagna continua a occupare la posizione più alta con 308 denunce, seguita dalla Polonia (163), dal Belgio (150) e dal Regno Unito (145). Persiste il fenomeno secondo cui a un elevato numero di denunce provenienti da un dato Stato membro non corrisponde un numero proporzionale di indagini avviate. Ad esempio, come riportato nella relazione del Mediatore per il 2016, su un totale di 150 denunce provenienti dal Belgio sono state avviate 50 indagini, mentre rispetto alle 308 denunce presentate dalla Spagna sono state avviate solo 28 indagini.

Nella relazione, il relatore sottolinea inoltre l'importanza delle questioni della trasparenza e dell'accesso alle informazioni e ai documenti quale tematica sulla quale verte la maggior parte delle denunce presentate al Mediatore (29,6 %), seguita dalla buona gestione di questioni relative al personale dell'Unione (28,2 %) e dalla cultura del servizio (25,1 %). Altre questioni includono il corretto ricorso alla discrezionalità, anche durante le procedure di infrazione, la corretta gestione finanziaria delle sovvenzioni e degli appalti dell'UE, nonché il rispetto dei diritti procedurali e fondamentali.

Sulla base di una nuova procedura semplificata di gestione, i casi basati su denunce dal contenuto simile possono essere trattati collettivamente come indagini strategiche; 4 indagini di questo tipo sono state avviate e 5 archiviate nel 2016. Le indagini strategiche avviate nel 2016 comprendono valutazioni dei conflitti di interesse dei consiglieri speciali della Commissione, il programma EU Pilot della Commissione, l'approvazione dei pesticidi per il mercato europeo e i ritardi nell'autorizzazione di 20 domande inerenti alimenti e mangimi geneticamente modificati.

Il Mediatore ha inoltre avviato 10 iniziative strategiche durante l'anno di riferimento riguardanti il fenomeno della cosiddetta "porta girevole", la mancanza di trasparenza nei negoziati tra l'UE e gli Stati Uniti sul TTIP, l'attuazione della convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, la trasparenza del Fondo Asilo, migrazione e integrazione nonché dell'Eurogruppo e della BEI, l'accessibilità dei siti web della Commissione per le persone con disabilità e la trasparenza del processo di revisione e valutazione prudenziale della BCE. Il relatore sostiene l'attività strategica svolta dal Mediatore nel 2016, che, a suo parere, ha servito l'interesse pubblico aiutando le istituzioni dell'UE a migliorare la qualità dei loro servizi.

Nelle indagini in cui è stata rilevata cattiva amministrazione, in 9 casi (45 %) sono state rivolte osservazioni critiche all'istituzione e in 11 casi (55 %) la raccomandazione formulata dal Mediatore è stata totalmente o parzialmente accettata dall'istituzione. Viene formulata un'osservazione critica quando l'istituzione non è più in grado di eliminare il caso di cattiva amministrazione, la cattiva amministrazione non ha implicazioni generali o non è necessario un seguito da parte del Mediatore. Il Mediatore può anche formulare un'osservazione critica quando ritiene che un progetto di raccomandazione non sarebbe efficace o nei casi in cui l'istituzione interessata non accetti un progetto di raccomandazione ma il caso di cattiva amministrazione non giustifichi l'elaborazione di una relazione speciale per il Parlamento.

L'osservazione critica, tuttavia, conferma al denunciante che la sua denuncia era giustificata e indica chiaramente all'istituzione interessata dove ha agito in modo errato, cosicché possa evitare tale azione in futuro. Nel 2015 il Mediatore ha rivolto osservazioni critiche alle istituzioni in 19 casi.

Per quanto concerne le istituzioni oggetto delle indagini del Mediatore, la Commissione europea resta la prima, dato che più di metà dei casi (58,8 %) la riguardano. Seguono le agenzie dell'UE (12,3 %), il Parlamento europeo (6,5 %), l'Ufficio europeo di selezione del personale (EPSO – 5,7 %), il Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE – 4,5 %), l'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF – 0,8 %) e altre istituzioni (11,4 %). Rispetto al 2015 è stata introdotta la categoria "altre istituzioni", che si è collocata al terzo posto per numero di indagini, mentre il Parlamento europeo è salito al quarto, superando l'EPSO.

Il relatore si compiace inoltre dell'iniziativa avviata dal Mediatore nell'ottobre 2016, ossia un invito a presentare candidature per il premio per la buona amministrazione, volto a identificare le migliori pratiche nell'amministrazione dell'UE e a richiamare maggiormente l'attenzione del pubblico su di esse. Il Mediatore ha inoltre redatto una lista di comportamenti da adottare e da non adottare per i funzionari che interagiscono con i lobbisti.

Il Mediatore, inoltre, collabora strettamente con le sue controparti negli Stati membri attraverso la rete europea dei difensori civici (ENO). Nel 2016 l'ENO è stata riorganizzata e ha ottenuto lo status di membro d'ufficio del Forum consultivo dell'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo (EASO). La rete europea dei difensori civici consta attualmente di 96 uffici in 36 paesi europei e rappresenta una piattaforma di cooperazione tra il Mediatore e le sue controparti regionali e nazionali. Anche la commissione per le petizioni del Parlamento europeo è membro di tale rete. Le denunce che non rientrano nel mandato del Mediatore possono in molti casi essere gestite al meglio da un membro della rete, ad esempio da un difensore civico nazionale o regionale.

Il principale evento della rete nel 2016 è stata la prima conferenza annuale, organizzata dal Mediatore e tenutasi a Bruxelles il 19 e il 20 giugno. Il relatore sostiene l'idea di aver organizzato per la prima volta la conferenza annuale della rete europea dei difensori civici a Bruxelles nel 2016 e l'impegno della Commissione a collaborare più efficacemente con la rete. Tale conferenza altamente interattiva era aperta ai non membri e ha accolto 250 partecipanti al fine di lavorare su temi attuali che includono la crisi migratoria in Europa, la promozione della trasparenza del lobbismo e le sfide legate allo Stato di diritto.

L'articolo 33, paragrafo 2, della convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (UNCPRD) prevede l'istituzione di un quadro dell'UE incaricato di promuovere, proteggere e monitorare l'attuazione della convenzione. Il Mediatore ha il compito di proteggere i diritti delle persone con disabilità e garantire che l'amministrazione dell'UE sia consapevole delle sue responsabilità riguardo a tali diritti. Nel maggio 2016 il Mediatore ha avviato un'indagine, tuttora in corso, sulla compatibilità del regime comune di assicurazione malattia (RCAM) con l'UNCRPD e ha intrapreso due iniziative strategiche, una sull'accessibilità dei siti web e degli strumenti online gestiti dalla Commissione e un'altra sulle modalità con cui le scuole europee affrontano le questioni sollevate dal Comitato sui diritti delle persone con disabilità per quanto concerne l'attuazione della convenzione.

Il bilancio del Mediatore è una sezione indipendente del bilancio dell'UE. Il bilancio 2016 del Mediatore ammontava a 10 658 951 EUR e l'organigramma dell'istituzione comprende 75 posti.


INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

11.10.2017

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

19

1

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Heinz K. Becker, Pál Csáky, Eleonora Evi, Rikke Karlsson, Jude Kirton-Darling, Svetoslav Hristov Malinov, Notis Marias, Roberta Metsola, Marlene Mizzi, Gabriele Preuß, Laurenţiu Rebega, Virginie Rozière, Sofia Sakorafa, Jarosław Wałęsa, Cecilia Wikström, Tatjana Ždanoka

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Demetris Papadakis, Julia Pitera, Igor Šoltes, Ángela Vallina

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Mircea Diaconu


VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

19

+

ALDEECR

EFDD

GUE/NLG

PPE

 

S&D

 

VERTS/ALE

 

Mircea Diaconu, Cecilia WikströmRikke Karlsson

Eleonora Evi

Sofia Sakorafa, Ángela Vallina

Heinz K. Becker, Pál Csáky, Svetoslav Hristov Malinov, Roberta Metsola, Julia Pitera, Jarosław Wałęsa

Jude Kirton-Darling, Marlene Mizzi, Demetris Papadakis, Gabriele Preuß, Virginie Rozière

Igor Šoltes, Tatjana Ždanoka

 

1

-

ECR

Notis Marias

1

0

ENF

Laurenţiu Rebega

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

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