Procedura : 2016/0133(COD)
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Ciclo del documento : A8-0345/2017

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A8-0345/2017

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Votazioni :

PV 16/11/2017 - 7.4
CRE 16/11/2017 - 7.4

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RELAZIONE     ***I
PDF 1278kWORD 180k
6.11.2017
PE 599.751v03-00 A8-0345/2017

sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per l'esame di una domanda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide (rifusione)

(COM(2016)0270 – C8-0173/2016 – 2016/0133(COD))

Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni

Relatore: Cecilia Wikström

(Rifusione – articolo 104 del regolamento)

PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 ALLEGATO: LETTERA DELLA COMMISSIONE GIURIDICA
 ALLEGATO: PARERE DEL GRUPPO CONSULTIVO DEI SERVIZI GIURIDICI DEL PARLAMENTO EUROPEO, DEL CONSIGLIO E DELLA COMMISSIONE
 PARERE della commissione per gli affari esteri
 PARERE della commissione per i bilanci
 PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO
 VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per l'esame di una domanda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide (rifusione)

(COM(2016)0270 – C8-0173/2016 – 2016/0133(COD))

(Procedura legislativa ordinaria – rifusione)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2016)0270),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 2, e l'articolo 78, paragrafo 2, lettera e) del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8-0173/2016),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visti i pareri motivati presentati, nel quadro del protocollo n. 2 sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità, dalla Camera dei deputati ceca, dal Senato ceco, dal Senato italiano, dal Parlamento ungherese, dalla Dieta polacca, dal Senato polacco, dalla Camera dei deputati rumena e dal Parlamento slovacco ove si afferma che il progetto di atto legislativo non è conforme al principio di sussidiarietà,

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 19 ottobre 2016(1),

–  visto il parere del Comitato delle regioni dell'8 dicembre 2016(2),

–  visto l'accordo interistituzionale del 28 novembre 2001 ai fini di un ricorso più strutturato alla tecnica della rifusione degli atti normativi(3),

–  vista la lettera in data 30 novembre 2016 della commissione giuridica alla commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni a norma dell'articolo 104, paragrafo 3, del suo regolamento,

–  visti gli articoli 104 e 59 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni e i pareri della commissione per gli affari esteri e della commissione per i bilanci (A8-0345/2017),

A.  considerando che, secondo il gruppo consultivo dei servizi giuridici del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione, la proposta della Commissione non contiene modificazioni sostanziali se non quelle espressamente indicate come tali e che, per quanto concerne la codificazione delle disposizioni immutate degli atti precedenti e di tali modificazioni, la proposta si limita ad una mera codificazione degli atti esistenti, senza modificazioni sostanziali;

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso, tenendo conto delle raccomandazioni del gruppo consultivo dei servizi giuridici del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione;

2.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora la sostituisca, la modifichi sostanzialmente o intenda modificarla sostanzialmente;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Emendamento     1

Proposta di regolamento

Considerando 3 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(3 bis)  L’articolo 18 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea prevede che diritto di asilo sia garantito nel debito rispetto delle norme stabilite dalla convenzione di Ginevra del 28 luglio 1951 e dal protocollo del 31 gennaio 1967, relativi allo status dei rifugiati, e a norma del trattato sull'Unione europea e del trattato sul funzionamento dell'Unione europea .

Motivazione

Il diritto di asilo è garantito nel rispetto delle norme stabilite dalla convenzione di Ginevra del 28 luglio 1951 e dal protocollo del 31 gennaio 1967, relativi allo status dei rifugiati.

Emendamento     2

Proposta di regolamento

Considerando 5

Testo della Commissione

Emendamento

(5)  Tale meccanismo dovrebbe essere fondato su criteri oggettivi ed equi sia per gli Stati membri sia per le persone interessate. Dovrebbe, soprattutto, consentire di determinare con rapidità lo Stato membro competente al fine di garantire l’effettivo accesso alle procedure volte al riconoscimento della protezione internazionale e non dovrebbe pregiudicare l’obiettivo di un rapido espletamento delle domande di protezione internazionale.

(5)  Tale meccanismo dovrebbe essere fondato sul principio di solidarietà e su criteri oggettivi ed equi sia per gli Stati membri sia per le persone interessate. Dovrebbe, soprattutto, consentire di determinare con rapidità lo Stato membro competente al fine di garantire l’effettivo accesso alle procedure volte al riconoscimento della protezione internazionale e non dovrebbe pregiudicare l’obiettivo di un rapido espletamento delle domande di protezione internazionale.

Emendamento    3

Proposta di regolamento

Considerando 9

Testo della Commissione

Emendamento

(9)  L’Agenzia dell’Unione europea per l’asilo dovrebbe fornire sostegno adeguato per l’attuazione del presente regolamento, in particolare stabilendo la chiave di riferimento per la distribuzione dei richiedenti asilo in base al meccanismo correttivo di assegnazione e adeguando ogni anno le cifre per determinare la chiave di riferimento e la chiave di riferimento stessa sulla base dei dati di Eurostat.

(9)  L'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo ("l'Agenzia per l'asilo") dovrebbe fornire sostegno adeguato per l'attuazione del presente regolamento, in particolare stabilendo la chiave di riferimento per la distribuzione dei richiedenti asilo in base al meccanismo correttivo di assegnazione e adeguando ogni anno le cifre per determinare la chiave di riferimento e la chiave di riferimento stessa sulla base dei dati di Eurostat. L'Agenzia per l'asilo dovrebbe sviluppare materiale informativo in stretta collaborazione con le competenti autorità degli Stati membri. L'Agenzia per l'asilo dovrebbe assumere la responsabilità del trasferimento dei richiedenti o dei beneficiari di protezione internazionale in tutti i casi previsti ai sensi del presente regolamento.

Emendamento    4

Proposta di regolamento

Considerando 10

Testo della Commissione

Emendamento

(10)  Alla luce dei risultati delle valutazioni effettuate dell'attuazione del regolamento (UE) n. 604/2013, è opportuno in questa fase ribadire i principi che ispirano il regolamento (UE) n. 604/2013, apportando i miglioramenti necessari, in vista dell'esperienza acquisita, a migliorare l'efficienza del sistema di Dublino e la protezione offerta ai richiedenti nel contesto di tale sistema. Sulla base di tali valutazioni e in consultazione con gli Stati membri, il Parlamento europeo e altri portatori di interessi, è inoltre opportuno che il regolamento stabilisca le misure necessarie per distribuire equamente tra gli Stati membri la responsabilità delle domande di protezione internazionale, in particolare per evitare che alcuni Stati membri debbano sostenere un onere sproporzionato.

(10)  Alla luce dei risultati delle valutazioni effettuate dell'attuazione del regolamento (UE) n. 604/2013, è necessario migliorare in modo fondamentale, in vista dell'esperienza acquisita, l'efficienza del sistema di Dublino e la protezione offerta ai richiedenti nel contesto di tale sistema. Sulla base di tali valutazioni e in consultazione con gli Stati membri, il Parlamento europeo e altri portatori di interessi, è inoltre opportuno che il regolamento stabilisca le misure necessarie per distribuire equamente tra gli Stati membri la responsabilità delle domande di protezione internazionale, in particolare per evitare che alcuni Stati membri debbano sostenere un onere sproporzionato.

Emendamento    5

Proposta di regolamento

Considerando 16

Testo della Commissione

Emendamento

(16)  Conformemente alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e alla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, il rispetto della vita familiare dovrebbe costituire un criterio fondamentale nell’applicazione, da parte degli Stati membri, del presente regolamento.

(16) Conformemente alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali e alla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, il rispetto della vita privata e familiare e del principio di non discriminazione dovrebbe costituire un criterio fondamentale nell'applicazione, da parte degli Stati membri, del presente regolamento.

Emendamento    6

Proposta di regolamento

Considerando 17

Testo della Commissione

Emendamento

(17)  Per evitare il trasferimento da uno Stato membro a un altro di richiedenti le cui domande sono inammissibili o che verosimilmente non necessitano di protezione internazionale o che rappresentano un pericolo per la sicurezza, è necessario garantire che lo Stato membro in cui è presentata per la prima volta la domanda ne verifichi l’ammissibilità in relazione al primo paese di asilo e al paese terzo sicuro ed esamini con procedure accelerate le domande presentate da richiedenti provenienti da un paese di origine sicuro indicato nell’elenco dell’UE e da richiedenti che presentano problemi di sicurezza.

soppresso

Emendamento    7

Proposta di regolamento

Considerando 17 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(17 bis)  I richiedenti che rappresentano un rischio per la sicurezza non dovrebbero essere trasferiti tra Stati membri. Lo Stato membro in cui è registrata la domanda di protezione internazionale dovrebbe effettuare una verifica di sicurezza quanto prima possibile dopo la registrazione al fine di stabilire se, per gravi motivi, il richiedente possa essere considerato un pericolo per la sicurezza nazionale o l'ordine pubblico della Stato membro. Qualora uno Stato membro si opponga al trasferimento di un richiedente sulla base di problemi di sicurezza, tale Stato membro dovrebbe fornire allo Stato membro in cui si trova il richiedente tutti i dettagli necessari a sostegno delle proprie obiezioni.

Emendamento    8

Proposta di regolamento

Considerando 17 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(17 ter)  Se i criteri di cui agli articoli 10, 11, 12, 13 o 18 non possono essere utilizzati per determinare lo Stato membro competente e se il richiedente non ha bisogno di garanzie procedurali specifiche e appare manifestamente improbabile che gli possa essere attribuita la qualifica di beneficiario di protezione internazionale, non dovrebbe essere trasferito in un altro Stato membro. Allo Stato membro in cui il richiedente ha presentato la propria domanda dovrebbe spettare l'ulteriore trattamento della domanda. Il bilancio generale dell'Unione dovrebbe coprire i costi relativi alle condizioni di accoglienza di tale richiedente e lo Stato membro responsabile dovrebbe poter chiedere assistenza all'Agenzia per l'asilo in merito al trattamento di tale domanda. Lo Stato membro competente dovrebbe poter chiedere l'assistenza della guardia di frontiera e costiera europea per il rimpatrio di tale richiedente in un paese terzo a seguito di una decisione di rimpatrio qualora si accerti che non gli possa essere attribuita la qualifica di beneficiario di protezione internazionale ai sensi del regolamento (UE) n. XXX / XXX [regolamento sulle qualifiche].

Emendamento    9

Proposta di regolamento

Considerando 18

Testo della Commissione

Emendamento

(18)  Il trattamento congiunto delle domande di protezione internazionale degli appartenenti alla stessa famiglia da parte di un unico Stato membro consente di garantire un esame approfondito delle domande, la coerenza delle decisioni adottate nei loro confronti e di non separare i membri di una stessa famiglia.

(18)  Il trattamento congiunto delle domande di protezione internazionale degli appartenenti alla stessa famiglia da parte di un unico Stato membro consente di garantire un esame approfondito delle domande, la coerenza delle decisioni adottate nei loro confronti e di non separare i membri di una stessa famiglia. Il trattamento congiunto delle domande di protezione internazionale di una famiglia non dovrebbe pregiudicare il diritto di un richiedente di presentare una domanda individualmente.

Emendamento    10

Proposta di regolamento

Considerando 20

Testo della Commissione

Emendamento

(20)  Per garantire il pieno rispetto del principio dell’unità familiare e dell’interesse superiore del minore, è opportuno che il sussistere di una relazione di dipendenza tra un richiedente e suo figlio, fratello o genitore, a motivo della sua gravidanza o maternità, del suo stato di salute o dell’età avanzata, costituisca un criterio di competenza vincolante. Analogamente è opportuno che anche la presenza in un altro Stato membro di un familiare o parente che possa occuparsene costituisca un criterio di competenza vincolante quando il richiedente è un minore non accompagnato. Per scoraggiare i movimenti secondari dei minori non accompagnati, che non sono nel loro interesse superiore, in mancanza di un familiare o altro parente lo Stato membro competente dovrebbe essere quello in cui il minore non accompagnato ha presentato la prima domanda di protezione internazionale, salvo se si dimostri che ciò non è nell’interesse superiore del minore. Prima di trasferire un minore non accompagnato in un altro Stato membro, lo Stato membro che provvede al trasferimento dovrebbe accertarsi che l’altro Stato membro prenda tutte le misure necessarie e appropriate per garantirne l’adeguata protezione, in particolare che nomini tempestivamente uno o più rappresentanti incaricati di vigilare al rispetto di tutti i diritti di cui gode il minore. È opportuno che preceda l’eventuale decisione di trasferire il minore non accompagnato una valutazione del suo interesse superiore svolta da personale che possiede le qualifiche e le competenze necessarie.

(20)  Per garantire il pieno rispetto del principio dell’unità familiare e dell’interesse superiore del minore, è opportuno che il sussistere di una relazione di dipendenza tra un richiedente e suo figlio, fratello o genitore, a motivo della sua gravidanza o maternità, del suo stato di salute o dell’età avanzata, costituisca un criterio di competenza vincolante. Analogamente è opportuno che anche la presenza in un altro Stato membro di un familiare o parente che possa occuparsene costituisca un criterio di competenza vincolante quando il richiedente è un minore non accompagnato, a meno che si dimostri che ciò non è nell'interesse superiore del minore. Prima di trasferire un minore non accompagnato in un altro Stato membro, lo Stato membro che provvede al trasferimento dovrebbe ottenere dall'altro Stato membro garanzie individuali che esso prenderà tutte le misure necessarie e appropriate per garantirne l'adeguata protezione, in particolare che nominerà tempestivamente un tutore incaricato di vigilare al rispetto di tutti i diritti di cui gode il minore. È opportuno che preceda l'eventuale decisione sulla responsabilità per un minore non accompagnato ai sensi del presente regolamento una valutazione del suo interesse superiore svolta da una squadra multidisciplinare che possieda le qualifiche e le competenze necessarie con la partecipazione del suo tutore e del suo consulente legale.

Emendamento    11

Proposta di regolamento

Considerando 21

Testo della Commissione

Emendamento

(21)  Il fatto che uno Stato membro assuma la competenza per l’esame di una domanda presentatagli laddove tale esame non gli compete in base ai criteri stabiliti dal presente regolamento può compromettere l’efficacia e la sostenibilità del sistema e dovrebbe costituire un’eccezione. Di conseguenza uno Stato membro dovrebbe poter derogare ai criteri di competenza, ed esaminare una domanda di protezione internazionale presentata in quello o in un altro Stato membro anche se tale esame non è di sua competenza secondo i criteri vincolanti stabiliti nel presente regolamento, soltanto per motivi umanitari , in particolare per ragioni familiari, prima che sia stato determinato lo Stato membro competente .

(21)  Uno Stato membro dovrebbe poter derogare ai criteri di competenza ed esaminare una domanda di protezione internazionale presentata in quello o in un altro Stato membro anche se tale esame non è di sua competenza secondo i criteri vincolanti stabiliti nel presente regolamento. Al fine di contrastare il fenomeno dei movimenti secondari e incoraggiare i richiedenti asilo a presentare la domanda tempestivamente nel primo Stato membro di arrivo, un richiedente dovrebbe poter presentare una richiesta scritta, debitamente motivata, in particolare sulla base dei suoi estesi legami famigliari, culturali o sociali, delle competenze linguistiche o altri legami significativi che ne faciliterebbero l'integrazione in uno specifico Stato membro affinché la sua domanda sia esaminata nello Stato membro in cui è stata presentata o affinché tale Stato membro chieda a un altro Stato membro di assumerne la responsabilità.

Emendamento    12

Proposta di regolamento

Considerando 22

Testo della Commissione

Emendamento

(22)  Per assicurare che siano realizzati gli obiettivi del presente regolamento e per rimuovere gli ostacoli alla sua applicazione, in particolare per evitare fughe e movimenti secondari tra gli Stati membri, occorre stabilire nel contesto della procedura chiari obblighi in capo al richiedente, di cui questi debba essere debitamente informato in tempo utile. La violazione di tali obblighi giuridici dovrebbe comportare conseguenze procedurali adeguate e proporzionate a carico del richiedente e conseguenze adeguate e proporzionate sulle sue condizioni di accoglienza. Conformemente alla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, lo Stato membro in cui si trova il richiedente dovrebbe in ogni caso accertarsi che ne siano soddisfatte le esigenze materiali immediate.

(22)  Per assicurare che siano realizzati gli obiettivi del presente regolamento e per rimuovere gli ostacoli alla sua applicazione, in particolare per evitare fughe e movimenti secondari tra gli Stati membri, occorre istituire procedure per garantire la cooperazione tra richiedenti e Stati membri, con un chiaro sistema di incentivi e disincentivi al fine di garantire la conformità. Occorre altresì stabilire nel contesto della procedura chiari obblighi in capo al richiedente e assicurare che tutti i richiedenti siano debitamente informati dei diritti e dei doveri previsti dal presente regolamento. L'assistenza e la tutela dei minori, in particolare dei minori non accompagnati, dovrebbero essere rafforzate. Il significato di fuga dovrebbe essere rigorosamente definito. L'ingresso irregolare e la mancanza di un indirizzo o di documenti che attestano l'identità del richiedente non dovrebbero di per sé costituire criteri intesi a determinare il sussistere di un rischio di fuga.

Emendamento    13

Proposta di regolamento

Considerando 22 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(22 bis)  Al fine di migliorare la comprensione dei richiedenti quanto al funzionamento del CEAS, è necessario migliorare notevolmente la comunicazione delle informazioni. Investire nella trasmissione tempestiva di informazioni accessibili a tutti i richiedenti aumenterà notevolmente le possibilità che essi comprendano, accettino e rispettino le procedure stabilite nel presente regolamento. Al fine di ridurre gli obblighi amministrativi e utilizzare in modo efficace le risorse comuni, l'Agenzia per l'asilo dovrebbe elaborare materiale informativo idoneo, in stretta collaborazione con le autorità nazionali. Nell'elaborazione di tale materiale, l'Agenzia per l'asilo dovrebbe utilizzare appieno le moderne tecnologie dell'informazione. Onde fornire un'assistenza adeguata ai richiedenti asilo, l'Agenzia per l'asilo dovrebbe altresì sviluppare materiale informativo audio-visivo che possa essere utilizzato ad integrazione del materiale informativo scritto. L'Agenzia per l'asilo dovrebbe essere responsabile della gestione di un sito web apposito contenente informazioni sul funzionamento del CEAS per i richiedenti e i potenziali richiedenti, al fine di contrastare la fornitura di informazioni spesso scorrette da parte dei trafficanti. Il materiale informativo elaborato dall'Agenzia per l'asilo dovrebbe essere tradotto e reso disponibile in tutte le principali lingue parlate dai richiedenti asilo che arrivano nell’Unione.

Emendamento    14

Proposta di regolamento

Considerando 22 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(22 ter)  Le diverse categorie di richiedenti hanno diverse necessità di informazione e le informazioni, pertanto, dovranno essere fornite in modalità diverse e dovranno essere adeguate a tali necessità. È particolarmente importante garantire che i minori abbiano accesso a informazioni adatte a loro e specifiche per le loro esigenze e la loro situazione. Fornire informazioni accurate e di elevata qualità sia ai minori accompagnati che non accompagnati in un contesto adatto a loro può svolgere un ruolo fondamentale per assicurare ai minori un ambiente loro favorevole e per individuare i casi di sospetto traffico di esseri umani.

Emendamento    15

Proposta di regolamento

Considerando 23

Testo della Commissione

Emendamento

(23)  È opportuno organizzare un colloquio personale con il richiedente al fine di agevolare la determinazione dello Stato membro competente per l’esame di una domanda di protezione internazionale , a meno che il richiedente sia fuggito o le informazioni da lui fornite siano sufficienti per determinare lo Stato membro competente. Non appena sia presentata la domanda di protezione internazionale, il richiedente dovrebbe essere informato in particolare dell'applicazione del presente regolamento, del fatto che non può scegliere lo Stato membro che esaminerà la sua domanda di asilo, degli obblighi che gli spettano in virtù del presente regolamento e delle conseguenze del mancato rispetto di tali obblighi.

(23)  È opportuno organizzare un colloquio personale con il richiedente al fine di agevolare la determinazione dello Stato membro competente per l'esame di una domanda di protezione internazionale, a meno che le informazioni fornite dal richiedente siano sufficienti per determinare lo Stato membro competente e il richiedente non chieda di essere ascoltato. Non appena sia registrata la domanda di protezione internazionale, il richiedente dovrebbe essere informato in particolare dell'applicazione del presente regolamento, del fatto che non può scegliere, se non ai sensi delle disposizioni del capo VII, lo Stato membro che esaminerà la sua domanda di asilo; degli obblighi che gli spettano in virtù del presente regolamento e delle conseguenze del mancato rispetto di tali obblighi e della necessità di presentare tutte le informazioni pertinenti per determinare correttamente lo Stato membro competente, in particolare la presenza di familiari o parenti negli Stati membri. Il richiedente dovrebbe, altresì, essere pienamente informato dei suoi diritti, tra cui il diritto a un ricorso effettivo e all'assistenza legale. Le informazioni dovrebbero essere fornite al richiedente in una lingua che il richiedente comprende, in forma concisa, trasparente, intelligibile e facilmente accessibile e con un linguaggio semplice e chiaro.

Emendamento    16

Proposta di regolamento

Considerando 23 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(23 bis)  La persona che conduce il colloquio personale dovrebbe aver ricevuto una formazione sufficiente per tener conto del contesto personale e generale del richiedente, compresi l'origine culturale, l'età, il genere, l'orientamento sessuale, l'identità di genere e la vulnerabilità. Il personale che conduce i colloqui con i richiedenti dovrebbe altresì avere acquisito una conoscenza generale dei problemi che potrebbero compromettere la capacità del richiedente di sostenere il colloquio, quali indicatori che dimostrino che la persona potrebbe essere stata torturata in passato.

Emendamento    17

Proposta di regolamento

Considerando 24

Testo della Commissione

Emendamento

(24)  Al fine di assicurare una protezione efficace dei diritti degli interessati, si dovrebbero stabilire garanzie giuridiche e il diritto a un ricorso effettivo avverso le decisioni relative ai trasferimenti verso lo Stato membro competente, ai sensi, in particolare, dell’articolo 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. Il diritto a un ricorso effettivo dovrebbe essere previsto anche in situazioni in cui non è stata adottata alcuna decisione di trasferimento ma il richiedente sostiene che la competenza appartiene a un altro Stato membro in quanto lì vive un suo familiare o, nel caso di un minore non accompagnato, un suo parente. Al fine di garantire il rispetto del diritto internazionale è opportuno che un ricorso effettivo avverso tali decisioni verta tanto sull’esame dell’applicazione del presente regolamento quanto sull’esame della situazione giuridica e fattuale dello Stato membro in cui il richiedente è trasferito. La portata di tale ricorso effettivo dovrebbe limitarsi a una valutazione del rischio che sussista violazione dei diritti fondamentali del richiedente al rispetto della vita familiare, dei diritti del minore o della proibizione di trattamenti inumani o degradanti.

(24)  Al fine di assicurare una protezione efficace dei diritti degli interessati, si dovrebbero stabilire garanzie giuridiche e il diritto a un ricorso effettivo avverso le decisioni relative ai trasferimenti verso lo Stato membro competente, ai sensi, in particolare, dell’articolo 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. Il diritto a un ricorso effettivo dovrebbe essere previsto anche in situazioni in cui non è stata adottata alcuna decisione di trasferimento ma il richiedente sostiene che la competenza appartiene a un altro Stato membro. Al fine di garantire il rispetto del diritto internazionale è opportuno che un ricorso effettivo avverso tali decisioni verta tanto sull’esame dell’applicazione del presente regolamento quanto sull’esame della situazione giuridica e fattuale dello Stato membro in cui il richiedente è trasferito.

Emendamento    18

Proposta di regolamento

Considerando 25

Testo della Commissione

Emendamento

(25)  È opportuno che lo Stato membro determinato come competente ai sensi del presente regolamento rimanga competente per l’esame di ogni singola domanda del richiedente in questione, comprese eventuali domande reiterate, conformemente agli articoli 40, 41 e 42 della direttiva 2013/32/UE, a prescindere dal fatto che il richiedente abbia lasciato il territorio degli Stati membri o ne sia stato allontanato. Le disposizioni del regolamento (UE) n. 604/2013 che prevedevano la cessazione della competenza in determinate circostanze, compreso quando, trascorso un certo lasso di tempo, scade il termine per eseguire il trasferimento, hanno creato un incentivo alla fuga e devono quindi essere soppresse.

(25)  È opportuno che lo Stato membro determinato come competente ai sensi del presente regolamento rimanga competente per l’esame di ogni singola domanda del richiedente in questione, comprese eventuali domande reiterate, conformemente all’articolo [42] del regolamento (UE) XXX/XXXX [regolamento sulle procedure di asilo] a meno che il richiedente sia stato allontanato dal territorio dello Stato membro o lo abbia lasciato a seguito di una decisione di rimpatrio. Le disposizioni del regolamento (UE) n. 604/2013 che prevedevano la cessazione della competenza in determinate circostanze, compreso quando, trascorso un certo lasso di tempo, scade il termine per eseguire il trasferimento, hanno creato un incentivo alla fuga e devono quindi essere soppresse.

Emendamento     19

Proposta di regolamento

Considerando 26

Testo della Commissione

Emendamento

(26)  Per garantire una rapida determinazione della competenza e una rapida distribuzione dei richiedenti protezione internazionale tra gli Stati membri, è opportuno razionalizzare e abbreviare quanto possibile i termini per presentare le richieste di presa in carico e rispondere a tali richieste, per notificare la ripresa in carico e per eseguire i trasferimenti, nonché per presentare ricorso e decidere sul ricorso.

(26)  Per garantire una rapida determinazione della competenza e una rapida distribuzione dei richiedenti protezione internazionale tra gli Stati membri, è opportuno abbreviare quanto possibile, rispettando i diritti fondamentali dei richiedenti, i diritti delle persone vulnerabili, in particolare i diritti del minore e il principio fondamentale dell'interesse superiore del minore, nonché il principio del ricongiungimento famigliare, i termini per presentare le richieste di presa in carico e rispondere a tali richieste, per notificare la ripresa in carico e per eseguire i trasferimenti, nonché per presentare ricorso e decidere sul ricorso.

Emendamento    20

Proposta di regolamento

Considerando 27

Testo della Commissione

Emendamento

(27)  Il trattenimento dei richiedenti dovrebbe essere regolato in conformità del principio fondamentale per cui nessuno può essere trattenuto per il solo fatto di chiedere protezione internazionale. Il trattenimento dovrebbe essere quanto più breve possibile e dovrebbe essere soggetto ai principi di necessità e proporzionalità. In particolare, il trattenimento dei richiedenti deve essere conforme all’articolo 31 della convenzione di Ginevra. Le procedure previste dal presente regolamento con riguardo alla persona trattenuta dovrebbero essere applicate in modo prioritario, entro i termini più brevi possibili. Per quanto concerne le garanzie generali che disciplinano il trattenimento, così come le condizioni di trattenimento, gli Stati membri dovrebbero, se del caso, applicare le disposizioni della direttiva 2013/33/UE anche alle persone trattenute sulla base del presente regolamento.

(27)  Il trattenimento dei richiedenti dovrebbe essere regolato in conformità del principio fondamentale per cui nessuno può essere trattenuto per il solo fatto di chiedere protezione internazionale. Il trattenimento dovrebbe essere quanto più breve possibile e dovrebbe essere soggetto ai principi di necessità e proporzionalità. Il trattenimento o confinamento di minori, sia non accompagnati che con la famiglia, non avviene mai nel loro interesse superiore e costituisce sempre una violazione dei diritti dei minori e va pertanto proibito. In particolare, il trattenimento dei richiedenti deve essere conforme all'articolo 31 della convenzione di Ginevra e dovrebbe rispettare appieno i diritti fondamentali del richiedente. Le procedure previste dal presente regolamento con riguardo alla persona trattenuta dovrebbero essere applicate in modo prioritario, entro i termini più brevi possibili. Per quanto concerne le garanzie generali che disciplinano il trattenimento, così come le condizioni di trattenimento, gli Stati membri dovrebbero, se del caso, applicare le disposizioni della direttiva 2013/33/UE anche alle persone trattenute sulla base del presente regolamento.

Emendamento    21

Proposta di regolamento

Considerando 29

Testo della Commissione

Emendamento

(29)  L’adeguata registrazione di tutte le domande di asilo nell’UE con un numero unico per domanda dovrebbe contribuire a individuare le domande multiple e impedire i movimenti secondari e la caccia all’asilo (asylum shopping). È opportuno istituire un sistema automatizzato per facilitare l’applicazione del presente regolamento. Tale sistema dovrebbe consentire di registrare le domande di asilo presentate nell’UE, di controllare efficacemente la quota di domande ricevute da ogni Stato membro e di verificare che il meccanismo correttivo di assegnazione sia applicato correttamente.

(29)  L'adeguata registrazione di tutte le domande di asilo nell'UE con un numero unico per domanda dovrebbe contribuire a individuare le domande multiple e impedire i movimenti secondari. È opportuno istituire un sistema automatizzato per facilitare l’applicazione del presente regolamento. Tale sistema dovrebbe consentire di registrare le domande di asilo presentate nell’UE, di controllare efficacemente la quota di domande ricevute da ogni Stato membro e di verificare che il meccanismo correttivo di assegnazione sia applicato correttamente. Nel pieno rispetto del principio di limitazione delle finalità, il numero identificativo unico non dovrebbe, in alcun caso, essere utilizzato per fini diversi da quelli previsti dal presente regolamento.

Emendamento    22

Proposta di regolamento

Considerando 30

Testo della Commissione

Emendamento

(30)  È opportuno incaricare l’agenzia europea per la gestione operativa dei sistemi IT su larga scala nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia istituita con regolamento (UE) n. 1077/201121 della preparazione, dello sviluppo e della gestione operativa del sistema centrale e dell’infrastruttura di comunicazione tra il sistema centrale e le infrastrutture nazionali.

(30)  L'agenzia europea per la gestione operativa dei sistemi IT su larga scala nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia istituita con regolamento (UE) n. 1077/201121 è competente per la preparazione, lo sviluppo e la gestione operativa del sistema centrale, della sua interoperabilità con altri sistemi e dell'infrastruttura di comunicazione tra il sistema centrale e le infrastrutture nazionali.

__________________

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21 Regolamento (UE) n. 1077/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2011, che istituisce un'agenzia europea per la gestione operativa dei sistemi IT su larga scala nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia (GU L 286 dell'1.11.2011, pag. 1).

21 Regolamento (UE) n. 1077/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2011, che istituisce un'agenzia europea per la gestione operativa dei sistemi IT su larga scala nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia (GU L 286 dell'1.11.2011, pag. 1).

Emendamento     23

Proposta di regolamento

Considerando 31

Testo della Commissione

Emendamento

(31)  Ai sensi dell’articolo 80 del trattato, ogniqualvolta necessario, gli atti dell’Unione dovrebbero contenere misure appropriate ai fini dell’applicazione del principio di solidarietà. È opportuno istituire un meccanismo correttivo di assegnazione per garantire un’equa ripartizione delle responsabilità tra gli Stati membri e il rapido accesso dei richiedenti alle procedure di protezione internazionale in situazioni in cui uno Stato membro debba affrontare un numero sproporzionato di domande di protezione internazionale per le quali è competente in virtù del presente regolamento.

(31)  Ai sensi dell’articolo 80 del trattato, ogniqualvolta necessario, gli atti dell’Unione dovrebbero contenere misure appropriate ai fini dell’applicazione del principio di solidarietà. È opportuno istituire un meccanismo correttivo di assegnazione per garantire un’equa ripartizione delle responsabilità tra gli Stati membri e il rapido accesso dei richiedenti alle procedure di protezione internazionale per evitare situazioni in cui uno Stato membro potrebbe altrimenti affrontare un numero sproporzionato di domande di protezione internazionale per le quali sarebbe competente.

Emendamento    24

Proposta di regolamento

Considerando 31 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(31 bis)  Gli Stati membri dovrebbero garantire che le procedure intese a determinare lo Stato membro competente siano efficienti e consentano ai richiedenti protezione internazionale di essere ricollocati in altri Stati membri, se del caso. Sarebbe opportuno trattare in modo prioritario le domande di protezione internazionale e di trasferimento presentate da richiedenti con esigenze procedurali specifiche.

Emendamento    25

Proposta di regolamento

Considerando 32

Testo della Commissione

Emendamento

(32)  È opportuno applicare una chiave basata sulla popolazione complessiva e sull’economia degli Stati membri come punto di riferimento nel funzionamento del meccanismo correttivo di assegnazione, in associazione a una soglia, affinché il meccanismo funzioni come mezzo per assistere gli Stati membri soggetti a una pressione sproporzionata. L’applicazione dell’assegnazione correttiva a vantaggio di uno Stato membro dovrebbe attivarsi automaticamente quando il numero di domande di protezione internazionale per cui uno Stato membro è competente supera il 150% della cifra indicata nella chiave di riferimento. Per tenere conto degli sforzi complessivi di ogni Stato membro, ai fini del calcolo occorre aggiungere il numero di persone effettivamente reinsediate in detto Stato membro al numero di domande di protezione internazionale presentate.

(32)  È opportuno applicare una chiave di riferimento basata sulla popolazione complessiva e sull'economia degli Stati membri come punto di riferimento nel funzionamento del meccanismo correttivo di assegnazione, affinché il meccanismo assicuri un’equa ripartizione delle responsabilità tra Stati membri. L'applicazione dell’assegnazione correttiva dovrebbe essere permanente e intervenire automaticamente ove non sia possibile determinare uno Stato membro competente a norma dei criteri di cui ai capi III e IV. Per tenere conto degli sforzi complessivi di ogni Stato membro, ai fini del calcolo occorre aggiungere il numero di persone effettivamente reinsediate in detto Stato membro al numero di domande di protezione internazionale per cui è competente lo Stato membro.

Emendamento    26

Proposta di regolamento

Considerando 32 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(32 bis)  Gli Stati membri hanno esperienze diverse per quanto riguarda l'accoglienza dei richiedenti. Al fine di garantire che gli Stati membri che negli ultimi anni non sono stati tra i principali paesi di destinazione per i richiedenti abbiano il tempo sufficiente per sviluppare le loro capacità di accoglienza, il meccanismo correttivo di assegnazione dovrebbe consentire una transizione graduale dalla situazione esistente a una situazione con una equa distribuzione delle responsabilità nel quadro del meccanismo correttivo di assegnazione. Il regime transitorio dovrebbe creare uno scenario di riferimento basato sulla media del numero relativo di domande di protezione internazionale storicamente presentate negli Stati membri e successivamente dovrebbe garantire il passaggio da questo modello basato sullo "status quo" verso un'equa distribuzione, tramite l'eliminazione di un terzo dello scenario di riferimento e l'aggiunta di un terzo del modello di equa distribuzione all'anno fino a quando il sistema si baserà completamente su un'equa distribuzione delle responsabilità. È essenziale che gli Stati membri che negli ultimi anni non sono stati paesi di destinazione per i richiedenti si avvalgano appieno delle possibilità offerte dall'attuazione graduale del meccanismo correttivo di assegnazione per assicurare che la loro capacità di accoglienza sia adeguatamente rafforzata, in particolare per quanto riguarda l'accoglienza dei minori. L'Agenzia per l'asilo dovrebbe effettuare una particolare valutazione delle capacità di accoglienza di minori non accompagnati in tutti gli Stati membri durante il periodo transitorio al fine di individuare eventuali carenze e offrire assistenza per affrontare tali problemi.

Emendamento    27

Proposta di regolamento

Considerando 33

Testo della Commissione

Emendamento

(33)  Quando si applica il meccanismo di assegnazione, i richiedenti che presentano domanda nello Stato membro beneficiario dovrebbero essere assegnati agli Stati membri che figurano al di sotto della rispettiva quota di domande secondo la chiave di riferimento ad essi applicata. Occorre predisporre norme adeguate per i casi in cui un richiedente può per gravi ragioni essere considerato un pericolo per la sicurezza nazionale o l’ordine pubblico, specialmente norme relative allo scambio di informazioni tra le autorità degli Stati membri competenti in materia di asilo. Dopo il trasferimento lo Stato membro di assegnazione dovrebbe determinare lo Stato membro competente e diventare competente per l’esame della domanda, salvo se la competenza spetta a un altro Stato membro in base ai criteri di competenza prevalenti, in particolare legati alla presenza di familiari.

(33)  Nell'applicare il meccanismo di assegnazione, i richiedenti che presentano domanda nello Stato membro che ha avviato la procedura di determinazione dovrebbero essere assegnati agli Stati membri che figurano al di sotto della rispettiva quota di domande secondo la chiave di riferimento ad essi applicata. Occorre predisporre norme adeguate per i casi in cui un richiedente può per gravi ragioni essere considerato un pericolo per la sicurezza nazionale o la politica pubblica, specialmente norme relative allo scambio di informazioni tra le autorità degli Stati membri competenti in materia di asilo. Dopo il trasferimento lo Stato membro di assegnazione dovrebbe esaminare la domanda in qualità di Stato membro competente.

Emendamento    28

Proposta di regolamento

Considerando 33 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(33 bis)  Gli Stati membri dovrebbero garantire che le procedure siano efficienti e consentano ai richiedenti di essere prontamente ricollocati in altri Stati membri, ove non siano competenti ai sensi del presente regolamento. Al fine di evitare trasferimenti secondari costosi e lunghi e di permettere di accedere in modo efficiente all'unità del nucleo familiare dei richiedenti senza sovraccaricare indebitamente gli Stati membri in prima linea, dovrebbe essere prevista una procedura snella che consenta il trasferimento dei richiedenti che potrebbero soddisfare i criteri pertinenti per ricongiungersi con i familiari in un determinato Stato membro o per ottenere un rapido esame della loro domanda in uno Stato membro con cui hanno dimostrato legami significativi basati su soggiorni legali o titoli di studio precedenti.

Emendamento    29

Proposta di regolamento

Considerando 33 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(33 ter)  Al fine di evitare movimenti secondari, aumentare le prospettive di integrazione e facilitare il trattamento amministrativo delle domande di protezione internazionale è utile garantire che i richiedenti che desiderano essere trasferiti insieme possano, nell'ambito del meccanismo correttivo di assegnazione, registrarsi ed essere trasferiti come gruppo a un unico Stato membro, anziché essere suddivisi tra diversi Stati membri. Gli stessi richiedenti dovrebbero poter determinare il loro gruppo e dovrebbe essere chiarito loro che tale registrazione di gruppo non comporta il diritto di essere trasferiti in un particolare Stato membro, bensì il diritto di essere trasferiti in uno Stato membro come gruppo, secondo quanto stabilito dal meccanismo correttivo di assegnazione. Se un richiedente soddisfa le condizioni per il ricongiungimento con i familiari o se uno Stato membro ha scelto di assumersi la responsabilità della domanda conformemente alle disposizioni discrezionali previste dal presente regolamento, il richiedente non dovrebbe poter far parte di un gruppo nel quadro del meccanismo correttivo di assegnazione. Ove un richiedente appartenente a un gruppo non possa essere trasferito, ad esempio per motivi di salute o di pubblica sicurezza o di ordine pubblico, dovrebbe essere possibile trasferire gli altri membri del gruppo o parti del gruppo nello Stato membro di assegnazione prima del richiedente che non può essere trasferito. Una volta risolti gli ostacoli al trasferimento del richiedente rimasto, egli/ella dovrebbe essere trasferito/a nello stesso Stato membro in cui è stato trasferito il resto del suo gruppo.

Emendamento    30

Proposta di regolamento

Considerando 34

Testo della Commissione

Emendamento

(34)  Uno Stato membro di assegnazione può decidere di non accettare per un periodo di dodici mesi i richiedenti assegnatigli, nel qual caso è opportuno che inserisca l’informazione nel sistema automatizzato e la trasmetta agli altri Stati membri, alla Commissione e all’Agenzia dell’Unione europea per l’asilo. In seguito la sua quota di richiedenti dovrebbe essere ridistribuita tra gli altri Stati membri. Lo Stato membro che temporaneamente non partecipa all’assegnazione correttiva dovrebbe versare un contributo di solidarietà di 250 000 EUR per ciascun richiedente non accettato allo Stato membro designato in sua vece come competente per l’esame delle domande. La Commissione dovrebbe stabilire le modalità pratiche per l’attuazione del meccanismo del contributo di solidarietà mediante atto di esecuzione. L’Agenzia dell’Unione europea per l’asilo controllerà e riferirà alla Commissione su base annuale in merito all’applicazione del meccanismo di solidarietà finanziaria.

soppresso

Emendamento     31

Proposta di regolamento

Considerando 36

Testo della Commissione

Emendamento

(36)  Ai sensi del regolamento (CE) n. 1560/200322 della Commissione i trasferimenti verso lo Stato membro competente per l’esame di una domanda di protezione internazionale possono avvenire su base volontaria, sotto forma di partenza controllata o sotto scorta. Gli Stati membri dovrebbero promuovere i trasferimenti volontari fornendo al richiedente informazioni adeguate e garantire che i trasferimenti controllati o sotto scorta siano svolti in maniera umana, nel pieno rispetto dei diritti fondamentali e della dignità umana, nonché nell’interesse superiore del minore e tenendo nella massima considerazione l’evoluzione della pertinente giurisprudenza, in particolare per quanto riguarda i trasferimenti per motivi umanitari.

(36)  Ai sensi del regolamento (CE) n. 1560/200322 della Commissione i trasferimenti verso lo Stato membro competente per l’esame di una domanda di protezione internazionale possono avvenire su base volontaria, sotto forma di partenza controllata o sotto scorta. I trasferimenti volontari dovrebbero essere promossi fornendo al richiedente informazioni adeguate e garantire che i trasferimenti controllati o sotto scorta siano svolti in maniera umana, nel pieno rispetto dei diritti fondamentali e della dignità umana, nonché nell’interesse superiore del minore e tenendo nella massima considerazione l’evoluzione della pertinente giurisprudenza, in particolare per quanto riguarda i trasferimenti per motivi umanitari.

_________________

_________________

22 GU L 222 del 5.9.2003, pag. 3.

22 GU L 222 del 5.9.2003, pag. 3.

Emendamento     32

Proposta di regolamento

Considerando 38

Testo della Commissione

Emendamento

(38)  Al trattamento dei dati personali operato dagli Stati membri a norma del presente regolamento si applica il [regolamento generale sulla protezione dei dati (UE) .../2016] a partire dalla data ivi stabilita; fino a quella data si applica la direttiva 95/46/CE. Gli Stati membri dovrebbero attuare misure tecniche e organizzative adeguate per garantire ed essere in grado di dimostrare che il trattamento è eseguito a norma del richiamato regolamento e delle disposizioni che ne specificano i requisiti nel presente regolamento. In particolare tali misure dovrebbero garantire la sicurezza dei dati personali trattati nell’ambito del presente regolamento e soprattutto evitare l’accesso o la divulgazione illeciti o non autorizzati, l’alterazione o la perdita dei dati personali trattati. L’autorità o le autorità di controllo di ciascuno Stato membro dovrebbero controllare che le autorità interessate svolgano legalmente il trattamento dei dati personali, compresa la trasmissione da e verso il sistema automatizzato e la trasmissione alle autorità competenti per i controlli di sicurezza.

(38)  Al trattamento dei dati personali operato dagli Stati membri a norma del presente regolamento si applica il [regolamento generale sulla protezione dei dati (UE) .../2016] a partire dalla data ivi stabilita; fino a quella data si applica la direttiva 95/46/CE. Gli Stati membri dovrebbero attuare misure tecniche e organizzative adeguate per garantire ed essere in grado di dimostrare che il trattamento è eseguito a norma del richiamato regolamento e delle disposizioni che ne specificano i requisiti nel presente regolamento. In particolare tali misure dovrebbero garantire la sicurezza dei dati personali trattati nell’ambito del presente regolamento e soprattutto evitare l’accesso o la divulgazione illeciti o non autorizzati, l’alterazione o la perdita dei dati personali trattati. In particolare, gli interessati dovrebbero essere tempestivamente informati qualora un incidente di sicurezza possa rappresentare un rischio elevato per i loro diritti e le loro libertà. L’autorità o le autorità di controllo di ciascuno Stato membro dovrebbero controllare che le autorità interessate svolgano legalmente il trattamento dei dati personali, compresa la trasmissione da e verso il sistema automatizzato e la trasmissione alle autorità competenti per i controlli di sicurezza.

Emendamento     33

Proposta di regolamento

Considerando 38 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(38 bis)  Il regolamento (UE) n. 45/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio1 bis si applica al trattamento dei dati personali da parte dell'Agenzia per l'asilo.

 

_______________

 

1 bis Regolamento (CE) n. 45/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2000, concernente la tutela delle persone fisiche in relazione al trattamento dei dati personali da parte delle istituzioni e degli organismi comunitari, nonché la libera circolazione di tali dati (GU L 8 del 12.01.2001, pag. 1).

Motivazione

Il presente emendamento è indissolubilmente connesso ad altri emendamenti ricevibili che interessano il considerando 38, il quale afferma che ai dati trattati dagli Stati membri si applica il regolamento generale sulla protezione dei dati. L'applicabilità del regolamento (CE) n. 45/2001 al trattamento dei dati personali a opera dell'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo non è tuttavia sancita in nessun punto della proposta. Il considerando 39 fa riferimento al regolamento (CE) n. 45/2011 solo nel contesto della sorveglianza del garante europeo della protezione dei dati.

Emendamento    34

Proposta di regolamento

Considerando 38 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(38 ter)  Le informazioni riguardanti i richiedenti nell'Unione potrebbero essere utili per le autorità del paese terzo da cui il richiedente si è allontanato al fine di cercare protezione internazionale. Dato l'aggravarsi delle minacce provenienti dai paesi terzi ai sistemi di informazione dell'Unione e poiché il sistema previsto nel presente regolamento implica che tutte le registrazioni riceveranno un numero di identificazione unico, gli Stati membri e le agenzie dell'Unione responsabili dovrebbero adottare tutte le misure necessarie e proporzionate per assicurare che i dati siano conservati in modo sicuro.

Motivazione

I richiedenti protezione internazionale, non da ultimo coloro che fuggono da persecuzioni politiche, sono spesso fuggiti da regimi in paesi terzi che potrebbero essere interessati a rintracciarli. Considerato l'uso crescente e sistematico da parte di diversi paesi di pratiche di pirateria informatica e della guerra dell'informazione, sia gli Stati membri che le agenzie dell'UE dovrebbero adottare tutte le precauzioni necessarie per garantire che i dati relativi ai richiedenti protezione internazionale in Europa non finiscano nelle mani sbagliate.

Emendamento     35

Proposta di regolamento

Considerando 40

Testo della Commissione

Emendamento

(40)  Si può facilitare l’attuazione del presente regolamento e rafforzarne l’efficacia attraverso accordi bilaterali tra Stati membri volti a migliorare le comunicazioni tra i servizi competenti, ridurre le scadenze procedurali o semplificare il trattamento delle richieste di prendere o riprendere in carico i richiedenti o stabilire le modalità per l’esecuzione dei trasferimenti.

(40)  Si può facilitare l'attuazione del presente regolamento e rafforzarne l'efficacia attraverso il sostegno dell'Agenzia per l'asilo nonché attraverso accordi bilaterali tra Stati membri volti a migliorare le comunicazioni tra i servizi competenti, ridurre le scadenze procedurali o semplificare il trattamento delle richieste e delle notifiche o stabilire le modalità per l'esecuzione dei trasferimenti.

Emendamento     36

Proposta di regolamento

Considerando 41

Testo della Commissione

Emendamento

(41)  È opportuno garantire la continuità tra il meccanismo di determinazione dello Stato competente istituito dal regolamento (UE) n. 604/2013 e quello previsto dal presente regolamento. Inoltre occorre garantire la coerenza tra il presente regolamento e il regolamento [proposta di rifusione del regolamento (UE) n. 603/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio].

(41)  È opportuno garantire la continuità tra il meccanismo di determinazione dello Stato competente istituito dal regolamento (UE) n. 604/2013 e quello previsto dal presente regolamento. Inoltre occorre garantire la coerenza tra il presente regolamento e il regolamento [proposta di rifusione del regolamento (UE) n. 603/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio]. Quando il sistema automatizzato per la registrazione e il monitoraggio delle domande di protezione internazionale e per il meccanismo correttivo di assegnazione di cui al presente regolamento avrà determinato lo Stato membro di assegnazione, tale informazione dovrebbe essere automaticamente inserita in Eurodac. È necessario quindi prevedere l'interoperabilità tra il sistema centrale del meccanismo correttivo di assegnazione e il sistema centrale di Eurodac.

Emendamento    37

Proposta di regolamento

Considerando 47

Testo della Commissione

Emendamento

(47)  Si dovrebbe far ricorso alla procedura di esame per l'adozione di un opuscolo comune su Dublino/Eurodac, nonché di un opuscolo specifico per i minori non accompagnati; di un formulario uniforme per lo scambio di informazioni pertinenti su minori non accompagnati; di condizioni uniformi per la consultazione e lo scambio di informazioni su minori e persone a carico; di condizioni uniformi per la predisposizione e la trasmissione di richieste di presa in carico e notifiche di ripresa in carico; di due elenchi in cui figurano elementi di prova e prove circostanziate pertinenti e la periodica revisione degli stessi; di un lasciapassare; di condizioni uniformi per la consultazione e lo scambio di informazioni su trasferimenti; di un formulario per lo scambio di dati prima di un trasferimento; di un certificato sanitario comune; di condizioni uniformi e modalità pratiche per lo scambio di informazioni sui dati sanitari di una persona prima di un trasferimento e di linee di comunicazione elettronica sicure per la trasmissione di richieste.

(47)  Si dovrebbe far ricorso alla procedura di esame per l'adozione di un formulario uniforme per lo scambio di informazioni pertinenti su minori non accompagnati; di condizioni uniformi per la consultazione e lo scambio di informazioni su minori e persone a carico; di condizioni uniformi per la predisposizione e la trasmissione di richieste di presa in carico e notifiche di ripresa in carico; di due elenchi in cui figurano elementi di prova e prove circostanziate pertinenti e la periodica revisione degli stessi; di un lasciapassare; di condizioni uniformi per la consultazione e lo scambio di informazioni su trasferimenti; di un formulario per lo scambio di dati prima di un trasferimento; di un certificato sanitario comune; di condizioni uniformi e modalità pratiche per lo scambio di informazioni sui dati sanitari di una persona prima di un trasferimento e di linee di comunicazione elettronica sicure per la trasmissione di richieste.

Emendamento    38

Proposta di regolamento

Considerando 48

Testo della Commissione

Emendamento

(48)  Al fine di prevedere norme complementari, dovrebbe essere delegato alla Commissione il potere di adottare atti conformemente all'articolo 290 TFUE riguardo all'identificazione dei familiari, fratelli o parenti di un minore non accompagnato; ai criteri per accertare l'esistenza di legami familiari comprovati; ai criteri per valutare la capacità di un parente di occuparsi di un minore non accompagnato, anche nei casi in cui i familiari, fratelli o parenti del minore non accompagnato soggiornino in più di uno Stato membro; agli elementi per valutare un vincolo di dipendenza; ai criteri per valutare la capacità di una persona di occuparsi di una persona a carico e gli elementi di cui tener conto per valutare l'impossibilità di viaggiare per un periodo di tempo significativo. Nell'esercizio dei suoi poteri di adottare atti delegati, la Commissione non va al di là dell'ambito del superiore interesse del minore previsto nell'articolo 8 del presente regolamento. È di particolare importanza che durante i lavori preparatori la Commissione svolga adeguate consultazioni, anche a livello di esperti, nel rispetto dei principi stabiliti nell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" del 13 aprile 2016. In particolare, al fine di garantire la parità di partecipazione alla preparazione degli atti delegati, il Parlamento europeo e il Consiglio ricevono tutti i documenti contemporaneamente agli esperti degli Stati membri, e i loro esperti hanno sistematicamente accesso alle riunioni dei gruppi di esperti della Commissione incaricati della preparazione di tali atti delegati.

(48)  Al fine di prevedere norme complementari, dovrebbe essere delegato alla Commissione il potere di adottare atti conformemente all'articolo 290 TFUE riguardo all'identificazione dei familiari, fratelli o parenti di un minore non accompagnato; ai criteri per accertare l'esistenza di legami familiari comprovati; ai criteri per valutare la capacità di un parente di occuparsi di un minore non accompagnato, anche nei casi in cui i familiari, fratelli o parenti del minore non accompagnato soggiornino in più di uno Stato membro; agli elementi per valutare un vincolo di dipendenza; ai criteri per valutare la capacità di una persona di occuparsi di una persona a carico; agli elementi di cui tener conto per valutare l'impossibilità di viaggiare per un periodo di tempo significativo e ai protocolli operativi standard per la determinazione dell'interesse superiore del minore. Nell'esercizio dei suoi poteri di adottare atti delegati, la Commissione non va al di là dell'ambito del superiore interesse del minore previsto nell'articolo 8 del presente regolamento. È di particolare importanza che durante i lavori preparatori la Commissione svolga adeguate consultazioni, anche a livello di esperti, nel rispetto dei principi stabiliti nell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" del 13 aprile 2016. In particolare, al fine di garantire la parità di partecipazione alla preparazione degli atti delegati, il Parlamento europeo e il Consiglio ricevono tutti i documenti contemporaneamente agli esperti degli Stati membri, e i loro esperti hanno sistematicamente accesso alle riunioni dei gruppi di esperti della Commissione incaricati della preparazione di tali atti delegati.

Emendamento     39

Proposta di regolamento

Considerando 52

Testo della Commissione

Emendamento

(52)  Per valutare se il meccanismo correttivo di assegnazione previsto dal presente regolamento consegua gli obiettivi di garantire un'equa ripartizione delle responsabilità tra gli Stati membri e di alleviare la pressione sproporzionata a carico di alcuni Stati membri, la Commissione dovrebbe riesaminare il funzionamento del meccanismo e in particolare verificare che la soglia per l'attivazione e la cessazione dell'assegnazione correttiva garantisca realmente un'equa ripartizione delle responsabilità tra gli Stati membri e il rapido accesso dei richiedenti alle procedure di concessione della protezione internazionale in situazioni in cui uno Stato membro debba affrontare un numero sproporzionato di domande di protezione internazionale per le quali è competente in virtù del presente regolamento.

(52)  Per valutare se il meccanismo correttivo di assegnazione previsto dal presente regolamento consegua gli obiettivi di garantire un'equa ripartizione delle responsabilità tra gli Stati membri e di alleviare la pressione sproporzionata a carico di alcuni Stati membri, la Commissione dovrebbe riesaminare il funzionamento del meccanismo e verificare se garantisca realmente un'equa ripartizione delle responsabilità tra gli Stati membri e il rapido accesso dei richiedenti alle procedure di concessione della protezione internazionale, in particolare in situazioni in cui uno Stato membro debba affrontare un numero sproporzionato di domande di protezione internazionale per le quali è competente in virtù del presente regolamento. La Commissione dovrebbe coinvolgere direttamente il Parlamento europeo in relazione alle suddette attività di riesame.

Emendamento     40

Proposta di regolamento

Articolo 2 – comma 1 – lettera g – trattino 2

Testo della Commissione

Emendamento

–  i figli minori delle coppie di cui al primo trattino o del richiedente, a condizione che non siano coniugati e indipendentemente dal fatto che siano figli legittimi, naturali o adottivi secondo le definizioni del diritto nazionale,

–  i figli minori delle coppie di cui al primo trattino o del richiedente e i figli adulti di cui sono responsabili, indipendentemente dal fatto che siano figli legittimi, naturali o adottivi secondo le definizioni o il riconoscimento in base al diritto nazionale, nonché gli altri figli per i quali hanno la responsabilità genitoriale;

Emendamento     41

Proposta di regolamento

Articolo 2 – comma 1 – lettera g – trattino 3

Testo della Commissione

Emendamento

–  se il richiedente è minore e non coniugato, il padre, la madre o un altro adulto responsabile per il richiedente in base alla legge o alla prassi dello Stato membro in cui si trova l'adulto,

–  se il richiedente è minore, il padre, la madre o un altro adulto responsabile per il richiedente in base alla legge o alla prassi dello Stato membro in cui si trova l'adulto,

Emendamento     42

Proposta di regolamento

Articolo 2 – comma 1 – lettera g – trattino 4

Testo della Commissione

Emendamento

–  se il beneficiario di protezione internazionale è minore e non coniugato, il padre, la madre o un altro adulto responsabile per il beneficiario in base alla legge o alla prassi dello Stato membro in cui si trova il beneficiario,

–  se il beneficiario di protezione internazionale è minore, il padre, la madre o un altro adulto responsabile per il beneficiario in base alla legge o alla prassi dello Stato membro in cui si trova il beneficiario,

Emendamento    43

Proposta di regolamento

Articolo 2 – comma 1 – lettera k

Testo della Commissione

Emendamento

k)  "rappresentante": la persona o l'organizzazione designata dagli organismi competenti per assistere e rappresentare un minore non accompagnato nelle procedure previste dal presente regolamento, allo scopo di garantirne l'interesse superiore e di esercitare la capacità di agire per suo conto, ove necessario. L'organizzazione designata come rappresentante nomina una persona responsabile di assolvere le sue funzioni nei confronti del minore, ai sensi del presente regolamento;

k)  "tutore": un tutore ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 2, lettera f), del regolamento (UE) XXX/XXX [regolamento procedure];

Emendamento    44

Proposta di regolamento

Articolo 2 – comma 1 – lettera n

Testo della Commissione

Emendamento

n)  "rischio di fuga": la sussistenza in un caso individuale di motivi basati su criteri obiettivi definiti dalla legge per ritenere che un richiedente o un cittadino di paese terzo o un apolide oggetto di una procedura di trasferimento possa fuggire;

n)  "rischio di fuga": la sussistenza dimostrata in un caso individuale di motivi specifici, basati su criteri obiettivi e specifici in conformità delle norme elaborate dall'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo e della normativa nazionale, per ritenere che un richiedente possa tentare la fuga; tali criteri non includono criteri generali come il semplice fatto di essere un richiedente ai sensi del regolamento (UE) .../... [regolamento procedure] o la nazionalità del richiedente;

Emendamento     45

Proposta di regolamento

Articolo 2 – comma 1 – lettera o

Testo della Commissione

Emendamento

o)  "Stato membro beneficiario": lo Stato membro che beneficia del meccanismo correttivo di assegnazione di cui al capo VII e che procede ad assegnare il richiedente;

soppresso

Emendamento    46

Proposta di regolamento

Articolo 2 – comma 1 – lettera q – parte introduttiva

Testo della Commissione

Emendamento

q)  "persona reinsediata": la persona soggetta al processo di reinsediamento mediante il quale, su richiesta dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati ("UNHCR") motivata da bisogno di protezione internazionale, cittadini di paesi terzi sono trasferiti da un paese terzo a uno Stato membro in cui sono autorizzati a soggiornare in virtù di uno dei seguenti status:

q)  "persona reinsediata": la persona soggetta al processo di reinsediamento mediante il quale, su segnalazione dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati ("UNHCR") o Stati membri, cittadini di paesi terzi e apolidi bisognosi di protezione internazionale sono selezionati, ammessi e trasferiti da un paese terzo a uno Stato membro che offre loro protezione, in cui sono autorizzati a soggiornare in virtù di uno dei seguenti status:

Emendamento    47

Proposta di regolamento

Articolo 3 – paragrafo -1 (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

-1.  Gli Stati membri, attraverso misure proattive, garantiscono che ai cittadini di paesi terzi o apolidi nel loro territorio, comprese le frontiere esterne, le acque territoriali e le zone di transito o i valichi di frontiera, di cui si può ragionevolmente presumere l'intenzione di chiedere protezione internazionale in uno Stato membro, venga data la possibilità effettiva di essere registrati in conformità con le disposizioni del regolamento (UE) XXXX/XX [regolamento sulle procedure di asilo]. Una persona che è entrata nel territorio di uno Stato membro in modo irregolare viene registrata nel sistema Eurodac a norma dell'articolo [14] del regolamento (UE) XXXX/XX [regolamento Eurodac].

Emendamento     48

Proposta di regolamento

Articolo 3 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Gli Stati membri esaminano qualsiasi domanda di protezione internazionale presentata da un cittadino di paese terzo o da un apolide sul territorio di qualunque Stato membro, compreso alla frontiera e nelle zone di transito. Una domanda d'asilo è esaminata da un solo Stato membro, che è quello individuato come Stato competente in base ai criteri enunciati al capo III.

1.  Gli Stati membri esaminano qualsiasi domanda di protezione internazionale presentata da un cittadino di paese terzo o da un apolide sul territorio di qualunque Stato membro, compreso alla frontiera e nelle zone di transito. Una domanda di protezione internazionale è esaminata da un solo Stato membro, che è quello individuato come Stato competente in base ai criteri enunciati al capo III e al capo IV.

Emendamento     49

Proposta di regolamento

Articolo 3 – paragrafo 2 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

Quando lo Stato membro competente non può essere designato sulla base dei criteri enumerati nel presente regolamento, è competente il primo Stato membro nel quale la domanda è stata presentata.

Quando lo Stato membro competente non può essere designato sulla base dei criteri stabiliti al capo III e al capo IV, lo Stato membro competente per l'esame della domanda di protezione internazionale è definito in base al meccanismo correttivo di assegnazione di cui al capo VII.

Emendamento    50

Proposta di regolamento

Articolo 3 – paragrafo 2 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

Qualora sia impossibile trasferire un richiedente verso lo Stato membro inizialmente designato come competente in quanto si hanno fondati motivi di ritenere che sussistono carenze sistemiche nella procedura di asilo e nelle condizioni di accoglienza dei richiedenti in tale Stato membro, che implichino il rischio di un trattamento inumano o degradante ai sensi dell'articolo 4 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, lo Stato membro che ha avviato la procedura di determinazione dello Stato membro competente prosegue l'esame dei criteri di cui al capo III per verificare se un altro Stato membro possa essere designato come competente.

Qualora sia impossibile trasferire un richiedente verso lo Stato membro designato come competente in quanto si hanno fondati motivi di ritenere che il richiedente sarebbe esposto a un rischio effettivo di grave violazione dei suoi diritti fondamentali, lo Stato membro che ha avviato la procedura di determinazione dello Stato membro competente prosegue l'esame dei criteri di cui al capo III e al capo IV per verificare se un altro Stato membro possa essere designato come competente.

Emendamento    51

Proposta di regolamento

Articolo 3 – paragrafo 2 – comma 3

Testo della Commissione

Emendamento

Qualora non sia possibile eseguire il trasferimento a norma del presente paragrafo verso un altro Stato membro designato in base ai criteri di cui al capo III o verso il primo Stato membro in cui la domanda è stata presentata, lo Stato membro che ha avviato la procedura di determinazione diventa lo Stato membro competente.

Qualora non sia possibile eseguire il trasferimento a norma del presente paragrafo verso un altro Stato membro designato in base ai criteri di cui al capo III e al capo IV, lo Stato membro competente per l'esame della domanda di protezione internazionale è definito in base al meccanismo correttivo di assegnazione di cui al capo VII.

Emendamento    52

Proposta di regolamento

Articolo 3 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  Prima di applicare i criteri per determinare lo Stato membro competente a norma dei capi III e IV, il primo Stato membro in cui è stata presentata la domanda di protezione internazionale:

soppresso

a)   esamina se la domanda di protezione internazionale sia inammissibile ai sensi dell'articolo 33, paragrafo 2, lettere b) e c), della direttiva 2013/32/UE, quando un paese che non è uno Stato membro è considerato primo paese di asilo o paese terzo sicuro per il richiedente, e

 

b)   esamina la domanda con procedura accelerata ai sensi dell'articolo 31, paragrafo 8, della direttiva 2013/32/UE, quando si applicano i seguenti motivi:

 

i)   il richiedente è cittadino di paese terzo, o un apolide che in precedenza soggiornava abitualmente in un paese terzo, designato quale paese di origine sicuro nell'elenco comune dell'UE di paesi di origine sicuri stabilito con regolamento [proposta COM (2015) 452 del 9 settembre 2015], oppure

 

ii)   il richiedente può, per gravi ragioni, essere considerato un pericolo per la sicurezza nazionale o l'ordine pubblico dello Stato membro, ovvero è stato espulso con efficacia esecutiva per gravi motivi di sicurezza o di ordine pubblico a norma del diritto nazionale.

 

Emendamento    53

Proposta di regolamento

Articolo 3 – paragrafo 3 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

3 bis.  Il primo Stato membro in cui la domanda di protezione internazionale è stata registrata esamina la domanda con procedura accelerata a norma dell'articolo [40] del regolamento XXXX/XX/UE [regolamento sulle procedure di asilo] se il richiedente, in seguito alla verifica di sicurezza di cui all'articolo 3 bis, per gravi motivi è considerato un pericolo per la sicurezza nazionale o l'ordine pubblico dello Stato membro, o se il richiedente è stato precedentemente espulso con efficacia esecutiva, a norma del diritto nazionale, dallo Stato membro che ha avviato la procedura di determinazione o da un altro Stato membro, per gravi motivi di pubblica sicurezza o di ordine pubblico.

Emendamento    54

Proposta di regolamento

Articolo 3 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4.  Lo Stato membro che giudica inammissibile una domanda o esamina una domanda con procedura accelerata ai sensi del paragrafo 3 è considerato Stato membro competente.

soppresso

Emendamento    55

Proposta di regolamento

Articolo 3 – paragrafo 5

Testo della Commissione

Emendamento

5.  Lo Stato membro che ha esaminato una domanda di protezione internazionale, anche nei casi di cui al paragrafo 3, è competente per l'esame di ogni ulteriore dichiarazione o domanda reiterata di tale richiedente, conformemente agli articoli 40, 41 e 42 della direttiva 2013/32/UE, a prescindere dal fatto che il richiedente abbia lasciato il territorio degli Stati membri o ne sia stato allontanato.

5.  Lo Stato membro che ha esaminato una domanda di protezione internazionale, anche nei casi di cui al paragrafo 3, è competente per l'esame di ogni ulteriore dichiarazione o domanda reiterata di tale richiedente, conformemente all'articolo [42] del regolamento (UE) XXX/XXX [regolamento sulle procedure di asilo], a meno che il richiedente non abbia lasciato il territorio dello Stato membro o ne sia stato allontanato in seguito a una decisione di rimpatrio.

Emendamento    56

Proposta di regolamento

Articolo 3 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 3 bis

 

Verifica di sicurezza

 

1.  Lo Stato membro che ha avviato la procedura di determinazione procede tempestivamente al rilevamento dei dati biometrici del richiedente a norma dell'articolo 10, paragrafo 1, del regolamento (UE) XXX/XXX [regolamento Eurodac]. Non appena possibile dopo la registrazione del richiedente, lo Stato membro che ha avviato la procedura di determinazione effettua una verifica di sicurezza rispetto alle pertinenti banche dati nazionali e dell'Unione.

2.  Se la verifica di sicurezza di cui al paragrafo 1 del presente articolo o le ulteriori informazioni raccolte dallo Stato membro che ha avviato la procedura di determinazione, anche attraverso il colloquio di cui all'articolo 7, danno ragione di sospettare che un richiedente possa essere considerato un pericolo per la sicurezza nazionale o l'ordine pubblico dello Stato membro, lo Stato membro che ha avviato la procedura di determinazione effettua un colloquio personale di sicurezza, oltre al colloquio di cui all'articolo 7, al fine di stabilire se il richiedente possa, per gravi ragioni, essere considerato un pericolo per la sicurezza nazionale o l'ordine pubblico di tale Stato membro.

Emendamento    57

Proposta di regolamento

Articolo 4 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Il richiedente trasmette il prima possibile, e al più tardi in occasione del colloquio di cui all'articolo 7, ogni elemento e informazione pertinente per la determinazione dello Stato membro competente e collabora con le autorità competenti degli Stati membri.

2.  Il richiedente trasmette il prima possibile ogni elemento e informazione pertinente disponibile per la determinazione dello Stato membro competente e collabora con le autorità competenti degli Stati membri. Le autorità competenti tengono conto degli elementi e delle informazioni pertinenti per la determinazione dello Stato membro competente solo nella misura in cui siano stati presentati prima della decisione finale in merito alla determinazione dello Stato membro competente.

Emendamento    58

Proposta di regolamento

Articolo 5 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Se il richiedente non rispetta gli obblighi di cui all'articolo 4, paragrafo 1, lo Stato membro competente in forza del presente regolamento esamina la domanda con procedura accelerata ai sensi dell'articolo 31, paragrafo 8, della direttiva 2013/32/UE.

soppresso

Emendamento     59

Proposta di regolamento

Articolo 5 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Lo Stato membro in cui il richiedente deve essere presente prosegue le procedure di determinazione dello Stato membro competente anche se il richiedente lascia il suo territorio senza autorizzazione o non è altrimenti a disposizione delle autorità competenti di detto Stato membro.

2.  Lo Stato membro in cui il richiedente deve essere presente prosegue le procedure di determinazione dello Stato membro competente anche se il richiedente lascia il suo territorio senza autorizzazione o non è altrimenti a disposizione delle autorità competenti di detto Stato membro. Le autorità competenti di tale Stato membro introducono una notifica nel sistema automatizzato di cui all'articolo 44, paragrafo 1, non appena hanno la prova che il richiedente ha lasciato il territorio di detto Stato membro.

Emendamento    60

Proposta di regolamento

Articolo 5 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  Durante le procedure previste dal presente regolamento il richiedente non ha diritto alle condizioni di accoglienza di cui agli articoli da 14 a 19 della direttiva 2013/33/UE, ad eccezione dell'assistenza sanitaria di urgenza, in Stati membri diversi da quello in cui deve essere presente.

soppresso

Emendamento    61

Proposta di regolamento

Articolo 6 – paragrafo -1 (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

-1.  Non appena viene presentata una domanda di protezione internazionale ai sensi dell'articolo [26] del regolamento (UE) XXXX/XXX [regolamento sulle procedure di asilo] in uno Stato membro, le autorità competenti dello stesso informano il richiedente dei suoi diritti e obblighi per quanto riguarda la registrazione della domanda di protezione internazionale ai sensi dell'articolo [26, paragrafo 1] di tale regolamento. In tale contesto, nel caso di minori le informazioni sono fornite in modo adatto alla loro età conformemente all'articolo [5, paragrafo 2] della direttiva (UE) n. xxx/xxxx [direttiva sulle condizioni di accoglienza] da personale adeguatamente qualificato e con il coinvolgimento del tutore, segnatamente riguardo al processo di identificazione di familiari o parenti, in conformità con l'articolo 8, paragrafo 5, del presente regolamento.

Emendamento     62

Proposta di regolamento

Articolo 6 – paragrafo 1 – parte introduttiva

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Non appena sia presentata una domanda di protezione internazionale ai sensi dell'articolo 21, paragrafo 2, in uno Stato membro, le autorità competenti dello stesso informano il richiedente dell'applicazione del presente regolamento e degli obblighi di cui all'articolo 4, nonché delle conseguenze del mancato rispetto di tali obblighi di cui all'articolo 5 , specificando in particolare:

1.  Non appena sia registrata una domanda di protezione internazionale ai sensi dell'articolo [27] del regolamento XXXX/XX/UE [regolamento sulle procedure di asilo], in uno Stato membro, le autorità competenti dello stesso informano il richiedente dell'applicazione del presente regolamento e degli obblighi di cui all'articolo 4, nonché delle conseguenze del mancato rispetto di tali obblighi di cui all'articolo 5 , specificando in particolare:

Emendamento     63

Proposta di regolamento

Articolo 6 – paragrafo 1 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

a)  che il diritto di chiedere protezione internazionale non implica per il richiedente la possibilità di scegliere lo Stato membro competente per l'esame della domanda di protezione internazionale;

a)  che il diritto di chiedere protezione internazionale non implica per il richiedente una possibilità di scegliere lo Stato membro competente per l'esame della domanda di protezione internazionale, tranne ove previsto dal meccanismo di assegnazione ai sensi del capo VII;

Emendamento    64

Proposta di regolamento

Articolo 6 – paragrafo 1 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

b)  le finalità del presente regolamento e le conseguenze dell'eventuale presentazione di un'altra domanda in uno Stato membro diverso, nonché le conseguenze del fatto di lasciare lo Stato membro in cui deve essere presente durante le fasi in cui si determina lo Stato membro competente ai sensi del presente regolamento e in cui è esaminata la domanda di protezione internazionale, in particolare del fatto che il richiedente non ha diritto alle condizioni di accoglienza di cui agli articoli da 14 a 19 della direttiva 2013/33/UE in Stati membri diversi da quello in cui deve essere presente, ad eccezione dell'assistenza sanitaria di urgenza;

b)  le finalità del presente regolamento e le conseguenze dell'eventuale presentazione di un'altra domanda in uno Stato membro diverso, nonché le conseguenze del fatto di lasciare lo Stato membro in cui deve essere presente durante le fasi in cui si determina lo Stato membro competente ai sensi del presente regolamento e in cui è esaminata la domanda di protezione internazionale;

Emendamento    65

Proposta di regolamento

Articolo 6 – paragrafo 1 – lettera c bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

c bis)  le disposizioni relative al ricongiungimento familiare e, al riguardo, la definizione applicabile di familiari e parenti, nonché la necessità che il richiedente indichi, quanto prima nella procedura, qualsiasi informazione pertinente che possa contribuire a stabilire il luogo in cui si trovano familiari o parenti presenti in altri Stati membri, nonché eventuali aiuti che lo Stato membro può offrire per quanto riguarda la ricerca di familiari o parenti;

Emendamento    66

Proposta di regolamento

Articolo 6 – paragrafo 1 – lettera c ter (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

c ter)  la necessità che il richiedente indichi quanto prima nella procedura qualsiasi informazione pertinente che possa contribuire a stabilire eventuali precedenti permessi di soggiorno, visti o titoli di studio;

Emendamento    67

Proposta di regolamento

Articolo 6 – paragrafo 1 – lettera c (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

c quater)  la possibilità di cui all'articolo 19 di richiedere, nello Stato membro in cui sono presenti, che la clausola discrezionale sia applicata da un qualsiasi altro Stato membro, nonché le modalità specifiche relative alla procedura;

Emendamento    68

Proposta di regolamento

Articolo 6 – paragrafo 1 – lettera c quinquies (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

c quinquies)  ove applicabile, la procedura di ricollocazione di cui al capo VII;

Emendamento    69

Proposta di regolamento

Articolo 6 – paragrafo 1 – lettera c sexies (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

c sexies)  la possibilità che il richiedente, a norma dell'articolo 36, paragrafo 1 quater), selezioni uno dei quattro Stati membri con il numero più basso di richiedenti rispetto alla loro quota secondo la chiave di riferimento di cui all'articolo 35, a condizione che il richiedente abbia rispettato gli obblighi di cui all'articolo 4, paragrafo 1;

Emendamento     70

Proposta di regolamento

Articolo 6 – paragrafo 1 – lettera d

Testo della Commissione

Emendamento

d)  il colloquio personale ai sensi dell'articolo 7 e l'obbligo di presentare e comprovare informazioni relative alla presenza di familiari, parenti o persone legate da altri vincoli di parentela negli Stati membri, compresi i modi in cui il richiedente può presentare tali informazioni;

d)  lo scopo del colloquio personale ai sensi dell'articolo 7 e il tipo di informazioni e di prove che al richiedente sarà chiesto di presentare al fine di determinare lo Stato membro competente, compresi i modi in cui il richiedente può presentare tali informazioni;

Emendamento    71

Proposta di regolamento

Articolo 6 – paragrafo 1 – lettera e

Testo della Commissione

Emendamento

e)  la possibilità di impugnare una decisione di trasferimento entro sette giorni dalla notifica, e il fatto che tale impugnazione è limitata a una valutazione di eventuali violazioni dell'articolo 3, paragrafo 2, in relazione all'esistenza di un rischio di trattamento inumano o degradante, o degli articoli da 10 a 13 e dell'articolo 18 ;

e)  la possibilità e le modalità per impugnare una decisione di trasferimento nonché l'esistenza del diritto a un ricorso effettivo dinanzi a un giudice conformemente all'articolo 28, anche qualora non sia presa una decisione di trasferimento;

Emendamento    72

Proposta di regolamento

Articolo 6 - paragrafo 1 - lettera h bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

h bis)  in caso di minori non accompagnati, il ruolo e le responsabilità del tutore e la procedura per proporre reclami contro un tutore, con riservatezza e sicurezza e nel pieno rispetto del diritto del minore a essere ascoltato in merito;

Emendamento    73

Proposta di regolamento

Articolo 6 – paragrafo 1 – lettera h ter (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

h ter)  il diritto di richiedere l'assistenza e la rappresentanza legali gratuite in tutte le fasi della procedura;

Emendamento    74

Proposta di regolamento

Articolo 6 – paragrafo 1 – lettera h quater (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

h quater)  l'esistenza del sito web informativo di cui all'articolo 6, paragrafo 3 bis;

Emendamento    75

Proposta di regolamento

Articolo 6 – paragrafo 1 – lettera i

Testo della Commissione

Emendamento

i)  ove applicabile, la procedura di ricollocazione di cui al capo VII.

soppresso

Emendamento    76

Proposta di regolamento

Articolo 6 – paragrafo 2 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

Le informazioni di cui al paragrafo 1 sono fornite al richiedente per iscritto in una lingua che il richiedente comprende o che ragionevolmente si suppone a lui comprensibile. A questo fine gli Stati membri si avvalgono dell'opuscolo comune redatto conformemente al paragrafo 3.

Le informazioni di cui al paragrafo 1 sono fornite al richiedente in una lingua che il richiedente comprende, in forma concisa, trasparente, intelligibile e facilmente accessibile e con un linguaggio semplice e chiaro. A questo fine gli Stati membri si avvalgono del materiale informativo comune redatto conformemente al paragrafo 3.

Emendamento    77

Proposta di regolamento

Articolo 6 – paragrafo 2 – comma 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Le informazioni sono fornite sia per iscritto che oralmente, se del caso con il supporto di attrezzature multimediali. Le informazioni orali possono essere fornite a livello individuale o di gruppo e i richiedenti hanno la possibilità di porre domande in merito alle fasi procedurali che dovrebbero seguire per quanto riguarda la procedura di determinazione dello Stato membro competente a norma del presente regolamento. Nel caso di minori le informazioni sono fornite in modo adatto alla loro età conformemente all'articolo [5, paragrafo 2] della direttiva (UE) n. xxx/xxxx [direttiva sulle condizioni di accoglienza] da personale adeguatamente qualificato e con il coinvolgimento del tutore.

Emendamento    78

Proposta di regolamento

Articolo 6 – paragrafo 2 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

Ove necessario per la corretta comprensione del richiedente, le informazioni sono fornite anche oralmente, ad esempio in relazione con il colloquio personale di cui all'articolo 7.

soppresso

Emendamento    79

Proposta di regolamento

Articolo 6 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  La Commissione, mediante atti di esecuzione, redige un opuscolo comune, nonché un apposito opuscolo per i minori non accompagnati, contenenti quanto meno le informazioni di cui al paragrafo 1 del presente articolo. Detto opuscolo comune contiene anche informazioni riguardanti l'applicazione del regolamento (UE) [proposta di rifusione del regolamento (UE) n. 603/2013] e, in particolare, lo scopo per il quale i dati di un richiedente possono essere trattati nell'ambito di Eurodac. L'opuscolo comune è realizzato in modo da consentire agli Stati membri di completarlo con informazioni aggiuntive specifiche per ciascuno Stato membro. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 56, paragrafo 2, del presente regolamento.

3.  L'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo provvede, in stretta collaborazione con le agenzie nazionali competenti, a redigere materiale informativo comune, contenente quanto meno le informazioni di cui al paragrafo 1 del presente articolo. Detto materiale informativo comune contiene anche informazioni riguardanti l'applicazione del regolamento (UE) [proposta di rifusione del regolamento (UE) n. 603/2013] e, in particolare, lo scopo per il quale i dati di un richiedente possono essere trattati nell'ambito di Eurodac. Il materiale informativo comune è realizzato in modo da consentire agli Stati membri di completarlo con informazioni aggiuntive specifiche per ciascuno Stato membro. L'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo redige materiale informativo specifico destinato in particolare ai seguenti gruppi di destinatari:

 

a)   richiedenti adulti;

 

b)   minori non accompagnati;

 

c)   minori accompagnati.

 

 

Emendamento    80

Proposta di regolamento

Articolo 6 – paragrafo 3 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

3 bis.  L'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo fornisce un apposito sito web con informazioni sul CEAS e, in particolare, sul funzionamento del presente regolamento. Le informazioni sul sito web sono complete e aggiornate, sono fornite in forma concisa, trasparente, intelligibile e facilmente accessibile, con un linguaggio semplice e chiaro e sono disponibili in tutte le principali lingue parlate dai richiedenti che arrivano nell'Unione.

Emendamento    81

Proposta di regolamento

Articolo 6 – paragrafo 3 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

3 ter.  Le autorità competenti degli Stati membri tengono informati i richiedenti sui progressi delle procedure effettuate nell'ambito del presente regolamento per quanto riguarda la loro domanda. Le informazioni sono fornite per iscritto a intervalli regolari, almeno ogni due settimane. Nel caso di minori, le autorità competenti informano, conformemente alle stesse modalità, sia il minore che il genitore o tutore.

Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti di esecuzione per stabilire le modalità della fornitura di tali informazioni. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 56, paragrafo 2.

Emendamento     82

Proposta di regolamento

Articolo 6 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 6 bis

 

Diritto all'assistenza e alla rappresentanza legali gratuite

 

1.   Fatto salvo il diritto del richiedente di scegliere un rappresentante legale a proprie spese, gli Stati membri forniscono assistenza e rappresentanza legali gratuite sulle questioni connesse all'applicazione del presente regolamento in tutte le fasi della procedura qualora l'interessato non possa assumersene i costi. Gli Stati membri possono chiedere un rimborso integrale o parziale delle spese sostenute qualora la decisione di coprire tali spese sia stata adottata sulla base di informazioni false fornite dal richiedente, purché si possa stabilire che il richiedente sia in grado di sostenere tali spese.

 

2.   L'assistenza e la rappresentanza legali includono almeno:

 

a)   la comunicazione di informazioni sulla procedura alla luce delle specifiche circostanze del richiedente;

 

b)   l'assistenza per la preparazione del colloquio personale e dei documenti giustificativi e delle prove da fornire nel quadro del colloquio, compresa la partecipazione al colloquio personale;

 

c)   la spiegazione dei motivi e delle conseguenze della decisione di trasferimento e informazioni su come impugnare tale decisione o su come accedere ai mezzi di impugnazione laddove non sia presa alcuna decisione di trasferimento ai sensi dell'articolo 28.

 

In applicazione del presente paragrafo, gli Stati membri garantiscono che l'assistenza e la rappresentanza legali non siano oggetto di restrizioni arbitrarie e che non sia ostacolato l'accesso effettivo del richiedente alla giustizia.

 

Le modalità di accesso all'assistenza legale sono stabilite dal diritto nazionale.

Emendamento    83

Proposta di regolamento

Articolo 7 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Al fine di agevolare la procedura di determinazione dello Stato membro competente, lo Stato membro che ha avviato la procedura di determinazione effettua un colloquio personale con il richiedente, a meno che questi sia fuggito o che le informazioni di cui all'articolo 4, paragrafo 2, siano sufficienti per determinare lo Stato membro competente . Il colloquio permette anche la corretta comprensione delle informazioni fornite al richiedente ai sensi dell'articolo 6.

1.  Al fine di agevolare la procedura di determinazione dello Stato membro competente, lo Stato membro che ha avviato la procedura di determinazione effettua un colloquio personale con il richiedente. Lo Stato membro che ha avviato la procedura di determinazione pone domande in modo proattivo su tutti gli aspetti della domanda che consentono la determinazione dello Stato membro competente. Il colloquio permette anche la corretta comprensione delle informazioni fornite al richiedente ai sensi dell'articolo 6.

Emendamento    84

Proposta di regolamento

Articolo 7 – paragrafo 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

1 bis.  Lo Stato membro può omettere il colloquio personale nel caso in cui le informazioni di cui all'articolo 4, paragrafo 2, siano sufficienti per determinare lo Stato membro competente e qualora il richiedente non chieda di essere ascoltato. Gli Stati membri che non effettuano il colloquio offrono al richiedente l'opportunità di presentare ogni altra informazione pertinente per determinare correttamente lo Stato membro competente prima che sia adottata la decisione definitiva di trasferire il richiedente verso lo Stato membro competente ai sensi dell'articolo 30, paragrafo 1.

Emendamento     85

Proposta di regolamento

Articolo 7 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Il colloquio personale si svolge in tempo utile e, in ogni caso, prima che sia presentata una richiesta di presa in carico ai sensi dell'articolo 24.

2.  Il colloquio personale si svolge in tempo utile e, in ogni caso, prima che sia presentata una richiesta di presa in carico ai sensi dell'articolo 24 o che sia adottata una decisione di trasferimento del richiedente.

Emendamento    86

Proposta di regolamento

Articolo 7 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  Il colloquio personale è effettuato in una lingua che il richiedente comprende o che ragionevolmente si suppone a lui comprensibile e nella quale questi è in grado di comunicare. Ove necessario, gli Stati membri si avvalgono di un interprete che sia in grado di garantire una comunicazione adeguata tra il richiedente e la persona che effettua il colloquio personale.

3.  Il colloquio personale è effettuato in una lingua che il richiedente comprende e nella quale questi è in grado di comunicare. Il colloquio con minori non accompagnati si svolge in modo adatto alla loro età ed è condotto da personale adeguatamente qualificato e formato ai sensi del diritto nazionale e alla presenza del tutore e, se del caso, del legale rappresentante.

 

Ove necessario, gli Stati membri si avvalgono di un interprete qualificato e, se del caso, di un mediatore culturale, che sia in grado di garantire una comunicazione adeguata tra il richiedente e la persona che effettua il colloquio personale. Il richiedente può chiedere che a svolgere il colloquio e a prestare assistenza sia personale dello stesso sesso, a condizione che ciò sia possibile.

Emendamento     87

Proposta di regolamento

Articolo 7 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4.  Il colloquio personale si svolge in condizioni tali da garantire un'adeguata riservatezza. Esso è condotto da una persona qualificata a norma del diritto nazionale.

4.  Il colloquio personale si svolge in condizioni tali da garantire un'adeguata riservatezza. Esso è condotto da una persona qualificata a norma del diritto nazionale. Ai richiedenti di cui sia stata identificata la necessità di garanzie procedurali speciali dovrebbe essere fornito sostegno adeguato, compreso tempo sufficiente, per creare le condizioni necessarie a una presentazione efficace di tutti gli elementi che consentirebbero di identificare lo Stato membro competente.

Emendamento    88

Proposta di regolamento

Articolo 7 – paragrafo 4 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

4 bis.  Lo Stato membro garantisce l'esistenza di adeguate procedure operative standard volte a garantire che siano prese le misure di protezione adeguate per quanto riguarda i richiedenti a rischio di essere sfruttati ai fini della tratta di esseri umani o di altre attività della criminalità organizzata.

Emendamento     89

Proposta di regolamento

Articolo 7 – paragrafo 5

Testo della Commissione

Emendamento

5.  Lo Stato membro che effettua il colloquio personale redige una sintesi scritta dello stesso che contenga almeno le principali informazioni fornite dal richiedente durante il colloquio. Tale sintesi può assumere la forma di una relazione o di un modulo standard. Lo Stato membro provvede affinché il richiedente e/o l'avvocato o altro consulente legale che rappresenta il richiedente abbiano tempestivamente accesso alla sintesi.

5.  Lo Stato membro che effettua il colloquio personale redige una sintesi scritta dello stesso che contenga almeno le principali informazioni fornite dal richiedente durante il colloquio. Gli elementi principali che devono figurare nella sintesi sono verificati, entro il termine del colloquio, dal richiedente e, ove opportuno, dal tutore e/o dal rappresentante legale. Tale sintesi assume la forma di una relazione. Lo Stato membro effettua una registrazione sonora del colloquio. Lo Stato membro provvede affinché il richiedente e/o il tutore o il consulente legale che rappresenta il richiedente abbiano accesso alla sintesi quanto prima in seguito al colloquio e in ogni caso prima che sia adottata una decisione di trasferimento.

Emendamento    90

Proposta di regolamento

Articolo 8 – paragrafo 2 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

Ogni Stato membro nel quale deve essere presente il minore non accompagnato provvede affinché un rappresentante lo rappresenti e/o assista nelle pertinenti procedure previste dal presente regolamento. Il rappresentante possiede le qualifiche e le competenze necessarie ad assicurare che durante le procedure svolte ai sensi del presente regolamento sia tenuto in considerazione l'interesse superiore del minore. Tale rappresentante ha accesso al contenuto dei documenti pertinenti della pratica del richiedente, compreso l'apposito opuscolo per i minori non accompagnati.

Ogni Stato membro nel quale è presente il minore non accompagnato provvede affinché un tutore lo rappresenti e/o assista in tutte le procedure previste dal presente regolamento. Il tutore possiede le qualifiche, la formazione, le competenze e l'indipendenza necessarie ad assicurare che durante le procedure svolte ai sensi del presente regolamento sia tenuto in considerazione l'interesse superiore del minore. Tale tutore ha accesso al contenuto dei documenti pertinenti della pratica del richiedente, compreso l'apposito materiale informativo per i minori non accompagnati. Il tutore è nominato quanto prima, ma almeno entro 24 ore dall'effettuazione della domanda e in ogni caso prima del rilevamento dei dati biometrici a norma dell'articolo [10, paragrafo 1, o 13, paragrafo 1,] del regolamento (UE) XXXX/XX/UE [regolamento Eurodac].

Emendamento     91

Proposta di regolamento

Articolo 8 – paragrafo 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 bis.  Il tutore è coinvolto nel processo di determinazione dello Stato membro competente a norma del presente regolamento, nella misura maggiore possibile. A tal fine, il tutore sostiene il minore nel fornire le informazioni pertinenti per la valutazione del suo interesse superiore in conformità del paragrafo 3, nonché nell'esercizio del diritto di essere sentito, e sostiene il confronto del minore con altri attori, come le organizzazioni che rintracciano le famiglie, se del caso, e tenendo in debito conto gli obblighi di riservatezza nei confronti di minori.

 

 

 

Il tutore provvede a che il minore abbia accesso alle informazioni e all'assistenza e rappresentanza legali in merito alle procedure previste dal presente regolamento e tiene il minore informato sui progressi nelle procedure del regolamento che lo riguardano.

 

Il tutore ha accesso al contenuto dei documenti pertinenti della pratica del minore, compreso l'apposito materiale informativo per i minori non accompagnati e i moduli previsti all'articolo 6.

 

I tutori ricevono formazione e sostegno regolari per lo svolgimento dei loro compiti.

 

 

Emendamento    92

Proposta di regolamento

Articolo 8 – paragrafo 3 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

b)  il benessere e lo sviluppo sociale del minore;

b)  il benessere e lo sviluppo sociale del minore, tenendo presenti, in particolare, il contesto etnico, religioso, culturale e linguistico da cui proviene, così come l'esigenza di stabilità e continuità nell'assistenza e nelle modalità di affidamento e l'accesso del minore alla sanità e all'istruzione;

Emendamento    93

Proposta di regolamento

Articolo 8 – paragrafo 3 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

c)  le considerazioni di sicurezza, in particolare se sussiste un rischio che il minore sia vittima della tratta di esseri umani;

c)  le considerazioni di sicurezza, in particolare se sussiste un rischio che il minore sia vittima di qualsiasi forma di violenza e sfruttamento, compresa la tratta di esseri umani;

Emendamento     94

Proposta di regolamento

Articolo 8 – paragrafo 3 – lettera c bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

c bis)  situazioni di vulnerabilità, compresi traumi, esigenze sanitarie specifiche e disabilità;

Emendamento    95

Proposta di regolamento

Articolo 8 – paragrafo 3 – lettera d bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

d bis)  la garanzia di un trasferimento ad un tutore designato nello Stato membro ricevente;

Emendamento    96

Proposta di regolamento

Articolo 8 – paragrafo 3 – lettera d ter (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

d ter)  le informazioni fornite dal tutore nello Stato membro in cui il minore è presente;

Emendamento     97

Proposta di regolamento

Articolo 8 – paragrafo 3 – lettera d quater (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

d quater)  la necessità che le decisioni relative ai minori siano trattate in via prioritaria;

Emendamento    98

Proposta di regolamento

Articolo 8 – paragrafo 3 – comma 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Nel valutare l'interesse superiore del minore, deve essere garantito il diritto del minore di essere sentito.

Emendamento    99

Proposta di regolamento

Articolo 8 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4.  Prima di trasferire un minore non accompagnato nello Stato membro competente o, se del caso, nello Stato membro di assegnazione, lo Stato membro che provvede al trasferimento si accerta che lo Stato membro competente o lo Stato membro di assegnazione adotti immediatamente le misure di cui agli articoli da 14 a 24 della direttiva 2013/33/UE e all'articolo 25 della direttiva 2013/32/UE. Precede qualsiasi decisione di trasferimento di un minore non accompagnato una valutazione del suo interesse superiore. La valutazione è basata sui fattori elencati al paragrafo 3. La valutazione è eseguita prontamente da personale che possiede le qualifiche e le competenze necessarie ad assicurare che sia tenuto in considerazione l'interesse superiore del minore.

4.  Prima di trasferire un minore non accompagnato nello Stato membro competente o, se del caso, nello Stato membro di assegnazione, lo Stato membro che provvede al trasferimento ottiene garanzie, per ogni singolo caso, del fatto che lo Stato membro competente o lo Stato membro di assegnazione adotti immediatamente le misure di cui agli articoli da 14 a 24 della direttiva 2013/33/UE e all'articolo 25 della direttiva 2013/32/UE. Precede qualsiasi decisione di trasferimento o meno di un minore non accompagnato una valutazione multidisciplinare del suo interesse superiore. Tale valutazione è basata sui fattori elencati al paragrafo 3 e le conclusioni della valutazione su ciascuno dei fattori sono chiaramente indicate nella decisione di trasferimento. La valutazione è eseguita prontamente da una squadra multidisciplinare che possiede le qualifiche e le competenze necessarie ad assicurare che sia tenuto in considerazione l'interesse superiore del minore. La valutazione multidisciplinare coinvolge personale competente con esperienza nel campo dei diritti dei minori e della psicologia e dello sviluppo infantili e comprende anche, quanto meno, il tutore e il consulente legale del minore.

Emendamento     100

Proposta di regolamento

Articolo 8 – paragrafo 5 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

Ai fini dell'applicazione dell'articolo 10, lo Stato membro in cui il minore non accompagnato ha presentato una domanda di protezione internazionale adotta il prima possibile opportune disposizioni per identificare i familiari o i parenti del minore non accompagnato nel territorio degli Stati membri, sempre tutelando l'interesse superiore del minore.

Ai fini dell'applicazione degli articoli 10 e 19, lo Stato membro in cui il minore non accompagnato presenta una domanda di protezione internazionale adotta il prima possibile opportune disposizioni per identificare i familiari o i parenti del minore non accompagnato nel territorio degli Stati membri, sempre tutelando l'interesse superiore del minore.

Emendamento     101

Proposta di regolamento

Articolo 8 – paragrafo 5 – comma 3

Testo della Commissione

Emendamento

Il personale delle autorità competenti di cui all'articolo 47 che tratta domande relative a minori non accompagnati ha ricevuto e continua a ricevere una specifica formazione in merito alle particolari esigenze dei minori.

Il personale delle autorità competenti di cui all'articolo 47 che tratta domande relative a minori non accompagnati ha ricevuto e continua a ricevere una specifica formazione in merito alle particolari esigenze dei minori, compresa la formazione nell'ambito dei diritti, della psicologia e dello sviluppo dei minori. Tale formazione include altresì moduli sulla valutazione dei rischi per fornire un'assistenza e una tutela mirate alle esigenze individuali del minore, riservando una particolare attenzione all'identificazione precoce delle vittime di tratta degli esseri umani e di abusi, nonché alla formazione sulle buone pratiche per impedire le sparizioni.

Emendamento    102

Proposta di regolamento

Articolo 8 – paragrafo 5 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

5 bis.  Prima del trasferimento di un minore non accompagnato, lo Stato membro ricevente nomina un tutore non appena possibile, e in ogni caso entro cinque giorni lavorativi dalla conferma della decisione di trasferimento. Le autorità competenti comunicano le informazioni riguardanti il tutore designato dallo Stato membro ricevente al tutore esistente, insieme alle disposizioni relative al trasferimento.

Emendamento    103

Proposta di regolamento

Articolo 8 – paragrafo 6 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

6 bis.  Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 57 per integrare il presente regolamento stabilendo, a norma del presente articolo, le norme e le procedure in materia di cooperazione transnazionale per la valutazione dell'interesse superiore del minore.

Emendamento    104

Proposta di regolamento

Articolo 8 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 8 bis

 

Costi dell'accoglienza

 

1.   I costi dell'accoglienza di un richiedente sostenuti dallo Stato membro che ha avviato la procedura di determinazione dal momento in cui la domanda di protezione internazionale viene registrata fino al trasferimento del richiedente nello Stato membro competente, o fino al momento in cui lo Stato membro che ha avviato la procedura di determinazione assume la responsabilità del richiedente, sono rimborsati mediante il bilancio generale dell'Unione europea.

 

2.   I costi dell'accoglienza sostenuti da uno Stato membro quando appare manifestamente improbabile che a un richiedente possa essere attribuita la qualifica di beneficiario di protezione internazionale a norma dell'articolo 9 sono rimborsati mediante il bilancio generale dell'Unione europea.

Emendamento     105

Proposta di regolamento

Articolo 9 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  I criteri per la determinazione dello Stato membro competente si applicano una sola volta, nell'ordine nel quale sono definiti dal presente capo.

1.  I criteri per la determinazione dello Stato membro competente si applicano una sola volta, nell'ordine nel quale sono definiti nei capi III e IV.

Emendamento    106

Proposta di regolamento

Articolo 9 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  La determinazione dello Stato membro competente in applicazione dei criteri definiti dal presente capo avviene sulla base della situazione esistente al momento in cui il richiedente ha presentato domanda di protezione internazionale per la prima volta in uno Stato membro.

2.  La determinazione dello Stato membro competente in applicazione dei criteri definiti dal presente capo avviene sulla base della situazione esistente al momento in cui il richiedente ha presentato domanda di protezione internazionale per la prima volta in uno Stato membro a norma dell'articolo [28] del regolamento (UE) xxxx/xxx [regolamento sulle procedure di asilo].

Emendamento    107

Proposta di regolamento

Articolo 9 – paragrafo 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 bis.  Se l'autorità competente per la determinazione dello Stato membro, dopo aver svolto il colloquio personale di cui all'articolo 7, conclude che lo Stato membro competente non può essere determinato sulla base degli articoli 10, 11, 12, 13 o 18 e se il richiedente non necessita di specifiche garanzie procedurali a norma dell'articolo [19] del regolamento (UE) n. xxxx/xxx, [regolamento sulle procedure d'asilo], lo Stato membro che ha avviato la procedura di determinazione, prima di applicare uno dei restanti criteri di cui al capo III o IV, verifica, prima facie, se, al momento della presentazione della domanda, il richiedente abbia sollevato soltanto questioni che non hanno alcuna pertinenza rispetto all'esame volto a determinare se il richiedente possa ottenere la qualifica di beneficiario di protezione internazionale a norma del regolamento (UE) xxxx/xxx [regolamento sulle qualifiche], e se non è fornita o messa a disposizione dello Stato membro che ha avviato la procedura di determinazione nessun'altra informazione che indichi che il richiedente può ottenere la qualifica di beneficiario di protezione internazionale, il che rende la sua domanda di protezione internazionale chiaramente non convincente.

 

In un caso siffatto, si dovrebbe ritenere manifestamente improbabile che a un richiedente possa essere attribuita la qualifica di beneficiario di protezione internazionale e lo Stato membro che ha avviato la procedura di determinazione è considerato lo Stato membro competente, fatto salvo l'articolo [37] del regolamento (UE) n. xxxx/xxx, [regolamento sulle procedure in materia di asilo].

Emendamento     108

Proposta di regolamento

Articolo 10 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  È competente lo Stato membro nel quale si trova legalmente un familiare del minore non accompagnato, purché ciò sia nell'interesse superiore del minore. Se il richiedente è un minore coniugato il cui coniuge non è legalmente presente nel territorio degli Stati membri, lo Stato membro competente è lo Stato membro in cui si trova legalmente il padre, la madre o un altro adulto responsabile per il minore, per legge o per prassi di detto Stato membro, o un fratello se legalmente presente.

2.  È competente lo Stato membro nel quale si trova legalmente un familiare del minore non accompagnato, a meno che non sia dimostrato che ciò non è nell'interesse superiore del minore. Se il richiedente è un minore, lo Stato membro competente è lo Stato membro in cui si trova legalmente il padre, la madre o un altro adulto responsabile per il minore, per legge o per prassi di detto Stato membro, o un fratello se legalmente presente.

Emendamento    109

Proposta di regolamento

Articolo 10 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  Laddove il richiedente sia un minore non accompagnato che ha un parente presente legalmente in un altro Stato membro e qualora sia accertato in base a un esame individuale che il parente può occuparsi di lui/lei, detto Stato membro provvede al ricongiungimento del minore con il parente o i parenti ed è lo Stato membro competente, purché ciò sia nell'interesse superiore del minore.

3.  Laddove il richiedente abbia un parente presente legalmente in un altro Stato membro e qualora sia accertato in base a un esame individuale che il parente può occuparsi di lui/lei, detto Stato membro provvede al ricongiungimento del minore con il parente o i parenti ed è lo Stato membro competente, a meno che non sia dimostrato che ciò non è nell'interesse superiore del minore.

Emendamento     110

Proposta di regolamento

Articolo 10 – paragrafo 5

Testo della Commissione

Emendamento

5.  In mancanza di un familiare o di un parente di cui ai paragrafi 2 e 3, è competente lo Stato membro in cui il minore non accompagnato ha presentato per la prima volta la domanda di protezione internazionale, salvo se si dimostri che ciò non è nell'interesse superiore del minore.

5.  In mancanza di un familiare o di un parente di cui ai paragrafi 2 e 3, e se non si applicano altri criteri di cui ai capi III e IV, in particolare l'articolo 19, lo Stato membro competente è determinato sulla base del meccanismo di assegnazione di cui al capo VII, purché al minore sia sempre garantito il diritto di scelta tra gli Stati membri di assegnazione a norma dell'articolo 36, paragrafo 1 quater. È opportuno che preceda la decisione sullo Stato membro competente una valutazione multidisciplinare dell'interesse superiore del minore, anche nel caso di assegnazione.

Emendamento     111

Proposta di regolamento

Articolo 10 – paragrafo 5 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

5 bis.  Se un minore è accompagnato da un genitore, da un fratello adulto o da un altro adulto che ha la responsabilità genitoriale del minore, per legge o per prassi dello Stato membro interessato, e un genitore o un altro adulto che ha la responsabilità genitoriale del minore, per legge o per prassi del suddetto Stato membro, si trova legalmente in uno Stato membro, è competente lo Stato membro in cui si trova legalmente il genitore o l'altro adulto che ha la responsabilità genitoriale del minore, purché ciò corrisponda all'interesse superiore del minore.

Emendamento    112

Proposta di regolamento

Articolo 11 – titolo

Testo della Commissione

Emendamento

Familiari beneficiari di protezione internazionale

Familiari che soggiornano legalmente in uno Stato membro

Emendamento     113

Proposta di regolamento

Articolo 11 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

Se un familiare del richiedente, a prescindere dal fatto che la famiglia fosse già costituita nel paese di origine, è stato autorizzato a soggiornare in qualità di beneficiario di protezione internazionale in uno Stato membro, tale Stato membro è competente per l'esame della domanda di protezione internazionale, purché gli interessati abbiano espresso tale desiderio per iscritto.

Se un familiare del richiedente, a prescindere dal fatto che la famiglia fosse già costituita nel paese di origine, soggiorna legalmente in uno Stato membro, tale Stato membro è competente per l'esame della domanda di protezione internazionale, purché gli interessati abbiano espresso tale desiderio per iscritto.

Emendamento     114

Proposta di regolamento

Articolo 13 – comma 1 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

a)  è competente per l'esame delle domande di protezione internazionale di tutti i familiari e/o di fratelli minori non coniugati lo Stato membro che i criteri designano come competente per prendere in carico il maggior numero di essi;

a)  è competente per l'esame delle domande di protezione internazionale di tutti i familiari lo Stato membro che i criteri designano come competente per prendere in carico il maggior numero di essi;

Emendamento     115

Proposta di regolamento

Articolo 14 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Se il richiedente è titolare di un titolo di soggiorno in corso di validità o di un titolo di soggiorno scaduto meno di due anni prima della presentazione della prima domanda , lo Stato membro competente per l'esame della domanda di protezione internazionale è quello che ha rilasciato tale titolo.

1.  Se il richiedente è titolare di un titolo di soggiorno in corso di validità o di un titolo di soggiorno scaduto prima della presentazione della prima domanda, lo Stato membro competente per l'esame della domanda di protezione internazionale è quello che ha rilasciato tale titolo.

Emendamento     116

Proposta di regolamento

Articolo 14 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Se il richiedente è titolare di un visto in corso di validità o di un visto scaduto meno di sei mesi prima della presentazione della prima domanda , lo Stato membro competente per l'esame della domanda di protezione internazionale è quello che ha rilasciato il visto, a meno che il visto non sia stato rilasciato per conto di un altro Stato membro nel quadro di un accordo di rappresentanza ai sensi dell'articolo 8 del regolamento (CE) n. 810/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio25. In tal caso l'esame della domanda di protezione internazionale compete allo Stato membro rappresentato the Member State.

2.  Se il richiedente è titolare di un visto in corso di validità o di un visto scaduto prima della presentazione della prima domanda, lo Stato membro competente per l'esame della domanda di protezione internazionale è quello che ha rilasciato il visto, a meno che il visto non sia stato rilasciato per conto di un altro Stato membro nel quadro di un accordo di rappresentanza ai sensi dell'articolo 8 del regolamento (CE) n. 810/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio25. In tal caso l'esame della domanda di protezione internazionale compete allo Stato membro rappresentato.

_________________

_________________

25 Regolamento (CE) n. 810/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, che istituisce un codice comunitario dei visti (GU L 243 del 15.9.2009, p. 1).

25 Regolamento (CE) n. 810/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, che istituisce un codice comunitario dei visti (GU L 243 del 15.9.2009, p. 1).

Emendamento    117

Proposta di regolamento

Articolo 14 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 14 bis

 

Rilascio di titoli di studio o diplomi professionali

 

1.   Nel caso in cui il richiedente sia in possesso di un diploma o di un altro titolo rilasciato da un istituto di istruzione avente sede in uno Stato membro, tale Stato membro è competente per l'esame della domanda di protezione internazionale.

 

In tale contesto, si intende per "istituto di istruzione" qualsiasi tipo di istituto di istruzione riconosciuto o considerato tale in conformità del diritto nazionale che, a prescindere dalla sua denominazione, conformemente al diritto o alla prassi nazionale, rilasci titoli di studio riconosciuti o altre qualifiche riconosciute, o qualsiasi istituto che, conformemente al diritto o alla prassi nazionale, offra istruzione o formazione professionale.

 

Ai fini del presente articolo, sono considerati pertinenti ai fini della valutazione dello Stato membro competente soltanto i diplomi o gli altri titoli rilasciati a seguito della frequenza del richiedente alle lezioni presso l'istituto di istruzione nel territorio dello Stato membro. La formazione online e altre forme di apprendimento a distanza non sono considerate pertinenti.

 

2.   Nel caso in cui il richiedente sia in possesso di più di un diploma o altro titolo, rilasciati da istituti di istruzione aventi sede in Stati membri diversi, è competente per l'esame della domanda di protezione internazionale lo Stato membro in cui è stato rilasciato il diploma o il titolo più recente.

Emendamento     118

Proposta di regolamento

Articolo 15 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

Quando è accertato, sulla base degli elementi di prova e delle circostanze indiziarie di cui ai due elenchi menzionati all'articolo 25, paragrafo 4, del presente regolamento, inclusi i dati di cui al regolamento [proposta di rifusione del regolamento (UE) n. 603/2013], che il richiedente ha varcato illegalmente, per via terrestre, marittima o aerea, in provenienza da un paese terzo, la frontiera di uno Stato membro, lo Stato membro in questione è competente per l'esame della domanda di protezione internazionale.

soppresso

Emendamento    119

Proposta di regolamento

Articolo 15 – comma 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Quando non è possibile determinare lo Stato membro competente in base agli altri criteri di cui ai capi III o IV, la determinazione dello Stato membro competente avviene sulla base del meccanismo correttivo di assegnazione di cui al capo VII.

Emendamento    120

Proposta di regolamento

Articolo 15 – comma 1 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Quando non è possibile determinare lo Stato membro competente in base agli altri criteri di cui al capo III o all'articolo 18, ed è accertato, sulla base degli elementi di prova e delle circostanze indiziarie, che il richiedente è entrato nello Stato membro in cui ha presentato la domanda di protezione internazionale attraverso un altro Stato membro, lo Stato membro competente per l'esame della domanda di protezione internazionale è determinato in base alla procedura enunciata all'articolo 24 quater.

Emendamento     121

Proposta di regolamento

Articolo 16

Testo della Commissione

Emendamento

Articolo 16

soppresso

Ingresso con esenzione dal visto

 

Se un cittadino di paese terzo o un apolide entra nel territorio di uno Stato membro in cui è dispensato dal visto, l'esame della domanda di protezione internazionale compete in questo caso a tale Stato membro.

 

Emendamento     122

Proposta di regolamento

Articolo 17

Testo della Commissione

Emendamento

Articolo 17

soppresso

Domanda nella zona internazionale di transito di un aeroporto

 

Quando la volontà di chiedere la protezione internazionale è manifestata nella zona internazionale di transito di un aeroporto di uno Stato membro da un cittadino di paese terzo o da un apolide, detto Stato membro è competente per l'esame della domanda.

 

Emendamento    123

Proposta di regolamento

Articolo 18 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Laddove a motivo di una gravidanza, maternità recente, malattia grave, grave disabilità o età avanzata un richiedente sia dipendente dall'assistenza del figlio, del fratello o del genitore legalmente residente in uno degli Stati membri o laddove un figlio, un fratello o un genitore legalmente residente in uno degli Stati membri sia dipendente dall'assistenza del richiedente, gli Stati membri lasciano insieme o ricongiungono il richiedente con tale figlio, fratello o genitore, a condizione che i legami familiari esistessero nel paese d'origine, che il figlio, il fratello, il genitore o il richiedente siano in grado di fornire assistenza alla persona a carico e che gli interessati abbiano espresso tale desiderio per iscritto.

1.  Laddove a motivo di una gravidanza, maternità recente, malattia grave, grave disabilità, grave trauma o età avanzata un richiedente sia dipendente dall'assistenza del figlio, del fratello o del genitore legalmente residente in uno degli Stati membri o laddove un figlio, un fratello o un genitore legalmente residente in uno degli Stati membri sia dipendente dall'assistenza del richiedente, gli Stati membri lasciano insieme o ricongiungono il richiedente con tale figlio, fratello o genitore, purché i legami familiari esistessero già prima dell'arrivo del richiedente nel territorio degli Stati membri, il figlio, il fratello, il genitore o il richiedente siano in grado di fornire assistenza alla persona a carico e gli interessati abbiano espresso tale desiderio per iscritto.

Emendamento     124

Proposta di regolamento

Articolo 18 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 18 bis

 

Patrocinio

 

1.   Uno Stato membro può prevedere che le organizzazioni approvate da tale Stato membro, conformemente ai requisiti specifici previsti dal diritto nazionale per la prevenzione degli abusi e della tratta di esseri umani, abbiano la possibilità di patrocinare un richiedente che ha presentato domanda di protezione internazionale nell'Unione. L'organizzazione che patrocina un richiedente si fa carico del trasferimento e del soggiorno di quest'ultimo nello Stato membro in cui l'organizzazione ha la propria sede, fintanto che non è adottata una decisione definitiva in merito alla domanda di protezione internazionale.

 

2.   Sulla base di una richiesta scritta formulata dal patrocinante, con il consenso del richiedente, lo Stato membro che ha avviato la procedura di determinazione informa lo Stato membro in cui ha sede il patrocinante in merito all'accordo di patrocinio fra l'organizzazione e il richiedente. Se lo Stato membro in cui ha sede l'organizzazione accetta di prendere in carico il richiedente, tale Stato diventa lo Stato membro competente e la richiesta di protezione internazionale rientra nel novero delle richieste considerate nel numero di riferimento a norma dell'articolo 35.

 

3.   Un atto delegato adottato secondo la procedura prevista all'articolo 57, paragrafo 2, stabilisce le formalità e i requisiti di ammissibilità che un patrocinante deve soddisfare e le altre disposizioni necessarie.

Emendamento    125

Proposta di regolamento

Articolo 19 – paragrafo 1 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

In deroga all'articolo 3, paragrafo 1, e soltanto se nessuno Stato membro è stato determinato come competente, ciascuno Stato membro può decidere di esaminare una domanda di protezione internazionale presentata da un cittadino di paese terzo o da un apolide basata su motivi familiari relativi a membri della famiglia allargata non contemplati all'articolo 2, lettera g), anche se tale esame non gli compete in base ai criteri stabiliti nel presente regolamento.

In deroga all'articolo 3, paragrafo 1, ciascuno Stato membro può decidere di esaminare una domanda di protezione internazionale presentata da un cittadino di paese terzo o da un apolide, anche se tale esame non gli compete in base ai criteri stabiliti nel presente regolamento.

Emendamento    126

Proposta di regolamento

Articolo 19 – paragrafo 1 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

Lo Stato membro che decide di esaminare una domanda di protezione internazionale ai sensi del presente paragrafo diventa lo Stato membro competente e assume gli obblighi connessi a tale competenza. Se applicabile, ne informa lo Stato membro precedentemente competente, lo Stato membro che ha in corso la procedura volta a determinare lo Stato membro competente o quello al quale è stato chiesto di prendere in carico il richiedente.

Lo Stato membro che decide di esaminare una domanda di protezione internazionale ai sensi del presente paragrafo diventa lo Stato membro competente e assume gli obblighi connessi a tale competenza. Se applicabile, utilizzando la rete di comunicazione elettronica "DubliNet" istituita a norma dell'articolo 18 del regolamento (CE) n. 1560/2003, ne informa lo Stato membro precedentemente competente, lo Stato membro che ha in corso la procedura volta a determinare lo Stato membro competente o quello al quale è stato chiesto di prendere in carico il richiedente.

Emendamento    127

Proposta di regolamento

Articolo 19 – paragrafo 1 – comma 3 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Un richiedente può chiedere allo Stato membro in cui è stata presentata la sua domanda di protezione internazionale di applicare il presente paragrafo. Tale richiesta deve essere formulata per iscritto e deve essere debitamente motivata.

Emendamento    128

Proposta di regolamento

Articolo 19 – paragrafo 2 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

Lo Stato membro nel quale è manifestata la volontà di chiedere la protezione internazionale e che procede alla determinazione dello Stato membro competente può, in ogni momento prima che sia determinata la competenza, chiedere a un altro Stato membro di prendere in carico un richiedente al fine di procedere al ricongiungimento di persone legate da qualsiasi vincolo di parentela , anche se tale altro Stato membro non è competente ai sensi dei criteri definiti agli articoli da 10 a 13 e 18. Le persone interessate debbono esprimere il loro consenso per iscritto.

Lo Stato membro nel quale è manifestata la volontà di chiedere la protezione internazionale e che procede alla determinazione dello Stato membro competente, o lo Stato membro competente, può, in ogni momento prima che sia adottata una prima decisione sul merito, chiedere a un altro Stato membro di prendere in carico un richiedente al fine di procedere al ricongiungimento di persone legate da qualsiasi vincolo di parentela, per ragioni umanitarie fondate in particolare su legami familiari, culturali o sociali, competenze linguistiche o altri legami significativi che ne faciliterebbero l'integrazione nell'altro Stato membro, anche se tale altro Stato membro non è competente ai sensi dei criteri definiti ai capi III e IV. Le persone interessate debbono esprimere il loro consenso per iscritto.

Emendamento    129

Proposta di regolamento

Articolo 19 – paragrafo 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 bis.  Un richiedente può chiedere allo Stato membro in cui è stata presentata la sua domanda di protezione internazionale di applicare il paragrafo 2. Tale richiesta deve essere formulata per iscritto, deve essere debitamente motivata e deve essere rivolta alle autorità competenti dello Stato membro che ha avviato la procedura di determinazione in cui la domanda è stata presentata. Qualora un richiedente rappresenti un rischio per la sicurezza, o qualora appaia manifestamente improbabile che possa essergli attribuita la qualifica di beneficiario di protezione internazionale, tale richiedente non ha il diritto di avvalersi di questa procedura.

 

Le autorità competenti dello Stato membro che ha avviato la procedura di determinazione garantiscono che una richiesta presentata a norma del primo comma del presente paragrafo sia inoltrata alle autorità competenti dello Stato membro richiesto dal richiedente attraverso la rete di comunicazione elettronica "DubliNet" istituita a norma dell'articolo 18 del regolamento (CE) n. 1560/2003.

 

Lo Stato membro richiesto deve indicare, entro due settimane dal ricevimento della richiesta, se intende assumersi la responsabilità della domanda di protezione internazionale. Lo Stato membro richiesto può prorogare il termine di altre due settimane, purché ciò sia notificato allo Stato membro in cui la domanda di protezione internazionale è stata presentata per iscritto attraverso la rete di comunicazione elettronica "DubliNet". Se non viene ricevuta una risposta entro tale termine, la richiesta è considerata respinta e lo Stato membro in cui è stata presentata la domanda di protezione internazionale procede alla determinazione dello Stato membro competente sulla base dei criteri di cui ai capi III e IV. Fatto salvo quanto disposto nel primo e nel secondo comma, i richiedenti non hanno il diritto di avvalersi di questa procedura più di una volta.

Emendamento    130

Proposta di regolamento

Articolo 19 – paragrafo 2 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 ter.  Se lo Stato membro richiesto accetta la richiesta in conformità del paragrafo 2 bis, tale Stato diventa lo Stato membro competente. Lo Stato membro in cui è stata presentata la domanda di protezione internazionale assicura che il richiedente sia trasferito nello Stato membro competente.

Emendamento    131

Proposta di regolamento

Articolo 19 – paragrafo 2 quater (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 quater.  La Commissione, mediante atti di esecuzione, redige un modulo comune da utilizzare ai fini della procedura di cui al paragrafo 2 bis. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 56, paragrafo 2.

Emendamento    132

Proposta di regolamento

Articolo 20 – paragrafo 1 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

a)  prendere in carico, alle condizioni specificate negli articoli 24, 25 e 30, il richiedente che ha presentato domanda in un altro Stato membro;

a)  prendere in carico, alle condizioni specificate negli articoli 24, 24 quater, 25 e 30, il richiedente che ha presentato domanda di protezione internazionale in un altro Stato membro;

Emendamento    133

Proposta di regolamento

Articolo 20 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Nella situazione di cui al paragrafo 1, lettera a), lo Stato membro competente esamina o porta a termine l'esame della domanda di protezione internazionale.

2.  Nella situazione di cui al paragrafo 1, lettera a) o b), lo Stato membro competente esamina o porta a termine l'esame della domanda di protezione internazionale.

Emendamento    134

Proposta di regolamento

Articolo 20 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  Nella situazione di cui al paragrafo 1, lettera b), lo Stato membro competente esamina o porta a termine l'esame della domanda di protezione internazionale con procedura accelerata ai sensi dell'articolo 31, paragrafo 8, della direttiva 2013/32/UE.

soppresso

Emendamento     135

Proposta di regolamento

Articolo 20 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4.  Nella situazione di cui al paragrafo 1, lettera c), lo Stato membro competente tratta ogni ulteriore dichiarazione o nuova domanda del richiedente quale domanda reiterata ai sensi della direttiva 2013/32/UE.

soppresso

Emendamento    136

Proposta di regolamento

Articolo 20 – paragrafo 5

Testo della Commissione

Emendamento

5.  Nella situazione di cui al paragrafo 1, lettera d), la decisione di respingere la domanda adottata dall'autorità competente dello Stato membro competente non è più impugnabile nell'ambito del capo V della direttiva 2013/32/UE.

5.  Nella situazione di cui al paragrafo 1, lettera d), qualora la domanda di protezione internazionale sia stata respinta solo in primo grado, lo Stato membro competente assicura che l'interessato abbia o abbia avuto la possibilità di esercitare il suo diritto a un ricorso effettivo a norma dell'articolo 46 della direttiva 2013/32/UE.

Emendamento    137

Proposta di regolamento

Articolo 20 – paragrafo 7

Testo della Commissione

Emendamento

7.  Lo Stato membro competente indica la propria competenza nel documento elettronico di cui all'articolo 22, paragrafo 2.

7.  Lo Stato membro competente indica, ove applicabile, la propria competenza nel documento elettronico di cui all'articolo 22, paragrafo 2.

Emendamento     138

Proposta di regolamento

Articolo 21 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  La procedura di determinazione dello Stato membro competente è avviata non appena una domanda di protezione internazionale è presentata per la prima volta in uno Stato membro, purché lo Stato membro della prima domanda non sia già Stato membro competente a norma dell'articolo 3, paragrafo 4 o 5.

1.  La procedura di determinazione dello Stato membro competente è avviata non appena una domanda di protezione internazionale è registrata per la prima volta in uno Stato membro, purché lo Stato membro della prima domanda non sia già Stato membro competente a norma dell'articolo 3, paragrafo 5.

Emendamento     139

Proposta di regolamento

Articolo 21 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  La domanda di protezione internazionale si considera presentata non appena le autorità competenti dello Stato membro interessato ricevono un formulario presentato dal richiedente o un verbale redatto dalle autorità. Nel caso di domanda non scritta, il periodo che intercorre dalla dichiarazione di volontà e la stesura del relativo verbale deve essere quanto più breve possibile.

soppresso

Emendamento     140

Proposta di regolamento

Articolo 21 – paragrafo 5

Testo della Commissione

Emendamento

5.  Lo Stato membro nel quale è stata presentata per la prima volta la domanda di protezione internazionale è tenuto, alle condizioni di cui agli articoli 26 e 30 , a riprendere in carico il richiedente che si trova in un altro Stato membro senza un titolo di soggiorno o ha presentato colà una nuova domanda di protezione internazionale dopo aver ritirato la prima domanda presentata in uno Stato membro diverso durante il procedimento volto a determinare lo Stato membro competente.

5.  Lo Stato membro nel quale è stata presentata per la prima volta la domanda di protezione internazionale è tenuto, alle condizioni di cui agli articoli 26 e 30, a riprendere in carico il richiedente che si trova in un altro Stato membro senza un titolo di soggiorno o ha presentato colà una nuova domanda di protezione internazionale dopo aver ritirato la prima domanda presentata in uno Stato membro diverso durante il procedimento volto a determinare lo Stato membro competente, al fine di portare a termine il procedimento di determinazione dello Stato membro competente.

Emendamento     141

Proposta di regolamento

Articolo 22 – paragrafo 1 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

b)  ove applicabile, i collegamenti alle domande di familiari o parenti che viaggiano insieme;

b)  ove applicabile, i collegamenti alle domande di familiari, parenti o gruppi fino a un massimo di 30 richiedenti che chiedono di essere registrati come persone che viaggiano insieme, fatto salvo il diritto a un esame individuale di ciascuna domanda di protezione internazionale e prestando una particolare attenzione ai richiedenti che presentano segni di coercizione, violenza o abuso;

Emendamento     142

Proposta di regolamento

Articolo 22 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Una volta inserite le informazioni a norma del paragrafo 1, il sistema automatizzato di cui all'articolo 44 registra ogni domanda con un numero unico di domanda, crea un documento elettronico per ciascuna e comunica il numero unico allo Stato membro in cui è stata presentata la domanda.

2.  Una volta inserite le informazioni a norma del paragrafo 1, il sistema automatizzato di cui all'articolo 44 registra ogni domanda di protezione internazionale con un numero unico di domanda, crea un documento elettronico per ciascuna e comunica il numero unico allo Stato membro in cui è stata presentata la domanda. I dati personali contenuti nel numero unico di domanda e nel documento elettronico sono utilizzati esclusivamente per le finalità di cui al presente regolamento e al regolamento (UE) xxx/xxx [proposta di rifusione del regolamento (UE) n. 603/2013].

Emendamento     143

Proposta di regolamento

Articolo 22 – paragrafo 5

Testo della Commissione

Emendamento

5.  Lo Stato membro in cui è presentata la domanda consulta il VIS a norma dell'articolo 21 del regolamento (CE) n. 767/2008. Se un riscontro positivo nel VIS rivela che il richiedente è titolare di un visto in corso di validità o di un visto scaduto meno di sei mesi prima della presentazione della prima domanda, lo Stato membro indica il numero di domanda di visto e lo Stato membro la cui autorità ha rilasciato o prorogato il visto, e se il visto è stato rilasciato per conto di un altro Stato membro.

5.  Lo Stato membro in cui è presentata la domanda di protezione internazionale consulta il VIS a norma dell'articolo 21 del regolamento (CE) n. 767/2008. Se un riscontro positivo nel VIS rivela che il richiedente era titolare di un visto in corso di validità prima della presentazione della prima domanda, lo Stato membro indica il numero di domanda di visto e lo Stato membro la cui autorità ha rilasciato o prorogato il visto, e se il visto è stato rilasciato per conto di un altro Stato membro.

Emendamento     144

Proposta di regolamento

Articolo 23 – paragrafo 1 – lettera a bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

a bis)  il numero totale di domande accolte presentate nell'Unione;

Emendamento     145

Proposta di regolamento

Articolo 23 – paragrafo 1 – lettera a ter (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

a ter)  il numero totale di domande accolte presentate in ogni Stato membro;

Emendamento    146

Proposta di regolamento

Articolo 23 – paragrafo 2 – lettera h

Testo della Commissione

Emendamento

h)  quando si applica il meccanismo di assegnazione di cui al capo VII, le informazioni di cui all'articolo 36, paragrafo 4, e all'articolo 39, lettera h).

h)  le informazioni di cui all'articolo 38 e all'articolo 39, lettera h).

Emendamento     147

Proposta di regolamento

Articolo 24 – paragrafo 1 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

Lo Stato membro che ha ricevuto una domanda di protezione internazionale e ritiene che un altro Stato membro sia competente per l'esame della stessa chiede a tale Stato membro di prendere in carico il richiedente quanto prima e, al più tardi, entro un mese dopo la presentazione della domanda ai sensi dell'articolo 21, paragrafo 2.

Lo Stato membro che ha ricevuto una domanda di protezione internazionale e ritiene che un altro Stato membro sia competente per l'esame della stessa chiede a tale Stato membro di prendere in carico il richiedente quanto prima e, al più tardi, entro tre mesi dopo la presentazione della domanda ai sensi dell'articolo 21, paragrafo 2.

Emendamento    148

Proposta di regolamento

Articolo 24 – paragrafo 1 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

In deroga al primo comma, nel caso di un riscontro positivo di Eurodac con dati registrati ai sensi dell'articolo 13 del regolamento [proposta di rifusione del regolamento (UE) n. 603/2013] o di un riscontro positivo del VIS con dati registrati ai sensi dell'articolo 21, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 767/2008, la richiesta è inviata entro due settimane dal ricevimento del riscontro positivo.

In deroga al primo comma, nel caso di un riscontro positivo di Eurodac con dati registrati ai sensi dell'articolo 13 del regolamento [proposta di rifusione del regolamento (UE) n. 603/2013] o di un riscontro positivo del VIS con dati registrati ai sensi dell'articolo 21, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 767/2008, la richiesta è inviata entro un mese dal ricevimento del riscontro positivo.

Emendamento    149

Proposta di regolamento

Articolo 24 – paragrafo 1 – comma 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Per quanto riguarda i minori, ai fini del calcolo dei termini di cui al primo e al secondo comma del presente paragrafo, il tempo decorre dalla nomina di un tutore e dalla conclusione della valutazione dell'interesse superiore ai sensi dell'articolo 8, paragrafo 3.

Emendamento    150

Proposta di regolamento

Articolo 24 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 24 bis

 

Procedura di ricongiungimento familiare

 

1.  Lo Stato membro che ha avviato la procedura di determinazione è competente per l'esecuzione di una procedura speciale di ricongiungimento familiare intesa a garantire un rapido ricongiungimento familiare e l'accesso alle procedure di asilo per i richiedenti qualora vi siano, prima facie, sufficienti indicazioni della probabilità che essi abbiano diritto al ricongiungimento familiare a norma degli articoli 10, 11, 12 o 13.

 

2.  Nel determinare se vi siano sufficienti indicazioni della presenza di familiari e/o parenti del richiedente nello Stato membro indicato da quest'ultimo, lo Stato membro che ha avviato la procedura di determinazione provvede affinché il richiedente comprenda la definizione applicabile di "familiari" e/o "parenti" e abbia la certezza che i presunti familiari e/o parenti non si trovino in un altro Stato membro. Lo Stato membro che ha avviato la procedura di determinazione provvede altresì affinché il richiedente comprenda che non sarà autorizzato a soggiornare nello Stato membro in cui dichiara di avere familiari e/o parenti a meno che tale dichiarazione possa essere verificata da tale Stato membro. Se, in base alle informazioni fornite dal richiedente, non vi sono motivi apparenti per dubitare della presenza di familiari e/o parenti nello Stato membro indicato dal richiedente, si conclude che, prima facie, le indicazioni della presenza di familiari e/o parenti del richiedente nello Stato membro interessato sono sufficienti a soddisfare i requisiti di cui al paragrafo 1.

 

Le autorità competenti dello Stato membro in cui il richiedente dichiara di avere familiari e/o parenti assistono le autorità competenti dello Stato membro che ha avviato la procedura di determinazione rispondendo alle eventuali domande finalizzate a chiarire se i supposti legami familiari sono corretti.

 

3.  Se viene stabilito, in conformità dei paragrafi 1 e 2, che un richiedente ha diritto, prima facie, al ricongiungimento familiare a norma degli articoli 10, 11, 12 o 13, lo Stato membro che ha avviato la procedura di determinazione ne informa lo Stato membro di assegnazione e il richiedente è trasferito in quest'ultimo Stato membro.

 

4.  Lo Stato membro che ha avviato la procedura di determinazione trasmette tutte le informazioni fornite dal richiedente allo Stato membro di assegnazione attraverso la rete di comunicazione elettronica "DubliNet" istituita a norma dell'articolo 18 del regolamento (CE) n. 1560/2003.

 

5.  Conformemente alla procedura di cui al paragrafo 3, lo Stato membro di assegnazione procede a determinare se siano soddisfatte le condizioni per il ricongiungimento familiare a norma degli articoli 10, 11, 12 o 13. In caso affermativo, lo Stato membro di assegnazione diventa lo Stato membro competente.

 

6.  Se viene stabilito che non sono soddisfatte le condizioni per il ricongiungimento familiare, lo Stato membro di assegnazione provvede affinché il richiedente sia ricollocato in un altro Stato membro competente in conformità della procedura stabilita all'articolo 24 quater.

Emendamento    151

Proposta di regolamento

Articolo 24 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 24 ter

 

Procedura semplificata per gli articoli 14 e 14 bis

 

1.  Lo Stato membro che ha avviato la procedura di determinazione stabilisce rapidamente uno Stato membro di assegnazione qualora vi siano, prima facie, indicazioni sufficienti del fatto che il richiedente ha legami significativi, a norma dell'articolo 14 o dell'articolo 14 bis, con un determinato Stato membro diverso dallo Stato membro che ha avviato la procedura di determinazione.

 

2.  Per stabilire se vi siano indicazioni sufficienti del fatto che il richiedente ha legami significativi con un determinato Stato membro a norma dell'articolo 14 o dell'articolo 14 bis, lo Stato membro che ha avviato la procedura di determinazione si basa sugli elementi di prova e sulle altre informazioni fornite dal richiedente e consulta le pertinenti banche dati dell'Unione. Lo Stato membro che ha avviato la procedura di determinazione provvede altresì affinché il richiedente comprenda che non sarà autorizzato a soggiornare nello Stato membro di assegnazione a meno che gli elementi di prova e le informazioni fornite non possano essere verificati da tale Stato membro. Se, in base alle informazioni fornite dal richiedente o raccolte tramite le pertinenti banche dati dell'Unione, non vi sono motivi apparenti per dubitare che l'articolo 14 o l'articolo 14 bis si applichino a un determinato Stato membro, lo Stato membro che ha avviato la procedura di determinazione conclude, prima facie, che vi sono indicazioni sufficienti del fatto che i legami in questione soddisfano i requisiti di cui al paragrafo 1 del presente articolo.

 

Le autorità competenti dello Stato membro in cui il richiedente potrebbe avere legami a norma dell'articolo 14 o dell'articolo 14 bis assistono le autorità competenti dello Stato membro che ha avviato la procedura di determinazione rispondendo alle eventuali domande finalizzate a chiarire se i supposti legami familiari sono corretti.

 

3.  Se lo Stato membro che ha avviato la procedura di determinazione ritiene probabile, in conformità dei paragrafi 1 e 2, che un determinato Stato membro sia, prima facie, lo Stato membro di assegnazione a norma dell'articolo 14 o dell'articolo 14 bis, lo Stato membro che ha avviato la procedura di determinazione ne informa lo Stato membro di assegnazione e il richiedente è trasferito in quest'ultimo Stato membro.

 

4.  Lo Stato membro che ha avviato la procedura di determinazione trasmette tutte le informazioni fornite dal richiedente allo Stato membro di assegnazione attraverso la rete di comunicazione elettronica "DubliNet" istituita a norma dell'articolo 18 del regolamento (CE) n. 1560/2003.

 

5.  Lo Stato membro di assegnazione procede a determinare, in base alla procedura di cui al paragrafo 3, se siano soddisfatte le condizioni di cui all'articolo 14 o all'articolo 14 bis. In caso affermativo, lo Stato membro di assegnazione diventa lo Stato membro competente.

 

6.  Se viene stabilito che tali condizioni non sono soddisfatte, lo Stato membro di assegnazione provvede affinché il richiedente sia ricollocato in un altro Stato membro competente in conformità della procedura stabilita all'articolo 24 quater.

Emendamento    152

Proposta di regolamento

Articolo 24 quater (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 24 quater

 

Presentazione di una notifica di presa in carico

 

1.   Laddove un richiedente debba essere trasferito in un altro Stato membro a norma dell'articolo 15, paragrafo 2, dell'articolo 24 bis, paragrafo 5, o dell'articolo 24 ter, paragrafo 6, lo Stato membro competente è lo Stato membro che presenta il minor numero di richiedenti rispetto alla sua quota conformemente alla chiave di riferimento di cui all'articolo 35 al momento della determinazione indicata all'articolo 15, paragrafo 2, all'articolo 24 bis, paragrafo 5, o all'articolo 24 ter, paragrafo 6.

 

2.   Una volta determinato lo Stato membro competente a norma del paragrafo 1, le informazioni in tal senso sono inserite automaticamente in Eurodac e detto Stato membro viene informato per mezzo di una notifica automatica.

 

3.   Lo Stato membro in cui è presente il richiedente informa il richiedente della determinazione di cui al paragrafo 2 e, in collaborazione con l'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo, delle disposizioni relative al trasferimento.

 

4.  Lo Stato membro in cui è presente il richiedente trasmette tutte le informazioni fornite dal richiedente allo Stato membro competente utilizzando la rete telematica "DubliNet" istituita a norma dell'articolo 18 del regolamento (CE) n. 1560/2003.

 

5.   L'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo garantisce il rapido trasferimento del richiedente dallo Stato membro in cui è presente allo Stato membro competente.

 

6.   Si applicano mutatis mutandis gli obblighi di cui agli articoli 39, 40, 41 e 42.

Emendamento     153

Proposta di regolamento

Articolo 25 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Lo Stato membro richiesto procede alle verifiche necessarie e delibera sulla richiesta di presa in carico di un richiedente entro un mese a decorrere dal ricevimento della richiesta.

1.  Lo Stato membro richiesto procede alle verifiche necessarie e delibera sulla richiesta di presa in carico di un richiedente entro due settimane a decorrere dal ricevimento della richiesta.

Motivazione

La modifica è intesa ad abbreviare ragionevolmente la durata della procedura. In linea con l'introduzione di una procedura semplificata di ricongiungimento familiare, un termine di due settimane per deliberare sulla richiesta di presa in carico sembra sufficiente.

Emendamento    154

Proposta di regolamento

Articolo 26 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Nella situazione di cui all'articolo 20, paragrafo 1, lettera b), c), d) o e), lo Stato membro nel quale la persona è presente effettua una notifica di ripresa in carico entro due settimane dal ricevimento del riscontro positivo di Eurodac e trasferisce la persona allo Stato membro competente.

1.  Nella situazione di cui all'articolo 20, paragrafo 1, lettera b), c), d) o e), lo Stato membro nel quale la persona è presente effettua una notifica di ripresa in carico entro un mese dal ricevimento del riscontro positivo di Eurodac e trasferisce la persona allo Stato membro competente.

Emendamento     155

Proposta di regolamento

Articolo 27 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Quando lo Stato membro richiesto accetta di prendere in carico un richiedente, lo Stato membro richiedente notifica tempestivamente al richiedente per iscritto, la decisione di trasferirlo verso lo Stato membro competente e, se del caso, di non esaminare la sua domanda di protezione internazionale.

1.  Quando lo Stato membro richiesto accetta di prendere in carico un richiedente, lo Stato membro richiedente notifica entro cinque giorni al richiedente per iscritto, la decisione di trasferirlo verso lo Stato membro competente e, se del caso, di non esaminare la sua domanda di protezione internazionale.

Motivazione

Il presente emendamento è necessario per mantenere la logica del testo e dovrebbe servire a garantire l'applicazione dei diritti procedurali del richiedente e una valutazione individuale delle circostanze relative al suo caso. L'emendamento è inestricabilmente collegato agli emendamenti ammissibili ai sensi del progetto di relazione che mira a rafforzare i diritti procedurali del richiedente.

Emendamento    156

Proposta di regolamento

Articolo 28 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Gli Stati membri stabiliscono un termine di sette giorni a decorrere dalla notifica di una decisione di trasferimento entro il quale l'interessato può esercitare il diritto a un ricorso effettivo ai sensi del paragrafo 1.

2.  Gli Stati membri stabiliscono un termine ragionevole di almeno quindici giorni a decorrere dalla notifica di una decisione di trasferimento entro il quale l'interessato può esercitare il diritto a un ricorso effettivo ai sensi del paragrafo 1.

Emendamento    157

Proposta di regolamento

Articolo 28 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4.  La portata del ricorso effettivo di cui al paragrafo 1 si limita alla valutazione di eventuali violazioni dell'articolo 3, paragrafo 2, in relazione all'esistenza di un rischio di trattamento inumano o degradante, o degli articoli da 10 a 13 e dell'articolo 18.

soppresso

Emendamento    158

Proposta di regolamento

Articolo 28 – paragrafo 5

Testo della Commissione

Emendamento

5.  Qualora non venga adottata la decisione di trasferimento di cui al paragrafo 1, gli Stati membri assicurano un ricorso effettivo dinanzi a un organo giurisdizionale per i casi in cui il richiedente dichiari che un familiare o, per un minore non accompagnato, un parente è presente legalmente in uno Stato membro diverso da quello che ne esamina la domanda di protezione internazionale, e ritenga pertanto che l'altro Stato membro sia competente per l'esame della domanda.

5.  Qualora non venga adottata la decisione di trasferimento di cui al paragrafo 1, gli Stati membri assicurano un ricorso effettivo dinanzi a un organo giurisdizionale per i casi in cui il richiedente dichiari che un altro Stato membro è competente per l'esame della domanda.

Emendamento     159

Proposta di regolamento

Articolo 28 – paragrafo 6

Testo della Commissione

Emendamento

6.  Gli Stati membri assicurano l'accesso dell'interessato all'assistenza legale nonché, se necessario, all'assistenza linguistica.

6.  Gli Stati membri assicurano l'accesso dell'interessato all'assistenza legale gratuita, conformemente all'articolo 6 bis, nonché, se necessario, all'assistenza linguistica e, ove opportuno, alla mediazione interculturale in tutte le fasi della procedura.

Emendamento    160

Proposta di regolamento

Articolo 28 – paragrafo 7

Testo della Commissione

Emendamento

7.  Gli Stati membri provvedono affinché l'assistenza legale sia, a richiesta, concessa gratuitamente all'interessato che non può assumersene i costi. Gli Stati membri possono prevedere, per quanto riguarda gli onorari e le altre spese, che il trattamento concesso ai richiedenti non sia più favorevole di quello di norma concesso ai propri cittadini per questioni che rientrano nell'assistenza legale.

soppresso

Senza limitare in modo arbitrario l'accesso all'assistenza legale, gli Stati membri possono prevedere che non sia concessa l'assistenza e la rappresentanza legali gratuite quando l'autorità competente o l'organo giurisdizionale ritengono che il ricorso o la revisione non abbiano prospettive concrete di successo.

 

Se la decisione di non concedere gratuitamente l'assistenza e la rappresentanza legale ai sensi di tale paragrafo è adottata da un'autorità diversa da un organo giurisdizionale, gli Stati membri prevedono il diritto a un ricorso effettivo dinanzi a un organo giurisdizionale avverso tale decisione. Qualora la decisione sia impugnata, tale impugnazione è parte integrante del ricorso di cui al paragrafo 1.

 

Nel soddisfare i requisiti di cui al presente paragrafo, gli Stati membri garantiscono che l'assistenza e la rappresentanza legale non sia oggetto di restrizioni arbitrarie e che non sia ostacolato l'accesso del richiedente alla giustizia.

 

L'assistenza legale comprende almeno la preparazione dei documenti procedurali richiesti e la rappresentanza dinanzi all'autorità giudiziaria e può essere limitata ad avvocati o consulenti che sono specificamente designati dal diritto nazionale a fornire assistenza e rappresentanza.

 

Le modalità di accesso all'assistenza legale sono stabilite dal diritto nazionale.

 

Emendamento     161

Proposta di regolamento

Articolo 29 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Ove sussista un rischio notevole di fuga, gli Stati membri possono trattenere l'interessato al fine di assicurare le procedure di trasferimento a norma del presente regolamento, sulla base di una valutazione caso per caso e solo se il trattenimento è proporzionale e se non possano essere applicate efficacemente altre misure alternative meno coercitive.

2.  Ove sussista un notevole rischio concreto di fuga, gli Stati membri possono, come misura di ultima istanza, trattenere l'interessato al fine di assicurare le procedure di trasferimento a norma del presente regolamento, sulla base di una valutazione caso per caso e solo se il trattenimento è proporzionale e se non possano essere applicate efficacemente altre misure alternative meno coercitive, sulla base di una valutazione individuale delle circostanze del richiedente.

Emendamento     162

Proposta di regolamento

Articolo 29 – paragrafo 3 – comma 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

I minori non sono trattenuti. Gli Stati membri provvedono a sistemare i minori e le famiglie con minori in strutture comunitarie non detentive durante il trattamento della loro domanda.

Emendamento     163

Proposta di regolamento

Articolo 29 – paragrafo 3 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

3 bis.  Il trattenimento dei richiedenti è disposto per iscritto dall'autorità giudiziaria. Il provvedimento di trattenimento precisa le motivazioni di fatto e di diritto sulle quali si basa e include un riferimento all'esame delle alternative disponibili e ai motivi per i quali non è stato possibile attuarle in modo efficace.

Emendamento     164

Proposta di regolamento

Articolo 29 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4.  Per quanto riguarda le condizioni per il trattenimento delle persone e le garanzie applicabili alle persone trattenute, al fine di assicurare le procedure di trasferimento verso lo Stato membro competente, si applicano gli articoli 9, 10 e 11 della direttiva 2013/33/UE.

4.  Per quanto riguarda le condizioni per il trattenimento, che rispettano pienamente i diritti fondamentali delle persone, e le garanzie applicabili alle persone trattenute, al fine di assicurare le procedure di trasferimento verso lo Stato membro competente, si applicano gli articoli 9, 10 e 11 della direttiva 2013/33/UE.

Emendamento    165

Proposta di regolamento

Articolo 31 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  I costi del trasferimento di un richiedente o altra persona di cui all'articolo 20, paragrafo 1, lettera c), d) o e), verso lo Stato membro competente sono a carico dello Stato membro che provvede al trasferimento.

1.  I costi del trasferimento di un richiedente o altra persona di cui all'articolo 20, paragrafo 1, lettera c), d) o e), verso lo Stato membro competente sono a carico del bilancio generale dell'Unione europea.

Motivazione

Come misura supplementare per migliorare gli incentivi affinché tutti gli Stati membri registrino tempestivamente tutti i richiedenti asilo presenti nel loro territorio, e onde garantire che gli Stati membri non debbano incorrere in ulteriori oneri finanziari per aver seguito le disposizioni del regolamento, ogni trasferimento effettuato a norma del presente regolamento dovrebbe essere coperto dal bilancio dell'Unione europea.

Emendamento     166

Proposta di regolamento

Articolo 34 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Il meccanismo di assegnazione di cui al presente capo si applica a beneficio di uno Stato membro che si trovi ad affrontare un numero sproporzionato di domande di protezione internazionale per le quali è lo Stato membro competente ai sensi del presente regolamento.

1.  Il meccanismo di assegnazione di cui al presente capo si applica a tutte le domande per le quali non è stato possibile determinare uno Stato membro competente in base ai criteri stabiliti ai capi III e IV.

Emendamento     167

Proposta di regolamento

Articolo 34 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Il paragrafo 1 si applica quando il sistema automatizzato di cui all'articolo 44, paragrafo 1, indica che il numero di domande di protezione internazionale per le quali uno Stato membro è competente secondo i criteri di cui al capo III, articolo 3, paragrafo 2 o 3, e articoli 18 e 19, aggiunto al numero di persone effettivamente reinsediate, supera il 150% del numero di riferimento per tale Stato membro, determinato dalla chiave di cui all'articolo 35.

soppresso

Emendamento    168

Proposta di regolamento

Articolo 34 – paragrafo 5

Testo della Commissione

Emendamento

5.  Il sistema automatizzato controlla ininterrottamente se uno degli Stati membri supera la soglia di cui al paragrafo 2 e, se ciò avviene, ne informa gli Stati membri e la Commissione, indicando il numero delle domande che superano tale soglia.

soppresso

Emendamento    169

Proposta di regolamento

Articolo 34 – paragrafo 6

Testo della Commissione

Emendamento

6.  Al momento della notifica di cui al paragrafo 5, si applica il meccanismo di assegnazione.

soppresso

Emendamento    170

Proposta di regolamento

Articolo 36 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Quando è raggiunta la soglia di cui all'articolo 34, paragrafo 2, il sistema automatizzato di cui all'articolo 44, paragrafo 1, applica la chiave di riferimento di cui all'articolo 35 agli Stati membri che presentano un numero di domande per le quali sono competenti inferiore alla quota loro spettante a norma dell'articolo 35, paragrafo 1, e ne informa gli Stati membri.

soppresso

Emendamento    171

Proposta di regolamento

Articolo 36 – paragrafo 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

1 bis.  Quando lo Stato membro competente non può essere determinato in base ai criteri di cui ai capi III e IV, lo Stato membro che ha avviato la procedura di determinazione comunica al richiedente che la sua domanda di protezione internazionale sarà esaminata da uno Stato membro di assegnazione.

Emendamento    172

Proposta di regolamento

Articolo 36 – paragrafo 1 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

1 ter.  Sulla base della chiave di riferimento di cui all'articolo 35, un elenco ristretto di quattro Stati membri che presentano il minor numero di richiedenti rispetto alla loro quota conformemente a detta chiave di riferimento è elaborato attraverso il sistema automatizzato di cui all'articolo 44, paragrafo 1.

Emendamento    173

Proposta di regolamento

Articolo 36 – paragrafo 1 quater (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

1 quater.  Lo Stato membro che ha avviato la procedura di determinazione comunica al richiedente l'elenco ristretto di cui al paragrafo 1 ter nonché informazioni relative agli Stati membri figuranti in tale elenco. Entro cinque giorni da tale comunicazione, al richiedente è data la possibilità di selezionare uno Stato membro di assegnazione tra i quattro Stati membri figuranti nell'elenco ristretto.

 

Se il richiedente non seleziona uno Stato membro in conformità del primo comma del presente paragrafo, lo Stato membro che ha avviato la procedura di determinazione assegna il richiedente allo Stato membro figurante nell'elenco ristretto che presenta il minor numero di richiedenti rispetto alla sua quota conformemente alla chiave di riferimento di cui all'articolo 35, laddove l'elenco sia stato definito a norma del paragrafo 1 ter del presente articolo.

Emendamento    174

Proposta di regolamento

Articolo 36 – paragrafo 1 quinquies (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

1 quinquies.  I paragrafi 1 bis, 1 ter e 1 quater si applicano mutatis mutandis laddove i richiedenti si siano registrati come familiari, parenti o gruppi di richiedenti chiedendo di essere registrati come persone che viaggiano insieme. Se i membri del gruppo non riescono a pervenire a una decisione unanime, ciascun membro che apparteneva a tale gruppo ha facoltà di selezionare uno Stato membro di assegnazione dall'elenco definito per detto gruppo, conformemente al paragrafo 2. In caso di mancata comunicazione della decisione alle autorità accertanti entro cinque giorni, il richiedente è assegnato allo Stato membro che presenta il minor numero di richiedenti rispetto alla sua quota conformemente alla chiave di riferimento di cui all'articolo 35, laddove l'elenco sia stato definito a norma del paragrafo 1 bis.

Emendamento    175

Proposta di regolamento

Articolo 36 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  I richiedenti che hanno presentato domanda nello Stato membro beneficiario dopo la notifica dell'assegnazione di cui all'articolo 34, paragrafo 5, sono assegnati agli Stati membri di cui al paragrafo 1, i quali determinano lo Stato membro competente.

soppresso

Emendamento    176

Proposta di regolamento

Articolo 36 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  Le domande dichiarate inammissibili o esaminate con procedura accelerata ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 3, non sono soggette ad assegnazione.

soppresso

Emendamento    177

Proposta di regolamento

Articolo 36 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4.  In base all'applicazione della chiave di riferimento a norma del paragrafo 1, il sistema automatizzato di cui all'articolo 44, paragrafo 1, indica lo Stato membro di assegnazione e comunica tale informazione, entro 72 ore dalla registrazione di cui all'articolo 22, paragrafo 1, allo Stato membro beneficiario e allo Stato membro di assegnazione, e inserisce lo Stato membro di assegnazione nel documento elettronico di cui all'articolo 23, paragrafo 2.

soppresso

Emendamento    178

Proposta di regolamento

Articolo 37

Testo della Commissione

Emendamento

Articolo 37

soppresso

Solidarietà finanziaria

 

1.   Allo scadere del periodo di tre mesi dall'entrata in vigore del presente regolamento e di ogni successivo periodo di 12 mesi, uno Stato membro può indicare nel sistema automatizzato che temporaneamente non parteciperà al meccanismo correttivo di assegnazione di cui al capo VII in quanto Stato membro di assegnazione, e trasmette tale informazione agli Stati membri, alla Commissione e all'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo.

 

2.   In tal caso durante il periodo di dodici mesi in questione il sistema automatizzato di cui all'articolo 44, paragrafo 1, applica la chiave di riferimento agli Stati membri che presentano un numero di domande per le quali sono competenti, inferiore alla quota loro spettante a norma dell'articolo 35, paragrafo 1, ad eccezione dello Stato membro che ha trasmesso detta informazione e dello Stato membro beneficiario. Il sistema automatizzato di cui all'articolo 44, paragrafo 1, conta ogni domanda che sarebbe stata altrimenti assegnata allo Stato membro che ha trasmesso detta informazione a norma dell'articolo 36, paragrafo 4, nel calcolo della quota spettante a quello Stato membro.

 

3.   Allo scadere del periodo di 12 mesi di cui al paragrafo 2, il sistema automatizzato comunica allo Stato membro che non partecipa al meccanismo correttivo di assegnazione il numero di richiedenti per i quali sarebbe stato altrimenti lo Stato membro di assegnazione. Tale Stato membro versa quindi un contributo di solidarietà pari a 250 000 EUR per ciascun richiedente che gli sarebbe stato altrimenti assegnato durante il periodo di 12 mesi. Il contributo di solidarietà è versato allo Stato membro determinato come competente per l'esame di quelle domande.

 

4.   La Commissione adotta, mediante atti di esecuzione, una decisione in conformità del procedimento di esame di cui all'articolo 56, per definire le modalità di esecuzione del paragrafo 3.

 

5.   L'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo controlla l'applicazione del meccanismo di solidarietà finanziaria e riferisce alla Commissione su base annuale.

 

Motivazione

Il sistema di assegnazione correttiva è inteso a riequilibrare la ripartizione iniqua delle responsabilità in un sistema che impone sforzi notevoli agli Stati membri in prima linea. Consentire ad altri Stati membri di pagare per non partecipare al sistema non sarebbe equo nei confronti degli Stati membri che si trovano in prima linea e, per far funzionare un sistema siffatto, il costo della non partecipazione dovrebbe essere così dissuasivamente elevato da diventare fondamentalmente iniquo anche per gli Stati membri economicamente meno forti. Infine, il relatore non è d'accordo con il concetto in base al quale gli Stati membri pagherebbero per eludere la responsabilità di assistere persone bisognose di protezione internazionale.

Emendamento     179

Proposta di regolamento

Articolo 38 – titolo

Testo della Commissione

Emendamento

Obblighi dello Stato membro beneficiario

Obblighi dello Stato membro che ha avviato la procedura di determinazione nell'applicare il meccanismo correttivo di assegnazione

Emendamento     180

Proposta di regolamento

Articolo 38 – parte introduttiva

Testo della Commissione

Emendamento

Lo Stato membro beneficiario:

Lo Stato membro che ha avviato la procedura di determinazione:

Emendamento    181

Proposta di regolamento

Articolo 38 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

a)  entro una settimana dalla comunicazione di cui all'articolo 36, paragrafo 4, adotta la decisione di trasferire il richiedente nello Stato membro di assegnazione, salvo se lo Stato membro beneficiario può accettare, entro lo stesso termine, la competenza per l'esame della domanda secondo i criteri di cui agli articoli da 10 a 13 e all'articolo 18;

a)  adotta una decisione che tenga conto della scelta del richiedente o, al termine del periodo di cinque giorni, in conformità all'articolo 36, paragrafo 1 quater. Lo Stato membro che ha avviato la procedura di determinazione comunica immediatamente la decisione al sistema automatizzato e allo Stato membro di assegnazione e aggiunge lo Stato membro competente al documento elettronico di cui all'articolo 23, paragrafo 2.

Emendamento    182

Proposta di regolamento

Articolo 38 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

b)  notifica tempestivamente al richiedente la decisione di trasferirlo nello Stato membro di assegnazione;

b)  notifica tempestivamente al richiedente la conferma della decisione di trasferirlo nello Stato membro di assegnazione;

Emendamento    183

Proposta di regolamento

Articolo 38 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

c)  trasferisce il richiedente nello Stato membro di assegnazione entro quattro settimane dalla decisione definitiva di trasferimento.

c)  fornisce l'assistenza necessaria onde garantire che l'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo sia in grado di trasferire il richiedente nello Stato membro di assegnazione entro due settimane dalla decisione definitiva di trasferimento.

Emendamento    184

Proposta di regolamento

Articolo 38 – lettera c bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

c bis)  trasmette tutte le informazioni fornite dal richiedente allo Stato membro competente utilizzando la rete telematica "DubliNet" istituita a norma dell'articolo 18 del regolamento (CE) n. 1560/2003.

Emendamento     185

Proposta di regolamento

Articolo 39 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

a)  conferma allo Stato membro beneficiario il ricevimento della comunicazione di assegnazione e indica l'autorità competente alla quale dovrà presentarsi il richiedente a trasferimento avvenuto;

a)  conferma allo Stato membro che ha avviato la procedura di determinazione il ricevimento della comunicazione di assegnazione e indica l'autorità competente alla quale dovrà presentarsi il richiedente a trasferimento avvenuto;

Emendamento     186

Proposta di regolamento

Articolo 39 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

b)  informa lo Stato membro beneficiario dell'arrivo a destinazione del richiedente o del fatto che il medesimo non si è presentato nei termini prescritti;

b)  informa lo Stato membro che ha avviato la procedura di determinazione dell'arrivo a destinazione del richiedente o del fatto che il medesimo non si è presentato nei termini prescritti;

Emendamento    187

Proposta di regolamento

Articolo 39 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

c)  accoglie il richiedente e svolge, se del caso, il colloquio personale ai sensi dell'articolo 7;

c)  accoglie il richiedente;

Emendamento    188

Proposta di regolamento

Articolo 39 – lettera d

Testo della Commissione

Emendamento

d)  esamina la domanda di protezione internazionale in quanto Stato membro competente, salvo che, secondo i criteri di cui agli articoli da 10 a 13 e da 16 a 18, un altro Stato membro sia competente per l'esame della domanda;

d)  esamina la domanda di protezione internazionale in quanto Stato membro competente;

Emendamento    189

Proposta di regolamento

Articolo 39 – lettera e

Testo della Commissione

Emendamento

e)  qualora, secondo i criteri di cui agli articoli da 10 a 13 e da 16 a 18, un altro Stato membro sia competente per l'esame della domanda, chiede all'altro Stato membro di prendere in carico il richiedente;

soppresso

Emendamento    190

Proposta di regolamento

Articolo 39 – lettera f

Testo della Commissione

Emendamento

f)  se del caso comunica allo Stato membro competente il trasferimento del richiedente in quello Stato membro;

soppresso

Emendamento    191

Proposta di regolamento

Articolo 39 – lettera g

Testo della Commissione

Emendamento

g)  se del caso trasferisce il richiedente nello Stato membro competente;

soppresso

Emendamento    192

Proposta di regolamento

Articolo 39 – lettera h

Testo della Commissione

Emendamento

h)  se del caso segnala nel documento elettronico di cui all'articolo 23, paragrafo 2, che esaminerà la domanda di protezione internazionale in qualità di Stato membro competente.

h)  segnala nel documento elettronico di cui all'articolo 23, paragrafo 2, che esaminerà la domanda di protezione internazionale in qualità di Stato membro competente.

Emendamento     193

Proposta di regolamento

Articolo 40 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Quando è adottata una decisione di trasferimento ai sensi dell'articolo 38, lettera a), lo Stato membro beneficiario trasmette allo Stato membro di assegnazione, contestualmente e all'unico scopo di verificare se il richiedente possa per gravi motivi essere considerato un pericolo per la sicurezza nazionale o l'ordine pubblico, i dati relativi alle sue impronte digitali rilevate in conformità del regolamento (proposta di rifusione del regolamento (UE) n. 603/2013).

1.  Quando è adottata una decisione di trasferimento ai sensi dell'articolo 38, lettera a), lo Stato membro che ha avviato la procedura di determinazione trasmette allo Stato membro di assegnazione, contestualmente e all'unico scopo di verificare se il richiedente possa per gravi motivi essere considerato un pericolo per la sicurezza nazionale o l'ordine pubblico, i dati relativi alle sue impronte digitali rilevate in conformità del regolamento (proposta di rifusione del regolamento (UE) n. 603/2013).

Emendamento     194

Proposta di regolamento

Articolo 40 – paragrafo 2 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

Qualora in seguito a una verifica di sicurezza le informazioni su un richiedente rivelino che questi può, per gravi motivi, essere considerato un pericolo per la sicurezza nazionale o l'ordine pubblico, le informazioni sulla natura della segnalazione sono trasmesse alle autorità di contrasto dello Stato membro beneficiario e non sono comunicate tramite i canali di comunicazione elettronica di cui all'articolo 47, paragrafo 4.

Qualora in seguito a una verifica di sicurezza le informazioni su un richiedente rivelino che questi può, per gravi motivi, essere considerato un pericolo per la sicurezza nazionale o l'ordine pubblico, le informazioni sulla natura della segnalazione sono trasmesse alle autorità di contrasto dello Stato membro che ha avviato la procedura di determinazione e non sono comunicate tramite i canali di comunicazione elettronica di cui all'articolo 47, paragrafo 4.

Emendamento     195

Proposta di regolamento

Articolo 40 – paragrafo 2 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

Lo Stato membro di assegnazione informa lo Stato membro beneficiario dell'esistenza di tale segnalazione, specificando quali autorità di contrasto siano state pienamente informate nello Stato membro di presentazione della domanda, e registra l'esistenza della segnalazione nel sistema automatizzato ai sensi dell'articolo 23, paragrafo 2, lettera d), entro una settimana dal ricevimento delle impronte digitali.

Lo Stato membro di assegnazione informa lo Stato membro che ha avviato la procedura di determinazione dell'esistenza di tale segnalazione, specificando quali autorità di contrasto siano state pienamente informate nello Stato membro di presentazione della domanda, e registra l'esistenza della segnalazione nel sistema automatizzato ai sensi dell'articolo 23, paragrafo 2, lettera d), entro una settimana dal ricevimento delle impronte digitali.

Emendamento    196

Proposta di regolamento

Articolo 40 – paragrafo 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 bis.  Laddove ritenga che un richiedente rappresenti un pericolo per la sicurezza nazionale o l'ordine pubblico, lo Stato membro di assegnazione trasmette allo Stato membro che ha avviato la procedura di determinazione le informazioni necessarie per corroborare tale valutazione nonché qualsiasi informazione che potrebbe essere richiesta dallo Stato membro che ha avviato la procedura di determinazione per intraprendere azioni adeguate nei confronti del richiedente.

Emendamento     197

Proposta di regolamento

Articolo 40 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  Qualora dalla verifica di sicurezza risulti che il richiedente può, per gravi motivi, essere considerato un pericolo per la sicurezza nazionale o l'ordine pubblico, lo Stato membro beneficiario in cui è presentata la domanda è lo Stato membro competente ed esamina la domanda con procedura accelerata ai sensi dell'articolo 31, paragrafo 8, della direttiva 2013/32/UE.

3.  Qualora dalla verifica di sicurezza risulti che il richiedente può, per gravi motivi, essere considerato un pericolo per la sicurezza nazionale o l'ordine pubblico, lo Stato membro che ha avviato la procedura di determinazione in cui è presentata la domanda è lo Stato membro competente ed esamina la domanda di protezione internazionale con procedura accelerata ai sensi dell'articolo 31, paragrafo 8, della direttiva 2013/32/UE. Se sussiste il rischio di fuga, lo Stato membro che ha avviato la procedura di determinazione può adottare misure a norma dell'articolo 29.

Emendamento     198

Proposta di regolamento

Articolo 41 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  I familiari a cui si applica la procedura di assegnazione sono assegnati allo stesso Stato membro.

2.  I familiari e i parenti a cui si applica la procedura di assegnazione sono assegnati allo stesso Stato membro.

Emendamento    199

Proposta di regolamento

Articolo 41 – paragrafo 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 bis.  I richiedenti ai quali si applica la procedura di assegnazione e che si sono registrati come persone che viaggiano insieme, conformemente all'articolo 22, paragrafo 1, lettera b), ma che non hanno legami familiari, sono assegnati, nella misura del possibile, allo stesso Stato membro.

Motivazione

Nel modello di ricollocazione riveduto, proposto dal relatore, i richiedenti avrebbero la possibilità di essere ricollocati in gruppo in altri Stati membri anziché soltanto individualmente; ciò tuttavia non comporterebbe alcun diritto di scelta della destinazione e avverrebbe soltanto nella misura del possibile, a differenza delle persone che hanno legami familiari, le quali sono sempre trasferite nello stesso Stato membro.

Emendamento    200

Proposta di regolamento

Articolo 42

Testo della Commissione

Emendamento

Per i costi di trasferimento di un richiedente nello Stato membro di assegnazione, lo Stato membro beneficiario riceve una somma forfettaria di 500 EUR per persona trasferita a norma dell'articolo 38, lettera c). Tale sostegno finanziario è attuato applicando le procedure di cui all'articolo 18 del regolamento (UE) n. 516/2014.

I costi di trasferimento di un richiedente nello Stato membro di assegnazione da parte dell'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo sono sostenuti dal bilancio generale dell'Unione e sono rimborsati mediante una somma forfettaria di 300 EUR per persona trasferita a norma dell'articolo 38, lettera c).

Motivazione

Il relatore propone che la responsabilità legata ai trasferimenti effettuati nel quadro del regolamento di Dublino passi dagli Stati membri all'Agenzia dell'Unione europea per l'Asilo. La riduzione della somma forfettaria da 500 a 300 EUR creerebbe un risparmio importante che, secondo il relatore, potrebbe essere investito per sostenere il sistema.

Emendamento     201

Proposta di regolamento

Articolo 43

Testo della Commissione

Emendamento

Articolo 43

soppresso

Cessazione dell'assegnazione correttiva

 

Non appena il numero di domande presentate nello Stato membro beneficiario per le quali è anche lo Stato membro competente ai sensi del presente regolamento scende sotto al 150% della quota che gli spetta in virtù dell'articolo 35, paragrafo 1, il sistema automatizzato ne informa gli Stati membri e la Commissione.

 

Al momento della notifica di cui al paragrafo 2, cessa l'applicazione dell'assegnazione correttiva per tale Stato membro.

 

Emendamento    202

Proposta di regolamento

Capo VII bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Capo VII bis

 

Solidarietà reciproca

 

Articolo 43 bis

 

Sospensione del meccanismo correttivo di assegnazione

 

1.   Se uno Stato membro rifiuta sistematicamente di adempiere l'obbligo di registrare i potenziali richiedenti conformemente all'articolo 3, paragrafo -1, e ha rifiutato l'assistenza dell'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo, che gli avrebbe consentito di adempiere gli obblighi di cui all'articolo 3, paragrafo -1, la Commissione incarica l'Agenzia di avviare un esercizio di monitoraggio di tale Stato membro a norma dell'articolo [14, paragrafo 2] del regolamento (UE) XXXX/XX [regolamento EUAA] al fine di verificare la sua ottemperanza agli obblighi di cui all'articolo 3, paragrafo -1.

 

2.   Se l'esercizio di monitoraggio di cui al paragrafo 1 constata che lo Stato membro rifiuta sistematicamente di adempiere gli obblighi di cui all'articolo 3, paragrafo -1, e ha rifiutato l'assistenza dell'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo, che gli avrebbe consentito di adempiere gli obblighi di cui all'articolo 3, paragrafo -1, il Consiglio, sulla base di una proposta della Commissione, può adottare senza indugio una decisione, mediante un atto di esecuzione, in cui sospende per tale Stato membro l'applicazione del meccanismo correttivo di assegnazione di cui all'articolo 34.

 

3.   La decisione di sospendere il meccanismo correttivo di assegnazione a norma del paragrafo 2 è valida per un periodo determinato non superiore a un anno e può essere rinnovata. Nella preparazione e nell'elaborazione degli atti di esecuzione, la Commissione provvede affinché tutti i documenti, compreso il progetto di atto esecutivo, siano trasmessi contestualmente e tempestivamente al Parlamento europeo e al Consiglio. Il Parlamento europeo è informato senza indugio di tutte le ulteriori misure e decisioni adottate.

 

Articolo 43 ter

 

Misure coercitive

 

1.   Se uno Stato membro non adempie i propri obblighi a norma del capo VII, si applica la procedura prevista all'articolo [X] del regolamento (UE) n. 1303/2013 [quale modificato dal regolamento XXX].

 

2.   Se uno Stato membro non adempie gli obblighi di cui al capo VII, non è autorizzato a utilizzare i fondi dell'Unione per finanziare il rimpatrio dei cittadini di paesi terzi nei loro paesi d'origine, e riferisce annualmente in merito al suo utilizzo dei fondi erogati nel quadro dei regolamenti (UE) n. 516/2014 e (UE) n. 1303/2013.

Emendamento    203

Proposta di regolamento

Articolo 44 – paragrafo 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 bis.  L'interoperabilità tra il sistema automatizzato ed Eurodac è garantita in modo da consentire la trasmissione automatica delle informazioni sulla determinazione dello Stato membro di assegnazione mediante il meccanismo correttivo.

Emendamento    204

Proposta di regolamento

Articolo 44 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  L'agenzia europea per la gestione operativa dei sistemi IT su larga scala nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia istituita con regolamento (UE) n. 1077/2011 è competente per la preparazione, lo sviluppo e la gestione operativa del sistema centrale e dell'infrastruttura di comunicazione tra il sistema centrale e le infrastrutture nazionali.

3.  L'agenzia europea per la gestione operativa dei sistemi IT su larga scala nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia istituita con regolamento (UE) n. 1077/2011 è competente per la preparazione, lo sviluppo e la gestione operativa del sistema centrale, della sua interoperabilità con altri sistemi e dell'infrastruttura di comunicazione tra il sistema centrale e le infrastrutture nazionali.

Emendamento     205

Proposta di regolamento

Articolo 45 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Le autorità competenti in materia di asilo degli Stati membri di cui all'articolo 47 possono accedere al sistema automatizzato di cui all'articolo 44, paragrafo 1, per inserirvi le informazioni di cui all'articolo 20, paragrafo 7, all'articolo 22, paragrafi 1, 4 e 5, all'articolo 37, paragrafo 1, e all'articolo 39, lettera h).

1.  Le autorità competenti in materia di asilo degli Stati membri di cui all'articolo 47 possono accedere al sistema automatizzato di cui all'articolo 44, paragrafo 1, per inserirvi le informazioni di cui all'articolo 20, paragrafo 7, all'articolo 22, paragrafi 1, 4 e 5, all'articolo 37, paragrafo 1, e all'articolo 39, lettera h), e per la procedura di cui all'articolo 36 quater.

Emendamento     206

Proposta di regolamento

Articolo 47 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  Le autorità di cui al paragrafo 1 ricevono la necessaria formazione in merito all'applicazione del presente regolamento.

3.  Le autorità di cui al paragrafo 1 ricevono regolarmente la necessaria formazione in merito all'applicazione del presente regolamento, anche per quanto concerne le modalità operative di raccolta delle informazioni pertinenti e la valutazione dell'interesse superiore del minore. Gli Stati membri assicurano la disponibilità di personale specializzato o di servizi ausiliari specializzati per il personale, dedicati alla valutazione dell'interesse superiore del minore nei casi di minori non accompagnati.

Motivazione

Il presente emendamento è inteso a garantire la presenza di personale esaustivamente formato e specializzato quando si tratta di questioni particolarmente delicate, quali la valutazione dell'interesse superiore del minore.

Emendamento    207

Proposta di regolamento

Articolo 49

Testo della Commissione

Emendamento

L'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo organizza e promuove le attività di una rete delle autorità competenti di cui all'articolo 47, paragrafo 1, per rafforzare la cooperazione pratica e lo scambio di informazioni su tutte le questioni inerenti all'applicazione del presente regolamento, compreso lo sviluppo di strumenti pratici e orientamenti.

L'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo organizza e promuove le attività di una rete delle autorità competenti di cui all'articolo 47, paragrafo 1, per rafforzare la cooperazione pratica e lo scambio di informazioni su tutte le questioni inerenti all'applicazione del presente regolamento, compreso lo sviluppo di strumenti pratici e orientamenti. Le autorità competenti dei paesi candidati e potenziali candidati e dei paesi del vicinato europeo possono essere invitate a collaborare con tale rete.

Emendamento     208

Proposta di regolamento

Articolo 50 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  Il trattamento dei dati personali a opera dell'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo è soggetto alla sorveglianza del garante europeo della protezione dei dati in conformità del regolamento (CE) n. 45/2001 e delle disposizioni sulla protezione dei dati previste dalla [proposta di regolamento relativo all'Agenzia europea per l'asilo e che abroga il regolamento (UE) n. 439/2010].

3.  Il trattamento dei dati personali a opera dell'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo è soggetto al regolamento (CE) n. 45/2001 e alle disposizioni sulla protezione dei dati previste dal regolamento (UE) n. XXX/XXX [proposta di regolamento relativo all'Agenzia europea per l'asilo e che abroga il regolamento (UE) n. 439/2010], in particolare per quanto concerne lasorveglianza del garante europeo della protezione dei dati

Motivazione

L'intento è di chiarire che il regolamento (CE) n. 45/2001 si applica in generale al trattamento dei dati personali da parte dell'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo e non soltanto nel contesto del monitoraggio del Garante europeo della protezione dei dati.

Emendamento     209

Proposta di regolamento

Articolo 53 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

In deroga all'articolo 34, paragrafo 2, nei primi tre mesi successivi all'entrata in vigore del presente regolamento non viene attivato il meccanismo correttivo di assegnazione. In deroga all'articolo 34, paragrafo 3, scaduti tre mesi dall'entrata in vigore del presente regolamento e fino allo scadere di un anno da tale data, il periodo di riferimento è il periodo trascorso dall'entrata in vigore del presente regolamento.

In deroga all'articolo 34, paragrafo 3, dopo l'entrata in vigore del presente regolamento e fino allo scadere di un anno da tale data, il periodo di riferimento è il periodo trascorso dall'entrata in vigore del presente regolamento.

Emendamento    210

Proposta di regolamento

Articolo 53 – comma 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

In deroga all'articolo 35, la chiave di riferimento per l'assegnazione correttiva è calcolata mediante la formula di cui all'allegato I bis per i primi tre anni a decorrere da .... [data di entrata in vigore del presente regolamento].

Emendamento     211

Proposta di regolamento

Articolo 58 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

Entro [18 mesi dall'entrata in vigore] e in seguito ogni anno, la Commissione riesamina il funzionamento del meccanismo correttivo di assegnazione di cui al capo VII e in particolare le soglie stabilite all'articolo 34, paragrafo 2, e all'articolo 43.

Entro [18 mesi dall'entrata in vigore] e in seguito ogni anno, la Commissione riesamina il funzionamento del meccanismo correttivo di assegnazione di cui al capo VII del presente regolamento.

Emendamento    212

Proposta di regolamento

Articolo 58 – comma 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

L'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo, in consultazione con gli adeguati enti e organizzazioni di esperti, conduce un esercizio di valutazione della capacità di accoglienza di minori non accompagnati in tutti gli Stati membri durante il periodo transitorio di cui all'articolo 53, paragrafo 2 bis, al fine di individuare eventuali carenze e offrire assistenza agli Stati membri per porvi rimedio.

Emendamento    213

Proposta di regolamento

Articolo 60 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

Il regolamento (UE) n. 604/2013 è abrogato per gli Stati membri vincolati dal presente regolamento, per quanto riguarda i loro obblighi e le loro relazioni reciproche.

Il regolamento (UE) n 604/2013 è abrogato.

Motivazione

Il relatore ritiene che gli Stati membri che si avvalgono di clausole di non partecipazione debbano compiere una scelta precisa tra partecipare al sistema di Dublino o meno; consentire ad alcuni Stati membri di continuare ad attenersi al regolamento Dublino III allorché tutti gli altri sono passati al Dublino IV creerebbe complicazioni superflue.

Emendamento    214

Proposta di regolamento

Allegato I bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Allegato I bis

 

Disposizioni transitorie per il calcolo della chiave di riferimento di cui all'articolo 35

 

1.  Ai fini del meccanismo correttivo di assegnazione, il numero di riferimento di ciascuno Stato membro, durante un periodo transitorio quale definito al presente allegato, è determinato per mezzo della combinazione tra una chiave di base e la chiave di riferimento di cui all'articolo 35. Tale chiave di riferimento temporanea è definita "chiave di riferimento transitoria" e si applica durante il periodo transitorio in sostituzione della chiave di riferimento di cui all'articolo 35.

 

2.  La chiave di riferimento di base di cui al punto 1 è calcolata sommando le domande presentate, in base ai dati Eurostat, negli Stati membri per gli anni 2011, 2012, 2013, 2014 e 2016, e dividendo tale somma per il numero complessivo di domande presentate in tutti gli Stati membri durante tale periodo.

 

3.  L'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo stabilisce la chiave di riferimento di base, come pure la chiave di riferimento di cui all'articolo 35.

 

4.  La chiave di riferimento transitoria è calcolata come segue:

 

a)  da ... [data di entrata in vigore del presente regolamento] fino alla fine del primo anno civile successivo all'entrata in vigore ("anno X"), la chiave di riferimento transitoria è identica alla chiave di riferimento di base;

 

b)  nell'anno "X+1" la chiave di riferimento transitoria è costituita per il 67 % dalla chiave di riferimento di base e per il 33 % dalla chiave di riferimento di cui all'articolo 35;

 

c)  nell'anno "X+2" la chiave di riferimento transitoria è costituita per il 33 % dalla chiave di riferimento di base e per il 67% dalla chiave di riferimento di cui all'articolo 35;

 

 

 

 

 

5.  Al termine del periodo indicato al punto 4, lettera c), del presente allegato, la chiave di riferimento è calcolata a norma dell'articolo 35.

 

6.   Durante l'applicazione delle disposizioni transitorie definite nel presente allegato, l'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo, conformemente a quanto previsto dall'articolo 14, paragrafo 1 (regolamento EUAA), monitora gli Stati membri il cui valore della chiave di riferimento di base è inferiore ai valori corrispondenti alla chiave di riferimento di cui all'articolo 35, e offrono loro assistenza nell'adottare le misure necessarie onde garantire il funzionamento dei loro sistemi di asilo e di accoglienza.

(1)

GU C 34 del 2.2.2017, pag. 144.

(2)

GU C 185 del 9.6.2017, pag. 91.

(3)

GU C 77 del 28.3.2002, pag. 1.


MOTIVAZIONE

Una proposta ambiziosa ma pragmatica

Il regolamento di Dublino stabilisce quale Stato membro dell'UE debba essere competente per l'esame di una domanda di protezione internazionale. La crisi dei rifugiati del 2015 ha mostrato chiaramente che il regolamento di Dublino necessita di una riforma fondamentale per consentire un'accoglienza strutturata e dignitosa dei richiedenti asilo in Europa, permettendo al contempo agli Stati membri di gestire efficacemente le loro frontiere. Poiché l'attuale regolamento di Dublino presenta carenze fondamentali e strutturali, soltanto una riforma fondamentale e strutturale può affrontare adeguatamente tali problemi.

Il Parlamento europeo propone un sistema che funzionerà nella pratica, sul campo. Per conseguire questo obiettivo, dobbiamo far sì che sia gli Stati membri sia i richiedenti siano incentivati a rispettare le regole nell'ambito del sistema di Dublino. Gli Stati membri, tutti firmatari della Convenzione di Ginevra, dovranno accettare un'equa ripartizione della responsabilità relativa all'accoglienza dei richiedenti asilo in Europa. I richiedenti dovranno accettare di non avere libera scelta in merito allo Stato membro che eseguirà la valutazione delle loro domande di asilo.

Il sistema proposto dal Parlamento europeo funzionerà in periodi di normali flussi migratori così come in tempi di crisi. Potrà inoltre far fronte a una crisi su una qualsiasi delle frontiere comuni dell'Unione. Il Consiglio ha chiaramente facoltà di decidere a maggioranza in merito al regolamento in oggetto e il suo obiettivo ora deve essere quello di trovare un sistema che funzioni sul campo, e non soltanto un sistema in grado di raggiungere l'unanimità al Consiglio.

Elementi principali della proposta

Un meccanismo di ricollocazione permanente e automatico, senza soglie

I richiedenti che hanno familiari in un determinato Stato membro o legami con lo stesso, poiché per esempio ci hanno abitato o studiato in precedenza, sono assegnati a tale Stato membro. I richiedenti che non hanno legami di questo tipo con uno specifico Stato membro sono ricollocati tramite il meccanismo correttivo di assegnazione. Il sistema di ricollocazione sostituisce pertanto il precedente "criterio di riserva" dello Stato membro di primo ingresso. Esso si applica in ogni momento, non solo in periodi di crisi, e non presenta le soglie suggerite dalla Commissione europea.

Registrazione dei richiedenti direttamente all'arrivo e sicurezza

La posizione del Parlamento europeo comprende forti incentivi per gli Stati membri e per i richiedenti a effettuare la registrazione immediatamente dopo l'arrivo nell'UE. Ciò consentirà alle nostre autorità di controllare in modo molto più efficace chi sia presente nel nostro territorio. La proposta impone inoltre controlli di sicurezza obbligatori su tutti i richiedenti, con verifiche nelle pertinenti banche dati nazionali ed europee. I richiedenti che rappresentino un rischio per la sicurezza non saranno trasferiti in altri paesi.

Procedure adeguate negli Stati membri di primo ingresso

L'attuale regolamento di Dublino impone un onere irragionevole allo Stato membro di primo ingresso. È necessario che le procedure siano veloci e garantiscano il trasferimento rapido dei richiedenti che devono essere ricollocati in altri Stati membri. Viene pertanto introdotta una procedura snella riguardante il ricongiungimento familiare e altri legami autentici.

Sostegno dal bilancio dell'UE e dall'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo

Il Parlamento europeo ritiene che le spese di accoglienza per i richiedenti durante la fase di Dublino delle procedure debbano essere a carico del bilancio dell'UE, così da non imporre un onere iniquo agli Stati membri che dovranno eseguire un gran numero di tali procedure. Il Parlamento è inoltre del parere che la responsabilità del trasferimento dei richiedenti a seguito di decisioni a norma del regolamento di Dublino debba essere trasferita all'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo.

Calcolo dell'equa responsabilità

La quota equa di ciascuno Stato membro nel sistema di ricollocazione è calcolata sulla base del PIL e della popolazione. In questo modo si garantisce che ai paesi più grandi e più ricchi spetti una quota maggiore rispetto a quelli più piccoli e meno ricchi. I richiedenti saranno trasferiti attraverso il sistema correttivo di assegnazione negli Stati membri che abbiano ricevuto un numero di richiedenti inferiore alla loro quota equa.

Funzionamento del sistema correttivo di assegnazione

I richiedenti che non abbiano legami autentici con uno specifico Stato membro saranno soggetti alla ricollocazione. A condizione che si sia registrato nello Stato membro di primo ingresso nell'Unione, un richiedente avrà la possibilità di scegliere tra i quattro Stati membri che abbiano ricevuto il numero più basso di richiedenti in rapporto alla loro quota equa. Poiché questi Stati membri "con il numero più basso" cambieranno costantemente man mano che si procederà alla registrazione dei richiedenti nel sistema, non sarà possibile per un richiedente conoscere i quattro Stati membri disponibili per la scelta nel momento in cui deciderà di chiedere protezione in Europa. Il sistema non dovrebbe quindi costituire un "fattore di attrazione", ma la scelta limitata darà al richiedente, in qualche misura, voce in capitolo nella procedura e dovrebbe così ridurre il rischio di movimenti secondari.

I richiedenti potranno inoltre registrarsi come gruppi di 30 persone al massimo. La registrazione in gruppo non darà diritto ai richiedenti di chiedere protezione in un paese specifico, come per esempio nel caso dei legami familiari, ma consentirà ai richiedenti che abbiano formato legami stretti prima di lasciare il paese d'origine o durante il viaggio di restare insieme e di essere trasferiti nello stesso Stato membro. Anche in questo modo si dovrebbero ridurre i rischi di movimenti secondari.

La possibilità di scegliere tra i quattro Stati membri con il numero più basso di richiedenti in rapporto alla quota equa e quella di essere ricollocato in gruppo si applicano soltanto qualora il richiedente si registri nello Stato membro di primo ingresso.

Dare la possibilità agli Stati membri di applicare con successo il nuovo sistema di asilo

Il Parlamento europeo ha previsto un periodo di transizione di tre anni, durante il quale gli Stati membri che storicamente hanno ricevuto numeri consistenti di richiedenti asilo continueranno ad assumersi una responsabilità maggiore, mentre quelli con un'esperienza più limitata in materia di accoglienza di richiedenti asilo partiranno con una quota di responsabilità inferiore. Nel corso dei tre anni, le quote degli Stati membri si avvicineranno automaticamente alla quota equa. Il sostegno e il monitoraggio dell'Agenzia dell'UE per l'asilo garantiranno che tutti gli Stati membri dispongano della capacità di attuare efficacemente il sistema europeo comune di asilo equo.

Affrontare i movimenti secondari

È importante garantire che i richiedenti rimangano nello Stato membro competente per la valutazione della loro domanda di protezione internazionale. Per conseguire tale obiettivo, sono state eliminate le lacune che finora hanno consentito un trasferimento di responsabilità tra gli Stati membri. Il regolamento di Dublino consentirà di stabilire rapidamente lo Stato membro competente e, a quel punto, per il richiedente diventerà di fatto impossibile modificarlo. L'unica via da percorrere per ottenere protezione internazionale in Europa sarà rimanere nello Stato membro competente.

Un filtro per i richiedenti con scarse possibilità di ricevere protezione

Per sapere se i richiedenti protezione internazionale rispettino i requisiti necessari per ricevere protezione, separandoli così dai cosiddetti "migranti economici", è necessario valutare le loro domande su base individuale. Si tratta di una procedura complessa che si svolge nello Stato membro competente.

Tuttavia, ricollocare i richiedenti che hanno probabilità quasi nulle di ricevere protezione internazionale non è nell'interesse di un sistema di asilo ben funzionante. D'altra parte, un sistema che imponesse oneri eccessivi sugli Stati membri in prima linea non funzionerebbe nella pratica. La proposta include quindi un "filtro" attentamente calibrato per i richiedenti che hanno probabilità estremamente ridotte di ricevere protezione internazionale.

Tali richiedenti non verrebbero trasferiti, ma le loro domande sarebbero trattate nello Stato membro di primo ingresso, che riceverebbe a tal fine un sostegno aggiuntivo dell'UE. Il sistema rispetta così il diritto del richiedente a una procedura di asilo equa e l'interesse a disporre di un sistema di asilo efficace, senza creare oneri indebiti per gli Stati membri in prima linea o attuare ricollocazioni non necessarie.

Incentivare i richiedenti a rimanere all'interno del sistema ufficiale

Grazie a radicali miglioramenti nella comunicazione delle informazioni, nel gratuito patrocinio e nel sostegno ai richiedenti di protezione internazionale, uniti a procedure più efficaci, i richiedenti saranno incentivati a cooperare con le autorità.

Garanzie per i minori

Il Parlamento europeo ha posto fortemente l'accento sulla messa a punto di solide garanzie per i minori, sia accompagnati sia non accompagnati. Le principali disposizioni comprendono norme rafforzate sulle valutazioni dell'interesse superiore, requisiti rigorosi sulla designazione dei tutori e sulla comunicazione di informazioni adattate ai minori. Non si effettueranno trasferimenti di minori non accompagnati senza una valutazione dell'interesse superiore da parte di una squadra multidisciplinare in presenza di un tutore nello Stato membro ricevente.

Assicurare la partecipazione obbligatoria di tutti gli Stati membri

Il Parlamento europeo presuppone che tutti gli Stati membri rispettino il processo decisionale democratico anche nei casi in cui non siano favorevoli al suo esito. Per garantire che gli Stati membri siano incentivati a rispettare le regole, sono state introdotte misure coercitive rivolte agli Stati membri che non le rispettino. Qualora gli Stati membri in prima linea si rifiutino di registrare i richiedenti, la ricollocazione dei richiedenti dal loro territorio sarà interrotta. Agli Stati membri che non accettino la ricollocazione dei richiedenti nel loro territorio saranno imposti limiti all'accesso ai fondi dell'UE e verrà impedito l'uso di fondi UE per il rimpatrio dei richiedenti le cui domande di asilo siano state rifiutate.


ALLEGATO: LETTERA DELLA COMMISSIONE GIURIDICA

Ref. D(2016)51537

Claude Moraes

Presidente della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni

ASP 13G205

Bruxelles

Oggetto:   Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per l'esame di una domanda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di paese terzo o da un apolide (rifusione)

  (COM(2016)0270 – C8-0173/2016 – 2016/0133(COD))

Signor presidente,

la commissione giuridica ha esaminato la proposta in oggetto a norma dell'articolo 104 sulla rifusione quale introdotto nel regolamento del Parlamento.

Il paragrafo 3 di detto articolo recita:

"Se la commissione competente per le questioni giuridiche stabilisce che la proposta non contenga modifiche sostanziali diverse da quelle espressamente indicate come tali, ne informa la commissione competente per il merito.

In tal caso, fatte salve le condizioni di cui agli articoli 169 e 170, sono ricevibili in seno alla commissione competente nel merito soltanto gli emendamenti che riguardano le parti della proposta che contengono modifiche.

Qualora, tuttavia, conformemente al punto 8 dell'Accordo interistituzionale, la commissione competente per il merito intenda presentare emendamenti anche alle parti codificate della proposta, ne informa immediatamente il Consiglio e la Commissione, e quest'ultima dovrebbe informare la commissione stessa, prima della votazione ai sensi dell'articolo 58, in merito alla sua posizione sugli emendamenti e comunicarle se intende o meno ritirare la proposta di rifusione."

Seguendo il parere del Servizio giuridico, i cui rappresentanti hanno partecipato alle riunioni del gruppo consultivo che ha esaminato la proposta di rifusione, e in linea con le raccomandazioni del relatore per parere, la commissione giuridica ritiene che la proposta in oggetto non contenga modifiche sostanziali oltre a quelle espressamente indicate come tali nella proposta stessa e che, per quanto concerne la codificazione delle disposizioni invariate degli atti precedenti e di tali modifiche, la proposta si limiti a una mera codificazione dei testi esistenti, senza modificarne in nulla la sostanza.

Infine, nella riunione del 29 novembre 2016, la commissione giuridica ha deciso, con 12 voti a favore, 2 contrari e 1 astensione(1), di raccomandare che la commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni, quale commissione competente per il merito, proceda all'esame della suddetta proposta in conformità con l'articolo 104 del regolamento.

Con i sensi della mia profonda stima

Pavel Svoboda

All.: Parere del gruppo consultivo.

(1)

Erano presenti: Max Andersson, Joëlle Bergeron, Marie-Christine Boutonnet, Daniel Buda, Jean-Marie Cavada, Kostas Chrysogonos, Therese Comodini Cachia, Mady Delvaux, Angel Dzhambazki, Rosa Estaràs Ferragut, Lidia Joanna Geringer de Oedenberg, Mary Honeyball, Dietmar Köster, António Marinho e Pinto, Angelika Niebler, Emil Radev, Julia Reda, Evelyn Regner, Virginie Rozière, Pavel Svoboda, Axel Voss, Kosma Zlotowski, Tadeusz Zwiefka.


ALLEGATO: PARERE DEL GRUPPO CONSULTIVO DEI SERVIZI GIURIDICI DEL PARLAMENTO EUROPEO, DEL CONSIGLIO E DELLA COMMISSIONE

 

 

 

 

GRUPPO CONSULTIVO

DEI SERVIZI GIURIDICI

Bruxelles, 6 ottobre 2016

PARERE

  ALL'ATTENZIONE  DEL PARLAMENTO EUROPEO

    DEL CONSIGLIO

    DELLA COMMISSIONE

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per l'esame di una domanda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di paese terzo o da un apolide

COM(2016)0270 del 4.5.2016 – 2016/0133(COD)

Visto l'accordo interistituzionale del 28 novembre 2001 ai fini di un ricorso più strutturato alla tecnica di rifusione degli atti normativi, e in particolare visto il punto 9 di detto accordo, il 25 maggio e il 7 luglio 2016 il gruppo consultivo composto dai servizi giuridici del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione si è riunito per esaminare, tra l'altro, la summenzionata proposta, presentata dalla Commissione.

Nel corso di queste riunioni, un esame della proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che opera una rifusione del regolamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per l’esame di una domanda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide ha indotto il gruppo consultivo a stabilire, di comune accordo, che quanto segue dovrà essere contrassegnato con il colore grigio generalmente utilizzato per identificare le modifiche sostanziali:

- all'articolo 1, la proposta di aggiunta della parola "unico";

- ai paragrafi 5 e 6 dell'articolo 8, la proposta soppressione della parola "fratelli";

- all'articolo 10, paragrafo 1, la parola "soltanto";

- all'articolo 10, paragrafo 2, la proposta soppressione delle parole "o un fratello";

- all'articolo 13, frase introduttiva, la proposta soppressione delle parole "e/o fratelli minori non coniugati";

- l'intero testo dell'allegato I.

Sulla base dell'esame effettuato, il gruppo consultivo ha pertanto concluso di comune accordo che la proposta non contiene modificazioni sostanziali se non quelle identificate come tali. Il gruppo consultivo ha altresì constatato che, per quanto concerne la codificazione delle disposizioni immutate dell'atto precedente e di tali modificazioni, la proposta si limita ad una mera codificazione dell'atto giuridico esistente, senza modificazioni sostanziali.

F. DREXLER      H. LEGAL      L. ROMERO REQUENA

Giureconsulto      Giureconsulto      Direttore generale


PARERE della commissione per gli affari esteri (4.5.2017)

destinato alla commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni

sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per l'esame di una domanda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di paese terzo o da un apolide (rifusione)

(COM(2016)0270 – C8-0173/2016 – 2016/0133(COD))

Relatore per parere: Ramona Nicole Mănescu

EMENDAMENTI

La commissione per gli affari esteri invita la commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni, competente per il merito, a prendere in considerazione i seguenti emendamenti:

Emendamento     1

Proposta di regolamento

Considerando 9 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(9 bis)  Per evitare che i richiedenti le cui domande sono inammissibili o che verosimilmente non necessitano di protezione internazionale intraprendano un viaggio potenzialmente pericoloso dal loro paese di origine verso uno Stato membro, l'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo, in collaborazione con la Commissione e gli Stati membri, provvede a informare i potenziali migranti in merito alle vie legali di accesso all'Unione e ai rischi della migrazione irregolare.

Motivazione

Il presente emendamento è inteso ad impedire la migrazione irregolare e a ridurre il numero di richieste di asilo basate su informazioni errate.

Emendamento     2

Proposta di regolamento

Considerando 10 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(10 bis)  Le difficoltà concernenti la gestione dei flussi migratori presso i centri di primo smistamento (cosiddetti "hotspot") negli Stati membri di primo approdo dimostrano la necessità di un approccio più cooperativo e concreto tra i paesi.

Motivazione

L'emendamento sottolinea le motivazioni di un approccio comune dell'UE.

Emendamento     3

Proposta di regolamento

Considerando 17

Testo della Commissione

Emendamento

(17)  Per evitare il trasferimento da uno Stato membro a un altro di richiedenti le cui domande sono inammissibili o che verosimilmente non necessitano di protezione internazionale o che rappresentano un pericolo per la sicurezza, è necessario garantire che lo Stato membro in cui è presentata per la prima volta la domanda ne verifichi l'ammissibilità in relazione al primo paese di asilo e al paese terzo sicuro ed esamini con procedure accelerate le domande presentate da richiedenti provenienti da un paese di origine sicuro indicato nell'elenco dell'UE e da richiedenti che presentano problemi di sicurezza.

soppresso

Emendamento     4

Proposta di regolamento

Considerando 20

Regolamento (UE) 604/2013

Considerando 16

 

Testo della Commissione

Emendamento

(20)  Per garantire il pieno rispetto del principio dell'unità familiare e dell'interesse superiore del minore, è opportuno che il sussistere di una relazione di dipendenza tra un richiedente e suo figlio, fratello o genitore, a motivo della sua gravidanza o maternità, del suo stato di salute o dell'età avanzata, costituisca un criterio di competenza vincolante. Analogamente è opportuno che anche la presenza in un altro Stato membro di un familiare o parente che possa occuparsene costituisca un criterio di competenza vincolante quando il richiedente è un minore non accompagnato. Per scoraggiare i movimenti secondari dei minori non accompagnati, che non sono nel loro interesse superiore, in mancanza di un familiare o altro parente lo Stato membro competente dovrebbe essere quello in cui il minore non accompagnato ha presentato la prima domanda di protezione internazionale, salvo se si dimostri che ciò non è nell'interesse superiore del minore. Prima di trasferire un minore non accompagnato in un altro Stato membro, lo Stato membro che provvede al trasferimento dovrebbe accertarsi che l'altro Stato membro prenda tutte le misure necessarie e appropriate per garantirne l'adeguata protezione, in particolare che nomini tempestivamente uno o più rappresentanti incaricati di vigilare al rispetto di tutti i diritti di cui gode il minore. È opportuno che preceda l'eventuale decisione di trasferire il minore non accompagnato una valutazione del suo interesse superiore svolta da personale che possiede le qualifiche e le competenze necessarie.

(20)  Per garantire il pieno rispetto del principio dell'unità familiare e dell'interesse superiore del minore, è opportuno che il sussistere di una relazione di dipendenza tra un richiedente e suo figlio, fratello o genitore, a motivo della sua gravidanza o maternità, del suo stato di salute o dell'età avanzata, costituisca un criterio di competenza vincolante. Analogamente è opportuno che anche la presenza in un altro Stato membro di un familiare o parente che possa occuparsene costituisca un criterio di competenza vincolante quando il richiedente è un minore non accompagnato. I minori separati dalla famiglia, che anche giuridicamente sono considerati minori non accompagnati, costituiscono una categoria distinta alla quale occorrerebbe riservare particolare attenzione. Per scoraggiare i movimenti secondari dei minori non accompagnati, che non sono nel loro interesse superiore, in mancanza di un familiare o altro parente lo Stato membro competente dovrebbe essere quello in cui il minore non accompagnato ha presentato la prima domanda di protezione internazionale, salvo se si dimostri che ciò non è nell'interesse superiore del minore. Prima di trasferire un minore non accompagnato in un altro Stato membro, lo Stato membro che provvede al trasferimento dovrebbe accertarsi che l'altro Stato membro prenda tutte le misure necessarie e appropriate per garantirne l'adeguata protezione, in particolare che nomini tempestivamente uno o più rappresentanti incaricati di vigilare al rispetto di tutti i diritti di cui gode il minore. È opportuno che preceda l'eventuale decisione di trasferire il minore non accompagnato una valutazione del suo interesse superiore svolta da personale che possiede le qualifiche e le competenze necessarie.

Emendamento     5

Proposta di regolamento

Considerando 22

Testo della Commissione

Emendamento

(22)  Per assicurare che siano realizzati gli obiettivi del presente regolamento e per rimuovere gli ostacoli alla sua applicazione, in particolare per evitare fughe e movimenti secondari tra gli Stati membri, occorre stabilire nel contesto della procedura chiari obblighi in capo al richiedente, di cui questi debba essere debitamente informato in tempo utile. La violazione di tali obblighi giuridici dovrebbe comportare conseguenze procedurali adeguate e proporzionate a carico del richiedente e conseguenze adeguate e proporzionate sulle sue condizioni di accoglienza. Conformemente alla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, lo Stato membro in cui si trova il richiedente dovrebbe in ogni caso accertarsi che ne siano soddisfatte le esigenze materiali immediate.

(22)  Per assicurare che siano realizzati gli obiettivi del presente regolamento e per rimuovere gli ostacoli alla sua applicazione, in particolare per evitare fughe e movimenti secondari tra gli Stati membri, occorre stabilire nel contesto della procedura chiari obblighi in capo al richiedente, di cui questi debba essere debitamente informato in tempo utile. Il mancato adempimento di tali obblighi giuridici non dovrebbe pregiudicare il diritto del richiedente a un giusto ed equo processo, né deve comportare conseguenze non necessarie, inadeguate e sproporzionate rispetto alle sue condizioni di accoglienza. Conformemente alla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, lo Stato membro in cui si trova il richiedente dovrebbe in ogni caso accertarsi che ne siano soddisfatte le esigenze primarie immediate.

Emendamento     6

Proposta di regolamento

Considerando 24

Regolamento (UE) 604/2013

Considerando 19

 

Testo della Commissione

Emendamento

(24)  Al fine di assicurare una protezione efficace dei diritti degli interessati, si dovrebbero stabilire garanzie giuridiche e il diritto a un ricorso effettivo avverso le decisioni relative ai trasferimenti verso lo Stato membro competente, ai sensi, in particolare, dell'articolo 47 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. Il diritto a un ricorso effettivo dovrebbe essere previsto anche in situazioni in cui non è stata adottata alcuna decisione di trasferimento ma il richiedente sostiene che la competenza appartiene a un altro Stato membro in quanto lì vive un suo familiare o, nel caso di un minore non accompagnato, un suo parente. Al fine di garantire il rispetto del diritto internazionale è opportuno che un ricorso effettivo avverso tali decisioni verta tanto sull'esame dell'applicazione del presente regolamento quanto sull'esame della situazione giuridica e fattuale dello Stato membro in cui il richiedente è trasferito. La portata di tale ricorso effettivo dovrebbe limitarsi a una valutazione del rischio che sussista violazione dei diritti fondamentali del richiedente al rispetto della vita familiare, dei diritti del minore o della proibizione di trattamenti inumani o degradanti.

(24)  Ogni persona soggetta alle disposizioni del presente regolamento dovrebbe avere diritto a un ricorso effettivo, mediante impugnazione o riesame, conformemente alla legislazione applicabile, in fatto e in diritto. Al fine di assicurare una protezione efficace dei diritti degli interessati, si dovrebbero stabilire garanzie giuridiche e il diritto a un ricorso effettivo avverso le decisioni relative ai trasferimenti verso lo Stato membro competente, ai sensi, in particolare, dell'articolo 47 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. Il diritto a un ricorso effettivo dovrebbe essere previsto anche in situazioni in cui non è stata adottata alcuna decisione di trasferimento ma il richiedente sostiene che la competenza appartiene a un altro membro in quanto lì vive un suo familiare o, nel caso di un minore non accompagnato, un suo parente. Al fine di garantire il rispetto del diritto internazionale e della pertinente giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea e della Corte europea dei diritti dell'uomo, è opportuno che un ricorso effettivo avverso tali decisioni verta tanto sull'esame dell'applicazione del presente regolamento quanto sull'esame della situazione giuridica e fattuale dello Stato membro in cui il richiedente è trasferito o rimpatriato. La principale finalità di tale ricorso effettivo dovrebbe essere una valutazione del rischio che sussista violazione dei diritti fondamentali del richiedente al rispetto della vita familiare, dei diritti del minore o della proibizione di trattamenti inumani o degradanti.

Motivazione

Iniziando il considerando con il diritto a un ricorso effettivo e facendo riferimento alla giurisprudenza della Corte di giustizia europea e della Corte europea dei diritti dell'uomo, l'emendamento mira a rafforzare tale diritto.

Emendamento     7

Proposta di regolamento

Considerando 26

Testo della Commissione

Emendamento

(26)  Per garantire una rapida determinazione della competenza e una rapida distribuzione dei richiedenti protezione internazionale tra gli Stati membri, è opportuno razionalizzare e abbreviare quanto possibile i termini per presentare le richieste di presa in carico e rispondere a tali richieste, per notificare la ripresa in carico e per eseguire i trasferimenti, nonché per presentare ricorso e decidere sul ricorso.

(26)  Per garantire una rapida determinazione della competenza e una rapida distribuzione dei richiedenti protezione internazionale tra gli Stati membri, è opportuno abbreviare quanto possibile, rispettando i diritti fondamentali dei richiedenti, i diritti delle persone vulnerabili, in particolare i diritti del minore e il principio fondamentale dell'interesse superiore del minore, nonché il principio del ricongiungimento famigliare, i termini per presentare le richieste di presa in carico e rispondere a tali richieste, per notificare la ripresa in carico e per eseguire i trasferimenti, nonché per presentare ricorso e decidere sul ricorso.

Emendamento    8

Proposta di regolamento

Considerando 32

Testo della Commissione

Emendamento

(32)  È opportuno applicare una chiave basata sulla popolazione complessiva e sull'economia degli Stati membri come punto di riferimento nel funzionamento del meccanismo correttivo di assegnazione, in associazione a una soglia, affinché il meccanismo funzioni come mezzo per assistere gli Stati membri soggetti a una pressione sproporzionata. L'applicazione dell'assegnazione correttiva a vantaggio di uno Stato membro dovrebbe attivarsi automaticamente quando il numero di domande di protezione internazionale per cui uno Stato membro è competente supera il 150% della cifra indicata nella chiave di riferimento. Per tenere conto degli sforzi complessivi di ogni Stato membro, ai fini del calcolo occorre aggiungere il numero di persone effettivamente reinsediate in detto Stato membro al numero di domande di protezione internazionale presentate.

(32)  È opportuno applicare una chiave basata sulla popolazione complessiva, sull'economia degli Stati membri e sul livello di stabilità nei paesi terzi limitrofi come punto di riferimento nel funzionamento del meccanismo correttivo di assegnazione, in associazione a una soglia, affinché il meccanismo funzioni come mezzo per assistere gli Stati membri soggetti a una pressione sproporzionata. L'applicazione dell'assegnazione correttiva a vantaggio di uno Stato membro dovrebbe attivarsi automaticamente quando il numero di domande di protezione internazionale per cui uno Stato membro è competente supera il 150% della cifra indicata nella chiave di riferimento. Per tenere conto degli sforzi complessivi di ogni Stato membro, ai fini del calcolo occorre aggiungere il numero di persone effettivamente reinsediate in detto Stato membro al numero di domande di protezione internazionale presentate.

Emendamento    9

Proposta di regolamento

Considerando 42

Testo della Commissione

Emendamento

(42)  È opportuno istituire una rete di autorità competenti degli Stati membri che con l'aiuto dell'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo favorisca la cooperazione pratica e la condivisione di informazioni su tutte le questioni connesse all'applicazione del regolamento, compreso lo sviluppo di strumenti pratici e orientamenti.

(42)  È opportuno istituire una rete di autorità competenti degli Stati membri che con l'aiuto dell'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo favorisca la cooperazione pratica e la condivisione di informazioni su tutte le questioni connesse all'applicazione del regolamento, compreso lo sviluppo di strumenti pratici e orientamenti. Tale rete dovrebbe poter collaborare con le autorità dei paesi di transito, dei paesi di origine, dei paesi candidati e potenzialmente candidati, dei paesi del vicinato europeo, nonché con le organizzazioni internazionali, segnatamente le agenzie delle Nazioni Unite e le organizzazioni non governative.

Emendamento     10

Proposta di regolamento

Considerando 52

Testo della Commissione

Emendamento

(52)  Per valutare se il meccanismo correttivo di assegnazione previsto dal presente regolamento consegua gli obiettivi di garantire un'equa ripartizione delle responsabilità tra gli Stati membri e di alleviare la pressione sproporzionata a carico di alcuni Stati membri, la Commissione dovrebbe riesaminare il funzionamento del meccanismo e in particolare verificare che la soglia per l'attivazione e la cessazione dell'assegnazione correttiva garantisca realmente un'equa ripartizione delle responsabilità tra gli Stati membri e il rapido accesso dei richiedenti alle procedure di concessione della protezione internazionale in situazioni in cui uno Stato membro debba affrontare un numero sproporzionato di domande di protezione internazionale per le quali è competente in virtù del presente regolamento.

(52)  Per valutare se il meccanismo correttivo di assegnazione previsto dal presente regolamento consegua gli obiettivi di garantire un'equa ripartizione delle responsabilità tra gli Stati membri e di alleviare la pressione sproporzionata a carico di alcuni Stati membri, la Commissione dovrebbe riesaminare il funzionamento del meccanismo e in particolare verificare che la soglia per l'attivazione e la cessazione dell'assegnazione correttiva garantisca realmente un'equa ripartizione delle responsabilità tra gli Stati membri e il rapido accesso dei richiedenti alle procedure di concessione della protezione internazionale in situazioni in cui uno Stato membro debba affrontare un numero sproporzionato di domande di protezione internazionale per le quali è competente in virtù del presente regolamento. A tale riguardo, la Commissione europea dovrebbe pubblicare, a intervalli regolari, il numero delle domande di protezione internazionale ricevute in ciascuno Stato membro, ivi compresi il tasso di risposta positiva, l'origine dei richiedenti e i tempi di evasione di ogni domanda.

Emendamento     11

Proposta di regolamento

Articolo 2 – lettera j

Regolamento (UE) 604/2013

Articolo 2 – lettera j

 

Testo della Commissione

Emendamento

j)  "minore non accompagnato": il minore che entra nel territorio degli Stati membri senza essere accompagnato da un adulto che ne sia responsabile per legge o per prassi dello Stato membro interessato, fino a quando non sia effettivamente affidato a un tale adulto; il termine include il minore che viene abbandonato dopo essere entrato nel territorio degli Stati membri;

j)  "minore non accompagnato": il minore che entra nel territorio degli Stati membri senza essere accompagnato da un adulto che ne sia responsabile per legge o per prassi dello Stato membro interessato, fino a quando non sia effettivamente affidato a un tale adulto; il termine include il minore che viene abbandonato dopo essere entrato nel territorio degli Stati membri, nonché i minori che sono stati separati da entrambi i genitori o da chi prestava loro principalmente assistenza, legalmente o abitualmente;

Motivazione

L'emendamento mira a ampliare l'ambito della definizione di "minori non accompagnati".

Emendamento     12

Proposta di regolamento

Articolo 2 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  Prima di applicare i criteri per determinare lo Stato membro competente a norma dei capi III e IV, il primo Stato membro in cui è stata presentata la domanda di protezione internazionale:

soppresso

a)  esamina se la domanda di protezione internazionale sia inammissibile ai sensi dell'articolo 33, paragrafo 2, lettere b) e c), della direttiva 2013/32/UE, quando un paese che non è uno Stato membro è considerato primo paese di asilo o paese terzo sicuro per il richiedente, e

 

b)   esamina la domanda con procedura accelerata ai sensi dell'articolo 31, paragrafo 8, della direttiva 2013/32/UE, quando si applicano i seguenti motivi:

 

i)   il richiedente è cittadino di paese terzo, o un apolide che in precedenza soggiornava abitualmente in un paese terzo, designato quale paese di origine sicuro nell'elenco comune dell'UE di paesi di origine sicuri stabilito con regolamento [proposta COM (2015) 452 del 9 settembre 2015], oppure

 

ii)   il richiedente può, per gravi ragioni, essere considerato un pericolo per la sicurezza nazionale o l'ordine pubblico dello Stato membro, ovvero è stato espulso con efficacia esecutiva per gravi motivi di sicurezza o di ordine pubblico a norma del diritto nazionale.

 

Emendamento     13

Proposta di regolamento

Articolo 6 – paragrafo 1 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

a)  che il diritto di chiedere protezione internazionale non implica per il richiedente la possibilità di scegliere lo Stato membro competente per l'esame della domanda di protezione internazionale;

a)  che il diritto di chiedere protezione internazionale non implica per il richiedente la possibilità di scegliere lo Stato membro competente per l'esame della domanda di protezione internazionale, a meno che non sia ammissibile al ricongiungimento familiare;

Emendamento     14

Proposta di regolamento

Articolo 6 – paragrafo 2 – comma 2

Regolamento (UE) 604/2013

Articolo 6 – paragrafo 2 – comma 2

 

Testo della Commissione

Emendamento

Ove necessario per la corretta comprensione del richiedente, le informazioni sono fornite anche oralmente, ad esempio in relazione con il colloquio personale di cui all'articolo 7.

Ove necessario per la corretta comprensione del richiedente, le informazioni sono fornite anche oralmente, ad esempio in relazione con il colloquio personale di cui all'articolo 7. Se il richiedente è un minore, questi riceve le informazioni in modo comprensibile per un bambino.

Motivazione

L'emendamento mira ad affrontare la situazione specifica dei minori rafforzando i loro diritti. È legato agli emendamenti agli articoli 7, 8 e 10.

Emendamento     15

Proposta di regolamento

Articolo 7 – paragrafo 3

Regolamento (UE) 604/2013

Articolo 7 – paragrafo 3

 

Testo della Commissione

Emendamento

3.  Il colloquio personale è effettuato in una lingua che il richiedente comprende o che ragionevolmente si suppone a lui comprensibile e nella quale questi è in grado di comunicare. Ove necessario, gli Stati membri si avvalgono di un interprete che sia in grado di garantire una comunicazione adeguata tra il richiedente e la persona che effettua il colloquio personale.

3.  Il colloquio personale è effettuato in una lingua che il richiedente comprende o che ragionevolmente si suppone a lui comprensibile e nella quale questi è in grado di comunicare e, se necessario, in modo comprensibile per un bambino. Ove necessario, gli Stati membri si avvalgono di un interprete che sia in grado di garantire una comunicazione adeguata tra il richiedente e la persona che effettua il colloquio personale.

Motivazione

L'emendamento mira ad affrontare la situazione specifica dei minori rafforzando i loro diritti. È legato agli emendamenti agli articoli 6, 8 e 10.

Emendamento     16

Proposta di regolamento

Articolo 8 – paragrafo 1

Regolamento (UE) 604/2013

Articolo 8 – paragrafo 1

 

Testo della Commissione

Emendamento

1.  L'interesse superiore del minore deve costituire un criterio fondamentale nell'attuazione, da parte degli Stati membri, di tutte le procedure previste dal presente regolamento.

1.  L'interesse superiore del minore deve essere accertato su base sistematica e costituisce il criterio fondamentale nell'attuazione, da parte degli Stati membri, di tutte le procedure previste dal presente regolamento.

Motivazione

L'emendamento mira a rafforzare i diritti dei minori e a rafforzare gli obblighi degli Stati membri nei loro confronti. È legato agli altri emendamenti all'articolo 8.

Emendamento    17

Proposta di regolamento

Articolo 8 – paragrafo 2

Regolamento (UE) 604/2013

Articolo 8 – paragrafo 2

 

Testo della Commissione

Emendamento

Ogni Stato membro nel quale deve essere presente il minore non accompagnato provvede affinché un rappresentante lo rappresenti e/o assista nelle pertinenti procedure previste dal presente regolamento. Il rappresentante possiede le qualifiche e le competenze necessarie ad assicurare che durante le procedure svolte ai sensi del presente regolamento sia tenuto in considerazione l'interesse superiore del minore. Tale rappresentante ha accesso al contenuto dei documenti pertinenti della pratica del richiedente, compreso l'apposito opuscolo per i minori non accompagnati.

Ogni Stato membro nel quale è presente il minore non accompagnato provvede affinché un rappresentante ben formato venga nominato immediatamente dopo il suo arrivo e lo rappresenti e/o assista nelle pertinenti procedure previste dal presente regolamento. Il rappresentante possiede le qualifiche e le competenze necessarie ad assicurare che durante le procedure svolte ai sensi del presente regolamento sia tenuto in considerazione l'interesse superiore del minore. Tale rappresentante ha accesso al contenuto dei documenti pertinenti della pratica del richiedente, compreso l'apposito opuscolo per i minori non accompagnati.

Il presente paragrafo lascia impregiudicate le pertinenti disposizioni dell'articolo 25 della direttiva 2013/32/UE.

Il presente paragrafo lascia impregiudicate le pertinenti disposizioni dell'articolo 25 della direttiva 2013/32/UE.

 

Data la loro vulnerabilità, i minori non accompagnati dovrebbero essere trasferiti in un altro Stato membro solo ove tale trasferimento sia nel loro interesse superiore.

Motivazione

L'emendamento mira a rafforzare i diritti dei minori non accompagnati e a sottolineare che allo Stato spetta la responsabilità nei loro confronti.

Emendamento     18

Proposta di regolamento

Articolo 8 – paragrafo 3 – lettera a

Regolamento (UE) 604/2013

Articolo 8 – paragrafo 3 – lettera a

 

Testo della Commissione

Emendamento

a)  le possibilità di ricongiungimento familiare;

a)  la tutela della vita familiare, incluse le possibilità di ricongiungimento familiare;

Motivazione

L'emendamento mira a rafforzare le garanzie per i minori, ampliando gli obblighi degli Stati membri nei loro confronti. È legato agli altri emendamenti all'articolo 8.

Emendamento     19

Proposta di regolamento

Articolo 8 – paragrafo 5 – comma 3

Regolamento (UE) 604/2013

Articolo 8 – paragrafo 5 – comma 3

 

Testo della Commissione

Emendamento

Il personale delle autorità competenti di cui all'articolo 47 che tratta domande relative a minori non accompagnati ha ricevuto e continua a ricevere una specifica formazione in merito alle particolari esigenze dei minori.

Il personale delle autorità competenti di cui all'articolo 47 che tratta domande relative a minori non accompagnati ha ricevuto e continua a ricevere una specifica formazione in merito alle particolari esigenze dei minori. Tale formazione include moduli sulla valutazione dei rischi per fornire un'assistenza e una tutela mirate alle esigenze individuali del minore, riservando particolare attenzione all'identificazione precoce delle vittime di tratta e abusi, nonché alla formazione sulle buone pratiche per impedire le sparizioni.

Motivazione

L'emendamento mira ad affrontare la situazione specifica dei minori, rafforzando le garanzie relative all'offerta di un'adeguata assistenza da parte delle autorità competenti degli Stati membri. È legato agli emendamenti agli articoli 7, 8 e 10.

Emendamento     20

Proposta di regolamento

Articolo 10 – paragrafo 5

Regolamento (UE) 604/2013

Articolo 10 – paragrafo 5

 

Testo della Commissione

Emendamento

In mancanza di un familiare o di un parente di cui ai paragrafi 2 e 3, è competente lo Stato membro in cui il minore non accompagnato ha presentato per la prima volta la domanda di protezione internazionale, salvo se si dimostri che ciò non è nell'interesse superiore del minore.

In mancanza di un familiare o di un parente di cui ai paragrafi 2 e 3, è competente lo Stato membro in cui si trova il minore non accompagnato o in cui ha presentato una domanda di asilo, purché ciò sia nell'interesse superiore del minore.

Motivazione

Questo emendamento è legato al precedente presentato all'articolo 8. Lo Stato è responsabile di qualsiasi minore non accompagnato presente sul proprio territorio.

Emendamento     21

Proposta di regolamento

Articolo 19 – paragrafo 2 – comma 1

Regolamento (UE) 604/2013

Articolo 19 – paragrafo 2 – comma 1

 

Testo della Commissione

Emendamento

Lo Stato membro nel quale è manifestata la volontà di chiedere la protezione internazionale e che procede alla determinazione dello Stato membro competente può, in ogni momento prima che sia determinata la competenza, chiedere a un altro Stato membro di prendere in carico un richiedente al fine di procedere al ricongiungimento di persone legate da qualsiasi vincolo di parentela, anche se tale altro Stato membro non è competente ai sensi dei criteri definiti agli articoli da 10 a 13 e 18. Le persone interessate debbono esprimere il loro consenso per iscritto.

Lo Stato membro nel quale è manifestata la volontà di chiedere la protezione internazionale e che procede alla determinazione dello Stato membro competente può, in ogni momento prima che sia determinata la competenza, chiedere a un altro Stato membro di prendere in carico un richiedente al fine di procedere al ricongiungimento di persone legate da qualsiasi vincolo di parentela o sulla base di legami familiari, culturali o sociali o di competenze linguistiche che renderebbero più agevole la sua integrazione in detto Stato membro, anche se tale altro Stato membro non è competente ai sensi dei criteri definiti agli articoli da 10 a 13 e 18. Le persone interessate debbono esprimere il loro consenso per iscritto.

Emendamento    22

Proposta di regolamento

Articolo 29 – paragrafo 1

Regolamento (UE) 604/2013

Articolo 29 – paragrafo 1

 

Testo della Commissione

Emendamento

Gli Stati membri non possono trattenere una persona per il solo motivo che sia oggetto della procedura stabilita dal presente regolamento.

Gli Stati membri non possono trattenere una persona per il solo motivo che sia oggetto della procedura stabilita dal presente regolamento. Il trattenimento si applica sempre in ultima istanza e le misure alternative a esso sono sempre una priorità. I minori non sono trattenuti in quanto il trattenimento non può mai ritenersi nell'interesse superiore del minore. I minori e le famiglie con figli minori vengono alloggiati insieme, in comunità in cui non siano detenuti.

Motivazione

L'emendamento mira a garantire che siano adottate misure adeguate per i minori nel loro interesse superiore.

Emendamento    23

Proposta di regolamento

Articolo 49 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

L'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo organizza e promuove le attività di una rete delle autorità competenti di cui all'articolo 47, paragrafo 1, per rafforzare la cooperazione pratica e lo scambio di informazioni su tutte le questioni inerenti all'applicazione del presente regolamento, compreso lo sviluppo di strumenti pratici e orientamenti.

L'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo organizza e promuove le attività di una rete delle autorità competenti di cui all'articolo 47, paragrafo 1, per rafforzare la cooperazione pratica e lo scambio di informazioni su tutte le questioni inerenti all'applicazione del presente regolamento, compreso lo sviluppo di strumenti pratici e orientamenti. Le autorità competenti dei paesi candidati e potenziali candidati e dei paesi del vicinato europeo possono essere invitate a collaborare con tale rete.

PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Titolo

Fissazione dei criteri e dei meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per l'esame di una domanda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide (rifusione)

Riferimenti

COM(2016)0270 – C8-0173/2016 – 2016/0133(COD)

Commissione competente per il merito

       Annuncio in Aula

LIBE

12.9.2016

 

 

 

Parere espresso da

       Annuncio in Aula

AFET

12.9.2016

Relatore per parere

       Nomina

Ramona Nicole Mănescu

12.7.2016

Approvazione

11.4.2017

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

47

9

4

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Lars Adaktusson, Francisco Assis, Amjad Bashir, Bas Belder, Mario Borghezio, Elmar Brok, Fabio Massimo Castaldo, Lorenzo Cesa, Javier Couso Permuy, Andi Cristea, Arnaud Danjean, Georgios Epitideios, Knut Fleckenstein, Eugen Freund, Michael Gahler, Sandra Kalniete, Karol Karski, Tunne Kelam, Janusz Korwin-Mikke, Eduard Kukan, Arne Lietz, Barbara Lochbihler, Sabine Lösing, Ulrike Lunacek, Andrejs Mamikins, Ramona Nicole Mănescu, Alex Mayer, David McAllister, Francisco José Millán Mon, Javier Nart, Pier Antonio Panzeri, Demetris Papadakis, Ioan Mircea Paşcu, Alojz Peterle, Tonino Picula, Kati Piri, Julia Pitera, Cristian Dan Preda, Jozo Radoš, Jordi Solé, Jaromír Štětina, Dubravka Šuica, Charles Tannock, László Tőkés, Ivo Vajgl, Elena Valenciano, Geoffrey Van Orden, Anders Primdahl Vistisen, Boris Zala

Supplenti presenti al momento della votazione finale

María Teresa Giménez Barbat, Andrzej Grzyb, Antonio López-Istúriz White, Norica Nicolai, Urmas Paet, José Ignacio Salafranca Sánchez-Neyra, Marietje Schaake, Helmut Scholz, Igor Šoltes, Marie-Christine Vergiat

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Josef Weidenholzer

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

47

+

ALDE

María Teresa Giménez Barbat, Javier Nart, Norica Nicolai, Urmas Paet, Jozo Radoš, Marietje Schaake, Ivo Vajgl

EFDD

Fabio Massimo Castaldo

PPE

Lars Adaktusson, Elmar Brok, Lorenzo Cesa, Arnaud Danjean, Michael Gahler, Andrzej Grzyb, Sandra Kalniete, Tunne Kelam, Eduard Kukan, Antonio López-Istúriz White, Ramona Nicole Mănescu, David McAllister, Francisco José Millán Mon, Alojz Peterle, Julia Pitera, Cristian Dan Preda, José Ignacio Salafranca Sánchez-Neyra, László Tőkés, Jaromír Štětina, Dubravka Šuica

S&D

Francisco Assis, Andi Cristea, Knut Fleckenstein, Eugen Freund, Arne Lietz, Andrejs Mamikins, Alex Mayer, Pier Antonio Panzeri, Demetris Papadakis, Ioan Mircea Paşcu, Tonino Picula, Kati Piri, Elena Valenciano, Josef Weidenholzer, Boris Zala

VERTS/ALE

Barbara Lochbihler, Ulrike Lunacek, Jordi Solé, Igor Šoltes

9

-

ECR

Amjad Bashir, Bas Belder, Karol Karski, Charles Tannock, Geoffrey Van Orden, Anders Primdahl Vistisen

ENF

Mario Borghezio

NI

Georgios Epitideios, Janusz Korwin-Mikke

4

0

GUE/NGL

Javier Couso Permuy, Sabine Lösing, Helmut Scholz, Marie-Christine Vergiat

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti


PARERE della commissione per i bilanci (17.5.2017)

destinato alla commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni

sulla proposta del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per l'esame di una domanda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide (rifusione)

(COM(2016)0270 – C8-0173/2016 – 2016/0133(COD))

Relatore per parere: Gérard Deprez

BREVE MOTIVAZIONE

Il relatore accoglie con favore la proposta della Commissione relativa alla rifusione e alla sostituzione del regolamento (CE) n. 604/2013 del Consiglio sulla determinazione dello Stato membro competente per l'esame di una domanda d'asilo presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide. Alla luce della crisi migratoria e della situazione dei rifugiati, è apparso necessario riformare il sistema di Dublino, sia per semplificarlo e migliorarne l'efficacia nella pratica che per tener conto del fatto che alcuni Stati membri sono sottoposti a pressioni sproporzionate in termini di domande.

Meccanismo correttivo

Gli stanziamenti necessari per garantire l'attuazione della proposta ammontano a 1,828 miliardi di euro per il periodo 2017-2020. Ciò dovrebbe coprire i costi di trasferimento, una volta attivato il meccanismo di equità a favore di uno Stato membro, la creazione e il funzionamento del sistema informatico per la registrazione e l'assegnazione automatica dei richiedenti asilo, nonché il costo connesso alla creazione di capacità aggiuntiva di accoglienza e alla fornitura di pasti e servizi di base ai richiedenti asilo trasferiti.

Il relatore prende atto della posizione della Commissione che fissa una soglia del numero di domande di asilo a partire dalla quale il meccanismo correttivo di assegnazione è attivato automaticamente; egli ritiene necessario prevedere una soglia di attivazione onde evitare che gli Stati membri affrontino pressioni sproporzionate in termini di domande di asilo e dissuaderli dal chiedere di utilizzare tale meccanismo di assegnazione quando abbiano però accolto solo un numero limitato di richiedenti asilo in base della chiave di assegnazione.

Il relatore ritiene tuttavia che, nel fissare la soglia di attivazione al 150% della quota di riferimento di uno Stato membro, la Commissione faccia gravare su taluni Stati membri un onere eccessivo, lasciando che essi si accollino la responsabilità esclusiva per un numero di domande che supera di metà le loro capacità prima che sia attivato il meccanismo di solidarietà. Egli ritiene inoltre che una soglia troppo bassa senza condizioni supplementari potrebbe comportare la mancata responsabilizzazione di uno Stato membro per il controllo e la gestione delle frontiere. Egli propone quindi di fissare la soglia al 100% della quota di riferimento di uno Stato membro, prevenendo però una politica potenzialmente lassista alle frontiere con l'aggiunta di una clausola di solidarietà reciproca che consenta la sospensione del meccanismo correttivo qualora uno Stato membro non soddisfi adeguatamente i suoi obblighi di gestione della propria frontiera esterna, conformemente al regolamento relativo alla guardia costiera e di frontiera. Egli propone, infine, di prevedere la cessazione dell'applicazione del meccanismo correttivo solo qualora il numero di domande di asilo verso lo Stato membro beneficiario sia ridisceso al 90 % della sua quota di riferimento, evitando in tal modo ripetuti ingressi/ritorni nel sistema.

Costi di trasferimento

Dei 1,828 miliardi di euro previsti, 375 milioni di EUR sono destinati al pagamento dei costi di trasferimento tra Stati membri per un totale di 750 000 persone trasferite. L'articolo 42 della proposta di rifusione prevede che lo Stato membro beneficiario che esegue il trasferimento di un richiedente asilo verso lo Stato di assegnazione ottenga il rimborso di una somma forfettaria di 500 EUR per persona trasferita.

Il relatore sostiene la proposta in base alla quale lo Stato che assume l'onere del trasferimento ha diritto a beneficiare di un indennizzo. Egli ritiene che un indennizzo forfettario sia giustificato in quanto consente di evitare un enorme onere burocratico di controllo delle spese effettive. Egli ritiene tuttavia che, fissando tale importo a 500 EUR per persona trasferita con il pretesto che i benefici che si discostano dai costi reali possono aiutare gli Stati membri più esposti, la Commissione non tenga conto della recente costituzione di uno strumento di aiuto di emergenza(1) che va a integrare le azioni intraprese dagli Stati membri colpiti in particolare dall'afflusso improvviso e massiccio di cittadini di paesi terzi (rifugiati e migranti) sul loro territorio.

Il relatore propone quindi di fissare tale somma forfettaria a 300 EUR per persona trasferita onde avvicinarsi un po' di più ai costi reali stimati. L'importo totale dei trasferimenti per il periodo 2017-2020 sarebbe quindi pari a 225 milioni di EUR, il che consentirebbe di economizzare 150 milioni di EUR. Di questi risparmi, almeno 110 milioni di euro potrebbero essere utilizzati per alimentare la riserva di assistenza d'emergenza (30 milioni di euro nel 2017 e 40 milioni di euro ogni anno nel 2018 e nel 2019) prima della scadenza della propria base giuridica nel marzo 2019.

Solidarietà finanziaria e creazione di una "riserva Dublino" a titolo dell'AMIF

Il relatore ritiene legittima, necessaria e proporzionata la proposta della Commissione che mira a imporre agli Stati membri l'obbligo di contribuire finanziariamente qualora rifiutino di prendere a carico i richiedenti asilo loro assegnati dal meccanismo di assegnazione. Egli insiste sul fatto che tale contributo finanziario obbligatorio non riveste affatto un carattere punitivo, ma rappresenta un'equa partecipazione alla necessaria solidarietà tra gli Stati membri (articolo 80 TFUE). Egli ritiene tuttavia che il meccanismo finanziario previsto dalla Commissione in questo caso non sia il più adeguato, né in termini di importo, né in termini di metodo.

Il relatore propone che, per solidarietà finanziaria, lo Stato membro che soddisfa peraltro i propri obblighi a titolo del meccanismo correttivo di assegnazione versi per ciascun richiedente che gli sarebbe stato assegnato 50 000 EUR per il primo e il secondo anno, 75 000 EUR per il terzo e il quarto anno e 100 000 EUR per il quinto anno e gli anni successivi. Tali importi sarebbero integralmente versati all'AMIF, fondo istituito dal regolamento (UE) n. 516/2014 per la creazione di una "riserva Dublino". La creazione di questa riserva potrà beninteso essere realizzata solo all'atto del riesame dell'AMIF previsto dall'articolo 60 del regolamento n. 514/2014 e dall'articolo 28 del regolamento (UE) n. 516/2014 entro il 30 giugno 2020. Qualora lo Stato membro non versi quanto dovuto, la Commissione tratterrà tali importi sui versamenti spettanti a tale Stato a titolo di altri fondi dell'Unione.

Gli stanziamenti di questa "riserva Dublino" sono destinati a coprire la concessione di una somma forfettaria per ogni richiedente asilo, ripartita proporzionalmente tra Stati membri che partecipano correttamente al meccanismo correttivo di assegnazione. La decisione (UE) n. 2015/1601 specifica che le misure di ricollocazione beneficiano del sostegno finanziario dell'AMIF. A tal fine, gli Stati membri di ricollocazione ricevono la somma forfettaria di 6 000 EUR per ogni richiedente protezione internazionale che abbia formato oggetto di ricollocazione sul loro territorio. Per il reinsediamento, tale importo è pari a 10 000 EUR/persona. Il relatore ritiene quindi che occorra prevedere un sostegno finanziario agli Stati membri che partecipano a tale meccanismo di solidarietà. Con il sistema proposto, gli importi previsti per richiedente ai fini di tale sostegno finanziario aumenterebbero proporzionalmente all'onere che alcuni Stati membri dovranno ripartirsi a causa della mancata partecipazione di altri Stati membri.

Sistema automatizzato per la registrazione e il monitoraggio delle domande

Dei 1,828 miliardi di EUR, 3,603 milioni sono destinati al bilancio di eu-LISA per la preparazione, la progettazione e la gestione operativa del sistema computerizzato per la ripartizione dei richiedenti asilo. Quando il sistema automatizzato per la registrazione e il monitoraggio delle domande e per il meccanismo di assegnazione di cui all'articolo 44 avrà determinato lo Stato membro di assegnazione, tale informazione dovrà essere automaticamente inserita in Eurodac. È necessario quindi prevedere l'interoperabilità tra il sistema centrale del meccanismo correttivo e il sistema centrale di Eurodac.

EMENDAMENTI

La commissione per i bilanci invita la commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni, competente per il merito, a prendere in considerazione i seguenti emendamenti:

Emendamento    1

Proposta di regolamento

Considerando 30

Testo della Commissione

Emendamento

(30)  È opportuno incaricare l'agenzia europea per la gestione operativa dei sistemi IT su larga scala nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia istituita con regolamento (UE) n. 1077/201121 della preparazione, dello sviluppo e della gestione operativa del sistema centrale e dell'infrastruttura di comunicazione tra il sistema centrale e le infrastrutture nazionali.

(30)  È opportuno incaricare l'agenzia europea per la gestione operativa dei sistemi IT su larga scala nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia istituita con regolamento (UE) n. 1077/201121 della preparazione, dello sviluppo e della gestione operativa del sistema centrale, della sua interoperabilità con altri sistemi e dell'infrastruttura di comunicazione tra il sistema centrale e le infrastrutture nazionali.

___

___

21 Regolamento (UE) n. 1077/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2011, che istituisce un'agenzia europea per la gestione operativa dei sistemi IT su larga scala nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia (GU L 286 dell'1.11.2011, pag. 1).

21 Regolamento (UE) n. 1077/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2011, che istituisce un'agenzia europea per la gestione operativa dei sistemi IT su larga scala nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia (GU L 286 dell'1.11.2011, pag. 1).

Emendamento    2

Proposta di regolamento

Considerando 32

Testo della Commissione

Emendamento

(32)  È opportuno applicare una chiave basata sulla popolazione complessiva e sull'economia degli Stati membri come punto di riferimento nel funzionamento del meccanismo correttivo di assegnazione, in associazione a una soglia, affinché il meccanismo funzioni come mezzo per assistere gli Stati membri soggetti a una pressione sproporzionata. L'applicazione dell'assegnazione correttiva a vantaggio di uno Stato membro dovrebbe attivarsi automaticamente quando il numero di domande di protezione internazionale per cui uno Stato membro è competente supera il 150% della cifra indicata nella chiave di riferimento. Per tenere conto degli sforzi complessivi di ogni Stato membro, ai fini del calcolo occorre aggiungere il numero di persone effettivamente reinsediate in detto Stato membro al numero di domande di protezione internazionale presentate.

(32)  È opportuno applicare una chiave basata sulla popolazione complessiva e sull'economia degli Stati membri come punto di riferimento nel funzionamento del meccanismo correttivo di assegnazione, in associazione a una soglia, affinché il meccanismo funzioni come mezzo per assistere gli Stati membri soggetti a una pressione sproporzionata. L'applicazione dell'assegnazione correttiva a vantaggio di uno Stato membro dovrebbe attivarsi automaticamente quando il numero di domande di protezione internazionale per cui uno Stato membro è competente supera il 100% della cifra indicata nella chiave di riferimento. Per tenere conto degli sforzi complessivi di ogni Stato membro, ai fini del calcolo occorre aggiungere il numero di persone effettivamente reinsediate in detto Stato membro al numero di domande di protezione internazionale presentate.

Motivazione

Considère qu’en fixant le seuil de déclanchement à 150 % de sa part de référence, la Commission laisse peser sur certains États membres une charge excessive ou ce dernier doit assumer seul un nombre de demandes qui dépasse de moitié ses capacités avant d’activer le mécanisme de solidarité. Estime également qu’un seuil trop bas sans conditions supplémentaires pourrait entrainer la non responsabilisation d’un État membre dans le contrôle et la gestion de ses frontières. Propose dès lors de fixer ce seuil à 100 % de la part de référence d’un État membre mais de prévenir une éventuelle politique de laxisme au frontière par l’ajout d’une clause de solidarité réciproque permettant la suspension du mécanisme de correction lorsqu’un État membre ne s'acquitte pas convenablement de ses obligations de gestion de sa frontière extérieure et ce conformément au règlement relatif à la création d'une agence européenne de garde-frontières et de garde-côtes ( Cfr ajout d'un article 43 a)

Emendamento    3

Proposta di regolamento

Considerando 34

Testo della Commissione

Emendamento

(34)  Secondo il meccanismo di assegnazione i costi di trasferimento di un richiedente nello Stato membro di assegnazione dovrebbero essere rimborsati dal bilancio dell'UE.

(34)  Secondo il meccanismo di assegnazione i costi di trasferimento di un richiedente nello Stato membro di assegnazione dovrebbero essere rimborsati dal bilancio dell'UE con una somma forfettaria di 300 EUR per ogni persona trasferita.

Motivazione

La somme proposée de 500 EUR suit l’approche établie dans la décision (UE) 2015/1601 du Conseil, dans laquelle le remboursement des frais de transfert servait également à aider un État membre qui se trouvait dans une situation d’urgence ou confronté à un nombre disproportionné de demandes d’asile. Entre temps, un fonds d'aide d'urgence a été créé à cette fin. Votre rapporteur pour avis Budget estime dès lors qu’il convient de diminuer ce montant à 300 EUR afin qu'il corresponde un peu plus aux couts réels de transferts. Sur le montant total prévu dans la fiche financière de la proposition 1.825 milliards sont prévus pour financer ces transferts. En diminuant la somme forfaitaire à 300 EUR, ce sont 730 millions économisés qui devraient servir à alimenter le fond d’aide urgence.

Emendamento    4

Proposta di regolamento

Considerando 35

 

Testo della Commissione

Emendamento

(35)  Uno Stato membro di assegnazione può decidere di non accettare per un periodo di dodici mesi i richiedenti assegnatigli, nel qual caso è opportuno che inserisca l'informazione nel sistema automatizzato e la trasmetta agli altri Stati membri, alla Commissione e all'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo. In seguito la sua quota di richiedenti dovrebbe essere ridistribuita tra gli altri Stati membri. Lo Stato membro che temporaneamente non partecipa all'assegnazione correttiva dovrebbe versare un contributo di solidarietà di 250 000 EUR per ciascun richiedente non accettato allo Stato membro designato in sua vece come competente per l'esame delle domande. La Commissione dovrebbe stabilire le modalità pratiche per l'attuazione del meccanismo del contributo di solidarietà mediante atto di esecuzione. L'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo controllerà e riferirà alla Commissione su base annuale in merito all'applicazione del meccanismo di solidarietà finanziaria.

(35)  Lo Stato membro di assegnazione che non accetta per un periodo di dodici mesi i richiedenti assegnatigli, dovrebbe inserire l'informazione nel sistema automatizzato e trasmetterla agli altri Stati membri, alla Commissione e all'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo. In seguito la sua quota di richiedenti dovrebbe essere ridistribuita tra gli altri Stati membri. È opportuno istituire un fondo (il "fondo di riserva Dublino") e lo Stato membro che non partecipa all'assegnazione correttiva dovrebbe versare in tale fondo, per ciascun richiedente assegnato che lo Stato membro non accetti, un importo annuale di 50 000 EUR il primo e il secondo anno, di 75 000 EUR il terzo e il quarto anno e di 100 000 EUR il quinto anno e gli anni successivi. Il finanziamento a titolo del fondo di riserva Dublino è destinato a far fronte alla concessione di una somma forfettaria per ciascun richiedente protezione internazionale, ripartita proporzionalmente tra gli Stati membri che partecipano al meccanismo correttivo di assegnazione. Qualora lo Stato membro non versi quanto dovuto, la Commissione dovrebbe trattenere lo stesso importo sui versamenti spettanti a tale Stato a titolo di altri fondi dell'Unione. La Commissione dovrebbe stabilire le modalità pratiche per l'attuazione del principio poc'anzi specificato mediante atto di esecuzione e l'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo controllerà e riferirà alla Commissione su base annuale.

Emendamento    5

Proposta di regolamento

Considerando 41

Testo della Commissione

Emendamento

(41)  È opportuno garantire la continuità tra il meccanismo di determinazione dello Stato competente istituito dal regolamento (UE) n. 604/2013 e quello previsto dal presente regolamento. Inoltre occorre garantire la coerenza tra il presente regolamento e il regolamento [proposta di rifusione del regolamento (UE) n. 603/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio].

(41)  È opportuno garantire la continuità tra il meccanismo di determinazione dello Stato competente istituito dal regolamento (UE) n. 604/2013 e quello previsto dal presente regolamento. Inoltre occorre garantire la coerenza tra il presente regolamento e il regolamento [proposta di rifusione del regolamento (UE) n. 603/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio]. Quando il sistema automatizzato per la registrazione e il monitoraggio delle domande e per il meccanismo di assegnazione di cui all'articolo 44 avrà determinato lo Stato membro di assegnazione, tale informazione dovrebbe essere automaticamente inserita in Eurodac. È necessario quindi prevedere l'interoperabilità tra il sistema centrale del meccanismo correttivo e il sistema centrale di Eurodac.

Motivazione

L'emendamento rende esplicito il legame tra i due regolamenti in questione, al fine di garantire coerenza tra i due sistemi sulla base della loro interoperabilità.

Emendamento    6

Proposta di regolamento

Articolo 34 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Il paragrafo 1 si applica quando il sistema automatizzato di cui all'articolo 44, paragrafo 1, indica che il numero di domande di protezione internazionale per le quali uno Stato membro è competente secondo i criteri di cui al capo III, articolo 3, paragrafo 2 o 3, e articoli 18 e 19, aggiunto al numero di persone effettivamente reinsediate, supera il 150% del numero di riferimento per tale Stato membro, determinato dalla chiave di cui all'articolo 35.

2.  Il paragrafo 1 si applica quando il sistema automatizzato di cui all'articolo 44, paragrafo 1, indica che il numero di domande di protezione internazionale per le quali uno Stato membro è competente secondo i criteri di cui al capo III, articolo 3, paragrafo 2 o 3, e articoli 18 e 19, aggiunto al numero di persone effettivamente reinsediate, supera il 100% del numero di riferimento per tale Stato membro, determinato dalla chiave di cui all'articolo 35.

Motivazione

Considère qu’en fixant le seuil de déclanchement à 150 % de sa part de référence, la Commission laisse peser sur certains États membres une charge excessive ou ce dernier doit assumer seul un nombre de demandes qui dépasse de moitié ses capacités avant d’activer le mécanisme de solidarité. Estime également qu’un seuil trop bas sans conditions supplémentaires pourrait entrainer la non responsabilisation d’un État membre dans le contrôle et la gestion de ses frontières. Propose dès lors de fixer ce seuil à 100 % de la part de référence d’un État membre mais de prévenir une éventuelle politique de laxisme au frontière par l’ajout d’une clause de solidarité réciproque permettant la suspension du mécanisme de correction lorsqu’un État membre ne s'acquitte pas convenablement de ses obligations de gestion de sa frontière extérieure et ce conformément au règlement relatif à la création d'une agence européenne de garde-frontières et de garde-côtes (Cfr ajout d'un article 43 a)

Emendamento    7

Proposta di regolamento

Articolo 37 – titolo

Testo della Commissione

Emendamento

Solidarietà finanziaria

Solidarietà finanziaria e creazione di un "fondo di riserva Dublino"

Emendamento    8

Proposta di regolamento

Articolo 37 – paragrafo 1

 

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Allo scadere del periodo di tre mesi dall'entrata in vigore del presente regolamento e di ogni successivo periodo di 12 mesi, uno Stato membro può indicare nel sistema automatizzato che temporaneamente non parteciperà al meccanismo correttivo di assegnazione di cui al capo VII in quanto Stato membro di assegnazione, e trasmette tale informazione agli Stati membri, alla Commissione e all'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo.

1.  Allo scadere del periodo di tre mesi dall'entrata in vigore del presente regolamento e di ogni successivo periodo di 12 mesi, lo Stato membro che non soddisfi i propri obblighi previsti dal meccanismo correttivo di assegnazione a titolo del Capo VII in quanto Stato membro di assegnazione, dovrebbe inserire tale informazione nel sistema automatizzato e trasmetterla agli Stati membri, alla Commissione e all'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo.

Emendamento    9

Proposta di regolamento

Articolo 37 – paragrafo 3

 

Testo della Commissione

Emendamento

3.  Allo scadere del periodo di 12 mesi di cui al paragrafo 2, il sistema automatizzato comunica allo Stato membro che non partecipa al meccanismo correttivo di assegnazione il numero di richiedenti per i quali sarebbe stato altrimenti lo Stato membro di assegnazione. Tale Stato membro versa quindi un contributo di solidarietà pari a 250 000 EUR per ciascun richiedente che gli sarebbe stato altrimenti assegnato durante il periodo di 12 mesi. Il contributo di solidarietà è versato allo Stato membro determinato come competente per l'esame di quelle domande.

3.  Allo scadere del periodo di 12 mesi di cui al paragrafo 2, il sistema automatizzato comunica allo Stato membro che non partecipa al meccanismo correttivo di assegnazione il numero di richiedenti per i quali sarebbe stato altrimenti lo Stato membro di assegnazione. È istituito un fondo (il "fondo di riserva Dublino") e lo Stato membro che non partecipa al meccanismo correttivo di assegnazione versa in tale fondo, per ciascun richiedente assegnato che lo Stato membro non accetti, un importo annuale di 50 000 EUR il primo e il secondo anno, di 75 000 EUR il terzo e il quarto anno e di 100 000 EUR il quinto anno e gli anni successivi. Il finanziamento a titolo del fondo di riserva Dublino è destinato a far fronte alla concessione di una somma forfettaria a ciascun richiedente protezione internazionale, ripartita proporzionalmente tra gli Stati membri che partecipano al meccanismo correttivo di assegnazione. Qualora lo Stato membro non versi quanto dovuto, la Commissione trattiene lo stesso importo sui versamenti spettanti a tale Stato a titolo di altri fondi dell'Unione.

Emendamento    10

Proposta di regolamento

Articolo 42 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

Per i costi di trasferimento di un richiedente nello Stato membro di assegnazione, lo Stato membro beneficiario riceve una somma forfettaria di 500 EUR per persona trasferita a norma dell'articolo 38, lettera c). Tale sostegno finanziario è attuato applicando le procedure di cui all'articolo 18 del regolamento (UE) n. 516/2014.

Per i costi di trasferimento di un richiedente nello Stato membro di assegnazione, lo Stato membro beneficiario riceve una somma forfettaria di 300 EUR per persona trasferita a norma dell'articolo 38, lettera c). Tale sostegno finanziario è attuato applicando le procedure di cui all'articolo 18 del regolamento (UE) n. 516/2014.

Motivazione

La somme proposée de 500 EUR suit l’approche établie dans la décision (UE) 2015/1601 du Conseil, dans laquelle le remboursement des frais de transfert servait également à aider un État membre qui se trouvait dans une situation d’urgence ou confronté à un nombre disproportionné de demandes d’asile. Entre temps, un fonds d'aide d'urgence a été créé à cette fin. Votre rapporteur pour avis Budget estime dès lors qu’il convient de diminuer ce montant à 300 EUR afin qu'il corresponde un peu plus aux couts réels de transferts. Sur le montant total prévu dans la fiche financière de la proposition 1.825 milliards sont prévus pour financer ces transferts. En diminuant la somme forfaitaire à 300 EUR, ce sont 730 millions économisés qui devraient servir à alimenter le fond d’aide urgence.

Emendamento    11

Proposta di regolamento

Articolo 43 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

Non appena il numero di domande presentate nello Stato membro beneficiario per le quali è anche lo Stato membro competente ai sensi del presente regolamento scende sotto al 150% della quota che gli spetta in virtù dell'articolo 35, paragrafo 1, il sistema automatizzato ne informa gli Stati membri e la Commissione.

Non appena il numero di domande presentate nello Stato membro beneficiario per le quali è anche lo Stato membro competente ai sensi del presente regolamento scende sotto al 90% della quota che gli spetta in virtù dell'articolo 35, paragrafo 1, il sistema automatizzato ne informa gli Stati membri e la Commissione.

Emendamento    12

Proposta di regolamento

Articolo 43 – comma 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Se uno Stato membro non soddisfa adeguatamente i suoi obblighi in materia di gestione delle proprie frontiere esterne conformemente al regolamento (UE) n. 2016/1624 del Parlamento europeo e del Consiglio1bis, il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può decidere di sospendere il meccanismo correttivo di assegnazione. La decisione di sospendere tale meccanismo è valida per un periodo definito non superiore a un anno.

 

___

 

1bis Regolamento (UE) 2016/1624 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 settembre 2016, relativo alla guardia di frontiera e costiera europea che modifica il regolamento (UE) 2016/399 del Parlamento europeo e del Consiglio e che abroga il regolamento (CE) n. 863/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio, il regolamento (CE) n. 2007/2004 del Consiglio e la decisione 2005/267/CE del Consiglio (GU L 251 del 16.9.2016, pag. 1).

Emendamento    13

Proposta di regolamento

Articolo 44 – paragrafo 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 bis.  L'interoperabilità tra il sistema informatizzato ed Eurodac è garantita mediante un canale di comunicazione diretto tra i sistemi centrali, per consentire la trasmissione automatica delle informazioni sulla determinazione dello Stato membro di assegnazione mediante il meccanismo correttivo.

Emendamento    14

Proposta di regolamento

Articolo 44 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  L'agenzia europea per la gestione operativa dei sistemi IT su larga scala nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia istituita con regolamento (UE) n. 1077/2011 è competente per la preparazione, lo sviluppo e la gestione operativa del sistema centrale e dell'infrastruttura di comunicazione tra il sistema centrale e le infrastrutture nazionali.

3.  L'agenzia europea per la gestione operativa dei sistemi IT su larga scala nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia istituita con regolamento (UE) n. 1077/2011 è competente per la preparazione, lo sviluppo e la gestione operativa del sistema centrale, della sua interoperabilità con altri sistemi e dell'infrastruttura di comunicazione tra il sistema centrale e le infrastrutture nazionali.

PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Titolo

Fissazione dei criteri e dei meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per l’esame di una domanda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide (rifusione)

Riferimenti

COM(2016)0270 – C8-0173/2016 – 2016/0133(COD)

Commissione competente per il merito

       Annuncio in Aula

LIBE

12.9.2016

 

 

 

Parere espresso da

       Annuncio in Aula

BUDG

12.9.2016

Relatore per parere

       Nomina

Gérard Deprez

15.6.2016

Esame in commissione

9.2.2017

 

 

 

Approvazione

11.5.2017

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

24

5

4

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Jean Arthuis, Lefteris Christoforou, Gérard Deprez, Manuel dos Santos, José Manuel Fernandes, Eider Gardiazabal Rubial, Monika Hohlmeier, Bernd Kölmel, Zbigniew Kuźmiuk, Vladimír Maňka, Clare Moody, Younous Omarjee, Pina Picierno, Paul Rübig, Petri Sarvamaa, Jordi Solé, Patricija Šulin, Eleftherios Synadinos, Indrek Tarand, Isabelle Thomas, Inese Vaidere, Monika Vana, Daniele Viotti, Marco Zanni

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Anneli Jäätteenmäki, Louis Michel, Stanisław Ożóg, Tomáš Zdechovský

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Georges Bach, Gabriele Preuß, Claudia Schmidt, Axel Voss, Rainer Wieland

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

24

+

ALDE

Jean Arthuis, Gérard Deprez, Anneli Jäätteenmäki, Louis Michel

PPE

Georges Bach, Lefteris Christoforou, José Manuel Fernandes, Monika Hohlmeier, Paul Rübig, Petri Sarvamaa, Claudia Schmidt, Patricija Šulin, Inese Vaidere, Axel Voss, Rainer Wieland

S&D

Eider Gardiazabal Rubial, Vladimír Maňka, Clare Moody, Pina Picierno, Gabriele Preuß, Isabelle Thomas, Daniele Viotti, Manuel dos Santos

Verts/ALE

Indrek Tarand

5

-

ENF

Marco Zanni

NI

Eleftherios Synadinos

PPE

Tomáš Zdechovský

Verts/ALE

Jordi Solé, Monika Vana

4

0

ECR

Zbigniew Kuźmiuk, Bernd Kölmel, Stanisław Ożóg

GUE/NGL

Younous Omarjee

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

(1)

Regolamento (UE) n. 2016/369 del Consiglio, del 15 marzo 2016, sulla fornitura di sostegno di emergenza all'interno dell'Unione.


PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Titolo

Fissazione dei criteri e dei meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per l’esame di una domanda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide (rifusione)

Riferimenti

COM(2016)0270 – C8-0173/2016 – 2016/0133(COD)

Presentazione della proposta al PE

4.5.2016

 

 

 

Commissione competente per il merito

       Annuncio in Aula

LIBE

12.9.2016

 

 

 

Commissioni competenti per parere

       Annuncio in Aula

AFET

12.9.2016

BUDG

12.9.2016

 

 

Relatori

       Nomina

Cecilia Wikström

26.5.2016

 

 

 

Esame in commissione

16.6.2016

9.3.2017

12.4.2017

19.10.2017

Approvazione

19.10.2017

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

43

16

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Asim Ahmedov Ademov, Jan Philipp Albrecht, Gerard Batten, Heinz K. Becker, Malin Björk, Michał Boni, Caterina Chinnici, Daniel Dalton, Rachida Dati, Agustín Díaz de Mera García Consuegra, Frank Engel, Cornelia Ernst, Tanja Fajon, Laura Ferrara, Raymond Finch, Lorenzo Fontana, Kinga Gál, Ana Gomes, Nathalie Griesbeck, Sylvie Guillaume, Jussi Halla-aho, Monika Hohlmeier, Brice Hortefeux, Sophia in ‘t Veld, Eva Joly, Dietmar Köster, Barbara Kudrycka, Marju Lauristin, Monica Macovei, Roberta Metsola, Louis Michel, Claude Moraes, Alessandra Mussolini, Péter Niedermüller, Soraya Post, Judith Sargentini, Birgit Sippel, Helga Stevens, Bodil Valero, Marie-Christine Vergiat, Harald Vilimsky, Josef Weidenholzer, Cecilia Wikström, Kristina Winberg, Tomáš Zdechovský, Auke Zijlstra

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Ignazio Corrao, Gérard Deprez, Teresa Jiménez-Becerril Barrio, Jeroen Lenaers, Andrejs Mamikins, John Procter, Christine Revault d’Allonnes Bonnefoy, Elly Schlein, Barbara Spinelli

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Lara Comi, Elisabetta Gardini, Czesław Hoc, Patrizia Toia

Deposito

6.11.2017


VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

43

+

ALDE

Gérard Deprez, Nathalie Griesbeck, Louis Michel, Cecilia Wikström, Sophia in 't Veld

GUE/NGL

Malin Björk, Cornelia Ernst, Barbara Spinelli, Marie-Christine Vergiat

PPE

Asim Ahmedov Ademov, Heinz K. Becker, Michał Boni, Lara Comi, Rachida Dati, Agustín Díaz de Mera García Consuegra, Frank Engel, Elisabetta Gardini, Monika Hohlmeier, Brice Hortefeux, Teresa Jiménez-Becerril Barrio, Barbara Kudrycka, Jeroen Lenaers, Roberta Metsola, Alessandra Mussolini

S&D

Caterina Chinnici, Tanja Fajon, Ana Gomes, Sylvie Guillaume, Dietmar Köster, Marju Lauristin, Andrejs Mamikins, Claude Moraes, Péter Niedermüller, Soraya Post, Christine Revault d'Allonnes Bonnefoy, Elly Schlein, Birgit Sippel, Patrizia Toia, Josef Weidenholzer

Verts/ALE

Jan Philipp Albrecht, Eva Joly, Judith Sargentini, Bodil Valero

16

-

ECR

Daniel Dalton, Jussi Halla-aho, Czesław Hoc, Monica Macovei, John Procter, Helga Stevens

EFDD

Gerard Batten, Ignazio Corrao, Laura Ferrara, Raymond Finch, Kristina Winberg

ENF

Lorenzo Fontana, Harald Vilimsky, Auke Zijlstra

PPE

Kinga Gál, Tomáš Zdechovský

0

0

 

 

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

Avviso legale