Procedura : 2017/2013(INI)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : A8-0357/2017

Testi presentati :

A8-0357/2017

Discussioni :

PV 12/12/2017 - 2
CRE 12/12/2017 - 2

Votazioni :

Testi approvati :


RELAZIONE     
PDF 1940kWORD 260k
16.11.2017
PE 604.514v03-00 A8-0357/2017

sull'inchiesta in materia di riciclaggio di denaro, elusione fiscale ed evasione fiscale

(2017/2013(INI))

Commissione d'inchiesta incaricata di esaminare le denunce di infrazione e di cattiva amministrazione nell'applicazione del diritto dell'Unione in relazione al riciclaggio di denaro, all'elusione fiscale e all'evasione fiscale

Relatori: Petr Ježek, Jeppe Kofod

ERRATA/ADDENDA
CONCLUSIONI
 OVERVIEW OF ACTIVITIES DURING THE MANDATE
 I. COMMITTEE COMPOSITION
 II. COMMITTEE MEETINGS and MISSIONS
 III. ACTIVITIES OF THE COMMITTEE
 1. Programme of hearings and missions
 2. List of speakers (hearings and missions)
 3. Fact-finding missions of the PANA Committee Mission reports
 3.01. Mission to United Kingdom (9-10 February 2017)
 3.02. Mission to Malta (20 February 2017)
 3.03. Mission to Luxembourg (2-3 March 2017)
 3.04. Mission to United States (21-24 March 2017)
 3.05. Mission to Portugal (22-23 June 2017)
 3.06. Mission to Cyprus (7 July 2017)
 3.07. Mission to Switzerland (14-15 September 2017)
 4. State of play on ‘Who refused to participate in hearing/delegation and why?’
 IV. LIST OF EXTERNAL STUDIES
 INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO
 VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

CONCLUSIONI

sull'inchiesta in materia di riciclaggio di denaro, elusione fiscale ed evasione fiscale

La commissione d'inchiesta in materia di riciclaggio di denaro, elusione fiscale ed evasione fiscale,

–  visto l'articolo 226 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

–  visto l'articolo 116 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

–  vista la decisione 95/167/CE, Euratom, CECA del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione, del 19 aprile 1995, relativa alle modalità per l'esercizio del diritto d'inchiesta del Parlamento europeo(1),

–  vista la decisione del Parlamento europeo dell'8 giugno 2016 sull'istituzione, le attribuzioni, la composizione numerica e la durata del mandato di una commissione d'inchiesta incaricata di esaminare le denunce di infrazione e di cattiva amministrazione nell'applicazione del diritto dell'Unione in relazione al riciclaggio di denaro, all'elusione fiscale e all'evasione fiscale(2),

–  viste le rivelazioni del Consorzio internazionale dei giornalisti d'inchiesta (ICIJ) sul ricorso alle società offshore, note come Panama Papers,

–  vista la risoluzione sul programma d'azione di Addis Abeba adottata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 27 luglio 2015,

–  vista la direttiva 2005/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 ottobre 2005, relativa alla prevenzione dell'uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo(3),

–  vista la direttiva 2006/70/CE della Commissione, del 1° agosto 2006, recante misure di esecuzione della direttiva 2005/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda la definizione di persone politicamente esposte e i criteri tecnici per le procedure semplificate di adeguata verifica della clientela e per l'esenzione nel caso di un'attività finanziaria esercitata in modo occasionale o su scala molto limitata(4),

–  visto il piano d'azione della Commissione per intensificare la lotta al finanziamento del terrorismo, del febbraio 2016,

–  vista la direttiva (UE) 2015/849 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 maggio 2015, relativa alla prevenzione dell'uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo, che modifica il regolamento (UE) n. 648/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, e che abroga la direttiva 2005/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e la direttiva 2006/70/CE(5),

–  vista la direttiva 2013/36/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, sull'accesso all'attività degli enti creditizi e sulla vigilanza prudenziale sugli enti creditizi e sulle imprese di investimento, che modifica la direttiva 2002/87/CE e abroga le direttive 2006/48/CE e 2006/49/CE(6),

–  vista la direttiva 2011/16/UE del Consiglio, del 15 febbraio 2011, relativa alla cooperazione amministrativa nel settore fiscale e che abroga la direttiva 77/799/CEE(7),

–  vista la direttiva 2014/107/UE del Consiglio, del 9 dicembre 2014 , recante modifica della direttiva 2011/16/UE per quanto riguarda lo scambio automatico obbligatorio di informazioni nel settore fiscale(8),

–  vista la direttiva 2006/43/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 maggio 2006, relativa alle revisioni legali dei conti annuali e dei conti consolidati, che modifica le direttive 78/660/CEE e 83/349/CEE del Consiglio e abroga la direttiva 84/253/CEE del Consiglio(9),

–  visto il regolamento (UE) n. 537/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 aprile 2014, sui requisiti specifici relativi alla revisione legale dei conti di enti di interesse pubblico e che abroga la decisione 2005/909/CE della Commissione(10),

–  vista la direttiva 2014/56/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 aprile 2014, che modifica la direttiva 2006/43/CE relativa alle revisioni legali dei conti annuali e dei conti consolidati(11),

–  vista la direttiva 2012/17/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 giugno 2012, che modifica la direttiva 89/666/CEE del Consiglio e le direttive 2005/56/CE e 2009/101/CE del Parlamento europeo e del Consiglio in materia di interconnessione dei registri centrali, commerciali e delle imprese(12),

–  viste la raccomandazione della Commissione 2012/771/UE, del 6 dicembre 2012, concernente misure destinate a incoraggiare i paesi terzi ad applicare norme minime di buona governance in materia fiscale(13) e la raccomandazione della Commissione 2012/772/UE, del 6 dicembre 2012, sulla pianificazione fiscale aggressiva(14),

–  viste le sue risoluzioni del 25 novembre 2015(15) e del 6 luglio 2016(16) sulle decisioni anticipate in materia fiscale (tax ruling) e altre misure analoghe per natura o effetto,

–  vista la sua risoluzione del 16 dicembre 2015 recante raccomandazioni alla Commissione su come promuovere la trasparenza, il coordinamento e la convergenza nelle politiche sulle imposte societarie nell'Unione(17),

–  vista la piattaforma delle UIF dell'UE - Esercizio di mappatura e analisi delle lacune delle competenze delle UIF dell'UE e degli ostacoli all'ottenimento e allo scambio di informazioni (15 dicembre 2016),

–  vista la Convenzione del Consiglio d'Europa per la prevenzione del terrorismo del 16 maggio 2005 (Convenzione di Varsavia),

–  vista la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio, del 28 gennaio 2016, su una strategia esterna per un'imposizione effettiva (COM(2016)0024),

–  vista la relazione del 7 marzo 2017 della commissione per i problemi economici e monetari e della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni(18) sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva (UE) 2015/849 relativa alla prevenzione dell'uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo e che modifica la direttiva 2009/101/CE (COM(2016)0450 - C8 0265/2016-2016/0208 (COD)),

–  vista la relazione dell'OCSE dal titolo "Migliorare la cooperazione tra autorità fiscali e autorità antiriciclaggio: accesso delle amministrazioni fiscali alle informazioni detenute dalle unità di informazione finanziaria per usi penali e civili" pubblicata il 18 settembre 2015;

–  vista la relazione finale, pubblicata a febbraio 2013, del progetto "ECOLEF" sull'efficacia economica e legale delle attività di antiriciclaggio e di lotta al finanziamento del terrorismo, finanziato dalla DG Affari interni della Commissione (JLS/2009/ISEC/AG/087),

–  vista la direttiva 2013/34/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, relativa ai bilanci d'esercizio, ai bilanci consolidati e alle relative relazioni di talune tipologie di imprese, recante modifica della direttiva 2006/43/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e abrogazione delle direttive 78/660/CEE e 83/349/CEE del Consiglio (proposta relativa alla comunicazione paese per paese),

–  vista la proposta di direttiva del Consiglio, presentata dalla Commissione, recante modifica della direttiva 2011/16/UE per quanto riguarda lo scambio automatico obbligatorio di informazioni nel settore fiscale relativamente ai meccanismi transfrontalieri soggetti all'obbligo di notifica (COM/2017/0335),

–  vista la proposta di direttiva del Consiglio, presentata dalla Commissione, relativa a una base imponibile comune per l'imposta sulle società (COM(2016)0685),

–  vista la proposta di direttiva del Consiglio, presentata dalla Commissione, relativa a una base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società (CCCTB) (COM(2016)0683),

–  vista la convenzione multilaterale dell'OCSE per l'attuazione di misure relative ai trattati fiscali per impedire l'erosione della base imponibile e il trasferimento degli utili, del giugno 2017,

–  vista la pubblicazione a cura delle Nazioni Unite, del 15 gennaio 2015, dal titolo "Studio finale sui flussi finanziari illeciti, i diritti umani e l'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile", preparata dal gruppo di esperti indipendenti sugli effetti del debito estero e di altri obblighi finanziari internazionali connessi degli Stati sul pieno godimento di tutti i diritti umani, in particolare dei diritti economici, sociali e culturali,

–  vista la relazione, del 22 maggio 2014, del relatore speciale delle Nazioni Unite, Magdalena Sepúlveda Carmona, sulla povertà estrema e i diritti umani,

–  visto l'articolo 198 del suo regolamento,

A.  considerando che l'8 giugno 2016 il Parlamento ha istituito una commissione d'inchiesta incaricata di esaminare le denunce di infrazione e di cattiva amministrazione nell'applicazione del diritto dell'Unione in relazione al riciclaggio di denaro, all'elusione fiscale e all'evasione fiscale (PANA);

B.  considerando che una "infrazione" implica la presenza di una condotta illecita, ovvero un'azione o un'omissione in violazione della legge, da parte di istituzioni od organi dell'Unione o di Stati membri in sede di attuazione del diritto dell'Unione;

C.  considerando che per "cattiva amministrazione" si intende la mancanza o carenza di amministrazione che si verifica ad esempio se un'istituzione non rispetta i principi di buona amministrazione, e che esempi di cattiva amministrazione includono le irregolarità e le omissioni amministrative, l'abuso di potere, la corruzione pecuniaria attiva e passiva, le pratiche sleali, le procedure illecite, il malfunzionamento o l'incompetenza, la discriminazione, i ritardi evitabili, la mancata comunicazione di informazioni o il rifiuto di fornire informazioni, la negligenza e altre carenze che riflettono il malfunzionamento nell'applicazione del diritto dell'Unione in qualsiasi ambito disciplinato da tale diritto;

D.  considerando che il "riciclaggio di denaro" consiste nell'occultamento di denaro illecito, anche attraverso reti criminali internazionali, per dissimulare l'identità dei proventi ottenuti illecitamente in modo che sembrino provenire da fonti legittime; che tali reati sono noti come reati presupposto e che ai sensi delle raccomandazioni del 2012 del Gruppo di azione finanziaria internazionale (GAFI) e della 4a direttiva antiriciclaggio (direttiva AML), applicabile dal 26 giugno 2017, includono i reati fiscali;

E.  considerando che l'Agenda europea sulla sicurezza dell'aprile 2015 ha posto in evidenza la necessità di affrontare la questione del nesso tra il terrorismo e la criminalità organizzata, sottolineando che la criminalità organizzata alimenta il terrorismo attraverso vari canali, tra cui la fornitura di armi, il finanziamento tramite il traffico di droga e l'infiltrazione nei mercati finanziari;

F.  considerando che la presente commissione è stata istituita dopo la pubblicazione dei cosiddetti "Panama Papers"; che i Panama Papers costituiscono la più importante fuga di notizie registrata ad oggi in relazione al riciclaggio di denaro, all'elusione fiscale e all'evasione fiscale; che i 2,6 terabyte di informazioni riservate trapelate dallo studio legale e dalla società fiduciaria autorizzata Mossack Fonseca contenevano 11,5 milioni di documenti e rappresentano una quantità di dati superiore a quella complessiva di Wikileaks (2010), Offshore Leaks (2013), Luxleaks (2014) e Swissleaks (2015);

G.   considerando che la pubblicazione dei Panama Papers è stata il frutto di un'approfondita indagine giornalistica di 107 organizzazioni mediatiche di 80 paesi, riunite nell'International Consortium of Investigative Journalists – ICIJ (consorzio internazionale dei giornalisti d'inchiesta), che ha analizzato i documenti contenenti i dettagli delle operazioni di Mossack Fonseca avvalendosi di un software all'avanguardia per trattare l'enorme quantità di dati trapelata;

H.  considerando che i Panama Papers illustrano l'importanza della libertà dei mezzi di comunicazione e del giornalismo d'inchiesta, così come il ruolo degli informatori nelle democrazie funzionanti, che il Parlamento europeo sostiene quale preziosa fonte di informazione e fattore indispensabile nella promozione dell'integrità, della trasparenza e della responsabilità nelle istituzioni pubbliche e private;

I.  considerando che l'attività degli informatori in relazione agli interessi finanziari dell'Unione può essere definita come la rivelazione o la segnalazione di illeciti, compresi, tra l'altro, la corruzione, la frode, i conflitti d'interesse, l'evasione fiscale e l'elusione fiscale, il riciclaggio di denaro, l'infiltrazione della criminalità organizzata e gli atti miranti a dissimulare quanto sopra;

J.  considerando che la comunicazione, da parte degli informatori, di informazioni relative a pratiche che potrebbero minacciare o danneggiare l'interesse pubblico è effettuata sulla base della loro libertà di espressione e d'informazione, entrambe sancite dalla Carta dei diritti fondamentali dell'UE, ed è svolta con un forte senso di responsabilità e moralità civile; che gli informatori rischiano spesso la propria sicurezza personale che è tutelata dall'articolo 6 della Carta dei diritti fondamentali;

K.  considerando che è fondamentale garantire che qualsiasi tipo di ritorsione contro gli informatori sia adeguatamente punita, dal momento che, secondo l'OCSE, oltre un terzo delle organizzazioni dotate di meccanismi di segnalazione non dispongono di una politica scritta sulla protezione degli informatori dalle ritorsioni o non ne sono a conoscenza;

L.  considerando che, ad esempio, nella sua comunicazione del 5 luglio 2016 la Commissione afferma che la protezione degli informatori, sia nel settore pubblico che in quello privato, contribuisce ad affrontare la cattiva gestione e le irregolarità, compresa la corruzione transfrontaliera, sottolineando che quest'ultima priva le autorità fiscali europee di entrate fiscali legittime;

M.  considerando l'importanza di sottolineare che la maggior parte delle società e delle persone fisiche rispettano la legge; che è pertanto fondamentale segnalare le attività illegali e colmare le lacune senza creare oneri inutili per i contribuenti onesti;

N.  considerando che i dati trapelati nei Panama Papers contenevano dati riservati di 213 634 società offshore, nonché i nomi di dodici attuali ed ex capi di Stato, di circa 200 politici di tutto il mondo e di una serie di celebrità di vari settori; che Mossack Fonseca ha costituito e gestito tali società offshore tra il 1970 e il 2015 e che al momento in cui i dati sono trapelati 55 728 entità erano ancora attive; che gran parte delle entità ancora attive, circa il 90 %, era ubicata nelle Isole Vergini britanniche, a Panama o alle Seychelles;

O.  considerando che un quarto degli stock mondiali di investimenti esteri diretti (IED) è ubicato in due Stati membri, i Paesi Bassi e il Lussemburgo(19); che, in base alle statistiche disponibili, i Paesi Bassi sono lo Stato membro con il maggior numero di società fittizie nell'UE;

P.  considerando che, con una quota che si attesta approssimativamente dal 5% al 10 % del mercato relativo alla segretezza offshore e con entità costituite in 21 giurisdizioni(20), Mossack Fonseca non è il più grande studio legale operante nell'ambito della segretezza offshore, il che indica che i Panama Papers possono essere considerati soltanto la punta di un iceberg;

Q.   considerando che secondo le stime di Europol i Panana Papers riguarderebbero solo lo 0,6 % del totale dei casi di riciclaggio di denaro registrati annualmente;

R.  considerando che la commissione d'inchiesta Panama Papers (PANA) del Parlamento ha convocato riunioni, ha condotto missioni d'informazione e ha commissionato studi per effettuare ulteriori indagini al di là delle pratiche documentate nei Panama Papers(21);

S.  considerando che la frode fiscale e l'evasione fiscale costituiscono attività illecite che implicano l'evasione del debito d'imposta mentre, dall'altro lato, l'elusione fiscale rappresenta l'utilizzo improprio o discutibile del regime fiscale per ridurre o eludere i debiti d'imposta violando nel contempo spesso perlomeno lo spirito della legge asseritamente seguita(22); che la pianificazione fiscale aggressiva consiste nel trarre vantaggio dagli aspetti tecnici di un sistema fiscale o dalle asimmetrie fra due o più sistemi fiscali al fine di ridurre il debito d'imposta; che i Panama Papers hanno rivelato vari casi di ricorso a entità offshore allo scopo di eludere o evadere intenzionalmente le imposte o ai fini del riciclaggio di denaro; che in base a quanto stabilito dalla giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea(23) riguardo al principio dell'abuso di diritto in materia fiscale, i cittadini degli Stati membri non possono tentare di avvalersi abusivamente o fraudolentemente delle disposizioni del diritto dell'UE; che diversi Stati membri applicano la nozione di abuso di diritto alle questioni fiscali(24);

T.  considerando che in conseguenza della fuga di dati negli ultimi anni la consapevolezza del riciclaggio di denaro, dell'evasione fiscale, dei sistemi di frode fiscale e della corruzione è considerevolmente aumentata e tali questioni sono divenute una delle principali preoccupazioni nell'ambito politico internazionale, suscitando altresì inquietudine tra i cittadini dell'UE;

U.  considerando che un'efficace risoluzione di tali problemi implica una maggiore coerenza politica tra le politiche fiscali e altre forme di governance economica, quali le politiche commerciali e i trattati di arbitrato in materia di investimenti;

V.  considerando che i redditi non dichiarati e non tassati riducono le entrate fiscali nazionali e costituiscono una minaccia per la stabilità del sistema finanziario(25); che l'evasione e l'elusione fiscali creano concorrenza sleale che colpisce in particolare le piccole e medie imprese e le grandi imprese che non si avvalgono di strutture complesse; che il riciclaggio di denaro, l'elusione fiscale e l'evasione fiscale compromettono l'equa distribuzione dei gettiti fiscali negli Stati membri, falsando pertanto la concorrenza nel mercato interno; che la massiccia elusione fiscale da parte di individui e imprese con ampie disponibilità patrimoniali non soltanto penalizza i contribuenti ordinari, le finanze pubbliche e la spesa sociale, ma minaccia anche la buona governance, la stabilità macroeconomica, la coesione sociale e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni;

W.  considerando che l'imposta sul valore aggiunto (IVA) è una delle principali fonti di gettito degli Stati membri e, secondo i dati disponibili, la differenza globale tra le entrate IVA stimate e l'importo effettivamente riscosso, ovvero il "divario dell'IVA", ammonta a 159,5 miliardi di EUR;

X.  considerando che con il denaro perduto dalle autorità nazionali a causa della perdita di gettito fiscale associata ai Panama Papers sarebbe stato possibile sostenere 1,5 milioni di posti di lavoro in tutta Europa(26);

Y.  considerando che le autorità pubbliche sono responsabili del quadro di regolamentazione e vigilanza, così come della tassazione; che attraverso la regolamentazione, i registri delle società, il diritto tributario e la vigilanza, esse svolgono un ruolo importante per quanto concerne l'esistenza dei paradisi fiscali e dei centri finanziari offshore; che, di fatto, tali centri possono funzionare solo se i governi creano le condizioni necessarie;

Z.  considerando che le strutture offshore che offrono regimi preferenziali non potrebbero esistere senza l'intervento di facilitatori e intermediari quali banche, società di consulenza contabile, consulenti fiscali, gestori di patrimoni e avvocati, sia nei paradisi fiscali che in altre giurisdizioni;

AA.  considerando che alcuni governi e alcune giurisdizioni, anche nell'UE, si sono specializzati o impegnati nella creazione di regimi fiscali preferenziali che distorcono la concorrenza a beneficio di società multinazionali e individui con ampie disponibilità patrimoniali, che di fatto sono privi di una sostanza economica all'interno di tali giurisdizioni, ma sono semplicemente rappresentati da società di comodo;

AB.  considerando che, a differenza di quanto avvenuto nel caso di LuxLeaks, il presunto coinvolgimento di persone politicamente esposte in attività possibilmente illegali scoperte nei Panama Papers può condurre a una situazione in cui alcuni governi non sono disposti a indagare in maniera adeguata su tali casi; che in alcuni paesi non appartenenti all'UE che tollerano uno scarso grado di trasparenza e in cui esistono sospetti circa la corruzione di pubblici ufficiali, non vi è alcun interesse ad adottare misure in risposta alle informazioni scoperte nei Panama papers;

AC.  considerando che la Commissione ha citato stime secondo cui le perdite annuali di gettito dovute all'evasione fiscale e all'elusione fiscale ammontano ad almeno 1 000 miliardi di EUR nella sola UE(27); che tale aspetto incide direttamente sui bilanci nazionali e sul bilancio dell'UE;

AD.  considerando che la "perdita totale di finanziamenti allo sviluppo" nei paesi in via di sviluppo (ossia il gettito fiscale perduto e gli utili reinvestiti che vanno perduti come utili) ammonta a circa 250 miliardi di EUR all'anno;

AE.  considerando che dal 2014 non sono stati contabilizzati almeno 7 600 miliardi di dollari USA (USD) del patrimonio privato finanziario complessivo a livello mondiale di 95 500 miliardi di USD; che a livello mondiale l'8 % del patrimonio privato finanziario è detenuto offshore, con una conseguente perdita annua di gettito fiscale globale di 190 miliardi di USD; che secondo le stime 2 600 miliardi di USD del patrimonio privato finanziario in Europa è detenuto offshore, con una conseguente perdita annua di gettito fiscale di 78 miliardi di USD(28);

AF.  considerando che nel 2011 si è stimato che ogni anno circa 3 100 miliardi di USD andavano perduti a livello globale attraverso l'evasione e l'elusione fiscali ad opera di grandi imprese multinazionali(29);

AG.  considerando che l'avvocato russo Sergej Magnitskij ha portato alla luce un caso eclatante di riciclaggio di denaro a livello transnazionale collegato ai Panama Papers, che è stato oggetto di indagini sul riciclaggio di denaro negli Stati membri dell'UE e nel resto del mondo;

AH.  considerando che l'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa ha chiesto di migliorare la cooperazione internazionale nelle indagini sulla "pista del denaro" dei fondi provenienti da rimborsi fiscali fraudolenti denunciati da Sergej Magnitskij; che, per contro, i responsabili e i beneficiari del reato commesso nei confronti di Sergej Magnitskij così come del reato da lui denunciato non sono stati consegnati alla giustizia;

AI.  considerando che la dimensione internazionale del riciclaggio di denaro corrisponde, secondo le stime, al 2% – 5% del PIL mondiale; che, secondo le statistiche di Eurojust(30), i casi di riciclaggio sono in aumento e richiedono una risposta coordinata tra più giurisdizioni per combattere siffatti reati transnazionali;

AJ.  considerando che diversi Stati membri e paesi e territori d'oltremare (PTOM) dell'UE figurano tra i primi 100 paesi per livello di segretezza(31); che il Lussemburgo e la Germania figurano rispettivamente al 6° e all'8° posto;

AK.  considerando che i Panama Papers hanno documentato e reso pubblico l'uso sistematico di pratiche illegali come la retrodatazione di documenti e hanno rivelato una manifesta violazione delle misure basilari di adeguata verifica, anche nel caso dell'esternalizzazione, da parte di avvocati, gestori di patrimoni e altri intermediari interessati, come dimostrato, ad esempio, dal mantenimento di rapporti commerciali con società di cui il direttore fiduciario ha rappresentato sino a un migliaio di società "cassetta delle lettere", o è deceduto da diversi anni;

AL.  considerando che i Panama Papers rivelano inoltre un'eclatante incapacità dei governi, dei parlamenti e delle autorità nazionali ed europee di legiferare in ordine alla lotta contro il riciclaggio di denaro e ai controlli fiscali e di far rispettare tale normativa, il che agevola i reati finanziari;

AM.  considerando che gli Stati membri hanno avviato, nell'insieme, almeno 1 300 inchieste, audit e indagini sulle rivelazioni dei Panama Papers; che gli Stati membri hanno identificato oltre 3 000 contribuenti e società basati nell'UE connessi ai Panama Papers; che negli ultimi dodici mesi ciò ha già consentito alle autorità nazionali di recuperare decine di milioni di dollari o euro in tasse su fondi non dichiarati in precedenza(32);

AN.  considerando che il Consorzio internazionale dei giornalisti investigativi (ICIJ) ha incluso nella sua relazione sui Panama Papers un riferimento alle azioni al portatore, descrivendole come un modo per proteggere l'anonimato dei proprietari delle società, il che rende più difficile accertare la proprietà effettiva di tali società; che la proprietà effettiva e reale può essere trasferita dall'una all'altra parte nel completo anonimato, senza tracce né documentazione; che tramite le azioni al portatore, una persona fisica o un'entità può controllare una società e nel contempo esercitare attività economiche con fondi pubblici;

AO.  considerando che l'Unione europea è il leader mondiale nella lotta contro il riciclaggio di denaro, la frode fiscale, l'evasione fiscale e l'elusione fiscale; che essa deve rimanerlo, andando al di là delle norme e delle raccomandazioni internazionali in questo campo, al fine di innalzare il livello sul piano mondiale;

1. Evasione fiscale ed elusione fiscale

1.1. Strutture offshore

1.  osserva che esistono varie definizioni di ciò che costituisce un centro finanziario offshore (CFO), un paradiso fiscale, una giurisdizione segreta, una giurisdizione fiscale non collaborativa o un paese ad alto rischio in termini di riciclaggio di denaro; rileva che l'assenza di definizioni uniche costituisce uno dei principali fattori che impediscono l'adozione di una legislazione adeguata ed efficace per contrastare i fenomeni dell'elusione fiscale, dell'evasione fiscale e del riciclaggio;

2.  ricorda che, a seconda della definizione di centro finanziario offshore prescelta, il numero di tali centri e il volume dei finanziamenti offshore varia da 1 000 a 21 000 miliardi di USD(33);

3.  riconosce che i centri finanziari offshore presentano generalmente le seguenti caratteristiche: 1) orientamento principale sotto il profilo economico verso non residenti; 2) requisiti di vigilanza e finanziari poco rigorosi o moderati e/o comunicazione minima di informazioni; 3) esistenza di regimi a bassa fiscalità (non specificata) o a imposizione pari a zero(34); 4) sistemi finanziari con attività e passività esterne sproporzionate rispetto all'intermediazione finanziaria interna; 5) esistenza di benefici fiscali molto specifici e ristretti, o di determinate prassi amministrative che forniscono vantaggi selettivi di pianificazione fiscale;

4.  osserva che i "porti franchi" possono costituire infrastrutture di deposito offshore, consentendo il riciclaggio di denaro e il commercio non tassato di valori; sottolinea che l'OCSE ha adottato un punto di vista critico nei confronti dei porti franchi, osservando che strutture di deposito di questo tipo possono essere utilizzate per il riciclaggio di denaro in quanto eludono le norme internazionali in materia di trasparenza;

5.  si compiace che la Commissione e il gruppo "Codice di condotta" stiano elaborando un "elenco comune dell'UE di giurisdizioni fiscali non collaborative";

6.   si compiace che la Commissione abbia elaborato e stia aggiornando periodicamente l'elenco dell'UE di paesi terzi ad alto rischio con carenze strategiche nei loro regimi di AML/CFT che pongono rischi per il sistema finanziario dell'Unione;

7.  riconosce che i due elenchi di cui sopra possono sovrapporsi per quanto concerne alcuni paesi indicati, anche se hanno obiettivi diversi, criteri diversi, un diverso processo di compilazione e conseguenze diverse; ritiene tuttavia che i due elenchi debbano integrarsi a vicenda e che, insieme, potranno garantire un'elevata protezione per le basi imponibili degli Stati membri, l'integrità del sistema finanziario dell'UE e il corretto funzionamento del mercato unico;

8.  rileva che alcuni progetti gestiti dalla Banca europea per gli investimenti riguardavano Mossack Fonseca e che nel 2016 la Commissione ha bloccato 18 progetti, evitando che un miliardo di euro finisse in paradisi fiscali;

9.  rileva con preoccupazione l'elevata correlazione tra il numero di società di comodo e ruling fiscali, da un lato, e alcune giurisdizioni fiscali e Stati membri dell'UE, dall'altro;

1.2. Elenco comune dell'UE di giurisdizioni fiscali non collaborative

10.  accoglie con favore il fatto che il Consiglio miri a istituire entro la fine del 2017 un "elenco comune dell'UE di giurisdizioni fiscali non collaborative", con l'obiettivo di affrontare i rischi esterni per le basi imponibili degli Stati membri posti dai paesi terzi e dalle giurisdizioni prossime all'UE che rifiutano di conformarsi alle norme internazionali di buona governance in materia di fiscalità; osserva tuttavia che il processo di vaglio, svolto e controllato dal sottogruppo sui paesi terzi del gruppo "Codice di condotta (Tassazione delle imprese)", non è del tutto trasparente e non consente al PE di esercitare i propri poteri di controllo; sottolinea che l'elenco di cui sopra dovrebbe essere realistico e obiettivo per poter essere credibile e ripristinare la fiducia nell'azione dell'UE di lotta contro i paradisi fiscali;

11.  osserva che tale elenco(35) è inteso a fornire una metodologia comune dell'UE per la valutazione, il monitoraggio e la compilazione di un elenco di giurisdizioni fiscali di paesi terzi, che consenta agli Stati membri di individuare le giurisdizioni che svolgono un ruolo nell'ambito dell'elusione fiscale nonché dell'evasione fiscale(36); rileva che il gruppo "Codice di condotta (Tassazione delle imprese)" ha ritirato la chiara menzione dell'aliquota d'imposta sul reddito delle società pari o prossima allo zero quale criterio per definire un paradiso fiscale ed essere iscritti in un tale elenco;

12.  accoglie con favore il fatto che nel maggio 2016 il Consiglio abbia approvato la proposta di elaborare un elenco e chiesto che un elenco dell'UE fosse pronto entro la fine del 2017; si rammarica per la mancanza di trasparenza da parte del gruppo "Codice di condotta (Tassazione delle imprese)" in tale processo;

1.3. Scambio di informazioni

13.  ricorda che lo standard comune di comunicazione di informazioni dell'OCSE impone alle giurisdizioni di ottenere informazioni dai rispettivi istituti finanziari e di scambiarle automaticamente con altre giurisdizioni su base annuale; deplora che gli Stati Uniti non si siano impegnati a rispettare questo nuovo standard internazionale; osserva che lo standard comune di comunicazione di informazioni ha dei punti deboli e si compiace che l'OCSE stia lavorando per perfezionarlo e renderlo più efficace; deplora che solo meno della metà delle giurisdizioni interessate avranno messo in atto lo standard comune di comunicazione di informazioni nel 2017;

14.  ricorda che il 15 febbraio 2011 il Consiglio "Economia e finanza" (ECOFIN) ha adottato la direttiva 2011/16/UE del Consiglio relativa alla cooperazione amministrativa nel settore fiscale e che abroga la direttiva 77/799/CEE (DAC 1); ricorda che tale direttiva obbliga le amministrazioni fiscali nazionali a fornire su richiesta le informazioni riguardanti un contribuente di un altro Stato membro, anche se tali informazioni sono detenute solo da una banca o da un altro istituto finanziario; osserva che il 1º gennaio 2013 sono entrate in vigore le leggi, le regolamentazioni e le disposizioni amministrative di attuazione nazionali di tale direttiva, con l'eccezione delle disposizioni relative allo scambio automatico di informazioni per alcune categorie(37), entrate in vigore il 1º gennaio 2015;

15.  ricorda che la DAC 1 è stata estesa con successo attraverso varie rifusioni per contemplare lo scambio automatico di informazioni fiscali, lo scambio automatico di informazioni sui ruling fiscali e gli accordi preventivi sui prezzi di trasferimento, lo scambio obbligatorio di informazioni fiscali paese per paese e lo scambio di informazioni in materia di antiriciclaggio, consentendo l'accesso delle amministrazioni fiscali nazionali degli Stati membri ai registri centrali dei titolari effettivi detenuti dalle unità di informazione finanziaria;

16.  accoglie con favore la proposta della Commissione, del 21 giugno 2017, recante modifica della direttiva 2011/16/UE per quanto riguarda lo scambio automatico obbligatorio di informazioni nel settore fiscale relativamente ai meccanismi transfrontalieri soggetti all'obbligo di notifica (DAC 6);

1.4. Osservazioni

17.  osserva che le entità offshore sono spesso create come società di comodo(38), senza giustificazione o sostanza economica sottostante nel paese in cui sono stabilite;

18.  sottolinea che le principali ragioni per la creazione di entità offshore comprendono, il più delle volte, l'occultamento dell'origine del denaro e dei beni nonché dell'identità del titolare effettivo finale(39), l'elusione o l'evasione dei diritti di successione o delle imposte sul reddito o sui redditi di capitale nei paesi di residenza dei titolari effettivi finali(40), la protezione dei beni dai creditori o dagli eredi, l'evasione delle sanzioni, l'occultamento di attività criminali e del riciclaggio di denaro, o il trasferimento di beni da una persona fisica o una società ad una nuova società senza l'assunzione delle passività della prima ovvero la mancata tassazione dei beni trasferiti a un trust; osserva che numerosi documenti appartenenti ai Panama Papers hanno dimostrato che gli intermediari e Mossack Fonseca erano a conoscenza di queste motivazioni;

19.  aggiunge che, nel caso delle imprese multinazionali, le società di comodo e "cassetta delle lettere" sono utilizzate anche nell'ambito di sistemi di pianificazione fiscale aggressiva, onde agevolare i meccanismi di determinazione dei prezzi di trasferimento; ricorda la posizione del Parlamento secondo cui la pianificazione fiscale aggressiva da parte delle società multinazionali è incompatibile con la responsabilità sociale delle imprese(41);

20.  afferma che, tra gli Stati membri dell'UE, il Regno Unito ha il maggior numero di entità offshore emerse dai Panama Papers (17 973), seguito da Lussemburgo (10 877) e Cipro (6 374), nonché da Lettonia, Irlanda, Spagna, Estonia e Malta(42); osserva, ad esempio, che a un certo punto Mossack Fonseca ha creato 115 imprese in Lussemburgo in una sola settimana(43); sottolinea che dei 21 paesi maggiormente utilizzati da Mossack Fonseca per creare società di comodo o altre strutture complesse, 12 paesi, oltre allo stesso Regno Unito, sono territori britannici d'oltremare, dipendenze della corona britannica o membri del Commonwealth; 

21.  osserva con preoccupazione che le rivelazioni del "Football Leaks" e i vari singoli casi di evasione fiscale recentemente emersi nel mondo del calcio hanno dimostrato che vi sono ancora molte lacune e incoerenze nelle normative nazionali per quanto riguarda la tassazione dei ricavi derivanti dai diritti di immagine e dai trasferimenti internazionali dei calciatori; 

22.  sottolinea che, sulla base degli azionisti identificati quali persone fisiche, i cittadini dell'UE detengono circa il 9 % delle entità offshore costituite da Mossack Fonseca(44);

23.  sottolinea che, al momento in cui i dati sono trapelati, 55 728 entità erano ancora attive e circa il 90 % di queste aveva sede nelle Isole Vergini britanniche, a Panama e alle Seychelles;

24.  osserva che nelle giurisdizioni offshore e in alcuni Stati membri dell'UE i registri della società e le autorità spesso non richiedono o non condividono le informazioni necessarie per identificare i titolari effettivi, gli azionisti qualificati, i membri del consiglio di vigilanza o del consiglio di amministrazione e i direttori generali, né i dati relativi allo stato patrimoniale o al conto economico; osserva che l'identificazione dei titolari effettivi finali in alcuni paesi si basa soltanto sull'autodichiarazione delle informazioni sulla titolarità effettiva, senza che vi siano ulteriori verifiche(45);

25.  osserva che nella maggior parte delle destinazioni offshore gli obblighi fiscali e di comunicazione sono inesistenti(46); esprime preoccupazione per il fatto che molte di tali giurisdizioni includono nella propria legislazione o nelle prassi amministrative nazionali ostacoli allo scambio di informazioni con le autorità straniere competenti;

26.  rileva che attualmente nessuna delle tre giurisdizioni, ossia le Isole Vergini britanniche, Panama e le Seychelles, è segnalata dal comitato per gli affari fiscali dell'OCSE tra i "paradisi fiscali non collaborativi"; rammenta che le Isole Vergini britanniche, le Seychelles e Panama sono stati rimossi dall'elenco tra il 2000 e il 2002 dopo essersi impegnati formalmente ad attuare le norme globali dell'OCSE in materia di trasparenza e scambio di informazioni, senza che tuttavia sia stata constatata l'attuazione effettiva di tali norme e sebbene tali paesi continuino ad operare come paradisi fiscali; deplora il fatto che da luglio 2017 l'elenco dell'OCSE dei paradisi fiscali contenga un solo paese;

27.  sottolinea che alcune giurisdizioni offrono la possibilità di risiedere in più giurisdizioni grazie a doppi passaporti o a programmi di visto per investitori che consentono di ottenere un permesso di soggiorno in cambio di un investimento in tali giurisdizioni(47); sottolinea che vi sono stati casi concreti in cui vi è stato abuso di tali programmi di visto per investitori a fini di riciclaggio di denaro(48);

28.  sottolinea che ciascuna giurisdizione offshore fornisce ai privati e alle società servizi adattati al loro modello di attività; evidenzia che i prestatori di servizi offshore approfittano dei benefici fiscali e dei regimi speciali offerti da talune giurisdizioni per fornire strutture che occultano l'identità del titolare effettivo e, se necessario, possono trasferire nel giro di pochi minuti tali strutture in un'altra giurisdizione (ad esempio, qualora le autorità fiscali avviino un'indagine nella prima giurisdizione);

29.  osserva che la maggior parte delle strutture offshore emerse nell'ambito dei Panama Papers sono state create a partire da Lussemburgo, Regno Unito e Cipro e che tali paesi avrebbero dovuto sospettare che esse comportavano una riduzione della base imponibile per altri Stati membri ove risiedevano i titolari effettivi finali; sottolinea che in Lussemburgo, ad esempio, numerose società offshore sono state costituite al solo scopo di eludere la ritenuta alla fonte(49) (applicata solo alle persone fisiche e non alle società offshore) e che alcune di queste sono rimaste attive anche dopo l'entrata in vigore della DAC 1; rileva che una maggiore trasparenza riguardo all'identità dei titolari effettivi finali conseguita mediante l'introduzione di registri pubblici dissuaderebbe da condotte scorrette;

30.  osserva che, nel Regno Unito, più del 75 % dei casi di corruzione riguardanti beni indagati dalle autorità ha interessato società anonime registrate in giurisdizioni segrete; aggiunge che il 78 % delle società coinvolte era registrato in territori d'oltremare del Regno Unito o in dipendenze della Corona; rileva che il governo del Regno Unito ha la facoltà di invocare prerogative speciali che costringerebbero i territori d'oltremare britannici e le dipendenze della Corona a introdurre registri pubblici centrali di titolarità societaria e a porre fine al segreto fiscale;

31.  sottolinea che, nell'ambito dell'Unione europea, grandi società e soggetti privati facoltosi abusano di zone economiche speciali come Madera per occultare profitti senza pagare tasse; ritiene quindi che la Commissione dovrebbe riesaminare lo status dei regimi in questione se gli obiettivi iniziali non sono stati raggiunti, nonché rivedere gli orientamenti relativi agli aiuti a finalità regionale dell'UE sulla base di condizioni fiscali più severe;

32.  osserva la scarsità di capacità adeguate, incluse risorse umane qualificate, risorse finanziarie e tecnologiche, a disposizione delle autorità di regolamentazione e di vigilanza e delle autorità e degli organismi degli Stati membri dell'UE preposti all'applicazione della normativa fiscale pertinente; osserva, ad esempio, che solo l'Autorità bancaria europea (ABE) assegna risorse per garantire il coordinamento AML con altre autorità finanziarie dell'UE, ma che solo 0,8 persone sono incaricate della questione; si rammarica della mancanza di una definizione europea comune di evasione fiscale e di elusione fiscale, in quanto consentirebbe di agevolare la cooperazione tra Stati membri; evidenzia che la cooperazione amministrativa e l'assistenza giudiziaria in materia penale fra due o più Stati membri relativamente all'evasione fiscale, alla frode fiscale e al riciclaggio di denaro sono ostacolate da legislazioni nazionali non uniformi; deplora che in alcuni Stati membri, ad esempio in Lussemburgo, la semplice evasione fiscale non fosse o non sia tuttora considerata un reato aggravato e che questo impedisca la cooperazione amministrativa e l'assistenza giudiziaria transfrontaliera in materia penale; deplora che in alcuni Stati membri, anche in questo caso in Lussemburgo, il momento della commissione del reato fosse o sia ancora considerato come il punto di partenza per il calcolo del termine di prescrizione, il che impedisce potenzialmente la cooperazione amministrativa e l'assistenza giudiziaria transfrontaliera in materia penale; si compiace che alcuni Stati membri, ad esempio il Lussemburgo, abbiano già modificato, o prevedano di modificare, la loro legislazione nazionale per rimuovere gli ostacoli alla cooperazione amministrativa e all'assistenza giudiziaria transfrontaliera in materia penale;

33.  osserva che la Commissione ha avviato nei confronti degli Stati membri 18 procedure di infrazione riguardanti il mancato recepimento della DAC1(50), 13 procedure riguardanti l'attuazione della DAC 2(51) e otto procedure riguardanti l'attuazione della DAC 3; ricorda che la direttiva sulla cooperazione amministrativa in materia di comunicazione paese per paese tra amministrazioni fiscali avrebbe dovuto essere recepita dagli Stati membri nel diritto nazionale entro il 4 giugno 2017; osserva che le procedure riguardanti 11 Stati membri (Bulgaria, Cipro, Croazia, Estonia, Grecia, Ungheria, Malta, Polonia, Portogallo, Repubblica ceca e Slovacchia) sono ancora pendenti(52);

34.  evidenzia che tale carenza di risorse nell'ambito delle amministrazioni fiscali compromette la capacità di rispettare effettivamente lo scambio spontaneo di informazioni previsto dalla DAC e che questo è un problema sistemico nell'UE;

35.  conclude che le disposizioni della DAC relative allo scambio spontaneo di informazioni, in particolare gli articoli 1 e 2 e l'articolo 8, paragrafo 1, non sono state attuate, il che configura casi di cattiva amministrazione per negligenza o omissione; sottolinea che gli Stati membri avevano motivi per presumere che le strutture offshore avessero determinato una perdita di gettito fiscale in altri Stati membri, ma non hanno segnalato tale informazione di natura fiscale agli altri Stati membri in questione; evidenzia che già nel 2012 il gruppo "Codice di condotta sulla tassazione delle imprese" del Consiglio riconosceva la mancanza di uno scambio di informazioni su base spontanea riguardo ai ruling(53); conclude che la Commissione non ha attuato le disposizioni della DAC in modo efficace;

2. Riciclaggio di denaro

2.1. Normativa antiriciclaggio  

36.  rammenta che il GAFI ha fissato le norme globali in materia di antiriciclaggio e contrasto del finanziamento del terrorismo (AML/CFT) e che tutti i suoi membri, compresi i principali centri finanziari offshore menzionati nei Panama Papers (Isole Vergini britanniche, Panama e Seychelles), si sono impegnati ad attuare tali norme;

37.  osserva che la Convenzione di Varsavia del Consiglio d'Europa rappresenta la convenzione internazionale più completa sul riciclaggio di denaro e che essa chiede alle parti di adottare misure legislative intese a facilitare la prevenzione, le indagini e l'azione penale in materia di riciclaggio di denaro così come il congelamento effettivo e la confisca dei proventi e degli strumenti di reato; si rammarica che sinora la Convenzione di Varsavia sia stata ratificata solo da 18 Stati membri(54);

38.  riconosce che il quadro dell'UE in vigore in materia di antiriciclaggio è rappresentato dalla direttiva (UE) 2015/849 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 maggio 2015, relativa alla prevenzione dell'uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo (direttiva AML IV), che individua i rischi di riciclaggio a tre livelli: sovranazionale, degli Stati membri e dei soggetti obbligati nel quadro delle loro misure di adeguata verifica della clientela; deplora tuttavia la mancanza di una maggiore armonizzazione degli approcci degli Stati membri nella lotta alla criminalità finanziaria(55);

39.  sottolinea che la direttiva AML III prevede quattro disposizioni principali, ossia l'adeguata verifica della clientela, gli obblighi di segnalazione, gli obblighi di conservazione dei documenti e l'esecuzione; rammenta che la data di attuazione della direttiva AML III era il 15 dicembre 2007;

40.  osserva che la direttiva AML IV migliora il campo di applicazione delle misure rafforzate di adeguata verifica della clientela per le attività intraprese con paesi ad alto rischio, nonché le definizioni e gli obblighi concernenti le persone politicamente esposte e i titolari effettivi finali, abbassa la soglia per i pagamenti in contanti da 15 000 a 10 000 EUR e amplia il campo di applicazione dei soggetti obbligati in modo che includa tutto il settore del gioco d'azzardo, e non soltanto le case da gioco; rammenta che un criterio per l'identificazione dei titolari effettivi di società è una percentuale di azioni pari al 25 % più una quota o altra partecipazione superiore al 25 %; ricorda che la direttiva AML IV è entrata in vigore il 26 giugno 2017, ma che solo sei Stati membri ne hanno notificato in tempo utile alla Commissione la piena attuazione nella legislazione nazionale(56); esorta gli altri Stati membri ad attuare senza indugi la direttiva AML IV;

2.2. Un elenco dell'UE di paesi terzi ad alto rischio per contrastare il riciclaggio di denaro

41.  rammenta che il 14 luglio 2016 la Commissione ha adottato il regolamento delegato (UE) 2016/1675 che integra la direttiva (UE) 2015/849 del Parlamento europeo e del Consiglio individuando undici paesi terzi ad alto rischio con carenze strategiche nei loro sistemi di AML/CFT: Afghanistan, Bosnia-Erzegovina, Guyana, Iraq, Repubblica democratica popolare del Laos, Siria, Uganda, Vanuatu, Yemen, Iran e Repubblica popolare democratica di Corea;

42.  segnala il fatto che l'elenco replica quello redatto dal GAFI e non include nessuno dei paesi citati nei Panama Papers;

43.  rammenta che la Commissione ha proposto di modificare l'elenco rimuovendo la Guyana e aggiungendo l'Etiopia; ribadisce le obiezioni del Parlamento agli atti delegati in questione, del 19 gennaio e del 17 maggio 2017;

44.  osserva che dal 2007 il GAFI ha esaminato oltre 80 paesi dal punto di vista della conformità e delle carenze e 61 paesi sono stati inseriti nell'elenco pubblico quali paesi con carenze strategiche nei loro regimi AML/CFT; richiama l'attenzione sul fatto che, secondo il GAFI, da allora 51 paesi hanno realizzato le riforme necessarie per affrontare tali carenze, ad esempio ponendo in essere quadri giuridici e normativi e riforme e impegnandosi a difendere le norme fiscali internazionali quali le norme comuni di informativa dell'OCSE, e sono stati rimossi dall'elenco; evidenzia che la rimozione dall'elenco pubblico non dovrebbe avvenire semplicemente in seguito all'impegno di compiere riforme, ma piuttosto dopo un'accurata valutazione da parte del GAFI che accerti l'esistenza di cambiamenti concreti;

45.  si rammarica che il processo di valutazione del GAFI e la revisione inter pares siano sfociati in un elenco che non è utile per affrontare il riciclaggio di denaro;

2.3. Unità di informazione finanziaria (FIU)

46.  ricorda che in virtù della direttiva AML III ogni Stato membro è tenuto a istituire un'unità di informazione finanziaria (Financial Intelligence Unit – FIU) affinché i diversi servizi di intelligence degli Stati membri possano condividere le informazioni e per contrastare il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo, che ciascuna FIU nazionale deve disporre di risorse adeguate allo svolgimento dei suoi compiti e che le FIU devono essere attrezzate in maniera tale da garantire un accesso effettivo e tempestivo alle informazioni finanziarie, amministrative e relative all'applicazione della legge di cui necessitano per svolgere le proprie funzioni in maniera adeguata, compresa l'interoperabilità delle banche dati delle autorità pertinenti;

47.  rammenta che le istituzioni e le persone fisiche e giuridiche che rientrano nel campo di applicazione della direttiva(57) sono tenute a informare le FIU qualora sospettino che siano in corso, siano stati commessi o si sia tentato di commettere reati di riciclaggio o finanziamento del terrorismo, nonché a compilare segnalazioni di operazioni sospette e a fornire tutte le informazioni pertinenti su richiesta;

48.  osserva che manca una definizione uniforme di operazione sospetta e che la definizione esistente è da ritenersi inadeguata in alcuni casi;

49.  sottolinea che gli Stati membri devono esigere che gli enti creditizi e gli istituti finanziari adottino sistemi che consentano loro di rispondere in modo rapido e completo alle richieste di informazioni delle FIU, in conformità della rispettiva legislazione nazionale;

50.  prende atto e si compiace dell'istituzione della rete di cooperazione "FIU.net" nel quadro di Europol; rammenta che il gruppo Egmont, organismo internazionale per la cooperazione tra le FIU, riunisce 154 FIU a livello mondiale; si rammarica del fatto che numerose FIU in Europa non sono tuttora autorizzate dal quadro giuridico nazionale a scambiare dati direttamente con gli organismi stranieri preposti all'applicazione della legge; si rammarica altresì del fatto che Europol non dispone dei poteri investigativi necessari per perseguire l'evasione fiscale e il riciclaggio di denaro;

2.4. Osservazioni

51.  osserva che un certo numero di intermediari, quali la Berenberg Bank in Germania o la Pilatus Bank a Malta, non ha applicato adeguatamente le misure rafforzate obbligatorie di adeguata verifica della clientela, al momento dell'avvio del rapporto di affari con i clienti o nel corso di tale rapporto, anche laddove esisteva un sospetto di riciclaggio; rileva pertanto che i soggetti obbligati non hanno segnalato o hanno segnalato in misura insufficiente alle FIU competenti i casi sospetti di riciclaggio di denaro(58);

52.  rileva che in molti casi non sono state effettuate indagini, o sono state effettuate in misura insufficiente, per identificare i titolari effettivi finali delle entità offshore; evidenzia che ciò ha impedito di definire l'assetto proprietario e di controllo dell'entità e/o di ottenere informazioni sulla finalità e la natura prevista del rapporto d'affari; sottolinea che da alcuni documenti pubblici contenuti nei Panama Papers risulta che Mossack Fonseca era al corrente del fatto che alcuni dei suoi clienti o affiliati non procedevano sempre in modo adeguato all'adeguata verifica della clientela(59); evidenzia che Mossack Fonseca ha ammesso che, in alcuni casi, non sapeva chi fossero i titolari effettivi delle entità registrate(60);

53.  condanna il fatto che, per venire incontro agli usi speciali dei suoi clienti, Mossack Fonseca faceva pagare più cari i suoi servizi senza procedere ai controlli di adeguata verifica, pur essendo pienamente consapevole del fatto che questi servizi comportavano un rischio più elevato di riciclaggio di denaro(61);

54.  sottolinea che, di conseguenza, le FIU nazionali o le altre autorità competenti non dispongono di una documentazione sufficiente per condurre le opportune indagini e analisi in conformità del diritto nazionale;

55.  osserva che diversi paesi, tra cui alcuni Stati membri, hanno recentemente elaborato programmi di cittadinanza per i residenti di paesi terzi (i cosiddetti "visti d'oro" o "programmi per gli investitori") con cui offrono la cittadinanza in cambio di investimenti finanziari nel paese senza procedere a un'adeguata verifica della clientela o dell'origine dei fondi, indebolendo così i controlli antiriciclaggio; evidenzia che la doppia nazionalità derivante da tali programmi può altresì compromettere gli obiettivi dello scambio automatico di informazioni in materia fiscale;

56.  osserva che la mancanza di documenti e inchieste concerne altresì determinati contratti di assicurazione vita stipulati da compagnie di assicurazione e offerti ai clienti attraverso intermediari assicurativi o altri soggetti identificati quali enti finanziari ai sensi della direttiva AML III;

57.  ricorda la richiesta formulata da alcune FIU di avere un maggiore accesso alle informazioni attraverso una cooperazione più intensa con le loro controparti, nonché accesso a più fonti di informazione quali dati centralizzati relativi ai conti bancari o registri di beni immobili o prodotti assicurativi vita(62);

58.  rileva che in alcuni casi le amministrazioni fiscali o di altro tipo o gli organi di vigilanza hanno constatato l'esistenza di strutture offshore ma non l'hanno segnalata alla FIU(63);

59.  osserva che tra i principali aspetti problematici delle indagini sul riciclaggio nell'UE rientrano la lentezza e l'inefficienza del meccanismo come pure gli ostacoli giuridici e tecnici tuttora esistenti che impediscono e/o ritardano in misura significativa la cooperazione tra FIU dell'UE; osserva che le FIU degli Stati membri dell'UE presentano strutture, dimensioni e competenze diverse e spesso mancano di risorse, e che tali differenze incidono sul modo in cui le FIU degli Stati membri raccolgono, analizzano e diffondono le informazioni e, in ultima istanza, si ripercuotono sullo scambio di informazioni tra una FIU e l'altra; sottolinea che a motivo di ciò le risposte delle FIU degli Stati membri risultano frammentate, asimmetriche e non comparabili(64);

60.  rammenta l'importanza di disporre di FIU indipendenti e autonome che ricevono segnalazioni di operazioni sospette direttamente ed esclusivamente, cosa che non si verifica in tutti gli Stati membri;

61.  si rammarica che la Commissione non sia in grado di condurre una propria valutazione adeguata dei paesi terzi ad alto rischio di riciclaggio in quanto non dispone di sufficiente personale qualificato per adempiere a tale obbligo previsto dalla direttiva AML;

62.  mette in luce in particolare l'aumento delle segnalazioni di operazioni sospette indotto dalla nuova normativa e il fatto che, a causa della mancanza di risorse, le FIU possono affrontare il problema solo parzialmente(65); rileva che il Regno Unito e i Paesi Bassi rappresentano da soli il 67 % di tutte le segnalazioni di operazioni sospette presentate nell'Unione; constata che in alcuni paesi il livello di segnalazioni di operazioni sospette non appare proporzionato alle attività dei settori regolamentati(66); osserva che le segnalazioni basate su soglie che alcune FIU ricevono possono ampliare il loro accesso alle informazioni(67);

63.  plaude al lavoro svolto da "FIU.net" nell'ambito di Europol, ma si rammarica che l'attuale piattaforma "FIU.net" manchi di efficienza a causa dei livelli eterogenei di utilizzo da parte degli Stati membri e della carenza di risorse e competenze a livello dell'UE;

64.  osserva che, secondo Europol, le criptovalute rappresentano una minaccia in termini di riciclaggio di denaro e che, per tale motivo, le strategie antiriciclaggio dovrebbero concentrarsi anche sulle nuove tecniche di riciclaggio(68);

65.  osserva che Europol ha confrontato con i Panama Papers la sua banca dati di individui e società sospettati di coinvolgimento criminale, individuando 3 469 probabili corrispondenze; rileva che 1 722 corrispondenze sono legate al riciclaggio di denaro e 116 al terrorismo; constata che la maggior parte di questi casi sono stati individuati nel Regno Unito, molto probabilmente a motivo delle dimensioni del suo settore finanziario; osserva che le banche sotto il controllo dello Stato islamico hanno accesso a SWIFT e possono così inviare fondi nell'UE e attraverso di essa; osserva altresì che le banche hanno confermato ai membri della commissione d'inchiesta di aver presentato numerose segnalazioni di operazioni sospette connesse al finanziamento del terrorismo; rileva che né la Commissione né il Consiglio né le banche né le FIU potrebbero rilasciare informazioni sul numero dei conti bancari che sono stati congelati negli Stati membri dell'UE a causa del finanziamento del terrorismo;

66.  osserva che i ritardi nelle risposte alle richieste incidono sulla cooperazione delle FIU e che tali risposte sono spesso di scarsa qualità e poco dettagliate, il che ostacola la cooperazione internazionale da parte delle stesse FIU; si rammarica del fatto che talune FIU limitano l'impiego delle informazioni trasmesse, anche vietandone l'uso a fini di procedimenti giudiziari o accertamenti fiscali; rileva che le richieste di cooperazione di alcune FIU europee con controparti non europee si sono scontrate con ostacoli giuridici o amministrativi nelle giurisdizioni di paesi terzi;

67.  si rammarica del fatto che non tutte le FIU dell'UE dispongono della facoltà di presentare richieste di informazioni ai soggetti obbligati e che in molti casi tali richieste sono subordinate al previo ricevimento di segnalazioni di operazioni sospette; rileva che alcune FIU non possono pertanto richiedere informazioni ai soggetti segnalanti per conto di FIU straniere se non dispongono, nelle loro banche dati, di segnalazioni pertinenti di operazioni sospette;

68.  osserva, in alcuni Stati membri, l'assenza di orientamenti chiari in merito alla cooperazione reciproca tra FIU e autorità fiscali nazionali al fine di garantire l'adempimento degli obblighi fiscali;

69.  si compiace del fatto che i reati fiscali siano recentemente stati riconosciuti quali reati presupposto del riciclaggio di denaro, nel quadro della direttiva AML IV, il cui termine di recepimento era il 26 giugno 2017; segnala che la direttiva indica chiaramente che le differenze fra le definizioni dei reati fiscali contemplate nelle diverse legislazioni nazionali non ostacoleranno lo scambio di informazioni tra le FIU; si rammarica della mancanza di una definizione europea comune di reato fiscale(69), che ha sinora ostacolato le indagini e l'esercizio dell'azione penale in relazione a casi connessi a reati tributari nell'Unione, e del fatto che numerosi paesi europei considerano reati fiscali solo le infrazioni molto gravi in materia tributaria; osserva che la cooperazione internazionale tra le FIU può comunque essere rifiutata sulla base delle importanti divergenze esistenti tra gli Stati membri a livello di definizione e persecuzione penale dei reati presupposto del riciclaggio; prende atto dei negoziati in corso su una proposta di direttiva sulla lotta al riciclaggio di denaro mediante il diritto penale volta a stabilire norme minime relative alla definizione dei reati e delle sanzioni nell'ambito del riciclaggio di denaro;

70.  rileva che la direttiva AML IV prevede l'obbligo di istituire registri centrali dei titolari effettivi finali; si rammarica del fatto che ad oggi non tutti gli Stati membri hanno rispettato tale obbligo e non tutte le FIU possono accedere alle informazioni sui titolari effettivi finali; osserva che rendere detti registi centrali accessibili al pubblico faciliterebbe l'identificazione dei titolari effettivi finali e/o l'individuazione delle anomalie e delle presunte irregolarità da parte dei pertinenti soggetti interessati, compresi le autorità competenti, i soggetti obbligati e i cittadini, e migliorerebbe la responsabilità;

71.  sottolinea che la piattaforma delle FIU dell'UE ha individuato diverse carenze nell'ambito del suo esercizio di mappatura e analisi delle lacune delle FIU; segnala che ciò è dovuto all'inadeguata o mancata attuazione delle disposizioni della direttiva AML III, in particolare quelle riguardanti l'accesso alle informazioni sui conti bancari, nonché alle notevoli discrepanze tra gli approcci nazionali;

72.   valuta positivamente il fatto che, al maggio 2016, 16 Stati membri avevano messo in atto meccanismi automatici per identificare i titolari di conti bancari e conti di pagamento o erano in procinto di farlo(70); rileva, inoltre, che la relazione ha evidenziato la mancanza di un'adeguata capacità delle FIU di ottenere informazioni dai soggetti obbligati e di svolgere un'analisi congiunta dei casi transfrontalieri allo scopo di individuare le minacce, i rischi e le tendenze nell'ambito del riciclaggio di denaro e del finanziamento del terrorismo(71);

73.  sottolinea che dall'esercizio di mappatura realizzato dalla piattaforma delle FIU dell'UE è inoltre emerso che vi è una mancanza di norme europee sufficientemente dettagliate e armonizzate in materia di lotta contro il riciclaggio di denaro;

74.  evidenzia che alcune istituzioni degli Stati membri incaricate di attuare e far rispettare le norme in materia di riciclaggio di denaro, elusione fiscale ed evasione fiscale sembrano non essere del tutto indipendenti dalle influenze politiche; rileva che il potere discrezionale di cui dispone la polizia di alcuni Stati membri di effettuare o meno indagini su informazioni ricevute dalle FIU e confermate dalle stesse può configurarsi come cattiva amministrazione in caso di mancato intervento; osserva che la FIU maltese ha elaborato una relazione su casi sospetti di riciclaggio di denaro che coinvolgono persone politicamente esposte del paese, cui sinora non è stato dato seguito con alcuna indagine della polizia; esprime preoccupazione per le accuse di possibile inadempienza delle autorità competenti alle disposizioni in materia di antiriciclaggio di cui alla direttiva sui requisiti patrimoniali IV, in particolare i requisiti in materia di partecipazioni qualificate e i requisiti di competenza ed onorabilità degli organi di gestione al momento del rilascio di una licenza bancaria(72);

75.  osserva che tra le persone politicamente esposte citate nei Panama Papers vi è almeno un ministro di uno Stato membro (Malta); osserva che nella maggior parte degli Stati membri che la commissione ha visitato nell'ambito di una missione di informazione(73) sono state avviate inchieste dopo le rivelazioni dei Panama Papers; si rammarica tuttavia del fatto che in alcuni paesi, tra cui Malta, non è stata svolta alcuna indagine di polizia nonostante le prove fornite dalle FIU circa i gravi rischi di riciclaggio di denaro; deplora che l'assenza di indagini abbia precluso la possibilità di individuare e, se del caso, sanzionare gli intermediari di Malta che potrebbero non aver rispettato i propri obblighi, tra cui l'adeguata verifica della clientela; richiama l'attenzione sul settore del gioco d'azzardo online e sulle procedure per la concessione delle relative licenze in vigore a Malta, che potrebbero non essere conformi con la legislazione, in quanto il gioco d'azzardo online è un settore ad alto rischio a causa degli enormi volumi di operazioni/flussi finanziari e del contesto a distanza (non faccia a faccia), come riportato nella sua valutazione sovranazionale del rischio(74); condanna il fatto che la Commissione non abbia condotto ulteriori indagini sulla possibile inadempienza di Malta rispetto alla direttiva AML, nonostante tale situazione sia stata sottoposta alla sua attenzione; 

76.  esprime preoccupazione per la scarsa conformità di alcuni Stati membri dell'UE alle norme internazionali in materia di AML/CFT, come risulta dalle revisioni tra pari del GAFI o del Moneyval; evidenzia che a 22 Stati membri sono state inviate lettere di costituzione in mora per la mancata attuazione della direttiva AML III e che sei Stati membri (Belgio, Francia, Spagna, Irlanda, Polonia e Svezia) sono stati deferiti alla Corte di giustizia dell'Unione europea a ottobre 2008; osserva che il procedimento nei confronti della Polonia è stato ritirato ma che altri cinque Stati membri sono stati oggetto di sanzioni per la mancata attuazione della direttiva nei tempi previsti; sottolinea tuttavia che tale situazione induce a chiedersi se le procedure di infrazione siano sufficienti per verificare la qualità dell'attuazione degli Stati membri;

77.  ribadisce, in linea con le raccomandazioni della sua risoluzione del 25 novembre 2015 sulle decisioni anticipate in materia fiscale (tax ruling) e altre misure analoghe per natura o effetto(75) (2015/2066(INI)), il suo sostegno al ruolo fondamentale della Commissione quale autorità garante della concorrenza competente nelle indagini in corso sugli aiuti di Stato riguardanti ruling in materia fiscale concessi da Stati membri a società multinazionali e deplora la decisione del governo irlandese di impugnare dinanzi alla Corte di giustizia dell'Unione europea la decisione della Commissione che obbliga l'Irlanda a recuperare 13 miliardi di EUR di imposte non versate da Apple, Inc.;

78.  conclude che, non avendo risposto adeguatamente alle carenze in questione, gli Stati membri non hanno efficacemente applicato la direttiva AML III; esprime seria preoccupazione per il fatto che, non permettendo alle FIU di cooperare come previsto dalla direttiva AML III, gli Stati membri hanno violato l'articolo 4 del TFUE in materia di leale cooperazione(76); segnala inoltre una potenziale mancata applicazione di tali disposizioni da parte della Commissione, non avendo essa avviato le procedure d'infrazione;

79.  osserva che alcuni Stati membri hanno fatto spesso ricorso a pratiche di condono fiscale per la regolarizzazione di beni non dichiarati detenuti all'estero, il che ha consentito di nascondere eventuali beni acquisiti illecitamente e ha impedito lo svolgimento di adeguate indagini in merito al riciclaggio di denaro nelle loro giurisdizioni;

80.  si rammarica che la Commissione, per carenza di personale, non abbia vigilato adeguatamente sull'attuazione della direttiva AML negli Stati membri; osserva altresì che la Commissione ha omesso di svolgere una valutazione indipendente dell'elenco dell'UE dei paesi terzi ad alto rischio di riciclaggio;

81.  si rammarica del fatto che, tra il 2011 e il 2014, le autorità europee e nazionali in materia di vigilanza bancaria e le autorità fiscali nazionali non abbiano prestato attenzione ai trasferimenti di capitali dal Portogallo all'estero, giacché almeno 10 miliardi di EUR sono stati trasferiti, per lo più verso Panama, senza essere soggetti a imposte e controlli antiriciclaggio, di cui 8 miliardi di euro sono stati ordinati da società collegate al gruppo Espírito Santo, prima del crollo della banca Espírito Santo, ma in un momento in cui le autorità di regolamentazione stavano già esaminando la banca e il gruppo; osserva che il gruppo Espírito Santo ha corrotto l'ex primo ministro José Sócrates, secondo i recenti capi di imputazione presentati dal pubblico ministero che ha avviato i procedimenti;

3 Intermediari(77)

3.1. Quadro giuridico

82.  rammenta che, in base alla direttiva AML IV, l'attuale definizione dei soggetti obbligati comprende gli enti creditizi, gli istituti finanziari, i revisori dei conti, i contabili e i consulenti tributari, i notai, i prestatori di servizi relativi a trust o società, gli agenti immobiliari, i prestatori di servizi di gioco d'azzardo e altri liberi professionisti legali; ricorda che, in base alla direttiva AML IV, gli Stati membri sono tenuti ad assicurare che le loro autorità competenti preposte alla vigilanza abbiano le risorse finanziarie, umane e tecniche adeguate per l'assolvimento delle loro funzioni (articolo 37 della direttiva AML III e articolo 48 della direttiva AML IV) e osserva che le carenze relative alle risorse sono state rilevate attraverso le relazioni di valutazione reciproca del GAFI e del Moneyval;

83.  rammenta che i soggetti obbligati sono tenuti a realizzare l'adeguata verifica della clientela e a segnalare i casi sospetti di riciclaggio a norma della direttiva AML; osserva che, per quanto riguarda i professionisti legali, ciò si applica soltanto nel caso in cui non valga il segreto professionale;

84.  rammenta che è necessario applicare misure rafforzate di adeguata verifica, in particolare quando i clienti sono persone politicamente esposte e altri clienti ad alto rischio, allo scopo di stabilire l'origine del patrimonio e dei fondi; rammenta che gli enti creditizi e gli istituti finanziari sono tenuti ad essere muniti di sistemi che consentano loro di rispondere in modo rapido e completo alle richieste di informazioni delle FIU, in conformità della rispettiva legislazione nazionale;

85.  osserva che gli Stati membri hanno istituito un'ampia varietà di organi di vigilanza per controllare diversi tipi di soggetti aventi l'obbligo di segnalazione conformemente alle disposizioni della direttiva AML e che pertanto i consulenti e gli intermediari sono regolamentati e sorvegliati da organismi pubblici o da organi professionali di autoregolamentazione;

86.  ricorda che in alcuni casi organismi professionali di autoregolamentazione hanno agito nei casi di malversazioni da parte di intermediari solamente dopo le rivelazioni dei Panama Papers, dando prova di meccanismi di regolamentazione e di sanzione inadeguati o inefficaci;

87.  sottolinea che in molti Stati membri l'evasione fiscale, favorita da tali facilitatori, non è un reato presupposto del riciclaggio, dal momento che secondo il codice penale essa non rientra nella categoria dei reati gravi, e che in alcuni Stati membri l'evasione fiscale costituisce un reato minore e sarebbe quindi considerato soltanto un illecito amministrativo; osserva che la direttiva AML IV, il cui termine di recepimento era il 26 giugno 2017, mira all'armonizzazione di tale questione;

88.  prende atto che il Consiglio ha invitato la Commissione "a prendere in considerazione iniziative legislative in materia di norme sulla comunicazione obbligatoria di informazioni, sulla base dell'azione 12 del progetto dell'OCSE sul BEPS, al fine di introdurre disincentivi più efficaci per gli intermediari che intervengono nell'ambito di schemi di evasione o elusione fiscale";

89.  accoglie con favore la proposta della Commissione del 21 giugno 2017 per quanto riguarda lo scambio automatico obbligatorio di informazioni nel settore fiscale relativamente ai meccanismi transfrontalieri soggetti all'obbligo di notifica; prende atto del fatto che, tra gli elementi distintivi relativi alle operazioni transfrontaliere, la proposta ha incluso i regimi in cui il destinatario è residente ai fini fiscali in una giurisdizione che non prevede alcuna imposta sul reddito delle società o prevede un'aliquota dell'imposta sul reddito delle società pari a zero o inferiore alla metà dell'aliquota media dell'imposta sul reddito delle società nell'Unione;

90.  si rammarica che la proposta preveda soltanto un obbligo di informazione e non un divieto immediato a carico del sistema comunicato nel caso in cui tale sistema venga esaminato e ritenuto un utilizzo improprio di un sistema fiscale;

91.  rammenta che, a norma della direttiva 2013/36/UE sull'accesso all'attività degli enti creditizi e sulla vigilanza prudenziale sugli enti creditizi e sulle imprese di investimento (CRD IV), gli Stati membri sono tenuti a garantire l'applicazione delle sanzioni amministrative per gli enti finanziari che siano stati dichiarati responsabili di una grave violazione delle disposizioni nazionali adottate conformemente alla direttiva AML III; ricorda che la direttiva sui requisiti patrimoniali IV prevede che le autorità competenti neghino l'autorizzazione ad iniziare l'attività di ente creditizio se, tenendo conto della necessità di garantire una gestione sana e prudente di un ente creditizio, esse non sono soddisfatte dell'idoneità degli azionisti o soci, ad esempio se vi sono motivi ragionevoli di supporre che siano stati commessi o tentati atti di riciclaggio di denaro o di finanziamento al terrorismo o che tali atti siano in corso o che l'acquisizione proposta possa aumentare il rischio che tali atti si verifichino;

92.  rammenta che il Parlamento europeo, attraverso la votazione sulle relazioni delle commissioni speciali TAXE e TAX2, ha votato a favore di una rigorosa regolamentazione dell'attività dei consulenti, al fine di vietare qualsiasi conflitto di interesse, separando le attività di consulenza per le amministrazioni fiscali e i clienti privati;

93.  rammenta che la direttiva relativa alle revisioni legali dei conti annuali e dei conti consolidati del 2006 avrebbe dovuto essere attuata entro il 29 giugno 2008;

94.  osserva che la direttiva modificata relativa alle revisioni legali dei conti annuali e dei conti consolidati del 2014 e il regolamento sui requisiti specifici relativi alla revisione legale dei conti degli enti di interesse pubblico avrebbero dovuto essere attuati entro il 17 giugno 2016, ad eccezione dell'articolo 16, paragrafo 6, di tale regolamento, che avrebbe dovuto essere attuato entro il 17 giugno 2017; rileva che i Panama Papers hanno messo in luce la necessità di una revisione della direttiva 2014/56/UE;

3.2. Osservazioni

95.  osserva che nei Panama Papers figurano in totale 14 000 intermediari, di cui circa 2 700 (19 %) sono ubicati nell'UE(78);

96.  rileva che gli intermediari dell'UE citati nei Panama Papers sono responsabili della creazione di circa il 20 % (o 39 700) di tutte le entità costituite da Mossack Fonseca;

97.  osserva che studi legali, contabili, trust e società fiduciarie e banche sono le principali tipologie di intermediari, ma anche molti altri professionisti autoregolamentati e non regolamentati possono fornire servizi fiscali e finanziari, quali la costituzione di imprese offshore e la pianificazione fiscale;

98.  rileva che, in particolare, le banche, i gestori patrimoniali, i revisori contabili e i consulenti fiscali e legali non sono ancora sufficientemente definiti e regolamentati nel diritto dell'UE e nel diritto nazionale degli Stati membri e dei paesi terzi; ritiene che il carattere multinazionale dei loro servizi comporti particolari difficoltà quando si tratta di monitorare e sanzionare in modo corretto e adeguato le loro attività;

99.  segnala che il fatto che gli intermediari siano sottoposti a vigilanza o autoregolamentati dipende dalla giurisdizione e dalla tipologia di intermediario o consulente; osserva che molte di queste strutture sono ubicate al di fuori della giurisdizione dei soggetti obbligati e che, pertanto, numerosi casi non sono contemplati dagli obblighi normativi; nota che la maggior parte degli intermediari dell'UE ha sede nel Regno Unito, in Lussemburgo e a Cipro(79), i quali figurano tra i dieci paesi con gli intermediari più attivi elencati nei Panama Papers(80), come pure in altri paesi appartenenti allo Spazio economico europeo (ad es. il Liechtenstein) e all'Associazione europea di libero scambio (ad es. la Svizzera);

100.  osserva che i trust e le società fiduciarie, come pure i prestatori di servizi relativi a società, costituiscono il gruppo più importante ad aver richiesto la creazione di entità offshore da parte di Mossack Fonseca, seguiti da contabili, consulenti fiscali, avvocati e consulenti, responsabili di circa un terzo delle entità offshore istituite(81); ricorda che la maggior parte dei clienti di Mossack Fonseca sono stati acquisiti grazie alle raccomandazioni degli intermediari e che tali nuovi clienti sono stati sottoposti solamente a blandi controlli nell'ambito dell'adeguata verifica della clientela;(82)

101.  sottolinea che gli intermediari contribuiscono alla creazione di società di comodo e all'apertura di conti, spesso fornendo un direttore fiduciario che gestisce le attività per conto del beneficiario effettivo, consentendo l'anonimato del titolare effettivo finale; ricorda le prove fornite dalla FIU francese che dimostrano che banche, studi legali, contabili e altri intermediari sono i principali artefici della progettazione di strutture offshore e di reti per i loro clienti, mentre Mossack Fonseca è essenzialmente un prestatore di servizi per la loro attuazione;

102.  sottolinea che il mercato immobiliare costituisce per gli individui un importante canale per il riciclaggio o gli investimenti di fondi ottenuti illecitamente, dal momento che le proprietà sono acquisite attraverso società di comodo o trust anonimi senza essere sottoposti a misure di adeguata verifica della clientela, in particolare quando la legislazione degli Stati membri consente alle società straniere e ad altre strutture giuridiche di acquistare beni senza rivelare l'identità del reale titolare effettivo(83), come dimostrato, ad esempio, nel caso del mercato immobiliare londinese; richiama l'attenzione sulla necessità di rafforzare le norme in materia di monitoraggio e di antiriciclaggio relativamente a questo settore; sottolinea, a tal fine, l'importanza di rendere le informazioni sul possesso e il controllo di beni immobili pienamente accessibili alle autorità e al pubblico attraverso un registro immobiliare centralizzato a livello europeo;

103.  sottolinea che i prodotti assicurativi, in particolare le assicurazioni sulla vita, forniscono un mezzo molto semplice e attraente per riciclare il denaro e che i soggetti che riciclano denaro e le organizzazioni terroristiche adottano misure estreme per nascondere le loro attività finanziarie e renderle indistinguibili dalle operazioni lecite;

104.  esprime preoccupazione per la recente tendenza a creare nuovi canali strategici e forme innovative di riciclaggio, come ad esempio la pulizia e la circolazione di capitali illeciti tramite il settore immobiliare di lusso, la vendita di titoli e le polizze di assicurazione vita; osserva che il denaro illecito depositato mediante il riscatto di queste operazioni viene trasformato in fondi leciti derivanti da operazioni lecite; auspica pertanto che le norme antiriciclaggio siano estese anche al mercato immobiliare di lusso al fine di prevenire nuovi fenomeni illeciti;

105.  evidenzia che in alcuni casi i soggetti obbligati hanno esternalizzato a terzi i propri obblighi di adeguata verifica della clientela, il che spesso si è tradotto nella mancata o scarsa ottemperanza di tali obblighi; sottolinea che gli obblighi in materia di antiriciclaggio si applicano solo ai soggetti obbligati che rientrano nell'ambito di applicazione della direttiva AML IV e non a terzi; osserva che il mandato del Parlamento europeo per i negoziati del trilogo sulla direttiva AML V suggerisce agli Stati membri di imporre l'obbligo alle autorità competenti di controllare in modo efficace le attività delle persone alle quali soggetti obbligati e organi di autoregolamentazione delegano compiti in materia di AML/CFT;

106.  osserva che determinati soggetti obbligati si sono avvalsi dell'arbitraggio giuridico tra diverse giurisdizioni per eludere il rispetto degli obblighi di adeguata verifica della clientela, in modo da garantire l'anonimato del titolare effettivo finale;

107.  rileva che in alcuni Stati membri e paesi terzi l'evasione fiscale non costituisce un reato penale e che ciò rischia di amplificare il fenomeno; osserva che ci si attende che i consulenti fiscali individuino le strutture fiscali più favorevoli per i propri clienti, poiché in caso contrario sarebbero tenuti a risarcirli per il danno subito;

108.   nota con preoccupazione che, secondo la legislazione vigente in alcuni Stati membri, alcuni tipi di intermediari non sono perseguibili per reati di evasione fiscale se tale reato si verifica in un altro Stato membro o paese terzo;

109.  segnala la mancanza di cooperazione in materia di vigilanza e di scambi di informazioni tra le autorità competenti negli Stati membri e a livello dell'intera UE;

110.  evidenzia che la normativa dell'UE in vigore non è adeguatamente applicata e che ciò consente agli intermediari di adempiere formalmente ai loro obblighi, quali quelli di adeguata verifica della clientela e altri obblighi di comunicazione, aggirando nel contempo lo spirito delle norme, in particolare invocando il segreto professionale o il segreto bancario; deplora il fatto che gli intermediari, soprattutto gli enti finanziari, adottino un approccio decentrato in cui le norme in materia di antiriciclaggio variano eccessivamente da una filiale all'altra; ritiene che la sede centrale di un intermediario dovrebbe sempre provvedere alla corretta applicazione delle norme AML in tutti i settori di attività e in tutte le filiali;

111.  constata con grande preoccupazione che l'evoluzione delle tecnologie digitali e il loro crescente e diffuso utilizzo nelle operazioni commerciali, economiche e finanziarie, consentono di vanificare facilmente i controlli fiscali e antiriciclaggio, mentre le autorità nazionali fiscali, giudiziarie e di contrasto non sono adeguatamente attrezzate per far fronte a tali sfide;

Ruoli e responsabilità delle banche

112.  rileva che circa un sesto delle entità rivelate nei Panama Papers è costituito da banche, altri istituti finanziari e gestori patrimoniali, che sono parti attive nell'avvio di tali pratiche; sottolinea che le banche hanno agito da intermediari per circa il 9 % delle entità offshore costituite da Mossack Fonseca; osserva che diverse banche che figurano nei Panama Papers sono state salvate con denaro pubblico tra il 2008 e il 2012;

113.  evidenzia che la maggior parte dei flussi finanziari illeciti connessi a fenomeni di riciclaggio, evasione ed elusione fiscale passa attraverso il sistema bancario internazionale; si rammarica che gli istituti bancari europei, il cui coinvolgimento attivo e sistematico in tali pratiche illecite è stato comprovato dall'evidenza, continuino ad operare liberamente, senza che siano state applicate sanzioni di alcun tipo;

114.  riconosce che le banche sono state coinvolte in quattro attività generali, vale a dire la fornitura e la gestione di strutture offshore, la fornitura di conti bancari a entità offshore, la fornitura di altri prodotti finanziari e di servizi bancari di corrispondenza(84), ma anche che è stato rivelato che il settore dei servizi finanziari (banche, consulenti di investimento e studi legali) fornisce ai propri clienti opportunità di evasione fiscale(85);

115.  rileva con grande preoccupazione che le autorità di regolamentazione europee e nazionali spesso non controllano l'origine della ricchezza che consente alle persone politicamente esposte appartenenti a regimi cleptocratici e ad altri criminali di investire e detenere partecipazioni in banche, istituti finanziari e assicurativi e grandi gruppi economici all'interno dell'UE, favorendo quindi di fatto il riciclaggio di tali attività nel sistema finanziario dell'UE; sottolinea che ciò include la mancata garanzia di una supervisione e di un controllo consolidati dei legami tra banche, società e gruppi economici europei e la relativa società capogruppo o società madre con sede in giurisdizioni non collaborative o con un basso tasso di applicazione delle norme in materia antiriciclaggio;

116.  sottolinea che le banche sono attori chiave nel rilevamento delle operazioni sospette e nella loro segnalazione alle FIU nazionali, ma anche che certe banche non agevolano lo svolgimento di indagini da parte delle FIU nazionali e delle unità per il recupero dei beni, ad esempio non fornendo informazioni complete in formato digitale su soggetti o operazioni sospette; prende atto delle prove presentate alla commissione, che dimostrano che alcune banche hanno aperto conti per i loro clienti prima di finalizzare gli obblighi in materia di adeguata verifica della clientela e di identificazione dei titolari effettivi; osserva che diverse banche menzionate nei Panama Papers sono state sanzionate dalle autorità di vigilanza per mancato rispetto delle norme AML/CFT, ma che le sanzioni imposte rimangono più basse rispetto a quelle applicate negli Stati Uniti per violazioni simili; si rammarica del fatto che le sanzioni finanziarie comminate ai soggetti obbligati finanziari da parte delle autorità di vigilanza siano fiscalmente deducibili;

117.  riconosce che l'intermediazione delle banche per la creazione di strutture offshore è notevolmente diminuita dal 2007, quando è stato rivelato che le banche promuovevano l'elusione delle disposizioni della direttiva europea sul risparmio (2005) su vasta scala; rileva che, dal 2008, anche i rischi reputazionali e normativi conseguenti alla crisi finanziaria hanno contribuito al declino delle entità offshore per le quali le banche agiscono da intermediari(86); riconosce tuttavia che, a livello globale, i dati statistici non mostrano una diminuzione generale dei fondi che transitano per i paradisi fiscali almeno fino al 2014(87) bensì piuttosto una riorganizzazione delle giurisdizioni e degli strumenti utilizzati; osserva che, parallelamente al progressivo aumento della ritenuta alla fonte applicata da Lussemburgo, Austria e Belgio (fino al 2009), dal 15 % nel 2005 al 20 % nel 2008 e al 35 % nel 2011, sempre più denaro offshore è stato allocato a società "cassetta delle lettere" in giurisdizioni quali Bahamas, Hong Kong e Singapore; rileva tuttavia che l'attività di intermediazione viene ora svolta da altri professionisti, segnatamente avvocati, come dimostrato nei Panama Papers;

118.  prende atto del ruolo chiave svolto dalle filiali operanti nel private banking delle grandi banche presenti nei centri finanziari, nella fornitura di servizi al di là delle frontiere nazionali a individui con ampie disponibilità patrimoniali; osserva che le 20 maggiori banche europee registrano circa un euro su quattro dei loro profitti in giurisdizioni a bassa fiscalità, per un importo stimato di 25 miliardi di EUR nel 2015, e che le attività svolte da banche in giurisdizioni a bassa fiscalità sono sproporzionate rispetto all'11 % della popolazione mondiale e al 5 % del PIL mondiale che esse rappresentano(88);

119.  sottolinea che le banche non hanno sempre rispettato i propri orientamenti interni o requisiti normativi (per quanto concerne l'adeguata verifica della clientela) e che in certi casi non hanno classificato i clienti nella categoria di alto rischio appropriata, invece di applicare in modo adeguato le politiche "conosci il tuo cliente" e, di conseguenza, le successive comunicazioni sulle misure rafforzate di adeguata verifica della clientela sono risultate incomplete(89); osserva con preoccupazione i casi di enti finanziari, anche all'interno degli Stati membri europei, posseduti o gestiti da persone politicamente esposte o conoscenti di tali persone, che influenzano il modo in cui vengono eseguiti i controlli nell'ambito dell'adeguata verifica della clientela;

120.  osserva che i controlli sull'adeguata verifica della clientela si basano principalmente su autodichiarazioni o su procedure puramente formali da parte delle entità che aprono un conto bancario, senza un'adeguata indagine sul loro profilo(90);

121.  osserva che alcune risposte fornite dagli intermediari alla commissione sembrano in contraddizione con le informazioni recuperate dai Panama Papers(91); condanna qualsiasi eventuale falsa dichiarazione rilasciata alla commissione;

Vigilanza bancaria

122.  osserva la varietà delle azioni di vigilanza eseguite dalle autorità competenti negli Stati membri dopo lo scandalo dei Panama Papers, da controlli incrociati completi di tutte le banche sottoposte a vigilanza a controlli casuali, fino all'assenza totale di provvedimenti;

123.  rileva che, in alcuni Stati membri, i poteri delle autorità competenti si limitano alla vigilanza sull'esistenza di controlli antiriciclaggio; osserva che le divergenze tra le competenze attribuite alle autorità di vigilanza finanziaria nei diversi Stati membri ostacolano la piena attuazione delle norme in materia di AML/CFT e una buona cooperazione; osserva che la BCE, la più grande autorità di vigilanza prudenziale all'interno dell'UE, a norma dell'MVU non è competente per la vigilanza in materia di AML/CFT e che ciò impedisce alle autorità competenti di condividere informazioni riservate con la BCE;

124.  osserva che la possibilità per le autorità competenti di verificare l'attuazione delle politiche e delle procedure aziendali a livello di gruppo è talvolta ostacolata dalle norme nazionali sulla protezione dei dati e sul segreto bancario;

125.  osserva che, secondo i dati forniti dall'Autorità bancaria europea (ABE), al dicembre 2016 erano state esaminate quasi 1 300 banche, o attraverso verifiche non in loco o mediante una combinazione di verifiche non in loco e visite in loco; attende i risultati finali entro il terzo trimestre del 2017; evidenzia le prime indicazioni ricavate dai risultati, che suggeriscono che in alcuni casi sono state rilevate carenze;

126.  osserva che nel dicembre 2016 l'ABE ha inviato un questionario ai membri del suo consiglio delle autorità di vigilanza al fine di consolidare la sua conoscenza dell'azione di vigilanza in seguito ai Panama Papers; osserva che i risultati di tale esercizio devono ancora essere resi pubblici;

127.  osserva che poche autorità competenti hanno affrontato il caso dei Panama Papers al di là del riciclaggio di denaro e che solo alcune hanno riconosciuto il nesso evidente con i reati fiscali;

128.  osserva che le autorità degli Stati membri hanno omesso di vigilare in modo efficace sugli istituti finanziari anche prima delle rivelazioni sui Panama Papers e che non hanno adeguatamente sanzionato gli istituti finanziari soggetti alla CRD IV ritenuti responsabili di gravi violazioni delle disposizioni nazionali adottate ai sensi della direttiva AML III; osserva che le rivelazioni relative al caso della "lavanderia azera" dimostrano l'incapacità di alcune autorità di vigilanza finanziaria di assicurare che gli istituti finanziari rispettino i loro obblighi previsti dalla direttiva AML, anche dopo l'adozione delle nuove raccomandazioni del GAFI nel 2012;

129.  sottolinea che le venti principali banche dell'UE registrano in giurisdizioni fiscali speciali utili superiori a quelli giustificabili dal livello di attività economica effettiva ivi condotta, il più delle volte senza impiegare nemmeno una persona e pagando imposte basse, se non nulle, in tali paesi(92); ritiene che le autorità competenti dell'UE non possano garantire un efficace controllo delle pratiche messe in atto dalle banche dell'UE nei paesi terzi e che tale circostanza potrebbe rappresentare un rischio per la stabilità finanziaria dell'Unione bancaria;

130.  rileva che oltre 20 autorità competenti in materia di vigilanza bancaria dell'UE hanno eseguito azioni di vigilanza come conseguenza diretta della pubblicazione dei Panama Papers(93);

Avvocati e studi legali

131.  evidenzia la difficoltà di regolamentare l'attività degli avvocati e degli studi legali coinvolti nella creazione e nel mantenimento di strutture offshore, dal momento che spesso essi operano a livello transfrontaliero e almeno in un paese terzo dove non sono soggetti a specifici requisiti legislativi o a controlli finalizzati all'adeguata verifica della clientela(94);

132.  sottolinea che gli avvocati e gli studi legali forniscono spesso consulenza e assistenza in materia fiscale e di investimenti nella creazione di entità offshore, operando spesso a contatto diretto con i titolari effettivi finali;

133.  osserva che il numero delle segnalazioni di operazioni sospette effettuate dagli avvocati, nonché da altri professionisti prevalentemente autoregolamentati, è limitato(95) e osserva altresì che le segnalazioni da parte degli avvocati avvengono spesso sulla scia delle rivelazioni apparse sui mezzi di comunicazione;

134.  riconosce che, nella maggior parte degli Stati membri, la vigilanza sugli avvocati è svolta dall'avvocatura e dagli ordini professionali degli avvocati, che non esercitano una vigilanza attiva sui propri membri ma operano sulla base dei reclami dei clienti; si rammarica del fatto che le statistiche sulle sanzioni o sui provvedimenti disciplinari adottati dagli ordini degli avvocati nazionali non siano disponibili al pubblico in tutti gli Stati membri dell'UE;

135.  osserva che i membri della professione legale sono soggetti a severe sanzioni (civili e, talvolta, penali) per la mancata osservanza degli obblighi della direttiva AML; rileva inoltre che, tuttavia, tali rigorose procedure disciplinari raramente determinano la radiazione dall'ordine(96);

136.  osserva che il campo di applicazione delle disposizioni relative al diritto al segreto professionale di alcuni professionisti designati, quali avvocati e notai, che consente loro di rifiutarsi di testimoniare o fornire prove in materia fiscale, non è chiaro e coerente in tutti gli Stati membri, né tanto meno tra i diversi Stati membri;

137.  sottolinea, in particolare, che in molti Stati membri gli avvocati non possono essere sanzionati per aver fornito a non residenti consulenza su come evadere il fisco o riciclare denaro in un'altra giurisdizione, in virtù del principio di territorialità;

138.  osserva che i consulenti legali si sono sottratti agli obblighi di legge appellandosi al "segreto professionale", in modo da evitare di realizzare l'adeguata verifica della clientela, anche quando non hanno agito in qualità di avvocati bensì di fornitori di servizi finanziari(97);

Contabili, società di consulenza contabile e revisori dei conti

139.  rileva che il personale delle società di consulenza contabile comprende principalmente contabili professionisti, revisori dei conti ed esperti in materia giuridica e fiscale;

140.  rileva che le entità offshore costituite nelle principali giurisdizioni dei Panama Papers (Isole Vergini britanniche, Panama e Seychelles, tra le altre) non sono soggette a requisiti in materia di revisione contabile; sottolinea, tuttavia, che quando le entità offshore sono consolidate in imprese madri, esse dovrebbero essere soggette a revisione contabile; osserva che in alcune giurisdizioni le autorità di vigilanza impongono alle banche e ad altri intermediari finanziari di sottoporre a revisione contabile una parte dei loro processi, per esempio le procedure antiriciclaggio;

141.  osserva che il ruolo delle società di consulenza contabile negli schemi rivelati dai Panama Papers consisteva principalmente nella consulenza e nel mantenimento di strutture offshore e che i revisori dei conti non partecipavano attivamente, dal momento che spesso le entità offshore non sono soggette al requisito di revisione contabile; rileva tuttavia che le quattro grandi società di revisione contabile, che dominano il mercato, hanno avuto un ruolo in altri scandali fiscali come "Luxleaks" e che dalla loro attività di consulenza fiscale e di revisione contabile potrebbero emergere gravi conflitti di interesse;

142.  rileva che le società di consulenza contabile spesso elaborano orientamenti interni sulle pratiche che ritengono accettabili, ma che tale autoregolamentazione non è sufficiente per combattere efficacemente l'evasione e l'elusione fiscali che esse stesse rendono possibili e promuovono;

143.  osserva che i revisori dei conti e i consulenti fiscali hanno agito come imprese integrate a livello mondiale, sebbene si presentino come numerose entità giuridiche distinte che non sono di proprietà comune ma sono vincolate da accordi contrattuali per applicare norme comuni con una denominazione comune, in modo da diluire le responsabilità, ridurre i rispettivi costi e rischi sul piano normativo, circoscrivere il rischio giuridico e proteggere i clienti da indagini normative(98);

144.  deplora che il numero delle segnalazioni di operazioni sospette alle FIU, da parte dei contabili, sia limitato e non rifletta l'esposizione del settore ai rischi di riciclaggio di denaro(99);

145.  sottolinea che le società di revisione contabile non solo hanno svolto un ruolo fondamentale nell'elaborazione di schemi di pianificazione fiscale aggressiva per i loro clienti ma hanno anche aiutato i governi nazionali a elaborare i rispettivi codici e le rispettive leggi in materia fiscale, creando un significativo conflitto di interessi;

146.  è preoccupato per la promiscuità e i conflitti di interesse riguardanti i revisori dei conti e i consulenti, gli avvocati e gli studi legali, che spesso operano in qualità di consulenti di governo ai fini dell'elaborazione della normativa in materia fiscale, concepiscono strumenti antiriciclaggio e svolgono persino indagini e audit per le autorità di regolamentazione, ma che al tempo stesso hanno prestato o prestano tuttora servizi alle entità regolamentate;

Trust, altri istituti giuridici analoghi e fiduciari

147.  rammenta che i trust e le società fiduciarie e le strutture giuridiche analoghe svolgono un ruolo importante nella creazione e nel mantenimento delle entità offshore; osserva, a tale proposito, che le indagini di Europol in merito ai "Panama Papers", da cui sono emerse 3 469 probabili corrispondenze con la sua banca dati dei sospetti criminali, hanno altresì evidenziato l'uso prevalente di strutture di trust per celare il patrimonio e l'identità;

148.  osserva che un trust è un insieme di beni creato mediante un contratto privato firmato da tre parti (il fondatore del trust, il fiduciario e il beneficiario) e, in quanto tale, non ha una propria personalità giuridica;

149.  deplora il fatto che i trust e le società fiduciarie siano un obiettivo difficile per i decisori politici nelle giurisdizioni onshore, a causa della limitata presenza fisica delle società e delle scarse informazioni a disposizione dei legislatori o delle autorità;

150.  rileva che i trust agiscono a nome dei titolari effettivi finali, ma che i loro clienti diretti, nella maggior parte dei casi, sono altri intermediari, quali altri trust, studi legali, società di consulenza contabile e banche;

151.  osserva che i trust possono essere società autonome o di proprietà di altri tipi di società di servizi, quali studi legali o banche;

152.  osserva che i trust possono altresì far parte di complessi meccanismi di evasione ed elusione fiscali messi a punto da gruppi economici internazionali e, spesso, sono parte di meccanismi creati da multinazionali(100);

153.  sottolinea il rischio che certe forme di trust commerciali e non commerciali potrebbero diventare uno strumento ancor più utilizzato in modo improprio in futuro, dal momento che non sono entità giuridiche e pertanto, diversamente dalle società, non sono soggetti ad alcuna forma di requisiti contabili o di pubblicità legale, per esempio in merito ai loro conti annuali; osserva inoltre che l'assenza di un registro dei trust rende molto difficile per le autorità fiscali ottenere informazioni sui beni posti in trust;

4. Paesi terzi

4.1. Osservazioni

154.  rammenta che la raccolta e la trasmissione centralizzate(101) di dati sui titolari effettivi finali per le entità giuridiche non costituisce attualmente un obbligo nella legislazione di taluni paesi terzi, come gli Stati Uniti d'America;

155. evidenzia che alcune giurisdizioni di paesi terzi condividono con le FIU europee le informazioni sui titolari effettivi finali unicamente a fini di intelligence, ma non rispondono alle richieste di cooperazione internazionale, impedendo così l'uso delle informazioni nei tribunali; 

156.  sottolinea che alcuni paesi terzi utilizzano regimi fiscali speciali per attirare le imprese; rileva che in alcune giurisdizioni è estremamente facile creare una società senza divulgare l'identità, dal momento che sono richiesti pochissimi dati; osserva che la creazione di semplici documenti legali online richiede solo pochi passaggi; si rammarica del fatto che ciò potrebbe portare alla proliferazione delle pratiche utilizzate per eludere ed evadere le imposte;

157.  osserva che gli Stati Uniti d'America, sebbene dispongano di una legislazione antiriciclaggio meno ambiziosa rispetto a quella in vigore nell'UE, in particolare in materia di trasparenza sui titolari effettivi finali in quanto non esiste un registro centralizzato al riguardo, vantano migliori risultati per quanto concerne l'attuazione e l'applicazione efficace della legislazione in materia di antiriciclaggio;

158.  fa riferimento al sistema di differimento d'imposta in vigore negli Stati Uniti, che consente alle imprese multinazionali di depositare offshore i loro utili esteri per un tempo illimitato, eludendo le imposte dovute al momento del rimpatrio degli utili;

159.  ricorda la sua richiesta di rafforzare il ruolo dell'UE sulla scena internazionale, assicurando che essa si esprima con una sola voce, e di adoperarsi per l'istituzione di un quadro comune dell'UE sui trattati bilaterali in materia fiscale in modo da contrastare il "treaty shopping" (ossia la scelta della convenzione contro le doppie imposizioni più vantaggiosa); ritiene che l'istituzione di accordi di libero scambio debba essere accompagnata da un rafforzamento della cooperazione in materia fiscale e da disposizioni che evitino l'elusione fiscale e debba tenere conto dei principi della buona governance fiscale;

160.  rileva che la Commissione fornisce osservazioni per ciascuna valutazione degli Stati membri a cura del GAFI o del Moneyval e suggerisce in futuro di pubblicare tali osservazioni;

4.2. Paesi in via di sviluppo

161.  sottolinea che, parallelamente all'aumento della disuguaglianza, i paesi meno sviluppati sono colpiti in modo sproporzionato dall'evasione fiscale e dal riciclaggio di denaro attraverso le strutture offshore; osserva che il 30 % del patrimonio finanziario africano è detenuto offshore, con una conseguente perdita di gettito fiscale pari a 14 miliardi di USD(102);

162.  sottolinea che i flussi finanziari illeciti hanno effetti devastanti sui paesi in via di sviluppo(103); osserva che Global Financial Integrity (GFI), nella sua relazione del dicembre 2014, ha stimato che le economie in via di sviluppo ed emergenti hanno perso 6 600 miliardi di USD in flussi finanziari illeciti dal 2003 al 2012, con un impressionante tasso di aumento medio delle uscite illecite pari al 9,4 % annuo(104);

163.  richiama l'attenzione sulla situazione inaccettabile per cui alcune società che operano nei paesi in via di sviluppo utilizzano la corruzione, la frode fiscale, l'evasione e l'elusione fiscale, prezzi di trasferimento e la titolarità di società anonime per ridurre il loro debito d'imposta o riciclare denaro, mentre milioni di persone non dispongono di un livello adeguato di alimentazione, salute e istruzione(105);

164.  osserva che, a causa della mancanza di registri elettronici dei conti finanziari nei paesi in via di sviluppo, per le autorità competenti è difficile o impossibile ottenere informazioni finanziarie o contabili;

165.  è preoccupato che la maggior parte dei paesi in via di sviluppo incontrerà difficoltà nell'attuazione del sistema dell'OCSE per lo scambio automatico di informazioni a partire dal 2017 o 2018, a causa della mancanza di capacità tecnica, umana e istituzionale, il che potrebbe privarli dei vantaggi di questo strumento nella lotta contro l'elusione e l'evasione fiscale; rileva che, per quanto riguarda la cooperazione globale, occorre ancora elaborare un approccio comune verso principi semplici in modo da assicurare un risultato efficace; esprime preoccupazione in merito al rischio di un sistema internazionale a due velocità per lo scambio automatico di informazioni, escludendo i paesi in via di sviluppo dagli scambi reciproci;

166.  osserva che l'Africa, come continente, perde almeno 50 miliardi di USD all'anno in flussi finanziari illeciti, vale a dire il doppio di quanto riceve in aiuti internazionali; è a conoscenza del pressante appello dei rappresentanti dei paesi in via di sviluppo a porre fine ai paradisi fiscali, poiché immagazzinano capitali da attività illecite(106);

167.  ritiene che il miglioramento delle capacità fiscali dei paesi colpiti dall'evasione fiscale e dall'elusione fiscale potrebbe portare notevoli vantaggi; ricorda il nesso diretto esistente tra la soglia delle imposte riscosse e la capacità istituzionale del governo; ribadisce a tale riguardo i dati scientifici comprovanti che un aumento del 10 % nella capacità di gestione fiscale corrisponde a una crescita annua del PIL dell'1,5 %;

168.  osserva che le azioni dell'UE influenzano la trasparenza fiscale, anche attraverso le attività di investimento della Banca europea per gli investimenti e la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, che nei rispettivi investimenti di portafoglio utilizzano strutture d'investimento non trasparenti; chiede l'adozione di provvedimenti per affrontare tali problematiche;

169.  esprime preoccupazione per il crescente impatto negativo dei flussi finanziari illeciti, che rappresentano un ostacolo per la crescita economica, lo sviluppo sociale, la lotta alla disuguaglianza, la responsabilizzazione del governo e la capacità istituzionale;

170.  osserva che il processo BEPS non include i paesi in via di sviluppo come partner negoziali paritari e non è stato in grado di fornire soluzioni efficaci ai problemi fiscali dei paesi più poveri, inclusa la rete globale di trattati fiscali che spesso impediscono ai paesi in via di sviluppo di tassare i profitti generati sul loro territorio; sottolinea che solo con il pieno coinvolgimento dei paesi in via di sviluppo nelle riforme fiscali globali è possibile fornire soluzioni efficaci a un problema globale;

5. Informatori

171.  evidenzia che LuxLeaks, i Panama Papers, Swiss Leaks, Bahamas Leaks, Football Leaks e numerose altre fughe di dati hanno mostrato il ruolo fondamentale che possono svolgere gli informatori nel contrastare il riciclaggio di denaro, le frodi, la pianificazione fiscale aggressiva o la corruzione o nel fare luce su altri comportamenti poco trasparenti; sottolinea pertanto che la protezione degli informatori può contribuire a tutelare l'interesse pubblico, promuovere la buona governance e rafforzare lo Stato di diritto; osserva che, fino a quando le entità sottoposte ad obblighi rischieranno solo lievi sanzioni per la mancata o erronea segnalazione di casi sospetti di riciclaggio alle autorità, la prevenzione del riciclaggio di denaro e del finanziamento del terrorismo sarà gravemente ostacolata;

172.  sottolinea il ruolo dei sindacati e delle organizzazioni della società civile nel sostenere e aiutare gli informatori nella procedura da seguire in seno alla loro organizzazione;

173.  deplora il fatto che alcuni paesi utilizzino il perseguimento degli informatori come un mezzo per tutelare la segretezza(107); trova estremamente deplorevole che nel caso di LuxLeaks, finora, soltanto gli informatori e i giornalisti siano stati perseguiti, mentre le pratiche delle società e degli intermediari coinvolti nei ruling fiscali rivelati dai documenti di LuxLeaks non siano ancora state pienamente affrontate; ricorda che il Parlamento europeo ha ripetutamente invitato ad adottare azioni volte a migliorare la protezione degli informatori e dei giornalisti;

174.  si compiace del fatto che la Commissione stia attualmente valutando le possibilità di future azioni orizzontali o ulteriori azioni settoriali a livello di UE per rafforzare la protezione degli informatori; rileva che il Parlamento sta approvando una relazione di iniziativa formulando le sue raccomandazioni sulla questione;

6. Cooperazione interistituzionale

175.  ricorda che, a norma dell'articolo 4, paragrafo 3, TUE, in virtù del principio di leale cooperazione, l'Unione e gli Stati membri sono tenuti ad assistersi reciprocamente nell'adempimento dei compiti derivanti dai trattati;

176.  osserva che il principio di leale cooperazione comprende l'obbligo per gli Stati membri di adottare tutte le misure appropriate per salvaguardare la portata e l'efficacia del diritto dell'Unione; ricorda che gli Stati membri dovrebbero astenersi dall'adottare misure che possano gravemente compromettere il conseguimento del risultato prescritto dal diritto dell'UE;

177.  si compiace della cooperazione con la Commissione in relazione alle audizioni del presidente Juncker e dei membri della Commissione Jourová e Moscovici, nonché della partecipazione di funzionari della Commissione alle riunioni di commissione; si rammarica, tuttavia, che alcune delle risposte fornite durante gli scambi di opinioni siano state del tutto insoddisfacenti;

178.  accoglie con favore le risposte fornite dai ministri delle Finanze e della Giustizia di 25 Stati membri al questionario inviato dalla commissione; lamenta, tuttavia, il fatto che Malta e l'Ungheria non abbiano risposto e che Malta, che deteneva la Presidenza di turno del Consiglio, sia stata particolarmente poco incline a cooperare(108);

179.  fa osservare che sono stati necessari sei mesi per conseguire un accordo con la Commissione sull'accesso ai documenti riservati non classificati e che tale ritardo ha costituito un notevole ostacolo per i lavori della commissione; sottolinea che i documenti ricevuti non sono tutti aggiornati e sono in molti casi pesantemente censurati od oscurati, il che ha creato ulteriori ostacoli non indifferenti per i lavori della commissione; ricorda che le informazioni fornite in tali documenti non classificati erano considerate confidenziali dalla Commissione e dal Consiglio e che pertanto la commissione non ha potuto includerle nella relazione finale;

180.  osserva che la commissione ha invitato in diverse occasioni la Presidenza in carica e quella entrante a partecipare ad audizioni per discutere della cooperazione e della via da seguire in materia di lotta al riciclaggio, evasione fiscale ed elusione fiscale, ma si rammarica che tali inviti siano stati regolarmente declinati fornendo motivazioni poco fondate;

181.  rileva che, nonostante le richieste rivolte al Consiglio, nessuna documentazione soddisfacente è stata messa a disposizione della commissione; solleva, pertanto, dubbi sulla volontà politica del Consiglio di migliorare la trasparenza e la cooperazione nella lotta contro l'evasione fiscale e il riciclaggio di denaro, o di rispettare il trattato e il principio di leale cooperazione; sottolinea che il Parlamento ritiene che i cittadini dovrebbero poter conoscere le posizioni dei rispettivi governi su tali importanti questioni;

182.  osserva con rammarico che, dall'istituzione della commissione d'inchiesta del Parlamento europeo sui Panama Papers, il Consiglio ha tentato di ostacolarne le attività, anche mediante il rilascio di una nota informativa al Comitato dei rappresentanti permanenti per quanto riguarda la commissione PANA, in data 1º luglio 2016, che invitava ad adottare un approccio coordinato e unificato fra gli Stati membri per limitare la portata dell'indagine, nonché a rifiutarsi di partecipare all'indagine in determinate circostanze;

183.  si rammarica che il presidente del gruppo "Codice di condotta (Tassazione delle imprese)" del Consiglio abbia declinato l'invito a partecipare a un'audizione di commissione esprimendo un parere giuridico difficilmente comprensibile ("non si tratta di un organo dell'UE");

184.  ritiene che la cooperazione del Consiglio e del suo gruppo "Codice di condotta (Tassazione delle imprese)" sia stata finora molto insoddisfacente e che ciò abbia di per sé costituito un grave ostacolo ai lavori e al conseguimento dei risultati della commissione PANA;

185.  osserva che, a causa del persistente rifiuto della Commissione e del Consiglio di dare la propria approvazione alla proposta di regolamento del Parlamento europeo relativo alle modalità dettagliate per l'esercizio del diritto di inchiesta del Parlamento europeo, le commissioni speciali e le commissioni d'inchiesta del Parlamento continuano a non disporre di poteri adeguati – essendo prive, ad esempio, del diritto di citare testimoni e di ottenere l'accesso ai documenti – rispetto a commissioni analoghe degli Stati membri o del Congresso degli Stati Uniti;

186.  auspica che i poteri di controllo delle autorità fiscali saranno ampliati per garantire un più rigoroso controllo delle situazioni di opacità e maggiori informazioni finanziarie;

187.  conclude, pertanto, che per i suddetti motivi vi è stata una violazione del principio di leale cooperazione da parte di taluni Stati membri nonché del Consiglio e dei suoi organi;

7. Conclusioni

188.  conclude che il problema di fondo contenuto nei Panama Papers è il trasferimento di denaro tra giurisdizioni diverse, ai fini di evitare o ridurre al minimo il pagamento di tasse o riciclare denaro, sia offshore sia onshore; ritiene che siano necessari con urgenza una maggiore volontà politica, una migliore regolamentazione nonché un'applicazione e un monitoraggio più incisivi delle norme esistenti per contrastare tali pratiche;

189.  ritiene che attraverso l'utilizzo di trust, società di comodo, paradisi fiscali e strutture finanziarie internazionali complesse, alcune società multinazionali e individui con ampie disponibilità patrimoniali siano riusciti a proteggere i loro patrimoni, per esempio, dalle autorità fiscali e da altri titolari di crediti finanziari legittimi nei loro confronti, e si siano così resi immuni collocando i loro patrimoni in un vuoto legislativo;

190.  conclude che la mancanza di cooperazione e coordinamento tra le istituzioni e le agenzie dell'UE, gli Stati membri e le autorità competenti, su diversi atti legislativi in materia di evasione fiscale, elusione fiscale e riciclaggio di denaro costituisce un problema sistemico;

191.  conclude che alcuni Stati membri tendono a non fornire informazioni pertinenti nella quantità e nella qualità richieste e, in generale, non sembrano compiere reali sforzi per reprimere l'elusione e l'evasione fiscali, in violazione del principio di leale cooperazione sancito dal TUE; conclude che tali Stati membri stanno cercando di nascondere il proprio comportamento illecito;

192.  ricorda che la trasparenza, lo scambio di informazioni, l'adeguata applicazione e il continuo miglioramento delle tecniche di contrasto sono fondamentali per la lotta contro l'evasione fiscale, l'elusione fiscale e il riciclaggio del denaro; conclude che la comunicazione pubblica paese per paese dei dati fiscali di tutte le società di grandi dimensioni è giustificata;

193.  conclude che la legislazione dell'UE in vigore non era sufficiente prima delle rivelazioni dei Panama Papers e non sempre era applicata in modo efficace, consentendo in tal modo agli intermediari di adempiere formalmente ai loro obblighi, quali quelli di adeguata verifica della clientela e altri obblighi di comunicazione, aggirando nel contempo lo spirito delle norme; osserva che, da allora, sono state eseguite numerose revisioni, per esempio della direttiva DAC e della direttiva AML, e che sono state presentate nuove proposte legislative, quali la comunicazione per paese e la regolamentazione degli intermediari, mentre altre proposte sono state rinnovate, ad esempio la proposta legislativa relativa a una base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società (CCCTB); rileva che il presidente della Commissione si è impegnato a presentare proposte intese a rafforzare la cooperazione fiscale tra gli Stati membri attraverso l'obbligo di rispondere alle richieste dei gruppi sulle questioni fiscali, in modo che uno Stato membro possa fornire tutte le informazioni di cui gli altri necessitano per perseguire gli evasori transfrontalieri, nonché a formulare proposte di riforma fiscale, a norma dell'articolo 116 TFUE, che prevedano una procedura di codecisione tra il Consiglio e il Parlamento, al fine di eliminare le distorsioni delle condizioni di concorrenza nel mercato interno; 

194.  conclude, in particolare, che vi è stato un miglioramento graduale e significativo riguardo alla disponibilità di un registro dei titolari effettivi finali con un'accessibilità basata sul legittimo interesse; sottolinea che la revisione della direttiva AML in corso è intesa ad aumentare i poteri delle FIU dell'UE e ad agevolarne la cooperazione, ma che il campo di applicazione è ancora troppo limitato e che occorre condividere informazioni di natura finanziaria non solo per affrontare tutti i reati economici, ma anche per rintracciare i proventi di attività legate alle frodi;

195.  conclude che l'identificazione corretta dei titolari effettivi finali rimane un ostacolo fondamentale all'eliminazione degli schemi illegali di elusione fiscale e che la natura internazionale dei flussi finanziari e delle strutture societarie scoperte dalla commissione PANA aggrava il problema;

196.  sottolinea che la creatività di coloro che eludono il fisco è più veloce della formulazione della legislazione e che gli intermediari e i facilitatori tendono a mantenersi entro i limiti della legalità attraverso un adempimento creativo degli obblighi; evidenzia a tale riguardo l'uso delle asimmetrie normative esistenti tra paesi diversi come facilitatore fondamentale di tali pratiche;

197.  conclude che la gestione patrimoniale rimane una professione in grande misura non regolamentata e che dovrebbero essere stabiliti norme e standard internazionali vincolanti per regolamentare e definire meglio tale gruppo;

198.  osserva che le imposte dovrebbero essere pagate laddove sono generati gli utili; si rammarica del fatto che un'insufficiente legislazione dell'Unione o un'attuazione inefficace della stessa abbia consentito le azioni e le strutture finanziarie rivelate nei Panama Papers, che riescono ad aggirare questo principio di base; conclude che occorre un approccio comune dell'UE per contrastare le società di comodo e "cassetta delle lettere" nei paesi terzi, nei PTOM e nelle RUP, e per porre fine definitivamente a tutte le pratiche volte a eludere il pagamento delle giuste imposte dovute nell'Unione, sulla base della trasparenza dei titolari effettivi;

199.  conclude che la situazione è stata resa possibile dall'insufficiente attuazione della legislazione da parte degli Stati membri e dall'insufficiente applicazione da parte della Commissione; deplora che, per ragioni politiche, talvolta neanche l'esistenza della normativa e il personale sufficiente per attuarla sono in grado di garantire l'effettiva attuazione;

200.  ritiene che nei paesi e territori d'oltremare legati agli Stati membri, alcuni dei quali figurano nei Panama Papers, manchino le necessarie infrastrutture, risorse finanziarie e umane per garantire a livello locale la vigilanza del settore finanziario(109);

201.  rileva che la Commissione non dispone delle risorse sufficienti per assicurare la piena applicazione della legislazione dell'UE in materia di lotta contro il riciclaggio di denaro, l'evasione fiscale e l'elusione fiscale;

202.  deplora che le politiche fiscali a livello del Consiglio siano spesso bloccate da singoli Stati membri al fine di proteggere i paradisi fiscali; chiede pertanto l'abolizione del principio dell'unanimità degli Stati membri in relazione alle questioni fiscali al fine di compiere progressi nella lotta per la giustizia fiscale e ridurre l'onere a carico dei cittadini dell'UE;

203.  conclude che le FIU sono di primaria importanza per la lotta contro il riciclaggio di denaro; osserva, tuttavia, le differenti strutture esistenti nell'UE e il fatto che esse non dispongono di personale sufficiente per svolgere le loro funzioni, compreso l'esame del crescente numero di segnalazioni di operazioni sospette dovuto alla nuova normativa, e che possono occuparsi solo di una piccola parte del problema; conclude che le istituzioni degli Stati membri incaricate di attuare e far rispettare le norme in materia di frode fiscale e riciclaggio di denaro devono essere del tutto indipendenti dalle influenze politiche; constata la necessità di garantire che sia dato un seguito alle indagini condotte dalle FIU, mediante indagini penali da parte della polizia qualora la situazione lo giustifichi, e sottolinea che altrimenti l'inazione della polizia deve essere considerata come atto di cattiva amministrazione; si rammarica del fatto che, in molti casi, le FIU non siano politicamente imparziali;

204.  osserva che le difficoltà nello scambio di informazioni tra le FIU e nell'utilizzo di informazioni estratte da segnalazioni di operazioni sospette e segnalazioni di attività sospette deriva in parte dalla disparità di evoluzione delle FIU in varie parti del mondo;

205.  conclude che le sanzioni non sono sempre applicate né rappresentano deterrenti sufficienti nei casi pertinenti; si rammarica, a tal proposito, che gli Stati membri continuino a opporsi all'adozione di sanzioni dell'UE nei confronti di paesi terzi il cui sistema fiscale è ritenuto pericoloso per l'Unione;

206.  conclude che, sulla base dei risultati ottenuti dalla commissione PANA, è possibile individuare numerosi casi di cattiva amministrazione per quanto riguarda l'attuazione della legislazione dell'UE, segnatamente in merito a quanto segue:

  inadempienza delle autorità degli Stati membri nel comunicare spontaneamente informazioni fiscali a un altro Stato membro nel caso in cui vi siano motivi per supporre che potrebbe sussistere una perdita di gettito fiscale in altri Stati membri (articolo 9, paragrafo 1, della DAC) e inadempienza da parte della Commissione nel garantire un'efficace attuazione della DAC;

  inadempienza delle autorità degli Stati membri nel reagire dinanzi alle prove di gravi e persistenti mancanze nell'identificazione dei titolari effettivi nel contesto degli obblighi concernenti l'adeguata verifica della clientela e nell'esigere che la verifica dell'identità del cliente e del titolare effettivo avvenga prima dell'instaurazione del rapporto d'affari o dell'esecuzione dell'operazione (articolo 8, paragrafo 1, lettera b), e articolo 9, paragrafo 1, della direttiva AML III) e inadempienza da parte della Commissione nel garantire un'efficace attuazione della direttiva AML III;

  inadempienza delle autorità degli Stati membri nel garantire che gli enti soggetti alle norme antiriciclaggio possano essere chiamati a rispondere delle violazioni delle disposizioni nazionali, inclusa la comunicazione di informazioni sulla titolarità effettiva alle autorità competenti (articolo 39, paragrafo 1, della direttiva AML III) e inadempienza da parte della Commissione nel garantire un'efficace attuazione della direttiva AML III;

  inadempienza della Commissione nel fornire un elenco dei paesi terzi con carenze strategiche nei sistemi antiriciclaggio;

  inadempienza delle autorità degli Stati membri nell'applicare sanzioni amministrative e altre misure amministrative nei confronti di istituzioni riconosciute colpevoli di gravi violazioni delle disposizioni nazionali adottate a norma della direttiva AML III, come richiesto dall'articolo 67, paragrafo 1, lettera o), e dall'articolo 67, paragrafo 2, della direttiva 2013/36/UE (CRD IV) e inadempienza da parte della Commissione nel garantire un'efficace attuazione della CRD IV;

  inadempienza degli Stati membri nel cooperare lealmente nell'ambito del gruppo "Codice di condotta sulla tassazione delle imprese" e inadempienza nel rispetto del principio di leale cooperazione, quale previsto all'articolo IV TFUE; inadempienza da parte della Commissione in quanto custode dei trattati;

207.  lamenta la mancanza di cooperazione di alcune istituzioni dell'UE con la commissione PANA; dichiara che ciò costituisce una violazione del principio di leale cooperazione;

208.  conclude che la natura chiusa e la segretezza, nonché le inefficienti norme in materia di decisioni basate su un ampio consenso, del gruppo "Codice di condotta (Tassazione delle imprese)" del Consiglio sono dannose per la formulazione, l'adozione e l'attuazione efficaci e celeri di una normativa di vitale importanza in materia di lotta all'evasione fiscale all'interno dell'UE; sottolinea pertanto la necessità di migliorare la responsabilità e la trasparenza riguardo alle azioni, alle dichiarazioni e alle posizioni degli Stati membri che partecipano al gruppo, nonché di una riforma approfondita del gruppo "Codice di condotta";

209.  ritiene che il requisito dell'unanimità in sede di Consiglio per modificare o adottare la legislazione rallenti i progressi in materia di tassazione nell'UE;

210.  si rammarica profondamente del fatto che un numero elevato di parti interessate abbia rifiutato di incontrare le delegazioni della commissione PANA, abbia rifiutato di comparire dinanzi alla commissione PANA o non abbia risposto alle domande in modo soddisfacente;

211. condanna l'assassinio della giornalista maltese Daphne Caruana Galizia, attiva in prima linea nella lotta contro la corruzione e il riciclaggio di denaro, che aveva scritto in modo dettagliato in merito ai Panama Papers e il 16 ottobre 2017 è stata uccisa in un attentato con autobomba; ribadisce che tali eventi sono totalmente inaccettabili negli Stati membri dell'UE;

212.  conclude, pertanto, che sarà necessario ottenere risposte a una serie di domande rimaste in sospeso per quanto riguarda l'obiettivo di valutare appieno le dimensioni del problema e i metodi utilizzati in tali schemi e suggerisce di prorogare gli incarichi di inchiesta nel quadro di una commissione permanente o di un gruppo di lavoro ad alto livello in seno al Parlamento europeo.

(1)

GU L 113 del 19.5.1995, pag. 1.

(2)

Testi approvati, P8_TA(2016)0253.

(3)

GU L 309 del 25.11.2005, pag. 15.

(4)

GU L 214 del 4.8.2006, pag. 29.

(5)

  GU L 141 del 5.6.2015, pag. 73.

(6)

  GU L 176 del 27.6.2013, pag. 338.

(7)

  GU L 64 dell'11.3.2011, pag. 1.

(8)

  GU L 359 del 16.12.2014, pag. 1.

(9)

  GU L 157 del 9.6.2006, pag. 87.

(10)

  GU L 158 del 27.5.2014, pag. 77.

(11)

  GU L 158 del 27.5.2014, pag. 196.

(12)

  GU L 156 del 16.6.2012, pag. 1.

(13)

  GU L 338 del 12.12.2012, pag. 37.

(14)

  GU L 338 del 12.12.2012, pag. 41.

(15)

Testi approvati, P8_TA(2015)0408.

(16)

Testi approvati, P8_TA(2016)0310.

(17)

Testi approvati, P8_TA(2015)0457.

(18)

A8-0056/2017.

(19)

Si veda: Eurodad, "Fifty shades of tax dogging" (50 sfumature di elusione fiscale), Bruxelles, ottobre 2015, pag. 19.

(20)

Si veda: Willem Pieter de Groen "Role of advisors and intermediaries in the schemes revealed in the Panama Papers" (Il ruolo dei consulenti e degli intermediari nei regimi emersi nei Panama Papers), Centro per gli studi politici europei, aprile 2017.

(21)

Per un elenco completo delle attività, inclusi i nomi dei relatori, si veda la parte II della presente relazione, che include le relazioni delle delegazioni inviate a Cipro, Portogallo, Malta, Stati Uniti, Regno Unito, Lussemburgo e Svizzera.

(22)

OCSE (2017), "Glossary of Tax Terms" (Glossario di termini di natura fiscale), Parigi: OCSE.

(23)

C-255/02 – Halifax e altri , CGUE, 21 febbraio 2006; C-196/04 – Cadbury Schweppes e Cadbury Schweppes Overseas, CGUE, 12 settembre 2006.

(24)

Segnatamente Francia, Italia, Germania, Polonia e Paesi Bassi.

(25)

Si veda ad esempio Anna Meyendorff e Anyan V. Thakor (ed.) - Designing financial systems in transition economies: strategies for reform in Central and Eastern Europe" (Progettare i sistemi finanziari nelle economie in transizione: strategie di riforma nei paesi dell'Europa Centrale e Orientale), 2002, pag. 102 [citando come esempio la Russia]; oppure Keith Blackburn, Niloy Bose e Salvatore Capasso "Tax evasion, the underground economy and financial development" (Evasione fiscale, economia sommersa e sviluppo finanziario", 2012: http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S016726811200128X.

(26)

Studio della commissione PANA: "The Impact of Schemes revealed by the Panama Papers on the Economy and Finances of a Sample of Member States" (L'impatto degli schemi rivelati dai Panama Papers sull'economia e sulle finanze di un campione di Stati membri).

(27)

https://ec.europa.eu/taxation_customs/fight-against-tax-fraud-tax-evasion/a-huge-problem_en

(28)

Si veda: Gabriel Zucman, "The Hidden Walt of Nations – The Scourge of Tax Havens" (La ricchezza nascosta delle nazioni - La piaga dei paradisi fiscali), University of California, 2015.

(29)

Tax Justice Network, novembre 2011.

(30)

148 casi di riciclaggio nel 2012, 202 casi nel 2013, 221 casi nel 2014 e 285 casi nel 2015.

(31)

Financial Secrecy Index 2015 (Indice di segretezza finanziaria), Tax Justice Network.

(32)

ICIJ 2017, "Where Are They Now? A Year Later, Mixed Fortunes For Panama Papers Line-Up" (A che punto siamo? Un anno dopo, fortune alterne dei Panama Papers).

(33)

Studio realizzato per la commissione PANA "Offshore activities and money laundering: recent findings and challenges" (Attività offshore e riciclaggio di denaro: risultati recenti e sfide), Prof. Dr. Brigitte Unger, Utrecht, University School of Economics, Paesi Bassi.

(34)

Unger, op. cit.

(35)

Preparato dal Commissario Moscovici.

(36)

Un quadro di valutazione provvisorio di giurisdizioni di paesi terzi è stato pubblicato nel settembre 2016. Esso comprende due serie di indicatori per stabilire i rischi per gli Stati membri dell'UE: 1) valutazione dei rapporti economici di una giurisdizione con l'UE, l'ampiezza dell'attività dei servizi finanziari e i fattori di stabilità finanziaria; 2) valutazione del rischio posto dalla giurisdizione, verificando se le giurisdizioni sono sufficientemente trasparenti e sono dotate di regimi d'imposta sul reddito delle società favorevoli o di aliquote d'imposta sul reddito delle società pari a zero.

(37)

Redditi da lavoro, compensi per dirigenti, dividendi, plusvalenze, canoni, alcuni prodotti di assicurazione sulla vita, pensioni e proprietà e redditi immobiliari.

(38)

Secondo la definizione dell'OCSE, una società di comodo è una società formalmente registrata, costituita o altrimenti organizzata a livello giuridico in un'economia, ma che non conduce alcuna attività in tale economia se non esercitando un ruolo di transito.

(39)

Il titolare effettivo finale è la persona fisica che, in ultima analisi, è responsabile dell'entità.

(40)

Si veda, ad esempio, (2016), "Report on Investigation of Nordea Private Banking in Relation to Offshore Structures" (Relazione sull'indagine su Nordea Private Banking in relazione alle strutture offshore) relazione congiunta di Nordea Group Compliance, Nordea Operational Risk e Mannheimer Swartling Advokatbyra.

(41)

Risoluzione del Parlamento europeo del 16 dicembre 2015 recante raccomandazioni alla Commissione su come promuovere la trasparenza, il coordinamento e la convergenza nelle politiche sulle imposte societarie nell'Unione - relatori: Anneliese Dodds e Ludek Niedermayer - Testi approvati, P8_TA(2015)0457).

(42)

"Role of advisors and intermediaries in the schemes revealed in the Panama Papers" (Il ruolo dei consulenti e degli intermediari nei regimi emersi nei Panama Papers), Willem Pieter de Groen, Centro per gli studi politici europei, aprile 2017.

(43)

Intervento di Jan Lukas Strozyk, Norddeutsche Rundfunk, all'audizione della commissione PANA del 27 settembre 2016.

(44)

"Role of advisors and intermediaries in the schemes revealed in the Panama Papers" (Il ruolo dei consulenti e degli intermediari nei regimi emersi nei Panama Papers), Willem Pieter de Groen, Centro per gli studi politici europei, aprile 2017.

(45)

Intervento di Daniel Thelesklaf, presidente del comitato di esperti per la valutazione delle misure antiriciclaggio (MONEYVAL), in occasione dell'audizione della commissione PANA del 13 ottobre 2016.

(46)

Relazione del Segretario generale dell'OCSE ai ministri delle finanze del G20, Baden-Baden, Germania, marzo 2017: http://www.oecd.org/tax/oecd-secretary-general-tax-report-g20-finance-ministers-march-2017.pdf

(47)

Brooke Harrington, "Capital without borders, wealth managers and the one percent" (Capitale senza frontiere, gestori patrimoniali e l'un per cento), Harvard University Press, 2016.

(48)

"The golden visa deal: We have in effect been selling off British citizenship to the rich" (Lo spaccio d'oro dei visti: abbiamo praticamente svenduto la cittadinanza britannica ai ricchi), David Pegg, The Guardian, 4 luglio 2017.

(49)

Si veda, ad esempio, Nordea (2016), "Report on Investigation of Nordea Private Banking in Relation to Offshore Structures" (Relazione sull'indagine su Nordea Private Banking in relazione alle strutture offshore), relazione congiunta di Nordea Group Compliance, Nordea Group Operational Risk e Mannheimer Swartling Advokatbyra. Ciò è stato altresì confermato dalla commissione d'inchiesta nazionale belga nel corso di un incontro con una delegazione della commissione PANA.

(50)

14 procedure sono state avviate per mancata comunicazione delle disposizioni nazionali da parte degli Stati membri (mancato rispetto del termine del 1° gennaio 2013 per il recepimento). Un'altra procedura di infrazione è stata avviata per mancato recepimento (compreso lo scambio spontaneo di informazioni) e sei procedure sono state avviate per possibile recepimento scorretto della DAC 1. Di queste sei procedure, tre sono ancora in corso.

(51)

Il termine per il recepimento era il 1° gennaio 2016.

(52)

Le procedure relative a Grecia e Portogallo dovrebbero concludersi prossimamente.

(53)

Gruppo "Codice di condotta sulla tassazione delle imprese" del Consiglio, documento di base del 10 settembre 2012: "L'esercizio di monitoraggio discusso in occasione della riunione del 17 aprile 2012 ha dimostrato che, in pratica, nessuna informazione era stata scambiata su base spontanea riguardo ai ruling".

(54)

Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Francia, Germania, Italia, Lettonia, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna e Ungheria.

(55)

"Fighting tax crimes – cooperation between Financial Intelligence Units" (Lotta contro i reati fiscali – cooperazione tra le unità di informazione finanziaria), Dott. Amandine Scherrer e Dott. Anthony Amicelle, Servizio Ricerca del Parlamento europeo (EPRS), marzo 2017.

(56)

I sei Stati membri sono: Germania, Italia, Regno Unito, Repubblica ceca, Slovenia e Svezia. Austria, Francia, Irlanda, Lettonia, Slovacchia, Spagna e Ungheria hanno notificato solo un'attuazione parziale.

(57)

La direttiva si applica (articolo 2): agli enti creditizi; agli istituti finanziari; ai revisori dei conti, contabili esterni e consulenti tributari; ai notai e altri liberi professionisti legali; ai prestatori di servizi relativi a trust o società; agli agenti immobiliari; ad altre persone fisiche o giuridiche che negoziano beni; alle case da gioco.

(58)

Dall'indagine sulle attività di private banking di Nordea è emerso che la banca non rispettava gli orientamenti interni o i requisiti normativi in Lussemburgo. Più precisamente non classificava i clienti nell'appropriata categoria di alto rischio e le conseguenti segnalazioni in merito alle misure rafforzate di adeguata verifica erano incomplete. I requisiti in materia di misure rafforzate di adeguata verifica comprendono, ad esempio, la raccolta di informazioni sull'origine dei fondi e la finalità dei conti. Inoltre le misure di adeguata verifica devono essere applicate con regolarità e sottoposte a riesame. Questi obblighi di adeguata verifica costante, tuttavia, non sono stati assolti in maniera sistematica. In molti casi le informazioni non erano aggiornate, secondo quanto rilevato dall'indagine interna della banca (Nordea, 2016). Problemi analoghi di attuazione e di applicazione sono stati riportati da un ex responsabile della conformità della Berenberg Bank tedesca, che ha testimoniato dinanzi alla commissione PANA.

(59)

In un'email del 24 settembre 2010, Jürgen Mossack scrive: "Sembrerebbe che Mossfon UK non stia effettuando in maniera approfondita (o non stia effettuando affatto) l'adeguata verifica della clientela e probabilmente d'ora in avanti noi stessi dovremo procedere a tale esercizio rispetto a tutti i clienti che Mossfon UK ha con noi, presenti e futuri!".

(60)

In un'email che riporta uno scambio tra Mossack Fonseca e UBS, il rappresentante di Mossack Fonseca scrive: "Egli spiegava che UBS non era mai stata un nostro partner contraente. Io ho dissentito su questo punto e ho aggiunto che in alcuni casi non sappiamo nemmeno chi sia il titolare effettivo. (...) Ho risposto che in passato, su richiesta di UBS e di altre banche, a noi in particolare non veniva fornita l'identità del titolare effettivo".

(61)

In un'email del 5 maggio 2009 un rappresentante di Mossack Fonseca spiegava che il prezzo della creazione di due fondazioni "è più elevato sostanzialmente per l'uso speciale che il cliente farà della fondazione e per lo speciale servizio flessibile che stiamo fornendo (senza procedere a una verifica troppo approfondita della clientela), in quanto comportano sicuramente un rischio più elevato".

(62)

Come suggerito durante la missione d'informazione della commissione PANA nel Regno Unito.

(63)

"Fighting tax crimes – cooperation between Financial Intelligence Units" (Lotta contro i reati fiscali – cooperazione tra le unità di informazione finanziaria), Dott. Amandine Scherrer e Dott. Anthony Amicelle, Servizio Ricerca del Parlamento europeo (EPRS), marzo 2017.

(64)

Piattaforma delle FIU dell'UE – Esercizio di mappatura e analisi delle lacune delle competenze delle FIU dell'UE e degli ostacoli all'ottenimento e allo scambio di informazioni, 15 dicembre 2012.

(65)

Audizione della commissione PANA sulle FIU, 21 giugno 2017.

(66)

La FIU del Regno Unito può essere la destinataria di uno dei più elevati volumi di segnalazioni nell'UE, dal momento che rappresenta uno dei più ampi mercati finanziari in Europa e che gestisce un sistema di segnalazione delle attività sospette. I volumi di segnalazioni nei Paesi Bassi sono eccezionalmente elevati e si spiegano con il fatto che essi non ricevono segnalazioni di operazioni sospette, ma piuttosto segnalazioni di operazioni anomale, la stragrande maggioranza delle quali da parte di istituti di cambio o rimesse, che sono tenuti a riferire tutte le transazioni di importo superiore ai 2 000 EUR.

(67)

In particolare Cipro, Lussemburgo e Malta, che ricevono poche segnalazioni di operazioni sospette rispetto alle dimensioni dei settori regolamentati nelle loro giurisdizioni.

(68)

Audizione pubblica della commissione PANA del 14 novembre 2016.

(69)

Se il reato fiscale si configuri come reato quando è commesso come atto positivo o per omissione o entrambe le cose, e se il reato fiscale sia di competenza degli organi amministrativi o delle autorità giudiziarie.

(70)

Italia, Spagna, Belgio, Bulgaria, Croazia, Grecia, Francia, Repubblica ceca, Polonia, Germania, Lituania, Portogallo, Romania, Slovenia, Paesi Bassi e Austria.

(71)

Studio dell'EPRS: "Member States' capacity to fight tax crimes" (Capacità degli Stati membri di contrastare la criminalità fiscale) – http://www.europarl.europa.eu/cmsdata/125760/EPRS_STUD_603.257_MS_capabilities_tax_crimes.pdf

(72)

Relazioni trapelate dell'Unità di informazione e analisi finanziaria (FIAU) di Malta.

(73)

Regno Unito, Lussemburgo, Malta, Portogallo e Cipro.

(74)

COM(2017)0340, pag. 5.

(75)

Testi approvati, P8_TA(2015)0408.

(76)

"Fighting tax crimes – cooperation between Financial Intelligence Units" (Lotta contro i reati fiscali – cooperazione tra le unità di informazione finanziaria), Dott. Amandine Scherrer e Dott. Anthony Amicelle, Servizio Ricerca del Parlamento europeo (EPRS), marzo 2017.

(77)

Le percentuali nel presente capitolo si basano su dati dell'ICIJ, analizzati dal Centro per gli studi politici europei su richiesta della commissione d'inchiesta del PE sul riciclaggio di denaro, l'elusione fiscale e l'evasione fiscale.

(78)

  "Role of advisors and intermediaries in the schemes revealed in the Panama Papers" (Il ruolo dei consulenti e degli intermediari nei regimi emersi nei Panama Papers), Willem Pieter de Groen, Centro per gli studi politici europei, aprile 2017.

(79)

"Role of advisors and intermediaries in the schemes revealed in the Panama Papers" (Il ruolo dei consulenti e degli intermediari nei regimi emersi nei Panama Papers), Willem Pieter de Groen, Centro per gli studi politici europei, aprile 2017.

(80)

Top 10 countries where intermediaries operate (I principali dieci paesi in cui operano gli intermediari), ICIJ.

(81)

Sulla base di una mappatura degli intermediari responsabili di circa l'8 6% delle entità nella banca dati dell'ICIJ.

(82)

In un'e-mail di Mossack Fonseca del 3 febbraio 2012, un rappresentate della società afferma che c'è stato un accordo con HSBC private Bank Lux, che prevede una collaborazione diretta con Mossack Fonseca e stabilisce che i nuovi clienti saranno sottoposti solamente a controlli blandi nell'ambito dell'adeguata verifica della clientela sulla base delle informazioni fornite dalla banca.

(83)

Maíra Martini, "Doors wide open: corruption and real estate in four key markets" (Porte spalancate: corruzione e proprietà immobiliari in quattro mercati chiave), 2017

(84)

Obermayer & Obermaier, 2016.

(85)

Risposte scritte di Norbert Naulin per l'audizione della commissione PANA, 14 novembre 2016.

(86)

Report on Investigation of Nordea Private Banking in relation to offshore structures (Relazione sull'indagine su Nordea Private Banking in relazione alle strutture offshore), del 20 giugno 2016, e missione presso la commissione parlamentare d'inchiesta belga, del 26 aprile 2017.

(87)

Secondo i dati del FMI, della Banca dei regolamenti internazionali, della Commissione europea e dell'economista Gabriel Zucman.

(88)

Oxfam, "Opening the vaults" (Banche in esilio), 2017.

(89)

Audizione della commissione PANA del 9 febbraio 2017.

(90)

Audizioni della commissione PANA del 13 ottobre 2016 e 24 gennaio 2017.

(91)

Ad esempio, Société Générale ha affermato dinanzi alla commissione di non essere il titolare effettivo delle due fondazioni, Rousseau e Valvert, della cui creazione aveva incaricato Mossack Fonseca, tuttavia tale affermazione è stata contraddetta dai documenti dei Panama Papers pubblicati dai giornalisti del consorzio internazionale dei giornalisti di inchiesta; analogamente, l'intermediario maltese Nexia BT ha risposto alle domande scritte della nostra commissione affermando che uno dei loro fondatori non aveva relazioni con Keith Schembri, capo del gabinetto del primo ministro maltese, mentre quest'ultimo ha firmato una lettera di referenze per Mossack Fonseca in cui dichiara di avere una relazione professionale e personale con il sig. Schembri da molti anni.

(92)

Oxfam, "Opening the vaults: The use of tax havens by Europe’s biggest banks" (Banche in esilio: come le grandi banche europee beneficiano dei paradisi fiscali), marzo 2017. https://www.oxfam.org/en/research/opening-vaults

(93)

Risposte scritte dell'ABE alla commissione PANA in occasione dell'audizione della commissione PANA del 13 ottobre 2016.

(94)

Come accade in Svizzera, dove la legge prevede che gli avvocati, se operano in qualità di direttori fiduciari, non sono obbligati in virtù della legge nazionale a effettuare controlli finalizzati all'adeguata verifica della clientela.

(95)

Si vedano, per esempio, le relazioni di valutazione reciproca del GAFI o lo studio "Fighting tax crimes – cooperation between Financial Intelligence Units" (Lotta contro i reati fiscali – cooperazione tra le unità di informazione finanziaria), di Amandine Scherrer e Anthony Amicelle, Servizio Ricerca del Parlamento europeo (EPRS), marzo 2017.

(96)

Rules on independence and responsibility regarding auditing, tax advice, accountancy, account certification services and legal services (Norme relative all'indipendenza e alla responsabilità in materia di revisione dei conti, consulenza fiscale, contabilità, servizi di certificazione dei conti e servizi giuridici), Ian Roxan e Saipriya Kamath (London School of Economics) e Willem Pieter De Groen (Centre for European Policy Studies), aprile 2017.

(97)

Scambio di opinioni tra la commissione PANA, i parlamenti nazionali e Mark Pieth, 31 gennaio 2017.

(98)

Richard Murphy and Saila Naomi Stausholm, "The Big 4, a study on opacity" (Le quattro grandi società di revisione contabile, uno studio sull'opacità), luglio 2017.

(99)

Si vedano, per esempio, le relazioni di valutazione reciproca del GAFI o lo studio "Fighting tax crimes – cooperation between Financial Intelligence Units" (Lotta contro i reati fiscali – cooperazione tra le unità di informazione finanziaria), di Amandine Scherrer e Anthony Amicelle, Servizio Ricerca del Parlamento europeo (EPRS), marzo 2017.

(100)

Risposte scritte da parte di Brooke Harrington alla commissione PANA in occasione dell'audizione della medesima commissione in data 24 gennaio 2017.

(101)

Resoconto di missione della commissione PANA negli Stati Uniti, dal 21 al 24 marzo 2017.

(102)

Gabriel Zucman, Teresa Lavender Fagan e Thomas Piketty (2015), "The hidden wealth of nations: The scourge of tax havens" (La ricchezza nascosta delle nazioni: la piaga dei paradisi fiscali). University of Chicago Press, 2015.

(103)

OCSE, "Illicit Financial Flows from Developing Countries: Measuring OECD Responses" (Flussi finanziari illeciti dai paesi in via di sviluppo: misurazione delle risposte dell'OCSE), 2014, p. 15.

(104)

Global Financial Integrity.

(105)

Marc Tran, "Tax Evasion Still Crippling Africa as Rich Countries Fail to Deliver Support" (L'evasione fiscale continua a paralizzare l'Africa, mentre manca il sostegno dei paesi ricchi), The Guardian, 10 maggio 2013.

(106)

Audizione del gruppo PANA sui paesi in via di sviluppo del 6 aprile 2017.

(107)

"Overcoming the shadow economy" (Superare l'economia sommersa), Joseph E. Stiglitz e Mark Pieth, novembre 2016.

(108)

La Danimarca ha infine risposto al questionario della commissione PANA in data 30 agosto 2017.

(109)

"Tax evasion, money laundering and tax transparency in the EU Overseas Countries and Territories" (Evasione fiscale, riciclaggio di denaro e trasparenza fiscale nei paesi e territori d'oltremare dell'UE), Isabelle Ioannides e Jan Tymowski, Servizio di ricerca del Parlamento europeo (EPRS), aprile 2017.


OVERVIEW OF ACTIVITIES DURING THE MANDATE

July 2016 - December 2017

* * *


I. COMMITTEE COMPOSITION

1. Bureau

Werner Langen

Chairman

EPP

Ana Gomes

1st Vice-Chair

S&D

Pirkko Ruohonen-Lerner

2nd Vice-Chair

ECR

Fabio De Masi

3rd Vice-Chair (until 22 October 2017)

GUE/NGL

Eva Joly

4th Vice-Chair

Greens/EFA

 

 

2. Coordinators

Dariusz Rosati

EPP

Markus Ferber

(Deputy Coordinator)

EPP

Peter Simon

S&D

Bernd Lucke

ECR

Michael Theurer (until 30 June 2017)

ALDE

Maite Pagazaurtundúa Ruiz (from 1st July 2017)

ALDE

Louis Michel(Deputy Coordinator)

 

ALDE

Patrick Le Hyaric

GUE/NGL

Matt Carthy(Deputy Coordinator)

 

GUE/NGL

Sven Giegold

Greens/EFA

David Coburn

EFDD

Barbara Kappel

ENF

3. Co-Rapporteurs

Jeppe Kofod

S&D

Petr Jezek

ALDE

 

4. Shadow-Rapporteurs

Ludek Niedermayer

EPP

Angel Dzhambazki

ECR

Miguel Urbán Crespo

GUE/NGL

Molly Scott Cato

Greens/EFA

Marco Valli

EFDD

Barbara Kappel

ENF

5. Members

The committee is composed of 65 Members distributed by political groups as follows:

EPP

20

S&D

17

ECR

6

ALDE

6

GUE/NGL

4

Greens/EFA

4

EFDD

3

ENF

4

N-A

1

List of Members as of 18 October 2017

FULL Members

 

SUBSTITUTES

L

EPP

19/20

 

L

EPP

19/20

DE

M. BALZ Burkhard

 

 

BG

M. ADEMOV Asim Ahmedov

 

MT

M. CASA David

 

 

FR

M. CADEC Alain

 

FR

M. ENGEL Frank

 

 

EL

M. CHRISTOFOROU Lefteris

 

DE

M. FERBER Markus

 

 

FR

Mme DATI Rachida

 

PT

M. FERNANDES José Manuel

 

 

EN

M. HAYES Brian

 

ES

M. DE GRANDES PASCUAL Luis

 

 

SV

M. HÖKMARK Gunnar

 

DE

M. KARAS Othmar

 

 

DE

M. JAHR Peter

 

FR

M. LAMASSOURE Alain

 

 

EN

M. KELLY Seán

 

NL

Mme DE LANGE Esther

 

 

EL

M. KYRTSOS Georgios

 

DE

M. LANGEN Werner

(Chair)

 

HR

Mme MALETIĆ Ivana

 

FR

Mme LE GRIP Constance

 

 

DE

M. MANN Thomas

 

ES

M. MATO Gabriel

 

 

IT

M. MARTUSCIELLO Fulvio

 

PT

M. MELO Nuno

 

 

EN

M. SCHÖPFLIN György

 

MT

Mme METSOLA Roberta

 

 

DE

M. SCHULZE Sven

 

CS

M. NIEDERMAYER Luděk

 

 

SK

M. ŠTEFANEC Ivan

 

FI

Mme PIETIKÄINEN Sirpa

 

 

RO

M. STOLOJAN Theodor Dumitru

 

PL

M. ROSATI Dariusz

 

 

IT

M. TAJANI Antonio

 

SL

Mme TOMC Romana

 

 

HU

M. WINKLER Iuliu

 

NL

M. VANDENKENDELAERE Tom

 

 

MT

M. ZAMMIT DIMECH Francis

 

L

S&D

15/17

 

L

S&D

17/17

FR

M. BAYET Hugues

 

 

FR

Mme BERÈS Pervenche

 

IT

M. COFFERATI Sergio Gaetano

 

 

EN

Mme CHILDERS Nessa

 

IT

M. GASBARRA Enrico

 

 

FR

Mme DELVAUX Mady

 

PT

Mme GOMES Ana

(1st VC)

 

SL

Mme FAJON Tanja

 

IT

M. GUALTIERI Roberto

 

 

PL

Mme GERINGER DE OEDENBERG Lidia Joanna

ES

M. JÁUREGUI ATONDO Ramón

 

 

EN

Mme GILL Neena

 

EL

Mme KAILI Eva

 

 

DE

M. LIETZ Arne

 

DA

M. KOFOD Jeppe

 

 

SV

M. LUDVIGSSON Olle

 

DE

M. KÖSTER Dietmar

 

 

EN

Mme MCAVAN Linda

 

ET

Mme LAURISTIN Marju

 

 

HU

M. NIEDERMÜLLER Péter

 

ES

M. LÓPEZ AGUILAR Juan Fernando

 

 

RO

M. PAVEL Emilian

 

FR

M. MAUREL Emmanuel

 

 

FR

Mme ROZIÈRE Virginie

 

DE

Mme REGNER Evelyn

 

 

MT

M. SANT Alfred

 

DE

M. SIMON Peter

 

 

PT

M. DOS SANTOS Manuel

 

NL

M. TANG Paul

 

 

IT

Mme SCHLEIN Elly

 

L

ECR

6/6

 

HU

M. SZANYI Tibor

 

 

IT

M. VIOTTI Daniele

 

BG

M. DZHAMBAZKI Angel

 

 

 

L

ECR

4/6

PL

M. LEGUTKO Ryszard Antoni

 

 

DE

M. LUCKE Bernd

 

 

EN

M. KARIM Sajjad

 

FI

Mme RUOHONEN-LERNER Pirkko

(2nd VC)

 

NL

M. LOONES Sander

 

EN

Mme SWINBURNE Kay

 

 

IT

M. SERNAGIOTTO Remo

 

LV

M. ZĪLE Roberts

 

 

EN

M. TANNOCK Charles

 

L

ALDE

6/6

 

L

ALDE

6/6

CS

M. JEŽEK Petr

 

 

LT

M. AUŠTREVIČIUS Petras

 

FR

M. MICHEL Louis

 

 

ES

M. CALVET CHAMBON Enrique

 

NL

Mme VAN NIEUWENHUIZEN Cora

 

 

FR

M. CORNILLET Thierry

 

ES

Mme PAGAZAURTUNDÚA RUIZ Maite

 

FR

Mme GRIESBECK Nathalie

 

DE

M. THEURER Michael

 

 

NL

Mme IN ‘T VELD Sophia

 

ES

M. TREMOSA I BALCELLS Ramon

 

 

SV

M. TORVALDS Nils

 

L

GUE/NGL

4/4

 

L

GUE/NGL

4/4

EN

M. CARTHY Matt

 

 

ES

Mme ALBIOL GUZMÁN Marina

 

DE

M. DE MASI Fabio

(3rd VC)

 

EL

M. HADJIGEORGIOU Takis

 

FR

M. LE HYARIC Patrick

 

 

EL

M. KOULOGLOU Stelios

 

ES

M. URBÁN CRESPO Miguel

 

 

PT

M. VIEGAS Miguel

 

L

Greens/EFA

4/4

 

L

Greens/EFA

4/4

FR

M. DURAND Pascal

 

 

FI

Mme HAUTALA Heidi

 

DE

M. GIEGOLD Sven

 

 

DE

M. REIMON Michel

 

FR

Mme JOLY Eva

(4th VC)

 

ES

M. SOLÉ Jordi

 

EN

Mme SCOTT CATO Molly

 

 

ES

M. URTASUN Ernest

 

L

EFDD

3/3

 

L

EFDD

3/3

EN

M. COBURN David

 

 

EN

M. BATTEN Gerard

 

EN

M. FINCH Raymond

 

 

EN

M. CARVER James

 

DE

Mme VON STORCH Beatrix

 

 

IT

M. VALLI Marco

 

L

ENF

4/4

 

L

ENF

3/4

IT

M. BORGHEZIO Mario

 

 

IT

M. FONTANA Lorenzo

 

DE

Mme KAPPEL Barbara

 

 

FR

M. MONOT Bernard

 

FR

M. LEBRETON Gilles

 

 

DE

M. PRETZELL Marcus

 

IT

M. ZANNI Marco

 

 

 

 

 

L

N-A

1/1

 

 

 

 

EL

M. ZARIANOPOULOS Sotirios

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


II. COMMITTEE MEETINGS and MISSIONS

The constitutive meeting took place on 12 July 2016.

The PANA Committee held 30 ordinary meetings and 16 Coordinators’ meetings from July 2016 until November 2017.

PANA Committee meetings

  28 meetings in Brussels

  2 meetings in Strasbourg

1 joint meeting

  with ECON with National Parliaments, in Brussels, on 31 January 2017

1 joint hearing

  with JURI on ‘The EU-wide protection of whistleblowers’, in Brussels, on 21 June 2017

2 workshops

  on ‘How to better prepare works of Inquiry Committee’, in Brussels, on 19 and 20 October 2016

  on ‘Offshore activities and money laundering: recent findings and challenges , in Brussels, on 26 January 2017

Coordinators’ meetings

  12 July 1016 in Brussels

  8 September 2016 in Brussels

  12 September 2016 in Strasbourg

  12 October 2016 in Brussels

  8 November 2016 in Brussels

  21 November 2016 in Strasbourg

  7 December 2016 in Brussels

  23 January 2017 in Brussels

  2 February 2017 in Brussels

  13 February 2017 in Strasbourg (‘Joint PANA/AFCO/EMIS Coordinators’ meeting’)

  13 March 2017 in Strasbourg

  3 April 2017 in Strasbourg

  4 May 2017 in Brussels

  30 May 2017 in Brussels

  12 October 2017 in Brussels

  28 November 2017 in Brussels

Shadow-Rapporteurs meetings

  11 September 2017 in Strasbourg

  25 September 2017 in Brussels

  2 October 2017 in Strasbourg

  9 October 2017 in Brussels

  11 October 2017 in Brussels

In addition, the Chair, Werner Langen, the two co-rapporteurs, Jeppe Kofod and Petr Jezek, and the Greens Coordinator, Sven Giegold, were invited to a meeting with the Members of Belgian Special Committee into the Panama Papers, on 26 April 2017, in the premises of the Belgian Parliament.

* * *

The PANA Committee held 7 fact-findings missions from February 2017 until September 2017:

  9-10 February - Mission to United Kingdom

  20 February - Mission to Malta

  2-3 March - Mission to Luxembourg

  21-24 March - Mission to USA (Washington and Delaware)

  22-23 June - Mission to Portugal

  7 July - Mission to Cyprus

  14-15 September - Mission to Switzerland


III. ACTIVITIES OF THE COMMITTEE

1. Programme of hearings and missions

Date

Topic / objective

Tuesday, 27 September 2016

09.00 - 11.30

Public hearing

Panama papers – Discussion with the investigative journalists behind the revelations

Thursday, 13 October 2016

9.00 - 12.30

Public hearing

Anti-money laundering and tax evasion: Who sets the rules and how?

Wednesday, 19 October 2016, 15.00 - 18.00

Thursday, 20 October 2016

9.00 - 17.30

Workshop

“How to better prepare works of Inquiry Committee”

Tuesday, 8 November 2016

14.00 - 15.30Public hearing

 

Hearing with Věra Jourová, Member of the European Commission responsible for Justice, Consumers and Gender Equality on “Anti-Money Laundering: state of play of the implementation of EU legislation

Monday, 14 November 2016

15.00 - 18.30

Public hearing

“Anti-money laundering and tax evasion: Who assures compliance with the rules and enforces them?

Wednesday, 16 November 2016

11.00 - 12.30

Extraordinary meeting

Exchange of views with Professor Joseph E. Stiglitz

Wednesday, 7 December 2016

15.00 - 18.30

Public hearing

Hearing with Pierre Moscovici, Member of the European Commission responsible for Economic and Financial Affairs, Taxation and Customs on “Fight against tax evasion and anti-money laundering: state of play of progress made at EU level

Tuesday, 24 January 2017

9.00 - 12.30

Public hearing

The role of lawyers, accountants and bankers in Panama Papers (Part I)

Thursday, 26 January 2017

11.00 - 12.00

Committee meeting

Working document on the inquiry into Money Laundering, Tax Avoidance and Tax Evasion

Thursday, 26 January 2017

14.00 - 16.00

Workshop

Workshop on "Offshore activities and money laundering: recent findings and challenges”

Interparliamentary week

Tuesday, 31 January 2017

9.30 - 11.15

Joint hearing ECON/PANA with National Parliaments

Panama Papers, Bahamas leaks: which follow-up did national Parliaments give to the revelations? Which lessons can be learned?

Thursday, 9 February 2017

9.00 - 12.30

Public hearing

The role of lawyers, accountants and bankers in Panama Papers (Part II)

Thursday, 9 February pm - Friday 10 February 2017

Mission

Mission to United Kingdom

Monday, 20 February 2017

Mission

Mission to Malta

Thursday, 2 March pm - Friday 3 March am

Mission

Mission to Luxembourg

Monday, 6 March 2017

15.00 - 18.30

Public hearing

The role of lawyers, accountants and bankers in Panama Papers (Part III)

21 to 24 March 2017

Mission

Mission to USA

Thursday, 6 April 2017

9.00 - 12.00 (Strasbourg)

Public hearing

Impact of the schemes revealed by the Panama Papers

Thursday, 27 April 2017

14.30 - 18.00

Committee meeting

Presentation of studies (Part I)

Session 1: Money laundering and tax evasion: What’s the impact on Member States and how effective are they in fighting it?

Tuesday, 2 May 2017

15.00 - 18.30

Committee meeting

Presentation of studies (Part II)

Session 2: Offshore practices: The roles and responsibilities of intermediaries and the relations of EU Member States with their overseas countries and territories

Thursday, 4 May 2017

9.00 - 12.30

Public hearing

Hearing with Commissioner Pierre Moscovici, Member of the European Commission responsible for Economic and Financial Affairs, Taxation and Customs

Tuesday, 9 May 2017

9.00 - 12.30

Public hearing

Cooperation in tax matters with European jurisdictions

Tuesday, 30 May 2017

15.00 - 16.30

Public hearing

Hearing with the President of the European Commission, J.C. Juncker

Tuesday, 30 May 2017

16.45 - 17.30

Public hearing

Hearing with F. Rocha Andrade

Wednesday, 21 June 2017

9.00 - 11.00

Joint PANA/JURI public hearing

Joint PANA-JURI hearing

The EU-wide protection of whistleblowers’

Wednesday, 21 June 2017

15.00 - 17.30

Public hearing

Financial Intelligence Units (FIUs) ins and outs and the Russian "Laundromat" case

Thursday, 22 June 2017

Friday, 23 June 2017

Mission

Mission to Portugal

Monday, 3 July 2017

19.00 - 20.30 (Strasbourg)

Public hearing

Hearing with Věra Jourová, Member of the European Commission responsible for Justice, Consumers and Gender Equality

Friday, 7 July 2017

Mission

Mission to Cyprus

Monday, 10 July 2017

16.30 - 18.30

Committee meeting

Consideration of draft report + draft recommendation

Tuesday, 11 July 2017

14.00 - 16.00

Committee meeting

Exchange of views with EU Finance Ministers

Thursday, 14 September

Friday, 15 September 2017

Mission

Mission to Switzerland

Tuesday, 26 September 2017

9.00 - 12.30

Public hearing

Hearing on “Tax planning: do celebrities and companies breach the EU law?”

Thursday, 12 October 2017

10.00 - 12.30

Committee meeting

Consideration of amendments

Wednesday, 18 October

14.00 - 17.30

Committee meeting

Vote on draft report and draft recommendation

Tuesday, 28 November 2017

10.00 - 12.30

Public hearing

Hearing on "Money Laundering: The case of NLB financial group Slovenia and Azerbaijan Laundromat revelations"

Tuesday, 28 November 2017

15.00 - 18.00

Public hearing

Hearing on “The Paradise Papers - What are they about and why are they relevant”


2. List of speakers (hearings and missions)

Name

Date

Meeting/Delegation

Organisation

Function

Country

Link

Gerard Ryle

Tuesday, 27 September 2016

09.00 - 11.30

Public hearing

International Consortium of Investigative Journalists (ICIJ)

Director

United States

Panama papers – Discussion with the investigative journalists behind the revelations

Bastian Obermayer

Tuesday, 27 September 2016

09.00 - 11.30

Public hearing

Süddeutsche Zeitung

Journalist

Germany

Panama papers – Discussion with the investigative journalists behind the revelations

Frederik Obermaier

Tuesday, 27 September 2016

09.00 - 11.30

Public hearing

Süddeutsche Zeitung

Journalist

Germany

Panama papers – Discussion with the investigative journalists behind the revelations

Kristof Clerix

Tuesday, 27 September 2016

09.00 - 11.30

Public hearing

Knack Magazine

Journalist

Belgium

Panama papers – Discussion with the investigative journalists behind the revelations

Oliver Zihlmann

Tuesday, 27 September 2016

09.00 - 11.30

Public hearing

Sonntagszeitung /

Le Matin Dimanche

Journalist

Switzerland

Panama papers – Discussion with the investigative journalists behind the revelations

Julia Stein

Tuesday, 27 September 2016

09.00 - 11.30

Public hearing

Norddeutscher Rundfunk (NDR)

Journalist

Germany

Panama papers – Discussion with the investigative journalists behind the revelations

Jan Strozyk

Tuesday, 27 September 2016

09.00 - 11.30

Public hearing

Norddeutscher Rundfunk (NDR)

Journalist

Germany

Panama papers – Discussion with the investigative journalists behind the revelations

Minna Knus

Tuesday, 27 September 2016

09.00 - 11.30

Public hearing

MOT (Finnish Broadcasting Company)

Journalist

Finland

Panama papers – Discussion with the investigative journalists behind the revelations

Michael Lennard

Thursday, 13 October 2016

9.00 - 12.30

Public hearing

International Tax Cooperation Section U.N. Dept. of Economic and Social Affairs - United Nations (UN)

Chief of International Tax Cooperation Section U.N.

Switzerland

Anti-money laundering and tax evasion: Who sets the rules and how?

Caroline Malcolm

Thursday, 13 October 2016

9.00 - 12.30

Public hearing

OECD’s Centre for Tax Policy and Administration

Senior Counsellor and Advisor to the Director and Deputy Director

France

Anti-money laundering and tax evasion: Who sets the rules and how?

Daniel Thelesklaf

Thursday, 13 October 2016

9.00 - 12.30

Public hearing

Committee on the Evaluation of Anti-Money Laundering Measures and the Financing of Terrorism (MONEYVAL)

President

France

Anti-money laundering and tax evasion: Who sets the rules and how?

Isabelle Vaillant

Thursday, 13 October 2016

9.00 - 12.30

Public hearing

European Banking Authority (EBA)

Director for Regulations

European Union

Anti-money laundering and tax evasion: Who sets the rules and how?

Elise J. Bean

Wednesday, 19 October 2016 and

Thursday, 20 October 2016

Workshop

Levin Center at Wayne State University Law School

Co-Director of Training and Conferences

United States

“How to better prepare works of Inquiry Committee”

Katie Bailey

Wednesday, 19 October 2016 and

Thursday, 20 October 2016

Workshop

U.S. House of Representatives' Subcommittee on Government Operations within the Committee on Oversight and Government

Staff Director

United States

“How to better prepare works of Inquiry Committee”

Věra Jourová

Tuesday, 8 November 2016

14.00 - 15.30Public hearing

 

European Commission

Commissioner responsible for Justice, Consumers and Gender Equality

European Commission

European Union

Hearing with Commissioner Věra Jourová

Giovanni Kessler

Monday, 14 November 2016

15.00 - 18.30

Public hearing

European Anti-Fraud Office (OLAF)

Director General

European Union

“Anti-money laundering and tax evasion: Who assures compliance with the rules and enforces them?

Simon Riondet

Monday, 14 November 2016

15.00 - 18.30

Public hearing

EUROPOL

Business manager – Head of the Financial intelligence Group

European Union

“Anti-money laundering and tax evasion: Who assures compliance with the rules and enforces them?

Klaus Meyer-Cabri

Monday, 14 November 2016

15.00 - 18.30

Public hearing

EUROJUST

German Member of EUROJUST’s College

European Union

“Anti-money laundering and tax evasion: Who assures compliance with the rules and enforces them?

Philippe de Koster

Monday, 14 November 2016

15.00 - 18.30

Public hearing

CTIF-CFI (Belgian Financial Intelligence Unit)

President

Belgium

“Anti-money laundering and tax evasion: Who assures compliance with the rules and enforces them?

Michel Claise

Monday, 14 November 2016

15.00 - 18.30

Public hearing

Ministry of Justice

Prosecutor

Belgium

“Anti-money laundering and tax evasion: Who assures compliance with the rules and enforces them?

Norbert Naulin

Monday, 14 November 2016

15.00 - 18.30

Public hearing

“EOKS” (Investigation Group

Organised Crime – Tax Fraud)

Head of the special investigation unit “EOKS” of the North Rhine-Westphalia tax authorities who analyse leaked data

Germany

“Anti-money laundering and tax evasion: Who assures compliance with the rules and enforces them?

Patrick Montagner

Monday, 14 November 2016

15.00 - 18.30

Public hearing

College of the French prudential supervisor

Deputy Secretary General

France

“Anti-money laundering and tax evasion: Who assures compliance with the rules and enforces them?

Joseph E. Stiglitz

Wednesday, 16 November 2016

11.00 - 12.30

Public hearing

Columbia University in New York

University Professor at Columbia University Former Chair of the Panama Papers Inquiry Committee

United States

Exchange of views with Professor Joseph E. Stiglitz

Pierre Moscovici

Wednesday, 7 December 2016

15.00 - 18.30

Public hearing

European Commission

Commissioner responsible for Economic and Financial Affairs, Taxation and Customs

European Union

Hearing with Commissioner Pierre Moscovici and Ashish Kumar, Policy Analyst at Financial Action Task Force (FATF)

Ashish Kumar

Wednesday, 7 December 2016

15.00 - 18.30

Public hearing

Financial Action Task Force (FATF)

Policy Analyst

France

Hearing with Commissioner Pierre Moscovici and Ashish Kumar, Policy Analyst at Financial Action Task Force (FATF)

Ronen Palan

Tuesday, 24 January 2017

9.00 - 12.30

Public hearing

Tax Justice Network

Senior advisor

United Kingdom

The role of lawyers, accountants and bankers in Panama Papers (Part I)

Brooke Harrington

Tuesday, 24 January 2017

9.00 - 12.30

Public hearing

 

Copenhagen Business School

Associate Professor

Denmark

The role of lawyers, accountants and bankers in Panama Papers (Part I)

Daniel Hall

Tuesday, 24 January 2017

9.00 - 12.30

Public hearing

Burford Capital

Director and co-head of Burford’s global corporate intelligence

United Kingdom

The role of lawyers, accountants and bankers in Panama Papers (Part I)

Rupert Manhart

Tuesday, 24 January 2017

09.00 - 12.30

Public hearing

Anti-money laundering Committee of The Council of Bars and Law Societies of Europe (CCBE)

Chair

Belgium

The role of lawyers, accountants and bankers in Panama Papers (Part I)

Richard Frimston

Tuesday, 24 January 2017

09.00 - 12.30

Public hearing

Anti-money laundering Committee of The Council of Bars and Law Societies of Europe (CCBE)

Member of the CCBE and expert on topics relating to tax, beneficial ownership, and offshore activities aspects

Belgium

The role of lawyers, accountants and bankers in Panama Papers (Part I)

Wim Mijs

Tuesday, 24 January 2017

09.00 - 12.30

Public hearing

European Banking Federation (EBF)

Chief Executive Officer

Belgium

The role of lawyers, accountants and bankers in Panama Papers (Part I)

Roger Kaiser

Tuesday, 24 January 2017

09.00 - 12.30

Public hearing

European Banking Federation (EBF)

Senior Policy Adviser

Belgium

The role of lawyers, accountants and bankers in Panama Papers (Part I)

Stef van Weeghel

Tuesday, 24 January 2017

09.00 - 12.30

Public hearing

Price Waterhouse Coopers (PWC)

Global Tax Policy Leader

Belgium

The role of lawyers, accountants and bankers in Panama Papers (Part I)

Brigitte Unger

Thursday, 26 January 2017

14.00 - 16.00

Workshop

Utrecht University

Chair of public sector economics

The Netherlands

Working document on the inquiry into Money Laundering, Tax Avoidance and Tax Evasion

Mark Pieth

Interparliamentary week

Tuesday, 31 January 2017

9.30 - 11.15

Joint hearing ECON/PANA with National Parliaments

University of Basel, Switzerland

Professor of Criminal Law and Criminology

Former Member of Panama Papers Inquiry Committee

Switzerland

Panama Papers, Bahamas leaks: which follow-up did national Parliaments give to the revelations? Which lessons can be learned?

Ed Groot

Interparliamentary week

Tuesday, 31 January 2017

9.30 - 11.15

Joint hearing ECON/PANA with National Parliaments

Dutch Parliamentary Committee of Inquiry into Tax structures

Chair

The Netherlands

Panama Papers, Bahamas leaks: which follow-up did national Parliaments give to the revelations? Which lessons can be learned?

Ahmed Ahmed Laaouej

Interparliamentary week

Tuesday, 31 January 2017

9.30 - 11.15

Joint hearing ECON/PANA with National Parliaments

Belgian Special Committee on the Panama Papers

Chair

Belgium

Panama Papers, Bahamas leaks: which follow-up did national Parliaments give to the revelations? Which lessons can be learned?

Kai Jan Krainer

Interparliamentary week

Tuesday, 31 January 2017

9.30 - 11.15

Joint hearing ECON/PANA with National Parliaments

Committee on Finance of the Austrian National Council

Vice-Chair

Austria

Panama Papers, Bahamas leaks: which follow-up did national Parliaments give to the revelations? Which lessons can be learned?

Benedikt Strunz

 

Thursday, 9 February 2017

9.00 - 12.30

Public hearing

Norddeutscher Rundfunk/ NDR

Journalist

Germany

The role of lawyers, accountants and bankers in Panama Papers (Part II)

Aleksandra Helena Sobisz

Thursday, 9 February 2017

9.00 - 12.30

Public hearing

Berenberg Bank

Former compliance officer

Germany

The role of lawyers, accountants and bankers in Panama Papers (Part II)

Katrin Keikert

Thursday, 9 February 2017

9.00 - 12.30

Public hearing

Berenberg Bank

Former compliance officer

Germany

The role of lawyers, accountants and bankers in Panama Papers (Part II)

Michael Kemmer

Thursday, 9 February 2017

9.00 - 12.30

Public hearing

Association of German Banks

General Manager and member of the Board of Directors

Germany

The role of lawyers, accountants and bankers in Panama Papers (Part II)

 

Thorsten Höche

 

Thursday, 9 February 2017

9.00 - 12.30

Public hearing

Association of German Banks

Head of the legal department

Germany

The role of lawyers, accountants and bankers in Panama Papers (Part II)

Ulrike Paul

 

Thursday, 9 February 2017

9.00 - 12.30

Public hearing

Bundesrechtsanwaltskammer (BRAK or German Federal Bar)

Vice-President

Germany

The role of lawyers, accountants and bankers in Panama Papers (Part II)

Frank Johnigk

 

Thursday, 9 February 2017

9.00 - 12.30

Public hearing

Bundesrechtsanwaltskammer (BRAK or German Federal Bar)

Head of the Department Money Laundering and Criminal Law

Germany

The role of lawyers, accountants and bankers in Panama Papers (Part II)

Søren Kristensen

Thursday, 9 February 2017

9.00 - 12.30

Public hearing

Danish Broadcasting Corporation (DR), International Consortium of Investigative Journalists (ICIJ)

Journalist

Denmark

The role of lawyers, accountants and bankers in Panama Papers (Part II)

Matthew Elderfield

Thursday, 9 February 2017

9.00 - 12.30

Public hearing

Nordea

Head of Group Compliance and Member of Nordea Executive Management

Sweden

The role of lawyers, accountants and bankers in Panama Papers (Part II)

Johan Ekwall

Thursday, 9 February 2017

9.00 - 12.30

Public hearing

Nordea

Chief of staff

Sweden

The role of lawyers, accountants and bankers in Panama Papers (Part II)

Biörn Riese

Thursday, 9 February 2017

9.00 - 12.30

Public hearing

Mannheimer Swartling

Member of the Corporate Sustainability & Risk Management,

M&A and Corporate Commercial groups

Sweden

The role of lawyers, accountants and bankers in Panama Papers (Part II)

Andreas Steen

Thursday, 9 February 2017

9.00 - 12.30

Public hearing

Mannheimer Swartling

Member of Corporate Commercial practice

group

Sweden

The role of lawyers, accountants and bankers in Panama Papers (Part II)

Prem Sikka

Thursday, 9 February

Friday 10 February 2017

Mission to UK

Essex Business School

Professor of Accounting

United Kingdom

Mission to United Kingdom

Sol Picciotto

Thursday, 9 February

Friday 10 February 2017

Mission to UK

Lancaster University

Emeritus Professor, Senior Fellow, International Centre for Tax & Development

United Kingdom

Mission to United Kingdom

Rita de la Feria

Thursday, 9 February

Friday 10 February 2017

Mission to UK

University of Leeds

Professor

United Kingdom

Mission to United Kingdom

Murray Worthy

Thursday, 9 February Friday 10 February 2017

Mission to UK

Anti-corruption organisation Global Witness

Expert on money laundering

United Kingdom

Mission to United Kingdom

Rachel Davies

Thursday, 9 February

Friday 10 February 2017

Mission to UK

Transparency International UK

Senior Advocacy Manager

United Kingdom

Mission to United Kingdom

Richard Murphy

Thursday, 9 February Friday 10 February 2017

Mission to UK

Tax Justice Network

Chartered accountant and political economist

United Kingdom

Mission to United Kingdom

Oliver Pearce

Thursday, 9 February Friday 10 February 2017

Mission to UK

Oxfam

Policy Manager for tax and inequality

United Kingdom

Mission to United Kingdom

Peter Dempsey

Thursday, 9 February Friday 10 February 2017

Mission to UK

Self-employed

Lawyer

United Kingdom

Mission to United Kingdom

Douglas Flint

Thursday, 9 February Friday 10 February 2017

Mission to UK

HSBC

Group Chairman

United Kingdom

Mission to United Kingdom

Paul Rankin

Thursday, 9 February

Friday 10 February 2017

Mission to UK

HSBC

Managing Director Group Government Affairs

United Kingdom

Mission to United Kingdom

Iain McKinnon

Thursday, 9 February Friday 10 February 2017

Mission to UK

HSBC

Group Head of Tax

United Kingdom

Mission to United Kingdom

Paul Kelly

Thursday, 9 February Friday 10 February 2017

Mission to UK

HSBC

Head of Tax Transparency

United Kingdom

Mission to United Kingdom

Hank Cole

Thursday, 9 February Friday 10 February 2017

Mission to UK

HSBC

Global Head of Operational Intelligence

United Kingdom

Mission to United Kingdom

Barbara Patow

Thursday, 9 February Friday 10 February 2017

Mission to UK

HSBC

Global Head of Strategic Initiatives, AML

United Kingdom

Mission to United Kingdom

David Rowe-Francis

Thursday, 9 February Friday 10 February 2017

Mission to UK

HSBC

UK Head of AML

United Kingdom

Mission to United Kingdom

Will Morgan

Thursday, 9 February Friday 10 February 2017

Mission to UK

HSBC

Group Government Affairs, Financial System Integrity

United Kingdom

Mission to United Kingdom

Ian Messer

Thursday, 9 February Friday 10 February 2017

Mission to UK

Law Society of Scotland

Representative of Solicitors Regulation Authority (SRA)

United Kingdom

Mission to United Kingdom

John Riches

Thursday, 9 February Friday 10 February 2017

Mission to UK

Law Society of England and Wales (LSEW)

Chair, Society of Trust and Estate Practitioners (STEP) Public Policy Committee

United Kingdom

Mission to United Kingdom

Sandy Bhogal

Thursday, 9 February Friday 10 February 2017

Mission to UK

Law Society of England and Wales (LSEW)

Chair of International Tax Law

United Kingdom

Mission to United Kingdom

Edward Craft

Thursday, 9 February Friday 10 February 2017

Mission to UK

Law Society of England and Wales (LSEW)

Member of the LSEW Company Law Committee

United Kingdom

Mission to United Kingdom

Amy Bell

Thursday, 9 February Friday 10 February 2017

Mission to UK

Law Society of England and Wales (LSEW)

Chair of the LSEW AML Task Force

United Kingdom

Mission to United Kingdom

Robert Hodgkinson

Thursday, 9 February Friday 10 February 2017

Mission to UK

Institute of Chartered Accountants in England and Wales (ICAEW)

Executive Director

United Kingdom

Mission to United Kingdom

Frank Haskew

Thursday, 9 February Friday 10 February 2017

Mission to UK

Institute of Chartered Accountants in England and Wales (ICAEW)

Head of Tax

United Kingdom

Mission to United Kingdom

Ian Young

Thursday, 9 February Friday 10 February 2017

Mission to UK

Institute of Chartered Accountants in England and Wales (ICAEW)

International Tax Manager

United Kingdom

Mission to United Kingdom

Simon Tosserams

Thursday, 9 February Friday 10 February 2017

Mission to UK

Institute of Chartered Accountants in England and Wales (ICAEW)

EU Affairs Executive

United Kingdom

Mission to United Kingdom

Edward Scicluna

Monday, 20 February 2017

Mission to Malta

EU Presidency

Maltese Government

Minister of Finance

Malta

Mission to Malta

Joe V. Bannister

Monday, 20 February 2017

Mission to Malta

Malta Financial Service Authority

Chair

Malta

Mission to Malta

Marianne Scicluna

Monday, 20 February 2017

Mission to Malta

Malta Financial Service Authority

Director-General

Malta

Mission to Malta

Anton Bartolo

Monday, 20 February 2017

Mission to Malta

Malta Financial Service Authority

Director of Enforcement

Malta

Mission to Malta

Lawrence Cutajar

Monday, 20 February 2017

Mission to Malta

Maltese Police

Police Commissionner

Malta

Mission to Malta

Daphne Caruana Galizia

Monday, 20 February 2017

Mission to Malta

Self-employed

Journalist

Malta

Mission to Malta

Ivan Camilleri

Monday, 20 February 2017

Mission to Malta

Times of Malta

Journalist

Malta

Mission to Malta

Matthew Vella

Monday, 20 February 2017

Mission to Malta

Malta Today

Journalist

Malta

Mission to Malta

Alexander Balzan

Monday, 20 February 2017

Mission to Malta

One News

Journalist

Malta

Mission to Malta

Pierre Mifsud

Monday, 20 February 2017

Mission to Malta

EMD Advocates

Founding partner

Malta

Mission to Malta

Malcolm Booker

Monday, 20 February 2017

Mission to Malta

Deloitte Malta

Chief Executive Officer

Malta

Mission to Malta

Manfred Galdes

Monday, 20 February 2017

Mission to Malta

ARQ Risk and Compliance

Ltd.

Director

Malta

Mission to Malta

Paul Mifsud

Monday, 20 February 2017

Mission to Malta

Sparkasse Bank

Managing Director

Malta

Mission to Malta

Konrad Mizzi

Monday, 20 February 2017

Mission to Malta

Maltese Government

Minister within the Office of the Prime Minister

Malta

Mission to Malta

Beppe Fenech Adami

Monday, 20 February 2017

Mission to Malta

Parliament of Malta

National Deputy

Malta

Mission to Malta

Pierre Gramegna

Thursday, 2 March - Friday 3 March 2017

Mission to Luxembourg

Luxembourg Government

Minister for Finance

Luxembourg

Mission to Luxembourg

Félix Braz

Thursday, 2 March - Friday 3 March 2017

Mission to Luxembourg

Luxembourg Government

Minister for Justice

Luxembourg

Mission to Luxembourg

Eugène Berger

Thursday, 2 March - Friday 3 March 2017

Mission to Luxembourg

Luxembourg Chamber of Deputies

Member of Finance Committee

Luxembourg

Mission to Luxembourg

Fabien Grasser

Thursday, 2 March - Friday 3 March 2017

Mission to Luxembourg

Le Quotidien Luxembourg

Journalist

Luxembourg

Mission to Luxembourg

Anthony A Simcic

Thursday, 2 March - Friday 3 March 2017

Mission to Luxembourg

HSBC Luxembourg

Managing Director Head of Private Banking

Luxembourg

Mission to Luxembourg

Claude Marx

Thursday, 2 March pm - Friday 3 March am

Commission de Surveillance du Secteur Financier (CSSF)

Director-General

Luxembourg

Mission to Luxembourg

Claude Simon

Thursday, 2 March - Friday 3 March 2017

Mission to Luxembourg

Commission de Surveillance du Secteur Financier (CSSF)

Member of the management Board and Member of SSM Board of Supervisors

Luxembourg

Mission to Luxembourg

François Prum

Thursday, 2 March - Friday 3 March 2017

Mission to Luxembourg

Luxembourgish Bar

Head of Luxembourgish Bar

Luxembourg

Mission to Luxembourg

Wim Piot

Thursday, 2 March - Friday 3 March 2017

Mission to Luxembourg

PwC Luxembourg

Managing Partner and Tax Leader

Luxembourg

Mission to Luxembourg

Elizabeth Jane McCormick

Thursday, 2 March - Friday 3 March 2017

Mission to Luxembourg

KPMG

Global Head of Tax

Luxembourg

Mission to Luxembourg

Patrick Suet

Monday, 6 March 2017

15.00 - 18.30

Public hearing

Société Générale Bank & Trust

Chairman

France

The role of lawyers, accountants and bankers in Panama Papers (Part III)

Anne Michel

Monday, 6 March 2017

15.00 - 18.30

Public hearing

Le Monde, ICIJ

Journalist

France

The role of lawyers, accountants and bankers in Panama Papers (Part III)

Sylvie David-Chino

Monday, 6 March 2017

15.00 - 18.30

Public hearing

BNP Paribas

Global Head of IFS Compliance

France

The role of lawyers, accountants and bankers in Panama Papers (Part III)

Albert Allo

Monday, 6 March 2017

15.00 - 18.30

Public hearing

TracFin (Traitement du renseignement et action contre les circuits financiers clandestins)

Deputy Director

France

The role of lawyers, accountants and bankers in Panama Papers (Part III)

Olivier Boutellis-Taft

Monday, 6 March 2017

15.00 - 18.30

Public hearing

Accountancy Europe, NGO

Chief Executive Officer

Belgium

The role of lawyers, accountants and bankers in Panama Papers (Part III)

Paul Gisby

Monday, 6 March 2017

15.00 - 18.30

Public hearing

Accountancy Europe, NGO

Manager for taxation and transparency

Belgium

The role of lawyers, accountants and bankers in Panama Papers (Part III)

Oliver Zihlmann

Monday, 6 March 2017

15.00 - 18.30

Public hearing

Sonntagszeitung | Le Matin Dimanche, ICIJ

Journalist

Switzerland

The role of lawyers, accountants and bankers in Panama Papers (Part III)

Jean-Bernard Schmid

Monday, 6 March 2017

15.00 - 18.30

Public hearing

Swiss Ministry of Justice

Public Prosecutor

Switzerland

The role of lawyers, accountants and bankers in Panama Papers (Part III)

Peter Lutz

Monday, 6 March 2017

15.00 - 18.30

Public hearing

Self-regulatory organisation for the combating of money laundering of the Swiss Bar Association and Swiss Notary Association

President

Switzerland

The role of lawyers, accountants and bankers in Panama Papers (Part III)

Giuseppe Marino

Monday, 6 March 2017

15.00 - 18.30

Public hearing

University of Milan

Professor Theory & Practice of International Tax Law

Italy

The role of lawyers, accountants and bankers in Panama Papers (Part III)

Caroline Vicini

21 to 24 March 2017

Mission to USA

Delegation of the European Union to the United States

Deputy Head of Delegation

Washington DC,

United States

Mission to USA

Elise Bean

21 to 24 March 2017

Mission to USA

Levin Center at Wayne State University Law School

Co-Director of Training and Conferences

Washington DC,

United States

Mission to USA

Gerard Ryle

21 to 24 March 2017

Mission to USA

International Consortium of

Investigative Journalists (ICIJ)

Director

Washington DC,

United States

Mission to USA

Gary Kalman

21 to 24 March 2017

Mission to USA

FACT Coalition

Executive Director

Washington DC,

United States

Mission to USA

Tom Cardamone

21 to 24 March 2017

Mission to USA

Global Financial Integrity

Managing Director

Washington DC,

United States

Mission to USA

Jane Gravelle

21 to 24 March 2017

Mission to USA

Government and Finance Division

Researcher

Washington DC,

United States

Mission to USA

Ron Wyden

21 to 24 March 2017

Mission to USA

Committee on Finance

National Deputy

(Senator)

Washington DC,

United States

Mission to USA

Richard Neal

21 to 24 March 2017

Mission to USA

Ways and Means Committee

National Deputy

Washington DC,

United States

Mission to USA

Tom Carper

21 to 24 March 2017

Mission to USA

Subcommittee on Investigations

National Deputy

(Senator)

Washington DC,

United States

Mission to USA

Orrin Hatch

21 to 24 March 2017

Mission to USA

Committee on Finance

National Deputy

(Senator)

Washington DC,

United States

Mission to USA

Peter C. Schwartzkopf

21 to 24 March 2017

Mission to USA

House Representatives of the General Assembly

National Deputy

Delaware,

United States

Mission to USA

Valerie Longhurst

21 to 24 March 2017

Mission to USA

House Representatives of the General Assembly

National Deputy

Delaware,

United States

Mission to USA

Daniel B. Short

21 to 24 March 2017

Mission to USA

House Representatives of the General Assembly

National Deputy

Delaware,

United States

Mission to USA

David B. McBride

21 to 24 March 2017

Mission to USA

Delaware General Assembly

National Deputy

(Senator)

Delaware,

United States

Mission to USA

Margaret

Rose Henry

21 to 24 March 2017

Mission to USA

Delaware General Assembly

National Deputy

(Senator)

Delaware,

United States

Mission to USA

F. Gary Simpson

21 to 24 March 2017

Mission to USA

Delaware General Assembly

National Deputy

(Senator)

Delaware,

United States

Mission to USA

Charles M. Elson

21 to 24 March 2017

Mission to USA

John L Weinberg Center for Corporate Governance at the University of

Delaware

Professor

Delaware,

United States

Mission to USA

Jeffrey W. Bullock

21 to 24 March 2017

Mission to USA

Delaware Executive Branch

National deputy

(Secretary of State)

Delaware,

United States

Mission to USA

Rick Geisenberger

21 to 24 March 2017

Mission to USA

Delaware Executive Branch

National deputy

(Secretary of Treasury)

Delaware,

United States

Mission to USA

Kristopher Knight

21 to 24 March 2017

Mission to USA

Delaware Executive Branch

National deputy

(Deputy Secretary of State and Director of the Corporations Division)

Delaware,

United States

Mission to USA

Matt Denn

21 to 24 March 2017

Mission to USA

Delaware Department of Justice

Attorney General

Delaware,

United States

Mission to USA

Lawrence A. Hamermesh

21 to 24 March 2017

Mission to USA

Widener University

Professor of Corporate and Business Law

Delaware,

United States

Mission to USA

 

Paul L. Regan

21 to 24 March 2017

Mission to USA

Widener University

Associate Director, Institute of Delaware

Corporate and Business Law

Delaware,

United States

Mission to USA

Alvin Mosioma

Thursday, 6 April 2017

9.00 - 10.30 (Strasbourg)

Public hearing

Tax Justice Network - Africa

Founding Executive Director

Kenya

Impact of the schemes revealed by the Panama Papers

Nuhu Ribadu

Thursday, 6 April 2017

9.00 - 10.30 (Strasbourg)

Public hearing

Nigerian government

(former anti-corruption official)

Official

Nigeria

Impact of the schemes revealed by the Panama Papers

Will Fitzgibbon

Thursday, 6 April 2017

9.00 - 10.30 (Strasbourg)

Public hearing

International Consortium of Investigative Journalists (ICIJ)

Journalist

USA

Impact of the schemes revealed by the Panama Papers

Ahmed Ahmed Laaouej

Wednesday 26 April 2017

16.00 - 17.30

Meeting in the premises of the Belgian Parliament

Belgian Special Committee on the Panama Papers

Chair

Belgium

Meeting with the Members of Belgian Special Committee into the Panama Papers

Luk Van Biesen

Wednesday 26 April 2017

16.00 - 17.30

Meeting in the premises of the Belgian Parliament

Belgian Special Committee on the Panama Papers

National Deputy

Belgium

Meeting with the Members of Belgian Special Committee into the Panama Papers

Roel Deseyn

Wednesday 26 April 2017

16.00 - 17.30

Meeting in the premises of the Belgian Parliament

Belgian Special Committee on the Panama Papers

National Deputy

Belgium

Meeting with the Members of Belgian Special Committee into the Panama Papers

Mark Delanote

Wednesday 26 April 2017

16.00 - 17.30

Meeting in the premises of the Belgian Parliament

Belgian Special Committee on the Panama Papers

National Deputy

Belgium

Meeting with the Members of Belgian Special Committee into the Panama Papers

Mike Beke

Thursday, 27 April

2017

14.30 - 18.00

Committee Meeting

Blomeyer & Sanz

Researcher

Spain

Presentation of studies (Part I)

David Buck

Thursday, 27 April

2017

14.30 - 18.00

Committee Meeting

Centre for Strategy & Evaluation Services (CSES)

Researcher

United Kingdom

Presentation of studies (Part I)

Jack Malan

Thursday, 27 April

2017

14.30 - 18.00

Committee Meeting

Centre for Strategy & Evaluation Services

Researcher

United Kingdom

Presentation of studies (Part I)

Amandine Scherrer

Thursday, 27 April

2017

14.30 - 18.00

Committee Meeting

European ParliamentEuropean Parliamentary

 

Research Service (EPRS)

Researcher

European Union

Presentation of studies (Part I)

Anthony Amicelle

Thursday, 27 April

2017

14.30 - 18.00

Committee Meeting

International Centre for Comparative Criminology, Université de Montréal, Canada

Researcher

Canada

Presentation of studies (Part I)

Willem Pieter de Groen

 

Tuesday, 2 May 2017

15.00 - 18.30

Committee meeting

Centre for European Policy Studies (CEPS)

Researcher

Belgium

Presentation of studies (Part II)

Ian Roxan

Tuesday, 2 May 2017

15.00 - 18.30

Committee meeting

London School of Economics (LSE)

Researcher

United Kingdom

Presentation of studies (Part II)

Herman Bröring

Tuesday, 2 May 2017

15.00 - 18.30

Committee meeting

Centre for European Financial Services Law at the University of Groningen

Researcher

The Netherlands

Presentation of studies (Part II)

Peter Clegg

Tuesday, 2 May 2017

15.00 - 18.30

Committee meeting

University of the West of England, Bristol

Researcher

United Kingdom

Presentation of studies (Part II)

Alexandre Maitrot de la Motte

 

Tuesday, 2 May 2017

15.00 - 18.30

Committee meeting

University of Paris-Est Créteil

Researcher

France

Presentation of studies (Part II)

Pierre Moscovici

Thursday, 4 May

2017

9.00 - 12.30

Public hearing

European Commission

Commissioner responsible for Economic and Financial Affairs, Taxation and Customs

European Union

Hearing with Commissioner Pierre Moscovici

Rui Gonçalves

Tuesday, 9 May

2017

9.00 - 12.30

Public hearing

Government of Madeira

Regional Secretary for Finance

Madeira, Portugal

Cooperation in tax matters with European jurisdictions

James Tipping

Tuesday, 9 May

2017

9.00 - 12.30

Public hearing

Finance Centre of the Government of Gibraltar

Finance Director

Gibraltar, UK

Cooperation in tax matters with European jurisdictions

Richard Walker

Tuesday, 9 May

2017

9.00 - 12.30

Public hearing

States of Guernsey Policy & Resources Committee

Director of financial crime policy

Guernsey, Channel Islands

Cooperation in tax matters with European jurisdictions

Colin Powell

Tuesday, 9 May

2017

9.00 - 12.30

Public hearing

Government

Adviser to the Chief Minister

Jersey, Channel Islands

Cooperation in tax matters with European jurisdictions

Jean-Claude Juncker

Tuesday, 30 May

2017

15.00 - 16.30

Public hearing

European Commission

President of the European Commission

European Union

Hearing with the President of the European Commission, J.C. Juncker

 

Fernando Rocha Andrade

 

Tuesday, 30 May

2017

16.45 - 17.30

Public hearing

Government of Portugal

Secretary of State of Tax affairs

Portugal

Hearing with F. Rocha Andrade

Vigjilenca Abazi

 

Wednesday, 21 June 2017

9.00 - 11.00

Joint PANA/JURI public hearing

Maastricht University

Academic

The Netherlands

Joint PANA-JURI hearing

The EU-wide protection of whistleblowers’

Cathy James

Wednesday, 21 June 2017

9.00 - 11.00

Joint PANA/JURI public hearing

Public concern at work

Whistleblower

United Kingdom

Joint PANA-JURI hearing

The EU-wide protection of whistleblowers’

Frédérique Berrod

Wednesday, 21 June 2017

9.00 - 11.00

Joint PANA/JURI public hearing

College of Europe

Academic

Belgium

Joint PANA-JURI hearing

The EU-wide protection of whistleblowers’

Rosita Hickey

Wednesday, 21 June 2017

9.00 - 11.00

Joint PANA/JURI public hearing

EU Ombudsman

Head of Strategic Inquiries

European Union

Joint PANA-JURI hearing

The EU-wide protection of whistleblowers’

Charlotte Grass

Wednesday, 21 June 2017

9.00 - 11.00

Joint PANA/JURI public hearing

Group Vallourec

Head of Competition and Conformity

France

Joint PANA-JURI hearing

The EU-wide protection of whistleblowers’

Sebastian Fiedler

Wednesday, 21 June 2017

15.00 - 17.30

Public hearing

Bund Deutscher Kriminalbeamter (BDK)

Vice-Chair

Germany

Financial Intelligence Units (FIUs) ins and outs and the Russian "Laundromat" case

Paolo Costanzo

Wednesday, 21 June 2017

15.00 - 17.30

Public hearing

Italian FIU, Banca d'Italia

Manager at Banca d’Italia

Italy

Financial Intelligence Units (FIUs) ins and outs and the Russian "Laundromat" case

Paul Cristian Radu

Wednesday, 21 June 2017

15.00 - 17.30

Public hearing

 

International Consortium of Investigative Journalists (ICIJ)

Journalist

Romania

Financial Intelligence Units (FIUs) ins and outs and the Russian "Laundromat" case

Viesturs Burkāns

Wednesday, 21 June 2017

15.00 - 17.30

Public hearing

Latvian Office for Prevention of Laundering of Proceeds Derived from Criminal Activity

Head of Latvian FIU

Latvia

Financial Intelligence Units (FIUs) ins and outs and the Russian "Laundromat" case

Duarte Pacheco

Thursday, 22 June

Friday, 23 June 2017

Mission to Portugal

Parliamentary Inquiry Committee of Banco Espírito Santo (BES) and working group on combating economic, financial and fiscal crime

National Deputy

Portugal

Mission to Portugal

Cecília Meireles

Thursday, 22 June

Friday, 23 June 2017

Mission to Portugal

Parliamentary Inquiry Committee of Banco Espírito Santo (BES) and working group on combating economic, financial and fiscal crime

National Deputy

Portugal

Mission to Portugal

Eurico Brilhante Dias

Thursday, 22 June

Friday, 23 June 2017

Mission to Portugal

Parliamentary Inquiry Committee of Banco Espírito Santo (BES) and working group on combating economic, financial and fiscal crime

National Deputy

Portugal

Mission to Portugal

Mário Centeno

Thursday, 22 June

Friday, 23 June 2017

Mission to Portugal

Government of Portugal

Minister of Finance

Portugal

Mission to Portugal

Helena Borges

Thursday, 22 June

Friday, 23 June 2017

Mission to Portugal

Tax and Customs Authority

Public Authority

Director General

Portugal

Mission to Portugal

Fernando Rocha Andrade

Thursday, 22 June

Friday, 23 June 2017

Mission to Portugal

Government of Portugal

Secretary of State of Tax affairs

Portugal

Mission to Portugal

Fernando Teixeira dos Santos

Thursday, 22 June

Friday, 23 June 2017

Mission to Portugal

Government of Portugal

Former Minister of Finance

Portugal

Mission to Portugal

Sérgio Vasques

Thursday, 22 June

Friday, 23 June 2017

Mission to Portugal

Government of Portugal

Former Secretary of State of Tax Affairs

Portugal

Mission to Portugal

Maria Luís Albuquerque

Thursday, 22 June

Friday, 23 June 2017

Mission to Portugal

Government of Portugal

Former Minister of Finance

Portugal

Mission to Portugal

Paulo Núncio

Thursday, 22 June

Friday, 23 June 2017

Mission to Portugal

Government of Portugal

Former Secretary of State of Tax Affairs

Portugal

Mission to Portugal

Elisa Ferreira

Thursday, 22 June

Friday, 23 June 2017

Mission to Portugal

Banco de Portugal

Board member in charge of prudential supervision

Portugal

Mission to Portugal

Luís Máximo dos Santos

Thursday, 22 June

Friday, 23 June 2017

Mission to Portugal

Banco de Portugal

Board member in charge of legal enforcement and money laundering matters

Portugal

Mission to Portugal

Luís Costa Ferreira

Thursday, 22 June

Friday, 23 June 2017

Mission to Portugal

Banco de Portugal

Head of the Banking Prudential Supervision Department

Portugal

Mission to Portugal

João Raposo

Thursday, 22 June

Friday, 23 June 2017

Mission to Portugal

Banco de Portugal

Head of the Legal Enforcement Department

Portugal

Mission to Portugal

Micael Pereira

Thursday, 22 June

Friday, 23 June 2017

Mission to Portugal

Expresso (ICIJ)

Journalist

Portugal

Mission to Portugal

João Pedro Martins

Thursday, 22 June

Friday, 23 June 2017

Mission to Portugal

Público

Economist and Offshore researcher

Portugal

Mission to Portugal

Pedro Crisóstomo

Thursday, 22 June

Friday, 23 June 2017

Mission to Portugal

Público

Journalist

Portugal

Mission to Portugal

Amadeu Guerra

Thursday, 22 June

Friday, 23 June 2017

Mission to Portugal

Ministry of Justice

Deputy Attorney General

Portugal

Mission to Portugal

José Ranito

Thursday, 22 June

Friday, 23 June 2017

Mission to Portugal

Ministry of Justice

Prosecutor

Portugal

Mission to Portugal

Tahamara Dias

Thursday, 22 June

Friday, 23 June 2017

Mission to Portugal

Ministry of Justice

Prosecutor

Portugal

Mission to Portugal

Mariana Raimundo

Thursday, 22 June

Friday, 23 June 2017

Mission to Portugal

Financial Intelligence Unit (FIU) Portugal

Director

Portugal

Mission to Portugal

João Paulo Batalha

Thursday, 22 June

Friday, 23 June 2017

Mission to Portugal

Transparency International (TIAC) Portugal

Executive Director

Portugal

Mission to Portugal

Susana Coroado

Thursday, 22 June

Friday, 23 June 2017

Mission to Portugal

Transparency International (TIAC) Portugal

Vice-Chair

Portugal

Mission to Portugal

Věra Jourová

Monday, 3 July 2017

19.00 - 20.30 (Strasbourg)

Public hearing

European Commission

Commissioner responsible for Justice, Consumers and Gender Equality

 

European Union

Hearing with Commissioner Věra Jourová

Harris Georgiades

Thursday, 6 July

Friday, 7 July 2017

Mission to Cyprus

Government of the Republic of Cyprus

Minister of Finance

Cyprus

Mission to Cyprus

Yiorgos Lakkotrypis

Thursday, 6 July

Friday, 7 July 2017

Mission to Cyprus

Government of the Republic of Cyprus

Minister of Energy, Commerce, Industry and Tourism of the Republic of Cyprus

Cyprus

Mission to Cyprus

Kypros Kyprianou

Thursday, 6 July

Friday, 7 July 2017

Mission to Cyprus

Government of the Republic of Cyprus

Ministry of Interior

Cyprus

Mission to Cyprus

Christos Patsalides

Thursday, 6 July

Friday, 7 July 2017

Mission to Cyprus

Government of the Republic of Cyprus - Ministry of Finance

Permanent Secretary

Cyprus

Mission to Cyprus

Yiannis Tsangaris

Thursday, 6 July

Friday, 7 July 2017

Mission to Cyprus

Government of the Republic of Cyprus - Ministry of Finance

Tax Commissioner

Cyprus

Mission to Cyprus

George Panteli

Thursday, 6 July

Friday, 7 July 2017

Mission to Cyprus

Government of the Republic of Cyprus - Ministry of Finance

Director of Economic Research and EU Affairs

Department

Cyprus

Mission to Cyprus

Demetra Kalogerou

Thursday, 6 July

Friday, 7 July 2017

Mission to Cyprus

Cyprus Securities and Exchange Commission

President

Cyprus