Procedura : 2017/2040(INI)
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Ciclo del documento : A8-0389/2017

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A8-0389/2017

Discussioni :

PV 15/01/2018 - 15
CRE 15/01/2018 - 15

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PV 16/01/2018 - 5.2

Testi approvati :

P8_TA(2018)0002

RELAZIONE     
PDF 436kWORD 74k
1.12.2017
PE 604.868v02-00 A8-0389/2017

sull'attuazione delle strategie macroregionali dell'UE

(2017/2040(INI))

Commissione per lo sviluppo regionale

Relatore: Andrea Cozzolino

MOTIVAZIONE ‒ SINTESI DEI FATTI E DELLE CONSTATAZIONI
 PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 PARERE della commissioneper l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare
 INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO
 VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

MOTIVAZIONE ‒ SINTESI DEI FATTI E DELLE CONSTATAZIONI

Contesto

Negli ultimi anni le strategie macroregionali (SMR) hanno acquisito importanza in qualità di piattaforme per la cooperazione transnazionale tra gli Stati membri, ma anche con i paesi terzi. Esse forniscono un quadro integrato per affrontare le sfide comuni e sfruttare le potenzialità comuni. Nel periodo di programmazione 2014-2020, le SMR sono state integrate nei fondi strutturali e di investimento europei (fondi SIE).

Quattro SMR attuali (del Mar Baltico, del Danubio, dell'Adriatico-Ionio e alpina) riuniscono 19 Stati membri e 8 paesi terzi. Alcuni Stati membri partecipano a più di una SMR.

Le SMR sono fissate entro i limiti del principio dei "tre no": a nuovi finanziamenti dell'UE, ad altre strutture formali a livello dell'UE, a nuova normativa dell'Unione.

Il sostegno finanziario proviene da programmi di cooperazione transnazionale a titolo della Cooperazione territoriale europea (CTE), finanziati dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR). Quattro di questi programmi contribuiscono all'attuazione di SMR (dotazione totale del programma operativo tra parentesi):

-  Mar Baltico (EUR 333 414 456)

-  Area del Danubio (EUR 262 989 839)

-  Adriatico-Ionio (EUR 117 918 198)

-  Area alpina (EUR 139.751.456)

I paesi sono comunque incoraggiati a utilizzare diverse fonti di finanziamento (i fondi SIE e altri strumenti dell'UE, l'IPA, l'ENI, le risorse nazionali, regionali e locali, private, ecc.) per contribuire al conseguimento di obiettivi comuni delineati nella SMR.

Come sottolinea la Commissione(1), le SMR rappresentano più di un mero finanziamento perché "avvicinano i cittadini di diversi Stati membri e migliorano le loro condizioni di vita sociale ed economica attraverso la cooperazione transfrontaliera."

Le SMR hanno strutture di governance diverse e affrontano sfide diverse. Alcuni problemi sono, in misura diversa, comuni, come ad esempio quello di garantire un adeguato livello di impegno politico e rendere disponibili risorse sufficienti.

Nell'attuazione delle SMR la Commissione svolge un ruolo di coordinamento.

Nel 2010, su richiesta del Consiglio, la Commissione ha istituito un gruppo ad alto livello per le SMR, con il compito di "assisterla nell'esercizio dei suoi poteri e delle sue responsabilità per quanto riguarda il funzionamento delle SRM" e il compito specifico di "consigliarla nel coordinamento e nel monitoraggio delle SRM"(2). Il gruppo è composto da rappresentanti degli Stati membri e dei paesi terzi che partecipano a SMR. I rappresentanti del Comitato delle regioni e della Banca europea per gli investimenti sono inoltre invitati a partecipare alle riunioni, in qualità di osservatori.

Prospettive future

Le discussioni in merito alla politica di coesione dopo il 2020 sono in corso ed è giunto il momento di discutere il futuro delle SMR nel quadro di questa politica.

Per quanto riguarda il futuro delle SRM, è necessario risolvere numerose questioni:

-  coinvolgimento e impegno politico – in che modo garantire che tutti i paesi partecipanti investano risorse sufficienti nelle SMR?

-  approccio orientato ai risultati – ci sono opportunità di rendere più facilmente misurabili i risultati delle SMR?

-  campo di applicazione – vi sono motivi per estendere il concetto di SMR?

Il Consiglio, pur riconoscendo l'importanza delle SRM e ribadendo il principio dei "tre no", "resta disposto a esaminare qualsiasi iniziativa, accettata comunemente e matura, proveniente da Stati membri che si trovano di fronte a sfide comuni in una determinata zona geografica che potrebbe costituire una nuova SMR"(3).

Nella riunione del 12 e 13 luglio 2017 la commissione REGI organizzerà un seminario con esperti in materia di SMR al fine di sostenere i lavori su questa relazione di attuazione. I risultati troveranno riscontro negli emendamenti al progetto di relazione.

(1)

Comunicazione della Commissione del 14 dicembre 2015 dal titolo "Investire nella crescita e nell'occupazione – ottimizzare il contributo dei Fondi strutturali e di investimento europei" (COM(2015)0639 final),

(2)

Registro dei gruppi di esperti della Commissione e di altre entità analoghe - Gruppo ad alto livello per le strategie macroregionali http://ec.europa.eu/transparency/regexpert/index.cfm?do=groupDetail.groupDetail&groupID=2455&Lang=IT

(3)

Conclusioni del Consiglio sull'attuazione delle strategie macroregionali dell'UE http://ec.europa.eu/regional_policy/sources/cooperate/macro_region_strategy/pdf/concl_implementation_macro_region_strategy_en.pdf


PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sull'attuazione delle strategie macroregionali dell'UE

(2017/2040(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), in particolare il suo titolo XVIII,

–  visti il regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e che definisce le disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e abroga il regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio (in appresso "RDC")(1),

–  visto il regolamento (UE) n. 1299/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante disposizioni specifiche per il sostegno del Fondo europeo di sviluppo regionale all'obiettivo di cooperazione territoriale europea(2),

  visto il regolamento (UE) n. 1302/2013, del 17 dicembre 2013, che modifica il regolamento (CE) n. 1082/2006 relativo a un gruppo europeo di cooperazione territoriale (GECT) per quanto concerne il chiarimento, la semplificazione e il miglioramento delle norme in tema di costituzione e di funzionamento di tali gruppi(3),

–  viste le conclusioni del Consiglio del 25 aprile 2017 sull'attuazione delle SMR dell'UE,

–  vista la relazione della Commissione del 16 dicembre 2016 sull'attuazione delle strategie macroregionali dell'UE (COM(2016)0805) e il documento di lavoro dei servizi della Commissione (SWD(2016)0443),

–  vista la comunicazione della Commissione, del 10 giugno 2009, relativa alla Strategia dell'Unione europea per la regione del Mar Baltico (COM(2009)0248),

–  vista la comunicazione della Commissione, dell'8 dicembre 2010, dal titolo "Strategia dell'Unione europea per la regione danubiana" (COM(2010)0715),

–  vista la comunicazione della Commissione del 17 giugno 2014 relativa alla Strategia dell'Unione europea per la regione adriatica e ionica (COM(2014)0357),

–  vista la comunicazione della Commissione, del 28 luglio 2015, relativa alla strategia dell'Unione europea per la regione alpina (COM(2015)0366),

–  vista la relazione della Commissione, del 20 maggio 2014, sulla governance delle strategie macroregionali (COM(2014)0284),

–  vista la comunicazione della Commissione del 14 dicembre 2015 dal titolo "Investire nella crescita e nell'occupazione – ottimizzare il contributo dei Fondi strutturali e di investimento europei" (COM(2015)0639),

–  vista la sua risoluzione del 17 febbraio 2011 sull'attuazione della strategia dell'Unione per la regione del Danubio(4),

–  vista la sua risoluzione del 3 luglio 2012 sull'evoluzione delle strategie macroregionali dell'UE: pratiche attuali e prospettive future, in particolare nel Mediterraneo(5),

–  vista la sua risoluzione del 13 settembre 2012 sulla strategia della politica di coesione dell'UE nella regione atlantica(6),

–  vista la sua risoluzione del 28 ottobre 2015 su una strategia dell'Unione europea per la regione adriatica e ionica(7),

–  vista la sua risoluzione del 13 settembre 2016 su una strategia dell'UE per la regione alpina(8),

–  visto lo studio del gennaio 2015 dal titolo "Un nuovo ruolo delle macroregioni nella cooperazione territoriale europea", pubblicato dalla Direzione generale per le politiche interne, Dipartimento B: Politiche strutturali e di coesione,

–  vista la relazione di Interact del febbraio 2017 intitolata "Il valore aggiunto delle strategie macroregionali –prospettiva a livello di programma e di progetto",

–  visti l'articolo 52 del suo regolamento nonché l'articolo 1, paragrafo 1, lettera e), e l'allegato 3 della decisione della Conferenza dei presidenti del 12 dicembre 2002 sulla procedura relativa alla concessione dell'autorizzazione a elaborare relazioni di iniziativa,

–  visti la relazione della commissione per lo sviluppo regionale e il parere della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (A8-0389/2017),

A.  considerando che una macroregione può essere definita come un'area geografica che abbraccia regioni di diversi paesi accomunate da una o più caratteristiche o sfide(9)6;

B.  considerando che le strategie macroregionali (in appresso SMR) sono state stabilite in aree che rappresentano la naturale evoluzione dell'UE in termini di cooperazione transfrontaliera; che sono importanti in quanto sono in grado di mobilitare gli attori del settore pubblico e privato, la società civile e il mondo accademico, e a mobilitare risorse verso il conseguimento di obiettivi politici comuni dell'Unione europea;

C.  considerando che la SMR fornisce una piattaforma per una più profonda e più ampia interazione a livello intersettoriale, regionale e transfrontaliero tra gli Stati membri dell'UE e i paesi vicini per affrontare le sfide comuni, promuovere la cooperazione tra la pianificazione comune e migliorare l'integrazione dei diversi partner e settori politici, anche in materia di ambiente e protezione della biodiversità, di mitigazione dei cambiamenti climatici e delle strategie di adattamento, di trattamento dei rifiuti e di approvvigionamento idrico, di pianificazione dello spazio marittimo e della gestione integrata delle zone costiere; accoglie con favore, in tale contesto, gli sforzi compiuti per promuovere la cooperazione tra i fondi SIE e i programmi IPA;

D.  considerando che le macroregioni sono coinvolte nell'attuazione di politiche pertinenti, interconnesse, a lungo termine e trasversali, dal momento che esse sono collegate alla politica di coesione attraverso gli obiettivi della SMR insiti nei loro programmi operativi e di realizzazione di progetti attraverso sinergie intelligenti; considerando che le macroregioni, in tal modo, contribuiscono in modo più efficace al conseguimento degli obiettivi delle SMR, attraggono gli investimenti privati, dando prova di fiducia e impegnandosi nel dialogo, nella cooperazione transfrontaliera e nella solidarietà;

E.  considerando che le SMR sono basate sul principio dei "tre no": a nuovi finanziamenti, a nuove strutture e a nuova normativa nell'ambito dell'attuale quadro politico dell'UE;

F.  considerando che i meccanismi di cooperazione già esistenti a livello di UE e tra gli Stati membri e le regioni facilitano l'attuazione delle SMR, in particolare nelle fasi iniziali;

G.  considerando che la Commissione ha adottato una sola relazione sull'attuazione di tutte e quattro le strategie macroregionali dell'UE esistenti, ogni due anni, specificandone i successi, nonché i punti in cui sono necessari ulteriori progressi, e che la prossima relazione è prevista per la fine del 2018; ritiene, in tale contesto, che sia necessario effettuare una valutazione degli aspetti relativi all'ambiente, considerandolo uno dei pilastri dello sviluppo sostenibile;

Le strategie macroregionali quali piattaforme per la cooperazione e il coordinamento

1.  La pertinenza della SRM è stata sottolineata dal processo di globalizzazione, che ha reso i singoli paesi interdipendenti e richiede soluzioni per i problemi transfrontalieri in questione;

2.  riconosce che – in misura variabile – elementi da cui dipende la qualità dell'attuazione, quali l'impegno, la titolarità, le risorse e la governance, restano difficili da superare nel conseguimento degli obiettivi prestabiliti;

3.  sottolinea che le SMR continuano ad offrire un contributo prezioso e innovativo a livello transfrontaliero, intersettoriale e della cooperazione a più livelli in Europa, il cui potenziale non è ancora stato sufficientemente esplorato, al fine di aumentare la connettività e di consolidare i legami economici e il trasferimento di conoscenze tra regioni e paesi; osserva tuttavia che, a seguito del processo di concordare azioni congiunte a livello regionale/multinazionale e a più livelli, l'accesso ai fondi dell'UE per progetti di SMR continua a costituire una sfida;

4.  ritiene che le SMR e i programmi ambientali correlati costituiscano strumenti utili per rendere i benefici della cooperazione europea evidenti ai cittadini ed esorta pertanto tutte le parti interessate a impegnarsi pienamente nei confronti di tali strategie e a svolgere il proprio ruolo nella loro attuazione;

5.  è dell'avviso che la governance a più livelli, con un ruolo adeguato per le regioni all'interno di tale quadro, dovrebbe essere un elemento fondamentale di qualsiasi strategia macroregionale sin dalla sua istituzione, coinvolgendo le comunità regionali e locali, il settore pubblico, quello privato e le parti interessate del settore terziario in questo processo; incoraggia pertanto le regioni e gli Stati membri coinvolti a sviluppare strutture di governance e metodi di lavoro adeguati per facilitare la cooperazione, anche attraverso la pianificazione congiunta, l'allineamento delle opportunità di finanziamento e un approccio dal basso verso l'alto;

6.  esorta a porre in essere un migliore coordinamento e migliori forme di collaborazione, sia verticale che orizzontale, tra i diversi attori pubblici e privati, le università e le ONG, così come tra le organizzazioni internazionali che operano in questo campo e le diverse politiche a livello di UE, nazionale, regionale e locale, al fine di facilitare e migliorare l'attuazione della SMR e della cooperazione transfrontaliera; invita la Commissione ad incoraggiare la partecipazione di questi soggetti, tra l'altro nei consigli di amministrazione della SMR, rispettando al contempo l'applicazione generale dei principi dell'UE;

7.  sottolinea l'importanza di sufficienti risorse umane e capacità amministrativa per le autorità nazionali e regionali competenti, al fine di garantire che l'impegno politico si traduca in un'efficace attuazione delle strategie; sottolinea, a tale riguardo, l'importanza del programma di sostegno alle riforme strutturali, che possono fornire assistenza in materia di capacità e un sostegno efficace per l'elaborazione e il finanziamento dei progetti di una SMR su richiesta di uno Stato membro; invita, inoltre, la Commissione e gli Stati membri a promuovere attivamente la diffusione e l'applicazione di buone pratiche amministrative e l'esperienza dell'attuazione efficace delle SMR;

8.  sottolinea il fatto che le SMR devono essere sufficientemente flessibili per poter essere adattate e rispondere in modo efficace a eventi imprevisti che possono interessare le regioni coinvolte, gli Stati membri e l'UE in generale; ritiene che l'attuazione di SMR debba tener conto delle condizioni locali e regionali specifiche; sottolinea la necessità del ruolo di coordinamento della Commissione a tale riguardo, anche al fine di definire nel dettaglio gli obiettivi specifici di ciascuna strategia;

La strategia dell'UE per la regione del Mar Baltico (EUSBSR)

9.  si compiace dei risultati conseguiti in seguito al varo della strategia nel 2009, in particolare per quanto riguarda i meccanismi di cooperazione (vale a dire in sede di Consiglio, nelle pertinenti riunioni ministeriali) non solo tra le regioni e i paesi interessati, ad esempio al parlamento e al governo, ma anche al loro interno; osserva che la strategia dell'UE per la regione del Mar Baltico (EUSBSR) è un quadro stabile di cooperazione con più di 100 iniziative faro e di nuove reti;

10.  sottolinea le sfide ancora aperte, in particolare quelle concernenti l'ambiente e la connettività; invita i paesi partecipanti ad intensificare gli sforzi volti a lottare contro l'inquinamento (vale a dire, la qualità dell'acqua e dell'aria) e l'eutrofizzazione del Mar Baltico, in quanto si tratta di uno dei mari più inquinati del mondo; osserva che conseguire buone condizioni ambientali entro il 2020 è uno degli obiettivi fondamentali delle azioni politiche nella regione del Mar Baltico;

11.  reputa importante, per la regione del Mar Baltico, l'opportunità di inserirsi nelle reti energetiche al fine di ridurre ed eliminare la povertà energetica e accrescere la sicurezza energetica e la sicurezza di approvvigionamento dell'energia.

La strategia dell'UE per la regione del Danubio (EUSDR)

12.  sottolinea l'impatto positivo che la strategia ha avuto sulla cooperazione tra i paesi e le regioni partecipanti, migliorando la mobilità e le interconnessioni per tutti i modi di trasporto, promuovendo l'energia pulita, la cultura e il turismo sostenibile e, in particolare, rafforzando i contatti diretti tra i cittadini e realizzando una maggiore coesione tra le regioni e i paesi che partecipano alla strategia;

13.  ritiene che l''Euroaccesso", l'iniziativa "Tenere pulito il Danubio" e il "Danube Financing Dialogue" siano chiari esempi positivi di come superare gli ostacoli posti dalle difficoltà nel finanziamento di progetti di rilevanza transnazionale e transfrontaliera; è del parere che, attraverso tale dialogo, le differenze di sviluppo tra le regioni del bacino del Danubio potrebbero essere ulteriormente ridotte; ritiene inoltre che la riapertura di un "Danube Strategy point" potrebbe contribuire a una più facile l'attuazione della strategia;

14.  sottolinea che la prevenzione dei danni causati dalle gravi inondazioni resta una delle grandi sfide ambientali per i paesi della macroregione danubiana; evidenzia che è opportuno prendere in considerazione ulteriori misure congiunte volte a prevenire l'inquinamento transfrontaliero;

15.  ricorda la necessità di progetti strategici e sottolinea che è essenziale mantenere un elevato livello di sostegno politico e di aumentare le risorse e le capacità delle competenti autorità statali a far front alle sfide che ancora rimangono da affrontare; sottolinea, pertanto, la necessità di mantenere lo slancio politico per la strategia europea per la regione del Danubio (EUSDR) e di garantire che il suo gruppo direttivo svolga un ottimo lavoro;

16.  invita i paesi partecipanti, dato il legame naturale tra il Danubio e il Mar Nero, a rafforzare il coordinamento tra la EUSDR e la cooperazione transfrontaliera per il Mar Nero nonché a collaborare strettamente per superare le sfide socioeconomiche, dell'ambiente e dei trasporti;

17.  sottolinea che un approccio maggiormente integrato alla mobilità e alla multimodalità nella regione del Danubio sarebbe inoltre vantaggioso per l'ambiente;

La strategia dell'UE per la regione adriatica e ionica (EUSAIR)

18.  sottolinea la natura distinta della strategia dell'UE per la regione adriatica e ionica, in considerazione del numero di candidati potenziali e di paesi partecipanti, e ritiene che questo modello di cooperazione possa essere una grande occasione per l'intera regione; è del parere che la EUSAIR potrebbe dare un impulso all'allargamento e al processo di integrazione;

19.  osserva con preoccupazione il persistere di problemi per quanto riguarda la mancanza di un efficace collegamento tra la disponibilità di risorse, la governance e la titolarità dell'EUSAIR, che impedisce il pieno raggiungimento degli obiettivi; invita i paesi partecipanti a fornire alle autorità competenti assistenza e misure specifiche per l'attuazione della strategia;

20.  sottolinea che negli ultimi anni la regione è stata al centro della crisi migratoria; ritiene che l'EUSAIR possa contribuire ad affrontare tali sfide, se dotata degli strumenti e delle risorse necessarie; accoglie con favore, in tale contesto, gli sforzi compiuti dalla Commissione per trovare soluzioni per la mobilitazione di risorse finanziarie per attività legate alla migrazione, compresa la cooperazione con i paesi terzi;

21.  ritiene che il turismo sostenibile, pilastro della regione adriatica e ionica, sia uno strumento positivo per creare una crescita economica sostenibile nella regione e per accrescere la consapevolezza delle sfide ambientali e della SMR;

22.  invita i paesi in questione a dare la priorità al rafforzamento delle capacità per i principali responsabili dell'attuazione dell'EUSAIR e delle autorità responsabili dei programmi operativi ad essa inerenti;

La strategia dell'UE per la regione alpina (EUSALP)

23.  ritiene che l'EUSALP sia una chiara prova del fatto che il concetto di macroregione può essere applicato con successo anche alle regioni più sviluppate; invita i soggetti interessati a promuovere gli investimenti nel settore ambientale per affrontare le conseguenze del cambiamento climatico; sottolinea, inoltre, che la regione alpina è un importante nodo di trasporto regionale e, al tempo stesso, una delle più grandi aree ricreative naturali che devono essere preservate; sottolinea, pertanto, la necessità di apposite strategie di trasporto sostenibile e interconnesso;

24.  accoglie con favore la struttura di governance della strategia, che è attualmente in fase di attuazione, dal momento che i suoi primi passi si sono rivelati difficili e sono stati disciplinati da diversi quadri, strutture e tempistiche; invita pertanto i paesi partecipanti a proseguire nel loro impegno e sostegno ai membri del gruppo d'azione dell'EUSALP;

25.  sottolinea che la strategia EUSALP può essere un buon esempio di un modello di strategia per la coesione territoriale, che comprende simultaneamente diverse aree specifiche, produttive, zone montane e zone rurali e alcune delle più importanti e avanzate città dell'UE, e offre una piattaforma per affrontare insieme le sfide cui si deve far fronte (cambiamenti climatici, biodiversità, demografia, migrazioni, globalizzazione, turismo sostenibile e agricoltura, fornitura di energia, trasporti e mobilità e divario digitale); invita gli Stati e le regioni partecipanti a prestare debita attenzione all'utilizzo del programma Interreg Spazio alpino e ad altri fondi pertinenti per affrontare le priorità comuni;

26.  sottolinea che la regione alpina è delimitata da molti confini e che l'eliminazione di tali barriere è un presupposto affinché la cooperazione funzioni, in particolare nel caso del mercato del lavoro e delle attività economiche connesse alle PMI; ricorda che la strategia EUSALP può anche fornire l'opportunità di rafforzare la cooperazione transfrontaliera transnazionale tra le regioni, le città e le comunità locali e creare collegamenti e reti tra le persone, anche in termini di interconnessioni dei trasporti e di copertura digitale; sottolinea, inoltre, la fragilità ambientale di tale regione;

Un'Europa macroregionale dopo il 2020?

27.  sottolinea che le SMR danno frutto a condizione che siano radicate in una prospettiva politica a lungo termine e organizzata in modo tale che tutte le parti pubbliche interessate, in particolare le autorità regionali e locali, e quelle del settore privato e della società civile, siano effettivamente rappresentative fin dall'inizio, richiedano un efficace scambio di informazioni, di migliori pratiche, di know-how e di esperienza fra le macroregioni e le loro autorità regionali e locali; ritiene che sia necessario rafforzare la governance a più livelli della SMR, che dovrebbe essere trasparente e disporre di un coordinamento e di meccanismi di comunicazione più efficaci, affinché le SMR siano conosciute e accettate nelle comunità locali e regionali;

28.  ritiene che l'attuazione della strategia può essere coronata da successo soltanto se essa si basa su una visione a lungo termine e su un efficace coordinamento e strutture di cooperazione con la necessaria capacità amministrativa, nonché su un impegno politico a lungo termine tra i livelli istituzionali interessati, e sia sostenuta da un finanziamento adeguato; sottolinea, pertanto, la necessità di aumentare l'efficacia degli investimenti puntando all'allineamento, a sinergie e alla complementarità dei finanziamenti regionali e nazionali con gli attuali strumenti di finanziamento dell'Unione che, oltre a potenziare la cooperazione territoriale europea (CTE), promuovono progetti transfrontalieri nell'ambito dei fondi SIE e del FEIS, ma anche attraverso finanziamenti diretti;

29.  ritiene che la semplificazione dei fondi e delle procedure per il loro utilizzo nel quadro della SMR consentiranno di aumentarne l'efficacia;

30.  propone che fin dall'inizio i paesi partecipanti precisino gli impegni in termini di finanziamenti e risorse umane per l'attuazione della SMR; invita la Commissione a contribuire a un migliore coordinamento all'interno delle SMR, al fine di promuovere le buone prassi e di mettere a punto incentivi per incoraggiare la partecipazione attiva e il coordinamento tra tutte le parti interessate, anche per rafforzare il legame tra le politiche dell'UE e l'attuazione delle SMR; incoraggia, inoltre, la strategia macroregionale a utilizzare gli appalti pubblici verdi per stimolare l'ecoinnovazione, la bioeconomia, l'elaborazione di nuovi modelli aziendali e l'uso di materie prime secondarie, come ad esempio nell'economia circolare, al fine di raggiungere livelli più elevati di protezione della salute e dell'ambiente e a creare stretti legami tra produttori e consumatori;

31.  sottolinea che sono necessari un maggiore orientamento ai risultati e sfide concrete cui e necessario far fronte, anche nel settore della protezione ambientale, al fine di sviluppare i piani che hanno un impatto sul territorio e di giustificare l'investimento di risorse, che deve, da parte sua, essere commisurato agli obiettivi fissati, e riguardare le reali necessità dei territori interessati;

32.  chiede che qualsiasi questione attinente alla SMR, come ad esempio per quanto riguarda la titolarità e i necessari incentivi politici, sia affrontata seguendo un modus operandi concordato preventivamente tra tutte le regioni coinvolte;

33.  è del parere che la visibilità e la percezione da parte del pubblico delle attività delle macroregioni nelle regioni interessate, nonché dei risultati ottenuti, debba essere rafforzata con lo svolgimento di campagne di informazione e lo scambio di buone pratiche, anche attraverso piattaforme online e reti sociali, in modo da renderle facilmente accessibili al pubblico;

34.  sottolinea che la prossima revisione del quadro finanziario pluriennale (QFP) rappresenta l’occasione per una contemporanea revisione degli obiettivi delle SMR, al fine di rafforzarne il legame con le priorità dell'UE e di consolidarne gli impegni finanziari;

35.  invita la Commissione a presentare, nell’ambito della prossima revisione dei regolamenti della politica di coesione, proposte che possano favorire una migliore attuazione delle SMR;

36.  invita la Commissione, nell'ambito della prossima relazione sull'attuazione delle SMR, prevista per il 2018, ad analizzare in modo più approfondito, tra l'altro e in particolare:

a.  l'efficacia dei programmi transnazionali di cooperazione territoriale europea (CTE) nel fornire finanziamenti e impulso strategico alle SMR;

b.  gli indicatori che potrebbero essere integrati in ogni SMR, al fine di consentire un miglioramento dell'orientamento ai risultati, del monitoraggio e della valutazione;

c.  le misure intese a rafforzare il legame con le priorità dell'UE;

d.  la semplificazione dell'attuazione e dell'integrazione dei meccanismi di finanziamento;

e.  la qualità del coinvolgimento degli enti locali e regionali nell'attuazione delle strategie macroregionali;

37.  sottolinea che l'invito ad elaborare nuove strategie, come per i Carpazi, l’Atlantico, il Mediterraneo o le regioni iberiche, non dovrebbe distogliere l'attenzione dall'obiettivo primario di approfondire l'attuazione delle SMR esistenti;

38.  è favorevole al "principio dei tre no" per la SMR (no a nuova legislazione dell'UE, no a nuovi finanziamenti e no a nuove strutture dell'UE); propone, tuttavia, che la Commissione valuti l'impatto di tali "no" in merito ai programmi nell'ambito dei fondi SIE, nella sua prossima relazione sull'attuazione delle SMR;

39.  sottolinea l'esigenza di un approccio territoriale in relazione alle attività di cooperazione su una base caso per caso, dal momento che le SMR sono intese ad affrontare le sfide territoriali che possono essere risolte in modo più efficace; sottolinea l'importanza di creare sinergie e convergenza tra le diverse componenti della cooperazione territoriale e nei programmi della CTE, al fine di rafforzare l'impatto dei programmi transnazionali, mettere in comune le risorse, semplificare il finanziamento delle SMR e migliorare i risultati della loro attuazione e l'efficacia delle risorse investite;

40.  ribadisce l'impegno dell'Unione europea a favore dell'attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile; sottolinea l'importanza di allineare il contenuto della SMR agli obiettivi delle iniziative faro dell'UE, come l’Unione dell'energia, l'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici e la crescita blu nelle macroregioni marine; richiama l'attenzione sulla gestione di rischi ambientali, quali la protezione della natura, della biodiversità e degli stock ittici, nonché la lotta contro i rifiuti marini, lo sviluppo del turismo verde e sostenibile; incoraggia la cooperazione nel settore delle energie rinnovabili; in questo contesto, sostiene l'uso delle strategie di specializzazione intelligente (S3), il rafforzamento delle PMI e la creazione di posti di lavoro di qualità;

41.  sottolinea che fin dall'inizio il Parlamento ha sostenuto le macroregioni attraverso progetti pilota e azioni preparatorie; sottolinea, inoltre, che l'esperienza acquisita nella regione del Mar Baltico dimostra che le strategie a lungo termine devono rimanere la base per la cooperazione macroregionale;

42.  chiede alla Commissione di invitare il Parlamento a partecipare, in qualità di osservatore, ai lavori del gruppo ad alto livello sulle strategie macroregionali;

o

o    o

43.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al Comitato europeo delle regioni, al Comitato economico e sociale europeo e ai governi e ai parlamenti nazionali e regionali degli Stati membri e dei paesi terzi che partecipano a SMR.

(1)

GU L 347 del 20.12.2013, pag. 320.

(2)

GU L 347 del 20.12.2013, pag. 259.

(3)

GU L 347 del 20.12.2013, pag. 303.

(4)

GU C 188 del 28.6.2012, pag. 30.

(5)

GU C 349 E del 29.11.2013, pag. 1.

(6)

GU C 353 E del 3.12.2013, pag. 122.

(7)

GU C 355 del 20.10.2017, pag. 23.

(8)

Testi approvati, P8_TA(2016)0336.

(9)

6 Schmitt et al (2009), Macroregioni e strategie macroregionali dell'UE – Uno studio, documento di lavoro elettronico NORDREGIO 2009:4.


PARERE della commissioneper l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (28.9.2017)

destinato alla commissione per lo sviluppo regionale

sull'attuazione delle strategie macroregionali dell'UE

(2017/2040(INI))

Relatore per parere: Biljana Borzan

SUGGERIMENTI

La commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare invita la commissione per lo sviluppo regionale, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  riconosce l'importanza delle strategie macroregionali dell'UE, ossia la strategia dell'UE per la regione del Mar Baltico (EUSBSR) del 2009, la strategia dell'UE per la regione danubiana (EUSDR) del 2011, la strategia dell'UE per la regione adriatica e ionica (EUSAIR) del 2014 e la strategia dell'UE per la regione alpina (EUSALP) del 2015; osserva che le strategie macroregionali vengono integrate costantemente nella pianificazione delle politiche a livello dell'UE, ma più sporadicamente a livello nazionale e regionale; accoglie con favore la relazione della Commissione, ma ritiene che sarebbe stata necessaria un'ulteriore valutazione per quanto riguarda l'attuazione delle strategie macroregionali esistenti e in particolare degli aspetti relativi all'ambiente, il quale costituisce uno dei pilastri dello sviluppo sostenibile; esorta pertanto la Commissione a concentrarsi in particolare, nelle prossime relazioni, sui risultati dei progetti realizzati nel quadro delle strategie macroregionali;

2.  riconosce l'importanza delle strategie macroregionali nella creazione di un unico quadro integrato e nella promozione di un'azione coordinata per affrontare le sfide comuni in una zona geografica delimitata che comprende Stati membri e paesi terzi, i quali beneficiano in tal modo di una cooperazione rafforzata per realizzare una coesione economica, sociale e territoriale; invita la Commissione e i paesi partecipanti e le loro regioni a sviluppare sinergie e a integrare ulteriormente le strategie macroregionali nelle politiche settoriali dell'UE, in particolare nei settori della protezione dell'ambiente e della biodiversità, della mitigazione dei cambiamenti climatici e di adattamento agli stessi;

3.  sottolinea i potenziali benefici dell'azione collettiva nel quadro delle strategie macroregionali per quanto riguarda le questioni ambientali, comprese, ma non solo, quelle di natura transfrontaliera, quali la riduzione dei gas a effetto serra e delle emissioni inquinanti, la protezione della biodiversità e dell'ambiente nonché le strategie di adattamento ai cambiamenti climatici basate sugli ecosistemi; ritiene che le strategie potrebbero essere gestite in modo più efficiente per quanto riguarda lo sviluppo sostenibile, i cambiamenti climatici, le energie rinnovabili e l'economia blu; è del parere che il coordinamento delle politiche tra le regioni costituisca un approccio efficace per individuare soluzioni durature alle sfide ambientali; chiede di includere il concetto di integrazione ambientale nell'elaborazione e nell'attuazione delle varie politiche intersettoriali per le macroregioni attuali e future;

4.  incoraggia l'estensione delle zone di conservazione nella prospettiva di proteggere l'ambiente e arrestare la perdita di biodiversità, segnatamente tramite il potenziamento della rete Natura 2000, della rete Emerald e del programma LIFE;

5.  ritiene che le strategie macroregionali e i programmi ambientali correlati costituiscano strumenti utili per rendere i benefici della cooperazione europea evidenti ai cittadini ed esorta pertanto tutte le parti interessate a impegnarsi pienamente nei confronti di tali strategie e svolgere il proprio ruolo nella loro attuazione;

6.  chiede la tempestiva adozione delle strategie di pianificazione dello spazio marittimo e di gestione integrata delle zone costiere da parte degli Stati membri e dei paesi costieri candidati e potenziali candidati all'adesione;

7.  ricorda che la natura rappresenta la base economica di molti abitanti delle zone rurali e che i programmi ambientali possono avere successo solo se sono sostenuti dagli abitanti locali; sottolinea pertanto che per conseguire gli obiettivi di protezione ambientale è necessario che tali progetti tengano pienamente conto degli interessi economici a lungo termine degli abitanti locali;

8.  esorta tutte le parti interessate a perseguire politiche di lotta ai cambiamenti climatici comprendenti modelli di produzione e di consumo in linea con i principi dell'economia circolare, la tutela ambientale e della salute e le filiere più corte nell'approvvigionamento alimentare, a dare risalto all'impiego razionale e al riutilizzo di materiali locali e risorse naturali, garantendo cicli di materiali non tossici, compresi gli scarti agricoli e le acque reflue, e a promuovere stretti legami tra produttori e consumatori a livello locale; esorta affinché tutte le strategie macroregionali attuino una politica di appalti pubblici verdi allo scopo di stimolare l'innovazione ecologica e lo sviluppo di nuovi modelli imprenditoriali;

9.  chiede il rafforzamento della rete Natura 2000 nelle aree marine e una rete coerente e rappresentativa delle zone marine protette nell'ambito della direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino entro il 2020;

10.  sottolinea l'importanza del dialogo con le parti interessate e la comunicazione pubblica delle strategie macroregionali, così da renderle note e fare in modo che vengano accettate nelle comunità locali; ritiene che ciò sia un elemento chiave per il successo delle strategie macroregionali;

11.  chiede una specifica sincronizzazione e un approccio maggiormente coordinato dei fondi disponibili a tutti i livelli per conseguire gli obiettivi macroregionali e sfruttare le potenzialità delle strategie macroregionali; raccomanda l'utilizzo delle esperienze acquisite attraverso le strategie macroregionali per migliorare l'efficacia dei pertinenti strumenti finanziari dell'Unione; osserva che il finanziamento dell'Unione è generalmente collegato a progetti definiti, mentre le sfide ambientali richiedono un approccio a lungo termine; sottolinea che è necessario che la Commissione, gli Stati membri e le autorità competenti tengano conto di tale prospettiva a lungo termine nel finanziamento dei progetti e nell'elaborazione dei futuri programmi di finanziamento, coordino meglio i fondi esistenti per il finanziamento di particolari obiettivi ambientali delle macroregioni e adeguino il loro uso in funzione delle priorità politiche;

12.  sottolinea che è importante sviluppare strumenti di controllo e valutazione per vari indicatori, in modo da misurare meglio il raggiungimento degli obiettivi ambientali senza imporre ai partner di progetto e ai portatori di interessi oneri amministrativi non necessari;

13.  esorta le parti interessate delle macroregioni a utilizzare i fondi strutturali e di investimento europei (fondi SIE) e altri fondi dell'Unione al fine di promuovere gli investimenti in campo ambientale che abbiano come obiettivo, tra gli altri, la mitigazione dei cambiamenti climatici;

14.  invita le parti interessate delle macroregioni a prendere in considerazione, oltre ai fondi e agli strumenti pertinenti per le strategie macroregionali intesi a finanziare determinati obiettivi ambientali, anche il Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS);

15.  sottolinea che il mare della regione adriatica e ionica è minacciato da varie fonti di inquinamento, tra cui i rifiuti non trattati, i rifiuti marini, le acque reflue non trattate e l'eutrofizzazione causata dal dilavamento di origine agricola e dagli allevamenti ittici; invita pertanto i paesi partecipanti a intensificare ulteriormente i loro sforzi per affrontare tali sfide ambientali, sottolineando, a tal fine, l'importanza di attuare validi sistemi di gestione dei rifiuti, di trattamento delle acque reflue e di prevenzione nel settore delle risorse idriche;

16.  sottolinea che il Mare Adriatico, data la sua conformazione semi-chiusa, è particolarmente vulnerabile all'inquinamento e presenta peculiari caratteristiche idrografiche, come profondità e profili costieri che variano notevolmente dal nord al sud della regione; si compiace che tutti i quattro pilastri della regione adriatica e ionica siano concepiti per contribuire agli obiettivi di sostenibilità;

17.  ritiene che il completamento delle infrastrutture stradali e di trasporto e la promozione del grande potenziale non sfruttato delle fonti di energia rinnovabile rappresentino condizioni essenziali per gli obiettivi di sviluppo ecosostenibile della macroregione;

18.  evidenzia altresì che è necessario, per garantire la sostenibilità ambientale della macroregione adriatica e ionica, prevedere azioni concrete di salvaguardia dell'ambiente e in particolare progetti volti ad avviare attività di studio e di contrasto alla subsidenza;

19.  rammenta la sua precedente posizione di cui alla risoluzione del 3 luglio 2012 sull'evoluzione delle strategie macroregionali dell'UE: pratiche attuali e prospettive future, in particolare nel Mediterraneo; sottolinea che il Mediterraneo è un insieme coerente, che forma un unico bacino culturale e ambientale in cui si condividono diverse caratteristiche e priorità comuni in ragione del "clima mediterraneo": stesse produzioni agricole, stessa abbondanza di energie rinnovabili, in particolare di energia solare, identica importanza del turismo, stesso rischio di catastrofi naturali (incendi, inondazioni, terremoti, carenza di risorse idriche) e stessi rischi di fronte ai comportamenti umani, in particolare per quanto riguarda l'inquinamento marittimo; ribadisce nuovamente il proprio sostegno all'attuazione di una strategia macroregionale per il bacino del Mediterraneo al fine di offrire un piano d'azione volto ad affrontare le sfide comuni e le problematiche con cui si confrontano i paesi e le regioni del Mediterraneo e al fine di strutturare questo spazio essenziale per lo sviluppo e l'integrazione dell'Europa, e chiede al Consiglio e alla Commissione di agire rapidamente in tal senso;

20.  chiede alla Commissione di assicurare che, per garantire uno sfruttamento sostenibile delle risorse dell'UE, i paesi terzi coinvolti in progetti nella macroregione si conformino al pertinente acquis dell'Unione, in particolare alle direttive quadro sulla strategia per l'ambiente marino e sulle acque, alle direttive sulle acque reflue urbane, sui nitrati, sui rifiuti, sugli uccelli e sugli habitat nonché alla strategia per le infrastrutture verdi; raccomanda di avvalersi di accordi e convenzioni per coinvolgere i paesi terzi nei progetti ambientali dell'UE;

21.  ritiene che il pilastro del turismo sostenibile della regione adriatica e ionica sia uno strumento efficace per stimolare una crescita economica sostenibile nella regione e sensibilizzare in merito alle sfide ambientali e alle strategie macroregionali;

22.  sottolinea che l'abbondante biodiversità delle zone costiere-marine della regione adriatica e ionica è un importante fattore di attrazione per il turismo e le attività ricreative e di pesca e contribuisce al patrimonio culturale della macroregione; ritiene pertanto riprovevole la mancanza di mappe degli habitat; invita i paesi partecipanti ad adottare misure di mappatura nel quadro dell'EUSAIR;

23.  sottolinea che è necessario un approccio basato sugli ecosistemi nei confronti del coordinamento delle attività nel quadro della gestione integrata delle zone costiere e della pianificazione dello spazio marittimo allo scopo di garantire l'uso sostenibile delle risorse, dal momento che entrambi i quadri sono importanti per stimolare la collaborazione transfrontaliera e la cooperazione tra i portatori di interessi nelle diverse attività del settore costiero e marittimo e hanno le potenzialità per riunire i servizi degli ecosistemi e le opportunità dell'economia blu in maniera sostenibile;

24.  chiede l'istituzione di un sistema di monitoraggio coordinato e di una banca dati sui rifiuti marini e l'inquinamento del mare, compresa l'identificazione delle fonti e dei tipi di rifiuti e inquinamento, nonché una banca dati del sistema di informazione geografica (SIG) sulla collocazione e sulle fonti dei rifiuti marini;

25.  chiede l'elaborazione e l'attuazione di un piano di emergenza congiunto per gli sversamenti di idrocarburi e altri eventi inquinanti di vasta portata, facendo leva sulle attività del piano di emergenza subregionale definito dalla commissione mista per la protezione delle acque del Mare Adriatico e delle zone costiere e dai protocolli della convenzione di Barcellona;

26.  invita i paesi coinvolti a dare priorità alla creazione di capacità destinate ai principali responsabili dell'attuazione dell'EUSAIR e alle autorità responsabili dei pertinenti programmi operativi dell'EUSAIR;

27.  sottolinea che la prevenzione dei danni causati dalle gravi inondazioni resta una delle grandi sfide ambientali per i paesi della macroregione danubiana; evidenzia che è opportuno prendere in considerazione ulteriori misure congiunte volte a prevenire l'inquinamento transfrontaliero;

28.  prende atto con favore dell'attuazione di progetti quali DANUBEPARKS 2.0, STURGEON 2020, SEERISK, CC-WARE e il cluster "Danube Air Nexus" nell'ottica del conseguimento degli obiettivi ambientali previsti dall'EUSDR;

29.  accoglie con favore il progetto "EuroAccess" nella regione del Danubio quale strumento teso a rendere più accessibili i finanziamenti disponibili e incoraggia altre macroregioni a prendere in considerazione tale progetto quale migliore pratica;

30.  esorta la Commissione a iniziare i lavori per rendere possibile la concretizzazione di una macroregione della penisola iberica che risponda alle sfide per una politica forestale ordinata e pianificata, adeguata al clima, in grado di combattere l'esodo rurale e la desertificazione ed erosione del suolo grazie a una corretta gestione ecologica e alla diversificazione del patrimonio forestale, piantando specie di latifoglie autoctone più resistenti al fuoco e contribuendo in tal modo ad arrestare la massiccia distruzione della foresta a causa degli incendi che tutti gli anni colpiscono Portogallo e Spagna;

31.  si compiace dell'istituzione del Programma transnazionale per il Danubio (Interreg) quale strumento volto a offrire sostegno alla governance della regione del Danubio e sottolinea che il suo contributo diretto all'attuazione della strategia rappresenta uno dei risultati più evidenti dell'EUSDR;

32.  sottolinea che un approccio maggiormente integrato alla mobilità e alla multimodalità nella regione del Danubio sarebbe inoltre vantaggioso per l'ambiente;

33.  sottolinea che la Commissione deve promuovere rapidamente gli studi per una macroregione iberica considerando gli importanti problemi transfrontalieri associati ai cambiamenti climatici e alla protezione ambientale, alla prevenzione e gestione dei rischi, alla promozione dell'efficienza nell'uso delle risorse, alla conservazione della natura e della biodiversità, alla comune condivisione di risorse idriche e allo sfruttamento delle potenzialità dell'economia blu e delle energie rinnovabili;

34.  si compiace dell'istituzione del Danube Strategy Point quale nuovo organismo per agevolare l'attuazione dell'EUSDR e incoraggia la partecipazione di tutte le parti coinvolte e degli attori potenzialmente interessati;

35.  osserva con preoccupazione che, rispetto ai primi anni della sua attività, l'EUSDR sembra ora rivestire un ruolo meno prioritario nel dibattito politico a livello nazionale nei paesi coinvolti; sottolinea la necessità di preservare lo slancio politico dal momento che l'impegno dei paesi influisce direttamente sulla disponibilità di risorse umane nelle amministrazioni nazionali e regionali, il che è essenziale affinché la strategia proceda senza ostacoli e si lavori al consolidamento dei progressi compiuti e dei risultati conseguiti finora;

36.  invita i paesi coinvolti a garantire un'adeguata partecipazione dei rappresentanti nazionali alle riunioni del gruppo direttivo dell'EUSDR riguardanti gli ambiti prioritari e a considerare di ridurre il numero e la portata degli ambiti prioritari attuali qualora non venissero assegnate risorse sufficienti entro lassi di tempo ben definiti;

37.  mette in risalto la questione delle numerose navi affondate nel Danubio, che costituiscono un pericolo per la navigazione e l'ambiente, in particolare laddove i livelli delle acque sono bassi; sottolinea che i relitti delle navi affondate contengono quantità notevoli di carburante e altre sostanze che inquinano l'acqua costantemente, mentre il metallo arrugginito delle navi è fonte di inquinamento continuo con gravi ripercussioni; chiede la mobilizzazione di fondi dell'UE per affrontare tale problema e una maggiore cooperazione nel quadro dell'EUSDR;

38.  esorta le parti interessate della macroregione alpina a utilizzare i fondi SIE e altri fondi dell'Unione al fine di promuovere gli investimenti in campo ambientale che abbiano come obiettivo, tra gli altri, la mitigazione dei cambiamenti climatici e l'adattamento agli stessi; si compiace in particolare dell'approccio integrato della regione volto ad allineare la conservazione dell'ambiente e degli ecosistemi al perseguimento della prosperità economica e sociale;

39.  sottolinea che la politica ambientale ha natura trasversale e che le scelte nei vari settori della strategia alpina devono conciliare la sostenibilità ambientale e lo sviluppo economico; evidenzia che la regione alpina costituisce un importante punto di snodo regionale per i trasporti e, al contempo, uno degli spazi naturali e ricreativi più grandi e una delle regioni turistiche più ambite d'Europa; rileva tuttavia che, a causa delle sue particolari condizioni geografiche e naturali, l'accesso ad alcune parti della regioni è difficoltoso; sottolinea che per preservare la regione alpina quale spazio naturale unico nel suo genere è di fondamentale importanza concepire strategie dei trasporti sostenibili e integrate nonché tenere conto delle politiche di mitigazione dei cambiamenti climatici e di tutela della biodiversità, come la connettività in termini di habitat, per consentire la migrazione delle specie;

40.  manifesta preoccupazione per il fatto che i cambiamenti climatici possano causare instabilità idrogeologica e minacciare la biodiversità nella regione alpina; sottolinea che l'innalzamento delle temperature minaccia seriamente la sopravvivenza di popolazioni di specie che vivono ad alta quota e che lo scioglimento dei ghiacciai rappresenta un ulteriore motivo di preoccupazione, visto il notevole impatto sulle riserve idriche sotterranee;

41.  sottolinea che i settori del turismo e dell'agricoltura nella regione alpina sono portatori di interessi fondamentali per lo sviluppo sostenibile regionale e dovrebbero pertanto essere integrati in tutte le fasi dell'attuazione dei progetti ambientali;

42.  osserva che i primi passi nell'attuazione della strategia EUSALP hanno messo in luce la difficoltà di integrarla nei programmi esistenti, in quanto questi sono governati da strutture, quadri e tempistiche spesso incompatibili con le esigenze di una strategia macroregionale;

43.  invita i paesi partecipanti a garantire ai membri dei gruppi di azione EUSALP che li rappresenteranno maggiore impegno, continuità, stabilità, competenze e sostegno e ad assicurare che tutti i gruppi di azione siano adeguatamente rappresentati;

44.  si compiace dell'attuazione di progetti a favore dell'ambiente nella regione baltica, come il progetto BLASTIC volto a ridurre la dispersione dei rifiuti in mare, la piattaforma per il dialogo sul clima tesa a consolidare la risposta integrata ai cambiamenti climatici e il progetto PRESTO per migliorare la qualità delle acque; ritiene tuttavia che sia necessario compiere ulteriori sforzi per affrontare le sfide ambientali cui deve far fronte la macroregione del Baltico, in particolare per quanto riguarda l'eutrofizzazione, una migliore protezione del mare stesso, la qualità dell'aria e l'inquinamento;

45.  sottolinea che la situazione ambientale del Mar Baltico è rimasta la principale priorità dell'EUSBSR sin dal suo avvio nel 2009;

46.  ricorda che il Mar Baltico è uno dei mari più inquinati del mondo; sottolinea il ruolo della cooperazione al fine di migliorarne le condizioni; chiede di dare continuità ai programmi volti a intensificare la politica di vicinato in tutto il bacino idrografico del Mar Baltico e di inserire in tali programmi canali di finanziamento che permettano di migliorare le condizioni ambientali di tutto il bacino idrografico;

47.  osserva che conseguire buone condizioni ambientali entro il 2020 è uno degli obiettivi fondamentali delle azioni politiche nella regione del Mar Baltico;

48.  ritiene deprecabile, per le macroregioni marine, che le navi possano scaricare ingenti quantità di liquami a mare se si trovano a oltre 12 miglia nautiche (circa 22 chilometri) dalla costa e che i liquami trattati possano essere scaricati ad appena 3 miglia (circa 5,5 chilometri) dalla costa; chiede di destinare un finanziamento ai porti del Baltico inteso ad aumentare la loro capacità di raccolta dei liquami, affinché tutte le navi passeggeri possano depurare le acque reflue conformemente all'allegato IV riveduto della convenzione MARPOL;

49.  invita tutte le parti interessate a organizzare discussioni politiche più frequenti e regolari sull'EUSBSR a livello nazionale in seno al parlamento o al governo nonché in seno al Consiglio durante le pertinenti riunioni ministeriali;

50.  plaude, per quanto riguarda la macroregione baltica, alla direttiva dell'UE in materia di zolfo e alla decisione adottata il 27 ottobre 2016 dal comitato per la protezione dell'ambiente marino dell'Organizzazione marittima internazionale (IMO), con la quale il Mar Baltico e il Mare del Nord vengono designate zone di controllo delle emissioni di ossidi di azoto (NECA); ricorda che i combustibili impuri delle navi continuano a liberare nell'atmosfera consistenti emissioni di azoto e di zolfo, le quali ricadono in mare;

51.  osserva che l'EUSBSR costituisce un quadro stabile di cooperazione con più di 100 iniziative faro e nuove reti; esorta tuttavia le parti interessate a mantenere il suo slancio e a migliorare il coordinamento e il contenuto delle politiche facendo leva sui risultati dei progetti;

52.  ritiene importante procedere a un riesame del diritto di versare nuovamente in mare le acque sulfuree concesso ai gestori di scrubber a circuito aperto; rileva che le acque reflue degli scrubber a circuito chiuso devono essere sottoposte a trattamento, mentre quelle degli scrubber a circuito aperto ritornano direttamente in mare, creando un modello operativo di ambientalismo di facciata nel quale si evita che lo zolfo sia rilasciato nell'aria ma si consente che venga scaricato in mare;

53.  ricorda l'importanza della sicurezza marittima, in particolare nel Mar Baltico; ribadisce l'importanza della cooperazione tra i paesi della regione del Mar Baltico per affrontare le sfide poste dal crescente traffico marittimo e soprattutto dal trasporto di petrolio e di sostanze nocive;

54.  ricorda che la crescita blu nelle macroregioni marine si basa sullo sfruttamento sostenibile del potenziale marino e implica, pertanto, l'inclusione degli aspetti ambientali in tutte le attività; ribadisce che, nell'ambito della bioeconomia blu, è possibile creare nuovi prodotti e servizi e sviluppare e formare competenze funzionali al fine di incrementare l'occupazione; sottolinea che la sostenibilità nell'uso delle risorse naturali e le buone condizioni degli ambienti acquatici e marini forniscono una solida base alla bioeconomia blu;

55.  sottolinea l'importanza dell'evoluzione del pensiero economico, delle prassi e dei metodi a favore della bioeconomia e dell'economia circolare, che consentono di fronteggiare le sfide ambientali cui deve far fronte il Mar Baltico; ricorda le opportunità di sfruttare l'energia rinnovabile e migliorare l'efficienza energetica nella regione del Mar Baltico;

56.  reputa importante, per la regione del Mar Baltico, l'opportunità di connettersi alle reti energetiche al fine di ridurre ed eliminare la povertà energetica e accrescere la sicurezza energetica e la sicurezza di approvvigionamento dell'energia.

INFORMAZIONI SULL’APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

28.9.2017

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

59

1

2

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Marco Affronte, Margrete Auken, Pilar Ayuso, Zoltán Balczó, Ivo Belet, Simona Bonafè, Biljana Borzan, Paul Brannen, Birgit Collin-Langen, Mireille D’Ornano, Seb Dance, Angélique Delahaye, Bas Eickhout, Arne Gericke, Jens Gieseke, Julie Girling, Françoise Grossetête, Andrzej Grzyb, Jytte Guteland, Anneli Jäätteenmäki, Jean-François Jalkh, Benedek Jávor, Josu Juaristi Abaunz, Karin Kadenbach, Kateřina Konečná, Urszula Krupa, Jo Leinen, Peter Liese, Norbert Lins, Rupert Matthews, Valentinas Mazuronis, Gilles Pargneaux, Piernicola Pedicini, Bolesław G. Piecha, Pavel Poc, Frédérique Ries, Michèle Rivasi, Annie Schreijer-Pierik, Davor Škrlec, Renate Sommer, Claudiu Ciprian Tănăsescu, Ivica Tolić, Nils Torvalds, Adina-Ioana Vălean, Jadwiga Wiśniewska, Damiano Zoffoli

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Guillaume Balas, Jørn Dohrmann, Eleonora Evi, Christofer Fjellner, Elena Gentile, Anja Hazekamp, Merja Kyllönen, Ulrike Müller, Stanislav Polčák, Gabriele Preuß, Elżbieta Katarzyna Łukacijewska

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Matt Carthy, Olle Ludvigsson, Bernard Monot, Jens Nilsson, Marita Ulvskog

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

59

+

ALDE

Anneli Jäätteenmäki, Valentinas Mazuronis, Ulrike Müller, Frédérique Ries, Nils Torvalds

ECR

Jørn Dohrmann, Arne Gericke, Julie Girling, Urszula Krupa, Rupert Matthews, Bolesław G. Piecha, Jadwiga Wiśniewska

EFDD

Eleonora Evi, Piernicola Pedicini

GUE/NGL

Matt Carthy, Anja Hazekamp, Josu Juaristi Abaunz, Kateřina Konečná, Merja Kyllönen

NI

Zoltán Balczó

PPE

Pilar Ayuso, Ivo Belet, Birgit Collin-Langen, Angélique Delahaye, Christofer Fjellner, Jens Gieseke, Françoise Grossetête, Andrzej Grzyb, Peter Liese, Norbert Lins, Elżbieta Katarzyna Łukacijewska, Stanislav Polčák, Annie Schreijer-Pierik, Renate Sommer, Ivica Tolić, Adina-Ioana Vălean

S&D

Guillaume Balas, Simona Bonafè, Biljana Borzan, Paul Brannen, Seb Dance, Elena Gentile, Jytte Guteland, Karin Kadenbach, Jo Leinen, Olle Ludvigsson, Jens Nilsson, Gilles Pargneaux, Pavel Poc, Gabriele Preuß, Claudiu Ciprian Tănăsescu, Marita Ulvskog, Damiano Zoffoli

VERTS/ALE

Marco Affronte, Margrete Auken, Bas Eickhout, Benedek Jávor, Michèle Rivasi, Davor Škrlec

1

-

ENF

Mireille D’Ornano

2

0

ENF

Jean-François Jalkh, Bernard Monot

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti


INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

23.11.2017

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

34

1

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Pascal Arimont, Franc Bogovič, Mercedes Bresso, Rosa D’Amato, John Flack, Iratxe García Pérez, Michela Giuffrida, Krzysztof Hetman, Ivan Jakovčić, Marc Joulaud, Constanze Krehl, Sławomir Kłosowski, Martina Michels, Iskra Mihaylova, Andrey Novakov, Younous Omarjee, Konstantinos Papadakis, Stanislav Polčák, Monika Smolková, Maria Spyraki, Ruža Tomašić, Monika Vana, Matthijs van Miltenburg, Lambert van Nistelrooij

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Daniel Buda, Viorica Dăncilă, Raffaele Fitto, Elena Gentile, John Howarth, Ivana Maletić, Demetris Papadakis, Dimitrios Papadimoulis, Bronis Ropė, Damiano Zoffoli, Milan Zver

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Olle Ludvigsson


VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

34

+

ALDE

Ivan Jakovčić, Iskra Mihaylova, Matthijs van Miltenburg

ECR

Raffaele Fitto, Sławomir Kłosowski, Ruža Tomašić

EFDD

Rosa D'Amato

GUE/NGL

Martina Michels, Younous Omarjee, Dimitrios Papadimoulis

PPE

Pascal Arimont, Franc Bogovič, Daniel Buda, Krzysztof Hetman, Marc Joulaud, Ivana Maletić, Andrey Novakov, Stanislav Polčák, Maria Spyraki, Milan Zver, Lambert van Nistelrooij

S&D

Mercedes Bresso, Viorica Dăncilă, Iratxe García Pérez, Elena Gentile, Michela Giuffrida, John Howarth, Constanze Krehl, Olle Ludvigsson, Demetris Papadakis, Monika Smolková, Damiano Zoffoli,

VERTS/ALE

Bronis Ropė, Monika Vana

1

-

NI

Konstantinos Papadakis

1

0

ECR

John Flack

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

Avviso legale