Procedura : 2016/0376(COD)
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Ciclo del documento : A8-0391/2017

Testi presentati :

A8-0391/2017

Discussioni :

PV 15/01/2018 - 12
CRE 15/01/2018 - 12
PV 12/11/2018 - 14
CRE 12/11/2018 - 14

Votazioni :

PV 17/01/2018 - 10.5
CRE 17/01/2018 - 10.5
Dichiarazioni di voto
PV 13/11/2018 - 4.3
Dichiarazioni di voto

Testi approvati :

P8_TA(2018)0010
P8_TA(2018)0442

RELAZIONE     ***I
PDF 1089kWORD 200k
6.12.2017
PE 604.805v02-00 A8-0391/2017

sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2012/27/UE sull'efficienza energetica

(COM(2016)0761 – C8-0498/2016 – 2016/0376(COD))

Commissione per l'industria, la ricerca e l'energia

Relatore: Miroslav Poche

PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO
 PARERE della commissioneper l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare
 PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO
 VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2012/27/UE sull'efficienza energetica

(COM(2016)0761 – C8-0498/2016 – 2016/0376(COD))

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2016)0761),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 2, e l'articolo 194, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8-0498/2016),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il protocollo n. 1 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea sul ruolo dei parlamenti nazionali nell'Unione europea,

–  visto il protocollo n. 2 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità,

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 26 aprile 2017(1),

–  visto il parere del Comitato delle regioni del 13 luglio 2017(2),

–  visto l'articolo 59 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia e il parere della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (A8-0391/2017),

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso;

2.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora la sostituisca, la modifichi sostanzialmente o intenda modificarla sostanzialmente;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Emendamento    1

Proposta di direttiva

Considerando 1

Testo della Commissione

Emendamento

(1)  La moderazione della domanda di energia è una delle cinque dimensioni della strategia dell'Unione dell'energia, adottata il 25 febbraio 2015. Il miglioramento dell'efficienza energetica andrà a beneficio dell'ambiente, ridurrà le emissioni di gas a effetto serra, renderà più sicuro l'approvvigionamento energetico riducendo la dipendenza dall'importazione di energia da paesi al di fuori dell'Unione, diminuirà i costi energetici a carico delle famiglie e delle imprese, concorrerà ad alleviare la precarietà energetica e determinerà un aumento dei posti di lavoro e dell'attività in tutti i settori dell'economia. Ciò è in linea con gli impegni assunti dall'Unione nel quadro dell'Unione dell'energia e dell'agenda mondiale per il clima fissata dalle Parti della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici con l'accordo di Parigi del dicembre 2015.

(1)  La moderazione della domanda di energia è una delle cinque dimensioni della strategia dell'Unione dell'energia, adottata il 25 febbraio 2015. Il miglioramento dell'efficienza energetica lungo l'intera catena energetica, compresi la generazione, la trasmissione, la distribuzione e l'uso finale di energia, andrà a beneficio dell'ambiente, migliorerà la qualità dell'aria e la salute pubblica, ridurrà le emissioni di gas a effetto serra, renderà più sicuro l'approvvigionamento energetico riducendo la dipendenza dall'importazione di energia da paesi al di fuori dell'Unione, diminuirà i costi energetici a carico delle famiglie e delle imprese, concorrerà ad alleviare la precarietà energetica e determinerà un aumento della competitività, dei posti di lavoro e dell'attività in tutti i settori dell'economia, migliorando in tal modo la qualità della vita dei cittadini. Ciò è in linea con gli impegni assunti dall'Unione nel quadro dell'Unione dell'energia e dell'agenda mondiale per il clima fissata dalla conferenza delle Parti della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP21) tenutasi a Parigi nel dicembre 2015 ("l'accordo di Parigi"), che prevede che l'incremento della temperatura media globale dovrebbe essere contenuto ben al di sotto dei 2 °C rispetto ai livelli preindustriali e che occorre adoperarsi per limitare tale incremento a 1,5 °C.

Emendamento    2

Proposta di direttiva

Considerando 2

Testo della Commissione

Emendamento

(2)  La direttiva 2012/27/UE del Parlamento europeo e del Consiglio9 contribuisce alla realizzazione dell'Unione dell'energia, nell'ambito della quale l'efficienza energetica dovrebbe essere equiparata a una fonte di energia a sé stante. Al momento di definire le nuove norme per l'offerta e per altri settori strategici si dovrebbe tenere conto del principio che pone l'efficienza energetica al primo posto e la Commissione dovrebbe provvedere a che l'efficienza energetica e la gestione della domanda possano competere alla pari con la capacità di generazione. L'efficienza energetica deve essere considerata ogniqualvolta si adottano decisioni di finanziamento o pianificazione del sistema energetico. Occorre migliorare l'efficienza energetica ogniqualvolta è economicamente più vantaggioso rispetto a soluzioni equivalenti sul lato dell'offerta. Ciò consentirebbe di sfruttare i molteplici vantaggi che l'efficienza energetica offre alla società europea, in particolare ai cittadini e alle imprese.

(2)  La direttiva 2012/27/UE del Parlamento europeo e del Consiglio9 contribuisce alla realizzazione dell'Unione dell'energia, nell'ambito della quale l'efficienza energetica dovrebbe essere equiparata a una fonte di energia a sé stante. Al momento di definire le nuove norme per l'offerta e per altri settori strategici si dovrebbe tenere conto del principio che pone l'efficienza energetica al primo posto la Commissione dovrebbe accordare priorità all'efficienza energetica e alla gestione della domanda rispetto a una maggiore capacità di generazione. L'efficienza energetica deve essere considerata ogniqualvolta si adottano decisioni di finanziamento e pianificazione del sistema energetico. Occorre realizzare investimenti in grado di aumentare l'efficienza energetica finale ogniqualvolta economicamente più vantaggioso rispetto a soluzioni equivalenti sul lato dell'offerta. Ciò consentirebbe di sfruttare i molteplici vantaggi che l'aumento dell'efficienza energetica offre in tutte le fasi della catena dell'energia, migliorando in tal modo il benessere della società europea. Per sfruttare appieno il potenziale di tali benefici e ai fini di un'efficace attuazione delle misure politiche previste, la Commissione e gli Stati membri dovrebbero collaborare con le autorità locali e regionali, con le città, le imprese e i cittadini in tutta Europa per garantire che l'incremento dell'efficienza energetica risultante da cambiamenti tecnologici, comportamentali ed economici vada di pari passo con un aumento della crescita economica.

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9 Direttiva 2012/27/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, sull'efficienza energetica, che modifica le direttive 2009/125/CE e 2010/30/UE e abroga le direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE (GU L 315 del 14.11.2012, pag. 1).

9 Direttiva 2012/27/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, sull'efficienza energetica, che modifica le direttive 2009/125/CE e 2010/30/UE e abroga le direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE (GU L 315 del 14.11.2012, pag. 1).

Emendamento    3

Proposta di direttiva

Considerando 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(2 bis)  Tutte le forme di energia primaria (non rinnovabile e rinnovabile) dovrebbero tenere conto dell'apporto energetico aggiuntivo necessario per l'ottenimento di tale energia, l'allestimento e la gestione degli impianti energetici nonché il loro smantellamento, come pure l'eliminazione dei rischi ambientali associati.

Motivazione

Il presente emendamento sostituisce l'emendamento 3 del progetto di relazione. Esso mira a chiarire che riguarda l'apporto energetico e non il lavoro umano.

Emendamento  4

Proposta di direttiva

Considerando 2 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(2 ter)  Le misure degli Stati membri dovrebbero essere sostenute da strumenti finanziari dell'Unione ben concepiti ed efficienti, quali i fondi strutturali e di investimento europei, il Fondo europeo per gli investimenti strategici e la Banca europea per gli investimenti, che dovrebbero sostenere gli investimenti nell'efficienza energetica in tutte le fasi della catena dell'energia e ricorrere a un'analisi costi-benefici esaustiva basandosi su un modello di tassi di attualizzazione differenziati. Il sostegno finanziario dovrebbe essere incentrato su metodi di aumento dell'efficienza energetica economicamente convenienti, il che porterebbe a una riduzione del consumo di energia. Per raggiungere un obiettivo ambizioso in materia di efficienza energetica è necessario eliminare taluni ostacoli, come nel caso della recente precisazione di Eurostat sul modo di registrare i contratti di prestazione energetica nei conti nazionali per facilitare gli investimenti nelle misure di efficienza energetica.

Emendamento  5

Proposta di direttiva

Considerando 3

Testo della Commissione

Emendamento

(3)  Il Consiglio europeo dell'ottobre 2014 ha stabilito un obiettivo di efficienza energetica del 27% da raggiungere nel 2030 e da riesaminare entro il 2020 "tenendo presente un livello UE del 30%". Nel dicembre 2015 il Parlamento europeo ha invitato la Commissione a valutare la fattibilità di un obiettivo di efficienza energetica del 40% per lo stesso termine. È pertanto opportuno rivedere e modificare di conseguenza la direttiva per adeguarla all'orizzonte 2030.

(3)  Il Consiglio europeo dell'ottobre 2014 ha sostenuto un obiettivo di efficienza energetica del 27% da raggiungere nel 2030 e da riesaminare entro il 2020 "tenendo presente un livello UE del 30%". Nel dicembre 2015 il Parlamento europeo ha invitato la Commissione a valutare la fattibilità di un obiettivo di efficienza energetica del 40% per lo stesso termine. È pertanto opportuno rivedere e modificare di conseguenza la direttiva per adeguarla all'orizzonte 2030.

Emendamento    6

Proposta di direttiva

Considerando 4

Testo della Commissione

Emendamento

(4)  Non sono stabiliti obiettivi vincolanti a livello nazionale per il 2030. Occorre esplicitare sotto forma di obiettivo vincolante del 30% la necessità che l'Unione consegua gli obiettivi di efficienza energetica, espressi in consumo di energia primaria e finale, nel 2020 e nel 2030. Tale chiarimento a livello di Unione dovrebbe lasciare invariata la facoltà degli Stati membri di fissare i contributi nazionali in base al consumo di energia primaria o finale, al risparmio di energia primaria o finale, oppure all'intensità energetica. Gli Stati membri dovrebbero fissare i contributi nazionali indicativi di efficienza energetica tenendo conto del fatto che nel 2030 il consumo energetico dell'Unione non deve superare 1 321 Mtoe di energia primaria e 987 Mtoe di energia finale. Ne consegue che nell'Unione il consumo di energia primaria dovrebbe essere ridotto del 23% e il consumo di energia finale del 17% rispetto ai livelli del 2005. Una valutazione regolare dei progressi verso il raggiungimento dell'obiettivo unionale per il 2030 è necessaria ed è prevista nella proposta legislativa sulla governance dell'Unione dell'energia.

(4)  Occorre esplicitare sotto forma di obiettivo vincolante del 40% per il 2030 la necessità che l'Unione consegua l'obiettivo di efficienza energetica, espresso in consumo di energia primaria e finale. Tale obiettivo a livello di Unione dovrebbe lasciare invariata la facoltà degli Stati membri di fissare gli obiettivi nazionali in base al consumo di energia primaria o finale, al risparmio di energia primaria o finale, oppure all'intensità energetica. Gli Stati membri dovrebbero fissare gli obiettivi nazionali vincolanti di efficienza energetica tenendo conto del fatto che nel 2030 il consumo energetico dell'Unione non deve superare 1 132 Mtoe di energia primaria e 849 Mtoe di energia finale. Ne consegue che nell'Unione il consumo di energia primaria dovrebbe essere ridotto del 34% e il consumo di energia finale del 31% rispetto ai livelli del 2005. Una valutazione regolare dei progressi verso il raggiungimento dell'obiettivo unionale per il 2030 è necessaria ed è prevista nella proposta legislativa sulla governance dell'Unione dell'energia.

Emendamento    7

Proposta di direttiva

Considerando 4 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(4 bis)  Il principio di equità tra gli Stati membri dovrebbe essere applicato in sede di definizione degli obiettivi nazionali di efficienza energetica. L'energia rappresenta un bene essenziale e pertanto livelli minimi di consumo energetico sono inevitabili. Si dovrebbe tenere debitamente conto di ciò all'atto di fissare gli obiettivi nazionali. In generale, i paesi il cui consumo energetico pro capite è inferiore alla media dell'Unione dovrebbero beneficiare di maggiore flessibilità in sede di definizione dei propri obiettivi.

Emendamento    8

Proposta di direttiva

Considerando 4 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(4 ter)  L'efficienza operativa dei sistemi energetici in qualunque momento è influenzata dalla possibilità di immettere nella rete, in maniera fluida e flessibile, la potenza generata a partire da diverse fonti, caratterizzate da diversi gradi di inerzia e tempi di avvio. Il miglioramento di tale efficienza consentirà di sfruttare meglio le energie rinnovabili, quali ad esempio l'energia eolica combinata alle turbine a gas, al fine di evitare il sovraccarico delle reti servite da grandi unità di produzione di energia elettrica tradizionali caratterizzate da un'inerzia termica significativa.

Emendamento    9

Proposta di direttiva

Considerando 4 quater (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(4 quater)  La Commissione e gli Stati membri devono garantire che la riduzione del consumo energetico sia una conseguenza di una maggiore efficienza energetica e non delle circostanze macroeconomiche.

Emendamento    10

Proposta di direttiva

Considerando 4 quinquies (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(4 quinquies)  Gli Stati membri dovrebbero identificare le possibilità di efficienza energetica efficaci in termini di costi sulla base di un calcolo dal basso, distintamente per ogni settore, dal momento che tali possibilità dipendono dal mix energetico, dalla struttura dell'economia e dal ritmo dello sviluppo economico.

Motivazione

Le simulazioni dal basso consentono agli Stati membri di calcolare con maggiore precisione le opportunità di risparmio che possono essere realizzate in maniera efficace sotto il profilo dei costi, formulando le raccomandazioni politiche di conseguenza.

Emendamento    11

Proposta di direttiva

Considerando 5

Testo della Commissione

Emendamento

(5)  L'obbligo in capo agli Stati membri di stabilire strategie a lungo termine per mobilitare investimenti nella ristrutturazione del parco immobiliare nazionale e di notificarle alla Commissione dovrebbe essere soppresso nella direttiva 2012/27/UE e inserito nella direttiva 2010/31/UE del Parlamento europeo e del Consiglio10 sulla prestazione energetica nell'edilizia, dove è più coerente con le disposizioni sui piani a lungo termine per gli edifici a energia quasi zero e sulla decarbonizzazione degli edifici.

(5)  L'obbligo in capo agli Stati membri di stabilire strategie a lungo termine per facilitare la ristrutturazione del parco immobiliare nazionale e di notificarle alla Commissione dovrebbe essere soppresso nella direttiva 2012/27/UE e inserito nella direttiva 2010/31/UE del Parlamento europeo e del Consiglio10 sulla prestazione energetica nell'edilizia, dove è più coerente con le disposizioni sui piani a lungo termine per gli edifici a energia quasi zero e sulla decarbonizzazione degli edifici.

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10 Direttiva 2010/31/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 maggio 2010, sulla prestazione energetica nell'edilizia (GU L 153 del 18.6.2010, pag. 13).

10 Direttiva 2010/31/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 maggio 2010, sulla prestazione energetica nell'edilizia (GU L 153 del 18.6.2010, pag. 13).

Emendamento    12

Proposta di direttiva

Considerando 6

Testo della Commissione

Emendamento

(6)  In considerazione del quadro per il clima e l'energia per il 2030, l'obbligo di risparmio energetico dovrebbe essere esteso oltre il 2020. Prolungando il periodo di impegno oltre il 2020 si creerebbe una maggiore stabilità per gli investitori e si stimolerebbero così gli investimenti e le misure di efficienza energetica a lungo termine, come la ristrutturazione degli edifici.

(6)  In considerazione del quadro per il clima e l'energia per il 2030, l'obbligo di risparmio energetico dovrebbe essere esteso oltre il 2020. Prolungando il periodo di impegno oltre il 2020 si creerebbe una maggiore stabilità per gli investitori e si stimolerebbero così gli investimenti e le misure di efficienza energetica a lungo termine, come la profonda ristrutturazione degli edifici con l'obiettivo di pervenire, a lungo termine, a un parco di edifici a energia quasi zero. L'obbligo di risparmio energetico è stato fondamentale nel portare alla crescita e alla creazione di posti di lavoro a livello locale e dovrebbe essere mantenuto per garantire che l'Unione possa conseguire i propri obiettivi in materia di energia e clima creando ulteriori opportunità e riducendo la dipendenza tra il consumo energetico e la crescita. La cooperazione con il settore privato è importante al fine di valutare a quali condizioni sia possibile mobilitare gli investimenti privati per progetti di efficienza energetica e di elaborare nuovi modelli di reddito per l'innovazione nel campo dell'efficienza energetica.

Emendamento    13

Proposta di direttiva

Considerando 6 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(6 bis)  I miglioramenti dell'efficienza energetica hanno un impatto positivo anche sulla qualità dell'aria, poiché la maggiore efficienza energetica degli edifici riduce la domanda di combustibili per il riscaldamento, specialmente di combustibili solidi. Le misure di efficienza energetica contribuiscono pertanto a migliorare la qualità dell'aria esterna e interna e concorrono al conseguimento, in maniera efficiente in termini di costi, degli obiettivi della politica dell'Unione sulla qualità dell'aria, quali sanciti in particolare dalla direttiva (UE) 2016/2284 del Parlamento europeo e del Consiglio1 bis. La riduzione della domanda di energia negli edifici dovrebbe essere considerata un elemento della politica generale sulla qualità dell'aria, in particolare negli Stati membri in cui il rispetto dei limiti fissati dall'Unione sulle emissioni di inquinanti atmosferici risulta problematico e in cui l'efficienza energetica potrebbe contribuire al raggiungimento di tali obiettivi.

 

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1 bis Direttiva (UE) 2016/2284 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 dicembre 2016, concernente la riduzione delle emissioni nazionali di determinati inquinanti atmosferici, che modifica la direttiva 2003/35/CE e abroga la direttiva 2001/81/CE (GU L 344 del 17.12.2016, pagg. 1-31).

Motivazione

Il settore residenziale è responsabile di importanti quote di emissioni inquinanti in Europa derivanti dal fumo provocato dalla combustione dei combustibili solidi utilizzati per il riscaldamento. Tali sostanze inquinanti aumentano la mortalità, la morbilità e i ricoveri ospedalieri, segnatamente in quanto i valori delle emissioni misurati vanno spesso ben oltre i limiti stabiliti dalla legislazione dell'UE in materia di qualità dell'aria.

Emendamento    14

Proposta di direttiva

Considerando 7

Testo della Commissione

Emendamento

(7)  Gli Stati membri sono tenuti a realizzare cumulativamente "nuovi" risparmi energetici nell'uso finale, per l'intero periodo obbligatorio, pari all'1,5% delle vendite annue di energia. Quest'obbligo potrebbe essere soddisfatto tramite nuove misure politiche adottate durante il nuovo periodo obbligatorio, tra il 1º gennaio 2021 e il 31 dicembre 2030, oppure grazie a nuove azioni individuali risultanti da misure politiche adottate prima o durante il periodo precedente ma i cui risultati in risparmi energetici si concretano nel nuovo periodo.

(7)  Gli Stati membri sono tenuti a realizzare cumulativamente "nuovi" risparmi energetici nell'uso finale, per l'intero periodo obbligatorio, pari almeno all'1,5%. Quest'obbligo potrebbe essere soddisfatto tramite risparmi energetici derivanti da misure politiche, a condizione che si possa dimostrare che tali misure danno luogo ad azioni individuali che generano risparmi energetici verificabili nel periodo successivo al 2020. In ciascun periodo i risparmi dovrebbero basarsi cumulativamente sul volume di risparmi da realizzare nei periodi precedenti.

Emendamento    15

Proposta di direttiva

Considerando 9

Testo della Commissione

Emendamento

(9)  I nuovi risparmi dovrebbero essere aggiuntivi rispetto a quelli che si produrrebbero a politiche invariate, in modo che non possano essere dichiarati come risparmi quelli che si sarebbero prodotti comunque. Per calcolare l'impatto delle misure introdotte possono essere conteggiati solo i risparmi netti, misurati come variazione del consumo energetico direttamente ascrivibile alle misure di efficienza energetica in questione. Per calcolare i risparmi netti, gli Stati membri dovrebbero stabilire uno scenario di base che riproduca l'evoluzione della situazione in assenza della politica di risparmio energetico. L'intervento dovrebbe essere valutato a fronte di questo scenario di base prestabilito. Gli Stati membri dovrebbero tener conto degli eventuali effetti sul consumo di energia determinati da altri interventi strategici concomitanti, evitando di attribuire unicamente alla misura politica considerata tutti i cambiamenti osservati a partire dall'introduzione dell'intervento strategico oggetto di valutazione. Per assicurare il rispetto dell'obbligo di rilevanza, le azioni della parte obbligata, partecipante o incaricata dovrebbero effettivamente contribuire a realizzare i risparmi dichiarati.

(9)  I nuovi risparmi energetici dovrebbero essere aggiuntivi rispetto a quelli che si produrrebbero a politiche invariate, in modo che non possano essere dichiarati come risparmi quelli che si sarebbero prodotti comunque. Per calcolare l'impatto delle misure introdotte possono essere conteggiati solo i risparmi netti, misurati come variazione del consumo energetico direttamente ascrivibile alle misure di efficienza energetica in questione. Per calcolare i risparmi netti, gli Stati membri dovrebbero stabilire uno scenario di base che riproduca l'evoluzione della situazione in assenza della politica di risparmio energetico. L'intervento dovrebbe essere valutato a fronte di questo scenario di base prestabilito. Gli Stati membri dovrebbero tener conto degli eventuali effetti sul consumo di energia determinati da altri interventi strategici concomitanti, evitando di attribuire unicamente alla misura politica considerata tutti i cambiamenti osservati a partire dall'introduzione dell'intervento strategico oggetto di valutazione. Per assicurare il rispetto dell'obbligo di rilevanza, le azioni della parte obbligata, partecipante o incaricata dovrebbero effettivamente contribuire a realizzare i risparmi dichiarati.

Emendamento    16

Proposta di direttiva

Considerando 9 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(9 bis)  È importante includere tutte le fasi della catena energetica nel conteggio dei risparmi, al fine di aumentare il potenziale di risparmio energetico nella trasmissione e distribuzione dell'energia elettrica.

Emendamento    17

Proposta di direttiva

Considerando 10

Testo della Commissione

Emendamento

(10)  I risparmi energetici derivanti dall'attuazione della legislazione dell'Unione non possono essere dichiarati, a meno che la misura in questione vada oltre il minimo richiesto dalla normativa dell'Unione in questione, stabilendo requisiti più ambiziosi di efficienza energetica a livello nazionale o aumentando la diffusione della misura stessa. Riconoscendo che la ristrutturazione degli edifici contribuisce in modo determinante e duraturo ad aumentare i risparmi energetici, è opportuno chiarire che è possibile dichiarare tutti i risparmi energetici derivanti da misure di promozione della ristrutturazione di edifici esistenti se aggiuntivi rispetto a quelli che si sarebbero ottenuti in assenza della misura politica e se gli Stati membri dimostrano che la parte obbligata, partecipante o incaricata ha effettivamente contribuito ai risparmi dichiarati per la misura in questione.

(10)  I risparmi energetici derivanti dall'attuazione della legislazione dell'Unione non possono essere dichiarati, a meno che la misura in questione vada oltre il minimo richiesto dalla normativa dell'Unione in questione, stabilendo requisiti più ambiziosi di efficienza energetica a livello nazionale o aumentando la diffusione della misura stessa. Gli edifici presentano grandi potenzialità per un ulteriore aumento dell'efficienza energetica e la ristrutturazione degli edifici contribuisce in modo determinante e duraturo ad aumentare i risparmi energetici grazie ad economie di scala. È pertanto opportuno chiarire che è possibile dichiarare tutti i risparmi energetici derivanti da misure di promozione della ristrutturazione di edifici esistenti se aggiuntivi rispetto a quelli che si sarebbero ottenuti in assenza della misura politica e se gli Stati membri dimostrano che la parte obbligata, partecipante o incaricata ha effettivamente contribuito ai risparmi dichiarati per la misura in questione.

Emendamento    18

Proposta di direttiva

Considerando 10 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(10 bis)  La gestione efficace delle risorse idriche può contribuire in modo significativo al risparmio energetico. Il settore delle acque e delle acque reflue rappresenta il 3,5% dell'utilizzo di energia elettrica nell'Unione1 bis. Inoltre, la domanda d'acqua dovrebbe aumentare del 25% entro il 2040, principalmente nelle aree urbane. Allo stesso tempo, le perdite d'acqua rappresentano il 24% della quantità totale d'acqua consumata nell'Unione, il che genera perdite di energia e di acqua. Tutte le misure volte a una gestione più efficace delle risorse idriche e a una riduzione dell'uso dell'acqua possono pertanto contribuire in modo significativo all'obiettivo di efficienza energetica dell'Unione1 ter.

 

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1 bis World Energy Outlook 2016, Agenzia internazionale per l'energia, 2016.

 

1 ter World Energy Outlook 2016, Agenzia internazionale per l'energia, 2016.

Emendamento    19

Proposta di direttiva

Considerando 10 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(10 ter)  Tale revisione include disposizioni concernenti la definizione dell'efficienza energetica come priorità in termini di infrastrutture, riconoscendo come essa rispetti pienamente la definizione di infrastruttura utilizzata dal Fondo monetario internazionale e da altre istituzioni economiche, oltre a renderla un elemento fondamentale e una priorità per le future decisioni in materia di investimenti nell'infrastruttura energetica dell'Unione1 bis.

 

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1 bis Formulazione contenuta nella proposta di risoluzione del Parlamento europeo del 2 giugno 2016 sulla relazione sull'attuazione della direttiva sull'efficienza energetica (2012/27/UE)-(2015/2232(INI)).

Emendamento    20

Proposta di direttiva

Considerando 10 quater (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(10 quater)  Il settore dell'energia è il maggior consumatore di acqua nell'Unione e rappresenta il 44% del consumo idrico1 bis. L'uso di tecnologie e processi intelligenti per la gestione efficiente delle risorse idriche può generare notevoli risparmi energetici, aumentando nel contempo la competitività delle imprese.

 

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1 bis Documento di lavoro dei servizi della Commissione, Agricoltura e gestione sostenibile delle risorse idriche nell'UE, 28 aprile 2017.

Emendamento    21

Proposta di direttiva

Considerando 10 quinquies (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(10 quinquies)  Il settore delle acque e delle acque reflue può altresì contribuire alla produzione di energia rinnovabile e alla riduzione della fornitura di energia da combustibili fossili. Ad esempio, il recupero di energia dai fanghi ottenuti dal trattamento delle acque reflue permette la produzione di energia in loco.

Emendamento    22

Proposta di direttiva

Considerando 12

Testo della Commissione

Emendamento

(12)  Il miglioramento dell'efficienza energetica degli edifici dovrebbe andare a particolare vantaggio dei consumatori in condizioni di precarietà energetica. Gli Stati membri possono già esigere che le parti obbligate includano obiettivi sociali nelle misure di risparmio energetico, in relazione alla precarietà energetica; tale possibilità dovrebbe ora essere estesa alle misure alternative e trasformata in obbligo, lasciando tuttavia agli Stati membri la massima flessibilità quanto all'entità, alla portata e al contenuto delle misure. Ai sensi dell'articolo 9 del trattato, le politiche di efficienza energetica dell'Unione devono essere inclusive e pertanto anche assicurare che le misure di efficienza energetica siano accessibili ai consumatori in condizioni di precarietà energetica.

(12)  Il miglioramento dell'efficienza energetica degli edifici dovrebbe andare a vantaggio di tutti i consumatori, in particolare delle famiglie a basso reddito, comprese quelle in condizioni di precarietà energetica. Ciascuno Stato membro può definire la povertà energetica e ciò che costituisce una famiglia a basso reddito in funzione della propria situazione nazionale specifica. Gli Stati membri possono già esigere che le parti obbligate includano obiettivi sociali nelle misure di risparmio energetico, in relazione alla precarietà energetica. Tale possibilità dovrebbe ora essere estesa alle misure alternative e trasformata in obbligo, lasciando tuttavia agli Stati membri la massima flessibilità quanto all'entità, alla portata e al contenuto delle misure. Ai sensi dell'articolo 9 del trattato, le politiche di efficienza energetica dell'Unione devono essere inclusive e pertanto anche assicurare che le misure di efficienza energetica siano accessibili ai consumatori in condizioni di precarietà energetica e a basso reddito. A tal fine, gli Stati membri dovrebbero quantificare i loro obiettivi, garantire ai loro regimi un sostegno finanziario adeguato e monitorare l'attuazione delle misure adottate.

Emendamento    23

Proposta di direttiva

Considerando 12 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(12 bis)  La gestione della domanda notturna e diurna di energia elettrica costituisce uno strumento importante per migliorare l'utilizzo efficiente dell'energia, in quanto potenzia notevolmente le possibilità di risparmio energetico da parte dei consumatori, permettendo loro di prendere decisioni sulla base di informazioni che indicano la possibilità di ottimizzare l'utilizzo dell'energia negli orari in cui è richiesta, incluse le ore in cui la domanda di energia è più alta, in modo da consentire un migliore utilizzo delle reti di trasmissione e delle risorse di generazione.

Motivazione

Il presente emendamento riguarda il considerando 19 del progetto di relazione. Ha l'obiettivo di renderlo più chiaro ed è connesso alle reti intelligenti.

Emendamento    24

Proposta di direttiva

Considerando 12 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(12 ter)  Per ottenere fatture energetiche meno care, si dovrebbero aiutare i consumatori a ridurre il loro consumo di energia attraverso la diminuzione del fabbisogno energetico degli edifici, il miglioramento dell'efficienza degli apparecchi e la disponibilità di modi di trasporto a basso consumo di energia integrati con il trasporto pubblico e la bicicletta. Il miglioramento degli involucri edilizi e la riduzione dei fabbisogni e dei consumi energetici sono aspetti fondamentali per migliorare le condizioni sanitarie dei segmenti della popolazione a basso reddito.

Emendamento    25

Proposta di direttiva

Considerando 12 quater (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(12 quater)  È essenziale sensibilizzare tutti i cittadini dell'Unione fornendo loro informazioni accurate sui benefici dell'aumento dell'efficienza energetica e la sua possibile attuazione. L'aumento dell'efficienza energetica è inoltre fondamentale per la posizione geopolitica e la sicurezza dell'Unione, in quanto riduce la sua dipendenza dalle importazioni di combustibili da paesi terzi.

Emendamento  26

Proposta di direttiva

Considerando 12 quinquies (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(12 quinquies)  Con oltre 50 milioni di famiglie nell'Unione in condizioni di precarietà energetica, le misure di efficienza energetica devono essere al centro di ogni strategia efficace in termini di costi volta a combattere la precarietà energetica e la vulnerabilità dei consumatori, e devono essere complementari alle politiche di sicurezza sociale a livello degli Stati membri. Per garantire che le misure di efficienza energetica riducano la povertà energetica dei locatari in maniera sostenibile, è opportuno prendere in considerazione l'efficienza in termini di costi di tali misure e l'accessibilità economica per i proprietari e i locatari, nonché assicurare un sostegno finanziario adeguato a favore di tali misure a livello degli Stati membri. Il parco immobiliare dell'Unione dovrà essere composto nel lungo termine da edifici a energia quasi zero, in linea con gli obiettivi dell'accordo di Parigi. Gli attuali tassi di ristrutturazione degli edifici sono insufficienti e gli edifici occupati da cittadini a basso reddito in condizioni di precarietà energetica sono i più difficili da raggiungere. Le misure previste dal presente regolamento in materia di obblighi di risparmio energetico, regimi obbligatori di efficienza energetica e misure politiche alternative sono pertanto di particolare importanza.

Emendamento    27

Proposta di direttiva

Considerando 12 sexies (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(12 sexies)  I costi e i benefici di tutte le misure di efficienza energetica adottate, compresi i tempi di recupero del capitale investito, dovrebbero essere resi pienamente trasparenti per i consumatori.

Emendamento    28

Proposta di direttiva

Considerando 13

Testo della Commissione

Emendamento

(13)  L'energia generata sugli o negli edifici per mezzo di tecnologie delle energie rinnovabili riduce l'approvvigionamento di energia da fonti fossili. La diminuzione del consumo energetico e l'utilizzo di energia da fonti rinnovabili nel settore dell'edilizia costituiscono misure importanti per ridurre la dipendenza energetica dell'Unione e le emissioni di gas a effetto serra, in particolare alla luce degli ambiziosi obiettivi in materia di clima ed energia che l'Unione si è data per il 2030, nonché dell'impegno mondiale assunto a Parigi, nel dicembre 2015, alla conferenza delle parti della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP 21). Per ottemperare all'obbligo di risparmio energetico, gli Stati membri dovrebbero quindi poter tenere conto di una determinata quantità di energia rinnovabile generata dai consumatori sugli o negli edifici per uso proprio. A tal fine gli Stati membri dovrebbero poter utilizzare i metodi di calcolo stabiliti a norma della direttiva 2010/31/UE.

(13)  L'energia generata sugli o negli edifici per mezzo di tecnologie delle energie rinnovabili riduce l'approvvigionamento di energia da fonti fossili. La diminuzione del consumo energetico e l'utilizzo di energia da fonti rinnovabili nel settore dell'edilizia costituiscono misure importanti per ridurre la dipendenza energetica dell'Unione e le emissioni di gas a effetto serra, in particolare alla luce degli ambiziosi obiettivi in materia di clima ed energia che l'Unione si è data per il 2030, nonché dell'impegno mondiale assunto con l'accordo di Parigi.

Emendamento    29

Proposta di direttiva

Considerando 13 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(13 bis)  Il bilancio energetico delle imprese e dei settori economici degli Stati membri può essere migliorato basandosi sui principi dell'economia circolare, mediante un opportuno utilizzo dei rifiuti industriali come materie prime secondarie, a condizione che il loro potenziale energetico sia superiore al potenziale delle materie prime alternative.

Motivazione

Il presente emendamento riguarda il considerando 22 del progetto di relazione.

Emendamento    30

Proposta di direttiva

Considerando 13 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(13 ter)  Sfruttando i nuovi modelli imprenditoriali e le nuove tecnologie, gli Stati membri dovrebbero adoperarsi per promuovere e facilitare la diffusione delle misure di efficienza energetica, anche attraverso servizi energetici per grandi e piccoli clienti.

Emendamento    31

Proposta di direttiva

Considerando 13 quater (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(13 quater)  Gli Stati membri dovrebbero dimostrare un elevato livello di flessibilità nella progettazione e nell'attuazione di misure alternative per determinare le loro priorità nazionali in materia di efficienza energetica, compresi prodotti e processi tecnologici di produzione ad alta efficienza energetica; è necessario un sostegno per le azioni incentrate su obiettivi connessi all'uso efficiente delle risorse naturali o alla necessità di introdurre l'economia circolare.

Motivazione

Il presente emendamento sostituisce l'emendamento 23 del progetto di relazione.

Emendamento    32

Proposta di direttiva

Considerando 14

Testo della Commissione

Emendamento

(14)  Tra le misure delineate nella comunicazione della Commissione sul "new deal" per i consumatori di energia, nel contesto dell'Unione dell'energia e della strategia in materia di riscaldamento e raffreddamento, vi è il rafforzamento del diritto minimo dei consumatori di disporre tempestivamente di informazioni chiare sul proprio consumo di energia. Gli articoli da 9 a 11 e l'allegato VII della direttiva 2012/27/UE dovrebbero pertanto modificati per fornire informazioni dettagliate e frequenti sul consumo di energia. È inoltre opportuno precisare che i diritti di fatturazione e di informazione sulla fatturazione valgono per i consumatori di riscaldamento, raffreddamento o acqua calda riforniti da una fonte centrale anche nel caso in cui non abbiano un rapporto contrattuale individuale diretto con il fornitore di energia. Pertanto, ai fini di tali disposizioni, con il termine "utente finale" si dovrebbero intendere sia i clienti finali che acquistano riscaldamento, raffreddamento o acqua calda per uso proprio, sia gli occupanti delle unità individuali di condomini o edifici polifunzionali alimentate da una fonte centrale. Il termine "misurazione divisionale" dovrebbe riferirsi alla misurazione del consumo nelle singole unità di tali edifici. Entro il 1° gennaio 2020 è auspicabile che i contatori di calore e i contabilizzatori di calore di nuova installazione siano leggibili a distanza affinché i consumatori dispongano, con frequenza e a costi convenienti, di informazioni sui consumi. Il nuovo articolo 9 bis dovrebbe applicarsi solo al riscaldamento, al raffreddamento e all'acqua calda forniti da una fonte centrale.

(14)  Tra le misure delineate nella comunicazione della Commissione sul "new deal" per i consumatori di energia, nel contesto dell'Unione dell'energia e della strategia in materia di riscaldamento e raffreddamento, vi è il rafforzamento del diritto minimo dei consumatori di disporre tempestivamente di informazioni accurate, affidabili e chiare sul proprio consumo di energia. Mentre i contatori individuali dovrebbe continuare ad essere obbligatori dove ciò è tecnicamente fattibile, efficace sotto il profilo dei costi e proporzionato rispetto ai potenziali risparmi di energia, gli articoli da 9 a 11 e l'allegato VII della direttiva 2012/27/UE dovrebbero essere modificati per fornire informazioni dettagliate e frequenti sul consumo di energia, tenendo conto della disponibilità e della capacità dei dispositivi di misurazione, al fine di ottimizzare l'utilizzo dell'energia. Gli Stati membri dovrebbero altresì tenere conto del fatto che un'attuazione efficace di nuove tecnologie per la misurazione del consumo energetico richiede maggiori investimenti nell'istruzione e nelle competenze sia degli utenti che dei fornitori di energia. È inoltre opportuno precisare che i diritti di fatturazione e di informazione sulla fatturazione o sul consumo valgono per i consumatori di riscaldamento, raffreddamento o acqua calda riforniti da una fonte centrale anche nel caso in cui non abbiano un rapporto contrattuale individuale diretto con il fornitore di energia. Pertanto, ai fini di tali disposizioni, con il termine "utente finale" si dovrebbero intendere, oltre ai clienti finali che acquistano riscaldamento, raffreddamento o acqua calda per uso proprio finale, anche gli occupanti delle unità individuali di condomini o edifici polifunzionali alimentate da una fonte centrale che non hanno un contratto diretto o individuale con il fornitore di energia. Il termine "misurazione divisionale" dovrebbe riferirsi alla misurazione del consumo nelle singole unità di tali edifici. Entro il 1° gennaio 2020 è auspicabile che i contatori di calore e i contabilizzatori di calore di nuova installazione siano leggibili a distanza affinché i consumatori dispongano, con frequenza e a costi convenienti, di informazioni sui consumi. Il nuovo articolo 9 bis dovrebbe applicarsi solo al riscaldamento, al raffreddamento e all'acqua calda forniti da una fonte centrale.

Emendamento    33

Proposta di direttiva

Considerando 14 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(14 bis)  Le informazioni sulla fatturazione e i conguagli annuali sono mezzi importanti con cui informare i clienti. I dati sui consumi e sui costi possono contenere anche altre informazioni che aiutano i consumatori a confrontare il contratto in corso con altre offerte e a ricorrere alla gestione dei reclami e alla risoluzione delle controversie. Tuttavia, considerato che le controversie sulle fatture sono un motivo diffusissimo di reclamo tra i consumatori, fattore che peraltro concorre al persistente basso livello di soddisfazione e di coinvolgimento dei consumatori nel settore dell'energia, è necessario rendere più semplici, chiare e comprensibili le fatture, assicurando inoltre che in strumenti separati, quali le informazioni di fatturazione, gli strumenti di informazione e i conguagli annuali, figurino tutte le informazioni necessarie per permettere ai consumatori di regolare il loro consumo di energia, confrontare le offerte e cambiare fornitore.

Emendamento    34

Proposta di direttiva

Considerando 14 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(14 ter)  Le piccole e medie imprese (PMI) che rientrano nell'ambito di applicazione della presente direttiva sono le imprese che occupano meno di 250 persone, il cui fatturato annuo non supera i 50 milioni di EUR e/o il cui totale di bilancio annuo non supera i 43 milioni di EUR, conformemente all'articolo 2, paragrafo 1, dell'allegato alla raccomandazione 2003/361/CE della Commissione1 bis.

 

_______________

 

1 bis Raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, relativa alla definizione delle microimprese, piccole e medie imprese.

Motivazione

Il concetto di PMI deve essere precisato, poiché esistono diverse interpretazioni della definizione delle PMI di cui all'articolo 8 della direttiva 2012/27/UE, che determinano un notevole onere amministrativo.

Emendamento    35

Proposta di direttiva

Considerando 15 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(15 bis)  La costruzione di unità di generazione di energia distribuita limita le perdite di trasmissione e consente un adeguamento flessibile all'evoluzione della domanda di energia dei consumatori locali. L'efficienza dei sistemi combinati (di cogenerazione) è pari all'80-90 %. Gli impianti di cogenerazione di calore ed elettricità (unità di generazione distribuita), costruiti in prossimità delle zone ad alta densità demografica e dotati di accumulatori di calore, consentono di produrre energia elettrica, calore e freddo secondo il seguente modello:

 

 

 

dove: η – efficienza della conversione in energia finale,

 

Ep – energia primaria non rinnovabile,

 

Eel – energia elettrica,

 

Qkog – energia termica in cogenerazione,

 

Qchłodz – energia di raffreddamento in cogenerazione.

Motivazione

Il presente emendamento sostituisce l'emendamento 24 del progetto di relazione.

Emendamento    36

Proposta di direttiva

Considerando 15 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(15 ter)  L'incremento dell'efficienza energetica è il risultato diretto delle seguenti fasi dei processi di generazione e conversione dell'energia: la conversione efficiente dell'energia primaria in energia finale, l'efficiente trasmissione di tale energia ai consumatori sotto forma di elettricità, calore o combustibili e l'utilizzo parsimonioso dell'energia da parte dei consumatori finali. L'effetto di risparmio sul mercato dei consumatori non dovrebbe essere considerato l'unico obiettivo di tale efficienza, in quanto può risultare anche da un andamento sfavorevole dei prezzi dell'energia.

Emendamento    37

Proposta di direttiva

Considerando 16

Testo della Commissione

Emendamento

(16)  Tenuto conto dei progressi tecnologici e della crescente quota di fonti rinnovabili nel settore della generazione di energia elettrica, è opportuno rivedere il coefficiente di base per i risparmi espressi in kWh, affinché il fattore di energia primaria (PEF) per l'energia elettrica rispecchi i suddetti cambiamenti. I calcoli del PEF per l'energia elettrica sono basati su valori medi annui. Per il calcolo dell'energia elettrica e termica generata da combustibili nucleari si utilizza il metodo basato sul contenuto di energia fisica, mentre per quella generata da combustibili fossili e biomassa si utilizza il metodo basato sull'efficienza di conversione tecnica. Per l'energia da fonti rinnovabili non combustibili si applica il metodo equivalente diretto basato sull'energia primaria totale. Per calcolare la quota di energia primaria per l'energia elettrica prodotta in cogenerazione, si applica il metodo di cui all'allegato II della direttiva 2012/27/UE. Si utilizza una posizione media di mercato anziché una posizione marginale. Si presuppone che l'efficienza di conversione sia del 100% per le fonti rinnovabili non combustibili, 10% per le centrali geotermoelettriche e 33% per le centrali nucleari. Il calcolo dell'efficienza totale per la cogenerazione è basato sugli ultimi dati di Eurostat. Per quanto riguarda i limiti del sistema, il PEF è pari a 1 per tutte le fonti di energia. I calcoli si basano sulla versione più recente dello scenario di riferimento PRIMES. Il valore del PEF si basa sulle proiezioni per il 2020. L'analisi riguarda gli Stati membri dell'UE e la Norvegia. Il set di dati per la Norvegia si basa sui dati di ENTSO-E.

(16)  Strettamente ai fini della presente direttiva e tenuto conto dei progressi tecnologici e della crescente quota di fonti rinnovabili nel settore della generazione di energia elettrica, il coefficiente per i risparmi espressi in kWh dovrebbe essere analizzato attentamente ed eventualmente rivisto affinché il fattore di energia primaria (PEF) per l'energia elettrica rispecchi i suddetti cambiamenti oltre che il mix energetico dello Stato membro interessato, mediante una metodologia comparabile e trasparente.

Emendamento    38

Proposta di direttiva

Considerando 16 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(16 bis)  Le conclusioni del Consiglio del 10 giugno 2011 relative al piano di efficienza energetica (10709/11) sottolineano che gli immobili rappresentano il 40% del consumo finale di energia primaria dell'Unione, il che costituisce il 50% dell'energia finale, e che, per consentire la crescita economica e incoraggiare l'occupazione nei settori che richiedono qualifiche speciali, come l'edilizia e la fabbricazione dei prodotti da costruzione, e in attività professionali quali l'architettura, la pianificazione urbana e la consulenza sull'ingegneria del riscaldamento e del raffreddamento, gli Stati membri dovrebbero mettere a punto una strategia a lungo termine in tali ambiti per il periodo successivo al 2020, mobilitando fondi per investire in una massiccia modernizzazione termica del parco immobiliare esistente a uso abitativo e pubblico e per costruire edifici a energia quasi zero.

Motivazione

L'edilizia abitativa racchiude il potenziale più facilmente sfruttabile dal punto di vista tecnico per incrementare l'efficienza energetica.

Emendamento    39

Proposta di direttiva

Considerando 16 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(16 ter)  Il fattore di energia primaria (PEF) dovrebbe essere utilizzato come strumento per ridurre il consumo di combustibili fossili e la dipendenza dagli stessi e per aumentare l'efficienza energetica nonché per espandere ulteriormente le risorse di energia rinnovabile. A tale riguardo, è opportuno adeguare il coefficiente di base per i risparmi espressi in kWh quando gli sviluppi tecnologici, economici o sociali dimostrano la necessità di un coefficiente di base più basso. La Commissione dovrebbe effettuare un'analisi e, se del caso, presentare una proposta legislativa per modificare il coefficiente di base del fattore di energia primaria (PEF) entro il 2024.

Motivazione

Gli sviluppi tecnologici, sociali o economici possono richiedere un adeguamento del coefficiente di base. Poiché tali sviluppi si susseguono a ritmo sostenuto, è importante che la Commissione riesamini il coefficiente di base entro un periodo di tempo significativo.

Emendamento    40

Proposta di direttiva

Considerando 17

Testo della Commissione

Emendamento

(17)  Affinché gli allegati della direttiva e i valori di rendimento di riferimento armonizzati di cui all'articolo 14, paragrafo 10, possano essere aggiornati, è necessario prorogare la delega di potere conferita alla Commissione.

soppresso

Motivazione

L'aggiornamento dovrebbe essere concordato di volta in volta con gli Stati membri e con il Parlamento europeo.

Emendamento    41

Proposta di direttiva

Considerando 18

Testo della Commissione

Emendamento

(18)  Per poter valutare l'efficacia della direttiva 2012/27/UE dovrebbe essere introdotto l'obbligo di un riesame generale della direttiva e di una relazione da presentare al Parlamento europeo e al Consiglio entro il 28 febbraio 2024.

(18)  Per poter valutare l'efficacia della direttiva 2012/27/UE dovrebbe essere introdotto l'obbligo di un riesame generale della direttiva e di una relazione da presentare al Parlamento europeo e al Consiglio entro il 28 febbraio 2024. Tale data è successiva al bilancio mondiale dell'UNFCCC del 2023 e permette di allinearsi a questo processo, tenendo conto anche degli sviluppi economici e in materia di innovazione.

Emendamento    42

Proposta di direttiva

Considerando 19 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(19 bis)  Gli Stati membri con un PIL pro capite inferiore rispetto al PIL medio dell'Unione dovrebbero avere la possibilità di aumentare il consumo di energia primaria, a condizione che la conversione in energia finale, la trasmissione, la distribuzione e i risparmi utili sul mercato dei consumatori tengano conto di un incremento significativo dell'efficienza energetica in tutte le fasi del processo tecnologico di circolazione del flusso di energia primaria prodotta.

Motivazione

Occorre uniformare le norme relative al consumo dell'energia utilizzabile in tutti gli Stati membri dell'UE.

Emendamento    43

Proposta di direttiva

Considerando 19 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(19 ter)  Alle autorità locali e regionali dovrebbe essere affidato un ruolo di primo piano nello sviluppo, nell'elaborazione, nell'esecuzione e nella valutazione delle misure previste dalla direttiva, affinché possano tenere adeguatamente conto delle peculiarità climatiche, culturali e sociali del loro territorio.

Motivazione

La risoluzione del Parlamento del febbraio 2016 ha sottolineato il ruolo delle autorità locali e regionali nello sviluppo di politiche dell'UE in ambiti quali i cambiamenti climatici, la sicurezza energetica e la crescita urbana, nei quali sono fondamentali il risparmio energetico e le misure di efficienza, nonché le fonti energetiche rinnovabili. Le regioni devono essere coinvolte a tutti i livelli, affinché vi sia maggiore coordinamento e interazione, specialmente nei paesi con un livello elevato di decentramento e trasferimento di competenze.

Emendamento    44

Proposta di direttiva

Considerando 19 quater (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(19 quater)  Data la distribuzione disomogenea della capacità di generazione sul territorio dell'Unione, l'efficienza energetica generale può essere aumentata attraverso l'importazione di energia finale da paesi terzi. Si rendono pertanto necessarie politiche dell'Unione che conducano non solo alla regolamentazione del commercio dell'energia primaria, il che comporta, tra l'altro, la costruzione di gasdotti e oleodotti, ma anche all'importazione di energia finale nelle zone di frontiera.

Motivazione

L'importazione di energia finale, ad esempio da paesi terzi limitrofi, può garantire una maggiore efficienza energetica rispetto all'importazione di energia da regioni dell'UE più lontane.

Emendamento    45

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 1

Direttiva 2012/27/UE

Articolo 1 – paragrafo 1

 

Testo della Commissione

Emendamento

1.  La presente direttiva stabilisce un quadro comune di misure per promuovere l'efficienza energetica nell'Unione al fine di garantire il conseguimento degli obiettivi principali di efficienza energetica dell'Unione, del 20% per il 2020 e del 30% vincolante per il 2030, e getta le basi per ulteriori miglioramenti dell'efficienza energetica al di di tali scadenze. Essa stabilisce norme atte a rimuovere gli ostacoli sul mercato dell'energia e a superare le carenze del mercato che frenano l'efficienza nella fornitura e nell'uso dell'energia e prevede la fissazione di obiettivi e contributi nazionali indicativi in materia di efficienza energetica per il 2020 e il 2030.;

1.  La presente direttiva stabilisce un quadro comune di misure per promuovere l'efficienza energetica nell'Unione, applicando il principio che pone l'efficienza energetica al primo posto lungo l'intera catena dell'energia, compresi la generazione, la trasmissione, la distribuzione e l'uso finale di energia, al fine di garantire il conseguimento degli obiettivi principali di efficienza energetica dell'Unione, del 20% per il 2020 e del 40% vincolante per il 2030, e getta le basi per ulteriori miglioramenti dell'efficienza energetica dopo il 2030, in linea con gli obiettivi in materia di energia e clima a lungo termine dell'Unione per il 2050 e con l'accordo di Parigi. Essa stabilisce norme atte a rimuovere gli ostacoli sul mercato dell'energia e a superare le carenze del mercato che frenano l'efficienza nella fornitura e nell'uso dell'energia e prevede la fissazione di obiettivi nazionali indicativi in materia di efficienza energetica per il 2020 e di obiettivi nazionali vincolanti di efficienza energetica per il 2030.";

Emendamento    46

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 1

Direttiva 2012/27/UE

Articolo 1 – paragrafo 1 bis (nuovo)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

1 bis.  La presente direttiva contribuisce all'attuazione del principio dell'efficienza energetica al primo posto e garantisce che l'efficienza energetica e la gestione della domanda possano competere alla pari con la capacità di generazione. L'efficienza energetica deve essere considerata ogniqualvolta si adottano decisioni di finanziamento o pianificazione del sistema energetico.

Emendamento    47

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 1

Direttiva 2012/27/UE

Articolo 1 – paragrafo 1 ter (nuovo)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

1 ter.  Per mobilitare finanziamenti privati per le misure di efficienza energetica e le ristrutturazioni energetiche, la Commissione avvia un dialogo con gli istituti finanziari pubblici e privati al fine di individuare possibili meccanismi politici. Date le grandi potenzialità di miglioramento dell'efficienza energetica nel settore immobiliare, gli investimenti in tale settore sono presi in particolare considerazione, concentrandosi in primo luogo sugli edifici residenziali occupati da famiglie a basso reddito a rischio di precarietà energetica. Inoltre, al fine di rendere gli investimenti nei progetti di efficienza energetica più interessanti e fattibili dal punto di vista finanziario per gli investitori, la Commissione valuta come integrare progetti di piccole dimensioni in progetti più grandi. La Commissione fornisce orientamenti agli Stati membri su come mobilitare gli investimenti privati entro il 1° gennaio 2019.";

Emendamento    48

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 1 bis (nuovo)

Direttiva 2012/27/UE

Articolo 2 – punto 1 bis (nuovo)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

1 bis)  All'articolo 2 è inserito il seguente punto:

 

"1 bis)  "catena di conversioni energetiche", il processo tecnologico che inizia con il rilascio di energia primaria e la sua trasmissione al mercato sotto forma di energia finale, dove è poi convertita, presso il consumatore, in energia utilizzabile (lavoro);";

Motivazione

Il presente emendamento sostituisce l'emendamento 39 del progetto di relazione e mira a rendere il testo più chiaro.

Emendamento    49

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 1 ter (nuovo)

Direttiva 2012/27/UE

Articolo 2 – punto 3

 

Testo in vigore

Emendamento

 

1 ter)   all'articolo 2, il punto 3) è sostituito dal seguente:

(3) "consumo di energia finale": tutta l'energia fornita per l'industria, i trasporti, le famiglie, i servizi e l'agricoltura. Sono escluse le forniture al settore della trasformazione dell'energia e alle industrie energetiche stesse;";

"(3) "consumo di energia finale", il consumo dell'energia elettrica fornita sul mercato al consumo, necessaria per l'industria e i trasporti, nonché l'energia fornita alle famiglie, ai servizi e all'agricoltura; detto consumo dipende dalla potenza totale disponibile, incluse la potenza attiva e reattiva, al momento della fornitura dell'energia;"

Motivazione

Per evitare il blackout, a causa del consumo disomogeneo sul mercato, la potenza disponibile dovrebbe sempre superare la domanda. In generale, questa differenza è pari al 20 percento.

Emendamento    50

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 1 quater (nuovo)

Direttiva 2012/27/UE

Articolo 2 – punto 9 bis (nuovo)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

1 quater)   All'articolo 2 è inserito il seguente punto:

 

"9 bis)   "edificio di un'autorità pubblica", ai fini dell'articolo 5, un edificio detenuto e occupato dal governo centrale o da qualsiasi altra autorità pubblica a livello nazionale, regionale o locale, compresi gli ospedali e le strutture sanitarie, gli edifici scolastici e gli alloggi sociali;";

Emendamento    51

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 2

Direttiva 2012/27/UE

Articolo 3 – paragrafi 1, 2 e 3

 

Testo della Commissione

Emendamento

Articolo 3

Articolo 3

Obiettivi di efficienza energetica

Obiettivi di efficienza energetica

1.  Ciascuno Stato membro stabilisce un obiettivo nazionale indicativo di efficienza energetica per il 2020, basato sul consumo di energia primaria o finale, sul risparmio di energia primaria o finale o sull'intensità energetica. Gli Stati membri notificano tali obiettivi alla Commissione conformemente all'articolo 24, paragrafo 1, e all'allegato XIV, parte 1. All'atto della notifica gli Stati membri esprimono tali obiettivi anche sotto forma di livello assoluto di consumo di energia primaria e di consumo di energia finale nel 2020 e precisano come, e in base a quali dati, sono stati effettuati i calcoli.

1.  Ciascuno Stato membro stabilisce un obiettivo nazionale indicativo di efficienza energetica per il 2020, basato sul consumo di energia primaria o finale, sul risparmio di energia primaria o finale o sull'intensità energetica. Gli Stati membri notificano tali obiettivi alla Commissione conformemente all'articolo 24, paragrafo 1, e all'allegato XIV, parte 1. All'atto della notifica gli Stati membri esprimono tali obiettivi anche sotto forma di livello assoluto di consumo di energia primaria e di consumo di energia finale nel 2020 e precisano come, e in base a quali dati, sono stati effettuati i calcoli.

Nel definire gli obiettivi gli Stati membri tengono conto:

Nel definire gli obiettivi gli Stati membri tengono conto:

a)  del fatto che nel 2020 il consumo energetico dell'Unione non deve essere superiore a 1 483 Mtoe di energia primaria e non superiore a 1 086 Mtoe di energia finale;

a)  del fatto che nel 2020 il consumo energetico dell'Unione non deve essere superiore a 1 483 Mtoe di energia primaria o non superiore a 1 086 Mtoe di energia finale;

b)  delle misure previste dalla presente direttiva;

b)  delle misure previste dalla presente direttiva;

c)  delle misure adottate per raggiungere gli obiettivi nazionali di risparmio energetico a norma dell'articolo 4, paragrafo 1, della direttiva 2006/32/CE; e

c)  delle misure adottate per raggiungere gli obiettivi nazionali di risparmio energetico a norma dell'articolo 4, paragrafo 1, della direttiva 2006/32/CE; e

d)  di altre misure intese a promuovere l'efficienza energetica negli Stati membri e a livello di Unione.

d)  di altre misure intese a promuovere l'efficienza energetica negli Stati membri e a livello di Unione.

Nel definire tali obiettivi gli Stati membri possono tenere conto anche delle circostanze nazionali che incidono sul consumo di energia primaria, quali:

Nel definire tali obiettivi gli Stati membri possono tenere conto anche delle circostanze nazionali che incidono sul consumo di energia primaria, quali:

a)  le rimanenti possibilità di risparmi energetici efficienti in termini di costi;

a)  le rimanenti possibilità di risparmi energetici efficienti in termini di costi;

b)  l'evoluzione e la previsione del PIL;

b)  l'evoluzione e la previsione del PIL;

c)  le variazioni nelle importazioni ed esportazioni di energia;

c)  le variazioni nelle importazioni ed esportazioni di energia;

d)  lo sviluppo di tutte le fonti di energie rinnovabili, l'energia nucleare, la cattura e lo stoccaggio del carbonio; e

d)  lo sviluppo di tutte le fonti di energie rinnovabili, l'energia nucleare, la cattura e lo stoccaggio del carbonio; e

e)  le azioni intraprese in fasi precoci.

e)  le azioni intraprese in fasi precoci.

2.  Entro il 30 giugno 2014, la Commissione valuta i progressi compiuti e se l'Unione sia in grado di raggiungere un consumo energetico non superiore a 1 483 Mtoe di energia primaria e non superiore a 1 086 Mtoe di energia finale entro il 2020.

2.  Entro il 30 giugno 2014, la Commissione valuta i progressi compiuti e se l'Unione sia in grado di raggiungere un consumo energetico non superiore a 1 483 Mtoe di energia primaria e/o non superiore a 1 086 Mtoe di energia finale entro il 2020.

3.  Nell'effettuare il riesame di cui al paragrafo 2 la Commissione:

3.  Nell'effettuare il riesame di cui al paragrafo 2 la Commissione:

a)  fa la somma degli obiettivi nazionali indicativi di efficienza energetica comunicati dagli Stati membri;

a)  fa la somma degli obiettivi nazionali indicativi di efficienza energetica comunicati dagli Stati membri;

b)  valuta se la somma di tali obiettivi può essere considerata un indicatore affidabile per stabilire se l'Unione nel suo insieme sia sulla buona strada, tenendo conto dell'esame della prima relazione annuale conformemente all'articolo 24, paragrafo 1, e della valutazione dei piani d'azione nazionali per l'efficienza energetica conformemente all'articolo 24, paragrafo 2.

b)  valuta se la somma di tali obiettivi può essere considerata un indicatore affidabile per stabilire se l'Unione nel suo insieme sia sulla buona strada, tenendo conto dell'esame della prima relazione annuale conformemente all'articolo 24, paragrafo 1, e della valutazione dei piani d'azione nazionali per l'efficienza energetica conformemente all'articolo 24, paragrafo 2.

c)  tiene conto dell'analisi complementare risultante:

c)  tiene conto dell'analisi complementare risultante:

i)  dalla valutazione dei progressi in materia di consumo energetico e di consumo energetico in relazione all'attività economica a livello di Unione, compresi i progressi nell'efficienza della fornitura di energia negli Stati membri che hanno basato i rispettivi obiettivi nazionali indicativi sul consumo di energia finale o sul risparmio di energia finale, compresi i progressi derivanti dal rispetto, da parte di tali Stati membri, del capo III della presente direttiva;

i)  dalla valutazione dei progressi in materia di consumo energetico e di consumo energetico in relazione all'attività economica a livello di Unione, compresi i progressi nell'efficienza della fornitura di energia negli Stati membri che hanno basato i rispettivi obiettivi nazionali indicativi sul consumo di energia finale o sul risparmio di energia finale, compresi i progressi derivanti dal rispetto, da parte di tali Stati membri, del capo III della presente direttiva;

ii)  dai risultati degli esercizi di modellizzazione in relazione a future tendenze del consumo energetico a livello di Unione;

ii)  dai risultati degli esercizi di modellizzazione in relazione a future tendenze del consumo energetico a livello di Unione;

d)   confronta i risultati di cui alle lettere da a) a c) con l'entità del consumo energetico che sarebbe necessario per raggiungere un consumo energetico non superiore a 1 483 Mtoe di energia primaria e non superiore a 1 086 Mtoe di energia finale nel 2020.

d)   confronta i risultati di cui alle lettere da a) a c) con l'entità del consumo energetico che sarebbe necessario per raggiungere un consumo energetico non superiore a 1 483 Mtoe di energia primaria e/o non superiore a 1 086 Mtoe di energia finale nel 2020.

Emendamento    52

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 2

Direttiva 2012/27/UE

Articolo 3 – paragrafo 4

 

Testo della Commissione

Emendamento

4.  Ogni Stato membro stabilisce i contributi nazionali indicativi di efficienza energetica all'obiettivo dell'Unione per il 2030 di cui all'articolo 1, paragrafo 1, in conformità degli articoli [4] e [6] del regolamento (UE) XX/20XX [Governance dell'Unione dell'energia]. Gli Stati membri stabiliscono i suddetti contributi tenendo conto del fatto che nel 2030 il consumo energetico dell'Unione non deve superare 1 321 Mtoe di energia primaria e 987 Mtoe di energia finale. Gli Stati membri notificano i suddetti contributi alla Commissione nell'ambito dei rispettivi piani nazionali integrati per l'energia e il clima secondo la procedura di cui agli articoli [3] e da [7] a [11] del regolamento (UE) XX/20XX [Governance dell'Unione dell'energia].;

4.  Ogni Stato membro stabilisce gli obiettivi nazionali vincolanti di efficienza energetica che, cumulativamente, sono in linea con l'obiettivo dell'Unione per il 2030 di cui all'articolo 1, paragrafo 1, e conformi agli articoli [4] e [6] del regolamento (UE) XX/20XX [Governance dell'Unione dell'energia].

 

Gli Stati membri stabiliscono il livello dei rispettivi obiettivi tenendo conto del fatto che nel 2030 il consumo energetico dell'Unione non deve superare 1 132 Mtoe di energia primaria e 849 Mtoe di energia finale.

 

Al fine di garantire agli Stati membri sufficiente flessibilità per raggiungere i loro obiettivi nazionali vincolanti di efficienza energetica, permettendo nel contempo lo sviluppo della loro economia e un aumento della loro produzione e attività industriale, essi sono autorizzati a fissare i loro obiettivi sulla base dell'intensità energetica, vale a dire il rapporto tra il consumo di energia e il prodotto interno lordo (PIL).

 

Gli obiettivi nazionali in materia di efficienza energetica tengono conto di tutte le fasi della catena dell'energia, compresi la generazione, la trasmissione, la distribuzione e l'uso finale.

 

Gli Stati membri notificano i suddetti obiettivi alla Commissione nell'ambito dei rispettivi piani nazionali integrati per l'energia e il clima secondo la procedura di cui agli articoli [3] e da [7] a [11] del regolamento (UE) XX/20XX [Governance dell'Unione dell'energia].

Emendamento    53

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 2 bis (nuovo)

Direttiva 2012/27/UE

Articolo 5

 

Testo in vigore

Emendamento

 

2 bis)  L'articolo 5 è sostituito dal seguente:

Articolo 5

"Articolo 5

Ruolo esemplare degli edifici degli enti pubblici

Ruolo esemplare degli edifici degli enti pubblici

1.  Fatto salvo l'articolo 7 della direttiva 2010/31/UE, ciascuno Stato membro garantisce che dal 1° gennaio 2014 il 3 % della superficie coperta utile totale degli edifici riscaldati e/o raffreddati di proprietà del proprio governo centrale e da esso occupati sia ristrutturata ogni anno per rispettare almeno i requisiti minimi di prestazione energetica che esso ha stabilito in applicazione dell'articolo 4 della direttiva 2010/31/UE.

1.  Fatto salvo l'articolo 7 della direttiva 2010/31/UE, ciascuno Stato membro garantisce che dal 1° gennaio 2014 il 3 % della superficie coperta utile totale degli edifici riscaldati e/o raffreddati di proprietà del proprio governo centrale e da esso occupati sia ristrutturata ogni anno per rispettare almeno i requisiti minimi di prestazione energetica che esso ha stabilito in applicazione dell'articolo 4 della direttiva 2010/31/UE. A decorrere dal 1° gennaio 2021 il presente paragrafo si applica a tutti gli edifici riscaldati e/o raffreddati di proprietà delle autorità pubbliche e da esse occupati tenendo in debita considerazione le rispettive competenze e il loro assetto amministrativo.

La quota del 3 % è calcolata sulla superficie coperta totale degli edifici con una superficie coperta utile totale superiore a 500 m2 di proprietà del governo centrale dello Stato membro interessato e da esso occupati che, al 1° gennaio di ogni anno, non soddisfano i requisiti minimi di prestazione energetica stabiliti in applicazione dell'articolo 4 della direttiva 2010/31/UE. Tale soglia è portata a 250 m2 a partire dal 9 luglio 2015.

La quota del 3 % è calcolata sulla superficie coperta totale degli edifici con una superficie coperta utile totale superiore a 500 m2 di proprietà del governo centrale dello Stato membro interessato e da esso occupati che, al 1° gennaio di ogni anno, non soddisfano i requisiti minimi di prestazione energetica stabiliti in applicazione dell'articolo 4 della direttiva 2010/31/UE. Tale soglia è portata a 250 m2 a partire dal 9 luglio 2015 e si applica agli edifici di proprietà delle autorità pubbliche o da esse occupati a decorrere dal 1° gennaio 2021, tenendo in debita considerazione le rispettive competenze e il loro assetto amministrativo.

Se uno Stato membro estende l'obbligo di ristrutturare ogni anno il 3 % della superficie coperta totale degli edifici alla superficie coperta degli edifici di proprietà di servizi amministrativi o da essi occupati ad un livello inferiore a quello del governo centrale, la quota del 3 % è calcolata sulla superficie coperta totale degli edifici con una superficie coperta utile totale superiore a 500 m2 e, a partire dal 9 luglio 2015, superiore a 250 m2, di proprietà del governo centrale e di detti servizi amministrativi dello Stato membro interessato e da essi occupati che, al 1o gennaio di ogni anno, non soddisfano i requisiti minimi di prestazione energetica stabiliti in applicazione dell'articolo 4 della direttiva 2010/31/UE.

 

Nell'attuare misure per la ristrutturazione globale degli edifici del governo centrale conformemente al primo comma, gli Stati membri possono scegliere di considerare l'edificio come un insieme comprendente l'involucro dell'edificio, le attrezzature, il funzionamento e la manutenzione.

Nell'attuare misure per la ristrutturazione globale degli edifici delle autorità pubbliche conformemente al primo comma, gli Stati membri possono scegliere di considerare l'edificio come un insieme comprendente l'involucro dell'edificio, le attrezzature, il funzionamento e la manutenzione.

Gli Stati membri dispongono che le misure di efficienza energetica siano destinate prioritariamente agli edifici del governo centrale con la più bassa prestazione energetica, laddove ciò è efficiente in termini di costi e tecnicamente possibile.

Gli Stati membri dispongono che le misure di efficienza energetica siano destinate prioritariamente agli edifici delle autorità pubbliche con la più bassa prestazione energetica, laddove ciò è efficiente in termini di costi e tecnicamente possibile.

2.  Gli Stati membri possono decidere di non fissare o di non applicare i requisiti di cui al paragrafo 1 per le seguenti categorie di edifici:

2.  Gli Stati membri possono decidere di non fissare o di non applicare i requisiti di cui al paragrafo 1 per le seguenti categorie di edifici:

a)   edifici ufficialmente protetti in virtù dell'appartenenza a determinate aree ovvero del loro particolare valore architettonico o storico, nella misura in cui il rispetto di determinati requisiti minimi di prestazione energetica modificherebbe in maniera inaccettabile il loro carattere o aspetto;

a)   edifici ufficialmente protetti in virtù dell'appartenenza a determinate aree ovvero del loro particolare valore architettonico o storico, nella misura in cui il rispetto di determinati requisiti minimi di prestazione energetica modificherebbe in maniera inaccettabile il loro carattere o aspetto;

b)   edifici di proprietà delle forze armate o del governo centrale e destinati a scopi di difesa nazionale, ad eccezione degli alloggi individuali o degli edifici adibiti a uffici per le forze armate e altro personale dipendente dalle autorità preposte alla difesa nazionale;

b)   edifici di proprietà delle forze armate o del governo centrale e destinati a scopi di difesa nazionale, ad eccezione degli alloggi individuali o degli edifici adibiti a uffici per le forze armate e altro personale dipendente dalle autorità preposte alla difesa nazionale;

c)   edifici adibiti a luoghi di culto e allo svolgimento di attività religiose.

c)   edifici adibiti a luoghi di culto e allo svolgimento di attività religiose.

3.  Se uno Stato membro ristruttura più del 3 % della superficie coperta totale degli edifici del governo centrale nel corso di un determinato anno, esso può contabilizzare l'eccesso nel tasso annuo di ristrutturazione nel corso di uno dei tre anni precedenti o seguenti.

3.  Se uno Stato membro ristruttura più del 3 % della superficie coperta totale degli edifici delle autorità pubbliche nel corso di un determinato anno, esso può contabilizzare l'eccesso nel tasso annuo di ristrutturazione nel corso di uno dei tre anni precedenti o seguenti.

4.  Gli Stati membri possono contabilizzare nel tasso annuo di ristrutturazione degli edifici del governo centrale gli edifici nuovi occupati e posseduti in sostituzione di edifici specifici del governo centrale demoliti nel corso di uno dei due anni precedenti o gli edifici che sono stati venduti, demoliti o messi in disuso nel corso di uno dei due anni precedenti per via di un uso più intenso di altri edifici.

4.  Gli Stati membri possono contabilizzare nel tasso annuo di ristrutturazione degli edifici delle autorità pubbliche gli edifici nuovi occupati e posseduti in sostituzione di edifici specifici delle autorità pubbliche demoliti nel corso di uno dei due anni precedenti o gli edifici che sono stati venduti, demoliti o messi in disuso nel corso di uno dei due anni precedenti per via di un uso più intenso di altri edifici.

5.  Ai fini del paragrafo 1, entro il 31 dicembre 2013 gli Stati membri stabiliscono e rendono pubblico un inventario degli edifici riscaldati e/o raffreddati del governo centrale con una superficie coperta utile totale superiore a 500 m2 e, a partire dal 9 luglio 2015, superiore a 250 m2, ad eccezione degli edifici esentati a norma del paragrafo 2. L'inventario comprende i seguenti dati:

5.  Ai fini del paragrafo 1, entro il 31 dicembre 2013 gli Stati membri stabiliscono e rendono pubblico un inventario degli edifici riscaldati e/o raffreddati del governo centrale con una superficie coperta utile totale superiore a 500 m2 e, a partire dal 9 luglio 2015, superiore a 250 m2, ad eccezione degli edifici esentati a norma del paragrafo 2. L'inventario comprende i seguenti dati:

a)   la superficie coperta in m2; e

a)   la superficie coperta in m2;

b)   la prestazione energetica di ciascun edificio o dati energetici pertinenti.

b)   la prestazione energetica di ciascun edificio;

 

b bis)    il consumo energetico effettivo misurato.

 

A decorrere dal 1° gennaio 2021 il presente paragrafo si applica a tutti gli edifici riscaldati e/o raffreddati di proprietà delle autorità pubbliche e da esse occupati.

6.  Fatto salvo l'articolo 7 della direttiva 2010/31/UE, gli Stati membri possono optare per un approccio alternativo ai paragrafi da 1 a 5 del presente articolo, adottando altre misure efficaci in termini di costi, comprese ristrutturazioni profonde e misure intese a modificare il comportamento degli occupanti, al fine di conseguire entro il 2020 un volume di risparmio energetico negli edifici ammissibili di proprietà del loro governo centrale o da esso occupati almeno equivalente a quello richiesto al paragrafo 1, su cui riferiscono su base annua.

6.  Fatto salvo l'articolo 7 della direttiva 2010/31/UE, gli Stati membri possono optare per un approccio alternativo ai paragrafi da 1 a 5 del presente articolo, adottando altre misure efficaci in termini di costi, comprese ristrutturazioni profonde e misure intese a modificare il comportamento degli occupanti, al fine di conseguire entro il 2030 un volume di risparmio energetico negli edifici ammissibili di proprietà delle loro autorità pubbliche o da esse occupati almeno equivalente a quello richiesto al paragrafo 1, su cui riferiscono su base annua.

Ai fini dell'approccio alternativo gli Stati membri possono stimare il risparmio energetico che sarebbe generato dall'applicazione dei paragrafi da 1 a 4 usando appropriati valori standard per il consumo energetico di edifici di riferimento del governo centrale prima e dopo la ristrutturazione e in base a stime riguardanti la superficie del loro parco immobiliare. Le categorie di riferimento degli edifici del governo centrale sono rappresentative di tale parco immobiliare.

Ai fini dell'approccio alternativo gli Stati membri possono stimare il risparmio energetico che sarebbe generato dall'applicazione dei paragrafi da 1 a 4 usando appropriati valori standard per il consumo energetico di edifici di riferimento delle autorità pubbliche prima e dopo la ristrutturazione e in base a stime riguardanti la superficie del loro parco immobiliare. Le categorie di riferimento degli edifici delle autorità pubbliche sono rappresentative di tale parco immobiliare.

Gli Stati membri che optano per l'approccio alternativo comunicano alla Commissione, entro il 31 dicembre 2013, le misure alternative che intendono adottare e precisano come intendono raggiungere un miglioramento equivalente della prestazione energetica degli edifici del parco immobiliare del governo centrale.

Gli Stati membri che optano per l'approccio alternativo comunicano alla Commissione, [entro 12 mesi dall'entrata in vigore della presente direttiva], le misure alternative che intendono adottare e precisano come intendono raggiungere un miglioramento equivalente della prestazione energetica degli edifici del parco immobiliare delle autorità pubbliche.

7.  Tenendo in debito conto le rispettive competenze e l'assetto amministrativo, gli Stati membri incoraggiano gli enti pubblici, anche a livello regionale e locale, e gli organismi di diritto pubblico competenti per l'edilizia sociale, a:

7.  Tenendo in debito conto le rispettive competenze e l'assetto amministrativo, gli Stati membri incoraggiano gli enti pubblici, anche a livello regionale e locale, e gli organismi di diritto pubblico competenti per l'edilizia sociale, a:

a)   adottare un piano di efficienza energetica, autonomo o nel quadro di un piano ambientale più ampio, che contenga obiettivi e azioni specifici di risparmio energetico e di efficienza energetica, nell'intento di conformarsi al ruolo esemplare degli edifici delle amministrazioni centrali di cui ai paragrafi 1, 5 e 6;

a)   adottare un piano di efficienza energetica e una strategia di ristrutturazione a lungo termine per ciascun edificio, autonomi o nel quadro di un piano ambientale più ampio, che contengano obiettivi e azioni specifici di risparmio energetico e di efficienza energetica nonché valutazioni dei costi del ciclo di vita, nell'intento di conformarsi al ruolo esemplare degli edifici delle autorità pubbliche di cui ai paragrafi 1, 5 e 6;

b)   instaurare un sistema di gestione dell'energia, compresi audit energetici, nel quadro dell'attuazione di detto piano;

b)   instaurare un sistema di gestione dell'energia, compresi audit energetici, nel quadro dell'attuazione di detto piano;

c)   ricorrere, se del caso, alle società di servizi energetici e ai contratti di rendimento energetico per finanziare le ristrutturazioni e attuare piani volti a mantenere o migliorare l'efficienza energetica a lungo termine.

c)   ricorrere, se del caso, alle società di servizi energetici e ai contratti di rendimento energetico per finanziare le ristrutturazioni e attuare piani volti a mantenere o migliorare l'efficienza energetica a lungo termine.

 

7 bis.  Gli Stati membri riferiscono sui risparmi energetici annuali derivanti dalle ristrutturazioni, compresa la percentuale di ristrutturazioni profonde, nonché sulla superficie coperta totale ristrutturata, conformemente all'articolo 19 del regolamento (UE) XX/20XX [governance dell'Unione dell'energia ]."

Emendamento    54

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 3

Direttiva 2012/27/UE

Articolo 7

 

Testo della Commissione

Emendamento

Articolo 7

Articolo 7

Obbligo di risparmio energetico

Obbligo di risparmio energetico

1.  Gli Stati membri realizzano cumulativamente risparmi energetici nell'uso finale almeno equivalenti a:

1.  Gli Stati membri realizzano cumulativamente risparmi energetici nell'uso finale almeno equivalenti a:

a)  nuovi risparmi annui dal 1º gennaio 2014 al 31 dicembre 2020 pari all'1,5%, in volume, delle vendite medie annue di energia ai clienti finali, realizzate nel triennio precedente il 1° gennaio 2013;

a)  nuovi risparmi annui dal 1º gennaio 2014 al 31 dicembre 2020 pari all'1,5%, in volume, delle vendite medie annue di energia ai clienti finali, realizzate nel triennio precedente il 1° gennaio 2013;

b)  nuovi risparmi annui dal 1º gennaio 2021 al 31 dicembre 2030 pari all'1,5%, in volume, delle vendite medie annue di energia ai clienti finali, realizzate nel triennio precedente il 1° gennaio 2019;

b)  nuovi risparmi annui dal 1º gennaio 2021 al 31 dicembre 2030 pari almeno all'1,5%, in volume, delle vendite medie annue di energia ai clienti finali, realizzate nel triennio precedente il 1° gennaio 2019;

Gli Stati membri continuano a realizzare nuovi risparmi annui dell'1,5% per periodi decennali dopo il 2030, a meno che la Commissione, sulla scorta dei riesami effettuati entro il 2027 e successivamente ogni 10 anni, concluda che non è necessario per conseguire gli obiettivi a lungo termine dell'Unione in materia di energia e di clima per il 2050.

Gli Stati membri continuano a realizzare nuovi risparmi annui dell'1,5% per periodi decennali dopo il 2030, a meno che la Commissione, sulla scorta dei riesami effettuati entro il 2027 e successivamente ogni 10 anni, concluda che non è necessario per conseguire gli obiettivi a lungo termine dell'Unione in materia di energia e di clima per il 2050.

 

In ciascun periodo i risparmi si basano cumulativamente sul volume di risparmi da realizzare nel/i periodo/i precedente/i. Quando precedenti misure politiche, programmi e/o azioni individuali non si traducono più in risparmi, si tiene conto della perdita di questi risparmi nel conteggio del volume complessivo dei risparmi da conseguire al termine di ciascun periodo e si compensa la perdita con nuovi risparmi.

Ai fini della lettera b), e fatti salvi i paragrafi 2 e 3, gli Stati membri possono contabilizzare soltanto i risparmi energetici derivanti dalle nuove misure politiche introdotte dopo il 31 dicembre 2020 o dalle misure politiche adottate durante il periodo compreso tra il 1º gennaio 2014 e il 31 dicembre 2020 purché sia possibile dimostrare che danno luogo ad azioni individuali intraprese dopo il 31 dicembre 2020 e generano risparmi.

I risparmi prescritti per il periodo di cui alla lettera b) sono realizzati cumulativamente e in aggiunta ai risparmi prescritti per il periodo di cui alla lettera a). A tal fine, e fatti salvi i paragrafi 2 e 3, gli Stati membri possono contabilizzare i risparmi energetici derivanti dalle nuove misure politiche introdotte dopo il 31 dicembre 2020 o da misure politiche precedenti, purché sia possibile dimostrare che danno luogo a nuove azioni individuali intraprese dopo il 31 dicembre 2020 e generano risparmi. Gli Stati membri possono altresì contabilizzare i risparmi risultanti dalle azioni individuali intraprese durante il periodo compreso tra il 1º gennaio 2014 e il 31 dicembre 2020 purché continuino a generare risparmi verificabili dopo il 2020.

Le vendite, in volume, dell'energia utilizzata nei trasporti possono essere escluse in toto o in parte da questo calcolo.

Esclusivamente ai fini del periodo di cui alla lettera a), le vendite, in volume, dell'energia utilizzata nei trasporti possono essere escluse in toto o in parte da questo calcolo. Le vendite di energia utilizzata nei trasporti sono incluse interamente nel calcolo per il periodo di cui alla lettera b) e successivamente.

Gli Stati membri determinano la ripartizione della quantità calcolata di nuovi risparmi nel corso di ciascun periodo di cui alle lettere a) e b) purché alla fine di ciascun periodo sia realizzato il volume totale di risparmio cumulativo prescritto.

Gli Stati membri determinano la ripartizione della quantità calcolata di nuovi risparmi nel corso di ciascun periodo di cui alle lettere a) e b) purché alla fine di ciascun periodo sia realizzato il volume totale di risparmio cumulativo prescritto.

2.  Fatto salvo il paragrafo 3, ciascuno Stato membro può:

2.  Fatto salvo il paragrafo 3, ciascuno Stato membro può:

a)  effettuare il calcolo di cui al paragrafo 1, lettera a), usando valori dell'1% nel 2014 e nel 2015, dell'1,25% nel 2016 e 2017, e dell'1,5% nel 2018, 2019 e 2020;

a)  effettuare il calcolo di cui al paragrafo 1, lettera a), usando valori dell'1% nel 2014 e nel 2015, dell'1,25% nel 2016 e 2017, e dell'1,5% nel 2018, 2019 e 2020;

b)  escludere dal calcolo la totalità o una parte delle vendite, in volume, dell'energia utilizzata per le attività industriali elencate all'allegato I della direttiva 2003/87/CE;

b)  escludere dal calcolo la totalità o una parte delle vendite, in volume, dell'energia utilizzata per le attività industriali elencate all'allegato I della direttiva 2003/87/CE;

c)  consentire che nel volume di risparmi energetici prescritto a norma del paragrafo 1 siano contabilizzati i risparmi energetici realizzati nei settori della trasformazione, distribuzione e trasmissione di energia, comprese le infrastrutture di teleriscaldamento e teleraffreddamento efficienti, per effetto dell'attuazione dei requisiti di cui all'articolo 14, paragrafo 4, lettera b), all'articolo 14, paragrafo 5, e all'articolo 15, paragrafi da 1 a 6 e 9;

c)  consentire che nel volume di risparmi energetici prescritto a norma del paragrafo 1, lettere a) e b), siano contabilizzati i risparmi energetici realizzati nei settori della trasformazione, distribuzione e trasmissione di energia, comprese le infrastrutture di teleriscaldamento e teleraffreddamento efficienti, per effetto dell'attuazione dei requisiti di cui all'articolo 14, paragrafo 4, lettera b), all'articolo 14, paragrafo 5, e all'articolo 15, paragrafi da 1 a 6 e 9;

d)  contabilizzare nel volume di risparmi energetici di cui al paragrafo 1 i risparmi energetici risultanti da azioni individuali la cui attuazione è iniziata a partire dal 31 dicembre 2008, che continuano ad avere un impatto nel 2020 e oltre e che possono essere misurate e verificate; e

d)  contabilizzare nel volume dei risparmi energetici di cui al paragrafo 1, lettera a), i risparmi energetici risultanti da azioni individuali la cui attuazione è cominciata a partire dal 31 dicembre 2008 che continuano ad avere un impatto nel 2020 e che possono essere misurate e verificate. e

e)  escludere dal calcolo del risparmio energetico di cui al paragrafo 1 la quantità verificabile di energia generata sugli o negli edifici per uso proprio a seguito di misure politiche che promuovono nuove installazioni di tecnologie delle energie rinnovabili.

 

3.  Le opzioni scelte a norma del paragrafo 2 nell'insieme non devono costituire un volume superiore al 25% dei risparmi energetici di cui al paragrafo 1. Gli Stati membri applicano e calcolano separatamente l'effetto delle opzioni scelte per i periodi di cui al paragrafo 1, lettere a) e b):

3.  Le opzioni scelte a norma del paragrafo 2 nell'insieme non devono costituire un volume superiore al 25% dei risparmi energetici di cui al paragrafo 1. Gli Stati membri applicano e calcolano separatamente l'effetto delle opzioni scelte per i periodi di cui al paragrafo 1, lettere a) e b):

a)   per calcolare il volume di risparmi energetici prescritto per il periodo di cui al paragrafo 1, lettera a), gli Stati membri possono avvalersi delle disposizioni di cui al paragrafo 2, lettere a), b), c), e d);

a)   per calcolare il volume di risparmi energetici prescritto per il periodo di cui al paragrafo 1, lettera a), gli Stati membri possono avvalersi delle disposizioni di cui al paragrafo 2, lettere a), b), c), e d);

b)  per calcolare il volume di risparmi energetici prescritto per il periodo di cui al paragrafo 1, lettera b), gli Stati membri possono avvalersi delle disposizioni di cui al paragrafo 2, lettere b), c), d) ed e), purché le azioni individuali ai sensi della lettera d) continuino ad avere un impatto verificabile e misurabile dopo il 31 dicembre 2020.

b)  per calcolare il volume di risparmi energetici prescritto per il periodo di cui al paragrafo 1, lettera b), gli Stati membri possono avvalersi unicamente delle disposizioni di cui al paragrafo 2, lettera c).

4.  I risparmi di energia realizzati dopo il 31 dicembre 2020 non possono essere considerati nel calcolo del volume di risparmi cumulativi prescritto per il periodo compreso tra il 1º gennaio 2014 e il 31 dicembre 2020.

4.  I risparmi di energia realizzati dopo il 31 dicembre 2020 non possono essere considerati nel calcolo del volume di risparmi cumulativi prescritto per il periodo compreso tra il 1º gennaio 2014 e il 31 dicembre 2020.

5.  Gli Stati membri provvedono a che i risparmi derivanti dalle misure politiche di cui agli articoli 7 bis e 7 ter e dell'articolo 20, paragrafo 6, siano calcolati conformemente all'allegato V.

5.  Gli Stati membri provvedono a che i risparmi derivanti dalle misure politiche di cui agli articoli 7 bis e 7 ter e dell'articolo 20, paragrafo 6, siano calcolati conformemente all'allegato V.

6.  Gli Stati membri realizzano il volume di risparmi prescritto al paragrafo 1 istituendo un regime obbligatorio di efficienza energetica di cui all'articolo 7 bis o adottando misure alternative di cui all'articolo 7 ter. Gli Stati membri possono combinare un regime obbligatorio di efficienza energetica con misure politiche alternative.

6.  Gli Stati membri realizzano il volume di risparmi prescritto al paragrafo 1 istituendo un regime obbligatorio di efficienza energetica di cui all'articolo 7 bis o adottando misure alternative di cui all'articolo 7 ter. Gli Stati membri possono combinare un regime obbligatorio di efficienza energetica con misure politiche alternative.

7.  Gli Stati membri dimostrano che non si effettua un doppio conteggio dei risparmi energetici nel caso in cui le misure politiche o le azioni individuali producano effetti coincidenti.";

7.  Gli Stati membri dimostrano che non si effettua un doppio conteggio dei risparmi energetici nel caso in cui le misure politiche o le azioni individuali producano effetti coincidenti.";

Emendamento    55

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 4

Direttiva 2012/27/UE

Articolo 7 bis – paragrafo 1

 

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Gli Stati membri che decidono di adempiere agli obblighi di risparmio energetico di cui all'articolo 7, paragrafo 1, istituendo un regime obbligatorio di efficienza energetica provvedono affinché le parti obbligate di cui al paragrafo 2 che operano sui rispettivi territori realizzino cumulativamente, fatte salve le disposizioni dell'articolo 7, paragrafo 2, i risparmi energetici nell'uso finale prescritti all'articolo 7, paragrafo 1.

1.  Gli Stati membri che decidono di adempiere agli obblighi di risparmio energetico di cui all'articolo 7, paragrafo 1, istituendo un regime obbligatorio di efficienza energetica provvedono affinché le parti obbligate di cui al paragrafo 2 che operano sui rispettivi territori realizzino cumulativamente, fatte salve le disposizioni dell'articolo 7, paragrafo 2, i risparmi energetici nell'uso finale prescritti all'articolo 7, paragrafo 1, o consentono alle parti obbligate di contribuire annualmente al fondo nazionale per l'efficienza energetica conformemente all'articolo 20, paragrafo 6.

Emendamento    56

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 4

Direttiva 2012/27/UE

Articolo 7 bis – paragrafo 2

 

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Gli Stati membri designano, sulla base di criteri oggettivi e non discriminatori, le parti obbligate tra i distributori di energia e/o le società di vendita di energia al dettaglio che operano sui rispettivi territori e possono includere i distributori di carburante per trasporto o i commercianti al dettaglio di carburante per trasporto che operano sui rispettivi territori. Il volume di risparmi energetici necessario per rispettare l'obbligo è realizzato dalle parti obbligate presso i clienti finali designati dagli Stati membri, indipendentemente dal calcolo effettuato a norma dell'articolo 7, paragrafo 1, oppure, se gli Stati membri decidono in tal senso, mediante risparmi energetici certificati ottenuti da altre parti, come descritto al paragrafo 5, lettera b).

2.  Gli Stati membri designano, sulla base di criteri oggettivi e non discriminatori, le parti obbligate tra i distributori di energia, le società di vendita di energia al dettaglio e i distributori di carburante per trasporto o i commercianti al dettaglio di carburante per trasporto che operano sui rispettivi territori. Il volume di risparmi energetici necessario per rispettare l'obbligo è realizzato dalle parti obbligate presso i clienti finali designati dagli Stati membri, indipendentemente dal calcolo effettuato a norma dell'articolo 7, paragrafo 1, oppure, se gli Stati membri decidono in tal senso, mediante risparmi energetici certificati ottenuti da altre parti, come descritto al paragrafo 5, lettera b).

Emendamento    57

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 4

Direttiva 2012/27/UE

Articolo 7 bis – paragrafo 2 bis (nuovo)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 bis.  Se le società di vendita di energia al dettaglio sono designate come parti obbligate conformemente al paragrafo 2, gli Stati membri assicurano che, nell'adempiere al loro obbligo, tali società di vendita di energia al dettaglio non ostacolino i consumatori nel passaggio a un altro fornitore.

Motivazione

Il diritto dei consumatori di passare facilmente da un fornitore all'altro è fondamentale per il mantenimento di un mercato dei fornitori altamente competitivo con prezzi più bassi per i consumatori. Ciò potrebbe essere pregiudicato dalla vendita di "pacchetti" che vincolino il consumatore a un fornitore per un lungo periodo. Obbligare le società di vendita di energia al dettaglio ad acquistare certificati di risparmio energetico da terzi potrebbe essere un'alternativa per mantenere le possibilità di passaggio.

Emendamento    58

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 4

Direttiva 2012/27/UE

Articolo 7 bis – paragrafo 5 – lettera a

 

Testo della Commissione

Emendamento

a)  includono tra gli obblighi di risparmio requisiti a finalità sociale, anche imponendo che una parte delle misure di efficienza energetica sia attuata in via prioritaria presso le famiglie in condizioni di precarietà energetica e negli alloggi sociali;

a)  includono tra gli obblighi di risparmio requisiti a finalità sociale, anche imponendo che le misure di efficienza energetica sia attuata in via prioritaria presso le famiglie a basso reddito, in particolare quelle in condizioni di precarietà energetica, e negli alloggi sociali. Gli Stati membri calcolano il volume di risparmi realizzati presso tali famiglie rispetto al volume complessivo di risparmi realizzati in tutte le famiglie in conformità del presente articolo. Tali risparmi sono pubblicati in conformità del paragrafo 6 del presente articolo e sono inclusi nelle relazioni nazionali intermedie integrate sull'energia e il clima in conformità dell'articolo 21 del regolamento (UE) XX/20XX [governance dell'Unione dell'energia].

Emendamento    59

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 4

Direttiva 2012/27/UE

Articolo 7 bis – paragrafo 5 – lettera b

 

Testo della Commissione

Emendamento

b)  possono consentire alle parti obbligate di contabilizzare, ai fini dei loro obblighi, i risparmi energetici certificati realizzati da fornitori di servizi energetici o da terzi, anche quando le parti obbligate promuovono misure attraverso altri organismi riconosciuti dallo Stato o attraverso autorità pubbliche che possono coinvolgere o non coinvolgere partenariati formali e possono accompagnarsi ad altre fonti di finanziamento. Gli Stati membri che consentono quanto sopra assicurano l'esistenza di una procedura di riconoscimento chiara, trasparente e aperta a tutti gli operatori del mercato, che miri a ridurre al minimo i costi della certificazione;

b)  possono consentire alle parti obbligate di contabilizzare, ai fini dei loro obblighi, i risparmi energetici certificati realizzati da fornitori di servizi energetici o da terzi, anche quando le parti obbligate promuovono misure attraverso altri organismi riconosciuti dallo Stato o attraverso autorità pubbliche che possono coinvolgere o non coinvolgere partenariati formali e possono accompagnarsi ad altre fonti di finanziamento. Gli Stati membri che consentono quanto sopra assicurano l'esistenza di una procedura di riconoscimento accreditata, chiara, trasparente, partecipativa e aperta a tutti gli operatori del mercato, che miri a ridurre al minimo i costi della certificazione;

Emendamento    60

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 4

Direttiva 2012/27/UE

Articolo 7 bis – paragrafo 5 – lettera c bis (nuova)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

c bis)  consentono risparmi aggiuntivi mediante tecnologie più sostenibili nei sistemi di teleriscaldamento e teleraffreddamento in ambienti urbani (con una conseguente riduzione anche degli inquinanti e del particolato), che saranno contabilizzati nel volume di risparmi energetici prescritto a norma del paragrafo 1;

Emendamento    61

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 4

Direttiva 2012/27/UE

Articolo 7 bis – paragrafo 5 – lettera c ter (nuova)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

c ter)  promuovono l'adozione di misure che affrontino il potenziale del riscaldamento e del raffreddamento ai fini dei risparmi energetici, prevedendo infine premi aggiuntivi per gli interventi che permettano un'attenuazione dell'inquinamento;

Emendamento    62

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 4

Direttiva 2012/27/UE

Articolo 7 bis – paragrafo 5 – lettera c quater (nuova)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

c quater)  creano strumenti che certifichino i risparmi risultanti da audit energetici o sistemi di gestione dell'energia equivalenti di cui all'articolo 8, al fine di contabilizzare detti risparmi nel volume di risparmi energetici prescritto a norma del paragrafo 1;

Emendamento    63

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 4

Direttiva 2012/27/UE

Articolo 7 bis – paragrafo 5 – lettera c quinquies (nuova)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

c quinquies)  possono consentire alle parti obbligate di contabilizzare, ai fini dei loro obblighi, i risparmi energetici nell'uso finale ottenuti in infrastrutture di riscaldamento e raffreddamento efficienti;

Emendamento    64

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 4

Direttiva 2012/27/UE

Articolo 7 bis – paragrafo 5 – lettera c sexies (nuova)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

c sexies)  prevedono che le parti obbligate che non forniscono energia alle abitazioni private non siano tenute ad attuare misure di efficienza energetica presso le medesime;

Motivazione

Molte imprese che sono parti obbligate non forniscono energia alle abitazioni private. È pertanto impossibile, per queste parti, attuare misure presso le abitazioni private.

Emendamento    65

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 4

Direttiva 2012/27/UE

Articolo 7 bis – paragrafo 5 – lettera c septies (nuova)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

c septies)  valutano l'impatto dei costi diretti e indiretti di tali regimi sulla competitività delle industrie ad alta intensità energetica esposte alla concorrenza internazionale e adottano misure volte a ridurre al minimo tale impatto;

Motivazione

Le industrie ad alta intensità energetica sono soggette a molti obblighi diversi (ad es. ETS, ecc.). Queste imprese sono spesso esposte alla concorrenza internazionale e devono pertanto essere protette dalla rilocalizzazione delle emissioni di carbonio.

Emendamento    66

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 4

Direttiva 2012/27/UE

Articolo 7 bis – paragrafo 6 bis (nuovo)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

6 bis.  Nel quadro dei rispettivi piani nazionali integrati per l'energia e il clima, gli Stati membri informano la Commissione delle misure politiche previste a norma dell'articolo 7, paragrafo 2, lettera c). L'impatto di dette misure è calcolato e incluso nei piani in questione. Il calcolo utilizzato dagli Stati membri si basa su criteri oggettivi e non discriminatori, elaborati in consultazione con la Commissione entro il 1° gennaio 2019.

Emendamento    67

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 4

Direttiva 2012/27/UE

Articolo 7 ter – paragrafo 1

 

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Gli Stati membri che decidono di adempiere agli obblighi di risparmio energetico di cui all'articolo 7, paragrafo 1, attuando misure politiche alternative provvedono a che i risparmi energetici prescritti all'articolo 7, paragrafo 1, siano realizzati presso i clienti finali.

1.  Gli Stati membri che decidono di adempiere agli obblighi di risparmio energetico di cui all'articolo 7, paragrafo 1, attuando misure politiche alternative provvedono a che i risparmi energetici prescritti all'articolo 7, paragrafo 1, siano pienamente realizzati presso i clienti finali.

Emendamento    68

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 4

Direttiva 2012/27/UE

Articolo 7 ter – paragrafo 1 bis (nuovo)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

1 bis.  Inoltre, tutte le opportunità per migliorare l'efficienza energetica, anche mediante l'uso di carburanti più efficienti per il trasporto, possono essere contabilizzate ai fini dei risparmi energetici nell'uso finale realizzati cumulativamente prescritti all'articolo 7, paragrafo 1.

Motivazione

Valore aggiunto di componenti delle miscele di carburanti efficienti e puliti ai fini della decarbonizzazione dei trasporti. I componenti delle miscele di carburanti per il trasporto possono essere contabilizzati ai fini dell'obiettivo di efficienza energetica.

Emendamento    69

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 4

Direttiva 2012/27/UE

Articolo 7 ter – paragrafo 2

 

Testo della Commissione

Emendamento

2.  In sede di elaborazione delle misure politiche alternative per realizzare i risparmi di energia, gli Stati membri tengono conto degli effetti sulle famiglie in condizioni di precarietà energetica.

2.  In sede di elaborazione delle misure politiche alternative per realizzare i risparmi di energia, gli Stati membri tengono conto degli effetti sulle famiglie a basso reddito, in particolare quelle in condizioni di precarietà energetica, e assicurano che le misure siano attuate in via prioritaria presso tali famiglie e negli alloggi sociali.

 

Gli Stati membri calcolano il volume di risparmi realizzati presso tali famiglie rispetto al volume complessivo di risparmi realizzati in tutte le famiglie in conformità del presente articolo.

 

Tali risparmi sono pubblicati e inclusi nelle relazioni nazionali intermedie integrate sull'energia e il clima in conformità dell'articolo 21 del regolamento (UE) XX/20XX [governance dell'Unione dell'energia].

Emendamento    70

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 4 bis (nuovo)

Direttiva 2012/27/UE

Articolo 7 quater (nuovo)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

4 bis) è inserito il seguente articolo:

 

"Articolo 7 quater

 

Fornitura dei servizi di efficienza energetica

 

La Commissione, in stretta collaborazione con gli Stati Membri, garantisce che la fornitura dei servizi nel mercato dell'efficienza energetica avvenga in un quadro concorrenziale e trasparente in modo tale che il consumatore finale possa trarre i benefici, in termini di minor costo e di maggiore qualità del servizio, connessi agli interventi di efficienza energetica. A tal fine, gli Stati Membri garantiscono alle imprese, in particolare alle PMI, l'accesso non discriminatorio al mercato dei servizi di efficienza energetica, consentendone così la partecipazione a condizioni paritarie rispetto agli operatori verticalmente integrati e superando le posizioni di vantaggio competitivo createsi a favore dei soggetti che operano nella distribuzione o nella vendita di energia. A tal fine gli Stati Membri adottano tutti gli atti necessari affinché gli operatori integrati mettano a disposizione di terzi le medesime condizioni e i medesimi strumenti che utilizzano per la fornitura dei servizi di efficienza energetica."

Emendamento    71

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 5 – lettera b

Direttiva 2012/27/UE

Articolo 9 – paragrafo 1 – comma 1

 

Testo della Commissione

Emendamento

Gli Stati membri provvedono affinché, nella misura in cui ciò sia tecnicamente possibile, finanziariamente ragionevole e proporzionato rispetto ai risparmi energetici potenziali, i clienti finali di gas naturale ricevano a prezzi concorrenziali contatori individuali che riflettano con precisione il consumo effettivo e forniscano informazioni sul tempo effettivo d'uso.;

Gli Stati membri provvedono affinché, nella misura in cui ciò sia tecnicamente possibile, finanziariamente ragionevole e proporzionato rispetto ai risparmi energetici potenziali, i clienti finali di gas naturale ricevano a prezzi concorrenziali, rispetto alla tecnologia e alla funzionalità selezionate, contatori individuali e strumenti per la regolazione del riscaldamento che riflettano con precisione il consumo effettivo e forniscano informazioni sul tempo effettivo d'uso e altre funzionalità, a seconda dei casi, conformemente alle disposizioni relative alla misurazione dell'energia elettrica agli articoli da 19 a 22 della direttiva (UE) .../... [relativa a norme comuni per il mercato interno dell'energia elettrica (rifusione)].

Motivazione

La misurazione dell'energia elettrica e del gas aumenta la consapevolezza dei consumatori circa i reali livelli di consumo e può pertanto indurre cambiamenti di comportamento nell'ottica di un aumento dell'efficienza energetica e dei risparmi energetici.

Emendamento    72

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 5 – lettera c – punto ii bis (nuovo)

Direttiva 2012/27/UE

Articolo 9 – paragrafo 2 – comma 1 bis (nuovo)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

Il sistema di misurazione intelligente fornisce ai consumatori finali l'accesso ai dati relativi al loro consumo energetico e alle serie temporali per i periodi di regolamento nel mercato.

Emendamento    73

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 5 – lettera d

Direttiva 2012/27/UE

Articolo 9 – paragrafo 3

 

Testo della Commissione

Emendamento

d)  il paragrafo 3 è soppresso;

d)  il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:

 

"3.  Per quanto riguarda il formato dei dati e le funzionalità, le disposizioni sono allineate, se del caso, agli articoli da 18 a 21 della direttiva relativa a norme comuni per il mercato interno dell'energia elettrica (rifusione). I dati dei consumatori sono trattati conformemente al regolamento (UE) 2016/679 (regolamento generale sulla protezione dei dati). Ai clienti finali non è addebitato alcun costo per l'accesso ai dati in un formato che sia loro utile."

Motivazione

In linea con le disposizioni relative alla misurazione dell'energia elettrica, i consumatori devono rimanere i proprietari dei loro dati personali. I dati dovrebbero essere armonizzati e messi a disposizione di tutti i partecipanti al mercato quando il consumatore desidera condividerli, in modo da garantire la competitività dei mercati al dettaglio.

Emendamento    74

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 6

Direttiva 2012/27/UE

Articolo 9 bis

 

Testo della Commissione

Emendamento

Articolo 9 bis

Articolo 9 bis

Misurazione, misurazione divisionale e ripartizione dei costi per il riscaldamento, il raffreddamento e l'acqua calda per uso domestico

Misurazione, misurazione divisionale e ripartizione dei costi per il riscaldamento, il raffreddamento e l'acqua calda per uso domestico

1.  Gli Stati membri provvedono affinché i clienti finali di teleriscaldamento, teleraffreddamento e acqua calda per uso domestico ricevano a prezzi concorrenziali contatori che riproducano con precisione il loro consumo effettivo d'energia.

1.  Gli Stati membri provvedono affinché i clienti finali di teleriscaldamento, teleraffreddamento e acqua calda per uso domestico ricevano a prezzi concorrenziali contatori che riproducano con precisione il loro consumo effettivo d'energia.

Negli edifici alimentati da una fonte centrale di riscaldamento e raffreddamento o acqua calda che alimenta vari edifici oppure allacciati a una rete di teleriscaldamento e teleraffreddamento, è sempre installato un contatore di calore o di acqua calda in corrispondenza dello scambiatore di calore o del punto di fornitura.

Negli edifici alimentati da una fonte centrale di riscaldamento, raffreddamento o acqua calda che alimenta vari edifici oppure allacciati a una rete di teleriscaldamento o teleraffreddamento, è installato un contatore in corrispondenza dello scambiatore di calore o del punto di fornitura.

2.  Nei condomini e negli edifici polifunzionali alimentati da una fonte centrale di riscaldamento o di raffreddamento oppure da sistemi di teleriscaldamento e teleraffreddamento sono installati contatori individuali per misurare il consumo di calore, raffreddamento o acqua calda per ciascuna unità immobiliare.

2.  Nei condomini e negli edifici polifunzionali alimentati da una fonte centrale di riscaldamento o di raffreddamento oppure da sistemi di teleriscaldamento e teleraffreddamento sono installati contatori individuali per misurare il consumo di calore, raffreddamento o acqua calda per ciascuna unità immobiliare, se tecnicamente fattibile ed efficiente in termini di costi in quanto proporzionato rispetto al potenziale risparmio energetico.

Se per misurare il riscaldamento o il raffreddamento in ciascuna unità immobiliare l'uso di contatori individuali non è tecnicamente fattibile o non è efficiente in termini di costi, si utilizzano contabilizzatori individuali di calore che misurano il consumo di energia termica in corrispondenza di ciascun radiatore, salvo se lo Stato membro dimostra che la loro installazione non è efficiente in termini di costi. In tal caso possono essere presi in considerazione metodi alternativi di misurazione del consumo di energia termica che presentino un buon rapporto costi/efficacia. Ogni Stato membro definisce in modo chiaro e pubblica le condizioni di non fattibilità tecnica e inefficienza dei costi.

Se per misurare il riscaldamento o il raffreddamento in ciascuna unità immobiliare l'uso di contatori individuali non è tecnicamente fattibile o non è efficiente in termini di costi, si utilizzano contabilizzatori individuali di calore che misurano il consumo di energia termica in corrispondenza di ciascun radiatore, salvo se lo Stato membro dimostra che la loro installazione non è efficiente in termini di costi. In tal caso possono essere presi in considerazione metodi alternativi di misurazione del consumo di energia termica che presentino un buon rapporto costi/efficacia. Previa consultazione con la Commissione, ogni Stato membro definisce in modo chiaro e pubblica i criteri generali, le metodologie e/o le procedure volte a determinare la non fattibilità tecnica e l'inefficienza dei costi.

Nei nuovi edifici del tipo indicato al primo comma o quando detti edifici sono sottoposti a ristrutturazioni importanti ai sensi della direttiva 2010/31/UE, si forniscono sempre contatori individuali.

Nei nuovi condomini e nelle aree residenziali dei nuovi edifici polifunzionali, laddove dispongano di una fonte centrale di riscaldamento per l'acqua calda o siano alimentati da sistemi di teleriscaldamento, per l'acqua calda sono forniti contatori individuali in deroga ai paragrafi 1 e 2.

3.  Se i condomini e gli edifici polifunzionali sono allacciati a reti di teleriscaldamento o teleraffreddamento, oppure alimentati prevalentemente da propri sistemi comuni di riscaldamento o raffreddamento, gli Stati membri introducono regole trasparenti sulla ripartizione dei costi di riscaldamento, raffreddamento e acqua calda in tali edifici, al fine di assicurare la trasparenza e l'accuratezza del calcolo del consumo individuale, ivi compreso per:

3.  Se i condomini e gli edifici polifunzionali sono allacciati a reti di teleriscaldamento o teleraffreddamento, oppure alimentati prevalentemente da propri sistemi comuni di riscaldamento o raffreddamento, gli Stati membri introducono regole trasparenti sulla ripartizione dei costi di riscaldamento, raffreddamento e acqua calda in tali edifici, al fine di assicurare la trasparenza e l'accuratezza del calcolo del consumo individuale, ivi compreso per:

a)   l'acqua calda per il fabbisogno domestico;

a)   l'acqua calda per il fabbisogno domestico;

b)   il calore irradiato dall'impianto dell'edificio e il riscaldamento delle aree comuni (qualora le scale e i corridoi siano dotati di radiatori);

b)   il calore irradiato dall'impianto dell'edificio e il riscaldamento delle aree comuni (qualora le scale e i corridoi siano dotati di radiatori);

c)   il riscaldamento o il raffreddamento degli appartamenti.

c)   il riscaldamento o il raffreddamento degli appartamenti.

4.  Ai fini del presente articolo, dal 1º gennaio 2020 i contatori e i contabilizzatori che si installano sono leggibili a distanza.

4.  Ai fini del presente articolo, dal 1º gennaio 2020 i contatori e i contabilizzatori di calore di nuova installazione sono leggibili a distanza. Continuano ad applicarsi le condizioni di fattibilità tecnica ed efficienza in termini di costi di cui al paragrafo 2, primo e secondo comma.

Entro il 1º gennaio 2027 si dotano della capacità di lettura a distanza i contatori e i contabilizzatori già installati e sprovvisti di tale capacità o si sostituiscono con dispositivi leggibili a distanza, salvo se lo Stato membro dimostra che ciò non è efficiente in termini di costi.;

Entro il 1º gennaio 2027 si dotano della capacità di lettura a distanza i contatori e i contabilizzatori di calore già installati e sprovvisti di tale capacità o si sostituiscono con dispositivi leggibili a distanza, salvo se lo Stato membro dimostra che ciò non è efficiente in termini di costi.;

Emendamento    75

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 7 – lettera b

Direttiva 2012/27/UE

Articolo 10 – paragrafo 1

 

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Qualora i clienti finali non dispongano dei contatori intelligenti di cui alla direttiva 2009/73/CE, gli Stati membri provvedono affinché, entro il 31 dicembre 2014, le informazioni di fatturazione siano precise e fondate sul consumo reale, conformemente all'allegato VII, punto 1.1, per il gas, qualora ciò sia tecnicamente possibile ed economicamente giustificato.;

1.  Qualora i clienti finali non dispongano dei contatori intelligenti di cui alla direttiva 2009/73/CE, gli Stati membri provvedono affinché, entro il 31 dicembre 2014, le informazioni di fatturazione siano affidabili, precise e fondate sul consumo reale, conformemente all'allegato VII, punto 1.1, per il gas, qualora ciò sia tecnicamente possibile ed economicamente giustificato.;

Emendamento    76

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 7 – lettera c

Direttiva 2012/27/UE

Articolo 10 – paragrafo 2 – comma 1

 

Testo della Commissione

Emendamento

I contatori installati conformemente alla direttiva 2009/73/CE consentono informazioni di fatturazione precise basate sul consumo effettivo. Gli Stati membri provvedono affinché i clienti finali abbiano la possibilità di accedere agevolmente a informazioni complementari sui consumi storici che consentano di effettuare controlli autonomi dettagliati.;

I contatori installati conformemente alla direttiva 2009/73/CE forniscono informazioni di fatturazione precise basate sul consumo effettivo. Gli Stati membri provvedono affinché i clienti finali abbiano la possibilità di accedere agevolmente a informazioni complementari sui consumi storici che consentano di effettuare controlli autonomi dettagliati.;

Motivazione

Quando attive, le funzionalità dei contatori intelligenti dovrebbero garantire informazioni di fatturazione accurate.

Emendamento    77

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 8

Direttiva 2012/27/UE

Articolo 10 bis

 

Testo della Commissione

Emendamento

Articolo 10 bis

Articolo 10 bis

Informazioni di fatturazione e consumo per il riscaldamento, il raffreddamento e l'acqua calda per uso domestico

Informazioni di fatturazione e consumo per il riscaldamento, il raffreddamento e l'acqua calda per uso domestico

1.  Gli Stati membri provvedono a che le informazioni di fatturazione e consumo siano precise e basate sul consumo effettivo, conformemente ai punti 1 e 2 dell'allegato VII bis, per tutti gli utenti finali provvisti di contatori o contabilizzatori.

1.  Gli Stati membri provvedono a che, laddove siano installati contatori o contabilizzatori di calore, le informazioni di fatturazione e consumo siano affidabili, precise e basate sul consumo effettivo o sulla lettura del contabilizzatore di calore, conformemente ai punti 1 e 2 dell'allegato VII bis, per tutti gli utenti finali, vale a dire per le persone fisiche o giuridiche che acquistano riscaldamento, raffreddamento o acqua calda per uso proprio finale oppure le persone fisiche o giuridiche che occupano un edificio individuale o un'unità in un condominio o edificio polifunzionale alimentato con riscaldamento, raffreddamento o acqua calda da una fonte centrale che non dispongono di un contratto diretto o individuale con il fornitore di energia.

Tale obbligo può essere soddisfatto, tranne per la misurazione divisionale del consumo di cui all'articolo 9 bis, paragrafo 2, con un sistema di autolettura periodica in base al quale il cliente finale comunica i dati del proprio contatore al fornitore di energia. La fatturazione si basa sul consumo stimato o su un importo forfettario solo se il cliente finale non ha comunicato la lettura del contatore per un determinato periodo di fatturazione.

Tale obbligo può essere soddisfatto, se previsto dallo Stato membro e tranne per la misurazione divisionale del consumo sulla base di contabilizzatori di calore di cui all'articolo 9 bis, paragrafo 2, con un sistema di autolettura periodica in base al quale il cliente finale o l'utente finale comunica i dati del proprio contatore. La fatturazione si basa sul consumo stimato o su un importo forfettario solo se il cliente finale o l'utente finale non ha comunicato la lettura del contatore per un determinato periodo di fatturazione.

2.  Gli Stati membri:

2.  Gli Stati membri:

a)  prescrivono che, se disponibili, le informazioni sulla fatturazione energetica e sui consumi storici degli utenti finali siano messe a disposizione di un fornitore di servizi energetici designato dall'utente finale;

a)  prescrivono che, se disponibili, le informazioni sulla fatturazione energetica e sui consumi storici o sulla lettura dei contabilizzatori di calore degli utenti finali siano messe a disposizione di un fornitore di servizi energetici designato dall'utente finale su richiesta di quest'ultimo;

b)  provvedono affinché i clienti finali possano scegliere di ricevere le informazioni sulla fatturazione e le bollette in via elettronica e ricevano, su richiesta, una spiegazione chiara e comprensibile del modo in cui la loro fattura è stata compilata, specialmente se le fatture non sono basate sul consumo effettivo;

b)  provvedono affinché i clienti finali possano scegliere di ricevere le informazioni sulla fatturazione e le bollette in via elettronica;

c)  provvedono affinché insieme alla fattura siano fornite a tutti gli utenti finali adeguate informazioni sul consumo effettivo, in conformità dell'allegato VII, punto 3;

c)  provvedono affinché insieme alla fattura siano fornite a tutti gli utenti finali informazioni chiare e comprensibili in conformità dell'allegato VII bis, punto 3;

d)  possono disporre che, su richiesta del cliente finale, la comunicazione delle informazioni di fatturazione non sia considerata una richiesta di pagamento. In tali casi, gli Stati membri provvedono affinché siano offerte soluzioni flessibili per il pagamento effettivo.;

d)  possono disporre che, su richiesta del cliente finale, la comunicazione delle informazioni di fatturazione non sia considerata una richiesta di pagamento. In tali casi, gli Stati membri provvedono affinché siano offerte soluzioni flessibili per il pagamento effettivo.;

 

d bis)  promuovono la sicurezza informatica e assicurano la riservatezza e la protezione dei dati degli utenti finali conformemente alla pertinente legislazione dell'Unione.

 

2 bis.  Gli Stati membri decidono chi è responsabile di fornire le informazioni di cui ai paragrafi 1 e 2 agli utenti finali che non hanno un contratto diretto o individuale con un fornitore di energia.

Emendamento    78

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 11 – lettera -a (nuova)

Direttiva 2012/27/UE

Articolo 15 – paragrafo 4 – comma 1 bis (nuovo)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

-a) al paragrafo 4 è aggiunto il comma seguente:

 

"La Commissione definisce una metodologia comune, previa consultazione delle pertinenti parti interessate, al fine di incoraggiare gli operatori di rete a ridurre le perdite, ad attuare un programma di investimenti nelle infrastrutture che sia efficace in termini di costi e di energia, nonché a tenere in debita considerazione l'efficienza energetica e la flessibilità della rete. La Commissione, entro il ... [12 mesi dopo l'entrata in vigore della presente direttiva], adotta un atto delegato conformemente all'articolo 23 per integrare la presente direttiva specificando tale metodologia."

Emendamento    79

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 11 – lettera a – punto ii

Direttiva 2012/27/UE

Articolo 15 – paragrafo 5 – comma 3

 

Testo della Commissione

Emendamento

I gestori dei sistemi di trasmissione e i gestori dei sistemi di distribuzione rispettano i requisiti di cui all'allegato XII.;

I gestori dei sistemi di trasmissione e i gestori dei sistemi di distribuzione tengono conto della necessità di garantire la continuità della fornitura di calore nelle connessioni, nell'assicurare l'accesso alla rete e nel dispacciamento di energia da cogenerazione ad alto rendimento, e rispettano i requisiti di cui all'allegato XII.

Motivazione

Una fornitura di calore competitiva e sicura è fondamentale per garantire operazioni commerciali industriali efficaci in termini di costi, soddisfare la totalità delle esigenze dei consumatori e proteggere questi ultimi da interruzioni improvvise nella fornitura di calore.

Emendamento    80

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 11 bis (nuovo)

Direttiva 2012/27/UE

Articolo 19 bis (nuovo)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

11 bis)  è inserito il seguente articolo:

 

"Articolo 19 bis

 

Finanziamenti delle banche europee a favore dell'efficienza energetica

 

La Banca europea per gli investimenti (BEI) e la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS) adattano i rispettivi obiettivi politici al fine di riconoscere l'efficienza energetica quale fonte di energia a sé stante e gli investimenti a favore dell'efficienza energetica quale parte dei rispettivi portafogli di investimenti infrastrutturali.

 

La BEI e la BERS, insieme alle banche di promozione nazionali, progettano, realizzano e finanziano programmi e progetti adatti al settore dell'efficienza, anche per le famiglie che vivono in condizioni di precarietà energetica.

 

Gli Stati membri sfruttano appieno le possibilità e gli strumenti proposti dall'iniziativa sui finanziamenti intelligenti per edifici intelligenti."

Motivazione

È necessaria una svolta in cui gli istituti finanziari apportino gli strumenti finanziari adeguati per investimenti su larga scala in materia di efficienza energetica.

Emendamento    81

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 11 ter (nuovo)

Direttiva 2012/27/UE

Articolo 20 – paragrafo 6 bis (nuovo)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

11 ter)  all'articolo 20 è inserito il paragrafo seguente:

 

"6 bis.   Gli Stati membri facilitano regimi di rimborso in fattura e/o sulle imposte in caso di investimenti a favore dell'efficienza energetica prefinanziati dalle strutture di finanziamento di cui al paragrafo 1 del presente articolo, dal Fondo nazionale per l'efficienza energetica di cui al paragrafo 4 del presente articolo o dalle parti obbligate di cui all'articolo 7, paragrafo 4, e rimborsati con un premio fisso sui costi di distribuzione inerenti a un singolo contatore (rimborso in fattura) o con un premio sull'imposta sul patrimonio relativa a un edificio (rimborso sulle imposte). Il rimborso rimane vincolato al contatore o al patrimonio e non al proprietario o locatario. I periodi di rimborso sono determinati in modo che i rimborsi periodici non siano superiori ai risparmi sui costi dell'energia."

Motivazione

I regimi di rimborso in fattura rappresentano una fonte di rimborso più affidabile rispetto ad altri prodotti di finanziamento tradizionali e riducono i costi di transazione e amministrazione vincolando il rimborso al contatore anziché al proprietario o locatario. Se ben concepiti, i rimborsi in fattura saranno uguali o inferiori al risparmio sui costi delle utenze in ragione del minor consumo di energia. Inoltre, i regimi di rimborso in fattura consentono di superare la questione della frammentazione degli incentivi tra i locatari e i proprietari.

Emendamento    82

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 12

Direttiva 2012/27/UE

Articolo 23 – paragrafo 3 bis (nuovo)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

3 bis.   Prima di adottare un atto delegato la Commissione consulta gli esperti designati da ciascuno Stato membro nel rispetto dei principi stabiliti nell'accordo interistituzionale «Legiferare meglio» del 13 aprile 2016.

Emendamento    83

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 13

Direttiva 2012/27/UE

Articolo 24 – paragrafo 4 bis (nuovo)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

4 bis.  Nell'ambito della relazione sullo stato dell'Unione dell'energia, la Commissione riferisce sul funzionamento del mercato del carbonio in conformità dell'articolo 29, paragrafo 1 e paragrafo 2, lettera c), del regolamento (UE) XX/20XX [governance dell'Unione dell'energia] tenendo conto degli effetti dell'attuazione della presente direttiva.

Emendamento    84

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 13

Direttiva 2012/27/UE

Articolo 24 – paragrafo 12

 

Testo della Commissione

Emendamento

12.  La Commissione valuta la presente direttiva entro il 28 febbraio 2024, e successivamente a cadenza quinquennale, e presenta una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio. La relazione è corredata, se del caso, da proposte di ulteriori misure.;

12.  La Commissione valuta la presente direttiva entro il 28 febbraio 2024, e successivamente a cadenza quinquennale, e presenta una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio in cui valuta l'efficacia generale della direttiva e la necessità di adeguare la politica dell'Unione in materia di efficienza energetica in funzione degli obiettivi dell'accordo di Parigi e delle evoluzioni sul piano economico e dell'innovazione. La relazione è corredata, se del caso, da proposte di ulteriori misure.

Emendamento    85

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 13

Direttiva 2012/27/UE

Articolo 24 – paragrafo 12 bis (nuovo)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

12 bis.  Entro il 31 dicembre 2019, la Commissione effettua un'analisi approfondita distinta del potenziale di efficienza energetica concernente:

 

a) la conversione e la trasformazione dell'energia;

 

b) la trasmissione e la distribuzione dell'energia;

 

c) la produzione e il successivo trasporto delle forniture di energia, ossia l'energia impiegata per estrarre combustibili fossili e trasportarli verso il luogo di utilizzo;

 

d) lo stoccaggio di energia.

 

Sulla base dei risultati ottenuti, la Commissione, se del caso, presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una proposta di atto legislativo al riguardo entro il 31 gennaio 2021.

Emendamento    86

Proposta di direttiva

Allegato I – punto 1 – lettera a

Direttiva 2012/27/UE

Allegato IV – nota 3

 

Testo della Commissione

Emendamento

a)  nell'allegato IV, la nota 3 è sostituita dalla seguente: "(3) Applicabile quando i risparmi energetici sono calcolati in termini di energia primaria utilizzando una metodologia "bottom-up" basata sul consumo di energia finale. Per i risparmi di energia elettrica in kWh gli Stati membri possono applicare un coefficiente di base di 2,0. Gli Stati membri possono applicare un coefficiente diverso a condizione di poterlo giustificare.";

a)  nell'allegato IV, la nota 3 è sostituita dalla seguente: "(3) Applicabile esclusivamente ai fini della presente direttiva e quando i risparmi energetici sono calcolati in termini di energia primaria utilizzando una metodologia "bottom-up" basata sul consumo di energia finale. Per i risparmi di energia elettrica in kWh gli Stati membri applicano un coefficiente definito con un metodo trasparente e comparabile tra gli Stati membri, sulla base delle circostanze nazionali che incidono sul consumo di energia primaria. Tali circostanze sono debitamente corroborate, misurabili e verificabili, nonché basate su criteri obiettivi e non discriminatori. Gli Stati membri possono applicare un coefficiente di base di 2,0 o un coefficiente diverso a condizione di poterlo giustificare. A tale riguardo, gli Stati membri tengono conto dei mix energetici inclusi nei rispettivi piani nazionali integrati per l'energia e il clima da notificare alla Commissione a norma dell'articolo 3 del regolamento (UE) XX/20XX [governance dell'Unione dell'energia]. Il coefficiente di base è rivisto ogni cinque anni sulla base dei dati reali osservati.

Emendamento    87

Proposta di direttiva

Allegato I – punto 1 – lettera b

Direttiva 2012/27/UE

Allegato V – punto 2 – lettera a

 

Testo della Commissione

Emendamento

a)  occorre dimostrare che i risparmi sono aggiuntivi rispetto a quelli che si sarebbero prodotti comunque, senza l'attività della parte obbligata, partecipante o incaricata e/o delle autorità responsabili dell'attuazione. Per determinare i risparmi che possono essere dichiarati aggiuntivi, gli Stati membri stabiliscono uno scenario di base che riproduca l'evoluzione del consumo energetico in assenza della misura politica in questione. Lo scenario di base tiene conto almeno dei seguenti fattori: tendenze del consumo energetico, cambiamenti nel comportamento dei consumatori, evoluzione tecnologica e cambiamenti indotti da altre misure attuate a livello nazionale e unionale;

a)  occorre dimostrare che i risparmi sono aggiuntivi rispetto a quelli che si sarebbero prodotti comunque, senza l'attività della parte obbligata, partecipante o incaricata e/o delle autorità responsabili dell'attuazione. Per determinare i risparmi che possono essere dichiarati aggiuntivi, gli Stati membri stabiliscono uno scenario di base che riproduca l'evoluzione del consumo energetico in assenza della misura politica in questione e delle nuove azioni individuali che ne derivano. Lo scenario di base tiene conto almeno dei seguenti fattori: tendenze del consumo energetico, cambiamenti nel comportamento dei consumatori, evoluzione tecnologica e cambiamenti indotti da altre misure attuate a livello nazionale e unionale;

Emendamento    88

Proposta di direttiva

Allegato I – punto 1 – lettera b

Direttiva 2012/27/UE

Allegato V – punto 2 – lettera b

 

Testo della Commissione

Emendamento

b)  i risparmi derivanti dall'attuazione della legislazione unionale vincolante sono considerati risparmi che si sarebbero prodotti comunque, senza l'attività della parte obbligata, partecipante o incaricata e/o delle autorità responsabili dell'attuazione; non possono pertanto essere dichiarati a titolo dell'articolo 7, paragrafo 1, eccezion fatta per i risparmi relativi alla ristrutturazione di edifici esistenti nel rispetto del criterio di rilevanza di cui al punto 3, lettera h);

b)  i risparmi derivanti dall'attuazione della legislazione unionale vincolante sono considerati risparmi che si sarebbero prodotti comunque, senza l'attività della parte obbligata, partecipante o incaricata e/o delle autorità responsabili dell'attuazione; non possono pertanto essere dichiarati a titolo dell'articolo 7, paragrafo 1, eccezion fatta per i risparmi relativi alle misure che promuovono la ristrutturazione di edifici esistenti nel rispetto del criterio di rilevanza di cui al punto 3, lettera h);

Emendamento    89

Proposta di direttiva

Allegato I – punto 1 – lettera b

Direttiva 2012/27/UE

Allegato V – punto 2 – lettera h

 

Testo della Commissione

Emendamento

h)  per calcolare i risparmi energetici si tiene conto della durata delle misure. A tal fine è possibile conteggiare i risparmi ottenuti da ciascuna azione individuale tra la data di attuazione e il 31 dicembre 2020 o il 31 dicembre 2030, secondo i casi; in alternativa, gli Stati membri possono adottare un altro metodo con il quale stimano di ottenere un risparmio totale almeno equivalente. Quando si avvalgono di altri metodi, gli Stati membri provvedono affinché il risparmio energetico totale con essi calcolato non sia superiore al risparmio energetico che sarebbe risultato dal calcolo dei risparmi di ciascuna azione individuale tra le rispettive date di attuazione e il 31 dicembre 2020 o il 31 dicembre 2030, come opportuno. Nei piani nazionali integrati per l'energia e il clima redatti a norma della governance dell'Unione dell'energia, gli Stati membri descrivono dettagliatamente gli altri metodi utilizzati e le disposizioni adottate per conformarsi all'obbligo di calcolo.

h)  per calcolare i risparmi energetici si tiene conto della durata delle misure e del tasso di riduzione dei risparmi nel tempo. Tale calcolo è effettuato conteggiando i risparmi ottenuti da ciascuna azione individuale tra la data di attuazione e il 31 dicembre 2020 o il 31 dicembre 2030, secondo i casi; in alternativa, gli Stati membri possono adottare un altro metodo con il quale stimano di ottenere un risparmio totale almeno equivalente. Quando si avvalgono di altri metodi, gli Stati membri provvedono affinché il risparmio energetico totale con essi calcolato non sia superiore al risparmio energetico che sarebbe risultato dal calcolo dei risparmi di ciascuna azione individuale tra le rispettive date di attuazione e il 31 dicembre 2020 o il 31 dicembre 2030, come opportuno. Nei piani nazionali integrati per l'energia e il clima redatti a norma del regolamento sulla governance dell'Unione dell'energia, gli Stati membri descrivono dettagliatamente gli altri metodi utilizzati e le disposizioni adottate per conformarsi all'obbligo di calcolo.

Emendamento  90

Proposta di direttiva

Allegato I – punto 1 – lettera b

Direttiva 2012/27/UE

Allegato V – punto 3 – lettera d

 

Testo della Commissione

Emendamento

d)  il volume dei risparmi energetici prescritti o da conseguire mediante la misura politica è espresso in termini di consumo di energia finale o primaria, utilizzando i fattori di conversione di cui all'allegato IV;

d)  il volume dei risparmi energetici prescritti o da conseguire mediante la misura politica è espresso in termini di consumo di energia finale e primaria, utilizzando i fattori di conversione di cui all'allegato IV;

Emendamento    91

Proposta di direttiva

Allegato I – punto 1 – lettera b

Direttiva 2012/27/UE

Allegato V – punto 3 – comma 2

 

Testo della Commissione

Emendamento

Per le misure politiche adottate conformemente all'articolo 7, paragrafo 2, lettera e), gli Stati membri possono utilizzare il metodo di calcolo stabilito a norma della direttiva 2010/31/UE nella misura in cui è conforme ai requisiti dell'articolo 7 della presente direttiva e del presente allegato.

soppresso

Emendamento    92

Proposta di direttiva

Allegato I – punto 2 – lettera b

Direttiva 2012/27/UE

Allegato VII bis

 

Testo della Commissione

Emendamento

Allegato VII bis

Allegato VII bis

Requisiti minimi in materia di informazioni di fatturazione e consumo basate sul consumo effettivo di riscaldamento, raffreddamento e acqua calda

Requisiti minimi in materia di informazioni di fatturazione e consumo per riscaldamento, raffreddamento e acqua calda

1.   Fatturazione basata sul consumo effettivo

1.   Fatturazione basata sul consumo effettivo o sulle letture dei contabilizzatori di calore

Al fine di consentire agli utenti finali di regolare il proprio consumo di energia, la fatturazione avviene sulla base del consumo effettivo almeno una volta all'anno.

Al fine di consentire agli utenti finali di regolare il proprio consumo di energia, la fatturazione avviene sulla base del consumo effettivo o della lettura dei contabilizzatori di calore almeno una volta all'anno.

2.   Frequenza minima delle informazioni di fatturazione o consumo

2.   Frequenza minima delle informazioni di fatturazione o consumo

A decorrere dal [inserire data di entrata in vigore], se sono stati installati contatori o contabilizzatori leggibili a distanza le informazioni sulla fatturazione o sul consumo basate sul consumo effettivo sono rese disponibili almeno ogni tre mesi su richiesta o ai consumatori finali che hanno scelto la fatturazione elettronica, oppure due volte l'anno negli altri casi.

A decorrere dal [inserire data di recepimento], se sono stati installati contatori o contabilizzatori di calore leggibili a distanza le informazioni sulla fatturazione o sul consumo basate sul consumo effettivo o sulle letture dei contabilizzatori di calore sono fornite agli utenti finali almeno ogni tre mesi su richiesta o ai consumatori finali che hanno scelto la fatturazione elettronica, oppure due volte l'anno negli altri casi.

Dal 1° gennaio 2022, se sono stati installati contatori o contabilizzatori leggibili a distanza, le informazioni sulla fatturazione o sul consumo sono rese disponibili almeno una volta al mese. Il riscaldamento e il raffreddamento possono essere esentati da questo requisito fuori dalle stagioni di riscaldamento/raffreddamento.

Dal 1° gennaio 2022, se sono stati installati contatori o contabilizzatori di calore leggibili a distanza, le informazioni sulla fatturazione o sul consumo basate sul consumo effettivo o sulle letture dei contabilizzatori di calore sono fornite a tutti gli utenti finali almeno una volta al mese. Esse sono altresì rese disponibili via internet in modo continuo e aggiornate con la massima frequenza consentita dai dispositivi e dai sistemi di misurazione utilizzati. Il riscaldamento e il raffreddamento possono essere esentati da questo requisito fuori dalle stagioni di riscaldamento/raffreddamento.

3.  Informazioni minime in fattura basate sul consumo effettivo

3.  Informazioni minime in fattura

Gli Stati membri provvedono affinché nelle fatture o nella documentazione allegata gli utenti finali dispongano delle seguenti informazioni in modo chiaro e comprensibile:

Gli Stati membri provvedono affinché nelle fatture basate sul consumo effettivo o sulle letture dei contabilizzatori di calore o nella documentazione allegata gli utenti finali dispongano in modo chiaro e comprensibile delle seguenti informazioni accurate:

a)  prezzi correnti effettivi e consumo energetico effettivo;

a)  prezzi correnti effettivi e consumo energetico effettivo o costo totale del calore e lettura dei contabilizzatori di calore;

b)  informazioni sul mix di combustibili utilizzato, anche per gli utenti finali del teleriscaldamento o teleraffreddamento;

b)  informazioni sul mix di combustibili utilizzato e sulle relative emissioni di gas a effetto serra, anche per gli utenti finali del teleriscaldamento o teleraffreddamento, e chiarimenti sulle diverse tasse, imposte e tariffe;

c)  raffronto tra il consumo corrente di energia dell'utente finale e il consumo nello stesso periodo dell'anno precedente, sotto forma di grafico, corretto per le variazioni climatiche nel caso del riscaldamento e del raffreddamento;

c)  raffronto tra il consumo corrente di energia dell'utente finale e il consumo nello stesso periodo dell'anno precedente, sotto forma di grafico, corretto per le variazioni climatiche nel caso del riscaldamento e del raffreddamento;

d) i recapiti (compresi i siti internet) delle organizzazioni dei clienti finali, delle agenzie per l'energia o organismi analoghi da cui si possono ottenere informazioni sulle misure disponibili di miglioramento dell'efficienza energetica, profili comparativi di clienti finali e specifiche tecniche obiettive per le apparecchiature a energia.

d) i recapiti (compresi i siti internet) delle organizzazioni dei clienti finali, delle agenzie per l'energia o organismi analoghi da cui si possono ottenere informazioni sulle misure disponibili di miglioramento dell'efficienza energetica, profili comparativi di clienti finali e specifiche tecniche obiettive per le apparecchiature a energia.

 

d bis)  informazioni sulle pertinenti procedure di reclamo, i servizi di mediazione o i meccanismi alternativi di risoluzione delle controversie;

Inoltre, gli Stati membri provvedono affinché le fatture contengano, siano accompagnate o rimandino, in modo chiaro e comprensibile, a confronti con il consumo di un utente finale medio o di riferimento appartenente alla stessa categoria di utenza..

d ter)  confronti con il consumo di un utente finale medio o di riferimento appartenente alla stessa categoria di utenza.

 

Le fatture non basate sul consumo effettivo o sulle letture dei contabilizzatori di calore contengono una spiegazione chiara e comprensibile del modo in cui è stato calcolato l'importo che figura in fattura e, quantomeno, le informazioni di cui alle lettere d) e d bis).

Emendamento    93

Proposta di direttiva

Allegato I – punto 2 bis (nuovo)

Direttiva 2012/27/UE

Allegato IX – Parte 1 – lettera g

 

Testo in vigore

Emendamento

 

2 bis.  nell'allegato IX, parte 1, la lettera g) è sostituita dalla seguente:

g) analisi economica: inventario degli effetti

"g) analisi economica: inventario degli effetti

Le analisi economiche tengono conto di tutti i pertinenti effetti economici.

Le analisi economiche tengono conto di tutti i pertinenti effetti economici.

Gli Stati membri, nell'elaborare una decisione, possono valutare e tenere conto dei costi e dei risparmi energetici derivanti dalla maggiore flessibilità nella fornitura di energia e da un migliore funzionamento delle reti elettriche, compresi i costi evitati e i risparmi derivanti dalla riduzione degli investimenti nelle infrastrutture, negli scenari analizzati.

Gli Stati membri, nell'elaborare una decisione, valutano e tengono conto dei costi e dei risparmi energetici derivanti dalla maggiore flessibilità nella fornitura di energia e da un migliore funzionamento delle reti elettriche, compresi i costi evitati e i risparmi derivanti dalla riduzione degli investimenti nelle infrastrutture, negli scenari analizzati.

I costi e i benefici tenuti in considerazione includono almeno i seguenti:

I costi e i benefici tenuti in considerazione includono almeno i seguenti:

i) benefici

i) benefici

— valore della produzione per il consumatore (calore ed energia elettrica),

— valore della produzione per il consumatore (calore ed energia elettrica),

— benefici esterni quali benefici per l'ambiente e la salute, nella misura del possibile;

— benefici esterni quali benefici per l'ambiente, benefici in termini di emissioni di gas a effetto serra e benefici per la salute e la sicurezza,

 

— effetti sul mercato del lavoro, sulla sicurezza energetica e sulla competitività;

ii) costi

ii) costi

— costi di capitale degli impianti e delle apparecchiature,

— costi di capitale degli impianti e delle apparecchiature,

— costi di capitale delle reti di energia associate,

— costi di capitale delle reti di energia associate,

— costi variabili e fissi di funzionamento,

— costi variabili e fissi di funzionamento,

— costi energetici,

— costi energetici,

— costi ambientali e costi sanitari, nella misura del possibile;

— costi ambientali, costi sanitari e costi per la sicurezza,

 

— costi relativi al mercato del lavoro, alla sicurezza energetica e alla competitività"

Motivazione

Le analisi dei costi-benefici devono tenere debitamente conto degli effetti economici delle misure di efficienza energetica, sulla base dell'elenco non esaustivo di effetti economici riportato nel presente emendamento.

Emendamento    94

Proposta di direttiva

Allegato – punto 2 ter (nuovo)

Direttiva 2012/27/UE

Allegato XII – comma 1 – lettera a

 

Testo in vigore

Emendamento

 

2 ter.   nell'allegato XII, la lettera a) è sostituita dalla seguente:

"a) elaborano e rendono pubbliche norme standard in materia di assunzione e ripartizione dei costi degli adattamenti tecnici, quali le connessioni alla rete e il potenziamento della rete, una migliore gestione della rete e norme in materia di applicazione non discriminatoria dei codici di rete necessari per integrare i nuovi produttori che immettono nella rete interconnessa l'energia elettrica prodotta dalla cogenerazione ad alto rendimento;

"a) elaborano e rendono pubbliche norme standard in materia di assunzione e ripartizione dei costi degli adattamenti tecnici, quali le connessioni alla rete, il potenziamento della rete esistente e l'attivazione di nuove reti, una migliore gestione della rete e norme in materia di applicazione non discriminatoria dei codici di rete necessari per integrare i nuovi produttori che immettono nella rete interconnessa l'energia elettrica prodotta dalla cogenerazione ad alto rendimento o da altre fonti diffuse."

Motivazione

Occorre prendere in considerazione anche le nuove reti ad alto rendimento nonché le nuove fonti diffuse di energia.

(1)

GU C 246 del 28.7.2017, pag. 42.

(2)

GU C 342 del 12.10.2017, pag. 119.


PARERE della commissioneper l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (20.9.2017)

destinato alla commissione per l'industria, la ricerca e l'energia

sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2012/27/UE sull'efficienza energetica

(COM(2016)0761 – C8-0498/2016 – 2016/0376(COD))

Relatore per parere: Jytte Guteland

EMENDAMENTI

La commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare invita la commissione per l'industria, la ricerca e l'energia, competente per il merito, a prendere in considerazione i seguenti emendamenti:

Emendamento    1

Proposta di direttiva

Considerando 1

Testo della Commissione

Emendamento

1)  La moderazione della domanda di energia è una delle cinque dimensioni della strategia dell'Unione dell'energia, adottata il 25 febbraio 2015. Il miglioramento dell'efficienza energetica andrà a beneficio dell'ambiente, ridurrà le emissioni di gas a effetto serra, renderà più sicuro l'approvvigionamento energetico riducendo la dipendenza dall'importazione di energia da paesi al di fuori dell'Unione, diminuirà i costi energetici a carico delle famiglie e delle imprese, concorrerà ad alleviare la precarietà energetica e determinerà un aumento dei posti di lavoro e dell'attività in tutti i settori dell'economia. Ciò è in linea con gli impegni assunti dall'Unione nel quadro dell'Unione dell'energia e dell'agenda mondiale per il clima fissata dalle Parti della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici con l'accordo di Parigi del dicembre 2015.

1)  La moderazione della domanda di energia è una delle cinque dimensioni della strategia dell'Unione dell'energia, adottata il 25 febbraio 2015. Il miglioramento dell'efficienza energetica andrà a beneficio dell'ambiente, migliorerà la qualità dell'aria grazie alla riduzione della domanda di combustibile solido per il riscaldamento negli edifici efficienti sul piano energetico, rafforzerà la salute dei cittadini dell'Unione grazie alla riduzione dell'inquinamento atmosferico e alla creazione di un ambiente sano all'interno degli edifici, ridurrà le emissioni di gas a effetto serra, renderà più sicuro l'approvvigionamento energetico riducendo la dipendenza dall'importazione di energia da paesi al di fuori dell'Unione, diminuirà i costi energetici a carico delle famiglie e delle imprese, concorrerà ad alleviare la precarietà energetica e determinerà un aumento dei posti di lavoro e dell'attività in tutti i settori dell'economia. Ciò è in linea con gli impegni assunti dall'Unione nel quadro dell'Unione dell'energia e dell'agenda mondiale per il clima fissata dalle Parti della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici con l'accordo di Parigi del dicembre 2015.

Emendamento    2

Proposta di direttiva

Considerando 2

Testo della Commissione

Emendamento

2)  La direttiva 2012/27/UE del Parlamento europeo e del Consiglio9 contribuisce alla realizzazione dell'Unione dell'energia, nell'ambito della quale l'efficienza energetica dovrebbe essere equiparata a una fonte di energia a sé stante. Al momento di definire le nuove norme per l'offerta e per altri settori strategici si dovrebbe tenere conto del principio che pone l'efficienza energetica al primo posto e la Commissione dovrebbe provvedere a che l'efficienza energetica e la gestione della domanda possano competere alla pari con la capacità di generazione. L'efficienza energetica deve essere considerata ogniqualvolta si adottano decisioni di finanziamento o pianificazione del sistema energetico. Occorre migliorare l'efficienza energetica ogniqualvolta è economicamente più vantaggioso rispetto a soluzioni equivalenti sul lato dell'offerta. Ciò consentirebbe di sfruttare i molteplici vantaggi che l'efficienza energetica offre alla società europea, in particolare ai cittadini e alle imprese.

2)  La direttiva 2012/27/UE del Parlamento europeo e del Consiglio9 contribuisce alla realizzazione dell'Unione dell'energia, nell'ambito della quale l'efficienza energetica dovrebbe essere equiparata a una fonte di energia a sé stante. Al momento di definire le nuove norme per l'offerta e per altri settori strategici si dovrebbe tenere conto del principio che pone l'efficienza energetica al primo posto. Tale principio dovrebbe essere riconosciuto dagli istituti finanziari mediante l'assegnazione di fondi e strumenti dedicati. La Commissione dovrebbe provvedere a che l'efficienza energetica e la gestione della domanda possano competere alla pari con la capacità di generazione. L'efficienza energetica deve essere considerata ogniqualvolta si adottano decisioni di finanziamento o pianificazione del sistema energetico. Occorre migliorare l'efficienza energetica ogniqualvolta è economicamente più vantaggioso rispetto a soluzioni equivalenti sul lato dell'offerta. Ciò consentirebbe di sfruttare i molteplici vantaggi che l'efficienza energetica offre alla società europea, in particolare ai cittadini e alle imprese.

__________________

__________________

9 Direttiva 2012/27/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, sull'efficienza energetica, che modifica le direttive 2009/125/CE e 2010/30/UE e abroga le direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE (GU L 315 del 14.11.2012, pag. 1).

9 Direttiva 2012/27/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, sull'efficienza energetica, che modifica le direttive 2009/125/CE e 2010/30/UE e abroga le direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE (GU L 315 del 14.11.2012, pag. 1).

Emendamento    3

Proposta di direttiva

Considerando 3

Testo della Commissione

Emendamento

3)  Il Consiglio europeo dell'ottobre 2014 ha stabilito un obiettivo di efficienza energetica del 27% da raggiungere nel 2030 e da riesaminare entro il 2020 "tenendo presente un livello UE del 30%". Nel dicembre 2015 il Parlamento europeo ha invitato la Commissione a valutare la fattibilità di un obiettivo di efficienza energetica del 40% per lo stesso termine. È pertanto opportuno rivedere e modificare di conseguenza la direttiva per adeguarla all'orizzonte 2030.

3)  Il Consiglio europeo dell'ottobre 2014 ha stabilito un obiettivo di efficienza energetica del 27% da raggiungere nel 2030 e da riesaminare entro il 2020 "tenendo presente un livello UE del 30%". Nel giugno 2016 il Parlamento europeo ha invitato la Commissione a fissare un obiettivo vincolante di efficienza energetica del 40% da raggiungere nel 2030, che rifletterà anche il livello del potenziale di efficienza energetica a costi vantaggiosi. È pertanto opportuno rivedere e modificare di conseguenza la direttiva per adeguarla all'orizzonte 2030.

Emendamento    4

Proposta di direttiva

Considerando 3 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

3 bis)  La considerevole eccedenza di quote nel sistema europeo per lo scambio di quote di emissioni (EU ETS), dovuta alla recessione economica, all'afflusso di crediti internazionali di carbonio e all'eccessiva assegnazione di quote, si è tradotta in un prezzo debole per le quote ETS. Poiché non si prevede, nel prossimo futuro, un incremento del prezzo del carbonio a un livello che possa incentivare in maniera sufficiente un miglioramento in termini di risparmio energetico ed energie rinnovabili, è necessario mantenere misure specifiche e un quadro di lungo termine stabile a livello dell'Unione per gli investimenti destinati al risparmio energetico.

Emendamento    5

Proposta di direttiva

Considerando 4

Testo della Commissione

Emendamento

4)  Non sono stabiliti obiettivi vincolanti a livello nazionale per il 2030. Occorre esplicitare sotto forma di obiettivo vincolante del 30% la necessità che l'Unione consegua gli obiettivi di efficienza energetica, espressi in consumo di energia primaria e finale, nel 2020 e nel 2030. Tale chiarimento a livello di Unione dovrebbe lasciare invariata la facoltà degli Stati membri di fissare i contributi nazionali in base al consumo di energia primaria o finale, al risparmio di energia primaria o finale, oppure all'intensità energetica. Gli Stati membri dovrebbero fissare i contributi nazionali indicativi di efficienza energetica tenendo conto del fatto che nel 2030 il consumo energetico dell'Unione non deve superare 1 321 Mtoe di energia primaria e 987 Mtoe di energia finale. Ne consegue che nell'Unione il consumo di energia primaria dovrebbe essere ridotto del 23% e il consumo di energia finale del 17% rispetto ai livelli del 2005. Una valutazione regolare dei progressi verso il raggiungimento dell'obiettivo unionale per il 2030 è necessaria ed è prevista nella proposta legislativa sulla governance dell'Unione dell'energia.

4)  Dovrebbero essere stabiliti obiettivi vincolanti a livello sia nazionale che dell'Unione per il 2030. La necessità che l'Unione consegua gli obiettivi di efficienza energetica, espressi in consumo di energia primaria e finale, nel 2020 e nel 2030 dovrebbe essere esplicitata con un obiettivo vincolante di efficienza energetica del 40%. Inoltre, gli Stati membri dovrebbero sviluppare piani nazionali per l'energia, comprendenti obiettivi nazionali vincolanti, elaborati in conformità del regolamento (UE) XX/20XX [Governance dell'Unione dell'energia]. Il chiarimento a livello di Unione dovrebbe lasciare invariata la facoltà degli Stati membri di fissare gli obiettivi nazionali in base al consumo di energia primaria o finale, al risparmio di energia primaria o finale, oppure all'intensità energetica. Gli Stati membri dovrebbero fissare gli obiettivi nazionali vincolanti di efficienza energetica tenendo conto del fatto che nel 2030 il consumo energetico dell'Unione non deve superare 1 132 Mtoe di energia primaria e 849 Mtoe di energia finale. Ne consegue che nell'Unione il consumo di energia primaria dovrebbe essere ridotto del 34% e il consumo di energia finale del 31% rispetto ai livelli del 2005. Una valutazione regolare dei progressi verso il raggiungimento dell'obiettivo unionale per il 2030 è necessaria ed è prevista nella proposta legislativa sulla governance dell'Unione dell'energia.

Emendamento    6

Proposta di direttiva

Considerando 6

Testo della Commissione

Emendamento

6)  In considerazione del quadro per il clima e l'energia per il 2030, l'obbligo di risparmio energetico dovrebbe essere esteso oltre il 2020. Prolungando il periodo di impegno oltre il 2020 si creerebbe una maggiore stabilità per gli investitori e si stimolerebbero così gli investimenti e le misure di efficienza energetica a lungo termine, come la ristrutturazione degli edifici.

6)  In considerazione degli obiettivi di decarbonizzazione stabiliti dall'accordo di Parigi e del quadro per il clima e l'energia per il 2030 nonché degli obiettivi dell'Unione in materia di clima e di energia per il 2050, l'obbligo di risparmio energetico dovrebbe essere esteso oltre il 2020. Prolungando il periodo di impegno con una visione a lungo termine e misure politiche ad essa associate oltre il 2020 si creerebbe una maggiore stabilità per gli investitori e si stimolerebbero così gli investimenti e le misure di efficienza energetica a lungo termine, come la ristrutturazione degli edifici e la transizione verso "edifici a energia quasi zero". La cooperazione con il settore privato è importante per valutare su quali basi è possibile mobilitare gli investimenti privati per i progetti di efficienza energetica.

Emendamento    7

Proposta di direttiva

Considerando 6 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

6 bis)  I miglioramenti dell'efficienza energetica hanno un impatto positivo anche sulla qualità dell'aria, poiché la maggiore efficienza energetica degli edifici riduce la domanda di combustibili per il riscaldamento, specialmente di combustibili solidi. Pertanto, le misure di efficienza energetica contribuiscono a migliorare la qualità dell'aria esterna e interna e concorrono al conseguimento, in maniera efficiente in termini di costi, degli obiettivi della politica dell'Unione sulla qualità dell'aria, come sanciti in particolare dalla direttiva (UE) 2016/2284 (la "direttiva sulla qualità dell'aria")1bis. La riduzione della domanda di energia negli edifici dovrebbe essere considerata un elemento della politica generale sulla qualità dell'aria, in particolare negli Stati membri in cui il rispetto dei limiti fissati dall'Unione sulle emissioni di inquinanti atmosferici risulta problematico e in cui l'efficienza energetica potrebbe contribuire al raggiungimento di tali obiettivi.

 

__________________

 

1 bis Direttiva (UE) 2016/2284 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 dicembre 2016, concernente la riduzione delle emissioni nazionali di determinati inquinanti atmosferici, che modifica la direttiva 2003/35/CE e abroga la direttiva 2001/81/CE (GU L 344 del 17.12.2016, pagg. 1-31).

Emendamento    8

Proposta di direttiva

Considerando 8

Testo della Commissione

Emendamento

8)  Le misure di efficienza energetica a lungo termine continueranno a produrre risparmi dopo il 2020, ma ai fini del prossimo obiettivo di efficienza energetica dell'Unione per il 2030 esse dovrebbero generare nuovi risparmi dopo il 2020. D'altro canto, i risparmi di energia realizzati dopo il 31 dicembre 2020 non possono essere considerati nel calcolo del volume di risparmi cumulativi prescritto per il periodo compreso tra il 1º gennaio 2014 e il 31 dicembre 2020.

8)  Le misure di efficienza energetica a lungo termine continueranno a produrre risparmi dopo il 2020, ma ai fini del prossimo obiettivo di efficienza energetica dell'Unione per il 2030 e degli obiettivi in materia di clima e di energia per il 2050 in linea con l'accordo di Parigi, esse dovrebbero generare nuovi risparmi dopo il 2020. D'altro canto, i risparmi di energia realizzati dopo il 31 dicembre 2020 non possono essere considerati nel calcolo del volume di risparmi cumulativi prescritto per il periodo compreso tra il 1º gennaio 2014 e il 31 dicembre 2020.

Emendamento    9

Proposta di direttiva

Considerando 10

Testo della Commissione

Emendamento

10)  I risparmi energetici derivanti dall'attuazione della legislazione dell'Unione non possono essere dichiarati, a meno che la misura in questione vada oltre il minimo richiesto dalla normativa dell'Unione in questione, stabilendo requisiti più ambiziosi di efficienza energetica a livello nazionale o aumentando la diffusione della misura stessa. Riconoscendo che la ristrutturazione degli edifici contribuisce in modo determinante e duraturo ad aumentare i risparmi energetici, è opportuno chiarire che è possibile dichiarare tutti i risparmi energetici derivanti da misure di promozione della ristrutturazione di edifici esistenti se aggiuntivi rispetto a quelli che si sarebbero ottenuti in assenza della misura politica e se gli Stati membri dimostrano che la parte obbligata, partecipante o incaricata ha effettivamente contribuito ai risparmi dichiarati per la misura in questione.

10)  I risparmi energetici derivanti dall'attuazione della legislazione dell'Unione possono essere dichiarati solo se derivano dalle nuove misure politiche, siano esse state introdotte dopo il 31 dicembre 2020 o prima di tale data, purché si possa dimostrare che dette misure si traducono in nuove azioni individuali intraprese dopo il 31 dicembre 2020, che comportano nuovi risparmi e che vadano oltre il minimo richiesto dalla normativa dell'Unione in questione, stabilendo requisiti più ambiziosi di efficienza energetica a livello nazionale o aumentando la diffusione della misura stessa. Gli edifici rappresentano grandi potenzialità per un ulteriore aumento dell'efficienza energetica e la ristrutturazione degli edifici contribuisce in modo determinante e duraturo ad aumentare i risparmi energetici. Tale ristrutturazione deve essere effettuata più celermente dato il periodo relativamente breve che resta per rinnovare l'attuale parco immobiliare. È opportuno chiarire che è possibile dichiarare tutti i risparmi energetici derivanti da misure di promozione della ristrutturazione di edifici esistenti se aggiuntivi rispetto a quelli che si sarebbero ottenuti in assenza della misura politica e se gli Stati membri dimostrano che la parte obbligata, partecipante o incaricata ha effettivamente contribuito ai risparmi dichiarati per la misura in questione.

Emendamento    10

Proposta di direttiva

Considerando 10 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

10 bis)  Una gestione efficace dell'acqua può contribuire notevolmente al risparmio energetico. Il settore idrico impiega quasi il 3,5 % dell'elettricità nell’Unione1 bis. Il trattamento e il trasporto dell'acqua mediante sistemi di pompa e pressione alimentati da motori elettrici consumano molta energia. La domanda d'acqua dovrebbe aumentare del 25 % entro il 2040 principalmente nelle città. Allo stesso tempo, le perdite d'acqua rappresentano il 24 % della quantità totale d'acqua consumata in Europa, sprecando sia energia che acqua. Di conseguenza, tutte le misure intese a una gestione più efficiente e a una riduzione del consumo di acqua contribuirebbero al conseguimento dell'obiettivo di efficienza energetica dell'Unione.

 

_______________

 

1 bis World Energy Outlook 2016, Agenzia internazionale per l'energia, 2016.

Emendamento    11

Proposta di direttiva

Considerando 10 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

10 ter)  Il settore dell'industria è il principale consumatore di acqua in Europa con un quota dei consumi del 44 %1 bis. Il ricorso a tecnologie e procedure intelligenti di gestione dell'acqua può portare a notevoli risparmi di acqua, rafforzando al contempo la competitività delle imprese. Lo stesso vale per le città in cui l'acqua incide dal 30 al 50 % sulle bollette per l'energia elettrica dei comuni.

 

________________

 

1 bis Documento di lavoro dei servizi della Commissione, Agricoltura e gestione sostenibile delle risorse idriche nell'UE, 28 aprile 2017.

Emendamento    12

Proposta di direttiva

Considerando 12

Testo della Commissione

Emendamento

12)  Il miglioramento dell'efficienza energetica degli edifici dovrebbe andare a particolare vantaggio dei consumatori in condizioni di precarietà energetica. Gli Stati membri possono già esigere che le parti obbligate includano obiettivi sociali nelle misure di risparmio energetico, in relazione alla precarietà energetica; tale possibilità dovrebbe ora essere estesa alle misure alternative e trasformata in obbligo, lasciando tuttavia agli Stati membri la massima flessibilità quanto all'entità, alla portata e al contenuto delle misure Ai sensi dell'articolo 9 del trattato, le politiche di efficienza energetica dell'Unione devono essere inclusive e pertanto anche assicurare che le misure di efficienza energetica siano accessibili ai consumatori in condizioni di precarietà energetica.

12)  Dovrebbe essere garantito che il miglioramento dell'efficienza energetica degli edifici vada a particolare vantaggio dei consumatori a basso reddito a rischio di precarietà energetica. Gli Stati membri possono già esigere che le parti obbligate includano obiettivi sociali nelle misure di risparmio energetico, in relazione alla precarietà energetica; tale possibilità dovrebbe ora essere estesa alle misure alternative, rafforzandola in modo da esigere che una loro quota significativa sia attuata in via prioritaria, e trasformata in obbligo, lasciando tuttavia agli Stati membri la massima flessibilità quanto all'entità, alla portata e al contenuto delle misure. Ai sensi dell'articolo 9 del trattato, le politiche di efficienza energetica dell'Unione devono essere inclusive e pertanto anche assicurare che le misure di efficienza energetica siano accessibili ai consumatori in condizioni di precarietà energetica. A tal fine è opportuno definire adeguatamente la precarietà energetica, monitorare l'attuazione delle misure da parte degli Stati membri e dotare i regimi degli appropriati strumenti finanziari.

Emendamento    13

Proposta di direttiva

Considerando 12 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

12 bis)  Con oltre 50 milioni di famiglie nell'Unione colpite dalla precarietà energetica, le misure di efficienza energetica devono essere al centro di ogni strategia efficace in termini di costi intesa ad affrontare la precarietà energetica e la vulnerabilità dei consumatori e devono essere complementari alle politiche di sicurezza sociale a livello di Stato membro.

Motivazione

Le misure di efficienza energetica devono essere rivolte a quanti rischiano la precarietà energetica e non dispongono dei mezzi per fare gli investimenti necessari. Gli investimenti a favore delle famiglie a rischio di precarietà energetica apporteranno invece benefici significativi a tali famiglie e alla società in generale.

Emendamento    14

Proposta di direttiva

Considerando 12 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

12 ter)  Tutti i consumatori dovrebbero poter trarre i massimi vantaggi dalle misure di efficienza energetica che attuano, considerando anche che tutti i costi, i tempi di ammortamento e i benefici sono completamente trasparenti.

Emendamento    15

Proposta di direttiva

Considerando 12 quater (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

12 quater)  Il parco immobiliare dell'Unione dovrà essere composto da "edifici a energia quasi zero" entro il 2050, in linea con gli obiettivi della COP21 (accordo di Parigi). Gli attuali tassi di ristrutturazione degli edifici sono insufficienti e gli edifici appartenenti a cittadini a basso reddito a rischio di precarietà energetica, o da essi abitati, sono i più difficili da raggiungere. Le misure di cui agli articoli 7, 7 bis e 7 ter sono pertanto di particolare importanza.

Motivazione

Le misure di efficienza energetica devono essere rivolte a quanti rischiano la precarietà energetica e non dispongono dei mezzi per fare gli investimenti necessari. Gli investimenti a favore delle famiglie a rischio di precarietà energetica apporteranno invece benefici significativi a tali famiglie e alla società in generale.

Emendamento    16

Proposta di direttiva

Considerando 13

Testo della Commissione

Emendamento

13)  L'energia generata sugli o negli edifici per mezzo di tecnologie delle energie rinnovabili riduce l'approvvigionamento di energia da fonti fossili. La diminuzione del consumo energetico e l'utilizzo di energia da fonti rinnovabili nel settore dell'edilizia costituiscono misure importanti per ridurre la dipendenza energetica dell'Unione e le emissioni di gas a effetto serra, in particolare alla luce degli ambiziosi obiettivi in materia di clima ed energia che l'Unione si è data per il 2030, nonché dell'impegno mondiale assunto a Parigi, nel dicembre 2015, alla conferenza delle parti della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP 21). Per ottemperare all'obbligo di risparmio energetico, gli Stati membri dovrebbero quindi poter tenere conto di una determinata quantità di energia rinnovabile generata dai consumatori sugli o negli edifici per uso proprio. A tal fine gli Stati membri dovrebbero poter utilizzare i metodi di calcolo stabiliti a norma della direttiva 2010/31/UE.

13)  L'energia generata sugli o negli edifici per mezzo di tecnologie delle energie rinnovabili riduce l'approvvigionamento di energia da fonti fossili. La diminuzione del consumo energetico e l'utilizzo di energia da fonti rinnovabili nel settore dell'edilizia costituiscono misure importanti per ridurre la dipendenza energetica dell'Unione e le emissioni di gas a effetto serra, in particolare alla luce degli ambiziosi obiettivi in materia di clima ed energia che l'Unione si è data per il 2030, nonché dell'impegno mondiale assunto a Parigi, nel dicembre 2015, alla conferenza delle parti della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP 21), obiettivo che prevede che l'incremento della temperatura media globale dovrebbe essere contenuto ben al di sotto dei 2°C e che occorre adoperarsi per limitare tale incremento a 1,5°C. Gli Stati membri dovrebbero quindi adottare strategie di ristrutturazione ambiziose e a lungo termine in conformità dell'articolo 2 bis della direttiva 2010/31/UE in vigore, con l'obiettivo di realizzare un parco edifici a energia quasi zero altamente efficiente entro il 2050 e di soddisfare il restante fabbisogno di energia con le fonti rinnovabili.

Emendamento    17

Proposta di direttiva

Considerando 14

Testo della Commissione

Emendamento

14)  Tra le misure delineate nella comunicazione della Commissione sul "new deal" per i consumatori di energia, nel contesto dell'Unione dell'energia e della strategia in materia di riscaldamento e raffreddamento, vi è il rafforzamento del diritto minimo dei consumatori di disporre tempestivamente di informazioni chiare sul proprio consumo di energia. Gli articoli da 9 a 11 e l'allegato VII della direttiva 2012/27/UE dovrebbero pertanto modificati per fornire informazioni dettagliate e frequenti sul consumo di energia. È inoltre opportuno precisare che i diritti di fatturazione e di informazione sulla fatturazione valgono per i consumatori di riscaldamento, raffreddamento o acqua calda riforniti da una fonte centrale anche nel caso in cui non abbiano un rapporto contrattuale individuale diretto con il fornitore di energia. Pertanto, ai fini di tali disposizioni, con il termine "utente finale" si dovrebbero intendere sia i clienti finali che acquistano riscaldamento, raffreddamento o acqua calda per uso proprio, sia gli occupanti delle unità individuali di condomini o edifici polifunzionali alimentate da una fonte centrale. Il termine "misurazione divisionale" dovrebbe riferirsi alla misurazione del consumo nelle singole unità di tali edifici. Entro il 1° gennaio 2020 è auspicabile che i contatori di calore e i contabilizzatori di calore di nuova installazione siano leggibili a distanza affinché i consumatori dispongano, con frequenza e a costi convenienti, di informazioni sui consumi. Il nuovo articolo 9 bis dovrebbe applicarsi solo al riscaldamento, al raffreddamento e all'acqua calda forniti da una fonte centrale.

14)  Tra le misure delineate nella comunicazione della Commissione sul "new deal" per i consumatori di energia, nel contesto dell'Unione dell'energia e della strategia in materia di riscaldamento e raffreddamento, vi è il rafforzamento del diritto minimo dei consumatori di disporre tempestivamente di informazioni chiare sul proprio consumo di energia. Al fine di ottimizzare l'uso dell'energia da parte dei consumatori, gli articoli da 9 a 11 e l'allegato VII della direttiva 2012/27/UE dovrebbero essere modificati per fornire informazioni dettagliate e frequenti e riscontri sul consumo di energia, quando ciò sia tecnicamente fattibile ed efficiente in termini di costi in considerazione dei dispositivi di misurazione installati. È inoltre opportuno precisare che i diritti di fatturazione e di informazione sulla fatturazione o sul consumo valgono per i consumatori di riscaldamento, raffreddamento o acqua calda riforniti da una fonte centrale anche nel caso in cui non abbiano un rapporto contrattuale individuale diretto con il fornitore di energia. La definizione del termine "cliente finale" deve essere intesa come comprendente solo le persone fisiche o giuridiche che acquistano energia sulla base di un contratto individuale diretto con un fornitore di energia. Il termine "utente finale" si dovrebbe intendere come facente riferimento a un gruppo più ampio di consumatori. Con il termine "utente finale" si dovrebbero intendere, oltre ai clienti finali che acquistano riscaldamento, raffreddamento o acqua calda per uso proprio, anche gli occupanti delle unità individuali di condomini o edifici polifunzionali alimentate da una fonte centrale nel caso in cui gli occupanti non abbiano un contratto diretto o individuale con il fornitore di energia. Entro il 1° gennaio 2020 è auspicabile che i contatori di calore e i contabilizzatori di calore di nuova installazione siano leggibili a distanza affinché i consumatori dispongano, con frequenza e a costi convenienti, di informazioni sui consumi. Il nuovo articolo 9 bis dovrebbe applicarsi solo al riscaldamento, al raffreddamento e all'acqua calda forniti da una fonte centrale. Gli Stati membri dovrebbero avere la facoltà di decidere il modo migliore di configurare le disposizioni particolareggiate volte a fornire informazioni frequenti e migliorate sui consumi di energia degli occupanti che vivono in singole unità di edifici composti da più appartamenti o multifunzionali e che sono approvvigionati di riscaldamento, raffreddamento o acqua calda da una fonte centrale. Il termine "misurazione divisionale" dovrebbe riferirsi alla misurazione del consumo nelle singole unità di tali edifici. L'efficacia in termini di costi della misurazione divisionale dipende dalla proporzionalità dei relativi costi in relazione ai risparmi energetici potenziali.

Emendamento    18

Proposta di direttiva

Considerando 14 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

14 bis)  Dati tali nuovi requisiti, gli Stati membri dovrebbero tener conto del fatto che l'innovazione e le nuove tecnologie esigono maggiori investimenti nell'istruzione e nelle competenze che sono necessarie per la riuscita attuazione di tali tecnologie e per consentire ai cittadini così come alle imprese di contribuire al conseguimento degli obiettivi di efficienza energetica fissati dalla Commissione o dagli Stati membri.

Emendamento    19

Proposta di direttiva

Considerando 15

Testo della Commissione

Emendamento

15)  Alcune disposizioni dell'articolo 15 della direttiva 2012/27/UE, relativo alla trasformazione, alla trasmissione e alla distribuzione dell'energia dovrebbero essere abrogate. In esito al riesame dell'acquis nel settore dell'energia gli obblighi in capo agli Stati membri a titolo dei vari atti connessi all'energia possono risultare articolati in modo diverso. Ciò non dovrebbe pregiudicare l'obbligo degli Stati membri di rispettare le prescrizioni sostanziali della direttiva 2012/27/UE che potrebbero essere reintrodotte, in toto o in parte, in altri atti.

15)  Alcune disposizioni dell'articolo 15 della direttiva 2012/27/UE, relativo alla trasformazione, alla trasmissione e alla distribuzione dell'energia dovrebbero essere allineate alle pertinenti disposizioni sul mercato dell'energia elettrica. In esito al riesame dell'acquis nel settore dell'energia gli obblighi in capo agli Stati membri a titolo dei vari atti connessi all'energia possono risultare articolati in modo diverso. Ciò non dovrebbe pregiudicare l'obbligo degli Stati membri di rispettare le prescrizioni sostanziali della direttiva 2012/27/UE.

Emendamento    20

Proposta di direttiva

Considerando 18

Testo della Commissione

Emendamento

18)  Per poter valutare l'efficacia della direttiva 2012/27/UE dovrebbe essere introdotto l'obbligo di un riesame generale della direttiva e di una relazione da presentare al Parlamento europeo e al Consiglio entro il 28 febbraio 2024.

18)  Il diritto in materia di energia e quello in materia di clima sono complementari e dovrebbero rafforzarsi reciprocamente. Pertanto, nel quadro degli obblighi assunti in virtù dell'accordo di Parigi, entro sei mesi dal bilancio mondiale dell'UNFCCC del 2023 e in linea con il processo di revisione del regolamento sulla governance [ ], la Commissione dovrebbe effettuare un riesame generale della direttiva 2012/27/UE e presentare una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio in cui valuta l'efficacia generale della direttiva 2012/7/UE e la necessità di adeguare la politica dell'Unione in materia di efficienza energetica in funzione degli obiettivi dell'accordo di Parigi. Tale revisione e tale relazione dovrebbero essere effettuate in occasione di ogni successivo bilancio mondiale.

Emendamento    21

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 1

Direttiva 2012/27/UE

Articolo 1 – paragrafo 1

 

Testo della Commissione

Emendamento

"1.  La presente direttiva stabilisce un quadro comune di misure per promuovere l'efficienza energetica nell'Unione al fine di garantire il conseguimento degli obiettivi principali di efficienza energetica dell'Unione, del 20% per il 2020 e del 30% vincolante per il 2030, e getta le basi per ulteriori miglioramenti dell'efficienza energetica al di là di tali scadenze. Essa stabilisce norme atte a rimuovere gli ostacoli sul mercato dell'energia e a superare le carenze del mercato che frenano l'efficienza nella fornitura e nell'uso dell'energia e prevede la fissazione di obiettivi e contributi nazionali indicativi in materia di efficienza energetica per il 2020 e il 2030.";

"1.  La presente direttiva stabilisce un quadro comune di misure per promuovere l'efficienza energetica nell'Unione al fine di garantire il conseguimento degli obiettivi principali di efficienza energetica dell'Unione, del 20% per il 2020 e del 40% vincolante per il 2030, e getta le basi per ulteriori miglioramenti dell'efficienza energetica al di là di tali scadenze, in linea con gli obiettivi e gli impegni a lungo termine in materia di energia precedentemente assunti nel quadro dell'Unione dell'energia e con l'obiettivo globale per il clima a norma dell'accordo di Parigi. Essa stabilisce norme atte a rimuovere gli ostacoli sul mercato dell'energia e a superare le carenze del mercato che frenano l'efficienza nella fornitura e nell'uso dell'energia e si collega al principio dell'Unione che pone l'efficienza energetica al primo posto, con molteplici vantaggi per il clima, i cittadini e le imprese dell'Unione. Inoltre la direttiva prevede la fissazione di obiettivi nazionali in materia di efficienza energetica per il 2020 e di contributi e obiettivi nazionali vincolanti in materia di efficienza energetica per il 2030.

 

Per mobilitare i finanziamenti privati per le misure di efficienza energetica e le ristrutturazioni energetiche, la Commissione avvia un dialogo con gli istituti finanziari pubblici e privati al fine di individuare possibili meccanismi politici. Date le grandi potenzialità di miglioramento dell'efficienza energetica nel settore immobiliare, gli investimenti in tale ambito sono presi in particolare considerazione, concentrandosi in primo luogo sugli edifici residenziali abitati da famiglie a basso reddito a rischio di precarietà energetica. Inoltre, al fine di rendere gli investimenti nei progetti di efficienza energetica più interessanti e fattibili dal punto di vista finanziario per gli investitori, la Commissione valuta le opzioni per integrare i progetti di piccole dimensioni in quelli più grandi. La Commissione fornisce orientamenti agli Stati membri su come mobilitare gli investimenti privati entro e non oltre il 1° gennaio 2019.";

Emendamento    22

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 1 bis (nuovo)

Direttiva 2012/27/UE

Articolo 2 – paragrafo 1 – punto 8 bis (nuovo)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

1 bis)  all'articolo 2 è aggiunto un nuovo punto 8 bis:

 

"8 bis)   «autorità pubblica», ogni governo o altra pubblica amministrazione a livello nazionale, regionale o locale, compresi gli ospedali e le strutture sanitarie, nonché gli edifici scolastici e gli alloggi sociali;";

Emendamento  23

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 2

Direttiva 2012/27/UE

Articolo 3

 

Testo della Commissione

Emendamento

Articolo 3

Articolo 3

Obiettivi di efficienza energetica

Obiettivi di efficienza energetica

1.   Ciascuno Stato membro stabilisce un obiettivo nazionale indicativo di efficienza energetica per il 2020, basato sul consumo di energia primaria o finale, sul risparmio di energia primaria o finale o sull'intensità energetica. Gli Stati membri notificano tali obiettivi alla Commissione conformemente all'articolo 24, paragrafo 1, e all'allegato XIV, parte 1. All'atto della notifica gli Stati membri esprimono tali obiettivi anche sotto forma di livello assoluto di consumo di energia primaria e di consumo di energia finale nel 2020 e precisano come, e in base a quali dati, sono stati effettuati i calcoli.

1.   Ciascuno Stato membro stabilisce un obiettivo nazionale indicativo di efficienza energetica per il 2020 e un obiettivo nazionale vincolante per il 2030, basato sul consumo di energia primaria o finale, sul risparmio di energia primaria o finale o sull'intensità energetica. Gli Stati membri notificano tali obiettivi alla Commissione conformemente all'articolo 24, paragrafo 1, e all'allegato XIV, parte 1. All'atto della notifica gli Stati membri esprimono tali obiettivi anche sotto forma di livello assoluto di consumo di energia primaria e di consumo di energia finale nel 2020 e precisano come, e in base a quali dati, sono stati effettuati i calcoli.

Nel definire gli obiettivi gli Stati membri tengono conto:

Nel definire gli obiettivi gli Stati membri tengono conto:

a)  del fatto che nel 2020 il consumo energetico dell'Unione non deve essere superiore a 1 483 Mtoe di energia primaria e non superiore a 1 086 Mtoe di energia finale;

a)  del fatto che nel 2020 il consumo energetico dell'Unione non deve essere superiore a 1 483 Mtoe di energia primaria e non superiore a 1 086 Mtoe di energia finale;

b)  delle misure previste dalla presente direttiva;

b)  delle misure previste dalla presente direttiva;

c)  delle misure adottate per raggiungere gli obiettivi nazionali di risparmio energetico a norma dell'articolo 4, paragrafo 1, della direttiva 2006/32/CE; e

c)  delle misure adottate per raggiungere gli obiettivi nazionali di risparmio energetico a norma dell'articolo 4, paragrafo 1, della direttiva 2006/32/CE; e

d)  di altre misure intese a promuovere l'efficienza energetica negli Stati membri e a livello di Unione.

d)  di altre misure intese a promuovere l'efficienza energetica negli Stati membri e a livello di Unione.

Nel definire tali obiettivi gli Stati membri possono tenere conto anche delle circostanze nazionali che incidono sul consumo di energia primaria, quali:

Nel definire tali obiettivi gli Stati membri possono tenere conto anche delle circostanze nazionali che incidono sul consumo di energia primaria, quali:

a)  le rimanenti possibilità di risparmi energetici efficienti in termini di costi;

a)  le rimanenti possibilità di risparmi energetici efficienti in termini di costi;

b)  l'evoluzione e la previsione del PIL;

b)  l'evoluzione e la previsione del PIL;

c)  le variazioni nelle importazioni ed esportazioni di energia;

c)  le variazioni nelle importazioni ed esportazioni di energia;

 

c bis)  gli sviluppi tecnologici che possono migliorare la fattibilità degli obiettivi;

d)  lo sviluppo di tutte le fonti di energie rinnovabili, l'energia nucleare, la cattura e lo stoccaggio del carbonio; e

d)  lo sviluppo di tutte le fonti di energie rinnovabili, l'energia nucleare, la cattura e lo stoccaggio del carbonio; e

 

d bis)  l'accordo di Parigi del dicembre 2015, che impone all'Unione e agli Stati membri di limitare l'aumento della temperatura media globale ben al di sotto di 2°C e, di preferenza, a non oltre 1,5°C; e

 

d ter)  gli obiettivi dell'Unione in materia di clima e di energia per il 2050;

e)  le azioni intraprese in fasi precoci.

e)  le azioni intraprese in fasi precoci.

2. Entro il 30 giugno 2014, la Commissione valuta i progressi compiuti e se l'Unione sia in grado di raggiungere un consumo energetico non superiore a 1 483 Mtoe di energia primaria e non superiore a 1 086 Mtoe di energia finale entro il 2020.

2. Entro il 30 giugno 2014, la Commissione valuta i progressi compiuti e se l'Unione sia in grado di raggiungere un consumo energetico non superiore a 1 483 Mtoe di energia primaria e non superiore a 1 086 Mtoe di energia finale entro il 2020.

3. Nell'effettuare il riesame di cui al paragrafo 2 la Commissione:

3. Nell'effettuare il riesame di cui al paragrafo 2 la Commissione:

a)  fa la somma degli obiettivi nazionali indicativi di efficienza energetica comunicati dagli Stati membri;

a)  fa la somma degli obiettivi nazionali di efficienza energetica comunicati dagli Stati membri;

b)  valuta se la somma di tali obiettivi può essere considerata un indicatore affidabile per stabilire se l'Unione nel suo insieme sia sulla buona strada, tenendo conto dell'esame della prima relazione annuale conformemente all'articolo 24, paragrafo 1, e della valutazione dei piani d'azione nazionali per l'efficienza energetica conformemente all'articolo 24, paragrafo 2.

b)  valuta se la somma di tali obiettivi può essere considerata un indicatore affidabile e realistico basato su criteri obiettivi e non discriminatori per stabilire se l'Unione nel suo insieme sia sulla buona strada, tenendo conto dell'esame della prima relazione annuale conformemente all'articolo 24, paragrafo 1, e della valutazione dei piani d'azione nazionali per l'efficienza energetica conformemente all'articolo 24, paragrafo 2.

c)  tiene conto dell'analisi complementare risultante:

c)  tiene conto dell'analisi complementare risultante:

i)  dalla valutazione dei progressi in materia di consumo energetico e di consumo energetico in relazione all'attività economica a livello di Unione, compresi i progressi nell'efficienza della fornitura di energia negli Stati membri che hanno basato i rispettivi obiettivi nazionali indicativi sul consumo di energia finale o sul risparmio di energia finale, compresi i progressi derivanti dal rispetto, da parte di tali Stati membri, del capo III della presente direttiva;

i)  dalla valutazione dei progressi in materia di consumo energetico e di consumo energetico in relazione all'attività economica a livello di Unione, compresi i progressi nell'efficienza della fornitura di energia negli Stati membri che hanno basato i rispettivi obiettivi nazionali indicativi sul consumo di energia finale o sul risparmio di energia finale, compresi i progressi derivanti dal rispetto, da parte di tali Stati membri, del capo III della presente direttiva;

ii)  dai risultati degli esercizi di modellizzazione in relazione a future tendenze del consumo energetico a livello di Unione;

ii)  dai risultati degli esercizi di modellizzazione in relazione a future tendenze del consumo energetico a livello di Unione;

d)   confronta i risultati di cui alle lettere da a) a c) con l'entità del consumo energetico che sarebbe necessario per raggiungere un consumo energetico non superiore a 1 483 Mtoe di energia primaria e non superiore a 1 086 Mtoe di energia finale nel 2020.

d)   confronta i risultati di cui alle lettere da a) a c) con l'entità del consumo energetico che sarebbe necessario per raggiungere un consumo energetico non superiore a 1 483 Mtoe di energia primaria e non superiore a 1 086 Mtoe di energia finale nel 2020.

4. Ogni Stato membro stabilisce i contributi nazionali indicativi di efficienza energetica all'obiettivo dell'Unione per il 2030 di cui all'articolo 1, paragrafo 1, in conformità degli articoli [4] e [6] del regolamento (UE) XX/20XX [Governance dell'Unione dell'energia]. Gli Stati membri stabiliscono i suddetti contributi tenendo conto del fatto che nel 2030 il consumo energetico dell'Unione non deve superare 1 321 Mtoe di energia primaria e 987 Mtoe di energia finale. Gli Stati membri notificano i suddetti contributi alla Commissione nell'ambito dei rispettivi piani nazionali integrati per l'energia e il clima secondo la procedura di cui agli articoli [3] e da [7] a [11] del regolamento (UE) XX/20XX [Governance dell'Unione dell'energia].

4. Ogni Stato membro identifica il potenziale tecnico ed economico dal basso verso l'alto di ulteriori miglioramenti dell'efficienza energetica in ciascun settore, compreso il modo in cui le misure politiche specifiche in tutte le fasi del sistema energetico, dalla fase di fornitura, trasmissione e distribuzione fino all'utilizzo finale dell'energia, permetteranno di conseguire gli obiettivi nazionali di efficienza energetica dell'Unione per il 2030 di cui all'articolo 1, paragrafo 1, in conformità degli articoli [4] e [6] del regolamento (UE) XX/20XX [Governance dell'Unione dell'energia]. Gli Stati membri stabiliscono i suddetti obiettivi tenendo conto del fatto che nel 2030 il consumo energetico dell'Unione non deve superare 1 132 Mtoe di energia primaria e 849 Mtoe di energia finale. Gli Stati membri notificano i propri obiettivi nazionali alla Commissione nell'ambito dei rispettivi piani nazionali integrati per l'energia e il clima secondo la procedura di cui agli articoli [3] e da [7] a [11] del regolamento (UE) XX/20XX [Governance dell'Unione dell'energia]. Gli Stati membri riferiscono alla Commissione su base annua anche in merito ai progressi compiuti verso il conseguimento dei loro obiettivi.

Emendamento    24

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 2 bis (nuovo)

Direttiva 2012/27/UE

Articolo 5

 

Testo in vigore

Emendamento

 

2 bis)  l'articolo 5 è sostituito dal seguente:

"Articolo 5

"Articolo 5

Ruolo esemplare degli edifici degli enti pubblici

Ruolo esemplare degli edifici degli enti pubblici

1.  Fatto salvo l'articolo 7 della direttiva 2010/31/UE, ciascuno Stato membro garantisce che dal 1o gennaio 2014 il 3 % della superficie coperta utile totale degli edifici riscaldati e/o raffreddati di proprietà del proprio governo centrale e da esso occupati sia ristrutturata ogni anno per rispettare almeno i requisiti minimi di prestazione energetica che esso ha stabilito in applicazione dell'articolo 4 della direttiva 2010/31/UE.

1.  Fatto salvo l'articolo 7 della direttiva 2010/31/UE, ciascuno Stato membro garantisce che dal 1o gennaio 2014 il 3 % della superficie coperta utile totale degli edifici riscaldati e/o raffreddati di proprietà del proprio governo centrale e da esso occupati sia ristrutturata ogni anno per rispettare almeno i requisiti minimi di prestazione energetica che esso ha stabilito in applicazione dell'articolo 4 della direttiva 2010/31/UE. A decorrere dal 1° gennaio 2021 il presente paragrafo si applica a tutti gli edifici riscaldati e/o raffreddati di proprietà delle autorità pubbliche tenendo in debita considerazione le rispettive competenze e il loro assetto amministrativo.

La quota del 3 % è calcolata sulla superficie coperta totale degli edifici con una superficie coperta utile totale superiore a 500 m2 di proprietà del governo centrale dello Stato membro interessato e da esso occupati che, al 1o gennaio di ogni anno, non soddisfano i requisiti minimi di prestazione energetica stabiliti in applicazione dell'articolo 4 della direttiva 2010/31/UE. Tale soglia è portata a 250 m2 a partire dal 9 luglio 2015.

La quota del 3 % è calcolata sulla superficie coperta totale degli edifici con una superficie coperta utile totale superiore a 500 m2 di proprietà del governo centrale dello Stato membro interessato e da esso occupati che, al 1o gennaio di ogni anno, non soddisfano i requisiti minimi di prestazione energetica stabiliti in applicazione dell'articolo 4 della direttiva 2010/31/UE. Tale soglia è portata a 250 m2 a partire dal 9 luglio 2015 e si applica agli edifici di proprietà delle autorità pubbliche o da esse occupati a decorrere dal 1° gennaio 2010, tenendo in debita considerazione le rispettive competenze e il loro assetto amministrativo.

Se uno Stato membro estende l'obbligo di ristrutturare ogni anno il 3 % della superficie coperta totale degli edifici alla superficie coperta degli edifici di proprietà di servizi amministrativi o da essi occupati ad un livello inferiore a quello del governo centrale, la quota del 3 % è calcolata sulla superficie coperta totale degli edifici con una superficie coperta utile totale superiore a 500 m2 e, a partire dal 9 luglio 2015, superiore a 250 m2, di proprietà del governo centrale e di detti servizi amministrativi dello Stato membro interessato e da essi occupati che, al 1o gennaio di ogni anno, non soddisfano i requisiti minimi di prestazione energetica stabiliti in applicazione dell'articolo 4 della direttiva 2010/31/UE.

 

Nell'attuare misure per la ristrutturazione globale degli edifici del governo centrale conformemente al primo comma, gli Stati membri possono scegliere di considerare l'edificio come un insieme comprendente l'involucro dell'edificio, le attrezzature, il funzionamento e la manutenzione.

Nell'attuare misure per la ristrutturazione globale degli edifici delle autorità pubbliche conformemente al primo comma, gli Stati membri possono scegliere di considerare l'edificio come un insieme comprendente l'involucro dell'edificio, le attrezzature, il funzionamento e la manutenzione.

Gli Stati membri dispongono che le misure di efficienza energetica siano destinate prioritariamente agli edifici del governo centrale con la più bassa prestazione energetica, laddove ciò è efficiente in termini di costi e tecnicamente possibile.

Gli Stati membri dispongono che le misure di efficienza energetica siano destinate prioritariamente agli edifici delle autorità pubbliche con la più bassa prestazione energetica, laddove ciò è efficiente in termini di costi e tecnicamente possibile.

2.  Gli Stati membri possono decidere di non fissare o di non applicare i requisiti di cui al paragrafo 1 per le seguenti categorie di edifici:

2.  Gli Stati membri possono decidere di non fissare o di non applicare i requisiti di cui al paragrafo 1 per le seguenti categorie di edifici:

a)   edifici ufficialmente protetti in virtù dell'appartenenza a determinate aree ovvero del loro particolare valore architettonico o storico, nella misura in cui il rispetto di determinati requisiti minimi di prestazione energetica modificherebbe in maniera inaccettabile il loro carattere o aspetto;

a)   edifici ufficialmente protetti in virtù dell'appartenenza a determinate aree ovvero del loro particolare valore architettonico o storico, nella misura in cui il rispetto di determinati requisiti minimi di prestazione energetica modificherebbe in maniera inaccettabile il loro carattere o aspetto;

b)   edifici di proprietà delle forze armate o del governo centrale e destinati a scopi di difesa nazionale, ad eccezione degli alloggi individuali o degli edifici adibiti a uffici per le forze armate e altro personale dipendente dalle autorità preposte alla difesa nazionale;

b)   edifici di proprietà delle forze armate o del governo centrale e destinati a scopi di difesa nazionale, ad eccezione degli alloggi individuali o degli edifici adibiti a uffici per le forze armate e altro personale dipendente dalle autorità preposte alla difesa nazionale;

c)   edifici adibiti a luoghi di culto e allo svolgimento di attività religiose.

c)   edifici adibiti a luoghi di culto e allo svolgimento di attività religiose.

3.  Se uno Stato membro ristruttura più del 3 % della superficie coperta totale degli edifici del governo centrale nel corso di un determinato anno, esso può contabilizzare l'eccesso nel tasso annuo di ristrutturazione nel corso di uno dei tre anni precedenti o seguenti.

3.  Se uno Stato membro ristruttura più del 3 % della superficie coperta totale degli edifici delle autorità pubbliche nel corso di un determinato anno, esso può contabilizzare l'eccesso nel tasso annuo di ristrutturazione nel corso di uno dei tre anni precedenti o seguenti.

4.  Gli Stati membri possono contabilizzare nel tasso annuo di ristrutturazione degli edifici del governo centrale gli edifici nuovi occupati e posseduti in sostituzione di edifici specifici del governo centrale demoliti nel corso di uno dei due anni precedenti o gli edifici che sono stati venduti, demoliti o messi in disuso nel corso di uno dei due anni precedenti per via di un uso più intenso di altri edifici.

4.  Gli Stati membri possono contabilizzare nel tasso annuo di ristrutturazione degli edifici delle autorità pubbliche gli edifici nuovi occupati e posseduti in sostituzione di edifici specifici delle autorità pubbliche demoliti nel corso di uno dei due anni precedenti o gli edifici che sono stati venduti, demoliti o messi in disuso nel corso di uno dei due anni precedenti per via di un uso più intenso di altri edifici.

5.  Ai fini del paragrafo 1, entro il 31 dicembre 2013 gli Stati membri stabiliscono e rendono pubblico un inventario degli edifici riscaldati e/o raffreddati del governo centrale con una superficie coperta utile totale superiore a 500 m2 e, a partire dal 9 luglio 2015, superiore a 250 m2, ad eccezione degli edifici esentati a norma del paragrafo 2. L'inventario comprende i seguenti dati:

5.  Ai fini del paragrafo 1, entro il 31 dicembre 2013 gli Stati membri stabiliscono e rendono pubblico un inventario degli edifici riscaldati e/o raffreddati delle autorità pubbliche con una superficie coperta utile totale superiore a 500 m2 e, a partire dal 9 luglio 2015, superiore a 250 m2, ad eccezione degli edifici esentati a norma del paragrafo 2. L'inventario comprende i seguenti dati:

a)   la superficie coperta in m2; e

a)   la superficie coperta in m2; e

b)   la prestazione energetica di ciascun edificio o dati energetici pertinenti.

b)   la prestazione energetica di ciascun edificio;

 

c)   il consumo energetico reale misurato.

6.  Fatto salvo l'articolo 7 della direttiva 2010/31/UE, gli Stati membri possono optare per un approccio alternativo ai paragrafi da 1 a 5 del presente articolo, adottando altre misure efficaci in termini di costi, comprese ristrutturazioni profonde e misure intese a modificare il comportamento degli occupanti, al fine di conseguire entro il 2020 un volume di risparmio energetico negli edifici ammissibili di proprietà del loro governo centrale o da esso occupati almeno equivalente a quello richiesto al paragrafo 1, su cui riferiscono su base annua.

6.  Fatto salvo l'articolo 7 della direttiva 2010/31/UE, gli Stati membri possono optare per un approccio alternativo ai paragrafi da 1 a 5 del presente articolo, adottando altre misure efficaci in termini di costi, comprese ristrutturazioni profonde e misure intese a modificare il comportamento degli occupanti, al fine di conseguire entro il 2030 un volume di risparmio energetico negli edifici ammissibili di proprietà delle loro autorità pubbliche o da esse occupati almeno equivalente a quello richiesto al paragrafo 1, su cui riferiscono su base annua.

Ai fini dell'approccio alternativo gli Stati membri possono stimare il risparmio energetico che sarebbe generato dall'applicazione dei paragrafi da 1 a 4 usando appropriati valori standard per il consumo energetico di edifici di riferimento del governo centrale prima e dopo la ristrutturazione e in base a stime riguardanti la superficie del loro parco immobiliare. Le categorie di riferimento degli edifici del governo centrale sono rappresentative di tale parco immobiliare.

Ai fini dell'approccio alternativo gli Stati membri possono stimare il risparmio energetico che sarebbe generato dall'applicazione dei paragrafi da 1 a 4 usando appropriati valori standard per il consumo energetico di edifici di riferimento delle autorità pubbliche prima e dopo la ristrutturazione e in base a stime riguardanti la superficie del loro parco immobiliare. Le categorie di riferimento degli edifici delle autorità pubbliche sono rappresentative di tale parco immobiliare.

Gli Stati membri che optano per l'approccio alternativo comunicano alla Commissione, entro il 31 dicembre 2013, le misure alternative che intendono adottare e precisano come intendono raggiungere un miglioramento equivalente della prestazione energetica degli edifici del parco immobiliare del governo centrale.

Gli Stati membri che optano per l'approccio alternativo comunicano alla Commissione, entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente direttiva, le misure alternative che intendono adottare e precisano come intendono raggiungere un miglioramento equivalente della prestazione energetica degli edifici del parco immobiliare delle autorità pubbliche.

7.  Tenendo in debito conto le rispettive competenze e l'assetto amministrativo, gli Stati membri incoraggiano gli enti pubblici, anche a livello regionale e locale, e gli organismi di diritto pubblico competenti per l'edilizia sociale, a:

7.  Tenendo in debito conto le rispettive competenze e l'assetto amministrativo, gli Stati membri incoraggiano gli enti pubblici, anche a livello regionale e locale, e gli organismi di diritto pubblico competenti per l'edilizia sociale, a:

a)   adottare un piano di efficienza energetica, autonomo o nel quadro di un piano ambientale più ampio, che contenga obiettivi e azioni specifici di risparmio energetico e di efficienza energetica, nell'intento di conformarsi al ruolo esemplare degli edifici delle amministrazioni centrali di cui ai paragrafi 1, 5 e 6;

a)   adottare un piano di efficienza energetica e una strategia di ristrutturazione a lungo termine per ciascun edificio, autonomi o nel quadro di un piano ambientale più ampio, che contengano obiettivi e azioni specifici di risparmio energetico e di efficienza energetica nonché valutazioni dei costi del ciclo di vita, nell'intento di conformarsi al ruolo esemplare degli edifici delle autorità pubbliche di cui ai paragrafi 1, 5 e 6;

b)   instaurare un sistema di gestione dell'energia, compresi audit energetici, nel quadro dell'attuazione di detto piano;

b)   instaurare un sistema di gestione dell'energia, compresi audit energetici, nel quadro dell'attuazione di detto piano;

c)   ricorrere, se del caso, alle società di servizi energetici e ai contratti di rendimento energetico per finanziare le ristrutturazioni e attuare piani volti a mantenere o migliorare l'efficienza energetica a lungo termine.

c)   ricorrere, se del caso, alle società di servizi energetici e ai contratti di rendimento energetico per finanziare le ristrutturazioni e attuare piani volti a mantenere o migliorare l'efficienza energetica a lungo termine.

 

7 bis.  Gli Stati membri riferiscono sui risparmi energetici annuali derivanti dalle ristrutturazioni, compresa la percentuale di ristrutturazioni profonde, nonché sulla superficie coperta totale ristrutturata, conformemente all'articolo 19 del regolamento sulla governance [ ].";

Emendamento    25

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 3

Direttiva 2012/27/UE

Articolo 7 – titolo e paragrafo 1

 

Testo della Commissione

Emendamento

Obbligo di risparmio energetico

Regimi di sostegno al risparmio energetico

1. Gli Stati membri realizzano cumulativamente risparmi energetici nell'uso finale almeno equivalenti a:

1. Al fine di garantire che gli obiettivi dell'Unione in materia di clima e di energia per il 2050 e gli obiettivi a lungo termine di cui all'accordo di Parigi siano soddisfatti, gli Stati membri realizzano cumulativamente risparmi energetici nell'uso finale almeno equivalenti a:

a)  nuovi risparmi annui dal 1º gennaio 2014 al 31 dicembre 2020 pari all'1,5%, in volume, delle vendite medie annue di energia ai clienti finali, realizzate nel triennio precedente il 1° gennaio 2013;

a)  nuovi risparmi annui dal 1º gennaio 2014 al 31 dicembre 2020 pari all'1,5%, in volume, delle vendite medie annue di energia ai clienti finali, realizzate nel triennio precedente il 1° gennaio 2013;

b)  nuovi risparmi annui dal 1º gennaio 2021 al 31 dicembre 2030 pari all'1,5%, in volume, delle vendite medie annue di energia ai clienti finali, realizzate nel triennio precedente il 1° gennaio 2019;

b)  nuovi risparmi annui dal 1º gennaio 2021 al 31 dicembre 2030 pari all'1,5%, in volume, delle vendite medie annue di energia ai clienti finali, realizzate nel triennio precedente il 1° gennaio 2019;

 

b bis)  nuovi risparmi annui dal 1º gennaio 2031 al 31 dicembre 2040 pari all'1,5 %, in volume, delle vendite medie annue di energia ai clienti finali, realizzate nel triennio precedente il 1° gennaio 2029;

 

b ter)  nuovi risparmi annui dal 1º gennaio 2041 al 31 dicembre 2050 pari all'1,5 %, in volume, delle vendite medie annue di energia ai clienti finali, realizzate nel triennio precedente il 1° gennaio 2039.

 

Qualora i riesami della Commissione ne ravvisino la necessità, gli Stati membri adeguano il rispettivo obbligo di risparmio annuale in base ai seguenti periodi: 2014-2020, 2021-2030, 2031-2040 e 2041-2050.

Emendamento    26

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 3

Direttiva 2012/27/UE

Articolo 7 – paragrafo 1 – comma 2

 

Testo della Commissione

Emendamento

Gli Stati membri continuano a realizzare nuovi risparmi annui dell'1,5% per periodi decennali dopo il 2030, a meno che la Commissione, sulla scorta dei riesami effettuati entro il 2027 e successivamente ogni 10 anni, concluda che non è necessario per conseguire gli obiettivi a lungo termine dell'Unione in materia di energia e di clima per il 2050.

Gli Stati membri continuano a realizzare nuovi risparmi annui dell'1,5 % per i periodi 2031-2040 e 2041-2050, a meno che la Commissione, sulla scorta di riesami basati su criteri obiettivi e non discriminatori fissati dalla Commissione stessa entro il 2027 e successivamente ogni 10 anni, concluda che, per conseguire gli obiettivi a lungo termine dell'Unione in materia di energia e di clima e di decarbonizzazione per il 2050, l'obbligo annuale per i risparmi energetici debba essere adeguato.

Emendamento    27

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 3

Direttiva 2012/27/UE

Articolo 7 – paragrafo 1 – comma 3

 

Testo della Commissione

Emendamento

Ai fini della lettera b), e fatti salvi i paragrafi 2 e 3, gli Stati membri possono contabilizzare soltanto i risparmi energetici derivanti dalle nuove misure politiche introdotte dopo il 31 dicembre 2020 o dalle misure politiche adottate durante il periodo compreso tra il 1º gennaio 2014 e il 31 dicembre 2020 purché sia possibile dimostrare che danno luogo ad azioni individuali intraprese dopo il 31 dicembre 2020 e generano risparmi.

Ai fini della lettera b), e fatti salvi i paragrafi 2 e 3, gli Stati membri possono contabilizzare soltanto i risparmi energetici derivanti dalle nuove misure politiche, a prescindere che siano state introdotte dopo il 31 dicembre 2020 o prima di tale data, purché sia possibile dimostrare che danno luogo a nuove azioni individuali intraprese dopo il 31 dicembre 2020 e generano nuovi risparmi.

Emendamento    28

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 3

Direttiva 2012/27/UE

Articolo 7 – paragrafo 1 – comma 4

 

Testo della Commissione

Emendamento

Le vendite, in volume, dell'energia utilizzata nei trasporti possono essere escluse in toto o in parte da questo calcolo.

Dal 2014 al 2020, le vendite, in volume, dell'energia utilizzata nei trasporti possono essere escluse in toto o in parte da questo calcolo. Dal 2021 in poi, le vendite, in volume, dell'energia utilizzata nei trasporti non possono essere escluse da questo calcolo.

Emendamento    29

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 3

Direttiva 2012/27/UE

Articolo 7 – paragrafo 1 – comma 5

 

Testo della Commissione

Emendamento

Gli Stati membri determinano la ripartizione della quantità calcolata di nuovi risparmi nel corso di ciascun periodo di cui alle lettere a) e b) purché alla fine di ciascun periodo sia realizzato il volume totale di risparmio cumulativo prescritto.

Gli Stati membri determinano la ripartizione della quantità calcolata di nuovi risparmi nel corso di ciascun periodo di cui alle lettere a), b), b bis) e b ter) purché alla fine di ciascun periodo sia realizzato il volume totale di risparmio cumulativo prescritto.

Motivazione

Questa disposizione dovrebbe essere applicata anche per i periodi 2030-2050 per garantire un quadro stabile, necessario per gli investimenti.

Emendamento    30

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 3

Direttiva 2012/27/UE

Articolo 7 – paragrafo 2

 

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Fatto salvo il paragrafo 3, ciascuno Stato membro può:

2.  Fatto salvo il paragrafo 3, ciascuno Stato membro può:

a)  effettuare il calcolo di cui al paragrafo 1, lettera a), usando valori dell'1% nel 2014 e nel 2015, dell'1,25% nel 2016 e 2017, e dell'1,5% nel 2018, 2019 e 2020;

a)  effettuare il calcolo di cui al paragrafo 1, lettera a), usando valori dell'1% nel 2014 e nel 2015, dell'1,25% nel 2016 e 2017, e dell'1,5% nel 2018, 2019 e 2020;

b)  escludere dal calcolo la totalità o una parte delle vendite, in volume, dell'energia utilizzata per le attività industriali elencate all'allegato I della direttiva 2003/87/CE;

 

c)  consentire che nel volume di risparmi energetici prescritto a norma del paragrafo 1 siano contabilizzati i risparmi energetici realizzati nei settori della trasformazione, distribuzione e trasmissione di energia, comprese le infrastrutture di teleriscaldamento e teleraffreddamento efficienti, per effetto dell'attuazione dei requisiti di cui all'articolo 14, paragrafo 4, lettera b), all'articolo 14, paragrafo 5, e all'articolo 15, paragrafi da 1 a 6 e 9;

c)  consentire che nel volume di risparmi energetici prescritto a norma del paragrafo 1 siano contabilizzati i risparmi energetici realizzati nei settori della trasformazione, distribuzione e trasmissione di energia, comprese le infrastrutture di teleriscaldamento e teleraffreddamento efficienti, per effetto dell'attuazione dei requisiti di cui all'articolo 14, paragrafo 4, lettera b), all'articolo 14, paragrafo 5, e all'articolo 15, paragrafi da 1 a 6 e 9;

d)  contabilizzare nel volume di risparmi energetici di cui al paragrafo 1 i risparmi energetici risultanti da azioni individuali la cui attuazione è iniziata a partire dal 31 dicembre 2008, che continuano ad avere un impatto nel 2020 e oltre e che possono essere misurate e verificate. e

 

e)  escludere dal calcolo del risparmio energetico di cui al paragrafo 1 la quantità verificabile di energia generata sugli o negli edifici per uso proprio a seguito di misure politiche che promuovono nuove installazioni di tecnologie delle energie rinnovabili.

 

Emendamento    31

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 3

Direttiva 2012/27/UE

Articolo 7 – paragrafo 3

 

Testo della Commissione

Emendamento

3.  Le opzioni scelte a norma del paragrafo 2 nell'insieme non devono costituire un volume superiore al 25% dei risparmi energetici di cui al paragrafo 1. Gli Stati membri applicano e calcolano separatamente l'effetto delle opzioni scelte per i periodi di cui al paragrafo 1, lettere a) e b):

3.  Le opzioni scelte a norma del paragrafo 2 nell'insieme non devono costituire un volume superiore al 25% dei risparmi energetici di cui al paragrafo 1. Gli Stati membri applicano e calcolano separatamente l'effetto delle opzioni scelte per i periodi di cui al paragrafo 1, lettere a) e b):

a)  per calcolare il volume di risparmi energetici prescritto per il periodo di cui al paragrafo 1, lettera a), gli Stati membri possono avvalersi delle disposizioni di cui al paragrafo 2, lettere a), b), c), e d);

a)  per calcolare il volume di risparmi energetici prescritto per il periodo di cui al paragrafo 1, lettera a), gli Stati membri possono avvalersi delle disposizioni di cui al paragrafo 2, lettere a) e c);

b)  per calcolare il volume di risparmi energetici prescritto per il periodo di cui al paragrafo 1, lettera b), gli Stati membri possono avvalersi delle disposizioni di cui al paragrafo 2, lettere b), c), d) ed e), purché le azioni individuali ai sensi della lettera d) continuino ad avere un impatto verificabile e misurabile dopo il 31 dicembre 2020.

b)  per calcolare il volume di risparmi energetici prescritto per il periodo di cui al paragrafo 1, lettere b), b bis), e b ter), gli Stati membri possono avvalersi delle disposizioni di cui al paragrafo 2, lettera c).

Emendamento    32

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 3

Direttiva 2012/27/UE

Articolo 7 – paragrafo 7

 

Testo della Commissione

Emendamento

7.  Gli Stati membri dimostrano che non si effettua un doppio conteggio dei risparmi energetici nel caso in cui le misure politiche o le azioni individuali producano effetti coincidenti.";

7.  Pur riconoscendo che i miglioramenti dell'efficienza derivanti dall'energia primaria e dall'energia finale sono complementari, gli Stati membri dimostrano che non si effettua un doppio conteggio dei risparmi energetici nel caso in cui le misure politiche o le azioni individuali producano effetti coincidenti.";

Emendamento    33

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 4

Direttiva 2012/27/UE

Articolo 7 bis

 

Testo della Commissione

Emendamento

"Articolo 7 bis

"Articolo 7 bis

Regimi obbligatori di efficienza energetica

Regimi di sostegno all'efficienza energetica

1.  Gli Stati membri che decidono di adempiere agli obblighi di risparmio energetico di cui all'articolo 7, paragrafo 1, istituendo un regime obbligatorio di efficienza energetica provvedono affinché le parti obbligate di cui al paragrafo 2 che operano sui rispettivi territori realizzino cumulativamente, fatte salve le disposizioni dell'articolo 7, paragrafo 2, i risparmi energetici nell'uso finale prescritti all'articolo 7, paragrafo 1.

1.  Gli Stati membri che decidono di adempiere agli obblighi di risparmio energetico di cui all'articolo 7, paragrafo 1, istituendo un regime di sostegno all'efficienza energetica provvedono affinché le parti obbligate di cui al paragrafo 2 che operano sui rispettivi territori realizzino cumulativamente, fatte salve le disposizioni dell'articolo 7, paragrafo 2, i risparmi energetici nell'uso finale prescritti all'articolo 7, paragrafo 1.

2.  Gli Stati membri designano, sulla base di criteri oggettivi e non discriminatori, le parti obbligate tra i distributori di energia e/o le società di vendita di energia al dettaglio che operano sui rispettivi territori e possono includere i distributori di carburante per trasporto o i commercianti al dettaglio di carburante per trasporto che operano sui rispettivi territori. Il volume di risparmi energetici necessario per rispettare l'obbligo è realizzato dalle parti obbligate presso i clienti finali designati dagli Stati membri, indipendentemente dal calcolo effettuato a norma dell'articolo 7, paragrafo 1, oppure, se gli Stati membri decidono in tal senso, mediante risparmi energetici certificati ottenuti da altre parti, come descritto al paragrafo 5, lettera b).

2.  Gli Stati membri designano, sulla base di criteri oggettivi e non discriminatori, le parti obbligate tra i distributori di energia e/o le società di vendita di energia al dettaglio che operano sui rispettivi territori e includono i distributori di carburante per trasporto e i commercianti al dettaglio di carburante per trasporto che operano sui rispettivi territori. Il volume di risparmi energetici necessario per rispettare l'obbligo è realizzato dalle parti obbligate presso i clienti finali designati dagli Stati membri, indipendentemente dal calcolo effettuato a norma dell'articolo 7, paragrafo 1, oppure, se gli Stati membri decidono in tal senso, mediante risparmi energetici certificati ottenuti da altre parti, come descritto al paragrafo 5, lettera b).

3.  Gli Stati membri definiscono il volume di risparmi energetici imposto a ciascuna parte obbligata in termini di consumo di energia finale o primaria. Il metodo scelto per definire il volume di risparmi energetici imposto è usato anche per calcolare i risparmi dichiarati dalle parti obbligate. Si applicano i fattori di conversione di cui all'allegato IV.

3.  Gli Stati membri definiscono il volume di risparmi energetici imposto a ciascuna parte obbligata in termini di consumo di energia finale o primaria. Il metodo scelto per definire il volume di risparmi energetici imposto è usato anche per calcolare i risparmi dichiarati dalle parti obbligate. Si applicano i fattori di conversione di cui all'allegato IV.

4.  Gli Stati membri istituiscono sistemi di misurazione, controllo e verifica in base ai quali sono eseguiti audit documentati su una parte statisticamente significativa e su un campione rappresentativo delle misure di miglioramento dell'efficienza energetica disposte dalle parti obbligate. La misurazione, il controllo e la verifica sono effettuati indipendentemente dalle parti obbligate.

4.  Gli Stati membri istituiscono sistemi di misurazione, controllo e verifica in base ai quali sono eseguiti audit documentati su una parte statisticamente significativa e su un campione rappresentativo delle misure di miglioramento dell'efficienza energetica disposte dalle parti obbligate. La misurazione, il controllo e la verifica sono effettuati indipendentemente dalle parti obbligate.

5.  Nell'ambito dei regimi obbligatori di efficienza energetica, gli Stati membri:

5.  Nell'ambito dei regimi di sostegno all'efficienza energetica, gli Stati membri:

a)  includono tra gli obblighi di risparmio requisiti a finalità sociale, anche imponendo che una parte delle misure di efficienza energetica sia attuata in via prioritaria presso le famiglie in condizioni di precarietà energetica e negli alloggi sociali;

a)  includono tra gli obblighi di risparmio requisiti a finalità sociale, anche imponendo che una parte significativa delle misure di efficienza energetica sia attuata in via prioritaria presso le famiglie a basso reddito a rischio di precarietà energetica o negli alloggi sociali, rendono tali requisiti pubblici e facilitano l'accesso al sostegno finanziario necessario mediante gli opportuni strumenti finanziari;

b)  possono consentire alle parti obbligate di contabilizzare, ai fini dei loro obblighi, i risparmi energetici certificati realizzati da fornitori di servizi energetici o da terzi, anche quando le parti obbligate promuovono misure attraverso altri organismi riconosciuti dallo Stato o attraverso autorità pubbliche che possono coinvolgere o non coinvolgere partenariati formali e possono accompagnarsi ad altre fonti di finanziamento. Gli Stati membri che consentono quanto sopra assicurano l'esistenza di una procedura di riconoscimento chiara, trasparente e aperta a tutti gli operatori del mercato, che miri a ridurre al minimo i costi della certificazione;

b)  consentono alle parti obbligate di contabilizzare, ai fini dei loro obblighi, i risparmi energetici certificati realizzati da fornitori di servizi energetici o da terzi, anche quando le parti obbligate promuovono misure attraverso altri organismi riconosciuti dallo Stato, per esempio i fornitori di edilizia popolare, o attraverso autorità pubbliche che possono coinvolgere o non coinvolgere partenariati formali e possono accompagnarsi ad altre fonti di finanziamento. Gli Stati membri che consentono quanto sopra assicurano l'esistenza di una procedura di riconoscimento chiara, trasparente e aperta a tutti gli operatori del mercato, che miri a ridurre al minimo i costi della certificazione;

c)  possono consentire alle parti obbligate di contabilizzare i risparmi ottenuti in un determinato anno come se fossero stati ottenuti in uno dei quattro anni precedenti o dei tre successivi purché non oltre la fine dei periodi obbligatori stabiliti all'articolo 7, paragrafo 1.

c)  possono consentire alle parti obbligate di contabilizzare i risparmi ottenuti in un determinato anno come se fossero stati ottenuti in uno dei quattro anni precedenti o dei tre successivi purché non oltre la fine dei periodi obbligatori stabiliti all'articolo 7, paragrafo 1.

6.  Una volta l'anno, gli Stati membri pubblicano i risparmi energetici realizzati da ciascuna parte obbligata, o da ciascuna sottocategoria di parte obbligata, e complessivamente nel quadro del regime.

6.  Una volta l'anno, gli Stati membri pubblicano i risparmi energetici realizzati da ciascuna parte obbligata, o da ciascuna sottocategoria di parte obbligata, e complessivamente nel quadro del regime.

Emendamento    34

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 4

Direttiva 2012/27/UE

Articolo 7 ter

 

Testo della Commissione

Emendamento

Articolo 7 ter

Articolo 7 ter

Misure politiche alternative

Misure politiche alternative

1.  Gli Stati membri che decidono di adempiere agli obblighi di risparmio energetico di cui all'articolo 7, paragrafo 1, attuando misure politiche alternative provvedono a che i risparmi energetici prescritti all'articolo 7, paragrafo 1, siano realizzati presso i clienti finali.

1.  Gli Stati membri che decidono di adempiere agli obblighi di risparmio energetico di cui all'articolo 7, paragrafo 1, attuando misure politiche alternative provvedono a che i risparmi energetici prescritti all'articolo 7, paragrafo 1, siano realizzati presso i clienti finali.

2.  In sede di elaborazione delle misure politiche alternative per realizzare i risparmi di energia, gli Stati membri tengono conto degli effetti sulle famiglie in condizioni di precarietà energetica.

2.  In sede di elaborazione delle misure politiche alternative per realizzare i risparmi di energia e garantire la realizzazione di un'ambiziosa ristrutturazione energetica degli edifici esistenti, gli Stati membri fissano misure a beneficio delle famiglie a basso reddito a rischio di precarietà energetica o che vivono negli alloggi sociali. Tali misure sono rese pubbliche.

3.  Per tutte le misure di natura non fiscale, gli Stati membri istituiscono sistemi di misurazione, controllo e verifica in base ai quali sono eseguiti audit documentati su una parte statisticamente significativa e su un campione rappresentativo delle misure di miglioramento dell'efficienza energetica disposte dalle parti partecipanti o incaricate. La misurazione, il controllo e la verifica sono effettuati indipendentemente dalle parti partecipanti o incaricate.";

3.  Per tutte le misure di natura non fiscale, gli Stati membri istituiscono sistemi di misurazione, controllo e verifica in base ai quali sono eseguiti audit documentati su una parte statisticamente significativa e su un campione rappresentativo delle misure di miglioramento dell'efficienza energetica disposte dalle parti partecipanti o incaricate. La misurazione, il controllo e la verifica sono effettuati indipendentemente dalle parti partecipanti o incaricate.";

Emendamento    35

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 4 bis (nuovo)

Direttiva 2012/27/UE

Articolo 8 – paragrafo 4

 

Testo in vigore

Emendamento

 

4 bis)  all'articolo 8, il paragrafo 4 è sostituito dal seguente:

“4.  Gli Stati membri garantiscono che le imprese che non sono PMI siano soggette a un audit energetico svolto in maniera indipendente ed efficiente in termini di costi da esperti qualificati e/o accreditati o eseguito e sorvegliato da autorità indipendenti conformemente alla legislazione nazionale entro il 5 dicembre 2015 e almeno ogni quattro anni dalla data del precedente audit energetico.";

“4.  Gli Stati membri garantiscono che le imprese che non sono PMI siano soggette a un audit energetico svolto in maniera indipendente ed efficiente in termini di costi da esperti qualificati e/o accreditati o eseguito e sorvegliato da autorità indipendenti conformemente alla legislazione nazionale entro il 5 dicembre 2015 e almeno ogni quattro anni dalla data del precedente audit energetico.

 

Gli Stati membri incentivano le PMI che hanno un consumo energetico per fatturato maggiore rispetto alla media dell'UE a rispettare i requisiti stabiliti al presente paragrafo.";

Emendamento    36

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 4 ter (nuovo)

Direttiva 2012/27/UE

Articolo 8 – paragrafo 6

 

Testo in vigore

Emendamento

 

4 ter)  all'articolo 8, il paragrafo 6 è sostituito dal seguente:

"6.  Le imprese che non sono PMI e che attuano un sistema di gestione dell'energia o ambientale — certificato da un organismo indipendente secondo le pertinenti norme europee o internazionali — sono esentate dai requisiti di cui al paragrafo 4, a condizione che gli Stati membri assicurino che il sistema di gestione in questione includa un audit energetico sulla base dei criteri minimi fondati sull'allegato VI.";

“6.  Le imprese che non sono PMI e le imprese che sono PMI e presentano un elevato consumo di energia per dipendente o per fatturato, che attuano un sistema di gestione dell'energia o ambientale — certificato da un organismo indipendente secondo le pertinenti norme europee o internazionali — sono esentate dai requisiti di cui al paragrafo 4, a condizione che gli Stati membri assicurino che il sistema di gestione in questione includa un audit energetico sulla base dei criteri minimi fondati sull'allegato VI.";

Emendamento    37

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 5 – lettera b

Direttiva 2012/27/UE

Articolo 9 – paragrafo 1 – comma 1

 

Testo della Commissione

Emendamento

"Gli Stati membri provvedono affinché, nella misura in cui ciò sia tecnicamente possibile, finanziariamente ragionevole e proporzionato rispetto ai risparmi energetici potenziali, i clienti finali di gas naturale ricevano a prezzi concorrenziali contatori individuali che riflettano con precisione il consumo effettivo e forniscano informazioni sul tempo effettivo d'uso.";

"Gli Stati membri provvedono affinché, nella misura in cui ciò sia tecnicamente possibile, efficace in termini di costi e proporzionato rispetto ai risparmi energetici potenziali, i clienti finali di gas naturale ricevano a prezzi concorrenziali contatori individuali che riflettano con precisione il consumo effettivo e forniscano informazioni sul tempo effettivo d'uso.";

Motivazione

I consumatori hanno diritto a essere informati in modo chiaro, comprensibile e puntuale in merito al loro consumo di energia. Tuttavia, i contatori di calore e i misuratori della quota-costo di riscaldamento negli edifici composti da più appartamenti o multifunzionali sono giustificati solo quando sono tecnicamente fattibili, efficaci in termini di costi e proporzionati rispetto ai potenziali risparmi energetici, e possono peraltro portare a conseguenze indesiderate, ad esempio creare nuovi rischi di precarietà energetica anziché combatterla, e ostacolare altre misure che fornirebbero migliori risultati in termini di efficienza energetica per i clienti.

Emendamento    38

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 6

Direttiva 2012/27/UE

Articolo 9 bis

 

Testo della Commissione

Emendamento

"Articolo 9 bis

"Articolo 9 bis

Misurazione, misurazione divisionale e ripartizione dei costi per il riscaldamento, il raffreddamento e l'acqua calda per uso domestico

Misurazione, misurazione divisionale e ripartizione dei costi per il riscaldamento, il raffreddamento e l'acqua calda per uso domestico

1. Gli Stati membri provvedono affinché i clienti finali di teleriscaldamento, teleraffreddamento e acqua calda per uso domestico ricevano a prezzi concorrenziali contatori che riproducano con precisione il loro consumo effettivo d'energia.

1. Gli Stati membri provvedono affinché i clienti finali di teleriscaldamento, teleraffreddamento e acqua calda per uso domestico ricevano a prezzi concorrenziali contatori che riproducano con precisione il loro consumo effettivo d'energia.

Negli edifici alimentati da una fonte centrale di riscaldamento e raffreddamento o acqua calda che alimenta vari edifici oppure allacciati a una rete di teleriscaldamento e teleraffreddamento, è sempre installato un contatore di calore o di acqua calda in corrispondenza dello scambiatore di calore o del punto di fornitura.

Negli edifici alimentati da una fonte centrale di riscaldamento, raffreddamento o acqua calda che alimenta vari edifici oppure allacciati a una rete di teleriscaldamento o teleraffreddamento, è sempre installato un contatore in corrispondenza dello scambiatore di calore o del punto di fornitura.

2.  Nei condomini e negli edifici polifunzionali alimentati da una fonte centrale di riscaldamento o di raffreddamento oppure da sistemi di teleriscaldamento e teleraffreddamento sono installati contatori individuali per misurare il consumo di calore, raffreddamento o acqua calda per ciascuna unità immobiliare.

2.  Nei condomini e negli edifici polifunzionali alimentati da una fonte centrale di riscaldamento o di raffreddamento oppure da sistemi di teleriscaldamento e teleraffreddamento sono installati contatori individuali per misurare il consumo di calore, raffreddamento o acqua calda per ciascuna unità immobiliare, ove tecnicamente possibile, efficace in termini di costi e proporzionato rispetto ai potenziali risparmi energetici.

Se per misurare il riscaldamento o il raffreddamento in ciascuna unità immobiliare l'uso di contatori individuali non è tecnicamente fattibile o non è efficiente in termini di costi, si utilizzano contabilizzatori individuali di calore che misurano il consumo di energia termica in corrispondenza di ciascun radiatore, salvo se lo Stato membro dimostra che la loro installazione non è efficiente in termini di costi. In tal caso possono essere presi in considerazione metodi alternativi di misurazione del consumo di energia termica che presentino un buon rapporto costi/efficacia. Ogni Stato membro definisce in modo chiaro e pubblica le condizioni di non fattibilità tecnica e inefficienza dei costi.

Se per misurare il riscaldamento o il raffreddamento in ciascuna unità immobiliare l'uso di contatori individuali non è tecnicamente fattibile o non è efficiente in termini di costi o proporzionato rispetto ai potenziali risparmi energetici, si utilizzano contabilizzatori individuali di calore che misurano il consumo di energia termica in corrispondenza di ciascun radiatore, salvo se lo Stato membro dimostra che la loro installazione non è efficiente in termini di costi. In tal caso possono essere presi in considerazione metodi alternativi di misurazione del consumo di energia termica che presentino un buon rapporto costi/efficacia. Ogni Stato membro definisce in modo chiaro e pubblica le condizioni di non fattibilità tecnica e inefficienza dei costi.

Nei nuovi edifici del tipo indicato al primo comma o quando detti edifici sono sottoposti a ristrutturazioni importanti ai sensi della direttiva 2010/31/UE, si forniscono sempre contatori individuali.

Nei nuovi edifici del tipo indicato al primo comma o quando detti edifici sono sottoposti a ristrutturazioni importanti ai sensi della direttiva 2010/31/UE, si forniscono contatori dell'acqua calda, se tecnicamente fattibile, efficiente in termini di costi e proporzionato rispetto ai potenziali risparmi energetici, assicurando nel contempo che ciò non aumenti il rischio di precarietà energetica.

3.  Se i condomini e gli edifici polifunzionali sono allacciati a reti di teleriscaldamento o teleraffreddamento, oppure alimentati prevalentemente da propri sistemi comuni di riscaldamento o raffreddamento, gli Stati membri introducono regole trasparenti sulla ripartizione dei costi di riscaldamento, raffreddamento e acqua calda in tali edifici, al fine di assicurare la trasparenza e l'accuratezza del calcolo del consumo individuale, ivi compreso per:

3.  Se i condomini e gli edifici polifunzionali sono allacciati a reti di teleriscaldamento o teleraffreddamento, oppure alimentati prevalentemente da propri sistemi comuni di riscaldamento o raffreddamento, gli Stati membri introducono e rendono pubbliche regole nazionali trasparenti sulla ripartizione dei costi di riscaldamento, raffreddamento e acqua calda in tali edifici, al fine di assicurare la trasparenza e l'accuratezza del calcolo del consumo individuale, ivi compreso per:

4. Ai fini del presente articolo, dal 1º gennaio 2020 i contatori e i contabilizzatori che si installano sono leggibili a distanza.

4. Ai fini del presente articolo, dal 1º gennaio 2020 i contatori e i contabilizzatori di calore che si installano sono leggibili a distanza. Continuano ad applicarsi le condizioni di fattibilità tecnica ed efficienza in termini di costi di cui al paragrafo 2, primo e secondo comma.

Entro il 1º gennaio 2027 si dotano della capacità di lettura a distanza i contatori e i contabilizzatori già installati e sprovvisti di tale capacità o si sostituiscono con dispositivi leggibili a distanza, salvo se lo Stato membro dimostra che ciò non è efficiente in termini di costi.";

Entro il 1º gennaio 2027 si dotano della capacità di lettura a distanza i contatori e i contabilizzatori di calore già installati e sprovvisti di tale capacità o si sostituiscono con dispositivi leggibili a distanza, salvo se lo Stato membro dimostra che ciò non è efficiente in termini di costi.";

Emendamento    39

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 7 – lettera c

Direttiva 2012/27/UE

Articolo 10 – paragrafo 2 – comma 1

 

Testo della Commissione

Emendamento

"I contatori installati conformemente alla direttiva 2009/73/CE consentono informazioni di fatturazione precise basate sul consumo effettivo. Gli Stati membri provvedono affinché i clienti finali abbiano la possibilità di accedere agevolmente a informazioni complementari sui consumi storici che consentano di effettuare controlli autonomi dettagliati.";

"I contatori installati conformemente alla direttiva 2009/73/CE consentono informazioni di fatturazione precise basate sul consumo effettivo. Gli Stati membri provvedono affinché i clienti finali abbiano la possibilità di accedere agevolmente a informazioni complementari sui consumi storici che consentano di effettuare controlli autonomi dettagliati. Per garantire la privacy dei consumatori finali, gli Stati membri provvedono affinché i contatori assicurino tale riservatezza e siano utilizzati in conformità ai requisiti del regolamento (UE) 2016/679 (regolamento generale sulla protezione dei dati). Gli Stati membri tengono altresì conto dell'importanza della resistenza dei sistemi di misurazione alla criminalità informatica. In tal senso, la Commissione valuta entro il 1° gennaio 2019 se la direttiva 2013/40/UE (relativa agli attacchi ai sistemi informatici) debba essere aggiornata al fine di includervi i sistemi di misurazione.";

Emendamento    40

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 8

Direttiva 2012/27/UE

Articolo 10 bis – paragrafo 1 – comma 1

 

Testo della Commissione

Emendamento

Gli Stati membri provvedono a che le informazioni di fatturazione e consumo siano precise e basate sul consumo effettivo, conformemente ai punti 1 e 2 dell'allegato VII bis, per tutti gli utenti finali provvisti di contatori o contabilizzatori.

Gli Stati membri provvedono a che le informazioni di fatturazione e consumo siano precise e basate sul consumo effettivo o sulle letture dei contabilizzatori di calore, conformemente ai punti 1 e 2 dell'allegato VII bis, per tutti i consumatori finali provvisti di contatori o contabilizzatori di calore.

Emendamento    41

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 8

Direttiva 2012/27/UE

Articolo 10 bis – paragrafo 1 – comma 2 bis (nuovo)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

Gli Stati membri possono stabilire chi debba fornire agli utenti finali le informazioni di fatturazione e consumo sulla base del consumo effettivo o delle letture dei contabilizzatori di calore, vale a dire, per le persone fisiche o giuridiche che occupano un edificio individuale o un'unità di un condominio o edificio polifunzionale approvvigionato di riscaldamento, raffreddamento o acqua calda da una fonte centrale senza un contratto diretto o individuale con il fornitore di energia.

Motivazione

The obligation of delivering billing and consumption information to final users is not always possible to fulfil with heat cost allocators because they do not measure actual heat consumption and it will be very expensive and technically complicated replace them with energy meters. Billing information on heat consumption based on heat meter readings should be provided as a rule only to the final customer. The scope of information delivered to final users (in case they are not final customers), should be decided individually by Member States, taking into account the specificity of the building infrastructure in each area and the current legal status.

Emendamento    42

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 8

Direttiva 2012/27/UE

Articolo 10 bis – paragrafo 2 – lettera a

 

Testo della Commissione

Emendamento

a)  prescrivono che, se disponibili, le informazioni sulla fatturazione energetica e sui consumi storici degli utenti finali siano messe a disposizione di un fornitore di servizi energetici designato dall'utente finale;

a)  prescrivono che, se disponibili, le informazioni sulla fatturazione energetica e sui consumi storici o sulle letture dei contabilizzatori di calore dei consumatori finali siano messe a disposizione di un fornitore di servizi energetici designato dall'utente finale su richiesta di quest'ultimo;

Emendamento    43

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 8

Direttiva 2012/27/UE

Articolo 10 bis – paragrafo 2 – lettera c

 

Testo della Commissione

Emendamento

c)  provvedono affinché insieme alla fattura siano fornite a tutti gli utenti finali adeguate informazioni sul consumo effettivo, in conformità dell'allegato VII, punto 3;

c)  provvedono affinché insieme alla fattura siano fornite a tutti i consumatori finali adeguate informazioni sul consumo effettivo o sulle letture dei contabilizzatori di calore, in conformità dell'allegato VII bis, punto 3;

Emendamento    44

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 11 bis (nuovo)

Direttiva 2012/27/UE

Articolo 19 bis (nuovo)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

11 bis)  è inserito il seguente articolo 19 bis:

 

"Articolo 19 bis

 

Finanziamenti delle banche europee a favore dell'efficienza energetica

 

La Banca europea per gli investimenti (BEI) e la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS) adattano i rispettivi obiettivi politici per riconoscere l'efficienza energetica quale fonte di energia a sé stante e gli investimenti a favore dell'efficienza energetica quale parte dei rispettivi portafogli degli investimenti nelle infrastrutture.

 

La BEI e la BERS, anche insieme alle banche di promozione nazionali, progettano, realizzano e finanziano programmi e progetti adatti al settore dell'efficienza, anche per le famiglie che vivono in condizioni di precarietà energetica.

 

Gli Stati membri sfruttano appieno le possibilità e gli strumenti proposti dall'iniziativa sui finanziamenti intelligenti per edifici intelligenti.";

Motivazione

È necessaria una svolta in cui gli istituti finanziari apportino gli strumenti finanziari adeguati per investimenti su larga scala in materia di efficienza energetica.

Emendamento    45

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 12 bis (nuovo)

Direttiva 2012/27/UE

Articolo 24 – paragrafo 4

 

Testo in vigore

Emendamento

 

12 bis)  all'articolo 24, il paragrafo 4 è sostituito dal seguente:

4.   La Commissione verifica l'impatto dell'attuazione della presente direttiva sulle direttive 2003/87/CE, 2009/28/CE e 2010/31/UE, nonché sulla decisione n. 406/2009/CE e sui settori dell'industria, in particolare quelli esposti ad un rischio elevato di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio, come definito dalla decisione 2010/2/UE.

"La Commissione verifica l'impatto dell'attuazione della presente direttiva sulle direttiva 2003/87/CE, 2009/28/CE e 2010/31/UE, nonché sul regolamento n. ... (regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alle riduzioni annuali vincolanti delle emissioni di gas a effetto serra a carico degli Stati membri nel periodo 2021-2030 per un'Unione dell'energia resiliente e per onorare gli impegni assunti a norma dell'accordo di Parigi e recante modifica del regolamento (UE) n. 525/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ad un meccanismo di monitoraggio e comunicazione delle emissioni di gas a effetto serra e di comunicazione di altre informazioni in materia di cambiamenti climatici) e, ogni anno, presenta una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio. Se, sulla base delle relazioni periodiche, la Commissione dispone di prove che dimostrino che l'interazione delle politiche si traduce in un funzionamento improprio del mercato del carbonio, essa presenta una proposta legislativa intesa a proporre misure per migliorarne il funzionamento.";

 

(I punti 13 e 14 originali/attuali saranno rinumerati e diventeranno, rispettivamente, i punti 14 e 15).

Motivazione

Dato il fragile equilibrio tra offerta e domanda atteso per il periodo successivo al 2020, l'ulteriore crollo della domanda dovuto alla sovrapposizione tra il sistema EU ETS e altre politiche per il clima può portare a una situazione in cui la fornitura di quote sarà cronicamente pari o superiore alla rispettiva domanda. Pertanto, l'effetto negativo della sovrapposizione delle politiche per il clima dovrebbe essere neutralizzato immettendo nella riserva stabilizzatrice del mercato il volume di quote equivalente ai risparmi di emissioni conseguiti al di fuori del mercato EU ETS.

Emendamento    46

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 13

Direttiva 2012/27/UE

Articolo 24 – paragrafo 12

 

Testo della Commissione

Emendamento

12.  La Commissione valuta la presente direttiva entro il 28 febbraio 2024, e successivamente a cadenza quinquennale, e presenta una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio. La relazione è corredata, se del caso, da proposte di ulteriori misure.";

12.  La Commissione effettua una revisione generale della presente direttiva entro sei mesi dal bilancio mondiale dell'UNFCCC del 2023 e dopo i bilanci mondiali successivi, e presenta una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio in cui valuta l'efficacia generale della presente direttiva e la necessità di adeguare la politica dell'Unione in materia di efficienza energetica in funzione degli obiettivi dell'accordo di Parigi. La relazione è corredata, se del caso, da proposte di ulteriori misure.";

Motivazione

La revisione della direttiva in oggetto deve essere inquadrata nel nuovo contesto mondiale successivo all'adozione dell'accordo di Parigi. Misure ambiziose di efficienza energetica costituiranno strumenti chiave per soddisfare gli obblighi assunti dall'Europa e devono essere aggiornate a scadenza quinquennale.

Emendamento    47

Proposta di direttiva

Allegato I – punto 1 – lettera a

Direttiva 2012/27/UE

Allegato IV – nota 3

 

Testo della Commissione

Emendamento

a)  nell’allegato IV, la nota 3 è sostituita dalla seguente: “(3) Applicabile quando i risparmi energetici sono calcolati in termini di energia primaria utilizzando una metodologia “bottom-up” basata sul consumo di energia finale. Per i risparmi di energia elettrica in kWh gli Stati membri possono applicare un coefficiente di base di 2,0. Gli Stati membri possono applicare un coefficiente diverso a condizione di poterlo giustificare.”;

a)  nell’allegato IV, la nota 3 è sostituita dalla seguente: “(3) Applicabile quando i risparmi energetici sono calcolati in termini di energia primaria utilizzando una metodologia “bottom-up” basata sul consumo di energia finale. Per i risparmi di energia elettrica in kWh gli Stati membri possono applicare un coefficiente di base di 2,0. Gli Stati membri possono applicare un coefficiente diverso a condizione di poterlo giustificare in ragione di circostanze di portata nazionale che incidono sul consumo di energia primaria. Tali circostanze dovrebbero essere debitamente corroborate, misurabili e verificabili, nonché basarsi su criteri obiettivi e non discriminatori.";

Emendamento    48

Proposta di direttiva

Allegato I – punto 1 – lettera b

Direttiva 2012/27/UE

Allegato V – punto 2 – lettera a

 

Testo della Commissione

Emendamento

a)  occorre dimostrare che i risparmi sono aggiuntivi rispetto a quelli che si sarebbero prodotti comunque, senza l'attività della parte obbligata, partecipante o incaricata e/o delle autorità responsabili dell’attuazione. Per determinare i risparmi che possono essere dichiarati aggiuntivi, gli Stati membri stabiliscono uno scenario di base che riproduca l'evoluzione del consumo energetico in assenza della misura politica in questione. Lo scenario di base tiene conto almeno dei seguenti fattori: tendenze del consumo energetico, cambiamenti nel comportamento dei consumatori, evoluzione tecnologica e cambiamenti indotti da altre misure attuate a livello nazionale e unionale;

a)  occorre dimostrare che i risparmi sono aggiuntivi rispetto a quelli che si sarebbero prodotti comunque, senza l'attività della parte obbligata, partecipante o incaricata e/o delle autorità responsabili dell’attuazione. Per determinare i risparmi che possono essere dichiarati aggiuntivi, gli Stati membri stabiliscono uno scenario di base che riproduca l'evoluzione del consumo energetico in assenza della misura politica e delle risultanti nuove azioni individuali in questione. Lo scenario di base tiene conto almeno dei seguenti fattori: tendenze del consumo energetico, cambiamenti nel comportamento dei consumatori, evoluzione tecnologica e cambiamenti indotti da altre misure attuate a livello nazionale e unionale;

Emendamento    49

Proposta di direttiva

Allegato I – punto 1 – lettera b

Direttiva 2012/27/UE

Allegato V – punto 2 – lettera h

 

Testo della Commissione

Emendamento

h)  per calcolare i risparmi energetici si tiene conto della durata delle misure. A tal fine è possibile conteggiare i risparmi ottenuti da ciascuna azione individuale tra la data di attuazione e il 31 dicembre 2020 o il 31 dicembre 2030, secondo i casi; in alternativa, gli Stati membri possono adottare un altro metodo con il quale stimano di ottenere un risparmio totale almeno equivalente. Quando si avvalgono di altri metodi, gli Stati membri provvedono affinché il risparmio energetico totale con essi calcolato non sia superiore al risparmio energetico che sarebbe risultato dal calcolo dei risparmi di ciascuna azione individuale tra le rispettive date di attuazione e il 31 dicembre 2020 o il 31 dicembre 2030, come opportuno. Nei piani nazionali integrati per l’energia e il clima redatti a norma della governance dell’Unione dell’energia, gli Stati membri descrivono dettagliatamente gli altri metodi utilizzati e le disposizioni adottate per conformarsi all’obbligo di calcolo.

h)  per calcolare i risparmi energetici si tiene conto della durata delle misure conteggiando i risparmi ottenuti da ciascuna azione individuale tra la data di attuazione e il 31 dicembre 2020 o il 31 dicembre 2030, secondo i casi; in alternativa, gli Stati membri possono adottare un altro metodo con il quale stimano di ottenere un risparmio totale almeno equivalente. Quando si avvalgono di altri metodi, gli Stati membri provvedono affinché il risparmio energetico totale con essi calcolato non sia superiore al risparmio energetico che sarebbe risultato dal calcolo dei risparmi di ciascuna azione individuale tra le rispettive date di attuazione e il 31 dicembre 2020 o il 31 dicembre 2030, come opportuno. Nei piani nazionali integrati per l’energia e il clima redatti a norma della governance dell’Unione dell’energia, gli Stati membri descrivono dettagliatamente gli altri metodi utilizzati e le disposizioni adottate per conformarsi all’obbligo di calcolo.

Emendamento    50

Proposta di direttiva

Allegato I – punto 1 – lettera b

Direttiva 2012/12/UE

Allegato V – punto 3 – comma 2

 

Testo della Commissione

Emendamento

Per le misure politiche adottate conformemente all’articolo 7, paragrafo 2, lettera e), gli Stati membri possono utilizzare il metodo di calcolo stabilito a norma della direttiva 2010/31/UE nella misura in cui è conforme ai requisiti dell’articolo 7 della presente direttiva e del presente allegato.

soppresso

Emendamento    51

Proposta di direttiva

Allegato I – punto 1 – lettera b

Direttiva 2012/27/UE

Allegato V – punto 5 – lettera a bis (nuova)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

a bis)  le fonti utilizzate per il calcolo dei dati relativi alle vendite di energia, compresa la giustificazione per l'uso di fonti statistiche alternative, e le eventuali differenze nei quantitativi che ne risultano (se si utilizzano fonti diverse da Eurostat);

Emendamento    52

Proposta di direttiva

Allegato I – punto 1 – lettera b

Direttiva 2012/27/UE

Allegato V – punto 5 – lettera h

 

Testo della Commissione

Emendamento

h)  la durata delle misure e il metodo utilizzato per calcolarla o gli elementi da cui è stata ricavata;

h)  la durata delle misure e il metodo utilizzato per calcolarla o gli elementi da cui è stata ricavata, nonché qualunque altro metodo adottato che si reputa possa conseguire almeno la stessa quantità complessiva di risparmi;

Emendamento    53

Proposta di direttiva

Allegato I – punto 2 – lettera b

Direttiva 2010/31/UE

Allegato VII bis – titolo

 

Testo della Commissione

Emendamento

Requisiti minimi in materia di informazioni di fatturazione e consumo basate sul consumo effettivo di riscaldamento, raffreddamento e acqua calda

Requisiti minimi in materia di informazioni di fatturazione e consumo per riscaldamento, raffreddamento e acqua calda

Emendamento    54

Proposta di direttiva

Allegato I – punto 2 – lettera b

Direttiva 2010/31/UE

Allegato VII bis – punto 1

 

Testo della Commissione

Emendamento

Fatturazione basata sul consumo effettivo

Fatturazione basata sul consumo effettivo o sulle letture dei contabilizzatori di calore

Al fine di consentire agli utenti finali di regolare il proprio consumo di energia, la fatturazione avviene sulla base del consumo effettivo almeno una volta all'anno.

Al fine di consentire agli utenti finali di regolare il proprio consumo di energia, la fatturazione avviene sulla base del consumo effettivo o delle letture dei contabilizzatori di calore almeno una volta all'anno.

Emendamento    55

Proposta di direttiva

Allegato I – punto 2 – lettera b

Direttiva 2010/31/UE

Allegato VII bis – punto 2 – comma 1

 

Testo della Commissione

Emendamento

A decorrere dal [inserire data di entrata in vigore], se sono stati installati contatori o contabilizzatori leggibili a distanza le informazioni sulla fatturazione o sul consumo basate sul consumo effettivo sono rese disponibili almeno ogni tre mesi su richiesta o ai consumatori finali che hanno scelto la fatturazione elettronica, oppure due volte l'anno negli altri casi.

A decorrere dal [inserire data di recepimento], se sono stati installati contatori o contabilizzatori di calore leggibili a distanza le informazioni sulla fatturazione o sul consumo basate sul consumo effettivo o sulle letture dei contabilizzatori di calore sono rese disponibili almeno ogni tre mesi su richiesta o ai consumatori finali che hanno scelto la fatturazione elettronica, oppure due volte l'anno negli altri casi.

Emendamento    56

Proposta di direttiva

Allegato I – punto 2 – lettera b

Direttiva 2010/31/UE

Allegato VII bis – punto 2 – comma 2

 

Testo della Commissione

Emendamento

Dal 1° gennaio 2022, se sono stati installati contatori o contabilizzatori leggibili a distanza, le informazioni sulla fatturazione o sul consumo sono rese disponibili almeno una volta al mese. Il riscaldamento e il raffreddamento possono essere esentati da questo requisito fuori dalle stagioni di riscaldamento/raffreddamento.

Dal 1° gennaio 2022, se sono stati installati contatori o contabilizzatori di calore leggibili a distanza, le informazioni sulla fatturazione o sul consumo basate sul consumo effettivo o sulle letture dei contabilizzatori di calore sono rese disponibili almeno una volta al mese. Il riscaldamento e il raffreddamento possono essere esentati da questo requisito fuori dalle stagioni di riscaldamento/raffreddamento.

Emendamento    57

Proposta di direttiva

Allegato I – punto 2 – lettera b

Direttiva 2010/31/UE

Allegato VII bis – punto 3– titolo

 

Testo della Commissione

Emendamento

Informazioni minime in fattura basate sul consumo effettivo

Informazioni minime in fattura basate sul consumo effettivo o sulle letture dei contabilizzatori di calore

Emendamento    58

Proposta di direttiva

Allegato I – punto 2 – lettera b

Direttiva 2012/27/UE

Allegato VII bis – punto 3 – parte introduttiva

 

Testo della Commissione

Emendamento

Gli Stati membri provvedono affinché nelle fatture o nella documentazione allegata gli utenti finali dispongano delle seguenti informazioni in modo chiaro e comprensibile:

Gli Stati membri provvedono affinché nelle fatture o nella documentazione allegata gli utenti finali dispongano delle seguenti informazioni accurate in modo chiaro e comprensibile:

Emendamento    59

Proposta di direttiva

Allegato I – punto 2 – lettera b

Direttiva 2010/31/UE

Allegato VII bis – punto 3 – lettera a

 

Testo della Commissione

Emendamento

a)  prezzi correnti effettivi e consumo energetico effettivo;

a)  prezzi correnti effettivi e consumo effettivo o costo totale del calore e letture dei contabilizzatori di calore;

Motivazione

L'allegato VII bis deve essere modificato affinché sia in linea con l'articolo 10 bis.

Emendamento    60

Proposta di direttiva

Allegato I – punto 2 bis (nuovo)

Direttiva 2012/27/UE

Allegato IX – parte I – lettera g

 

Testo in vigore

Emendamento

 

2 bis.   All'allegato IX, parte I, la lettera g è sostituita dalla seguente:

g) analisi economica: inventario degli effetti

"g) analisi economica: inventario degli effetti

Le analisi economiche tengono conto di tutti i pertinenti effetti economici.

Le analisi economiche tengono conto di tutti i pertinenti effetti economici.

Gli Stati membri, nell'elaborare una decisione, possono valutare e tenere conto dei costi e dei risparmi energetici derivanti dalla maggiore flessibilità nella fornitura di energia e da un migliore funzionamento delle reti elettriche, compresi i costi evitati e i risparmi derivanti dalla riduzione degli investimenti nelle infrastrutture, negli scenari analizzati.

Gli Stati membri, nell'elaborare una decisione, valutano e tengono conto dei costi e dei risparmi energetici derivanti dalla maggiore flessibilità nella fornitura di energia e da un migliore funzionamento delle reti elettriche, compresi i costi evitati e i risparmi derivanti dalla riduzione degli investimenti nelle infrastrutture, negli scenari analizzati.

I costi e i benefici tenuti in considerazione includono almeno i seguenti:

I costi e i benefici tenuti in considerazione includono almeno i seguenti:

i) benefici

i) benefici

— valore della produzione per il consumatore (calore ed energia elettrica),

— valore della produzione per il consumatore (calore ed energia elettrica),

— benefici esterni quali benefici per l'ambiente e la salute, nella misura del possibile;

— benefici esterni quali benefici per l'ambiente e la salute nonché in termini di emissioni di gas a effetto serra;

 

— effetti sul mercato del lavoro, sulla sicurezza energetica e sulla competitività;

ii) costi

ii) costi

— costi di capitale degli impianti e delle apparecchiature,

— costi di capitale degli impianti e delle apparecchiature,

— costi di capitale delle reti di energia associate,

— costi di capitale delle reti di energia associate,

— costi variabili e fissi di funzionamento,

— costi variabili e fissi di funzionamento,

— costi energetici,

— costi energetici,

— costi ambientali e costi sanitari, nella misura del possibile;

costi ambientali e costi sanitari;

 

— costi relativi al mercato del lavoro, alla sicurezza energetica e alla competitività;";

BREVE MOTIVAZIONE

Conseguire i nostri obiettivi nell'ambito dell'accordo di Parigi

L'Unione europea deve assumere un ruolo di guida nella lotta globale contro i cambiamenti climatici. Lo storico accordo di Parigi ci ha fornito un quadro chiaro per mitigare il riscaldamento globale e le sue conseguenze disastrose per questa generazione e molte generazioni future. L'efficienza energetica è il nostro principale strumento nella decarbonizzazione dell'approvvigionamento energetico, degli edifici, dei trasporti e dell'industria europei. Le proposte presentate nella presente relazione determinerebbero una riduzione del 47 % delle emissioni di gas serra nell'UE entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990, e ciò significherebbe che dovremmo conseguire agevolmente il nostro obiettivo di riduzione del 40 % previsto dall'accordo di Parigi. Ciò garantisce che gli obiettivi europei in materia di protezione del clima e di efficienza energetica si rafforzino reciprocamente. Tuttavia, dobbiamo proseguire gli sforzi verso il traguardo della neutralità in termini di emissioni nette di carbonio entro il 2050, e pertanto dobbiamo portare avanti il nostro impegno per l'efficienza energetica anche oltre il 2030.

Sicurezza energetica

La dipendenza energetica pone l'Europa di fronte a gravi problemi economici e geopolitici. L'UE importa il 53 % di tutta l'energia che consuma, per un costo pari a oltre 1 miliardo di EUR al giorno. Diminuendo la quantità complessiva di energia necessaria in Europa, le misure per l'efficienza energetica ci consentono di ridurre la dipendenza dai paesi terzi, rafforzando così la nostra sicurezza energetica. Le proposte contenute nella presente relazione ridurrebbero notevolmente le importazioni di energia entro il 2050: nel periodo 2021-2030, le riduzioni delle importazioni di combustibili fossili consentirebbero un risparmio di 288 miliardi di EUR, con un ulteriore aumento del risparmio nel periodo fino al 2050.

Precarietà energetica

Nell'UE, tra 50 milioni e 125 milioni di persone sono a rischio di precarietà energetica, non essendo in grado di riscaldare la propria casa o di pagare le bollette. L'effetto della politica energetica europea sulla precarietà energetica non deve essere ignorato, né ci si può affidare semplicemente alle soluzioni delle politiche sociali nazionali. L'Europa ha un'enorme potenzialità di aumento dell'efficienza energetica degli edifici, ma occorrono soluzioni su misura per evitare effetti indesiderati che potrebbero accrescere ulteriormente il rischio di precarietà energetica. Le disposizioni riguardanti la misurazione individuale dei consumi, per esempio, sono una delle questioni in cui tali aspetti devono essere considerati con attenzione.

Nella transizione verso la futura decarbonizzazione del parco edilizio, per gli edifici di proprietà di famiglie a basso reddito o occupati dalle stesse risulterà più difficile effettuare gli investimenti necessari per approfittare dei benefici. È dunque essenziale che iniziamo sin d'ora ad adottare azioni mirate per assistere tali gruppi. I provvedimenti adottati dagli Stati membri dovrebbero riguardare in via prioritaria le famiglie che vivono in condizioni di precarietà energetica e gli alloggi sociali: per questo motivo, il relatore propone che gli Stati membri siano obbligati a richiedere che una parte significativa dei provvedimenti si applichi alle famiglie che vivono in condizioni di povertà energetica o agli alloggi sociali.

Crescita economica

Finora si è ritenuto erroneamente che, quando l'economia cresce, debba aumentare al tempo stesso anche il consumo di energia. Il successo delle misure di efficienza energetica ha dimostrato non soltanto che il consumo di energia può ridursi durante le fasi di crescita economica, ma anche che le misure di efficienza energetica possono contribuire in modo significativo alla crescita. Il consumo finale di energia è in diminuzione dal 2010, mentre il PIL dell'UE è cresciuto. Ridurre il consumo di energia è il modo meno costoso per conseguire un'efficienza energetica efficace sotto il profilo dei costi. Sebbene i modelli economici varino, le proposte contenute in questa relazione determinerebbero un effetto sul PIL compreso tra una variazione nulla e un aumento del 4,1 %, a condizione che sia disponibile un finanziamento adeguato per gli investimenti, senza tener conto di altri vantaggi economici delle misure di efficienza energetica, quali il miglioramento della qualità dell'aria e i notevoli benefici per la salute.

Le misure contenute nella presente relazione sono anche concepite per dare un reale impulso all'occupazione. In presenza di un finanziamento adeguato per gli investimenti, i modelli mostrano un aumento molto significativo dell'occupazione: tra 405 000 e 4,8 milioni di posti di lavoro in più.

Colmare le lacune

L'aggiornamento della presente direttiva costituisce un'occasione per ovviare ai problemi individuati nella legislazione in vigore. Una misura importante contenuta nella direttiva è l'obiettivo dell'1,5 % di risparmio energetico. Tuttavia, sono stati introdotti numerosi strumenti di flessibilità in relazione a questo requisito, consentendo agli Stati membri di ridimensionare le loro ambizioni, tenendo conto delle azioni passate o escludendo dai calcoli determinati settori. Ciò ha determinato una situazione nella quale si consegue soltanto la metà degli obiettivi annuali di risparmio energetico. Non si deve continuare a indebolire questi obiettivi; pertanto, il relatore propone di colmare molte delle lacune presenti. Propone inoltre di prorogare ulteriormente le misure che si sono dimostrate efficaci, come la ristrutturazione degli edifici pubblici e gli audit energetici per le imprese.

Difendere i cittadini

Il Parlamento europeo ha sistematicamente votato a favore di misure di efficienza energetica più progressive. In quanto rappresentanti dei cittadini, i deputati al Parlamento europeo hanno riconosciuto i benefici che tali misure possono presentare non soltanto per l'ambiente ma anche per la salute, per i consumatori e per le imprese. L'esempio più evidente è che le proposte contenute nella presente relazione consentirebbero un aumento di 17 milioni di anni di vita, grazie ai notevoli miglioramenti della qualità dell'aria. Il Parlamento deve continuare a difendere gli interessi dei cittadini, compresi i consumatori che desiderano bollette energetiche meno care e case più calde, le aziende che chiedono energia meno costosa e più pulita e certezza del diritto e gli imprenditori che vogliono essere giustamente ricompensati per i progressi tecnologici che migliorano costantemente l'efficienza energetica.

PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Titolo

Efficienza energetica

Riferimenti

COM(2016)0761 – C8-0498/2016 – 2016/0376(COD)

Commissione competente per il merito

Annuncio in Aula

ITRE

12.12.2016

 

 

 

Parere espresso da

Annuncio in Aula

ENVI

12.12.2016

Relatore per parere

Nomina

Jytte Guteland

14.2.2017

Esame in commissione

8.6.2017

 

 

 

Approvazione

7.9.2017

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

32

12

12

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Marco Affronte, Ivo Belet, Biljana Borzan, Lynn Boylan, Paul Brannen, Soledad Cabezón Ruiz, Nessa Childers, Birgit Collin-Langen, Mireille D’Ornano, Miriam Dalli, Seb Dance, Stefan Eck, José Inácio Faria, Karl-Heinz Florenz, Arne Gericke, Julie Girling, Sylvie Goddyn, Jytte Guteland, Anneli Jäätteenmäki, Jean-François Jalkh, Benedek Jávor, Karin Kadenbach, Urszula Krupa, Peter Liese, Norbert Lins, Valentinas Mazuronis, Susanne Melior, Massimo Paolucci, Gilles Pargneaux, Piernicola Pedicini, Bolesław G. Piecha, Pavel Poc, Frédérique Ries, Annie Schreijer-Pierik, Davor Škrlec, Renate Sommer, Claudiu Ciprian Tănăsescu, Ivica Tolić, Nils Torvalds, Adina-Ioana Vălean, Jadwiga Wiśniewska, Damiano Zoffoli

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Nicola Caputo, Jørn Dohrmann, Elena Gentile, Jan Huitema, Merja Kyllönen, Stefano Maullu, Mairead McGuinness, Keith Taylor, Carlos Zorrinho

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Bendt Bendtsen, Norbert Erdős, Jill Evans, Barbara Lochbihler, Olle Ludvigsson

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

32

+

ALDE

Anneli Jäätteenmäki, Frédérique Ries, Nils Torvalds

EFDD

Piernicola Pedicini

GUE/NGL

Lynn Boylan, Stefan Eck, Merja Kyllönen

PPE

Stefano Maullu

S&D

Biljana Borzan, Paul Brannen, Soledad Cabezón Ruiz, Nicola Caputo, Nessa Childers, Miriam Dalli, Seb Dance, Elena Gentile, Jytte Guteland, Karin Kadenbach, Olle Ludvigsson, Susanne Melior, Massimo Paolucci, Gilles Pargneaux, Pavel Poc, Claudiu Ciprian Tănăsescu, Damiano Zoffoli, Carlos Zorrinho

Verts/ALE

Marco Affronte, Jill Evans, Benedek Jávor, Barbara Lochbihler, Davor Škrlec, Keith Taylor

12

-

ALDE

Valentinas Mazuronis

ECR

Jørn Dohrmann, Arne Gericke, Julie Girling, Urszula Krupa, Bolesław G. Piecha, Jadwiga Wiśniewska

ENF

Mireille D'Ornano, Sylvie Goddyn, Jean-François Jalkh

PPE

Annie Schreijer-Pierik, Renate Sommer

12

0

ALDE

Jan Huitema

PPE

Ivo Belet, Bendt Bendtsen, Birgit Collin-Langen, Norbert Erdős, José Inácio Faria, Karl-Heinz Florenz, Peter Liese, Norbert Lins, Mairead McGuinness, Ivica Tolić, Adina-Ioana Vălean

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti


PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Titolo

Efficienza energetica

Riferimenti

COM(2016)0761 – C8-0498/2016 – 2016/0376(COD)

Presentazione della proposta al PE

30.11.2016

 

 

 

Commissione competente per il merito

       Annuncio in Aula

ITRE

12.12.2016

 

 

 

Commissioni competenti per parere

       Annuncio in Aula

ENVI

12.12.2016

 

 

 

Relatori

       Nomina

Miroslav Poche

2.2.2017

 

 

 

Relatori sostituiti

Adam Gierek

 

 

 

Esame in commissione

23.3.2017

22.6.2017

4.9.2017

 

Approvazione

28.11.2017

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

33

30

2

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Zigmantas Balčytis, Xabier Benito Ziluaga, José Blanco López, David Borrelli, Jonathan Bullock, Cristian-Silviu Buşoi, Jerzy Buzek, Angelo Ciocca, Edward Czesak, Jakop Dalunde, Pilar del Castillo Vera, Christian Ehler, Fredrick Federley, Adam Gierek, Theresa Griffin, András Gyürk, Rebecca Harms, Hans-Olaf Henkel, Eva Kaili, Barbara Kappel, Krišjānis Kariņš, Seán Kelly, Jaromír Kohlíček, Peter Kouroumbashev, Zdzisław Krasnodębski, Miapetra Kumpula-Natri, Christelle Lechevalier, Paloma López Bermejo, Edouard Martin, Angelika Mlinar, Dan Nica, Angelika Niebler, Morten Helveg Petersen, Miroslav Poche, Michel Reimon, Paul Rübig, Massimiliano Salini, Algirdas Saudargas, Neoklis Sylikiotis, Dario Tamburrano, Patrizia Toia, Evžen Tošenovský, Claude Turmes, Vladimir Urutchev, Kathleen Van Brempt, Henna Virkkunen, Martina Werner, Lieve Wierinck, Hermann Winkler, Carlos Zorrinho

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Michèle Alliot-Marie, Pilar Ayuso, Gerben-Jan Gerbrandy, Benedek Jávor, Jude Kirton-Darling, Rupert Matthews, Clare Moody, Markus Pieper, Dennis Radtke, Dominique Riquet, Anneleen Van Bossuyt, Marco Zullo

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Albert Deß, Arndt Kohn, Sabine Verheyen

Deposito

6.12.2017


VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

33

+

ALDE

Angelika Mlinar, Dominique Riquet, Fredrick Federley, Gerben-Jan Gerbrandy, Lieve Wierinck, Morten Helveg Petersen

EFDD

Dario Tamburrano, David Borrelli, Marco Zullo

GUE/NGL

Neoklis Sylikiotis, Paloma López Bermejo, Xabier Benito Ziluaga

S&D

Arndt Kohn, Carlos Zorrinho, Clare Moody, Dan Nica, Edouard Martin, Eva Kaili, José Blanco López, Jude Kirton-Darling, Kathleen Van Brempt, Martina Werner, Miapetra Kumpula-Natri, Miroslav Poche, Patrizia Toia, Peter Kouroumbashev, Theresa Griffin, Zigmantas Balčytis

VERTS/ALE

Benedek Jávor, Claude Turmes, Jakop Dalunde, Michel Reimon, Rebecca Harms

30

-

ECR

Anneleen Van Bossuyt, Edward Czesak, Evžen Tošenovský, Hans-Olaf Henkel, Rupert Matthews, Zdzisław Krasnodębski

EFDD

Jonathan Bullock

ENF

Angelo Ciocca, Barbara Kappel, Christelle Lechevalier

PPE

Albert Deß, Algirdas Saudargas, András Gyürk, Angelika Niebler, Christian Ehler, Cristian-Silviu Buşoi, Dennis Radtke, Henna Virkkunen, Hermann Winkler, Jerzy Buzek, Krišjānis Kariņš, Markus Pieper, Massimiliano Salini, Michèle Alliot-Marie, Paul Rübig, Pilar Ayuso, Pilar del Castillo Vera, Sabine Verheyen, Seán Kelly, Vladimir Urutchev

2

0

GUE/NGL

Jaromír Kohlíček

S&D

Adam Gierek

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

Avviso legale