Procedura : 2016/0382(COD)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : A8-0392/2017

Testi presentati :

A8-0392/2017

Discussioni :

PV 15/01/2018 - 12
CRE 15/01/2018 - 12
PV 12/11/2018 - 14
CRE 12/11/2018 - 14

Votazioni :

PV 17/01/2018 - 10.4
CRE 17/01/2018 - 10.4
Dichiarazioni di voto
PV 13/11/2018 - 4.5
Dichiarazioni di voto

Testi approvati :

P8_TA(2018)0009
P8_TA(2018)0444

RELAZIONE     ***I
PDF 2870kWORD 509k
6.12.2017
PE 597.755v02-00 A8-0392/2017

sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili (rifusione)

(COM(2016)0767 – C8-0500/2016 – 2016/0382(COD))

Commissione per l'industria, la ricerca e l'energia

Relatore: José Blanco López

(Rifusione – articolo 194 del regolamento)

ERRATA/ADDENDA
PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 ALLEGATO: ELENCO DELLE ENTITÀ O DELLE PERSONE DA CUI IL RELATORE HA RICEVUTO CONTRIBUTI
 ALLEGATO: LETTERA DELLA COMMISSIONE GIURIDICA
 ALLEGATO: PARERE DEL GRUPPO CONSULTIVO DEI SERVIZI GIURIDICI DEL PARLAMENTO EUROPEO, DEL CONSIGLIO E DELLA COMMISSIONE
 PARERE della commissione per lo sviluppo
 PARERE della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare
 PARERE della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale
 PARERE della commissione per le petizioni
 PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO
 VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO

Promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili

(COM(2016)0767 – C8-0500/2016 – 2016/0382(COD))

(Procedura legislativa ordinaria – rifusione)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2016)0767),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 2, e l'articolo 194, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8-0500/2016),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 26 aprile 2017(1),

–  previa consultazione del Comitato delle regioni,

–  visto l'accordo interistituzionale del 28 novembre 2001 ai fini di un ricorso più strutturato alla tecnica della rifusione degli atti normativi(2),

–  vista la lettera in data ...2017 della commissione giuridica alla commissione per l'industria, la ricerca e l'energia a norma dell'articolo 104, paragrafo 3, del suo regolamento,

–  visti gli articoli 104 e 59 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia e i pareri della commissione per lo sviluppo, della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale e della commissione per le petizioni (A8-0392/2017),

A.  considerando che, secondo il gruppo consultivo dei servizi giuridici del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione, la proposta della Commissione non contiene modificazioni sostanziali se non quelle espressamente indicate come tali e che, per quanto concerne la codificazione delle disposizioni immutate degli atti precedenti e di tali modificazioni, la proposta si limita ad una mera codificazione degli atti esistenti, senza modificazioni sostanziali;

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso, tenendo conto delle raccomandazioni del gruppo consultivo dei servizi giuridici del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione;

2.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora la sostituisca, la modifichi sostanzialmente o intenda modificarla sostanzialmente;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Emendamento    1

Proposta di direttiva

Visto 1

Testo della Commissione

Emendamento

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 194, paragrafo 2,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 194 e l'articolo 191, paragrafo 1,

Emendamento    2

Proposta di direttiva

Considerando 2

Testo della Commissione

Emendamento

(2)  Promuovere le forme di energia da fonti rinnovabili rappresenta uno degli obiettivi della politica energetica dell'Unione. Il maggiore ricorso all'energia da fonti rinnovabili, congiuntamente ai risparmi energetici e ad un aumento dell'efficienza energetica, costituisce una parte importante del pacchetto di misure necessarie per ridurre le emissioni di gas a effetto serra e per rispettare l'accordo di Parigi del 2015 sui cambiamenti climatici e il quadro per le politiche dell'energia e del clima all'orizzonte 2030, compreso l'obiettivo vincolante di ridurre le emissioni nell'Unione di almeno il 40% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2030. Un tale obiettivo può svolgere un'importante funzione anche nel promuovere la sicurezza degli approvvigionamenti energetici, nel favorire lo sviluppo tecnologico e l'innovazione e nel creare posti di lavoro e sviluppo regionale, specialmente nelle zone rurali ed isolate o nelle regioni a bassa densità demografica.

(2)  Promuovere le forme di energia da fonti rinnovabili rappresenta uno degli obiettivi della politica energetica dell'Unione in conformità dell'articolo 194, paragrafo 1, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE). Il maggiore ricorso all'energia da fonti rinnovabili, congiuntamente ai risparmi energetici e ad un aumento dell'efficienza energetica, costituisce la parte essenziale del pacchetto di misure necessarie per ridurre le emissioni di gas a effetto serra e per onorare l'impegno dell'Unione ai sensi dell'accordo di Parigi del 2015 sui cambiamenti climatici e la necessità di raggiungere l'obiettivo di zero emissioni nette al suo interno entro il 2050 al più tardi. Un tale obiettivo può svolgere una funzione indispensabile anche nel promuovere la sicurezza degli approvvigionamenti energetici, nel garantire un'energia sostenibile a prezzi accessibili, nel favorire lo sviluppo tecnologico e l'innovazione, oltre alla leadership tecnologica e industriale, offrendo nel contempo vantaggi ambientali, sociali e sanitari, come pure nel creare numerosi posti di lavoro e sviluppo regionale, specialmente nelle zone rurali ed isolate, nelle regioni a bassa densità demografica e nelle zone affette da parziale deindustrializzazione.

Emendamento    3

Proposta di direttiva

Considerando 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(2 bis)  L'accordo di Parigi ha innalzato notevolmente il livello di ambizione globale in materia di attenuazione dei cambiamenti climatici e i firmatari si sono impegnati a contenere l'aumento della temperatura media mondiale ben al di sotto dei 2º C rispetto ai livelli preindustriali e a proseguire gli sforzi per limitare l'aumento della temperatura a 1,5º C al di sopra dei livelli preindustriali. È opportuno che l'Unione si prepari a ridurre le emissioni in maniera ben più incisiva e rapida rispetto a quanto precedentemente previsto, ai fini del passaggio a un sistema energetico ad alta efficienza energetica e basato sulle fonti rinnovabili al più tardi entro il 2050. Contemporaneamente, tali riduzioni sono fattibili a un costo inferiore a quello stimato in precedenza, data la rapidità dello sviluppo e della diffusione delle tecnologie per le energie rinnovabili, come ad esempio l'energia eolica e solare.

Emendamento    4

Proposta di direttiva

Considerando 3

Testo della Commissione

Emendamento

(3)  In particolare, i maggiori progressi tecnologici, gli incentivi all'uso e alla diffusione dei trasporti pubblici, il ricorso a tecnologie energeticamente efficienti e la promozione dell'utilizzo di energia proveniente da fonti rinnovabili nei settori dell'energia elettrica, del riscaldamento e del raffrescamento così come in quello dei trasporti sono strumenti molto efficaci, assieme alle misure di efficienza energetica, per ridurre le emissioni a effetto serra nell'Unione e la sua dipendenza dalle importazioni di gas e di petrolio.

(3)  In particolare, la riduzione dei consumi energetici, i maggiori progressi tecnologici, l'espansione dei trasporti pubblici, il ricorso a tecnologie energeticamente efficienti e la promozione dell'utilizzo di energia proveniente da fonti rinnovabili nei settori dell'energia elettrica, del riscaldamento e del raffrescamento così come in quello dei trasporti sono strumenti molto efficaci, assieme alle misure di efficienza energetica, per ridurre le emissioni a effetto serra nell'Unione e la sua dipendenza energetica.

Emendamento    5

Proposta di direttiva

Considerando 4

Testo della Commissione

Emendamento

(4)  La direttiva 2009/28/CE ha istituito un quadro normativo per la promozione dell'utilizzo di energia da fonti rinnovabili che fissa obiettivi nazionali vincolanti in termini di quota di energia da fonti rinnovabili nel consumo energetico e nei trasporti da raggiungere entro il 2020. La comunicazione della Commissione del 22 gennaio 201412 ha definito un quadro per le future politiche dell'Unione nei settori dell'energia e del clima e ha promosso un'intesa comune sulle modalità per sviluppare dette politiche dopo il 2020. La Commissione ha proposto come obiettivo dell'Unione una quota di energie rinnovabili consumate nell'Unione pari ad almeno il 27% entro il 2030.

(4)  La direttiva 2009/28/CE ha istituito un quadro normativo per la promozione dell'utilizzo di energia da fonti rinnovabili che fissa obiettivi nazionali vincolanti in termini di quota di energia da fonti rinnovabili nel consumo energetico e nei trasporti da raggiungere entro il 2020.

__________________

 

12 "Quadro per le politiche dell'energia e del clima per il periodo dal 2020 al 2030" (COM(2014)15 final).

 

Emendamento    6

Proposta di direttiva

Considerando 5

Testo della Commissione

Emendamento

(5)  Il Consiglio europeo dell'ottobre 2014 ha approvato tale obiettivo, facendo presente che gli Stati membri possono fissare propri obiettivi nazionali più ambiziosi.

soppresso

Emendamento    7

Proposta di direttiva

Considerando 6

Testo della Commissione

Emendamento

(6)  Il Parlamento europeo nelle sue risoluzioni "Quadro per le politiche dell'energia e del clima per il periodo dal 2020 al 2030" e "Relazione sui progressi nel campo delle energie rinnovabili" si è dichiarato favorevole a un obiettivo vincolante dell'Unione per il 2030 di almeno il 30% del consumo finale complessivo di energia da fonti rinnovabili, sottolineando che tale obiettivo dovrebbe essere attuato fissando obiettivi nazionali che tengano conto della situazione e del potenziale individuale di ciascuno Stato membro.

(6)  Il Parlamento europeo, nella sua risoluzione del 5 febbraio 2014 dal titolo "Quadro per le politiche dell'energia e del clima per il periodo dal 2020 al 2030", si è dichiarato favorevole a un obiettivo vincolante dell'Unione per il 2030 di almeno il 30% del consumo finale complessivo di energia da fonti rinnovabili, sottolineando che tale obiettivo dovrebbe essere attuato fissando obiettivi nazionali che tengano conto della situazione e del potenziale individuale di ciascuno Stato membro. Nella sua risoluzione del 23 giugno 2016 dal titolo "Relazione sui progressi nel campo delle energie rinnovabili", il Parlamento europeo si è spinto anche oltre, rilevando la sua precedente posizione in merito a un obiettivo minimo dell'Unione del 30 % per il 2030, e sottolineando, alla luce dell'accordo di Parigi e delle recenti riduzioni dei costi delle tecnologie per le energie rinnovabili, l'auspicabilità che esso sia nettamente più ambizioso.

Emendamento    8

Proposta di direttiva

Considerando 6 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(6 bis)  È pertanto opportuno tenere conto delle ambiziose finalità dell'accordo di Parigi e dello sviluppo tecnologico, tra cui la riduzione dei costi per gli investimenti nelle energie rinnovabili.

Emendamento    9

Proposta di direttiva

Considerando 7

Testo della Commissione

Emendamento

(7)  Appare pertanto opportuno stabilire un obiettivo vincolante dell'UE in relazione alla quota di energia da fonti rinnovabili pari almeno al 27%. Gli Stati membri dovrebbero definire il loro contributo al conseguimento di questo obiettivo nell'ambito dei rispettivi piani nazionali integrati per l'energia e il clima in applicazione del processo di governance definito nel regolamento [sulla governance].

(7)  Appare pertanto opportuno stabilire un obiettivo vincolante dell'UE in relazione alla quota di energia da fonti rinnovabili pari almeno al 35%, accompagnato da obiettivi nazionali.

Emendamento    10

Proposta di direttiva

Considerando 7 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(7 bis)  Gli obiettivi degli Stati membri relativi all'energia rinnovabile dovrebbero essere fissati tenendo conto degli obblighi ai sensi dell'accordo di Parigi in materia di cambiamento climatico, dell'elevato potenziale ancora esistente per l'energia da fonti rinnovabili e degli investimenti necessari per conseguire la transizione energetica.

Emendamento    11

Proposta di direttiva

Considerando 7 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(7 ter)  La traduzione dell'obiettivo generale dell'Unione del 35 % in obiettivi individuali per ogni Stato membro dovrebbe avvenire procedendo a un'assegnazione equa e adeguata che tenga conto del PIL, della differente situazione di partenza e delle diverse potenzialità degli Stati membri, tra cui il livello dell'energia da fonti rinnovabili da conseguire entro il 2020.

Emendamento    12

Proposta di direttiva

Considerando 8

Testo della Commissione

Emendamento

(8)  Un obiettivo vincolante in materia di energie rinnovabili a livello dell'Unione per il 2030 costituirebbe uno stimolo costante allo sviluppo di tecnologie in grado di generare energia rinnovabile e creerebbe certezza per gli investitori. Un obiettivo definito a livello dell'Unione lascerebbe agli Stati membri una maggiore flessibilità nel conseguire i propri obiettivi di riduzione dei gas a effetto serra nel modo più efficace sotto il profilo dei costi e più consono alle loro circostanze nazionali, al mix energetico prescelto e alle capacità di produrre energia da fonti rinnovabili.

(8)  Un obiettivo vincolante in materia di energie rinnovabili a livello dell'Unione per il 2030 costituirebbe uno stimolo costante allo sviluppo di tecnologie in grado di generare energia rinnovabile e creerebbe certezza per gli investitori.

Emendamento    13

Proposta di direttiva

Considerando 8 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(8 bis)  Gli Stati membri dovrebbero considerare la misura in cui l'utilizzo dei diversi tipi di fonti di energia è compatibile con l'obiettivo di limitare il riscaldamento a 1,5°C al di sopra dei livelli preindustriali e con l'obiettivo di realizzare un'economia priva di combustibili fossili e al contempo a basse emissioni di carbonio. È opportuno delegare alla Commissione il potere di adottare atti a tale riguardo per valutare il contributo dei diversi tipi di fonti di energia rinnovabile al conseguimento di tali obiettivi, sulla base del periodo di recupero e dei risultati ottenuti, rispetto ai combustibili fossili, nonché per valutare la possibilità di proporre un periodo di recupero massimo ammissibile come criterio di sostenibilità, in particolare per la biomassa ligneo-cellulosica.

Motivazione

L'emendamento è collegato ai criteri di sostenibilità di cui all'articolo 26, elementi cruciali della rifusione della direttiva sulle energie rinnovabili.

Emendamento    14

Proposta di direttiva

Considerando 10

Testo della Commissione

Emendamento

(10)  Gli Stati membri dovrebbero adottare ulteriori misure qualora la quota di energie rinnovabili a livello di Unione non permettesse di mantenere la traiettoria dell'Unione verso l'obiettivo di almeno il 27% di energie rinnovabili. Come stabilito nel regolamento [sulla governance], se, nel valutare i piani nazionali integrati in materia di energia e clima, ravvisa un insufficiente livello di ambizione, la Commissione può adottare misure a livello dell'Unione per assicurare il conseguimento dell'obiettivo. Se, nel valutare le relazioni nazionali intermedie integrate sull'energia e il clima, la Commissione ravvisa progressi insufficienti verso la realizzazione degli obiettivi, gli Stati membri dovrebbero applicare le misure stabilite nel regolamento [sulla governance], che offrono loro sufficiente flessibilità di scelta.

soppresso

Emendamento    15

Proposta di direttiva

Considerando 15

Testo della Commissione

Emendamento

(15)  I regimi di sostegno all'energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili si sono dimostrati efficaci nel favorirne la diffusione. Qualora gli Stati membri decidessero di attuare regimi di sostegno, detto sostegno dovrebbe essere fornito con modalità che garantiscano la minore distorsione possibile del funzionamento dei mercati dell'energia elettrica. A tal fine, sempre più Stati membri concedono sostegno in forma supplementare rispetto ai proventi del mercato.

(15)  I regimi di sostegno all'energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili si sono dimostrati efficaci nel favorirne la diffusione. Qualora gli Stati membri decidessero di attuare regimi di sostegno, detto sostegno dovrebbe essere fornito con modalità che garantiscano la minore distorsione possibile del funzionamento dei mercati dell'energia elettrica. A tal fine, sempre più Stati membri concedono sostegno in forma supplementare rispetto ai proventi del mercato, tenendo conto nel contempo delle particolarità delle varie tecnologie e delle diverse capacità dei piccoli e grandi produttori di rispondere ai segnali del mercato.

Emendamento    16

Proposta di direttiva

Considerando 16

Testo della Commissione

Emendamento

(16)  La produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili dovrebbe comportare il minor costo possibile per i consumatori e i contribuenti. Quando progettano e attuano i regimi di sostegno, gli Stati membri dovrebbero cercare di ridurre al minimo i costi generali del sistema di diffusione, tenendo pienamente conto delle esigenze di sviluppo delle reti e dei sistemi, del mix energetico che ne risulta e del potenziale a lungo termine delle tecnologie.

(16)  La produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, tra cui lo stoccaggio dell'energia, dovrebbe ridurre al minimo i costi a lungo termine della transizione energetica per i consumatori e i contribuenti. Quando progettano e attuano i regimi di sostegno, gli Stati membri dovrebbero cercare di ridurre al minimo i costi generali del sistema di diffusione, tenendo pienamente conto delle esigenze di sviluppo delle reti e dei sistemi, del mix energetico che ne risulta e del potenziale a lungo termine delle tecnologie. Gli Stati membri dovrebbero concedere altresì aiuti a impianti tramite gara, che può essere tecnologicamente specifica o neutra.

Emendamento    17

Proposta di direttiva

Considerando 16 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(16 bis)  Nelle sue conclusioni sul quadro per le politiche dell'energia e del clima all'orizzonte 2030, dell'ottobre 2014, il Consiglio europeo ha sottolineato l'importanza di una maggiore interconnessione del mercato interno dell'energia e la necessità di un sostegno sufficiente a integrare livelli sempre maggiori di energie rinnovabili intermittenti, consentendo in tal modo all'Unione di essere all'altezza delle proprie ambizioni di leadership nella transizione energetica. È pertanto importante accrescere con urgenza il grado di interconnessione e avanzare verso gli obiettivi concordati dal Consiglio europeo, onde massimizzare il pieno potenziale dell'Unione dell'energia.

Emendamento    18

Proposta di direttiva

Considerando 16 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(16 ter)  Nell'elaborare i regimi di sostegno per le fonti rinnovabili di energia, gli Stati membri dovrebbero tenere conto dei principi dell'economia circolare e della gerarchia dei rifiuti dell'UE. La prevenzione e il riciclaggio dei rifiuti dovrebbero rappresentare l'opzione prioritaria. Gli Stati membri dovrebbero astenersi dal porre in essere regimi di sostegno che siano in contraddizione con gli obiettivi in materia di trattamento dei rifiuti e che comportino un impiego inefficiente dei rifiuti riciclabili. Gli Stati membri dovrebbero inoltre adoperarsi affinché le misure introdotte a norma del presente regolamento non contraddicano gli obiettivi della direttiva 2008/98/UE.

Emendamento    19

Proposta di direttiva

Considerando 16 quater (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(16 quater)  Per quanto concerne l'utilizzo delle fonti energetiche biotiche, gli Stati membri dovrebbero prevedere garanzie per tutelare la biodiversità ed evitare l'esaurimento o la perdita di ecosistemi, come pure qualsiasi deviazione dagli utilizzi esistenti che possa avere un impatto negativo indiretto o diretto sulla biodiversità, sul suolo o sul bilancio globale dei gas a effetto serra.

Emendamento    20

Proposta di direttiva

Considerando 16 quinquies (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(16 quinquies)   Gli Stati membri dovrebbero promuovere e privilegiare, nella misura del possibile, l'uso di risorse rinnovabili locali ed evitare situazioni distorsive che comportano un'ingente importazione di risorse dai paesi terzi. A tale riguardo è auspicabile tener conto e promuovere un approccio basato sul ciclo di vita.

Emendamento    21

Proposta di direttiva

Considerando 16 sexies (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(16 sexies)  Le comunità produttrici/consumatrici di energia da fonti rinnovabili, le città e le autorità locali dovrebbero essere autorizzate a beneficiare dei regimi di sostegno disponibili alle medesime condizioni degli altri partecipanti di grandi dimensioni. A tal fine, gli Stati membri dovrebbero essere autorizzati ad adottare misure, tra cui la fornitura di informazioni e assistenza tecnico-finanziaria tramite gli sportelli amministrativi unici di cui all'articolo16 della presente direttiva, a ridurre i requisiti amministrativi, a includere criteri di gara incentrati sulle comunità, a creare periodi d'offerta su misura per le comunità produttrici/consumatrici di energia da fonti rinnovabili o a consentire loro di essere retribuite tramite sostegno diretto.

Emendamento    22

Proposta di direttiva

Considerando 16 septies (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(16 septies)  La pianificazione delle infrastrutture necessarie ai fini della produzione di elettricità da fonti rinnovabili dovrebbe tenere debito conto delle politiche legate alla partecipazione delle persone interessate dai progetti, tra cui le popolazioni indigene, oltre che dei loro diritti fondiari.

Emendamento    23

Proposta di direttiva

Considerando 16 octies (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(16 octies)  Ai consumatori dovrebbero essere fornite informazioni esaurienti, anche per quanto riguarda i miglioramenti in termini di efficienza energetica offerti dai sistemi di riscaldamento e raffrescamento e i minori costi di gestione dei veicoli elettrici, per consentire loro di compiere scelte di consumo individuali in relazione alle energie rinnovabili ed evitare vincoli tecnologici.

Emendamento    24

Proposta di direttiva

Considerando 16 nonies (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(16 nonies)  Nel favorire lo sviluppo del mercato delle fonti energetiche rinnovabili, è necessario tener conto dell'impatto negativo sugli altri operatori del mercato. I programmi di sostegno dovrebbero pertanto ridurre al minimo il rischio di squilibri del mercato e di distorsioni della concorrenza.

Motivazione

La biomassa, e in particolare la biomassa forestale, è una materia prima preziosa per l'industria del legname e rafforza l'economia delle zone rurali europee. La crescita della domanda di biomassa forestale non dovrebbe pertanto causare squilibri del mercato nel settore interessato.

Emendamento    25

Proposta di direttiva

Considerando 17 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(17 bis)  Laddove è opportuno imporre agli Stati membri di aprire gradualmente e parzialmente il sostegno ai progetti situati in altri Stati membri a un livello che riflette i flussi fisici fra Stati membri, l'apertura dei regimi di sostegno dovrebbe continuare ad essere volontaria al di là di tale quota obbligatoria. Gli Stati membri presentano potenzialità diverse in termini di energia rinnovabile e diversi regimi di sostegno all'energia da fonti rinnovabili a livello nazionale. La maggioranza degli Stati membri applica regimi di sostegno che concedono sussidi solo all'energia da fonti rinnovabili prodotta sul loro territorio. Per il corretto funzionamento dei regimi di sostegno nazionali, è essenziale che gli Stati membri possano controllare gli effetti e i costi dei rispettivi regimi in funzione delle loro diverse potenzialità. Uno strumento importante per raggiungere l'obiettivo fissato dalla presente direttiva consiste nel garantire il corretto funzionamento dei regimi di sostegno nazionali, come previsto dalle direttive 2001/77/CE e 2009/28/CE, al fine di mantenere la fiducia degli investitori e permettere agli Stati membri di elaborare misure nazionali efficaci per conformarsi al suddetto obiettivo. La presente direttiva mira ad agevolare il sostegno transfrontaliero all'energia da fonti rinnovabili senza compromettere in maniera sproporzionata i regimi di sostegno nazionali. Introduce pertanto, oltre all'apertura parziale obbligatoria dei regimi di sostegno, meccanismi facoltativi di cooperazione tra Stati membri che consentono loro di decidere in che misura sostenere la produzione di energia in un altro Stato membro e in che misura la produzione di energia da fonti rinnovabili dovrebbe essere computata ai fini dell'obiettivo nazionale generale dell'uno o dell'altro. Per garantire l'efficacia delle due misure per il conseguimento degli obiettivi, ossia i regimi di sostegno nazionali e i meccanismi di cooperazione, è essenziale che gli Stati membri siano in grado di determinare, al di là della quota minima di apertura obbligatoria, se e in quale misura i regimi nazionali di sostegno si applicano all'energia da fonti rinnovabili prodotta in altri Stati membri e di concordare tale sostegno applicando i meccanismi di cooperazione previsti dalla presente direttiva.

Emendamento    26

Proposta di direttiva

Considerando 18

Testo della Commissione

Emendamento

(18)  Pur permettendo i necessari adeguamenti dei regimi di sostegno al fine di renderli compatibili con le norme sugli aiuti di Stato, le politiche di sostegno alle fonti rinnovabili dovrebbero essere stabili ed evitare frequenti modifiche. Tali modifiche hanno un impatto diretto sui costi di finanziamento del capitale, i costi di sviluppo del progetto e quindi sul costo complessivo della diffusione di energie rinnovabili nell'Unione. Gli Stati membri dovrebbero fare in modo che un'eventuale revisione del sostegno concesso ai progetti di energia rinnovabile non incida negativamente sulla loro sostenibilità economica. In questo contesto, gli Stati membri dovrebbero promuovere politiche di sostegno efficaci sotto il profilo dei costi e garantirne la sostenibilità finanziaria.

(18)  Fatti salvi gli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, le politiche di sostegno alle fonti rinnovabili dovrebbero essere prevedibili, stabili ed evitare modifiche frequenti o retroattive. L'imprevedibilità e l'instabilità delle politiche hanno un impatto diretto sui costi di finanziamento del capitale, i costi di sviluppo del progetto e quindi sul costo complessivo della diffusione di energie rinnovabili nell'Unione. Gli Stati membri dovrebbero annunciare con debito anticipo eventuali modifiche al sostegno e consultare opportunamente le parti interessate. In ogni caso, gli Stati membri dovrebbero fare in modo che un'eventuale revisione del sostegno concesso ai progetti di energia rinnovabile non incida negativamente sulla loro sostenibilità economica. In questo contesto, gli Stati membri dovrebbero promuovere politiche di sostegno efficaci sotto il profilo dei costi e garantirne la sostenibilità finanziaria.

Emendamento    27

Proposta di direttiva

Considerando 19

Testo della Commissione

Emendamento

(19)  Gli obblighi imposti agli Stati membri di elaborare piani d'azione per le energie rinnovabili e di redigere relazioni intermedie così come l'obbligo della Commissione di riferire sui progressi compiuti dagli Stati membri sono fondamentali per aumentare la trasparenza, garantire la chiarezza nei confronti degli investitori e dei consumatori e consentire un efficace monitoraggio. Il regolamento [sulla governance] integra tali obblighi nel sistema di governance dell'Unione dell'energia, che semplifica gli obblighi di pianificazione, comunicazione e monitoraggio nei settori dell'energia e del clima. La piattaforma per la trasparenza in materia di energie rinnovabili è anch'essa integrata nella più ampia piattaforma elettronica introdotta dal regolamento [sulla governance].

(19)  Gli obblighi imposti agli Stati membri di elaborare piani d'azione per le energie rinnovabili e di redigere relazioni intermedie così come l'obbligo della Commissione di riferire sui progressi compiuti dagli Stati membri sono fondamentali per aumentare la trasparenza, garantire la chiarezza nei confronti degli investitori e dei consumatori e consentire un efficace monitoraggio. Garantendo che i cittadini siano al centro della transizione energetica, gli Stati membri dovrebbero definire strategie a lungo termine per facilitare la produzione di energia da fonti rinnovabili da parte delle città, delle comunità produttrici/consumatrici di energia rinnovabile e dai consumatori autonomi, nell'ambito dei rispettivi piani d'azione per le energie rinnovabili. Il regolamento [sulla governance] integra tali obblighi nel sistema di governance dell'Unione dell'energia, che semplifica le strategie a lungo termine, gli obblighi di pianificazione, comunicazione e monitoraggio nei settori dell'energia e del clima. La piattaforma per la trasparenza in materia di energie rinnovabili è anch'essa integrata nella più ampia piattaforma elettronica introdotta dal regolamento [sulla governance].

Emendamento    28

Proposta di direttiva

Considerando 20 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(20 bis)  Le energie marine rinnovabili offrono all'Unione europea l'occasione unica di ridurre la sua dipendenza dai combustibili fossili, contribuire al raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 e dare vita a una nuova filiera industriale creatrice di posti di lavoro su una parte importante del territorio, anche nelle regioni ultraperiferiche. L'Unione europea dovrebbe pertanto impegnarsi a creare le condizioni normative ed economiche propizie al loro sviluppo.

Emendamento    29

Proposta di direttiva

Considerando 24 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(24 bis)  La comunicazione della Commissione del 20 luglio 2016 dal titolo "Una strategia europea a favore della mobilità a basse emissioni" sottolinea la particolare importanza, a medio termine, dei biocarburanti avanzati per il trasporto aereo. Il trasporto aereo commerciale dipende interamente dai combustibili liquidi, in quanto non esiste un'alternativa sicura e certificata per l'industria aeronautica civile.

Emendamento    30

Proposta di direttiva

Considerando 25

Testo della Commissione

Emendamento

(25)  Al fine di assicurare che l'allegato IX tenga conto dei principi della gerarchia dei rifiuti stabilita nella direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio17, i criteri di sostenibilità dell'Unione e la necessità di garantire che l'allegato non crei un'ulteriore domanda di terreni e di promuovere l'utilizzo di rifiuti e residui, la Commissione, nella periodica valutazione dell'allegato dovrebbe considerare l'inclusione di altre materie prime che non causino significativi effetti di distorsione sui mercati dei (sotto)prodotti, dei rifiuti o dei residui.

(25)  Al fine di assicurare che l'allegato IX tenga conto dei principi dell'economia circolare, della gerarchia dei rifiuti stabilita nella direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio17, i criteri di sostenibilità dell'Unione, una valutazione del ciclo di vita delle emissioni e la necessità di garantire che l'allegato non crei un'ulteriore domanda di terreni e di promuovere l'utilizzo di rifiuti e residui, la Commissione dovrebbe valutare periodicamente l'allegato e considerare gli effetti sui mercati dei (sotto)prodotti, dei rifiuti o dei residui nelle modifiche eventualmente proposte.

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17 Direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 novembre 2008, relativa ai rifiuti e che abroga alcune direttive (GU L 312 del 22.11.2008, pag. 3).

17 Direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 novembre 2008, relativa ai rifiuti e che abroga alcune direttive (GU L 312 del 22.11.2008, pag. 3).

Emendamento    31

Proposta di direttiva

Considerando 25 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(25 bis)  Nella sua risoluzione del 4 aprile 2017 sull'olio di palma e il disboscamento delle foreste pluviali, il Parlamento europeo ha invitato la Commissione ad adottare misure per eliminare gradualmente l'uso degli oli vegetali che contribuiscono alla deforestazione, incluso l'olio di palma, quale componente dei biocarburanti, preferibilmente entro il 2020.

Emendamento    32

Proposta di direttiva

Considerando 28

Testo della Commissione

Emendamento

(28)  L'energia elettrica importata, prodotta da fonti energetiche rinnovabili al di fuori dell'Unione, dovrebbe poter essere computata ai fini del conseguimento degli obiettivi degli Stati membri relativi alla quota di energia da fonti rinnovabili. Affinché la sostituzione dell'energia convenzionale con l'energia rinnovabile nell'Unione e nei paesi terzi possa avere un effetto adeguato, occorre assicurare che tali importazioni possano essere individuate e computate in modo affidabile. Sarà valutata l'opportunità di accordi con paesi terzi in merito all'organizzazione di tali scambi di elettricità da fonti energetiche rinnovabili. Se, in virtù di una decisione adottata a tal fine in conformità del trattato che istituisce la Comunità dell'energia18, le parti contraenti di tale trattato sono vincolate dalle pertinenti disposizioni della presente direttiva, le misure di cooperazione tra gli Stati membri previste nella presente direttiva dovrebbero essere ad esse applicabili.

(28)  L'energia elettrica importata, prodotta da fonti energetiche rinnovabili al di fuori dell'Unione, dovrebbe poter essere computata ai fini del conseguimento degli obiettivi degli Stati membri relativi alla quota di energia da fonti rinnovabili. Affinché la sostituzione dell'energia convenzionale con l'energia rinnovabile nell'Unione e nei paesi terzi possa avere un effetto adeguato, occorre assicurare che tali importazioni possano essere individuate e computate in modo affidabile, nonché che siano pienamente conformi con il diritto internazionale. Sarà valutata l'opportunità di accordi con paesi terzi in merito all'organizzazione di tali scambi di elettricità da fonti energetiche rinnovabili. Se, in virtù di una decisione adottata a tal fine in conformità del trattato che istituisce la Comunità dell'energia18, le parti contraenti di tale trattato sono vincolate dalle pertinenti disposizioni della presente direttiva, le misure di cooperazione tra gli Stati membri previste nella presente direttiva dovrebbero essere ad esse applicabili.

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18 GU L 198 del 20.7.2006, pag. 18.

18 GU L 198 del 20.7.2006, pag. 18.

Emendamento    33

Proposta di direttiva

Considerando 28 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(28 bis)  Allorché gli Stati membri intraprendono progetti comuni con uno o più paesi terzi per la produzione di elettricità da fonti energetiche rinnovabili, è opportuno che tali progetti comuni riguardino unicamente impianti di nuova costruzione o impianti che di recente sono stati oggetto di un aumento di capacità. Ciò contribuirà a garantire che la quota di energia da fonti rinnovabili nel consumo totale di energia del paese terzo non sia ridotta a causa dell'importazione nell'Unione di energia da fonti rinnovabili. Inoltre, gli Stati membri interessati dovrebbero facilitare l'uso a livello nazionale da parte del paese terzo interessato di una parte della produzione di elettricità degli impianti oggetto del progetto comune. È altresì opportuno che la Commissione e gli Stati membri incoraggino il paese terzo interessato a definire una politica ambiziosa in materia di energie rinnovabili.

Emendamento    34

Proposta di direttiva

Considerando 28 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(28 ter)  Mentre la presente direttiva istituisce un quadro unionale per la promozione dell'energia da fonti rinnovabili, essa contribuisce altresì al potenziale impatto positivo che l'Unione e gli Stati membri possono avere per promuovere lo sviluppo del settore delle energie rinnovabili nei paesi terzi. L'Unione e gli Stati membri dovrebbero promuovere la ricerca, lo sviluppo e gli investimenti nella produzione di energie rinnovabili nei paesi in via di sviluppo e in altri paesi partner, rafforzando così la loro sostenibilità ambientale ed economica e la loro capacità di esportazione di energie rinnovabili. Inoltre, l'importazione di energie rinnovabili dai paesi partner può aiutare l'Unione e gli Stati membri a realizzare i loro ambiziosi obiettivi in materia di riduzione delle emissioni di carbonio.

Emendamento    35

Proposta di direttiva

Considerando 28 quater (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(28 quater)  I paesi in via di sviluppo hanno adottato con sempre maggiore frequenza politiche in materia di energie rinnovabili a livello nazionale, in quanto si prefiggono di produrre energia da fonti rinnovabili per soddisfare la crescente domanda energetica. Oltre 173 paesi, tra cui 117 economie in via di sviluppo o emergenti, avevano stabilito obiettivi in materia di energie rinnovabili entro la fine del 2015.

Emendamento    36

Proposta di direttiva

Considerando 28 quinquies (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(28 quinquies)   L'impiego di energia nei paesi in via di sviluppo è strettamente legato a una serie di tematiche sociali: la lotta alla povertà, l'istruzione, la salute, la crescita demografica, l'occupazione, l'impresa, la comunicazione, l'urbanizzazione e la mancanza di opportunità per le donne. Le energie rinnovabili presentano un importante potenziale nell'ottica di affrontare congiuntamente le sfide in materia di sviluppo e ambiente. Negli ultimi anni, si è registrato un significativo sviluppo delle tecnologie energetiche alternative, sia in termini di prestazioni che di riduzione dei costi. Inoltre, molti paesi in via di sviluppo si trovano in una posizione particolarmente favorevole per quanto riguarda lo sviluppo di una nuova generazione di tecnologie energetiche. Oltre ai vantaggi sotto il profilo dello sviluppo e dell'ambiente, le energie rinnovabili hanno il potenziale di garantire maggiori sicurezza e stabilità economica. Un maggiore ricorso alle fonti energetiche rinnovabili ridurrebbe la dipendenza dalle onerose importazioni di combustibili fossili e aiuterebbe molti paesi a migliorare la propria bilancia dei pagamenti.

Emendamento    37

Proposta di direttiva

Considerando 31 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(31 bis)  A seconda delle caratteristiche geologiche di una determinata zona, la produzione di energia geotermica può generare gas a effetto serra e altre sostanze dai liquidi sotterranei e da altre formazioni geologiche del sottosuolo. Gli investimenti dovrebbero essere mirati esclusivamente alla produzione di energia geotermica a basso impatto ambientale, con conseguente risparmio di gas a effetto serra rispetto alle fonti tradizionali. Pertanto, la Commissione dovrebbe valutare, entro dicembre 2018, la necessità di una proposta legislativa intesa a regolamentare le emissioni, da parte delle centrali geotermiche, di tutte le sostanze, tra cui il CO2, che sono nocive per la salute e l'ambiente, sia nelle fasi esplorative che in quelle operative.

Emendamento    38

Proposta di direttiva

Considerando 33

Testo della Commissione

Emendamento

(33)  A livello nazionale e regionale, le norme e gli obblighi in materia di requisiti minimi per l'utilizzo dell'energia da fonti rinnovabili negli edifici nuovi e ristrutturati hanno portato ad un notevole aumento dell'utilizzo di questo tipo di energia. Tali misure dovrebbero essere incoraggiate a un più ampio livello dell'Unione, promuovendo allo stesso tempo l'utilizzo di più efficienti applicazioni di energia da fonti rinnovabili tramite le regolamentazioni e i codici in materia urbanistica.

(33)  A livello nazionale, regionale e locale, le norme e gli obblighi in materia di requisiti minimi per l'utilizzo dell'energia da fonti rinnovabili negli edifici nuovi e ristrutturati hanno portato ad un notevole aumento dell'utilizzo di questo tipo di energia. Tali misure dovrebbero essere incoraggiate a un più ampio livello dell'Unione, promuovendo allo stesso tempo l'utilizzo di più efficienti applicazioni di energia da fonti rinnovabili, unitamente a misure di risparmio energetico e di efficienza energetica, tramite le regolamentazioni e i codici in materia urbanistica.

Motivazione

Uno degli obiettivi dell'Unione dell'energia consiste nell'applicazione del principio della preminenza dell'efficienza energetica, che deve pertanto essere integrato in tutta la legislazione dell'UE in materia di energia e che, di conseguenza, deve essere applicato anche per quanto riguarda le politiche relative alle energie rinnovabili negli edifici. Si tratta di un emendamento necessario per motivi di logica interna del testo, che è indissolubilmente legato ad altri emendamenti.

Emendamento    39

Proposta di direttiva

Considerando 35

Testo della Commissione

Emendamento

(35)  Onde garantire che le misure nazionali per lo sviluppo di sistemi di riscaldamento e di raffrescamento da energie rinnovabili siano basate su una mappatura e un'analisi complete del potenziale nazionale di energie rinnovabili e di energia di scarto e agevolare una maggiore integrazione delle energie rinnovabili e delle fonti di calore e freddo di scarto, è opportuno che gli Stati membri effettuino una valutazione del loro potenziale in termini di energie rinnovabili e del recupero di calore e freddo di scarto a fini di riscaldamento e raffrescamento, in particolare per agevolare l'integrazione delle energie rinnovabili negli impianti di riscaldamento e raffrescamento e promuovere il "teleriscaldamento e il teleraffreddamento efficiente" e competitivo quale definito dall'articolo 2, paragrafo 41, della direttiva 2012/27/UE del Parlamento europeo e del Consiglio21. Per garantire la coerenza con i requisiti in materia di efficienza energetica per il riscaldamento e il raffrescamento e ridurre gli oneri amministrativi, tale valutazione dovrebbe inserirsi nella valutazione globale effettuata e notificata in conformità dell'articolo 14 della suddetta direttiva.

(35)  Onde garantire che le misure nazionali per lo sviluppo di sistemi di riscaldamento e di raffrescamento da energie rinnovabili siano basate su una mappatura e un'analisi complete del potenziale nazionale di energie rinnovabili e di energia di scarto e agevolare una maggiore integrazione delle energie rinnovabili – in particolare sostenendo tecnologie innovative quali le pompe di calore e le tecnologie geotermiche e solari termiche – e delle fonti di calore e freddo di scarto, è opportuno che gli Stati membri effettuino una valutazione del loro potenziale in termini di energie rinnovabili e del recupero di calore e freddo di scarto a fini di riscaldamento e raffrescamento, in particolare per agevolare l'integrazione delle energie rinnovabili negli impianti di riscaldamento e raffrescamento e promuovere il "teleriscaldamento e il teleraffreddamento efficiente" e competitivo quale definito dall'articolo 2, paragrafo 41, della direttiva 2012/27/UE del Parlamento europeo e del Consiglio21. Per garantire la coerenza con i requisiti in materia di efficienza energetica per il riscaldamento e il raffrescamento e ridurre gli oneri amministrativi, tale valutazione dovrebbe inserirsi nella valutazione globale effettuata e notificata in conformità dell'articolo 14 della suddetta direttiva.

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21 Direttiva 2012/27/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, sull'efficienza energetica, che modifica le direttive 2009/125/CE e 2010/30/UE e abroga le direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE (GU L 315 del 14.11.2012, pag. 1).

21 Direttiva 2012/27/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, sull'efficienza energetica, che modifica le direttive 2009/125/CE e 2010/30/UE e abroga le direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE (GU L 315 del 14.11.2012, pag. 1).

Emendamento    40

Proposta di direttiva

Considerando 36

Testo della Commissione

Emendamento

(36)  È stato dimostrato che l'assenza di norme trasparenti e di coordinamento tra i diversi organismi incaricati del rilascio delle autorizzazioni ostacola lo sviluppo dell'energia da fonti rinnovabili. L'istituzione di uno sportello amministrativo unico che integri o coordini tutte le procedure autorizzative dovrebbe ridurre la complessità e aumentare l'efficienza e la trasparenza Le procedure amministrative di approvazione degli impianti che utilizzano energia da fonti rinnovabili dovrebbero essere semplificate con calendari trasparenti. Occorre adeguare le norme di pianificazione e gli orientamenti per tenere conto delle apparecchiature di produzione di calore, di freddo e di energia elettrica da fonti rinnovabili efficienti sotto il profilo dei costi e non dannose per l'ambiente. È necessario che la presente direttiva, in particolare le disposizioni relative all'organizzazione e alla durata delle procedure autorizzative, si applichi senza pregiudizio della normativa internazionale e dell'Unione, comprese le norme volte a proteggere l'ambiente e la salute umana.

(36)  È stato dimostrato che l'assenza di norme trasparenti e di coordinamento tra i diversi organismi incaricati del rilascio delle autorizzazioni ostacola lo sviluppo dell'energia da fonti rinnovabili. L'istituzione di uno sportello amministrativo unico che integri o coordini tutte le procedure autorizzative dovrebbe ridurre la complessità e aumentare l'efficienza e la trasparenza anche per i consumatori di energia rinnovabile autoprodotta e le comunità produttrici/consumatrici di energia rinnovabile. Le procedure amministrative di approvazione degli impianti che utilizzano energia da fonti rinnovabili dovrebbero essere semplificate con calendari trasparenti. Occorre adeguare le norme di pianificazione e gli orientamenti per tenere conto delle apparecchiature di produzione di calore, di freddo e di energia elettrica da fonti rinnovabili efficienti sotto il profilo dei costi e non dannose per l'ambiente. È necessario che la presente direttiva, in particolare le disposizioni relative all'organizzazione e alla durata delle procedure autorizzative, si applichi senza pregiudizio della normativa internazionale e dell'Unione, comprese le norme volte a proteggere l'ambiente e la salute umana.

Emendamento    41

Proposta di direttiva

Considerando 43

Testo della Commissione

Emendamento

(43)  Le garanzie di origine, rilasciate ai fini della presente direttiva, hanno unicamente la funzione di dimostrare al cliente finale che una determinata quota o quantità di energia è stata prodotta da fonti energetiche rinnovabili. Una garanzia d'origine può essere trasferita, a prescindere dall'energia cui si riferisce, da un titolare all'altro. Tuttavia, al fine di assicurare che un'unità di energia da fonti rinnovabili sia indicata a un cliente una volta sola, è opportuno evitare doppi conteggi e doppie indicazioni delle garanzie di origine. L'energia da fonti rinnovabili la cui garanzia di origine sia stata venduta separatamente dal produttore non dovrebbe essere indicata o venduta al cliente finale come energia prodotta da fonti rinnovabili.

(43)  Le garanzie di origine, rilasciate ai fini della presente direttiva, hanno unicamente la funzione di dimostrare al cliente finale che una determinata quota o quantità di energia è stata prodotta da fonti energetiche rinnovabili. Una garanzia d'origine può essere trasferita, a prescindere dall'energia cui si riferisce, da un titolare all'altro. Tuttavia, al fine di assicurare che un'unità di energia da fonti rinnovabili sia indicata a un cliente una volta sola, è opportuno evitare doppi conteggi e doppie indicazioni delle garanzie di origine. L'energia da fonti rinnovabili la cui garanzia di origine sia stata venduta separatamente dal produttore non dovrebbe essere indicata o venduta al cliente finale come energia prodotta da fonti rinnovabili. È importante operare una distinzione tra i certificati verdi utilizzati per i regimi di sostegno e le garanzie di origine.

Emendamento    42

Proposta di direttiva

Considerando 45

Testo della Commissione

Emendamento

(45)  È importante fornire informazioni sulle modalità di allocazione dell'energia elettrica che beneficia di un sostegno ai clienti finali. Al fine di migliorare la qualità di tali informazioni destinate ai consumatori, gli Stati membri dovrebbero assicurare che siano rilasciate garanzie di origine per tutte le unità di energia rinnovabile prodotta. Inoltre, al fine di evitare doppie compensazioni, i produttori di energia da fonti rinnovabili che beneficiano di un sostegno finanziario non dovrebbero ricevere garanzie di origine. Tuttavia, tali garanzie di origine dovrebbero essere utilizzate per la diffusione delle informazioni, in modo che il consumatore finale possa ricevere prove chiare, affidabili e sufficienti dell'origine rinnovabile dell'unità energetica in questione. Inoltre, per l'energia elettrica che ha beneficiato di sostegno, le garanzie di origine dovrebbero essere messe all'asta sul mercato e il ricavato dovrebbe essere utilizzato per ridurre le sovvenzioni pubbliche a favore delle energie rinnovabili.

(45)  È importante fornire informazioni sulle modalità di allocazione dell'energia elettrica che beneficia di un sostegno ai clienti finali. Al fine di migliorare la qualità di tali informazioni destinate ai consumatori, gli Stati membri dovrebbero assicurare che siano rilasciate garanzie di origine per tutte le unità di energia rinnovabile prodotta.

Emendamento    43

Proposta di direttiva

Considerando 49

Testo della Commissione

Emendamento

(49)  Sono state riconosciute le possibilità di conseguire la crescita economica grazie all'innovazione e ad una politica energetica sostenibile e competitiva. La produzione di energia da fonti rinnovabili dipende spesso dalle PMI locali o regionali. Sono rilevanti le possibilità di crescita e di occupazione negli Stati membri e nelle loro regioni riconducibili agli investimenti nella produzione di energia da fonti rinnovabili a livello regionale e locale. La Commissione e gli Stati membri dovrebbero pertanto sostenere le azioni di sviluppo nazionali e regionali in tali settori, incoraggiare lo scambio di migliori prassi tra iniziative di sviluppo locali e regionali in materia di produzione di energia da fonti rinnovabili e promuovere il ricorso ai fondi della politica di coesione in tale settore.

(49)  Sono state riconosciute le possibilità di conseguire la crescita economica grazie all'innovazione e ad una politica energetica sostenibile e competitiva. La produzione di energia da fonti rinnovabili dipende spesso dalle PMI locali o regionali. Sono rilevanti le possibilità di sviluppo delle imprese locali, di crescita e di occupazione di qualità negli Stati membri e nelle loro regioni riconducibili agli investimenti nella produzione di energia da fonti rinnovabili a livello regionale e locale. La Commissione e gli Stati membri dovrebbero pertanto promuovere e sostenere le azioni di sviluppo nazionali e regionali in tali settori, incoraggiare lo scambio di migliori prassi tra iniziative di sviluppo locali e regionali in materia di produzione di energia da fonti rinnovabili e potenziare l'assistenza tecnica e i programmi di formazione, per rafforzare sul terreno le competenze in ambito normativo, tecnico e finanziario e migliorare la conoscenza delle possibilità di finanziamento disponibili, incluso un utilizzo più mirato dei fondi UE, ad esempio il ricorso ai fondi della politica di coesione in tale settore.

Motivazione

Si tratta di un considerando strettamente collegato ad altre modifiche introdotte nel testo e che tiene conto della necessità di rafforzare le conoscenze tecniche e finanziarie a livello locale per garantire il conseguimento degli obiettivi della direttiva, ossia l'aumento della quota delle rinnovabili negli Stati membri. Si tratta di un emendamento necessario per motivi di logica interna del testo che è indissolubilmente legato ad altri emendamenti.

Emendamento    44

Proposta di direttiva

Considerando 49 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(49 bis)  Rispetto agli obiettivi nazionali, spesso le autorità locali e regionali si sono date obiettivi più ambiziosi in materia di rinnovabili. Attualmente, gli impegni assunti a livello regionale e locale per promuovere lo sviluppo delle rinnovabili e l'efficienza energetica sono sostenuti da reti come il Patto dei sindaci, le iniziative Città intelligenti e Comunità intelligenti, e mediante l'elaborazione di piani d'azione in materia di energia sostenibile. Tali reti sono indispensabili e dovrebbero essere ampliate, poiché fanno opera di sensibilizzazione e agevolano lo scambio di prassi eccellenti e dell'assistenza finanziaria disponibile. In tale contesto, è altresì opportuno che la Commissione aiuti sostenga la cooperazione transfrontaliera tra le regioni e le autorità locali interessate che sono all'avanguardia, aiutandole a creare meccanismi di cooperazione come il gruppo europeo di cooperazione territoriale, che consente alle autorità pubbliche di vari Stati membri di fare squadra per fornire servizi comuni e realizzare progetti comuni, senza che sia prima necessario firmare un accordo internazionale che deve essere ratificato dai parlamenti nazionali.

Emendamento    45

Proposta di direttiva

Considerando 49 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(49 ter)  Le autorità locali e le città sono in prima linea nella gestione della transizione energetica e nel potenziamento della diffusione delle energie rinnovabili. Essendo il livello di governo più vicino ai cittadini, gli enti locali svolgono un ruolo fondamentale nel promuovere il sostegno pubblico per agli obiettivi dell'UE in materia di energia e clima, diffondendo nel contempo sistemi energetici più decentrati e integrati. È importante garantire a città e regioni un migliore accesso ai finanziamenti, affinché promuovano gli investimenti nelle energie rinnovabili.

Emendamento    46

Proposta di direttiva

Considerando 49 quater (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(49 quater)  È altresì opportuno considerare altre misure innovative per attirare maggiori investimenti nelle nuove tecnologie, quali i contratti di rendimento energetico e i processi di normazione nel settore dei finanziamenti pubblici.

Emendamento    47

Proposta di direttiva

Considerando 50

Testo della Commissione

Emendamento

(50)  Nel favorire lo sviluppo del mercato delle fonti energetiche rinnovabili, è necessario tener conto dell'impatto positivo sullo sviluppo a livello regionale e locale, sulle prospettive di esportazione, sulla coesione sociale e sulla creazione di posti di lavoro, in particolare per quanto riguarda le PMI e i produttori indipendenti di energia.

(50)  Nel favorire lo sviluppo del mercato delle fonti energetiche rinnovabili, è necessario tener conto dell'impatto positivo sullo sviluppo a livello regionale e locale, sulle prospettive di esportazione, sulla coesione sociale e sulla creazione di posti di lavoro, in particolare per quanto riguarda le PMI e i produttori indipendenti di energia, tra cui gli autoconsumatori di energie rinnovabili e le comunità produttrici/consumatrici di energia rinnovabile.

Motivazione

L'emendamento è indissolubilmente legato ad altri emendamenti concernenti disposizioni che sono oggetto di modifiche nella proposta della Commissione. Si tratta di un emendamento necessario per motivi di logica interna del testo che è indissolubilmente legato ad altri emendamenti.

Emendamento    48

Proposta di direttiva

Considerando 51

Testo della Commissione

Emendamento

(51)  La situazione specifica delle regioni ultraperiferiche è riconosciuta dall'articolo 349 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea. Il settore dell'energia in tali regioni è spesso caratterizzato da isolamento, approvvigionamento limitato e dipendenza dai combustibili fossili, benché queste regioni vantino importanti fonti di energia rinnovabili locali. Le regioni ultraperiferiche possono servire da esempio dell'applicazione di tecnologie energetiche innovative per l'Unione. Occorre pertanto promuovere il ricorso alle energie rinnovabili per conseguire una più ampia autonomia energetica in tali regioni e riconoscerne la situazione specifica in termini di potenziale di energia rinnovabile e il fabbisogno di sostegno pubblico.

(51)  La situazione specifica delle regioni ultraperiferiche è riconosciuta dall'articolo 349 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea. Il settore dell'energia in tali regioni è spesso caratterizzato da isolamento, approvvigionamento limitato e più costoso e dipendenza dai combustibili fossili, benché queste regioni vantino importanti fonti di energia rinnovabili locali, in particolare la biomassa e le energie marine. Le regioni ultraperiferiche possono servire da esempio dell'applicazione di tecnologie energetiche innovative per l'Unione e divenire territori che utilizzano al 100 % energia da fonti rinnovabili. Occorre pertanto adattare la strategia in materia di energie rinnovabili per conseguire una più ampia autonomia energetica in tali regioni, rafforzare la sicurezza dell'approvvigionamento, e riconoscerne la situazione specifica in termini di potenziale di energia rinnovabile e il fabbisogno di sostegno pubblico. Inoltre, le regioni ultraperiferiche dovrebbero essere in grado di sfruttare appieno le loro risorse, nel rispetto di rigorosi criteri di sostenibilità e coerentemente con le condizioni e necessità locali, onde incrementare la produzione di energie rinnovabili e rafforzare la loro indipendenza energetica.

Motivazione

L'approvvigionamento di energia fossile nelle regioni ultraperiferiche (80 % o più in alcune regioni) comporta un costo eccessivo che penalizza l'economia locale e il potere d'acquisto degli abitanti. Al contempo, queste regioni possiedono in parte delle notevoli risorse di biomassa che dovrebbero essere in grado di sfruttare.

Emendamento    49

Proposta di direttiva

Considerando 52

Testo della Commissione

Emendamento

(52)  È opportuno consentire lo sviluppo delle tecnologie decentrate per la produzione di energia da fonti rinnovabili a condizioni non discriminatorie e senza ostacolare il finanziamento degli investimenti nelle infrastrutture. Il passaggio a una produzione energetica decentrata presenta molti vantaggi, compreso l'utilizzo delle fonti di energia locali, maggiore sicurezza locale degli approvvigionamenti energetici, minori distanze di trasporto e ridotta dispersione energetica. Tale passaggio favorisce, inoltre, lo sviluppo e la coesione delle comunità grazie alla disponibilità di fonti di reddito e alla creazione di posti di lavoro a livello locale.

(52)  È opportuno consentire lo sviluppo delle tecnologie decentrate per la produzione e lo stoccaggio di energia da fonti rinnovabili a condizioni non discriminatorie e senza ostacolare il finanziamento degli investimenti nelle infrastrutture. Il passaggio a una produzione energetica decentrata presenta molti vantaggi, compreso l'utilizzo delle fonti di energia locali, maggiore sicurezza locale degli approvvigionamenti energetici, minori distanze di trasporto e ridotta dispersione energetica. Tale passaggio favorisce, inoltre, lo sviluppo e la coesione delle comunità grazie alla disponibilità di fonti di reddito e alla creazione di posti di lavoro a livello locale.

Emendamento    50

Proposta di direttiva

Considerando 53

Testo della Commissione

Emendamento

(53)  Con la crescente incidenza dell'autoconsumo di energia rinnovabile, è necessario introdurre la definizione di "autoconsumatori di energia rinnovabile" e stabilire un quadro normativo tale da consentire a detti autoconsumatori di produrre, immagazzinare, utilizzare e vendere energia elettrica senza incorrere in oneri sproporzionati. L'autoconsumo collettivo dovrebbe essere consentito in alcuni casi, di modo che i cittadini che vivono in appartamento possano, ad esempio, beneficiare dei diritti concessi ai consumatori nella stessa misura delle famiglie che abitano case unifamiliari.

(53)  Con la crescente incidenza dell'autoconsumo di energia rinnovabile, è necessario introdurre la definizione di "autoconsumatori di energia rinnovabile" e stabilire un quadro normativo tale da consentire a detti autoconsumatori di produrre, immagazzinare, utilizzare e vendere energia elettrica senza incorrere in oneri sproporzionati. Le tariffe e la remunerazione per l'autoconsumo dovrebbero incentivare le tecnologie più intelligenti per l'integrazione delle energie rinnovabili e indurre gli autoconsumatori a prendere decisioni di investimento vantaggiose sia per se stessi che per la rete. Per consentire un siffatto equilibrio, è necessario garantire che gli autoconsumatori di energia prodotta da fonti rinnovabili e le comunità produttrici/consumatrici di energia rinnovabile abbiano diritto a ricevere, per l'energia elettrica da fonti rinnovabili che producono e immettono in rete, una remunerazione che rispecchia il valore di mercato dell'energia elettrica immessa, nonché i vantaggi a lungo termine per la rete, l'ambiente e la società. Devono essere presi in considerazione sia i costi che i benefici a lungo termine dell'autoconsumo (efficienza energetica, stoccaggio dell'energia, gestione della domanda e reti collettive) in termini di costi evitati alla rete, alla società e all'ambiente, in particolare se l'autoconsumo è combinato ad altre risorse energetiche distribuite. La remunerazione dovrebbe essere stabilita sulla base dell'analisi costi-benefici delle risorse energetiche distribuite ai sensi dell'articolo 59 della [rifusione della direttiva 2009/72/CE di cui al COM(2016) 864].

Emendamento    51

Proposta di direttiva

Considerando 53 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(53 bis)  L'autoconsumo collettivo dovrebbe essere consentito in alcuni casi, di modo che i cittadini che vivono in appartamento possano, ad esempio, beneficiare dei diritti concessi ai consumatori nella stessa misura delle famiglie che abitano case unifamiliari. Il fatto di rendere possibile l'autoconsumo collettivo permette inoltre alle comunità produttrici/consumatrici di energia rinnovabile di aumentare l'efficienza energetica delle famiglie e di contribuire a combattere la povertà energetica mediante la riduzione dei consumi e delle tariffe di fornitura. Gli Stati membri dovrebbero cogliere tale opportunità, anche valutando in che modo le comunità produttrici/consumatrici di energia rinnovabile possono contribuire alla riduzione della povertà energetica e consentire il coinvolgimento di famiglie che altrimenti potrebbero non essere in grado di partecipare, ivi compresi i consumatori vulnerabili e i locatari.

Emendamento    52

Proposta di direttiva

Considerando 53 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(53 ter)  È opportuno che gli Stati membri garantiscano il rispetto delle norme relative al consumo e all'attuazione o al rafforzamento delle misure intese a contrastare la vendita forzata, la promozione commerciale abusiva, le argomentazioni fuorvianti in materia di installazione di impianti di energie rinnovabili, che colpiscono soprattutto le fasce più deboli (anziani, zone rurali, ecc.).

Emendamento    53

Proposta di direttiva

Considerando 54

Testo della Commissione

Emendamento

(54)  La partecipazione locale dei cittadini a progetti nell'ambito delle energie rinnovabili attraverso le comunità che producono energia rinnovabile ha comportato un notevole valore aggiunto in termini di accettazione delle energie rinnovabili a livello locale e l'accesso a capitali privati aggiuntivi. Questo coinvolgimento a livello locale sarà tanto più importante in un contesto caratterizzato dall'aumento della capacità di energia rinnovabile in futuro.

(54)  La partecipazione dei cittadini e delle autorità a livello locale a progetti nell'ambito delle energie rinnovabili attraverso le comunità che producono energia rinnovabile ha comportato un notevole valore aggiunto in termini di accettazione delle energie rinnovabili a livello locale e l'accesso a capitali privati aggiuntivi, il che si traduce in investimenti a livello locale, maggiori possibilità di scelta per i consumatori, promozione della partecipazione dei cittadini alla transizione energetica, in particolare incoraggiando la partecipazione delle famiglie che potrebbero altrimenti vedersi escluse, miglioramento dell'efficienza energetica a livello domestico e contributo alla lotta contro la povertà energetica grazie ai tagli ai consumi e alle tariffe di fornitura. Questo coinvolgimento a livello locale sarà tanto più importante in un contesto caratterizzato dall'aumento della capacità di energia rinnovabile in futuro.

Emendamento    54

Proposta di direttiva

Considerando 55 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(55 bis)  È importante che gli Stati membri garantiscano una ripartizione equa e non distorsiva dei costi di rete e dei prelievi tra tutti gli utenti del sistema elettrico. Tutte le tariffe di rete dovrebbero rispecchiare i costi.

Emendamento    55

Proposta di direttiva

Considerando 57

Testo della Commissione

Emendamento

(57)  Diversi Stati membri hanno attuato misure nel settore del riscaldamento e del raffrescamento per conseguire il proprio obiettivo in materia di energie rinnovabili per il 2020. Tuttavia, in assenza di obiettivi nazionali vincolanti per il periodo successivo al 2020, i rimanenti incentivi nazionali potrebbero non essere sufficienti a raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione a lungo termine per il 2030 e il 2050. Per essere in linea con tali obiettivi, rafforzare la certezza per gli investitori e promuovere lo sviluppo di un mercato del riscaldamento e del raffrescamento da fonti rinnovabili a livello di Unione, pur rispettando il principio che dà priorità all'efficienza energetica, è opportuno incoraggiare gli sforzi degli Stati membri di fornire energia per il riscaldamento e raffrescamento da fonti rinnovabili in modo da contribuire al graduale aumento della quota di queste energie. Data la frammentarietà di alcuni mercati del riscaldamento e raffrescamento, è della massima importanza garantire flessibilità nel progettare le misure a tal fine. È altresì importante assicurare che un potenziale utilizzo del riscaldamento e raffrescamento da energie rinnovabili non abbia effetti collaterali negativi sull'ambiente.

(57)  Diversi Stati membri hanno attuato misure nel settore del riscaldamento e del raffrescamento per conseguire il proprio obiettivo in materia di energie rinnovabili per il 2020. Per essere in linea con tali obiettivi, rafforzare la certezza per gli investitori e promuovere lo sviluppo di un mercato del riscaldamento e del raffrescamento da fonti rinnovabili a livello di Unione, pur rispettando il principio che dà priorità all'efficienza energetica, è opportuno incoraggiare gli sforzi degli Stati membri di fornire energia per il riscaldamento e raffrescamento da fonti rinnovabili in modo da contribuire al graduale aumento della quota di queste energie. Data la frammentarietà di alcuni mercati del riscaldamento e raffrescamento, è della massima importanza garantire flessibilità nel progettare le misure a tal fine. È altresì importante assicurare che un potenziale utilizzo del riscaldamento e raffrescamento da energie rinnovabili non abbia effetti collaterali negativi sull'ambiente e sulla salute umana.

Emendamento    56

Proposta di direttiva

Considerando 59 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(59 bis)  Gli utenti domestici e le comunità che negoziano la propria flessibilità, partecipano all'autoconsumo o vendono l'energia elettrica autoprodotta mantengono i loro diritti di consumatori, compreso il diritto di avere un contratto con il fornitore di loro scelta e di cambiare fornitore.

Emendamento    57

Proposta di direttiva

Considerando 60

Testo della Commissione

Emendamento

(60)  Occorre valorizzare le potenziali sinergie tra gli sforzi di promozione delle energie rinnovabili ai fini del riscaldamento e del raffrescamento e i regimi esistenti in base alle direttive 2010/31/UE e 2012/27/UE. Gli Stati membri dovrebbero, per quanto possibile, poter utilizzare le strutture amministrative esistenti per attuare tali sforzi, al fine di ridurre l'onere amministrativo.

(60)  L'utilizzo di sistemi di riscaldamento o raffrescamento efficienti, basati sulle energie rinnovabili, dovrebbe andare di pari passo con una profonda ristrutturazione degli edifici, riducendo così la domanda di energia e i costi per i consumatori e contribuendo ad alleviare la povertà energetica, nonché a creare a livello locale posti di lavoro di qualità. A tale fine, occorre valorizzare le potenziali sinergie tra le esigenze di promozione delle energie rinnovabili ai fini del riscaldamento e del raffrescamento e i regimi esistenti in base alle direttive 2010/31/UE e 2012/27/UE. Gli Stati membri dovrebbero, per quanto possibile, poter utilizzare le strutture amministrative esistenti per attuare tali sforzi, al fine di ridurre l'onere amministrativo.

Emendamento    58

Proposta di direttiva

Considerando 61 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(61 bis)  Nel settore del trasporto intelligente, è importante incrementare lo sviluppo e la diffusione della mobilità elettrica su strada, nonché accelerare l'integrazione delle tecnologie avanzate nei sistemi ferroviari innovativi portando avanti l'iniziativa Shift to Rail a beneficio del trasporto pubblico pulito.

Emendamento    59

Proposta di direttiva

Considerando 62

 

Testo della Commissione

Emendamento

(62)  La strategia europea per una mobilità a basso tenore di carbonio, del luglio 2016, ha evidenziato che i biocarburanti derivanti da colture alimentari rivestono un ruolo limitato nella decarbonizzazione del settore dei trasporti e dovrebbero essere gradualmente eliminati e sostituiti da biocarburanti avanzati. Per preparare la transizione verso i biocarburanti avanzati e ridurre al minimo le ripercussioni globali indirette del cambio di destinazione colturale dei terreni, è opportuno limitare la quantità di biocarburanti e di bioliquidi ottenuti a partire da colture alimentari e foraggere che possono essere contabilizzati ai fini dell'obiettivo dell'Unione stabilito nella presente direttiva.

(62)  Ove i pascoli o le superfici agricole precedentemente destinati alla produzione alimentare e di mangimi siano convertiti alla produzione di biocarburanti, sarà necessario continuare a soddisfare la domanda di prodotti diversi dai carburanti, intensificando la produzione attuale oppure sfruttando superfici non agricole situate altrove. Quest'ultimo caso costituisce un cambiamento indiretto della destinazione dei terreni e, qualora implichi la conversione di terreni che presentano un elevato stock di carbonio, può generare significative emissioni di gas a effetto serra. La strategia europea per una mobilità a basso tenore di carbonio, del luglio 2016, ha evidenziato che i biocarburanti derivanti da colture alimentari rivestono un ruolo limitato nella decarbonizzazione del settore dei trasporti e dovrebbero essere gradualmente eliminati e sostituiti da biocarburanti avanzati. Per preparare la transizione verso i biocarburanti avanzati e ridurre al minimo le ripercussioni globali indirette del cambio di destinazione colturale dei terreni, è opportuno limitare la quantità di biocarburanti e di bioliquidi ottenuti a partire da colture alimentari e foraggere che possono essere contabilizzati ai fini dell'obiettivo dell'Unione stabilito nella presente direttiva, distinguendo nel contempo i biocarburanti ottenuti da colture che presentano un'elevata efficienza in termini di emissioni di gas a effetto serra e un rischio ridotto di cambiamento indiretto della destinazione dei terreni. È opportuno accelerare la diffusione dei biocarburanti avanzati e della mobilità elettrica.

Emendamento    60

Proposta di direttiva

Considerando 63 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(63 bis)  L'Unione e gli Stati membri dovrebbero puntare ad aumentare il mix di energie da fonti rinnovabili, ridurre il consumo totale di energia nei trasporti e incrementare l'efficienza energetica in tutti i comparti del trasporto. Potrebbero essere promosse misure in tal senso nella pianificazione dei trasporti come pure nella produzione di automobili con una più elevata efficienza energetica.

Motivazione

Si ripristina il concetto dei considerando 28 e 29 della direttiva 2009/28/CE. Una riduzione delle emissioni di gas a effetto serra più consistente implica misure in tutto il settore dei trasporti, sia nella produzione che nelle catene di approvvigionamento.

Emendamento    61

Proposta di direttiva

Considerando 63 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(63 ter)  Le norme in materia di efficienza del carburante per il trasporto su strada potrebbero rappresentare un modo efficace per promuovere l'utilizzo di alternative rinnovabili nel settore dei trasporti, oltre che per conseguire ulteriori riduzioni delle emissioni di gas a effetto serra e la decarbonizzazione del settore dei trasporti nel lungo periodo. Occorre migliorare le norme in materia di efficienza del carburante, in linea con gli sviluppi tecnologici e gli obiettivi in materia di clima ed energia.

Motivazione

Una riduzione delle emissioni di gas a effetto serra più consistente implica misure in tutto il settore dei trasporti. Le norme in materia di efficienza del carburante per il trasporto su strada possono rappresentare un modo efficace per promuovere l'utilizzo delle alternative rinnovabili.

Emendamento    62

Proposta di direttiva

Considerando 64

Testo della Commissione

Emendamento

(64)  I biocarburanti avanzati e gli altri biocarburanti e biogas prodotti a partire da materie prime di cui all'allegato IX, i carburanti per autotrazione rinnovabili liquidi e gassosi di origine non biologica, e l'energia elettrica da fonti rinnovabili nel settore dei trasporti possono contribuire a ridurre le emissioni di carbonio, incentivare la decarbonizzazione del settore dei trasporti dell'Unione in modo efficiente sotto il profilo dei costi, intensificando, tra l'altro, la diversificazione energetica anche nel settore dei trasporti; allo stesso tempo, essi possono stimolare l'innovazione, la crescita e l'occupazione nell'economia dell'Unione nonché ridurre la dipendenza dalle importazioni di energia. L'obbligo per i fornitori di combustibili di includere le fonti rinnovabili nella loro offerta dovrebbe incoraggiare lo sviluppo di carburanti avanzati, compresi i biocarburanti, ed è importante garantire che tale obbligo serva anche a incentivare migliori prestazioni in termini di gas a effetto serra dei carburanti scelti ai fini di tale integrazione. La Commissione dovrebbe valutare la prestazione in termini di riduzione dei gas a effetto serra, l'innovazione tecnica e la sostenibilità di tali carburanti.

(64)  I biocarburanti avanzati e gli altri biocarburanti e biogas prodotti a partire da materie prime di cui all'allegato IX, i carburanti per autotrazione rinnovabili liquidi e gassosi di origine non biologica, e l'energia elettrica da fonti rinnovabili nel settore dei trasporti possono contribuire a ridurre le emissioni di carbonio, incentivare la decarbonizzazione del settore dei trasporti dell'Unione in modo efficiente sotto il profilo dei costi, intensificando, tra l'altro, la diversificazione energetica anche nel settore dei trasporti; allo stesso tempo, essi possono stimolare l'innovazione, la crescita e l'occupazione nell'economia dell'Unione nonché ridurre la dipendenza dalle importazioni di energia. Occorre tenere conto del principio dell'uso a cascata per assicurare che l'uso delle materie prime ai fini della produzione di biocarburanti avanzati non sia in concorrenza con usi diversi, nei quali dovrebbero essere sostituite con materie prime a più alta intensità di emissioni. L'obbligo per i fornitori di combustibili di includere le fonti rinnovabili nella loro offerta dovrebbe incoraggiare lo sviluppo di carburanti avanzati, compresi i biocarburanti, ed è importante garantire che tale obbligo serva anche a incentivare migliori prestazioni in termini di gas a effetto serra dei carburanti scelti ai fini di tale integrazione. La Commissione dovrebbe valutare la prestazione in termini di riduzione dei gas a effetto serra, l'innovazione tecnica e la sostenibilità di tali carburanti.

Emendamento    63

Proposta di direttiva

Considerando 65 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(65 bis)  Per tener conto in maniera più accurata della quota di energia elettrica rinnovabile nel settore dei trasporti, è opportuno sviluppare una metodologia adeguata ed esplorare diverse soluzioni tecniche e tecnologiche a tal fine.

Emendamento    64

Proposta di direttiva

Considerando 66

Testo della Commissione

Emendamento

(66)  Occorre promuovere le materie prime utilizzate per i biocarburanti che hanno un basso impatto sul cambiamento indiretto della destinazione colturale dei terreni per il loro contributo alla decarbonizzazione dell'economia. In particolare le materie prime per biocarburanti avanzati, che richiedono tecnologie più innovative e meno mature e necessitano pertanto di un maggiore sostegno, dovrebbero essere incluse in un allegato della presente direttiva. Al fine di garantire che tale allegato sia al passo con i più recenti sviluppi tecnologici, evitando gli effetti negativi involontari, dopo l'adozione della direttiva si dovrebbe procedere ad una valutazione al fine di stabilire se l'allegato possa essere esteso alle nuove materie prime.

(66)  Occorre promuovere le materie prime utilizzate per i biocarburanti che hanno un basso impatto sul cambiamento indiretto della destinazione colturale dei terreni per il loro contributo alla decarbonizzazione dell'economia. In particolare le materie prime per biocarburanti avanzati, che richiedono tecnologie più innovative e meno mature e necessitano pertanto di un maggiore sostegno, dovrebbero essere incluse in un allegato della presente direttiva. Al fine di garantire che tale allegato sia al passo con i più recenti sviluppi tecnologici, evitando gli effetti negativi involontari, esso dovrebbe essere oggetto di una valutazione periodica.

Emendamento    65

Proposta di direttiva

Considerando 68

 

Testo della Commissione

Emendamento

(68)  Per sfruttare appieno il potenziale della biomassa ai fini della decarbonizzazione dell'economia grazie al suo impiego per i materiali e l'energia, l'Unione e gli Stati membri dovrebbero promuovere un maggior ricorso sostenibile alle risorse agricole e di legno esistenti e allo sviluppo di nuovi sistemi di silvicoltura e di produzione agricola.

(68)  Per sfruttare appieno il potenziale della biomassa ai fini della decarbonizzazione dell'economia grazie al suo impiego per i materiali e l'energia, l'Unione e gli Stati membri dovrebbero promuovere usi energetici derivanti unicamente da un maggior ricorso sostenibile alle risorse agricole e di legno esistenti e lo sviluppo di nuovi sistemi di silvicoltura e di produzione agricola, a condizione che siano soddisfatti i criteri di sostenibilità e di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra.

Emendamento    66

Proposta di direttiva

Considerando 69

Testo della Commissione

Emendamento

(69)  È auspicabile che i biocarburanti, i bioliquidi e i combustibili da biomassa siano sempre prodotti in modo sostenibile. Pertanto occorre che i biocarburanti, i bioliquidi e i combustibili da biomassa utilizzati per conseguire gli obiettivi fissati dalla presente direttiva e quelli che beneficiano di regimi di sostegno soddisfino criteri di sostenibilità e di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra.

(69)  È auspicabile che l'energia da fonti rinnovabili sia sempre prodotta in modo sostenibile. Pertanto occorre che i biocarburanti, i bioliquidi e i combustibili da biomassa utilizzati per conseguire gli obiettivi fissati dalla presente direttiva e le forme di energia da fonti rinnovabili che beneficiano di regimi di sostegno soddisfino criteri di sostenibilità e di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra.

Emendamento    67

Proposta di direttiva

Considerando 71

Testo della Commissione

Emendamento

(71)  La produzione di materie prime agricole per i biocarburanti, i bioliquidi e i combustibili da biomassa, così come gli incentivi per il loro uso previsti dalla presente direttiva non dovrebbero avere l'effetto di incoraggiare la distruzione di terreni ricchi di biodiversità. Tali risorse limitate, il cui valore per tutta l'umanità è stato riconosciuto in molti atti internazionali, dovrebbero essere preservate. È pertanto necessario prevedere criteri di sostenibilità e di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra che assicurino che i biocarburanti, i bioliquidi e i combustibili da biomassa beneficino di incentivi soltanto quando vi sia la garanzia che le materie prime agricole non provengono da aree ricche di biodiversità oppure, nel caso di aree designate per scopi di protezione della natura o per la protezione di ecosistemi, quando l'autorità competente dimostri che la produzione delle materie prime agricole non interferisce con detti scopi. Occorre considerare "ricca di biodiversità", secondo i criteri di sostenibilità, una foresta che sia una foresta primaria secondo la definizione dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) nella «Valutazione delle risorse forestali mondiali», o sia protetta da leggi nazionali in materia di protezione della natura. Dovrebbero essere considerate "foreste ricche di biodiversità" le aree ove si pratica la raccolta di prodotti forestali diversi dal legno, purché l'impatto umano sia limitato. Altri tipi di foreste secondo la definizione della FAO, quali le foreste naturali modificate, le foreste seminaturali e le piantagioni, non dovrebbero essere considerati foreste primarie. Inoltre, tenuto conto dell'elevato grado di biodiversità di alcuni terreni erbosi, temperati o tropicali, incluse savane, steppe, terreni arbustivi e praterie ad elevata biodiversità, i biocarburanti, i bioliquidi e i combustibili da biomassa prodotti a partire da materie prime agricole coltivate su tali terreni non dovrebbero poter beneficiare degli incentivi previsti dalla presente direttiva. La Commissione dovrebbe fissare criteri adeguati per definire questo tipo di terreni erbosi ad elevata biodiversità, conformemente ai migliori dati scientifici disponibili e alle norme internazionali applicabili.

(71)  La produzione di materie prime agricole per i biocarburanti, i bioliquidi e i combustibili da biomassa, così come gli incentivi per il loro uso previsti dalla presente direttiva non dovrebbero avere o incoraggiare un effetto negativo sulla biodiversità all'interno o al di fuori dell'Unione. Tali risorse limitate, il cui valore per tutta l'umanità è stato riconosciuto in molti atti internazionali, dovrebbero essere preservate. È pertanto necessario prevedere criteri di sostenibilità e di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra che assicurino che i biocarburanti, i bioliquidi e i combustibili da biomassa beneficino di incentivi soltanto quando vi sia la garanzia che le materie prime agricole non provengono da aree ricche di biodiversità oppure, nel caso di aree designate per scopi di protezione della natura o per la protezione di ecosistemi, quando l'autorità competente dimostri che la produzione delle materie prime agricole non interferisce con detti scopi. Occorre considerare "ricca di biodiversità", secondo i criteri di sostenibilità, una foresta che sia una foresta primaria secondo la definizione dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) nella «Valutazione delle risorse forestali mondiali», o sia protetta da leggi nazionali in materia di protezione della natura. Dovrebbero essere considerate "foreste ricche di biodiversità" le aree ove si pratica la raccolta di prodotti forestali diversi dal legno, purché l'impatto umano sia limitato. Altri tipi di foreste secondo la definizione della FAO, quali le foreste naturali modificate, le foreste seminaturali e le piantagioni, non dovrebbero essere considerati foreste primarie. È tuttavia opportuno garantire la biodiversità, la qualità, la salute, la redditività e la vitalità di tali foreste. Inoltre, tenuto conto dell'elevato grado di biodiversità di alcuni terreni erbosi, temperati o tropicali, incluse savane, steppe, terreni arbustivi e praterie ad elevata biodiversità, i biocarburanti, i bioliquidi e i combustibili da biomassa prodotti a partire da materie prime agricole coltivate su tali terreni non dovrebbero poter beneficiare degli incentivi previsti dalla presente direttiva. La Commissione dovrebbe fissare criteri adeguati per definire questo tipo di terreni erbosi ad elevata biodiversità, conformemente ai migliori dati scientifici disponibili e alle norme internazionali applicabili.

Emendamento    68

Proposta di direttiva

Considerando 72 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(72 bis)  I criteri di sostenibilità dell'Unione per i biocarburanti, i bioliquidi e i combustibili da biomassa dovrebbero assicurare che la transizione a un'economia a basse emissioni di carbonio sostenga gli obiettivi del piano d'azione per l'economia circolare e sia pienamente coerente con la gerarchia dei rifiuti dell'Unione.

Motivazione

Per assicurare che la direttiva sulle energie rinnovabili sia in linea con il piano d'azione per l'economia circolare e la gerarchia dei rifiuti dell'UE, è necessario introdurre nuovi criteri di sostenibilità.

Emendamento    69

Proposta di direttiva

Considerando 73

 

Testo della Commissione

Emendamento

(73)  Le materie prime di origine agricola destinate alla produzione di biocarburanti, bioliquidi e combustibili da biomassa non dovrebbero essere prodotte su torbiere in quanto la coltivazione di materie prime sulle torbiere porterebbe a significative perdite di stock di carbonio se il terreno è stato ulteriormente drenato a tale scopo, sebbene l'assenza di tale drenaggio non possa essere facilmente verificata.

(73)  Le materie prime di origine agricola destinate alla produzione di biocarburanti, bioliquidi e combustibili da biomassa non dovrebbero essere prodotte su torbiere o zone umide laddove ciò comporti il drenaggio del terreno, in quanto la coltivazione di materie prime sulle torbiere o sulle zone umide porterebbe a significative perdite di stock di carbonio se il terreno è stato ulteriormente drenato a tale scopo.

Motivazione

Le torbiere drenate non sono adatte allo stoccaggio di carbonio. Pertanto, sembra poco logico escluderne l'utilizzo per la produzione di biocarburanti, bioliquidi e combustibili da biomassa.

Emendamento    70

Proposta di direttiva

Considerando 74 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(74 bis)  Le materie prime di origine agricola destinate alla produzione di biocarburanti, bioliquidi e combustibili da biomassa dovrebbero essere prodotte utilizzando pratiche coerenti con la protezione della qualità del suolo e del carbonio organico ivi contenuto.

Motivazione

Secondo quanto rilevato dalla valutazione d'impatto della Commissione, la produzione di biomassa agricola può comportare conseguenze negative per i suoli (ad esempio, perdita di nutrienti e di materia organica nel suolo, erosione, drenaggio delle torbiere), la disponibilità di acqua e la biodiversità. I requisiti di condizionalità stabiliti dalla PAC non sono sufficienti di per sé a garantire la protezione della qualità del suolo e la conservazione del carbonio organico ivi contenuto.

Emendamento    71

Proposta di direttiva

Considerando 75

 

Testo della Commissione

Emendamento

(75)  È opportuno introdurre criteri a livello di Unione in materia di sostenibilità e di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra per i combustibili da biomassa utilizzati nella produzione di energia elettrica, riscaldamento e raffrescamento, in modo da continuare ad assicurare elevate riduzioni di gas a effetto serra rispetto alle alternative d'origine fossile, onde evitare indesiderati effetti sulla sostenibilità, e promuovere il mercato interno.

(75)  È opportuno introdurre criteri a livello di Unione in materia di sostenibilità e di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra per i combustibili da biomassa utilizzati nella produzione di energia elettrica, riscaldamento e raffrescamento, in modo da continuare ad assicurare elevate riduzioni di gas a effetto serra rispetto alle alternative d'origine fossile, onde evitare indesiderati effetti sulla sostenibilità, e promuovere il mercato interno. Fatto salvo il rispetto rigoroso delle risorse primarie di elevato pregio ambientale, le regioni ultraperiferiche dovrebbero essere in grado di utilizzare il potenziale delle loro risorse per accrescere la produzione di energie rinnovabili e la loro indipendenza energetica.

Motivazione

La presente direttiva non dovrebbe vietare l'uso della biomassa nelle regioni ultraperiferiche, come per esempio le foreste primarie, che rappresentano una delle principali risorse di questi territori. Lo sfruttamento di tali risorse è già soggetto a rigorosi criteri di sostenibilità, che assicurano l'integrità ambientale di tale attività.

Emendamento    72

Proposta di direttiva

Considerando 75 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(75 bis)  Per assicurare la piena trasparenza in tutti i settori della produzione di energia, la Commissione dovrebbe definire, mediante atti delegati, entro il 31 dicembre 2018, criteri di produzione per i combustibili fossili e le energie fossili.

Motivazione

Vi è un'assoluta esigenza di criteri di produzione per garantire parità di condizioni tra i biocarburanti e i combustibili fossili.

Emendamento    73

Proposta di direttiva

Considerando 76

 

Testo della Commissione

Emendamento

(76)  Onde assicurare che, nonostante la crescente domanda di biomassa forestale, la raccolta del legno sia effettuata in modo sostenibile nelle foreste in cui la rigenerazione è garantita, che venga prestata un'attenzione particolare a settori esplicitamente designati per la tutela della biodiversità, dei paesaggi e degli specifici elementi naturali, che le risorse di biodiversità siano salvaguardate e che gli stock di carbonio siano tracciati, la materia prima legnosa dovrebbe provenire solo da foreste in cui la raccolta avviene secondo i principi di gestione forestale sostenibile elaborati nell'ambito di istanze internazionali sulle foreste quali Forest Europe ed attuati mediante leggi nazionali o le migliori pratiche in materia di gestione a livello di azienda forestale. Gli operatori dovrebbero prendere le misure appropriate per ridurre al minimo il rischio di un uso non sostenibile della biomassa forestale per la produzione di bioenergia. A tal fine, gli operatori dovrebbero adottare un approccio basato sul rischio. In tale contesto, è opportuno che la Commissione sviluppi linee guida operative per la verifica della conformità con l'approccio basato sul rischio, previa consultazione del comitato sulla governance dell'Unione dell'energia e del comitato permanente forestale istituito dalla decisione 89/367/CEE del Consiglio.

(76)  Onde assicurare che, nonostante la crescente domanda di biomassa forestale, la raccolta del legno sia effettuata in modo sostenibile nelle foreste in cui la rigenerazione è garantita, che venga prestata un'attenzione particolare a settori esplicitamente designati per la tutela della biodiversità, dei paesaggi e degli specifici elementi naturali, che le risorse di biodiversità siano salvaguardate e che gli stock di carbonio siano tracciati, la materia prima legnosa dovrebbe provenire solo da foreste in cui la raccolta avviene secondo i principi di gestione forestale sostenibile elaborati nell'ambito di istanze internazionali sulle foreste quali Forest Europe ed attuati mediante leggi nazionali o le migliori pratiche in materia di gestione a livello di base dell'approvvigionamento. Gli operatori dovrebbero assicurare l'adozione di misure tese a evitare o limitare le conseguenze negative della raccolta del legno sull'ambiente. A tal fine, gli operatori dovrebbero adottare un approccio basato sul rischio. In tale contesto, è opportuno che la Commissione sviluppi meccanismi per l'attuazione dei requisiti sulla base delle migliori prassi degli Stati membri, come pure linee guida operative per la verifica della conformità con l'approccio basato sul rischio, previa consultazione del comitato sulla governance dell'Unione dell'energia e del comitato permanente forestale istituito dalla decisione 89/367/CEE del Consiglio24.

Emendamento    74

Proposta di direttiva

Considerando 76 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(76 bis)  Laddove una normativa nazionale e/o subnazionale o il monitoraggio di uno Stato membro non rispettino un singolo criterio in materia di sostenibilità della biomassa forestale, dovrebbero essere fornite maggiori informazioni corrispondenti a tale criterio a livello di base dell'approvvigionamento, senza il requisito di fornire ulteriori informazioni sui criteri che risultano già soddisfatti a livello dello Stato membro.

Motivazione

L'approccio basato sul rischio è attuato criterio per criterio. La pratica proposta garantirebbe la salvaguardia dello scopo dell'approccio basato sul rischio, riducendo la possibilità di uso non sostenibile della biomassa a causa delle lacune relative a un solo criterio.

Emendamento    75

Proposta di direttiva

Considerando 76 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(76 ter)  L'"approccio basato sul rischio" dovrebbe essere attuato innanzitutto a livello nazionale. Se i requisiti di un singolo criterio non possono essere soddisfatti dalla normativa o da un sistema di monitoraggio a livello nazionale o subnazionale, le pertinenti informazioni dovrebbero essere fornite a livello di base dell'approvvigionamento, onde ridurre il rischio di produzione non sostenibile di biomassa forestale.

Emendamento    76

Proposta di direttiva

Considerando 76 quater (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(76 quater)  La raccolta a fini energetici è cresciuta e si prevede che continuerà a crescere, comportando maggiori importazioni di materie prime dai paesi terzi, nonché un aumento della produzione di tali materiali all'interno dell'Unione. Gli operatori dovrebbero assicurare che la raccolta avvenga in conformità dei criteri di sostenibilità.

Emendamento    77

Proposta di direttiva

Considerando 78

 

Testo della Commissione

Emendamento

(78)  I combustibili da biomassa dovrebbero essere convertiti in energia elettrica e termica in modo efficiente, al fine di massimizzare la sicurezza energetica e le riduzioni di gas a effetto serra, nonché di limitare le emissioni di inquinanti atmosferici e ridurre al minimo la pressione sulle risorse limitate di biomassa. Per questo motivo, il sostegno pubblico agli impianti con una capacità di combustione pari o superiore a 20 MW, se necessario, dovrebbe essere concesso solo a impianti di cogenerazione ad alto rendimento di energia elettrica e termica ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 34, della direttiva 2012/27/UE. Gli attuali regimi di sostegno dell'energia elettrica da biomassa dovrebbero tuttavia essere autorizzati fino alla loro scadenza finale per tutti gli impianti alimentati a biomassa. Inoltre l'energia elettrica prodotta a partire dalla biomassa in impianti nuovi con una capacità di combustione pari o superiore a 20 MW dovrebbe essere contabilizzata soltanto ai fini degli obiettivi e degli obblighi in materia di energie rinnovabili e in caso di impianti ad alto rendimento di cogenerazione di energia elettrica e termica. Conformemente alle norme in materia di aiuti di Stato, gli Stati membri dovrebbero tuttavia essere autorizzati a concedere sostegno pubblico ad impianti per la produzione di energie rinnovabili, e contabilizzare l'energia elettrica da loro prodotta ai fini del conseguimento degli obiettivi e degli obblighi stabiliti per le energie rinnovabili, al fine di evitare un aumento della dipendenza da combustibili fossili a maggiore impatto ambientale e climatico, qualora, dopo aver esaurito tutte le possibilità tecniche ed economiche di installare impianti ad alto rendimento di cogenerazione di energia elettrica e termica da biomasse, gli Stati membri fossero esposti ad un rischio fondato per la sicurezza dell'approvvigionamento di energia elettrica.

(78)  I combustibili da biomassa dovrebbero essere convertiti in energia elettrica e termica in modo efficiente, al fine di massimizzare la sicurezza energetica e le riduzioni di gas a effetto serra, nonché di limitare le emissioni di inquinanti atmosferici e ridurre al minimo la pressione sulle risorse limitate di biomassa. Per questo motivo, il sostegno pubblico agli impianti con una capacità di combustione pari o superiore a 20 MW, se necessario, dovrebbe essere concesso solo a impianti di cogenerazione ad alto rendimento di energia elettrica e termica ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 34, della direttiva 2012/27/UE. Gli attuali regimi di sostegno dell'energia elettrica da biomassa dovrebbero tuttavia essere autorizzati fino alla loro scadenza finale per tutti gli impianti alimentati a biomassa. Inoltre l'energia elettrica prodotta a partire dalla biomassa in impianti nuovi con una capacità di combustione pari o superiore a 20 MW dovrebbe essere contabilizzata soltanto ai fini degli obiettivi e degli obblighi in materia di energie rinnovabili e in caso di impianti ad alto rendimento di cogenerazione di energia elettrica e termica. Conformemente alle norme in materia di aiuti di Stato, gli Stati membri dovrebbero tuttavia essere autorizzati a concedere sostegno pubblico ad impianti per la produzione di energie rinnovabili, e contabilizzare l'energia elettrica da loro prodotta ai fini del conseguimento degli obiettivi e degli obblighi stabiliti per le energie rinnovabili, al fine di evitare un aumento della dipendenza da combustibili fossili a maggiore impatto ambientale e climatico, qualora, dopo aver esaurito tutte le possibilità tecniche ed economiche di installare impianti ad alto rendimento di cogenerazione di energia elettrica e termica da biomasse, gli Stati membri fossero esposti ad un rischio fondato per la sicurezza dell'approvvigionamento di energia elettrica. In particolare, dovrebbe essere rafforzato il sostegno agli impianti per la produzione di energie rinnovabili da biomassa nelle regioni ultraperiferiche fortemente dipendenti dalle importazioni di energia, purché siano rispettati i criteri di sostenibilità per la produzione di tali energie rinnovabili, adeguati alle specificità di queste regioni.

Emendamento    78

Proposta di direttiva

Considerando 80

 

Testo della Commissione

Emendamento

(80)  Sulla base dell'esperienza acquisita nell'attuazione pratica dei criteri di sostenibilità dell'Unione, è opportuno rafforzare il ruolo dei sistemi volontari di certificazione nazionali e internazionali per la verifica del rispetto dei criteri di sostenibilità in modo armonizzato.

(80)  Sulla base dell'esperienza acquisita nell'attuazione pratica dei criteri di sostenibilità dell'Unione, è opportuno tenere in considerazione il ruolo dei sistemi volontari di certificazione nazionali e internazionali per la verifica del rispetto dei criteri di sostenibilità in modo armonizzato.

Emendamento    79

Proposta di direttiva

Considerando 82

 

Testo della Commissione

Emendamento

(82)  I sistemi volontari rivestono un ruolo sempre più importante nel fornire prove della conformità ai criteri di sostenibilità e riduzione delle emissioni di gas a effetto serra dei biocarburanti, dei bioliquidi e dei combustibili da biomassa. È pertanto opportuno che la Commissione disponga che i sistemi volontari, compresi quelli già riconosciuti dalla Commissione, presentino periodiche relazioni sulla loro attività. Occorre rendere pubbliche tali relazioni in modo da aumentare la trasparenza e migliorare la sorveglianza da parte della Commissione. Inoltre, esse fornirebbero le informazioni necessarie alla Commissione per riferire in merito al funzionamento dei sistemi volontari allo scopo di individuare le migliori prassi e presentare, se del caso, una proposta per promuovere ulteriormente tali migliori prassi.

(82)  I sistemi volontari possono rivestire un ruolo importante nel fornire prove della conformità ai criteri minimi di sostenibilità e riduzione delle emissioni di gas a effetto serra dei biocarburanti, dei bioliquidi e dei combustibili da biomassa. È pertanto opportuno che la Commissione disponga che i sistemi volontari, compresi quelli già riconosciuti dalla Commissione, presentino periodiche relazioni sulla loro attività. Occorre rendere pubbliche tali relazioni in modo da aumentare la trasparenza e migliorare la sorveglianza da parte della Commissione. Inoltre, esse fornirebbero le informazioni necessarie alla Commissione per riferire in merito al funzionamento dei sistemi volontari allo scopo di individuare le migliori prassi e presentare, se del caso, una proposta per promuovere ulteriormente tali migliori prassi.

Motivazione

È necessario che le garanzie di origine informino il consumatore riguardo al rispetto dei criteri di sostenibilità e al risparmio nell'emissione di gas ad effetto serra.

Emendamento    80

Proposta di direttiva

Considerando 84

 

Testo della Commissione

Emendamento

(84)  Per evitare un onere amministrativo sproporzionato, occorre elaborare un elenco di valori standard per le filiere normali di produzione dei biocarburanti, dei bioliquidi e dei combustibili da biomassa che dovrebbe essere aggiornato e ampliato allorché si rendono disponibili ulteriori dati. Per gli operatori economici dovrebbe essere sempre possibile far valere il livello di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra per i biocarburanti, i bioliquidi e i combustibili da biomassa indicato nell'elenco. Ove il valore standard di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra di una filiera di produzione sia inferiore al livello minimo richiesto di riduzione delle emissioni, i produttori che intendano far constatare che rispettano il livello minimo dovrebbero essere tenuti a dimostrare che le emissioni effettivamente prodotte dal processo di produzione da essi applicato sono inferiori a quelle che sono state ipotizzate nel calcolo dei valori standard.

(84)  Per evitare un onere amministrativo sproporzionato, occorre elaborare un elenco di valori standard per le filiere normali di produzione dei biocarburanti, dei bioliquidi e dei combustibili da biomassa che dovrebbe essere aggiornato e ampliato allorché si rendono disponibili ulteriori dati. Per gli operatori economici dovrebbe essere sempre possibile far valere il livello di riduzione delle emissioni dirette di gas a effetto serra per i biocarburanti, i bioliquidi e i combustibili da biomassa indicato nell'elenco. Ove il valore standard di riduzione delle emissioni dirette di gas a effetto serra di una filiera di produzione sia inferiore al livello minimo richiesto di riduzione delle emissioni, i produttori che intendano far constatare che rispettano il livello minimo dovrebbero essere tenuti a dimostrare che le emissioni effettivamente prodotte dal processo di produzione da essi applicato sono inferiori a quelle che sono state ipotizzate nel calcolo dei valori standard.

Motivazione

L'emendamento è inestricabilmente collegato all'emendamento all'articolo 25, paragrafo 1.

Emendamento    81

Proposta di direttiva

Considerando 85

 

Testo della Commissione

Emendamento

(85)  Occorre fissare norme precise per il calcolo della riduzione delle emissioni di gas a effetto serra prodotte dai biocarburanti, dai bioliquidi e dai combustibili da biomassa, così come dai combustibili fossili di riferimento.

(85)  Occorre fissare norme precise, basate su criteri oggettivi e non discriminatori, per il calcolo della riduzione delle emissioni di gas a effetto serra prodotte dai biocarburanti, dai bioliquidi e dai combustibili da biomassa, così come dai combustibili fossili di riferimento.

Emendamento    82

Proposta di direttiva

Considerando 95

Testo della Commissione

Emendamento

(95)  La domanda globale di materie prime agricole è in crescita. Questa domanda in crescita potrà essere parzialmente soddisfatta aumentando la superficie dei terreni agricoli. Uno dei modi per aumentare la superficie dei terreni disponibili per le coltivazioni consiste nel ripristino di terreni gravemente degradati che, allo stato attuale, non possono essere utilizzati per scopi agricoli. Il regime di sostenibilità dovrebbe promuovere l'utilizzo di terreni degradati ripristinati, dato che la promozione dei biocarburanti, dei bioliquidi e dei combustibili da biomassa contribuirà alla crescita della domanda di materie prime agricole.

(95)  La domanda globale di materie prime agricole è in crescita. Questa domanda in crescita potrà essere parzialmente soddisfatta aumentando la superficie dei terreni agricoli. Uno dei modi per aumentare la superficie dei terreni disponibili per le coltivazioni consiste nel ripristino di terreni gravemente degradati che, allo stato attuale, non possono essere utilizzati per scopi agricoli. Il regime di sostenibilità dovrebbe promuovere l'utilizzo di terreni degradati ripristinati, dato che la promozione dei biocarburanti, dei bioliquidi e dei combustibili da biomassa contribuirà alla crescita della domanda di materie prime agricole, il che potrebbe comportare emissioni correlate al cambiamento indiretto di destinazione dei terreni.

Motivazione

L'emendamento è indissolubilmente legato all'emendamento all'articolo 7, paragrafo 1.

Emendamento    83

Proposta di direttiva

Articolo 1

 

Testo della Commissione

Emendamento

La presente direttiva stabilisce un quadro comune per la promozione dell'energia da fonti rinnovabili. Fissa un obiettivo vincolante dell'Unione per la quota complessiva di energia da fonti rinnovabili sul consumo finale lordo di energia nel 2030. Detta anche norme relative al sostegno finanziario alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, all'autoconsumo di energia elettrica da fonti rinnovabili e all'uso di energia da fonti rinnovabili nei settori del riscaldamento e raffreddamento e dei trasporti, alla cooperazione regionale tra gli Stati membri e con i paesi terzi, alle garanzie di origine, alle procedure amministrative e all'informazione e alla formazione. Fissa criteri di sostenibilità e di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra per i biocarburanti, i bioliquidi e i combustibili da biomassa.

La presente direttiva stabilisce un quadro comune per la promozione dell'energia da fonti rinnovabili. Fissa obiettivi minimi vincolanti dell'Unione per la quota complessiva di energia da fonti rinnovabili sul consumo finale lordo di energia e per la quota di energia da fonti rinnovabili nel settore dei trasporti nel 2030, obiettivi che dovranno essere conseguiti collettivamente dagli Stati membri tramite obiettivi nazionali. Detta anche norme relative al sostegno finanziario alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, all'autoconsumo di energia elettrica da fonti rinnovabili e all'uso di energia da fonti rinnovabili nei settori del riscaldamento e raffreddamento e dei trasporti, alla cooperazione regionale tra gli Stati membri e con i paesi terzi, alle garanzie di origine, alle procedure amministrative e all'informazione e alla formazione. Fissa criteri di sostenibilità e di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra per i biocarburanti, i bioliquidi e i combustibili da biomassa.

Emendamento    84

Proposta di direttiva

Articolo 2 – comma 2 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

a)  "energia da fonti rinnovabili": energia proveniente da fonti rinnovabili non fossili, vale a dire energia eolica, solare (solare termico e fotovoltaico), geotermica, calore ambiente ed energia mareomotrice, del moto ondoso e altre forme di energia marina, idraulica, da biomassa, gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biogas;

a)  "energia da fonti rinnovabili": energia proveniente da fonti rinnovabili non fossili, vale a dire energia eolica, solare (solare termico e fotovoltaico), geotermica, energia ambientale ed energia mareomotrice, del moto ondoso e altre forme di energia marina, idraulica, da biomassa, gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biogas;

Emendamento    85

Proposta di direttiva

Articolo 2 – comma 2 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

b)  "calore ambiente": energia termica ad un livello di temperatura utile accumulata nell'aria ambiente, nel sottosuolo o nelle acque superficiali ed estratta o catturata per mezzo di pompe di calore che hanno bisogno di energia elettrica o altra energia ausiliaria per funzionare. I valori da indicare sono stabiliti sulla base della stessa metodologia utilizzata per la comunicazione dell'energia termica estratta o catturata da pompe di calore;

b)  "energia ambientale": energia termica ad un livello di temperatura utile accumulata nell'aria ambiente, esclusa l'aria esausta, nelle acque superficiali o nelle acque reflue. I valori da indicare sono stabiliti sulla base della stessa metodologia utilizzata per la comunicazione dell'energia termica estratta o catturata da pompe di calore;

Emendamento    86

Proposta di direttiva

Articolo 2 – comma 2 – lettera b bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

b bis)  "energia geotermica": energia immagazzinata nel sottosuolo sotto forma di calore;

Emendamento    87

Proposta di direttiva

Articolo 2 – comma 2 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

c)  "biomassa": la frazione biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui di origine biologica provenienti dall'agricoltura, comprendente sostanze vegetali e animali, dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, comprese la pesca e l'acquacoltura, nonché la parte biodegradabile dei rifiuti, compresi i rifiuti industriali e urbani di origine biologica;

c)  "biomassa": la frazione biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui di origine biologica provenienti dall'agricoltura, comprendente batteri, sostanze vegetali e animali, dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, comprese la pesca e l'acquacoltura, nonché la parte biodegradabile dei rifiuti, compresi i rifiuti industriali e urbani di origine biologica;

Emendamento    88

Proposta di direttiva

Articolo 2 – comma 2 – lettera d

Testo della Commissione

Emendamento

d)  "consumo finale lordo di energia": i prodotti energetici forniti a scopi energetici all'industria, ai trasporti, alle famiglie, ai servizi, compresi i servizi pubblici, all'agricoltura, alla silvicoltura e alla pesca, ivi compreso il consumo di energia elettrica e di calore del settore elettrico per la produzione di energia elettrica e di calore, incluse le perdite di energia elettrica e di calore con la distribuzione e la trasmissione;

d)  "consumo finale lordo di energia": i prodotti energetici forniti a scopi energetici all'industria, ai trasporti, alle famiglie, ai servizi, compresi i servizi pubblici, all'agricoltura, alla silvicoltura e alla pesca, ivi compreso il consumo di energia elettrica e di calore del settore elettrico per la produzione di energia elettrica, calore e carburanti per autotrazione, incluse le perdite di energia elettrica e di calore con la distribuzione e la trasmissione;

Motivazione

Le perdite di efficienza nella produzione di calore e carburanti per autotrazione possono essere notevoli e devono essere considerate nel consumo finale lordo di energia. Si tratta di un emendamento necessario per motivi di logica interna del testo che è indissolubilmente legato ad altri emendamenti.

Emendamento    89

Proposta di direttiva

Articolo 2 – comma 2 – lettera e

Testo della Commissione

Emendamento

e)  "teleriscaldamento" o "teleraffrescamento": la distribuzione di energia termica in forma di vapore, acqua calda o liquidi refrigerati, da una fonte centrale di produzione verso una pluralità di edifici o siti tramite una rete, per il riscaldamento o il raffrescamento di spazi o di processi di lavorazione;

e)  "teleriscaldamento" o "teleraffrescamento": la distribuzione di energia termica in forma di vapore, acqua calda o liquidi refrigerati, da fonti centrali o decentrate di produzione verso una pluralità di edifici o siti tramite una rete, per il riscaldamento o il raffrescamento di spazi o di processi di lavorazione;

Emendamento    90

Proposta di direttiva

Articolo 2 – comma 2 – lettera f

Testo della Commissione

Emendamento

f)  "bioliquidi": combustibili liquidi per scopi energetici diversi dal trasporto, compresi l'energia elettrica, il riscaldamento ed il raffrescamento, prodotti a partire dalla biomassa;

f)  "bioliquidi": combustibili liquidi per scopi energetici diversi dal trasporto, compresi l'energia elettrica, il riscaldamento ed il raffrescamento, prodotti a partire dalla biomassa o tramite la biomassa;

Emendamento    91

Proposta di direttiva

Articolo 2 – comma 2 – lettera i

Testo della Commissione

Emendamento

i)  "regime di sostegno": strumento, regime o meccanismo applicato da uno Stato membro o gruppo di Stati membri, inteso a promuovere l'uso delle energie da fonti rinnovabili riducendone i costi, aumentando i prezzi a cui possono essere vendute o aumentando, per mezzo di obblighi in materia di energie rinnovabili o altri mezzi, il volume acquistato di dette energie. Ciò comprende, ma non in via esclusiva, le sovvenzioni agli investimenti, le esenzioni o gli sgravi fiscali, le restituzioni d'imposta, i regimi di sostegno all'obbligo in materia di energie rinnovabili, compresi quelli che usano certificati verdi, e i regimi di sostegno diretto dei prezzi, ivi comprese le tariffe di riacquisto e le sovvenzioni;

i)  "regime di sostegno": strumento, regime o meccanismo applicato da uno Stato membro o gruppo di Stati membri, inteso a promuovere l'uso delle energie da fonti rinnovabili riducendone i costi, aumentando i prezzi a cui possono essere vendute o aumentando, per mezzo di obblighi in materia di energie rinnovabili o altri mezzi, il volume acquistato di dette energie. Ciò comprende, ma non in via esclusiva, le sovvenzioni alla ricerca e agli investimenti, le esenzioni o gli sgravi fiscali, le restituzioni d'imposta, i regimi di sostegno all'obbligo in materia di energie rinnovabili, compresi quelli che usano certificati verdi, e i regimi di sostegno diretto dei prezzi, ivi comprese le tariffe di riacquisto e le sovvenzioni;

Motivazione

Alcuni Stati membri sovvenzionano in modo indiretto la produzione di energie rinnovabili tramite gli aiuti alla ricerca.

Emendamento    92

Proposta di direttiva

Articolo 2 – comma 2 – lettera n bis (nuova)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

n bis)  "rifiuti residui": i rifiuti risultanti da un'operazione di trattamento o di recupero, ivi compreso il riciclaggio, che non possono essere ulteriormente recuperati e di conseguenza devono essere smaltiti;

Motivazione

È necessario introdurre questa definizione per restringere l'utilizzo come biocarburanti avanzati ai soli rifiuti che non possono essere più riciclati o recuperati.

Emendamento    93

Proposta di direttiva

Articolo 2 – comma 2 – lettera q

 

Testo della Commissione

Emendamento

q)  "materie cellulosiche di origine non alimentare": materie prime composte principalmente da cellulosa ed emicellulosa e aventi un tenore di lignina inferiore a quello delle materie ligno-cellulosiche. Comprendono residui di colture alimentari e foraggere (quali paglia, steli di granturco, pule e gusci), colture energetiche erbacee a basso tenore di amido (quali loglio, panico verga, miscanthus, canna comune e colture di copertura precedenti le colture principali e ad esse successive), residui industriali (anche residui di colture alimentari e foraggere dopo che sono stati estratti gli olii vegetali, gli zuccheri, gli amidi e le proteine) e materie derivate dai rifiuti organici;

q)  "materie cellulosiche di origine non alimentare": materie prime composte principalmente da cellulosa ed emicellulosa e aventi un tenore di lignina inferiore a quello delle materie ligno-cellulosiche. Comprendono residui di colture alimentari e foraggere (quali paglia, steli di granturco, pule e gusci), colture energetiche erbacee a basso tenore di amido (quali loglio, panico verga, miscanthus, canna comune e colture di copertura precedenti le colture principali e ad esse successive e colture miste di leguminose e graminacee quali erba, trifoglio, erba medica), residui industriali (anche residui di colture alimentari e foraggere dopo che sono stati estratti gli olii vegetali, gli zuccheri, gli amidi e le proteine) e materie derivate dai rifiuti organici;

Motivazione

Le colture miste di leguminose e graminacee possono essere utilizzate per produrre biogas.

Emendamento    94

Proposta di direttiva

Articolo 2 – comma 2 – lettera u

Testo della Commissione

Emendamento

u)  "biocarburanti e bioliquidi a basso rischio di cambiamento indiretto di destinazione dei terreni": biocarburanti e bioliquidi le cui materie prime sono state prodotte nell'ambito di sistemi che riducono la delocalizzazione della produzione a scopi diversi dalla fabbricazione di biocarburanti e bioliquidi e che sono stati prodotti conformemente ai criteri di sostenibilità per i biocarburanti e i bioliquidi stabiliti nell'articolo 26;

u)  "biocarburanti e bioliquidi a basso rischio di cambiamento indiretto di destinazione dei terreni": biocarburanti e bioliquidi le cui materie prime sono state prodotte su terreni inutilizzati e marginali migliorando al contempo la cattura del carbonio di tali terreni, nell'ambito di sistemi che riducono la delocalizzazione della produzione a scopi diversi dalla fabbricazione di biocarburanti e bioliquidi , inclusa la produzione di mangimi altamente proteici, e che sono stati prodotti conformemente ai criteri di sostenibilità per i biocarburanti e i bioliquidi stabiliti nell'articolo 26;

Motivazione

L'emendamento è indissolubilmente legato all'emendamento all'articolo 7, paragrafo 1.

Emendamento    95

Proposta di direttiva

Articolo 2 – comma 2 – lettera z

Testo della Commissione

Emendamento

z)  "ripotenziamento (repowering)": il rinnovamento delle centrali elettriche che producono energia rinnovabile, compresa la sostituzione integrale o parziale di impianti o apparecchiature e sistemi operativi, al fine di sostituire la capacità o aumentare l'efficienza;

z)  "ripotenziamento (repowering)": il rinnovamento delle centrali elettriche che producono energia rinnovabile, compresa la sostituzione integrale o parziale di impianti, apparecchiature e sistemi operativi, al fine di accrescere o sostituire la capacità e/o aumentare l'efficienza;

Emendamento    96

Proposta di direttiva

Articolo 2 – comma 2 – lettera y

Testo della Commissione

Emendamento

y)  "calore o freddo di scarto": il calore o il freddo ottenuto come sottoprodotto nei processi industriali o negli impianti di produzione di energia e che si disperderebbe nell'aria o nell'acqua rimanendo inutilizzato e senza accesso a un sistema di teleriscaldamento o teleraffrescamento;

y)  "calore o freddo di scarto": il calore o il freddo inevitabili ottenuto come sottoprodotto negli impianti industriali o negli impianti di produzione di energia (dopo il ricorso a una cogenerazione ad alto rendimento o dove la cogenerazione non sia fattibile) o nel settore terziario che si disperderebbe nell'aria o nell'acqua rimanendo inutilizzato e senza accesso a un sistema di teleriscaldamento o teleraffrescamento;

Emendamento    97

Proposta di direttiva

Articolo 2 – comma 2 – lettera aa

Testo della Commissione

Emendamento

aa)  "autoconsumatore di energia rinnovabile": un cliente attivo ai sensi della direttiva [direttiva MDI] che consuma e può immagazzinare e vendere energia elettrica rinnovabile generata nei suoi locali; rientra nella definizione un condominio, un sito commerciale o di servizi condivisi o un sistema di distribuzione chiuso, purché, per gli autoconsumatori di energia rinnovabile diversi dai nuclei familiari, tali attività non costituiscano l'attività commerciale o professionale principale;

aa)  "autoconsumatore di energia rinnovabile": un cliente attivo o un gruppo di clienti consorziati ai sensi della direttiva [direttiva MDI] che consumano e possono immagazzinare e vendere energia elettrica rinnovabile generata nei loro locali, inclusi un condominio, un'area residenziale, un sito commerciale, industriale o di servizi condivisi, o nello stesso sistema di distribuzione chiuso, purché, per gli autoconsumatori di energia rinnovabile diversi dai nuclei familiari, tali attività non costituiscano l'attività commerciale o professionale principale;

Emendamento    98

Proposta di direttiva

Articolo 2 – comma 2 – lettera aa bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

aa bis)  "comunità produttrice/ consumatrice di energia rinnovabile": una collettività dell'energia locale quale definito all'articolo 2 della direttiva ... del Parlamento europeo e del Consiglio [relativa a norme comuni per il mercato interno dell'energia elettrica (rifusione), 2016/0380 (COD)], che soddisfa i requisiti di cui all'articolo 22, paragrafo 1, della presente direttiva;

Emendamento    99

Proposta di direttiva

Articolo 2 – comma 2 – lettera bb

Testo della Commissione

Emendamento

bb)  "autoconsumo di energia rinnovabile": la generazione e il consumo, nonché, eventualmente, l'immagazzinamento, di energia elettrica da fonti rinnovabili da parte degli autoconsumatori di energia rinnovabile;

bb)  "autoconsumo di energia rinnovabile": la generazione e il consumo, nonché, eventualmente, l'immagazzinamento, di energia da fonti rinnovabili da parte degli autoconsumatori di energia rinnovabile;

Emendamento    100

Proposta di direttiva

Articolo 2 – comma 2 – lettera cc

Testo della Commissione

Emendamento

cc)  "accordo per l'acquisto di energia elettrica": un contratto con il quale una persona giuridica si impegna ad acquistare energia elettrica da fonti rinnovabili direttamente da un produttore di energia;

cc)  "accordo per l'acquisto di energia elettrica rinnovabile": un contratto con il quale una persona giuridica o fisica si impegna ad acquistare energia elettrica da fonti rinnovabili direttamente da un produttore di energia;

Emendamento    101

Proposta di direttiva

Articolo 2 – comma 2 – lettera dd

Testo della Commissione

Emendamento

dd)  "colture alimentari e foraggere": colture amidacee, zuccherine e oleaginose prodotte su terreni agricoli come coltura principale, esclusi residui, rifiuti o materie ligno-cellulosiche;

dd)  "colture alimentari e foraggere": colture amidacee, zuccherine e oleaginose e altre colture coltivate principalmente per fini energetici su terreni agricoli come coltura principale, esclusi residui e rifiuti;

Emendamento    102

Proposta di direttiva

Articolo 2 – comma 2 – lettera ee

Testo della Commissione

Emendamento

ee)  "biocarburanti avanzati": i biocarburanti prodotti a partire dalle materie prime elencate nell'allegato IX, parte A;

ee)  "biocarburanti avanzati": i biocarburanti quali quelli prodotti a partire dalle materie prime elencate nell'allegato IX, parte A, e dalla biomassa diversa dalle colture alimentari e foraggere, a condizione che siano rispettati i criteri di sostenibilità dell'UE;

Motivazione

È opportuno incoraggiare gli usi innovativi della biomassa che rispettano i criteri di sostenibilità.

Emendamento    103

Proposta di direttiva

Articolo 2 – comma 2 – lettera ff

Testo della Commissione

Emendamento

ff)  "combustibili fossili ricavati da rifiuti": combustibili liquidi e gassosi prodotti dai flussi di rifiuti di origine non rinnovabile, compresi i gas derivanti dal trattamento dei rifiuti e i gas di scarico;

soppresso

Emendamento    104

Proposta di direttiva

Articolo 2 – comma 2 – lettera ff bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

ff bis)  "combustibili ricavati dal riciclo del carbonio": i combustibili liquidi e gassosi prodotti dai flussi di rifiuti inevitabili di origine non rinnovabile, compresi i gas derivanti dal trattamento dei rifiuti e i gas di scarico, che consentono una riduzione sostanziale delle emissioni di gas a effetto serra durante il loro intero ciclo di vita; per la produzione a partire da flussi di rifiuti solidi sono utilizzati solamente i rifiuti non riutilizzabili e non riciclabili meccanicamente, nel pieno rispetto della gerarchia di gestione dei rifiuti; per la produzione a partire dalle emissioni gassose dei processi sono utilizzati solamente i gas emessi come conseguenza inevitabile e non intenzionale del processo di fabbricazione; la frazione di rifiuti gassosi utilizzati per la produzione di tali combustibili ricavati dal riciclo del carbonio non può essere presa in considerazione nel quadro di altri sistemi di riduzione delle emissioni, come il sistema di scambio delle quote di emissioni dell'UE;

Emendamento    105

Proposta di direttiva

Articolo 2 – comma 2 – lettera jj

Testo della Commissione

Emendamento

jj)  "permesso di raccolta": un documento ufficiale attestante il diritto di raccogliere la biomassa forestale;

jj)  "permesso di raccolta": un permesso legale di raccogliere la biomassa forestale o un analogo diritto in virtù della legislazione nazionale e/o regionale;

Emendamento    106

Proposta di direttiva

Articolo 2 – comma 2 – lettera mm

Testo della Commissione

Emendamento

mm)  "azienda forestale": una o più parcelle forestali e altri terreni boschivi che rappresentano un'unica unità dal punto di vista della gestione o dell'utilizzo;

mm)   "base di approvvigionamento": la regione geografica da cui proviene la materia prima per biomassa;

Emendamento    107

Proposta di direttiva

Articolo 2 – comma 2 – lettera nn

Testo della Commissione

Emendamento

nn)  "rifiuti organici": rifiuti biodegradabili di giardini e parchi, rifiuti alimentari e di cucina prodotti da nuclei familiari, ristoranti, servizi di ristorazione e punti vendita al dettaglio e rifiuti analoghi derivanti dall'industria di trasformazione alimentare;

nn)  "rifiuti organici": rifiuti organici ai sensi dell'articolo 3, punto 4, della direttiva 2008/98/CE;

Emendamento    108

Proposta di direttiva

Articolo 3 – titolo

Testo della Commissione

Emendamento

Obiettivo vincolante complessivo dell'Unione per il 2030

Obiettivo vincolante complessivo dell'Unione e obiettivi nazionali per il 2030

Emendamento    109

Proposta di direttiva

Articolo 3 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Gli Stati membri provvedono, collettivamente, a far sì che la quota di energia da fonti rinnovabili nel consumo finale lordo di energia dell'Unione nel 2030 sia almeno pari al 27 %.

1.  Gli Stati membri provvedono, collettivamente, a far sì che la quota di energia da fonti rinnovabili nel consumo finale lordo di energia dell'Unione nel 2030 sia almeno pari al 35 %.

Emendamento    110

Proposta di direttiva

Articolo 3 – paragrafo 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

1 bis.  Ogni Stato membro assicura che, nel 2030, la quota di energia da fonti rinnovabili in tutte le forme di trasporto sia almeno pari al 12 % del suo consumo finale di energia nel settore dei trasporti.

 

Per poter essere contabilizzate ai fini di tale obiettivo, le riduzioni delle emissioni di gas a effetto serra derivanti dall'uso di biocarburanti e biogas devono essere conformi ai criteri di cui all'articolo 26, paragrafo 7, se comparate ai combustibili fossili secondo la metodologia di cui all'articolo 28, paragrafo 1.

Emendamento    111

Proposta di direttiva

Articolo 3 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  I rispettivi contributi degli Stati membri al presente obiettivo complessivo per il 2030 sono stabiliti e notificati alla Commissione come parte dei loro piani nazionali integrati per l'energia e il clima in conformità degli articoli da 3 a 5 e da 9 a 11 del regolamento [sulla governance].

2.  Gli Stati membri fissano obiettivi finalizzati al raggiungimento del presente obiettivo complessivo per il 2030 come parte dei loro piani nazionali integrati per l'energia e il clima in conformità degli articoli da 3 a 5 e da 9 a 13 del regolamento [sulla governance]. Se, sulla base della valutazione dei piani nazionali integrati definitivi per l'energia e il clima, presentati a norma dell'articolo 3 del regolamento [sulla governance], la Commissione giunge alla conclusione che gli obiettivi degli Stati membri sono insufficienti per conseguire collettivamente l'obiettivo vincolante complessivo dell'Unione, gli Stati membri il cui obiettivo è inferiore a quello risultante dall'applicazione della formula di cui all'allegato I bis innalzano di conseguenza il loro obiettivo.

 

Lo Stato membro che, a causa di circostanze eccezionali e debitamente motivate, non è sulla buona strada per raggiungere il suo obiettivo previsto, può discostarsene al massimo del 10 %. In tal caso lo Stato membro ne informa la Commissione entro il 2025. Qualora ciò metta a repentaglio il conseguimento dell'obiettivo vincolante complessivo dell'Unione, la Commissione e gli Stati membri adottano misure correttive come quelle di cui all'articolo 27, paragrafo 4 del regolamento [sulla governance] per colmare efficacemente tale divario.

Emendamento    112

Proposta di direttiva

Articolo 3 – paragrafo 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 bis.  Gli Stati membri assicurano che le rispettive politiche nazionali siano concepite in modo da rispettare la gerarchia dei rifiuti quale definita all'articolo 4 della direttiva 2008/98/CE. A tal fine gli Stati membri riesaminano periodicamente le loro politiche nazionali e motivano gli eventuali scostamenti nelle relazioni a norma dell'articolo 18, lettera c), del regolamento [sulla governance].

Motivazione

Gli Stati membri devono valutare se le loro politiche a sostegno delle energie rinnovabili sono coerenti con la legislazione sui rifiuti, in particolare per quanto riguarda l'applicazione della gerarchia dei rifiuti.

Emendamento    113

Proposta di direttiva

Articolo 3 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4.  La Commissione sostiene gli obiettivi ambiziosi degli Stati membri introducendo un quadro favorevole che comprende un maggior utilizzo dei fondi dell'Unione, in particolare gli strumenti finanziari, soprattutto al fine di ridurre il costo del capitale per progetti di energia rinnovabile.

4.  La Commissione sostiene gli obiettivi ambiziosi degli Stati membri introducendo un quadro favorevole che comprende un maggior utilizzo dei fondi dell'Unione, in particolare gli strumenti finanziari, soprattutto al fine di ridurre il costo del capitale per progetti di energia rinnovabile e di sostenere progetti per la produzione di energia da fonti rinnovabili di dimensione transfrontaliera.

Emendamento    114

Proposta di direttiva

Articolo 4 – titolo

Testo della Commissione

Emendamento

Sostegno finanziario per l'energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili

Sostegno per l'energia prodotta da fonti rinnovabili

Emendamento    115

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Fatte salve le norme sugli aiuti di Stato, gli Stati membri possono applicare regimi di sostegno al fine di conseguire l'obiettivo dell'Unione di cui all'articolo 3, paragrafo 1. I regimi di sostegno per l'energia elettrica da fonti rinnovabili sono concepiti in modo da evitare inutili distorsioni dei mercati dell'energia elettrica e di garantire che i produttori tengano conto della domanda e dell'offerta di energia, nonché di eventuali vincoli di rete.

1.  A norma dell'articolo 194 TFUE e fatti salvi gli articoli 107 e 108 del medesimo, gli Stati membri possono applicare regimi di sostegno al fine di conseguire o superare gli obiettivi unionali e nazionali di cui all'articolo 3. I regimi di sostegno per l'energia elettrica da fonti rinnovabili sono basati sul mercato, in modo da evitare la distorsione dei mercati dell'energia elettrica, e garantiscono che i produttori tengano conto della domanda e dell'offerta di energia, nonché di eventuali costi di integrazione nel sistema o di vincoli di rete.

Emendamento    116

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

1 bis.  Gli Stati membri possono applicare regimi di sostegno tecnologicamente neutrali o specifici per tecnologia. I regimi di sostegno specifici per tecnologia possono essere applicati in particolare sulla base di uno o più dei motivi seguenti:

 

a)  potenziale a lungo termine di una determinata tecnologia;

 

b)  necessità di conseguire una diversificazione tecnologica o regionale del mix energetico;

 

c)  pianificazione di sistema e integrazione nella rete efficienti;

 

d)  vincoli di rete e stabilità della rete;

 

e)  vincoli ambientali.

Emendamento    117

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Il sostegno della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili va concepito in modo da integrare l'energia elettrica da fonti rinnovabili nel mercato dell'energia elettrica e garantire che i produttori di energia rinnovabile reagiscano ai segnali dei prezzi di mercato e massimizzino le loro entrate sul mercato.

2.  Il sostegno della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili va concepito in modo da massimizzare l'integrazione dell'energia elettrica da fonti rinnovabili nel mercato dell'energia elettrica e garantire che i produttori di energia rinnovabile reagiscano ai segnali dei prezzi di mercato e massimizzino le loro entrate sul mercato, offrendo nel contempo alle fonti di energia rinnovabile un'equa compensazione per le distorsioni del mercato.

 

Gli Stati membri possono prevedere esenzioni a vantaggio degli impianti su scala ridotta inferiori a 500 kW e dei progetti di dimostrazione. Tuttavia, all'energia elettrica di origine eolica si applica una soglia corrispondente a 3 MW di capacità elettrica installata o a tre unità di produzione.

 

Senza pregiudizio per le soglie di cui al presente paragrafo, gli Stati membri possono sostenere le comunità produttrici/consumatrici di energia rinnovabile attraverso altri meccanismi e altre procedure.

Emendamento    118

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 3 – comma 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Se il sostegno all'energia elettrica da fonti rinnovabili è concesso tramite una procedura di gara, si applicano i requisiti di cui al paragrafo 3 bis. Tuttavia, tali requisiti non si applicano agli impianti su scala ridotta inferiori a 1 MW, ai progetti di energia eolica fino a sei unità di generazione o a 6 MW o ai progetti di dimostrazione.

Emendamento    119

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 3 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

3 bis.  Se il sostegno all'energia elettrica da fonti rinnovabili è concesso mediante una procedura di gara, al fine di assicurare un elevato tasso di realizzazione dei progetti gli Stati membri:

 

a)  stabiliscono e pubblicano criteri di prequalificazione non discriminatori e trasparenti e norme sul termine di consegna del progetto;

 

b)  consultano i portatori d'interesse per esaminare il progetto di capitolato d'oneri;

 

c)  pubblicano informazioni in merito alle gare precedenti, compresi i tassi di realizzazione dei progetti.

Emendamento    120

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 3 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

3 ter.  A tal fine, gli Stati membri pubblicano un calendario a lungo termine in relazione al sostegno che si prevede di concedere, che copre almeno i cinque anni successivi e comprende anche il calendario indicativo, compresi la frequenza dei bandi di gara, se del caso, la capacità, la dotazione o il sostegno massimo per unità che si prevede di attribuire, nonché le tecnologie ammesse a beneficiarne.

Emendamento    121

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 3 quater (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

3 quater.  Nel progettare i regimi di sostegno gli Stati membri tengono conto delle specificità delle comunità produttrici/consumatrici di energia rinnovabile e degli autoconsumatori, in modo da consentire loro di competere su un piede di parità.

Emendamento    122

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 3 quinquies (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

3 quinquies.  Per incrementare la generazione di energia da fonti rinnovabili nelle regioni ultraperiferiche e nelle piccole isole, gli Stati membri possono adeguare il sostegno finanziario a favore dei progetti situati in tali regioni al fine di tener conto dei costi di produzione connessi alle loro condizioni specifiche di isolamento e dipendenza dall'esterno.

Emendamento    123

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4.  Gli Stati membri valutano l'efficacia del loro sostegno all'energia elettrica da fonti rinnovabili almeno ogni quattro anni. Le decisioni relative alla prosecuzione o alla proroga del sostegno e all'elaborazione di nuovi aiuti sono basate sui risultati delle valutazioni.

4.  Gli Stati membri valutano almeno ogni quattro anni l'efficacia del loro sostegno all'energia elettrica da fonti rinnovabili e i suoi effetti distributivi sulle differenti categorie di consumatori, nonché sulla competitività industriale.

 

La valutazione tiene altresì conto degli effetti che eventuali modifiche ai regimi di sostegno producono sugli investimenti. Gli Stati membri integrano tale valutazione nei loro piani nazionali per l'energia e il clima e negli aggiornamenti di tali piani in conformità con il regolamento ... del Parlamento europeo e del Consiglio [sulla governance dell'Unione dell'energia].

 

La programmazione a lungo termine concernente le decisioni relative al sostegno e all'elaborazione di nuovi aiuti è basata sui risultati delle valutazioni, tenendo conto della loro efficacia globale nel conseguire gli obiettivi in materia di energia rinnovabile e altri obiettivi, quali un prezzo sostenibile e lo sviluppo di comunità produttrici/consumatrici di energia, nonché degli effetti distributivi sulle differenti categorie di consumatori e sulla competitività industriale.

Emendamento    124

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 4 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

4 bis.  Entro il ... [2021], e successivamente ogni tre anni, la Commissione riferisce al Parlamento europeo e al Consiglio sui risultati delle gare nell'Unione europea, analizzando in particolare la misura in cui esse:

 

a)  permettono di conseguire una riduzione dei costi;

 

b)  permettono di conseguire miglioramenti tecnologici;

 

c)  permettono di conseguire alti tassi di realizzazione;

 

d)  garantiscono una partecipazione non discriminatoria dei piccoli operatori e delle autorità locali.

Emendamento    125

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 4 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

4 ter.  Entro il ... [sei mesi dopo l'entrata in vigore della presente direttiva] la Commissione riesamina la disciplina in materia di aiuti di Stato a favore dell'ambiente e dell'energia 2014-2020 (2014/C 200/01), al fine di integrare pienamente i principi generali sanciti all'articolo 4.

Emendamento    126

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 4 quater (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

4 quater.  In deroga al paragrafo 1, gli Stati membri assicurano che non sia previsto alcun regime di sostegno per l'energia da fonti rinnovabili per i rifiuti urbani non conformi agli obblighi in materia di raccolta differenziata di cui alla direttiva 2008/98/CE.

Motivazione

I regimi di sostegno per l'energia da fonti rinnovabili non dovrebbero favorire i rifiuti che non rispettano la gerarchia dei rifiuti; in particolare non dovrebbe essere concesso alcun sostegno ai rifiuti indifferenziati. I regimi di sostegno dovrebbero riguardare solo i rifiuti residuali urbani, cioè quei rifiuti urbani raccolti separatamente che non possono più essere ulteriormente recuperati o riciclati e la cui unica destinazione è lo smaltimento.

Emendamento    127

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Gli Stati membri aprono il sostegno per l'energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili ai produttori con sede in un altro Stato membro alle condizioni stabilite nel presente articolo.

1.  Gli Stati membri aprono il sostegno per l'energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili ai produttori con sede in un altro Stato membro alle condizioni stabilite nel presente articolo. Gli Stati membri possono limitare il loro sostegno agli impianti ubicati in Stati membri con i quali esiste un collegamento diretto tramite interconnettori.

Emendamento    128

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Gli Stati membri assicurano che il sostegno di almeno il 10 % della capacità che beneficia di nuovo sostegno in ciascun anno tra il 2021 e il 2025 e almeno il 15 % della capacità che beneficia di nuovo sostegno in ciascun anno tra il 2026 e il 2030 sia aperto agli impianti ubicati in altri Stati membri.

2.  Gli Stati membri assicurano che il sostegno di almeno l'8 % della capacità che beneficia di nuovo sostegno in ciascun anno tra il 2021 e il 2025 e almeno il 13 % della capacità che beneficia di nuovo sostegno in ciascun anno tra il 2026 e il 2030 sia aperto agli impianti ubicati in altri Stati membri. Al di sopra di tali livelli minimi, gli Stati membri hanno il diritto di decidere, conformemente agli articoli da 7 a 13 della presente direttiva, in che misura sostenere l'energia da fonti rinnovabili prodotta in un altro Stato membro.

Emendamento    129

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 bis.  Gli Stati membri possono chiedere che la Commissione li esenti dall'obbligo sancito nel presente articolo, inclusa la decisione di non autorizzare gli impianti situati nel loro territorio a partecipare a regimi di sostegno organizzati in altri Stati membri, sulla base di una o più delle seguenti motivazioni:

 

a)  capacità di interconnessione insufficiente;

 

b)  risorse naturali insufficienti;

 

c)  effetto deleterio sulla sicurezza energetica o sul corretto funzionamento del mercato dell'energia dello Stato membro che chiede l'esenzione.

 

Qualsiasi esenzione concessa a norma del presente paragrafo è pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea e dovrebbe essere sottoposta a revisione entro la fine del 2025.

Emendamento    130

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  I regimi di sostegno possono essere aperti alla partecipazione transfrontaliera mediante, tra l'altro, procedure di gara aperte, congiunte, sistemi di certificazione aperti o regimi di sostegno congiunti. L'assegnazione - nei confronti dei rispettivi contributi degli Stati membri - dell'energia elettrica da fonti rinnovabili che beneficiano di un sostegno in base a una procedura di gara aperta, congiunta o di sistemi di certificazione aperti forma l'oggetto di un accordo di cooperazione transfrontaliera che stabilisce le norme per l'erogazione del finanziamento, sulla base del principio che l'energia va contabilizzata a favore dello Stato membro che ha finanziato l'impianto.

3.  I regimi di sostegno possono essere aperti alla partecipazione transfrontaliera mediante, tra l'altro, procedure di gara aperte, congiunte, sistemi di certificazione aperti o regimi di sostegno congiunti. L'assegnazione - nei confronti dei rispettivi contributi degli Stati membri - dell'energia elettrica da fonti rinnovabili che beneficiano di un sostegno in base a una procedura di gara aperta, congiunta o di sistemi di certificazione aperti forma l'oggetto di un accordo di cooperazione transfrontaliera che stabilisce le norme per il regime transfrontaliero, tra cui le condizioni per la partecipazione e l'erogazione del finanziamento, tenendo conto delle diverse imposte e dei diversi canoni, sulla base del principio che l'energia va contabilizzata a favore dello Stato membro che ha finanziato l'impianto. L'accordo di cooperazione è volto ad armonizzare il quadro amministrativo nei paesi cooperanti al fine di garantire parità di condizioni.

Emendamento    131

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4.  La Commissione valuterà entro il 2025 i benefici delle disposizioni di cui al presente articolo sulla diffusione nell'Unione dell'energia elettrica da fonti rinnovabili in modo efficace in termini di costi. A seguito di questa valutazione, la Commissione potrà proporre di aumentare le percentuali di cui al paragrafo 2.

4.  La Commissione assiste gli Stati membri nel corso dell'intero processo di negoziazione e nella definizione delle modalità della cooperazione fornendo informazioni e analisi - compresi dati quantitativi e qualitativi sui costi e i benefici diretti e indiretti della cooperazione -, nonché orientamenti e consulenza tecnica durante l'intero processo. A tale fine la Commissione incoraggia lo scambio di buone prassi ed elabora modelli di accordi di cooperazione per agevolare il processo.

 

La Commissione valuterà entro il 2025 i benefici delle disposizioni di cui al presente articolo sulla diffusione nell'Unione dell'energia elettrica da fonti rinnovabili in modo efficace in termini di costi. A seguito di questa valutazione, la Commissione potrà proporre di modificare le percentuali di cui al paragrafo 2.

Emendamento    132

Proposta di direttiva

Articolo 6 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

Fatti salvi gli adattamenti necessari per conformarsi alle norme in materia di aiuti di Stato, gli Stati membri provvedono affinché il livello e le condizioni del sostegno concesso ai progetti di energia rinnovabile non subiscano revisioni tali da incidere negativamente sui diritti che ne discendono e sull'economia dei progetti sostenuti.

Gli Stati membri provvedono affinché il livello e le condizioni del sostegno concesso ai progetti di energia rinnovabile, esistenti o nuovi, non subiscano revisioni tali da incidere negativamente sui diritti che ne discendono e sull'economia dei progetti sostenuti.

 

Quando altri strumenti normativi sono modificati e tali modifiche interessano progetti di energia rinnovabile oggetto di sostegno, gli Stati membri provvedono affinché le modifiche alla regolamentazione non incidano negativamente sull'economia dei progetti sostenuti.

Emendamento    133

Proposta di direttiva

Articolo 6 – comma 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Gli Stati membri provvedono affinché qualsiasi modifica ai regimi di sostegno sia apportata sulla base della programmazione a lungo termine in conformità dell'articolo 4, paragrafo 4, sia resa pubblica quanto meno nove mesi prima della sua entrata in vigore e sia oggetto di un processo di consultazione pubblica trasparente e inclusivo. Qualsiasi modifica sostanziale di un regime di sostegno vigente prevederà un periodo transitorio adeguato prima dell'entrata in vigore del nuovo regime di sostegno.

 

Qualora modifiche a livello della regolamentazione o del funzionamento della rete incidano negativamente, in maniera significativa e discriminatoria, sull'economia dei progetti sostenuti, gli Stati membri provvedono affinché i progetti sostenuti beneficino di una compensazione.

Emendamento    134

Proposta di direttiva

Articolo 7 – paragrafo 1 – comma 4

Testo della Commissione

Emendamento

Ai fini del calcolo del consumo finale lordo di energia da fonti energetiche rinnovabili di uno Stato membro, il contributo dei biocarburanti e dei bioliquidi, nonché dei combustibili da biomassa consumati nel settore dei trasporti, se prodotti a partire da colture alimentari o foraggere, non è superiore al 7% del consumo finale di energia nei trasporti stradali e ferroviari in tale Stato membro. Tale limite è ridotto al 3,8 % nel 2030 conformemente alla traiettoria di cui all'allegato X, parte A. Gli Stati membri possono fissare un limite inferiore e possono distinguere tra diversi tipi di biocarburanti, bioliquidi e combustibili da biomassa ottenuti da colture alimentari o foraggere, ad esempio fissando un limite inferiore per il contributo dei biocarburanti ottenuti da colture oleaginose per alimenti o mangimi, tenendo conto del cambiamento indiretto della destinazione dei terreni.

Ai fini del calcolo del consumo finale lordo di energia da fonti energetiche rinnovabili di uno Stato membro, il contributo dei biocarburanti e dei bioliquidi, nonché dei combustibili da biomassa consumati nel settore dei trasporti, se prodotti a partire da colture alimentari o foraggere, non è superiore al 7 % del consumo finale di energia nei trasporti stradali e ferroviari in tale Stato membro, salvo se tali combustibili rispettano la soglia di riduzione dei gas a effetto serra di cui all'articolo 26, paragrafo 7, tenendo conto delle emissioni medie stimate associate al cambiamento indiretto della destinazione dei terreni prodotte dalle materie prime da cui ricavare biocarburanti e bioliquidi di cui all'allegato VIII, parte A, o sono certificati come biocarburanti e bioliquidi a basso rischio di cambiamento indiretto di destinazione dei terreni sulla base di una metodologia elaborata dalla Commissione. Tale limite è ridotto a 0 % nel 2030 conformemente alla traiettoria di cui all'allegato X, parte A. Il contributo dei biocarburanti e dei bioliquidi ottenuti dall'olio di palma è 0 % a partire dal 2021. Entro il 31 dicembre 2019 la Commissione mette a punto una metodologia per la certificazione dei biocarburanti e bioliquidi a basso rischio di cambiamento indiretto di destinazione dei terreni quali definiti all'articolo 2, comma 2, lettera u). Gli Stati membri possono fissare un limite inferiore e possono distinguere tra diversi tipi di biocarburanti, bioliquidi e combustibili da biomassa ottenuti da colture alimentari o foraggere, ad esempio fissando un limite inferiore per il contributo dei biocarburanti ottenuti da colture oleaginose per alimenti o mangimi, tenendo conto del cambiamento indiretto della destinazione dei terreni e di altri effetti involontari sulla sostenibilità.

Emendamento    135

Proposta di direttiva

Articolo 7 – paragrafo 1 – comma 4 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 32 al fine di modificare, sulla base delle più recenti conoscenze scientifiche, le emissioni medie stimate associate al cambiamento indiretto della destinazione dei terreni prodotte dalle materie prime da cui ricavare biocarburanti e bioliquidi di cui all'allegato VIII, parte A. Entro il 31 dicembre 2019 la Commissione riesamina le emissioni medie stimate associate al cambiamento indiretto della destinazione dei terreni prodotte dalle materie prime da cui ricavare biocarburanti e bioliquidi, tenendo conto delle riduzioni delle emissioni di gas a effetto serra legate ai sottoprodotti dei mangimi proteici, e introduce, se del caso, valori distinti per l'olio di palma, l'olio di soia e altre colture oleaginose.

Motivazione

L'emendamento è indissolubilmente legato agli emendamenti ai commi precedenti ed è necessario per garantire che i valori di cui all'allegato VIII, parte A, siano tenuti aggiornati rispetto alle conoscenze scientifiche più recenti.

Emendamento    136

Proposta di direttiva

Articolo 7 – paragrafo 2 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

Ai fini del paragrafo 1, lettera a), il consumo finale lordo di energia elettrica da fonti energetiche rinnovabili è calcolato come quantità di energia elettrica prodotta in uno Stato membro da fonti energetiche rinnovabili, compresa l'energia elettrica prodotta da autoconsumatori e da comunità produttrici/consumatrici di energia rinnovabile e escludendo la produzione di energia elettrica in centrali di pompaggio con il ricorso all'acqua precedentemente pompata a monte.

Ai fini del paragrafo 1, lettera a), il consumo finale lordo di energia elettrica da fonti energetiche rinnovabili è calcolato come quantità di energia elettrica prodotta in uno Stato membro da fonti energetiche rinnovabili, compresa l'energia elettrica prodotta da autoconsumatori di energia rinnovabile e da comunità produttrici/consumatrici di energia rinnovabile e escludendo la produzione di energia elettrica in centrali di pompaggio con il ricorso all'acqua precedentemente pompata a monte.

Emendamento    137

Proposta di direttiva

Articolo 7 – paragrafo 3 – comma 3

Testo della Commissione

Emendamento

Si tiene conto dell'energia da calore ambiente catturato da pompe di calore ai fini del paragrafo 1, lettera b), a condizione che il rendimento finale di energia ecceda in maniera significativa l'apporto energetico primario necessario per far funzionare le pompe di calore. La quantità di calore da considerare quale energia da fonti rinnovabili ai fini della presente direttiva è calcolata secondo la metodologia di cui all'allegato VII.

Ai fini del paragrafo 1, lettera b), si tiene conto dell'energia ambientale e dell'energia geotermica trasferite da pompe di calore per la generazione di energia termica o frigorifera a condizione che il rendimento finale di energia ecceda in maniera significativa l'apporto energetico primario necessario per far funzionare le pompe di calore. La quantità di calore da considerare quale energia da fonti rinnovabili ai fini della presente direttiva è calcolata secondo la metodologia di cui all'allegato VII.

Emendamento    138

Proposta di direttiva

Articolo 7 – paragrafo 3 – comma 4 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 32 per stabilire la metodologia per il calcolo della quantità di energia da fonti rinnovabili utilizzata per il riscaldamento e il raffrescamento e il teleriscaldamento e il teleraffrescamento e per rivedere l'allegato VII sul computo dell'energia prodotta da pompe di calore.

Emendamento    139

Proposta di direttiva

Articolo 7 – paragrafo 4 – lettera b bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

b bis)  Ai fini del rispetto dell'obiettivo di cui all'articolo 3, paragrafo 1 bis, il contributo dei carburanti forniti al settore dell'aviazione e dei trasporti marittimi è considerato, rispettivamente, 2 volte e 1,2 volte superiore al loro contenuto energetico, mentre il contributo dell'energia elettrica da fonti rinnovabili fornita ai veicoli stradali è considerato 2,5 volte superiore al suo contenuto energetico.

Emendamento    140

Proposta di direttiva

Articolo 7 – paragrafo 5 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 32 per modificare l'elenco delle materie prime figurante nell'allegato IX, parti A e B, al fine di aggiungere materie prime ma non di cancellarne. Ciascun atto delegato si basa su un'analisi dei più recenti progressi scientifici e tecnici, che tiene debitamente conto dei principi relativi alla gerarchia dei rifiuti di cui alla direttiva 2008/98/CE, nel rispetto dei criteri di sostenibilità dell'Unione, ad avallo della conclusione che la materia prima in questione non genera un'ulteriore domanda di terreni e promuove l'uso di rifiuti e residui, evita allo stesso tempo significativi effetti di distorsione sui mercati dei (sotto)prodotti, rifiuti o residui, consente una riduzione sostanziale delle emissioni di gas a effetto serra rispetto ai combustibili fossili e non crea rischi di impatti negativi sull'ambiente e sulla biodiversità.

Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 32 per modificare l'elenco delle materie prime figurante nell'allegato IX, parti A e B. Ciascun atto delegato si basa su un'analisi dei più recenti progressi scientifici e tecnici, che tiene debitamente conto dei principi dell'economia circolare e dei principi relativi alla gerarchia dei rifiuti di cui alla direttiva 2008/98/CE, nel rispetto dei criteri di sostenibilità dell'Unione, ad avallo della conclusione che la materia prima in questione non genera un'ulteriore domanda di terreni e promuove l'uso di rifiuti e residui, evita allo stesso tempo significativi effetti di distorsione sui mercati dei (sotto)prodotti, rifiuti o residui, consente una riduzione sostanziale delle emissioni di gas a effetto serra rispetto ai combustibili fossili, sulla base di un'analisi delle emissioni durante il ciclo di vita, e non crea rischi di impatti negativi sull'ambiente e sulla biodiversità.

Emendamento    141

Proposta di direttiva

Articolo 7 – paragrafo 5 – comma 3

Testo della Commissione

Emendamento

Ogni 2 anni la Commissione effettua una valutazione dell'elenco delle materie prime riportato nelle parti A e B dell'allegato IX al fine di aggiungere materie prime, nel rispetto dei principi di cui al presente paragrafo. La prima valutazione è effettuata entro 6 mesi a decorrere dal [data di entrata in vigore della presente direttiva]. Se opportuno, la Commissione adotta atti delegati per modificare l'elenco delle materie prime riportato nelle parti A e B dell'allegato IX al fine di aggiungere materie prime ma non di cancellarne.

Ogni due anni la Commissione effettua una valutazione dell'elenco delle materie prime riportato nelle parti A e B dell'allegato IX al fine di aggiungere o cancellare materie prime, nel rispetto dei principi di cui al presente paragrafo. La prima valutazione è effettuata entro sei mesi a decorrere dal [data di entrata in vigore della presente direttiva]. Se opportuno, la Commissione adotta atti delegati per modificare l'elenco delle materie prime riportato nelle parti A e B dell'allegato IX al fine di aggiungere o cancellare materie prime.

Emendamento    142

Proposta di direttiva

Articolo 7 – paragrafo 5 – comma 3 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Qualora una materia prima sia cancellata dall'elenco dell'allegato IX, gli impianti che producono biocarburanti avanzati a partire da quella materia prima sono autorizzati a utilizzarla per cinque anni dopo l'entrata in vigore dell'atto delegato che cancella la materia prima dall'allegato IX, purché si tratti di un biocarburante avanzato ai sensi dell'articolo 2 della presente direttiva.

Motivazione

Se, da un lato, la Commissione dovrebbe poter proporre la cancellazione di una materia prima dall'allegato IX, dall'altro gli operatori dovrebbero poter di disporre di un periodo transitorio per adeguare il loro processo produttivo, onde salvaguardare in una certa misura gli investimenti.

Emendamento    143

Proposta di direttiva

Articolo 7 – paragrafo 5 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

5 bis.  Nella determinazione delle politiche volte a promuovere la produzione di carburanti a partire dalle materie prime elencate nell'allegato IX, gli Stati membri assicurano il rispetto della gerarchia dei rifiuti quale stabilita all'articolo 4 della direttiva 2008/98/CE, comprese le disposizioni relative all'impostazione in termini di ciclo di vita in relazione agli impatti complessivi della produzione e della gestione dei vari flussi di rifiuti.

Motivazione

Ripristino della formulazione dell'articolo 2 della direttiva (UE) 2015/1513.

Emendamento    144

Proposta di direttiva

Articolo 9 – paragrafo 5 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

5 bis.  La Commissione agevola l'avvio di progetti comuni tra gli Stati membri, in particolare tramite assistenza tecnica specifica e assistenza allo sviluppo dei progetti.

Motivazione

Si tratta di un emendamento necessario per motivi di logica interna del testo che è indissolubilmente legato ad altri emendamenti.

Emendamento    145

Proposta di direttiva

Articolo 11 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Uno o più Stati membri possono cooperare con uno o più paesi terzi su tutti i tipi di progetti comuni per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Tale cooperazione può comprendere operatori privati.

1.  Uno o più Stati membri possono cooperare con uno o più paesi terzi su tutti i tipi di progetti comuni per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Tale cooperazione può comprendere operatori privati e deve avvenire nel pieno rispetto del diritto internazionale.

Motivazione

Al fine di garantire la certezza del diritto in relazione alle operazioni in paesi terzi, i progetti autorizzati devono essere pienamente conformi alle pertinenti disposizioni del diritto internazionale, ad esempio al diritto all'autodeterminazione nel caso dei territori occupati.

Emendamento    146

Proposta di direttiva

Articolo 11 – paragrafo 2 – lettera c bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

c bis)  l'energia elettrica è stata prodotta nel rispetto del diritto internazionale, incluso quello in materia di diritti umani.

Motivazione

Le disposizioni della direttiva non dovrebbero inavvertitamente premiare la produzione di energia elettrica in condizioni non conformi al diritto internazionale.

Emendamento    147

Proposta di direttiva

Articolo 11 – paragrafo 3 – lettera e

Testo della Commissione

Emendamento

e)  la richiesta si riferisce ad un progetto comune che soddisfi i criteri di cui al paragrafo 2, lettere b) e c), e che utilizzerà l'interconnettore dopo la sua entrata in esercizio e per una quantità di energia elettrica che non sia superiore alla quantità che sarà esportata verso l'Unione dopo l'entrata in esercizio dell'interconnettore.

e)  la richiesta si riferisce ad un progetto comune che soddisfi i criteri di cui al paragrafo 2, lettere b), c) e c bis), e che utilizzerà l'interconnettore dopo la sua entrata in esercizio e per una quantità di energia elettrica che non sia superiore alla quantità che sarà esportata verso l'Unione dopo l'entrata in esercizio dell'interconnettore.

Motivazione

La modifica è necessaria per coerenza con l'emendamento che inserisce al paragrafo 2 una nuova lettera c bis).

Emendamento    148

Proposta di direttiva

Articolo 11 – paragrafo 5 – lettera d

Testo della Commissione

Emendamento

d)  comporta un riconoscimento scritto delle lettere b) e c) da parte del paese terzo sul cui territorio l'impianto è destinato ad entrare in esercizio e la quota o la quantità di energia elettrica prodotte nell'impianto che saranno utilizzate a livello nazionale.

d)  comporta un riconoscimento scritto delle lettere b), c) e c bis) del paragrafo 2 da parte del paese terzo sul cui territorio l'impianto è destinato ad entrare in esercizio e la quota o la quantità di energia elettrica prodotte nell'impianto che saranno utilizzate a livello nazionale.

Motivazione

La modifica è necessaria per coerenza con l'emendamento che inserisce al paragrafo 2 una nuova lettera c bis).

Emendamento    149

Proposta di direttiva

Articolo 13 – paragrafo 3 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

3 bis.  La Commissione favorisce l'istituzione di regimi di sostegno comuni tra gli Stati membri, in particolare tramite la diffusione di orientamenti e migliori pratiche.

Motivazione

Si tratta di un emendamento necessario per motivi di logica interna del testo che è indissolubilmente legato ad altri emendamenti.

Emendamento    150

Proposta di direttiva

Articolo 15 – paragrafo 1 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

Gli Stati membri assicurano che le norme nazionali in materia di procedure di autorizzazione, certificazione e concessione di licenze applicabili agli impianti e alle connesse infrastrutture della rete di trasmissione e distribuzione per la produzione di energia elettrica, di calore o di freddo a partire da fonti energetiche rinnovabili e al processo di trasformazione della biomassa in biocarburanti o altri prodotti energetici siano proporzionate e necessarie.

Gli Stati membri assicurano che le norme nazionali in materia di procedure di autorizzazione, certificazione e concessione di licenze applicabili agli impianti e alle relative reti di trasmissione e distribuzione per la produzione di energia elettrica, di calore o di freddo a partire da fonti energetiche rinnovabili e al processo di trasformazione della biomassa in biocarburanti, bioliquidi e combustibili da biomassa o altri prodotti energetici, nonché ai carburanti per autotrazione liquidi e gassosi da fonti rinnovabili di origine non biologica, siano proporzionate e necessarie e rispettino il principio che dà priorità all'efficienza energetica.

Motivazione

Si tratta di un emendamento necessario per motivi di logica interna del testo che è indissolubilmente legato ad altri emendamenti.

Emendamento    151

Proposta di direttiva

Articolo 15 – paragrafo 1 – comma 2 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

a)  le procedure amministrative siano semplificate e accelerate al livello amministrativo adeguato;

a)  le procedure amministrative siano semplificate e accelerate al livello amministrativo adeguato, con tempi prevedibili per il rilascio dei permessi e delle licenze necessari;

Emendamento    152

Proposta di direttiva

Articolo 15 – paragrafo 1 – comma 2 – lettera d

Testo della Commissione

Emendamento

d)  siano previste procedure di autorizzazione semplificate e meno gravose, anche attraverso semplice notifica se consentito dal quadro regolamentare applicabile, per dispositivi decentrati per la produzione di energia da fonti rinnovabili.

d)  siano previste procedure di autorizzazione semplificate e meno gravose, anche attraverso semplice notifica, per i progetti di piccole dimensioni e i dispositivi decentrati per la produzione e lo stoccaggio di energia da fonti rinnovabili, anche per quanto concerne gli autoconsumatori di energia da fonti rinnovabili e le comunità produttrici/consumatrici di energia rinnovabile.

Emendamento    153

Proposta di direttiva

Articolo 15 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  Gli Stati membri assicurano che gli investitori possano fare sufficiente affidamento sul sostegno pianificato per l'energia da fonti rinnovabili. A tal fine, gli Stati membri definiscono e pubblicano un calendario a lungo termine in relazione ai previsti stanziamenti per il sostegno, che copra almeno i successivi tre anni e comprenda anche per ciascun regime il calendario indicativo, la capacità, la dotazione di bilancio prevista, nonché una consultazione dei portatori d'interessi in merito all'ideazione del sostegno.

soppresso

Emendamento    154

Proposta di direttiva

Articolo 15 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4.  Gli Stati membri provvedono affinché le autorità competenti a livello nazionale, regionale e locale inseriscano disposizioni volte all'integrazione e alla diffusione delle energie rinnovabili e per l'uso dell'inevitabile calore o freddo di scarto in sede di pianificazione, progettazione, costruzione e ristrutturazione di infrastrutture urbane, aree industriali o residenziali e infrastrutture energetiche, comprese le reti di energia elettrica, teleriscaldamento e teleraffrescamento, gas naturale e combustibili alternativi.

4.  Gli Stati membri provvedono affinché le autorità competenti a livello nazionale, regionale e locale inseriscano disposizioni volte all'integrazione e alla diffusione delle energie rinnovabili, anche per quanto concerne la pianificazione precoce del territorio e la valutazione delle necessità e dell'adeguatezza, tenendo conto dell'efficienza energetica e della gestione della domanda, nonché disposizioni specifiche sull'autoconsumo di energia da fonti rinnovabili, sulle comunità produttrici/consumatrici di energia rinnovabile e sull'uso dell'inevitabile calore o freddo di scarto in sede di pianificazione, progettazione, costruzione e ristrutturazione di infrastrutture urbane, aree industriali, commerciali o residenziali e infrastrutture energetiche, comprese le reti di energia elettrica, teleriscaldamento e teleraffrescamento, gas naturale e combustibili alternativi. In particolare, gli Stati membri incoraggiano gli organi amministrativi locali e regionali a includere, se del caso, il riscaldamento e il raffreddamento da fonti rinnovabili nella pianificazione delle infrastrutture urbane.

Emendamento    155

Proposta di direttiva

Articolo 15 – paragrafo 5 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

Nell'elaborare tali misure o nel regime di sostegno, gli Stati membri possono tener conto di misure nazionali riguardanti sostanziali incrementi dell'efficienza energetica e riguardanti la cogenerazione e gli edifici passivi, a consumo di energia basso o nullo.

Nell'elaborare tali misure o nel regime di sostegno, gli Stati membri possono tener conto di misure nazionali riguardanti sostanziali incrementi dell'autoconsumo di energia da fonti rinnovabili, dello stoccaggio dell'energia a livello locale e dell'efficienza energetica e riguardanti la cogenerazione e gli edifici passivi, a consumo di energia basso o nullo.

Motivazione

Si tratta di un emendamento necessario per motivi di logica interna del testo che è indissolubilmente legato ad altri emendamenti.

Emendamento    156

Proposta di direttiva

Articolo 15 – paragrafo 5 – comma 3

Testo della Commissione

Emendamento

Gli Stati membri, nelle regolamentazioni e nei codici in materia edilizia o in altro modo avente effetto equivalente, impongono l'uso di livelli minimi di energia da fonti rinnovabili in tutti gli edifici nuovi e negli edifici esistenti sottoposti a ristrutturazioni rilevanti, che rispecchino il calcolo dei livelli ottimali in funzione dei costi ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 2, della direttiva 2010/31/UE. Gli Stati membri consentono di raggiungere tali livelli minimi anche utilizzando una quota significativa di fonti di energia rinnovabile.

Gli Stati membri, nelle regolamentazioni e nei codici in materia edilizia o in altro modo avente effetto equivalente, impongono l'uso di livelli minimi di energia da fonti rinnovabili o una presenza minima di impianti per la generazione di energia da fonti rinnovabili in tutti gli edifici nuovi e negli edifici esistenti sottoposti a ristrutturazioni rilevanti, che rispecchino il calcolo dei livelli ottimali in funzione dei costi ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 2, della direttiva 2010/31/UE. Gli Stati membri consentono di raggiungere tali livelli minimi anche mediante il teleriscaldamento e il teleraffrescamento prodotti utilizzando una quota significativa di fonti di energia rinnovabile, mediante l'autoconsumo, individuale o collettivo, di energia da fonti rinnovabili di cui all'articolo 21, o mediante la cogenerazione basata su fonti rinnovabili e il calore o il freddo di scarto.

Emendamento    157

Proposta di direttiva

Articolo 15 – paragrafo 6

Testo della Commissione

Emendamento

6.  Gli Stati membri provvedono affinché i nuovi edifici pubblici e gli edifici pubblici esistenti sottoposti a ristrutturazioni rilevanti, a livello nazionale, regionale e locale, svolgano un ruolo di esempio nel contesto della presente direttiva a partire dal 1° gennaio 2012 in poi. Gli Stati membri possono tra l'altro consentire che tale obbligo sia soddisfatto prevedendo che i tetti degli edifici pubblici o misti (pubblico-privato) siano utilizzati da terzi per impianti che producono energia da fonti rinnovabili.

6.  Gli Stati membri provvedono affinché i nuovi edifici pubblici e gli edifici pubblici esistenti sottoposti a ristrutturazioni rilevanti, a livello nazionale, regionale e locale, svolgano un ruolo di esempio nel contesto della presente direttiva a partire dal 1° gennaio 2012 in poi. Gli Stati membri possono tra l'altro consentire che tale obbligo sia soddisfatto rispettando le norme per edifici a consumo di energia quasi nullo di cui alla direttiva [sul rendimento energetico nell'edilizia], o prevedendo che i tetti degli edifici pubblici o misti (pubblico-privato) siano utilizzati da terzi per impianti che producono energia da fonti rinnovabili.

Emendamento    158

Proposta di direttiva

Articolo 15 – paragrafo 7

Testo della Commissione

Emendamento

7.  Nelle regolamentazioni e nei codici in materia edilizia, gli Stati membri promuovono l'uso di sistemi e di apparecchiature per il riscaldamento e il raffrescamento da energie rinnovabili che consentano una riduzione significativa del consumo di energia. Gli Stati membri utilizzano le etichette energetiche, i marchi di qualità ecologica o le altre certificazioni o norme adeguate sviluppate a livello nazionale o dell'Unione, se esistono, per incentivare tali sistemi e apparecchiature.

7.  Nelle regolamentazioni e nei codici in materia edilizia, gli Stati membri promuovono l'uso di sistemi e di apparecchiature per il riscaldamento e il raffrescamento da energie rinnovabili che consentano una riduzione significativa del consumo di energia. A tale fine gli Stati membri utilizzano le etichette energetiche, i marchi di qualità ecologica o le altre certificazioni o norme adeguate sviluppate a livello nazionale o dell'Unione, se esistono, e garantiscono altresì un'informazione e una consulenza adeguate sulle alternative ad alta efficienza energetica basate sulle rinnovabili, nonché sugli strumenti finanziari e gli incentivi eventualmente disponibili in caso di sostituzione, al fine di promuovere un aumento del tasso di sostituzione dei vecchi impianti di riscaldamento e un maggiore passaggio a soluzioni basate sulle energie rinnovabili, come contemplato nella direttiva [sul rendimento energetico nell'edilizia].

Emendamento    159

Proposta di direttiva

Articolo 15 – paragrafo 8

Testo della Commissione

Emendamento

8.  Gli Stati membri effettuano una valutazione del loro potenziale di fonti di energia rinnovabile e dell'uso del calore e freddo di scarto a fini di riscaldamento e raffrescamento. Tale valutazione è acclusa alla seconda valutazione globale di cui all'articolo 14, paragrafo 1, della direttiva 2012/27/UE, per la prima volta entro il 31 dicembre 2020 e negli aggiornamenti delle valutazioni globali dopo tale data.

8.  Gli Stati membri effettuano una valutazione del loro potenziale di fonti di energia rinnovabile e dell'uso del calore e freddo di scarto a fini di riscaldamento e raffrescamento. Tale valutazione dovrebbe tener specificamente conto dell'analisi spaziale delle aree idonee per un'utilizzazione a basso rischio ambientale e del potenziale in termini di progetti su piccola scala a livello delle famiglie. Detta valutazione è acclusa alla seconda valutazione globale di cui all'articolo 14, paragrafo 1, della direttiva 2012/27/UE, per la prima volta entro il 31 dicembre 2020 e negli aggiornamenti delle valutazioni globali dopo tale data.

Emendamento    160

Proposta di direttiva

Articolo 15 – paragrafo 8 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

8 bis.  Gli Stati membri provvedono affinché le loro autorità competenti a livello nazionale, regionale e locale includano, nei loro piani in materia di mobilità e trasporti, disposizioni finalizzate all'integrazione e alla diffusione dei modi di trasporto che utilizzano fonti energetiche rinnovabili.

Emendamento    161

Proposta di direttiva

Articolo 15 – paragrafo 9

Testo della Commissione

Emendamento

9.  Gli Stati membri eliminano gli ostacoli amministrativi agli accordi per l'acquisto di energia elettrica a lungo termine a livello delle imprese al fine di finanziare le energie rinnovabili ed agevolarne l'utilizzo.

9.  Gli Stati membri effettuano una valutazione degli ostacoli regolamentari e amministrativi e delle potenzialità in termini di acquisto di energia da fonti rinnovabili da parte dei clienti aziendali nei rispettivi territori e istituiscono un quadro normativo e amministrativo per incentivare gli accordi a lungo termine per l'acquisto di energia elettrica da fonti rinnovabili a livello delle imprese al fine di finanziare le energie rinnovabili ed agevolarne l'utilizzo, assicurando che tali accordi non siano soggetti a procedure e oneri sproporzionati che non riflettono i costi. Con la conclusione di tali accordi, viene annullata a nome del cliente aziendale la quantità equivalente di garanzie di origine rilasciate in conformità dell'articolo 19. Tale quadro è parte dei piani nazionali integrati per l'energia e il clima, in conformità del regolamento [sulla governance dell'Unione dell'energia].

Emendamento    162

Proposta di direttiva

Articolo 16 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Lo sportello amministrativo unico guida il richiedente durante il processo di presentazione della domanda in modo trasparente, gli fornisce tutte le informazioni necessarie, coordina e coinvolge, se del caso, altre autorità, e prende una decisione giuridicamente vincolante alla fine del processo.

2.  Lo sportello amministrativo unico guida il richiedente durante il processo di presentazione della domanda in modo trasparente, gli fornisce tutte le informazioni necessarie, coordina e coinvolge, se del caso, altre autorità, e prende una decisione giuridicamente vincolante alla fine del processo. I richiedenti dovrebbero poter presentare tutti i documenti pertinenti in formato digitale.

Emendamento    163

Proposta di direttiva

Articolo 16 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  Lo sportello amministrativo unico, in collaborazione con i gestori dei sistemi di trasmissione e distribuzione, pubblica un manuale delle procedure rivolto ai promotori dei progetti di energie rinnovabili, in particolare per progetti su piccola scala e progetti di autoconsumo.

3.  Per facilitare l'accesso alle informazioni pertinenti, lo sportello amministrativo unico o lo Stato membro, in collaborazione con i gestori dei sistemi di trasmissione e distribuzione, istituisce una piattaforma unica di informazione online che illustra le procedure e che si rivolge ai promotori dei progetti di energie rinnovabili, in particolare per progetti su piccola scala, progetti di autoconsumo, come pure progetti di comunità produttrici/consumatrici di energia rinnovabile. Qualora lo Stato membro decida di dotarsi di più di uno sportello amministrativo unico, la piattaforma di informazione orienta il richiedente verso lo sportello pertinente.

Emendamento    164

Proposta di direttiva

Articolo 16 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4.  Il processo autorizzativo di cui al paragrafo 1 non può superare un periodo di tre anni, tranne per i casi di cui all'articolo 16, paragrafo 5, e all'articolo 17.

4.  Il processo autorizzativo di cui al paragrafo 1 non può superare un periodo di tre anni, tranne per i casi di cui all'articolo 16, paragrafi 4 bis e 5, e all'articolo 17.

Emendamento    165

Proposta di direttiva

Articolo 16 – paragrafo 4 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

4 bis.  Per gli impianti con una capacità elettrica compresa tra 50kW e 1MW, il processo autorizzativo non può durare più di un anno. In presenza di circostanze eccezionali, debitamente motivate, tale termine può essere prorogato di altri tre mesi.

 

I termini di cui ai paragrafi 4 e 4 bis lasciano impregiudicati i ricorsi giurisdizionali e i mezzi d'impugnazione e possono essere prorogati al massimo per un periodo corrispondente alla durata delle procedure di impugnazione e ricorso.

 

Gli Stati membri provvedono affinché i richiedenti abbiano accesso a un meccanismo di risoluzione extragiudiziale o a procedure giudiziarie semplici e accessibili per la composizione delle controversie concernenti i processi autorizzativi e il rilascio dell'autorizzazione a costruire e a gestire impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili.

Emendamento    166

Proposta di direttiva

Articolo 16 – paragrafo 5

Testo della Commissione

Emendamento

5.  Gli Stati membri facilitano il ripotenziamento (repowering) degli impianti esistenti di produzione di energie rinnovabili, garantendo fra l'altro una procedura autorizzativa semplificata e rapida, che non può superare un anno a decorrere dalla data in cui la richiesta di ripotenziamento è trasmessa allo sportello amministrativo unico.

5.  Gli Stati membri facilitano il ripotenziamento (repowering) degli impianti esistenti di produzione di energie rinnovabili, garantendo fra l'altro una procedura autorizzativa semplificata e rapida, che non può superare un anno a decorrere dalla data in cui la richiesta di ripotenziamento è trasmessa allo sportello amministrativo unico. Fatto salvo l'articolo 11, paragrafo 4, del regolamento sull'energia elettrica, gli Stati membri provvedono affinché i diritti di accesso e di allaccio alla rete siano mantenuti per i progetti ripotenziati, quanto meno nei casi in cui non vi sia alcuna modifica della capacità.

Emendamento    167

Proposta di direttiva

Articolo 17 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  I progetti di dimostrazione e gli impianti con una capacità elettrica inferiore a 50 kW possono collegarsi alla rete previa notifica al gestore del sistema di distribuzione.

1.  I progetti di dimostrazione e gli impianti con una capacità elettrica inferiore a 50 kW possono collegarsi alla rete previa notifica al gestore del sistema di distribuzione.

 

In deroga al primo comma, per i progetti di dimostrazione e gli impianti con una capacità compresa tra 10,8 kW and50kW, il gestore del sistema di distribuzione può decidere di respingere la semplice notifica per motivi giustificati o proporre una soluzione alternativa. In questo caso deve farlo entro due settimane dalla notifica, dopodiché il richiedente può chiedere la connessione seguendo le normali procedure. In assenza di una decisione negativa da parte del gestore del sistema di distribuzione in questo arco di tempo, l'impianto può essere collegato.

Emendamento    168

Proposta di direttiva

Articolo 18 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Gli Stati membri assicurano che le informazioni sulle misure di sostegno siano messe a disposizione di tutti i soggetti interessati, quali consumatori, imprese edili, installatori, architetti e fornitori di apparecchiature e di sistemi di riscaldamento, di raffrescamento e per la produzione di energia elettrica e di veicoli che possono utilizzare energia da fonti rinnovabili.

1.  Gli Stati membri assicurano che le informazioni sulle misure di sostegno siano messe a disposizione di tutti i soggetti interessati, quali consumatori, in particolare consumatori vulnerabili e a basso reddito, autoconsumatori di energia da fonti rinnovabili e comunità produttrici/consumatrici di energia rinnovabile, imprese edili, installatori, architetti e fornitori di apparecchiature e di sistemi di riscaldamento, di raffrescamento e per la produzione di energia elettrica e di veicoli che possono utilizzare energia da fonti rinnovabili.

Motivazione

La proposta della Commissione ha introdotto una nuova categoria di consumatori. I consumatori vulnerabili a basso reddito, così come gli autoconsumatori di energia da fonti rinnovabili e le comunità produttrici/consumatrici di energia da fonti rinnovabili sono gruppi sensibili di consumatori di cui occorre tener particolarmente conto, dal momento che incontrano molte difficoltà nell'accedere a informazioni adeguate e accessibili sull'utilizzo dell'energia da fonti rinnovabili e i suoi vantaggi.

Emendamento    169

Proposta di direttiva

Articolo 18 – paragrafo 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 bis.  Gli Stati membri assicurano che siano disponibili informazioni sui vantaggi offerti dai sistemi di trasporto intelligenti e dai veicoli interconnessi in termini di sicurezza stradale, riduzione del traffico e consumo di carburante.

Motivazione

Si tratta di un emendamento necessario per motivi di logica interna del testo che è indissolubilmente legato ad altri emendamenti.

Emendamento    170

Proposta di direttiva

Articolo 18 – paragrafo 6

Testo della Commissione

Emendamento

6.  Gli Stati membri, di concerto con le autorità locali e regionali, elaborano programmi adeguati d'informazione, sensibilizzazione, orientamento o formazione al fine di informare i cittadini sui benefici e sugli aspetti pratici dello sviluppo e dell'impiego di energia da fonti rinnovabili.

6.  Gli Stati membri, di concerto con le autorità locali e regionali, elaborano programmi adeguati d'informazione, sensibilizzazione, orientamento o formazione al fine di informare i cittadini sulle modalità di esercizio dei loro diritti in quanto clienti attivi e sui benefici e sugli aspetti pratici, compresi gli aspetti tecnici e finanziari, dello sviluppo e dell'impiego di energia da fonti rinnovabili, anche attraverso l'autoconsumo o nel quadro di comunità produttrici/consumatrici di energie rinnovabili, nonché sui vantaggi dei meccanismi di cooperazione tra gli Stati membri e dei diversi tipi di cooperazione transfrontaliera.

Motivazione

Si tratta di un emendamento necessario per motivi di logica interna del testo che è indissolubilmente legato ad altri emendamenti.

Emendamento    171

Proposta di direttiva

Articolo 19 – paragrafo 2 – comma 3

Testo della Commissione

Emendamento

Gli Stati membri provvedono a che nessuna garanzia di origine sia rilasciata a un produttore che riceve sostegno finanziario da un regime di sostegno per la stessa produzione di energia da fonti rinnovabili. Gli Stati membri rilasciano tali garanzie di origine e le trasferiscono al mercato mediante vendita all'asta. Il ricavato delle aste è utilizzato per compensare le sovvenzioni pubbliche a favore delle energie rinnovabili.

Nel caso degli impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili commissionati dopo ... [data di entrata in vigore della presente direttiva], gli Stati membri provvedono a che nessuna garanzia di origine sia rilasciata a un produttore che riceve sostegno finanziario da un regime di sostegno per la stessa produzione di energia da fonti rinnovabili, salvo se sia esclusa una doppia compensazione. Si presume che non vi sia doppia compensazione quando:

 

a)  il sostegno finanziario è concesso mediante procedura di gara o un sistema di certificati verdi negoziabili;

 

b)  il valore di mercato delle garanzie di origine è preso in considerazione sul piano amministrativo nel livello del sostegno finanziario; o

 

c)  le garanzie di origine non sono rilasciate direttamente al produttore, bensì a un fornitore o consumatore che acquista energia da fonti rinnovabili in uno scenario concorrenziale o nel quadro di un accordo a lungo termine per l'acquisto di energia elettrica da fonti rinnovabili concluso da un'impresa.

 

In tutti gli altri casi, gli Stati membri rilasciano la garanzia di origine per ragioni statistiche e la annullano immediatamente.

Emendamento    172

Proposta di direttiva

Articolo 19 – paragrafo 7 – comma 1 – lettera a bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

a bis)  se la fonte energetica a partire dalla quale è stata prodotta l'energia soddisfa i criteri di sostenibilità e di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra di cui all'articolo 26.

Emendamento    173

Proposta di direttiva

Articolo 19 – paragrafo 7 – comma 1 – lettera b – punto ii

Testo della Commissione

Emendamento

ii)  il gas, ovvero

ii)  il gas, incluso l'idrogeno, ovvero

Emendamento    174

Proposta di direttiva

Articolo 19 – paragrafo 8

Testo della Commissione

Emendamento

8.  Se è tenuto a provare la quota o la quantità di energia da fonti rinnovabili nel suo mix energetico ai fini dell'articolo 3 della direttiva 2009/72/CE, un fornitore di energia elettrica vi provvede utilizzando garanzie d'origine. Analogamente, le garanzie di origine create a norma dell'articolo 14, paragrafo 10, della direttiva 2012/27/CE sono utilizzate per soddisfare l'obbligo di comprovare la quantità di energia elettrica prodotta da impianti di cogenerazione ad alto rendimento. Gli Stati membri assicurano che le perdite di trasmissione siano pienamente prese in considerazione quando le garanzie di origine sono utilizzate per dimostrare il consumo di energie rinnovabili o di energia elettrica prodotta da impianti di cogenerazione ad alto rendimento.

8.  Se è tenuto a provare la quota o la quantità di energia da fonti rinnovabili nel suo mix energetico ai fini dell'articolo 3 della direttiva 2009/72/CE, un fornitore di energia elettrica vi provvede utilizzando garanzie d'origine. Analogamente, le garanzie di origine create a norma dell'articolo 14, paragrafo 10, della direttiva 2012/27/CE sono utilizzate per soddisfare l'obbligo di comprovare la quantità di energia elettrica prodotta da impianti di cogenerazione ad alto rendimento. Con riferimento al paragrafo 2, ove l'energia elettrica sia prodotta mediante cogenerazione ad alto rendimento utilizzando fonti rinnovabili, è rilasciata un'unica garanzia d'origine che specifica entrambe le caratteristiche. Gli Stati membri assicurano che le perdite di trasmissione siano pienamente prese in considerazione quando le garanzie di origine sono utilizzate per dimostrare il consumo di energie rinnovabili o di energia elettrica prodotta da impianti di cogenerazione ad alto rendimento.

Emendamento    175

Proposta di direttiva

Articolo 20 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Se del caso, gli Stati membri valutano la necessità di estendere l'infrastruttura di rete del gas esistente per agevolare l'integrazione del gas prodotto a partire da fonti energetiche rinnovabili.

1.  Se del caso, gli Stati membri valutano la necessità di estendere l'infrastruttura di rete del gas esistente per agevolare l'integrazione del gas prodotto a partire da fonti energetiche rinnovabili. Spetta ai gestori dei sistemi di trasmissione e ai gestori dei sistemi di distribuzione garantire il buon funzionamento dell'infrastruttura di rete del gas, incluse la sua manutenzione e regolare pulizia.

Motivazione

Si tratta di un emendamento necessario per motivi di logica interna del testo che è indissolubilmente legato ad altri emendamenti.

Emendamento    176

Proposta di direttiva

Articolo 20 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  In base alla loro valutazione inclusa nei piani nazionali integrati per l'energia e il clima conformemente all'allegato I del regolamento [sulla governance], circa la necessità di costruire una nuova infrastruttura per il teleriscaldamento e il teleraffrescamento da fonti rinnovabili al fine di raggiungere l'obiettivo dell'Unione di cui all'articolo 3, paragrafo 1, della presente direttiva gli Stati membri adottano, se necessario, misure intese a sviluppare l'infrastruttura per il teleriscaldamento in modo da far fronte allo sviluppo della produzione di riscaldamento e di raffrescamento in grandi impianti a biomassa, solari e geotermici.

3.  In base alla loro valutazione inclusa nei piani nazionali integrati per l'energia e il clima conformemente all'allegato I del regolamento [sulla governance], circa la necessità di costruire una nuova infrastruttura per il teleriscaldamento e il teleraffrescamento da fonti rinnovabili al fine di raggiungere l'obiettivo dell'Unione di cui all'articolo 3, paragrafo 1, della presente direttiva gli Stati membri adottano, se necessario, misure intese a sviluppare l'infrastruttura per il teleriscaldamento in modo da far fronte allo sviluppo della produzione di riscaldamento e di raffrescamento in grandi impianti sostenibili a biomassa, tramite il calore ambientale in grandi pompe di calore, impianti solari e geotermici, nonché le eccedenze di calore provenienti dall'industria e da altre fonti.

Motivazione

L'emendamento inserisce fonti di energia sostenibili non menzionate nel testo originale.

Emendamento    177

Proposta di direttiva

Articolo 21 – paragrafo 1 – comma 1 – parte introduttiva

Testo della Commissione

Emendamento

Gli Stati membri provvedono affinché gli autoconsumatori di energia da fonti rinnovabili, individualmente o attraverso aggregatori:

Gli Stati membri provvedono affinché i consumatori siano autorizzati a divenire autoconsumatori di energia da fonti rinnovabili. A tale fine gli Stati membri provvedono affinché gli autoconsumatori di energia da fonti rinnovabili, individualmente o attraverso aggregatori:

Emendamento    178

Proposta di direttiva

Articolo 21 – paragrafo 1 – comma 1 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

a)  siano autorizzati a praticare l'autoconsumo e a vendere, anche tramite accordi per l'acquisto di energia elettrica, le eccedenze di produzione di energia elettrica rinnovabile senza essere soggetti a procedure sproporzionate e oneri che non tengono conto dei costi;

a)  siano autorizzati a praticare l'autoconsumo e a vendere, anche tramite accordi per l'acquisto di energia elettrica e accordi per scambi tra pari, le eccedenze di produzione di energia elettrica rinnovabile senza essere soggetti a procedure discriminatorie o sproporzionate e oneri che non tengono conto dei costi;

Emendamento    179

Proposta di direttiva

Articolo 21 – paragrafo 1 – comma 1 – lettera a bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

a bis)  siano autorizzati a consumare l'energia elettrica da fonti rinnovabili che hanno generato e che rimane nei loro locali, senza essere soggetti a oneri, canoni o imposte;

Emendamento    180

Proposta di direttiva

Articolo 21 – paragrafo 1 – comma 1 – lettera a ter (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

a ter)  siano autorizzati a installare e utilizzare sistemi di stoccaggio dell'energia elettrica combinati a impianti di generazione di energia elettrica da fonti rinnovabili a fini di autoconsumo senza essere soggetti ad alcun onere, compresi la tassazione e duplici oneri di rete per l'elettricità immagazzinata che rimane nei loro locali;

Emendamento    181

Proposta di direttiva

Articolo 21 – paragrafo 1 – comma 1 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

c)  non siano considerati fornitori di energia in base a disposizioni legislative nazionali o dell'Unione in relazione a una quantità annua di energia elettrica da fonti rinnovabili che immettono nella rete non superiore a 10 MWh, nel caso di famiglie, e a 500 MWh, nel caso di persone giuridiche; e

c)  non siano considerati fornitori di energia in base a disposizioni legislative nazionali o dell'Unione in relazione a una quantità annua di energia elettrica da fonti rinnovabili che immettono nella rete non superiore a 10 MWh, nel caso di famiglie, e a 500 MWh, nel caso di persone giuridiche, fatte salve le procedure stabilite per la vigilanza e l'approvazione della connessione della capacità di produzione alla rete da parte dei gestori dei sistemi di distribuzione, a norma degli articoli da 15 a 18;

Emendamento    182

Proposta di direttiva

Articolo 21 – paragrafo 1 – comma 1 – lettera d

Testo della Commissione

Emendamento

d)  ricevano una remunerazione per l'energia elettrica da fonti rinnovabili autogenerata che immettono nella rete, che rispecchia il valore di mercato dell'energia elettrica alimentata in rete.

d)  ricevano una remunerazione per l'energia elettrica da fonti rinnovabili autogenerata che immettono nella rete, che equivale quanto meno al prezzo di mercato e che può tener conto del valore a lungo termine per la rete, l'ambiente e la società, in linea con l'analisi costi-benefici delle risorse energetiche distribuite di cui all'articolo 59 della direttiva .... del Parlamento europeo e del Consiglio [relativa a norme comuni per il mercato interno dell'energia elettrica].

Emendamento    183

Proposta di direttiva

Articolo 21 – paragrafo 1 – comma 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Gli Stati membri provvedono affinché la ripartizione dei costi per la gestione e lo sviluppo della rete sia equa e proporzionata e rispecchi i vantaggi dell'autoproduzione per l'intera rete, incluso il valore a lungo termine per la rete, l'ambiente e la società.

Emendamento    184

Proposta di direttiva

Articolo 21 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Gli Stati membri provvedono affinché gli autoconsumatori di energia da fonti rinnovabili che abitano nello stesso condominio o si trovano nello stesso sito commerciale o con servizi condivisi o in un sistema di distribuzione chiuso, siano autorizzati a praticare l'autoconsumo collettivamente come se si trattasse di un unico autoconsumatore di energia rinnovabile. In questo caso, la soglia stabilita al paragrafo 1, lettera c), si applica a ciascun autoconsumatore di energia rinnovabile interessato.

2.  Gli Stati membri provvedono affinché gli autoconsumatori di energia da fonti rinnovabili che abitano nello stesso condominio o nella stessa zona residenziale, o si trovano all'interno dello stesso sito commerciale, industriale o con servizi condivisi o dello stesso sistema di distribuzione chiuso, siano autorizzati a praticare l'autoconsumo collettivamente come se si trattasse di un unico autoconsumatore di energia rinnovabile. In questo caso, la soglia stabilita al paragrafo 1, lettera c), si applica a ciascun autoconsumatore di energia rinnovabile interessato.

Emendamento    185

Proposta di direttiva

Articolo 21 – paragrafo 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 bis.  Gli Stati membri procedono a una valutazione degli ostacoli esistenti per l'autoconsumo e del suo potenziale di sviluppo nei rispettivi territori, al fine di porre in essere un quadro di sostegno atto a promuovere e agevolare la diffusione dell'autoconsumo di energia da fonti rinnovabili. Tale quadro include tra l'altro:

 

a)  misure specifiche volte a garantire che tutti i consumatori, compresi quelli appartenenti a famiglie a basso reddito o vulnerabili, che vivono in alloggi sociali o che sono locatari, possano accedere all'autoconsumo;

 

b)  strumenti per facilitare l'accesso ai finanziamenti;

 

c)  incentivi per i proprietari degli immobili, affinché creino possibilità di autoconsumo per i locatari;

 

d)  l'eliminazione di tutti gli ostacoli normativi ingiustificati che si frappongono all'autoconsumo di energia da fonti rinnovabili, anche per i locatari;

 

Tale quadro è parte dei piani nazionali integrati per l'energia e il clima, in conformità del regolamento ... del Parlamento europeo e del Consiglio [sulla governance dell'Unione dell'energia].

Emendamento    186

Proposta di direttiva

Articolo 21 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  L'impianto dell'autoconsumatore di energia rinnovabile può essere gestito da un terzo in relazione all'installazione, al funzionamento, compresa la gestione dei contatori, e alla manutenzione.

3.  Con il consenso di questo, l'impianto dell'autoconsumatore di energia rinnovabile può essere posseduto o gestito da un terzo in relazione all'installazione, al funzionamento, compresa la gestione dei contatori, e alla manutenzione. Il terzo non è considerato un autoconsumatore di energia rinnovabile.

Emendamento    187

Proposta di direttiva

Articolo 22 – paragrafo 1 – comma -1 (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Gli Stati membri assicurano che i clienti finali, in particolare i clienti domestici, abbiano il diritto di partecipare a una comunità produttrice/consumatrice di energia rinnovabile senza perdere i loro diritti in qualità di clienti finali e senza essere soggetti a condizioni o procedure ingiustificate che ne impedirebbero o scoraggerebbero la partecipazione a una comunità produttrice/consumatrice di energia rinnovabile, a condizione che, per quanto riguarda le imprese private, la loro partecipazione non costituisca l'attività commerciale o professionale principale.

Emendamento    188

Proposta di direttiva

Articolo 22 – paragrafo 1 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

Gli Stati membri assicurano che le comunità produttrici/consumatrici di energia rinnovabile abbiano il diritto di produrre, consumare, immagazzinare e vendere l'energia rinnovabile, anche tramite accordi per l'acquisto di energia elettrica, senza essere soggette a procedure sproporzionate ed oneri che non tengono conto dei costi.

Gli Stati membri assicurano che le comunità produttrici/consumatrici di energia rinnovabile abbiano il diritto di produrre, consumare, immagazzinare e vendere l'energia rinnovabile, anche tramite accordi per l'acquisto di energia elettrica, senza essere soggette a procedure sproporzionate o discriminatorie ed oneri che non tengono conto dei costi.

Emendamento    189

Proposta di direttiva

Articolo 22 – paragrafo 1 – comma 2 – parte introduttiva

Testo della Commissione

Emendamento

Ai fini della presente direttiva, una comunità produttrice/consumatrice di energia rinnovabile è una PMI o un'organizzazione senza fini di lucro, i cui azionisti o membri collaborano per la generazione, la distribuzione, lo stoccaggio o la fornitura di energia rinnovabile, che soddisfi almeno quattro dei seguenti criteri:

Ai fini della presente direttiva, una comunità produttrice/consumatrice di energia rinnovabile è una PMI o un'organizzazione senza fini di lucro, i cui azionisti o membri collaborano per la generazione, la distribuzione, lo stoccaggio o la fornitura di energia rinnovabile.

 

Per beneficiare del trattamento riservato alle comunità produttrici/consumatrici di energia rinnovabile, almeno il 51 % dei posti nel consiglio di amministrazione o negli organi direttivi dell'entità sono riservati a membri locali, ossia rappresentanti di interessi socioeconomici locali, pubblici o privati, o singoli cittadini.

 

Inoltre, una comunità produttrice/consumatrice di energia rinnovabile deve soddisfare almeno tre dei seguenti criteri:

Emendamento    190

Proposta di direttiva

Articolo 22 – paragrafo 1 – comma 2 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

a)  gli azionisti o i membri sono persone fisiche, autorità locali, comprese le amministrazioni comunali, o PMI operanti nei settori dell'energia rinnovabile;

a)  gli azionisti o i membri sono persone fisiche, autorità locali, comprese le amministrazioni comunali, o PMI;

Emendamento    191

Proposta di direttiva

Articolo 22 – paragrafo 1 – comma 2 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

b)  almeno il 51% degli azionisti o dei membri con diritto di voto dell'entità sono persone fisiche;

b)  almeno il 51% degli azionisti o dei membri con diritto di voto dell'entità sono persone fisiche o enti pubblici;

Emendamento    192

Proposta di direttiva

Articolo 22 – paragrafo 1 – comma 2 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

c)  almeno il 51% delle azioni o dei diritti di partecipazione dell'entità sono di proprietà di membri locali, ossia rappresentanti di interessi socio-economici locali, pubblici o privati, o cittadini con un interesse diretto nelle attività della comunità e nel relativo impatto;

c)  almeno il 51% delle azioni o dei diritti di partecipazione dell'entità sono di proprietà di membri locali, ossia rappresentanti di interessi socio-economici locali, pubblici o privati, o singoli cittadini;

Emendamento    193

Proposta di direttiva

Articolo 22 – paragrafo 1 – comma 2 – lettera d

Testo della Commissione

Emendamento

d)  almeno il 51% dei posti nel consiglio di amministrazione o negli organi direttivi dell'entità sono riservati a membri locali, ossia rappresentanti di interessi socio-economici locali, pubblici o privati, o cittadini con un interesse diretto nelle attività della comunità e nel relativo impatto;

soppresso

Emendamento    194

Proposta di direttiva

Articolo 22 – paragrafo 1 – comma 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Gli Stati membri controllano l'applicazione di tali criteri e adottano misure intese a evitare qualsiasi abuso o conseguenze negative sulla concorrenza.

Emendamento    195

Proposta di direttiva

Articolo 22 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Fatte salve le norme in materia di aiuti di Stato, quando elaborano regimi di sostegno, gli Stati membri tengono conto delle specificità delle comunità che producono energia da fonti rinnovabili.

2.  Quando elaborano regimi di sostegno, gli Stati membri tengono conto delle specificità delle comunità che producono energia da fonti rinnovabili, garantendo nel contempo condizioni di parità tra i generatori di energia elettrica da fonti di energia rinnovabile.

Emendamento    196

Proposta di direttiva

Articolo 22 – paragrafo 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 bis.  Gli Stati membri procedono a una valutazione degli ostacoli esistenti e del potenziale di sviluppo delle comunità produttrici/consumatrici di energia rinnovabile nei rispettivi territori, al fine di istituire un quadro che consenta di promuovere e agevolare la partecipazione di tali comunità alla generazione, al consumo, allo stoccaggio e alla vendita di energia da fonti rinnovabili.

 

Tale quadro comprende:

 

a)  obiettivi e misure specifiche per aiutare le autorità pubbliche a favorire lo sviluppo delle comunità produttrici/consumatrici di energia rinnovabile, e per parteciparvi direttamente;

 

b)  misure specifiche per garantire che la partecipazione alle comunità produttrici/generatrici di energia rinnovabile sia aperta a tutti i consumatori, compresi quelli a basso reddito o i consumatori domestici vulnerabili, che vivono in alloggi sociali o che sono locatari;

 

c)  strumenti per facilitare l'accesso ai finanziamenti e alle informazioni;

 

d)  sostegno normativo e di sviluppo delle capacità destinato alle autorità pubbliche per la creazione di comunità produttrici/generatrici di energia rinnovabile;

 

e)  eliminazione degli ostacoli normativi e amministrativi ingiustificati alle comunità produttrici/consumatrici di energia rinnovabile;

 

f)  norme per assicurare il trattamento equo e non discriminatorio dei consumatori che partecipano a una comunità produttrice/consumatrice di energia, garantendo ad essi una tutela equivalente a quella di coloro che sono collegati alla rete di distribuzione.

 

Tale quadro è parte dei piani nazionali integrati per l'energia e il clima, in conformità del regolamento [sulla governance dell'Unione dell'energia].

Emendamento    197

Proposta di direttiva

Articolo 23 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Al fine di facilitare l'inclusione dell'energia da fonti rinnovabili nel settore del riscaldamento e del raffrescamento, ciascuno Stato membro procura di aumentare la quota di energia rinnovabile destinata al riscaldamento e al raffrescamento di almeno 1 punto percentuale ogni anno, espresso in termini di quota nazionale del consumo di energia finale e calcolato secondo la metodologia indicata all'articolo 7.

1.  Al fine di facilitare l'inclusione dell'energia da fonti rinnovabili nel settore del riscaldamento e del raffrescamento, ciascuno Stato membro procura di aumentare la quota di energia rinnovabile destinata al riscaldamento e al raffrescamento di almeno 2 punti percentuali ogni anno, espresso in termini di quota nazionale del consumo di energia finale e calcolato secondo la metodologia indicata all'articolo 7. Se uno Stato membro non è in grado di ottenere tale percentuale, lo comunica e trasmette alla Commissione la motivazione di tale mancata conformità. Gli Stati membri attribuiscono la priorità alle migliori tecnologie esistenti.

Emendamento    198

Proposta di direttiva

Articolo 23 – paragrafo 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

1 bis.  Ai fini del paragrafo 1, nel calcolare la quota di energia rinnovabile destinata al riscaldamento e al raffrescamento e ai relativi incrementi annui necessari, gli Stati membri:

 

a)  possono conteggiare l'incremento conseguito in un dato anno come se fosse stato invece realizzato in uno dei due anni precedenti o successivi, entro il periodo compreso tra il 1° gennaio 2021 e il 31 dicembre 2030;

 

b)  possono conteggiare il calore e il freddo di scarto nell'incremento annuo di cui al paragrafo 1, subordinatamente a un limite del 50 % dell'incremento annuo;

 

c)  riducono l'incremento a 1 punto percentuale ogni anno, se presentano una quota di fonti di energia rinnovabile e di calore e freddo di scarto nell'ambito del riscaldamento e del raffrescamento compresa tra il 50 % e l'80 %;

 

d)  possono definire il loro livello di incremento annuo, compresa la possibilità di applicare un massimale al calore e al freddo di scarto di cui alla lettera b), a partire dall'anno in cui raggiungono una quota di fonti energia rinnovabile e di calore e freddo di scarto nell'ambito del riscaldamento e del raffrescamento superiore all'80 %;

Emendamento    199

Proposta di direttiva

Articolo 23 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Gli Stati membri possono designare e rendere pubblici, sulla base di criteri oggettivi e non discriminatori, un elenco di misure e le entità incaricate dell'attuazione, quali i fornitori di combustibile, che contribuiscono all'aumento di cui al paragrafo 1.

2.  Gli Stati membri designano e rendono pubblici, sulla base di criteri oggettivi e non discriminatori, un elenco di misure e le entità incaricate dell'attuazione, quali i fornitori di combustibile, che contribuiscono all'aumento di cui al paragrafo 1.

Emendamento    200

Proposta di direttiva

Articolo 23 – paragrafo 3 – parte introduttiva

Testo della Commissione

Emendamento

3.  L'aumento di cui al paragrafo 1 può essere realizzato mediante una o più delle seguenti opzioni:

3.  L'aumento di cui al paragrafo 1 può essere realizzato, tra l'altro, mediante una o più delle seguenti opzioni:

Emendamento    201

Proposta di direttiva

Articolo 23 – paragrafo 3 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

a)  l'integrazione fisica dell'energia rinnovabile nell'energia e nel relativo combustibile destinati al riscaldamento e al raffrescamento;

a)  l'integrazione fisica dell'energia rinnovabile e/o del calore e del freddo di scarto nell'energia e nel relativo combustibile destinati al riscaldamento e al raffrescamento;

Emendamento    202

Proposta di direttiva

Articolo 23 – paragrafo 3 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

b)  misure dirette di mitigazione, quali l'installazione negli edifici di sistemi ad alto rendimento di riscaldamento e raffrescamento da fonti rinnovabili o l'utilizzo di energia rinnovabile per i processi industriali di riscaldamento e raffrescamento;

b)  misure dirette di mitigazione, quali l'installazione negli edifici di sistemi ad alto rendimento di riscaldamento e raffrescamento da fonti rinnovabili o l'utilizzo di energia rinnovabile o del calore e del freddo di scarto per i processi industriali di riscaldamento e raffrescamento;

Emendamento    203

Proposta di direttiva

Articolo 23 – paragrafo 3 – lettera c bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

c bis)  altre misure programmatiche aventi effetto equivalente per raggiungere l'incremento annuo di cui ai paragrafi 1 o 1 bis.

Emendamento    204

Proposta di direttiva

Articolo 23 – paragrafo 3 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

3 bis.  Nell'attuare le misure di cui alle precedenti lettere da a) a d), gli Stati membri richiedono che le misure siano elaborate in modo tale da garantire che siano accessibili a tutti i consumatori, in particolare a quelli a basso reddito o alle famiglie vulnerabili, che potrebbero non disporre di sufficiente capitale iniziale per beneficiarne altrimenti.

Emendamento    205

Proposta di direttiva

Articolo 23 – paragrafo 5 – lettera b bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

b bis)  all'importo totale di calore o freddo di scarto fornito per il riscaldamento e il raffrescamento;

Emendamento    206

Proposta di direttiva

Articolo 23 – paragrafo 5 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

c)  alla quota dell'energia rinnovabile nell'importo totale di energia fornita per il riscaldamento e il raffrescamento; e

c)  alla quota dell'energia rinnovabile e del calore o freddo di scarto nell'importo totale di energia fornita per il riscaldamento e il raffrescamento; e

Emendamento    207

Proposta di direttiva

Articolo 24 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Gli Stati membri provvedono affinché i fornitori di teleriscaldamento e teleraffrescamento forniscano ai consumatori finali informazioni sul loro rendimento energetico e sulla quota di energia da fonti rinnovabili nei loro sistemi. Tali informazioni sono conformi alle norme di cui alla direttiva 2010/31/UE.

1.  Gli Stati membri provvedono affinché i fornitori di teleriscaldamento e teleraffrescamento forniscano ai consumatori finali informazioni sul loro rendimento energetico e sulla quota di energia da fonti rinnovabili nei loro sistemi. Tali informazioni sono fornite su base annua o su richiesta conformemente alle norme di cui alla direttiva 2010/31/UE.

Emendamento    208

Proposta di direttiva

Articolo 24 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Gli Stati membri adottano le misure necessarie per consentire ai clienti dei sistemi di teleriscaldamento o teleraffrescamento che non costituiscono «teleriscaldamento e teleraffreddamento efficienti» ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 41, della direttiva 2012/27/UE di disconnettersi dal sistema al fine di generare in proprio il riscaldamento o il raffrescamento da fonti rinnovabili, oppure di passare a un altro fornitore di calore o di freddo che ha accesso al sistema di cui al paragrafo 4.

2.  Gli Stati membri adottano le misure necessarie per consentire ai clienti dei sistemi di teleriscaldamento o teleraffrescamento che non costituiscono «teleriscaldamento e teleraffreddamento efficienti» ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 41, della direttiva 2012/27/UE, o che non diventeranno tali entro 5 anni secondo i loro piani di investimento, di disconnettersi dal sistema al fine di generare in proprio il riscaldamento o il raffrescamento da fonti rinnovabili.

Emendamento    209

Proposta di direttiva

Articolo 24 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  Gli Stati membri possono limitare il diritto di disconnettersi o cambiare fornitore ai clienti che possono dimostrare che la soluzione alternativa prevista per la fornitura di riscaldamento o raffrescamento si traduce in un miglioramento significativo della prestazione energetica. La valutazione della prestazione della soluzione alternativa può essere basata sull'attestato di prestazione energetica ai sensi della direttiva 2010/31/UE.

3.  Gli Stati membri possono limitare il diritto di disconnettersi ai clienti che possono dimostrare che la soluzione alternativa prevista per la fornitura di riscaldamento o raffrescamento si traduce in un miglioramento significativo della prestazione energetica. La valutazione della prestazione della soluzione alternativa può essere basata sull'attestato di prestazione energetica ai sensi della direttiva 2010/31/UE.

Emendamento    210

Proposta di direttiva

Articolo 24 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4.  Gli Stati membri adottano le misure necessarie per assicurare un accesso non discriminatorio ai sistemi di teleriscaldamento o teleraffrescamento per il calore o il freddo prodotti da fonti energetiche rinnovabili e per il calore o il freddo di scarto. Tale accesso non discriminatorio consente la fornitura diretta di riscaldamento o raffrescamento provenienti da tali fonti ai clienti connessi al sistema di teleriscaldamento o teleraffrescamento da parte di fornitori diversi dal gestore del sistema di teleriscaldamento o teleraffrescamento.

4.  Gli Stati membri adottano le misure necessarie per assicurare un accesso non discriminatorio ai sistemi di teleriscaldamento o teleraffrescamento per il calore o il freddo prodotti da fonti energetiche rinnovabili e per il calore o il freddo di scarto, sulla base di criteri non discriminatori stabiliti dall'autorità competente dello Stato membro. Tali criteri tengono conto della fattibilità economica e tecnica per gli operatori del sistema di teleriscaldamento o teleraffrescamento e i clienti allacciati ad esso.

Emendamento    211

Proposta di direttiva

Articolo 24 – paragrafo 5

Testo della Commissione

Emendamento

5.  Il gestore di un sistema di teleriscaldamento o teleraffrescamento può rifiutare l'accesso a fornitori se il sistema non dispone della necessaria capacità a motivo di altre forniture di calore o di freddo di scarto, di calore o di freddo da fonti rinnovabili o di calore o di freddo prodotti mediante cogenerazione ad alto rendimento. Gli Stati membri assicurano che, in presenza di un tale rifiuto, il gestore del sistema di teleriscaldamento o teleraffrescamento fornisca le informazioni pertinenti all'autorità competente di cui al paragrafo 9 sulle misure necessarie per rafforzare il sistema.

5.  Il gestore di un sistema di teleriscaldamento o teleraffrescamento può rifiutare l'accesso a fornitori se è soddisfatta una o più delle seguenti condizioni:

 

a)  il sistema non dispone della necessaria capacità a motivo di altre forniture di calore o di freddo di scarto, di calore o di freddo da fonti rinnovabili o di calore o di freddo prodotti mediante cogenerazione ad alto rendimento o l'accesso metterebbe in pericolo il funzionamento in sicurezza del sistema di teleriscaldamento;

 

b)  il sistema è un sistema di teleriscaldamento e teleraffrescamento efficiente ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 41, della direttiva 2012/27/UE;

 

c)  la fornitura di accesso comporterebbe un aumento eccessivo del prezzo del calore o del freddo per i clienti finali rispetto al prezzo di utilizzo della principale fonte locale di calore con cui la fonte di energia rinnovabile o il calore o il freddo di scarto dovrebbero competere.

 

Gli Stati membri assicurano che, in presenza di un tale rifiuto, il gestore del sistema di teleriscaldamento o teleraffrescamento fornisca le informazioni pertinenti all'autorità competente di cui al paragrafo 9 sulle misure necessarie per rafforzare il sistema, comprese le conseguenze economiche delle misure.

Emendamento    212

Proposta di direttiva

Articolo 24 – paragrafo 6

Testo della Commissione

Emendamento

6.  I nuovi sistemi di teleriscaldamento o teleraffrescamento possono, su richiesta, essere esentati dall'applicazione del paragrafo 4 per un periodo di tempo determinato. L'autorità competente decide caso per caso in merito a tali richieste di esenzione. Un'esenzione può essere accordata soltanto se il nuovo sistema di teleriscaldamento o teleraffrescamento costituisce «teleriscaldamento e teleraffreddamento efficienti», ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 41, della direttiva 2012/27/UE e se sfrutta il potenziale di utilizzo delle fonti di energia rinnovabile e del calore o del freddo di scarto individuati nella valutazione globale effettuata a norma dell'articolo 14 della direttiva 2012/27/UE.

6.  I nuovi sistemi di teleriscaldamento o teleraffrescamento possono, su richiesta, essere esentati dall'applicazione del paragrafo 4 per un periodo di tempo determinato. L'autorità competente decide caso per caso in merito a tali richieste di esenzione. Un'esenzione può essere accordata soltanto se il nuovo sistema di teleriscaldamento o teleraffrescamento costituisce «teleriscaldamento e teleraffreddamento efficienti», ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 41, della direttiva 2012/27/UE e se sfrutta il potenziale di utilizzo delle fonti di energia rinnovabile, della cogenerazione ad alto rendimento ai sensi dell'articolo 2, punto 34), della direttiva 2012/27/UE, e del calore o del freddo di scarto individuati nella valutazione globale effettuata a norma dell'articolo 14 della direttiva 2012/27/UE.

Emendamento    213

Proposta di direttiva

Articolo 24 – paragrafo 7

Testo della Commissione

Emendamento

7.  Il diritto di disconnettersi o cambiare fornitore può essere esercitato da singoli clienti, da imprese comuni costituite da clienti o da parti che agiscono per conto dei clienti. Per i condomini, una tale disconnessione può essere praticata soltanto a livello dell'intero edificio.

7.  Il diritto di disconnettersi può essere esercitato da singoli clienti, da imprese comuni costituite da clienti o da parti che agiscono per conto dei clienti. Per i condomini, una tale disconnessione può essere praticata soltanto a livello dell'intero edificio.

Emendamento    214

Proposta di direttiva

Articolo 24 – paragrafo 8

Testo della Commissione

Emendamento

8.  Gli Stati membri impongono ai gestori di sistemi di distribuzione dell'energia elettrica di valutare almeno ogni due anni, in collaborazione con i gestori di sistemi di teleriscaldamento o teleraffrescamento nei rispettivi settori, il potenziale dei sistemi di teleriscaldamento o teleraffrescamento di fornire servizi di bilanciamento e altri servizi di sistema, compresa la gestione della domanda e lo stoccaggio di energia elettrica eccedentaria prodotta da fonti rinnovabili e se l'uso del potenziale così individuato sarebbe più efficiente in termini di risorse e di costi rispetto a soluzioni alternative.

8.  Gli Stati membri impongono ai gestori di sistemi di distribuzione dell'energia elettrica di valutare almeno ogni quattro anni, in collaborazione con i gestori di sistemi di teleriscaldamento o teleraffrescamento nei rispettivi settori, il potenziale dei sistemi di teleriscaldamento o teleraffrescamento di fornire servizi di bilanciamento e altri servizi di sistema, compresa la gestione della domanda e lo stoccaggio di energia elettrica eccedentaria prodotta da fonti rinnovabili e se l'uso del potenziale così individuato sarebbe più efficiente in termini di risorse e di costi rispetto a soluzioni alternative.

Emendamento    215

Proposta di direttiva

Articolo 24 – paragrafo 9

Testo della Commissione

Emendamento

9.  Gli Stati membri designano una o più autorità competenti incaricate di assicurare che i diritti dei consumatori e le regole di gestione dei sistemi di teleriscaldamento e teleraffrescamento in conformità del presente articolo siano chiaramente definiti e attuati.

(Non concerne la versione italiana)  

Emendamento    216

Proposta di direttiva

Articolo 25 – paragrafo 1 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

Con effetto dal 1º gennaio 2021 gli Stati membri impongono ai fornitori di combustibili di includere una quota minima di energia proveniente da biocarburanti avanzati e altri biocarburanti e biogas prodotti a partire da materie prime di cui all'allegato IX, da carburanti per autotrazione liquidi e gassosi da fonti rinnovabili di origine non biologica, da combustibili fossili ricavati dai rifiuti e dall'energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili nel totale dei carburanti per autotrazione che forniscono per il consumo o l'uso sul mercato nel corso di un anno civile.

Per conseguire l'obiettivo di cui all'articolo 3 di far sì che la quota di energia da fonti rinnovabili nel consumo finale di energia sia pari al 12 %, con effetto dal 1º gennaio 2021 gli Stati membri impongono ai fornitori di combustibili di includere una quota minima di energia proveniente da biocarburanti avanzati e altri biocarburanti e biogas prodotti a partire da materie prime di cui all'allegato IX, da carburanti per autotrazione liquidi e gassosi da fonti rinnovabili di origine non biologica, da combustibili da carbonio riciclato e dall'energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili nel totale dei carburanti per autotrazione che forniscono per il consumo o l'uso sul mercato nel corso di un anno civile.

Emendamento    217

Proposta di direttiva

Articolo 25 – paragrafo 1 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

La quota minima è almeno pari all'1,5% nel 2021, con un aumento fino ad almeno il 6,8% nel 2030, seguendo la traiettoria di cui all'allegato X, parte B. In tale quota totale, il contributo dei biocarburanti e biogas avanzati prodotti a partire dalle materie prime elencate nell'allegato IX, parte A, rappresenta almeno lo 0,5% dei carburanti per autotrazione forniti per consumo o l'uso sul mercato a decorrere dal 1º gennaio 2021, con un aumento fino ad almeno il 3,6% entro il 2030, seguendo la traiettoria indicata nell'allegato X, parte C.

La quota minima è almeno pari all'1,5% nel 2021, con un aumento fino ad almeno il 10% nel 2030, seguendo la traiettoria di cui all'allegato X, parte B. In tale quota totale, il contributo dei biocarburanti e biogas avanzati prodotti a partire dalle materie prime elencate nell'allegato IX, parte A, rappresenta almeno lo 0,5% dei carburanti per autotrazione forniti per consumo o l'uso sul mercato a decorrere dal 1º gennaio 2021, con un aumento fino ad almeno il 3,6% entro il 2030, seguendo la traiettoria indicata nell'allegato X, parte C.

 

I fornitori di combustibili che forniscono unicamente combustibili sotto forma di energia elettrica e carburanti per autotrazione liquidi e gassosi da fonti rinnovabili di origine non biologica non sono tenuti a rispettare la quota minima di biocarburanti avanzati e altri biocarburanti e biogas prodotti a partire dalle materie prime di cui all'allegato IX.

Emendamento    218

Proposta di direttiva

Articolo 25 – paragrafo 1 – comma 4 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

a)  per il calcolo del denominatore, ossia il contenuto energetico dei carburanti per trasporti stradali e ferroviari destinati al consumo o all'uso sul mercato, sono presi in considerazione: benzina, diesel, gas naturale, biocarburanti, biogas, carburanti per autotrazione liquidi e gassosi da fonti rinnovabili di origine non biologica, combustibili fossili ricavati dai rifiuti ed energia elettrica;

a)  per il calcolo del denominatore, ossia il contenuto energetico dei carburanti per trasporti stradali e ferroviari destinati al consumo o all'uso sul mercato, sono presi in considerazione: benzina, diesel, gas naturale, biocarburanti, biogas, carburanti per autotrazione liquidi e gassosi da fonti rinnovabili di origine non biologica, combustibili da carbonio riciclato ed energia elettrica;

Emendamento    219

Proposta di direttiva

Articolo 25 – paragrafo 1 – comma 4 – lettera b – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

per il calcolo del numeratore, è preso in considerazione il contenuto energetico di: biocarburanti avanzati e altri biocarburanti e biogas prodotti a partire da materie prime di cui all'allegato IX, carburanti per autotrazione liquidi e gassosi da fonti rinnovabili di origine non biologica, combustibili fossili dai rifiuti forniti a tutti i settori di trasporto e l'energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili fornita ai veicoli stradali.

per il calcolo del numeratore, è preso in considerazione il contenuto energetico di: biocarburanti avanzati e altri biocarburanti e biogas prodotti a partire da materie prime di cui all'allegato IX, carburanti per autotrazione liquidi e gassosi da fonti rinnovabili di origine non biologica, combustibili da carbonio riciclato forniti a tutti i settori di trasporto e l'energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili fornita ai veicoli stradali.

Emendamento    220

Proposta di direttiva

Articolo 25 – paragrafo 1 – comma 4 – lettera b – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

Per il calcolo del numeratore, il contributo dei biocarburanti e biogas prodotti a partire da materie prime di cui all'allegato IX, parte B, è limitato all'1,7% del contenuto energetico dei carburanti per autotrazione forniti per consumo o uso sul mercato e il contributo dei carburanti forniti nel settore dell'aviazione e dei trasporti marittimi è ottenuto moltiplicando per 1,2 volte il loro contenuto energetico.

Per il calcolo del numeratore, il contributo dei biocarburanti e biogas prodotti a partire da materie prime di cui all'allegato IX, parte B, è limitato all'1,7% del contenuto energetico dei carburanti per autotrazione forniti per consumo o uso sul mercato.

 

Gli Stati membri possono modificare il limite fissato per le materie prime di cui all'allegato IX, parte B, ove giustificato tenendo conto della disponibilità delle materie prime. Qualsiasi modifica è soggetta all'approvazione della Commissione.

 

Il contributo dei carburanti forniti nel settore dell'aviazione e dei trasporti marittimi è ottenuto moltiplicando rispettivamente per 2 volte e per 1,2 volte il loro contenuto energetico, mentre il contributo dell'energia elettrica da fonti rinnovabili fornita ai veicoli su strada è ottenuto moltiplicando per 2,5 volte il loro contenuto energetico.

Emendamento    221

Proposta di direttiva

Articolo 25 – paragrafo 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

1 bis.  Per adempiere gli obblighi di cui al presente articolo, gli Stati membri possono elaborare le loro politiche nazionali in forma di un obbligo di riduzione dei gas a effetto serra e possono applicare dette politiche anche ai combustibili fossili ricavati dai rifiuti, a condizione che ciò non sia in contrasto con gli obiettivi in materia di economia circolare e che sia rispettata la quota di energia da fonti rinnovabili di cui al paragrafo 1.

Motivazione

Un obbligo di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra sarebbe più adeguato da un punto di vista climatico, ma la Commissione lo ritiene più oneroso sul piano amministrativo. Gli Stati membri dovrebbero tuttavia avere la possibilità di elaborare le loro politiche applicando l'obbligo di inclusione delle energie rinnovabili come obiettivo di riduzione dei gas a effetto serra, tenendo conto anche del potenziale di riduzione che presentano i combustibili fossili ricavati dai rifiuti, a condizione che sia rispettata la quota minima di energie rinnovabili.

Emendamento    222

Proposta di direttiva

Articolo 25 – paragrafo 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 bis.  Con effetto dal 1° gennaio 2021, gli Stati membri impongono ai fornitori di combustibili di ridurre entro il 31 dicembre 2030 fino al 20 % le emissioni di gas a effetto serra per unità di energia prodotte durante il ciclo di vita e dovute ai carburanti e all'energia forniti, in confronto al valore di riferimento per i carburanti di cui alla direttiva (UE) 2015/652 del Consiglio1 bis.

 

____________________

 

1 bis Direttiva (UE) 2015/652 del Consiglio, del 20 aprile 2015, che stabilisce i metodi di calcolo e gli obblighi di comunicazione ai sensi della direttiva 98/70/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla qualità della benzina e del combustibile diesel (GU L 107 del 25.4.2015, pag. 26).

Motivazione

L'obiettivo ambizioso di ridurre fino al 20 % l'intensità dei gas a effetto serra dei combustibili entro il 2030 è giustificato tenendo conto delle elevate riduzioni di gas a effetto serra da biocombustibili ottenuti da colture già consolidati, nonché di una penetrazione nel mercato più intensa dei biocombustibili avanzati e delle energie rinnovabili alternative nel settore dei trasporti. L'obbligo di ridurre le emissioni di gas a effetto serra dei combustibili imposto ai fornitori di combustibili si è rivelato uno strumento efficace per aumentare l'efficienza climatica.

Emendamento    223

Proposta di direttiva

Articolo 25 – paragrafo 3 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

Per determinare la quota di energia rinnovabile ai fini del paragrafo 1 può essere utilizzata la quota media di energia elettrica da fonti rinnovabili nell'Unione oppure la quota di energia elettrica da fonti rinnovabili nello Stato membro in cui l'energia elettrica è fornita, misurata due anni prima l'anno in questione. In entrambi i casi, viene annullato un ammontare equivalente di garanzie di origine rilasciate in conformità all'articolo 19.

Per determinare la quota di energia rinnovabile ai fini del paragrafo 1 si utilizza la quota di energia elettrica da fonti rinnovabili nello Stato membro in cui l'energia elettrica è fornita, misurata due anni prima l'anno in questione, a condizione che vi siano sufficienti prove per dimostrare che l'energia elettrica da fonti rinnovabili è aggiuntiva. Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati in conformità dell'articolo 32 per stabilire una metodologia, compresa una metodologia per la definizione dei valori di riferimento degli Stati membri, al fine di dimostrare il carattere aggiuntivo.

Emendamento    224

Proposta di direttiva

Articolo 25 – paragrafo 3 – comma 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

In deroga al primo comma, per determinare la quota di energia elettrica ai fini del paragrafo 1, l'energia elettrica ottenuta mediante collegamento diretto a un impianto di generazione di energia elettrica a partire da fonti rinnovabili e fornita ai veicoli stradali è integralmente conteggiata come energia rinnovabile. Analogamente, l'energia elettrica ottenuta mediante accordi a lungo termine per l'acquisto di energia elettrica rinnovabile è pienamente conteggiata come energia elettrica rinnovabile. In ogni caso, viene annullato un ammontare equivalente di garanzie di origine rilasciate in conformità all'articolo 19.

Emendamento    225

Proposta di direttiva

Articolo 25 – paragrafo 3 – comma 3 – lettera a – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

Quando l'energia elettrica è utilizzata per la produzione di carburanti per autotrazione liquidi e gassosi da fonti rinnovabili di origine non biologica, direttamente o per la produzione di prodotti intermedi, la quota media di energia elettrica da fonti rinnovabili nell'Unione o la quota di energia elettrica da fonti rinnovabili nel paese di produzione, misurata due anni prima dell'anno in questione, può essere utilizzata per determinare la quota di energia rinnovabile. In entrambi i casi, viene annullato un ammontare equivalente di garanzie di origine rilasciate in conformità all'articolo 19.

Quando l'energia elettrica è utilizzata per la produzione di carburanti per autotrazione liquidi e gassosi da fonti rinnovabili di origine non biologica, direttamente o per la produzione di prodotti intermedi, la quota di energia elettrica da fonti rinnovabili nel paese di produzione, misurata due anni prima dell'anno in questione, può essere utilizzata per determinare la quota di energia rinnovabile. Viene annullato un ammontare equivalente di garanzie di origine rilasciate in conformità all'articolo 19.

Emendamento    226

Proposta di direttiva

Articolo 25 – paragrafo 4 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

Gli Stati membri istituiscono una banca dati che consente di tracciare i carburanti per autotrazione che possono essere conteggiati ai fini del calcolo del numeratore di cui al paragrafo 1, lettera b), e impongono agli operatori economici interessati di inserire informazioni sulle transazioni effettuate e le caratteristiche di sostenibilità dei biocarburanti ammissibili, compresi i gas a effetto serra emessi durante il loro ciclo di vita, a partire dal loro luogo di produzione fino al fornitore di carburante che immette il carburante sul mercato.

La Commissione istituisce una banca dati a livello dell'UE che consente di tracciare i carburanti per autotrazione, compresa l'energia elettrica, che possono essere conteggiati ai fini del calcolo del numeratore di cui al paragrafo 1, lettera b). Gli Stati membri impongono agli operatori economici interessati di inserire informazioni sulle transazioni effettuate e le caratteristiche di sostenibilità dei biocarburanti ammissibili, compresi i gas a effetto serra emessi durante il loro ciclo di vita, a partire dal loro luogo di produzione fino al fornitore di carburante che immette il carburante sul mercato.

Emendamento    227

Proposta di direttiva

Articolo 25 – paragrafo 4 – comma 3

Testo della Commissione

Emendamento

Le banche dati nazionali sono collegate tra loro in modo che si possano tracciare le transazioni di combustibili tra Stati membri. Per garantire la compatibilità delle banche dati nazionali, la Commissione definisce le specifiche tecniche del loro contenuto e uso mediante atti di esecuzione adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 31.

La Commissione definisce le specifiche tecniche del loro contenuto e uso mediante atti di esecuzione adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 31.

Emendamento    228

Proposta di direttiva

Articolo 25 – paragrafo 5

Testo della Commissione

Emendamento

5.  Gli Stati membri comunicano le informazioni aggregate provenienti dalle banche dati nazionali, incluse le emissioni di gas a effetto serra del ciclo di vita del carburante, a norma dell'allegato VII del regolamento [sulla governance].

5.  Gli Stati membri comunicano le informazioni aggregate, incluse le emissioni di gas a effetto serra del ciclo di vita del carburante, a norma dell'allegato VII del regolamento [sulla governance]. La Commissione pubblica su base annua le informazioni aggregate provenienti dalla banca dati.

Emendamento    229

Proposta di direttiva

Articolo 25 – paragrafo 6

Testo della Commissione

Emendamento

6.  Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 32 per: precisare ulteriormente la metodologia di cui al paragrafo 3, lettera b), del presente articolo; determinare la quota di carburante derivante da biomassa che viene trattato assieme ai combustibili fossili in un processo comune; precisare la metodologia per valutare le riduzioni di emissioni di gas a effetto serra da carburanti per autotrazione liquidi e gassosi da fonti rinnovabili di origine non biologica e da combustibili fossili ricavati dai rifiuti; e determinare la riduzione di emissioni di gas a effetto serra minima che si rende necessaria per tali carburanti ai fini del paragrafo 1 del presente articolo.

6.  Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 32 per: precisare ulteriormente la metodologia di cui al paragrafo 3, lettera b), del presente articolo; determinare la quota di carburante derivante da biomassa che viene trattato assieme ai combustibili fossili in un processo comune; precisare la metodologia per valutare le riduzioni di emissioni di gas a effetto serra da carburanti per autotrazione liquidi e gassosi da fonti rinnovabili di origine non biologica e da combustibili fossili a basso tenore di carbonio, che sono generati da effluenti gassosi prodotti quali conseguenza inevitabile e non intenzionale della fabbricazione o produzione di prodotti destinati all'uso commerciale e/o alla vendita; e determinare la riduzione di emissioni di gas a effetto serra minima che si rende necessaria per tali carburanti ai fini del paragrafo 1 del presente articolo.

Motivazione

La direttiva sull'energia rinnovabile dovrebbe assicurare che alla Commissione siano conferiti i poteri necessari per promuovere l'uso di combustibili a basso tenore di carbonio, che svolgono un ruolo importante nel ridurre il volume di carbonio fossile estratto nel mix energetico dell'UE, oltre a promuovere indirettamente la produzione di energia elettrica rinnovabile.

Emendamento    230

Proposta di direttiva

Articolo 25 – paragrafo 7

Testo della Commissione

Emendamento

7.  Entro il 31 dicembre 2025, nel contesto della valutazione biennale dei progressi compiuti in applicazione del regolamento [sulla governance], la Commissione valuta se l'obbligo di cui al paragrafo 1 stimola effettivamente l'innovazione e promuove la riduzione dei gas a effetto serra nel settore dei trasporti, e se gli obblighi di riduzione dei gas a effetto serra per i biocarburanti e biogas sono appropriati. La Commissione, se del caso, presenta una proposta volta a modificare l'obbligo di cui al paragrafo 1.

7.  Entro il 31 dicembre 2025, nel contesto della valutazione biennale dei progressi compiuti in applicazione del regolamento [sulla governance], la Commissione valuta se l'obbligo di cui al paragrafo 1 stimola effettivamente l'innovazione e garantisce la riduzione dei gas a effetto serra nel settore dei trasporti, e se gli obblighi di riduzione dei gas a effetto serra per i biocarburanti e biogas sono appropriati. Si valuta altresì se le disposizioni del presente articolo evitano efficacemente il doppio computo dell'energia rinnovabile. La Commissione, se del caso, presenta una proposta volta a modificare l'obbligo di cui al paragrafo 1. Gli obblighi modificati mantengono quantomeno i livelli che corrispondono alla capacità di biocarburanti avanzati installata e in costruzione nel 2025.

Emendamento    231

Proposta di direttiva

Articolo 26 – paragrafo 1 – comma 1 – parte introduttiva

 

Testo della Commissione

Emendamento

1.  L'energia prodotta da biocarburanti, bioliquidi e combustibili da biomassa è presa in considerazione ai fini di cui alle lettere a), b) e c) solo se rispetta i criteri di sostenibilità definiti ai paragrafi da 2 a 6 così come i criteri di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra di cui al paragrafo 7:

1.  Indipendentemente dal fatto che le materie prime siano state coltivate all'interno o all'esterno del territorio dell'Unione, l'energia prodotta da biocarburanti, bioliquidi e combustibili da biomassa è presa in considerazione ai fini di cui alle lettere a), b) e c) solo se rispetta i criteri di sostenibilità definiti ai paragrafi da 2 a 6 così come i criteri di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra di cui al paragrafo 7:

Motivazione

La proposta prevede nuovi importanti elementi per i criteri di sostenibilità e i carburanti da autotrazione. Occorre pertanto precisare la portata del concetto di sostegno finanziario in modo da includere gli incentivi fiscali.

Emendamento    232

Proposta di direttiva

Articolo 26 – paragrafo 1 – comma 1 – lettera c

 

Testo della Commissione

Emendamento

c)  per determinare se il consumo di biocarburanti di bioliquidi e di combustibili da biomassa possa beneficiare di sostegno finanziario.

c)   per determinare se il consumo di biocarburanti, di bioliquidi e di combustibili da biomassa possa beneficiare di sostegno finanziario, ivi inclusi gli incentivi fiscali.

Motivazione

The recast Renewable Energy Directive makes major changes to the coverage of the provisions on bioenergy sustainability, notably by extending many of the provisions, for the first time, to biomass fuels such as wood. It also proposes significant changes to the targets relating to biofuels and bioliquids. On this basis, changes are also required to clarify the coverage of the term 'financial support', which in some Member States either does not currently address or may not in future sufficiently address the multiple ways, in addition to direct subsidies, in which the production or use of biomass fuels and other types of bioenergy are promoted or encouraged. For example mechanisms such as tax breaks for the use of biomass fuels based on their supposed carbon neutrality, or blending mandates imposed on providers of biomass or other biofuels, are either already in operation or may be applied in future, and themselves have cost impacts. The terms of the provision on eligibility for financial support should therefore be broadened to ensure it is comprehensive and in line with the spirit of the original Directive.

Emendamento    233

Proposta di direttiva

Articolo 26 – paragrafo 1 – comma 2

 

Testo della Commissione

Emendamento

Tuttavia, i biocarburanti, i bioliquidi e i combustibili da biomassa prodotti a partire da rifiuti e residui diversi dai residui dell'agricoltura, dell'acquacoltura, della pesca e della silvicoltura devono soddisfare soltanto i criteri di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra definiti al paragrafo 7 per essere presi in considerazione ai fini di cui alle lettere a), b) e c). Questa disposizione si applica anche ai rifiuti e ai residui che sono stati trasformati in un prodotto prima di essere trattati per ottenere biocarburante, bioliquido o combustibile da biomassa.

I biocarburanti, i bioliquidi e i combustibili da biomassa prodotti a partire da rifiuti e residui diversi dai residui dell'agricoltura, dell'acquacoltura, della pesca e della silvicoltura devono soddisfare soltanto i criteri di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra definiti al paragrafo 7 per essere presi in considerazione ai fini di cui alle lettere a), b) e c). Tuttavia la loro produzione è conforme al principio della gerarchia dei rifiuti di cui alla direttiva 2008/98/CE ed evita significativi effetti di distorsione sui mercati di (sotto)prodotti, rifiuti o residui. Questa disposizione si applica anche ai rifiuti e ai residui che sono stati trasformati in un prodotto prima di essere trattati per ottenere biocarburante, bioliquido o combustibile da biomassa. 

Motivazione

La produzione di biocarburanti, bioliquidi e combustibili da biomassa può deviare i residui dagli attuali usi materiali verso l'energia, nonché i rifiuti dal riciclaggio verso l'energia, contrariamente alla gerarchia dei rifiuti e agli obiettivi dell'economia circolare. Per garantire che la decarbonizzazione dei trasporti sostenga gli obiettivi del piano d'azione per l'economia circolare e sia in linea con la gerarchia dei rifiuti dell'UE, è necessario introdurre un nuovo criterio di sostenibilità.

Emendamento    234

Proposta di direttiva

Articolo 26 – paragrafo 1 – comma 2 bis (nuovo)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

I biocarburanti, i bioliquidi e i combustibili da biomassa prodotti a partire da rifiuti e residui di origine agricola sono presi in considerazione ai fini di cui al presente paragrafo, lettere a), b) e c), solamente se gli operatori hanno adottato misure per ridurre al minimo gli effetti negativi sulla qualità del suolo e sul carbonio ivi contenuto. Le informazioni riguardanti dette misure sono riferite conformemente all'articolo 27, paragrafo 3.

Motivazione

L'emendamento è indissolubilmente legato al nuovo obbligo relativo ai combustibili per autotrazione di cui all'articolo 25.

Emendamento    235

Proposta di direttiva

Articolo 26 – paragrafo 1 – comma 3

Testo della Commissione

Emendamento

Occorre che i combustibili da biomassa soddisfino i criteri di sostenibilità e di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra di cui ai paragrafi da 2 a 7 soltanto se utilizzati in impianti per la produzione di energia elettrica, riscaldamento e raffrescamento o di carburanti con una capacità di combustione pari o superiore a 20 MW, nel caso di combustibili solidi da biomassa, e con una capacità elettrica pari o superiore a 0,5 MW nel caso di combustibili gassosi da biomassa. Gli Stati membri possono applicare i criteri di sostenibilità e di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra agli impianti con capacità di combustione inferiore.

Occorre che i combustibili da biomassa soddisfino i criteri di sostenibilità e di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra di cui ai paragrafi da 2 a 7 soltanto se utilizzati in impianti per la produzione di energia elettrica, riscaldamento e raffrescamento o di carburanti con una potenza termica nominale totale pari o superiore a 20 MW, nel caso di combustibili solidi da biomassa, e con una potenza termica nominale totale pari o superiore a 2 MW nel caso di combustibili gassosi da biomassa. Gli Stati membri possono applicare i criteri di sostenibilità e di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra agli impianti con capacità di combustione inferiore.

Emendamento    236

Proposta di direttiva

Articolo 26 – paragrafo 2 – lettera a bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

a bis)  foreste a elevata biodiversità e altri terreni boschivi ricchi di specie e non degradati o la cui elevata biodiversità sia stata riconosciuta dall'autorità competente, a meno che non venga dimostrato che la produzione delle predette materie prime non ha interferito con detti scopi di protezione della natura;

Motivazione

Anche le foreste che non sono foreste primarie possono racchiudere un'importante biodiversità.

Emendamento    237

Proposta di direttiva

Articolo 26 – paragrafo 2 – lettera c – parte introduttiva

Testo della Commissione

Emendamento

c)  terreni erbosi naturali ad elevata biodiversità aventi un'estensione superiore a un ettaro, ossia:

c)   terreni erbosi naturali ad elevata biodiversità, tra cui prati e pascoli arborati, ossia:

Emendamento    238

Proposta di direttiva

Articolo 26 – paragrafo 2 – lettera c – punto ii

Testo della Commissione

Emendamento

ii)  terreni erbosi non naturali, ossia terreni erbosi che cesserebbero di essere tali in assenza di interventi umani e che sono ricchi di specie e non degradati e la cui elevata biodiversità è stata riconosciuta dall'autorità competente, a meno che non venga dimostrato che il raccolto delle materie prime è necessario per preservarne lo status di terreni erbosi ad elevata biodiversità.

ii)   terreni erbosi non naturali, ossia terreni erbosi che cesserebbero di essere tali in assenza di interventi umani e che sono ricchi di specie e non degradati o la cui elevata biodiversità è stata riconosciuta dall'autorità competente, a meno che non venga dimostrato che il raccolto delle materie prime è necessario per preservarne lo status di terreni erbosi ad elevata biodiversità.

Emendamento    239

Proposta di direttiva

Articolo 26 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4.  I biocarburanti, i bioliquidi e i combustibili da biomassa provenienti dall'agricoltura considerati ai fini di cui al paragrafo 1, lettere a), b) e c), non sono prodotti a partire da materie prime ottenute su terreni che erano torbiere nel gennaio 2008.

4.  I biocarburanti, i bioliquidi e i combustibili da biomassa provenienti dall'agricoltura considerati ai fini di cui al paragrafo 1, lettere a), b) e c), non sono prodotti a partire da materie prime ottenute su terreni che erano torbiere nel gennaio 2008, a meno che non siano fornite prove verificabili del fatto che la coltivazione e la raccolta di materie prime non comportano drenaggio di terreno precedentemente non drenato.

Emendamento    240

Proposta di direttiva

Articolo 26 – paragrafo 5

Testo della Commissione

Emendamento

5.  I biocarburanti, i bioliquidi e i combustibili da biomassa ottenuti da biomassa forestale presi in considerazione ai fini di cui al paragrafo 1, lettere a), b) e c), soddisfano i seguenti requisiti per ridurre al minimo il rischio di utilizzare una produzione non sostenibile di biomassa forestale:

5.  I biocarburanti, i bioliquidi e i combustibili da biomassa ottenuti da biomassa forestale presi in considerazione ai fini di cui al paragrafo 1, lettere a), b) e c), soddisfano i seguenti requisiti per ridurre al minimo il rischio di utilizzare una produzione non sostenibile di biomassa forestale:

a)  il paese in cui è stata raccolta la biomassa forestale ha introdotto e attua leggi nazionali e/o subnazionali nel campo della raccolta così come dei sistemi di monitoraggio e di applicazione che garantiscono che:

a)  il paese in cui è stata raccolta la biomassa forestale ha introdotto e attua leggi nazionali e/o subnazionali nel campo della raccolta così come dei sistemi di monitoraggio e di applicazione che garantiscono che:

i)  la raccolta avviene in base alle condizioni del permesso di raccolta entro i confini stabiliti dalla legge;

i)  la raccolta avviene in base alle condizioni del permesso di raccolta o prova equivalente del diritto legale di raccolta entro i confini nazionali o regionali stabiliti dalla legge;

ii)  ha luogo la rigenerazione forestale delle superfici oggetto di raccolta;

ii)  ha luogo la rigenerazione forestale delle superfici oggetto di raccolta;

iii)  le aree di elevato valore in termini di conservazione, comprese le zone umide e torbiere, sono protette;

iii)  le aree designate, a norma del diritto internazionale o nazionale o dall'autorità competente del caso, per promuovere il mantenimento della biodiversità o per scopi di conservazione della natura, anche nelle zone umide e nelle torbiere, sono protette;

iv)  l'impatto della raccolta forestale sulla qualità del suolo e la biodiversità è ridotto al minimo;

iv)  la raccolta è realizzata tenendo conto del mantenimento della qualità del suolo e della biodiversità con l'obiettivo di ridurre al minimo gli impatti negativi;

v)  la raccolta non eccede la capacità produttiva a lungo termine delle foreste;

v)  la raccolta mantiene o migliora la capacità produttiva a lungo termine delle foreste a livello nazionale o regionale;

b)  se non sono disponibili le prove di cui al primo comma, i biocarburanti, i bioliquidi e i combustibili da biomassa ottenuti a partire da biomassa forestale sono presi in considerazione ai fini di cui al paragrafo 1, lettere a), b) e c), se sono attuati sistemi di gestione a livello di azienda forestale per garantire che:

b)  se non sono disponibili le prove di cui al primo comma, i biocarburanti, i bioliquidi e i combustibili da biomassa ottenuti a partire da biomassa forestale sono presi in considerazione ai fini di cui al paragrafo 1, lettere a), b) e c), se sono fornite informazioni aggiuntive a livello di base dell'approvvigionamento in merito alla legalità e alle pratiche di gestione forestale per garantire che:

i)  la biomassa forestale è stata raccolta conformemente a un permesso legale;

i)  la raccolta avviene in base alle condizioni della procedura di permesso di raccolta o prova nazionale o regionale equivalente del diritto legale di raccolta;

ii)  ha luogo la rigenerazione forestale delle superfici oggetto di raccolta;

ii)  ha luogo la rigenerazione forestale delle superfici oggetto di raccolta;

iii)  le aree di elevato valore in termini di conservazione, comprese le zone umide e torbiere, sono individuate e protette;

iii)  le aree designate, a norma del diritto internazionale o nazionale o dall'autorità competente del caso, per promuovere il mantenimento della biodiversità o per scopi di conservazione della natura, anche nelle zone umide e nelle torbiere, sono protette;

iv)  l'impatto della raccolta forestale sulla qualità del suolo e la biodiversità è ridotto al minimo;

iv)  la raccolta è effettuata considerando il mantenimento della qualità del suolo e la biodiversità, anche nelle zone circostanti purché siano interessate dalle attività di raccolta;

v)  la raccolta non eccede la capacità produttiva a lungo termine delle foreste;

v)  la raccolta mantiene o migliora la capacità produttiva a lungo termine delle foreste a livello nazionale o regionale; e

 

vi)  esistono normative o misure in materia di ambiente e natura, conformi alle pertinenti norme dell'Unione in materia di ambiente e natura.

Emendamento    241

Proposta di direttiva

Articolo 26 – paragrafo 6 – comma 1 – punto ii

Testo della Commissione

Emendamento

ii)  ha presentato un contributo determinato a livello nazionale (NDC) alla convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (convenzione UNFCC), relativo alle emissioni e agli assorbimenti risultanti dall'agricoltura, dalla silvicoltura e dall'uso del suolo, che garantisce che le variazioni di stock di carbonio associate alla raccolta della biomassa sono contabilizzate all'attivo dell'impegno del paese di ridurre o limitare le emissioni di gas serra, come specificato nell'NDC, oppure sono in vigore leggi nazionali o subnazionali, in conformità dell'articolo 5 dell'accordo di Parigi, applicabili alla zona di raccolta, per conservare e migliorare gli stock e i pozzi di assorbimento di carbonio;

ii)  ha presentato un contributo determinato a livello nazionale (NDC) alla convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (convenzione UNFCC), relativo alle emissioni e agli assorbimenti risultanti dall'agricoltura, dalla silvicoltura e dall'uso del suolo, che garantisce che le variazioni di stock di carbonio associate alla raccolta della biomassa sono contabilizzate all'attivo dell'impegno del paese di ridurre o limitare le emissioni di gas serra, come specificato nell'NDC, oppure sono in vigore leggi nazionali o subnazionali, in conformità dell'articolo 5 dell'accordo di Parigi, e che le emissioni del settore fondiario non superano gli assorbimenti, applicabili alla zona di raccolta, per conservare e migliorare gli stock e i pozzi di assorbimento di carbonio;

Emendamento    242

Proposta di direttiva

Articolo 26 – paragrafo 6 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

Se non sono disponibili le prove di cui al primo comma, i biocarburanti, i bioliquidi e i combustibili da biomassa prodotti a partire da biomassa forestale sono presi in considerazione ai fini di cui al paragrafo 1, lettere a), b) e c), se sono attuati sistemi di gestione a livello di azienda forestale per garantire che i livello di stock e di pozzi di assorbimento di carbonio nella foresta siano mantenuti.

Se non sono disponibili le prove di cui al primo comma, i biocarburanti, i bioliquidi e i combustibili da biomassa prodotti a partire da biomassa forestale sono presi in considerazione ai fini di cui al paragrafo 1, lettere a), b) e c), se sono attuati sistemi di gestione a livello di base dell'approvvigionamento per garantire che i livelli di stock e di pozzi di assorbimento di carbonio nella foresta siano mantenuti o incrementati.

Emendamento    243

Proposta di direttiva

Articolo 26 – paragrafo 6 – comma 3

Testo della Commissione

Emendamento

La Commissione può stabilire le prove operative per dimostrare il rispetto degli obblighi stabiliti ai paragrafi 5 e 6, mediante atti di esecuzione adottati conformemente alla procedura d'esame di cui all'articolo 31, paragrafo 2.

Entro il 1° gennaio 2021 la Commissione stabilisce le prove operative per dimostrare il rispetto degli obblighi stabiliti ai paragrafi 5 e 6, mediante atti di esecuzione adottati conformemente alla procedura d'esame di cui all'articolo 31, paragrafo 2.

Emendamento    244

Proposta di direttiva

Articolo 26 – paragrafo 6 – comma 4

Testo della Commissione

Emendamento

Entro il 31 dicembre 2023 la Commissione valuta se i criteri di cui ai paragrafi 5 e 6 riducono effettivamente al minimo il rischio dell'uso di biomassa forestale non sostenibile e affrontano gli obblighi LULUCF, sulla base dei dati disponibili. La Commissione, se del caso, presenta una proposta volta a modificare gli obblighi di cui ai paragrafi 5 e 6.

Entro il 31 dicembre 2023 la Commissione valuta, in stretta collaborazione con gli Stati membri, se i criteri di cui ai paragrafi 5 e 6 riducono effettivamente al minimo il rischio dell'uso di biomassa forestale non sostenibile e affrontano gli obblighi LULUCF, sulla base dei dati disponibili. La Commissione, se del caso, presenta una proposta volta a modificare gli obblighi di cui ai paragrafi 5 e 6 per il periodo successivo al 2030.

Emendamento    245

Proposta di direttiva

Articolo 26 – paragrafo 7 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

a)  al 50 % per i biocarburanti e i bioliquidi prodotti negli impianti in funzione al 5 ottobre 2015 o prima di tale data;

a)   al 50 % per i biocarburanti, i carburanti da biometano da utilizzare nel settore dei trasporti e i bioliquidi prodotti negli impianti in funzione al 5 ottobre 2015 o prima di tale data;

Emendamento    246

Proposta di direttiva

Articolo 26 – paragrafo 7 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

b)  al 60 % per i biocarburanti e i bioliquidi prodotti negli impianti in funzione a partire dal 5 ottobre 2015;

b)   al 60 % per i biocarburanti, i carburanti da biometano da utilizzare nel settore dei trasporti e i bioliquidi prodotti negli impianti in funzione a partire dal 5 ottobre 2015;

Emendamento    247

Proposta di direttiva

Articolo 26 – paragrafo 7 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

c)  al 70 % per i biocarburanti e i bioliquidi prodotti negli impianti in funzione dopo il 1º gennaio 2021;

c)  al 65 % per i biocarburanti, i carburanti da biometano da utilizzare nel settore dei trasporti e i bioliquidi prodotti negli impianti in funzione dopo il 1º gennaio 2021;

Emendamento    248

Proposta di direttiva

Articolo 26 – paragrafo 7 – lettera d

Testo della Commissione

Emendamento

d)  all'80 % per l'energia elettrica, il riscaldamento e il raffrescamento da combustibili da biomassa usati negli impianti in funzione a partire dal 1º gennaio 2021 e all'85% per gli impianti in funzione a partire dal 1º gennaio 2026.

d)  al 70 % per l'energia elettrica, il riscaldamento e il raffrescamento da combustibili da biomassa usati negli impianti in funzione a partire dal 1º gennaio 2021 e all'80 % per gli impianti in funzione a partire dal 1º gennaio 2026.

Emendamento    249

Proposta di direttiva

Articolo 26 – paragrafo 7 – comma 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Gli Stati membri possono fissare riduzioni delle emissioni di gas a effetto serra più elevate rispetto a quelle previste dal presente paragrafo.

Emendamento    250

Proposta di direttiva

Articolo 26 – paragrafo 8 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

L'energia elettrica da combustibili da biomassa prodotta in impianti con una capacità di combustione pari o superiore a 20 MW è presa in considerazione ai fini di cui al paragrafo 1, lettere a), b) e c), soltanto se prodotta applicando una tecnologia di cogenerazione ad alto rendimento così come definita all'articolo 2, paragrafo 34, della direttiva 2012/27/UE. Ai fini delle lettere a) e b) del paragrafo 1, la presente disposizione si applica solo agli impianti in funzione dopo [3 anni dopo la data di adozione della presente direttiva]. Ai fini della lettera c) del paragrafo 1, la presente disposizione non pregiudica il sostegno pubblico erogato nel quadro di regimi approvati entro [3 anni dalla data di adozione della presente direttiva].

L'energia elettrica da combustibili da biomassa prodotta in impianti con una capacità elettrica installata pari o superiore a 20 MW è presa in considerazione ai fini di cui al paragrafo 1, lettere a), b) e c) del presente articolo soltanto se prodotta applicando una tecnologia di cogenerazione ad alto rendimento così come definita all'articolo 2, paragrafo 34, della direttiva 2012/27/UE o qualora sia prodotta in impianti convertiti a partire da centrali a combustibili fossili solidi. Ai fini delle lettere a) e b) del paragrafo 1 del presente articolo, la presente disposizione si applica solo agli impianti in funzione dopo [3 anni dopo la data di adozione della presente direttiva]. Ai fini della lettera c) del paragrafo 1 del presente articolo, la presente disposizione non pregiudica il sostegno pubblico erogato nel quadro di regimi approvati entro [3 anni dalla data di adozione della presente direttiva].

Emendamento    251

Proposta di direttiva

Articolo 26 – paragrafo 8 – comma 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Il primo comma non si applica all'energia elettrica prodotta da impianti che non sono tenuti ad applicare la tecnologia della cogenerazione ad alto rendimento a norma dell'articolo 14 della direttiva 2012/27/UE del Parlamento europeo e del Consiglio1 bis, purché tali impianti usino esclusivamente combustibili da biomassa prodotti a partire dai residui dell'agricoltura, dell'acquacoltura, della pesca e della silvicoltura in condizioni normali di funzionamento.

 

____________________

 

1 bis Direttiva 2012/27/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, sull'efficienza energetica, che modifica le direttive 2009/125/CE e 2010/30/UE e abroga le direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE (GU L 315 del 14.11.2012, pag. 1).

Motivazione

Sebbene l'elevato rendimento di conversione sia un componente fondamentale della sostenibilità della bioenergia e debba essere garantito, esistono circostanze, quali le condizioni climatiche, che comportano una domanda insufficiente di investimenti combinati in energia elettrica e termica. Queste circostanze sono già affrontate all'articolo 14 della direttiva sull'efficienza energetica (2012/27/UE) relativo alla promozione dell'efficienza per il riscaldamento e il raffreddamento. Tuttavia, è opportuno garantire che gli impianti che producono energia elettrica usino esclusivamente residui, poiché questi non competono con gli utilizzi materiali.

Emendamento    252

Proposta di direttiva

Articolo 26 – paragrafo 8 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

8 bis.  Ogni due anni la Commissione riferisce al Parlamento europeo e al Consiglio in merito all'impatto e ai vantaggi dei biocarburanti consumati nell'Unione, fra l'altro sulla produzione di alimenti e mangimi e altri materiali nonché sulla sostenibilità economica, ambientale e sociale sia nell'Unione sia nei paesi terzi.

Motivazione

Il presente emendamento introduce nuovamente le disposizioni (articolo 17, paragrafo 7, della direttiva vigente) soppresse nella proposta della Commissione.

Emendamento    253

Proposta di direttiva

Articolo 26 – paragrafo 8 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

8 ter.  In deroga ai paragrafi da 1 a 8 bis del presente articolo, tenendo conto delle specificità delle regioni ultraperiferiche quali definite all'articolo 349 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, l'articolo 26 della presente direttiva non si applica al tali regioni. Entro il ... [sei mesi dopo la data di entrata in vigore della presente direttiva], la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una proposta legislativa volta a definire i criteri applicabili alle regioni ultraperiferiche per quanto concerne la sostenibilità dei gas a effetto serra e la riduzione del loro uso. Detti criteri tengono conto delle specificità locali. In particolare, le regioni ultraperiferiche dovrebbero poter sfruttare appieno le loro risorse, nel rispetto di rigorosi criteri di sostenibilità, aumentare la produzione di energia rinnovabile e rafforzare la loro indipendenza energetica.

Motivazione

La fornitura di energia da combustibili fossili nelle regioni ultraperiferiche (in talune regioni pari o superiore all'80 %) comporta un costo aggiuntivo che penalizza l'economia locale e il potere d'acquisto degli abitanti. Al contempo, tali regioni hanno in parte consistenti risorse di biomassa che dovrebbero essere in grado di sfruttare.

Emendamento    254

Proposta di direttiva

Articolo 26 – paragrafo 10

Testo della Commissione

Emendamento

10.  Ai fini di cui al paragrafo 1, lettere a), b) e c), gli Stati membri possono imporre ulteriori criteri di sostenibilità per i combustibili da biomassa.

10.  Ai fini di cui al paragrafo 1, lettere a), b) e c), gli Stati membri possono imporre ulteriori criteri di sostenibilità per i biocarburanti, i bioliquidi e i combustibili da biomassa.

Emendamento    255

Proposta di direttiva

Articolo 27 – paragrafo 1 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

a)   consenta che partite di materie prime o di biocarburanti, bioliquidi e combustibili da biomassa con caratteristiche di sostenibilità e di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra diverse siano mescolate ad esempio in un container, un impianto logistico o di trattamento, una infrastruttura o sito di trasmissione e distribuzione;

a)   consenta che partite di materie prime o di biocarburanti, bioliquidi e combustibili da biomassa con caratteristiche di sostenibilità e di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra diverse siano mescolate ad esempio in un container, un impianto logistico o di trattamento, una infrastruttura o sito di trasmissione e distribuzione, a condizione che ciascuna partita soddisfi singolarmente i requisiti di cui all'articolo 26 che esistano sistemi adeguati per monitorare e misurare la conformità delle singole partite;

Emendamento    256

Proposta di direttiva

Articolo 27 – paragrafo 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

1 bis.  Al fine di facilitare gli scambi transfrontalieri e l'informazione dei consumatori, le garanzie di origine per l'energia rinnovabile immessa nella rete contengono informazioni sui criteri di sostenibilità e di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra di cui all'articolo 26, paragrafi da 2 a 7, e possono essere trasferite separatamente.

Motivazione

È necessario che le garanzie di origine informino il consumatore riguardo al rispetto dei criteri di sostenibilità e al risparmio nell'emissione di gas ad effetto serra.

Emendamento    257

Proposta di direttiva

Articolo 27 – paragrafo 2 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

a)   quando dal trattamento di una partita di materie prime si ottiene un unico prodotto destinato alla produzione di biocarburanti, bioliquidi o combustibile da biomassa, il volume della partita e le relative quantità in termini di sostenibilità e di riduzione di emissioni di gas a effetto serra sono adeguati applicando un fattore di conversione pari al rapporto tra la massa del prodotto destinato alla produzione di biocarburanti, bioliquidi o combustibili da biomassa e la massa delle materie prime che entrano nel processo;

a)   quando dal trattamento di una partita di materie prime si ottiene un unico prodotto destinato alla produzione di biocarburanti, bioliquidi o combustibile da biomassa, il volume della partita e le relative quantità in termini di sostenibilità e di riduzione di emissioni di gas a effetto serra sono adeguati applicando un fattore di conversione pari al rapporto tra la massa del prodotto destinato alla produzione di biocarburanti, bioliquidi o combustibili da biomassa e la massa delle materie prime che entrano nel processo, a condizione che ciascuna partita che costituisce la miscela soddisfi i requisiti di cui all'articolo 26;

Emendamento    258

Proposta di direttiva

Articolo 27 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

Gli Stati membri provvedono a che gli operatori economici presentino informazioni attendibili in merito al rispetto dei criteri di sostenibilità e di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra di cui all'articolo 26, paragrafi da 2 a 7 e mettano a disposizione dello Stato membro, su sua richiesta, i dati utilizzati per elaborare le informazioni. Gli Stati membri impongono agli operatori economici l'obbligo di garantire un livello adeguato di controllo indipendente delle informazioni da essi presentate e di dimostrare che il controllo è stato effettuato. Il controllo consiste nella verifica che i sistemi utilizzati dagli operatori economici siano precisi, affidabili e a prova di frode. Sono valutati la frequenza e il metodo di campionamento nonché la solidità dei dati.

Gli Stati membri provvedono a che gli operatori economici presentino informazioni attendibili in merito al rispetto dei criteri di sostenibilità e di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra di cui all'articolo 26, paragrafi da 2 a 7 e mettano a disposizione dello Stato membro, su sua richiesta, i dati utilizzati per elaborare le informazioni. Gli Stati membri impongono agli operatori economici l'obbligo di garantire un livello adeguato di controllo indipendente delle informazioni da essi presentate e di dimostrare che il controllo è stato effettuato. Il controllo consiste nella verifica che i sistemi utilizzati dagli operatori economici siano precisi, affidabili e a prova di frode, e include una verifica volta a garantire che i materiali non siano stati intenzionalmente modificati o scartati di modo che la partita o parte di essa potesse diventare un rifiuto o residuo a norma dell'articolo 26, paragrafi da 2 a 7. Sono valutati la frequenza e il metodo di campionamento nonché la solidità dei dati.

Motivazione

L'emendamento è introdotto ai fini del rispetto del limite del contributo dei biocarburanti e biogas prodotti a partire da materie prime figuranti nell'allegato IX, parte B, di cui all'articolo 25, paragrafo 1.

Emendamento    259

Proposta di direttiva

Articolo 27 – paragrafo 3 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

Gli obblighi di cui al presente paragrafo si applicano sia ai biocarburanti, bioliquidi e combustibili da biomassa prodotti nell'Unione sia a quelli importati.

Gli obblighi di cui al presente paragrafo si applicano sia ai biocarburanti, bioliquidi e combustibili da biomassa prodotti nell'Unione sia a quelli importati. Le informazioni sull'origine geografica dei biocarburanti, dei bioliquidi e dei combustibili da biomassa sono messe a disposizione dei consumatori.

Motivazione

L'emendamento è connesso all'obbligo relativo ai combustibili per autotrazione di cui all'articolo 25.

Emendamento    260

Proposta di direttiva

Articolo 27 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4.   La Commissione può decidere che i sistemi volontari nazionali o internazionali per la misurazione della riduzione di gas a effetto serra contengono dati accurati ai fini dell'articolo 26, paragrafo 7 e/o dimostrano che le partite di biocarburanti, di bioliquidi o di combustibili da biomassa rispettano i criteri di sostenibilità di cui all'articolo 26, paragrafi 2, 3, 4, 5 e 6, e/o che le materie non sono state modificate o eliminate intenzionalmente in modo che le partite o parti di esse rientrino nell'allegato IX. Quando dimostrano che gli obblighi di cui all'articolo 26, paragrafi 5 e 6, sono rispettati, gli operatori possono decidere di fornire direttamente le prove richieste a livello dell'azienda forestale. Ai fini dell'articolo 26, paragrafo 2, lettera b), punto ii), la Commissione può inoltre riconoscere le aree di protezione di ecosistemi o specie rari, minacciati o in pericolo di estinzione, riconosciute da accordi internazionali o incluse in elenchi compilati da organizzazioni intergovernative o dall'Unione internazionale per la conservazione della natura.

4.   La Commissione può decidere che i sistemi volontari nazionali o internazionali per la misurazione della riduzione di gas a effetto serra contengono dati accurati ai fini dell'articolo 26, paragrafo 7 e/o dimostrano che le partite di biocarburanti, di bioliquidi o di combustibili da biomassa rispettano i criteri di sostenibilità di cui all'articolo 26, paragrafi 2, 3, 4, 5 e 6, e/o che le materie non sono state modificate o eliminate intenzionalmente in modo che le partite o parti di esse rientrino nell'allegato IX. Quando dimostrano che gli obblighi di cui all'articolo 26, paragrafi 5 e 6, sono rispettati, gli operatori possono decidere di fornire direttamente le prove richieste a livello di base dell'approvvigionamento. Ai fini dell'articolo 26, paragrafo 2, lettera b), punto ii), la Commissione può inoltre riconoscere le aree di protezione di ecosistemi o specie rari, minacciati o in pericolo di estinzione, riconosciute da accordi internazionali o incluse in elenchi compilati da organizzazioni intergovernative o dall'Unione internazionale per la conservazione della natura.

Emendamento    261

Proposta di direttiva

Articolo 27 – paragrafo 5 – comma 3

Testo della Commissione

Emendamento

Per garantire che il rispetto dei criteri di sostenibilità e di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra è verificato in modo efficiente e armonizzato e in particolare per prevenire le frodi, la Commissione può precisare dettagliate disposizioni attuative, comprese norme adeguate di controllo affidabile, trasparente e indipendente e imporre a tutti i sistemi volontari di applicarle. Nel precisare tali disposizioni, la Commissione presta particolare attenzione all'esigenza di rendere minimo l'onere amministrativo. Ciò avviene tramite atti di esecuzione adottati secondo la procedura d'esame di cui all'articolo 31, paragrafo 3. Tali atti fissano un termine entro il quale i sistemi volontari devono attuare le norme. La Commissione può abrogare le decisioni che riconoscono i sistemi volontari qualora essi non attuino tali norme entro i tempi previsti.

Per garantire che il rispetto dei criteri di sostenibilità e di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra è verificato in modo efficiente e armonizzato e in particolare per prevenire le frodi, la Commissione può precisare dettagliate disposizioni attuative, comprese norme adeguate di controllo affidabile, trasparente e indipendente e imporre a tutti i sistemi volontari di applicarle. Nel precisare tali disposizioni, la Commissione presta particolare attenzione all'esigenza di rendere minimo l'onere amministrativo. Ciò avviene tramite atti di esecuzione adottati secondo la procedura d'esame di cui all'articolo 31, paragrafo 3. Tali atti fissano un termine entro il quale i sistemi volontari devono attuare le norme. La Commissione può abrogare le decisioni che riconoscono i sistemi volontari qualora essi non attuino tali norme entro i tempi previsti. Qualora uno Stato membro manifesti una preoccupazione circa il funzionamento di un sistema volontario, la Commissione esamina la questione e adotta le misure opportune.

Motivazione

Emendamento connesso all'obbligo relativo ai combustibili per autotrazione di cui all'articolo 25.

Emendamento    262

Proposta di direttiva

Articolo 27 – paragrafo 7 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

7 bis.  La Commissione può, in qualsiasi momento, verificare l'affidabilità delle informazioni relative al rispetto dei criteri di sostenibilità o alla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra presentate dagli operatori economici che operano nel mercato dell'Unione o su richiesta di uno Stato membro.

Motivazione

Emendamento connesso all'obbligo relativo ai combustibili per autotrazione di cui all'articolo 25.

Emendamento    263

Proposta di direttiva

Articolo 28 – paragrafo 1 – comma 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Per le materie prime la cui produzione ha portato al cambiamento diretto della destinazione dei terreni, come il passaggio da una categoria IPCC per la copertura del suolo compresa tra terreni forestali, terreni erbosi, zone umide, insediamenti o altri tipi di terreno a terreni coltivati o colture perenni, e quando viene calcolato un valore di emissione associato al cambiamento diretto della destinazione dei terreni (el) in conformità dell'allegato V, parte C, punto 7, le emissioni stimate associate al cambiamento indiretto della destinazione dei terreni sono considerate pari a zero.

Motivazione

L'emendamento è indissolubilmente legato all'emendamento all'articolo 7, paragrafo 1.

Emendamento    264

Proposta di direttiva

Articolo 28 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.   Gli Stati membri possono presentare alla Commissione relazioni comprendenti informazioni sulle emissioni tipiche di gas a effetto serra derivanti dalla coltivazione di materie prime agricole delle zone nel loro territorio classificate al livello 2 della nomenclatura delle unità territoriali per la statistica («NUTS») o a un livello NUTS più disaggregato conformemente al regolamento (CE) n. 1059/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio. Le relazioni sono corredate della descrizione del metodo e dei dati utilizzati per calcolare il livello di emissioni. Tale metodo prende in considerazione le caratteristiche del suolo, il clima e le rese previste di materie prime.

2.   Gli Stati membri possono presentare alla Commissione relazioni comprendenti informazioni sulle emissioni tipiche di gas a effetto serra derivanti dalla coltivazione di materie prime agricole e forestali delle zone nel loro territorio classificate al livello 2 della nomenclatura delle unità territoriali per la statistica («NUTS») o a un livello NUTS più disaggregato conformemente al regolamento (CE) n. 1059/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio. Le relazioni sono corredate della descrizione del metodo e dei dati utilizzati per calcolare il livello di emissioni. Tale metodo prende in considerazione le caratteristiche del suolo, il clima e le rese previste di materie prime.

Emendamento    265

Proposta di direttiva

Articolo 28 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4.   La Commissione può decidere, mediante un atto di esecuzione adottato secondo la procedura d'esame di cui all'articolo 31, paragrafo 2, che le relazioni di cui ai paragrafi 2 e 3 del presente articolo contengono dati accurati ai fini della misurazione delle emissioni di gas a effetto serra associate alla coltivazione di materie prime da cui ricavare biomasse agricole prodotte nelle zone comprese nelle citate relazioni agli scopi previsti dall'articolo 26, paragrafo 7. Tali dati possono pertanto essere utilizzati al posto dei valori standard disaggregati per la coltivazione di cui all'allegato V, parte D o E, per i biocarburanti e i bioliquidi, e all'allegato VI, parte C per i combustibili da biomassa.

4.   La Commissione può decidere, mediante un atto di esecuzione adottato secondo la procedura d'esame di cui all'articolo 31, paragrafo 2, che le relazioni di cui ai paragrafi 2 e 3 del presente articolo contengono dati accurati ai fini della misurazione delle emissioni di gas a effetto serra associate alla coltivazione di materie prime da cui ricavare biomasse agricole e forestali prodotte nelle zone comprese nelle citate relazioni agli scopi previsti dall'articolo 26, paragrafo 7. Tali dati possono pertanto essere utilizzati al posto dei valori standard disaggregati per la coltivazione di cui all'allegato V, parte D o E, per i biocarburanti e i bioliquidi, e all'allegato VI, parte C per i combustibili da biomassa.

Emendamento    266

Proposta di direttiva

Articolo 28 – paragrafo 5 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

La Commissione esamina regolarmente l'allegato V e l'allegato VI al fine di inserirvi o di rivedere, se la situazione lo giustifica, i valori per filiere di produzione di biocarburanti, bioliquidi e combustibili da biomassa. L'esame tiene conto anche della modifica della metodologia definita nell'allegato V, parte C, e nell'allegato VI, parte B.

La Commissione esamina regolarmente l'allegato V e l'allegato VI al fine di inserirvi o di rivedere, se la situazione lo giustifica, i valori per filiere di produzione di biocarburanti, bioliquidi e combustibili da biomassa sulla base degli sviluppi tecnologici e delle prove scientifiche più recenti. L'esame tiene conto anche della modifica della metodologia definita nell'allegato V, parte C, e nell'allegato VI, parte B.

Motivazione

L'emendamento è connesso all'obbligo relativo ai combustibili per autotrazione di cui all'articolo 25.

Emendamento    267

Proposta di direttiva

Articolo 30 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  La Commissione monitora l'origine dei biocarburanti, dei bioliquidi e dei combustibili da biomassa consumati nell'Unione e l'impatto della loro produzione, compreso l'impatto risultante dallo spostamento, sulla destinazione dei terreni nell'Unione e nei paesi terzi principali fornitori. Tale monitoraggio si basa sui piani nazionali integrati per l'energia e il clima degli Stati membri e sulle corrispondenti relazioni sullo stato di avanzamento, imposti dagli articoli 3, 15 e 18 del regolamento [sulla governance], su quelle dei paesi terzi interessati, delle organizzazioni intergovernative, su studi scientifici e su altre fonti di informazione pertinenti. La Commissione sorveglia anche l'evoluzione dei prezzi dei prodotti associata all'uso della biomassa per la produzione di energia e ogni effetto positivo e negativo associato sulla sicurezza alimentare.

1.  La Commissione monitora l'origine dei biocarburanti e dei bioliquidi nonché dei combustibili da biomassa consumati nell'Unione come pure l'impatto della produzione di energia rinnovabile da queste e altre fonti, compreso l'impatto risultante dallo spostamento, sulla destinazione dei terreni nell'Unione e nei paesi terzi fornitori. Tale monitoraggio si basa sui piani nazionali integrati per l'energia e il clima degli Stati membri e sulle corrispondenti relazioni sullo stato di avanzamento, imposti dagli articoli 3, 15 e 18 del regolamento [sulla governance], su quelle dei paesi terzi interessati, delle organizzazioni intergovernative, su studi scientifici, dati satellitari e su altre fonti di informazione pertinenti. La Commissione sorveglia anche l'evoluzione dei prezzi dei prodotti associata all'uso della biomassa per la produzione di energia e ogni effetto positivo e negativo associato sulla sicurezza alimentare e sull'uso di materiali concorrenti.

Motivazione

È opportuno adottare un approccio globale che consenta i confronti.

Emendamento    268

Proposta di direttiva

Articolo 32 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Il potere di adottare atti delegati di cui all'articolo 7, paragrafi 5, e 6, all'articolo 19, paragrafi 11 e 14, all'articolo 25, paragrafo 6 e all'articolo 28, paragrafo 5, è conferito alla Commissione per un periodo di cinque anni a decorrere dal 1o gennaio 2021.

2.  Il potere di adottare atti delegati di cui all'articolo 7, paragrafi 3, 5, e 6, all'articolo 19, paragrafi 11 e 14, all'articolo 25, paragrafo 6 e all'articolo 28, paragrafo 5, è conferito alla Commissione per un periodo di cinque anni a decorrere dal 1o gennaio 2021.

Motivazione

Si tratta di un emendamento necessario per motivi di logica interna del testo che è indissolubilmente legato ad altri emendamenti.

Emendamento    269

Proposta di direttiva

Articolo 32 – paragrafo 3 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

La delega di potere di cui all'articolo 7, paragrafi 5, e 6, all'articolo 19, paragrafi 11 e 14, all'articolo 25, paragrafo 6 e all'articolo 28, paragrafo 5, può essere revocata in qualsiasi momento dal Parlamento europeo o dal Consiglio. La decisione di revoca pone fine alla delega di potere ivi specificata. Gli effetti della decisione decorrono dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea o da una data successiva ivi specificata. Essa non pregiudica la validità degli atti delegati già in vigore.

La delega di potere di cui all'articolo 7, paragrafi 3, 5, e 6, all'articolo 19, paragrafi 11 e 14, all'articolo 25, paragrafo 6 e all'articolo 28, paragrafo 5, può essere revocata in qualsiasi momento dal Parlamento europeo o dal Consiglio. La decisione di revoca pone fine alla delega di potere ivi specificata. Gli effetti della decisione decorrono dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea o da una data successiva ivi specificata. Essa non pregiudica la validità degli atti delegati già in vigore.

Motivazione

Si tratta di un emendamento necessario per motivi di logica interna del testo che è indissolubilmente legato ad altri emendamenti.

Emendamento    270

Proposta di direttiva

Allegato I bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Allegato I bis

 

1.  Gli obiettivi degli Stati membri per il 2030 corrispondono alla somma delle seguenti componenti, ciascuna espressa in punti percentuali:

 

a)  obiettivo nazionale vincolante dello Stato membro per il 2020 di cui all'allegato I della presente direttiva;

 

b)  contributo forfettario ("Cforf");

 

c)  contributo basato sul PIL pro capite ("CPIL");

 

d)  contributo basato sul potenziale ("Cpotenziale");

 

e)  contributo che riflette il livello di interconnessione dello Stato membro ("Cinterco").

 

2.  Il Cforf è uguale per ogni Stato membro. Tutti i Cforf degli Stati membri contribuiscono assieme al 30 % della differenza tra gli obiettivi dell'UE per il 2030 e il 2020.

 

3.  Il CPIL è distribuito tra gli Stati membri sulla base di un indice di PIL pro capite rispetto alla media UE, laddove per ciascun singolo Stato membro è previsto un massimale dell'indice pari al 150 % della media UE. Tutti i CPIL degli Stati membri contribuiscono assieme al 30% della differenza tra gli obiettivi dell'UE per il 2030 e il 2020.

 

4.  Il Cpotenziale è distribuito tra gli Stati membri sulla base della differenza tra la quota di energia da fonti rinnovabili dello Stato membro nel 2030, come illustrato nello scenario PRIMES EUCO3535, e il suo obiettivo nazionale vincolante per il 2020. Tutti i Cpotenziale degli Stati membri contribuiscono assieme al 30 % della differenza tra gli obiettivi dell'UE per il 2030 e il 2020.

Emendamento    271

Proposta di direttiva

Allegato V – parte C – paragrafo 3 – lettera a – formula

Testo della Commissione

Emendamento

RIDUZIONE = (E F(t) – E B /E F(t))

RIDUZIONE = (E F(t) – E B) /E F(t)

Motivazione

La formula proposta è scorretta dal punto di vista matematico, mentre quella al momento vigente è matematicamente corretta e genera come risultato un valore adimensionale che, posto in rapporto a 100, genera una percentuale della riduzione di gas a effetto serra.

Emendamento    272

Proposta di direttiva

Allegato V – parte C – paragrafo 15

Testo della Commissione

Emendamento

15.  La riduzione di emissioni da cattura e sostituzione del carbonio, eccr, è direttamente collegata alla produzione di biocarburante o bioliquido alla quale è attribuita, e è limitata alle emissioni evitate grazie alla cattura della CO2 il cui carbonio proviene dalla biomassa e che viene usato nel settore dell'energia o in quello dei trasporti.

15.  La riduzione di emissioni da cattura e sostituzione del carbonio, eccr, è limitata alle emissioni evitate grazie alla cattura della CO2 il cui carbonio proviene dalla biomassa e che viene usato in sostituzione della CO2 ascrivibile ai combustibili fossili utilizzati per prodotti e servizi commerciali.

Motivazione

È opportuno mantenere l'attuale situazione giuridica. Non possono essere trascurate le riduzioni di emissioni ottenute anche in settori diversi da quello dei trasporti.

Emendamento    273

Proposta di direttiva

Allegato VII – comma 2 – trattino 1

Testo della Commissione

Emendamento

-  Qusable = il calore totale stimato prodotto da pompe di calore che rispondono ai criteri di cui all'articolo 7, paragrafo 4, applicato nel seguente modo: solo le pompe di calore per le quali SPF > 1,15 * 1/η sarà preso in considerazione;

-  Qusable = il calore totale stimato prodotto da pompe di calore per la generazione di energia termica e frigorifera che rispondono ai criteri di cui all'articolo 7, paragrafo 4, applicato nel seguente modo: solo le pompe di calore per le quali SPF > 1,15 * 1/η sarà preso in considerazione;

Emendamento    274

Proposta di direttiva

Allegato IX – parte A – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

b)  Frazione di biomassa corrispondente ai rifiuti urbani non differenziati, ma non ai rifiuti domestici non separati soggetti agli obiettivi di riciclaggio di cui all'articolo 11, paragrafo 2, lettera a), della direttiva 2008/98/CE.

soppresso

Motivazione

L'emendamento aumenta la coerenza degli obiettivi per la riduzione delle emissioni.

Emendamento    275

Proposta di direttiva

Allegato IX – parte A – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

c)   Rifiuto organico come definito all'articolo 3, paragrafo 4, della direttiva 2008/98/CE, proveniente dalla raccolta domestica e soggetto alla raccolta differenziata di cui all'articolo 3, paragrafo 11, di detta direttiva.

c)   Rifiuto organico come definito all'articolo 3, paragrafo 4, della direttiva 2008/98/CE, soggetto alla raccolta differenziata di cui all'articolo 3, paragrafo 11, di detta direttiva.

Emendamento    276

Proposta di direttiva

Allegato IX – parte A – lettera d

Testo della Commissione

Emendamento

d)  Frazione della biomassa corrispondente ai rifiuti industriali non idonei all'uso nella catena alimentare umana o animale, incluso materiale proveniente dal commercio al dettaglio e all'ingrosso e dall'industria agroalimentare, della pesca e dell'acquacoltura, ed escluse le materie prime elencate nella parte B del presente allegato.

d)  Residui di biomassa derivanti da altre produzioni di energie rinnovabili industriali non idonei all'uso nella catena alimentare umana, nella catena alimentare animale o per il ritrattamento in materie non alimentari. Ciò include materiale proveniente dal commercio al dettaglio e all'ingrosso, dalla produzione di prodotti chimici a base biologica e dall'industria agroalimentare, della pesca e dell'acquacoltura, escluse le materie prime elencate nella parte B del presente allegato.

Motivazione

Solamente i residui di produzione che non possono trovare altra applicazione in alimenti, mangimi o prodotti non alimentari possono essere considerati biocarburanti avanzati, coerentemente con i principi dell'economia circolare e dell'uso efficiente delle risorse.

Emendamento    277

Proposta di direttiva

Allegato IX – parte A – lettera g

Testo della Commissione

Emendamento

g)  Effluente da oleifici che trattano olio di palma e fasci di frutti di palma vuoti.

soppresso

Motivazione

I residui generati dalla produzione di oli vegetali con un elevato effetto di cambiamento indiretto di destinazione dei terreni non dovrebbero essere considerati materie prime adeguate per i biocarburanti avanzati.

Emendamento    278

Proposta di direttiva

Allegato IX – parte A – lettera h

Testo della Commissione

Emendamento

h)  Tallolio e tece di tallolio.

soppresso

Motivazione

Il tallolio è ampiamente utilizzato nell'industria. Senza alcuna valutazione d'impatto non è possibile valutare gli effetti del suo uso conseguente allo spostamento.

Emendamento    279

Proposta di direttiva

Allegato IX – parte A – lettera j

Testo della Commissione

Emendamento

j)  Bagasse.

soppresso

Motivazione

Le materie prime che assolvono usi industriali esistenti e che hanno una disponibilità limitata non dovrebbero essere promosse come biocarburanti avanzati per via delle probabili conseguenze sul clima e l'economica della loro sostituzione con altri materiali nelle rispettive applicazioni esistenti.

Emendamento    280

Proposta di direttiva

Allegato IX – parte A – lettera o

Testo della Commissione

Emendamento

o)  Frazione della biomassa corrispondente ai rifiuti e ai residui dell'attività e dell'industria forestale quali corteccia, rami, prodotti di diradamenti precommerciali, foglie, aghi, chiome, segatura, schegge, liscivio nero, liquame marrone, fanghi di fibre, lignina.

o)  Frazione della biomassa corrispondente ai rifiuti residuali e ai residui dell'industria forestale che non provoca uno spostamento dell'uso materiale esistente dei residui, quali corteccia, rami, prodotti di diradamenti precommerciali, foglie, aghi, chiome, segatura, schegge, liscivio nero, liquame marrone, fanghi di fibre, lignina.

Motivazione

L'emendamento determina coerenza e rafforza l'attuazione e l'ulteriore applicazione dell'emendamento all'articolo 26 volto a instaurare una gerarchia dell'uso dei prodotti del legno.

Emendamento    281

Proposta di direttiva

Allegato IX – parte A – lettera p

Testo della Commissione

Emendamento

p)  Altre materie cellulosiche di origine non alimentare definite all'articolo 2, secondo comma, lettera s).

p)  Altre materie cellulosiche di origine non alimentare definite all'articolo 2, secondo comma, lettera s), ad esclusione delle colture energetiche prodotte su terreni agricoli produttivi.

Motivazione

Le colture energetiche prodotte su terreni agricoli produttivi devono essere escluse in quanto causano uno spostamento della destinazione dei terreni comparabile a quello della produzione di colture alimentari o foraggere per biocarburanti.

Emendamento    282

Proposta di direttiva

Allegato IX – parte A – lettera q

Testo della Commissione

Emendamento

q)  Altre materie ligno-cellulosiche definite all'articolo 2, secondo comma, lettera r), eccetto tronchi per sega e per impiallacciatura.

q)  Biomassa ligno-cellulosica da boschi cedui a rotazione rapida situati su terreni agricoli marginali, nonché rifiuti e residui di sistemi agroforestali in un'area agricola utilizzata.

Motivazione

La definizione era troppo ampia, in quanto ogni rifiuto e residuo ligneo dell'attività forestale è già contemplato dalla lettera o). L'emendamento propone una limitazione del campo di applicazione della lettera q) all'area agricola utilizzata, ai terreni marginali per l'uso principale e ai residui e rifiuti dei sistemi agroforestali quali rami, corteccia, foglie ecc.

Emendamento    283

Proposta di direttiva

Allegato IX – parte A – lettera q bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

q bis)  Cattura e utilizzo del carbonio a fini di trasporto, se la fonte energetica è rinnovabile in conformità dell'articolo 2, comma 2, lettera a).

Motivazione

Continuazione della norma attuale. Le disposizioni giuridiche esistenti vanno mantenute. La sostituzione del carbonio fossile e il suo uso a cascata rappresentano un contributo pertinente e di crescente importanza alla tutela del clima.

Emendamento    284

Proposta di direttiva

Allegato IX – parte B – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

c)  Melassi ottenuti come sottoprodotto della raffinazione della canna da zucchero o delle barbabietole da zucchero a condizione che siano rispettati i migliori standard industriali per l'estrazione di zucchero.

soppresso

Motivazione

Il melasso è un sottoprodotto della canna da zucchero che viene utilizzato nell'industria agroalimentare, in particolare per la produzione di lievito. Il suo inserimento nell'allegato IX comporterebbe una penuria di materie prime mentre gli impieghi non energetici del melasso, secondo la gerarchia dei rifiuti, offrono una valorizzazione più importante.

Emendamento    285

Proposta di direttiva

Allegato X – parte A

Anno civile

Quota massima

2021

7,0%

2022

6,7%

2023

6,4%

2024

6,1%

2025

5,8%

2026

5,4%

2027

5,0%

2028

4,6%

2029

4,2%

2030

3,8%

 

Emendamento

Parte A: Contributo massimo dei biocarburanti liquidi ottenuti a partire da colture destinate all'alimentazione umana o animale all'obiettivo dell'UE in materia di energie rinnovabili, di cui all'articolo 7, paragrafo 1

Anno civile

Quota massima

2021

7,0%

2022

6,3%

2023

5,6%

2024

4,9%

2025

4,2%

2026

3,5%

2027

2,8%

2028

2,1%

2029

1,4%

2030

0%

(1)

Non ancora pubblicato nella Gazzetta ufficiale.

(2)

GU C 77 del 28.3.2002, pag. 1.


MOTIVAZIONE

La sfida della decarbonizzazione dell'economia nel 2050

Il Parlamento si è impegnato nei confronti dei cittadini europei, della loro qualità di vita e dello sviluppo economico e sociale.

Questa è l'occasione di creare un quadro giuridico chiaro ed efficace che sia in linea con l'obiettivo della decarbonizzazione dell'economia definito con lo storico accordo di Parigi firmato nel 2015 e in vigore dal novembre 2016.

Nella nuova direttiva sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili è necessario essere quanto più ambizioni possibile e adoperarsi per conseguire un'energia pulita, sicura, accessibile a tutti e che generi occupazione.

Europa: un leader nel campo delle energie rinnovabili?

L'importante sviluppo attuale e previsto del mercato delle energie rinnovabili a livello mondiale rappresenta un'opportunità fondamentale per le imprese e per creare occupazione di qualità nell'Unione. È necessario sfruttare e favorire la base di conoscenze tecnologiche, strutture industriali e professionisti qualificati, che ha consentito di svolgere un ruolo chiave nello sviluppo pionieristico di queste tecnologie a livello mondiale.

Anche l'uso di energia da fonti rinnovabili contribuisce a incrementare l'indipendenza energetica dell'UE, migliorando la sicurezza dell'energia e riducendo il livello di vulnerabilità nei confronti dei fornitori esterni di energia.

Negli ultimi anni si è assistito a un rallentamento degli investimenti necessari per decarbonizzare l'economia unionale. Ne è un esempio la decelerazione degli investimenti nel settore delle energie rinnovabili in Europa, che contrasta con gli elevati livelli di investimento registrati in altre regioni del mondo.

Verso un nuovo quadro normativo per la promozione delle energie rinnovabili

Obiettivo in linea con la totale decarbonizzazione entro il 2050: 35%

Sebbene accolga con favore molte delle nuove disposizioni presenti nella proposta della Commissione, il relatore deplora la mancanza di ambizione nell'obiettivo stabilito di conseguire il 27% di energia da fonti rinnovabili nell'Unione.

È opportuno sottolineare che il Consiglio europeo dell'ottobre 2014, che aveva sostenuto un obiettivo in termini di energia rinnovabile pari ad almeno il 27%, si è svolto prima della firma dell'accordo di Parigi.

Del resto, l'obiettivo globale del 27% non si discosta sostanzialmente dallo scenario di base, che vedrebbe il raggiungimento del 24,3% nel 2030 (scenario che non tiene conto della probabile diminuzione dei costi delle tecnologie rinnovabili più mature).

Inoltre è opportuno menzionare che nel 2016 il Parlamento ha approvato una risoluzione nella quale chiede che sia fissato un obiettivo almeno del 30% di energie rinnovabili, indicando che gli obiettivi dovrebbero puntare segnatamente più in alto.

Al momento, anche l'obiettivo proposto dal Parlamento risulta essere modesto rispetto alle esigenze di decarbonizzazione dell'economia concordate alla COP21, il che mette a rischio non solo il conseguimento degli obiettivi di Parigi, ma anche la leadership dell'Unione europea nel settore dell'energia pulita.

In realtà un certo numero di Stati membri sta fissando obiettivi chiaramente superiori a quelli previsti per il 2030.

IRENA (2016), ad esempio, indica che l'obiettivo del 36% di energia da fonti rinnovabili a livello globale entro il 2030 è non solo possibile ma anche necessario per contenere l'aumento della temperatura media mondiale a 2ºC.

Per questi motivi, il relatore propone di fissare un obiettivo vincolante per l'Unione pari al 35% di energie rinnovabili nel consumo finale lordo di energia entro il 2030. Tale obiettivo minimo deve essere raggiunto con l'impegno comune di tutti gli Stati membri, attraverso la definizione di nuovi obiettivi nazionali vincolanti, anche nel settore dei trasporti.

Impegni nazionali nell'ambito dell'energia pulita

Il successo dell'attuale direttiva 2009/28/CE nel realizzare progressi concreti verso un maggiore utilizzo delle fonti rinnovabili è dovuto in larga misura alla chiarezza e alla certezza di obiettivi vincolanti fissati a livello nazionale.

Gli obiettivi vincolanti creano certezza per gli investitori e riducono la necessità di sostegno finanziario. Definiscono, inoltre, una chiara ripartizione delle responsabilità che consente di attuare misure correttive in caso di inosservanza.

Tenendo presente che la stessa Commissione ha individuato negli obiettivi nazionali vincolanti lo strumento più efficace per conseguire gli obiettivi a livello di energia da fonti rinnovabili entro il 2020, è difficile accettare l'idea che essi scompaiano. Un sistema basato sui contributi nazionali volontario non fornisce un chiaro segnale di ambizione.

Un quadro per un sostegno finanziario flessibile, certo e a vocazione europea

I criteri per l'istituzione di regimi di sostegno basati sul mercato favoriscono una maggiore concorrenza e riducono i costi della promozione delle fonti di energia rinnovabile (FER).

Al tempo stesso, è necessario garantire che gli Stati membri possano decidere in merito alla loro diversificazione tecnologica, tenendo conto dei fattori sociali, ambientali, geografici e climatici. Questa flessibilità aiuta anche a ridurre i costi di integrazione delle fonti rinnovabili nel sistema energetico. Il relatore propone pertanto di stabilire principi generali comuni per i regimi di sostegno a favore delle energie rinnovabili.

Decidere di aprire i regimi di sostegno a produttori di energie rinnovabili situati in altri Stati membri è un modo per armonizzare e ridurre i costi dei suddetti regimi, rafforzando la competitività.

I meccanismi di cooperazione tra Stati membri presentano potenziali vantaggi in termini di rapporto costi-benefici per la promozione delle energie rinnovabili. Perché i benefici citati si concretizzino, offrendo nel contempo una certa flessibilità agli Stati membri, il relatore propone di sostituire l'obbligo di aprire i regimi di sostegno con la realizzazione di progetti comuni.

La cooperazione regionale deve essere in linea con i livelli di interconnessione, che sono essenziali per trattare in modo adeguato le fonti rinnovabili variabili e abbattere i costi della loro integrazione nel sistema energetico. Ne consegue che gli Stati membri con livelli di interconnessione molto bassi non devono essere tenuti a partecipare a tale quadro di apertura.

Rafforzamento della certezza giuridica

I repentini cambiamenti nelle politiche a favore delle fonti di energia rinnovabile hanno creato incertezze per gli investitori. Diversi paesi hanno adottato misure retroattive, con conseguente perdita di fiducia e insicurezza nel settore delle energie rinnovabili e mancanza di accesso al finanziamento per i nuovi impianti. Ciò ha compromesso il conseguimento degli obiettivi stabiliti per il 2020 e in molte regioni ha indebolito un settore di punta a livello locale. È fondamentale garantire che l'immagine dell'Unione europea rispecchi quella di territorio attraente per gli investimenti nelle energie rinnovabili anche grazie, tra l'altro, alla certezza giuridica del suo quadro normativo. Per tale motivo l'articolo 6 è rafforzato, per eliminare le ambiguità e chiarire che si applica sia agli investimenti attuali che a quelli futuri. Si punta su un regime regolamentare più ampio, fissando periodi di transizione in caso di modifiche normative e fornendo le necessarie compensazioni in caso di cambiamenti esterni discriminatori verso le energie rinnovabili che incidano notevolmente sulla redditività economica dei progetti sostenuti.

Eliminazione degli ostacoli amministrativi

Un altro dei fattori che ostacolano la diffusione delle energie rinnovabili nell'Unione è costituito da procedure amministrative complesse che richiedono lunghi tempi di attesa. Gli sportelli unici proposti sono uno strumento richiesto a più riprese dagli operatori del settore.

Sebbene tre anni al massimo per la concessione di un'autorizzazione possano essere realistici per gli impianti di maggiori dimensioni, appaiono eccessivi per quelli più piccoli. Sono necessarie scadenze più brevi per progetti di minori dimensioni, la cui attuazione non richiede la stessa consultazione e valutazione approfondita necessaria per gli impianti più grandi.

Partecipazione del consumatore alla transizione energetica

Dall'adozione dell'attuale direttiva, i progressi tecnologici e il calo dei costi legati ad alcune tecnologie hanno generato nuove forme di gestione dell'energia che consentono di mettere il consumatore al centro della politica energetica. È importante integrare queste nuove forme di partecipazione nel sistema energetico e promuoverle. In questo senso, la nuova direttiva non dovrebbe permettere solo lo sviluppo dell'autoconsumo e delle comunità produttrici/consumatrici di energie rinnovabili, ma promuoverli attivamente e impedire che vengano discriminati o che facciano fronte a procedure od oneri sproporzionati. Il consumo di energia rinnovabile autoprodotta che permanga fuori dalla rete non deve essere soggetto a imposte o tasse di alcuna natura.

Spesso i cittadini che hanno un reddito medio o alto dispongono di un accesso più agevole al capitale iniziale necessario ad effettuare investimenti nell'autoproduzione di energia da fonti rinnovabili.

In un'Europa in cui 50 milioni di persone si trovano in una situazione di povertà energetica, tuttavia, l'uso delle energie rinnovabili ha un ruolo fondamentale da svolgere nello sviluppo di un nuovo modello di sistema energetico, che apporti vantaggi all'intera società.

Di conseguenza, i regimi di sostegno che promuovono l'autoproduzione devono essere ideati in modo da raggiungere tutti i consumatori, in particolare quelli con scarse risorse.

Importanza degli obiettivi di settore

L'introduzione di obiettivi specifici per i settori del riscaldamento e del raffreddamento e dei trasporti è assolutamente necessario alla luce del potenziale di penetrazione che le energie rinnovabili possono raggiungere e se si considera che tali settori sono responsabili di circa il 75%(1) del consumo finale di energia nell'UE. Non sarà possibile conseguire gli obiettivi di decarbonizzazione se non si raddoppieranno gli sforzi in questi settori.

Per quanto concerne il riscaldamento e il raffreddamento, assieme a un maggiore livello vincolante di ambizione, è necessario prevedere misure di flessibilità per gli Stati membri che già presentano un elevato grado di penetrazione delle energie rinnovabili.

Analogamente, sono introdotte previsioni affinché le misure adottate in questo settore tengano conto soprattutto delle famiglie vulnerabili a rischio di povertà energetica.

I trasporti sono responsabili di circa un terzo del consumo finale di energia nell'UE, sebbene continuino a essere dominati per il 94% dai combustibili derivati dal petrolio. La direttiva in parola fissa un obiettivo del 10% di energia da fonti rinnovabili per i trasporti entro il 2020. Per realizzare progressi in questo settore, a cui si deve il 35% di tutte le emissioni di CO2 dell'UE, è necessario mantenere l'obiettivo di settore e aggiornarlo per il 2030. A tal fine, è importante incoraggiare la mobilità con combustibili alternativi, come ad esempio l'elettromobilità.

Il relatore ritiene che la direttiva dovrebbe avere maggiore ambizione per tenere fede all'impegno dell'Europa nella lotta ai cambiamenti climatici. La mancanza di ambizione nell'ambito delle energie rinnovabili non solo mette in discussione la nostra credibilità, ma soprattutto il nostro sviluppo futuro.

(1)

Fonte: Eurostat (2014).


ALLEGATO: ELENCO DELLE ENTITÀ O DELLE PERSONE DA CUI IL RELATORE HA RICEVUTO CONTRIBUTI

1.  Red Eléctrica Española (REE)

2.  Repsol

3.  Unión Fotovoltaica Española (UNEF)

4.  Dupont Industrial Biosciences

5.  Gas Natural Fenosa (GNF)

6.  European Commission

7.  Government of Denmark

8.  Government of the United Kingdom

9.  Government of Germany

10.  Statoil

11.  European Renewable Energies Federation (EREF)

12.  Danish Energy Association. DONG Energy

13.  Eurelectric

14.  'Clean Energy For All Europeans PackagÈ: (dinner debate with Orgalime, Electrolux, Bosch, Diehl, and the European Forum for Manufacturing – EFM)

15.  Asociación Española de Operadores de Gases Licuados de Petróleo (AOGLP)

16.  European Union of Independent Tanker Owners (UPI)

17.  Falck Renewables

18.  Austrian Biomass Association

19.  Austrian Chamber of Agriculture

20.  Endesa

21.  Metsä Group

22.  Arizona Chemical

23.  Gas Distributors for Sustainability: GRDF, GNF, Italgas, Galp, and Athenora

24.  'SolarPower Summit': European Commission, Eurelectric, Greenpeace, SolarPower Europe, Energy Post, and others

25.  Acciona

26.  Abengoa

27.  EPURE

28.  European Biomass Association

29.  Association of Public Enterprises and Public Services Austria

30.  Government of Sweden

31.  COGEN Europe

32.  Siemens

33.  Seminar on 'The transition towards a new energy model in EuropÈ: European Commission, PSOE, UNEF, Asociación Eólica Española, REE, Asociación de Comercializadores de Energía Independiente (ACIE), Asociación General de Consumidores (ASGECO), Iberdrola, Plataforma para un Nuevo Modelo Energético

34.  ANPIER

35.  Fundación Renovables

36.  Climate Action Network (CAN)

37.  Ocean Energy Europe

38.  Wind Europe

39.  Greenpeace

40.  North Carolina office of the Southern Environmental Law Center

41.  Drax Power Station

42.  IDA Group

43.  APPA and APPA Biocarburantes

44.  Hydrogen Europe

45.  International Air Transport Association (IATA)

46.  Transport & Environment

47.  Birdlife Europe

48.  Iberdrola

49.  Euroheat & Power

50.  EDF

51.  European Geothermal Energy Council

52.  European Solar Thermal Industry Federation

53.  European Hydrogen Association

54.  Greenpeace

55.  European Copper Institute

56.  ENGIE

57.  '3rd EU Energy Summit': European Commission, Government of Belgium, Iberdrola, ENEL, 50 Hertz, Wind Europe, and others

58.  Government of the Canary Islands

59.  Confederation of Swedish Enterprise

60.  Scania AB

61.  Eurochambres

62.  Center for European Policy (CEP)

63.  Confederation of European Paper Industries (CEPI)

64.  Innogy

65.  Arcelormittal

66.  Shell

67.  REScoop

68.  Oxfam

69.  EDSO

70.  Tesla

71.  'Biofuels Round TablÈ: European Commission, Leaders of Sustainable Biofuels (LSB), European Waste-to-Advanced Biofuels Association (EWABA), FEDIOL, ePURE, European Biodiesel Board (EBB), Transport & Environment, and others

72.  European Federation of Local Energy Companies (CEDEC)

73.  Austrian Federal Economic Chamber

74.  ENCE

75.  EDP Renovables

76.  Spanish Chamber of Commerce in Belgium and Luxembourg (breakfast debate with the European Commission, Acciona, and other Spanish companies)

77.  Government of Spain

78.  Paikallisvoima ry

79.  Rune Henriksen, member of the Norwegian Parliament

80.  EREF (breakfast debate with the European Commission and academics:: Fraunhofer Institute Munich, IG Windkraft, and others)

81.  True North Venture Partners

82.  Eurobat

83.  Nordic Council (MPs from Denmark, Iceland, Finland, Norway, and Sweden)

84.  European Federation for Intelligent Energy Efficiency Services (EFIEES)

85.  European Biogas Association

86.  Seminar on 'Clean Energy Transition and the Revised Renewable Energy DirectivÈ: European Commission, PSOE, ANPIER, Fundación Renovables, and others

87.  Council of European Energy Regulators (CEER) /

Comisión Nacional del Mercado de la Competencia (CNMC)

88.  Snam S.p.A.

89.  Platform for Electro-mobility

90.  Association of Austrian electricity companies

91.  European Ventilation Industry Association (EVIA)

92.  FERN

93.  Total, ENI, and Neste

94.  Council of European Municipalities and Regions

95.  Airbus

96.  ABB - Wind Sector Initiative

97.  Government of Portugal

98.  Polish Electricity Association (PKEE)

99.  Government of the Netherlands

100.  Seminar on 'Energy Union – the European Parliament decides'


ALLEGATO: LETTERA DELLA COMMISSIONE GIURIDICA

D(2017)45796

Jerzy Buzek

Presidente della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia

PHS 08B046

Bruxelles

Oggetto:  Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili (rifusione)

  (COM(2016)0767 – C8-0500/2016 – 2016/0382(COD))

Egregio presidente,

la commissione giuridica ha esaminato la proposta in oggetto, a norma dell'articolo 104 sulla rifusione quale introdotto nel regolamento del Parlamento.

Il paragrafo 3 di detto articolo recita:

"Se la commissione competente per le questioni giuridiche stabilisce che la proposta non contiene modifiche sostanziali ulteriori rispetto a quelle espressamente indicate come tali, ne informa la commissione competente per il merito.

In tal caso, fatte salve le condizioni di cui agli articoli 169 e 170, sono ricevibili in seno alla commissione competente per il merito soltanto gli emendamenti che riguardano le parti della proposta che contengono modifiche.

Gli emendamenti alle parti della proposta rimaste immutate possono tuttavia essere accettati, a titolo eccezionale e caso per caso, dal presidente della commissione competente per il merito qualora giudichi che ciò sia necessario per ragioni imprescindibili di coerenza del testo o di connessione inscindibile con altri emendamenti ricevibili. Tali ragioni devono essere indicate per iscritto nella motivazione dell'emendamento."

Sulla scorta del parere del gruppo consultivo dei servizi giuridici del Parlamento, del Consiglio e della Commissione, che ha esaminato la proposta di rifusione, e in linea con le raccomandazioni del relatore, la commissione giuridica ritiene che la proposta in questione non contenga modificazioni sostanziali diverse da quelle indicate come tali nella proposta stessa e dal gruppo consultivo e che, per quanto concerne la codificazione delle disposizioni immutate degli atti precedenti e di tali modificazioni, la proposta si limiti a una mera codificazione degli atti esistenti, senza modificazioni sostanziali.

In conclusione, nella riunione del 21 novembre 2017 la commissione giuridica ha raccomandato, all'unanimità(1), che la commissione per l'industria, la ricerca e l'energia, competente per il merito, proceda all'esame della proposta in oggetto conformemente all'articolo 104 del regolamento.

Cordiali saluti

Pavel Svoboda

All.: Parere del gruppo consultivo.

(1)

Erano presenti: Isabella Adinolfi, Max Andersson, Joëlle Bergeron, Marie-Christine Boutonnet, Daniel Buda, Jean-Marie Cavada, Mady Delvaux, Rosa Estaràs Ferragut, John Flack, Enrico Gasbarra, Lidia Joanna Geringer de Oedenberg, Sylvia-Yvonne Kaufmann, Gilles Lebreton, António Marinho e Pinto, Jiří Maštálka, Emma McClarkin, Emil Radev, Julia Reda, Evelyn Regner, Pavel Svoboda, József Szájer, Tiemo Wölken, Francis Zammit Dimech.


ALLEGATO: PARERE DEL GRUPPO CONSULTIVO DEI SERVIZI GIURIDICI DEL PARLAMENTO EUROPEO, DEL CONSIGLIO E DELLA COMMISSIONE

 

 

 

 

GRUPPO CONSULTIVO

DEI SERVIZI GIURIDICI

Bruxelles, 28 settembre 2017

PARERE

  ALL'ATTENZIONE  DEL PARLAMENTO EUROPEO

    DEL CONSIGLIO

    DELLA COMMISSIONE

Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili

COM(2016)0767 del 23.2.2017 – 2016/0382(COD)

Visto l'accordo interistituzionale del 28 novembre 2001 ai fini di un ricorso più strutturato alla tecnica di rifusione degli atti normativi, e in particolare visto il punto 9 di detto accordo, il giovedì 29 giugno 2017 il gruppo consultivo composto dai servizi giuridici del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione si è riunito per esaminare la summenzionata proposta, presentata dalla Commissione.

Nel corso dell'esame(1) della proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio riguardante la rifusione della direttiva 2009/28/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2009, sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE, il gruppo consultivo è giunto di comune accordo alle conclusioni riportate in appresso.

1. Le seguenti modifiche avrebbero dovuto essere contrassegnate con l'ombreggiatura grigia generalmente utilizzata per indicare modifiche sostanziali:

– al considerando 2, la soppressione dei termini "Il controllo del consumo di energia europeo";

– al considerando 3, la soppressione delle parole finali "nel settore dei trasporti, in cui il problema della sicurezza degli approvvigionamenti energetici è più acuto, e influenzare il mercato dei carburanti per autotrazione";

– al considerando 20, la soppressione della seconda frase del considerando 11 della direttiva 2009/28/CE, che recita: "In questo contesto dovrebbe essere inclusa l'energia presente negli oceani e in altri corpi idrici in forma di onde, correnti marine, maree, gradienti di energia termica oceanica o gradienti di salinità";

– al considerando 26, la soppressione dei termini "obiettivi nazionali", "misure di flessibilità" e "che, tuttavia, rimangono sotto il controllo degli Stati membri al fine di non pregiudicare la loro capacità di raggiungere i propri obiettivi nazionali";

– al considerando 27, la soppressione dei termini "per la trasparenza";

– al considerando 28, la soppressione del termine "obiettivi" nella prima frase(2) nonché della seconda frase del considerando 37 della direttiva 2009/28/CE, che recita: "Tuttavia, per evitare un aumento netto delle emissioni di gas a effetto serra dovuto alla diversione delle fonti energetiche rinnovabili esistenti e alla loro sostituzione totale o parziale con fonti energetiche convenzionali, dovrebbe essere computata solo l'elettricità prodotta da impianti a energia da fonti rinnovabili che siano messi in servizio dopo l'entrata in vigore della presente direttiva o grazie all'incremento di capacità di un impianto ristrutturato dopo tale data";

– al considerando 34, la soppressione della formulazione "prevedano che tali livelli siano conseguiti con l'inserimento di un fattore di energia da fonti rinnovabili per il rispetto delle prescrizioni minime di rendimento energetico previste dalla direttiva 2002/91/CE, correlato a una riduzione ottimale in termini di costi delle emissioni di carbonio per edificio";

– al considerando 39, la soppressione delle parole finali "per produrre energia da fonti rinnovabili";

– al considerando 43, la soppressione dell'ultima frase del considerando 52 della direttiva 2009/28/CE, che recita "È importante operare una distinzione tra i certificati verdi utilizzati per i regimi di sostegno e le garanzie di origine";

– al considerando 44, la soppressione dei termini "percentuale minima";

– al considerando 45, la soppressione dei termini "in particolare per quanto riguarda la quantità di energia da fonti rinnovabili prodotta dai nuovi impianti, la Commissione dovrebbe valutare l'efficacia delle misure adottate dagli Stati membri";

– la soppressione dell'intero testo del considerando 56 della direttiva 2009/28/CE;

– al considerando 48, la soppressione del termine "intermittente";

– al considerando 52, la soppressione dei termini "sostenere la fase di dimostrazione e commercializzazione";

– al considerando 70, la soppressione dei termini finali "e lo sviluppo di biocarburanti di seconda e terza generazione nella Comunità e nel mondo, nonché misure tese a rafforzare la ricerca agricola e la creazione di conoscenza in tali settori";

– al considerando 72, la soppressione delle ultime due frasi del considerando 73 della direttiva 2009/28/CE, che recitano "Anche le zone boschive con una copertura della volta compresa tra il 10% e il 30% dovrebbero essere incluse, a meno che non si possa dimostrare che il loro stock di carbonio è sufficientemente esiguo da giustificarne la conversione a norma della presente direttiva. Il riferimento alle zone umide dovrebbe tener conto della definizione enunciata nella convenzione relativa alle zone umide di importanza internazionale, soprattutto come habitat degli uccelli acquatici, adottata il 2 febbraio 1971 a Ramsar";

– al considerando 81, la soppressione dei termini "accordi multilaterali e bilaterali", "accordi" e "accordi";

– al considerando 95, la soppressione dei termini "o fortemente contaminati" nonché delle ultime sei frasi del considerando 85 della direttiva 2009/28/CE, che recitano: "Anche se gli stessi biocarburanti sono fabbricati a partire da materie prime provenienti da terreni già utilizzati come seminativi, l'aumento netto della domanda di colture provocato dalla promozione dei biocarburanti potrebbe portare ad un aumento netto delle zone coltivate. Ciò potrebbe interessare i terreni che presentano un elevato stock di carbonio, conducendo a dannose perdite di stock di carbonio. Al fine di mitigare tale rischio, è opportuno introdurre misure di accompagnamento volte ad incoraggiare un incremento del tasso di produttività sui terreni già utilizzati come seminativi, l'utilizzazione dei terreni degradati e l'adozione di requisiti di sostenibilità, analoghi a quelli previsti nella presente direttiva per il consumo di biocarburanti nella Comunità, in altri paesi che consumano biocarburanti. La Commissione dovrebbe definire una metodologia pratica volta a ridurre al minimo le emissioni di gas a effetto serra imputabili ai cambiamenti indiretti della destinazione dei terreni. A tal fine la Commissione dovrebbe analizzare sulla base dei migliori dati scientifici disponibili, in particolare, l'inclusione di un fattore per i cambiamenti indiretti della destinazione dei terreni ai fini del calcolo delle emissioni di gas a effetto serra e la necessità di incentivare i biocarburanti sostenibili, che riducono al minimo l'impatto del cambiamento di destinazione dei terreni e migliorano la sostenibilità dei biocarburanti riguardo al cambiamento indiretto di destinazione dei terreni. Nello sviluppare tale metodologia, la Commissione dovrebbe anche affrontare i potenziali effetti dei cambiamenti indiretti di destinazione dei terreni derivanti dai biocarburanti prodotti da materie cellulosiche di origine non alimentare e da materie ligno-cellulosiche";

– al considerando 100, la soppressione del riferimento esistente alla decisione del Consiglio 1999/468/CE del 28 giugno 1999 recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione;

– al considerando 101, la soppressione dei termini "del 20%";

– all'articolo 1 la soppressione del termine "nazionali" e all'articolo 2, lettera j), la soppressione del termine "nazionale";

– all'articolo 2, lettera g), la soppressione dei termini "o gassosi";

– all'articolo 7, paragrafo 1, la sostituzione del riferimento esistente all'"articolo 17, paragrafi da 2 a 6" con un riferimento all'"articolo 26, paragrafi da 2 a 7";

– la soppressione dell'intero testo dell'articolo 5, paragrafo 2, della direttiva 2009/28/CE;

– all'articolo 7, paragrafo 3, la soppressione dei termini "aerotermico, geotermico e idrotermale";

– all'articolo 8, paragrafo 1, la soppressione delle parole "accordarsi convenire e concludere accordi per il", "il rispetto da parte", "delle disposizioni dell'articolo 3, paragrafi 1, 2 e 4" e "il rispetto, da parte";

– all'articolo 8, paragrafo 2, e all'articolo 12, paragrafo 1, la soppressione del termine "tre";

– all'articolo 9, paragrafi 2 e 3, e all'articolo 10, paragrafo 1, la soppressione dei termini "dell'obiettivo";

– all'articolo 9, paragrafo 4, la soppressione della prima frase, che recita "Il periodo indicato nel paragrafo 3, lettera d), non può essere prorogato oltre il 2020", e dell'indicazione "2020" nella seconda frase;

– all'articolo 10, paragrafo 3, la soppressione delle parole "valutazione del rispetto degli obblighi imposti dalla" e "riguardanti gli obiettivi nazionali generali";

– all'articolo 13, paragrafo 1, la sostituzione del riferimento esistente all'"articolo 3" con un riferimento all'"articolo 5";

– soppressione dell'intero testo dell'articolo 13, paragrafo 1, lettere a) e b) della direttiva 2009/28/CE;

– all'articolo 19, paragrafo 13, la sostituzione del termine "consumatori" con "clienti" e la soppressione della formulazione finale "proveniente da impianti o da un aumento di capacità, messi in servizio dopo il 25 giugno 2009";

– all'articolo 26, paragrafo 1, la soppressione del termine "sostenibilità";

– all'articolo 27, paragrafo 4, la sostituzione del riferimento esistente all'"articolo 17, paragrafo 2" con un riferimento all'"articolo 26, paragrafo 7", e dell'esistente riferimento all'"articolo 17, paragrafi 3, 4 e 5" con un riferimento all'"articolo 26, paragrafi 2, 3, 4, 5 e 6";

– all'articolo 27, paragrafo 6, terzo comma, l'eliminazione delle parole "per la trasparenza";

– all'articolo 27, paragrafo 6, quinto comma, e paragrafo 7, la sostituzione del riferimento esistente all'"articolo 17, paragrafi da 2 a 5" con un riferimento all'"articolo 26, paragrafi da 2 a 7";

– all'articolo 28, paragrafi 1 e 4, la sostituzione del riferimento esistente all'"articolo 17, paragrafo 2" con un riferimento all'"articolo 26, paragrafo 7";

– all'articolo 28, paragrafo 5, la soppressione dei termini "in particolare per quanto riguarda" e del termine "aggiunte";

– all'articolo 30, paragrafo 3, la sostituzione del riferimento al "2018" con un riferimento al "2026";

– all'articolo 30, paragrafo 4, la sostituzione del riferimento al "2021" con un riferimento al "2032";

– all'articolo 32, paragrafo 2, la sostituzione del riferimento al "5 ottobre 2015" con un riferimento al "1° gennaio 2021";

– all'articolo 32, paragrafi 2, 3 e 6, la sostituzione del riferimento esistente all'articolo 3, paragrafo 5, con un riferimento all'articolo 7, paragrafo 5, e l'aggiunta di nuovi riferimenti all'articolo 19, paragrafi 11 e 14 e all'articolo 25, paragrafo 6;

– all'allegato V, sezione A, la soppressione dell'indicazione "52%" in corrispondenza della voce "etanolo da barbabietola da zucchero";

– all'allegato V, sezione B, la soppressione dell'indicazione "92%" in corrispondenza della voce "dimetiletere (DME) da legno coltivato";

– all'allegato V, sezione C, punto 3, la soppressione della formula "EF – EB)/EF" in corrispondenza della voce "dimetiletere (DME) da legno coltivato";

– la soppressione dell'intero testo dell'allegato V, sezione C, punto 8, lettera b), sottopunto ii), della direttiva 2009/28/CE;

– all'allegato V, sezione C, punto 8, secondo comma, la soppressione del numero "10";

– la soppressione dell'intero testo dell'allegato V, sezione C, punto 9, lettera b), della direttiva 2009/28/CE;

– la soppressione dell'intero testo dell'allegato V, sezione C, punto 9, secondo comma, della direttiva 2009/28/CE;

– all'allegato V, sezione C, punto 10, la soppressione dell'indicazione "2009";

– all'allegato V, sezione C, punto 12, la soppressione dei termini "e dallo stoccaggio";

– all'allegato V, sezione C, punto 14, la soppressione dei termini "al sequestro";

– all'allegato V, sezione C, punto 15, la soppressione dei termini finali "in sostituzione della CO2 derivata da carburanti fossili utilizzata in prodotti e servizi commerciali";

– all'allegato V, sezione C, punto 18, la soppressione dei termini "eec + el + le frazioni di ep, etd e eee";

– la soppressione dell'intero testo dell'allegato V, sezione C, punto 19, quarto comma, della direttiva 2009/28/CE.

2. All'articolo 27, paragrafo 5, secondo comma, e paragrafo 6, primo e quinto comma, il riferimento all'"articolo 31, paragrafo 3" dovrebbe essere adattato in modo da essere letto come un riferimento all'articolo 31, paragrafo 2.

Sulla base dell'esame effettuato il gruppo consultivo ha pertanto concluso di comune accordo che la proposta non contiene modificazioni sostanziali se non quelle identificate come tali. Il gruppo consultivo ha altresì constatato che, per quanto concerne la codificazione delle disposizioni immutate dell'atto precedente e di tali modificazioni, la proposta si limita ad una mera codificazione dell'atto esistente, senza modificazioni sostanziali.

F. DREXLER      H. LEGAL      L. ROMERO REQUENA

Giureconsulto      Giureconsulto      Direttore generale

(1)

  Il gruppo consultivo ha lavorato sulla base della versione inglese della proposta, che è la versione originale del testo in esame.

(2)

[N.d.T.: Si segnala che nella versione italiana del COM(2016)0767, il termine "obiettivi" non è stato soppresso. Una proposta di traduzione delle frase potrebbe essere: "L'energia elettrica importata, prodotta da fonti energetiche rinnovabili al di fuori dell'Unione, dovrebbe poter essere tenuta in considerazione ai fini del calcolo delle quote di energia da fonti rinnovabili degli Stati membri".]


PARERE della commissione per lo sviluppo (24.10.2017)

destinato alla commissione per l'industria, la ricerca e l'energia

sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili (rifusione)

(COM(2016)0767 – C8-0500/2016 – 2016/0382(COD))

Relatore per parere: Florent Marcellesi

BREVE MOTIVAZIONE

Le politiche europee in materia di clima ed energia dovrebbero essere in linea con gli obiettivi della coerenza delle politiche per lo sviluppo, come sancito dall'articolo 208 del trattato di Lisbona e dagli obiettivi di sviluppo sostenibile. La transizione verso l'energia rinnovabile è fondamentale per conseguire tali obiettivi. Pertanto, poiché la bioenergia può contribuire solo in modo limitato a soddisfare il fabbisogno energetico dell'Unione e in considerazione del fatto che la politica dell'UE in materia di bioenergia sarà certamente utilizzata come modello nei negoziati internazionali, il relatore ritiene che sia di fondamentale importanza garantire che la direttiva proposta rispetti rigorosi criteri di sostenibilità sociale e ambientale.

A tal fine è necessario rafforzare la direttiva proposta sotto diversi aspetti:

- innalzare il livello di ambizione della proposta in campo climatico portando la quota di energie rinnovabili al 45 % nel 2030 e stabilendo obiettivi nazionali obbligatori in modo da conseguire gli obiettivi dell'accordo di Parigi;

- eliminare gradualmente entro il 2030 tutti i biocarburanti di origine agricola in modo da ridurre al minimo le ripercussioni negative della bioenergia sui diritti fondiari, il diritto all'alimentazione, la biodiversità e i terreni come pure l'impatto globale sul cambiamento indiretto della destinazione dei terreni. Pertanto, la quota di biocarburanti e bioliquidi di origine agricola che può essere computata ai fini del conseguimento dell'obiettivo riguardante i carburanti per autotrazione a norma della direttiva dovrebbe essere ridotta progressivamente fino ad arrivare a zero nel 2030;

- eliminare gradualmente tutti gli incentivi politici a favore dei biocarburanti, bioliquidi e combustibili da biomassa ottenuti da colture alimentari e foraggere o da altre colture coltivate su terreni agricoli produttivi;

- rafforzare le norme in materia di cambiamento indiretto della destinazione dei terreni (ILUC), in quanto le colture energetiche non alimentari possono contribuire al cambiamento indiretto della destinazione dei terreni se prodotte su terreni precedentemente utilizzati per la produzione alimentare;

- garantire che la direttiva oggetto di rifusione rispetti i principi della gerarchia dei rifiuti e dell'uso a cascata;

- rafforzare le garanzie per i biocarburanti avanzati, che dovrebbero ridurre efficacemente le emissioni di gas a effetto serra e rispettare rigorosi criteri di sostenibilità ambientale qualora sia incentivato l'uso di rifiuti e residui a scopi energetici;

- introdurre criteri di sostenibilità sociale, tenendo conto dell'aumento dei conflitti legati ai terreni derivanti ad esempio da investimenti agricoli su larga scala per la produzione di materie prime. Di conseguenza la direttiva dovrebbe rispettare le norme internazionali in materia di diritti di proprietà, che rivestono la massima importanza nei paesi in cui i diritti consuetudinari non sono chiaramente riconosciuti dalla legge ordinaria e dove le popolazioni indigene rurali sono state costrette a spostarsi in passato a causa di progetti di conservazione.

EMENDAMENTI

La commissione per lo sviluppo invita la commissione per l'industria, la ricerca e l'energia, competente per il merito, a prendere in considerazione i seguenti emendamenti:

Emendamento    1

Proposta di direttiva

Considerando 8

Testo della Commissione

Emendamento

(8)  Un obiettivo vincolante in materia di energie rinnovabili a livello dell'Unione per il 2030 costituirebbe uno stimolo costante allo sviluppo di tecnologie in grado di generare energia rinnovabile e creerebbe certezza per gli investitori. Un obiettivo definito a livello dell'Unione lascerebbe agli Stati membri una maggiore flessibilità nel conseguire i propri obiettivi di riduzione dei gas a effetto serra nel modo più efficace sotto il profilo dei costi e più consono alle loro circostanze nazionali, al mix energetico prescelto e alle capacità di produrre energia da fonti rinnovabili.

(8)  Obiettivi vincolanti in materia di energie rinnovabili a livello dell'Unione e nazionale per il 2030 costituirebbero uno stimolo costante allo sviluppo di tecnologie in grado di generare energia rinnovabile e creerebbe certezza per gli investitori.

Motivazione

Il raggiungimento degli obiettivi dell'accordo di Parigi implica la necessità di aumentare la quota di energie rinnovabili a livello sia dell'UE sia degli Stati membri. La coerenza tra gli obiettivi degli Stati membri e l'obiettivo dell'UE contribuirà a garantire l'effettivo conseguimento dell'obiettivo globale dell'Unione.

Emendamento    2

Proposta di direttiva

Considerando 15 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(15 bis)  L'utilizzo della biomassa a fini energetici comporta un notevole costo di opportunità legato all'esaurimento o alla perdita di ecosistemi. Gli Stati membri non dovrebbero sovvenzionare o rendere obbligatorio l'utilizzo di materie prime a fini energetici nei casi in cui tale utilizzo possa avere un impatto negativo sui diritti fondiari, sul diritto all'alimentazione, sulla biodiversità, sui terreni o sul bilancio globale di gas a effetto serra.

Motivazione

L'Agenda 2030 è un quadro politico trasformativo volto a eliminare la povertà e a conseguire lo sviluppo sostenibile a livello mondiale. Pertanto le azioni intraprese dall'UE per dare attuazione all'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici devono essere coerenti con il conseguimento dei 17 OSS dell'Agenda 2030 e tenere conto delle fondamentali interconnessioni tra i suoi obiettivi.

Emendamento    3

Proposta di direttiva

Considerando 15 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(15 ter)  La promozione delle fonti energetiche rinnovabili dovrebbe basarsi sul principio dell'uso a cascata, in particolare per quanto concerne la biomassa forestale e agricola, e sull'economia circolare. I regimi di sostegno che promuovono l'utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili non dovrebbero minare i principi dell'economia circolare o della gerarchia dei rifiuti, che classificano le opzioni di gestione dei rifiuti sulla base della loro sostenibilità e conferiscono la priorità più alta alla prevenzione e al riciclaggio dei rifiuti.

Motivazione

L'UE e gli Stati membri devono attuare l'Agenda 2030 in tutte le politiche interne ed esterne nell'ambito di un approccio globale e strategico, integrando in modo equilibrato e coerente le tre dimensioni dello sviluppo sostenibile e affrontando le interconnessioni tra i diversi OSS, come pure le più ampie conseguenze delle azioni interne a livello internazionale e mondiale.

Emendamento    4

Proposta di direttiva

Considerando 15 quater (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(15 quater)  Per quanto concerne l'utilizzo delle fonti energetiche biotiche, gli Stati membri dovrebbero introdurre salvaguardie per tutelare la biodiversità ed evitare l'esaurimento o la perdita di ecosistemi come pure qualsiasi deviazione dagli utilizzi esistenti che possa avere un impatto negativo indiretto o diretto sulla biodiversità, sui terreni o sul bilancio globale di gas a effetto serra.

Emendamento    5

Proposta di direttiva

Considerando 17

Testo della Commissione

Emendamento

(17)  L'apertura dei regimi di sostegno alla partecipazione transfrontaliera limita gli effetti negativi sul mercato interno dell'energia e può, a certe condizioni, aiutare gli Stati membri a raggiungere l'obiettivo dell'Unione in termini economici migliori. La partecipazione transfrontaliera rappresenta anche il corollario naturale per lo sviluppo della politica dell'UE in materia di energie rinnovabili, intesa a sostituire gli obiettivi vincolanti nazionali con un obiettivo vincolante a livello dell'UE. È pertanto opportuno imporre agli Stati membri di aprire gradualmente e parzialmente il sostegno ai progetti situati in altri Stati membri e definire diverse modalità per realizzare tale apertura graduale, nel rispetto delle disposizioni del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, compresi gli articoli 30, 34 e 110.

(17)  L'apertura dei regimi di sostegno alla partecipazione transfrontaliera limita gli effetti negativi sul mercato interno dell'energia e può, a certe condizioni, aiutare gli Stati membri a raggiungere l'obiettivo dell'Unione in termini economici migliori. La partecipazione transfrontaliera rappresenta anche il corollario naturale per lo sviluppo della politica dell'UE in materia di energie rinnovabili, intesa ad affiancare agli obiettivi vincolanti nazionali un obiettivo vincolante a livello dell'UE. È pertanto opportuno imporre agli Stati membri di aprire gradualmente e parzialmente il sostegno ai progetti situati in altri Stati membri e definire diverse modalità per realizzare tale apertura graduale, nel rispetto delle disposizioni del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, compresi gli articoli 30, 34 e 110.

Motivazione

Il raggiungimento degli obiettivi dell'accordo di Parigi implica la necessità di aumentare la quota di energie rinnovabili a livello sia dell'UE sia degli Stati membri. La coerenza tra gli obiettivi degli Stati membri e l'obiettivo dell'UE contribuirà a garantire l'effettivo conseguimento dell'obiettivo globale dell'Unione.

Emendamento    6

Proposta di direttiva

Considerando 25

Testo della Commissione

Emendamento

(25)  Al fine di assicurare che l'allegato IX tenga conto dei principi della gerarchia dei rifiuti stabilita nella direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio25, i criteri di sostenibilità dell'Unione e la necessità di garantire che l'allegato non crei un'ulteriore domanda di terreni e di promuovere l'utilizzo di rifiuti e residui, la Commissione, nella periodica valutazione dell'allegato dovrebbe considerare l'inclusione di altre materie prime che non causino significativi effetti di distorsione sui mercati dei (sotto)prodotti, dei rifiuti o dei residui.

(25)  Al fine di assicurare che l'allegato IX tenga conto dei principi della gerarchia dei rifiuti stabilita nella direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio25, i criteri di sostenibilità dell'Unione, il principio dell'uso a cascata e la necessità di garantire che detto allegato non crei un'ulteriore domanda di terreni e di promuovere l'utilizzo di rifiuti e residui, la Commissione, nella periodica valutazione di tale allegato, dovrebbe considerare l'inclusione di altre materie prime che siano in grado di ridurre sostanzialmente le emissioni di gas a effetto serra sulla base di una valutazione del ciclo di vita, tenendo conto delle emissioni indirette correlate a eventuali effetti dello spostamento, e che non causino significativi effetti di distorsione sui mercati dei (sotto)prodotti, dei rifiuti o dei residui.

__________________

__________________

25 Direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 novembre 2008, relativa ai rifiuti e che abroga alcune direttive (GU L 312 del 22.11.2008, pag. 3).

25 Direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 novembre 2008, relativa ai rifiuti e che abroga alcune direttive (GU L 312 del 22.11.2008, pag. 3).

Motivazione

Poche materie prime sono realmente disponibili senza emissioni. Se i materiali sono distolti dai loro usi attuali per produrre biocarburanti, ciò avrà ripercussioni sugli altri utenti. Per comprendere l'impatto sul clima dell'utilizzo di taluni materiali per la produzione di combustibili alternativi, è necessaria un'analisi dello spostamento nella quale si identifichino i materiali che sarebbero usati per sostituire le materie prime e le emissioni associate. In linea con le strategie dell'UE per l'economia circolare e le foreste, è opportuno tenere conto del principio dell'uso a cascata della biomassa.

Emendamento    7

Proposta di direttiva

Considerando 50 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(50 bis)  Se la presente direttiva istituisce un quadro dell'Unione per la promozione dell'energia da fonti rinnovabili, essa contribuisce altresì al potenziale impatto positivo che l'Unione e gli Stati membri possono avere per promuovere lo sviluppo del settore delle energie rinnovabili nei paesi terzi. L'Unione e gli Stati membri dovrebbero promuovere la ricerca, lo sviluppo e gli investimenti nella produzione di energie rinnovabili nei paesi in via di sviluppo e in altri paesi partner, rafforzando così la loro sostenibilità ambientale ed economica e la loro capacità di esportazione di energie rinnovabili. Inoltre, l'importazione di energie rinnovabili dai paesi partner può aiutare l'Unione e gli Stati membri a realizzare i loro ambiziosi obiettivi in materia di riduzione delle emissioni di carbonio.

Emendamento    8

Proposta di direttiva

Considerando 62

Testo della Commissione

Emendamento

(62)  La strategia europea per una mobilità a basso tenore di carbonio, del luglio 2016, ha evidenziato che i biocarburanti derivanti da colture alimentari rivestono un ruolo limitato nella decarbonizzazione del settore dei trasporti e dovrebbero essere gradualmente eliminati e sostituiti da biocarburanti avanzati. Per preparare la transizione verso i biocarburanti avanzati e ridurre al minimo le ripercussioni globali indirette del cambio di destinazione colturale dei terreni, è opportuno limitare la quantità di biocarburanti e di bioliquidi ottenuti a partire da colture alimentari e foraggere che possono essere contabilizzati ai fini dell'obiettivo dell'Unione stabilito nella presente direttiva.

(62)  Ove i pascoli o le superfici agricole precedentemente destinati alla produzione alimentare e di mangimi siano convertiti alla produzione di biocarburante, sarà necessario continuare a soddisfare la domanda di prodotti diversi dal carburante intensificando la produzione attuale oppure sfruttando superfici non agricole situate altrove. L'uso di superfici non agricole per l'agricoltura costituisce un cambiamento indiretto della destinazione dei terreni e, qualora implichi la conversione di terreni che presentano un elevato stock di carbonio, può generare significative emissioni di gas a effetto serra. La strategia europea per una mobilità a basso tenore di carbonio, del luglio 2016, ha evidenziato che i biocarburanti derivanti da colture alimentari rivestono un ruolo limitato nella decarbonizzazione del settore dei trasporti e dovrebbero essere gradualmente eliminati e sostituiti da biocarburanti avanzati. Per preparare la transizione verso i biocarburanti avanzati e ridurre al minimo le ripercussioni globali indirette del cambio di destinazione colturale dei terreni, è opportuno limitare la quantità di biocarburanti e di bioliquidi ottenuti a partire da colture alimentari e foraggere che possono essere contabilizzati ai fini dell'obiettivo dell'Unione stabilito nella presente direttiva, e includere una stima del cambiamento indiretto della destinazione dei terreni nel calcolo delle emissioni di gas a effetto serra.

Motivazione

La direttiva deve riconoscere e prendere in considerazione chiaramente il fenomeno del cambiamento indiretto della destinazione dei terreni (ILUC).

Emendamento    9

Proposta di direttiva

Considerando 64

Testo della Commissione

Emendamento

(64)  I biocarburanti avanzati e gli altri biocarburanti e biogas prodotti a partire da materie prime di cui all'allegato IX, i carburanti per autotrazione rinnovabili liquidi e gassosi di origine non biologica, e l'energia elettrica da fonti rinnovabili nel settore dei trasporti possono contribuire a ridurre le emissioni di carbonio, incentivare la decarbonizzazione del settore dei trasporti dell'Unione in modo efficiente sotto il profilo dei costi, intensificando, tra l'altro, la diversificazione energetica anche nel settore dei trasporti; allo stesso tempo, essi possono stimolare l'innovazione, la crescita e l'occupazione nell'economia dell'Unione nonché ridurre la dipendenza dalle importazioni di energia. L'obbligo per i fornitori di combustibili di includere le fonti rinnovabili nella loro offerta dovrebbe incoraggiare lo sviluppo di carburanti avanzati, compresi i biocarburanti, ed è importante garantire che tale obbligo serva anche a incentivare migliori prestazioni in termini di gas a effetto serra dei carburanti scelti ai fini di tale integrazione. La Commissione dovrebbe valutare la prestazione in termini di riduzione dei gas a effetto serra, l'innovazione tecnica e la sostenibilità di tali carburanti.

(64)  I biocarburanti avanzati e gli altri biocarburanti e biogas prodotti a partire da materie prime di cui all'allegato IX, i carburanti per autotrazione rinnovabili liquidi e gassosi di origine non biologica, e l'energia elettrica da fonti rinnovabili nel settore dei trasporti possono contribuire a ridurre le emissioni di carbonio, incentivare la decarbonizzazione del settore dei trasporti dell'Unione in modo efficiente sotto il profilo dei costi, intensificando, tra l'altro, la diversificazione energetica anche nel settore dei trasporti; allo stesso tempo, essi possono stimolare l'innovazione, la crescita e l'occupazione nell'economia dell'Unione nonché ridurre la dipendenza dalle importazioni di energia. Tuttavia, le materie prime di origine non alimentare possono causare emissioni associate a cambiamenti della destinazione dei terreni o altre emissioni indirette. Per tenere conto delle emissioni indirette legate allo spostamento degli usi attuali di alcune materie prime, è opportuno includere stime al riguardo nel calcolo delle emissioni di gas a effetto serra. È possibile che tali stime siano modificate man mano che si rendono disponibili ulteriori dati o con l'evoluzione dei mercati di tali materie prime di origine non alimentare. Esse dovrebbero quindi essere oggetto di un riesame periodico. L'obbligo per i fornitori di combustibili di includere le fonti rinnovabili nella loro offerta dovrebbe incoraggiare lo sviluppo di carburanti avanzati, compresi i biocarburanti, ed è importante garantire che tale obbligo serva anche a incentivare migliori prestazioni in termini di gas a effetto serra dei carburanti scelti ai fini di tale integrazione. La Commissione dovrebbe valutare la prestazione in termini di riduzione dei gas a effetto serra, l'innovazione tecnica e la sostenibilità di tali carburanti.

Motivazione

Per comprendere l'impatto sul clima dell'utilizzo di taluni materiali per la produzione di combustibili alternativi, è necessaria un'analisi dello spostamento nella quale si identifichino i materiali che sarebbero usati per sostituire le materie prime e le emissioni associate.

Emendamento    10

Proposta di direttiva

Considerando 69 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(69 bis)  È opportuno che la produzione di biocarburanti, e di conseguenza gli obiettivi e le tempistiche che li riguardano, non provochino cambiamenti della destinazione dei terreni e non intacchino in alcun modo la catena alimentare.

Emendamento    11

Proposta di direttiva

Considerando 69 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(69 ter)  La politica dell'Unione in materia di biocarburanti potrebbe avere effetti negativi impliciti non solo sull'ambiente, ma anche sulla vita delle comunità locali, sui diritti fondiari e sulla sicurezza alimentare se non verranno messe in atto garanzie in termini di sostenibilità e diritti umani.

Emendamento    12

Proposta di direttiva

Considerando 73

Testo della Commissione

Emendamento

(73)  Le materie prime di origine agricola destinate alla produzione di biocarburanti, bioliquidi e combustibili da biomassa non dovrebbero essere prodotte su torbiere in quanto la coltivazione di materie prime sulle torbiere porterebbe a significative perdite di stock di carbonio se il terreno è stato ulteriormente drenato a tale scopo, sebbene l'assenza di tale drenaggio non possa essere facilmente verificata.

(73)  Le materie prime di origine agricola destinate alla produzione di biocarburanti, bioliquidi e combustibili da biomassa non dovrebbero essere prodotte su torbiere o zone umide in quanto la coltivazione di materie prime sulle torbiere o sulle zone umide porterebbe a significative perdite di stock di carbonio se il terreno è stato ulteriormente drenato a tale scopo, sebbene l'assenza di tale drenaggio non possa essere facilmente verificata.

Motivazione

Le torbiere e le zone umide rappresentano habitat ad elevato valore di conservazione e ospitano alcuni dei più importanti depositi di carbonio dell'UE e del mondo. Tuttavia, se si degradano, emettono grandi quantità di gas a effetto serra.

Emendamento    13

Proposta di direttiva

Considerando 73 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(73 bis)  I residui dell'agricoltura e della silvicoltura utilizzati per la produzione di biocarburanti, bioliquidi e combustibili da biomassa dovrebbero essere coltivati e raccolti utilizzando pratiche coerenti con la protezione della qualità del suolo e del carbonio organico ivi contenuto.

Motivazione

La politica agricola dell'UE dovrebbe essere coerente con gli impegni da essa assunti in materia di cambiamenti climatici ed eliminazione della povertà. I cambiamenti climatici stanno esacerbando le sfide ambientali cui l'agricoltura deve tradizionalmente far fronte a livello mondiale. Ora più che mai gli agricoltori devono contribuire alla mitigazione dei cambiamenti climatici attraverso il ricorso a pratiche agricole sostenibili.

Emendamento    14

Proposta di direttiva

Considerando 95 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(95 bis)  Le politiche in materia di biocarburanti dell'Unione e degli Stati membri dovrebbero essere in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e con il principio della coerenza delle politiche per lo sviluppo sancito dal trattato di Lisbona. In particolare l'Unione e gli Stati membri dovrebbero garantire che le loro politiche in materia di biocarburanti non abbiano un impatto negativo sui paesi in via di sviluppo e rispettino i diritti fondiari dei residenti locali come stabilito dalla convenzione dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) relativa alle popolazioni indigene e tribali nei paesi indipendenti (convenzione n. 169), dagli orientamenti volontari delle Nazioni Unite sulla governance responsabile dei regimi fondiari applicabili ai terreni, alla pesca e alle foreste nel contesto della sicurezza alimentare nazionale, dai principi per investimenti responsabili in agricoltura e nei sistemi alimentari e dagli orientamenti dell'OCSE-FAO per catene di approvvigionamento agricolo responsabili.

Motivazione

L'accordo di Parigi impone alle parti, in fase di attuazione delle misure sui cambiamenti climatici, di rispettare gli obblighi internazionali in materia di diritti umani e i diritti delle popolazioni indigene. Esso stabilisce inoltre che le azioni per il clima devono essere realizzate sulla base dell'equità e nel contesto dello sviluppo sostenibile e degli sforzi intesi a eliminare la povertà. Poiché la politica dell'Unione in materia di biocarburanti può generare pressioni sui terreni nei paesi terzi, è importante garantire che essa non pregiudichi i diritti fondiari esistenti dei residenti locali.

Emendamento    15

Proposta di direttiva

Considerando 99

Testo della Commissione

Emendamento

(99)  Al fine di integrare o modificare alcuni elementi non essenziali delle disposizioni della presente direttiva, dovrebbe essere delegato alla Commissione il potere di adottare atti conformemente all'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea concernenti l'elenco di materie prime per la produzione di biocarburanti avanzati, il cui contributo al conseguimento dell'obbligo dei fornitori di carburante per autotrazione è limitato; l'adeguamento del contenuto energetico dei carburanti per autotrazione ai progressi scientifici e tecnici; la metodologia per determinare la quota di biocarburante derivante da biomassa che viene trattata assieme ai combustibili fossili in un processo comune; l'attuazione di accordi sul riconoscimento reciproco delle garanzie di origine; la fissazione di regole per controllare il funzionamento del sistema delle garanzie di origine; e di regole per il calcolo dell'impatto dei gas a effetto serra dei biocarburanti, dei bioliquidi e dei carburanti fossili di riferimento. È di particolare importanza che durante i lavori preparatori la Commissione svolga adeguate consultazioni, anche a livello di esperti, e che tali consultazioni siano condotte nel rispetto dei principi stabiliti nell'accordo interistituzionale del 13 aprile 2016 «Legiferare meglio». In particolare, al fine di garantire la parità di partecipazione alla preparazione degli atti delegati, il Parlamento europeo e il Consiglio ricevono tutti i documenti contemporaneamente agli esperti degli Stati membri, e i loro esperti hanno sistematicamente accesso alle riunioni dei gruppi di esperti della Commissione incaricati della preparazione di tali atti delegati.

(99)  Al fine di integrare o modificare alcuni elementi non essenziali delle disposizioni della presente direttiva, dovrebbe essere delegato alla Commissione il potere di adottare atti conformemente all'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea concernenti l'elenco di materie prime per la produzione di biocarburanti avanzati, compresa una stima delle emissioni indirette associate; l'adeguamento del contenuto energetico dei carburanti per autotrazione ai progressi scientifici e tecnici; la metodologia per determinare la quota di biocarburante derivante da biomassa che viene trattata assieme ai combustibili fossili in un processo comune; l'attuazione di accordi sul riconoscimento reciproco delle garanzie di origine; la fissazione di regole per controllare il funzionamento del sistema delle garanzie di origine; e di regole per il calcolo dell'impatto dei gas a effetto serra dei biocarburanti, dei bioliquidi e dei carburanti fossili di riferimento. È di particolare importanza che durante i lavori preparatori la Commissione svolga adeguate consultazioni, anche a livello di esperti, e che tali consultazioni siano condotte nel rispetto dei principi stabiliti nell'accordo interistituzionale del 13 aprile 2016 «Legiferare meglio». In particolare, al fine di garantire la parità di partecipazione alla preparazione degli atti delegati, il Parlamento europeo e il Consiglio ricevono tutti i documenti contemporaneamente agli esperti degli Stati membri, e i loro esperti hanno sistematicamente accesso alle riunioni dei gruppi di esperti della Commissione incaricati della preparazione di tali atti delegati.

Motivazione

L'emendamento chiarisce che si tiene pienamente conto delle emissioni indirette nel considerare le diverse materie prime.

Emendamento    16

Proposta di direttiva

Considerando 101 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(101 bis)  1,4 miliardi di persone al mondo non hanno accesso all'energia elettrica. Circa 3 miliardi di persone utilizzano combustibili tradizionali come il carbone e la legna per cucinare, e le loro abitazioni presentano spesso condizioni di scarsa ventilazione. Quasi 2 milioni di persone muoiono ogni anno di polmonite e di malattie polmonari croniche legate all'utilizzo di tali combustibili.

Emendamento    17

Proposta di direttiva

Considerando 101 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(101 ter)  I paesi in via di sviluppo adottano con sempre maggiore frequenza politiche in materia di energie rinnovabili a livello nazionale, in quanto si prefiggono di produrre energia da fonti rinnovabili per soddisfare la crescente domanda energetica. Più di 173 paesi, tra cui 117 economie in via di sviluppo o emergenti, avevano stabilito obiettivi in materia di energie rinnovabili entro la fine del 2015.

Emendamento    18

Proposta di direttiva

Considerando 101 quater (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(101 quater)  L'utilizzo di energia nei paesi in via di sviluppo è strettamente legato a una serie di tematiche sociali: la lotta alla povertà, l'istruzione, la salute, la crescita demografica, l'occupazione, l'impresa, la comunicazione, l'urbanizzazione e la mancanza di opportunità per le donne. Le energie rinnovabili hanno offrono un importante potenziale nell'ottica di affrontare congiuntamente le sfide in materia di sviluppo e ambiente. Negli ultimi anni, è stato registrato un significativo sviluppo delle tecnologie energetiche alternative, sia in termini di prestazioni che di riduzione dei costi. Inoltre, molti paesi in via di sviluppo si trovano in una posizione particolarmente favorevole per quanto riguarda lo sviluppo di una nuova generazione di tecnologie energetiche. Oltre ai vantaggi sotto il profilo dello sviluppo e dell'ambiente, le energie rinnovabili hanno il potenziale di apportare maggiori sicurezza e stabilità economica. L'aumento dell'uso delle fonti energetiche rinnovabili ridurrebbe la dipendenza dalle onerose importazioni di combustibili fossili e aiuterebbe molti paesi a migliorare la propria bilancia dei pagamenti.

Emendamento    19

Proposta di direttiva

Articolo 1 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

La presente direttiva stabilisce un quadro comune per la promozione dell'energia da fonti rinnovabili. Fissa un obiettivo vincolante dell'Unione per la quota complessiva di energia da fonti rinnovabili sul consumo finale lordo di energia nel 2030. Detta anche norme relative al sostegno finanziario alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, all'autoconsumo di energia elettrica da fonti rinnovabili e all'uso di energia da fonti rinnovabili nei settori del riscaldamento e raffreddamento e dei trasporti, alla cooperazione regionale tra gli Stati membri e con i paesi terzi, alle garanzie di origine, alle procedure amministrative e all'informazione e alla formazione. Fissa criteri di sostenibilità e di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra per i biocarburanti, i bioliquidi e i combustibili da biomassa.

La presente direttiva stabilisce un quadro comune per la promozione dell'energia da fonti rinnovabili. Fissa obiettivi dell'Unione e nazionali obbligatori per la quota complessiva di energia da fonti rinnovabili sul consumo finale lordo di energia nel 2030. Detta anche norme relative al sostegno finanziario alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, all'autoconsumo di energia elettrica da fonti rinnovabili e all'uso di energia da fonti rinnovabili nei settori del riscaldamento e raffreddamento e dei trasporti, alla cooperazione regionale tra gli Stati membri e con i paesi terzi, alle garanzie di origine, alle procedure amministrative e all'informazione e alla formazione. Fissa criteri di sostenibilità e di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra per i biocarburanti, i bioliquidi e i combustibili da biomassa.

Motivazione

Il raggiungimento degli obiettivi dell'accordo di Parigi implica la necessità di aumentare la quota di energie rinnovabili a livello sia dell'UE sia degli Stati membri. La coerenza tra gli obiettivi degli Stati membri e l'obiettivo dell'UE contribuirà a garantire l'effettivo conseguimento dell'obiettivo globale dell'Unione.

Emendamento    20

Proposta di direttiva

Articolo 2 – comma 2 – lettera n bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

n bis)  "colture energetiche": colture prodotte su terreni agricoli come coltura principale, esclusi residui e rifiuti, coltivate soprattutto a fini energetici;

Motivazione

Chiarimento della definizione.

Emendamento    21

Proposta di direttiva

Articolo 3 – titolo

Testo della Commissione

Emendamento

Obiettivo vincolante complessivo dell'Unione per il 2030

Obiettivi vincolanti complessivi dell'Unione e nazionali per il 2030

Motivazione

La modifica è necessaria per coerenza con l'articolo 1.

Emendamento    22

Proposta di direttiva

Articolo 3 – paragrafo 3 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

3 bis.  Nel conseguimento degli obiettivi di cui al paragrafo 3, gli Stati membri assicurano che i propri obiettivi nazionali osservino la gerarchia dei rifiuti di cui alla direttiva 2008/98/CE, in particolare per quanto concerne il consumo di biomassa forestale e agricola a fini energetici, e rispettino i principi dell'economia circolare e dell'uso a cascata. A tal fine gli Stati membri riesaminano periodicamente i propri obiettivi nazionali per garantirne la conformità a tali principi.

Motivazione

L'UE e gli Stati membri devono attuare l'Agenda 2030 in tutte le politiche interne ed esterne e tenere conto delle interconnessioni tra i diversi OSS come pure delle più ampie conseguenze delle azioni interne a livello internazionale e mondiale. È pertanto opportuno applicare, ove pertinente, i principi dell'economia circolare e dell'uso a cascata, ivi compreso nell'ambito della direttiva in esame, al fine di essere un modello per i paesi terzi.

Emendamento    23

Proposta di direttiva

Articolo 11 – paragrafo 2 – lettera c bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

c bis)  l'energia elettrica è prodotta nel rispetto del diritto internazionale, incluso quello in materia di diritti umani.

Motivazione

Le disposizioni della direttiva non dovrebbero inavvertitamente incentivare la produzione di energia elettrica in condizioni non conformi al diritto internazionale.

Emendamento    24

Proposta di direttiva

Articolo 11 – paragrafo 3 – lettera e

Testo della Commissione

Emendamento

e)  la richiesta si riferisce ad un progetto comune che soddisfi i criteri di cui al paragrafo 2, lettere b) e c), e che utilizzerà l'interconnettore dopo la sua entrata in esercizio e per una quantità di energia elettrica che non sia superiore alla quantità che sarà esportata verso l'Unione dopo l'entrata in esercizio dell'interconnettore.

e)  la richiesta si riferisce ad un progetto comune che soddisfi i criteri di cui al paragrafo 2, lettere b), c) e c bis), e che utilizzerà l'interconnettore dopo la sua entrata in esercizio e per una quantità di energia elettrica che non sia superiore alla quantità che sarà esportata verso l'Unione dopo l'entrata in esercizio dell'interconnettore.

Motivazione

La modifica è necessaria per coerenza con l'emendamento 25, che aggiunge la lettera c bis) al paragrafo 2.

Emendamento    25

Proposta di direttiva

Articolo 11 – paragrafo 5 – lettera d

Testo della Commissione

Emendamento

d)  comporta un riconoscimento scritto delle lettere b) e c) da parte del paese terzo sul cui territorio l'impianto è destinato ad entrare in esercizio e la quota o la quantità di energia elettrica prodotte nell'impianto che saranno utilizzate a livello nazionale.

d)  comporta un riconoscimento scritto del paragrafo 2, lettere b), c) e c bis), da parte del paese terzo sul cui territorio l'impianto è destinato ad entrare in esercizio e la quota o la quantità di energia elettrica prodotte nell'impianto che saranno utilizzate a livello nazionale.

Motivazione

La modifica è necessaria per coerenza con l'emendamento 25, che aggiunge la lettera c bis) al paragrafo 2.

Emendamento    26

Proposta di direttiva

Articolo 19 – paragrafo 11

Testo della Commissione

Emendamento

11.  Gli Stati membri non riconoscono le garanzie di origine rilasciate da un paese terzo tranne quando la Commissione abbia firmato un accordo con tale paese terzo sul reciproco riconoscimento delle garanzie di origine rilasciate nell'Unione e sistemi di garanzie di origine compatibili siano stati introdotti in tale paese, nel quale vi sia importazione o esportazione diretta di energia. Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati a norma dell'articolo 32 per far rispettare tali accordi.

11.  Gli Stati membri non riconoscono le garanzie di origine rilasciate da un paese terzo tranne quando la Commissione abbia firmato un accordo con tale paese terzo sul reciproco riconoscimento delle garanzie di origine rilasciate nell'Unione e sistemi di garanzie di origine compatibili siano stati introdotti in tale paese, nel quale vi sia importazione o esportazione diretta di energia. Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati a norma dell'articolo 32 per far rispettare tali accordi. Gli accordi in questione sono conformi al diritto internazionale, incluso il diritto in materia di diritti umani, nonché a tutte le pertinenti decisioni della Commissione e alla giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea.

Motivazione

La possibilità di includere l'energia elettrica importata prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel calcolo della quota di energie rinnovabili dovrebbe essere subordinata al rispetto del diritto internazionale e dell'UE. Tale possibilità non dovrebbe comportare un abbassamento delle norme in materia di diritti umani o dare luogo a concorrenza sleale.

Emendamento    27

Proposta di direttiva

Articolo 25 – paragrafo 1 – comma 4 – lettera b – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

b)  per il calcolo del numeratore, è preso in considerazione il contenuto energetico di: biocarburanti avanzati e altri biocarburanti e biogas prodotti a partire da materie prime di cui all'allegato IX, carburanti per autotrazione liquidi e gassosi da fonti rinnovabili di origine non biologica, combustibili fossili dai rifiuti forniti a tutti i settori di trasporto e l'energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili fornita ai veicoli stradali.

b)  per il calcolo del numeratore, è preso in considerazione il contenuto energetico di: biocarburanti avanzati e altri biocarburanti e biogas prodotti a partire da materie prime di cui all'allegato IX, carburanti per autotrazione liquidi e gassosi da fonti rinnovabili di origine non biologica e l'energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili fornita a tutti i settori di trasporto.

Motivazione

L'Agenda 2030 e i suoi 17 OSS sono universali e si applicano a tutti i paesi in tutte le fasi di sviluppo, sulla base della titolarità nazionale e della responsabilità condivisa. Non è opportuno includere obblighi per i combustibili fossili – anche se ricavati dai rifiuti – nella direttiva sulle energie rinnovabili, segnatamente in considerazione del fatto che la politica energetica dell'UE potrebbe essere utilizzata come modello nei negoziati internazionali.

Emendamento    28

Proposta di direttiva

Articolo 25 – paragrafo 1 – comma 4 – lettera c bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

c bis)  per il calcolo sia del numeratore sia del denominatore, sono presi in considerazione soltanto i biocarburanti e i bioliquidi prodotti a partire da materie prime derivate o ottenute nell'UE.

Motivazione

Ai fini della sostenibilità e per tener conto degli effetti LUC e ILUC, dovrebbero essere considerati sostenibili solo i biocarburanti/bioliquidi prodotti dalle materie prime (compresi i rifiuti) provenienti dall'UE.

Emendamento    29

Proposta di direttiva

Articolo 26 – paragrafo 5 – lettera a – punto v

Testo della Commissione

Emendamento

v)  la raccolta non eccede la capacità produttiva a lungo termine delle foreste;

v)  la raccolta mantiene o migliora la capacità produttiva a lungo termine delle foreste;

Emendamento    30

Proposta di direttiva

Articolo 26 – paragrafo 5 – lettera b – punto i

Testo della Commissione

Emendamento

i)  la biomassa forestale è stata raccolta conformemente a un permesso legale;

i)  la biomassa forestale è stata raccolta legalmente;

Emendamento    31

Proposta di direttiva

Articolo 26 – paragrafo 5 – lettera b – punto v

Testo della Commissione

Emendamento

v)  la raccolta non eccede la capacità produttiva a lungo termine delle foreste;

v)  la raccolta mantiene o migliora la capacità produttiva a lungo termine delle foreste;

Emendamento    32

Proposta di direttiva

Articolo 26 – paragrafo 6 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

6 bis.  I biocarburanti, i bioliquidi e i combustibili da biomassa ottenuti da biomassa agricola e forestale considerati ai fini di cui al paragrafo 1, primo comma, lettere a), b) e c), soddisfano i seguenti requisiti:

 

a)  le materie prime sono ottenute da terreni o foreste nel rispetto dei diritti dei terzi in termini di utilizzo e proprietà dei terreni o delle foreste e previo consenso libero e informato di tali terzi, con la partecipazione di istituzioni e organizzazioni rappresentative;

 

b)  sono rispettati i diritti umani e del lavoro dei terzi; e

 

c)  la disponibilità di alimenti e mangimi per i terzi non è a rischio.

 

In tale contesto va attribuita la priorità al pieno rispetto dei diritti fondiari dei residenti locali, conformemente alla convenzione n. 169 dell'OIL, agli orientamenti volontari delle Nazioni Unite sulla governance responsabile dei regimi fondiari applicabili ai terreni, alla pesca e alle foreste nel contesto della sicurezza alimentare nazionale, ai principi per investimenti responsabili in agricoltura e nei sistemi alimentari e agli orientamenti dell'OCSE-FAO per catene di approvvigionamento agricolo responsabili.

 

Ai fini del presente paragrafo, con il termine "terzi" si intendono le comunità locali e indigene o qualsiasi altra persona che partecipi alla produzione o alla raccolta delle materie prime o che sia interessata dalle operazioni di produzione o estrazione delle materie prime.

Motivazione

Nel quadro della coltivazione e della raccolta di biomassa è necessario tutelare i diritti dei terzi, rispettare la legislazione sul lavoro ed evitare ripercussioni negative sulla sicurezza alimentare.

Emendamento    33

Proposta di direttiva

Articolo 26 – paragrafo 10

Testo della Commissione

Emendamento

10.  Ai fini di cui al paragrafo 1, lettere a), b) e c), gli Stati membri possono imporre ulteriori criteri di sostenibilità per i combustibili da biomassa.

10.  Ai fini di cui al paragrafo 1, lettere a), b) e c), gli Stati membri possono imporre ulteriori criteri di sostenibilità per i biocarburanti, i bioliquidi e i combustibili da biomassa.

Motivazione

Il diritto degli Stati membri di imporre ulteriori criteri di sostenibilità non dovrebbe essere limitato ai combustibili da biomassa.

Emendamento    34

Proposta di direttiva

Articolo 27 – paragrafo 3 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

3 bis.  Gli Stati membri adottano misure per istituire garanzie di sostenibilità adeguate, complete e basate sui diritti umani per l'uso dei biocarburanti al fine di affrontare le questioni relative ai diritti fondiari e altre implicazioni in materia di diritti legate alla produzione e all'importazione di biocarburanti.

Emendamento    35

Proposta di direttiva

Articolo 28 – paragrafo 1 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

a)  se l'allegato V, parte A o B, per quanto riguarda i biocarburanti e i bioliquidi, e l'allegato VI, parte A per i combustibili da biomassa, fissano un valore standard per la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra associate alla filiera di produzione e se il valore el per questi biocarburanti o bioliquidi calcolato secondo l'allegato V, parte C, punto 7, e per i combustibili da biomassa calcolato secondo l'allegato VI, parte B, punto 7, è uguale o inferiore a zero, utilizzando detto valore standard;

a)  se l'allegato V, parte A o B, per quanto riguarda i biocarburanti e i bioliquidi, e l'allegato VI, parte A per i combustibili da biomassa, fissano un valore standard per la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra associate alla filiera di produzione e se il valore el per questi biocarburanti o bioliquidi calcolato secondo l'allegato V, parte C, punto 7, e per i combustibili da biomassa calcolato secondo l'allegato VI, parte B, punto 7, è uguale o inferiore a zero, utilizzando detto valore standard e sottraendo da questo la diminuzione standard della riduzione delle emissioni di gas a effetto serra dovute al cambiamento indiretto della destinazione dei terreni di cui all'allegato VIII, parte A, o alle emissioni indirette di cui all'allegato VIII, parte B bis;

Motivazione

Poche materie prime sono realmente disponibili senza emissioni. Se i materiali sono distolti dai loro usi attuali per produrre biocarburanti, ciò avrà ripercussioni sugli altri utenti. Le stime indirette del carbonio, basate su un'analisi dello spostamento nella quale si identifichino i materiali che sarebbero usati per sostituire le materie prime e le emissioni associate, dovrebbero essere utilizzate nel calcolo della riduzione delle emissioni di gas a effetto serra per rispecchiare l'impatto sul clima dell'utilizzo di tali materiali per i combustibili alternativi.

Emendamento    36

Proposta di direttiva

Articolo 28 – paragrafo 1 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

b)  utilizzando il valore reale calcolato secondo la metodologia definita nell'allegato V, parte C, per quanto riguarda i biocarburanti e i bioliquidi, e nell'allegato VI, parte B per i combustibili da biomassa;

b)  utilizzando il valore reale calcolato secondo la metodologia definita nell'allegato V, parte C, per quanto riguarda i biocarburanti e i bioliquidi, e nell'allegato VI, parte B per i combustibili da biomassa e sottraendo da questo la diminuzione standard della riduzione delle emissioni di gas a effetto serra dovute al cambiamento indiretto della destinazione dei terreni di cui all'allegato VIII, parte A, o alle emissioni indirette di cui all'allegato VIII, parte B bis;

Motivazione

Poche materie prime sono realmente disponibili senza emissioni. Se i materiali sono distolti dai loro usi attuali per produrre biocarburanti, ciò avrà ripercussioni sugli altri utenti. Le stime indirette del carbonio, basate su un'analisi dello spostamento nella quale si identifichino i materiali che sarebbero usati per sostituire le materie prime e le emissioni associate, dovrebbero essere utilizzate nel calcolo della riduzione delle emissioni di gas a effetto serra per rispecchiare l'impatto sul clima dell'utilizzo di tali materiali per i combustibili alternativi. L'emendamento è inestricabilmente collegato all'emendamento all'articolo 25, paragrafo 1.

Emendamento    37

Proposta di direttiva

Articolo 28 – paragrafo 1 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

c)  utilizzando un valore risultante dalla somma dei fattori delle formule di cui all'allegato V, parte C, punto 1, ove i valori standard disaggregati di cui all'allegato V, parte D o E, possono essere utilizzati per alcuni fattori e i valori reali calcolati secondo la metodologia definita nell'allegato V, parte C, per tutti gli altri fattori; o

c)  utilizzando un valore risultante dalla somma dei fattori delle formule di cui all'allegato V, parte C, punto 1, ove i valori standard disaggregati di cui all'allegato V, parte D o E, possono essere utilizzati per alcuni fattori e i valori reali calcolati secondo la metodologia definita nell'allegato V, parte C, per tutti gli altri fattori, e sottraendo dal valore calcolato la diminuzione standard della riduzione delle emissioni di gas a effetto serra dovute al cambiamento indiretto della destinazione dei terreni di cui all'allegato VIII, parte A, o alle emissioni indirette di cui all'allegato VIII, parte B bis; o

Motivazione

Poche materie prime sono realmente disponibili senza emissioni. Se i materiali sono distolti dai loro usi attuali per produrre biocarburanti, ciò avrà ripercussioni sugli altri utenti. Le stime indirette del carbonio, basate su un'analisi dello spostamento nella quale si identifichino i materiali che sarebbero usati per sostituire le materie prime e le emissioni associate, dovrebbero essere utilizzate nel calcolo della riduzione delle emissioni di gas a effetto serra per rispecchiare l'impatto sul clima dell'utilizzo di tali materiali per i combustibili alternativi.

Emendamento    38

Proposta di direttiva

Articolo 28 – paragrafo 1 – lettera d

Testo della Commissione

Emendamento

d)  utilizzando un valore risultante dalla somma dei fattori delle formule di cui all'allegato VI, parte B, punto 1, ove i valori standard disaggregati di cui all'allegato VI, parte C, possono essere utilizzati per alcuni fattori e i valori reali calcolati secondo la metodologia definita nell'allegato VI, parte B, per tutti gli altri fattori.

d)  utilizzando un valore risultante dalla somma dei fattori delle formule di cui all'allegato VI, parte B, punto 1, ove i valori standard disaggregati di cui all'allegato VI, parte C, possono essere utilizzati per alcuni fattori e i valori reali calcolati secondo la metodologia definita nell'allegato VI, parte B, per tutti gli altri fattori, e sottraendo dal valore calcolato la diminuzione standard della riduzione delle emissioni di gas a effetto serra dovute al cambiamento indiretto della destinazione dei terreni di cui all'allegato VIII, parte A.

Motivazione

Poche materie prime sono realmente disponibili senza emissioni. Se i materiali sono distolti dai loro usi attuali per produrre biocarburanti, ciò avrà ripercussioni sugli altri utenti. Le stime indirette del carbonio, basate su un'analisi dello spostamento nella quale si identifichino i materiali che sarebbero usati per sostituire le materie prime e le emissioni associate, dovrebbero essere utilizzate nel calcolo della riduzione delle emissioni di gas a effetto serra per rispecchiare l'impatto sul clima dell'utilizzo di tali materiali per i combustibili alternativi.

Emendamento    39

Proposta di direttiva

Articolo 30 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  La Commissione monitora l'origine dei biocarburanti, dei bioliquidi e dei combustibili da biomassa consumati nell'Unione e l'impatto della loro produzione, compreso l'impatto risultante dallo spostamento, sulla destinazione dei terreni nell'Unione e nei paesi terzi principali fornitori. Tale monitoraggio si basa sui piani nazionali integrati per l'energia e il clima degli Stati membri e sulle corrispondenti relazioni sullo stato di avanzamento, imposti dagli articoli 3, 15 e 18 del regolamento [sulla governance], su quelle dei paesi terzi interessati, delle organizzazioni intergovernative, su studi scientifici e su altre fonti di informazione pertinenti. La Commissione sorveglia anche l'evoluzione dei prezzi dei prodotti associata all'uso della biomassa per la produzione di energia e ogni effetto positivo e negativo associato sulla sicurezza alimentare.

1.  La Commissione monitora l'origine dei biocarburanti e dei bioliquidi nonché dei combustibili da biomassa consumati nell'Unione come pure l'impatto della produzione di energia rinnovabile da queste e altre fonti, compreso l'impatto risultante dallo spostamento, sulla destinazione dei terreni nell'Unione e nei paesi terzi fornitori. Tale monitoraggio si basa sui piani nazionali integrati per l'energia e il clima degli Stati membri e sulle corrispondenti relazioni sullo stato di avanzamento, imposti dagli articoli 3, 15 e 18 del regolamento [sulla governance], su quelle dei paesi terzi interessati, delle organizzazioni intergovernative, su studi scientifici e su altre fonti di informazione pertinenti. La Commissione sorveglia anche l'evoluzione dei prezzi dei prodotti associata all'uso della biomassa per la produzione di energia e ogni effetto positivo e negativo associato sulla sicurezza alimentare.

Motivazione

È opportuno adottare un approccio globale che consenta i confronti.

Emendamento    40

Proposta di direttiva

Articolo 30 – paragrafo 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 bis.  Entro il 31 dicembre 2023 la Commissione valuta se i criteri stabiliti all'articolo 26 consentono di prevenire efficacemente l'uso di biomassa forestale e agricola non sostenibile, sostenere l'uso a cascata della biomassa e far fronte alle emissioni di carbonio dirette e indirette correlate, comprese quelle prodotte dal settore silvicolo, e presenta, ove opportuno, una proposta legislativa volta a modificare i pertinenti requisiti.

Motivazione

L'emendamento è inestricabilmente collegato all'introduzione di nuovi criteri di sostenibilità per la bioenergia forestale e agricola e agli emendamenti all'articolo 26.

Emendamento    41

Proposta di direttiva

Allegato IX – parte A – lettera g

Testo della Commissione

Emendamento

g)  Effluente da oleifici che trattano olio di palma e fasci di frutti di palma vuoti.

soppresso

Motivazione

La politica energetica dell'UE dovrebbe essere in linea con il principio della coerenza delle politiche per lo sviluppo e con la realizzazione dell'Agenda 2030. Queste materie prime sono collegate alla produzione di biocarburanti di prima generazione non sostenibili e ne aumenteranno il valore economico, compromettendo tra l'altro il diritto all'alimentazione e i diritti fondiari nei paesi in via di sviluppo.

Emendamento    42

Proposta di direttiva

Allegato IX – parte A – lettera i

Testo della Commissione

Emendamento

i)  Glicerina grezza.

soppresso

Motivazione

Questa materia prima è collegata alla produzione di biodiesel non sostenibile.

Emendamento    43

Proposta di direttiva

Allegato IX – parte A – lettera p

Testo della Commissione

Emendamento

p)  Altre materie cellulosiche di origine non alimentare definite all'articolo 2, secondo comma, lettera s).

soppresso

Motivazione

La promozione dei terreni con colture energetiche non è compatibile con gli impegni assunti dall'UE nel quadro dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.

Emendamento    44

Proposta di direttiva

Allegato IX – parte A – lettera q

Testo della Commissione

Emendamento

q)  Altre materie ligno-cellulosiche definite all'articolo 2, secondo comma, lettera r), eccetto tronchi per sega e per impiallacciatura.

soppresso

Motivazione

Dovrebbe essere incentivato solo l'uso di veri e propri rifiuti legnosi onde evitare la deforestazione o l'eccessivo sfruttamento delle foreste.

PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Titolo

Promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili (rifusione)

Riferimenti

COM(2016)0767 – C8-0500/2016 – 2016/0382(COD)

Commissione competente per il merito

 Annuncio in Aula

ITRE

1.3.2017

 

 

 

Parere espresso da

 Annuncio in Aula

DEVE

15.6.2017

Relatore per parere

 Nomina

Florent Marcellesi

6.4.2017

Esame in commissione

30.8.2017

 

 

 

Approvazione

10.10.2017

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

15

11

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Beatriz Becerra Basterrechea, Ignazio Corrao, Nirj Deva, Doru-Claudian Frunzulică, Enrique Guerrero Salom, Maria Heubuch, György Hölvényi, Teresa Jiménez-Becerril Barrio, Arne Lietz, Norbert Neuser, Vincent Peillon, Maurice Ponga, Lola Sánchez Caldentey, Eleftherios Synadinos, Eleni Theocharous, Patrizia Toia, Paavo Väyrynen, Bogdan Brunon Wenta, Anna Záborská, Joachim Zeller, Željana Zovko

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Marina Albiol Guzmán, Thierry Cornillet, Brian Hayes, Cécile Kashetu Kyenge, Florent Marcellesi

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

15

+

ALDE

Beatriz Becerra Basterrechea, Thierry Cornillet, Paavo Väyrynen

EFDD

Ignazio Corrao

GUE/NGL

Marina Albiol Guzmán, Lola Sánchez Caldentey

S&D

Doru-Claudian Frunzulică, Enrique Guerrero Salom, Cécile Kashetu Kyenge, Arne Lietz, Norbert Neuser, Vincent Peillon, Patrizia Toia

Verts/ALE

Maria Heubuch, Florent Marcellesi

11

-

ECR

Nirj Deva, Eleni Theocharous

NI

Eleftherios Synadinos

PPE

Brian Hayes, György Hölvényi, Teresa Jiménez-Becerril Barrio, Maurice Ponga, Bogdan Brunon Wenta, Joachim Zeller, Željana Zovko, Anna Záborská

0

0

 

 

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti


PARERE della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (13.11.2017)

destinato alla commissione per l'industria, la ricerca e l'energia

sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili (rifusione)

(COM(2016)0767 – C8-0500/2016 – 2016/0382(COD))

Relatore (per parere): Bas Eickhout

BREVE MOTIVAZIONE

L'Unione e i suoi Stati membri hanno ratificato l'accordo di Parigi, che sancisce l'impegno a contenere l'aumento della temperatura media mondiale ben al di sotto dei 2°C, compiendo nel contempo sforzi per limitarlo a 1,5°C. Una rapida transizione verso l'energia rinnovabile è di fondamentale importanza per conseguire tali obiettivi.

L'obiettivo generale dell'UE proposto dalla Commissione è quello di innalzare la quota di energia da fonti rinnovabili almeno al 27 %, il che corrisponde a un mero aumento del 6 % nell'arco di 10 anni rispetto alla quota di energia da fonti rinnovabili attesa per il 2020 e di fatto rappresenta un rallentamento del tasso di diffusione di tali energie in confronto al periodo precedente. Il relatore propone di innalzare il livello di ambizione portando la quota di energia da fonti rinnovabili al 35 % nel 2030, stabilendo obiettivi nazionali obbligatori, un accesso prioritario e un sistema di garanzie di origine che funga unicamente da strumento di tracciabilità e contabilizzazione.

Quando i legislatori orientano l'uso di talune fonti energetiche mediante obiettivi e sovvenzioni, si assumono la responsabilità delle eventuali conseguenze negative per l'ambiente o l'economia nel complesso; è pertanto necessario prevedere sufficienti garanzie in conformità del principio di precauzione. Dal punto di vista climatico, dovrebbe essere promossa solo la bioenergia ottenuta da rifiuti e residui, prevedendo opportune garanzie per quanto concerne la protezione della qualità del suolo, il carbonio ivi contenuto e la biodiversità e rimpiazzando gli altri usi. Una politica che rischia di aumentare le emissioni o di ridurre i naturali pozzi di assorbimento del carbonio rappresentati dalle foreste sarà controproducente per il conseguimento degli obiettivi stabiliti dall'accordo di Parigi.

Per quanto riguarda il trasporto, la proposta ha l'obiettivo di reindirizzare il sostegno dell'UE dai biocarburanti ottenuti da colture verso carburanti per autotrazione rinnovabili migliori, quali i biocarburanti avanzati e l'energia elettrica da fonti rinnovabili. Il limite massimo per i biocarburanti ottenuti da colture che possono essere conteggiati ai fini degli obiettivi in materia di energia rinnovabile viene gradualmente ridotto dal 7 % allo 0 % nel 2030. Il contributo dei biocarburanti e dei bioliquidi ottenuti dall'olio di palma dovrebbe essere pari a zero a partire dal 2021. La Commissione dovrebbe mettere a punto una metodologia per la certificazione dei biocarburanti e bioliquidi a basso rischio di cambiamento indiretto di destinazione dei terreni.

La proposta stabilisce inoltre l'obbligo per i fornitori di carburante di includere gradualmente tra i carburanti per autotrazione forniti fino al 9 % di biocarburanti avanzati, energia elettrica da fonti rinnovabili e combustibili ottenuti con cattura e utilizzo del carbonio entro il 2030. Tale quota minima dovrebbe corrispondere a una riduzione dell'intensità delle emissioni di gas a effetto serra pari almeno al 7 % rispetto al 2020. È importante assicurare che tali biocarburanti implichino riduzioni significative delle emissioni di gas a effetto serra. Poche materie prime sono realmente disponibili senza emissioni. Se i materiali vengono convertiti dai loro attuali usi alla produzione di biocarburanti, gli altri utilizzatori ne risentiranno. Nel calcolo volto a determinare la soglia di riduzione dei gas a effetto serra da applicarsi ai carburanti avanzati è opportuno ricorrere a stime delle emissioni indirette di anidride carbonica basate su un'analisi dello spostamento che identifichi quali materiali verrebbero utilizzati per sostituire le materie prime in questione e le emissioni associate a ciò.

Non è opportuno includere obblighi per i combustibili fossili – anche se ricavati dai rifiuti – nella direttiva sulle energie rinnovabili. I combustibili fossili ricavati da rifiuti dovrebbero essere promossi attraverso altri strumenti nell'ambito della strategia dell'Unione sull'economia circolare.

L'energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili è il carburante più pulito disponibile per il settore dei trasporti e attualmente costituisce la soluzione maggiormente scalabile in modo sostenibile. Una diffusione su ampia scala dei mezzi di trasporto elettrici, tuttavia, richiede incentivi sia sul lato della domanda sia su quello dell'offerta. Una rete di ricarica sufficiente rappresenta un elemento chiave nella promozione della diffusione dei veicoli elettrici.

Ci si attende che nel lungo termine i biocarburanti avanzati svolgano un ruolo importante nella riduzione delle emissioni di gas a effetto serra del trasporto aereo. L'energia rinnovabile fornita al settore dell'aviazione sarà computata ai fini dell'obbligo generale di immissione in consumo per i trasporti.

Il parere mira inoltre a semplificare e ridurre gli oneri amministrativi. Una delle misure proposte a tale riguardo è l'introduzione di una banca dati a livello UE, anziché 28 banche dati nazionali, in cui i fornitori di carburanti documentino i trasferimenti effettuati per rispettare il loro obbligo di immissione in consumo.

EMENDAMENTI

La commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare invita la commissione per l'industria, la ricerca e l'energia, competente per il merito, a prendere in considerazione i seguenti emendamenti:

Emendamento    1

Proposta di direttiva

Considerando 6

Testo della Commissione

Emendamento

(6)  Il Parlamento europeo nelle sue risoluzioni "Quadro per le politiche dell'energia e del clima per il periodo dal 2020 al 2030" e "Relazione sui progressi nel campo delle energie rinnovabili" si è dichiarato favorevole a un obiettivo vincolante dell'Unione per il 2030 di almeno il 30% del consumo finale complessivo di energia da fonti rinnovabili, sottolineando che tale obiettivo dovrebbe essere attuato fissando obiettivi nazionali che tengano conto della situazione e del potenziale individuale di ciascuno Stato membro.

(6)  Il Parlamento europeo nelle sue risoluzioni "Quadro per le politiche dell'energia e del clima per il periodo dal 2020 al 2030" e "Relazione sui progressi nel campo delle energie rinnovabili" si è dichiarato favorevole a un obiettivo vincolante dell'Unione per il 2030 di almeno il 30% del consumo finale complessivo di energia da fonti rinnovabili, sottolineando che tale obiettivo dovrebbe essere attuato fissando obiettivi nazionali che tengano conto della situazione e del potenziale individuale di ciascuno Stato membro. Nella sua risoluzione sui progressi compiuti nel campo delle energie rinnovabili, il Parlamento europeo si è spinto oltre, sottolineando che, alla luce dell'accordo di Parigi, è auspicabile un obiettivo dell'Unione considerevolmente più ambizioso.

Emendamento    2

Proposta di direttiva

Considerando 7

 

Testo della Commissione

Emendamento

(7)  Appare pertanto opportuno stabilire un obiettivo vincolante dell'UE in relazione alla quota di energia da fonti rinnovabili pari almeno al 27%. Gli Stati membri dovrebbero definire il loro contributo al conseguimento di questo obiettivo nell'ambito dei rispettivi piani nazionali integrati per l'energia e il clima in applicazione del processo di governance definito nel regolamento [sulla governance].

(7)  Appare pertanto opportuno stabilire un obiettivo vincolante dell'UE in relazione alla quota di energia da fonti rinnovabili pari almeno al 35 %, cui dovrebbero essere affiancati obiettivi vincolanti nazionali. Gli Stati membri dovrebbero definire il loro contributo al conseguimento di questo obiettivo nell'ambito dei rispettivi piani nazionali integrati per l'energia e il clima in applicazione del processo di governance definito nel regolamento [sulla governance].

Emendamento    3

Proposta di direttiva

Considerando 8

 

Testo della Commissione

Emendamento

(8)  Un obiettivo vincolante in materia di energie rinnovabili a livello dell'Unione per il 2030 costituirebbe uno stimolo costante allo sviluppo di tecnologie in grado di generare energia rinnovabile e creerebbe certezza per gli investitori. Un obiettivo definito a livello dell'Unione lascerebbe agli Stati membri una maggiore flessibilità nel conseguire i propri obiettivi di riduzione dei gas a effetto serra nel modo più efficace sotto il profilo dei costi e più consono alle loro circostanze nazionali, al mix energetico prescelto e alle capacità di produrre energia da fonti rinnovabili.

(8)  Obiettivi vincolanti in materia di energie rinnovabili a livello dell'Unione e nazionale per il 2030 costituirebbero uno stimolo costante allo sviluppo di tecnologie in grado di generare energia rinnovabile e creerebbero certezza per gli investitori.

Emendamento    4

Proposta di direttiva

Considerando 8 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(8 bis)  Gli Stati membri dovrebbero considerare la misura in cui l'utilizzo dei diversi tipi di fonti di energia è compatibile con l'obiettivo di limitare il riscaldamento a 1,5°C al di sopra dei livelli preindustriali e con l'obiettivo di realizzare un'economia priva di combustibili fossili e al contempo a basse emissioni di carbonio. È opportuno delegare alla Commissione il potere di adottare atti a tale riguardo per valutare il contributo dei diversi tipi di fonti di energia rinnovabile al conseguimento di tali obiettivi, sulla base del periodo di recupero e dei risultati ottenuti, rispetto ai combustibili fossili, nonché per valutare la possibilità di proporre un periodo di recupero massimo ammissibile come criterio di sostenibilità, in particolare per la biomassa ligneo-cellulosica.

Motivazione

L'emendamento è collegato ai criteri di sostenibilità di cui all'articolo 26, che costituiscono uno degli elementi cruciali della rifusione della direttiva sulle energie rinnovabili.

Emendamento    5

Proposta di direttiva

Considerando 10

 

Testo della Commissione

Emendamento

(10)  Gli Stati membri dovrebbero adottare ulteriori misure qualora la quota di energie rinnovabili a livello di Unione non permettesse di mantenere la traiettoria dell'Unione verso l'obiettivo di almeno il 27% di energie rinnovabili. Come stabilito nel regolamento [sulla governance], se, nel valutare i piani nazionali integrati in materia di energia e clima, ravvisa un insufficiente livello di ambizione, la Commissione può adottare misure a livello dell'Unione per assicurare il conseguimento dell'obiettivo. Se, nel valutare le relazioni nazionali intermedie integrate sull'energia e il clima, la Commissione ravvisa progressi insufficienti verso la realizzazione degli obiettivi, gli Stati membri dovrebbero applicare le misure stabilite nel regolamento [sulla governance], che offrono loro sufficiente flessibilità di scelta.

(10)  Gli Stati membri dovrebbero adottare ulteriori misure qualora la quota di energie rinnovabili a livello di Unione non permettesse di mantenere la traiettoria dell'Unione verso l'obiettivo di almeno il 35 % di energie rinnovabili. Come stabilito nel regolamento [sulla governance], se, nel valutare i piani nazionali integrati in materia di energia e clima, ravvisa un insufficiente livello di ambizione, la Commissione può adottare misure a livello dell'Unione per assicurare il conseguimento dell'obiettivo. Se, nel valutare le relazioni nazionali intermedie integrate sull'energia e il clima, la Commissione ravvisa progressi insufficienti verso la realizzazione degli obiettivi, gli Stati membri dovrebbero applicare le misure stabilite nel regolamento [sulla governance].

Emendamento    6

Proposta di direttiva

Considerando 10 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(10 bis)  La promozione dell'energia da fonti rinnovabili dovrebbe basarsi sui principi dell'economia circolare e dell'uso a cascata delle risorse per aumentare l'efficienza delle risorse per i prodotti e i materiali e ridurre al minimo la produzione di rifiuti. La presente direttiva dovrebbe pertanto essere coerente con tali principi e promuovere ulteriormente il ritrattamento dei rifiuti per ottenere materie prime secondarie, conformemente agli obiettivi stabiliti nella direttiva 2008/98/CE.

Motivazione

La direttiva sulle energie rinnovabili deve essere in linea con i principi dell'economia circolare ed incentivare il mercato delle materie prime secondarie.

Emendamento    7

Proposta di direttiva

Considerando 11

Testo della Commissione

Emendamento

(11)  Per sostenere gli Stati membri nei loro ambiziosi contributi all'obiettivo dell'Unione, sarebbe necessario istituire un quadro finanziario volto a favorire gli investimenti nei progetti di energia rinnovabile negli Stati membri, anche mediante l'utilizzo di strumenti finanziari.

(11)  Per sostenere gli Stati membri nel conseguire i loro obiettivi, sarebbe necessario istituire un quadro finanziario volto a favorire gli investimenti nei progetti di energia rinnovabile negli Stati membri, anche mediante l'utilizzo di strumenti finanziari.

Emendamento    8

Proposta di direttiva

Considerando 13

Testo della Commissione

Emendamento

(13)  La Commissione dovrebbe facilitare lo scambio delle migliori pratiche tra le competenti autorità o organismi nazionali o regionali, ad esempio tramite periodiche riunioni intese a trovare un'impostazione comune nel promuovere una maggiore diffusione di progetti efficienti in termini di costi nel campo delle energie rinnovabili, stimolare gli investimenti in nuove tecnologie pulite e flessibili e definire una strategia adeguata per gestire la graduale eliminazione delle tecnologie che non contribuiscono alla riduzione di emissioni o che non presentano una sufficiente flessibilità, sulla base di criteri trasparenti e affidabili segnali di prezzo.

(13)  La Commissione dovrebbe facilitare lo scambio delle migliori pratiche tra le competenti autorità o organismi nazionali o regionali e locali, ad esempio tramite periodiche riunioni intese a trovare un'impostazione comune nel promuovere una maggiore diffusione di progetti efficienti in termini di costi nel campo delle energie rinnovabili, stimolare gli investimenti in nuove tecnologie pulite e flessibili e definire una strategia adeguata per gestire la graduale eliminazione delle tecnologie che non contribuiscono alla riduzione di emissioni o che non presentano una sufficiente flessibilità, sulla base di criteri trasparenti e affidabili segnali di prezzo.

Emendamento    9

Proposta di direttiva

Considerando 15

Testo della Commissione

Emendamento

(15)  I regimi di sostegno all'energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili si sono dimostrati efficaci nel favorirne la diffusione. Qualora gli Stati membri decidessero di attuare regimi di sostegno, detto sostegno dovrebbe essere fornito con modalità che garantiscano la minore distorsione possibile del funzionamento dei mercati dell'energia elettrica. A tal fine, sempre più Stati membri concedono sostegno in forma supplementare rispetto ai proventi del mercato.

(15)  I regimi di sostegno all'energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili si sono dimostrati efficaci nel favorirne la diffusione. Qualora gli Stati membri decidessero di attuare regimi di sostegno, detto sostegno dovrebbe essere fornito con modalità che garantiscano la minore distorsione possibile del funzionamento dei mercati dell'energia elettrica. A tal fine, sempre più Stati membri concedono sostegno in forma supplementare rispetto ai proventi del mercato. Nel caso delle fonti di biomassa, per le quali potrebbe esservi concorrenza con i fabbricanti di materiali, i regimi di sostegno dovrebbero garantire la minore distorsione possibile del funzionamento del mercato di approvvigionamento della biomassa.

Motivazione

Ai fini della transizione verso l'economia circolare, i regimi di sostegno per le energie rinnovabili non devono creare distorsioni della concorrenza tra i diversi settori dell'approvvigionamento della biomassa.

Emendamento    10

Proposta di direttiva

Considerando 16

Testo della Commissione

Emendamento

(16)  La produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili dovrebbe comportare il minor costo possibile per i consumatori e i contribuenti. Quando progettano e attuano i regimi di sostegno, gli Stati membri dovrebbero cercare di ridurre al minimo i costi generali del sistema di diffusione, tenendo pienamente conto delle esigenze di sviluppo delle reti e dei sistemi, del mix energetico che ne risulta e del potenziale a lungo termine delle tecnologie.

(16)  La produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, incluso lo stoccaggio dell'energia, dovrebbe avvenire assicurando il miglior rapporto costo-efficacia possibile per i consumatori e i contribuenti. Quando progettano e attuano i regimi di sostegno, gli Stati membri dovrebbero cercare di ridurre al minimo i costi generali del sistema di diffusione, tenendo pienamente conto delle esigenze di sviluppo delle reti e dei sistemi, tra cui lo sviluppo di sistemi di trasmissione dell'energia elettrica ad alta tensione, del mix energetico che ne risulta e del potenziale a lungo termine delle tecnologie.

Emendamento    11

Proposta di direttiva

Considerando 16 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(16 bis)  La pianificazione delle infrastrutture necessarie per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili dovrebbe tenere debito conto delle politiche legate alla partecipazione delle persone interessate dai progetti, tra cui le popolazioni indigene, oltre che dei loro diritti fondiari.

Emendamento    12

Proposta di direttiva

Considerando 16 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(16 ter)  Ai consumatori dovrebbero essere fornite informazioni esaurienti, tra l'altro per quanto concerne i miglioramenti in termini di efficienza energetica offerti dai sistemi di riscaldamento e raffrescamento e i minori costi di gestione dei veicoli elettrici, per consentire la possibilità di scelta individuale dei consumatori in relazione alle energie rinnovabili ed evitare chiusure sotto il profilo tecnologico.

Emendamento    13

Proposta di direttiva

Considerando 17

Testo della Commissione

Emendamento

(17)  L'apertura dei regimi di sostegno alla partecipazione transfrontaliera limita gli effetti negativi sul mercato interno dell'energia e può, a certe condizioni, aiutare gli Stati membri a raggiungere l'obiettivo dell'Unione in termini economici migliori. La partecipazione transfrontaliera rappresenta anche il corollario naturale per lo sviluppo della politica dell'UE in materia di energie rinnovabili, intesa a sostituire gli obiettivi vincolanti nazionali con un obiettivo vincolante a livello dell'UE. È pertanto opportuno imporre agli Stati membri di aprire gradualmente e parzialmente il sostegno ai progetti situati in altri Stati membri e definire diverse modalità per realizzare tale apertura graduale, nel rispetto delle disposizioni del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, compresi gli articoli 30, 34 e 110.

(17)  L'apertura dei regimi di sostegno alla partecipazione transfrontaliera limita gli effetti negativi sul mercato interno dell'energia e può, a certe condizioni, aiutare gli Stati membri a raggiungere l'obiettivo dell'Unione in termini economici migliori. La partecipazione transfrontaliera rappresenta anche il corollario naturale per lo sviluppo della politica dell'UE in materia di energie rinnovabili, intesa ad affiancare agli obiettivi vincolanti nazionali un obiettivo vincolante a livello dell'UE. È pertanto opportuno imporre agli Stati membri di aprire gradualmente e parzialmente il sostegno ai progetti situati in altri Stati membri e definire diverse modalità per realizzare tale apertura graduale, nel rispetto delle disposizioni del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, compresi gli articoli 30, 34 e 110.

Emendamento    14

Proposta di direttiva

Considerando 20

Testo della Commissione

Emendamento

(20)  È necessario definire norme trasparenti e chiare per il calcolo della quota di energia da fonti rinnovabili e per definire le fonti stesse.

(20)  È necessario definire norme trasparenti e chiare per il calcolo della quota di energia da fonti rinnovabili e per definire le fonti stesse. In questo contesto dovrebbe essere inclusa l'energia presente negli oceani e in altri corpi idrici in forma di onde, correnti marine, maree, gradienti di energia termica oceanica o gradienti di salinità.

Motivazione

Alla luce del potenziale offerto dalle energie marine rinnovabili, è importante mantenere questo riferimento nella direttiva attuale.

Emendamento    15

Proposta di direttiva

Considerando 20 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(20 bis)  Le energie marine rinnovabili offrono all'Unione l'occasione unica di ridurre la sua dipendenza dai combustibili fossili, contribuire al raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 e dare vita a una nuova filiera industriale creatrice di posti di lavoro su una parte importante del territorio, anche nelle regioni ultraperiferiche. L'Unione dovrebbe pertanto adoperarsi per creare condizioni normative ed economiche propizie alla loro diffusione.

Emendamento    16

Proposta di direttiva

Considerando 24 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(24 bis)  La comunicazione della Commissione del 20 luglio 2016 dal titolo "Strategia europea per una mobilità a basse emissioni" ha sottolineato la particolare importanza, a medio termine, dei biocarburanti avanzati per il trasporto aereo. L'aviazione commerciale dipende interamente dai combustibili liquidi, in quanto non esiste un'alternativa sicura o certificata per l'industria aeronautica civile.

Emendamento    17

Proposta di direttiva

Considerando 25

Testo della Commissione

Emendamento

(25)  Al fine di assicurare che l'allegato IX tenga conto dei principi della gerarchia dei rifiuti stabilita nella direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio17, i criteri di sostenibilità dell'Unione e la necessità di garantire che l'allegato non crei un'ulteriore domanda di terreni e di promuovere l'utilizzo di rifiuti e residui, la Commissione, nella periodica valutazione dell'allegato dovrebbe considerare l'inclusione di altre materie prime che non causino significativi effetti di distorsione sui mercati dei (sotto)prodotti, dei rifiuti o dei residui.

(25)  Al fine di assicurare che l'allegato IX tenga in considerazione i principi dell'economia circolare, la gerarchia dei rifiuti stabilita nella direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio17, i criteri di sostenibilità dell'Unione, una valutazione del ciclo di vita delle emissioni e la necessità di garantire che l'allegato non crei un'ulteriore domanda di terreni e di promuovere l'utilizzo di rifiuti e residui, la Commissione dovrebbe valutare periodicamente l'allegato e considerare gli effetti sui mercati dei (sotto)prodotti, dei rifiuti o dei residui nell'apportare qualsiasi modifica.

__________________

__________________

17 Direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 novembre 2008, relativa ai rifiuti e che abroga alcune direttive (GU L 312 del 22.11.2008, pag. 3).

17 Direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 novembre 2008, relativa ai rifiuti e che abroga alcune direttive (GU L 312 del 22.11.2008, pag. 3).

Emendamento    18

Proposta di direttiva

Considerando 25 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(25 bis)  Nella sua risoluzione del 4 aprile 2017 sull'olio di palma e il disboscamento delle foreste pluviali, il Parlamento europeo ha invitato la Commissione ad adottare misure volte a eliminare gradualmente l'uso degli oli vegetali che contribuiscono alla deforestazione, incluso l'olio di palma, quale componente dei biocarburanti, preferibilmente entro il 2020.

Emendamento    19

Proposta di direttiva

Considerando 26

Testo della Commissione

Emendamento

(26)  Per creare possibilità di ridurre il costo del conseguimento dell'obiettivo stabilito per l'Unione nella presente direttiva e per accordare agli Stati membri una certa flessibilità nell'ottemperare l'obbligo di non scendere al di sotto del loro obiettivo nazionale stabilito per il 2020 dopo tale data, è opportuno favorire il consumo negli Stati membri di energia prodotta da fonti rinnovabili in altri Stati membri e permettere agli Stati membri di computare l'energia da fonti rinnovabili consumata in altri Stati membri ai fini del conseguimento della propria quota di energia da fonti rinnovabili. Per questo motivo, sono necessari meccanismi di cooperazione ad integrazione degli obblighi di rendere accessibile il sostegno nazionale a progetti ubicati in altri Stati membri. Tali meccanismi includono trasferimenti statistici, progetti comuni tra Stati membri o regimi di sostegno comuni.

(26)  Per creare possibilità di ridurre il costo del conseguimento degli obiettivi stabiliti nella presente direttiva e per accordare agli Stati membri una certa flessibilità nell'ottemperare l'obbligo di non scendere al di sotto del loro obiettivo nazionale stabilito per il 2020 dopo tale data, è opportuno favorir