Procedura : 2017/2054(INL)
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A8-0007/2018

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PV 07/02/2018 - 4
CRE 07/02/2018 - 4

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PV 07/02/2018 - 7.2
CRE 07/02/2018 - 7.2
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P8_TA(2018)0029

RELAZIONE     
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26.1.2018
PE 608.038v02-00 A8-0007/2018

sulla composizione del Parlamento europeo

(2017/2054(INL) – 2017/0900(NLE))

Commissione per gli affari costituzionali

Relatori: Danuta Maria Hübner e Pedro Silva Pereira

ERRATA/ADDENDA
PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 ALLEGATO ALLA PROPOSTA DI RISOLUZIONE
 MOTIVAZIONE
 ALLEGATO
 PARERE DI MINORANZA
 VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO I
 VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO II

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla composizione del Parlamento europeo

(2017/2054(INL)2017/0900(NLE))

Il Parlamento europeo,

–  visto l'articolo 14, paragrafo 2, del trattato sull'Unione europea (TUE),

–  visto l'articolo 10 TUE(1),

–  vista la sua risoluzione del 13 marzo 2013 sulla composizione del Parlamento europeo in vista delle elezioni del 2014(2),

–  viste la sua risoluzione dell'11 novembre 2015 sulla riforma della legge elettorale dell'Unione europea e la proposta di decisione del Consiglio a essa allegata, che adotta le disposizioni che modificano l'Atto relativo all'elezione dei membri del Parlamento europeo a suffragio universale diretto(3),

–  vista la decisione 2013/312/UE del Consiglio europeo, del 28 giugno 2013, che stabilisce la composizione del Parlamento europeo,

–  visto l'accordo del Venerdì santo del 10 aprile 1998,

–  visti gli articoli 45, 52 e 84 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per gli affari costituzionali (A8-0007/2018),

A.  considerando che la composizione del Parlamento europeo deve rispettare i criteri di cui all'articolo 14, paragrafo 2, primo comma, TUE, in base ai quali il numero dei rappresentanti dei cittadini dell'Unione non può essere superiore a settecentocinquanta, più il presidente, la rappresentanza dei cittadini è garantita in modo degressivamente proporzionale, con una soglia minima di sei membri per Stato membro, e a nessuno Stato membro sono assegnati più di novantasei seggi;

B.  considerando che l'articolo 14, paragrafo 2, TUE stabilisce che il Parlamento europeo è composto di rappresentanti dei cittadini dell'Unione;

C.  considerando che il TUE e il trattato sul funzionamento dell'Unione europea sottolineano l'importanza dell'uguaglianza e della parità di trattamento dei cittadini da parte delle istituzioni dell'Unione; che è essenziale rafforzare la parità di rappresentanza al fine di accrescere la legittimità del Parlamento europeo quale organo legislativo che rappresenta i cittadini dell'Unione europea;

D.  considerando che il Parlamento europeo ha esaminato una serie di proposte relative a un sistema permanente di ripartizione dei seggi sulla base di formule matematiche, che aveva commissionato e che gli sono stati presentati;

E.  considerando che il 29 marzo 2017, a norma dell'articolo 50, paragrafo 2, TUE, il governo del Regno Unito ha comunicato al Consiglio europeo la sua intenzione di recedere dall'Unione europea e che il termine di due anni per condurre negoziati e concludere un accordo di recesso scade il 29 marzo 2019, a meno che il Consiglio europeo, in accordo con il Regno Unito, non decida all'unanimità di prorogare tale termine;

F.  considerando che, salvo cambiamenti dell'attuale situazione giuridica, il Regno Unito non sarà più uno Stato membro dell'Unione europea nel momento in cui si terranno le prossime elezioni europee nel 2019;

G.  considerando che, nella sua proposta dell'11 novembre 2015 relativa a una decisione del Consiglio che modifica l'Atto relativo all'elezione dei membri del Parlamento europeo a suffragio universale diretto, il Parlamento europeo ha delineato la propria posizione in merito alla creazione di una circoscrizione elettorale comune in cui i capilista siano i candidati di ciascuna famiglia politica alla carica di Presidente della Commissione;

H.  considerando che diversi Stati membri hanno recentemente espresso il proprio sostegno alla creazione di una circoscrizione elettorale comune a partire dalle elezioni europee del 2019; che uno dei presupposti per la creazione di una circoscrizione elettorale comune è una modifica dell'Atto relativo all'elezione dei membri del Parlamento europeo a suffragio universale diretto, che dovrebbero essere adottata almeno un anno prima delle elezioni europee, come stabilito dal Codice di buona condotta elettorale della Commissione di Venezia;

I.  considerando che l'introduzione di tale circoscrizione elettorale rafforzerebbe il concetto di cittadinanza europea e accentuerebbe il carattere europeo delle elezioni del Parlamento europeo;

J.  considerando che non soltanto le liste presentate da partiti politici consolidati a livello europeo dovrebbero essere ammissibili in quanto liste transnazionali per le elezioni europee nella circoscrizione comune, ma anche le liste presentate da partiti o movimenti politici nazionali non affiliati a un partito politico europeo, che si adeguano ai criteri europei prestabiliti;

K.  considerando che, nella sua proposta dell'11 novembre 2015 relativa a una decisione del Consiglio che modifica l'Atto relativo all'elezione dei membri del Parlamento europeo a suffragio universale diretto, il Parlamento europeo ha chiesto l'introduzione di una soglia obbligatoria per le circoscrizioni e per gli Stati membri a circoscrizione unica in cui si utilizza lo scrutinio di lista e che comprendono più di un certo numero di seggi; ritenendo che tale soglia debba essere stabilita tenendo conto della nuova ripartizione dei seggi;

1.  osserva che l'attuale ripartizione dei seggi in seno al Parlamento europeo, quale stabilita dalla decisione 2013/312/UE del Consiglio europeo, si applica soltanto alla legislatura 2014-2019; sottolinea pertanto che è necessaria una nuova decisione sulla composizione del Parlamento europeo per la legislatura 2019-2024;

2.  prende atto che l'attuale distribuzione dei seggi non rispetta il principio della proporzionalità degressiva in vari aspetti e pertanto deve essere corretta in vista della composizione del Parlamento europeo a partire dalle prossime elezioni europee del 2019;

3.  riconosce che un certo numero di Stati membri ritengono che il sistema di voto al Consiglio debba essere tenuto in considerazione al momento di decidere in merito alla ripartizione dei seggi al Parlamento europeo;

4.  sottolinea che, nonostante le grandi potenzialità offerte dalle formule matematiche per la creazione di un sistema permanente di ripartizione dei seggi in futuro, è politicamente impraticabile per il Parlamento proporre un sistema permanente nella fase attuale;

5.  prende atto che, salvo cambiamenti dell'attuale situazione giuridica, il Regno Unito non sarà più uno Stato membro nel momento in cui si terranno le prossime elezioni europee nel 2019;

6.  propone che sia applicata una nuova assegnazione dei seggi al Parlamento, che rispetti i criteri stabiliti all'articolo 14 TUE, a partire dalle prossime elezioni europee del 2019; precisa che, in caso di cambiamento della summenzionata situazione giuridica per quanto riguarda il recesso del Regno Unito dall'Unione europea, la ripartizione dei seggi applicata durante la legislatura 2014-2019 dovrebbe applicarsi fino al momento in cui il recesso del Regno Unito dall'Unione europea acquisisce efficacia giuridica;

7.  sottolinea che i seggi resisi vacanti dopo il recesso del Regno Unito dall'Unione europea faciliteranno l'adozione di una nuova assegnazione dei seggi in seno al Parlamento, che applicherà il principio della proporzionalità degressiva; sottolinea inoltre che la nuova assegnazione proposta consentirebbe una riduzione del numero di deputati che compongono il Parlamento; osserva che il ricorso a una minima parte dei seggi resi vacanti dal Regno Unito è sufficiente per assicurare che nessuno Stato membro perda seggi e consente di assegnare un numero consistente di seggi alla circoscrizione elettorale comune;

8.  sottolinea che riduzione del numero di deputati che compongono il Parlamento lascerebbe un certo numero di seggi disponibili per eventuali futuri allargamenti dell'Unione europea e per i deputati eletti da liste transnazionali in una circoscrizione elettorale comune;

9.  ricorda che, a norma dell'accordo del Venerdì santo, i cittadini dell'Irlanda del Nord hanno un diritto naturale a mantenere la cittadinanza britannica o la cittadinanza irlandese o entrambe, nonché, in virtù del diritto di cittadinanza irlandese, la cittadinanza dell'Unione;

10.  ricorda che la proporzionalità degressiva, quale definita dai trattati, si basa sul numero di seggi per Stato membro e non sulla nazionalità dei candidati;

11.  invita il Consiglio a concludere rapidamente la revisione dell'Atto relativo all'elezione dei membri del Parlamento europeo a suffragio universale diretto;

12.  sottolinea che la riforma dell'Atto relativo all'elezione dei membri del Parlamento europeo a suffragio universale diretto proposta dal Parlamento europeo rafforzerà il carattere europeo delle elezioni e invierà un segnale positivo per il futuro del progetto europeo;

13.  sottolinea che la revisione dell'Atto relativo all'elezione dei membri del Parlamento europeo a suffragio universale diretto creerà la base giuridica per la creazione della circoscrizione elettorale comune;

14.  ritiene che la ripartizione proposta, basata sui principi dei trattati, fornisca una solida base per un metodo di determinazione dell'assegnazione dei seggi in futuro, nel rispetto dei criteri di cui all'articolo 14 TUE e, in particolare, del principio della proporzionalità degressiva, oltre a essere equa, trasparente, oggettiva, in linea con i più recenti sviluppi demografici e comprensibile per i cittadini europei;

15.  presenta al Consiglio europeo la proposta di decisione del Consiglio europeo in allegato, che stabilisce la composizione del Parlamento europeo, sulla base del suo diritto d'iniziativa previsto all'articolo 14, paragrafo 2, TUE; sottolinea la necessità urgente di adottare tale decisione – che richiede l'approvazione del Parlamento – in modo che gli Stati membri possano porre in atto in tempo utile le disposizioni interne necessarie per organizzare le elezioni europee per la legislatura 2019-2024;

16.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione e la proposta di decisione del Consiglio europeo a essa allegata, unitamente alla soprammenzionata relazione della commissione per gli affari costituzionali, al Consiglio europeo e alla Commissione, nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1)

Tale articolo stabilisce che "i cittadini sono direttamente rappresentati, a livello dell'Unione, nel Parlamento europeo".

(2)

Testi approvati, P7_TA(2013)0082.

(3)

Testi approvati, P8_TA(2015)0395.


ALLEGATO ALLA PROPOSTA DI RISOLUZIONE

Proposta di

decisione del Consiglio europeo

che stabilisce la composizione del Parlamento europeo

IL CONSIGLIO EUROPEO,

visto il trattato sull'Unione europea, in particolare l'articolo 14, paragrafo 2,

vista l'iniziativa del Parlamento europeo,

vista l'approvazione del Parlamento europeo,

considerando quanto segue:

(1) l'articolo 14, paragrafo 2, primo comma, del trattato sull'Unione europea stabilisce i criteri della composizione del Parlamento, vale a dire che il numero dei rappresentanti dei cittadini dell'Unione non può essere superiore a settecentocinquanta, più il presidente, che la rappresentanza dei cittadini è garantita in modo degressivamente proporzionale, con una soglia minima di sei membri per Stato membro, e che a nessuno Stato membro sono assegnati più di novantasei seggi;

(2)  l'articolo 10 del trattato sull'Unione europea stabilisce, tra l'altro, che il funzionamento dell'Unione si fonda sulla democrazia rappresentativa in cui i cittadini sono direttamente rappresentati, a livello dell'Unione, nel Parlamento europeo e gli Stati membri sono rappresentati dai rispettivi governi, che a loro volta sono democraticamente responsabili dinanzi ai loro parlamenti nazionali o dinanzi ai loro cittadini, nel Consiglio. L'articolo 14, paragrafo 2, del trattato sull'Unione europea sulla composizione del Parlamento europeo trova pertanto applicazione nel contesto delle più ampie disposizioni istituzionali enunciate nei trattati, tra cui le disposizioni sul processo decisionale all'interno del Consiglio;

(3)  la base giuridica appropriata per una circoscrizione elettorale comune comprendente l'intero territorio dell'Unione deve essere reperita nella decisione del Consiglio che adotta le disposizioni che modificano l'Atto relativo all'elezione dei membri al Parlamento europeo a suffragio universale diretto, prevedendo, a norma dell'articolo 223, paragrafo 1, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, le modalità per la creazione di una siffatta circoscrizione elettorale comune;

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

In applicazione delle disposizioni di cui all'articolo 14, paragrafo 2, del trattato sull'Unione europea, si applicano i seguenti principi:

–  l'assegnazione dei seggi del Parlamento europeo utilizza pienamente le soglie minime e massime fissate per ogni Stato membro dal trattato sull'Unione europea onde rispecchiare il più possibile le dimensioni delle rispettive popolazioni,

–  la proporzionalità degressiva è definita come segue: il rapporto tra la popolazione e il numero dei seggi di ciascuno Stato membro, prima dell'arrotondamento ai numeri interi, varia in funzione della rispettiva popolazione, di modo che ciascun deputato al Parlamento europeo di uno Stato membro più popolato rappresenti più cittadini di ciascun deputato di uno Stato membro meno popolato e che, viceversa, nessuno Stato membro meno popolato abbia più seggi di uno Stato membro più popolato,

  l'assegnazione dei seggi tiene conto degli sviluppi demografici negli Stati membri.

Articolo 2

  La popolazione complessiva degli Stati membri è calcolata dalla Commissione (Eurostat) sulla base degli ultimi dati forniti dagli Stati membri stessi, in conformità di un metodo istituito dal regolamento (UE) n. 1260/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio(1).

Articolo 3

1. Il numero dei rappresentanti al Parlamento europeo eletti in ciascuno Stato membro è fissato come segue per la legislatura 2019-2024:

Belgio

21

Bulgaria

17

Repubblica ceca

21

Danimarca

14

Germania

96

Estonia

7

Irlanda

13

Grecia

21

Spagna

59

Francia

79

Croazia

12

Italia

76

Cipro

6

Lettonia

8

Lituania

11

Lussemburgo

6

Ungheria

21

Malta

6

Paesi Bassi

29

Austria

19

Polonia

52

Portogallo

21

Romania

33

Slovenia

8

Slovacchia

14

Finlandia

14

Svezia

21

2. Tuttavia, nel caso in cui il Regno Unito sia ancora uno Stato membro dell'Unione all'inizio della legislatura 2019-2024, il numero dei rappresentanti al Parlamento europeo eletti per ciascuno Stato membro che si insedieranno sarà quello previsto all'articolo 3 della decisione 2013/312/UE del Consiglio europeo(2), fino a quando il recesso del Regno Unito dall'Unione europea non avrà acquisito efficacia giuridica.

Una volta che il recesso del Regno Unito dall'Unione europea abbia acquisito efficacia giuridica, il numero dei rappresentanti al Parlamento europeo eletti in ciascuno Stato membro sarà quello stabilito al paragrafo 1 del presente articolo.

I rappresentanti al Parlamento europeo che occupano i seggi supplementari risultanti dalla differenza tra il numero dei seggi assegnati a un determinato Stato membro in base al primo e al secondo comma del presente paragrafo si insediano al Parlamento contemporaneamente.

Articolo 4

A seguito dell'entrata in vigore della base giuridica appropriata per le liste transnazionali, è istituita una circoscrizione elettorale comune comprendente l'intero territorio dell'Unione. Le modalità che disciplinano tale circoscrizione elettorale comune sono stabilite nella decisione del Consiglio che adotta le disposizioni che modificano l'Atto relativo all'elezione dei membri del Parlamento europeo a suffragio universale diretto.

Tuttavia, nel caso in cui il Regno Unito sia ancora uno Stato membro dell'Unione all'inizio della legislatura 2019-2024, e qualora vi siano rappresentanti al Parlamento europeo eletti in liste transnazionali, essi si insedieranno soltanto una volta che il recesso del Regno Unito dall'Unione europea avrà acquisito efficacia giuridica.

Il numero di rappresentanti eletti nella circoscrizione elettorale comune è definito in base al numero di Stati membri.

Articolo 5

Con sufficiente anticipo prima dell'inizio della legislatura 2024-2029, il Parlamento europeo presenta al Consiglio europeo, a norma dell'articolo 14, paragrafo 2, del trattato sull'Unione europea, una proposta di ripartizione aggiornata dei seggi.

Articolo 6

La presente decisione entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Fatto a ...

Per il Consiglio europeo

Il Presidente

(1)

Regolamento (CE) n. 1260/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 novembre 2013, relativo alle statistiche demografiche europee (GU L 330 del 10.12.2013, pag. 39).

(2)

Decisione del Consiglio europeo 2013/312/UE, del 28 giugno 2013, che stabilisce la composizione del Parlamento europeo (GU L 181 del 29.6.2013, pag. 57).


MOTIVAZIONE

La ripartizione dei seggi al Parlamento è una questione politicamente sensibile in quanto sortisce un impatto diretto sulla rappresentanza dei cittadini nell'unica istituzione europea a elezione diretta. In tal contesto, è della massima importanza garantire che la composizione del Parlamento europeo sia fondata su principi giusti, trasparenti, obiettivi, sostenibili ed equi.

La distribuzione dei seggi del Parlamento europeo deve seguire le disposizioni generali di cui all'articolo 14 del trattato sull'Unione europea. Tali disposizioni concernono le dimensioni del Parlamento europeo, il numero massimo e minimo di seggi assegnati a ciascuno Stato membro e il fatto che i seggi debbano essere assegnati in base al principio della proporzionalità degressiva. Il suddetto principio è attualmente definito dalla decisione del Consiglio europeo 2013/312/UE.

L'attuale distribuzione dei seggi al Parlamento rispetta solo in parte il principio della proporzionalità degressiva quale definito nel diritto derivato. L'attuale distribuzione è stata adottata come "soluzione pragmatica", concepita anche per bilanciare parzialmente gli squilibri derivanti dall'attuale sistema di votazione al Consiglio. Nel 2013, questa soluzione pragmatica era fondata sul principio secondo cui "nessuno guadagna e nessuno perde più di un seggio", come conseguenza del compromesso politico raggiunto. Un siffatto compromesso politico significava che, in taluni casi, i deputati al Parlamento europeo degli Stati membri con una popolazione più piccola rappresentavano più cittadini per deputato rispetto ai loro colleghi degli Stati membri relativamente più popolati(1). Ciò contrasta con il principio della proporzionalità degressiva così come è definito attualmente.

Il Parlamento europeo ha sempre attribuito una grande importanza alla necessità di valutare la creazione di un sistema di ripartizione dei seggi congiuntamente a una revisione del sistema di voto in seno al Consiglio, in modo da assicurare un equilibrio interistituzionale(2). La questione è menzionata nella decisione del Consiglio europeo 2013/312/UE, del 28 giugno 2013, sulla composizione del Parlamento. Si deve tuttavia osservare che un cambiamento delle modalità di voto in seno al Consiglio richiederebbe una modifica dei trattati.

Nel corso degli anni, il Parlamento ha riconosciuto l'importanza di un sistema permanente per una ripartizione equa, obiettiva e trasparente(3) dei suoi seggi, prima di ogni nuova elezione europea, conformemente alle disposizioni definite nei trattati. A tal proposito, ha tentato di individuare un metodo idoneo commissionando diversi studi per vagliare una serie di modelli matematici per l'assegnazione dei suoi seggi. Tuttavia non è stato ancora messo in atto un sistema permanente.

Nella sua risoluzione del 13 marzo 2013 sulla composizione del Parlamento europeo in vista delle elezioni del 2014(4), il Parlamento si è impegnato a proporre un sistema per la ripartizione dei seggi. L'idea è stata ripresa dal Consiglio europeo all'articolo 4 della sua decisione del giugno 2013 che stabilisce la composizione del Parlamento europeo(5) (cui il Parlamento ha dato la sua approvazione). La suddetta decisione impegnava il Parlamento europeo alla presentazione di una proposta di definizione di "... un sistema che consenta, in futuro, prima di ogni nuova elezione del Parlamento europeo, di assegnare i seggi agli Stati membri..." entro la fine del 2016. A causa dei motivi politici impellenti legati al referendum svoltosi nel Regno Unito il 23 giugno 2016, il Parlamento non ha potuto preparare una proposta entro la fine del 2016, come prescritto dalla decisione del Consiglio europeo.

I relatori hanno esaminato una serie di proposte relative a un sistema permanente di ripartizione dei seggi in Parlamento sulla base di formule matematiche(6). Tra le proposte che si avvicinano di più a soddisfare tutti i criteri vi è il metodo chiamato "FPS" (Fix, Proportional to population and Square root to population – fisso, proporzionale alla popolazione e in base alla regola "della radice quadrata"). Esso produce risultati interessanti che meritano un'ulteriore analisi e che dovrebbero essere presi in considerazione per la futura ripartizione dei seggi per le elezioni dal 2024 in poi.

Se, da un lato, questa e altre formule rispettano i requisiti formali necessari a ottenere una composizione del Parlamento pienamente conforme ai criteri di cui all'articolo 14, paragrafo 2, TUE, esse non forniscono una soluzione che sia anche politicamente accettabile a lungo termine, oltre che nel contesto attuale. L'attuale contesto politico rende molto difficile impegnarsi a elaborare un sistema permanente per la ripartizione dei seggi del Parlamento in questa fase. L'incertezza politica è ulteriormente aggravata dall'incertezza giuridica a seguito dell'attivazione dell'articolo 50 da parte del Regno Unito, a maggior ragione se si considera che la procedura per la messa a punto della decisione del Consiglio europeo contenuta nell'allegato della presente risoluzione deve essere conclusa entro l'estate 2018, in ragione dei vincoli giuridici che gravano su alcuni Stati membri. Entro tale termine, il recesso del Regno Unito dall'UE non sarà stato completato. Non è quindi fattibile, né sul piano giuridico né su quello politico, proporre un sistema permanente di ripartizione dei seggi del Parlamento europeo in questa fase.

Inoltre, poiché il Parlamento ha già sottolineato l'importanza del collegamento tra un sistema permanente di ripartizione dei suoi seggi e una revisione del sistema di voto al Consiglio, che non può essere realizzata senza modificare i trattati, i relatori ritengono che la creazione di un sistema siffatto debba essere rinviata a un momento in cui il contesto politico sia maturo per un ampio dibattito sull'equilibrio interistituzionale.

Proposta dei relatori: una soluzione basata su principi

I relatori presentano un progetto di decisione del Consiglio europeo sulla composizione del Parlamento che prevede una ripartizione dei seggi tra gli Stati membri equa, obiettiva e basata su principi chiari. Tenendo conto della necessità degli Stati membri di avere certezza giuridica, con un anticipo sufficiente rispetto alle elezioni, per quanto riguarda il numero di rappresentanti che essi eleggeranno per la legislatura 2019-2024, i relatori propongono di mantenere l'attuale ripartizione dei seggi applicabile fintanto che il Regno Unito apparterrà ancora all'Unione. Una volta avvenuto il recesso formale e giuridico del Regno Unito dall'Unione, prenderà effetto la nuova ripartizione.

Tale nuova ripartizione si basa su tre principi:

1.  rispetto del principio della proporzionalità degressiva, come previsto dall'articolo 14 TUE;

2.  nessuna perdita di seggi per nessuno Stato membro;

3.  una redistribuzione minima dei seggi resi vacanti dall'uscita del Regno Unito dall'UE.

La soluzione proposta è un'opzione praticabile nell'attuale contesto politico e rispetta pienamente i tre principi di cui sopra, nonché tutti i criteri elencati nell'articolo 14 TUE. La proposta dei relatori prevede un utilizzo minimo dei seggi del Regno unito che rimarrebbero vacanti una volta completato, sul piano formale e giuridico, il recesso del Regno Unito dall'UE, il che ridurrebbe il numero di deputati al Parlamento a 705. Ciò significa che rimarrebbero 46 seggi disponibili per eventuali futuri allargamenti o da utilizzare in parte per una circoscrizione elettorale comune.

Inoltre la nuova ripartizione basata su principi corregge tutte le violazioni al principio della proporzionalità degressiva senza comportare alcuna perdita di seggi per gli Stati membri e riducendo al contempo il numero di deputati al Parlamento.

L'allegato I illustra l'impatto della proposta dei relatori sulla ripartizione dei seggi tra gli Stati membri. In particolare, dimostra che la soluzione proposta rispetta il principio della proporzionalità degressiva, soddisfacendo i due criteri seguenti:

(1)  a nessuno Stato meno popolato è assegnato un numero di seggi maggiore rispetto a uno Stato più popolato;

(2)  il rapporto popolazione/seggi aumenta all'aumentare della popolazione prima dell'arrotondamento ai numeri interi.

Per quanto riguarda la questione della circoscrizione elettorale comune, i relatori sottolineano che sarebbe opportuno risolverla nel quadro della riforma della legge elettorale europea. Nella sua risoluzione dell'11 novembre 2015 sulla riforma della legge elettorale dell'Unione europea, il Parlamento europeo ha evidenziato la possibilità di creare una circoscrizione elettorale comune in cui i capilista siano i candidati di ciascuna famiglia politica alla carica di presidente della Commissione. Pertanto, una volta adottata la base giuridica, la creazione di una circoscrizione elettorale comune e l'accantonamento di una parte dei seggi del Parlamento a tal fine sono possibilità che dovrebbero essere prese in considerazione in vista delle future elezioni.

(1)

I deputati al Parlamento europeo francesi, britannici e spagnoli rappresentavano più cittadini rispetto ai deputati tedeschi, i deputati neerlandesi rappresentavano più cittadini dei deputati rumeni, i deputati svedesi e austriaci più di quelli ungheresi, i danesi avevano più rappresentanti per deputato dei bulgari e gli irlandesi più degli slovacchi.

(2)

Questo aspetto è menzionato nelle risoluzioni del Parlamento P6_TA(2007)0429 e P7_TA-PROV(2014)0082.

(3)

Nota sulla ripartizione tra gli Stati membri dell'UE dei seggi del Parlamento europeo:

http://www.europarl.europa.eu/RegData/etudes/note/join/2011/432760/IPOL-AFCO_NT(2011)432760_IT.pdf e analisi approfondita della "Riforma elettorale del Parlamento europeo: composizione, procedura e legittimità": http://www.europarl.europa.eu/RegData/etudes/IDAN/2015/510002/IPOL_IDA(2015)510002_EN.pdf

(4)

P6_TA(2013)0082.

(5)

Decisione del Consiglio europeo, del 28 giugno 2013, che stabilisce la composizione del Parlamento europeo.

(6)

Analisi approfondita della composizione del Parlamento europeo, a cura del dipartimento tematico C, PE583.117, e le proposte relative al metodo FPS a cura del Prof. Victoriano Ramirez Gonzalez e alla soluzione "composizione 700 senza perdita" (700 No-loss Composition) a cura dei Proff. Grimmett, Pukelsheim, Ramirez Gonzalez, Slomczynski e Zyczkowski.


ALLEGATO

Soluzione basata su principi per la ripartizione dei seggi al Parlamento per la legislatura 2019-2024:

 

Popolazione 2017(1)

Attuale ripartizione dei seggi

Rapporto popolazione/deputati

Nuova ripartizione

Rapporto popolazione/deputati

Germania

82064489

96

854838

96

854838

Francia

66661621

74

900833

79

854636

Regno Unito

65341183

73

895085

 

 

Italia

61302519

73

839761

76

806612

Spagna

46438422

54

859971

59

800662

Polonia

37967209

51

744455

52

744455

Romania

19759968

32

617499

33

617499

Paesi Bassi

17235349

26

662898

29

615548

Belgio

11289853

21

537612

21

537612

Grecia

10793526

21

513977

21

513977

Repubblica ceca

10445783

21

497418

21

497418

Portogallo

10341330

21

492444

21

492444

Ungheria

9830485

21

468118

21

468118

Svezia

9998000

20

499900

21

476095

Austria

8711500

18

483972

19

458500

Bulgaria

7153784

17

420811

17

420811

Danimarca

5700917

13

438532

14

407208

Finlandia

5465408

13

420416

14

390386

Slovacchia

5407910

13

415993

14

386279

Irlanda

4664156

11

424014

13

358781

Croazia

4190669

11

380970

12

349222

Lituania

2888558

11

262596

11

262596

Slovenia

2064188

8

258024

8

258024

Lettonia

1968957

8

246120

8

246120

Estonia

1315944

6

219324

7

187992

Cipro

848319

6

141387

6

141387

Lussemburgo

576249

6

96042

6

96042

Malta

434403

6

72401

6

72401

TOTALE

510860699

751

 

705

 

(1)

Come stabilito dalla decisione 2016/2353 del Consiglio.


PARERE DI MINORANZA (23.1.2018)

a norma dell'articolo 52 bis, paragrafo 4, del regolamento

Kazimierz Ujazdowski a nome del gruppo ECR

Non siamo d'accordo con la decisione di ridistribuzione dei seggi dopo la Brexit. Il Parlamento europeo perde una straordinaria opportunità per ridurre il numero dei deputati a 678. Un Parlamento europeo più piccolo sarebbe più efficiente e la riduzione del bilancio sarebbe molto apprezzata dai nostri cittadini. Inoltre gli autori della relazione, contrariamente alle precedenti risoluzioni del Parlamento europeo, non hanno presentato criteri oggettivi per una nuova ripartizione e pertanto l'assegnazione dei seggi è arbitraria.

Il gruppo ECR si oppone altresì alle richieste di futura creazione di una lista transnazionale. La presenza al Parlamento europeo di deputati eletti da liste transnazionali, che sarebbero svincolati dai confini elettorali tradizionali, servirà solo a far sentire i cittadini ancora più distanti dall'Unione. È ingenuo pensare che ciò aumenterà la responsabilità e la partecipazione alle elezioni europee, quando sfortunatamente otterrà proprio l'effetto opposto.

INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONE

IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

23.1.2018

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

20

4

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Michał Boni, Mercedes Bresso, Elmar Brok, Fabio Massimo Castaldo, Pascal Durand, Esteban González Pons, Danuta Maria Hübner, Diane James, Ramón Jáuregui Atondo, Alain Lamassoure, Jo Leinen, Morten Messerschmidt, Maite Pagazaurtundúa Ruiz, Markus Pieper, Paulo Rangel, Helmut Scholz, György Schöpflin, Pedro Silva Pereira, Barbara Spinelli, Claudia Țapardel, Josep-Maria Terricabras, Kazimierz Michał Ujazdowski, Guy Verhofstadt

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Max Andersson, Pervenche Berès, Roberto Gualtieri, Sylvia-Yvonne Kaufmann, Jérôme Lavrilleux, Georg Mayer, Rainer Wieland


VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO I

sul progetto di decisione del Consiglio europeo che stabilisce la composizione del Parlamento europeo

21

+

ALDE

Maite Pagazaurtundúa Ruiz, Guy Verhofstadt

EFDD

Fabio Massimo Castaldo

GUE/NGL

Helmut Scholz, Barbara Spinelli

PPE

Michał Boni, Elmar Brok, Esteban González Pons, Danuta Maria Hübner, Alain Lamassoure, Markus Pieper, Paulo Rangel, György Schöpflin

S&D

Pervenche Berès, Mercedes Bresso, Ramón Jáuregui Atondo, Jo Leinen, Claudia Țapardel, Pedro Silva Pereira

VERTS/ALE

Pascal Durand, Josep-Maria Terricabras

4

-

ECR

Morten Messerschmidt, Kazimierz Michał Ujazdowski

ENF

Georg Mayer

NI

Diane James

0

0

 

 

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti


VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO II

sulla proposta di risoluzione del Parlamento europeo

20

+

ALDE

Maite Pagazaurtundúa Ruiz, Guy Verhofstadt

EFDD

Fabio Massimo Castaldo

GUE/NGL

Helmut Scholz, Barbara Spinelli

PPE

Michał Boni, Elmar Brok, Esteban González Pons, Danuta Maria Hübner, Alain Lamassoure, Paulo Rangel, György Schöpflin

S&D

Pervenche Berès, Mercedes Bresso, Ramón Jáuregui Atondo, Jo Leinen, Claudia Țapardel, Pedro Silva Pereira

VERTS/ALE

Pascal Durand, Josep-Maria Terricabras

4

-

ECR

Morten Messerschmidt, Kazimierz Michał Ujazdowski

ENF

Georg Mayer

NI

Diane James

1

0

PPE

Markus Pieper

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

Ultimo aggiornamento: 5 febbraio 2018Avviso legale