Procedura : 2017/2071(INI)
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Ciclo del documento : A8-0013/2018

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A8-0013/2018

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PV 07/02/2018 - 17
CRE 07/02/2018 - 17

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P8_TA(2018)0039

RELAZIONE     
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30.1.2018
PE 612.063v02-00 A8-0013/2018

sulla relazione annuale sulle attività finanziarie della Banca europea per gli investimenti

(2017/2071(INI))

Commissione per i bilanci

Relatore: Eider Gardiazabal Rubial

Relatore per parere (*):

Ludek Niedermayer, commissione per i problemi economici e monetari

(*)  Commissione associata – Articolo 54 del regolamento

EMENDAMENTI
PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 PARERE della commissione per i problemi economici e monetari
 PARERE della commissione per lo sviluppo regionale
 INFORMAZIONI SULL’APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO
 VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla relazione annuale sulle attività finanziarie della Banca europea per gli investimenti

(2017/2071(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visti gli articoli 15, 126, 175, 177, 208, 209, 271, 308 e 309 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) e il protocollo n. 5, ad esso allegato, sullo statuto della Banca europea per gli investimenti (BEI),

–  visto il piano di attività 2017-2019 del gruppo BEI pubblicato sul sito Internet della BEI,

  vista la relazione sull'attività della BEI per il 2016,

  viste la relazione finanziaria per il 2016 e la relazione statistica per il 2016 della BEI,

  vista la valutazione del funzionamento del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) del settembre 2016 effettuata dalla BEI,

–  vista l'accordo concluso nel maggio 2017 dal Parlamento europeo e dalla BEI per quanto riguarda le informazioni che dovranno essere scambiate a norma del regolamento (UE) 2015/1017 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 giugno 2015, relativo al Fondo europeo per gli investimenti strategici, al polo europeo di consulenza sugli investimenti e al portale dei progetti di investimento europei e che modifica i regolamenti (UE) n. 1291/2013 e (UE) n. 1316/2013 - il Fondo europeo per gli investimenti strategici(1),

–  vista la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica i regolamenti (UE) n. 1316/2013 e (UE) 2015/1017 per quanto riguarda la proroga del Fondo europeo per gli investimenti strategici e il potenziamento tecnico di tale Fondo e del polo europeo di consulenza sugli investimenti (COM(2016)0597),

–  vista la proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la decisione n. 466/2014/UE sulla concessione di una garanzia dell'Unione alla Banca europea per gli investimenti in caso di perdite relative ad operazioni di finanziamento a sostegno di progetti di investimento al di fuori dell'Unione (COM(2016)0583),

–  vista la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento (CE, Euratom) n. 480/2009 che istituisce un fondo di garanzia per le azioni esterne (COM(2016)0582),

–  vista l'Iniziativa della BEI sulla resilienza economica,

–  vista la proposta di regolamento (UE) 2017/1601 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 settembre 2017, che istituisce il Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile (EFSD), la garanzia dell'EFSD e il fondo di garanzia dell'EFSD(2),

–  vista la prima riunione del consiglio strategico dell'EFSD svoltasi a Bruxelles il 28 settembre 2017,

–  visti il vertice sociale per l'occupazione equa e la crescita svoltosi a Göteborg il 17 novembre 2017 e il pilastro europeo dei diritti sociali,

–  vista la strategia del gruppo BEI sulla parità di genere e l'emancipazione economica delle donne,

–  viste la relazione sull'attuazione della politica di trasparenza della BEI nel 2015 e la relazione del 2016 della BEI sul governo societario,

–  visto il manuale delle pratiche ambientali e sociali della BEI,

–  vista la revisione in corso del meccanismo della BEI per il trattamento delle denunce, – Principi, mandato e regolamento interno del 2010,

–  visti la polita della BEI nei confronti delle giurisdizioni con una regolamentazione insufficiente, non trasparenti e non cooperative, del 15 dicembre 2010, e il relativo addendum dell'8 aprile 2014,

–  vista l'approvazione da parte della BEI della ratifica dell'accordo di Parigi da parte dell'UE del 4 ottobre 2016,

  visti l'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite,

–  visto il discorso sullo stato dell'Unione pronunciato dal Presidente Juncker il 13 settembre 2017 a Strasburgo in occasione della sessione plenaria del Parlamento,

–  visto l'articolo 3 del trattato sull'Unione europea (TUE),

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per i bilanci e i pareri della commissione per i problemi economici e monetari e della commissione per lo sviluppo regionale (A8-0013/2018),

A.  considerando che la Banca europea per gli investimenti (BEI) è considerata il "braccio finanziario dell'UE" e l'istituzione chiave per sostenere gli investimenti pubblici e privati all'interno dell'UE, svolgendo nel contempo altresì un ruolo importante all'esterno dell'UE attraverso le sue attività di prestiti esterni;

B.  considerando che le attività finanziarie del gruppo BEI comprendono l'erogazione di prestiti attraverso risorse proprie e l'adempimento dei vari mandati conferiti ad esso con il sostegno del bilancio dell'UE e di soggetti terzi quali gli Stati membri dell'UE;

C.  considerando che è opportuno prestare costante attenzione allo sviluppo delle migliori pratiche correlate alla politica delle prestazioni, alla gestione, alla governance e alla trasparenza del gruppo BEI;

D.  considerando che la BEI ha conservato una solida capacità finanziaria nel 2016 conformemente alle previsioni per l'anno in questione, con un surplus annuo netto pari a 2,8 miliardi di EUR;

E.  considerando che la BEI dovrebbe continuare a intensificare i propri sforzi per ampliare in modo efficace le sue attività creditizie attraverso la fornitura di assistenza tecnica e sostegno in materia di consulenza, specialmente nelle regioni con bassi livelli di investimento, al fine di affrontare le discrepanze regionali, riducendo nel contempo gli oneri amministrativi per i richiedenti;

F.  considerando che la BEI, in quanto istituzione responsabile per la gestione del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), dovrebbe sostenere in via prioritaria in tutto il territorio dell'UE l'obiettivo di detenere un portafoglio di attività di qualità elevata geograficamente equilibrato con vantaggi economici a lungo termine che generino posti di lavoro di qualità;

G.  considerando che il Fondo europeo per gli investimenti (FEI) dovrebbe svolgere un ruolo chiave nell'integrare gli interventi della BEI quale veicolo specializzato dell'UE per il capitale di rischio e le garanzie volto principalmente a sostenere le PMI e a condurre pertanto verso un'ulteriore integrazione e coesione economica, sociale e territoriale europea;

H.  considerando che le garanzie contro la frode, ivi compresi la frode fiscale e il riciclaggio di denaro, e contro i rischi del finanziamento del terrorismo sono contenute nelle disposizioni contrattuali del gruppo BEI incluse nei contratti sottoscritti dal gruppo BEI e dalle sue controparti; che il gruppo BEI dovrebbe esigere dalle sue controparti il rispetto di tutta la normativa applicabile; che disposizioni contrattuali aggiuntive riguardanti specifiche questioni di trasparenza e integrità dovrebbero essere imposte dal gruppo BEI sulla base dei risultati della dovuta diligenza;

I.  considerando che il trattato vincola il gruppo BEI a contribuire all'integrazione dell'UE, alla coesione economica e sociale e allo sviluppo regionale tramite strumenti di investimento ad hoc quali prestiti, azioni, garanzie, meccanismi di ripartizione del rischio e servizi di consulenza;

J.  considerando che il gruppo BEI dovrebbe mantenere un elevato merito di credito quale risorsa fondamentale del suo modello aziendale e un solido portafoglio di attività di alta qualità con validi progetti di investimento nel quadro del FEIS e di tutti gli strumenti finanziari in portafoglio;

Sfide globali e principali politiche

1.  sottolinea che la crisi economica ha indebolito notevolmente la crescita economica nell'UE e che una delle principali conseguenze negative è il calo degli investimenti nell'UE; evidenzia che il crollo degli investimenti pubblici e privati ha raggiunto livelli allarmanti nei paesi maggiormente colpiti dalla crisi, come dimostrato dai risultati di Eurostat; esprime preoccupazione per gli squilibri macroeconomici e per i tassi di disoccupazione, che restano significativi in alcuni Stati membri;

2.  auspica che la BEI continui a collaborare con la Commissione e con gli Stati membri per affrontare le carenze sistemiche che impediscono a determinate regioni o paesi di beneficiare appieno delle attività finanziarie della BEI;

3.  accoglie con favore la volontà del gruppo BEI di rafforzare la competitività dell'UE, fornire un sostegno reale per la crescita e la creazione di posti di lavoro, e contribuire a risolvere le sfide socioeconomiche all'interno e all'esterno dell'UE, perseguendo i suoi obiettivi di politica pubblica globale in relazione all'innovazione, al finanziamento di PMI e imprese a media capitalizzazione, alle infrastrutture, all'ambiente, alla coesione economica e sociale e al clima; ricorda che tali obiettivi prevedono inoltre la fornitura di beni pubblici; ribadisce che, per conseguire con successo gli obiettivi della strategia Europa 2020, tutte le attività del gruppo BEI non dovrebbero soltanto essere economicamente sostenibili, ma dovrebbero altresì contribuire a un'UE più intelligente, più verde e più inclusiva; invita la BEI, a tale proposito, a collaborare con i piccoli attori del mercato e le cooperative di comunità per intraprendere il raggruppamento di progetti in materia di energie rinnovabili su piccola scala affinché siano ammissibili ai finanziamenti della BEI; evidenzia che occorre coerenza tra gli strumenti necessari per raggiungere tali obiettivi;

4.  accoglie con favore, a tale riguardo, il filone di attività della Commissione inteso a coniugare varie fonti di finanziamento, tra cui il FEIS, gli strumenti finanziari a livello di UE gestiti a livello centrale, le risorse di programmi finanziati con i fondi SIE, le risorse degli Stati membri e degli istituti e banche nazionali di promozione, con i quali è stato possibile attivare progetti rischiosi e progetti con accesso limitato ai finanziamenti a beneficio delle PMI;

5.  accoglie con favore il fatto che la BEI ha espresso il suo impegno a sostenere l'adempimento dell'accordo di Parigi; ritiene che il riesame dei criteri di prestito nel settore energetico della BEI previsti per il 2018 sarà un'opportunità per la banca di fare il punto della situazione del sostegno che essa fornisce al settore dei combustibili fossili e di pubblicare i relativi dati esaurienti e connessi; esorta la banca, in tale contesto, a pubblicare i piani d'azione concreti derivanti dalla sua strategia sul clima per il 2015 e ad allineare il suo portafoglio con l'obiettivo dell'incremento della temperatura media globale di 1,5 gradi in linea con l'accordo COP 21, attraverso l'eliminazione rapida e completa dei progetti relativi ai combustibili fossili e l'individuazione dei progetti prioritari in materia di efficienza energetica ed energie rinnovabili; accoglie con favore le conclusioni del Consiglio del 10 ottobre 2017 sui finanziamenti per il clima(3) e sottolinea l'importanza di disporre di finanziamenti sufficienti per gli investimenti verdi e sostenibili, anche per il settore delle bioindustrie(4); invita la BEI a continuare a fornire sostegno finanziario alle fonti energetiche locali e sostenibili, al fine di superare l'elevata dipendenza dell'Europa da fonti energetiche esterne e di garantire la sicurezza dell'approvvigionamento; invita la BEI a valutare la possibilità di adottare l'utilizzo dei marcatori climatici OCSE di Rio utilizzati per controllare e monitorare le spese per il clima dai Fondi strutturali e d'investimento europei (SIE), al fine di tenere meglio conto delle attività della BEI relative alla politica di coesione nella valutazione del ruolo svolto dai fondi SIE nella lotta ai cambiamenti climatici;

6.  evidenzia che la BEI ha ottenuto risultati estremamente eterogenei in materia di azione per il clima, nonostante abbia soddisfatto complessivamente il suo obiettivo del 25 % con un margine ridotto; esprime preoccupazione per il fatto che in 16 Stati membri dell'UE il sostegno della BEI all'azione per il clima non ha raggiunto nemmeno il 20 %, che nel 2016 gli investimenti a favore dell'azione per il clima hanno riguardato prevalentemente le economie più forti dell'UE e che il 70 % del sostegno del FEIS a favore delle energie rinnovabili si è concentrato in un solo paese, ovvero il Belgio, mentre l'80 % degli investimenti in materia di efficienza energetica a titolo del FEIS è stato assegnato alla Francia, alla Finlandia e alla Germania;

7.  accoglie con favore il fatto che la BEI ha affrontato la crisi ampliando considerevolmente le proprie attività, anche nei paesi più colpiti; invita la BEI a sostenere ulteriormente i paesi dell'UE al fine di contribuire alla loro ripresa economica;

8.  ricorda l'urgente necessità di chiarire l'impatto della Brexit sul bilancio attuale della BEI e sulle sue attività, affinché l'istituzione continui a essere in grado di svolgere il proprio ruolo; osserva che il Regno Unito ha fornito il 16,11 % del capitale della BEI, pari a 3,5 miliardi di EUR del capitale versato e a 35,7 miliardi di EUR del capitale richiamabile della banca; sottolinea l'importanza di precisare l'importo del contributo del Regno Unito al bilancio della BEI e la futura partecipazione economica del Regno Unito; invita gli Stati membri a provvedere affinché l'uscita del Regno Unito non comporti una perdita della capacità della BEI di sostenere l'economia dell'UE; sottolinea a tale proposito la necessità di garantire quanto prima possibile la certezza del diritto per quanto concerne i progetti in corso cofinanziati dalla BEI nel Regno Unito; ritiene che, sebbene il Regno Unito, in termini di investimenti, debba essere trattato come qualsiasi altro Stato membro prima del suo recesso formale dall'Unione, la BEI abbia validi motivi per subordinare gli investimenti a condizioni che garantiscano il rispetto dei criteri di ammissibilità, in particolare per quanto riguarda le norme ambientali, per l'intera durata di tali investimenti;

9.  sottolinea l'importanza delle attività di finanziamento della BEI nel vicinato orientale e meridionale a sostegno dei paesi che stanno attuando difficili riforme economiche e democratiche nel loro percorso verso l'UE; ricorda che le principali attività di finanziamento dovrebbero anche mirare ad affrontare sia le necessità urgenti che le sfide a lungo termine quali la ricostruzione delle infrastrutture, la garanzia di alloggi adeguati e di infrastrutture di risposta alle emergenze nonché la lotta contro la disoccupazione giovanile; rileva la necessità che la BEI esegua operazioni esterne, in modo che le sue attività siano incentrate specificamente sui settori di elevata importanza per l'UE; sottolinea, a tale riguardo, l'estensione del mandato di finanziamento esterno della BEI per intensificare le attività nei paesi nel vicinato meridionale, nella regione mediterranea, in America latina e in Asia; sottolinea, inoltre, il grande potenziale delle operazioni della BEI nel migliorare la situazione economica delle regioni di fondamentale rilevanza geopolitica, in particolare in Ucraina, che si trova ad affrontare grandi difficoltà economiche a causa del conflitto armato in corso nella parte orientale dell'Ucraina;

10.  ritiene che la BEI, quale "banca dell'UE" e integrata nei trattati e nel relativo protocollo allegato che la disciplinano, debba essere all'altezza di tale status unico, che comporta diritti e responsabilità unici; osserva che la BEI svolge un ruolo chiave nell'attuazione di un numero sempre maggiore di strumenti finanziari che fanno leva sui fondi di bilancio dell'UE;

11.  osserva che secondo il piano operativo per il periodo 2017-2019 il valore dei prestiti sottoscritti dalla BEI dovrebbe aumentare ancora nel 2019 (a 76 miliardi di EUR, dopo un calo da 77 miliardi di EUR nel 2014 a 73 miliardi di EUR nel 2016); evidenzia che l'attuale contesto dovrebbe incoraggiare la banca ad adottare obiettivi più ambiziosi e ad aumentare i prestiti sottoscritti dalla BEI; ricorda che la BEI dovrebbe svolgere un ruolo fondamentale nell'attuazione della strategia Europa 2020 attraverso strumenti quali Orizzonte 2020 e il Meccanismo per collegare l'Europa;

12.  accoglie con favore l'impegno della BEI inteso a contrastare le cause profonde della migrazione e a intervenire nei paesi particolarmente colpiti dalla crisi migratoria, anche rafforzando e integrando l'azione umanitaria e fornendo sostegno alla crescita economica, allo sviluppo e agli investimenti necessari per quanto concerne le infrastrutture sostenibili e moderne in ambito urbano, sanitario, educativo e sociale, stimolando attività economiche finalizzate alla creazione di posti di lavoro e promuovendo la cooperazione transfrontaliera tra Stati membri e paesi terzi; auspica che il gruppo BEI intensifichi, a tal fine, i suoi sforzi nel coordinare la propria iniziativa sulla resilienza economica e il mandato di prestiti esterni rivisto con il Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile (EFSD); chiede un aumento degli aiuti finanziari destinati ai progetti suscettibili di contribuire a mitigare i costi economici associati alla crisi migratoria, i quali abbiano nel contempo un impatto positivo sui cittadini, sui rifugiati e sugli altri migranti negli Stati membri che ricevono il maggiore afflusso di rifugiati e migranti;

13.  valuta positivamente, a tale proposito, l'iniziativa della BEI sulla risposta e la resilienza nelle crisi, che mira ad aumentare di 6 miliardi di EUR l'importo degli aiuti concessi ai paesi del vicinato meridionale dell'Europa e ai Balcani; chiede che tale iniziativa generi autentiche addizionalità per quanto concerne le attività in corso della BEI nella regione;

14.  prende atto della proposta della BEI di istituire, in seno al gruppo, una filiale - mediante l'utilizzo del FEI come modello - preposta ai finanziamenti al di fuori dell'Europa; auspica di essere informato tempestivamente in merito a eventuali sviluppi al riguardo;

15.  accoglie con favore la strategia del gruppo BEI sulla parità di genere e l'emancipazione economica delle donne pubblicata nel 2017; ritiene che a tutte le operazioni finanziarie del gruppo BEI debba essere applicata una prospettiva di genere; auspica un piano d'azione sulla parità di genere, il quale definisca obiettivi ambiziosi e sia accompagnato da indicatori concreti, che dovrà essere attuato in tempi rapidi;

16.  accoglie con favore l'accordo raggiunto sulla proroga e l'adeguamento del FEIS e si aspetta che il fondo rivisto, insieme al polo europeo di consulenza sugli investimenti rafforzato, consenta di superare i problemi individuati nel regime attuale, ovvero in relazione all'addizionalità, alla sostenibilità, all'azione per il clima, all'equilibrio geografico e alle attività del polo di consulenza; sottolinea l'importanza di evitare gli squilibri geografici nell'attività di prestito della BEI, in modo tale da assicurare un'assegnazione geografica e settoriale più ampia senza compromettere l'elevata qualità dei progetti; invita la BEI a rafforzare ulteriormente la propria collaborazione con le banche nazionali di promozione al fine di migliorare il raggio d'azione e sviluppare maggiormente le attività di consulenza e l'assistenza tecnica per affrontare la questione dell'equilibrio geografico nel lungo termine; prende atto di un'ampia gamma di esperienze in termini di progetti del FEIS; sostiene e incoraggia l'ulteriore scambio di migliori prassi tra la BEI e gli Stati membri, al fine di garantire l'efficienza economica e un effetto leva adeguato del piano Juncker, che faranno la differenza nella vita dei cittadini dell'UE;

17.  osserva che nel settore sociale la BEI presta in media 1 miliardo di EUR all'anno per progetti di edilizia sociale (che hanno registrato un forte aumento negli ultimi anni e l'ulteriore diversificazione dei promotori e mutuatari), 1,5 miliardi di EUR per le infrastrutture sanitarie e 2,4 miliardi di EUR per i progetti relativi alle infrastrutture dell'istruzione; sottolinea che l'ulteriore sviluppo dei finanziamenti della BEI in questo settore rispecchierebbe gli attuali progressi verso il sostegno al pilastro dei diritti sociali dell'UE garantendo che, in linea con le aspettative, il gruppo BEI attribuisca priorità ai progetti che hanno il massimo impatto sulla creazione di posti di lavoro sostenibili a livello locale;

18.  accoglie con favore il fatto che, secondo la nota del dipartimento economico della BEI del 28 settembre 2017, gli investimenti cumulativi approvati dal gruppo BEI nel 2015 e 2016 aggiungeranno il 2,3 % al PIL dell'UE entro il 2020 e creeranno 2,25 milioni di posti di lavoro, cosa che dimostra il sostanziale impatto macroeconomico della BEI; incoraggia la BEI a estendere ulteriormente la sua capacità di analisi macroeconomica, ivi compresa la ricerca in merito all'impatto macroeconomico delle sue attività, nonché il suo lavoro analitico generale e i suoi studi settoriali, come pure il ventaglio di pubblicazioni e documenti empirici, in modo da diventare anche una "banca delle conoscenze"; invita la BEI a continuare a migliorare la valutazione dei progetti mediante il ricorso a indicatori di impatto più cospicui, precisi e sofisticati;

19.  riconosce l'importanza del ruolo anticiclico che la BEI ha svolto negli ultimi anni; ritiene che una delle principali priorità per la BEI, una volta che l'economia sarà tornata ai livelli di investimento precrisi, dovrebbe essere quella di contribuire a colmare il divario di investimenti in settori in cui i mercati non ci riescono, ad esempio, a causa della persistente concentrazione a breve termine e dell'impossibilità di attribuire correttamente un prezzo all'esternalità a lungo termine, al fine di stimolare gli investimenti sostenibili, il progresso tecnologico, l'innovazione e la crescita sostenibile; sottolinea la necessità di dare priorità ai progetti innovativi con un chiaro valore aggiunto per l'Unione europea e lo sviluppo regionale nonché a progetti come il recupero delle aree rurali e meno accessibili e di aree economicamente sottosviluppate;

20.  sottolinea che la BEI ha svolto e continua a svolgere un ruolo positivo nella riduzione del deficit di investimenti pubblici; evidenzia che investimenti, riforme strutturali responsabili e sostenibili e solide politiche di bilancio devono essere parte integrante di una strategia globale; chiede un coordinamento tra le attività della BEI negli Stati membri e le attività, le politiche e gli obiettivi definiti dai governi nei programmi nazionali di riforma nonché nelle raccomandazioni specifiche per paese, ove tale coordinamento sia possibile;

21.  sottolinea che a livello dell'UE vi sono importanti ragioni strutturali responsabili dell'aumento del divario in termini di investimenti fra gli Stati membri; invita la BEI a rafforzare la sua assistenza tecnica al fine di affrontare la scarsa capacità di generare progetti in taluni Stati membri; chiede alla BEI di fornire informazioni dettagliate in merito ai posti di lavoro diretti e indiretti generati da ciascun progetto finanziato;

22.  sottolinea che il trattato vincola la BEI a contribuire allo sviluppo costante ed equilibrato del mercato interno mediante la sua attività principale di prestito, sostenendo progetti di sviluppo destinati alle regioni meno sviluppate, nonché progetti di carattere transfrontaliero, in sinergia con i fondi SIE; sottolinea pertanto il potenziale dell'importante ruolo complementare svolto dalla BEI nell'attuazione della politica di coesione, che dovrebbe continuare a essere sempre basato sull'efficacia e in funzione dei risultati, anche mediante attività volte a potenziare le capacità di elaborazione di progetti, i servizi di consulenza e analisi e i prestiti per i cofinanziamenti nazionali dei fondi SIE; invita la Commissione e la BEI a coordinare meglio i loro sforzi al fine di promuovere ulteriormente lo scambio di migliori pratiche e diffondere le possibilità di investimento in tutte le regioni europee, comprese quelle non coperte dal Fondo di coesione, con lo scopo di conseguire in maniera più efficace gli obiettivi di coesione economica, sociale e territoriale;

23.  sottolinea che la BEI, in quanto istituzione finanziaria pubblica che finanzia i progetti volti a dare attuazione alle politiche e alle priorità unionali, dovrebbe contribuire alla coesione sociale, economica e del territorio, anche nelle regioni meno sviluppate, conformemente a quanto sancito dal trattato sul funzionamento dell'Unione europea; rileva con preoccupazione, tuttavia, che dalla ripartizione geografica dei prestiti in base ai paesi in cui si svolgono i progetti si evince che cinque Stati membri, le più grandi economie dell'UE, hanno ricevuto il 54,11 % dei prestiti totali erogati nel 2016; esorta la BEI e la Commissione ad analizzare i motivi che hanno condotto a tale situazione e a riferire in merito al Parlamento entro la metà del 2018; pone l'accento sulla necessità di una più ampia distribuzione territoriale dei fondi, ivi comprese le dotazioni del FEIS, che dovrebbero sempre essere complementari ai fondi SIE, al fine di conseguire la riduzione delle disparità a livello regionale; sottolinea la necessità di potenziare il ruolo della BEI nel finanziare l'imprenditoria sociale e le start-up, l'incremento dello sviluppo delle infrastrutture sociali, l'energia rinnovabile, nonché l'efficienza energetica e i progetti dell'economia circolare; rammenta, in questo contesto, che la BEI è un investitore di rilievo anche in paesi non appartenenti all'UE;

24.  prende atto della valutazione intermedia dello strumento finanziario di Orizzonte 2020 gestito dal gruppo BEI (InnovFin) e delle 15 raccomandazioni ivi contenute; auspica che il gruppo BEI formuli una strategia dettagliata sul percorso che intende seguire per attuare tali raccomandazioni;

Conformità

25.  ribadisce la sua posizione, secondo la quale lo statuto della BEI, il regolamento relativo al FEIS, i quattro regolamenti relativi alla politica agricola comune (PAC) e i cinque fondi SIE (Fondo europeo di sviluppo regionale, Fondo sociale europeo, Fondo di coesione, Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca), dovrebbero impedire che siano erogati finanziamenti dell'UE a beneficiari finali o intermediari finanziari nel cui caso è comprovato un coinvolgimento in attività di evasione fiscale o di frode fiscale;

26.  ricorda che la politica della BEI nei confronti delle giurisdizioni non conformi deve essere ambiziosa; osserva che basarsi sull'elenco comune dell'UE delle giurisdizioni di paesi terzi che non rispettano le norme di buona governance fiscale, che è stato approvato dal Consiglio dell'UE il 5 dicembre 2017 e che in caso di controversie prevarrà sugli elenchi di altre organizzazioni di spicco, è un passo positivo ma insufficiente, e chiede che la rendicontazione paese per paese diventi, senza eccezioni, un elemento centrale della strategia della BEI in materia di responsabilità sociale delle imprese; invita la BEI a rispettare le norme pertinenti e la legislazione applicabile in materia di prevenzione del riciclaggio di denaro, lotta al terrorismo e contrasto della frode e dell'evasione fiscale nonché a non ricorrere e a non partecipare a meccanismi di elusione fiscale, in particolare sistemi di pianificazione fiscale aggressiva o pratiche non conformi ai principi di buona governance fiscale stabiliti dagli atti giuridici dell'Unione, dalle conclusioni del Consiglio e dalle comunicazioni della Commissione o da qualsiasi suo avviso ufficiale; invita la BEI inoltre a non mantenere relazioni commerciali con entità ubicate in giurisdizioni che non collaborano con l’Unione relativamente all’applicazione di norme fiscali convenute a livello internazionale in materia di trasparenza e scambio di informazioni; invita la BEI, previa consultazione con la Commissione e le parti interessate, a rivedere e aggiornare la sua politica in materia di giurisdizioni non conformi, alla luce dell'adozione del suddetto elenco dell'Unione relativo alle giurisdizioni non cooperative; invita la Commissione, da parte sua, a presentare annualmente una relazione al Parlamento e al Consiglio sull'applicazione di tale politica;

27.  osserva che in passato la Commissione ha bloccato alcuni progetti presentati dalle istituzioni finanziarie internazionali (IFI)(5) a causa del fatto che essi comportavano disposizioni tributarie ingiustificatamente complesse per mezzo di regimi fiscali dannosi o inesistenti in paesi terzi; invita la Commissione e la BEI a includere nella sua relazione annuale informazioni sui progetti nei casi in cui i fondi siano stati trasferiti a giurisdizioni offshore; sottolinea la necessità che le istituzioni finanziarie internazionali eliminino il rischio che i fondi dell'UE contribuiscano, direttamente o indirettamente, all'evasione fiscale e alle frodi fiscali;

28.  osserva che sono state sollevate preoccupazioni in merito a progetti finanziati dalla BEI che coinvolgono strutture offshore e giurisdizioni non cooperative; invita la Commissione a pubblicare una relazione pubblica annuale sull'utilizzo dei fondi UE in relazione a strutture offshore e sui trasferimenti di denaro della BEI e della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS) verso tali strutture, che comprenda il numero e la natura dei progetti bloccati, l'illustrazione dei motivi che giustificano il blocco dei progetti e le azioni di follow-up intraprese per garantire che nessun fondo UE contribuisca direttamente o indirettamente all'elusione fiscale e alla frode fiscale;

29.  accoglie con favore il fatto che la BEI prenda in considerazione l'impatto fiscale nei paesi in cui vengono effettuati investimenti e in che modo gli investimenti contribuiscono allo sviluppo economico, alla creazione di occupazione e alla riduzione delle disuguaglianze;

30.  ritiene che, quale banca dell'Unione europea, la BEI debba intensificare i propri sforzi al fine di garantire che gli intermediari finanziari con cui collabora non utilizzino né avviino meccanismi di elusione fiscale, in particolare sistemi di pianificazione fiscale aggressiva o pratiche non conformi ai criteri di buona governance fiscale stabiliti dalla legislazione dell'UE, ivi comprese le raccomandazioni e le comunicazioni della Commissione; sottolinea che la BEI dovrebbe anche assicurarsi che gli intermediari finanziari non siano coinvolti in attività di corruzione, riciclaggio, criminalità organizzata o terrorismo;

31.  sottolinea la necessità che la BEI disponga di informazioni esaustive e affidabili sulla titolarità effettiva dei destinatari finali dei suoi fondi, anche nei casi in cui il finanziamento si basi su fondi di private equity; sollecita pertanto la BEI a rafforzare la sua procedura di dovuta diligenza, quando opera con gli intermediari finanziari; ritiene che l'utilizzo di criteri per selezionare gli intermediari finanziari e il possesso di informazioni aggiornate sulla titolarità effettiva delle società, compresi i trust, le fondazioni e i paradisi fiscali, rappresentino le migliori pratiche da seguire costantemente; osserva che la BEI identifica i titolari effettivi di tali società nell'ambito della procedura di dovuta diligenza; invita il gruppo BEI a rafforzare ulteriormente le sue condizioni contrattuali integrando una clausola o un riferimento sul buon governo al fine di mitigare i rischi per l'integrità e la reputazione; insiste sulla necessità che la BEI si doti di un elenco pubblico rigoroso dei criteri per la selezione degli intermediari finanziari in modo da rafforzare l'impegno dell'UE nella lotta agli abusi fiscali e prevenire in modo più efficace i rischi di corruzione e di infiltrazione della criminalità organizzata;

32.  accoglie con favore gli sforzi della BEI volti a esercitare il dovere di diligenza nei confronti delle controparti e delle operazioni del gruppo BEI, tra cui le attività di monitoraggio e i controlli in corso, in modo da garantire che la BEI non agevoli involontariamente la corruzione, la frode, la collusione, la coercizione, il riciclaggio di denaro, la frode fiscale, le pratiche fiscali dannose o al finanziamento del terrorismo, in particolare mediante la pubblicazione di relazioni periodiche di attività da parte dell'Ufficio del responsabile capo del controllo di conformità e la sua stretta cooperazione con l'Ispettorato generale della BEI; chiede che la BEI si allinei al nuovo sistema di allerta rapida ed esclusione previsto dalla Commissione europea;

33.  accoglie con favore la cooperazione e gli scambi del gruppo BEI con i vari servizi della Commissione sulle misure contenute nel pacchetto anti-elusione, al fine di chiarire l'ambito di applicazione e i principali elementi del pacchetto legislativo, il ruolo e la partecipazione del gruppo BEI, e il suo impegno nei confronti del dialogo con le organizzazioni della società civile su tali questioni, tanto a livello di consiglio di amministrazione del gruppo BEI e servizi della BEI, quanto a livello dell'Ufficio del responsabile capo del controllo di conformità; invita la BEI ad affrontare più efficacemente l'elusione fiscale nell'ambito dei controlli di dovuta diligenza;

Rendicontabilità

34.  ritiene che il rafforzamento del ruolo economico della BEI, l'aumento della sua capacità di investimento e l'utilizzo del bilancio dell'UE a garanzia delle sue operazioni debbano essere accompagnati da una maggiore trasparenza e da una accresciuta rendicontabilità, al fine di garantire un reale controllo pubblico delle sue attività, della selezione dei progetti e delle priorità di finanziamento;

35.  riconosce che la BEI presenta tre relazioni all'anno sulle sue attività al Parlamento europeo e che il presidente della BEI e il suo personale partecipano regolarmente ad audizioni, su richiesta del Parlamento europeo e delle sue commissioni; rammenta tuttavia la sua richiesta di un livello più elevato di responsabilità parlamentare e di trasparenza da parte della BEI; ribadisce, a tale riguardo, la sua richiesta affinché sia firmato un accordo interistituzionale tra la BEI e il Parlamento relativo allo scambio di informazioni, che preveda, tra le altre cose, la possibilità che i deputati presentino interrogazioni scritte al presidente della BEI;

36.  ricorda che la trasparenza nell'attuazione delle politiche dell'UE non solo serve a rafforzare la credibilità e la responsabilità societaria generali del gruppo BEI, con una panoramica chiara del tipo di intermediari finanziari e di beneficiari finali, ma contribuisce altresì a potenziare l'efficacia e la sostenibilità dei progetti finanziati e assicura un approccio di tolleranza zero nei confronti della frode e della corruzione nel suo portafoglio di prestiti;

37.  accoglie con favore il fatto che la politica di trasparenza del gruppo BEI si basi sulla presunzione di divulgazione e che tutti possano accedere ai documenti e alle informazioni del gruppo BEI; ricorda la sua raccomandazione per la pubblicazione sul sito web del gruppo BEI di documenti non riservati, come ad esempio accordi interistituzionali e memorandum, e sollecita il gruppo BEI a non limitarsi a ciò ma a cercare costantemente modi per migliorare gli standard;

38.  suggerisce che il gruppo BEI segua l'esempio della Società finanziaria internazionale (IFC) del gruppo della Banca mondiale e inizi a divulgare informazioni sui sottoprogetti ad alto rischio che finanzia attraverso banche commerciali (i principali intermediari/veicoli finanziari utilizzati dal gruppo BEI per finanziare le PMI);

39.  accoglie con favore il fatto che tutti i documenti di progetti detenuti dal gruppo BEI siano divulgati su richiesta; chiede al gruppo BEI di elaborare orientamenti quanto alle informazioni di base e non sensibili che possono essere divulgate in relazione alle richieste di divulgazione proattiva a livello di progetto;

40.  chiede che la politica di divulgazione del gruppo BEI garantisca un livello di trasparenza sempre più elevato per quanto riguarda i principi che disciplinano la sua politica dei prezzi e gli organi di governance; accoglie con favore, a tale riguardo, la divulgazione dei verbali delle riunioni del consiglio di amministrazione del gruppo BEI del gennaio 2017, il registro pubblico dei documenti e la pubblicazione dei dati del progetto attraverso l'iniziativa per la trasparenza degli aiuti internazionali(6); chiede la pubblicazione dei verbali delle riunioni del comitato direttivo;

41.  prende atto delle revisioni di cui è attualmente oggetto la politica del gruppo BEI sugli informatori; esorta il gruppo BEI a rafforzare l'indipendenza, la legittimità, l'accessibilità, la prevedibilità, l'equità e la trasparenza del suo meccanismo per il trattamento delle denunce, anche coinvolgendo gli amministratori e migliorando la protezione dei denuncianti; ritiene che tali misure vadano chiaramente a vantaggio della banca, delle parti interessate e delle istituzioni dell'UE;

42.  osserva che, dei 120 casi segnalati alla divisione di indagine sulle frodi dell'Ispettorato generale (IG/IN) nel 2016, il 53 % è stato riferito da personale del gruppo BEI; accoglie con favore il fatto che il meccanismo di segnalazione delle frodi sia ora disponibile sul sito Internet della BEI in 30 lingue(7); ritiene che la BEI dovrebbe seguire attentamente il lavoro in corso sulla tutela degli informatori a livello dell'UE e, di conseguenza, migliorare ulteriormente le possibilità di segnalazione;

43.  invita il gruppo BEI a porre costantemente l'accento sul controllo delle prestazioni mediante le valutazioni delle prestazioni e l'impatto comprovato; lo incoraggia a continuare ad affinare i suoi indicatori di monitoraggio, più in particolare i suoi indicatori riguardanti l'addizionalità, al fine di valutare quanto prima possibile l'impatto nella fase di generazione del progetto e fornire al consiglio di amministrazione informazioni sufficienti sull'impatto previsto, in particolare per quanto riguarda il contributo dei progetti alle politiche dell'UE, ad esempio i loro effetti sull'occupazione (durante la fase attuativa e operativa); sottolinea, inoltre, che le prestazioni dei finanziamenti del gruppo BEI non possono essere esaminate soltanto sulla base di una valutazione del loro impatto finanziario, e chiede pertanto che sia mantenuto il giusto equilibrio tra gli obiettivi operativi definiti in termini di volume di affari e gli obiettivi non finanziari relativi al personale del gruppo BEI; raccomanda, ad esempio, che le valutazioni delle prestazioni indichino a quali obiettivi specifici nel quadro degli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) delle Nazioni Unite è orientato il progetto, nonché la misura in cui esso ha contribuito al loro conseguimento; ritiene fondamentale che la popolazione residente nelle aree limitrofe ai progetti infrastrutturali finanziati sia coinvolta attivamente nella loro valutazione;

44.  accoglie con favore il fatto che la BEI stia continuando ad adoperarsi per il perfezionamento della sua metodologia di elaborazione delle relazioni d'impatto, ad esempio in modo da riflettere accuratamente gli investimenti mobilitati attraverso le varie strutture di prestiti erogati tramite intermediari e i nuovi prodotti; si compiace inoltre delle misure comuni adottate in collaborazione con altre banche multilaterali di sviluppo per armonizzare gli aspetti essenziali delle relazioni d'impatto, come nella relazione recentemente elaborata in materia di rendicontazione dei finanziamenti per il clima e nella relazione in corso di elaborazione sull'erogazione di prestiti in tutti i settori;

45.  accoglie con favore il fatto che la misurazione dei risultati (ReM+) stia gradualmente portando a un "cambiamento culturale" nel gruppo BEI; chiede l'armonizzazione e la generalizzazione di questo esercizio, integrando inoltre per quanto possibile gli indicatori di Addis Abeba e di Parigi; ritiene che l'ulteriore adeguamento di tali indicatori attraverso l'integrazione di pareri a livello locale possa ridurre la loro distanza senza comprometterne l'indipendenza;

46.  invita la BEI a prendere in considerazione il contesto locale, quando investe in paesi terzi; ricorda che gli investimenti in paesi terzi non possono basarsi solo su un approccio di massimizzazione del profitto, ma devono altresì mirare a generare una crescita economica sostenibile a lungo termine trainata dal settore privato e a ridurre la povertà attraverso la creazione di posti di lavoro e un migliore accesso alle risorse produttive;

47.  osserva che in molti paesi ove la BEI opera si registrano attacchi di vario genere ai diritti umani, in particolare alla libertà di espressione, di riunione e di associazione, con repressioni violente delle proteste e la criminalizzazione della libertà di parola, arresti arbitrari, la detenzione dei difensori dei diritti umani e restrizioni imposte alle organizzazioni della società civile; invita la BEI ad adottare un piano d'azione in materia di diritti umani con il fine di attuare gli obiettivi del quadro strategico e del piano d'azione dell'UE sui diritti umani e la democrazia nonché i principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani, in modo tale da prevenire eventuali ripercussioni negative dei progetti della BEI sui diritti umani, garantire che tali progetti contribuiscano al rafforzamento e alla realizzazione dei diritti umani e fornire rimedi in caso di violazioni dei diritti umani;

48.  accoglie con favore la pubblicazione della metodologia quadro ReM ma ritiene che i risultati di tali valutazioni dovrebbero essere divulgati per ogni operazione, comprese le valutazioni di impatto ambientale e sociale a livello dei progetti o dei sottoprogetti; si compiace della revisione intermedia del mandato per i prestiti esterni, a seguito della quale la BEI trasmetterà al Parlamento, su richiesta, la documentazione ReM per i progetti che beneficiano della garanzia del bilancio dell'UE; invita tuttavia la BEI a pubblicare altresì la documentazione ReM per i singoli progetti al di fuori dell'UE e la documentazione relativa alla valutazione basata sui tre pilastri per i progetti interni all'UE, in modo da rafforzare la trasparenza della Banca;

49.  accoglie con favore l'adozione da parte del gruppo BEI di rigorose norme in materia di trasparenza e rendicontabilità per la sua attività di prestito alle PMI, e il fatto che le relazioni obbligatorie da parte degli intermediari finanziari su ciascuna PMI che ha beneficiato del sostegno del gruppo BEI terranno conto di tali risultati in sede di esame delle successive transazioni con il medesimo intermediario;

50.  sottolinea che, a seguito dell'entrata in vigore della direttiva (UE) 2017/1371 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 luglio 2017, relativa alla lotta contro la frode che lede gli interessi finanziari dell'Unione mediante il diritto penale(8), e del regolamento (UE) 2017/1939 del Consiglio, del 12 ottobre 2017, relativo all'attuazione di una cooperazione rafforzata sull'istituzione della Procura europea ("EPPO")(9), l'EPPO esamina le operazioni della BEI negli Stati membri ogniqualvolta le autorità nazionali o l'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) abbiano motivo di sospettare che sia stato commesso un reato in tale contesto;

51.  prende atto della limitatezza delle informazioni disponibili circa il contributo apportato dalle attività di prestito della BEI al conseguimento degli obiettivi della politica di coesione; invita pertanto la BEI a introdurre nella sua relazione annuale, a seconda dei casi, capitoli speciali dedicati alla valutazione dell'impatto delle sue attività a sostegno dell'attuazione della politica di coesione, comprese le attività relative a Interreg, e a fornire informazioni dettagliate sull'impiego dei prestiti nei programmi e nei progetti della politica di coesione, facendo riferimento anche alla distribuzione geografica del sostegno, all'effettivo contributo agli obiettivi della politica di coesione, ivi inclusi i principi orizzontali e gli obiettivi della strategia Europa 2020, nonché alla capacità concreta di mobilitare gli investimenti privati; sottolinea, in tale contesto, che la BEI è tenuta a fornire al Parlamento europeo, alla Corte dei conti e ad altri organismi dati sufficienti, compresi quelli relativi ai costi e alla gestione dei suoi prodotti; valuta altresì il valore aggiunto dei dati aggregati a livello dell'UE relativamente agli investimenti combinati della politica di coesione e della BEI;

Attività finanziarie del gruppo BEI

52.  invita il gruppo BEI a collaborare attivamente con la Commissione in un processo di razionalizzazione del numero e dei tipi di strumenti finanziari nell'ambito del prossimo quadro finanziario pluriennale (QFP) e ad anticipare il processo richiamando l'attenzione, quale primo passo, su eventuali duplicazioni o sovrapposizioni esistenti, basandosi sulla propria esperienza;

53.  ritiene che gli strumenti finanziari del gruppo BEI debbano essere di ausilio ai progetti scelti sulla base dei loro meriti, delle loro potenzialità di generare valore aggiunto per l'UE nel suo insieme e della loro effettiva addizionalità, specialmente negli ambiti in cui i mercati non riescono a finanziare e sostenere i progetti, trovando il giusto equilibrio tra un profilo di rischio potenzialmente più elevato e l'esigenza fondamentale di mantenere il suo elevato merito di credito;

54.  avverte, a tale proposito, che gli strumenti basati sul mercato rischiano di spostare l'attenzione del bilancio dell'UE dal bene comune pubblico dell'UE e incoraggia il gruppo BEI a rafforzare qualitativamente le rendicontazioni indirizzate alla Commissione e non in termini di quantità dei suoi finanziamenti nel contesto degli strumenti finanziari;

55.  osserva che, al fine di utilizzare appieno la capacità aggiuntiva di assunzione del rischio, il Gruppo BEI ha sviluppato vari nuovi prodotti che consentiranno una maggiore assunzione del rischio (per esempio debito subordinato, investimenti azionari, condivisione del rischio con le banche) e ha riesaminato la sua politica di rischio del credito e i relativi criteri di ammissibilità per consentire maggiore flessibilità;

56.  invita il Gruppo BEI a continuare a sviluppare la sua cultura del rischio al fine di migliorarne l'efficacia nonché la complementarità e le sinergie tra i suoi interventi e le varie politiche dell'UE, in particolare sostenendo le imprese innovative, i progetti infrastrutturali e le PMI che si assumono i rischi o operano in regioni economicamente svantaggiate o in regioni con scarsa stabilità, in linea con l'obiettivo ricorrente e duraturo di facilitare l'accesso delle PMI ai finanziamenti, ma senza compromettere i principi della sana gestione né mettere a rischio l'elevato merito di credito della BEI; ricorda che, per poter contribuire allo sviluppo economico dell'UE, nonché alla coesione economica, sociale e territoriale, gli strumenti di trasferimento di rischio non possono essere esenti da rischi; sottolinea che la BEI e i suoi azionisti devono esserne pienamente consapevoli; incoraggia la BEI a valutare la possibilità di offrire obbligazioni BEI per l'acquisto diretto;

57.  osserva che nel 2016 il sostegno del gruppo BEI destinato alle PMI e alle imprese a media capitalizzazione ha raggiunto un importo record di 33,6 miliardi di EUR e ha contribuito alla creazione di 4,4 milioni di posti di lavoro; evidenzia l'importanza che il gruppo BEI fornisca un sostegno continuo alle PMI e alle imprese a media capitalizzazione rafforzando il loro accesso ai finanziamenti; evidenzia che le PMI costituiscono la colonna portante dell'economia europea e dovrebbero rimanere il principale destinatario delle attività di prestito del gruppo BEI, con un ulteriore rafforzamento degli strumenti di finanziamento a favore delle PMI e delle imprese a media capitalizzazione;

58.  ricorda che oltre il 90 % delle PMI dell'UE è costituito da microimprese, che forniscono quasi il 30 % dei posti di lavoro nel settore privato; sottolinea che le microimprese sono più vulnerabili agli shock economici rispetto alle imprese più grandi e possono risentire della mancata fornitura di credito, in particolare se basate in una regione in cui il contesto economico e bancario è sfavorevole; invita la BEI a elaborare una strategia che risolva le difficoltà di accesso al finanziamento dei progetti incontrate dalle PMI in tali circostanze;

59.  riconosce che l'accesso ai finanziamenti costituisce ancora un grosso ostacolo alla crescita delle industrie culturali e creative (ICC); sottolinea l'urgente necessità di finanziare iniziative per rafforzare tali industrie; evidenzia il potenziale derivante dalla BEI e dal FEIS a sostegno del settore creativo, essenzialmente mediante il finanziamento delle PMI; invita la BEI a far fronte all'assenza di finanziamenti del FEIS a favore delle ICC, prendendo in esame eventuali interazioni con Europa creativa;

60.  invita la BEI ad affidarsi sempre più a intermediari finanziariamente solidi, come gli istituti e le banche nazionali di promozione, per le istruzioni applicabili a determinati tipi di progetti, in modo da non mettere in pericolo il suo elevato merito di credito;

61.  ritiene che numerose norme di governance del gruppo BEI siano concepite per salvaguardare il suo elevato merito di credito, ma che vi siano esigue informazioni sulla distanza che separa il gruppo BEI da un rating inferiore;

62.  sottolinea che l'adeguata verifica dei progetti di investimento finanziati dal gruppo BEI dovrebbe basarsi sia su fattori connessi al rendimento finanziario sia su fattori non connessi al rendimento finanziario bensì sul conseguimento di altri tipi di obiettivi, quali il contributo del progetto alla convergenza economica verso l'alto e alla coesione nell'UE, o sul conseguimento degli obiettivi della strategia Europa 2020 o degli OSS; ritiene che il gruppo BEI debba spiegare in modo appropriato tali criteri non finanziari agli investitori istituzionali e privati (ad esempio, i fondi pensione e le società di assicurazione), promuovendo in tal modo una maggiore attenzione sull'impatto socioeconomico e ambientale in tutto il settore finanziario;

63.  ritiene che nei casi in cui le condizioni di tensione del mercato finanziario impedirebbero la realizzazione di un progetto sostenibile o sia necessario facilitare la costituzione di piattaforme di investimento o il finanziamento di progetti in settori o ambiti in cui si verifica un grave fallimento del mercato o una situazione di investimento subottimale, il gruppo BEI debba attuare e documentare le modifiche, in particolare nell'ambito della remunerazione della garanzia dell'UE alla BEI, al fine di contribuire alla riduzione del costo del finanziamento dell'operazione sostenuto dal beneficiario dei finanziamenti del gruppo BEI attraverso gli strumenti finanziari, al fine di agevolare l'attuazione dei progetti; ritiene che sforzi analoghi andrebbero intrapresi laddove necessario per garantire che gli strumenti finanziari sostengano i progetti di piccole dimensioni, e che tale forma di impiego andrebbe valutata anche nei casi in cui il ricorso a intermediari locali o regionali permette di ridurre il costo del finanziamento dello strumento finanziario per i progetti di piccole dimensioni;

64.  accoglie con favore la strategia in materia di finanziamento azionario recentemente approvata che prevede una maggiore valutazione delle operazioni di finanziamento azionario per far fronte alla carenza dei finanziamenti azionari nelle aree prioritarie dell'innovazione e delle infrastrutture nell'UE, in particolare in due settori di mercato: il finanziamento indiretto con capitale di rischio (investimenti azionari in fondi infrastrutturali e programmi di co-investimento) e il finanziamento diretto di tipo azionario (prestiti quasi equity a società e prestiti quasi equity a imprese a media capitalizzazione) con una combinazione di strumenti diretti e indiretti (fondi azionari e prestiti partecipativi);

65.  accoglie con favore il sostegno del FEI già concesso alle piattaforme di crowdfunding nell'ambito delle attività esistenti, la volontà di continuare a sostenere in modo selettivo le piattaforme che rientrano nell'ambito di applicazione dei programmi esistenti, anche attraverso l'espansione di tali programmi, e il lavoro svolto in comune con la Commissione su un potenziale progetto pilota di crowdfunding costituito da debiti e azioni; suggerisce al FEI di trovare modalità per individuare e raggiungere gli intermediari finanziari del settore FinTech che necessitano di sostegno;

66.  invita la Commissione a valutare e a monitorare attentamente i costi connessi al numero di mandati conferiti alla BEI; ricorda che i costi amministrativi associati possono avere un impatto sul suo rendimento globale, considerato l'attuale livello di risorse finanziarie e umane;

67.  evidenzia che il ruolo della BEI nell'ambito della politica di coesione diventa sempre più prominente, visto soprattutto il maggiore utilizzo degli strumenti finanziari unitamente alle sovvenzioni; sottolinea, tuttavia, che il livello di accessibilità di tali strumenti per i destinatari finali è ancora decisamente basso e che gli Stati membri e le regioni adducono come cause di tale situazione la complessità delle procedure, stabilite sia dal regolamento finanziario che dal regolamento recante disposizioni comuni, anche per quanto riguarda costi e spese sproporzionati, e la concorrenza con strumenti nazionali o regionali più attraenti; accoglie con favore, in questo contesto, la creazione della piattaforma Fi-Compass quale sportello unico per i servizi di consulenza sugli strumenti finanziari previsti dalla politica di coesione; chiede tuttavia un'ulteriore assistenza tecnica e la semplificazione delle procedure esistenti, nonché maggiore attenzione allo sviluppo delle capacità per gli intermediari finanziari e sottolinea l'esigenza di mettere meglio in relazione i costi e le spese di gestione con le prestazioni del gestore dei fondi degli strumenti finanziari disposti dai fondi SIE; rammenta tuttavia che le sovvenzioni, in quanto forma efficace di sostegno in molteplici ambiti di intervento pubblico, devono essere mantenute come strumento principale della politica di coesione e che gli strumenti finanziari dovrebbero essere concentrati sui settori in cui presentano un valore aggiunto maggiore rispetto alle sovvenzioni, pur lasciando il loro impiego alla discrezione delle autorità di gestione; sottolinea la necessità di promuovere un quadro più solido per la cooperazione tra la BEI e il Parlamento europeo, al fine di consentire un migliore monitoraggio delle attività della BEI;

Attività di comunicazione e di consulenza del gruppo BEI

68.  esprime rammarico per il fatto che i potenziali beneficiari dei finanziamenti del gruppo BEI non sono in genere sufficientemente consapevoli dei prodotti messi a punto dal gruppo BEI; si chiede se la catena di approvvigionamento del gruppo BEI sia sufficientemente eterogenea e inclusiva;

69.  ritiene opportuno migliorare la comunicazione del Gruppo BEI, in collaborazione con i suoi partner nazionali competenti, al fine di sensibilizzare le PMI in merito alle loro possibilità di finanziamento e di informare meglio i cittadini sui progetti locali e concreti finanziati dall'UE;

70.  accoglie con favore, a tale proposito, i partenariati conclusi con istituzioni nazionali e internazionali al fine di garantire la complementarità con i servizi di consulenza della BEI;

71.  deplora la mancanza di dati relativi al ruolo della BEI in ciascuna fase del ciclo di attuazione della politica di coesione e la limitatezza delle informazioni relative alla misura in cui le attività di prestito della BEI contribuiscono alla politica di coesione; sottolinea la necessità di profondere maggiori sforzi, e invita ad agire in tal senso, per conseguire una maggiore trasparenza e una comunicazione più efficace allo scopo di garantire che le informazioni raggiungano i destinatari finali a livello regionale e locale e di accrescere la visibilità dei progetti;

72.  auspica che la Commissione, il gruppo BEI e le autorità nazionali, regionali e locali continuino a lavorare e rafforzino la cooperazione con gli istituti e le banche nazionali di promozione, in uno spirito di complementarità, al fine di creare maggiori sinergie tra i fondi SIE e gli strumenti di finanziamento e i prestiti della BEI, nonché di ridurre gli oneri amministrativi, semplificare le procedure, aumentare la capacità amministrativa, stimolare lo sviluppo territoriale e la coesione e rendere più comprensibili i fondi SIE e i finanziamenti della BEI, in quanto gli istituti e le banche nazionali di promozione dispongono di una solida conoscenza dei rispettivi territori e della capacità di attuare strumenti finanziari ad hoc a livello locale;

o

o  o

73.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, alla BEI, nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1)

GU L 169 del 1.7.2015, pag. 1.

(2)

GU L 249 del 27.9.2017, pag. 1.

(3)

http://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2017/10/10/conclusions-climate-change/pdf

(4)

Ad esempio, progetti validi, giudicati positivamente che non ricevono finanziamenti dall'Impresa comune Bioindustrie.

(5)

La BEI, il FEI e il Fondo globale per l'efficienza energetica e le energie rinnovabili.

(6)

Risoluzione del Parlamento europeo del 28 aprile 2016 sulla Banca europea per gli investimenti (BEI) – Relazione annuale 2014. Testi approvati, P8_TA(2016)0200.

(7)

http://www.eib.org/attachments/general/reports/ig_fraud_investigations_activity_report_2016_en.pdf

(8)

GU L 198 del 28.7.2017, pag. 29.

(9)

GU L 283 del 31.10.2017, pag. 1.


PARERE della commissione per i problemi economici e monetari (23.11.2017)

destinato alla commissione per i bilanci

sulla relazione annuale sulle attività finanziarie della Banca europea per gli investimenti

(2017/2071(INI))

Relatore per parere(*): Luděk Niedermayer

(*) Commissione associata — Articolo 54 del regolamento

SUGGERIMENTI

La commissione per i problemi economici e monetari invita la commissione per i bilanci, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  riconosce il contributo della BEI al ripristino dell'attività di investimento nell'UE, dopo la crisi economica e finanziaria; sottolinea che le attività della BEI, nel quadro dell'attuale periodo di recupero e di migliorata la disponibilità del credito, nella maggior parte dei paesi e dei settori, devono essere accuratamente orientate verso prodotti e progetti ad alto valore aggiunto, pur tenendo conto, in particolare, delle regioni con un basso livello di attività d'investimento e di paesi con divari di investimento sottostante, sia nel settore pubblico che in quello privato; sottolinea che è auspicabile portare avanti le attività di consulenza e di finanziamento della BEI in ambiti chiave, quali il finanziamento delle infrastrutture, la mitigazione dei cambiamenti climatici e l'adattamento agli stessi, lo sviluppo urbano e il sostegno alle PMI; evidenzia che l'aumento delle attività di finanziamento della BEI non costituisce un'alternativa alle riforme strutturali socialmente equilibrate e sostenibili e a una politica di bilancio sostenibile negli Stati membri;

2.  accoglie con favore il fatto che, secondo la sintesi dei dipartimenti economici della BEI del 28 settembre 2017, gli investimenti cumulativi approvati dal Gruppo BEI nel 2015 e 2016 aggiungeranno il 2,3 % al PIL dell'UE entro il 2020 e creeranno 2,25 milioni di posti di lavoro, cosa che dimostra il sostanziale impatto macroeconomico della BEI; incoraggia la BEI a estendere ulteriormente la sua capacità di analisi macroeconomica, ivi compresa la ricerca in merito all'impatto macroeconomico delle sue attività, nonché il suo lavoro analitico generale e i suoi studi settoriali, come pure il ventaglio di pubblicazioni e documenti empirici, in modo da diventare anche una "banca delle conoscenze"; invita la BEI a continuare a migliorare la valutazione dei progetti mediante il ricorso a indicatori di impatto più cospicui, precisi e sofisticati;

3.  sottolinea la necessità di ridurre al minimo il rischio di escludere il settore privato ponendo l'accento sul finanziamento a lungo termine, che altrimenti non sarebbe disponibile sui mercati per i clienti della BEI, o di una maggiore assunzione del rischio, preservando nel contempo l'alto merito di credito della BEI, in particolare nel sostegno del finanziamento di progetti che altrimenti non sarebbero finanziati, soprattutto nel caso delle start-up e delle PMI innovative; sostiene l'approccio della BEI volto ad aiutare a mobilitare capitali privati attraverso prestiti e garanzie; osserva inoltre che il valore aggiunto del finanziamento della BEI comprende anche la fornitura di consulenza tecnica e sviluppo delle capacità, al fine di aiutare i progetti ad essere pronti per gli investimenti e di mobilitare rapidamente le risorse, in modo spesso più rapido rispetto al settore privato;

4.  riconosce l'importanza del ruolo anticiclico che la BEI ha svolto negli ultimi anni; ritiene che una delle principali priorità per la BEI, una volta che l'economia sarà tornata ai livelli di investimento precrisi, dovrebbe essere quella di contribuire a colmare il divario di investimenti in settori in cui i mercati non ci riescono, ad esempio, a causa della persistente concentrazione a breve termine e dell'impossibilità di attribuire correttamente un prezzo all'esternalità a lungo termine, al fine di stimolare gli investimenti sostenibili, il progresso tecnologico, l'innovazione e la crescita sostenibile; sottolinea la necessità di dare priorità ai progetti innovativi con un chiaro valore aggiunto per l'Unione europea e lo sviluppo regionale nonché a progetti come il recupero delle aree rurali e meno accessibili e di aree economicamente sottosviluppate; ricorda che la BEI dovrebbe svolgere un ruolo fondamentale nell'attuazione della strategia Europa 2020 attraverso lo strumento Orizzonte 2020;

5.  invita la BEI a continuare a fornire sostegno finanziario a fonti di energia interne e sostenibili, al fine di superare l'elevata dipendenza dell'Europa da fonti esterne e di garantire la sicurezza dell'approvvigionamento;

6.  ricorda che oltre il 90 % delle PMI dell'UE è costituito da microimprese che rappresentano quasi il 30 % dell'occupazione nel settore privato; sottolinea che le microimprese sono più vulnerabili agli shock economici, rispetto alle imprese più grandi, e possono restare sprovviste per quanto riguarda la fornitura di credito, in particolare se basate in una regione in cui il contesto economico e bancario è sfavorevole; invita la BEI a prendere in considerazione una strategia che ponga rimedio alle PMI che hanno difficoltà ad accedere al finanziamento dei progetti;

7.  sottolinea che la BEI ha svolto e continua a svolgere un ruolo positivo nella riduzione del deficit di investimenti pubblici e privati; evidenzia che investimenti responsabili e sostenibili, riforme strutturali e una solida politica di bilancio devono essere parte di una strategia globale; chiede un coordinamento tra le attività della BEI negli Stati membri e le attività politiche e gli obiettivi fissati dai governi nei programmi nazionali di riforma nonché nelle raccomandazioni specifiche per paese, ove tale coordinamento sia possibile;

8.  sottolinea che a livello dell'UE vi sono importanti ragioni strutturali che aumentano il divario in termini di investimenti fra gli Stati membri; invita la BEI a promuovere la sua assistenza tecnica al fine di affrontare l'insufficiente capacità di generare progetti e la scarsa capacità di prestito in taluni Stati membri; chiede alla BEI di fornire informazioni dettagliate in merito ai posti di lavoro diretti e indiretti generati da ciascun progetto finanziato;

9.  ricorda l'urgente necessità di chiarire l'impatto della Brexit sul bilancio attuale della BEI e delle sue attività, affinché l'istituzione continui a essere in grado di svolgere il proprio ruolo; osserva che il Regno Unito ha fornito il 16,11 % del capitale della BEI, pari a 3.5 miliardi di euro di capitale versato e 35.7 miliardi di euro di capitale richiamabile della banca; sottolinea l'importanza di precisare l'importo del contributo del Regno Unito al bilancio della BEI e il futuro della partecipazione economica del Regno Unito; invita gli Stati membri a garantire che l'uscita del Regno Unito non comporti una perdita della capacità della BEI di sostenere l'economia dell'Unione europea; sottolinea a tale proposito la necessità di garantire la certezza del diritto il più presto possibile, in materia di progetti cofinanziati dalla BEI in corso nel Regno Unito; ritiene che, sebbene il Regno Unito, in termini di investimenti, debba essere trattato come qualsiasi altro Stato membro prima del suo recesso formale dall'Unione, la BEI abbia validi motivi per subordinare gli investimenti a condizioni che garantiscano il rispetto dei criteri di ammissibilità, in particolare per quanto riguarda le norme ambientali, per l'intera durata di tali investimenti;

10.  accoglie con favore le conclusioni del Consiglio del 10 ottobre 2017 sui finanziamenti per il clima(1) e l'impegno della BEI a sostegno degli impegni assunti dall'Unione nel quadro dell'accordo di Parigi; sottolinea l'importanza di finanziamenti sufficienti per gli investimenti verdi e sostenibili, anche per il settore delle bioindustrie(2); ritiene che la revisione della politica della BEI in materia di energia, prevista per il 2018, debba determinare un piano d'azione ambizioso per allineare i suoi investimenti all'obiettivo di 1,5 gradi, il che ridurrebbe significativamente i rischi e gli effetti dei cambiamenti climatici, attraverso la riduzione graduale dei progetti riguardanti i combustibili fossili e l'attribuzione di priorità ai progetti che aumentano l'energia disponibile grazie a fonti rinnovabili e all'efficienza energetica;

11.  osserva che, nonostante il conseguimento dell'obiettivo globale del 25%, il sostegno della BEI all'azione a favore del clima continua a rispecchiare i diversi contesti di mercato e, pertanto, non ha raggiunto il livello del 20% in 16 Stati membri; sottolinea che l'azione per il clima degli investimenti è stata prevalentemente situata nelle economie più forti dell'UE, nel 2016;

12.  invita la BEI a collaborare con i piccoli attori del mercato e le cooperative delle comunità per intraprendere il raggruppamento di progetti in materia di energie rinnovabili su piccola scala, affinché siano ammissibili ai finanziamenti della BEI;

13.  invita la Commissione a valutare e a monitorare attentamente i costi connessi con il numero di mandati affidati alla BEI; ricorda che i costi amministrativi associati possono avere un impatto sul suo rendimento globale, considerato l'attuale livello di risorse umane e finanziarie;

14.  sottolinea la necessità che la BEI dia la priorità alle operazioni esterne, in modo che le sue attività siano incentrate innanzitutto su settori di elevata importanza per l'Unione europea; sottolinea al riguardo l'estensione del mandato di finanziamento esterno della BEI per intensificare le attività nei paesi in fase di preadesione, nel vicinato meridionale, nella regione mediterranea, in America latina e in Asia; sottolinea inoltre il grande potenziale per le operazioni della BEI nel migliorare la situazione economica delle regioni di fondamentale rilevanza geopolitica, in particolare in Ucraina, che si trova di fronte ad un grande stress economico a causa del conflitto armato in corso nella parte orientale del paese;

15.  chiede un aumento degli aiuti finanziari per i progetti che contribuiscano a mitigare i costi economici connessi con la crisi migratoria, pur avendo un impatto positivo sui cittadini, sui rifugiati e sugli altri migranti negli Stati membri che ricevono un maggior afflusso di rifugiati e migranti;

16.  valuta positivamente l'intenzione della BEI di adottare norme più rigorose per prevenire la frode fiscale, l'evasione fiscale, l'elusione fiscale, la pianificazione fiscale aggressiva, il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo(3); ritiene, tuttavia, che esistano ancora margini di miglioramento; invita, a tal proposito, la BEI a cessare la cooperazione con gli intermediari, i paesi e le giurisdizioni che non si conformano alle norme dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) e alle norme dell'UE, comprese quelli che operano in paesi che figurano nell'elenco dell'UE dei paesi terzi ad alto rischio nel settore del riciclaggio di denaro e nel prossimo elenco UE di giurisdizioni non cooperative in materia fiscale;

17.  invita la BEI a prendere in considerazione il contesto locale, quando investe in paesi terzi; ricorda che l'investimento in paesi terzi non può basarsi solo su un approccio di massimizzazione del profitto, ma deve anche mirare a generare una crescita economica sostenibile a lungo termine trainata dal settore privato, e a ridurre la povertà attraverso la creazione di posti di lavoro e un migliore accesso alle risorse produttive;

18.   sottolinea la necessità che la BEI disponga di informazioni esaustive e affidabili sulla titolarità effettiva dei destinatari finali dei suoi fondi, anche nei casi in cui il finanziamento si basi su fondi di private equity; sollecita pertanto la BEI a rafforzare la sua procedura di dovuta diligenza, quando opera con gli intermediari finanziari;

19.  osserva che in passato la Commissione ha bloccato alcuni progetti presentati dalle istituzioni finanziarie internazionali (IFI)(4) a causa del fatto che essi comportavano complesse disposizioni tributarie ingiustificate per mezzo di regimi fiscali dannosi o inesistenti in paesi terzi; invita la Commissione e la BEI a includere nella sua relazione annuale informazioni sui progetti nei casi in cui i fondi sono trasferiti alle giurisdizioni offshore; sottolinea la necessità che le istituzioni finanziarie internazionali eliminino il rischio che i fondi dell'UE contribuiscano, direttamente o indirettamente, all'evasione fiscale e alle frodi fiscali;

20.  ribadisce l'invito rivolto alla Commissione di modificare la legislazione europea, in particolare lo statuto della Banca europea per gli investimenti (BEI), il regolamento relativo al Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), i quattro regolamenti relativi alla politica agricola comune (PAC) e i cinque fondi strutturali e d'investimento europei (Fondo europeo di sviluppo regionale, Fondo sociale europeo, Fondo di coesione, Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca), nell'ottica di impedire che siano erogati finanziamenti dell'UE a beneficiari finali o intermediari finanziari nel cui caso è comprovato un coinvolgimento in attività di evasione fiscale o di pianificazione fiscale aggressiva;

21.  osserva che, dei 120 casi segnalati alla divisione Indagini sulle frodi dell'Ispettorato generale (IG/IN) nel 2016, il 53 % è stato riportato dal personale del Gruppo BEI; accoglie con favore il fatto che il meccanismo di segnalazione delle frodi sia ora disponibile sul sito Internet della BEI in 30 lingue(5); ritiene che la BEI dovrebbe seguire attentamente il lavoro in corso sulla tutela degli informatori a livello dell'UE e, di conseguenza, migliorare ulteriormente le possibilità di segnalazione;

22.  Prende atto di un'ampia gamma di esperienza in termini di progetti del FEIS; sostiene e incoraggia l'ulteriore scambio di migliori prassi tra la BEI e gli Stati membri, al fine di garantire l'efficienza economica e un effetto leva adeguato del piano Juncker, che faranno la differenza nella vita dei cittadini dell'UE;

23.  riconosce che l'accesso ai finanziamenti costituisce ancora un grosso ostacolo alla crescita delle industrie culturali e creative (ICC); sottolinea l'urgente necessità di finanziare iniziative per rafforzare tali industrie; evidenzia il potenziale derivante dalla BEI e dal FEIS a sostegno del settore creativo, essenzialmente mediante il finanziamento delle PMI; invita la BEI a far fronte all'assenza di finanziamenti del FEIS per le ICC, prendendo in esame eventuali interazioni con Europa creativa;

24.  ricorda che, per poter contribuire allo sviluppo economico dell'UE, nonché alla coesione economica, sociale e territoriale, gli strumenti di trasferimento di rischio non possono essere esenti da rischi; sottolinea che la BEI e i suoi azionisti devono esserne pienamente consapevoli; incoraggia la Banca a valutare la possibilità di offrire obbligazioni BEI per l'acquisto diretto;

25.  accoglie con favore la strategia del Gruppo BEI sulla parità di genere e l'emancipazione economica delle donne, pubblicata nel 2017; propone che il Gruppo BEI tenga conto dell'integrazione della dimensione di genere nelle sue operazioni finanziarie; chiede che sia attuato tempestivamente un piano d'azione sulla parità di genere, siano fissati obiettivi ambiziosi e che il piano sia integrato da indicatori concreti;

26.  ritiene opportuno migliorare la comunicazione del Gruppo BEI, in collaborazione con i suoi partner nazionali competenti, al fine di sensibilizzare le PMI in merito alle loro possibilità di finanziamento e di informare meglio i cittadini sui progetti locali e concreti finanziati dall'UE;

27.  riconosce che la BEI presenta tre relazioni all'anno sulle sue attività al Parlamento europeo e che il Presidente della BEI e il suo personale partecipano regolarmente ad audizioni, su richiesta del Parlamento europeo e delle sue commissioni; rammenta tuttavia la sua richiesta di un livello più elevato di responsabilità e trasparenza parlamentare della BEI; ribadisce, a tale riguardo, la sua richiesta affinché sia firmato un accordo interistituzionale tra la BEI e il Parlamento, relativo allo scambio di informazioni, che preveda, tra le altre cose, la possibilità che i deputati presentino interrogazioni scritte al Presidente della BEI;

28.  chiede che una rendicontazione paese per paese, senza eccezioni, costituisca una parte fondamentale della responsabilità sociale delle strategia della BEI;

29.  raccomanda che la nuova Procura europea (EPPO) prenda in esame la possibilità di integrare nelle sue attività le operazioni della BEI negli Stati membri dell'UE interessati;

30.  esorta il Gruppo BEI ad adottare quanto prima la revisione della sua politica sugli informatori e a rafforzare l'indipendenza, la legittimità, l'accessibilità, la prevedibilità, l'equità e la trasparenza del suo meccanismo per il trattamento delle denunce, anche coinvolgendo i direttori e aumentando la protezione dei denuncianti; ritiene che tali misure vadano chiaramente a vantaggio della banca, delle parti interessate e delle istituzioni dell'UE;

INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

21.11.2017

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

44

4

5

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Gerolf Annemans, Hugues Bayet, Pervenche Berès, Udo Bullmann, Thierry Cornillet, Markus Ferber, Jonás Fernández, Sven Giegold, Neena Gill, Roberto Gualtieri, Brian Hayes, Gunnar Hökmark, Barbara Kappel, Wajid Khan, Georgios Kyrtsos, Philippe Lamberts, Sander Loones, Olle Ludvigsson, Ivana Maletić, Gabriel Mato, Costas Mavrides, Bernard Monot, Caroline Nagtegaal, Luděk Niedermayer, Stanisław Ożóg, Dimitrios Papadimoulis, Pirkko Ruohonen-Lerner, Anne Sander, Alfred Sant, Molly Scott Cato, Pedro Silva Pereira, Peter Simon, Theodor Dumitru Stolojan, Kay Swinburne, Ramon Tremosa i Balcells, Ernest Urtasun, Marco Valli, Tom Vandenkendelaere, Miguel Viegas, Jakob von Weizsäcker, Marco Zanni

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Matt Carthy, Andrea Cozzolino, Herbert Dorfmann, Frank Engel, Ashley Fox, Ramón Jáuregui Atondo, Paloma López Bermejo, Thomas Mann, Siegfried Mureşan

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Bogdan Brunon Wenta, Sotirios Zarianopoulos, Wim van de Camp

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

44

+

ALDE

Caroline Nagtegaal, Ramon Tremosa i Balcells, Thierry Cornillet

ECR

Ashley Fox, Kay Swinburne, Pirkko Ruohonen-Lerner, Stanisław Ożóg, Sander Loones

ENF

Barbara Kappel

PPE

Anne Sander, Bogdan Brunon Wenta, Brian Hayes, Frank Engel, Gabriel Mato, Georgios Kyrtsos, Gunnar Hökmark, Herbert Dorfmann, Ivana Maletić, Luděk Niedermayer, Markus Ferber, Siegfried Mureşan, Theodor Dumitru Stolojan, Thomas Mann, Tom Vandenkendelaere, Wim van de Camp

S&D

Alfred Sant, Andrea Cozzolino, Costas Mavrides, Hugues Bayet, Jakob von Weizsäcker, Jonás Fernández, Neena Gill, Olle Ludvigsson, Pedro Silva Pereira, Pervenche Berès, Peter Simon, Ramón Jáuregui Atondo, Roberto Gualtieri, Udo Bullmann, Wajid Khan

VERTS/ALE

Ernest Urtasun, Molly Scott Cato, Philippe Lamberts, Sven Giegold

4

-

ENF

Gerolf Annemans, Marco Zanni

GUE/NGL

Miguel Viegas

NI

Sotirios Zarianopoulos

5

0

EFDD

Marco Valli

ENF

Bernard Monot

GUE/NGL

Dimitrios Papadimoulis, Matt Carthy, Paloma López Bermejo

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

(1)

http://www.consilium.europa.eu/pressreleases-pdf/2017/10/47244665508_en.pdf

(2)

Ad esempio, suono, well-rated progetti che non ricevono finanziamenti dall'impresa comune Bioindustrie.

(3)

http://www.eib.org/about/compliance/tax-good-governance/index.htm e http://www.eib.org/infocentre/publications/all/eib-group-anti-money-laundering-policy-and-combating-finance-of-terrorism-framework.htm

(4)

Banca europea per gli investimenti, il Fondo europeo per gli investimenti e il Fondo globale per l'efficienza energetica e le energie rinnovabili.

(5)

http://www.eib.org/attachments/general/reports/ig_fraud_investigations_activity_report_2016_en.pdf


PARERE della commissione per lo sviluppo regionale (24.11.2017)

destinato alla commissione per i bilanci

sulla relazione annuale sulle attività finanziarie della Banca europea per gli investimenti

(2017/2071(INI))

Relatore per parere: Ivana Maletić

SUGGERIMENTI

La commissione per lo sviluppo regionale invita la commissione per i bilanci, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  sottolinea che il trattato vincola la BEI a contribuire allo sviluppo costante ed equilibrato del mercato interno mediante la sua attività principale di prestito, sostenendo progetti di sviluppo destinati alle regioni meno sviluppate, nonché progetti di carattere transfrontaliero, in sinergia con i Fondi strutturali e di investimento europei (fondi SIE); sottolinea pertanto il potenziale dell'importante ruolo complementare svolto dalla BEI nell'attuazione della politica di coesione, che dovrebbe continuare a essere sempre basato sull'efficacia e in funzione dei risultati, anche mediante attività volte a potenziare le capacità di elaborazione di progetti, i servizi di consulenza e analisi e i prestiti per i cofinanziamenti nazionali dei fondi SIE; invita la Commissione e la BEI a coordinare meglio i loro sforzi al fine di promuovere ulteriormente lo scambio di migliori pratiche e diffondere le possibilità di investimento in tutte le regioni europee, comprese quelle non coperte dal Fondo di coesione, con lo scopo di conseguire in maniera più efficace gli obiettivi di coesione economica, sociale e territoriale;

2.  prende atto della limitatezza delle informazioni disponibili circa il contributo apportato dalle attività di prestito della BEI al conseguimento degli obiettivi della politica di coesione; invita pertanto la BEI a introdurre nella sua relazione annuale, a seconda dei casi, capitoli speciali dedicati alla valutazione dell'impatto delle sue attività a sostegno dell'attuazione della politica di coesione, comprese le attività relative a Interreg, e a fornire informazioni dettagliate sull'impiego dei prestiti nei programmi e nei progetti della politica di coesione, facendo riferimento anche alla distribuzione geografica del sostegno, all'effettivo contributo agli obiettivi della politica di coesione, ivi inclusi i principi orizzontali e gli obiettivi della strategia Europa 2020, nonché alla capacità concreta di mobilitare gli investimenti privati; sottolinea, in tale contesto, che la BEI è tenuta a fornire al Parlamento europeo, alla Corte dei conti e ad altri organismi dati sufficienti, compresi quelli relativi ai costi e alla gestione dei suoi prodotti; valuta altresì il valore aggiunto dei dati aggregati a livello dell'UE relativamente agli investimenti combinati della politica di coesione e della BEI;

3.  sottolinea che la BEI, in quanto istituzione finanziaria pubblica che finanzia i progetti volti a dare attuazione alle politiche e alle priorità unionali, dovrebbe contribuire alla coesione sociale, economica e del territorio, anche nelle regioni meno sviluppate, conformemente a quanto sancito dal trattato sul funzionamento dell'Unione europea; rileva con preoccupazione, tuttavia, che dalla ripartizione geografica dei prestiti in base ai paesi in cui si svolgono i progetti si evince che cinque Stati membri, le più grandi economie dell'UE, hanno ricevuto il 54,11 % dei prestiti totali erogati nel 2016; esorta la BEI e la Commissione ad analizzare i motivi che hanno condotto a tale situazione e a riferire in merito al Parlamento entro la metà del 2018; pone l'accento sulla necessità di una più ampia distribuzione territoriale dei fondi, ivi comprese le dotazioni del Fondo europeo per gli investimenti strategici, che dovrebbero sempre essere complementari ai fondi SIE, al fine di conseguire la riduzione delle disparità a livello regionale; sottolinea la necessità di potenziare il ruolo della BEI nel finanziare l'imprenditoria sociale e le start-up, l'incremento dello sviluppo delle infrastrutture sociali, l'energia rinnovabile, nonché l'efficienza energetica e i progetti dell'economia circolare; rammenta, in questo contesto, che la BEI è un investitore di rilievo anche in paesi non appartenenti all'UE;

4.  evidenzia che il ruolo della BEI nell'ambito della politica di coesione diventa sempre più prominente, visto soprattutto il maggiore utilizzo degli strumenti finanziari unitamente alle sovvenzioni; sottolinea, tuttavia, che il livello di accessibilità di tali strumenti è ancora decisamente basso e che gli Stati membri e le regioni adducono come cause di tale situazione la complessità delle procedure, stabilite sia dal regolamento finanziario che dal regolamento recante disposizioni comuni, i costi e le spese sproporzionati e la concorrenza con strumenti nazionali o regionali più attraenti; accoglie con favore, in questo contesto, la creazione della piattaforma Fi-Compass quale sportello unico per i servizi di consulenza sugli strumenti finanziari previsti dalla politica di coesione; chiede ciononostante un'ulteriore assistenza tecnica e la semplificazione delle procedure esistenti, nonché maggiore attenzione allo sviluppo delle capacità per gli intermediari finanziari e sottolinea l'esigenza di mettere meglio in relazione i costi e le spese di gestione alle prestazioni del gestore dei fondi degli strumenti finanziari disposti dai fondi SIE; rammenta tuttavia che le sovvenzioni, in quanto forma efficace di sostegno in molteplici ambiti di intervento pubblico, devono essere mantenute come strumento principale della politica di coesione e che gli strumenti finanziari dovrebbero essere concentrati sui settori in cui presentano un valore aggiunto maggiore rispetto alle sovvenzioni, pur lasciando il loro impiego alla discrezione delle autorità di gestione; sottolinea la necessità di promuovere un quadro più solido per la cooperazione tra la BEI e il Parlamento europeo, al fine di consentire un migliore monitoraggio delle attività della BEI;

5.  ritiene che, quale banca dell'Unione europea, la BEI debba intensificare i propri sforzi al fine di garantire che gli intermediari finanziari con cui collabora non utilizzino né avviino meccanismi di elusione fiscale, in particolare sistemi di pianificazione fiscale aggressiva o pratiche non conformi ai criteri di buona governance fiscale stabiliti dalla legislazione dell'UE, ivi comprese le raccomandazioni e le comunicazioni della Commissione; sottolinea che la BEI dovrebbe anche assicurarsi che gli intermediari finanziari non siano coinvolti in attività di corruzione, riciclaggio, criminalità organizzata o terrorismo;

6.  rileva che nel 2016 oltre il 50 % del totale dei prestiti concessi, compresi quelli a titolo dei fondi SIE, è stato investito nei settori dei trasporti, dell'energia, dell'industria, dell'azione per il clima, nonché della gestione delle acque e dei rifiuti, il che denota una concentrazione tematica adeguata; chiede tuttavia un sostegno aggiuntivo per l'innovazione nel campo dell'energia pulita, la ricerca scientifica e lo sviluppo nel settore delle strategie di specializzazione intelligenti, nonché in settori quali la sanità, l'istruzione e l'infrastruttura sociale; sottolinea che in tutti i settori dovrebbe essere attribuita priorità assoluta ai progetti che sostengono le PMI e il rilancio delle regioni transfrontaliere, nonché delle zone rurali e meno popolate, oltre a quelle meno accessibili e deindustrializzate che sono colpite dalla disoccupazione di lunga durata e alle aree sottosviluppate; sottolinea altresì l'importante ruolo complementare svolto dalla BEI nel sostenere l'Agenda urbana ed esorta a compiere sforzi tesi al risanamento urbano, inclusi investimenti in edifici più efficienti sotto il profilo energetico e sicuri dal punto di vista strutturale; ribadisce, in questo contesto, che ciascuna regione dovrebbe continuare a beneficiare degli investimenti della politica di coesione;

7.  invita la BEI a considerare l'adozione dei marcatori climatici OCSE di Rio utilizzati per monitorare e controllare le spese per il clima dei fondi SIE, al fine di tenere correttamente conto delle attività della BEI relative alla politica di coesione nella valutazione del ruolo svolto dai fondi SIE nella lotta ai cambiamenti climatici;

8.  sottolinea l'importanza del ruolo complementare delle banche e delle istituzioni nazionali nel promuovere l'attuazione di strumenti finanziari su misura adattati alle esigenze locali;

9.  deplora la mancanza di dati relativi al ruolo della BEI in ciascuna fase del ciclo di attuazione della politica di coesione e la limitatezza delle informazioni relative alla misura in cui le attività di prestito della BEI contribuiscono alla politica di coesione; sottolinea la necessità di profondere maggiori sforzi, e invita ad agire in tal senso, per conseguire una migliore trasparenza e una comunicazione più efficace allo scopo di garantire che le informazioni raggiungano i destinatari finali a livello regionale e locale e di accrescere la visibilità dei progetti.

INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

23.11.2017

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

23

1

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Pascal Arimont, Mercedes Bresso, Rosa D'Amato, John Flack, Krzysztof Hetman, Ivan Jakovčić, Constanze Krehl, Sławomir Kłosowski, Iskra Mihaylova, Andrey Novakov, Younous Omarjee, Konstantinos Papadakis, Stanislav Polčák, Monika Smolková, Ruža Tomašić, Matthijs van Miltenburg, Lambert van Nistelrooij, Joachim Zeller

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Andor Deli, John Howarth, Ivana Maletić, Jan Olbrycht, Bronis Ropė, Davor Škrlec, Damiano Zoffoli

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

23

+

ALDE

Ivan Jakovčić, Iskra Mihaylova, Matthijs van Miltenburg

ECR

John Flack, Sławomir Kłosowski, Ruža Tomašić

GUE/NGL

Younous Omarjee

PPE

Pascal Arimont, Andor Deli, Krzysztof Hetman, Ivana Maletić, Andrey Novakov, Jan Olbrycht, Stanislav Polčák, Joachim Zeller, Lambert van Nistelrooij

S&D

Mercedes Bresso, John Howarth, Constanze Krehl, Monika Smolková, Damiano Zoffoli

Verts/ALE

Bronis Ropė, Davor Škrlec

1

-

NI

Konstantinos Papadakis

1

0

EFDD

Rosa D'Amato

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti


INFORMAZIONI SULL’APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

24.1.2018

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

30

3

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Nedzhmi Ali, Jean Arthuis, Richard Ashworth, Gérard Deprez, Manuel dos Santos, André Elissen, José Manuel Fernandes, Eider Gardiazabal Rubial, Jens Geier, Ingeborg Gräßle, Monika Hohlmeier, John Howarth, Zbigniew Kuźmiuk, Siegfried Mureşan, Liadh Ní Riada, Jan Olbrycht, Răzvan Popa, Paul Rübig, Petri Sarvamaa, Patricija Šulin, Eleftherios Synadinos, Indrek Tarand, Isabelle Thomas, Inese Vaidere, Monika Vana, Tiemo Wölken

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Xabier Benito Ziluaga, Heidi Hautala, Ivana Maletić, Stanisław Ożóg, Ivan Štefanec

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Rosa Estaràs Ferragut, Dietmar Köster, Monika Smolková


VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

30

+

ALDE

Nedzhmi Ali, Jean Arthuis, Gérard Deprez

ECR

Richard Ashworth, Zbigniew Kuźmiuk, Stanisław Ożóg

PPE

Rosa Estaràs Ferragut, José Manuel Fernandes, Ingeborg Gräßle, Monika Hohlmeier, Ivana Maletić, Siegfried Mureşan, Jan Olbrycht, Paul Rübig, Petri Sarvamaa, Ivan Štefanec, Patricija Šulin, Inese Vaidere

S&D

Eider Gardiazabal Rubial, Jens Geier, John Howarth, Dietmar Köster, Răzvan Popa, Manuel dos Santos, Monika Smolková, Isabelle Thomas, Tiemo Wölken

VERTS/ALE

Heidi Hautala, Indrek Tarand, Monika Vana

3

-

ENF

André Elissen

GUE/NGL

Xabier Benito Ziluaga

NI

Eleftherios Synadinos

1

0

GUE/NGL

Liadh Ní Riada

 

Correzioni di voto

+

 

-

Liadh Ní Riada

0

 

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

Ultimo aggiornamento: 14 febbraio 2018Avviso legale