Procedura : 2018/0801(NLE)
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A8-0027/2018

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RELAZIONE     
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22.2.2018
PE 616.842v02-00 A8-0027/2018

sulla proposta nomina di Annemie Turtelboom a membro della Corte dei conti

(C8-0008/2018 – 2018/0801(NLE))

Commissione per il controllo dei bilanci

Relatore: Indrek Tarand

PROPOSTA DI DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 ALLEGATO 1: CURRICULUM VITAE DI Annemie Turtelboom
 ALLEGATO 2: RISPOSTE DI Annemie Turtelboom AL QUESTIONARIO
 PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROPOSTA DI DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla proposta nomina di Annemie Turtelboom a membro della Corte dei conti

(C8-0008/2018 – 2018/0801(NLE))

(Consultazione)

Il Parlamento europeo,

–  visto l'articolo 286, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma del quale è stato consultato dal Consiglio (C8-0008/2018),

–  visto l'articolo 121 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A8-0027/2018),

A.  considerando che la commissione per il controllo dei bilanci ha valutato le qualifiche della candidata proposta, segnatamente in relazione alle condizioni di cui all'articolo 286, paragrafo 1, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea;

B.  considerando che, nella sua riunione del 20 febbraio 2018, la commissione per il controllo dei bilanci ha proceduto all'audizione del candidato designato dal Consiglio a membro della Corte dei conti;

1.  esprime parere positivo sulla proposta del Consiglio di nominare Annemie Turtelboom membro della Corte dei conti;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione al Consiglio e, per conoscenza, alla Corte dei conti nonché alle altre istituzioni dell'Unione europea e alle istituzioni di controllo degli Stati membri.


ALLEGATO 1: CURRICULUM VITAE DI Annemie Turtelboom

Cariche e funzioni pubbliche

dal 2016 ad oggi  deputata del parlamento federale belga

2014 – 2016  vice primo ministro, ministro del bilancio, delle finanze e dell'energia, governo delle Fiandre

2012 – 2014   ministro della Giustizia, governo federale belga

2009 – 2012  ministro degli Affari interni, governo federale belga

2008 – 2009  ministro per l'Asilo e la migrazione, governo federale belga

2008 – 2014  membro, Consiglio «Giustizia e affari interni», Unione europea,

2010  presidente, Consiglio «Giustizia e affari interni», Unione europea,

2003 – 2007  deputata del parlamento federale belga

dal 2012 – ad oggi  membro del Consiglio comunale di Anversa

dal 2012 – ad oggi   membro del consiglio di amministrazione, porto di Anversa  

2006 – 2012  membro del Consiglio comunale di Puurs

2000 – 2006   membro del Centro pubblico per il benessere sociale di Puurs

2008   membro del personale, gabinetto del primo ministro  

2001 – 2003   capo del dipartimento marketing, Katholieke Hogeschool di Lovanio

1993 – 2001   docente, Katholieke Hogeschool di Lovanio

Istruzione

1993    master in economia (con encomio), Katholieke Hogeschool di Lovanio

1988    certificato di abilitazione all'insegnamento, Guardini

Lingue

Olandese   lingua materna

Inglese  fluente

Francese    fluente


ALLEGATO 2: RISPOSTE DI Annemie Turtelboom AL QUESTIONARIO

Esperienza professionale

1.  Descriva l'esperienza professionale da Lei maturata nelle finanze pubbliche, nei settori della pianificazione o dell'esecuzione del bilancio, della gestione o del controllo di bilancio o dell'audit.

Anche se il CV elenca tutta la mia esperienza professionale, vorrei comunque sviluppare il mio percorso nei settori citati, che è iniziato durante i miei studi in economia. Ho acquisito una profonda comprensione dei principi di base della pianificazione, della gestione e del controllo delle finanze pubbliche soprattutto nei corsi di finanza pubblica. Successivamente, nel corso della mia carriera, ho consolidato tali conoscenze tramite l'insegnamento universitario nell'ambito del programma relativo alla contabilità e alla politica di bilancio.

Durante il mio mandato di vice primo ministro, di ministro del Bilancio, delle finanze e dell'energia del governo fiammingo, mi sono occupata principalmente della gestione delle finanze pubbliche e della responsabilità per la rendicontazione e il controllo dell'uso dei fondi pubblici. Sono stata responsabile della redazione e del controllo dei bilanci 2014 e 2015. Durante questo periodo ho collaborato strettamente con la Corte dei conti del Belgio, e ho chiesto sia le relazioni annuali sul bilancio fiammingo che le relazioni speciali concernenti anche la sicurezza delle informazioni dell'Agenzia delle imposte fiamminga e l'attuazione del sistema europeo dei conti (SEC) da parte del governo fiammingo. Inoltre ho partecipato alla valutazione dell'incidenza finanziaria e di bilancio della sesta riforma dello Stato belga.

In tutta la mia carriera politica ha sempre svolto un ruolo chiave l'attività nell'ambito delle finanze pubbliche. Dopo aver esercitato numerosi mandati come deputata della Camera dei rappresentanti federale belga e aver trascorso otto anni nel governo federale e fiammingo, sono consapevole delle responsabilità fondamentali connesse alla gestione e al controllo delle finanze pubbliche.

Durante gli anni trascorsi come ministro del governo belga e come responsabile dei dipartimenti della sicurezza, dell'asilo, della migrazione, e successivamente degli affari interni e della giustizia, ho elaborato i piani di bilancio per ciascun dipartimento coordinandone il loro controllo. Ho continuato a impegnarmi per ottimizzare l'efficienza e i risultati e ho chiesto a tal fine numerosi audit da parte della Corte dei conti del Belgio.

In veste di ministro per la sicurezza interna ho lavorato inoltre in stretta cooperazione con il comitato permanente di controllo dei servizi di polizia, nonché con il comitato di revisione delle agenzie di intelligence permanenti del Belgio. Entrambi gli organismi eseguono audit di performance nell'ambito della struttura di sicurezza e intelligence belga, ed entrambi sono estremamente importanti nel gestire e riformare in maniera efficiente i pertinenti dipartimenti di sicurezza.

Ho anche collaborato con il Consiglio superiore della giustizia, che, tra l'altro, contribuisce a far funzionare meglio il sistema giudiziario belga attraverso il controllo esterno mediante le attività di audit.

2.  Quali sono stati i risultati più importanti della Sua carriera professionale fino ad ora?

In veste di ministro della Giustizia del Belgio mi sono concentrata innanzitutto sulla prima profonda riforma della struttura dei tribunali belgi dai tempi di Napoleone. La riforma ha compreso, tra l'altro, la riduzione del numero di distretti giudiziari da 27 a 12, il rafforzamento generale della terza branca mediante la concessione di una maggiore autonomia ai magistrati, e un cambiamento verso una cultura orientata al rendimento, in cui gli accordi di gestione verranno utilizzati e sottoposti ad audit dall'istituzione superiore di controllo belga al fine di aumentare l'efficienza e valutarne l'efficacia. In questo periodo il mio obiettivo di tutte le riforme è stato l'aumento dell'efficienza. Inoltre, in questo periodo, ho supervisionato lo sviluppo di un codice legale di arbitrato belga, che consente alle imprese di risolvere le loro controversie tramite l'arbitrato e la mediazione anziché con battaglie in sede giudiziaria.

Anche l'efficienza e la trasparenza sono stati i principi guida per le mie riforme come ministro degli Affari interni. Sotto la mia supervisione è stata effettuata la riforma del corpo dei vigili del fuoco ed è stato ridotto il numero dei distretti di polizia. Tali riforme hanno coinciso con i tumultuosi anni all'interno del dipartimento Affari interni, su cui gravava la responsabilità di gestire numerose calamità, tra cui un'importante esplosione di gas, una collisione tra treni e le inondazioni. Inoltre ho gestito un'elezione non attesa e la Presidenza belga del Consiglio dell'Unione europea.

In qualità di membro del governo fiammingo mi sono occupata principalmente della riforma fiscale. Sono stata responsabile della riduzione delle imposte a carico delle coppie in via di separazione per quanto concerne la ripartizione della loro abitazione. Inoltre ho orientato il codice fiscale per il trasporto personale nella direzione dell'ecocompatibilità per offrire incentivi a favore di veicoli a basse o a zero emissioni. Infine, ho gettato le basi per una riforma approfondita del diritto e delle imposte di successione, che è in fase di ultimazione da parte del mio successore.

3.  Qual è stata l'esperienza professionale da Lei maturata all'interno di organizzazioni o istituzioni internazionali multiculturali e multilinguistiche con sede al di fuori del Suo paese?

Lavorare in un ambiente internazionale è stato un elemento costante della mia carriera. Tra le mie responsabilità di ministro per i dipartimenti di sicurezza vi è stata la rappresentanza del Belgio nell'ambito del Consiglio Giustizia e affari interni (GAI), di cui sono stata membro per sei anni e che ho presieduto durante la Presidenza belga nel 2010. Come presidente del GAI ho partecipato a numerosi colloqui trilaterali sulla sicurezza a Washington e a Bruxelles e sul terrorismo e la radicalizzazione a Madrid. Inoltre ho avuto contatti e incontri regolari con le organizzazioni internazionali, quali le Nazioni Unite, il Consiglio d'Europa, l'OCSE, Europol ed Eurojust, nonché colloqui bilaterali con alcuni paesi partner come il Marocco e la Grecia. In veste di ministro dell'Energia nel governo fiammingo ho visitato spesso progetti energetici innovativi all'estero e ho collaborato costantemente nell'ambito del consiglio del Benelux.

Inoltre, la mia attività come deputata del parlamento mi ha dato l'ampia opportunità di cooperare con le organizzazioni internazionali. Ho partecipato anche come oratore principale a un'ampia varietà di conferenze, e ha collaborato a numerose iniziative internazionali. Merita di essere citato in particolare l'intervento principale in occasione del vertice Tatra GLOBSEC 2016 e la successiva attività nell'ambito dell'iniziativa di riforma dell'intelligence GLOBSEC (GIRI). Ho partecipato alla missione di osservazione elettorale dell'OSCE in occasione delle elezioni armene del 2016.

Inoltre, da agosto a dicembre 2017 ho vissuto e studiato in un ambiente multiculturale e multilinguistico quando sono stata selezionata per il programma mondiale Yale Greenberg. In questa università Ivy League non solo ho partecipato a un impegnativo programma di corsi, ma ho anche tenuto varie lezioni sull'Unione europea e ho fornito consulenza a vari studenti internazionali sulla futura pianificazione della carriera nel corso dei loro studi.

4.  Le è stato concesso il discarico, qualora la procedura fosse prevista, per le funzioni di gestione che ha esercitato in precedenza?

Ai sensi del diritto belga, il parlamento approva la relazione annuale del governo sull'esecuzione del bilancio, dopo aver preso atto della sentenza della corte dei conti belga. Una procedura simile esiste per l'esecuzione del bilancio nella regione fiamminga. Dal punto di vista giuridico, tali procedure differiscono sotto molti aspetti dalla procedura di discarico del Parlamento europeo.

5.  Quali delle Sue precedenti posizioni professionali sono state il risultato di una nomina politica?

Come spiegato nel mio CV e nelle risposte a precedenti domande, ho occupato quattro diversi posti ministeriali, ovvero consecutivamente: 1) ministro dell'Asilo e della migrazione, 2) ministro degli Affari interni, 3) ministro della Giustizia (tutti nel governo belga), e 4) vice primo ministro, ministro del Bilancio, delle finanze e dell'energia del governo fiammingo. Tutte le citate posizioni sono state il risultato di nomine politiche.

Inoltre, in quanto consigliere eletto nel consiglio comunale di Anversa, sono stata nominata per rappresentare il consiglio nel consiglio di amministrazione del porto di Anversa, nonché nel suo comitato di audit. Dal 2006 al 2012 sono stata nominata, in veste di consigliere comunale del Comune di Puurs, a occupare un posto nel consiglio locale del Centro pubblico per il benessere sociale (OCMW/CPAS).

6.  Quali sono state le tre decisioni più importanti cui ha partecipato nel corso della Sua carriera?

Come indicato in precedenza, la riforma generale del dipartimento di Giustizia, che ho supervisionato, è tra i maggiori traguardi della mia carriera professionale e ha implicato le decisioni più importanti alle quali ho partecipato. L'obiettivo principale di questa riforma è la devoluzione di competenze finanziarie, che attribuisce ai distretti giudiziari una maggiore autonomia finanziaria, i quali sono soggetti all'audit da parte della Corte dei conti del Belgio. Queste riforme aumentano significativamente la qualità delle prestazioni e l'efficacia dell'intero sistema giudiziario.

Ho preso parte ai negoziati e alle decisioni finali della sesta riforma dello Stato belga, che ha incluso un ulteriore notevole trasferimento di competenze dal livello nazionale a quello regionale. Tale riforma è stata il risultato della formazione del governo belga nel periodo 2010-2011, inoltre la riforma ha conferito alle regioni competenze economiche e in materia di occupazione e ha dato alle comunità la responsabilità per la politica familiare. Inoltre, dopo la riforma, le comunità e le regioni sono finanziate in maniera diversa e si avvalgono di una maggiore autonomia di bilancio.

Sono stata il primo ministro belga competente per un portafoglio specifico in materia di Asilo e migrazione, e questo in circostanze difficili. Il mio duro lavoro al governo mi ha indotto ad assumere l'incarico di ministro per gli Affari interni, la prima donna ad occupare tale incarico nella storia del Belgio.

Nel corso della mia carriera politica ho preso parte a numerose altre decisioni importanti. A tale riguardo rinvio alle mie risposte alle domande da 1 a 3.

Indipendenza

7.  Il trattato prevede che i membri della Corte dei conti esercitino le proprie funzioni "in piena indipendenza". In che modo intenderebbe rispettare tale obbligo nello svolgimento delle Sue future mansioni?

L'indipendenza è un presupposto fondamentale per il funzionamento di qualsiasi istituzione superiore di audit. Tale indipendenza è sancita agli articoli 285-287 del TFUE, oltre ad essere ampiamente illustrata nella dichiarazione di Lima rilasciata dall'Organizzazione internazionale delle istituzioni superiori di controllo. Sostengo pienamente questi principi, e intendo mantenerli in maniera incondizionata in veste di membro della Corte. Non sarò influenzata dalle organizzazioni sottoposte ad audit, e non dipenderò da tali organizzazioni, né prenderò istruzioni da governi o altri soggetti.

Per garantire la mia completa indipendenza, mi dimetterò dai miei mandati politici e non svolgerò alcuna attività che possa compromettere la mia indipendenza in futuro. Nell'esercizio delle mie funzioni di membro, eviterò qualsiasi situazione di conflitto di interessi, compreso lo svolgimento di attività professionali esterne o l'esercizio di mandati politici. Eviterò inoltre qualsiasi situazione suscettibile di essere considerata in conflitto.

8.  Detiene (oppure i Suoi parenti stretti, quali genitori, fratelli e sorelle, coniuge e figli, detengono) partecipazioni finanziarie o in un'impresa, o altri impegni di tale natura, che potrebbero entrare in conflitto con le Sue eventuali future funzioni?

No, né io né i miei parenti stretti deteniamo partecipazioni in un'impresa o finanziarie, né impegni che potrebbero entrare in conflitto con le mie eventuali future funzioni di membro della Corte dei conti.

9.  È disposta a comunicare al presidente della Corte tutti i suoi interessi finanziari e gli altri impegni, nonché a renderli pubblici?

Si, naturalmente. In veste di rappresentante eletta in Belgio, sono già tenuta a presentare una dichiarazione di interessi, cui ho sempre ottemperato tempestivamente e correttamente.

10.  È coinvolta in procedimenti giudiziari in corso? In caso affermativo, fornisca informazioni dettagliate al riguardo.

No, non sono coinvolta in alcun procedimento giudiziario in corso.

11.  Detiene un ruolo attivo o esecutivo in politica e, se sì, a quale livello? Ha avuto incarichi di natura politica negli ultimi 18 mesi? In caso affermativo, fornisca informazioni dettagliate al riguardo.

Si. Sono stata eletta alla Camera dei rappresentanti belga nelle elezioni politiche del 2014, e ho assunto l'incarico nel giugno 2016. In parlamento sono membro della commissione per gli affari esteri. Sono stata eletta separatamente nel consiglio comunale di Anversa dal 1º gennaio 2013. Faccio parte e sono membro dell'Ufficio di presidenza del partito fiammingo (Open Vld).

12.  Sarebbe disposta a dimettersi da ogni mandato elettivo o ad abbandonare ogni funzione attiva che comporti responsabilità in seno a un partito politico in caso di nomina a membro della Corte dei conti?

Si. Provvederò a dimettermi da ogni funzione attiva al fine di esercitare in maniera indipendente i miei compiti come revisore contabile.

13.  Come si comporterebbe di fronte a un caso di grave irregolarità, o addirittura frode e/o corruzione, in cui siano coinvolte persone provenienti dal suo Stato membro di origine?

Nell'ambito della frode e della corruzione non si operano distinzioni tra nazionalità, e nemmeno per quanto concerne il fatto di affrontarle. Ogni membro della Corte dovrebbe agire in piena imparzialità e integrità, rispettando le norme interne e la procedura standard della Corte. Di fronte a gravi casi di irregolarità, frode o corruzione che coinvolgano una o più persone del mio Stato membro, agirei pertanto come in qualsiasi altro caso di qualsiasi altro Stato membro, con professionalità e un approccio proattivo.

In caso di sospetto di frode, segnalerei tempestivamente la questione al presidente della Corte e garantirei che i casi di frode siano trasmessi all'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF), come imposto da una decisione della Corte relativa alla cooperazione tra la Corte dei conti europea e l'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) per quanto concerne i casi di presunta frode rilevati dalla Corte dei conti europea nel corso della sua attività di audit o di cui essa dovesse venire a conoscenza sotto forma di denunce non sollecitate da parte di terzi.

Esercizio delle funzioni

14.  Quali dovrebbero essere le caratteristiche principali di una cultura di sana gestione finanziaria nell'ambito di qualunque amministrazione pubblica? Come potrebbe contribuire al suo rafforzamento la Corte dei conti?

Le caratteristiche principali di una cultura di sana gestione finanziaria in un servizio pubblico consistono nella presenza di sistemi funzionali, ovvero di sistemi operativi e di controllo. I sistemi dovrebbero essere basati su un modello di "tre linee di difesa":

–  Funzioni titolari e di gestione del rischio

–  Funzioni che vigilano o sono specializzate nella gestione del rischio e della conformità

–  Funzioni che forniscono una garanzia indipendente, compreso l'audit.

Tutte le attività di gestione del denaro dei contribuenti in qualsiasi servizio pubblico dovrebbero seguire i principi delle tre "E" definiti nel regolamento finanziario applicabile al bilancio generale dell'Unione europea: economia (procurarsi i mezzi necessari in tempo utile, nella giusta quantità e qualità e al prezzo migliore), efficienza (il massimo risultato utile partendo da un dato livello di mezzi di produzione) ed efficacia (raggiungere gli obiettivi specifici e i risultati attesi dell'attività). Attraverso la fornitura di relazioni di audit indipendenti, pertinenti e in maniera tempestiva, la Corte dei conti può rispettare tali principi di sana gestione finanziaria.

Il controllo interno della gestione finanziaria costituisce un elemento essenziale di buona governance. La Corte svolge un ruolo fondamentale nel garantire la rendicontabilità all'interno del quadro istituzionale dell'Unione europea. Mediante la pubblicazione di relazioni che specificano le buone pratiche e l'individuazione di situazioni che richiedono un miglioramento, la Corte si trova nella posizione unica di informare in modo imparziale sia il Parlamento europeo che i cittadini dell'UE sul modo in cui sono gestiti i loro fondi. Tale ruolo e responsabilità forniscono alla Corte la responsabilità condivisa di accrescere la fiducia dei cittadini nel quadro istituzionale dell'UE e nella gestione finanziaria.

Oltre a periodici audit finanziari e di conformità, anche una sana gestione finanziaria comporta controlli di gestione, della cui importanza sono consapevole e che ho potuto comprendere nel corso della mia carriera, come evidenziato nella mia risposta alla domanda n. 1. Ѐ di fondamentale importanza che la Corte dei conti europea esamini il fatto se una cultura di gestione finanziaria all'interno del quadro istituzionale dell'UE fornisca l'insieme degli obiettivi strategici in maniera economica ed efficiente. Le conclusioni e le raccomandazioni della Corte dovrebbero essere attuate nella misura massima del possibile da parte delle pertinenti istanze di gestione nell'ambito delle loro procedure.

Pertanto, eseguendo il suo ruolo in maniera impeccabile, la Corte è essenziale per salvaguardare la trasparenza, l'integrità e una chiara catena di responsabilità all'interno dell'Unione europea. La relazione annuale della Corte è un elemento fondamentale per migliorare gradualmente la sana gestione finanziaria all'interno dell'UE, inoltre dovrebbe essere pubblicata in maniera tale da garantire la massima pertinenza e utilità.

15.  Ai sensi del trattato, la Corte assiste il Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni di controllo dell'esecuzione del bilancio. In che modo si potrebbe migliorare ulteriormente, a Suo avviso, la cooperazione fra la Corte e il Parlamento europeo (e in particolare la sua commissione per il controllo dei bilanci) per potenziare sia il controllo pubblico delle spese di carattere generale sia il loro utilizzo ottimale?

La Corte dei conti europea è un'istituzione indipendente, ma ciò non significa che le sue attività vengano esercitate in maniera isolata. Sulla base degli articoli 287 e 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, una buona relazione tra il Parlamento europeo e, in particolare, la sua commissione per il controllo dei bilanci, è fondamentale per il controllo dell'esecuzione del bilancio dell'UE. Se migliora il seguito dato dal Parlamento europeo alle relazioni della Corte, l'impatto delle conclusioni e delle raccomandazioni della Corte sarà più significativo. Per massimizzare l'efficienza della cooperazione è necessario il contributo del Parlamento all'inizio della fase di pianificazione del programma di lavoro della Corte. A tal fine sono essenziali uno stretto dialogo e contatti frequenti tra la Corte e il Parlamento. Cercherei di capire le esigenze in materia di informazione del Parlamento europeo in termini di approccio di audit e risultati e sosterrei il programma di lavoro annuale della Corte dei conti integrando un maggior numero di audit incentrati sulle priorità del PE per i cittadini dell'UE.

Inoltre, al fine di accrescere la visibilità, la Corte dovrebbe mirare a collaborare con una più ampia gamma di commissioni, in particolare per quanto concerne le relazioni specifiche e settoriali. Sebbene, naturalmente, il Parlamento europeo decida autonomamente su come organizzare il proprio funzionamento interno, la Corte potrebbe individuare e raccomandare aree in cui una maggiore cooperazione potrebbe essere vantaggiosa per entrambe le istituzioni.

16.  Quale ritiene sia il valore aggiunto del controllo di gestione e come pensa che i risultati debbano essere integrati nelle procedure di gestione?

Il manuale del controllo di gestione della Corte dei conti e altre norme internazionali definiscono il controllo di gestione come un esame indipendente, oggettivo e affidabile per valutare se le imprese, i sistemi, le operazioni, i programmi, le attività o le organizzazioni funzionino in conformità dei principi di economia, efficienza ed efficacia tenendo conto di altri principi pertinenti come l'uguaglianza, l'ambiente e l'etica. Pertanto, il controllo di gestione è un necessario complemento alla revisione finanziaria, in particolare dal momento in cui i programmi di governo, che crescono in dimensione e complessità, utilizzano il denaro dei contribuenti. Accoglierei pertanto con favore il passaggio della Corte verso un migliore equilibrio tra gli audit finanziari e di gestione. Gli audit di gestione consentono al Parlamento europeo e ai cittadini dell'UE di pervenire a una maggiore conoscenza del rapporto costi-benefici, aumentando in tal modo la trasparenza e la responsabilità democratica.

Gli audit di gestione e le rispettive relazioni che ne conseguono (speciali) possono individuare, in misura maggiore rispetto agli audit finanziari, le aree in cui è possibile incrementare i principi di economia, efficienza ed efficacia. Tali risultati dovrebbero poi essere comunicati in modo chiaro e concreto al Parlamento europeo, alle istituzioni competenti e al pubblico in generale, al fine di massimizzare le conoscenze e aumentare le probabilità di attuazione delle buone pratiche e di altre raccomandazioni.

Il calendario di tali audit di gestione deve essere inoltre pianificato in maniera adeguata. Una pianificazione attenta garantirà che le conclusioni e le raccomandazioni siano disponibili in maniera tempestiva per contribuire al processo decisionale dell'UE. Inoltre possono sostenere anche le future revisioni di regolamenti, contribuire a ridefinire gli obiettivi strategici, ed essere di sostegno alle discussioni relative ai quadri finanziari pluriennali e/o alla progettazione di programmi futuri dell'UE.

17.  In che modo si potrebbe migliorare la collaborazione tra la Corte dei conti, le istituzioni nazionali di audit e il Parlamento europeo (commissione per il controllo dei bilanci) per quanto riguarda l'audit del bilancio dell'UE?

Mentre resta essenziale la relativa indipendenza tra le istituzioni superiori nazionali di controllo e quelle europee, come affermato nell'articolo 287, paragrafo 3, è necessaria una più stretta cooperazione tra questi livelli in uno spirito di fiducia. Tale cooperazione dovrebbe essere promossa dal comitato di contatto della Corte dei conti europea e prevede vari approcci. In primo luogo, la Corte dei conti europea e le istituzioni nazionali di controllo potrebbero aumentare la condivisione delle migliori pratiche. In merito all'audit della conformità, la Corte dei conti europea dovrebbe diffondere le sue metodologie pertinenti tra le istituzioni nazionali interessate, e viceversa. Per quanto riguarda i controlli di gestione, le istituzioni di livello europeo e nazionale potrebbero collaborare, sebbene non senza difficoltà, in settori che richiedono un consenso più ampio nella società. In secondo luogo, gli audit a livello nazionale ed europeo potrebbero essere coordinati per evitare sovrapposizioni e aumentare l'efficienza.

Prendo atto dell'auspicio del Parlamento europeo relativo a una più stretta cooperazione in materia di revisione del bilancio dell'UE. In qualità di membro, promuoverei i rapporti con il Parlamento europeo e mi impegnerei attivamente nel dialogo con la commissione per il controllo dei bilanci e altre parti interessate pertinenti.

18.  In che modo si potrebbe sviluppare ulteriormente, a Suo avviso, la stesura di relazioni da parte della Corte dei conti in modo da dare al Parlamento europeo tutte le informazioni necessarie sull'accuratezza dei dati forniti dagli Stati membri alla Commissione europea?

Tutte le relazioni prodotte dalla Corte dei conti europea dovrebbero essere comunicate innanzitutto in modo chiaro. Tale obbligo è illustrato in modo esauriente nella strategia della Corte per il 2018-2020. Inoltre, le relazioni dovrebbero essere pertinenti, utili e tempestive.

Affinché la Corte produca relazioni chiare, essa necessita di informazioni attendibili e accurate fornite dagli Stati membri alla Commissione. Poiché la Corte non può chiedere tali informazioni direttamente agli Stati membri, è opportuno sottolineare alla Commissione l'importanza della qualità dei dati nel quadro del suo dialogo con gli Stati membri.

L'obiettivo della Corte dei conti dovrebbe essere sempre quello di produrre un valore aggiunto per l'attività del Parlamento europeo. A tale proposito, accolgo con favore la creazione, da parte della Corte dei conti europea, di un gruppo di lavoro ad alto livello per esaminare le possibilità di accrescere ulteriormente il valore aggiunto delle sue relazioni annuali per i suoi utenti, in particolare per quanto concerne il Parlamento europeo. Ciò può avvenire fornendo più informazioni geografiche, valutando la performance di ulteriori settori del bilancio dell'UE e attingendo garanzie dai controlli interni a livello dell'UE e degli Stati membri. Poiché queste proposte sono state adottate nel 2017, mi auguro di vedere il valore aggiunto nelle future relazioni della Corte dei conti europea.

Altre questioni

19.  Ritirerebbe la sua candidatura se il parere del Parlamento in merito alla Sua nomina a membro della Corte fosse sfavorevole?

Si.


PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Titolo

Rinnovo parziale dei membri della Corte dei conti - candidato BE

Riferimenti

05161/2018 – C8-0008/2018 – 2018/0801(NLE)

Consultazione / Richiesta di approvazione

11.1.2018

 

 

 

Commissione competente per il merito

       Annuncio in Aula

CONT

18.1.2018

 

 

 

Relatori

       Nomina

Indrek Tarand

17.1.2018

 

 

 

Approvazione

20.2.2018

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

20

2

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Nedzhmi Ali, Inés Ayala Sender, Martina Dlabajová, Luke Ming Flanagan, Ingeborg Gräßle, Cătălin Sorin Ivan, Arndt Kohn, Monica Macovei, José Ignacio Salafranca Sánchez-Neyra, Claudia Schmidt, Bart Staes, Indrek Tarand, Marco Valli, Derek Vaughan, Tomáš Zdechovský, Joachim Zeller

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Richard Ashworth, Brian Hayes, Miroslav Poche, Patricija Šulin

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Monika Smolková, Hilde Vautmans

Deposito

22.2.2018

Ultimo aggiornamento: 23 febbraio 2018Avviso legale