Procedura : 2016/0337(CNS)
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Ciclo del documento : A8-0050/2018

Testi presentati :

A8-0050/2018

Discussioni :

PV 14/03/2018 - 15
CRE 14/03/2018 - 15

Votazioni :

PV 15/03/2018 - 10.10
Dichiarazioni di voto

Testi approvati :

P8_TA(2018)0088

RELAZIONE     *
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1.3.2018
PE 608.050v02-00 A8-0050/2018

sulla proposta di direttiva del Consiglio relativa a una base imponibile comune per l'imposta sulle società

(COM(2016)0685 – C8-0472/2016 – 2016/0337(CNS))

Commissione per i problemi economici e monetari

Relatore: Paul Tang

PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 PARERE DI MINORANZA
 PARERE della commissione giuridica
 PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO
 VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla proposta di direttiva del Consiglio relativa a una base imponibile comune per l'imposta sulle società

(COM(2016)0685 – C8-0472/2016 – 2016/0337(CNS))

(Procedura legislativa speciale – consultazione)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Consiglio (COM(2016)0685),

–  visto l'articolo 115 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma del quale è stato consultato dal Consiglio (C8-0472/2016),

–  visti i pareri motivati inviati dal Parlamento danese, della Camera dei deputati irlandese, del Senato irlandese, della Camera dei deputati lussemburghese, del Parlamento maltese, della Prima camera dei Paesi Bassi, della Seconda camera dei Paesi Bassi e del Parlamento svedese, nel quadro del protocollo n. 2 sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità, in cui si dichiara la mancata conformità del progetto di atto legislativo al principio di sussidiarietà,

–  visto l'articolo 78 quater del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per i problemi economici e monetari e il parere della commissione giuridica (A8-0050/2018),

1.  approva la proposta della Commissione quale emendata;

2.  invita la Commissione a modificare di conseguenza la sua proposta, in conformità dell'articolo 293, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea;

3.  invita il Consiglio ad informarlo qualora intenda discostarsi dal testo approvato dal Parlamento;

4.  chiede al Consiglio di consultarlo nuovamente qualora intenda modificare sostanzialmente la proposta della Commissione;

5.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio, alla Commissione e ai parlamenti nazionali.

Emendamento    1

Proposta di direttiva

Considerando 1

Testo della Commissione

Emendamento

(1)  Le imprese che intendono operare su base transfrontaliera all'interno dell'Unione incontrano seri ostacoli e distorsioni di mercato derivanti dalla presenza e dall'interazione di 28 regimi diversi di tassazione delle società. Inoltre le strutture di pianificazione fiscale sono diventate sempre più sofisticate in quanto si sviluppano tra varie giurisdizioni e sfruttano a proprio vantaggio gli aspetti tecnici di un sistema fiscale o i disallineamenti esistenti fra due o più sistemi fiscali allo scopo di ridurre il debito d'imposta della società. Sebbene tali situazioni evidenzino carenze di natura completamente diversa tra loro, entrambe creano ostacoli che impediscono il corretto funzionamento del mercato interno. Un'azione volta a correggere tali problemi dovrebbe quindi tener conto di entrambi i tipi di carenze del mercato.

(1)  Le imprese che intendono operare su base transfrontaliera all'interno dell'Unione incontrano seri ostacoli e distorsioni di mercato derivanti dalla presenza e dall'interazione di 28 regimi diversi di tassazione delle società. Nell'epoca della globalizzazione e della digitalizzazione diventa sempre più difficile risalire alla tassazione in particolare del capitale finanziario e intellettuale in base alla fonte mentre diviene sempre più semplice manipolarla. Inoltre le strutture di pianificazione fiscale sono diventate sempre più sofisticate in quanto si sviluppano tra varie giurisdizioni e sfruttano a proprio vantaggio gli aspetti tecnici di un sistema fiscale o i disallineamenti esistenti fra due o più sistemi fiscali allo scopo di ridurre il debito d'imposta della società. La diffusa digitalizzazione di molti settori dell'economia, unita al rapido sviluppo dell'economia digitale, mette in discussione l'adeguatezza dei modelli d'imposta sulle società dell'Unione concepiti per i settori tradizionali, anche riguardo alla misura in cui si potrebbero ridefinire i criteri di valutazione e calcolo per adeguarli alle attività commerciali del XXI secolo. Sebbene tali situazioni evidenzino carenze di natura completamente diversa tra loro, tutte creano ostacoli che impediscono il corretto funzionamento del mercato interno e generano distorsioni tra le grandi imprese e le piccole e medie imprese. Una nuova norma per una base imponibile per l'imposta sulle società nell'Unione dovrebbe quindi tener conto di tali tipi di carenze del mercato, rispettando nel contempo gli obiettivi di chiarezza e certezza giuridica a lungo termine e il principio della neutralità fiscale. Una maggiore convergenza tra i regimi fiscali nazionali comporterà una diminuzione dei costi e dell'onere amministrativo per le imprese che operano a livello transfrontaliero all'interno dell'Unione. Benché le politiche fiscali siano di competenza degli Stati membri, l'articolo 115 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea stabilisce chiaramente che il Consiglio, deliberando all'unanimità secondo una procedura legislativa speciale e previa consultazione del Parlamento europeo e del Comitato economico e sociale, dovrebbe elaborare direttive volte al ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative in ambito fiscale degli Stati membri che abbiano un'incidenza diretta sull'instaurazione o sul funzionamento del mercato interno.

Emendamento    2

Proposta di direttiva

Considerando 2

Testo della Commissione

Emendamento

(2)  Per sostenere il corretto funzionamento del mercato interno, il contesto di imposizione fiscale delle imprese nell'Unione dovrebbe essere configurato secondo il principio secondo cui le società pagano la loro giusta quota di imposte nelle giurisdizioni in cui generano i loro profitti. È pertanto necessario prevedere meccanismi che scoraggino le imprese dallo sfruttare a proprio vantaggio le asimmetrie tra i regimi fiscali nazionali per ridurre il loro debito d'imposta. È altrettanto importante stimolare la crescita e lo sviluppo economico nel mercato interno facilitando gli scambi transfrontalieri e gli investimenti delle imprese. A tal fine è necessario eliminare la doppia imposizione e la doppia non imposizione nell'Unione annullando le disparità nell'interazione dei regimi nazionali di imposta sulle società. Al tempo stesso le imprese hanno bisogno di un quadro giuridico e fiscale facilmente attuabile per sviluppare la loro attività commerciale ed espandersi nell'Unione al di là delle frontiere nazionali. In tale contesto dovrebbero essere eliminati i casi restanti di discriminazione.

(2)  Per sostenere il corretto funzionamento del mercato interno, il contesto di imposizione fiscale delle imprese nell'Unione dovrebbe essere configurato secondo il principio secondo cui le società pagano la loro giusta quota di imposte nelle giurisdizioni in cui generano i loro profitti e in cui hanno la loro stabile organizzazione. Tenendo conto dei cambiamenti a livello digitale nel contesto imprenditoriale, è necessario garantire che le imprese che generano profitti in uno Stato membro senza disporre di una stabile organizzazione fisica in tale Stato membro, ma aventi una stabile organizzazione digitale in tale Stato membro, siano trattate allo stesso modo delle imprese che dispongono di una stabile organizzazione fisica. È pertanto necessario prevedere meccanismi che scoraggino le imprese dallo sfruttare a proprio vantaggio le asimmetrie tra i regimi fiscali nazionali per ridurre il loro debito d'imposta. È altrettanto importante stimolare la crescita e lo sviluppo economico nel mercato interno facilitando gli scambi transfrontalieri e gli investimenti delle imprese. A tal fine è necessario eliminare la doppia imposizione e la doppia non imposizione nell'Unione annullando le disparità nell'interazione dei regimi nazionali di imposta sulle società. Al tempo stesso le imprese hanno bisogno di un quadro giuridico e fiscale facilmente attuabile per sviluppare la loro attività commerciale ed espandersi nell'Unione al di là delle frontiere nazionali. In tale contesto dovrebbero essere eliminati i casi restanti di discriminazione. Il consolidamento rappresenta un elemento essenziale del regime CCCTB, poiché costituisce l'unico mezzo per superare i principali ostacoli fiscali che le società appartenenti a uno stesso gruppo che opera a livello transfrontaliero devono affrontare all'interno dell'Unione. Il consolidamento elimina le formalità connesse ai prezzi di trasferimento e la doppia imposizione all'interno dello stesso gruppo.

Emendamento    3

Proposta di direttiva

Considerando 3

Testo della Commissione

Emendamento

(3)  Come sottolineato nella proposta di direttiva del Consiglio, del 16 marzo 2011, relativa a una base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società (CCCTB)7, un sistema di tassazione delle imprese che consideri l'Unione come un mercato unico ai fini del calcolo della base imponibile per l'imposta sulle società agevolerebbe le attività transfrontaliere delle imprese residenti nell'Unione e promuoverebbe l'obiettivo di rendere l'Unione un luogo più competitivo per gli investimenti internazionali. La proposta del 2011 di una CCCTB era incentrata sull'obiettivo di facilitare l'espansione dell'attività commerciale delle imprese all'interno dell'Unione. Oltre che di tale obiettivo, si dovrebbe anche tenere conto del fatto che una CCCTB può essere estremamente efficace nel migliorare il funzionamento del mercato interno contrastando i meccanismi di elusione fiscale. In tale ottica è opportuno rilanciare l'iniziativa relativa a una CCCTB in modo da trattare su un piano di parità sia l'aspetto di agevolazione delle attività imprenditoriali sia la funzione di lotta all'elusione fiscale. Tale approccio sarebbe il più idoneo per raggiungere l'obiettivo dell'eliminazione delle distorsioni nel funzionamento del mercato interno.

(3)  Come sottolineato nella proposta di direttiva del Consiglio, del 16 marzo 2011, relativa a una base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società (CCCTB)7, un sistema di tassazione delle imprese che consideri l'Unione come un mercato unico ai fini del calcolo della base imponibile per l'imposta sulle società agevolerebbe le attività transfrontaliere delle imprese residenti nell'Unione e promuoverebbe l'obiettivo di rendere l'Unione un luogo più competitivo per gli investimenti internazionali, in particolare per le piccole e medie imprese. La proposta del 2011 di una CCCTB era incentrata sull'obiettivo di facilitare l'espansione dell'attività commerciale delle imprese all'interno dell'Unione. Oltre che di tale obiettivo, si dovrebbe anche tenere conto del fatto che una CCCTB può essere estremamente efficace nel migliorare il funzionamento del mercato interno contrastando i meccanismi di elusione fiscale. In tale ottica è opportuno rilanciare l'iniziativa relativa a una CCCTB in modo da trattare su un piano di parità sia l'aspetto di agevolazione delle attività imprenditoriali sia la funzione di lotta all'elusione fiscale. Una volta attuata in tutti gli Stati membri, la CCCTB garantirebbe il pagamento delle imposte nel luogo in cui sono realizzati gli utili e in cui le imprese hanno la loro stabile organizzazione. Tale approccio sarebbe il più idoneo per raggiungere l'obiettivo dell'eliminazione delle distorsioni nel funzionamento del mercato interno. Il miglioramento del mercato interno rappresenta un importante fattore di incentivo per la crescita e la creazione di posti di lavoro. L'introduzione di una CCCTB dovrebbe stimolare la crescita economica e creare maggiore occupazione nell'Unione, riducendo la concorrenza fiscale dannosa tra le imprese.

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7 Proposta di direttiva del Consiglio COM (2011) 121 def./2, del 3 ottobre 2011, relativa a una base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società.

7 Proposta di direttiva del Consiglio COM (2011) 121 def./2, del 3 ottobre 2011, relativa a una base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società.

Emendamento    4

Proposta di direttiva

Considerando 3 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(3 bis)  La Commissione, nella sua comunicazione del 21 settembre 2017 dal titolo "A fair and efficient tax system in the European Union for the Digital Single Market" (Un sistema fiscale equo ed efficiente nell'Unione europea per il mercato unico digitale), ha affermato di ritenere che la CCCTB offra le basi per far fronte alle sfide fiscali poste dall'economia digitale.

Emendamento    5

Proposta di direttiva

Considerando 4

Testo della Commissione

Emendamento

(4)  Considerando la necessità di agire rapidamente per garantire il buon funzionamento del mercato interno rendendolo, da un lato, più favorevole agli scambi e agli investimenti, e, dall'altro, più resiliente ai meccanismi di elusione fiscale, è necessario suddividere l'ambiziosa iniziativa in materia di CCCTB in due proposte distinte. In una prima fase dovrebbero essere attuate le norme su una base imponibile comune per l'imposta sulle società prima di passare, in una seconda fase, all'aspetto del consolidamento.

(4)  Considerando la necessità di agire rapidamente per garantire il buon funzionamento del mercato interno rendendolo, da un lato, più favorevole agli scambi e agli investimenti, e, dall'altro, più resiliente ai meccanismi di elusione fiscale, è molto importante garantire che la direttiva relativa a una base imponibile per l'imposta sulle società e la direttiva relativa a una base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società entrino in vigore simultaneamente. Poiché questo cambiamento di regime costituisce un passo importante per il completamento del mercato interno, è necessaria una certa flessibilità per garantire che sia realizzato correttamente fin dall'inizio. Pertanto, dal momento che il mercato interno comprende tutti gli Stati membri, è opportuno introdurre la CCCTB in tutti gli Stati membri. Qualora il Consiglio non adotti una decisione all'unanimità sulla proposta intesa a istituire una CCCTB, la Commissione dovrebbe presentare una nuova proposta fondata sull'articolo 116 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in base alla quale il Parlamento europeo e il Consiglio adottano le necessarie normative secondo la procedura legislativa ordinaria. In ultima istanza, gli Stati membri dovrebbero avviare una cooperazione rafforzata che dovrebbe essere aperta in qualsiasi momento a tutti gli Stati membri non partecipanti ai sensi del trattato sul funzionamento dell'Unione europea. È deplorevole che non sia stata condotta una valutazione d'impatto sufficientemente dettagliata né relativamente alla proposta sulla CCTB né a quella sulla CCCTB in termini di impatto sul gettito fiscale degli Stati membri proveniente dalle imprese paese per paese.

Emendamento    6

Proposta di direttiva

Considerando 5

Testo della Commissione

Emendamento

(5)  In un contesto transfrontaliero sono osservabili numerose strutture di pianificazione fiscale aggressiva, il che implica che i gruppi di società partecipanti dispongano di un minimo di risorse. Sulla base di tale premessa, per motivi di proporzionalità, le norme su una base comune dovrebbero essere obbligatorie solo per le società che appartengono a gruppi di dimensioni considerevoli. A tal fine si dovrebbe fissare una soglia per le dimensioni basata sui ricavi consolidati complessivi di un gruppo che redige bilanci consolidati. Inoltre, per garantire coerenza tra le due fasi dell'iniziativa CCCTB, le norme su una base comune dovrebbero essere obbligatorie per le società che sarebbero considerate un gruppo se l'iniziativa venisse attuata integralmente. Al fine di meglio conseguire l'obiettivo di facilitare gli scambi e gli investimenti nel mercato interno, le norme su una base imponibile comune per l'imposta sulle società dovrebbero essere disponibili come opzione anche per le imprese che non soddisfano tali criteri.

(5)  In un contesto transfrontaliero sono osservabili numerose strutture di pianificazione fiscale aggressiva, il che implica che i gruppi di società partecipanti dispongano di un minimo di risorse. Sulla base di tale premessa, per motivi di proporzionalità, le norme su una base comune dovrebbero essere obbligatorie inizialmente solo per le società che appartengono a gruppi di dimensioni considerevoli. A tal fine si dovrebbe fissare una soglia iniziale per le dimensioni pari a 750 milioni di EUR, basata sui ricavi consolidati complessivi di un gruppo che redige bilanci consolidati. Poiché la presente direttiva fissa una nuova norma per la base imponibile dell'imposta sulle società per tutte le imprese dell'Unione, la soglia dovrebbe essere abbassata a zero nell'arco di un periodo massimo di sette anni. Al fine di meglio conseguire l'obiettivo di facilitare gli scambi e gli investimenti nel mercato interno, le norme su una base imponibile comune per l'imposta sulle società dovrebbero essere disponibili nella prima fase come opzione anche per le imprese che non soddisfano tali criteri.

Emendamento    7

Proposta di direttiva

Considerando 6

Testo della Commissione

Emendamento

(6)  È necessario definire il concetto di stabile organizzazione situata nell'Unione e appartenente ad un contribuente residente a fini fiscali nell'Unione. Lo scopo è garantire che tutti i contribuenti interessati condividano la stessa comprensione del concetto ed escludere la possibilità di un disallineamento dovuto a definizioni divergenti. Non dovrebbe invece essere considerato essenziale disporre di una definizione comune delle stabili organizzazioni situate in un paese terzo o nell'Unione, ma appartenenti a un contribuente residente a fini fiscali in un paese terzo. Questo aspetto dovrebbe essere affrontato nelle convenzioni fiscali bilaterali e nella legislazione nazionale a causa della complessa interazione con gli accordi internazionali.

(6)  È necessario definire il concetto di stabile organizzazione situata nell'Unione e appartenente ad un contribuente residente a fini fiscali nell'Unione. Troppo spesso le società multinazionali prendono provvedimenti per trasferire i loro utili presso regimi fiscali vantaggiosi senza versare alcuna imposta o versando imposte estremamente esigue. La nozione di stabile organizzazione intende offrire una definizione precisa e vincolante dei criteri che dovranno essere soddisfatti da una società multinazionale per dimostrare di essere ubicata in un determinato paese. Tale aspetto obbligherà le società multinazionali a versare le rispettive imposte in maniera equa. Lo scopo è garantire che tutti i contribuenti interessati condividano la stessa comprensione del concetto ed escludere la possibilità di un disallineamento dovuto a definizioni divergenti. Risulta parimenti importante disporre di una definizione comune delle stabili organizzazioni situate in un paese terzo o nell'Unione, ma appartenenti a un contribuente residente a fini fiscali in un paese terzo. Se i prezzi di trasferimento causano il trasferimento degli utili verso una giurisdizione a bassa imposizione, è auspicabile un sistema che assegni gli utili mediante una formula di ripartizione. L'Unione può fissare una norma internazionale su una tassazione moderna ed efficiente delle società adottando un tale sistema. La Commissione dovrebbe elaborare orientamenti per la fase transitoria in cui la formula di ripartizione coesiste con gli altri metodi di assegnazione nei rapporti con i paesi terzi, mentre in ultima istanza la formula di ripartizione dovrebbe costituire il metodo standard di assegnazione. La Commissione dovrebbe elaborare una proposta relativa all'introduzione di un modello unionale di convenzione fiscale che possa, in ultima istanza, sostituire le migliaia di convenzioni bilaterali concluse da ciascuno Stato membro.

Emendamento    8

Proposta di direttiva

Considerando 6 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(6 bis)  I beni digitali sono tendenzialmente caratterizzati da una mobilità e un'immaterialità elevate. Alcuni studi hanno dimostrato che il settore digitale è fortemente coinvolto in pratiche di pianificazione fiscale aggressiva, dato che molti modelli imprenditoriali non necessitano di infrastrutture fisiche per effettuare operazioni con i clienti e realizzare profitti. Ciò consente alle principali società digitali di pagare imposte pari quasi a zero sulle loro entrate. Le tesorerie degli Stati membri perdono miliardi di euro di gettito fiscale per il fatto di non riuscire a tassare le società multinazionali digitali. Per far fronte a tale ingiustizia sociale concreta e urgente, l'attuale normativa sull'imposta sulle società deve essere ampliata al fine di includere un nuovo nesso con la stabile organizzazione digitale sulla base di una presenza digitale significativa. Sono necessarie condizioni di parità per modelli imprenditoriali simili onde affrontare le sfide in ambito fiscale che derivano dal contesto della digitalizzazione, senza ostacolare il potenziale del settore digitale. In tale contesto è opportuno tenere in particolare considerazione il lavoro svolto a livello di OCSE ai fini di un quadro normativo coerente a livello internazionale.

Emendamento    9

Proposta di direttiva

Considerando 8

Testo della Commissione

Emendamento

(8)  Dai ricavi imponibili si dovrebbero dedurre i costi connessi all'attività d'impresa e determinati altri costi. I costi deducibili connessi all'attività d'impresa dovrebbero di norma includere tutti i costi legati alle vendite e i costi connessi alla produzione, al mantenimento e alla garanzia dei redditi. Per sostenere l'innovazione nell'economia e ammodernare il mercato interno dovrebbero essere offerte deduzioni per i costi di ricerca e sviluppo, comprese superdeduzioni; tali costi dovrebbero essere interamente imputati all'anno in cui sono state sostenuti (ad eccezione dei beni immobili). Le piccole imprese in fase di avviamento senza imprese consociate che sono particolarmente innovative (una categoria che comprende in particolare le start-up) dovrebbero inoltre essere sostenute tramite superdeduzioni maggiorate per i costi di ricerca e sviluppo. Per garantire la certezza del diritto è inoltre opportuno stilare un elenco dei costi non deducibili.

(8)  Dai ricavi imponibili si dovrebbero dedurre i costi connessi all'attività d'impresa e determinati altri costi. I costi deducibili connessi all'attività d'impresa dovrebbero di norma includere tutti i costi legati alle vendite e i costi connessi alla produzione, al mantenimento e alla garanzia dei redditi. Per sostenere l'innovazione nell'economia e ammodernare il mercato interno dovrebbero essere offerte deduzioni e i contribuenti dovrebbero ricevere un credito di imposta per le spese reali di ricerca e sviluppo che riguardano spese per il personale, i subappaltatori, i lavoratori tramite agenzia e i liberi professionisti; tali spese dovrebbero essere interamente imputate all'anno in cui sono state sostenute (ad eccezione dei beni immobili). Per evitare un utilizzo improprio delle deduzioni, è necessaria una chiara definizione delle spese reali di ricerca e sviluppo. Per garantire la certezza del diritto è inoltre opportuno stilare un elenco dei costi non deducibili.

Emendamento    10

Proposta di direttiva

Considerando 9

Testo della Commissione

Emendamento

(9)  I recenti sviluppi in materia di fiscalità internazionale hanno evidenziato che, nel tentativo di ridurre il proprio onere fiscale globale, i gruppi di imprese multinazionali ricorrono sempre più a pratiche di elusione fiscale che comportano l'erosione della base imponibile e il trasferimento degli utili attraverso pagamenti di interessi eccessivi. È pertanto necessario limitare la deducibilità degli interessi (e degli altri costi finanziari) al fine di scoraggiare tali pratiche. In tale contesto la deducibilità dei costi relativi agli interessi (e degli altri costi finanziari) dovrebbe essere consentita senza restrizioni solo nella misura in cui tali costi possono essere compensati con interessi attivi imponibili (e altre entrate finanziarie). L'eventuale eccedenza dei costi relativi agli interessi dovrebbe tuttavia essere soggetta a limitazioni della deducibilità, da determinare con riferimento al reddito imponibile del contribuente prima di interessi, imposte, svalutazioni e ammortamenti (EBITDA).

(9)  I recenti sviluppi in materia di fiscalità internazionale hanno evidenziato che, nel tentativo di ridurre il proprio onere fiscale globale, i gruppi di imprese multinazionali ricorrono sempre più a pratiche di elusione fiscale che comportano l'erosione della base imponibile e il trasferimento degli utili attraverso pagamenti di interessi eccessivi. È pertanto necessario limitare la deducibilità degli interessi (e degli altri costi finanziari) al fine di scoraggiare tali pratiche. In tale contesto la deducibilità dei costi relativi agli interessi (e degli altri costi finanziari) dovrebbe essere consentita senza restrizioni solo nella misura in cui tali costi possono essere compensati con interessi attivi imponibili (e altre entrate finanziarie). L'eventuale eccedenza dei costi relativi agli interessi dovrebbe tuttavia essere soggetta a limitazioni della deducibilità, da determinare con riferimento al reddito imponibile del contribuente prima di interessi, imposte, svalutazioni e ammortamenti (EBITDA). Gli Stati membri potrebbero limitare ulteriormente la deducibilità dei costi relativi agli interessi e degli altri costi finanziari, così da garantire una maggiore protezione.

Emendamento    11

Proposta di direttiva

Considerando 10

Testo della Commissione

Emendamento

(10)  Il fatto che gli interessi pagati sui prestiti siano deducibili dalla base imponibile di un contribuente, mentre le distribuzioni di profitti non lo siano, genera un chiaro vantaggio a favore del finanziamento tramite debito rispetto al finanziamento tramite equity. Tenuto conto dei rischi che tale situazione comporta per l'indebitamento delle imprese, è fondamentale prevedere misure che neutralizzino l'attuale distorsione nei confronti del finanziamento tramite equity. In quest'ottica si prevede di offrire ai contribuenti una deduzione per la crescita e gli investimenti secondo cui gli aumenti del patrimonio netto di un contribuente dovrebbero essere deducibili dalla base imponibile a determinate condizioni. Sarebbe pertanto essenziale garantire che il sistema non subisca effetti a cascata e a tal fine sarebbe necessario escludere il valore fiscale delle partecipazioni di un contribuente in imprese consociate. Infine, per rendere il sistema della deduzione sufficientemente solido, sarebbe altresì necessario stabilire norme contro l'elusione fiscale.

(10)  Il fatto che gli interessi pagati sui prestiti siano deducibili dalla base imponibile di un contribuente, mentre le distribuzioni di profitti non lo siano, genera un chiaro vantaggio a favore del finanziamento tramite debito rispetto al finanziamento tramite equity. Tenuto conto dei rischi che tale situazione comporta per l'indebitamento delle imprese, è fondamentale neutralizzare la distorsione nei confronti del finanziamento tramite equity, limitando la possibilità di dedurre gli interessi sui prestiti dalla base imponibile di un contribuente. La norma relativa ai limiti sugli interessi costituisce uno strumento adeguato e sufficiente a tal fine.

Emendamento    12

Proposta di direttiva

Considerando 12

Testo della Commissione

Emendamento

(12)  Al fine di scoraggiare il trasferimento del reddito passivo (principalmente finanziario) dalle società soggette ad elevata imposizione del reddito, le perdite che tali imprese possono sostenere alla fine di un esercizio fiscale dovrebbero essere considerate per la maggior parte corrispondenti ai risultati dell'attività di negoziazione. Sulla base di tale premessa, i contribuenti dovrebbero essere autorizzati a riportare le perdite per un periodo di tempo indefinito e senza restrizioni sull'importo deducibile annuo. Dato che il riporto delle perdite a un esercizio successivo è inteso a garantire che il contribuente paghi le tasse sul reddito effettivo, non sussiste alcun motivo per fissare un limite temporale per il riporto ad esercizi successivi. Non è opportuno introdurre una norma relativa al riporto delle perdite a un esercizio precedente, in quanto tale situazione è relativamente rara nella prassi degli Stati membri e la norma comporterebbe un'eccessiva complessità. Dovrebbe inoltre essere stabilita una disposizione antiabuso al fine di impedire, ostacolare o contrastare i tentativi di eludere le norme sulla deducibilità delle perdite attraverso l'acquisto di imprese in perdita.

(12)  Al fine di scoraggiare il trasferimento del reddito passivo (principalmente finanziario) dalle società soggette ad elevata imposizione del reddito, le perdite che tali imprese possono sostenere alla fine di un esercizio fiscale dovrebbero essere considerate per la maggior parte corrispondenti ai risultati dell'attività di negoziazione. Sulla base di tale premessa, i contribuenti dovrebbero essere autorizzati a riportare le perdite per un periodo di cinque anni con restrizioni sull'importo deducibile annuo. Non è opportuno introdurre una norma relativa al riporto delle perdite a un esercizio precedente, in quanto tale situazione è relativamente rara nella prassi degli Stati membri e la norma comporterebbe un'eccessiva complessità. La direttiva (UE) 2016/1164 del Consiglio1 bis stabilisce una norma antiabuso generale al fine di impedire, ostacolare o contrastare i tentativi di eludere le norme sulla deducibilità delle perdite attraverso l'acquisto di imprese in perdita. Anche nell'applicazione della presente direttiva si dovrebbe tener conto sistematicamente di tale norma generale.

 

_________________

 

1 bis Direttiva (UE) 2016/1164 del Consiglio, del 12 luglio 2016, recante norme contro le pratiche di elusione fiscale che incidono direttamente sul funzionamento del mercato interno (GU L 193 del 19.7.2016, pag. 1).

Emendamento    13

Proposta di direttiva

Considerando 13

Testo della Commissione

Emendamento

(13)  Al fine di agevolare la capacità di flusso di cassa delle imprese, ad esempio compensando le perdite di una start-up in uno Stato membro con i profitti realizzati in un altro Stato membro, e incoraggiare l'espansione transfrontaliera all'interno dell'Unione, i contribuenti dovrebbero avere la possibilità di tenere conto temporaneamente delle perdite subite dalla società figlie dirette e dalle stabili organizzazioni situate in altri Stati membri. A tale fine una società madre o una sede centrale situata in uno Stato membro dovrebbe avere la possibilità di dedurre dalla sua base imponibile, in un determinato esercizio fiscale, le perdite subite nel corso dello stesso esercizio dalle società figlie dirette o dalle stabili organizzazioni situate in altri Stati membri in proporzione alla propria partecipazione. La società madre dovrebbe poi essere tenuta a reintegrare nella propria base imponibile, tenendo conto dell'importo delle perdite precedentemente dedotte, eventuali ulteriori profitti realizzati da tali società figlie dirette o stabili organizzazioni. Poiché è essenziale salvaguardare il gettito fiscale nazionale, anche le perdite dedotte dovrebbero essere reintegrate automaticamente se ciò non è già avvenuto dopo un certo numero di anni o se i requisiti per qualificarsi come società figlia diretta o stabile organizzazione non sono più soddisfatti.

soppresso

Emendamento    14

Proposta di direttiva

Considerando 15

Testo della Commissione

Emendamento

(15)  È fondamentale prevedere misure antielusione adeguate al fine di rafforzare la resilienza delle norme su una base comune contro le pratiche di pianificazione fiscale aggressiva. In particolare, è opportuno che il regime includa una norma generale antiabuso, affiancata da misure intese a limitare determinati tipi di elusione. Dato che le norme generali antiabuso hanno la funzione di contrastare le pratiche fiscali abusive che non sono ancora state oggetto di disposizioni specifiche, esse colmano lacune che non dovrebbero pregiudicare l'applicabilità di norme antielusione specifiche. All'interno dell'Unione tali norme dovrebbero essere applicate alle costruzioni che non sono genuine. È inoltre importante garantire che le norme generali antiabuso siano applicate in modo uniforme in situazioni nazionali, in situazioni transfrontaliere all'interno dell'Unione e in situazioni transfrontaliere che coinvolgono imprese stabilite in paesi terzi, in modo che l'ambito di applicazione e i risultati dell'applicazione non differiscano tra loro.

(15)  È fondamentale prevedere misure antielusione adeguate al fine di rafforzare la resilienza delle norme su una base comune contro le pratiche di pianificazione fiscale aggressiva. In particolare, è opportuno che il regime includa una norma generale antiabuso solida ed efficace, affiancata da misure intese a limitare determinati tipi di elusione. Dato che le norme generali antiabuso hanno la funzione di contrastare le pratiche fiscali abusive che non sono ancora state oggetto di disposizioni specifiche, esse colmano lacune che non dovrebbero pregiudicare l'applicabilità di norme antielusione specifiche. All'interno dell'Unione tali norme dovrebbero essere applicate alle costruzioni che non sono genuine. È inoltre importante garantire che le norme generali antiabuso siano applicate in modo uniforme in situazioni nazionali, in situazioni transfrontaliere all'interno dell'Unione e in situazioni transfrontaliere che coinvolgono imprese stabilite in paesi terzi, in modo che l'ambito di applicazione e i risultati dell'applicazione non differiscano tra loro.

Emendamento    15

Proposta di direttiva

Considerando 17

Testo della Commissione

Emendamento

(17)  Considerando che l'effetto dei disallineamenti da ibridi è spesso una doppia deduzione (ossia una deduzione in entrambi gli Stati) o una deduzione dei redditi in uno Stato senza che tali redditi siano inclusi nella base imponibile dell'altro, tali situazioni incidono chiaramente sul mercato interno falsandone i meccanismi e creando scappatoie che favoriscono le pratiche di elusione fiscale. Dato che i disallineamenti traggono origine dalle differenze nazionali relative alla qualificazione giuridica di taluni tipi di entità o pagamenti finanziari, non dovrebbero di norma aver luogo tra imprese che applicano le norme comuni per il calcolo della base imponibile. Tuttavia i disallineamenti persisterebbero nell'interazione tra il quadro della base comune e i regimi di imposta sulle società nazionali o di paesi terzi. Per neutralizzare gli effetti delle regolazioni ibride da disallineamento fiscale è necessario stabilire norme secondo le quali una delle due giurisdizioni coinvolta nel disallineamento rifiuta la deduzione di un pagamento o garantisce che il reddito corrispondente sia incluso nella base imponibile per l'imposta sulle società.

(17)  Considerando che l'effetto dei disallineamenti da sede fissa di affari e da ibridi è spesso una doppia deduzione (ossia una deduzione in entrambi gli Stati) o una deduzione dei redditi in uno Stato senza che tali redditi siano inclusi nella base imponibile dell'altro, tali situazioni incidono chiaramente sul mercato interno falsandone i meccanismi e creando scappatoie che favoriscono le pratiche di elusione fiscale. Dato che i disallineamenti traggono origine dalle differenze nazionali relative alla qualificazione giuridica di taluni tipi di entità o pagamenti finanziari, non dovrebbero di norma aver luogo tra imprese che applicano le norme comuni per il calcolo della base imponibile. Tuttavia i disallineamenti persisterebbero nell'interazione tra il quadro della base comune e i regimi di imposta sulle società nazionali o di paesi terzi. Per neutralizzare gli effetti delle regolazioni ibride da disallineamenti fiscali o delle regolazioni connesse, la direttiva (UE) 2016/1164 stabilisce norme sui disallineamenti da ibridi e sui disallineamenti da ibridi inversi. Nell'applicazione della presente direttiva si dovrebbe tener conto sistematicamente di tali norme.

Emendamento    16

Proposta di direttiva

Considerando 17 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(17 bis)  Agli Stati membri non dovrebbe essere impedito di introdurre ulteriori misure antielusione per ridurre gli effetti negativi del trasferimento degli utili verso paesi a bassa tassazione fuori dall'Unione, che non necessariamente scambiano informazioni fiscali su base automatica secondo le norme dell'Unione.

Emendamento    17

Proposta di direttiva

Considerando 17 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(17 ter)  Gli Stati membri dovrebbero istituire un sistema di sanzioni per la violazione, da parte delle imprese, delle disposizioni nazionali adottate in conformità della presente direttiva, come disposto nel diritto nazionale, e dovrebbero informare la Commissione in merito.

Emendamento    18

Proposta di direttiva

Considerando 19

Testo della Commissione

Emendamento

(19)  Al fine di integrare o modificare determinati elementi non essenziali della presente direttiva, dovrebbe essere delegato alla Commissione il potere di adottare atti conformemente all'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea riguardo ai seguenti aspetti: i) tenere conto delle modifiche apportate alle legislazioni degli Stati membri riguardanti le forme societarie e le imposte sul reddito delle società e modificare di conseguenza gli allegati I e II; (ii) stabilire definizioni aggiuntive; (iii) adottare norme antielusione dettagliate in alcuni settori specifici pertinenti per la deduzione per la crescita e gli investimenti; (iv) definire in modo più dettagliato i concetti di proprietà giuridica e proprietà economica di attività in leasing; (v) calcolare il capitale e gli interessi nei pagamenti di leasing e il valore ammortizzabile di un'attività in leasing e vi) definire più precisamente le categorie di attività immobilizzate soggette ad ammortamento. È di particolare importanza che durante i lavori preparatori la Commissione svolga adeguate consultazioni, anche a livello di esperti. Nella preparazione e nell'elaborazione degli atti delegati la Commissione dovrebbe provvedere alla contestuale, tempestiva e appropriata trasmissione dei documenti pertinenti al Parlamento europeo e al Consiglio.

(19)  Al fine di integrare o modificare determinati elementi non essenziali della presente direttiva, dovrebbe essere delegato alla Commissione il potere di adottare atti conformemente all'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea riguardo ai seguenti aspetti: i) tenere conto delle modifiche apportate alle legislazioni degli Stati membri riguardanti le forme societarie e le imposte sul reddito delle società e modificare di conseguenza gli allegati I e II; ii) stabilire definizioni aggiuntive; iii) definire in modo più dettagliato i concetti di proprietà giuridica e proprietà economica di attività in leasing; iv) calcolare il capitale e gli interessi nei pagamenti di leasing e il valore ammortizzabile di un'attività in leasing; v) definire più precisamente le categorie di attività immobilizzate soggette ad ammortamento e vi) elaborare orientamenti per la fase transitoria in cui la formula di ripartizione coesiste con gli altri metodi di assegnazione nei rapporti con i paesi terzi. È di particolare importanza che durante i lavori preparatori la Commissione svolga adeguate consultazioni, anche a livello di esperti. Nella preparazione e nell'elaborazione degli atti delegati la Commissione dovrebbe provvedere alla contestuale, tempestiva e appropriata trasmissione dei documenti pertinenti al Parlamento europeo e al Consiglio.

Emendamento    19

Proposta di direttiva

Considerando 19 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(19 bis)  La Commissione dovrebbe monitorare l'attuazione uniforme della presente direttiva allo scopo di evitare situazioni in cui le autorità competenti degli Stati membri applicano ciascuna un regime distinto. Inoltre, la mancanza di norme contabili uniformi nell'Unione non dovrebbe creare nuove opportunità di pianificazione e arbitraggio fiscali. L'armonizzazione delle norme contabili potrebbe pertanto rafforzare il regime comune, in particolare se e quando tutte le imprese dell'Unione rientreranno in tale regime.

Emendamento20

Proposta di direttiva

Considerando 23

Testo della Commissione

Emendamento

(23)  La Commissione dovrebbe essere tenuta a riesaminare l'applicazione della presente direttiva cinque anni dopo la sua entrata in vigore e a presentare al Consiglio una relazione sul suo funzionamento. Gli Stati membri dovrebbero essere tenuti a comunicare alla Commissione le disposizioni di diritto interno che adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva,

(23)  Dal momento che la presente direttiva contiene una modifica significativa delle norme sulla tassazione societaria, la Commissione dovrebbe essere tenuta a realizzare una valutazione accurata dell'applicazione della presente direttiva cinque anni dopo la sua entrata in vigore e a presentare al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sul suo funzionamento. Tale relazione di attuazione dovrebbe includere almeno i seguenti punti: l'impatto del sistema di tassazione previsto nella presente direttiva sul gettito fiscale degli Stati membri, i vantaggi e svantaggi di tale sistema per le piccole e medie imprese, l'impatto sull'equa riscossione delle imposte tra gli Stati membri, l'impatto sul mercato interno nel suo complesso, con particolare riguardo alla potenziale distorsione della concorrenza tra le società soggette alle nuove norme stabilite nella presente direttiva, nonché il numero di imprese che rientrano nell'ambito di applicazione durante il periodo di transizione. La Commissione dovrebbe essere tenuta a riesaminare l'applicazione della presente direttiva dieci anni dopo la sua entrata in vigore e a presentare al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sul suo funzionamento. Gli Stati membri dovrebbero essere tenuti a comunicare alla Commissione le disposizioni di diritto interno che adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva,

Emendamento    21

Proposta di direttiva

Articolo 1 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  La presente direttiva stabilisce un regime per una base comune per la tassazione di talune società e prevede le norme relative al calcolo di tale base.

1.  La presente direttiva stabilisce un regime per una base comune per la tassazione nell'Unione di talune società e prevede le norme relative al calcolo di tale base, comprese norme su misure volte a impedire l'elusione fiscale e relative alla dimensione internazionale del regime fiscale proposto.

Emendamento    22

Proposta di direttiva

Articolo 2 – paragrafo 1 – parte introduttiva

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Le norme della presente direttiva si applicano alle società costituite in base al diritto di uno Stato membro, e alle loro stabili organizzazioni situate in altri Stati membri, se la società soddisfa tutte le seguenti condizioni:

1.  Le norme della presente direttiva si applicano alle società costituite in base al diritto di uno Stato membro, e alle loro stabili organizzazioni e stabili organizzazioni digitali situate in altri Stati membri, se la società soddisfa tutte le seguenti condizioni:

Emendamento    23

Proposta di direttiva

Articolo 2 – paragrafo 1 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

(c)  appartiene a un gruppo consolidato a fini di contabilità finanziaria con ricavi consolidati complessivi che sono stati superiori a 750 000 000 EUR nell'esercizio finanziario precedente l'esercizio finanziario pertinente;

(c)  appartiene a un gruppo consolidato a fini di contabilità finanziaria con ricavi consolidati complessivi che sono stati superiori a 750 000 000 EUR nell'esercizio finanziario precedente l'esercizio finanziario pertinente. Tale soglia è ridotta a zero in un periodo massimo di sette anni;

Emendamento    24

Proposta di direttiva

Articolo 2 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  Una società che soddisfa le condizioni di cui al paragrafo 1, lettere a) e b), ma che non soddisfa le condizioni di cui alle lettere c) o d) di detto paragrafo, può decidere di applicare le norme della presente direttiva, anche alle proprie stabili organizzazioni situate in altri Stati membri, per un periodo di cinque esercizi fiscali. Tale termine è automaticamente prorogato per periodi successivi di cinque esercizi fiscali, a meno che non vi sia una notifica di rinuncia di cui all'articolo 65, paragrafo 3. Le condizioni di cui al paragrafo 1, lettere a) e b), devono essere soddisfatte ogni volta che la proroga entra in vigore.

3.  Una società che soddisfa le condizioni di cui al paragrafo 1, lettere a) e b), ma che non soddisfa le condizioni di cui alle lettere c) o d) di detto paragrafo, può decidere di applicare le norme della presente direttiva, anche alle proprie stabili organizzazioni situate in altri Stati membri.

Emendamento25

Proposta di direttiva

Articolo 2 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4.  Le norme della presente direttiva non si applicano a una società di navigazione nell'ambito di un regime fiscale speciale. Una società di navigazione nell'ambito di un regime fiscale speciale deve essere considerata ai fini della determinazione delle società che sono membri dello stesso gruppo secondo quanto disposto all'articolo 3.

soppresso

Emendamento    26

Proposta di direttiva

Articolo 3 – paragrafo 1 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

(a)  detiene il diritto di esercitare più del 50% dei diritti di voto;

(a)  detiene il diritto di esercitare diritti di voto superiori al 50%;

Emendamento    27

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 1 – punto 12

Testo della Commissione

Emendamento

(12)  "oneri finanziari", gli interessi passivi su tutte le forme di debito nonché altri oneri economicamente equivalenti a interessi e costi sostenuti in relazione alla raccolta di finanziamenti ai sensi del diritto nazionale, inclusi pagamenti a titolo di prestiti con partecipazione agli utili, interessi di computo per obbligazioni convertibili e a cedola zero, pagamenti a titolo di meccanismi di finanziamento alternativi, la componente relativa ai costi di finanziamento dei pagamenti di leasing finanziari, interessi capitalizzati inclusi nel valore di bilancio dell'attivo corrispondente o l'ammortamento degli interessi capitalizzati, importi calcolati in riferimento alla restituzione di fondi ai sensi delle norme in materia di prezzi di trasferimento, importi di interessi nozionali a titolo di strumenti derivati o meccanismi di copertura relativi a prestiti dell'entità, il rendimento nozionale sugli aumenti di capitale netto di cui all'articolo 11 della presente direttiva, determinati utili o perdite su cambi nell'ambito di prestiti e strumenti connessi alla raccolta di finanziamenti, commissioni di garanzia relative a meccanismi di finanziamento, commissioni di istruttoria e costi analoghi connessi all'ottenimento di finanziamenti;

(12)  "oneri finanziari", gli interessi passivi su tutte le forme di debito nonché altri oneri economicamente equivalenti a interessi e costi sostenuti in relazione alla raccolta di finanziamenti ai sensi del diritto nazionale, inclusi pagamenti a titolo di prestiti con partecipazione agli utili, interessi di computo per obbligazioni convertibili e a cedola zero, pagamenti a titolo di meccanismi di finanziamento alternativi, la componente relativa ai costi di finanziamento dei pagamenti di leasing finanziari, interessi capitalizzati inclusi nel valore di bilancio dell'attivo corrispondente o l'ammortamento degli interessi capitalizzati, importi calcolati in riferimento alla restituzione di fondi ai sensi delle norme in materia di prezzi di trasferimento, importi di interessi nozionali a titolo di strumenti derivati o meccanismi di copertura relativi a prestiti dell'entità, determinati utili o perdite su cambi nell'ambito di prestiti e strumenti connessi alla raccolta di finanziamenti, commissioni di garanzia relative a meccanismi di finanziamento, commissioni di istruttoria e costi analoghi connessi all'ottenimento di finanziamenti;

Emendamento    28

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 1 – punto 30 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(30 bis)   "giurisdizione fiscale non collaborativa", una giurisdizione alla quale si applica una qualsiasi delle seguenti condizioni:

 

(a)  la giurisdizione non rispetta le norme internazionali in materia di trasparenza;

 

(b)  nella giurisdizione esistono potenziali regimi preferenziali;

 

(c)  nella giurisdizione esiste un sistema fiscale che non prevede un'imposta sul reddito delle società o prevede un'aliquota di imposta sul reddito delle società prossima allo zero;

Emendamento    29

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 1 – punto 30 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(30 ter)  "sostanza economica", gli elementi, anche nell'ambito dell'economia digitale, che consentono di definire la presenza ai fini fiscali di un'impresa sulla base di criteri fattuali come l'esistenza di risorse umane e materiali della struttura, la sua autonomia di gestione, la sua realtà giuridica, gli utili generati e, se del caso, la natura dei suoi attivi;

Emendamento    30

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 1 – punto 30 quater (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(30 quater)  "società fittizia", ogni tipo di entità giuridica priva di sostanza economica e creata per fini meramente fiscali;

Emendamento    31

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 1 – punto 30 quinquies (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(30 quinquies)  "canone", i costi imputabili ai compensi di qualsiasi natura versati per l'uso o la concessione in uso del diritto di autore su opere letterarie, artistiche o scientifiche, comprese le pellicole cinematografiche e i software, eventuali brevetti, marchi di fabbrica o di commercio, disegni o modelli, progetti, formule o processi segreti o per informazioni concernenti esperienze di carattere industriale, commerciale o scientifico oppure per qualsiasi altra attività immateriale; sono considerati canoni i compensi per l'uso o la concessione in uso di attrezzature industriali, commerciali o scientifiche;

Emendamento    32

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 1 – punto 30 sexies (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(30 sexies)  "prezzi di trasferimento", i prezzi ai quali un'impresa trasferisce beni materiali o attività immateriali o fornisce servizi a imprese associate;

Emendamento    33

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 1 – punto 31

Testo della Commissione

Emendamento

(31)  "disallineamento da ibridi", una situazione che insorge tra un contribuente e un'impresa consociata o una modalità strutturata tra parti in giurisdizioni fiscali diverse in cui uno dei seguenti risultati è imputabile a differenze nella caratterizzazione giuridica di uno strumento finanziario o di un'entità o nel trattamento di una presenza commerciale come stabile organizzazione:

(31)  "disallineamento da ibridi", un disallineamento da ibridi quale definito all'articolo 2, punto 9), della direttiva (UE) 2016/1164;

(a)  una deduzione dello stesso pagamento, degli stessi costi o delle stesse perdite dalla base imponibile si verifica sia nella giurisdizione in cui il pagamento ha origine, i costi sono sostenuti o le perdite sono subite sia nell'altra giurisdizione ("doppia deduzione");

 

(b)  una deduzione di un pagamento dalla base imponibile nella giurisdizione in cui il pagamento ha origine senza una corrispondente inclusione a fini fiscali dello stesso pagamento nell'altra giurisdizione ("deduzione senza inclusione");

 

(c)  in caso di differenze nel trattamento di una presenza commerciale come stabile organizzazione, la mancata imposizione di un reddito che ha fonte in una giurisdizione senza una corrispondente inclusione a fini fiscali dello stesso reddito nell'altra giurisdizione ("non imposizione senza inclusione").

 

Un disallineamento da ibridi si verifica solo nella misura in cui lo stesso pagamento dedotto, gli stessi costi sostenuti o le stesse perdite subite in due giurisdizioni superano l'importo del reddito incluso in entrambe le giurisdizioni e che può essere attribuito alla stessa fonte.

 

Un disallineamento da ibridi comprende anche il trasferimento di uno strumento finanziario nell'ambito di una modalità strutturata che interessa un contribuente in cui il rendimento sottostante dello strumento finanziario trasferito è trattato a fini fiscali come se percepito contemporaneamente da più di una delle parti che partecipano alla modalità, residenti a fini fiscali in giurisdizioni diverse, dando luogo a uno dei seguenti risultati:

 

(a)  deduzione di un pagamento collegato al rendimento sottostante senza una corrispondente inclusione a fini fiscali di tale pagamento, a meno che il rendimento sottostante sia incluso nel reddito imponibile di una delle parti interessate;

 

(b)  sgravio di imposta ritenuta alla fonte su un pagamento derivante dallo strumento finanziario trasferito a più di una delle parti interessate;

 

Emendamento    34

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 1 – punto 32

Testo della Commissione

Emendamento

(32)  "modalità strutturata", una modalità che comporta un disallineamento da ibridi in cui il disallineamento è calcolato nei termini della modalità o una modalità progettata per produrre un disallineamento da ibridi, a meno che il contribuente o un'impresa consociata non abbia potuto ragionevolmente essere consapevole del disallineamento da ibridi e non abbia beneficiato dei vantaggi fiscali derivanti da tale disallineamento;

soppresso

Emendamento    35

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 1 – punto 33 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(33 bis)  "stabile organizzazione digitale", una presenza digitale significativa di un contribuente che presta, in una giurisdizione, servizi rivolti a consumatori o imprese in tale giurisdizione, conformemente ai criteri stabiliti nell'articolo 5, paragrafo 2 bis;

Emendamento    36

Proposta di direttiva

Articolo 4 – comma 1 – punto 33 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(33 ter)  "codice di identificazione fiscale europeo" o "CIF", un codice secondo la definizione contenuta nella comunicazione della Commissione, del 6 dicembre 2012, relativa a un Piano d'azione per rafforzare la lotta alla frode fiscale e all'evasione fiscale.

Emendamento  37

Proposta di direttiva

Articolo 4 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

La Commissione può adottare atti delegati conformemente all'articolo 66 al fine di definire ulteriori concetti.

La Commissione può adottare atti delegati conformemente all'articolo 66 al fine di aggiornare le attuali definizioni o definire ulteriori concetti.

Emendamento    38

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 1 – parte introduttiva

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Si considera che un contribuente abbia una stabile organizzazione in uno Stato membro diverso da quello in cui è residente a fini fiscali quando dispone di un posto fisso nell'altro Stato membro tramite il quale svolge, integralmente o parzialmente, la sua attività, in particolare:

1.  Si considera che un contribuente abbia una stabile organizzazione, compresa una stabile organizzazione digitale, in uno Stato membro diverso dalla giurisdizione in cui è residente a fini fiscali quando dispone di un posto fisso o di una presenza commerciale o digitale nell'altro Stato membro tramite il quale svolge, integralmente o parzialmente, la sua attività, in particolare:

Emendamento  39

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 1 – lettera f bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(f bis)  una piattaforma digitale o qualunque altro modello di impresa digitale basato sulla raccolta e sull'utilizzo di dati per fini commerciali.

Emendamento  40

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 bis.  Se un contribuente residente in una giurisdizione offre una piattaforma digitale o fornisce accesso alla medesima, come un'applicazione elettronica, una banca dati, un mercato online o uno spazio di archiviazione, oppure offre un motore di ricerca o servizi pubblicitari su un sito web o in un'applicazione elettronica, si considera che tale contribuente abbia una stabile organizzazione digitale in uno Stato membro diverso dalla giurisdizione in cui è residente a fini fiscali se l'importo totale dei ricavi del contribuente o dell'impresa consociata dovuti alle transazioni a distanza generate dalle summenzionate piattaforme digitali nella giurisdizione in cui non è residente superano i 5 000 000 EUR l'anno e se è soddisfatta una delle seguenti condizioni:

 

a)  almeno 1 000 utenti individuali registrati mensilmente, domiciliati in uno Stato membro diverso dalla giurisdizione in cui il contribuente è residente a fini fiscali, si sono collegati alla piattaforma digitale del contribuente o l'hanno visitata;

 

b)  sono stati conclusi almeno 1 000 contratti digitali al mese con consumatori o utenti domiciliati in una giurisdizione diversa da quella di residenza in un esercizio fiscale;

 

c)  il volume di contenuti digitali raccolti dal contribuente in un esercizio fiscale supera il 10 % dei contenuti digitali complessivi memorizzati dal gruppo.

 

Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 66 per modificare la presente direttiva adeguando i fattori di cui alle lettere a), b) e c) del presente paragrafo sulla base dei progressi conseguiti negli accordi internazionali.

 

Se, oltre alla soglia basata sui ricavi di cui al primo comma del presente paragrafo, per un contribuente in un dato Stato membro sono applicabili uno o più dei tre fattori digitali di cui alle lettere a), b) e c), si considera che il contribuente abbia una stabile organizzazione in tale Stato membro.

 

Un contribuente è tenuto a comunicare alle autorità tributarie tutte le informazioni relative alla determinazione della stabile organizzazione o della stabile organizzazione digitale a norma del presente articolo.

Emendamento  41

Proposta di direttiva

Articolo 9 – paragrafo 3 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

Oltre agli importi che possono essere dedotti come costi per la ricerca e lo sviluppo di cui al paragrafo 2, il contribuente può dedurre, per ogni esercizio fiscale, un ulteriore 50% di tali costi, ad eccezione dei costi relativi alle attività materiali immobilizzate mobili sostenuti nel corso dello stesso esercizio. Se i costi per la ricerca e lo sviluppo sono superiori a 20 000 000 EUR, il contribuente può dedurre il 25% dell'importo eccedente.

Per i costi per la ricerca e lo sviluppo fino a 20 000 000 EUR e riguardanti il personale, compresi i salari, i subappaltatori, i lavoratori tramite agenzia e i liberi professionisti, il contribuente riceve un credito di imposta pari al 10 % dei costi sostenuti.

Emendamento 42

Proposta di direttiva

Articolo 9 – paragrafo 3 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

In deroga al primo comma, il contribuente può dedurre un ulteriore 100% dei costi per la ricerca e lo sviluppo fino a 20 000 000 EUR se soddisfa tutte le condizioni seguenti:

soppresso

(a)  si tratta di un'impresa non quotata con meno di 50 dipendenti e con un fatturato annuo e/o un totale di bilancio annuo non superiore a 10 000 000 EUR;

 

(b)  non è registrato da più di cinque anni. Se il contribuente non è soggetto a registrazione, si può considerare che il periodo di cinque anni inizi nel momento in cui l'impresa avvia l'attività economica o è soggetta a imposta per tale attività;

 

(c)  non è stato costituito a seguito di fusione;

 

(d)  non ha imprese consociate.

 

Emendamento 43

Proposta di direttiva

Articolo 11

Testo della Commissione

Emendamento

[...]

soppresso

Emendamento 44

Proposta di direttiva

Articolo 12 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

(b)  il 50% delle spese di rappresentanza, fino a concorrenza di un importo che non supera [x] % dei ricavi dell'esercizio fiscale;

(b)  il 50 % delle spese di rappresentanza ordinarie e necessarie direttamente correlate o associate all'attività economica del contribuente, fino a concorrenza di un importo che non supera [x] % dei ricavi dell'esercizio fiscale;

Emendamento 45

Proposta di direttiva

Articolo 12 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

(c)  il trasferimento degli utili non distribuiti in una riserva che costituisce parte del patrimonio netto della società;

(c)  il trasferimento degli utili non distribuiti in una riserva che costituisce parte del patrimonio netto della società, diversi dagli utili non distribuiti trasferiti in una riserva dalle imprese cooperative e dai consorzi cooperativi, sia durante le attività correnti della società che dopo la loro scadenza, in conformità della normativa fiscale nazionale;

Emendamento 46

Proposta di direttiva

Articolo 12 – lettera j bis (nuova)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

(j bis)  le spese attribuite ai beneficiari ubicati nei paesi elencati nella lista UE delle giurisdizioni non cooperative a fini fiscali (note anche come "paradisi fiscali");

Emendamento 47

Proposta di direttiva

Articolo 13 – paragrafo 2 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

Gli oneri finanziari eccedenti sono deducibili nell'esercizio fiscale in cui sono sostenuti fino al 30% degli utili del contribuente prima di interessi, imposte, svalutazioni e ammortamenti (EBITDA) o fino a un importo massimo di 3 000 000 EUR, se superiore.

Gli oneri finanziari eccedenti sono deducibili nell'esercizio fiscale in cui sono sostenuti fino al 10% degli utili del contribuente prima di interessi, imposte, svalutazioni e ammortamenti (EBITDA) o fino a un importo massimo di 1 000 000 EUR, se superiore.

Emendamento 48

Proposta di direttiva

Articolo 13 – paragrafo 2 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

Ai fini del presente articolo, qualora un contribuente sia autorizzato o tenuto ad agire per conto di un gruppo, secondo quanto definito nelle norme di un regime nazionale di tassazione dei gruppi, l'intero gruppo è trattato come un contribuente. In tali circostanze gli oneri finanziari eccedenti e l'EBITDA sono calcolati per l'intero gruppo. L'importo di 3 000 000 EUR deve essere considerato anche per l'intero gruppo.

Ai fini del presente articolo, qualora un contribuente sia autorizzato o tenuto ad agire per conto di un gruppo, secondo quanto definito nelle norme di un regime nazionale di tassazione dei gruppi, l'intero gruppo è trattato come un contribuente. In tali circostanze gli oneri finanziari eccedenti e l'EBITDA sono calcolati per l'intero gruppo. L'importo di 1 000 000 EUR deve essere considerato anche per l'intero gruppo.

Emendamento 49

Proposta di direttiva

Articolo 13 – paragrafo 6

Testo della Commissione

Emendamento

6.  Gli oneri finanziari eccedenti che non possono essere dedotti in un determinato esercizio fiscale sono riportati senza limiti di tempo.

6.  Gli oneri finanziari eccedenti che non possono essere dedotti in un determinato esercizio fiscale sono riportati per un periodo di cinque anni.

Emendamento 50

Proposta di direttiva

Articolo 14 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 14 bis

 

Deroghe specifiche

 

Gli utili trasferiti in una riserva dalle cooperative e dai consorzi, sia durante le attività correnti della società che dopo la loro scadenza, nonché i benefici concessi dalle cooperative e dai consorzi ai loro membri sono sempre deducibili, purché il diritto tributario nazionale contempli la deducibilità.

Emendamento 51

Proposta di direttiva

Articolo 29

Testo della Commissione

Emendamento

Articolo 29

Articolo 29

Tassazione in uscita

Tassazione in uscita

1.  Un importo pari al valore di mercato degli attivi trasferiti, al momento dell'uscita degli attivi, previa detrazione del loro valore a fini fiscali, è considerato come ricavi acquisiti in uno dei seguenti casi:

Ai fini della presente direttiva si applicano le norme in materia di tassazione in uscita previste dalla direttiva (UE) 2016/1164.

(a)  se un contribuente trasferisce attivi dalla sua sede centrale alla sua stabile organizzazione situata in un altro Stato membro o in un paese terzo;

 

(b)  se un contribuente trasferisce attivi dalla sua stabile organizzazione situata in uno Stato membro alla sua sede centrale o a un'altra stabile organizzazione situata in un altro Stato membro o in un paese terzo, nella misura in cui, a causa del trasferimento, lo Stato membro della stabile organizzazione non ha più il diritto di tassare gli attivi trasferiti;

 

(c)  se un contribuente trasferisce la sua residenza fiscale in un altro Stato membro o in un paese terzo, ad eccezione degli attivi che rimangono effettivamente collegati a una stabile organizzazione situata nel primo Stato membro;

 

(d)  se un contribuente trasferisce l'attività svolta dalla sua stabile organizzazione da uno Stato membro a un altro Stato membro o a un paese terzo, nella misura in cui, a causa del trasferimento, lo Stato membro della stabile organizzazione non ha più il diritto di tassare gli attivi trasferiti.

 

2.  Lo Stato membro in cui sono trasferiti gli attivi, la residenza fiscale o l'attività svolta da una stabile organizzazione accetta il valore determinato dallo Stato membro del contribuente o della stabile organizzazione come valore di partenza degli attivi a fini fiscali.

 

3.  Il presente articolo non si applica ai trasferimenti di attivi relativi al finanziamento di titoli, di attivi forniti come garanzia collaterale o se il trasferimento avviene allo scopo di rispettare requisiti patrimoniali prudenziali o a fini di gestione della liquidità nel caso in cui tali attivi sono destinati a tornare allo Stato membro dell'autore del trasferimento entro un periodo di 12 mesi.

 

Emendamento 52

Proposta di direttiva

Articolo 41 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Le perdite sostenute in un esercizio fiscale da un contribuente residente o da una stabile organizzazione di un contribuente non residente possono essere riportate e dedotte in esercizi fiscali successivi, salvo se altrimenti previsto dalla presente direttiva.

1.  Le perdite sostenute in un esercizio fiscale da un contribuente residente o da una stabile organizzazione di un contribuente non residente possono essere riportate e dedotte in esercizi fiscali successivi, per un periodo massimo di cinque anni.

Emendamento 53

Proposta di direttiva

Articolo 42

Testo della Commissione

Emendamento

Articolo 42

soppresso

Compensazione delle perdite con recupero

 

1.  Un contribuente residente che è ancora in attivo dopo aver dedotto le proprie perdite a norma dell'articolo 41 può inoltre dedurre perdite sostenute, nello stesso esercizio fiscale, dalle sue società figlie qualificate dirette, di cui all'articolo 3, paragrafo 1, o da stabili organizzazioni situate in altri Stati membri. Tale compensazione delle perdite è concessa per un periodo di tempo limitato in conformità dei paragrafi 3 e 4 del presente articolo.

 

2.  La deduzione è in proporzione alla partecipazione del contribuente residente nelle sue società figlie qualificate di cui all'articolo 3, paragrafo 1, e totale per le stabili organizzazioni. In nessun caso la riduzione della base imponibile del contribuente residente può risultare in un importo negativo.

 

3.  Il contribuente residente aggiunge alla propria base imponibile, a concorrenza dell'importo dedotto in precedenza come perdita, i profitti successivamente realizzati dalle sue società figlie qualificate di cui all'articolo 3, paragrafo 1, o dalle sue stabili organizzazioni.

 

4.  Le perdite dedotte a norma dei paragrafi 1 e 2 sono automaticamente reintegrate nella base imponibile del contribuente residente in uno dei seguenti casi:

 

(a)  se, alla fine del quinto esercizio fiscale dopo che le perdite sono diventate deducibili, nessun profitto è stato reintegrato o i profitti reintegrati non corrispondono all'intero ammontare delle perdite dedotte;

 

(b)  se la società figlia qualificata di cui all'articolo 3, paragrafo 1, è venduta, liquidata o trasformata in una stabile organizzazione;

 

(c)  se la stabile organizzazione è venduta, liquidata o trasformata in una società figlia;

 

(d)  se la società madre non soddisfa più i requisiti di cui all'articolo 3, paragrafo 1.

 

Emendamento 54

Proposta di direttiva

Articolo 45 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 45 bis

 

Contribuzione fiscale effettiva

 

Fintantoché la soglia di cui all'articolo 2, paragrafo 1, lettera c), resta in vigore, gli Stati membri monitorano e pubblicano la contribuzione fiscale effettiva delle piccole e medie imprese e delle imprese multinazionali in tutti gli Stati membri, affinché essi possano garantire parità di condizioni per imprese simili all'interno dell'Unione e mitigare gli oneri e i costi amministrativi per le piccole e medie imprese.

Emendamento 55

Proposta di direttiva

Articolo 53 – paragrafo 1 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

In deroga all'articolo 8, lettere c) e d), un contribuente non è esonerato dall'imposta sui redditi esteri che ha percepito come una distribuzione di profitti da un'entità in un paese terzo o come proventi derivanti dalla cessione di azioni detenute in un'entità in un paese terzo, laddove tale entità nel suo paese di residenza fiscale sia soggetta ad un'aliquota legale dell'imposta sul reddito delle società inferiore alla metà dell'aliquota d'imposta legale cui il contribuente sarebbe stato soggetto, in relazione a tali redditi esteri, nello Stato membro di residenza a fini fiscali.

In deroga all'articolo 8, lettere c) e d), un contribuente non è esonerato dall'imposta sui redditi esteri non derivanti da attività commerciali che ha percepito come una distribuzione di profitti da un'entità in un paese terzo o come proventi derivanti dalla cessione di azioni detenute in un'entità in un paese terzo, laddove tale entità nel suo paese di residenza fiscale sia soggetta ad un'aliquota legale dell'imposta sul reddito delle società inferiore al 15 %, in relazione a tali redditi esteri, nello Stato membro di residenza a fini fiscali.

Emendamento 56

Proposta di direttiva

Articolo 53 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Ove si applichi il paragrafo 1, il contribuente è soggetto all'imposta sui redditi esteri con una deduzione dell'imposta versata nel paese terzo dal suo debito d'imposta nel suo Stato membro di residenza a fini fiscali. La deduzione non supera l'ammontare dell'imposta, calcolato prima della deduzione, imputabile ai redditi che possono essere tassati.

2.  Ove si applichi il paragrafo 1, il contribuente è soggetto all'imposta sui redditi esteri con una deduzione dell'imposta versata nel paese terzo dal suo debito d'imposta nel suo Stato membro di residenza a fini fiscali. La deduzione non supera l'ammontare dell'imposta, calcolato prima della deduzione, imputabile ai redditi che possono essere tassati. Per beneficiare della deduzione, il contribuente è tenuto a dimostrare alle proprie autorità tributarie che i redditi esteri derivano da un'attività commerciale. Tale dimostrazione potrebbe avvenire mediante un certificato rilasciato a tal fine dalle autorità tributarie straniere.

Emendamento 57

Proposta di direttiva

Articolo 58

Testo della Commissione

Emendamento

Articolo 58

Articolo 58

Norma generale anti-abusi

Norma generale anti-abusi

1.  Ai fini del calcolo della base imponibile in conformità alle norme della presente direttiva, uno Stato membro non tiene conto di una costruzione o di una serie di costruzioni che, essendo state poste in essere essenzialmente allo scopo di ottenere un vantaggio fiscale che è in contrasto con l'oggetto o la finalità della presente direttiva, non sono genuine, tenuto conto di tutti i fatti e le circostanze pertinenti. Una costruzione può comprendere più di una fase o parte.

Ai fini della presente direttiva si applica la norma generale anti-abusi prevista dalla direttiva (UE) 2016/1164.

2.  Ai fini del paragrafo 1, una costruzione o una serie di costruzioni è considerata non genuina nella misura in cui non è stata posta in essere per valide ragioni commerciali che riflettono la realtà economica.

 

3.  Le costruzioni o una serie di costruzioni di cui non si tiene conto in conformità al paragrafo 1 sono trattate, ai fini del calcolo della base imponibile, facendo riferimento alla loro sostanza economica.

 

Emendamento 58

Proposta di direttiva

Articolo 59 – paragrafo 1 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

Un'entità o una stabile organizzazione i cui profitti non siano assoggettati ad imposta o siano esenti da imposta nello Stato membro della sede centrale è trattata come una società estera controllata se sono soddisfatte le seguenti condizioni:

Lo Stato membro di un contribuente tratta un'entità o una stabile organizzazione i cui utili non sono soggetti ad imposta o sono esenti da imposta in tale Stato membro come una società controllata estera se sono soddisfatte le seguenti condizioni:

Emendamento 59

Proposta di direttiva

Articolo 59 – paragrafo 1 – comma 1 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

(b)  l'imposta effettiva sul reddito delle società applicata ai profitti dell'entità o della stabile organizzazione è inferiore alla differenza tra l'imposta sul reddito delle società che sarebbe stata applicata sui profitti dell'entità o della stabile organizzazione in conformità alle norme della presente direttiva e l'imposta effettiva sul reddito delle società versata su tali profitti dall'entità o dalla stabile organizzazione.

(b)  gli utili dell'entità sono soggetti a un'aliquota d'imposta sulle società inferiore al 15%; l'aliquota è valutata sulla base dell'utile prima dell'attuazione delle operazioni poste in essere dai paesi in questione per ridurre la base imponibile soggetta all'aliquota; tale aliquota è rivista ogni anno in funzione dell'evoluzione economica del commercio mondiale.

Emendamento 60

Proposta di direttiva

Articolo 59 – paragrafo 1 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

Ai fini della lettera b) del primo comma, nel calcolare l'imposta sul reddito delle società che sarebbe stata applicata sui profitti dell'entità in conformità alle norme della direttiva nello Stato membro del contribuente, i redditi di una stabile organizzazione dell'entità che non è soggetta ad imposta o è esente da imposta nella giurisdizione della società estera controllata non sono presi in considerazione.

soppresso

Emendamento 61

Proposta di direttiva

Articolo 59 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Se un'entità o una stabile organizzazione è trattata come una società estera controllata ai sensi del paragrafo 1, il reddito non distribuito dell'entità o della stabile organizzazione è soggetto ad imposta nella misura in cui deriva dalle seguenti categorie:

2.  Qualora un'entità o una stabile organizzazione sia trattata come una società controllata estera a norma del paragrafo 1, lo Stato membro del contribuente include nella base imponibile:

 

(a)  i redditi non distribuiti dell'entità o i redditi della stabile organizzazione rientranti nelle seguenti categorie:

(a)  interessi o qualsiasi altro reddito generato da attivi finanziari;

(i)  interessi o qualsiasi altro reddito generato da attivi finanziari;

(b)  canoni o qualsiasi altro reddito generato da proprietà intellettuale;

(ii)  canoni o qualsiasi altro reddito generato da proprietà intellettuale;

(c)  dividendi e redditi derivanti dalla cessione di azioni;

(iii)  dividendi e redditi derivanti dalla cessione di azioni;

(d)  redditi da leasing finanziario;

(iv)  redditi da leasing finanziario;

(e)  redditi da attività assicurativa, bancaria e altre attività finanziarie;

(v)  redditi da attività assicurativa, bancaria e altre attività finanziarie;

(f)  redditi da società di fatturazione che percepiscono redditi da vendite e servizi derivanti da beni e servizi acquistati da e venduti a imprese consociate e aggiungono un valore economico scarso o nullo.

(vi)  redditi da società di fatturazione che percepiscono redditi da vendite e servizi derivanti da beni e servizi acquistati da e venduti a imprese consociate e aggiungono un valore economico scarso o nullo.

Il primo comma non si applica alle società estere controllate residenti o situate in uno Stato membro o in un paese terzo parte contraente dell'accordo SEE, se le società estere controllate sono state istituite per valide ragioni commerciali che riflettono la realtà economica. Ai fini del presente articolo, l'attività della società estera controllata rispecchia la realtà economica nella misura in cui tale attività è supportata da adeguato personale, materiale, attività e locali.

La presente lettera non si applica se la società controllata estera svolge un'attività economica sostanziale sostenuta da personale, attrezzature, attivi e locali, come evidenziato da circostanze e fatti pertinenti. Se la società controllata estera è residente o situata in un paese terzo che non è parte contraente dell'accordo SEE, gli Stati membri possono decidere di astenersi dall'applicazione del comma precedente; o

 

(b)  i redditi non distribuiti di un'entità o di una stabile organizzazione derivanti da costruzioni non genuine che sono state poste in essere essenzialmente allo scopo di ottenere un vantaggio fiscale.

 

Ai fini della presente lettera, una costruzione o una serie di costruzioni è considerata non genuina nella misura in cui l'entità o la stabile organizzazione non possiederebbe gli attivi o non avrebbe assunto i rischi che generano la totalità o una parte dei suoi redditi se non fosse controllata da una società in cui le funzioni significative del personale che sono pertinenti per tali attivi e rischi sono svolte e sono funzionali al fine di generare i redditi della società controllata.

Emendamento 62

Proposta di direttiva

Articolo 59 – paragrafo 3 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

Un'entità o una stabile organizzazione non è considerata una società estera controllata di cui al paragrafo 1 se non più di un terzo del reddito acquisito dall'entità o dalla stabile organizzazione rientra nelle categorie di cui al paragrafo 2, lettere da a) a f).

Qualora, secondo la legislazione di uno Stato membro, la base imponibile di un contribuente sia calcolata a norma del paragrafo 2, lettera a), lo Stato membro può scegliere di non trattare un'entità o una stabile organizzazione come una società controllata estera a norma del paragrafo 1 se non oltre un terzo dei redditi ottenuti dall'entità o dalla stabile organizzazione rientra nelle categorie di cui al paragrafo 2, lettera a).

Emendamento 63

Proposta di direttiva

Articolo 59 – paragrafo 3 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

Le imprese finanziarie non sono considerate società estere controllate ai sensi del paragrafo 1 se non più di un terzo del reddito acquisito dall'entità o dalla stabile organizzazione dalle categorie di cui al paragrafo 2, lettere da a) a f), deriva da operazioni con il contribuente o le sue imprese consociate.

Qualora, secondo la legislazione di uno Stato membro, la base imponibile di un contribuente sia calcolata a norma del paragrafo 2, lettera a), lo Stato membro può scegliere di non trattare le imprese finanziarie come società controllate estere se non oltre un terzo dei redditi dell'entità appartenenti alle categorie di cui al paragrafo 2, lettera a), deriva da operazioni con il contribuente o le sue imprese associate.

Emendamento 64

Proposta di direttiva

Articolo 59 – paragrafo 3 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

3 bis.  Gli Stati membri possono escludere dall'ambito di applicazione del paragrafo 2, lettera b), un'entità o una stabile organizzazione:

 

a)  con utili contabili non superiori a 750 000 EUR e redditi non derivanti da scambi non superiori a 75 000 EUR; o

 

b)  i cui utili contabili non ammontano a più del 10 per cento dei suoi costi di esercizio nel periodo d'imposta.

 

Ai fini del primo comma, lettera b), i costi di esercizio non possono includere i costi di beni venduti al di fuori del paese in cui è residente l'entità o è situata la stabile organizzazione a fini fiscali e i pagamenti alle imprese associate.

Emendamento 65

Proposta di direttiva

Articolo 61

Testo della Commissione

Emendamento

Articolo 61

Articolo 61

Disallineamento da ibridi

Disallineamento da ibridi

Nella misura in cui un disallineamento da ibridi tra Stati membri determini una doppia deduzione dello stesso pagamento, degli stessi costi o delle stesse perdite, la deduzione è concessa solo nello Stato membro in cui tale pagamento ha origine, i costi sono sostenuti o le perdite sono subite.

Ai fini della presente direttiva si applicano le norme di cui all'articolo 9 della direttiva (UE) 2016/1164 concernenti i disallineamenti da ibridi.

Nella misura in cui un disallineamento da ibridi che interessa un paese terzo determini una doppia deduzione dello stesso pagamento, degli stessi costi o delle stesse perdite, lo Stato membro interessato rifiuta la deduzione di tale pagamento, di tali costi o di tali perdite, a meno che non lo abbia già fatto il paese terzo.

 

Nella misura in cui un disallineamento da ibridi tra Stati membri determini una deduzione senza inclusione, lo Stato membro del pagatore rifiuta la deduzione di tale pagamento.

 

Nella misura in cui un disallineamento da ibridi che interessa un paese terzo determini una deduzione senza inclusione:

 

(a)  se il pagamento ha origine in uno Stato membro, tale Stato membro rifiuta la deduzione, oppure

 

(b)  se il pagamento ha origine in un paese terzo, lo Stato membro interessato impone al contribuente di includere tale pagamento nella base imponibile, a meno che il paese terzo abbia già rifiutato la deduzione o abbia chiesto l'inclusione del pagamento.

 

Nella misura in cui un disallineamento da ibridi tra Stati membri che interessa una stabile organizzazione determini una non imposizione senza inclusione, lo Stato membro in cui il contribuente è residente a fini fiscali impone al contribuente di includere nella base imponibile i redditi attribuiti alla stabile organizzazione.

 

Nella misura in cui un disallineamento da ibridi che interessa una stabile organizzazione situata in un paese terzo determini una non imposizione senza inclusione, lo Stato membro interessato impone al contribuente di includere nella base imponibile i redditi attribuiti alla stabile organizzazione nel paese terzo.

 

4.  Nella misura in cui un pagamento da parte di un contribuente ad un'impresa consociata in un paese terzo sia compensato, direttamente o indirettamente, a fronte di un pagamento, di costi o perdite che a motivo di un disallineamento da ibridi sono deducibili in due diverse giurisdizioni al di fuori dell'Unione, lo Stato membro del contribuente rifiuta di dedurre dalla base imponibile il pagamento del contribuente a un'impresa consociata in un paese terzo, salvo qualora uno dei paesi terzi interessati abbia già rifiutato la deduzione del pagamento, dei costi o delle perdite che sarebbero deducibili in due diverse giurisdizioni.

 

5.  Nella misura in cui la corrispondente inclusione di un pagamento deducibile da parte di un contribuente ad un'impresa consociata in un paese terzo sia compensata, direttamente o indirettamente, a fronte di un pagamento che, a motivo di un disallineamento da ibridi, non è incluso dal beneficiario nella sua base imponibile, lo Stato membro del contribuente rifiuta di dedurre dalla base imponibile il pagamento del contribuente a un'impresa consociata in un paese terzo, salvo qualora uno dei paesi terzi interessati abbia già rifiutato la deduzione del pagamento non incluso.

 

6.  Nella misura in cui un disallineamento da ibridi determini uno sgravio per un'imposta ritenuta alla fonte su un pagamento derivato da uno strumento finanziario trasferito a più di una delle parti interessate, lo Stato membro del contribuente limita il beneficio di tale sgravio in proporzione al reddito netto imponibile relativo a tale pagamento.

 

7.  Ai fini del presente articolo per “pagatore” si intende l'entità o la stabile organizzazione in cui il pagamento ha origine, i costi sono sostenuti o le perdite subite.

 

Emendamento 66

Proposta di direttiva

Articolo 61 bis – titolo

Testo della Commissione

Emendamento

Disallineamenti in materia di residenza fiscale

Disallineamenti da ibridi inversi

Emendamento 67

Proposta di direttiva

Articolo 61 bis

Testo della Commissione

Emendamento

Nella misura in cui un pagamento, i costi o le perdite di un contribuente residente a fini fiscali sia in uno Stato membro che in un paese terzo, conformemente alle leggi di tale Stato membro e di tale paese terzo, siano deducibili dalla base imponibile in entrambe le giurisdizioni e tale pagamento, tali costi o perdite possano essere compensati nello Stato membro del contribuente a fronte di redditi imponibili che non sono inclusi nel paese terzo, lo Stato membro del contribuente rifiuta la deduzione del pagamento, dei costi o delle perdite, a meno che non lo abbia già fatto il paese terzo.

Ai fini della presente direttiva, gli Stati membri trattano i disallineamenti da ibridi inversi in conformità dell'articolo 9 bis della direttiva (UE) 2016/1164.

Emendamento 68

Proposta di direttiva

Articolo 65 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 65 bis

 

Codice di identificazione fiscale europeo

 

La Commissione presenta una proposta legislativa relativa a un codice di identificazione fiscale del contribuente europeo, armonizzato e comune, entro il 31 dicembre 2018, allo scopo di rendere lo scambio automatico delle informazioni fiscali più efficiente e affidabile all'interno dell'Unione.

Emendamento 69

Proposta di direttiva

Articolo 65 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 65 ter

 

Scambio automatico obbligatorio di informazioni in materia fiscale

 

Per garantire la piena trasparenza e la corretta applicazione della presente direttiva, lo scambio di informazioni in materia fiscale è automatico e obbligatorio, come prevede la direttiva 2011/16/UE del Consiglio1 bis.

 

Gli Stati membri stanziano risorse adeguate in termini di personale, competenze e dotazioni di bilancio per le rispettive amministrazioni fiscali nazionali, nonché risorse per la formazione del personale dell'amministrazione fiscale ponendo l'accento sulla cooperazione fiscale transfrontaliera e sullo scambio automatico di informazioni, allo scopo di garantire la piena attuazione della presente direttiva.

 

____________

 

1bis Direttiva 2011/16/UE del Consiglio, del 15 febbraio 2011, relativa alla cooperazione amministrativa nel settore fiscale e che abroga la direttiva 77/799/CEE (GU L 64 dell'11.3.2011, pag. 1).

Emendamento 70

Proposta di direttiva

Articolo 66 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Il potere di adottare gli atti delegati di cui all'articolo 2, paragrafo 5, all'articolo 4, paragrafo 5, all'articolo 11, paragrafo 6, all'articolo 32, paragrafo 5, e all'articolo 40 è conferito alla Commissione per un periodo indeterminato a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente direttiva.

2.  Il potere di adottare gli atti delegati di cui all'articolo 2, paragrafo 5, all'articolo 4, paragrafo 5, all'articolo 5, paragrafo 2 bis, all'articolo 32, paragrafo 5, e all'articolo 40 è conferito alla Commissione per un periodo indeterminato a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente direttiva.

Emendamento 71

Proposta di direttiva

Articolo 66 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  La delega di potere di cui all'articolo 2, paragrafo 5, all'articolo 4, paragrafo 5, all'articolo 11, paragrafo 6, all'articolo 32, paragrafo 5, e all'articolo 40 può essere revocata in qualunque momento dal Consiglio. La decisione di revoca pone fine alla delega di potere ivi specificata. Gli effetti della decisione decorrono dal giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea o da una data successiva ivi specificata. Essa non pregiudica la validità degli atti delegati già in vigore.

3.  La delega di potere di cui all'articolo 2, paragrafo 5, all'articolo 4, paragrafo 5, all'articolo 5, paragrafo 2 bis, all'articolo 32, paragrafo 5, e all'articolo 40 può essere revocata in qualunque momento dal Consiglio. La decisione di revoca pone fine alla delega di potere ivi specificata. Gli effetti della decisione decorrono dal giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea o da una data successiva ivi specificata. Essa non pregiudica la validità degli atti delegati già in vigore.

Emendamento 72

Proposta di direttiva

Articolo 66 – paragrafo 5

Testo della Commissione

Emendamento

5.  Un atto delegato adottato in conformità all'articolo 2, paragrafo 5, all'articolo 4, paragrafo 5, all'articolo 11, paragrafo 6, all'articolo 32, paragrafo 5, e all'articolo 40 entra in vigore solo se il Consiglio non solleva obiezioni entro un periodo di [due mesi] dalla notifica dell'atto al Consiglio o se, prima della scadenza di tale periodo, il Consiglio ha informato la Commissione che non intende sollevare obiezioni. Tale termine è prorogato di [due mesi] su iniziativa del Consiglio.

5.  Un atto delegato adottato in conformità all'articolo 2, paragrafo 5, all'articolo 4, paragrafo 5, all'articolo 5, paragrafo 2 bis, all'articolo 32, paragrafo 5, e all'articolo 40 entra in vigore solo se il Consiglio non solleva obiezioni entro un periodo di [due mesi] dalla notifica dell'atto al Consiglio o se, prima della scadenza di tale periodo, il Consiglio ha informato la Commissione che non intende sollevare obiezioni. Tale termine è prorogato di [due mesi] su iniziativa del Consiglio.

Emendamento 73

Proposta di direttiva

Articolo 66 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 66 bis

 

Misure contro gli abusi dei trattati fiscali

 

Gli Stati membri modificano i propri trattati fiscali bilaterali conformemente alla presente direttiva per garantire che essi includano tutti gli elementi seguenti:

 

a)  una clausola per garantire che entrambe le parti del trattato si impegnino a stabilire misure a norma delle quali le imposte vanno pagate dove sussistono attività economiche ed è creato valore;

 

b)  un addendum per specificare che l'obiettivo dei trattati bilaterali, oltre a evitare la doppia imposizione, è anche la lotta all'evasione fiscale e alla pianificazione fiscale aggressiva;

 

c)  una clausola per un test per la verifica delle finalità principali basato su una norma generale antielusione.

Emendamento 74

Proposta di direttiva

Articolo 68 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 68 bis

 

Monitoraggio

 

La Commissione provvede al monitoraggio e pubblica le sue conclusioni in merito all'attuazione uniforme della presente direttiva onde assicurare un'interpretazione omogenea delle sue misure da parte degli Stati membri.

Emendamento 75

Proposta di direttiva

Articolo 69

Testo della Commissione

Emendamento

Articolo 69

Articolo 69

Riesame

Relazione di attuazione e riesame

La Commissione riesamina l'applicazione della presente direttiva cinque anni dopo la sua entrata in vigore e presenta al Consiglio una relazione sul suo funzionamento.

La Commissione, cinque anni dopo l'entrata in vigore della presente direttiva, ne valuta il funzionamento.

Fatto salvo il primo comma, la Commissione, tre anni dopo l'entrata in vigore della presente direttiva, esamina il funzionamento dell'articolo 11 e considera eventuali aggiustamenti alla definizione e alla calibrazione dell'AGI. La Commissione effettua un'analisi approfondita delle modalità con cui l'AGI può incoraggiare le imprese che hanno il diritto di scegliere di applicare le norme della presente direttiva per finanziare le loro attività tramite patrimonio netto.

La Commissione comunica le sue conclusioni in una relazione di attuazione al Parlamento europeo e al Consiglio. La relazione include un'analisi di tutti gli elementi seguenti:

 

a)  l'impatto di tale sistema sul gettito fiscale degli Stati membri;

 

b)   i vantaggi e gli svantaggi del sistema per le piccole e medie imprese;

 

c)  l'impatto sull'equa riscossione delle imposte tra gli Stati membri;

 

d)  l'impatto sul mercato interno nel suo complesso, con particolare riguardo alla potenziale distorsione della concorrenza tra le società soggette alle nuove norme stabilite nella presente direttiva;

 

e)   il numero di imprese che rientrano nell'ambito di applicazione nel periodo di transizione.

 

La Commissione riesamina l'applicazione della presente direttiva 10 anni dopo la sua entrata in vigore e presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sul suo funzionamento.

La Commissione comunica agli Stati membri le risultanze affinché se ne tenga conto nell'elaborazione e nell'attuazione dei regimi nazionali di imposta sul reddito delle società.

La Commissione comunica le risultanze in una relazione destinata al Parlamento europeo e agli Stati membri affinché se ne tenga conto nell'elaborazione e nell'attuazione dei regimi nazionali di imposta sul reddito delle società, corredandola, se del caso, di una proposta legislativa volta a modificare la presente direttiva.

Emendamento 76

Proposta di direttiva

Articolo 70 – paragrafo 1 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

Gli Stati membri adottano e pubblicano, entro il 31 dicembre 2018, le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva. Essi comunicano immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni.

Gli Stati membri adottano e pubblicano, entro il 31 dicembre 2019, le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva. Essi comunicano immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni.

Emendamento 77

Proposta di direttiva

Articolo 70 – paragrafo 1 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

Gli Stati membri applicano dette disposizioni a decorrere dal 1° gennaio 2019.

Gli Stati membri applicano dette disposizioni a decorrere dal 1° gennaio 2020.


MOTIVAZIONE

Introduzione

Alla fine del 2016, la Commissione ha presentato un'ampia revisione delle norme in materia di tassazione delle imprese in una proposta relativa a una base imponibile comune per l'imposta sulle società (CCTB) e in una proposta relativa a una base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società (CCCTB). Al contempo, la Commissione ha ritirato la sua proposta sulla CCCTB del 2011, bloccata al Consiglio. Il progetto dovrebbe rafforzare il mercato interno rendendo più semplice e meno costoso per le imprese operare a livello transfrontaliero nell'UE, oltre a contrastare le pratiche di pianificazione fiscale aggressiva delle imprese e ad aumentare la trasparenza dell'imposta sulle società nell'UE.

Mentre la CCTB fornisce una serie di norme per il calcolo della base imponibile delle società, la CCCTB introduce un elemento di consolidamento che consentirebbe alle imprese di compensare le perdite riportate in uno Stato membro con i profitti ottenuti in un altro Stato membro.

L'idea di armonizzare i sistemi di tassazione delle imprese nell'UE non è una novità: compare già in documenti strategici dei primi anni Sessanta. Nel 1975 la Commissione ha proposto una direttiva sull'armonizzazione dei sistemi di tassazione delle imprese e sulla ritenuta alla fonte sui dividendi, che a causa della mancanza di progressi in seno al Consiglio è stata infine ritirata nel 1990. Al suo posto, la Commissione ha elaborato orientamenti relativi all'imposizione fiscale delle imprese. Nel 2001 la Commissione ha pubblicato uno studio sulla tassazione delle imprese nel mercato interno; tuttavia, ha proposto la CCCTB soltanto nel 2011.

Il Parlamento europeo ha espresso il suo sostegno per il progetto della CCCTB in numerose occasioni. Nel 2008, ha accolto con favore l'intenzione della Commissione di lanciare la CCCTB e nel 2012 ha adottato una relazione del relatore Marianne Thyssen, in cui ha invitato ad applicare la CCCTB il prima possibile e al maggior numero possibile di imprese. Nel 2015, nella sua risoluzione sulle decisioni anticipate in materia fiscale (tax ruling) e altre misure analoghe per natura o effetto (TAXE 1), il Parlamento ha chiesto l'istituzione di una CCCTB obbligatoria e ha ribadito gli appelli nella risoluzione del 2016 (TAXE 2).

Contesto

La tassazione equa delle imprese è un tema che si è imposto tra le priorità internazionali nel contesto della crisi finanziaria mondiale e delle numerose rivelazioni di scandali finanziari, come i Luxleaks e i Panama Papers. La lotta contro l'elusione fiscale ha portato all'adozione dell'iniziativa dell'OCSE sull'erosione della base imponibile e sul trasferimento degli utili (BEPS). Nell'UE, le raccomandazioni BEPS sono state attuate, tra l'altro, attraverso il pacchetto anti-elusione (ATAD 1), adottato a metà del 2016, e l'ATAD 2 sui disallineamenti da ibridi, adottato all'inizio di quest'anno, nonché lo scambio di informazioni sulle decisioni anticipate in materia fiscale ("DAC4") e la rendicontazione paese per paese ("DAC5").

La CCCTB è un elemento mancante nella costruzione di un reale mercato interno e nella lotta contro l'elusione fiscale. La CCCTB assicura la certezza del diritto fiscale, un quadro normativo chiaro e stabile e norme anti-elusione solide, compresa l'abolizione dei prezzi di trasferimento.

Proposta

Un mondo caratterizzato dalla globalizzazione e dalla digitalizzazione pone agli Stati membri la sfida di garantire che i redditi da attività economiche siano tassati nel luogo in cui viene creato il valore. In particolare, le grandi società multinazionali sono in grado di trasferire facilmente gli utili negli Stati membri con aliquote più basse per l'imposta sulle società.

La Commissione ha diviso il fascicolo in una parte sul consolidamento e una parte che determina la base imponibile comune per le società. La prima direttiva prevede una serie di norme sul modo in cui saranno tassati gli utili di una società. Con la seconda direttiva sul consolidamento, saranno aggiunti tutti gli utili e le perdite, ottenendo un utile o una perdita netta per l'intera UE. Il relatore ritiene, tuttavia, che una parte non possa esistere senza l'altra. Pertanto, il legame tra i due fascicoli deve essere rafforzato, allineando la data di attuazione delle due direttive al più tardi entro il 2020. Di conseguenza, le disposizioni temporanee (la compensazione delle perdite transfrontaliere) dovrebbero essere escluse.

I sistemi di imposta sul reddito delle imprese esistenti riflettono le realtà economiche del secolo scorso, nelle quali le imprese presentavano un chiaro legame con un mercato locale. La globalizzazione e la digitalizzazione dell'economia mondiale rappresentano sfide per quanto riguarda la prevenzione della distorsione del mercato e la lotta contro l'elusione e l'evasione fiscale. Le imprese che operano nell'UE senza una sede fisica devono essere trattate allo stesso modo di quelle che hanno una sede fisica nell'UE. Pertanto, il relatore include fattori intesi a definire la presenza digitale nell'articolo relativo allo stabilimento permanente in un altro Stato membro.

Il relatore è del parere che tale sistema dovrebbe essere uno standard ampiamente adottato per la tassazione delle imprese. La soglia fissata a 750 milioni di EUR, proposta dalla Commissione, non è adeguata ai fini della CCCTB. Il relatore propone di introdurre una soglia più bassa, pari a 40 milioni di euro, nella quale rientra la maggior parte delle imprese con attività transfrontaliere. Nel lungo periodo (vale a dire entro cinque anni) non dovrebbe esistere una soglia, a fini di semplificazione per le imprese e le autorità fiscali e per assicurare condizioni di parità tra le PMI e le multinazionali. Il relatore invita la Commissione a calcolare le statistiche relative all'aliquota fiscale effettiva pagata dalle multinazionali e dalle PMI al fine di evitare più efficacemente le disparità.

Le condizioni di parità tra le multinazionali e le PMI sono una preoccupazione che la relazione in oggetto dovrebbe affrontare. Lo scarto tra le imposte pagate dalle imprese multinazionali e la quota pagata dalle PMI si è ampliato negli ultimi decenni. Una causa del problema è che le multinazionali, contrariamente alle PMI, dispongono generalmente delle risorse per spostare la loro attività in paesi a basso tasso di imposizione. La proposta della Commissione non è sufficiente per affrontare questa tendenza, ma lascia aperta la possibilità per gli Stati membri di farsi concorrenza riguardo all'aliquota d'imposta sulle società. Pertanto, dovrebbe essere introdotto il principio di un'aliquota minima.

Note conclusive

Il relatore ritiene che le proposte sulla CCCTB rappresentino una componente essenziale nel completamento del mercato interno e abbiano il potenziale di aumentare la crescita dell'economia europea. Un nuovo quadro promuoverebbe un mercato interno più equo e meglio integrato e potrebbe contribuire al conseguimento degli obiettivi di altri progetti faro come l'Unione dei mercati dei capitali, il mercato unico digitale e il piano di investimenti per l'Europa. Il relatore è convinto che la CCCTB affronti le attuali sfide nel contesto della tassazione internazionale e possa fungere da potente strumento nella lotta contro la pianificazione fiscale aggressiva.


PARERE DI MINORANZA

a norma dell'articolo 52 bis, paragrafo 4, del regolamentoda parte dei membri del gruppo PPE Esther de Lange, Brian Hayes e Gunnar Hökmark

1.  Sebbene l'imposizione fiscale sia competenza degli Stati membri, la lotta contro l'elusione fiscale e l'evasione fiscale dimostra che è necessario intensificare la cooperazione a livello europeo. La proposta in esame relativa alla base imponibile (consolidata) comune dell'imposta sulle società avrà tuttavia solo un impatto minimo sul contrasto dell'elusione fiscale e dell'evasione fiscale, mentre le conseguenze per le economie degli Stati membri saranno molto gravi, soprattutto perché la formula di consolidamento proposta non rispecchia correttamente il livello di attività economica.

2.  Non è stata condotta una valutazione d'impatto paese per paese sufficientemente dettagliata né relativamente alla CCTB né alla CCCTB, soprattutto in termini di impatto sul gettito fiscale degli Stati membri. Le ulteriori modifiche proposte nella presente relazione evidenziano la necessità di una nuova valutazione d'impatto che calcoli chiaramente le conseguenze per ciascuno Stato membro.

3.  Inoltre, la pianificazione fiscale aggressiva da parte delle società multinazionali costituisce un problema globale. Una base concordata a livello internazionale, attraverso l'iniziativa dell'OCSE sull'erosione della base imponibile e sul trasferimento degli utili (BEPS), rappresenta la miglior soluzione a questo problema.

4.  Sette parlamenti nazionali hanno emanato pareri motivati in cui sollevano obiezioni alle proposte relative a CCTB e CCCTB per motivi connessi alla sussidiarietà e alla sovranità fiscale. Tali preoccupazioni non sono state affatto prese in considerazione nella presente relazione.


PARERE della commissione giuridica (19.9.2017)

destinato alla commissione per i problemi economici e monetari

sulla proposta di direttiva del Consiglio relativa a una base imponibile comune per l'imposta sulle società

(COM(2016)0685 – C8-0472/2016 – 2016/0337(CNS))

Relatore per parere: Evelyn Regner

BREVE MOTIVAZIONE

I. Introduzione

La presente proposta, insieme alla proposta di direttiva del Consiglio relativa a una base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società (2016/0336 (CNS)), rappresenta un rilancio dell'iniziativa della Commissione del 2011 relativa a una base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società nell'ambito dell'UE. L'obiettivo delle due proposte è quello di offrire una legislazione UE in materia che si adatti a un contesto economico che è diventato più globalizzato, mobile e digitale, in cui gli Stati membri incontrano sempre più difficoltà a lottare efficacemente contro le pratiche di pianificazione fiscale aggressiva attraverso un'azione unilaterale al fine di proteggere le loro basi imponibili nazionali dall'erosione e contrastare il trasferimento degli utili.

II. Un'attuazione efficace del consolidamento

L'attuazione di una base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società è essenziale nella lotta volta a ottenere giustizia tra le imprese all'interno e al di fuori dell'UE dal punto di vista fiscale. Una delle principali minacce per la giustizia fiscale è la pratica largamente diffusa del trasferimento degli utili. Una volta attuata pienamente, la base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società consentirà di attribuire il reddito al luogo di realizzazione del valore attraverso una formula basata su tre fattori di pari peso che sono più resilienti alle pratiche di pianificazione fiscale aggressiva rispetto ai prezzi di trasferimento. In questo modo, le lacune esistenti tra i sistemi fiscali nazionali, in particolare in materia di prezzi di trasferimento, che rappresentano circa il 70 % di tutte le operazioni di trasferimento degli utili nell'UE, potrebbero essere eliminate consentendo di effettuare un passo importante verso un sistema fiscale equo, efficiente e trasparente. Di conseguenza, le due proposte dovrebbero essere considerate come un pacchetto unico e dovrebbero essere attuate fianco a fianco per conseguire una maggiore giustizia fiscale. La base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società dovrebbe essere attuata entro la fine del 2020.

Per quanto riguarda l'equità generale dei nostri sistemi fiscali, le società devono sostenere la propria parte dell'onere, e pertanto è fondamentale che le nuove esenzioni fiscali non provochino un'erosione della base imponibile. È necessario sostenere le misure volte a incentivare i soggetti privati a investire nell'economia reale, dato che l'attuale carenza di investimenti nell'UE è una delle principali cause delle sue difficoltà economiche. Tuttavia è necessario studiare attentamente le agevolazioni fiscali per le società ed attuarle soltanto se il loro impatto positivo sull'occupazione e la crescita è evidente escludendo qualsiasi rischio di creare nuove lacune nel sistema fiscale. Pertanto l'innovazione e gli investimenti andrebbero promossi attraverso sovvenzioni pubbliche piuttosto che attraverso esenzioni fiscali.

Al fine di contrastare efficacemente le strutture di pianificazione fiscale aggressiva ed evitare due regimi fiscali paralleli, la base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società dovrebbe essere obbligatoria per tutte le società, ad eccezione delle PMI quali definite nella quarta direttiva sul diritto societario del 1978. In questo modo, ad esempio, il macellaio della porta accanto o le piccole società di nuova costituzione che sono particolarmente innovative, non saranno obbligate a introdurre la base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società. Dal momento che le PMI non dispongono delle risorse per investire in strutture di società di comodo per trasferire artificiosamente gli utili, esse si ritrovano in una situazione di svantaggio competitivo rispetto alle multinazionali. Al fine di garantire un mercato unico sano è essenziale istituire un sistema di base imponibile comune per l'imposta sulle società equo, efficiente, trasparente e favorevole alla crescita, basato sul principio che gli utili dovrebbero essere tassati nel paese in cui sono realizzati.

Tenendo conto del cambiamento digitale nel contesto imprenditoriale, è necessario definire il concetto di sede di un'impresa digitale. Le società che realizzano ricavi in uno Stato membro senza disporre di una sede fisica in tale Stato membro devono essere trattate allo stesso modo delle società che dispongono di una sede fisica. Pertanto la CCCTB deve applicarsi anche alle società digitali.

III. Introduzione nella proposta di un'aliquota d'imposta minima sulle società

Un'aliquota d'imposta minima comune ed equa sulle società è l'unico modo per realizzare un trattamento equo e paritario tra i vari soggetti che operano nell'UE, nonché all'interno della più ampia comunità dei soggetti di imposta. La mancata attuazione di una tale aliquota minima condurrà soltanto a una situazione in cui la corsa al ribasso sulle aliquote d'imposta verrà intensificata. L'esistenza di una base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società implica che gli Stati membri non saranno più in grado di competere attraverso le basi imponibili e che pertanto vi sarà un maggiore incentivo a competere mediante le aliquote fiscali. In media, l'imposta sulle società nell'UE è scesa dal 35 % negli anni '90 al 22,5 % di oggi. Per porre fine alla corsa al ribasso delle aliquote d'imposta sulle società a livello dell'UE, è necessario introdurre un'aliquota d'imposta minima del 25 %.

EMENDAMENTI

La commissione giuridica invita la commissione per i problemi economici e monetari, competente per il merito, a prendere in considerazione i seguenti emendamenti:

Emendamento    1

Proposta di direttiva

Considerando 1

Testo della Commissione

Emendamento

1)  Le imprese che intendono operare su base transfrontaliera all'interno dell'Unione incontrano seri ostacoli e distorsioni di mercato derivanti dalla presenza e dall'interazione di 28 regimi diversi di tassazione delle società. Inoltre le strutture di pianificazione fiscale sono diventate sempre più sofisticate in quanto si sviluppano tra varie giurisdizioni e sfruttano a proprio vantaggio gli aspetti tecnici di un sistema fiscale o i disallineamenti esistenti fra due o più sistemi fiscali allo scopo di ridurre il debito d'imposta della società. Sebbene tali situazioni evidenzino carenze di natura completamente diversa tra loro, entrambe creano ostacoli che impediscono il corretto funzionamento del mercato interno. Un'azione volta a correggere tali problemi dovrebbe quindi tener conto di entrambi i tipi di carenze del mercato.

1)  Le imprese che intendono operare su base transfrontaliera all'interno dell'Unione incontrano seri ostacoli e distorsioni di mercato derivanti dalla presenza e dall'interazione di 28 regimi diversi di tassazione delle società. Inoltre le strutture di pianificazione fiscale sono diventate sempre più aggressive e sofisticate in quanto si sviluppano tra varie giurisdizioni e sfruttano a proprio vantaggio gli aspetti tecnici di un sistema fiscale o i disallineamenti esistenti fra due o più sistemi fiscali allo scopo di ridurre il debito d'imposta della società. Sebbene tali situazioni evidenzino carenze di natura completamente diversa tra loro, entrambe creano ostacoli che impediscono il corretto funzionamento del mercato interno. In un quadro economico più globalizzato, mobile e digitale, un'azione volta a correggere tali problemi dovrebbe quindi tener conto di entrambi i tipi di carenze del mercato attraverso l'allineamento della base imponibile per l'imposta sulle società nell'Unione e la creazione di un contesto imprenditoriale più equo e coerente in cui le società possano operare.

Emendamento    2

Proposta di direttiva

Considerando 3

 

Testo della Commissione

Emendamento

3)  Come sottolineato nella proposta di direttiva del Consiglio, del 16 marzo 2011, relativa a una base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società (CCCTB)7, un sistema di tassazione delle imprese che consideri l'Unione come un mercato unico ai fini del calcolo della base imponibile per l'imposta sulle società agevolerebbe le attività transfrontaliere delle imprese residenti nell'Unione e promuoverebbe l'obiettivo di rendere l'Unione un luogo più competitivo per gli investimenti internazionali. La proposta del 2011 di una CCCTB era incentrata sull'obiettivo di facilitare l'espansione dell'attività commerciale delle imprese all'interno dell'Unione. Oltre che di tale obiettivo, si dovrebbe anche tenere conto del fatto che una CCCTB può essere estremamente efficace nel migliorare il funzionamento del mercato interno contrastando i meccanismi di elusione fiscale. In tale ottica è opportuno rilanciare l'iniziativa relativa a una CCCTB in modo da trattare su un piano di parità sia l'aspetto di agevolazione delle attività imprenditoriali sia la funzione di lotta all'elusione fiscale. Tale approccio sarebbe il più idoneo per raggiungere l'obiettivo dell'eliminazione delle distorsioni nel funzionamento del mercato interno.

3)  Come sottolineato nella proposta di direttiva del Consiglio, del 16 marzo 2011, relativa a una base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società (CCCTB)7, un sistema di tassazione delle imprese che consideri l'Unione come un mercato unico ai fini del calcolo della base imponibile per l'imposta sulle società agevolerebbe le attività transfrontaliere delle imprese residenti nell'Unione e promuoverebbe l'obiettivo di rendere l'Unione un luogo più competitivo per gli investimenti internazionali. La proposta del 2011 di una CCCTB era incentrata sull'obiettivo di facilitare l'espansione dell'attività commerciale delle imprese all'interno dell'Unione. Oltre che di tale obiettivo, si dovrebbe anche tenere conto del fatto che una CCCTB può essere estremamente efficace nel migliorare il funzionamento del mercato interno contrastando i meccanismi di elusione fiscale. In tale ottica è opportuno rilanciare l'iniziativa relativa a una CCCTB in modo da trattare su un piano di parità sia l'aspetto di agevolazione delle attività imprenditoriali sia la funzione di lotta all'elusione fiscale. Dopo la sua attuazione in tutti gli Stati membri, la CCCTB garantirebbe il pagamento delle imposte nel luogo in cui sono realizzati gli utili. Tale approccio sarebbe il più idoneo per raggiungere l'obiettivo dell'eliminazione delle distorsioni nel funzionamento del mercato interno.

________________

________________

7 Proposta di direttiva del Consiglio COM (2011) 121 def./2, del 3 ottobre 2011, relativa a una base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società.

7 Proposta di direttiva del Consiglio COM (2011) 121 def./2, del 3 ottobre 2011, relativa a una base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società.

Emendamento    3

Proposta di direttiva

Considerando 4

 

Testo della Commissione

Emendamento

4)  Considerando la necessità di agire rapidamente per garantire il buon funzionamento del mercato interno rendendolo, da un lato, più favorevole agli scambi e agli investimenti, e, dall'altro, più resiliente ai meccanismi di elusione fiscale, è necessario suddividere l'ambiziosa iniziativa in materia di CCCTB in due proposte distinte. In una prima fase dovrebbero essere attuate le norme su una base imponibile comune per l'imposta sulle società prima di passare, in una seconda fase, all'aspetto del consolidamento.

4)  Considerando la necessità di agire rapidamente per garantire il buon funzionamento del mercato interno rendendolo, da un lato, più favorevole agli scambi e agli investimenti, e, dall'altro, più resiliente ai meccanismi di elusione fiscale, è necessario suddividere l'ambiziosa iniziativa in materia di CCCTB in due proposte distinte. In una prima fase dovrebbero essere attuate le norme su una base imponibile comune per l'imposta sulle società prima di passare, in una seconda fase, all'aspetto del consolidamento. Tuttavia, l'attuazione della CCTB senza il consolidamento non affronterebbe il problema del trasferimento degli utili. Pertanto è essenziale che il consolidamento sia applicato in tutti gli Stati membri dal 1° gennaio 2021.

Emendamento    4

Proposta di direttiva

Considerando 5

 

Testo della Commissione

Emendamento

5)  In un contesto transfrontaliero sono osservabili numerose strutture di pianificazione fiscale aggressiva, il che implica che i gruppi di società partecipanti dispongano di un minimo di risorse. Sulla base di tale premessa, per motivi di proporzionalità, le norme su una base comune dovrebbero essere obbligatorie solo per le società che appartengono a gruppi di dimensioni considerevoli. A tal fine si dovrebbe fissare una soglia per le dimensioni basata sui ricavi consolidati complessivi di un gruppo che redige bilanci consolidati. Inoltre, per garantire coerenza tra le due fasi dell'iniziativa CCCTB, le norme su una base comune dovrebbero essere obbligatorie per le società che sarebbero considerate un gruppo se l'iniziativa venisse attuata integralmente. Al fine di meglio conseguire l'obiettivo di facilitare gli scambi e gli investimenti nel mercato interno, le norme su una base imponibile comune per l'imposta sulle società dovrebbero essere disponibili come opzione anche per le imprese che non soddisfano tali criteri.

5)  Al fine di contrastare efficacemente le strutture di pianificazione fiscale aggressiva ed evitare due regimi fiscali paralleli, le norme su una base comune dovrebbero essere obbligatorie per tutte le società ad eccezione delle PMI. Le soglie per le micro, piccole, medie e grandi imprese sono definite dalla quarta direttiva 78/660/CEE del Consiglio (la quarta direttiva sul diritto societario)1bis. Dato che le PMI non dispongono di risorse per investire nelle strutture di società di comodo per trasferire artificiosamente gli utili, esse si ritrovano in una situazione di svantaggio competitivo nei confronti delle multinazionali. Al fine di garantire un mercato interno sano è essenziale istituire un sistema di base imponibile comune per l'imposta sulle società equo, efficiente, trasparente e favorevole alla crescita, basato sul principio che gli utili sono tassati nel paese in cui sono realizzati. Inoltre, per garantire coerenza tra le due fasi dell'iniziativa CCCTB, le norme su una base comune dovrebbero essere obbligatorie per le società che sarebbero considerate un gruppo se l'iniziativa venisse attuata integralmente. Al fine di meglio conseguire l'obiettivo di facilitare gli scambi e gli investimenti nel mercato interno, le norme su una base imponibile comune per l'imposta sulle società dovrebbero essere disponibili come opzione anche per le imprese che non soddisfano tali criteri.

 

______________

 

1 bis Quarta direttiva 78/660/CEE del Consiglio, del 25 luglio 1978, basata sull'articolo 54, paragrafo 3, lettera g), del Trattato e relativa ai conti annuali di taluni tipi di società (GU L 222 del 14.8.1978).

Emendamento    5

Proposta di direttiva

Considerando 6

 

Testo della Commissione

Emendamento

6)  È necessario definire il concetto di stabile organizzazione situata nell'Unione e appartenente ad un contribuente residente a fini fiscali nell'Unione. Lo scopo è garantire che tutti i contribuenti interessati condividano la stessa comprensione del concetto ed escludere la possibilità di un disallineamento dovuto a definizioni divergenti. Non dovrebbe invece essere considerato essenziale disporre di una definizione comune delle stabili organizzazioni situate in un paese terzo o nell'Unione, ma appartenenti a un contribuente residente a fini fiscali in un paese terzo. Questo aspetto dovrebbe essere affrontato nelle convenzioni fiscali bilaterali e nella legislazione nazionale a causa della complessa interazione con gli accordi internazionali.

6)  È necessario definire il concetto di stabile organizzazione situata nell'Unione e appartenente ad un contribuente residente a fini fiscali nell'Unione. Lo scopo è garantire che tutti i contribuenti interessati condividano la stessa comprensione del concetto ed escludere la possibilità di un disallineamento dovuto a definizioni divergenti.

Emendamento    6

Proposta di direttiva

Considerando 6 bis (nuovo)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

6 bis)  Tenendo conto del cambiamento digitale nel contesto imprenditoriale, è necessario definire il concetto di sede di un'impresa digitale. Le società che producono ricavi in uno Stato membro senza disporre di una sede fisica ma di un fatturato fisso in tale Stato membro dovrebbero essere trattate allo stesso modo delle società che dispongono di una sede fisica. Pertanto, la CCCTB dovrebbe applicarsi anche alle imprese digitali.

Emendamento    7

Proposta di direttiva

Considerando 8

 

Testo della Commissione

Emendamento

8)  Dai ricavi imponibili si dovrebbero dedurre i costi connessi all'attività d'impresa e determinati altri costi. I costi deducibili connessi all'attività d'impresa dovrebbero di norma includere tutti i costi legati alle vendite e i costi connessi alla produzione, al mantenimento e alla garanzia dei redditi. Per sostenere l'innovazione nell'economia e ammodernare il mercato interno dovrebbero essere offerte deduzioni per i costi di ricerca e sviluppo, comprese superdeduzioni; tali costi dovrebbero essere interamente imputati all'anno in cui sono state sostenuti (ad eccezione dei beni immobili). Le piccole imprese in fase di avviamento senza imprese consociate che sono particolarmente innovative (una categoria che comprende in particolare le start-up) dovrebbero inoltre essere sostenute tramite superdeduzioni maggiorate per i costi di ricerca e sviluppo. Per garantire la certezza del diritto è inoltre opportuno stilare un elenco dei costi non deducibili.

8)  È necessario sostenere le misure volte a incentivare i soggetti privati a investire nell'economia reale, dato che l'attuale carenza di investimenti nell'Unione è una delle principali cause delle sue difficoltà economiche. Nel contempo è necessario definire attentamente le agevolazioni fiscali per le società ed attuarle soltanto se il loro impatto positivo sull'occupazione e la crescita è evidente escludendo qualsiasi rischio di creare nuove lacune nel sistema di tassazione. Pertanto l'innovazione e gli investimenti andrebbero promossi attraverso sovvenzioni pubbliche equamente disponibili per tutti piuttosto che attraverso esenzioni fiscali.

Emendamento    8

Proposta di direttiva

Considerando 10

 

Testo della Commissione

Emendamento

10)  Il fatto che gli interessi pagati sui prestiti siano deducibili dalla base imponibile di un contribuente, mentre le distribuzioni di profitti non lo siano, genera un chiaro vantaggio a favore del finanziamento tramite debito rispetto al finanziamento tramite equity. Tenuto conto dei rischi che tale situazione comporta per l'indebitamento delle imprese, è fondamentale prevedere misure che neutralizzino l'attuale distorsione nei confronti del finanziamento tramite equity. In quest'ottica si prevede di offrire ai contribuenti una deduzione per la crescita e gli investimenti secondo cui gli aumenti del patrimonio netto di un contribuente dovrebbero essere deducibili dalla base imponibile a determinate condizioni. Sarebbe pertanto essenziale garantire che il sistema non subisca effetti a cascata e a tal fine sarebbe necessario escludere il valore fiscale delle partecipazioni di un contribuente in imprese consociate. Infine, per rendere il sistema della deduzione sufficientemente solido, sarebbe altresì necessario stabilire norme contro l'elusione fiscale.

soppresso

Emendamento    9

Proposta di direttiva

Considerando 14

Testo della Commissione

Emendamento

14)  Per evitare l'erosione della base imponibile di giurisdizioni fiscali a imposizione elevata mediante il trasferimento degli utili, grazie a prezzi di trasferimento gonfiati, verso paesi con regimi fiscali più vantaggiosi, le operazioni tra un contribuente e la sua o le sue imprese consociate dovrebbero essere soggette all'aggiustamento dei prezzi in linea con il principio delle condizioni di mercato, che è un criterio di applicazione generale.

14)  Per evitare l'erosione della base imponibile di giurisdizioni fiscali a imposizione elevata mediante il trasferimento degli utili, grazie a prezzi di trasferimento gonfiati, verso paesi con regimi fiscali più vantaggiosi, le operazioni tra un contribuente e la sua o le sue imprese consociate dovrebbero essere soggette all'aggiustamento dei prezzi in linea con il principio delle condizioni di mercato, che è un criterio di applicazione generale. Di conseguenza potrebbero essere eliminate le lacune esistenti tra i sistemi fiscali nazionali, in particolare per quanto concerne i prezzi di trasferimento, che rappresentano circa il 70 % di tutte le operazioni di trasferimento degli utili nell'Unione, consentendo di effettuare un passo importante verso un sistema fiscale equo, efficiente e trasparente.

Emendamento    10

Proposta di direttiva

Considerando 21

Testo della Commissione

Emendamento

21)  Poiché gli obiettivi della presente direttiva, ossia migliorare il funzionamento del mercato interno contrastando le pratiche di elusione fiscale internazionale e facilitare l'espansione delle imprese oltre le frontiere all'interno dell'Unione, non possono essere conseguiti in misura sufficiente dagli Stati membri che agiscono singolarmente e in modo eterogeneo perché è necessaria un'azione coordinata per conseguire questi obiettivi, ma possono, a motivo del fatto che la direttiva affronta le inefficienze del mercato interno scaturite dall'interazione tra normative fiscali nazionali diverse che hanno un impatto sul mercato interno e scoraggiano le attività transfrontaliere, essere conseguiti meglio a livello di Unione, quest'ultima può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato sull'Unione europea. La presente direttiva si limita a quanto è necessario per conseguire tali obiettivi, in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo, soprattutto considerando che il suo ambito di applicazione obbligatorio è limitato ai gruppi che superano determinate dimensioni.

21)  Poiché gli obiettivi della presente direttiva, ossia migliorare il funzionamento del mercato interno contrastando le pratiche di elusione fiscale internazionale e facilitare l'espansione delle imprese oltre le frontiere all'interno dell'Unione, non possono essere conseguiti in misura sufficiente dagli Stati membri che agiscono singolarmente e in modo eterogeneo perché è necessaria un'azione coordinata per conseguire questi obiettivi, ma possono, a motivo del fatto che la direttiva affronta le inefficienze del mercato interno scaturite dall'interazione tra normative fiscali nazionali diverse che hanno un impatto sul mercato interno e scoraggiano le attività transfrontaliere, essere conseguiti meglio a livello di Unione, quest'ultima può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato sull'Unione europea. La presente direttiva si limita a quanto è necessario per conseguire tali obiettivi, in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo, soprattutto considerando che il suo ambito di applicazione obbligatorio è limitato ai gruppi che superano determinate dimensioni. Le misure previste si limitano ad armonizzare la base imponibile per l'imposta sulle società, il che costituisce un presupposto essenziale per contrastare gli ostacoli individuati che falsano il mercato interno. Inoltre, tale approccio graduale consente agli Stati membri di determinare l'importo di gettito fiscale auspicato al fine di soddisfare i loro obiettivi di politica di bilancio. Nel contempo non pregiudica il diritto degli Stati membri di stabilire le proprie aliquote d'imposta sugli utili.

Emendamento    11

Proposta di direttiva

Articolo 2 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  La presente direttiva stabilisce un regime per una base comune per la tassazione di talune società e prevede le norme relative al calcolo di tale base.

1.  La presente direttiva stabilisce un regime per una base comune per la tassazione di talune società e prevede le norme relative al calcolo di tale base, comprese misure volte a impedire l'elusione fiscale e relative alla dimensione internazionale del regime fiscale proposto.

Emendamento    12

Proposta di direttiva

Articolo 2 – paragrafo 1 – parte introduttiva

 

Testo della Commissione

Emendamento

(1)  Le norme della presente direttiva si applicano alle società costituite in base al diritto di uno Stato membro, e alle loro stabili organizzazioni situate in altri Stati membri, se la società soddisfa tutte le seguenti condizioni:

(1)  Le norme della presente direttiva si applicano alle società costituite in base al diritto di uno Stato membro, e alle loro stabili organizzazioni e imprese digitali situate in altri Stati membri, se la società soddisfa tutte le seguenti condizioni:

Emendamento    13

Proposta di direttiva

Articolo 2 – paragrafo 1 – lettera c

 

Testo della Commissione

Emendamento

(c)  appartiene a un gruppo consolidato a fini di contabilità finanziaria con ricavi consolidati complessivi che sono stati superiori a 750 000 000 EUR nell'esercizio finanziario precedente l'esercizio finanziario pertinente;

(c)  appartiene a un gruppo consolidato a fini di contabilità finanziaria con ricavi consolidati complessivi che sono stati superiori a 40 000 000 EUR nell'esercizio finanziario precedente l'esercizio finanziario pertinente;

Emendamento    14

Proposta di direttiva

Articolo 2 – paragrafo 2 – comma 1

 

Testo della Commissione

Emendamento

La presente direttiva si applica anche alle società costituite in base al diritto di un paese terzo con riguardo alle sue stabili organizzazioni situate in uno o più Stati membri se la società soddisfa le condizioni di cui al paragrafo 1, lettere da b) a d).

La presente direttiva si applica anche alle società costituite in base al diritto di un paese terzo con riguardo alle sue stabili organizzazioni situate in uno o più Stati membri, e in relazione ai ricavi maturati in uno o più Stati membri, se la società soddisfa le condizioni di cui al paragrafo 1, lettere da b) a d).

Emendamento    15

Proposta di direttiva

Articolo 2 – paragrafo 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 bis.  La presente direttiva si applica anche alle imprese costituite in base al diritto di un paese terzo con riguardo alle sedi di imprese digitali rivolte specificamente ai consumatori o alle imprese in uno Stato membro o le cui entrate provengono principalmente dall'attività esercitata in uno Stato membro, se l'impresa soddisfa le condizioni di cui al paragrafo 1, lettere da b) a d). Per stabilire se la sede di un'impresa digitale è rivolta specificamente ai consumatori o alle imprese in uno Stato membro, si considerano, a norma dell'azione 1 dell'iniziativa BEPS dell'OCSE, le ubicazioni fisiche dei consumatori o degli utenti e dei fornitori di beni e servizi offerti. Laddove queste non siano accertabili, si considera se la sede dell'impresa digitale esercita la propria attività economica sotto il dominio di primo livello di uno Stato membro o dell'Unione o se, in relazione alle imprese basate su un'applicazione mobile, la sede dell'impresa digitale distribuisce la sua applicazione attraverso la parte specifica di un centro di distribuzione di un'applicazione mobile di uno Stato membro o se l'attività è esercitata sotto un dominio che, ad esempio in virtù dell'uso di denominazioni di Stati membri, regioni o città, chiarisce che la sede dell'impresa digitale è rivolta ai consumatori o alle imprese in uno Stato membro, o se l'attività economica è soggetta ai termini e alle condizioni generali applicabili specificamente all'Unione o a uno Stato membro, o se la presenza internet della sede dell'impresa digitale offre spazi pubblicitari rivolti specificamente ai consumatori e alle imprese in uno Stato membro.

Emendamento    16

Proposta di direttiva

Articolo 4 – comma 1 – punto 33 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(33 bis) "sede di un'impresa digitale", tenendo conto delle conclusioni dell'azione 1 dell'iniziativa BEPS dell'OCSE, una sede rivolta specificamente ai consumatori o alle imprese in uno Stato membro, tenendo in debito conto le ubicazioni fisiche dei consumatori o degli utenti e dei fornitori dei beni e servizi offerti. Laddove queste non siano accertabili, si considera se la sede esercita la propria attività economica sotto il dominio di primo livello dello Stato membro o dell'Unione o se, in relazione alle attività economiche basate su un'applicazione mobile, distribuisce la sua applicazione attraverso la parte specifica di un centro di distribuzione di un'applicazione mobile di uno Stato membro o se l'attività è esercitata sotto un dominio che, in virtù ad esempio dell'uso delle denominazioni di Stati membri, regioni o città, chiarisce che la sede è rivolta ai consumatori o alle attività economiche in uno Stato membro, o se l'attività è soggetta ai termini e alle condizioni generali applicabili specificamente all'Unione europea o a uno Stato membro, o se la presenza internet dell'impresa offre spazi pubblicitari specificamente rivolti ai consumatori e alle imprese in uno Stato membro.

Emendamento    17

Proposta di direttiva

Articolo 4 – comma 1 – punto 33 ter (nuovo)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

(33 ter) "aliquota d'imposta effettiva sulle società", un'imposta sulle società pagata in relazione alle entrate e ai profitti indicati nei bilanci di una società.

Emendamento    18

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 1 – parte introduttiva

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Si considera che un contribuente abbia una stabile organizzazione in uno Stato membro diverso da quello in cui è residente a fini fiscali quando dispone di un posto fisso nell'altro Stato membro tramite il quale svolge, integralmente o parzialmente, la sua attività, in particolare:

1.  Si considera che un contribuente abbia una stabile organizzazione in uno Stato membro diverso da quello in cui è residente a fini fiscali quando dispone di un posto fisso o virtuale nell'altro Stato membro tramite il quale svolge, integralmente o parzialmente, la sua attività, in particolare:

Emendamento    19

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 1 – lettera f bis (nuova)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

(f bis)  una sede di un'impresa digitale.

Emendamento    20

Proposta di direttiva

Articolo 9 – paragrafo 3

 

Testo della Commissione

Emendamento

3.  Oltre agli importi che possono essere dedotti come costi per la ricerca e lo sviluppo di cui al paragrafo 2, il contribuente può dedurre, per ogni esercizio fiscale, un ulteriore 50% di tali costi, ad eccezione dei costi relativi alle attività materiali immobilizzate mobili sostenuti nel corso dello stesso esercizio. Se i costi per la ricerca e lo sviluppo sono superiori a 20 000 000 EUR, il contribuente può dedurre il 25% dell'importo eccedente.

soppresso

In deroga al primo comma, il contribuente può dedurre un ulteriore 100% dei costi per la ricerca e lo sviluppo fino a 20 000 000 EUR se soddisfa tutte le condizioni seguenti:

 

a)  si tratta di un'impresa non quotata con meno di 50 dipendenti e con un fatturato annuo e/o un totale di bilancio annuo non superiore a 10 000 000 EUR;

 

b)  non è registrato da più di cinque anni. Se il contribuente non è soggetto a registrazione, si può considerare che il periodo di cinque anni inizi nel momento in cui l'impresa avvia l'attività economica o è soggetta a imposta per tale attività;

 

c)  non è stato costituito a seguito di fusione;

 

d)  non ha imprese consociate.

 

Emendamento    21

Proposta di direttiva

Articolo 10 bis (nuovo)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 10 bis

 

Divieto di deduzioni

 

Nessuna deduzione è consentita nella misura in cui comporterebbe un'aliquota d'imposta effettiva sulle società inferiore al 20 % sui ricavi sottraendo i ricavi esenti.

Emendamento    22

Proposta di direttiva

Articolo 11

Testo della Commissione

Emendamento

[...]

soppresso

Emendamento    23

Proposta di direttiva

Articolo 12 – comma 1 – lettera j bis (nuova)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

(j bis)  le spese attribuite ai beneficiari ubicati nei paesi elencati nella lista UE delle giurisdizioni non cooperative a fini fiscali (note anche come "paradisi fiscali")1bis;

 

______________

 

1 bis Lista UE delle giurisdizioni non cooperative a fini fiscali che il Consiglio sta mettendo a punto: http://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-14166-2016-INIT/it/pdf

Emendamento    24

Proposta di direttiva

Articolo 42 – paragrafo 4 bis (nuovo)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

4 bis.  Non viene operata alcuna deduzione supplementare delle perdite di cui al paragrafo 1 rispetto alle perdite sostenute dopo il 31 dicembre 2020.

Emendamento    25

Proposta di direttiva

Articolo 59 – paragrafo 2

 

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Se un'entità o una stabile organizzazione è trattata come una società estera controllata ai sensi del paragrafo 1, il reddito non distribuito dell'entità o della stabile organizzazione è soggetto ad imposta nella misura in cui deriva dalle seguenti categorie:

2.  Se un'entità o una stabile organizzazione è trattata come una società estera controllata ai sensi del paragrafo 1, il reddito non distribuito dell'entità o della stabile organizzazione è soggetto ad imposta:

(a)  interessi o qualsiasi altro reddito generato da attivi finanziari;

 

(b)  canoni o qualsiasi altro reddito generato da proprietà intellettuale;

 

(c)  dividendi e redditi derivanti dalla cessione di azioni;

 

(d)  redditi da leasing finanziario;

 

(e)  redditi da attività assicurativa, bancaria e altre attività finanziarie;

 

(f)  redditi da società di fatturazione che percepiscono redditi da vendite e servizi derivanti da beni e servizi acquistati da e venduti a imprese consociate e aggiungono un valore economico scarso o nullo.

 

Il primo comma non si applica alle società estere controllate residenti o situate in uno Stato membro o in un paese terzo parte contraente dell'accordo SEE, se le società estere controllate sono state istituite per valide ragioni commerciali che riflettono la realtà economica. Ai fini del presente articolo, l'attività della società estera controllata rispecchia la realtà economica nella misura in cui tale attività è supportata da adeguato personale, materiale, attività e locali.

Il primo comma non si applica alle società estere controllate residenti o situate in uno Stato membro o in un paese terzo parte contraente dell'accordo SEE, se le società estere controllate sono state istituite per valide ragioni commerciali che riflettono la realtà economica. Ai fini del presente articolo, l'attività della società estera controllata rispecchia la realtà economica nella misura in cui tale attività è supportata da adeguato personale, materiale, attività e locali.

Emendamento    26

Proposta di direttiva

Articolo 59 – paragrafo 3 – comma 2

 

Testo della Commissione

Emendamento

Le imprese finanziarie non sono considerate società estere controllate ai sensi del paragrafo 1 se non più di un terzo del reddito acquisito dall'entità o dalla stabile organizzazione dalle categorie di cui al paragrafo 2, lettere da a) a f), deriva da operazioni con il contribuente o le sue imprese consociate.

Le imprese finanziarie non sono considerate società estere controllate ai sensi del paragrafo 1 se non più di un terzo del reddito acquisito dall'entità, dalla stabile organizzazione o dalla sede di un'impresa digitale dalle categorie di cui al paragrafo 2, lettere da a) a f), deriva da operazioni con il contribuente o le sue imprese consociate.

Emendamento    27

Proposta di direttiva

Articolo 69 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

La Commissione riesamina l'applicazione della presente direttiva cinque anni dopo la sua entrata in vigore e presenta al Consiglio una relazione sul suo funzionamento.

La Commissione riesamina l'applicazione della presente direttiva cinque anni dopo la sua entrata in vigore e presenta al Consiglio e al Parlamento europeo una relazione sul suo funzionamento.

PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Titolo

Base imponibile comune per l'imposta sulle società

Riferimenti

COM(2016)0685 – C8-0472/2016 – 2016/0337(CNS)

Commissione competente per il merito

       Annuncio in Aula

ECON

24.11.2016

 

 

 

Parere espresso da

       Annuncio in Aula

JURI

24.11.2016

Relatore per parere

       Nomina

Evelyn Regner

28.11.2016

Esame in commissione

3.5.2017

 

 

 

Approvazione

7.9.2017

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

19

1

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Max Andersson, Joëlle Bergeron, Marie-Christine Boutonnet, Jean-Marie Cavada, Kostas Chrysogonos, Lidia Joanna Geringer de Oedenberg, Mary Honeyball, Sylvia-Yvonne Kaufmann, Gilles Lebreton, António Marinho e Pinto, Julia Reda, Evelyn Regner, Axel Voss, Tadeusz Zwiefka

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Sergio Gaetano Cofferati, Luis de Grandes Pascual, Angel Dzhambazki, Rainer Wieland, Tiemo Wölken

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Gabriel Mato, Andrey Novakov

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

19

+

ALDE

ENF

GUE/NGL

PPE

S&D

Verts/ALE

Jean-Marie Cavada, António Marinho e Pinto

Marie-Christine Boutonnet, Gilles Lebreton

Kostas Chrysogonos

Gabriel Mato, Andrey Novakov, Axel Voss, Rainer Wieland, Tadeusz Zwiefka, Luis de Grandes Pascual,

Sergio Gaetano Cofferati, Lidia Joanna Geringer de Oedenberg, Mary Honeyball, Sylvia-Yvonne Kaufmann, Evelyn Regner, Tiemo Wölken

Max Andersson, Julia Reda

1

-

ECR

Angel Dzhambazki

1

0

EFDD

Joëlle Bergeron

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti


PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Titolo

Base imponibile comune per l’imposta sulle società

Riferimenti

COM(2016)0685 – C8-0472/2016 – 2016/0337(CNS)

Consultazione del PE

21.11.2016

 

 

 

Commissione competente per il merito

       Annuncio in Aula

ECON

24.11.2016

 

 

 

Commissioni competenti per parere

       Annuncio in Aula

IMCO

24.11.2016

JURI

24.11.2016

 

 

Pareri non espressi

       Decisione

IMCO

5.12.2016

 

 

 

Relatori

       Nomina

Paul Tang

24.11.2016

 

 

 

Esame in commissione

30.8.2017

10.10.2017

6.11.2017

 

Approvazione

21.2.2018

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

39

12

5

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Burkhard Balz, Hugues Bayet, Udo Bullmann, Thierry Cornillet, Esther de Lange, Markus Ferber, Jonás Fernández, Sven Giegold, Neena Gill, Roberto Gualtieri, Brian Hayes, Gunnar Hökmark, Cătălin Sorin Ivan, Petr Ježek, Wolf Klinz, Georgios Kyrtsos, Werner Langen, Sander Loones, Olle Ludvigsson, Ivana Maletić, Gabriel Mato, Costas Mavrides, Alex Mayer, Bernard Monot, Luděk Niedermayer, Stanisław Ożóg, Sirpa Pietikäinen, Dariusz Rosati, Pirkko Ruohonen-Lerner, Anne Sander, Alfred Sant, Martin Schirdewan, Molly Scott Cato, Pedro Silva Pereira, Peter Simon, Theodor Dumitru Stolojan, Kay Swinburne, Paul Tang, Ramon Tremosa i Balcells, Ernest Urtasun, Marco Valli, Miguel Viegas, Jakob von Weizsäcker, Marco Zanni

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Matt Carthy, Bas Eickhout, Ramón Jáuregui Atondo, Alain Lamassoure, Paloma López Bermejo, Thomas Mann, Luigi Morgano, Laurenţiu Rebega, Joachim Starbatty, Romana Tomc, Lieve Wierinck

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Alberto Cirio

Deposito

1.3.2018


VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

39

+

ALDE

Thierry Cornillet, Petr Ježek, Wolf Klinz, Ramon Tremosa i Balcells, Lieve Wierinck

ECR

Pirkko Ruohonen-Lerner

PPE

Burkhard Balz, Alberto Cirio, Markus Ferber, Georgios Kyrtsos, Alain Lamassoure, Werner Langen, Ivana Maletić, Thomas Mann, Gabriel Mato, Luděk Niedermayer, Sirpa Pietikäinen, Dariusz Rosati, Anne Sander, Theodor Dumitru Stolojan, Romana Tomc

S&D

Hugues Bayet, Udo Bullmann, Jonás Fernández, Neena Gill, Roberto Gualtieri, Cătălin Sorin Ivan, Ramón Jáuregui Atondo, Olle Ludvigsson, Alex Mayer, Luigi Morgano, Pedro Silva Pereira, Peter Simon, Paul Tang, Jakob von Weizsäcker

VERTS/ALE

Bas Eickhout, Sven Giegold, Molly Scott Cato, Ernest Urtasun

12

-

ECR

Sander Loones, Stanisław Ożóg, Joachim Starbatty, Kay Swinburne

ENF

Marco Zanni

GUE/NGL

Matt Carthy, Miguel Viegas

PPE

Brian Hayes, Gunnar Hökmark, Esther de Lange

S&D

Costas Mavrides, Alfred Sant

5

0

EFDD

Marco Valli

ENF

Bernard Monot, Laurenţiu Rebega

GUE/NGL

Paloma López Bermejo, Martin Schirdewan

 

Correzioni del voto

+

 

-

Laurenţiu Rebega

0

 

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

Ultimo aggiornamento: 9 marzo 2018Avviso legale