Procedura : 2017/2137(DEC)
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Ciclo del documento : A8-0105/2018

Testi presentati :

A8-0105/2018

Discussioni :

PV 18/04/2018 - 10
CRE 18/04/2018 - 10

Votazioni :

PV 18/04/2018 - 12.19

Testi approvati :

P8_TA(2018)0124

RELAZIONE     
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26.3.2018
PE 612.130v01-00 A8-0105/2018

sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2016, sezione I – Parlamento europeo

(2017/2137(DEC))

Commissione per il controllo dei bilanci

Relatore: Derek Vaughan

1. PROPOSTA DI DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

1. PROPOSTA DI DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2016, sezione I – Parlamento europeo

(2017/2137(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2016(1),

–  visti i conti annuali consolidati dell'Unione europea relativi all'esercizio 2016 (COM(2017)0365 – C8-0248/2017)(2),

–  vista la relazione sulla gestione di bilancio e finanziaria per l'esercizio 2016, sezione I – Parlamento europeo(3),

–  vista la relazione annuale del revisore interno per l'esercizio 2016,

–  vista la relazione annuale della Corte dei conti sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2016, corredata delle risposte delle istituzioni(4),

–  vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni(5), presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2016, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visti l'articolo 314, paragrafo 10, e l'articolo 318 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio(6), in particolare gli articoli 164, 165 e 166,

–  vista la decisione dell'Ufficio di presidenza del 16 giugno 2014 sulle norme interne relative all'esecuzione del bilancio del Parlamento europeo(7), in particolare l'articolo 22,

–  visti l'articolo 94, l'articolo 98, paragrafo 3, e l'allegato IV del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A8-0105/2018),

A.  considerando che il 28 giugno 2017 il Presidente ha adottato i conti del Parlamento relativi all'esercizio 2016;

B.  considerando che il 10 luglio 2017 il Segretario generale, in quanto principale ordinatore delegato, ha certificato con ragionevole certezza che le risorse assegnate al bilancio del Parlamento sono state utilizzate per gli scopi previsti, conformemente al principio di sana gestione finanziaria, e che le procedure di controllo poste in essere offrono le necessarie garanzie di legittimità e regolarità delle operazioni sottostanti;

C.  considerando che l'articolo 166, paragrafo 1, del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 esige che tutte le istituzioni adottino ogni misura utile per dar seguito alle osservazioni che accompagnano la decisione di discarico del Parlamento;

1.  concede il discarico al suo Presidente per l'esecuzione del bilancio del Parlamento europeo per l'esercizio 2016;

2.  esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

2. PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2016, sezione I – Parlamento europeo

(2017/2137(DEC))

Il Parlamento europeo,

–  vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2016, sezione I – Parlamento europeo,

–  visti l'articolo 94, l'articolo 98, paragrafo 3, e l'allegato IV del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A8-0105/2018),

A.  considerando che, nella sua certificazione dei conti definitivi, il contabile del Parlamento europeo (in appresso il "Parlamento") ha attestato con ragionevole certezza che i conti forniscono, sotto tutti gli aspetti rilevanti, un'immagine fedele della situazione finanziaria, dei risultati delle operazioni e dei flussi di cassa del Parlamento;

B.  considerando che, conformemente alla procedura abituale, sono state inviate all'amministrazione del Parlamento 141 domande e che la commissione per il controllo dei bilanci ha ricevuto e discusso pubblicamente le relative risposte scritte in presenza del Vicepresidente competente per il bilancio, del Segretario generale e del revisore interno;

C.  considerando che sussistono sempre margini di miglioramento in termini di qualità, efficienza ed efficacia nella gestione delle finanze pubbliche e che il controllo è necessario per garantire che i responsabili politici e l'amministrazione del Parlamento rispondano del proprio operato ai cittadini dell'Unione;

Supervisione della gestione di bilancio e finanziaria del Parlamento

1.  osserva che il sistema di supervisione formale della gestione di bilancio e finanziaria del Parlamento presenta quattro componenti principali:

- la certificazione dei conti definitivi da parte del contabile del Parlamento;

- le relazioni annuali del revisore interno e il suo parere sul sistema di controllo interno;

- la valutazione delle spese amministrative e di altra natura di tutte le istituzioni dell'Unione, compreso il Parlamento, da parte del suo revisore esterno, la Corte dei conti (in appresso "la Corte");

- la procedura di discarico preparata dalla commissione per il controllo dei bilanci, che sfocia in una decisione del Parlamento sulla concessione del discarico al Presidente del Parlamento;

2.  accoglie con favore il fatto che la Corte ha ampliato il campione relativamente al numero di operazioni del Parlamento e la incoraggia a continuare su questa strada, dato che il rischio reputazionale è relativamente elevato in quanto gli errori finanziari e di bilancio potrebbero ripercuotersi negativamente sulla reputazione dell'istituzione;

3.  incoraggia la Corte a considerare la possibilità di pubblicare un numero maggiore di relazioni speciali su settori specifici dell'attività del Parlamento, ad esempio le sue politiche di comunicazione e la sua gestione delle sovvenzioni a favore dei partiti politici e delle fondazioni politiche a livello europeo, prestando particolare attenzione alla programmazione di bilancio basata sulla performance;

4.  accoglie con favore il seguito dato dall'amministrazione al fine di rafforzare le competenze interne in materia di contabilità e audit mediante l'istituzione di un servizio supplementare destinato ai deputati impegnati nelle procedure di discarico relative alle istituzioni dell'Unione, fornendo in tal modo assistenza e sostegno nella comprensione e nell'interpretazione dei risultati delle relazioni annuali in materia di contabilità e audit;

Gestione di bilancio e finanziaria del Parlamento

5.  constata che gli stanziamenti definitivi del Parlamento per il 2016 ammontavano in totale a 1 838 613 983 EUR, pari al 19,39 % della rubrica 5 del quadro finanziario pluriennale (QFP)(8) stanziata per la spesa amministrativa delle istituzioni dell'Unione per il 2016, un importo che rappresenta un aumento del 2,4 % rispetto al bilancio 2015 (1 794 929 112 EUR);

6.  rileva che l'importo totale delle entrate contabilizzate al 31 dicembre 2016 ammontava a 183 381 513 EUR (rispetto a 176 367 724 EUR nel 2015), di cui 30 589 787 EUR di entrate con destinazione specifica (rispetto a 27 988 590 EUR nel 2015);

7.  sottolinea che quattro capitoli rappresentano da soli il 69,92 % della totalità degli impegni: capitolo 10 (Membri dell'Istituzione), capitolo 12 (Funzionari e agenti temporanei), capitolo 20 (Immobili e spese accessorie) e capitolo 42 (Spese relative agli assistenti parlamentari), il che indica l'elevato livello di rigidità che caratterizza la maggior parte della spesa del Parlamento;

8.  prende atto delle cifre in base alle quali sono stati chiusi i conti del Parlamento per l'esercizio 2016, vale a dire:

a) Stanziamenti disponibili (EUR)

stanziamenti per il 2016

1 838 613 983

riporti non automatici dall'esercizio 2015

-

riporti automatici dall'esercizio 2015

289 323 907

stanziamenti corrispondenti a entrate con destinazione specifica per il 2016

30 589 787

riporti corrispondenti a entrate con destinazione specifica per il 2015

103 055 269

totale

2 261 582 946

b) Utilizzo degli stanziamenti durante l'esercizio 2016 (EUR)

impegni

2 225 465 435

pagamenti effettuati

1 900 199 164

stanziamenti riportati automaticamente, compresi quelli provenienti da entrate con destinazione specifica

324 909 094

stanziamenti riportati non automaticamente

-

stanziamenti annullati

36 094 295

c) Entrate (EUR)

riscosse nel 2016

183 381 513

d) Totale di bilancio al 31 dicembre 2016 (EUR)

1 574 480 381

9.  sottolinea che è stato impegnato il 99,2 % degli stanziamenti iscritti nel bilancio del Parlamento, pari a 1 823 844 172 EUR, con un tasso di annullamento dello 0,8 %; rileva con soddisfazione che, come negli esercizi precedenti, è stato raggiunto un livello molto elevato di esecuzione del bilancio; rileva che i pagamenti sono stati pari a 1 538 531 527 EUR, con un conseguente tasso di esecuzione dell'84,4 %, e hanno registrato un aumento dello 0,7 % rispetto all'esercizio precedente;

10.  sottolinea che gli stanziamenti annullati per l'esercizio 2016, pari a 14 769 811 EUR, hanno interessato principalmente le retribuzioni e altri diritti come pure, ancora una volta, le spese relative agli immobili;

11.  rileva che nell'esercizio 2016 sono stati approvati sette storni in conformità degli articoli 27 e 46 del regolamento finanziario, per un importo pari a 66 655 000 EUR che corrisponde al 3,6 % degli stanziamenti definitivi; osserva con preoccupazione che la maggior parte di tali storni sono legati ancora una volta alla politica immobiliare del Parlamento, in particolare al progetto immobiliare Konrad Adenauer; ritiene che il livello dello storno "di recupero" continui ad essere molto elevato; è fermamente convinto che un'efficace gestione di bilancio dovrebbe essere in grado di ridurre tali storni al minimo necessario; insiste affinché la politica immobiliare del Parlamento sia definita con sufficiente chiarezza nel quadro della strategia di bilancio;

Pareri della Corte sull'affidabilità dei conti del 2016 e sulla legittimità e regolarità delle operazioni sottostanti

12.  ricorda che la Corte svolge una valutazione specifica delle spese amministrative e di altra natura nel quadro di un unico settore per tutte le istituzioni europee; sottolinea che le spese amministrative e le spese correlate comprendono le spese relative alle risorse umane (stipendi, indennità e pensioni), che rappresentano circa il 60 % del totale delle spese amministrative, e le spese concernenti gli immobili, gli impianti e le apparecchiature, l'energia, le comunicazioni e le tecnologie dell'informazione;

13.  ricorda che l'audit ha riguardato l'esame di un campione rappresentativo di 100 operazioni di pagamento, incluso un campione estratto in base al rischio di 20 impegni che erano stati approvati verso la fine dell'esercizio 2016 e che sono stati automaticamente riportati al 2017, al fine di verificare se la dotazione di bilancio è stata utilizzata rispettando il principio di annualità;

14.  apprende dalla Corte che, nel complesso, dagli elementi probatori di audit risulta che la spesa relativa alla rubrica "Amministrazione" non è inficiata da un livello rilevante di errore; rileva che, sulla base dei 12 errori quantificati, il livello di errore stimato per la rubrica 5 "Amministrazione" del QFP è pari allo 0,2 % (registrando una riduzione rispetto allo 0,6 % nel 2015);

Gestione dei fondi da parte dei gruppi politici

15.  ricorda che i gruppi politici sono responsabili dinanzi al Parlamento per la gestione dei fondi ad essi assegnati, entro i poteri conferiti loro dall'Ufficio di presidenza; prende atto con preoccupazione che la Corte ha rilevato lacune nei controlli riguardanti l'autorizzazione e il pagamento delle spese relative al gruppo Europa delle nazioni e della libertà (ENF) e che i pagamenti sono stati effettuati senza essere coperti da contratti derivanti da una procedura di appalto; evidenzia che il revisore esterno "Ernest and Young" ha emesso un giudizio con rilievi; invita l'Ufficio di presidenza ad adottare misure appropriate, compreso un possibile rimborso, riguardo al gruppo ENF;

16.  prende atto delle risultanze specifiche riguardanti il Parlamento contenute nella relazione annuale della Corte per il 2016; osserva che, per un pagamento a favore di un gruppo politico, la Corte ha rilevato lacune nei controlli riguardanti l'autorizzazione e il pagamento delle spese effettuate nel 2015 ma liquidate nel 2016; prende atto inoltre che la Corte ha constatato che i pagamenti sono stati effettuati senza essere coperti da contratti derivanti da una procedura di appalto; rileva infine che la Corte ha individuato lacune simili in un'operazione relativa a un altro gruppo politico nel 2015;

17.  prende atto delle risposte date dal Parlamento alla Corte nella procedura in contraddittorio; chiede alla Corte di tenere informata la commissione competente sull'attuazione della sua raccomandazione che invita a rivedere il quadro di controllo per l'esecuzione degli stanziamenti di bilancio assegnati ai gruppi politici e a monitorare in maniera più efficace le modalità con cui essi applicano le norme in materia di autorizzazione e pagamento delle spese ed espletano le procedure di appalto;

18.  incoraggia il Segretariato del Parlamento a proseguire i suoi sforzi supplementari per assistere i gruppi politici affinché migliorino la loro gestione finanziaria interna e a fornire loro orientamenti migliori; invita i gruppi politici a migliorare ulteriormente l'applicazione delle norme in materia di autorizzazione e pagamento delle spese, nonché a migliorare e armonizzare le modalità di svolgimento delle procedure di appalto;

Relazione annuale del revisore contabile interno

19.  osserva che, nella riunione della commissione competente con il revisore interno, svoltasi il 23 gennaio 2018, quest'ultimo ha presentato la sua relazione annuale e ha descritto le modalità con le quali, nel 2016, ha effettuato audit sui seguenti argomenti:

-  Verifica del progetto del nuovo sistema di gestione finanziaria (SGF) – Fase 3;

-  Follow-up delle azioni aperte in seguito a relazioni di audit interno;

-  Settore audiovisivo;

-  Procedura di assunzione di funzionari e agenti temporanei;

-  Consulenza esterna su progetti di lavori della Direzione generale Infrastrutture e Logistica (DG INLO);

-  Procedura delle relazioni di attività;

-  Procedura di assunzione per agenti contrattuali;

-  Infrastruttura e attività informatiche: inventario e gestione della consulenza esterna al centro dati;

20.  ricorda che la relazione annuale di attività è un pilastro della struttura di governance del Parlamento; mette in evidenza che, a seguito dell'audit sulla procedura delle relazioni di attività, incentrato sulla valutazione dell'efficacia delle relazioni annuali di attività quale strumento di rendicontabilità e notifica della performance, il revisore contabile interno ha formulato le seguenti raccomandazioni:

-  è opportuno adottare un quadro integrato per la pianificazione e la comunicazione, che dovrebbe riguardare la fissazione di obiettivi strategici e degli obiettivi operativi annuali di ciascuna direzione generale, stabilire i principali indicatori di risultato e migliorare la comunicazione di informazioni sulla performance all'interno delle relazioni annuali di attività;

-  il Segretario generale dovrebbe designare un servizio con un mandato ampliato per il coordinamento e il monitoraggio della procedura delle relazioni di attività;

-  la valutazione del quadro di controllo interno e della comunicazione in materia dovrebbe essere migliorata mediante la nomina di un coordinatore del controllo interno in ciascuna direzione generale, fornendo orientamenti e strumenti adeguati per le direzioni generali e garantendo all'interno delle relazioni annuali di attività una comunicazione coerente in materia di controlli interni;

-  dovrebbero essere adottati orientamenti specifici del Parlamento per la stesura della dichiarazione di affidabilità e la valutazione della necessità di effettuare eventuali riserve.

21.  prende atto che il processo di follow-up 2016 ha portato alla chiusura di 22 delle 48 azioni aperte convalidate, e che il profilo di rischio delle azioni scadute ha continuato ad essere gradualmente ridotto nel 2016; rileva in particolare che, alla fine dell'anno, 10 delle 26 azioni aperte rientravano nella categoria di "rischio significativo" e le rimanenti 16 in quella di "rischio moderato";

Seguito dato alla risoluzione sul discarico 2015

22.  prende atto delle risposte scritte alla risoluzione sul discarico 2015, pervenute alla commissione per il controllo dei bilanci il 4 ottobre 2017, e della presentazione del Segretario generale relativa alle diverse domande e richieste contenute nella risoluzione del Parlamento sul discarico 2015, come pure dello scambio di opinioni con i deputati che ne è seguito; sottolinea l'importanza di tenere discussioni più frequenti con il Segretario generale, in sede di commissione per il controllo dei bilanci, sulle questioni riguardanti il bilancio del Parlamento e la sua esecuzione;

23.  sottolinea nuovamente che, per migliorare la trasparenza in seno all'istituzione, specialmente per quanto riguarda la sua procedura decisionale, è necessario agevolare e rendere più accessibile l'attività degli organi decisionali interni del Parlamento europeo, in particolare l'Ufficio di presidenza, e soprattutto la procedura decisionale; chiede una tempestiva pubblicazione degli ordini del giorno dell'Ufficio di presidenza sull'Intranet e tempi molto più rapidi per la pubblicazione dei processi verbali delle riunioni; osserva che non è necessario attendere la traduzione in tutte le lingue per poterli pubblicare; si congratula con i Questori per i progressi compiuti a tale riguardo, soprattutto per quanto riguarda la loro nuova politica di comunicazione delle decisioni;

24.  chiede al Segretario generale di trasmettere la presente risoluzione all'Ufficio di presidenza, evidenziando tutte le richieste di azione o decisione da parte dell'Ufficio di presidenza; invita il Segretario generale a elaborare un piano d'azione e un calendario che consentano all'Ufficio di presidenza di dare seguito e/o di rispondere alle raccomandazioni contenute nelle risoluzioni di discarico del Parlamento e a includere i risultati nel documento di monitoraggio annuale; chiede al Segretario generale di riferire in tempo utile alla commissione per i bilanci e alla commissione per il controllo dei bilanci su tutti i progetti aventi un forte impatto sul bilancio che sono stati presentati all'Ufficio di presidenza;

25.  si rammarica tuttavia del fatto che non è stato dato un seguito a molte raccomandazioni contenute nella risoluzione sul discarico 2015 senza addurre motivi o giustificazioni in merito; esprime profonda preoccupazione per il fatto che né l'Ufficio di presidenza né il Segretario generale hanno pubblicato una relazione sui progressi o compiuto i necessari passi avanti per quanto riguarda le varie richieste di adozione di azioni o decisioni da parte loro;

26.  ribadisce il suo invito all'Ufficio di presidenza a dare seguito a tutte le decisioni sul discarico a norma dell'articolo 25 del suo regolamento, dell'articolo 6, allegato IV del suo regolamento e dell'articolo 166 del regolamento finanziario;

27.  rammenta che, nelle sue risoluzioni sul discarico per il 2014 e il 2015, il Parlamento ha chiesto una soluzione tecnica che consentisse ai deputati di utilizzare la loro pagina personale all'interno del sito web del Parlamento per la pubblicazione volontaria delle riunioni con i rappresentanti di interessi; esorta l'Ufficio di presidenza e il Segretario generale del Parlamento a rendere ciò possibile senza indugio;

28.  invita il Segretario generale a informare i deputati sui progressi compiuti nell'ambito del progetto iPACS (che mira a rafforzare e ammodernare la sicurezza delle persone, degli edifici e delle risorse del Parlamento); rileva che tale progetto è stato adottato con decisione dell'Ufficio di presidenza il 9 marzo 2015; sottolinea l'importanza di accertare se un progetto di tale importanza per il Parlamento, e che ha comportato costi così elevati, sta avanzando;

29.  invita il Segretario generale ad adottare misure volte ad affrontare il significativo incremento delle tariffe degli hotel a Strasburgo, che hanno registrato un notevole aumento da un anno all'altro, con forti picchi durante le settimane di tornata; raccomanda di facilitare i trasporti tra Strasburgo e il lato tedesco della frontiera, dove le tariffe sono nettamente più basse (ad esempio tramite un servizio di bus navetta tra Kehl e l'edificio del Parlamento);

30.  accoglie con favore le iniziative del Segretario generale sul riesame della strategia in materia di crisi e continuità operativa, intese a rafforzare la resilienza del Parlamento al fine di affrontare meglio potenziali gravi incidenti (di qualsiasi natura e riguardanti, ad esempio, il sistema informatico, la sicurezza o i locali) che si ripercuotono sulle attività del Parlamento, come indicato nella decisione dell'Ufficio di presidenza del 3 maggio 2016;

Discarico al Parlamento per l'esercizio 2016

31.  prende atto dello scambio di opinioni tra il Vicepresidente competente per il bilancio, il Segretario generale e la commissione per il controllo dei bilanci in presenza del revisore interno, svoltosi il 23 gennaio 2018 nel contesto del discarico al Parlamento per l'esercizio 2016;

32.  rileva che, in seguito al referendum tenutosi il 23 giugno 2016 nel Regno Unito, l'Ufficio di presidenza ha discusso le sue conseguenze nella riunione del 4 luglio 2016; prende atto della posizione del Presidente secondo cui, fino a quando il Regno Unito sarà membro a pieno titolo dell'Unione europea, i deputati e il personale britannici del Parlamento continueranno ad avere esattamente gli stessi diritti e obblighi di tutti gli altri deputati e membri del personale del Parlamento; osserva che tale accordo deve essere flessibile e conformarsi a qualsiasi possibile risultato dei negoziati Brexit; rileva che la posizione dei deputati e del personale britannici del Parlamento potrebbe mutare durante il periodo di transizione ancora da definire;

33.  prende atto che l'esito del referendum ha avuto un impatto considerevole sulle segreterie delle commissioni, sulle unità di ricerca e sui servizi orizzontali delle direzioni generali politiche; rileva che i servizi del Parlamento hanno preparato del materiale analitico sulla base di un lavoro di indagine, al fine di valutare l'incidenza del recesso del Regno Unito sulle politiche e sulla legislazione nei rispettivi settori; constata inoltre che i futuri lavori su tale questione sono molto complessi dal punto di vista giuridico e che le competenze acquisite dalle segreterie delle commissioni e dai dipartimenti tematici sono pronte per essere attivate nelle fasi successive del processo di recesso in funzione delle decisioni politiche adottate;

34.  si compiace del miglioramento della cooperazione nel settore della sicurezza tra il Parlamento e le autorità nazionali dei paesi ospitanti, in particolare le autorità belghe;

35.  incoraggia il Segretario generale a negoziare con le ferrovie belghe affinché forniscano un numero maggiore di treni diretti tra la stazione ferroviaria di Brussels-Luxembourg e l'aeroporto di Zaventem negli orari di punta delle partenze e degli arrivi per i deputati, al fine di ridurre i tempi di viaggio e diminuire l'impronta di carbonio dei deputati; chiede al Segretariato di promuovere i viaggi in treno dei deputati;

36.  ricorda che l'apertura al pubblico è una caratteristica del Parlamento; appoggia la riorganizzazione e il potenziamento degli ingressi di tutti gli edifici del Parlamento sulla base di un nuovo concetto di sicurezza in grado di garantire un ambiente di lavoro sicuro per le attività parlamentari pur mantenendo l'apertura del Parlamento; rileva che gli ingressi, che sono stati ammodernati nel 2015, sono stati dotati di nuovi dispositivi di controllo degli accessi e sono stati incorporati nel nuovo sistema di controllo integrato dell'accesso fisico; sottolinea che l'ingresso dell'edificio Louise Weiss (LOW) è uno degli ingressi più utilizzati dai deputati, dal personale dell'Unione e dai visitatori durante le tornate; sottolinea che si tratta di fatto dell'ingresso più visibile a Strasburgo; si rammarica che i controlli di sicurezza "temporanei" all'ingresso dell'edificio LOW siano diventati di fatto permanenti; esorta il Segretario generale a proporre un'alternativa volta a facilitare l'accesso all'edificio LOW, mantenendo al contempo il livello di sicurezza e l'attrattiva di tale ingresso;

37.  rileva che l'attenzione prestata alla programmazione di bilancio basata sulla performance varia ancora tra le diverse direzioni generali e che tale impostazione si trova ancora in una fase preliminare in alcuni settori dell'amministrazione; invita il Segretario generale a garantire che si definiscano e si sottopongano a monitoraggio obiettivi chiari e misurabili per l'intera amministrazione;

38.  constata che, secondo la Corte, i costi della dispersione geografica del Parlamento ammontano a 114 milioni di EUR l'anno; rileva che, secondo la sua risoluzione del 20 novembre 2013 sull'ubicazione delle sedi delle istituzioni dell’Unione europea, il 78 % di tutte le missioni del personale statutario del Parlamento è la diretta conseguenza della dispersione geografica dei servizi di quest'ultimo; ricorda che la stima dell'impatto ambientale di questa dispersione è compresa tra le 11 000 e le 19 000 tonnellate di emissioni di CO2; invita il Consiglio a trovare una soluzione per tale spreco di denaro dei contribuenti;

39.  prende atto della pubblicazione di sette relazioni sul "costo della non Europa" e di cinque "valutazioni del valore aggiunto europeo" che sono state completate nel 2016;

40.  prende atto della revisione degli importi delle indennità versate agli assistenti parlamentari accreditati (APA) per le spese sostenute durante le trasferte nei tre luoghi di lavoro del Parlamento; rileva che per i funzionari e gli altri agenti del Parlamento il massimale per le spese di alloggio per le missioni a Strasburgo è di 180 EUR e l'indennità giornaliera è di 102 EUR, il che implica un totale di 282 EUR al giorno, mentre per gli APA tale importo si riduce, per la stessa tipologia di spese, a 137 EUR, 160 EUR o 183 EUR al giorno, a discrezione del deputato; ricorda, tuttavia, che gli APA hanno diritto alle stesse indennità riconosciute ai funzionari e agli altri agenti del Parlamento in caso di missioni in luoghi diversi da Strasburgo; chiede all'Ufficio di presidenza, per il terzo anno consecutivo e ai fini della parità di trattamento dei lavoratori, di adottare rapidamente le misure necessarie per equiparare le indennità giornaliere degli APA per le missioni a Strasburgo a quelle dei funzionari e degli altri agenti; invita nuovamente l'Ufficio di presidenza ad allineare pienamente le indennità tra i funzionari, gli altri agenti e gli APA;

41.  accoglie con favore la volontà del Segretario generale di trovare una soluzione e ribadisce l'invito a trovare una soluzione praticabile per quegli APA che, pur avendo prestato servizio ininterrottamente per due legislature, alla fine dell'attuale legislatura non avranno diritto a beneficiare del regime pensionistico europeo al raggiungimento dell'età pensionistica, per motivi estranei al controllo degli stessi APA e di deputati che li impiegano, dato che avranno prestato meno dei dieci anni di servizio necessari a causa delle elezioni anticipate nel 2014 e dei ritardi nella convalida dei loro nuovi contratti dovuti al forte carico di lavoro nel periodo successivo alle elezioni del 2009 e del 2014; chiede pertanto di considerare le due legislature come dieci anni di servizio; invita il Segretario generale a incaricare la Direzione generale del Personale (DG PERS) di cercare senza indugio possibili soluzioni e di informare e coinvolgere i rappresentanti degli APA in tale processo; chiede alla Commissione di presentare una proposta legislativa prima del 1° settembre 2018 per risolvere tale questione;

42.  rileva che i rimborsi relativi ad alcune missioni sono soggetti a ritardi molto lunghi e propone di trovare soluzioni volte a riportarli entro tempi ragionevoli;

43.  ritiene opportuno mantenere il leggero aumento della linea di bilancio 422 "Spese relative agli assistenti parlamentari", in considerazione del carico di lavoro più elevato dovuto alla Brexit, dell'aumento dei triloghi e del crescente numero delle commissioni temporanee e speciali, che ha raggiunto il record storico di 25 commissioni permanenti e temporanee, nonché della coincidenza tra la fine della legislatura e l'esame del complesso pacchetto di proposte legislative sul QFP;

44.  invita il Segretario generale a trasmettere alla Commissione la relazione sulla valutazione del nuovo statuto degli APA elaborata in seguito alla risoluzione del 28 aprile 2016 sul discarico per l'esercizio 2014 e a cui si fa riferimento all'articolo 3 del regolamento (CE) n. 160/2009;

45.  incoraggia l'Ufficio di presidenza, in sede di valutazione delle nuove norme sui gruppi di visitatori introdotte lo scorso anno, a eliminare la possibilità di nominare gli APA a capogruppo, in quanto ciò pone problemi di natura professionale, legale, etica e di protezione dei dati;

46.  osserva che i tirocinanti impiegati dai deputati hanno un contratto di lavoro di diritto privato con il deputato, che non conferisce loro il diritto di beneficiare dello stesso status di altre categorie del personale del Parlamento o di accedere alle borse di studio dello stesso Parlamento (borse di studio Schuman); esprime rammarico per il fatto che in seno alla Direzione generale delle Finanze (DG FINS) non esista uno strumento o un quadro giuridico che consenta di effettuare pagamenti diretti ai tirocinanti prima delle missioni, come è invece previsto per il resto del personale, visto che l'anticipo delle spese a loro carico presuppone uno sforzo economico al quale, per ovvie ragioni, difficilmente possono far fronte; sottolinea che i deputati potrebbero raggiungere un accordo caso per caso su pagamenti anticipati con i tirocinanti e il terzo erogatore; constata tuttavia che molti deputati non si avvalgono dei servizi di un terzo erogatore per retribuire i tirocinanti che impiegano e chiede al Parlamento di valutare quanto prima la possibilità di applicare un sistema di pagamenti diretti di questo tipo;

47.  osserva con preoccupazione che, a questo punto dell'attuale legislatura, mancano ancora i CV di oltre la metà dei deputati nei rispettivi profili sul sito web ufficiale del Parlamento; chiede al Segretario generale di adottare rapidamente le misure necessarie affinché i CV di tutti i deputati siano resi disponibili sul sito web ufficiale del Parlamento;

48.  ritiene che al fine di ricevere pareri e studi più indipendenti e affidabili è necessario definire norme relative al conflitto di interessi per gli esperti assunti dalle commissioni parlamentari;

49.  ricorda che nell'ambito del discarico relativo agli esercizi 2014 e 2015 è stato evidenziato che il sito web del Parlamento non è particolarmente conviviale per gli utenti e, a tale riguardo, invita la Direzione generale della Comunicazione (DG COMM) a migliorare con urgenza tale sito e a istituire un motore di ricerca più efficiente; sottolinea che sono ancora necessari progressi relativamente all'attrattiva del sito web e che è necessario compiere un ulteriore sforzo per diversificare le piattaforme disponibili di media sociali; invita ad attuare una nuova strategia che rifletta la piena capacità dei media sociali nelle loro varie forme;

50.  prende atto della definizione dei nuovi compiti degli Uffici d'informazione, che d'ora in poi si chiameranno "Uffici di collegamento" (adottata dall'Ufficio di presidenza nel novembre 2017); sottolinea fermamente che la loro funzione principale è di informare e comunicare a livello locale per conto del Parlamento, al fine di fornire informazioni sull'Unione e sulle sue politiche tramite le attività di parti interessate esterne a livello locale, regionale e nazionale; sottolinea la necessità di ottimizzare l'uso di nuove tecnologie e modelli di comunicazione e di trarre vantaggio dalla posizione geografica privilegiata degli uffici di collegamento vicino ai cittadini, al fine di intensificare ulteriormente le attività a livello locale, quali l'organizzazione di dibattiti con i deputati e la società civile, allo scopo di ascoltare le persone e di interagire con esse; sottolinea che i dibattiti online e l'attenzione da parte dei mezzi di comunicazione suscitata da tali eventi dovrebbero contribuire ad avvicinare i cittadini; invita a migliorare la strategia adottata riguardo agli uffici d'informazione del Parlamento ed esorta la DG COMM ad affrontare il problema dello squilibrio tra gli importi spesi per i costi relativi agli immobili e al personale e quelli spesi per la funzione chiave di tali uffici, che consiste nella comunicazione diretta con le parti interessate a livello locale e i cittadini;

Direzione generale della Comunicazione

51.  ricorda che il principale indicatore di performance della DG COMM è la diffusione o l'esposizione globale ottenuta attraverso l'intera gamma delle piattaforme e dei canali di comunicazione del Parlamento; prende atto che, per quanto riguarda la presenza del Parlamento nei media e la copertura media mensile, si è registrato un aumento del 12 % rispetto al 2015 e del 7 % rispetto all'anno elettorale 2014; prende atto del miglioramento per quanto riguarda l'uso dei media sociali da parte del Parlamento, come pure le azioni riguardanti la sensibilizzazione dei giovani; sottolinea, tuttavia, che le attività di comunicazione del Parlamento dovrebbero essere ancora migliorate, in particolare intensificando la comunicazione sui media sociali, che attualmente è inferiore agli standard attesi da un'istituzione parlamentare; sottolinea che, in particolare in vista delle elezioni europee del 2019, è necessario elaborare e attuare una strategia globale relativa ai media sociali; sottolinea che tale strategia dovrebbe riflettere il lavoro portato a termine dal Parlamento, tenendo conto al contempo della natura molteplice degli interessi, delle preoccupazioni e delle idee sul futuro dell'Europa che i cittadini esprimono;

52.  rileva che la DG COMM ha avviato un nuovo programma di lavoro pluriennale per le sovvenzioni nel settore dei media e dell'organizzazione di eventi che copre il periodo 2016-2019; prende atto che per la concessione di una sovvenzione nella categoria dei media sono stati conclusi 102 accordi quadro di partenariato e sono state selezionate 48 domande di sovvenzione per un valore totale di 3,99 milioni di EUR; rileva che nel settore dell'organizzazione di eventi sono stati selezionati 18 progetti per la concessione di una sovvenzione con un valore totale di 0,8 milioni di EUR; invita la DG COMM a concentrarsi su un approccio più attivo verso coloro che non sono automaticamente interessati alle attività del Parlamento o che potrebbero essere persino scettici riguardo al suo funzionamento;

53.  prende atto delle principali modifiche di natura tecnica e redazionale del sito web del Parlamento, in particolare riguardo all'ottimizzazione del motore di ricerca del sito; si congratula con la DG COMM per tali passi avanti ma aggiunge che i progressi sono eccessivamente lenti; rileva che il progetto relativo a una progettazione web reattiva e il progetto relativo alla riorganizzazione della trasmissione in diretta via streaming e della piattaforma di video su richiesta, che sono intesi ad adeguare il sito web a tutti i tipi di dispositivi, sono stati avviati nel 2016 e applicati con successo ad alcune parti del sito; chiede che questi progetti vengano portati avanti e siano applicati all'intero sito web del Parlamento; rileva che è necessario ancora molto lavoro per creare un sito web e uno strumento di comunicazione efficaci; sottolinea che tale ristrutturazione deve essere portata a termine tempestivamente, in quanto la visibilità e l'accessibilità del Parlamento dovrebbero essere disponibili molto prima, e comunque al più tardi entro le prossime elezioni europee nel 2019; sottolinea che un sito web trasparente e accessibile è un fattore chiave per la partecipazione dei cittadini;

54.  rileva un aumento significativo del volume di richieste presentate all'unità Richieste di informazioni dei cittadini (AskEP) dal 2014, dovuto soprattutto alle campagne apparentemente coordinate sull'invio di posta su tematiche di attualità; propone che le risposte del Parlamento siano trasmesse ai deputati che potrebbero non essere al corrente della loro esistenza;

55.  richiama l'attenzione sull'ultimo sondaggio Eurobarometro commissionato dal Parlamento, in cui è stata posta una domanda specifica sull'immagine del Parlamento; constata con soddisfazione che, secondo il sondaggio, la percentuale dei cittadini che hanno un'immagine positiva del Parlamento è salita dal 25 % (2016) al 33 % (2017); constata con soddisfazione che l'aumento dell'immagine positiva del Parlamento corrisponde direttamente al calo delle opinioni negative di 7 punti percentuali, dal 28 % (2016) al 21 % (2017); evidenzia che nonostante i chiari segnali di miglioramento è necessario fare ancora molto al riguardo;

56.  incoraggia l'Ufficio di presidenza, in sede di valutazione delle nuove norme sui gruppi di visitatori introdotte lo scorso anno, a eliminare la possibilità di nominare gli APA a capogruppo;

57.  chiede una revisione del sistema per il calcolo del rimborso delle spese di viaggio dei gruppi di visitatori patrocinati dai deputati, al fine di garantire la parità di trattamento di tutti i cittadini dell'Unione e di promuovere l'utilizzo di mezzi di trasporto più ecologici, visto che l'attuale sistema, basato sul calcolo chilometrico, non tiene conto dell'isolamento e delle barriere naturali di alcune zone geografiche dell'Unione e non copre le spese per lo spostamento tra tali zone e i luoghi serviti da mezzi di trasporto più rapidi ed ecologici;

58.  rileva che, al 31 dicembre 2016, erano impiegati presso il Segretariato complessivamente 5 375 funzionari e agenti temporanei (con una diminuzione di 16 unità rispetto al 31 dicembre 2015), mentre presso i gruppi politici erano impiegati complessivamente 806 funzionari e agenti temporanei (con un aumento di 35 unità rispetto al 31 dicembre 2015); rileva che, tenendo conto degli agenti contrattuali, la DG PERS era responsabile di 9 617 membri del personale (con un aumento di 264 unità rispetto al 31 dicembre 2015);

59.  rileva che, al 1° gennaio 2016, sono stati soppressi 57 posti dalla tabella dell'organico del Parlamento, conformemente alla revisione dello statuto e al QFP per il periodo 2014-2020;

Direzione generale del Personale

60.  si compiace che la promozione delle pari opportunità rimanga un elemento fondamentale della politica di gestione delle risorse umane del Parlamento; rileva che il piano d'azione per la promozione dell'uguaglianza di genere e della diversità, approvato dall'Ufficio di presidenza nel 2015, ha continuato ad essere applicato nel 2016 assieme ai suoi obiettivi specifici e a tutte le altre misure connesse;

61.  accoglie positivamente l'adozione di una tabella di marcia per l'"uguaglianza di genere in seno al Segretariato del Parlamento europeo"; osserva che la tabella di marcia definisce azioni concrete e un calendario preciso per misure specifiche riguardanti la gestione, la formazione professionale, la sensibilizzazione sull'uguaglianza di genere, le misure intese a favorire un equilibrio tra vita professionale e vita privata, nonché un monitoraggio regolare dell'equilibrio di genere attraverso le statistiche;

62.  si compiace che l'uguaglianza di genere tra i capi unità nominati dal Segretario generale sia aumentata passando dal 21 % nel 2006 al 36 % nel 2016 e che i posti coperti da donne tendono ad evidenziare un miglioramento soddisfacente della qualità dei posti assegnati alle donne;

63.  si rammarica che l'equilibrio di genere al livello dei direttori generali sia sceso dal 33,3 %/66,7 % nel 2015 al 16,7 %/83,3 % nel 2016; rileva che l'equilibrio di genere al livello dei direttori è rimasto stabile dal 2015 al 2016, attestandosi rispettivamente al 29,2 %/70,8 % e al 29,8 %/70,2 %; ritiene questo andamento contrario alla tabella di marcia per l'"uguaglianza di genere in seno al Segretariato del Parlamento europeo";

64.  riconosce che per talune attività, come ad esempio la gestione delle mense e le pulizie, l'esternalizzazione ha rappresentato l'opzione preferita dal Parlamento e che, di conseguenza, in alcune direzioni generali il numero di agenti esterni nei locali del Parlamento può addirittura superare quello dei funzionari;

65.  ribadisce il parere che il personale esterno non dovrebbe essere utilizzato per compensare la riduzione del numero di posti decisa nel contesto della revisione dello statuto dei funzionari del 2014 e dell'attuale QFP;

66.  osserva che, alla fine del 2016, al Parlamento lavoravano 1 924 APA rispetto ai 1 791 dell'anno precedente; chiede che si presti particolare attenzione ai diritti degli APA e degli assistenti locali, dal momento che i loro contratti sono direttamente legati al mandato dei deputati cui prestano assistenza, tenendo presente che gli APA sono membri del personale aventi un contratto di lavoro con il Parlamento, mentre gli assistenti locali sono soggetti alle diverse legislazioni nazionali;

67.  ribadisce la sua preoccupazione per la presunta prassi secondo cui i deputati obbligano gli APA a effettuare missioni, in particolare a Strasburgo, senza che questi dispongano di ordini di missione né ottengano il rimborso delle spese di missione o delle spese di viaggio; ritiene che tale prassi dia adito a possibili abusi in quanto, in assenza di un ordine di missione, gli APA devono sostenere personalmente le spese e non sono coperti dall'assicurazione sul posto di lavoro; invita il Segretario generale a svolgere indagini su tale presunta prassi e a riferire in merito entro la fine dell'anno;

68.  rinnova l'invito alla Conferenza dei presidenti e all'Ufficio di presidenza a riconsiderare la possibilità per gli APA, in subordine a determinate condizioni da stabilire, di accompagnare i deputati nelle missioni e nelle delegazioni ufficiali del Parlamento, come già chiesto da numerosi deputati; invita il Segretario generale a esaminare le conseguenze in termini di bilancio, nonché l'organizzazione e la logistica di tali missioni;

69.  rileva che il Parlamento fornisce una dotazione finanziaria al comitato del personale e chiede una dotazione analoga per il comitato degli assistenti parlamentari accreditati, dato che essi svolgono compiti previsti dallo statuto dei deputati al Parlamento europeo e dalle relative misure di attuazione, che sono utili a tutte le istituzioni e a tutti i deputati;

70.  invita l'amministrazione a coinvolgere il comitato degli assistenti parlamentari accreditati nei processi decisionali riguardanti le norme che potrebbero interessare detto comitato in via esclusiva o in comune con tutte le altre categorie del personale rappresentate dal comitato del personale;

71.  si compiace dell'interesse a mantenere i membri del personale di cittadinanza britannica che sono diventati funzionari europei; chiede al Segretario generale di riferire sui potenziali rischi per il personale britannico e sulle modalità per garantire che non sia vittima della Brexit e che i suoi diritti statutari e contrattuali acquisiti siano pienamente tutelati;

72.  prende atto che, in conformità dell'accordo interistituzionale sulla disciplina di bilancio, la cooperazione in materia di bilancio e la sana gestione finanziaria(9), sono stati soppressi 57 posti nell'organigramma del Parlamento per il 2016, in linea con l'obbligo di riduzione dei posti del 5 %; rileva che altri due posti sono stati soppressi per essere trasferiti alla Commissione nel quadro dell'attuazione di progetti informatici interistituzionali; rileva inoltre che il Parlamento avrebbe soppresso altri 76 posti nel suo organigramma a partire dal 1° gennaio 2017 a seguito della decisione dell'autorità di bilancio;

73.  ritiene che, in reazione alla campagna #metoo, il Parlamento dovrebbe conseguire un livello di tolleranza zero nei confronti di qualsiasi forma di violenza, sia essa strutturale, sessuale, fisica o psicologica; chiede pertanto:

- una completa responsabilità degli autori facendo pienamente ricorso alle penalità e alle sanzioni disponibili;

- la creazione di un ufficio centrale per la segnalazione dei casi di molestie;

- l'accesso per tutti a una commissione indipendente competente per le molestie all'interno del Parlamento che non riproduca le strutture interne di potere tramite la presenza di deputati;

- la protezione delle vittime e delle persone che denunciano tali violenze, garantendo loro un completo anonimato e discrezione;

- un supporto psicologico per le vittime prestato da un ufficio centrale del Parlamento in cui operano medici, assistenti sociali e consulenti;

- una formazione obbligatoria sulle molestie sessuali e sul mobbing per i deputati e i funzionari in posizioni di potere;

- la formazione e l'informazione dei membri del personale affinché riconoscano le molestie sessuali e conoscano i propri diritti;

74.  ritiene che il numero relativamente basso di denunce di molestie morali presentate nel 2016 al Comitato consultivo sulle molestie morali per il personale e dagli APA potrebbe indicare la mancanza di canali adeguati; sottolinea che vi sono due tipi di molestie riconosciute dallo statuto dei funzionari (molestie psicologiche e sessuali); ritiene che la lotta a qualsiasi tipo di molestia dovrebbe diventare una priorità assoluta del Segretario generale; accoglie con favore a tale riguardo la proposta del Segretario generale di introdurre una rete di consulenti indipendenti soggetti all'obbligo di riservatezza, che possano essere contattati dagli APA, dai tirocinanti impiegati dai deputati, dal personale dei gruppi, nonché da tutti gli altri membri del personale e dagli altri tirocinanti; prende atto che questi consulenti saranno selezionati in base alle loro competenze e qualifiche interpersonali e parteciperanno a una formazione mirata; incoraggia a rivedere la composizione del Comitato consultivo sulle molestie morali, al fine di garantire un'equa rappresentanza dei deputati, degli APA e del personale come pure l'equilibrio di genere; invita l'Ufficio di presidenza a esaminare la possibilità di nominare un revisore esterno per migliorare ulteriormente le procedure interne;

75.  ribadisce la posizione vulnerabile degli APA e dei tirocinanti impiegati dai deputati riguardo alle norme a tutela degli informatori; mette in guarda il Segretario generale dalle potenziali conseguenze finanziarie derivanti dal fatto che il Parlamento non garantisce tuttora la necessaria protezione degli informatori agli APA che segnalano comportamenti scorretti da parte di deputati; esorta il Segretario generale ad affrontare senza indugio tale situazione;

76.  chiede di utilizzare le settimane riservate alle attività parlamentari esterne per organizzare attività di formazione destinate principalmente agli assistenti dei deputati, compresi i corsi di lingua intensivi;

77.  sottolinea nuovamente che il Parlamento europeo è praticamente l'unica istituzione a non aver introdotto il sistema "flexitime" nel suo orario di lavoro e che tale sistema è applicato ormai da anni in quasi tutte le istituzioni, soprattutto alla Commissione, con un risultato comprovato in termini di incremento della produttività e miglioramento della qualità di vita del personale; chiede che il sistema "flexitime" sia introdotto quanto prima nell'orario di lavoro del Parlamento europeo e di informare la commissione per il controllo dei bilanci in merito ai progressi compiuti nel conseguimento di tale obiettivo;

78.  ribadisce, come previsto dalla relazione del Parlamento sul discarico 2015 (paragrafo 89) che, alla luce del livello di reddito, è necessario applicare ai tirocinanti una maggior riduzione dei prezzi delle mense del Parlamento;

79.  rileva con grande preoccupazione il calo della domanda, da parte dei deputati, di corsi di lingue individuali di francese e soprattutto di spagnolo e italiano, in particolare dal 2009; rileva che solo la partecipazione ai corsi di inglese e di tedesco è rimasta stabile ed è addirittura migliorata; ricorda al Segretario generale l'importanza del multilinguismo nel processo di integrazione europea e il ruolo che l'amministrazione deve svolgere nella promozione dell'apprendimento delle lingue da parte dei rappresentanti eletti dai cittadini dell'Unione, nella misura in cui esso rappresenta anche uno strumento fondamentale per la comprensione e la comunicazione nello sviluppo dei lavori parlamentari; chiede all'amministrazione di informare regolarmente i deputati attraverso i mezzi adeguati, oltre che mediante l'opuscolo esistente e le informazioni disponibili online, in merito a tutte le opportunità offerte dal Parlamento europeo, ponendo l'accento sui corsi tenuti dagli insegnanti di lingue interni a Bruxelles e sugli insegnanti disponibili "su richiesta" a Strasburgo, trattandosi della soluzione più flessibile e più adatta alle loro necessità e condizioni di lavoro, oltre che più economica; chiede inoltre al Segretario generale di presentare i mezzi necessari per promuovere il multilinguismo in quest'ambito, compreso il miglioramento dell'offerta della disponibilità degli insegnanti di lingue interni ed evitando la precarietà lavorativa di molti di loro; prende atto del trasferimento dell'unità Formazione professionale dei deputati dalla DG FINS alla DG PERS al fine di migliorare le sinergie con il personale dell'unità della formazione del personale già parte della DG PERS; chiede al Segretario generale di essere informato in merito ai risultati concreti che si intende ottenere con tale cambiamento;

80.  invita il Segretario generale a elaborare una politica di mobilità volontaria e trasparente che tenga conto degli interessi e delle competenze del personale nel quadro di un'autentica strategia di sviluppo professionale;

Direzione generale delle Infrastrutture e della logistica

81.  rileva che la proposta aggiornata relativa alla strategia immobiliare a medio termine del Parlamento, che tiene conto dei recenti sviluppi sui siti di Lussemburgo e Strasburgo, dovrebbe essere incentrata sul sito di Bruxelles e in particolare sul futuro dell'edificio Paul-Henri Spaak; invita inoltre l'Ufficio di presidenza a valutare l'età dell'infrastruttura dell'edificio Salvador de Madariaga a Strasburgo; rileva inoltre che fattori cruciali connessi alla Brexit che sono determinanti per il futuro della politica immobiliare, quali le potenziali conseguenze della Brexit sul multilinguismo, sul numero dei posti di funzionari nell'organigramma e sul numero di deputati al Parlamento europeo, non sono ancora noti; riconosce che sarà possibile procedere a una pianificazione affidabile solamente dopo la conclusione del processo della Brexit; invita l'Ufficio di presidenza a elaborare strategie di mitigazione dei rischi considerando la necessità di contrastare eventuali perturbazioni che potrebbero derivare dai futuri sviluppi dei negoziati Brexit; chiede al Segretario generale di proporre un piano dettagliato sul trattamento del personale che occupa gli edifici in caso di ristrutturazione o di ricostruzione degli stessi;

82.  esorta i servizi competenti a chiarire come intendono attuare la dichiarazione del Parlamento, del Consiglio e della Commissione sul ruolo esemplare dei loro edifici nel contesto della direttiva sull'efficienza energetica, visto l'avvicinarsi del termine del 2020;

83.  prende atto che l'Ufficio di presidenza ha incaricato il Segretario generale di elaborare proposte dettagliate sulle opzioni possibili per la ristrutturazione dell'edificio Paul-Henri Spaak; rileva inoltre che tali proposte dovrebbero esaminare tutte le opzioni possibili, tra cui la decisione di non realizzare alcun intervento, la ristrutturazione o la ricostruzione, e che le proposte dovrebbero essere accompagnate da valutazioni dettagliate della fattibilità dei progetti ed esaminare i relativi aspetti giuridici; rileva che le proposte dettagliate elaborate dalla DG INLO dovevano essere presentate all'Ufficio di presidenza all'inizio del 2018;

84.  rileva che la maggior parte degli edifici del Parlamento non sono stati progettati né costruiti tenendo conto dei criteri relativi all'integrità strutturale degli Eurocodici, in quanto tali norme non esistevano all'epoca della loro costruzione; osserva che gli unici edifici che rispettano i criteri relativi all'integrità strutturale degli Eurocodici sono l'edificio Willy Brandt e l'edificio Wilfried Martens; prende atto che il rischio generato dalla potenziale vulnerabilità delle strutture dei diversi edifici è parzialmente ridotto dalle misure operative adottate dalla DG INLO e dalla Direzione generale della Sicurezza e della protezione (DG SAFE) e che sono previsti ulteriori cambiamenti organizzativi per affrontare il questo problema;

85.  ricorda che nella riunione dell'11 aprile 2016 l'Ufficio di presidenza ha adottato una proposta relativa all'internalizzazione del servizio di trasporto dei deputati; rileva con soddisfazione che la procedura per l'internalizzazione del servizio autisti ha portato a un miglioramento qualitativo e quantitativo dei servizi prestati ai deputati e ha permesso di rispondere in modo efficace ed efficiente a situazioni di emergenza imprevedibili o a improvvisi aumenti della domanda; si rammarica che non sia stato rispettato il principio dell'equilibrio di genere nella procedura di assunzione relativa al servizio di trasporto al Parlamento; invita il Segretario generale a presentare una proposta volta a migliorare la situazione attuale; esprime inoltre preoccupazione riguardo ai diversi gradi di remunerazione tra gli autisti e chiede all'Ufficio di presidenza se prevede di prendere in esame un'armonizzazione al fine di contrastare eventuali sistemi di remunerazione iniqui;

86.  accoglie con favore l'introduzione del progetto pilota per la trasmissione digitale dei documenti giustificativi tra il servizio della DG INLO che avvia la procedura e il servizio incaricato della verifica ex ante degli impegni di spesa dell'unità Manutenzione a Strasburgo; prende atto con soddisfazione che, vista le esperienze positive, il progetto è stato esteso all'unità Progetti a Strasburgo; incoraggia la DG INLO a proseguire la trasmissione digitale dei documenti ove possibile, al fine di ridurre i costi e di aumentare l'efficienza dei servizi connessi;

87.  constata che la revisione dei prezzi nelle mense del Parlamento è stata necessaria per poter passare da servizi sovvenzionati a un tipo di contratto di concessione in cui il prestatore dei servizi di ristorazione assume pienamente il rischio economico e commerciale; si compiace che i tirocinanti al Parlamento continuino a beneficiare di una riduzione di 0,50 EUR sui piatti principali in tutte le mense a Bruxelles e a Lussemburgo e di 0,80 EUR a Strasburgo; chiede alla DG INLO di monitorare i futuri aumenti dei prezzi per garantire che il servizio continui ad avere un prezzo adeguato ed equo;

Direzione generale dell'Interpretazione e delle conferenze

88.  riconosce che, relativamente ai nuovi criteri di riferimento per gli interpreti, il livello minimo di prestazione del servizio è stato stabilito in media a 11 ore settimanali, quello massimo a 17 ore; rileva che il numero medio di ore settimanali durante le quali gli interpreti funzionari prestano servizi di interpretazione in cabina è passato da 11 ore e 54 minuti nel 2014 a 13 ore e 25 minuti nel 2016; constata che il 2014 è stato un anno elettorale con meno necessità di servizi di interpretazione; sottolinea che l'aumento dal 2014 al 2016 è dovuto al fatto che il Parlamento ha ripreso a un ritmo regolare le attività delle commissioni e dei gruppi, le settimane di tornata a Strasburgo e le settimane turchesi; ricorda che, nel quadro della revisione dello statuto nel 2013, l'orario di lavoro settimanale per tutto il personale delle istituzioni europee è passato da 37,5 a 40-42 ore, con un conseguente aumento dell'orario di lavoro settimanale anche per il servizio di interpretazione; incoraggia la futura cooperazione tra i sindacati e il Segretario generale che dovrebbe concentrarsi su condizioni di lavoro eque, garantendo al contempo un buon svolgimento delle attività parlamentari; sottolinea che sono in corso colloqui tra il Segretario generale e il comitato del personale ed esorta tutte le parti a giungere a un accordo; rileva che l'aumento degli stanziamenti impegnati per "altro personale" è stato parzialmente giustificato dalla crescente necessità di interpretazione esterna nel 2016 (2,2 milioni di EUR in più rispetto al 2015); rileva inoltre che per le riunioni dei gruppi politici e delle commissioni si registra una mancanza di servizi di interpretazione in tutte le lingue dovuta alle regole di assegnazione; osserva, infine, che i cambiamenti nella programmazione delle riunioni delle commissioni, che hanno comportato lo svolgimento di molte riunioni in orari irregolari, sono in parte dovuti a una limitata flessibilità nell'impiego efficiente delle capacità di interpretazione;

89.  prende atto con soddisfazione che l'Ufficio di presidenza ha adottato una "Strategia per l'ammodernamento della gestione delle conferenze al Parlamento europeo" sulla base di una proposta del Segretario generale; rileva che la strategia prevede un unico punto di contatto e di supporto per gli organizzatori di conferenze e dovrebbe essere supportata da un servizio conferenze integrato che utilizza una piattaforma informatica customizzata; prende atto inoltre che saranno creati progressivamente un centro di assistenza unico per gli eventi in corso e un centro di gestione e sostegno unico per gli impianti tecnici delle sale riunioni;

Direzione generale delle Finanze

90.  ricorda che l'Ufficio di presidenza, nella riunione del 26 ottobre 2015, ha approvato un nuovo approccio con l'obiettivo di rafforzare l'orientamento al cliente e ridurre gli oneri amministrativi per i deputati introducendo due nuovi strumenti: il "Portale dei deputati" e il "Portale elettronico" ("e-Portal"); si compiace della creazione del "Portale dei deputati", uno sportello unico che integra tutti i servizi connessi alle formalità relative ai diritti finanziari e sociali, che è diventato pienamente operativo nel luglio 2016; rileva che la versione elettronica online dello sportello, l'"e-Portal", è accessibile dal gennaio 2015 e contiene informazioni concise sulle norme in vigore e sullo status dei diritti dei deputati; sottolinea che eventuali semplificazioni amministrative non dovrebbero essere raggiunte unicamente trasferendo parte del lavoro dal personale amministrativo ai deputati e i loro uffici;

91.  invita a semplificare le procedure di assunzione i rimborsi per le missioni e le spese di viaggio degli assistenti locali; si rammarica che tali procedure si rivelino spesso lunghe e complesse e determinino significativi ritardi; invita la DG FINS a dare priorità a tale questione;

92.  osserva che l'attuale contratto con l'agenzia viaggi del Parlamento giungerà a scadenza alla fine del 2018 e che è in fase di preparazione un bando di gara per selezionare una nuova agenzia viaggi che assista il Parlamento nella gestione e nell'organizzazione delle trasferte di lavoro; chiede che il nuovo contratto preveda condizioni più rigorose, in particolare per quanto riguarda i prezzi dei biglietti e la disponibilità permanente del call center dell'agenzia viaggi anche nei fine settimana; sottolinea l'importanza di un meccanismo di reclamo semplice e conviviale per evidenziare prontamente eventuali lacune, che consenta di migliorare rapidamente qualsiasi problema; evidenzia che occorre rivolgere maggiore attenzione alle esigenze specifiche dei deputati e alla loro necessità di servizi personalizzati;

93.  incoraggia la futura agenzia viaggi a impegnarsi per ottenere i prezzi più competitivi per le trasferte di lavoro del Parlamento europeo;

Fondo pensionistico volontario

94.  constata che il Fondo pensionistico volontario è stato costituito nel 1990 in base alla regolamentazione dell'Ufficio di presidenza concernente il regime di vitalizio integrativo (volontario) e che i deputati hanno potuto affiliarsi ad esso fino alla fine della sesta legislatura (13 luglio 2009); osserva che il Fondo è stato creato al fine di fornire ai deputati un regime pensionistico precedentemente inesistente;

95.  ricorda che nel 2013 la Corte di giustizia ha convalidato la decisione dell'Ufficio di presidenza di innalzare da 60 a 63 anni l'età pensionabile degli affiliati al Fondo pensionistico volontario, onde evitare l'esaurimento anticipato del capitale e allineare l'età al nuovo statuto dei deputati al Parlamento europeo;

96.  rileva che il deficit attuariale stimato del Fondo pensionistico volontario è aumentato passando da 286 milioni di EUR a fine 2015 a 326,2 milioni di EUR a fine 2016; osserva inoltre che, a fine 2016, l'importo delle attività nette di cui tenere conto e l'impegno attuariale ammontavano, rispettivamente, a 146,4 milioni di EUR e 472,6 milioni di EUR; osserva che tali passività future previste sono distribuite su diversi decenni, ma constata che l'importo totale versato dal Fondo pensionistico volontario nel 2016 è ammontato a 16,6 milioni di EUR;

97.  sottolinea che per i prossimi cinque anni, considerando il numero dei deputati che raggiungeranno l'età pensionabile e avranno diritto alla liquidazione in quanto hanno contribuito al Fondo e presupponendo che nessun beneficiario sia eletto o rieletto nel 2019 o assuma un mandato europeo vacante, il numero dei nuovi pensionati per il periodo 201821 sarà 21 nel 2018, 74 nel 2019, 21 nel 2020, 12 nel 2021 e17 nel 2022;

98.  si rammarica che la valutazione sull'attuale situazione del Fondo pensionistico volontario sia ancora indisponibile; ricorda il paragrafo 109 della risoluzione sul discarico 2015 e il paragrafo 112 della risoluzione sul discarico 2014 in cui si chiede una valutazione della situazione attuale del Fondo pensionistico volontario; invita nuovamente l'Ufficio di presidenza a effettuare quanto prima e al più tardi entro il 30 giugno 2018 una valutazione della situazione attuale del Fondo pensionistico volontario;

99.  ribadisce i problemi persistenti relativi al Fondo pensionistico volontario e invita l'Ufficio di presidenza e il Segretario generale a intervenire per impedirne l'esaurimento anticipato, evitando al contempo eventuali conseguenze sul bilancio del Parlamento;

100.  rileva che il Parlamento funge da garante per il pagamento dei diritti pensionistici se e quando il fondo non sarà in grado di far fronte ai propri obblighi; si compiace dell'annuncio del Segretario generale di aver presentato all'Ufficio di presidenza un piano d'azione;

101.  osserva che, considerando l'attuale livello di attività finanziarie del Fondo, unitamente ai suoi futuri obblighi di pagamento annuali e all'evoluzione del tasso di redditività del capitale investito sui mercati finanziari, la data stimata di insolvenza del Fondo pensionistico volontario dovrebbe cadere tra il 2024 e il 2026;

Indennità di spese generali

102.  si compiace della decisione dell'Ufficio di presidenza di istituire un gruppo di lavoro ad hoc incaricato della definizione e della pubblicazione delle norme relative all'utilizzo dell'indennità per spese generali; ricorda le attese formulate dal Parlamento nelle sue risoluzioni del 5 aprile 2017(10) e del 25 ottobre 2017(11) sul bilancio 2018, in cui si chiedeva una maggiore trasparenza in merito all'indennità per spese generali e si indicava la necessità di definire regole più precise per quanto riguarda la contabilizzazione delle spese autorizzate a titolo di tale indennità, senza determinare costi aggiuntivi per il Parlamento. rinnova l'invito all'Ufficio di presidenza ad apportare in tempi rapidi le seguenti modifiche concrete relative alle indennità per spese generali:

- l'indennità per spese generali viene gestita in ogni caso in un conto bancario separato;

- tutte le ricevute relative all'indennità per spese generali devono essere conservate dai deputati;

- la parte inutilizzata dell'indennità per spese generali dovrebbe essere restituita al termine del mandato del deputato;

103.  ricorda il principio dell'indipendenza del mandato; sottolinea che i deputati eletti sono responsabili dell'utilizzo dell'indennità per spese generali per le attività parlamentari e che i deputati che lo desiderano possono pubblicare il resoconto delle loro spese a titolo dell'indennità per spese generali sulla loro pagina web personale;

104.  ritiene che un'eventuale revisione dell'indennità per spese generali dovrebbe tener conto delle raccomandazioni precedentemente adottate in Aula in materia di trasparenza e responsabilità finanziaria;

Direzione generale dell'Innovazione e dell'assistenza tecnologica

105.  ricorda che in un contesto di comunicazione aperto il rafforzamento della sicurezza delle TIC è uno dei pilastri strategici fondamentali per il Parlamento; rileva che, nell'ambito del piano d'azione sulla sicurezza informatica, il pilastro "cultura della sicurezza informatica" è incentrato su attività di sensibilizzazione e di formazione finalizzate a garantire che gli utenti delle TIC del Parlamento siano informati sui rischi e contribuiscano alla prima linea di difesa al riguardo; prende atto della campagna di sensibilizzazione sui rischi legati alla sicurezza informatica, che include l'affissione di promemoria visivi in tutti gli edifici del Parlamento, la pubblicazione di articoli sulla sicurezza informatica nella newsletter interna del Parlamento, nonché l'organizzazione di sessioni d'informazione per i deputati, gli assistenti e il personale; esprime tuttavia preoccupazione riguardo alle minacce alla sicurezza informatica; si compiace della nomina del responsabile della sicurezza informatica e della creazione dell'Unità per la sicurezza delle TIC dotata di un'équipe per la gestione della sicurezza e di un'équipe per le operazioni di sicurezza; invita il Segretario generale a esaminare la possibilità di adottare un sistema di competenze completamente interno, anche per evitare un elevato tasso di ricambio;

106.  ritiene che la priorità dei servizi informatici dovrebbe essere anzitutto un buon accesso a Internet e che attualmente gli episodi di "crash" (ossia il blocco o l'arresto improvviso e non richiesto di un programma o del sistema operativo di un computer) siano troppo numerosi;

107.  prende atto del progetto "ICT3MEPs" che dovrebbe migliorare i servizi TIC offerti ai deputati a al loro personale durante le attività svolte nelle rispettive circoscrizioni elettorali; constata che la prima fase del progetto, che prevede l'assegnazione agli assistenti locali di funzioni di gestione dell'accesso, è stata attuata nell'ottobre 2016; osserva tuttavia che possono essere apportati ulteriori miglioramenti al progetto; invita i servizi competenti a portare avanti l'attuazione del progetto tenendo conto delle esigenze degli utenti;

108.  si compiace dell'introduzione dall'accesso del Wi-Fi per i visitatori al Parlamento, che costituisce un ulteriore passo verso un Parlamento più inclusivo dal punto di vista digitale; sottolinea, tuttavia, che la sicurezza delle TIC dovrebbe continuare a rivestire un'importanza fondamentale e che la rete interna del Parlamento dovrebbe essere protetta da potenziali attacchi esterni dolosi; sottolinea l'esigenza di un netto miglioramento del servizio fornito, in particolare a Strasburgo e attende con interesse l'adozione delle necessarie misure nel prossimo futuro;

109.  invita l'Ufficio di presidenza, in collaborazione con la Direzione generale dell'Innovazione e dell'assistenza tecnologica (DG ITEC), a definire misure di mitigazione dei rischi al fine di garantire il buon funzionamento dei lavori parlamentari in caso di danni o interruzioni del sistema; sottolinea l'importanza di un elenco prioritario di servizi che determini l'ordine con cui i diversi servizi devono essere ripristinati il più rapidamente possibile, affinché un servizio minimo continui a funzionare in caso di attacchi informatici; invita l'Ufficio di presidenza a definire un piano di contingenza per le interruzioni di sistema di lunga durata; raccomanda che le centrali di dati diversifichino i siti in cui sono ubicati i loro server al fine di migliorare la sicurezza e la continuità dei servizi informatici del Parlamento;

110.  rinnova l'invito formulato nelle risoluzioni sul discarico per gli esercizi 2014 e 2015 a creare un sistema di allerta rapida in caso di emergenza che consenta alla DG ITEC, in collaborazione con la DG SAFE, di inviare comunicazioni tempestive, per SMS o e-mail, ai deputati e al personale che acconsentano a far figurare i propri recapiti nell'elenco di questo sistema di comunicazione, da utilizzare in specifiche situazioni di emergenza;

Direzione generale della Sicurezza e della protezione

111.  prende atto del nuovo sistema ottimizzato per l'organizzazione dei compiti relativi alla sicurezza che il Segretario generale ha presentato all'Ufficio di presidenza nel gennaio 2018; rileva inoltre che il nuovo sistema tiene conto della specificità del ruolo e delle funzioni degli agenti addetti alla sicurezza; auspica che si possa mantenere un dialogo aperto al fine di continuare a prestare attenzione ai requisiti di questa categoria di personale che lavora in un contesto di sicurezza molto teso;

112.  plaude agli sforzi costanti compiuti riguardo alla sicurezza e alla protezione all'interno e all'esterno del Parlamento; si rende conto che la sicurezza all'interno del Parlamento deve mirare a conseguire un delicato equilibrio tra la presa in considerazione di una serie di misure di protezione e l'introduzione di un sistema eccessivamente improntato alla sicurezza che rallenta l'attività del Parlamento; insiste tuttavia sul fatto che la sicurezza del Parlamento dovrebbe essere ulteriormente rafforzata e rinnova l'invito al Segretario generale a garantire che il personale sia adeguatamente formato e in grado di svolgere le proprie mansioni in modo professionale, anche nelle situazioni di emergenza;

113.  invita il personale addetto alla sicurezza della DG SAFE, in caso di evacuazioni, a controllare attentamente l'intero edificio di cui sono responsabili per assicurarsi che sia stato correttamente evacuato e a prestare assistenza alle persone non udenti o che hanno altre forme di disabilità che devono essere evacuate;

Un Parlamento ecocompatibile

114.  ricorda che l'Ufficio di presidenza ha introdotto il sistema di gestione ambientale (EMAS) al Parlamento il 19 aprile 2004; rileva che nel 2016 l'Ufficio di presidenza ha adottato una politica ambientale riveduta che mantiene e ribadisce l'impegno del Parlamento a favore di un costante miglioramento ambientale;

115.  elogia l'impegno del Parlamento a favore degli appalti pubblici verdi; osserva che la "Guida di applicazione del Parlamento europeo in materia di appalti pubblici verdi", che è intesa ad aiutare gli ordinatori al Parlamento ad attuare con successo politiche e procedure di acquisti basate sulla considerazione degli aspetti ambientali, è stata approvata nel giugno 2016; accoglie con favore l'istituzione di un helpdesk interistituzionale sugli appalti pubblici verdi; invita a valutare l'introduzione di criteri per una consultazione obbligatoria relativa agli appalti pubblici verdi per le gare pubbliche superiori a una determinata soglia finanziaria e/o per categorie specifiche di prodotti; prende atto della costruzione del muro vegetale nell'edificio Altiero Spinelli e ritiene che i costi dello stesso siano smisurati rispetto ai benefici che può generare; chiede al sistema di gestione ambientale di trovare soluzioni che tengano conto non solo dell'elemento ecologico ma anche del rapporto costi-benefici;

116.  si compiace dell'installazione di distributori d'acqua e del nuovo sistema di contenitori di vetro riutilizzabili; rileva che i distributori d'acqua sono poco pubblicizzati e non ancora installati nei locali degli uffici; si rammarica che, malgrado il capitolato d'oneri preveda di ridurre i rifiuti in plastica, un numero crescente di pasti in imballaggi usa e getta è venduto dalle strutture di ristorazione del Parlamento; chiede maggiore trasparenza sui rifiuti in plastica generati dalla strutture di ristorazione; rileva che la marca delle bottiglie d'acqua distribuite durante le riunioni del Parlamento è cambiata tre volte in meno di due anni, il che non sembra essere in linea con la durata degli appalti annunciata in precedenza, e che si tratta ancora di prodotti in plastica; riconosce che la Commissione ha abbandonato le bottiglie d'acqua in plastica e invita il Parlamento a definire un piano per fare altrettanto, soprattutto in considerazione del suo ruolo esemplare e alla luce della strategia europea in materia di plastica;

117.  prende atto che l'Ufficio di presidenza ha approvato una tabella di marcia, proposta dal Segretario generale, per passare a un parco veicoli elettrici; constata che, entro la fine del 2017, il 50 % del parco veicoli e minibus del Parlamento doveva essere composto da veicoli elettrici o veicoli ibridi ricaricabili e che, a partire dal 2018, tutti i nuovi veicoli acquistati per il parco veicoli del Parlamento dovrebbero essere veicoli ibridi ricaricabili o veicoli elettrici; rileva che nel 2020 il 100 % del parco veicoli del Parlamento dovrebbe essere composto da veicoli elettrici o veicoli ibridi ricaricabili, mentre nel 2021 ciò si dovrebbe applicare anche al 100 % del parco minibus del Parlamento; sottolinea fermamente che prima di ogni rinnovo sostanziale del parco veicoli dovrebbe essere condotta un'analisi costi-benefici e che la commissione per il controllo dei bilanci dovrebbe familiarizzarsi con un'analisi costi-benefici che continui l'attuazione della tabella di marcia per il passaggio a un parco veicoli elettrici; invita a compiere maggiori sforzi per la promozione di una mobilità attiva, anche offrendo spazi per parcheggiare le biciclette più attrattivi, accessibili e sicuri;

118.  invita l'Ufficio di presidenza a non limitarsi ai veicoli elettrici quale soluzione più ecologica dato che sono emersi timori in merito alla loro produzione (compresa una sufficiente disponibilità delle risorse necessarie) e allo smaltimento delle batterie alla fine del loro ciclo di vita; si rammarica che i deputati non siano stati informati su un'analisi in materia di carburanti alternativi, quali biocarburanti, carburanti sintetici o pile a idrogeno; sottolinea che la diversificazione del parco veicoli ecologico potrebbe attenuare la dipendenza da un fornitore e compensare eventuali future mancanze negli approvvigionamenti;

119.  rileva che il Parlamento deve conformarsi alle norme regionali e locali applicabili e invita i servizi del Parlamento a spiegare in dettaglio come è stata attuata la legge regionale di Bruxelles (Code Bruxellois de l’air, du climat et de la maîtrise de l’énergie) in particolare per quanto riguarda i parcheggi offerti agli impiegati;

120.  si compiace, nel contesto della politica dell'Unione in materia di energia e clima per il 2030 e oltre, delle misure supplementari volte a compensare le emissioni inevitabili; invita il Parlamento a definire nuove politiche di compensazione della CO2;

Relazione annuale sui contratti aggiudicati

121.  ricorda che il regolamento finanziario(12) e le relative modalità di applicazione(13) stabiliscono le informazioni che devono essere fornite all'autorità di bilancio e al pubblico per quanto riguarda l'aggiudicazione di contratti da parte dell'istituzione; rileva che il regolamento finanziario esige la pubblicazione dei contratti aggiudicati con un valore superiore a 15 000 EUR, valore che corrisponde alla soglia oltre la quale è obbligatoria una procedura competitiva;

122.  rileva che su un totale di 219 contratti aggiudicati nel 2016, 77 erano basati su procedure aperte o ristrette, con un valore di 436 milioni di EUR, e 141 su procedure negoziate, con un valore totale di 64 milioni di EUR; rileva che il numero totale di contratti aggiudicati mediante procedure negoziate è stato inferiore del 14 % nel 2016 (141 rispetto a 151 nel 2015) con una riduzione del valore del 29 % (64 milioni di EUR contro 90 milioni di EUR nel 2015);

123.  rileva che la ripartizione dei contratti aggiudicati nel 2016 e nel 2015, per tipo di contratto, è la seguente:

Tipo di contratto

2016

2015

Numero

Percentuale

Numero

Percentuale

Servizi

Forniture

Lavori

Edifici

169

36

13

1

77 %

16 %

6 %

1 %

194

34

18

8

77 %

13 %

7 %

3 %

Totale

219

100 %

254

100 %

Tipo di contratto

2016

2015

Valore (EUR)

Percentuale

Valore (EUR)

Percentuale

Servizi

244 881 189

49 %

539 463 943

70 %

Forniture

155 805 940

31 %

78 424 245

11 %

Lavori

97 640 851

19 %

92 889 168

12 %

Edifici

1 583 213

1 %

55 804 154

7 %

Totale

499 911 194

100 %

766 581 510

100 %

(Relazione annuale sui contratti aggiudicati dal Parlamento europeo nel 2016, pag. 6)

124.  rileva che la composizione dei contratti stipulati nel 2016 e 2015 per tipologia procedurale è la seguente:

Tipo di procedura

  

2016

2015

Numero

Percentuale

Numero

Percentuale

Aperta

Ristretta

Negoziata

Competitiva

Eccezionale

70

7

141

-

1

32 %

3%

64%

-

1%

93

10

151

-

-

37 %

4 %

59 %

-

-

Totale

219

100 %

254

100 %

Tipo di procedura  

2016

2015

Valore (EUR)

Percentuale

Valore (EUR)

Percentuale

Aperta

Ristretta

Negoziata

Competitiva

Eccezione

406 408 732

29 190 756

64 284 705

-

27 000

81 %

6 %

13 %

-

0 %

636 333 284

40 487 367

89 760 859

-

-

83 %

5 %

12 %

-

-

Totale

499 911 194

100 %

766 581 510

100 %

(Relazione annuale sui contratti aggiudicati dal Parlamento europeo nel 2016, pag. 8)

Gruppi politici (linea di bilancio 4 0 0)

125.  constata che nel 2016 gli stanziamenti iscritti alla linea di bilancio 4 0 0 (destinati ai gruppi politici e ai deputati non iscritti) sono stati utilizzati nel modo seguente:

Gruppo

2016

2015

Stanziamenti annuali

Risorse proprie e stanziamenti riportati

Spese

Tasso di esecuzione stanziamenti annuali

Importi riportati all'esercizio successivo

Stanziamenti annuali

Risorse proprie e stanziamenti riportati

Spese

Tasso di esecuzione stanziamenti annuali

Importi riportati all'esercizio successivo

PPE

17 400

8 907

18 303

105,19 %

8 005

17 440

10 198

17 101

98,06 %

8 745

S&D

15 327

5 802

15 713

102,51 %

5 417

15 256

5 748

15 379

100,81 %

7 633

ECR

6 125

2 518

5 835

95,25 %

2 809

5 959

1 614

5 065

84,99 %

2 779

ALDE

5 759

2 366

6 448

111,98 %

1 676

5 692

2 517

5 865

103,03 %

2 839

GUE/NGL

4 340

1 729

4 662

107,43 %

1 407

4 305

1 256

3 832

89,02 %

2 156

Verts/ALE

4 180

1 557

3 921

93,82 %

1 815

4 153

1 293

3 890

93,67 %

2 078

EFDD

3 820

1 873

2 945

77,10 %

1 910

3 843

1 643

3 629

94,45 %

1 919

ENF**

-

-

-

-

-

1 587

0

827

52,09 %

793

Membri non iscritti

772

216

616

79,90 %

257

1 627

533

1 001

61,51 %

214

Totale***

57 723

24 968

58 443

101,25 %

23 296

59 860

24 803

56 588

94,53 %

29 155

*  Tutti gli importi sono espressi in migliaia di euro

**  Gli importi definitivi delle spese ammissibili riguardanti il gruppo ENF saranno definiti in una fase successiva

***  Il totale non include gli importi riguardanti il gruppo ENF

126.  prende atto con preoccupazione che, nel caso di un gruppo politico, il revisore contabile esterno indipendente ha emesso un giudizio con rilievi; è particolarmente preoccupato per il fatto che il revisore contabile ha individuato il mancato rispetto del "Regolamento relativo all'utilizzo degli stanziamenti della voce di bilancio 400" nei casi di costi per i quali non è stato possibile ottenere una documentazione giustificativa adeguata come pure nel caso di mancato rispetto degli obblighi in materia di appalti per 10 prestatori di servizi;

127.  esprime preoccupazione per il rischio reputazionale per il Parlamento rappresentato da tali irregolarità ed è convinto della necessità di un'azione rapida ed efficace per prevenire e risolvere irregolarità analoghe in futuro;

Partiti politici europei e fondazioni politiche europee

128.  constata che nel 2016 gli stanziamenti iscritti alla linea di bilancio 4 0 2 destinati ai gruppi politici sono stati utilizzati nel modo seguente(14):

Partito

Abbreviazione

Risorse proprie

Sovvenzione PE

Totale entrate(15)

Sovvenzione PE in % della spesa ammissibile (max. 85 %)

Eccedenza di entrate (trasferimento alle riserve) o perdite

Partito popolare europeo

PPE

1 734

6 918

10 650

85 %

304

Partito dei socialisti europei

PSE

1 408

7 154

9 512

85 %

12

Partito dell'Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa

ALDE

611

2 337

3 162

85 %

88

Partito Verde Europeo

PVE

502

1 795

2 587

85 %

78

Alleanza dei conservatori e riformisti europei

AECR

472

2 292

3 232

85 %

-240

Partito della sinistra europea

EL

335

1 594

2 119

85 %

25

Partito Democratico Europeo

PDE

107

518

625

85 %

4

Democratici UE

EUD

54

238

341

85 %

11

Alleanza libera europea

ALE

158

777

1 008

85 %

5

Movimento politico cristiano europeo

ECPM

109

493

665

85 %

0

Alleanza europea per la libertà

EAF

68

391

459

85 %

-40

Alleanza europea dei movimenti nazionali europei

AENM

61

229

391

85 %

0

Movimento per un'Europa delle libertà

e della democrazia

MELD

189

785

1 020

85 %

0

Alleanza per la pace e la libertà

APL

62

329

391

85 %

-5

Totale

 

5 870

25 850

36 160

85 %

242

 

129.  constata che nel 2016 gli stanziamenti iscritti alla linea di bilancio 4 0 3 (destinati ai gruppi politici e ai deputati non iscritti) sono stati utilizzati nel modo seguente(16):

Fondazione

Abbreviazione

Partito di affiliazione

Risorse proprie

Sovvenzione finale PE

Totale entrate

Sovvenzione PE in % della spesa ammissibile (max. 85 %)

Centro Wilfried Martens per gli studi europei

WMCES

PPE

965 665

4 878 174

5 843 839

85 %

Fondazione europea di studi progressisti

FEPS

PSE

1 041 910

4 430 253

5 472 163

84 %

Forum liberale europeo

ELF

ALDE

248 996

1 126 430

1 375 426

85 %

Fondazione verde europea

GEF

PVE

204 866

1 090 124

1 294 990

85 %

Trasformare l'Europa

TE

EL

217 209

901 484

1 118 693

85 %

Istituto dei democratici europei

IED

PDE

50 690

272 033

322 724

85 %

Centro Maurits Coppieters

CMC

ALE

71 952

318 411

390 362

85 %

Una nuova direzione - Fondazione per la riforma europea

ND

AECR

316 916

1 503 964

1 820 880

85 %

Fondazione europea per la libertà

FEP

EAF

41 923

226 828

268 751

85 %

Organizzazione per la cooperazione interstatale europea

OEIC

EUD

21 702

126 727

148 429

99 %

Fondazione politica cristiana per l'Europa

SALLUX

ECPM

61 024

326 023

387 047

85 %

Identità e tradizioni europee

EIT

AENM

37 896

184 685

222 581

85 %

Fondazione per un'Europa delle nazioni e della libertà

FENL

MELD

96 726

549 357

646 084

85 %

Europa Terra Nostra

ETN

APL

37 461

151 403

188 864

85 %

Totale**

 

 

3 414 937

16 085 895

19 500 832

85 %

(*)  La sovvenzione definitiva per l'OEIC rappresenta il 99 % della spesa perché una parte della spesa è stata riclassificata come non ammissibile riducendo in tal modo le spese ammissibili complessive.

(**)  La tabella non include gli importi per l'IDDE in ragione della procedura di risoluzione della sovvenzione nel 2016. La decisione sulla sovvenzione è in corso.

 

 

 

 

 

 

130.  esprime preoccupazione per le recenti irregolarità che hanno interessato le spese e le risorse proprie di diversi partiti politici europei e fondazioni politiche europee;

131.  esprime preoccupazione per il rischio per l'immagine del Parlamento che rappresentano tali irregolarità ed è convinto della necessità di agire con celerità ed efficacia per prevenire e affrontare eventuali irregolarità di questo tipo in futuro; ritiene tuttavia che tali irregolarità riguardino un numero limitato di partiti politici e di fondazioni politiche; è del parere che tali irregolarità non dovrebbero mettere in discussione la gestione finanziaria degli altri partiti politici e delle altre fondazioni politiche; ritiene che i meccanismi di controllo interno del Parlamento debbano essere rafforzati;

132.  invita il Segretario generale a riferire alle commissioni competenti, entro il 1° maggio di quest'anno, in merito a tutte le misure adottate per contrastare l'utilizzo improprio delle sovvenzioni concesse;

133.  chiede alla nuova Autorità per i partiti politici europei e le fondazioni politiche europee di presentare al Parlamento una relazione sui progressi compiuti dopo il primo anno di attività, ovvero nel 2017; invita il Segretario generale a garantire che l'autorità disponga delle risorse necessarie per svolgere i suoi compiti;

134.  ritiene necessario che, qualora impieghino persone, i partiti e le fondazioni rispettino pienamente il diritto del lavoro e la legislazione sociale dello Stato membro in cui è svolta l'attività lavorativa; chiede l'inclusione dell'analisi di tale requisito nelle attività di controllo interno.

INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

19.3.2018

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

21

1

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Nedzhmi Ali, Inés Ayala Sender, Dennis de Jong, Tamás Deutsch, Luke Ming Flanagan, Ingeborg Gräßle, Jean-François Jalkh, Wolf Klinz, Arndt Kohn, José Ignacio Salafranca Sánchez-Neyra, Petri Sarvamaa, Claudia Schmidt, Bart Staes, Marco Valli, Derek Vaughan, Joachim Zeller

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Gerben-Jan Gerbrandy, Brian Hayes, Andrey Novakov, Miroslav Poche

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

John Howarth

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

21

+

ALDE

Nedzhmi Ali, Gerben-Jan Gerbrandy, Wolf Klinz

EFDD

Marco Valli

GUE/NGL

Luke Ming Flanagan, Dennis de Jong

PPE

Tamás Deutsch, Ingeborg Gräßle, Brian Hayes, Andrey Novakov, José Ignacio Salafranca Sánchez-Neyra, Petri Sarvamaa, Claudia Schmidt, Joachim Zeller

S&D

Inés Ayala Sender, John Howarth, Arndt Kohn, Miroslav Poche, Derek Vaughan

VERTS/ALE

Benedek Jávor, Bart Staes

1

-

ENF

Jean-François Jalkh

0

0

 

 

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

(1)

GU L 48 del 24.2.2016.

(2)

GU C 323 del 28.9.2017, pag. 1.

(3)

GU C 266 dell'11.8.2017, pag. 1.

(4)

GU C 322 del 28.9.2017, pag. 1.

(5)

GU C 322 del 28.9.2017, pag. 10.

(6)

GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.

(7)

PE 422.541/Bur.

(8)

Regolamento (UE, Euratom) n. 1311/2013 del Consiglio, del 2 dicembre 2013, che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020.

(9)

GU C 373 del 20.12.2013, pag. 1.

(10)

Testi approvati, P8_TA(2017)0114.

(11)

Testi approvati, P8_TA_PROV(2017)0408.

(12)

Regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio del 25 ottobre 2012 che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2012 del Consiglio (GU L 298 del 26.10.2012).

(13)

Regolamento delegato (UE) n. 1268/2012 della Commissione, del 29 ottobre 2012, recante le modalità di applicazione del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione (GU L 362 del 31.12.2012).

(14)

Tutti gli importi sono espressi in migliaia di euro.

(15)

Il totale delle entrate include i riporti dell'anno precedente a norma dell'articolo 125, paragrafo 6, del regolamento finanziario

(16)

Tutti gli importi sono espressi in migliaia di euro.

Ultimo aggiornamento: 12 aprile 2018Avviso legale